Categoria: Economia e Finanza

  • Indagini patrimoniali per recupero crediti: gli esperti di Credit Group Italia spiegano come muoversi

    La società con headquarter a Milano, player di riferimento a livello nazionale nella Gestione e Recupero del Credito, Business Information e Tutela Legale, è specializzata anche nell’ottenere indagini patrimoniali per consentire ai propri clienti un efficace recupero crediti.

    Milano, maggio 2021 – Credit Group Italia, società milanese specializzata nella gestione e recupero del credito, business information e tutela legale, ottiene, grazie a partnership con player leader del settore di riferimento, analitiche indagini patrimoniali al fine di consentire al proprio parco clienti di rivalersi con successo sui relativi debitori. In particolare, spiegano gli esperti di Credit Group Italia, le indagini patrimoniali consentono di ricavare informazioni estremamente utili finalizzate ad un proficuo ed incisivo recupero crediti.

    È grazie alle indagini patrimoniali e agli accertamenti bancari che è possibile individuare ed attuare la strategia più opportuna e rapida volta al recupero dei crediti rimasti insoluti.

    Obiettivo delle indagini patrimoniali è offrire al cliente creditore tutte le informazioni utili circa le risorse finanziarie e patrimoniali del debitore, in modo da accelerare l’iter necessario per il recupero crediti: una volta definite le disponibilità di chi ha contratto il debito, infatti, è possibile procedere rapidamente con le operazioni di deposito e notifica degli atti giudiziari sino ad arrivare ai successivi ed eventuali pignoramenti.

    In taluni casi, i debitori si rendono irreperibili, il che rende ancora più complicata la procedura del recupero crediti; in situazioni come queste, sottolineano gli specialist di Credit Group Italia , le indagini patrimoniali si rivelano davvero utili per ottenere informazioni finanziarie di assoluto rilievo finalizzate all’individuazione dei beni mobili e/o immobili riconducibili alla parte debitrice e trasformare quindi le azioni esecutive in operazioni di successo.

    Le indagini patrimoniali, inoltre, rappresentano un prezioso strumento cui possono ricorrere anche i clienti intenzionati a costituire una nuova società e che necessitano quindi conoscere ed approfondire la reale situazione patrimoniale e finanziaria dei futuri soci e partners.

    Credit Group Italia
    Corso Buenos Aires, 37 – 20124 Milano
    Tel. +39 02 38314387
    www.creditgroupitalia.it

  • FONDO NUOVE COMPETENZE: A CHE PUNTO SIAMO?

    Una misura valida, utile e importante in questo momento storico, ma che può essere corretta. A partire da una maggiore facilità di accesso alle piccole e medie imprese di tutto il territorio, che sono lo zoccolo duro dell’economia italiana. 

    E’ questa la proposta emersa durante il webinar di Time Vision “Fondo Nuove Competenze: a che punto siamo” svolto ieri giovedì 20 maggio alle ore 15:30 in modalità digitale. Un pomeriggio di confronto e approfondimenti sulla misura, le sue caratteristiche e i suoi obiettivi, con la testimonianza delle imprese che hanno aderito al fine di capire, nel concreto, se lo strumento funziona e come aiuta i business nella riqualificazione delle competenze dei lavoratori.

    “Il Fondo Nuove Competenze” ha detto in apertura di pomeriggio la presidente di Time Vision Daniela Sabatino “ è uno degli strumenti che le aziende maggiormente chiedono perché apre loro una doppia occasione: un aiuto finanziario immediato e cospicuo per la gestione delle ore destinate alla formazione dei dipendenti e un’occasione importante per i lavoratori di poter sviluppare e potenziare le loro conoscenze”.

    A fare il punto della situazione sullo stato dell’arte della misura è stato Pietro Orazio Ferlito, dirigente dell’Anpal, l’agenzia governativa che materialmente gestisce il fondo. “Siamo nella fase della rendicontazione – ha detto – delle istanze arrivate e che devono essere saldate. Questo non vuol dire che le imprese debbano fermarsi dal presentare le loro richieste, anzi. L’Anpal ha specificato che per queste aziende c’è comunque l’ammissione con riserva, e la possibilità che dai calcoli effettuati sui saldi effettivi da erogare, possano venire fuori delle economie che consentono l’accesso ai fondi anche ai nuovi progetti”

    “La crisi – dichiara Rossella Spada, direttrice del Fondo Formazienda – può essere affrontata grazie ad una rinnovata opera di investimenti e alla capacità di ammodernare l’economia del Paese cogliendo le opportunità offerte dall’economia 4.0. Un contesto nel quale la leva della formazione e del rilancio delle competenze diventano strumenti fondamentali. Il Piano nazionale di ripresa e

    resilienza licenziato dal governo Draghi fornisce una copertura incoraggiante destinando 4,4 miliardi alle politiche attive e attribuendo ai fondi interprofessionali un ruolo strategico. Un protagonismo che è stato evidenziato già nel 2020 affidando ai fondi interprofessionali il compito di attori facilitatori se non addirittura di risolutori in riferimento al Fondo Nuove Competenze”.

    “Il Fondo Nuove Competenze – commenta Berlino Tazza, alla guida della confederazione nazionale Sistema Impresa che rappresenta 160mila imprese per oltre un milione di addetti sul territorio nazionale – fornisce un connubio innovativo nel quale politiche passive e attive convivono dando però a queste ultime la prevalenza. Costituisce una delle risposte più incisive all’interno del Pnrr negoziato dal governo nazionale con l’Unione Europea che premia, decisamente, le strategie volte a trasformare l’Italia in un Paese innovatore. L’asset dell’innovazione è cruciale per la ripartenza ma prevede un forte investimento, a monte, nella professionalizzazione delle persone”. 

     A portare la testimonianza dell’esperienza diretta di utilizzo del Fondo Nuove Competenze è stato Antonio Ascione, presidente del consiglio di Amministrazione di Sms Engineering azienda che lavora nel settore dell’Ict. “Abbiamo avviato la domanda per attivare  il percorso di Fondo Nuove Competenze – ha sottolineato Ascione – a dicembre 2020 e a febbraio eravamo praticamente operativi. Il percorso di formazione è stato importante per l’azienda e per i dipendenti, che hanno affrontato con interesse ed entusiasmo i programmi formativi che in parte esulavano dalle loro mansioni”. 

    Di piani formativi non “standardizzati, ma fatti su misura delle reali esigenze delle aziende e dei lavoratori” ha parlato Lucia Massa, vicesegretario nazionale della Confsal. “E’ passato il tempo – ha detto – della formazione regolamentata e argomentata dall’alto in maniera fissa. Adesso come non mai servono programma specifici per la riqualificazione costante dei lavoratori. E la Confsal non può far altro che accompagnare percorsi professionali simili in cui si parla di tutela e di crescita dei lavoratori”. 

    Circa 400 i partecipanti al webinar che hanno assistito al momento di approfondimento, con l’intervento conclusivo di Francesco Saverio Zurino, business developer di Time Vision che ha illustrato il ventaglio di servizi di consulenza che l’azienda mette a disposizione di imprenditori e professionisti. 

  • Marketing e sostenibilità, molti prodotto “green” in realtà non sono così sostenibili

    Il tema ambientale è sempre più sentito. Se non nei fatti, almeno a parole. La cosa paradossale – evidenziata dal Financial Times – è che molti fondi di investimento che non sono ESG, hanno comunque delle “sfumature” green. Viceversa, ci sono dei fondi che si manifestano come ESG, che di verde hanno davvero poco.
    In sostanza, gli investitori hanno concretamente meno scelta di quello che il marketing sulla sostenibilità fa credere.

    Non fidarsi del marketing

    marketing e sostenibilitàA confermare questa situazione è la stessa Unione Europea. Ha infatti portato all’attenzione il fenomeno del greenwashing, ossia quella pratica che spinge imprese e società di ogni genere, a fare campagne di marketing che evidenziano la loro sostenibilità, quando invece non lo sono veramente. Perfino alcuni degli Hedge Funds più grandi al mondo, se vai a scavare offrono prodotti green che non sono poi così green.
    Per questo motivo la UE ha definito dei parametri, che riguardano anche i fondi di investimento (articolo 8 e 9 del regolamento SFDR, ad esempio).

    Investitori: come orientarsi

    Negli ultimi anni, l’aumento dei flussi verso gli investimenti sostenibili ha accentuato questo pericolo. Il prodotti di tal genere in Europa sono oltre 3mila, ma questo non vuol dire che i gestori abbiano una “cultura sostenibile”. Insomma un conto è quello che racconta il marketing, un conto è la realtà.
    E’ chiaro quindi che per gli investitori non è facile scoprire se una società dia davvero ESG oppure no, se ha i parametri giusti per esserlo, ed eventualmente e in che misura la deviazione standard della volatilità rispetto a tali parametri, sia accettabile.

    Le spie della sostenibilità

    Bisogna anzitutto guardare alla “cultura” della società in oggetto. Una lunga storia di pratiche socialmente responsabili e una filosofia di sostenibilità centrale e integrata nei processi aziendali, di sicuro sono un buon indizio sull’orientamento ESG.
    La struttura societaria è un altro indizio importante, perché per fare attività di impresa davvero sostenibile, servono risorse ingenti, sia in termini di persone sia di dati e sistemi.
    Un altro aspetto è la presenza di gestori di fondi nei vertici delle imprese (engagement) e nel voto in assemblea (proxy voting).

  • L’eredità del 2020, ed il 2021 nelle prospettive di Stati Uniti e Cina. Di Giancarlo Elia Valori.

    Il 2020 è stato un anno cruciale a causa del Covid-19 che ha sconvolto l’evoluzione dell’ordine mondiale nella direzione di differenziazione e trasformazione. Questa è la crisi più grave che il mondo umano abbia dovuto affrontare dalla seconda guerra mondiale.

    Al 10 maggio 2021, secondo il Global New Crown Epidemic Statistics Report della Hopkins University, ci sono stati 158.993.826 casi confermati in tutto il mondo e 3.305.018 decessi.
    La pandemia è come un esiziale esperimento sociale globale. Sulla base di un ordine mondiale che è già entrato in crisi, essa non solo ha causato una pausa e quindi la decelerazione dello sviluppo economico, ma ha anche premuto l’accelerazione della divisione sociale e del trasferimento di potere dal politico al tecnico.

    Al momento, sebbene gli analisti più esperti e le principali istituzioni di ricerca abbiano pubblicato vari rapporti di ricerca, nessuno di loro può prevedere con precisione e in dettaglio l’enorme impatto della pandemia sulla storia del XXI secolo. Tuttavia la pandemia apporterà grandi cambiamenti in quattro aree.
    In primo luogo, essa accelererà il trend generale di recessione e differenziazione economica globale. Ciò è dovuto alle politiche di sovremissione di valuta adottate da vari Paesi e all’intensificata polarizzazione sociale interna. La crisi economica e finanziaria mondiale dal 2008 non ancora è stata risolta. Al contrario, la crisi è stata nascosta solo dalla risposta a breve termine della politica monetaria.

    In secondo luogo, la pandemia velocizzerò i cambiamenti interni e la riorganizzazione dell’ordine politico ed economico internazionale dovuti appunto dalla differenziazione sociale interna. A causa dell’influenza turbolenta della politica interna e internazionale, i rischi politici ed economici nelle fragili regioni del il mondo si intensificheranno o avranno effetti a catena.
    In terzo luogo, la pandemia promuoverà il rafforzamento della società digitale e la concorrenza tra i Paesi nella costruzione di nuove tecnologie diventerà più intensa. L’impatto più significativo della società digitale è l’arrivo silenzioso di una società trasparente che esiste ma non ha contatti umani.
    In quarto luogo, la pandemia favorisce l’ascesa del nazionalismo dei vaccini e accelera la rinascita del valore della comunità dei Paesi dell’Asia orientale, il che ha un significato epocale dal punto di vista della storia della civiltà mondiale.

    Per ciò che riguarda lo scorso anno l’evento politico ed economico più influente nel 2020 sono state le elezioni statunitensi e il relativo cambio di amministrazione. Le elezioni statunitensi hanno rappresentato il cambio più netto ma anche il più frustrante nella storia degli Usa. Sebbene Trump abbia perso le elezioni, 74.216.154 cittadini hanno votato per il presidente uscente.
    Per gli Usa, il mutamento di direzione non può essere considerato l’avvento di una politica determinata in una direzione, in quanto la realtà di base della società americana altamente divisa non è stata cambiata, ma è stata rafforzata a causa delle elezioni generali. L’enorme impatto ha promosso la diffusione della violenza politica e delle manifestazioni di protesta negli Usa.
    Prima di tutto, Trump ha perso, ma lo spettro del trumpismo è rimasto negli Usa e persino nel continente europeo, il che generalmente non favorisce il progresso della strategia di sviluppo delle relazioni con la Cina.

    In secondo luogo, l’“antagonismo” della strategia statunitense nei confronti della Cina non è cambiato radicalmente. Trump ha aperto un contenzioso politico- economico con Pechino. È particolarmente degno di nota il fatto che la generazione più giovane della leadership repubblicana stia gradualmente diventando ostile e negativa nei confronti della Cina, ed eserciti grande influenza nel Congresso, e ciò non favorisce la pace nel mondo.

    Terzo, se tale atteggiamento non viene contenuto, porterà a impatti negativi a lungo termine: fra disaccoppiamento high-tech e concorrenza ideologica. Infine, la politica della Cina nei confronti degli Usa è stata perfezionata: sebbene il governo stia ancora aspettando e osservando, la voce della ricerca della cooperazione e dell’essere razionali e pragmatici è ancora la corrente principale a Pechino.

    Oltre alla questione che la Cina ridurrà la sua dipendenza dal mondo e aumenterà la dipendenza di esso dalla Cina medesima; l contempo la Cina ridurrà la sua dipendenza dai modelli di crescita tradizionali e aumenterà la cura per il sociale, il verde e la sostenibilità ambientale.

    Il 2021 sta dimostrando che il fulcro dell’analisi delle tendenze politiche ed economiche globali sarà ancora la concorrenza tra Cina e Stati Uniti. L’amministrazione Biden considera ancora la Cina come il suo principale concorrente strategico, ma i metodi per affrontare il tema sono abbastanza diversi da quelli dell’amministrazione Trump. La differenza principale sta nel fatto che Biden si concentra sulla risoluzione dei problemi interni e non esclude le questioni più importanti con la Cina.

    L’amministrazione Biden ha adeguato la sua strategia per la Cina in quanto l’influenza di importanti gruppi di interesse come la finanza e l’industria militare statunitensi sulla politica è costante rispetto alla precedente amministrazione, ma il fattore cinese nella catena di interessi globali mantiene livelli più alti.
    Infatti sono in aumento anche le voci dei due partiti al Congresso degli Usa che chiedono il contenimento dell’ascesa della Cina.
    In breve, in termini di orientamento della politica cinese, si prevede che l’amministrazione Biden si opporrà a una guerra commerciale perché danneggia gli interessi fondamentali della comunità imprenditoriale americana. Tuttavia, è probabile che ci saranno problemi per Taiwan, Xianggang (Hong Kong), Xinjiang Weiwu’er (Uyghur), Mar Cinese Meridionale, Xizang (Tibet) e altre questioni.

    Si prevede che la possibilità di rinnovati negoziati commerciali tra Cina e Stati Uniti aumenterà notevolmente in futuro e verrà riformata la strategia degli Stati Uniti di concorrenza costruttiva.
    Indipendentemente dai cambiamenti nelle relazioni sino-statunitensi, la Cina promuoverà sicuramente una maggiore cooperazione bilaterale e multilaterale sugli investimenti, cercando nuovo sviluppo e dando forma a nuovi modelli di cooperazione.
    Le aree chiave che sono attualmente le più importanti e degne di attenzione sono, in primo luogo, l’adesione della Cina al Regional Comprehensive Economic Partnership (RCEP) e cerca di entrare nel Comprehensive and Progressive Agreement for Trans-Pacific Partnership (CPTPP), il che dimostra che l’alta dirigenza cinese ha deciso di continuare la strategia di riforma della promozione interna e promozione esterna.

    Il RCEP è un accordo di libero scambio nella regione dell’Asia del Pacifica tra i dieci Stati dell’Association of South-East Asian Nations (Brunei, Cambogia, Filippine, Indonesia, Laos, Malaysia, Myanmar, Singapore, Thailandia e Vietnam) e cinque dei loro partner di libero scambio: Australia, Cina, Rep. di Corea (sud), Giappone e Nuova Zelanda. I predetti Paesi membri rappresentano circa il 30% della popolazione mondiale e del PIL, rendendolo il più grande blocco commerciale.

    Il CPTPP, invece, è un progetto di trattato di regolamentazione e di investimenti regionali alle cui negoziazioni, fino al 2014, hanno preso parte dodici Paesi dell’area pacifica e asiatica: Australia, Brunei, Canada, Cile, Giappone, Malaysia, Messico, Nuova Zelanda, Perù, Singapore, Usa e Vietnam.

    Tra RCEP e CPTPP, in realtà non ci sono solo l’interconnessione della catena industriale e la comunanza – nonché più motivi d’unità che differenze – ma predura anche l’influenza dei fattori strategici delle grandi potenze.
    La principale differenza tra i due è che il CPTPP ha requisiti più elevati di qualità economica, mentre il RECP è più inclusivo. In secondo luogo, è probabile che venga firmato l’accordo commerciale e di investimento Cina-UE, che ha evidenti interessi a breve termine per l’Europa e interessi strategici a lungo termine per la Cina. Tuttavia, la Cina deve ancora assumere un atteggiamento cauto nei confronti della politica europea e dei suoi sistemi legali a due pesi e due misure. In terzo luogo, Cina e Russia al contempo rafforzano una cooperazione strategica globale e ci saranno nuove opportunità per la loro cooperazione nei settori energetico e militare

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    Note sull’autore

    Giancarlo Elia Valori è uno dei più importanti manager italiani. Docente universitario e attento osservatore della situazione politica ed economica internazionale, nella sua lunga carriera ha ricoperto importanti incarichi in prestigiose società italiane ed estere. Attualmente è Presidente dell’International World Group

    Inoltre è presidente onorario di Huawei Italia nonché detentore di importanti cattedre in prestigiosi atenei quali la Yeshiva University di New York, l’Hebrew University di Gerusalemme e la Peking University.

