Autore: articolinews

  • Spese obbligate, Giampiero Catone: per le famiglie sono il 60% del totale

    A pesare oggi sui consumi delle famiglie italiane è l’inflazione: il 60% della spesa media mensile finisce in cibo, carburante e bollette. L’approfondimento di Giampiero Catone.

     Giampiero Catone

    Giampiero Catone: famiglie e spese obbligate, la situazione attuale

    Le spese obbligate delle famiglie italiane sono in continuo aumento. A confermarlo, sottolinea Giampiero Catone nel suo editoriale, è una stima dell’Ufficio studi della CGIA riferita al 2022: gli acquisti per i generi alimentari, per i trasporti e per la casa sono stati, sul totale della spesa mensile media di una famiglia italiana, pari al 59,6% con un’incidenza di 3,8 punti percentuali in più rispetto all’anno precedente. L’anno scorso, a fronte di una spesa mensile media pari a 2.016 euro, 1.202 euro sono stati “assorbiti” dagli acquisti obbligati: di questi, 265 euro per benzina-gasolio e spese su mezzi pubblici, 425 euro per la manutenzione della casa e per le bollette di luce-gas-spese condominiali e, infine, 511 euro per il cibo e le bevande analcoliche.

    Giampiero Catone: spese obbligate +16,6%

    L’inflazione, scrive Giampiero Catone, ci spinge a spendere di più: oggi gli italiani portano a casa meno beni e la gran parte della spesa è dedicata ai generi alimentari, al carburante e alle bollette. Secondo i dati, tra il 2021 e il 2022, le uscite per le spese obbligate della famiglia media italiana sono incrementate di 171 euro (+16,6%). Mentre quelle complementari (o consumi commercializzabili) sembrano scemare. Nel 2022, l’aumento medio dell’inflazione si è attestato attorno all’8%: nonostante ciò, in termini assoluti l’incremento di questa tipologia di spesa si stima nullo. “Si ipotizza che negli ultimi due anni per acquistare alcolici, abbigliamento/calzature, mobili, tempo libero, ristorazione, ricettivo, istruzione, sanità, cura della persona, etc., la famiglia media italiana abbia speso mensilmente 815 euro. Non solo. Ma se la grande distribuzione organizzata e le vendite online hanno registrato risultati positivi, le attività commerciali e artigianali di piccola dimensione dei settori appena richiamati hanno invece visto peggiorare la propria condizione economica”.

  • Ares Ambiente al lavoro per il nuovo impianto di compostaggio

    Ares Ambiente punta sulla produzione di compost: il nuovo impianto di compostaggio rientra nella strategia di economia circolare dell’azienda che mira a ridurre gli sprechi e a valorizzare i rifiuti attraverso processi di recupero e riciclo. 

     Il nuovo impianto di compostaggio di Ares Ambiente

    Ares Ambiente lavora al nuovo impianto di economia circolare per il recupero dei rifiuti

    Ares Ambiente si distingue per la sua forte responsabilità ambientale e l’impegno per la tutela del Pianeta. Fin dall’inizio, l’azienda ha implementato politiche attive di recupero dei rifiuti, tra cui il progetto in corso per la costruzione di un nuovo impianto di produzione di ammendanti per l’agricoltura a partire da rifiuti organici e FORSU (Frazione Organica Rifiuti Solidi Urbani) nella provincia di Frosinone. L’obiettivo dell’impianto è di produrre ammendante in grado di estendere il ciclo di vita dei prodotti di scarto e migliorare di conseguenza la qualità del terreno su cui viene utilizzato. Il concetto di economia circolare è al centro del nuovo impianto di compostaggio, che rappresenta un’importante novità in grado di creare un circolo virtuoso. Il riutilizzo dei rifiuti organici non solo potenzia e migliora la raccolta differenziata, ma riduce altresì la quantità di rifiuti da smaltire. Inoltre, l’impianto limita l’utilizzo di concimi chimici per l’agricoltura e riduce la necessità di coinvolgere impianti di smaltimento finale. Nella realizzazione di questo nuovo progetto di economica circolare, il team altamente qualificato di Ares Ambiente ha messo in campo le proprie competenze e la propria esperienza, avvalendosi delle tecnologie più avanzate e dimostrando una grande capacità organizzativa e professionale.

    Ares Ambiente: gestione dei rifiuti, responsabilità di fondamentale importanza

    Costituita nel 2008 per volontà del suo fondatore Marco Domizio, Ares Ambiente garantisce una gestione dei rifiuti basata sui principi di efficienza, economicità e trasparenza con l’obiettivo di migliorare ulteriormente la consapevolezza e il coinvolgimento nei confronti dell’ambiente e dell’eco-sostenibilità. La gestione della Frazione Organica dei rifiuti rappresenta infatti un elemento efficace per la tutela del clima, del suolo e dell’ambiente in generale. Insignita del premio “Best Performer 2022”, l’azienda riconosce la gestione dei rifiuti come una responsabilità di fondamentale importanza: da oltre dieci anni si occupa dell’intermediazione dei rifiuti e della gestione di impianti autorizzati secondo le normative vigenti, garantendo un trattamento efficiente per oltre 830 tipologie di rifiuti. Ares Ambiente non solo è iscritta all’Albo Nazionale Gestori Ambientali Categoria 8 Classe A e Categoria 4F e 5F – Sezione Regionale della Lombardia, ma adotta anche un sistema di Gestione Integrato di Qualità, Ambiente, Sicurezza e Responsabilità Sociale.

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  • Serenissima Ristorazione: gli investimenti nel Mezzogiorno

    Dai primi appalti in Sicilia al centro tecnologico del Cardarelli di Napoli: panoramica sull’evoluzione di Serenissima Ristorazione e delle sue attività nelle regioni del Sud Italia. 

    Serenissima Ristorazione

    Serenissima Ristorazione, i risultati dello sviluppo strategico che ha coinvolto il Sud

    Circa 8 milioni di pasti all’anno, oltre 1.500 dipendenti e 15 milioni di euro investiti sul territorio. Sono i numeri raggiunti da Serenissima Ristorazione in meno di dieci anni di presenza nelle regioni del Sud Italia. La realtà veneta, tra i principali leader nei servizi di ristorazione socio-sanitaria, scolastica, commerciale e aziendale, ha concentrato le sue attività inizialmente nelle regioni del Nord, arrivando nel Mezzogiorno solo nel 2016 grazie ai primi appalti vinti in Sicilia e Campania, che hanno portato all’apertura della filiale Area Sud Italia ad Avellino guidata dal Direttore Maurizio Palumbo. Da allora Serenissima Ristorazione è riuscita a espandersi rapidamente, arrivando a servire capillarmente le regioni di Basilicata e Campania anche nell’ambito della ristorazione scolastica, alle quali si sono poi aggiunte Puglia e Sicilia, regioni in cui l’azienda oggi offre servizi di ristorazione aziendale e commerciale. Fiore all’occhiello il centro di produzione dei pasti sorto presso l’Azienda Ospedaliera “Antonio Cardarelli” di Napoli, uno dei primi ad adottare l’innovativo metodo “Cook&Chill” che garantisce un’elevata qualità nutrizionale e organolettica dei cibi, minori rischi e ridotto spreco di materie prime.

    Sostenibilità e formazione i punti di forza di Serenissima Ristorazione

    Il successo del metodo targato Serenissima Ristorazione è stato tale da essere introdotto anche dall’ASL Na1 Centro che ha costruito un nuovo centro tecnologico per il confezionamento dei vassoi personalizzati presso i locali cucina dell’Ospedale del Mare: oltre a servire i reparti del nosocomio, il centro serve tutte le altre strutture territoriali afferenti all’Azienda Sanitaria Locale. L’innovazione non è tuttavia l’unico punto di forza dell’offerta di Serenissima Ristorazione, che attraverso la promozione di prodotti alimentari locali e biologici e la particolare attenzione alla sostenibilità ambientale è in grado di valorizzare le caratteristiche peculiari e rispondere alle specifiche esigenze dei territori: “Per Serenissima Ristorazione la sostenibilità è la stella polare che ci indica il cammino e che seguiamo costantemente – ha dichiarato il Direttore di Filale Area Sud Maurizio Palumbo – non solo in termini ambientali, ma anche nel rispetto dei diritti dei lavoratori che noi consideriamo delle risorse indispensabili formando un team di successo che sia altamente motivato e valorizzato”. Gli oltre 1.500 dipendenti impiegati nel Sud Italia vengono costantemente formati grazie a specifici corsi dedicati, mentre gli standard elevati vengono assicurati dal quotidiano confronto con gli ispettori di Area e con le realtà servite: “La qualità del nostro lavoro e del cibo che offriamo oltre al rispetto delle normative e della Pubblica Amministrazione viene prima di tutto – sottolinea Maurizio Palumbo – Per questo motivo abbiamo intenzione di continuare a investire per attestarci su standard di livello sempre più alto”.

  • Il fondatore Andrea Mascetti: Studio Legale Mascetti, la nostra sfida

    Andrea Mascetti: “Ogni giorno ci poniamo la domanda di come declinare il nostro lavoro di professionisti del Diritto con le aspettative e gli interessi dei nostri clienti, in un contesto in cui la complessità normativa e la velocità dei tempi di reazione sembrano non concedere tregua”.

