Categoria: Lavoro

  • Unibg: tirocinio anticipato per gli aspiranti avvocati

    È stata firmata martedì 14 gennaio, nella sala del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Bergamo dal Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Bergamo Prof. Remo Morzenti Pellegrini e dalla Presidente dell’Ordine degli Avvocati, Avv. Francesca Pierantoni, la Convenzione che consentirà ai laureandi in giurisprudenza all’ultimo anno del corso di studi di anticipare sei mesi del tirocinio richiesto per sostenere l’esame di accesso alla professione forense.

    A partire da questo anno accademico dunque gli studenti di Giurisprudenza dell’Ateneo, in possesso dei requisiti definiti nella Convenzione, potranno svolgere un semestre di pratica forense già durante l’Università. Si tratta di una parte del tirocinio, della durata complessiva di 18 mesi, che finora l’aspirante avvocato poteva svolgere solo dopo aver conseguito la laurea.

    Le modalità di svolgimento di tale tirocinio anticipato (idonee a garantire la frequenza dei corsi e la proficua conclusione degli studi universitari) e i requisiti necessari per richiedere l’ammissione all’anticipazione, sono stati definiti dal Dipartimento di Giurisprudenza e dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Bergamo in attuazione della Convenzione quadro stipulata a livello nazionale tra il Consiglio Nazionale Forense e la Conferenza dei Direttori di scienze giuridiche.

    È una grande opportunità che viene offerta agli studenti, seppur riservata a coloro che siano in pari con gli esami dei primi quattro anni di corso e che siano in grado di terminare entro il quinto anno il loro percorso di laurea conciliando l’effettiva frequenza dello studio professionale con la regolare frequenza dei corsi. Anche per i professionisti è un’occasione da cogliere in quanto consente di intercettare ancor prima della laurea gli studenti più smart del corso di giurisprudenza.

    Per le istituzioni coinvolte (Università e Ordine degli Avvocati) è una nuova occasione di proficua collaborazione, di cui la sottoscrizione della Convenzione costituisce il primo risultato, che avrà modo di arricchirsi con la definizione dei progetti formativi per i singoli tirocinanti ammessi al programma.

  • Come aprire cassaforte senza chiave

    Può capitare a tutti, almeno una volta, di trovarsi nella situazione in cui abbiamo messo in una cassaforte oggetti preziosi o effetti personali e non riusciamo a riaprirla perché abbiamo perso la chiave d’accesso.

    Se ti trovi in una situazione simile sei nel posto giusto! 

    Infatti di seguito andremo a vedere come aprire una cassaforte a muro in caso di chiave persa.

     

    Tecniche per aprire cassaforte senza chiave

    I modi sono molto simili a quelli utilizzati dai ladri esperti nel cercare di entrare nell’abitazione altrui: sono tecniche di scassinamento effettuate con appositi strumenti quali chiave bulgara, grimaldelli ecc…

    Necessario è quindi studiare il tipo di serratura che ha la cassaforte e in base al modello fornirsi degli strumenti adatti: ad esempio se la serratura è a doppia mappa sarà necessario avere un grimaldello bulgaro, la cui tipologia è fatta apposta per aprire serrature di quel tipo.

    Come puoi capire da quanto detto, non è un gioco scassinare una serratura e dunque, a meno che non si ha grande dimestichezza e manualità, è fondamentale affidarsi ad un fabbro, il quale con le sue conoscenze potrà assistervi nella dovuta maniera.

     

    Cassaforte a muro elettronica

    Nel caso la cassaforte che vi trovate di fronte sia di quelle elettroniche, cioè funzionante con l’immissione di un codice o accesso simile, a questo punto le possibilità di scassinare vengono annullate e bisogna agire in maniera diversa.

    Fondamentalmente le soluzioni sono due:

    • Recuperare il codice di accesso o resettare il sistema tramite una procedura d’emergenza
    • Contattare l’azienda produttrice richiedendo assistenza, aspettando dunque molto tempo (può trattarsi di qualche giorno o molto di più, dipende dalla qualità del servizio di assistenza) e lasciare all’operaio mandato il recupero degli oggetti.

    In alternativa, anche in questo tipo di casualità puoi rivolgerti ad un fabbro.

     

    Non rovinare la cassaforte

    La fretta e l’ansia potrebbero portarti a cercare di forzare in autonomia la serratura della cassaforte, rischiando di bloccarla definitivamente e ricorrere a metodi drastici per il recupero dei tuoi beni, mettendoli a repentaglio.

    Se non si ha una competenza particolare come fabbro, meglio evitare il fai da te in questi casi e chiamare un fabbro per apertura cassaforte che possa aiutarti senza fare danni.

  • Il Fabbro Competenze e Capacità di un Mestiere Attuale

    Il mestiere del fabbro è quello di un professionista che da sempre si è specializzato nella lavorazione dei vari metalli come: ferro, acciaio, bronzo, alluminio, ottone, rame.
    Oggi con l’industria molte lavorazioni vengono eseguite attraverso macchinari che automatizzano le fasi della lavorazione del metallo, nonostante ciò in molti casi è necessario comunque la presenza di fabbri che rifiniscono i pezzi ed eseguono eventuali saldature.
    Il fabbro si occupa anche di mettere in posa i vari elementi di metallo che sono necessari per realizzare cancelli, ringhiere, infissi, saracinesche e serrature.
    Lavori che richiedono di una certa capacità manuale e ove sia necessario anche di saldare i vari elementi tra di loro.
    Queste particolari capacità hanno reso il fabbro una figura chiave nel servizio di sos casa pronto intervento, esistono aziende specializzate ne servizio di fabbro Siena, Pisa, Livorno e di ogni altra località italiana che sono sempre pronte a rispondere chiamate di emergenza di persone che si trovano in difficoltà per aver perso le chiavi di casa o per una serratura bloccata che impedisce loro di entrare o di uscire dalla propria abitazione.
    Questi servizi di pronto intervento fabbro offrono un servizio continuo che va oltre il normale orario di lavoro coprendo tutti gli orari ia del giorno che della notte in tutti i giorni dell’anno compresi il sabato e la domenica, oltre a tutte le altre feste comandate.
    L’intervento di questi professionisti si basa sia sulla rapidità che su competenze specifiche nel riuscire a risolvere un blocco della serratura o alla perdita delle chiavi di casa per mezzo di tecniche e arnesi che solo personale specializzato sa come adoperare in modo corretto senza rischiare di provocare danni alla serratura o alla porta stessa.
    In caso di elementi rotti queste aziende di pronto intervento sono strutturate anche per reperire in modo veloce i ricambi necessari alla rimessa in funzione definitiva degli elementi coinvolti nel malfunzionamento non solo di una serratura ma anche di tapparelle, infissi, saracinesche e altri oggetti realizzati con varie parti di metallo.

  • I freni dell’automobile: tipologie e sostituzione

    La sicurezza alla guida dipende, in larga misura, dall’efficienza dell’impianto frenante di un’automobile: poter arrestare il veicolo in tempi brevi, coprendo una distanza minima dopo aver premuto sul pedale, è fondamentale per evitare di restare coinvolti in incidenti.

    Ma come funzionano i freni della nostra vettura? Bisogna innanzitutto effettuare una distinzione preliminare tra le due tipologie più comuni:

     

    • Freni a tamburo: “predecessori” dei freni a disco, essi sono oggi adoperati principalmente per gli scooter di bassa cilindrata e per le utilitarie più economiche (esclusivamente sulle ruote posteriori). Sono composti da un tamburo circolare metallico (che gira insieme alla ruota) e da pistoncini di un materiale d’attrito, collocati su due ganasce: quando il pedale viene premuto, viene messo in circolo dell’olio sotto pressione che spingerà le ganasce contro il tamburo fino ad arrestare il veicolo. Nonostante risulti più duraturo dell’altro, i produttori stanno progressivamente abbandonando questo sistema, in virtù della sua tendenza a surriscaldarsi (con il rischio di rovinarsi e deformarsi, diminuendo di conseguenza la sicurezza).

     

    • Freni a disco: composto da tre elementi (disco, pinza e pastiglie), questo sistema frenante è il più diffuso al giorno d’oggi. Il suo funzionamento è il seguente: le pastiglie, ospitate dalla pinza, sono costituite da una base metallica ricoperta da uno strato di materiale d’attrito e, in fase di frenata, vengono premute dall’azione dell’olio in pressione contro il disco, insieme alla pinza stessa.

     

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    Quando far revisionare l’impianto frenante? Quali sono le eventuali spie d’allarme? In linea teorica, sarebbe buona norma far controllare lo stato dei freni ogni 15/20.000 km e cambiare pastiglie e dischi rispettivamente dopo 40 e 80.000 km. Tuttavia, è necessario effettuare immediatamente questa verifica qualora vi siano segnali come:

     

    • vibrazione dell’auto durante la frenata
    • risposta anomala del pedale
    • accensione della spia di segnalazione (se presente)
    • rumorosità (spesso un sibilo) dopo aver premuto sul freno

     

    Recarsi presso un meccanico esperto è la soluzione migliore in questi casi: le sue competenze si riveleranno fondamentali per riuscire a risolvere le problematiche del vostro impianto frenante. Baruchelli è un’officina Fiat a Parma che opera su modelli di svariate marche in maniera precisa ed efficiente, assicurando la soddisfazione del cliente e tempi d’intervento brevi. Passa a trovarci!

  • Quanto è importante scegliere correttamente le nostre sedute per ufficio?

     

    “Il lavoro nobilita l’uomo” proferiva un antico proverbio. Giustissimo, ma farlo su una sedia da ufficio scomoda è davvero dura per chiunque! La sedia da ufficio è una compagna silenziosa ma molto importante, che ci accompagna per tutto l’arco della settimana. Siamo onesti, le ore di lavoro di un lavoratore medio sono troppe per stare scomodi. È opportuno, quindi, valutare adeguatamente le nostre sedute per ufficio!

    La sedia da ufficio è un prodotto che deve essere scelto sulla base di un’attenta valutazione di tutte le sue caratteristiche e funzionalità.

    Conseguenze dannose di una scelta scorretta del prodotto.

    Innanzitutto, c’è da premettere che una scorretta scelta di questo prodotto può avere delle conseguenze sul nostro fisico; può, infatti, comportare dolori muscolari, alla cervicale e alla colonna vertebrale. Per questo motivo non bisogna assolutamente sottovalutare l’acquisto.

    Caratteristiche da non trascurare!

    In commercio esiste un’infinità di modelli. Non sarà facile, quindi, trovare quella giusta per le nostre esigenze e soprattutto a tono con il design e lo stile del nostro ufficio.

