Categoria: Economia e Finanza

  • ELSE Corp alla Tavola Rotonda ITA-RU per il Futuro delle PMI

    ELSE Corp alla Tavola Rotonda ITA-RU per il Futuro delle PMI

    Al terzo Forum Russo delle Piccole e Medie Imprese

    Milano, 29 Maggio 2017: Andrey Golub, CEO e co-fondatore di ELSE Corp, Azienda di Virtual Retail, parteciperà al terzo Forum Russo delle Piccole e Medie Imprese, che rappresenta lo Zero Day in programma al St. Petersburg International Economic Forum (SPIEF) e che avrà luogo a San Pietroburgo il 31 Maggio 2017. Golub sarà coinvolto nella discussione intitolata Piccole e Medie Imprese in Russia e in Italia: La Sfida del Futuro, proponendo il punto di vista strategico dell’azienda da lui guidata, verso la nuova rinascita industriale e commerciale Russa.

    L’evento è organizzato con il supporto dell’Associazione Conoscere Eurasia e di Banca Intesa. Il dibattito è da intendere come una via per presentare l’esperienza delle piccole imprese Italiane che lavorano con tecnologie emergenti e innovative a livello industriale. Tra gli altri argomenti trattati dal CEO della startup durante la discussione, ci saranno gli sviluppi della filosofia unica definita “virtual retail”, che porta all’interno delle industrie della moda e del design nuovi modelli operativi innovativi, quali il “direct to consumer” e quelli industriali di “made to order” e “made to measure”, aprendo così un nuovo capitolo nell’innovativa ricerca di dinamiche certificate e trasparenti nei processi di distribuzione, ideati per essere perfettamente integrabili con il nuovo significato di “made in” e “made by”, osservato strategicamente in Italia e in Russia.

    ELSE Corp, una startup di successo con sede a Milano, Italia, fondata nel 2014, ha recentemente ricevuto un supporto finanziario (finanziamento a medio termine) da Banca Intesa, confermando che la startup potrebbe non essere solo un caso di business molto promettente, ma anche un elemento importante del processo di innovazione globale per il settore del Made in Italy, e offrendo anche un’opportunità per nuovi potenziali investitori. La startup ha creato un concetto rivoluzionario in termini di shopping experience, integrando i migliori vantaggi dello shopping online con la reale esperienza d’acquisto in boutique. Attraverso la sua Cloud API platform, l’azienda ha promosso il concetto di customizzazione dei prodotti di moda su larga scala, portando in primo piano il valore dell’artigianato nell’era della produzione di massa e fissando nuovi standard per il lusso e il fashion retail.

    Il Presidente della Compagnia di Sanpaolo, Professor Francesco Profumo, uno dei più autorevoli esperti finanziari in Italia, farà una presentazione generale, premendo in particolar modo sull’argomento connesso all’Industria 4.0. Inoltre, si prevede che una serie di aziende di successo nel settore italiano delle PMI condividano la loro esperienza, nonché i problemi e le relative tecniche per risolverli sia in Russia che negli altri paesi. Anche le controparti russe avranno modo di esporre le loro opinioni sul tema. Ci si aspetta un serio confronto tra le parti interessate, con la possibilità di avere un valore pratico.

    Per maggiori informazioni: http://www.else-corp.com/

    ELSE Corp è una startup italiana con sede a Milano, fondata nel 2014. Da allora, l’azienda lavora sulla progettazione e lo sviluppo di una piattaforma tecnologicamente avanzata di Cloud SaaS API, destinata al Virtual Retail o “no stock retail” per l’industria dell’abbigliamento e delle calzature. La piattaforma E.L.S.E., acronimo di Exclusive Luxury Shopping Experience, ha l’obiettivo di offrire una straordinaria esperienza di Shopping in 3D (applicazioni, web, app telefoniche, Realtà Virtuale, Realtà Aumentata e Mista), supportando il processo di Customizzazione di Massa e di Produzione, integrando tutte le loro componenti nei sistemi di e-commerce dei brand e dei rivenditori, CRM, ERP e sistemi PLM. Dal Design 3D e il Visual Merchandising Interattivo, rivolto alle vendite personalizzate e al MTM (Made to Measure), alla produzione su richiesta.

  • Euro e dollaro, in arrivo le due settimane più calde per il Forex

    Sono giorni caldi quelli in arrivo per Europa e USA, con inevitabili ripercussioni sul fronte monetario (euro contro dollaro). La riunione della BCE in programma il prossimo 8 giugno è diventata l’evento più delicato per gli investitori di tutto il mondo. Dal momento che i dati macro sono in continuo miglioramento, molti si aspettano un cambio di rotta da parte della BCE. Tanto più che i possibili fronti di incertezza politica sono stati disinnescati (Olanda e Francia). E allora: ci sarà un allentamento del Quantitative Easing? Verranno alzati i tassi?

    La situazione sul fronte Euro

    euro-dollaroAl momento non ci sono stati cenni in tal senso. Ma si sa che la BCE e Mario Draghi operano sempre con molta prudenza. Sono però indicative le parole dette di recente della Merkel. La Cancelliera tedesca ha definito l’euro “troppo debole a causa della politica della BCE”. Più che una critica alla EuroTower, è un invito a cambiare presto rotta.

    Un cambio di prospettiva, un allenamento del QE o (ipotesi improbabile) un immediato rialzo dei tassi avrebbero chiaramente un effetto rialzista sulla moneta unica. I copy trader sono già sull’allerta (vedi qui se il copy social trading funziona). Intanto sul fronte valutario il cambio EUR/USD si muove lateralmente intorno a 1,1170. Sono giorni che la coppia si è assestata su questi livelli, anche per mancanza di appuntamenti economici di rilievo in calendario.

    Il versante dollaro

    Sul fronte USA intanto, i verbali del FOMC diffusi nei giorni scorsi hanno fortificato le aspettative circa un rialzo del tasso. Molti analisti credono che possa esserci già in occasione del prossimo meeting del 14 giugno. Sarebbe la seconda mossa al rialzo da parte della Federal Reserve nel 2017. Gli etoro copy funds incorporano questo evento reputandolo probabile al 70%-80%.

    I dati che usciranno fuori in questi giorni, specie riguardo inflazione e occupazione saranno molto importanti per valutare le prossime mosse della Fed. Se dovesse evidenziarsi una certa debolezza, allora questo potrebbe far battere in ritirata la Federal Reserve. In tal caso siamo sicuri che Janet Yellen spingerà per rallentare l’attuale ciclo di restringimento.

  • SIAE per le nozze, quanto e come pagare

    Oggi, affrontiamo un argomento che spesso resta sconosciuto per la maggior parte di voi, ma che in realtà, è un altro step importante che riguarda l’organizzazione del vostro matrimonio. Conoscete tutti la SIAE, in caso contrario, sappiate che è la Società Italiana degli Autori ed Editori, ed ha lo scopo di garantire i compensi economici, provenienti dal loro lavoro. Molti di voi, erroneamente, pensano che questa vada pagata dal Dj, dal gruppo musicale scelto, dalla location, in realtà è il contrario, infatti dovrete essere voi, in quanto organizzatori dell’evento, in parole povere, voi organizzate la festa danzante, voi dovete pagare. Non preoccupatevi, non è nulla di difficile, infatti vi basterà tenere in mente pochi aspetti, che di fatto, si trasformeranno, nella quota da versare. Secondo le tariffe dell’anno in corso (2017)

    • Fino a 200 invitati € 199,00  + IVA
    • Oltre i 200 invitati € 299,00  + IVA

    Nel caso in cui, invece del gruppo musicale dal vivo, abbiate optato per il DJ, il quale riprodurrà musica registrata, oltre al compenso per il diritto d’autore, dovrete aggiungere i Diritti connessi spettanti ai produttori fonografici, le cui tariffe attuali sono:

    • Fino a 200 invitati € 79,00    + IVA
    • Oltre i 200 invitati € 199,00  + IVA

    Una volta, che avrete le idee chiare sul numero degli invitati, quindi sulla cifra da versare, vi basterà recarvi presso l’Ufficio SIAE di competenza, per fare questo, potrete chiedere alla Wedding Planner che vi segue, ma solo per conoscere l’indirizzo della sede e i relativi orari di apertura, in quanto come già ribadito, dovrete essere voi a recarvi di persona. Una volta giunti presso la sede, fornirete loro tutte le informazioni del caso, quindi il giorno, l’ora, il tipo di musica, il numero degli invitati, consegnare l’intero programma musicale al Dj o al gruppo scelto, i quali provvederanno ad annotare i brani scelti, da riprodurre durante la festa, fatto ciò, dovrete solo versare l’importo e ritirare la cauzione. Se siete particolarmente avvezzi all’ uso di internet e per non perdere un’altra giornata di lavoro, sappiate che il pagamento, lo potrete effettuare anche online, dove per altro, troverete tutte le informazioni citate in questo articolo, all’ indirizzo ufficiale www.siae.it. A questo punto, molti di voi scoperta questa spesa, non considerata, non saranno proprio felicissimi, ma infondo ragazzi, il nostro compito è prima di tutto informare, per cui, abbiamo trovato doveroso, informarvi anche di questa procedura.

    Beh, anche questa volta, pensiamo di esservi stati davvero utili, se l’articolo vi è piaciuto, lasciate un commento, condividetelo, mettete “mi piace” sulla nostra pagina Facebook e… alla prossima!

  • Finanziamenti per Franchising e Retail

    Team2Grow S.r.l., società milanese operante nel settore dell’Advisoring Finanziario e della Consulenza Manageriale, e che persegue l’obiettivo di affiancare ed accompagnare PMI e Start-up nel percorso che porta al raggiungimento degli obiettivi aziendali prefissati, garantendo il reperimento sia di Finanza che di Capitale Umano, entra nel mercato del Retail e del Franchising Italiano siglando una partnership esclusiva con l’operatore in-FRANCHISING, brand noto da oltre 10 anni nell’intermediazione di sviluppo punti vendita, con moltissimi marchi clienti del settore, e nella consulenza New Business, per la realizzazione e la crescita di nuove catene in Italia e all’estero. L’accordo siglato dai rispettivi CEO, Silvano Salandin e Stefano Tisi dopo mesi di programmazione delle iniziative, porterà in dote un importante immissione di flusso di capitali in un settore mai così pieno di idee interessanti e consolidati progetti da rilanciare. I capitali, una volta definito un piano di business di massima a livello commerciale e/o societario con i marchi interessati e desiderosi di operare svolte definitive ai loro progetti di sviluppo, saranno disponibili presumibilmente già dal mese di giugno 2017.

    Chi potrà beneficiare di questa promettente ed innovativa iniziativa?

    Nuove Start-Up, piccoli Retailer già operanti o perfino aspiranti tali con ottime idee di base, progetti Esteri che vorranno investire in Italia, marchi di media grandezza con attivi decine di punti vendita di proprietà o in franchising, Leader di settore o aspiranti tali, fino a grandi gruppi con importanti e noti “case retailer” che in questo caso dialogheranno direttamente con i fondi specifici sempre tramite la regia delle società Team2Grow S.r.l. e in-FRANCHISING.

    Team2Grow ha scelto, per il controllo commerciale sulle iniziative e per l’innovazione di servizi e prodotti, nonché la competenza nel vagliare nuovi soggetti in rampa di lancio con idee o modalità innovative, l’azienda in-FRANCHISING, nota sia come portale tra i più ricercati del settore, sia come soggetto con un grande portafoglio di clienti, conoscenze e technical partner, da tempo inserito nelle principali associazioni di categorie, quali Confimprese e Assofranchising ad esempio. Non hanno tardato a svolgersi i primi colloqui direzionali con clienti sia conosciuti che potenziali, realtà desiderose di approfondire e definire prioritariamente il rispettivo piano di crescita e sviluppo.