    Andrea Mascetti

    Andrea Mascetti: Studio Legale Mascetti, la multidisciplinarietà delle competenze e gli altri punti di forza

    L’avvocato Andrea Mascetti, fondatore e titolare dello Studio Legale Mascetti, l’annovera a ragione tra i traguardi raggiunti lo scorso anno: l’apertura di una nuova sede a Milano, insieme alla storica di Varese, impreziosisce l’importante storia che lo Studio ha saputo costruirsi nel tempo. Ma alla base, come spiega l’avvocato in un’editoriale sul sito dello Studio Legale che è stato rinnovato lo scorso anno, resta il forte impegno dei professionisti che vi lavorano ogni giorno declinando le loro competenze e l’esperienza “con le aspettative e gli interessi dei nostri clienti, in un contesto in cui la complessità normativa e la velocità dei tempi di reazione sembrano non concedere tregua”. Fondato da Andrea Mascetti nel 2004, lo Studio Legale Mascetti opere in diverse aree, molte delle quali di particolare interesse per l’opinione pubblica: la web reputation, il diritto ambientale ma anche la normativa sulla responsabilità amministrativa degli enti (Legge 231), partenariato pubblico-privato per citarne solo alcune.

    Il profilo dell’avvocato Andrea Mascetti: formazione e percorso professionale

    Laureato in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Milano, Andrea Mascetti è iscritto all’ordine degli avvocati di Varese. Inizialmente opera all’interno dello Studio Legale Tributario associato a Ernst & Young: nel 2004 dà vita allo Studio Legale Mascetti. Nel corso della sua carriera ha lavorato sia come consulente che in qualità di processualista: in materia di diritto amministrativo ha svolto attività difensiva avanti ai TAR e al Consiglio di Stato. Fornisce inoltre consulenza stragiudiziale per enti pubblici, società commerciali e privati in materia di appalti e contratti pubblici, concessioni, partenariato pubblico-privato, urbanistica ed edilizia. È sindaco all’interno di diversi collegi sindacali e membro di Consigli di Amministrazione di banche e società commerciali in Italia e all’estero. Bibliofilo appassionato e animatore di iniziative culturali, dal 2022 Andrea Mascetti siede nell’Advisory Board di Valore Italia, Centro Internazionale di Formazione e Ricerca per il Restauro e la Valorizzazione del Patrimonio Culturale.

  • Giampiero Catone: lavoro e incentivi, scelte concrete per promuovere l’occupazione

    Il futuro dell’occupazione in Italia è al centro del dibattito politico ed economico. La sfida del lavoro è cruciale per la crescita del Paese, per il benessere diffuso e per la prevenzione di “una bomba sociale che continuiamo a ignorare”. Ne parla Giampiero Catone nel suo editoriale pubblicato su “La Discussione”.

     Giampiero Catone

    Giampiero Catone: utilizzare i fondi in arrivo per creare nuova occupazione

    Per far sì che l’occupazione possa aumentare, scrive Giampiero Catone, non basta incentivare e concedere sgravi fiscali solo a chi assume, occorre creare le condizioni per inserire nel tessuto produttivo non solo le mansioni tradizionali ma anche le nuove professionalità, compresi giovani e donne. In tal senso, il recente annuncio dell’arrivo di 28,6 miliardi di euro complessivi per finanziare 21 programmi regionali e sei programmi nazionali, di cui 14,81 di risorse europee e 13,83 miliardi di cofinanziamento nazionale, rappresenta una grande opportunità per investire nel futuro dell’occupazione. In particolare, i giovani e le donne saranno i protagonisti del maxi piano. Per promuovere l’occupazione giovanile, il Governo sta lavorando su politiche attive e nuovi assunti, ad esempio attraverso la decontribuzione per gli under 36. Tuttavia, ricorda Giampiero Catone, non basta incentivare le imprese, occorre garantire anche salari soddisfacenti ai giovani e alle donne, che rappresentano una quota significativa dei NEET, ovvero giovani che non sono né studenti né lavoratori.

    Giampiero Catone: “Agire e dare segni chiari e concreti alle imprese

    Secondo le rilevazioni elaborate dalla Fondazione Studi dei Consulenti del lavoro su dati Unioncamere, ricorda Giampiero Catone, il mercato italiano a fine 2022 aveva bisogno in media di 238mila laureati e 335mila diplomati secondari. Rappresentano i due terzi del fabbisogno complessivo. A questi si aggiungerebbero 130mila diplomati delle scuole di formazione professionale. Tuttavia, mancano ancora 47mila laureati ogni anno e il 40% dei diplomati richiesti dalle scuole di formazione professionale. “C’è ora da sperare che si sappiano utilizzare i fondi in arrivo per creare nuova occupazione, che si dia alle imprese la possibilità di assumere e potenziare gli organici con sgravi e incentivi ad hoc per i neo assunti. Il tempo delle decisioni incalza, non basta fare convegni e annunci”, conclude Giampiero Catone sottolineando che “è giunto il momento di agire e di dare segni chiari e concreti alle imprese che vogliono ampliare l’organico ai giovani che cercano un inserimento e riconoscimento sociale ed economico”.

  • Federico Motta Editore: un articolo dedicato alla storia della canzone italiana

    L’edizione del Festival di Sanremo 2023 si è rivelata un successo, con il più alto numero di ascolti registrato negli ultimi decenni, segno che la canzone italiana continua ad essere apprezzata da un vasto pubblico. L’articolo di Federico Motta Editore sul tema.

    Federico Motta Editore

    Federico Motta Editore: cosa si intende per canzone italiana?

    La canzone italiana, quella che viene celebrata ogni anno sul palco dell’Ariston, è un genere che si è andato formando a partire dall’Ottocento. Nel saggio di Roberto Agostini pubblicato da Federico Motta Editore nei volumi dedicati all’’Età Moderna, si ricorda che la canzone italiana affonda le proprie radici nel melodramma, ma anche nelle tradizioni regionali e nella musica suonata nei salotti dell’aristocrazia. Il principale centro della sua diffusione fu Napoli, una città dalla ricchissima storia musicale. Un ruolo determinante lo ebbero i caffè concerto che contribuirono all’affermazione della cosiddetta canzone d’intrattenimento. Tra fine Ottocento e inizio Novecento, il pubblico si riuniva in questi locali per assistere a comici, ballerini, illusionisti e cantanti. A seguito della diffusione della musica da ballo proveniente dagli Stati Uniti, nacque poi un repertorio di canzoni in cui confluivano sia tratti della musica regionale che elementi delle melodie importate.

    Federico Motta Editore: l’introduzione di radio e cinema negli anni ‘20

    Gli anni ‘20 rappresentarono per la canzone italiana un periodo di grande fioritura. Complici del fenomeno furono l’introduzione della radio e del cinema. Entrambi i settori costituirono delle nuove fonti di guadagno per gli editori musicali, che iniziarono a ricevere compensi sostanziosi. A quei tempi, ricorda Federico Motta Editore, i cantanti erano ancora solo delle voci ed erano pochi quelli di cui si conosceva il volto. La canzone italiana cominciò poi a risentire dell’influenza di generi nati in Nord America, quali il jazz e lo swing, che sembrarono riscuotere un discreto successo fino al secondo dopoguerra. Negli anni ‘50 ci fu un ulteriore cambiamento: la canzone italiana ripensò alla propria storia e ripiegò su se stessa dando vita alla canzone melodica. Nato dal connubio tra innovazione e tradizione, il genere fu ufficializzato dal Festival di Sanremo.

  • Davide D’Arcangelo: focus sull’attività del Co-Founder di Next4

    Davide D’Arcangelo è fondatore, insieme ad altri soci, della holding Next4 ed è Vicepresidente del network di imprese Impatta. È inoltre Responsabile Relazioni Esterne e PNRR della Fondazione Italia Digitale.

    Davide D'Arcangelo

    Davide D’Arcangelo: un’attività basata sull’innovazione

    Specializzato in innovazione, politiche industriali, reti di impresa e cluster tecnologici, Davide D’Arcangelo è un Innovation Manager. Iscritto all’albo MISE, svolge attività di consulenza digitale presso numerosi enti pubblici quali Anci8, MEF, IFEL e Confindustria. È membro del comitato scientifico della prima fondazione italiana dedicata alle policies digitali a livello pubblico e privato, Fondazione Italia Digitale, ed opera nel Nucleo di valutazione dei progetti di Ricerca della Regione Lazio e nella task force nazionale di Anip – Confindustria. È inoltre membro del Comitato Tecnico Scientifico di Anci Lazio e del Training CAMP IFEL Campania. Tra le competenze specialistiche maturate nel corso della sua carriera si annoverano quelle relative ai fondi europei: supporta gli enti locali. A beneficiare dell’attività di Davide D’Arcangelo sono soprattutto enti e istituzioni che vengono supportati in progetti di politiche industriali e animazioni territoriali. Ne sono degli esempi: CCIAA Roma, Roma Città Metropolitana, CNA Roma, Confcommercio Roma, Provincia di Frosinone, Comune di Latina.

    Davide D’Arcangelo: le collaborazioni con i privati e in ambito accademico

    Attualmente, Davide D’Arcangelo ricopre il ruolo di Investor Relator per rinomate scale-up quali Speri Ingegneria, AAtech e Termo S.p.A. In passato, ha altresì collaborato con realtà del calibro di Lucciola & Partners S.r.l. e Orrick Herrington & Suitcliffe in qualità di advisor. Ha partecipato a progetti di ricerca finanziati da Menarini S.p.A., IBM S.p.A., Novamont S.p.A., LUISS Business School, IBI-Lorenzini S.p.A., IRCSS San Raffaele, Noovle S.p.A., Giomi S.p.A., Sigma Tau S.p.A. e Corden Pharma S.p.A. In ambito accademico, ha collaborato invece con l’Università “La Sapienza” di Roma per la pubblicazione di diversi articoli, nonché ricerche e studi in materia di politiche industriali. Tra i riconoscimenti conferiti a Davide D’Arcangelo, il premio presso la Camera dei Deputati in occasione dell’evento “Eccellenze del Made in Italy”.

