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  • Daniel Mannini: una pittura finalizzata a rendere omaggio al mondo delle donne

    Daniel Mannini è protagonista di un nuovo progetto artistico inserito all’interno del suo sito web danielmanniniart.it, che mette in primo piano un’avvincente e coinvolgente narrazione biografica dedicata a donne di notevole pregio e prestigio, che hanno fatto la storia e sono sempre presenti tramite il supporto encomiabile, che ci hanno fornito e offerto. Sono tutte storie raccontate con trasporto e pathos, che conquistano da subito l’attenzione e la curiosità di chi legge e suscitano una compartecipazione intensa e immediata. “Ritengo che questo progetto sia davvero un fiore all’occhiello per integrare e rafforzare il sito web di Daniel e apportare del materiale assolutamente valido. Stiamo proprio procedendo con il cosiddetto vento in poppa per avere dei contenuti, che facciano da sostegno autorevole per accentuare in modo ottimale le credenziali pittoriche di Daniel. Chi entra a visitare il suo sito web capisce subito, che non è una piattaforma qualunque, composta in modo seriale e standardizzato. Questo progetto, dunque, è finalizzato sia a celebrare queste donne uniche e speciali, sia ad alimentare il potere sostanziale della produzione artistica di Daniel. La sua pittura fatta sempre con autentica enfasi creativa, si presta benissimo ad essere accostata a un certo tipo di contenuti. è pregnante di richiami e di rimandi, pullula di riferimenti e di allusioni, di codici cifrati e di chiavi di lettura”. Proseguendo ancora, la dottoressa Elena Gollini ha evidenziato: “Avendo a disposizione una formula comunicativa di grande apertura e versatilità, i quadri di Daniel possono essere accorpati ad intreccio e offrono quella contestualizzazione impeccabile, senza né offuscare né limitare l’energia che scaturisce dalle sezioni di scritti, tanto meno senza risultare autocelebrativi e autoreferenziali. Le storie di queste donne straordinarie si pongono in commistione alchemica con l’arte pittorica di Daniel e amplificano al massimo il loro potenziale di risorse. È un progetto dove mente, cuore e anima sono in legame di coesione assoluta. Da una parte Daniel con la sua partecipe visione creativa, dall’altra parte le vicende esistenziali e umane di queste donne nella loro enorme esplosione sensoriale. Il tutto all’insegna di un’armonia alchemica di passione viscerale, di sentimento incontaminato e incondizionato, di emozione allo stato puro. Ecco, perché la pittura di Daniel diventa un ponte di collegamento e di connessione con la vita di queste donne, ne preserva e ne custodisce l’integrità e ne esalta la valenza intrinseca. Sono convinta, che questo progetto resterà nel cuore di Daniel come di tutti quelli che avranno il piacere di leggerlo, perché rendere omaggio ad honorem a questo circuito di donne, che sono esempi e modelli indiscutibili e indiscussi, è un po’ come rendere il giusto merito e il giusto tributo all’insieme globale di ciò che ha significato il loro modus pensandi e operandi”.

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  • L’arte pittorica di Daniel Mannini per celebrare l’universo declinato al femminile

    All’interno del nuovo sito web danielmanniniart.it dell’artista pittore Daniel Mannini è stato collocato un nuovo progetto artistico davvero speciale, che attraverso la sua formula stilistica di matrice informale e di tendenza astratta, celebra il sorprendente universo declinato in chiave tutta al femminile, per rendere sempre viva la memoria del ricordo dei preziosi contributi, che un circuito di donne di illustre fama e di acclarato prestigio hanno lasciato come simbolico patrimonio ereditario a tutti quanti noi. A tal riguardo, la dottoressa Elena Gollini, curatrice del progetto, ha spiegato: “Attraverso questa importante celebrazione, che annovera un gruppo di presenze femminili davvero di eccezionale spessore, insieme a Daniel abbiamo voluto offrire al lettore-fruitore internauta che visita il suo interessante sito web, la possibilità di approfondire i percorsi esistenziali di queste superdonne e avere anche degli stimolanti spunti di riflessione e di valutazione. Sono Donne con la D maiuscola nel vero senso della parola, che rispecchiano appieno talento e virtù, forza vitale e carica energetica, tempra robusta e grande coraggio, tenacia e intraprendenza, dinamismo e determinazione, profondità di vedute e mente volitiva, sensibilità umana e capacità comunicativa. Daniel apprezza il segno e la traccia indelebile lasciata da loro e ne rimarca il solco incancellabile. Nella sua spiccata proiezione ricettiva e percettiva, Daniel diventa una sorta di testimone del nostro tempo per esaltare al meglio l’operato di queste donne e condividere le loro storie e le vicende esistenziali, spesso anche molto sofferte e travagliate”. Inoltre, proseguendo nella sua dissertazione analitica, la dottoressa Gollini ha sottolineato: “Ritengo, che la propensione autentica e accorata di Daniel nell’avallare questo enorme patrimonio di contributi umani, che queste donne hanno donato al mondo intero, sia un ulteriore punto di forza contenutistico per imprimere la giusta impronta sostanziale al suo sito web, nonché per rendere ancora più comprovante la variegata prospettiva dell’impianto strutturale. La sua arte diventa così un potente e funzionale motore trainante di slancio, che va ben oltre la semplice proposta estetica e innerva tutto un palinsesto emotivo ed emozionale di spontanea espressione. Leggere le narrazioni biografiche dedicate a queste donne e osservare i dipinti, che Daniel ha scelto e designato per rappresentare il progetto e la sua vicinanza empatica verso di loro, è davvero suggestivo e denota in modo palese e indiscutibile quanto prevalga in lui la volontà di mettersi su un piano di calibro e di caratura, rifuggendo in toto da dimensioni effimere e da visioni superficiali, per intrecciare una propria evoluzione di sviluppo creativo, che coincide con delle fasi e delle tappe qualificanti e degli step di crescita edificanti”.

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  • Grande consenso per la mostra pittorica di Daniel Mannini

    Ha riscosso un meritato consenso di approvazione la mostra pittorica con protagonista Daniel Mannini e la sua visionarietà informale, intrisa di vivace dinamismo creativo, allestita nel rinomato contesto della Biblioteca di San Casciano, nei pressi di Firenze. Stante il successo ottenuto, la mostra è stata anche prorogata di un’altra settimana rispetto alle tempistiche pattuite all’inizio con la cadenza di finissage fissata per il 17 giugno, a dimostrazione dei riscontri positivamente ricevuti sia dai referenti interni della prestigiosa location sia dai frequentatori. A tal riguardo, la dottoressa Elena Gollini che ha supportato Mannini nella gestione e nella curatela del suo percorso artistico, ha voluto sottolineare: “Credo, che Daniel debba davvero essere molto fiero e orgoglioso del risultato e del traguardo simbolico conseguito con grande meritocrazia attraverso questa esposizione in forma di mostra personale. Il contesto della biblioteca così prestigioso è stato senza dubbio funzionale a dare ancora più risalto alla produzione designata e selezionata accuratamente da Daniel per essere di insieme ottimale nel configurare una panoramica esaustiva ed esauriente della sua vena di ispirazione e della sua dimensione di ricerca. Il tutto è stato certamente orchestrato al meglio e anche come definizione degli spazi adibiti alla collocazione dei vari quadri, sono stati seguiti criteri molto validi per offrire una sistemazione adatta e congeniale al tenore stilistico e alla narrazione scenica, sia facente capo alle singole opere sia considerato il complesso compositivo globale, come una sorta di coacervo armonioso e bilanciato di parafrasi e di palinsesti formali e sostanziali, sempre equilibrati in perfetta proporzione formale e contenutistica. Nell’aver scelto di collocare le opere testimonial di due importanti progetti artistici posizionati all’interno del suo sito web https://danielmanniniart.it senza dubbio Daniel ha centrato in pieno la mission espositiva a monte, convogliando anche delle speciali sinergie scenico-narrative corredate e accompagnate dagli appositi materiali di approfondimento. In tal modo, ha fornito ulteriori motivazioni coinvolgenti per conquistare da subito l’attenzione e la curiosità del nutrito pubblico frequentatore della struttura bibliotecaria”. Inoltre ha rimarcato ancora: “Ho trovato molto azzeccata anche la scelta del dipinto da lasciare in loco come omaggio simbolico di riconoscenza e di ringraziamento, destinata alla biblioteca, che nella sua accattivante contestualizzazione si intreccia perfettamente all’ambientazione di contorno e diventa il fulcro simbolo di questa esperienza così positiva e gratificante, che certamente Daniel porterà nel cuore e terrà come colonna portante del suo incalzante percorso evolutivo, sperando magari in un futuro prossimo di tornare a rinnovare la propria presenza espositiva in questa cornice ormai diventata così cara e familiare”.

