Categoria: Lavoro

  • Affiancare un professionista esperto è il miglior modo per crescere e imparare in fretta

    Stanchi dei soliti corsi e stage, che propongono molta teoria e poca pratica? Per mettere il turbo alla propria carriera è nata Affiancamenti.com, l’innovativa piattaforma web che permette agli utenti di imparare i segreti e i trucchi del mestiere affiancando sul campo un professionista senior.

    Nata in seno ad un gruppo di giovani lavoratori che avvertono in prima persona il cambiamento lavorativo dei nostri giorni e la crisi occupazionale, Affiancamenti.com ha lo scopo di dotare di maggiore professionalità e autorevolezza i lavoratori che vogliono specializzarsi o reinventarsi.

    L’iscrizione al sito è gratuita e i vantaggi sono immediati. Gli apprendisti possono imparare direttamente dai migliori professionisti, lavorando su progetti concreti, e acquisire un know how specialistico in breve tempo, utile per migliorare la propria professionalità e trovare lavoro più velocemente. I professionisti senior possono invece mettere a frutto gli anni d’esperienza creando una fonte di reddito aggiuntiva, direttamente sul luogo di lavoro, e ottenere pubblicità e recensioni positive sul portale.

    In tempo di crisi occupazionale, la capacità di reinventarsi e acquisire nuove competenze senza perdere tempo è la chiave del successo. Affiancamenti.com è il luogo ideale per ottenere una formazione di alto livello, in linea con il proprio percorso di lavoro. Creativi, videomaker, grafici, avvocati, responsabili commerciali, professionisti della consulenza finanziaria e del trading, idraulici, elettricisti: professionisti di tutti i tipi possono registrarsi gratuitamente, e proporre il proprio affiancamento, scegliendo il prezzo, le condizioni e le modalità.

    Lavorare su progetti e clienti reali, imparando a gestire le scadenze e le problematiche specifiche di ogni lavoro, è oggi considerato il metodo migliore per crescere a livello professionale. Nella convinzione che la pratica sia importante almeno quanto mesi di formazione teorica, Affiancamenti.com propone un valido strumento per apprendere in breve tempo i segreti dei professionisti, quei piccoli e grandi accorgimenti maturati in anni di esperienze e di errori.


    Affiancamenti.com è un servizio di matching GRATUITO tra lavoratori senior e junior. Il costo, le modalità e i tempi degli affiancamenti proposti si basano su trattative private tra i lavoratori.

     

    Ufficio stampa Affiancamenti.com

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  • DESIGN DEL GIOCATTOLO: aperte le selezioni per la nuova edizione del corso organizzato da POLI.design che forma i Toy Designer del domani

    Con cosa piace giocare ai bambini? Quali caratteristiche deve avere un giocattolo affinché i genitori o i ragazzi lo comprino?”. La redazione del Magazine ufficiale della International Toy Fair Spielwarenmesse di Norimberga, la prima fiera a livello mondiale nel settore giocattoli, hobbistica e tempo libero, ha risposto a queste domande nell’intervista fatta al Prof. Luca Fois, Docente di Comunicazione presso la Scuola del Design del Politecnico di Milano, pubblicata e inserita nell’articolo The Toy Designers of Tomorrow (disponibile sul sito web della Fiera).

    Domande alle quali da quasi ormai quattro anni dà risposta il Corso di Alta Formazioni in Design del Giocattolo, Design for Kids & Toys, organizzato da POLI.design, Consorzio del Politecnico di Milano, con il patrocinio di Assogiocattoli, l’associazione che rappresenta i produttori e distributori italiani del settore. Un corso – il primo a livello europeo – che dal suo avvio forma figure professionali specializzate in quest’ambito.

    La progettazione di un giocattolo, infatti, deve tenere in considerazione innumerevoli criteri per poter soddisfare i desideri di bambini e genitori: per questo motivo la fantasia e l’immaginazione del designer non sono sufficienti per ideare un giocattolo di successo.

    Le qualità che caratterizzano un designer di giocattoli – sostiene il Prof. Fois in un passaggio dell’intervista – sono: l’etica, la creatività, il know how e l’apertura mentale alle diverse competenze che sono necessarie per la progettazione di prodotti per i bambini. Un progettista di giocattoli deve essere un vero e proprio manager di progettazione, non semplicemente un designer“.

    Per fornire ai partecipanti queste caratteristiche e formare i “Toy Designers del domani, il corso analizza una vasta gamma di argomenti eterogenei – che vanno dalla storia del design per il giocattolo all’etica e ai diritti dei bambini, dal design strategico alla pedagogia, alla psicologia e alla ergonomia cognitiva, dagli aspetti tecnologici alla comunicazione e alla distribuzione del giocattolo – attraverso un mix formativo che alterna contributi teorici, attività pratiche e sessioni progettuali.

    I partecipanti al Corso riceveranno un certificato che permetterà loro di essere iscritti alla speciale “Toy Designer List” che Assogiocattoli ha creato al servizio delle aziende del settore.

    Novità per la quarta edizione del corso, in partenza il prossimo 16 ottobre: i contenuti teorici verranno erogati in forma di e-learning (in italiano e in inglese). Ci saranno poi le sessioni progettuali (due mini-workshop e una sessione progettuale intensiva denominata main workshop) che come negli scorsi anni costituiranno una parte fondamentale della didattica e verranno realizzate in collaborazione con partner e sponsor e condotte con il supporto di esperti e progettisti. Queste lezioni intendono esplorare scenari di innovazione di “sistema prodotto” per il mondo del Kids & Toys, proponendo ai partecipanti un percorso di sviluppo progettuale orientato all’innovazione non solo del prodotto in sè, ma capace di ripensarne la dimensione del servizio, la modalità comunicativa e gli scenari di distribuzione per i mercati nazionali e internazionali.

    Tra le realtà che collaborano con il corso durante le sessioni progettuali, attraverso l’intervento di testimoni aziendali, e che hanno accolto molti degli ex studenti per uno stage o per vere e proprie collaborazioni professionali al termine del percorso formativo, ricorrono i nomi di alcuni colossi del settore quali LEGO, HAPE, Hasbro UK, Chicco, Ravensburger e Milaniwood.

    Frutto del lavoro svolto durante i Workshop nelle passate tre edizioni, sono i numerosi progetti realizzati e presentati in occasione di Fiere ed eventi di settore (tra le quali proprio anche la prestigiosa Spielwarenmesse di Norimberga) da giovani progettisti ex studenti, come ad esempio Internotrentatre Studiocreativo, Slowwood, Craftventure, Marta Lo Bianco&Laura Fracasso, Raffaella Ratti e Stefano Lorenzo Cavanè; 5 concept, inoltre, sono stati acquistati da HAPE, uno dei maggiori produttori al mondo di giocattoli costruiti con materiali sostenibili. A ulteriore testimonianza dell’efficacia dell’impostazione del percorso formativo, sono ben due le start-up lanciate nell’ultimo anno da partecipanti delle passate edizioni del corso, LaM Project e Italiantoy by Calembour design. E’ inoltre importante sottolineare il successo di Vivawood, una linea di giocattoli nata grazie al contributo degli studenti del corso e realizzata in sinergia con la Falegnameria del Carcere di Bollate, gestita dalla cooperativa e.s.t.i.a.: giochi, giocattoli, arredi, oggetti e complementi, tutti in legno, costruiti dai detenuti di Bollate e disegnati dai Toy Designer.

    I partecipanti, qualificatisi come Toy Designer, vengono coinvolti successivamente al corso in workshop e/o attività varie su richiesta e brief di aziende interessate al giocattolo e in generale al mondo dei Kids.

    Il Corso di Alta Formazione si rivolgere a designer, grafici, laureati in marketing ed economia, interior designer e architetti particolarmente interessati agli aspetti di sistema prodotto del giocattolo e del prodotto per l’infanzia (prodotto, distribuzione, packaging e comunicazione).

    Il corso è internazionale: i contenuti saranno erogati in inglese e in italiano.

     

    Per informazioni

    Ufficio Coordinamento Formazione

    POLI.design (Consorzio del Politecnico di Milano)

    via Durando 38/A – V Piano – 20158 Milano

    tel. (+39) 02.2399.7208

    e-mail: [email protected] ; [email protected]

    www.polidesign.net/ddgio

     

    Press Contact:

    Ufficio Comunicazione

    Tel. (+39) 0223997201

    [email protected]

  • LE NOVITA’ DEL JOBS ACT: IL CONTRATTO DI APPRENDISTATO  

    Allo scopo di rafforzare le opportu­nità di ingresso nel mondo del lavo­ro da parte di tutti quei giovani che sono in cerca di occupazione, il decreto legislativo 81/2015, in vigore dal 25 giugno scorso in attuazione del Jobs Act, ha introdotto vari cambiamenti per il contratto di apprendistato. Com’è noto, il contrat­to di apprendistato è rivolto soprattutto ai gio­vani tra i 15 e i 29 anni e consente di acquisire una qualifica professio­nale attraverso un rapporto di lavoro nel quale l’azienda si impegna ad addestrare l’apprendista, mediante fasi di insegnamento pratico e tecnico-­professionale.

    Le tre tipologie di apprendistato. Il contratto di apprendistato è definito secondo le seguenti tipologie:

    1. a) apprendistato per la qualifica, il diploma e la specializzazione professionale;
    2. b) apprendistato professionalizzante;
    3. c) apprendistato di alta formazione e ricerca.

    Oltre all’apprendistato professionalizzante, le altre due tipologie di apprendistato (l’apprendistato per la qualifica, il diploma e la specializzazione professionale e quello di alta formazione e ricerca) integrano organicamente, in un sistema duale, formazione e lavoro per l’occupazione dei giovani con riferimento ai titoli di istruzione e formazione e alle qualificazioni professionali.

