Categoria: Economia e Finanza

  • Sostituzione infissi: quando usufruire dell’Iva agevolata al 10%

    Tra le misure di agevolazione fiscale previste per l’acquisto e la sostituzione di infissi esterni e serramenti ricordiamo quella dell’Iva agevolata del 10%. A differenza della detrazione fiscale Irpef, modificabile e prorogabile in base alle disposizioni contenute nella Legge di Bilancio annuale dello Stato, questa misura è invece entrata definitivamente a regime dal 2011. Prevista dalla L. 488/1999, essa stabilisce che gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, di restauro e risanamento conservativo, nonché ristrutturazione di fabbricati a prevalente uso abitativo, sono soggetti all’Iva del 10%.

    Le prestazioni per le quali è possibile fruire di questa particolare agevolazione in presenza di beni significativi, riguardano sia interventi di manutenzione ordinaria, ovvero riparazione e sostituzione di finiture di edifici, mantenimento in efficienza degli impianti tecnologici esistenti (es. sostituzione pavimenti, tinteggiature esterne, rifacimento intonaci, impermeabilizzazione tetti ecc); sia interventi straordinari, e cioè rinnovamento e sostituzioni di opere strutturali di edifici, integrazione dei servizi igienico-sanitari e tecnologici (es. installazione ascensori, interventi di risparmio energetico ecc), purché non vengano alterati volumi e superfici dei singoli immobili e non venga modificata la destinazione d’uso.

    Fatte queste precisazioni, vediamo quando è possibile applicare l’Iva al 10%.

    Anzitutto, gli interventi devono essere eseguiti su fabbricati a prevalente destinazione abitativa privata, e quindi immobili di categoria A (esclusa A/10) comprese le pertinenze, ma anche edifici che abbiano oltre il 50% della superficie dei piani di sopra terra destinati ad uso abitativo privato. L’agevolazione riguarda le sole prestazioni di servizi, rese in base a contratto d’appalto o d’opera (escluse prestazioni professionali e subappalti).

    L’Iva al 10%, inoltre, si applica sull’intero valore della prestazione del servizio compresi i beni impiegati, laddove questi siano significativi: se il loro valore non supera il 50% del valore della prestazione, l’Iva agevolata si applica sull’intero valore della prestazione e fornitura di beni; se invece il loro valore supera il 50% di quello della prestazione, essa si potrà applicare solo fino alla concorrenza del valore della prestazione, al netto del valore degli stessi beni significativi.

    I beni significativi, che secondo la Legge di Bilancio 2018 deve essere individuati in base all’accordo contrattuale tra le parti, all’autonomia funzionale delle parti rispetto al manufatto principale, tenendo conto sia delle materie prime che della manodopera, sono: ascensori e montacarichi, caldaie, sanitari, impianti di sicurezza, video-citofoni, impianti di condizionamento aria e, soprattutto, infissi esterni e interni come gli infissi in legno e legno-alluminio di qualità della Modesti Srl.

  • Google Vieta la Pubblicità sui Bitcoin e sulle Altre Criptovalute

    Google come altri colossi del web mettono un freno alle pubblicità dei Bitcoin e di tutte la altre criptovalute in generale, non si se la decisione derivi solo dal fatto che spesso alcuni di questi annunci a pagamento possono nascondere fonti poco affidabili o se si tratta soltanto di un’operazione indotta da qualche pressione fatta dal governo americano che forse considera il proliferare delle criptovalute un pericolo per il dollaro.
    Cero è che la presa di posizione di Google non è stata presa contro altri genere di annunci che promuovono investimenti come accade per l’oro dove sono molte le pubblicità di prodotti finanziari collegati al prezioso metallo giallo.
    Per non parlare degli annunci dei compro oro firenze, napoli, milano e di tutte le altre città italiane che continuano ad essere ben accetti dal colosso americano del web.
    Sembra che l’America non sia più il paese del libero mercato per eccellenza, ruolo che sta assumendo la Cina che in questo momento storico ha tutto da guadagnare dal liberismo economico, anche se l’attuale posizione della Cina sulle criptovalute non è favorevole tanto da aver preso decisioni simili a quelle del colosso americano.
    Non bisogna dimenticare che le criptovalute sono nate per garantire indipendenza dalle banche e privacy nelle transazioni, anche se attualmente vengono viste dai più come un metodo di investimento che potrebbe far ottenere grossi guadagni.
    Fatto sta che le criptovalute nonostante google continuano a proliferare in rete e a diffondersi in tutto il mondo e non sarà facile mettere un freno all’evoluzione che si chami Bitcoin, Ethereum o qualsiasi altra sigla delle molte criptocurriences presenti sul mercato.
    Addirittura sembra che negli ultimi tempi l’andamento dei Bitcoin riesca a condizionare addirittura la quotazione oro sui mercati internazionali, in momenti euforici il mercato compra bitcoin ed in momenti di sfiducia gli investitori preferiscono il compro oro, un’altalena che sembra si stia ripetendo con una certa frequenza nell’ultimo periodo a conferma dell’importanza che le criptovalute hanno conquistato in pochi anni anche sui mercati azionari.

  • Lingotti Oro Piovano dal Cielo in Siberia da un Aereo di Società Mineraria

    Che la Siberia sia una regione ricca di oro è una cosa risaputa ma che addirittura lingotti oro piovessero dal cielo deve essere stata una sorpresa anche per gli abitanti di questa fredda regione russa.
    A far piovere lingotti oro dal cielo non è stato un miracolo ma un aereo cargo An-12, che trasportava tonnellate di oro, platino e diamanti di proprietà della di proprietà della Chukota Mining and Geological company.
    A far accadere il prezioso incidente è stato un problema nel fissaggio che non è riuscito a trattenere in fase di decollo il pesante carico di metalli preziosi.
    I forti venti e la pressione dei lingotti d’oro sulla fusoliera ha provocato la rottura del portellone dell’aereo An-12 innescando una vera e propria pioggia di lingotti oro pronti per essere immessi sul mercato azionario dove la domanda di acquisto oro è sempre molto pressante.
    Si calcola che siano andate disperse 4 tonnellate di oro di cui ne sono state recuperate subito alcune centinaia che erano cadute lungo la pista dell’aeroporto siberiano di Yakutsk.
    Non è dato sapere quanti di questi lingotti siano andati dispersi sul territorio della tundra Siberiana che nel breve viaggio che avrebbe dovuto portare il prezioso tesoro d’oro nella miniera di Kupol.
    Subito dopo l’incidente sono stati recuperati i lingotti d’oro 24 carati disseminati sulla pista di decollo prontamente isolata dal personale dall’aeroporto di Yakutsk, impresa sicuramente più ardua sarà quella di individuare i lingotti d’oro che potrebbero essere andati dispersi nei freddi territori limitrofi.
    Un fatto che potrebbe dare il via ad un vero e proprio pellegrinaggio nella zona, il ritrovamento di anche solo uno dei preziosi lingotti d’oro rappresenterebbe una vera e propria fortuna considerando che ogni lingotto oro pesa 20 chilogrammi.
    In seguito all’incidente il personale dell’aeroporto di Yakutsk che aveva provveduto al carico è stato trattenuto per capire le cause che hanno portato all’incidente.

  • MSC a MECSPE: conferenze e simulazioni alla fiera di Parma

    TAVAGNACCO, UDINE ( 12 Marzo, 2018) – MSC Software Italia vi aspetta a MECSPE dove sarà presente al Padiglione 3 insieme ad Hexagon Manufacturing Intelligence. Durante i tre giorni di fiera MSC Software Italia terrà i propri  software di progettazione e simulazione in esposizione e i nostri specialisti saranno a disposizione per rispondere alle domande dei partecipanti.

    Inoltre, MSC Software Italia è lieta di invitarvi a partecipare alla conferenza Nuovi Sviluppi nel Settore dei Materiali Compositi che si terrà il 22 marzo dalle 10 ore all’interno della fiera. Con il supporto di Almatec (www.alma-tec.it) l’Ing. Matteo Giugno di MSC Software disserterà sulla Simulazione di compositi e plastiche caricate: analisi multiscala dal materiale al prodotto finito, all’interno della conferenza prevista all’Arena dell’Economica Circolare, Padiglione 6, di Mecspè.

     

    MSC Software

    MSC Software è una delle prime dieci software house e leader mondiale nel supporto all’industria manifatturiera per il miglioramento dei propri metodi ingegneristici attraverso servizi e software di simulazione. Come partner di fiducia, MSC Software aiuta le aziende nel migliorare la qualità, risparmiare tempo e ridurre i costi associati alla progettazione e al test dei prodotti. Istituzioni accademiche, ricercatori e studenti impiegano la tecnologia MSC per migliorare le proprie conoscenze ed estendere l’orizzonte della simulazione. MSC Software si avvale di 1.300 professionisti in 20 nazioni. Per ulteriori informazioni su prodotti e servizi di MSC Software si visiti il sito www.mscsoftware.com

    MSC Software è parte di Hexagon (Nasdaq Stockholm: HEXA B; hexagon.com), un protagonista mondiale nella fornitura di tecnologie informatiche che stimolano la produttività e la qualità delle applicazioni aziendali in ambito geospaziale e industriale.

    Il logo MSC Software e MSC sono marchi o marchi registrati di MSC Software Corporation e/o controllate negli Stati Uniti e/o altre nazioni. NASTRAN è un marchio registrato della NASA. Tutti gli altri marchi, nomi di prodotti o marchi registrati appartengono ai rispettivi proprietari.

     

    Press Contact:

    Marcela F. Luque

    Field Marketing Coordinator

    [email protected]

  • Prestiti: aumenta il ricorso al consolidamento debiti (+5,5%)

    Il 2017 è stato un anno di crescita per il credito al consumo e, secondo l’osservatorio di Facile.it e Prestiti.it, nel corso dei 12 mesi la richiesta media presentata alle finanziarie è aumentata del 2,3% rispetto al 2016, raggiungendo i 10.790 euro; chi si è rivolto ad una società del credito, dichiarando la finalità, lo ha fatto soprattutto per sostenere spese legate alla casa o all’auto, ma quella che, percentualmente, è aumentata di più rispetto al totale richieste è il consolidamento debiti (+5,5%). Sono questi alcuni dei dati emersi dall’analisi realizzata dai due portali, che hanno esaminato un campione di oltre 50.000 richieste di prestito personale ricevute tra l’1 gennaio il 31 dicembre 2017*.

    «L’aumento della percentuale di richieste di prestito per il consolidamento debiti è legato alla diminuzione del costo del denaro e alla sempre più intensa competizione tra le società del credito, che insieme hanno determinato un generale abbassamento dei tassi di interesse applicati dalle finanziarie», spiega Andrea Bordigone, responsabile BU prestiti di Facile.it.  «Oggi un prestito personale costa meno rispetto a qualche anno fa; scegliere di consolidare finanziamenti già in corso può essere quindi una soluzione concreta per risparmiare sugli interessi, accorpando tutte le rate in una unica mensile più leggera.».

    Analizzando il profilo dei richiedenti emerge che, rispetto al 2016, è diminuita l’età media di chi ha presentato domanda, scesa da 41 anni e 11 mesi a 40 anni e 9 mesi, mentre sono rimasti sostanzialmente stabili la durata dei prestiti (circa 60 rate) e lo stipendio medio del richiedente, pari a 1.670 euro.

    Nel 71% dei casi a presentare domanda di finanziamento è stato un uomo ma rispetto al 2016 è aumentata di quasi 1 punto la percentuale delle donne che si sono rivolte ad un’azienda del credito. Permangono le differenze tra gli importi richiesti dai due sessi; gli uomini hanno cercato di ottenere in media circa 11.100 euro, l’11% in più rispetto alle donne (circa 9.900 euro), distanza da leggere anche in rapporto agli stipendi medi dichiarati (1.470 euro per le donne contro i 1.750 euro degli uomini).

    La categoria professionale che si rivolge maggiormente alle finanziarie è quella dei dipendenti privati a tempo indeterminato (66,1% delle richieste); seguono i lavoratori autonomi (11,1%) e i pensionati (6,3%).

    Aumentano i giovani e gli importi richiesti

    A dare un contributo importante alla riduzione dell’età media dei richiedenti sono stati, in particolare, gli under 30, che nel 2017 aumentano il proprio peso di quasi 4 punti percentuali sul totale richiedenti, arrivando a rappresentare il 19%. Guardando alle altre fasce, le due più rappresentative restano comunque quella tra i 30 e i 39 anni di età, (30%) e quella tra i 40 e i 49 anni (27%). Chiudono la classifica coloro che hanno tra i 50 e i 59 anni (14%) e gli over 60 (8%).

