Autore: articolinews

  • Luca de Meo intervistato dal “Corriere della Sera”: percorso professionale e progetti

    Nato a Milano nel 1967, Luca de Meo ha alle spalle più di 30 anni di carriera nel settore automobilistico, con esperienze di rilievo in 12 Paesi e per più di 10 marchi, attraverso i 4 gruppi automobilistici più importanti.

    Luca de Meo

    Intervista a Luca de Meo: la carriera e il rapporto con la Francia

    CEO di Renault Group e Presidente dell’ACEA (European Automobile Manufacturers’ Association), Luca de Meo è un dirigente d’azienda con esperienza consolidata nel settore automobilistico. Il suo percorso annovera ruoli di responsabilità ricoperti in 12 Paesi nel mondo e nell’ambito di oltre 10 marchi. Nel suo profilo professionale non mancano, inoltre, titoli e riconoscimenti di prestigio – tra tutti, quello di Cavaliere al Merito del Lavoro nel 2022 e la Legion d’Honneur nel 2023 – così come traguardi significativi come l’essere il primo CEO non francese a guidare Renault Group. Basti pensare che ciò non è mai accaduto fin dal lontano 1898, anno in cui Renault venne avviata per opera del meccanico Louis Renault. Come raccontato nell’intervista rilasciata al “Corriere della Sera”, il rapporto di Luca de Meo con la Francia, in particolare con Parigi, trae origine nei primi anni ‘90: “Sono arrivato qui per la prima volta all’inizio degli anni Novanta con la mia fidanzata ed ex compagna di università che poi è diventata mia moglie. Eravamo neanche trentenni a Parigi, un sogno”. Nel 1992 il primo incarico in Renault, per poi entrare in Toyota, Fiat, Volkswagen, Audi e Seat: una lunga esperienza che lo conduce nel 2020 al ruolo di CEO del Gruppo francese.

    Luca de Meo: l’incarico in Renault Group e le prospettive per il settore

    Soffermandosi su alcuni aspetti della sua esperienza in Renault Group, Luca de Meo evidenzia come questo sia ormai “un Gruppo internazionale che fa parte di un’alleanza con Nissan”: la lingua di lavoro è infatti “soprattutto l’inglese. Io poi parlo anche francese”. Rimanendo in tema di lavoro, de Meo racconta come questo occupi gran parte della sua giornata: “Io sono un industriale e l’industria è dura, una fatica di ogni giorno”, specifica, aggiungendo che “non esiste un Paese forte senza un’industria forte, a meno che tu non sia una piattaforma finanziaria come Singapore. L’economia dematerializzata è un’illusione, i problemi non si risolvono solo a colpi di clic. Durante la pandemia servivano le mascherine, ma in Europa non eravamo più in grado di produrle”. Un’industria che, nello specifico del settore auto, fornisce stimoli importanti per l’economia: “Sono convinto che l’industria resti fondamentale per l’Europa. E il 30 per cento di tutti gli investimenti in ricerca e sviluppo dipendono dall’industria automobilistica. Poi, per ogni posto di lavoro che creo all’interno dell’azienda, ne nascono sei o sette fuori, come indotto. Il contributo dell’auto è decisivo in termini di innovazione e valore aggiunto, e noi europei possiamo eccellere nel settore premium, il più importante”. Centralità che emerge anche in relazione alla transizione ecologica: secondo Luca de Meo, per questo bisogna essere realistici. Non può esserci un solo ‘piano A’ deciso dai Governi, le soluzioni tecniche possono essere tante e noi industriali dobbiamo essere lasciati liberi di esplorarle”, così il CEO a conclusione dell’intervista.

  • Ares Ambiente: dallo smaltimento dei rifiuti alla produzione di concime naturale

    Ares Ambiente rinnova il suo impegno per un’economia circolare. Con il nuovo impianto FORSU l’azienda produrrà concime naturale.

    Ares Ambiente

    Ares Ambiente, dettagli e finalità del nuovo impianto FORSU

    L’umido raccolto nelle città che diventa concime naturale per l’agricoltura. È la nuova proposta di Ares Ambiente, azienda specializzata nell’intermediazione dei rifiuti. La realtà di Treviolo è infatti al lavoro per realizzare un nuovo impianto di compostaggio a Piedimonte San Germano, in provincia di Frosinone. Un progetto che testimonia l’attenzione che da sempre Ares Ambiente rivolge alla sostenibilità ambientale. Produrre compost significa infatti ridare vita ai prodotti di scarto e ottenere ammendanti naturali da destinare all’agricoltura, avviando quindi un ciclo virtuoso. All’impianto verranno destinati la FORSU (Frazione Organica del Rifiuto Solido Urbano), i rifiuti organici (fanghi da depurazione e da lavorazioni agro-industriali) e gli scarti di potature del verde pubblico e privato. Due gli ammendanti prodotti attraverso il processo aerobico: ammendante compostato misto e ammendante compostato da fanghi.

    Il contributo di Ares Ambiente per l’economia circolare

    Una volta terminati i lavori, a pieno regime l’impianto di compostaggio di Ares Ambiente sarà in grado di trasformare 40.000 tonnellate all’anno, di cui 35.000 tonnellate di FORSU e rifiuti organici e 5.000 tonnellate di frazione verde. Oltre a sostituire l’uso di prodotti chimici, che richiedono un maggiore esborso di energia e impattano l’ambiente, i compost arricchiscono il terreno di materia organica che libera gradualmente sostanze nutritive di fondamentale importanza per le piante come fosforo, azoto e potassio. Inoltre, aiutano a rendere la struttura del terreno maggiormente porosa, accrescendone la capacità di trattenere l’acqua e ridurre il rischio di inondazioni. Caratteristiche che fanno del compost non solo un concime naturalmente adatto all’agricoltura, ma anche un alleato contro gli effetti del cambiamento climatico. Ma il contributo di Ares Ambiente per l’economia circolare va oltre il recupero dei rifiuti e la produzione di compost, con l’azienda che utilizzerà gli ammendanti per fertilizzare anche alcuni terreni agricoli di sua proprietà.

  • Marco Nicola Domizio, manager esperto nel settore dell’intermediazione dei rifiuti

    Marco Domizio è un imprenditore dalla comprovata esperienza nel settore dell’intermediazione dei rifiuti e nella gestione di impianti autorizzati. Le sue attività si caratterizzano per una particolare attenzione alla sostenibilità, puntando a offrire soluzioni innovative e personalizzate ai clienti. Nel corso degli anni ha acquisito specifiche competenze gestionali e autorizzative rilevanti per il settore, portando nel 2008 alla fondazione di Ares Ambiente.

    Marco Domizio

    Marco Domizio: la carriera prima di Ares Ambiente

    Nato a Bergamo nel 1974, Marco Domizio avvia la propria carriera professionale subito dopo aver conseguito il diploma. Il suo primo impiego lo vede impegnato presso un’azienda lombarda specializzata nell’intermediazione dei rifiuti, dove si occupa anche della partecipazione nelle gare d’appalto. Ricopre in seguito diversi ruoli come Responsabile Commerciale, dapprima in una società specializzata in spurghi e pulizie industriali e poi in una primaria azienda della provincia di Milano. In questo periodo gestisce anche l’installazione di sette impianti di trito-vagliatura in Campania. La sua esperienza nel settore si consolida ulteriormente operando prima nel comparto del trasporto transfrontaliero di rifiuti, sia a mezzo gomma/intermodale sia via mare, e in seguito ricoprendo il ruolo di Responsabile Commerciale in un impianto di compostaggio. Successivamente Marco Domizio è Responsabile nella gestione di una cava di estrazione di minerali naturali, per poi collaborare con due realtà attive nel settore ambientale. Forte delle competenze maturate, nel 2008 porta a compimento la fondazione di una propria azienda: Ares Ambiente.

    Nascita e sviluppo di Ares Ambiente

    Grazie alla solida esperienza acquisita nel settore, Marco Nicola Domizio riesce a fondare un’azienda di successo incentrata sui principi di efficienza, economicità e trasparenza. In pochi anni Ares Ambiente riesce così a farsi strada nel comparto, specializzandosi nei servizi dedicati all’ambiente e operando su tutto il territorio italiano. Nello specifico, è attiva nell’intermediazione dei rifiuti e nella gestione di impianti autorizzati, con servizi che spaziano dallo smaltimento al recupero fino ad occuparsi, per i clienti, del trasporto di rifiuti “speciali pericolosi” e “speciali non pericolosi”. In linea con la classificazione “Elenco Europeo dei Rifiuti – EER 2014/955/UE”, le sue attività si focalizzano sul trattamento di rifiuti caratterizzati in numerosi codici CER/EER – Codice Europeo dei Rifiuti. Ares Ambiente è iscritta all’Albo Nazionale Gestori Ambientali, Categoria 8 Classe A e Categoria 4F e 5F – Sezione Regionale della Lombardia e si distingue per un impegno costante verso servizi di alta qualità ed efficienza. Lo conferma anche il titolo di azienda Best Performer nella provincia di Bergamo, assegnato da “LombardiaPost” sia nel 2021 che nel 2022.

  • Renault Group, il CEO Luca de Meo: necessaria una strategia per le auto elettriche in UE

    UE e auto elettriche, Luca de Meo a “Il Sole 24 Ore”: “Non basta quello che si sta facendo per creare una strategia o una politica”.

    Luca de Meo

    Luca de Meo: fondamentale una strategia complessiva sul settore auto

    Ha parlato di un “gigantesco esercizio burocratico” Luca de Meo, CEO di Renault Group e Presidente dell’ACEA, intervistato da “Il Sole 24 Ore” sui più recenti sviluppi in materia di mobilità elettrica a livello europeo. In particolare, per quel che riguarda il settore privato delle auto, per il quale è necessario sviluppare un piano strategico su cui puntare per competere globalmente. E la Cina, dal canto suo, conferma una posizione di leadership in tale sfida grazie a un piano preciso dedicato al settore. In Europa “non basta quello che si sta facendo per creare una strategia o una politica”, ha evidenziato il CEO Luca de Meo, specificando come in tale contesto l’ACEA “vuole essere parte della soluzione, non del problema. Siamo a favore della transizione ambientale, certo non l’abbiamo rifiutata, ma si tratta, ripeto, di avere una strategia complessiva”.