    Nel 1992 viene nominato Cavaliere della Legion d’onore con la motivazione: “Un uomo che sa vedere oltre le frontiere per comprendere il mondo”, dall’11 maggio 2001 è ambasciatore di buona volontà dell’Unesco per i meriti profusi generosamente nella difesa e nella promozione del patrimonio immateriale. Nel 2002 riceve il titolo di “Honorable” della Académie des Sciences de l’Institut de France.

    Tra i suoi libri ricordiamo: Liberi fino a quando? (Lindau 2019), Rapporti di forza (Rubbettino 2019), Geopolitica e strategia dello spazio (Rizzoli 2006), Antisemitismo, olocausto, negazione (Mondadori 2007), Mediterraneo tra pace e terrorismo (Rizzoli 2008), Il futuro è già qui (Rizzoli 2009), La via della Cina (Rizzoli 2010) e Geopolitica dell’acqua (Rizzoli 2011).

    A riconoscimento del suo poliedrico impegno di studioso e pubblicista a respiro universale, ha ricevuto il premio giornalistico “Ischia Mediterraneo”, il “Gran Premio Letterario 2011” dal Consiglio Mondiale del Panafricanismo e il “Premio Internazionale della Cultura” dalla International Immigrants Foundation delle Nazioni Unite.

    International World Group: https://www.internationalworldgroup.it

     

     

  • Mutui under 36: ecco quanto risparmieranno i giovani comprando casa

    Esenzione dalle imposte di registro, ipotecaria, catastale e sostitutiva, onorario notarile ridotto e, per gli immobili soggetti a IVA, un credito di imposta da recuperare attraverso la dichiarazione dei redditi; sono queste, insieme alle modifiche sul Fondo di Garanzia Prima casa, le misure contenute nella bozza del Decreto Sostegni Bis attualmente in discussione e pensate per agevolare gli under 36 nell’acquisto della prima casa. Ma quanto risparmierebbe, nel concreto, un giovane comprando casa? Per rispondere alla domanda Facile.it e Mutui.it hanno fatto alcune simulazioni scoprendo che il vantaggio economico è significativo soprattutto per chi acquista un immobile di nuova costruzione da un’impresa con vendita soggetta a IVA. Ecco perché.

    Se si acquista da un privato

    Quando si compra una prima casa direttamente da un privato, l’acquirente deve pagare l’imposta di registro pari al 2% del valore catastale dell’immobile, l’imposta ipotecaria di 50 euro e quella catastale, sempre pari a 50 euro. A questi costi si aggiunge l’imposta sostitutiva su finanziamenti, pari allo 0,25% del valore del mutuo concesso dalla banca.

    Un under 36 che compra un immobile da 150.000 euro (con valore catastale pari a 77.098 euro), dovrebbe pagare un’imposta di registro pari a 1.542 euro, a cui vanno sommati 100 euro per le due imposte, quella ipotecaria e quella catastale. A questi importi si aggiunge l’imposta sostitutiva sul mutuo che, per un finanziamento da 120.000 euro, è pari a 300 euro.

    Se la bozza del Decreto Sostegni Bis venisse approvata nell’attuale formula, grazie alle esenzioni il risparmio per il giovane acquirente sarebbe di 1.942 euro, a cui si sommerebbe il risparmio ottenuto dalla riduzione dell’onorario del notaio.

    Se si acquista da un’impresa (con vendita soggetta a IVA)

    Un acquirente alle prese con l’acquisto di una prima casa di nuova costruzione da un’impresa, con vendita soggetta a IVA, oltre a sostenere l’imposta di registro (200 euro), quella ipotecaria (200 euro) e quella catastale (200 euro), deve versare l’IVA agevolata al 4% e, in caso di mutuo, l’imposta sostitutiva sui finanziamenti (0,25% del valore concesso).

    Se, ancora una volta, ipotizziamo l’acquisto di un immobile di nuova costruzione del valore di 150.000 euro, il giovane acquirente dovrebbe quindi sostenere una spesa pari a 600 euro per le tre imposte (ipotecaria, di registro e catastale), 6.000 euro di IVA agevolata e 300 euro per l’imposta sostitutiva sul mutuo.

    Secondo l’attuale formulazione della bozza, l’under 36 potrebbe ottenere l’esenzione dalle imposte, con un risparmio di 900 euro, e un credito di imposta di 6.000 euro pari all’IVA sul valore dell’immobile. Il credito non dà luogo a rimborsi ma, come specifica la bozza del decreto “può essere portato in diminuzione dalle imposte di registro, ipotecaria, catastale, sulle successioni e donazioni dovute sugli atti e sulle denunce presentati dopo la data di acquisizione del credito, ovvero può essere utilizzato in diminuzione delle imposte sui redditi delle persone fisiche dovute in base alla dichiarazione da presentare successivamente alla data dell’acquisto o utilizzato in compensazione”. Anche in questo caso si andrebbe ad aggiungere il risparmio ottenuto grazie alla riduzione dell’onorario del notaio.

    «I giovani hanno tanta voglia di comprare casa, ma spesso devono fare i conti con una disponibilità economica limitata, per questo motivo qualsiasi intervento che riduca le spese a carico di chi vuole acquistare la prima abitazione è positivo», spiega Ivano Cresto, Managing Director prodotti di finanziamento di Facile.it. «Nella sua forma attuale la bozza del Decreto porta dei benefici soprattutto ai giovani che scelgono di acquistare un immobile di nuova costruzione; questo potrebbe anche stimolare la domanda di nuove abitazioni ad alta efficienza energetica, con evidenti benefici per l’intero settore immobiliare e, più in generale, per il patrimonio abitativo nazionale.».

  • Mutui: in Veneto aumenta l’importo medio richiesto (+2,6%)

    Nonostante il lieve aumento dei tassi fissi e una situazione economica ancora incerta, i veneti sembrano non voler rinunciare al sogno di comprare casa; è questo uno dei dati emersi dall’osservatorio realizzato da Facile.it e Mutui.it che, analizzando un campione* di oltre 10.200 domande di mutuo raccolte in Veneto tra gennaio e marzo 2021, ha evidenziato come l’importo medio richiesto agli istituti di credito sia cresciuto del 2,6% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, arrivando a 133.220 euro. Importanti differenze, però, si registrano a livello provinciale.

    «Nel corso del primo trimestre le banche non solo hanno continuato ad offrire condizioni favorevoli, ma hanno anche mantenuto una certa elasticità nei criteri di valutazione del merito creditizio dei richiedenti; tutto questo ha contribuito a sostenere la domanda in un periodo comunque ancora molto influenzato dagli effetti della pandemia», spiega Ivano Cresto, Responsabile mutui di Facile.it.

    Guardando al profilo del richiedente tipo emerge che, fra i residenti veneti, chi ha presentato domanda di mutuo nel primo trimestre 2021 aveva in media più di 40 anni, mezzo anno in meno rispetto al valore rilevato nel primo trimestre 2020. In aumento, invece, la durata del piano di ammortamento medio che, probabilmente per via dell’incremento degli importi richiesti, passa da 21 anni e mezzo a più di 22 anni e mezzo.

    Le variazioni provinciali

    Se a livello regionale il finanziamento medio richiesto agli istituti di credito nel primo trimestre 2021 risulta in aumento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (+2,6%), guardando alle singole province emerge un andamento differenziato.

    Quella che ha registrato la crescita più importante è Verona, dove l’importo medio richiesto è salito del 7,7%, arrivando a 144.011 euro. Seguono nella graduatoria la provincia di Padova, che ha registrato un aumento del 7,6% rispetto al primo trimestre 2020 (132.278 euro) e quella di Venezia (+3,0%, 133.501 euro).

    Continuando a scorrere la classifica degli aumenti si posizionano le province di Rovigo (+1,5%, 118.975 euro) e Treviso (+0,9%, 131.036 euro).

    Valore in calo, invece, per la provincia di Vicenza, dove l’importo medio richiesto è calato dell’8,5% arrivando a 122.206 euro.

    Aumenta il tasso fisso, ma 9 veneti su 10 lo scelgono

    Cosa è successo sul fronte dei tassi nei primi tre mesi dell’anno? Secondo l’analisi di Facile.it e Mutui.it, nonostante le condizioni applicate dalle banche siano rimaste estremamente favorevoli, qualcosa sul fronte degli indici si è mosso e questo ha prodotto, in particolare, un lieve aumento dei tassi fissi.

    Il rincaro, spiegano gli esperti di Facile.it, è dovuto alle aspettative di inflazione: le previsioni di crescita dell’economia americana e, di riflesso, la possibile ripartenza dell’economia europea e dei prezzi al consumo, hanno determinato un aumento dell’IRS (l’indice che guida il tasso dei mutui fissi), con conseguente rincaro dei tassi offerti alla clientela. Secondo le simulazioni di Facile.it, per un finanziamento da 126.000 euro da restituire in 25 anni, ad aprile 2021 il Taeg medio rilevato online è salito all’1,37%, vale a dire il 10,5% in più rispetto a febbraio 2021.

    Ancora molto basso, invece, il tasso variabile: ad aprile 2021, secondo la simulazione di Facile.it, il Taeg medio era pari all’1,03%. Torna quindi ad allargarsi la forbice tra tassi fissi e tassi variabili e, secondo la simulazione di Facile.it, oggi la differenza media è di circa 18 euro sulla singola rata iniziale.

    Nonostante questo, però, gli abitanti del Veneto sembrano ancora affezionati al tasso fisso tanto che, nel primo trimestre del 2021, più di nove aspiranti mutuatari su dieci hanno scelto questa opzione.

    Ultime occasioni per la surroga?

    L’aumento dei tassi di interesse ha avuto però un primo effetto: il calo delle richieste di surroga. Secondo l’analisi di Facile.it e Mutui.it, nel primo trimestre 2021 il peso percentuale di questo tipo di finanziamento in Veneto è diminuito, passando dal 37% dello scorso anno al 18%.

    Per una lettura corretta del fenomeno, però, va considerato che a marzo 2020 il settore immobiliare e quello dei mutui hanno vissuto un vero e proprio stop, soprattutto per quanto riguarda la richiesta di nuovi finanziamenti; inoltre, un calo del peso delle surroghe è fisiologico se si considera che i tassi di interesse sono bassi da tempo e che, negli scorsi anni, tantissimi italiani hanno già approfittato una, se non più volte, di questa opportunità.

    Addio alla surroga dunque? Niente affatto, almeno per ora; nonostante gli aumenti, i tassi odierni sono ancora nettamente inferiori rispetto agli indici rilevati pre-pandemia. Un esempio: surrogando oggi un finanziamento a tasso fisso da 126.000 euro in 25 anni sottoscritto con il tasso medio rilevato a gennaio 2020, si potrebbero risparmiare oltre 4.000 euro di interessi calcolati sull’intera durata del mutuo.

    «Per tutti coloro che hanno sottoscritto un mutuo prima del 2020 e non lo hanno ancora surrogato potrebbero esserci le condizioni per ridurre le rate. Il consiglio è di non temporeggiare ulteriormente perché, come detto, i tassi fissi potrebbero ulteriormente salire in futuro, riducendo così la convenienza di una surroga», conclude Cresto.

     

     

    * L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 10.200 richieste di mutuo raccolte tramite Facile.it e Mutui.it in Veneto nei periodi gennaio-marzo 2020 e gennaio-marzo 2021.Per le simulazioni sono stati considerati i tassi disponibili su Facile.it per un mutuo da 126.000 euro da restituire in 25 anni con LTV al 70% nelle date: 9 aprile 2021, 24 febbraio 2021, 9 gennaio 2020.

  • Economia circolare e capitale umano: la chiave per ripartire

     

    Ospite a “I venerdì dello Studio BNC”, appuntamento online (www.studiobnc.net/sito/) con personalità provenienti da diversi campi che si confrontano sulle nuove sfide del futuro, dalle tecnologie più avanzate alle politiche economiche, Olivo Foglieni ha spiegato: “20 anni fa siamo nati valorizzando tutto quello che altre imprese, anche estere, scartavano e oggi il Gruppo FECS tratta più del 20% dell’alluminio riciclato in Italia, attraverso un’economia circolare perfetta. La capacità d’investire sull’innovazione è fondamentale. Innovazione e sostenibilità delle imprese devono andare di pari passo”.

     

    L’incontro in streaming è stato anche l’occasione per fare il punto sulla situazione economica italiana, fortemente colpita dalla pandemia da Covid-19, e sulle azioni che le Istituzioni dovrebbero intraprendere per dare una scossa all’economia. “Molti imprenditori – ha detto Foglieni che è anche Vicepresidente di Confindustria Bergamo – sono visionari e c’è grande voglia di ripartire ma fare impresa oggi è un percorso ad ostacoli, tra normative, adempimenti e burocrazia che non permettono alle imprese di raggiungere in pieno potenzialità e obiettivi prefissati. Siamo continuamenti sorpassati dalle altre nazioni che invece hanno una burocrazia più snella. La nostra è una rincorsa continua”.

     

    Il Gruppo FECS conta su una squadra di oltre 400 dipendenti che punta sui giovani e sulle donne, senza trascurare la saggezza del radicamento nella storia. Uno tra i suoi più stretti collaboratori è un giovane di 22 anni, ma il consulente strategico ne ha 86 e tre donne ricoprono ruoli di grande responsabilità all’interno del direttivo “perché – come sostiene Foglieni – la saggezza è nella storia, ma la visione è la vera forza del Gruppo che non può prescindere dalla determinazione femminile. Coniughiamo nuove maestranze con persone di grande esperienza e competenza. Innovazione, formazione e modernità ma anche valorizzazione del capitale umano con uno sguardo alle radici del nostro territorio e della nostra storia. Il segreto? È vivere l’azienda con amore e passione, senza non è possibile fare industria” conclude Foglieni.

  • Banche, la BCE è preoccupata di quel che accadrà quando gli stimoli verranno tolti

    Dopo una lunghissima e pesantissima crisi, qualche spiraglio di ripresa si vede finalmente con chiarezza. Tuttavia, per il mondo delle banche la situazione potrebbe riservare pessime sorprese dietro l’angolo. Ed è la stessa BCE che lancia il monito forte di guardare con attenzione i propri bilanci.

    La BCE avverte le banche

    bancheQual è il rischio? Finora la scialuppa di salvataggio lanciata dallo Stato, ha consentito a molte imprese di rimanere vive malgrado la crisi. Ma prima o poi questo paracadute dovrà essere ridimensionato e addirittura progressivamente eliminato. Sarà a quel punto, secondo la BCE, che potrebbero emergere scenari pesanti per le banche, con molti crediti che si deterioreranno.

    Gli stress test e gli scenari

    Addirittura, secondo gli stress test sui bilanci bancari che l’Authority sta effettuando, i fallimenti di imprese e altre possibili eventi di deterioramento aziendale, potrebbero avere forti ripercussioni sui bilanci delle banche non solo in caso di scenario negativo, ma finanche nello scenario di base.
    In pratica occorre prepararsi a situazioni difficili, che soltanto uno scenario molto positivo (ossia fin troppo ottimistico) potrebbe ridimensionare.

    I crediti a rischio

    Per questo motivo il Consiglio di Vigilanza della Bce, ha sollecitato tutte le banche dell’area Euro a inviare segnali in tempo reale in caso di “deterioramento della qualità degli attivi“.
    La Eurotower sottolinea infatti come sia essenziale che le aspettative riguardanti la copertura degli Npl non vengano ulteriormente modificate.

    Bisogna a tal proposito evidenziare che gli ultimi dati relativi all’Italia, evidenziano che sono attive moratorie su prestiti per circa 158 miliardi. Sono coinvolti 1,5 milioni di clienti delle banche, tanto imprese (esposte per 123 miliardi) quanto famiglie (esposte per 29 miliardi). A preoccupare ulteriormente è che una fetta di questa esposizione delle famiglie riguarda il mutuo per la prima casa.
    La situazione potrebbe diventare potenzialmente grave, non soltanto per le ripercussioni sui bilanci delle banche e sul loro Money Flow index, ma anche per questini di carattere puramente sociale.

  • Mutui: in Campania aumenta l’importo medio richiesto (+4,7%)

    Nonostante il lieve aumento dei tassi fissi e una situazione economica ancora incerta, i campani sembrano non voler rinunciare al sogno di comprare casa; è questo uno dei dati emersi dall’osservatorio realizzato da Facile.it e Mutui.it che, analizzando un campione* di oltre 11.100 domande di mutuo raccolte in Campania tra gennaio e marzo 2021, ha evidenziato come l’importo medio richiesto agli istituti di credito sia cresciuto del 4,7% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, arrivando a 133.730 euro. Importanti differenze, però, si registrano a livello provinciale.

    «Nel corso del primo trimestre le banche non solo hanno continuato ad offrire condizioni favorevoli, ma hanno anche mantenuto una certa elasticità nei criteri di valutazione del merito creditizio dei richiedenti; tutto questo ha contribuito a sostenere la domanda in un periodo comunque ancora molto influenzato dagli effetti della pandemia», spiega Ivano Cresto, Responsabile mutui di Facile.it.

