Categoria: Economia e Finanza

  • Lettura OCR e conservazione digitale? Ecco il software note spese 4.0

    La funzione OCR permette di catturare in pochi secondi gli importi, le date e i fornitori dagli scontrini e dalle fatture dei tuoi viaggiatori utilizzandoli per compilare automaticamente la loro nota spese facendo risparmiare tempo al vostro ufficio amministrativo.

    Ma come farlo senza costi eccessivi? Scegliendo il giusto software note spese.

    Mobile, desktop, accessibile da ogni device e sempre a disposizione del viaggiatore: queste sono alcune delle caratteristiche che deve avere la soluzione migliore.

    Immaginiamo il viaggiatore sempre alle prese con la registrazione di una miriade di scontrini e fatture: invece di rendicontare le spese manualmente (o farle rendicontare dall’amministrazione) può utilizzare il proprio dispositivo mobile per catturare le immagini dei giustificativi e inviarli al sistema, che li processerà in modo che possano essere attribuiti alla nota spese. L’amministrazione si troverà quindi a gestire le spese dei viaggiatori in pochi passaggi, senza perdere tempo su enormi fogli di calcolo confusi e macchinosi: gli errori saranno ridotti al minimo e i dati saranno sempre a disposizione per ogni analisi.

    Un’unico ambiente per un software note spese capace di abbracciare tutte le aree aziendali e tutte le complessità delle diverse organizzazioni, adattandosi ad ogni situazione senza la richiesta di costi eccessivi.

    Ma la carta dei giustificativi va sempre conservata per l’archiviazione? Si, ma è possibile farlo anche in maniera digitale e soprattutto a norma di legge.

    Un software di software note spese può farvi eliminare tutta la carta proveniente dagli scontrini che i vostri dipendenti portano in sede al termine di ogni trasferta integrandosi con i conservatori digitali che garantiranno per voi la giusta conservazione dei documenti e il rispetto delle normativi fiscali e legali vigenti sul tema.

    Sarce Travel è da anni uno dei maggiori player sul mercato della gestione delle spese di trasferta e ha messo a punto diverse soluzioni per garantire ai propri clienti prodotti in grado di fare risparmiare tempo e risorse in tutto il processo di software note spese.

  • Facile.it: ecco quanto spendono le famiglie a Bergamo

    Quanto costa vivere a Bergamo e quanto spendono le famiglie bergamasche per i conti di casa? In occasione dell’apertura del primo punto vendita nella città dei Mille (https://www.facile.it/store/bergamo.html) Facile.it, il principale comparatore italiano dedicato al risparmio sulle spese familiari, ha analizzato nel dettaglio i costi che si devono sostenere in città e provincia per pagare mutui, prestiti, RC auto, luce, gas, ADSL e RC moto. Ecco cosa è emerso.

    Assicurazioni auto e moto

    I primi prodotti finiti sotto la lente del comparatore, ed anche i più richiesti nei punti vendita e tramite il sito, sono quelli assicurativi e, nello specifico, le coperture RC auto e moto. Secondo i dati dell’Osservatorio di Facile.it* relativi ad ottobre 2017, assicurare un’auto in provincia di Bergamo costa, in media, 446,96 € e 465,49€ nel comune. Se si passa a considerare il costo dell’Rc moto, invece, i centauri della provincia pagano mediamente 372,32 € e 373,53€ quelli che risiedono nel comune.

    Mutui prima casa

    Facile.it ha poi analizzato i mutui relativi all’acquisto della prima casa. Il taglio medio dei mutui erogati in provincia di Bergamo nei primi 10 mesi del 2017 è stato pari a 117.725 euro e, se ci si concentra unicamente sui finanziamenti ottenuti per comprare la prima casa, la cifra sale a 118.023 euro. I bergamaschi finanziano attraverso il mutuo, che nel 71% dei casi è a tasso fisso, nel 21% variabile e misto nell’8%, il 61% del valore dell’immobile e resteranno legati alla banca erogante per circa 21 anni. Per quanto riguarda la surroga, l’importo medio erogato è stato pari a 114.598 euro, con una durata media del finanziamento di 18 anni.

    Luce e gas

    Per ciò che riguarda la luce ed il gas, l’ufficio studi di Facile.it ha preso a campione i consumi medi di una famiglia di tre elementi. Nel caso dell’energia elettrica i costi sostenuti nel 2017 sono pari a 575 euro (+1.8% rispetto al 2016) e addirittura 1.015 euro per il gas (+1.7% se confrontato con il 2016).

    Telefonia

    Facile.it ha esaminato i costi sostenuti dalle famiglie bergamasche in relazione alla telefonia fissa (voce e ADSL). Dall’analisi è emerso che, nel 2017, la spesa media sostenuta in città e provincia è di 334,36 euro a famiglia, valore in diminuzione del 6,80% rispetto al 2016.

    Prestiti personali e cessioni del quinto

    Un’altra delle spese che Facile.it ha considerato nella sua analisi dei consumi bergamaschi è quella relativa ai prestiti personali e alle cessioni del quinto dello stipendio o della pensione. Nel primo caso la richiesta media che i bergamaschi hanno presentato alle finanziarie è stata pari, da gennaio ad agosto 2017, a 10.667 euro da restituire in 61 mensilità (appena più di 5 anni). Curioso notare come facciano capo ad un bergamasco quasi il 9% delle richieste di prestito personale presentate in Lombardia.

    Analizzando invece i dati relativi alla cessione del quinto a Bergamo, tutti i numeri crescono e non di poco. Chi sottoscrive questa particolare forma di finanziamento richiede in media appena meno di 17.000 euro (16.824), e riuscirà a restituire quanto gli è stato concesso in un tempo davvero lungo: 98 mensilità, ovvero più di 8 anni. Guardando il totale delle richieste bergamasche in rapporto con quelle lombarde, in questo caso, hanno origine nella provincia il 9,2% del totale lombardo.

    «L’apertura del Facile.it Store a Bergamo», ha dichiarato Mauro Giacobbe, Amministratore delegato della società, «consentirà a tutti i bergamaschi di avere a portata di mano ogni strumento possibile per risparmiare sulle spese della famiglia. Un team di consulenti dedicati sarà a disposizione di chi si recherà nella sede di via Tiraboschi 30 per analizzare il suo profilo utente e aiutarlo a scegliere i prodotti migliori disponibili sul mercato.».

  • Mercati emergenti, il motore si spegne o continuerà a marciare?

    Prima o dopo qualunque investitore, anche il più prudente, qualche escursione sui mercati emergenti la fa. Del resto hanno garantito buoni profitti negli ultimi anni e che molti li hanno cominciato a prendere in considerazione più seriamente per via di molteplici fattori. E allora il dubbio è lecito: in questo momento e nel prossimo futuro ci sarà ancora benzina nel motore di queste economie?

    mercatiAnche se è chiaro il nervosismo degli operatori in proposito viste le valutazioni, ci sono segnali di robustezza dell’attività economica che non possono essere trascurati. La crescita per molti versi resta e resterà ancora formidabile. I numeri del PIL restano sostanziosi, così come il livello dei consumi e degli indici PMI. Basta questo per essere molto più sereni e sicuri nel formulare delle attendibili previsioni sull’immediato futuro sfruttando una strategia grafico Renko. Se le motivazioni di carattere strutturale sono già solide, ci sono almeno due forze di breve periodo da tenere in conto.

    Segnali positivi e negativi sui mercati emergenti

    Anzitutto l’attività creditizia. Non c’è dubbio che essa si a un segnale di solidità di un sistema economico. Se analizziamo il cosiddetto ‘impulso al credito’, ovvero la sua velocità, allora si può ragionevolmente dire che nelle economie emergenti la situazione migliora dopo anni di rallentamento. E poi c’è… la Cina. L’economia del paese orientale dopo aver raggiunto l’obiettivo di 6,7% per quest’anno, dovrebbe cominciare a vivere una fase di indebolimento. Nel 2018 si faranno inoltre sentire gli effetti dell’inasprimento delle condizioni del credito volute dalle autorità.

    Tutto questo potrebbe avere dei contraccolpi sui mercati emergenti e sulle Parabolic Sar strategie Forex degli investitori sulle loro valute. Così come potrebbero averli gli eventi politici e l’ascesa del dollaro. Ma al momento si tratta di situazioni ancora non evidenti, e comunque in parte già incorporate nei prezzi. Per questo gli analisti ritengono ancora che la corsa dei mercati emergenti potrebbe andare avanti anche nel 2018.

  • Commercialisti: il futuro della professione tra equo compenso e le nuove sfide del fisco

    Dalla dichiarazione dei redditi pre compilata alla fatturazione elettronica tra privati: sono numerose le sfide che l’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili si troverà ad affrontare nel 2018. Uno scenario che, oltre a diversi rischi, offre numerose opportunità per la categoria, chiamata a ridefinire e rafforzare ulteriormente il proprio ruolo.

    Temi che sono stati affrontati nel corso dell’Assemblea Generale tenutasi questa mattina a Bergamo. Appuntamento durante il quale si è ricordato come l’evoluzione legislativa in atto rischi di incidere moltissimo sulla professione, in particolare sugli studi di piccola e media dimensione maggiormente dediti alla gestione degli adempimenti fiscali dei contribuenti in contabilità semplificata. La nuova disponibilità dell’Agenzia delle Entrate, infatti, comporterà l’eliminazione di taluni adempimenti, come ad esempio lo “spesometro”, e la semplificazione di altri (si pensi alla possibilità per il Fisco di rendere disponibili i dati delle liquidazioni periodiche IVA e la dichiarazione annuale IVA precompilata) e il CNDCEC, già nel programma di mandato, sta lavorando per il riconoscimento di un ruolo del Commercialista nel processo di fatturazione elettronica, quale “certificatore” della corrispondenza tra i dati contenuti nel flusso telematico trasmesso all’Agenzia delle Entrate e i dati confluiti nelle dichiarazioni annuali presentate dal contribuente.

    Con l’approvazione del Progetto per la costituzione delle Scuole di Alta Formazione (SAF), avvenuta nel marzo del 2015, infatti, il CNDCEC ha deciso di puntare sulle specializzazioni al fine di consentire ai propri iscritti di rispondere, con la competenza richiesta, alle esigenze sempre più specifiche di un mercato da anni in costante evoluzione.

    Inoltre, il Governo ha riformulato l’emendamento al decreto fiscale riguardante l’introduzione, nell’ambito dell’ordinamento professionale degli avvocati di cui alla legge n. 147/2012, dell’art. 13-bis recante la disciplina dell’equo compenso per le prestazioni professionali, prevedendone l’estensione anche ad altre categorie professionali. Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, da sempre in prima linea nella battaglia per l’introduzione dell’equo compenso, non può che rallegrarsi di questa opportuna estensione, che costituisce un corollario della norma sul divieto di abuso di dipendenza economica previsto nel Jobs act degli autonomi e rafforza le tutele a garanzia dei colleghi, soprattutto di quelli contrattualmente più deboli.

    «Mai come oggi – ha dichiarato la presidente dell’Ordine, Simona Bonomelli – vi è la necessità di semplificare e tagliare le inefficienze. E di puntare ancora di più sull’alta specializzazione. Se è vero infatti che la figura del commercialista è più che mai centrale sia nel sistema impresa che nell’ambito della pubblica amministrazione, è altrettanto vero che tale centralità ad oggi non è adeguatamente riconosciuta dal legislatore attraverso l’attribuzione di riserve o esclusive. Sono fermamente convinta, del resto, che la professione debba continuare ad evolversi verso un ruolo di garanzia nell’ambito delle dinamiche economiche e che il nostro Ordine debba rappresentare per ciascuno un valore aggiunto nella quotidianità e nello svolgimento della professione. Ogni professionista dovrà rappresentare un patrimonio positivo per il sistema italiano, non solo per le proprie competenze, ma anche da un punto di vista sociale».

    Continuano a crescere intanto gli iscritti all’ordine: erano 1709 nel 2016, ora sono 1716.

  • Sempre più digitale il lavoro del “Commercialista OnLine”

    Si fa avanti nel web Fiscoeasy “commercialista online”, la piattaforma in grado di offrire i servizi di un commercialista tradizionale anche attraverso il web.

    Fiscoeasy, è un marchio dello Studio Cuscito (fondato nel 1982) commercialisti ed esperti contabili, intende offrire un servizio, innovativo ed affidabile, nel settore della contabilità e consulenza fiscale alle imprese e ai professionisti.

    Il nostro obiettivo dice, l’ideatore della piattaforma, “ è quello di offrire, attraverso il web, una serie di servizi  classici di contabilità e consulenza fiscale ai clienti, senza che gli stessi siano costretti a muoversi dalla propria casa/ufficio, pur conservando la professionalità ed il tradizionale rapporto di fiducia con il proprio commercialista”.