    La Cina guida il settore, in Europa “regolamentazione eccessiva”

    Proseguendo sul tema, il CEO Luca de Meo ha osservato come, nel contesto globale, “gli Stati Uniti tendono a stimolare l’attività economica, la Cina tende a guidarla, e l’Unione Europea tende a regolamentarla”. Il nostro Continente paga lo scotto di un “gigantesco esercizio burocratico”, così come definito dal CEO di Renault Group, che ha parlato di una “regolamentazione eccessiva” citando, ad esempio, il regolamento dedicato alla sicurezza delle automobili in vigore dal prossimo anno. “Verrà a costare 400-500 euro in più per veicolo. Verranno aggiunte ad ogni auto 18-22 funzioni, molte delle quali non interessano al cliente finale”, ha evidenziato nell’intervista. Il costo si riverserà sul prezzo finale d’acquisto a prescindere dal tipo di vettura: “Sia per una Fiat 500 che per una Mercedes Classe S. L’impatto sul prezzo di una Fiat 500 è evidente”. Una riflessione, infine, sull’andamento del mercato a livello internazionale: “Il mercato mondiale è di 85 milioni di auto, di cui 13 milioni vendute in Europa. Le case produttrici non hanno l’incentivo a seguire le regole europee, perché il mercato è soprattutto altrove”, così Luca de Meo in conclusione.

  • Padova: Serenissima Ristorazione di Mario Putin allarga il centro di Boara Pisani

    Leader nel settore della ristorazione collettiva, scolastica, aziendale e sociosanitaria, Serenissima Ristorazione, guidata da Mario Putin, vanta un fatturato di 280.000.000 euro, conta oltre 7.000 dipendenti e 13 società correlate. Innovazione e sostenibilità sono i driver strategici nei quali il Gruppo investe da sempre.

    Serenissima Ristorazione di Mario Putin

    Mario Putin: Serenissima Ristorazione amplia il centro cottura di Boara Pisani

    A Boara Pisani, in provincia di Padova, sorge il centro cottura in legame refrigerato di Serenissima Ristorazione al quale l’azienda ha dedicato importanti investimenti negli ultimi mesi. La realtà guidata da Mario Putin ha infatti deciso di ampliare il centro cottura, dotandolo di una nuova area produttiva e logistica equipaggiata con attrezzature innovative e tecnologicamente avanzate. Questo contribuirà a rendere i pasti forniti dal leader della ristorazione collettiva ancora più sicuri sotto il profilo igienico-sanitario, migliori dal punto di vista qualitativo e di differenziazione della dieta. Con 30.000.000 di euro investiti su una superficie totale di 12.000 mq e oltre 300 operatori impiegati al suo interno, il centro cottura di Boara Pisani ha tutte le carte in regola per diventare uno dei più moderni e tecnologicamente avanzati d’Europa.

    Serenissima Ristorazione: il Cook&Chill della realtà guidata da Mario Putin è un successo negli ospedali

    Tra i primi ambiti in cui Serenissima Ristorazione si è specializzata, quello socio sanitario continua ad essere un settore di grandi soddisfazioni. Cook&Chill, la tecnica ideata dalla società guidata da Mario Putin, sta riscuotendo enorme successo tra le strutture sanitarie. Soprattutto a seguito della realizzazione del centro cottura di Boara Pisani, sempre più strutture si sono mostrate interessate. Attualmente, sono 60 i nosocomi che vengono riforniti dal centro cottura. Segno che investire nell’innovazione, puntando al legame refrigerato con il fine di minimizzare il rischio microbiologico e razionalizzare le diete risolvendo i problemi logistici legati al trasporto e alla distribuzione, è stata una scelta più che efficace.

  • Riva Acciaio: dalla fondazione alla leadership europea nel settore dell’acciaio

    Fondata negli anni ‘50 da Emilio ed Adriano Riva, Riva Acciaio è passata dal commercio di rottami ferrosi alla produzione di acciaio di alta qualità. Attraverso una visione lungimirante e una strategia di acquisizioni, l’azienda ha raggiunto una posizione di rilievo sia in Italia sia a livello internazionale, contribuendo alla crescita e al successo dell’industria siderurgica nazionale.

     Riva Acciaio

    Riva Acciaio: una visione lungimirante per l’industria siderurgica italiana

    Riva Acciaio è un’eccellenza nell’industria siderurgica italiana, una realtà di grande importanza che riunisce le attività del Gruppo Riva nella penisola. Fondata nel 1954 da Emilio ed Adriano Riva, rappresenta uno dei principali protagonisti europei nel settore dell’acciaio. La società è controllata dalla capogruppo Riva Forni Elettrici ed è specializzata nella produzione di prodotti lunghi e acciai di alta qualità. Grazie a oltre 60 anni di esperienza, il Gruppo ha consolidato una leadership indiscussa in questo settore, introducendo importanti innovazioni tecnologiche, tra cui la colata continua curva a tre linee, un primato assoluto in Italia, insieme ad altre significative innovazioni siderurgiche. Un elemento di grande valore per l’azienda è il suo avanzato laboratorio di ricerca e sviluppo, situato nello stabilimento di Lesegno (CN), che dispone di sofisticate apparecchiature, tra cui il simulatore termomeccanico “Gleeble 3800”. Questo laboratorio ha stretto numerosi accordi di collaborazione con importanti centri universitari e di ricerca, come il Politecnico di Torino e l’Università di Pisa. Tale sinergia tra l’azienda e le istituzioni accademiche consente di promuovere l’innovazione e lo sviluppo tecnologico nell’ambito dell’industria siderurgica. Dopo la fondazione, Riva Acciaio è cresciuta rapidamente, passando dal commercio di rottami ferrosi alla produzione di acciaio. Nel 1956, viene costruito lo stabilimento siderurgico a Caronno Pertusella, in provincia di Varese, che si distingue per la sua dimensione e per l’adozione di tecnologie all’avanguardia, come il forno elettrico ad arco. 

    La crescita internazionale di Riva Acciaio

    Negli anni ‘60, l’industria siderurgica italiana affronta una forte concorrenza internazionale e per rimanere competitiva, Riva Acciaio introduce la colata continua curva a tre linee, diventando la prima azienda italiana a utilizzare questa tecnologia. Nel frattempo, l’azienda inizia a espandersi sia in Italia sia all’estero attraverso acquisizioni strategiche. Nel 1966, acquisisce le Acciaierie e Ferriere del Tanaro e diventa socia di minoranza nella SEII. Alla fine degli anni ‘60, la produzione di acciaio raggiunge così le 300.000 tonnellate all’anno e l’azienda avvia l’export dei suoi prodotti sui mercati internazionali. Negli anni ‘70, nonostante la crisi petrolifera e la concorrenza estera, il Gruppo siderurgico prosegue con il piano di investimenti e si espande ulteriormente a livello internazionale. Acquisisce la Siderúrgica Sevillana in Spagna nel 1971 e nel 1974 costituisce la Associated Steel Industries (ASI) in Canada, oltre all’acquisizione dell’acciaieria di Iton Seine in Francia nel 1976. Due anni più tardi, diventa il primo operatore europeo a vendere acciaio direttamente in Cina. Alla fine degli anni ‘70, la produzione di acciaio supera 1,1 milioni di tonnellate. Negli anni ‘80, Riva Acciaio continua la propria espansione attraverso acquisizioni in Francia, Belgio e Germania. Acquisisce la maggioranza dell’ALPA (Aciéries et Laminoirs de Paris) in Francia nel 1988, mentre quattro anni più tardi rileva due impianti siderurgici a Berlino. Nel frattempo, la produzione di acciaio continua a crescere rapidamente e nel 1994 raggiunge 5,8 milioni di tonnellate, consolidando la posizione del Gruppo come uno dei principali attori dell’industria siderurgica europea.

  • La strategia dell’Europa per le terre rare: l’editoriale di Valentina Colucci

    In un recente editoriale pubblicato su “Formiche”, Valentina Colucci riflette sul tema delle terre rare e su come l’Europa si sta muovendo per aumentare la loro reperibilità senza dipendere troppo da altri Paesi.

    Valentina Colucci

    Valentina Colucci: l’Europa nella corsa alle terre rare

    Sono 34 le materie prime che quest’anno compongono la lista dei minerali critici stilata dell’Europa. Realizzato sulla base di una valutazione della loro reperibilità sul mercato, l’elenco contiene minerali come l’arsenico, il feldspato e il manganese e anche le cosiddette terre rare. Queste ultime, come spiega Valentina Colucci nel suo articolo, “sono un insieme di 17 metalli presenti nella tavola periodica degli elementi chimici che presentano straordinarie proprietà magnetiche e conduttive che le rendono indispensabili in molti settori tra cui, l’industria elettronica, tecnologica aeronautica e militare”. Si tratta di elementi fondamentali per la produzione e il funzionamento di oggetti della quotidianità quali smartphone e lampade a led ma anche di tecnologie come la fibra ottica e i pannelli fotovoltaici.

    Valentina Colucci: l’Action Plan on Critical Raw Materials

    Nonostante il loro nome, le terre rare possono essere trovate in abbondanza in diverse parti del mondo. La Cina, l’Australia, gli Stati Uniti, la Russia, il Brasile e il sud-est asiatico sono tutti luoghi in cui sono reperibili. “Dovunque, tranne che nel Vecchio Continente”, afferma Valentina Colucci nell’articolo. Gli unici ad essere esclusi sono infatti proprio i Paesi del Vecchio Continente. Per questo motivo, nel 2020 la Commissione Europea ha presentato l’Action Plan on Critical Raw Materials per rispondere appunto al rischio di carenza o interruzione di tali minerali. Le soluzioni prevedono la riduzione della dipendenza da Paesi terzi da raggiungere mediante la diversificazione delle fonti di approvvigionamento, il miglioramento dell’efficienza e della circolarità dell’uso delle risorse e politiche di stoccaggio strategico di prodotti che contengono le materie critiche.

  • Il successo di Cristina Scocchia: la Legion d’Onore

    Cristina Scocchia è la manager alla guida di Illycaffè: l’azienda è cresciuta oltre le aspettative e ora punta ad accelerare sui mercati esteri.  

    Cristina Scocchia

    Illycaffè, i primi risultati dell’era Cristina Scocchia: crescita in doppia cifra e obiettivi confermati

    L’esperienza in Procter&Gamble, la nomina come AD di L’Oreal Italia e i numerosi traguardi raggiunti alla guida di KIKO Milano. Poi, da gennaio 2022, l’ingresso in Illycaffè. Nonostante il cambio di settore e le nuove sfide che ha comportato, Cristina Scocchia continua a confermarsi tra le top manager italiane. Lo scorso anno l’azienda triestina, in un contesto caratterizzato da rincaro di energia e materie prime, ha chiuso il bilancio con ricavi consolidati pari a 567,7 milioni (+13,6% rispetto al 2021) e un utile netto di 14,2 milioni (+18,9%). Una crescita a doppia cifra confermata anche dai risultati del primo trimestre di quest’anno, con Illycaffè che ha registrato un ulteriore aumento dei ricavi consolidati (13,2%) e in generale un andamento positivo per tutti gli indicatori economici. Confermati investimenti e obiettivi per il 2026, con il Piano che prevede l’ampliamento della fabbrica di Trieste, il rafforzamento dell’IT e l’espansione sui mercati esteri, in particolare negli Stati Uniti.