  • L’attività di Gruppo Riva tra innovazione, sviluppo delle competenze e attenzione per l’ambiente

    Gruppo Riva nasce nel 1954 su iniziativa del pioniere della siderurgia italiana Emilio Riva: oggi la realtà è leader nel settore, continuando a basare la propria attività su innovazione, sviluppo delle competenze e attenzione all’ambiente.

    Gruppo Riva

    Innovazione e sviluppo delle competenze: il motore di Gruppo Riva

    Gruppo Riva opera da oltre 60 anni nel settore siderurgico, nel quale si è affermato come leader nella produzione di acciai lunghi di qualità. Si è consolidata come realtà soprattutto grazie agli investimenti nell’innovazione e nello sviluppo delle competenze dei propri collaboratori. È stata tra le prime realtà ad aver introdotto in Italia la tecnologia della colata continua curva. La sua inclinazione all’innovazione è testimoniata anche dal laboratorio di ricerca e sviluppo di Lesegno e dalle numerose collaborazioni con il Politecnico di Milano, il Politecnico di Torino e l’Università di Pisa. Lo sviluppo delle competenze è un’altra priorità di Gruppo Riva, che le promuove mediante il supporto di mentori e attraverso una formazione mirata.

    L’approccio ecosostenibile di Gruppo Riva

    La produzione che deriva dall’attività di Gruppo Riva è indirizzata a una moltitudine di settori. I prodotti realizzati nelle acciaierie, nei laminatoi e negli impianti di lavorazione a freddo della società si rivolgono al settore metalmeccanico, a quello dell’automotive, all’edilizia e a quello delle costruzioni. Negli anni, il Gruppo ha sviluppato un approccio sempre più attento all’ecosostenibilità. Le materie prime su cui basa la produzione sono riciclabili all’infinito. Oltre ad accrescere le proprie conoscenze in un ambito in continua evoluzione e sempre più efficiente, chi entra a far parte del Gruppo sviluppa anche una particolare sensibilità per le tematiche ambientali.

  • Davide D’Arcangelo: IPSA ottiene investimento per digitalizzare la micro-logistica ospedaliera

    La società piemontese IPSA ha ottenuto un investimento di 1,380 milioni di euro dal Fondo Rilancio Startup per digitalizzare la micro-logistica ospedaliera con prodotti IoT che migliorano la sicurezza dei pazienti e ottimizzano i costi. Il commento di Davide D’Arcangelo.

    Davide D'Arcangelo

    Davide D’Arcangelo: IPSA completa round di investimento da 1,380 milioni di euro con il Fondo Rilancio Startup

    La società piemontese IPSA, specializzata nella micro-logistica ospedaliera di farmaci e dispositivi medici, ha completato un round di investimento per 1,380 milioni di euro con il Fondo Rilancio Startup gestito da CDP Venture Capital SGR e dall’investitore proponente Next4Production, holding fondata da Davide D’Arcangelo, Pierluigi Sassi e Angelo Paletta. IPSA ha sviluppato una gamma completa di prodotti IoT che integrano hardware e software per supportare gli operatori sanitari nei processi di stoccaggio e distribuzione. L’obiettivo della società è quello di migliorare la sicurezza del paziente e ottimizzare i costi di un ambito che rappresenta oltre il 15% della spesa globale ospedaliera. Il piano di sviluppo di IPSA prevede progetti di consolidamento della piattaforma di soluzioni IoT e progetti di internazionalizzazione su alcuni mercati esteri per diventare leader di riferimento nella digitalizzazione dei processi di micro-logistica ospedaliera. Next4Production ha attivato il Fondo Rilancio Startup con un investimento di 1 milione di euro, il che ha contribuito al buon esito dell’operazione.

    Davide D’Arcangelo: IPSA si prepara a diventare leader di riferimento nella digitalizzazione dei processi di micro-logistica ospedaliera

    In merito all’operazione di investimento, Davide D’Arcangelo ha dichiarato: “Quando abbiamo deciso di investire in IPSA eravamo certi che l’innovatività della sua proposta e la solidità del suo programma di sviluppo potessero essere di interesse anche per un investitore istituzionale. In IPSA abbiamo visto il potenziale per un nuovo standard nella sanità italiana, una champion pronta a esplodere che aveva bisogno di un piccolo boost per scalare definitivamente non solo il mercato italiano, ma anche a livello internazionale dove peraltro sta già riscuotendo molto interesse e ha già acquisito importanti commesse”. Il round di finanziamento ottenuto conferma la qualità delle soluzioni proposte da IPSA, la loro competitività sul mercato e la loro funzionalità rispetto alle esigenze del Servizio Sanitario Nazionale (SSN). Il ruolo della digitalizzazione come leva di efficientamento dei servizi è oggi uno degli obiettivi primari della sanità, e in Italia, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) prevede investimenti di oltre 4 miliardi di euro entro il 2026 per l’ammodernamento del parco tecnologico ospedaliero, che includono la digitalizzazione di circa 300 strutture sanitarie.

  • Luciano Castiglione sul New Green Deal: ricerca e innovazione centrali per l’operazione

    Luciano Castiglione, esperto in efficientamento energetico, fornisce un quadro chiaro sul New Green Deal, la strategia adottata dall’Europa per diventare un continente a impatto zero.

    Luciano Castiglione

    Luciano Castiglione: cosa si intende per New Green Deal?

    Il New Green Deal non è altro che il programma di interventi pensati dall’Europa per raggiungere la decarbonizzazione entro il 2050. Un traguardo importante per il Vecchio Continente che potrebbe così godere di un’economia moderna, efficiente e competitiva nel panorama internazionale. Luciano Castiglione chiarisce che sono sostanzialmente due i fattori determinanti: la ricerca e l’innovazione. Questi due ambiti saranno centrali per l’accelerazione delle transizioni, la diffusione di soluzioni a rischio ridotto e il coinvolgimento dei cittadini nell’innovazione sociale. L’iniziale obiettivo di neutralità climatica entro il 2050 è già stato modificato dalla Commissione Europea, che ha innalzato l’obiettivo intermedio del 2030 dal -40% al -55%.

    Luciano Castiglione: focus su decarbonizzazione del settore energetico e trasformazione della mobilità

    La strategia dell’Europa si basa soprattutto sulla decarbonizzazione del settore energetico e sulla trasformazione della mobilità. La decisione di concentrarsi su questi due aspetti è più che giustificata. Basti pensare che il settore energetico è responsabile di oltre il 75% delle emissioni di gas a effetto serra. Da un lato quindi l’energia dovrà provenire completamente da fonti rinnovabili e dall’altro i trasporti dovranno ridurre le proprie emissioni del 90%. Questo vorrà dire reinventare l’intero trasporto stradale, ferroviario, aereo e marittimo, puntando sui carburanti alternativi e sull’elettrificazione. Come sottolineato da Luciano Castiglione, ciò che renderà il piano realmente sostenibile, anche sul piano economico, saranno lo sviluppo delle tecnologie e la presa di coscienza da parte di Governi e cittadini.

  • Giampiero Catone: l’Italia ha più pensionati che lavoratori

    Giampiero Catone, Direttore del quotidiano “La Discussione”, in un suo editoriale parla di lavoro e previdenza, e del paradosso che rischia di schiacciare l’Italia.

    Giampiero Catone

    Giampiero Catone: una situazione pericolosa per l’Italia

    L’Italia è arrivata ad “un punto critico che impone riflessioni e rimedi urgenti”, ha scritto in un editoriale Giampiero Catone, riferendosi al fatto che il numero di pensionati abbia superato quello dei lavoratori. “Non è normale, per un Paese che si annovera come potenza economica del G7, che ha una storia industriale di primo piano, che primeggia nell’export, che ha settori come l’agroalimentare che produce eccellenze”. A pesare sulla situazione sono soprattutto la denatalità, che da ormai 30 anni affligge l’Italia, e il depotenziamento della forza lavoro. “Tra il 2014 e il 2022 la popolazione italiana nella fascia di età più produttiva (25-44 anni) è diminuita di oltre un milione e 360 mila unità”. Attualmente, meno del 38% della popolazione ha un impiego. Insomma, sotto il peso di questa contraddizione l’Italia rischia parecchio.

    Riforme per il lavoro, fisco equo e meno burocrazia inutile: gli obiettivi del Paese secondo Giampiero Catone

    Il Direttore del quotidiano “La Discussione” non è il solo a parlare di emergenza legata al lavoro e alla previdenza. Emma Marcegaglia (ex Presidente di Confindustria e imprenditrice) e Gianna Fracassi (Vicesegretaria Generale della CGIL) hanno sottolineato la necessità di soluzioni concrete e celeri, invitando il Governo ad intervenire con riforme del lavoro che tutelino donne e giovani, che facciano aumentare i salari, la produttività e le opportunità di formazione. Un fisco equo e progressivo, capace di garantire i diritti di tutti e il welfare, dovrebbe essere un’altra priorità del Paese. Infine, il tema di una burocrazia semplificata, a favore di “una riforma fiscale che premi le imprese che assumono”. Giampiero Catone conclude il suo editoriale con l’auspicio che il Governo “sappia cogliere la voglia che c’è in Italia di stabilità”, “creando condizioni vantaggiose per imprese e lavoratori”.

