Categoria: Economia e Finanza

  • Nascerà una nuova bolla speculativa sull’Oro?Andamento e previsioni nel medio e breve periodo

    Nascerà una nuova bolla speculativa sull’Oro? Andamento e previsioni tecnica mensile e settimanale

    Andamento Oro: previsioni tecniche Oro medio e breve termine mediante la tecnica di W.D.Gann

     

    Oro mensile gennaio 2017
    Oro mensile gennaio 2017

     

    Andamento oro medio termine

    Dai primi anni del duemila fino al 2011 abbiamo assistito al periodo storico più scintillante nella storia del metallo giallo: da un minimo a quota 253 dollari per oncia, l’Oro ha gradualmente conquistato posizioni sempre maggiori fino ad arrivare a circa 1.919 dollari l’oncia nel 2011, decuplicando quasi il suo valore di partenza! Le motivazioni macroeconomiche che hanno portato da investire quote sempre più maggiori nel metallo sono diverse, includendo fra queste anche i nuovi protagonisti della scena mondiale ossia la Cina e l’India.

    Dal 2012 i prezzi dell’Oro hanno subito una lieve correzione tecnica che a partire dal 2016 sembra ormai esaurita.

    Da un massimo a 1.795 US/oncia il mercato dell’Oro e’ sceso fino ad un minimo a quota 1.045$ del 2016. Lo scorso anno la tendenza di media e lungo periodo si e’ invertita con il raggiungimento ed il sorpasso della soglia tecnica a quota 1.316$: da un Low a 1.060$ l’Oro ha raggiunto un top a 1.375$ circa per concludere a dicembre scorso a quota 1.150$.

    Sulla scorta di tale inversione tecnica dei prezzi quali saranno i prossimi obiettivi  per il futuro?

    Previsioni Oro medio periodo: poiché il mese di febbraio 2017 costituisce l’avvio ciclico di un nuovo trend di mercato mensile, la dinamica del metallo giallo risulta positiva fino a quando si manterrà sopra quota 1.136$. I prossimi obiettivi di prezzo sono al livello 1.264$; 1.310$.

    Solo nel caso gli scambi dei prezzi andranno al di sotto di 1.136$ si presenterà uno scenario diverso ciclicamente parlando: l’inversione di tendenza porterà a testare come prime quotazioni 1.100$; area 1.000$.

    Per il breve termine, il riassorbimento dei livelli negativi causati delle prese di beneficio nella settimana del 27 gennaio 2017 hanno dato un maggior impulso all’attività speculativa settimanale: prossimi obiettivi 1.251-1.2060$

    Le analisi sono state realizzate grazie al software di borsa Top Trader (c) realizzato per applicare correttamente la tecnica di Gann.

  • Cresce del 18% in un anno la ricerca di assicurazioni sulla casa

    Gli italiani hanno ormai capito che conviene tutelare i propri beni e, a giudicare dai numeri, al primo posto nei loro pensieri c’è la casa. Secondo un’indagine compiuta da  Facile.it (https://www.facile.it/assicurazioni-casa.html), il più importante comparatore italiano di prodotti assicurativi, su un campione di oltre 85.000 utenti unici, la ricerca di assicurazioni a tutela degli immobili è aumentata, in un anno, del 18%.

    Se già il dato annuale è notevole, diventa sbalorditivo quello registrato ad agosto: +52%, chiaramente influenzato  dai  fatti di  Amatrice – anche se, curiosamente, non sempre il danno causato dai terremoti  è  rimborsato dalle polizze.

    «Quando si decide di sottoscrivere una polizza che tuteli la nostra abitazione – precisa Giordano Gala, Responsabile BU assicurazioni casa di Facile.it – bisogna fare molta attenzione. Le polizze sono di due tipi: uno è relativo ai beni contenuti nella casa, l’altro ai danni alla struttura. Il secondo è quello che contempla anche i problemi causati dagli eventi naturali, ma non tutti i contratti includono i danni da alluvione o terremoto e, anche se lo fanno, hanno sotto clausole specifiche – come quella che esclude dalla copertura gli edifici costruiti entro i 25 metri dai campanili delle chiese o quella che tutela lo stabile precedentemente danneggiato da un sisma solo e soltanto se è stato completamente ristrutturato».

    A dimostrare il maggiore interesse  verso la tutela  assicurativa della propria casa sono gli italiani con un’età compresa fra  i 35 ed i 44 anni (39% del totale) e i residenti in Lombardia, Friuli   Venezia Giulia, Lazio ed Emilia Romagna, tutte regioni che nella loro storia più o meno recente hanno dovuto fare i conti con i danni causati da eventi naturali.

    Guardando ai costi, Facile.it ha fatto una simulazione legata ad un immobile di 100 metri quadrati sito a Milano;  per garantirlo con una polizza assicurativa i prezzi variano dai 240 ai 320 euro annui a seconda che la casa in questione sia un appartamento, una villetta singola o una villetta a schiera. Requisito fondamentale per vedersi garantite queste tariffe è che l’immobile sia anche abitazione principale; nel caso in cui si tratti invece di una seconda casa o comunque di un’immobile ad uso saltuario il costo aumenta anche del  25%.

    «Un altro aspetto da considerare attentamente – ha continuato Gala – è legato al valore reale degli oggetti custoditi nella casa e che copriamo con l’assicurazione. Tanto il massimale quanto il premio che paghiamo alla compagnia è legato proprio a questo valore ed è bene sia corretto: sopravvalutare un oggetto per questioni affettive potrebbe trasformarsi in un danno economico, così come il sottovalutarne alcuni per pagare un premio inferiore. Consideriamo quindi i valori reali e, ove possibile, manteniamo anche i documenti di spesa in un luogo che non sia la casa: in caso di danno sarebbe molto difficile recuperare quei fogli così importanti ai fini del risarcimento.»

    In ultimo una curiosità: le assicurazioni per la casa non sono necessariamente legate alla proprietà, a stipularla possono essere anche gli affittuari nella formula detta “uso locativo”. Scegliendo questa tutela gli inquilini possono proteggere sia i loro beni contenuti della casa, sia se stessi, dai contraccolpi economici che potrebbe causargli la richiesta di un risarcimento economico, per un danno all’appartamento da loro causato.

  • È ICIM il primo ente in Italia a poter certificare i planner bancari secondo la UNI 11602:2015, la nuova norma per qualificare le competenze dei professionisti che operano nella pianificazione…

    Interessati alla certificazione anche dipendenti e collaboratori delle grandi società di consulenza.

    Milano,  febbraio 2017 – ICIM, ente di certificazione indipendente, ha ottenuto, primo in Italia, l’accreditamento per la certificazione dei planner bancari, i professionisti che operano nella pianificazione e nel controllo di gestione all’interno delle istituzioni finanziarie secondo la Norma UNI 11602:2015. È una norma nuova, sviluppata in UNI e fortemente voluta dall’APB, l’Associazione Italiana per la Pianificazione e il Controllo di Gestione in Banca e nelle Istituzioni Finanziarie.

    I compiti e requisiti del planner sono specificati in termini di conoscenza, abilità e competenza in conformità al Quadro europeo delle qualifiche (European Qualifications Framework ‐ EQF).

    Il planner è una figura che sta assumendo un rilievo sempre maggiore anche in considerazione dell’attuale, complesso momento per il mondo finanziario, che basa le proprie decisioni strategiche anche sul lavoro di questi professionisti. All’interno del microcosmo della banca, infatti, il planner ha il compito di predisporre analisi qualitative e quantitative sulla situazione attuale e sulle prospettive future dell’ente, si occupa di mettere a punto una visione sistemica e di dettaglio per fornire agli organi aziendali deliberanti ed esecutivi gli elementi necessari per la definizione di una strategia sostenibile e per la determinazione degli obiettivi reddituali, patrimoniali e finanziari dell’organizzazione. A ciò si aggiungono le funzioni di coordinamento nel processo di formulazione dei piani industriali e dei budget, inclusa la misurazione dei risultati e l’elaborazione di rapporti informativi.

    Oggi banche e assicurazioni si affidano anche a professionisti esterni, spesso operanti in grandi società di consulenza aziendale, dipendenti e/o collaboratori che quindi possono essere interessati alla nuova certificazione.

    Ed è proprio per garantire in ogni caso i massimi livelli di professionalità che l’APB si è fatta promotrice della norma UNI 11602 che definisce le modalità di certificazione professionale del planner finanziario. Si tratta di una disposizione sviluppata a partire dalla legge 4/2013 che disciplina le figure professionali non regolamentate, quei professionisti, cioè, che non hanno albi, collegi o un riconoscimento a livello legislativo e per i quali la UE sta sviluppando un sistema condiviso di riconoscimento delle competenze e delle professionalità che consenta la libera circolazione tra gli stati membri.

    “I planner che conseguiranno la certificazione in base alla UNI 11602 avranno un titolo che sarà rapidamente riconosciuto sul mercato, così come avviene già da tempo all’estero” spiega il Professor Bruno Maineri, Presidente APB che ha guidato il gruppo di lavoro per la messa a punto della norma a cui ha preso attivamente parte anche ICIM. “La certificazione è per ora volontaria e costituisce, con la sua terzietà, un elemento che testimonierà la professionalità e la capacità di operare secondo i più elevati standard internazionali. Vogliamo creare – conclude Maineri – una nuova generazione di planner che possa, grazie anche alla formazione continua, trarre spunto e vantaggio dai nuovi scenari che vanno configurandosi per il settore bancario nel nostro Paese.”

    ICIM si relaziona da lungo tempo con il settore finanziario, per il quale valuta l’idoneità dei progetti di efficientamento energetico e produzione di energie rinnovabili, e sa bene come per banche e assicurazioni sia fondamentale gestire il rischio basandosi su dati certi e certificati.” – Afferma Gaetano Trizio, Amministratore Delegato ICIM S.p.A. Ritengo dunque che la certificazione professionale di una figura come quella del planner finanziario possa riscuotere un sicuro interesse, anche nell’ottica di un’integrazione europea che richiede standard di competenza e serietà sempre più elevati”.

    Il planner finanziario si aggiunge alle numerose figure professionali che ICIM già può certificare nei settori dell’energia, meccanica, safety e security.

     

    Ufficio Stampa ICIM SpA – Dragonetti&Montefusco Comunicazione

    Annachiara Montefusco T 02 4802 2325 M 3397218836 ) [email protected]

  • La nota spese diventa automatica!

    Vi siete mai trovati nella situazione di dover compilare una nota spese per una trasferta effettuata durante la vostra normale attività lavorativa? Vi siete mai resi conto di come una attività così apparentemente semplice possa creare colli di bottiglia e inefficienze amministrative?

    La gestione delle note spese è in realtà una delle attività più complesse per molti tipi di business. A cominciare dalle aziende di medie-grandi dimensioni con stretti rapporti con l’estero.

    Per i dipendenti la rendicontazione delle spese attraverso le ricevute non rende di certo il ritorno da una trasferta particolarmente piacevole.

    Il compito del personale che si deve occupare della gestione delle note spese poi, è altrettanto arduo: occorre infatti verificare il rispetto della policy aziendale, controllare e registrare le ricevute e infine contabilizzare le spese.

    Per semplificare questi processi, nei paesi anglosassoni, in particolare negli Stati Uniti, ha preso piede negli ultimi 10 anni il ricorso a software di gestione note spese. Dopo l’introduzione del self booking, questo tipo di automazione rappresenta il miglior modo per ottimizzare il ciclo delle operazioni legate ai viaggi di lavoro.

    Come scegliere il software di gestione note spese adatto alla tua azienda?

