Categoria: Economia e Finanza

  • Lingotti d’Oro da Investimento Contro l’Instabilità Finanziaria

    I lingotti d’oro in un periodo di profonda crisi economica e di instabilità dei prezzi rappresentano per i risparmiatori un ottimo mezzo per mantenere il valore dei propri soldi, invece che tentare di destreggiarsi tra i molti investimenti alternativi che in molti casi si rivelano rischiosi e difficili da prevedere.
    Sono molti anche i consulenti finanziari che suggeriscano, a chi vuole preservare il valore dei propri risparmi da brutte sorprese, di acquistare lingotti d’oro, questi sono un metodo sicuro per poter conservare il valore dei soldi nel lungo periodo al riparo da qualsiasi genere di crisi economica e non.
    La cosa che è bene sapere prima di scegliere la strategia compro oro come forma di investimento è che questa non darà guadagni di alcun genere se non al momento della sua cessione, per questo motivo l’oro non è il metodo giusto per chi vuole investire soldi per cercare di ottenere dividendi o elevati guadagni in tempi rapidi.
    La strategia del compro oro ha un carattere prevalentemente difensivo rispetto al valore del capitale investito e per questo che questo metallo prezioso viene considerato come un bene rifugio tra i più affidabili, anche se in alcuni momenti è possibile avere la possibilità di venderlo ad elevate quotazioni monetizzando guadagni di tutto rispetto.
    in Italia il risparmiatore privato può liberamente detenere oro sotto forma di lingotti o monete, che più si adattano per gli investimenti di minor valore, i lingotti al contrario sono molto adatti per investire elevate cifre di denaro, in quanto in poco spazio e peso possano essere accumulati ingenti capitali.
    Se si acquista lingotti d’oro senza volersi accollare l’onere della custodia possiamo rivolgersi a società specializzate in investimenti in oro che vendano quote d’oro senza che il compratore riceva l’oro fisicamente, che verrà detenuto in appositi caveau che lo conserveranno per nostro conto fino al momento nel quale non decideremmo di rivenderlo monetizzando il proprio investimento secondo la valutazione oro del momento.
    Ci sono varie misure di lingotti d’oro, si parte da quelli piccoli che pesano 10 grammi per arrivare a quelli di un chilo che vengano solitamente utilizzati per stoccare le riservare auree degli stati o per i capitali delle grandi società di investimento.
    I lingotti d’oro certificati vengano venduti da società specializzate che sono ufficialmente riconosciute a livello internazionale e garantiscano la purezza dell’oro contenuto nei lingotti, i lingotti d’oro da investimento sono realizzati con oro 24 carati che corrisponde ad una purezza del 99,9%, la conservazione di questi nei caveau di queste società specializzate è un ulteriore garanzia di purezza che in caso di vendita viene riconosciuta a livello internazionale.

  • il metodo più semplice per ottenere una rendita garantita

    Per ottenere una crescita del portafoglio immobiliare è necessario allontanarsi dalle vecchie concezioni del mercato. Acquistare un immobile e attendere che il suo valore maturi e cresca è un piano inefficace e può rendere il proprio patrimonio sofferente o peggio essere considerato “Tossico”.

    Oggi esiste una strategia veloce e redditizia, della quale nessuno ne ha ancora parlato. Questa strategia si chiama Copartecipazione e Diversificazione Immobiliare  e più brevemente  “Quota di partecipazione Immobiliare”/QUOTA IMMOBILIARE.

     

    A chi crede che il mattone sia ancora un investimento performante, ma non si accontenta di una rendita dell’3/4% annuo, consigliamo un sistema che in pochi al momento hanno considerato.

     

    Analizziamo il “Vecchio modo” di investire Vs “Nuovo modo” di investire.

    Il “Vecchio modo” di investire prevedeva che un investitore ricercasse immobili grazie a portali nel web oppure si affidasse ad agenzie specializzate. Quando l’immobile è in linea con il prezzo di mercato c’è l’acquisto e poi come di consuetudine per ricavare profitto viene messo in affitto. Nelle città italiane più grandi, come Roma e Milano, nelle quali il mercato immobiliare non ha sofferto particolarmente, questo sistema porta nel migliore dei casi ad un 4% lordo (senza che vengano considerate le spese di mutuo per l’acquisto).

     

    Questo “vecchio modo” di investire è un approccio da cassettista, cioè colui che è in attesa del raggiungimento dei risultati e della remunerazione del capitale investito. Come sappiamo, storicamente questo sistema ha sempre portato risultati, anche se minimi, ma il difetto del “vecchio modo” di investire riscontrabile oggi nel 2017 è di non tenere conto di un fattore fondamentale, ovvero l’andamento della valuta di investimento.

     

    La creazione di un mercato unico globale ci ha permesso di bere un caffè a Parigi e pagarlo con la stessa moneta così come a Roma o come in altre città dell’unione europea. E’ diventato un luogo comune passare le vacanze natalizie al caldo e attraversare gli oceani in poche ore, ma non è frequente trovare un investitore che considera il resto del mondo come accessibile, vantaggioso e redditizio non solo dal punto di vista turistico.

     

    Le economie europee, nella maggior parte dei casi, sono stagnanti e la valuta euro è diventata molto debole, mentre sono ormai facilmente accessibili mercati molto lontani, che offrono valute in pieno boom.

    Per questo consigliamo di utilizzare il nuovo modo di investire.

     

    Vuoi fare un investimento razionale? Segui il “Nuovo modo”

     

    Esiste un “Nuovo modo” di investire, che permette di ottenere rendimenti superiori al 20% annuo, ben oltre le aspettative del tradizionale rendimento dell’immobile. Questo “Nuovo modo” prevede di sfruttare i benefici del mercato globale, anche immobiliare.

     

    Il metodo è abbastanza semplice: si sceglie un immobile in un paese in pieno boom economico, acquistandolo con il massimo sconto, in zone dove è prevista un’espansione commerciale turistica, si provvede a ristrutturarlo con finiture italiane curando i dettagli senza spendere troppo e si piazza l’immobile e/o la proprietà dopo 3/4 mesi ad un prezzo maggiorato del 50%.

     

    Un esempio lampante è che considerando che il mercato immobiliare cresca del 15% se si acquista sotto costo del 40% rispetto al valore reale di un immobile da 250.000$ si possono fare anche 80.000$ di profitto in soli sei mesi.

     

    Acquistando QUOTE IMMOBILIARI (che significa condividere gli utili su tutte le operazioni immobiliari effettuare dalla società) si ha la libertà non solo di fare profitti elevati superiori al 10% annuo ma anche di poter uscire dall’investimento in qualsiasi momento in caso di necessità come nel caso di un fondo azionario.

     

    Il “Nuovo modo” di investire consente di attenzionare l’andamento delle valute in termini prospettici e diversificare il proprio patrimonio, con questa analisi si è trovato un modo intelligente di investire. Inoltre, è un modo per proteggere il proprio capitale, evitando di esporlo a crisi economiche o politiche. Nel caso che uno stato, dove si è investito, dovesse fallire, con il sistema della QUOTA IMMOBILIARE si sarebbe tutelati perché l’investimento non è concentrato su un unico Asset Immobiliare locale ma diversificato su più operazioni contemporaneamente.

     

    Come valutiamo l’investimento immobiliare?

     

    Valore di acquisto: 120.000$

    Rendita totale: 85.000$

    Plusvalenza: 7.000$

    Utile: 85.000$+7.000$ = 92000$

    Roi totale: 92.000/120.000 = 76,7%

    Roi annuo: 12%

     

    Inoltre ci sono degli altri fattori da considerare come la costante crescita della domanda che farà schizzare i prezzi alle stelle.

     

    Vuoi investire in Partecipazione con la Quota Immobiliare? NOI siamo gli esperti.

     

    Se intendi analizzare queste proiezioni, puoi richiedere il documento di approfondimento visitando il sito internet: http://www.topinvestors.it

    oppure confrontarti direttamente con i nostri esperti pronti ad aiutarti a comprendere i vantaggi della QUOTA IMMOBILIARE

    Contatto diretto agente generale Mauro Zanini (+39) 331 82 44 253

  • Paesi offshore e conti correnti

    Molta gente, privati o imprenditori, desiderano oggi con la crisi che avanza trovare un luogo sicuro e affidabile dove depositare il proprio denaro o fare investimenti.
    Quindi si avvia il procedimento per aprire conti correnti offshore ovvero in paesi lontani o vicini ma comunque fuori dal proprio paese, dove vigono regolamentazioni diverse dal punto di vista fiscale con vari vantaggi.
    Questi paesi inoltre garantiscono di solito un’elevata riservatezza riguardo i clienti delle banche, assicurano spesso il segreto bancario, ossia il diritto da parte degli istituti di credito di non rivelare nessuna informazione sui clienti esteri che sono titolari dei conti correnti presso di loro.
    Questi paesi sono oggi dichiarati dall’Ocse non collaborativi, e possono in ogni caso venire meno al segreto bancario in caso di commissione di reato o illecito penale da parte del detentore del conto.

    Se un tempo questi conti erano usati soprattutto da grandi investitori che sfuggono alle tasse effettuando evasione fiscale o per il riciclaggio di denaro da attività illecite, oggi questi ocnti sono aperti anche da molta gente comune che vuole proteggere il proprio denaro per sfuggire al pignoramento del conto o ad Equitalia .

    Molti risparmiatori infatti dato che oggi ci sono specifici accordi tra Italia e Svizzera, ad esempio, hanno trasferito i propri fondi in giurisdizioni di paesi offshore.
    I paesi preferiti dove vengono aperti i conti correnti offshore oggi sono:

    Belize, isole Cayman, Panama, Hong Kong, Nevis, Guernsey,Jersey, Isola di Man, San Vicente e Liberia.