    Guardando al profilo del richiedente campano tipo emerge che chi ha presentato domanda di mutuo nel primo trimestre 2021 aveva, in media, 41 anni e mezzo, quasi un anno in meno rispetto al valore rilevato nel primo trimestre 2020. In aumento, invece, la durata del piano di ammortamento medio che, probabilmente per via dell’incremento degli importi richiesti, passa da più di 21 anni a 22 anni e mezzo.

    Le variazioni provinciali

    Se a livello regionale l’importo medio richiesto agli istituti di credito nel primo trimestre 2021 risulta in aumento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (+4,7%), guardando alle singole province emerge un andamento differenziato.

    La provincia che ha registrato la crescita più importante è quella di Napoli, dove l’importo medio richiesto è salito del 5,4%, arrivando a 139.633 euro. Seguono nella graduatoria campana la provincia di Benevento, che ha registrato un aumento del 4,2% rispetto al primo trimestre 2020 (105.171 euro), quella di Caserta (+4,1%, 118.467 euro) e quella di Salerno (+2,5%, 134.756 euro).

    Valore in calo, invece, per la provincia di Avellino, dove l’importo medio richiesto nel primo trimestre 2021, pari a 107.196 euro, è diminuito del 2,5%.

    Aumenta il tasso fisso, ma 9 campani su 10 lo scelgono

    Cosa è successo sul fronte dei tassi nei primi 3 mesi dell’anno? Secondo l’analisi di Facile.it e Mutui.it, nonostante le condizioni applicate dalle banche siano rimaste estremamente favorevoli, qualcosa sul fronte degli indici si è mosso e questo ha prodotto, in particolare, un lieve aumento dei tassi fissi.

    Il rincaro, spiegano gli esperti di Facile.it, è dovuto alle aspettative di inflazione: le previsioni di crescita dell’economia americana e, di riflesso, la possibile ripartenza dell’economia europea e dei prezzi al consumo, hanno determinato un aumento dell’IRS (l’indice che guida il tasso dei mutui fissi), con conseguente rincaro dei tassi offerti alla clientela. Secondo le simulazioni di Facile.it, per un finanziamento da 126.000 euro da restituire in 25 anni, ad aprile 2021 il Taeg medio rilevato online è salito all’1,37%, vale a dire il 10,5% in più rispetto a febbraio 2021.

    Ancora molto basso, invece, il tasso variabile: ad aprile 2021, secondo la simulazione di Facile.it, il Taeg medio era pari all’1,03%. Torna quindi ad allargarsi la forbice tra tassi fissi e tassi variabili e, secondo la simulazione di Facile.it, oggi la differenza media è di circa 18 euro sulla singola rata iniziale.

    Nonostante questo, però, i campani sembrano ancora affezionati al tasso fisso tanto che, nel primo trimestre del 2021, più di 9 aspiranti mutuatari su 10 hanno scelto questa opzione.

    Ultime occasioni per la surroga?

    L’aumento dei tassi di interesse ha avuto però un primo effetto; il calo delle richieste di surroga. Secondo l’analisi di Facile.it e Mutui.it, nel primo trimestre 2021 il peso percentuale di questo tipo di finanziamento in Campania è diminuito, passando dal 36% dello scorso anno al 23%.

    Per una lettura corretta del fenomeno, però, va considerato che a marzo 2020 il settore immobiliare e quello dei mutui hanno vissuto un vero e proprio stop, soprattutto per quanto riguarda la richiesta di nuovi finanziamenti; inoltre, un calo del peso delle surroghe è fisiologico se si considera che i tassi di interesse sono bassi da tempo e che, negli scorsi anni, tantissimi italiani hanno già approfittato una, se non più volte, di questa opportunità.

    Addio alla surroga dunque? Niente affatto, almeno per ora; nonostante gli aumenti, i tassi odierni sono ancora nettamente inferiori rispetto agli indici rilevati pre-pandemia. Un esempio: surrogando oggi un finanziamento a tasso fisso da 126.000 euro in 25 anni sottoscritto con il tasso medio rilevato a gennaio 2020 si potrebbero risparmiare oltre 4.000 euro di interessi calcolati sull’intera durata del mutuo.

    «Per tutti coloro che hanno sottoscritto un mutuo prima del 2020 e non lo hanno ancora surrogato potrebbero esserci le condizioni per ridurre le rate. Il consiglio è di non temporeggiare ulteriormente perché, come detto, i tassi fissi potrebbero ulteriormente salire in futuro, riducendo così la convenienza di una surroga», conclude Cresto.

     

     

    * L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 11.100 richieste di mutuo raccolte tramite Facile.it e Mutui.it in Campania nei periodi gennaio-marzo 2020 e gennaio-marzo 2021.

    Per le simulazioni sono stati considerati i tassi disponibili su Facile.it per un mutuo da 126.000 euro da restituire in 25 anni con LTV al 70% nelle date: 9 aprile 2021, 24 febbraio 2021, 9 gennaio 2020.

  • La Sterlina d’Oro una Moneta da Investimento Amata dai Collezionisti

    La sterlina d’oro è una delle monete d’oro più diffuse e ricercate non solo dagli investitori ma anche dai collezionisti.
    Il suo valore minimo nelle versioni più diffuse corrisponde al valore aureo del momento, mentre una sterlina d’oro più rara aumenta di valore a seconda dalla richiesta e dalla disponibilità di chi la acquista.
    Questa moneta si è diffusa molto grazie alla gloriosa storia dell’Inghilterra che prima della egemonia degli Stati Uniti era un vero impero che aveva moltissime colonie.
    Questo ha permesso all’Impero Britannico di dominare non solo da un punto di vista militare ma anche economico per vari secoli.
    Possiamo tranquillamente asserire che gli inglesi hanno dominato nel mondo per secoli come gli americani stanno facendo negli ultimi 70 anni.
    Questo dominio ha permesso all’Inghilterra di accumulare terre e ricchezza che sono confluite sistematicamente nelle proprie banche arrivando così a diffondere la propria politica finanziaria in tutto il mondo.
    La Sterlina d’oro è un po’ il simbolo economico di questa supremazia che per secoli ha guidato il mondo, per questo motivo alcune di queste monete hanno assunto un significato particolarmente importante anche per i collezionisti.
    La Sterlina d’oro da investimento vale il valore dell’oro, la più costosa è la Gold Sovereign, che è possibile acquistare sia presso un banco metalli o presso un compro oro Firenze o altrove autorizzato.
    La Sterlina d’oro numismatica è una moneta da collezione che varia di valore a seconda della rarità, alcune acquistano di valore anche per particolari difetti che le rendono uniche.
    Esistono anche molte altre monete da investimento o di valore numismatico alcune delle quali molto diffuse ed altre più rare e prestigiose come il Fiorino d’Oro, una moneta che si è diffusa in epoca rinascimentale grazie ai fiorenti commerci che i fiorentini riuscirono a creare nel mondo allora conosciuto insieme ad altre città italiche come Venezia.

  • D-Rating pubblica il suo report di rating 2020 delle banche europee salvo BPM, le banche italiane ottengono la sufficienza

    D-Rating (agenzia di rating delle performance digitali) ha publicato i risultati della sua campagna di rating 2020 sulle banche europee che misura la loro performance digitale in termini di servizi offerti ai correntisti, user experience e dinamica di trasformazione. 

    Tra le 70 banche di 15 paesi europei oggetto di un rating nell’anno fiscale, 6 hanno sede in Italia: Banco BPM, Che Banca!, Fineco Bank, Intesa Sanpaolo, UBI Banca e Unicredit.

    Le valutazioni attribuite da D-Rating vanno da A+ a BB- . La banca europea ad ottenere il miglior punteggio è Boursorama Banque (Francia) che si assicura lo score A-. 

    Le banche italiane si suddividono tra BB- e BBB+.

    Rispetto alla prima campagna di D-Rating realizzata nel 2017, c’è da registrare una progressione isoperimetrica in 2 livelli (da BB+ a BBB) di rating medio.

     

    Ripartizione delle valutazioni delle singole banche italiane

    Il rating di D-Rating si basa su tre criteri  principali

    1 – La proposta digitale ossia quello che le banche offrono ai clienti (acquisiti o potenziali) in termini di percorsi digitali (apertura di un conto), canali di contatto (modulo di contratto, videoconferenza…), offerta, funzionalità disponibili sulle applicazioni mobile e homebanking.

    Questo rating è basato sulla rilevazione dell’esperienza di clienti reali e potenziali (mystery shoppers) durante l’estate 2020.

    Ad esclusione di Banco BPM, il livello di digitalizzazione del processo di apertura di un conto è piuttosto elevato, ma i tester di D-Rating hanno riscontrato dei bug tecnici, soprattutto con UBI Banca e Intesa San Paolo.

    Con una sola eccezione (Banco BPM), le banche italiane hanno un livello di performance sui canali di contatto (disponibilità, rapidità e affidabilità delle risposte) superiore alla media europea.

    Per tutte le banche italiane invece, la ricchezza in termini di funzionalità e accesso all’offerta sull’applicazione mobile è inferiore alla media del panel delle banche studiate a livello europeo ed in particolare rispetto alla spagnola BBVA che si afferma su questo criterio la più performante.

    2 – User Experience (traffico, engagment e soddisfazione), riflette l’utilizzo dei clienti dei canali (web, mobile e social media) e la capacità delle banche di trasformare questo uso in un reddito aggiuntivo.

    È da notare che le banche che erano nel 2019 le best performer rispetto a questo criterio, hanno nel 2020 dimostrato un miglior livello di resilienza in termini di Net Banking Income.

    In merito all’esperienza di uso, le banche italiane si posizionano nella media delle banche europee, ad eccezione di Banco BPM, in basso, ma anche di Fineco Bank che presenta un buon posizionamento in termini di utilizzo del web e app mobile.

    3 – La Dinamica di Transformazione valuta la capacità delle banche a  trasformarsi e il livello dei progressi degli operatori questo settore – con ad esempio la qualità dell’integrazione operativa, la capacità di attrarre talenti o gli investimenti nelle tecnologie innovative più adatte.

    In questo settore, le banche italiane sono in ritardo rispetto alle loro omologhe europee sulla capacità di attrarre talenti (misurata attraverso le candidature pubblicate on line e le recensioni lasciate dai dipendenti su siti come Glassdoor o Indeed).

    Al contrario, le banche italiane fanno meglio delle loro controparti francesi, spagnole o nordiche in termini di reputazione phygital (combinazione dei punteggi assegnati dai clienti alle performance delle agenzie e dai canali digitali.

    Su questo aspetto, di nuovo Banco BPM risulta poco efficiente in tutte le aree di rating di D-Rating.

    A proposito di D-Rating

    Fondata all’inizio del 2017, D-Rating è la principale agenzia di rating delle performance digitali delle aziende.

    D-Rating fornisce a tutti gli operatori del mercato (investitori, analisti finanziari, gestori di fondi e imprese) un rating indipendente relativo alla competitività digitale delle società che può avere un impatto sulle loro performance a medio termine.

    Grazie ad una strategia innovativa basata sul metodo ‘data-driven’ – compresa l’analisi di oltre 700 indicatori – D-Rating è già diventata uno standard nel settore dei servizi finanziari.

    Ad esempio, i test eseguiti nell’ambito della campagna di rating 2020 includono:

    – l’apertura di 240 conti bancari e l’analisi dei percorsi clienti associati,

    – l’emissione di 460 bonifici,

    – l’assistenza con circa 1.050 minuti di video conferenza con dei consulenti delle banche,

    – l’analisi di 2.500 punti di contatto digitali (siti, app e social network),

    – 1.100 test di reattività e di pertinenza dei canali e contatto messi a disposizione a clienti acquisiti o potenziali,

    – l’analisi di 120.000 commenti di clienti e l’integrazione delle note di Google Shops di 20.000 agenzie,

    – l’esecuzione di 1.200.000 test di tempo e risposta, e di 250.000 test di conformità di pagine web,

    – la gestione di 2.500.000 dati provenienti da app store.

    La società è impegnata nello sviluppo delle sue attività a livello internazionale in vari settori d’attività. 

    Per maggiori informazioni:

    D-Rating

    Philippe Bailly

    [email protected]

     

    Oppure : Business France Italia Barbara Galli [email protected]

     

  • ODCEC Bg: aiuti per le imprese ancora insufficienti

    Si è svolta oggi, giovedì 22 aprile, l’Assemblea generale degli Iscritti all’ Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Bergamo, in cui è stato approvato il Bilancio Consuntivo 2020. Un’Assemblea nuovamente in modalità telematica, presieduta dalla Dott.ssa Simona Bonomelli, Presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Bergamo ancora in carica insieme al Consiglio dell’Ordine. Le elezioni per il rinnovo delle cariche (previste prima nel mese di novembre e poi in quello di febbraio) sono infatti state momentaneamente sospese. L’incontro è stato l’occasione anche per fare il punto sulla situazione del Paese, che ancora oggi – a distanza di un anno – vive una situazione delicata dal punto di vista sanitario, economico e sociale a causa dell’emergenza da Covid 19, sulla condizione delle piccole e medie imprese e sul ruolo dei professionisti nel fornire un supporto concreto alle aziende.

    L’ultimo anno è stato completamente stravolto dall’emergenza Covid-19, che ha portato tutto il Mondo e il nostro Paese ad affrontare un’emergenza sanitaria, ma anche economica e sociale, di dimensioni immani. Il momento storico è delicato e l’incertezza elevatissima. A farne le spese pressoché tutti i comparti: manifatturiero, prodotti della raffinazione, metallurgia e soprattutto il terziario, in particolare quello legato al turismo (agenzie di viaggio -76,3%, trasporto aereo -60,5%, alloggio e ristorazione -42,5%). “In questo ultimo anno sono emerse difficoltà di programmazione da parte delle Istituzioni, che non sempre hanno risposto in modo efficace al grido di allarme delle migliaia di attività in crisi. I contributi a fondo perduto disposti all’avvio dell’emergenza sanitaria hanno determinato una distribuzione ineguale delle risorse: per le imprese di minori dimensioni, infatti, i contributi erogati non hanno consentito un vero ristoro dell’attività persa nei vari mesi dell’anno 2020 e del corrente anno. Sarebbe dunque opportuno valutare i sostegni alle imprese e ai professionisti non sulla base della diminuzione del fatturato, bensì sulla base della perdita di redditività. Bene invece l’eliminazione dei Codici Ateco nel recente Decreto Sostegni, anche se gli aiuti erogati si rivelano ancora non esaustivi rispetto alle perdite che le imprese hanno loro malgrado dovuto subire nel corso dell’emergenza pandemica” ha spiegato nel suo intervento Simona Bonomelli, Presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Bergamo.

    L’Osservatorio sui bilanci 2019 del Consiglio e della Fondazione Nazionale dei Commercialisti ha calcolato che nel 2021, si dovrà stimare una riduzione del 35% del fatturato nel settore della ristorazione e dell’accoglienza al pubblico: su un campione di 75.000 società con oltre 670.000 dipendenti e quasi 49 miliardi di fatturato a valori 2019, è stata calcolata una perdita complessiva di 38,503 miliardi, pari a circa la metà dell’intero settore. Un quadro desolante in cui i difetti strutturali che caratterizzano l’economia italiana si fanno sempre più evidenti. “È necessario adottare in tempi rapidi misure che snelliscano gli adempimenti e la burocrazia, fornendo misure di sostegno economico chiare ed efficaci. Come professionisti abbiamo costantemente cercato di portare un contributo nella gestione dell’emergenza sociale ed economica, dando supporto e offrendo la nostra competenza ai cittadini e alle imprese, ma anche attraverso una serie di proposte finalizzate ad alleggerire i costi fissi delle aziende per incentivarne la solidità e la capacità di rimborso all’indebitamento. Continuiamo inoltre a chiedere un sistema fiscale e burocratico più snello, con la riduzione della pressione fiscale e la riforma dei sistemi previdenziale e giudiziario. Solo così sarà possibile creare quanto necessario alla crescita delle imprese e delle famiglie, inserito in un contesto snello e non gravoso a beneficio della fiducia dei consumatori e ad una crescita degli investimenti” ha chiarito Bonomelli.

    L’ORDINE

    Alla data del 10 marzo 2021, gli iscritti all’ Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Bergamo sono complessivamente 1746, di cui 1704 iscritti alla sezione A, 27 alla sezione B e 15 iscritti all’Elenco Speciale. Alla sezione speciale dell’Albo sono iscritte n. 41 società tra professionisti. I praticanti sono 108: di questi, 91 sono tirocinanti dottori commercialisti (sezione A) e 17 tirocinanti esperti contabili (sezione B).

    Prosegue anche nel 2021 in modo proficuo il lavoro dell’Organismo di Composizione della Crisi da sovraindebitamento e di liquidazione del patrimonio del debitore, secondo quanto previsto dalla legge n. 3 del 2012. Uno strumento per venire incontro alle difficoltà di quei soggetti che, pur essendo insolventi, non possono essere dichiarati falliti (consumatori, professionisti, agricoltori, associazioni, fondazioni o piccoli imprenditori). Fondamentale il percorso di specializzazione e formazione continua che ciascun iscritto all’Ordine deve intraprendere all’interno della professione: a tal proposito prosegue l’attività della Scuola di Alta Formazione della Lombardia – presieduta dalla Dott.ssa Bonomelli – con l’avvio del “Corso di approfondimento sulle novità e principi contabili”, trasmesso dal 20/4/2021 al 07/5/2021 in modalità webinar. Nell’ambito della Formazione Professionale Continua, nel 2020 sono stati organizzati n. 112 eventi formativi di cui n. 51 a pagamento e n. 61 gratuiti. Sino al 10 marzo 2021, sono stati organizzati n. 48 eventi formativi di cui n. 18 a pagamento e n. 30 gratuiti.