    La scelta del software di gestione note spese più adatto alla propria realtà aziendale non è un’operazione semplice. Bisogna analizzare le esigenze e gli obiettivi aziendali e valutare le funzionalità specifiche del software di gestione note spese selezionato (flessibilità, sicurezza, integrazione con gli altri software presenti in azienda, formazione del personale, change management ecc.).

    E in Italia?

    Anche in Italia, dopo la consueta fase di training condotta dalle aziende d’oltreoceano, sono nate IT firm leader di mercato nella automatizzazione aziendale e nella produzione di software di gestione note spese.

    Una di queste è Sarce Spa, innovativa realtà emiliana che commercializza da anni un prodotto realizzato per le esigenze dei mercati più disparati.

    Quali sono le caratteristiche da valutare?

    Un prodotto software di gestione note spese deve riuscire soprattutto ad adattarsi alle specifiche necessità aziendali ed essere facilmente fruibile attraverso un semplice collegamento internet. Ogni utente abilitato tramite login potrà accedere alla propria posizione personale e tenere sotto controllo i dati relativi alle spese di viaggio. I migliori software di gestione note spese sono utilizzabili da Mobile, con evidenti vantaggi in termini di acquisizione veloce dei dati e semplicità.

    Addio alle vecchie abitudini…

    Non bisogna però dimenticare che l’adozione di un software di gestione note spese comporta una completa razionalizzazione dei processi interni di viaggio. Quasi una rivoluzione copernicana nel modo di affrontare questa voce di spesa, con i vantaggi che ne conseguono… ma anche l’abbandono di quelle vecchie abitudini aziendali che rischiano di consolidarsi e porre freno allo sviluppo del business.

  • Società offshore a Panama

    Aprire una società a Panama
    Molti credono che compiere una tale azione sia troppo difficile, e non si cimentano nemmeno nell’ardua impresa. Eppure non è tutto così difficile come potrebbe sembrare a prima vista, e nella maggior parte dei casi è richiesto di compiere solo alcuni passi. Tralasciando che si può aprire una società offshore a Panama stando comodamente seduti a casa propria (ovvero delegando il compito a un team di esperti in materia), anche i costi di apertura e alcuni fattori sono notevolmente inferiori rispetto alla media europea. Questo permette di usufruire di vari vantaggi, tra cui l’anonimato. Non è un segreto, infatti, che la zona offshore sia un po’ off-limits. Grazie a delle particolari leggi che vigono sul territorio degli Stati offshore, chiunque che vi investe o che vi deposita del denaro riesce a sfuggire ai controlli finanziari degli enti di controllo, sia internazionale che nazionale. Grazie a questo sistema, quindi, è possibile nascondere il movimento di grandi somme di denaro.

    Non solo. A Panama chiunque può nascondere anche la propria identità, risultando quindi invisibile per la Guardia di Finanza o l’Agenzia delle Entrate italiane. Come se tutto ciò non bastasse, il piccolo Stato centroamericano è anche un paradiso fiscale. Questo significa che offre numerose facilitazioni sull’apertura delle aziende, ma applica anche tasse quasi nulle sui redditi generati nei confini di Panama. E vista la grande appetibilità turistica del territorio, non resta che meravigliarsi perché i grandi uomini d’affari non hanno ancora privatizzato quasi interamente l’isola. Tra le facilitazioni maggiori previste dal Governo di Panama, alcune riguardano l’apertura di società e aziende in proprio sul territorio di Panama. In particolare, chiunque può aprirci un’azienda propria spendendo solo alcune somme irrisorie. Anche i costi di mantenimento della società sono inferiori.

    E risparmiando sulle tassi e sulle percentuali, si può ricavare dei soldi in più da investire nell’attività. Questo fornisce all’azienda una marcia in più e le permette di cresce in minor tempo possibile. Se non si è completamente sicuri di poter trattare (o capire) i vari aspetti legislativi riguardanti l’apertura di una società offshore a Panama, è possibile rivolgersi a un team di esperti italiani. Oggigiorno in Italia vi sono diversi gruppi di lavoro, composto da avvocati, economisti e altri professionisti, che collega il Bel Paese a territori lontani ed economicamente appetibili. Affidando il lavoro ad altri si risparmierà tempo e denaro, e si potrà andare a Panama solo una volta che la società sarà stata effettivamente aperta. Il resto sono questioni derivanti dall’esperienza personale e dalle conoscenze in materia.

  • Le multe degli Stati Uniti sulle banche europee

    Il capo dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem ha detto che le multe degli Stati Uniti sulle banche europee come Deutsche Bank stanno erodendo la stabilità del sistema finanziario europeo.
    Allo stesso tempo, gli investitori del Qatar, compresi i membri della famiglia reale, hanno detto che stanno prendendo in considerazione di alzare la partecipazione del creditore tedesco travagliata al 25 per cento per puntellare la  posizione di capitale,

    Con Deutsche Bank ora cercando di negoziare una  multa di 14000000000 $ da parte del Dipartimento di Giustizia americano, Dijsselbloem ha detto che c’è un limite a quello che dovrebbe essere fatto nel punire le banche indebolite per i misfatti del passato.

    “Negli ultimi due anni, se si sommano tutte le multe che le autorità americane hanno messo sulle banche europee, si toglie un sacco di nuovo capitale che le banche europee hanno tirato al loro interno”, ha detto alla televisione CNBC in un’intervista. “Penso che sta diventando un rischio e penso che dovremmo discuterne.”

    Dal momento che c’è la crisi finanziaria, le banche europee hanno lavorato duramente per raccogliere capitali sui mercati per rafforzare le loro basi, ha detto.

    “Siamo nel processo di rafforzamento delle nostre banche”, ha aggiunto. “Ed ecco che arriva l’autorità americana che dice, ‘Oh, sono stati raccolti nuovi capitali’”

    “Non fraintendetemi,” ha detto. “Se Deutsche (Bank) è stata coinvolta in tutti i tipi di scandali, di cui hanno bisogno per prendere le loro sanzioni. Ma ha  bisogno di essere equa ed efficace. E l’ultima cosa che vogliamo sono le multe per minacciare la stabilità del settore bancario europeo. ”

    Le autorità europee hanno anche aumentato multe alle banche per rompere i regolamenti, Dijsselbloem detto. Tuttavia, ha aggiunto, “c’è un limite a quello che si dovrebbe e potrebbe fare in relazione alla stabilità finanziaria, e non appena si arriva vicino a quello, si sta esagerando le cose.”

    La multa minacciata nei confronti di Deutsche Bank – per aver commercializzato obbligazioni ipotecarie ad alto rischio, gli investimenti come sicuri prima della crisi finanziaria del 2008 – ha sollevato preoccupazioni che il governo tedesco avrebbe dovuto risolvere.

    Ma fonti hanno detto  che la multa sarà probabilmente pari a circa 5,4 miliardi di $, vicino a quello che Deutsche Bank ha già messo da parte per le sue incombenti spese legali.

    Gli investitori del Qatar  che vengono in soccorso includono l’ex premier Sheikh Hamad bin Jassim bin Jabor Al-Thani e suo cugino, l’ex emiro Hamad Bin Khalifa Al-Thani, che insieme ora possiede il 10 per cento delle azioni della banca tedesca.

    Deutsche Bank è in modalità di crisi dal momento della richiesta degli Stati Uniti il ​​mese scorso per una multa di $ 14 miliardi di dollari per la vendita di obbligazioni ipotecarie  ha scatenato timori per la salute finanziaria del prestatore, inviando il suo prezzo di quota e precipitando ad un minimo record.

  • Mercato immobiliare residenziale: prezzi in calo dell’1,2% nel secondo semestre 2016; -2,4% nell’anno

    I prezzi degli immobili residenziali in Italia sono vicini alla stabilità: dopo anni di drastici cali, secondo l’Osservatorio dell’Ufficio Studi di Immobiliare.it (http://www.immobiliare.it),  il secondo semestre 2016 ha segnato un calo dei prezzi dell’1,2%, l’oscillazione più contenuta rilevata dal portale negli ultimi tre anni.

    La strada verso un mercato finalmente più solido è ancora più visibile se si guarda al dato trimestrale, relativo agli ultimi mesi del 2016: in questo caso la variazione dei prezzi resta negativa ma si ferma appena allo 0,7%. Se il 2015 si era chiuso con un -5,1% di calo annuale, il 2016 si dimostra migliore, con prezzi in diminuzione del 2,4% sui dodici mesi.

    Nel mese di dicembre 2016 il costo medio degli immobili residenziali in Italia è stato pari a 1.940 euro al metro quadro. Questo valore varia nelle diverse aree del Paese: la zona più cara si conferma quella del Centro, con valori che arrivano a 2.341 euro al metro quadro; Il Nord cala a 1.952 euro, mentre il Sud rimane l’aerea con costi meno elevati pari mediamente a 1.629 euro al metro quadrato.

    Nel secondo semestre del 2016 il Nord è la zona che più delle altre si avvicina alla stabilità dei prezzi degli immobili, con una riduzione dello 0,8% che diventa -0,5% su base trimestrale. Al Centro e al Sud il calo è più evidente anche rispetto alla media nazionale arrivando rispettivamente al -1,7%  e al -1,4% nel secondo semestre. In entrambe le aree l’analisi sull’ultimo trimestre 2016 registra una riduzione dei prezzi pari allo 0,8%.

    Permane un grande divario fra i grandi e piccoli centri: dove si registrano oltre 250 mila residenti, la cifra media al metro quadro è pari a 2.580 euro; si scende a 1.695 euro per le città con meno di 250 mila abitanti. Guardando però alle variazioni dei prezzi, le due realtà si avvicinano e tendono alla stabilità in maniera praticamente identica, con un calo dei dello 0,9% nell’ultimo trimestre del 2016.

    «Un mercato contraddistinto da prezzi in forte calo per anni fa registrare oggi un aumento delle compravendite residenziali (+17,4% secondo l’ultimo Osservatorio dell’Agenzia delle Entrate) – dichiara Guido Lodigiani, Direttore Corporate e Ufficio Studi di Immobiliare.itViste le cifre che abbiamo rilevato, le oscillazioni dei prezzi sempre meno significative e vista la natura a “nido d’ape” del ciclo immobiliare, ci aspettiamo, per il 2017, un ulteriore incremento delle compravendite, a fronte di una sempre maggiore stabilità dei prezzi

    I capoluoghi di regione

    Come nel primo semestre, anche la seconda metà del 2016 incorona Firenze come il capoluogo di regione più caro d’Italia, con valori al metro quadro pari a 3.428 euro; ma se nella rilevazione precedente i prezzi erano in calo, adesso la tendenza si è invertita e, per l’ultimo semestre 2016, si registra un aumento dello 0,3%, che sale allo 0,4% su base trimestrale (settembre-dicembre 2016). Anche la seconda e la terza posizione della classifica dei capoluoghi rimangono invariate: Roma è seconda, con 3.327 euro al metro quadro (-2,5% nell’anno, ma soltanto -0,6% nell’ultimo trimestre); Milano resta terza con una media di 3.216 euro al metro quadro, valore in calo dell’1,2% nel semestre e più in discesa nell’ultimo trimestre 2016 con un -1,6%.

