Categoria: Lavoro

  • Sicurezza-lavoro: cosa rischiano le aziende che riaprono nella fase 2

    L’avv. Francesco Stolfa, direttore scientifico del Centro Studi dell’ANCL di Bari “Vincenzo e Francesco Leggiadro”, docente di Igiene e Sicurezza del Lavoro nel Master in Diritto del Lavoro e Relazioni Sindacali dell’Università di Bari “A. Moro”, analizza i rischi che corrono le aziende alla riapertura durante la Fase 2, in materia di sicurezza lavoro.

    Analizza i poteri che hanno gli ispettori e le sanzioni che possono applicare. In caso di contagio chiarisce i casi in cui può essere ravvisata una responsabilità penale o civile del datore di lavoro, evidenziando che i presupposti di tale responsabilità sono ben diversi da quelli della tutela assicurativa INAIL cha ha equiparato il contagio a infortunio sul lavoro.

    In allegato il testo del contributo a firma dell’Avv. Stolfa.

  • Decreto Rilancio: ecco le principali novità in materia di lavoro

    Con l’avvio della Fase 2 a seguito dell’emergenza sanitaria Covid-19, il mondo del lavoro conosce un processo di cambiamento radicale e repentino senza precedenti.

    Dopo un iter di approvazione lungo e travagliato, anche sotto il profilo politico, in data 19 maggio 2020 è entrato in vigore il Decreto Legge 34/2020, il cd. “Decreto Rilancio“.

    Nel documento allegato, si analizzeranno le principali novità introdotte in materia di lavoro e si cercherà di offrire alle imprese ed ai loro professionisti una interpretazione “prudente” delle norme introdotte, molto spesso redatte in maniera “infelice” dal legislatore.

    DECRETO RILANCIO relazione.pdf

     

  • Organizzazione eventi: come fare team building online?

    Poiché le circostanze non consentono l’organizzazione eventi team building classico, optare per il formato online. È un modo efficace per tenere unita la tua squadra. Con la reclusione, tutti rimangono a casa e gli scambi sono rari. Le riunioni si svolgono, ma l’esperienza faccia a faccia rimane a sé stante. Vi guidiamo su tutti i preparativi per iniziare questo nuovo concetto.

    I tuoi collaboratori potrebbero non essersi tenuti in contatto dal telelavoro. È del tutto normale. In ufficio, potevano chiacchierare per un po’ mentre si incontravano in ascensore o durante l’intervallo. Questi piccoli benefici della convivenza sono difficili da mantenere quando tutti lavorano a casa. Tutti parlano solo durante le riunioni in videoconferenza.

     

    Che cos’è il team building online?

    Le agenzie che si occupano di organizzazione eventi a Perugia, o in altre città italiane, realizzano anche eventi di team building è un evento all’aperto in generale. È organizzato appositamente per federare i team per quanto riguarda la cultura dell’azienda. Un team building virtuale ha più o meno gli stessi obiettivi di quelli che di solito pianifichiamo. Tuttavia, emergono alcune differenze.

    Un team building online consiste soprattutto in impiegati rassicuranti. Ciò dimostra che la comunicazione interna continua anche se non tutti si incontrano negli stessi uffici. Inoltre, questa è un’opportunità unica per tutte le squadre geograficamente distanti di incontrarsi. È un momento divertente per condividere e ascoltare.

    Anche se il lavoro viene svolto in remoto, tutti hanno bisogno di un momento di relax. Il team building online è il modo perfetto per farlo. Dopo la sessione, i tuoi dipendenti si conosceranno meglio durante la costruzione di relazioni migliori. È anche molto importante includere la gestione dello stress nel programma. Una volta terminato questo evento connesso, noterai una solidarietà completamente nuova all’interno della tua squadra.

     

    Organizzazione eventi online: quale piattaforma usare?

    Se preferisci la semplicità, scegli semplicemente la piattaforma che di solito usi per le tue riunioni. Ad esempio, è del tutto possibile organizzare un team building su Zoom. Tuttavia, puoi anche optare per piattaforme meno professionali.

    Dal momento che questa è una giornata senza lavoro, un cambiamento di scenario sarebbe apprezzato. Anche se pensi che i social media comuni siano più pratici, andrà bene. L’importante è che la piattaforma consenta di effettuare videochiamate. Tutti dovrebbero essere in grado di vedersi e parlarsi. Per l’occasione, le applicazioni con filtri divertenti porteranno più allegria nell’atmosfera.

     

    Preparare le attività

    Organizzare un team building online richiede tanto rigore quanto quello che di solito pianifichiamo. Questa volta non dovrai scendere sulla scena e fare shopping per le attività. Tuttavia, dovrai dedicare molto tempo alla ricerca.

    Pensa ai tuoi obiettivi e alla cultura e all’identità della tua attività. Fai un elenco di attività e scegli quelle che soddisfano questi tre criteri. Se hai una compagnia di produzione musicale, un test alla cieca sarà perfettamente adeguato. Lavori nel marketing? Perché non fare un quiz sulle migliori campagne o sui loghi delle grandi marche?

     

    Controlla l’attrezzatura per il team building online

    Non avrai bisogno di attrezzature specifiche per il tuo team building online. A priori, i tuoi soliti strumenti per riunioni ti saranno sufficienti: computer, webcam, microfono e possibilmente cuffie o auricolari. Se le attività pianificate richiedono strumenti specifici, informa il tuo team qualche giorno prima. Prima di lanciare l’evento, assicurarsi che tutti possano testare la propria attrezzatura. Come organizzatore, hai anche il compito di garantire la qualità della piattaforma scelta. Bug e altri malfunzionamenti potrebbero interrompere la sessione.

     

  • Software per la sicurezza sul lavoro

    Il nuovo software per la sicurezza sul lavoro, Job81, ti permette di avere sempre sottocchio le esigenze della tua azienda a tutti gli obblighi di sicurezza e ambiente evitandoti problemi e sgradevoli quanto onerose sanzioni.

    Il testo unico in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro è un complesso di norme della Repubblica Italiana, in materia di salute e sicurezza sul lavoro, emanate con il decreto legislativo 9 aprile 2008 n. 81.

    Il decreto legislativo 81/2008 propone un sistema di gestione della sicurezza e della salute in ambito lavorativo preventivo e permanente, attraverso:

    1) l’individuazione dei fattori e delle sorgenti di rischio;
    2) la riduzione, che deve tendere al minimo, del rischio;
    3) il continuo controllo delle misure preventive messe in atto;
    4) l’elaborazione di una strategia aziendale che comprenda tutti i fattori di una organizzazione (tecnologie, organizzazione, condizioni operative, ecc…).

    Il decreto, inoltre, ha definito in modo chiaro le responsabilità e le figure in ambito aziendale per quanto concerne la sicurezza e la salute dei lavoratori.

    Il datore di lavoro ha l’obbligo di salvaguardare l’integrità psicofisica dei lavoratori eliminando o cercando di ridurre al massimo i rischi che possono procurare dei danni a questi soggetti.

    Il datore di lavoro, in virtù di queste sue responsabilità, deve anche adempiere agli obblighi che gli impongono di mettere nelle condizioni il lavoratore di utilizzare macchinari, utensili e strumentazioni che non presentino nessun rischio per la salute e l’integrità.

    A questo si affianca anche l’obbligo di informare e formare i dipendenti circa i pericoli che possono derivare da un utilizzo non idoneo dei macchinari e degli utensili.

    A tal proposito, recentemente il D.Lgs. 106/2009, rispetto al D.Lgs. 81/2008, ha previsto delle sanzioni penali più pesanti per la violazione di questi obblighi.

    Oltre al dovere di informare, al datore di lavoro viene anche attribuito il compito di vigilare e verificare il rispetto da parte dei lavoratori delle norme antinfortunistiche.

    Il datore di lavoro ha quindi un duplice obiettivo: garantire una corretta informazione ed un esatto addestramento, e osservare attentamente che quanto insegnato sia poi messo in pratica dai dipendenti.

    Il software per la sicurezza sul lavoro Job81 è nato per permettere di tenere sempre sottocchio tutti gli obblighi di sicurezza e ambiente evitando al datore di lavoro problemi e sgradevoli quanto onerose sanzioni.

    Aggiornamenti normativi automatici

    Il software gestionale online per la sicurezza e per la gestione della documentazione dedicato ad aziende, professionisti e RSPP, viene tempestivamente aggiornato per adempiere alla normativa di riferimento.

    Semplice reperibilità delle informazioni

    Job81 ragiona come te! La piattaforma è studiata per rendere ogni operazione pratica e veloce: tutto viene catalogato con una logica impeccabile per aver sempre chiara la situazione dei dipendenti e dell’azienda.

    Zero costi hardware grazie al cloud

    Tutti i dati inseriti vengono salvati in cloud azzerando la possibilità di perdere informazioni importanti a causa di potenziali attacchi alla sicurezza della rete aziendale.

    Riduzione dei tempi di lavoro

    Il responsabile del servizio prevenzione e protezione (RSPP) grazie al software gestionale per la sicurezza perde meno tempo nella verifica della situazione aziendale e ha più tempo per seguire altre attività.

    Digitalizzazione dei documenti

    E’ ora di dire addio ai documenti cartacei per azzerare il rischio di smarrimento o di errore in fase di archiviazione. Job81 prevede la digitalizzazione di ogni tipo di documento in modo da facilitarne la ricerca e l’archiviazione.

    Rischio sanzioni ridotto al minimo

    Per evitare di incorrere in procedimenti penali e sanzioni amministrative, Job81 mette a disposizione dell’utente una panoramica aziendale per avere sempre sotto mano la situazione formativa e le certificazioni di ogni dipendente.

  • EM314 diventa un case history con il memorandum di Emmanuele Macaluso

    Ad un mese dall’annuncio del rinvio del debutto del progetto sportivo EM314 a causa del Covid-19, Emmanuele Macaluso condivide gratuitamente un memorandum con la rimodulazione della strategia di marketing del progetto. Questa operazione di CSR viene svolta per fornire qualche utile indicazione ad altri atleti e  società sportive.

     

    Ad un mese dall’annuncio del rinvio di un anno del debutto sportivo, e conseguentemente del progetto di marketing dello sport denominato EM314, a causa delle limitazioni per l’emergenza sanitaria Covid-19, Emmanuele Macaluso pubblica un memorandum con la rimodulazione della strategia di marketing.

     

    Il memorandum, in download gratuito, viene pubblicato con l’intento di mettere a disposizione di atleti e società sportive alcune indicazioni utili nella gestione delle strategie di marketing sportivo all’interno di uno scenario di crisi come quello attuale. Un modello di marketing e change management applicato allo sport.

     

    Chi è Emmanuele Macaluso

    Emmanuele Macaluso è un esperto di marketing e docente. È l’autore, portavoce e primo firmatario del Manifesto del Marketing Etico (2011). Autore di libri, saggi, analisi e articoli sul marketing e la comunicazione. I suoi libri “Bende Invisibili – Manifesto del Marketing Etico” (2011) e “Dirty Marketing” (2014) sono inseriti nella Biblioteca del Centro UNESCO di Torino. Nell’ambito del marketing dello sport, è stato NOC Assistant con il CONI durante i XX Giochi Olimpici Invernali di Torino 2006 e ha curato alcuni progetti sportivi tra cui “Oncemore”, “SMPI” e ora “EM314”. Oltre ad essere un esperto di marketing è un atleta professionista. (Maggiori informazioni sul sito emacaluso.com)

     

    Cos’è EM314

    EM314 è il progetto professionale di marketing dello sport che supporta il rientro all’attività agonistica di Emmanuele Macaluso. È un progetto operativo gestito dall’associazione Factory Performance di Torino. Lanciato nel novembre 2019, a pochi mesi dal lancio conta una rassegna stampa con oltre 150 articoli pubblicati e migliaia di follower e fan sui social.