    Nonostante la vastità di modelli, le sedie da ufficio hanno spesso un nucleo comune di caratteristiche, quali:

    • l’altezza regolabile attraverso una manopola, che ci consente di scegliere l’altezza della nostra sedia in base alla nostra statura e alla misura della nostra scrivania;
    • lo schienale ergonomico, che accompagna il naturale corso della nostra schiena prevenendo fastidiosi mal di schiena;
    • la presenza delle rotelle, le quali facilitano la mobilità;
    • il poggiatesta;
    • la possibilità di regolare l’inclinazione dello schienale; per regolare correttamente lo schienale basterà poggiate i gomiti in modo che da formare un angolo di 90°, lo stesso andrà fatto con le ginocchia, facendo attenzione a mantenere la schiena dritta basterà regolare lo schienale in modo che formi un’inclinazione di circa 100/110°;

    Qual è il materiale giusto per la nostra sedia da ufficio?

    Per la scelta del materiale giusto occorre valutare diversi fattori. Il primo aspetto da tenere in considerazione è il comfort, ogni materiale ha proprie specifiche peculiarità che possono risultare idonee o meno a quello che cerchiamo. Il secondo aspetto da non trascurare è l’ambiente che ci circonda, dunque il nostro posto di lavoro! Sulla base del design, della luce, dell’arredamento e dei colori sceglieremo il materiale della nostra sedia e le sue tonalità. La sedia può essere in pelle, in ecopelle, in plastica o in tessuto. Ogni materiale ha i propri aspetti positivi e negativi, bisognerà valutarli in base alle nostre preferenze.

    La sedia da ufficio in materiale plastico potrebbe risultare meno resistente, ma comunque facile da pulire. La sedia in tessuto risulta facile da pulire (se sfoderabile) e molto confortevole. Per quel che riguarda la sedia in pelle, forse è la più resistente! I costi potrebbero essere più alti rispetto agli altri modelli ma ci sarà un guadagno nel tempo, essendo un materiale molto duraturo.

    In definitiva, è assolutamente provato che lavorare comodi contribuisce a migliorare le condizioni del lavoro, riduce lo stress ed evita l’insorgere di problemi muscolari. Al giorno d’oggi, il mercato del lavoro offre sempre più ruoli lavorativi che favoriscono una vita sedentaria, in questa prospettiva avere una sedia comoda è di fondamentale importanza. La postazione di lavoro è la nostra seconda casa e la sedia da lavoro ne è il fulcro.

  • “Mente Locale”: torna il progetto di formazione della pubblica amministrazione

    Riparte il progetto formativo “Mente Locale”, dedicato a tutti i Comuni della Provincia di Bergamo organizzato dall’Istituto di Direzione Municipale di Bergamo insieme a Fondazione Istituti Educativi di Bergamo, promotrice per il secondo anno consecutivo di questa importante iniziativa.

    Iniziativa che nell’edizione precedente ha coinvolto 80 Comuni e oltre 1700 partecipanti e che ha il patrocinio dell’Università degli Studi di Bergamo, della Provincia di Bergamo e dell’Associazione dei Comuni Bergamaschi. “Mente Locale” nasce per fornire ai nostri Comuni, le opportunità formative e i mezzi per affrontare aspetti tecnici, operativi e di adempimento della pubblica amministrazione alla luce di sempre maggiori incombenze in capo alle Amministrazioni Locali, soprattutto per quanto riguarda i piccoli comuni, che con pochi mezzi a disposizione sono costretti a far fronte a numerose problematiche e richieste.

    Vario il calendario di appuntamenti che tocca numerosi temi: dall’urbanistica al sociale, dalla sicurezza sul lavoro alla digitalizzazione dei servizi. Tra gli altri, un approfondimento sulla legge di bilancio e l’impatto sugli enti locali, ovvero i rapporti tra Comuni e società partecipate. Lezioni di marketing territoriale, di gestione delle entrate tributarie, focus su appalti e tematiche relative a privacy e trasparenza così come uno sguardo sugli aggiornamenti normativi legati alle spese di personale o agli adempimenti demografici permetteranno ai partecipanti di avere un quadro chiaro di come gestire in modo puntale la macchina comunale.

    “Modulo per noi fondamentale è quello relativo alle modalità di partecipazione ai bandi e alla reperibilità delle risorse economiche; formazione utile per capire come poter partecipare ai bandi promossi da Enti, Associazioni o Istituzioni nazionali ed Europee e non farsi sfuggire importanti occasioni per la propria comunità. Questo progetto fornisce dunque tutte le informazioni e i mezzi per permettere agli Amministratori e a chi lavora nei Comuni di rispondere in modo puntuale e veloce alle esigenze del proprio territorio” spiega Luigi Sorzi, Presidente Fondazione Istituti Educativi di Bergamo.

     

    Durante gli ultimi anni di attuazione, il progetto è stato sostenuto da realtà economiche, di natura anche molto diversa, del territorio Bergamasco, come San Pellegrino, REA Dalmine, UBI Banca, Cassa Rurale di Treviglio, la Fondazione della Comunità Bergamasca, Hidrogest, Cogeide, G.Eco, Confcooperative.

    L’edizione 2019-2020 prende il via il prossimo venerdì 6 dicembre 2019. La partecipazione per i comuni sotto i 2000 abitanti è gratuita.

  • TUTTI GIÙ PER ARIA – L’AEREO DI CARTA

    Perché la verità non ha scadenza, soprattutto quando la storia si ripete.

    Un film che dovrebbero vedere tutti.

    A dieci anni dalla disastrosa vertenza Alitalia, che ha visto oltre diecimila lavoratori uscire dal ciclo produttivo di uno dei più importanti asset del Paese, il più grande licenziamento di massa mai avvenuto nella storia della Repubblica, torna in sala a Roma, il 4 dicembre 2019, alle ore 18.00, presso il Cinema Farnese in Piazza Campo dei Fiori, il docufilm di Francesco CordioTUTTI GIÙ PER ARIA – L’AEREO DI CARTA”.

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  • PAYPAL E STOREDEN ASSIEME, RIVOLUZIONE NEI PAGAMENTI ON LINE IN ITALIA

    Paypal e Storeden lanciano per tutti i merchant un nuovo sistema di pagamento. L’azienda veneta è tra le prime in Europa. Il founder, Francesco D’Avella: “Abbiamo migliorato ancora l’experience sui nostri portali di ecommerce: a disposizione tramite PayPal Commerce Platform decine di nuovi metodi di pagamento già integrati con la piattaforma Storeden e disponibili a tutti i venditori con pochi click”

    Storeden è una piattaforma ecommerce nata a Villorba, in provincia di Treviso, che in pochi anni ha rivoluzionato il commercio elettronico prima in Italia e poi a livello globale. Oggi compete a pieno regime con le piattaforme americane grazie al proprio team di sviluppatori che hanno proposto un modello innovativo: la possibilità di realizzare un ecommerce personalizzato per ogni azienda in cloud, pagando solo una fee mensile per la gestione.

    Con Storeden le aziende possono in pochi minuti realizzare un ecommerce professionale sincronizzato con i migliori marketplace (la piattaforma è integrata con Amazon, Ebay, Facebook, Blomming e Instagram, solo per citare alcune delle realtà più note).

    Una realtà, quella di Storeden, che oggi si sviluppa anche grazie ad una rete di oltre 120 agenzie web tra le migliori nel territorio nazionale, che hanno scelto di proporre la piattaforma ai propri clienti per supportare chi decide di utilizzare la piattaforma lato web marketing, ma anche con sviluppi personalizzati, in modo da soddisfare le esigenze di clienti in modo specifico.

    La novità assoluta, che è stata annunciata nel corso di Ecomm2019, il summit degli attori che ruotano attorno al mondo del vendere on line tenutosi a Vicenza, è la presentazione di un progetto sul quale Storeden lavorava da tempo con il colosso dei pagamenti americano. I clienti di Storeden potranno attivare con pochi click una soluzione di pagamento che consentirà loro di offrire PayPal e le carte (credito, debito e prepagate) ad uno dei prezzi più competitivi sul mercato, oltre a tutti i metodi di pagamento alternativi più popolari al mondo.

    “Non solo carte di credito”, annuncia Michele Simone, responsabile partner di Paypal per Southern Europe. “Tramite l’account PayPal su piattaforma Storeden è ora possibile ricevere pagamenti attraverso ogni tipo di carta, e con circuiti locali di diversi paesi a livello globale. In Italia sarà quindi possibile ricevere i pagamenti attraverso myBANK, in Germania con Sofort, in Olanda con iDeal e così via: ogni paese avrà a disposizione i migliori metodi di pagamento locali già integrati. Attraverso la tecnologia Smart Payment Button di PayPal, daremo ai consumatori più scelta per pagare i propri prodotti e servizi, aiutando allo stesso tempo le aziende a guidare in maniera sempre più efficace quelle conversioni fondamentali per la crescita di un’attività commerciale”.

     

    UFFICIO STAMPA PK COMMUNICATION / [email protected]

  • Come saldare in sicurezza

    La saldatura (autogena) è un procedimento irreversibile che permette l’unione permanente di due giunti, con o senza l’aggiunta di materiale d’apporto. Una prima distinzione preliminare da effettuare è quella tra saldatura e brasatura (detta anche saldatura eterogena): a differenziare i due processi è la fusione/non fusione dei lembi da congiungere (a essere fuso, nel secondo caso, è il solo materiale d’apporto).

    Queste due operazioni, implicando l’esposizione a calore e temperature elevate, prevedono l’utilizzo di dispositivi di protezione individuale (DPI) affinché l’operatore possa lavorare in assoluta sicurezza. Passiamo ora in rassegna i principali, esaminando il loro impiego in termini di salvaguardia della salute.

    In sicurezza

     

    • Tra gli indumenti che identificano immediatamente un saldatore c’è, senza dubbio, la visiera protettiva, a volte sostituita da occhiali: la funzione di questo dispositivo è quella di proteggere gli occhi dell’operaio dall’intensa luce sprigionata dal processo di saldatura, dalle radiazioni ultraviolette generate e dalle particelle potenzialmente ustionanti che si disperdono nell’aria.

     

    • I guanti, oltre a evitare bruciature, prevengono il rischio di essere folgorati, essendo tutte le attrezzature alimentate a corrente.

     

    • La mascherina per i fumi è indispensabile, anche nel caso la vostra officina disponga di un sistema di aspirazione all’avanguardia. Durante la saldatura, infatti, vengono rilasciate esalazioni estremamente tossiche.

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    • Anche per quanto riguarda le scarpe, non bisogna accontentarsi delle classiche antinfortunistiche: le calzature antiscivolo di un saldatore devono proteggere dal fuoco, dagli urti e dalle scosse elettriche.

     

    • Il grembiule deve essere perfettamente ignifugo e salvaguarda l’operatore dal rischio di incendi e dall’esposizione a radiazioni.

    Consigli utili

     

    Qualora abbiate la necessità di effettuare un’operazione di questo tipo, rifornirvi in una fucina meccanica specializzata nella realizzazione di accessori e attrezzature per la saldatura è la soluzione migliore per lavorare in sicurezza con utensili certificati e di prima qualità. GFB Fucina Meccanica è un’azienda leader nel settore delle produzioni industriali per pipeline.