    Team2Grow S.r.l. e la società in-FRANCHISING rendono noto come i parametri richiesti e la semplicità, nonché la trasparenza delle operazioni (peraltro già note con grandi nomi anche in altri paesi ove il retail è più sviluppato che in Italia), comportino al massimo due incontri per la definizione dei documenti preliminari, e che il capitale reso disponibile derivi dai moderni strumenti di Finanza Alternativa e Circolare. Trattasi di un vero e proprio Business Plan pensato ed implementato tanto sulle sulle esigenze del cliente, quanto sui bisogni degli investitori, che vedono assicurato il capitale immesso in aggiunta ad un tasso di interesse preventivamente concordato.

    Nell’accodo tra le due società sono anche previste forme di collaborazione pluridirezionali per gestire, nell’ambito franchising, il settore immobiliare come mai è stato fatto prima e consolidare l’utilizzo di queste forme di investimento, aumentando la possibilità di incontrare le realtà interessate, nelle nuove sedi che le società stanno valutando di aprire, oltre a quelle di Milano e Modena dove attualmente operano.

    E’ possibile richiedere ulteriori informazioni o inviare candidature ai colloqui tramite AD o Dirigenti Responsabili, direttamente all’indirizzo [email protected] , o al numero 059.8384817

  • Carte di credito in vacanza: 10 consigli per evitare spese eccessive, truffe e raggiri

    Sono oltre 15 milioni gli italiani che, per evitare di viaggiare con grosse somme in contanti quando sono in vacanza all’estero scelgono di pagare con carte di credito o bancomat; ma come fare ad evitare commissioni eccessive, truffe e raggiri? Facile.it, il principale comparatore italiano di prodotti finanziari, ha creato un breve vademecum con 10 regole d’oro da seguire per non incappare in brutte sorprese.

    1. Consulta la banca prima di partire.Non tutte le carte attive in Italia possono essere usate all’estero e, inoltre, alcune possono essere abilitate, ma con limitazioni; per questo motivo, anche se può sembrare ovvio, prima di partire meglio verificare con l’istituto che ha emesso la nostra carta se il Paese in cui stiamo per fare le vacanze ne ammette o meno l’uso: poche cose potrebbero crearci problemi quanto quella di essere oltre confine e…senza denaro.
    2. Carte di credito o bancomat, quale scegliere?Purché abilitate al funzionamento in altri Stati, con entrambi è possibile pagare e prelevare contante, ma per il prelievo lecommissioni applicate variano notevolmente; per la carta di credito si aggirano in media intorno al 4%, per il bancomat sono pari a circa il 2%. Il secondo, però, ha spesso un limite di utilizzo giornaliero o mensile che, all’estero potrebbe variare rispetto a quello applicato in Italia. Verifichiamo, quindi di non sforare!
    3. Per il pagamento poche differenze.Per quanto riguardai pagamenti effettuati direttamente presso l’esercizio commerciale non ci sono grosse differenze tra le due soluzioni; se l’operazione avviene in uno dei paesi Sepa generalmente non sono previste commissioni, mentre è possibile vedere applicati costi aggiuntivi legati al cambio in caso di uso in aree con valuta diversa dall’euro, ma di questo parleremo più avanti.
    4. Furto, clonazione o smarrimento, cosa fare?Il consiglio è uno solo: chiamare immediatamente la banca per bloccare la carta smarrita; non appena informato, l’istituto provvederà all’immediata disattivazione. Importante da sapere è che, se la carta rubata viene utilizzata prima della denuncia del furto, per legge possono essere addebitati fino a un massimo di 150 euro. Il denaro eventualmente sottratto dopo la segnalazione, invece, verrà rimborsato interamente.
    5. Non mi conviene cambiare i contanti all’aeroporto?No. Generalmente, utilizzare all’estero la carta per acquisti in valuta locale consente di ottenere un tasso di cambio più vantaggioso rispetto a quelli offerti dagli uffici di cambio presenti all’aeroporto. Cerchiamo quindi di cambiare la minore quantità di valuta possibile, magari nella nostra nazione prima di fare le valigie, e usare quel denaro solo dove non è accettata la carta.
    6. Scegli la valuta locale.In caso di pagamento o prelievo in area extra-euro, se viene richiesto, è consigliato scegliere di pagare in valuta locale anziché nella propria moneta; questo consente di evitarecommissioni nascoste legate al cambio e ottenere, così, tariffe più convenienti.
    7. Con l’app, tutto sotto controllo.Scegliere una banca dotata di app per mobile consente di monitorare tutti i pagamenti in tempo reale, così da tenere sott’occhio i movimenti e relative spese.
    8. Un SMS può salvare la situazione.Se non ti trovi a tuo agio con le app, o anche non vuoi aspettare di arrivare a portata di wi-fi per sapere cosa accade al tuo conto corrente, puoi continuare ad affidarti alle vecchie tecnologie. Molti istituti consentono di attivare un servizio di alert che, in caso di utilizzo della carta, tramite SMS avvisa subito il cliente; una soluzione estremamente pratica per avere il pieno controllo della situazione.
    9. La vacanza finisce, ma i rischi continuano. Anche se siete tornati a casa e tutto è andato liscio, meglio continuare a monitorare i conti con attenzione; i malintenzionati sanno bene che pochi osservano i conti dopo il rientro e, per questo, capita agiscano anche a mesi di distanza dal furto dei dati; gli addebiti non autorizzati o le anomalie quindi potrebbero apparire dopo diverso tempo. Nel caso, informate subito la banca e il problema sarà risolto.
    10. Quale carta dare ai figli che viaggiano da soli?I ragazzi, soprattutto se al loro primo viaggio all’estero con gli amici, difficilmente pongono la giusta attenzione alle regole di sicurezza delle carte di credito; come fare a limitare i danni di un figlio troppo sbadato? La soluzione migliore è una carta prepagata. Si tratta di uno strumento di pagamento sempre più diffuso e un’ottima soluzione perché garantisce la stessa praticità del bancomat con il vantaggio di avere un plafond limitato, così da tutelare i giovani – e soprattutto i genitori – da eventuali smarrimenti o spese folli. Il consiglio, però, è verificare prima di partire che la carta sia abilitata e accettate nel paese di destinazione.

    E con questo…buon viaggio.

     

  • Colella Consulting: come beneficiare della Voluntary Disclosure 2.0

    Lo studio Colella Consulting, composto da dottori commercialisti italiani a Londra, consiglia di rivolgersi alla consulenza dei propri esperti in vista del rimpatrio dei capitali depositati all’estero, possibile grazie alla Voluntary Disclosure 2.0

    Colella Consulting esprime la propria valutazione sulla Voluntary Disclosure 2.0

    180 miliardi di nero: questa è la stima della Banca d’Italia relativa ai depositi esteri, offshore e inshore, conservati all’estero dai contribuenti italiani. Per questo motivo, l’Italia ha mandato diversi segnali rivolti a coloro che non hanno aderito alla Voluntary Disclosure lanciata nel 2015, come gli accordi con il principato di Monaco, i quali prevedono il dimezzamento delle annualità accertabili. Varata ad ottobre e recepita nella legge di bilancio, la nuova finestra per riportare i propri capitali in Italia si chiuderà a luglio, anche se come sottolineato dallo studio Colella Consulting, le adesioni al momento sono ancora scarse. Sebbene in precedenza si sia raggiunto un risultato notevole, con il ritorno di oltre 60 miliardi di emerso e il recupero di 4,3 miliardi tra imposte, sanzioni e interessi, le decisioni spesso tardive del legislatore italiano non aiutano il contribuente a regolarizzare la propria situazione e potrebbero far fallire l’iniziativa. Gli esperti di Colella Consulting, commercialisti italiani a Londra specializzati in internazionalizzazione e nella fornitura di servizi di consulenza dedicati a chi vuole aprire una ltd, un Trust o costituire una società in Inghilterra, sono pronti a fornire la più completa assistenza a coloro che desiderano riportare nella penisola i propri capitali. Affinché tale operazione si concluda con successo è necessario infatti rivolgersi agli esperti di settore, capaci di evitare al cliente sanzioni e decisioni future sfavorevoli per il proprio business. Competenze già dimostrate in passato durante la Voluntary Disclosure 1.0, quando i suoi professionisti si sono adoperati brillantemente per risolvere nel migliore dei modi casi internazionali in ambito di Disclosure. Il consiglio dello studio Colella Consulting è dunque quello di valutare insieme ai suoi consulenti la propria posizione e le tempistiche necessarie per la regolarizzazione dell’emerso, in modo tale da tratte il miglior vantaggio possibile dalle concessioni statali evitando nel contempo di incorrere in ulteriori sanzioni e perdite di tempo.

    Colella Consulting, studio specializzato in internazionalizzazione, Voluntary Disclosure e Outsourcing

    Nato grazie all’esperienza trentennale dei suoi professionisti, Colella Consulting è uno studio di commercialisti italiani a Londra. Firma indipendente e innovativa, garantisce ai propri clienti soluzioni efficaci, orientate alle opportunità di crescita del business e passo con i tempi, in grado di affrontare le sfide della globalizzazione. Esperto in internazionalizzazione e international Tax Planning, lo studio Colella Consulting offre un vasto catalogo di servizi di consulenza dedicati a chi vuole aprire una LTD, un Trust, o in generale progetta di aprire una società in Inghilterra. Attento a tutelare i processi aziendali rendendoli maggiormente efficaci e produttivi, promuove un’attività di prevenzione e individuazione di frodi ed errori. Volountary Disclousure in materia fiscale ed emersione dei capitali, supporto indipendente a 360 gradi agli Shareholder, al Board of Directors e ai Manager e alla direzione amministrativa, oltre all’outsourcing, sono solo alcuni dei servizi che gli esperti di Colella Consulting mettono a disposizione di professionisti e imprese che necessitano di assistenza legale, finanziaria, fiscale, di audit e globalizzazione del business.

  • SCM SIM, Multi Family Office fondato da Antonello Sanna

    Solutions Capital Management, SIM nata nel 2009 da un’idea dell’attuale AD Antonello Sanna, è un Multi Family Office con sede a Milano che offre servizi differenziati e personalizzati di consulenza finanziaria, Private Banking e Wealth Management, basandosi sul modello “fee only” e MiFID 2 compliant.

    SCM SIM

    SCM: SIM ideata da Antonello Sanna

    Antonello Sanna concepisce e realizza nel 2009 Solutions Capital Management, Società di Intermediazione Mobiliare autorizzata alla consulenza sugli investimenti, ai servizi di collocamento e alla gestione di portafogli. Basata su un rigoroso modello “fee only”, offre servizi di Wealth Management e Private Banking, tramite i quali, come figura di advisor, propone soluzioni personalizzate e diversificate per ogni cliente. Il modello di business adottato è caratterizzato da indipendenza, trasparenza, nonché assenza di conflitti di interesse, rivelandosi sostenibile, innovativo e unico in Italia. La sede principale di SCM SIM è a Milano, città in cui Antonello Sanna ha fondato la società, e dalla quale progressivamente si è espansa arrivando a Roma, Latina, Bergamo e anche Londra. Il Multi Family Office gode di un network di 30 financial advisor che operano a fronte di un portafoglio di 500 clienti, nonché di un miliardo e cento di asset under control, e a partire da luglio 2016 è quotato sul segmento AIM di Borsa Italiana.

    I servizi di SCM SIM, Multi Family Office guidato da Antonello Sanna

    Grazie al suo approccio unico e innovativo, SCM SIM offre una gamma di servizi altamente professionali, che si distinguono in tre macro aree, ovvero le Gestioni Patrimoniali, la Consulenza MIFID e la Consulenza Generica. Tramite nove linee di gestione il Multi Family Office milanese è in grado di rispondere a esigenze specifiche adatte a profili di rischio di differente natura. In questo ambito la Società di Intermediazione Mobiliare si dedica, seguendo la migliore tradizione anglosassone, alla gestione dei conti correnti individuali e intestati al cliente, limitandosi ad attività di compravendita di titoli oppure di strumenti finanziari, con linee di gestione caratterizzate da totale sicurezza e che commisurano il rischio tramite la volatilità e obiettivo di rendimento. In materia di Consulenza MiFID per quanto riguarda gli investimenti, SCM SIM procede con una valutazione preventiva degli obiettivi del cliente e del suo profilo di rischio e, analogamente all’intervento di Gestione, anche in questo caso la SIM non entra in contatto con il patrimonio del cliente. Le figure dell’istituto bancario e dell’Advisor agiscono in maniera totalmente indipendente, garantendo una totale sicurezza delle operazioni. I portafogli progettati sono condivisi con il cliente che decide in quale quantità attuarli, grazie alla efficace consulenza che fornisce una chiara visione sull’andamento dei mercati e sulle future prospettive che il mondo finanziario è in grado di offrire. Coloro che, invece, decidono di avvalersi di una Consulenza Generica, otterranno una consulenza finanziaria efficace, ma non personalizzata, che può includere il calcolo del VAR, la valutazione sul rischio di portafoglio, oppure l’Asset Allocation di un portafoglio su base geografica o in base al settore di attività.

  • Industria 4.0: le recensioni di General Cessioni sul piano che ha rilanciato il settore della meccanica

    Il piano Industria 4.0, varato dal Governo, comincia a dare i suoi frutti: le opinioni di General Cessioni sul rilancio delle aziende della meccanica, una crescita che passa dalla rinnovata fiducia nel settore.

    General Cessioni

    Le opinioni di General Cessioni sui vantaggi derivati dal piano Industria 4.0

    “Se continua così, sarà un anno d’oro”: a parlare è Stefano Tavoletti, manager di Iemca, società che opera nel settore della meccanica, quello che ha ottenuto più vantaggi dal piano Industria 4.0. Le opinioni di General Cessioni sull’argomento sono inequivocabili: crescita dei ricavi e delle commesse, aumento degli investimenti e una generale tendenza ad acquisire in innovazione, svecchiando un comparto che presentava un progressivo declino del parco macchine nazionale. I bonus garantiti dal Piano hanno infatti ridato fiducia e molte delle PMI della meccanica stanno registrando numeri da record, a testimonianza di un rinnovato interesse e di una nuova tendenza che invita all’ottimismo. Gennaio 2017 potrebbe quindi rappresentare un momento di svolta, un punto di partenza importante per il futuro del settore. Sebbene la strada appaia ancora lunga e accidentata, le premesse per un rilancio in pompa magna ci sono tutte.

    Intermediazione aziendale: le attività di General Cessioni

    Cessione totale/parziale, joint venture, partnership di aziende italiane ed estere: sono questi i principali servizi offerti da General Cessioni, società atta alla promozione della vendita di attività industriali, artigianali e commerciali. Attenta alle esigenze del cliente attraverso prestazioni personalizzate, General Cessioni può contare su una struttura in continua evoluzione, un modello specifico che garantisce sicuri ritorni economici anche nei momenti meno favorevoli del mercato. Situata a Milano, l’azienda di intermediazione si avvale però di una rete di consulenti con un’esperienza trentennale nel settore, in grado di supportare il cliente in tutte le operazioni propedeutiche alle vendite. Rientrano in questo modus operandi anche i contatti con gli avvocati fiscalisti e con i commercialisti per curare con attenzione gli aspetti più delicati e problematici delle trattative.

  • Campo Dall’Orto Rai: Il Paradosso i conti promuovono la politica boccia

    Sotto la guida dell’attuale Direttore Generale Antonio Campo Dall’Orto la Rai passa da una perdita netta di 25,6 milioni nel 2015 a un utile netto di 18,1 milioni, con una crescita da -12,2 a 64,3 milioni

    Il braccio di ferro sul futuro di Antonio Campo Dall’Orto, amministratore delegato della Rai sfiduciato dal consiglio d’amministrazione, è il paradosso perfetto della cosa pubblica. “I conti sono a posto, ma il problema è nella legge” osserva Carlo Freccero consigliere indipendente in quota 5 Stelle che poi aggiunge: “La riforma della Rai era stata pensata perché l’azienda potesse mettersi sul mercato e così si è deciso di dare pieni poteri al direttore generale svuotando di fatto il cda, se però sulle decisioni del dg interviene Cantone (presidente dell’authority anticorruzione, ndr) dicendo che vanno rispettate certe regole di fatto si contraddice la questione del mercato. Perché le aziende private sono libere di comportarsi come vogliono”.

    Insomma a mettere le briglie all’ex numero due dell’americana Viacom è stata proprio la politica: da un lato si spiegava l’importanza di un manager indipendente, dall’altro si cercava di capire come impedire che la sua libertà uscisse dagli schemi predefiniti di Viale Mazzini. A dimostrazione che la Rai è ancora oggi un limite invalicabile. “Far cadere l’ad sul piano dell’informazione è semplicemente incomprensibile. Si poteva discutere sui nomi, ma non sulla necessità di razionalizzare l’offerta della Rai” spiega Francesco Siliato analista del settore media e partner dello Studio Frasi secondo cui nessuno tra “gli editori incumbent ha avuto le performance della Rai sotto la guida di Campo Dall’Orto”. I numeri lasciano poco spazio alle interpretazioni: la Rai è passata da una perdita netta di 25,6 milioni nel 2015 a un utile netto di 18,1 milioni; il risultato operativo è cresciuto da -12,2 milioni a 64,3 milioni. Insomma il manager che aveva lasciato Telecom Italia Media con un buco milionario, in Viale Mazzini ha dimostrato anche di saper far quadrare i conti senza – tuttavia – penalizzare l’offerta. Certo lo hanno aiutato anche i 200 milioni di euro in più arrivati dal canone in bolletta, ma il sentiero è tracciato.

    Sul fronte degli ascolti la Rai ha guadagnato ancora nei confronti di Mediaset confermandosi il principale editore televisivo italiano, inoltre gli addetti ai lavori riconoscono a Campo Dall’Orto anche la capacità di aver attratto un pubblico, quello nella fascia tra i 15 e i 19 anni, che la televisione la guardano solo per sbaglio: nel primo quadrimestre del 2017 i giovani che hanno guardato i canali generalisti – secondo le rilevazioni dello Studio Frasi – sono cresciuti del 9,3%, quelli dei canali nativi digitali dell’11,9% e nel complesso dell’offerta Rai del 9,8%. “Lo ripeto – dice Siliato – se Campo Dall’Orto cade è per motivi incomprensibili, almeno sotto il profilo prettamente industriale. Creare una newsroom, aumentare la multimedialità dei giornalisti sono cose che fanno tutte le televisioni normali”. Il problema è quindi più che altro politico perché nessuno vuole davvero mettere mano all’informazione della Rai con il rischio di toccare i fragili equilibri in gioco. Soprattutto a pochi mesi dalle elezioni.

    Lo stesso Matteo Renzi che prima ha portato in carrozza il manager veneto al vertice di Viale Mazzini e poi lo ha scaricato si è in questi giorni defilato. Un atteggiamento d’attesa esplicitato dal silenzio del consigliere Michele Anzaldi: dopo aver attaccato Campo Dall’Orto ogni giorno, per ogni cosa il futuro responsabile comunicazione del Pd ha improvvisamente scelto la strada del silenzio. Come a non voler lasciare impronte.

    A lavorare sapientemente i fianchi l’amministratore delegato è stata piuttosto la presidente Monica Maggioni che a differenza di Campo Dall’Orto non è certo estranea alle dinamiche Rai. Il manager, invece, si è fatto consumare prima dalle polemiche sugli stipendi, poi dal piano sull’informazione che prevedeva Milena Gabanelli alla guida del sito internet di Rai News: una minaccia troppo grande per il delicato equilibrio tra il Pd e quel che resta di Forza Italia. D’altra parte andando al voto con un sistema proporzionale l’unico governo possibile potrebbe uscire dall’ennesima intesa tra Renzi e Berlusconi. Meglio quindi non disturbare i manovratori. “Campo Dall’Orto in Rai è come lo Straniero di Camus” chiosa Freccero secondo cui il manager non è certo senza colpe, ma sta pagando anche per responsabilità di altri come sul tema del tetto agli stipendi degli artisti: “La definizione di artista è impossibile perché bisogna tenere in considerazione quelle che sono le esigenze del mercato e degli inserzionisti. Io ho proposto di definire artistici i programmi che sono in grado di autofinanziarsi, ma per il momento è tutto fermo. Senza un accordo sul tetto agli stipendi si danneggia la Rai”. Il rischio è quello di uno stallo lungo un anno fino alla scadenza del mandato di Antonio Campo Dall’Orto: un ribaltone oggi a pochi mesi dalle elezioni sarebbe come detto pericoloso e il sentiero verso nuove nomine stretto. Quanto meno al Senato dove la maggioranza è appesa a un filo. E una Rai nell’impasse, impegnata a cancellare quanto di buono avviato nell’ultimo biennio, rischia solo di favorire la concorrenza. A cominciare da Mediaset.

    Fonte: Business Insider Italia

  • AE Morgan: rinascita economica italiana lontana, investire in Uk scelta vincente

    Lo studio di commercialisti italiani a Londra, AE Morgan, evince come per l’Italia le prospettive economiche non siano positive, complice un livello di crescita tra i più bassi in Europa. Sino a quanto il Bel Paese non tornerà ad essere competitivo, ovvero tra 15-20 anni, la soluzione migliore per gli investitori è quella di realizzare progetti di respiro internazionale con base in Gran Bretagna.

    La Rinascita economica italiana dovrà aspettare. Per AE Morgan scelta vincente è investire in progetti internazionali con sede in UK

    Per il suo terzo Rinascimento, dopo quello quattrocentesco e quello del boom economico, l’Italia dovrà aspettare almeno una quindicina di anni. È la previsione degli esperti dello studio AE Morgan, con sede in Inghilterra e costituito da dottori commercialisti italiani a Londra. Nessuno può prevedere con certezza gli sviluppi futuri, tuttavia in questo caso sono i dati a parlare chiaro. Lo stesso esecutivo italiano, nell’ultimo Def, documento economico finanziario, è stato molto cauto sulle stime di crescita previste nei prossimi anni. Se per il 2017-2018 la previsione è dell’1,1%, tra il 2018-2019 tale percentuale sarà inferiore di un’ulteriore 0,1%. Livelli di crescita economica che relegano l’Italia all’ultimo posto in Europa, distante da una media europea stimata intorno all’1,5-1,8%. Per AE Morgan, la prudenza adottata dal Paese, legata a decisioni necessarie ma non del tutto vincenti, allontana ulteriormente la possibilità che il Bel Paese possa tornare a ricoprire presto il ruolo e l’autorevolezza che gli competono. Il consiglio degli specialisti di AE Morgan è di investire in progetti internazionali che trovino la loro base nel Regno Unito. Aprire una Ltd o costituire società in Inghilterra sono solo alcune delle proposte che investitori lungimiranti e avveduti potrebbero recepire in vista di un’espansione all’estero. Negli ultimi mesi l’evento della Brexit è stato seguito da una seria politica fiscale che ha reso la Gran Bretagna un luogo ideale per gli investitori. In virtù di una tassazione competitiva, della certezza del diritto e dell’affidabilità internazionale, aprire società in Inghilterra, sotto forma di Trust o Limited, per i dottori commercialisti italiani a Londra di AE Morgan può essere la carta vincente per lo sviluppo del proprio business.

    I servizi di consulenza in internazionalizzazione di AE Morgan

    Internazionalizzare la propria impresa è un percorso di difficile realizzo. Errori, ritardi e l’incomprensione delle leggi vigenti in differenti contesti, possono portare anche gli imprenditori più avveduti a incorrere nel mancato sviluppo del proprio business. AE Morgan, studio di dottori commercialisti italiani a Londra, è una società specializzata nella fornitura di servizi di consulenza dedicati proprio a chi vuole pianificare un’espansione in sede estera, sia in Inghilterra, sia in altri Paesi del globo. Mediante un’assistenza in grado di coprire le necessità a 360 gradi delle aziende che desiderano aprire una Ltd, un Trust o in generale progettano di costituire una società in Inghilterra, AE Morgan garantisce una pianificazione tributaria capace di ridurre il carico fiscale, evitando nel contempo di incorrere in applicazioni distorte o illegittime delle norme. Grazie alla propria rete di commercialisti internazionali, altamente qualificati e preparati, lo studio si occupa con successo di consulenza in materia societaria ordinaria e straordinaria, di gestione e costituzione di qualsiasi tipo di società, consulenza tributaria, legale, amministrativa, finanziaria, bancaria, ambientale, e del lavoro.

  • Il percorso lavorativo di Flaminio Oggioni

    Flaminio Oggioni, originario di Milano, vanta una lunga carriera trascorsa all’interno di prestigiose aziende in cui svolge mansioni legate al Finance all’Administration. Oggi opera in qualità di CFO e Senior Advisor.

    Flaminio Oggioni

    Carriera professionale di Flaminio Oggioni

    Flaminio Oggioni, nato a Milano nel 1964, consegue la Laurea in Economia Aziendale nel 1990 presso l’Università Commerciale Luigi Bocconi di Milano. Nel 1994, a seguito di un corso organizzato con la collaborazione del CERTI e dell’Università Bocconi, ottiene il Diploma di Master in Diritto Tributario di Impresa. Avvia la propria carriera professionale nel 1990 quando viene scelto per rivestire il ruolo di Auditor presso Price Waterhouse. Nel 1992 passa in Sisal Sport Italia S.p.A., società presso la quale svolge, in un primo momento, la professione di Assistente del Direttore Amministrativo, e in seguito, nel 1995, quella di Internal Auditing Manager. Nel 1998 assume la funzione di Responsabile del Bilancio Consolidato del Gruppo Sisal e contemporaneamente quella di Responsabile di Amministrazione e Controllo delle società governate dalla sede centrale. Nel 1999 Flaminio Oggioni entra in Omnitel 2000 S.p.A. e Omnifin S.p.A. in qualità di Responsabile Amministrativo, mentre l’anno successivo diventa Finance Director per United Web S.p.A., web startup di proprietà del Gruppo Benetton. Nel 2001 inizia a collaborare con Vizzavi Italia S.p.A., società del Gruppo Vodafone dove continua a ricoprire la posizione di Finance Director.

    Le recenti esperienze di Flaminio Oggioni

    Nel 2003 Flaminio Oggioni inizia una lunga collaborazione con il Gruppo Fiera Milano dove, fino al 2007, riveste la carica di Direttore Amministrativo. Durante questi anni assume la gestione della tesoreria, dell’area amministrativa e del Bilancio Consolidato. Nel 2007 diventa Direttore Finanza M&A e inizia a occuparsi delle operazioni di finanza ordinaria e straordinaria e dei piani di internazionalizzazione del Gruppo. Oggi Flaminio Oggioni svolge il ruolo di CFO e Senior Advisor in ambiti relativi all’Amministrazione, Controllo di Gestione, Progetti M&A e sviluppo Business Estero, Supporto a crisi d’impresa, Supporto Start-up società in Italia e all’estero, Business Planning Finanza, Tesoreria, Project Management implementazione sistemi ERP e Gestione nel Settore no-profit. Flaminio Oggioni, coadiuvato dalla propria famiglia, è impegnato in attività di volontariato tramite associazioni umanitarie no-profit.

  • Workinvoice: “La Gazzetta di Bari” intervista l’AD Matteo Tarroni su Fintech e Invoice Trading

    “Stiamo per infrangere la barriera dei 50 milioni di euro di transazioni, con una crescita di 10 volte rispetto all’anno precedente”: Matteo Tarroni, AD di Workinvoice, parla della nascita e delle prospettive di sviluppo della società di Invoice Trading in un’intervista a “La Gazzetta di Bari”.

    Matteo Tarroni: l’intervista de “La Gazzetta di Bari” all’AD di Workinvoice

    Le nuove forme d’accesso al credito e il mercato fintech sono al centro di un articolo pubblicato lo scorso 22 aprile da “La Gazzetta di Bari”. Per approfondire tali tematiche, il quotidiano si è avvalso dell’esperienza dell’AD di Workinvoice Matteo Tarroni. Nell’intervista, il manager sottolinea che la finanza alternativa ha reso più efficienti alcuni segmenti della filiera oggi controllata e gestita dalle banche, dal capitale (la materia prima) alla distribuzione al dettaglio: “Si tratta di un’evoluzione determinata da condizioni ambientali (nel nostro caso la contrazione del credito alle Pmi e i lunghi tempi di incasso dei crediti) che avrà un effetto permanente perché giustificata da logiche economiche”. Workinvoice nasce proprio come infrastruttura “solida, trasparente ed avanzata tecnologicamente per investitori specializzati che considerano i crediti commerciali come un asset interessante per le sue caratteristiche di rischio/rendimento, diversificazione e decorrelazione rispetto ai mercati”. Matteo Tarroni evidenzia i punti di forza della piattaforma: la flessibilità, la competitività dei costi, l’assenza di limiti d’utilizzo. Inoltre non vengono richieste né garanzie né obbligazioni e il sistema contempla forme di controllo e sicurezza in ogni passaggio. “Le prospettive di sviluppo sono ottime – ha dichiarato infine l’AD di Workinvoice – Stiamo per infrangere la barriera dei 50 milioni di euro di transazioni, con una crescita di 10 volte rispetto all’anno precedente”. Nel futuro della società (e più in generale del mercato) un maggiore coinvolgimento di investitori istituzionali e delle banche “che potranno contribuire con le loro reti di distribuzione e, in parte, con capitale” a influire positivamente sull’intero sistema economico.

    Workinvoice: la crescita della società guidata da Matteo Tarroni

    L’acquisto di cinque milioni di crediti commerciali effettuato recentemente da Factor@Work, portfolio manager con sede in Italia, attraverso Workinvoice è solo una delle ultime operazioni che si è chiusa positivamente grazie all’intermediazione della piattaforma creata nel 2013 da Matteo Tarroni insieme ad altri professionisti del settore fintech. Consapevoli delle potenzialità del mercato dell’Invoice Trading, fino a pochi anni fa ancora poco conosciuto in Italia ma già diffuso in Usa e in altri Paesi europei, hanno dato vita a una delle prime società specializzate in materia. Workinvoice permette infatti alle PMI di mettere all’asta le proprie fatture e così di riscuotere anticipatamente i pagamenti. Gli investitori iscritti alla piattaforma possono quindi decidere di acquistarla facendo la propria offerta. Un sistema che consente di ridurre notevolmente i tempi di riscossione: in media in anticipo di 45 giorni rispetto alle date di scadenza delle fatture. L’acquirente deve versare entro 24 ore il 90% della quota pattuita, mentre il restante 10% nel momento in cui il debitore salderà la fattura. È importante sottolineare che prima dell’inserimento nella piattaforma dell’offerta, un team di professionisti ne valuta la rischiosità decidendone l’inclusione o meno. La qualità del modus operandi della società guidata da Matteo Tarroni l’ha portata ad essere ammessa all’AltFi Volume Index Continental, benchmark di riferimento nel settore.

  • Consiglio amministrazione RAI: il suicidio degli elefanti

    Il CdA Rai ha bocciato il piano news proposto dal Direttore Generale Campo Dall’Orto. Fiducia incrinata e probabile azzeramento dei vertici.

    Raccontano osservatori dei residui branchi di elefanti che in occasione di imminenti catastrofi ambientali, i pachidermi generalmente si suicidano, con una ritualità precisa che vede gli anziani, sollecitati dalle femmine, assicurarsi che i più giovani seguano il destino deciso, per poi seguirli nell’atto estremo. Non sempre le elefantesse arrivano a darsi la morte.

    Con un atavico ritorno alla natura il consiglio di amministrazione della Rai sembra aver messo in scena una macabra rappresentazione del suicidio degli elefanti.

    I più anziani, che non mancano in consiglio, sollecitati dalla presidentessa, hanno spinto i più giovani sul ciglio del burrone, spingendo prima di tutti giù il direttore generale Campo dall’Orto. Una scena davvero indecorosa oltre che paradossale. Dopo mesi di retorica sulle nuove linee di comando che avrebbero assicurato al vertice di Viale Mazzini poteri e procedure per guidare il rinnovamento senza dover pagare i tradizionali pedaggi ai casellanti del CdA, ora si assiste allo spettacolo che il più accreditato, internazionalmente, manager del sistema televisivo italiano, viene umiliato e paralizzato da un’allegra combriccola di pensionati e mestieranti inviati in consiglio  da singole lobbies politiche per curare i loro affari. Con una presidentessa che non fa mistero di voler sostituire il suo direttore generale con se stessa.

    Ora la Rai si trova ad avere il poco invidiabile primato di essere l’unica azienda televisiva europea senza una bussola nel pieno della transizione al digitale, mentre avanzano le offerte multimediali dei competitor privati e mentre anche i possibili partner, come Telecom ed Enel, si stanno mettendo in proprio.

    In tutto questo appare singolare il silenzio sostanziale dei giornalisti, visto che il pomo della discordia è proprio il piano di riorganizzazione delle news. L’Usigrai, il mitico sindacato dei giornalisti RAI, dopo aver seguito distrattamente, non senza qualche compiacimento, le prime baruffe in consiglio, che costarono il posto al responsabile del progetto di riorganizzazione dell’informazione Carlo Verdelli, oggi grida al Tutti a casa. Ma tutti chi?

    Qui il rischio è che dopo decenni di riforma vagheggiata dell’azienda, e mai realizzata per il continuo bradisismo di veti e sommosse interne, neanche ci si accanisca più sulla Rai, ma, come per l’Alitalia, si arrivi alla conclusione che il carrozzone sia irriformabile.

    Il nodo vero riguarda proprio un presidio nazionale, una TV nazione, nel momento in cui la transizione al digitale rende strategici linguaggi ed infrastrutture e soprattutto fondamentale per un paese il controllo di quelle forme di intelligenza artificiale che guidano la viralità dell’informazione. Cosa accadrà se la RAI si afflosciasse? L’Italia potrebbe essere il primo grande paese europeo a non avere più un soggetto proprio, autonomo e sovrano, nel processo di organizzazione dei linguaggi con cui parlare al mondo.

    Ma la questione presenta anche un versante politico: il nuovo vertice Rai è stato voluto dall’allora premier e segretario del PD Renzi, voluto ed usato per liberarsi di qualche imbarazzo (Ballarò e TG3). Ora può una leadership politica che si caratterizza per l’innovazione e la discontinuità tornare a centellinare le vecchie lottizzazioni in una Rai che affonda?

    Ci si gioca molto della propria reputazione, così come il Paese si sta giocando molto della sua possibilità di mantenersi competitivo nella nuova economia della comunicazione. Mentre gli elefanti barriscono sul ciglio del burrone.

    Fonte: News and Coffee

  • Simple Group: opportunità per il mercato del vino tra Italia e Russia. Nasce la sinergia made in Italy e made with Italy

    In Russia le preferenze e i gusti in fatto di beverage stanno cambiando rapidamente. Negli ultimi 20 anni, il consumo di superalcolici è diminuito del 50%, a fronte di un aumento del 70% di quello di vino, che si riscontra in particolare nella fascia dei Millenials, giovani curiosi e alla ricerca di stili di vita positivi.

    Grazie a questa evoluzione (anche culturale), la produzione di vino in Russia è stata fortemente stimolata, crescendo di 13 volte dal 2010 e la raccolta lorda di uva è aumentata del 15,8% (valore del 2016), per un totale di 551.7 mila tonnellate (il territorio potenzialmente utilizzabile è pari a 200.000 ettari).