    Anche la coda della classifica rimane invariata ma emergono alcuni segnali di ripresa da evidenziare. Catanzaro rimane il capoluogo di regione più economico: per comprare un immobile residenziale qui si spendono mediamente 1.129 euro, cifra che è scesa del 5,5% rispetto al 2015 ma che risulta in crescita dello 0,2% nell’ultimo trimestre del 2016. Un segno, questo, di come la ripresa stia coinvolgendo anche le località meno care. Seguono Campobasso, con un prezzo medio di 1.180 euro al metro quadro (-10% rispetto a dicembre 2015, record assoluto dei cali annui in Italia), e Perugia con 1.290 euro/mq,  cifra scesa del 5,4% in un anno.

    L’ultima parte del 2016 ha visto crescere i prezzi in diversi capoluoghi di regione: oltre ai già citati casi di Firenze e Catanzaro, va segnalata la buona performance di Bologna, dove da settembre a dicembre 2016 i costi sono aumentati dell’1%. A Trieste e Aosta si è rilevato un aumento dello 0,8%, ottimo segno soprattutto per la seconda città che nell’ultima analisi era quella in cui i prezzi erano scesi maggiormente in un anno.

  • Paradisi fiscali, cosa sono

    Le magiche tasse dei paradisi fiscali
    È ormai tristemente noto quanto le tasse in Italia siano elevate. E non si parla solo di tasse sui beni (maggiormente conosciute con la sigla IVA), ma anche di tasse sulle bollette, e quelle molto care applicate alle proprietà (immobili e automobili in primis). L’elevatissima pressione esercitata dalle tasse sugli italiani ha portato non poche famiglie sul lastrico, con la conseguente fuga di molti membri all’estero, per cercare lavoro e poter vivere una vita più agiata e meno soggetta al peso eccessivamente gravoso delle tasse.

    Negli anni sono fortemente aumentate anche le tasse sui depositi bancari, calcolate in base alla giacenza media presentata a fine anno. Ciò ha limitato i risparmi di molti italiani, i quali si sono visti sottrarre parte dei propri soldi conservati con tanto impegno.
    È anche a causa della crisi e delle tasse esagerate esistenti in alcuni paesi che molte persone optano per conservare i propri risparmi nei famosi Paradisi fiscali. Questa definizione, di cui tanto si sente parlare, indica dei Paesi del mondo in cui non sono applicate tasse sui depositi bancari, o in cui la tassazione è estremamente limitata. Ciò significherebbe poter conservare i propri soldi in banca senza doverne dividere una parte con lo Stato. Un vero e proprio paradiso!
    Di Stati nel mondo che utilizzano questo sistema di tassazione miracoloso ce ne sono diversi, e vengono soprattutto sfruttati da alcune aziende offshore che vogliono vendere prodotti in Italia ma non pagare tasse su di essi, o per riciclare denaro.

    Molti di questi Stati, tra l’altro, non sono assolutamente tenuti a comunicare allo Stato italiano le cifre che alcune aziende – o anche privati – conservano nelle proprie banche. Questi Paesi sono presenti all’interno di una lista definita Black List nella quale, ad ora, sono contati più di 40 nomi.
    Tra i Paesi europei in questa lista vi era la vicina Svizzera, Stato che però dal 2014 ha stretto un accordo con l’Italia, accordo chiamato voluntary disclosure, con il quale è stata sancita la possibilità per la Svizzera di dichiarare i capitali al fisco italiano senza incorrere in sanzioni troppo elevate.

    Ma cosa spinge uno Stato a diventare un paradiso fiscale? La risposta è molto semplice: la possibilità di attrarre capitali esteri e guadagnare di conseguenza moltissimi soldi. È importantissimo che questi Paesi abbiano dimensioni molto limitate (infatti sono prevalentemente isole) e un basso numero di abitanti, altrimenti la tassazione troppo bassa potrebbe far collassare l’economia del paese. Gli economisti di tutto il mondo hanno pareri discordanti sull’effetto dei paradisi fiscali sull’economia mondiale, in quanto c’è chi pensa che facciano bene e chi suppone che possano ledere all’economia mondiale. Una cosa però è certa: prima di aprire un conto off shore in un paradiso fiscale è necessario conoscere bene le leggi e gli accordi che sono presenti tra i due stati, altrimenti si rischia di cadere dalle nuvole.

  • Terna certificazione IMQ per i sistemi di prevenzione della corruzione

    Terna, AD Matteo Del Fante, è la prima azienda in Italia ad ottenere da IMQ la nuova certificazione internazionale ISO 37001:2016 per i sistemi di prevenzione della corruzione.
    “La lotta alla corruzione è da sempre un elemento fondante della nostra cultura aziendale – dichiara Giuseppe Lasco, Direttore della Divisione Corporate Affairs di Terna – e per questo motivo abbiamo scelto di allineare ai requisiti normativi tutte le attività di analisi e controllo del sistema di sicurezza integrata che Terna ha sviluppato in questi anni.  Questa certificazione internazionale è per noi motivo di grande soddisfazione e rappresenta una ulteriore conferma dell’impegno volontario e responsabile della società a sostegno di legalità, trasparenza e sicurezza, tre principi che riteniamo fondamentali per la nostra azienda e per rilanciare lo sviluppo del Paese”
    Ad attestare tutti i requisiti di sicurezza, qualità, responsabilità sociale e sostenibilità del Gruppo è l’Organismo di Certificazione IMQ, il più importante ente italiano per il controllo e la valutazione della conformità e certificazione di prodotto e di sistemi di qualità e gestione aziendali.

    Giuseppe Lasco Terna certificazione IMQ

    Terna, che gestisce oltre 72 mila km di linee elettriche su tutto il territorio italiano, impiegando quotidianamente 4 mila lavoratori di oltre 300 imprese qualificate nei quasi 150 cantieri aperti da Nord a Sud, ha aderito su base volontaria a questa norma internazionale, che è stata pubblicata alla metà dello scorso ottobre e viene denominata “Anti-Bribery management systems”. Al fine di prevenire attività che potrebbero potenzialmente concretizzarsi in reati di corruzione, l’azienda ha sviluppato un modello di gestione conforme allo standard ISO 37001, con il quale garantisce comportamenti basati su criteri di correttezza, lealtà e integrità morale; inoltre, si impegna a osservare tutte le leggi, norme e regolamenti in materia di contrasto alla corruzione in Italia e all’estero e a condurre le proprie attività in modo tale da non essere coinvolta in alcuna fattispecie corruttiva.

    Tra le principali misure adottate, oltre all’impegno del top management: la predisposizione di una politica anticorruzione; l’individuazione di un incaricato; la formazione a tutti gli interessati; la valutazione dei rischi specifici; la definizione di relative procedure per i controlli commerciali e finanziari o per la regolamentazione di omaggi e regali; il monitoraggio dei fornitori e dei partner commerciali; l’istituzione di procedure di segnalazione e indagine.

    “L’applicazione della norma aiuta a ridurre il rischio di corruzione e mostra a tutte le parti interessate che l’organizzazione sta mettendo in atto buone pratiche riconosciute a livello internazionale per il controllo della corruzione” ha commentato Flavio Ornago, Direttore della Divisione Certificazione Sistemi di Gestione di IMQ. “Terna, impegnandosi nell’ottenimento di una certificazione di tipo volontaria, che riducesse tali rischi, ha dato testimonianza di un’estrema responsabilità nei confronti del mercato, degli stakeholders, ma anche dei consumatori”.

    Ogni anno la corruzione ha un costo di più di mille miliardi di dollari, con conseguenze catastrofiche in termini di credibilità del mercato. Per questo motivo l’ISO – International Standard Organization – ha sviluppato la norma ISO 37001 per aiutare le organizzazioni a combattere la corruzione e a promuovere l’etica nelle attività economiche.

    Dal 2005 Terna ha investito oltre 10 miliardi di euro per l’ammodernamento della rete elettrica di trasmissione nazionale, altri 6,6 miliardi sono previsti nel Piano di Sviluppo: un importante impegno economico che l’azienda ha deciso di affrontare con un modello di sicurezza integrato, che si basa anche sulla condivisione del rischio con i partner istituzionali e con le forze di polizia. Un percorso intrapreso già da molti anni dall’azienda, che ha scelto la strategia di puntare sulla legalità e sulla sicurezza integrata, per rafforzare la prevenzione su temi quali la corruzione, il lavoro nero, le irregolarità contributive e il rischio di infiltrazioni criminali nel tessuto economico, negli appalti e nei subappalti.

    Con l’accordo recentemente siglato con la Guardia di Finanza, Terna – grazie a una task force dedicata – già segnala e mette a disposizione delle Fiamme Gialle tutte le informazioni rilevanti per la prevenzione e la repressione di irregolarità, frodi e di ogni altro illecito di natura economico-finanziaria. Una collaborazione nata per contrastare irregolarità che pone una grande attenzione anche alla tutela dell’ambiente e della salute e sicurezza dei lavoratori: un approccio integrato con l’obiettivo di rafforzare una visione organica del lavoro d’impresa su legalità, trasparenza e ambiente.

    Terna, inoltre, è stata la prima società in Italia a realizzare un progetto come “Cantieri Aperti & Trasparenti”, uno spazio web unico nel suo genere a livello nazionale completamente dedicato ai cantieri delle infrastrutture elettriche su tutto il territorio, con libero accesso – da parte di cittadini e imprese da qualsiasi dispositivo elettronico – a ogni dettaglio su tipologia e numero di contratti, appalti e subappalti, e relativi valori economici, di ogni opera in costruzione.

    Fonte: Corriere della Sera

  • Buone nuove per i dipendenti pubblici

    I dettagli sono ancora da definire ma le ultime per i dipendenti pubblici fanno tirare a tutti un sospiro di sollievo. Rinnovi e aumenti, sono previsti infatti per tutti i dipendenti pubblici per il 2017, ottima notizia considerando che gli stipendi sono fermi da ben 7 anni. I punti ancora da definire andranno a toccare punti scomodi, come le assenze e i turni di lavoro.

    In particolare quello che al Governo stanno cercando di realizzare è il superamento del meccanismo standard delle 3 fasce di merito che furono previste dalla Riforma Brunetta. Puntando così su nuovi sistemi di valutazione più veloci e sopratutto più redditizi, basati su quelle che sono le competenze.

    Ovviamente questo porterà anche a realizzare dei provvedimenti disciplinari per meglio regolare le assenze. Insomma un passo che i dipendenti statali aspettavano da tanto, esattamente dal 2009, poi il 30 novembre 2016 la firma e nelle scorse settimane i primi incontri in merito.

    L’incremento pare stimato intorno agli 85 Euro medi lordi, ora bisognerà però capire se ci sono gli stanziamenti adeguati per mettere a punto questo movimento. Ma non finisce qui, vi è un’ulteriore richiesta da parte del Codacons, ovvero un indennizzo per il ritardo effettivo che c’è stato.

    Nello specifico l’associazione in difesa dei consumatori, richiede ben 200 Euro di indennizzo per ogni mese di ritardo. Insomma non resta che aspettare e sperare che le richieste vengano accolte ma ci vorrà ancora tempo per chiarire ogni minimo dettaglio. Come lo squilibrio tra inflazioni e alzamento degli stipendi che ha portato al disavanzo tra costo della vita e compensi.

    Purtroppo se ci fermiamo a visionare i freddi numeri, ci mettiamo poco a capire quanto sia rimasto arretrato il nostro Stato a differenza di tanti altri a noi confinanti. Dobbiamo però comprendere quanto possono fare i dipendenti pubblici per non dover fare delle rinunce dopo tanto lavoro.

    Nell’attesa che qualcosa cambi, si può attingere a quelli che sono i finanziamenti per i dipendenti pubblici  che permettono attraverso la cessione del quinto, di poter realizzare i propri desideri o i propri bisogni. I vantaggi, sono la massima trasparenza delle condizioni e la certezza dell’offerta con tassi fissi agevolati e rate costanti per tutta la durata del finanziamento.