     

    Sono particolarmente soddisfatto di questo lavoro – dichiara Emmanuele Macaluso, che continua – Il memorandum è un documento che ho voluto scrivere e divulgare gratuitamente per aiutare, in un momento delicato come questo, quelle piccole realtà sportive che non hanno competenze tecniche solide a fare le opportune modifiche alle proprie strategie per superare l’attuale scenario di crisi. Tra l’altro, il punto di vista del memorandum è inedito perché copre tutte le prospettive possibili, in quanto è scritto dal Marketing & Communication Manager di EM314  che è anche l’atleta al centro dell’attività del progetto. Un fatto inedito. In questo periodo si parla solo di calcio e dei grandi campionati sportivi, io invece ho deciso di fare questa attività per cercare di dare qualche spunto alle tante piccole società, che con molti sacrifici svolgono un’importante funzione sociale e di supporto ai nostri giovani. Ho scritto il documento con linguaggio non eccessivamente tecnico per renderlo fruibile dal maggior numero di dirigenti sportivi e atleti”.

     

    Il memorandum dal titolo “Progetto EM314 – Rimodulazione della strategia di marketing alla luce del rinvio del debutto sportivo per l’emergenza Covid-19”, è da considerarsi a tutti gli effeti un’azione di CSR (Corporate Social Responsability – Resposabilità Sociale d’Impresa nda) che l’esperto di marketing torinese condivide in accordo con l’associazione Factory Performance di Torino e sotto l’egida del Comitato Etico Scientifico del Manifesto del Marketing Etico.

     

    Questa attività è destinata a fare di EM314 un case history. Nelle scorse ore infatti, Emmanuele Macaluso è stato invitato a partlare di questa iniziativa, e del progetto, presso alcuni atenei italiani. Seguirà comunicato stampa.

     

    È possibile scaricare il memorandum al seguente indirizzo  https://independent.academia.edu/EmmanueleMacaluso

     

     

    Di seguito i contatti di EM314

    Web http://www.emacaluso.com/em314official.htm

    Blog https://em314official.blogspot.com/

    E-mail [email protected]

    Facebook https://www.facebook.com/EM314official

    Instagram https://www.instagram.com/emmanuelemacaluso/

    Linkedin https://www.linkedin.com/company/em314

  • Fase2: 2,4 milioni di italiani vogliono sottoscrivere una polizza contro la perdita del lavoro

    Se da un lato la pandemia ha spinto molte compagnie a sviluppare nuovi prodotti assicurativi, dall’altro ha determinato un aumento dell’attenzione degli italiani verso questi strumenti tanto che, come emerge dall’indagine* realizzata per Facile.it da mUp Research e Norstat, sono circa 6,5 milioni gli italiani che hanno dichiarato di aver intenzione di sottoscrivere una polizza assicurativa che prima non avevano.

    «Il Covid ha condizionato in modo importante il settore assicurativo» ha dichiarato Diego Palano, Managing director insurance di Facile.it «il periodo di emergenza ha messo in luce, da un lato, i limiti di alcune polizze, evidentemente non adatte ad affrontare l’eccezionalità di questa pandemia, dall’altro ha contribuito a sensibilizzare molti italiani sull’importanza di avere una copertura assicurativa che, anche in casi imprevedibili come quello attuale, possa offrire un supporto per le eventuali difficoltà, siano esse di natura economica o sanitaria».

    Secondo l’indagine i prodotti su cui si concentra maggior attenzione incidono sui due ambiti più colpiti dal Covid: la salute e il lavoro. Analizzando più nel dettaglio le risposte, raccolte su un campione rappresentativo della popolazione nazionale adulta di età compresa fra i 18 ed i 74 anni ad aprile 2020, emerge che sono circa 2,4 milioni gli italiani che vorrebbero tutelarsi dal rischio della perdita di lavoro con una polizza ad hoc.

    In Italia questo genere di copertura era solitamente legato al mutuo casa, ma oggi, a seguito della situazione di difficoltà economica generata dal lockdown, la platea di interessati si è allargata perché, ad esempio, sono molti gli italiani che devono fare i conti con un affitto da pagare e l’assenza improvvisa di fondi per farlo.

    La perdita del lavoro sembra essere un tema che spaventa maggiormente le fasce di età 25-34 e 45-54 anni, dove la percentuale di chi intende sottoscrivere una polizza che tuteli da questa evenienza arriva, rispettivamente, all’8,9% e al 7,6% (a fronte di una media nazionale pari al 5,5%).

    Il secondo ambito per il quale molti italiani hanno manifestato la volontà di sottoscrivere in futuro una assicurazione specifica è quello della salute.

    Se a livello complessivo sono addirittura più di 3,8 milioni gli italiani che vogliono tutelarsi con una polizza salute o vita, oltre 1,6 milioni di individui vorrebbero sottoscrivere una copertura apposita per il Covid-19. Una necessità colta dalle compagnie assicurative, che hanno sviluppato nuovi prodotti legati a questa pandemia e che coprono un ventaglio di casistiche molto ampio; dalla quarantena domestica a seguito del contagio sino ai costi della riabilitazione post terapia intensiva.

     

    Curioso notare come maggiormente sensibili al tema della salute siano i più giovani; a fronte di una media nazionale pari all’8,8%, la percentuale di chi vorrebbe sottoscrivere una polizza salute o vita sale al 10,9% tra i rispondenti con età 18-24 anni e addirittura al 12,3% tra i 25-34enni.

    Anche il Governo, nei Decreti che si sono succeduti, ha in questo periodo messo mano ad alcuni temi assicurativi, con particolare attenzione al mondo RC auto, per il quale è stato prima allungato da 15 a 30 giorni il periodo di carenza assicurativa e poi introdotta la possibilità di sospendere la polizza per i veicoli non utilizzati.

    Affidandosi ancora una volta all’indagine condotta da mUp Research e Norstat per Facile.it, più di un intervistato su sei (17,1% del campione) indica come provvedimento più utile fra quelli presi ad aprile dal Governo proprio il prolungamento della validità della polizza RC in scadenza.

    Infine, una curiosità; i più fatalisti riguardo alla possibilità di tutelarsi in futuro con una assicurazione sembrano essere gli over 65; tra loro la percentuale di chi ha dichiarato di voler sottoscrivere una polizza che oggi non ha è inferiore al 7%.



     

    * Metodologia: n. 1.504 interviste CAWI ad un campione rappresentativo della popolazione adulta, in età 18-74 anni, sull’intero territorio nazionale. Indagine condotta ad Aprile 2020.

  • Visibility Reseller, un servizio del tutto italiano

    Avere profili social seguiti da molti follower attivi è sinonimo di affidabilità e successo. Come possiamo fare se il nostro profilo social è appena stato creato a raggiungere una discreta visibilità nel più breve tempo possibile?
    Non ci resta che affidarci a Visibility Reseller che con pacchetti mirati ed apposite strategie ci aiuterà nel nostro intento, una strategia infatti potrebbe essere “comprare follower instagram
    in modo tale che i nostri post, il nostro marchio, le nostre promozioni in caso fossimo un’azienda, raggiungano un vasto raggio di persone che potranno rimanere nostri follower aumentando la nostra notorietà o diventare nostri clienti e far crescere la nostra azienda, senza dimenticare che questi follower ci aiuteranno a raggiungere altre persone e così via, come un passaparola “la miglior pubblicità di tutti i tempi”.
    Perchè dovrei scegliere di affidarmi proprio a Visibility Reseller, sicuramente per i suoi punti di forza, per cominciare Visibility Reseller è un agenzia di comunicazione e social media marketing con sede a Genova, operante in tutta Italia, Francia, Spagna, Colombia, Uruguay, Paraguay, Messico Inghilterra e America,  e ogni risposta dell’assistenza è in lingua . Possiamo definirla come uno dei più grossi store mondiali per la rivendita di servizi di crescita per pagine social.
    Questa azienda è dotata di un tool automatico per la gestione degli ordini e delle richieste di assistenza,   di un portale apposito per le notizie rilevanti sui social, una parte commerciale dedicato alle agenzie o società per assicurare loro la priorità sulle richieste, una piattaforma apposita per la gestione di ordini particolari per le società o social media manager, che permette di gestire ordini di media/grossa portata e interagire con gli ordini stessi. Un’azienda che offre un servizio sicuro, affidabile e all’avanguardia che in breve tempo si è fatta strada e ha guadagnato recensioni positive su Trust Pilot  sbaragliando le sue concorrenti.
    Non dimentichiamo la Promozione attiva per tutti coloro che decidono di affidarsi a Visibility Reseller : 5% di sconto su ogni prodotto con codice sconto visi5.
    Non ci resta che visitare il sito di Visibility Reseller scoprire le sue promozioni e dire addio a profili social senza visibilità.

    Ufficio Stampa: MP Impresa Dello Spettacolo

  • La stazione base DECT Snom M900 ora integrata nella soluzione UC di 3CX

    Berlino | La rivoluzione DECT prosegue: Snom, noto produttore di telefoni IP per aziende, professionisti e industria annuncia che la stazione base DECT Snom M900, lanciata di recente, é stata integrata con successo nella nuova release della piattaforma UC di 3CX, azienda leader a livello mondiale nelle tecnologie VoIP per le telecomunicazioni aziendali.

    logo snomAncora più flessibile, potente, compatibile: Snom entra nella seconda fase della propria rivoluzione DECT. Nelle organizzazioni più moderne la flessibilità delle comunicazioni e la telefonia in mobilità sono sempre più richieste. Deve essere possibile telefonare in qualsiasi momento e praticamente ovunque negli edifici aziendali, idealmente anche in tutta sicurezza, con la massima efficienza e senza interruzioni. Motivo per cui anche 3CX, noto produttore di soluzioni per le telecomunicazioni e specialista delle Unified Communications, ha registrato un crescente numero di progetti che prevedono architetture DECT.

    Snom M900
    Stazione base DECT multicella Snom M900

    Ambienti particolarmente estesi e articolati, come i moderni edifici per uffici, gli ospedali, siti industriali o magazzini rappresentano per le infrastrutture DECT una sfida in termini di portata del segnale in tutti i vani. Con la sua stazione base DECT multicella M900 e terminali IP cordless DECT adeguati, Snom offre una soluzione efficiente per questi casi, senza compromessi lato usabilità.

    La realizzazione di infrastrutture VoIP/DECT complesse sarà ulteriormente semplificata con 3CX, non appena il produttore implementerà la stazione base DECT M900 nella nuova versione del suo centralino.

    La grande competenza di 3CX combinata ai prodotti innovativi di Snom consentirà alle due aziende di offrire soluzioni UC su misura per progetti in cui il DECT svolge un ruolo centrale.

