Un gioco di fantasia diventa occasione per ripercorrere le proprie radici e ritrovarsi in un luogo da chiamare casa
Si dice spesso che una città è così bella che manca solo il mare, Chi è nato e cresciuto a Torino, almeno una volta nella vita, probabilmente si è immaginato quanto potenziale avrebbe la città se al posto del fiume ci fosse il mare. Vea non fa altro che divertirsi con questa immagine, descrivendo ogni dettaglio da souvenir della città in versione balneare.
Così nasce L’esatta combinazione, giocando con il paesaggio e la fantasia che ridisegna gli spazi e, di conseguenza, porta lontano.
«Sono l’esatta combinazione fra mia madre e mio padre». Con queste parole la voce di Vea viaggia con l’immaginazione ed emergono ricordi, sensazioni e visioni di altri luoghi e altri modi di essere, più lontani dalla quotidianità, ma ben presenti nel cuore e nelle radici: Piemonte contro Basilicata, chi vincerà il famigerato “senso di appartenenza”?
«Questa canzone usa l’immaginazione per creare un non-luogo in cui mescolare le mie origini. Come una bimba curiosa, ho giocato con le immagini della mia vita e le ho trasformate per capire chi sono davvero: sento la nostalgia di una terra in cui non sono cresciuta, cucino piatti tipici Lucani, che ho imparato dalle mie nonne, ma parlo con una forte cadenza Piemontese. Ma, finito il gioco e finite le parole della canzone, ho capito che non cambierei niente di questo bizzarro mix…anche se il mare a Torino, farebbe davvero la differenza!» Vea
Vea, nome d’arte per Valeria Angelotti, si definisce “una madre di canzoni”. Vive a Torino e scrive canzoni da quando andava all’asilo. Tagliente, ironica, poetica e drammatica, sceglie le parole con cura per raccontare le sfumature della vita. Il suo stile non si addice alle definizioni di genere e fa della voce il suo punto forte.
Nel 2018, ha autoprodotto un EP chiamandolo “Posto Fisso” dopo essersi licenziata che, fino ad oggi, le ha permesso di suonare molto, girando l’Italia.
Negli anni ha ricevuto diversi riconoscimenti, l’ultimo in piena pandemia da Covid19: il 28 Maggio 2020, Teresa De Sio la premia in videoconferenza con il secondo posto nella categoria “Testo Canzone” del premio InediTO – colline di Torino, grazie al testo del brano “Sei chi non sei”.
Esce il 30 ottobre con “Le quattro mura di turno” e il 25 novembre con “Esplosa”, per l’etichetta Metatron, entrambi singoli estratti dall’album “Sei chi non sei” pubblicato il 16 aprile 2021.
Venature elettroniche e soul per una metafora che racconta le sfaccettature dell’amore
Cirashi è la ciotola di riso bianco con fette di pesce crudo, un piatto tipico giapponese che, per noi, sembra tutto tranne che invitante e saporito.
Un ragazzo seduto di fronte, invece, mastica e chiude gli occhi come per percepire l’emozione di un gusto completo, la stessa espressione che si ha quando si cerca di assaporare ogni aspetto dell’amore, perchè i sentimenti si manifestano sempre diversamente, portando emozioni di vario tipo.
Il gusto che resta in bocca è quello del bisogno di essere se stessi, quello dell’anima che ha bisogno di leggerezza e comprensione.
“De gustibus non disputandum est” e il Cirashi potrebbe non piacere. Così come non tutte le persone riescono ad accettarci per quello che siamo e non sempre sono disposte a rimanere nella nostra vita.
«Questo è un brano con cui guardare oltre le apparenze perché è meglio essere che apparire. Distinguersi piuttosto che omologarsi. Amare piuttosto che odiare.» Margherita Zanin
Margherita Zanin è una cantautrice ligure. Da giovanissima matura esperienze attraverso live e festival in Italia e all’estero. Nel 2015 incontra Roberto Costa, bassista storico di Lucio Dalla, già produttore dello stesso Dalla, Carboni, Ron, Gli Stadio, e producono il suo primo disco “ZANIN” che esce nel 2016. Otto brani, due in italiano e sei in inglese. L’album ha ottenuto riscontri molto positivi dai media, e uno dei singoli, ”Travel Crazy”, diventa parte della colonna sonora di Donnavventura in onda su Rete4, ed entra a far parte della Compilation ”Libera Veramente Vol.7” per Rolling Stone Italia. Nel 2018 nasce la collaborazione con Lele Battista, e il produttore milanese la conduce nelle sperimentazioni del suo nuovo immaginario musicale. A marzo 2018 esce ”Amaro” (anche questo scelto per la compilation di Rolling Stone), a luglio il singolo “Rosa” in cui prendono forma le sonorità elettroniche e trip-hop. A novembre esce per l’etichetta Volume! l’EP “RadioMarghe” contenente gli ultimi 4 singoli della cantautrice, un ponte ideale tra il primo disco e il nuovo lavoro. A giugno 2019 esce il pluripremiato disco “Distanza in stanza” ricco di collaborazioni presentato al Concerto del Primo Maggio di Roma in qualità di vincitrice del contest 1M Next. “Distanza in Stanza” ha riunito gli interventi di alcuni dei più importanti artisti della scena alternative italiana: Appino, Lodo Guenzi, Motta, Mauro Ermanno Giovanardi, Davide Toffolo, Cristiano Godano, Omar Pedrini, Morgan, Riccardo Sinigallia e Pierpaolo Capovilla.
E’ stato 1° in classifica nella Top Indie Alternative Italia e 25° nella classifica generale assoluta italiana e nella top alternative mondiale, ha vinto il premio IML del MEI come miglior disco giovane indipendente 2019, ha vinto InediTo del Salone internazionale del libro di Torino come testo canzone.
Ospite del prestigioso Premio Lunezia, è stata finalista assoluta al Premio Lauzi e al premio Panseri. Ha partecipato con successo al “Tenco Ascolta”.
La data zero del suo tour è stata trasmessa su Radio Rai Live.