  • Riparare Rubinetto che Perde Senza Chiamare Idraulico

    Riparare un rubinetto che perde senza chiamare un idraulico è un lavoro che richiede un certo impegno ma non è un’impresa impossibile se si ha un minimo di dimestichezza con i lavoretti di casa.
    Riparare un rubinetto che perde è uno dei guasti comuni che possono accadere in una casa ma se il nostro budget non prevede spese non impreviste o se solo desideriamo provare la nostra abilità possiamo provare a ripararlo senza chiamare un pronto intervento idraulico Pisa, Livorno, Siena o di qualsiasi altro posto si trovi la nostra casa.
    Uno dei motivi per cui un rubinetto perde è la rottura o l’usura della guarnizione di gomma, la sostituzione di una guarnizione di gomma ad un rubinetto che perde è un lavoro non difficile, basta avere un minimo di manualità per riuscire a sostituire la guarnizione usurata.
    Ogni qualvolta ci mettiamo a riparare un rubinetto o una qualsiasi parte in cui passi dell’acqua è buona norma chiudere l’acqua in tutta la casa dal rubinetto generale dell’acqua, una regola che preserverà la nostra casa da noiosi e dannosi allagamenti.
    Nel caso avessimo a che fare con un rubinetto a compressione che si può distinguere dagli altri per la presenza di due diverse manopole regolatrici, una per l’acqua fredda e l’altra per l’acqua calda.
    La prima fase consiste nel rimuovere le manopole svitando le viti che solitamente si trovano nascoste sotto ai simboli color rosso per l’acqua calda e blu per l’acqua fredda.
    Dopo aver rimosso i simboli possiamo vedere il dado che dovremo provvedere a svitare, una volta allentato possiamo sfilare lo stelo sopra il quale è presente un cerchio di plastica che appoggia su una guarnizione in gomma.
    Dopo averlo smontato controlliamo attentamente la guarnizione che si trova al di sotto del cerchio di plastica, solitamente una piccola rottura o un eccessiva usura di questa guarnizione in gomma è nella stragrande maggioranza dei casi la causa di un rubinetto che perde acqua anche quando è chiuso.
    Se non abbiamo la guarnizione in gomma di ricambio, portiamoci dietro quella estratta dal rubinetto e rechiamoci presso un negozio di ricambi idraulici per essere sicuri di comprarne una di uguali dimensioni.
    A questo punto non ci resta che inserire la nuova guarnizione nella posizione corretta, per agevolare l’operazione possiamo prima ungerla con del grasso idraulico.
    Una volta provveduto a rimontare le manopole precedentemente smontate e riavvitato i dadi riposizionando i simboli sopra dell’acqua fredda e calda, non ci resta che aprire il rubinetto generale dell’acqua e controllare se effettivamente abbiamo risolto il problema del rubinetto che perde senza aver chiamato un idraulico.

  • Unibg: al via i Career Day 2019

    Visto il grande successo di partecipazione, tornano i “Career Day” del Polo di Ingegneria dell’Università degli studi di Bergamo. Martedì 26 e mercoledì 27 novembre, i rappresentanti di 32 aziende saranno a disposizione degli studenti, che avranno modo di conoscere le più grandi realtà economiche del territorio.

    Nel 2018, 540 studenti hanno avuto la possibilità di chiedere informazioni relative alle aziende presenti, valutare le opportunità legate ai tirocini o eventuali opportunità di lavoro. Gli studenti infatti hanno la possibilità di consegnare il proprio curriculum agli stand aziendali e discutere prospettive e opportunità. Un momento importante di incontro e confronto con il mondo delle imprese e di promozione dei rapporti tra Università e mondo del lavoro. La partecipazione ai Career Day di Ateneo inoltre accresce la consapevolezza degli studenti circa le proprie competenze e conoscenze.

    Questo evento è la prosecuzione di una proficua collaborazione tra Università e mondo industriale locale, nazionale ed internazionale, fiore all’occhiello proprio del Polo di Ingegneria dell’Università degli studi di Bergamo, che da anni si rivela per le imprese un partner strategico di livello per la ricerca e per la tecnologia. Numerosi infatti sono i progetti nati in collaborazione con le imprese del territorio e i contratti di ricerca a livello internazionale. Caratteristica del Polo di Ingegneria, è proprio l’approccio multidisciplinare dei suoi Dipartimenti e il forte collegamento col territorio.

    È anche grazie a questa impostazione che i tassi di occupazione degli studenti laureati è altissima. Il tasso di occupazione dei laureati magistrali in Ingegneria e Scienze applicate sfiora il 90%, mentre supera il 94% quello dei laureati magistrali in Ingegneria gestionale, dell’Informazione e della Produzione.

    La manifestazione è rivolta agli studenti e ai neolaureati di tutte le facoltà. Sul sito dell’Università è possibile trovare la lista e la descrizione delle imprese partecipanti e la mappa degli stand.

    Gli incontri si svolgeranno dalle ore 10:00 alle ore 15:00 presso l’Università degli studi di Bergamo Edificio A, Via Einstein 2 – Dalmine. L’Ufficio Placement organizza inoltre periodicamente incontri di formazione sulla redazione del cv e su come prepararsi e gestire al meglio un colloquio di selezione, dal titolo “Scurricula: come evitare che il curriculum diventi carta straccia e il colloquio di lavoro un due di picche.”

    Per informazioni: www.unibg.it

  • I termostati ambiente di Imit Control System. I migliori alleati per il comfort termico domestico.

    Fiore all’occhiello della produzione firmata dall’azienda novarese, l’ampia gamma di termostati made in Italy offre soluzioni ottimali per la termoregolazione da oltre 100 anni.

    Core business della produzione di IMIT Control System, la vasta offerta di articoli proposti dalla longeva azienda di Castelletto Ticino comprende una gamma completa di termostati ambiente, dai più tradizionali ai più tecnologici.

    Lo storico assortimento di termostati elettromeccanici è ben rappresentato dai modelli TA3 e TA5. Essenziali ed intuitivi, sono disponibili nelle versioni dotate di interruttore ON/OFF, modalità Estate/Inverno e spia di funzionamento. Particolarmente adatti all’utilizzo in presenza di impianti a zone, consentono di regolare la temperatura in diverse stanze in modo semplice e preciso.

    Dall’altro lato, IMIT annovera numerose proposte di dispositivi evoluti e tecnologicamente all’avanguardia, come il termostato ambiente digitale Techno RT. Dotato di una scheda elettronica di regolazione e di un pratico display LCD sul quale è possibile visualizzare la temperatura dell’ambiente e quella impostata dall’utente, permette di beneficiare delle funzioni economy ed antigelo. L’articolo è disponibile, oltre che nella classica versione a batteria, nella modalità RF con radio ricevitore e con alimentazione 230V, per una termoregolazione ancora più smart.

    www.imit.it

  • Gattoni Rubinetteria per il Pestana CR7 Hotel di Lisbona

    La cromoterapia sinonimo di stile ed affidabilità made in Italy ha trovato posto all’interno dell’albergo che porta la firma di Cristiano Ronaldo.

    Gattoni Rubinetteria è un brand di tendenza, che sa farsi notare anche nel mondo dello spettacolo. Nel frizzante contesto del Pestana CR7 Hotel di Lisbona, nato dalla recente collaborazione tra il rinomato Pestana Hotel Group e il bomber Cristiano Ronaldo, è stato inserito, infatti, uno dei prodotti più estrosi proposti dall’azienda di Alzo di Pella: il soffione cromoterapico a parete in acciaio inox.

    Funzionale e rilassante, è molto più di un semplice accessorio per doccia, tanto da essere stato scelto per fare la differenza nelle sale da bagno di una suite dagli arredi modaioli e tecnologici, in pieno stile CR7.

    La presenza di un articolo firmato Gattoni Rubinetteria all’interno del lifestyle hotel più attraente di Lisbona, nel quale si può assaporare il fascino dell’atmosfera di un palazzo storico beneficiando delle comodità digitali di un ambiente urbano del nuovo millennio, rappresenta, sicuramente, un ottimo riconoscimento nei confronti di un marchio in continua crescita, in Italia e nel mondo.

    www.gattonirubinetteria.com

  • L’Università degli Studi di Bergamo rinnova il patto con il territorio per studiare all’estero

    L’orizzonte di 15 studenti dell’Università degli studi di Bergamo si amplia grazie ad altrettante borse di studio finanziate da 10 aziende dell’Alta Valseriana, guidate da Lions Club Città di Clusone e Valle Seriana Superiore per un valore totale di 50mila euro.

    Dopo la positiva esperienza dello scorso anno accademico, si rinnova il progetto “Accrescere il Valore dei Giovani”. Lions Club Città di Clusone e Valle Seriana Superiore, Comelit Group Spa, Lamiflex Spa, Scame Spa, Parre Spa, Lamiflex Spa, Officine Meccaniche Ponte Nossa Srl, Sinergia Srl, a cui si sono aggiunte quest’anno Lame Moreschi srl, LM Engraving srl, hanno donato all’ateneo orobico oltre 50.000 euro. L’obiettivo del progetto è dare l’opportunità a più ragazzi possibile di arricchire il proprio curriculum con un periodo di studio negli atenei stranieri, sia europei che extra-continentali. 15 studenti, di 9 diversi corsi di laurea, studieranno in Cina, Corea, Estonia, Finlandia, Germania, Polonia, Spagna e Svezia. Tra loro, undici sono già partiti: dieci per il primo semestre e uno per l’intera annualità. Altri quattro andranno all’estero nel secondo semestre.

    «Gli ottimi risultati dell’anno scorso ci portano a rinnovare il progetto “Accrescere il valore dei giovani” – dichiara il Rettore, Remo Morzenti Pellegrini -. Voglio ringraziare tutte le realtà che hanno fatto squadra con noi per raggiungere questo risultato. I fondi messi a disposizione vanno a supporto del viaggio che assicuriamo agli studenti verso la scoperta dei propri talenti, verso la conoscenza e la condivisione del sapere in altri Paesi del mondo. Grazie alle aziende del territorio e al Lions Club di Clusone è possibile sostenere in modo decisivo i ragazzi che prendono parte ai percorsi Erasmus+ e ExtraUe. Investire nell’internazionalizzazione è uno degli obiettivi principali dell’Ateneo, oltre ad essere un valore che rende la nostra offerta fortemente competitiva».

    «Il mondo globalizzato propone sfide importanti e complesse ed è fondamentale poter contare su una rete per coltivare una classe dirigente all’altezza – aggiunge la Responsabile del Servizio Orientamento e Programmi Internazionali Elena GottiInvestire sui nostri giovani, come hanno fatto le aziende coinvolte nel progetto e Lions Club di Clusone e Valle Seriana Superiore vincolando la somma data a favore dei nostri studenti provenienti dal territorio, è un modo intelligente di assicurarsi un futuro di sviluppo».