    Il Governo punta a semplificare l’apprendistato di primo livello (per il diploma e la qualifica professionale) e di terzo livello (alta formazione e ricerca) riducendone anche i costi per le imprese che vi fanno ricorso, nell’ottica di favorirne l’utilizzo in coerenza con le norme sull’alternanza scuola-lavoro.

    “Il contratto di apprendistato ha una durata minima non inferiore a sei mesi, fatto salvo quanto previsto dall’articolo 43, comma 8 e 44 comma 5 (che riguarda i datori di lavoro che svolgono la propria attività in cicli stagionali, per i quali i contratti collettivi possono prevedere specifiche modalità di svolgimento del contratto di apprendistato, anche a tempo determinato)”. La legge stabilisce quindi solo che la durata minima deve essere di 6 mesi, non viene invece stabilita una durata massima dell’apprendistato.

    I principi da rispettare nei contratti di apprendistato sono:

    1. a) divieto di retribuzione a cottimo;
    2. b) possibilità di inquadrare il lavoratore fino a due livelli inferiori rispetto a quello spettante in applicazione del contratto collettivo nazionale di lavoro ai lavoratori addetti a mansioni o funzioni che richiedono qualificazioni corrispondenti a quelle al conseguimento è finalizzato il contratto, ovvero, in alternativa, di stabilire la retribuzione dell’apprendista in misura percentuale e proporzionata all’anzianità di servizio;
    3. c) presenza di un tutore o referente aziendale;
    4. d) possibilità di finanziare i percorsi formativi aziendali degli apprendisti per il tramite dei fondi paritetici interprofessionali
    5. e) possibilità del riconoscimento, sulla base dei risultati conseguiti all’interno del percorso di formazione, esterna e interna alla impresa, della qualificazione professionale ai fini contrattuali e delle competenze acquisite ai fini del proseguimento degli studi nonché nei percorsi di istruzione degli adulti;
    6. f) registrazione della formazione effettuata e della qualificazione professionale ai fini contrattuali eventualmente acquisita nel libretto formativo del cittadino
    7. g) possibilità di prolungare il periodo di apprendistato in caso di malattia, infortunio o altra causa di sospensione involontaria del lavoro, superiore a trenta giorni;
    8. h) possibilità di forme e modalità per la conferma in servizio, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, al termine del percorso formativo, al fine di ulteriori assunzioni in apprendistato.

    La retribuzione nel contratto di apprendistato è sempre stabilita secondo il CCNL ma applicando il compenso spettante in base al livello di inquadramento, o di sotto-inquadramento previsto. La retribuzione dell’apprendista può aumentare nel corso del processo formativo. Non esiste quindi una retribuzione minima nell’apprendistato.

    Il numero complessivo di apprendisti che un datore di lavoro può assumere, direttamente o indirettamente per il tramite delle agenzie di somministrazione di lavoro non può superare il rapporto di 3 a 2 rispetto alle maestranze specializzate e qualificate in servizio presso il medesimo datore di lavoro. Tale rapporto non può superare il 100 per cento per i datori di lavoro che occupano un numero di lavoratori inferiore a dieci unità.

    Vietato l’apprendistato in somministrazione a tempo determinato. E’ in ogni caso esclusa la possibilità di assumere in somministrazione apprendisti con contratto di somministrazione a tempo determinato.

    Datori di lavoro con più di 50 dipendenti hanno l’obbligo di assumere il 20% degli apprendisti. Esclusivamente per i datori di lavoro che occupano almeno cinquanta dipendenti, l’assunzione di nuovi apprendisti con contratto di apprendistato professionalizzante è subordinata alla prosecuzione, a tempo indeterminato, del rapporto di lavoro al termine del periodo di apprendistato, nei trentasei mesi precedenti la nuova assunzione, di almeno il 20 per cento degli apprendisti dipendenti dallo stesso datore di lavoro, restando esclusi dal computo i rapporti cessati per recesso durante il periodo di prova, per dimissioni o per licenziamento per giusta causa.

    Apprendistato per la qualifica, il diploma e la specializzazione professionale

    L’apprendistato per la qualifica, il diploma e la specializzazione professionale è strutturato in modo da coniugare la formazione sul lavoro effettuata in azienda con l’istruzione e formazione professionale svolta dalle istituzioni formative che operano nell’ambito dei sistemi regionali di istruzione e formazione.

    Possono essere assunti con il contratto di apprendistato per la qualifica, il diploma e la specializzazione professionale, in tutti i settori di attività, i giovani che hanno compiuto i 15 anni di età e fino al compimento dei 25.

    La durata del contratto è determinata in considerazione della qualifica o del diploma da conseguire e non può in ogni caso essere superiore, per la sua componente formativa, a tre anni ovvero quattro nel caso di diploma quadriennale professionale. I datori di lavoro hanno la facoltà di prorogare fino ad un anno il contratto di apprendistato dei giovani qualificati e diplomati, che hanno concluso positivamente i percorsi formativi, per il consolidamento e l’acquisizione di ulteriori competenze tecnico-professionali e specialistiche, spendibili anche ai fini dell’acquisizione di certificati di specializzazione tecnica superiore. Il contratto di apprendistato può essere prorogato di un anno anche nel caso in cui, al termine del periodo di formazione, l’apprendista non abbia conseguito il titolo di qualifica, diploma o specializzazione professionale.

    Possono essere, altresì, stipulati contratti di apprendistato, di durata non superiore a tre anni, rivolti ai giovani iscritti al quarto e quinto anno degli istituti tecnici e professionali, per l’acquisizione di ulteriori competenze tecnico professionali rispetto a quelle previste dai vigenti regolamenti scolastici, utili anche ai fini del conseguimento di un certificato di specializzazione tecnica superiore.

    Il datore di lavoro che intende stipulare il contratto di apprendistato sottoscrive un protocollo con l’istituzione formativa a cui lo studente è iscritto, secondo uno schema definito con decreto del Ministro del lavoro che stabilisce il contenuto e la durata degli obblighi formativi del datore. Nel Decreto saranno definiti anche i criteri generali per la realizzazione dei percorsi di apprendistato negli istituti tecnici e professionali, e, in particolare, il monte orario massimo del percorso scolastico che può essere svolta in apprendistato ed i requisiti delle imprese nelle quali si svolge, nel rispetto dell’autonomia delle istituzioni scolastiche e delle competenze delle regioni.

    La formazione esterna all’azienda si svolge nell’istituzione formativa cui è iscritto lo studente e non può essere superiore al 60 per cento dell’orario ordinamentale per il secondo anno e del 50 per cento per il terzo e quarto anno, nonché per l’anno successivo finalizzato al conseguimento del certificato di specializzazione tecnica.

    La retribuzione spettante durante le ore di formazione. Per le ore di formazione svolte nella istituzione formativa il datore di lavoro è esonerato da ogni obbligo retributivo. Per le ore di formazione a carico del datore di lavoro è riconosciuta al lavoratore una retribuzione pari al 10 per cento di quella che gli sarebbe dovuta. Sono comunque fatte salve le diverse previsioni dei contratti collettivi (CCNL), quindi è bene consultare il CCNL di riferimento del contratto di apprendistato.

    Per le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano che abbiano definito un sistema di alternanza scuola-lavoro, i contratti collettivi stipulati da associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale possono prevedere specifiche modalità di utilizzo del contratto di apprendistato, anche a tempo determinato, per lo svolgimento di attività stagionali. In assenza di regolamentazioni regionali l’attivazione dell’apprendistato per la qualifica, il diploma e la specializzazione professionale è rimessa al Ministero del Lavoro e delle politiche sociali che ne disciplina l’esercizio con propri atti.

    Apprendistato professionalizzante. Questa tipologia di apprendistato già prevista dal Testo unico viene riscritta nel Decreto di riordino dei contratti di lavoro, ossia nel Decreto Legislativo Jobs Act n. 81 del 2015.

    Possono essere assunti in tutti i settori di attività, pubblici o privati, con contratto di apprendistato professionalizzante per il conseguimento di una qualificazione professionale ai fini contrattuali i soggetti di età compresa tra i 18 e i 29 anni.

    Per i soggetti in possesso di una qualifica professionale, conseguita ai sensi del decreto legislativo n. 226 del 2005, il contratto di apprendistato professionalizzante può essere stipulato a partire dal diciassettesimo anno di età.

    La qualificazione professionale al cui conseguimento è finalizzato il contratto è determinata dalle parti del contratto sulla base dei profili o qualificazioni professionali previsti per il settore di riferimento dai sistemi di classificazione e inquadramento del personale di cui ai contratti collettivi stipulati dalle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.

    Gli accordi interconfederali e i contratti collettivi stabiliscono, in ragione del tipo di qualificazione professionale ai fini contrattuali da conseguire, la durata e le modalità di erogazione della formazione per l’acquisizione delle relative competenze tecnico-professionali e specialistiche, nonché la durata anche minima del periodo di apprendistato, che non può comunque essere superiore a tre anni, ovvero cinque per i profili professionali caratterizzanti la figura dell’artigiano individuati dalla contrattazione collettiva di riferimento.

    La formazione di tipo professionalizzante, svolta sotto la responsabilità del datore di lavoro, è integrata, nei limiti delle risorse annualmente disponibili, dalla offerta formativa pubblica, interna o esterna alla azienda, finalizzata alla acquisizione di competenze di base e trasversali per un monte complessivo non superiore a centoventi ore per la durata del triennio e disciplinata dalle regioni sentite le parti sociali e tenuto conto del titolo di studio e delle competenze dell’apprendista. La regione comunica al datore di lavoro, entro quarantacinque giorni dalla comunicazione dell’instaurazione del rapporto, le modalità di svolgimento dell’offerta formativa pubblica, anche con riferimento alle sedi e al calendario delle attività previste, avvalendosi anche dei datori di lavoro e delle loro associazioni che si siano dichiarate disponibili, ai sensi delle linee guida adottate dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano in data 20 febbraio 2014.