    Questi paesi offrono vari vantaggi nell’apertura di conti correnti offshore e rispetto ad altri paesi europei offrono anche una grande privacy dei correntisti dato che vige il segreto bancario e sono considerati non collaborativi quindi figurano sulla black list stilata dall’Ocse.

  • “Buoni & Vincenti”. Il successo etico diventa un libro

    Giorgio Nadali ha appena pubblicato il suo dodicesimo libro. Buoni & Vincenti. Etica e spiritualità del successo e del denaro. Un viaggio alla scoperta del successo e del denaro tra spiritualità, etica e coaching.
    Avere successo è un fatto di mentalità. La mentalità del ricco e quella del povero non sono legate all’entità del conto in banca. Sono atteggiamenti che si possono acquisire per avere successo e per dare una svolta alla propria vita.
    La prima parte del libro affronta il tema del successo e del denaro da un punto di vista spirituale. Esistono dunque una spiritualità del denaro e del successo o sono questioni prettamente materiali? I grandi guru del coaching, ma anche imprenditori di successo sembrano propendere per la prima ipotesi.

    L’affermazione di Donald Trump di qualche anno fa “Non preoccupatevi di come fare dei soldi. Chiedetevi piuttosto che cosa potete produrre, o quale utile servizio potete offrire ai cittadini e alla vostra comunità” sembra confermarlo.  La qualità della nostra vita non è determinata dal successo, materiale, ma da quello spirituale”. Non l’ha detto Confucio, ma il nuovo presidente degli USA, solo due settimane dopo l’insediamento.
    Cos’è la teologia della prosperità? Cosa c’è di vero nelle frasi di Cristo contro la ricchezza? Esiste una sana spiritualità del denaro? Chi ha voluto demonizzare il successo personale e la ricchezza economica? Qual è la mentalità di “vincenti” e “perdenti”? Lavorare quindici ore al giorno oppure puntare alla “libertà finanziaria”?

    Si è sorpresi nello scoprire che Buddha era molto attento sul fatto che la stabilità economica sia essenziale per il benessere e la felicità dell’uomo o che secondo alcuni proverbi ebraici: “Il denaro non rende felici, ma si piange di meno” e “essere senza denaro è sempre un errore”. Per gli ebrei “i bambini e il denaro fanno un mondo bello”.  Secondo i musulmani nel giorno del giudizio, una persona sarà giudicata sulla gratitudine ad Allah per la ricchezza ottenuta. Sembra proprio che Camus avesse ragione quando scriveva che è una sorta di snobismo spirituale quello delle persone che pensano di poter essere felici senza denaro.

    In che modo ciò che crediamo influenza e attira successo e denaro? La seconda parte del libro affronta il tema del successo e del denaro dal punto di vista del coach. L’autore è life e business coach certificato. Sono sintetizzati tutti gli atteggiamenti utili a trasformare un grande sogno in realtà, sia nel business come nella vita privata.

    In conclusione l’autore si chiede:  Manca solo una sana “spiritualità” del denaro e del successo, che in sostanza è una sacrosanta voglia di farcela. Ed è molto meglio che abbia successo e denaro una persona onesta sostenuta da nobili e alti valori, non credi? Insomma non vogliamo avere successo per arricchirci, ma crescere per avere successo. Se questo ti porterà anche ad arricchirti, ne saprai fare buon uso, vero?
    La risposta al lettore di “Buoni & Vincenti”.

    Giorgio Nadali
    “Buoni & Vincenti. Etica e spiritualità del successo e del denaro”
    Edizioni Segno (Udine)
    ISBN: 978-88-9318-170-9
    164 pagine
    Formato brossura: cm. 21,00 x 14,8 x 1,00
    € 15,00

    L’autore:
    Giorgio Nadali. È nato a Milano nel 1962. Giornalista, scrittore, coach certificato, docente di “Comunicazione & Successo” e di “Temi e problemi di Storia delle Religioni” all’Università UniTre di Milano. Ha pubblicato altri 11 libri su argomenti culturali

  • BRRD per il salvataggio delle banche

    In seguito alla crisi finanziaria del 2008 e l estremamente dannoso salvataggio di diverse istituzioni finanziarie, i governi hanno deciso che dovevano più essere i contribuenti a pagare il conto delle banche mal gestite ( “bail-out”, significato da parte di estranei), e di passare ad un “ bail-in”approccio ). Ciò ha portato alla BRRD UE (Banca di recupero e la direttiva Resolution) che è entrata in vigore il 1 ° gennaio 2016, in vari Stati membri e anche delle prime 5 banche slovene.

    Il BRRD afferma che quando si attua il salvataggio una banca in fallimento, le autorità competenti devono garantire che si tratti di “creditori” della banca che pagano il conto:

    Prima lo fanno tutti gli azionisti con l’annientamento di una parte o della totalità dei loro investimenti, senza alcuna distinzione tra insider / investitori professionali e quelli al dettaglio non Insider.
    I prossimi creditori a essere chiamati sono i detentori di obbligazioni subordinate, poi detentori di obbligazioni senior, ancora una volta senza distinzione tra insider / investitori in obbligazioni professionali e quelli di vendita al dettaglio (clienti bancari in genere al dettaglio a cui sono stati venduti questi titoli presso lo sportello bancario)
    Infine altri finanziatori e depositanti possono essere chiamati, se necessario.

    Il BRRD esclude così i principali addetti ai lavori e le persone principali che sono responsabili dei fallimenti bancari ovvero gli alti dirigenti e manager delle banche fallite. BRRD infatti non richiede alcun revocatoria sulla parte superiore remunerazioni e bonus delle persone che sono principalmente responsabili di questi fallimenti e sono i primi “addetti ai lavori”. Ad esempio, nel giugno 2008, sono stati concessi ai responsabili di Lehman Brothers 5 miliardi di $ in premi di risultato, pochi mesi prima che la Lehman presentasse istanza di fallimento. Perché le persone che sono i primari responsabili dei fallimenti bancari non sono solo assenti dalla cima della lista del “bail-inable”, ma in realtà sono completamente assenti dalla lista.

  • Vivere a Montecarlo nel principato di Monaco

    Monte Carlo è la parte centrale del Principato di Monaco, ed è anche uno dei suoi quattro quartieri tradizionali.

    È famosa per il  casinò, le spiagge,  la moda, e il Gran Premio che viene fatto una volta l’anno fra le strade cittadine.
    Il principato di Monaco e Montecarlo sono un paradiso fiscale e sono stati scelti come luogo di residenza da tantissimi personaggi famosi.

    Monte Carlo si chiama così dal 1º luglio 1866 in onore del principe Carlo III di Monaco ,  ma fino al 1861 era  sotto la protezione del Regno di Sardegna e si parlava ufficialmente in italiano.

    Il nome degli abitanti è monegaschi.
    Montecarlo è un paradiso fiscale dove tra le mete più ambite per ricchi da tutto il mondo e società off-shore e il Principato  con la sua banca BSBC Private Bank si trova nella classica al quarto posto tra i cosidetti paradisi fiscali.

    Questi sono paesi dove vige una tassazione ridotta e agevolazioni fiscali per privati o anche per aziende che quindi decidono di mettere li la propria sede aziendale.

    Non c’è alcuna tassa sul reddito o plusvalenze infatti la tassa maggiore da pagare qui è sui profitti di alcune società ( la maggior parte degli stranieri che aprono qui società però strutturano i loro affari per evitarla).

    Montecarlo paradiso fiscale è il paese dei ricchi, dove un monolocale costa 600.000 euro e quindi la gente media non può vivere qui per i costi altissimi della vita, ma a differenza degli altri paradisi è molto ambito per chi ha soldi perchè ha un clima caldo e soleggiato, ed è vicinissimo a tutte le maggiori città europee quindi un vero paradiso per i vip.

  • Le Bermuda il paradiso fiscale più aggressivo

    Secondo l’ultima classifica rilasciata da Oxfam a dicembre 2016, sono le Bermuda il paradiso fiscale più “”aggressivo””. Questo termine viene utilizzato per descrivere tutti quei paesi che con la loro tassazione praticamente inesistente contrastano ogni anno la lotta alla disuguaglianza economica per ridurre il tasso mondiale di povertà. Sul podio assieme alle Bermuda si trovano anche le Isole Cayman e i Paesi Bassi. Tuttavia, la lista è in realtà ancora molto lunga e un paradiso fiscale si trova in  paesi come: Hong Kong, Singapore, Cipro, le Bahamas, l’Irlanda e la Svizzera, Panama, Jersey, Lussemburgo, Curacao e le Mauritius.
    Criteri utilizzati per compilare questa lista
    Sebbene il numero di paesi contrassegnati con il termine di paradisi fiscali sia molto più lunga, solamente alcuni stati sono stati considerati come “”aggressivi””. Questo perchè sono stati utilizzati dei criteri particolari per descrivere le caratteristiche di queste zone del mondo. Ad esempio l’Oxfam ha valutato fino a che punto le pratiche sfruttate da questi paesi siano libere e nocive. Oppure è stato misurata la facilità con cui questi paesi tendono a rilasciare incentivi iniqui ed improduttivi per il mercato mondiale. Inoltre l’Oxfam ha valutato quanto questi paesi cerchino di contrastare la creazione di processi che hanno la finalità ultima di formare una trasparenza fiscale.
    Cosa sono i paradisi fiscali nello specifico
    I paesi considerati come paradisi fiscali nel mondo sono molti di più rispetto a quelli presi in considerazione per questa classifica. Questo genere di stati non prevede delle tassazioni, oppure emette delle tassazioni minime, per i capitali di grossa portata che vengono depositati. Alcuni di questi stati, sebbene possano prevedere una tassazione economica, favoriscono e applicano in maniera rigorosa il segreto fiscale che permette delle transazioni economiche in maniera facile ed elusiva. Molto spesso delle organizzazioni criminali di grossa portata oppure delle multinazionali che tendono a fatturare parecchio annualmente sono tra i maggiori sfruttatori dei paradisi fiscali. La lotta alla soppressione di queste modalità di tassazione sta diventando sempre più dura non solamente per cercare di reprimere il maggior numero possibile di organizzazioni criminali, ma anche per cercare di eliminare il dislivello economico tra i paesi più ricchi e quelli più poveri al mondo. Spesso, infatti, la scelta di depositare il capitale in un paradiso fiscale tende a sfavorire il regolare funzionamento del mercato mondiale. Questi paradisi fiscali, comunque, non sono tutti uguali e possono essere distinti in varie categorie come: quelli a tassazione minima, i paradisi fiscali a tassazione inesistente, gli stati che non tassano solamente i proventi generati in paesi esteri, gli stati che assicurano solamente il segreto fiscale.