    Da notare che, nonostante l’età dei richiedenti sia diminuita e la percentuale di giovani cresciuta, l’importo medio richiesto non solo non si è ridotto ma è addirittura aumentato, sia guardando al totale prestiti, sia nel segmento under 30, categoria che nel 2017 ha chiesto alle società del credito somme più alte del 6,7% rispetto al 2016.

    Casa e auto le prime finalità

    Fra le richieste di prestito personale 2017 per le quali il firmatario ha specificato la finalità di utilizzo, quelle destinate alla “casa” rappresentano ancora una volta la voce più consistente; poco più del 34% delle domande di finanziamento erano destinate a spese legate all’abitazione. Tra queste, la fetta più grossa è rappresentata dai prestiti per ristrutturazione (24%), seguiti da quelli per l’acquisto di arredamento (7%) o di un immobile (3%). Le auto, invece, rappresentano, con circa il 27%, la seconda ragione che spinge gli italiani a rivolgersi ad una finanziaria; compongono questa categoria i prestiti per l’acquisto di auto usate (21%) o nuove (6%).

    Seguono in classifica le richieste di prestito personale mirate all’ottenimento di liquidità (circa il 13%) e quelle per il consolidamento debiti (circa l’11% e, come detto, in aumento di 5,5 punti percentuali rispetto al 2016).

  • Trattori agricoli, dal 2018 è in vigore la Mother Regulation

    Per il settore macchine agricole quello del 2018 può essere considerato un anno spartiacque dal punto di vista normativo: dal 1° gennaio di quest’anno, infatti, è entrata in vigore la “Mother Regulation”, il regolamento madre europeo (Direttiva 167/2013) che istituisce un’unica omologazione dei mezzi agricoli allo scopo di garantire standard elevati in termini di sicurezza e funzionalità.

    Con esso le case costruttrici di trattori sono chiamate da quest’anno a rispettare nuovi criteri di produzione relativi a impianti frenanti, ganci traino, masse massime a carico, masse rimorchiabili, dimensioni e velocità massime, eccezione fatta solo per i “fine serie”, per i quali varrà ancora la vecchia normativa (Direttiva 2003/37/CE). Una novità assoluta in ambito normativo di cui però le stesse aziende produttrici erano a conoscenza già nell’ultimo biennio 2016-2018, periodo nel corso del quale è stata concessa la possibilità di adeguarsi gradualmente alle nuove prescrizioni.

    Il nuovo regolamento stabilisce importanti modifiche alle masse massime a carico, che aumentano da 14 a 18 T per i mezzi a 2 assi, da 20 a 24 T per quelli a 3 assi e a 32 T per i veicoli a 4 assi, in virtù di una maggiore efficienza e sicurezza di sistemi frenanti, sospensioni, ganci ecc. Le maggiori masse a carico valgono anche per l’accoppiata rimorchio-trattore, purché entrambi i mezzi siano omologati secondo le nuove disposizioni.

    Diverso il discorso per la velocità, per la quale il Codice della Strada italiano prevale sull’ordinamento comunitario: tradotto, significa che il limite in Italia resta di 40 Km/h (15 Km/h in alcuni casi), a differenza del limite massimo europeo che è di 60 Km/h. Tuttavia la Mother Regulation, applicabile in tutti gli Stati membri Ue, è obbligatoria esclusivamente per i trattori agricoli, ma facoltativa per altre tipologie di macchine per le quali il costruttore è libero di optare per l’omologazione nazionale, ovvero trattori cingolati, R-rimorchi, trattori a ruote per uso speciale.

  • Un salotto anche a Vienna, by Nùela

    Venerdì 16 marzo 2018 alle ore 18:00, Manuela Peressutti ospiterà nel suo Atelier viennese Nùela, il Salotto dell’Eleganza e dell’Eccellenza, nato da un’idea di Massimo Lucidi, per parlare delle “sue” Muse, della sua nuova collezione e dei suoi nuovi progetti.

     

    Manuela Peressutti, la stilista italiana proprietaria dell’Atelier Nùela di Vienna, ha deciso di aprire i suoi spazi di Prinz Eugen Strasse 6/2 all’esclusiva ed originale conversazione sullo stile ed il buon vivere, che si riconosce nel progetto culturale denominato “Salotto dell’Eleganza”, ideato dal giornalista economico Massimo Lucidi.

    A partire dalle 18:00, quindi, Manuela Peressutti converserà con il moderatore, nonché ideatore dell’evento, Massimo Lucidi, e con tutti gli ospiti d’eccezione che saranno presenti, delle tre Muse che hanno ispirato tutto il suo percorso, definite tre icone di stile ed eleganza dei migliori salotti americani, ma anche europei. Stiamo parlando di Audrey Hepburn, Jaqueline Kennedy detta Jackie, e Grace Kelly.

    In questa edizione del Salotto, la Peressutti coglierà l’occasione per presentare al pubblico la sua nuova collezione Primavera – Estate 2018, nata per celebrare il successo riscontrato in questo quinquennio appena concluso dall’approdo del suo brand a Vienna.

    Una serata piena di sorprese quella di venerdì, che vedrà anche l’annuncio, da parte della stessa Peressutti, della nascita di Virum Elite by Nùela, il nuovo marchio nato dalla collaborazione tra il suo Brand e la prestigiosa sartoria napoletana, Virum.

    A questo Salotto viennese, oltre alla partecipazione di numerose personalità, italiane ed austriache, esperte conoscitori di eleganza ed eccellenza, i cui nomi saranno svelati solo la sera stessa, direttamente da Palm Beach sarà collegato il Presidente del Premio Eccellenza Italiana, George G. Lombardi, il quale ha conferito il proprio patrocinio all’evento.

    La serata si concluderà con le eccellenze enogastronomiche del ristorante Il Melograno della famiglia D’Atri, eccellenti gastronomi che da vari decenni rappresentano il meglio della cucina italiana da prima in Germania ed ora da diversi anni a Vienna, della cantina Toscana Cima Vini e da Caffè Illy Austria.

     

    Atelier Nùela, Prinz Eugen Strasse 6/2 1040 – Wien

  • CON I-SET FOTO E RIPRESE PROFESSIONALI ALL’INSEGNA DELLA CIRCULAR ECONOMY

    Foto, video ed economia circolare. C’è un intreccio importante tra questi tre elementi: è infatti in arrivo sul mercato italiano un dispositivo che permette di utilizzare le foto e videocamere già in possesso potenziandone le funzioni.

    Economia circolare è il termine che definisce un sistema economico progettato per potersi rigenerare da solo. Nasce dal concetto secondo cui i rifiuti non esistono e che modularità, versatilità e adattabilità sono da privilegiare in un mondo in veloce evoluzione. È in questo contesto che si va a porre I-Set, un kit componibile a seconda delle esigenze, che si aggiunge e si adatta ad attrezzature video già in possesso, ne permette il controllo da remoto attraverso l’app, e automatizza compiti di regia, come far ruotare con precisione la telecamera, azionare e spegnere la registrazione, regolare la messa a fuoco, visualizzare un’anteprima delle riprese, scattare foto e motorizzare uno slider, controllando direttamente la velocità di movimento. Il risultato è una ripresa professionale con l’apparecchiatura già in possesso.

    Come prevede la circular economy, si va ad innovare qualcosa che c’è già.  Portando a nuova vita le attrezzature foto e video, I-Set punta infatti a ridurre i costi di produzione e cercare soluzioni a prezzi ragionevoli per ottimizzare le proprie risorse. Le case di produzione indipendenti e i videomaker non professionisti (come youtubers, bloggers, coach), infatti, hanno sempre più bisogno di produrre video di alta qualità a prezzi contenuti.

    I-Set consente così di rispondere a due esigenze: rendere più performanti attrezzature video senza dover rinnovare il proprio hardware e contestualmente contribuire all’economia circolare ed alla sostenibilità ambientale prolungando la durata di attrezzature esistenti; questo perché si propone come soluzione low cost all’interno di un mercato caratterizzato da prezzi molto elevati.

    «Ci rivolgiamo – spiega Ilaria Chiesa, ideatrice di I Set e fondatrice di Rec Tv Produzioni –  a quella grande fetta di mercato rappresentata da un’utenza di appassionati e semiprofessionisti che, scegliendo I-Set non solo potranno fare un upgrade delle loro attrezzature spendendo un terzo di quanto spenderebbero per cambiare hardware, ma potranno anche incidere sensibilmente sulla circolarità dell’economia continuando ad utilizzare le proprie attrezzature».

    Il kit I-Set è formato da 1 dispositivo core che permette tutti i movimenti e le funzioni e 2 adattatori per camere e slider. Le funzioni sono completamente e facilmente controllate da smartphone, sia per Android che per Ios. Sarà disponibile sul mercato a partire dal 30 marzo in pre-order sul sito www.i-set.it . Il costo finale è di 799 euro, ma per alle prime 100 prenotazioni è riservato uno sconto pari all’IVA.

    Le azioni che I-Set fornisce per le telecamere sono:

    • Scatta foto
    • Anteprima foto (se previsto dal produttore della telecamera)
    • Imposta timelapse in rotazione
    • Gira motore
    • Inizia video
    • Fine video
    • zoom ottico (dipende dal produttore della telecamera).

    I-Set permette inoltre di motorizzare uno slider, ovvero un’asta o un binario orizzontale su cui scivola la telecamera, aggiungendo la possibilità di programmare dei movimenti in autonomia e controllare direttamente la velocità di movimento.

     

  • Esercizi Commerciali, Cosa Fanno i Compro Oro ?

    I compro oro sono esercizi commerciali di cui spesso sentiamo parlare per fatti di cronaca, sono quotidiane le rapine che si verificano ai danni di questi commercianti.
    I compro oro si occupano di acquistare oro vecchio da privati per poi rivenderlo a banchi metalli che provvederanno alle lavorazioni necessarie per riportare l’oro usato in oro nuovo sotto forma di lingotti.
    I compro oro sono esercizi commerciali nei quali chiunque può recarsi e vendere i propri oggetti in oro che magari non usa più e non costituiscano alcun valore affettivo, i compro oro acquistano pagando a peso e in proporzione al costo aureo del momento qualsiasi oggetto purché in oro; gioielli, monili, monete o lingotti che siano tutti vengano valutati come rottami e acquistati in base al peso dell’oro contenuto in essi.
    Il costo dell’oro usato è stabilito in considerazione della quotazione dell’oro in borsa del momento, che varia quotidianamente più volte al giorno, anche se dal prezzo di acquisto dei compro oro viene tolta la quota necessaria a coprire i costi della sua rilavorazione oltre al margine di guadagno.
    Prima della diffusione di questi esercizi commerciali che si occupano del riciclo dell’oro vecchio chi voleva monetizzare il valore del proprio oro spesso si rivolgeva al monte dei pegni che nella maggioranza dei casi riusciva ad accaparrarsi oggetti preziosi per pochi soldi, oggi complice il periodo di crisi economica il numero dei compro oro si è moltiplicato in pochi anni, tra questi ci sono anche gioiellerie che visto il forte calo di vendite di gioielli si sono dedicate a questo genere di attività.
    Un aspetto importante anche da un punto di vista ambientale è che questi esercizi commerciali si occupano di raccogliere e rimettere in commercio come oro nuovo un metallo prezioso molto ricercato che per essere estratto necessita di complicate procedure che hanno un grosso impatto ambientale e implicano un rischio inquinamento molto elevato.