    Le regioni e le associazioni di categoria dei datori di lavoro possono definire, anche nell’ambito della bilateralità, le modalità per il riconoscimento della qualifica di maestro artigiano o di mestiere.

    Per i datori di lavoro che svolgono la propria attività in cicli stagionali i contratti collettivi di lavoro stipulati a livello nazionale da associazioni dei datori e prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale possono prevedere specifiche modalità di svolgimento del contratto di apprendistato, anche a tempo determinato.

    Apprendistato di alta formazione e di ricerca. Possono essere assunti in tutti i settori di attività, pubblici o privati, con contratto di apprendistato per attività di ricerca, per il conseguimento di titoli di studio universitari e della alta formazione, compresi i dottorati di ricerca, i diplomi relativi ai percorsi degli istituti tecnici superiori di cui all’articolo 7 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 25 gennaio 2008, nonché per il praticantato per l’accesso alle professioni ordinistiche i soggetti di età compresa tra i 18 e i 29 anni in possesso di diploma di istruzione secondaria superiore o di un diploma professionale conseguito nei percorsi di istruzione e formazione professionale integrato da un certificato di specializzazione tecnica superiore o del diploma di maturità professionale all’esito del corso annuale integrativo.

    Il datore di lavoro che intende stipulare un contratto di apprendistato di alta formazione e ricerca sottoscrive un protocollo con l’istituzione formativa a cui lo studente è iscritto, o con l’ente di ricerca, secondo uno schema definito con decreto del Ministro del lavoro che stabilisce l’entità e le modalità, anche temporali, della formazione a carico del datore di lavoro. Il suddetto protocollo stabilisce altresì il numero dei crediti formativi riconoscibili a ciascuno studente per la formazione a carico del datore di lavoro entro il massimo di sessanta.

    La formazione esterna all’azienda è svolta nell’istituzione formativa cui è iscritto lo studente e, di norma, nei percorsi di Istruzione Tecnica Superiore non può essere superiore al 60 per cento dell’orario ordinamentale.

    Apprendistato: retribuzione spettante durante le ore di formazione. Salvo diversa previsione dei contratti collettivi, per le ore di formazione svolte nella istituzione formativa il datore di lavoro è esonerato da ogni obbligo retributivo. Per le ore di formazione a carico del datore di lavoro è riconosciuta al lavoratore una retribuzione pari al 10 per cento di quella che gli sarebbe dovuta.

    Regolamentazione rimessa alle regioni. La regolamentazione e la durata del periodo di apprendistato per attività di ricerca o per percorsi di alta formazione è rimessa alle regioni, per i soli profili che attengono alla formazione, in accordo con le associazioni territoriali dei datori di lavoro e dei prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, le università, gli istituti tecnici superiori e le altre istituzioni formative o di ricerca comprese quelle in possesso di riconoscimento istituzionale di rilevanza nazionale o regionale e aventi come oggetto la promozione delle attività imprenditoriali, del lavoro, della formazione, della innovazione e del trasferimento tecnologico.

    In assenza delle regolamentazioni regionali, l’attivazione dell’apprendistato di alta formazione o ricerca è rimessa ad apposite convenzioni stipulate dai singoli datori di lavoro o dalle loro associazioni con le università, gli istituti tecnici superiori e le altre istituzioni formative o di ricerca, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

    Formazione nell’apprendistato

    Con decreto del Ministro del lavoro saranno definiti gli standard formativi dell’apprendistato stabilendo, per la tipologia per l’apprendistato per la qualifica, il diploma e la specializzazione professionale, il numero di ore da effettuare in azienda. Tali standard costituiscono livelli essenziali delle prestazioni ai sensi dell’articolo 16 del decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226.

    La registrazione nel libretto formativo del cittadino della formazione effettuata ai fini della qualifica professionale, del diploma o della specializzazione è di competenza:

    1. a) del datore di lavoro, nel contratto di apprendistato professionalizzante, per quanto riguarda la formazione effettuata per il conseguimento della qualificazione professionale ai fini contrattuali;
    2. b) dell’istituzione formativa o ente di ricerca di appartenenza dello studente, nel contratto di apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore e nel contratto di apprendistato di alta formazione e ricerca.

    Allo scopo di armonizzare le diverse qualifiche e qualificazioni professionali acquisite in apprendistato e consentire una correlazione tra standard formativi e standard professionali è istituito, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali il repertorio delle professioni predisposto sulla base dei sistemi di classificazione del personale previsti nei contratti collettivi di lavoro.

    Le competenze acquisite dall’apprendista sono certificate dalla istituzione formativa di provenienza dell’allievo secondo le disposizioni di cui al decreto legislativo 16 gennaio 2013, n. 13 e, in particolare, nel rispetto dei livelli essenziali delle prestazioni ivi disciplinati.

    Mancata formazione apprendistato e sanzioni per il datore di lavoro

    In caso di inadempimento nella erogazione della formazione a carico del datore di lavoro, di cui egli sia esclusivamente responsabile, e che sia tale da impedire la realizzazione delle finalità di cui agli articoli 43, 44 e 45 del Decreto, il datore di lavoro è tenuto a versare la differenza tra la contribuzione versata e quella dovuta con riferimento al livello di inquadramento contrattuale superiore che sarebbe stato raggiunto dal lavoratore al termine del periodo di apprendistato, maggiorata del 100 per cento, con esclusione di qualsiasi sanzione per omessa contribuzione.

    Nel caso in cui rilevi un inadempimento nella erogazione della formazione prevista nel piano formativo individuale, il personale ispettivo del Ministero del lavoro e delle politiche sociali adotta un provvedimento di disposizione, ai sensi dell’articolo 14 del decreto legislativo n. 124 del 2004, assegnando un congruo termine al datore di lavoro per adempiere.

    Per la violazione riguardanti la forma scritta dell’apprendistato, nonché per la violazione delle previsioni contrattuali collettive attuative dei principi di cui all’articolo 42, comma 5, lettere a), b) e c), il datore di lavoro è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 100 a 600 euro.

    In caso di recidiva la sanzione amministrativa pecuniaria è aumentata da 300 a 1500 euro. Alla contestazione delle sanzioni amministrative provvedono gli organi di vigilanza che effettuano accertamenti in materia di lavoro e previdenza nei modi e nelle forme di cui all’articolo 13 del decreto legislativo n. 124 del 2004. L’autorità competente a ricevere il rapporto ai sensi dell’articolo 17 della legge 24 novembre 1981, n. 689 è la Direzione territoriale del lavoro.

    Apprendistato anche per disoccupati e lavoratori in mobilità

    L’art. 47 che disciplina le disposizioni finali in materia di apprendistato introduce un importantissima novità: “Ai fini della loro qualificazione o riqualificazione professionale è possibile assumere in apprendistato professionalizzante, senza limiti di età, i lavoratori beneficiari di indennità di mobilità o di un trattamento di disoccupazione”.

    Non solo, “per essi trovano applicazione, in deroga alle previsioni di cui all’articolo 42, comma 4, le disposizioni in materia di licenziamenti individuali, nonché, per i lavoratori beneficiari di indennità di mobilità, il regime contributivo agevolato di cui all’articolo 25, comma 9, della legge n. 223 del 1991, e l’incentivo di cui all’articolo 8, comma 4, della medesima legge”.

  • Mercoledì 16 settembre alla Camera di Commercio di Mantova presentazione del bando Progetto Professionalità 2015/2016

    Mercoledì 16 settembre, alle ore 11, la Camera di Commercio di Mantova (sala Lune e Nodi, presso la sede centrale) ospiterà la presentazione della XVII edizione del bando Progetto Professionalità “Ivano Becchi”, l’iniziativa promossa dalla Fondazione Banca del Monte di Lombardia che premia i giovani meritevoli e motivati del territorio lombardo. Dal 1999, il bando permette ogni anno ai 25 vincitori di ottenere il finanziamento, totale e gratuito, di percorsi professionali personalizzati da svolgere presso enti, aziende, università, centri di eccellenza in ogni parte del mondo.

    L’opportunità consente agli assegnatari di acquisire nuove conoscenze e competenze attraverso lo svolgimento di esperienze pratico-lavorative, nei settori di specializzazione da loro scelti. L’ottima ricaduta resa possibile da questa straordinaria occasione è duplice: arricchimento del bagaglio professionale per i vincitori e vantaggio per le aziende di provenienza a cui apporteranno un valore aggiunto.

    La partecipazione è libera: l’evento è aperto a tutti gli interessati all’iniziativa.

     

    È possibile leggere e scaricare la versione integrale del bando 2015/2016 nella sezione “Progetto Professionalità” del sito www.fbml.it. Per informazione si prega di contattare gli uffici della Fondazione Banca del Monte di Lombardia. Tel: 0382.305811 – e-mail: [email protected]

     Seguici su Facebook, Twitter e Linkedin: www.facebook.com/ProgettoProfessionalita – @ProgProfession – gruppo “Progetto Professionalità – Fondazione Banca del Monte di Lombardia”

  • Varati gli ultimi decreti. La riforma del Jobs Act è completa

    Con gli ultimi quattro decreti di attuazione del Jobs Act si è completata la riforma del lavoro voluta dal governo Renzi. Vediamo i punti fondamentali della chiacchieratissima riforma del lavoro.

    Contratto a tutele crescenti per i neoassunti

    Dal 7 marzo è entrato in vigore il contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti per i nuovi assunti: il reintegro nel posto di lavoro viene escluso nei casi di licenziamenti economici, prevedendo un indennizzo economico «certo e crescente» con l’anzianità di servizio (due mensilità ogni anno di servizio con un minimo di 4 ed un massimo di 24); resta il diritto al reintegro nei casi di licenziamenti nulli e discriminatori e specifiche fattispecie di licenziamento disciplinare ingiustificato.