    Cristina Scocchia: efficientamento, innovazione e formazione i pilastri della strategia

    La strategia portata avanti da Cristina Scocchia si basa da sempre su innovazione, digitalizzazione e valorizzazione delle persone. È così che durante i suoi mandati come AD, la manager ha portato L’Oreal Italia fuori dalla crisi e guidato la crescita organica di KIKO Milano. A testimoniare il contributo apportato anche i numerosi riconoscimenti ottenuti durante la sua carriera, tra cui il titolo di “Chevalier dans l’ordre de la Légion d’Honneur” da parte dell’ambasciatore francese Christian Masset. Più di recente Cristina Scocchia è stata premiata come “Marketer of the Year 2022” dalla Società italiana marketing (Sim) proprio per le strategie innovative e i valori espressi in ambito sociale oltre che economico. Anche il Piano ideato per Illycaffè punta tra le altre cose a sviluppare il canale e-commerce e ad aumentare la sicurezza informatica, oltre che a potenziare la formazione dei dipendenti attraverso l’Università del Caffè, il Centro d’eccellenza di Trieste nato nel 1999 e che oggi conta 26 sedi fuori dall’Italia.

  • Luca Dal Fabbro (Iren): “Sostenibilità e inclusione valori fondamentali”

    Iren, una multiutility inclusiva e attenta al futuro. A raccontarne la visione il Presidente Luca Dal Fabbro durante il Festival dello Sviluppo Sostenibile targato Asvis.

    Luca Dal Fabbro

    Luca Dal Fabbro: “Iren, un’azienda del territorio al servizio della sostenibilità”

    Luca Dal Fabbro, Presidente di Iren, ha partecipato alla tappa torinese del Festival dello Sviluppo Sostenibile organizzata da Asvis, l’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile. In un’intervista rilasciata a margine dell’evento, tenutosi nell’ambito del Salone del Libro, il manager ha illustrato la visione e la mission di Iren, una delle principali multiutility italiane che operano nei settori dell’energia, dell’ambiente e delle reti. “Iren crede molto nella cultura e nella diffusione di valori positivi, valori della sostenibilità, valori della coesione sociale. Siamo un’azienda del territorio, investiamo nel territorio e investiamo nella costruzione di impianti e di attività che rigenerano, dal rifiuto, all’energia da cogenerazione solare rinnovabile, al recupero, il che ci rende una realtà estremamente in sintonia con il futuro verso il quale si sta dirigendo la società. Che deve e dovrà essere – ha sottolineato Luca Dal Fabbro – una società inclusiva e volta alla sostenibilità”.

    Luca Dal Fabbro: Iren e il Salone del Libro, un binomio vincente per promuovere la sostenibilità

    Il Presidente ha spiegato anche le ragioni della presenza di Iren al Festival: “Siamo qui al Salone perché vogliamo diffondere valori di sostenibilità – ha dichiarato Luca Dal Fabbroe come Iren investiamo molte risorse in questo senso. Perché il nostro ruolo non è solo il profitto ma è anche il poter essere vicino ai territori con un’industria buona e attività rigenerative. Ci crediamo così tanto che abbiamo anche una Business Unit, Eduiren, che disegna insieme ai nostri ingegneri le attività del futuro per comunicarle meglio e per diffondere verso i giovani i valori della sostenibilità, dell’inclusione e dell’attenzione al territorio. Oggi sono valori importanti, domani lo saranno ancora di più e noi come Iren ci crediamo molto”, ha concluso Luca Dal Fabbro.

  • Serenissima Ristorazione, Animenta e Unobravo insieme per sostenere chi soffre di DCA

    Serenissima Ristorazione, in collaborazione con Animenta e Unobravo, crea importanti progetti di prevenzione e sensibilizzazione sui disturbi del comportamento alimentare, coinvolgendo esperti qualificati per fornire informazioni, supporto emotivo e approfondimenti sul tema della corretta alimentazione.

    Serenissima Ristorazione, tra i Gruppi leader nel settore della ristorazione collettiva e commerciale

    Serenissima Ristorazione dona sedute di psicoterapia per supportare il progetto di Animenta e Unobravo

    Sono molto orgogliosa di sostenere questo importante progetto. Avviare questa collaborazione con Animenta è un’occasione fondamentale per sensibilizzare le persone sui disturbi del comportamento alimentare e sostenere chi sta vivendo, direttamente o indirettamente, questo tipo di problema”. È con queste parole che Giulia Putin, Chief Purchasing Manager di Serenissima Ristorazione, ha commentato la decisione del Gruppo di sostenere finanziariamente un progetto realizzato in collaborazione con l’associazione no-profit Animenta e Unobravo, un servizio di psicologia online: ha donato delle sedute di psicoterapia alla community di Animenta, al fine di garantire un supporto psicologico tempestivo a coloro che soffrono di disturbi del comportamento alimentare e alle loro famiglie. “È un tema che ci tocca da vicino ed essendo stati sempre impegnati nella promozione di corretti stili di vita e alimentari, abbiamo deciso di dare un aiuto concreto”, ha aggiunto. Durante gli incontri con gli studenti e il webinar con i collaboratori di Serenissima Ristorazione, sono state condivise testimonianze di persone che hanno affrontato tali patologie, cercando di approfondire le origini dei disturbi alimentari. Oltre a informare sul tema della corretta alimentazione per la prevenzione, è importante ricordare che l’alimentazione coinvolge anche aspetti emotivi. Una maggiore consapevolezza e un sostegno concreto possono contribuire a dare voce a una problematica spesso invisibile. “Trovare aziende, come Serenissima Ristorazione, che decidono di camminare accanto a noi, ci permette di arrivare a più persone, di raggiungere chi fino a questo momento non ha accesso alle cure, di creare importanti progetti di prevenzione e di sensibilizzazione”, ha poi commentato Aurora Caporossi, Presidente e Founder di Animenta.

    Incontri, webinar e sensibilizzazione: Serenissima Ristorazione si unisce alla lotta contro i DCA

    Grazie alla collaborazione di Animenta, sono stati avviati coinvolgenti cicli di incontri che si sono focalizzati sull’informazione, la sensibilizzazione e il confronto con i giovani di alcuni licei italiani. Inoltre, nel mese di marzo, è stato organizzato un webinar dedicato ai Disturbi del Comportamento Alimentare per tutti i collaboratori di Serenissima Ristorazione. Si è cominciato da Vicenza, sede del Gruppo specializzato nei servizi di ristorazione, con il primo ciclo di appuntamenti per poi proseguire a Roma e Milano. Questi incontri hanno ospitato esperti qualificati: Lucia Cammisa, dietista e responsabile del Sistema di Gestione Qualità Integrata di Serenissima Ristorazione, nonché professore a contratto del corso di laurea in Dietistica e del Master di Nutrizione di popolazione, educazione e sicurezza alimentare presso il Dipartimento di Scienze Biomediche dell’Università degli Studi di Padova. Ad accompagnarla anche un volontario dell’associazione Animenta, affiancati a loro volta da uno psicoterapeuta specializzato nei Disturbi del Comportamento Alimentare. La presenza di tali esperti ha garantito un contesto informativo e supportivo di grande valore per i partecipanti. Inoltre, gli stessi professionisti hanno avuto il piacere di contribuire al webinar dedicato ai collaboratori di Serenissima Ristorazione, un evento coordinato da Elisa Riccobene, responsabile del settore Marketing e Comunicazione dell’azienda veneta. L’evento ha rappresentato un’importante occasione per approfondire la tematica dei disturbi del comportamento alimentare, lasciando spazio a domande e discussioni anonime “in modo che ognuno possa sentirsi libero di raccontare la propria storia”. Il Gruppo, infine, ha partecipato come partner ufficiale all’evento Binario 15, organizzato nella Capitale da Animenta.

  • Alice Carli e il suo approccio manageriale innovativo nel settore della moda, del lusso e del lifestyle

    Alice Carli, Executive Advisor di realtà internazionali trasversali all’innovazione nei settori moda, beauty, lifestyle, ha recentemente partecipato come ospite a “Global Chapter”, diventando la prima donna italiana a prendere parte a un dialogo condotto dalla rinomata Deputy Director del Comitato Globale di Inclusione, Gwen Mdinaradze, per la Harvard Business School Online Community.

    Direttore Generale e Membro del CdA di GAITTECH, Alice Carli

    L’innovazione come leva di successo: l’intervista ad Alice Carli

    In qualità di Executive Advisor di realtà internazionali trasversali all’innovazione nei settori moda, beauty, lifestyle, ad Alice Carli è stato chiesto di raccontare la sua vocazione per l’innovazione. Un elemento diventato fondamentale nella sua carriera soprattutto negli ultimi anni, quando i paradigmi del business, le dinamiche sociali e le relazioni con i consumatori sono stati completamente rivoluzionati. La manager ha sempre adottato un approccio innovativo, ponendo al centro le esigenze dei clienti e aprendo un dialogo con loro. Già negli anni in cui lavorava per L’Autrechose, Furla e Peuterey, Alice Carli ha introdotto il CRM, integrando il digitale con l’esperienza fisica e, infine, sostituendo il tradizionale servizio clienti con una chat disponibile 24/7. Tutto ciò, negli anni pre-pandemia, rappresentava un’innovazione eccessiva per molte aziende italiane con attività internazionale: molti, infatti, erano ancora contrari all’adozione di un approccio digitale. “Mi rendo conto non sia facile interfacciarsi per un’azienda tradizionale a un modello di Power Business Intelligence”, ha sottolineato Alice Carli. Spesso si tratta solo del timore di un primo contatto con il cambiamento. “Perché poi la curiosità è evidente che emerga. Ecco, magari è stato meno evidente prima della Pandemia perché tutto andava così di fretta che pochi avevano il privilegio di fermarsi a pensare con calma”.

    La strategia innovativa di GAIT-TECH: la vision di Alice Carli

    Alice Carli considera l’innovazione come un atteggiamento mentale aperto verso il progresso, riconoscendo in essa un mutamento dinamico che dovrebbe condurre costantemente a esiti vantaggiosi. Ed è proprio l’innovazione l’elemento chiave che guida la strategia di GAIT-TECH, un’azienda all’avanguardia che ha fatto della tecnologia e del lavoro di squadra il motore del suo successo. Nel corso dell’intervista, ha svelato alcuni dettagli sulla strategia aziendale, sottolineando l’importanza del lavoro di squadra e dei diversi background professionali dei quattro fondatori: Goldoni, Caiumi, Benetti e Marchesini. Ha inoltre evidenziato il contributo fondamentale del Direttore Creativo Diego Dolcini, e il lavoro di squadra svolto con i soci e con i tre investitori Simona Verrini, Marco Barbieri e il dottor Roberto Bevoni. L’innovazione ha svolto un ruolo essenziale non solo nella strategia di posizionamento della tecnologia indossabile, ma anche nel metodo di lancio della start-up tramite la vittoria di un concorso sull’innovazione organizzato da Invitalia, e debuttando in un contesto completamente diverso da quelli tradizionali nel mondo della moda: il CES di Las Vegas. Questa visione innovativa, ha sottolineato Alice Carli, ha portato l’azienda a conferire al CEO Goldoni il premio America Innovazione presso la Camera dei Deputati.