  • L’adesione di Copma al progetto “Crediti di Sostenibilità”

    Lo scorso 17 febbraio, nell’ambito dell’Assemblea annuale della Riserva della Biosfera MAB UNESCO, il Parco Nazionale dell’Appenino Tosco-Emiliano ha consegnato i primi 12 attestati dell’acquisto dei Crediti di Sostenibilità. Alla cerimonia hanno partecipato le aziende che hanno scelto di sostenere il progetto, tra queste anche Copma.

    Copma

    Copma presente alla cerimonia per la consegna degli “Attestati di Sostenibilità”

    Copma ha partecipato alla cerimonia, svoltasi a Reggio Emilia presso il CIRFOOD District, per la consegna degli “Attestati di Sostenibilità” alle aziende che hanno deciso di sostenere il Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano. La cooperativa ferrarese è stata una delle prime 12 aziende a supportare il progetto con l’acquisto di 303 Crediti di Sostenibilità del Parco e della Riserva di Biosfera dell’Appennino Tosco-Emiliano, corrispondenti a 303 tonnellate di CO2. Qual è il beneficio prodotto da tale acquisto? Non solo consente di compensare le emissioni di anidride carbonica prodotte dal servizio di pulizia promosso da Copma, contribuisce altresì a sostenere i maggiori costi della gestione forestale sostenibile e responsabile delle foreste certificate della Riserva di Biosfera MAB UNESCO dell’Appennino Tosco-Emiliano: la loro gestione sostiene e agevola l’erogazione di tutti i servizi ecosistemici certificati a beneficio delle comunità locali, nonché a favorirne l’adattamento alla crisi climatica in corso.

    Copma, promotrice della responsabilità sociale d’impresa e della riduzione dell’impatto ambientale

    L’acquisto dei Crediti di Sostenibilità è in linea con gli obiettivi già tracciati nel Bilancio di Responsabilità Sociale 2021 presentato da Copma lo scorso 26 novembre. La tutela dell’ambiente e l’innovazione sono i valori fondanti che spingono la cooperativa ad aderire a questo tipo di iniziative: l’obiettivo è generare risorse economiche a sostegno della gestione sostenibile e responsabile delle foreste, certificata tramite gli standard FSC e PEFC. Copma è stata selezionata per l’acquisto dei Crediti di Sostenibilità in quanto già promotrice di percorsi di responsabilità sociale d’impresa e di riduzione dell’impatto sull’ambiente. Grazie al sistema di sanificazione PCHS®, in grado di offrire qualità ed efficienza con minori effetti negativi sull’ambiente rispetto ai detergenti chimici tradizionali, si è dimostrata una realtà impegnata in questo ambito. Il progetto dei Crediti di Sostenibilità ha fatto il suo debutto solo di recente, eppure ha già raggiunto risultati significativi con oltre 130.000 euro di valore economico prodotto a favore di proprietari e gestori forestali.

  • Federico Motta Editore: l’articolo sulle origini della canzone italiana

    A breve distanza dalla conclusione del Festival di Sanremo 2023, Federico Motta Editore rispolvera, in un articolo incentrato sulla storia della canzone italiana, il saggio di Roberto Agostini La canzone d’intrattenimento in Italia fino a Sanremo.

    Federico Motta Editore

    Federico Motta Editore: Sanremo e la nascita della canzone italiana

    In Italia Sanremo è il festival musicale per eccellenza, seguito ogni anno da milioni di persone. Oltre ad essere tra gli  eventi televisivi più importante della stagione, Sanremo è anche una celebrazione della canzone italiana, espressione artistica che vanta una lunga tradizione. Ne parla anche Roberto Agostini nel saggio scritto per l’Età Moderna di Federico Motta Editore dal titolo La canzone d’intrattenimento in Italia fino a Sanremo. La canzone italiana, racconta l’autore, affonda le sue radici nel melodramma, nelle tradizioni regionali e nella musica suonata nei salotti aristocratici. Il principale centro della sua diffusione fu Napoli, complice l’affermazione dei caffè concerto e di altri luoghi di svago. Qui, infatti, tra fine Ottocento e inizio Novecento, le persone si riunivano per assistere a spettacoli di artisti e cantanti. A seguito dell’arrivo della musica da ballo americana, nacque un intero repertorio di canzoni che mescolavano la musica regionale, in particolar modo quella napoletana, con le melodie importate dagli Stati Uniti.

    Federico Motta Editore: il ruolo di radio e cinema, l’influenza americana e la canzone melodica

    Sia la radio che il cinema contribuirono enormemente alla diffusione della canzone italiana negli anni ‘20. Gli editori musicali iniziarono a ricevere ingenti compensi grazie alla nuova fonte di guadagno. In questa fase, però, per il pubblico i cantanti non erano altro che delle voci ed erano pochissimi quelli di cui si conosceva il volto. Nel frattempo in Italia arrivarono dal Nord America le influenze di jazz e swing, che portarono grande vitalità. Il successo di questo genere proseguì fino al secondo dopoguerra. Negli anni ‘50, poi, si ebbe un ritorno al passato: nacque la canzone melodica. Rifacendosi soprattutto alla tradizione, la nuova canzone italiana restò tuttavia aperta alle influenze esterne. A celebrazione del nuovo equilibrio ritrovato tra innovazione e restaurazione, venne inaugurato il Festival di Sanremo.

  • Orrick punta a rafforzare il settore tech e nomina Attilio Mazzilli Co-Managing Partner

    La global law firm Orrick, Herrington & Sutcliffe ha annunciato la nomina dell’avvocato Attilio Mazzilli a Co-Managing Partner delle sedi italiane.

    Attilio Mazzilli

    La nomina di Attilio Mazzilli e il rafforzamento del settore tecnologico

    Già tra le realtà più attive in Italia nel settore tecnologico, il rinomato studio legale Orrick, Herrington & Sutcliffe continua a spingere per rafforzare l’ambito tech. Tramite una nota, la law firm annuncia di aver nominato il partner responsabile del Tech Group italiano, Attilio Mazzilli, Co-Managing Partner per le sedi di Roma e Milano. L’avvocato, membro dell’International technology companies group, opererà al fianco di Guido Testa, il quale è alla guida degli uffici italiani dal 2019. Secondo il piano strategico dello studio, i due Co-Managing Partner si occuperanno del consolidamento di Orrick nelle sedi italiane. Nell’ultimo anno, la firm americana ha registrato due spin off, con un team di professionisti passato ad Alma a Roma e una squadra Energy che ha avviato la Green Horse.

    Il ruolo di Attilio Mazzilli nell’avanzata di Orrick nell’ambito tech

    Attilio Mazzilli è tra i protagonisti che hanno contribuito all’avanzamento della law firm nel settore tech in Italia. Grazie alle operazioni condotte dall’avvocato, lo Studio è infatti diventato una delle realtà più attive sul territorio. Il Partner di Orrick si occupa dal 2005 di M&A, prevalentemente in ambito cross-border di operazioni di venture capital, private equity e fintech. Nel 2019 diventa Capo Dipartimento con l’obiettivo di potenziare le relazioni tra l’Italia e la Silicon Valley, e di connettere imprenditori, venture capital e società del settore. Attilio Mazzilli ha inoltre affiancato la fintech Scalapay nell’operazione del maxi finanziamento da 497 milioni di dollari che l’ha trasformata in un unicorno.

  • Riva Acciaio: l’approccio ecosostenibile di una realtà con 60 anni di attività

    Riva Acciaio opera in un settore in continua evoluzione, adottando un approccio sempre più incentrato sull’ecosostenibilità: sono l’uomo, l’innovazione e l’ambiente i valori su cui si basa la sua attività.

    Riva Acciaio

    L’attività di Riva Acciaio in un settore in continua evoluzione

    Riva Acciaio opera da oltre 60 anni nel settore ed è rinomata per la produzione di prodotti lunghi di qualità. La società è stata fondata in seno al Gruppo Riva nel 1954 e conta un totale di cinque stabilimenti attivi, situati in diverse località italiane (Caronno Pertusella, Lesegno, Sellero, Malegno e Cerveno). Con un team che supera i 1.000 dipendenti, le acciaierie, i laminatoi e gli impianti di lavorazione a freddo di Riva Acciaio si rivolgono a diversi settori, tra cui quello del metalmeccanico, dell’automotive, dell’edilizia e delle costruzioni. Negli anni, l’azienda ha accresciuto le proprie conoscenze in un settore che ha dimostrato essere in continua evoluzione, promuovendo lo sviluppo delle competenze sia mediante il supporto di mentori che attraverso una formazione mirata.

    Riva Acciaio: un approccio sempre più incentrato sull’ecosostenibilità

    Riva Acciaio è la prima azienda italiana ad aver introdotto la tecnologia della colata continua curva. La sua inclinazione all’innovazione trova testimonianza anche nel laboratorio di ricerca di Lesegno e nelle numerose collaborazioni con il Politecnico di Milano, il Politecnico di Torino e l’Università di Pisa. Oltre all’innovazione, l’attività dell’azienda è improntata all’attenzione verso l’uomo e l’ambiente. L’approccio di Riva Acciaio è infatti sempre più attento all’ecosostenibilità. La produzione che avviene nei suoi stabilimenti si basa su materie prime che sono riciclabili all’infinito. Far parte del Gruppo diventa infatti sinonimo di sensibilità ambientale.

  • Serenissima Ristorazione protagonista del webinar OTALL sui cambiamenti del mercato

    Condividere soluzioni per affrontare i cambiamenti in corso nella ristorazione collettiva: è l’obiettivo del webinar OTALL a cui ha preso parte anche Serenissima Ristorazione, realtà italiana leader nel settore.