    Mark Wiegleb
    Mark Wiegleb, Head of Interop & Integration, Snom Technology


    Mark Wiegleb, Head of Interop & Integration presso Snom Technology aggiunge: „M900 é il prodotto ideale per installazioni complesse con oltre un migliaio di stazioni base, terminali e headset. Siamo quindi molto lieti che i clienti che condividiamo nell’ambito dell’hospitality, sanità, logistica o industria, ovvero che operano in ambienti molto articolati, possano beneficiare dell’ulteriore semplificazione dell’impiego della nostra stazione base DECT multicella con le soluzioni 3CX.“

    Stefan Walther, CEO di 3CX

    Stefan Walther, CEO di 3CX commenta: „L’integrazione della stazione base DECT multicella M900 di Snom nella versione V16 della nostra piattaforma UC ci permette di offrire ai rivenditori e clienti che condividiamo una soluzione per le telecomunicazioni all’avanguardia che coniuga le migliori tecnologie UC con telefoni IP pluripremiati.“

     


    Snom

    Produttore di telefoni IP per le imprese e l’industria riconosciuto a livello internazionale, Snom fu fondata nel 1997 come pioniere del VoIP (Voice-over-IP) e della telefonia e si afferma rapidamente in uno dei marchi premium a livello mondiale per soluzioni innovative per le telecomunicazioni.
    Un approccio a tutto tondo: il successo dell’azienda trova fondamento in una strategia che mette al primo posto la soddisfazione delle esigenze della clientela a 360°.
    I prodotti e servizi di Snom sono caratterizzati da
    • tecnologie di prima classe
    • massima sicurezza
    • design ergonomico
    • sviluppo in house di firmware e aggiornamenti, messi regolarmente e celermente a disposizione
    • laboratorio audio proprio
    • formazione continua
    • eccellente servizio di assistenza tecnica
    • sistema di supporto remoto
    • tre anni di garanzia
    • soluzioni personalizzate e
    • gestione locale nei mercati chiave
    Il processo di sviluppo di nuove soluzioni Snom è di tipo inclusivo: il produttore fa proprie le esigenze e aspettative della clientela e dei partner commerciali, facendole confluire regolarmente nelle attività dell‘R&D.
    I telefoni IP da tavolo o cordless DECT come le soluzioni per teleconferenze di Snom sono dotati di una qualità audio di altissimo livello. Fanno parte del portafoglio prodotti anche modelli concepiti appositamente per ambienti particolarmente impegnativi, come nel settore della sanità, della produzione industriale o in aziende o in cui è prevista la condivisione delle scrivanie.
    Dal 2016 Snom è parte del Gruppo VTech, il più grande produttore mondiale di telefoni cordless.
    Per ulteriori informazioni: www.snom.com

    3CX

    3CX sviluppa una soluzione per le telecomunicazioni basata su standard aperti che coniuga connettività e collaborazione nelle aziende in maniera innovativa sostituendosi a sistemi telefonici proprietari. Il software pluripremiato consente ad aziende di ogni ordine e grado di ridurre i costi delle telecomunicazioni, di incrementare la produttività degli addetti e di migliorare l’esperienza dei clienti.
    Con le videoconferenze basate su WebRTC integrate, app per Android, iOS, browser web e desktop, così come funzionalità complete per la collaborazione e plugin per la chat live tramite sito, 3CX offre un pacchetto completo per le comunicazioni aziendali.
    250.000 aziende impiegano 3CX su scala globale. Tra queste McDonalds, Hugo Boss, Ramada Plaza Antwerpen, Harley Davidson, Wilson Sporting Goods e Pepsi. L’azienda dispone di una presenza globale e di sedi commerciali in USA, Gran Bretagna, Germania, Italia, Sudafrica, Russia e Australia.
    Per ulteriori informazioni su 3CX pregasi consultare www.3cx.it o seguire l’azienda su LinkedIn, Facebook e Twitter.
  • “CURA ITALIA”: FOCUS SULL’IGIENIZZAZIONE, MISSIONE DI GRANDE RESPONSABILITÀ

    Da quando è scoppiata l’emergenza gli operatori di settore operano in tutta Italia, affiancando medici ed infermieri, in campo migliaia di persone. L’amministratore delegato di Euro&Promos F.M. S.p.A. Alberto Tavano Colussi: “I nostri collaboratori sono degli eroi, che in queste drammatiche ore lottano, dando il proprio contributo, per mitigare la diffusione del Coronavirus, garantendo la prosecuzione delle attività essenziali”

    Sono al lavoro a tutte le ore negli ospedali, negli uffici pubblici e nelle aziende, dove il Coronavirus sta colpendo di più. Luoghi a rischio, in cui migliaia di operatori non si tirano indietro, si occupano, con coraggio e dedizione, di pulire ed igienizzare gli ambienti, in modo da garantire la sanificazione necessaria per limitare la diffusione del virus. Il personale di sanificazione opera affiancando medici ed infermieri, condividendone ansie e paure e dando sostegno alle persone in difficoltà.

    Il settore delle imprese di pulizie e dei servizi integrati rappresenta un mercato che, in Italia, conta oltre mezzo milione di addetti ed un fatturato di oltre 20 miliardi di euro.

    Sul punto, Alberto Tavano Colussi, amministratore delegato di Euro&Promos F.M. S.p.A., una delle maggiori aziende di facility management in Italia: “I nostri collaboratori sono degli eroi, che in queste drammatiche ore lottano, dando il proprio contributo, per mitigare la diffusione del Coronavirus, garantendo la prosecuzione delle attività essenziali. Se, da una parte, ciò fa ricadere su di noi una notevole responsabilità, dall’altra, contribuire in questa lotta, ci riempie di orgoglio”.

    Una battaglia, quella contro il Covid-19, che Euro&Promos Facility Management S.p.A., società multiservizi di Udine specializzata nel cleaning, si è trovata a combattere fin da subito, da quando cioè in Italia si è iniziato a diffondere il virus. Sono circa seimila i dipendenti che l’azienda friulana impiega da un capo all’altro della Penisola, vero e proprio fronte di guerra, dove si combatte contro un avversario che miete vittime tutti i giorni.

    Mai come oggi il settore del facility management, in generale, e del cleaning, in particolare, riveste un ruolo fondamentale che, laddove svolto con professionalità, porta a ridurre il rischio di contagio.

    Ambiente salubre con connessa stabilità nel tempo del livello basso di micro-organismi potenzialmente patogeni sono da considerarsi i punti di arrivo di questi consistenti interventi di sanificazione che caratterizzeranno i tempi avvenire.

    Perciò è probabile che via via cambierà la concezione di questo importante servizio di cleaning-igienizzazione. A partire dagli interlocutori: non sono più soltanto i committenti o i buyer, ora sono soprattutto gli utilizzatori finali, i frequentatori degli spazi, il cittadino o il collaboratore di quell’azienda, che vorranno avere garanzie nuove.

    Il Covid-19, peraltro, è destinato a cambiare anche molti paradigmi comportamentali. E i servizi come quelli di sanificazione avranno un ruolo determinante, trasversale a tutte le attività, rivalutandone così la funzione e il peso sociale. Nuove abitudini e buone prassi saranno necessarie, d’ora in avanti, per la salute della collettività. Gli interventi di sanificazione frequenti e professionali rappresentano un’azione essenziale per evitare nuove emergenze. La sanificazione sarà perciò da intendere non più come ‘cura’ ma come attività preventiva. In questa nuova concezione assume un ruolo determinante la funzione di Ricerca e Sviluppo che avrà la missione di trovare soluzioni innovative per abbattere la carica batteriologica i tutti gli ambienti e su tutte le superfici. In questa direzione da alcuni mese anche va Euro&Promos, come spiega Tavano Colussi. “Il Dipartimento Innovazione, Ricerca&Sviluppo sta testando nuove procedure di sanificazione al fine di ottimizzarle, assieme ai nostri partner fornitori e importanti Istituti di ricerca italiani, così da renderle parte integrate delle misure di prevenzione, diminuendo il rischio di infezione. Questa emergenza sarà un motivo in più per stimolare l’intero comparto in tale direzione.”
    Un’innovazione che non dovrà e non potrà comprendere soltanto i macchinari. “Vediamo con interesse l’economia circolare, sostenibile, green e tecnicamente avanzata”, dichiara l’A.d. di Euro&Promos: “La valorizzazione delle risorse umane e la qualità del servizio rispetto al costo sono assets strategici imprescindibili per aziende che guardano al futuro. Tornati alla normalità, ci auguriamo che il contesto normativo possa permettere un’adeguata valorizzazione della qualità del servizio, attribuendo dignità e conseguente rilevanza al know how, alla formazione del personale, alle attrezzature e ai prodotti utilizzati”.

    Le Istituzioni paiono condividere tale pensiero. Il Governo, infatti, con il decreto Cura Italia ha introdotto il “bonus sanificazione”, che riconosce un credito d’imposta nella misura del 50% delle spese sostenute per la sanificazione degli ambienti e degli strumenti di lavoro, fino a 20 mila euro, per il periodo d’imposta 2020.

    Una corretta igiene degli ambiente rappresenta un tassello fondamentale per un’efficacie azione preventiva al fine di minimizzare il numero delle infezioni e di conseguenza preservare la salute degli utenti dell’intera collettività. In Italia sono più di 10 mila le persone che ogni anno muoiono per infezioni resistenti agli antibiotici, secondo quanto riportato dal Centro Europeo Malattie Infettive. L’unico modo per far fronte ad una situazione di gravità inaudita come quella che si è presentata oggi è affidarsi a professionisti certificati, che diano garanzie assolute sul risultato.

    Chiude Tavano Colussi: “Ringrazio pubblicamente i nostri eroi sul campo ogni giorno e lo faccio anche a nome di tutto il C.d.A. e dei colleghi dell’headquarter, operativi anche in smart working. Perché, in una squadra che funziona, tutti fanno la propria parte”.

  • Compravendita immobili, migliaia le transazioni sospese: il grido di allarme di Anama

    Oltre 20 mila atti di compravendita immobiliare annullati da quando è iniziata l’emergenza epidemiologica nel nostro Paese: è questa la fotografia scattata per Adnkronos da ANAMA – l’Associazione Nazionale Agenti d’Affari – che descrive perfettamente l’impatto subito dagli intermediari del “mattone”. Come può testimoniare l’agenzia immobiliare a Taranto Cambio Casa, è l’intero settore a denunciare uno stato di grande sofferenza.

    Il problema non riguarda solo le nuove transazioni, pressoché impossibili per via delle misure di distanziamento sociale imposte dalle autorità sanitarie e dal lockdown, ma anche quelle già partite e non ancora perfezionate. Secondo le stime, infatti, nelle sole prime tre settimane di isolamento sono stati sospesi oltre 20 mila atti di compravendita di immobili, molte dei quali addirittura annullati. Ma l’aspetto più preoccupante per gli operatori di settore è la difficoltà a continuare il proprio lavoro in modalità smart working, con pesanti ripercussioni sulla ripresa del mercato quando l’emergenza sarà finita.

    Per questi motivi, il presidente Anama – Renato Maffey – ha avanzato al ministro dello Sviluppo Economico Patuanelli alcuni interventi urgenti atti a fronteggiare la crisi di migliaia di agenti immobiliari in Italia. Anzitutto, la possibilità di registrare online i contratti di compravendita e le proposte di acquisto accettate, così come avviene già per i contratti di locazione. Ad essere registrati online, inoltre, dovrebbero essere anche i contratti preliminari di vendita, le integrazioni di contratti preliminari di vendita e, infine, le riduzioni di canone di contratti di locazione. Insomma, quello che semplicemente si chiede è portare a termine quelle attività relative alle pratiche già in essere, esattamente come già avviene per banche, mediatori creditizi e notai.

    La tempesta causata dal Covid-19 non ferma tuttavia l’attività di Immobiliare Cambio Casa, che attraverso il proprio sito continua ad offrirti proposte di case in vendita a Taranto e provincia, insieme a tante altre tipologie di immobili.

  • Più smart, più in forma: l’iniziativa di Gruppo AQR per il benessere dei dipendenti in smart working

    Gruppo AQR, nel pieno dellemergenza di questi giorni, coinvolge i dipendenti nelliniziativa Più smart, più in forma” per donare vivacità e benessere con divertenti e utili lezioni di ginnastica posturale.

    Ogni smart worker di AQR, gruppo societario del comparto servizi, specializzato in marketing, selling e gestione delle relazioni con la clientela, può usufruire di video con lezioni di ginnastica posturale realizzati da Francesca Inzoli, osteopata esperta di training sportivo.

    “E’ unattività semplice e adatta a tutti – spiega Inzoli – soprattutto in giornate sedentarie come quelle che stiamo vivendo. Attraverso pochi esercizi andiamo a mobilizzare il nostro corpo nei vari distretti e tutto è correlato allutilizzo della respirazione diaframmatica. Eimportante che si realizzino movimenti consapevoli, ascoltando il nostro corpo”

    Francesco Saverio Esposito, CEO del Gruppo AQR e promotore di questa iniziativa, afferma: “In queste giornate è importante non trascurare il benessere mentale e fisico di ognuno di noi. Cominciare la giornata con qualche esercizio ginnico, guidato con competenza e simpatia, può solo generare positività e accrescere lo spirito di gruppo. Fare impresa significa non solo perseguire obiettivi di business, ma soprattutto creare e vivere una comunità fatta di valori. Tra questi il benessere dei lavoratori”.