  • Paolo Tocchini: l’intensa ispirazione esistenziale alla base della sua cifra pittorica

    Per meglio scandagliare a fondo la cifra pittorica, che appartiene al fare artistico di Paolo Tocchini ho voluto insieme a lui improntare un progetto mirato, congeniale per dare il giusto risalto al fattore di radice esistenziale ed esistenzialista, che è senza dubbio una componente distintiva di notevole pregio all’interno della sua formula espressiva figurale di impronta contemporanea”. Esordisce così la dottoressa Elena Gollini nel commentare la realizzazione di un apposito progetto artistico dedicato alla pittura di Tocchini nella sua intensa ispirazione connessa a riferimenti filosofici e a rimandi allusivi riconducibili alle teorie e alle dottrine dell’esistenzialismo, nonché della sociologia. Inoltre, ha spiegato: “Ho concertato e predisposto un progetto fatto ad hoc per enfatizzare ed esaltare al meglio quel complesso sfaccettato di elementi, che Paolo immette e fa confluire all’interno del costrutto compositivo e che vanno ad integrare e a rafforzare in modo significativo e qualificante il comparto sostanziale contenutistico, fornendo una base di sostegno e di supporto fondamentale per consentire una visionarietà pregnante e intrisa di quei valori cardine pilastro, che inficiano la sfera dell’essere e dell’esistere e afferiscono a quel variegato crogiolo di pensieri, emozioni, sentimenti e riflessioni, che ciascuno incontra e affronta nel suo vivere quotidiano. Infatti, nelle sue rappresentazioni le immagini riprodotte contengono sempre quel quid speciale, che esula dalla semplice riproduzione descrittiva tout court e diventa un simbolico ponte di collegamento e di congiunzione tra mondo emerso, subito visibile e individuabile, e mondo sommerso, da scoprire gradualmente e in progressione di fruizione attenta e ponderata. Ecco perché alla poetica comunicativa della pittura di Paolo è allineabile in perfetta sintonia anche la citazione del maestro esistenzialista francese Albert Camus, che con il suo fervore sferzante di esortazione e di stimolo, ci sprona a trovare dentro ognuno di noi quella forma di -Invincibile estate- che custodisce la nostra potente e propulsiva carica energetica vitale, il nostro incalzante desiderio di avanzare sempre a testa alta nonostante le difficoltà e gli ostacoli da affrontare e superare, che ci rende liberi nelle nostre frizzanti e spumeggianti passioni e ci proietta verso nuovi traguardi e nuove ambiziose sfide da perseguire e nuovi entusiasmanti obiettivi da raggiungere. In ogni opera di Paolo, in ogni raffigurazione concepita nella sua peculiare entità di anima-creatura unica e come tale diversa e originale nella sua costituzione, viene conservato quello spirito di -Invincibile estate- che trova la sua ottimale esternazione e manifestazione e diventa un anello di legame forte e inscindibile con il fruitore-spettatore, perché ciascuno possa davvero rievocare in sé quel concetto magistralmente decantato dall’esimio Camus quando ha pronunciato la frase memorabile -Ho compreso, infine, che nel bel mezzo dell’inverno, ho scoperto che vi era in me un’invincibile estate. E ciò mi rende felice-”.

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  • Si conclude con meritato successo la mostra personale di Daniel Mannini

    Non poteva davvero augurarsi e sperare di ottenere esiti migliori per la sua mostra personale, il promettente e giovane pittore Daniel Mannini, che ha allestito una ricca e corposa produzione di opere presso la sede della Biblioteca di San Casciano in zona Firenze, riuscendo a realizzare e concretizzare un traguardo ad alto livello. Elogi e consensi di approvazione non si sono davvero fatti mancare, con giusto compiacimento da parte del talentuoso artista fiorentino, che ha raccolto da tutti riscontri di valutazione assolutamente soddisfacenti e commenti totalmente positivi. La dottoressa Elena Gollini, che sta supportando Daniel con una formula di curatela artistica personalizzata ed esclusiva, ha tenuto a esprimere a sua volta le proprie riflessioni in merito dichiarando: “Come dice il saggio proverbio antico sempre attuale e sempre valido, chi semina raccoglie e Daniel ha saputo seminare davvero molto bene attraverso l’organizzazione di questa sua personale, facendo leva sulle sue risorse virtuose e trovando un cliché espositivo idoneo e adeguato alla location, per fondersi e amalgamarsi in modo esemplare e ineccepibile. Insieme abbiamo concertato di scegliere un quadro da donare come gesto simbolico per omaggiare e rendere onore alla grande ospitalità dimostrata dai referenti della biblioteca, che gli hanno anche concesso di prorogare la mostra di una settimana in più rispetto agli accordi iniziali, per i quali doveva terminare ufficialmente il 17 giugno. Questa rinnovata disponibilità di prolungamento è stata ovviamente accolta da Daniel con piacevolissima e inaspettata sorpresa, trasmettendogli ancora più carica positiva verso questa esperienza così entusiasmante. Certamente questa mostra farà da traino anche per promuovere il nuovo sito web di Daniel https://danielmanniniart.it che raccoglie contenuti davvero interessanti ed eterogenei come impostazione”. E ancora, la dottoressa Gollini ha evidenziato: “Ho suggerito a Daniel di lasciare un quadro come omaggio di riconoscenza. La sua scelta selettiva è stata davvero impeccabile. Infatti il quadro dal titolo emblematico -Accoglienza- nella sua profusione di sferzante e prorompente esplosione ed effusione cromatica, racchiude al suo interno tutto lo slancio di ispirazione che guida l’atto pittorico e si rende metaforicamente portavoce di tutta quella travolgente passionalità, che sorregge l’apparato creativo di Daniel. La tendenza prevalente della tonalità di colore rosso acceso, marcato e deciso, lascia emergere proprio quella speciale red passion, che appartiene alla sua ricerca sperimentale. È un quadro dunque, che riassume in sé nella sua magica sintesi narrativa di radice astratto-informale, tutta quella commistione di pathos e di trasporto, che consentono a Daniel di incedere e procedere nel suo cammino a testa alta e di sentirsi consapevolmente artefice e fautore di un fare artistico, che coincide con la sua più intima e recondita ragion d’essere”.

  • Daniel Mannini: il suo omaggio artistico alla filosofia esistenziale

    Il pittore fiorentino Daniel Mannini è incline all’influenza della visione filosofica esistenziale e della filosofia esistenzialista e nella sua narrazione astratto-informale inserisce sempre elementi e componenti contenutistici, che fanno d’appiglio e d’aggancio insito e sotteso a messaggi e significati subliminali allineati e canalizzati a diffondere e condividere pensieri e riflessioni di intensa valenza. In occasione della storica manifestazione del Festival della Fotografia Europea a Reggio Emilia, che celebra ed esalta l’intero comparto delle arti visive nella loro eterogenea e multiforme dimensione, Mannini si rende protagonista di un progetto artistico altisonante, collocato in modo permanente sul suo sito web danielmanniniart.it nel quale la sua arte pittorica viene intrecciata a scritti appositi riguardanti concetti correlati all’esistenzialismo e alle dottrine e teorie di matrice esistenziale, fornendo anche degli stimoli di approccio ulteriori ai suoi fruitori-spettatori e contribuendo a generare un focus di interesse sostanziale ancora più ampio e dilatato. A tale proposito, è intervenuta la dottoressa Elena Gollini per spiegare la mission creativa alla base di questo progetto esclusivo: “Con Daniel stiamo procedendo in linea con una serie di argomentazioni e tematiche, che ben si sposano e si fondono con la sua sfera creativa di ispirazione e con il suo sentire interiore ed emozionale. Ecco, perché ho voluto strutturare questo collegamento mirato, in virtù anche dello svolgimento della prestigiosa manifestazione del Festival Internazionale a Reggio Emilia, che in questa edizione ha incentrato tutto quanto sull’importanza delle lectio magistralis e degli insegnamenti trasmessi e trasferiti tramite l’esistenzialismo e in particolare tramite quanto tramandato simbolicamente dal maestro Albert Camus nella sua genialità acuta e arguta, facendo richiamo alla sua celebre frase emblematica -Imparavo finalmente, nel cuore dell’inverno, che c’era in me un’invincibile estate- che rappresenta una citazione dagli sfaccettati accenti allusivi e metaforici, che si presta a chiavi di lettura interpretative profondamente toccanti”. Inoltre, la dottoressa Gollini ha proseguito affermando: “Proprio a fronte di questa armoniosa fusione tra la pittura di Daniel e la filosofia esistenziale ed esistenzialista, ho ritenuto di attribuire un riconoscimento ufficiale di merito, un attestato che premia la sua sensibilità spiccata nella ricerca di tessitura sostanziale di una certa pregnanza, che diventa un pilastro e una colonna imprescindibile nella sua evoluzione. Daniel ha saputo coniugare l’afflato creativo al trasporto emotivo, includendo nella sua sperimentazione artistica la trama intima e psicologica, che funge da anello di congiunzione con le dinamiche esistenziali, allargando il campo operativo d’azione e le prospettive di veduta sue proprie e ovviamente di riflesso anche del fruitore-spettatore”.