    Nuova indennità di disoccupazione

    Dal primo maggio è in vigore la Naspi. Chi perde il lavoro e ha almeno 13 settimane di contribuzione negli ultimi quattro anni ha diritto al sussidio (fino a 1.300 euro mensili). L’erogazione della Naspi è condizionata alla partecipazione del disoccupato a iniziative di attivazione lavorativa o di riqualificazione professionale. 

    Congedo parentale sino ai 12 anni del bambino

    Più tempo per beneficiare del congedo parentale facoltativo: quello parzialmente retribuito (al 30%) è passato da 3 a 6 anni del bambino, mentre per quello non retribuito si va da 8 a 12 anni. Al posto del congedo si può chiedere il part-time al 50%.

    Mansioni e contratti, stop ai Co.Co.Pro.

    I contratti di collaborazione a progetto non possono più essere attivati. Dal primo gennaio 2016, ai rapporti di collaborazione che si concretizzino come «continuativi ed etero-organizzati» saranno applicate le norme del lavoro subordinato.

    Cig, tetto a 24 mesi (36 con la solidarietà)

    Si limita la durata della Cig (sia ordinaria che straordinaria) a 24 mesi in un quinquennio mobile. Tetto che può salire a 36 mesi con il ricorso esclusivo ai contratti di solidarietà (24 mesi di solidarietà e poi 12 di Cig), i quali diventano una causale della cassa integrazione straordinaria, a cui viene equiparata anche per quanto riguarda i massimali di integrazione salariale. Allo stesso tempo, gli ammortizzatori sociali vengono estesi alle piccole imprese oltre i 5 dipendenti e cioè a 1,4 milioni di lavoratori prima esclusi, come sottolineato dal governo. Al contempo, si indica una sorta di “bonus-malus”, introducendo da un lato uno sconto del 10% sul contributo ordinario per tutte le imprese e dall’altro quelle che più utilizzano la Cig più pagano (si fissa un contributo addizionale del 9% della retribuzione per chi la usa sino ad un anno; del 12% sino a due anni e del 15% sino a tre).

    Arriva l’Anpal

    Si istituisce una Rete nazionale dei servizi per le politiche del lavoro, coordinata dalla nuova Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro (Anpal), attiva da inizio 2016. Viene definito lo stato di lavoratore disoccupato e di lavoratore a rischio disoccupazione: valutato il livello di occupabilità, saranno convocati dai Centri per l’impiego, che si punta a rafforzare, per la stipula di un Patto di servizio personalizzato. Ed inoltre c’è un assegno di ricollocazione. 

    Ispettorato nazionale del Lavoro

    Il decreto legislativo prevede l’istituzione dell’Ispettorato nazionale del lavoro, che sotto la guida del ministero del Lavoro coordinerà tutto il personale ispettivo.

    Niente più dimissioni “in bianco”

    Le dimissioni andranno fatte in via telematica su appositi moduli resi disponibili nel sito del ministero. Moduli che potranno essere trasmessi dal lavoratore anche tramite i patronati, i sindacati, gli enti bilaterali e le commissioni di certificazione.

    Controlli a distanza

    Ed infine l’emendamento più contestato. Le aziende potranno assegnare ai lavoratori strumenti di lavoro come pc, tablet e cellulari senza che sia necessario un accordo sindacale o una autorizzazione del ministero, richiesto invece per installare telecamere. Ma sarà sempre obbligatorio informare preventivamente e in maniera adeguata i lavoratori sulle modalità d’uso degli strumenti e di effettuazione dei controlli, che devono comunque sempre avvenire nel rispetto delle norme sulla privacy. In base a queste due condizioni, le informazioni raccolte «sono utilizzabili a tutti i fini connessi al rapporto di lavoro», quindi potenzialmente anche a fini disciplinari.

     

    Per ulteriori informazioni su tutte le novità introdotte dalla riforma del mercato del lavoro del Jobs Act, rivolgetevi ad ADHR-Agenzia del Lavoro e cliccate qui.

  • PROGETTARE CULTURA – Arte, design, imprese culturali. PERCHE’ LA CULTURA HA BISOGNO DI PROGETTISTI?

    La risposta nel Master di POLI.design, Consorzio del Politecnico di Milano e ALMED, Alta Scuola in Media Comunicazione e Spettacolo dell’Università Cattolica

    Il mondo della cultura è alla ricerca di nuovi profili professionali in grado di gestire progetti culturali innovativi, dove il successo dei contenuti passa inevitabilmente attraverso le capacità ideative, tecniche e organizzative necessarie per la realizzazione di mostre, eventi, installazioni e manifestazioni diffuse a livello cittadino o territoriale. Affinché un progetto sia riconoscibile serve un linguaggio visivo efficace; affinché un’opera, un’installazione o un padiglione siano realizzati o allestiti, servono competenze progettuali di design e architettura. Oltre alle tradizionali competenze in campo artistico e umanistico, anche le discipline del progetto concorrono pertanto in maniera fondamentale alla riuscita e al successo di ogni format culturale: dal design degli interni alla comunicazione, dall’architettura al design dei servizi, fino al design strategico.

    Il Master PROGETTARE CULTURA – ARTE, DESIGN, IMPRESE CULTURALI è frutto della collaborazione fra due eccellenze accademiche: ALMED, l’Alta Scuola in Media Comunicazione e Spettacolo dell’Università Cattolica e POLI.design, Consorzio del Politecnico di Milano che hanno dato vita a un percorso formativo in cui convergono i saperi e i know how professionali di Università Cattolica del Sacro Cuore e del Politecnico di Milano.

    400 ore sono dedicate allo stage, finalizzato all’inserimento formativo del partecipante nel contesto reale dell’ideazione, gestione e comunicazione di progetti culturali presso istituzioni e aziende convenzionate che hanno maturato una consolidata collaborazione con i due atenei. Tra le realtà coinvolte negli anni, studi professionali (Studio Cerri & Associati, Interaction Design, Lab, Migliore + Servetto), fondazioni, istituzioni e associazioni (Fondazione Prada, ADI Associazione per il Disegno Industriale, Gruppo Credito Valtellinese), incubatori (Make a Cube), case editrici (Electa, Skira), gallerie e musei (Museo Poldi Pezzoli).

    Il profilo in uscita sarà in grado di rispondere alle esigenze dei nuovi format culturali, e avrà acquisito le skill necessarie per la creazione di nuove imprese culturali e sociali in grado di operare sul territorio.

    Designer, architetti, ingegneri gestionali, urbanisti, esperti in beni culturali e relazioni pubbliche, sono solo alcuni dei profi­li in target con il percorso proposto e non stupisce dunque, data la peculiare struttura didattica, che il Master abbia attratto negli anni studenti con background formativi eterogenei che hanno potuto confrontare in aula i propri differenti approcci all’insegna del dialogo e dell’interazione.

    Dalla testimonianza diretta di alcuni ex partecipanti, emerge chiaramente che chi si iscrive al Master Progettare Cultura è interessato soprattutto a questa dinamica interdisciplinare. Marzia Moreschi, Laurea Triennale in Scienze dei Beni Culturali: “Il Master racchiudeva in sé tutto quello che stavo cercando a partire dai corsi di arte contemporanea, a tutti quelli con una base economica (budget, fundraising, marketing..), fino a quelli in collaborazione con il Politecnico, che mi sembravano interessanti anche da un punto di vista pratico, in quanto con la mia formazione non avevo mai avuto a che fare con argomenti di tipo tecnico“. Eleonora Valenti, Laurea Specialistica in Pianificazione Urbana e Politiche Territoriali, ha visto invece nel Master l’occasione per un rilancio professionale: “Avevo studiato urbanistica e architettura e lavoravo in uno studio: la crisi del settore mi ha portata a cercare di allargare la base della mia formazione”. Enrica Ponzo, Laurea magistrale in architettura, partecipante dell’edizione 2013 del Master, invece, riassume così le sue motivazioni: “L’obiettivo che mi ero prefissata era di riuscire a coniugare le mie passioni per l’arte, il design e l’architettura con tematiche di marketing, comunicazione e project management perché volevo entrare nel mondo del lavoro con skills specifiche”. Aggiungendo poi: “Le aspettative non sono state deluse e gli obiettivi iniziali sono stati conseguiti: terminato il periodo di didattica frontale, ho iniziato l’internship presso IdLab; dopo tre mesi, mi è stato proposto di continuare a lavorare per questo studio con il ruolo di Junior Project Manager, che attualmente ricopro”.

    Il Master Progettare cultura si rivolge a laureati italiani e stranieri.

    Le domande di ammissione dovranno essere inviate entro il 20 ottobre 2015 scrivendo a [email protected]

    Le candidature saranno valutate in ordine di ricevimento fino ad esaurimento dei posti previsti.

    Il numero degli ammessi è fissato a 20 partecipanti.

    Il Master inizia il 17 novembre 2015. Le lezioni si concludono entro giugno 2016.

     

    Ufficio Coordinamento Formazione POLI.design

    Tel. (+39) 02.2399.7217 –  fax. (+39) 02.2399.5970

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    www.polidesign.net/progettarecultura

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    via Carducci 28/30, I – 20123 Milano

    [email protected]  |  [email protected]

    http://master.unicatt.it/milano/progettarecultura

  • SERVICE DESIGN MANIFESTO: Svelati in video i segreti per diventare Service Designer esperti in solo 8 mosse grazie al Master del Politecnico di Milano

    Deloitte Digital di nuovo main partner: disponibili riduzioni sulla quota di iscrizione, oltre a due posizioni in azienda per i tirocini degli studenti più meritevoli.

    I designer, gli architetti, gli ingegneri e, più in generale, i giovani professionisti e gli studenti da tutto il mondo sono avvisati: diventare SERVICE DESIGNER è possibile anche per chi non ha background progettuali specifici. Come? Lo racconta il Service Design Manifesto con 8 punti che illustrano in che modo l’esperienza di un master possa trasferire tutte le competenze necessarie per progettare, gestire e organizzare il processo di ideazione e realizzazione di un servizio.