Si è esibita all’Allianz Stadium di Torino prima della XXVIII Partita del Cuore, e il suo tour estivo ha fatto tappa in prestigiosi festival estivi su tutta la Penisola, con open-act a Morgan, Rancore, Coma Cose, Pedrini. Nel 2020 il suo tour cominciato nei club è stato interrotto e prevedeva gli open-act dei live de La Rappresentante di Lista.
Un brano tra world music e ritmo napoletano che parla della capacità di prendere il destino nelle proprie mani.
Scritto e composto dalla stessa Arina, il brano nasce istintivamente, figlio del periodo vissuto dall’artista. Un periodo complesso, fatto di difficoltà e grandi riscoperte. “Nuje”, infatti, parla di scelte, le stesse che influenzano la nostra vita. Affronta la convinzione più’ intima che il nostro destino è fra le nostre mani.
Le sonorità attingono dalla world music, fuse in un sound napoletano che si arricchisce della collaborazione con il musicista partenopeo Tony Esposito, che con le sue percussioni ha dato un tocco di classe e ritmo tribale alla canzone, dandogli un tono internazionale.
«Da una parte ho messo la difficoltà di ritrovarsi a vivere i giorni di oggi, in cui sembra che tutto si muova senza un senso, intrisi di brutte notizie. Dall’altra la speranza delle note. La risposta è tutta nel ritornello della canzone, che ripete più’ volte. Simme Nuje, Simm nuje, come a dire che siamo appunto noi, tutti insieme l’unico modo per uscire vincenti da tutto questo» Arina
Arina Petrillo, in arte Arina, è una cantautrice originaria della provincia di Salerno e vive a Roma. Dopo gli studi di canto e canto jazz a Roma, ha preso parte ai master del Cet con Giuseppe Barbera e all’età di 23 anni inizia a scrivere le sue canzoni. Nel 2014 pubblica il suo primo singolo “Uomini neri” e l’anno seguente l’Ep “Che sbaglio sei”. È stata finalista al premio Mia Martini nel 2012 e nel 2016, ha vinto il Premio della Critica Contursi Festival nel 2015 ed è finalista del concorso Area Sanremo nel 2016 e nel 2017 oltre che finalista di Musicultura nel 2019. Ha aperto i concerti di Paolo Vallesi, Gatto Panceri, Tony Esposito e Mariella Nava. Attualmente sta realizzando un nuovo progetto discografico con brani in italiano e napoletano con la collaborazione di Tony Esposito.
Una dipendenza e un vizio che diventano ossessione
Come fosse una prova del metodo Stanislavskij, la pratica di apprendimento della recitazione che prevede un coinvolgimento totale con il ruolo che si deve interpretare, così i fratelli Ferrinis hanno vissuto per una settimana come fossero due ludopatici per scrivere il testo di “Roulette”.
«Abbiamo giocato di notte per una settimana per entrare meglio nella parte, molte esclamazioni naturali di quelle giornate le abbiamo trascritte sul testo dando ad ogni singola parola un peso.
Mentre giocavamo, alla Tv misero “Il gatto con gli stivali” interpretato da Antonio Banderas e lì ci venne l’idea di usare un sound latino, provocante ed eccitante come il gioco d’azzardo». Ferrinis
Nel video che accompagna il singolo, la storia parla di due furfanti – i Ferrinis – che sono stati banditi da tutti i casinò tranne uno, in Sud America. Special guest del videoclip è il doppiatore Pino Quartullo, voce italiana di Jim Carrey.
Classe 1997/1998, Mattia e Maicol Ferrini nascono a Forlì e sono fratelli, anche se molti li scambiano per gemelli.
Fin da piccoli hanno la passione per la musica, in particolare quella dance, ma è durante la quarantena causata dalla pandemia di Covid che i Ferrini iniziano a reinteressarsi seriamente alla musica e prendono il coraggio di mettersi in gioco. Iniziano a scrivere vari testi tra cui “Balla con la Luna”, il primo singolo ufficiale, che canta il desiderio di divertirsi e non pensare alla situazione attuale.
Ironia e bellezza sono da sempre le caratteristiche di Federica Pacela, ora riproposte nel suo primo singolo
Federica Pacela sceglie il sound reggaeton per il suo esordio discografico. Con questo primo singolo, l’influencer da un milione di follower avvia una nuova avventura professionale, decidendo di seguire una sua grande passione: la musica.
«Mi impegno al massimo in tutto quello che faccio e ho sempre bisogno di nuove avventure. Non sopporto la routine, non mi piace sedermi sui risultati e rilancio sempre!» Federica Pacela
“Vai col tanga” parla di una ragazza che si prepara per uscire con un ragazzo che le piace, ma quando è pronta è costretta ad ammettere di essere per lui l’ultima delle priorità. Decide di alzare la testa e di uscire da sola. Mai accontentarsi, meglio tornare a sognare e rimescolare le carte
Allegria e spensieratezza descrivono, quindi, una presa di coscienza il ritmo è quello caratteristico dell’estate ormai alle porte, energica e vitalizzante, la voce quella di “Didi”, accompagnata in questo esordio dall’etichetta discografica PGO Lab. S.r.l. diretta da Alberto Boiani e dal produttore artistico Marco Zangirolami.
Federica Pacela (Didi, per gli amici) è biellese d’origine e tinerfeña di adozione. Ha 34 anni ed è una ex parrucchiera che quattro anni fa ha deciso di cambiare vita trasferendosi da sola a Tenerife, innamorata del clima dell’isola. Modella in molti shooting fotografici e testimonial per vari marchi, è stata concorrente nella prima edizione di “Ex on the beach Italia” e ne ha presentato la seconda, sul canale Youtube di MTW. Sexy-web-influencer su Instagram da quattro anni, ha al suo attivo oltre 900 mila followers grazie alla sua forma fisica – è appassionata di fitness – e alla sua ironia. Il 14 maggio 2021 esordisce con il suo primo singolo “Vai col tanga”.
Una benda che cade dagli occhi permette allo sguardo di sentirsi nuovamente libero, motivato e realizzato
Chiudere gli occhi e tornare con la mente all’ultima volta che ti sei sentito vivo. È questa l’operazione che Vinicio Simonetti compie con questo nuovo singolo, una sorta di vero ingresso nel panorama musicale, dopo l’esperienza di coproduzione del primo album.
