Categoria: Economia e Finanza

  • Cloud da record: nel 2018 raggiungerà 160 miliardi di dollari di investimenti

    Secondo il più recente aggiornamento della Worldwide Semiannual Public Cloud Services Spending Guide di IDC, la spesa globale per servizi in cloud pubblico raggiungerà i 160 miliardi di dollari nel 2018, con un notevole incremento del 23,2% rispetto al 2017.

    Le industrie che stimano una maggior spesa nei servizi di cloud pubblico nel prossimo anno sono quelle del manufacturing di prodotto (circa 20 miliardi di dollari), dei servizi professionali (più di 18 miliardi di dollari) e del bancario (oltre i 16 miliardi di dollari). Si prevede anche che nel 2018 i settori relativi a manufacturing di processo e retail spenderanno una cifra maggiore a 10 miliardi di dollari ciascuno in servizi di cloud pubblico.

    Questi 5 settori rimarranno nelle prime posizioni anche nel 2021. Questo grazie al continuo investimento in soluzioni cloud pubbliche. Per quel che riguarda le industrie che vedranno la più veloce crescita della spesa nel periodo di previsione sono quelle: dei servizi professionali (24,4%), delle telecomunicazioni (23,3%) e delle attività bancarie (23%).

    “Le industrie che stanno spendendo di più sono quelle che hanno imparato a riconoscere gli enormi benefici che possono essere ottenuti dai servizi cloud. Le organizzazioni stanno sfruttando i servizi cloud pubblici per sviluppare rapidamente e lanciare le soluzioni della terza piattaforma, come big data e analytics e l’Internet of Things (IoT)”.

    Il Software as a Service (SaaS) sarà la categoria preferita di spesa nell’ambito del cloud computing, catturando quasi i due terzi di tutta la spesa di cloud pubblico nel 2018. Grande crescita anche per i gestionali basati su questo servizio. Sono sempre più infatti le aziende che scelgono software contabilità cloud per gestire al meglio i molteplici aspetti finanziari della propria attività, piccola o grande che sia.

  • APE: Attestato Prestazione Energetica. Cos’è e a cosa serve

    Quando bisogna ottenere un APE? Ma soprattutto, cos’è? L’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA) risponde a queste domande con una breve guida per i cittadini. Nella guida sono presenti informazioni utili per i cittadini, ma di cui i professionisti sono  già a conoscenza.

    L’APE può essere richiesto per l’accesso a incentivi economici ed agevolazioni fiscali per lavori di ristrutturazione, ma si può anche richiedere volontariamente per analizzare le caratteristiche di efficienza energetica della propria abitazione e capire quali possano essere eventuali interventi di riqualificazione energetica da effettuare, così da approfittare di agevolazioni fiscali come l’Ecobonus per interventi di risparmio energetico prima che queste scadano.

    Una definizione di APE

    L’Attestato di Prestazione Energetica è il documento che attesta la prestazione energetica (cioè la quantità di energia necessaria ad alimentare un anno di riscaldamento, raffrescamento, produzione di acqua calda sanitaria, illuminazione, etc.) e, quindi, la classe energetica di un immobile e indica quali interventi possono essere attuati in una prospettiva di riqualificazione energetica. Con questo documento il proprietario dell’immobile può verificarne il fabbisogno energetico, la qualità energetica e le emissioni di anidride carbonica mentre un possibile compratore o affittuario può compiere una scelta più consapevole.

    Quando diventa obbligatorio?

    L’APE è obbligatorio nei seguenti casi:

    • per gli edifici nuovi o demoliti e poi ricostruiti, caso in cui il rispetto dei requisiti minimi di prestazione energetica è richiesto per ottenere il permesso di costruire;
    • per gli edifici esistenti in caso di compravendita e nuovo contratto di locazione, quando cioè deve essere presentato in fase di trattativa (ma anche negli annunci immobiliari) e consegnato alla del contratto;
    • se vengono effettuati lavori di ristrutturazionesu elementi dell’involucro esterno per una superficie complessiva superiore al 25% dello stesso involucro.

    In caso di inadempienza a questi obblighi sono previste sanzioni dai 1.000 ai 18.000 euro.

    L’APE non è obbligatorio invece per fabbricati isolati con superficie inferiore a 50 mq, fabbricati agricoli, industriali e artigianali senza impianti di climatizzazione, garage, locali caldaia, cantine e depositi, ruderi o i fabbricati in costruzione senza abitabilità.

    Responsabilità, oneri e tempi

    L’Attestato di Prestazione Energetica deve essere redatto da un esperto indipendente e accreditato ai sensi del DPR 75/2013, il quale si assume la responsabilità di quanto dichiarato nel documento.

    Per avere preventivi elettricisti clicca qui.

    Il professionista deve firmare l’APE in quarta pagina e inviarlo alla Regione o Provincia autonoma competente. Entro 15 giorni una copia dovrà poi essere consegnata al richiedente a cura del professionista.

    Per quanto riguarda gli oneri economici, nel caso di edifici di nuova costruzione l’APE deve essere richiesto dal costruttore a sue spese. Nel caso di edifici esistenti invece gli adempimenti e le spese sono a carico del proprietario dell’immobile.

    Dal momento del rilascio, l’APE ha validità per 10 anni e deve essere aggiornato ogni qualvolta venga effettuato un intervento di ristrutturazione o riqualificazione e energetica che modifichi la classe energetica dell’immobile. Tale validità è legata comunque al rispetto dei controlli di manutenzione ed efficienza energetica degli impianti termici dell’edificio previsti dalla normativa (DPR 74/2013). In caso di mancata ottemperanza, l’Attestato di Prestazione Energetica decade il 31 dicembre dell’anno successivo a quello in cui è prevista la prima scadenza non rispettata (per questi motivi il documento deve essere allegato ai libretti degli impianti).

  • Fondi di investimento, quelli in obbligazioni rimangono ancora i preferiti

    Lo scorso anno è stato caratterizzato da un andamento piuttosto tranquillo per i fondi di investimento, ovvero senza grandi momenti di difficoltà e tensione. La volatilità si è mantenuta su livelli contenuti, mentre i rendimenti sono stati discretamente positivi. La situazione però sembra destinata a cambiare nel 2018, con gli investitori nei fondi gestione più tentati dall’avventurarsi in attività a maggiore rischio. Questo anche perché il contesto economico globale è abbastanza robusto, l’inflazione sembra sotto controllo e i tassi dovrebbero avviarsi verso la normalizzazione.

    Azioni, obbligazioni e fondi di investimento

    fondi di investimentoQuel che appare a prima vista però è una netta differenza tra il comparto dei fondi di investimento azionari e quelli obbligazionari (quindi non facciamo riferimento alcuno al trading Markets Cfd Bitcoin futures). Infatti se nel primo caso si assiste a un bel po’ di scintille, sono i secondi ad essere ancora i preferiti degli investitori. Del resto è stato così anche nel 2017. Malgrado i rendimenti azionari siano stati del 20% maggiori rispetto a quelli obbligazionari, comunque la preferenza degli investitori è stata per i titoli a reddito fisso. I capitali affluiti verso i fondi obbligazionari sono stati pari a 350 miliardi di dollari, mentre quelli verso i fondi a vocazione azionaria sono stati 300 miliardi investiti.

    Per il 2018 gli analisti conservano una opinione positiva riguardo alle azioni mondiali. La ripresa della spesa per gli investimenti e il prolungamento del ciclo di crescita statunitense potrebbero fungere da supporto per la crescita. Chi conosce come usare indicatore MACD e come funziona può trovare conforto anche nell’analisi tecnica per questa affermazione. In special modo ci sono i mercati emergenti che stimolano nuove opportunità, con valutazioni molto interessanti rispetto ai mercati sviluppati. Ma ovviamente occorre sempre una rigorosa selezione dei singoli titoli.

  • Mutui: ecco a confronto i tassi italiani ed europei alle soglie delle elezioni

    Il mercato dei mutui per l’acquisto della casa è arrivato alle soglie di un importante periodo che, con ottima probabilità, segnerà una svolta rilevante. Dopo mesi e mesi di tassi calmierati, anche e principalmente per effetto della politica economica della BCE, indipendentemente dalla riconferma o meno del quantitative easing voluto da Mario Draghi gli Istituti di credito (così come i consumatori), stanno prendendo le loro contro misure. Facile.it e Mutui.it hanno deciso di puntare l’attenzione su quello che sta accadendo ai tassi – fisso e variabile – applicati dalle banche non solo in Italia, ma anche in molte altre parti del mondo e, numeri alla mano, gli effetti sono evidenti.

    Rispetto alla stessa analisi svolta lo scorso settembre, in Italia si è ridotto in maniera importante sia il valore del tasso fisso sia di quello variabile; alla fine dell’estate le migliori offerte, per il fisso, si muovevano nel range compreso fra il 2,01% ed il 2,08% mentre oggi chi decide di indicizzare in questa maniera il proprio mutuo ottiene senza troppe difficoltà fino all’1,85%. Discorso omologo per il tasso variabile che a settembre 2017 era generalmente compreso tra l’1,03% e l’1,10% e, a gennaio 2018, ha sul mercato offerte pari allo 0,94%.

    «I Paesi dell’eurozona stanno vivendo da tempo un periodo di relativa tranquillità tanto politica quanto monetaria e questo ha fatto in modo che i tassi di interesse siano rimasti bassi.» ha dichiarato Ivano Cresto, responsabile mutui di Facile.it «L’esito delle urne italiane e le conseguenze del voto italiano su base europea saranno importanti per capire se questa pax economica potrà continuare tranquillamente o meno.»

    Allargando l’orizzonte dell’analisi anche agli altri mercati europei si vede come le indicizzazioni del tasso fisso vadano dall’1,50% della Spagna al 4,68% della Grecia mentre per il variabile nessuna nazione ha tassi migliori di quelli italiani e le offerte variano fra lo 0,95% francese e l’1,45% austriaco.

    Uscendo dall’area euro, l’analisi di Facile.it e Mutui.it ha considerato anche i valori di Regno Unito e Stati Uniti d’America. Nel primo caso il tasso fisso è oggi offerto a 4,50% (era 4,20% a settembre 2017), mentre il variabile è passato, nello stesso periodo, dal 3,30% al 3,60%. Negli USA le migliori offerte per il tasso fisso sono salite dal 3,38% al 3,67%; quelle per il variabile, invece, rimangono più favorevoli anche in questo caso e si attestano al 3,15%.