  • RC auto: in Emilia Romagna prezzi in aumento del 2,5%

    Buone notizie per gli automobilisti dell’Emilia Romagna; nonostante un leggero aumento vissuto negli ultimi 12 mesi (0,90%) i prezzi dell’RC auto in Emilia Romagna continuano a rimanere inferiori ai valori medi nazionali. Facile.it (https://www.facile.it/assicurazioni-auto.html), il più importante sito italiano di confronto dedicato al mercato assicurativo, ha evidenziato una differenza del 6,30% col premio RC auto pagato in Italia e un costo, sempre medio, della copertura RC a febbraio 2017, pari a 495,79 euro.

    Secondo l’Osservatorio condotto da Facile.it (qui tutti i dati relativi allo studio sull’RC auto in Emilia Romagna:https://www.facile.it/assicurazioni/osservatorio/rc-auto-emilia-romagna.html), l’incremento annuale sarebbe stato ancora più contenuto se la seconda parte dell’anno non avesse registrato un aumento pari al 2,59%.

    Analizzando i dati per provincia è emerso come, nei dodici mesi, a subire i rincari maggiorisiano state Ferrara con un aumento percentuale dei prezzi del 3,77% e Modena dove gli automobilisti hanno subito un aumento del 2,14% delle tariffe RC auto. Aumento corrispondente al 2% anche nella provincia di Reggio Emilia.

    In assoluta controtendenza i numeri per gli assicurati della province di Forlì-Cesena e di Parma,; per loro non solo nessun aumento in ottica annuale, ma addirittura una riduzione. A Forlì-Cesena la riduzione dei prezzi è considerevole e corrisponde al 4,75%; a Parma la riduzione su base annuale è pari allo 0,93% anche se sarebbe potuta essere ancora maggiore se negli ultimi sei mesi i prezzi non fossero aumentati del 4,91%.

    Parlando in termini di costi assoluti e non di variazioni percentuali, Rimini, con i suoi 560,93 euro è la provincia in cui assicurare un‘auto costa di più; al secondo posto si piazza Bologna, con un premio medio pari a 525,92 euro. Terzo posto in classifica per Ravenna, con 500,18 euro. In fondo alla classifica, con 440,15 euro troviamo Ferrara nonostante il più alto aumento regionale negli ultimi 12 mesi.

    Con un’età media pari a 8,90 anni, i veicoli circolanti in Emilia-Romagna risultano più giovani della media nazionale (9,5 anni), ma nonostante questo è comunque l’assistenza stradale la garanzia aggiuntiva più richiesta dagli automobilisti emiliano-romagnoli; la inseriscono nel preventivo il 35,15% degli assicurati; seconda la copertura contro gli infortuni al conducente (21,78%), che precede di poco la tutela legale (21,05%).

  • RC auto: in Calabria prezzi in calo del 4,29%

    Negli ultimi 12 mesi i prezzi dell’RC auto in Calabria sono finalmente diminuiti, e non di poco dato che la variazione annuale registrata da Facile.it (https://www.facile.it/assicurazioni-auto.html), il principale comparatore italiano del mercato assicurativo, è pari a -4,29% su base annuale, il che porta il prezzo medio dell’ RC auto per gli automobilisti calabresi, a febbraio 2017, a 617,62 euro.

    In base ai numeri dell’Osservatorio elaborato da Facile.it, i cui risultati relativi alla Calabria sono consultabili a questo link: https://www.facile.it/assicurazioni/osservatorio/rc-auto-calabria.html, la seconda parte dell’anno ha però registrato una spiacevole inversione di tendenza ed un ritorno degli aumenti che, da settembre 2016 a febbraio 2017, sono stati pari mediamente al 2,14%, con il picco di Vibo Valentia e Catanzaro dove, rispettivamente, i premi RC auto sono aumentati del 6,57% e del 5,74%.

    A giudicare dai numeri è soprattutto Vibo Valentia la provincia che sta vivendo la situazione più strana perché se da un lato è vero che nel semestre è quella in cui i costi sono aumentati in maniera più sostenuta, è altrettanto vero che nell’anno qui i prezzi sono scesi in picchiata, registrando un forte -8,28%, il dato migliore di tutta la Calabria.

    Analizzando i dati provincia per provincia è emerso come, nei dodici mesi, a vivere le maggiori riduzione dopo gli automobilisti di Vibo siano stati gli assicurati di Crotone; per loro l’RC auto oggi costa il 6,31% in meno di quanto non fosse un anno fa. Terzi nella classifica calabrese i cosentini, che hanno gioito per un decremento delle tariffe pari al 3,90%; appena meglio di quanto sia accaduto a Reggio Calabria, dove la diminuzione dei costi da sostenere per assicurare l’auto è stata pari al 3,30%. Unici sotto la soglia del 2% gli assicurati della provincia di Catanzaro; per loro la riduzione si è fermata all’1,51%.

    Parlando in termini di costi assoluti e non di variazioni percentuali, Crotone, con i suoi 690,33 euro è la provincia calabrese in cui assicurare un‘automobile costa di più; al secondo posto si piazza Reggio Calabria, con un premio medio pari a 676,05 euro. Terzo posto in classifica per Vibo Valentia che, con 662,45 euro precede Catanzaro (580,19 euro) e Cosenza, risultata la provincia più economica, con un premio medio pari a 518,94 euro (unica in diminuzione anche nel semestre).

    L’osservatorio di Facile.it ha analizzato anche le coperture aggiuntive più richieste dai calabresi. Al primo posto assoluto l’assistenza stradale, inclusa nel 71,63% dei preventivi, dato facilmente comprensibile se si pensa che le auto circolanti in Calabria hanno in media 10,24 anni, molto di più del valore nazionale.

  • La teoria per l’analisi dei mercati finanziari di Graziano Campagna

    Classe ’63, Graziano Campagna è figlio di Mario Angelo, stimato professionista del Foro, noto per la sua collaborazione con i Senatori Avvocati Enea e Luigi Franza, e di Tecla Purcaro, figura particolarmente importante che ha curato personalmente la sua formazione.

    L’esempio del padre, esimia personalità forense e figura fortemente impegnata, in veste di Consigliere Comunale di Ariano Irpino, nella lotta all’illegalità e agli abusi perpetrati dalle Classi Dirigenti, stimolano in maniera particolare il giovane Graziano, che non a caso sceglie di ispirarsi a Mario Angelo Campagna nel suo personale percorso di sviluppo etico e professionale.

    L’infanzia e l’adolescenza di Graziano Campagna scorrono serenamente ad Ariano Irpino, cittadina nella quale si dedica alla pratica di svariati sport e in cui svolge la sua formazione classica. Prosegue gli studi presso la Facoltà di Giurisprudenza, che gli fornisce le competenze necessarie ad intraprendere le sue prime esperienze formative e per succedere, in seguito alla morte del padre, a quest’ultimo nella Commissione Tributaria di Primo Grado di Ariano Irpino.

    Collabora in qualità di assistente con alcuni artisti, per poi specializzarsi, in un secondo momento, nell’ambito dell’elaborazione di sistemi professionali per il Totocalcio. L’avvio di quest’attività mette in luce la figura di Campagna agli occhi delle principali società internazionali di scommesse sportive, con le quali intraprende in breve tempo proficui rapporti di collaborazione.

    La convalida della teoria di Graziano Campagna

    Nel 1996 avviene la svolta che decreta l’ingresso di Graziano Campagna nel mondo della Finanza. In questo contesto si distingue da subito per l’alta competenza nell’ambito della Matematica e della Statistica, facoltà che gli permette di tracciare alcuni innovativi piani di investimento e di diventare, nel breve volgere di due anni, uno dei maggiori collaboratori dei più importanti istituti bancari della Confederazione Elvetica nell’ambito della gestione terza di clienti privati.

    In questo periodo Campagna lavora anche come gestore autonomo e prosegue un percorso che lo porta ad affinare in maniera sempre maggiore le tecniche utilizzate per la gestione dei flussi in ingresso ed in uscita e a divenire, di conseguenza, una delle personalità più stimate del suo settore. Tale risultato, se contestualizzato nel particolare periodo di crisi che i principali mercati azionari hanno affrontato all’inizio del nuovo millennio, assume un valore specifico ancor più rimarchevole.

    Dalla scrupolosa indagine compiuta in riferimento al mercato dei Futures nel corso del 1997, Graziano Campagna intuisce come lo sviluppo di un algoritmo di tendenza possa essere la chiave di volta per il calcolo estemporaneo della direzione dei Future Tax: è così che prende corpo la Teoria degli Archi Temporali, che introduce un nuovo modello di gestione patrimoniale ancor oggi di riferimento per i professionisti che operano in questo particolare settore.
    Nel corso del 2002 Campagna viene premiato come primo gestore mondiale per numero di transazioni sviluppate sulla Borsa Tedesca, bissando questo risultato anche l’anno successivo.