    La consulenza e l’elaborazione della contabilità sono eseguiti dallo Studio Cuscito che opera in provincia di Bari e vanta un’esperienza consolidata nel settore, esso è composto da un team di professionisti pronti a consigliare e valutare le singole esigenze.

    A distanza di poco tempo l’idea di raggiungere il pubblico su tutto il territorio nazionale si è rivelata vincente non solo per il numero dei clienti che oggi utilizza “Fiscoeasy” ma anche per il grado di soddisfazione espresso da chi usa la piattaforma.

    Fiscoeasy il tuo “commercialista online”  è un servizio : Innovativo, Facile, e Economico.

    In sintesi utilizzando fiscoeasy hai un commercialista online dove e quando vuoi tu, evitando così problemi di parcheggio, code e tempi lunghi di attesa, ti serve solo un computer o uno smartphone .

    Fiscoeasy il tuo commercialista online è in grado di seguirti dall’apertura della partita iva, alla contabilità, al servizio paghe sino alla dichiarazione dei redditi. Inoltre la piattaforma mette a disposizione dei propri clienti  un servizio gratuito di fatturazione online.

    Ma come funziona ?

    Il cliente ha a disposizione un’area riservata del sito a cui  accede dopo esserti registrato e aver acquistato il servizio che  interessa. Potrà caricare i documenti nell’ area personale dopo averli acquisiti con uno scanner  o con lo smartphone.

    Se preferiscie può inviare i documenti per e-mail, fax o corriere.

    Fiscoeasy  acquisisce la documentazione che il cliente ha inviato e la elabora in base al servizio che ha richiesto e nei tempi previsti dalla normativa in vigore. Nell’area personale, il cliente,  troverà gli elaborati che potrà consultare e scaricare in qualsiasi momento.

    Ma prima di tutto è consigliabile un contatto, per  valutare e analizzare le esigenze del cliente.

    Tante ancora le novità in cantiere per i prossimi mesi, in particolar modo per i professionisti, ma per i dettagli vi rimandiamo alla prossima lettura.

    Team Fiscoeasy

    http://www.fiscoeasy.it

     

  • Società di Persone: le opinioni di Cogefim su criticità e prospettive

    Le opinioni di Cogefim sui dati relativi alle Società di Persone: il costante calo dell’ultimo decennio non va a influire su un modello gestionale che presenta numeri ancora oggi particolarmente consistenti.

    Cogefim srl

    Opinioni e recensioni di Cogefim: le Società di Persone

    Partendo dalle statistiche del Registro delle Imprese, delle dichiarazioni fiscali relativamente all’invio dei Modelli Unico Società di Persona e Società di Capitali e dell’Archivio Statistico delle Imprese Attive dell’Istat, Cogefim ha analizzato nelle sue recensioni il documento che sintetizza i dati raccolti. Emerge un aspetto molto interessante: nell’ultimo decennio è calato costantemente il numero di Società di Persone in direzione opposta rispetto a quanto avvenuto, invece, per le Società di Capitali. Un trend che non ha influito su una percezione di generale consistenza di tale modello gestionale. I numeri del 2016 si attestano a 813.228 Società di Persone attive contro le 1.040.095 registrate: nel 2015 erano invece 880.097 quelle attive contro le 1.122.212 registrate. Nonostante le debolezze insite nella loro natura, le Società di Persone danno la possibilità di un controllo diretto del proprio investimento. Le opinioni di Cogefim analizzano quindi le prospettive del modello che, ultimamente, tende a trasformare l’originaria composizione di pochi soci persone fisiche. La predisposizione dei bilanci adottando gli schemi delle Società di Capitali potrebbe rappresentare un valido strumento per l’accesso al credito bancario.

    Cogefim: il profilo aziendale

    Leader nel settore dell’intermediazione aziendale, Cogefim fornisce da più di 30 anni consulenza e supporto ai clienti interessati a vendere o acquistare un’attività o un immobile. Fondata nel 1982, offre una vasta gamma di servizi, occupandosi di operazioni quali joint venture, partnership, cessioni e rilievi aziendali. Uno dei punti di forza della società è legato all’ambito dell’innovazione: nel corso degli anni sono stati molti gli investimenti per dotarsi di strumentazioni tecnologiche, fondamentali per effettuare ricerche con tecniche all’avanguardia. Basandosi su specifiche analisi e recensioni, Cogefim elabora strategie di vendita che si adattano agli obiettivi di business dichiarati dal cliente nelle fasi iniziali, attività propedeutiche a evitare un lungo processo che comporterebbe una perdita di tempo e denaro. Negli anni la società di intermediazione ha sviluppato una serie di importanti collaborazioni con testate giornalistiche di rilevanza nazionale quali Il Sole 24 Ore, La Repubblica Affari e Finanza, Il Giornale e Libero.

  • Cessione del quinto: in Italia si chiedono in media più di 15.500 euro

    I finanziamenti di cessione del quinto sono aumentati, secondo dati ufficiali, dell’11,6%, ma qual è l’identikit di chi fa ricorso a questo particolare tipo di prestito e quanto si cerca di ottenere dalle finanziarie? Facile.it e Prestiti.it hanno analizzato oltre 20.000 domande di cessione del quinto presentate nei primi otto mesi del 2017 stabilendo che l’importo medio chiesto è stato pari a circa 15.700 euro, con un piano di restituzione di 94 rate (poco meno di otto anni). Il richiedente medio ha uno stipendio di 1.513 euro e, nel 73,8% dei casi, a presentare domanda è stato un uomo.

    «La cessione del quinto è un prestito riservato a dipendenti pubblici, privati e ai pensionati; consente di ottenere importi con rata mensile sino a un massimo del 20% dello stipendio, un piano di restituzione tra i 2 e i 10 anni e un tasso di interesse fisso», spiega Andrea Bordigone, responsabile BU prestiti di Facile.it «caratteristiche che fanno di questa tipologia di finanziamento un prodotto particolarmente richiesto».

    Le finalità della cessione del quinto

    La cessione del quinto è una forma di prestito non finalizzato, può quindi essere concesso anche senza specifici motivi, ma analizzando le richieste di coloro che hanno indicato la finalità emerge come la prima motivazione sia il consolidamento debiti (37,9%).

    «Il finanziamento mediante cessione del quinto prevede l’addebito della rata direttamente sullo stipendio o pensione del richiedente e, per ottenerlo, il cliente deve sottoscrivere una polizza vita obbligatoria; elementi che riducono sensibilmente il rischio di insolvenza da parte dei debitori», spiega Bordigone. «Per queste ragioni i criteri di valutazione dell’erogabilità sono meno severi e il finanziamento può essere concesso anche a chi non possiede i requisiti di credito per ottenere prestiti personali, chi è stato segnalato ai Sic, chi ha subito protesti o ha avuto disguidi con altri prestiti».

    Nella classifica delle finalità, la seconda più indicata è l’ottenimento di liquidità (33,9%) mentre al terzo posto si posiziona la ristrutturazione della casa (8,9%).

    La geografia delle richieste di cessione del quinto

    Analizzando la provenienza delle richieste la Lombardia è la prima regione italiana per numero di richieste; da qui provengono il 16,86% delle domande di finanziamento tramite cessione del quinto. Seguono in classifica il Lazio, con il 13,68%, e la Campania con il 9,61%.
    Dal punto di vista degli importi richiesti, invece, la classifica cambia e al primo posto si posiziona l’Umbria, dove si puntano ad ottenere in media 16.647 euro. Al secondo posto c’è la Sicilia (16.445 euro) mentre al terzo la Puglia (16.408 euro).

  • GIUDIZIO DI OTTEMPERANZA

    GIUDIZIO DI OTTEMPERANZA

    “Se la Pubblica Amministrazione non adempie all’ordine del Giudice, provvede il Prefetto. Lo stabilisce il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio con Sentenza su ricorso proposto dall’Avvocato Gelsomina Cimino del Foro di Roma”.

     

    http://studiolegalecimino.eu/wp-content/downloads/sentenza_3_diritto_amministrativo.pdf

     

     

    REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

    Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Prima Bis)

    ha pronunciato la presente

    SENTENZA

    ex art. 74 cod. proc. amm.;

    sul ricorso numero di registro generale 11551 del proposto da:

    rappresentata e difesa dall’avv. Gelsomina Cimino, con domicilio eletto presso il suo studio in Roma, via Vittorio Veneto 116;

    contro

    Ministero della Difesa, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso per legge dall’Avvocatura Generale dello Stato, domiciliata in Roma, via dei Portoghesi, 12;

    nei confronti di non costituito in giudizio;

    per ottemperanza dell’ordinanza di assegnazione del Tribunale Civile di Roma del sezione civile iv bis nel procedimento esecutivo RGE 39719/

    Visti il ricorso e i relativi allegati;

    Visto l’atto di costituzione in giudizio del Ministero della Difesa;

    Viste le memorie difensive;

    Visti tutti gli atti della causa;

    Relatore nella camera di consiglio del giorno 15 febbraio il dott. Ugo De Carlo e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

    Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.

    FATTO e DIRITTO

    La ricorrente è la moglie separata di xxxxx sottufficiale della Marina Militare. Nel decreto di omologa della separazione consensuale il Tribunale di Tivoli disponeva che il militare versasse mensilmente a favore del coniuge un assegno di € 350.

    Avendo il xxxxx cessato dal maggio 2012 di adempiere al suo obbligo, la ricorrente procedeva ad effettuare un pignoramento presso terzi per ottenere il pagamento del suo assegno di mantenimento direttamente dall’ente pagatore del marito.

    Dopo alcuni rinvìi per mancata presentazione del terzo debitore che doveva rendere la dichiarazione ex art. 547 c.p.c., il giudice dell’esecuzione assegnava le somme maturate per un importo pari a € 6.168./00

    La ricorrente con il presente ricorso chiede che il giudice dia un termine perentorio per procedere al pagamento di quanto maturato ed in caso di ulteriore inottemperanza nomini un commissario ad acta.

    Il Ministero della Difesa si costituiva in giudizio facendo presente che era stato comunicato con posta elettronica certificata al difensore della ricorrente in data xxx che il xxxxx era stato posto in congedo e che quanto alla gestione amministrativa passava all’IN PS a decorrere dalla camera di consiglio del xxx il ricorso passava in decisione.

    Il ricorso può essere accolto solo parzialmente.

    Come argomentato correttamente dalla difesa erariale, il Ministero della Difesa può essere considerato onerato come terzo pignorato solo a partire dalla notifica del pignoramento e fino alla cessazione del rapporto di impiego con il xxxxx

    Si tratta di complessivi nove mesi nel corso dei quali è maturato un debito di € 3.150 che l’Amministrazione dovrà versare senza ulteriore indugio alla ricorrente.

    Pertanto va ordinato al Ministero della Difesa di ottemperare all’ordinanza di assegnazione del Tribunale Civile di Roma provvedendo al pagamento di quanto ivi previsto, entro centoventi giorni dalla comunicazione o, se anteriore, dalla notificazione della presente decisione.

    Nell’ipotesi di ulteriore inadempimento, provvederà — su richiesta di parte — nei sessanta giorni successivi, in veste di Commissario ad acta, il Prefetto di Roma o un funzionario da lui delegato, anche con le modalità di cui all’art. 14, comma 2, del decreto-legge n. 669 del 1996 (conv. dalla legge n. 30/1997), con spese a carico dell’Amministrazione inadempiente, che vengono quantificate sin da ora in €. 300 oltre le spese documentate.

    In tal caso il Ministero sarà condannato, ai sensi dell’art. 114, comma 4 lett. E), c.p.a. al pagamento di ulteriori interessi legali, decorrenti dalla scadenza del termine assegnato alla P.A. per provvedere.

    Le spese di lite vanno poste a carico dell’Amministrazione, e vengono liquidate come da dispositivo.

    P.Q.M.

    Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio, Sezione Prima Bis, definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, in accoglimento dello stesso, ordina al Ministero della Difesa di dare esecuzione all’ordinanza di assegnazione del Tribunale Civile di Roma del xxxx   nel procedimento 39719/ secondo le modalità e nei termini indicati in motivazione.

    Nomina, per il caso di ulteriore inottemperanza, quale Commissario ad acta il Prefetto di Roma (con facoltà di delega ad un funzionario), il quale provvederà, nei termini di cui in motivazione, al compimento degli atti necessari all’esecuzione del giudicato.

    Condanna il Ministero della Difesa al pagamento delle spese di lite, nella misura complessiva di € 1.000,00 (mille/00), oltre agli accessori di legge, con restituzione del contributo unificato.

    Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

    Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno xxxx con l’intervento dei magistrati:

    Concetta Anastasi, Presidente

    Ugo De Carlo, Consigliere,

    Estensore Paola Patatini, Referendario

    L’ESTENSORE Ugo De Carlo

    IL PRESIDENTE Concetta Anastasi

    IL SEGRETARIO

  • Il primo evento sulla gestione dei crediti nel settore vinicolo

    Mercoledì 29 novembre 2017 è in programma “Vino e Crediti”, il primo seminario dedicato alla gestione dei crediti nel settore vinicolo, organizzato da Eurocredit Business Information, Studio Giuri Avvocati e Chianti Banca.

    L’evento avrà inizio alle ore 9:30 e si terrà nella suggestiva location di San Casciano in Val di Pesa (FI), presso l’Auditorium di ChiantiBanca in Piazza Arti e Mestieri, 1.

    Durante la conferenza saranno affrontati i temi legati alla gestione e al recupero dei crediti nel settore vinicolo e verranno forniti spunti sia nell’ambito del pre-fido, per una migliore analisi del portafoglio clienti, sia nell’ambito del post-fido, per una attività di recupero dei crediti efficace.

    Carla Vollaro, direttore generale di Eurocredit Business Information, azienda che si occupa di informazioni commerciali, e l’Avvocato Marco Giuri, titolare dello Studio Giuri, specializzato nel recupero crediti nel settore vinicolo, spiegheranno, anche attraverso alcuni casi di studio, come sia possibile ottenere risultati soddisfacenti grazie alla condivisione delle informazioni.

    Visita il sito www.vinoecrediti.it per iscriverti gratuitamente all’evento.

  • Bonus mobili 2018. Guida al risparmio

    Il Bonus mobili 2018 riprende il precedente e avrà durata fino a dicembre 2018. Per tutti coloro che desiderano ristrutturare casa e sostituire i propri elettrodomestici obsoleti con elementi nuovi in classe energetica alta, è il momento perfetto. La proroga consente infatti di detrarre i costi dell’acquisto, ricevendo un rimborso al momento del pagamento dell’Irpef.

    Questa decisione è stata presa con l’obiettivo di spingere l’economia nazionale, stimolando e facilitando le vendite grazie ad aiuti statali per tutte le operazioni volte a un miglioramento energetico e un abbassamento del potenziale inquinante.

    Chi ha diritto al bonus mobili? Per poter fare richiesta è fondamentale aver intrapreso un lavoro di ristrutturazione del proprio immobile a partire dal 1° gennaio 2017. L’inizio dei lavori deve essere documentato attraverso le autorizzazioni comunali (Dia, Scia, Cila) oppure attraverso un’autocertificazione per i lavori che rientrano nell’edilizia libera. Il bonus sarà somministrato attraverso 10 quote annuali di uguale importo.

    L’ammontare del totale degli interventi edili non può superare i 10.000 euro e si può detrarre fino a un massimo del 50% della spesa sostenuta.

    Per quanto riguarda gli elettrodomestici, devono essere di classe energetica A+, se si tratta di forni è accettata la classe A.

    Hanno diritto al Bonus Mobili tutti coloro che sono assoggettati al pagamento dell’Irpef, residenti in Italia o all’estero. Sono beneficiari dell’agevolazione anche coloro i quali sono sottoposti alla tassazione Ires.

    Requisiti per richiedere il Bonus Mobili:

    • essere proprietari dell’immobile o della nuda proprietà
    • essere usufruttuari, affittuari o in comodato d’uso
    • essere soci di cooperative, imprenditori individuali o società semplici
    • essere coniugi, parenti entro il 3° grado, affini entro il 2° grado se conviventi con chi ha diritto sull’immobile.

    Per ottenere l’agevolazione sull’acquisto di mobili ed elettrodomestici il pagamento deve essere effettuato in modo tracciabile, come il bonifico parlante, recante nome e codice fiscale della persona che usufruirà della detrazione.

    Per chi sta pensando di ristrutturare casa si tratta di un’occasione importante, e oltre a risparmiare sull’acquisto si avrà anche un risparmio sulla bolletta, grazie ai costi inferiori in consumo energetico.

  • Giacimenti d’Oro in Esaurimento

    La richiesta d’oro mondiale non conosce flessioni significative nonostante il suo prezzo sia in una fase di flessione dal 2012, quando la quotazione oro raggiunse il suo massimo storico a 1900 dollari l’oncia.
    La fase di deprezzamento dell’oro sta durando ormai da diversi anni per la convenienza di chi ha deciso nel frattempo di investire in oro per mettere al sicuro i propri soldi dalla crisi economica.
    Nel frattempo in calo non è soltanto la quotazione dell’oro ma anche il numero di nuovi giacimenti scoperti, questa mancanza di nuove miniere aurifere potrebbe nel lungo periodo portare ad un deficit del metallo prezioso e ad un aumento del suo valore.
    Alcuni esperti del settore ritengano che in prospettiva la carenza di grandi giacimenti auriferi potrebbe portare ad uno squilibrio nel mercato del vendo e compro oro ed innescare una forte pressione al rialzo sul prezzo dell’oro.
    Nel passato veniva scoperto un numero di giacimenti superiore che garantivano un approvvigionamento aureo sufficiente ad esaudire la richiesta dell’industria della gioielleria oltre alla richiesta di lingotti d’oro da investimento.
    Oggi le grandi miniere che sfruttano grossi giacimenti sono poche anche a causa dei tagli decisi dalle compagnie minerarie riguardo alla ricerca geologica di nuovi filoni aurei da sfruttare, questi tagli di budget sono stati causati dal lungo periodo in cui il prezzo aureo è rimasto sotto una soglia che rende poco conveniente sfruttare i giacimenti più piccoli determinando così tagli di budget che hanno coinvolto anche le spese per la ricerca di nuove miniere d’oro.
    Le difficoltà di estrarre oro sono evidenti anche in paesi come il Sudafrica dove da mille tonnellate di oro estratto nel 1970 sono scesi a sole 167 tonnellate nel 2016, in queste famose miniere che sono state tra le più prolifiche del mondo i minatori sono giunti ad una profondità di due miglia e mezzo.
    Anche l’Australia che rappresenta un altro importante produttore d’oro mondiale la produzione subirà un forte calo nei prossimi 40 anni, l’unico modo per invertire questo trend è la scoperta di nuovi giacimenti o in alternativa la realizzazione di nuove metodologie che permettano di rendere più conveniente l’estrazione aurifera anche in quei giacimenti che ad oggi non sono convenienti da sfruttare.

  • USURA: LE SEZIONI UNITE BOCCIANO L’USURA SOPRAVVENUTA

    USURA: LE SEZIONI UNITE BOCCIANO L’USURA SOPRAVVENUTA

    Con la recente pronuncia n. 24675 a Sezioni Unite depositata lo scorso 19 ottobre la  Suprema Corte ha posto fine all’ annoso dibattito sviluppatosi  a seguito della entrata in vigore della L. 108/1996 sui tassi usurai.

    http://studiolegalecimino.eu/usura-le-sezioni-unite-bocciano/

    Invero la legge 7 marzo 1996, n. 108 è intervenuta, sul piano civilistico, a modificare l’art. 1815, comma 2, c.c. il quale prevede, nella sua attuale versione che “se sono convenuti interessi usurari, la clausola è nulla e non sono dovuti interessi”; il che determina una nullità parziale della clausola relativa agli interessi, mantenendo valido ed efficace il contratto.

    La disposizione testè citata,  sia in dottrina che in giurisprudenza, ha sollevato molteplici dubbi interpretativi relativi, in primis, al diritto transitorio concernente la disciplina applicabile ai contratti stipulati prima dell’entrata in vigore della Legge ed ancora in corso a tale data, ed in secondo luogo, si poneva un problema interpretativo circa i contratti stipulati successivamente all’entrata in vigore della nuova normativa antiusura, il cui tasso di interesse, seppure originariamente lecito, divenisse, in seguito ad una successiva diminuzione del tasso-soglia, eccedente tale misura.

    Il problema concerneva, in sostanza, fissare il momento in cui, a fronte di oscillazioni dei tassi, usurarietà potesse dirsi conclamata. Se all’atto della convenzione o all’atto del pagamento ad opera del debitore.

    Secondo un primo orientamento, doveva ritenersi decisivo il momento genetico della stipulazione del contratto, essendo irrilevante il tempo successivo dell’effettiva corresponsione degli interessi. Secondo il divergente orientamento, invece, la valutazione in ordine alall’ usurarietà degli interessi doveva essere posta in essere al momento del   pagamento, ossia, nel momento funzionale ed esecutivo del contratto.

    Tale ultima impostazione è quella che ha introdotto nel nostro sistema, la c.d. usurarietà sopravvenuta.

    A fronte delle incertezze interpretative e dei conseguenti risvolti sul piano applicativo, è stato successivamente emanato il D. L. 29 dicembre 2000, n. 394, poi convertito, con modifiche, nella L. 28 febbraio 2001, n. 24, che introduce all’art. 1 la norma secondo la quale “ai fini dell’applicazione dell’articolo 644 del codice penale e dell’articolo 1815, secondo comma, del codice civile, si intendono usurari gli interessi che superano il limite stabilito dalla legge nel momento in cui essi sono promessi o comunque convenuti, a qualunque titolo, indipendentemente dal momento del loro pagamento”.

    Nonostante la legge n. 24 del 2001 sembri negare alla radice la configurabilità di una sopravvenuta usurarietà degli interessi, valorizzando esclusivamente il momento della pattuizione degli stessi, sia in dottrina che in giurisprudenza si è affermato che, anche alla luce dell’interpretazione autentica fornita dal legislatore, sarebbe irragionevole e incongruo sostenere la debenza dell’interesse pattuito, esorbitante rispetto al sopravvenuto tasso-soglia.

    Sul tema, si sono fronteggiati due orientamenti principali: un primo indirizzo, contrario all’usura sopravvenuta, e una seconda impostazione, invece favorevole a quest’ultima.

    Le Sezioni Unite, con la sentenza in esame, sono intervenute a dirimere tale contrasto, escludendo “in toto” il rilievo della usura sopravvenuta.

    Gli Ermellini, infatti, hanno osservato che  “è privo di fondamento la tesi della illiceità della pretesa di interessi a un tasso che, pur non essendo superiore, alla data della pattuizione, alla soglia dell’usura, superi tuttavia tale soglia al momento della sua maturazione o del pagamento degli interessi stessi

    A tale conclusione, la Corte perviene, facendo applicazione dei principi sottesi alle norme applicabili in materia: il divieto dell’usura è contenuto nell’art. 644 c.p. mentre le altre disposizioni contenute nella Legge 108/96 non formulano tale divieto ma si limitano a prevedere un meccanismo di determinazione del tasso, oltre il quale gli interessi sono considerati sempre usurai, a mente appunto dell’art. 644 c.p. cui fa implicitamente riferimento l’art. 2 della legge citata che recita: “La legge stabilisce il limite oltre il quale gli interessi sono sempre usurai”, limite che è appunto fissato dall’art. 644 c.p.

    Sarebbe pertanto impossibile – conclude la Cassazione – operare la qualificazione di un tasso come usuraio senza fare applicazione dell’art. 644 c.p. considerando, ai fini della sua applicazione – così come impone la norma di interpretazione autentica (D.L. 394/2000) – il momento in cui gli interessi sono convenuti, indipendentemente dal momento del loro pagamento.

    Morale: per un contratto stipulato con la Banca prima della entrata in vigore della legge sui tassi usurai, l’Istituto bancario “è autorizzato” ad applicare tassi maggiori – finanche superando il tasso usura – rispetto a quelli convenuti all’atto della stipula, senza che per ciò si possa invocare la speciale tutela prevista solo per coloro che i tassi usurai se li vedono applicare dopo l’entrata in vigore della legge.

    Così è se vi piace….

    @Produzione Riservata

    Studio Legale Gelsomina Cimino

    www.studiolegalecimino.eu

     

  • Brexit, la May stretta all’angolo. E intanto la sterlina va giù

    La Brexit potrebbe costare carissima alla premier britannica Theresa May. Soltanto pochi giorni fa aveva annunciato la data precisa dell’uscita dalla UE. In realtà ad uscire prima di tutti potrebbe essere proprio lei, visto che la sua posizione è sempre più a rischio.
    Due ministri hanno rassegnato le dimissioni nel giro di poche ore per via di alcuni scandali. Ma oltre a queste faccende, sembra che si sia formata una coalizione trasversale dei deputati filo-europeisti alleati al Parlamento che vuole toglierla di mezzo. Come? Presentando una serie di emendamenti a raffica sul progetto Brexit così da ostacolarne l’approvazione.

