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  • Legge Legittima Difesa: meglio un’arma o uno spray peperoncino?

    Con 201 voti favorevoli, 38 contrari e 6 astenuti il Senato ha approvato in terza lettura il disegno di legge sulla legittima difesa in Italia. Un provvedimento voluto fortemente dalla Lega, contestato da parte delle opposizioni e dalla stessa ANM – Associazione Nazionale Magistrati – che la taccia di incostituzionalità. Ma cosa cambia in realtà e come si inserisce in questo contesto l’uso dello spray peperoncino?

    Con la riforma sulla legittima difesa vengono apportate importanti modifiche al Codice Penale, in particolare agli artt. 52 e 55. Ma procediamo con ordine. Con la modifica dell’art. 52 comma 2 del c.p., la legittima difesa sarà sempre presunta in quanto sarà sempre ritenuto sussistente il rapporto di proporzionalità tra difesa e offesa. In sostanza, la modifica consente di utilizzare “un’arma legittimamente detenuta o altro mezzo idoneo” per la difesa legittima della “propria o altrui incolumità” o dei “beni propri o altrui” nei confronti del malintenzionato che si introduce con violenza o minaccia nel domicilio altrui (inteso anche come negozio, azienda ecc).

    Altra modifica sostanziale è quella dell’art.55 c.p relativo all’”eccesso colposo”: è esclusa la punibilità di chi “trovandosi in stato di grave turbamento derivante dalla situazione di pericolo, si difende per la salvaguardia della propria o altrui incolumità”.

    La riforma, inoltre, porta anche ad un inasprimento delle pene: fino a 4 anni di carcere per violazione di domicilio, 6 anni per furto in abitazione e 7 anni per rapina. C’è poi tutto il discorso riguardante la non responsabilità civile per colui che si è legittimamente difeso (se assolto in sede penale), l’indennità al danneggiato e il patrocinio gratuito dello Stato a favore della persona nei confronti del quale è stata disposta l’archiviazione, proscioglimento o non luogo a procedere. Priorità, infine, sarà data ai processi per omicidio colposo e lesioni personali colpose nella formazione dei ruoli di udienza.

    Una riforma che, dicevamo, è stata duramente contestata non solo dai magistrati ma anche dallo stesso sindacato di Polizia, per la quale l’uso legittimo delle armi è consentito solo se costretti dalla necessità provata. Tuttavia, l’utilizzo di un’arma o di qualsiasi oggetto contundente in grado di uccidere può  sempre avere implicazioni di natura giudiziaria, sociale e morale.

    Anche in questo riformato contesto normativo bene si inserisce uno strumento di autodifesa legale come lo spray antiaggressione, assolutamente idoneo a tutelare l’incolumità propria e quella degli altri anche nei casi di violazione di domicilio, ma il cui utilizzo nei confronti del malintenzionato tende ad escludere qualsiasi ripercussione processuale a condizione che venga pienamente rispettata la conformità alle disposizioni di legge (D.M 103/2011).

  • Difesa delle donne e spray urticante: si moltiplicano i corsi in Italia per imparare ad usarlo

    Tornare a sensibilizzare l’opinione pubblica sulla funzionalità e l’uso appropriato dello spray peperoncino legale è uno dei principali obiettivi dei tantissimi corsi di autodifesa rivolti alle donne organizzati in tutta la nostra penisola. Da nord a sud, cresce in misura esponenziale il numero di eventi destinati al gentilsesso, molti dei quali gratuiti, finalizzati all’insegnamento delle tecniche di difesa personale. L’obiettivo non è solo quello di capire come gestire con freddezza e determinazione situazioni di pericolo reale per la propria incolumità, ma soprattutto imparare ad utilizzare correttamente un dispositivo importante come lo spray al peperoncino, del quale se ne parla molto spesso con un’accezione negativa negli ultimi tempi.

    In effetti, l’impressione generale è che la società civile di oggi lo percepisca più come strumento di offesa che di difesa. Certamente, i numerosi fatti di cronaca che vedono lo spray come assoluto protagonista in negativo non aiutano in tal senso: dalla moda demenziale di utilizzarlo ai concerti trap o rap come rito propiziatorio, alle rapine e all’impiego improprio nelle scuole e sui mezzi pubblici.