    Ma, al pari del padre, Graziano Campagna sente di poter devolvere le sue energie non solo al campo lavorativo ma anche al sociale: per questo motivo sostiene alcune delle maggiori associazioni attive per la promozione dell’adozione a distanza e collabora attivamente con gli enti benefici che combattono la cecità infantile nei paesi più poveri della Sierra Leone.

  • Che cosa dobbiamo guardare prima di acquistare un fondo?

    Prima di acquistare un fondo,la risposta spontanea di una grande maggioranza della popolazione di scommettitori eccitati dai tabloid finanziari selezionerà il più economico. Eppure, un fatto inquietante è trascurato: cosa compriamo esattamente? Cosa stiamo cercando?

    Se siete alla ricerca di un buon investimento che si può mantenere a lungo termine per la pensione o per un’importante acquisizione da 5 a 10 anni, il livello delle tasse non vi dirà molto. Può sembrare sciocco (e lo è), un po ‘dimenticare di guardare il rendimento medio generato dal fondo.

    Se siete alla ricerca di prestazioni, ma per periodi di 5 o 10 anni e anche 15 anni il prodotto vi dirà quello che era successo urante la terribile crisi finanziaria del 2008-2009.

    Che altro?

    Prima di fare la vostra scelta di un fondo rispetto ad un altro, ci sono altri fattori determinanti da considerare. guardare ad esempio se il fondo è indice o tipi di gestione attiva. alcuni indici di fondi sono in grado di completare un’esposizione internazionale o settore, ma per un portafoglio di base sono da preferire fondi con oltre il 90% del contenuto e diversi indizi. Questa è chiamata una gestione attiva. Più il fondo si comporta e si presenta come un indice, meno si devono pagare i costi in quanto non richiede praticamente nessun lavoro di ricerca o di gestione.

  • Mutui: aumentano del 6,22% gli importi erogati

    Tornano a salire gli importi richiesti dai mutuatari e quelli erogati loro dalle banche; è questa la prima e più importante evidenza emersa dall’Osservatorio congiunto Facile.it – Mutui.it relativo ai mutui italiani nel periodo febbraio 2016 – febbraio 2017. (https://www.facile.it/mutui.html). Nello scorso mese la richiesta media di mutui in Italia, si legge nell’analisi condotta su un campione di oltre 13.000 pratiche, è stata pari a 134.900 euro, vale a dire il 7,35% in più rispetto ai valori registrati dodici mesi prima. L’incremento, però, sembra in qualche modo aver rallentato col passare del tempo visto che se si ferma l’analisi ai sei mesi l’aumento è pari al 5,34% e, nei tre mesi scorsi, al 4,21%.

    All’aumento degli importi richiesti corrisponde anche quello nelle somme erogate dalle banche, anche se in questo senso la crescita è inferiore e, di conseguenza, si crea un certo scollamento fra quanto gli aspiranti mutuatari vorrebbero ricevere e quanto effettivamente ottengono; a febbraio 2017 l’erogato medio è stato pari a 121.039 euro, equivalente al 6,22% in più rispetto ad un anno fa. Considerando ancora una volta i valori in ottica semestrale e trimestrale vediamo come, nei sei mesi, la crescita ci sia effettivamente stata, sia pure in maniera più contenuta (+1,85%), mentre nell’ultimo trimestre le banche sembrano aver scelto una linea di maggior cautela e gli importi erogati si siano ridotti, da dicembre 2016, del 2,13%.

    Con gli indici di riferimento ai valori più bassi di sempre, moltissimi italiani cercano di garantirsi per tutta la durata del mutuo le migliori condizioni possibili e, quindi, scelgono in massa il tasso fisso, cui sono indicizzati il 77% dei mutui richiesti a febbraio 2017; eppure qualcosa sembra cambiare all’orizzonte e, nel periodo compreso fra il 01 dicembre 2016 ed il 28 febbraio 2017, il tasso variabile torna a crescere guadagnando oltre 4 punti percentuali (+4,32%).

    A spiegare il fenomeno è Ivano Cresto, responsabile della Business Unit mutui di Facile.it: «La percentuale di nuovi mutuatari che sceglie il tasso fisso è in leggera discesa rispetto a fine 2016 perché, nonostante ci siano ancora sul mercato delle offerte a tasso fisso molto competitive, l’aumento degli IRS degli ultimi mesi sta spingendo alcuni nuovi mutuatari ad orientarsi verso altre soluzioni più convenienti sul breve periodo, come i tassi variabili, ma anche quelli misti che consentono una maggiore flessibilità e capacità di godere delle variazioni di mercato».

    Guardando al rapporto fra valore dell’immobile e importo del mutuo, se da un lato gli italiani continuano a tarare le proprie richieste su importi che sono pari a poco meno del 60% del prezzo della casa oggetto della compravendita, le banche ridimensionano le aspettative e finanziano in media il 53% del valore (era quasi il 56%) a dicembre, ma rimangono comunque anch’esse stabilmente al di sopra della soglia psicologica del 50%. Invariate, ormai da un anno, sia la durata media del piano di restituzione (22 anni), sia l’età del richiedente tipo (40 anni).

    I mutui prima casa

    Come da abitudine, l’osservatorio ha poi svolto un focus dedicato ai mutui prima casa (https://www.facile.it/mutui-prima-casa.html), per i quali ha riscontrato aumenti ancora più significativi.
    Se a febbraio chi ha sottoscritto una richiesta di finanziamento per comprare la sua prima casa puntava ad ottenere appena meno di 143.000 euro (142.826, +8,85% rispetto all’anno prima), le banche hanno comunque scelto di essere più generose rispetto a febbraio 2016, concedendo mediamente 125.250 euro (+9,18%), ma notevolmente più parche in confronto ai valori di dicembre 2016, quando concedevano in media 136.100 euro, vale a dire l’8% in più.
    Anche per i mutui prima casa rimangono sostanzialmente identici sia l’età media dei richiedenti (38 anni, uno in meno rispetto al febbraio 2016) e i tempi di restituzione del mutuo (24 anni, erano 23 dodici mesi fa).

  • RC auto: in Toscana prezzi superiori del 12,5% rispetto alla media

    Negli ultimi 12 mesi i prezzi dell’RC auto in Toscana sono aumentati e, in alcuni casi, in maniera considerevole. Facile.it (https://www.facile.it/assicurazioni-auto.html), il più importante sito italiano di confronto dedicato al mercato assicurativo, ha evidenziato una differenza negli ultimi sei mesi del 12,51% e un costo medio della copertura RC, a febbraio 2017, pari a 595,33 euro.

    Secondo l’Osservatorio condotto da Facile.it, (a questo link i risultati per la Toscana: https://www.facile.it/assicurazioni/osservatorio/rc-auto-toscana.html) la seconda parte dell’anno ha registrato un particolare incremento e, da settembre 2016 a febbraio 2017, i prezzi sono aumentati del 5,56%.

    Analizzando i dati per provincia è emerso come, nei dodici mesi, a subire i rincari maggiori siano stati gli automobilisti di Prato; per loro l’RC auto oggi costa il 7,24% in più di quanto non fosse un anno fa ed il 12,83% in più di sei mesi fa. Secondi nella classifica dei rincari gli abitanti di Firenze, che hanno dovuto arrendersi ad un incremento delle tariffe pari al 3,17%.

    In controtendenza i numeri per gli assicurati della province di Lucca, Pisa e Pistoia; per loro non solo nessun aumento in ottica annuale, ma addirittura una riduzione. A Lucca i prezzi sono scesi dell’ 1,75%; a Pisa si è registrato un calo del 2,36% ed infine a Pistoia una riduzione del 4,17% che sarebbe potuta essere addirittura maggiore se negli ultimi sei mesi i prezzi non fossero aumentati del 6,47%.

    Parlando in termini di costi assoluti e non di variazioni percentuali, Prato, con i suoi 856,75 euro è la provincia toscana in cui assicurare un‘automobile costa di più; al secondo posto si piazza Massa-Carrara che, con un premio medio pari a 641,64 euro registra uno dei più alti incrementi su base semestrale in termini percentuali (6,75%). Terzo posto in classifica per Pistoia con 635,13 euro, nonostante la più alta riduzione in termini percentuali su base annuale (-4,17%).

    L’osservatorio di Facile.it ha analizzato anche le coperture aggiuntive più richieste dai toscani. Al primo posto l’assistenza stradale, inclusa nel 39,82% dei preventivi. Al secondo posto gli infortuni al conducente (21,48%) e, al terzo, la garanzia che copre la tutela legale inserita dal 18,69% degli automobilisti toscani alle prese con il rinnovo o la sottoscrizione di una nuova polizza auto.

     

     

  • RC auto: in Veneto prezzi inferiori del 16,5% rispetto alla media

    Buone notizie per gli automobilisti veneti; nonostante un leggero aumento vissuto negli ultimi 12 mesi (0,75%) i prezzi dell’RC auto in Veneto continuano a rimanere notevolmente inferiori ai valori medi nazionali. Facile.it (https://www.facile.it/assicurazioni-auto.html), il più importante sito italiano di confronto dedicato al mercato assicurativo, ha evidenziato una differenza del  16,48% e un costo medio della copertura RC, a febbraio 2017, pari a 441,95 euro.

    Secondo l’Osservatorio condotto da Facile.it, (a questo link i risultati per il Veneto: https://www.facile.it/assicurazioni/osservatorio/rc-auto-veneto.html) l’incremento annuale sarebbe stato ancora più contenuto se soltanto la seconda parte dell’anno non avesse registrato un aumento pari all’ l’1,82%.