  • Enrico Vita: l’innovazione tecnologica è centrale in Amplifon

    L’Amministratore Delegato di Amplifon Enrico Vita è intervenuto nel corso del Festival dell’Economia di Trento per parlare del ruolo centrale che la tecnologia ricopre all’interno della società.

    Enrico Vita

    Enrico Vita: Amplifon investe ogni anno 100 milioni in innovazione tecnologica

    Migliorare la vita delle persone, permettendo loro di riscoprire tutte le emozioni dei suoni: questa è la mission della società leader a livello globale nel settore retail dell’hearing care. Obiettivo che l’azienda guidata da Enrico Vita persegue facendo dell’innovazione e della tecnologia i driver principali. Per questo motivo, “Amplifon investe complessivamente circa 100 milioni di euro l’anno in innovazione tecnologica”, la quale, come ha ricordato il CEO durante il suo intervento al Festival dell’Economia di Trento, “sta acquisendo un ruolo sempre più importante nella nostra azienda e, in generale, nel settore della cura dell’udito”. L’innovazione è in effetti un potente mezzo grazie al quale le persone possono alzare sempre di più i propri standard di vita. “La tecnologia – ha sottolineato Enrico Vitaci permette di integrare l’assistenza nel negozio fisico, che resta insostituibile, con nuove modalità, creando una vera esperienza omnicale”.

    Enrico Vita: la nascita di AmplifonX

    Parlando di innovazione, il CEO di Amplifon ha ricordato della fondazione di AmplifonX, la business unit dedicata all’innovazione digitale. Creata a inizio 2022 in sinergia con la startup napoletana Otohub, la nuova struttura organizzativa concentra la propria attività sullo sviluppo di soluzioni digitali innovative da applicare in campo audiologico. Grazie al talento di un team combinato di oltre 50 persone e al contributo derivante dalle collaborazioni con realtà accademiche di rilievo mondiale, AmplifonX mira a definire nuovi standard dell’esperienza audiologica, rendendola unica per i propri clienti. L’AD Enrico Vita ha poi ribadito che soltanto le imprese in grado di innovare e di trovare un giusto bilanciamento tra la tecnologia e il fattore umano hanno davvero chance di successo.

  • Serenissima Ristorazione: sicurezza alimentare, una priorità per il settore

    Serenissima Ristorazione accende i riflettori sul tema della sicurezza alimentare e sul ruolo dei produttori: materie prime di qualità, tecnici esperti e formazione continua le priorità dell’azienda veneta.

    Serenissima Ristorazione, leader in Italia nella ristorazione collettiva

    Serenissima Ristorazione celebra la “Giornata Mondiale della Sicurezza Alimentare”

    Per una realtà come Serenissima Ristorazione, quotidianamente impegnata nel garantire la sicurezza alimentare, il 7 giugno non può essere un giorno qualunque. In quella data infatti si celebra ogni anno la “Giornata Mondiale della Sicurezza Alimentare”, nata con lo scopo di aumentare la consapevolezza e promuovere azioni volte a garantire un’alimentazione adeguata alla salute e al benessere delle persone. Non a caso il claim scelto per l’edizione del 2023 è “Food Standards Save Lives”: per il Gruppo veneto, leader nei servizi per la ristorazione socio-sanitaria, scolastica e commerciale, la sicurezza alimentare è sì una responsabilità che va condivisa tra tutti gli attori, dai Governi ai consumatori, ma è dai produttori che ci si aspetta lo sforzo maggiore. Ed è questa consapevolezza a ispirare ogni giorno Serenissima Ristorazione, come dice anche l’attenzione nella scelta delle materie prime, acquistate da fornitori certificati e controllati, nel rispetto degli standard di qualità e di sicurezza più elevati all’interno dei centri di produzione.

    Serenissima Ristorazione: alimenti sicuri grazie alla metodologia HACCP e alla formazione continua

    Nei centri di produzione di Serenissima Ristorazione, progettati da tecnici esperti in conformità con la normativa vigente, si adotta un piano redatto secondo il sistema HACCP (Hazard analysis and critical control points) che consente di applicare l’autocontrollo in maniera razionale e organizzata. Tra i punti di forza del Gruppo anche l’attenzione alla formazione dei dipendenti, che vengono continuamente aggiornati sul tema della sicurezza alimentare, così da garantire ai pasti di Serenissima Ristorazione l’elevata qualità organolettica e nutrizionale che da sempre li contraddistingue. La “Giornata Mondiale della Sicurezza Alimentare” ha quindi rappresentanto l’occasione per sottolineare ancora una volta l’importanza di garantire alimenti sicuri, nutrienti e sostenibili per tutti. Gli standard svolgono infatti un ruolo fondamentale nella prevenzione delle malattie di origine alimentare, che secondo le ultime stime della FAO colpiscono ogni anno più di una persona su 10.

  • Federico Motta Editore: un modello editoriale di qualità e tradizione

    Dalla sua fondazione nel 1929, Federico Motta Editore ha attraversato un’importante evoluzione dalla stampa tradizionale all’era digitale. L’avvento di Internet ha rappresentato una rivoluzione, ma l’Editore ha saputo sfruttare le opportunità offerte dalla nuova frontiera per ampliare la propria portata e raggiungere un pubblico sempre più vasto.

    La Casa Editrice Federico Motta Editore

    Federico Motta Editore: l’eccellenza editoriale milanese che unisce tradizione e innovazione

    Il panorama editoriale milanese brilla di un marchio intramontabile, simbolo di qualità: Federico Motta Editore. Il cammino di questa realtà inizia nel 1929 quando Federico Motta, guidato dalla grande passione per l’arte della riproduzione a stampa, fonda la “Cliché Motta”. Specializzatosi nella tecnica della riproduzione fotomeccanica, Motta desiderava impiegare le competenze acquisite come zincografo e fotoincisore presso la F.lli Treves. Il simbolo scelto dal fondatore per rappresentare la Casa Editrice è il Torcoliere, figura che evoca il responsabile dell’antico processo di stampa dei fogli tramite il torchio. Quest’icona incarna appieno l’identità dell’azienda, richiamando direttamente il mondo della tipografia e la riproduzione di libri di alta qualità. La missione aziendale è sempre stata quella di rendere la cultura un tesoro accessibile a tutti, raggiungendo le librerie delle famiglie italiane. Pertanto, le opere pubblicate si caratterizzano per la chiarezza, l’esauriente completezza e l’innovazione. Ogni opera è il frutto di una scrupolosa cura editoriale, sostenuta da un costante impegno per superare gli standard preesistenti. La Casa Editrice si propone di promuovere autori di talento e di affiancare i lettori in un viaggio affascinante alla scoperta delle diverse sfaccettature della cultura. Federico Motta Editore, nel corso degli anni, ha abbracciato le sfide del mondo digitale, sperimentando nuove modalità di distribuzione e di fruizione dei contenuti redazionali. Si è fatta promotore di iniziative innovative e ha sviluppato progetti multimediali, andando incontro alle esigenze dei lettori contemporanei, senza mai tradire la propria vocazione per la tradizione editoriale di qualità.

    Federico Motta Editore: un viaggio tra cultura, innovazione e collaborazioni illustri

    Federico Motta Editore è da sempre sinonimo di eccellenza nel panorama editoriale italiano. Oltre alle enciclopedie, il suo catalogo è arrivato a comprendere una vasta gamma di pubblicazioni destinate anche ai giovani, come la rinomata collana MottaJunior, riviste di moda e volumi dedicati all’architettura, all’arte e alla fotografia. Ma non è tutto: l’Editore si è anche impegnato nella progettazione e realizzazione dei cataloghi delle mostre in collaborazione con importanti gallerie italiane e internazionali. Ciò che contraddistingueva le sue grandi opere era la continua ricerca di strumenti innovativi per restare al passo con i tempi. Tra le soluzioni adottate, ricordiamo le Tavole Transvision, il Sonobox, le VHS e i compact disc, che hanno lasciato il segno nella storia editoriale. Tuttavia, l’avvento di Internet ha rappresentato una vera e propria rivoluzione e la Casa Editrice milanese ha saputo cogliere appieno le opportunità offerte da questa nuova frontiera. Attraverso Internet TV e il progetto Internet Motta Club, ha saputo sfruttare in modo costruttivo e creativo questo strumento, ampliando il proprio raggio d’azione e raggiungendo un pubblico sempre più vasto. La storia di Federico Motta Editore è costellata di collaborazioni illustri, che hanno contribuito a consolidarne la reputazione di qualità e autorevolezza. Tra queste, spicca la lunga collaborazione con il professor Umberto Eco per la pubblicazione dei volumi di “Historia”. In ambito scientifico, invece, il contributo di Margherita Hack alla ricerca editoriale è stato fondamentale. L’Editore ha instaurato sinergie con importanti istituzioni e organizzazioni, tra cui Telecom, Telefono Azzurro, Zecchino d’Oro, Rai, il Ministero dell’Istruzione, “Il Sole 24 Ore” e il “Corriere della Sera”. Il lavoro svolto da Federico Motta Editore non è passato inosservato, ricevendo numerosi premi e riconoscimenti nel corso degli anni. Tra i più importanti, possiamo citare il Pirelli InterNETional Awards nel 2007 e l’Ambrogino d’Oro nel 1980.

  • Trattamento e recupero Raee, Luca Dal Fabbro: serve patto tra istituzioni, industria e multiutility

    Iren ha annunciato ambiziosi piani per il trattamento e il recupero dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (Raee) nel contesto dell’economia circolare. Nell’ambito di un più ampio piano strategico che si estende fino al 2030 e richiede un investimento di 10,5 miliardi di euro, il Gruppo mira a sfruttare appieno il potenziale dei Raee come fonte preziosa di materie prime critiche. La visione del Presidente Luca Dal Fabbro.