    «Le aree di montagna pongono difficoltà non facili da affrontare ai residenti e agli imprenditori. Il nostro, insieme alle sette importanti aziende della Valle Seriana, è un investimento per il territorio – commenta il vicepresidente del Lions Club Domenico AndreolettiPuntiamo sulle esperienze e le capacità professionali che gli studenti potranno acquisire e reinvestire in Valle Seriana in futuro».

  • Come approcciarsi alla formazione HACCP

    Se stai per approcciarti al settore alimentare, in qualità di imprenditore, di dipendente o di collaboratore, devi assolutamente sapere cos’è l’HACCP e perché è così importante per le attività che rientrano nella filiera produttiva e distributiva di alimenti e bevande. (altro…)

  • La prima laurea in apprendistato all’Università degli Studi di Bergamo

    Un piano personalizzato le ha dato l’opportunità di raggiungere la laurea ottenendo un’alta formazione da applicare nel suo lavoro, necessaria per rivestire ruoli professionali più specifici e specializzati. Venerdì 15 novembre, Irene Poloni, 22 anni, sarà la prima studentessa dell’Università degli studi di Bergamo, a laurearsi attraverso un percorso di apprendistato di III livello, istituito dall’Università degli Studi di Bergamo in accordo con Confcooperative, nel corso di studi triennale di Scienze dell’Educazione, dipartimento di Scienze Umane e Sociali.  Un accordo, tra i primi in Italia, basato su un contratto di lavoro a tempo indeterminato finalizzato alla formazione e all’occupazione dei giovani che consente di conseguire un titolo di studio e contemporaneamente essere regolarmente assunti da un’impresa con la qualifica professionale che sarà acquisita attraverso il titolo.

    «Attualmente abbiamo attivi dieci percorsi di laurea triennale in apprendistato nel corso di laurea in Scienze dell’educazione del Dipartimento di scienze umane e sociali e uno nel corso di laurea in Economia aziendale del Dipartimento di Scienze aziendali, economiche e metodi quantitativi. Il percorso in apprendistato è un ulteriore orizzonte aperto dall’Ateneo grazie a un rapporto costruttivo con il territorio, in questo caso con Confcooperative e le sue realtà aziendali commenta il Rettore, Remo Morzenti Pellegrini -. Questi percorsi arricchiscono le esperienze all’interno di UniBg e allo stesso tempo garantiscono alle aziende del territorio le competenze di cui hanno bisogno, grazie a un confronto costante. Le mie congratulazioni alla giovane neolaureata e a tutti i suoi e a tutti i 194 neodottori di questa sessione».

    “L’ambientamento guidato dal genitore. Uno studio di caso al nido” è il titolo del project-work che porta Irene Poloni alla laurea dopo aver sostenuto tutti gli esami. Un obiettivo raggiunto tramite una costante integrazione tra il mondo del lavoro e i contenuti del percorso di studi. Con la guida della tutor aziendale Emanuela Bertocchi, coordinatrice dei nidi d’infanzia gestiti dalla cooperativa La Fenice di Albino, e della tutor accademica, professoressa Evelina Scaglia, docente di Pedagogia dell’Università di Bergamo, la studentessa e lavoratrice, ha potuto confrontarsi, come apprendista nel nido d’infanzia Pinocchio di Leffe, con la sperimentazione di una modalità innovativa di ambientamento al nido nata in Svezia, caratterizzata dal ruolo dei genitori, che devono essere protagonisti, secondo i principi pedagogici formulati da Maria Montessori ed Elinor Goldschmied.

    «Mi sono diplomata nel 2016 come operatore sociosanitario – commenta la studentessa neolaureata, iscritta al corso di laurea Magistrale in Scienze Pedagogiche – Il percorso in apprendistato mi ha dato la grande occasione di approfondire al meglio le caratteristiche e le complessità del mondo del lavoro in cui ho deciso di inserirmi, e di raggiungere un livello di competenze adeguato per affrontarlo al meglio».

    «La specificità di questi percorsi riguarda il fatto che gli studenti possono integrare studio e lavoro seguendo un piano formativo personalizzato nel quale sono indicate le attività didattiche da svolgere in Università e i compiti da affrontare nel contesto lavorativo al fine di maturare le competenze attese al termine del percorso – spiega Marco Lazzari, direttore del dipartimento di Scienze umane e sociali -. I percorsi sono caratterizzati da un’elevata personalizzazione che consente di porre al centro gli interessi e le potenzialità dell’apprendista. Si crea così la possibilità di conseguire un titolo di studio di alta formazione anticipando i tempi di ingresso nel mercato del lavoro, sviluppando competenze professionali per svolgere una professione specifica».

    Le aziende che assumono apprendisti di III livello possono beneficiare di agevolazioni contributive e fiscali e hanno il vantaggio di poter progettare con l’Università il percorso formativo dell’apprendista, anche in funzione degli specifici fabbisogni di competenze dell’azienda stessa. «La circolarità formativa conclude Lazzariè uno dei principali temi della nostra riflessione pedagogica ed è venuto naturale metterlo in pratica con percorsi di alternanza come quelli dell’apprendistato di III livello».

  • La Software Monetization secondo Thales Gemalto: i vantaggi per le aziende italiane che approcciano la Digital Transformation

    Le innovazioni nello sviluppo del software tra i principali elementi di crescita per le aziende italiane

    Milano, 13 novembre 2019 – Con la Digital Transformation e l’onnipresenza del Cloud, i modelli di consumo sono cambiati in modo fondamentale. Il risultato? Le aziende rivoluzionano il proprio modo di approcciarsi al mercato mentre i servizi e la customer experience sono sempre più determinanti per il successo del business.

    Il software gioca un ruolo fondamentale in questo nuovo contesto. E il concetto già presentato 7 anni fa da Marc Andreessen nel suo famoso articolo “Why Software is eating the world” secondo cui ogni organizzazione diventerà un’azienda di software è ormai un assunto consolidato.

    Con le aziende che si allontanano sempre più dall’hardware come principale fonte di ricavo, è interessante capire come queste possano integrare, in modo efficace, una strategia di monetizzazione del software nei loro processi aziendali. La software monetisation può essere vista come l’adozione di diverse tattiche che un’organizzazione adotta per aumentare la redditività della sua proprietà intellettuale, in questo caso, del software, per esempio sofisticate tecnologie contro la pirateria e il furto della proprietà intellettuale oltre a strategie di pricing e packaging.

    Questo è quanto discusso oggi durante la tavola rotonda organizzata da Gemalto Thales in collaborazione con The Innovation Group e Indigo Communication dove il tema dei nuovi Business Model abilitati dalla digitalizzazione e dal cloud sono stati oggetto di approfondimento con esperti di settore.

    “Le aziende italiane sono oggi pienamente coinvolte nel processo di trasformazione digitale del proprio business. Secondo le rilevazioni di The Innovation Group (#DBTsurvey 19)*, un’azienda su due ritiene che negli ultimi anni la Digital Transformation abbia impattato in maniera significativa sul proprio settore. Nonostante questo, si osserva un ritardo nell’implementazione dei piani di trasformazione: solo una minoranza di aziende (il 26%) ha formalizzato una strategia digitale trasversale per tutta l’organizzazione e, inoltre, solo in poche aziende l’area IT guida questi processi di trasformazione. Nel 60% dei casi il ruolo dell’IT è quello di «collaborare attivamente» con le altre funzioni. L’accelerazione sul fronte dell’interesse e dei nuovi modelli di business generati dal digitale è però un fenomeno evidente che si misura anche nell’accresciuta capacità di investimento in digitale al di fuori dell’area IT, un aspetto che da solo dimostra quanto l’Innovazione Digitale sia oggi un trend che non riguarda più solo il presidio puro della tecnologia”, commenta Elena Vaciago, Associate Research Manager, The Innovation Group.

    Il software quindi è sempre più cruciale per migliorare le prestazioni aziendali, per creare opportunità di reddito e per portare le aziende a un livello più alto di competitività. Sempre secondo la ricerca è emerso che una delle aree di maggior investimento è proprio quella dello sviluppo del software che passa dal 41% al 55% nel 2019.

    Al fine quindi di sfruttare tutti i benefici che il software ha da offrire, le aziende hanno bisogno di una strategia di monetizzazione del software che colleghi ogni parte del proprio go-to-market – sia che si tratti di gestire i diritti o di connettersi ai sistemi finanziari e ai servizi di assistenza alla clientela.

    Thales Gemalto si pone come un facilitatore per le aziende aiutandole ad acquisire una serie di vantaggi: grazie infatti al Software Licensing proposto dal Brand è possibile gestire il ciclo di vita della licenza e, di conseguenza, del software, partendo dall’acquisto fino all’attivazione, la revoca e l’aggiornamento.

    Tra i vantaggi che ne derivano, sicuramente l’aumento di fatturato, la crescita del parco clienti e la riduzione dei costi operativi sono fondamentali per le aziende che vogliono crescere, oltre a poter beneficiare della gestione in totale sicurezza dei software.

    Grazie alle soluzioni di Gemalto Thales, le aziende hanno la possibilità di automatizzare i processi di generazione e attivazione delle licenze software as a service facendo in modo che il personale possa dedicarsi ad attività maggiormente strategiche, riducendo l’errore umano e velocizzando il time to market. Tutto ciò si traduce con una migliore soddisfazione del cliente.

    “La Digital Transformation ha avviato un cambio di mentalità che sta portando le aziende a una maggiore consapevolezza del valore del software aprendole a nuove opportunità di business. Le tecnologie di oggi offrono soluzioni sempre più flessibili, modulari e vicine alle esigenze dei clienti che potranno gestire il software nel modo più conveniente per loro”, commenta Marco Costa, Country manager Software Monetisation, Gemalto Thales

    Ne è un esempio SCM group che progetta e vende macchine per la lavorazione automatica del legno, pietra, vetro, plastica, materiali compositi, alluminio. Il gruppo aveva infatti la necessità di passare da una gestione delle licenze “tradizionale” a una modalità più flessibile, in parte cloud-based. “In Gemalto Thales ci aspettiamo di trovare il partner ideale che ci aiuti a velocizzare e trasformare i nostri processi produttivi attraverso un progetto a 360 gradi che includa chiavi di protezione software ma anche la consulenza necessaria per la creazione di un efficace ed efficiente workflow che interessi tutti gli aspetti, dall’acquisto all’implementazione del prodotto”, commenta Dario Bellatreccia, Digital Services Group Director, SCM Group. “La nostra collaborazione ci aiuterà ad aumentare la competitività, esplorare nuovi modelli di business e attuare nuove forme di revenue”.

    L’evoluzione verso aziende più agili e focalizzate sul software è quindi diventata un imperativo e pianificare un’efficace strategia di trasformazione digitale grazie all’implementazione di una soluzione di monetizzazione software sarà sempre più prioritario per creare nuove opportunità di reddito.