    Proprio per questo motivo, la mission dei professionisti della difesa personale è anche quella di far capire al mondo femminile e non, che avere uno spray OC significa poter contare su un alleato fondamentale e vincente in casi di aggressione. Non a caso, il numero di corsi in tutta Italia è più che raddoppiato negli ultimi due anni, e ad organizzarli non sono solo le palestre ma le stesse amministrazioni locali, la cui percezione del problema sicurezza dei cittadini sul proprio territorio è ovviamente più diretta.

    Un esempio concreto è il corso di autodifesa interamente gratuito, tenutosi lo scorso 15 gennaio, organizzato dal comune di Sesto San Giovanni nell’ambito delle iniziative della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, che ha fatto registrare numeri importanti in termini di presenze. Un’altra iniziativa da segnalare è “DONNASICURAmente”, ovvero un ciclo di incontri in programma in questo mese ad Arezzo nel corso del quale ci si soffermerà soprattutto sul corretto utilizzo dello spray urticante in caso di pericolo aggressione.

  • Spray peperoncino: da strumento di autodifesa a prodotto mediatico

    Lo spray peperoncino è sempre più al centro dell’attenzione mediatica nel nostro Paese, specialmente negli ultimi mesi. Se ne parla spesso (forse troppo) nei salotti della Tv, sui siti online di numerose testate giornalistiche, in radio e, ovviamente, sui social. Improvvisamente, l’informazione pubblica si occupa quotidianamente di questo strumento di difesa personale, analizzandone aspetti negativi e positivi, nonché i fenomeni sociali ad esso correlati.

    Sono bastati alcuni episodi di cronaca negli ultimi mesi (l’ultimo la tragedia della discoteca di Corinaldo) a far scatenare un dibattito acceso circa la sua validità e utilità, e nell’opinione pubblica, e sui media. Insomma, ne parlano tutti. Eppure, appena qualche mese fa la parola “spray peperoncino” non era tra quelle più ricercate sul web, contrariamente a quanto accade oggi, dove commenti e discussioni si spendono facilmente: dai casi di cronaca che parlano di un utilizzo improprio delle bombolette OC nei luoghi pubblici, alle polemiche sulla necessità di commercializzarlo.

    Talvolta, si ha come l’impressione che ad essere in atto negli ultimi mesi sia una vera e propria campagna di demonizzazione di questo dispositivo, divenuto anche oggetto di contrapposizione politica, tra chi ne difende la sua utilità sociale e chi lo identifica come mezzo che incita alla violenza. In altri termini, si è persa la concezione dello spray OC come un valido strumento atto a tutelare l’integrità fisica della persona in caso di aggressione.

    Certamente, una riflessione seria sulle possibili conseguenze sociali che lo spray antiaggressione comporta soprattutto tra i giovani va fatta, così come sulla legalità e provenienza di alcuni di essi. Per questi motivi, si rende necessario oggi più che mai un intervento normativo concreto da parte delle istituzioni, allo scopo di regolamentare e rendere più restrittiva la vendita al dettaglio. Allo stesso tempo, è importante che anche l’informazione faccia la sua parte, disciplinando i cittadini a un utilizzo appropriato e necessario.

  • Spray peperoncino e minori: un segnale di allarme arriva dalle scuole

    Quello dell’utilizzo degli spray peperoncino nelle scuole sta diventando un fenomeno dilagante tra gli studenti italiani che merita un’adeguata riflessione sulle cause che lo determinano. Numerosi sono i casi di intossicazione all’interno delle classi negli ultimi mesi . L’ultimo in ordine cronologico avvenuto meno di un mese fa in un istituto superiore di Sarzana, in provincia di La Spezia, è a dir poco clamoroso: centinaia di studenti evacuati e 20 finiti d’urgenza al pronto soccorso.

    A scatenare l’inferno un ragazzo di 20 anni, che aveva spruzzato apposta la bomboletta tra i compagni per gioco, ignaro, a suo dire, delle conseguenze del suo gesto. Uno scherzo che non gli ha tuttavia evitato una denuncia per procurato allarme e due settimane di sospensione, sostituite da un periodo di volontariato in un’associazione di pubblica assistenza.