    La situazione è sempre più complessa e aumenta le incertezze legate al divorzio dalla UE. Il ministro degli Esteri Boris Johnson, leader del fronte pro-Brexit e quello dell’ambiente Michael Gove, ex avversario del Primo ministro nella leadership dei conservatori, la pressano perché dia luogo alla rottura immediata con l’Ue. Brexit a tutti i costi quindi, anche senza accordo. Dall’altra parte ci sono 40 rappresentanti del suo partito della May, che sarebbero pronti a sfiduciarla per via dello stallo nei negoziati. Proprio questo blocco nel dialogo tra Bruxelles e Londra ha spinto Michel Barnier, capo-negoziatore Ue, a non escludere un collasso delle trattative.

    Gli effetti finanziari della Brexit

    brexitLa vittima maggiore di tutto ciò continua ad essere la sterlina, che non appena fa un passo avanti si ritrova a farne due indietro. La valuta britannica scende di nuovo contro il dollaro, con l’indicatore Chaikin Money Flow che evidenzia un trend al ribasso per il pound. E ne fanno le spese anche gli investimenti, dal momento che sono tutti bloccati nell’attesa di sviluppi il più definitivi possibile.

    Anche nei confronti dell’euro lo scenario è simile. Dopo una lieve ripresa tra agosto e settembre, l’euro sta tornando a premere verso il rialzo. Basta vedere una strategia Awesome oscillator come funziona in questo caso per evidenziare che nel medio periodo c’è un allentamento della fase ribassista, forse propedeutico ad un innalzamento verso la prima area di resistenza vista a 0,89. Se non altro siamo lontanissimi dal rischio parità che aveva allarmato in molti a inizio 2017. Ma è chiaro che certi discorsi rimarranno apertissimi finché non si capirà la reale direzioni che sta prendendo la Gran Bretagna, che al momento è molto distante dall’Europa.

  • Addio petrolio, benvenuta energia green – Imprese e società alle soglie dell’era post petrolifera

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    L’avvento della green economy sta cambiando profondamente non solo le dinamiche economiche ma le abitudini stesse degli individui, che in una scala macroscopica vanno a costituire i modi di vivere, pensare e agire di interi popoli. Per quanto l’approccio alle risorse rinnovabili sia sempre più parte del vivere comune, la domanda su che fine farà il petrolio e in che misura ancora questa materia prima condizionerà la vita umana è, anch’essa, più che mai attuale.

    Nel dialogo sulla green mobility e sullo sharing per la costruzione di scenari futuri improntati alla sostenibilità, già al centro delle tematiche affrontate nel tour #Protagonisti organizzato dal Centro Studi Economico Finanziario ESG89, parlare di efficientamento energetico ed energie rinnovabili non può prescindere dal parlare anche del destino del petrolio. Questione che anche gli studiosi del Boston Consulting Group si sono posti, e alla quale hanno provato a rispondere ipotizzando tre scenari, tutti incentrati sul presupposto che la domanda di greggio raggiungerà il picco tra il 2025 e il 2030, per poi procedere verso il declino.

    Tre ipotesi, dunque, che prendono in considerazione l’aumento dello sfruttamento di altre fonti energetiche: nel primo caso, l’energia elettrica, applicata soprattutto al mercato dell’automobile; nel secondo caso, l’aumento dell’efficienza energetica grazie ad una combinazione di incentivi e restrizioni governative; nel terzo caso, la crescita del consumo di gas, a causa di una diminuzione del suo costo, con una progressiva riconversione della produzione industriale, attualmente basata sul carbone, all’utilizzo del gas.

    In tutti e tre i casi, il petrolio sarà soggetto ad un declino progressivo, più o meno lento, e le industrie non possono ignorare questo fatto. Per tutte quelle imprese che non vogliono farsi trovare impreparate nel prossimo futuro, la parola d’ordine deve essere “diversificazione”. La sopravvivenza delle imprese nei prossimi anni dipenderà, infatti, dalla loro capacità di sviluppare nuove soluzioni e nuovi modelli di management per affrontare i mercati, e dall’abilità intrinseca delle aziende di sfruttare al massimo le risorse messe a loro disposizione e incorporare, in maniera sempre crescente, le energie rinnovabili nei processi produttivi aziendali.

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  • Chi ha voglia di imparare, alzi la mano – La Business Sales Academy svela agli imprenditori i segreti delle vendite 4.0

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    Formazione e crescita professionale sempre più al centro delle attività trasversali di imprese e liberi professionisti, per i quali l’acquisizione delle competenze è di cruciale importanza dell’era dell’industria e del lavoro 4.0.

    È in atto un vero e proprio cambiamento nel mondo del mercato e delle industrie italiane. Dopo un lunghissimo periodo di stasi e stagnazione, a causa anche della crisi, la voglia di crescere è tornata a farsi sentire, e ha trovato nuovi personaggi pronti a soddisfarla.

    La necessità di formazione tocca non solo le aziende ma anche i liberi professionisti, a beneficio dei quali la Fondazione Enasarco ha predisposto fondi specifici per la maternità e soprattutto per i corsi di formazione e aggiornamento. Il fondatore di EnasarcoGian Roberto Costa, ha precisato come i nuovi obiettivi della Fondazione abbiano al centro la figura degli iscritti alla fondazione e le loro necessità nella prosecuzione sia della loro vita individuale che del loro percorso lavorativo. Ed è proprio in merito a quest’ultimo punto che Enasarco ha deciso di predisporre fondi specifici per sostenere le spese di formazione e aggiornamento dei suoi iscritti.

    Se da un lato, dunque, c’è chi sostiene i liberi professionisti nel loro percorso di crescita e formazione, dall’altro le proposte formative non si fanno attendere. Nasce per questo il progetto del Business Day di Alta Formazione in Selling e Relationship 4.0 promosso e organizzato da BSA (Business Sales Academy). Un’idea di formazione veloce, personalizzabile, interattiva, dinamica e coinvolgente che si è concretizzata nell’organizzazione di una giornata formativa aperta ad imprese, liberi professionisti e studenti. Un ciclo di 12 lezioni che si susseguiranno per tutta la giornata, grazie alla presenza si speaker e formatori di eccellenza, affrontando tutte le tematiche fondamentali del mondo delle vendite e dell’evoluzione del concetto di vendita nel mercato 4.0.

    Di fronte alla richiesta di ampliamento delle competenze, BSA risponde con una giornata formativa dai contenuti quanto più possibile attuali e, allo stesso tempo, spendibili sul mercato del lavoro, per fornire a tutti i partecipanti, indipendentemente dal loro percorso pregresso, gli strumenti per approcciare efficacemente al mondo delle vendite e costruire una carriera di ampio respiro.

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  • L’Annuario è sempre più vicino – Arriva la presentazione del 30 novembre tra nuove idee e nuove domande

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    Anche quest’anno, si avvicina a grandi passi la presentazione dell’Annuario Economico dell’Umbria, di ESG89 la classifica delle migliori aziende umbre che da oltre 20 anni costituisce un punto di riferimento per la conoscenza e la valutazione delle imprese umbre e del loro percorso di crescita e sviluppo nel tempo.

    L’evento di quest’anno, che avrà luogo il 30 novembre 2017 presso l’Aeroporto Internazionale dell’Umbria, metterà al centro dell’attenzione gli sviluppi dell’industria umbra in tutti i suoi settori, non solo nell’ambito dell’agroalimentare, quello generalmente associato in primis a questa regione, ma anche in merito agli altri settori dell’industria e della manifattura, che tanta parte hanno nel tessuto imprenditoriale e nel successo dell’economia della regione.

    Il dialogo che si vuole instaurare mira appunto a capire come l’industria umbra si sia sviluppata negli ultimi anni, quali siano i punti di forza e le connotazioni che ne fanno un’eccellenza regionale, quali possano essere, al contrario, i punti di debolezza e le strategie da implementare per il futuro. Per fare questo, interverranno anche importanti industriali di ogni settore, ed ognuno contribuirà individualmente allo sviluppo del dialogo. Un incontro di voci diverse che vuole portare alla condivisione positiva di contenuti e alla creazione di un immaginario collettivo in cui, in maniera unitaria, emerga in maniera decisa il ruolo dell’industria umbra sia nel centro Italia che a livello nazionale e internazionale.

    Moderatore dell’incontro sarà Giovanni Giorgetti, presidente del Centro Studi Economico Finanziario ESG89 e ideatore dell’Annuario Economico dell’Umbria, che anche quest’anno, in anticipo sui tempi, è stato in grado di comprendere il valore aggiunto intrinseco nella manifattura umbra derivante dalla tradizione e dall’artigianalità, e quali conseguenze ha questa connotazione nel panorama del mercato nazionale e internazionale.

    Anche quest’anno, dunque, si prospetta una giornata quella della presentazione dell’Annuario di grande interesse sotto molteplici punti di vista, che porterà sicuramente nuove idee e nuovi progetti al centro dei pensieri e dei piani di lavoro non solo delle industrie umbre, ma sicuramente anche di stakeholder nazionali e internazionali.

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  • Industria 4.0 e ripresa economica italiana – Dopo 10 anni, produzione e occupazione tornano a crescere

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    Le imprese italiane sono definitivamente ripartite. La prosecuzione del Piano Industria 4.0 anche nel 2018 segna nuovi record di investimenti e crescita per le aziende italiane, che assistono, partecipi, ad uno sviluppo che non ha eguali negli ultimi 10 anni. Una scelta quella di prolungare il piano Calenda anche per l’anno prossimo che ha avuto, e continua ad avere, effetti a cascata lungo tutta la filiera produttiva, non solo sulla produzione ma anche sull’occupazione. In merito a quest’ultima, in particolare, uno studio di Regione LombardiaUnioncamere e Assolombarda stima che, a fronte di 8 milioni di posti di lavoro destinati a sparire, sono 10 milioni i posti di lavoro previsti per  i prossimi anni e associati all’avvento delle nuove tecnologie.

    Sembra, dunque, che sia proprio iniziata una nuova era per le imprese italiane. Grazie al Piano Industra 4.0, gli effetti benefici della ripresa dell’economia italiana cominciano a farsi sentire ed a coinvolgere tutti i settori economici, dalla produzione all’occupazione, portando ossigeno e conseguenze benefiche lungo tutta la filiera. A fronte di questo trend positivo e del boom produttivo, centinaia di imprese stanno riprogrammando i loro piani di crescita e i loro processi produttivi e manageriali, in vista di un aumento continuo della domanda di mercato, non solo estera ma soprattutto interna.

    Sono gli stessi imprenditori a rendersi conto dell’enorme crescita economica di questi anni e delle conseguenze positive che questa comporta sull’acquisto di macchinari e sull’occupazione:  sono questi i due elementi che meglio testimoniano che la ripresa è effettivamente ricominciata, soprattutto per quanto riguarda il mercato italiano. Quest’ultimo, infatti,dopo anni di subordinazione al ben più forte mercato estero, sta cominciando a riguadagnare posizioni, grazie alla spirale positiva innescata dal piano Calenda e agli effetti benefici che gli incentivi per l’assunzione e gli ammortamenti per i macchinari hanno su tutta la filiera produttiva.

    Una crescita costante dunque, che va di pari passo con un aumento costante della domanda di macchinari e di personale specializzato . Quest’ultimo, tuttavia, come sostenuto da Fabio Pierini, titolare dell’impresa bresciana Olma, specializzata nel campo della meccanica di precisione, continua ad essere una risorsa scarsa, difficile da trovare, e che spesso le aziende devono creare in toto. Via libera, dunque, agli investimenti in formazione e creazione di competenze specializzate, le quali, come sostenuto da Alberto Orioli, editorialista del Sole 24 Ore, e dal Centro Studi Economico Finanziario ESG89, sono in questo momento il vero fattore chiave della competitività e della crescita delle aziende. Infatti, solo le imprese che riusciranno ad adeguarsi tempestivamente agli standard di mercato in merito alla preparazione delle risorse umane acquisiranno quella competitività da cui non possono prescindere per affrontare le sfide dei mercati e gli obiettivi di crescita di domani.

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  • Il Made in Marche conquista i mercati – Dopo due anni, assunzioni e investimenti tornano a crescere

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    Il Made in Italy torna a crescere e le Marche, nel panorama più ampio del centro Italia, si confermano terra di innovazione e sviluppo. Secondo i dati presentati il 13 ottobre alla 31esima edizione della Classifica delle principali imprese marchigiane, promossa dalla Fondazione Aristide Merloni e ospitata da Confindustria Marche Nord, nel 2016 il Made in Marche ha accelerato la sua crescita, con un +3,6% dei ricavi delle aziende sopra i 5 milioni di fatturato e con un +3,4% di crescita dell’occupazione stimati su un campione di 500 aziende del settore manifatturiero regionale.