    Rendere reale ciò che è intangibile, empatizzare, mantenere sempre il focus sull’esperienza utente, sperimentare e “learn by doing”, creare collegamenti ed opportunità, il tutto con uno sguardo internazionale: questi i capisaldi del manifesto (http://www.servicedesignmaster.com/manifesto) ideato dal team del Master in Service Design del Politecnico di Milano e già diventato virale in rete.

    Uno strumento per ribadire, in modo fresco e divertente, quale sia il metodo progettuale – integrato e multidisciplinare – proprio del service design; un approccio che, partendo dalla comprensione dei comportamenti e dei bisogni dei consumatori, permette di concepire soluzioni capaci di rendere il servizio user friendly, competitivo e rilevante.

    POLI.design, Consorzio del Politecnico di Milano, propone dunque per il terzo anno il Master in Service Design mettendo a disposizione le ultime riduzioni del 25% e del 50% sulla quota di iscrizione che verranno assegnate agli studenti più meritevoli che invieranno la propria candidatura entro il 15 settembre 2015.

    Confermata anche per quest’anno la collaborazione con Deloitte Digital che, in qualità di Main Partner, mette a disposizione non solo un’ulteriore quota di iscrizione ridotta del 50%, ma anche due posizioni in azienda per i tirocini degli studenti ritenuti più meritevoli.

    Il master vanta, per le precedenti edizioni, la collaborazione con altre significative realtà aziendali: ActionAid, Comieco, Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano, Carpigiani, Comieco, Coop Estense e Consorzio SUN sono infatti alcuni dei nomi che collaborano o hanno già contribuito a questo progetto formativo, garantendo un link diretto tra la didattica del master e il mondo professionale. Partnership significative che hanno arricchito il percorso d’aula grazie alla testimonianza di professionisti specializzati intervenuti a lezione e nell’ambito di Workshop dedicati: vere e proprie sessioni progettuali durante le quali gli studenti hanno potuto sperimentare le competenze acquisite su casi reali.

    Un Master universitario, completamente erogato in lingua inglese, caratterizzato dall’internazionalità della propria aula. Solo quest’anno, la provenienza degli studenti ha riguardato, oltre all’Italia, paesi come Nuova Zelanda, Grecia, Cile, Brasile, Canada, Colombia, Libano, India, Thailandia e Indonesia. Un modo per stimolare il confronto culturale e non solo quello tra  diverse  competenze professionali –  gli studenti hanno background che spaziano dal product design al marketing e alla comunicazione.

    Un percorso formativo interessante e allineato alle richieste del mercato come dimostrato dai dati di placement professionale degli ex studenti. Un successo che emerge anche dalla testimonianza diretta di alcuni di loro: Sonali Gogia, studentessa indiana con un background in management consulting, retail management e behavioral training racconta che “decidere di perseguire il campo del Service Design sembrava un atto di fede un anno fa. Non solo era un settore ancora emergente in India, ma con un background formativo come il mio, temevo  di non essere in grado di acquisire competenze creative e multidisciplinari. Il Master ha superato le mie aspettative. L’approccio alla didattica è stato molto pratico e mi ha permesso di applicare le capacità maturate durante le mie precedenti esperienze professionali nel quadro della progettazione di servizi per risolvere reali sfide di business . L’ambiente è stato collaborativo e stimolante. Grazie al Master sono entrata in contatto con Logotel per il tirocinio curriculare e ci lavoro ancora come Project Designer.Gabriella Piccolo, italiana, aggiunge “Il Master mi ha aiutato ad approfondire il campo della UX reaserch. Dopo la laurea, ho avuto l’opportunità di lavorare per clienti internazionali, ho viaggiato molto e ho avuto la possibilità di entrare in contatto con altre culture… la mia esperienza di tirocinio è diventato ben presto il mio effettivo posto di lavoro A Experientia ho imparato a intervistare gli utenti e a leggere i risultati per ottenere le giuste intuizioni. Ho scoperto la passione per la ricerca attraverso ciò che amo di più : la video – etnografia. Ho trascorso 1 mese in Singapore per la mia prima ricerca sul campo per l’assistenza sanitaria e l’esperienza è stata altamente gratificante. Antonio Starnino, canadese, grazie al Master ha trovato la propria strada nel campo della healthcare innovation: “l’esperienza di Master mi ha dato la fiducia e la capacità di i parlare ai pazienti, organizzare seminari e sviluppare prototipi di soluzioni di servizi multi-stakeholder”. Sara Manzini, infine: “attualmente lavoro come design researcher presso lo studio Frog, dove vengo costantemente coinvolta in progetti internazionali che richiedono skill progettuali integrate e elevate capacità di pensiero sistemico. Questo è l’aspetto più emozionante del mio lavoro”.

    Il Master si rivolge a candidati in possesso del titolo di laurea, laurea magistrale, diploma universitario o diploma di laurea in design, architettura e ingegneria e a candidati laureati in altre discipline a cui il Service Design possa fornire una significativa integrazione alla loro preparazione professionale e prevede l’acquisizione di 60 CFU (crediti formativi universitari), pari a 60 ECTS.

    Per ulteriori informazioni sulla didattica, contattare l’Ufficio Coordinamento Formazione di POLI.design: tel. 02.2399.7217, e-mail [email protected].

     

     

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  • Alla quarta edizione l’unico Master Italiano in General Management etico, low-cost, inAzienda

    E’ frutto della volontà e dell’impegno della Business Community FiordiRisorse (http://www.fiordirisorse.eu) l’associazione manageriale nominata da Linkedin “Best Practice Italiana”, la creazione del MUSTer in Management Dinamico giunto alla quarta edizione.

    Il MUSTer fin dal nome vuole creare una rottura con gli schemi della formazione tradizionale per proporre un percorso che garantisca a manager e futuri tali un aggiornamento dal vivo nei luoghi dove le cose si decidono e si manifestano, cioè nelle aziende.

    Un progetto concreto che offre un programma di formazione di altissima qualità ad un prezzo low-cost rispetto ai trend comuni del settore: la quota di partecipazione che è di 2500 euro punta infatti a ripagare i costi effettivi della formazione tralasciando false promesse di ricollocazione e tenendo conto delle reali disponibilità di chi oggi vuole investire nella propria crescita professionale ma non può rinunciare a mesi di stipendio per farlo.

    Inoltre, uno dei valori caratterizzanti del MUSTer è la possibilità di entrare fisicamente in contatto con imprese eccellenti, confrontarsi e condividere pratiche concrete con i manager di quelle aziende. Un percorso a tappe (e per questo il MUSTer è definito “itinerante”) ben lontano dalla tradizionale formazione d’aula.

    Un’opportunità tangibile non solo per i privati, ma anche per le aziende e per gli imprenditori che vedono nel MUSTer un’efficace occasione di formazione e aggiornamento per i loro attuali e futuri Responsabili, grazie al quale potranno ampliare la propria visione e accrescere le proprie competenze ma soprattutto entrare in contatto con una Community di aziende che fa impresa in maniera innovativa, con cui confrontarsi fattivamente.

    “Vogliamo condividere un approccio concreto e moderno di fare impresa, per questo abbiamo progettato un percorso che facesse “uscire” le Persone dalle aule chiuse e dalle proprie zone di comfort e permettesse loro di mettersi in discussione, di confrontarsi, di condividere successi ma anche insuccessi, per capire meglio come hanno fatto gli altri a …”

    Osvaldo Danzi, head hunter e ideatore del MUSTer prosegue e spiega perché definisce ETICO il suo Master:

    Il vero valore di un Master manageriale non sta nel prezzo o nelle illusorie promesse di facile ricollocamento che in troppi fanno per adescare nuovi iscritti. Abbiamo voluto dimostrare che è possibile organizzare un percorso formativo low cost e ad alto valore aggiunto coinvolgendo chi opera effettivamente sul campo a dispetto di grossi nomi accademici senza una effettiva esperienza diretta in azienda e con una visione troppo orientata al passato”

    Le aree tematiche del MUSTer sono: Comunicazione, Risorse Umane e Pensiero Manageriale, Lean Thinking, Sales & Marketing Avanzato, Modelli Innovativi di Organizzazione. I coordinatori del MUSTer sono esperti di tali settori: Paolo Iabichino (direttore creativo di Ogilvy & Mather Italia – una delle più importanti agenzie di comunicazione del mondo), Antonella Cipollone (esperta di Lean), Carlo Bisi (docente di tecniche di vendita avanzate), Ivan Ortenzi (consulente e studioso dei modelli organizzativi)

    Fra le aziende che hanno ospitato il MUSTer negli anni passati: Pirelli, IBM, Barilla, PietroFiorentini, Carel Industries, Tetrapak, Lamborghini, Chiesi Farmaceutici, Young&Rubicam, Banca Popolare Emilia Romagna e tantissime altre.

    Il MUSTer ha una durata di 9 mesi e una frequenza di circa due weekend al mese (venerdi e sabato) per un totale di 18 appuntamenti. Il primo modulo si svolgerà il 3 e 4 ottobre a Bologna con Daniel Goleman, Dan Peterson e Giuseppe Vercelli.

    Per iscrizioni e informazioni: [email protected]

  • Come scegliere i prodotti di bellezza

    Scegliere degli ottimi prodotti di bellezza significa proteggere la nostra salute ed evitare malattie causate dai cosmetici più comuni. Irritazioni, allergie e il cancro alla pelle sono le peggiori conseguenze date da trucchi che costano poco e scadenti.
    Non è un caso sentir parlare sempre più di prodotti biologici e naturali: le donne sono le principali consumatrici, acquistano numerose quantità di cosmetici di marche e tipologie differenti. Oggi saper trovare i prodotti giusti richiede tempo e più denaro.