    I requisiti per ottenerlo sono, un contratto a tempo indeterminato e minimo 3 mesi di anzianità lavorativa. Affidarsi a professionisti oggi è facile, basta confrontare sul web la presenza dei migliori in campo e scoprire così che nell’attesa, con la Cessione del Quinto, con la sola garanzia della busta paga è possibile accedere a prestiti di importo elevato, anche nel caso in cui ci siano finanziamenti preesistenti.

    Fra l’altro è prevista persino la possibilità di erogare un anticipo in attesa del rilascio del benestare. L’importo finanziabile arriva fino a 104.000 € di montante, nei limiti del quinto cedibile ed a tasso fisso. Insomma oggi grazie al web è facile scoprire chi siano le aziende leader nel settore, come il Gruppo Santamaria, nell’attesa che gli stipendi vengano finalmente ritoccati a modo.

  • Dove aprire un conto corrente estero oggi

    Oggi molte aziende e persone decidono di aprire un conto corrente estero per fare in modo di tutelare i propri risparmi contro crisi e inflazione e anche contro i possibili crack delle banche.
    le banche più sicure sono quelle svizzere infatti la Svizzera ha una forte economia stabile, inoltre anche se il segreto bancario oggi con la voluntary disclousure non è più tutelato, in ogni caso offrono vantaggi notevoli.
    Per aprire un conto corrente estero in una banca svizzera si può sceglier tra varie tipologie di banche che offrono dal semplice deposito con servizi base a conto con con tutti i servizi soliti della banca, oppure ci sono le private Banking con servizi  wealth management per patrimoni di un certo valore solamente. Ci sono poi sedi svizzere di istituti intermediari internazionali e le due maggiori banche che sono multinazionali svizzere in pratica che offrono tutti i servizi.

    Ci sono varie tipologie di conto, a zero spese, il conto che si può anche aprire online o per corrispondenza come in Svizzera o in Inghilterra.
    A volte ci sono però anche banche che richiedono particolari condizioni e vari documenti per i cittadini stranieri che vogliono aprire  un conto corrente estero presso queste banche.

    Aprire un conto corrente in Inghilterra è facile e veloce, l’Inghilterra infatti è un altro paese con economia forte dove molti decidono di aprire un conto o trasferirvi la propria società.

    Per aprire un conto   in una banca inglese servono di solito solo due documenti:

    1 . Passaporto valido o   Carta d’Identità, ma è più raro, perché   non esiste in UK.

    2. Proof of address:  la prova di residenza, ovvero un documento che certifica che state vivendo in UK , che avete un contratto affitto, che pagate le bollette del telefono,  dell’elettricità,  ecc.

    Se siete studenti o ragazza/o alla pari, questa  proof of address ve la farà il college o l’ostello o la famiglia dove vivete.

    Se  siete li per lavorare, la proof of address può essere anche la ricevuta  per il National Insurance Number.

  • Agriturismi, bene il 2016: +7% la domanda, il 26% arriva da turisti stranieri

    Enogastronomia, romanticismo e natura: sono queste le variabili che hanno determinato il successo degli agriturismi, strutture ricettive sempre più amate da italiani e stranieri. Il portale Agriturismo.it (http://www.agriturismo.it), partner di Casevacanza.it (http://www.casevacanza.it) e leader del settore, ha fatto il punto sul 2016: un anno positivo in cui se l’offerta sul territorio nazionale è aumentata di circa il 3%, la domanda ha fatto di meglio, +7%.

    Stabili i prezzi: quasi l’80% dei proprietari o gestori di agriturismi ha dichiarato di non aver effettuato variazioni rispetto al 2015; la media del costo del soggiorno per notte a persona, stando ai calcoli del portale, è stata di 43 euro.

    La Toscana si conferma “regina”: se l’offerta continua a crescere a ritmi sostenuti (+8,4% nel 2015 secondo l’Istat), anche la domanda sale, e di molto (+31% in un anno). Considerando la richiesta di alloggio su scala nazionale, la regione arriva a raccogliere il 33,1% del totale. Segue, a grande distanza, l’Umbria: qui si registra una crescita del 46%, che la rende la seconda più prenotata con l’8,2% di richieste. La terza posizione delle regioni con gli agriturismi più ambiti va al Veneto, con il 6,4% delle domande. Segue a ruota il Trentino Alto Adige, che raccoglie il 5,8% dell’interesse. A pari merito, Lombardia e Liguria, entrambe con il 5,6%.

    In un momento in cui l’agriturismo si sta affermando sempre più come trait d’union tra qualità agroalimentare e valorizzazione del territorio, a riconoscere il valore di questa struttura tipicamente italiana sono sempre più gli stranieri: secondo i calcoli di Agriturismo.it nel 2016 questi hanno rappresentato il 26% di tutta la domanda. Il loro interesse, in particolare, sembra premiare in maniera netta alcune regioni più di altre: in Friuli Venezia Giulia, Veneto e Sardegna questa percentuale sale ben oltre la media nazionale (registriamo, nell’ordine, percentuali pari al 48,3%, 46,1% e 40,6% di stranieri sul totale).

    Stabile rispetto ad un anno fa la durata media dei pernottamenti: sono 4,6, che diventano quasi una settimana in Sardegna (6,65) e nelle Marche (6,92 giorni). Sono vacanze letteralmente mordi e fuggi, invece, in Campania (3,08) e in Piemonte (3,22).

    Considerando singolarmente le province, la classifica vede tante località toscane pronte a contendersi il podio: è Grosseto a vincere sulle altre, raccogliendo, da sola, ben l’8,8% di tutta la domanda del 2016. La seguono a ruota Siena, con l’8,1%, e Perugia, con il 6,7%. Non mancano, però, province di montagna come Bolzano (3,3%) e destinazioni del Sud Italia, come Lecce (2,8%).

    «L’ultimo Osservatorio sul Turismo del Politecnico di Milano – spiega Veronica Mariani, fondatrice di Agriturismo.it rivela che il 58% dei proprietari di agriturismi ha stimato di chiudere il 2016 con una crescita del proprio fatturato. Si tratta, evidentemente, di un comparto del nostro sistema economico che gode di buona salute e che guarda al futuro con interesse. Dato che quasi l’80% delle loro attività di promozione ormai è online, ipotizziamo, per l’anno appena iniziato, un ulteriore ampliamento dell’utenza straniera, che usa sempre più il web per gestire viaggi e prenotazioni

  • Grande successo per il libro “Milano e le sue rotte obbligate. Le acque che ci tocca navigare.” di Fiorenzo Galli, Direttore del Museo della Scienza e della Tecnologia

     Milano di quale cultura ha bisogno per essere una città contemporanea e internazionale? Su questo e su altri interessanti spunti, commenta e riflette Fiorenzo Galli, Direttore Generale del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci” di Milano, all’interno del suo libro di recente pubblicazione, dal titolo “Milano e le sue rotte obbligate. Le acque che ci tocca navigare. Appunti per una cittadinanza sostenibile” (Edizioni Guerini e Associati). Con questo libro Fiorenzo Galli si è classificato primo, nella sezione Scienze Giuridiche Economiche e Sociali, del Premio Nazionale di Divulgazione Scientifica del 2016. Galli sostiene la necessità di sviluppare, con determinazione e intraprendenza, lo slancio che la città ha conosciuto durante l’Expo 2015, tenendo viva la vocazione di vivere da protagonista il mondo contemporaneo. Nel testo vengono individuate e definite le rotte migliori da percorrere, per proiettare Milano nel panorama internazionale, facendo tesoro dell’esperienza positiva di Expo e rendendola sempre più attrattiva e appetibile agli occhi dell’opinione pubblica mondiale, attraverso la cultura, che è un elemento fondamentale e indispensabile per riuscire a concretizzare questo importante obiettivo. Galli porta con sagacia il lettore a valutare attentamente la scelta che oggi si pone dinanzi ai cittadini che vogliono partecipare e condividere le sfide della complessità del mondo che viviamo. Le rotte di cui si parla sono quelle tracciate proprio dalla vocazione internazionale di Milano. L’esperienza di Expo ha fatto non solo ritrovare alla città il suo ruolo simbolico di guida del Paese, ma ha esaltato il suo potenziale verso il mondo, lanciandola stabilmente nel marketing urbano globale: dopo il decennio di Barcellona e poi quello di Berlino, ci sono così tutte le condizioni per puntare ad avere un decennio di Milano come Città-Mondo. Questa preziosa opportunità è a portata di mano, anche se bisogna però fare i conti con le emergenze odierne da gestire e affrontare con soluzioni efficaci e incisive.

     

  • La cessione del quinto INPS

    La cessione del quinto INPS è un prestito che il pensionato può ricevere da un istituto di credito e rimborsare attraverso un addebito automatico che l’INPS effettua sulla sua pensione. Viene chiamato in questo modo perchè il prelievo non può superare un quinto dell’importo mensile della pensione, ovvero il 20%.

    Per contenere il livello dei tassi di interesse e tutelare i pensionati, l’Inps ha predisposto una convenzione, sottoscritta da numerose Banche e Società finanziarie, che garantisce tassi più favorevoli rispetto a quelli di mercato. L’elenco delle Banche e degli Istituti convenzionati è disponibile sul sito ufficiale dell’INPS.

    Il pensionato deve richiedere il prestito alla banca o all’istituto di credito. L’INPS provvede poi a versare la quota stabilita trattenendola direttamente dalla pensione. La durata del contratto di prestito non può superare i dieci anni ed è obbligatoria la copertura assicurativa per il rischio di decesso prima che il periodo di rimborso sia completato.

    La cessione del quinto può essere chiesta su tutte le pensioni, ad eccezione di:

    – pensioni e assegni sociali;
    – invalidità civili;
    – assegni mensili per l’assistenza ai pensionati per inabilità;
    – assegni di sostegno al reddito;
    – assegni al nucleo familiare;
    – pensioni con contitolarità per la quota parte non di pertinenza del soggetto richiedente la cessione;
    – prestazioni di esodo ex art. 4, commi da 1 a 7 – ter, della Legge n. 92/2012.

    Per ottenere un prestito con cessione del quinto, il pensionato deve prima richiedere la comunicazione di cedibilità della pensione: un documento in cui viene indicato l’importo massimo della rata del prestito. La quota cedibile deve essere richiesta personalmente dal pensionato presso qualsiasi Sede Inps e va consegnata alla Banca o alla Società finanziaria con la quale stipulare il contratto di finanziamento. Nel caso in cui il pensionato, per la stipula del contratto, si rivolga ad un Ente finanziario convenzionato con l’Inps, la comunicazione di cedibilità verrà elaborata direttamente dalla Banca/Finanziaria attraverso un collegamento telematico con l’Istituto stesso.

    Poiché il pensionato può cedere fino a un quinto della propria pensione, la rata dipende dall’importo della pensione stessa. L’importo cedibile è calcolato al netto delle trattenute fiscali e previdenziali, e in modo da non intaccare l’importo della pensione minima stabilito annualmente dalla legge. Per questo motivo i trattamenti pensionistici integrati al minimo non possono essere oggetto di cessione. Nel caso si sia titolari di più pensioni cedibili, il calcolo si effettua sull’importo totale delle pensioni percepite.

    Prima di poter versare l’importo della rata trattenuta dalla pensione alla Banca o alla Società finanziaria, l’Inps verifica la presenza di alcune condizioni a tutela del pensionato:

    – la Banca o la Finanziaria devono avere tutti i requisiti richiesti dalla legge per questo tipodi operazione;
    – il tasso applicato al prestito deve essere inferiore al “tasso soglia” anti-usura per gli Enti finanziari accreditati o al tasso convenzionale stabilito per la propria fascia di età per il prestito erogato da Ente finanziario convenzionato;
    – la rata contrattualmente prevista non deve superare un quinto dell’importo della pensione;
    – nel contratto devono essere indicate tutte le spese (istruttoria, estinzione anticipata, premio assicurativo per premorienza, commissioni, interessi).

  • Lusso immobiliare: il mercato del Sud Europa è il più ambito

    3,2 milioni di euro: è questa la cifra media che chi cerca immobili di lusso nel mondo ha intenzione di spendere. Somma elevata, certo, ma in contrazione del 3,7% rispetto al 2015. A dirlo è un’analisi di LuxuryEstate.com (http://www.luxuryestate.com), portale internazionale partner di Immobiliare.it per il settore del lusso. Nel 2016 il Sud Europa si è confermato l’area del pianeta più ambita dai Paperoni del mattone: Spagna, Francia e Portogallo occupano il podio della classifica dei Paesi che hanno attratto il maggior numero di richieste di immobili residenziali di prestigio.

    Spagna, Francia, Portogallo e Italia

    La Spagna è la meta più ambita per le residenze di alta gamma con un incremento delle ricerche pari al 30% rispetto allo scorso anno e una crescita dei budget medi del 2% (3,3 milioni di euro).

    Negli altri Paesi europei che guidano la classifica, invece, i budget medi risultano in calo: la Francia, arrivata seconda con un incremento del 3% sulle richieste, attira mediamente somme pari a 2,4 milioni di euro (-4% rispetto al 2015). A fronte di un aumento dell’interesse, tradotto in un +35% di richieste di immobili di lusso, il Portogallo perde in termini di investimenti: questi infatti sono scesi del 13% in un anno e chi cerca una dimora nel Paese è pronto a spendere mediamente 2,2 milioni di euro.

    Anche l’Italia si piazza bene per il numero di richieste nel 2016: con un incremento del 5% arriva al quarto posto e raccoglie l’interesse di acquirenti pronti a spendere mediamente 2,2 milioni di euro, cifra che però risulta in calo rispetto al 2015 (2,4 milioni).

    Stati Uniti ed Emirati Arabi

    A seguire troviamo il primo Paese extraeuropeo, gli Stati Uniti, in cui si registra il 16% in più di richieste rispetto all’anno precedente con un budget medio ben più alto di quelli relativi al Vecchio Continente e pari a 6,3 milioni di euro (il 17% in meno in confronto a un anno fa). Ancora più cospicua la cifra che sono disposti a spendere coloro i quali hanno interesse negli immobili residenziali negli Emirati Arabi, dove si parla di una media di 6,7 milioni di euro, il 22% in più rispetto al 2015.

    Regno Unito, Austria, Svizzera e Turchia

    Discorso a parte va fatto per il Regno Unito: la Brexit ha probabilmente fatto perdere appeal a questa meta da Paperoni, tanto che nella classifica ha perso una posizione rispetto all’anno scorso. Il budget medio però aumenta, segno che gli immobili di lusso, la cui richiesta si concentra per lo più su Londra e i grandi centri, non perdono di valore, anzi. La cifra al momento della ricerca di una casa è pari mediamente a 7,2 milioni di euro, il record tra i Paesi più cercati, e segnala un incremento annuo del 20%. Austria e Svizzera registrano un importante aumento di interesse, stando alle ricerche effettuate su LuxuryEstate.com: si parla rispettivamente del +25% e +14% in un anno. Nonostante i problemi e i disordini politici, la Turchia continua ad attirare un numero sempre crescente di potenziali investitori del lusso immobiliare: in un anno si è registrato un aumento del 14% per le ricerche, che si muovono su budget medi di 3,2 milioni di euro.

    Repubblica Dominicana, Grecia e Canada

    In crescita anche la domanda di immobili di lusso in una meta esotica lontana dall’Europa, la Repubblica Dominicana, che ha guadagnato il 17% in più rispetto al 2015, con budget medi di 2,8 milioni di euro.

    La Grecia soffre ancora la crisi degli scorsi anni, attirando il 29% di ricerche in meno rispetto a un anno fa e perdendo ben sette posizioni in classifica. Si riduce anche la cifra che si è disposti a sborsare per un immobile di lusso che, con un calo annuale del 10%, arriva a 3,8 milioni di euro.

    L’impennata record dei budget è stata registrata per il Canada dove se l’anno scorso si volevano spendere in media 2,2 milioni di euro, ora la cifra è salita a 2,9 milioni (+33%).

    «Gli acquirenti alto-spendenti – racconta Silvio Pagliani, Presidente di LuxuryEstate.comsono attratti dal Sud Europa per il clima mite ma anche per dei prezzi relativamente abbordabili se confrontati, ad esempio, con quelli che servono per acquistare un immobile di lusso negli Stati Uniti o negli Emirati Arabi. Questo non implica una concentrazione della ricchezza nei Paesi più cercati dato che, mediamente, solo un terzo delle richieste è autoctono: chi è alla ricerca di residenze di lusso usa il web soprattutto per trovare casa in mete lontane dal proprio Paese d’origine e lo fa nell’85% dei casi per acquistarle».

  • RC Auto: In FVG meno denunce, ma premi più alti

    Nonostante una leggera diminuzione, rispetto all’anno precedente, del numero di sinistri con colpa denunciati (-0,10%), secondo l’osservatorio di Facile.it (https://www.facile.it/assicurazioni-auto.html) nel 2017 sono previsti rincari nei costi dell’assicurazione auto per quasi 30mila automobilisti del Friuli Venezia Giulia.

    In base all’analisi – che ha considerato un campione di circa 8.000 preventivi di rinnovo compilati in regione nello scorso mese – con il 3,76% di automobilisti che hanno fatto ricorso alle assicurazioni per aver causato un incidente, oltre a rimanere una di quelle in cui i premi medi sono tra i più bassi della nazione, il Friuli Venezia Giulia è la regione automobilisticamente più “virtuosa” del Nord Italia.

    Come si evince dall’osservatorio specifico – i cui dati relativi al FVG sono consultabili nella versione completa a questo link https://www.facile.it/assicurazioni/osservatorio/rc-auto-friuli-venezia-giulia.html – il premio medio RC auto pagato in Friuli Venezia Giulia, nello scorso mese, è stato pari a 375,95 euro, cifra come detto fra le più basse in Italia nonostante un aumento annuale del 9,41%.

    La provincia che, secondo i dati di Facile.it, ha avuto nel 2016 la maggiore percentuale di automobilisti imprudenti è Udine, dove è ricorso all’intervento delle assicurazioni addirittura il 4,26% dei conducenti. Va un po’ meglio per chi guida nell’area di Trieste, provincia in cui ha denunciato di aver causato un sinistro il 3,96% degli automobilisti; dato comunque al di sotto della media nazionale, pari al 4,12%. Ancora più basso il valore registrato in provincia di Pordenone (3,18%), ma il record dei virtuosi spetta a Gorizia dove soltanto il 2,81% degli automobilisti peggiorerà classe di merito per aver causato un incidente.

    Guardando alle caratteristiche socio-demografiche del campione analizzato, emergono alcune differenze, a partire dal sesso del conducente: in caso di incidente, fra le donne si conferma un maggior ricorso alle compagnie assicurative (4,63%) con il conseguente peggioramento della classe di merito; fra gli uomini la percentuale si ferma al 3,30%.

    Per quanto riguarda la professione dichiarata durante la richiesta di preventivo, i friulani più distratti alla guida sono gli imprenditori: in questa categoria la percentuale di denunce arriva addirittura all’8,5%; alle loro spalle chi è in cerca di occupazione (5,91%) che nella classifica degli automobilisti imprudenti precede i pensionati (4,93%).  Al contrario, i conducenti più attenti sono i

    liberi professionisti: soltanto il 2,42% di loro ha denunciato sinistri con colpa nel 2016. Alle  loro spalle operai (2,57%) e commercianti (2,59%).

  • RC Auto: In Toscana aumenti per 140.000 automobilisti

    Secondo l’osservatorio di Facile.it (https://www.facile.it/assicurazioni-auto.html), in Toscana, nel 2016, il 5,78% degli automobilisti ha denunciato sinistri con colpa e, in virtù di ciò, la regione è prima in assoluto nella classifica nazionale. Considerando il parco auto circolante, il dato si tradurrà in aumenti dei costi RC auto per quasi 140.000 conducenti toscani.

    L’analisi – che ha considerato un campione di 50.000 preventivi di rinnovo compilati in regione nello scorso mese – vede comunque un miglioramento, seppur lievissimo, nel comportamento degli automobilisti censiti: la percentuale di soggetti che pagheranno di più si è ridotta dello 0,10% rispetto allo scorso anno.

    Le cattive notizie, però, riguardano anche i più virtuosi visto che, in linea generale, i costi delle polizze auto in Toscana sono aumentati del 2,56% in un anno, raggiungendo una media di 594,60 euro. (Al link https://www.facile.it/assicurazioni/osservatorio/rc-auto-toscana.html tutti i dati relativi  all’osservatorio RC auto della regione Toscana).

    La provincia che, secondo i dati di Facile.it, ha la maggiore percentuale di automobilisti imprudenti è Lucca; qui è ricorso all’intervento delle assicurazioni il 7,16% dei conducenti. Massa Carrara è seconda, con il 6,34% di automobilisti protagonisti di una denuncia presso la propria compagnia assicurativa. Simili le percentuali registrate in provincia di Prato (6,23%) e Pistoia con il 6,21% di automobilisti che peggioreranno la propria classe di merito. Poco sotto la soglia del 6% si collocano le province di Firenze (5,77%) e Livorno (5,65%). A seguire troviamo Pisa, dove il 5,38% degli automobilisti ha denunciato un sinistro con colpa e peggiorerà per questo classe di merito. Arezzo si colloca fra gli ultimi posti della classifica regionale con una percentuale del 4,86% di denunce. Stando all’analisi, i toscani più virtuosi guidano nelle province di Grosseto e Siena, con percentuali rispettivamente pari al 3,97% e 3,50%.

    Leggendo i dati socio-demografici del campione analizzato, emergono alcune differenze, a partire dal sesso del conducente: in caso di incidente con conseguente peggioramento della classe di merito, fra le donne toscane si conferma un maggior ricorso alle compagnie assicurative (6,30%); per gli uomini la percentuale si ferma al 5,78%. Guardando alla professione dichiarata i più distratti sono i pensionati: in questa categoria la percentuale di denunce arriva all’8,02%; alle loro spalle gli insegnanti (6,77%) e i dirigenti (6,69%). Al contrario, i conducenti più attenti sono gli imprenditori (4,60%) e gli operai (4,65%).

  • Nuova tendenza dei mercati finanziari: analisi tecnica Ftse Mib oggi

    Nuova tendenza dei mercati finanziari vista con l’analisi tecnica ed i cicli di W.D.Gann

    Nuova tendenza dei mercati finanziari : analisi tecnica dell’Indice Mib nel breve e medio periodo.
    ftse mib settimanale

    Nuova tendenza mercati finanziari : previsioni Indice ftse Mib settimanale

    Come avevamo previsto nell’ultimo articolo pubblicato il 2 dicembre 2016, la violazione rialzista di area 16.700 avrebbe segnalato l’inizio di una nuova fase rialzista dell’Indice italiano: nel mese di dicembre il mercato italiano e’ arrivato sulle resistenze angolari in area 19.400 (avevamo indicato area 19.000).