    In piena emergenza sanitaria, Gruppo AQR ha assicurato a 720 dipendenti la possibilità di operare in modalità telelavoro. All’operatività ha affiancato attività formative, ricreative e iniziative solidali.

  • Come migliorare il tuo sito web durante l’emergenza Covid 19

    Durante questo periodo di emergenza nazionale causata dal Coronavirus quasi tutti noi ci ritroviamo a dover gestire il nostro tempo personale e lavorativo all’interno delle mura domestiche. In questo momento possiamo incamminarci verso una strada che possa nel medio lungo termine garantirci dei risultati in termini di Business: rafforzare l’aspetto online della propria attività.

    Mi rendo conto che per chi al momento non abbia un sito web sia complesso – puoi valutare di creare un sito web sfruttando il tempo a disposizione – o ancora meglio, migliorare i contenuti del proprio sito per farli scalare e posizionare sul motore di ricerca.

    Mi chiamo Nadia Kasa e in questo articolo ti darò dei suggerimenti su come fare una revisione dei contenuti all’interno del tuo sito migliorando così la SEO ottimizzazione sui motori di ricerca:

    • Partiamo dalla base, guarda al gerarchia di tuoi contenuti e rifletti su come il motore di ricerca possa trovare tutto in modo semplice, ricorda che ogni pagina deve essere vista ottimizzata e “pensata” per posizionare una parola chiave, crea una gerarchia tra i contenuti per fra comprendere a Google i vari livelli importanza.
    • Una volta fatto questo fai un check per controllare che tutti i pulsanti e tutti i link siano funzionanti, Google non ama gli errori 404 e se ne trovi qualcuno correggili facendo i redirect necessari.
    • Vai nei media del tuo sito e controlla che peso e dimensioni siano adeguate in modo da non sovraccaricare le tue pagine e agevolare il caricamento.
    • Ora arriva la parte più importante e complessa, cioè quella di rileggere tutti i contenuti del tuo sito e capire se ognuno riesce a cogliere il corretto search intent l’intento di ricerca dell’utente. Questo è molto importante per avere l’opportunità di posizionare un sito web, rispondere esattamente alle esigenze del tuo cliente.
    • Aumenta l’autorevolezza del tuo sito web collaborando con altri blog di settore, proprio in questo momento di stop forzato sono tantissime le iniziative online a cui puoi aderire. Considera per esempio di scrivere per altri blog, offrire i tuoi consigli all’interno di una community grazie ai tuoi articoli etc.

    E se tutto è già corretto e preciso?

    Ebbene, ho seri dubbi che tutto sia perfetto, perché c’è sempre da migliorare e le ottimizzazioni possibili sono infinite, la regola per creare un contenuto perfetto ricorda che è sempre quella di tenere conto per prima cosa dei bisogni del tuo pubblico: cosa sta cercando l’utente? Come gli può essere utile il tuo contenuto?

    Come dicevo, una volta ottimizzato tutto puoi dedicarti alla creazione di nuovi contenuti, infatti anche se i fattori SEO di posizionamento sono moltissimi avere un contenuto utile ed esaustivo sta alla base di ogni strategia di posizionamento per cui ecco la ricetta per scrivere un buon contenuto:

    • Fai una ricerca delle parole chiave inerenti al tuo settore e scopri quali opportunità ci sono in merito alla parola che vuoi posizionare
    • Titolo che vada a centrare perfettamente l’argomento
    • Ottimizza i titoli e crea un articolo ordinato
    • Scrivi contenuti di almeno 1000 parole
    • Cerca e ottimizza le immagini
    • Condividi il tuo contenuto sui social media e invialo agli utenti che ti seguono se pensi possa essergli utile (se hai per esempio delle liste).

    Puoi decidere di spendere il tuo tempo in modo produttivo, tutti insieme possiamo fare del nostro meglio per superare questo momentaccio e farlo diventare un’opportunità di crescita per il nostro Business Online in modo da ripartire più forti di prima.

    Nadia Kasa

  • Gruppo Bracca e Pineta, bonus del 15% per i dipendenti al lavoro

    In questo momento di emergenza sanitaria Covid-19, il gruppo bergamasco leader nella produzione di acque minerali, con gli stabilimenti Bracca a Zogno e Pineta a Clusone, ha deciso di riconoscere un bonus del 15% della retribuzione lorda giornaliera relativo a tutte le giornate lavorate nel mese di marzo. Un riconoscimento che si aggiunge al bonus di 100 euro stabilito dal DPCM del 22 marzo 2020 per tutti gli addetti che stanno garantendo la continuità dell’operatività aziendale e che si affianca al rafforzamento delle procedure di sicurezza e prevenzione già messe in atto dall’azienda per fronteggiare l’emergenza.

    Il Gruppo Acque Minerali Bracca e Pineta, che  rientra nella categoria di industrie alimentari ritenute di natura “essenziale” dal Decreto ministeriale dello scorso 22 marzo, ha applicato sin dal 9 marzo 2020 tutte le procedure necessarie a prevenire il contagio da Coronavirus attraverso protocolli aziendali, informative a dipendenti trasportatori e clienti, modifica degli orari di turnazione così da evitare assembramenti di personale,  fornitura dei dispositivi di protezione individuale necessari ad evitare il contagio e disinfezione della totalità degli stabilimenti a cura di un’impresa esterna specializzata. A integrazione del rafforzamento delle procedure di sicurezza e prevenzione il Gruppo ha potenziato anche la disinfezione settimanale con atomizzatore elettrostatico e prodotto a base alcolica.

    Questa battaglia si vince insieme, in fabbrica e nei comportamenti individuali. Con le attenzioni che abbiamo messo in atto negli stabilimenti vogliamo contribuire a difendere noi, le nostre famiglie, le nostre valle e non ultimo il nostro lavoro. – afferma Luca Bordogna, Amministratore delegato di Gruppo Acque Minerali Bracca e Pineta – Un investimento economico importante perché abbiamo un enorme senso di responsabilità nei confronti della sicurezza e salvaguardia dei nostri collaboratori e perché vogliamo essere di sostegno alle famiglie dei nostri dipendenti al fine di proseguire con la produzione dei beni di prima necessità basilari per affrontare questa emergenza sanitaria”.

    Già lo scorso 10 marzo, su decisione del Gruppo, Luca Bordogna, aveva annunciato una donazione a favore dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, in prima linea per fronteggiare l’epidemia di Coronavirus e la collaborazione con Alpini e Protezione Civile per la fornitura gratuita di acqua all’ospedale da campo allestito alla Fiera di Bergamo. Un altro piccolo gesto per ringraziare medici, personale sanitario e volontari impegnati nel servizio alla Comunità.

  • Gruppo AQR: in telelavoro oltre 600 dipendenti e collaboratori

    Sono già stati organizzati per il telelavoro il 75% dei lavoratori. Diventeranno il 100% nelle prossime ore. Un risultato straordinario di riorganizzazione e un’occasione per avviare nuovi modelli di lavoro anche nei contact center. Un modello che AQR potrà utilizzare anche in futuro.
    Il Gruppo AQR ha riorganizzato il lavoro puntando sulla propria infrastruttura tecnologica per portare il telelavoro a tutti i dipendenti. Un risultato ottenuto in pochi giorni, grazie alla diffusa cultura aziendale fondata sul rispetto del lavoro e dei lavoratori.
    “Già oggi oltre 600 lavoratori possono lavorare dalle proprie abitazioni – commenta Francesco Saverio Esposito, CEO di Gruppo AQR -, un’opportunità che estenderemo ulteriormente nelle prossime ore. Abbiamo dato vita a un repentino cambiamento organizzativo in linea con la nostra idea di vendita, basata su obiettivi, performance e flessibilità. Sono convinto che riducendo i vincoli logistici si possa superare questo grave momento di crisi che vede tutta la nazione coinvolta, migliorare la flessibilità organizzativa e, soprattutto, la qualità della vita dei nostri collaboratori, la loro motivazione e conseguentemente le performance”.
     
    Una trasformazione resa possibile in tempi brevi grazie a una formazione specifica e una infrastruttura tecnologica innovativa che consente operatività a distanza e contestuale supporto ai lavoratori del Gruppo.
    Antonio Campitiello, HR development manager di Gruppo AQR afferma: “La nostra attenzione è finalizzata a fare in modo che le distanze non siano da ostacolo al teamwork, in modo da mantenere saldo quello spirito di gruppo e quell’orientamento all’obiettivo che da sempre sono stati linfa delle nostre performance. I lavoratori hanno accolto con entusiasmo questa iniziativa che ha l’obiettivo di salvaguardare in primis la salute di tutti, determinando un clima positivo perché è stato colto come questa evoluzione sia una opportunità per un futuro in cui la qualità del lavoro sarà ancora migliore”. 
    Il telelavoro richiede da parte di tutti i soggetti coinvolti la condivisione degli obiettivi e una corretta gestione del tempo. Pur garantendo AQR una supervisione costante attraverso i project leader e le altre figure aziendali, chi lavora a distanza deve mantenere un atteggiamento proattivo e assumersi la responsabilità dei propri compiti, accrescendo l’autonomia.
    I centri del Gruppo distribuiti su varie sedi nazionali diventeranno sempre più factory, luogo di recruitment e soprattutto, di formazione (intensiva nella fase di inserimento). Cresceranno le opportunità di lavoro in AQR per i candidati (in particolare per figure coerenti con il ruolo di digital specialist, addetto customer care, telesseller, consulente finanziario, consulente assicurativo e project leader) e, allo stesso tempo, sarà ancora più alta l’attenzione alla qualità del servizio, grazie all’implementazione di un avanzato sistema di quality check.
  • Devi lavorare da casa? Portati il tuo telefono IP!

    Snom, noto produttore internazionale di telefoni IP aziendali di fascia alta spiega a coloro ai quali é stato chiesto di lavorare dallo “homeoffice” come avvalersi in maniera sicura ed efficiente della piattaforma per la telefonia IP aziendale.

    Berlino | Mentre altrove ieri si celebrava lo „Organize Your Homeoffice Day“, in Italia e nel resto del continente cresce il numero di aziende che chiedono ai propri dipendenti di evitare i rischi dovuti alla situazione contingente, lavorando da casa. Se per alcuni poter lavorare dal proprio „homeoffice“ corrisponde all’avverarsi di un sogno di lunga data, per altri é fonte di numerose domande: come mantenere la stessa proattività verso colleghi, clienti, partner e fornitori anche da casa?

    Nei giorni scorsi Snom ha raccolto le domande più frequenti poste dagli utenti qui riassunte da Hannes Krüger, Product Manager del vendor.

    Accedere alla rubrica telefonica aziendale e alle funzionalità personalizzate anche da casa

    Se inoltrare le chiamate dal telefono aziendale a quello privato consente di essere per lo meno reperibili telefonicamente, non permette di avvalersi dei servizi di telefonia e UC fruibili in ufficio, cosa che mina la possibilità di contattare proattivamente clienti o stakeholder e di conseguenza la produttività del dipendente. Tuttavia, siamo nel 2020 e nella maggior parte dei casi in grado di svolgere le nostre attività in luoghi diversi dall’ufficio con pochi sforzi e soprattutto senza rischi per l’azienda. Grazie alla tecnologia, nella fattispecie all’uso di reti private virtuali (VPN), i dipendenti possono accedere da qualunque luogo in maniera sicura alle risorse della rete aziendale, anche al centralino con il proprio telefono IP.

    Spiegato in parole semplici, la VPN crea un tunnel protetto verso la rete aziendale e cifra in tempo reale la connessione internet a cui é collegato il telefono IP. La cifratura evita che le chiamate vengano intercettate e ascoltate abusivamente. Possono collegarsi alla stessa VPN aziendale utenti della rete IP dislocati anche a migliaia di chilometri di distanza. Nel caso del telefono IP, il terminale si collega tramite protocollo VPN ad un server per l’autenticazione e, una volta stabilita la connessione cifrata, riceve da quest’ultimo un indirizzo IP interno, come se si trovasse sulla scrivania dell’ufficio. Ciò significa che – in linea di principio – il dipendente può portare a casa il proprio telefono aziendale. Con Snom è possibile. Prima però occorre accertarsi presso il proprio amministratore di sistema o l’assistenza tecnica aziendale se l’azienda dispone di un centralino cloud-based o di un centralino fisico collocato presso la sede.