    *Ricerca condotta da The Innovation Group tra Dicembre 2018 e Febbraio 2019 su un campione di 187 aziende italiane operanti in diversi settori di mercato al fine di analizzare la diffusione delle tecnologie digitali nelle aziende italiane.

  • Imit Control System firma una gamma completa di accessori per caldaie, stufe a pellet e camini

    Il catalogo 2019 annovera un assortimento completo di articoli realizzati ad hoc per rispondere alle diverse esigenze di ricambistica e sostituzione.


    Grazie alla sua consolidata esperienza nel settore della termoregolazione, perfezionata nel corso di più di un secolo di attività, IMIT Control System si è affermata come fornitore storico dei principali produttori nazionali ed internazionali di caldaie, stufe a pellet e camini, che possono contare su una ricca gamma di prodotti studiati appositamente per offrire una copertura totale alle diverse esigenze di ricambistica e sostituzione.
    Nel catalogo 2019 un’ampia sezione raccoglie, infatti, un assortimento completo di termostati a capillare di regolazione e sicurezza, manometri e termometri, articolati in base alle diverse tarature di temperature – dai 90° ai 300°C – e range di pressione da monitorare. A corredare il tutto sono disponibili, inoltre, manopole e ghiere per la regolazione del grado termico, nonché guaine per il contatto diretto con acqua ad alta temperatura.
    Facilmente reperibili presso la maggior parte dei punti vendita IMIT sparsi sull’intero territorio nazionale, tutti i prodotti sono certificati secondo gli standard italiani ed europei, ad ulteriore conferma dell’affidabilità funzionale e costruttiva garantita dall’azienda novarese.

    www.imit.it

  • Rubinetterie Stella al Downtown Design di Dubai

    I rubinetti icona del made in Italy saranno presenti alla più importante fiera di design del Medio Oriente a fianco di Vicalvi Contract.

    È alle porte una nuova tappa internazionale per Rubinetterie Stella, che dal 12 al 15 novembre porterà l’eccellenza dei suoi prodotti sul mercato mediorientale, in occasione dell’importante fiera Dowtown Design che si terrà a Dubai.
    Grazie alla collaborazione con il partner commerciale londinese Vicalvi Contract, infatti, i rubinetti che dal 1882 uniscono stile intramontabile e qualità inossidabile saranno presentati all’interno di uno degli scenari più vivaci e ricettivi del design e dell’economia attuali.
    Lo stand di Vicalvi ospiterà una selezione di proposte per l’arredo bagno made in Stella, dalle storiche collezioni classiche alle serie più contemporanee firmate da prestigiosi designer. Sotto i riflettori, in particolare, la serie Eccelsa, che nel 2019 festeggia i suoi 90 anni in splendida forma, proposta nella raffinata e preziosa finitura oro rosa.

    www.rubinetteriestella.it

    Dowtown Design – Dubai
    12-15 novembre
    Stand B02

  • Serie Flash di Roberto Crolla Rubinetterie. La scelta sobria ed essenziale per un bagno funzionale

    Il miscelatore “basic” della famiglia “iCrolla” riassume i valori del brand ponendoli al servizio di una clientela moderna che predilige soluzioni d’arredo pratiche e versatili.

    L’ambiente bagno contemporaneo, secondo Roberto Crolla Rubinetterie, deve rispettare le esigenze della vita di oggi attraverso proposte funzionali e dinamiche, facili da gestire, nell’uso e nella manutenzione, e adattabili ai contesti di arredo più diversi. La serie Flash rispecchia questa filosofia produttiva riassumendo la perizia costruttiva e l’attenzione al cliente che l’azienda porta avanti da oltre mezzo secolo. Con le sue linee sobrie e arrotondate, senza nulla di superfluo, è la scelta passpartout per chi è alla ricerca di un miscelatore elegante nella sua semplicità: versatile nello stile ed affidabile nell’utilizzo.
    La collezione FIash, inoltre, è in grado di soddisfare molteplici necessità di installazione grazie all’ampia gamma di modelli in cui si articola. Sono disponibili miscelatori per lavabo, anche in versione alta, per bidet, gruppi o incasso per doccia e gruppi vasca con o senza kit doccia.
    Roberto Crolla Rubinetterie, infine, garantisce la più completa possibilità di personalizzazione estetica del miscelatore attraverso le sei finiture di tendenza proposte, oltre all’intramontabile cromo: vintage black, nickel spazzolato, silver, oro rosa, oro rosa opaco e rame lucido.

    www.crolla.it

  • A Verona nasce la prima cooperativa di Riders, Food4me

    Lunedì 28 ottobre, nasce a Verona il marchio Food4me, la prima cooperativa di Riders di Verona grazie al supporto di Confcooperative Verona e Cisl.

    Sono otto i giovani riders che, insieme, collaboreranno in questa realtà innovativa nata dalla volontà di superare l’attuale situazione di lavoro, che ormai da anni si sostanziava in un profondo precariato. I Riders di Verona vedranno così riconosciuti i loro diritti basilari: paga oraria, contributi previdenziali, assicurazioni, diritti sindacali e l’applicazione del CCNL trasporti e logistica.

    I ragazzi, grazie a Confcooperative Verona e Cisl, sono riusciti ad organizzarsi rispetto una propria idea imprenditoriale che mettesse al centro la tutela del lavoro in un settore profondamente caratterizzato da squilibri contrattuali tra le multinazionali titolari delle piattaforme ed i ragazzi che consegnano i prodotti a domicilio.

    Un servizio principalmente di food delivery e che spazierà in tutto ciò che può essere consegnato con cicli e motocicli nel Comune di Verona: si tratta di un servizio che promette di essere più affidabile, eticamente responsabile e socialmente sostenibile nel tempo, sono questi i presupposti principali della cooperativa.

    L’obiettivo della cooperativa è quello di crearsi un proprio mercato parallelo che si fondi sui principi della tutela del lavoro e dei diritti fondamentali dei lavoratori: un mercato in cui questi otto ragazzi sono in prima fila per combattere il precariato che ancora guida i grandi competitors del settore. La volontà di unirsi in una cooperativa è proprio quella di garantirsi una posizione lavorativa migliore, essendo così padroni del proprio tempo.

    “Siamo soddisfatti rispetto alla costituzione della cooperativa, quale primo traguardo raggiunto, ma anche consci del fatto che i ragazzi dovranno confrontarsi con ancora molte e diverse sfide per la sostenibilità della loro società. Confidiamo che, grazie al supporto delle diverse associazioni e della società civile, si possa avviare un percorso positivo che possa anche essere esempio per altre città”, commenta il Presidente di Confcooperative Verona Fausto Bertaiola.

    I prossimi mesi saranno quindi di fondamentale importanza per l’effettiva operatività della cooperativa. Confcooperative Verona e Cisl si impegneranno al massimo nella comunicazione della presenza e dell’avvio di questa nuova realtà supportando i Riders ad inserirsi a pieno in questo nuovo mercato e unirsi  per i diritti e le tutele che sono finora venute a mancare.

    L’aiuto e il sostegno anche da parte della Federazione Lavoro e Servizi a tutti i livelli e della società d’informatica Node, sono stati e saranno determinanti perché hanno permesso ai Riders di consolidare l’idea, rivendicando la propria condizione diventando imprenditori di sé stessi.

  • A&B Business Center: i servizi

    30 anni di esperienza, per mettere a disposizione dei propri clienti un servizio completo e in grado di rispondere efficacemente a ogni esigenza: questa è A&B, una realtà che dispone di ben 8 Business Center a Milano e Lugano, per un totale di 1350 postazioni e un’offerta in continua evoluzione e sempre più taylor made

    I servizi proposti da A&B Business Center sono numerosi:

    Uffici arredati

    Tutti gli uffici di A&B sono arredati con eleganza e muniti di tutto il necessario per svolgere il proprio lavoro al meglio. In ogni postazione di lavoro è possibile disporre di un telefono con linea in soluzione passante e rete internet cablata. I clienti possono usufruire dell’indirizzo civico per la ricezione della posta e di servizi di segreteria centralizzata e multilingue. In ogni sede inoltre è garantita la manutenzione degli spazi, la sorveglianza e la pulizia giornaliera dei locali.

    Coworking

    Il servizio di coworking offerto da A&B permette di risparmiare e allo stesso tempo ricevere tutti i vantaggi di uno spazio professionale e attrezzato per favorire la condivisione e la cooperazione tra colleghi. Le offerte disponibili – Day pass, Flex e Personal – sono pensate per venire incontro a ogni necessità sfruttando al massimo le potenzialità del coworking.

    Sale riunioni e aule formazione

    Con 30 sale riunioni e 20 aule formazione distribuite nelle sedi di Milano e Lugano, A&B offre tutto ciò che serve per meeting aziendali, riunioni operative e workshop. Ogni locale adibito a questo scopo è dotato di cablaggio strutturato, lavagne flip chart, connessione a internet e videoproiettore.

    Ufficio a giornata

    Le realtà professionali che scelgono di non avere una sede fissa sono sempre più numerose ma a volte riunirsi in uno spazio attrezzato e funzionale diventa necessario. Per questo A&B ha incluso nella propria proposta anche il servizio di ufficio a giornata a partire da un’ora.

    Ufficio virtuale

    Non avere un ufficio ma goderne i vantaggi? Con A&B è possibile: grazie all’ufficio virtuale è possibile sfruttare tutti i servizi di un ufficio tradizionale come l’indirizzo aziendale professionale e un numero telefonico dedicato, risparmiando sui costi di gestione e scegliendo la tariffa più in linea con le proprie esigenze. 

    Studio TV

    Registrare spot e contenuti audiovisivi è molto importante per tutte le società. A&B, nella sede di Milano Bovisa, mette a disposizione dei propri clienti un ampio studio di registrazione professionale camerini e uffici. 