     

    *Ipotesi considerata: Valore immobile 180.000 euro, valore mutuo 120.000 euro, durata finanziamento 20 anni. Calcoli effettuati l’11 gennaio 2017
    * Indice di riferimento Euribor 6mesi
    * I tassi fanno riferimento al valore medio nazionale e non sono legati a un preciso piano di finanziamento.

     

     

     

     

     

  • Comprare Oro Resta il Metodo più Sicuro di Investire

    Perché comprare Oro Resta il Metodo più Sicuro di Investire ?

    Bitcoin, ethereum, obbligazioni, titoli di stato, azioni, sono tutti metodi o prodotti finanziari in cui si possono investire i propri soldi ma chi da sempre rappresenta meglio l’emblema della ricchezza rimane il caro e vecchio oro.

    Certo è che chi si affida al metodo del compro oro è probabilmente già ricco, il suo valore non ha mai subito crolli per cui acquistarlo a buon prezzo non è mai stato possibile.

    Nonostante oggi la quotazione oro sia lontana dal suo record storico di 1900 dollari l’oncia raggiunto nel 2011 questo bene rimane il miglior modo di proteggere il valore della propria ricchezza.

    Il valore dell’oro tende a crescere soprattutto in tutte quelle fasi di crisi economica e politica durante i quali la maggioranza degli altri investimenti soffre, comprare oro non è certo il metodo per fare soldi soprattutto nel breve periodo ma è piuttosto il modo migliore di mettere al sicuro il proprio capitale da brutte sorprese.

    Per fare soldi veloci con gli investimenti si deve scegliere metodi ad alto rischio che possono far perdere velocemente anche buona parte del capitale investito, solo esperti del trading capaci di reagire velocemente alle oscillazioni dei mercati finanziari possono in qualche modo contenere i rischi derivanti dall’utilizzo di investimenti ad alto ma anche in questi casi un certo fattore di rischio rimane.

    Per questo motivo soggetti come le banche centrali e gli stessi governi prediligano comprare oro per investire le proprie riserve finanziarie da detenere presso caveau ben custoditi e garantiti.

    A confermare ciò ci sono gli esempi dei paesi asiatici che d quando hanno cominciato a crescere a livello economico hanno cominciato a pianificare strategie finalizzate a comprare oro destinato ad aumentare le proprie riserve auree, un metodo che oltre a mettere al sicuro la propria ricchezza garantisce stabilità e forza alla crescita del paese in quanto indice di grande fiducia ed affidabilità

     

  • YourPersonalJames, prosegue la sua campagna di Equity Crowdfunding

    Negli ultimi 10 anni  app mobile e di nuove piattaforme web hanno stravolto radicalmente il nostro comportamento di consumatori e creato nuove esigenze.

    In questo quadro si inserisce la storia di  YourPersonalJames, PMI innovativa italiana, con base a Roma, che dal 2013 opera nel settore della vendita digitale di servizi di trasporto con conducente in Italia e, dall’inizio del 2017 anche in Germania, avvalendosi di una tecnologia proprietaria che digitalizza e automatizza tutto il processo di prenotazione e gestione dei servizi di trasporto a favore delle aziende, offrendo agli operatori professionali un unico strumento per acquistare e gestire localmente gli spostamenti a terra di persone e garantendo: multicanalità, prezzi concorrenziali, flessibilità e standard qualitativi.

    Nei primi 4 anni di attività, YPJ è stata autofinzanziata dai suoi fondatori, un gruppo di professionisti provenienti dai settori del digital, del marketing e della finanza aziendale, e ha conseguito i seguenti obbiettivi strategici:

    •  Sviluppo degli elementi fondamentali e strutturali della propria tecnologia basata su un’architettura modulare e scalabile e il rilascio dei prodotti di front-end (web Clienti, App mobile Vettori);
    •  1 Milione di euro di ricavi nel 2016, con una stima della crescita di ricavi per il 2017 a € 1,5 Milioni basata su oltre 200 Vettori attivi di piccole, medie e grandi dimensioni;
    • Un network solido di fornitori che annovera oltre 200 piccole e medie aziende Vettori in tutta Italia (60 città servite) e Germania (attivi in 10 città).

    Oggi YPJ offre al mercato degli operatori professionali:

    • Booking Engine: che permette un’accurata ed istantanea verifica dell’effettiva disponibilità dei fornitori per uno specifico tipo di servizio e offre alle Aziende la possibilità di prenotare e gestire il servizio giusto per soddisfare i propri bisogni, garantendo prezzi trasparenti e competitivi;
    •  Customer Service multilingua: un team esperto, operativo 24h su 24, 7 giorni su 7, che risponde a tutte le esigenze di Clienti e Vettori via email e tramite call center;
    •  Marketplace rivolto alle Aziende Vettore: un innovativo progetto di Fintech che favorirà l’incontro qualificato tra domanda e offerta di beni e servizi necessari allo svolgimento dell’attività di noleggio, in un’ottica virtuosa di efficienza e ottimizzazione economico-finanziaria, per incentivare e razionalizzare l’acquisto di fattori produttivi facendo leva sui crediti maturati nella vendita di servizi di trasporto.

    Allo stato attuale,  l’azienda si trova in un momento topico della propria crescita e vuole consolidare i 3 pilastri della propria azione imprenditoriale: sviluppi IT; attività commerciale e marketing per porre le basi del completo automatismo di tutto il processo di prenotazione e gestione, consolidare i vantaggi competitivi, avviare uno sviluppo internazionale massiccio e cogliere l’opportunità enorme che offre il mercato.

    Dall’esigenza di finanziare il piano industriale 2018-2022 in ottica innovativa e comunicare il progetto di business è nata la decisione di rivolgersi al nuovo strumento dell’Equity Crowdfunding scegliendo la piattaforma Equinvest.it che va proprio in questa direzione: raccogliere in maniera diffusa una parte dell’Equity necessaria al finanziamento del piano industriale rivolgendosi a un’audience altamente qualificata dove coloro che sottoscriveranno l’aumento di capitale, a campagna conclusa con successo, diventeranno soci dell’azienda, saranno sempre informati sulle scelte e sull’andamento aziendale e avranno una serie di tutele previste dalla normativa sull’Equity Cowdfunding che aiutano a gestire il rapporto con la maggioranza del capitale in modo sereno e costruttivo.

    YourPersonalJames è iscritta al registro delle PMI Innovative e ha un organo amministrativo composto da tre membri che sono i soci fondatori (Federico Assenza, Giacomo Grisanzio e Francesco Mannoni), ha il bilancio certificato e crea valore attraverso una cultura d’impresa improntata al lavoro ed alla trasparenza.

    Diventa socio sostenendo la campagna e beneficia di tutti i vantaggi!

    Per contatti:

    Ufficio Stampa:
    Grazia Torsiello
    [email protected]
    Investor relations:
    Giulio Fanfani
    [email protected]
    tel: +39 06.69314791 (lun-ven 10:30-17:30)

  • Cose che hanno in comune i trader di successo

    Diventare un trader di successo richiede impegno e duro lavoro. Quasi tutti percorrono una strada diversa per il successo. Ma questo mi ha fatto sorgere una domanda: cosa hanno in comune gli operatori di successo? Dopo aver fatto questa considerazione, ho pensato di scrivere un articolo che descrivesse le caratteristiche comuni che ho visto nei trader di successo.

    Hanno una definizione personale di successo

    Tutti i trader di successo che conosco hanno una chiara idea di cosa significhi successo per loro. Nello specifico, riconoscono che confrontarsi con gli altri è improbabile che li aiuti a raggiungere obiettivi personali.

    Sai significa per te “successo”? Se sei nuovo del mondo del Forex, forse essere redditizio su un conto demo trading costituisce per te un successo. Se sei più esperto, potrebbe essere che fare 500€ al mese col tuo trading è un obiettivo ragionevole. Il punto è: ciò che determina il successo nel tuo trading sarà unico per te. È tuo compito scoprire cosa significa successo per te.

    Usano la strategia corretta

    Tutti i trader di successo (e professionisti) che conosco, usano l’analisi fondamentale. Apprezzano che il mercato sia incredibilmente sensibile agli eventi del mondo reale. In quanto tali, si dedicano completamente ad assorbire quante più notizie possibili – con particolare attenzione ai comunicati economici delle banche centrali.

    Molti dei trader che conosco, hanno mostrato una grande persistenza nel cercare di trovare la strategia corretta. Anch’io ho esperienza personale. Quando ho iniziato a imparare a fare trading, ho provato vari robot e forme di analisi tecnica. Ma nessuno di questi metodi ha prodotto i risultati che stavo cercando.

    È solo quando ho scoperto come i trader professionisti prendono decisioni di trading, ma le mie fortune si sono invertite. Sarebbe stato facile lasciare il mondo del trading Forex prima di trovare la mia analisi fondamentale. Fortunatamente, come molti dei trader di successo, ho deciso di seguirlo.

    Gestiscono il loro tempo in modo efficace

    I migliori trader sono quelli che riconoscono i loro limiti di tempo e li gestiscono di conseguenza. In questo modo, quei trader sanno che tipo di trader dovrebbero essere. Ad esempio, coloro che fanno trading durante le ore di lavoro del loro impiego attuale sono spesso trader a lungo termine. Non hanno il tempo di reagire alla volatilità dei prezzi su brevi periodi di tempo.

    Tuttavia, coloro che scambiano valute a tempo pieno, sono spesso trader giornalieri, in quanto hanno la capacità di monitorare i movimenti dei prezzi su intervalli di tempo molto più brevi.

    Controlla la tua giornata tipo e aggiusta il tuo approccio se necessario come specificato su www.stofs.com.

    Cercano supporto

    Un tratto comune di tutti i trader di successo è la loro volontà cercare supporto supporto. Questa non è una debolezza, è una forza. I trader che sono aperti all’apprendimento continuo e a parlare con gli altri hanno quasi sempre più successo di quelli che non lo fanno.

    Ancora una volta, questo è qualcosa che ho sperimentato di prima mano. Solo facendo domande ho scoperto il potenziale dell’analisi fondamentale. Se non avessi contattato gli altri, non avrei mai scoperto la metodologia.

    Sanno cos’è la gestione del rischio

    Ogni singolo trader che conosco che ha avuto successo, dispone di una strategia di gestione del rischio. Questa è una strategia progettata per limitare l’esposizione di un operatore di mercato. Significa che mitigano le potenziali perdite qualora il mercato si muova contro la loro posizione aperta.