    Sappiamo molto bene che i nemici numero uno della pelle sono, innanzitutto, i parabeni, ossia, i composti organici aromatici che provocano irritazioni e, in casi più gravi, malattie pericolose. Il primo consiglio che viene dato dagli esperti è evitare prodotti che contengano tali composti e acquistare la gamma di creme idratanti e di trucchi con certificazione.
    Un prodotto naturale è poco trattato: questo è uno dei motivi per i quali sarebbe opportuno indirizzare la propria scelta. Esistono numerosi negozi specializzati dove esiste una vasta gamma di prodotti caratterizzati da ingredienti naturali. Prima di acquistare quelli giusti è bene leggere le caratteristiche specifiche che compaiono nel retro. La voce principale alla quale bisogna prestare attenzione è la percentuale di ingrediente naturale: se corrisponde al 95% è un cosmetico sicuro e certificato. Se ci sono solo piccole tracce di elementi naturali, al contrario, è meglio evitare l’acquisto anche se i costi sono davvero contenuti. Nei prodotti biologici non vengono usati fertilizzanti per trattare gli ingredienti e compaiono questi elementi: l’estratto di corteccia di salice bianco, il caprifoglio giapponese, i semi di pompelmo e rosmarino e la vitamina E.

    I principi attivi naturali e vegetali sono indicati e accompagnati dalla voce EcoCert oppure Cosmobio. Le stelle del cinema, della tv e della moda sponsorizzano marchi di alta qualità e cosmetici che hanno un occhio di riguardo verso la salute di tutti. La linea di prodotti bio ha avuto un grande successo dal momento in cui diverse campagne di sensibilizzazione sono state attuate per mettere in guardia l’universo femminile dall’acquisto sbagliato. La clientela esigente è alla ricerca continua di cosmetici che, oltre ad agire sulla bellezza non devono minacciare la pelle. La bellezza è data dalla buona salute, ecco per quale motivo il consiglio che viene dato dagli esperti a tutte le clienti è ignorare sia le campagne pubblicitarie sia l’aspetto estetico e, contemporaneamente, tenere conto solo della composizione. Un mascara dall’imballaggio perfetto, a volte, può essere ingannevole oppure una crema colorante dal profumo incantevole può creare delle reazioni negative sul viso.

    Molte aziende hanno orientato la loro attività su studi e ricerche approfondite che mirano ad analizzare l’effetto che un prodotto chimico provoca sulla pelle. Il marchio Yves Roches esiste da diversi anni e si occupa di fornire, attraverso un numero elevato di collaboratori, alla clientela privata prodotti da bellezza realizzati con ingredienti naturali. La filosofia di questa azienda francese si basa sul potere del vegetale che migliora la bellezza e tutela la salute. I cosmetici sono consigliati perché sono ricchi di elementi naturali, bio e si adattano a tutti i tipi di pelle. Rossetti, matite, ciprie, mascara, fondotinta, smalti e altre creazioni dell’azienda sono proposti nei cataloghi e si possono acquistare attraverso i consiglieri di bellezza che collaborano con questa realtà dinamica e innovativa. Se sei un appassionato di cosmesi e ti piace la vendita, guadagnare sulla vendita dei prodotti. Entrare a far parte di un team che offre numerosi consigli e informazioni sulla bellezza è molto semplice e divertente.
    Curale al meglio la propria pelle, scegliere prodotti naturali e vegetali e ricorrere a trucchi e creme che costano un pò di più sono le migliori soluzioni per essere sempre al top, mantenersi giovani e belle. Un prodotto acquistato con attenzione non crea danni alla salute e agisce meglio rispetto a un trucco scadente scelto senza aver letto la sua composizione.

  • Progetto Professionalità 2015/2016: per i giovani lombardi è tempo di candidarsi al bando che premia il loro talento

    Proseguono fino al 16 novembre 2015 le iscrizioni alla XVII edizione del bando Progetto Professionalità “Ivano Becchi”, attivo dal 15 giugno. Per candidarsi basta inserire la propria domanda on-line, direttamente sul sito della Fondazione Banca del Monte di Lombardia (www.fbml.it), sezione “Progetto Professionalità”.

    Possono beneficiare di questa straordinaria opportunità di crescita professionale i giovani dai 18 ai 36 anni, residenti od occupati in Lombardia (da almeno due anni), laureati e non, già inseriti nel mondo del lavoro o della ricerca, o che abbiano un’esperienza occupazionale o di ricerca (comprese forme di contratto atipiche, collaborazioni, tirocini formativi, stage curricolari effettuati durante il percorso universitario). In palio la possibilità di svolgere percorsi formativi personalizzati, totalmente finanziati e gratuiti, all’interno di imprese, associazioni, istituti universitari o di ricerca, scuole e pubbliche amministrazioni, centri di eccellenza in Italia (di norma al di fuori della Lombardia) o all’estero per una durata massima di 6 mesi. Un’occasione unica per migliorare il proprio futuro grazie a un’esperienza pratico-lavorativa, assistita in ogni aspetto da un tutor, volta ad acquisire nuove conoscenze e competenze altamente qualificanti nel proprio ambito, senza limiti di settore.  Supportato da una solida preparazione di base e da una forte motivazione, chiunque abbia un sogno professionale e dimostri la voglia di concretizzarlo, presentando un progetto formulato in maniera coerente e concreta, ha le carte in regola per partecipare. Il Comitato di Gestione del Progetto, presieduto dal Professor Giorgio Goggi, sceglierà i 25 percorsi ritenuti più originali, convincenti e funzionali al perfezionamento del profilo formativo dei candidati.

    Gli interessati potranno avere informazioni sul bando e sulle esperienze passate consultando il sito della Fondazione Banca del Monte di Lombardia (www.fbml.it). Ulteriori testimonianze fornite dai vincitori delle scorse edizioni sono reperibili sulla pagina Facebook.

    Progetto Professionalità, anche quest’anno, offre un’opportunità eccezionale ai giovani meritevoli del territorio, in grado di fare la differenza nel cammino verso una carriera di successo.

     È possibile prendere visione e scaricare la versione integrale del bando 2015/2016 nell’apposita sezione del sito www.fbml.it alla sezione Progetto Professionalità

    Seguici su Facebook, Twitter e Linkedin: www.facebook.com/ProgettoProfessionalita / @ProgProfession / Gruppo Linkedin Progetto Professionalità – Fondazione Banca del Monte di Lombardia

  • Come trovare e scegliere una baby sitter a pordenone

    Avere dei bambini è stupendo, ma come possiamo gestirli durante l’orario lavorativo o occasionalmente quando abbiamo voglia di uscire? Molti genitori hanno la fortuna di poter contare sui nonni del bambino, altri invece no. Perciò, rimane spesso un’unica alternativa: trovare una baby sitter. La ricerca potrà rivelarsi un po’ difficile e prolungata, anche nella zona di Pordenone. Bisogna prestare molta attenzione, avere pazienza e un po’ di libero a disposizione per dedicarsi alla ricerca. Ma ecco un panoramica dettagliata che potrà aiutarvi a cercare e selezionare una baby sitter a Pordenone.

    Il primo passo è creare una lista di requisiti che questa persona da assumere dovrebbe possedere, dove verranno trascritti anche gli orari in cui dovrebbe essere disponibile. Una volta fatto questo, sarà possibile recarsi nelle agenzie per il lavoro (interinali) e delegare a loro la ricerca. Tuttavia, anche se può rivelarsi positivo da una parte, in quanto faranno quasi tutto loro, potrebbe essere una scelta un po’ costosa. Per questo motivo, molte famiglie di Pordenone e non solo, si avvalgono di un metodo di ricerca che persiste da anni: gli annunci.

    Infatti, è possibile cercare la persona da assumere tramite le inserzioni che troviamo sui giornali free press, e/o possiamo inserire il nostro annuncio. Per farlo, sarà possibile recarsi all’esterno di bar, tabacchi, edicole o altri tipi di punti vendita di Pordenone che diffondono questi giornali gratuiti e prenderne uno. In seguito potrete cercare tra gli annunci di coloro che cercano lavoro, o contattare la redazione per far pubblicare il vostro annuncio. Il suggerimento è quello di fare entrambe le cose in contemporanea, e fare lo stesso anche sugli appositi siti web di annunci. Tutto questo potrebbe notevolmente velocizzare la ricerca della vostra babysitter pordenone.

    Conseguente, si presenterà il momento dei colloqui. In questa fase avverrà un’importante selezione e, pertanto, dovrete prestare molta attenzione a chi avete di fronte. L’affidabilità è una delle qualità essenziali da ricercare, ma deve anche trattarsi di una persona a cui piacciono i bambini. Perciò, in questo passaggio, è consigliabile osservare l’atteggiamento della candidata e fare tantissime domande. Non sentitevi in colpa se sembra un terzo grado: è più che giusto, dato che stiamo parlando di bambini e persone sconosciute. Durante il colloquio, ai candidati che apprezzate di più fate conoscere il bambino o la bambina di cui dovrà prendersi cura. In questo modo potrete capire se questa baby sitter potrebbe essere la scelta più giusta oppure no. Naturalmente, per iniziare dovrete dare un po’ di fiducia a questa persona, ma selezionandola con molta attenzione non si rischieranno di commettere errori.

    Ovviamente, la soluzione sempre migliore quando si tratta di chiamare una baby sitter a Pordenone, così come nel resto di Italia, è cercare all’interno della propria cerchia di conoscenze. Infatti, oltre alla classica ricerca di cui abbiamo parlato fino ad ora, sappiate che sarà opportuno spargere la voce con i vostri conoscenti. In questa maniera avrete la possibilità di assumere una persona che non conoscete direttamente, ma qualche vostro amico o parente può garantire per lei e parlarvi della sua personalità. Ad ogni modo, anche in questo caso sarà opportuno effettuare un breve colloquio e procedere con la presentazione del bambino.