     

    A&B Srl

    Tel. 840 000 600
    E-mail: [email protected]
    https://www.abserv.it/ 

  • ECOMM, GLI STATI GENERALI DEL VENDERE ON LINE A VICENZA

    Mille imprenditori, trenta speaker e otto sale. Il 15 novembre il distretto dell’e-commerce a Nordest si presenta. Dal web alla logistica, passando per i social e i sistemi di pagamento: così le pmi possono resistere all’apocalisse del retail

    Vicenza il prossimo 15 novembre diventa la capitale del Nord Italia dei marketplace sul web. Nella straordinaria location del Convention Centre, una struttura moderna di oltre 6.500 metri quadri, Velvet Media, agenzia di marketing e comunicazione, organizza una giornata dedicata alle imprese che vogliono sviluppare il proprio business digitale omnichannel. Saranno spiegate le ultime innovazioni tecnologiche, verranno svelati trucchi e strategie per la comunicazione on line, si racconteranno i viaggi reali della merce, dai magazzini fino al campanello di casa attraverso i professionisti della logistica.
    Un evento nato in collaborazione con Poste Italiane, ma anche con Storeden, azienda leader negli e-commerce, e Prima Posizione, agenzia seo di Padova. L’obiettivo è quello di riunire gli stati generali del mondo imprenditoriale che ruota attorno al web e di anticipare le linee di sviluppo del mercato per i prossimi anni.
    I numeri messi in campo sono imponenti. A relazionare ci saranno trenta speaker, che, per settore di competenza, spiegheranno l’universo della vendita on line; gli speech più importanti avverranno nella sala “Teatro Palladio” da 710 posti a sedere. Si parte dal web e dai marketplace, la facciata sulla quale l’utente si ferma, ma sulla quale è arrivato grazie a strategie di marketing web omnichannel che, forse anche inconsapevolmente, lo hanno condotto a quell’acquisto usando sistemi di pagamento che sono sempre più evoluti e performanti. Dal clic sullo smartphone al postino che suona il campanello si apre poi un nuovo mondo: magazzini da gestire, movimentazione su gomma da coordinare, tempistiche da rispettare.
    Ad ascoltare, una platea di un migliaio tra imprenditori, amministratori delegati, dirigenti, manager e liberi professionisti. Per i workshop più tecnici, a disposizione quattro spazi dai 40 ai 90 posti, ma anche tre sale riservate al B2B con analisi e consulenze personalizzate e relative al business on line delle imprese che volessero incontrare i professionisti dell’ecommerce.
    Tra i primi speaker annunciati, consulenti del calibro di Giovanni Cappellotto, autore dell’attuale manuale più venduto dedicato all’ecommerce e Fabio Sutto, digital strategy and performance marketing specialist. Relatori anche dal mondo universitario dalla Cattolica di Milano e Università di Padova e referenti di colossi del calibro di AliExpress, PayPal e Postepay. Diversi gli interventi dai professionisti del marketing come Bassel Bakdounes, founder e ceo di Velvet Media e autore del libro Marketing Heroes, e Matteo Dario, communication director nell’omonima azienda. Spazio anche all’innovazione con l’intervento di Mariaisabella Musulin e Enrico Pastrello, entrambi co-founder di JustX, startup specializzata in influencer marketing. Si parlerà del mondo dei marketplace e new business con Andrea Zaniolo e di social media con Omar Rossetto, consulente social media specialist. Spazio anche a casi studio e interventi verticali sui rispettivi settori di business: a relazionare Alessio Badia, docente alla Bocconi sul settore fashion, Bracchi Group sul tema delivery, LegakBlink sull’assistenza legale e ancora decisiva la collaborazione con Omniaweb, M101 e Newlight Shows e della rete di impresa DiMeCom (Digital Mediterranean communication). A condurre la giornata il giornalista Carlo Tomaso Parmegiani assieme a Eliana Turbian, communication manager and marketing specialist. Media partner dell’evento è la rivista Millionaire.

    L’EVENTO Ecomm, 15 novembre, dalle 8.30 alle 17.30. Location: Vicenza Convention Centre, centro congressi in via Oreficeria, 20, 36100. Sul web: www.ecomm.events. Email: [email protected]. Telefono: 0423 722113. Ticket fino al 15 ottobre: 50 euro, a seguire 90 euro. Tutti i dettagli relativi alle relazioni che saranno presentate, gli orari dei workshop e la pianificazione della giornata sono aggiornati su www.ecomm.events, dove è possibile anche prenotare il proprio posto in sala.

  • Paola Palmesano annuncia la sua partecipazione allo “IAPP Europe Data Protection Congress 2019” di Bruxelles

    L’esperta nella protezione di dati e informazioni torinese Paola Palmesano ha ufficializzato nelle scorse ore la sua partecipazione al congresso internazionale sul data protection

     

    Si svolgerà a Bruxelles, in Belgio, dal 18 al 21 novembre, lo “IAPP Europe Data Protection Congress 2019” organizzato dalla IAPP (International Association of Privacy Professionals).

     

    Il congresso che si terrà nella capitale belga è uno degli appuntamenti più importanti dell’anno, a livello internazionale, per le tematiche legate alla protezione dei dati e il GDPR, e vedrà impegnati alcuni tra i migliori professionisti mondiali di queste discipline. La D.ssa Paola Palmesano ha annunciato la sua presenza nelle scorse ore, a latere di un suo intervento in un convegno.

     

    Chi è Paola Palmesano? Paola Palmesano è una consulente, speaker e formatrice italiana. Da sempre interessata agli aspetti legati alla legislazione sulla privacy, ha messo a disposizione di molte aziende, in qualità di consulente, la sua esperienza e la sua continua attività di aggiornamento in questo settore strategico e complesso. La sua alta specializzazione nell’ambito della protezione dei dati in base al nuovo Regolamento Europeo 679/2016, le consente di essere DPO (Data Protection Officer) in aziende multinazionali.  Nel corso della sua carriera infatti, ha ottenuto importanti certificazioni che le permettono di operare a livello nazionale e internazionale.

    I risultati ottenuti nella sua attività di consulenza, hanno portato Paola Palmesano a diventare un riferimento nel mondo della protezione dei dati, al punto da condividere con altri professionisti e manager le sue competenze attraverso corsi di formazione professionale e conferenze in tutta Italia. In ambito formativo, attualmente ricopre anche il ruolo di Direttore di un centro di formazione accreditato presso la Regione Piemonte.

    Paola Palmesano è certificata TŰV – ISO/IEC 27001 (Tecnologia delle informazioni – Tecniche di sicurezza – Sistemi di gestione della sicurezza delle informazioni – Requisiti) ed è membro dell’associazione internazionale IAPP (International Association of Privacy Professionals), dell’Associazione Nazionale per la Protezione dei Dati e di Federprivacy.

     

    Lo “IAPP Europe Data Protection Congress 2019” non sarà solo l’occasione per consolidare le conoscenze nel settore, ma darà indicazioni sull’evoluzione delle future normative e metterà l’esperta italiana a confronto con i suoi colleghi europei. Tra casi studio di successo e incontri sui nuovi scenari e i nuovi strumenti informatici del futuro, il congresso belga sarà una tappa fondamentale per “fotografare” l’evoluzione di una disciplina tecnica in continuo cambiamento dal punto di vista giuridico e tecnico. L’evento di Bruxelles fornirà nuovi strumenti e esperienze quindi, che Paola Palmesano metterà a disposizione delle aziende durante le sue consulenze e di manager durante i suoi corsi e conferenze.

     

    Maggiori informazioni qui:

    Web  www.paolapalmesano.it

    Mail    [email protected]

    Linkedin  https://www.linkedin.com/in/paolapalmesano/

  • Il Settore della Sanità cerca 63 profili al Nord

    La Divisione Medical di Articolo1, Soluzioni HR, ricerca per aziende operanti nel settore della sanità, ospedali e RSA 63 profili specializzati al Nord Italia.

    La ricerca in dettaglio:
    • 20 Ottici per negozi multinazionali
    Requisiti: Diploma di Ottico e relativa abilitazione a svolgere la professione; Esperienza come ottico di almeno 5 anni; Orientamento al cliente e al servizio. Orario di Lavoro: full time 40h settimanali da lunedì a domenica su turni. Sede: Nord Italia

    • 1 Tecnico sanitario di radiologia medica
    Requisiti: la laurea triennale e relativa abilitazione a svolgere la professione; Esperienza nel ruolo; Motivazione, affidabilità e serietà; Disponibilità immediata 36 ore settimanali su turnazioni.
    Sede: Appennino Tosco-Emiliano.

    • 1 Medico Internista
    Il candidato presterà la propria opera in una Clinica privata.
    Requisiti: Laurea, conoscenze di Primo Soccorso, esperienza in reparto e disponibile a turni. Sede: Appennino Tosco-Emiliano.

    • 1 Medico Radiologo
    Il candidato opererà in un Ospedale pubblico con il compito di effettuare esami diagnostici e refertazione. Requisiti: Laurea, esperienza. Sede: Padova

    • 15 Operatori Socio Sanitari
    Requisiti: Formazione adeguata alla qualifica di OSS; precedente esperienza in ambito ospedaliero o in case di riposo; Motivazione, affidabilità e serietà; Disponibilità immediata. Sedi: Savona, provincia di Venezia, provincia di Padova, Treviso, Brescia.

    • 10 Infermieri pe RSA e cliniche private
    Requisiti: Laurea in infermieristica; Iscrizione all’IPASVI; precedente esperienza in ambito ospedaliero o in case di riposo; Motivazione, affidabilità e serietà; Disponibilità immediata. Sedi: Savona, Torino, Bergamo, Venezia, Padova, Treviso, Appennino Tosco-Emiliano

    • 15 Farmacisti
    Requisiti: Laurea Farmacia o similari; Abilitazione all’esercizio della professione e iscrizione al relativo Ordine; Esperienza di almeno 1 anno, anche solo di stage; Disponibilità immediata indispensabile domicilio in zona. Sedi: Torino, Biella, Novara, provincia di Varese, provincia di Milano Est, provincia di Como, provincia di Bergamo, provincia di Brescia, Udine.

    Per candidarsi inviare il proprio cv con indicazione in oggetto del ruolo che si vuole ricoprire a [email protected].

    Le offerte sono rivolte a candidati ambosessi (L.903/77). Si invitano i candidati a leggere la nostra privacy policy (Regolamento UE n. 2016/679) sul sito www.articolo1.it.

  • A1 Family cerca personale per assistenza alla persona al Nord

    In una società che invecchia sempre di più ed è sempre più di corsa, il problema dell’assistenza per gli anziani e per i bambini si fa pressante all’interno delle famiglie. Assistenti familiari, Collaboratrici domestiche e Babysitter sono stati, infatti, richiesti da privati ad A1 Family, il brand di Articolo1, specializzato nel supportare le famiglie nella cura dei propri cari e nella gestione della casa attraverso una rete di professionisti affidabili e preparati ad affrontare situazioni delicate.

    In dettaglio:
    • Badanti conviventi e non conviventi
    Le risorse verranno inserite presso le famiglie stesse e si occuperanno di igiene e cura della persona; pulizia e commissioni personali; preparazione e somministrazione pasti.
    Requisiti:
    • Esperienza di almeno 2 anni nella mansione;
    • Disponibilità immediata;
    • Ottima proprietà di linguaggio;
    • Patente B
    Sede di Lavoro: Val Seriana (BG), Casalecchio di Reno (Bo).
    • Babysitter
    La persona, inserita in un contesto familiare si occuperà di: Aiuto compiti a bambini in età scolare; Attività ludiche ed educative; Somministrazione pasti
    Requisiti:
    • esperienza nella mansione;
    • flessibilità di orari, da lunedì a venerdì orario pomeridiano;
    • ottime proprietà di linguaggio
    Sede di lavoro: Bergamo.
    • Colf
    La risorsa verrà inserita presso l’abitazione e si occuperà delle seguenti mansioni: Pulizie Generali dell’abitazione; Stiro.
    Requisiti:
    • Esperienza pregressa presso famiglie private;
    • Possesso di referenze
    Sedi di lavoro: Mozzo (BG); Milano.