    Parti pratiche della strategia di gestione del rischio includono l’uso di stop loss e take profit. Può anche includere regole generali, come la quantità di capitale che è autorizzato a negoziare ogni mese o il livello di leva che è consentito utilizzare.

    Avere dei provvedimenti per proteggere il capitale è davvero il primo passo per diventare un trader professionista. Se non hai una strategia di gestione del rischio, ti suggerisco di prepararne una tenendo conto del tuo tempo, dei tuoi profitti e dei tuoi obiettivi.

  • News contabili, fiscali, lavoro GB – Settimana n. 3 anno 2018

    Dati Fatture 2017, secondo periodo: correzione invio errato o incompleto (15/01/2018)

    Un mio cliente ha dimenticato di portarmi una fattura di vendita di maggio, per la scadenza del 2’ periodo del “nuovo Spesometro”. La “Comunicazione Dati fatture” è già stata inviata, cosa devo fare per inviare la comunicazione correttiva?

    L’articolo 1-ter, legge di conversione del decreto fiscale 148/2017, prevede anzitutto la non applicazione delle sanzioni per l’invio dei dati relativi al primo semestre errati a condizione che entro il 28 febbraio 2018 (termine per la trasmissione relativa al secondo semestre) vengano inviati i dati esatti.

    Per l’errata o incompleta trasmissione dello spesometro, l’articolo 11, comma 2-bis, del Dlgs 471/1997, prevede una sanzione pari a 2 euro per ogni fattura errata con un massimo di mille euro per ogni trimestre, ridotta alla metà per le correzioni effettuate nei primi 15 giorni.

    Applicazione F24: riepilogo principali FAQ (16/01/2018)

    Nella Newsletter di oggi approfondiremo l’utilizzo dell’Applicazione F24, in particolare le varie casistiche e i passaggi per eliminare un modello e casi particolari di invio telematico. Di seguito un riassunto dei principali quesiti rivolti a GBsoftware in merito all’utilizzo di questa applicazione.

    Le FAQ sono state create da GBsoftware appositamente per dare risposte veloci e risolutive ai nostri clienti. Sono uno strumento efficace per migliorare l’utilizzo delle applicazioni: un buon impiego di questo mezzo può far risparmiare tempo prezioso in fase di lavorazione.

    Per l’eliminazione posizionarsi in “Riepilogo F24”, cancellare la data di pagamento e cliccare il pulsante con la “X” rossa posto nella colonna “Canc”.

    Comunicazione Spese Sanitarie 2017: trasmissione dati (17/01/2018)

    L’applicazione Trasmissione dati al Sistema Tessera Sanitaria consente, ai soggetti obbligati, di trasmettere all’Agenzia delle Entrate i dati delle spese mediche necessarie per la compilazione del 730 precompilato ai sensi dell’art.3 c.3 del D.Lgs 175/2014.

    Con l’approssimarsi della scadenza per la trasmissione dei dati, entro il 31 Gennaio 2018, la Newsletter di oggi ha lo scopo di riepilogare i principali passaggi da eseguire nell’applicazione Tessera Sanitaria 2017.

    Cliccando sull’apposita applicazione si apre la gestione per l’inserimento dei dati relativi alle spese sanitarie.

    Regime forfetario 2018: filtro e verifica ditte (18/01/2018)

    Ho appena iniziato a verificare il possesso dei requisiti per l’accesso o la permanenza di alcune ditte nel regime forfetario per l’anno imposta 2018. Nella maschera sono visualizzate tutte le persone fisiche presenti nell’anagrafica del software, compresi i clienti con cui ho cessato il rapporto lavorativo.

    Come posso limitare la vista alle sole ditte con cui ho ancora in corso il rapporto? Quindi escludere quei soggetti per cui svolgo altri adempimenti per cui non è necessario verificare l’accesso/permanenza nel regime forfetario.

    La nuova anagrafica delle ditte ha previsto l’introduzione di nuovi campi che prevedono, tra le altre informazioni, l’indicazione delle date di “inizio rapporto” e di “fine rapporto”.

    Paghe GB Web 2018: Operazioni fine Anno (19/01/2018)

    Come ogni anno è tempo di archiviare l’annualità trascorsa e riaprire le anagrafiche dell’anno appena iniziato.

    Dopo aver terminato l’elaborazione del mese di dicembre 2017 il gestionale Paghe GB Web ti permette di archiviare l’annualità 2017 e riaprire le anagrafiche del 2018 grazie ad un solo passaggio, così come dettagliato nella guida sk0031 “Calcolo dati fine anno”.

    Accedere da Elaborazioni Annuali/Gestione Fine Anno/Chiusura Dell’anno.

    Leggi gli articoli completi sul sito ufficiale del  software per commercialista  INTEGRATO GB, prodotto da GBsoftware S.p.A.

  • Criptovaluta OneGram la Valuta Digitale di Dubai Garantita con Oro 24 Carati

    Nasce la Criptovaluta onegram in Oro, la tanto discussa volatilità dei Bitcoin e delle criptovalute in generale potrebbe avere vita breve grazie alla garanzia del prezioso metallo giallo che è considerato il bene rifugio per eccellenza
    Dopo tante discussioni sui paragoni tra le criptovalute e l’oro è arrivato il momento dei fatti e se la notizia arriva da Dubai c’è da pensare che si fa sul serio.
    Dubai è famosa per essere una città ricca e nella quale i super ricchi amano comprare oro sotto ogni forma circondandosi di oggetti d’oro di ogni tipo: dai classici orologi agli smartphone, per arrivare alle auto impreziosite con oro e diamanti, per citare solo alcuni dei beni di cui gli infinitamente ricchi arabi amano circondarsi.
    Proprio a Dubai una startup innovativa la OneGram in partnership con GoldGuard una società che sta costruendo il più grande caveau al mondo hanno realizzato la prima criptovaluta al mondo garantita e scambiabile con oro fisico.
    Ogni gettone della criptovaluta onegram è garantito con un grammo di oro che può essere direttamente ritirabile, ogni transazione effettuata in questa criptovaluta collegata all’oro paga una piccola commissione che viene subito reinvestita in oro dando così vita ad un circolo virtuoso che si autoalimenta.
    Le criptovalute associate all’ oro 24 carati potrebbero essere la soluzione per contenere la volatilità tipica delle valute digitali, una volatilità che come accade per i Bitcoin è capace di farne aumentare e diminuire il valore di migliaia di euro in un brevissimo lasso di tempo.
    Oltre a questo la criptovaluta onegram associata all’oro fisico è una garanzia anche contro i pericoli della rete, le transazioni in criptovalute pur basandosi su tecnologie sicure possono comunque essere attaccate da hacker esperti.
    Il grande successo e la diffusione delle criptovalute è testimoniato dalle tante valute digitali che sono presenti oggi sul mercato, nonostante le forti oscillazioni è ormai scontato che il futuro dei pagamenti passerà attraverso le criptovalute che in molti paesi esteri sono già accettate normalmente per pagare anche nei negozi reali.
    Sta da appurare quali di queste riusciranno a raggiungere la massa di valore sufficiente per sopravvivere, sicuramente la criptovaluta realizzata dalla società OneGram e garantita con i lingotti oro 24 carati custoditi negli immensi caveau presenti a Dubai si propone come una protagonista nel mercato delle criptovalute.

  • General Cessioni S.r.l., le recensioni: i dati dello studio ODCEC

    La fotografia del commercialista nel 2017 e le aspettative degli iscritti all’ODCEC per il futuro: le opinioni di General Cessioni S.r.l. sulla ricerca che l’Ordine di Milano ha realizzato intervistando i professionisti del settore.

    General Cessioni

    Il commercialista oggi: le opinioni di General Cessioni S.r.l. sullo studio ODCEC

    Commercialisti: quali prospettive per il futuro della professione? È l’Ordine dei Commercialisti e degli Esperti Contabili (ODCEC) di Milano a provare a rispondere al quesito promuovendo uno studio realizzato dalla Commissione rilevazione dati statistici con il contributo di due docenti del Politecnico e dell’università Cattolica. General Cessioni S.r.l. ne inserisce i risultati tra le sue recensioni: sul tema sono stati intervistati 1.885 commercialisti milanesi, pari al 22% degli iscritti all’Ordine. I professionisti sono stati classificati in cinque fasce in base al fatturato annuale raggiunto: la prima contempla chi ha conseguito un volume d’affari inferiore a 100mila euro, nell’ultima invece quelli che sono riusciti a superare il milione di euro. Il 76% del campione rientra nella fascia di fatturato inferiore a 300mila euro. General Cessioni S.r.l. specifica inoltre che gli intervistati sono prevalentemente i titolari di studi singoli specializzati in attività consulenziale, dall’assistenza economica, fiscale e societaria alla fornitura di servizi di contabilità. Più nel dettaglio il 51% dei professionisti che ha preso parte alla ricerca è titolare unico di studio, il 23% socio di studi professionali e il 26% collaboratori.

    General Cessioni S.r.l.: commercialisti e aspettative di crescita nella ricerca ODCEC

    Come indica General Cessioni S.r.l. nelle recensioni riprendendo i dati della ricerca, i commercialisti intervistati credono che per affrontare le sfide future occorra sviluppare competenze sempre più specialistiche (65%) e costruire reti non solo tra colleghi ma anche con i professionisti di altre categorie come avvocati e consulenti del lavoro (23%). Tuttavia non c’è molta fiducia nella digitalizzazione: il 44% vede nella fatturazione elettronica e nei compilativi precompilati quasi una minaccia, mentre il 42% li valuta positivamente. Il 45% del campione inoltre non prevede nei prossimi cinque anni impatti sulla propria attività derivati dalla digitalizzazione; il 37% sostiene invece che gli influssi si vedranno entro i prossimi due anni e il 4% tra i due e i cinque anni. Le opinioni di General Cessioni S.r.l. si focalizzano inoltre sull’aspetto aggregativo, specificando che solo il 5% lo considera privo di utilità. Per il 79% invece la costruzione di reti servirebbe soprattutto a integrare più efficacemente le diverse specializzazioni: tra le altre funzionalità menzionate nello studio vi sono anche la riduzione dei costi (47%), il miglioramento di qualità e velocità dei servizi (26%) e l’ampliamento dell’offerta (26%).