    E a non essere risparmiate da questo fenomeno in tutta la penisola sono anche le scuole elementari. Ma al di là di quali possano essere le contromisure da adottare affinché gli studenti non commettano più questi gravi errori, rimane una questione di fondo importante: come è possibile che bambini o ragazzini di 10 o 15 anni entrino in classe con uno spray OC?

    Sicuramente responsabile è la scuola stessa, rea di non monitorare sufficientemente il comportamento tenuto dagli studenti; ma ancora più grave è la totale superficialità dei genitori, che sembrano ormai non avere più contatto con la realtà. C’è poi il discorso della detenzione di spray urticante da parte dei minori: come più volte sottolineato da Sprayantiaggressione.it, è indispensabile cercare di comprendere in che modo e chi li fornisce nonostante il divieto di vendita agli under 16 imposto dalla legge.

    E  proprio questo il principio da cui far partire una riflessione, ovvero non tanto il fatto che a mancare è la consapevolezza riguardo l’utilità e l’extrema ratio di utilizzo di questo prodotto, quanto proprio il fatto bambini e ragazzini non debbano esserne possessori a prescindere.

  • Vendita spray peperoncino e limite di età: qualche rivenditore non rispetta la legge

    Partiamo da un presupposto preciso: lo spray peperoncino deve essere concepito come uno strumento di autodifesa e non di offesa, il cui utilizzo è previsto solo in casi di aggressione inevitabile. Altro aspetto fondamentale: pur essendo uno strumento che non produce alcun danno permanente sull’aggressore (se legale), gli effetti che ne scaturiscono sono comunque tali da renderlo inerme per almeno mezz’ora, con disagi fisici temporanei come lacrimazione abbondante e difficoltà a respirare.

    Tuttavia, nonostante in Italia esista un decreto ministeriale (D.M. 103/2011) che ne stabilisce parametri tecnici e limiti di età per l’acquisto, c’è sempre qualcuno tra i rivenditori di questo prodotto incurante di rispettare la legge. Certamente, nessuna responsabilità può essere ad essi imputata nel caso in cui l’acquirente lo utilizzi per ragioni che nulla hanno a che fare con l’autodifesa; ma grave è la vendita volontaria ad adolescenti al di sotto dei 16 anni, ossia la soglia minima di età prevista dalla legge per l’acquisto.

    Un recente episodio di cronaca avvenuto qualche giorno in provincia di Lecco, dove in una scuola media una ragazzina di 11 anni ha pensato di usare lo spray OC per fare uno scherzo ai compagni finendo di intossicare 13 alunni, ha posto l’accento su un problema che non può essere sottovalutato: chi vende questo prodotto a minorenni al di sotto di 16 anni nonostante il limite di età imposto dalla legge? Nel nostro Paese, purtroppo, non sono pochi i rivenditori autorizzati a venderlo, come ad esempio le ferramenta, le farmacie e supermercati, ovvero luoghi dove la vendita al dettaglio di una bomboletta OC non è sempre vincolata all’accertamento dell’età di chi lo acquista.

    Diverso è il discorso per i negozi online, ovviamente quelli affidabili e legali, sui quali esiste una tracciabilità delle operazioni di vendita e dove l’acquisto è sottoposto ad alcuni passaggi. Ad esempio, sul sito Sprayantiaggressione.it, l’e-commerce tutto italiano dedicato alla vendita di diverse tipologie di spray antiaggressione, l’acquisto del prodotto è vincolato alla registrazione dell’utente e quindi all’inserimento di dati identificativi, tra cui età e indirizzo e-mail.

  • Sabre Red MK-22 Police: lo spray peperoncino pensato per tutte le polizie

    Sempre più utilizzato per risolvere situazioni difficili di ordine pubblico e per contrastare la criminalità, lo spray peperoncino è ormai divenuto uno strumento indispensabile per le forze di polizia sia a livello locale che nazionale. E in effetti, aumenta in misura esponenziale in Italia il numero delle forze di polizia che decidono di dotarsi di questo strumento efficace e non dannoso per la salute, seguendo l’esempio di molti altri paesi del mondo.

    Sprayantiaggressione.it vuole per questo far conoscere ai suoi visitatori, e in particolare a tutti gli agenti di polizia, un prodotto davvero sensazionale: SABRE RED MK-22 POLICE, espressione di innovazione ed efficienza americana. Prodotto dalla casa statunitense Sabre, questo dispositivo di difesa professionale a getto conico è pensato per le forze di polizia di tutto il mondo, e può vantare caratteristiche tecniche che lo differenziano rispetto ai comuni spray OC.