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  • Daniel Mannini: una pittura per celebrare l’esistenzialismo filosofico

    Daniel Mannini è protagonista di un progetto artistico, che si trova collocato in modo permanente sul suo sito web danielmanniniart.it finalizzato a celebrare e omaggiare l’intero comparto della filosofia esistenziale e dell’esistenzialismo, attingendo in particolare da quanto dichiarato e proclamato dall’esimio maestro Albert Camus in una delle sue citazioni più famose “Imparavo finalmente, nel cuore dell’inverno, che c’era in me un’invincibile estate” che è stata presa come frase testimonial del Festival della Fotografia Europea a Reggio Emilia in rappresentanza del tripudio espressivo e comunicativo, di cui si rende portavoce per evidenziare tutto il mondo delle arti visive nella loro poliedrica ed eclettica portata. Sulla scia e in concomitanza con questa proiezione enfatizzata attraverso la prestigiosa manifestazione reggiana, Mannini ha voluto dedicare un circuito di sei opere che si sono intrecciate con scritti e pensieri riflessivi dedicati a quanto trasmesso dalle dottrine esistenzialiste, per comporre un formulario completo e compiuto da offrire a chi desidera approfondire in modo analitico e con la massima libertà recettiva e percettiva, quanto racchiuso all’interno di questo progetto. La dottoressa Elena Gollini ha espresso le sue valutazioni di sostegno dichiarando: “Ecco un progetto studiato a puntino e destinato a Daniel per dare enfasi al suo operato umano oltre che artistico. Essere pittori di talento in senso stretto e in senso lato, è importante altrettanto quanto dimostrare, che accanto e insieme alle risorse creative virtuose ci sono anche e in primis dei principi e delle meditazioni sul senso della vita, sul senso dell’essere e dell’esistere, che vanno di pari passo con quanto intrapreso nella ricerca pittorica e vengono inglobati e assorbiti in tale ricerca completandola e integrandola in modo compiuto. Su questo Daniel è assolutamente convinto e motivato. L’aspetto introspettivo-esistenziale e il tratto intrinseco-filosofico sono indispensabili e basilari nelle sue orchestrazioni compositive. Pertanto, ho deciso di premiare questa sua fervida e costante propensione con il conferimento simbolico di un attestato di merito, che costituisce un tassello di pregio del suo percorso di arte e di vita. In questo riconoscimento ho messo in rilievo l’apporto prezioso dell’essenza umana e la capacità innata di vedere con il cuore e pensare con l’anima, che appartiene al al DNA genetico creativo di Daniel e che lui tiene a custodire e incrementare”. E ancora, la dottoressa Golini ha sottolineato: “Un giovane artista come Daniel merita considerazione, non soltanto per l’impegno e la volontà di crescita a livello tecnico e di perizia strumentale, ma anche e soprattutto per ciò che diffonde e promuove, rendendosi sostenitore e fautore e scendendo in campo in prima persona e in prima linea a favore di un messaggio forte: nell’arte, in qualunque sua dinamica e manifestazione, la visione esistenziale è inderogabile e essenziale. Altrimenti, tutto si riduce a uno sterile e statico esercizio estetico e formale e perde quella magia e quella allure accattivante e ammaliante”.

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  • Paolo Tocchini: un progetto artistico che esalta la profonda ispirazione esistenziale

    Volendo trarre e ricavare una serie di valutazioni e di considerazioni favorevolmente attinenti e pertinenti alla profonda visione esistenziale ravvisabile all’interno del corposo apparato compositivo alla base della pittura di Paolo Tocchini, la dottoressa Elena Gollini ha trovato una citazione illustre davvero molto calzante, sulla quale poter prendere spunto per intavolare e realizzare un articolato progetto artistico personalizzato. Questo progetto si propone come una sorta di approfondito vademecum guida, per supportare il fruitore-spettatore nel cogliere appieno quel virtuosismo sostanziale e contenutistico, che appartiene alla proiezione creativa di Tocchini e costituisce anche la base di fondamento su cui edificare la sua ricerca di impostazione figurativa, con toni e accenti pregnanti e intrisi di componenti e di elementi narrativi e scenici insiti e sottesi tra le pieghe dell’esistenzialismo e della filosofia esistenzialista. In particolare, la dottoressa Gollini ha voluto sviluppare l’argomentazione partendo dalla celebre citazione appartenente al grande maestro francese Albert Camus, esponente autorevole e rappresentante di dogmi e di dottrine esistenziali di alto spessore, sempre attuali e sempre fonte di riflessioni e di pensieri elevati. La frase-assioma perfetta scaturita dalla mente geniale e acuta di Camus recita prendendo i versi aulici salienti della celeberrima poesia intitolata “Invincibile estate”: “Ho compreso, infine, che nel bel mezzo dell’inverno, ho scoperto che vi era in me un’invincibile estate. E ciò mi rende felice. Perché, afferma che non importa quanto duramente il mondo vada contro di me, in me c’è qualcosa di più forte, qualcosa di migliore che mi spinge subito indietro”. Al riguardo, la dottoressa Gollini ha sottolineato spiegando il motivo di questo accostamento simbolico tra la poetica espressiva di Tocchini e la lectio magistralis eccellente dell’esimio Camus: “La pittura di Paolo racchiude, anche tramite l’ausilio della tavolozza cromatica e tonale abilmente e sapientemente intrecciata con le raffigurazioni da lui prospettate in chiave di moderna rievocazione, quell’afflato emotivo ed emozionale e quel particolare pathos di trasporto interiore introspettivo, che la rende potentemente comunicativa a livello di impatto sostanziale. Accanto all’orchestrazione strutturale e al palinsesto compositivo, che denotano una maturità consolidata nella perizia strumentale, sfociando in immagini di accattivante parvenza estetica, Paolo associa in sintonia di corrispondenza armoniosa quello stimolo che coincide con il suo speciale concetto di -invincibile estate- all’insegna di una sferzante e prorompente carica di positiva reattività, di dinamico modus pensandi e operandi, che coinvolge subito anche il fruitore-spettatore e conquista la sua attenta curiosità recettiva e percettiva, andando ben oltre il semplice approccio di tipo visivo fine a se stesso e fugacemente superficiale. Lo spettatore viene così spronato ad accogliere a sua volta questa speciale sensazione di -invincibile estate- facendola sua e metabolizzandola con spirito di condivisione e di compartecipazione attiva”.

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  • L’artista Daniel Mannini lancia in rete il nuovo sito web

    “Il 2022 inizia decisamente con il piede giusto per il talentuoso Daniel Mannini, che ormai da tempo sto seguendo con una curatela artistica ad personam. Infatti, è stato ufficialmente messo in rete il suo nuovo sito web dedicato, uno spazio virtuale dove la produzione di Daniel viene posta in primo piano e dove viene dato il massimo risalto anche a progetti e iniziative promozionali, che aumentano la sua visibilità mediatica e garantiscono un ritorno immagine a largo raggio”. Esordice così la Dott.ssa Elena Gollini nel commentare il nuovo sito web danielmanniniart.it, che Mannini ha di recente pubblicato in rete, allo scopo di focalizzare e accentrare l’attenzione sul suo operato pittorico e ovviamente anche allo scopo di condividere con il nutrito “popolo del web” i messaggi connessi al suo lavoro creativo. Proseguendo nelle sue valutazioni la Dott.ssa Gollini ha dichiarato con entusiasmo: “Davvero bravo Daniel nella sua fervida volontà di effettuare dei passaggi arricchenti e costruttivi sia per il suo cammino esistenziale sia per la sua ricerca pittorica. Daniel possiede il pregio della perseveranza e della caparbietà, due virtù molto importanti per chi si cimenta nel complesso raggio e campo d’azione del panorama dell’arte attuale contemporanea. A queste due pregevoli risorse innate si intreccia quella bramosia sana e salutare di fiero orgoglio di giovane artista, che desidera davvero essere in pole position per reale meritocrazia e che non cerca assolutamente la strada fuorviante e svilente tramite espedienti ambigui e non edificanti. Il sito web di Daniel sarà una piattaforma impostata in ogni sezione con dovizia meticolosa e cura certosina per risultare facilmente accessibile nel suo ordine pulito e lineare e nella sua ricercata essenzialità lineare. Ma, contestualmente sarà anche molto corposo e ricco di dinamiche stimolanti, di progetti-format pensati insieme come una sorta di tasselli di mosaico da incastrare e incastonare dentro il simbolico unicum del sito web, in bilanciata orchestrazione compositiva di immediato impatto. Il lavoro, che faremo insieme a Daniel per avviare e consolidare il suo sito web resterà nel tempo e sarà sempre attuale e sempre valido da presentare e da proporre anche su altri fronti e in altri contesti. Stiamo operando una programmazione scaglionata sequenziale e sistematica. Faremo, sono certa, un ottimo lavoro durante questo 2022 vista la grande sinergia ormai consolidata e radicata, per raggiungere il traguardo prefissato sia in merito all’avviamento del sito web sia in merito alla prospettiva generale di diffusione mediatica. Avanti tutta!”.