  • Robert Eshelman nuovo presidente e direttore generale Atlas Copco

    A partire dal febbraio 2018, Robert Eshelman sarà il nuovo presidente e direttore generale di Atlas Copco Compressors LLC, dove presiederà il centro clienti di Atlas Copco negli Stati Uniti e sarà responsabile di tutte le operazioni di vendita, marketing e assistenza del brand. Eshelman succederà a John Brookshire, che andrà in pensione dopo 33 anni di onorato lavoro con il gruppo Atlas Copco.

    Eshelman vanta oltre 10 anni di esperienza in varie posizioni manageriali presso Atlas Copco, e la sua esperienza e leadership continueranno ad essere un bene prezioso per l’azienda. Attualmente è direttore generale di Scales Industrial Technologies, azienda che fa parte del gruppo Atlas Copco. Prima di questo lavoro è stato Vicepresidente degli Stati Uniti e Business Line Manager della Industrial Air Division per il mercato statunitense.

    Atlas Copco è leader mondiale nella fornitura di soluzioni per la produttività sostenibile: i suoi prodotti e servizi aumentano infatti la competitività e la produttività dei clienti, stando sempre attenti ai benefici alla società e riducendo al minimo l’impatto ambientale. Sul territorio italiano troviamo diversi partner dell’azienda: tra i tanti citiamo Cenci Aria Compressa, concessionario ufficiale Atlas Copco nell’assistenza compressori a Piacenza, Reggio Emilia, Parma, Piacenza, Cremona, Lodi e Pavia.

  • News contabili, fiscali, lavoro GB – Settimana n. 2 anno 2018

    Console Telematica: invio Fatture Elettroniche per Ditta (08/01/2018)

    Da dicembre 2017, la Console Telematica, per la sezione “Fatturazione Elettronica”, cambia volto passando alla visualizzazione di tutte le fatture di tutte le ditte alle sole fatture della ditta selezionata. Ciò è stato introdotto in previsione alla mole di fatture Elettroniche tra Aziende Private (B2B).

    Accedendo alla Console Telematica, sezione “Fatturazione Elettronica”, ora sarà possibile visualizzare solo le fatture della ditta selezionata, con la possibilità di cambiarla direttamente dentro la console. Inoltre, la funzione Operazioni Multiple è stata aggiornata con nuove funzionalità.

    Ricordiamo che è possibile accedere alla Console Telematica in due modi distinti

    Interessi legali 2018: dall’1 gennaio allo 0,3% (09/01/2018)

    Il Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze 13 dicembre 2017, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 292 del 12 dicembre 2017, ha stabilito un innalzamento del tasso degli interessi legali nel calcolo del ravvedimento operoso.

    A partire dal 1° gennaio 2018 il tasso degli interessi legali triplicherà, dallo 0,1% in vigore fino al 31/12/2017 passerà allo 0,3%. Vediamo quali sono i risvolti fiscali per le somme da versare in ambito di ravvedimento operoso.

    Nel caso di omesso, insufficiente o tardivo versamento dei tributi, il ravvedimento operoso prevede il versamento, oltre che delle somme dovute e delle sanzioni, anche degli interessi legali. Il tasso di interesse da applicare è quello in vigore nei singoli periodi in questo caso è pari allo 0,1% fino al 31 dicembre 2017 e allo 0,3% dal 1° gennaio 2018.

    Caso pratico: esportazione multipla delle Fatture in Prima Nota (10/01/2018)

    Il modulo Fatturazione GB, oltre alla creazione della fattura, permette di esportare contemporaneamente in prima nota più fatture di qualsiasi tipologia di documento, anche elettroniche. Sarà sufficiente selezionarle, esportarle e in base al tipo di numerazione confluiranno in automatico nei Registri Iva separati.

    “Fatturazione GB” costituisce un modulo di Contabilità GB ed è predisposto per far fronte sia alle esigenze delle imprese che dei professionisti. Permette la gestione completa delle operazioni inerenti: creazione, modifica e stampa delle fatture da emettere, fino alla produzione in automatico della prima nota ad esse collegata. La novità introdotta è la registrazione multipla di più fatture di diverse tipologie di documenti (Fatture standard ed Elettroniche) in sezionali Iva diversi.

    Dal modulo “Fatturazione GB” è possibile emettere fatture standard e/o elettroniche.

    Caso pratico: Calcolare l’indice Z-Score prima di un incarico di revisione (11/01/2018)

    Un potenziale cliente ci chiede di diventare revisore dei conti, e si hanno a disposizione gli ultimi bilanci e le dichiarazioni. La situazione economico-aziendale non è chiara, quindi se si hanno delle riserve sugli aspetti finanziari, l’indice z-score può fugare diversi dubbi.

    Nell’attività preliminare all’accettazione dell’incarico, il futuro sindaco o revisore dei conti, valuterà la situazione economico-finanziaria della società, la redditività ed i rischi in genere. Per questo anche le “Linee Guida degli ISA Italia” prevedono che si richiedano all’azienda gli ultimi bilanci, dichiarazioni dei redditi, ecc. Oggi vediamo come possiamo sfruttare l’indice Z-score nel modulo Analisi di Bilancio del GB, che con solo tre bilanci consente di formare un giudizio oggettivo sul rischio di fallimento, prima di accettare o impostare l’incarico.

    Selezionato l’anno 2016, entrare in Bil_Europeo>Bilancio Europeo>Analisi di bilancio

    Caso pratico: Esercizio Ultrannuale, istruzioni per l’uso (12/01/2018)

    Un mio cliente ha iniziato l’attività nello scorso dicembre e, per evitare di presentare un “bilancio infrannuale non significativo”, l’esercizio terminerà comunque il 31 dicembre 2018. Nell’anagrafica GB cosa devo indicare nella sezione dell’esercizio? Come saranno gestiti i vari adempimenti contabili e fiscali?

    La possibilità di “allungare” l’esercizio alla data del 31/12 dell’anno successivo, e pertanto di avere un periodo che non si chiuda il dodicesimo mese successivo alla costituzione della società, non è stato espressamente previsto dalla legge, ma avvallato dalla prassi, e consente di evitare la presentazione di un bilancio non significativo.

    In fase di creazione di una nuova ditta in automatico il software GB propone l’esercizio solare.

    Leggi gli articoli completi sul sito ufficiale del software commercialisti cloud  INTEGRATO GB, prodotto da GBsoftware S.p.A.

  • Basilicata: aumenti RC per 10.000 residenti

    Nell’ultimo mese il costo medio dei premi RC auto in Italia si è ridotto del 2,8% a livello nazionale arrivando a 562,87 euro (463,14 in Basilicata); secondo le stime di Facile.it, però, sono circa 10.000 gli automobilisti lucani che, a causa di uno o più sinistri con colpa, vedranno comunque peggiorare nel 2018 la loro classe di merito, con relativo aumento del costo dell’RC auto*.

    Il dato è stato calcolato da Facile.it (https://www.facile.it/assicurazioni.html) che, analizzando oltre 3.000 preventivi di rinnovo della copertura RC richiesti a dicembre 2017 tramite il sito da automobilisti residenti in Basilicata, ha evidenziato come il 2,76% degli utenti della regione abbia dichiarato di essere stato responsabile di un sinistro nel corso del 2017. Un valore non troppo elevato, se si considera che la media nazionale è del 4,22%

    Le differenze provinciali

    Analizzando il campione di riferimento su base provinciale, emergono importanti differenze. A guidare la classifica regionale è Matera che, con il 2,83%, ha registrato la percentuale più alta di automobilisti che hanno denunciato all’assicurazione un sinistro che farà scattare per loro l’aumento delle tariffe RC auto. A Potenza, di contro, solo il 2,73% degli automobilisti ha dichiarato un incidente con colpa.

    Le differenze di genere

    Esaminando le caratteristiche socio-demografiche del campione della Basilicata, la differenza più rilevante che emerge è legata al sesso dell’automobilista; sarà il 3,07% delle guidatrici a vedere un aumento della propria classe di merito, mentre per gli uomini la percentuale si ferma al 2,62%.

    Uno sguardo più completo relativo all’andamento dell’RC auto in regione e alle caratteristiche del parco auto circolante in Basilicata è disponibile a questo link: https://www.facile.it/assicurazioni/osservatorio/rc-auto-basilicata.html

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio a livello nazionale, regionale e provinciale e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 5.976.156 preventivi calcolati dai suoi utenti nel corso dell’ultimo anno (510.000 a dicembre 2017). Le tariffe indicate nell’Osservatorio sui costi RC auto di Facile.it prendono in considerazione come campione tutti i preventivi effettuati sul sito e relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Trentino Alto Adige: aumenti RC per 25.000 residenti

    Nell’ultimo mese il costo medio dei premi RC auto in Italia si è ridotto del 2,8% a livello nazionale arrivando a 562,87 euro (415,72 in Trentino Alto Adige); secondo le stime di Facile.it, però, sono circa 25.000 gli automobilisti della regione che, a causa di uno o più sinistri con colpa, vedranno comunque peggiorare nel 2018 la loro classe di merito, con relativo aumento del costo dell’RC auto*.

    Il dato è stato calcolato da Facile.it (https://www.facile.it/assicurazioni.html) che, analizzando oltre 3.700 preventivi di rinnovo della copertura RC richiesti a dicembre 2017 tramite il sito da automobilisti residenti in Trentino Alto Adige, ha evidenziato come il 3,64% degli utenti della regione abbia dichiarato di essere stato responsabile di un sinistro nel corso del 2017. Un valore non troppo elevato, se si considera che la media nazionale è del 4,22%

    Le differenze provinciali

    Analizzando il campione di riferimento su base provinciale, emergono importanti differenze. A guidare la classifica regionale è Bolzano che, con il 4,85%, ha registrato la percentuale più alta di automobilisti che hanno denunciato all’assicurazione un sinistro che farà scattare per loro l’aumento delle tariffe RC auto. A Trento, di contro, solo il 2,98% degli automobilisti ha dichiarato un incidente con colpa.

    Le professioni

    Esaminando le caratteristiche socio-demografiche del campione del Trentino Alto Adige, la prima differenza che emerge è legata al sesso dell’automobilista; sarà il 4,12% delle guidatrici a vedere un aumento della propria classe di merito, mentre per gli uomini la percentuale si ferma al 3,32%.