    Serenissima Ristorazione

    Serenissima Ristorazione: i dettagli dell’incontro e le proposte discusse

    Si è tenuto lo scorso 28 febbraio il webinar organizzato dall’Ordine dei Tecnologi Alimentari della Lombardia e della Liguria (OTALL) dal titolo “Mercato della ristorazione collettiva, congiuntura attuale: minaccia o opportunità di cambiamento?”, al quale ha preso parte come relatrice anche la Dott.ssa Laura Mongiello, Procuratore Speciale di Serenissima Ristorazione per la Basilicata e Tecnologa Alimentare. L’incontro, che ha visto la partecipazione di produttori, erogatori di servizio ed enti appaltanti, è stata l’occasione per discutere sui cambiamenti in atto nella ristorazione collettiva e condividere soluzioni per rispondere alle sfide che attendono il settore. Oltre al ruolo sociale ed economico rivestito, la ristorazione collettiva è diventata sempre più centrale nella promozione di scelte alimentari corrette, con effetti a cascata sulla sanità pubblica e sulla sostenibilità dei sistemi eco-agro-alimentari. Serenissima Ristorazione, quotidianamente impegnata nella diffusione di una corretta cultura dell’alimentazione, ne è un esempio. Sono diverse tuttavia le criticità che oggi il settore si ritrova ad affrontare, in primis l’aumento dei prezzi dei generi alimentari. Durante il webinar si è parlato degli aumenti reali dei costi sostenuti e dell’allineamento agli indici ISTAT per i prezzi delle stazioni appaltanti pubbliche.

    Serenissima Ristorazione: alimentazione sana e sostenibilità le parole chiave della ristorazione del futuro

    Il costo delle materie prime non è l’unica problematica emersa durante il webinar. Il rincaro, misto alla difficoltà nel reperimento di prodotti biologici e locali, rischia infatti di indebolire il settore e compromettere la qualità dei servizi. Tra gli erogatori si registra inoltre una scarsa adesione al modello della dieta mediterranea che, come sottolineato a più riprese da Serenissima Ristorazione, consente di strutturare menù sani ed equilibrati, mentre risulta ancora eccessivo il consumo di carne. Si è parlato, inoltre, del ruolo della sostenibilità, ormai imprescindibile sia nell’ambito della produzione che della distribuzione dei pasti. Contrasto allo spreco alimentare, approccio finalizzato a ridurre l’impatto ambientale, utilizzo di prodotti a filiera corta e promozione del consumo consapevole sono solo alcune delle best practice da implementare. Per trasformare le attuali criticità della ristorazione collettiva in opportunità di miglioramento, la sinergia tra produttori, erogatori ed enti appaltanti risulta più che mai fondamentale. Un aspetto condiviso con forza anche da Serenissima Ristorazione, che spinge per la creazione di un network in grado di intercettare tutti gli attori coinvolti.

  • Ares Ambiente: la società fondata da Marco Domizio aiuta i clienti a tutelare l’ambiente

    Marco Nicola Domizio è Founder di Ares Ambiente, società specializzata nel recupero, smaltimento e trasporto di rifiuti.

    Marco Domizio

    Marco Domizio: Ares Ambiente guida i clienti nella corretta gestione dei rifiuti

    Ares Ambiente, società attiva nel settore dell’intermediazione dei rifiuti nata nel 2008 su iniziativa di Marco Nicola Domizio, si occupa principalmente di gestirne il recupero, lo smaltimento e il trasporto. Ma la sua attività non si limita a questo. L’azienda mette infatti a disposizione un network di professionisti in grado di garantire assistenza completa e professionale ai propri clienti, guidandoli nell’intero processo. Nella prima fase, un team di tecnici-commerciali è incaricato di individuare la destinazione più adatta per il rifiuto, dopodiché viene selezionato l’impianto di smaltimento tra quelli con cui Ares Ambiente ha una relazione consolidata, e infine avviene il trasporto verso gli impianti di stoccaggio e di conferimento finale.

    Marco Nicola Domizio: lo scopo di Ares Ambiente è tutelare l’ambiente e le persone

    L’attività di Ares Ambiente viene condotta avendo ben chiaro che l’obiettivo ultimo del proprio operato è garantire la tutela dell’ambiente e delle persone. Motivo per il quale il Founder Marco Domizio ha fortemente voluto che la sua azienda adottasse un codice etico improntato al rispetto di alcuni principi, quali: correttezza, lealtà, integrità e trasparenza. L’enorme attenzione posta nell’assistenza al cliente va a completamento di una strategia che rende la gestione del rifiuto estremamente efficiente, salvaguardando al contempo l’ambiente e la qualità della vita delle persone.

  • Tecnicaer: la società guidata da Fabio Inzani coniuga ambiente ed edilizia

    “Sostenibile” è la parola d’ordine, la qualità sovrana che ogni cosa deve possedere ai giorni nostri. E questo vale anche in ambito edilizio, dove realtà come quella guidata da Fabio Inzani si sono dovute specializzare in approcci sempre più “green”, ricorrendo a strumenti particolarmente sofisticati.

    Fabio Inzani

    Fabio Inzani: gli strumenti utilizzati da Tecnicaer nelle opere di edilizia sostenibile

    Quello di conciliare ambiente ed edilizia è uno degli scopi più ricorrenti nelle opere progettate da Tecnicaer Engineering. La società di Ingegneria Integrata di cui Fabio Inzani è Presidente, si è così specializzata nell’ambito dell’edilizia sostenibile da diventare un vero e proprio punto di riferimento nel settore. Portano la sua firma importanti progetti quali: la riqualificazione dell’Ospedale del Mugello, quella del Centro di addestramento della Polizia di Nettuno e la creazione del Nuovo Dipartimento di Biologia dell’Università di Pisa. Tutte le scelte progettuali effettuate dal team di Tecnicaer puntano sull’efficientamento energetico e sull’equilibrio tra il comportamento passivo e attivo degli edifici. Per ottimizzare tali scelte, il team ricorre all’uso di strumenti avanzati come la modellazione digitale parametrica, la quale consente un’integrazione a 360° di tutte le componenti del sistema edilizio.

    Fabio Inzani: un approccio innovativo con il digital twin

    L’innovativo approccio adottato dalla società guidata da Fabio Inzani prevede inoltre il ricorso al cosiddetto “digital twin”. Questo gemello digitale dell’edificio permette di progettare una copia, in formato digitale, del complesso edilizio con il vantaggio di poter riprodurre, ancor prima della vera messa in opera, il comportamento reale del sistema edificio-impianto. In questo modo, l’ottimizzazione del suo funzionamento può essere spinta al massimo. Il digital twin consente di osservare in anticipo il comportamento attivo dell’involucro edilizio, facendo emergere il beneficio sui fabbisogni energetici e sul regime di sistemi impiantistici, fornendo i reali fabbisogni energetici giornalieri e la previsione della spesa annua, permettendo di adattare il regime al punto di massimo rendimento di generazione e di emissione dei terminali, e di perfezionare infine la climatizzazione degli ambienti.

  • Ares Ambiente: le attività dell’azienda vincitrice del titolo “Best Performer 2022”

    Ares Ambiente nasce nel 2008 a Treviolo (BG) su iniziativa dell’imprenditore Marco Nicola Domizio. Oggi è una realtà attiva su tutto il territorio nazionale.

    Ares Ambiente

    Il profilo aziendale di Ares Ambiente

    Ares Ambiente nasce come realtà specializzata nel settore dell’intermediazione dei rifiuti e nella gestione di impianti autorizzati. La sua attività è incentrata sullo smaltimento, il recupero e il trasporto di rifiuti speciali, pericolosi e non pericolosi. Operando come elemento di congiunzione tra i principali soggetti del ciclo di gestione del rifiuto, la società offre servizi relativi alla gestione dei rifiuti provenienti da un’ampia tipologia di attività produttive, attività all’ingrosso e distribuzione di prodotti appartenenti a diverse categorie merceologiche. Con l’adozione della classificazione dell’Elenco Europeo dei Rifiuti (EER 2014/955/UE), l’azienda è in grado di garantire l’efficienza nel trattamento di rifiuti caratterizzati in oltre 830 codici CER (Codice Europeo dei Rifiuti).

    Ares Ambiente: i valori della società

    Efficienza, economicità e trasparenza: sono questi i valori che guidano Ares Ambiente nella gestione della sua attività e che si rispecchiano nelle scelte di business dell’azienda. L’organizzazione è iscritta all’Albo Nazionale Gestori Ambientali – Sezione Regionale della Lombardia ed è dotata di numerose certificazioni, tra cui: UNI EN ISO 9001:2015 (Qualità), UNI EN ISO 14001:2015 e Regolamento Europeo EMAS (Ambiente), UNI ISO 45001:2018 (Sicurezza) e SA 8000:2014 (Responsabilità Sociale). Inoltre, possiede il “Certificato di eccellenza” e la “Convalida dichiarazione ambientale”. Per la verifica delle attività, la società affida il controllo a un Organismo di Vigilanza indipendente e segue il Modello 231 (D.Lgs. 231/2001). Infine, all’interno dell’azienda vige un Codice Etico che promuove i principi di correttezza, lealtà, integrità e trasparenza.

  • Fabio Inzani: il progetto di Tecnicaer Engineering per l’Autostazione di Bologna

    Tecnicaer Engineering, società guidata da Fabio Inzani, ha vinto la gara indetta per la riqualificazione dell’Autostazione degli autobus di Bologna. I dettagli del progetto.