  • Daniel Mannini: un nuovo sito web per promuovere la sua arte

    Artista fiorentino dal piglio intraprendente e determinato Daniel Mannini è ufficialmente presente sul web anche con un nuovo sito dedicato danielmanniniart.it, dove promuove la sua arte pittorica a tutto campo e dove vuole far emergere passo dopo passo le sue incalzanti sperimentazioni di ricerca, che viaggiano parimenti al suo desiderio di mettersi alla prova, di cimentarsi sempre con positivo fervore creativo nella pittura, di avviare e consolidare in avanzamento progressivo costante e continuo uno sviluppo di crescita evolutiva e di affinato e raffinato perfezionamento. “Ecco, dunque come Daniel si pone già con grande operosità in questo inizio di nuovo anno, gettando le basi e le fondamenta per un ulteriore salto di qualità, anche attraverso questo sito web personale”. La Dott.ssa Elena Gollini, che segue la curatela artistica di Mannini con molto interesse e particolare attenzione elogia questa scelta in merito al sito dedicato e lo sprona a procedere attivando delle canalizzazioni favorevoli a dare il giusto e il meritato risalto a questa importante vetrina mediatica promozionale, che lo vede protagonista a 360°. Approfondendo ancora nella sua argomentazione riflessiva la Dott.ssa Gollini ha aggiunto: “Insieme a Daniel stiamo progettando una serie di situazioni, che diventeranno delle vere e proprie pietre miliari nel suo percorso e daranno un notevole e concreto contributo per avviare in modo efficacie e funzionale la piattaforma del suo sito, unitamente a una procedura amplificata e dilatata di soluzioni tattiche studiate per offrire un accesso di fruizione molto accattivante e per consentire di accentuare la potenza comunicativa della sua formula espressiva. Sono molto positiva in tal senso e sento la medesima proiezione positiva anche in Daniel, che ben comprende la necessità e l’esigenza primaria di rendere il suo sito web completo e articolato nella sua compiutezza esaustiva strutturale sia a livello formale sia a livello contenutistico sostanziale. Pertanto, in modo cadenzato verranno immessi dei progetti-format esclusivi e distintivi per comporre una sorta di palinsesto narrativo originale e personalizzato e per contraddistinguere il modus pingendi di Daniel nelle sue peculiari unicità distintive. Questi progetti-format verranno a generare dei simbolici pilastri di sostegno e di supporto della portata e della risonanza mediatica del sito web e faranno da trampolino di lancio e al tempo spesso da ponte di trait d’union tra la pittura di Daniel e l’intero sistema multiforme e variegato della grande storia dell’arte universale, così come del corollario generale di cultura, di storia, di filosofia esistenziale, di humanae litterae”.

  • Daniel Mannini: arte pittorica di guizzante apertura mentale

    “La potente espressività artistica dell’arte pittorica di Daniel Mannini è la sintesi allusiva dell’immagine di un bambino dalla fanciullesca felicità e dalla vivace fantasia, che con stupore e sorpresa si sofferma ad ammirare estasiato e incantato la realtà circostante profondendosi in suggestive emozioni di trasporto. Ciò non significa ovviamente, che la pittura di Daniel abbia delle connotazioni e delle componenti costitutive di matrice fanciullesca e tanto meno infantile, ma bensì piuttosto, che Daniel conserva nella sua vena creativa quella spinta vibrante e frizzante, quell’enfasi positiva e propositiva, quell’afflato onirico e immaginifico, che appartengono all’età d’oro dei bambini, nella loro eccezionale voglia di vivere e di scoprire senza remore e senza riserve”. La Dott.ssa Elena Gollini approfondisce in modo analitico i tratti della poetica pittorica di Mannini usando una similitudine di paragone molto calzante, proprio per evidenziare appieno l’estro guizzante derivato dalla grande apertura mentale dell’artista fiorentino e insito nella sua formula stilistica. Inoltre, la Dott.ssa Gollini ha rimarcato: “Le qualità artistiche e il percorso pittorico, che Daniel sta compiendo si allineano a un’intelligenza sensibile che è del nostro tempo. Le sue rievocazioni informali di tendenza astratta segnano con puntualità e precisione la cronometria del vivere poetico attuale e contemporaneo. Daniel custodisce nel suo fare creativo una poetica sfaccettata, eclettica come dimensione interpretativa, poliedrica come contenuto sostanziale, versatile come capacità di estensione semantica e come mimesi dialettica e si proietta verso una vasta realtà di fruizione, un campo aperto e sconfinato di chiavi d’acceso, alle quali conferisce e attribuisce un potenziale di risorse che possiedono una forza motrice trainante. Daniel mantiene sempre alto il rapporto di confronto con la grande e sublime arte universale in segno di rispetto e di considerazione elevata, ma trova uno sviluppo individuale e soggettivo motivato e convincente, con contenuti e significati qualificanti, che restano sempre integri e inalterati e non vengono mai scalfiti o offuscati. La tecnica strumentale è perfezionata tramite una formazione coscienziosa, che recupera antiche proposizioni teoriche e teoretiche e le aggiorna con avanzate rielaborazioni congeniali a quanto affiora e si concretizza mediante la sua sperimentazione. Daniel possiede una chiarezza e una sicurezza di intenti e di intenzioni, che si riverbera in tutta la sua produzione. Acume sensibile, profondità di meditazione/contemplazione visiva e introspettiva e duttilità notevole gli permettono di cimentarsi in un itinerario di ricerca articolato, che si pone tra metastorico e metaspaziale, tra il metafisico e il descrittivismo mimetico dentro un avvincente ingranaggio dove l’astrazione coincide con un intrigante intimismo”.

  • Daniel Mannini espone in mostra online il suo “Spazialismo cromatico”

    «“Spazialismo cromatico” ritengo, che non potevamo trovare titolo più azzeccato e più diretto per individuare la formula pittorica con cui si cimenta Daniel Mannini selezionato per entrare nel circuito delle mostre online, da me curate, assieme ad altri artisti contemporanei, parimenti talentuosi e intraprendenti». Esordisce così la Dott.ssa Elena Gollini nel commentare l’ingresso di Mannini nella piattaforma delle mostre online con una serie di opere intenzionalmente scelte tra quelle di più recente realizzazione e con dimensioni medio-grandi. L’esposizione collocata in modo permanente esalta in toto il potenziale comunicativo di Mannini e diventa un ulteriore tassello centrale primario del corollario artistico, che sta costruendosi con autentico amore e passione per la pittura. Inoltre la Dott.ssa Gollini si è soffermata nel rimarcare: «Il termine spazialismo ben si addice alla visionarietà di tendenza astratta, che caratterizza il fare pittorico di Daniel e canalizza la sua produzione in una sfera dimensionale molto estesa e dilatata, che si protende virtualmente verso uno spazio infinito e infinitesimale, dove ogni limite e ogni vincolo viene superato e dove la rappresentazione diventa libera, affrancata da ogni vincolo e assurge a vessillo simbolico di spontaneità, di naturalezza, di esternazione incondizionata. Lo spazialismo verso cui si rivolge e convoglia lo spirito artistico di Daniel è dunque sinonimo e metafora di una liberazione esistenziale a tutto tondo, di una concezione creativa, che si rende portavoce di messaggi non filtrati e di una concettualità scevra da cliché massificanti. Lo status cromatico è un punto cardine nevralgico per la sua ispirazione e coniugato allo spazialismo dinamico diventa ancora più accentuato nel suo flusso energetico avvolgente, che cattura e catalizza l’occhio dello spettatore, altrettanto quanto una calamita attira e attrae a sé il metallo. L’esplosione cromatica si ravviva e si rivitalizza attraverso la spazialità ad infinitum e consente una fruizione permeante innescando un ponte di connessione dove passato, presente e futuro si pongono insieme sullo stesso livello temporale e producono una suggestione fantastica davvero trionfale».

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  • Daniel Mannini: un pensiero pittorico in evoluzione

    “All’interno del flessuoso e camaleontico pensiero pittorico di Daniel Mannini si possono cogliere delle fasi sequenziali in costante e continua evoluzione, che corrispondono non soltanto al suo dinamismo riflessivo vivacemente reattivo e recettivo agli stimoli esterni e interni, ma anche a quello sviluppo progressivo, che dal punto di vista esistenziale gli fornisce una più solida e consolidata maturità di vedute e di prospettive e una più consistente capacità di valutazione e comprensione”. La Dott.ssa Elena Gollini analizzando la produzione artistica di Mannini pone l’accento sul potenziale di trasformazione, che possiede e che viene amplificato e incrementato gradualmente tramite la crescita incalzante di proiezione visionaria mediante la quale Mannini incede nel suo cammino di ricerca creativa e di crescita personale. Inoltre, proseguendo nelle dissertazioni analitiche la Dott.ssa Gollini ha evidenziato: “La capacità di discernere e di scegliere in modo sempre coerente e responsabile supporta Daniele e lo rende autonomo e indipendente da remore inibitorie futili e sterili. Daniel si concentra sui traguardi, che si prefigge di perseguire e di raggiungere e si orienta verso un miglioramento positivo, considerando la sua esperienza pittorica come una sorta di pedana di lancio arricchente e costruttiva, come una preziosa opportunità di riflessione intensa e profonda sul suo status umano ed esistenziale e come una papabile occasione di avvincente scommessa con se stesso e con le proprie doti e con la propria voglia di imparare a vedere e a guardare oltre i limiti e i confini, di spingersi avanti verso la sfera del futuro e del futuribile, pur tenendo sempre i piedi ben ancorati alla dimensione del reale e della realtà. Daniel si cimenta nell’arte pittorica ben sapendo, che avrà davanti una serie di livelli da superare e anche degli ostacoli da affrontare per ottenere sempre prestazioni elevate e qualitativamente avvaloranti. È pronto e carico di energia e di sferzante e prorompente vitalità. In una prospettiva attuale di arte contemporanea Daniel si accinge a dimostrare il proprio talento con quella spontanea e genuina naturalezza, che gli appartiene, con quella spinta autentica di slancio, che non ha bisogno di pensieri fuorvianti e inquinanti e non si lascia condizionare da influenze negative, ma si basa in primis su quell’ispirazione pulsante e vibrante, su quell’humus fecondo, che sollecita la mente e l’anima e lo sprona a continuare con enfasi pura e strabordante di pathos. Fare arte per Daniel equivale a sentirsi presente nel presente e attivamente operoso e al contempo significa conquistarsi di diritto una posizione meritevole e meritocratica nella previsione futurista e futuribile della grande arte universale”.

