Ha riscosso un meritato consenso di approvazione la mostra pittorica con protagonista Daniel Mannini e la sua visionarietà informale, intrisa di vivace dinamismo creativo, allestita nel rinomato contesto della Biblioteca di San Casciano, nei pressi di Firenze. Stante il successo ottenuto, la mostra è stata anche prorogata di un’altra settimana rispetto alle tempistiche pattuite all’inizio con la cadenza di finissage fissata per il 17 giugno, a dimostrazione dei riscontri positivamente ricevuti sia dai referenti interni della prestigiosa location sia dai frequentatori. A tal riguardo, la dottoressa Elena Gollini che ha supportato Mannini nella gestione e nella curatela del suo percorso artistico, ha voluto sottolineare: “Credo, che Daniel debba davvero essere molto fiero e orgoglioso del risultato e del traguardo simbolico conseguito con grande meritocrazia attraverso questa esposizione in forma di mostra personale. Il contesto della biblioteca così prestigioso è stato senza dubbio funzionale a dare ancora più risalto alla produzione designata e selezionata accuratamente da Daniel per essere di insieme ottimale nel configurare una panoramica esaustiva ed esauriente della sua vena di ispirazione e della sua dimensione di ricerca. Il tutto è stato certamente orchestrato al meglio e anche come definizione degli spazi adibiti alla collocazione dei vari quadri, sono stati seguiti criteri molto validi per offrire una sistemazione adatta e congeniale al tenore stilistico e alla narrazione scenica, sia facente capo alle singole opere sia considerato il complesso compositivo globale, come una sorta di coacervo armonioso e bilanciato di parafrasi e di palinsesti formali e sostanziali, sempre equilibrati in perfetta proporzione formale e contenutistica. Nell’aver scelto di collocare le opere testimonial di due importanti progetti artistici posizionati all’interno del suo sito web https://danielmanniniart.it senza dubbio Daniel ha centrato in pieno la mission espositiva a monte, convogliando anche delle speciali sinergie scenico-narrative corredate e accompagnate dagli appositi materiali di approfondimento. In tal modo, ha fornito ulteriori motivazioni coinvolgenti per conquistare da subito l’attenzione e la curiosità del nutrito pubblico frequentatore della struttura bibliotecaria”. Inoltre ha rimarcato ancora: “Ho trovato molto azzeccata anche la scelta del dipinto da lasciare in loco come omaggio simbolico di riconoscenza e di ringraziamento, destinata alla biblioteca, che nella sua accattivante contestualizzazione si intreccia perfettamente all’ambientazione di contorno e diventa il fulcro simbolo di questa esperienza così positiva e gratificante, che certamente Daniel porterà nel cuore e terrà come colonna portante del suo incalzante percorso evolutivo, sperando magari in un futuro prossimo di tornare a rinnovare la propria presenza espositiva in questa cornice ormai diventata così cara e familiare”.
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Si conclude con meritato successo la mostra personale di Daniel Mannini
Non poteva davvero augurarsi e sperare di ottenere esiti migliori per la sua mostra personale, il promettente e giovane pittore Daniel Mannini, che ha allestito una ricca e corposa produzione di opere presso la sede della Biblioteca di San Casciano in zona Firenze, riuscendo a realizzare e concretizzare un traguardo ad alto livello. Elogi e consensi di approvazione non si sono davvero fatti mancare, con giusto compiacimento da parte del talentuoso artista fiorentino, che ha raccolto da tutti riscontri di valutazione assolutamente soddisfacenti e commenti totalmente positivi. La dottoressa Elena Gollini, che sta supportando Daniel con una formula di curatela artistica personalizzata ed esclusiva, ha tenuto a esprimere a sua volta le proprie riflessioni in merito dichiarando: “Come dice il saggio proverbio antico sempre attuale e sempre valido, chi semina raccoglie e Daniel ha saputo seminare davvero molto bene attraverso l’organizzazione di questa sua personale, facendo leva sulle sue risorse virtuose e trovando un cliché espositivo idoneo e adeguato alla location, per fondersi e amalgamarsi in modo esemplare e ineccepibile. Insieme abbiamo concertato di scegliere un quadro da donare come gesto simbolico per omaggiare e rendere onore alla grande ospitalità dimostrata dai referenti della biblioteca, che gli hanno anche concesso di prorogare la mostra di una settimana in più rispetto agli accordi iniziali, per i quali doveva terminare ufficialmente il 17 giugno. Questa rinnovata disponibilità di prolungamento è stata ovviamente accolta da Daniel con piacevolissima e inaspettata sorpresa, trasmettendogli ancora più carica positiva verso questa esperienza così entusiasmante. Certamente questa mostra farà da traino anche per promuovere il nuovo sito web di Daniel https://danielmanniniart.it che raccoglie contenuti davvero interessanti ed eterogenei come impostazione”. E ancora, la dottoressa Gollini ha evidenziato: “Ho suggerito a Daniel di lasciare un quadro come omaggio di riconoscenza. La sua scelta selettiva è stata davvero impeccabile. Infatti il quadro dal titolo emblematico -Accoglienza- nella sua profusione di sferzante e prorompente esplosione ed effusione cromatica, racchiude al suo interno tutto lo slancio di ispirazione che guida l’atto pittorico e si rende metaforicamente portavoce di tutta quella travolgente passionalità, che sorregge l’apparato creativo di Daniel. La tendenza prevalente della tonalità di colore rosso acceso, marcato e deciso, lascia emergere proprio quella speciale red passion, che appartiene alla sua ricerca sperimentale. È un quadro dunque, che riassume in sé nella sua magica sintesi narrativa di radice astratto-informale, tutta quella commistione di pathos e di trasporto, che consentono a Daniel di incedere e procedere nel suo cammino a testa alta e di sentirsi consapevolmente artefice e fautore di un fare artistico, che coincide con la sua più intima e recondita ragion d’essere”.
