La Russia dà un taglio al dollaro, è sempre meno usato negli scambi

La Russia continua a grandi passi il suo percorso di de-dollarizzazione. In sostanza sta cercando di utilizzare (e quindi dipendere) sempre di meno il biglietto verde, per mettersi al riparo dalle sanzioni imposte dagli Stati Uniti, presenti e future, e di conseguenza togliere potere alla prima potenza mondiale.

L’addio progressivo della Russia al dollaro

russia e dollaroVa ricordato che a partire dal 2014, Mosca è finita sempre più nel mirino delle sanzioni decise dal Tesoro americano. Se finora questo percorso di progressivo abbandono del dollaro era stato guidato dalla sola banca centrale. La Bank Rossii infatti nel 2018 ha dimezzato le proprie riserve in dollari, portandole fino al 22%. Il posto della valuta statunitense è stato preso da yuan, euro o yen. E ovviamente anche dall’oro.

La svolta nel mercato petrolifero

Come detto però, lo scenario sta avendo una accelerata anche in altri ambiti, a cominciare da quello degli scambi commerciali petroliferi, tradizionalmente radicati all’uso della moneta statunitense. La Rosneft, che è una delle principali compagnie petrolifere al mondo e primo esportatore russo, ha infatti deciso di tagliare fuori il dollaro come valuta di riferimento in tutti i nuovi contratti di esportazione, per conferire questo ruolo di prestigio all’euro. Tanto il greggio quanto i derivati, prodotti petrolchimici, gas liquefatto, sono adesso scambiati in euro. E siccome i prezzi del petrolio sono fissati in dollari, la Rosnef ai propri clienti ha chiesto di far riferimento al tasso di cambio euro/dollaro del giorno precedente al pagamento.

La portata di questo cambiamento è enorme, giacché Rosneft (controllata dallo Stato) copre più del 40% del petrolio estratto in Russia. A livello di export parliamo di un colosso che esporta ogni anno circa 120 milioni di tonnellate, pari a 2,4 milioni di barili al giorno. Senza dimenticare le molteplici correlazioni valute-commodity con altri settori economici.

Governo e Banche russe

Va detto che parallelamente a questo percorso, se ne sta muovendo anche un altro, sempre in un’ottica di strategia breakout dal dollaro. Il Governo russo infatti sta incoraggiando le aziende ad accettare pagamenti in altre valute, mentre le banche russe si spostano sempre di pià verso sistemi di pagamenti alternativi. L’ultimo esempio riguarda le transazioni interbancarie tra Mosca e Teheran, che da ora utilizzare un sistema alternativo a Swift (cosa che accade già tra banche russe e cinesi).