     

  • Daniel Mannini: dipingere per guardarsi dentro

    Da sempre l’espressione artistica declinata e manifestata con eterogenea e multiforme connotazione stilistica e comunicativa rappresenta un pregiato caleidoscopio di proiezioni e prospettive sinonimo dell’articolato mondo interiore e spirituale, che governa l’introspezione intima di ogni artista creativo. Da sempre questa commistione garantisce di rimando una contaminazione ad intreccio armonioso con il fruitore-spettatore, che a sua volta percepisce attraverso le proprie chiavi di lettura interpretative e assimila al contempo quanto trasmesso e impresso dentro le opere”. Partendo da queste variegate disquisizioni la Dott.ssa Elena Gollini esamina a livello critico l’arte pittorica di Daniel Mannini sviscerandola in profondità. Proseguendo nel discorso ha affermato: “Daniel rispecchia appieno l’artista di riflessione e di pensiero moderato e ponderato, che usa il medium della pittura per compiere un esame su se stesso e sulla propria sfera intima. L’apparenza diventa una situazione effimera, che non serve a trovare il suo vero senso creativo. Il suo modus pingendi è invece influenzato dalla volontà di scardinare schemi preconfigurati e predefiniti aprendosi a una libertà assoluta, che risponde al bisogno primario di rivelare se stesso e di conoscere le proprie esigenze umane e artistiche. La solenne riflessione filosofica del maestro Cartesio -cogito ergo sum- si sposa perfettamente con l’intento creativo dominante di Daniel e si può accostare a quella formula, che riassume in sé la duplice valenza di -vita per l’arte- e di -arte per la vita-. Pensare significa vivere e dedicare la propria esistenza all’arte in modo responsabile e motivato. Le convinzioni di Daniel si fondano dunque su un pilastro strutturato su più piani di sostegno e fanno da bilanciamento al suo sguardo curioso e volitivo verso le sollecitazioni provenienti da quanto lo circonda e da quanto carpisce dalle relazioni e dai contatti umani che instaura. Per Daniel ogni situazione può essere utile per aggiungere la cosiddetta -materia prima pensante- alla sua vena di ispirazione. Ogni situazione può accendere corrispondenze e rispondenze emotive ed emozionali, che poi vengono trasfigurate in essenza sostanziale pittorica e vengono introdotte nel meccanismo compositivo e negli ingranaggi cromatici. L’interazione tra pensiero e azione è precipua per Daniel e imprescindibile nell’approccio alla pittura. Pensare, dipingere, essere, esistere sono concetti focali nevralgici senza i quali Daniel non sarebbe in grado di ottenere soluzioni così pregnanti e convincenti nella resa della sintesi complessiva. Ecco, perché Daniel sta riuscendo a trovare una gratificante e soddisfacente modalità di cifra e di stile e sta consolidando quella sicurezza motivata, che lo rende sempre più fiero e orgoglioso dei risultati ottenuti e lo incita al massimo nell’avanzare sempre di più”.

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  • Daniel Mannini: una pittura di sintesi e di profondità

    All’interno della pittura di Daniel Mannini di matrice e di tendenza informale, la sintesi astratta diventa una caratteristica di identificabilità apprezzabile, unitamente alla profondità di vedute e all’intensità di pensiero. Su queste dinamiche di cifra stilistica la Dott.ssa Elena Gollini ha espresso una serie di valutazioni entrando nel merito e argomentando. In particolare, ha dichiarato: “Con Daniel ci troviamo dinanzi a un artista, che sta compiendo una consapevole scelta di impostazione comunicativa, orientandosi su visioni precise e coerenti con il proprio concetto di arte anticonformista e non convenzionale, che si stacca da pregiudizi e preconcetti formali imposti a monte e viaggia su binari affrancati e indipendenti. Questa sua responsabile proiezione di ricerca sfocia in una pittura di sintesi a livello evocativo, che prelude ad una costruzione compositiva dove prevale l’astrazione, intesa e concepita come evoluzione libera dell’immaginario e dello spirito di inventiva, che trasmette al suo interno un coacervo di profonda e intensa dissertazione insita e sottesa, che è preambolo e premessa di messaggi subliminali, che Daniel vuole diffondere e condividere con lo spettatore. Ecco, perché davanti alle opere di Daniel bisogna sempre avere uno sguardo vigile, attento e sensibile e addentrarsi tra le pieghe e le pagine della narrazione formale per scoprire le molteplici virtù dei contenuti sostanziali. L’essenza della sintesi astratta è risorsa preziosa per Daniel, che può cimentarsi con spontanea propensione e offrire al fruitore un approccio diretto altrettanto naturale. La profondità sostanziale trova pertanto una radice di fondamento solida e consistente per potersi sviluppare con una sequenza originale, attingendo dalle basi improntate da Daniel con coerenza di orientamento e maturità di indirizzo. Essere artista pittore dell’oggi per Daniel significa contribuire a proprio modo e con massima autonomia decisionale a traslare una concezione creativa sempre in avanzamento e in progressione, significa pensare e ragionare nel presente senza disperdersi in sterili applicazioni preconfigurate e predefinite, significa spingersi avanti con un cammino individuale non emulativo e non pedissequo. Ecco, perché la sintesi formale diventa congeniale ad esternare al meglio il suo guizzo creativo, che rivendica autenticità assoluta e purezza estrema dell’atto e del gesto pittorico ed è il frutto di una riflessione interiore esistenziale trasportata e immessa con intensità e profondità. La sintesi espressiva è pertanto inversamente proporzionale all’anima sostanziale, che ogni quadro possiede in sé, sollecitando nella fruizione una volontà plurisensoriale di contatto, che si rinnova ogni volta in modo sorprendente”.

     

  • Daniel Mannini: giochi di luce e di energia declinati in pittura

    “Volendo utilizzare una terminologia in chiave metaforica, direi molto calzante, per definire Daniel Mannini nella sua visionarietà pittorica si può parlare di un corollario di giochi di luce e di energia, che si manifestano e si propagano profondendo tutto intorno vibrazioni e pulsioni molto avvolgenti e penetranti”. La Dott.ssa Elena Gollini analizza con approfondite considerazioni critiche l’espressione pregnante della pittura di Mannini ponendo in risalto il ruolo predominante della luce e dell’energia, che fanno da bilanciamento dinamico all’intero assetto compositivo e narrativo. Inoltre, ha proseguito argomentando: “Nei quadri di Daniel la luce acquista una valenza su più fronti e su più livelli sequenziali, perché attira l’attenzione dello spettatore sulla visione globale dello scenario rappresentativo e contestualmente la accentra e la focalizza sugli elementi portanti delle dinamiche narrative e dell’orchestrazione strumentale. Luce, che assume ancora più potere comunicativo intrinseco associata e coniugata alle chiavi di lettura concettuali e simboliche, nonché alle metafore allusive, che integrano e completano la dimensione rievocativa e rafforzano la parafrasi semantica e la mimesi linguistica. Luce che viene esaltata al massimo dalla tavolozza tonale e cromatica, tramite l’utilizzo di colori vividi e accesi e di sfumature corpose e marcate, che diffondono bagliori lucenti e luminosi e si fondono assieme in una profusione di attraente e accattivante proiezione. Parimenti nella pittura di Daniel possiede un valore cardine imprescindibile l’elemento dell’energia vitale, che consente alle prospettive immaginifiche e fantastiche di fuoriuscire dai limiti della superficie pittorica e catturare una spazialità dilatata, che tende ad espandersi e ad estendersi in modo permeante, coinvolgendo il fruitore in un campo recettivo e percettivo a tutto tondo, come se fosse virtualmente circondata da un flusso costante e continuo di materia e colore, di luce ed energia. L’energia racchiusa e contenuta dentro le opere di Daniel prende e attinge la propria linfa vitale rigenerante direttamente da quel fluire di energia universale, che attraversa e oltrepassa ogni confine per raggiungere in modo sferzante e prorompente un orizzonte ad infinitum. Questa energia universale si ritrova custodita dentro la pittura di Daniel, che si rende vigile tutore e protettore di essa e di quanto attraverso essa viene tramandato e perpetuato secula seculorum dalla storia dell’arte. Luce ed energia sono dunque fattori di grande pregio e pregevolezza, che Daniel accoglie per imprimere un ulteriore slancio di qualità al suo lodevole modus pingendi”.