    Il Presidente di Iren Luca Dal Fabbro

    Luca Dal Fabbro: Iren promuove la rivoluzione circolare dei rifiuti elettronici in Italia

    Attualmente, l’Italia esporta circa il 90% dei suoi rifiuti elettronici per essere lavorati altrove, alimentando così una forte dipendenza estera. “Le multiutility come Iren sono lo strumento più potente per abilitare la rivoluzione circolare che è diventata un’esigenza ormai irrinunciabile”, spiega Luca Dal Fabbro. Come sottolineato dal Presidente di Iren, se il nostro Paese riuscisse a lavorare i rifiuti elettronici internamente, potrebbe garantire l’indipendenza per il 30-35% delle materie prime critiche necessarie entro il 2040. Iren ha già dimostrato il suo impegno nella gestione dei rifiuti elettronici grazie all’impianto di Volpiano, in provincia di Torino: con una capacità di oltre 20.000 tonnellate all’anno, rappresenta una pietra miliare nella filiera del trattamento dei Raee. L’azienda ha annunciato la costruzione di due nuovi impianti: il primo verrà realizzato in Toscana tra la fine dell’anno e l’inizio del 2024 e sarà dedicato all’estrazione di metalli preziosi dalle schede elettroniche recuperate dai Raee. Il secondo impianto, situato in provincia di Siena, si concentrerà invece sul riciclo dei pannelli fotovoltaici a fine vita. Tale impianto sarà in grado di trattare fino a 9.000 tonnellate di vetro, alluminio, rame, plastica e silicio all’anno.

    Iren, Luca Dal Fabbro: il ruolo chiave delle multiutility nella transizione verso l’economia circolare

    L’Italia ha un enorme potenziale di materie prime all’interno dei suoi rifiuti, che attualmente non viene sufficientemente valorizzato, sottolinea Luca Dal Fabbro. Le multiutility, come Iren, svolgono un ruolo chiave in questo processo poiché sono presenti sul territorio e dispongono delle capacità necessarie per gestire e lavorare i rifiuti elettronici. Da qui la necessità di avviare una strategia di recupero dei Raee in Italia. Affrontare la sfida dei rifiuti elettronici e promuovere di conseguenza l’economia circolare richiede una stretta collaborazione tra istituzioni, industria e multiutility. Un patto tra questi attori consentirebbe di organizzare una filiera di raccolta dei Raee e selezionare i materiali necessari all’Italia. Senza tali materiali, secondo uno studio, metà del PIL potrebbe essere a rischio. “Per invertire il trend, dunque, chiediamo al governo focalizzazione e processi autorizzativi veloci”, precisa Luca Dal Fabbro. A questo proposito, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e le linee di investimento sull’economia circolare rappresentano un passo avanti significativo.

  • Forum PA 2023, Consap partecipa al tavolo di lavoro sulla Cyber Security

    Nell’ambito del Forum PA 2023 ha avuto luogo il tavolo di lavoro sulla Cyber Security delle Pubbliche Amministrazioni centrali e locali. Tra i partecipanti c’era anche Consap.

    Consap

    Consap presente al tavolo di lavoro sulla Cyber Security delle PA

    Lo scorso 17 maggio si è tenuto, presso il Palazzo dei Congressi a Roma, il tavolo di lavoro dei CISO – Chief Information Security Officer, appuntamento dedicato alla sicurezza informatica delle Pubbliche Amministrazioni. Consap era presente con il responsabile del servizio ICT Francesco Romano. Il tema centrale dell’incontro è stato “La continuità operativa nei contesti di emergenza”, con particolare focus sulla sicurezza informatica nei contesti dello smart working e del lavoro da remoto. Le argomentazioni hanno dunque riguardato la sicurezza delle applicazioni web, la sicurezza delle informazioni e della rete. Dal confronto tra le diverse realtà pubbliche e private è venuto fuori uno scambio di esperienze e best practice che ha rafforzato la sinergia tra pubblico e privato.

    Consap, il tavolo fa parte del Forum PA 2023

    Il tavolo sulla Cyber Security delle PA a cui ha partecipato Consap è stato organizzato nell’ambito del Forum PA 2023, svoltosi dal 16 al 18 maggio presso il Palazzo dei Congressi a Roma. Una tre giorni di seminari, talk e tavoli di lavoro per fare il punto della situazione sulla preparazione delle amministrazioni pubbliche rispetto alle sfide legate all’attuazione del PNRR e della programmazione europea. Un’occasione di incontro e confronto tra gli attori del pubblico e del privato nel delicato processo dell’innovazione, quindi enti centrali con funzioni di programmazione e controllo, enti pubblici territoriali con compiti di attuazione e grandi aziende che investono in Italia. Il filo conduttore dell’evento è stato la valorizzazione delle persone della PA per garantire l’implementazione di investimenti e riforme e la capacità delle nostre istituzioni di orientare le iniziative in atto ai bisogni emergenti nel Paese.  

  • Luca Dal Fabbro (Iren): il potenziale dei rifiuti elettronici

    Diminuire la dipendenza dell’Italia dall’estero per quanto riguarda il recupero dei rifiuti elettronici è importante per supplire al nostro fabbisogno di materie critiche: è quanto emerge dalla recente riflessione di Luca Dal Fabbro, Presidente di Iren ed esperto in ambito ESG.

    Luca Dal Fabbro

    Luca Dal Fabbro: i Raee, una miniera d’oro per l’Italia

    Le multiutility come Iren sono lo strumento più potente per abilitare la rivoluzione circolare che è diventata un’esigenza ormai irrinunciabile. Più del 90% delle materie prime critiche che servono alla filiera industriale vengono direttamente e indirettamente da un unico paese che è la Cina. L’Italia, pur essendo un paese ricchissimo di rifiuti elettronici, ne esporta il 90% per farli lavorare altrove”: così si è espresso il Presidente di Iren Luca Dal Fabbro, esperto in ambito ESG, sottolineando il potenziale del recupero degli scarti elettronici per il nostro Paese. Come evidenziato anche dal position paper realizzato da Iren e The European House-Ambrosetti, la dipendenza dall’estero è evidente e andrebbe drasticamente ridotta. “Se riuscissimo a lavorare ‘in casa’ quel tesoretto, riusciremmo a essere indipendenti, da qui al 2040, per il 30-35% di fabbisogno di materie critiche estratte dai rifiuti”, ha spiegato Luca Dal Fabbro. Per far sì che questo accada, serve che l’industria, le istituzioni e le multiutility come Iren collaborino così da scongiurare il rischio della scarsità di materie prime strategiche.

    Luca Dal Fabbro: Iren per il recupero degli scarti elettronici

    Oltre ad aver formulato un piano industriale al 2030 da 10,5 miliardi interamente incentrato sull’economia circolare, Iren gestisce già un impianto da oltre 20mila tonnellate l’anno nel comune di Volpiano per la lavorazione dei RAEE e quindi per l’approvvigionamento di materie prime critiche. Entro l’inizio del 2024 ne entrerà in funzione un altro in Toscana per l’estrazione di metalli preziosi da schede elettroniche provenienti dai rifiuti Raee. Un impianto dovrebbe sorgere anche a Siena, dedicato al riciclo dei pannelli fotovoltaici a fine vita. “Come multiutility possiamo essere uno straordinario abilitatore nello sviluppo di questo settore perché siamo presenti sul territorio, raccogliamo i rifiuti e abbiamo le capacità per poterli lavorare”, ha commentato il Presidente Luca Dal Fabbro. “Occorre avviare una progettualità di recupero dei nostri Raee perché l’Italia ha delle miniere a cielo aperto”. Per invertire il trend, il Governo deve dare spazio a questa tematica e snellire i processi autorizzativi, velocizzandoli: “Se ci sono gli strumenti, l’industria risponde e anche in modo forte”, ha spiegato Luca Dal Fabbro. Lo dimostra il PNRR e i “progetti faro” che hanno dedicato al trattamento e al recupero dei Raee proposte per oltre 500 milioni di euro.

  • Lombardia Economy” intervista Alice Carli e Marcello Benetti (GAIT TECH srl)

    Manager di grande esperienza nel settore della moda, del lusso e del lifestyle, Alice Carli è oggi General Director e Membro del Consiglio di Amministrazione di GAIT TECH srl, realtà all’avanguardia fondata dall’Avv. Marcello Benetti insieme ad altri soci. Entrambi sono stati protagonisti di una video-intervista per la rubrica “Talk!” di “Lombardia Economy”.

    Alice Carli: GAIT TECH “un’innovazione veramente dirompente”

    Partendo dall’obiettivo di migliorare il benessere delle persone che indossano tacchi alti in tutto il mondo, GAIT TECH srl è riuscita a farsi strada posizionandosi come punto di riferimento nel settore internazionale della moda bio-tech. Marcello Benetti e Alice Carli, rispettivamente Founder e General Director, ne hanno ripercorso l’importante crescita in una video-intervista per la rubrica “Talk!” di “Lombardia Economy”: GAIT TECH, riconosciuta nel 2021 dall’Unione Europea come la rivoluzione più innovativa nel settore della moda bio-tech, è stata insignita dalla Camera dei Deputati a maggio del 2023 con il premio America Innovazione. Come si è giunti a questo? “Sicuramente ci si arriva dopo tantissimi anni di ricerca”, ha evidenziato Alice Carli, “che hanno permesso alla start-up di lanciare un’innovazione veramente dirompente”. È quindi il caso di parlare di ‘disruption’ “nel senso più profondo del termine”: un’innovazione di rottura nei confronti del passato in cui benessere e tacchi alti possono essere considerati oggi un sinonimo. 

    Alice Carli: qualità e innovazione, i punti di forza di GAIT TECH

    “Mi sentirò sempre onorata e grata di essere stata chiamata come General Director da Marcello Benetti, Andrea Goldoni, Simone Marchesini e Stefano Caiumi, i quattro fondatori di GAIT TECH”, ha ribadito Alice Carli nell’intervista. Parlando del dispositivo bio-tech, ha sottolineato il valore delle “ricerche condotte per produrre e finalizzare questo device o dispositivo biomeccanico che viene inserito nella soletta che hanno tutte le scarpe col tacco, una soluzione attuata nel momento della produzione”. Un’innovazione B2B integrata nella soletta dei tacchi e rivolta sia alle fabbriche di scarpe sia alle aziende che puntano a migliorare la salute delle clienti. Realizzato interamente in Italia, GAIT TECH è riconosciuta a livello internazionale come innovazione al servizio della salute delle donne: la qualità e il profondo expertise nella materia hanno portato la società ad ottenere anche un brevetto internazionale per l’invenzione innovativa da parte dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (Ministero dello Sviluppo Economico). Grazie a GAIT TECH, la tecnologia entra così a far parte delle calzature: un binomio, ha rimarcato infine Alice Carli, “risultato dell’innovazione, del coraggio imprenditoriale e manageriale”.

  • Fondazione Amplifon: mission e iniziative della onlus presieduta da Susan Carol Holland

    Fondazione Amplifon nasce nel 2020, in piena emergenza pandemica, in seno alla società specializzata nei servizi per la cura dell’udito. La onlus è presieduta da Susan Carol Holland.