    Analizzando i dati per provincia è emerso come, nei dodici mesi, a subire i rincari maggiori, benché contenuti, siano state Verona e Padova; per gli automobilisti di queste due province l’RC auto oggi costa rispettivamente il 2,09% ed il 2,08% in più di quanto non fosse un anno fa.

    A seguire, nella classifica dei rincari, quelli subiti dai veneziani, che hanno dovuto affrontare un incremento delle tariffe pari all’ 1,82%. Assolutamente in controtendenza i numeri per gli assicurati della province di Rovigo, Treviso e Belluno; per loro non solo nessun aumento in ottica annuale, ma addirittura una riduzione. A Rovigo i prezzi sono scesi del 3,14%; a Treviso si è registrato un calo del 2,65% ed infine a Belluno una riduzione del 1,93% che a ben guardare, però, sarebbe potuta essere ancora maggiore se negli ultimi sei mesi i prezzi non fossero aumentati del 5,9%.

    Parlando in termini di costi assoluti e non di variazioni percentuali, Venezia, con i suoi 475,95 euro è la provincia veneta in cui assicurare un‘automobile costa di più; al secondo posto si piazza Padova, con un premio medio pari a 468,92 euro. Terzo posto in classifica per Verona, con 440,06 euro. In fondo alla classifica, con 356,95 euro troviamo Belluno nonostante l’aumento del 5,9% negli ultimi sei mesi.

     

  • RC auto: in Lombardia prezzi in aumento del 3%

    Negli ultimi 12 mesi i prezzi dell’RC auto in Lombardia sono aumentati e, in alcuni casi, in maniera considerevole. Facile.it (https://www.facile.it/assicurazioni-auto.html), il principale comparatore italiano del mercato assicurativo, ha evidenziato un incremento del 3,02% su base annuale, il che ha portato il costo medio della copertura a febbraio 2017 a 425,20 euro.

    In Lombardia (qui tutti i dati relativi allo studio sull’RC auto in regione: https://www.facile.it/assicurazioni/osservatorio/rc-auto-lombardia.html) l’aumento è stato quasi doppio rispetto al valore nazionale, ma i costi per assicurare un veicolo sono ancora inferiori, del 19,64%, se confrontati al premio medio italiano.

    Analizzando i dati per provincia è emerso come, nei dodici mesi, a subire i rincari maggiori siano stati gli automobilisti di Mantova; per loro l’RC auto oggi costa il 7,67% in più di quanto non fosse un anno fa. Secondi nella classifica dei rincari gli abitanti di Lecco, che hanno dovuto arrendersi ad un incremento delle tariffe pari al 6,21%; a Cremona, invece, l’aumento dei costi da sostenere per assicurare il proprio veicolo è stato pari al 5,62%. Unici in controtendenza gli assicurati della provincia di Como; per loro non solo nessun aumento in ottica annuale, ma addirittura una riduzione, seppure minima (-0,6%) che aveva già iniziato il suo corso negli ultimi sei mesi durante i quali si è registrata una diminuzione pari allo -0,37%.

    Parlando in termini di costi assoluti e non di variazioni percentuali, Milano, con i suoi 446,48 euro è la provincia lombarda in cui assicurare un‘automobile costa di più; al secondo posto si piazza Lodi che, con un premio medio pari a 439,31 euro, registra il più alto incremento su base semestrale in termini percentuali (3,66%). Terzo posto in classifica per Pavia, con una spesa che si pari a 437,64 euro.  Sondrio risulta essere la provincia più economica, con un premio medio pari a 366,96 euro.

    Con un’età media pari a 8,86 anni, i veicoli circolanti in Lombardia risultano molto più giovani della media nazionale (9,5 anni), ma nonostante questo è comunque l’assistenza stradale la garanzia aggiuntiva più richiesta dagli automobilisti lombardi; la inseriscono nel preventivo il 31,8% degli assicurati; seconda la tutela legale (19,63%) che precede la copertura contro gli infortuni al conducente (17,63%).

  • WM CAPITAL: SIGLATA PARTNERSHIP IN ESCLUSIVA CON ITALIAONLINE per la promozione dei servizi in franchising

    Milano, 21 marzo 2017

    WM Capital (WMC:IM), società quotata su AIM Italia specializzata nel Business Format Franchising, ha siglato un accordo di partnership biennale con Italiaonline, prima internet company italiana, attiva nel digital advertising per large account e nei servizi per la digitalizzazione delle PMI. L’accordo viene siglato in esclusiva per l’Italia, sulle reti dirette e in franchising, e ha l’obiettivo di promuovere i servizi e prodotti offerti da AZ franchising, il sistema multimediale di proprietà di WM Capital, al network di Italiaonline e viceversa. Fanno oggi parte di Italiaonline i servizi Pagine Gialle, Pagine Bianche e Tuttocittà, i portali Libero, Virgilio e superEva, le utility 892424 e 1240, la concessionaria di ADV nazionale e oltre 60 Media Agency che, dislocate lungo tutta la penisola e con oltre 900 agenti, costituiscono la più grande rete italiana di consulenti per grandi e piccole imprese.

    Fabio Pasquali, Amministratore Delegato di WM Capital: “L’accordo con Italiaonline ci permetterà di rafforzare il fatturato esistente ampliando il portafoglio prodotti e clienti integrando i canali di comunicazione social sul mondo del franchising in un mercato, quello del digital advertising e del digital marketing, dalle grandi potenzialità che sta mostrando in questi anni tassi di crescita sostenuti. In tal modo, oltre a consolidare la nostra offerta grazie a un sistema multimediale focalizzato sui canali internet, incrementiamo la capacità di sviluppare nuovo business per WM Capital e per i nostri clienti grazie a un partner che fa della capillarità su tutto il territorio uno dei suoi punti di forza”.

     

  • Fabrizio Zampetti. All’insegna del bello

    Fabrizio Zampetti. All’insegna del bello

    In uscita il nuovo libro di Alessandro Feroldi dedicato a un professionista del lusso in una città di storie ed eccellenze

    Milano – Marzo 2017

    La carriera e la vita di un professionista del lusso protagonista delle pagine di un libro. Alessandro Feroldi, scrittore e giornalista, racconta Fabrizio Zampetti, la sua esperienza e la sua Milano in un volume in uscita ad aprile.

    Con le esclusive fotografie di Sheila Rock, il libro è un racconto di vita, la storia di un uomo che ha fatto della sua carriera un vanto e che ogni giorno fa della ricerca del bello una missione. È lei lo sguardo dietro i ritratti magnetici di Fabrizio Zampetti che da vent’anni è protagonista indiscusso del mondo degli immobili di lusso e rappresenta, oggi, una nuova figura nel settore, l’House Hunter, garante di certezza, discrezione e professionalità. Negli scatti, in un rigoroso bianco e nero, la raffinata atmosfera che riporta alla mente la Hollywood degli anni Trenta e Quaranta, prerogativa di Zampetti, incontra l’intensità dell’arte fotografica, in un percorso per immagini alla ricerca di ciò che va oltre l’apparenza: la pura Bellezza. L’innata capacità che Sheila Rock possiede di entrare in empatia con il soggetto e svelarne l’identità più recondita è la caratteristica che ha convinto Gianluca Piroli (AD di Acmesign) che fosse la scelta giusta

    Protagonista del volume insieme a Zampetti, romano di nascita, è Milano, quella città che lo ha adottato e da sempre ispira il suo lavoro, con la sua anima stacanovista ma profondamente intellettuale e ricercata, quell’energia vitale che rende la capitale morale italiana un punto di riferimento in Europa e nel mondo.

    Per Fabrizio Zampetti “All’insegna del bello” è un motto, e uno stile di vita: da vent’anni – metà della sua vita – si occupa di case, facendo incontrare desideri, psicologie, attitudini, propensioni, gusti di coloro che una casa la cercano o la vendono.

    Il libro Fabrizio Zampetti. All’insegna del bello è in vendita nelle migliori librerie e su Amazon.

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  • Conosci il Trust? Marco Zoppi commenta lo strumento in una conferenza

    Il 15 Febbraio scorso ha avuto luogo l’importante seminario “Trust: se lo conosci lo usi”, organizzato da APINDUSTRIA.
    L’evento ha visto la partecipazione in qualità di relatore di Marco Zoppi, fondatore e CEO di Global Capital Trust e Premio FeeOnly 2012 e 2013 come miglior advisor fiscale, il quale ha avuto l’occasione di sfruttare questa vetrina per ribadire l’importanza dell’istituto del Trust come strumento utile a velocizzare, gestire ed ottimizzare tutte le fasi propedeutiche alla successione familiare nell’ambito di un’azienda.
    Il Trust, infatti, pur diffusosi in Italia in tempi relativamente recenti, è già comunemente identificato in tutta l’Europa come un istituto foriero di un alto quantitativo di garanzie per chi ne fa uso, in quanto esso nasce e si sviluppa con le modalità del Contratto con Vincolo di Destinazione.

    Ente organizzatore dell’evento, APINDUSTRIA è da più di un trentennio un riferimento forte, stabile ed affidabile per tutti gli imprenditori: fondata a Mantova, l’associazione oggi annovera più di 12.000 addetti e riunisce sotto le sue insegne più di 550 realtà industriali affiliate.
    Scopo ultimo che detta il modus operandi dell’ente di origine mantovana è quello di favorire lo sviluppo ed il potenziamento dell’impresa, fornendo soluzioni a basso costo per la risoluzione di tutte le più specifiche problematiche fronteggiate ogni giorno dalle aziende affiliate e dal loro management.