    Hannes Krueger
    Hannes Krüger, Product Manager, Snom

    Differenze tra centralini cloud e impianti telefonici IP on-premise

    Se il centralino é ospitato nel cloud, avvalersi di tutte le funzionalità a cui si é abituati é semplicissimo: basta portare a casa il telefono IP Snom, collegarlo tramite porta LAN al router domestico o tramite adattatore wireless Snom A210 alla rete senza fili. Il telefono si collega al cloud e utilizza tutti i servizi della piattaforma senza restrizioni, incluso l’impiego della rubrica aziendale, dei numeri rapidi e di tutte le funzioni implementate sul telefono, senza soluzione di continuità.

    Se invece il centralino é installato „on premise“ ossia presso la sede aziendale, é necessario un passo aggiuntivo: nel caso dei telefoni Snom l’amministratore di sistema dovrà installare la funzionalità VPN sul terminale tramite interfaccia web (http://wiki.snom.com/Networking/Virtual_Private_Network_(VPN)). Una volta fatto é sufficiente portare a casa il proprio telefono Snom e collegarlo come sopra al router / Internet per avvalersene come si farebbe in azienda.

    Tra l’altro lo stesso vale anche per il notebook aziendale: nella maggior parte dei casi la funzionalità VPN é già configurata. Qualora non lo fosse, bastano pochi click.

    L’aspetto positivo di queste misure é che, una volta superata l’attuale emergenza, le funzioni implementate sono utilizzabili sempre, garantendo ai dipendenti i benefici dello smart working e la massima produttività anche dall’homeoffice. Un’offerta che sicuramente molti collaboratori sapranno apprezzare.

    Ulteriori informazioni sono disponibili anche tramite il canale YouTube di Snom Technology:

  • Iscrizione del socio nella Gestione Commercianti: alcune precisazioni sul concetto di prevalenza

    La domanda non è certamente rivolta agli operatori del settore, bensì ad una giurisprudenza, soprattutto di legittimità, sempre più ondivaga che, dopo 7 anni dall’”esordio” dell’Operazione Poseidone, non è ancora riuscita a stabilire con certezza le caratteristiche che deve possedere il lavoro del socio affinché scatti l’obbligo contributivo nella Gestione Commercianti.

    In giurisprudenza, ad oggi, è infatti dubbio se l’obbligo contributivo del socio nei confronti della Gestione Commercianti scatti laddove il lavoro prestato dal medesimo all’interno dell’impresa sia prevalente rispetto agli altri fattori produttivi dell’impresa oppure rispetto alle altre attività esercitate dal socio. È dubbio, quindi, se il concetto di prevalenza vada inteso in senso oggettivo (riferendosi, cioè, agli altri fattori produttivi) oppure in senso soggettivo (riferendosi, cioè, alle varie ed eventuali attività lavorative effettuate dal socio). Da ultimo, infatti, si registra la sentenza n. 28434 del 5.11.2019 pronunciata dalla Sezione Lavoro della Corte di Cassazione che, nel verificare la legittimità dell’iscrizione di un socio – amministratore di una società commerciale nella Gestione Commercianti, ha avuto modo di interpretare il concetto di “prevalenza”, aderendo a quella giurisprudenza – oggi maggioritaria – che compara il lavoro con gli altri fattori produttivi dell’impresa per verificarne la prevalenza.

    Come noto, l’art. 1 della L. 1397/1960 prevede l’obbligo dell’iscrizione alla Gestione Commercianti per gli esercenti di piccole imprese commerciali in presenza di quattro requisiti, fra i quali rientra la partecipazione personale al lavoro aziendale con carattere di abitualità e prevalenza (lett. c). Ed è proprio su questo concetto di prevalenza che la giurisprudenza ha mostrato tutte le sue incertezze, non riuscendo a fornirne un’interpretazione univoca. Il problema non avrebbe dovuto nemmeno porsi, laddove la giurisprudenza di legittimità successiva si fosse uniformata alla sentenza n. 3240/2010 delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione che – dopo un breve excursus storico normativo della Gestione Separata e della Gestione Commercianti – interpretò il concetto di prevalenza riferendolo agli altri fattori produttivi dell’impresa. Dopo tale pronuncia, altre hanno aderito a tale orientamento, ribadendo la necessità di valutare il carattere della prevalenza rispetto agli altri fattori produttivi – naturali, materiali e personali – dell’impresa (fra tutte, Cass. 26 agosto 2016, n. 17370; Cass. 30 dicembre 2016).

    Altre, invece, discostandosi diametralmente dalle Sezioni Unite, hanno ritenuto che il requisito della prevalenza debba essere inteso facendo riferimento alle attività lavorative espletate dal soggetto e non già comparando l’attività lavorativa con tutti gli altri fattori produttivi dell’impresa (Cass. 04 maggio 2018, n. 10763; Cass. 19 luglio 2018, n. 19273; Cass. 21 febbraio 2017, n. 4440).  Con la pronuncia in commento, infine, la Corte di Cassazione aderisce nuovamente al primo orientamento, effettuando una comparazione fra il lavoro del socio e gli altri fattori produttivi dell’impresa. Ad avviso di chi scrive, sembra giunto il momento di sperare in un nuovo

    intervento delle Sezioni Unite che faccia chiarezza una volta per tutte: gli operatori del settore e, in particolare, i consulenti del lavoro che devono decidere se iscrivere o meno un soggetto alla Gestione Commercianti, devono poter consigliare con “cognizione di causa”, consapevoli di quali elementi valutare e comparare, senza successivamente rischiare di esporre il cliente a pretese creditorie dell’INPS la cui fondatezza o infondatezza dipende esclusivamente dall’orientamento di un particolare magistrato.

  • Opposizione a ordinanza ingiunzione: rimessa alle Sezioni Unite la decisione sulla competenza in materia lavoristica

    Giunge finalmente a una svolta l’annosa battaglia processuale condotta in prima fila dal nostro Studio per l’attribuzione delle controversie in materia di opposizione ad ordinanza ingiunzione alla cognizione del giudice specializzato del lavoro.

    Quando tutti gli uffici giudiziari attribuivano queste cause alle sezioni civili, noi abbiamo continuato imperterriti a proporle innanzi alle sezioni lavoro, ottenendo varie pronunce che ora hanno prodotto un effetto importante, probabilmente decisivo.

    La Sesta sezione della Corte di Cassazione, infatti, sposa interamente la nostra tesi (competenza del giudice del lavoro e quindi inapplicabilità della sospensione feriale dei termini) ma, per l’importanza della questione, pur in mancanza di un vero e proprio contrasto, la rimette al primo presidente perché valuti la rimessione alla Sezioni Unite.

    Se l’orientamento della Sesta Sezione sarà confermato (e sarà così vista l’inusitata profondità dell’analisi e la copiosità delle argomentazioni contenute nell’ordinanza di rimessione) le opposizioni a ordinanze ingiunzioni afferenti le sanzioni in materia lavoristica non saranno più decise dal giudice civile ma dal loro giudice naturale, quello specializzato in materia di lavoro.

     

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  • COSMOBSERVER: Da sito web a Centro di Ricerca, Divulgazione e Documentazione nel mondo reale

    Dopo il Gruppo di Ricerca e Osservazione Cosmica e Astronomica (G.R.O.C.A.) e la campagna globale sull’inquinamento luminoso MISSION DARK SKY, COSMOBSERVER lavora alla nascita di un Centro di Ricerca, Divulgazione e Documentazione a Torino.

     

    In un mondo che digitalizza sempre di più funzioni e asset, COSMOBSERVER lavora ad un ambizioso progetto di ricerca e divulgazione destinato al grande pubblico che esce dal web per trovare il suo posto nel mondo reale.

     

    Questa mattina, l’esperto di marketing e divulgatore scientifico Emmanuele Macaluso, ha annunciato l’intenzione di creare il Centro di Ricerca, Divulgazione e Documentazione di COSMOBSERVER.

    Un luogo fisico, nel quale sarà possibile cordinare progetti di ricerca in ambito astronomico e astronautico.

    Contemporaneamente verranno svolte attività divulgative e di documentazione destinate al grande pubblico.

     

    Il progetto sarà suddiviso in due parti: una dedicata ad astronomi, astrofili e addetti ai lavori e l’altra al pubblico – spiega Emmanuele Macaluso, che continua – Grazie alle partnership con importanti realtà di ricerca potremo dare il nostro contributo offrendo spazi, competenze e visibilità ai ricercatori, mettendoli in contatto e offrendo una struttura in grado ottimizzare progetti di ricerca. Avremo anche uno spazio dedicato alle conferenze e un centro di documentazione riservato on e off line. Il Centro di Ricerca, Divulgazione e Documentazione di COSMOBSERVER sarà aperto anche ai non addetti ai lavori. Astronauti, astronomi e protagonisti dello spazio incontreranno il pubblico attraverso conferenze ed eventi live. Il Centro avrà anche una mediateca e biblioteca messa a disposizione degli appassionati, accessibile con una semplice iscrizione associativa alla struttura. Questo step completerà i nostri progetti attualmente attivi nel mondo reale: il G.R.O.C.A. (Gruppo di Ricerca e Osservazione Cosmica e Astronomica) e MISSION DARK SKY”.

     

    Il Centro di Ricerca, Divulgazione e Documentazione di COSMOBSERVER sarà una realtà privata, in linea con “MfSD – Marketing for Science Dissemination”, il modello di marketing e business integrato, sviluppato da Emmanuele Macaluso, che è alla base del successo di COSMOBSERVER e di tutti i suoi progetti. Diventerà anche la sede della redazione del sito web, del G.R.O.C.A. e della campagna globale sull’inquinamento luminoso MISSION DARK SKY.

     

    Secondo le attuali volontà, la sede dovrebbe sorgere a Torino, tuttavia sono attive ulteriori opzioni e offerte da parte di altre città in concomitanza con attente attività di incoming turistico e logistico. Il progetto sarà supportato da Factory Performance sotto la supervisione del Comitato Etico Scientifico del Manifesto del Marketing Etico.

     

    Ulteriori informazioni sul progetto saranno comunicate prossimamente.

     

    Di seguito i contatti di COSMOBSERVER

    Web www.cosmobserver.com

    Blog  http://thecosmobserver.blogspot.it

    E-mail [email protected]

    Instagram www.instagram.com/cosmobserver

    Facebook  www.facebook.com/cosmobserver/

     

  • Macchine per agricoltura: attese nuove disposizioni sulla Mother Regulation

    Sono in arrivo nuove disposizioni dal Ministero dei Trasporti in merito alla Mother Regulation, il regolamento comunitario relativo all’omologazione delle macchine agricole. A due anni di distanza dalla sua entrata in vigore, rimangono ancora molti dubbi riguardo l’applicazione della normativa, non solo da parte dei consumatori ma anche degli stessi costruttori.

    Se ne è parlato in maniera approfondita nel corso del convegno organizzato qualche settimana fa da FederUnacoma, Unacma e Cai nel corso di Fieragricola Verona. Proprio allo scopo di chiarire alcuni punti controversi contenuti nel Regolamento UE 167/2013, il Mit ha fatto sapere che presto saranno previste nuove regole per l’Italia per attrezzature portate, semiportate e trainate.

    Il punto principale è la definizione tra attrezzatura semiportata o trainata. Se per quest’ultima è prevista un’omologazione che ne attesti la sicurezza, per le semiportate che si avvalgono della direttiva macchine non è necessaria. Purtroppo, il Codice della Strada non aiuta in questo senso, in quanto la definizione che fornisce a queste due tipologie di macchine lascia spazio a non poche interpretazioni, consentendo di considerare ad esempio le trainate come semiportate con il rischio di sanzioni pesanti per l’utilizzatore.