    Susan Carol Holland: la mission e gli obiettivi di Fondazione Amplifon

    Uno degli obiettivi principali di Fondazione Amplifon è promuovere l’inclusione sociale al fine di consentire a quella fascia di popolazione più fragile, in cui rientrano gli anziani, di raggiungere il pieno potenziale nella vita. La onlus presieduta da Susan Carol Holland è attivo sia in Italia che all’estero, mettendo in pratica tutto il know-how e le competenze del Gruppo e delle altre Fondazioni locali, come l’americana Miracle – Ear Foundation e la spagnola Fundación GAES Solidaria. I suoi primi due anni di vita sono stati contrassegnati dall’emergenza pandemica, per cui i progetti sviluppati in questo periodo sono nati soprattutto con il fine di supportare le generazioni senior nelle situazioni di isolamento. Da lì sono state poi sviluppate ulteriori iniziative che hanno come obiettivo primario quello di riportare al centro il ruolo e il patrimonio di vita e conoscenza degli anziani.

    Susan Carol Holland: le iniziative di Fondazione Amplifon

    È mettendo insieme professionalità, idee ed energie che Fondazione Amplifon dà vita alle sue iniziative. “Ciao!” è il principale progetto della Fondazione ed il suo scopo è quello di digitalizzare e connettere le Case di Riposo per anziani e le RSA nazionali. Ad oggi l’iniziativa coinvolge circa 150 strutture e oltre 15mila anziani in tutta Italia. La RSA Gerosa Bricchetto di Milano rientra tra le beneficiarie del progetto. La stessa RSA è stata protagonista anche di un’altra iniziativa sempre promossa da Fondazione Amplifon: un gruppo di 80 dipendenti di Amplifon si è recato in struttura per realizzare panchine, tavoli, pergolati e aiuole sospeso, nella speranza che queste modifiche potessero rendere più piacevole e confortevole il soggiorno per i suoi 120 ospiti. “Oltre a lavorare insieme, le persone di Amplifon hanno costruito le premesse per rendere più piacevoli i momenti da trascorrere in questo giardino. Oltre a costruire una squadra di lavoro, si sono costruiti dei sorrisi sui volti delle ospiti e degli ospiti della RSA. Sorrisi che sono la prova più concreta della bontà di questa azione comune”, ha commentato Susan Carol Holland, che era presente all’evento.

  • Susan Carol Holland: i negozi Amplifon premiati al Charles Holland Award 2022

    Al Superstudio Più di Milano la cerimonia per il Charles Holland Award 2022 di Amplifon. Presenti i vertici dell’azienda, tra i quali la Presidente Susan Carol Holland e l’Amministratore Delegato Enrico Vita.

    Susan Carol Holland: i migliori negozi Amplifon nel 2022

    Performance e aderenza ai valori aziendali, in particolare evidenziando la qualità del servizio alle persone: è basato su questi elementi il Charles Holland Award di Amplifon, iniziativa che la società presieduta da Susan Carol Holland organizza ogni anno per celebrare i migliori negozi nel mondo. L’edizione 2022, tenutasi lo scorso 1° aprile al Superstudio Più di Milano, ha premiato circa 50 negozi tra Europa e Stati Uniti. 15 i Paesi rappresentati: Italia, Spagna, Francia, Germania, Belgio, Olanda, Israele, Svizzera, Portogallo, Regno Unito, Polonia, Ungheria, Stati Uniti (sia franchisee che negozi diretti), Canada e Colombia. Il Premio è intitolato alla memoria del fondatore di Amplifon Algernon Charles Holland, padre di Susan Carol Holland, e nasce come riconoscimento alla qualità dei negozi al servizio alle persone.

    Amplifon: i numeri della società presieduta da Susan Carol Holland

    All’evento hanno partecipato i vertici dell’azienda, tra cui la Presidente Susan Carol Holland e l’Amministratore Delegato Enrico Vita. Il Charles Holland Award prevede anche un’edizione per l’area dell’Asia Pacifico che si svolgerà a fine maggio in Australia. “I nostri audioprotesisti e il nostro personale di negozio sono di ispirazione per tutta l’azienda”, ha dichiarato l’Amministratore Delegato Enrico Vita, sottolineando il “ruolo essenziale nell’assicurare che chi si rivolge a noi abbia la migliore esperienza possibile”. Circa 1 milione le persone assistite da Amplifon, in tutto il mondo, nel corso del 2022: un numero importante che ne sottolinea anche la storia e i risultati conseguiti. Amplifon è stata fondata nel 1950 e ha raggiunto negli anni una posizione di leadership mondiale nei servizi e nelle soluzioni per la cura dell’udito, con oltre 9.300 centri specializzati e quasi 20.000 tra dipendenti e collaboratori. Attiva in 25 Paesi, nel 2022 ha realizzato ricavi per oltre 2,1 miliardi di euro.

  • Economia circolare e materie rare: l’intervista del “Corriere della Sera” a Luca Dal Fabbro

    Luca Dal Fabbro, oltre a essere Presidente di Iren, è anche Presidente dell’Istituto Europeo ESG, Vicepresidente del Circular Economy Network e Vicepresidente di Utilitalia: ha parlato di recupero di materiali rari ed economia circolare in una recente intervista.

    Luca Dal Fabbro (Iren)

    Luca Dal Fabbro (Iren): le multiutility al centro dell’economia circolare

    Le multiutility, con la produzione di rinnovabili e il recupero di materie prime, sono diventate un modello di business molto importante in un momento in cui si deve investire nella transizione energetica e nell’economia circolare”: in una recente intervista rilasciata a “L’Economia” del “Corriere della Sera”, Luca Dal Fabbro ha parlato del ruolo centrale delle multiutility come Iren. Il Presidente del Gruppo ha sottolineato come l’industria attuale si basi su tre pilastri energetici fondamentali: “Disponibilità della risorsa, accessibilità di costo e sostenibilità ambientale. Senza dimenticare la fondamentale disponibilità di materie rare e strategiche”. Il tungsteno, il cadmio, il rame sono ancora disponibili al momento, ma in futuro potremmo doverne affrontare la scarsa reperibilità. “Avere la capacità e gli impianti per recuperare il rame a un prezzo accettabile sarà fondamentale”, spiega Luca Dal Fabbro. Le multiutility, così ben radicate nei territori, “sono un modello di reale generazione e non di semplice sfruttamento delle risorse”.

    Luca Dal Fabbro: Iren per il recupero dei Raee

    Con la nostra controllata Iren Ambiente abbiamo impianti di riciclo di plastica, carta, legno e metalli rari che ci faranno diventare leader di un settore centrale”, ha dichiarato il Presidente Luca Dal Fabbro: il Gruppo ha al momento tre termovalorizzatori, sei impianti di trattamento rifiuti liquidi, 15 di recupero materia, cinque per il trattamento e la valorizzazione dei rifiuti organici e altri cinque per il trattamento meccanico-biologico. È già attivo l’impianto di Volpiano (Torino) che si dedica al recupero dei Raee, i rifiuti di apparecchiature elettroniche. Grazie all’intelligenza artificiale sono i robot a smontare i componenti. “La nostra tecnologia è unica in Europa ed è stata sviluppata da una startup genovese, esempio concreto delle numerose sinergie che possono nascere fra multiutility e startup”, ha spiegato Luca Dal Fabbro. In Valdarno verrà invece realizzato un altro impianto che “darà la possibilità di ricavare metalli preziosi come l’oro dalle schede dei Raee, in un territorio dove c’è un distretto orafo sviluppato che potrebbe beneficiare dell’attività”.

  • CleanTech, Flavio Raimondo: Innovatec e Green Up insieme per la protezione ambientale

    Flavio Raimondo, Amministratore Delegato di Haiki+ S.r.l. (Innovatec S.p.A.), ha confermato che l’acquisizione di Green Up ha fatto della società un key player del CleanTech e ha garantito un’opportunità per ampliare l’offerta riservata ai clienti.

    L'Amministratore Unico di Green Up, Flavio Raimondo

    Flavio Raimondo: con Innovatec servizi a 360° grazie all’integrazione di Green Up

    Haiki+ S.r.l. (Innovatec S.p.A.), di cui Flavio Raimondo è Amministratore Delegato, ha recentemente acquisito Green Up, società specializzata nella gestione integrata dei rifiuti. Grazie a questa operazione, la holding italiana punta a diventare un leader nel settore CleanTech, offrendo un servizio a 360° che va dallo studio degli impatti ambientali dei prodotti e delle attività fino alla messa in discarica dei rifiuti non più utilizzabili. “Questa operazione è un messaggio al mercato che dice: noi ci siamo, noi non anticipiamo il futuro ma siamo il futuro”, ha commentato Flavio Raimondo. Efficienza energetica, economia circolare e protezione ambientale rappresentano la cosiddetta Clean Technology, ovvero il settore che include tutte quelle tecnologie utili a eliminare o limitare l’impatto ambientale dei processi produttivi. “Oggi abbiamo due società, Innovatec e Green Up – ha aggiunto l’AD – che sotto il cappello di Innovatec Group possono fornire ai clienti un servizio a 360° che va dallo studio degli impatti ambientali di prodotti e attività fino alla messa in dimora degli scarti non più utilizzabili”.

    Flavio Raimondo: dalla produzione alla discarica controllata, un progetto su misura

    La recente acquisizione rappresenta una reale opportunità di crescita: le società del Gruppo possono infatti avvalersi del know-how tecnico della nuova controllata per offrire ai propri clienti nuovi servizi. Le attività CleanTech promosse da Innovatec partono da un progetto fatto su misura che riguarda la produzione, di prodotti o servizi, affinché quest’ultima possa diventare più efficiente e più efficace dal punto di vista ambientale. “Possiamo studiare l’impatto di qualsiasi tipo di prodotto – ha sottolineato Flavio Raimondoe possiamo trattarlo utilizzando i nostri impianti tecnologicamente avanzati, grazie ai quali possiamo ridurre al minimo gli scarti e far diventare quello che oggi la gente definisce banalmente rifiuto un prodotto da rimettere sul mercato o una materia prima che possa poi fornire un prodotto finito”. Nel momento in cui i residui non possono più essere lavorati, l’azienda offre il conferimento in discariche controllate nel pieno rispetto dei canoni ambientali. Innovatec, come confermato da Flavio Raimondo, sta già facendo la differenza e continuerà a farlo grazie alla sua forza commerciale in grado di capire le esigenze del cliente e soddisfare le varie richieste nell’ambito dell’efficienza energetica e dell’economia circolare.

  • Lesegno: regolata la viabilità sul tratto di statale 28 che costeggia Riva Acciaio

    Limite di velocità di 70 km orari e divieto di sorpasso: la nuova segnaletica installata lungo il tratto di statale 28 che costeggia lo stabilimento di Riva Acciaio garantisce maggiore sicurezza ai cittadini.