  • Daniel Mannini: una pittura dalla componente ludica

    “Accentuare anche la componente ludica e giocosa all’interno del paradigma espressivo di Daniel Mannini significa dare giusto risalto a quell’esuberanza vivace e vitale scaturita dall’indole briosa e dal desiderio di fare arte in primis per stare e sentirsi bene e per trasmettere benessere attraverso l’osservazione dei dipinti”. La Dott.ssa Elena Gollini prende in esame l’elemento ludico-giocoso che appartiene al DNA genetico della produzione pittorica di Mannini e si pronuncia in merito al significato di tale fattore di rilievo, che è sempre presente all’interno delle narrazioni, senza però mai essere eccessivo e tanto meno forzato ed esageratamente rimarcato, ma trovando invece un perfetto equilibrio di sintesi dentro al palinsesto scenico e compositivo. Nel proseguire con la sua riflessione critica approfondita ha poi affermato: “Daniel non vuole fare un’arte spicciola e superficiale e tanto meno vuole ottenere un risultato sommario e banale, ma bensì piuttosto vuole risultare accattivante per lo spettatore e offrire soluzioni di piacevole e gradevole impatto formale, regalando anche una visionarietà ludica e giocosa e contestualmente invitando poi ad una fruizione graduale dei contenuti sottesi e insiti, che spaziano in modo eterogeneo e vengono abilmente codificati e contestualizzati, affinché l’osservatore possa man mano e via via prendere la giusta confidenza relazionale. Pertanto, sarebbe assolutamente inesatto e riduttivo limitare a pittura ludica e giocosa l’espressione creativa di Daniel, che invece si cimenta in una duplice prodezza ingegnosa, poiché da una parte cattura e conquista lo spettatore attraverso la rappresentazione intrisa di energia positiva che si sprigiona tutto intorno e dall’altra parte esorta a spingersi oltre la superficie della fattezza visibile e a oltrepassarne la soglia, per arrivare a quella sfera del non visibile, che trova poi rispondenza nel concetto affascinante e intrigante di non detto, di non svelato, di non rivelato e si alimenta di atmosfera enigmatica, lasciando aperte più formule interpretative diversificate. Ecco, dunque che l’aspetto esterno ed estetico funge da contraltare a quello dell’essenza intrinseca e lo avvalora ulteriormente, lo rende ancora più sorprendente agli occhi dello spettatore, curioso di scoprire quanto si cela e si nasconde sotto e dietro l’apparenza”.

     

  • Davide Quaglietta in mostra online dal titolo “Arte motivazionale” a cura di Elena Gollini

    È stata ufficialmente inserita sulla piattaforma web la mostra di Davide Quaglietta dal titolo particolarmente eloquente “Arte motivazionale” con la curatela della Dott.ssa Elena Gollini. Sono state selezionate opere pittoriche, che rispecchiano appieno la portata motivazionale, che la pittura di Quaglietta possiede potendosi a buon conto anche definire come arte votata al sociale e destinata alla fruizione collettiva. Al riguardo la Dott.ssa Gollini ha evidenziato alcune considerazioni affermando: “Ho da subito capito, che per Davide l’arte è in primis sinonimo di motivazione radicata nel profondo del suo ego intimo e finalizzata a trasmettere nello spettatore delle percezioni mirate, che innescano a loro volta dei meccanismi recettivi e sensoriali su più fronti di empatia e di feedback. Ecco, perché la pittura di Davide acquista una marcia in più a livello di valenza intrinseca e conserva quegli ideali elevati e incontaminati, che risiedono nel concetto primario e precipuo di arte universale. La pittura di Davide è una nicchia speciale di protezione e di fusione di principi cardine, che fungono da potenziatori delle risorse espressive e comunicative insite dentro le intense narrazioni che propone. Forma, colore e materia vengono abilmente combinati e plasmati insieme per ottenere esiti sempre convincenti da offrire al fruitore, ma all’aspetto estetico e formale si aggiunge sempre quella dimensione concettuale sottesa, che è la radice di fondamento per alimentare e sostenere il frizzante estro creativo che Davide possiede. Le motivazioni a monte sono dunque inderogabili e imprescindibili e diventano un tutt’uno con le modulazioni pittoriche variegate, si fondono con la raffinatezza rappresentativa ed entrano in contatto con quanto appartiene al corollario semantico e linguistico. Gli scenari e le visioni prospettate da Davide non sono mai fini a se stesse, ma bensì fanno da prospettiva canalizzatrice per lo spettatore e attirano e sollecitano l’occhio sensibile e l’intuizione guizzante. Ogni quadro contiene quindi qualcosa di speciale, che è capace di integrare e compensare la componente estetica e formale e di svelare in toto gli intenti e le intenzioni suggeriti dalla fervida ispirazione emotiva ed emozionale di Davide. Da qui nasce l’idea di arte motivazionale, che viene poi accentuata tramite la partecipazione consapevole dello spettatore e la sua comprensione a largo raggio. Accanto al talento indiscusso Davide dimostra di avere una maturità esistenziale acclarata e di saperla orientare e indirizzare nelle sue scelte artistiche. Questo senza dubbio rende la sua arte ancora più meritevole di essere valutata come pregevolmente motivazionale”.

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  • Federico Marchioro: conversazioni pittoriche intime e informali

    “È davvero importante delineare con profondità quanto è racchiuso e custodito nelle sfaccettate pagine di narrazioni pittoriche realizzate dalla mano e dal gesto creativo di Federico Marchioro artista vicentino contemporaneo di grande versatilità espressiva e comunicativa. Io darei una definizione, che ritengo molto calzante e pertinente facendo confluire la sua corposa produzione all’interno di simboliche conversazioni pittoriche intime e informali, fornendo una prospettiva volutamente non convenzionale, che rispecchia l’intento primario di Federico di uscire dai binari canonici già determinati e decisi a monte e a priori”. La Dott.ssa Elena Gollini dimostra particolare compiacimento verso il percorso di sperimentazione che sta compiendo Marchioro e si sofferma su alcune specifiche caratteristiche salienti distintive e qualificanti per offrire una completezza e una compiutezza di riflessione esaustiva. E ancora ha rimarcato: “Federico trova nella pittura la metafora di un diario di vita, un diario autobiografico con virtuali pagine bianche pronte per essere riempite e messe a disposizione del fruitore. Le sue rappresentazioni esulano da moduli obsoleti e acquistano una struttura in continuo e in costante moto di trasformazione, proprio come la sua vulcanica personalità camaleontica. Su questo diario Federico imprime se stesso, tutto il suo mondo emerso e sommerso intavolando delle stimolanti conversazioni intime e informali, composte tramite una dialettica semantica fluida e scorrevole, che si rende da subito impattante per il fruitore. Dipingere per Federico equivale a redigere e a impaginare stralci e frammenti, che appartengono al suo sentire, al suo pensiero, alle sue concezioni talvolta ancora inespresse. Fare arte così come e altrettanto fare musica diventa così esternazione e manifestazione di un insieme corposo e variegato di conversazioni, che iniziano da dentro, nell’ego più intimo e profondo e sfociano e si palesano al di fuori diventando ben visibili e ben tangibili. Le opere acquistano dunque essenza metaforica paradigmatica e servono per dare voce e sentimento, per descrivere e raccontare pensieri, emozioni, che affiorano in superficie e si palesano all’esterno. Federico artista di metodo e di pensiero imposta queste conversazioni in modo libero e spontaneo, edifica un proprio particolare registro linguistico con una propria genesi stilistica e riesce perfettamente a conciliare e coniugare le esigenze compositive della forma con il bisogno di matrice animista, che è radicato dentro di lui e lo guida e lo accompagna sempre con virtuosa ispirazione”.

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  • Daniel Mannini: sintonie pittoriche in simbiosi emozionale

    “Per scoprire e cogliere appieno il mondo pittorico di Daniel Mannini si deve entrare nel merito sostanziale autentico e incondizionato della sua eclettica proiezione visionaria e bisogna necessariamente calarsi dentro la sua mente creativa pulsante e vibrante di un tumulto energetico sferzante e frizzante al tempo stesso. Soltanto attraverso queste dinamiche di approccio, ci si addentra nel profondo del suo ego artistico e si può trovare la giusta chiave di metodo e di misura e definire al meglio il suo protendersi nel fare arte”. Si esprime con queste valutazioni attente e ponderate nel merito la Dott.ssa Elena Gollini per orientare lo spettatore-fruitore a stabilire e rafforzare il rapporto di relazione partecipe e compartecipe con la produzione pittorica del giovane e promettente artista fiorentino. Inoltre, proseguendo nel discorso di coinvolgimento attivo plurisensoriale rivolto all’osservatore sensibile e accorto la Dott.ssa Gollini ha spiegato: “La modalità utile e funzionale per entrare in reciproco scambio comunicativo con le opere di Daniel deve tenere conto del percorso attuale di ricerca, ma anche delle fasi e degli step pregressi che formano e compongono un nutrito e articolato corollario espressivo dinamico, che si muove in progressione evolutiva e sviluppa passaggi cadenzati e sequenziali molto interessanti da analizzare, che corrispondono di rimando e di riflesso alla maturazione e alla crescita artistica, che Daniel sta dimostrando di perseguire con tenacia e continuità di intenti e di intenzioni, nonché con costanza di volontà operativa. Trovo sempre molto stimolante evidenziare e fare notare anche a Daniel i passi in avanti che sta compiendo con meritocrazia, proprio per dargli ancora più slancio di traino e di supporto per gli obiettivi e i traguardi futuri. Questo tipo di considerazione può essere fatta ovviamente anche dallo spettatore, concependo il momento fruitivo come occasione e opportunità preziosa di coesione e di sintonia con Daniel, che apprezza fortemente la fase di incontro-scambio e la reputa fondamentale, come situazione speciale e unica che gli consente a sua volta di recepire idee e pensieri dall’esterno, di metabolizzarne e introiettarne contenuti arricchenti e costruttivi. Per Daniel ogni fruitore possiede il pregio di essere un potenziale di risorse recettive e percettive, che vengono assorbite e filtrate in modo speculare ed entrano a fare parte di quella magica commistione alchemica da cui poter attingere spunti e riferimenti sempre nuovi. Ecco, perché ogni opera ci parla, ma al tempo stesso ci ascolta con intenso stupore”.