    Facciamo un esempio pratico. Prima dell’entrata in vigore della MR, le macchine collegate al trattore con gancio/occhione erano considerate trainate; con l’entrata in vigore del regolamento comunitario, è stato possibile utilizzare un attacco a due o tre punti con snodo centrale per la trainata. Ora, in base alla nuova circolare, un mezzo con attacco a due o tre punti, con snodo che ruota sull’asse verticale va inquadrato come trainato e, pertanto, necessario di omologazione.

    È doveroso sottolineare che le nuove disposizioni contenute nella circolare saranno applicate nei confronti delle attrezzature per agricoltura messe sul mercato a seguito dell’emanazione della stessa.

  • Sicur di Madrid. Grande interesse per le proposte U-Power

    L’azienda ha confermato la sua leadership nel settore delle calzature antinfortunistiche durante l’importante evento fieristico che si è concluso a Madrid venerdì 28 febbraio.

          

    Un ampio stand di ben 350 mq ha ospitato le molteplici proposte firmate U-Power in occasione della più importante fiera spagnola dedicata alla sicurezza sul lavoro. L’azienda, infatti, ha approfittato dell’autorevole cornice del Sicur di Madrid per presentare al numeroso e qualificato pubblico del settore le collezioni di calzature e abbigliamento che uniscono tecnologie all’avanguardia ed eccellente cura stilistica, pensate appositamente per migliorare la qualità della vita dei lavoratori.

    Sotto i riflettori sono state poste, oltre alle linee top di gamma Red Lion – dotate di Infinergy® per restituire oltre il 55% di energia ad ogni passo – e Red Carpet – le scarpe di sicurezza antifatica – due nuove linee dedicate all’industria con l’esclusivo sottopiede “WOW”, composto da un’efficiente combinazione tra Memory Foam e schiuma defaticante. Risulta, così, ulteriormente confermata la leadership dell’azienda nella produzione di questo tipo di dispositivi di protezione.

     

    Un grande interesse è stato manifestato, inoltre, per i nuovi articoli di abbigliamento esposti – softshell, gilet e pantaloni – accomunati dall’utilizzo di materiali altamente performanti e dall’attenzione ai dettagli, marchio di fabbrica dei prodotti U-Power.

    Non sono mancati, infine, momenti di intrattenimento in compagnia, tra gli altri, del simpatico testimonial della campagna pubblicitaria 2019, che hanno contribuito ad attrarre nutriti gruppi di visitatori e a rendere l’atmosfera dello stand frizzante e dinamica, proprio come la personalità di U-Power, ben rappresentata da ogni creazione del brand.

     

    www.u-power.it

  • Fabrizio Politi fuori dalla gogna giudiziaria e mediatica

    Può finalmente tirare un sospiro di sollievo Fabrizio Politi. La sua infatti è una delle vicende imprenditoriali in cui suspense, colpi di scena e gossip vanno a nozze. Conosciuto ai più, specie ai paparazzi, come “il nuovo Briatore” del settore nautico e per la sua vita mondana, negli ultimi anni il suo nome è balzato agli occhi figurando tra i fondatori della piattaforma social e-commerce SixthContinent.

    Il processo

    L’ascesa di quest’imprenditore, affermatosi dapprima nel mondo dell’informatica e poi in quello navale con la Fashion Yachts, subisce un brusco arresto nel 2014. Proprio mentre solca le creste del mercato del lusso internazionale viene infatti coinvolto in un processo penale nato da un’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Milano su presunti appartenenti alla ’ndrangheta operanti in Brianza. L’accusa è quella di concorso esterno in riciclaggio. Ed è talmente pesante da costringerlo agli arresti domiciliari per quattro giorni.

    fabrizio politi

    La risposta a un processo durato sei anni arriva nella sentenza pubblicata il 28 gennaio 2020: Fabrizio Politi viene assolto con formula piena dal Tribunale di Monza. Il fatto non sussiste e per la condanna di primo grado a tre mesi per violenza privata ci sarà un ricorso in secondo grado. Il fatto risale a una lite con un ex socio avvenuta nel 2013 ed è così lieve da non meritare la menzione nel casellario giudiziario.

    Il nuovo Fabrizio Politi

    Il giogo mediatico si allontana così da un Fabrizio Politi praticamente incensurato. “Sono certo – scriveva in una nota pubblicata poi su «Il Tirreno» nel 2014 ‒ che sarà fatta luce su tutti gli aspetti di questa inchiesta, anche se ci vorrà tempo, sofferenza e sacrificio”. Sono passati 2500 giorni da allora. A 48 anni, l’imprenditore milanese può finalmente tornare alle sue idee “mondocentriche”. L’ultima delle quali riguarda gli sviluppi di SixthContinent. Questo luogo digitale, il sesto continente per l’appunto, accoglie milioni di consumatori e migliaia di brand da tutto il mondo promettendo di aumentare la capacità di acquisto dei clienti in maniera sostenibile nel tempo mediante l’utilizzo della piattaforma. E per farlo vuole modificare la catena del valore dei consumi in base a un progetto basato sul profit sharing.

    Quello che fin da subito Fabrizio Politi ha definito come un errore giudiziario per poi trasformarsi in un incubo è arrivato alla fine. Ora, come sempre, è questione di tempo per recuperare la rispettabilità occultata… Ma l’imprenditore non è rimasto con le mani in mano e adesso punta a diffondere la società a livello internazionale.

  • Madri lavoratrici: 25% di lavoro in meno tutti i giorni a parità di stipendio

    Mentre l’Italia continua a macinare record negativi in fatto di natalità (nel 2019, come certificato dall’Istat, si è registrato il minor numero di nascite di sempre, appena 435 mila), e il nord Europa si fa sempre più pioniere di buone pratiche in fatto di genitorialità (da ultimo il caso della Finlandia con 164 giorni di congedo retribuito per ogni genitore), c’è chi prova ad andare controcorrente, spingendo anche il nostro Paese verso nuovi orizzonti di welfare. È il caso di Automha, azienda leader nel settore dell’automazione intralogistica, che da quest’anno ha introdotto una nuova misura che prevede la riduzione del 25% dell’orario di lavoro, a parità di stipendio, per tutte le madri con figli di età compresa tra 1 e 10 anni.

    La misura nasce con l’obiettivo di favorire la conciliazione vita-lavoro, riconosciuta come valore sempre più importante soprattutto dalle nuove generazioni di lavoratori (Millennials e Generazione Z, in particolare). A beneficiarne sono tutte le donne impiegate in azienda, pari al 15,5% del totale dei dipendenti (118), concentrate soprattutto nei reparti Operation & Engineering (9), Amministrazione (4), Direzione (2), Risorse Umane (2) e Marketing e Comunicazione (1).

    Il provvedimento è automatico e alle lavoratrici è richiesto solo di comunicare la preferenza circa l’orario da adottare che sarà, appunto, di 30 anziché 40 ore alla settimana, pari al 25% in meno ogni giorno. Una proposta che nei primi due mesi di attivazione ha riscontrato soddisfazione da parte delle mamme lavoratrici e nessuna lamentela da parte degli uffici, dei clienti o dei fornitori. Non solo: la misura ha sviluppato un passaparola positivo che ha portato a un sensibile aumento del numero dei curriculum inviati spontaneamente in azienda da parte di personale femminile.

    L’attenzione per la conciliazione – vita lavoro è, del resto, uno degli aspetti a cui le lavoratrici prestano maggiore attenzione. Tra le ragioni per cui il nostro Paese ha indici così bassi di natalità vi è, infatti, proprio la difficoltà di conciliare l’avanzamento della carriera con la cura della famiglia. Non a caso, secondo uno studio della Lega Europea delle Cooperative, il 43% delle dimissioni in Italia è dettato da motivazioni familiari che hanno a che fare con la necessità di accudire i propri figli, anche alla luce degli alti costi degli asili nido. Per questo, l’iniziativa di Automha di ridurre del 25% l’orario lavorativo giornaliero di tutte le madri con bambini in età scolare, si pone come una vera e propria best practice.

    «Come azienda italiana è nostro dovere impegnarci a favore della società civile e questa misura è un investimento sociale di forte valenza umana. Siamo convinti che possa tutelare la salute personale, giovare sulle dinamiche familiari e private, diminuire lo stress e contribuire allo sviluppo della comunità. Siamo orgogliosi di essere i primi in Italia a proporre un’iniziativa di questo tipo e speriamo di poter essere un esempio positivo anche per tante altre realtà» commenta Giuseppe Stefanelli, Amministratore Delegato di Automha.

     

    LA STORIA 

    Vanessa Vaglietti, 37 anni, mamma di una bambina di 3 anni e mezzo sta beneficiando della misura per le mamme.

    «Sono Vanessa Vaglietti, ho 37 anni, una bambina di 3 anni e mezzo e lavoro in Automha dal 2011. Ho iniziato il mio percorso come receptionist, poi sono stata in maternità e al mio rientro mi è stata offerta la proposta di lavorare nel comparto Amministrativo e Back Office. Un bel salto in avanti, cosa che non accade molto spesso: dopo la maternità, l’azienda non solo non mi ha declassata, ma ha creduto in me, offrendomi un ruolo con maggiori responsabilità. L’ufficio in cui lavoro ora non esisteva fino a qualche tempo fa: è nato proprio a seguito del fatto che Automha ha deciso di investire in me, potenziando il Customer Service. Siamo diventati così un vero e proprio reparto.

    L’introduzione di questa misura per le mamme è un ulteriore passo avanti. Garantisce maggiore equilibrio tra vita privata e professionale, mi permette di passare più tempo con mia figlia, di andare a prenderla all’asilo, di portarla al parco. Momenti di vita quotidiana importanti, che non vanno trascurati. Prima contavo molto sull’aiuto e sulla disponibilità dei nonni, ora riesco a conciliare tutto molto meglio: due ore sono tante per una donna che deve gestire lavoro, casa, figli. Si è alzata la qualità della vita, con molto meno stress.

    Ritengo, quindi, che sia una possibilità importante per le future madri: Automha ha messo in atto un ottimo welfare, facendo un reale passo avanti verso il futuro».

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  • Obblighi di legge per il personale HACCP

    Qual è l’obbligo di formazione per tutto il personale addetto alla preparazione e somministrazione degli alimenti per ottenere la certificazione HACCP? (altro…)

  • Start Hub, Rebel Change! Apre alle imprese e lancia la sfida dell’innovazione

    Presentato a Bologna un nuovo approccio di business che permette alle PMI di crearsi team con competenze specialistiche e sviluppare prodotti innovativi.

     

    Bologna, 18 febbraio 2020. “Start Hub, rebel change!” si è presentato sabato 15 febbraio con il primo incontro aperto a manager e imprenditori che hanno assistito così al lancio di un nuovo modello di business per la ricerca e lo sviluppo di prodotti innovativi.

    Start Hub è infatti una rete integrata e multidisciplinare di professionisti con specificità e competenze di impresa, distribuzione ed economia digitale, che in modo liquido possono essere aggregati per coprire pragmaticamente le esigenze delle aziende che non hanno al loro interno risorse o figure professionali per ricoprire attività di project management o di marketing da dedicare all’analisi e allo sviluppo di un prodotto o di un servizio.

    Una suite di servizi che permette alle imprese di esternalizzare tali attività con un team dedicato, flessibile e disegnato attorno alle esigenze specifiche del produttore, per realizzare progetti complessi e innovativi in modo rapido e soprattutto con investimenti minimi e certi contribuendo all’aumento della loro competitività e della loro forza sul mercato.

    Nuove forme di consumo Quella creata da Start Hub è una metodologia che connette e crea relazioni con i consumatori potenziali che indicano e ispirano il team sulle loro esigenze durante le fasi di analisi e sviluppo, così da assicurarsi i primi “clienti” ancora prima del lancio dei prodotti sul mercato e allo stesso tempo creare qualcosa di richiesto per l’utente finale e di grande appeal per il mercato di riferimento.