    Riva Acciaio, Gruppo fondato nel 1954

    Riva Acciaio, la nuova segnaletica sulla statale 28

    Il tratto di statale 28 che costeggia lo stabilimento di Riva Acciaio a Lesegno (provincia di Cuneo) ha rappresentato un punto critico per la sicurezza stradale. L’alto traffico di mezzi pesanti e la mancanza di un’adeguata segnaletica destavano quotidianamente una forte preoccupazione. Per questo motivo, l’Amministrazione Comunale di Lesegno e l’azienda Riva Acciaio avevano interloquito con Anas per un intervento. Grazie alla collaborazione del Senatore Giorgio Bergesio e del Segretario della Lega di Ceva e Val Tanaro Giorgio Bove, è stato possibile ottenere l’installazione della nuova cartellonistica che regola la viabilità in quel tratto di strada. La segnaletica recentemente installata indica che nel tratto compreso tra il km 44+820 e il km 45+600, in entrambi i sensi di marcia, il limite di velocità è di 70 km orari, vietando inoltre il sorpasso.

    Riva Acciaio: le parole del Sindaco di Lesegno

    Il Senatore Giorgio Bergesio ha sottolineato l’importanza del posizionamento della nuova segnaletica all’altezza dello stabilimento Riva Acciaio, riconoscendo l’impegno di Anas nel rispondere alle sollecitazioni del territorio. Il Sindaco di Lesegno, Emanuele Rizzo, ha ringraziato il Senatore e il Segretario della Lega di Ceva e Val Tanaro, sottolineando che la nuova cartellonistica rappresenta solo il primo passo di un percorso più ampio che l’Amministrazione sta seguendo con molta attenzione. L’obiettivo finale rimane quello di garantire la massima sicurezza nella circolazione stradale per tutti i cittadini. “Ora tocca alla rotatoria: per questa, e anche per il collegamento con la provinciale 60 dal cimitero, abbiamo già interessato i tecnici al fine di arrivare ad un progetto”, ha quindi aggiunto il Sindaco.

  • L’articolo di Federico Motta Editore su Umberto Eco e sulla sua passione per il Medioevo

    Il Medioevo è il periodo storico che più appassionava Umberto Eco, filosofo e scrittore, nonché collaboratore di lunga data della Casa Editrice Federico Motta Editore. Lontana dai cliché, l’epoca viene vista in tutta la sua affascinante complessità.

    Federico Motta Editore

    Federico Motta Editore: Umberto Eco era un appassionato del pensiero medievale

    La passione di Umberto Eco per la filosofia medievale nacque nelle aule universitarie. Il pensiero di filosofi come Tommaso d’Aquino e Guglielmo d’Ockham hanno acceso in lui quella fiamma che lo ha poi accompagnato per tutta la vita e che lo ha spinto a dirigere la prestigiosa opera dedicata a questo millennio, e pubblicata da Federico Motta Editore. Tra i primi scritti pubblicati da Umberto Eco c’è la sua tesi di laurea, dal titolo Il problema estetico in Tommaso d’Aquino (1970), incentrata sull’estetica del filosofo. Nel corso della sua carriera, lo scrittore si dedicò ai più svariati campi del sapere: dalla filosofia alla letteratura, dalla cultura di massa alla linguistica e alla semiotica. Ciononostante, l’accentuato interesse per il Medioevo rimase sempre vivo e, di fatto, continuò ad occuparsi non solo di Tommaso d’Aquino e dell’estetica medievale, ma anche di tanti altri ambiti del contesto medievale, mostrando analogie e differenze tra quel pensiero e quello moderno.

    Federico Motta Editore: che cos’è il Medioevo?

    Nell’immaginario di molti, e purtroppo in parecchi libri di storia, si parla del Medioevo come di un “periodo buio”. Ma, al contrario come descritta da Umberto Eco nell’introduzione all’opera edita da Federico Motta Editore, intitolata appunto Medioevo quel particolare periodo storico fu ricco di straordinarie innovazioni, di interessanti dibattiti filosofici e di viaggi stravolgenti. Prima di tutto ci sarebbe da comprendere che in un’età così lunga come quella del Medioevo (durata 1016 anni), è impossibile che non vi siano stati mutamenti nella cultura, nelle scienze e nel modo di pensare delle persone. In quel periodo, oltre ad innovazioni fondamentali come ad esempio gli occhiali, c’è stata anche l’affermazione della civiltà romano-barbarica, culminata con la nascita delle lingue parlate ancora oggi (sorte durante l’Alto Medioevo). Sempre nel Medioevo hanno avuto poi luogo i primi grandi viaggi della storia, come le esplorazioni vichinghe, i pellegrinaggi verso Gerusalemme e Santiago de Compostela, i celebri viaggi di Marco Polo e, infine, la fioritura dei commerci delle repubbliche marinare. Il Medioevo, dunque, è stata un’età tanto complessa quanto ricca, ma lontana dall’essere definita “buia”.

  • Lesegno: nuova segnaletica stradale per la statale di fronte allo stabilimento di Riva Acciaio

    Dopo diverse segnalazioni da parte dell’azienda Riva Acciaio e dell’Amministrazione Comunale, Anas ha installato la nuova segnaletica in un tratto stradale problematico situato proprio nei pressi della fabbrica di Lesegno.

    Riva Acciaio, Gruppo Riva

    Riva Acciaio: installata la nuova segnaletica di fronte allo stabilimento di Lesegno

    Anas ha installato la nuova cartellonistica che regola la viabilità sul tratto della statale 28 che si estende lungo lo stabilimento di Riva Acciaio a Lesegno. Essendo un punto particolarmente problematico e frequentato dai mezzi pesanti, sia l’azienda che l’Amministrazione Comunale avevano più volte segnalato alla società che si occupa delle infrastrutture statali la necessità di un intervento per garantire la sicurezza. Anas ha dato ascolto alle segnalazioni e lo scorso martedì 5 aprile ha installato i nuovi cartelli stradali. La segnaletica adesso indica che nel tratto compreso tra il km 44+820 e il km 45+600 il limite di velocità è di 70 km orari su entrambi i sensi di marcia ed è vietato il sorpasso.

    Riva Acciaio: il commento del Sindaco di Lesegno sull’installazione della segnaletica

    L’installazione dei cartelli stradali di fronte allo stabilimento di Riva Acciaio è “un tassello importante ed atteso di un iter composto da vari passaggi”, ha spiegato il Sindaco di Lesegno Emanuele Rizzo. “Sia io, con l’Amministrazione Comunale, sia l’azienda eravamo molto preoccupati – ha proseguito – ci eravamo attivati da tempo e confrontati più volte con Anas perché il punto doveva essere messo a posto e la circolazione resa più sicura. Ora finalmente la segnaletica c’è, e per questo ringrazio il senatore Giorgio Bergesio e il segretario della Lega di Ceva e Val Tanaro Giorgio Bove che si sono interessati affinché Anas intervenisse”. Prossimamente, ha infine ricordato il Sindaco, toccherà alla rotatoria e al collegamento con la provinciale 60 dal cimitero, per cui sono stati già contattati i tecnici.

  • Charles Holland Award di Amplifon, Susan Carol Holland: premiati i migliori negozi del 2022

    Performance e aderenza ai valori aziendali: questi i due elementi principali su cui si basa il Charles Holland Award di Amplifon che premia i negozi che più si sono distinti nel corso dell’anno. Alla cerimonia ha preso parte anche la Presidente Susan Carol Holland.

     Susan Carol Holland - Presidente Amplifon

    Susan Carol Holland all’edizione 2022 del Charles Holland Award

    La cerimonia di premiazione dell’edizione 2022 si è tenuta lo scorso 31 marzo presso il Superstudio Più di Milano: il premio, intitolato alla memoria del fondatore della società, viene consegnato da Amplifon ai negozi che si sono maggiormente distinti per performance e aderenza ai valori aziendali, in particolare la qualità del servizio alle persone. Nel corso dell’evento, al quale ha partecipato anche la Presidente Susan Carol Holland, sono stati premiati circa 50 negozi tra Europa e Stati Uniti. Sono stati invece quindici i Paesi premiati: Italia, Spagna, Francia, Germania, Belgio, Olanda, Israele, Svizzera, Portogallo, Regno Unito, Polonia, Ungheria, Stati Uniti (sia franchise sia negozi diretti), Canada e Colombia. L’azienda ha in programma, per fine maggio, un’edizione dedicata all’area Asia Pacifico che si svolgerà in Australia. 

    Susan Carol Holland: Amplifon, oltre 9.300 centri specializzati al servizio dei cittadini

    Fondata nel 1950, Amplifon è oggi la principale azienda al mondo specializzata in servizi e soluzioni per la cura dell’udito. Opera in 25 Paesi con oltre 9.300 centri specializzati e quasi 20mila tra dipendenti e collaboratori. La società ha chiuso il 2022 raggiungendo risultati record, con oltre 2,1 miliardi di ricavi totali. La premiazione, che è tornata in presenza dopo tre anni, ha riunito i vertici dell’azienda: oltre a Susan Carol Holland, anche l’Amministratore Delegato Enrico Vita ha preso parte all’evento. “I nostri audioprotesisti e il nostro personale di negozio sono di ispirazione per tutta l’azienda, in quanto svolgono un ruolo essenziale nell’assicurare che chi si rivolge a noi abbia la migliore esperienza possibile”, ha dichiarato l’Amministratore Delegato, ricordando come lo scorso anno Amplifon abbia assistito circa un milione di persone in tutto il mondo.

  • Tommaso Putin (Serenissima Ristorazione): “Orgogliosi di servire una realtà come Dab Pumps”

    Dallo scorso settembre Serenissima Ristorazione è responsabile del servizio mensa nelle sedi italiane di Dab Pumps. Tommaso Putin: “Opportunità per trasformare il pasto in un momento di socialità, cultura e convivialità”.

    Serenissima Ristorazione

    Serenissima Ristorazione e Dab Pumps, una partnership per la ristorazione sostenibile e di qualità

    Siamo estremamente soddisfatti di poter servire un’azienda così importante: collaborare con Dab Pumps rappresenta un’ottima opportunità per trasformare il momento del pranzo in azienda in un momento di socialità, cultura e convivialità come da tradizione delle famiglie italiane”. A commentare la partnership tra Serenissima Ristorazione e il leader nella water technology è il Vice Presidente del Gruppo Tommaso Putin. Lo scorso settembre Dab Pumps ha deciso di affidare a Serenissima Ristorazione il servizio di ristorazione aziendale destinato alle quattro sedi italiane. Nel dettaglio, il Gruppo vicentino si occupa della preparazione e della distribuzione giornaliera di pranzo e cena per i circa 1.000 dipendenti divisi tra Mestrino (Padova), Val Liona (Vicenza), Castello di Godego (Treviso) e Bientina (Pisa). Tra i punti di forza della proposta alimentare di Serenissima Ristorazione l’utilizzo di prodotti locali nel rispetto della stagionalità e della dieta mediterranea e l’attenzione all’impatto ambientale. Ne è un esempio la scelta del packaging eco-friendly e l’uso di prodotti con certificazione Ecolabel per la pulizia.