     

  • Daniel Mannini: dipingere per sognare ad occhi aperti

    Anche nel comparto dell’arte pittorica inserita nel panorama creativo contemporaneo attuale, la sfera onirica del sogno assurge a stimolo mentale importante e sempre efficace e funzionale, diventando spesso un fattore imprescindibile soprattutto tra gli artisti di matrice e di tendenza informale. Daniel Mannini non è certamente da meno nel fruire della dimensione onirica per incrementare la sua fervida impronta immaginifica e fantastica sempre presente dentro le sue creazioni pittoriche. La Dott.ssa Elena Gollini ha espresso al riguardo delle sue valutazioni critiche dichiarando: “Sognare ad occhi aperti è una caratteristica tipica degli artisti molto frequente, che si concretizza in modo tangibile e visibile proprio dentro gli anfratti materici delle loro rappresentazioni evocative. Per Daniel il sogno coincide con quella parte intima recondita del suo ego interiore e introspettivo, che prende vita durante la fase d’ispirazione e viene trasferita e trasportata nella parafrasi contenutistica sottesa e subliminale. L’elemento onirico non è dunque palese ed evidente in modo esplicito e manifesto, ma viene volutamente introdotto con valenza insita e non del tutto rivelata per dare una spinta di traino anche all’analisi interpretativa dello spettatore, che deve decodificarne la portata e lo spessore nel suo significato cifrato. Sogno e son desto potrebbe essere la frase chiave metaforica giusta per entrare in contatto profondo con la poetica espressiva di Daniel e lasciarsi andare in modo autentico e spontaneo ad un’interazione vera e totale. Ecco, perché Daniel nel suo pensiero sognante e sognatore si mette sempre anche dalla parte del fruitore e recupera appigli simbolici e allusivi appositi progettando a monte ogni singolo particolare passaggio narrativo. Le sue pagine pittoriche hanno il gusto rievocativo di un dolce sognare, di un cullarsi in modo delicato, senza mai fermare quell’intreccio di comunione e di condivisione, che Daniel cerca e persegue come primario e prioritario nella sua comunicazione artistica. E allora sento a mia volta utile sollecitare lo spettatore ad addentrarsi nello scoprire la produzione di Daniel con l’occhio del sognatore curioso e insaziabile nell’avventurarsi in una continua simbiosi speculare, dove si sente a sua volta recepito e accolto in una commistione di mente e anima e percepisce appieno quell’atmosfera di piacevole sogno che non deve mai finire”.

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  • Federico Marchioro: dimensione pittorica in progressione

    “Equilibrio e bilanciamento compositivo sono pilastri cardine portanti di fondamento dell’arte pittorica di Federico Marchioro e gli permettono di lavorare con uno sviluppo graduale e progressivo e in modalità di avanzamento continuo e costante”. La Dott.ssa Elena Gollini approfondisce i parametri distintivi dell’espressione pittorica di Marchioro spiegando ancora nello specifico: “Ecco, perché mi sento di poter definire Federico come un pittore work in progress, che sta facendo un cammino consapevole e coerente per arrivare ad un traguardo virtuale, che si modula e si modifica strada facendo, perché corrisponde agli incipit che recepisce man mano e che poi vengono metabolizzati in forma di stimoli artistici proficui e fecondi. La tessitura pittorica costituisce per Federico un’articolata palingenesi precipua, una mimesis di fertile proliferazione dialettica e semantica, che produce e alimenta un registro narrativo tutto sempre ancora da comporre e da orchestrare con nuovi spunti sorprendenti e originali. Per Federico porsi dinanzi alla superficie e al supporto pittorico equivale a fondersi con esso, a diventare un tutt’uno, un unicum, a plasmarsi dentro l’immagine con avvolgente compenetrazione. Per Federico si crea una vera e propria atmosfera di catarsi, un momento unico e irripetibile, che ogni volta si rigenera, si rinnova, si trasforma e rinasce. Per Federico fare arte equivale al raggiungimento di una condizione mai finita e mai chiusa, mai circoscritta in modo definitivo e permanente. È uno stato ideale ed etereo di proiezione avvincente verso traguardi imprevisti e inattesi, che si palesano sempre nella loro unicità esclusiva. Certamente a Federico non appartiene il concetto di arte fissa e statica e tanto meno di artista pedissequo e questo aspetto connotativo si individua anche nella sua concezione esistenziale e nel suo pensiero musicale. Ecco, perché il concetto di progressione e di avanzamento rispecchia il suo stile di vita avulso da stereotipi di massa e da conformismi massificanti e assorbe tutto il suo indomito spirito liberale e anti cliché imposti. Il suo essere avanti nel pensiero e nella visione esistenziale influisce positivamente anche nelle scelte pittoriche e nell’orientamento espressivo. Per Federico essere artista diventa una responsabilità sociale, è sinonimo di presa di coscienza matura e di motivazioni plausibili. Il suo essere sempre work in progress assurge dunque a scandaglio attento e analitico verso la collettività, verso la società che lui vive in prima persona nel suo quotidiano con la capacità acuta di scegliere e distinguere e di procedere sempre cum grano salis”.

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  • Daniel Mannini: una pittura di modulazioni cromatiche

    “Nell’accostarsi con attenzione sensibile alla pittura di Daniel Mannini ritengo sia importante porre in evidenza la componente delle modulazioni cromatiche vivide, accese, sferzanti nella loro energia prorompente e incalzante. Certamente il dinamismo di queste modulazioni è frutto di una spiccata capacità compositiva a monte, che consente a Daniel di canalizzare questo particolare movimento flessuoso e sinuoso davvero suggestivo”. La Dott.ssa Elena Gollini spiega con dovizia descrittiva una delle principali caratteristiche distintive, che comprovano l’innato talento creativo del giovane pittore. E proseguendo nella sua approfondita dissertazione di commento ha asserito: “Daniel vede l’elemento cromatico come una fonte immensa ed inesauribile di ispirazione sperimentale a 360° e lo utilizza con grande spirito di intraprendenza e inventiva. La sua pittura è compenetrata dalla tavolozza colorata, che viene a sua volta plasmata dentro l’orchestrazione e diventa fluidamente incamerata nella sintesi narrativa. Il palinsesto scenico è appositamente studiato per creare una visionarietà cromatica e tonale intensamente coinvolgente, che cattura lo sguardo dello spettatore e consente una fruizione ampia e differenziata nel palinsesto del costrutto scenico. Daniel si apre alla molteplice prospettiva della modulazione ad intreccio e della traslazione sfaccettata, che il colore può offrire nelle sue variegate possibilità espressive. Le modulazioni cromatiche per Daniel equivalgono simbolicamente al moto della sua anima e della sua sfera interiore nel momento topico del gesto e dell’atto creativo. Sono come bagliori luminosi e lucenti, che sprigionano grande potenza insita e vanno ad arricchire e ad integrare la sorprendente proiezione interpretativa, che lo spettatore ha come chiave di lettura formale e sostanziale. Daniel non si cimenta in una pittura di misura e di maniera intesa in senso prettamente accademico, non gli interessa fare l’artista soltanto di facciata, ma desidera che le sue opere risultino davvero pregnanti, intrise e strabordanti di sfavillante valenza energetica. Luce del colore e colore per dare luce e infondere quella sensazione straordinaria di sorprendente stupore e meraviglia in chi osserva e percepisce tutta questa dimensione pittorica sui generis. Daniel è dunque un artista del colore, un pittore fantasista delle cromie variopinte e delle stimolanti combinazioni e declinazioni, che scaturiscono fiorenti e rigogliose dal potenziale di risorse, che ne derivano. Da qui nasce quella sua magica profusione di modulazione cromatica”.

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  • Federico Marchioro: dipingere il proprio pensiero sensibile

    Sul filone multiforme della pittura informale si innesta, si muove e si dipana il virtuoso pensiero sensibile creativo di Federico Marchioro, dimostrando uno spessore qualitativo formale e sostanziale di interessante valutazione e considerazione. La Dott.ssa Elena Gollini ha espresso in merito alcune analisi di approfondimento, che fanno emergere la proiezioni emotiva ed emozionale vibrante, che governa e guida l’incedere artistico di Marchioro conferendo valenza ulteriore alle capacità vivaci e dinamiche di ricerca e di sperimentazione. In particolare ha affermato: “Ho da subito riscontrato nella pittura di Federico una formula contenutistica arricchita e integrata dalla preziosa componente del suo pensiero sensibile derivante dal fervore del pathos e del trasporto appassionato con i quali si cimenta nell’atto e nel gesto pittorico. La sua spiccata sensibilità di pensiero è innata e si individua appieno grazie alla versatilità di vedute e all’intraprendenza di visione e si riflette di rimando anche associata al discorso musicale, generando una compenetrante sintonia sinergica tra pittura e musica, che funge da ulteriore tassello importante di elevazione qualitativa di rafforzamento. La compenetrazione tra estro creativo e pensiero sensibile è correlata all’indole di Federico, che affronta ogni situazione con il massimo coinvolgimento interiore ed introspettivo. Da qui scaturisce dunque una portata sostanziosa consistente e considerevole dei contenuti racchiusi e custoditi tra le sue vivide e corposo declinazioni sceniche, che rappresentano simbolicamente la dimensione traslata e trasfigurata di quell’ego intimo più celato e segreto, di quella sfera intima nascosta dentro un’anima bella e pulita e al contempo pulsante di sentimento e di voglia di condividere e di comunicare tutto se stesso aprendosi allo spettatore senza remore e senza riserve. Federico nell’arte così come nella musica perfeziona e affina la propria prorompente ispirazione attraverso l’ingerenza del suo potente e profondo pensiero sensibile e ottiene soluzioni, che diffondono e sprigionano grande intensità rievocativa, concentrandosi sia sulla sintesi dell’immagine nella sua piacevolezza estetica sia sulla parafrasi dialettica subliminale, che il fruitore può carpire recuperando in toto il pensiero sensibile, che è stato inglobato e accorpato dentro l’alchimia della fusione materica. Questa prospettiva allargata diventa funzionale per capire e per comprendere fino in fondo il complesso dei significati, che nella sua produzione assume vita propria e diventa entità superiore protesa ad infinitum”.