    Un’analisi dai dati sicuramente positiva e che fa ben sperare per lo sviluppo del manifatturiero di una regione che da sempre rappresenta un’eccellenza del Made in Italy, con prodotti e brand conosciuti in tutto il mondo. Tra i nomi più importanti, Ariston ThermoTod’s e Biesse si confermano rispettivamente al primo, secondo e terzo postonella classifica delle Migliori imprese marchigiane per fatturato del 2016 stilata dall’Osservatorio Imprese Fondazione Aristide Merloni.

    Un trend positivo e che prosegue da due anni e che ha consentito una ripresa consistente sia degli investimentiin ricerca e sviluppo e strumentazioni che delle assunzioni, come affermato dal curatore della ricerca Donato Iacobucciprofessore di Economia Applicata all’Università Politecnica delle Marche. Una crescita che ha premiato, in primis, i settori del mobile e della meccanica; quest’ultimo, particolarmente importante nel mercato italiano, sarà oggetto di discussione anche in sede di presentazione dell’Annuario Economico del Centro Studi Economico Finanziario ESG89, che si terrà a Perugia il prossimo 30 novembre.

    Oltre alla meccanica, anche settori come chimica e farmaceuticacartaalimentareprodotti in metallo e legnoregistrano andamenti positivi con livelli di produzione e fatturato che superano felicemente i livelli pre-crisi. Tuttavia, in un panorama così roseo non mancano situazioni difficili, che fanno emergere, come sottolineato ancora da Iacobucci, tutte le difficoltà di crescita che ancora affliggono, ad esempio, piccole e medie imprese, legate a produzioni a basso valore aggiunto e a modelli manageriali ad impronta familiare, che limitano l’attrazione di capitali di rischio e di talenti professionali, fattori entrambi fondamentali per la crescita aziendale.

    Innovazionecompetenze e valore aggiunto sono dunque gli elementi che contraddistinguono la corsa allo sviluppo e alla crescita delle grandi imprese marchigiane, e che devono rappresentare una guida anche per le PMI non solo marchigiane ma di tutto il territorio nazionale.

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  • Start-up in bilico – Lo sviluppo delle nuove imprese tra idee e scarse risorse

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    Parlare di start-up e delle loro prospettive nel mercato italiano è all’ordine del giorno, e lo studio “Start up in Italia: mercato, valutazioni ed exit” realizzato da AIAF, Associazione Italiana degli Analisti e Consulenti Finanziari, e presentato al Luiss Enlabs a Roma, tira le somme di un’analisi lunga e approfondita sulle potenzialità e i punti deboli delle start up italiane, tra idee innovative e limiti economici e finanziari che ne appesantiscono lo sviluppo.

    Al centro della discussione, che mirava a valutare la capacità delle start up italiane di sopravvivere oltre i cinque anni dalla creazione, e dunque oltre il periodo di start up, vi è proprio la questione della scarsità delle risorse economiche e dei capitali di rischio veri e propri, indispensabili per alimentare le start up, ma che troppo spesso non sono sufficienti a garantirne la sopravvivenza oltre i cinque anni.

    Dallo studio, infatti, emerge che in Italia solo la metà delle start up supera felicemente il primo quinquennio, mentre per le altre la mancanza di fonti di finanziamento, unita anche alla carenza informativa che gli investitori incontrano nell’analisi della domanda e offerta di mercato, come sostenuto da Paolo Marescasocio Aiaf responsabile del gruppo di lavoro dello studio, risultano essere elementi decisivi verso il declino. Un limite, dunque, quello del reperimento delle informazioni utili alla valutazione di mercato che è sempre più un fattore da non sottovalutare da parte delle imprese, che al contrario, come sostenuto e promosso dal Centro Studi Economico Finanziario ESG89 attraverso i portali IoConosco.it e IoValuto.it, devono considerare sempre più dati e informazioni come elementi essenziali per crescere e svilupparsi.

    Non solo carenze finanziarie, dunque, ma soprattutto informative. Come sostengono anche Marco Morchio, Accenture Strategy Lead per Italia, Europa Centrale e Grecia, e Alberto Borgiapresidente di Aiaf, i potenziali angels e investitori finanziari non hanno spesso i mezzi e gli strumenti utili e adeguati per valutare le start up, comprenderne il valore e scegliere su chi puntare, e dunque investire. E questo gap informativo non spinge certamente i potenziali investitori a puntare denaro, e fiducia, in progetti innovativi, dei quali per l’appunto non riescono a comprendere il valore e le potenzialità.

    Torna anche questa volta la tematica dello sharing, che qui è tutta dedicata alla condivisione della conoscenza e delle informazioni, alla circolazione delle idee come dei dati, al fine di creare flussi informativi utili alla comprensione delle realtà e delle dinamiche di mercato da parte di tutti gli stakeholder e consentire una crescita a lungo termine tanto delle start up quanto delle imprese affermate.

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  • Il mondo non è usa-e-getta – La Circular Economy e la sua applicazione per le imprese di oggi e domani

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    Nel 2017, profitti, progresso e crescita economica fanno sempre più rima con economia circolare, riutilizzo e riciclo. Le nuove dinamiche del business rigenerativo, così definito da Elena Cornelli, editorialista del Corriere della Sera, hanno definitivamente messo in luce come il paradigma del mercato monouso e usa-e-getta, di cui è stata capostipite la lametta Gillette, non è più applicabile nel contesto socio-ambientale di riferimento in cui ci troviamo a vivere oggi. Risulta necessario dunque, come sostenuto anche dal Centro Studi Economico Finanziario ESG89 nel dialogo sullo sharing e sulla green economy, dar vita subito a nuovi processi di produzione, ma anche di consumo, dei beni non più unidirezionali, ma circolari.

    Se si guardano gli ultimi settant’anni nel loro complesso, è facile intuire come questo sia l’unico periodo della storia umana a portare il nome di Grande Accellerazione: crescita della popolazione mondiale del 180%, aumento del consumo di acqua del 215%, concentrazione del metano nell’atmosfera raddoppiata e concentrazione dell’anidride carbonica aumentata del 30%.

    A conti fatti, in nemmeno un secolo la presenza umana sul pianeta ha avuto un impatto sulla terra e sulle sue risorse come mai prima d’ora nella storia dell’uomo. Solo oggi, tuttavia, si insinua nella mente di imprenditori, politici e consumatori la “colpevole” certezza che tutto quello che fino a ieri era considerato progresso sia, in realtà, solo un’involuzione, una strada molto ripida verso una potenziale crisi globale delle risorse, con conseguenze inimmaginabili.

    La risposta a questo rischio e a questo consumo sfrenato, insensato e irresponsabile delle materie prime è arrivata già negli anni ’80 dal mondo tedesco, con la teoria del chimico Michael Braungart, che per primo ha teorizzato quello che poi è stato ribattezzato modello “cradle-to-cradle”, ovvero dalla culla alla culla, in opposizione al modello dalla culla alla tomba. Un paradigma che prevede la destrutturazione del modello economico attuale, che va dall’utilizzo irreversibile della risorsa naturale alla sua trasformazione in rifiuto, e la costruzione congiunta e condivisa di un modello nuovo a carattere circolare, in cui ogni prodotto viene realizzato con parti frutto del riutilizzo o del riciclo di prodotti precedenti, in un circolo continuo di ricollocamento e riadattamento degli elementi tecnici e di restituzione all’ambiente di quelli organici.

    La sfida è ardua, senza dubbio. Ripensare interi processi produttivi in virtù della riutilizzabilità dei componenti dei prodotti significa adottare un paradigma industriale completamente diverso, con una supply chain completamente nuova, investire in ricerca e sviluppo e affidarsi a nuove competenze e professionalità. Ma significa anche creare nuove opportunità di sviluppo green delle aziende, nuovi posti di lavoro, stimati in un +30% entro in 2030, nuove prospettive di crescita nel rispetto dell’ambiente e delle persone che in esso vivono. E per quanto la sfida possa sembrare ardua, un simile obiettivo finale la rende oggetto dell’attenzione e dello sforzo di tutti.

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  • Occupazione giovanile, solo una “comparsa” nel teatro dell’Economia Italiana – Approvata la nuova Legge di Bilancio, restano i dubbi su giovani e occupazione

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    http://www.esg89group.it/occupazione-giovanile-la-comparsa-nel-teatro-delleconomia-italiana-approvata-la-nuova-legge-di-bilancio-restano-i-dubbi-su-giovani-e-occupazione/

    La riforma è passata, l’Economia Italiana ha trovato la sua strada anche per il 2018. Forse. Perché l’approvazione della legge di bilancio 2018, una manovra da 20,4 miliardi definita “snella” dal Presidente del Consiglio Gentiloni, appare più promettente di quanto non sia in realtà. La legge è stata approvata il 16 ottobre in consiglio dei ministri e ha raccolto un ampio bacino di consensi grazie al suo profilo moderato. Un atteggiamento che tuttavia, ad un occhio più attento, mostra la sua vera natura, ovvero quella di operazione di mantenimento piuttosto che di incentivo.

    La manovra, infatti, è un investimento di 20,4 miliardi, di cui ben 15,7 sono stati predisposti per evitare l’aumento dell’IVA, e altri 2 miliardi sono stati stanziati  per il rinnovo dei contratti degli statali. Nel conto finale degli aiuti concreti allo sviluppo economico, dunque, pur con il rinnovo del piano Industria 4.0, di cui sono stati confermati il superammortamento, l’iperammortamento e il credito d’imposta per le spese relative alla formazione e all’aggiornamento, la quota disponibile a sostegno dell’occupazione giovanile è di appena 300 milioni. Una cifra che risulta quasi irrisoria rispetto al totale della manovra e che solleva forti dubbi sulla capacità della politica e dei decisori di riconoscere le vere priorità per la crescita economica del paese.

    È indubbio, infatti, che una manovra così pensata abbia un effetto più residuale che promotrice rispetto alla condizione dell’occupazione giovanile. Lo stanziamento di 300 milioni a sostegno delle assunzioni degli under 29, sebbene sostenuto anche da altre misure approvate per il 2018, quali, ad esempio, lo sgravio fiscale per le assunzioni esteso ai giovani fino ai 35 anni, è un provvedimento molto cauto, che si inserisce in una manovra che punta più al “non-peggioramento” dello status quo piuttosto che all’applicazione di misure strutturali per l’aumento massiccio dell’occupazione.

    Ancora una volta, a tante parole sulla necessità di sostenere in maniera concreta ed efficace l’occupazione giovanile seguono, purtroppo, pochi fatti. Non è una mera questione finanziaria, ma qualcosa di più profondo: la percezione, infatti, è quella di una sottovalutazione del problema, come se il sostegno ai giovani e al lavoro giovanile non fosse una priorità da considerare in maniera distinta, ma piuttosto un elemento di corollario, la cui gestione non richiede un impegno dedicato. È tutta qui la miopia della politica italiana, che a fronte di una legislazione ampia e completa sul sostegno al lavoro giovanile e alle giovani imprese, rimane in disparte nel momento in cui è necessario offrire un supporto economico concreto, rendendo, di fatto, ogni provvedimento legislativo inutile e inefficace.

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  • Droni e Startup dalla Sardegna alla Cina

    La piattaforma Droneshare.club della startup  sarda Sulcisdrone è stata selezionata in Cina nel “Best startup showcase” , ossia le 10 migliori    startup italiane  da presentare ad investor e partner  cinesi e internazionali  nel quadro della cooperazione ufficiale fra Cina e Italia.

    La Settimana  della Scienza, Tecnologia e Innovazione della Cina è un evento annuale di incontro e networking fra Centri di Ricerca, Università , Imprese s startup  in Italia e in Cina, preordinato ad avviare nuove partnership nei settori della ricerca e dell’innovazione. L’edizione 2017 si tiene in Cina dal 13 al 17 novembre, riunendo i due principali eventi della cooperazione  Sino-Italiana:  il Forum di Innovazione Cina-Italia e l’evento di scambio Sino-Italiano, entrambi tenuti nella  capitale di Pechino.

    Il Forum di Innovazione Cina-Italia è promosso dai ministeri di entrambi i paesi e rappresenta il più importante evento bilaterale in Europa con la Cina nel campo della ricerca e dell’innovazione.

    L‘evento di scambio Sino-Italiano ha  l’obiettivo di sostenere la internazionalizzazione dell’ecosistema dell’innovazione.