    Dati interessanti emergono anche esaminando le professioni dichiarate in fase di preventivo su base regionale; i pensionati sono la categoria professionale che in percentuale maggiore ha denunciato sinistri con colpa e, tra loro il 6,19% vedrà un peggioramento della classe di merito. Situazione di poco migliore per i liberi professionisti (5,91%) e per gli agenti di commercio (5,26%).

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio a livello nazionale, regionale e provinciale e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 5.976.156 preventivi calcolati dai suoi utenti nel corso dell’ultimo anno (510.000 a dicembre 2017). Le tariffe indicate nell’Osservatorio sui costi RC auto di Facile.it prendono in considerazione come campione tutti i preventivi effettuati sul sito e relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Nel 2018 aumento del costo RC per circa 95.000 automobilisti siciliani

    Nell’ultimo mese il costo medio dei premi RC auto in Italia si è ridotto del 2,8% a livello nazionale arrivando a 562,87 euro (552,96 in Sicilia); secondo le stime di Facile.it, però, sono circa 95.000 gli automobilisti siciliani che, a causa di uno o più sinistri con colpa, vedranno comunque peggiorare nel 2018 la loro classe di merito, con relativo aumento del costo dell’RC auto*.

    Il dato è stato calcolato da Facile.it (https://www.facile.it/assicurazioni.html) che, analizzando oltre 45.000 preventivi di rinnovo della copertura RC richiesti a dicembre 2017 tramite il sito da automobilisti siciliani, ha evidenziato come il 3,14% degli utenti della regione abbia dichiarato di essere stato responsabile di un sinistro nel corso del 2017. Un valore inferiore alla media nazionale che invece si è attestata sul 4,22%.

    Le differenze provinciali

    Analizzando il campione di riferimento su base provinciale, emergono importanti differenze. A guidare la classifica regionale è Palermo che, con il 4,28%, ha registrato la percentuale più alta di automobilisti che hanno denunciato all’assicurazione un sinistro che farà scattare per loro l’aumento delle tariffe RC auto. Seguono Trapani, con il 3,43% e Ragusa, con il 2,90%. La provincia che ha fatto registrare il valore più basso è Siracusa, dove solo il 2,45% degli automobilisti ha dichiarato un incidente con colpa.

    Le differenze di genere

    Esaminando le caratteristiche socio-demografiche del campione siciliano, la differenza che emerge è legata al sesso dell’automobilista sarà il 3,54% delle guidatrici a vedere un aumento della propria classe di merito, mentre per gli uomini la percentuale si ferma al 2,96%.

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio a livello nazionale, regionale e provinciale e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 5.976.156 preventivi calcolati dai suoi utenti nel corso dell’ultimo anno (510.000 a dicembre 2017). Le tariffe indicate nell’Osservatorio sui costi RC auto di Facile.it prendono in considerazione come campione tutti i preventivi effettuati sul sito e relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Nel 2018 aumento del costo RC per circa 310.000 automobilisti lombardi

    Nell’ultimo mese il costo medio dei premi RC auto in Italia si è ridotto del 2,8% a livello nazionale arrivando a 562,87 euro (459,80 in Lombardia); secondo le stime di Facile.it, però, sono circa 310.000 gli automobilisti lombardi che, a causa di uno o più sinistri con colpa, vedranno comunque peggiorare nel 2018 la loro classe di merito, con relativo aumento del costo dell’RC auto*.

    Il dato è stato calcolato da Facile.it (https://www.facile.it/assicurazioni.html) che, analizzando oltre 85.000 preventivi di rinnovo della copertura RC richiesti a dicembre 2017 tramite il sito da automobilisti lombardi, ha evidenziato come il 4,84% degli utenti della regione abbia dichiarato di essere stato responsabile di un sinistro nel corso del 2017. Un valore elevato, se si considera che la media nazionale è del 4,22%, e che fa guadagnare alla regione il sesto posto nella classifica italiana.

    Le differenze provinciali

    Analizzando il campione di riferimento su base provinciale, emergono importanti differenze. A guidare la classifica regionale è Monza e Brianza che, con il 5,95%, ha registrato la percentuale più alta di automobilisti che hanno denunciato all’assicurazione un sinistro che farà scattare per loro l’aumento delle tariffe RC auto. Seguono Pavia, con il 5,28%, Como, con il 5,15% e Varese, con il 5,05%. La provincia che ha fatto registrare il valore più basso è Sondrio, dove solo 2,86% degli automobilisti ha dichiarato un incidente con colpa.

    Le professioni

    Esaminando le caratteristiche socio-demografiche del campione lombardo, la prima differenza che emerge è legata al sesso dell’automobilista; sarà il 5,39% delle guidatrici a vedere un aumento della propria classe di merito, mentre per gli uomini la percentuale si ferma al 4,50%.

    Dati interessanti emergono anche esaminando le professioni dichiarate in fase di preventivo su base regionale; il personale medico è la categoria che in percentuale maggiore ha denunciato sinistri con colpa e, tra loro, il 6,52% vedrà un peggioramento della classe di merito. Situazione di poco migliore per gli agenti di commercio (5,69%) e per i pensionati (5,48%). Sul versante opposto, sono ecclesiastici e i dirigenti ad aver fatto meno spesso ricorso alla compagnia assicurativa; rispettivamente solo l’1,54% ed il 2,17% ha denunciato un incidente con colpa.

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio a livello nazionale, regionale e provinciale e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 5.976.156 preventivi calcolati dai suoi utenti nel corso dell’ultimo anno (510.000 a dicembre 2017). Le tariffe indicate nell’Osservatorio sui costi RC auto di Facile.it prendono in considerazione come campione tutti i preventivi effettuati sul sito e relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Nel 2018 aumento del costo RC per circa 130.000 automobilisti piemontesi

    Nell’ultimo mese il costo medio dei premi RC auto in Italia si è ridotto del 2,8% a livello nazionale arrivando a 562,87 euro (535,92 in Piemonte); secondo le stime di Facile.it, però, sono circa 130.000 gli automobilisti piemontesi che, a causa di uno o più sinistri con colpa, vedranno comunque peggiorare nel 2018 la loro classe di merito, con relativo aumento del costo dell’RC auto*.

    Il dato è stato calcolato da Facile.it (https://www.facile.it/assicurazioni.html) che, analizzando oltre 34.000 preventivi di rinnovo della copertura RC richiesti a dicembre 2017 tramite il sito da automobilisti piemontesi, ha evidenziato come il 4,57% degli utenti della regione abbia dichiarato di essere stato responsabile di un sinistro nel corso del 2017. Un valore superiore alla media nazionale, ferma al 4,22%.

    Le differenze provinciali

    Analizzando il campione di riferimento su base provinciale, emergono importanti differenze. A guidare la classifica regionale è Cuneo che, con il 5,94%, ha registrato la percentuale più alta di automobilisti che hanno denunciato all’assicurazione un sinistro che farà scattare per loro l’aumento delle tariffe RC auto. Seguono Asti, con il 5,34% e Verbano-Cusio-Ossola, con il 4,69%. La provincia che ha fatto registrare il valore più basso è Biella, dove solo il 3,36% degli automobilisti ha dichiarato un incidente con colpa.

    Le professioni

    Esaminando le caratteristiche socio-demografiche del campione piemontese, la prima differenza che emerge è legata al sesso dell’automobilista; sarà il 5,26% delle guidatrici a vedere un aumento della propria classe di merito, mentre per gli uomini la percentuale si ferma al 4,18%.

    Dati interessanti emergono anche esaminando le professioni dichiarate in fase di preventivo su base regionale; gli insegnanti sono la categoria professionale che in percentuale maggiore ha denunciato sinistri con colpa e, tra loro, il 6,52% vedrà un peggioramento della classe di merito. Situazione di poco migliore per i pensionati (5,85%) e le casalinghe (5,01%).

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio a livello nazionale, regionale e provinciale e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 5.976.156 preventivi calcolati dai suoi utenti nel corso dell’ultimo anno (510.000 a dicembre 2017). Le tariffe indicate nell’Osservatorio sui costi RC auto di Facile.it prendono in considerazione come campione tutti i preventivi effettuati sul sito e relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Nel 2018 aumento del costo RC per circa 200.000 automobilisti laziali

    Nell’ultimo mese il costo medio dei premi RC auto in Italia si è ridotto del 2,8% a livello nazionale arrivando a 562,87 euro (575,43 nel Lazio); secondo le stime di Facile.it, però, sono circa 200.000 gli automobilisti laziali che, a causa di uno o più sinistri con colpa, vedranno comunque peggiorare nel 2018 la loro classe di merito, con relativo aumento del costo dell’RC auto*.

    Il dato è stato calcolato da Facile.it (https://www.facile.it/assicurazioni.html) che, analizzando oltre 85.000 preventivi di rinnovo della copertura RC richiesti a dicembre 2017 tramite il sito da automobilisti laziali, ha evidenziato come il 5,36% degli utenti della regione abbia dichiarato di essere stato responsabile di un sinistro nel corso del 2017. Un valore elevato, se si considera che la media nazionale è del 4,22%, e che fa guadagnare alla regione il quarto posto nella classifica italiana.

    Le differenze provinciali

    Analizzando il campione di riferimento su base provinciale, emergono importanti differenze. A guidare la classifica regionale è Roma che, con il 5,61%, ha registrato la percentuale più alta di automobilisti che hanno denunciato all’assicurazione un sinistro che farà scattare per loro l’aumento delle tariffe RC auto. Seguono Viterbo, con il 5,12%, Rieti, con il 4,50% e Frosinone, con il 3,95%. La provincia che ha fatto registrare il valore più basso è Latina, dove solo il 3,49% degli automobilisti ha dichiarato un incidente con colpa.

    Le professioni

    Esaminando le caratteristiche socio-demografiche del campione laziale, la prima differenza che emerge è legata al sesso dell’automobilista; sarà il 5,91% delle guidatrici a vedere un aumento della propria classe di merito, mentre per gli uomini la percentuale si ferma al 4,95%.

    Dati interessanti emergono anche esaminando le professioni dichiarate in fase di preventivo su base regionale; i pensionati sono la categoria che in percentuale maggiore ha denunciato sinistri con colpa e, tra loro, il 6,25% vedrà un peggioramento della classe di merito. Situazione di poco migliore per il personale medico (6,24%) e per gli insegnanti (5,93%). Sul versante opposto, sono ecclesiastici e gli appartenenti alle forze armate ad aver fatto meno spesso ricorso alla compagnia assicurativa; rispettivamente solo l’1,98% ed il 2,82% ha denunciato un incidente con colpa.