    Un metodo rivoluzionario che mette a disposizione di tutte le PMI l’opportunità di attivare nuove forme di consumo grazie alla progettazione e alla comunicazione diretta con il consumatore che diventa il vero protagonista del processo di creazione.

    Con gli Start Hub Team, le opportunità per vincere la sfida dell’innovazione vengono messe a disposizione delle imprese, che possono accedervi in modo facile e veloce per creare i prodotti del domani come testimonia una delle realtà imprenditoriali che ha partecipato all’incontro di Start Hub, rebel change! “Dobbiamo essere in grado di creare prodotti che non sono replicabili nel breve termine, dobbiamo creare quei prodotti capaci di rigenerare l’economia per dare vita a nuove realtà di mercato e assecondare il cambiamento che sta interessando tutti noi. Lo dobbiamo fare adesso, attraverso realtà come questa”.

    https://www.youtube.com/watch?v=D79Q1Hl-lj0&feature=youtu.be

    La sfida è tra le PMI Italiane Start Hub ha già aiutato individualmente la crescita di diversi mercati. Oggi, più di un migliaio di potenziali clienti stanno partecipando attivamente allo sviluppo di prodotti innovativi nel settore dell’infanzia e del benessere. In questo momento, Start Hub sta valutando i produttori che hanno deciso di mettersi in gioco ed è in fase di ascolto per tutte quelle imprese che vorrebbero sviluppare nuovi prodotti con un approccio di business contemporaneo. Una grande opportunità di crescita e di sviluppo per tutte quelle imprese che vogliono scendere in campo e vincere la sfida dell’innovazione.

     

    CONTATTI

    Start Hub, rebel change!

    www.rebelchange.it

    [email protected]

    https://www.youtube.com/watch?v=Cbk0Rd61dzY

  • Le nuove creazioni U-Power saranno protagoniste al Sicur di Madrid

    Sicur è la più importante manifestazione fieristica spagnola dedicata alla sicurezza. Un’ottima occasione per U-Power, leader nel settore delle calzature per la sicurezza sul lavoro, per presentare le più recenti, splendide creazioni.

    In particolare verranno proposte all’attenzione dei visitatori le collezioni di calzature Red Lion, che, grazie alla rivoluzionaria tecnologia Infinergy®, restituiscono oltre il 55% di energia ad ogni passo,  e Red Carpet, le scarpe di sicurezza antifatica, pensate appositamente per chi svolge mansioni che implicano lunghe ore di stazione eretta o su postazione fissa. Altro momento topico della partecipazione di U-Power al Sicur sarà la presentazione delle nuove collezioni di abbigliamento, sicure, confortevoli ed eleganti, in linea con la migliore tradizione del Made in Italy.

     

     

    Sicur – Madrid

    25 – 28 Febbraio 2020

    Pad. 3 – Stand 3B 05

     

    https://www.u-power.it/it/

     

  • BRACCHI GROUP, VOLA IL FATTURATO: SUPERATI I 500 DIPENDENTI CON LA LOGISTICA “IN HOUSE”

    Il gruppo di Bergamo si consolida leader europeo, personale più che raddoppiato in due anni. La svolta grazie anche alle recenti acquisizioni in Veneto. “Le aziende chiedono sempre più servizi di logistica in outsourcing e in house, abbiamo anticipato i trend del mercato”

     

    Bracchi Group inizia il 2020 in crescita verticale. Il colosso della logistica di Bergamo in questi giorni ha registrato un fatturato record, che ha scavalcato l’asticella dei 137 milioni. Un risultato di cui Lorenzo Annoni, Amministratore Delegato del Gruppo, è particolarmente soddisfatto. Per dare un indice nella crescita, nel 2017, prima dell’acquisizione di Bas Group nel Vicentino, i dipendenti erano 220 e il fatturato si era assestato sui 90 milioni. Ma i record sono merito soprattutto dell’infaticabile lavoro di un team di oltre 500 dipendenti, che nel corso di 365 giorni ha permesso la gestione di 850.000 spedizioni, anche grazie al supporto di 690 partner in tutto il mondo, mettendo in connessione 24 ore su 24 ben undici poli logistici per un totale di 290.000 metri quadri di magazzini distribuiti tra Italia, Germania, Slovacchia e Polonia.

    Questi numeri collocano Bracchi Group ai vertici italiani ed europei del settore. Una crescita che è arrivata grazie alla lungimiranza del management nell’individuare le evoluzioni nel settore della logistica, dove l’integrazione tra aziende diverse è diventata fondamentale mentre si registra una accelerazione nelle consegne sempre maggiore. Per questo, negli ultimi anni Bracchi Group ha integrato nel proprio parco servizi la gestione logistica in house. La sfida è quella di fornire, oltre alle tradizionali forniture di logistica in outsourcing (il cliente affida a Bracchi il proprio magazzino e le relative spedizioni), una gamma completa di servizi “chiavi in mano” direttamente presso lo stabilimento di produzione del cliente, che si affida ai professionisti del settore e si garantisce un servizio di qualità senza dover sopportare costi fissi o dover far fare ai propri dipendenti qualcosa che non sia legato al core business aziendale.

    “Garantiamo una gestione diretta, efficiente e su misura di tutte le esigenze di supply chain management”, spiega Matteo Vaccari, Business Developer di Bracchi Group. “Grazie al know how tecnico qualificato siamo in grado di allestire con nostro personale l’intero ciclo logistico di una azienda, direttamente nella sua sede: dalla ricezione all’imballaggio, dall’etichettatura all’inventario, dalla gestione spedizioni all’approvvigionamento e smaltimento. Tra i casi studio di logistica in-house più interessanti spiccano le stoviglie monouso di DOpla e i capi fashion di Aeronautica Militare nel Vicentino”.

    Le due anime del trasporto e della logistica vanno così ad ampliarsi con nuovi servizi su misura che si sommano alle specializzazioni storiche del gruppo, che spaziano dal trasporto su gomma al groupage, dai trasporti espressi e dedicati al parcel, fino al trasporto marittimo e aereo. Oltre all’originale vocazione per il trasporto tecnico ed eccezionale per i settori ascensoristico, elettro-meccanico, automotive e dei macchinari agricoli, il Gruppo Bracchi si è specializzato in soluzioni ad hoc di engineering project e logistica standard e integrata per diversi business.

    “I settori privilegiati sono cosmetica, health care, fashion, food and beverage ma anche e-commerce e grande distribuzione”, conclude Matteo Perazzoli, Logistics Manager del Gruppo. “Per molti clienti gestiamo l’intera supply chain, offrendo servizi di logistica inbound e outbound seguendoli in ogni fase, dallo stoccaggio al picking, dalla gestione e ripristino scorte al confezionamento, dal controllo qualità al servizio di stireria per le più importanti realtà del settore fashion fino all’assistenza per l’espletamento delle procedure doganali”.

     

     

     

    LA STORIA DI BRACCHI GROUP Bracchi viene fondata nel 1928 come azienda di trasporto locale. Dopo esser stata acquisita nel 1968 da Tranquillo Annoni, l’azienda ha ampliato la sua presenza affermandosi come realtà di rilievo prima a livello nazionale e poi nei Paesi dell’Est Europa. Alla fine degli anni Ottanta Bracchi inizia ad investire nella sua flotta mezzi per imporsi nel settore dei macchinari agricoli. Negli anni Novanta sono stati avviati i primi progetti di logistica integrata e di outsourcing per clienti strategici. Nel 1994 Bracchi stabilisce i suoi headquarters a Fara Gera d’Adda (in provincia di Bergamo). In seguito, l’azienda investirà nella costruzione di nuovi magazzini in tutta Europa per espandere il proprio network e nel trasporto internazionale, introducendo servizi di trasporto marittimo e aereo. Nel 1997 viene fondata a Lublin, in Polonia, la prima filiale estera di Bracchi, B.P. Transports, destinata a seguire il traffico da e per l’Est Europa. Nel 2009 la struttura logistica della sede di Fara Gera d’Adda viene potenziata con un nuovo magazzino di 20.000 metri quadri e un nuovo allestimento dedicati ad un cliente che ha scelto Bracchi come partner logistico da oltre 30 anni. Nel 2010 e nel 2012 vengono inaugurati i due poli logistici di Levice e Dunajska Streda in Slovacchia, dedicati alla logistica e alla distribuzione di ascensori e consumer goods nell’Est Europa. Nel 2015 nasce ad Ettenheim Bracchi Deutschland, la filiale tedesca di Bracchi: un polo logistico di 44.000 metri quadri di superficie coperta, dotato delle tecnologie più avanzate e in una posizione strategica per la gestione del traffico europeo. Nel 2017 parte il progetto per un nuovo polo logistico hi-tech nel parco industriale di Kostolné Kračany, ancora in Slovacchia. Grazie ad una superficie di 65.000 metri quadri, offre servizi di logistica standard e integrata a diversi clienti. Il 2018 segna un nuovo importante traguardo: l’acquisizione di Bas Group, realtà storica di Bassano del Grappa (nel Vicentino) formata da quattro aziende di trasporti e logistica specializzate nei più vari settori, dal food al beverage, dal fashion all’e-commerce. Logistic Net, Il Corriere, Bas Sped e Bas Express condividono con Bracchi un approccio orientato al cliente e una forte attitudine all’innovazione. Grazie a questa acquisizione il Gruppo Bracchi consolida la sua leadership ampliando la propria offerta a nuovi business strategici e a nuove aree geografiche.

  • Macchine Distruggidocumenti per la Casa e per l’Ufficio

    Hai paura che i vecchi documenti del tuo ufficio o che le carte di credito scadute finiscano nelle mani sbagliate? Lavori con hardware da sostituire con regolarità e non ti fidi completamente del loro smaltimento? Allora è arrivato il momento di acquistare una distruggidocumenti, per tornare a dormire sonni tranquilli. Questi apparecchi non si limitano a distruggere grandi quantità di fogli di carta, ma anche dispositivi come computer e cellulari, fino ai rifiuti classici come lattine e scatole di cartone.

    Esistono Segreti che non Possono Essere Rivelati

    Le misure preventive nei confronti della propria privacy non sono mai troppe, soprattutto quando parliamo di sicurezza aziendale, e in questi casi diventa necessario procurarsi una macchina distruggidocumenti che renda illeggibile ogni segreto. Le imprese specializzate nella vendita di accessori per lo smaltimento di documenti troveranno sicuramente la soluzione più adatta alle vostre esigenze, grazie all’ampissima offerta di modelli per aziende di ogni dimensione. Oltre alla grandezza del macchinario potrete decidere la capacità, il formato in cui verranno distrutti i fogli (a striscia o a frammento) e la potenza in base alle ore giornaliere di utilizzo che prevedete di impiegarlo; esistono anche modelli che possono lavorare 24 ore su 24 con consumi non troppo eccessivi, grazie all’utilizzo di ingranaggi in acciaio temprato e la trasmissione a catena che impediscono il surriscaldamento anche a ritmi elevati. E se volessimo distruggere altro oltre alla carta? Nessun problema, le aziende del settore mettono a disposizione anche distruttori di hardware, in grado di ridurre in briciole smartphones, chiavette usb, cd-rom, schede di memoria, vecchie carte di credito. Per gli amanti della tecnologia troviamo particolari distruggidocumenti touch screen, facilmente programmabili in base alla mole di lavoro richiesta e alla durata necessaria. Sei preoccupato per il volume dei rifiuti generati dalle macchine distruttrici? Nessun problema, per venire incontro ai problemi di spazio esistono appositi accessori che compattano la carta distrutta con un rapporto fino a 1:5; facilmente installabili e utilizzabili, non richiedono personale specializzato, facilitano il riciclaggio della carta distrutta e riducono le polveri compattandole con il materiale distrutto. Non solo carta e hardware: i dispositivi distruttori sono in grado di compattare cartoni, lattine di alluminio e bottiglie di plastica; i diversi livelli di sicurezza soddisfano le diverse esigenze in termini di sicurezza, produzione oraria e riduzione del volume del materiale distrutto, mentre i coltelli in acciaio temprato ad alto tenore di carbonio non sono danneggiabili da graffette e punti metallici.