    Data l’eccezionale crescita del volume di investimenti cinesi nelle startup innovative, un programma speciale è dedicato alle  startup,  con la seconda edizione della “China-Italia Best Startup Showcase” che mira a facilitare la connessione delle migliori start up Italiane e Cinesi  con investitori, partner industriali e incubatori e sostenere la loro internazionalizzazione.

    Ecco le start up italiane selezionate presenti a Beijing:

    Sulcisdrone srl, con il sistema Droneshare.club, che condivide e dematerializza i servizi b2b resi attraverso i droni ritagliandoli sui  bisogni dei richiedenti. E’ il primo DaaS, Drone-As-A-Service europeo.

    Le altre 9 startup selezionate al best startup showcase sono:

    Narrando Srl

    GreenDecision Srl

    Janus Pharma Srl

    SerVE Srl

    Fastissues

    Next2U Srl

    Pedius

    D-Orbit

    Le  operazioni di internazionalizzazione di Sulcisdrone Droneshare.club  sono state sostenute da Sardegna Ricerche ed ora è  in programma l’avvio di una  nuova piattaforma internazionale di servizi condivisi per il turismo.

    Per approfondimenti  sull’evento :  cittadellascienza.it/cina/

    Info: Giuseppe Vargiu –   [email protected]   +39 348 7811100

    www.droneshare.club  https://droneshare.club/it/

  • ANAC Autorità Nazionale Anticorruzione “Poteri Sanzionatori”

    ANAC Autorità Nazionale Anticorruzione  “Poteri Sanzionatori”

    L’annotazione nel casellario informatico, ai sensi dell’art. 6, co. 11 e dell’art. 48 d. lgs n. 163/2006 e art. 8, co. 2, lett r) ed s) del dpr n. 207/2010, nonché l’irrogazione della sanzione amministrativa pecuniaria fino a euro 51.545,00 di cui all’art.6, co. 11 del d. lgs n. 163/2006 non può avvenire se manca la prova circa la sussistenza degli elementi soggettivi del dolo o almeno della colpa grave e, in ogni caso, già nella fase di ammissione dell’Operatore Economico alle procedure di gara, grava sulla SA l’onere di verificare la presenza dei requisiti richiesti a pena di nullità: è quanto ha deciso l’ANAC in un procedimento in cui l’Avvocato  Gelsomina CIMINO rappresentava l’Operatore Economico destinatario della comunicazione di avvio del procedimento sanzionatorio cit.

    http://studiolegalecimino.eu/wp-content/downloads/Provvedimento_ANAC.pdf

     

    Autorità Nazionale Anticorruzione

    Prot. Uscita del 11/07/2017

    Ufficio Sanzioni Contratti Pubblici

    Numero :0090016           IL DIRIGENTE

    Ufficio :  SG – USAN Ufficio Sanzioni Contratti Pubblici

     

    Spett.le xxxxxxxxspa Genova

    16137 GENOVA

     

    Rif.: USAN/16/34784/clc

    OGGETTO: Procedimento sanzionatorio per l’irrogazione delle sanzioni amministrative, pecuniarie ed interdittive, ai sensi dell’art. 6, co. 11, e dell’art. 48, del d. lgs. 163/2006 e s.m.

    Operatore economico: A.T..L. ROMA

    Stazione   appaltante:  .  xxxxxxxxx Genova spa    –

    Procedura di cottimo fiduciario per l’outsourcing dell’attività di gestione delleXXXXXXXXX

    Comunicazione provvedimento

    Si trasmette copia della delibera n. 663, assunta dal Consiglio dell’Autorità nell’adunanza del 14

    giugno  2017, con la quale è stata disposta l’archiviazione del procedimento in oggetto.

    Delibera n.663 del 14 giugno 2017

    Oggetto: Procedimento sanzionatorio per l’irrogazione delle sanzioni amministrative, pecuniarie ed interdittive, ai sensi dell’art. 6, co. 11, e dell’art 48, del d. lgs. 163/2006 e s.m., avviato su segnalazione della Stazione appaltante, xxxx   Genova S.p.a.”, nei confronti di “A.T.I. xxxxxxxxx

    . e .. .xxxxxxxxxx ROMA

    gara  “Procedura  di  cottimo  fiduciario  per  l’outsourcing  dell’Attività  di XXXXXXXXX

    Importo dell’appalto IVA esclusa: €. 850.000,00

    Stazione appaltante: .     Genova SPA ·

    Operatore   economico:

    C.F.XXXXXXXX

    Fascicolo   USAN/38-48/16/34784

     

    Il Consiglio dell’Autorità Nazionale Anticorruzione nell’adunanza del 14 giugno 2017;

    Visto l’articolo 19, comma 2, del decreto – legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito, con modificazioni,

    dalla  legge 11 agosto 2014, n. 114, secondo cui i compiti e le funzioni svolti dall’Autorità di” vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi  e forniture  sono  trasferiti all’Autorità nazionale anticorruzione;

    Visto l’articolo 6, comma   11,  del decreto legislativo  12 aprile 2006, n. 163, e successive modificazioni, che prevede l’irrogazione di sanzioni amministrative pecuniarie  (fino a euro 25.822,00, elevabili sino a euro 51.545,00 in caso di violazione degli obblighi di veridicità delle dichiarazioni rese) nei confronti dei soggetti che rifiutano  od omettono, senza giustificato motivo, di fornire le informazioni  o di esibire i documenti richiesti dall’Autorità ai sensi del   comma 9 del medesimo ‘articolo,  ovvero che forniscono ­ informazioni ·o esibiscono  documenti non veritieri e nei confronti degli operatori economici che non ottemperano  alla richiesta  della stazione appaltante o dell’ente aggiudicatore di comprovare il possesso dei  requisiti  di  partecipazione  alla  procedura  di affidamento,  nonché  nei  confronti  degli  operatori economici che forniscono dati o documenti non veritieri circa ‘il possesso dei requisiti di qualificazione, alle stazioni appaltanti o agli enti aggiudicatari  o agli organismi di attestazione;               .

    Visto l’articolo 48, commi 1e 2, del decreto legislativo 12 aprile 2006, n.163, e successive modificazioni, secondo cui, in sede di verifica dei requisiti cli capacità economico-finanziaria e tecnico-organizzativa a campione e sull’aggiudicatario e sul concorrente che segue in graduatoria, quando la prova degli stessi non sia fornita dal concorrente, ovvero non siano confermate le dichiarazioni contenute nella domanda

    di partecipazione o nell’offerta, le stazioni appaltanti  procedono  all’esclusione  del  concorrente medesimo dalla gara, all’escussione della relativa cauzione provvisoria ed alla segnalazione del fatto all’Autorità per i provvedimenti di cui all’art. 6, co. 11, del d. lgs. 163/2006 e s.m., e, altresì, per la sospensione da uno a dodici mesi dalla partecipazione alle procedure di affidamento;

    Vista la determinazione dell’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture n. 1/2014, recante indicazioni interpretative in merito al procedimento   di verifica dei requisiti speciali per la  partecipazione   alle  procedure  di  affidamento  dei  contratti  pubblici  di  lavori,  servizi   e “forniture, nonché indicazioni sugli obblighi di segnalazione all’ Autorità, da parte delle stazioni appaltanti, delle esclusioni dalle gare;

    Visto il Regolamento unico in materia di esercizio del potere sanzionatorio, emanato ai sensi dell’art. 8, co. 4, del d. lgs. 163/2006 e s.m.;

    Vista la segnalazione   effettuata   dall’ xxxx Genova spa  con nota acquisita al protocollo di questa Autorità in data 01.03.2016 n. 34784 e successiva integrazione documentale prot   Anac n. 91956 del 10.06.2016, con la quale la predetta S.A. ha segnalato l’ esclusione. dell’ATI ” e               , in quanta il raggruppamento verticale indicato in sede di partecipazione non era previsto nella lettera di’ invito;.

    xxxxxxxxx Non era in possesso della certificazione ISO 9001:2008; il xxxxxx  non era in possesso della licenza amministrativa         . ed ·inoltre risultavano a carico dello stesso violazioni definitivamente accertate dall’Agenzia delle Entrate di Milano;

    Vista la nota  del 02.09.2016, prot  n. 127657, di avvio al procedimento  di annotazione da parte dell’Autorità, nei confronti dell’operatore economico  A.T.I.xxxx inviata ·anche alla S.A., contenente l’indicazione della possibilità che il procedimento si poteva concludere con l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria, ai sensi dell’art. 6, co. 11, d. lgs. 163/2006 e s.m., e, in caso di mancata dimostrazione del possesso dei requisiti dichiarati che la stessa violazione poteva comportare anche l’inserimento ·di apposita annotazione nel Casellario informatico, con conseguente sospensione da uno a dodici mesi dalla partecipazione alle procedure di affidamento;

    Vista la richiesta, contenuta nella citata nota prot. 127657, rivolta all’operatore economico di produrre una memoria difensiva, da far pervenire nel termine di 30 giorni, nonché l’indicazione della possibilità di richiedere un’audizione dinanzi all’Ufficio, nel medesimo termine;

    Vista   la memoria difensiva trasmessa  dall’operatore economico, acquisita  al protocollo  di questa . Autorità al n. 143757 del 03.1.0.2016;

    Vista la nota prot  Anac n. 186185 del 16.12.2016 con la quale la S.A. ha trasmesso l’estratto della

    sentenza di archiviazione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Genova;

    Visto il verbale dell’audizione tenutasi in data 10.01.2017 presso l’ufficio istruttore;

    Vista la comunicazione delle risultanze istruttorie trasmessa alle parti in data 01.06.2017 prot. 75763;

    Visti gli atti del procedimento e la documentazione acquisita nel corso dell’istruttoria;

    Procedimento istruttorio             ·.

    La Stazione appaltante xxxxx-. Genova S.p.a., con comunicazione acquisita al protocollo dell’Autorità n.34784 del 01.03.2016 e successiva integrazione documentale prot ANAC nn. 91956 del 10.06.2016, ha segnalato l’esclusione dalla gara indicata in oggetto della costituenda A.T.I xxxxxx· per.l e motivazioni di seguito riportate:

    1) il raggruppamento verticale indicato in sede di partecipazione alla gara con il riparto delle prestazioni così operato·dall’o.e. non è previsto nella lettera di invito è quindi illegittimo ed in contrasto con l’art. 37, comma 2, d.lgs 163/ 2006 e comunque non rispondente all’effettiva “consistenza delle attività oggetto della commessa,·

    2) La mandante xxxx non risulta in possesso della certificazione ISO 9001:2008 richiesta in capo a ciascuna delle imprese associate (capo 4, lett.d e capo 6, ultimo cpv, lettera d’invito) come dichiarato in sede di partecipazione;        ·

    3) La mandataria xxx non risulta in possesso della licenza amministrativa ed inoltre è emersa la sussistenza di varie violazioni definitivamente accertate dall’Agenzia delle Entrate di Milano, attestate alla data del 21/ 10/ 2015 ‘rispetto agli obblighi relativi al pagamento delle imposte e tasse per un importo non corrisposto di € 30.834,36 per gli anni 2002, 2004, 2005 notificate con cartelle esattoriali del 22/ 03/ 2008, 13/01/ 2010, 29/ 01/ 2010, 12/ 05/ 2010, – non dichiarate in sede di partecipazione .

     

    In relazione a quanto segnalato dalla S.A., l’Ufficio Istruttore, con la nota prot 127657 del 02.09.2016, regolarmente notificata nella stessa data tramite pec alle parti, ha avviato il procedimento sanzionatorio, ai sensi degli artt. 48 e 38 comma 1-tert del dlgs. 163/2006, nei confronti della predetta costituenda ATI.