    Anzitutto l’elevata efficacia, merito di un getto altamente concentrato con lunghezza di circa 3 metri ed una durata a spruzzo continuo di circa 10 secondi. L’impugnatura estremamente ergonomica, poi, consente di avere un’ottima maneggevolezza. Ma Sabre Red MK-22 è anche un prodotto facilmente trasportabile, sia per le sue dimensioni relativamente ridotte, sia per la presenza della nuova clip laterale in metallo (molto più resistente rispetto alla plastica) che ne consente l’aggancio a cinte e cinturoni. Praticità ma soprattutto sicurezza: questo dispositivo è munito di una linguetta di sicurezza sulla parte superiore che ne impedisce la fuoriuscita accidentale e ne permette l’utilizzo con una sola mano con un rapido spostamento del pollice.

    Ma la caratteristica unica che contraddistingue questo spray antiaggressione è la tintura invisibile UV: nel momento dell’utilizzo il dispositivo eroga, insieme al principio attivo, anche una tintura UV assolutamente invisibile a occhio nudo grazie alla quale è possibile identificare l’aggressore anche nel caso riuscisse a darsela a gambe.

    SABRE RED MK-22 POLICE, offerto da Sparyantiaggressione.it con uno sconto del 10%, è ovviamente un prodotto che non richiede il porto d’armi in quanto conforme al D.M. 103/2011, che si differenzia rispetto al modello minore MK-6 per il fatto che è disponibile nelle versioni nero e bianco e per essere un prodotto ricaricabile sia con ricariche OC che con ricariche “Test” inerti all’acqua, ideali per esercitazioni e dimostrazioni.

  • Spray difesa personale: dubbi sulla legalità di quelli venduti su Amazon.it

    Molto spesso ci siamo occupati nel nostro blog di un tema estremamente importante che riguarda la vendita di spray peperoncino, ovvero quello della conformità dei prodotti ai parametri tecnici previsti dalle disposizioni di legge in materia di strumenti di autodifesa nebulizzanti.

    Come noto, il Decreto Ministeriale n. 103 del 12 Maggio 2011 rappresenta la pietra miliare per chi si occupa della vendita online di questi articoli, il principale riferimento tecnico-giuridico che stabilisce appunto quali caratteristiche tecniche fanno di una bomboletta OC un prodotto sicuro ed assolutamente legale.

    Più volte abbiamo sottolineato ai nostri visitatori l’importanza di affidarsi solo a rivenditori seri e accreditati, diffidando da chi propone spray di difesa personale di indubbia provenienza e non riportanti alcun riferimento alle norme di legge vigenti in Italia sull’etichetta, perché il rischio paradossale che si corre è uno ed inequivocabile: arrecare danni permanenti alla salute del malintenzionato, passando così dalla parte sbagliata.

    Tuttavia, esistono casi nei quali vengono acquistati online prodotti per la difesa personale con la ferma convinzione di farlo su e-commerce arcinoti ed assolutamente sicuri, come ad esempio Amazon. Proprio in riferimento al colosso americano delle vendite online, facendo un’accurata indagine sul web abbiamo scoperto che sul sito italiano sono in vendita alcuni spray di difesa personale i quali, oltre a non riportare alcun riferimento al D.M. 103/2011, presentano un’etichettatura poco chiara in quanto in lingua diversa da quella italiana (vedi immagini e file in allegato).

    Intendiamoci, un’etichetta scritta in lingua tedesca o francese non è sinonimo diretto di illegalità; ma il fatto che sulla stessa non venga fatto alcun cenno alle norme di legge italiana in materia di spray di autodifesa, solleva non poche perplessità circa l’osservanza dei parametri tecnici che permettono a questi prodotti di non essere classificati come vere e proprie armi.

    Per questo, quando si vuole acquistare uno spray antiaggressione sicuro, in quanto non contenente sostanza tossiche e nocive, e di qualità, in grado cioè di inibire temporaneamente l’aggressore senza alcuna conseguenza per la sua salute, il consiglio è sempre quello di valutare con attenzione la provenienza del prodotto: un rischio inesistente se ci si affida a Sprayantiaggressione.it.