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio a livello nazionale, regionale e provinciale e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 5.976.156 preventivi calcolati dai suoi utenti nel corso dell’ultimo anno (510.000 a dicembre 2017). Le tariffe indicate nell’Osservatorio sui costi RC auto di Facile.it prendono in considerazione come campione tutti i preventivi effettuati sul sito e relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Nel 2018 aumento del costo RC per circa 50.000 automobilisti marchigiani

    Nell’ultimo mese il costo medio dei premi RC auto in Italia si è ridotto del 2,8% a livello nazionale arrivando a 562,87 euro (532,05 nelle Marche); secondo le stime di Facile.it, però, sono circa 50.000 gli automobilisti marchigiani che, a causa di uno o più sinistri con colpa, vedranno comunque peggiorare nel 2018 la loro classe di merito, con relativo aumento del costo dell’RC auto*.

    Il dato è stato calcolato da Facile.it (https://www.facile.it/assicurazioni.html) che, analizzando oltre 10.000 preventivi di rinnovo della copertura RC richiesti a dicembre 2017 tramite il sito da automobilisti marchigiani, ha evidenziato come il 5,06% degli utenti della regione abbia dichiarato di essere stato responsabile di un sinistro nel corso del 2017. Un valore elevato, se si considera che la media nazionale è del 4,22%, e che fa guadagnare alla regione il quinto posto nella classifica italiana.

    Le differenze provinciali

    Analizzando il campione di riferimento su base provinciale, emergono importanti differenze. A guidare la classifica regionale è Fermo che, con il 6,34%, ha registrato la percentuale più alta di automobilisti che hanno denunciato all’assicurazione un sinistro che farà scattare per loro l’aumento delle tariffe RC auto. Seguono Macerata, con il 5,65% e Ancona, con il 5,36%. La provincia che ha fatto registrare il valore più basso è Pesaro e Urbino, dove solo 3,56% degli automobilisti ha dichiarato un incidente con colpa.

    Le differenze di genere

    Esaminando le caratteristiche socio-demografiche del campione marchigiano, la differenza che emerge è legata al sesso dell’automobilista; sarà il 4,85% delle guidatrici a vedere un aumento della propria classe di merito, mentre per gli uomini la percentuale sale al 5,17%.

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio a livello nazionale, regionale e provinciale e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 5.976.156 preventivi calcolati dai suoi utenti nel corso dell’ultimo anno (510.000 a dicembre 2017). Le tariffe indicate nell’Osservatorio sui costi RC auto di Facile.it prendono in considerazione come campione tutti i preventivi effettuati sul sito e relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • KERBEROS incrementa l’income del 50%.

    L’azienda padovana controllata da EGO Power (Gruppo EGO) che propone una gamma articolata di nuove tecnologie per l’ottimizzazione dell’utilizzo delle risorse energetiche, sia in ambito civile che industriale, ha conseguito nel 2017 un eccellente risultato segnando un incremento del fatturato nell’ordine del 50%.

    Gianpaolo Rocchi, Amministratore Delegato e responsabile ricerca e sviluppo dell’azienda, ha espresso grande soddisfazione per l’eccellente performance dell’azienda, che – ha dichiarato – ”vivo soprattutto come una tangibile conferma della bontà delle scelte effettuate nel definire l’ambito operativo ed il deciso orientamento ad una costante innovazione delle nostre proposte. Il wireless al posto del cavo è infatti l’elemento qualificante che caratterizza i nostri sistemi e che ne ha favorito il successo. Questa scelta infatti garantisce da un lato una grande affidabilità delle soluzioni che proponiamo al mercato e, dall’altro, costi di installazione estremamente contenuti ed assai convenienti rispetto alle soluzioni più tradizionali che implicano interventi di cablaggio”.

    Rocchi si dichiara anche ottimista per quanto concerne il prossimo esercizio che vedrà l’azienda impegnata a rafforzare l’organizzazione commerciale attraverso l’inserimento di nuove figure professionali nell’area vendite, ad estendere ulteriormente la rete dei partners sull’intero territorio nazionale e, naturalmente, a sviluppare nuovi sistemi ancora più evoluti in tutte le aree operative: il monitoraggio e l’elaborazione dei dati, i sistemi wireless di termoregolazione per l’ottimizzazione dei consumi e le soluzioni per la gestione dell’illuminazione sia in ambito industriale che pubblico.

    Tra qualche mese Kerberos – ha concluso Gianpaolo Rocchi – disporrà anche di una nuova sede operativa più consona agli obiettivi di crescita che abbiamo pianificato forti della fiducia che importanti e qualificati committenti ci manifestano quotidianamente.”

     

    www.x-monitor.it

    www.maggiordomodelcalore.it

  • Quanto può rendere un fondo pensione?

    Un fondo pensione, in questa fase di incertezza economica che ha caratterizzato gli ultimi anni, combinata
    al desiderio di un futuro stabile e senza preoccupazioni, ha rappresentato una scelta quasi obbligata per
    molti italiani desiderosi di costituirsi una pensione integrativa , complementare a quella erogata dallo Stato
    una volta raggiunti i requisiti Inps per il pensionamento.

    La rendita di un fondo pensione e le modalità di calcolo

    Occorrerà innanzitutto considerare dei parametri fissi di valutazione che comprendono gli anni di
    versamento ( da considerare in base al numero di anni per i quali si reputa che si sarà in grado di far fronte
    ai versamenti sul fondo ) ; la rendita annua prevista dal fondo pensione istituito e gli anni di rendita ovvero
    il numero di anni nei quali vorremmo utilizzare la rendita. Va inoltre considerata l’età del soggetto
    intestatario del fondo pensione e il sesso dello stesso (per le donne infatti, per le quali si prevede un’
    aspettativa di vita media più lunga, si calcola una rendita minore).
    Per avere il dato il più vicino possibile al reale sulla rendita della pensione integrativa bisognerà leggere con
    attenzione il “documento sull’erogazione delle Rendite” del fondo pensione che si è istituito. Questo
    perché la rendita verrà calcolata in base ai parametri lì specificati.
    Proviamo a capire meglio la rendita che un fondo pensione può avere facendo una simulazione.
    Ipotizziamo che Mattia, un ragazzo di 35 anni verserà sul fondo pensione integrativo l’importo di €100
    mensili per un totale di 30 anni. In questo modo avrà versato un totale di 36.000€ ( verserà un totale di
    1.200€ annui). Se volesse riscattare mensilmente quanto maturato sul fondo, valutando sempre il
    rendimento del fondo stesso, potrà avere un importo compreso fra i 160€ e i 270€ se si considera un
    rendimento definito del fondo che oscilli fra l’1% e il 4% .

    Calcolo pensione futura: ho bisogno di crearmi un fondo pensione personale?

    Per fare un calcolo della pensione che si potrà avere una volta raggiunta l’età pensionabile occorrerà
    prendere in considerazione l’importo della pensione statale che verrà riconosciuta e la rendita del fondo
    pensione integrativo. Andrà quindi fatta un’ulteriore previsione di calcolo su quello che sarà l’importo
    congruo da versare mensilmente in base alla somma che si vorrà utilizzare mensilmente dal fondo
    integrativo una volta raggiunta l’età pensionabile.
    Per avere il calcolo della pensione totale che di cui si potrà godere mensilmente quindi ( pensione statale +
    pensione integrativa) andrà considerato il montante, ovvero l’ammontare totale dei contributi versati
    durante la vita lavorativa.
    Fatto questo calcolo potete rendervi conto se, nel vostro caso, è bene considerare una pensione
    integrativa. Vi trovate in questa situazione? Ora sapete anche come scegliere il fondo pensione.

  • Oro Usato Quanto Vale ?

    L’oro è un metallo ambito e ricercato in tutto il mondo anche quando si tratta di oro usato.
    Ma quando è che si può considerare l’oro usato ?
    Per rispondere a questa domanda si fa prima a dire quando è che l’oro acquistato può essere considerato nuovo e per questo motivo rivendibile al prezzo pieno stabilito dalla quotazione oro del momento.
    L’unico modo sicuro per acquistare oro che mantenga il suo valore per intero è quello di acquistare lingotti oro da investimento, questi devano essere comunque appartenenti ai circuiti ufficiali e possibilmente mantenuti in custodia nei circuiti di deposito ufficiali, per mantenere la garanzia che non vengano alterati in caso contrario sarà necessario pagare il prezzo di una nuova saggiatura che stabilisca l’integrità del lingotto e la certezza di non essere stato alterato.
    Quando si acquista oro in gioielli o altri oggetti questi non sono in oro puro 24 carati come i lingotti da investimento, questo rende l’oro utilizzato in lega con altri metalli usato, in quanto per riconvertirlo in oro puro sono necessarie lavorazioni che lo riportino al suo stato puro, per i quali è necessario sostenere dei costi.
    La valutazione dell’oro usato viene di fatto stabilita in modo non ufficiale dai vari compro oro che acquistano qualsiasi tipo di gioielli e oggetti valutando solo il valore del prezioso metallo contenuto in essi.
    In questo caso la valutazione può variare anche di molto a seconda degli operatori e delle condizioni di mercato in cui operano, solitamente le valutazioni oro più alte vengano offerte dagli operatori che operano in città dove la concorrenza è più alta.
    Le migliori quotazioni per l’oro usato in italia vengano proposte in città, tra quelli che pagano di più ci sono i compro oro Firenze in quanto nel capoluogo toscano ci sono molti operatori ed è alta anche l’offerta di oro da parte di privati, il prezzo di acquisto dell’oro vecchio viene stabilito partendo dalla sua purezza e scontando il prezzo delle lavorazioni e la percentuale di guadagno che ogni operatore decide in modo indipendente.
    Logicamente il prezzo dell’oro usato varia proporzionalmente in base alla quotazione oro ufficiale che viene stabilito ogni giorno a Londra per mezzo del metodo del fixing.

  • Nel 2018 aumento del costo RC per circa 130.000 automobilisti emiliano-romagnoli

    Nell’ultimo mese il costo medio dei premi RC auto in Italia si è ridotto del 2,8% a livello nazionale arrivando a 562,87 euro (534,84 in Emilia Romagna); secondo le stime di Facile.it, però, sono circa 130.000 gli automobilisti emiliano-romagnoli che, a causa di uno o più sinistri con colpa, vedranno comunque peggiorare nel 2018 la loro classe di merito, con relativo aumento del costo dell’RC auto*.