    “Di primaria importanza anche le numerose collaborazioni istituzionali e con tutte le categorie professionali bergamasche con le quali si è dialogato profondamente e a lungo in questo difficile periodo. Abbiamo inoltre avviato un percorso di collaborazione con il Rettore dell’Università degli Studi di Bergamo, Remo Morzenti Pellegrini, per avvicinare la nostra professione al mondo universitario. Essere parte integrante del tessuto economico del territorio è fondamentale per aiutare le Istituzioni a trovare rapidamente le soluzioni più adatte a ridare fiato all’economia locale e alle imprese: rappresentiamo i professionisti, ma anche tutte quelle imprese e aziende locali con cui tutti i nostri commercialisti ed esperti contabili si confrontano quotidianamente e di cui sono testimoni delle difficoltà causate dalla crisi, dall’eccessiva pressione fiscale e dalla burocrazia” ha concluso Bonomelli.

     

    Per informazioni: https://www.odcec.bg.it/

  • Energia biomarina, un progetto ecosostenibile, tra i protagonisti l’International World Group

    L’energia del moto ondoso in Cina è generalmente bassa corrisponde solo ad un settimo dell’energia del moto ondoso in Europa. La Fujian Smart Energy Technology Co., Ltd. dispone di una nuova tecnologia brevettata che può aumentare l’energia del moto ondoso nell’area di operatività di oltre 10 volte, causando all’ambiente cambiamenti trascurabili. Si tratta di una tecnologia rispettosa dell’ambiente che non influisce sulla libera circolazione della vita marina, e può incrementare la generazione di potenza del moto ondoso per più di 100 MW. È, certamente, innovativa, geniale e audace.

    Essa richiederà un forte sostegno da parte del Ministero delle Risorse naturali. I “National Independent Contributions” sono piani nazionali non vincolanti che evidenziano le azioni per il clima, inclusi obiettivi, politiche e misure relative al clima che i governi intendono implementare in risposta ai cambiamenti climatici e come contributo per raggiungere gli obiettivi globali stabilito nell’Accordo di Parigi del 12 dicembre 2015. In tali progetti la Cina ha proposto che le emissioni di anidride carbonica debbano raggiungere il picco intorno al 2030, sforzandosi – in quanto parte interessata – ad arrivarci il prima possibile.

    Nel 2030, le emissioni di anidride carbonica per unità di PIL saranno ridotte del 60-65% rispetto al 2005 e l’energia non fossile rappresenterà il consumo di energia primaria. La percentuale ha raggiunto circa il 20% e il volume dello stock forestale è aumentato di circa 4,5 miliardi di metri cubi rispetto al 2005. Il sostegno a questo progetto può consentire alla Cina di raggiungere tale obiettivo in anticipo. Shenzhen (centro sub-provinciale della Repubblica Popolare Cinese appartenente alla provincia di Guangdong) si colloca come città centrale oceanica globale. La Cina intende dar corso a progetti di produzione di idrogeno dalle onde a Shenzhen e stabilirvi una sede centrale. A questo proposito l’Unione Europea investirà 470 miliardi di euro in energia pulita nei prossimi 25 anni, di essi il fulcro è il settore dell’utilizzo dell’energia dall’idrogeno.

    L’Unione Europea ha già lanciato nell’estate 2020 la Strategia per l’energia dell’idrogeno. Entro il 2024, l’Unione Europea costruirà un lotto di apparecchiature per l’elettrolisi dell’idrogeno rinnovabile con una potenza singola di 100 megawatt e la produzione annuale in tutta Europa supererà un milione di tonnellate. Si desidera promuovere questa tecnologia in Europa e, poi, nel mondo attraverso la Belt and Road Initiative, ossia la Nuova Via della Seta voluta dal Presidente Xi Jinping. Si ha in programma di costruire 100 impianti per la produzione di energia elettrica dalle onde da 600 MW e cento progetti di produzione di idrogeno dalle onde con una produzione annua di 100mila tonnellate nei prossimi quindici anni.

    La Roadmap 2.0 per la tecnologia del risparmio energetico e dei veicoli a nuova energia della Cina prevede che entro il 2035 il numero di veicoli a celle a combustibile raggiungerà il milione e la domanda d’idrogeno toccherà la cifra di due milioni di tonnellate. Il progetto dell’International World Group di produzione di energia dalle onde da 600 MW produrrà 103mila tonnellate di idrogeno verde all’anno. Il progetto può soddisfare la domanda di idrogeno della Cina sino all’intero anno 2035 e fornirà energia dall’idrogeno verde e rinnovabile. Per il China Hydrogen Energy Industry Development Report 2020 secondo le previsioni, entro il 2050, si stima che l’energia da idrogeno rappresenterà il 10% del consumo finale di energia, e il numero di veicoli a celle a combustibile a idrogeno sarà di 30 milioni e la domanda di idrogeno sarà di 60 milioni di tonnellate.

    Il progetto dell’IWG può fornire un flusso costante di energia da idrogeno verde per 30 milioni di veicoli. Il relativo accordo di cooperazione strategica per lo sviluppo dell’energia oceanica, sino-europea si articola in una prima e in una seconda fase. Nella prima è prevista l’istituzione di un centro di ricerca e sviluppo sulla tecnologia energetica oceanica a livello globale e poi un centro sino-europeo di ricerca e sviluppo sulla tecnologia energetica oceanica a Shenzhen. Contemporaneamente il contenuto della tecnologia energetica oceanica sarà tratta della generazione di essa: dal moto ondoso, dalle maree senza dighe, dai sistemi eolici offshore e parimenti da energia solare sempre offshore. Il costo di produzione di idrogeno dall’acqua marina non dolce è inferiore alla prodiuzione dell’idrogeno oceanico e appartiene ad una tecnologia avanzata. Al momento la Zhisheng Energy detiene i brevetti di invenzione per: generazione di energia da onde da 100 MW; generazione di energia dalle maree senza danni per l’ambiente; generazione di energia eolica da 10 MW.

    Proprio nel pomeriggio del 16 aprile, il presidente Xi Jinping ha tenuto a Pechino una video-conferenza-vertice fra i leader di Cina, Francia e Germania con il presidente francese Macron e la cancelliera tedesca Merkel. I capi dei tre Paesi hanno scambiato opinioni approfondite sulla cooperazione nell’affrontare il cambiamento climatico, le relazioni Cina-UE, la cooperazione antiepidemica e le principali questioni internazionali e regionali. Xi Jinping ha dichiarato che la Cina si adopererà per raggiungere il picco delle emissioni di anidride carbonica entro il 2030 e la neutralità del carbonio entro il 2060. Ciò significa che la Cina, in quanto Paese in via di sviluppo più grande del pianeta, completerà la più alta riduzione dell’intensità delle emissioni di carbonio del mondo, utilizzando la riduzione in un tempo più breve di terzi. Tutto questo si pone all’opposto contrario di altre potenze che nei discorsi elettorali dei candidati alla presidenza promettono rispetto per l’ambiente, ma nei fatti non fanno altro che confermare i vecchi sistemi di produzione dell’energia.

    Il presidente ha affermato che la la Cina ha deciso di accettare l’emendamento di Kigali del 15 ottobre 2016 al Protocollo di Montreal del 26 agosto 1987 per rafforzare il controllo dei gas serra diversi dall’anidride carbonica come gli HFC (gas refrigeranti contenenti idrofluorocarburi). Egli ha sostenuto che rispondere al cambiamento climatico è la causa comune di tutta l’umanità e non dovrebbe essere una merce di scambio per la geopolitica, o un obiettivo per attaccare altri Paesi oppure una scusa per erigere barriere commerciali. Il presidente in video-cinferenza ha detto che la Cina aderirà ai principi di equità, responsabilità comuni e differenziate da rispettive capacità; nonché promuoverà l’attuazione della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici de 4 giugno 1992 e del predettti accordo di Parigi e svolgerà attivamente la cooperazione Sud-Sud sui cambiamenti climatici. Si spera, ha aggiunto, che le economie sviluppate diano l’esempio nella riduzione delle emissioni e assumano un ruolo guida nell’adempimento dei loro impegni finanziari per il clima, in modo da fornire un adeguato supporto tecnico e di sviluppo delle capacità ai Paesi in via di sviluppo per affrontare tali mutamenti energetici epocali.

    Due parole sui più importanti collaboratori di Xi Jingping in tema ambientale: i ministri Lu Hao e Huang Runqiu. Il ministro delle Risorse naturali, Lu Hao (n. 1967), è stato il più giovane governatore provinciale in Cina, reggendo la provincia di Heilongjiang (38.312.224 ab. nel 2010) dal 2013 al 2018. Lu è stato anche Primo Segretario della Lega della Gioventù Comunista e vice sindaco di Pechino. A 20 anni era stato capo del sindacato studentesco universitario, diventando il primo presidente di tale organismo: eletto con voto popolare sin dai tempi della Rivoluzione Culturale. È laureato in Economia all’Università di Pechino. Lu è diventato capo dell’ufficio amministrativo dell’area di Zhongguancun di Pechino nel 1999, iniziando la sua carriera nella pubblica amministrazione. L’area è conosciuta come la Silicon Valley cinese, ricca di start-up di aziende tecnologiche.

    Ha anche servito ex officio come presidente della China Youth University for Political Sciences. Prima di Lu, vari pesi massimi politici, inclusi gli ex leader del partito Hu Yaobang e Hu Jintao, e il premier Li Keqiang, avevano prestato servizio in questa posizione.

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    https://www.internationalworldgroup.it

    Nota sull’Autore

    Giancarlo Elia Valori è uno dei più importanti manager italiani. Docente universitario e attento osservatore della situazione politica ed economica internazionale, nella sua lunga carriera ha ricoperto importanti incarichi in prestigiose società italiane ed estere. Già Presidente di Autostrade per l’Italia è attualmente Presidente dell’International World Group. Inoltre è presidente onorario di Huawei Italia nonché detentore di importanti cattedre in prestigiosi atenei quali la Yeshiva University di New York, l’Hebrew University di Gerusalemme e la Peking University. Nel 1992 viene nominato Cavaliere della Legion d’onore con la motivazione: “Un uomo che sa vedere oltre le frontiere per comprendere il mondo”, dall’11 maggio 2001 è ambasciatore di buona volontà dell’Unesco per i meriti profusi generosamente nella difesa e nella promozione del patrimonio immateriale. Nel 2002 riceve il titolo di “Honorable” della Académie des Sciences de l’Institut de France. Tra i suoi libri ricordiamo: Liberi fino a quando? (Lindau 2019), Rapporti di forza (Rubbettino 2019), Geopolitica e strategia dello spazio (Rizzoli 2006), Antisemitismo, olocausto, negazione (Mondadori 2007), Mediterraneo tra pace e terrorismo (Rizzoli 2008), Il futuro è già qui (Rizzoli 2009), La via della Cina (Rizzoli 2010) e Geopolitica dell’acqua (Rizzoli 2011). A riconoscimento del suo poliedrico impegno di studioso e pubblicista a respiro universale, ha ricevuto il premio giornalistico “Ischia Mediterraneo”, il “Gran Premio Letterario 2011” dal Consiglio Mondiale del Panafricanismo e il “Premio Internazionale della Cultura” dalla International Immigrants Foundation delle Nazioni Unite.

  • Mutui: richiesta media in aumento a Catanzaro e Reggio Calabria, in calo nelle altre province

    Nonostante il lieve aumento dei tassi fissi e una situazione economica ancora incerta, i calabresi sembrano non voler rinunciare al sogno di comprare casa; è questo uno dei dati emersi dall’osservatorio realizzato da Facile.it e Mutui.it che, analizzando un campione* di oltre 2.000 domande di mutuo raccolte in Calabria tra gennaio e marzo 2021, ha evidenziato come l’importo medio richiesto agli istituti di credito sia cresciuto dello 0,6% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, arrivando a 105.026 euro. Importanti differenze, però, si registrano a livello provinciale.

    «Nel corso del primo trimestre le banche non solo hanno continuato ad offrire condizioni favorevoli, ma hanno anche mantenuto una certa elasticità nei criteri di valutazione del merito creditizio dei richiedenti; tutto questo ha contribuito a sostenere la domanda in un periodo comunque ancora molto influenzato dagli effetti della pandemia», spiega Ivano Cresto, Responsabile mutui di Facile.it

    Guardando al profilo del richiedente calabrese tipo emerge che chi ha presentato domanda di mutuo nel primo trimestre 2021 aveva, in media, 41 anni, due anni in meno rispetto al valore rilevato nel primo trimestre 2020. In aumento, invece, la durata del piano di ammortamento medio che, probabilmente per via dell’incremento degli importi richiesti, passa da 20 anni a 21 anni.

    Le variazioni provinciali

    Se a livello regionale l’importo medio richiesto agli istituti di credito nel primo trimestre 2021 risulta in lieve aumento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (+0,6%), guardando alle singole province emerge un andamento differenziato.

    La provincia che ha registrato la crescita più importante è quella di Catanzaro, dove l’importo medio richiesto è salito del 5%, arrivando a 107.657 euro. Segue nella graduatoria calabrese la provincia di Reggio Calabria, che ha registrato un aumento del 2,4% rispetto al primo trimestre 2020 (109.402 euro).

    Valori in calo, invece, per la provincia di Cosenza, dove l’importo medio richiesto nel primo trimestre 2021, pari a 102.238 euro, è diminuito dell’1,4%, quella di Vibo Valentia (-2,2%, 104.445 euro) e quella di Crotone, che ha registrato un –7,4% rispetto al 2020 (95.640 euro).

    Aumenta il tasso fisso, ma 9 calabresi su 10 lo scelgono

    Cosa è successo sul fronte dei tassi nei primi 3 mesi dell’anno? Secondo l’analisi di Facile.it e Mutui.it, nonostante le condizioni applicate dalle banche siano rimaste estremamente favorevoli, qualcosa sul fronte degli indici si è mosso e questo ha prodotto, in particolare, un lieve aumento dei tassi fissi.

    Il rincaro, spiegano gli esperti di Facile.it, è dovuto alle aspettative di inflazione: le previsioni di crescita dell’economia americana e, di riflesso, la possibile ripartenza dell’economia europea e dei prezzi al consumo, hanno determinato un aumento dell’IRS (l’indice che guida il tasso dei mutui fissi), con conseguente rincaro dei tassi offerti alla clientela. Secondo le simulazioni di Facile.it, per un finanziamento da 126.000 euro da restituire in 25 anni, ad aprile 2021 il Taeg medio rilevato online è salito all’1,37%, vale a dire il 10,5% in più rispetto a febbraio 2021.

    Ancora molto basso, invece, il tasso variabile: ad aprile 2021, secondo la simulazione di Facile.it, il Taeg medio era pari all’1,03%. Torna quindi ad allargarsi la forbice tra tassi fissi e tassi variabili e, secondo la simulazione di Facile.it, oggi la differenza media è di circa 18 euro sulla singola rata iniziale.

    Nonostante questo, però, i calabresi sembrano ancora affezionati al tasso fisso tanto che, nel primo trimestre del 2021, più di 9 aspiranti mutuatari su 10 hanno scelto questa opzione.

    Ultime occasioni per la surroga?

    L’aumento dei tassi di interesse ha avuto però un primo effetto; il calo delle richieste di surroga. Secondo l’analisi di Facile.it e Mutui.it, nel primo trimestre 2021 il peso percentuale di questo tipo di finanziamento in Calabria è diminuito, passando dal 29% dello scorso anno al 19%.

    Per una lettura corretta del fenomeno, però, va considerato che a marzo 2020 il settore immobiliare e quello dei mutui hanno vissuto un vero e proprio stop, soprattutto per quanto riguarda la richiesta di nuovi finanziamenti; inoltre, un calo del peso delle surroghe è fisiologico se si considera che i tassi di interesse sono bassi da tempo e che, negli scorsi anni, tantissimi italiani hanno già approfittato una, se non più volte, di questa opportunità.

    Addio alla surroga dunque? Niente affatto, almeno per ora; nonostante gli aumenti, i tassi odierni sono ancora nettamente inferiori rispetto agli indici rilevati pre-pandemia. Un esempio: surrogando oggi un finanziamento a tasso fisso da 126.000 euro in 25 anni sottoscritto con il tasso medio rilevato a gennaio 2020 si potrebbero risparmiare oltre 4.000 euro di interessi calcolati sull’intera durata del mutuo.

    «Per tutti coloro che hanno sottoscritto un mutuo prima del 2020 e non lo hanno ancora surrogato potrebbero esserci le condizioni per ridurre le rate. Il consiglio è di non temporeggiare ulteriormente perché, come detto, i tassi fissi potrebbero ulteriormente salire in futuro, riducendo così la convenienza di una surroga», conclude Cresto.

     

     

    * L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 2.000 richieste di mutuo raccolte tramite Facile.it e Mutui.it in Calabria nei periodi gennaio-marzo 2020 e gennaio-marzo 2021.

    Per le simulazioni sono stati considerati i tassi disponibili su Facile.it per un mutuo da 126.000 euro da restituire in 25 anni con LTV al 70% nelle date: 9 aprile 2021, 24 febbraio 2021, 9 gennaio 2020.

  • Festa 420, “Cannabis for Future”: scendiamo in piazza per legalizzare la cannabis e favorire l’economia

    Oggi, in Italia, la cannabis è un business da oltre 10 Miliardi di Euro all’anno (studio condotto dal Prof. Pietro David ricercatore ISPC CNR, anno 2020) ed il settore che potrebbe creare 345.000 nuovi posti di lavoro (prof. Marco Rossi, “Una valutazione economica: legalizzare conviene (con qualche accorgimento)”, anno 2018). Sono queste le motivazioni che spingeranno gli attivisti del movimento Cannabis for Future a scendere nelle piazze italiane per le Festa del 420, ricorrenza che ogni anno si celebra in tutto il mondo il 20 Aprile.