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Daniel Mannini: il suo omaggio artistico alla filosofia esistenziale
Il pittore fiorentino Daniel Mannini è incline all’influenza della visione filosofica esistenziale e della filosofia esistenzialista e nella sua narrazione astratto-informale inserisce sempre elementi e componenti contenutistici, che fanno d’appiglio e d’aggancio insito e sotteso a messaggi e significati subliminali allineati e canalizzati a diffondere e condividere pensieri e riflessioni di intensa valenza. In occasione della storica manifestazione del Festival della Fotografia Europea a Reggio Emilia, che celebra ed esalta l’intero comparto delle arti visive nella loro eterogenea e multiforme dimensione, Mannini si rende protagonista di un progetto artistico altisonante, collocato in modo permanente sul suo sito web danielmanniniart.it nel quale la sua arte pittorica viene intrecciata a scritti appositi riguardanti concetti correlati all’esistenzialismo e alle dottrine e teorie di matrice esistenziale, fornendo anche degli stimoli di approccio ulteriori ai suoi fruitori-spettatori e contribuendo a generare un focus di interesse sostanziale ancora più ampio e dilatato. A tale proposito, è intervenuta la dottoressa Elena Gollini per spiegare la mission creativa alla base di questo progetto esclusivo: “Con Daniel stiamo procedendo in linea con una serie di argomentazioni e tematiche, che ben si sposano e si fondono con la sua sfera creativa di ispirazione e con il suo sentire interiore ed emozionale. Ecco, perché ho voluto strutturare questo collegamento mirato, in virtù anche dello svolgimento della prestigiosa manifestazione del Festival Internazionale a Reggio Emilia, che in questa edizione ha incentrato tutto quanto sull’importanza delle lectio magistralis e degli insegnamenti trasmessi e trasferiti tramite l’esistenzialismo e in particolare tramite quanto tramandato simbolicamente dal maestro Albert Camus nella sua genialità acuta e arguta, facendo richiamo alla sua celebre frase emblematica -Imparavo finalmente, nel cuore dell’inverno, che c’era in me un’invincibile estate- che rappresenta una citazione dagli sfaccettati accenti allusivi e metaforici, che si presta a chiavi di lettura interpretative profondamente toccanti”. Inoltre, la dottoressa Gollini ha proseguito affermando: “Proprio a fronte di questa armoniosa fusione tra la pittura di Daniel e la filosofia esistenziale ed esistenzialista, ho ritenuto di attribuire un riconoscimento ufficiale di merito, un attestato che premia la sua sensibilità spiccata nella ricerca di tessitura sostanziale di una certa pregnanza, che diventa un pilastro e una colonna imprescindibile nella sua evoluzione. Daniel ha saputo coniugare l’afflato creativo al trasporto emotivo, includendo nella sua sperimentazione artistica la trama intima e psicologica, che funge da anello di congiunzione con le dinamiche esistenziali, allargando il campo operativo d’azione e le prospettive di veduta sue proprie e ovviamente di riflesso anche del fruitore-spettatore”.
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Daniel Mannini: una pittura per celebrare l’esistenzialismo filosofico
Daniel Mannini è protagonista di un progetto artistico, che si trova collocato in modo permanente sul suo sito web danielmanniniart.it finalizzato a celebrare e omaggiare l’intero comparto della filosofia esistenziale e dell’esistenzialismo, attingendo in particolare da quanto dichiarato e proclamato dall’esimio maestro Albert Camus in una delle sue citazioni più famose “Imparavo finalmente, nel cuore dell’inverno, che c’era in me un’invincibile estate” che è stata presa come frase testimonial del Festival della Fotografia Europea a Reggio Emilia in rappresentanza del tripudio espressivo e comunicativo, di cui si rende portavoce per evidenziare tutto il mondo delle arti visive nella loro poliedrica ed eclettica portata. Sulla scia e in concomitanza con questa proiezione enfatizzata attraverso la prestigiosa manifestazione reggiana, Mannini ha voluto dedicare un circuito di sei opere che si sono intrecciate con scritti e pensieri riflessivi dedicati a quanto trasmesso dalle dottrine esistenzialiste, per comporre un formulario completo e compiuto da offrire a chi desidera approfondire in modo analitico e con la massima libertà recettiva e percettiva, quanto racchiuso all’interno di questo progetto. La dottoressa Elena Gollini ha espresso le sue valutazioni di sostegno dichiarando: “Ecco un progetto studiato a puntino e destinato a Daniel per dare enfasi al suo operato umano oltre che artistico. Essere pittori di talento in senso stretto e in senso lato, è importante altrettanto quanto dimostrare, che accanto e insieme alle risorse creative virtuose ci sono anche e in primis dei principi e delle meditazioni sul senso della vita, sul senso dell’essere e dell’esistere, che vanno di pari passo con quanto intrapreso nella ricerca pittorica e vengono inglobati e assorbiti in tale ricerca completandola e integrandola in modo compiuto. Su questo Daniel è assolutamente convinto e motivato. L’aspetto introspettivo-esistenziale e il tratto intrinseco-filosofico sono indispensabili e basilari nelle sue orchestrazioni compositive. Pertanto, ho deciso di premiare questa sua fervida e costante propensione con il conferimento simbolico di un attestato di merito, che costituisce un tassello di pregio del suo percorso di arte e di vita. In questo riconoscimento ho messo in rilievo l’apporto prezioso dell’essenza umana e la capacità innata di vedere con il cuore e pensare con l’anima, che appartiene al al DNA genetico creativo di Daniel e che lui tiene a custodire e incrementare”. E ancora, la dottoressa Golini ha sottolineato: “Un giovane artista come Daniel merita considerazione, non soltanto per l’impegno e la volontà di crescita a livello tecnico e di perizia strumentale, ma anche e soprattutto per ciò che diffonde e promuove, rendendosi sostenitore e fautore e scendendo in campo in prima persona e in prima linea a favore di un messaggio forte: nell’arte, in qualunque sua dinamica e manifestazione, la visione esistenziale è inderogabile e essenziale. Altrimenti, tutto si riduce a uno sterile e statico esercizio estetico e formale e perde quella magia e quella allure accattivante e ammaliante”.
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Daniel Mannini: mostra personale nella Biblioteca di San Casciano
“Alla luce del percorso artistico del giovane pittore fiorentino Daniel Mannini si può senza dubbio affermare, che questa mostra è un punto di arrivo e un traguardo rilevante e che diventa un ulteriore stimolo per proseguire con forza, energia, intraprendenza, tenacia, determinazione, caparbia, le sue evoluzioni avvaloranti e comprovanti”. La Dott.ssa Elena Gollini esprime il suo positivo commento di sostegno a favore dell’esposizione pittorica di Mannini in stile personale, allestita nello storico contesto istituzionale della Biblioteca Comunale di San Casciano in Val di Pesa, alle porte della “sua” amata Firenze (via Roma 37 – via Lucardesi 10 – 50026 San Casciano in Val di Pesa). L’esposizione, visitabile con ingresso libero negli orari di apertura della Biblioteca, è prevista dal 20 maggio al 17 giugno 2022 e prevede un corposo circuito di opere, scelte e selezionate seguendo una pianificazione ben studiata e ben ponderata a monte. Infatti, Manini ha deciso di mostrare in loco i quadri, che appartengono a due prestigiosi progetti artistici esclusivi e personalizzati, che fanno parte anche del corollario di contenuti del suo sito web danielmanniniart.it e che evidenziano in toto le credenziali qualificanti del lavoro creativo, che sta portando avanti con appassionata propensione e autentica ispirazione, sorretto e supportato dall’intento di darsi sempre nuovi traguardi da perseguire con resa e risultato ottimali. La Dott.ssa Gollini ha così proseguito: “Presso questa prestigiosa location, Daniel propone in mostra i progetti artistici da me curati. Uno riguarda un virtuale itinerario storico-artistico-culturale dislocato proprio lungo le strade, le vie e le piazze di Firenze, fornendo una simbolica mappatura molto esaustiva e approfondita, alla quale ha accostato 12 opere rappresentative del suo omaggio celebrativo a questa città unica e straordinaria nella grande e maestosa tradizione passata sempre attuale e intramontabile. L’altro, invece, riguarda la vita e la filosofia di pensiero dell’esimio Niccolò Machiavelli, che è uno dei cosiddetti “mostri sacri” della grande filosofia universale e che da buon fiorentino DOC ha lasciato un patrimonio prezioso di insegnamenti, che sono vere e proprie perle di saggezza lungimirante. All’illustre Machiavelli, Daniel ha dedicato 6 opere, che fanno da cornice agli scritti rivolti verso questa figura emblematica di modello senza tempo”.
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Daniel Mannini: nuovo progetto artistico dedicato all’illustre pensatore Niccolò Machiavelli
Daniel Mannini, artista emergente di spiccata capacità elettiva, ha messo in cantiere un nuovo importante progetto artistico, che vede protagonista l’eccellente filosofo Niccolò Machiavelli con le sue preziose lezioni dottrinali e le sue teorie di ricercata pregnanza, che lo hanno consacrato nella filosofia universale come esponente e rappresentante di elevata caratura e forte portata. Nel nuovo progetto collocato in modo permanente all’interno del sito web di Mannini www.danielmanniniart.it ci sono sei opere pittoriche, che fanno da spartiacque simbolico agli scritti tematici riguardanti il sommo maestro pensatore di epoca rinascimentale-medicea e in calce si trova anche un’intervista, dove vengono espressi pensieri di valutazione molto centrati e incisivi, che lasciano emergere una sincera considerazione di apprezzamento verso questo cosiddetto “mostro sacro” della grande storia della filosofia. La curatela ideativa e progettuale è stata svolta dalla dottoressa Elena Gollini, che sta supportando il giovane talento fiorentino nel suo dinamico sviluppo di ricerca artistica e ha così commentato: “Machiavelli è senza dubbio una figura chiave, nevralgica ed estremamente pregevole a livello di insegnamenti perpetrati nel tempo. Da qui, l’idea subito condivisa da Daniel, di creare un progetto ad intreccio tra la sua arte pittorica e le ravvedute concezioni filosofiche del virtuoso pensatore, fiorentino DOC e DOP come lui e altrettanto dinamico nella visionarietà esistenziale e nelle prospettive evolutive. Siamo così andati a pianificare questo importante fulcro di coesione e di connessione, che pone la produzione artistica di Daniel al centro di un circuito compositivo sfaccettato, elaborato in modo preciso e puntuale, ma altrettanto fluido e scorrevole, facilmente consultabile e facilmente accessibile anche da parte di chi non è avvezzo alla materia filosofica in senso lato e in senso stretto”. E ancora, la dottoressa Gollini ha rimarcato: “Anche questo progetto diventa un tassello prestigioso nel curriculum di Daniel e lo rende artista di contenuto e di sostanza, ben oltre il discorso strettamente correlato all’aspetto estetico e visivo. Daniel e Machiavelli oltre alla provenienza territoriale, sono accomunati dallo spirito vitale in continua e costante divenire, dal desiderio di emergere per meriti reali ed effettivi senza compromessi e senza ambiguità e da quella forma guizzante di ingegno, che in Daniel si traduce in estro pittorico e in Machiavelli in estro filosofico. Ritengo, che sia molto utile fare questo genere di incontri sinergici virtuali, poiché seppur a distanza di tanti secoli, l’attaccamento viscerale verso Firenze è un collante potente, unitamente a quella personalità volitiva e a quella capacità di intraprendenza e determinazione, che per entrambi è un motore trainante di quanto costituisce il loro speciale ‘centro di gravità permanente’ citando l’indimenticabile maestro filosofo dei nostri tempi Franco Battiato”.