    Tommaso Putin: “Onorati di condividere valori di sostenibilità”

    La partnership tra Serenissima Ristorazione e Dab Pumps non si limita tuttavia al servizio di mensa. Oltre a prevedere giornate di sensibilizzazione sullo spreco alimentare e un ciclo di incontri virtuali sui corretti stili di vita e sane abitudini alimentari, il Gruppo ha contribuito al riammodernamento e alla riqualificazione dei ristoranti aziendali con attrezzature a basso impatto energetico. “Per Serenissima Ristorazione – ha dichiarato Tommaso Putinil benessere legato alla qualità e al gusto del buon cibo va di pari passo con quello delle persone che lavorano con noi per prepararlo e servirlo: siamo onorati di condividere questi valori con Dab Pumps, arricchiti da una spiccata attenzione verso il tema della sostenibilità”. In aggiunta, per ridurre i costi del trasferimento su gomma e le relative emissioni di CO2 è previsto anche l’utilizzo di un mezzo elettrico per il servizio di consegna per i ristoranti aziendali di Val Liona e Castello di Godego. Spazio anche alla sostenibilità sociale, con Serenissima Ristorazione e Dab Pumps che lo scorso 15 marzo hanno deciso di sostenere il progetto Animenta acquistando la pasta prodotta per l’associazione no-profit con grano 100% lucano e utilizzandola per i pasti aziendali.

  • Risultati 2022 di Amplifon, Enrico Vita: “Superati i 2 miliardi di ricavi”

    Amplifon chiude il 2022 con record di ricavi, EBITDA e utile netto. Enrico Vita: “Risultati significativi nonostante scenari di incertezza e inflazione”.

    Enrico Vita Ceo Amplifon

    Il commento dell’AD Enrico Vita: “Registrati aumenti di tutti i principali indicatori”

    Per la prima volta in 72 anni abbiamo superato i 2 miliardi di euro di ricavi e i 500 milioni di euro di EBITDA, con un risultato netto in crescita a due cifre e un conseguente incremento della proposta di dividendo”. A illustrare i numeri record del 2022 di Amplifon è Enrico Vita, Amministratore Delegato e Direttore Generale della società leader nell’hearing care. Il Consiglio di Amministrazione ha approvato il Progetto di Bilancio di Esercizio e il Bilancio Consolidato al 31 dicembre 2022, confermando così il percorso di crescita intrapreso dall’azienda. Nel dettaglio, i ricavi consolidati si attestano alla quota record di 2.119 milioni di euro (+8,8% a cambi correnti e +6,8% a cambi costanti su base annua), mentre l’EBITDA ricorrente è aumentato dell’8,8% arrivando a quota 525 milioni di euro. Numeri da record anche per il risultato netto as reported, che cresce del 13,1% e si attesta a quota 179 milioni. “Nel 2022 abbiamo proseguito il nostro percorso di crescita – ha dichiarato Enrico Vita registrando un aumento di tutti i principali indicatori economici e raggiungendo livelli record in termini di ricavi, EBITDA e utile netto. Nel corso dell’anno abbiamo aumentato ancora la nostra quota di mercato, consolidando la leadership globale del nostro Gruppo”.

    Enrico Vita: “Buon avvio del 2023, Amplifon pronta a consolidare le acquisizioni bolt-on”

    Dal Bilancio 2022 emerge come il Gruppo guidato da Enrico Vita sia migliorato sensibilmente anche sotto il profilo dell’indebitamento finanziario netto, che scende a 830 milioni. Il CdA di Amplifon ha poi approvato la proposta di un dividendo di 0,29 euro per azione, in crescita dell’11,5% rispetto al 2021 e con un pay-out superiore al 36% sull’utile netto per azione. Il trend viene confermato anche nel quarto trimestre 2022, con i ricavi consolidati a 579 milioni di euro (+2% a cambi correnti e +1,5% a cambi costanti) e l’EBITDA ricorrente pari a 156 milioni di euro, mentre il risultato netto su base ricorrente, pari a 64 milioni di euro, ha registrato una flessione del 9,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. “Si tratta di risultati ancora più significativi perché ottenuti in un mercato più complesso del previsto, a causa di uno scenario macroeconomico caratterizzato da incertezza ed elevata inflazione, e con una base di confronto con il 2021 estremamente sfidante”, ha commentato Enrico Vita, aggiungendo che il Gruppo si ritiene soddisfatto anche per quanto riguarda l’avvio del 2023 sia per l’impulso alle acquisizioni bolt-on iniziate già lo scorso ottobre che per le prospettive di crescita sostenibile di ricavi e profittabilità.

  • Luca Dal Fabbro (Iren): l’attualità dell’energia spiegata a “Quasar”

    Ospite del programma Rai “Quasar”, il Presidente di Iren Luca Dal Fabbro ha parlato dello scenario energetico attuale: le importanti decisioni di oggi daranno frutti nel medio-lungo periodo.

    Luca Dal Fabbro

    Luca Dal Fabbro a “Quasar”: per l’energia servono piani a medio-lungo termine

    L’energia è un bene prezioso, ci rende più sicuri, permette di illuminare gli ospedali, di produrre, di estrarre l’acqua dalle fonti: è un bene primario”: così si è espresso Luca Dal Fabbro, Presidente di Iren, durante il suo intervento a “Quasar”, il programma tv Rai che si impegna a fornire una lettura scientifica dell’attualità. Parlando di energia, di sostenibilità e di innovazione, il Presidente ha sottolineato l’importanza di gestire l’approvvigionamento energetico con la giusta attenzione che merita, una consapevolezza rafforzata in seguito al complesso scenario derivante dal conflitto russo-ucraino. “Siamo la seconda potenza industriale in Europa e abbiamo bisogno di energia a brasso prezzo”: per questo, ha sottolineato Luca Dal Fabbro, serve ragionare sulla sostenibilità ma anche sulla competitività. “Non c’è una soluzione unica, la strada principale è fare piani a medio-lungo termine”. Non si tratta “di una gara dei cento metri, bensì di una maratona. Le grandi scelte energetiche vanno prese oggi e daranno frutti nei prossimi anni, probabilmente li raccoglieranno i nostri figli e nipoti ma occorre farlo”. Per procedere spediti verso gli obiettivi, è importante investire in infrastrutture, fotovoltaico, sostenibilità, così da poter garantire l’approvvigionamento grazie a diverse fonti (non potremo rinunciare del tutto al gas se non nel giro di qualche decennio).  

    Luca Dal Fabbro: l’importanza della ricerca e dell’innovazione

    La ricerca e l’innovazione sono aspetti fondamentali per una nuova strategia energetica che si basi sulla sicurezza, sulla sostenibilità e sulla competitività. Dobbiamo investire nella ricerca e nell’innovazione, perché è essenziale pensare all’energia del futuro”: Luca Dal Fabbro, durante il suo intervento a “Quasar”, ha sottolineato l’importanza di abbandonare gradualmente l’utilizzo del fossile per passare al fotovoltaico, al biogas, a nuove tecnologie che consentano di non sprecare le risorse che abbiamo a disposizione. In questo quadro complesso, l’economia circolare è l’elemento cardine, l’asso nella manica: secondo Luca Dal Fabbro, si tratta di un “modello di produzione, generazione, rigenerazione che scardina il sistema di consumo usa e getta e lo trasforma nel riutilizzo continuo di una materia che è sempre più scarsa”. Gruppo Iren, ha spiegato il Presidente, ha in programma la realizzazione di un impianto che recupera metalli rari, “un’altra risorsa su cui dovremmo fare investimenti”.

  • Crisi aziendale, Fabio Cassi (CAP Advisory): “In Italia problema culturale, serve sforzo comune”

    Si è tenuto a Roma un convegno sul nuovo Codice della crisi d’impresa e sul fenomeno delle “zombie firm”. Tra i relatori anche Fabio Cassi, CEO e Partner di CAP Advisory: “Ristrutturazioni aziendali? Aumenteranno nei prossimi mesi”.

    CAP Advisory di Fabio Cassi

    Fabio Cassi: l’importanza di una cultura d’impresa diffusa 

    Durante i periodi di crisi tende ad aumentare il numero delle cosiddette “zombie firms”, aziende incapaci di onorare la propria esposizione debitoria ma che continuano a rimanere attive sul mercato senza ristrutturazioni di sorta. Il tema, insieme con le novità introdotte dal nuovo Codice della crisi d’impresa, è stato affrontato durante il convegno “Finanza e Crisi Aziendale. Aspetti normativi, nuovi strumenti, vincoli bancari”, al quale ha preso parte anche Fabio Cassi, CEO e Partner di CAP Advisory. Promosso dal Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali dell’Università Guglielmo Marconi, l’incontro è scaturito dall’esigenza di trovare soluzioni al fenomeno della zombificazione, che rappresenta un freno alla crescita economica. Tra le cause assetti normativi inadeguati, un’allocazione errata delle risorse e la prolungata politica monetaria espansiva degli ultimi anni. Oggi le imprese zombie si trovano ad affrontare uno scenario totalmente diverso rispetto all’era dei tassi di interesse zero. Da qui l’importanza di un Codice capace di intercettare e regolare tempestivamente le crisi aziendali. Ma per Fabio Cassi, relatore insieme a Nicola Lucido, Lucio Ghia e Luca Domenici del seminario “Professionisti e consulenti”, l’impegno sul fronte normativo non è sufficiente a frenare il fenomeno. L’esperto ha spostato il focus sulla cultura d’impresa: “Riguarda anche tutti i professionisti che lavorano insieme agli imprenditori, riguarda le banche, riguarda tutto il mondo circostante: un fatto culturale non risolvibile solo con la norma o con le procedure di allerta”.

    L’appello di Fabio Cassi alle banche: “Mi auguro che tornino a ristrutturare le aziende”

    In Italia, ha sottolineato Fabio Cassi, sono ancora numerose le realtà guidate da un’unica persona che riveste allo stesso tempo il ruolo di Presidente, Amministratore Delegato, maggiore azionista e Responsabile delle risorse umane. Un modello di governance che porta risultati sono nelle fasi iniziali di crescita, ma che non basta per consolidarne la presenza sui mercati. Le sfide attuali richiedono infatti strategie e strutture organizzative chiare, la capacità di gestire processi complessi e di integrare costantemente le nuove tecnologie. I prossimi mesi, ha evidenziato, saranno particolarmente delicati e si prevede un aumento delle ristrutturazioni aziendali. E se negli ultimi anni le banche hanno delegato queste attività ai servicer e ai fondi, ha concluso Fabio Cassi, c’è da augurarsi che anche loro tornino a ristrutturare le aziende concedendo loro nuova finanza.