    Gli attivisti di Cannabis for Future, che conta oltre 5mila sostenitori in tutta Italia, manifesteranno martedì 20 aprile in numero limitato e rispettando le norme anti-Covid, distribuendo simbolicamente banconote fac-simile che rappresentano il volume d’affari perso a causa della mancata legalizzazione della cannabis.

    Nei punti di ritrovo nelle città di Bari, Milano, Genova, Reggio Emilia, Bologna, CagliariTorino, Padova, Udine, Rimini, Vicenza e Palermo, i rappresentati locali saranno a disposizione dei cittadini per spiegare le loro posizioni e distribuire materiale informativo, inoltre -sempre simbolicamente- avranno con loro alcune piante di cannabis industriale.

    Quello della cannabis -spiegano- è un mercato che vale 1/3 della manovra finanziaria e che potrebbe contribuire a sanare la grave crisi occupazionale della penisola. L’effetto positivo derivante dalla legalizzazione della cannabis sarebbe oltretutto immediato, perché il mercato già c’è, già esiste la domanda e l’offerta che oggi, però, è totalmente nelle mani delle organizzazioni criminali. Legalizzare significherebbe pertanto, portare alla luce un mercato che oggi si muove in maniera decisamente proficua nell’ombra. Quindi, perché non legalizzare la cannabis, una pianta che ha sempre accompagnato l’uomo nella sua evoluzione (pensiamo alla carta, alle funi, vele, reti da pesca…) senza mai causare un solo morto?

    Pregiudizi e retaggi storici devono ancora prevalere oppure possiamo aiutarci in maniera concreta ed immediata ad uscire da questa brutta crisi post-pandemica così come stanno facendo molti stati negli USA (e non solo) che dalla legalizzazione della cannabis ne stanno traendo solo che benefici?

     

    Le città coinvolte nell’iniziativa:

    Bari, ore 10, presso sede RAI, via Dalmazia 104

    Milano, ore 13.30, piazza Donegani

    Genova, ore 11.30, presso sede Il Secolo XIX, piazza Piccapietra 21

    Reggio Emilia, ore 16.20, parco Renato Fucini

    Torino, ore 10.00, piazza Castello

    Bologna, ore 18, piazza Maggiore

    Padova, ore 14.30, piazza delle Erbe

    Palermo, ore 16.00, presso TiroVino, via Dante 132

    Cagliari, ore 16.20, Bastione Saint Remy

    Partinico (PA), ore 16.20, Spiazzale Mercato Ortofrutticolo

    Sassari, ore 12.00, palazzo della provincia, Piazza d’Italia

    Bassano del Grappa (VI), ore 10.00, Viale delle fosse 35/37

    Udine, ore 15.30, Piazza san Giacomo

    Rimini, ore 16.20, Piazza Tre Martiri

     

    https://www.instagram.com/cannabisforfuture/

    https://www.facebook.com/cforfuture

    https://www.cannabisforfuture.it/

  • Mutui: richiesta media in aumento a Imperia e Genova, in calo a La Spezia e Savona

    Nonostante il lieve aumento dei tassi fissi e una situazione economica ancora incerta, i liguri sembrano non voler rinunciare al sogno di comprare casa; è questo uno dei dati emersi dall’osservatorio realizzato da Facile.it e Mutui.it che, analizzando un campione* di oltre 3.900 domande di mutuo raccolte in Liguria tra gennaio e marzo 2021, ha evidenziato come l’importo medio richiesto agli istituti di credito sia cresciuto dello 0,5% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, arrivando a 125.657 euro. Importanti differenze, però, si registrano a livello provinciale.

    «Nel corso del primo trimestre le banche non solo hanno continuato ad offrire condizioni favorevoli, ma hanno anche mantenuto una certa elasticità nei criteri di valutazione del merito creditizio dei richiedenti; tutto questo ha contribuito a sostenere la domanda in un periodo comunque ancora molto influenzato dagli effetti della pandemia», spiega Ivano Cresto, Responsabile mutui di Facile.it

    Guardando al profilo del richiedente ligure tipo emerge che chi ha presentato domanda di mutuo nel primo trimestre 2021 aveva, in media, 41 anni e mezzo, più di un anno in meno rispetto al valore rilevato nel primo trimestre 2020. In aumento, invece, la durata del piano di ammortamento medio che, probabilmente per via dell’incremento degli importi richiesti, passa da poco più di 21 anni a più di 22 anni.

    Le variazioni provinciali

    Se a livello regionale l’importo medio richiesto agli istituti di credito nel primo trimestre 2021 risulta in lieve aumento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (+0,5%), guardando alle singole province emerge un andamento differenziato.

    La provincia che ha registrato la crescita più importante è quella di Imperia, dove l’importo medio richiesto è salito del 3%, arrivando a 127.717 euro. Segue nella graduatoria ligure la provincia di Genova, che ha registrato un aumento del 2,8% rispetto al primo trimestre 2020 (118.417 euro).

    Valori in calo, invece, per la provincia di Savona, dove l’importo medio richiesto nel primo trimestre 2021, pari a 137.663 euro, è diminuito del 4,6%, e La Spezia, che ha registrato un –5,6% rispetto al 2020 (131.781 euro).

    Aumenta il tasso fisso, ma 9 liguri su 10 lo scelgono

    Cosa è successo sul fronte dei tassi nei primi 3 mesi dell’anno? Secondo l’analisi di Facile.it e Mutui.it, nonostante le condizioni applicate dalle banche siano rimaste estremamente favorevoli, qualcosa sul fronte degli indici si è mosso e questo ha prodotto, in particolare, un lieve aumento dei tassi fissi.

    Il rincaro, spiegano gli esperti di Facile.it, è dovuto alle aspettative di inflazione: le previsioni di crescita dell’economia americana e, di riflesso, la possibile ripartenza dell’economia europea e dei prezzi al consumo, hanno determinato un aumento dell’IRS (l’indice che guida il tasso dei mutui fissi), con conseguente rincaro dei tassi offerti alla clientela. Secondo le simulazioni di Facile.it, per un finanziamento da 126.000 euro da restituire in 25 anni, ad aprile 2021 il Taeg medio rilevato online è salito all’1,37%, vale a dire il 10,5% in più rispetto a febbraio 2021.

    Ancora molto basso, invece, il tasso variabile: ad aprile 2021, secondo la simulazione di Facile.it, il Taeg medio era pari all’1,03%. Torna quindi ad allargarsi la forbice tra tassi fissi e tassi variabili e, secondo la simulazione di Facile.it, oggi la differenza media è di circa 18 euro sulla singola rata iniziale.

    Nonostante questo, però, i liguri sembrano ancora affezionati al tasso fisso tanto che, nel primo trimestre del 2021, più di 9 aspiranti mutuatari su 10 hanno scelto questa opzione.

    Ultime occasioni per la surroga?

    L’aumento dei tassi di interesse ha avuto però un primo effetto; il calo delle richieste di surroga. Secondo l’analisi di Facile.it e Mutui.it, nel primo trimestre 2021 il peso percentuale di questo tipo di finanziamento in Liguria è diminuito, passando dal 38% dello scorso anno al 18%.

    Per una lettura corretta del fenomeno, però, va considerato che a marzo 2020 il settore immobiliare e quello dei mutui hanno vissuto un vero e proprio stop, soprattutto per quanto riguarda la richiesta di nuovi finanziamenti; inoltre, un calo del peso delle surroghe è fisiologico se si considera che i tassi di interesse sono bassi da tempo e che, negli scorsi anni, tantissimi italiani hanno già approfittato una, se non più volte, di questa opportunità.

    Addio alla surroga dunque? Niente affatto, almeno per ora; nonostante gli aumenti, i tassi odierni sono ancora nettamente inferiori rispetto agli indici rilevati pre-pandemia. Un esempio: surrogando oggi un finanziamento a tasso fisso da 126.000 euro in 25 anni sottoscritto con il tasso medio rilevato a gennaio 2020 si potrebbero risparmiare oltre 4.000 euro di interessi calcolati sull’intera durata del mutuo.

    «Per tutti coloro che hanno sottoscritto un mutuo prima del 2020 e non lo hanno ancora surrogato potrebbero esserci le condizioni per ridurre le rate. Il consiglio è di non temporeggiare ulteriormente perché, come detto, i tassi fissi potrebbero ulteriormente salire in futuro, riducendo così la convenienza di una surroga», conclude Cresto.

     

     

    * L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 3.900 richieste di mutuo raccolte tramite Facile.it e Mutui.it in Liguria nei periodi gennaio-marzo 2020 e gennaio-marzo 2021.

    Per le simulazioni sono stati considerati i tassi disponibili su Facile.it per un mutuo da 126.000 euro da restituire in 25 anni con LTV al 70% nelle date: 9 aprile 2021, 24 febbraio 2021, 9 gennaio 2020.

  • Maurizio Tamagnini: FSI prevede di reinvestire in Cedacri dopo cessione a ION

    FSI, attraverso il fondo FSI I, ha investito in Cedacri nel dicembre 2017: da allora, l’azienda ha raggiunto risultati significativi anche sul fronte internazionale. "Abbiamo investito, certi del suo potenziale di crescita e dell’importanza strategica della società per l’intero sistema finanziario italiano", ha commentato in merito l’AD e DG Maurizio Tamagnini.

    Maurizio Tamagnini

    Maurizio Tamagnini su Cedacri: firmato accordo con ION, FSI intenzionata a reinvestire

    È delle scorse settimane la notizia dell’accordo siglato tra FSI, guidato da Maurizio Tamagnini, e ION per la cessione della partecipazione azionaria del Fondo (27%) in Cedacri. Lo stesso hanno fatto anche le altre banche azioniste per la restante quota del 73%. In una recente nota, l’AD e DG ha sottolineato che FSI continuerà a sostenere la società e, a tal proposito, prevede di reinvestire come socio di minoranza di ION quasi raddoppiando l’attuale capitale investito. Era il 2017 quando FSI ha deciso in investire in Cedacri, in un’operazione che, in stretta cooperazione con le banche azioniste, ha consentito di rafforzare la leadership e raggiungere traguardi considerevoli, anche in ambito internazionale. Ne sono un esempio le acquisizioni di OASI, leader nel software per antiriciclaggio e segnalazioni di vigilanza, e di CAD IT, specializzata in software per l’area finanza e l’intermediazione titoli. A ciò si aggiunge la migrazione della piattaforma IT di Deutsche Bank Italia verso la piattaforma core banking di Cedacri: completata a maggio 2020, è una delle più grandi migrazioni realizzate in Italia verso una piattaforma di core banking indipendente. "Abbiamo investito in Cedacri, certi del suo potenziale di crescita e dell’importanza strategica della società per l’intero sistema finanziario italiano", ha evidenziato Maurizio Tamagnini.

    Maurizio Tamagnini: approccio di FSI orientato alla partnership

    "Il team di FSI", ha aggiunto l’AD e DG Maurizio Tamagnini, "dopo i precedenti investimenti di successo in SIA (sistemi di pagamento) e Metroweb (infrastrutture di rete a banda larga), ha dimostrato ancora una volta la capacità e le competenze per facilitare la crescita di un campione digitale e tecnologico italiano, accompagnandolo verso la leadership di mercato a livello nazionale e internazionale". Operazioni che dimostrano come l’ingresso nel capitale di un investitore come FSI, con un approccio paziente e orientato alla partnership, costituisca "un fattore abilitante per sviluppare il potenziale dell’azienda, accelerare la crescita, creare occupazione ed espandersi in modo sostenibile". L’intenzione, ha aggiunto Maurizio Tamagnini, è quella di proseguire a sostenere la società, in linea con un approccio di partnership di lungo periodo. "FSI continuerà a sostenere le aziende tecnologiche italiane come Cedacri", ha concluso, "con l’obiettivo di creare operatori leader per lo sviluppo di lungo termine di verticali digitali che svolgono un ruolo strategico per l’economia italiana".

  • Un milione per mia figlia Educazione finanziaria per genitori (e non solo!)

    Comunicato stampa

    Un milione per mia figlia

    Educazione finanziaria per genitori (e non solo!)

     

    In libreria il prossimo 23 Aprile il nuovo libro di Pietro Di Lorenzo, un manuale che descrive, in modo semplice e pratico, quali sono gli strumenti, i metodi e le azioni che consentono di pianificare il futuro finanziario della propria famiglia

     

    15 aprile 2021. In libreria (il prossimo 23 aprile2021) “Un milione per mia figlia” il nuovo libro di Pietro Di Lorenzo. Il testo nasce dal desiderio dell’autore di aiutare i genitori a pianificare il futuro finanziario della propria famiglia e dei propri figli: è adatto anche a chi ha poca esperienza finanziaria, ma è comunque consapevole di quanto sia importante il tema della finanza personale.

     

    Nella prima parte sono spiegati nel dettaglio i motivi e le strategie che conducono verso il milione attraverso un piano di accumulo alimentato da un risparmio “intelligente” periodico.

    Nella seconda sono analizzati gli asset e gli strumenti finanziari da usare per raggiungere l’obiettivo.

    Nell’ultima parte l’autore mostra concretamente come, con le sue finanze personali, sta agendo per lastricare la strada verso un milione di euro per la figlia, cavalcando l’onda dei mega trend.

    Un milione per mia figlia parte dal racconto personale di Pietro di Lorenzo e delle strategie che ha messo in atto dopo la recente nascita di Anna Sofia. Non è però solo il racconto-testimonianza di una singola vicenda: Un milione per mia figlia è un vero e proprio manuale di educazione finanziaria per genitori (e non solo!) perché approccia in maniera davvero semplice e pratica le modalità da mettere in atto per dare un’educazione finanziaria ai figli, ma anche per compiere degli step utili nel pianificare il futuro finanziario famigliare. Un milione per mia figlia parla di finanza personale, di consapevolezza e di scelte volte a pianificare il futuro finanziario del proprio nucleo familiare, in periodo ricco di incertezze de difficoltà come quelli che stiamo vivendo.

     

    NOTA SULL’AUTORE:

    Pietro Di Lorenzo è socio ordinario SIAT, è fondatore e amministratore di un network di siti di carattere finanziario, oltre che organizzatore di eventi didattici dedicati al mondo del trading e degli investimenti. Per Hoepli ha già pubblicato Il tempo è denaro se sai come investirlo! (2018).,E’ autore di “L’odore dei soldi. Piccola filosofia del denaro da Platone a Wall Street” edito da Castelvecchi Editore; del best seller “Trading part time” edito da Tradinglibrary in 3 edizioni diverse. E’ stato docente all’Università di Cassino per il Master Universitario di I Livello “Analisi Quantitativa e Tecnica dei Mercati Finanziari”.

     

    SCHEDA LIBRO:

    Titolo:               Un milione per mia figlia

    Sottotitolo:       Educazione finanziaria per genitori (e non solo!)

    Autore:             Pietro Di Lorenzo

    Dimensioni:    14 x 21,5

    Pagine:            272
    Prezzo:           17.90€

    Casa Editrice: Hoepli Editore S.p.A. 2021

    ISBN                9788836005376

    Sito Hoepli      https://www.hoepli.it/libro/un-milione-per-mia-figlia/9788836005376.html

     

    CONTATTI E SOCIAL NETWORK:

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  • Gruppo Bracca Pineta: partiti i lavori per il nuovo stabilimento di Clusone. Sostenibilità e riqualificazione al cuore dell’investimento

    Lo stabilimento Pineta del Gruppo Bracca scommette sul futuro. Sono partiti i lavori di ampliamento della sede produttiva di Clusone (Bg), la seconda del Gruppo, dopo quella di Zogno, accompagnati da importanti investimenti in termini di riqualificazione e manutenzione dell’area.

    In viale Europa 47 i lavori dureranno circa 24 mesi e riguarderanno un’area di circa 4.225 mq degli oltre 18 mila mq di proprietà di Fonti Pineta, su cui già oggi esiste il primo comparto produttivo dell’azienda (di circa 8 mila mq). La nuova struttura ospiterà magazzini e uffici su tre livelli con una suddivisione tra locali tecnici nel seminterrato, un magazzino di deposito per i prodotti finiti e gli uffici annessi all’attività di carico prodotti al piano terra e un’area direzionale al primo piano. Gli interventi interesseranno anche le zone esterne destinate a parcheggi e ad aree carico /scarico merci.

    «L’avvio dei lavori è un importante segno di fiducia nel futuro, soprattutto in questo momento di emergenza sanitaria. Fonti Pineta è stata protagonista nell’arco degli anni di un continuo sviluppo produttivo e commerciale che si è tradotto in sicurezza economica e occupazionale per tutta la comunità locale, nonché in una promozione del territorio. Ora, l’aumento di richiesta del prodotto, rende indispensabile l’ampliamento strutturale. Una scommessa nella quale mettiamo al centro il territorio e l’ambiente da cui nasce la nostra forza: l’acqua» – sottolinea Luca Bordogna, amministratore delegato del Gruppo Bracca Pineta.

    L’aspetto ambientale è centrale nel nuovo progetto. L’azienda, attualmente, utilizza magazzini esterni, dislocati nei comuni vicini, per lo stoccaggio sia di materie prime sia di prodotti pronti alla vendita. Una logistica che, grazie al nuovo stabilimento, godrà di vantaggi funzionali e di una migliore efficienza lavorativa e ambientale. Il nuovo comparto sarà realizzato riducendo al minimo l’impatto visivo e creando armonia con il territorio originaleMateriali naturali come il legno saranno utilizzati sia per la copertura e la palazzina degli uffici sia come rivestimento esterno con una listellatura in larice naturale. All’interno dello stabilimento gli impianti di riscaldamento e raffrescamento sfrutteranno l’acqua non utilizzata per l’imbottigliamento. Saranno previste, inoltre, schermature a verde lungo l’asse provinciale e dei punti di ricarica per auto elettriche.