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Daniel Mannini celebra il grande filosofo Niccolò Machiavelli con un progetto artistico di pregio
Daniel Mannini talentuoso pittore dalla versatile vena ispiratrice, ha dedicato un progetto artistico esclusivo all’illustre filosofo Niccolò Machiavelli, una presenza altisonante nella storia culturale italiana, che ha rappresentato e rappresenta ancora oggi con le sue teorie e dottrine un punto cardine di riferimento per i moderni pensatori contemporanei, lasciando in simbolica eredità un patrimonio di riflessioni e idee davvero illuminate e lungimiranti per l’epoca in cui ha vissuto e operato, ovvero il periodo rinascimentale mediceo. Al riguardo, la Dott.ssa Elena Gollini, curatrice del progetto artistico ideato ad honorem per celebrare questo nome così di spicco e di spessore ha spiegato: “Ho proposto questo progetto artistico a Daniel sicura della sua piena e totale approvazione e del suo entusiasmo propositivo. Da buon fiorentino ovviamente Daniel vuole dare il giusto e meritato risalto anche a quelle presenze, che hanno reso Firenze unica e speciale, che hanno amato e fatto del bene a Firenze e ai suoi abitanti e hanno cercato di essere sempre sulla retta via con assoluta onestà morale e intellettuale. Certamente, Machiavelli è stato un uomo-pensatore acuto e arguto di ampie vedute, che ha amato in modo viscerale la sua città e ha sempre voluto difendere e trasmettere teoremi filosofici a favore del destino e delle sorti di Firenze, nonostante le tante avversità e le fasi molto difficili, che la città ha subito e affrontato durante gli anni in cui lui è stato attivo e operativo”. Inoltre, la Dott.ssa Gollini ha proseguito nell’argomentazione sottolineando: “Daniel ha scelto sei opere, che fungono da omaggio speciale al grande Machiavelli e che diventano delle trame e delle tessiture di legame-unione con questo personaggio esimio, accomunati dalla devozione e dalla dedizione verso il sapere e la cultura, nonché dall’appassionato slancio di proiezione verso la città nativa, che li rende praticamente stretti da un metaforico legame di fratellanza, dove il tempo e lo spazio si cancellano e il divario cronologico si annulla e viene a decadere, generando un virtuale incontro di sodalizio. Daniel ha voluto anche lasciare un segno ulteriore di stima e ammirazione verso Machiavelli attraverso la stesura di un’apposita intervista, che diventa un’ulteriore strumento per esprimere e manifestare il suo contatto di vicinanza, come una sorta di grata riconoscenza e di compiacimento. Dunque, questo progetto nella sua articolata sequenzialità acquista un valore aggiunto, producendo una relazione e un rapporto tra passato e presente, tra antico filosofo-pensatore e giovane creativo-pittore, all’insegna del fluire dell’energia positiva universale. Il progetto artistico è denominato -La mia arte sulla scia del pensiero filosofico dell’illustre Niccolò Machiavelli- ed è collocato all’interno del nuovo sito web di Daniel www.danielmanniniart.it come nuova pietra miliare del suo stimolante percorso”.
SCARICA IL PROGETTO: https://danielmanniniart.it/progetti
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Daniel Mannini: un progetto artistico dedicato alla sua amata Firenze
L’artista fiorentino Daniel Mannini ha di recente pubblicato sul web il suo nuovo sito personale http://danielmanniniart.it/, dove è protagonista a tutto tondo la sua frizzante e guizzante creatività pittorica di impronta informale e non convenzionale. Il sito web è stato strutturato e articolato anche per accogliere al suo interno un circuito apposito di progetti artistici pensati ad hoc per Mannini dalla sua curatrice la Dott.ssa Elena Gollini, in modo da creare una stimolante carrellata di grande impatto, che da subito incuriosisce il fruitore e ne cattura l’interesse ad approfondire e a soffermarsi all’interno dell’apparato e della piattaforma. Il primo di questi importanti progetti artistici personalizzati vede in primo piano la sua amata Firenze, città speciale e unica nel suo genere, che offre numerosi spunti, rimandi e richiami a livello storico, artistico e culturale, accostabili simbolicamente alla moderna pittura di Mannini per innescare un intenso flusso comunicativo di collante e produrre un legame forte e potente. Al riguardo la Dott.ssa Gollini ha spiegato: “Insieme a Daniel stiamo facendo una seria programmazione sistematica per integrare e completare il suo nuovo sito web e renderlo molto esaustivo e accattivante, suggerendo all’internauta-visitatore più chiavi di lettura interpretativa e un discorso narrativo originale e sui generis, che vada oltre il marginale e superficiale approccio standard sommario e ordinario. Abbiamo così deciso di intraprendere questo avvincente ‘viaggio’ stile tour virtuale, che si snoda e si dipana per le strade e le vie di Firenze, delineando 12 itinerari principali di riferimento a cui fanno capo 12 opere che ne rappresentano il cosiddetto fulcro nevralgico di collegamento e di connessione, proprio come se Daniel avesse designato questi spazi di crocevia e questi itinerari per allestire una sua mostra espositiva vera e propria. Le 12 opere sono state scelte tra quelle più significative, considerate da Daniel come pilastri cardine del suo percorso di poetica espressiva. Le 12 tappe fanno da ponte di trait d’union con una descrizione e una narrazione, che intavola importanti ricordi di portata nazionale e internazionale, che costituiscono la base di fondamento dell’intera storia di Firenze e ovviamente influenzano in modo più o meno diretto anche quella attuale e presente dei giorni nostri. Un progetto dunque, che vuole unire in perfetta e armoniosa alchimia presente e passato, attraverso la sinergia, che congiunge la pittura di Daniel alla sua straordinaria città. Firenze è senza dubbio un contesto di pregio e di prestigio indiscusso e Daniel, orgoglioso e fiero della sua appartenenza, vuole anche rendere omaggio celebrativo tramite questo progetto artistico, dimostrando tutto il suo appassionato, profondo e radicato senso di attaccamento”.