    Il dato è stato calcolato da Facile.it (https://www.facile.it/assicurazioni.html) che, analizzando oltre 35.000 preventivi di rinnovo della copertura RC richiesti a dicembre 2017 tramite il sito da automobilisti dell’Emilia Romagna, ha evidenziato come il 4,38% degli utenti della regione abbia dichiarato di essere stato responsabile di un sinistro nel corso del 2017. Un valore di poco superiore alla media nazionale, ferma invece al 4,22%.

    Le differenze provinciali

    Analizzando il campione di riferimento su base provinciale, emergono importanti differenze. A guidare la classifica regionale è Rimini che, con il 5,85%, ha registrato la percentuale più alta di automobilisti che hanno denunciato all’assicurazione un sinistro che farà scattare per loro l’aumento delle tariffe RC auto. Seguono Ravenna, con il 5,06% e Parma, con il 4,60%. La provincia che ha fatto registrare il valore più basso è Ferrara, dove solo il 3,81% degli automobilisti ha dichiarato un incidente con colpa.

    Le professioni

    Esaminando le caratteristiche socio-demografiche del campione emiliano-romagnolo, la prima differenza che emerge è legata al sesso dell’automobilista; sarà il 4,77% delle guidatrici a vedere un aumento della propria classe di merito, mentre per gli uomini la percentuale si ferma al 4,17%.

    Dati interessanti emergono anche esaminando le professioni dichiarate in fase di preventivo su base regionale; gli insegnanti sono la categoria professionale che in percentuale maggiore ha denunciato sinistri con colpa e, tra loro, il 5,67% vedrà un peggioramento della classe di merito. Situazione di poco migliore per i commercianti (5,30%) e per i liberi professionisti (5,20%). Sul versante opposto, sono gli studenti e gli appartenenti alle forze dell’ordine ad aver fatto meno spesso ricorso alla compagnia assicurativa; rispettivamente solo il l’1,60% ed il 2,84% ha denunciato un incidente con colpa.

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio a livello nazionale, regionale e provinciale e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 5.976.156 preventivi calcolati dai suoi utenti nel corso dell’ultimo anno (510.000 a dicembre 2017). Le tariffe indicate nell’Osservatorio sui costi RC auto di Facile.it prendono in considerazione come campione tutti i preventivi effettuati sul sito e relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Nel 2018 aumento del costo RC per circa 140.000 automobilisti veneti

    Nell’ultimo mese il costo medio dei premi RC auto in Italia si è ridotto del 2,8% a livello nazionale arrivando a 562,87 euro (470,96 in Veneto); secondo le stime di Facile.it, però, sono circa 140.000 gli automobilisti veneti che, a causa di uno o più sinistri con colpa, vedranno comunque peggiorare nel 2018 la loro classe di merito, con relativo aumento del costo dell’RC auto*.

    Il dato è stato calcolato da Facile.it (https://www.facile.it/assicurazioni.html) che, analizzando oltre 35.000 preventivi di rinnovo della copertura RC richiesti a dicembre 2017 tramite il sito da automobilisti veneti, ha evidenziato come il 4,20% degli utenti della regione abbia dichiarato di essere stato responsabile di un sinistro nel corso del 2017. Un valore sostanzialmente in linea con la media nazionale, pari al 4,22%.

    Le differenze provinciali

    Analizzando il campione di riferimento su base provinciale, emergono importanti differenze. A guidare la classifica regionale è Vicenza che, con il 4,68%, ha registrato la percentuale più alta di automobilisti che hanno denunciato all’assicurazione un sinistro che farà scattare per loro l’aumento delle tariffe RC auto. Seguono Verona, con il 4,35% e Padova, con il 4,29%. La provincia che ha fatto registrare il valore più basso è Rovigo, dove solo il 2,90% degli automobilisti ha dichiarato un incidente con colpa.

    Le professioni

    Esaminando le caratteristiche socio-demografiche del campione veneto, la prima differenza che emerge è legata al sesso dell’automobilista; sarà il 4,27% delle guidatrici a vedere un aumento della propria classe di merito, mentre per gli uomini la percentuale si ferma al 4,12%.

    Dati interessanti emergono anche esaminando le professioni dichiarate in fase di preventivo su base regionale; i pensionati sono la categoria che in percentuale maggiore ha denunciato sinistri con colpa e, tra loro, il 5,54% vedrà un peggioramento della classe di merito. Situazione solo di poco migliore per gli insegnanti (5,36%) e per gli impiegati (4,81%). Sul versante opposto, sono gli studenti e i commercianti ad aver fatto meno spesso ricorso alla compagnia assicurativa; rispettivamente solo il 2,31% ed il 2,55% ha denunciato un incidente con colpa.

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio a livello nazionale, regionale e provinciale e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 5.976.156 preventivi calcolati dai suoi utenti nel corso dell’ultimo anno (510.000 a dicembre 2017). Le tariffe indicate nell’Osservatorio sui costi RC auto di Facile.it prendono in considerazione come campione tutti i preventivi effettuati sul sito e relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Ethereum più affidabile del Bitcoin ?

    Le criptovalute che si chiamino Ethereum o Bitcoin sono una novità tutta da scoprire per il mondo della finanza e non solo, banche, autorità di controllo e addirittura nazioni sono divise sulla questione.
    La paura di ciò che è sconosciuto è un timore ancestrale che l’uomo si porta dietro dalla notte dei tempi e anche quando si parla di soldi la paura non diminuisce anzi terrorizza non solo gli uomini ma anche i mercati, per questo motivo la quotazione oro, che ha dimostrato di saper reggere a crisi finanziarie di ogni genere, tende a crescere in modo costante nel lungo periodo sostenuta dalle strategie compro oro che gli investitori adottano a fronte delle cicliche crisi di sfiducia finanziaria.
    Il Bitcoin è stato il primo ad essere inventato e adesso galoppa e a volte crolla su quotazioni senza precedenti che fanno sentire a chi investe su questa criptovaluta la sensazione di essere sulle montagne russe.
    Non tutti sanno però che oltre al Bitcoin esistano molte altre valute digitali di questo tipo, la più famosa di queste è Ethereum che è un sistema che oltre ad avere molte caratteristiche in comune ad altre criptovalute ha una particolare condizione che la fa sembrare almeno in questa fase come più stabile ed affidabile.
    Nel 2017 Ethreum è salita del 10600% a fronte di una crescita del Bitcoin del 1700%, i dati parlano da soli ma non sono questi numeri a far sembrare ethereum più affidabile almeno fino a prova contraria.
    Ciò che in sostanza differenzia queste due criptovalute è la tecnologia utilizzata, Ethereum piace perchè tutela maggiormente dal punto di vista della piattaforma sui cui si eseguano gli scambi. Per mezzo di questa piattaforma è possibile esporre le proprie credenziali per capire se un interlocutore è affidabile o meno.
    Ethereum è supportato da un network fisicamente distribuito al quale partecipano attivamente migliaia di utenti connessi in un cloud virtuale. Questo garantisce affidabilità per la privacy dell’investitore e per la sicurezza dei dati. Sul cloud, infatti, nulla va perso e si può recuperare lo storico delle proprie operazioni.

  • Mutui per bioedilizia: sono appena lo 0,47% delle richieste

    Nonostante il settore delle case in legno sia in espansione – secondo dati ufficiali nel 2015 rappresentavano il 7% del totale costruito nell’anno* –  il mercato dei mutui green, ovvero i prodotti finanziari destinati all’acquisto o ristrutturazione di immobili in legno, stenta a decollare. Il dato emerge dall’analisi realizzata da Facile.it e Mutui.it che, monitorando oltre 15.000 richieste di mutuo raccolte attraverso i due siti dal 1 gennaio al 31 dicembre 2017, hanno evidenziato come appena lo 0,47% delle richieste riguardava un mutuo bioedilizia.

     «Fino a qualche anno fa era di fatto impossibile comprare una casa in bioedilizia attraverso un mutuo», spiega Ivano Cresto, responsabile BU mutui di Facile.it. «Oggi, invece, le banche non solo sono disposte a erogare finanziamenti per questa tipologia di immobili, ma lo fanno attraverso prodotti del tutto equiparabili – in termini di condizioni – ai mutui tradizionali per l’acquisto di una prima casa. Quindi, pur trattandosi ancora di un mercato di nicchia, la strada percorsa è stata molta, e ancor più grandi sono i margini di crescita del settore».

    Fra chi ha presentato richiesta di mutuo per bioedilizia attraverso i due portali, l’importo che si cerca di ottenere è mediamente pari a poco meno di 178.500 euro, equivalenti al 60% del valore dell’immobile. Nell’ 80% dei casi si sceglie il tasso fisso ed il piano di restituzione è previsto in 23 anni. L’età media del richiedente, infine, è pari a 40 anni.

    Esaminando più da vicino le richieste raccolte da Facile.it e Mutui.it emergono alcune interessanti differenze a livello territoriale; la regione da cui provengono il maggior numero di richieste di mutui bioedilizia è il Veneto, che ha generato il 26% delle domande. Seguono in classifica la Lombardia e il Piemonte, entrambe con il 13% delle richieste.

    I mutui bioedilizia sono prodotti finanziari che possono essere richiesti solo per l’acquisto, la ristrutturazione o costruzione di immobili in legno con specifici requisiti. La maggior parte degli istituti di credito richiede che l’edificio sia ancorato al terreno tramite fondamenta, abbia una classe energetica pari o superiore a B, una resistenza al fuoco almeno R30 e sia stato costruito per durare 50 anni o più.

    Il mercato della produzione di case in legno

    Nel 2015 il mercato italiano della produzione di case in legno è cresciuto di quasi il 10%, sfiorando i 700 milioni di euro*. Un valore che fa guadagnare all’Italia il quarto posto in Europa; alle spalle di Germania (1,8 miliardi di euro), Regno Unito (1,5 miliardi di euro) e Svezia (1,3 miliardi di euro). (Fonte: elaborazione Centro studi Fla su dati Eurostat).