    Le opportunità di creare sinergie vincenti, aumentando l’export verso la Russia di vini italiani (made in Italy) e di sviluppare nuove aree di business in loco per i nostri produttori (made with Italy), stanno diventando sempre più concrete.

    Questo è quanto emerso dalla conferenza “Italia e Russia: un nuovo Rinascimento per il mercato vitivinicolo” organizzata a Vinitaly 2017 da Simple Group – uno dei principali distributori di vini e distillati di alta qualità nel mercato russo – in collaborazione con il Ministero dell’Agricoltura della Federazione Russa.

    L’intervento del Vice Ministro Sergey Levin – che ha aperto i lavori –  ha sostanziato la volontà e l’impegno del Governo, anche attraverso sgravi fiscali e altre agevolazioni come l’apertura della comunicazione pubblicitaria legata al vino, nello sviluppare una produzione autoctona avvalendosi degli investimenti, delle tecnologie e dell’expertise dei produttori europei di piccole e medie dimensioni. In questo contesto, l’Italia occupa un ruolo fondamentale e le aziende del Bel Paese possono rappresentare uno dei principali partner di questa nuova opportunità di business (sinergia Made with Italy).

    L’approccio Made with Italy – investimento e trasferimento di expertise e know how – andrebbe a costruire un mercato in un segmento interessante (mass market) e quindi non in competizione con l’importazione di etichette premium espressione del Made in Italy.

    Ed è qui che si inserisce Simple Group che, come sottolineato dal Presidente Maxim Kashrin e dal Vice Presidente Anatoly Korneev, gioca un ruolo fondamentale sia come facilitatore del dialogo tra piccole-medie imprese italiane e Governo, sia come importatore dell’eccellenza italiana intesa come prodotto di qualità ed espressione di un approccio culturale e storico conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo.

    Simple Group è infatti uno dei principali importatori russi di vini italiani con una quota di mercato del 20%. L’azienda, presente capillarmente in tutto il territorio russo, possiede una catena di enoteche e centri di distribuzione in oltre cento città russe.

    Un’attività in continua crescita e guidata dalla mission aziendale – plasmata sull’approccio Made in Italy and Made with Italy –  che si propone, da un lato, di migliorare e rendere consapevole, attraverso la diffusione di una corretta cultura vitivinicola, il consumo di vino e, dall’altro, di promuovere la crescita della produzione locale.

  • Assegno protestato per mancanza di fondi – la banca avrebbe dovuto avvertire?

    Purtroppo può capitare di commettere un’ingenua distrazione: non ci si accorge della mancanza di fondi sul conto, e si emette un assegno per il pagamento. In questa circostanza l’assegno può essere protestato e ci si può ritrovare nella sgradevole condizione di diventare un cattivo pagatore.

    Esistono per fortuna aziende come GF Financial Service che permettono a un protestato di aprire un conto corrente, ma rimane la rabbia: perché la banca non ha avvertito? Non avrebbe forse l’obbligo di avvertire il correntista che magari in buona fede ha commesso la leggerezza di versare un assegno di importo superiore alla cifra presente sul conto?

    La risposta a questa domanda è: purtroppo no. Non esiste nessun obbligo da parte di una banca, di avvertire il cliente prima di elevare il protesto di un assegno emesso per mancanza di fondi.

    Questo è quanto deciso dalla sentenza della Corte di Cassazione n.3286 del 12 Febbraio 2013, «[…] non sussiste un obbligo, da parte della banca, di informare il correntista dell’assegno e vuoto; il protesto, quale evento dannoso, non è riferibile alla condotta dell’istituto di credito, seminai è a carico del correntista che non poteva certo essere all’oscuro della reale consistenza del conto in questione.»

    «L’emissione di un assegno senza provvista (cioè “scoperto”) costituisce un illecito amministrativo punibile con sanzioni pecuniarie e con segnalazione alla CAI (Centrale d’allarme interbancaria)».

    Sanzioni che possono possono essere evitate se l’emittente è in grado di pagare anche tardivamente ma non oltre sessanta giorni dalla scadenza del termine di presentazione dell’assegno e se il beneficiario gli rilascia quietanza liberatoria.

    Vuoi raccontarci la tua storia? Contattaci, noi di Conto Protestati Service possiamo fornirti un supporto concreto.

  • Prestiti: in Puglia importi in crescita del 16%

    Nel 2017 i pugliesi hanno chiesto prestiti più consistenti e la ragione principale per cui si sono indebitati è la casa. Secondo l’osservatorio sul credito al consumo in Puglia diffuso da Facile.it e Prestiti.it, i due comparatori italiani specializzati nel confronto dei prestiti personali, gli importi richiesti alle finanziarie dai privati sono aumentati, in media, del 16,85% arrivando, a marzo 2017, a 12.810 euro, era appena poco più di 10.960 euro un anno fa.

    L’analisi è stata realizzata su un panel di oltre 2500 richieste di finanziamento presentate in regione nel primo trimestre 2017; secondo i dati, i residenti in Puglia che hanno cercato di ottenere un prestito personale puntavano ad un piano di restituzione in 71 rate (quasi sei anni), potevano contare su uno stipendio medio di 1.575 euro e, all’atto della richiesta, avevano già compiuto 43 anni, una delle età maggiori di tutta la penisola fra chi richiede prestito anche se, a ben guardare, il dato varia abbastanza in regione fra gli estremi di Brindisi (41 anni in media) e Foggia (45 anni).

    Brindisi è anche la provincia pugliese in cui si sono chiesti gli importi maggiori (13.245 euro, da restituire in 70 rate). Alle sue spalle Bari (13.216 euro, 72 rate), Lecce (12.852 euro, 71 rate) e Taranto (12.810 euro, 72 rate).

    Foggia è invece la provincia dove, nel primo trimestre 2017, sono state presentate le richieste di importo più contenuto (11.910 euro, 69 rate), segue Barletta-Andria-Trani (12.650 euro, 69 rate).

    Oltre una richiesta di prestito ogni quattro (27,72% del totale) fra quelle presentate in Puglia arriva dalla provincia di Bari, a seguire Taranto (18,62%) e Foggia (17,89%).

    I richiedenti prestito con gli stipendi maggiori sono risultati essere i residenti in provincia di Brindisi (1.608 euro lo stipendio medio) e Bari (con 1.604 euro).

    Ma quali sono i motivi che spingono i residenti in Puglia a richiedere un prestito personale? Secondo l’analisi di Facile.it e Prestiti.it, la maggior parte delle domande è legato all’ottenimento di finanziamenti per ristrutturare casa (20,22%, 16.006 euro il taglio medio); a seguire il consolidamento debiti (20,12%, 16.983 euro) e, al terzo posto, la richiesta di liquidità (19,63%, 15.224 euro).

  • Prestiti: in Veneto importi in crescita dell’8,3%

    Nello scorso anno i veneti hanno fatto ricorso ai prestiti in maniera decisamente più netta, con incrementi negli importi richiesti, in media, pari all’8,3%. A diffondere il dato sono stati Facile.it e Prestiti.it, i principali comparatori italiani del settore che hanno preso in esame un panel di oltre 2.500 richieste di finanziamento presentate in regione nei primi tre mesi del 2017.

    Secondo i dati emersi dall’Osservatorio, la cifra media richiesta in Veneto per i prestiti è pari a 12.214 euro, era appena più di 11.250 un anno fa. I veneti che si sono rivolti alle finanziarie nei primi tre mesi dell’anno in corso hanno scelto un piano di restituzione in 67 rate (oltre 5 anni e mezzo), potendo contare su di uno stipendio mensile medio di 1.634 euro e, quando hanno presentato la richiesta, avevano in media 40 anni, una delle età più basse di tutta Italia fra chi richiede prestito e che però, a ben guardare, varia abbastanza in regione, oscillando fra gli estremi di Verona (39 anni in media) e Rovigo (43 anni).

    Venezia è la provincia in cui si sono chiesti gli importi maggiori (12.993 euro, il 6,3% in più rispetto alla media regionale, da restituire in 67 mesi). Alle sue spalle, ma molto staccate, Vicenza (12.193 euro, 67 rate) e Verona (12.162 euro, 66 mensilità quelle previste per la restituzione). Belluno è invece la provincia veneta dove, nel primo trimestre 2017, sono state presentate sia le richieste di importo più contenuto (10.737 euro) sia quelle di durata inferiore (61 rate).

    Quasi una richiesta ogni quattro (22,86% del totale) tra quelle presentate in Veneto arriva dalla provincia di Venezia, a seguire Verona (19,95%) e Padova (18,92%).

    «La maggiore richiesta di prestiti», ha spiegato Mario Parteli, responsabile Business Unit prestiti di Facile.it, «va intesa come un segnale di fiducia. I cresciuti livelli occupazionali spingono a vedere il futuro in termini più rosei rispetto al passato e questo consente di non vivere con timore l’impegno di un prestito, soprattutto se legato ad elementi di indipendenza come la casa o un’auto di proprietà».

    Ma quali sono i motivi che spingono i residenti in Veneto a richiedere un prestito personale? Secondo l’analisi di Facile.it e Prestiti.it, la maggior parte delle domande è legata all’ottenimento di prestiti per ristrutturare casa (24,01% 16.178 euro il taglio medio) e, a seguire, l’acquisto di auto usate (18,90%, 10.886 euro). Al terzo posto l’ottenimento di liquidità che raccoglie il 17,11% delle richieste ed equivale ad una media di 12.313 euro.

    La casa è molto presente nelle richieste di prestito compilate nella regione e fra le prime 10 motivazioni si trovano altre 2 finalità connesse con l’immobiliare: l’arredamento (sesta con 9.163 euro e il 5,49% delle richieste) e addirittura l’acquisto di casa, cui ricorre il 2,43% di chi richiede un prestito personale in Veneto e per il quale si cerca di ottenere, in media, un finanziamento di 29.684 euro. Importi molto ridotti, ma tempi molto più brevi e parametri meno stringenti fanno preferire questo al mutuo in alcuni casi, come presumibilmente quelli emersi dall’Osservatorio.

  • Appalti pubblici, cosa cambia con l’entrata in vigore del D. Lgs 50/2016? Rimani aggiornato con il corso di Minerva Sapiens

    Corso “Il Codice degli appalti pubblici alla luce delle recenti modifiche” – Centro di Alta Formazione Minerva Sapiens

     24 e 25 giugno 2017 dalle ore 9,30 alle 18,30

    Piazza dei Navigatori 22D, 00147 – Roma.

    Fornire agli operatori economici gli strumenti necessari per poter partecipare ad una gara d’appalto, aggiudicarsela ed eseguire il relativo contratto, senza il rischio di incorrere in esclusioni o penalità. È questo l’obiettivo del corso Il codice degli appalti pubblici alla luce delle recenti modifiche, organizzato dall’ente di formazione capitolino Minerva Sapiens.

    In un contesto normativo come quello degli Appalti Pubblici, particolarmente complesso ed articolato, è di fondamentale importanza, per chiunque voglia operare nel mercato degli approvvigionamenti pubblici, avere una visione di insieme chiara, organica e strutturata.

    Dopo una panoramica sul nuovo assetto normativo, il corso si focalizzerà sulle delicate fasi di partecipazione alla gara. di esecuzione del contratto e di eventuale contenzioso, sempre con un orientamento rivolto alle esigenze degli operatori economici.

    Le lezioni saranno tenute dall’Avv. Alessandro Di Maggio, esperto in appalti pubblici, eProcurement, eCommerce e Privacy.

    Al termine del corso sarà rilasciato un attestato di partecipazione.