SCARICA IL PROGETTO “LA MIA ARTE A FIRENZE” DI DANIEL MANNINI
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Daniel Mannini: la sua pittura come omaggio speciale a Firenze
L’artista Daniel Mannini ha dedicato simbolicamente 12 delle sue creazioni pittoriche per rendere un cosiddetto omaggio ad honorem alla sua città adorata, l’incantevole e suggestiva Firenze. Il suo omaggio speciale è inserito all’interno di un originale progetto artistico presente nel suo sito web danielmanniniart.it, che vede l’accostamento dei 12 dipinti di Mannini ad altrettanti itinerari, che si snodano e si dipanano per le strade, le vie e le piazze di Firenze, formando un intrigante e affascinante mosaico di viaggio, con tanti tasselli che lo compongono e che rivestono una notevole rilevanza dal punto di vista storico, artistico e culturale. La Dott.ssa Elena Gollini, curatrice di questo progetto studiato ad personam, ha così commentato: “Firenze ha una sua bellezza intrinseca assolutamente peculiare. Nella sua magnificenza di esclusività e unicità inconfondibile è sempre stata in primo piano a livello nazionale e internazionale e nel tempo ha conservato e custodito integro e intatto tutto il suo ammaliante splendore fino ai giorni nostri. Daniel ha voluto accostare 12 opere a 12 tappe simbolo per raccontare e descrivere la sua Firenze a suo modo, unendo insieme la sua formula pittorica di moderna ispirazione e impostazione a quelli che sono gli incommensurabili patrimoni storico-artistico-culturali lasciati in eredità dal glorioso passato. Il progetto consente di fare una sorta di viaggio a ritroso e di conoscere e approfondire notizie e informazioni salienti, che fanno da motore trainante per l’internauta-fruitore. Ogni tappa itinerante è quindi indicata da una corrispondente opera di Daniel, che funge da tassello di interconnessione e di interazione. Daniel ha voluto ripercorrere tramite la sua arte quanto è accaduto a Firenze e non soltanto, per ricordare come niente si cancella e niente si annulla e tanto meno va dimenticato. Tutti noi siamo frutto germogliato di un passato che ci appartiene e che emerge e affiora sempre e comunque, influendo su quanto viviamo in epoca attuale e contemporanea. Le sue 12 opere sono pertanto come dei virtuali ‘stargate’ degli apriporta, che congiungono insieme in modo inscindibile il passato con il presente, la tradizione con l’innovazione. L’arte nella sua grandiosa potenzialità di risorse comunicative è da sempre capace di rompere e di infrangere ogni barriera divisoria, di superare e di oltrepassare ogni ostacolo di separazione per rendersi portavoce di un messaggio di coesione unificante. Daniel con questo progetto diventa a sua volta portavoce e testimone attivo di tale messaggio, che assume e acquista anche una pregevole connotazione sociale e collettiva”.
SCARICA IL PROGETTO “LA MIA ARTE A FIRENZE” DI DANIEL MANNINI:
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LUISE STRABILIANTE ANCHE AL DUE VALLI HISTORIC
Il pilota adriese, al volante della Fiat Ritmo 130 gruppo A, è autore di una prestazione maiuscola: decimo assoluto e primo di classe nell’ultimo round del CIRAS.
Adria (Ro), 17 Ottobre 2016 – Luise c’è! Archiviato il riscatto contro la dea bendata, siglato con un’inarrestabile cavalcata nel recente Rally dell’Isola d’Elba, l’adriese è di nuovo protagonista di primo piano nel Campionato Italiano Rally Auto Storiche.
Al Rally Due Valli Historic, reso molto insidioso dalle avverse condizioni meteo, il portacolori della scuderia PR Group ha fatto ricorso a tutta la sua esperienza per mettere in campo una prestazione stellare: decimo assoluto, primo tra le vetture di 2.000 c.c., primo di classe J1 A/2.000 e quinto nel 4° Raggruppamento alla guida della Fiat Ritmo 130 gruppo A, in coppia con la moglie Melissa Ferro.“Siamo scesi qui a Verona consapevoli del nostro potenziale, visto il risultato dell’Elba” – racconta Luise – “e siamo al settimo cielo per aver ottenuto anche qui al Due Valli un risultato così prestigioso. Questa vittoria gratifica e consolida ulteriormente il lavoro che stiamo svolgendo assieme a Luca Vigna e ad altri amici. Abbiamo passato notti intere, me compreso, per mettere assieme la Ritmo e ottenere questi successi è il modo migliore per ripagare tutte quelle ore di sonno perso. Sono anche molto contento del rendimento della mia navigatrice perchè, con poca esperienza, migliora sensibilmente gara dopo gara e molto merito in questi risultati è anche suo.”
L’ultimo atto del CIRAS 2016 si apre nel nubifragio della “Torricelle” con un Luise che parte, a sua detta, abbottonato staccando il dodicesimo tempo assoluto, già primo di classe, e quinto di 4° Raggruppamento.
L’indomani si apre la gara vera e propria ed il pilota polesano agguanta la top ten sin dal primo impegno di giornata, quello di “Roncà”.
A metà tappa la lotta di classe è già una questione chiusa con la Soave, seconda, lontanissima.
La prima frazione di gara si conclude con un Luise particolarmente in palla, nonostante le insidie del percorso reso ostico dalla pioggia del giorno precedente e dal passaggio dei concorrenti del rally moderno, che stacca tempi costantemente all’interno della top ten assoluta.
La Domenica, ultima tappa in programma con tre prove speciali, esce il sole ma il tema principale non cambia: l’adriese è nono assoluto sulla speciale di “San Francesco” mentre sulla successiva “Erbezzo” si rende autore di una divagazione, per fortuna innocua, in un prato.
Nonostante questo fuori programma, grazie anche ad un nuovo nono tempo sull’ultimo crono, Luise e Ferro possono avviarsi verso l’incantevole cornice di Piazza Bra, nel salotto buono di Verona, per dare inizio ai meritati festeggiamenti.“È stato troppo bello” – sottolinea Luise – “vedere all’inizio della seconda tappa la nostra piccola Ritmo in mezzo ai Porsche e alle 037. Ricordo con piacere il commento del navigatore di Bertinotti che è venuto a farci i complimenti dicendoci che siamo bravi ad andare così forte con un carretto come questo, avendolo guidato personalmente, quindi conoscendone tutti i limiti.”
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LUISE AL DUE VALLI HISTORIC PENSANDO AL 2017
Archiviato il bel successo sull’Isola d’Elba il driver adriese si presenta, a bordo della Fiat Ritmo 130 gruppo A, al via dell’ultimo atto del Campionato Italiano Rally Auto Storiche.
Adria (Ro), 11 Ottobre 2016 – L’appetito vien mangiando, come si suol dire, e dopo essere uscito da un lungo e buio tunnel, denso di sfortuna, con la splendida cavalcata al Rally dell’Isola d’Elba, Matteo Luise ha deciso di presentarsi ai nastri di partenza dell’ultimo round del Campionato Italiano Rally Auto Storiche.