    Le resistenze angolari discendenti dal massimo di luglio 2015 hanno ostacolato temporaneamente la corsa rialzista facendo ritracciare gli scambi in area 19.000, come illustrato in foto.

    Analisi tecnica Ftse Mib : la settimana del 27 gennaio coincide con la scadenza di un importante ciclo temporale che segnalerà se il trend positivo proseguirà fino a metà febbraio 2017 o se avvierà un nuovo andamento negativo. Pertanto sarà importante monitorare i livelli di prezzo di 19.830 o la rottura rialzista del top settimanale del 27 gennaio per la prosecuzione delle quotazioni fino area 20.160; 20.600.

    Nel caso il Mib scenda sotto il livello del minimo settimanale del 27 gennaio i prossimi livelli di supporto saranno in area 18.350.

    Tendenza Ftse Mib mensile

    Ftse Mib mensile

    Il ciclo di medio periodo di novembre 2016 ha spinto le quotazioni al rialzo fino al successivo segnale mensile di gennaio 2017. Il pivot temporale nella prima parte del mese ha indicato una prosecuzione ascendete del mercato attualmente frenata da resistenze angolari in area 19.400. Prossimi obiettivi a quota 20.800.

    Solo la negazione del minimo mensile di gennaio 2017 ristabilirà un corso correttivo fino al prossimo segnale temporale. Supporti in area 18.300.

    L’analisi tecnica dell’indice Ftse Mib e’ stata realizzata grazie al software di borsa Top Trader (c) studiato per far applicare facilmente a qualsiasi utente i cicli di Gann. Nel post sono inseriti alcune diapositive di studio.

     

     

  • Piani di sviluppo confermati per il 2017

    Prosegue anche nel 2017 il percorso di consolidamento e crescita della Alexander Dr. Fleming Srl, rete di farmacie e parafarmacie in franchising. È di qualche giorno fa l’annuncio che la controllante WM Capital, quotata nel listino AIM Italia di Borsa Italia specializzata nel Business Format Franchising, ha sottoscritto infatti un accordo tra la stessa Alexander Dr Fleming Srl e Affinitas Consuting FZE, società con sede negli Emirati Arabi. Secondo l’accordo, Affinitas Consulting FZE entra come socia nel capitale sociale detenuto nella controllata Alexander Dr Fleming SAGL (AF SAGL), specializzata nell’esercizio e gestione di farmacie e parafarmacie, nonché nell’acquisto, produzione e vendita di prodotti farmaceutici. L’acquirente avrà altresì il diritto a nominare un amministratore in AF SAGL. L’accordo si basa sull’utilizzo da parte di AF SAGL di tutto il “Concept Franchising” connesso con le farmacie e, nello specifico, consistente nei marchi “Dr Fleming”, “DrF”, nonché soprattutto del know how “Dr Fleming”. Nel 2017, dopo la fase di test conclusasi positivamente, la società darà nuova spinta al piano di affiliazione. Una scelta ben accolta dal mercato se si considera che subito dopo l’annuncio ufficiale agli investitori, il titolo di WM Capital ha ottenuto una serie di rialzi pari a quasi il 100 per cento del suo valore nel giro di pochi giorni. L’offerta di Alexander Dr. Fleming è caratterizzata da una formula innovativa per la commercializzazione di farmaci e prodotti per l’igiene personale, dall’erogazione di servizi e consulenze attraverso macchinari e tecnologie avanzate, dalla gestione di farmacie – punti vendita con utilizzo di software gestionali di avanguardia e risultati delle analisi garantiti e certificati, nonché da rapidità di allestimento e adattabilità dei layout. Caratteristiche che rendono la Dr Fleming la “farmacia 4.0”.

  • Mutui e 730. Cosa cambia nel nuovo modello

    Si apre un nuovo anno e già si comincia a pensare alla dichiarazione dei redditi. Con qualche novità quest’anno, per quanto riguarda il nuovo modulo 730, di cui la bozza e le istruzioni sono disponibili sul sito dell’Agenzia delle Entrate. Le novità nel modello 2017 sono tante, in particolare il fatto che per i lavoratori trasferitisi in Italia concorre al reddito solo il 70% di quanto guadagnato come dipendente durante l’anno e l’elevazione a 750 euro del premio detraibile per le polizze a tutela dei disabili gravi (legge “dopo di noi”). Nel modello da utilizzare dalla prossima dichiarazione dei redditi trovano spazio anche i nuovi bonus e le detrazioni previste dalla Legge di Stabilità 2017. Mutui.it, in collaborazione con Facile.it, ha creato un breve vademecum per capire come fare a godere delle detrazioni legate ad edilizia e mutui e come inserirle correttamente nel nuovo modello 730.

    Per cominciare con i mutui, nel rigo E7, con codice 7, andranno indicati gli interessi passivi, gli oneri accessori e le quote di rivalutazione pagati nel 2016 per i mutui ipotecari destinati all’acquisto dell’abitazione principale per i quali spetta la detrazione del 19%, confermata, a prescindere dalla scadenza della rata. In caso si usufruisca di sovvenzioni o contributi statali, la detrazione spetta solo sull’importo effettivamente a carico del contribuente. «Se il contributo – specifica l’AdE – viene erogato in un periodo di imposta successivo a quello in cui il contribuente ha fruito della detrazione per l’intero importo degli interessi passivi, l’ammontare del contributo percepito deve essere assoggettato a tassazione separata a titolo di “onere rimborsato”». Gli interessi di mutui stipulati nel 1991 – 92 per motivi diversi dall’acquisto dell’abitazione principale non sono detraibili; idem per quelli a partire dal 1993, mentre i mutui stipulati nel 1997 anche per ristrutturazione e quelli accesi nel 1998 anche per costruzione e ristrutturazione sono detraibili.

    L’AdE ricorda, come già in precedenza, «se il mutuo è intestato a più persone, ogni cointestatario può fruire della detrazione unicamente per la propria quota di interessi… la detrazione spetta al contribuente acquirente e intestatario del contratto di mutuo, anche se l’immobile è adibito ad abitazione principale di un suo familiare (coniuge, parenti entro il terzo grado e affini entro il secondo grado). In caso di separazione legale, anche il coniuge separato, finché non interviene l’annotazione della sentenza di divorzio, rientra tra i familiari. In caso di divorzio, al coniuge che ha trasferito la propria dimora abituale spetta comunque la detrazione per la quota di competenza, se nell’immobile hanno la propria dimora abituale i suoi familiari. La detrazione spetta su un importo massimo di 4.000 euro. In caso di contitolarità del contratto o di più contratti di mutuo, questo limite si riferisce all’ammontare complessivo degli interessi, oneri accessori e quote di rivalutazione sostenuti (per esempio i coniugi non fiscalmente a carico l’uno dell’altro cointestatari in parti uguali del mutuo che grava sulla abitazione principale acquistata in comproprietà possono indicare al massimo un importo di 2.000 euro ciascuno). Se invece il mutuo è cointestato con il coniuge fiscalmente a carico, il coniuge che sostiene interamente la spesa può fruire della detrazione per entrambe le quote di interessi passivi».

    Nei righi da E8 a E10, codice 8, vanno indicati gli interessi dei mutui per l’acquisto di altri immobili (sempre detraibili al 19%); con codice 9 quelli per recupero edilizio contratti nel 1997; con codice 10 quelli per la costruzione dell’abitazione principale; con codice 11 gli interessi per prestiti o mutui agrari. Per vedere le istruzioni complete per quanto riguarda i mutui, è opportuno leggere il documento dell’AdE cliccando qui.

    Per quanto riguarda le altre agevolazioni, fino al 31 dicembre 2017 è stato prolungato il bonus mobili per chi chiederà una detrazione del 50% per i lavori di recupero edilizio intrapresi a partire dal 1 gennaio 2016 (l’inizio dei lavori andrà documentato come da modalità prevista dalla tipologia di lavoro). Data questa condizione, vale il bonus mobili per un massimo di 10 mila euro di detrazione da spalmare su dieci anni, a patto che i mobili e i grandi elettrodomestici acquistati (anche tramite finanziamento) siano destinati, appunto, all’immobile ristrutturato. Per usufruire della detrazione non sarà più necessario, come in precedenza, il bonifico “parlante” (ovvero quello che contiene nello specifico tutte le informazioni relative alla destinazione del pagamento (indispensabile per accedere alle detrazioni fiscali fino all’anno scorso), ma sarà sufficiente quello ordinario, oppure un pagamento con bancomat e carta di credito. Saranno detraibili i pagamenti effettuati dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2017. Detrazione del 65% in dieci anni anche per le spese sostenute per l’acquisto di dispositivi di controllo da remoto, che andranno indicate nel rigo E62 con il codice 7.

    Non solo. Benché il bonus mobili non sia stato rinnovato specificamente per le giovani coppie nel 2017, in dichiarazione dei redditi i conviventi, anche di fatto, da almeno tre anni (due si legge nel sito Abi), se almeno uno dei componenti la coppia abbia meno di 35 anni, si vedranno riconosciuta una detrazione del 50% delle spese sostenute per arredare l’abitazione principale, entro il limite di 16 mila euro. Tali spese andranno indicate nel rigo E58 del nuovo 730.

    Altre detrazioni previste dal nuovo 730 (rigo E14) sono legate alle spese per i canoni di leasing dell’abitazione principale pagati nel 2016, detraibili al 19% nel caso i contraenti avessero, al momento della stipula, un reddito inferiore ai 55 mila euro. L’importo dei canoni non deve superare gli 8 mila euro, o i 4 mila nel caso in cui il contraente avesse più di 35 anni al momento della stipula. Lo stesso vale per le quote di riscatto: detraibile il 19% su un massimo di 20 mila euro, o di 10 mila per gli over 35.

    Chi poi avesse acquistato nel 2016 un’abitazione principale di classe energetica A o B potrà detrarre il 50% dell’Iva, sempre in dieci anni. Questa spesa andrà indicata nel nuovo rigo E59.

  • 24optiondemo: il Broker Maggiormente Preferito nel Mondo

    Le opzioni binarie sono complicati strumenti di trading. Se vuoi fare del trading con esse, il tuo primo passo da serio professionista dovrebbe sempre essere quello di selezionare un buon broker. Ma dove effettuare una ricerca quando internet è pieno di truffe?

    Il modo più semplice è quello di selezionare il broker che è considerato attendibile da chi già fa del trading. Uno di questi affidabili nomi è quello di 24option. 24option è uno dei broker di opzioni binarie più ampiamente usati in tutto il mondo e offre molte caratteristiche che sono vantaggiose per i trader di opzioni binarie.

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    24option è il broker più utilizzato in tutto il mondo per il trading di opzioni binarie. Il conto demo che si offre è così eccezionale che molti sostengono sia una truffa, ma non è assolutamente vero. Appartiene al gruppo Gnaw Limited ed è regolato dalla CySEC. Come broker, 24option è autorizzato dalla CONSOB. Ciò gli consente di operare in Europa e in Italia come broker. Poiché soddisfano tutti i requisiti normativi, puoi fidarti di loro. Qui ci sono alcune caratteristiche del conto demo di 24option:

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  • Come recuperare le spese di Natale

    Hai speso troppo per Natale?

    Ora che lo spirito di festa sta diminuendo come si gira la pagina di un altro mese di calendario, è probabile che si sta iniziando a rimpiangere l’acquisto di troppi regali e la spesa del troppo denaro su cose anche inutili.

    Per tutti coloro che bruciano il loro budget per le vacanze, è comune sentire un certo rammarico quando arriva  gennaio.

    La buona notizia è che va bene, e si può ottenere il diritto di tornare in pista. Pensate a quando si perde. Tenete a guidare nel modo sbagliato? Ovviamente no! Ti fermi e chiedi indicazioni, o in questi giorni,  trovare il vostro segnale del telefono cellulare  vi proietta nel modo giusto.

    Pensate a quando si perde.

    E ‘lo stesso con il vostro budget. Ci saranno sempre battute d’arresto, ma è come rispondere  loro che saranno determinanti per vedere se si è in grado di prendere realmente il controllo delle vostre finanze.

    Se hai speso troppo a Natale quest’anno, non ti preoccupare. Invece, preparati con un piano d’attacco. Qui ci sono alcuni modi per tornare in pista con il vostro budget.

    Sforzatevi di pagare quanto più possibile le bollette con carta di credito. Non accontentatevi di effettuare il pagamento minimo.

    Invece, sforzatevi di mettere il pagamento massimo assoluto che potete. Forzarsi di   mettere quei soldi nel vostro debito vi farà sentire il colpo e ti costringere a limitare la spesa per il resto del mese.

  • Recensione del broker Plus500: il broker ideale per i trader principianti

    Plus500 è attualmente una società di trading online regolamentato, estremamente sicuro ed affidabile che merita sicuramente l’attenzione di chiunque abbia voglia di investire nei mercati internazionali del forex, delle azioni, degli indici di borsa e delle materie prime.

    Il broker è regolamentato dalla CySEC e propone ai suoi clienti una piattaforma web per fare trading che non ha bisogno di essere scaricata e al tempo stesso permette di fare analisi tecnica e di studiare i mercati inserendo indicatori dei più svariati tipi come RSI, MACD, Bande di Bollinger, Momentum, Stocastico ecc. oltre alla possibilità di inserire linee di supporti e di resistenze, tracciamenti ed estensioni di Fibonacci, canali, medie mobili e tutto ciò che serve ad un trader per effettuare una accurata analisi dei mercati.

    Strumenti finanziari negoziabili

    Il palinsesto di mercati sui quali è possibile investire è davvero ampio e spazia dal Forex alle azioni, dagli indici di borsa alle materie prime. Tra le materie prime, le commodity, non trovate solo oro e argento, ma anche Gas Naturale, Petrolio, Palladio, Platino, Grano ecc.

    Per quanto riguarda i titoli di borsa è possibile investire sia su azioni europee che americane.

    Tra gli indici di borsa invece è possibile investire sul FTSE\MIB 40, S&P 500, NASDAQ 100, FTSE 100, DAX 30, cAC 40, NIKKEY 225 e molti altri.

    Inoltre, tra le varie coppie forex è presente anche BTC/USD dove BTC sta per Bitcoin, la criptovaluta più famosa del web sulla quale è possibile fare trading.

    Spread e commissioni

    Plus 500 offre spread bassissimi e nessuna commissione.

    Plus500 mobile

    Il broker ha studiato la sua piattaforma di trading in modo tale da permettere a chiunque lo desideri di investire in mobilità da qualsiasi smartphone o tablet offrendo un esperienza di trading unica nel suo genere.

    Contro

    Unico difetto che possiamo trovare è che attualmente non permette di investire attraverso la piattaforma di trading MT4 anche se questo è un difetto che possiamo accettare visto e considerato che la Web Trader è un ottima piattaforma di trading utilizzabile senza problemi sia da sistemi operativi Windows che Mac.

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    Puoi decidere di aprire un conto demo gratuito con Plus500 ed iniziare a testare così la piattaforma web trader per capire bene il funzionamento prima di investire in modalità reale.

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  • Giuseppe Massano: riconvertita vecchia cava in due impianti fotovoltaici

    La Massano srl di Giuseppe Massano in provincia di Cuneo ha terminato i lavori di bonifica del sottosuolo e successivamente la predisposizione del piano di posa per impianti fotovoltaici, per l’alimentazione dell’attività industriale e della palazzina uffici, dei magazzini e del deposito mezzi.

    Conclusa l’estrazione di materiale per opere stradali presso una cava sita nel comune di Pianfei in provincia di Cuneo. Giuseppe Massano, titolare della ditta Massano srl di Montanera ha avviato i lavori di bonifica del sottosuolo e successivamente la predisposizione del piano di posa per impianti fotovoltaici.

    L’impianto ha consentito di recuperare una superficie ormai sfruttata, non adatta alla coltivazione in modo da creare valore ed energia pulita per la comunità; è stata infatti riconvertita una vecchia cava per l’estrazione di materiale edile, proprio in località Pianfei, in due impianti fotovoltaici a terra che assicurano il recupero dell’area del territorio e la produzione di energia pulita a beneficio della comunità.

    Cava estrazione inerte per costruzioni stradali

    Cava estrazione inerte per costruzioni stradali

     

    I due impianti fotovoltaici, che fanno a capo a due distinte società di capitali, Pianfei Uno Srl e Pianfei Due Srl, che assicurano complessivamente una produzione a terra dei circa 3 MW, sono stati realizzati dopo aver attenuto le necessarie autorizzazioni e permessi autorizzativi.

    Tali società hanno un patrimonio netto complessivo di circa 11,5 milioni di euro e sono partecipate in modo rilavante dalla Massano srl di Massano Giuseppe.

    La tecnologia del fotovoltaico è uno tra gli strumenti che possono contribuire al raggiungimento degli stringenti obiettivi postisi dalle governance mondiali in termini di riduzione dei consumi di energia primaria e di emissioni in atmosfera.

    Lo sviluppo delle fonti rinnovabili mediante la razionalizzazione della produzione di energia elettrica permette infatti:

    a) la diminuzione dell’utilizzo di energia primaria;
    b) la riduzione delle emissioni di anidride carbonica.

    Foto aerea Pianfei fv 1-2

    Impianto fotovoltaico 

    Fonte: Massano Giuseppe

  • Il POS per i protestati

    Il POS è un sistema di pagamento elettronico diffuso in tutto il mondo, che consente di accettare pagamenti tramite carta di credito o di debito o carte prepagate abilitate al circuito italiano.

    Dal giugno 2014 in Italia ogni esercizio commerciale deve avere obbligatoriamente un teminale POS.

    Le soluzioni POS per i protestati

    Tutti devono adeguarsi alla normativa, ma come può fare chi è stato protestato e ha difficoltà ad avere un conto corrente? Com’è possibile ottenere un POS per il proprio esercizio commerciale se si è protestati?

    Conto Protestati Service offre una opportunità a chi si ritrova in questa situazione. Con la nostra consulenza, infatti, i privati e le aziende che hanno avuto problematiche di protesto, di segnalazione nelle centrali di rischio, nelle banche dati o al CRIF, potranno ottenere un conto corrente e, in abbinamento ad esso, un POS per protestati.

    Tipologie di POS

    Esistono fondamentalmente due tipi di POS: quelli abilitati ed idonei alle ricariche telefoniche e quelli idonei alle autorizzazioni di pagamento tramite le carte di debito o di credito. Noi di Conto Protestati Service proponiamo il secondo tipo.

    Per quanto riguarda le tecnologie dei POS, ci sono innumerevoli possibilità: la soluzione che raccomandiamo noi è quella del POS mobile, trasportabile con tecnologia gfm-wifi. Una soluzione comodissima che vi permetterà di incassare, ovunque siate, i vostri crediti.

    La caratteristica principale di questo tipo di POS è che funziona con tutti i conti quindi voi sarete liberi di scegliere se abbinarlo ad un conto per protestati acquistato da noi o ad un conto corrente già in vostro possesso. La soluzione POS che siamo in grado di offrirvi vi costerà meno di 30 euro all’anno di canone e solo lo 0.9% sulle operazioni invece degli attuali 3-4% che offre il mercato. Inoltre non dovrete sostenere il costo del terminale.

  • Acquisto Auto Usate Supera le Auto Nuove Vendute

    L’ Acquisto auto usate è un settore che cresce da diversi anni sostenuto da una domanda sempre maggiore e sempre più agevolata dai molti portali professionali che attraverso la rete permettano una vasta e dettagliata offerta.
    Le causa della crescita del settore della vendita e dell’acquisto auto usate è stato sicuramente agevolato negli ultimi anni anche dal cambiamento delle abitudini di spesa degli italiani, a causa della persistenza della crisi economica molte persone hanno dovuto effettuare dei tagli sulle spese dei beni e tra queste l’acquisto di un auto usata rispetto ad una nuova garantisce un notevole risparmio iniziale.
    Il settore delle auto usate ha risposto a queste mutate condizioni di mercato con un numero di automobili sempre maggiore che viene proposto sia attraverso i numerosi portali sia dai molti concessionari sparsi in modo uniforme su tutto il territorio, oggi è possibile trovare auto di ogni tipo e di ogni prezzo sia che si tratti di un acquisto diretto tra privati sia che si tratti di concessionari.
    Per quanto riguarda il mercato delle auto usate in italia le più cercate sono sicuramente le tedesche, questa scelta è sostenuta dall’ottima credibilità che case le automobilistiche di questo paese sono riuscite a conquistarsi nel tempo.
    La credibilità delle auto tedesche si basa sulla produzione di modelli capaci di durare nel tempo e con un ottima qualità sia delle principali parti meccaniche sia degli accessori che hanno reso estremamente attuali modelli prodotti da diversi anni.
    Marchi come Audi, Volkswagen, Bmw, Mercedes sono da sempre considerati affidabili anche nel lungo periodo, questo le rende particolarmente adatte per essere vendute nel mercato di seconda mano anche in quei casi nei quali abbiano già percorso un elevato numero di chilometri.
    Molti modelli di queste importanti case automobilistiche tedesche hanno un elevato costo se acquistate nuove ma arrivano a dei prezzi estremamente più contenuti quando vengano vendute usate permettendo ad un maggior numero di persone di acquistarle.
    Tra le auto usate italiane una delle più richieste è la versione moderna della 500, una macchina che ha fatto storia e che ha saputo reinventarsi con un modello più comodo e confortevole e dal design estremamente accattivante.
    Anche la 500 è un modello di auto che ha un prezzo di acquisto piuttosto elevato per quanto riguarda il nuovo ma che può essere acquistata ad un buon prezzo una volta messe sul mercato dell’usato, il successo di questo modello Fiat deve il suo successo alla nuova politica aziendale di questa casa automobilistica italiana che ha voluto puntare su qualità e design anche se a discapito di un costo iniziale più elevato rispetto ai modelli del passato.

  • Nel 2017 meno denunce di sinistri, ma RC auto in aumento per oltre 1,4 milioni di automobilisti

    Stando alle ultime stime di Aci e Istat il 2016 va archiviato come anno positivo per la sicurezza sulle strade italiane, con un calo sia del numero di incidenti che di vittime. Nonostante ciò, secondo un’analisi di Facile.it (https://www.facile.it/assicurazioni.html), per oltre 1,4 milioni di automobilisti il 2017 si aprirà all’insegna di un aumento delle tariffe RC auto, e ciò perché sono stati riconosciuti responsabili di sinistri che faranno peggiorare la loro classe di merito.

    Il portale, sito leader in Italia per la comparazione di assicurazioni auto, ha analizzato oltre 500.000 preventivi richiesti nell’ultimo mese dello scorso anno, scoprendo che il 4,12% degli utenti vedrà aumentare l’importo dell’RC auto da rinnovare. La percentuale è in diminuzione rispetto all’anno scorso (-0,31%) e ciò indica che nel 2016 oltre 100mila automobilisti italiani sono stati più attenti e prudenti rispetto al 2015.