    Con nota acquisita al prot Anac n. 143757 del 03.10.2016 il xxx ha  fatto presente che, previa comunicazione di impegno ·alla costituzione di un’A.T.I. di tipo verticale con xxxxxx ha  partecipato alla gara de qua allegando la dichiarazione sostitutiva circa il possesso della certificazione UNI EN ISO 9001:2008 ed il possesso ·della Licenza amministrativa xxx per xxxxxx

    Durante l’apertura  delle offerte si sono verificate delle anomalie che hanno portato  l’o.e. a denunciare  alle competenti autorità l’evento  ed a proporre  un ricorso  giurisdizionale innanzi al TAR con richiesta di annullamento dell’aggiudicazione definitiva in favore della xxxxxxx  dalla gara,giungendo così alla conseguente  aggiudicazione in proprio  favore.  Successivamente,  al fine  di confermare  quanto  dichiarato  in sede  di partecipazione,  l’ATI per  mezzo  del xxxxx    ha  provveduto   a   trasmettere   la  documentazione   di  comprova   richiamando   il contenuto dell’atto di impegno alla costituzione di ATI, già posto  all’attenzione della S.A., in quanto rientrante  tra  i documenti  a  corredo  dell’offerta.  In virtù di tale  impegno,  secondo  l’o.e., trovava espressa previsione la circostanza secondo cui: “nella suddivisione dei compiti e delle funzioni derivanti dall ‘ incarico, la società mandataria, xxxxxxxx gestisce i rapporti con l’ente Appaltante, assumendo ogni responsabilità in ordine alla corretta  esecuzione dell’incarico (da qui, la titolarità in capo ad essa della   Certificazjone  ISO per attività di xxxxxxxx a favore delle Pubbliche Amministrazjonj,· la società mandante, ovvero I’ xxxxxx             · invece, ha il ruolo di curare l’attività di xxxxxxxx

    (da qui-la titolarità in capo ad essa della licenza   amministrativa. In relazione ·a tale situazione, pertanto l’o.e. ha evidenziato che se da un lato, potrebbe essergli imputata una responsabilità in relazione ad un’eventuale  inesatta  interpretazione della lettera  di invito, dall’altro occorre  comunque

    considerare  come in tale condotta non siano ravvisabili gli estremi di dolo o colpa grave, avendo lo ·      .·

    stesso  ritenuta legittima la propria partecipazione alla citata procedura di cottimo fiduciario in qualità di

    raggruppamento  verticale, ai sensi dell’art. 37, comma 2, del d. lgs 163/2006.

    Con riguardo alla comunicazione resa dall’Agenzia dell’Entrate di Milano, il xxxxxxx   ha   affermato che  ne   è  derivato  un   apposito   giudizio  incardinato ·presso   la Commissione Provinciale di Milano teso all’annullamento di cartelle mai notificate e comunque viziate. Nell’audizione del 10 gennaio 2017 svolta nell’ambito del presente   procedimento   sono intervenuti per l’Operatore  economico   xxxxxxx ati,

    l’avv. Gelsomina Cimino; per la Stazione appaltante xxxxxx Genova spa : il RUP   ing  xxxxxxx e l’Avv. xxxxxxx

    Nel corso ·dell’ audizione,  l’ Avvocato Gelsomina Cimino, riportandosi  alla  memoria   depositata,  ha  ribadito l’insussistenza ·di elementi  soggettivi  di cui all’art.  38 del d. lgs 163/2006.  Ciò si evincerebbe chiaramente, oltre che dai documenti trasmessi alla S.A., anche dalla nota  del 13.11.2015 che il xxxxx ha formulato, su espressa richiesta della S.A. esplicitando la sua diretta interpretazione del bando di gara in ordine alla possibilità di diversificare le attività, oggetto dell’affidamento,  potendo ricorrere all’istituto dell’ATI di tipo verticale, facoltà consentita dalle norme di riferimento e dall’ Autorità con due pareri resi su questioni analoghe nel 2015.

    In ordine   alla  contestazione  relativa  alla  sussistenza  di irregolarità fiscale  a  carico  del  xxxxxxxxx

    l’ avvocato  Gelsomina Cimino  ha  affermato  che  trattasi  cli  situazioni  relative  al  2008  e ampiamente prescritte rispetto alle quali pende  ricorso alla Commissione Tributaria di Milano come attestato nel documento 12 allegato alla memoria;

    L’ing. xxxx per  la  S.A.,  si è riportata  completamente  ai  contenuti  della  segnalazione  e  alla giurisprudenza ivi richiamata.

    In data 1.06.2017 prot.75763, sono ·state trasmesse le  risultanze istruttorie alle parti.

     

    Risultanze istruttorie e valutazioni

     

    La S.A. ha provveduto alla revoca dell’aggiudicazione provvisoria alla costituenda A.T.I. con. quattro motivazioni. ‘il primo motivo di esclusione ·dalla gara, indicato dalla stazione appaltante; è  assorbente e·. preclude pertanto la disamina degli altri tre..

    Rileva infatti, nel caso di specie, che  xxx in data 17.11.2015, in sede di partecipazione abbia allegato all’Istanza una ”Dichiarazione di impegno a costituire una Associazione temporanea di imprese (art. 37, comma 8 del d. lgs 163/2006 · s.m.i.) con xxxx  indicando nel documento che in ·caso .di aggiudicazione “sarà nominata’ capogruppo l’impresa xxxxx che avrà una percentuale di partecipazione all’appalto nella categoria prevalente pari al 60%; che l’impresa mandante xxxxxx               avrà il compita di gestire autonomamente ,tutti ‘i rapporti con xxxx compreso xxxxxxx oggetto dell’appalto;che all’impresa indicata come futura mandataria verranno conferiti i piu ampi poteri sia per la stipula del contratto d’appalto in nome e pero conto proprio e delle mandanti, sia perl’espletamento di tutti gli atti dipendenti dall’appalto anche dopo il collaudo dei lavori e fino all’estinzione di ogni rapporto con l’Ente appaltante.

    La stessa S.A. ha rilevato che il riparto ·delle prestazioni cosi operato dal concorrente non era previsto. nella lettera di_ invito ed è, pertanto, da considerarsi non compatibile con la legge speciale di gara, tenuto conto che, secondo quanto stabilito dall’art·37;.comma 2, del·d. lgs 163/2006,°·negli appalti di servizi è  la stazione appaltante ad indicare nel bando di gara la prestazione principale e quelle secondaria con la conseguenza che in assenza di apposita previsione del bando, è precluso per il partecipante alla gara di·: poter procedere di sua iniziativa alla scomposizione del contenuto della prestazione; distinguendo fra prestazioni principali e secondaria né tantomeno  ha operato un riparto percentuale delle

    ‘prestazioni oggetto dell’appalto, con la conseguente non coerenza della suddivisione delle prestazioni dichiarata dalla costituenda ATI con la legge di gara. Peraltro, siffatto riparto, per esplicita indicazione della S.A: non risponde all’effettiva consistenza delle attività ·da affidare.               ..            ..

    Da quanto precede, ne consegue çhe la S.A., già nella fase della valutazione circa l’ammissibilità delle domande di partecipazione avrebbe dovuto rilevare la non conformità della dichiarazione con quanto richiesto dalla lettera di invito, e dalla stessa considerata a pena di esclusione. Quindi, il concorrente

    non ·avrebbe dovuto essere ammesso alla fase successiva della gara.

    Conseguentemente, risultano   integrati   i   presupposti   per   l’archiviazione   del   procedimento   di

    competenza  della Autorità.

    Tutto ciò premesso e considerato

    DELIBERA

    l’archiviazione   della segnalazione della S.A.xxxxx Genova spa nei confronti della xxxxxxx Milano,  e xxxxx con sede in Roma per insussistenza dei presupposti di legge.

    .Avverso il presente provvedimento  può essere proposto ricorso a Tribunale Amministrativo  Regionale· nei termini e secondo quanto previsto dal codice del processo amministrativo di cui all’allegato 1 del

    decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104.

    Il Presidente

    Depositato presso la Segreteria del Consiglio

  • ETF, che boom. Il volume d’affari è cresciuto del 19%

    Il fiume di liquidità che ha inondato i mercati (frutto delle politiche espansive delle banche centrali) ha portato una conseguenza importante: la ricerca di remunerazioni interessanti, anche a scapito di un rischio maggiore. Anche per questo motivo s’è accentuata l’attenzione attorno a strumenti che in passato avevano meno appeal. Tra questi si possono inquadrare gli ETF (Exchange-traded fund). La loro popolarità è cresciuta nel tempo, al punto che i gestori di questi fondi hanno registrato una crescita del volume di affari del 19% rispetto ai gestori più “tradizionali”.

    I numeri degli ETF

    etfIl fatto che ci siano stati nel 2017 più investimenti in ETF che non in fondi di gestione attiva è un dato da analizzare con attenzione. Nell’ultimo decennio il mercato europeo ha assistito a una forte crescita dell’offerta di prodotto e di patrimonio di gestione. Basti pensare che nel 2007 – alla vigilia della crisi – c’erano circa 400 ETF in Europa. Oggi invece ci sono più di 1500 ETF, e come detto il trend continua a essere in aumento. Se guardiamo invece non al numero bensì all’ammontare degli investimenti, la crescita in questo decennio è stata di 6 volte, giungendo a centinaia di milioni di dollari.

    Come detto, buona parte del merito di questa crescita è da ricercare nelle politica espansive della BCE. Il programma di quantitative easing condotto dalla EuroTower ha portato importanti iniezioni di liquidità sui mercati. Soldi utili ai governi dei Paesi Ue più deboli (tra cui l’Italia), ma al tempo stesso sono soldi che devono trovare una collocazione sul mercato. La crescita del popolo dei rader, che cercano strategia e tecniche forex intraday, non è che possano assorbirlo tutto. Ecco perché gli ETF hanno rappresentato lo “sfogo” ideale.

    Il punto però è che il continuo aumento dei volumi di scambio, si ripercuote anche sulle quotazioni. Infatti dà vita a delle forti oscillazioni delle quotazioni, che presentano a volte figure molto rare come triplo massimo e triplo minimo trading. Questo perché quanto più è alto il volume di denaro mosso dagli ETF, tanto più si manifesta il pericolo di una accentuata volatilità. E di conseguenza cresce il rischio di grandi cadute in brevi intervalli temporali. Questo timore al momento non è ancora tanto avvertito in Europa, e bisogna sperare che molti lo facciano in tempo.

  • Tax and Advise: internazionalizzazione d’impresa e apertura di società all’estero

    Quali sono i requisiti per un’azienda che desidera intraprendere un percorso di internazionalizzazione? E quali sono gli obblighi da ottemperare se si decide di aprire una società all’estero? La conoscenza della burocrazia e delle leggi del luogo in cui si vuole impiantare la propria azienda, e la realizzazione di una pianificazione strategica, costituiscono un punto da cui partire. In tal senso, Tax & Advise fornisce il supporto adeguato per le aziende che desiderano espandersi all’estero e in particolare a Londra.

    Aprirsi verso l’estero può rappresentare una grande opportunità per le aziende che desiderano ampliare il proprio mercato. Alla base di un passo così importante occorrono sicuramente preparazione, organizzazione e metodo. Per venire incontro a queste esigenze, Tax & Advise offre consulenza professionale e qualificata a tutti gli imprenditori che vogliono aprire un’attività all’estero, in particolare in Paesi come Inghilterra, Cipro, India oppure a Hong Kong.

    L’azienda mette a disposizione un team e un management di persone specializzate nel settore, che dal 2012 curano l’internazionalizzazione delle imprese per molti referenti offrendo una consulenza avanzata.

    Il primo passo per avviare in maniera vincente il processo di fidelizzazione consiste proprio nel delineare una strategia personalizzata e in grado di sposare pienamente i progetti dei partner, così da aiutarli a mettere in pratica le proprie aspirazioni.

    I professionisti di Tax & Advise, grazie alle capacità di analisi e alle competenze in campo giuridico, economico e fiscale, possono proporsi come i partner ideali per le aziende che hanno una struttura flessibile e progettata per l’internazionalizzazione.

    Il team di consulenti di Tax & Advise, inoltre, vanta in organico professionisti di varie nazionalità dotati di una grande conoscenza degli specifici mercati di riferimento. Nel dettaglio, a ogni azienda partner è affidato un consulente che l’affiancherà durante tutto il processo di internazionalizzazione.

    Tra i numerosi servizi offerti dall’azienda è possibile richiedere la consulenza fiscale internazionale. Per chi vuole aprire una società a Londra o in Inghilterra, si possono richiedere sia la consulenza che la gestione societaria in UK.

    Pur essendo un’azienda con sede a Londra, Tax & Advise può rappresentare un punto di riferimento anche per chi è alla ricerca di un partner per la costituzione e la gestione di società in altre particolari giurisdizioni come Cipro, India e Hong Kong. Questi ultimi rappresentano luoghi dove l’economia è fiorente e in espansione, e sono senza dubbio un terreno fertile per quanti vogliono accettare le nuove sfide imposte dal mercato globale.

    I consulenti di Tax & Advise non solo assicurano completa vicinanza e sostegno al cliente, ma anche una certa celerità nel disbrigo delle pratiche, unite tuttavia a una meticolosa cura del dettaglio. Grazie a un know how consolidato e a un continuo aggiornamento, Tax & Advise elabora strategie su misura che rispondono alle esigenze della clientela. Il metodo di lavoro utilizzato non può prescindere dalla piena fiducia dei clienti, con i quali Tax & Advise mira a stringere un rapporto forte e duraturo.

    Grande senso di responsabilità e discrezione sono alla base dell’operato dell’azienda, che svolge qualsiasi transazione nel pieno rispetto della privacy del cliente.