Questo fine settimana, in quel di Verona, andrà in scena infatti l’undicesima edizione del Rally Due Valli Historic, atto conclusivo che calerà il sipario sulla massima serie tricolore dedicata alle auto storiche.
Il terzo posto assoluto nel 4° Raggruppamento, nonché la vittoria in classe E3, conquistate sull’Isola d’Elba ha riacceso le ambizioni del pilota polesano che, in gara per i colori di PR Group, condividerà l’abitacolo della Fiat Ritmo 130 gruppo A, come di consueto, con la moglie Melissa Ferro.
“La vittoria dell’Elba ci voleva proprio” – racconta Luise – “perchè, di fatto, da quando la Ritmo ha messo le ruote in strada non siamo mai riusciti, per un motivo o per l’altro, a salire sulla pedana di arrivo. È indubbio che il risultato ottenuto in un palcoscenico così prestigioso ci ha ridato quella fiducia e quella voglia di competere che una lunga serie di ritiri ci aveva in parte tolto. Abbiamo quindi deciso di scendere in campo nell’ultimo appuntamento del CIRAS, in quanto massima espressione a livello nazionale per le auto storiche, con l’obiettivo di continuare sul trend positivo dell’ultima trasferta.”
Il Rally Due Valli Historic, targato 2016, si aprirà alla luce delle fanalerie supplementari il prossimo Venerdì con la prova speciale di “Torricelle” (km 2,62) ma la vera lotta si accenderà solamente nelle tappe a seguire.
Si ripartirà Sabato con sei tratti cronometrati da percorrere: “Roncà” (km 10,98), “Cà del Diaolo” (km 18,24) e “Santissimia Trinità” (km 10,75) le quali saranno ripetute due volte.
Solamente tre le speciali previste per la seconda frazione di gara con i due passaggi sulla “San Francesco” (km 19,46) e l’unica tornata sulla “Erbezzo” (km 20,37).
Per Luise, già conoscitore di queste strade avendole affrontate in più di una occasione nel recente passato, l’essere al Due Valli Historic non è frutto del caso quanto di un possibile programma che lo potrebbe vedere al via della serie tricolore nella prossima stagione.
“Dopo lo stop del Campagnolo” – sottolinea Luise – “e la vittoria dell’Elba ci siamo resi conto che avremmo potuto lottare per il titolo italiano. Stiamo quindi valutando l’ipotesi di mettere in piedi un programma di quattro, cinque eventi nel Campionato Italiano Auto Storiche 2017 con l’obiettivo di puntare allo scudetto. Prima di concentrarci sul prossimo anno vogliamo ben figurare qui a Verona. Abbiamo già visto queste strade in vari eventi moderni ai quali abbiamo partecipato un po’ di anni fa pertanto conosciamo abbastanza bene la tipologia di fondo che queste zone offre. Ora resta soltanto a noi esprimerci al massimo delle nostre capacità.”
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LA DEA BENDATA VINCE: LUISE FERMO PRIMA DEL VIA
Nella scorsa notte il pilota adriese è stato colpito da una periartrite acuta che lo costringerà a saltare il prossimo Rally Dolomiti Historic.
Adria (Ro), 08 Giugno 2016 – La sfortuna continua ad accanirsi contro Matteo Luise che, in questa occasione, non riuscirà nemmeno a presentarsi al via del prossimo Rally Dolomiti Historic, al quale era regolarmente iscritto, previsto per questo weekend.
Durante la scorsa notte il pilota di Adria è stato colpito da una periartrite acuta che, di fatto, gli ha bloccato completamente il movimento del braccio sinistro.
La prognosi è di almeno una settimana di riposo assoluto pertanto il polesano ha dovuto dare forfait ritirando la propria iscrizione all’evento organizzato da Dolomiti Motors.“Ci mancava pure questa” – racconta Luise – “in quanto la vettura era già stata rialzata ed era pronta ma questa volta a non essere pronto sono io. Nella notte il dolore che mi portavo dietro da un po’ di tempo si è acutizzato al punto di bloccarmi completamente il movimento del braccio sinistro. Purtroppo al pronto soccorso l’ortopedico mi ha detto che dovrò stare a riposo assoluto almeno per una settimana e poi si vedrà. Ci tenevamo davvero molto ad essere presenti al Dolomiti ma purtroppo ci dobbiamo arrendere ancor prima del via. La dea bendata ha vinto un’altra battaglia ma la guerra la vinceremo noi”.
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LUISE NON SI ARRENDE, AL DOLOMITI CI RIPROVA
Il pilota adriese, archiviato l’ennesimo sfortunato epilogo nel recente Campagnolo, si prepara ad un nuovo duello contro la dea bendata a Cortina d’Ampezzo.
Adria (Ro), 06 Giugno 2016 – Uno score pesantemente contraddistinto dal segno meno, fatto di quattro ritiri forzati in altrettante uscite al volante della Fiat Ritmo 130 gruppo A, avrebbe spento la determinazione anche nei piloti più tenaci ma Matteo Luise non lascia il banco e dopo l’ennesimo boccone amaro digerito al Campagnolo, concluso con lo stop causa cedimento del cambio mentre era in testa, si prepara a rilanciare in vista dell’imminente Rally Dolomiti Historic, in programma per il prossimo fine settimana.
Un avvicinamento all’evento valido per il Fia Central European Zone e per il Campionato Triveneto, dedicato alle auto storiche, che riporta al pilota di Adria il gusto dolce di un felice passato che lo ha visto siglare nel 2015 la seconda vittoria assoluta in carriera, dopo quella centrata sulle strade amiche del Polesine, alla guida dell’Audi Quattro gruppo B del team Balletti Motorsport.“Stiamo attraversando il periodo più sfortunato dell’intera mia carriera agonistica” – racconta Luise – “in quanto non ho mai infilato una serie così costante di ritiri dovuti a guasti meccanici andando ad escludere il Piancavallo del 2014. Lo scorso anno qui fummo protagonisti di una splendida lotta con Baggio e con Basso che ci vide ottenere la seconda vittoria assoluta, dopo quella di Adria, al volante del panzer dei fratelli Balletti. Purtroppo quest’anno non saremo della partita con una vettura da assoluta ma cercheremo di vincere, in primis, il nostro scontro diretto con la dea bendata ancor prima di guardare al risultato cronometrico puro. Siamo demoralizzati perchè anche al Campagnolo eravamo in ottima posizione prima che un particolare del cambio ci costringesse al ritiro. Adesso possiamo dire di aver sostituito tutto quel che si poteva pertanto vogliamo a tutti i costi arrivare in fondo”.