    Guardando alle caratteristiche socio-demografiche del campione analizzato, emergono alcune differenze, a partire dal sesso del conducente: in caso di incidente, fra le donne si conferma un maggior ricorso alle compagnie assicurative (4,68%) con il conseguente peggioramento della classe di merito; fra gli uomini la percentuale si ferma al 3,81%.

    Per quanto riguarda la professione dichiarata durante la richiesta di preventivo, infermieri e medici si confermano molto disattenti e tra loro il 4,66% nel 2017 pagherà premi maggiori; il dato dei camici bianchi e degli operatori sanitari è superato solo da quello dei pensionati (5,21%). Seguono insegnanti (4,58%) e impiegati (4,38%). Al contrario, sono ancora una volta i vigili urbani e gli appartenenti alle forze dell’ordine gli automobilisti che hanno fatto meno ricorso alla propria compagnia assicurativa; soltanto il 2,76% ha denunciato sinistri con colpa.

    Come avvenne nella scorsa rilevazione, anche per il 2017 la regione con il maggior numero di denunce è la Toscana, in cui ben il 5,78% del campione si è reso colpevole di sinistri – in calo comunque dello 0,10% rispetto all’anno scorso. A seguire si trovano Liguria (5,40%) e Lazio (5,21%). Proprio la Liguria è una delle regioni che ha visto aumentare maggiormente il numero di denunce con un aumento dello 0,28% rispetto alla rilevazione precedente; il record spetta alla Valle d’Aosta con un +1,79%. Chiudono la classifica Basilicata (2,05%) e Molise (2,15%): proprio in queste due aree sono diminuiti più che altrove i sinistri con colpa denunciati, con percentuali pari rispettivamente al -1,35% e -1,93%. Buone anche le prestazioni di chi guida in Umbria, dove c’è stato un calo del -1%.

    «Se l’obiettivo dell’Europa è quello di dimezzare il numero di vittime della strada entro il 2020, l’Italia è ancora lontana dal traguardo  – dichiara Mauro Giacobbe, Amministratore Delegato di Facile.it Gli ultimi anni hanno rappresentato una svolta nel comparto assicurativo che ha visto rivoluzionare non solo le pratiche burocratiche, ma anche l’atteggiamento dell’automobilista. Contrassegno elettronico e scatole nere sono stati cambiamenti importanti, e nonostante per qualcuno l’RC auto aumenterà, auspichiamo che questi strumenti creino circoli virtuosi che si amplificheranno nei mesi a venire, sommandosi a quelli provenienti dalla comparazione, ormai largamente sfruttata dagli italiani».

  • Dal bonus ristrutturazioni a quello alberghi; cosa resta nella finanziaria 2017

    Dopo le dimissioni del premier Renzi, la votazione della Legge Finanziaria per il 2017 è stata comunque assicurata, e con essa la presenza dei bonus e delle detrazioni fiscali per il prossimo anno.noi di Mutui.it. in collaborazione con Facile.it, abbiamo rianalizzato i testi e verificato quali sono i bonus riconfermati, eccoli.

    C’è ancora l’Ecobonus, ovvero la detrazione fiscale spettante a chi intraprenda lavori di riqualificazione energetica, che ammonta al 70/75% per i condomini (detrazione da spalmarsi su 10 anni ed estesa fino al 2021) e al 65% per le singole case, provvedimento esteso fino alla fine del prossimo anno. Bonus che quindi incentiva alla stipula di mutui e finanziamenti per dare liquidità a questi tipi di progetti.

    Anche il bonus per le ristrutturazioni è stato prorogato fino al 2017, e consiste in una detrazione del 50% delle spese. A questo si aggiunge come ormai da qualche anno il bonus mobili, per l’acquisto di arredamento e piccoli elettrodomestici, anche questo detraibile al 50% da distribuire in dieci anni.

    Per chi debba adibire un immobile ad albergo, esiste anche un bonus alberghi, esteso fino al 2018, che dà la possibilità di detrarre il 65% delle spese in dieci anni.

    Ricordiamo poi il bonus per l’adeguamento antisismico delle abitazioni, con detrazioni, a seconda delle zone, del 50-70-80% per le case e del 50-75-80% per i condomini. Questo bonus consiste in una detrazione del 50%, che sarà possibile richiedere fino alla fine di dicembre del 2021.

    Confermato anche il Fondo di garanzia per la prima casa, prorogato anch’esso a tutto il 2017, e le agevolazioni per i mutui destinate agli under 35, sia giovani coppie che single con contratti atipici, che usufruiranno di una garanzia statale del 50% presso le banche aderenti al progetto. Tale garanzia riguarderà però solo la quota capitale (non gli interessi) del prestito sottoscritto per l’acquisto dell’abitazione principale, purché il suo valore non superi i 250 mila euro e non rientri nelle categorie “di lusso” A8, A9 e A1.

    Per chiunque chieda un mutuo per comprare o ristrutturare la prima casa ci sono inoltre agevolazioni Irpef, che consistono, per il 2016, nella consueta detrazione degli interessi passivi e degli oneri accessori relativi alla quota interessi (non capitale) dei finanziamenti, per un massimo di 4 mila euro.

    Non è stata invece confermata, tra le agevolazioni fiscali legate alle abitazioni, la misura che permette di detrarre dall’Irpef il 50% dell’Iva all’acquisto di un immobile di classe energetica A o B direttamente dall’impresa costruttrice

  • Matteo Tarroni con Workinvoice porta l’Invoice Trading in Italia

    Guidata da Matteo Tarroni, professionista del settore finanziario con alle spalle una serie di importanti esperienze in grandi gruppi bancari e multinazionali, Workinvoice è la prima piattaforma online italiana a occuparsi di compravendite di crediti commerciali.

    Workinvoice: il modus operandi della società guidata da Matteo Tarroni

    Nata nel 2013, Workinvoice è la prima piattaforma italiana di Invoice Trading, già diffuso in USA e UK. L’intuizione di Matteo Tarroni di adattare tale sistema al mercato italiano e di renderlo conforme alla giurisdizione in materia si è rivelata vincente. La società supporta le PMI italiane, consentendo loro di monetizzare le proprie fatture: molte di queste infatti incontrano difficoltà nel riscuotere i pagamenti. Qualche numero: tra i privati la media si attesta intorno agli ottanta giorni circa, mentre lo Stato paga oltre i cento giorni. Coadiuvato da Fabio Bolognini e Ettore Decio, Matteo Tarroni ha sviluppato quindi Workinvoice, piattaforma online che mette in collegamento imprese e investitori. Il processo si struttura in diversi step: dopo un’accurata analisi dei crediti, si ottiene il via per potere accedere alla piattaforma e caricare le fatture da cedere. Alla chiusura dell’asta, con l’aggiudicazione della fattura all’investitore, in ventiquattro-quarantotto ore avviene il pagamento. L’impresa ottiene in questo modo la riscossione in netto anticipo (in media 45 giorni prima della scadenza), il vantaggio per l’investitore consiste invece nell’opportunità di realizzare rendimenti potenzialmente più elevati rispetto ad altri asset a breve termine. Di recente l’azienda guidata da Matteo Tarroni è entrata a far parte del Liberum AltFi Volume Index Continental Europe, benchmark di riferimento per il mercato.

    Manager: il percorso professionale di Matteo Tarroni, A.D. di Workinvoice

    Oggi AD di Workinvoice, Matteo Tarroni si laurea in Economia all’Università Luigi Bocconi di Milano e successivamente si afferma nel settore dell’Investment Banking. Trascorre oltre dieci anni in Mediobanca ricoprendo il ruolo di Responsabile Debt Capital Market Origination. Nel 2003 ottiene la nomina di Direttore di Merrill Lynch Global Capital Markets and Financing: qui gestisce consulenze in materia di finanziamenti alle imprese. Nel 2006 passa a Bank of America Merrill Lynch Global Wealth Management, dove fino al 2010 opera in qualità di Senior VP. In seguito arriva a Credit Suisse Wealth Management ricoprendo la posizione di Investment Partner. Nel 2011 diventa Amministratore Delegato di Todah Partners S.r.l., specializzata in consulenza strategica nell’ambito di investimenti per grandi imprese e enti istituzionali. Nel 2013 Matteo Tarroni avvia Workinvoice, imprimendo una svolta significativa alla propria carriera.

  • SCM SIM S.p.A., consulente evoluto: l’intervista a “Private”

    Dopo due anni di attività all’interno di SCM SIM S.p.A. Marco Alessio rilascia un’intervista all’importante magazine finanziario “Private”, in merito al servizio di “consulenza evoluta” che la società guidata da Antonello Sanna offre.

    SCM SIM - Antonello Sanna

    La “consulenza evoluta” di SCM SIM S.p.A.

    Intervista rilasciata da Marco Alessio, Partner e Private Banker di Solutions Capital Management SIM S.p.A., alla rivista specializzata in private banking “Private”. A due anni dal proprio ingresso nella società, il professionista illustra i fronti principali su cui il Multi Family Office guidato dall’AD Antonello Sanna si muove nel ruolo di advisor a 360°, evidenziando in particolar modo il concetto di “consulenza evoluta”. Si tratta di un servizio estremamente personalizzato dedicato ai clienti, il cui processo è paragonato dal Partner di SCM SIM S.p.A. a quello di produzione dello champagne. Importantissima, infatti, la fase iniziale di selezione della materia prima, alla quale fa poi seguito un’accurata miscela delle differenti tipologie di vino. Analogamente, la società seleziona e assembla con cura i servizi che meglio si addicono alle esigenze di ogni singolo cliente. Sempre in tale ottica viene effettuato un processo mirato ad affinare maggiormente l’asset allocation, in particolar modo se si ha a che fare con professionisti del settore in possesso di conoscenze specifiche e di patrimoni che superano il milione di euro. In questi casi, SCM SIM S.p.A. interviene con apposite strategie di hedging in grado di fornire copertura di equilibrio all’interno del portafoglio di investimento. L’approccio offerto dalla società capitanata da Antonello Sanna è a 360 gradi: il patrimonio viene preso in considerazione nella propria interezza, soppesando meticolosamente anche gli aspetti interconnessi come, ad esempio, i passaggi generazionali e le questioni relative alla successione, così come l’attività consulenziale per l’ambito immobiliare e assicurativo, includendo l’ottimizzazione fiscale. In chiusura viene reso noto come Alessio stesso sarà incaricato Investment Manager in una SICAV Ucits, prossima iniziativa della società di intermediazione mobiliare.

    La realtà di SCM S.p.A., SIM guidata da Antonello Sanna

    Fondata nel 2009 su iniziativa di Antonello Sanna, attuale Amministratore Delegato, SCM è una Società di Intermediazione Mobiliare in possesso di autorizzazione per la gestione dei portafogli, per il servizio di collocamento e per fornire consulenza in materia di investimenti. Specializzata in Servizi di Wealth Management e Private Banking, SCM SIM offre soluzioni di advisory personalizzate per i clienti, grazie anche all’approccio da Multi Family Office, il quale propone soluzioni di advisory tailor-made. Una modalità, dunque, di fare business innovativa, sostenibile, unica. Basata sul odello “Fee Only”, SCM SIM S.p.A. vanta un elevato grado di trasparenza, indipendenza, nonché l’assenza di conflitti di interessi. Con un network composto da 28 consulenti finanziarigestisce un portafoglio composto da circa 500 clienti, mentre gli asset under control ammontano a circa un miliardo.