    Per candidarsi è necessario inviare il proprio cv, corredato di foto e indicazione del ruolo per cui ci si propone ad [email protected]

    Le offerte sono rivolte a candidati ambosessi (L.903/77). Si invitano i candidati a leggere la nostra privacy policy (Regolamento UE n. 2016/679) sul sito www.articolo1.it”

  • 10 Profili informatici nella logistica a Roma

    Articolo1, Soluzioni Hr, Ricerca 10 profili informatici per aziende operanti nel settore della logistica.

    La ricerca in dettaglio:
    • Java Full Stack Developer Senior
    Requisiti: Laurea Magistrale in informatica, Ingegneria Informatica o Scienze matematiche fisiche e naturali; Possesso di certificazioni tecniche in ambito degli standard, delle metodologie e delle piattaforme di disegno e sviluppo del software in particolare secondo il paradigma Agile. Esperienza di almeno 8-10 anni nel ruolo in progetti di ITsu sistemi complessi; Esperienza di direzione e coordinamento tecnico di gruppi di lavoro nell’ambito di progetti di sviluppo; Capacità di redazione di documentazione tecnica di progetto inerente allo specifico ruolo; Buona padronanza della lingua inglese, anche nel linguaggio tecnico-professionale.
    • Java Front-End Developer Senior
    Requisiti: Laurea Magistrale in Informatica, Ingegneria informatica o Scienze matematiche fisiche e naturali; Esperienza di almeno 8-10 anni nel ruolo; Conoscenza ed esperienza in materia di Intelligent Transport System e nel settore della logistica portuale e nello sviluppo di applicazioni geo-referenziate; Conoscenza di altri linguaggi di programmazione (ad es. Python, Ruby, Scala, Go); Esperienza di sviluppo con sistemi di CMS, DMS, e-learnig (ad es. Liferay, Alfresco, Moodle); Esperienza di sviluppo e/o integrazione con sistemi della PA (protocollo informatico, SPID, pagoPA).
    • Java Developer Junior
    Requisiti: Certificazioni tecniche e professionali attinenti al ruolo specifico; Esperienza di almeno 3-5 anni nel ruolo in progetti di IT; Capacità di redazione di documentazione tecnica di progetto inerente allo specifico ruolo; Buona padronanza della lingua inglese, anche nel linguaggio tecnico-professionale; Esperienza in progetti di sviluppo Agile.
    • Java Software Architect
    Requisiti: Laurea Magistrale in Informatica, Ingegneria informatica o Scienze matematiche fisiche e naturali; Certificazioni professionali attinenti alla gestione dei progetti con metodologie Agili (Scrum Master, ecc.) e a Java (in particolare quelle relative all’architettura delle applicazioni); Esperienza di almeno 5 anni nel ruolo in progetti di IT su architetture complesse. Conoscenza ed esperienza in materia di Intelligent Transport System; Esperienza nella gestione di tutte le fasi del ciclo di vita di un progetto con adozione di metodologie Agile; Buona padronanza della lingua inglese, anche nel linguaggio tecnico-professionale; Esperienza nello sviluppo di applicazioni multi-tenant e geo-referenziate.
    • Devops Engineer:
    Requisiti : Laurea Magistrale in Informatica, Ingegneria informatica o Scienze matematiche fisiche e naturali; Conoscenza delle metodologie Agili; – Esperienza di almeno 8 anni nel ruolo di System Administrator di piattaforme Unix/Linux; Esperienza di almeno 3 anni in ruoli legati al modello di gestione DevOps; Buona padronanza della lingua inglese, anche nel linguaggio tecnico-professionale; Attitudine all’implementazione di infrastrutture di classe enterprise con strumenti e soluzioni innovativi; Capacità di analisi e problem solving.

    Per tutti si offre inserimento a tempo indeterminato. Sede di Lavoro: Roma (RM)

    Per candidarsi è necessario inviare il proprio cv, corredato di foto, a [email protected]

    Le offerte sono rivolte a candidati ambosessi (L.903/77). Si invitano i candidati a leggere la nostra privacy policy (Regolamento UE n. 2016/679) sul sito www.articolo1.it”

  • 60 anni di Fondazione Marzotto: una tappa per ripartire verso nuovi traguardi di solidarietà.

    Un percorso fatto di storia e di impegno quello tracciato dalla Fondazione Marzotto, istituita da Gaetano Marzotto sessant’anni fa con lo scopo di renderla indipendente e di riunire sotto un’unica égida iniziative sociali realizzate dalla famiglia fin dalla metà del 19° secolo. Nel 1866, infatti, Gaetano senior promuove la costituzione a Valdagno di una Società di Mutuo Soccorso, fra le prime all’epoca, e il primo asilo nido, in seguito sviluppate fino ad arrivare negli anni ‘30 alla costruzione di una vera e propria “Città Sociale”, la “Città dell’Armonia”. Impegno e solidarietà profusi a favore di bambini, anziani e famiglie che continuano tutt’oggi, raccontando di un progetto di vita e di lavoro che non solo non si è mai interrotto, ma che si è rinnovato, ricercando nuove formule per dare benessere e assistenza alle fasce sociali più fragili. Oggi la Fondazione compie 60 anni e dimostra non solo di essere attuale, ma anzi lungimirante. “Non sono portatrice di una memoria – sottolinea la presidente della Fondazione Veronica Marzotto – ma di una storia di continuità” dove il filo conduttore è innanzitutto l’incontro con le persone e le famiglie, in un intreccio di storie e di vite che fanno della Fondazione un unicum con la città di Valdagno. Per ricordare, però senza fossilizzare il ricordo, senza svuotarlo della sua sostanza di etica e di premessa per il futuro, la Fondazione Marzotto ha scelto di dedicare a se stessa e ai suoi prossimi 60 anni una giornata celebrativa, che si è tenuta nelle sale di Palazzo Festari,a Valdagno, dove sono stati scanditi diversi momenti che hanno rappresentato uno alla volta, le diverse anime dell’Ente morale creato da Gaetano Marzotto per poter lasciare libertà di azione alle diverse attività che gravitavano attorno al Gruppo Marzotto. La mattina ha visto l’ingresso al Palazzo allietato dalle note dell’inno italiano seguito dall’europeo ad opera del Complesso Strumentale V.E. Marzotto Città di Valdagno diretto dal Maestro Massimo Gonzo. Sono seguiti gli interventi istituzionali delle autorità locali come il sindaco di Valdagno Giancarlo Acerbi, che alla fine della giornata ha omaggiato Veronica Marzotto dello stemma cittadino, una sorta di affiliazione molto sentita. Si sono alternati al microfono l’assessore regionale alla sanità Manuela Lanzarin che ha portato anche il saluto del presidente Luca Zaia e Renata Carletti Vicario del Prefetto in sostituzione di quest’ultimo, giunto solo nel primo pomeriggio per assistere alla prevista esecuzione da parte del Complesso Strumentale V.E. Marzotto Città di Valdagno del poema sinfonico “Valdagno Fantasy” composto da Tilo Heinrich, giovane compositore tedesco proveniente da Priem am Chiemsee, cittadina bavarese gemellata con Valdagno. La mattinata è proseguita con la tavola rotonda dal titolo “60 e poi? Quale futuro?” moderata da Gian Antonio Stella, all’interno della quale hanno portato i propri contributi due giovani donne, imprenditrici e particolarmente impegnate nel sociale come Anna Fiscale, fondatrice del Progetto Quid, attraverso il quale una cooperativa sociale (che conta ad oggi 150 dipendenti con un passato di violenza o di fragilità) lavora nel fashion creando capi e accessori venduti nei monomarca o nei negozi partner. Nel sociale opera anche Margherita Pagani creatrice di Impacton, un’organizzazione che si concentra sulla ricerca e l’analisi di progetti d’impatto sociale e ambientale, che sta lavorando su almeno 50 progetti ad impatto sociale come la costruzione di abitazioni con la plastica ritrovata in mare o le colture idroponiche. Ad affiancarle Giovanni Pavesi Direttore Generale AULSS 8 e Marco Morganti della Direzione Impact di Intesa Sanpaolo, che ha messo in risalto come a tutt’oggi il terzo settore (l’economia sociale) stia sempre più diventando importante spesso supplisca lacune altrimenti non colmabili. Infine, le conclusioni di S.E. Mons. Beniamino Pizziol Vescovo di Vicenza, hanno sottolineato quanto la Fondazione sia a carattere globale, con connotazioni olistiche, rivolte perciò a tutti, in ogni strato sociale. Si termina con la presentazione del libro realizzato ad hoc “60 Anni di Prospettive che Fondazione Marzotto ha realizzato per l’occasione e che raccoglie i contributi di saggisti e studiosi di vaglia come Umberto Curi, Susanna Mantovani, Laura Bosio, Francesco Caggio, Ferruccio De Bortoli, lo stesso Marco Morganti. Al libro è associata una raccolta di fondi per l’acquisto di una speciale carrozzina che consente di partecipare alle partite di hockey su pista, che sarà regalata a Gabriele, un ragazzino disabile che ha ritrovato il sorriso nella pratica di questo sport.

     

     

  • Heply: il codice della felicità

    Heply è la “happy company” che ridisegna l’approccio al mondo del lavoro in modo rivoluzionario, facendo leva sulla cultura della positività

    La felicità sul lavoro esiste. E’ ormai provata la correlazione tra il benessere del lavoratore e il suo livello di rendimento: i dipendenti felici sono più motivati, produttivi e creativi, più collaborativi con i colleghi e inclini al lavoro di squadra, favorendo così una migliore performance dell’intera struttura. Le energie positive fanno la differenza sul mercato ed è per questo che la felicità è considerata una delle chiavi del successo di molte organizzazioni moderne.

    Lo sanno bene aziende come Lego, Ikea e Google, e lo sa bene anche Heply, giovane software agency pioniera del “business felice” votata a ridisegnare l’approccio al mondo del lavoro in modo innovativo ed evoluto rispetto a quello tradizionale, facendo leva sulla cultura della positività.

    Con sede a Udine, una quindicina di collaboratori “Happy Coders”, 31 anni di età media e il più giovane Chief Happiness Officer (Manager della Felicità) del Friuli Venezia Giulia, HEPLY si pone come una realtà unica a livello regionale. Qui i professionisti del mondo del coding possono trovare un ambiente di respiro internazionale, all’interno del quale sviluppare le proprie competenze e apportare il proprio contributo senza necessariamente puntare all’estero o ai grandi big del settore, dove un programmatore non è niente più che un numero.