  • Valutazione Oro Usato Come Stabilirne il Valore

    Per effettuare una valutazione oro usato è necessario conoscere la quotazione oro ufficiale stabilita quotidianamente dal Fixing dell’oro di Londra, oggi è facile sapere il prezzo dell’oro per mezzo di siti Internet direttamente collegati alle borse finanziarie.
    Il prezzo dell’oro in borsa varia continuamente, soprattutto in periodi di crisi economica quando molti lo utilizzano come bene rifugio da investimento.
    Per stabilire la valutazione oro usato si deve considerare la quotazione dell’oro attuale tenendo presente che questa considera l’oro puro a 24 carati, conoscendo i carati dell’oro usato si può fare le dovute proporzioni ed arrivare a calcolare il giusto prezzo al quale vendere l’oro vecchio che possediamo.
    Se si vende l’oro usato ad un operatore del settore oltre alla valutazione oro si deve tenere conto in questo calcolo le spese di riconversione in oro nuovo oltre alla percentuale che il compro oro si riserva come guadagno.
    Una stima appropriata dovrà considerare una differenza dal prezzo dell’oro vecchio con quello nuovo che si aggiri sui cinque o sei euro, i compro oro più organizzati riescano ad ottimizzare le operazioni e i costi necessari al ritiro del prezioso metallo giallo.
    Alcuni compro oro utilizzano esclusivamente Internet anche per il ritiro dell’oro, risparmiando i costi di locazione in modo da avere un margine maggiore di guadagno e offrire un prezzo di acquisto più alto, questo permetterà loro di acquistare quantità maggiori di oro dai privati che sceglieranno il prezzo più alto a cui vendere i propri oggetti.
    Negli ultimi tempi molte polemiche accompagnano le attività dei compro oro, in realtà molti operatori del settore conducano le proprie attività nel pieno rispetto delle norme che prevedano tra l’altro l’identificazione di chi vende il proprio oro vecchio, le generalità di questi devano essere trascritte su un apposito registro di pubblica sicurezza dove oltre alle generalità di un documento valido saranno annotate i dettagli degli oggetti oltre a due foto degli stessi, in modo da dare alle autorità competenti il tempo di effettuare eventuali controlli sulla merce e sulla sua provenienza.
    Oggi grazie alla grande diffusione degli operatori compro oro chi intende vendere i propri oggetti in oro può beneficiare di condizioni di mercato migliori rispetto al passato, la capillare diffusione dei compro oro hanno portato ad una elevata concorrenza, creando così condizioni di mercato ottimali per chi vuole vendere oro usato.

  • OAM Organismo di Controllo dei Compro Oro

    Compro oro Firenze, Roma o Milano o di qualsiasi altro luogo di italia sono attività commerciali ormai ben radicate sul territorio, dal luglio 2017 l’attività dei compro oro è regolata secondo una legge ad hoc che ha definito obblighi e doveri sia degli operatori che dei clienti.
    I compro oro con questa legge sono di fatto uno dei settori più controllati oggi in italia, a conferma di questo è stato nominato come ente controllore del settore l’ OAM un organismo specializzato con elevate competenze in ambito finanziario.
    L’oam non è nuovo ad essere nominato organo di controllo di settori finanziari difficili da poter gestire per le autorità che non hanno conoscenze e competenze all’altezza.
    Questo organismo opera in modo autonomo ed indipendente dalle autorità è già garante di altri settori delicati come quello dei mediatori creditizi e degli agenti finanziari.
    Un altro obbligo imposto ai compro oro è quello del limite sul pagamento in contanti, caso unico forse al mondo gli operatori non possono pagare più di 500 euro in contanti per acquistare oro dai privati.
    I compro oro dopo un periodo di crescita esponenziale iniziato nei primi anni duemila hanno conosciuto un periodo di stallo dovuto alla diminuita disponibilità di oggetti preziosi da parte degli italiani che nei primi anni avevano preso d’assalto i compro oro.
    Queste attività commerciali, che basano il proprio business core sull’acquisto di oro usato, rispetto ai banchi dei pegni garantivano una valutazione oro nettamente superiore, complice anche la quotazione record in borsa che fino al 2011 è stata protagonista in borsa di una serie di rialzi record senza precedenti fino ad arrivare al valore storico assoluto di 1900 dollari l’oncia.
    Oggi la situazione è profondamente cambiata e anche il numero degli operatori del settore è diminuito proporzionalmente alla diminuzione del giro di affari, oggi nel settore i compro oro esistenti sono operatori altamente qualificati molti dei quali sono appartenenti a catene di franchising presenti su tutto il territorio nazionale.

  • Mercato delle commodities, cresce la pressione dopo i dazi di Trump

    La politica protezionista di Trump ha contagiato in fretta il mercato delle commodities. All’inizio di marzo il presidente USA ha scosso i mercati mondiali annunciando l’introduzione di tariffe commerciali sulle importazioni di acciacio (25%) e alluminio (10%). Due misure pesantissime, che hanno subito innescato una forte reazione da parte della UE. Per adesso lo scontro è solo verbale, ma presto si potrebbe passare ai fatti. Il rischio che si scateni una vera e propria guerra commerciale è concreto. Trump ha precisato che i dazi che intende imporre sull’import non colpiranno il Messico e il Canada, i vicini di casa con i quali si sta rinegoziando il trattato NAFTA.

    Gli effetti dei dazi sul mercato delle commodities

    mercato delle commoditiesAl momento le ripercussioni sul mercato delle commodities è ancora moderata, anche perché la scena è stat dominata dalla notizia del probabile incontro in maggio tra Trump e Kim Jong Un, il leader nordcoreano, per discutere della denuclearizzazione. Questo ha ridotto il clima di tensione e riacceso la propensione al rischio degli investitori. Non per niente il dollaro è andato in aumento sui mercati valutari, con l’accumulation distribution forex trading che è schizzato verso l’alto.

    Acciaio su, alluminio giù

    Tornando in ambito commodity, la quotazione della bobina di acciaio è schizzata verso l’alto nell’ultimo periodo. Metalli più cari negli Stati Uniti, prezzi sotto pressione nel resto del mondo. Sui mercati delle materie prime l’acciaio era a livello 744 dollari in febbraio, oggi siamo a quota 820. Chi conosce come funziona awesome oscillator trading potrà scorgere un segnale di ipercomprato pressoché costante. Peraltro da ottobre 2017 il mercato ha premiato questo metallo, visto che all’epoca una bobina valena meno di 600 dollari. L’alluminio invece ha fatto registrare la peggiore performance al London Metal Exchange (Lme) quest’anno dopo l’annuncio dei dazi.

    Del resto il mercato delle commodities in generale teme il protezionismo, non fosse altro che per i danni che può infliggere all’economia globale. Infatti meno crescita significa meno consumi e meno produzione, il che al tempo stesso innesca ribassi di prezzo per tutti i materiali.

  • Accordo commerciale Ranocchi-Giuffrè per consolidare la crescita nel settore dei software per professionisti

    Il gruppo Ranocchi e Giuffrè Editore, da poco entrata nell’orbita di Editions Lefebvre Sarrut, hanno perfezionato un accordo per la distribuzione delle soluzioni software Ranocchi tramite la rete commerciale Giuffrè-Lefebvre. (altro…)

  • “…E prima di essere dei Managers siate dei Coraggiosi”: si è spento il Prof. Dott. Roberto Marziantonio.

    Il Prof. Dott. Roberto Marziantonio, padre del primo metodo ufficiale per la gestione strategica  della Comunicazione d’Impresa e delle Relazioni Pubbliche Internazionali, si è spento nella sua Orvieto – dove da tempo si era ritirato – pur continuando a formare e a sostenere con i suoi valori, la sua rigorosa etica e le sue metodologie, sia i  managers che lo hanno affiancato  in uno straordinario cammino professionale sia le giovani leve alle quali ci ha lasciato il compito di trasferire la sua esperienza e il suo know-how: insostituibile maestro di vita e straordinario compagno di viaggio.

    Lascia a tutti noi in eredità l’energia di credere profondamente  che “fare meglio significa innanzitutto la qualità con la quale si realizza” e lascia a tutti noi un messaggio estremamente attuale : “…Ricordatevi sempre che, nel nuovo che avanza, non è mai un’ eccezione che il vecchio si contrapponga… Sia per la difesa di rendite di posizione sia per inerzia abitudinale, fatta di luoghi comuni, sterili liturgie, snervanti burocratismi…. Ma abbiate sempre il coraggio e la determinazione di essere l’energia innovativa che non si arrende.”

    E’ stato Presidente di G&M Strategia d’Immagine per 54 anni, nata in partnership con la Ruder Finn & Rotman , la più grande società indipendente di Relazioni Pubbliche del mondo;   presidente de l’IBS,  Istituto Europeo per il Bilancio sociale; membro  del Comitato Scientifico di SEAN, Social &Ethical, Auditing & Accounting Network (Fondato da KPMG e da Strategia d’Immagine);  socio fondatore del CERP Confédération Europeénne des Relations Publiques  e di Nova Spes (Fondazione Internazionale per lo sviluppo Umano Qualitativo),  oltre che autore di libri di management , docente in master e percorsi universitari specialistici in Italia e all’estero.

    http://www.management-gm.it/robertomarziantonio/

     

  • CTrader: una piattaforma nata per costruire

    La piattaforma cTrader è una delle pluripremiate tra quelle che consentono di operare nel settore del forex online. Con la tecnologia di trading più veloce al mondo sul pianeta, la piattaforma offre condizioni di trading e velocità di esecuzione senza precedenti.

    Come nasce l’idea di creare cTrader?

    L’interfaccia della piattaforma cTrader è stata progettata con l’idea di renderla molto funzionale per il trading istituzionale, con la possibilità di mettere in contatto i trader direttamente con le maggiori banche, utilizzando la tecnologia FIX API, ovvero il protocollo standard del settore per lo scambio di informazioni finanziarie. Ciò consente scambi ininterrotti senza manipolazioni poiché tutti gli ordini vengono inoltrati direttamente al fornitore di liquidità. La piattaforma in oggetto è anche una di quelle utilizzate dal broker Fibo forex che l’annovera nel suo sito insieme alle note MT4 ed MT5. Il sito in oggetto è tra l’altro uno dei più affermati nel settore del forex e del trading CFD, quindi degno di essere preso in considerazione da vecchi e nuovi soggetti interessati a negoziare online e trarne i massimi profitti in tutta sicurezza.

    Una piattaforma dalle caratteristiche uniche

    Direttamente connesso alle banche con 40 Tempi e con grafici di battuta, la piattaforma cTrader funziona su tutti i dispositivi e nell’anno 2013 è stata premiata come miglior piattaforma ai FX e-FX Awards di New York. Il premio annualmente riconosce l’eccellenza del settore in valuta estera da parte giurie composte da banche e da venditori. Le caratteristiche di cTrader più significative e davvero uniche, sono la velocità di esecuzione, la trasparenza e l’interfaccia utente molto intuitiva che hanno attirato l’attenzione del settore. FX-Week ha inoltre la nostra piattaforma per l’ambiente di trading superiore che offre, e per tante altre funzionalità e strumenti mai visti prima su una preposta alla vendita al dettaglio. La piattaforma inoltre consente al broker che la utilizza per proporla alla sua clientela, di ottenere più di 50 campi di informazione su ciascuna delle posizioni, ordini ed offerte. Tra l’altro visualizza l’intero percorso del commercio dal momento del collocamento fino alla sua uscita con relativo importo. L’affidabilità di cTrader ha quindi indotto il team di Fibogroup ad inserirla nella sua holding finanziaria proprio per la trasparenza e sicurezza che è in grado di offrire e che il suddetto broker, mette sempre davanti come essenziale priorità per ben figurare nel settore del trading online e mantenere quindi attiva la sua clientela, oltre che far affiliare nuovi utenti in cerca di serietà e sicurezza.

    Le altre significative funzionalità di cTrader

    La piattaforma cTrader oltre ad una protezione avanzata vanta anche delle eccellenti

    impostazioni avanzate di stop loss, inclusi i trailing stop e lo stop loss. Inoltre, il trader la può utilizzare anche con la funzione di ridimensionamento, che chiude parzialmente e gradualmente la sua posizione per proteggerlo da ulteriori perdite, qualora queste ultime siano già eccessivamente alte. Sempre in merito a caratteristiche e funzionalità di questa piattaforma, vanno citati anche alcuni particolari come ad esempio l’aspetto e la sua dimensione. La piattaforma cTrader, infatti, ha un design reattivo, che si adatta a tutte le dimensioni dello schermo, diventando quindi accessibile a quasi tutto ciò che ha un browser. Tra l’altro il trader può sceglier tra i temi Dark e Light predefiniti o personalizzare i grafici interamente a proprio piacimento. Infine va aggiunto che per l’utente c’è la possibilità di regolare e personalizzare il pulsante Chiudi che consente di specificare variabili per la chiusura di più posizioni. Ad esempio si possono chiudere tutte le posizioni perdenti, le vincenti, le corte o le lunghe. In conclusione è doveroso aggiungere che una piattaforma del genere ed un broker affidabile come il suddetto Fibo forex, rappresentano il binomio ideale per chi intende fare del commercio online e soprattutto con un’ottima velocità di esecuzione, trasparenza e con tanta sicurezza durante le sue transazioni, ovvero con condizioni perfette per praticare un trading di successo.

  • Lombardia StartUp, territorio favorevole grazie a numerosi fattori competitivi

    Intervista al Prof. Angelo Di Gregorio, Ordinario di Management al Dipartimento di Scienze Economico-Aziendali e Diritto per l’Economia dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca sull’approfondimento settimanale di Lombardia Speciale su “Innovazione, Lombardia regina delle start up”.

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    Molti dati confermano che la Lombardia è una terra favorevole alla nascita e alla crescita delle start up (italiane e straniere): dal suo osservatorio privilegiato ci conferma questa tendenza?

    Sicuramente sì. Ci sono diversi motivi che spiegano questo vantaggio competitivo della Lombardia in tema di start up. Innanzitutto la Lombardia è la regione con il Pil maggiore in Italia, per cui è normale che ci sia una maggior cultura imprenditoriale diffusa nel territorio, che certamente contamina positivamente i giovani, che vedono nella nascita di nuove realtà imprenditoriali autonome migliori prospettive rispetto al lavoro dipendente.

    Connesso a questo fattore più economico c’è anche un fattore sociale, che consiste in un minore appeal del lavoro subordinato, con i rischi sulla pensione futura, la complessità di certe carriere, certe forme di stage che non sempre sono realizzate secondo le modalità previste dal legislatore, i bassi salari: tutto questo spinge verso una autonoma imprenditorialità.

    Vi è inoltre un fattore di tipo culturale da non sottovalutare, soprattutto per quanto riguarda Milano, perché in altre aree della regione – se vediamo i numeri – non si discostano molto dal resto del Paese. A Milano, invece, la presenza di Università di grande prestigio, dalla Statale alla Bicocca, dalla Cattolica allo Iulm, dal Politecnico alla Bocconi, da Medicina al San Raffaele per citarne solo alcune, favorisce indubbiamente la nascita di idee innovative da realizzare.

    Milano in questi anni ha poi voluto dire Expo2015, decine di fiere internazionali con la logica molto importante del fuori salone, che hanno determinato un sostrato favorevole alla nascita di nuove imprese.
    Un ultimo aspetto che mi sembra importante citare è quello legato alla finanza. Se Roma è la capitale d’Italia, certamente dal punto di vista economico e finanziario Milano è il cuore del Paese, in termini di venture capital, business angels, a strumenti finanziari e realtà che favoriscono quindi lo sviluppo di start up, soprattutto innovative.

    Quali sono secondo lei gli ingredienti, la ricetta giusta per una start up che si affaccia sul mercato? Come le start up possono negli anni strutturarsi e diventare realtà di successo? E come le istituzioni possono sostenere la nascita e la crescita di nuove start up? Quali sono le misure e gli interventi realmente in grado di dare un valore aggiunto?

    Credo che innanzitutto occorra marcare una differenza tra start up e start up innovative. In entrambi i casi l’elemento qualificante è la persona, con una differenza di fondo: nel caso delle start up può essere qualunque persona abbia un’idea che cerca di concretizzare in un modello di business di impresa, mentre per quanto riguarda le start up innovative è molto più probabile che il terreno fertile sia nell’ambito dei dottorati di ricerca, di studenti universitari, ragazzi giovani con un forte bagaglio culturale e conoscenza tecniche molto avanzate e specialistiche.

    Le note dolenti vengono dopo, quando si tratta di trasformare questa idea in un’impresa, con tutto quello che ne consegue: attività commerciale, di marketing, amministrative e fiscali, logistica, mercati internazionali, tutta una serie di attività che avrebbero bisogno di una sorta di “tutoraggio”, di coaching, di supporto nella messa a punto del modello di business.

    Le istituzioni come Regione Lombardia possono certamente dare un aiuto in questo senso, anche in raccordo con le Università, intervenendo con azioni di tutoraggio e coaching da un lato e, dall’altro, creando ambiente favorevoli, spazi dove i giovani imprenditori possano confrontarsi ed esser facilitati a reperire le risorse per portare avanti questo tipo di iniziative.

    Quali settori vede particolarmente in espansione o in evoluzione e quindi più ricchi di opportunità per chi vuole intraprendere una nuova attività?

    Personalmente sono convinto che il protagonista dell’innovazione è sempre la persona, con il suo “genio creativo”, con il suo desiderio di intraprendere e di realizzarsi nel mondo lavorativo. In questo senso l’innovazione può riguardare qualsiasi settore, non può essere confinata a specifici ambiti settoriali.

    Poi è vero che guardando la nostra realtà italiana, sicuramente un settore oggi molto effervescente dal punto di vista innovativo è quello del gaming, che non è solo entertainment, ma interessa sempre di più le imprese come strumento di comunicazione. Altri ambiti fortemente innovativi sono il mondo dei servizi alle imprese, le App per i servizi alla persona, la logistica, i trasporti. Forse le maggiori opportunità di startup innovative si avranno con l’affermarsi delle smart city, di città dotate di infrastrutture in cui le informazioni circolano su una rete aperta.

    Nel confronto con le più innovative e dinamiche realtà europee e internazionali come si colloca la Lombardia?

    La Lombardia è assolutamente in linea con le realtà più innovative europee. Le differenze sono di contesto territoriale, ma non vedo grandi differenze. Probabilmente, soprattutto nel passato c’erano maggiori difficoltà a trasformare le start up in impresa, a causa di processi e funzioni più complessi da gestire. Come dicevo prima la nota dolente è nel passaggio dalla start up all’impresa vera e propria, perché da una parte non c’è grande conoscenza, managerialità da parte dei giovani aspiranti imprenditori e dall’altra si dovrebbe fare di più per ridurre queste difficoltà che loro incontrano. Forse la conoscenza delle lingue (e non solo dell’inglese) è ancora un gap rispetto ad altre realtà europee.

    Il portale Open Data di Regione Lombardia è il secondo portale in Italia, dopo l’Istat, per ricchezza e quantità di dati messi a disposizione. Qual è secondo lei il valore aggiunto e quali le opportunità, per le imprese e le nuove startup, dello sviluppo e dell’accesso al patrimonio informativo pubblico?

    L’informazione è fondamentale, soprattutto se pensiamo che in un prossimo futuro si affermeranno sempre di più Smart City in cui le informazioni saranno più accessibili e facili da trovare, perché inserite all’interno di un circuito dove tutte le singole applicazioni verticali, che siano il portale di Regione Lombardia o i servizi particolari, piuttosto che le colonnine elettriche delle auto, o anche informazioni di tipo ambientale, circoleranno in un framework unitario. La Smart City, che oggi può sembrare non così chiara e lontana, cambierà il nostro modo di vivere, sia nelle metropoli sia nelle città di medie dimensioni sia negli agglomerati più piccoli.

    Esperienze come quelle di Istat o di Regione Lombardia, quindi, che mettono a disposizione una quantità notevole di dati sono perciò fondamentale, oltre che per una questione di trasparenza dell’attività amministrativa e politica, anche perché sono quelle base dati, quelle informazioni su cui nascono e si fanno partire le start up anche innovative.

    Fonte : Lombardia Speciale

  • Progetto Professionalità 2017/2018: premiati i giovani lombardi più meritevoli

    Arricchire e perfezionare con costanza il proprio bagaglio di conoscenze e competenze è fondamentale per imboccare la strada verso una carriera all’altezza delle proprie potenzialità. Ne sono consapevoli i numerosi candidati che hanno partecipato alla XIX edizione del bando “Progetto Professionalità Ivano Becchi”, promosso ogni anno dalla Fondazione Banca del Monte di Lombardia, in collaborazione con UBI Banca. I vincitori, in virtù della motivazione e dell’impegno messo in campo, si sono guadagnati il finanziamento totale e gratuito per svolgere un’esperienza di formazione pratico-lavorativa, da loro stessi proposta, in qualunque parte del mondo.

    L’iniziativa annuale, attiva dal 1999, supporta i giovani di talento offrendo loro una straordinaria opportunità di crescita professionale personalizzata. I beneficiari, che hanno tra i 18 e i 36 anni, vivono o hanno un’occupazione in Lombardia, hanno effettuato percorsi di studio ed esperienze lavorative molto diverse. I giovani premiati hanno mostrato di possedere una forte determinazione ed un’ottima preparazione, premiate con la possibilità di sviluppare il proprio progetto formativo presso imprese, associazioni, istituti universitari o di ricerca, scuole e pubbliche amministrazioni, centri di eccellenza, in Italia e in altri Paesi, senza sostenere alcuna spesa.

    Il sogno professionale di questi volenterosi giovani, grazie al sostegno concreto della Fondazione, sta per concretizzarsi. Ad essere realizzati saranno i progetti selezionati da un’apposita commissione per i contenuti innovativi, l’attualità delle tematiche e l’elevata specializzazione.

    La maggior parte dei percorsi saranno svolti in Europa, dalla vicina Svizzera ai Paesi Scandinavi, dall’Inghilterra alla Francia, senza dimenticare Austria, Belgio, Spagna e Italia. Come sempre, molti candidati hanno scelto gli Stati Uniti, ma c’è anche chi ha optato per Australia e Israele.

    La ricerca applicata si conferma il settore di specializzazione più richiesto, in molteplici declinazioni: dalle biotecnologie alla geologia, seguita dall’approfondimento delle più varie ed innovative branche della medicina (chirurgia robotica, ematologia, medicina rigenerativa). Da segnalare, infine, tra gli ulteriori ambiti formativi, arte e cultura, ingegneria, affari legali ed economia, nonché ambiente, territorio e agricoltura.

     Per consultare l’elenco dei vincitori è possibile visitare l’apposita sezione del sito www.fbml.it

     

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    www.facebook.com/ProgettoProfessionalita – @ProgProfession – gruppo “Progetto Professionalità – Fondazione Banca del Monte di Lombardia” – Progetto Professionalità Fondazione Banca del Monte di Lombardia

     

  • Prestiti: un miraggio se si ha un contratto a tempo determinato

    I lavoratori con contratto a tempo determinato si rivolgono sempre meno alle società del credito; è questo il dato principale che emerge dall’analisi realizzata da Facile.it e Prestiti.it su un campione di oltre 100.000 domande di finanziamento raccolte fra il l’1 gennaio 2016 ed il 31 dicembre 2017 e i cui risultati sono stati anticipati dall’Adnkronos.

    Guardando alle richieste di credito presentate tramite i due portali, la percentuale di lavoratori precari che hanno cercato di ottenere un prestito personale si è ridotta nel corso dei 2 anni passando dallo 0,31% del 2016 allo 0,17% del 2017. Nello stesso periodo, di contro, si è registrato un aumento della percentuale di dipendenti privati a tempo indeterminato che hanno chiesto un finanziamento, cresciuta dal 62,38% del 2016 al 65,96% del 2017, così come quella dei lavoratori autonomi, passata dal 9,18% (2016) all’11,72% (2017).

    «Sono due i principali fattori che incidono negativamente sulla percentuale di richiedenti prestito con contratto a tempo determinato» spiega Andrea Bordigone, responsabile BU prestiti di Facile.it. «Da un lato l’atteggiamento sempre più prudente da parte degli istituti di credito che tendono a richiedere una posizione lavorativa stabile, o la presenza di un garante, come condizione fondamentale per la concessione di un finanziamento. Dall’altro lato, invece, il comportamento dei lavoratori stessi che, proprio in virtù della loro precarietà, sono meno predisposti a indebitarsi e ad assumersi impegni a medio e lungo termine». 

    In calo anche le somme che i lavoratori a tempo determinato hanno cercato di ottenere dalle società del credito. Nel 2016 la richiesta media (a fronte di uno stipendio di 1.324 euro) era pari ad 8.557 euro da restituire in 58 mensilità, mentre nel 2017 è stata pari a 8.247 euro (-3,6%), con un piano di restituzione di 51 mesi.

    Guardando alle finalità dichiarate dai richiedenti con contratto a tempo determinato, poco varia. Nel 2016 la prima motivazione era rappresentata dall’ottenimento di liquidità, seguita da acquisto di auto usate e consolidamento debiti. Nel 2017, invece, la prima finalità diventa l’acquisto di auto usate, seguita dall’ottenimento di liquidità e dalla ristrutturazione di immobili.

  • News contabili, fiscali, lavoro GB – Settimana n. 9 anno 2018

    Intra 2018: riepilogo principali FAQ (26/02/2018)

    Nella giornata di oggi, 26/02/2018, è prevista la scadenza per l’invio del modello Intra Mensile in riferimento al mese di Gennaio 2018. Per questo motivo, nella news di oggi faremo un rapido riassunto delle principali FAQ strutturate da GBsoftware per supportare i nostri clienti nella compilazione del modello Intra e nella preparazione del file telematico.

     

    Le FAQ sono state create appositamente per dare risposte veloci e risolutive ai nostri clienti. Sono uno strumento efficace per migliorare l’esperienza con le applicazioni e risparmiare tempo prezioso in fase di lavorazione.

     

    Riepiloghiamo qui di seguito le FAQ presenti all’interno dell’applicazione “Intra 2018”.

    Società di comodo: controlli per utilizzo credito Iva 2017 (27/02/2018)

    Con la newsletter di oggi vediamo insieme come risolvere le casistiche che emergono successivamente alla trasmissione delle Certificazioni Uniche e andremo ad analizzarle una ad una con degli esempi pratici.

     

    Le società di comodo sono quelle che risultano “non operative” in base a quanto disposto dall’art.30 della Legge 724/94 oppure che risultano in perdita sistematica secondo le indicazioni presenti nella legge 148/11 modificata dal D. Lgs. 175/14.

     

    La disciplina delle società di comodo si applica a: Società di Capitali, Società di persone, Società ed enti di ogni tipo, non residenti, con stabile organizzazione in Italia, indipendentemente dal regime di contabilità adottato.

    Importazione Prima Nota da file XML: rilascio utility (28/02/2018)

    Grazie alle nuove utility sviluppate da GBsoftware – Importazione File XML GB e Importazione Fattura Elettronica XML – è possibile importare anagrafiche clienti/fornitori e relative registrazioni di prima nota di fatture attive e passive provenienti da altre procedure o applicativi con pochi click, rendendo più veloce e snella l’operazione di inserimento dei dati.

     

    Queste nuove funzionalità, sfruttando le potenzialità dello standard XML, permettono di riconciliare in maniera automatica i dati inseriti con quelli già presenti all’interno di GB. Tali automatismi sono personalizzabili in base alle proprie esigenze.

    Per xml si intende un file, strutturato secondo certi standard e regole, che può essere utilizzato per esportare dati tra diversi tipi di Database.

    Bilancio Europeo 2018: rilascio applicazione e principali novità (01/02/2018)

    Da oggi è disponibile il Bilancio Europeo per la campagna 2018, esercizio 31.12.2017, con la nuova tassonomia XBRL (PCI_2017_07_06) che risolve il problema delle imposte anticipate, che aveva complicato la lettura di bilanci abbreviati e micro-imprese nello scorso esercizio.

    Nel Bilancio Europeo troveremo sia automatismi per velocizzare il lavoro dell’utente che nuovi controlli interni GB per ridurre eventuali errori di compilazione, oltre allo sviluppo del bilancio a macrovoci, valida alternativa per chi inserisce un bilancio senza contabilità.

    Analizziamo anche i principali miglioramenti della procedura.

    Caso pratico: Saldo Iva 2017, versamento in unica soluzione o rateizzato (02/02/2018)

    Dalla dichiarazione Iva emerge un debito annuale. Devo pagare obbligatoriamente in un’unica soluzione oppure posso rateizzare e già predisporre gli F24 con le scadenze?

    Il software INTEGRATO GB gestisce il versamento del saldo Iva annuale sia in unica soluzione che rateizzato, così come previsto dall’art.20 del D.Lgs. 241/1997.

    Il versamento in unica soluzione del saldo Iva annuale si deve effettuare entro il 16 marzo 2018.

    Leggi gli articoli completi sul sito ufficiale del software commercialista INTEGRATO GB, prodotto da GBsoftware S.p.A.

  • L’IVA verrà introdotta negli Emirati Arabi Uniti

    L’imposta al 5% verrà introdotta entro il 31 Dicembre da tutti gli stati membri del Gulf Council Cooperation per far fronte al calo delle entrate statali

    Milano, febbraio 2018 I sei stati che compongono il Gulf Council Cooperation, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Qatar, Bahrein, Kuwait e Oman, introdurranno nel corso dell’anno una nuova tassa: l’imposta sul valore aggiunto su beni e servizi.
    La tassazione negli Emirati Arabi Uniti, fino al 2017, era a carico principalmente degli istituti di credito e dei produttori di petrolio che, a causa del prezzo altalenante di quest’ultimo, non garantisce più la stabilità economica per far fronte alle spese per i progetti sociali del paese. La decisione del governo mira a rendere i suoi introiti meno legati al mercato del petrolio e stima il ricavato in più di 3 miliardi di Dirham nei prossimi quattro anni.
    L’IVA, o VAT (Value Added Tax), verrà ora applicata su parte della produzione di beni ed erogazione di servizi con un’aliquota pari al 5%. Il Ministro per gli Affari Finanziari, Al Tayed, ha dichiarato che circa un centinaio di beni di prima necessità saranno esentati o parzialmente esentati. Le eccezioni riguarderanno beni e servizi nei settori alimentari, sanità, servizi sociali e trasporti. Non è stato previsto un aumento dei salari perché l’innalzamento sul costo della vita derivante dalla nuova tassa, sarà contenuto e non si avranno ripercussioni negative sull’economia del paese ma solo vantaggi in campo sociale e per le casse dello stato.
    L’applicazione dell’imposta verrà applicata simultaneamente in tutti i paesi del GCC, evitando che gli scambi dei beni tra un paese e l’altro non vengano tassati e garantendone in questo modo la competitività di ogni stato membro.

    Export Management Consulting opera come società di consulenza alle imprese che vogliono internazionalizzare i propri brand. La competenza e l’esperienza in ambito internazionale, la conoscenza dei mercati attraverso approfondite analisi sono messe al servizio dei clienti per raggiungere il miglior risultato.

    Export Management Consulting llc.
    Sede Legale: Business Center
    Dubai World Center
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    Dubai – UEA

    Sede di Milano:
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  • Axpo Italia acquisisce il 5% di Alleanza Luce&Gas SpA

    Per assicurare al consumatore il massimo della libertà di scelta, e la possibilità di optare fra operatori che competono fra di loro in modo sano, l’Europa ha deciso di mettere al centro delle proprie politiche i processi di liberalizzazione del mercato dell’energia. E così nascono non solo nuovi operatori, ma vengono a crearsi anche interessanti collaborazioni, affinché il servizio sia sempre più efficiente e il mercato avanzato.

    In un settore così variegato, dove negli ultimi anni si è assistito alla nascita di diverse aziende, l’offerta per il cliente è diventata differenziata e molto vantaggiosa: confrontando le varie società, infatti, il consumatore può raggiungere un importante risparmio in bolletta, ad esempio optando per il prezzo fisso o per fasce orarie differenziate. Tuttavia, per giudicare la bontà di un’offerta, è innanzitutto necessario vagliare a fondo la competenza del soggetto che la propone: quanto più quest’ultimo è integrato nella filiera della produzione dell’energia elettrica, più alta è l’affidabilità.

    Ed è alla luce di queste considerazioni che Axpo Italia e Coop Alleanza 3.0 hanno deciso di unire le loro forze, con l’acquisizione del 5% del capitale di Allenza Luce e Gas SpA. Axpo Italia, da 18 anni attiva sul territorio italiano nel trading energetico e nella vendita di energia e gas, parteciperà al progetto Luce e Gas di Coop Alleanza 3.0 fornendo energia, nonché aprendo la propria attività di vendita ai clienti e ai soci di Coop, proprio tramite i servizi di Luce&Gas Coop.

    Mercato liberalizzato: opportunità e vantaggi

    Sono ben 9 milioni gli italiani che, oggi, hanno deciso di approfittare di una fornitura di energia dal mercato libero, ben un cliente su quattro sul totale delle utenze. Una cifra destinata ad aumentare sensibilmente in futuro, non solo poiché queste offerte risultano sempre più appetibili, ma anche poiché entro il 2019 decadrà il regime di maggior tutela per l’energia elettrica. Questo significa che il consumatore non solo potrà scegliere l’offerta che maggiormente risponde alle proprie esigenze, ma potrà anche approfittare di innovativi servizi aggiuntivi, ad esempio optando per strumenti d’assistenza avanzata, preferendo forniture provenienti da fonti rinnovabili, approfittando di sconti con i partner, raccolte punti e moltissimo altro ancora.

    Dinnanzi a un mercato sempre più variegato, con una moltiplicazione sensibile delle proposte, l’Autorità per l’energia elettrica e il gas (AEEG) ha deciso di vagliare la qualità di quest’offerta, creando l’apposito indice IQT. L’attività di monitoraggio ha dimostrato tutta la bontà del mercato dell’offerta dell’energia, considerando come si sia assistito a un incremento di tutti gli indici qualitativi, dal 2008 al 2012:

    • +69% accessibilità al servizio;
    • +95% qualità del servizio;
    • +7% soddisfazione dei clienti.

    Mercato liberalizzato: più occupazione

    Libero mercato e maggiore concorrenza sono due fattori che impongono agli operatori, affinché rimangano competitivi e scongiurino il rischio di chiusure anticipate dei contratti da parte degli utenti, una vera e propria evoluzione strategica, tattica e operativa. Un mercato altamente competitivo, infatti, stimola un migliore mix di prodotti e servizi, nonché richiede il potenziamento di diverse unità aziendali.

    Ed è proprio per questo motivo che Axpo Italia, con l’investimento in Alleanza Luce e Gas, ha deciso di ampliare ulteriormente le proprie attività per raggiungere il settore domestico. Un processo che avviene tramite un ampliamento dell’organico e un’importante ristrutturazione, con la scelta di profili professionali altamente specializzati, maggiori risorse umane e molto altro ancora. in un settore che ha saputo adeguatamente affrontare la crisi, considerando come dal 2007 a oggi siano stati creati ben 20.000 posti di lavoro.

    Simone Demarchi, Amministratore Delegato di Axpo Italia, ha quindi commentato con entusiasmo e ottimismo questo nuovo percorso, sottolineandone tutte le potenzialità di crescita: “Axpo deve garantire la redditività in un contesto di mercato difficile. Questo include anche lo sviluppo di nuove aree di business attraverso partnership mirate e la generazione di reddito aggiuntivo con iniziative tese ad ampliare la nostra offerta sul mercato.”

  • la richiesta di aumento in bolletta agli utenti dall’autorità per l’energia è illegittima

    “Nessuna prestazione personale o patrimoniale può essere imposta se non in base alla legge”

    Nessun potere impositivo dunque in capo all’Autorità la cui Deliberazione N°50 del 1 febbraio 2018 deve considerarsi contraria alle norme di rango costituzionale, quali il principio di legalità di cui all’art. 23 Costituzione

    Con le Sentenze n. 5619 e 5620 pubblicate entrambe il 30.11.2017, il Consiglio di Stato interviene sulla questione – già lungamente dibattuta presso il TAR Lombardia che aveva affrontato la questione con diverse pronunce emesse tra il 2015 e il 2016 – relativa alla legittimità di diverse deliberazioni dell’Autorità per l’Energia Elettrica il Gas ed il Sistema Idrico (d’ora in poi A.E.E.G.S.I.), con particolare riferimento al “codice di rete tipo per il servizio di trasporto dell’energia elettrica”, nella parte in cui “introduce una nuova disciplina in materia di garanzie per l’accesso al servizio di trasporto, di fatturazione del servizio e dei relativi pagamenti” e “dispone che gli utenti del servizio di trasporto e vendita dell’energia (c.d. “traders”) debbono prestare garanzie alle imprese distributrici di energia elettrica.
    La questione concerneva i corrispettivi degli oneri generali del sistema elettrico e alla possibilità che A.E.E.G.S.I. possa imporre ai traders obblighi di garanzia a favore dei soggetti distributori in caso di inadempimento delle obbligazioni gravanti ex lege sui clienti, utenti finali del servizio.
    Per una migliore comprensione del thema decidendum, va premesso che “oneri generali di sistema” sono i costi relativi agli incentivi per le fonti rinnovabili e i costi da destinare a finalità sociali, di tutela ambientale e di uso efficiente delle risorse. Sono fissati per legge e, ai sensi dell’art. 39, co. 3, del D.L. 83/2012 vengono fatturati dal Distributore verso il venditore che dovrà riversarli alla Cassa per i Servizi Energetici e Ambientali (CSEA), oltre che alla società Gestore dei servizi Energetici.
    Conseguentemente tali oneri generali di sistema si ritrovano inclusi nella bolletta elettrica e vengono parametrati al costo effettivo dell’energia e del servizio reso in favore del consumatore finale: gli interventi di A.E.E.G.S.I. sono stati nel senso di prevedere, a carico dei traders (il soggetto che porta l’energia nelle singole case) e laddove il cliente finale fosse rimasto inadempiente, di fornire garanzie idonee in favore del distributore affinchè quest’ultimo non avesse a risentire della morosità accumulata dai clienti finali.
    Calcolando che il debito attuale in circa 1 miliardo di euro (ma la cifra è solo approssimativa),
    l’ A.E.E.G.S.I. dopo essersi vista annullare in sede giurisdizionale, le precedenti deliberazioni che volevano tale debito a carico dei Traders, ha adottato una Deliberazione a dir poco sconcertante e certo tale da pesare sulle tasche dei cittadini, per cui tutta la morosità accumulata dal 1° gennaio 2016 sarà posta a carico dei cittadini in regola con i pagamenti!
    A fondamento della Delibera (la n. 50 del 1° Febbraio 2018) l’Autorità ha posto l’esigenza di far fronte all’inadempimento dei venditori verso i distributori che tuttavia, hanno provveduto al pagamento verso la Cassa dei Servizi energetici Ambientali di quegli oneri di gestione che, tuttavia, stando alle pronunce della giustizia amministrativa, devono restare a carico degli Utenti Finali.
    “Un gioco di parole per salvaguardare i Potenti a spese dei cittadini onesti e rispettosi degli impegni assunti”
    Cerchiamo di fare ordine:

    il risultato finale di oltre dieci procedimenti aperti presso il TAR Lombardia e culminati presso il Consiglio di Stato, è stato nel senso di precisare che i poteri attribuiti all’Autorità, sono quelli previsti dall’art. 2, co. 12, lett. e) della Legge n. 481/1995stabilisce e aggiorna… le tariffe di base, i parametri e gli altri elementi di riferimento per determinare le tariffe, di cui ai commi 17, 18 e 19, nonché le modalità per il recupero dei costi eventualmente sostenuti nell’interesse generale in modo da assicurare…la realizzazione degli obiettivi generali di carattere sociale, di tutela ambientale e di uso efficiente delle risorse di cui al comma 1 dell’articolo 1″e, soprattutto, ha escluso che l’Autorità, in forza della disposizione richiamata, possa ritenersi autorizzata ad intervenire a gamba tesa sui rapporti contrattuali tra distributore e venditore o tra questi e il cliente finale.
    La sentenza del Consiglio di Stato – che pure, nella deliberazione n. 50/18, è stata assurta dall’Autorità, come presupposto fattuale da cui far discendere la “nuova” imposizione a carico dei cittadini – richiamando l’art. 3, comma 10 e 11 del Decreto Legislativo n. 79/99, ha piuttosto ribadito che l’Autorità ha SOLO il potere di individuare gli oneri generali di sistema, con “conseguente adeguamento del corrispettivo” relativo all’accesso e all’uso della rete di trasmissione.
    Nessun potere impositivo dunque in capo all’Autorità la cui Deliberazione deve considerarsi contraria alle norme di rango costituzionale, quali il principio di legalità di cui all’art. 23 Costituzione (“Nessuna prestazione personale o patrimoniale può essere imposta se non in base alla legge.”) e norme di estrazione comunitaria che impongono il rispetto dei principi di economicità e ragionevolezza, da considerarsi come principi immanenti alla materia della produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell’energia.
    In definitiva, la conclusione cui è pervenuto il Consiglio di Stato, si ribadisce, di segno contrario alle affermazioni contenute nell’ultima Deliberazione di A.E.E.G.S.I., è nel senso di escludere alcun potere impositivo a carico dell’Autorità o di un terzo che non sia espressamente prevista dalla legge (e che si possa essere obbligati a pagare debiti altrui non è previsto da alcuna legge né nazionale né sovranazionale!); e soprattutto, nel dare atto che l’attuale compendio normativo evidenzia il “difetto di una previsione legislativa circa il soggetto che subisce le conseguenze dell’inadempimento dei clienti finali”.
    Un vuoto normativo dunque, che impone un intervento del legislatore e non certo un colpo di coda ad opera di un’Autorità Amministrativa Indipendente a tutela dei poteri forti e – come sempre – a discapito dell’anello più debole della filiera.
    Procedendo di questo passo, dopo il canone RAI, dopo gli oneri dell’energia, ci si dovrà forse aspettare che il cittadino onesto debba sostenere anche tutti i debiti per tasse non pagate da altri; per canoni di locazione delle case popolari; per sanzioni amministrative e chissà che altro ancora!?
    È evidente che ammettere, legittimandolo, un sistema impositivo siffatto, significherebbe stravolgere, anzi, abbattere il sistema di garanzie sotteso alla Carta Costituzionale e alle norme di rango sovranazionale che vogliono il Cittadino al centro del sistema di tutele e guarentigie a difesa della personalità umana.
    “Il buon cittadino è quello che non può tollerare nella sua patria un potere che pretende d’essere superiore alle leggi”
    Studio Legale Gelsomina Cimino

    http://studiolegalecimino.eu/laumento-bolletta-voluto-dallautorita-illegittimo/

  • Generare valore nel settore energetico per attrarre gli investimenti

    In Italia gli investimenti diretti esteri (IDE) sono al di sotto della media europea. Lo sostiene l’Aibe Index realizzato dal Censis che vede la nostra nazione fanalino di coda tra i paesi meno interessanti in termini di attrattività di capitali esteri.

    Nonostante le difficoltà per gli investitori stranieri, in Italia esistono esempi positivi di aziende che hanno investito risorse e generato valore nel mercato italiano. Tra queste spicca la società svizzera Axpo, azienda attiva nel settore energetico.

    Misure di attrazione degli investimenti in Italia

    Il Gruppo Axpo ha da sempre creduto nelle potenzialità del mercato italiano e dall’avvio della liberalizzazione del mercato dell’energia ha investito sia nello sviluppo di un’azienda commerciale locale, che oggi fattura ben oltre 2 miliardi di euro, sia nella realizzazione di un articolato piano industriale che comprende infrastrutture di produzione.

    Grazie ad un team d’eccellenza, Axpo Italia, leader nella produzione e commercio di energia elettrica e gas naturale, affronta con successo le numerose zone d’ombra della normativa in ambito energetico per offrire un servizio puntuale ai propri clienti. In ambito finanziario e fiscale, grazie al lavoro di una squadra di professionisti guidata da Andrea Benveduti, CFO di Axpo Italia, vengono infatti gestite molte delle criticità causate da incertezze legislative che ostacolano gli investimenti esteri in Italia da parte delle grandi multinazionali, aumentando, e non solo come percezione, l’ormai tristemente ben nota “incertezza del Sistema Italia”.

    A capo di un team di oltre 50 persone, Benveduti ha tra le sue principali responsabilità – oltre chiaramente alla supervisione della contabilità generale, dei bilanci, dei processi di budgeting, forecasting e risk management – il presidio della funzione di tax management, nonché l’implementazione di piani di Project Financing per nuove iniziative d’investimentosul territorio.

    Andrea Benveduti è anche membro di diversi Consigli di Amministrazione di Società Axpo in Italia, con la possibilità, dunque, di intervenire operativamente nella definizione ed implementazione delle linee strategiche aziendali, capaci di rendere le società economicamente solide e quindi attrattive di ulteriori investimenti dall’estero.

    Il Gruppo Axpo ha infatti sviluppato, negli anni, investimenti in Italia per circa 1,5 miliardi di euro in asset di generazione elettrica.

    A partire dal 2007 Axpo ha promosso, realizzato e reso operative centrali di produzione a ciclo combinato e parchi eolici per circa 2.000 MW di potenza installata. Questo investimento è stato tra i maggiori sviluppato in Italia per la realizzazione di nuovi impianti da parte di un operatore straniero. Ulteriori interventi volti ad aumentarne la flessibilità e quindi la produttività complessiva sono stati finanziati negli ultimi anni.

    Axpo ha inoltre promosso e avviato il progetto per la realizzazione del TAP (Trans Adriatic Pipeline), il metanodotto che collegherà l’Italia, attraverso l’Adriatico e i Balcani, ai paesi produttori del vicino e Medio Oriente. Questo investimento, per quanto limitato in Italia al tratto terminale dell’infrastruttura, rappresenta la maggiore iniziativa per il trasporto di gasin corso di realizzazione verso l’Europa e consentirà l’apertura di un nuovo canale strategico di approvvigionamento per il sud del continente, rendendo l’Italia un hub ancora più significativo per tale commodity.

    Il panorama degli investimenti in Italia

    Secondo un’analisi sul 2016 di Althesys, il think tank che analizza l’economia dell’energia e che pubblica il rapporto Irex sulle fonti rinnovabili, tra nuovi impianti e acquisizioni sono stati investiti in Italia 1,1 miliardi di euro per le rinnovabili.

    Gli investimenti esteri in Italia mostrano un trend guidato principalmente da acquisizioni e fusioni (86% del totale) e marginalmente da accordi e forniture tecnologiche (11%). Questa segmentazione delle operazioni è un segnale che indica una certa riluttanza dei player esteri a investire in nuovi impianti e nuovi progetti.

    La situazione degli investimenti esteri da e verso l’Italia è totalmente ribaltata: infatti, se il grosso degli investimenti esteri in Italia consiste nell’acquisizione di impianti già esistenti, gli investimenti italiani all’estero è dedicato a nuovi impianti. 

    Perché l’Italia perde appeal

    Secondo l’Aibe Index realizzato dal Censis per l’Associazione italiana delle banche estere la capacità dell’Italia di attrarre capitali stranieri è sempre minore.

    Oltre alla mancanza di una normativa chiara e completa che regolamenti il settore, a penalizzare il nostro Paese in termini di capacità di attrarre investimenti concorrono anche l’instabilità politica, il carico e l’indeterminatezza fiscale e i lunghi tempi normativo-burocratici uniti a quelli di una giustizia civile troppo lenta.

    Il carico fiscale complessivo (il cosiddetto total tax rate) che aziende e cittadini italiani devono sopportare è del 64,8%, 25 punti percentuali superiore alla media dei Paesi europei.

    Inoltre, a gravare sulle imprese che operano in Italia è anche il tempo per l’adempimento degli oneri burocratici: sono necessarie ben 269 ore lavorative.

    A livello politico bisogna ricordare l’uscita dell’Italia nel 2016 dalla Carta europea dell’energia, trattato europeo a cui aderiscono 53 paesi, siglato nel 1994, che definisce norme e principi comuni con l’obiettivo di dare certezze giuridiche agli investimenti stranieri e che era diventato punto di riferimento per il settore dell’energia.

    Il recesso dal trattato danneggia l’attrattività dell’Italia, in quanto genera profonde incertezze per gli investitori stranieri nel nostro Paese.

    L’indice vede scivolare l’Italia all’ultimo posto della classifica dei paesi più attrattivi, segna infatti un netto calo passando da un valore di 47,8 registrato l’anno scorso a 40,3. Vale a dire 7 punti in meno.

    Tra i paesi più attrattivi Cina e Germania si collocano in cima alla graduatoria, seguiti da Stati Uniti e India. A seguire poi si posizionano Gran Bretagna, Francia, Spagna, Brasile e Russia.

    C’è però una speranza: l’Italia viene considerata attrattiva per la qualità delle risorse umane, infrastrutture e sistema bancario. Punti di forza e fattori su cui puntare, facendo leva in particolar modo sull’eccellenza dei professionisti come nel caso sopracitato di Axpo Italia, che punta tutto sul valore del suo team.

    Per maggiori informazioni è possibile consultare il corporate website e la pagina Linkedin di Axpo Italia.

  • Lombardia Speciale, alcuni spunti di riflessione sulla situazione socio economica

    Come i cittadini lombardi stanno vivendo questa particolare fase storica?

    Come percepiscono la situazione socio-economica, il clima sociale, le prospettive del paese? Vivono lo stesso sentiment o emerge qualche differenza rispetto ai cittadini del resto d’Italia?

    Lombardia Speciale intende offrire alcuni spunti di riflessione su questi temi di stringente attualità a partire da un’analisi di scenario elaborata da SWG e Polis Lombardia, uno studio costruito sulla base di dati rilevati nel periodo maggio – dicembre 2017 e di dati di archivio.

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    SITUAZIONE SOCIO-ECONOMICA

    Il primo set di dati oggetto di analisi è quello sulla situazione socio-economica generale, che raccoglie ed evidenzia una percezione dei cittadini lombardi generalmente migliore rispetto al dato nazionale.