     Fabio Inzani

    Fabio Inzani: un terminal 2.0 per dare maggiore vivacità e attrattiva al luogo

    Il Gruppo di Ingegneria Integrata guidato dal Presidente Fabio Inzani ha l’obiettivo di dare vita a un nuovo spazio pubblico capace di diventare identitario per la città di Bologna. Da qui la necessità di superare l’idea di “non luogo”: il concetto coniato dall’antropologo francese Marc Augé identifica tutte quelle aree con la singolarità di non essere identitarie, relazionali e neppure storiche. L’intero edificio si trova in una posizione piuttosto strategica, considerata una via di accesso preferenziale alla città storica: malgrado ciò, l’attuale mancanza di qualità urbana vanifica le potenzialità dell’intera area. Proprio per il legame con elementi di interesse quali Via Indipendenza, il Parco della Montagnola e Piazza VIII Agosto, oltre alla prossimità con Piazza XX Settembre e lo stretto rapporto con le preesistenze storiche come la Rocca Galliera e il tratto dell’antica cerchia muraria, un terminal 2.0 dovrebbe essere in grado di sfruttare tali potenzialità a 360°. Attraverso un mix funzionale, alla presenza di attività commerciali, terziarie, espositive, ludiche e ricreative, e anche grazie alla piazza progettata dirimpetto alla struttura, il nuovo Hub potrà garantire maggiore vivacità e attrattiva al luogo.

    Fabio Inzani, uno Smart Green Building per la città di Bologna

    Il progetto ideato dal team coordinato da Fabio Inzani mira a riqualificare l’intera area attraverso la progettazione di una nuova piazza, l’ampliamento volumetrico verso est e una ristrutturazione integrale interna. Anche la facciata verrà sottoposta a un restyling: pensata come una sorta di “pelle” moderna e attiva, sarà idonea a informare gli utenti grazie a schermi led e codici QR. La parte esterna rispetterà il progetto originale firmato dagli architetti Luigi Vignali e Luigi Riguzzi nel 1967. La società guidata da Fabio Inzani si impegnerà per rendere l’Autostazione di Bologna un edificio altamente performante ed efficiente dal punto di vista energetico, sostenibile a 360° e a basso impatto ambientale. Gli interventi seguiranno i protocolli ambientali di riferimento (LEED e ITACA) per la creazione di uno Smart Green Building capace di annullare quasi totalmente il fabbisogno energetico che verrà quindi coperto da fonti rinnovabili. L’utilizzo di soluzioni passive intelligenti, la condivisione dei principi costruttivi e l’uso di tecnologie innovative consentiranno a Tecnicaer Engineering di perseguire un corretto modello di sostenibilità ambientale.

  • Mario Putin: con Serenissima Ristorazione piatti sani per prevenire le malattie cardiovascolari

    “La salute inizia da ciò che portiamo a tavola e dipende dalle scelte alimentari che facciamo”, sottolinea Serenissima Ristorazione in un articolo di approfondimento pubblicato sul sito ufficiale. Per il Gruppo guidato dal Presidente Mario Putin ciò significa scegliere con attenzione alimenti sani ed equilibrati, a beneficio dell’organismo.

     Serenissima ristorazione

    “Prendiamoci a cuore”, Serenissima Ristorazione festeggia San Valentino

    Con l’iniziativa “Prendiamoci a cuore”, in occasione della giornata di San Valentino, Serenissima Ristorazione ha condiviso alcune importanti raccomandazioni per favorire il benessere del cuore. È infatti ampiamente riconosciuta la correlazione tra ciò che mangiamo e la salute dell’organismo, come evidenziato più volte dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS): è possibile prevenire, ad esempio, un terzo delle malattie cardiovascolari e tumorali attraverso un regime alimentare corretto. In tale prospettiva di salute e benessere, il Gruppo presieduto da Mario Putin pone grande attenzione alla preparazione di piatti sani ed equilibrati che aiutano a prevenire le malattie di tipo cardiovascolare. Il Gruppo lo ha ricordato anche nella ricorrenza di San Valentino, proponendo ancor di più cibi sani, a basso contenuto di sale e preparati in modo semplice e naturale. “AlimenTiAmo il cuore”, specifica Serenissima Ristorazione, condividendo alcune preziose raccomandazioni sugli alimenti che aiutano maggiormente l’apparato cardiovascolare.

    Serenissima Ristorazione: cuore e alimentazione, quali sono i cibi più indicati?

    Come evidenziato da Serenissima Ristorazione, il pesce è tra gli alimenti che più fanno bene al cuore: gli acidi grassi Omega-3 agiscono sulla concentrazione dei grassi nel sangue e riducono i livelli di trigliceridi e colesterolo totale, a favore del colesterolo “buono” HDL. Inoltre, contribuiscono a mantenere livelli ottimali della pressione sanguigna. L’indicazione è mangiare pesce due o tre volte a settimana. Alla salute del cuore contribuiscono anche i cereali – soprattutto integrali, poiché ricchi di fibre che aiutano a ridurre il colesterolo “cattivo” – e i legumi, fonte importante di proteine, fibre e sali minerali, da mangiare due o tre volte a settimana. Verdura soprattutto a foglia verde (vitamina K), frutta fresca (vitamine e sali minerali) e frutta secca (Omega-3 e vitamina E) sono gli altri alimenti che non devono mancare a tavola. Anche il cioccolato fondente è concesso, con moderazione, perché ricco di flavonoidi, potenti antiossidanti che favoriscono l’elasticità dei vasi sanguigni. Cosa evitare invece? Sicuramente il sale per il suo effetto negativo sulla pressione arteriosa: presente anche in maniera “nascosta” in salumi, snack, cibi in scatola e dadi per il brodo, andrebbe sostituito con spezie ed erbe aromatiche per insaporire gli alimenti. Da limitare, inoltre, le carni rosse e gli alcolici. Infine, una riflessione su cosa affiancare all’alimentazione: per il benessere generale, conclude Serenissima Ristorazione, sono importanti uno stile di vita sano, un peso corporeo adeguato, fare attività fisica ed evitare il fumo.

  • Top Employer 2023, Iren: il Gruppo presieduto da Luca Dal Fabbro tra i migliori in ambito HR

    Secondo il Top Employers Institute, Iren è Top Employer Italia 2023. La multiutility presieduta da Luca Dal Fabbro riceve la certificazione per il sesto anno di seguito.

    Luca Dal Fabbro

    Luca Dal Fabbro: Iren tra le eccellenze italiane in ambito HR

    Per il sesto anno consecutivo Iren riceve la certificazione Top Employer Italia. La società multiservizi presieduta da Luca Dal Fabbro si riconferma dunque tra le eccellenze italiane in quanto a politiche e strategie adottate per il benessere dei dipendenti. Il Top Employers Institute, l’ente certificatore che dal 1991 si occupa di valutare e certificare le condizioni di lavoro all’interno delle aziende, prende in esame aspetti quali i benefit, i piani di carriera, la formazione e le politiche HR pensate per la crescita professionale e il benessere dei dipendenti. Le sei macroaree interessate dalla valutazione comprendono: people strategy, ambiente di lavoro, acquisizione di talenti, formazione, diversità, inclusione e benessere. Quest’anno, per la 15esima edizione italiana, sono state premiate 141 aziende.

    Luca Dal Fabbro: Iren si impegna da anni nello sviluppo e nella crescita delle persone

    Ottenere per il sesto anno di fila la certificazione Top Employer, che tra l’altro richiede l’adeguamento a standard estremamente elevati, non fa che testimoniare l’impegno profuso da Iren nello sviluppo e nella crescita delle persone del Gruppo. La società presieduta da Luca Dal Fabbro conta sette poli operativi sul territorio (Genova, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Torino, La Spezia e Vercelli), per un totale di circa 11mila dipendenti. Negli anni, la multiutility ha sostenuto diverse iniziative volte a favorire un ambiente di lavoro che promuovesse l’evoluzione, la salute e la sicurezza. Welfare aziendale, work-life balance, coinvolgimento di nuovi talenti, programmi sulla diversità e l’inclusione ne sono degli esempi. Stando al Piano Industriale decennale, Iren punta ad assumere, entro il 2030, circa 7.000 nuove unità costituite soprattutto da under 30, e a portare al 30% la percentuale delle manager donna.

  • CAP Advisory: la boutique indipendente di Corporate Finance

    CAP Advisory è specializzata in M&A e Restructuring. I servizi, le competenze e i punti di forza della boutique finanziaria con sede a Milano.

    CAP Advisory

    I servizi offerti da CAP Advisory

    Attraverso attività rivolte principalmente alle PMI ma anche a Banche, Assicurazioni, Istituzioni Finanziarie e Fondi di investimento, CAP Advisory offre diversi servizi: M&A (buy side e sell side) e reperimento di nuova finanza, operazioni di ristrutturazione dell’indebitamento finanziario e gestione dei rapporti con tutti gli stakeholder, operazioni di turnaround e successivo monitoraggio della gestione. Fondata a Milano dai partner Fabrizio Viola (Partner & Chairman), Fabio Cassi (Partner & CEO) e Matteo Pattavina (Partner), la boutique indipendente di Corporate Finance è nata da uno spin-off della Cassi e Associati. Cap Advisory, è specializzata in Restructuring e M&A e offre ai suoi clienti una consolidata esperienza in operazioni straordinarie sul debito e sull’equity.