Il Rally Dolomiti Historic cambia totalmente veste per l’edizione 2016, a partire dal centro nevralgico che si trasferisce da Agordo alla splendida cornice di Cortina d’Ampezzo, e si presenta con un percorso di gara totalmente rinnovato con il gradito ritorno della prova speciale sul Passo Giau che ha visto cimentarvisi poco tempo fa anche i protagonisti del Giro d’Italia.
Un format di gara inedito per l’organizzazione curata da Dolomiti Motors, con Stefano De Mattia in cabina di regia, suddiviso in due sezioni: la prima da affrontare il Sabato nel tardo pomeriggio con quattro tratti cronometrati, tra cui anche il Passo Giau, ed altrettanti pronti ad attendere i concorrenti la Domenica mattina.
Per Luise, affiancato come di consueto dalla moglie Melissa Ferro ed iscritto in gara per i colori di PR Group, si prospetta un weekend nel quale i ricordi, felici per il successo 2015 e meno gioiosi per la sfortuna che lo perseguita, si alterneranno in un mix dal quale il polesano conta di uscire vincente.“Vogliamo con tutto il cuore arrivare” – sottolinea Luise – “e questo sarà il solo ed unico obiettivo che ci possiamo porre per questa nostra partecipazione al Rally Dolomiti Historic”.
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LUISE AL CAMPAGNOLO, UN TUNNEL SENZA FINE
Il pilota di Adria chiude un altro evento senza vedere la pedana di arrivo. Questa volta a tradirlo, sulla quinta speciale mentre era decimo assoluto e primo di classe, il cambio.
Adria (Ro), 31 Maggio 2016 – Il periodo nero di Matteo Luise sembra non conoscere sosta ed anche in questa occasione, al 12° Rally Storico Campagnolo, la dea bendata ha ben pensato di mettergli i bastoni tra le ruote mentre comandava ampiamente, con un vantaggio di oltre un minuto, la classifica di classe fino a 2.000 cc nel 4° raggruppamento alla guida della rivitalizzata Fiat Ritmo 130 gruppo A griffata PR Group.
Le danze si aprono, come di consueto, con l’aperitivo serale della Torreselle dove Luise, in coppia con la moglie Melissa Ferro, stacca il miglior tempo in classe nonché sesto di raggruppamento mantenendo comunque un passo molto accorto.“Siamo partiti abbottonati perchè era da un po’ di tempo che non salivamo in macchina” – racconta Luise all’entrata del riordino notturno – “e quindi dobbiamo riprendere un attimo gli automatismi. La prova era molto scivolosa pertanto non abbiamo voluto rischiare più del dovuto anche perchè con le gomme che siamo costretti a montare non possiamo spingere al massimo, specialmente in percorrenza di curva. Abbiamo qualche problemino di freni. La gara vera è domani e sarà molto lunga. Per ora va bene così”.
La giornata seguente, dell’appuntamento valido per il Campionato Italiano Auto Storiche, vede un sole splendente e temperature decisamente estive stazionare sul percorso di gara pronto ad accogliere i concorrenti.
Luise parte con il coltello tra i denti ed in classe fa terra bruciata dietro di se: a Gambugliano rifila 29”7, a Santa Caterina 23”2 e sul Passo Xomo 12”3 ad un Simontacchi che, a circa metà gara, accusa già un passivo di oltre un minuto.
Anche nella classifica di 4° raggruppamento il driver polesano brilla andando a conquistare un quarto posto provvisorio alle spalle di nomi quali Guagliardo (Porsche 911 gruppo B), “Lucky” e Negri (entrambe su Lancia Delta Integrale gruppo A).
Il tutto si traduce nell’entrata all’interno della top ten assoluta, con la possibilità di migliorare ulteriormente il proprio score in vista della seconda metà di gara.
Dopo il riordino di San Antonio ci si appresta ad affrontare la speciale di Recoaro 1.000, dove il pilota adriese brillò nella passata edizione, ma, a pochi chilometri dallo start, cede sulla trazione anteriore torinese un particolare del cambio che ferma definitivamente la corsa del pilota adriese.“Non sappiamo più a che santo votarci” – sottolinea Luise – “perchè, nonostante i problemi con le gomme, stavamo mantenendo un buon passo, con ampio margine, ed il risultato ci stava confortando molto. Primi di classe abbondantemente, ai piedi del podio di raggruppamento e decimi assoluti era un risultato da incorniciare e che ci avrebbe fatto aprire nel migliore dei modi la stagione. Purtroppo invece dobbiamo masticare l’ennesimo boccone amaro e speriamo che questa volta sia davvero l’ultimo”.
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Bianca: una pagina di vita del ponente seicentesco.
C’è tanta indagine storica tra le pagine di questo libro che, partendo da una lettera datata 1610, inclusa in una filza notarile all’Archivio di Stato, ricostruisce la storia di una donna e di un’intera comunità.
Bianca è una suora, forse monacata a forza (come tante lo furono in quegli anni) cui la vita del chiostro sta stretta, e si lega con particolare amicizia a Simone Lamberti, notaio in Vallecrosia.
L’amore e la redenzione, dunque, ma non solo questo; il libro è un affresco sulla comunità dell’estremo ponente tra cinque e seicento, e di come il Capitaneato di Ventimiglia (e la Serenissima) si inserirono in quegli anni travagliati, tra il concilio di Trento, la riforma calendariale di Gregorio XIII e la guerra dei Trent’anni.