    Collegandosi al sito www.taxandadvise.it sarà possibile non solo ottenere tutte le informazioni del caso, tra cui i contatti dell’azienda, ma anche approfondirne i servizi e l’offerta di consulenza.

  • Mutui per case in asta: in Italia aumenta l’interesse

    A settembre 2017 circa il 5% delle richieste di mutuo presentate alle banche tramite il canale online era legato ad un immobile in asta. Questo il primo dato emerso dall’osservatorio congiunto di Facile.it e Mutui.it che ha convinto i due portali ad approfondire l’analisi su un segmento del mercato immobiliare che attira un numero sempre crescente di consumatori.

    L’asta immobiliare, (secondo dati recenti in Italia ci sono oltre 250.000 esecuzioni immobiliari per anno) si realizza con la vendita forzata di un immobile di proprietà del soggetto che, a causa di debiti non pagati, ne subisce l’espropriazione. Da un punto di vista economico può essere estremamente conveniente e si può diventare proprietari spendendo cifre molto inferiori a quelle di mercato.

    I numeri dell’analisi di Facile.it e Mutui.it lo confermano. Chi ha richiesto un finanziamento per acquistare un immobile in asta ha cercato di ottenere, in media, appena più di 88.900 euro equivalenti al 63% del valore dell’immobile stesso.

    Quasi una pratica su tre (30%) arriva dalla Lombardia che, nei preventivi, precede Lazio (15%) e Veneto (10%). Passando dai preventivi alle effettive richieste presentate alla banca la Lombardia è ancora prima fra le regioni (30%), ma ha alle spalle, questa volta l’Emilia Romagna (12%) e il Lazio (10%).

    «Il mercato delle aste immobiliari sta diventando sempre più interessante anche per le banche, tanto è vero che ormai quasi tutti gli istituti hanno prodotti dedicati e alcuni applicano a questo genere di finanziamenti tassi uguali a quelli riservati ai mutui tradizionali.».

    Ma quanto tempo occorre per arrivare al termine di una pratica di finanziamento di mutuo per casa in asta? Molto meno che per un acquisto tradizionale; 3 mesi se l’immobile è in asta, 4,5 nel secondo caso.

    «La differenza», spiega Ivano Cresto, responsabile business unit mutui di Facile.it «è dovuta al fatto che chi cerca un mutuo in asta lo fa dopo aver individuato l’immobile e questo si traduce in tempi più brevi per giungere all’erogazione e dettati dalla procedura stessa. Il settore delle aste, però, è molto particolare e quindi diventa ancora più importante farsi assistere da un consulente».


     

     

  • Real Estate, Milano torna a crescere tra i giovani: le opinioni di Cogefim S.r.l.

    Milano richiama i giovani e il mercato immobiliare ne guadagna: lo riportano alcuni studi di settore, inseriti da Cogefim S.r.l. nelle sue recensioni.

    Cogefim

    Immobiliare, i giovani riscoprono Milano: le recensioni di Cogefim S.r.l.

    Propulsione all’innovazione, efficienza del sistema dei trasporti, qualità urbanistica: Milano vede aumentare negli ultimi anni il numero di residenti, in controtendenza rispetto alle altre città italiane. Emerge da un’indagine del Cresme, che la società milanese Cogefim S.r.l. riprende nelle sue recensioni. Il Centro ricerche economiche e sociali del mercato dell’edilizia la definisce una "rigenerazione della struttura demografica" dettata in particolare dai tre elementi riportati sopra che hanno permesso alla metropoli di "lavorare alla sua rinascita anche durante gli anni della crisi immobiliare che l’ha comunque colpita". Ma quali sono abitudini e soluzioni residenziali più gettonate nel capoluogo lombardo? Nelle recensioni di Cogefim S.r.l., specializzata in intermediazione aziendale e immobiliare, si segnala uno studio realizzato recentemente da Tecnocasa: tra gli under 40, questa la caratteristica di base del campione, il 57,8% sceglie di comprare casa mentre il 42,2% si ferma alla locazione. In particolare sono motivi legati allo studio (25,8%) e al lavoro (62,1%) a spingere verso l’affitto. Solo il 18% acquista per investire.

    Cogefim S.r.l.: opinioni sulle ultime tendenze del Real Estate milanese

    Citando i dati di Tecnocasa, la società milanese Cogefim S.r.l. rileva che il bilocale è la tipologia più acquistata e più locata dagli intervistati in virtù di un prezzo e di un canone di locazione decisamente più abbordabili. Tra gli affitti il monolocale (20%) si posiziona dietro al bilocale (59%), mentre chi decide di acquistare casa punta come seconda opzione al trilocale, anche nell’ottica di costruire una famiglia. Lo studio permette anche di tracciare una mappa delle zone preferite: le macroaree di Bovisa-Sempione e Navigli-Famagosta, i quartieri con le università più importanti della città e quelli a ridosso delle grandi riqualificazioni (Porta Nuova e City Life) ma con prezzi più accessibili. Infatti se in maggior parte gli acquirenti sono coppie e famiglie, il 46,6% è rappresentato da single come evidenziato nelle opinioni di Cogefim S.r.l.

  • Franchising: le recensioni di General Cessioni sulla ripresa

    p>Nelle recensioni e opinioni di General Cessioni l’andamento dei negozi in franchising, argomento al centro del Salone di Milano che si è svolto dal 12 al 14 ottobre.

    General Cessioni

    General Cessioni valuta positivamente nelle sue recensioni le prospettive del commercio in franchising

    Le recensioni di General Cessioni, società attiva da oltre 30 anni in intermediazione aziendale e immobiliare, hanno valutato attentamente la situazione e le prospettive future per il settore dei negozi in affiliazione. Ne emerge un andamento positivo, visti i numeri che riguardano oggi il comparto. Attualmente sono infatti oltre 51mila le attività commerciali attive, suddivise in circa 950 franchisor, in crescita dello 0,6% su base annua grazie anche al contributo delle nuove forme di commercio elettronico, capaci di integrare e rendere più appetibile l’offerta dei piccoli negozi di prossimità. In tutto, per il 2017, è prevista l’apertura di circa 500 nuovi punti vendita. Crescono anche gli addetti impiegati nel comparto, giunti a quota 200mila unità. Tra categorie di prodotti più richiesti General Cessioni segnala nelle sue opinioni e recensioni l’abbigliamento, il food, articoli per la casa, benessere e articoli per la persona. Al centro della 32esima edizione del Salone Franchising di Milano, svoltosi tra il 12 e il 14 ottobre, si è discusso proprio delle prospettive future del settore, grazie alla presenza di 200 catene franchisor.

    Nelle recensioni General Cessioni il Salone Franchising Milano

    Tradizionale incontro tra domanda e offerta nel settore del B2B, il Salone Franchising Milano, segnala General Cessioni nelle sue recensioni e opinioni, quest’anno si è presentato in una veste rinnovata. Tra le principali novità uno speciale Talent Show dedicato alle startup create dai più giovani, un Future Store realizzato in collaborazione da Tim e Olivetti, show di cucina e un palco sulla quale si sono alternate diverse sfilate. Ad arricchire ulteriormente l’evento ci hanno pensato gli incontri con le imprenditrici organizzati da Donna Moderna e le mostre interattive proposte da Focus Junior e La Scuola di Cucina. Occhi puntati in particolare sul Talent Show "Re.Start", iniziativa che ha preso in esame 100 progetti di startup innovative e che visto nella giuria la presenza dell’amministratore delegato di Lego Italia, Paolo Lazzarin, il direttore di Harvard Business Review Italia, Enrico Sassoon, il presidente di Confimprese Mario Resca, il direttore della Scuola di Comunicazione di Ied Elena Sacco, l’amministratore delegato di Gamestop Nicolas Musikas e l’amministratore delegato di Food&Beverage, Matteo Percassi. General Cessioni sottolinea con opinioni positive come nel corso dell’evento siano stati messi a disposizione dei potenziali affiliati diversi servizi gratuiti, a partire dai corsi della F school sino agli incontri con i franchisee più affermati.

  • Il 10 novembre il convegno “Evolversi per competere: i tratti comuni delle aziende di successo nel contesto di forte cambiamento”

    Frutto della collaborazione tra la Start up Synsolution Srl ed il Dipartimento di Economia, società e politica dell’Università degli studi di Urbino, il Convegno “Evolversi per competere: i tratti comuni delle aziende di successo nel contesto di forte cambiamento” che si terrà a partire dalle ore 14 di Venerdì 10 novembre nell’Aula Magna di Palazzo Battiferri in Via Saffi, 42 a Urbino, è rivolto alle imprese attente al mondo in continua evoluzione e che su questo intendono confrontarsi con docenti universitari, consulenti e imprenditori, allo scopo di delineare i tratti che accomunano le aziende di successo nell’attuale contesto di forte cambiamento.

    Per il professor Tonino Pencarelli, organizzatore insieme al Dott. Gianluca Tasini, socio fondatore di Synsolution srl, l’iniziativa, “vuole favorire il confronto e la contaminazione culturale tra mondo accademico, consulenza manageriale e imprese per comprendere i percorsi strategici volti a conseguire le migliori performance aziendali e a evitare l’avvento di fenomeni di crisi o dissesto, nella prospettiva di valorizzazione del territorio”. Temi che saranno analizzati e discussi dai professori Massimo Ciambotti, Fabio Musso e Tonino Pencarelli, della Scuola di Economia di Urbino e dal Dott. Vito Savino, Giudice delegato del Tribunale di Urbino. A seguire, gli interventi di imprenditori e consulenti di management aziendale che con le loro testimonianze rafforzeranno il taglio pragmatico ed esperienziale del convegno, nel corso del quale saranno presentati i risultati di due significative ricerche sulle PMI italiane: la prima volta ad identificare i principali fattori che contribuiscono alla crisi delle Piccole e Medie Imprese (PMI) italiane; la seconda sulle richieste, attuali e prospettiche, delle PMI italiane nei confronti della consulenza.

    L’evento è rivolto a imprenditori, manager e studenti, che sentono il bisogno di comprendere meglio il contesto competitivo di oggi per affrontarlo in maniera più consapevole e strutturata.

    “Non il più forte, non il più intelligente. Vince quello che si adatta al cambiamento” (Charles Darwin).

    Programma completo e iscrizione gratuita al sito http://www.synsolution.com/#convegno  

    Segreteria: Linda Gabbianelli – [email protected] – +39 366 241 9370

  • Rapporto GSE 2017: solare termico sempre più apprezzato in Italia

    Il solare termico è una delle fonti di energia rinnovabile sempre più apprezzata in Italia. Questo è quello che emerge dall’ultimo dossier del GSE, pubblicato a marzo di quest’anno. Il solare termico è tra le prime dieci forme di energia più apprezzate nel nostro paese, e i dati relativi alle richieste di riqualificazione energetica non fanno che confermare ciò. Nel 2016 le richieste che hanno ottenuto l’accesso agli incentivi statati sono state 15000, la maggior parte delle quali indirizzare all’acquisto di impianti solari termici di ultima generazione per la produzione di acqua calda a uso sanitario e per il riscaldamento domestico. Questo tipo di impianti sono costituiti da collettori solari che trasferiscono il calore della radiazione solare al liquido presente al loro interno. Lo scambio è possibile grazie a tubi sottovuoto, quelli di ultima generazione sono in vetro borosilicato, che assicurano la massima efficienza energetica con il minimo di dispersione. I pannelli termosolari dispongono poi di un serbatoio di acqua che viene scaldata e immessa nel circuito idraulico domestico per uso sanitario o per il riscaldamento tramite integrazione con l’impianto. Il grande vantaggio di questo tipo di impianto è la possibilità di installarlo ovunque, l’alta efficienza e il risparmio che assicura sui costi energetici.

    In Italia questo tipo di impianti stanno diffondendosi sempre più rapidamente, grazie anche al fatto che riescono a produrre acqua calda in condizioni meteo non ottimali. In Italia sono circa 700000 gli impianti “green”, un valore che ha permesso, già nel 2015, di raggiungere il traguardo del 17,5% di fonti rinnovabili sul totale dell’energia prodotta. Un dato davvero promettente in vista del 2020 e l’obiettivo del 20% imposto dall’Unione Europea. Volendo tradurre in kWh questi dati, basti pensare che su 10 kWh prodotti, 3 sono da fonti rinnovabili, eolico, solare termico, biomassa e fotovotaico, con un risparmio di circa 3 milioni di tonnellate di petrolio e una riduzione di CO2 nell’atmosfera. Gli incentivi alla riqualificazione energetica continuano anche quest’anno e coprono il 75% del totale richiesto. Un’occasione da non perdere e da sfruttare al meglio.