    La recente conferenza che ha visto la partecipazione di Marco Zoppi è stata utile a ribadire il ruolo di primaria importanza che ricopre il Trust nella gestione delle pratiche relative al turnover generazionale in ambito aziendale. Questo delicato argomento, infatti, rappresenta una delle problematiche più importanti alle quali ogni anno più di 80.00 aziende vanno incontro; in questo senso l’istituto del trust può garantire velocità, efficienza e sicurezza nella gestione di un patrimonio aziendale durante tutte le fasi culminanti del passaggio di consegne, fornendo al contempo protezione a tutti i patrimoni mobili ed immobili che fanno capo ad una realtà imprenditoriale.
    Ampio spazio, lo scorso 15 di Febbraio, è stato riservato non solo a Global Capital Trust ma anche ai rappresentanti dello Studio Associato SRS e del Gruppo Giovani Imprenditori, interessante realtà istituita nel 2005 e che raccoglie tra le sue file un consistente novero di imprenditori di età inferiore ai 40 anni.
    L’associazione sfrutta un lungo elenco di strumenti interattivi, quali mostre, conferenze, seminari e visite guidate presso le eccellenze industriali del territorio, per fornire formazione, supporto, assistenza ed aggiornamento a tutti gli affiliati.

    Il seminario, durante il quale si sono chiariti alcuni dei punti più controversi della nuova Legge “Dopo di noi”, che ha introdotto alcune norme inedite volte alla tutela e all’assistenza dei disabili privi di adeguato supporto economico e familiare, ha stimolato l’interesse generale di tutti i presenti verso i vantaggi offerti dal Trust, ribadendo la sua importanza strategica nell’ambito dell’amministrazione del patrimonio di qualsiasi realtà avente carattere imprenditoriale.
    Su questa base faranno fulcro le successive collaborazioni tra APINDUSTRIA e Global Capital Trust, che si articoleranno sulla base di un nuovo ricco calendario di eventi durante i quali Marco Zoppi si relazionerà al pubblico degli associati dell’ente mantovano.

  • L’auto lettura del contatore fa risparmiare?

    Quanto sappiamo delle auto letture e quanto usiamo questo strumento per risparmiare sulle bollette di luce e gas? A cercare di rispondere a questa domanda è stato Facile.it (https://www.facile.it/energia-luce-gas.html), il principale comparatore italiano del mercato che  ha analizzato i dati dichiarati dai propri utenti in fase di preventivo scoprendo che se, per i consumi del gas fanno l’auto lettura circa il 76% dei consumatori, la percentuale crolla al 27% se si parla delle bollette dell’elettricità.

    «L’autolettura permette al cliente di ricevere una fatturazione basata sui consumi reali e non su quelli stimati», ha dichiarato Mauro Giacobbe, amministratore delegato di Facile.it, «ma pochi sanno che la quasi totalità dei fornitori, quando effettua stime, lo fa in maniera conservativa con misure che oscillano fra il 20% ed il 30% in meno rispetto ai consumi effettivi. Per questo motivo, il vantaggio maggiore delle autoletture è quello di consentire al consumatore un maggiore controllo sui propri costi e, per usare un termine tecnico, sui flussi di cassa».

    A determinare la grossa differenza nell’autolettura fra luce e gas è il fatto che se nel primo caso i contatori tele-letti dal fornitore sono sempre più diffusi, nel secondo la percentuale di diffusione di questo tipo di tecnologia è pari a poco più dell’ 1%.

    A guidare la classifica delle regioni più propense a comunicare proattivamente al proprio fornitore i reali consumi di casa è la Lombardia; qui vivono il 26% dei consumatori che fanno l’autolettura per l’energia elettrica ed il 71% di chi lo fa per il gas. Alle spalle della Lombardia si trova il Lazio per l’energia elettrica (19,6%) ed il Veneto per quanto riguarda i consumi legati al gas (24%).  Guardando la classifica dal basso si scopre come la pratica dell’autolettura sia pressoché assente al sud e nelle isole con regioni dove non si arriva nemmeno all’1% dei consumatori.

    Aggregando i risultati per macro aree, per quanto riguarda l’energia elettrica fa capo al Nord il 57% delle autoletture; la percentuale sale al 73% nel caso del gas.

     

  • Cultura Crea: finanziamenti a fondo perduto per lo sviluppo del turismo culturale

    L’Italia possiede enormi potenzialità per attrarre turisti, grazie ad eventi culturali e musei. Spesso però è un aspetto sottovalutato. Per questo Invitalia ha annunciato il bando Cultura Crea, che promette di rilanciare il settore del turismo culturale tramite finanziamenti a fondo perduto per le nuove imprese che ne fanno richiesta.

    Tramite i finanziamenti invitalia le imprese turistico-culturali no profit, situate in Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia, possono richiedere un finanziamento a fondo perduto per nuovi investimenti fino a 400.000 euro. In particolare si tratta di un finanziamento a tasso zero che può coprire fino al 90% delle spese sostenute. Queste risorse potrann oessere utilizzate per ammodernare e migliorare le risorse culturali del nostro territorio.

    Esiste anche un’altra categoria di imprese che possono usufruire del bando Crea Cultura. Mentre il finanziamento a fondo perduto era rivolto alle imprese turistiche no profit già esistenti, le  start up culturali-turistiche possono usufruire di un finanziamento a tasso zero per progetti di rinnovamento e digitalizzazione.

    Il bando Cultura Crea è una novità introdotta da Invitalia, ovvero l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa. Per poterne usufruire è necessario fare domanda presso Invitalia, e presentare una domanda che descriva dettagliatamente il progetto. E’ necessario che la domanda sia presentata in modo corretto e non contenga errori formali; per questo è meglio affidarsi a degli specialisti in finanza agevolata come Incentivimpresa.

  • Le preoccupazioni fiscali catturano l’ex campione di Formula 1 Jacques Villeneuve

    Le autorità fiscali hanno dichiarato che l’ex pilota non ha pagato i suoi debiti e avviano un processo di recupero. In Quebec ha anche registrato una garanzia legale su una lussuosa casa dell’ ex pilota automobilistico, in Westmount, e il suo campo di Township of Harrington, nelle Laurentides, vasta come 350 campi da calcio.

    Jacques Villeneuve ha messo queste proprietà in vendita nel 2012, quando decise di lasciare il Canada per diventare  residente di Andorra. Non hanno ancora trovato acquirenti.

    La ditta De Grandpré Chait, avvocato fiscale, Martin Boily, spiega che l’ipoteca legale di Revenu Québec è legata ai crediti “sulle sue operazioni di business”, del 2010-2012.

    In un’intervista con il giornale nel 2013, Jacques Villeneuve ha comunque assicurato che aveva pagato tutti i suoi debiti alle autorità fiscali. “La mia partenza non è una questione di tasse. Ho pagato per i miei cinque anni in Quebec. ”

    Secondo Martin Boily, l’affermazione Revenu Québec si verifica dopo una verifica fiscale a Jacques Villeneuve per gli anni dal 2007 al 2012, solo cinque anni della sua residenza ufficiale in Quebec.

    L’avvocato dice che non vi è alcun contenzioso fiscale in corso tra Quebec e Jacques Villeneuve, per il momento, almeno non nei tribunali.

    “A seconda dell’esito della verifica, è possibile  piccole proteste da parte sua,” ha detto.

    Martin Boily dice che Jacques Villeneuve è diventato un suo cliente nel 2012, quando ha deciso di diventare un residente di Andorra. Questo principato dei Pirenei fino al 2015 ha offerto una aliquota zero per milionari che hanno scelto di stabilirsi qui. Da allora è stato fissato a un massimo del 10%.

    “Siamo stati consultati per garantire che le cose siano fatte in conformità con gli obblighi fiscali”, ha detto Martin Boily.

    L’avvocato fiscale non sapeva se il suo cliente fosse ancora residente di Andorra e non conosce l’identità della tassa internazionale di Jacques Villeneuve.

    L’ex pilota di auto da corsa non rispondere alle peraltro a queste domande.

  • Attività Commerciali Compro Oro un Settore in Evoluzione

    Il settore dei compro oro si è diffuso velocemente dai primi anni del 2000 a causa sia della crisi economica sia delle quotazioni record che l’oro aveva in quel periodo.
    Inizialmente la rapida diffusione delle attività commerciali dei compro oro è stata caratterizzata dalla presenza nel settore di operatori più o meno professionali che attratti da prospettive di buoni guadagni si sono precipitati ad aprire questo nuovo genere di attività commerciali.
    Il mercato dei compro oro in quel periodo dava opportunità a chi volesse vendere i propri oggetti preziosi di scegliere tra varie attività che spesso proponevano prezzi di acquisto molto diversi tra di loro.
    Approfittando anche dell’ignoranza iniziale delle persone in quel periodo alcune attività commerciali di questo genere hanno concluso acquisti di oro ad un prezzo nettamente inferiore al valore reale dell’oro acquistato.
    Con il tempo e grazie anche alle stesse campagne pubblicitarie degli stessi operatori del settore le persone hanno raggiunto una maggiore consapevolezza in merito al reale valore dell’oro, questo ha favorito quei compro oro che fin dal primo periodo hanno riconosciuto prezzi di acquisto oro più alti.
    Il settore è andato via trasformandosi anche dal punto di vista organizzativo delle attività commerciali presenti sul territorio, all’iniziale presenza di singoli operatori locali si sono aggiunti vere e proprie catene in franchising.
    I compro oro in franchising puntando su grandi campagne pubblicitarie di livello nazionale hanno progressivamente conquistato quote di mercato soprattutto ai danni di quei compro oro che proponevano i prezzi di acquisto più bassi.
    Negli ultimi anni sia per la diminuzione della quotazione oro sia per la minor disponibilità di oggetti in oro da parte delle persone, il volume di affari dei compro oro è diminuito drasticamente portando molti operatori del settore a chiudere l’attività.
    Questa fase negativa ha portato ad una ristrutturazione di tutto il settore che ha visto resistere solo i compro oro che hanno saputo conquistare maggiormente la fiducia dei consumatori fin dall’inizio, oltre alle catene di franchising maggiormente organizzate e diffuse.
    A contribuire ad una maggiore trasparenza di queste attività commerciali hanno contribuito anche leggi ad hoc che sono state promulgate per regolare un settore che in alcuni casi è balzato alla ribalte della cronaca per illeciti di vario genere.
    Oggi chi vende i propri oggetti preziosi ad un compro oro è sicuramente maggiormente tutelato, sia per la presenza su tutto il territorio nazionale di numerose attività in concorrenza tra loro sia per i molti controlli che le autorità eseguano sia sulle bilance di precisione sia per le norme antiriciclaggio finalizzate ad identificare in modo sicuro la provenienza degli oggetti acquistati.

  • Aprire la propria attività a Malta

    Malta attrae molta gente, ma non solo per il sole caldo e il suo mare blu, infatti oltre al lato turistico c’è anche il lato economico di questa isola che attira ogni anno molte persone e imprenditori che spostano li la sede delle loro attività.
    Qui infatti ci sono tassazioni basse e Malta è considerata un paradiso fiscale.

    Dal 2010 fa parte della “white list” ovvero una lista di paesi che assicurano una totale trasparenza e anche collaborazione con le autorità fiscali degli altri paesi dell’UE in ambito fiscale per contrastare  l’evasione fiscale, e tale garanzia di sicurezza fa si che molti imprenditori siano rassicurati di fare tutto nell’ambito legale e tutelare però il proprio patrimonio e affari.

    Molti infatti decidono oggi di trasferire qui le loro attività imprenditoriali. Aprire una società infatti è semplice e veloce, anche se vengono richieste comunque delle credenziali e dei documenti utili a capire che tipo di attività si va a svolgere e dare garanzie sulla persona che le va ad aprire anche se vive all’estero.

    Le tasse in ogni caso sono al massimo sul 35% sia per le persone fisiche che per le società e inoltre non ci sono trattenute fiscali, non ci sono imposte di proprietà o patrimoniali, il sistema previdenziale è giusto e l’Iva raggiunge il 18%, per questo Malta è un paradiso fiscale.

    Ovviamente per aprire una società e un conto corrente legato alla stessa conviene sempre affidarsi a del personale specializzato in tale ambito come avvocati o agenti finanziari che hanno una sede li e che possono gestire di persona per chi opera dall’estero tutte le pratiche e depositare i vari documenti richiesti anche se Malta è un paradiso fiscale.

  • Interoute presenta la soluzione Managed Container Platform a Cloud Expo Europe

    Interoute, l’operatore proprietario della più grande piattaforma internazionale di servizi cloud e uno dei più estesi e avanzati network europei, ha annunciato l’integrazione tra la propria infrastruttura globale di managed cloud e la container management platform di Rancher Labs, in occasione di Cloud Expo 2017. Questo nuovo approccio innovativo consente alle aziende di accelerare i processi interni di digital transformation e gli investimenti infrastrutturali.

    L’avvento della tecnologia dei container ha rivoluzionato il modo in cui le aziende possono creare e distribuire le applicazioni software, favorendo una maggiore agilità, una implementazione più rapida e costi operativi ridotti. In passato, i team Enterprise Operations & Infrastructure, dediti alla realizzazione di nuove applicazioni e servizi software, hanno dovuto gestire tutti i building block delle infrastrutture cloud (il Virtual Server, il sistema operativo e le librerie di applicazioni), necessari per creare l’ambiente di sviluppo di applicazioni. Scegliendo un approccio basato su container, gli sviluppatori possono ora concentrarsi sulla scrittura di applicazioni e sul deployment del codice direttamente all’interno del container. Tramite il successivo deployment del container all’interno dell’infrastruttura cloud di Interoute, è possibile incrementare il tempo di sviluppo e lancio di nuove applicazioni e software.

    La piattaforma di containerizzazione di Interoute è parte dell’Enterprise Digital Platform di Interoute, un’infrastruttura globale e sicura in grado di integrare una soluzione di Software Defined Core Network all’interno di una rete globale composta da 17 nodi cloud, in modo da ottimizzare applicazioni e servizi. Interoute permette alle organizzazioni di integrare i sistemi legacy, digitali e di terze parti in un’unica piattaforma globale, sicura e connessa privatamente. In questo modo, grazie ad Interoute, è possibile gettare le basi per avviare il processo di Digital Transformation aziendale.

    Con l’integrazione del software Rancher, Interoute è ora in grado di fornire accesso ad una serie completa di servizi infrastrutturali per la containerizzazione, permettendo agli utenti di eseguire il deployment dei container in un nodo cloud a scelta tra i 17 messi a disposizione da Interoute in tutto il mondo. Rancher è una container management platform open-source che rende il deployment e la gestione di container in fase di produzione più semplice.

    Matthew Finnie, CTO Interoute, ha commentato: “Le aziende che stanno sviluppando e realizzando app sul cloud, insieme a quelle che stanno affrontando un processo di digital transformation, necessitano di infrastrutture digitali (ICT) che permettano loro di accelerare i processi di sviluppo, test e implementazione. L’integrazione del software Rancher all’interno della piattaforma digitale di Interoute consente agli sviluppatori di accedere a una piattaforma gestita di containerizzazione, ospitata all’interno di un networked cloud privato e globale, e consentendo funzioni di vero calcolo distribuito”

    Louise Westoby, VP Marketing di Rancher Labs, ha aggiunto: “Siamo entusiasti di collaborare con Interoute e offrire agli utenti della soluzione di Enteprise Digital Platform una container management platform completa e pronta all’uso. Non vediamo l’ora di osservare i vantaggi che potranno avere gli utenti, sia in termini di scrittura e test del codice, sia di esecuzione delle applicazioni con architettura a microservizi più complesse.”

  • Cresce del 3,5% in sei mesi il premio medio RC auto

    Dopo un periodo in cui i costi delle assicurazioni auto sono calati ora si inverte la tendenza e, secondo i dati dell’Osservatorio Facile.it (https://www.facile.it/assicurazioni/osservatorio/rc-auto-italia.html) nel corso degli ultimi sei mesi i premi medi RC auto italiani hanno subito un rincaro del 3,5% arrivando a febbraio 2017 a un importo di poco superiore ai 529 euro.

    Il portale, leader in Italia per la comparazione di assicurazioni auto e moto (http://www.facile.it/assicurazioni.html), ha elaborato la propria analisi su un campione di oltre un milione di preventivi effettuati sul sito negli ultimi dodici mesi e relative quotazioni offerte dalle compagnie confrontate.

    Scorrendo i risultati emerge come alcune regioni si siano comportate in maniera diversa, con premi in calo nei sei mesi tanto in Friuli Venezia Giulia (-1,38% e premio medio 375,55 euro) quanto in Molise (-1.45%; 478,97 euro).

    «Dopo un periodo di relativa calma durato da marzo ad agosto 2016»  – dichiara Diego Palano, Responsabile BU Assicurazioni Facile.it «sul finire dell’estate i premi medi hanno addirittura cominciato a scendere, ma si è trattato di un periodo relativamente breve cui è seguito, sul finire dell’anno un continuo saliscendi che ha portato oggi i premi RC auto a valori simili a quelli registrati a maggio del 2015»

    Allargando il periodo di osservazione ai dodici mesi si vede come, pur presente, l’aumento sia stato comunque più contenuto (1,82%) e come, nell’anno, alcune regioni abbiano visto ridursi in maniera sensibile i costi necessari ad assicurare un’automobile. In Abruzzo la riduzione è stata prossima all’1%, ma è soprattutto in Puglia e in Calabria che oggi gli automobilisti possono essere più contenti visto che per loro i premi sono calati in un anno del 3,34% e del 4,29%.

    Notizie in chiaroscuro per la Valle d’Aosta dove si è registrato il maggiore incremento semestrale (12,30%), ma anche i premi medi più economici d’Italia (346,49 euro). La Campania, con un costo medio pari a 845,21 euro, è di contro la regione in cui assicurare un veicolo costa di più.

    «È in periodi come questi che confrontare le diverse offerte disponibili sul mercato diventa fondamentale»  – ha spiegato ancora Palano «ogni automobilista può verificare autonomamente quali siano le migliori condizioni ottenibili e, in virtù di ciò, arrivare a risparmi consistenti».

    L’Osservatorio di Facile.it ha puntato la propria attenzione anche sull’anzianità dei veicoli circolanti in Italia e sulle garanzie accessorie più richieste in fase di preventivo. I due elementi sono risultati strettamente connessi e visto che le 4 ruote italiane hanno mediamente 9,5 anni, non sorprende che la garanzia più richiesta sia l’assistenza stradale, inserita nel 42,4% dei preventivi.

  • RC auto: in Liguria prezzi in aumento del 4,78%

    Negli ultimi 12 mesi i prezzi dell’RC auto in Liguria sono cresciuti, e tanto. Facile.it (https://www.facile.it/assicurazioni-auto.html), il principale comparatore italiano del mercato assicurativo, ha evidenziato un incremento del 4,78% su base annuale, il che ha portato il costo medio della copertura, a febbraio 2017, a 539,11 euro.

    Secondo l’Osservatorio condotto da Facile.it, i cui risultati per la Liguria sono consultabili a questo link: https://www.facile.it/assicurazioni/osservatorio/rc-auto-liguria.html, la seconda parte dell’anno ha però registrato una frenata negli aumenti e, da settembre 2016 a febbraio 2017, l’incremento è stato pari ad appena lo 0,57%.

    Analizzando i dati provincia per provincia è emerso come, nei dodici mesi, a subire i rincari maggiori siano stati gli automobilisti di Imperia; per loro l’RC auto oggi costa il 9,62% in più di quanto non fosse un anno fa. Secondi nella classifica dei rincari i savonesi, che hanno dovuto arrendersi ad un incremento delle tariffe pari al 7,65%; appena meglio di quanto sia accaduto a Genova, dove l’aumento dei costi da sostenere per assicurare il proprio veicolo è stato pari al 5,69%. Unici in controtendenza gli assicurati della provincia di La Spezia; per loro non solo nessun aumento in ottica annuale, ma addirittura una riduzione, seppure minima (-0,66%) che a ben guardare, però, sarebbe potuta essere ancora maggiore se negli ultimi sei mesi i prezzi non fossero aumentati del 3,44%.

    Parlando in termini di costi assoluti e non di variazioni percentuali, Genova, con i suoi 571,09 euro è la provincia ligure in cui assicurare un‘automobile costa di più; al secondo posto si piazza La Spezia, con un premio medio pari a 556,47 euro. Terzo posto in classifica per Imperia che, con 459,01 euro precede Savona, risultata la provincia più economica, con un premio medio pari a 445,30 euro (comunque in aumento del 2,79% negli ultimi sei mesi.).

    L’osservatorio di Facile.it ha analizzato anche le coperture aggiuntive più richieste dai liguri. Al primo posto assoluto l’assistenza stradale, inclusa nel 40,73% dei preventivi. Al secondo posto la tutela legale (20,38%) e, al terzo, la garanzia che copre gli infortuni al conducente, inserita da poco meno del 16% degli automobilisti liguri alle prese con il rinnovo o la sottoscrizione di una nuova polizza auto.

  • Panama vuole punire coloro che la accusano di essere un paradiso fiscale

    Il governo di Panama ha presentato Giovedi 11 Agosto scorso al governo di maggioranza del Congresso un disegno di legge per l’attuazione delle tariffe, tasse e misure in materia di immigrazione per i paesi che accusano il paese di paradiso fiscale.

    Il progetto mira a “contrastare le misure discriminatorie che erodono gli interessi economici di Panama”, ha detto il ministro dell’Economia e delle Finanze, Dulcídio De La Guardia, durante la sua presentazione.

    Tra le misure c’è “la creazione di un elenco per distinguere i paesi che per vari motivi si impegnano in pratiche che discriminano o che comportano lesioni agli interessi economici o commerciali” di Panama, ha spiegato il ministro. Il progetto è stato approvato, il governo aumenterà le tasse e le tariffe per le rimesse ai prodotti provenienti da tali paesi, le cui aziende hanno difficoltà a partecipare agli appalti pubblici a Panama.

    Si potrebbero anche applicare restrizioni di migrazione, lavoro e trasporto, merci e passeggeri, ai paesi citati.

    Tuttavia, De La Guardia ha detto che le misure non sono automatiche, ma si applicano a seconda del danno agli interessi panamensi.

    L’iniziativa arriva dopo che Panama è stata trasferita  su una lista dei paradisi fiscali, mentre il governo panamense mantiene una controversia tariffaria con la Colombia.

    Panama è stata più volte menzionata di essere un paradiso fiscale, soprattutto dopo la pubblicazione delle cosiddette ” Panama papers”, che hanno rivelato come uno studio legale panamense avesse stabilito società off-shore a personalità provenienti da tutto il mondo, presumibilmente per evadere le tasse.

    “Gli interessi di Panama sono al di sopra di tutto e si difendono senza dubbio. Attraverso questo progetto, la gamma di opzioni per le sanzioni per i paesi che discriminano contro di noi è estesa “, ha detto il ministro del commercio panamense, Augusto Arosemena.

  • Redazione del Bilancio UE sulla base dei nuovi principi contabili nazionali e internazionali

    È tempo di bilanci, ma con regole nuove. L’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (ODCEC) di Bergamo e l’Unione Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili (UGDCEC) di Bergamo, giovedì 16 marzo dalle ore 9 alle 13 presso la sede in via Rotonda dei Mille, 1 a Bergamo, affronteranno la questione durante il convegno «Redazione del Bilancio UE sulla base dei nuovi principi contabili Nazionali e Internazionali».

    Numerose sono, infatti, le novità introdotte in tema di principi di redazione del bilancio di esercizio dal D. Lgs 139/2015, con cui è stata recepita la direttiva 2013/34. In particolare, si valuterà l’impatto che la modifica legislativa ha avuto sui principi contabili nazionali in un’ottica di avvicinamento agli standard contabili internazionali che prediligono il principio di prevalenza della sostanza economica dell’operazione sulla forma giuridica.

    Un percorso di approfondimento che arriva ora alla sua quarta giornata (il quinto e ultimo incontro si terrà il 24 marzo) e che vedrà l’intervento del Dott. Raffaele Marcello, membro del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili con delega alla revisione e ai principi contabili. Una presenza importante che aiuterà i Dottori Commercialisti di Bergamo a meglio comprendere l’evoluzione della professione con una significativa opportunità di confronto con i vertici della categoria.

    Inoltre, con il Prof. Pierluigi Marchini, Presidente della Fondazione Centro Studi dell’Unione Nazionale Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, saranno analizzate le modifiche intervenute nei nuovi OIC così da comprendere al meglio come declinare i più importanti principi contabili nazionali nella redazione dei bilanci.

  • Già 8mila imprese hanno scelto la fatturazione elettronica B2B

    Sono già ben ottomila le imprese che stanno utilizzando la fatturazione elettronica nelle operazioni B2B. Un dato che, spiega il viceministro all’Economia Luigi Casero, fondamentale per «arrivare nel medio periodo a un ampio utilizzo dell’e-fattura». L’idea di fondo – prosegue Casero – è quella di “potenziare gli incentivi per l’adesione spontanea al nuovo sistema di fatturazione online”.

     

    Viceministro, amministratori finanziari e associazioni di categoria hanno condiviso la necessità di avviare una sorta di road map che, nel breve, possa portare ad un ampliamento del perimetro delle aziende che optano per l’e-fattura nelle transazioni commerciali tra individui privati. “Le 8mila imprese che, per loro libera scelta, – commenta Casero – hanno anticipato l’opzione (rispetto alla scadenza del 31 marzo, N.d.R.) sono la dimostrazione che il sistema può davvero portare a una notevole riduzione di adempimenti e costi amministrativi”.

     

    La seconda tappa del percorso, dopo l’ampliamento degli incentivi fiscali, prevede l’individuazione di un software gestionale che permetta alle aziende di inoltrare la documentazione elettronica non solo all’Agenzia delle Entrate ma anche al professionista e alle banche, nell’ottica di un sistema di factoring. Come alcuni fanno notare, questo sarebbe davvero un autentico punto di svolta per la fatturazione elettronica, perché consentirebbe un rapporto senza dubbio più disteso dell’impresa verso l’adempimento, avendo la possibilità di correzione in caso di imprecisioni o errori.

     

     

  • Carta e conto per protestati

    Lo strumento di pagamento che ha riscosso maggior successo negli ultimi anni è la carta di credito prepagata. Le ragioni principali della sua diffusione sono riconducibili a due fattori principali: velocità e sicurezza. Si tratta infatti di uno strumento di pagamento facile e veloce, da utilizzare in tutti gli shop online e per inviare e ricevere denaro. La carta prepagata con IBAN proposta da GF Financial Service è un prodotto innovativo, sicuro, economico che non teme concorrenza con nessun altro tipo di carta prepagata o carta di debito. Per chi non riesce ad aprire un conto corrente per protestati, l’alternativa delle carte prepagate con IBAN è decisamente eccellente in quanto opera solo su basi attive. La nostra carta prepagata viene infatti concessa ed attivata anche a soggetti protestati segnalati nelle banche dati bancarie o al CRIF e/o che siano stati dichiarati falliti. Uno strumento che permette quindi a queste persone di tornare a lavorare e rimettere in moto la macchina della loro attività.

    Ma quali sono nel dettaglio i vantaggi delle carte prepagate?

    Come abbiamo detto le ragioni del fenomeno carte prepagate sono riconducibili alla convenienza e alla efficienza dei servizi che offrono. Sulle prepagate può essere caricata non più della somma necessaria da spendere subito. Il fatto che non vi stazionino grandi somme di denaro diminuisce evidentemente i rischi in caso di frode. La carta prepagata è inoltre protetta da adeguati protocolli di sicurezza poiché ad ogni richiesta di pagamento online, l’istituto bancario invia al titolare un sms di avviso con password monouso.

    La carta prepagata permette di tenere sotto controllo le spese spendendo solo quello che è caricato sulla carta, senza fare debiti o andare in rosso. Non è agganciata al conto corrente e in caso venga persa o rubata si perde solo quello che è caricato sulla carta.

    È uno strumento che funziona bene anche in sostituzione delle carte di credito, in caso non sia possibile averne a causa di problemi finanziari. Quando si richiede una prepagata, infatti, non viene infatti effettuata una verifica come con le carte di credito.

    Cosa si può fare con la carta prepagata con IBAN di GF Financial Service:

    • Ricevere lo stipendio e la pensione;
    • Ricevere ed effettuare bonifici;
    • Pagare bollettini postali,canone TV, Rid, Mav, F24;
    • Ricaricare il telefono cellulare;
    • Addebitare le utenze e i pagamenti rateali;
    • Prelevare contanti in tutto il mondo;
    • Effettuare acquisti su Internet in sicurezza;
    • Prenotare alberghi, aerei, noleggiare automobili;

    Contattateci per avere una consulenza gratuita per orientarti alla scelta della carta prepagata o del servizio finanziario migliore per le tue esigenze. Perché una buona analisi dei dettagli è ciò che può fare la differenza.