    Il tutto, con l’obiettivo di salvaguardare l’ambiente e il paesaggio prevedendo interventi di mitigazione naturalistica e di salvaguardia idraulica. In particolare, saranno innalzati e allargati i due torrenti Seraia e Lirone per una lunghezza complessiva di 420 metri, con la costruzione di nuove scogliere in sassi ciclopici lungo le sponde. Infine, per collegare tra loro i due comparti saranno costruiti due attraversamenti. Un progetto che coniuga modernità e sviluppo industriale, pur mantenendo inalterati i valori legati al territorio e all’ecosistema locale. L’attenzione nei confronti delle tematiche sostenibili è quantomai centrale per il Gruppo che già negli anni passati ha effettuato importanti investimenti in termini di sostenibilità, intervenendo sugli impianti per alleggerire l’utilizzo della plastica con una riduzione del peso del 30-40% e istallando nuovi macchinari per ridurre gli imballaggi.

    Per i lavori di ampliamento, invece, al Comune di Clusone sarà riconosciuta la cifra di circa 350 mila euro come standard e oneri di urbanizzazione riguardanti il secondo comparto di nuova costruzione che ospiterà magazzini e uffici. Gli studi attualmente coinvolti nel progetto sono: Studio Tecnico Ing. Breviario (Rovetta), studio Termotecnico P.I. Fabrizio Cerea (Clusone), Geologo Amadio Poloni (Fino del Monte), Impresa Geom. Ghidelli (Colzate).

    Ma la costruzione del nuovo plesso non è l’unica novità del Gruppo. È partito, infatti, l’imbottigliamento della Goccia di Bosco di Clusone, l’acqua della nuova sorgente di Pineta. Con un potenziale di circa 100 milioni annui di bottiglie, saranno già 15 milioni le bottiglie della nuova acqua commercializzate nel 2021. Un obiettivo raggiunto grazie alle lunghe indagini geologiche per la ricerca della risorsa idrica, alle autorizzazioni Ministeriali ottenute, ai lavori per la costruzione dell’opera di captazione e alla realizzazione di 1 km di tubazioni per il trasporto dell’acqua dalla sorgente che si trova a 200 mt in profondità nella pineta di Clusone fino allo stabilimento di Fonti Pineta.

  • Fallimenti di Stato: il Sud America ci casca spesso. Italia mai in default

    Non sono soltanto le aziende che, purtroppo, a volte incorrono nei fallimenti. Anche gli Stati possono andare in default. E non sono neppure pochi i casi nei quali questo è effettivamente successo. Con scene drammatiche: banche chiuse, code agli sportelli, stipendi pubblici bloccati, resse di fronte ai camioncini che distribuiscono beni di prima necessità.

    La pandemia e i fallimenti di Stato

    fallimento di statoSoltanto nell’ultimo anno, caratterizzato dalla crisi economica innescata dalla pandemia, ben 7 Paesi hanno dovuto dichiarare bancarotta.
    Se l’Argentina ha schivato per un pelo l’ennesimo default della sua storia, fallimenti (anche doppi) ci sono invece stati in Belize, Ecuador, Suriname, Zambia e Libano. Di questi paesi, solo il Libano aveva una situazione già compromessa, gli altri invece hanno visto il baratro proprio a causa della pandemia, che ha provocato un effetto slippage (scivolamento improvviso) e incontrollabile.
    A evidenzialo è uno studio di Standard&Poor’s, che ripercorre anche la storia dei fallimenti di Stato.

    I Paesi con il maggior numero di default

    La regione che più di tutte è stata caratterizzata dai fallimenti di Stato è il Sud America. La poco invidiabile classifica dei paesi con maggiori default sono infatti Ecuador e Venezuela (10 volte). Seguono Uruguay, Costarica, Brasile, Cile (9), Argentina, Perù, Messico e Turchia (8).
    C’è quindi tutto il Sud America ai primi posti con l’apparizione anche di Messico (siamo lì però) e di un solo Paese occidentale che è la Turchia.

    Rischio Turchia e Argentina

    Due di questi Paesi – Turchia e Argentina – si trovano oggi in una situazione assai complicata. Entrambi sono alle prese con una crisi economica fortissima condita da una inflazione galoppante. E intanto le loro valute – Lira e Peso – scivolano verso minimi storici contro il dollaro. Specialmente il peso argentino ha appena ritoccato il suo minimo storico sul biglietto verde a quota 92.62, con un indicatore ADX che non promette nulla di buono.
    Va ricordato che l’Argentina è reduce da un default appena pochi anni fa, nel 2014, ed è evidente che non riesce proprio a scrollarsi di dosso il suo “vizio” di non saper fare i conti (qualche decennio fa era una delle economie più floride al mondo), visto che il precedente fallimento risaliva ad appena 13 anni prima, nel 2001.

    L’Italia è ancora indenne

    L’Occidente sembra essere più attento alle proprie finanze. Infatti dal 1800 al 2014 sono davvero pochi i fallimenti in questo emisfero del mondo. Ma ci sono nomi comunque importanti, come Austria, Spagna, Grecia e anche la Germania (ma parliamo del primo dopoguerra). Solo la Grecia ha un fallimento recente, dal quale peraltro deve ancora riprendersi completamente. L’Italia non c’è, perlomeno dal 1861 non ha mai vissuto un dramma simile.

  • Nasce Circol-UP: il nuovo strumento di GS1 Italy per misurare la circolarità in azienda

    Un check-up digitale focalizzato su tutti gli aspetti specifici dell’economia circolare e della gestione efficiente delle risorse lungo l’intero ciclo di vita dei prodotti. Un report da cui le aziende del largo consumo possono partire per capire cosa stanno facendo per la circular economy e dove possono migliorare.

    La transizione verso l’economia circolare diventa più semplice: è nato Circol-UP, lo strumento messo a punto da GS1 Italy – con la partecipazione dell’Istituto di Management della Scuola Universitaria Superiore Sant’Anna di Pisa – per aiutare le aziende del largo consumo nel loro percorso di sviluppo della circular economy.

    Circol-UP è un check-up tool che consente alle aziende di misurare e di identificare le opportunità̀ per massimizzare la circolarità̀ dei processi produttivi, della filiera e dei prodotti. Grazie a Circol-UP, quindi, le imprese possono conoscere tutte le nuove opportunità̀ connesse all’economia circolare, ad esempio in termini di strategia, di maggiore efficienza e di innovazione.

    «Circol-UP è stato sviluppato per fornire alle singole aziende un feedback riguardo la valutazione del loro livello di circolarità e per evidenziare le azioni che potrebbero intraprendere per adottare un modello di business circolare, innovativo e competitivo» afferma Silvia Scalia, ECR Italia e training director di GS1 Italy. «Con questo progetto GS1 Italy vuole sensibilizzare le aziende italiane sull’importanza di misurare la propria performance di circolarità e contribuire così al raggiungimento degli obiettivi 12 e 17 dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile sottoscritta in sede ONU».

    Il tool è stato ideato e sviluppato da un apposito gruppo di lavoro, creato da GS1 Italy nel 2018, a cui hanno partecipato 19 aziende: 3M Italia, Artsana, Barilla, Carlsberg Italia, Colgate-Palmolive, Conad, Coop Italia, Decathlon Italia, Eridania Italia, Fater, Ferrarelle, FGH PRS Management, Marchesi Antinori, Mondelez Italia, Panzeri Diffusion, Parmalat, Sammontana, Sanpellegrino, Simpool.

    Circol-UP prende in esame tutte le fasi del ciclo di vita di un prodotto (ossia approvvigionamento, design, produzione, distribuzione, consumo e gestione rifiuti) ed è stato adattato alle specificità degli operatori di tre diversi settori:

    • Alimentari e bevande.
    • Cura persona e cura casa.
    • Retail.

    La struttura del questionario riprende le sei le fasi della supply chain:

    1. Approvvigionamento.
    2. Design.
    3. Produzione.
    4. Distribuzione.
    5. Consumo.
    6. Gestione dei rifiuti.

    E fornisce, al termine della compilazione, una valutazione delle prestazioni e i margini di miglioramento acquisibili, attraverso:

    • Un indicatore complessivo di circolarità aziendale.
    • Un indicatore di circolarità per ogni fase del ciclo di vita.

    Grazie a questa serie di indicatori l’azienda potrà identificare in maniera autonoma le aree in cui performa meglio e quelle in cui può migliorare la performance di circolarità.

    In pratica, questo report di valutazione interna riconosce e valuta le opportunità di rendere più circolari i processi aziendali, grazie all’individuazione di tutti i punti del potenziale “circolo” in cui non vi è chiusura dei cicli di risorse e di materie mediante riuso, recupero o riciclo dei materiali.

    Sul sito GS1 Italy c’è una pagina interamente dedicata a Circol-UP e all’approccio di GS1 Italy per facilitare il percorso di transizione delle imprese del largo consumo verso un modello di economia circolare.

    Sempre sul sito, GS1 Italy mette a disposizione diversi strumenti utili per raggiungere una supply chain più sostenibile.

     

    ***

    GS1 Italy. A partire dall’introduzione rivoluzionaria del codice a barre nel 1973, l’organizzazione non profit GS1 sviluppa gli standard più utilizzati al mondo per la comunicazione tra imprese. In Italia, GS1 Italy riunisce 35 mila imprese dei settori largo consumo, sanitario, bancario, della pubblica amministrazione e della logistica. I sistemi standard GS1, i processi condivisi ECR, i servizi e gli osservatori di ricerca che GS1 Italy mette a disposizione semplificano e accelerano il processo della trasformazione digitale delle imprese e della supply chain, perché permettono alle aziende di creare esperienze gratificanti per il consumatore, aumentare la trasparenza, ridurre i costi e fare scelte sostenibili.

    gs1it.org

  • Progetto GNL in Qatar, Claudio Descalzi (Eni): “Stiamo dialogando con Qatar Petroleum”

    “Siamo sicuramente interessati, si tratta di un ottimo progetto”: così Claudio Descalzi, Amministratore Delegato di Eni, in merito al progetto intrapreso da Qatar Petroleum sul North Field, nel settore del gas naturale liquefatto (GNL).

    Claudio Descalzi

    Claudio Descalzi sul programma GNL: “Stiamo dialogando con Qatar Petroleum”

    In occasione della presentazione del Piano Strategico 2021-2024, trasmessa in diretta streaming, l’AD di Eni Claudio Descalzi ha commentato la recente iniziativa di Qatar Petroleum, azienda petrolifera statale qatariota, per lo sviluppo del progetto GNL nel North Field, nel campo del gas naturale liquefatto. “Per quanto riguarda il Qatar, abbiamo discusso con Qatar Petroleum, ne parliamo da tre o quattro anni. Siamo sicuramente interessati, si tratta di un ottimo progetto”: questo è quanto ha dichiarato l’AD durante l’evento “Strategy 2021-2024” che, oltre a presentare il Piano Strategico per il prossimo quadriennio e i risultati del 2020, ha previsto una sessione Q&A con gli analisti. “Come sapete è stato rivelato il capex, l’investimento”, ha segnalato Claudio Descalzi in merito al progetto di Qatar Petroleum, aggiungendo: “Sono stati in grado di finalizzare degli ottimi contratti. Dipenderà dalle condizioni, ma noi siamo interessati”.

    Claudio Descalzi: il progetto GNL e l’uso del gas naturale per la decarbonizzazione

    Aggiungendo inoltre come non sia possibile al momento annunciare la quota relativa al progetto nel North Field, spiegando che “non è corretto farlo, anche nei confronti di Qatar Petroleum”, l’Amministratore Delegato Claudio Descalzi ha segnalato che Eni ha già manifestato il proprio interesse nei confronti del programma. “Vedremo nelle prossime settimane e nei prossimi mesi quale sarà la gara”, ha aggiunto l’AD, “abbiamo manifestato il nostro interesse e vedremo nel prossimo futuro che cosa avverrà”. Sviluppare progetti legati all’utilizzo del gas naturale rientra nella strategia di Eni finalizzata a raggiungere una totale neutralità carbonica entro il 2050, un obiettivo espresso chiaramente nel Piano strategico 2021-2024. Il Gruppo guidato dall’AD Claudio Descalzi è infatti fortemente impegnato per accelerare la transizione energetica del comparto e, a tal proposito, prevede che il gas potrà costituire nel lungo termine oltre il 90% della propria produzione.

  • Ferrovie dello Stato Italiane, Gianfranco Battisti: “Fondamentale facilitare interconnessioni”

    Ferrovie dello Stato Italiane e Alitalia sono pronte a interagire nel prossimo futuro. Intanto, il Gruppo guidato da Gianfranco Battisti continua con il suo piano di potenziamento della rete.

    Gianfranco Battisti

    Gianfranco Battisti: “Attenzione particolare al Sud

    In questi giorni al Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità si ragiona sul futuro di ITA (Italia Trasporto Aereo), la newco nata lo scorso novembre per acquistare e gestire le attività di Alitalia. Il Ministro Giovannini ha accennato anche ad una possibile interazione con Ferrovie dello Stato Italiane. Da tempo Gianfranco Battisti, Amministratore Delegato e Direttore Generale di FS Italiane, spinge per rafforzare le connessioni tra aeroporti e stazioni. Un tema oggi cruciale, sul quale si gioca il rilancio del turismo italiano messo in ginocchio dalla pandemia: “Per questo abbiamo avviato un importante piano di potenziamento dei collegamenti ferroviari con gli aeroporti – ha spiegato il manager – con l’obiettivo di sviluppare un sistema intermodale della mobilità che possa favorire la ripresa del turismo nel nostro Paese”. Nel piano è stata data una maggiore attenzione al Mezzogiorno, “dove Fs – ha specificato Gianfranco Battistiinvestirà il 45% delle risorse provenienti dal Recovery Plan in nuove infrastrutture e nel potenziamento di quelle esistenti”.

    Gianfranco Battisti: i progetti di FS Italiane sull’intermodalità

    La strategia di potenziamento voluta da Gianfranco Battisti è stata avviata per favorire l’intermodalità tra i diversi punti di accesso al Paese. E riguarda sia i collegamenti diretti con gli aeroporti che le soluzioni alternative treno+bus. I primi sono già stati attivati per gli aeroporti di Roma Fiumicino, Trieste, Ancona Falconara, Palermo Punta Raisi e Cagliari Elmas. Poche settimane fa, portando a termine un investimento di 6,5 milioni di euro, FS Italiane ha terminato i lavori e inaugurato anche la fermata di Catania Aeroporto-Fontanarossa. Napoli, Verona, Olbia, Treviso, Pisa, Roma Ciampino e Lamezia Terme sono invece gli aeroporti già interessati dal servizio treno+bus. Nel futuro, come riportato dal Contratto di Programma RFI, la società guidata da Gianfranco Battisti prevede interventi su altri 6 scali. Verranno infatti potenziati i collegamenti da e per Fiumicino e Malpensa, mentre per gli aeroporti di Venezia, Genova, Bergamo e Brindisi sono previste opere di collegamento ex-novo.

  • Mutui: aumenta l’importo medio richiesto nel primo trimestre (+2,5%)

    Nonostante il lieve aumento dei tassi fissi e una situazione economica ancora incerta, gli italiani sembrano non voler rinunciare al sogno di comprare casa; è questo uno dei dati emersi dall’osservatorio realizzato da Facile.it e Mutui.it che, analizzando un campione* di circa 90.000 domande di mutuo, ha evidenziato come, tra gennaio e marzo 2021, l’importo medio richiesto agli istituti di credito sia cresciuto del 2,5% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, arrivando a 137.479 euro.

    «Nel corso del primo trimestre le banche non solo hanno continuato ad offrire condizioni favorevoli, ma hanno anche mantenuto una certa elasticità nei criteri di valutazione del merito creditizio dei richiedenti; tutto questo ha contribuito a sostenere la domanda in un periodo comunque ancora molto influenzato dagli effetti della pandemia», spiega Ivano Cresto, Responsabile mutui di Facile.it

    Guardando al profilo del richiedente tipo emerge che chi ha presentato domanda di mutuo nel primo trimestre 2021 aveva, in media, 41 anni, quasi un anno in meno rispetto al valore rilevato nel primo trimestre 2020. In aumento, invece, la durata del piano di ammortamento medio che, probabilmente per via dell’incremento degli importi richiesti, passa da poco meno di 22 anni a 23 anni.

    Aumenta il tasso fisso: ritorna in auge il variabile?

    Sebbene le condizioni applicate dalle banche siano rimaste estremamente favorevoli, qualcosa sul fronte degli indici si è mosso e questo ha prodotto, in particolare, un lieve aumento dei tassi fissi.

    Il rincaro, spiegano gli esperti di Facile.it, è dovuto alle aspettative di inflazione: le previsioni di crescita dell’economia americana e, di riflesso, la possibile ripartenza dell’economia europea e dei prezzi al consumo, hanno determinato un aumento dell’IRS (l’indice che guida il tasso dei mutui fissi), con conseguente rincaro dei tassi offerti alla clientela. Secondo le simulazioni di Facile.it, per un finanziamento da 126.000 euro da restituire in 25 anni, ad aprile 2021 il Taeg medio rilevato online è salito all’1,37%, vale a dire il 10,5% in più rispetto a febbraio 2021.