    Heply realizza software per i propri clienti, ma sviluppa e rivende anche progetti software di proprietà tra i quali, ad esempio, Hello James e Habitus. Hello James è una soluzione per il monitoraggio e la misurazione della customer satisfaction, mentre Habitus è un servizio integrato con il quale le aziende aiutano i loro collaboratori ad assumere abitudini che migliorino la qualità della vita, con effetti positivi anche sul posto di lavoro.

    “Avere collaboratori felici significa avere un team motivato e fortemente coinvolto nella missione aziendale – spiega Andrea Virgilio, AD e CHO (Manager della Felicità) di Heply -. E un lavoratore è felice quando si sente appagato professionalmente e quando lavora su qualcosa che gli piace, all’interno di un ambiente positivo, sereno e stimolante”.

    31 anni appena, ma con una carriera imprenditoriale iniziata quando era solo diciannovenne, Virgilio ha fondato Heply a gennaio del 2019 con il supporto e la fiducia di Timenet (rappresentata nel board da Franco Iorio e Paolo Visintin), storica azienda di telecomunicazioni attiva su tutto il territorio nazionale specializzata nella fornitura di servizi di telefonia e connettività internet, e punta entro la fine dell’anno ad incrementare ulteriormente il proprio organico.

    “Trovare risorse valide è difficile, e dare loro una ragione per restare lo è ancora di più, soprattutto se mancano spirito aziendale e senso di appartenenza – continua Virgilio -. Per questo motivo in Heply crediamo in qualcosa che va oltre lo stipendio, i programmi di welfare e i benefit aziendali. Offriamo ai nostri collaboratori un plus che non è monetizzabile: un ambiente di lavoro felice, dove potersi sentire sempre a proprio agio, apprezzati e motivati, un luogo in cui ogni mattina si è contenti di andare. Sono convinto che il successo di un’azienda passi attraverso la felicità, la soddisfazione e il coinvolgimento dei membri del team”.

    Ma quali sono i segreti della felicità di Heply?

    Il rispetto di ogni persona, contratti di lavoro adeguati, la possibilità di esprimere idee e critiche costruttive con la garanzia di essere sempre ascoltati, valori aziendali veri, condivisi e apprezzati, la libertà di gestire la propria quotidianità lavorativa e la possibilità di avere il giusto tempo da dedicare a famiglia e vita personale, opportunità di crescita sempre nuove, un lavoro di squadra efficace ed un luogo di lavoro confortevole e informale.

    Fantasia? Non in Heply. Per ogni nuovo arrivato c’è il “kit di benvenuto” brandizzato, con materiale di cancelleria, borraccia, tazza, maglietta e felpa Heply per sentirsi fin da subito parte del team. Acqua e caffè sono a disposizione di tutti; gli spazi sono organizzati per garantire le migliori condizioni lavorative possibili, anche grazie alle scrivanie regolabili di ultima generazione che permettono di lavorare da seduti o in piedi per una corretta postura.

    Ma in Heply si può scegliere dove si preferisce stare, grazie all’utilizzo diffuso dei computer portatili: un’area appartata se si ha bisogno di silenzio e concentrazione, una zona condivisa per avere momenti di confronto e contatto con gli altri.

    E, ancora, un coach motivatore con il quale potersi confrontare liberamente, che opera per il team building, supporta la crescita del gruppo e con costanza testa i livelli di felicità aziendale tramite indagini di gradimento anonime.

    Senza dimenticare la formazione, sia attraverso la partecipazione a corsi di specializzazione lungo tutto il corso dell’anno, sia a livello interno: ogni due settimane appuntamento imperdibile è l’“Heply Hour”, un’ora in cui ogni collaboratore, a turno, spiega agli altri un argomento utile per la crescita professionale di tutti, dinamica fondamentale per creare consapevolezza sul lavoro altrui all’interno del team.

    In Heply il tempo di lavoro si spezza in modo attivo, con una partita a calcetto, playstation o freccette. E infine, per scaricarsi della giornata lavorativa, perché non approfittare di una bella partita con i colleghi a “nerf”, le pistole con proiettili gommosi che sono già un must negli USA?

     

    In fondo, la Silicon Valley non è poi così lontana.

     

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    Che cosa vuol dire essere un HAPPY CODER nelle parole dei diretti interessati.

    Afro – Crescere assieme e convogliare energie valorizzando i talenti. Sviluppare progetti in armonia con persone stimolanti che ti fanno sentire che ne vale davvero la pena.

    Alessandro – Essere un Happy Coder è svegliarsi sempre con il piede giusto, è l’inconfondibile profumo di una pizza in compagnia, è una lunghissima risata in pausa caffè, è portare a termine un lavoro senza accorgersi di essere effettivamente al lavoro.

    Andrea F. – Un Happy Coder per me è un programmatore che lavora in maniera più tranquilla e quindi più attenta, con metodologie e tecnologie nuove che magari ha imparato tramite momenti di apprendimento personali o fatti assieme ai colleghi in ufficio.

    Andrea V. Per me essere un Happy Coder è il realizzarsi di un sogno, avere la possibilità di costruire un modo di fare azienda diverso con al mio fianco delle persone che rispetto, stimo e con le quali mi diverto come quando ero bambino.

    Emanuele – Lo sviluppo di soluzioni software è un lavoro difficile. Farlo bene richiede molta attenzione e cura al dettaglio. Rimanere al passo con la tecnologia e i competitor richiede costante aggiornamento. E gli incidenti accadono. Spesso. Ma affrontare tutto questo in un ambiente che cerca di metterti a tuo agio e insieme a colleghi che rispetti e che sai che sono pronti a correre in tuo soccorso, beh, rende tutto questo decisamente più umano!

    Fabrizio – Come il noto viandante del dipinto di Friedrich davanti al mare di nebbia, osservo con amore l’affascinante e vasto mondo della tecnologia con la voglia e la passione di imparare quanto più possibile, per poter crescere come sviluppatore e contribuire a portare un valore aggiunto nell’azienda in cui lavoro. Essere un Happy Coder è riuscire a fare questo, con la massima tenacia e perché no… con un sorriso sul volto.

    Federica Essere un Happy Coder per me significa fare il lavoro che ti piace, che ti stimola e ti fa crescere. Vuol dire collaborare in maniera serena e propositiva con i colleghi.

    Significa far parte di un gruppo di cui essere orgogliosi, e dove le proprie idee vengono rispettate. È anche sinonimo di impegno, e qualche volta richiede uno sforzo in più, perchè bisogna avere il coraggio e la voglia di mettersi in gioco. Ma se sei un Happy Coder lo sai che alla fine ne varrà la pena. Alla fine essere un Happy Coder significa svegliarsi la mattina e pensare che non è poi cosi tanto male andare a lavoro!

    Francesco – Essere un Happy Coder per me vuol dire svegliarsi la mattina e non lamentarsi perché anche quel giorno si deve andare al lavoro. Vuol dire non guardare l’ora ogni minuto sperando che il tempo passi più velocemente. Essere un Happy Coder é lavorare seriamente in un ambiente formativo, ma allo stesso tempo accogliente e divertente, che cerca di tirare fuori il meglio di me.

    Franco – Essere un happy coder vuol dire saper far diventare i sogni degli altri una felice esperienza tecnologica, vuol dire applicare il proprio ingegno per codificare un percorso che genera qualcosa di gratificante. Un happy coder è curioso, non ha paura di evolvere, sa ascoltare e fare domande.

    Martina – Essere un Happy Coder significa avere l’opportunità di crescere come professionista del digital design svolgendo un lavoro che mi piace, traendo soddisfazione dalle sfide di ogni giorno e sentendomi parte di un gruppo di persone che condividono la stessa passione e la stessa voglia di arricchire e perfezionare il team.

    Simone – Che cosa vuol dire per me essere un Happy Coder? Essere una persona felice di lavorare in un ambiente molto amichevole, stimolante e con grandi opportunità di crescita.

    Paolo – Poter dare forma alle idee con il proprio tocco, seguendo la passione creativa per riuscire a costruire qualcosa di veramente utile.

  • Regione Lombardia premia innovazione e progresso

    Due dei 33 progetti di eccellenza finanziati da Regione Lombardia nell’ambito del bando “Hub Ricerca e Innovazione” vedono come partner l’Università degli studi di Bergamo. Si tratta di WATCHMAN e SCC INNOVATION HUB & LIVING LAB NETWORK, il primo teso a sfruttare l’intelligenza artificiale a supporto dell’evoluzione tecnologica per far crescere il tessuto industriale lombardo, il secondo a supporto dei servizi a vantaggio della qualità di vita dei cittadini.

    WATCHMAN prevede l’applicazione in ambito manifatturiero di sistemi di Visione Artificiale di nuova generazione, che sfruttano i più moderni algoritmi di Intelligenza Artificiale per l’estrazione di informazioni di alto livello dalle immagini, con implementazione in 2 casi industriali: automotive e pharma. Coordinatore del partenariato è il Consorzio INTELLIMECH in collaborazione con Università degli studi di Bergamo, BREMBO S.P.A, VISION S.R.L., FINCONS S.P.A., SMART ROBOTS S.R.L., S.A.L.F. S.P.A. LABORATORIO FARMACOLOGICO, SORINT.TEK SRL.

    SCC Innovation Hub & Living Lab Network contempla la creazione di un Innovation Hub e di una rete di Living Lab associati col fine di raccogliere dati quantitativamente e qualitativamente validi per l’addestramento di sistemi complessi, basati in particolare su Intelligenza Artificiale, abilitando un ecosistema di startup e PMI allo sviluppo di nuove soluzioni per le Smart Cities. Il progetto, coordinato da MEDIACLINICS S.R.L., vede la collaborazione dell’Università degli studi di Bergamo, ITALTEL S.P.A., SANTER S.P.A., COMFTECH S.R.L., MARLEGNO S.R.L. TECNOLOGIE DEL LEGNO, OROBIX S.R.L., ARIES MORE S.R.L.

    Il bando “Hub Ricerca e Innovazione” premia la ricerca e la capacità innovativa del territorio, prevedendo il sostegno a gruppi di imprese e Università con un contributo complessivo di 114,5 milioni di euro. I due progetti sono dunque tra i 33 vincitori, su un totale di 78 candidature, che coinvolgerà per i 30 mesi di durata del finanziamento, istituti di ricerca nazionali ed internazionali, grandi e piccole imprese e start up.

    Fondamentale il ruolo dell’Ateneo che in questi progetti è in prima linea per consentire l’incremento della formazione sulle tecnologie sviluppate, rispondendo più facilmente ai bisogni delle imprese che richiedono figure specializzate sulle nuove tecnologie e metodologie.

    Per il territorio e l’Università si tratta di un risultato importante, frutto di un grande lavoro di sinergia e pianificazione, di studio e ricerca. Il lavoro di squadra e la varietà di competenze dei partner permetteranno di creare prodotti innovativi e competitivi, al servizio della comunità. Sono progetti unici, con un tasso di innovazione elevato, in grado di migliorare la qualità della vita dei cittadini.