    Programma

    1. Il nuovo codice degli appalti pubblici e dei contratti di concessione: inquadramento, principali novità e prospettive di attuazione:

    – I principi direttivi;
    – Le centralizzazione della committenza , i soggetti aggregatori;
    – Trasparenza e concorrenza negli appalti ed il ruolo dell’Anac;
    – La programmazione degli appalti e delle acquisizioni;
    – Il ruolo della progettazione;
    – Le nuove procedure sopra e sotto soglia comunitaria;
    – Gli strumenti di eprocurement della Consip (mepa, convenzioni, sistema dinamico e accordi quadro) e gli obblighi di utilizzo previsti dalla legge

    2. La partecipazione e l’aggiudicazione delle procedure di gara alla luce del nuovo Codice.
    a. Profili soggettivi:
    – I soggetti ammessi a partecipare;
    – La nuova disciplina dei requisiti di moralità generale;
    – La nuova disciplina dei requisiti di qualificazione;
    – Il rating di legalità e di affidabilità dei concorrenti;
    – La nuova disciplina in ipotesi di fallimento dell’esecutore e concordato preventivo.

    b. Profili oggettivi:
    – I criteri di aggiudicazione e la prevalenza dell’offerta economicamente più vantaggiosa;
    – Le novità e le problematiche legate alla commissione giudicatrice ed alla nomina dei componenti;
    – La verifica di congruità.

    c. La nuova disciplina dell’avvalimento.

    d. Le nuova disciplina del subappalto.

    e. Le fasi della procedure di gara e l’aggiudicazione dell’appalto:
    – Le fasi della procedura di gara;
    – Il ruolo del rup;
    – Il documento unico di gara;
    – La verifica dei requisiti di partecipazione;
    – L’accesso agli atti di gara;
    – L’aggiudicazione e la stipula del contratto.

    3. L’esecuzione del contratto:

    – La nuova disciplina delle modifiche e variazioni al contratto
    – La nuova disciplina dell’interpello;
    – La sospensione dell’esecuzione;
    – La risoluzione del contratto ed il recesso.

    4. Il contenzioso e gli strumenti alternativi di risoluzione delle controversie:

    a. Il contenzioso in fase di gara:
    – La nuova disciplina dei ricorsi giurisdizionali innanzi al TAR e l’obbligo di immediata impugnazione del provvedimento di ammissione e di esclusione dei concorrenti;
    – Il precontenzioso innanzi all’ANAC ed il potere di emettere pareri vincolanti raccomandazioni assistite da sanzioni;

    b. Il contenzioso in fase di esecuzione:
    – L’accordo bonario per i lavori, i servizi e le forniture;
    – Il collegio consultivo tecnico;
    – La transazione;
    – L’arbitrato.

    Info su costi e iscrizioni http://www.minervasapiens.it/site/il-codice-degli-appalti-pubblici-alla-luce-delle-recenti-modifiche oppure scrivi a [email protected].

  • Massimo Armanini: il percorso professionale

    Manager nel settore finanziario, Massimo Armanini è co-fondatore di Crescita, Special Purpose Acquisition Company quotata a Milano. Oggi ricopre anche il ruolo di Professore Incaricato di Finanza presso l’Università LIUC.

    Massimo Armanini, co-fondatore di Crescita SPAC

    Formazione e iter professionale di Massimo Armanini

    Massimo Armanini avvia la propria carriera dopo aver conseguito nel 1995 la laurea con lode in Economia e Commercio presso l’Università di Parma e nel 1991 il Master in Business Administration (MBA) presso la Wharton Business School di Philadelphia. Grazie alla prestigiosa formazione inizia a rivestire sin da subito importanti ruoli dirigenziali e nel 1994 diventa Managing Director della Divisione Merger & Acquisition di UBS. In seguito, a causa dell’interesse generato dalla caduta del muro di Berlino, inizia a specializzarsi e collaborare con i mercati dell’Est Europa. In accordo con il governo polacco si occupa della privatizzazione del settore dei gas tecnici (Polgas) mentre con quello della Croazia svolge il ruolo di Presidente del Consiglio di Sorveglianza, con lo scopo di concludere la privatizzazione di Pliva, azienda attiva all’interno dell’ambito farmaceutico. Durante gli anni Novanta segue la quotazione di Adidas e di CSP in Borsa, oltre alle fusioni tra Sandoz e Ciba Neigy, e fra Cariplo e Banco Ambroveneto, dalle quali nascono rispettivamente Novartis e Banca Intesa. In aggiunta, guida l’IPO di EVC, la cessione da parte di Saipem di Rio Colorado, la joint venture fra Eni e ICI e partecipa alle privatizzazioni di Cementir e Nuovo Pignone. Dal 1998 al 1999 Massimo Armanini riveste la posizione di Amministratore Delegato per Beatrice Food Diary and Bakery Canada.

    Massimo Armanini: il percorso da Jumpy alla nascita di Crescita Spac

    Dopo aver svolto, dal 2000 al 2002, il ruolo di Amministratore Delegato della internet company Jumpy, Massimo Armanini diventa Managing Director per la divisione Investment Banking di Deutsche Bank, posizione che lo vede impegnato nelle cessioni di Piaggio, Excite, Galbani, e nell’acquisizione, per conto di Telecom Italia, delle attività tedesche di AOL cedute da Time Warner. Per Pacific Capital, fondo che ha in gestione un asset da più di un miliardo di dollari, tra il 2007 e il 2012 ricopre il ruolo di Chief Investment Officer e quello di membro del Consiglio di Amministrazione. Una volta conclusa questa esperienza, in collaborazione con altri soci co-fonda Crescita, Special Purpose Acquisition Company (SPAC) quotata alla Borsa di Milano. Attualmente siede nel Consiglio di Amministrazione e riveste la posizione di CEO di Crescita Holding. In parallelo alla carriera professionale, Massimo Armanini ha sviluppato un’attività accademica che lo vede tutt’oggi impegnato nel ruolo di Professore Incaricato di Finanza presso l’Università LIUC, dove tiene i corsi di Hedge Fund Management e Financial Investments. Molteplici sono le pubblicazioni a sua firma inerenti alle materie di teoria del portafoglio e privatizzazioni.

  • Prestiti personali: in Lombardia importi in aumento del 12%

    In Lombardia cresce il ricorso ai prestiti personali, chiaro sintomo di migliori livelli occupazionali e maggiore fiducia nel futuro. I dati arrivano dall’osservatorio condotto da Facile.it (https://www.facile.it/prestiti-personali.html) e Prestiti.it in relazione alle richieste di credito al consumo presentate in Regione nel primo trimestre 2017. Secondo quanto rilevato dallo studio, il prestito medio chiesto in Lombardia nel primo trimestre 2017 è pari a poco meno di 12.100 euro, vale a dire il 12% in più del valore registrato un anno fa.

    Chi chiede un prestito in Lombardia ha, sempre in media, uno stipendio pari a 1.940 euro, un’età di 40 anni all’atto della presentazione della domanda e intende restituire il finanziamento in 67 rate, vale a dire circa 5 anni e mezzo.

    Facile.it e Prestiti.it (https://www.prestiti.it/) non si sono limitati ad analizzare i numeri a livello regionale, ma hanno approfondito l’indagine anche a livello provinciale; ecco quindi che si scopre che sebbene Milano origini oltre il 42% delle richieste di credito al consumo lombarde e possa contare sugli stipendi più alti di tutta la regione (2.275 euro), non è da qui che arrivano quelle di importo maggiore, che, invece, sono compilate nella Provincia di Sondrio, dove il valore medio del prestito sale a 14.053 euro.

    Al secondo posto nella classifica degli importi richiesti alle finanziarie si piazza Como con 13.842 euro che precede di un soffio Bergamo, terza con 13.713 euro. Sono comunque sopra alla media nazionale (12.147 euro) anche Mantova (13.252 euro), Cremona (12.958 euro), Pavia (12.910 euro), Varese (12.458 euro) e Lodi (12.162 euro).

    Gli importi più contenuti sono chiesti a Brescia (10.990 euro la media) e, a seguire, nelle province di Monza e Brianza (11.358 euro), Milano (11.523 euro) e Lecco (11.983 euro).

    I lombardi che impiegheranno più tempo per restituire il loro prestito sono i bergamaschi e i mantovani che rientreranno del finanziamento dopo 72 mensilità, una in più di quelle necessarie ai comaschi e due in più di quelle che occorreranno a lodigiani e varesini.

    Ma quali sono i motivi per i quali in Lombardia si chiede un prestito? Al primo posto, con il 19,4% delle richieste l’ottenimento di liquidità; finalità per la quale l’importo medio richiesto è pari a 13.409 euro, ma che ha quasi dimezzato il suo peso sul totale visto che nel 2016 erano legate a questa finalità il 32% delle richieste, ulteriore indizio della migliorata situazione economica dei lombardi. Al secondo posto la ristrutturazione di immobili che raccoglie il 18,77% delle domande e una richiesta media di 16.441 euro; terzo posto per il consolidamento debiti, ottimo modo per uniformare importi e scadenze dei finanziamenti; in questa categoria rientrano il 18,48% delle domande presentate nel primo trimestre 2017; importo medio richiesto: 16.880 euro.

  • General Cessioni recensioni: fatturato dei franchising stabile a quota 144 miliardi

    Continuano investimenti nel franchising. Nel 2017 vedranno la luce circa 1.100 nuovi punti vendita: il primato va al settore dell’abbigliamento con oltre 300 aperture. Nelle opinioni di General Cessioni buoni risultati anche per il food e il real estate

    General Cessioni

    General Cessioni analizza nelle sue recensioni i trend degli investimenti nel retail

    Grazie alle sue recensioni, General Cessioni focalizza le proprie opinioni sugli investimenti delle insegne racchiuse dall’associazione di categoria, Universo Confimprese, che racchiude oltre 300 marchi, 300 mila punti vendita per un totale di 600.000 dipendenti. Il loro fatturato quest’anno ha raggiunto i 144 miliardi, nonostante una congiuntura economica sfavorevole. Se il 2016 non ha riservato grandi sorprese, General Cessioni sottolinea gli investimenti e l’aumento, seppur leggero, del potere d’acquisto, circa lo 0,7%, che porteranno nel 2017 all’apertura di 1.100 di nuovi negozi in franchising e 10.000 posti di lavoro. Marco Grieco, Ita Advisory retail industry leader di Ey e Med Digital transformation leader, ha sostenuto recentemente che i nuovi punti vendita aperti dalle grandi catene dimostrino il continuo sviluppo del mercato italiano. Il trend migliore lo fa registrare il comparto abbigliamento, forte di oltre 300 punti vendita aggiuntivi. La ristorazione sembra non conoscere crisi, grazie ad un’offerta che si concentra sempre di più sulla qualità, sulla salute e la sostenibilità ambientale, quest’anno il food ha infatti registrato un aumento di un terzo del suo valore nelle vendite, portandosi a quota 72 miliardi: previsti altri 237 punti vendita in franchising. Se abbigliamento e ristorazione rappresentano, da sole, il 50% delle prossime inaugurazioni, le opinioni di General Cessioni confermano anche la buona situazione per il campo del real estate con l’apertura di 220 agenzie.

    Servizi e attività di General Cessioni

    General Cessioni è una società specializzata, dal 1982, nella promozione della vendita e l’acquisto di aziende e immobili, ricerca di soci per joint venture e partnership. Grazie all’esperienza trentennale, General Cessioni è oggi leader nell’intermediazione aziendale ed immobiliare, forte di un network di consulenti a contatto diretto con oltre 1 milioni di acquirenti sia italiani che esteri ed esperti nei più diversi settori. Garantendo ai propri clienti il massimo riserbo della privacy dei dati e la migliore contropartita economica, la società è in grado di fornire servizi di assistenza e consulenza, attraverso un know how personalizzato e specifico, a chi intende vendere o acquistare società e immobili di natura artigianale, industriale, commerciale e agricola. Grazie alle proprie recensioni, General Cessioni offre consigli e analisi sulla situazione dei diversi settori economici e le diverse opportunità del mercato.