  • Industrial Design Engineering and Innovation: continuano le selezioni per il Master del Politecnico di Milano dedicato al product design

    Workshop progettuali e stage per avvicinare designer e project manager alle imprese

    Early Bird Registration: prezzo speciale per le iscrizioni entro giovedì 1 ottobre

    Web Site: www.polidesign.net/it/industrialdesign

     

    Partirà a novembre la IX edizione del Master in Industrial Design Engineering and Innovation, il Master di primo livello del Politecnico di Milano, gestito dal Consorzio POLI.design, che ha formato negli anni esperti in product design e development capaci di tradurre idee innovative e creative, tipiche del design italiano, in prodotti industriali di grande e piccola serie.

    Fondamentali per il percorso didattico, le aziende che hanno collaborato con il Master e con cui gli studenti delle passate edizioni si sono potuti confrontare, lavorando alla generazione di concept e alla progettazione di nuovi prodotti.

    Per citarne alcune: Ariete, De’Longhi Appliance, Design Group Italia, Ditron, Electrolux, Espressocap, LG Electronics, Momo Design, Whirlpool Europe, Polti e Toys Toys.

    Nel 2015, ad esempio, Electrolux, leader globale nell’industria degli elettrodomestici per la casa e per uso professionale, ha lavorato in aula per individuare nuove ispirazioni per la creazione di elettrodomestici innovativi connessi all’ambiente cucina esplorando il nuovo metodo di cottura “Sous Vide”, affermato in ambienti professionali ma ancora poco conosciuto in ambito domestico e quotidiano. In virtù di questa collaborazione, inoltre, gli studenti hanno avuto modo di visitare l’azienda – scoprendone metodi produttivi e organizzazione – e di instaurare un rapporto continuo e costante con i referenti aziendali attraverso le fasi di revisione del progetto.

    Il concept formativo è pensato per consentire agli studenti di accrescere il valore del prodotto generando innovazioni che si avvalgono delle possibilità offerte dalle tecnologie disponibili in un panorama evoluto e dinamico su scala internazionale.

    Lezioni frontali, seminari, laboratori e workshop si alternano durante tutto il Master, che si conclude con uno stage che permette allo studente di mettere in pratica quanto appreso all’interno di realtà selezionate.

    Molto concreti anche i possibili sbocchi professionali come l’inserimento in studi di progetto che collaborano alle diverse fasi dello sviluppo del prodotto, dal concept all’ingegnerizzazione, o nelle aziende manifatturiere tipiche del tessuto produttivo italiano, dedite alla produzione di elettrodomestici e apparecchi professionali, all’illuminazione, all’arredo o ai giocattoli e prodotti per l’infanzia. Non meno interessante, l’attività di libera professione con potenziate capacità di interazione con il mondo dell’impresa.

    Il Master è rivolto agli studenti con Laurea Nuovo Ordinamento, diploma universitario Vecchio Ordinamento o Laurea Vecchio Ordinamento o Laurea specialistica Nuovo Ordinamento appartenenti a discipline politecniche (ingegneria, architettura, disegno industriale).

    Alla fine del Master verrà rilasciato il titolo di Master Universitario di I livello del Politecnico di Milano; verranno inoltre rilasciati i certificati che attestano la partecipazione degli studenti ai corsi di Rhinoceros e CREO, riconosciuti dalle rispettive case madri dei software (McNeel e PTC).

    Early Bird Registration: prezzo speciale per le iscrizioni formalizzate entro giovedì 1 ottobre 2015.

    L’inizio delle lezioni è previsto per Novembre 2015. I posti disponibili sono 30.

    Per informazioni si prega di contattare l’Ufficio Coordinamento Formazione di POLI.design, Consorzio del Politecnico di Milano – Via Durando 38/a- 20158 Milano: [email protected], +39 02 2399 5911.

     

    Press Contact:

    Ufficio Comunicazione POLI.design

    Tel. (+39) 0223997201

    [email protected]

  • Offerte di lavoro e professioni lavorative più ricercate

    La ricerca del lavoro è diventata ormai di per sé un’attività a tempo pieno. In un periodo di crisi come quello che si sta vivendo, gli strumenti online risultano una risorsa importantissima per far fronte all’esigenza di trovare un impiego.

    Un tempo si optava per il classico giornale cartaceo e si evidenziavano le offerte di lavoro con un evidenziatore o si cerchiavano quelle più interessanti con un pennarello rosso. Ora tutto ciò ha assunto un alone romantico e ci riporta ai tempi antichi, nei quali la ricerca del lavoro aveva una dimensione totalmente diversa da quella attuale.
    La società è cambiata e le professioni lavorative si sono notevolmente evolute; così se negli anni ’80 era sufficiente la terza media per trovare semplice un impiego, negli anni ’90 si iniziava già a richiedere come requisito fondamentale il diploma di scuola superiore, mentre oggi il livello si è ulteriormente innalzato. La laurea risulta indispensabile ma, ancora una volta, non è tutto.
    Master, corsi di formazione e di aggiornamento, l’Erasmus, altri tipi di esperienze all’estero e titoli di un certo spessore, sono fondamentali per riuscire a competere con un’ingente percentuale di giovani che cercano il primo lavoro o, addirittura, un impiego che rimpiazzi quello ormai perduto a causa della crisi finanziaria che ha portato sul lastrico la maggior parte degli esercizi commerciali e delle aziende. Ma quali sono, al giorno d’oggi, le professioni più ricercate?

    Le professioni che sopravvivono alla crisi:
    La continua evoluzione del mercato del lavoro fa sì che professioni ricercate in un dato momento, risultino successivamente meno redditizie o meno ricercate. Per consultare i dati in merito a questa tendenza si possono legegre i rapporti del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, dal quale, attualmente emerge che tra le professioni a bassa qualifica vi sono gli addetti ai servizi di pulizia e di igiene, mentre per quanto riguarda quelle a media qualifica spiccano le richieste di personale di segreteria, esercenti, vendite all’ingrosso, fabbri, addetti alla ristorazione, per salire poi alle professioni per le quali è necessaria una qualifica specialistica. Per quste ultime si punta alle scienze quantitative fisiche, chimiche ed alla ricerca di personale tecnico finanziario, assicurativo, specialisti nelle scienze giuridiche, nell’educazione e formazione, per giungere poi alla sempreverde professione dell’ingegnere.

    Canali per la ricerca del lavoro:
    La ricerca del lavoro, come detto, si è evoluta. I famosi settimanali in cui compaiono le offerte di lavoro a pordenone oppure altre città sono ancora piuttosto consultati, ma meno rispetto ai canali multimediali. Rientrano in questa tendenza i settimanali che si occupano di riportare bandi, concorsi e le relative date di selezione.
    Per quanto riguarda i canali multimediali sono molto gettonati i siti delle numerose agenzie interinali, che ormai operano prevalentemente sul web consentendo agli utenti la creazione di un profilo personale mediante il quale essere selezionati previa candidatura online alle diverse richieste di personale.
    Un grosso punto di riferimento sono i siti di annunci di lavoro a pordenone e altre località con apposite sezioni per la ricerca del lavoro. Alcuni tra i più noti sono Subito, Jobcrawler, Jobrapido e Careerjet, ma con una semplice ricerca online è possibile trovare una vasta gamma di siti tematici dove rispondere, inviando un proprio CV dettagliato, all’inserzionista e candidarsi per l’offerta in oggetto.

  • “Vendere, Oggi…” convegno Best Consulting, patrocinato dalla Regione Veneto

    “Siamo entusiasti di condividere con Voi l’apprezzamento ufficiale – questa è la nota ufficiale che i due fondatori della Be.St. Consulting Simone Berti e Omar Santarossa affidano ai social network –  che abbiamo ricevuto dalla Regione Veneto, la quale ci ha concesso il suo patrocinio, riconoscendo importanti finalità sociali e culturali ai nostri Convegni “Vendere, Oggi …”.
    Ringraziamo, quindi, in particolare l’Assessore allo Sviluppo Economico Roberto Marcato ed il Presidente dott. Luca Zaia, per aver concesso il patrocinio della Regione Veneto alla nostra serie di convegni “Vendere, Oggi …”, che si realizzeranno in Veneto nel prossimo autunno, a partire dal 16 Settembre, presso il Centro Congressi della Confartigianato di Vicenza e successivamente nelle provincie di Verona (23 Settembre), Padova, Treviso e Belluno.”
    I convegni “Vendere, Oggi …”, gratuiti e riservati ad Imprenditori e manager, hanno visto oltre 400 imprese partecipanti solo nell’ultimo anno , e si pongono l’obiettivo di fornire ai partecipanti un METODO COMMERCIALE atto ad aumentare le proprie quote di mercato, sia Italiano che Estero.

    Per informazioni e iscrizione consultare il sito : http://bestconsultingitalia.com/eventi

  • Inferriate.it – Massima Sicurezza al Minor Prezzo

    Da sempre, è irrinunciabile proteggere la propria abitazione da furti ed intrusioni. Tutelare i propri beni e la propria privacy è un’azione che oggi può iniziare anche solo con un click.

    Infatti, grazie al nuovo portale inferriate.it chiunque può configurare in completa autonomia la propria inferriata di sicurezza o il proprio cancelletto estensibile, attraverso una procedura guidata estremamente intuitiva.
    Il sito è stato sviluppato da massimi esperti in materia, capaci di indirizzare in modo semplice e competente verso la soluzione di protezione più opportuna.
    Quando si parla di sicurezza, ogni scelta deve garantire grande affidabilità. E cio’ non può prescindere dalla serietà dell’azienda di distribuzione che ha l’importante compito di selezionare i prodotti in commercio con il miglior rapporto qualità/prezzo ed indirizzare il cliente verso installatori di fiducia per un lavoro a regola d’arte.
    Proprio per questo siamo fieri di presentare il portale inferriate.it , un punto di riferimento nel settore della sicurezza: una voce che informa sulle ultime news ed un un web shop in grado di occuparsi con grande professionalità di ogni cliente, dal preventivo al post installazione

  • AUMENTO DI STIPENDIO: SAI COME CHIEDERLO?