    CAP Advisory, i punti di forza

    Con l’obiettivo di offrire ai propri clienti il massimo supporto durante tutte le differenti fasi delle operazioni, Cap Advisory fa affidamento su collaboratori con un adeguato livello di seniority e con il giusto background tecnico-settoriale. Il team di professionisti messo a disposizione può infatti vantare comprovate competenze industriali, finanziarie e strategiche multisettoriali e una vasta esperienza in operazioni di Corporate Finance. Tra i principali competitor del settore, Cap Advisory garantisce, grazie all’esperienza pregressa sviluppata anche in ambito imprenditoriale, un approccio “azienda-oriented” offrendo indicazioni di business oltre a quelle finanziarie. L’operato dei tre founder è guidato da passione, competenze, relazioni, riservatezza, nonché da un comprovato track record nel mondo del Banking & Finance.

  • Andrea Mascetti: adolescenti e benessere psicologico, il sostegno di Fondazione Cariplo

    34 progetti per il benessere psicologico di ragazzi e ragazze adolescenti per un valore di 5,2 milioni di euro: l’impegno di Fondazione Cariplo nelle parole di Andrea Mascetti e dei commissari varesini della Commissione Centrale di Beneficenza.

    Andrea Mascetti

    Andrea Mascetti: il benessere psicologico degli adolescenti, Fondazione Cariplo sostiene 34 progetti

    Il benessere psicologico dei minori, come ricorda Andrea Mascetti unitamente agli altri commissari varesini che operano nella Commissione Centrale di Beneficenza di Fondazione Cariplo, si conferma anche nel 2023 uno dei temi prioritari per l’ente. La pandemia d’altronde ha portato ad accrescere l’allarme per il malessere emotivo e psicologico espresso da bambini e ragazzi: ansia, depressione, aggressività, disturbi alimentari e del sonno, dipendenza digitale, ritiro sociale sono all’ordine del giorno sfociando, nei casi più gravi, in tentati suicidi e atti di autolesionismo. Le richieste d’aiuto che arrivano da scuole, famiglie, servizi sono in aumento: per questo Fondazione Cariplo ha proposto un nuovo bando e promosso 34 progetti sul proprio territorio di riferimento per un importo complessivo di 5,2 milioni di euro, oltre il doppio della dotazione iniziale di 2,5 milioni di euro. I progetti finanziati coinvolgono complessivamente 440 organizzazioni: sono circa 37mila i minori a beneficiarne secondo le stime e 7mila gli adulti tra genitori, insegnanti e operatori, in un’ampia gamma di azioni di diversa intensità, di gruppo o individuali, che vanno dalla sensibilizzazione alla cura. In particolare a Varese, sottolinea Andrea Mascetti, ne sono stati selezionati quattro attraverso cui “dare risposte concrete ai ragazzi, destinando risorse per oltre 560mila euro”.

    Andrea Mascetti: Fondazione Cariplo, l’importanza di promuovere servizi di ascolto e cura

    Andrea Mascetti, Coordinatore della commissione Arte e Cultura di Fondazione Cariplo, e gli altri commissari varesini attivi all’interno della Commissione Centrale di Beneficenza si sono espressi sull’iniziativa sottolineandone il valore. “Soprattutto a seguito della pandemia, pensiamo di dover aiutare i giovani che hanno pagato più di tutti lo scotto di un malessere emotivo e mentale conseguenza della pandemia”, hanno spiegato ponendo l’accento sull’attenzione che Fondazione Cariplo, in virtù della sua attività filantropica, continua a riservare anche a queste tematiche. Lo dicono gli ingenti investimenti nel sostenere i ragazzi in condizioni di fragilità e per promuovere servizi di ascolto e risposte di cura: un impegno riconosciuto anche nei territori in cui l’ente opera, come evidenzia Andrea Mascetti, che hanno positivamente accolto il bando. Il grande interesse riscosso è nei numeri: 144 le candidature ricevute alla scadenza che hanno coinvolto nel complesso 1.233 organizzazioni come partner di progetto o soggetti di rete e una richiesta di contributo che complessivamente superava i 20 milioni di euro. Enti di terzo settore, istituzioni scolastiche, servizi di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (NPIA) afferenti alle varie Aziende Socio Sanitarie Territoriali (ASST): la necessità di interventi in quest’ottica è evidente. Fondazione Cariplo prevede già un nuovo bando a inizio primavera, con un budget di 3,5 milioni di euro.

  • Pierroberto Folgiero: Fincantieri, nuovi progetti in USA nell’eolico offshore

    L’AD e DG Pierroberto Folgiero: “Con questo ordine Fincantieri ribadisce di essere prime mover nel settore delle navi a supporto dell’eolico offshore, che nei prossimi anni farà convergere ingenti investimenti”.

    Pierroberto Folgiero

    Pierroberto Folgiero: Fincantieri al lavoro su una nuova unità a supporto dei campi eolici USA

    È un ordine, come sottolineato dall’AD e DG Pierroberto Folgiero, attraverso cui “Fincantieri ribadisce di essere prime mover nel settore delle navi a supporto dell’eolico offshore”. È stata annunciata lo scorso 18 gennaio la firma di un contratto tra la controllata americana Fincantieri Marine Group e Crest Wind, joint venture tra Crowley ed Esvagt, per la progettazione e la costruzione di un Service Operation Vessel (Sov). La nave avrà una lunghezza di 88 metri: realizzata presso lo stabilimento di Bay Shipbuilding, entrerà in servizio nel 2026. L’unità servirà con un noleggio a lungo termine il Coastal Virginia Offshore Wind, parco eolico negli Stati Uniti di Dominion Energy: le unità Sov sono infatti utilizzate per il trasporto di tecnici addetti alla manutenzione e al monitoraggio del funzionamento delle turbine eoliche in mare. Quello dell’eolico offshore è un settore che “nei prossimi anni farà convergere ingenti investimenti”, ha commentato in merito l’AD e DG Pierroberto Folgiero.

    Sostenibilità, l’AD Pierroberto Folgiero: Fincantieri punta sull’eolico offshore

    Nel sottolineare il valore del progetto, l’AD e DG Pierroberto Folgiero ha parlato dell’impegno di Fincantieri a favore della sostenibilità: “Come abbiamo affermato nel piano industriale, la spinta verso la decarbonizzazione ci consentirà di rafforzare ulteriormente il posizionamento competitivo e il carattere distintivo del nostro modello, al contempo sviluppando le sinergie in tutto il core business per valorizzare le competenze del gruppo”. Non a caso l’unità per Crest Wind si aggiunge alle dieci in portafoglio di tipo Construction Service Operations Vessel (CSOV) o Sov e di due posacavi: come emerge anche dalle parole dell’AD Pierroberto Folgiero dunque Fincantieri, grazie al suo know-how e alla leadership nella costruzione di queste navi, punta a cogliere le opportunità derivanti dalla crescita della potenza installata a livello mondiale prevista nel 2030 e del fabbisogno addizionale di oltre 150 unità per l’installazione e manutenzione dei campi eolici.

  • Fabio Inzani: Tecnicaer Engineering, partner d’eccezione nella progettazione pubblica

    Realtà attiva in Italia dal 2004, Tecnicaer Engineering offre servizi di progettazione sanitaria, scolastica, carceraria e delle grandi opere pubbliche. Il profilo professionale del Presidente Fabio Inzani.

     Fabio Inzani

    Fabio Inzani, la nascita di Tecnicaer Engineering

    Nata nel 2004 ad Aosta dalla volontà di Fabio Inzani, ingegnere specializzato in progettazione ospedaliera, e del suo socio Stefano Bonfante, Tecnicaer Engineering offre servizi a 360° nel settore della progettazione sanitaria, scolastica, carceraria e delle grandi opere pubbliche. Una costante crescita ha consentito alla società di Ingegneria Integrata di aprire la prima sede nella città di Torino, seguita nel 2017 dall’apertura della sede di Milano. Con gli uffici di Bologna e Firenze, è oggi una delle principali società in Italia di progettazioni complesse che opera anche a livello internazionale: sono diversi i progetti in via di realizzazione in Francia, Romania e Algeria. La presenza di professionisti con comprovate esperienze e competenze multidisciplinari in costante aggiornamento e altamente tecnologiche fanno della società guidata da Fabio Inzani una realtà affidabile, in continua evoluzione e proiettata verso l’innovazione e la ricerca.

    Fabio Inzani: focus sul percorso professionale

    Da oltre 25 anni Ingegnere General Manager in ambito di edilizia ospedaliera, scolastica e carceraria, Fabio Inzani nasce a Rimini nel 1967 e nel 1994, dopo la laurea in Ingegneria Aeronautica presso il Politecnico di Torino, ottiene l’abilitazione alla libera professione. I suoi studi proseguono presso l’Università degli Studi di Bologna, in cui nel 1996 si specializza in “Progettazione e Gestione di Edifici Ospedalieri”, con iscrizione al Ministero della Sanità in qualità di tecnico abilitato. Dal 1999 ricopre per tre anni i ruoli di Ingegnere Capo, Responsabile Ufficio Tecnico, Coordinatore del Ciclo e Responsabile del Procedimento per l’Azienda Ospedaliera CTO-CRF Maria Adelaide di Torino. Insieme a Stefano Bonfante, cof-ondatore di Tecnicaer Engineering, Fabio Inzani guida e coordina un team di professionisti multidisciplinare e altamente qualificato nella progettazione di opere di interesse collettivo in cui l’innovazione, l’armonia con l’ambiente, l’inclusione e la dignità sociale restano il fulcro dell’attività.