     

  • Federico Marchioro: comunicare con la pittura

    L’arte in generale e più specificamente la pittura è da sempre strumento comunicativo per antonomasia e riesce a diffondere e a divulgare a largo raggio una molteplicità di messaggi, talvolta espressi in modo esplicito, diretto e palesemente manifesto e talvolta invece avvolti e conservati dentro le pieghe della narrazione in modo celato e nascosto, secondo chiavi concettuali allusive, simboliche e metaforiche, volutamente cifrate e codificate. Sull’onda di queste riflessioni, la Dott.ssa Elena Gollini ha spiegato alcuni passaggi focali della pittura di Federico Marchioro. In particolare ha precisato: “Federico si tiene intenzionalmente lontano da cliché di banale e scontato modus pingendi e ricerca una propria applicazione creativa scegliendo un orientamento semantico, che partendo dalla radice del reale come fondamento cardine si evolve e si snoda attraverso canali recettivi e percettivi inediti e sui generis, che non sono inquadrabili e classificabili a livello rigido e rigoroso. L’ingegno creativo è nutrito dalla fremente passione e dal trasporto psichico e psicologico, che sfugge ad una comunicazione predefinita e preconfigurata a monte e a priori e si protende invece verso un libero accesso di fruizione, sentimentale ed emozionale scandito da un approccio sensibile. Federico è in primis dedito e devoto alle cosiddette ragioni del cuore e la sua pittura è in primis governata e guidata dalla sfera intima e interiore. Comunicare in pittura per Federico equivale a una comunione sensoriale, è sinonimo di compartecipazione complice e sincera da parte del fruitore. Il suo totale disinteresse a livello speculativo lo colloca su un piano di grande onestà intellettuale e questo emerge in toto nelle opere, si respira e si vede da subito, è palpabile nell’immediato. Comunicare per Federico è proprio anche far affiorare in superficie la sua purezza incontaminata di intenti e di intenzioni, perché un artista vero dev’essere sempre se stesso con limpida trasparenza di pensiero e azione. Federico con la sua pittura anticonformista e informale arriva diretto e schietto e questo è senza dubbio un grande plus valore aggiunto. Il suo orientamento di comunicazione pittorica è associato a questo ideale di visione concettuale allargata e dilatata tramite l’intervento dello spettatore, che contribuisce ad integrare e a completare, instaurando una dialettica di compensazione compenetrante, che entra in sinergia con il flusso vitale delle opere e si mescola formando una sorta di unicum sempre mutabile e variabile a seconda del momento fruitivo particolare. Così Federico lascia una comunicazione sempre aperta, versatile, modulabile, volitiva come la sua indole e camaleontica come la sua personalità artistica di comunicatore-sperimentatore ad hoc”.

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  • Daniel Mannini: artista-pittore dei nostri giorni

    Essere artisti promettenti e pittori intraprendenti ai giorni nostri equivale a possedere e sviluppare la propria creatività con astuzia e acutezza di vedute e di previsioni. Significa essere capaci di stare al passo con i tempi senza allinearsi in modo passivo e pedissequo e significa contemporaneamente avere già un guizzo di avanzamento in progressione evolutiva. Su questa scia di orientamento positivo si pone Daniel Mannini, che persevera con caparbia nel proprio intento creativo e si sta aggiudicando dei meritati consensi di apprezzamento valutativo. La Dott.ssa Elena Gollini ha da subito appoggiato Mannini nel suo operato artistico e lo sostiene passo passo, affinché le sue risorse pittoriche possano essere indirizzate in modo ottimale. In particolare, la Dott.ssa Gollini soffermandosi sulla posizione di Mannini a fronte della fase attuale dell’arte ha dichiarato: “Daniel rispecchia e riflette appieno la concezione di arte versatile, che riesce perfettamente a ricalcare insieme tradizione passata e innovazione odierna e riesce a diventare strumento e medium di reazione e di interazione collettiva, rivolgendosi ad un ampio bacino eterogeneo di fruitori, ad un target vasto e variegato di opportunità recettive e percettive. Si tratta certamente di un’arte non forzata a tale pregevole utilità sociale positiva, ma che possiede queste doti naturali di essere un’arte divulgativa a libera diffusione, per così dire. L’arte attuale ha innumerevoli possibilità di espansione e di estensione, che però vanno sapute ben adattare e adeguare, affinché siano davvero valide e papabili per darsi delle qualifiche reali e concrete, che non si vadano poi a disperdere nella massificazione sdoganata e inflazionata. Daniel consapevole e coerente sceglie di utilizzare e di fruire di quelle opportunità mirate e selezionate, che gli consentono di farsi strada in modo puro e senza contaminazioni inquinanti. Sceglie di proseguire sempre a testa alta nonostante tutto e tutti. Questo aspetto è davvero lodevole e lo pone senza dubbio su una scala di valori elevati, che di rimando rafforzano il suo modus pingendi e si trasmettono anche all’esterno. Daniel è artista di oggi moderno e disinibito e anche artista di ieri ravveduto e saggio. La sua giovane età non viene mai ad influire sulla sua ponderatezza e anzi diventa un ulteriore completamento importante a favore di una pittura altrettanto -giovane- che sprigiona e diffonde quel senso di levità, di leggerezza di leggiadria, che però ovviamente non è mai sinonimo di pochezza superficiale, ma serve proprio per far riflettere senza troppi gravami mentali e senza elucubrazioni troppo cervellotiche. Daniel è artista di oggi dunque, che rispetta il passato e la tradizione, ma ne ricava un proprio stilema espressivo personalizzato, pronto per essere attualizzato e incamerato in equilibrata alchimia di sinergia con l’arte attuale”.

     

     

  • Le armoniose sinfonie pittoriche di Federico Marchioro

    All’interno della produzione pittorica realizzata con sapiente abilità strumentale da Federico Marchioro si possono individuare delle tessiture compositive articolate con originale impronta di sintesi strutturale, che si declinano in armoniose sinfonie cromatiche e segniche, con una cadenza sequenziale sempre perfettamente studiata e ponderata con meticolosa precisione. La Dott.ssa Elena Gollini che supporta Marchioro nella gestione della comunicazione promozionale mediatica, ha espresso delle significative dichiarazioni in merito affermando: “Colore e segno sono componenti archetipi primari nell’arte pittorica di Federico e generano una sinuosa linea di intercomunicazione e intersezione, che funge da simbolico collante di bilanciamento per l’intero palinsesto scenico. Armonia e sinfonia sono elementi chiave indispensabili, che Federico trasporta e trasferisce dentro ogni rievocazione, filtrandoli in modo soggettivo e personalizzandoli a seconda dell’impostazione formale contenutistica. Armonia e sinfonia diventano la metafora di una formula comunicativa rivisitata da Federico e fatta sua dentro un paradigma linguistico, che attinge spunti e richiami allusivi ovviamente anche dal comparto musicale, che per lui costituisce l’essenza pura e precipua di riferimento assoluto. Federico trasla in pittura la sua autentica e spontanea sinfonia del cuore e dell’anima e la pone in sintonia con quanto affiora dagli stimoli esterni e dall’ispirazione creativa fantastica. Ogni singola opera è sempre accostabile alle altre e segue un virtuale legame di coesione simbiotica per offrire allo spettatore una visione omogenea e uniforme nel suo complesso sistema di progressione empatica. E al tempo stesso ogni opera racchiude e custodisce un proprio prezioso humus sostanziale, un frammento di essenza genetica portante dalla quale si produce e si alimenta la pregevole energia armoniosa, quell’energia delicata e vigorosa contemporaneamente, quell’energia potente e garbata al contempo, che si trasforma in sinfonia accattivante. Ecco, perché osservare la produzione di Federico è di continuo stimolo mentale ed emotivo. Toccando proprio da vicino la sfera delle sollecitazioni più sottili e acute, si arriva ad uno stato di completo abbandono, disinibito, genuino, proprio analogo a quello che avvolge Federico durante il momento catartico della creazione, quando tutto il resto intorno scompare e si annulla alla sua vista e lascia spazio al tumulto dell’enfasi, che si fonde alla dimensione del reale e lo modula, lo modella, lo plasma nell’armonia dell’intreccio sinfonico. E così tutto il resto viene accorpato dentro questa speciale magia profondamente ammaliante”.