L’autrice, Anna Maria Ceriolo Verrando, già allieva del Lamboglia, è un’affermata storica loco-regionale ed ha all’attivo diverse pubblicazioni sull’estremo ponente.Il volume sarà presentato domenica 6 dicembre alle 16:00 presso la sala Polivalente del Comune di Vallecrosia (Via C. Colombo).
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PR GROUP NE SEGNA DUE SU TRE A SAN MARTINO
All’ombra delle famose pale la scuderia veneziana chiude con una doppietta grazie ai successi di Montemezzo e Bertazzo. Male Luise, ancora una volta fermo al palo.
Dolo (Ve), 15 Settembre 2015 – PR Group chiude la propria partecipazione al Rally San Martino di Castrozza con una splendida doppietta griffata Opel.
Nella sesta edizione dell’Historique Rally San Martino, dedicato alle vetture storiche, Andrea Montemezzo ha fatto la voce grossa dominando in lungo e in largo la classifica dedicata alle auto classiche.
In gara con il fido Andrea Fiorin, alla guida della consueta Opel Kadett Gsi in versione gruppo A, il portacolori di PR Group ha firmato tutte le prove speciali in programma ottenendo un netto successo confermato dal distacco, di oltre tre minuti, inflitto alla Peugeot 309 Gti di Tremonti e Pontin.
Gioisce anche Nico Bertazzo, alle note Cristiano Torregiani, che porta la sua Opel Kadett Gsi, in configurazione gruppo N, al trionfo nel nono raggruppamento nell’evento dedicato alla regolarità sport.
Per il pilota della trazione anteriore tedesca una gara vissuta sul filo di lana grazie all’acceso duello con la Peugeot 205 Gti di Grimaldi e Barbieri giunti al termine secondi per due sole penalità.
Dietro di loro il vuoto con il terzo classificato, Canteri in coppia con Pasetto sulla BMW M3, distanziato di 43 ben penalità.
L’unica nota dolente della trasferta in terra trentina arriva da Matteo Luise: il pilota di Adria, dopo aver centrato due successi assoluti alla guida dell’Audi Quattro A2 gruppo B del team Balletti Motorsport (Adria e Dolomiti), tornava alla guida della propria Fiat Ritmo desideroso di riscattare i due precedenti stop forzati accusati al Piancavallo della scorsa stagione e al Campagnolo di quest’anno.
Rispettando purtroppo il detto “non c’è due senza tre” anche il San Martino di Castrozza ha visto il polesano, affiancato dalla moglie Melissa Ferro, rischiare il ritiro per la rottura dell’alternatore ancora prima di entrare nella prova speciale di apertura.
Graziato dalla regola del super rally la giornata seguente si è rivelata ancor più negativa con il cedimento del propulsore, a pochi chilometri dallo start del terzo crono in programma, che ne ha decretato l’uscita di scena definitiva. -
ANCORA UN BOCCONE AMARO PER LUISE
Il cammino dell’adriese alla guida della Ritmo si conferma stregato anche a San Martino di Castrozza concluso con un altro ritiro per noie meccaniche.
Adria (Ro), 14 Settembre 2015 – È proprio una medaglia dalla doppia faccia quella che tiene in mano Matteo Luise; da un lato un ruolino di marcia inarrestabile alla guida dell’Audi Quattro A2 gruppo B del team Balletti Motorsport e dall’altro un calvario che sembra senza fine quando si infila nell’abitacolo della propria Fiat Ritmo gruppo A.
Al Rally San Martino di Castrozza Historique si è scritto un nuovo capitolo di questo periodo nero sotto l’insegna della casa torinese con il terzo ritiro consecutivo dopo Piancavallo, durante la passata stagione, e Campagnolo.
Che la dea bendata non sia dalla parte del polesano lo si era inteso sin dalla prima prova speciale, affrontata Venerdì sera a poche centinaia di metri dal centro di San Martino di Castrozza, con il cedimento dell’alternatore, tra l’altro appena sostituito, che ammutoliva la Ritmo al tavolo dei cronometristi.“Siamo particolarmente amareggiati” – racconta Luise prima di condurre la vettura in parco chiuso – “perchè abbiamo provato a lungo la vettura prima di venire qui a San Martino e tutto girava al meglio. Mentre eravamo incolonnati, prima di salire sulla pedana di partenza, abbiamo spento e acceso più volte la vettura e non si è presentato nessun problema. Arrivati al tavolo dei cronometristi si è verificato il black out e solo spingendo la vettura siamo riusciti a rimetterla in moto per entrare in prova e quindi avvalerci del super rally per ripartire domani. Sembra che la sfortuna ci perseguiti ogni volta che corriamo con la Ritmo ma per il momento siamo ancora in ballo quindi domani mattina ripartiremo con il coltello tra i denti perchè la gara ci piace molto”.
La giornata di gara vera e propria, con sei tratti cronometrati in programma, si apriva con il mitico “Passo Manghen”; durante l’assistenza sulla Ritmo di Luise veniva sostituita la batteria, data l’impossibilità in termini temporali di intervenire sull’alternatore, ed il polesano, assieme alla moglie Melissa Ferro alle note, si lanciava lungo i 15,21 km della storica speciale.
Man mano che si saliva di altitudine la trazione anteriore di casa Fiat arrancava sino al raggiungimento del passo per poi riprendere vita durante la discesa.
Ma la vera doccia fredda per lo sfortunato Luise giunge sulla successiva “Val Malene”.“Dopo aver faticato sul Manghen siamo partiti per la Val Malene” – racconta Luise – “ma dopo alcuni chilometri dallo start abbiamo cominciato a sentire la vettura rallentare, come se fosse frenata. Questa sensazione si faceva sempre più pesante sino al momento in cui abbiamo cominciato ad intravvedere del fumo uscire dal vano motore e in quel momento abbiamo capito che anche questa volta saremmo stati costretti ad alzare bandiera bianca. Da una prima analisi sembra che sia uscita una biella e che si sia bucato il monoblocco ma dovremo smontare il tutto per poter avere le idee più chiare su che cosa abbia generato questo problema. Ci vorrà molto tempo per sistemare il tutto pertanto rivedremo la Ritmo nel 2016. La beffa della sorte ha voluto che il guasto si sia verificato due curve prima da dove ci siamo fermati nel 2013”.