  • Digitalizzazione, Gianni Vittorio Armani: in Iren investimenti per 600 milioni di euro

    In occasione del convegno “Utilities e digitalizzazione”, l’Amministratore Delegato di Iren Gianni Vittorio Armani ha spiegato la decisione della società di investire 600 milioni di euro in digitalizzazione.

    Gianni Vittorio Armani al convegno “Utilities e digitalizzazione”: Iren dedica 600 milioni ai servizi digitali

    Sarà la digitalizzazione a godere di una significativa fetta degli investimenti previsti nel Piano Industriale Iren2030, in cui la somma totale ammonta a 13 miliardi di euro. A raccontarlo è stato l’AD Gianni Vittorio Armani in occasione del convegno organizzato a Milano da Fondazione Utilitatis in collaborazione con Agici, Finanza d’Impresa, dal titolo “Utilities e digitalizzazione”. Iren investirà dunque 600 milioni di euro in digitalizzazione pura. Di questi, circa la metà sarà destinata ad attività customer oriented ed avrà come obiettivo quello di migliorare la qualità del servizio e il rapporto con i clienti.

    Gianni Vittorio Armani: Iren modello di riferimento nell’applicazione dell’Internet of Things

    Dai dati di raccolta differenziata registrati sui territori serviti da Iren (che in alcune aree dell’Emilia Romagna raggiunge picchi dell’86%), emerge come l’azienda sia divenuta un “modello di riferimento sul territorio nazionale per l’applicazione dell’Internet of Things nella quotidianità dei servizi”, ha raccontato Gianni Vittorio Armani. Di fatto, come ha spiegato l’AD di Iren, “la digitalizzazione nella filiera dei rifiuti permette un costante monitoraggio del servizio e dei conferimenti da parte degli utenti, elementi che consentono un utilizzo più intelligente delle attrezzature a vantaggio anche di una più equa tariffazione”.

  • Davide D’Arcangelo: il ruolo del Public Innovation Manager nella PA

    Davide D’Arcangelo – Co-Founder di Next4 e Vicepresidente di Impatta – approfondisce il tema legato ai cambiamenti e alle potenzialità delle nuove tecnologie anche nell’ambito della Pubblica Amministrazione. L’editoriale pubblicato su “Formiche”.

    Davide D'Arcangelo

    Davide D’Arcangelo: PA pronta ad affrontare sfide future grazie all’Innovation Manager

    La Pubblica Amministrazione italiana è oggi in grado di tornare a svolgere la funzione di acceleratore della crescita economica e sociale del nostro Paese? Ad approfondire il tema nel suo editoriale per “Formiche” è il co-fondatore di Next4 e Vicepresidente di Impatta Davide D’Arcangelo. L’utilizzo efficiente delle risorse europee messe a disposizione dal PNRR è di fatto un presupposto inderogabile affinché la PA possa incrementare la produttività del settore pubblico. Da qui nasce la necessità di introdurre il cosiddetto Innovation Management: il Public Innovation Manager rappresenta quel profilo capace di trasferire le novità e le potenzialità delle nuove tecnologie anche nell’ambito della Pubblica Amministrazione. Così facendo, le opportunità offerte dal PNRR consentirebbero di aprire le porte a un reale e prezioso cambiamento. Tale figura ha un ruolo fondamentale per far sì che gli enti pubblici, centrali e locali, siano pronti ad affrontare le sfide poste dall’innovazione, dalla transizione ecologica e dalla trasformazione digitale. “La ricerca continua di efficienza e d’innovazione, la semplicità e la speditezza dei servizi e delle relazioni dovranno però essere il fondamento della nuova politica italiana del futuro”, ha sottolineato Davide D’Arcangelo. Si tratta di un processo che necessita di competenze specifiche e che pertanto “non può avvenire per caso”.

    Davide D’Arcangelo: Public Innovation Manager, un abilitatore di cambiamento

    Definito da Davide D’Arcangelo come un vero e proprio abilitatore di cambiamento, il Public Innovation Manager avrà l’incarico di amministrare e guidare l’evoluzione della Pubblica Amministrazione nel post pandemia. “Sarà chiamato a svolgere il ruolo dello stratega: ricercatore di idee, esploratore dell’innovazione, responsabile Cip, sviluppatore organizzativo di progetti innovativi”. L’impatto del Covid-19 non ha fatto altro che esaltare l’importanza e il valore dell’innovazione e dello sviluppo tecnologico nella società attuale: da come gli Enti pubblici nazionali decideranno di gestire tale fenomeno, dipenderà la rinascita del Paese. La figura del Public Innovation Manager, le cui soft skills e una visione strategica garantiscono supporto a tale processo, potrà incoraggiare le Pubbliche Amministrazioni ad avere un pensiero e un comportamento rinnovato, accompagnando pertanto la transizione digitale. “Il PNRR – ha quindi concluso Davide D’Arcangeloè una grande occasione, le risorse vanno utilizzate in modo ottimale, perché l’obiettivo ultimo è creare valore pubblico”.

  • Dai rifiuti organici al compost: il nuovo progetto di Ares Ambiente

    La tutela dell’ambiente e l’amore per la terra rappresentano il filo conduttore che guida Ares Ambiente nella realizzazione di importanti progetti, tra questi la creazione del nuovo impianto di compostaggio.

    Ares Ambiente

    Ares Ambiente, il nuovo impianto di compostaggio

    Utilizzato come nutrimento naturale per le piante, oltre a estendere il ciclo di vita dei prodotti di scarto, rende più ricca la terra e limita l’utilizzo di concimi chimici: l’ammendante, o più comunemente chiamato “compost”, rappresenta uno strumento di economia circolare capace di dare vita a un vero e proprio circolo virtuoso. È in tale ottica che Ares Ambiente, realtà attiva nel recupero, trasporto e smaltimento di rifiuti, è impegnata nella realizzazione di un nuovo impianto di produzione di ammendanti per l’agricoltura da rifiuti organici e FORSU (Frazione Organica Rifiuti Solidi Urbani). Il riutilizzo dei rifiuti organici determina una serie di benefici. Se da un lato potenzia e migliora la raccolta differenziata e contribuisce a ridurre la quantità di rifiuti da smaltire, limitando di conseguenza l’utilizzo degli impianti di smaltimento finale, dall’altro diminuisce l’utilizzo di concimi chimici per fertilizzare i terreni.

    Gestione dei rifiuti, le politiche attive applicate da Ares Ambiente

    Attiva su tutto il territorio italiano dal 2008, anno in cui è stata fondata a Treviolo dal Founder Marco Domizio, Ares Ambiente rappresenta l’elemento di congiunzione tra i principali soggetti attivi nel settore della gestione dei rifiuti. L’azienda, iscritta presso l’Albo Nazionale Gestori Ambientali – Sezione Regionale della Lombardia, porta avanti attività aziendali garantite dalle certificazioni Qualità (UNI EN ISO 9001:2015), Ambiente (UNI EN ISO 14001:2015 e Regolamento Europeo EMAS), Sicurezza (UNI ISO 45001:2018) e Responsabilità Sociale (SA 8000:2014). Da sempre in prima linea nella corretta gestione dei rifiuti secondo i criteri di efficienza, economicità e trasparenza, Ares Ambiente attua politiche attive di recupero dei rifiuti capaci di supportare la salvaguardia dell’ambiente sostenendo di conseguenza la transizione ecologica.

  • Marco Nicola Domizio, l’idea di economia circolare in Ares Ambiente: un nuovo impianto di compostaggio

    Marco Domizio è il fondatore della società specializzata in intermediazione di rifiuti e gestione di impianti autorizzati Ares Ambiente, che ha recentemente avviato un nuovo progetto all’insegna dell’economia circolare.

    Marco Domizio

    Marco Nicola Domizio: un progetto dagli innumerevoli benefici

    I vantaggi di portare avanti un progetto come quello avviato da Marco Nicola Domizio e la sua azienda sono davvero molteplici. In primis ci sono i benefici derivanti dell’applicazione, in genere, dei concetti di economia circolare ad un’attività, come la riduzione della pressione sull’ambiente, l’ottimizzazione della disponibilità delle materie prime e l’impulso all’innovazione e alla crescita economica; poi quelli più strettamente legati alla creazione di un impianto di compostaggio che recupera i rifiuti organici e la FORSU (Frazione Organica Rifiuti Solidi Urbani). Oltre a potenziare la raccolta differenziata, l’impianto contribuirà a ridurre la quantità di rifiuti da smaltire, limiterà l’utilizzo degli impianti di smaltimento finale e ridurrà l’impiego di concimi chimici per l’agricoltura.

    Marco Domizio: il cantiere per l’impianto di compostaggio è già operativo

    È così che dall’amore per la terra e dall’attenzione per l’ambiente, la realtà fondata da Marco Domizio si è impegnata in un progetto le cui fondamenta poggiano sul concetto di economia circolare. I lavori per la realizzazione del nuovo impianto di produzione di ammendanti per l’agricoltura sono già in corso e proseguono a pieno ritmo. L’ammendante compostato misto che verrà prodotto per l’agricoltura non solo permetterà di estendere il ciclo di vita dei prodotti di scarto, ma servirà anche a rendere la terra più ricca. Il compost funge infatti da nutrimento naturale per le piante e va a sostituire i concimi chimici che, alla lunga, finiscono per inquinare il suolo e le falde acquifere. Il progetto sarà portato a termine impiegando le migliori tecnologie e mettendo in campo tutta la professionalità e la competenza con cui la società fondata da Marco Nicola Domizio si contraddistingue fin dalla sua nascita.