    * Fonte: Federlegno Arredo Eventi per conto di Assolegno – luglio 2017

     

  • Nel 2018 aumento del costo RC per circa 45.000 automobilisti sardi

    Nell’ultimo mese il costo medio dei premi RC auto in Italia si è ridotto del 2,8% a livello nazionale arrivando a 562,87 euro (473,14 in Sardegna); secondo le stime di Facile.it, però, sono circa 45.000 gli automobilisti sardi che, a causa di uno o più sinistri con colpa, vedranno comunque peggiorare nel 2018 la loro classe di merito, con relativo aumento del costo dell’RC auto*.

    Il dato è stato calcolato da Facile.it (https://www.facile.it/assicurazioni.html) che, analizzando oltre 15.000 preventivi di rinnovo della copertura RC richiesti a dicembre 2017 tramite il sito da automobilisti sardi, ha evidenziato come il 4,67% degli utenti della regione abbia dichiarato di essere stato responsabile di un sinistro nel corso del 2017. Un valore superiore alla media nazionale, ferma al 4,22%, che fa guadagnare alla regione il settimo posto nella classifica italiana.

    Le differenze provinciali

    Analizzando il campione di riferimento su base provinciale, emergono importanti differenze. A guidare la classifica regionale è Ogliastra che, con il 5,93%, ha registrato la percentuale più alta di automobilisti che hanno denunciato all’assicurazione un sinistro che farà scattare per loro l’aumento delle tariffe RC auto. Seguono Cagliari, con il 5,74% e Oristano, con il 4,51%. La provincia che ha fatto registrare il valore più basso è Olbia Tempio, dove solo 2,51% degli automobilisti ha dichiarato un incidente con colpa.

    Le professioni

    Esaminando le caratteristiche socio-demografiche del campione sardo, la prima differenza che emerge è legata al sesso dell’automobilista; sarà il 5,17% delle guidatrici a vedere un aumento della propria classe di merito, mentre per gli uomini la percentuale si ferma al 4,36%.

    Dati interessanti emergono anche esaminando le professioni dichiarate in fase di preventivo su base regionale; gli artigiani sono la categoria che in percentuale maggiore ha denunciato sinistri con colpa e, tra loro, il 6,85% vedrà un peggioramento della classe di merito. Situazione di poco migliore per i dirigenti (6,51%) e per gli imprenditori (5,66%). Sul versante opposto, sono gli studenti e gli agenti di commercio ad aver fatto meno spesso ricorso alla compagnia assicurativa; solo il 2,88% (per entrambe le categorie) ha denunciato un incidente con colpa.

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio a livello nazionale, regionale e provinciale e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 5.976.156 preventivi calcolati dai suoi utenti nel corso dell’ultimo anno (510.000 a dicembre 2017). Le tariffe indicate nell’Osservatorio sui costi RC auto di Facile.it prendono in considerazione come campione tutti i preventivi effettuati sul sito e relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Nel 2018 aumento del costo RC per circa 35.000 automobilisti abruzzesi

    Nell’ultimo mese il costo medio dei premi RC auto in Italia si è ridotto del 2,8% a livello nazionale arrivando a 562,87 euro (489,82 in Abruzzo); secondo le stime di Facile.it, però, sono circa 35.000 gli automobilisti abruzzesi che, a causa di uno o più sinistri con colpa, vedranno comunque peggiorare nel 2018 la loro classe di merito, con relativo aumento del costo dell’RC auto*.

    Il dato è stato calcolato da Facile.it (https://www.facile.it/assicurazioni.html) che, analizzando oltre 10.000 preventivi di rinnovo della copertura RC richiesti a dicembre 2017 tramite il sito da automobilisti abruzzesi ha evidenziato come il 4,30% degli utenti della regione abbia dichiarato di essere stato responsabile di un sinistro nel corso del 2017. Un valore leggermente superiore alla media nazionale, ferma invece al 4,22%.

    Le differenze provinciali

    Analizzando il campione di riferimento su base provinciale, emergono importanti differenze. A guidare la classifica regionale è Pescara che, con il 5,04%, ha registrato la percentuale più alta di automobilisti che hanno denunciato all’assicurazione un sinistro che farà scattare per loro l’aumento delle tariffe RC auto. Seguono L’Aquila, con il 4,81% e Teramo, con il 4,03%. La provincia che ha fatto registrare il valore più basso è Chieti, dove solo il 3,25% degli automobilisti ha dichiarato un incidente con colpa.

    Le professioni

    Esaminando le caratteristiche socio-demografiche del campione abruzzese, la prima differenza che emerge rispetto ai valori medi nazionali è legata al sesso dell’automobilista; la percentuale di uomini e donne che vedranno aumentare la propria classe di merito è sostanzialmente uguale, rispettivamente il 4,30% e il 4,31%.

    Dati interessanti emergono anche esaminando le professioni dichiarate in fase di preventivo su base regionale; medici e infermieri sono la categoria professionale che in percentuale maggiore ha denunciato sinistri con colpa e, tra loro, l’8,70% vedrà un peggioramento della classe di merito. Situazione solo di poco migliore per gli agenti di commercio (6,33%) e per i pensionati (5,88%). Sul versante opposto, sono gli studenti e i dirigenti ad aver fatto meno spesso ricorso alla compagnia assicurativa; rispettivamente solo il 1,76% ed il 2,67% ha denunciato un incidente con colpa.

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio a livello nazionale, regionale e provinciale e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 5.976.156 preventivi calcolati dai suoi utenti nel corso dell’ultimo anno (510.000 a dicembre 2017). Le tariffe indicate nell’Osservatorio sui costi RC auto di Facile.it prendono in considerazione come campione tutti i preventivi effettuati sul sito e relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • RC auto: prezzi in calo, ma 35.000 automobilisti del FVG pagheranno di più

    Nell’ultimo mese il costo medio dei premi RC auto in Italia si è ridotto del 2,8% a livello nazionale arrivando a 562,87 euro (415,51 in Friuli Venezia Giulia); secondo le stime di Facile.it, però, sono circa 35.000 gli automobilisti del Friuli Venezia Giulia che, a causa di uno o più sinistri con colpa, vedranno comunque peggiorare nel 2018 la loro classe di merito, con relativo aumento del costo dell’RC auto*.

    Il dato è stato calcolato da Facile.it (https://www.facile.it/assicurazioni.html) che, analizzando oltre 8.000 preventivi di rinnovo della copertura RC richiesti a dicembre 2017 tramite il sito da automobilisti del Friuli Venezia Giulia, ha evidenziato come il 4,39% degli utenti della regione abbia dichiarato di essere stato responsabile di un sinistro nel corso del 2017. Un valore leggermente superiore alla media nazionale, ferma al 4,22%.

    Le differenze provinciali

    Analizzando il campione di riferimento su base provinciale, emergono importanti differenze. A guidare la classifica regionale è Trieste che, con il 5,91%, ha registrato la percentuale più alta di automobilisti che hanno denunciato all’assicurazione un sinistro che farà scattare per loro l’aumento delle tariffe RC auto. Seguono Gorizia, con il 4,90% e Udine, con il 4,15%. La provincia che ha fatto registrare il valore più basso è Pordenone, dove solo il 3,22% degli automobilisti ha dichiarato un incidente con colpa.

    Le differenze di genere

    Esaminando le caratteristiche socio-demografiche del campione del Friuli Venezia Giulia, la differenza che emerge è legata al sesso dell’automobilista; sarà il 4,89% delle guidatrici a vedere un aumento della propria classe di merito, mentre per gli uomini la percentuale si ferma al 4,11%.

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio a livello nazionale, regionale e provinciale e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 5.976.156 preventivi calcolati dai suoi utenti nel corso dell’ultimo anno (510.000 a dicembre 2017). Le tariffe indicate nell’Osservatorio sui costi RC auto di Facile.it prendono in considerazione come campione tutti i preventivi effettuati sul sito e relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • RC auto: aumenti per 135.000 toscani

    Nell’ultimo mese il costo medio dei premi RC auto in Italia si è ridotto del 2,8% a livello nazionale arrivando a 562,87 euro (638,89 in Toscana); secondo le stime di Facile.it, però, sono circa 135.000 gli automobilisti toscani che, a causa di uno o più sinistri con colpa, vedranno comunque peggiorare nel 2018 la loro classe di merito, con relativo aumento del costo dell’RC auto*.

    Il dato è stato calcolato da Facile.it (https://www.facile.it/assicurazioni.html) che, analizzando oltre 30.000 preventivi di rinnovo della copertura RC richiesti a dicembre 2017 tramite il sito da automobilisti toscani, ha evidenziato come il 5,48% degli utenti della regione abbia dichiarato di essere stato responsabile di un sinistro nel corso del 2017. Un valore elevato, se si considera che la media nazionale è del 4,22%, e che fa guadagnare alla regione il terzo posto nella classifica italiana.

    Le differenze provinciali

    Analizzando il campione di riferimento su base provinciale, emergono importanti differenze. A guidare la classifica regionale è Livorno che, con il 6,309%, ha registrato la percentuale più alta di automobilisti che hanno denunciato all’assicurazione un sinistro che farà scattare per loro l’aumento delle tariffe RC auto. Seguono Lucca, con il 6,010%, Massa-Carrara, con il 5,873% e Prato, con il 5,869% La provincia che ha fatto registrare il valore più basso è Pistoia, dove solo 3,988% degli automobilisti ha dichiarato un incidente con colpa.

    Le professioni

    Esaminando le caratteristiche socio-demografiche del campione toscano, la prima differenza che emerge è legata al sesso dell’automobilista; sarà il 6,40% delle guidatrici a vedere un aumento della propria classe di merito, mentre per gli uomini la percentuale si ferma al 4,87%.

    Dati interessanti emergono anche esaminando le professioni dichiarate in fase di preventivo su base regionale; gli insegnanti sono la categoria professionale che in percentuale maggiore ha denunciato sinistri con colpa e, tra loro, l’8,81% vedrà un peggioramento della classe di merito. Situazione di poco migliore per il personale medico (7,48%) e per i pensionati (6,25%). Sul versante opposto, sono gli artigiani e gli studenti ad aver fatto meno spesso ricorso alla compagnia assicurativa; rispettivamente solo il 3,14% ed il 3,26% ha denunciato un incidente con colpa.

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio a livello nazionale, regionale e provinciale e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 5.976.156 preventivi calcolati dai suoi utenti nel corso dell’ultimo anno (510.000 a dicembre 2017). Le tariffe indicate nell’Osservatorio sui costi RC auto di Facile.it prendono in considerazione come campione tutti i preventivi effettuati sul sito e relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate