Categoria: Economia e Finanza

  • RC auto: nel Lazio +12,6% in 12 mesi

    A luglio 2024, secondo l’Osservatorio RC auto Facile.itAssicurazione.it i premi medi per assicurare un’auto nel Lazio sono aumentati del 12,27% su base annua arrivando a 673,67 euro, vale a dire circa 74 euro in più rispetto a luglio 2023*.

    La buona notizia, però, è che da qualche mese il trend di aumenti si è invertito e, se si guarda al semestre, a livello regionale l’incremento è stato molto più contenuto, pari al 4,25%, con valori addirittura in calo in alcune province laziali come Rieti (-8%) e Frosinone (-2%).

    «Sebbene il mutato contesto economico si faccia ancora sentire sui premi RC auto, dal mercato iniziano ad arrivare i primi segnali positivi legati al rallentamento dell’inflazione e ad una stabilizzazione dei tassi di sinistrosità», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director assicurazioni di Facile.it «Nonostante il contesto sia quindi caratterizzato dall’incertezza, è lecito attendersi una progressiva stabilizzazione dei premi.».

    I trend provinciali

    Analizzando i dati su base territoriale ed annuale emerge che a luglio 2024 i premi sono sostanzialmente cresciuti in tutta la regione, seppur con importanti differenze tra una provincia e l’altra.

    L’aumento annuo più consistente è stato rilevato in provincia di Latina, dove il premio medio nei dodici mesi è salito del 13,14%. Al secondo posto si posiziona la provincia di Roma, dove le quotazioni sono aumentate del 12,63%. Aumenti sotto la media regionale per la provincia di Frosinone (+9,83%), quella di Rieti (2,29%) e quella di Viterbo, dove i premi sono cresciuti di appena lo 0,9%.

    I valori assoluti

    Analizzando i dati dell’Osservatorio di Facile.it emerge che, a luglio 2024, la provincia laziale in cui l’RC auto è risultata essere più cara è quella di Latina, dove il premio medio è arrivato a 693,29 euro. Seguono le province di Roma (684,42 euro) e Rieti (616,06 euro).

    Le aree dove, invece, i premi medi sono risultati più contenuti sono quelle di Viterbo (518,68 euro) e Frosinone (535,80 euro).

    *L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di oltre un milione di preventivi effettuati nel Lazio dai suoi utenti tra il 1 luglio 2023 e il 31 luglio 2024 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

     

     

  • Smarrimento bagagli: boom polizze viaggio

    Più di 36 milioni; è questo il numero di valigie che lo scorso anno sono state perse, danneggiate o consegnate in ritardo*. Un incubo per chi si sposta in aereo e non sorprende vedere come anche in Italia sempre più vacanzieri cerchino di tutelarsi con una polizza viaggio; secondo l’analisi di Facile.it a giugno 2024 la richiesta di questi prodotti assicurativi è aumentata del 10% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

    «Le polizze viaggio tutelano gli assicurati da una vasta serie di imprevisti che possono rovinare una vacanza, tra cui anche lo smarrimento, il furto, o la ritardata consegna dei bagagli», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director assicurazioni di Facile.it. «In casi come questi l’assicurazione interviene non solo rimborsando il valore dei beni contenuti, ma anche coprendo le spese sostenute per acquisti di prima necessità.».

    Polizze smarrimento bagagli: cosa coprono e cosa no

    L’assicurazione smarrimento bagagli è una copertura che normalmente viene proposta come estensione della tradizionale polizza viaggio e tutela l’assicurato sia in caso di smarrimento, danneggiamento o ritardata consegna delle valigie da parte del vettore aereo, sia in caso di furto bagagli durante la vacanza.

    Nel caso di smarrimento definitivo o furto, la polizza rimborserà, nei limiti dei massimali, il valore dei beni perduti. Attenzione alle esclusioni: alcune assicurazioni, ad esempio, non coprono oggetti come smartphone, tablet, pc e fotocamere, altre, invece, applicano dei massimali ridotti.

    Beni come denaro contante, assegni e oggetti d’arte normalmente non vengono rimborsati. Se la valigia conteneva anche documenti come passaporto, carta di identità o patente, è bene sapere che nella maggior parte dei casi l’assicurazione viaggio fornisce un contributo economico per rifarli.

    Importante ricordare che se il sinistro è stato causato dal vettore e questi ci risarcisce, l’assicurato sarà indennizzato dalla propria società assicurativa solo dopo aver dedotto l’importo liquidato dalla compagnia aerea.

    Nel caso di bagaglio consegnato in ritardo, invece, l’assicurazione rimborsa all’assicurato le spese sostenute per acquisti di beni di prima necessità. Attenzione perché la definizione di ritardo può variare da compagnia a compagnia, ma normalmente devono trascorrere almeno 12 ore dall’orario di arrivo previsto.

    Le polizze smarrimento bagagli non coprono mai i danni agevolati da dolo o colpa grave dell’assicurato, ovvero nel caso in cui gli oggetti vengano lasciati incustoditi in qualsiasi momento, in caso di dimenticanza, incuria o perdita da parte dell’assicurato. La garanzia è operante non solo per valigie e borse, ma anche, ad esempio, per carrozzine e passeggini.

    Per quanto riguarda i prezzi, secondo l’analisi** di Facile.it una polizza viaggio con garanzia smarrimento bagagli costa, in media, 45 euro per una settimana di viaggio in Europa.

    «Quando compriamo un biglietto aereo capita che il vettore stesso ci proponga la propria polizza viaggio; si tratta, a tutti gli effetti, di coperture offerte da compagnie assicurative e quindi, in termini di affidabilità, sono al pari delle soluzioni acquistabili direttamente sul mercato, ma attenzione perché spesso forniscono una copertura meno ampia, sia in termini di garanzie, sia in termini di personalizzazione sia di massimali», spiega Ghizzoni. «Il consiglio, prima di scegliere, è di capire quali sono le proprie esigenze e sulla base di queste confrontare l’offerta di diverse compagnie assicurative per identificare la soluzione più adatta».

    * SITA Baggage it insights 2024

    ** Simulazione Facile.it sulla base delle offerte disponibili online in data 24 luglio 2024 per un viaggio di una settimana in Europa (valore viaggio 2.000 euro)

  • RC auto: in Campania +8,52% in 12 mesi, ma arrivano i ribassi

    A luglio 2024, secondo l’Osservatorio RC auto Facile.itAssicurazione.it i premi medi per assicurare un’auto in Campania sono aumentati dell’ 8,52% su base annua arrivando a 1.079,26 €euro, vale a dire circa 85 euro in più rispetto a luglio 2023*, addirittura 107 a Napoli.

    La buona notizia, però, è che da qualche mese il trend di aumenti si è invertito e, se si guarda al semestre, in alcune province i valori hanno iniziato a scendere e comunque, a livello regionale, l’incremento è stato molto più contenuto, pari ad appena 0,55%.

    «Sebbene il mutato contesto economico si faccia ancora sentire sui premi RC auto, dal mercato iniziano ad arrivare i primi segnali positivi legati al rallentamento dell’inflazione e ad una stabilizzazione dei tassi di sinistrosità», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director assicurazioni di Facile.it «Nonostante il contesto sia quindi caratterizzato dall’incertezza, è lecito attendersi una progressiva stabilizzazione dei premi.».

    I trend provinciali

    Analizzando i dati su base territoriale emerge che a luglio 2024 i premi sono sostanzialmente cresciuti in tutta la regione, seppur con importanti differenze tra una provincia e l’altra.

    L’aumento annuo più consistente è stato rilevato in provincia di Benevento, dove il premio medio nei dodici mesi è salito dell’ 11,97%. Al secondo posto si posiziona la provincia di Napoli, dove le quotazioni sono aumentate del 10,09%, seguita da quella di Salerno (+8,46%). Ai piedi del podio – e anch’esse con aumenti inferiori alla media regionale come Salerno –  Avellino (+6,22%) e Caserta (+4,51%).

    Se dall’osservare i dati su base annua passiamo a farlo si base semestrale, però, vanno evidenziati i valori negativi registrati a Benevento (-1,53%), Caserta (-3,27%) e Avellino (-14,85%).

    I valori assoluti

    Analizzando i dati dell’Osservatorio di Facile.it emerge che, a luglio 2024, la provincia campana in cui l’RC auto costa è risultata essere più costosa è quella di Napoli, dove il premio medio è arrivato a 1.166,79 euro. Seguono le province di Caserta (995,60 euro) e Salerno (841,38 euro). Le aree dove, invece, i premi medi sono risultati più contenuti sono quelle di Benevento (776,35 euro), e Avellino (794,37 euro).

    *L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione oltre un milione di preventivi effettuati in Campania dai suoi utenti tra il 1 luglio 2023 e il 31 luglio 2024 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

     

     

  • Prestiti vacanze: erogati 250 milioni di euro nel 2024

    Sempre più italiani, scelgono di ricorrere ad una società di credito per far fronte ai costi di un viaggio tanto è vero che, secondo le stime di Facile.it e Prestiti.it, nei primi 6 mesi del 2024 sono stati erogati oltre 250 milioni di euro in prestiti personali destinati a coprire spese legate a viaggi e vacanze, valore in crescita del 12% su base annua.

    L’analisi, realizzata su un campione di oltre 150.000 domande di finanziamento personale*, ha messo in luce che chi ha chiesto questo tipo di prestito ha cercato di ottenere, in media, 5.425 euro da restituire in poco più di 4 anni.

    Guardando da vicino il profilo di chi ha presentato domanda di prestito personale per pagare un viaggio, emerge chiaramente come questa tipologia di finanziamento sia particolarmente diffusa tra i giovani; fa capo ad un under 30 una domanda su tre e, in generale, l’età media dei richiedenti è pari a 38 anni. Valore estremamente basso soprattutto se confrontato con le altre tipologie di prestito personale per cui l’età media di chi fa richiesta è pari a 44 anni.

    Analizzando le richieste di prestiti personali per viaggi e vacanze su base territoriale emerge che la regione dove, in percentuale, questi finanziamenti sono maggiormente richiesti è la Liguria. Al secondo posto troviamo la Lombardia; chiude il podio il Lazio.

  • Mutui: richieste +15% nel primo semestre

    Arrivano segnali positivi dal mercato dei mutui; secondo l’osservatorio* congiunto Facile.it – Mutui.it, nei primi sei mesi dell’anno le richieste di finanziamenti raccolte online sono cresciute del 15% rispetto allo stesso periodo del 2023. Sebbene il mercato sia ancora lontano dai livelli raggiunti negli anni precedenti e le erogazioni ancora sottotono (-13% nei flussi finanziati nel primo trimestre 2024 secondo Assofin), la ripresa della domanda fa ben sperare per un secondo semestre con valori in crescita anche sul fronte dei finanziamenti concessi alle famiglie per acquistare casa.

    Guardando all’identikit di chi ha presentato domanda di mutuo emerge che l’importo medio richiesto nei primi sei mesi del 2024 è stato pari a 133.389 euro, valore in aumento del 3% rispetto al 2023. Stesso aumento (+3%) per il valore medio dell’immobile oggetto di mutuo, salito nel 2024 a 207.614 euro. In lieve crescita anche l’età media degli aspiranti mutuatari, passata da 40 a 41 anni. L’incremento dell’età media va letto alla luce dell’aumento del peso percentuale delle richieste di surroga, passate dal 19% del 2023 al 27% del 2024, valore cresciuto grazie al calo dei tassi che ha fatto da traino a questo tipo di operazione.

    Dal punto di vista dell’offerta, i primi sei mesi dell’anno sono stati caratterizzati da buone condizioni sul fronte dei tassi fissi. L’IRS, l’indice di riferimento per i mutui fissi, nonostante un andamento altalenante dovuto alle performance del mercato obbligazionario, è rimasto su livelli bassi per tutto il semestre, con fluttuazioni che, guardando ai valori medi mensili, sono state nell’ordine di una manciata di punti base; ad esempio, l’IRS a 25 anni è passato da 249 punti base di marzo 2024 a 263 punti base di maggio 2024, con un delta di 14 punti base. Oggi l’indice è sceso sotto i 260 punti base. Questo ha permesso alle banche di mantenere bassi i tassi proposti alla clientela; secondo le simulazioni** di Facile.it per un mutuo medio da 126.000 euro in 25 anni (LTV 70%) le migliori offerte disponibili online partono da un tasso (TAN) del 2,86%, con rata di 588 euro. Tariffe ancora più convenienti per gli immobili di classe A o B, con i mutui green che partono da tassi (TAN) pari a 2,72% e una rata di 579 euro.

    Per quanto riguarda i tassi variabili, nonostante il calo degli indici dovuto al taglio della BCE, i valori restano ancora elevati; per un mutuo medio, le migliori offerte partono da un tasso (TAN) del 4,34%, con una rata di 682 euro. Stando alle previsioni dei futures sugli euribor, che rappresentano le aspettative degli operatori di mercato, l’Euribor, l’indice di riferimento per i mutui a tasso variabile, potrebbe scendere ulteriormente da qui a fine anno, ma il beneficio sarebbe comunque limitato in termini di risparmio sulle rate variabili.

     

    * L’osservatorio è stato realizzato su un campione di oltre 350.000 richieste di finanziamento raccolte online da Facile.it e Mutui.it dall’1/1/2023 al 27/6/2023 e dall’1/1/2024 al 27/6/2024

    ** Simulazioni fatte in data 28 giugno 2024 su mutuo da 126.000 euro in 25 anni LTV 70%

     

  • Quotazioni del rame destinate a salire per la transizione energetica

    Nonostante quest’anno sia già caratterizzato da un forte aumento di prezzo, e malgrado la forte correzione del mese di giugno, il rally delle quotazioni del rame potrebbe non finire. La prospettiva di un deficit di offerta, o se preferite di un eccesso di domanda, è destinata Infatti a imprimere un’ulteriore spinta rialzista.

    I driver delle quotazioni del rame

    quotazioni del rameIl fattore più importante relativo alle quotazioni del rame si lega al percorso di transizione energetica che stiamo vivendo. La richiesta di metallo rosso crescerà notevolmente nei prossimi anni, dal momento che il rame è un elemento cardine del processo di transizione verso una economia green.
    E’ infatti essenziale non solo per la mobilità elettrica, ma anche per il settore eolico e per gli impianti ad energia solare.

    Secondo delle stime formulate da Goldman Sachs, la richiesta di metallo rosso sarà 6 volte superiore a quella attuale nel giro di dieci anni, arrivando a circa 5,4 milioni di tonnellate. Ma se lo scenario attorno alle rinnovabili fosse ancora più spinto, allora la crescita della domanda potrebbe diventare nove volte superiore.

    L’eccesso di domanda rispetto all’offerta

    Chiaramente questo scenario fa immaginare un eccesso di domanda nei prossimi anni, cosa che di conseguenza agirebbe come fattore rialzista sulle quotazioni del rame. Per questo motivo proprio Goldman Sachs ritiene che il metallo rosso potrebbe registrare un ulteriore aumento del 15% entro la fine di quest’anno, arrivando così a superare i 12.000 dollari per tonnellata.

    Ci sono però anche analisti che sono meno convinti di questo scenario, anche alla luce della recente correzione e della broadening formation (megafono) che si sta concretizzando. Secondo loro nel medio periodo ci sarà uno stallo delle quotazioni del rame, per via soprattutto del fatto che l’economia globale non si riprenderà in maniera così rapida come si spera (soprattutto in Cina, il maggior consumatore di rame al mondo).

    Cosa dice il mercato

    Dall’inizio di quest’anno le quotazioni del rame, fino al loro picco di maggio, erano schizzate verso l’alto di circa il 20% (fonte Pocket Option Italia) Il prezzo del future sul metallo rosso al Comex è cresciuto più velocemente del contratto a termine a tre mesi che viene trattato al London Metal Exchange, spalancando così le porte ad ulteriori aumenti di prezzo sulla piazza londinese, dove ha già superato diecimila dollari per tonnellata.

  • Norma case green: 2,5 MLN di italiani pronti a vendere casa

    Nonostante sia entrata in vigore da poco, la normativa UE sulle case green inizia già a produrre i primi effetti tanto è vero che, secondo l’indagine commissionata da Facile.it a mUp Research e Bilendi, quasi 2,5 milioni di italiani hanno deciso di mettere in vendita la propria abitazione proprio per evitare possibili futuri costi di ristrutturazione.

    Ma anche chi oggi vuole comprare casa è spesso condizionato dalla nuova norma; sempre secondo l’indagine*, ci sono quasi 3 milioni di italiani in cerca di un immobile che hanno cambiato i propri criteri di selezione limitando la ricerca alle sole abitazioni efficienti, non toccate dalla direttiva UE; una tendenza diffusa maggiormente nelle regioni del Nord ovest, dove la percentuale arriva al 60%, a fronte di una media nazionale pari al 50%.

    E, invece, sono poco meno di 800mila gli italiani che stanno appositamente cercando di comprare una casa con basse prestazioni energetiche, nella speranza di risparmiare sul prezzo d’acquisto; dinamica, questa, più presente nelle regioni del Centro Italia (18% a fronte di una media nazionale pari al 13%).

    13,7 milioni di italiani spaventati dalla nuova norma

    In Italia, secondo le prime stime, la direttiva UE sulle case green potrebbe riguardare, potenzialmente, quasi 5 milioni di immobili residenziali, con spese di ristrutturazione variabili tra i 20 e i 55 mila euro a famiglia.

    Cifre importanti che, naturalmente, fanno paura a molti italiani: sempre secondo l’indagine, tra chi è a conoscenza della norma, il 43% dichiara di essere spaventato dalla possibilità di dover far fronte a costi così importanti per ristrutturare casa e non sorprende vedere come in molti stiano pensando di vendere la propria abitazione piuttosto che mettere mano al portafogli.

    Va detto, però, che non tutti sono preoccupati: il 15% del campione intervistato, ad esempio, ha dichiarato di essere fiducioso del fatto che ci saranno degli aiuti statali per far fronte alle spese di ristrutturazione, convinzione particolarmente diffusa tra i residenti del Centro Italia dove la percentuale arriva a sfiorare il 18%. Sono circa 2,9 milioni di italiani che credono che la norma non diventerà mai operativa in Italia; in questo caso, la percentuale raggiunge il picco nelle regioni del Nord ovest (10,5%), a fronte di una media nazionale pari al 9%.

    «Un nodo fondamentale saranno gli strumenti che verranno introdotti per aiutare le famiglie ad affrontare questi costi», spiegano gli esperti di Facile.it. «Se guardiamo alle opportunità presenti oggi sul mercato, chi vuole ristrutturare casa può optare per un mutuo ristrutturazione, eventualmente associato all’acquisto se effettuato contestualmente, oppure, se l’importo non è troppo elevato, per un prestito personale. Quest’ultima soluzione, a differenza del mutuo, non richiede una garanzia reale e pertanto potrebbe essere una strada più semplice da percorrere per coloro che hanno già un finanziamento ipotecario sulla propria abitazione».

    Ristrutturazione: mutuo o prestito?

    Per chi volesse finanziare oggi lavori di ristrutturazione, meglio un prestito personale o un mutuo? Per importi contenuti, normalmente fino a 40-50 mila euro, la strada percorribile è quella del prestito personale, poiché gli istituti di credito tendono a non erogare mutui di tale entità. Secondo le simulazioni** di Facile.it e Prestiti.it, ipotizzando un prestito da 35.000 euro per migliorare l’efficienza energetica dell’abitazione, da restituire in 10 anni, i migliori tassi (TAN) disponibili online partono dal 7,5%, con una rata mensile di 415 euro al mese.

    Se invece l’importo è più elevato, ad esempio superiore ai 60.000 euro, l’opzione adeguata è quella del mutuo ristrutturazione: per un finanziamento da 60.000 euro in 20 anni, valore immobile 200.000 euro, i migliori tassi (TAN) disponibili online partono dal 3,10%, con una rata mensile pari a 335 euro. Valori ancora più bassi se la ristrutturazione consente di raggiungere la classe energetica A o B così da accedere ai cosiddetti mutui green: in questo caso, i migliori tassi (TAN) partono dal 2,70%.

    * Indagine commissionata da Facile.it a mUp Research – svolta tra il 31 maggio ed il 7 giugno 2024 attraverso la somministrazione di n.1.035 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana residente sull’intero territorio nazionale nell’intervallo di età considerate.

    ** Simulazioni effettuate in data 19/06/2024.

     

  • Prosegue con successo l’iniziativa Olivami: 85 nuovi ulivi piantati nel primo semestre del 2024

    ItalCredi S.p.A., appartenente al Gruppo Bancario La Cassa di Ravenna S.p.A., specializzata nella Cessione del Quinto e nel Prestito Personale per dipendenti e pensionati, condivide gli aggiornamenti relativi ai certificati Olivami ottenuti.

    A metà anno, la Società è lieta di annunciare i significativi progressi dell’adesione all’iniziativa Olivami, nata per affrontare l’emergenza ambientale nel suggestivo scenario del Salento. Il progetto, dall’inizio del 2024, ha visto la consegna di ben 85 certificati, corrispondenti alla piantumazione di altrettanti ulivi sul territorio salentino.

    Le azioni benefiche

    Nel corso del 2024, l’Azienda si è impegnata attivamente nella promozione della sostenibilità ambientale attraverso l’adozione di oltre 200 alberi nella provincia di Lecce, creando l’“Uliveto ItalCredi”. Questa iniziativa mira a contrastare la diffusione del batterio della Xylella mediante un nuovo modello di olivicoltura sostenibile e partecipativa.

    Ogni donazione è accompagnata da un certificato inviato via e-mail, attestante ufficialmente l’adozione e garantendo un costante aggiornamento sui progressi del progetto, che proseguirà negli anni successivi. 

    85 certificati ottenuti

    Nel primo trimestre dell’anno sono stati consegnati 39 certificati, mentre nel secondo trimestre il numero è salito a 46, per un totale di 85 certificati. Ogni certificato rappresenta un impegno concreto dell’Istituto Finanziario verso la tutela dell’ambiente e la sostenibilità. Gli 85 ulivi piantati fino ad oggi sono la testimonianza tangibile del successo dell’adesione a Olivami. ItalCredi continuerà a monitorare e sostenere la crescita di questi ulivi, garantendo aggiornamenti regolari sui progressi e rafforzando ulteriormente il suo legame con il territorio e l’ambiente.

    L’impegno verso la sostenibilità rimane una priorità assoluta e Olivami rappresenta una delle iniziative messe in campo per promuovere un impatto positivo sull’ambiente. La Società specializzata in Cessione del Quinto e Prestiti a Dipendenti e Pensionati continuerà a lavorare per aumentare la consapevolezza ambientale e incoraggiare ulteriori azioni sostenibili tra i suoi clienti e partner.

    Per rimanere sempre aggiornato, segui Italcredi Spa su LinkedIn, Instagram e Facebook.

  • Mutui: in Toscana richieste +18% nei primi quattro mesi del 2024

    Finalmente segnali positivi dal mondo dei mutui per l’acquisto casa: secondo l’analisi di Facile.it e Mutui.it, nei primi quattro mesi del 2024 in Toscana la richiesta di finanziamenti è aumentata del 18% rispetto allo stesso periodo del 2023. Tornano a crescere anche l’importo medio richiesto (+0,7%) e il valore medio degli immobili oggetto di mutuo (+2%).

    «Il 2023 è stato un anno complesso per il mercato dei mutui, colpito dall’aumento dei tassi di interesse e da una minore disponibilità economica da parte delle famiglie, già alle prese con l’aumento dell’inflazione», spiegano gli esperti di Facile.it. «II 2024, però, è partito positivamente, con una richiesta in aumento, trainata soprattutto dal miglioramento delle condizioni offerte dalle banche per i tassi fissi, che ha generato fra i consumatori una maggiore fiducia verso il futuro.».

    Il profilo del richiedente

    Analizzando un campione* di oltre 18.000 richieste di mutuo raccolte online in Toscana emerge che chi ha presentato domanda di finanziamento nei primi 4 mesi dell’anno ha puntato ad ottenere in media 134.645 euro, importo in lievissimo aumento (+0,7%) rispetto allo stesso periodo del 2023. Cresce anche il valore medio dell’immobile oggetto di mutuo, che arriva a 217.058 euro (+2%). La durata del mutuo scende da 25 anni a 24 anni, mentre l’età media dei richiedenti arriva a 41 anni e mezzo (in aumento di un anno rispetto al 2023).

    Limitando l’analisi alle sole richieste di mutui per l’acquisto della prima casa, emerge che l’importo medio richiesto in Toscana nei primi 4 mesi del 2024 è stato pari a 138.876 euro, valore stabile (+0,2%) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Cala lievemente il valore medio dell’immobile, pari a 195.839 euro (-1%). Cresce leggermente, invece, l’età media del richiedente (38 anni e mezzo), mentre cala la durata del piano di ammortamento (quasi 26 anni e mezzo).

    Crescono le richieste di surroga, trainate dalle condizioni favorevoli offerte dalle banche per i tassi fissi: tra gennaio ed aprile 2024 questo tipo di domande hanno rappresentato il 29% del totale toscano, in aumento di 9 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

    L’andamento provinciale

    Analizzando le richieste di mutuo raccolte in Toscana tra gennaio e aprile 2024 emergono delle differenze a livello locale.

    Firenze è la provincia toscana dove è stato rilevato l’importo medio più alto (147.872 euro), seguita da Lucca (139.058 euro) e Siena (135.690 euro). Valori inferiori alla media regionale per Prato (130.364 euro), Pisa (129.729 euro), Pistoia (129.075 euro), Grosseto (123.358 euro) e Massa-Carrara (122.612 euro). Chiudono la classifica, a brevissima distanza tra di loro, Livorno (121.893 euro) ed Arezzo (121.250 euro).

    L’offerta ed i tassi

    Sul fronte dell’offerta, Facile.it ha rilevato che nei primi quattro mesi dell’anno le condizioni proposte dalle banche sono state nel complesso favorevoli, in particolare per i tassi fissi, con indici in calo trainati dalla diminuzione dell’IRS.

    Guardando alle migliori offerte** disponibili oggi per un mutuo standard da 126.000 euro in 25 anni (LTV 70%), i tassi fissi partono da un TAN pari al 2,87%, vale a dire una rata mensile di 589 euro.

    Indici ancor più vantaggiosi per i cosiddetti mutui green a tasso fisso (per immobili in classe A o B): in questo caso i tassi partono da un tasso TAN pari a 2,65% con una rata mensile di 574 euro.

    Il miglioramento delle condizioni ha riguardato anche i tassi fissi sulla surroga: oggi, chi vuole cambiare banca, può trovare offerte con indici TAN che, per un mutuo medio, partono da 3,05% pari ad una rata di 600 euro (che scende a 578 euro in caso di surroga green).

    Ancora fuori mercato invece l’offerta di tassi variabili: i migliori tassi partono da 4,60% ed una rata di circa 708 euro.

    * Osservatorio realizzato su un campione di oltre 18.000 richieste di mutuo raccolte online in Toscana da Facile.it e Mutui.it a gennaio-aprile 2023/2024.

    ** Simulazioni effettuate su Facile.it in data 3 giugno 2024.

    Immagine © PaeGAG

  • Mutui: con tagli BCE rate in calo di 18 euro

    Giovedì si terrà la riunione della BCE e gli occhi sono puntati sul possibile taglio dei tassi. In attesa di scoprire quale politica adotterà l’Eurotower, Facile.it ha calcolato che, se venisse confermato un taglio di 25 punti base, il calo per un mutuo variabile medio* potrebbe essere di 18 euro.

    In meno di due anni chi ha sottoscritto un mutuo medio, 126.000 euro in 25 anni (LTV 70%) ha visto aumentare la rata di oltre il 60%; per assistere ad un calo significativo bisognerà attendere ancora un po’ di tempo.

    Analizzando l’andamento dei Futures sugli Euribor si scopre che la rata, arrivata a maggio 2024 a 747 euro, potrebbe scendere, complessivamente, di circa 37 euro entro la fine dell’anno e di 55 euro entro giugno 2025, arrivando così a 692 euro tra 12 mesi.

    «Alla luce di questi dati, il consiglio per chi non vuole attendere il calo è di valutare una surroga; le condizioni presenti oggi sul mercato sono favorevoli ed è possibile passare dal variabile al fisso ottenendo un tasso migliore», spiegano gli esperti di Facile.it.

    L’andamento delle richieste di mutuo e l’offerta

    Se i tassi variabili sono ancora alti, quelli fissi offerti dalle banche godono di condizioni favorevoli e, anche grazie a questo, secondo l’osservatorio** di Facile.it le richieste di finanziamenti sono tornate a crescere del 17% nei primi 4 mesi del 2024.

    Guardando alle migliori offerte*** disponibili online per un mutuo standard da 126.000 euro in 25 anni (LTV 70%), i tassi fissi partono da un TAN pari al 2,87%, vale a dire una rata mensile di 589 euro.

    Indici ancora più vantaggiosi per i cosiddetti mutui green a tasso fisso (per immobili in classe A o B): in questo caso i tassi partono da un tasso TAN pari a 2,65% con una rata mensile di 574 euro.

    Il calo dei fissi degli ultimi mesi, come detto, rappresenta un’opportunità anche per chi vuole provare a surrogare il finanziamento; i migliori tassi surroga partono da 3,05% pari ad una rata di 600 euro (che scende a 578 euro in caso di surroga green). Ipotizzando il mutuo medio variabile preso in esame, arrivato a maggio 2024 a 747 euro, un’operazione di surroga consentirebbe di abbassare la rata di 147 euro al mese.

    * Le simulazioni realizzate da Facile.it sono fatte su un mutuo da 126.000 euro in 25 anni, LTV 70%, Tan iniziale 0,67% (Euribor3m+1,25%); la stima sull’impatto dell’aumento delle rate non tiene in considerazione l’ammortamento della quota capitale, elemento che potrebbe variare in base alle caratteristiche del mutuo.

    ** Osservatorio realizzato su un campione di oltre 200.000 richieste di mutuo raccolte online da Facile.it e Mutui.it a gennaio-aprile 2023/2024.

    *** Simulazioni effettuate su Facile.it in data 3 giugno 2024.

  • Vacanze: 3,7 milioni di italiani resteranno a casa per ragioni economiche

    Sono 6,5 milioni gli italiani che quest’anno non andranno in vacanza e, fra loro, ben 3,7 milioni hanno dichiarato che il motivo della rinuncia è di natura economica; il dato arriva dall’indagine commissionata da Facile.it a mUp Research e Bilendi.

    Tra chi non parte – si legge nell’indagine realizzata su un campione rappresentativo della popolazione nazionale* – il 56% ha per l’appunto ammesso di non poterselo permettere economicamente. Percentuale che arriva al 64% tra i rispondenti con età compresa tra i 25 e i 34 anni e tra gli over 65, mentre a livello territoriale arriva dirittura al 66% tra i residenti al Sud e nelle Isole.

    Se, sempre fra coloro che non partiranno per ragioni economiche, il 47% ha dichiarato di essere in difficoltà a causa dell’aumento generale del costo della vita, tra gli over 65 la percentuale arriva addirittura al 71%.

    Il 33% di chi resterà a casa per ragioni economiche, invece, ha detto che non partirà a causa del rincaro dei prezzi legati alla vacanza stessa. In questo caso la fascia più vulnerabile risulta quella degli under 25 (qui la percentuale arriva al 52%).

    Fra le rinunce dovute a ragioni non di natura economica, secondo l’indagine le principali sono l’assenza di giorni di ferie (21%) o la necessità di accudire un familiare (10,5%) o un animale (13%). Da notare anche come siano ancora tanti gli indecisi; circa 7,7 milioni di italiani non sanno se partiranno o meno.

    I prestiti per le vacanze

    Per far pesare meno il costo della vacanza sul budget familiare, sono sempre di più gli italiani che scelgono di rivolgersi ad una società di credito tanto è vero che, secondo l’analisi di Facile.it e Prestiti.it, nei primi 5 mesi del 2024 il peso percentuale delle domande di prestiti personali destinati alle vacanze è aumentato del 9% rispetto allo stesso periodo del 2023.

    In base alle stime dei due portali di comparazione, quest’anno sono stati erogati oltre 200 milioni di euro in prestiti personali destinati a coprire spese legate a viaggi e vacanze

    L’analisi, realizzata su un campione di oltre 150.000 domande di finanziamento personale**, ha messo in luce che chi ha chiesto questo tipo di prestito ha cercato di ottenere, in media, 5.416 euro da restituire in 50 rate, poco più di 4 anni.

    Guardando da vicino il profilo di chi ha presentato domanda di prestito personale per pagare un viaggio, emerge chiaramente come questa tipologia di finanziamento sia particolarmente diffusa tra i giovani; fa capo ad un under 30 una domanda su tre e, in generale, l’età media dei richiedenti è pari a 38 anni (in media, per le altre tipologie di prestiti personali, l’età dei richiedenti è pari a 44 anni).

     

    * Indagine commissionata da Facile.it a mUp Research – svolta tra il 31 maggio ed il 7 giugno 2024 attraverso la somministrazione di n.1.035 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana residente sull’intero territorio nazionale nell’intervallo di età considerate.

     

    ** Analisi realizzata su un campione di oltre 150.000 richieste di prestiti personali raccolti online da Facile.it e Prestiti.it da gennaio a maggio 2023-2024.

  • Mutui: in Campania richieste +12% nei primi quattro mesi del 2024

    Finalmente segnali positivi dal mondo dei mutui per l’acquisto casa: secondo l’analisi di Facile.it e Mutui.it, nei primi quattro mesi del 2024 in Campania la richiesta di finanziamenti è aumentata del 12% rispetto allo stesso periodo del 2023. Tornano a crescere anche l’importo medio richiesto (+1,6%) e il valore medio degli immobili oggetto di mutuo (+1%).

    «Il 2023 è stato un anno complesso per il mercato dei mutui, colpito dall’aumento dei tassi di interesse e da una minore disponibilità economica da parte delle famiglie, già alle prese con l’aumento dell’inflazione», spiegano gli esperti di Facile.it. «II 2024, però, è partito positivamente, con una richiesta in aumento, trainata soprattutto dal miglioramento delle condizioni offerte dalle banche per i tassi fissi, che ha generato fra i consumatori una maggiore fiducia verso il futuro.».

    Il profilo del richiedente

    Analizzando un campione* di oltre 22.000 richieste di mutuo raccolte online in Campania emerge che chi ha presentato domanda di finanziamento nei primi 4 mesi dell’anno ha puntato ad ottenere in media 130.881 euro, importo in lieve aumento (+1,6%) rispetto allo stesso periodo del 2023. Cresce leggermente anche il valore medio dell’immobile oggetto di mutuo, che arriva a 200.887 euro (+1%). La durata del mutuo scende da quasi 25 anni a poco più di 24 anni, mentre l’età media dei richiedenti arriva a 40 anni e mezzo (in aumento di quasi un anno rispetto al 2023).

    Limitando l’analisi alle sole richieste di mutui per l’acquisto della prima casa, emerge che l’importo medio richiesto in Campania nei primi 4 mesi del 2024 è stato pari a 136.366 euro, stabile (+0,4%) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Invariato anche il valore medio dell’immobile, pari a 190.376 euro. Cresce leggermente, invece, l’età media del richiedente (poco più di 38 anni), mentre cala la durata del piano di ammortamento (26 anni).

    Crescono le richieste di surroga, trainate dalle condizioni favorevoli offerte dalle banche per i tassi fissi: tra gennaio ed aprile 2024 questo tipo di domande hanno rappresentato il 20,7% del totale campano, in aumento di 7 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

    L’andamento provinciale

    Analizzando le richieste di mutuo raccolte in Campania tra gennaio e aprile 2024 emergono delle differenze a livello locale.

    Napoli è la provincia dove, nei primi 4 mesi dell’anno, è stato rilevato l’importo medio più alto (138.286 euro), seguita da Salerno (126.802 euro), Caserta (119.329 euro) ed Avellino (110.274 euro). Chiude la classifica Benevento (105.677 euro).

    L’offerta ed i tassi

    Sul fronte dell’offerta, Facile.it ha rilevato che nei primi quattro mesi dell’anno le condizioni proposte dalle banche sono state nel complesso favorevoli, in particolare per i tassi fissi, con indici in calo trainati dalla diminuzione dell’IRS.

    Guardando alle migliori offerte** disponibili oggi per un mutuo standard da 126.000 euro in 25 anni (LTV 70%), i tassi fissi partono da un TAN pari al 2,87%, vale a dire una rata mensile di 589 euro.

    Indici ancor più vantaggiosi per i cosiddetti mutui green a tasso fisso (per immobili in classe A o B): in questo caso i tassi partono da un tasso TAN pari a 2,65% con una rata mensile di 574 euro.

    Il miglioramento delle condizioni ha riguardato anche i tassi fissi sulla surroga: oggi, chi vuole cambiare banca, può trovare offerte con indici TAN che, per un mutuo medio, partono da 3,05% pari ad una rata di 600 euro (che scende a 578 euro in caso di surroga green).

    Ancora fuori mercato invece l’offerta di tassi variabili: i migliori tassi partono da 4,60% ed una rata di circa 708 euro.

    * Osservatorio realizzato su un campione di oltre 22.000 richieste di mutuo raccolte online in Campania da Facile.it e Mutui.it a gennaio-aprile 2023/2024.

    ** Simulazioni effettuate su Facile.it in data 3 giugno 2024.

  • Come Creare una Riserva Finanziaria in Oro Fisico

    Creare una riserva finanziaria in oro fisico può essere una strategia di investimento utile per diversificare il proprio portafoglio e proteggersi dall’inflazione e dalle fluttuazioni del mercato.
    Prima di tutto è importante sapere che l’oro da investimento può essere venduto ed acquistato da società che hanno la specifica autorizzazione di banca italia come questo compro oro Firenze.
    Ecco una guida dettagliata su come procedere:
    1. Valutare i Propri Obiettivi Finanziari
    Prima di tutto, è importante capire perché si vuole investire in oro fisico. Gli obiettivi possono includere:
    Protezione contro l’inflazione
    Diversificazione del portafoglio
    Sicurezza in periodi di crisi economica
    Conservazione del valore nel lungo termine
    2. Informarsi sulle Tipologie di Oro Fisico
    Esistono diverse forme di oro fisico in cui investire:
    Monete d’Oro: Popolari tra gli investitori per la loro facilità di commercio e autenticazione. Esempi includono il Krugerrand sudafricano, l’American Eagle, e il Maple Leaf canadese.
    Lingotti d’Oro: Disponibili in varie dimensioni, dai piccoli lingottini da 1 grammo ai grandi lingotti da 1 kg o più.
    Gioielli d’Oro: Meno comuni come forma di investimento a causa del costo aggiuntivo per la lavorazione e la moda.
    3. Stabilire un Budget
    Decidere quanto capitale destinare all’acquisto di oro. È consigliabile non investire tutto il proprio patrimonio in oro, ma piuttosto una percentuale che varia dal 5% al 20% del portafoglio totale.

    4. Trovare un Rivenditore Affidabile
    È cruciale acquistare oro da rivenditori affidabili per evitare truffe e assicurarsi della qualità e della purezza dell’oro. I rivenditori possono essere:

    Banche: Molte banche vendono lingotti e monete d’oro.
    Rivenditori Specializzati: Aziende e negozi specializzati nella vendita di metalli preziosi.
    Zecche: Acquistare direttamente dalle zecche ufficiali del governo.
    5. Verificare la Purezza e l’Autenticità dell’Oro
    Assicurarsi che l’oro acquistato abbia una purezza di almeno 24 carati (99,9% di purezza) per i lingotti e le monete da investimento.

    6. Conservazione dell’Oro
    Decidere dove conservare l’oro acquistato:

    Cassetta di Sicurezza in Banca: Sicura ma comporta costi annuali.
    Cassaforte Domestica: Comoda, ma richiede una cassaforte sicura e un’assicurazione adeguata.
    Depositi Sicuri Specializzati: Servizi di custodia offerti da aziende specializzate.
    7. Assicurazione
    Valutare la possibilità di assicurare l’oro fisico contro furto, incendio e altre calamità.

    8. Monitoraggio del Mercato
    Tenere traccia delle fluttuazioni del prezzo dell’oro e valutare periodicamente se mantenere, vendere o acquistare ulteriori quantità in base alle condizioni di mercato e ai propri obiettivi finanziari.

    9. Conoscere la Fiscalità
    Essere consapevoli delle implicazioni fiscali dell’acquisto, possesso e vendita di oro fisico nel proprio paese. In alcuni paesi, gli investimenti in oro possono essere soggetti a imposte specifiche.

    10. Pianificare la Liquidazione
    Avere un piano su come e quando liquidare l’investimento in oro, che può includere la vendita a rivenditori affidabili o tramite piattaforme di commercio di metalli preziosi.

    Seguendo questi passaggi, è possibile creare una riserva finanziaria in oro fisico in modo sicuro e strategico, contribuendo alla protezione del proprio patrimonio e alla diversificazione del portafoglio.

     

     

  • Mercati finanziari, occhio al clima di eccessivo risk-on che si respira

    Negli ultimi mesi sui mercati finanziari si è respirato un clima di euforia e di propensione al rischio per molti versi sorprendente. Per questo motivo alcuni analisti avvisano che c’è un contesto di risk-on eccessivo, che potrebbe portare a delle svolte improvvise nel prossimo futuro.

    Cosa sta succedendo sui mercati finanziari

    mercati finanziariI dati parlano chiaro. Lo S&P 500 si trova ai massimi mentre l’indice VIX (quello della paura che c’è sui mercati finanziari) si trova ai minimi.
    Questo indice – che misura la volatilità delle opzioni Call e put sull’indice S&P 500 – si trova ormai da 50 mesi sotto il livello di 48. Una scia così lunga si era verificata soltanto tra il 2011 e il 2015.
    Ma a quell’epoca i tassi di interesse si trovavano allo zero su tutti i principali mercati dell’occidente (rendendo quasi normale il maggiore appeal del mercato azionario), mentre adesso i tassi di interesse sono a livelli molto elevati (cosa che dovrebbe diminuire l’appetito al rischio).

    Un pericolo sottovalutato

    Questo scenario descrive perfettamente una situazione in cui il pericolo non viene annusato correttamente dagli investitori. L’azionario americano si trova in una situazione in cui l’ipercomprato tecnico è una spada di Damocle che continua a incombere, ma intanto tutti continuano a seguire una strategia trend following, senza contare i segnali di allarme.
    Anche se ci volessimo concentrare sui fatti di casa nostra, guardando all’indice FTSE MIB, si può sottolineare come moltissimi titoli sono in una situazione di ipercomprato tecnico pluriennale dell’indicatore RSI. Ovvero, uno scenario di prolungata anomalia.

    Correzione e slippage

    Il rischio che si possa assistere a di una forte correzione se non addirittura un downtrend è quindi molto concreto. Del resto le condizioni sono le stesse che si verificarono in occasione della bolla delle dotcom e successivamente con lo scoppio della crisi dei subprime. E quando comparirà l’hanging man (la candela tecnica peggiore, ossia “impiccato”) molti potrebbero pentirsi di non aver valutato bene le insidie di questo contesto.

    Chi ama il rischio farebbe in ogni caso bene a coprirsi con le obbligazioni, che vantano in media dei buoni rendimenti. Quella a lungo termine è in alcuni casi anche a breve periodo potrebbero essere una scelta positiva, chiaramente se si selezionano bene gli asset.

  • Vacanze studio: arrivano le assicurazioni

    A breve migliaia di ragazzi partiranno per una vacanza studio e, come emerso dall’analisi di Facile.it, oggi molte compagnie assicurative propongono polizze ad hoc per questo tipo di viaggio. Prodotti che, con una spesa che parte da 22 euro per due settimane di vacanza, mettono al sicuro i ragazzi da molti imprevisti, ma non sempre è facile orientarsi. Per questo Facile.it ha redatto un breve vademecum per aiutare i genitori a scegliere il prodotto più adatto.

    «I prezzi variano in funzione delle coperture scelte, della destinazione e della durata della vacanza», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director assicurazioni di Facile.it «ma se si vogliono evitare brutte sorprese è sempre fondamentale scegliere con attenzione perché ogni prodotto ha caratteristiche diverse».

    Analizzando l’offerta disponibile online, Facile.it ha calcolato che per un viaggio studio in Europa di 14 giorni l’assicurazione può costare da 22 euro per la copertura medica e bagaglio, da 79 euro se ci si vuole tutelare da una possibile interruzione della vacanza. Se invece si viaggia fuori dall’Europa i prezzi salgono; nel caso degli Stati Uniti, ad esempio, i costi partono da 65 euro a viaggiatore.

    Le differenze rispetto una normale polizza viaggio

    Le polizze vacanze studio sono pensate per tutelare i giovani viaggiatori in caso di soggiorno all’estero per studio, stage o attività di formazione. Funzionano come le tradizionali polizze viaggio, ma hanno alcune differenze rispetto ad esse: quella più importante è l’età dei soggetti assicurabili.

    Possono essere intestate direttamente al minorenne, rendendole di fatto un’opzione perfetta nei casi in cui l’under 18 viaggi senza un adulto. Attenzione, invece, all’età massima; nel caso delle polizze vacanza studio i limiti sono più stringenti e, normalmente, si fermano a 30 o, in pochissimi casi, a 40 anni.

    Spese mediche e assistenza in viaggio

    Ammalarsi in vacanza non è certamente piacevole, ma se accade ad un giovane, all’estero, lontano dai genitori, può diventare ancora più complicato. In questo caso la polizza interviene non solo coprendo eventuali spese mediche, ma anche fornendo supporto all’assicurato: si va, ad esempio, dal consulto medico a distanza all’invio di medicinali urgenti, dall’interprete fino all’individuazione di un medico specialista in loco.

    Alcune polizze coprono, sempre in presenza di ragioni sanitarie, anche i costi legati al rientro anticipato dell’assicurato o, nel caso fosse necessario, quelli di viaggio del familiare che deve raggiungere il minore.

    Smarrimento bagagli

    Smarrire un bagaglio, o essere vittima di un furto, può capitare a tutti, a maggior ragione se si è giovani, da soli e, magari, alla prima esperienza fuori dai confini nazionali. In casi come questo, la polizza vacanza studio offre un supporto di natura economica al ragazzo assicurato: la copertura è valida sia quando è il vettore aereo a smarrire (o danneggiare) il bagaglio, sia in presenza di furto, rapina o scippo.

    Attenzione perché questo tipo di garanzia è normalmente sottoposta a precisi massimali che possono anche variare in funzione della tipologia di oggetto. Ad esempio, beni come smartphone, tablet, pc e fotocamera potrebbero non essere coperti o avere una riduzione del massimale, mentre il denaro contante normalmente non viene mai rimborsato. Nella maggior parte dei casi, però, la società assicurativa fornisce un contributo economico per rifare i documenti smarriti come passaporto e carta di identità.

    Responsabilità civile

    La copertura della responsabilità civile tutela l’assicurato da eventuali danni arrecati a terzi. Nello specifico, la compagnia risarcirà i danni cagionati in conseguenza di un fatto accidentale e interviene in caso di vertenza giudiziale e stragiudiziale. Come sempre, quando si parla di polizze, è importante fare attenzione alle esclusioni, vale a dire quelle circostanze nelle quali la copertura non è attiva. Per la responsabilità civile, ad esempio, la polizza non opera se il danno è derivato da atti dolosi compiuti dall’assicurato o, anche, per danni causati stando alla guida di veicoli a motore.

    Interruzione del viaggio studio

    Alcune compagnie intervengono, rimborsando i costi per il periodo pagato e non goduto, anche in caso di malattia o infortunio che comporti un ricovero di almeno 7 notti.

    Altre società offrono la stessa garanzia anche se ad ammalarsi è uno dei familiari del giovane, coprendo – finita l’urgenza – gli eventuali costi sostenuti per far tornare l’assicurato sul luogo di soggiorno e riprendere gli studi interrotti.

    Non si ha diritto al rimborso, invece, in caso di interruzione volontaria del viaggio o se è dovuta a malattia o infortunio conseguente da abuso di alcolici.

  • Multe: Bari il comune che ha incassato di più in Puglia

    Bari è il comune capoluogo di provincia della Puglia che, nel 2023, ha incassato i maggiori proventi da multe e sanzioni a carico di privati per violazioni delle norme del Codice della Strada; il dato emerge dall’analisi realizzata da Facile.it sui dati del Siope*, il sistema informativo delle operazioni degli enti pubblici, che ha anche messo in luce come il comune abbia incassato poco più di 13 milioni di euro.

    In totale, nel 2023, i comuni capoluogo pugliesi analizzati hanno incassato più di 21 milioni di euro.

    La classifica pugliese per introiti…

    Se, come detto, Bari occupa il primo posto della classifica dei comuni capoluogo di provincia pugliesi, al secondo posto si posiziona Taranto, con 3,2 milioni di euro di proventi, seguito da Brindisi (poco meno di 1,9 milioni).

    Il comune di Trani conquista il quarto posto (1,4 milioni di euro), seguito da Andria (876.000 euro), Foggia (795.000 euro) e Barletta (768.000 euro). Non disponibili i dati per il comune di Lecce.

    … e per importi pro capite

    Facile.it ha calcolato anche il valore di “multa pro capite” (come rapporto tra i proventi registrati nel Siope e il numero di abitanti residenti) sebbene, va specificato, che non tutte le multe vengono inflitte ad automobilisti residenti e, anzi, in alcune aree turisti e pendolari contribuiscono in modo importante al dato complessivo.

    In questo caso la classifica dei comuni capoluogo di provincia varia: al primo posto si conferma la città di Bari, con una “sanzione pro capite” pari a 41 euro, seguita però questa volta da Trani, dove il valore medio è pari a 25 euro e Brindisi, con 23 euro.

    Al quarto posto si posiziona il comune di Taranto, dove l’importo pro capite è pari a 17 euro, seguita da Andria (9 euro), Barletta (8 euro) e Foggia (5 euro).

    Le città non capoluogo e i piccoli comuni

    Includendo nell’analisi anche le città non capoluogo pugliesi emergono dati interessanti: ad esempio, al secondo posto di questa graduatoria, dopo Bari, si posiziona il comune di Galatina in provincia di Lecce che, nel 2023, ha registrato più di 5 milioni di euro di proventi da multe e sanzioni a carico di privati per violazioni delle norme del Codice della Strada. Segue al terzo posto il comune di Trepuzzi (LE) che, nonostante i suoi 13mila abitanti, nel 2023 ha incassato 3,8 milioni di euro da multe stradali. Subito dopo Taranto, invece, si posiziona il comune di Gallipoli (LE) con 2,5 milioni di euro.

    Guardando invece ai comuni pugliesi più piccoli, al di sotto dei 6.500 abitanti, al primo posto si posiziona quello di Sammichele di Bari che, nonostante una popolazione di poco superiore alle 6.000 persone, nel 2023 ha incassato più di 2,3 milioni di euro da multe stradali alle famiglie. A Melpignano, piccolo comune con circa 2.000 residenti in provincia di Lecce, gli incassi da multe stradali sono stati quasi 1,1 milioni di euro, mentre Otranto (comune in provincia di Lecce con circa 5.600 abitanti) ha registrato incassi pari a 805.000 euro.

     

    * L’analisi è stata realizzata da Facile.it su dati Siope, il sistema informativo delle operazioni degli enti pubblici, aggiornati al 15 febbraio 2024 con riferimento alla voce “proventi da multe e sanzioni per violazioni delle norme del codice della strada a carico delle famiglie” relativi all’anno 2023 e ai soli Comuni italiani. Il valore pro capite è stato calcolato rapportando i proventi di ciascun Comune con il numero di abitanti residenti al 1° gennaio 2023 (fonte: Istat).

     

  • Multe: Trieste il comune che ha incassato di più in Friuli-Venezia Giulia

    Trieste è il comune capoluogo di provincia del Friuli-Venezia Giulia che, nel 2023, ha incassato i maggiori proventi da multe e sanzioni a carico di privati per violazioni delle norme del Codice della Strada; il dato emerge dall’analisi realizzata da Facile.it sui dati del Siope*, il sistema informativo delle operazioni degli enti pubblici, che ha anche messo in luce come il comuni abbia incassato quasi 5,6 milioni di euro.

    In totale, nel 2023, i comuni capoluogo del Friuli-Venezia Giulia hanno incassato quasi 10 milioni di euro.

    La classifica abruzzese per introiti…

    Se come detto, Trieste occupa il primo posto della classifica, sul secondo e terzo posto del podio si posizionano Udine (2,5 milioni) e Pordenone (1,3 milioni).

    Chiude la graduatoria regionale il comune di Gorizia, con oltre 472.000 euro ricavati da multe per violazione del Codice della Strada.

    … e per importi pro capite

    Facile.it ha calcolato anche il valore di “multa pro capite” (come rapporto tra i proventi registrati nel Siope e il numero di abitanti residenti) sebbene, va specificato, che non tutte le multe vengono inflitte ad automobilisti residenti e, anzi, in alcune aree turisti e pendolari contribuiscono in modo importante al dato complessivo.

    Dall’analisi emerge che anche in questo caso la classifica rimane invariata: al primo posto si trova Trieste, con una sanzione pro capite pari a 28 euro, seguita – a brevissima distanza – da Pordenone ed Udine, entrambe con 26 euro. Chiude la classifica, ancora una volta, il comune di Gorizia, con una multa pro capite di appena 14 euro.

    I piccoli comuni

    Limitando l’analisi ai comuni del Friuli-Venezia Giulia con meno di 4.000 residenti, ai primi posti si posizionano tre comuni della provincia di Udine: Castions di Strada che, a fronte di 3.647 abitanti, nel 2023 ha incassato più di 678mila euro, Bertiolo, che con 2.353 abitanti ha riscosso più di 605.000 euro di sanzioni e Varmo (2.653 abitanti, 392mila).

    * L’analisi è stata realizzata da Facile.it su dati Siope, il sistema informativo delle operazioni degli enti pubblici, aggiornati al 15 febbraio 2024 con riferimento alla voce “proventi da multe e sanzioni per violazioni delle norme del codice della strada a carico delle famiglie” relativi all’anno 2023 e ai soli Comuni italiani. Il valore pro capite è stato calcolato rapportando i proventi di ciascun Comune con il numero di abitanti residenti al 1° gennaio 2023 (fonte: Istat).

  • Multe: Firenze, Livorno e Siena i comuni che hanno incassato di più in Toscana

    Firenze, Livorno e Siena sono i comuni capoluogo di provincia della Toscana che, nel 2023, hanno incassato i maggiori proventi da multe e sanzioni a carico di privati per violazioni delle norme del Codice della Strada; il dato emerge dall’analisi realizzata da Facile.it sui dati del Siope*, il sistema informativo delle operazioni degli enti pubblici, che ha anche messo in luce come i tre comuni abbiano incassato, rispettivamente, più di 71,8 milioni, 8,9 milioni e 7 milioni di euro.

    In totale, nel 2023, i comuni capoluogo toscani hanno incassato oltre 124 milioni di euro.

    La classifica toscana per introiti…

    Se come detto, Firenze (anche terza a livello nazionale), Livorno e Siena occupano i primi posti della classifica, continuando a scorrere la graduatoria toscana si posizionano Grosseto (6,7 milioni), Pistoia (6,1 milioni), Pisa (5,9 milioni) e Prato (5,5 milioni). Seguono Arezzo (4,2 milioni), Lucca (3,8 milioni) e Massa (2,3 milioni).

    Chiude la classifica Carrara, con oltre 1,5 milioni di euro ricavati da multe per violazione del Codice della Strada.

    … e per importi pro capite

    Facile.it ha calcolato anche il valore di “multa pro capite” (come rapporto tra i proventi registrati nel Siope e il numero di abitanti residenti) sebbene, va specificato, che non tutte le multe vengono inflitte ad automobilisti residenti e, anzi, in alcune aree turisti e pendolari contribuiscono in modo importante al dato complessivo.

    Dall’analisi emerge che anche ai primi posti di questa nuova classifica si trova Firenze, con una sanzione pro capite pari a 198 euro (il dato più alto a livello nazionale), seguita da Siena (134 euro) e Grosseto (83 euro). Continuando a scorrere la graduatoria si posizionano Pistoia (69 euro), Pisa (66 euro), Livorno (58 euro), Arezzo (44 euro), Lucca (43 euro) e Massa (35 euro).

    Chiudono la classifica – a brevissima distanza – tra di loro i comuni di Prato (28 euro) e Carrara, con una multa pro capite di 26 euro.

    I piccoli comuni

    Limitando l’analisi ai comuni toscani con meno di 3.000 residenti, al primo posto si posiziona Campagnatico, provincia di Grosseto, che conta 2.353 abitanti e, nel 2023, ha incassato più di 805mila euro in multe stradali.

    Secondo e terzo posto per due comuni in provincia di Siena: Buonconvento (2.989 abitanti, quasi 637mila euro di sanzioni) e Murlo (2.429 abitanti, oltre 416mila euro).

     

    * L’analisi è stata realizzata da Facile.it su dati Siope, il sistema informativo delle operazioni degli enti pubblici, aggiornati al 15 febbraio 2024 con riferimento alla voce “proventi da multe e sanzioni per violazioni delle norme del codice della strada a carico delle famiglie” relativi all’anno 2023 e ai soli Comuni italiani. Il valore pro capite è stato calcolato rapportando i proventi di ciascun Comune con il numero di abitanti residenti al 1° gennaio 2023 (fonte: Istat).

  • Multe: Roma il comune che ha incassato di più nel Lazio

    Roma è il comune capoluogo di provincia del Lazio che, nel 2023, ha incassato i maggiori proventi da multe e sanzioni a carico di privati per violazioni delle norme del Codice della Strada; il dato emerge dall’analisi realizzata da Facile.it sui dati del Siope*, il sistema informativo delle operazioni degli enti pubblici, che ha anche messo in luce come il comuni abbia incassato più di 138,7 milioni di euro.

    In totale, nel 2023, i comuni capoluogo laziali hanno incassato quasi 148,5 milioni di euro.

    La classifica laziale per introiti…

    Se come detto, Roma occupa il primo posto della classifica regionale (e il secondo di quella nazionale), sul secondo e terzo posto del podio si posizionano Rieti (7,5 milioni) e Latina (1,3 milioni).

    Chiudono la graduatoria regionale i comuni di Frosinone (612mila) e Viterbo, con oltre 220.000 euro ricavati da multe per violazione del Codice della Strada.

    … e per importi pro capite

    Facile.it ha calcolato anche il valore di “multa pro capite” (come rapporto tra i proventi registrati nel Siope e il numero di abitanti residenti) sebbene, va specificato, che non tutte le multe vengono inflitte ad automobilisti residenti e, anzi, in alcune aree turisti e pendolari contribuiscono in modo importante al dato complessivo.

    Dall’analisi emerge che in questo caso la classifica cambia: al primo posto si trova Rieti, con una sanzione pro capite pari a 166 euro (al secondo posto nella classifica nazionale), seguita da Roma (50 euro) e – a breve distanza tra di loro – Frosinone (14 euro) e Latina (11 euro). Chiude la classifica, ancora una volta, il comune di Viterbo, con una multa pro capite di appena 3 euro.

    I piccoli comuni

    Limitando l’analisi ai comuni laziali con meno di 3.500 residenti, al primo posto si posiziona Sperlonga, provincia di Latina, che conta 3.062 abitanti e, nel 2023, ha incassato oltre 1,4 milioni di euro in multe stradali. Seguono sul podio Bassano in Teverina (VT) che, a fronte di 1.267 abitanti, nel 2023 ha incassato più di 840mila euro di sanzioni, e Poggio San Lorenzo (RI) (546 abitanti,415 euro).

    * L’analisi è stata realizzata da Facile.it su dati Siope, il sistema informativo delle operazioni degli enti pubblici, aggiornati al 15 febbraio 2024 con riferimento alla voce “proventi da multe e sanzioni per violazioni delle norme del codice della strada a carico delle famiglie” relativi all’anno 2023 e ai soli Comuni italiani. Il valore pro capite è stato calcolato rapportando i proventi di ciascun Comune con il numero di abitanti residenti al 1° gennaio 2023 (fonte: Istat).

  • Multe: Bologna, Parma e Modena i comuni che hanno incassato di più nell’Emilia-Romagna

    Bologna, Parma e Modena sono i comuni capoluogo di provincia dell’Emilia-Romagna che, nel 2023, hanno incassato i maggiori proventi da multe e sanzioni a carico di privati per violazioni delle norme del Codice della Strada; il dato emerge dall’analisi realizzata da Facile.it sui dati del Siope*, il sistema informativo delle operazioni degli enti pubblici, che ha anche messo in luce come i tre comuni abbiano incassato, rispettivamente, più di 31,6 milioni, 13,9 milioni e 11,7 milioni di euro.

    In totale, nel 2023, i comuni capoluogo veneti hanno incassato oltre 92,6 milioni di euro.

    La classifica emiliano-romagnola per introiti…

    Se come detto, Bologna, Parma e Modena occupano i primi posti della classifica, continuando a scorrere la graduatoria emiliano-romagnola si posizionano Rimini (8,4 milioni), Ravenna (7,6 milioni), Reggio Emilia (6,3 milioni), Ferrara (4,5 milioni) e Piacenza (3,7 milioni).

    Chiudono la classifica i comuni di Cesena e Forlì, che hanno incassato, rispettivamente, più di 2,9 milioni e più di 1,7 milioni.

    … e per importi pro capite

    Facile.it ha calcolato anche il valore di “multa pro capite” (come rapporto tra i proventi registrati nel Siope e il numero di abitanti residenti) sebbene, va specificato, che non tutte le multe vengono inflitte ad automobilisti residenti e, anzi, in alcune aree turisti e pendolari contribuiscono in modo importante al dato complessivo.

    Dall’analisi emerge che anche ai primi posti di questa nuova classifica si trovano Bologna, con una sanzione pro capite pari a 81 euro, Parma (71 euro) e Modena (63 euro). Continuando a scorrere la graduatoria si posizionano Rimini (57 euro), Ravenna (49 euro) e – a brevissima distanza tra di loro – Reggio Emilia (37 euro), Piacenza (36 euro) e Ferrara (35 euro).

    Chiudono la classifica, ancora una volta, i comuni di Cesena (30 euro) e Forlì, con una multa pro capite di appena 15 euro.

    I piccoli comuni

    Limitando l’analisi ai comuni emiliano-romagnoli con meno di 3.000 residenti, ai primi posti si posizionano due comuni della provincia di Ravenna: Sant’Agata sul Santerno che, a fronte di 2.901 abitanti, nel 2023 ha incassato più di 131mila euro, e Bagnara di Romagna, che con 2.390 abitanti ha riscosso più di 61.000 di euro di sanzioni.

    Si cambia provincia per il gradino più basso del podio: Ottone, in provincia di Piacenza, che a fronte di appena 434 abitanti lo scorso anno ha incassato più di 45mila euro in multe.

    * L’analisi è stata realizzata da Facile.it su dati Siope, il sistema informativo delle operazioni degli enti pubblici, aggiornati al 15 febbraio 2024 con riferimento alla voce “proventi da multe e sanzioni per violazioni delle norme del codice della strada a carico delle famiglie” relativi all’anno 2023 e ai soli Comuni italiani. Il valore pro capite è stato calcolato rapportando i proventi di ciascun Comune con il numero di abitanti residenti al 1° gennaio 2023 (fonte: Istat).

  • Multe: Cagliari il comune che ha incassato di più in Sardegna

    Cagliari è il comune capoluogo di provincia della Sardegna che, nel 2023, ha incassato i maggiori proventi da multe e sanzioni a carico di privati per violazioni delle norme del Codice della Strada; il dato emerge dall’analisi realizzata da Facile.it sui dati del Siope*, il sistema informativo delle operazioni degli enti pubblici, che ha anche messo in luce come il comuni abbia incassato più di 4,6 milioni di euro.

    In totale, nel 2023, i comuni capoluogo sardi hanno incassato oltre 7,2 milioni di euro.

    La classifica sarda per introiti…

    Se come detto, Cagliari occupa il primo posto della classifica, sul secondo e terzo posto del podio si posizionano Sassari (2 milioni) e Nuoro (447mila).

    Chiude la graduatoria sarda il comune di Oristano, con oltre 86.000 euro ricavati da multe per violazione del Codice della Strada.

    … e per importi pro capite

    Facile.it ha calcolato anche il valore di “multa pro capite” (come rapporto tra i proventi registrati nel Siope e il numero di abitanti residenti) sebbene, va specificato, che non tutte le multe vengono inflitte ad automobilisti residenti e, anzi, in alcune aree turisti e pendolari contribuiscono in modo importante al dato complessivo.

    Dall’analisi emerge che anche in questo caso la classifica rimane invariata: al primo posto si trova Cagliari, con una sanzione pro capite pari a 31 euro. Seguono Sassari (17 euro) e Nuoro (13 euro). Chiude la classifica, ancora una volta, il comune di Oristano, con una multa pro capite di appena 3 euro.

    I piccoli comuni

    Limitando l’analisi ai comuni sardi con meno di 5.000 residenti, in vetta si trovano due comuni della provincia di Cagliari: Monastir che, a fronte di 4.452 abitanti, nel 2023 ha incassato più di 2,2 milioni di euro, e Villasimius, che con 3.689 abitanti ha riscosso più di 148.000 di euro di sanzioni.

    * L’analisi è stata realizzata da Facile.it su dati Siope, il sistema informativo delle operazioni degli enti pubblici, aggiornati al 15 febbraio 2024 con riferimento alla voce “proventi da multe e sanzioni per violazioni delle norme del codice della strada a carico delle famiglie” relativi all’anno 2023 e ai soli Comuni italiani. Il valore pro capite è stato calcolato rapportando i proventi di ciascun Comune con il numero di abitanti residenti al 1° gennaio 2023 (fonte: Istat).

  • Multe in Umbria: Perugia il comune che ha incassato di più

    Perugia è il comune capoluogo di provincia dell’Umbria che, nel 2023, ha incassato i maggiori proventi da multe e sanzioni a carico di privati per violazioni delle norme del Codice della Strada; il dato emerge dall’analisi realizzata da Facile.it sui dati del Siope*, il sistema informativo delle operazioni degli enti pubblici, che ha anche messo in luce come il comuni abbia incassato più di 5,1 milioni di euro.

    In totale, nel 2023, i comuni capoluogo umbri hanno incassato oltre 5,8 milioni di euro.

    La classifica umbra per introiti…

    Se come detto, Pescara occupa il primo posto della classifica, segue sul secondo gradino del podio il comune di Terni, con oltre 700.000 euro ricavati da multe per violazione del Codice della Strada.

    … e per importi pro capite

    Facile.it ha calcolato anche il valore di “multa pro capite” (come rapporto tra i proventi registrati nel Siope e il numero di abitanti residenti) sebbene, va specificato, che non tutte le multe vengono inflitte ad automobilisti residenti e, anzi, in alcune aree turisti e pendolari contribuiscono in modo importante al dato complessivo.

    Dall’analisi emerge che anche in questo caso la classifica rimane invariata: al primo posto si trova Perugia, con una sanzione pro capite pari a 32 euro, seguita da Terni, con una multa pro capite di appena 7 euro.

    I piccoli comuni

    Limitando l’analisi ai comuni umbri con meno di 5.000 residenti, ai primi posti si posizionano tre comuni della provincia di Terni: Acquasparta che, a fronte di 4.415 abitanti, nel 2023 ha incassato più di 287mila euro, Montecastrilli, che con 4.814 abitanti ha riscosso più di 249.000 di euro di sanzioni ed Alviano (1.368 abitanti, 186mila euro).

    * L’analisi è stata realizzata da Facile.it su dati Siope, il sistema informativo delle operazioni degli enti pubblici, aggiornati al 15 febbraio 2024 con riferimento alla voce “proventi da multe e sanzioni per violazioni delle norme del codice della strada a carico delle famiglie” relativi all’anno 2023 e ai soli Comuni italiani. Il valore pro capite è stato calcolato rapportando i proventi di ciascun Comune con il numero di abitanti residenti al 1° gennaio 2023 (fonte: Istat).

  • Multe: Trento il comune che ha incassato di più in Trentino-Alto Adige

    Trento è il comune capoluogo di provincia del Trentino-Alto Adige che, nel 2023, ha incassato i maggiori proventi da multe e sanzioni a carico di privati per violazioni delle norme del Codice della Strada; il dato emerge dall’analisi realizzata da Facile.it sui dati del Siope*, il sistema informativo delle operazioni degli enti pubblici, che ha anche messo in luce come il comuni abbia incassato più di 6,8 milioni di euro.

    In totale, nel 2023, i comuni capoluogo del Trentino-Alto Adige hanno incassato oltre 12 milioni di euro.

    La classifica per introiti…

    Se come detto, Trento occupa il primo posto della classifica, segue sul secondo gradino del podio il comune di Bolzano, con quasi 5,2 milioni di euro ricavati da multe per violazione del Codice della Strada.

    … e per importi pro capite

    Facile.it ha calcolato anche il valore di “multa pro capite” (come rapporto tra i proventi registrati nel Siope e il numero di abitanti residenti) sebbene, va specificato, che non tutte le multe vengono inflitte ad automobilisti residenti e, anzi, in alcune aree turisti e pendolari contribuiscono in modo importante al dato complessivo.

    Dall’analisi emerge che anche in questo caso la classifica rimane invariata: al primo posto si trova Trento, con una sanzione pro capite pari a 58 euro, seguita a breve distanza da Bolzano, con una multa pro capite di 49 euro.

    I piccoli comuni

    Limitando l’analisi ai comuni del Trentino-Alto Adige con meno di 4.000 residenti, ai primi posti si posizionano tre comuni della provincia di Trento: Moena che, a fronte di 2.559 abitanti, nel 2023 ha incassato più di 544mila euro, Grigno, che con 2.036 abitanti ha riscosso più di 229.000 di euro di sanzioni e Tione di Trento (3.673 abitanti, quasi 191mila euro).

    * L’analisi è stata realizzata da Facile.it su dati Siope, il sistema informativo delle operazioni degli enti pubblici, aggiornati al 15 febbraio 2024 con riferimento alla voce “proventi da multe e sanzioni per violazioni delle norme del codice della strada a carico delle famiglie” relativi all’anno 2023 e ai soli Comuni italiani. Il valore pro capite è stato calcolato rapportando i proventi di ciascun Comune con il numero di abitanti residenti al 1° gennaio 2023 (fonte: Istat).

  • Bollette elettriche: gli italiani hanno speso il 23% in più della media UE

    Nel 2023 gli italiani hanno speso per la sola bolletta elettrica, in media, oltre 960 euro, vale a dire – a parità di consumi – il 23% in più rispetto alla media europea. Il dato è stato calcolato da Facile.it tenendo in considerazione i consumi di una famiglia-tipo italiana (2.700 kWh) e le tariffe dell’energia elettrica rilevate da Eurostat nei diversi Paesi dell’UE*.

    In valori assoluti significa che, se in Italia si applicassero le tariffe calcolate come media di quelle europee, il costo complessivo delle bollette della luce si alleggerirebbe di oltre 180 euro l’anno.

    Le tariffe nel secondo semestre 2023 in Europa

    Guardando più da vicino le tariffe dell’energia elettrica e limitando l’analisi al secondo semestre dello scorso anno, emerge che tra i 27 Stati UE l’Italia è stato il sesto paese più caro, con una tariffa media pari a 0,3347 €/kWh (incluse tasse ed oneri); il calo dei prezzi rilevato in Italia rispetto al primo semestre dello scorso anno (-12%) non è stato sufficiente per uscire dal gruppo di nazioni dove l’elettricità costa di più.

    Pochi gli stati dell’UE che hanno fatto peggio. Tra questi ci sono la Germania, dove per l’energia elettrica i consumatori privati hanno speso il 20% in più rispetto a noi; l’Irlanda e il Belgio (entrambi +13%) e la Danimarca (+6%).

    Più lunga, invece, la lista dei Paesi con un prezzo dell’energia inferiore al nostro. Limitandosi ai principali, si scopre che, ad esempio, la tariffa media italiana è stata il 29% più alta rispetto a quella rilevata in Francia, il 43% rispetto alla Spagna e addirittura il 53% rispetto alla Svezia. Per non parlare dell’Ungheria; le nostre tariffe, a confronto di quelle ungheresi, sono state più alte del 196%.

    La spesa 2023 in Europa

    Considerando tutto il 2023, la performance italiana è la quinta peggiore d’Europa. Magra consolazione il pensiero che i circa 960 euro spesi nel nostro Paese diventano, a parità di consumi, 1.100 euro in Germania e Belgio, poco meno di 1.000 euro in Danimarca, quasi 970 a Cipro.

    Va nettamente meglio agli altri Stati: in Francia, ad esempio, la spesa annua è stata inferiore ai 660 euro, con un risparmio di circa 300 euro rispetto alla bolletta italiana. Ancor meno hanno speso le famiglie spagnole e svedesi, che hanno messo a budget circa 645 euro, mentre in Grecia la bolletta media si è fermata a 627 euro.

    I portoghesi se la sono cavata con meno di 590 euro, mentre l’Ungheria si conferma come il paese UE più economico: lo scorso anno sono stati sufficienti circa 310 euro per pagare le bollette dell’elettricità.

    * Le tariffe medie rilevate da Eurostat fanno riferimento al 2023 per consumatori domestici con consumi elettrici compresi tra 2.500 kWh e 4.999 kWh, tasse e oneri inclusi.

  • Multe: Torino, Alessandria ed Asti i comuni che hanno incassato di più in Piemonte

    Torino, Alessandria ed Asti sono i comuni capoluogo di provincia del Piemonte che, nel 2023, hanno incassato i maggiori proventi da multe e sanzioni a carico di privati per violazioni delle norme del Codice della Strada; il dato emerge dall’analisi realizzata da Facile.it sui dati del Siope*, il sistema informativo delle operazioni degli enti pubblici, che ha anche messo in luce come i tre comuni abbiano incassato, rispettivamente, più di 54,6 milioni, 3,7 milioni e 3 milioni di euro.

    In totale, nel 2023, i comuni capoluogo piemontesi hanno incassato oltre 68,3 milioni di euro.

    La classifica piemontese per introiti…

    Se come detto, Torino, Alessandria ed Asti occupano i primi posti della classifica, continuando a scorrere la graduatoria piemontese si posizionano Novara (2 milioni), Cuneo (quasi 1,5 milioni), Vercelli (1,3 milioni) e Biella (1 milione).

    Chiude la classifica il comune di Verbania, con oltre 960.000 euro ricavati da multe per violazione del Codice della Strada.

    … e per importi pro capite

    Facile.it ha calcolato anche il valore di “multa pro capite” (come rapporto tra i proventi registrati nel Siope e il numero di abitanti residenti) sebbene, va specificato, che non tutte le multe vengono inflitte ad automobilisti residenti e, anzi, in alcune aree turisti e pendolari contribuiscono in modo importante al dato complessivo.

    Dall’analisi emerge che anche ai primi posti di questa nuova classifica si trovano Torino, con una sanzione pro capite pari a 64 euro, ed Alessandria ed Asti, entrambe con 41 euro di multa. Continuando a scorrere la graduatoria si posizionano Verbania (32 euro), Vercelli (30 euro) e Cuneo (27 euro).

    Chiudono la classifica i comuni di Biella (24 euro) e Novara, con una multa pro capite di appena 20 euro.

    I piccoli comuni

    Limitando l’analisi ai comuni piemontesi con meno di 6.000 residenti, al primo posto si posiziona Canale, provincia di Cuneo, che conta 5.495 abitanti e, nel 2023, ha incassato più di 1 milione e mezzo di euro in multe stradali, seguito da Pecetto Torinese (TO) (4.028 abitanti, più di 881mila euro di sanzioni).

    Per il gradino più basso del podio si torna in provincia di Cuneo: Lagnasco che, a fronte di 1.373 abitanti, lo scorso anno ha incassato più di 673mila euro.

     

    * L’analisi è stata realizzata da Facile.it su dati Siope, il sistema informativo delle operazioni degli enti pubblici, aggiornati al 15 febbraio 2024 con riferimento alla voce “proventi da multe e sanzioni per violazioni delle norme del codice della strada a carico delle famiglie” relativi all’anno 2023 e ai soli Comuni italiani. Il valore pro capite è stato calcolato rapportando i proventi di ciascun Comune con il numero di abitanti residenti al 1° gennaio 2023 (fonte: Istat).

     

     

  • Multe in Abruzzo: Pescara il comune che ha incassato di più

    Pescara è il comune capoluogo di provincia dell’Abruzzo che, nel 2023, ha incassato i maggiori proventi da multe e sanzioni a carico di privati per violazioni delle norme del Codice della Strada; il dato emerge dall’analisi realizzata da Facile.it sui dati del Siope*, il sistema informativo delle operazioni degli enti pubblici, che ha anche messo in luce come il comuni abbia incassato più di 9,4 milioni di euro.

    In totale, nel 2023, i comuni capoluogo abruzzesi hanno incassato oltre 12 milioni di euro.

    La classifica abruzzese per introiti…

    Se come detto, Pescara occupa il primo posto della classifica, sul secondo e terzo posto del podio si posizionano Chieti (1,2 milioni) e Teramo (quasi 1,1 milioni).

    Chiude la graduatoria abruzzese il comune di L’Aquila, con oltre 345.000 euro ricavati da multe per violazione del Codice della Strada.

    … e per importi pro capite

    Facile.it ha calcolato anche il valore di “multa pro capite” (come rapporto tra i proventi registrati nel Siope e il numero di abitanti residenti) sebbene, va specificato, che non tutte le multe vengono inflitte ad automobilisti residenti e, anzi, in alcune aree turisti e pendolari contribuiscono in modo importante al dato complessivo.

    Dall’analisi emerge che anche in questo caso la classifica rimane invariata: al primo posto si trova Pescara, con una sanzione pro capite pari a 79 euro. Seguono – a breve distanza tra di loro – Chieti (25 euro) e Teramo (21 euro). Chiude la classifica, ancora una volta, il comune di L’Aquila, con una multa pro capite di appena 5 euro.

    I piccoli comuni

    Limitando l’analisi ai comuni abruzzesi con meno di 5.000 residenti, al primo posto si posiziona Scafa, provincia di Pescara, che conta 3.495 abitanti e, nel 2023, ha incassato più di 360mila euro in multe stradali.

    Secondo e terzo posto per due comuni in provincia di Chieti; Miglianico (4.631 abitanti, più di 210mila euro di sanzioni) e Torrevecchia Teatina (4.216 abitanti, oltre 187mila euro).

    * L’analisi è stata realizzata da Facile.it su dati Siope, il sistema informativo delle operazioni degli enti pubblici, aggiornati al 15 febbraio 2024 con riferimento alla voce “proventi da multe e sanzioni per violazioni delle norme del codice della strada a carico delle famiglie” relativi all’anno 2023 e ai soli Comuni italiani. Il valore pro capite è stato calcolato rapportando i proventi di ciascun Comune con il numero di abitanti residenti al 1° gennaio 2023 (fonte: Istat).

     

     

  • Multe: Reggio Calabria il comune che ha incassato di più in Calabria

    Reggio Calabria è il comune capoluogo di provincia della Calabria che, nel 2023, ha incassato i maggiori proventi da multe e sanzioni a carico di privati per violazioni delle norme del Codice della Strada; il dato emerge dall’analisi realizzata da Facile.it sui dati del Siope*, il sistema informativo delle operazioni degli enti pubblici, che ha anche messo in luce come il comuni abbia incassato più di 2,7 milioni di euro.

    In totale, nel 2023, i comuni capoluogo calabresi hanno incassato oltre 4 milioni di euro.

    La classifica calabrese per introiti…

    Se come detto, Reggio Calabria occupa il primo posto della classifica, sul secondo e terzo posto del podio si posizionano Catanzaro (oltre 730mila) e Crotone (quasi 390mila).

    Chiude la graduatoria calabrese il comune di Cosenza, con oltre 208.000 euro ricavati da multe per violazione del Codice della Strada.

    … e per importi pro capite

    Facile.it ha calcolato anche il valore di “multa pro capite” (come rapporto tra i proventi registrati nel Siope e il numero di abitanti residenti) sebbene, va specificato, che non tutte le multe vengono inflitte ad automobilisti residenti e, anzi, in alcune aree turisti e pendolari contribuiscono in modo importante al dato complessivo.

    Dall’analisi emerge che anche in questo caso la classifica rimane invariata: al primo posto si trova Reggio Calabria, con una sanzione pro capite pari a 16 euro. Seguono – a breve distanza tra di loro – Catanzaro (9 euro) e Crotone (7 euro). Chiude la classifica, ancora una volta, il comune di Cosenza, con una multa pro capite di appena 3 euro.

    I piccoli comuni

    Limitando l’analisi ai comuni calabresi con meno di 2.000 residenti, ai primi posti si posizionano due comuni della provincia di Cosenza: Tarsia che, a fronte di poco più di 1.800 abitanti, nel 2023 ha incassato quasi 450mila euro, e Roseto Capo Spulico, che con 1.887 abitanti ha riscosso più di 380.000 di euro di sanzioni.

     

    * L’analisi è stata realizzata da Facile.it su dati Siope, il sistema informativo delle operazioni degli enti pubblici, aggiornati al 15 febbraio 2024 con riferimento alla voce “proventi da multe e sanzioni per violazioni delle norme del codice della strada a carico delle famiglie” relativi all’anno 2023 e ai soli Comuni italiani. Il valore pro capite è stato calcolato rapportando i proventi di ciascun Comune con il numero di abitanti residenti al 1° gennaio 2023 (fonte: Istat).

     

  • Prestiti per matrimoni: negli scorsi 2 anni chiesti dal 10% degli sposi

    Gli italiani che scelgono di sposarsi non rinunciano a nozze da sogno, nonostante i costi; in media 13.721 euro secondo l’indagine commissionata da Facile.it a mUp Research e Norstat* e legata agli ultimi 24 mesi.

    Una cifra importante tanto che, tra chi non si è sposato, il 21% ha dichiarato di aver rinunciato per ragioni di natura economica.

    Da notare come i costi per organizzare il matrimonio siano cresciuti notevolmente nel corso del tempo; se negli anni Ottanta tra abiti, partecipazioni, fiori e cerimonia erano sufficienti poco più di 7.000 euro, chi si è sposato negli ultimi due anni ha dovuto mettere a budget, in media, quasi il doppio. C’è anche chi non bada a spese e nello stesso arco temporale è passata dal 3% al 21% la quota di chi ha pagato tra i 20.000 e i 50.000 euro.

    Costi non indifferenti tanto è vero che, come emerso dall’indagine, più di 7 coppie su 10 hanno dovuto chiedere un aiuto. I genitori restano la prima opzione, ma cresce il numero degli sposi che opta per un prestito personale. Se negli anni ’80 e ’90 era una pratica quasi del tutto assente, negli ultimi due anni la percentuale degli sposi che ha chiesto un prestito è arrivata al 10%.

    «Il rapporto degli italiani con il credito al consumo è sempre più maturo», spiegano gli esperti di Facile.it. «Questo tipo di prodotto, se utilizzato con consapevolezza, può essere una soluzione sia per non rinunciare ad un sogno, sia per rendere la spesa più sostenibile sul budget familiare.».

    I prestiti per i matrimoni

    Secondo l’analisi di Facile.it e Prestiti.it** – realizzata su un campione di oltre 200.000 richieste raccolte nell’ultimo anno – chi ha fatto domanda di finanziamento per pagare spese legate a matrimoni o cerimonie ha puntato ad ottenere, in media, poco più di 9.000 euro, con piano di ammortamento pari a 5 anni. Curioso notare l’aumento dell’età media dei richiedenti, passata da 39 a 41 anni.

    Guardando all’andamento territoriale delle domande di prestito, emerge che le regioni dove il peso percentuale di questo tipo di finanziamento sul totale richieste è maggiore sono la Campania, la Puglia, la Sicilia e la Calabria.

    Matrimonio: differenze territoriali e generazionali

    Come è cambiato il matrimonio nel corso degli anni e come varia il suo costo lungo lo Stivale? Guardando ai risultati dell’indagine emergono alcuni fenomeni interessanti; il budget necessario per la cerimonia, ad esempio, è normalmente più alto nelle regioni del Sud Italia e nelle Isole, dove, in media, si spende tra il 14% e il 17% in più rispetto al Nord.

    Dato da leggere anche in funzione del numero degli invitati: se nel Nord Italia i partecipanti ad un matrimonio sono, sempre in media, meno di 80, al Sud e nelle Isole arrivano a 110, e addirittura nel 10% dei casi prendono parte alla festa tra le 200 e le 300 persone (percentuale che, invece, scende sotto all’1% nel Nord Ovest).

    Insieme al numero di invitati, rimasto sostanzialmente stabile nel corso del tempo, resiste al passare delle generazioni l’usanza di sposarsi nella regione di origine di almeno uno dei due sposi; appena il 4% delle coppie ha scelto di celebrare il matrimonio al di fuori di questi confini.

    A cambiare su base territoriale e generazionale, invece, sono i regali fatti dagli invitati; la busta con contanti è da 40 anni il regalo più comune (circa il 50%). Di contro, nel corso del tempo è calata significativamente la percentuale di chi si presenta alla cerimonia con un oggetto fisico (47% negli anni ’80, 23% oggi). La lista nozze, invece, continua ad essere utilizzata, seppur meno rispetto al passato (era il 48% quarant’anni fa, è il 36% oggi), mentre è cresciuto notevolmente negli ultimi 20 anni l’uso del bonifico come contributo al viaggio di nozze; era il 6% a inizio 2000, oggi rappresenta il 26%)

    Al viaggio di nozze, in effetti, non si rinuncia; secondo l’indagine 8 coppie su 10 lo fanno, anche se negli ultimi tempi è cresciuta la percentuale di chi rimanda la data e ormai più di una coppia su quattro sceglie di partire lontano dalla cerimonia.

     

    * Indagine commissionata da Facile.it a mUp Research – svolta tra il 13 e il 15 Febbraio 2024 attraverso la somministrazione di n.1.000 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana residente sull’intero territorio nazionale nell’intervallo di età considerate.

     

    ** Analisi realizzata su un campione di oltre 200.000 richieste di prestiti personali raccolte da Facile.it e Prestit.it da aprile 2023 ad aprile 2024.

  • Crescita economica, si può tornare a scommettere sulla Cina?

    Dopo anni di debolezza, la crescita economica cinese sembra far vedere una luce in fondo al tunnel. Il primo trimestre di quest’anno si è chiuso infatti con un incoraggiante +5,3%, che fino a pochi anni fa sarebbe stato accolto con delusione, ma stavolta rappresenta un piccolo spiraglio di ottimismo (anche perché è superiore all’obiettivo posto da Pechino del 5%).

    La Cina e la crescita economica

    economia cineseProbabilmente è ancora presto per dire se la Cina sia veramente uscita da un lungo tunnel nel quale si era infilata con lo scoppio del Covid (con la situazione peggiorata a seguito della crisi del settore immobiliare). L’adozione di forti politiche espansive e il costante impegno del governo per favorire la crescita economica stanno indubbiamente agendo In senso positivo.

    Tuttavia le basi della crescita economica del paese del dragone non sembrano ancora solide, soprattutto se guardiamo al pericolo deflazionistico e alla grande crisi del settore immobiliare.

    Il mercato che stuzzica

    Se però ci concentriamo sul mercato azionario, i segnali di ripresa della crescita economica cinese devono essere un fattore di grande interesse. Ricordiamo che da circa tre anni e mezzo il mercato azionario di Pechino sta sottoperformato ampiamente i listini finanziari di tutto il mondo (la sua performance viaggia sotto le medie mobili degli altri), inclusi anche quelli degli altri paesi emergenti.

    Nel 2023 lo S&P 500 è cresciuto del 22%, mentre il CSI 300 Index ha perso il 13% (in euro). Questo significa che i prezzi dei titoli cinesi sono assolutamente convenienti. In alcuni casi le valutazioni viaggiano su livelli che non si vedevano da circa un decennio. Inoltre, il rapporto prezzo/utili della Borsa di Shanghai è ai minimi da fine 2014.

    Opportunità o no?

    Bisogna quindi chiedersi con attenzione se la Cina rappresenta una opportunità in questo momento, oppure una “Value Trap“. Gli analisti sul punto sembrano divisi, perché c’è chi pensa che il mercato cinese sia un’opportunità di tipo contrarian troppo ghiotta per lasciarsela scappare (viste anche le prospettive di crescita economica) e chi invece ci vede solo dei segnali di investimento tipici di una value trap (trappola di valore).
    In ogni caso, la parola d’ordine per chi decide di tornare a guardare alla Cina sarà prudenza.

  • Multe: Padova e Verona i comuni che hanno incassato di più nel Veneto

    Padova e Verona sono i comuni capoluogo di provincia del Veneto che, nel 2023, hanno incassato i maggiori proventi da multe e sanzioni a carico di privati per violazioni delle norme del Codice della Strada; il dato emerge dall’analisi realizzata da Facile.it sui dati del Siope*, il sistema informativo delle operazioni degli enti pubblici, che ha anche messo in luce come i due comuni abbiano incassato, rispettivamente, più di 21,3 e 20,6 milioni di euro.

    In totale, nel 2023, i comuni capoluogo veneti hanno incassato oltre 71 milioni di euro.

    La classifica veneta per introiti…

    Se come detto, Padova e Verona occupano i primi posti della classifica, sul gradino più basso del podio si posiziona Venezia (14,4 milioni).

    Continuando a scorrere la graduatoria veneta troviamo Vicenza (6,2 milioni), Treviso e Rovigo, che hanno incassato, rispettivamente, quasi 5 milioni e più di 3,1 milioni. Chiude la classifica dei capoluoghi di provincia Belluno, con oltre 600.000 euro ricavati da multe per violazione del Codice della Strada.

    … e per importi pro capite

    Facile.it ha calcolato anche il valore di “multa pro capite” (come rapporto tra i proventi registrati nel Siope e il numero di abitanti residenti) sebbene, va specificato, che non tutte le multe vengono inflitte ad automobilisti residenti e, anzi, in alcune aree turisti e pendolari contribuiscono in modo importante al dato complessivo.

    Dall’analisi emerge che anche ai primi posti di questa nuova classifica si trovano Padova, con una sanzione pro capite pari a 103 euro e Verona (81 euro). Cambia il terzo posto del podio che spetta al comune di Rovigo (62 euro).

    A seguire – a brevissima distanza tra di loro – Treviso (59 euro), Venezia (58 euro) e Vicenza (57 euro). Chiude la classifica, ancora una volta, il comune di Belluno, con una multa pro capite di appena 18 euro.

    I piccoli comuni

    Limitando l’analisi ai comuni veneti con meno di 3.000 residenti, al primo posto si posiziona Torri del Benaco (VR) che, a fronte di poco più di 2.900 abitanti, nel 2023 ha incassato più di 2,4 milioni di euro. Secondo, terzo e quarto posto per tre comuni in provincia di Rovigo; Giacciano con Baruchella (2.034 abitanti, più di 1,7 milioni di euro di sanzioni), Bosaro (1.424 abitanti, 1,1 milioni di euro) e Ficarolo (2.153 abitanti, oltre 980mila euro).

    Si cambia provincia con il quinto comune in classifica: Arsiè, in provincia di Belluno (2.191 abitanti, più di 840mila euro in multe).

    * L’analisi è stata realizzata da Facile.it su dati Siope, il sistema informativo delle operazioni degli enti pubblici, aggiornati al 15 febbraio 2024 con riferimento alla voce “proventi da multe e sanzioni per violazioni delle norme del codice della strada a carico delle famiglie” relativi all’anno 2023 e ai soli Comuni italiani. Il valore pro capite è stato calcolato rapportando i proventi di ciascun Comune con il numero di abitanti residenti al 1° gennaio 2023 (fonte: Istat).