    Ancora molto basso, invece, il tasso variabile: ad aprile 2021, secondo la simulazione di Facile.it, il Taeg medio era pari all’1,03%. Torna quindi ad allargarsi la forbice tra tassi fissi e tassi variabili; secondo la simulazione di Facile.it, la differenza media è di circa 18 euro sulla singola rata iniziale, ma sebbene la distanza sia cresciuta, ad oggi non si è registrata un’inversione di tendenza e più di 9 aspiranti mutuatari su 10 optano ancora per il fisso.

    Ultime occasioni per la surroga?

    L’aumento dei tassi di interesse ha avuto però un primo effetto; il calo delle richieste di surroga. Secondo l’analisi di Facile.it e Mutui.it, nel primo trimestre 2021 il peso percentuale di questo tipo di finanziamento è diminuito, passando dal 37% dello scorso anno al 22%.

    Per una lettura corretta del fenomeno, però, va considerato che a marzo 2020 il settore immobiliare e quello dei mutui hanno vissuto un vero e proprio stop, soprattutto per quanto riguarda la richiesta di nuovi finanziamenti; inoltre, un calo del peso delle surroghe è fisiologico se si considera che i tassi di interesse sono bassi da tempo e che, negli scorsi anni, tantissimi italiani hanno già approfittato una, se non più volte, di questa opportunità.

    Addio alla surroga dunque? Niente affatto, almeno per ora; nonostante gli aumenti, i tassi odierni sono ancora nettamente inferiori rispetto agli indici rilevati pre-pandemia. Un esempio: surrogando oggi un finanziamento a tasso fisso da 126.000 euro in 25 anni sottoscritto con il tasso medio rilevato a gennaio 2020 si potrebbero risparmiare oltre 4.000 euro di interessi calcolati sull’intera durata del mutuo.

    «Per tutti coloro che hanno sottoscritto un mutuo prima del 2020 e non lo hanno ancora surrogato potrebbero esserci le condizioni per ridurre le rate. Il consiglio è di non temporeggiare ulteriormente perché, come detto, i tassi fissi potrebbero ulteriormente salire in futuro, riducendo così la convenienza di una surroga», conclude Cresto.

     

     

    * L’analisi è stata realizzata su un campione di circa 90.000 richieste di mutuo raccolte tramite Facile.it e Mutui.it nei periodi gennaio-marzo 2020 e gennaio-marzo 2021.

    Per le simulazioni sono stati considerati i tassi disponibili su Facile.it per un mutuo da 126.000 euro da restituire in 25 anni con LTV al 70% nelle date: 9 aprile 2021, 24 febbraio 2021, 9 gennaio 2020.

  • Volatilità Bitcoin e Stabilità della Quotazioni Oro

    Volatilità del Bitcoin e stabilità della quotazioni oro potrebbero essere le due facce di una stessa medaglia per realizzare investimenti bilanciati e potenzialmente redditizi.
    In un portafoglio di investimento ben bilanciato devono essere presenti sia asset a rischio che possano aumentare di valore e dare importanti plusvalenze sia beni rifugio in grado di ammortizzare le perdite nei periodi in cui i mercati finanziari perdono valore.
    L’oro è il bene rifugio per eccellenza al quale si rivolgono tutti quando la crisi di fiducia verso gli altri asset aumenta, risparmiatori istituzionali e privati acquistano lingotti da monetizzare quando l’economia torna a crescere.
    Anche piccoli risparmiatori acquistano oro fisico per creare riserve auree facili da convertire in denaro rivolgendosi anche presso un compro oro Firenze, Pisa, ecc.
    Al contrario il Bitcoin deve essere considerato un investimento potenzialmente molto redditizio quando il suo valore cresce ma resta un asset ad alto rischio che deve essere gestito come tale.
    Soprattutto in un momento storico di grande incertezza dove molti asset sono divenuti a rischio l’investimento in Bitcoin acquista una rilevanza maggiore offrendo maggiori possibilità di guadagno rispetto ad asset tradizionali.
    Successivamente al record storico dell’oro di agosto la sua quotazione è diminuita fino alla soglia di 1700 dollari oncia, un prezzo ancora piuttosto elevato ma lontano dagli oltre 2000 dollari oncia del massimo storico.
    Al contrario il Bitcoin ha cominciato nello stesso periodo a crescere fino ad arrivare alla massima quotazione mai raggiunta di 6000 euro.
    Questo andamento opposto tra oro e Bitcoin testimonia che l’economia globale è in ripresa in vari paesi tra cui quelli che più fanno la differenza come la Cina ed i Paesi Arabi.
    Per questo motivo molti investitori desiderosi di tornare ad investire sui mercati possano aver liquidato parte delle proprie posizioni sull’oro per investire anche nella criptovaluta più capitalizzata del mercato.
    Questo giustificherebbe l’esponenziale crescita del prezzo Bitcoin proprio durante la diminuzione di valore del prezioso metallo giallo.

     

  • Paolo Gallo: Italgas, la presentazione dei risultati 2020

    Il focus dell’Amministratore Delegato Paolo Gallo sui risultati 2020: Italgas è riuscita a fronteggiare la più grave crisi globale dal dopoguerra grazie all’efficacia delle scelte strategiche assunte negli anni scorsi.

    Paolo Gallo

    Italgas, il CdA approva i risultati 2020: la soddisfazione dell’AD Paolo Gallo

    Italgas non si è fermata nell’anno della pandemia. Lo dicono i risultati approvati lo scorso 11 marzo dal CdA, come evidenziato dall’Amministratore Delegato Paolo Gallo: “L’emergenza sanitaria e gli effetti fortemente penalizzanti della nuova regolazione tariffaria non hanno intaccato il percorso di trasformazione e sviluppo che oggi vede Italgas archiviare un altro anno all’insegna della crescita”. La capacità di reazione di Italgas emerge dalla lettura di tutti gli indicatori finanziari e non-finanziari: “Abbiamo conseguito un EBITDA adjusted di 971,4 milioni di euro, in crescita del 7% rispetto al 2019, e siamo riusciti a contenere i pesanti effetti della Delibera n. 570/2019/R/gas sull’Utile Netto, riportando un risultato di 345,4 milioni di euro in linea con quello dello scorso anno”. In crescita anche gli investimenti, nonostante il periodo di lockdown, che si attestano intorno ai 780 milioni di euro (+5% rispetto al 2019): “Questi risultati sono stati resi possibili dal processo di trasformazione digitale, avviato nel 2017 e tuttora in corso, che ha permesso al Gruppo di remotizzare buona parte della attività continuando a garantire i servizi essenziali agli oltre 7,7 milioni di clienti operando in totale sicurezza”, ha spiegato l’AD Paolo Gallo. Sulla base dei risultati 2020, il CdA di Italgas ha deciso di proporre all’Assemblea degli Azionisti la distribuzione di un dividendo di 0,277 euro per azione (+8,2% rispetto al 2019).

    Paolo Gallo: il percorso di trasformazione e sviluppo di Italgas non è stato intaccato nel 2020

    Abbiamo saputo fronteggiare la più grave crisi globale dal dopoguerra grazie alle scelte strategiche assunte negli anni scorsi”, ha sottolineato l’AD Paolo Gallo commentando la performance 2020 del Gruppo. “Le importanti applicazioni, sviluppate nella Digital Factory di Italgas, sono l’esempio più efficace di come il digitale e tecnologie quali l’intelligenza artificiale, il machine learning e la realtà aumentata abbiano elevato il livello di efficienza delle nostre attività”: fondamentale in quest’ottica sono state le ore di formazione per il personale incentrate sull’impiego di nuovi strumenti digitali. “Sul piano operativo, nonostante il prolungato fermo imposto ai cantieri, sono proseguite le attività per l’estensione, la manutenzione e la digitalizzazione del network su tutto il territorio italiano”: l’AD Paolo Gallo ha ricordato in merito quanto fatto in Sardegna, portata a diventare “il principale incubatore di una nuova generazione di infrastrutture destinata a cambiare il volto della distribuzione del gas in Italia ed in Europa e a contribuire in maniera determinante alla transizione energetica”. Nella regione Italgas ha completato circa l’80% dei 1.100 km di reti in progetto: “Reti native digitali che si preparano ad accogliere anche gas diversi dal metano, come idrogeno, biometano e metano sintetico”. E in futuro “innovazione tecnologica, investimenti, presenza capillare sul territorio e sostenibilità continueranno a essere i nostri driver principali per la creazione di valore per gli azionisti e per le comunità in cui operiamo, nella prospettiva di contribuire attivamente al processo di decarbonizzazione dell’economia e di contenimento delle emissioni fuggitive di metano, in coerenza con le indicazioni della Commissione Ue per i DSO del gas, ritenuti attori essenziali della transizione energetica”.

  • Betontest, il progetto ISMERS tra le “Storie di successo” del Mediocredito Centrale

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    Intervento al teatro V. Colonna (da sx Melchiorre Monaca, Corrado Monaca, Giovanni Berti).

    Ispica (RG) – È stato pubblicato ieri sul sito web del Mediocredito Centrale S.p.A. – l’istituto bancario di Invitalia – un lungo articolo dal titolo “Betontest, nuove metodologie di indagine per la sicurezza delle opere edili” (https://www.mcc.it/primopiano/storie-di-successo/betontest-nuove-metodologie-di-indagine-per-la-sicurezza-delle-opere-edili/). L’articolo è apparso nella sezione “Storie di successo” e in evidenza nella home page del sito. L’istituto bancario, infatti, ha valutato come eccellenti i risultati ottenuti dalla Betontest di Ispica con il progetto ISMERS (Idoneità statica manufatti edili nei centri storici ad alto rischio sismico). Il progetto, realizzato tra il 2018 e il 2021 in collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria dell’Innovazione dell’Università del Salento e la XRD -Tools srl, impresa nata come spin-off dell’Università di Pisa, è stato supportato da Mediocredito Centrale a valere sul programma Horizon 2020 – Pon 2014/2020 del Ministro dello Sviluppo Economico.
    Ai fini del progetto, è stato effettuato un monitoraggio dello stato di salute di scuole, uffici, immobili storici e di pregio, in otto comuni delle province di Ragusa e Siracusa individuati di concerto con le amministrazioni locali, al fine di rilevare eventuali criticità e individuare gli interventi di messa in sicurezza, tenuto conto del progressivo invecchiamento delle strutture e dell’elevato rischio sismico della zona.

    Nel corso delle attività di ricerca è stata sviluppata una nuova metodologia d’indagine che fornisce una mole di dati a livello macro, micro e nanoscopico sui materiali da costruzione. Per interpretarli e renderli confrontabili è stato elaborato un sistema di correlazione, basato su principi di intelligenza artificiale a Rete Neurale.

    «Prevenire è meglio che curare – si legge nel testo – Questo principio non vale solo per la salute delle persone, ma si può estendere anche a quella delle opere pubbliche e più in generale dei manufatti edilizi. Se, per esempio, consideriamo l’età media di infrastrutture come i ponti, oltre 50 anni, o la forte sismicità di molte aree del nostro Paese ci rendiamo conto quanto sono importanti strumenti di monitoraggio dello stato di salute delle opere edili e infrastrutturali per intervenire tempestivamente con l’adeguata manutenzione. Strumenti come quelli sviluppati dal programma di ricerca di Betontest SRL».

    Metodologie e strumenti innovativi e di rilevante importanza, dunque, che consentono di analizzare lo stato di salute delle opere in calcestruzzo e in acciaio direttamente in loco, dunque tenendo conto anche delle tensioni di esercizio e di una serie di parametri che un campione analizzato in laboratorio, non può più restituire. Le sue applicazioni spaziano, pertanto, dai settori dell’edilizia e del rischio sismico al rilevamento di criticità nei viadotti stradali e autostradali e nei manufatti in cemento armato.

    «Il successo del progetto ISMERS – spiega il prof. Giovanni Berti, consulente scientifico del progetto e fondatore della XRD -Tools srl – ha aperto un tunnel nella conoscenza dei materiali impiegati in edilizia e nella diagnostica degli stessi, quando sono in esercizio; le ricadute si evidenzieranno per alcuni anni. Tra gli elementi di successo citiamo: la trascrizione del linguaggio “diffrattometrico a raggi x” in linguaggio più vicino all’ingegneria strutturista. Questa trascrizione si è qui limitata alla resistenza meccanica a compressione, con un’affidabilità indicata al 62%. È necessario uno sforzo di convergenza tra scienza e ingegneria per osservare la migrazione di effetti dalla scala nano-microscopica a quella macroscopica. Con ISMERS, previa elaborazione, calibrazione, correlazione, confronto con riferimenti, è stato possibile osservare da dati in loco le variazioni dell’assetto reticolare direzionale in materiali simili ma sottoposti a carichi strutturali differenti con una sensibilità superiore ai dati tradizionali. Se sono stati osservati significa che potranno essere misurati e monitorati nel tempo. Prevenire è più economico che curare; ne segue che anche altri soggetti sono chiamati ad uno sforzo di convergenza per introdurre aspetti davvero innovativi a beneficio della società civile».

    «I risultati del progetto ISMERS – spiega Francesco Micelli, docente di Tecnica delle costruzioni (Dipartimento di Ingegneria dell’Innovazione, Università del Salento) – permettono di ampliare il panorama tecnologico nel campo della diagnostica strutturale delle costruzioni storiche, civili, infrastrutturali. Il campo della diagnostica strutturale costituisce una delle sfide più interessanti nel mondo delle costruzioni, proprio perché esso richiede l’impegno di forze multidisciplinari, in un settore che tradizionalmente si basa su approcci di tipo quasi artigianale. L’impiego della diffrattometria per la conoscenza dei materiali, del loro stato di degrado in opera, e della loro condizione meccanica di servizio, costituisce una reale innovazione nei processi di conoscenza e monitoraggio delle strutture, mediante tecniche di tipo non distruttivo. L’implementazione di una rete neurale, capace di auto istruirsi attraverso i dati ottenuti dal rilevamento in situ costituisce un ulteriore passo in avanti nel processo di industrializzazione e digitalizzazione in campo edilizio. A questo punto, l’auspicio è quello di continuare con la ricerca in laboratorio, e nello stesso tempo iniziare a mettere in pratica, su importanti casi reali, le conoscenze maturate ad oggi. Il sistema sviluppato da Betontest con i partner del progetto ISMERS è dunque pronto ad operare.  Tanto maggiore sarà il numero di informazioni che si riusciranno ad acquisire, tanto più accurati saranno i processi di correlazione che la rete neurale saprà implementare. Dunque man mano che crescerà l’esperienza sul campo, la tecnica non potrà che divenire sempre più affidabile e versatile».
  • Locali commerciali: la pandemia fa esplodere l’offerta di vendita

    La flessione significativa di molti settori economici dovuta all’effetto negativo della pandemia ha di fatto innalzato la quota di locali commerciali in vendita nel nostro Paese. A confermarlo è un’analisi di Casa.it, effettuata tenendo conto della provincia di riferimento e della tipologia di immobile. Rapportando i dati di febbraio 2021 con quelli pre-pandemici dello stesso mese del 2020, si evince quadro relativo alle vendite di tipo commerciale abbastanza chiaro: +16% a livello nazionale.

    Dal punto di vista delle macro-aree è evidente che ad aver avuto un incremento dell’offerta è il Sud (+31%), le isole (+36%) e il Centro (+22%), rispetto a un incremento molto più modesto al Settentrione (Nord-Ovest e Nord-Est con +8%).

    Se, invece, ci spostiamo alle singole regioni, quella con un’offerta più alta di locali a uso commerciale è il Molise (+87%), seguito da Sardegna (+83%) e Marche (+55%). Interessante è anche il dato della Puglia, regione nella quale l’ agenzia Immobiliare a Taranto Cambio Casa propone intriganti offerte di locali commerciali in tutta Taranto e provincia, segnando un +34%.

    L’indagine di Casa.it, infine, pone la lente di ingrandimento su un settore in particolare, significativamente colpito dalla crisi economica dovuta al Covid, e cioè quello alberghiero. La fortissima contrazione segnata dal settore turistico nel 2020, infatti, ha costretto numerosi proprietari di hotel a mettere in vendita i propri immobili, facendo aumentare del 22% la percentuale rispetto all’anno precedente: un fenomeno, quest’ultimo che non ha risparmiato nemmeno le grandi città a forte vocazione turistica come Roma, Milano e Venezia.

  • IN “STORIE DI CITTADINANZA D’IMPRESA 2020” P&G RACCONTA RISULTATI E PROGETTI CONCRETI CON L’IMPEGNO A FARE ANCORA DI PIÙ PER IL NOSTRO PAESE

    Da zero scarti di produzione inviati in discarica e il taglio del 52% delle emissioni di gas di serra, alle iniziative per sensibilizzare aziende e consumatori a comportamenti più sostenibili. Ma anche aiuti per chi ha subito maggiormente gli effetti dell’emergenza sanitaria ed economica, senza dimenticare le battaglie, divenute oggi ancora più cruciali, per un mondo più equo e inclusivo, che vedono oggi Procter & Gamble, governata da un management al 48% rappresentato da donne, impegnata con politiche a sostegno dei neogenitori e progetti volti a promuovere i giovani talenti e a combattere discriminazioni e pregiudizi. Nel report “P&G Italia: Storie di Cittadinanza d’Impresa 2020”, presentato oggi, Procter & Gamble racconta le numerose azioni messe in campo nel nostro Paese in ogni pilastro della Cittadinanza d’Impresa: Impatto sulle Comunità, Uguaglianza & Inclusione, Sostenibilità Ambientale, sostenute dalle fondamenta di Etica e Responsabilità d’Impresa.