    In particolare il 65% definirebbe la sua situazione finanziaria soddisfacente (contro il 45% a livello nazionale); il 64% ritiene la qualità della sua vita complessivamente uguale o migliore rispetto a quella di un anno fa (dato nazionale 59%); il 63% ritiene complessivamente che la sua condizione sociale negli ultimi anni sia rimasta la stessa o sia migliorata (dato nazionale 56%); e infine il 49% esprime la paura di perdere il proprio posto di lavoro (dato nazionale 59%).

    LE PROSPETTIVE DEL PAESE
    Da segnalare anche ciò che emerge da un affondo più generale sulle prospettive del paese, che per il 73% dei lombardi l’Italia sta vivendo una fase di regressione (contro il 76% a livello nazionale).
    Significative sono le fratture sociali più vissute nella quotidianità dai cittadini lombardi: onestà – furbizia, ricchezza – povertà, equità – diseguaglianza, lavoro stabile – lavoro flessibile sono le principali, in tutti i casi comunque inferiori rispetto ai dati nazionali.

    Infine vanno sottolineati i dati relativi agli interventi ritenuti necessari per rimettere in moto il paese, che vedono il taglio serio delle imposte come prima richiesta dei lombardi (+4% rispetto al dato nazionale), seguito dall’equità sociale e dal taglio della spesa pubblica.

    FonteLombardia Speciale

  • La storica falegnameria Tino Sana firma gli alberghi di lusso nel cuore dell’Europa

    Gli alberghi più prestigiosi del mondo parlano italiano. Merito di Tino Sana, la storica falegnameria di Almenno San Bartolomeo famosa a livello internazionale per la realizzazione di arredi per alberghi, navi da crociera e complessi comunitari di grande prestigio, che dopo le straordinarie creazioni, tra cui tre dei più eleganti hotel nel cuore di Parigi, inaugura oggi una nuova, attesissima, consegna: l’hotel Stein di Salisburgo.

    L’albergo, a pochi passi dalla chiesa di St. Johannes am Imberg e dalla casa natale di Mozart, è stato inaugurato questa mattina. Tino Sana ha partecipato ai lavori di restauro, delicatissimi, visto che l’hotel, data la sua antichità, è soggetto a rigidi vincoli architettonici e regolamentazioni di tutela. In particolare, collaborando con lo studio fiorentino International Opera, ha progettato 56 camere, di cui 3 suite, personalizzando ogni ambiente. Un lavoro che è stato possibile solo grazie all’interpretazione e alla professionalità degli architetti e dei dipendenti Tino Sana che sono stati in grado di rispondere alle particolarità del luogo.

    La cura dei dettagli, un’accurata attività di ricerca e sviluppo sui materiali e un’altissima professionalità sono da sempre segni distintivi di Tino Sana che con la sua competenza è riuscita a soddisfare anche i clienti più esigenti. Tra il 2017 e il 2018, infatti, l’azienda italiana ha firmato ben 13 hotel: 4 in Italia e 8 all’estero.

    Come per il celebre Hotel Ritz, Tino Sana prende parte alla ristrutturazione di due hotel di lusso parigini: l’Hotel De Crillon e l’Hotel Lutetia, mentre porta la sua firma l’hotel La Clef Champs Èlysèes. L’Hotel De Crillon, inaugurato a luglio 2017 allo storico numero 10 di Place de la Concorde, tra le piazze più belle del mondo, è un luogo simbolo di Parigi, sinonimo di lusso, raffinatezza e storia. Realizzato nel 1758 dall’architetto Ange-Jacques Gabriel su richiesta di Luigi XV, divenne un hotel nel 1909 con il nome Hôtel des Voyageurs. Nelle sue stanze hanno soggiornato ospiti illustri come Maria Antonietta, Franklin Delano Roosvelt e Michael Jackson.

    Il Lutetia, il futuro luxury hotel parigino che gioca sul nome romano della città dell’antica Gallia, si prepara a riaprire nel corso del 2018 grazie al progetto dell’architetto Jean Michel Wilmotte e alla partecipazione di Tino Sana alla ristrutturazione di alcune parti della struttura, si distinguerà per un sapiente equilibrio tra modernità e rispetto dei dettami dell’architettura francese con alcune zone in puro stile liberty. Qui, tra gli altri, sono stati ospitati Joyce, Matisse e Picasso.

    Bisognerà attendere il giugno del 2018 per osservare il fine lavoro eseguito da Tino Sana per La Clef Champs-Èlysèes: caratteristico edificio a 5 piani in stile Haussmann lungo Rue de Bassano, nell’8° arrondissement, per cui la storica falegnameria sta realizzando 70 camere e le aree comuni in stile parigino collaborando con l’architetto Jean Nouvel, vincitore del premio Pritzker.

    «Aver contribuito alla ristrutturazione e creazione di questi straordinari alberghi è per noi motivo di grande orgoglio ed emozione. A guidarci sono stati l’amore incondizionato per la materia prima, il legno, e la fortissima passione per il design e per l’arte dell’arredare. Ogni progetto è stato seguito da un team professionale e flessibile che, mettendosi completamente a disposizione del cliente, è riuscito a offrire un servizio tailor made caratterizzato da una forte identità e da una costante attenzione ai dettagli. Il tutto, con il grande valore aggiunto del made in Italy. Per fare la differenza, nelle architetture di oggi e di domani» – dichiara Gianpaolo Sana, alla guida, insieme al fratello Guido, della Tino Sana.

    Infine, in consegna del 2018, verranno consegnati l’area ristorante del 5* Westin Dragonara Resort di Malta e un lotto di camere ristrutturate del 5* Rosa Grand Hotel di Milano. Lavori che si aggiungono alle creazioni del 2017 come il 4* Chandolin Boutique Hotel, il 4* Ark Hotel di Verona, il 3* superior Hotel La Fenice Et Des Artistes di Venezia e il 4* Al Theatro Palace sempre a Venezia e il 3* Vision Hotel St Sulpice di Losanna.

    I LAVORI

    Hotel Stein – Tino Sana ha prodotto e montato gli arredi di 56 camere, di cui 3 suite, e ha realizzato gli arredi delle aree comuni dell’albergo come la sala meeting, lo shop, la bakery, la gym, la massage room, la spa e il ristorante. Tutti gli arredi si differenziano per materiali, colori e tagli che, pur con un tocco di modernità, si armonizzano alla perfezione con la struttura storica restaurata.

    L’Hotel De Crillon –  Tino Sana ha partecipato ai lavori di ristrutturazione, costati in totale 200 milioni di euro, lavorando per oltre un anno alla progettazione, allo sviluppo e alla consegna dell’ingresso della cantina e del ristorante L’Ecrin dove, in un ambiente dal caratteristico dècor contemporaneo, gli ospiti possono assaggiare le prelibatezze culinarie dello chef Christopher Hache.

    Il Lutetia – Tino Sana ha eseguito la ristrutturazione di circa 180 mt lineari di corridoi per ognuno dei 7 piani, per un totale di circa 1.200 mt rivestiti in legno lucido. Un progetto che, grazie alla competenza tecnica dell’azienda bergamasca e alla costante ricerca di soluzioni tecnologicamente all’avanguardia e di alta qualità, è stato sviluppato con un prodotto innovativo in finitura in eucalipto termotrattato che, con le sue note scure unite alla lucidatura del pannello, regala un effetto di grande raffinatezza in grado di soddisfare sia le richieste dell’architetto sia quelle economiche della committenza.

    La Clef Champs-Èlysèes – Tino Sana ha realizzato 70 camere e le aree comuni. L’azienda, oltre a occuparsi di porte, specchiere, cucine e boiserie per arredi delle camere e dei corridoi, ha curato i rivestimenti in acciaio galvanizzato per ricreare un effetto ottone lucido, ha disegnato e progettato su misura maniglie e armadi e ha realizzato rivestimenti in legno placcato con una tonalità unica di grigio. Rispondendo alle richieste di cliente e architetto, ha creato con i propri partner una tonalità ad hoc di grigio, poi codificata tra le tonalità speciali, rendendo omogenee le caratteristiche estetiche dei piallacci e assicurando l’uniformità del colore, senza differenze tra venature più o meno scure.

     

  • News contabili, fiscali, lavoro GB – Settimana n. 8 anno 2018

    Dichiarazione Iva e Iva Base 2018: importazione Sindaci nel Frontespizio (19/02/2018)

    Da quest’anno è stata introdotta una rilevante novità che riguarda la compilazione automatica della sezione “Sottoscrizione Organo di Controllo” presente nel frontespizio di Iva e Iva Base. Lo stesso automatismo sarà poi previsto anche per i frontespizi di Irap, Redditi SC e Redditi ENC.

     

    Con le novità introdotte in Anagrafica ditte, i dati relativi al Collegio Sindacale devono essere inseriti direttamente nell’apposita TAB “Firmatario e Soci” affinché vengano poi riportati nel frontespizio.

     

    Con l’avvicinarsi della scadenza per l’invio della Dichiarazione IVA e IVA Base, nella newsletter di oggi riepiloghiamo i passaggi da eseguire per un corretto inserimento dei Sindaci in Anagrafica e il successivo riporto degli stessi nel frontespizio.

     

    Caso pratico: Controllo società di comodo (20/02/2018)

    Sto compilando la dichiarazione Iva di una società di capitali e tra i controlli lampeggia quello relativo alla “Verifica operatività”. Ho già confermato i dati della “verifica operatività per l’anno 2017”, ma il controllo rimane rosso.

     

    Il controllo relativo alla “verifica operatività”, che determina in automatico la compilazione del rigo VA15 della Dichiarazione Iva/Iva Base, esamina due diverse fasi che l’utente deve rispettare per far sì che diventi “evaso”.

     

    Il controllo relativo alla verifica operatività risulta evaso solo quando entrambe le operazioni richieste dal software sono state eseguite dall’utente.

     

    Importazione Estratto Conto: rilascio utility (21/02/2018)

    La nuova procedura “GB Bank Studio”, sviluppata da GBsoftware, consente di importare i file di estratto conto dei tuoi clienti al fine di velocizzare e snellire il lavoro di registrazione di prima nota.

     

    GB Bank Studio gestisce in automatico la riconciliazione dei movimenti di conto corrente attraverso la creazione di “regole” del tutto personalizzabili in base alle esigenze di registrazione.

    Dei semplici passaggi permettono di registrare in pochi minuti centinaia di prime note.

    Paghe GB Web 2017: Modello Certificazione Unica 2018 (22/02/2018)

    Per il periodo d’imposta 2017, i sostituti d’imposta devono trasmettere in via telematica all’Agenzia delle Entrate, entro il 7 marzo, le certificazioni relative ai redditi di lavoro dipendente, ai redditi di lavoro autonomo e ai redditi diversi, da rila-sciare al percipiente entro il 31 marzo. I termini che scadono di sabato o in un giorno festivo sono prorogati al primo giorno feriale successivo, pertanto il termine di consegna ai sostituti slitta al 3 aprile 2018.

    Con il software Paghe GB Web gestisci la CU per redditi di lavoro dipendente, dalle procedure di calcolo sino alla creazione del file telematico e annotazioni da importare in GB applicazione Certificazione Unica 2018.

    Dal software Paghe GB Web predisponi i dati relativi al lavoro dipendente da inserire nella Certificazione Unica 2018

    Nuovo Spesometro light 2017: modalità importazione dati (23/02/2018)

    Entro il 6 Aprile 2018 i soggetti passivi IVA devono adempiere al nuovo obbligo di comunicazione dei dati delle fatture emesse e ricevute (art. 21 del DL 78/2010 – DL 193/2016). In GBsoftware è possibile comunicare tali dati importandoli direttamente dalla contabilità, da un nostro tracciato Excel, da file Xml prodotti da altri software oppure inserendo manualmente i dati nella procedura.

    Ricordiamo che il termine massimo di invio del 6 Aprile è stato definito con un provvedimento il 5 Febbraio 2018 dall’Agenzia delle Entrate (n. protocollo 29190/2018) e dovranno essere comunicate tutte le fatture emesse e ricevute, le bollette doganali e le relative variazioni.

    Con GBsoftware, per inviare la comunicazione “Dati Fatture”, è possibile importare i dati in 3 modalità oppure inserirli manualmente.

    Leggi gli articoli completi sul sito ufficiale del software commercialista INTEGRATO GB, prodotto da GBsoftware S.p.A.

  • Bitcoin, è scattato un nuovo rally ma le nubi restano all’orizzonte

    Il peggio è alle spalle oppure no? Questo è l’interrogativo che si pongono gli estimatori delle valute virtuali, e in principal modo quelli del Bitcoin. Le polemiche e la bufera che ha investito il settore da metà dicembre in poi ha fatto passare quasi inosservato il grosso balzo avanti fatto negli ultimi tempi dalla “regina” delle criptovalute. Dal giorno in cui ha toccato i 6mila dollari, Bitcoin ha poi messo in atto un rimbalzo feroce. Oggi viaggia oltre i 10mila, e ha guadagnato circa il 80% in un mese mandando l’indicatore OBV trading (on balance volume) quasi in tilt.

    bitcoinQuesto rendimento renderebbe qualsiasi asset il più appetitoso di tutti, mentre invece continua ad esserci uno spesso velo di diffidenza attorno al BTC. Beninteso, fermo restando che chi ha avuto la lucidità per intuire che i minimi raggiunti a inizio febbraio sarebbero stati la base del rimbalzo, avrà maturato un bel profitto. Ciò vale tanto per chi ha deciso di comprare Bitcoin in modo diretto, sia chi ha deciso di fare trading CFD su Bitcoin futures markets (ovvero senza comprare il sottostante, ma puntando solo sul differenziale di prezzo).

    Lo scenario attorno a Bitcoin

    Ma questa nuova ondata rialzista durerà? E’ sostenibile? Diciamo anzitutto che il rilancio delle quotazione del BTC è stato propiziato da un miglioramento complessivo del contesto di riferimento. La SEC (ovvero la Consob americana) ha fatto una bella apertura sulle criptovalute. Al tempo stesso la posizione dalla Corea del Sud, uno dei mercati più cripto-evoluti, ha fatto scemare l’ipotesi di un giro di vite forte sulle monete digitali. Ed è un buon segnale, paradossalmente, anche il fatto che Buterin – fondatore di Ethereum – abbia detto che il rischio di crollo delle criptovalute resta altissimo a causa della volatilità. Perché è un buon segnale? Semplicemente perché il mercato non ha avuto reazioni isteriche alle sue parole. Questo vuol dire che adesso i i trader stanno iniziando ad essere più maturi, o meglio consapevoli che l’alta volatilità è alla base delle crypto.

    Adesso però si sta per aprire un nuovo fronte caldo. Si discute della possibilità che gli sviluppatori possano cambiare la licenza MIT del Bitcoin, distribuendola tramite software. La comunità dei “miners” pare essere divisa sulla possibilità di introdurre cambi alla licenza libera, e questo potrebbe creare qualche turbolenza nelle prossime settimane.

  • Mutui: meno precari e più under 30

    Negli ultimi anni la percentuale di lavoratori con contratto a tempo indeterminato e di Under 30 che si sono rivolti ad un istituto di credito per richiedere un mutuo è aumentata così come l’attenzione data loro dalle banche. È questa una delle principali evidenze emerse dall’approfondita analisi realizzata da Facile.it e Mutui.it, che hanno voluto fotografare l’evoluzione del settore mutui attraverso l’esame di un campione di 50.000 domande di finanziamento per l’acquisto di un immobile (sia esso prima o seconda casa) presentate tramite i due portali tra l’1 gennaio 2013 e il 31 dicembre 2017 e i cui risultati sono stati  in parte anticipati da Il Sole 24 Ore.

    Mutui, aumentano gli indeterminati, calano i precari 
    Il primo dato che emerge dall’analisi è quello legato ai lavoratori con contratto a tempo indeterminato, che nel corso dei quattro anni hanno visto incrementare notevolmente la loro quota percentuale sul totale dei richiedenti; se si guarda alle domande di finanziamento la percentuale di aspiranti mutuatari con contratto di lavoro a tempo indeterminato è passata dal 77% del 2013 all’81% del 2017. Se si guarda invece ai mutui erogati, nel 2013 quelli concessi a lavoratori con contratto a tempo indeterminato erano l‘81% del totale mentre nel 2017 sono diventati l’86%.
    Nello stesso periodo, invece, è diminuita la quota percentuale di lavoratori a tempo determinato che si sono rivolti alle banche; se si guarda al totale richieste di mutuo, il valore è passato dal 3% del 2013 al 2% del 2017, se invece si guarda ai mutui erogati è calato dal 2,4% all’1,9%.

    «Da un lato i dati indicano che l’aumento generale della fiducia dei consumatori e il miglioramento delle condizioni lavorative hanno contribuito a far crescere la richiesta di mutui da parte di lavoratori dipendenti con contratto a tempo indeterminato», spiega Ivano Cresto, responsabile BU mutui di Facile.it. «Dall’altro lato, però, fanno pensare ad un atteggiamento più prudente da parte delle banche, che considerano la stabilità lavorativa ormai come elemento fondamentale per concedere un mutuo. Fattore che, in assenza di garanti terzi, limita fortemente la possibilità che un lavoratore precario riesca ad ottenere un prestito.».

    Aumentano gli Under 30 con contratto a tempo indeterminato. Effetto Jobs Act?
    Altro importante cambiamento nella domanda di mutui è stato fotografato nel segmento degli Under 30 che si rivolgono ad una banca e, in particolare, di quelli con contratto e tempo indeterminato, categoria che nel corso dei 4 anni è cresciuta erodendo sempre di più la fetta di giovani con contratto a tempo determinato e liberi professionisti.

    Analizzando le richieste di mutuo, la percentuale di aspiranti mutuatari con meno di trent’anni è aumentata sensibilmente, passando dal 3% del 2013 ad addirittura il 31% di fine 2017. Per questa categoria di richiedenti sono cambiate anche le condizioni lavorative dichiarate nel momento in cui è stata presentata domanda; se nel 2013 solo il 75,55% aveva un contratto a tempo indeterminato, nel 2017 la percentuale è salita di oltre 9 punti arrivando all’84,66%.

    Trend analogo emerge dall’analisi dei mutui erogati; la percentuale di Under 30 che è riuscita a ottenere il finanziamento è passata dal 2% del totale nel 2013 al 12% nel 2017 e tra questi, la percentuale di giovani con contratto a tempo indeterminato è cresciuta dal 70% del 2013 all’87,29% del 2017.

    «I dati riflettono i cambiamenti che nel corso degli ultimi anni hanno coinvolto il mercato del lavoro», continua Cresto, «La percentuale di mutuatari under 30 con contratto a tempo indeterminato, ad esempio, è variata notevolmente a ridosso e subito dopo il Jobs Act; nel 2014 era il 78,57%, è diventata l’82,76% nel 2015, nel 2016 è esplosa arrivando al 91,45% e poi è calata nuovamente nel 2017 raggiungendo, come detto, l’87,29%.».

    Aumentano gli importi, diminuisce l’età media
    Il miglioramento delle condizioni generali insieme ai tassi di interesse da tempo ai minimi storici hanno determinato non solo un aumento percentuale dei lavoratori a tempo indeterminato e degli Under 30 che si sono rivolti alle banche, ma anche una crescita di quanto questi hanno richiesto e ottenuto.

    L’importo medio richiesto dai lavoratori a tempo indeterminato è passato dai 122.600 euro del 2013 ai 130.237 euro (+6,2%); l‘erogato, invece, è aumentato da 117.700 euro del 2013 ai 128.770 euro del 2017 (+9,4%).
    Anche gli Under 30 hanno chiesto e ottenuto importi più elevati; la richiesta media è passata da 104.623 euro del 2013 a 122.900 euro del 2017 (+17,5%), l‘erogato da 110.900 euro a 121.460 euro (+9,5%).

    Il progressivo aumento della quota di Under 30 ha determinato, inoltre, una diminuzione dell’età media dei lavoratori con contratto a tempo indeterminato che si sono rivolti a un istituto di credito; tra coloro che hanno ottenuto il mutuo, l’età media è passata da 42 a 39 anni (- 7%), mentre se ci si limita ai richiedenti la riduzione è stata del 9%.

     

  • Bitcoin vs Oro Sfida anche sui Pagamenti Elettronici

    I Bitcoin si sono imposti non solo come criptovaluta ma anche come metodo di investimento a causa dei rialzi record che hanno portato il valore di questa criptovaluta a toccare cifre impensabili.
    In breve nell’ambito degli investimenti a rischio e ad alto rendimento tutte le criptovalute entrate nel mirino degli investitori più audaci diventando di fatto l’antagonista dell’oro il bene rifugio per eccellenza.
    La stabilità e la capacità di mantenere il proprio valore nel tempo pone la strategia compro oro nell’ambito degli investimenti come il perfetto contrario dei Bitcoin e delle criptovalute in generale ad oggi estremamente volatili e adatte a fare trading ad alto rischio.
    Le criptovalute nate per essere un metodo di pagamento elettronico alternativo alle valute tradizionali dei vari paesi sono divenute almeno in questa fase un investimento molto appetibile per la possibilità di realizzare forti guadagni in brevissimo tempo.
    I Bitcoin sono divenuti l’antagonista più accreditato dell’oro per quanto riguarda gli investimenti, in quanto hanno caratteristiche finanziarie opposte al prezioso metallo giallo che viene acquistato e apprezzato nel mondo finanziario proprio per la stabilità del suo valore.
    Nell’economia moderna il ruolo principale dell’oro è stato quello di bene rifugio, ottimo per mantenere stabile il proprio valore anche durante le crisi più profonde, almeno fino ad oggi in quanto una startup inglese ha pensato bene di utilizzare l’oro al pari delle criptovalute abilitando per mezzo di un app la possibilità di pagare in oro anche la spesa di tutti i giorni.
    Grazie al nulla osta delle autorità britanniche e al solido appoggio di Mastercard e Lloyds Bank hanno ideato un sistema di pagamento per mezzo di un qualsiasi smartphone sui cui è possibile installare l’apposita app.
    Un metodo simile a quello utilizzato dalle criptovalute che però effettuano transazioni dirette al contrario di questo metodo di pagamento in oro che si appoggia su una Banca Svizzera nella quale è necessario aprire un conto per mezzo del quale acquistare l’oro che potrà poi essere utilizzato per effettuare i pagamenti.
    Il vantaggio di questo nuovo metodo di pagamento elettronico è quello di poter detenere i propri soldi in oro con tutti i risvolti che questo concerne essendo un bene che al contrario delle valute tradizionali non si svaluta e anzi si apprezza anche durante i periodi di svalutazione e di crisi economica.
    Con questa nuova possibilità adesso sarà l’oro a sfidare i Bicoin nell’ambito dei pagamenti elettronici anche se l’utilizzo di questa possibilità difficilmente potrà garantire la privacy delle transazioni economiche come accade con i Bitcoin.

  • Campagna vendita internazionale in via Montenapoleone per il denim “Just Like That”.

    Il brand di moda “Just Like That”, che propone un concetto innovativo per il settore jeans, ha annunciato che da fine gennaio è partita la campagna vendita nell’esclusivo showroom in via Montenapoleone 21.
    Un debutto importante per il marchio che da subito si è posizionato in un segmento lusso: il desiderio di unire l’eleganza nell’abbigliamento con la praticità quotidiana del denim, ha portato alla luce un capo rielaborato, arricchito da inserti fortemente caratterizzanti, risultato di una grande ricerca sulla storia e sui mondi diretti. Le creazioni sono interamente realizzate con tessuto denim giapponese, con applicazioni in Jacquard e tessuti stampati rigorosamente 100% Made in Italy.
    Fin dalla presentazione agli addetti ai lavori, il prodotto è risultato particolarmente apprezzato a livello internazionale: i capi sono già apparsi, accanto ai grandi nimi della moda, su alcuni servizi fotografici delle edizioni internazionali di magazine come “L’Officiel Homme”, altri editoriali sono in uscita e quotidianamente vengono richiesti pezzi per nuovi servizi. L’interesse suscitato anche da buyer internazionali, come la Corea, ha spinto la casa di moda ad avviare la rete da vendita optando per uno dei più prestigiosi showroom nel cuore di Milano.
    La collezione è visibile e acquistabile da subito presso lo showroom multibrand Filippo Gabriele – “Montenapoleone 21” – Milano.
    La collezione unisce magistralmente tagli classici con quel sapore giovane, metropolitano ed internazionale, per un concetto moda fortemente marcato, presente su pantaloni, giacche, camicie e gilet.
    Just Like That oltre ad essere moda è prima di tutto una filosofia di vita: essere unici nello stile.
    Per tutte le informazioni è possibile visionare il sito: http://www.jltdenim.com/