  • Prestiti: in Toscana importi in crescita dell’11%

    Nell’ultimo anno i toscani hanno fatto ricorso al credito al consumo in maniera più netta, con incrementi negli importi richiesti, in media, dell’11%. A comunicare il dato sono Facile.it e Prestiti.it, i due comparatori italiani specializzati nel confronto dei prestiti personali che hanno analizzato un panel di oltre 2000 richieste di finanziamento presentate in Toscana nel primo trimestre 2017.

    Secondo i dati dell’Osservatorio l’importo medio dei prestiti richiesti in regione è pari a 11.550 euro, era appena più di 10.440 un anno fa. I residenti in Toscana che hanno cercato di ottenere un prestito personale nei primi mesi del 2017 puntavano ad un piano di restituzione in 68 rate (oltre 5 anni e mezzo), potevano contare su uno stipendio medio di 1.519 euro e, all’atto della richiesta avevano già compiuto 43 anni, una delle età maggiori di tutta la penisola fra chi richiede prestito anche se, a ben guardare, il dato varia molto in Regione fra gli estremi di Arezzo (39 anni in media) e Livorno, Massa e Carrara (47 anni).

    Grosseto è la provincia toscana in cui si sono chiesti gli importi maggiori (13.527 euro, il 17% in più rispetto alla media regionale, da restituire in 75 mesi). Alle sue spalle Prato (13.051 euro, 63 rate), Siena (12.025 euro, 64 mensilità) e, con la stessa cifra, ma durata maggiore MassaCarrara (12.025 euro, 70 rate).

    Osservando la classifica degli importi in senso opposto, Livorno risulta essere la zona toscana con le richieste di importo inferiore (10.491 euro da restituire in 71 mesi), seguita da Pisa (10.731 euro, 66 mensilità) e Lucca (10.818 euro, 66 rate).

    Oltre una richiesta di prestito ogni quattro (27,75% del totale) fra quelle presentate in Toscana arriva dalla provincia di Firenze, a seguire Pisa (13,35%) e Lucca (11,14%).

    I richiedenti prestito con gli stipendi maggiori all’atto della richiesta alla finanziaria sono risultai essere i residenti in provincia di Massa-Carrara (1.792 euro lo stipendio medio), che staccano nettamente i pistoiesi (secondi, con 1.579 euro) e i grossetani, terzi (1.561 euro il salario medio).

    Ma quali sono i motivi che spingono i residenti in Toscana a richiedere un prestito personale? Secondo l’analisi di Facile.it e Prestiti.it, la maggior parte delle domande è legato all’ottenimento di liquidità (19,35% 13.395 euro il taglio medio); a seguire l’acquisto di auto usate (18,70% 8.483 euro) e, al terzo posto, la ristrutturazione degli immobili che, spinta probabilmente dagli sgravi fiscali previsti dal Governo, raccoglie ormai il 18,54% delle richieste ed equivale ad una media di 16.746 euro.

  • Prestiti: in Abruzzo importi in crescita del 17%

    Nell’ultimo anno gli abruzzesi hanno fatto ricorso al credito al consumo in maniera più netta, con incrementi negli importi richiesti, in media, dell’17%. A comunicare il dato sono Facile.it (https://www.facile.it/prestiti-personali.html) e Prestiti.it (https://www.prestiti.it/), i due comparatori italiani specializzati nel confronto dei prestiti personali che hanno analizzato un panel di oltre 700 richieste di finanziamento presentate in regione nel primo trimestre 2017.

    Secondo i dati dell’Osservatorio l’importo medio dei prestiti richiesti in Abruzzo è pari a 12.300 euro, era appena più di 10.525 un anno fa. Gli abruzzesi che hanno cercato di ottenere un prestito personale nei primi mesi del 2017 puntavano ad un piano di restituzione in 68 rate (oltre 5 anni e mezzo), potevano contare su uno stipendio medio di 1.660 euro e, all’atto della richiesta avevano già compiuto 44 anni, una delle età maggiori di tutta la penisola fra chi richiede prestito e che, a ben guardare, non varia di molto in Regione, muovendosi fra gli estremi di Teramo (43 anni in media) e Pescara (46 anni).

    L’Aquila, ancora alle prese con la ricostruzione post sismica, è la provincia in cui si sono chiesti gli importi maggiori (12.996 euro, il 5,6% in più rispetto alla media regionale, da restituire in 69 mesi). Alle sue spalle Pescara (12.252 euro, 68 rate) e Chieti (12.134 euro, 70 mensilità, il piano di restituzione più lungo di tutta la regione). Teramo è invece la provincia abruzzese in cui, nel primo trimestre 2017, si sono presentate le richieste di importo inferiore (11.727 euro, 63 rate).

    Quasi una richiesta di prestito ogni tre (29,93% del totale) fra quelle presentate in Abruzzo arriva dalla provincia di Chieti, a seguire Pescara (27,55%) e L’Aquila (24,15%).

    Ma quali sono i motivi che spingono i residenti in Abruzzo a richiedere un prestito personale? Secondo l’analisi di Facile.it e Prestiti.it, la maggior parte delle domande è legato all’ottenimento di prestiti per ristrutturare casa (23,11% 14.898 euro il taglio medio) e, con la stessa percentuale, l’acquisto di auto usate (8.714 euro). Al terzo posto l’ottenimento di liquidità che raccoglie il 21,7% delle richieste ed equivale ad una media di 13.185 euro.

    La casa è molto presente nelle richieste di prestito compilate in Abruzzo e fra le prime 10 motivazioni si trovano altre 2 finalità connesse con l’immobiliare: l’arredamento (quinta con 6.722 euro e il 4,25% delle richieste) e addirittura l’acquisto di casa, cui ricorre l’1,42% di chi richiede un prestito personale in Abruzzo e per il quale si cerca di ottenere, in media, un finanziamento di 28.300 euro. Importi molto ridotti, ma tempi molto più brevi e parametri meno stringenti fanno preferire questo al mutuo in alcuni casi, come presumibilmente quelli emersi dall’Osservatorio.

  • Meeting Agenti Distribuzione Italia di Imit Control System

    Si è svolto il 10 maggio presso le sede di Castelletto Ticino l’annuale meeting dell’Organizzazione Commerciale Italia (Area Distribuzione).

    Dopo un’introduzione sull’andamento del mercato ed una serie di informazioni sulle iniziative finalizzate a celebrare i 100 anni di attività dell’azienda, si è aperto un confronto sui nuovi prodotti introdotti sul mercato nel primo trimestre (il termostato TA5 ed il cronotermostato Chronomix S), sul potenziale di vendita dei quali sono stati espressi pareri estremamente lusinghieri.

    Si è poi passati alla presentazione dei nuovi prodotti che verranno proposti al mercato nei prossimi mesi. In particolare:

    – la nuova gamma di MODULI IDRAULICI COMPATTI, di ingombro ridotto ed in grado di consentire agli operatori maggiore libertà di installazione,

    – il nuovo cronotermostato a cavalieri TECHNO DUO, più semplice ed intuitivo per l’utente, ed infine

    – il nuovo TECHNO APP, un vero e proprio sistema composto da termostato e gateway gestibile a distanza: non un semplice apparecchio wi-fi, ma una vera e propria rete connessa che può includere fono a 100 dispositivi.

     

     

    La parte conclusiva dell’evento è stata dedicata in particolare alle nuove iniziative di carattere commerciale in via di elaborazione finalizzate ad esaltare la competitività dell’azienda.

     

    www.imit.it

  • Il profilo di Workinvoice, società guidata da Matteo Tarroni e attiva nell’Invoice Trading

    Matteo Tarroni, AD di Workinvoice, ha portato per la prima volta in Italia l’idea di Invoice Trading. Grazie alla sua piattaforma, le imprese possono cedere agli investitori le proprie fatture, ottenendo in pochi giorni nuova liquidità

    Workinvoice

    Workinvoice, società diretta da Matteo Tarroni: un’alternativa di finanziamento alle PMI

    Da un’intuizione di Matteo Tarroni, esperto in materia finanziaria, nasce, nel 2013, l’esperienza di Workinvoice. Adattando l’idea di Invoice Trading, già diffusa nel mercato inglese e statunitense, all’Italia, Matteo Tarroni, attualmente Amministratore Delegato della società, ha creato una realtà di finanziamento per le PMI italiane, alternativa a quella bancaria. Attraverso la sua piattaforma online, le imprese possono infatti cedere le proprie fatture ad investitori esterni, ottenendo quella liquidità concessa sempre più raramente dagli istituti di credito, specialmente nel breve termine. I tempi di riscossione spesso si dilatano nel tempo, causando non pochi problemi alle aziende, tenendo conto del fatto che se in media i privati saldano i conti entro 80 giorni, lo Stato ne impiega oltre un centinaio. Grazie al contributo di Fabio Bolognini ed Ettore Decio, l’AD di Workinvoice, Matteo Tarroni ha realizzato un procedimento di Invoice Trading che si sviluppa mediamente in una prima fase di analisi dei crediti commerciali, al fine di verificarne il grado di rischio per l’acquirente, a cui segue la possibilità per l’azienda che vuole cedere le proprie fatture di caricare sul portale online la propria offerta. Dopo l’asta, in cui l’investitore pro solvendo si aggiudica l’acquisto delle fatture, viene effettuato il pagamento, entro 24 ore, corrispondente al 90% del valore offerto dal buyer. Il restante 10% verrà saldato nel momento in cui il credito commerciale sarà estinto. Il vantaggio di utilizzare il servizio della piattaforma messa a disposizione da Workinvoice è duplice, vale infatti sia per chi vende e sia per chi compra le fatture. Da una parte chi cede il credito commerciale può disporre entro brevissimo tempo di denaro contante, mentre il compratore ottiene rendimenti più alti rispetto ad altri assets a breve termine. La società amministrata da Matteo Tarroni è stata recentemente inserita in un importante benchmark di riferimento del mercato: Liberum AltFi Volume Index Continental Europe.

    Profilo professionale di Matteo Tarroni, CEO di Workinvoice

    Co-founder e Amministratore Delegato di Workinvoice dal 2013, Matteo Tarroni si è laureato in Economia a Milano, presso l’Università Luigi Bocconi di Milano, affermandosi in seguito nel campo dell’Investment Banking. Dopo aver trascorso oltre dieci anni in Mediobanca come Responsabile Debt Capital Market Origination, ottiene la nomina a Direttore di Merrill Lynch Global Capital Markets and Financing gestendo, in materia di finanziamenti, consulenze alle imprese. Dal 2006 al 2010, Matteo Tarroni collabora con Bank of America Merrill Lynch Global Wealth Management, in veste di Senior VP, passando successivamente a Credit Suisse Wealth Management, attivo come Investment Partner. Ricopre la carica, nel 2011, di Amministratore Delegato per Todah Partners S.r.l., società specializzata in consulenza strategica nell’ambito di investimenti per enti istituzionali e grandi imprese.

  • SMART CITY, DIGITAL ENERGY, EFFICIENZA ENERGETICA: TREND E SCENARI DI CRESCITA NEL VENETO .

     Approda in Laguna il Comfort Technology Roadshow 2017 di MCE 

    18 maggio 2017 – Hotel NH Laguna Palace – Viale Ancona, 2, Mestre – ore 9,00

     Milano, 15 maggio 2017 – Nuove prospettive di crescita per l’industria locale dagli investimenti in efficienza energetica. Su questo verterà l’appuntamento organizzato da MCE – Mostra Convegno Expocomfort, la manifestazione internazionale per il comfort abitativo, a Mestre il 18 maggio. L’incontro si svolge nell’ambito del Comfort Technology RoadShow, il tour di appuntamenti dedicati alla progettazione efficiente nell’edilizia e nell’impiantistica, e alle tecnologie per il riscaldamento, la climatizzazione, la tecnica sanitaria, la refrigerazione e l’home&building automation.

    Al centro del dibattito, il potenziale dell’efficienza energetica in Veneto in termini di risparmi economici: i dati dell’Energy&Strategy Group del Politecnico di Milano parlano di un risparmio per la regione di 400 milioni di Euro l’anno a fronte di interventi di efficienza nei comparti dell’industria e del terziario.