    A fine mese arriva la busta paga: è tempo di bilancio. Si è pagati il giusto? A volte, senza neppure fare grandi ricerche si ha la sensazione che è arrivato il momento di affrontare il datore di lavoro: è arrivato il momento di chiedergli un aumento dello stipendio.

    Ogni dipendente vorrebbe ricevere un aumento ma pochi sanno come procurarsene. Come raggiungere l’obiettivo?

    Secondo una statistica americana, il 95% dei lavoratori dipendenti, durante la propria carriera professionale, non chiede mai all’azienda un aumento di stipendio. Il 45% degli imprenditori inglesi, interrogati sulla questione, dicono di stimare i lavoratori che chiedono un aumento, purché lo facciano con criterio e senza insistere.

    Prima di procedere con la richiesta è necessario valutare se si è nella posizione giusta per farlo. Chi è nuovo, dovrebbe aspettare almeno sei mesi; chi svolge già da tempo e in maniera efficiente i compiti assegnati o si assume nuove responsabilità, può valutare la richiesta. Chiedendo un aumento di stipendio dimostrano coraggio e fiducia in noi stessi. Desiderando un salario più alto, di solito siamo fiduciosi delle nostre competenze che è indubbiamente un  vantaggio. Nella preparazione per una conversazione in merito allo stipendio, vale a sapere quanto guadagnano le persone che coprono la stessa carica  nelle diverse aziende.

    E estremamente importante preparare un ragionamento, bisogna trovare motivi concreti perché dovremmo ricevere la retribuzione dovuta. Facciamo valere la nostra istruzione, l’esperienza e gli altri vantaggi che sono degni di lode.

    Facciamo un compromesso e se necessario, chiediamo un paio di giorni per pensare.

    Tuttavia, se non è possibile ottenere l’aumento, dopo qualche tempo, vale la pena riprovare. Cerchiamo di osservare la situazione della società per la quale stiamo lavorando, in modo da poter intraprendere sforzi al momento ottimale. Perché non ha senso ovviamente chiedere salari più alti se la società è in debito o sta vivendo una crisi di altro tipo.

    Esponiamo la nostra richiesta, soltanto dopo un periodo di diligenza assoluta nell’assolvere i nostri compiti lavorativi. Rispettando gli orari di entrata e di uscita, le pause lavorative e i colleghi con i quali ci interfacciamo quotidianamente.

    Per ulteriori consigli su come chiedere un aumento di stipendio cliccate qui

  • TYPE DESIGN: aperte le iscrizioni alla IX edizione del corso di alta formazione di POLI.design

    Il progetto del carattere tipografico per formare designer della comunicazione specializzati

    Sono aperte le iscrizioni alla IX edizione del Corso di Alta Formazione in Type Design organizzato da POLI.design, Consorzio del Politecnico di Milano, con il sostegno del Dipartimento di Design del Politecnico di Milano, di AIAP Associazione Italiana Design della Comunicazione Visiva, di ADI Associazione per il Disegno Industriale e con il patrocinio della Fondazione Tipoteca Italiana.

    Per Type Design si intende il progetto del carattere tipografico in senso allargato: una disciplina con alle spalle una tradizione centenaria, che ha attraversato una fase di profondo rinnovamento e ampliamento negli ultimi anni grazie alle innovazioni introdotte delle nuove tecnologie. In particolare, il type design non si esaurisce nel disegno dei segni scrittori e di quel sistema segnico che chiamiamo alfabeto, ma si identifica piuttosto con un vero e proprio processo che richiede di essere governato da figure professionali e culturali con competenze e abilità multidisciplinari.

    Sono molti oggi gli scenari di sperimentazione e uso propri della disciplina, alcuni del tutto impensabili fino a qualche anno fa. Da qui la necessità di professionisti formati, con un’adeguata cultura progettuale, capacità critiche e di governo del progetto, doti necessarie per evitare che l’uso e il progetto del carattere si riduca a un esercizio di stile autoreferenziale e privo di scopo.

    Il Corso di Alta Formazione in Type Design nasce proprio per rispondere a questa esigenza, proponendo un iter formativo articolato in lezioni frontali, project work e seminari. In particolare sono previsti moduli di teoria sulla tipografia tradizionale e contemporanea, moduli per l’apprendimento del software per il disegno dei caratteri FontLab e delle metodologie per il controllo dello specifico processo progettuale. A tali moduli sono affiancati quelli di preparazione e sviluppo del project work, ma anche comunicazioni seminariali relative a casi studio di interesse culturale e pratico e incontri con esperti e type designer.

    Il project work di quest’anno sarà legato al tema dell’EXPO.

    Il corso si rivolge a studenti, laureati o diplomati, nelle discipline del Design della Comunicazione e a giovani progettisti e professionisti della comunicazione visiva. L’ammissione al corso, riservata a un massimo di 25 partecipanti, è subordinata a una selezione preventiva; l’avvio delle lezioni è previsto per il mese di novembre 2015.

    Per informazioni sulla didattica si prega di contattare l’Ufficio Coordinamento Prodotti Formativi di POLI.design: tel. +39 02.2399.7217, [email protected]

     

    Press Contact:

    Ufficio Comunicazione Prodotti Formativi

    Tel. (+39) 0223997201

    [email protected]

  • Formazione RSPP e responsabilità penale

    Come accennato il D.Lgs. 81/08 non prevede specifiche sanzioni penali per l’RSPP: non vi è dunque uno specifico sistema di pene (per delitti: reclusione/multa; per contravvenzioni: arresto/ammenda) che vada a sanzionare il comportamento di un RSPP che non svolge adeguatamente il suo compito.

    Il che non significa che il RSPP non possa incorrere in una responsabilità penale, anche per reati piuttosto gravi.

    Il RSPP infatti risponde, insieme al datore di lavoro, “per il verificarsi di un infortunio ogni qual volta questo sia oggettivamente riconducibile ad una situazione pericolosa che egli avrebbe avuto l’obbligo di conoscere e segnalare” (Cass. Pen. Sez. IV 27.01.2011 n. 2814). (altro…)

  • Fotovoltaico: tutto ciò che non sai. Infòrmati personalmente.

    Abbatti i costi della bolletta elettrica

    Quando si parla di impianti fotovoltaici, si parla di Risparmio Energetico. Perché? Perché un impianto fotovoltaico ti permette di produrre autonomamente la tua energia. Con i tuoi pannelli fotovoltaici non hai più bisogno dell’Enel o di altri fornitori e abbatti il costo della bolletta elettrica.

    Fino al 31/12/15, il tuo impianto fotovoltaico lo paghi la metà

    Per tutti coloro che vogliono rendere green la propria abitazione e risparmiare sulla bolletta elettrica, c’è una buona notizia: detrazioni fiscali del 50% prorogate fino al 31 dicembre (termine oltre il quale torneranno al 36%). Un’opportunità riservata a coloro che vogliono acquistare e installare un impianto fotovoltaico sulla propria abitazione, dimezzando costi e tempi di ammortamento.

    Con il Fotovoltaico, il tuo immobile acquista valore commerciale

    Un impianto fotovoltaico installato sul tetto di un’abitazione, ne aumenta il valore commerciale. Ma di quanto? In questo senso, si calcolano: potenza dell’impianto, quantità di energia prodotta, durata dell’impianto, costo dell’energia. Se un impianto da 3 kw, in 25 anni, produce 73.000 kwh di energia e l’energia ha un costo medio di 0,15 €/Kwh, significa che il tuo immobile ha acquistato un valore pari a 20.000 euro.

    Fai una scelta etica e responsabile verso i tuoi figli e verso l’ambiente

    Abbiamo un’incredibile risorsa che non si esaurisce mai: il sole. Sole che, grazie al fotovoltaico, è in grado di produrre un’energia pulita, che non inquina e che non crea alcun danno ambientale. Si calcola che per ogni kWh prodotto si evita l’emissione di circa 700 grammi di CO2, nonché di altri gas responsabili dell’effetto serra (che ricordiamo essere una delle più grandi minacce per il nostro pianeta).

    Il fotovoltaico non è un costo, è il tuo investimento personale

    L’impianto fotovoltaico si ripaga autonomamente in pochi anni perché abbatti il costo della bolletta elettrica e non hai più bisogno dell’energia prodotta dai gestori nazionali. Il costo è ammortizzabile già dal primo mese e, quando hai recuperato il tuo investimento, tutto il “profitto” generato dall’impianto è guadagno netto. Inoltre, con lo Scambio sul Posto, puoi ottenere una compensazione economica sul valore dell’energia elettrica (kWh) “rivenduta” alla rete nazionale.

    Rivendi l’energia elettrica non utilizzata

    E puoi anche guadagnare con il fotovoltaico. Con lo Scambio sul Posto puoi rivendere l’energia prodotta in eccesso, quella che non hai utilizzato per i tuoi consumi.

    Un’opportunità resa possibile dai soli impianti fotovoltaici tradizionali e On-Grid, la cui compensazione avviene tramite dei conguagli gestiti ed erogati dal GSE.

    ReVolution Energy offre ai propri clienti impianti Chiavi in Mano ovvero l’azienda è in grado

    di seguire tutte le fasi che determinano lo sviluppo di un impianto che sono:

    • Progettazione
    • Installazione
    • Gestione pratiche GSE per la richiesta degli incentivi

    A tutti questi servizi vanno aggiunti:

    • L’offerta di polizza assicurativa
    • Manutenzione impianti
    • Rifacimento e bonifica del tetto
    • Consulenza sull’acquisto dei materiali alta efficienza e alta qualità

    Compila il modulo (clikkando qui) e sarai contattato da un nostro esperto, senza impegno, che ti potrà dare tutte le informazioni di cui hai bisogno!