    «In P&G lavoriamo ogni giorno per essere una forza per il bene e una forza per la crescita. Vogliamo essere riconosciuti come un’azienda governata in modo responsabile, che opera secondo princìpi etici, sostiene buone cause, protegge l’ecosistema e offre un ambiente di lavoro in cui dipendenti possano sviluppare il proprio potenziale. È per questo che abbiamo intensificato i nostri sforzi per aiutare le persone e le comunità ad affrontare le nuove sfide poste dalla pandemia di Covid-19, insieme a quelle gravose della disuguaglianza e del cambiamento climatico. Sforzi che intensificheremo ulteriormente quest’anno con “P&G per l’Italia”, il programma di cittadinanza d’impresa con cui realizzeremo progetti concreti nell’ambito della sostenibilità sociale e ambientale nel nostro Paese affinchè nessuno resti indietro» ha dichiarato Paolo Grue, Presidente e Amministratore Delegato P&G Italia.

    IMPATTO SULLE COMUNITÀ. Allo scoppio dell’emergenza da Covid-19, P&G e i suoi marchi hanno erogato donazioni, per oltre 2 milioni di euro in denaro e prodotti, a Protezione Civile, Croce Rossa Italiana, Banco Alimentare, Banco Farmaceutico e Comunità di Sant’Egidio, mentre i dipendenti dell’azienda hanno donato ore di lavoro extra per produrre oltre 45.000 confezioni di Mastro Lindo con candeggina destinate agli ospedali italiani. Contributi in Italia che si sommano alle decine di milioni di euro, in prodotti e denaro, elargite alle famiglie e alle realtà più bisognose tramite oltre 200 organizzazioni umanitarie in tutto il mondo.

    P&G Italia ha poi lanciato “Ora Riparti Da Te”, l’iniziativa di cashback per aiutare le famiglie italiane, restituendo in denaro il 50% dell’importo speso per l’acquisto di prodotti per la cura della persona e della casa, ha supportato il programma “Spazi Donna” di WeWorld Onlus, per le vittime di violenza domestica, e ha rinnovato il sostegno agli atleti di Special Olympics e, tramite i marchi AZ e Oral-B, alla Fondazione Telethon, per il progetto di ricerca su “Malattie Genetiche Rare e Covid-19”.

    PARITÀ DI GENERE, OPPORTUNITÀ PER I GIOVANI, INCLUSIONE. Gli effetti della pandemia hanno rafforzato l’attenzione di P&G sui temi di Uguaglianza & Inclusione su diversi fronti. Strumenti quali la flessibilità sul posto di lavoro e il congedo parentale retribuito per i neopapà (esteso anche a coppie non sposate e/o dello stesso sesso), ad esempio, hanno visto accrescere ancora di più il proprio valore all’interno dell’azienda. P&G ha poi dato vita alla sua prima Technical Academy, il progetto nato nello storico stabilimento produttivo di Pomezia per formare i giovani talenti in uscita dagli istituti tecnici industriali.

    In parallelo, Procter & Gamble ha proseguito nel sostegno alla comunità LGBTQI+, lanciando la seconda edizione di “Hair Has No Gender”: la campagna, promossa a livello europeo insieme al proprio marchio Pantene, ha confermato l’impegno al fianco dell’Associazione Libellula – che da oltre vent’anni difende i diritti delle persone transessuali e transgender – e al Dresscode Project – alleanza di saloni no gender per parrucchieri -, accogliendo come nuovo partner anche Agedo, l’Associazione di genitori, amici, parenti di persone LGBTQI+.

    SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE. A livello globale, in tema di Sostenibilità Ambientale, P&G ha raggiunto ben 14 degli obiettivi che si era prefissata per il 2020. Tra questi: l’azzeramento dei rifiuti inviati nelle discariche, il taglio del 52% delle emissioni di gas serra, il ricorso ad almeno il 30% di energia rinnovabile negli stabilimenti produttivi, fino a garantire a un miliardo di persone l’accesso a prodotti a risparmio idrico. Da qui il traguardo, entro il 2030, di raggiungere zero emissioni di Scopo 1 e 2 e l’impegno a garantire che il 100% degli imballaggi a livello globale sia riciclabile o riutilizzabile, a ridurre la plastica vergine negli imballaggi del 50%, a promuovere una forestazione responsabile, e, a livello europeo, a rendere completamente riciclabili anche i materiali di comunicazione all’interno dei punti vendita. Al tempo stesso, P&G considera fondamentale l’efficienza idrica della propria produzione (superati tutti gli obiettivi di riduzione prefissati per il 2020) e la riduzione dell’utilizzo dell’acqua in casa, attraverso progetti come la 50L Home Coalition, che mira a consentire a ogni persona di vivere con 50 litri di acqua al giorno (contro i 500 che consumiamo mediamente oggi).

    In Italia, Procter & Gamble promuove inoltre il Category Management Sostenibile (CMS), un approccio e un metodo del tutto nuovo, sviluppato in collaborazione con WWF, Università Bocconi, Scuola Superiore Sant’Anna e Istituto Europeo per la Sostenibilità (EIIS), che chiama industria e distribuzione a riprogettare prodotti e scaffali e a educare i consumatori nell’adozione di scelte di acquisto e consumo più sostenibili.

    Infine, il progetto HolyGrail, avviato nel 2016 da P&G per trovare una soluzione per lo smistamento dei rifiuti, e ora coordinato da AIM, l’Associazione Europea dei Brand, è entrato a settembre nella sua seconda fase e, forte del supporto delle oltre 85 aziende associate lungo tutta la value chain, si prepara per i primi test sul mercato europeo.

    IL 2021 UNA NUOVA SFIDA. “Storie di Cittadinanza d’Impresa 2020” si affaccia anche nel presente e nel futuro prossimo di P&G: con il programma “P&G per l’Italia”, nei prossimi anni l’azienda investirà milioni di euro nel nostro Paese in progetti concreti di sostenibilità ambientale e sociale. Già avviate le prime iniziative, come “Aula 162”, progetto di inclusione lavorativa e sociale, promosso con l’Associazione Next, volto a fornire formazione gratuita a persone in difficoltà, e come “Green Start(up)”, la call con cui P&G, in collaborazione con LVenture Group, chiede alle start-up italiane di proporre soluzioni innovative ad alcune business challenges legate al tema della sostenibilità ambientale. #WomenEntrepreneurship4Good è invece il nuovo programma europeo di formazione, nato dalla collaborazione con il Women’s Forum for the Economy & Society e l’HEC Business School di Parigi, per fornire un percorso di coaching ad alcune tra le migliori realtà imprenditoriali gestite da donne in Italia e attive nel campo della sostenibilità ambientale. Un volano per lo sviluppo ed il rilancio dell’imprenditoria femminile nel nostro Paese.

    Il Rapporto Globale sulla Cittadinanza d’Impresa, redatto secondo le linee guida Global Reporting Initiative’s (GRI) G3.1, è disponibile sul sito www.us.pg.com/citizenship-report-2020/.

    Informazioni su P&G

    I prodotti P&G sono utilizzati da quasi 5 miliardi di persone al mondo. La Procter & Gamble possiede uno dei piu’ importanti portafogli di marchi di qualità tra i quali: Dash®, Lenor®, Mastro Lindo®, Swiffer®, Viakal®, AZ®, Kukident®, Oral B®, Olaz®, Pantene®, Head&Shoulders®, Gillette®, Venus®, Braun®. P&G opera in 70 paesi nel mondo ed in Italia è presente dal 1956. Per maggiori informazioni www.pg.com.

  • Spese di casa: ecco i primi aumenti dopo un anno di pandemia

    Come sono cambiate le tariffe delle principali spese familiari dopo un anno dall’inizio della pandemia? L’avvio della campagna vaccinale e il profilasi all’orizzonte di un possibile ritorno alla normalità stanno contribuendo a far aumentare o diminuire alcuni costi? E, anche, cosa è lecito attendersi per il prossimo futuro? Sono queste le domande alla base dell’analisi* che Facile.it ha compiuto su RC auto, mutui, prestiti, bollette luce e gas, conti correnti, tariffe di telefonia mobile e internet casa confrontando quanto ci costavano a gennaio 2020 e quanto ci costano oggi.  Ecco cosa è emerso.

    Cosa è successo ai mutui

    In contemporanea con lo scoppio della pandemia, si è registrato in Italia un calo dei tassi dei mutui; queste condizioni sono perdurate per tutto il 2020 e ancora oggi gli indici sono mediamente inferiori rispetto a quelli rilevati prima dell’arrivo del Covid. Se si guarda al tasso fisso, per un mutuo di 126.000 euro da restituire in 25 anni, il Taeg medio è passato dall’1,58% di gennaio 2020 all’1,24% di febbraio 2021.

    Qualcosa però sta cambiando tanto che, nelle ultime settimane, il tasso fisso è tornato a crescere; a marzo 2021 il Taeg medio è salito all’1,35%, vale a dire l’8,9% in più rispetto a febbraio. L’aumento del tasso fisso, spiegano gli esperti di Facile.it, è legato alle previsioni di crescita dell’economia americana e, di riflesso, alla possibile ripartenza di quella europea e della sua inflazione, aspettative che hanno determinato un aumento dell’IRS, l’indice che guida il tasso dei mutui fissi.

    Più stabile, invece, l’andamento del tasso variabile, calato nel 2020 e ancora oggi fermo su livelli minimi; per la simulazione sopra indicata, il Taeg medio è passato dall’1,08% rilevato a gennaio 2020 all’1,03% di marzo 2021. Torna quindi ad allargarsi la forbice tra tassi fissi e tassi variabili, che negli ultimi anni si era ridotta ai minimi.

    Cosa è successo all’RC auto

    Come è noto, il lockdown, con la conseguente diminuzione delle auto in circolazione e dei sinistri registrati, ha determinato una contrazione delle tariffe assicurative; dopo il crollo di marzo e aprile, e qualche piccolo aggiustamento tra maggio e giugno, in corrispondenza delle prime aperture, i premi medi sono rimasti su livelli estremamente bassi per tutto l’anno e ancora oggi le condizioni sono estremamente favorevoli. Secondo l’osservatorio RC auto di Facile.it, il premio medio rilevato a febbraio 2021, pari a 464,09 euro, era inferiore del 13,5% rispetto a quello di febbraio 2020.

    Anche in questo caso, però, qualcosa è cambiato e la curva delle tariffe sembra aver iniziato una inversione di tendenza, tanto che da gennaio a febbraio 2021 è stato rilevato un rincaro, sia pur lieve, dei premi medi: +1,44%.

    Cosa è successo alle bollette di luce e gas

    Analizzando l’andamento delle tariffe luce e gas del mercato libero emerge che, per il primo semestre del 2020, l’arrivo del Covid ha determinato un calo importante del costo dell’energia. A partire dall’ultimo trimestre dello scorso anno, però, i prezzi sono tornati a salire e oggi le tariffe medie sono addirittura superiori rispetto a quelle rilevate prima dell’inizio della pandemia.

    Secondo le simulazioni di Facile.it, guardando la media delle tariffe disponibili sul portale, la spesa per la corrente elettrica di una famiglia con un consumo annuo di 2.700 kWh è stata pari, nel primo trimestre 2021, a 47,59 euro al mese, valore in aumento del 5% rispetto allo stesso periodo del 2020.

    Se si guarda alla bolletta del gas, invece, la spesa media per una famiglia con un consumo annuo di 1400 smc è stata, nel primo trimestre del 2021, pari a 87,62 euro al mese, vale a dire l’1,7% in più rispetto al primo trimestre 2020.

    Anche guardando l’andamento dei prezzi nel mercato tutelato emerge un trend simile; la pandemia ha fatto crollare il costo dell’energia nella prima parte del 2020, ma a partire dalla seconda metà dell’anno ad oggi i prezzi sono progressivamente aumentati.

    Cosa è successo ai prestiti personali

    Andamento opposto per i prestiti personali: il Covid-19 ha avuto un impatto estremamente negativo sul settore e l’esplosione della pandemia ha portato, nella prima metà del 2020, ad un atteggiamento di maggior cautela da parte delle società di credito, che si è tradotto in un aumento dei tassi di interesse e in un irrigidimento dei criteri di valutazione dei richiedenti.

    Dati alla mano, il Taeg medio rilevato online da Facile.it per un prestito di 10.000 euro da restituire in 5 anni è cresciuto del 6% nei primi mesi di pandemia, passando dal 6,25% di gennaio 2020 al 6,63% di giugno 2020, per poi ridursi gradualmente, complici prima l’aumento di fiducia dei consumatori, poi l’arrivo dei primi vaccini e l’approvazione delle misure di stimolo volute dalla Commissione Europea. Grazie a tutto ciò gli indici sono tornati a scendere arrivando, a marzo 2021, a 6,44%.

    Cosa è successo alla telefonia mobile e a quella fissa

    Notizie in chiaroscuro arrivano dal mondo della telefonia. Sul fronte della mobile non sono state rilevate grandi variazioni tra le tariffe proposte da gennaio 2020 ad oggi: l’importo medio è stabile a circa 13 euro al mese per chi cambia operatore o attiva una nuova SIM; è pur vero che ci sono stati alcuni cambiamenti nelle tariffe best price (passata da 4,99 a 5,98 euro/mese) e quelle riservate ad alcuni specifici cambi di operatore (passata, in media, da 6,50 a 7,50 euro/mese).  Va registrato che nell’ultimo anno è aumentato il traffico dati messo a disposizione dagli operatori, passato, in media, dai 50 GB di gennaio 2020 ai 70 GB di marzo 2021.

    Guardando alle tariffe relative al servizio di internet casa, invece, l’analisi di Facile.it ha evidenziato un aumento dei prezzi offerti a chi vuole cambiare operatore o attivare una nuova linea; si è passati dai 28,18 euro al mese di gennaio 2020 ai 29,68 di marzo 2021, con un rincaro del 5,3%. L’incremento delle tariffe è stato rilevato, in realtà, a partire dalla seconda metà del 2020 e dopo tale data le tariffe sono rimaste stabili.

    Cosa è successo ai conti correnti

    Guardando ai conti correnti disponibili su Facile.it non sono stati rilevati cambiamenti significativi dal punto di vista dei costi. Va detto, però, che l’offerta bancaria è estremamente ampia e non mancano le eccezioni; se continuano ad esistere i cosiddetti conti a zero spese, va comunque evidenziato come anche alcuni istituti che storicamente offrivano la gratuità del servizio hanno cominciato a richiedere un canone fisso.

    Quello che risulta evidente è che gli istituti provino a disincentivare i prelievi di contante (addirittura mettendo un numero massimo di prelievi consentiti) e favorire i pagamenti con carta tramite promozioni che si basano sui meccanismi di cashback. I bonus per l’apertura del conto ci sono ancora, anche se non corposi come lo scorso gennaio.

    Lo scenario dei conti italiani vede oggi alcune tipologie emergenti: pochi conti gratuiti con prelievi a pagamento o pochi prelievi inclusi, conti più tradizionali con alti costi di mantenimento, conti con canoni annui tutto sommato bassi (1/2/3€ al mese), ma con le altre funzionalità gratuite (prelievi, bonifici etc.) e, in ultimo, conti che prevedono l’azzeramento del canone a patto che diventino veicolo di pagamento di utenze, accredito stipendio e via dicendo.  Sono sempre più numerosi, inoltre, gli istituti che cercano di disincentivare conti “fermi” o con eccessiva liquidità, che possono diventare per le banche stesse un vero e proprio onere.

    Cosa è lecito aspettarsi per i prossimi mesi

    Cosa potrebbe accadere nei prossimi mesi sul fronte delle tariffe? Molto, spiegano gli esperti di Facile.it, dipenderà dall’andamento della pandemia, dalla ripresa della fiducia dei consumatori e dal miglioramento della situazione economica. Sul fronte dei mutui, ad esempio, se per il tasso variabile non sono previsti grossi scostamenti, quello fisso potrebbe salire ulteriormente di qualche punto base qualora le aspettative di inflazione dovessero trovare conferma. Se si guarda ai prestiti personali, invece, il miglioramento delle condizioni generali dovrebbe portare ad un aumento del tasso di approvazione delle richieste di finanziamento; non è da escludere, inoltre, un ulteriore calo dei tassi di interesse e un riallineamento con gli indici pre-pandemia.

    L’andamento delle tariffe RC auto è strettamente legato all’andamento della pandemia e delle eventuali restrizioni alla mobilità; con l’aumento dei veicoli in circolazione e dei sinistri stradali, non è da escludere che le tariffe assicurative possano continuare a salire sino a raggiungere i livelli pre-Covid. Va detto, però, che le compagnie assicurative potrebbero scegliere di assorbire parte di questi aumenti e mantenere le tariffe basse sfruttando i risparmi conseguiti nel 2020.

    Non sono invece previsti ulteriori rincari nei prossimi mesi per quanto riguarda le tariffe di telefonia mobile e fissa offerte a chi vuole cambiare operatore o attivare una nuova linea.

     

     

     

     

    *  RC auto: l’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su un campione di 8.650.866 preventivi effettuati in Italia su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 febbraio 2020 e il 28 febbraio 2021 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

    Mutui: media dei Taeg offerti su Facile.it per un mutuo al 70%, importo 125.000 euro da restituire in 25 anni. I tassi sono stati rilevati su nelle date 13 gennaio 2020, 24 febbraio 2021, 25 marzo 2021

    Bolletta luce: stima realizzata considerando le tariffe disponibili su Facile.it per un consumo annuo di 2700 kWh, fascia mono oraria e potenza 3 kW.

    Bolletta gas: stima realizzata considerando le tariffe disponibili su Facile.it per un consumo annuo di 1400 smc, zona Nord Orientale.

    Prestiti: media dei Taeg offerti su Facile.it per un prestito da 10.000 euro da restituire in 5 anni. Tassi rilevati a gennaio 2020, giugno 2020 e marzo 2021.

    Telefonia mobile e fissa, conti correnti: analisi realizzata sui prodotti in comparazione su Facile.it da gennaio 2020 a marzi 2021.