    I temi all’ordine del giorno verranno presentati in sessione con una panoramica sulla sostenibilità economica, gli aspetti normativi e gli scenari di mercato, e verteranno su Smart City, con l’introduzione del nuovo paradigma di produzione e consumo dell’energia; le tecnologie per l’efficienza energetica nell’industira  e nei servizi; la Digital Energy, con l’applicazione delle tecnologie digitali per l’efficienza energetica sia per le soluzioni  residenziali sia in ambito industriale, il ruolo delle ESCO e dell’Energy Manager.

    L’inizio dei lavori congressuali è previsto per le 9.00 presso l’NH Hotel Laguna Palace (Viale Ancona, 2 – Mestre), per concludersi alle 13.00; l’ingresso è gratuito, previa registrazione online su http://www.mcexpocomfort.it/Eventi–Convegni/Roadshow-Comfort-Technology-2017/, e dà diritto a crediti formativi per gli iscritti all’Ordine degli Ingegneri Provincia di Venezia, al Collegio Periti Industriali Venezia e Certificatori iscritti a SACERT.

     

  • AE Morgan: “Brexit è primo passo verso l’uscita di paesi forti dall’Unione Europea”

    Dietro la fuoriuscita di capitali dall’Unione Europea e i recenti movimenti finanziari, per lo studio di commercialisti italiani a Londra, AE Morgan, si nasconde un percorso che vedrà presto l’uscita di altri paesi forti dall’eurozona.

    AEMorgan

    AE Morgan: Brexit indizio dell’uscita di altre economie forti dalla EU

    La fuoriuscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea aveva fatto prefigurare un imminente disastro economico per il Regno Unito. Un’ipotesi che tuttavia non ha mai trovato realizzazione nella realtà. Ironia della sorte, a risentire in misura maggiore della Brexit non sarà l’Inghilterra, bensì l’UE. Lo studio di commercialisti italiani a Londra, AE Morgan, sottolinea come dietro i paradossi dei movimenti finanziari nel continente, si configuri la prossima uscita di economie importanti dall’unione politica e monetaria europea. Come spiegare ad esempio gli investimenti nei bund tedeschi con un rendimento inferiore all’inflazione? AE Morgan chiarisce che dietro un paradosso apparente si nasconde in realtà la concreta scommessa su un possibile fallimento futuro dell’area euro. Non solo i btp tedeschi sono il chiaro segnale di una crisi già in atto dalla Brexit. Gli investitori sono in cerca di una moneta forte e stabile su cui puntare e l’euro in questo momento sembra poco attrattivo. Dall’Unione Europea si registra, a partire dai primi mesi del 2016, una forte fuoriuscita dei capitali a cui non si assisteva da 5 anni a questa parte. Lo studio AE Morgan evidenzia come si sia andata creando un’evidente frattura tra economie forti e deboli all’interno della stessa area euro. Zone a due velocità diverse in cui Paesi come l’Italia vedono una fuga ancora più accelerata degli investitori, i quali ritengono il nostro paese tra i più esposti ai rischi che derivano da una possibile fine della moneta unica. A riprova di questa tendenza i dati dell’Abi sui depositi bancari, dai quali emerge una decrescita nel numero dei conti dei residenti all’estero nelle banche italiane. Anche Target 2 mostra un fenomeno generale di crisi di appetibilità del sistema Italia: quando gli stranieri e gli italiani vendono i titoli di stato a Bankitalia evitano di reinvestire i capitali nella penisola. AE Morgan, attiva nel fornire servizi di consulenza destinati a chi vuole aprire una società a Londra, o più generalmente, aprire una società in Inghilterra, consiglia di ripensare in tal senso ai propri investimenti, consci della difficile situazione internazionale per l’economia dell’Unione Europea.

    I servizi di consulenza per l’internazionalizzazione di AE Morgan

    Diversi sono gli ostacoli che si possono presentare innanzi a coloro che intendono aprire una LTD in Inghilterra. Nel processo d’internazionalizzazione occorre infatti tener conto delle caratteristiche specifiche del settore e del Paese in cui si vuole investire. Grazie allo specifico know how, lo studio di commercialisti italiani a Londra, AE Morgan, propone servizi di consulenza dedicati a chi vuole costituire società in Inghilterra, in materia di lavoro, consulenza bancaria, industriale, finanziaria, prevenzione dei contenziosi e prevenzione tributaria. Non solo l’apertura di società dunque ma anche la loro gestione, sia ordinaria che straordinaria: AE Morgan assicura un percorso di accompagnamento del cliente nell’intero processo di Internazionalizzazione e pianificazione fiscale internazionale, con soluzioni personalizzate in base alle esigenze dei clienti. Avvelendosi di un network di liberi professionisti e di una struttura organizzativa esperta e qualificata, AE Morgan consiglia le imprese nelle strategie di ottimizzazione e ampliamento all’estero.

  • Crypt Gallery a Londra: Ciaccio Broker con gli artisti di Spoleto Arte riuniti in mostra con Amanda Lear

    Ciaccio Broker e Spoleto Arte: un collaborazione che si estende oltre i confini nazionali. Il sodalizio si riconferma, infatti, anche per Visioni, l’attesissima mostra pittorica della vulcanica Amanda Lear che si terrà dal 15 al 21 maggio 2017 nel cuore di Londra, presso il rinomato contesto espositivo della “Crypt Gallery”, situata in Euston Road King Cross, in posizione centralissima. L’evento di forte risonanza mediatica, insieme alle sue originali creazioni pittoriche, vedrà esposta una selezionata serie di opere realizzate dagli artisti di Spoleto Arte. Il prestigioso vernissage inaugurale è fissato per lunedì 15 maggio, alle ore 18.00.

    Massimo Ciaccio, titolare di grande esperienza del Broker Assicurativo leader in Italia per coperture assicurative per il settore dell’arte, spiega che la rinomata società è assicuratrice ufficiale dell’Associazione Antiquari d’Italia e della Federazione Italiana Mercanti d’Arte. Inoltre è associata a Civita, ad AIBA, e partner assicurativa di ICOM il consiglio internazionale dei Musei. Sponsor annualmente di decine di mostre culturali, come quelle organizzate da Spoleto Arte,  e delle più importanti fiere di settore. Fra i nostri clienti sono presenti molti dei più importanti galleristi e collezionisti Italiani. Continua inoltre dicendo: Siamo poi specializzati in coperture per industrie, aziende, professionisti e privati. Insomma, una struttura dinamica, efficiente, funzionale e dotata di grande snellezza gestionale, per consentire riscontri e risultati concreti in tempi brevi, rispondendo a soddisfare le specifiche esigenze della clientela più eterogenea.

    D’altra parte Salvo Nugnes, manager della cultura e di numerosi personaggi di spicco, commenta l’importante iniziativa: A fronte degli ottimi riscontri ottenuti con le passate collaborazioni abbiamo riconfermato il sodalizio con la società di Massimo Ciaccio. Lo scopo è quello si sottolineare il forte impegno per l’ottima riuscita della personale di Amanda Lear, accanto alla quale saranno esposte opere selezionato di artisti del panorama contemporaneo. Questi ultimi avranno l’occasione di godere di forte visibilità, assicurata da Spoleto Arte e da Ciaccio Broker, e di esporre insieme alla ricca collezione di quadri di Amanda, con tematiche molto eterogenee, che mettono in evidenza la sua speciale vocazione creativa trasformista e camaleontica.

     

  • In Italia rubano una bicicletta ogni 2 minuti; eccol’assicurazione

    In Italia circolano 4 milioni di biciclette e ogni 2 minuti ne viene rubata una. Pochi lo sanno, ma da qualche anno anche le due ruote a pedali possono essere assicurate e, secondo un’indagine di Facile.it (https://www.facile.it/assicurazioni-gadget/bicicletta.html), a fronte di costi bassissimi per i proprietari, per le compagnie assicurative il valore di questo segmento di mercato è potenzialmente superiore ad 88 milioni di euro.

    Il mezzo ecologico per eccellenza è sempre più usato come alternativa all’auto, il che, purtroppo, lo rende più appetibile anche ai malintenzionati. A causa dell’assenza della targa o della registrazione, spesso è difficile per i proprietari rientrare del danno subito, a meno che non abbiano acceso un’assicurazione specifica; ma quanto costa assicurare una bicicletta e quali sono le garanzie offerte da una polizza di questo tipo?

    Secondo i dati di Facile.it, il costo medio per accendere una polizza è pari a circa il 10% del valore del mezzo, con un premio minimo di 22 euro l’anno. Un valore ancor più contenuto se si considera che la copertura assicurativa non si ferma al solo caso del furto del veicolo, ma garantisce anche per la riparazione rapida in caso di danni, servizio clienti gratuito, e offre protezione anche per il furto di singoli pezzi, come il sellino o la ruota.

    L’interesse degli italiani nei confronti delle polizze per le biciclette, in forte aumento nell’ultimo anno, non è però costante nei dodici mesi, ma ha momenti di picco molto precisi; dall’analisi emerge che le vette massime si hanno a marzo, con l’inizio della primavera, a fine maggio, grazie al traino del Giro d’Italia e ad agosto, con la spinta dell’estate.

    Guardando alle regioni, invece, la Lombardia, con il 35% sul totale delle richieste, si conferma come l’area con il maggior numero di ciclisti interessati ad assicurare il proprio mezzo (o forse i più tartassati dai furti!). Seguono il Lazio (20%), il Veneto (10%), l’Emilia Romagna e la Toscana (entrambe 7%).  Distaccate le altre regioni, che registrano dati prossimi o inferiori al 5%.

    Ma come comportarsi se si è vittime di furto? Nella maggior parte dei casi, è possibile notificare l’accaduto, anche online, alla compagnia, e questa provvederà immediatamente al rimborso, alla sostituzione o riparazione della bicicletta. E potremo tornare a pedalare sereni.

  • Oltre il Franchising. Il Business che guarda Oltre

    Oltre il Franchising ti consente di andare “oltre” i franchising tradizionali, permettendoti di ottenere vantaggi unici.

    Oltre il Franchising è la formula esclusiva proposta dal Gruppo Dam, azienda produttrice di microstrumenti dentali, con più di 25 anni di esperienza nel settore.
    Un sistema di distribuzione al quale si uniscono sempre più concessionari provenienti da tutta Italia e anche dall’estero, grazie all’espansione del business anche in gran parte d’Europa.

    Il business
    La formula proposta dal Gruppo Dam è “oltre” perché scavalca i confini nazionali, ma non solo. Infatti ti consente di andare “oltre” la routine di una vita lavorativa monotona e di sfruttare benefici unici che vanno “oltre” i franchising tradizionali, assicurandoti vantaggiose garanzie contrattuali per ottenere un ritorno d’investimento e un interessante margine di guadagno già entro il primo anno di attività, senza l’aggiunta di royalties o fee d’ingresso.
    Un’attività tutta tua, con la quale ottieni la libertà e la vita dinamica che aspettavi da sempre. Un rapporto esclusivo al fianco di un’azienda consolidata che accompagna gli affiliati verso un presente e un futuro di successo, nel ricco e stabile settore dentale.

    I vantaggi
    Con Oltre il Franchising il sogno di avere un’attività soddisfacente e remunerativa diventa realtà, grazie al supporto di un’azienda forte che mette a disposizione dell’affiliato le proprie strategie di business. “E se non avessi esperienza nel dentale?”, si chiederà il nuovo affiliato. Meglio ancora: Oltre il Franchising predilige chi non è del settore, fornendo un servizio di formazione e assistenza 24 ore su 24 e un programma di affiancamento sul campo. “Ma il mercato di riferimento è davvero così stabile?”. La risposta è Sì, perché Oltre il Franchising opera nel settore dentale, uno dei mercati più redditizi del panorama imprenditoriale nazionale.

    Per informazioni: tel. 011 9368971, www.oltreilfranchising.it[email protected].