Non sono soltanto le aziende che, purtroppo, a volte incorrono nei fallimenti. Anche gli Stati possono andare in default. E non sono neppure pochi i casi nei quali questo è effettivamente successo. Con scene drammatiche: banche chiuse, code agli sportelli, stipendi pubblici bloccati, resse di fronte ai camioncini che distribuiscono beni di prima necessità.
La pandemia e i fallimenti di Stato
Soltanto nell’ultimo anno, caratterizzato dalla crisi economica innescata dalla pandemia, ben 7 Paesi hanno dovuto dichiarare bancarotta.
Se l’Argentina ha schivato per un pelo l’ennesimo default della sua storia, fallimenti (anche doppi) ci sono invece stati in Belize, Ecuador, Suriname, Zambia e Libano. Di questi paesi, solo il Libano aveva una situazione già compromessa, gli altri invece hanno visto il baratro proprio a causa della pandemia, che ha provocato un effetto slippage (scivolamento improvviso) e incontrollabile.
A evidenzialo è uno studio di Standard&Poor’s, che ripercorre anche la storia dei fallimenti di Stato.
I Paesi con il maggior numero di default
La regione che più di tutte è stata caratterizzata dai fallimenti di Stato è il Sud America. La poco invidiabile classifica dei paesi con maggiori default sono infatti Ecuador e Venezuela (10 volte). Seguono Uruguay, Costarica, Brasile, Cile (9), Argentina, Perù, Messico e Turchia (8).
C’è quindi tutto il Sud America ai primi posti con l’apparizione anche di Messico (siamo lì però) e di un solo Paese occidentale che è la Turchia.
Rischio Turchia e Argentina
Due di questi Paesi – Turchia e Argentina – si trovano oggi in una situazione assai complicata. Entrambi sono alle prese con una crisi economica fortissima condita da una inflazione galoppante. E intanto le loro valute – Lira e Peso – scivolano verso minimi storici contro il dollaro. Specialmente il peso argentino ha appena ritoccato il suo minimo storico sul biglietto verde a quota 92.62, con un indicatore ADX che non promette nulla di buono.
Va ricordato che l’Argentina è reduce da un default appena pochi anni fa, nel 2014, ed è evidente che non riesce proprio a scrollarsi di dosso il suo “vizio” di non saper fare i conti (qualche decennio fa era una delle economie più floride al mondo), visto che il precedente fallimento risaliva ad appena 13 anni prima, nel 2001.
L’Italia è ancora indenne
L’Occidente sembra essere più attento alle proprie finanze. Infatti dal 1800 al 2014 sono davvero pochi i fallimenti in questo emisfero del mondo. Ma ci sono nomi comunque importanti, come Austria, Spagna, Grecia e anche la Germania (ma parliamo del primo dopoguerra). Solo la Grecia ha un fallimento recente, dal quale peraltro deve ancora riprendersi completamente. L’Italia non c’è, perlomeno dal 1861 non ha mai vissuto un dramma simile.