    Non solo Distruggere, ma anche Tagliare

    Le macchine tagliatrici non servono solo a distruggere, ma anche a eseguire lavori di precisione. Le lame delle taglierine industriali offrono prestazioni sicure, precise e di lunga durata; nel caso aveste bisogno di un doppio taglio per oggetti di grandi dimensioni esistono modelli con speciale lama rotante per tagliare da entrambi i lati. Il pressino automatico e le squadre fisse laterali garantiscono affidabilità e sicurezza per i vostri lavori di precisione. Le taglierine a leva garantiscono prestazioni di alto livello grazie al loro speciale sistema di taglio “Super Cut”, sempre tenendo conto del fattore sicurezza grazie all’apposito salvamano.

  • Red Carpet di U-Power. La scarpa da lavoro antifatica

    La costante attività di ricerca e sviluppo dell’azienda leader nel settore delle calzature antinfortunistiche ha portato alla creazione di un’innovativa linea dotata di tecnologia antifatica, ideata appositamente per i lavoratori che trascorrono molte ore in piedi e in postazione fissa.

    Dall’accurato studio delle esigenze specifiche legate alle differenti attività lavorative, che da sempre guida U-Power nello sviluppo di dispositivi di protezione sicuri e a norma di legge ma anche belli da vedere e piacevoli da indossare, nasce Red Carpet: un prodotto su misura per chi svolge a lungo mansioni statiche.

    Per contrastare le fastidiose sensazioni di pesantezza alle gambe e i dolori lombari, alla cervicale o alle articolazioni, ovvero tutti i disagi tipici di chi trascorre molte ore in posizione eretta su postazione fissa, i laboratori U-Power hanno ideato una tecnologia in grado di rivitalizzare le aree sottoposte a stress. Red-Carpet, infatti, si avvale di un innovativo materiale creato da BASF per i tappetini antifatica: una mescola rivoluzionaria, totalmente atossica, che permette di assorbire e allievare i disturbi corporei causati dalla permanenza prolungata in piedi e nella stessa posizione.

    Le calzature della linea Red Carpet, in questo modo, proteggono e donano sollievo al piede del lavoratore, stimolando e riattivando la circolazione sanguigna in modo da ridurre il rischio di traumi e assicurando, naturalmente, alte prestazioni di comfort, equilibrio e distribuzione degli shock nell’ambiente di lavoro.

    La gamma comprende un ricco assortimento di modelli, bassi o alti, pensati per ogni necessità lavorativa e per tutte le stagioni, in ottemperanza alle classi di sicurezza da S1P a S3, con protezione antistatica ESD e antiscivolo SRC. Le tomaie in morbida pelle scamosciata e nylon, il sistema anti-perforazione con soletta “metal free”, il puntale leggero e traspirante Airtoe® Aluminium, la fodera Wingtex a tunnel d’aria traspirante e la soletta in Memory+Gel sono, infine, le caratteristiche inconfondibili delle scarpe a marchio U-Power, garanzia di alta qualità tecnologica e perfomance all’avanguardia.

    Pensate dai lavoratori per i lavoratori, le calzature antinfortunistiche firmate dall’azienda di Paruzzaro trasformano un indumento nato per rispettare un obbligo normativo in una piacevole esperienza di stile e benessere.

     

     

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  • “SALVAVITA PEDONI”, NUOVO BREVETTO EUROPEO A VERONA PER EVITARE LE STRAGI

    È “Elvia98”, dispositivo luminoso posto vicino la targa dell’automezzo per avvertire i pedoni se il guidatore sta frenando oppure no. L’ideatore è l’imprenditore veronese Angiolino Marangoni che torna a far parlare di sé con un nuovo aggiornamento: “E’ un messaggio salvavita per il pedone che sta attraversando la strada, renderlo veggente è essenziale per evitare le stragi. Non possiamo mettere a rischio la nostra vita fidandoci del buonsenso di chi guida”

     

    Le tragedie sulle strisce pedonali sono purtroppo all’ordine del giorno. Stando agli ultimi dati dell’Istat, si stima che ogni anno in Italia sulle strade muoiano oltre 600 persone, di queste la maggior parte sono proprio i pedoni. La cifra aumenta vorticosamente se si aggiungono i feriti, si toccano quasi i 20 mila annuali, producendo un costo sociale di 17,1 miliardi di euro. Tra le cause ci sono la distrazione e il non rispetto del semaforo pedonale, ma la colpa non è solo di chi guida, spesso sono gli stessi pedoni ad esporsi ai pericoli della strada.

    Oltre che con l’educazione stradale, come si può intervenire? La risposta viene dall’imprenditore veronese Angiolino Marangoni, salito già agli onori della cronaca in passato per le sue innovative invenzioni salvavita e la cui mission professionale (e di vita) si sintetizza in due parole: prevenzione e sicurezza. “Lavoro per educare alla prevenzione e alla sicurezza – racconta – in tutta la mia carriera ho brevettato molteplici dispositivi efficaci per prevenire gli incidenti. In Italia il problema della sicurezza dei pedoni non è mai stato risolto definitivamente, i dati spaventosi delle stragi lo confermano. Il codice stradale attuale fa capire che il pedone non può porre fiducia nel rispetto delle regole da parte del guidatore, perché tutti possono commettere errori o distrazioni, vere e proprie trappole mortali per il pedone. Ho rinnovato e aggiornato la mia invenzione “Elvia98”, il dispositivo luminoso che avvisa i pedoni dell’intenzione del guidatore con la scritta “Salvavita pedone”. Rappresenta l’unico sistema visivo e sostenibile che anticipa col segnale luminoso le intenzioni del guidatore senza ombra di dubbio”.

    Elvia98 è un semplice kit universale che si adatta ad ogni veicolo, composto da due dispositivi luminosi collocati sotto le targhe anteriore e posteriore e collegati ad un box di governo. Elvia98 entra in azione appena il guidatore tocca il freno, in automatico davanti si accende una scritta verde lampeggiante “Salvavita pedone”. “In questo modo – spiega – la persona che è in procinto di attraversare la strada, vedendo la scritta a led, capisce le intenzioni del guidatore e agisce di conseguenza, in tutta sicurezza. Dal 2020 è obbligatoria la frenata automatica d’emergenza, la sua omologazione ha solamente migliorato il livello dei veicoli e non certo risolto il problema della prevenzione, ovvero salvare la vita del pedone. Tutti i veicoli sono dotati di circa venti luci, ma nessuna è stata progettata per comunicare direttamente col pedone che sta attraversando la strada, Elvia98 lo fa”.

    Il pedone grazie a questo chiaro avviso visivo diventa “veggente”, intuisce se l’auto si fermerà o no. Ma non basta, Angiolino ha pensato proprio a tutto in tema di sicurezza e soprattutto di prevenzione, infatti al momento della frenata si attiva anche la targa posteriore che accende le parole “Ostacoli pericolo”, cosicché anche il guidatore in coda capisce di fermarsi, evitando così un’azione di sorpasso, spesso con conseguenze fatali.

    Marangoni lanciò il brevetto europeo Elvia98 nel 2017 riscuotendo un notevole successo, tant’è che anche dei Comuni (Vigasio e San Martino Buon Albergo nel Veronese) adottarono il dispositivo per i scuolabus. Ed oggi, dopo due anni di proficua diffusione e grandi soddisfazioni, l’ingegnoso imprenditore ha deciso di perfezionarlo con un aggiornamento al suo brevetto europeo. “L’attenzione è rivolta ai pedoni – spiega – e per questo è stata sostituita la scritta della targa anteriore “Pedoni vi aiuto” con “Salvavita pedone”, perché salvare le vite è l’anima di questa invenzione. E’ indispensabile comunicare visivamente l’intenzione del guidatore, è un’educazione “veggente”, è l’unica garanzia per evitare queste assurde stragi e per tale motivo ho di recente proposto al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti di omologare Elvia98”.

     

    Ufficio Stampa: [email protected]

     

    SCHEDA Angiolino Marangoni, imprenditore veronese classe 1950, è il classico esempio italiano di self-made man, il successo della sua vita è il frutto di una mente particolarmente feconda, tipica degli inventori. A vent’anni lavora presso un’industria calzaturiera ed in breve tempo lascia un’impronta indelebile nel settore con delle invenzioni ed innovazioni nella lavorazione del sughero. Il successo della sua azienda omonima inizia dal mondo del calcio, dove vanta numerosi brevetti per le attrezzature ed i prodotti dedicati, come il primo macchinario per la demarcazione dei campi che utilizza un colore ecologico e atossico (molto nota la sua idea di trasformare da bianche a tricolore le linee in occasione dei mondiali di Italia 90), il carrello per trasportare le porte da calcio in sicurezza, le porte da calcio antinfortunistiche antiribaltamento  e i ganci  per attaccare le reti ai pali delle porte e universalmente compatibili, già in uso dalla società calcistica Hellas Verona ACD Golfo Paradiso e Chievo Verona Bottagisio. Poi arriva Elvia98, il kit salvapedoni e salvaautomobilisti che abbraccia quattro rami d’applicazione: Elvia cars, transport, device ed educational. Infine, il nuovissimo brevetto per invenzione industriale dell’apparecchiatura per la stabilizzazione e la movimentazione delle porte da calcio.

    Informazioni e contatti: www.marangonisicurezzastradale.com

  • RedLion di U-Power. L’energia ai piedi di chi lavora.

    Grazie alla rivoluzionaria tecnologia Infinergy®, nasce una gamma completa di calzature da lavoro che restituiscono fino a oltre il 55% di energia ad ogni passo, nel segno del rispetto degli standard di sicurezza e del benessere di chi le indossa.

    L’azienda di Paruzzaro, punto di riferimento nella produzione di calzature antinfortunistiche, porta avanti una costante attività di ricerca e innovazione volta a sviluppare soluzioni all’avanguardia e altamente performanti in grado di migliorare sensibilmente la qualità della vita dei lavoratori.

    Con questo intento è stata concepita la gamma RedLion, che unisce all’affidabilità del marchio U-Power le proprietà eccezionali di Infinergy®, una tecnologia rivoluzionaria ideata in collaborazione con il gruppo BASF, leader mondiale nell’ambito della chimica. Questo materiale, nato per rispondere alle esigenze degli sportivi, è il primo TPU espanso (Expanded Thermoplastic PolyUrethan) che combina leggerezza ed elasticità in un unico prodotto. Inserito nell’intersuola della scarpa antinfortunistica, consiste in un evoluto mix di schiume che trasforma l’ammortizzazione tradizionale in ammortizzazione dinamica, garantendo, al tempo stesso, la più naturale flessibilità e la massima stabilità alla calzata. Infinergy® permette, così, di recuperare fino a oltre 55% di energia ad ogni passo, riducendo sensibilmente il senso di fatica, grazie a un intelligente meccanismo di “rimbalzo” che rilascia l’energia conservata nelle fasi di aderenza al suolo e di movimento spingendo il piede in avanti.

    RedLion si configura, quindi, come la scelta ideale per chi lavora a lungo in ginocchio o accovacciato, per chi scende le scale ripetutamente, per chi effettua numerosi spostamenti ma anche per chi mantiene a lungo la stessa postura. Articolata in una vasta gamma per rispondere alle esigenze più diverse a seconda dell’attività lavorativa e della stagione, la linea comprende modelli bassi e alti per proteggere la caviglia, ma anche sandali antinfortunistici per far fronte alle alte temperature estive.

    Tutti i modelli hanno il puntale integrato in Airtoe Aluminium o in Airtoe Composite con membrana traspirante, nonché tomaie avvolgenti e dal look curato, mentre gli standard di sicurezza variano da S1, S1P, S2 e S3, con protezione antiscivolo SRC nel rispetto  delle normative specifiche richieste da ogni singolo settore.

    Realizzate con materiali morbidi e resistenti, le scarpe RedLion rappresentano al meglio la filosofia U-Power: proteggere il piede in tutta sicurezza donando forza, comfort e stile.

     

     

     

     

    www.u-power.it