«Gli occhi sono lo specchio dell’anima si dice. Per me gli occhi sono lo specchio del mondo esterno, che si riflette dentro di noi. Questo brano è dedicato a chi non si riconosce più, chi non è riuscito, finora, ad essere ciò che voleva, o non ne è consapevole ed è un invito a scrutarsi dentro e seguire la propria vocazione. “In Your Eyes” è la mia evoluzione personale». Vinicio Simonetti
Per esprimere questa immagine il cantautore marchigiano sceglie la metafora della benda che, posta sugli occhi, scherma non solo la vista, ma anche l’energia e la volontà di liberarsi da ciò che non ci permette di vivere una vita realizzata.
Il singolo è il primo di una serie di brani che faranno parte del secondo album di Vinicio Simonetti che crede nella condivisione delle emozioni attraverso la musica, ma soprattutto nel valore delle parole nello spronare le persone a lottare per la propria felicità.
Cantautore compositore e docente di chitarra, originario di Ascoli Piceno, classe 1990, Vinicio Simonetti si avvicina alla musica con un gruppo di amici in età adolescenziale, cominciando a suonare la chitarra da autodidatta. Non molto tempo dopo arriva la prima esperienza in studio con la band “Scar” e i primi brani inediti arrangiati in stile grunge/metal. Dopo l’esperienza con altre due rock band nel 2015, insieme ad un amico batterista, fonda i “Duedarte” con cui trova la sua espressione più completa e comincia a scrivere arrangiamenti, testi e musiche per raggiungere quell’armonia tra le parti che da sempre rincorreva.
Nel 2019 dopo numerose esperienze live, anche all’estero, raccoglie in un primo ep una serie di brani inediti preparandosi a pubblicare nel 2020 il primo album a suo nome, intitolato “S.N.A.G.G.”, così come l’ep che l’ha preceduto a maggio 2019.
Nel recensirlo, Rockit e Rumore lo definiscono «Un’anima nera blues con una voce graffiante, energica ed esplosiva».
Attualmente è impegnato nella produzione del suo secondo album e in una serie di collaborazioni con altri artisti.
“Non mi manchi più” è il titolo del nuovo singolo di Oscar Giammarinaro, meglio noto come oSKAr leader della storica band Statuto, nella sua veste solista che ha ribattezzato OSCAR Stile Emozionante & Musica Elegante, in uscita su tutte le piattaforme digitali venerdì 14 maggio per Universal.
Il brano composto e scritto dallo stesso Oscar con la supervisione dello storico discografico MimmoPaganelli, è prodotto da PietroForesti e arrangiato a Londra da BurakKahraman, affermato arrangiatore e polistrumentista della scena britannica.
La tematica del pezzo, in linea con l’ultimo album “Sentimenti Travolgenti” del 2019, è di carattere sentimentale e si muove su sonorità decisamente pop che uniscono alla raffinatezza degli arrangiamenti degli archi, la freschezzamelodica e il groove tipico del cool-jazz.
La data della pubblicazione, il 14 maggio, è stata scelta perché coincide con il primo triste anniversario della scomparsadell’amico fraterno Ezio Bosso, al quale Oscar ha dedicato un’altra nuova canzone dal titolo “La Musica Magica” che verrà pubblicata il 13 settembre 2021, giorno in cui il maestro avrebbe compiuto 50 anni.
Entrambi i brani saranno inseriti nella scaletta del concerto in formazione elettroacustica, dove Oscar si esibirà nella prossima Estate 2021 accompagnato da Enrico Bontempi alla chitarra e Gigi Rivetti alle tastiere.
Le prime dateconfermate del tour sono:
8 luglio – Parco della Tesoriera, Torino
21 luglio – Parco Villa Angeletti, Bologna
17 agosto – SEI Festival, Corigliano d’Otranto (LE)
Una riflessione, dal taglio ironico, sulla sensazione di smarrimento provocata dal continuo bombardamento di notizie
Una base rocky caratterizza il suono di “Baby che ti bevi baby”, la traccia che chiude il primo album di Rejecto. Il testo, invece, si chiede con ironia quante notizie false dobbiamo ancora buttar giù. Si parla di censura, di televisioni e giornali, di imprenditori che acquistano testate e social media galoppando nella corsa per il controllo del pensiero.
Il singolo è il terzo estratto da “Prima, durante e…dopo?”, il primo album dell’artista senza volto, uscito il 15 gennaio del 2021 concepito in pieno lockdown. Un progetto che raccoglie quattordici brani in quattro quarti con un’attitudine all’hip hop alternativo, mentre attinge dall’underground e dal mainstream più pop le sonorità che lo arricchiscono. Ogni traccia esprime il desiderio di ripensare gli eventi travolgenti e tragici che hanno caratterizzato la pandemia ed è accompagnato da un video realizzato dallo stesso Rejecto.
Rejecto è un artista italiano che realizza e produce la propria arte in completo anonimato. In uscita nel 2021 il suo primo album alternative hip hop dal nome “Prima, durante e… dopo?“. La composizione del progetto discografico si è rivelata nel tempo molto travagliata. Il primo brano realizzato nel 2019 era dedicato a Julian Assange, il giornalista australiano fondatore di Wikileaks, detenuto a Londra nel carcere di Belmarsh, per il quale l’America aveva chiesto l’estradizione per sacrificarne la vita. Ma poi il lavoro sull’album ha rallentato la corsa a causa degli eventi che sono letteralmente esplosi intorno all’artista: prima la morte del padre, poi l’esplosione della pandemia. Costretto in casa dal lockdown Rejecto divora di tutto: documentari, libri, interviste, ogni testimonianza che potesse placare il suo dolore e il suo stupore, la sua necessità di far luce e di comprensione, trasformandola in musica. La sua vita, dopo due mesi, viene ulteriormente colpita dalla separazione dalla moglie, che porta via anche il figlio. Rejecto non si ferma, anche se il peso da sopportare, con l’assottigliarsi dei suoi amori è diventato un macigno. Lo salva la sua ironia, la sua musica, la sua voglia di comunicare, la speranza di un mondo migliore, più equo, canalizzando il proprio dolore, metabolizzando la sua catarsi ancora di più. Vede le ingiustizie sociali, le multinazionali arricchirsi, i piccoli imprenditori fallire, gli artisti morire, la democrazia sparire. Chiede aiuto e solidarietà, facendolo con leggerezza e ironia, rap e melodia. L’artista realizza infine circa trenta brani ma decide di pubblicarne solo 14, rispettando la cronologia degli eventi: da quello che era il mondo a novembre del 2019, fino a quello che è diventato nell’estate del 2020. Si chiede allora… che cosa succederà dopo?
“Prima, durante e… dopo?” è un album di “hip hop alternativo” scritto in solitaria da un unico artista, durante questa pandemia, che ci ha segnato per sempre.
Un ritmo incalzante e un andamento reggaeton raccontano la nascita di un colpo di fulmine.
Un testo carico di speranza e di voglia di costruire un amore caratterizza questo nuovo singolo, che conferma tutta la voglia di sperimentare, giocando coi generi, del suo autore.
«Amami da ora è un brano che racchiude mille sfumature di colore. È il concentrato di emozioni di chi si trova davanti a un amore imprevisto e inaspettato. È la paura di non essere corrisposti, il timore di sbagliare strada e la consapevolezza che da quel momento in poi nulla sarà più come prima. È il punto di non ritorno emotivo e la richiesta disperata di essere amati da qualcuno che, nei fatti, ancora non conosciamo.» Simone Barotti
Il brano è prodotto da Valerio Ciccarelli per STUDIOVALE
Simone Barotti, romano classe 1979, inizia a muovere i primi passi nella musica a 17 anni formando il duo acustico “Poetika” con il chitarrista Nicola Illuminati. Quello di Simone e Nicola sarà un percorso che si concluderà nel 2005 dopo moltissime esibizioni live nei club della Capitale e della provincia e la partecipazione a numerose manifestazioni canore. Nel 2009 Simone è selezionato tra i protagonisti del cast del musical “1998″ di Daniele Mercuri, che dopo il successo della prima ad “Albano Estate” viene replicato diverse volte, registrando il sold out per tutte le date. Nel 2010 Simone raggiunge le semifinali del premio “Mia Martini” con il brano “Diretto a che ne so”, canzone selezionata anche dall’Umbria Rock Festival 2011. Il 14 luglio 2014 esce il primo Ep “Il Cerchio” (Legend Studio) scritto interamente da Simone Barotti, lanciato dal singolo omonimo. Il 31 luglio debutta nello spettacolo teatrale “Il cuore ha più stanze di un bordello” all’Orto Botanico di Napoli, per la regia di Annamaria Russo. I brani del disco riarrangiati fanno da colonna sonora alle parole di Gabriel Garcia Marquez. Sul palco con lui l’attrice Rosalba di Girolamo e il chitarrista Giacinto Piracci. Lo spettacolo verrà replicato ed entrerà in cartellone al Teatro Il pozzo e il pendolo di Napoli e messo in scena anche a Roma al Teatro ex Enaoli. Il 12 settembre 2014 apre il concerto della cantante Tosca a Roma esibendosi accompagnato dal pianista Valerio Ciccarelli in “Le Rose” brano tratto dall’album “Il cerchio”.
Il 7 maggio 2015 viene presentato “Invidia”, secondo singolo tratto dall’Ep e il 15 ottobre esce il terzo singolo “Le rose”. Per l’occasione il brano è ricantato con la cantante e youtube Melissa Camponeschi. Il brano debutta alla posizione n°24 della Itunes new release chart. Il “Nel disordine che c’è” anticipa il secondo Ep del cantante (stavolta per l’etichetta SI.FI. Record e la produzione artistica di Valerio Ciccarelli per STUDIOVALE) pubblicato il 20 ottobre del 2017 contestualmente al secondo brano estratto dal titolo “A cuore spento”. Proprio in questa data Simone è ospite nel programma di RAI 3 “Buongiorno regione” in cui racconta del suo nuovo lavoro.
L’Ep “Nel disordine che c’è” raggiunge la posizione n°46 degli album più venduti su ITUNES. Il 7 Novembre del 2019 viene pubblicato (sempre per SI.FI. Record e STUDIOVALE) il singolo “Quando spegni la luce”. Contestualmente esce anche il videoclip in cui alcuni degli attori sono stati selezionati tramite un contest sui social. Il 26 marzo del 2021 viene rilasciato (SI.FI.Record e STUDIOVALE) il singolo “Amami da ora”.
Il nuovo brano di Helle conferma la vena elettro pop della sua produzione. Un sound che attinge alle atmosfere anni ‘80 e si arricchisce di nuove influenze e visioni per slegarsi da qualsiasi etichetta e diventare peculiare del carattere caleidoscopico della giovane producer.
«Carovane parla della condizione umana dell’esilio, di come siamo stati sfrattati dell’Eden e costretti a vagare per lande selvagge» Helle
Il singolo fa parte dell’album “Disonore”, la cui uscita è prevista a giugno i cui brani rappresentano l’inizio di un nuovo percorso artistico
Lisa Brunetti, in arte Helle, nasce a Bologna il 14 Giugno 1994. Comincia a scrivere poesie ad 11 anni, a suonare la chitarra dall’adolescenza. Ha lavorato per quattro anni in Fonoprint, dove ha avuto l’opportunità di conoscere e collaborare con personaggi del calibro di Bruno Mariani e Ricky Portera. Nel 2016 partecipa ad Area Sanremo arrivando fra i 40 finalisti del concorso. Dopo la pubblicazione di vari singoli in inglese e in italiano, arriva per Helle il momento di intraprendere una nuova fase della sua carriera artistica. Il 19 maggio 2020 esce in radio il singolo “Tra le strade della mia città”, il 27 novembre 2020 arriva il nuovo singolo “Al Pacino”, entrambi prodotti, suonati e arrangiati dalla stessa Helle
Un omaggio alla Fiat Panda, fedele compagna di tante avventure e simbolo culturale italiano
«Tutto è partito da una festa di compleanno, fatta in pineta tra Marina di Grosseto e Principina nell’estate 2019. Lì c’erano amici carissimi che più di una volta mi hanno ispirato temi, musica e tanta fiducia. Tutto parte dalle solite improvvisazioni che facciamo con la chitarra, in cui per scherzare cantiamo in lingua inventata, imitando i ragga-man, i rapper, o qualsiasi cosa ci passi per la testa. Ed è a quel punto che esce fuori la frase “Panda No Bamba!”. Si è imposta quasi come concetto, così, nella mischia, nel fuoco delle risate, fra amicizia e ricordi di vecchie avventure della mitica Fiat Panda». Pandem
Dietro a un testo ironico, apparentemente non-sense, si cela invece una riflessione sociale e insieme il ricordo di un momento della vita in cui la felicità non era data dai soldi, dal lusso o dall’ostentazione, tutt’altro. Durante la ricerca giovanile del proprio successo personale si potevano vivere esperienze indimenticabili con poco, legate a un oggetto che diventa iconico proprio per l’insieme di ricordi e aneddoti a cui è collegato.
L’arrangiamento, come per gli altri singoli del cantautore toscano, è stato curato essenzialmente da Pandem insieme ai musicisti coinvolti nel suo progetto musicale e artistico, nato nel sud della Francia, parallelamente alla frequentazione della scuola circense e le esibizioni da clown. La produzione è stata realizzata a Grosseto allo studio Music Factory. Ange Biamba, un amico bassista francese ha passato due mesi in Italia per accompagnare la produzione musicale e partecipare alla realizzazione del videoclip. Matteo Maggio, emblematico batterista dei Quartiere Coffee, ha completato il trio aggiungendo il suo groove reggae/dance hall.
“Panda No Bamba” anticipa l’uscita di un Ep che raccoglie l’essenza creativa di Pandem.
Pandem è un artista e musicista classe 1995 nato in Maremma, caratterizzato da una vivacità ed una sete di avventura difficili da descrivere. Il soprannome “Pandem” arriva nel 2012 da una trasformazione del suo nome da Andrea, che diventa Andre, Pandre, Pandem, abbreviazione di pandemonio, vista la sua energia contagiosa e talvolta esplosiva.
A 19 anni parte per studiare sociologia in Francia ed inizia a scrivere canzoni: impara a descrivere e comunicare i propri sentimenti, riguardo le sue esperienze ed il mondo che lo circonda. Vive all’estero fino al 2020, assorbendo diverse influenze artistiche e musicali, sviluppando il suo repertorio originale in lingua italiana e francese.
In questo periodo, oltre e laurearsi, entra a l’école du Cirque Jules Verne, dove studia danza, recitazione, acrobazie e partecipa a numerosi spettacoli.
Dopo il circo riesce ad entrare al conservatorio di Amiens apprendendo le basi della teoria musicale e si esibisce come cantante e chitarrista jazz con l’orchestra della scuola.
Durante la sua esperienza francese testa il suo live-solo in molti caffè-concert parigini e piccardi, partecipa a Contest, ed impara le regole dello spettacolo musicale.
Il suo personale progetto artistico nasce ufficialmente nel 2019, con l’uscita del primo videoclip “Il Marinaro”, proseguito nel 2020 con “Le Chat de Gouttière”, e continuerà in questo 2021 con “Panda No Bamba”, l’ultimo singolo.
Pandem ha sempre scritto la sceneggiatura dei suoi clip, per unire il messaggio musicale ad un universo visivo forte.
Una dolce e consapevole dichiarazione d’amore che racconta la strada, imprevedibile e perfetta, che porta alla persona amata
Artwork Roberto Diatz
Kilometri celebra l’amore vivo, quel tipo di amore che ti porta a scrivere «rifarei tutto da capo se tutto mi portasse un’altra volta a te».
La voce graffiatadi Bouvet, questa volta, racconta un’illuminazione. Le sue parole, fermate tra le note, parlano con esattezza di come tutto quanto all’improvviso acquista un senso e ora, quella strada, è nitida davanti agli occhi e non poteva essere più giusta di così.
«Quando senti fortemente qualcosa le parole escono da sole e Kilometri questo me lo ha fatto comprendere a pieno. Non fraintendetemi: scrivo sempre di ciò che vivo e sento, ma solitamente tendo a riguardare e a riascoltare ciò che butto giù in un primo momento. Questa volta però non è stato necessario farlo, la “prima versione” è uscita dal cuore ed era già in bella copia, forse perché l’amore non ha bisogno di mettersi in ghingheri, o forse perché prima di uscire si assicura di aver lasciato la ragione a casa» Bouvet
Filippo Checchi, classe 1989, viene da Pietrasanta (LU), nasce dal rap, ora è BOUVET.
Nella mia famiglia non ci sono musicisti, né produttori o cantanti. Non fraintendetemi, in casa mia la musica è sempre esistita; ricordo ancora mia madre giù in cucina con la radio accesa a tutto volume, ma diciamo che in salotto non c’erano chitarre o altri strumenti musicali, né un microfono o un sequencer. Niente. Fino ai miei 16 anni, almeno, fino a quando mi innamorai del rap e della scrittura e decisi di buttarmi a capofitto in quelli che sarebbero stati i miei primi brani. Da lì, sono successe diverse cose: ci sono state soddisfazioni e delusioni, persone di passaggio e altre con cui mi confronto tutt’oggi. Durante questo percorso mi è capitato di esibirmi in giro per l’Italia, collaborare e crescere, cercando di dare sfogo alle mie idee e cercando di vivere a pieno e a cuore aperto la mia musica, la stessa musica che mi ha portato a conoscere Mirko Mangano, mio attuale arrangiatore e partner artistico; quello con Mirko è stato un incontro fondamentale per ciò che faccio e sono oggi.
Nel 2018 l’incontro con Maurizio “Rusty” Rugginenti della Rusty Records (mio attuale manager) e la Urban Sound di Fabrizio Barbacci (Ligabue, Negrita…) e Stefano Francesconi che da subito apprezzano le mie canzoni e credono in me e così arriva il primo contratto discografico con la Rusty Records. Nel 2019 escono i miei primi 3 singoli “Notte Blu”, “Casa mia, Casa tua, Casa nostra” e “Dentro Piove” brano presentato lo stesso anno al festival di Sanremo. A settembre 2020 esce il singolo “Vedi Me” e a dicembre esce su tutte le piattaforme il singolo “Hopper”
Una visione di speranza e bellezza con i contributi di FantaFolk, Paolo Fresu, Franco Mussida, Davide Van de Sfroos, Max Brigante e tanti altri
artwork: Andrea Puxeddu
“Sardus pater” è il primo singolo dell’album “Animas”, quasi tutto in limba, la lingua sarda. Sardus Pater è un’antica divinità Shardana, protettore dei mari e dei naviganti che in questo brano prende le vesti del padre della tradizione sarda. In questa sorta di invocazione cantata si parla di vita e perdono, di amicizia e amore, necessarie per l’avvio di una nuova condizione umana che parte con una “dansa noa”, una nuova danza.
In questo primo capitolo della storia di “Animas” Beppe Dettori e Raoul Moretti sono accompagnati da due talenti della world music isolana, i FantaFolk ovvero Vanni Masala e Andrea Pisu, con organetto diatonico e tin-whistle.
Tra gli altri ospiti Massimo Canu al basso fretless e Federico Canu alle percussioni.
L’album “Animas” è il naturale punto di arrivo della collaborazione sempre più intensa fra Beppe Dettori, storica voce dei Tazenda e Raoul Moretti, arpista italo elvetico recente vincitore de “L’artista che non c’era”. I due artisti suonano insieme dal 2012 condividendo un percorso di evoluzione artistica e cambiamento personale che li ha uniti in una forte amicizia ed una crescente sintonia musicale. Da questa sinergia è nato, nel 2019, il disco live “S’incantu e sas cordas” (Miglior album sardo dell’anno vincitore del Premio Archivio Mario Cervo) e nel 2020 “Incanto Rituale, omaggio a Maria Carta” (finalista alle Targhe Tenco, come migliori interpreti).
«È stato naturale per noi convogliare la nostra urgenza creativa, acuita da questi mesi infiniti di blocco dell’attività dal vivo, nell’album di inediti “Animas”. È un disco scritto a quattro mani che nasce da un continuo dialogo e stimolo sui temi musicali, gli arrangiamenti, le tematiche dei testi, la loro forma, rappresenta quello che noi siamo, risultando eterogeneo e non confinabile in catalogazioni». Dettori e Moretti
“Animas”, la cui uscita è prevista nelle prossime settimane, raccoglie 11 brani in italiano, sardo con variazioni territoriali, inserti in inglese, latino e dialetto lagheee, oltre a numerosi ospiti: Paolo Fresu, Franco Mussida, Davide Van de Sfroos, Gavino Murgia, Cordas e Cannas, Max Brigante, FantaFolk, Lorenzo Pierobon, Stefano Agostinelli, Daniela Pes, Concordu de Orosei, Massimo Cossu, Massimino Canu, Andrea Pinna, Giovannino Porcheddu, Federico Canu, Flavio Ibba e Tenores di Bitti Remunnu ‘e Locu.
Ognuno di loro ha portato in questo progetto, oltre alla voce e al suono del proprio strumento, anche un’interconnessione fra generi, tra folk, etno-rock, canzone d’autore, progressive, sperimentazione ed elettronica.
Beppe Dettori si trasferisce dalla Sardegna a Milano all’età di 22 anni. Dopo le prime difficoltà, molto utili sono i consigli ricevuti da Fabio Concato, che lo aiuta a muoversi nell’intricata industria discografica. Dal 1994 al 1996, lavora in studio per Ron, Vasco Rossi, Enrico Ruggeri e va in tour con Gatto Panceri. Nel 1997, scrive per i Ragazzi Italiani, che partecipano a Un disco per l’estate con la canzone Non finire mai.
Nel 2000, scrive Il mio amore per te per Eros Ramazzotti, inserito nell’album Stile libero. Inoltre nel 2004 scrive il brano Canto alla vita per Josh Groban, prodotto da David Foster, che vende in tutto il mondo oltre 6 milioni di copie. Altre collaborazioni importanti negli anni a seguire sono quelle con Paolo Meneguzzi e Gianluca Grignani. Nel 2006, ha pubblicato l’album “Kapajanka Project 01″. Nel novembre dello stesso anno, diventa la nuova voce del gruppo dei Tazenda, a poco più di un mese dalla morte del leader storico Andrea Parodi. Con i Tazenda, duetta con Eros Ramazzotti, (Domo Mia),Francesco Renga (Madre Terra), Gianluca Grignani (Piove Luce), e ospiti di Marco Carta a Sanremo. Beppe è anche vocalist di numerosi spot pubblicitari e collabora con Mediaset sia per show televisivi (La sai l’ultima?, Meteore e Matricole e Viva Napoli), sia per sigle di cartoni animati (ha cantato “Beyblade VForce” con Giorgio Vanni, “Sherlock Holmes indagini dal futuro”, “Belfagor”, “Gladiator’s Academy”, “Quella strana fattoria” con Cristina D’Avena, e infine “Pokémon: the master quest” con Giorgio Vanni e Cristina D’Avena).
Nel 2009 e 2010 partecipa e collabora ai convegni internazionali de “La Voce Artistica” a cura del Dr FUSSI, luminare della foniatria internazionale, sul tema della voce diafonica e le applicazioni agli stili musicali. Pertanto intraprende la via della didattica con lezioni individuali e di gruppo (masterclass), in ogni parte di Italia.
Verso la fine del 2012 termina la collaborazione con la leggendaria band dei Tazenda che inizio già nel 2006, collezionando 5 album, 3 di inediti e 2 live, vendendo quasi 200.000 milka copie. Nel 2015 scrive un nuovo album in “Limba” (lingua sarda) dal titolo “ABBA”, dal quale viene estratto l’omonimo singolo. Collaborano al singolo Paolo Fresu e i Tenores di Bitti. Nello stesso periodo scrive per Valerio Scanu “COSI’ DISTANTE”, all’interno del progetto discografico che lo vide vincitore a Sanremo.
Nel 2017 dallo stesso album estrae un ulteriore singolo in una veste completamente vocale, “BRINCARE”. Nell’album presente anche la versione integrale e strumentale. Verso la fine dello stesso anno pubblica l’intero album ABBA con 11 tracce tutte in lingua sarda. L’anno 2018 è un anno di progetti teatrali di alto spessore culturale. BIANCOENERO, in merito alla longevità dei centenari sardi, progetto musico-fotografico che risalta la peculiarità culturale e tradizionale, oggetto di studio da tantissimi studiosi e scienziati di fama nazionale e internazionale. Ideata e prodotta da Kaos Lab. Nel 2019 è la volta invece di S’INCANTU ‘E SAS CORDAS (l’incanto delle corde) progetto musicale con l’arpista comasco Raoul Moretti, dove si esalta il suono e la vibrazione delle corde (voce, chitarra acustica e arpa elettrica ed elettronica). Prodotta dal Teatro Alidos. E ancora, un “reading dinamico” dal titolo LA VERA STORIA DEGLI ELEMENTI di Leonardo Omar Onida. Beppe cura le musiche in gran parte tratte dall’album ABBA. Performance coreografiche di Bianca Maria Lay. Imminente uscita è il lavoro discografico @90 con il produttore Giorgio Secco. Nasce l’Etichetta editoriale sarda “UNDAS” (ONDE)www.edizioni.undas.it con lo scopo di divulgare e tutelare i prodotti musicali realizzati in Sardegna e fornire loro, così, una “finestra nel mondo”. Il 27 marzo 2020 viene pubblicato l’album (IN) CANTO RITUALE – Omaggio a Maria Carta, realizzato assieme a Raoul Moretti, anticipato dal singolo “Ballu”. Il 21 giugno 2020 il disco arriva nella cinquina finalista delle Targhe Tenco 2020, per la categoria “Interprete di canzoni”. Il 23 giugno 2020 arriva in radio il secondo singolo “In su monte gonare”.
BIO – RAOUL MORETTI
L’italo-svizzero Raoul Moretti è un arpista versatile e sperimentale con un approccio molto originale allo strumento.
Tale approccio, negli anni, lo ha condotto a sviluppare un percorso artistico alla ricerca di uno stile personale. Oggi è uno degli arpisti più innovatori con una traiettoria artistica internazionale, portando la sua arpa in differenti mondi musicali (avant-garde, pop-rock, world music, electronics, nu-dance, classic, free improvising) ed in altre forme di arte (danza, pittura, cinema, video-installazioni) e in molti diversi ambienti (teatri, clubs, discoteche, case, stazioni, strade, strutture ospedaliere e centri medici).
In vent’anni di attività, dopo esperienze in ambito classico cameristico e lirico-sinfonico, ha avuto modo di collaborare tra gli altri con: Fiorelloe la sua orchestra per il suo show televisivo con artisti internazionali; in ambito teatrale con il comico Leonardo Manera, l’attrice Isabella Carloni, il Teatro Piccolo di Milano ed altre numerose compagnie per le quali ha realizzato musiche di scena; i videoartisti Olo Creative Farm, il progetto Nichelodeon ed il gruppo cinese Wuji Ensemble; numerosi scrittori tra i quali Andrea Melis, Michela Murgia. Ha avuto occasione inoltre di suonare in produzioni, tra cui, con la violoncellista Julia Kent, il violinista e cantautore Michele Gazich, Paolo Fresu, Gavino Murgia, Franco Mussida, Davide Van de Sfroos, Vad Vuc, Max Brigante. Ha all’attivo una ventina di incisioni discografiche, tra i quali tre dischi da solista per arpa elettrica. Ha vinto il premio L’artista che non c’era 2020, ed in duo con Beppe Dettori il premio Archivio Cervo 2020 e finalista alle Targhe Tenco 2020. Ha suonato nei più importanti festival internazionali di arpa in Italia, Svizzera, Francia, Belgio, Spagna, Croazia, Serbia, Bulgaria, Polonia, Grecia, Slovacchia, Cina, Hong Kong, Paraguay, Cile, Messico, Venezuela, Caraibi francesi, Dominica, Brasile, Argentina e Australia. È ideatore e direttore artistico del Festival Internazionale Arpe del Mondo, che riunisce in Sardegna i migliori arpisti di tutti i generi da ogni parte del mondo.
Nel giorno del Natale di Roma la band pubblica un brano che celebra la bellezza e la decadenza della capitale
Indiependence annuncia l’uscita di Roma (La Grande Bellezza), il nuovo singolo dei Cado nello Specchio, primo estratto dal nuovo album sul quale la band sta lavorando in queste settimane e la cui pubblicazione è prevista a fine giugno.
Questo pezzo è una canzone d’amore che racconta la vicenda di due persone che si stringono, cercando di non perdersi. Due persone che cercano di “restare insieme” nonostante la partenza imminente di uno dei due. Sullo sfondo c’è la grande bellezza di Roma, con i suoi vicoli, con i treni che partono dalla stazione Termini, con i tetti del quartiere di San Lorenzo, con le sue stelle, col suo dialetto che è più un’inflessione, ma anche con tutti i suoi problemi, gli stessi che hanno portato l’autore e frontman Andrea Failli a innamorarsi di un’altra città, che capitale lo è stata, come Torino, dove vive da dieci anni.
Da romano innamorato di Torino ha scritto Roma (La Grande Bellezza) dedicandola alla sua città natale, quella Roma per la quale il suo amore si è esaltato – come spesso accade – nella mancanza, dopo la fuga di anni vissuti all’estero fino a preferirle il capoluogo piemontese. L’omaggio risuona nelle strofe cantate in romanaccio che si reggono su un suono pop fresco e consapevole, dipingendo il profumo di un’alba romana che chiude una nottata trascorsa a inseguire una personale dolce vita.
Il video della canzone, autoprodotto, è una composizione di piani sequenza girati proprio all’alba all’interno del Parco degli Acquedotti, uno dei luoghi della città a cui l’autore è più legato.
«”Roma è piena de monnezza, Roma è la grande bellezza” è il tipo di pensiero che molti romani, ma anche molte persone che hanno avuto a che fare con la città eterna per studio, turismo o lavoro, hanno di Roma. Da un lato completamente innamorati della bellezza della città, dall’altro consapevoli di una decadenza sempre più evidente» Cado nello Specchio
I Cado Nello Specchio nascono nel 2014, anno in cui pubblicano il primo Ep “Ahi! Phone”, che ottiene numerosi passaggi radio e buone recensioni. Dopo diversi live, nel 2016 pubblicano il disco “Perle ai porci”, prodotto da Fabio De Min (Non Voglio Che Clara) ed in cui hanno il piacere di ospitare Alessandro Fiori nella title track. Il tour in supporto al disco li porta a suonare in Piemonte, Lazio, Liguria e Toscana. Suonano al Fringe Festival e aprono il live di Planet Funk e Fedez in Piazza Vittorio a Torino per la tappa finale del Giro d’Italia 2016, concludono il tour nel 2017 con tre date a Berlino. Iniziano poi i lavori al secondo disco Canzoni a mano armata, la cui pubblicazione avviene a marzo 2018. Il tour in supporto al disco ha portato la band a suonare in giro per l’Italia e ha registrato la partecipazione al Reset Festival di Torino e al Primo Maggio dei Castelli di Velletri. Il disco, registrato presso i TR Recording Studios di Saluzzo, presenta un ricco booklet, le cui immagini sono state realizzate appositamente dalla graphic designer Alessandra Jevo. Nel 2019 esce il singolo Monica Vitti e vede il ritorno sulle scene dei Cado nello Specchio con lo spettacolo R’n’R – Romantico.Nostalgico.Rivoluzionario, show tematico. Dopo Il Ballo Del Rivoluzionario, uscito nell’ottobre scorso, tornano con questo singolo, primo assaggio dell’album che uscirà a giugno 2021.
Un brano nato d’impulso, elaborando la violenta azione delle parole
È il sound rock che ammicca alla scuola italiana degli anni Novanta quello scelto da AaLE per cantare un sentimento che, pandemia e lockdown, hanno reso sempre più evidente: la cattiveria.
«Cecchini di mediocrità», così definisce il cantautore veneto coloro che, soprattutto sui social network, si accaniscono verso l’altro. In azione con il mirino del pregiudizio, premono il grilletto sparando le loro sentenze. Per smascherarli AaLE immagina di poterli illuminare con un luminol, la lampada a luce ultravioletta che notoriamente gli investigatori utilizzano per scoprire le tracce di un delitto ma, contrariamente a quanto accade nella realtà, sotto la luce della lampada i «cecchini dei social» resterebbero in ombra, totalmente privi di «bontà d’animo».
«Durante il primo lockdown, la sera sul divano di casa, sono caduto pericolosamente in una sorta di dipendenza rispetto a ciò che compariva sui gruppi Facebook di paese. Frasi sgrammaticate, pensieri incoerenti e la cattiveria mi hanno tenuto incollato a quel meccanismo malato. Per liberarmene ho scritto Luminol». AaLE
AaLE ha sempre affiancato alla musica l’attività imprenditoriale. Ha fondato una band così come gestisce – pandemia permettendo – locali ed eventi nel triveneto. La musica vissuta alternativamente dal lato del palcoscenico e dalla parte dell’organizzatore lo ha portato ora, a imbracciare nuovamente la chitarra, seguendo il richiamo del rock.
Inizia a suonare la chitarra a 7 anni, incalzato dal papà che aveva bisogno della linea di basso per suonare “Samba Pa Ti” di Santana e “Rain and Tears” degli Aphrodite’s Child. Quella per la musica resta da quel momento in poi una passione tormentata, divisa fra lo studio di ritmica e armonia e il desiderio di trovare il proprio linguaggio musicale. Inizia al contempo un’attività di autore e poi di cantante, spinto dalla scarsità di interpreti in zona. Tra una (letteralmente) Garage Band e un’altra, fonda gli “Scotch Ale”, raccogliendo soddisfazioni anche a livello anche internazionale sfiorando il tanto agognato “mainstream”. Messa in “stand by” quell’esperienza, dà vita a “It Rocks” un format che mescola il Dj Set (con rigorosamente attitudine rock) al “Live” e va in scena soprattutto nelle discoteche del triveneto, messo in “stand by”, invece, dal Covid.
Imprenditore, professionista, padre, Aale non smette di essere musicista e cantautore, e dopo un periodo di pausa forzata riprende il suo percorso con “Luminol”, singolo che anticipa un Ep con un lato A in lingua italiana e un lato B cantato in inglese.
“Crepe” è il nuovosingolo del musicista romano Riccardo Franco, in arte Veracrvz, disponibile da venerdì 23 aprile in tutte le piattaforme digitali.
Proveniente dall’esperienza più urban condivisa con il produttore 33Ars, Veracrvz volta pagina con la voglia di sperimentare nuovi suoni e la necessità di esprimersi in maniera più personale. “Crepe” nasce dal sodalizio umano e artistico con il produttore Marcello Maria Danza, che lo accompagna in questo nuovo percorso solista contraddistinto da un cantato più intimo e cantautorale. “Crepe” si presenta come una serie di acquerelli sonori che raccontano emozioni universali, immerse in una patina di naturale sincerità.
Non vi è l’intento di descrivere una storia, ma di introdurre l’ascoltatore in una sequenza di attimi vissuti in bilico tra una sognante malinconia indie e una ricercata leggerezza pop.
Le parole e la musica sono prive di artifizi manieristici senza intaccare il coinvolgimento dell’ascoltatore, la produzione si sviluppa tra un pianoforte essenziale e la ritmica delle chitarre di Daniele Belli. Il delicato tappeto armonico di “Crepe” dialoga con la melodia delle note e le parole quasi sussurrate di Veracrvz.
Una voce graffiante e un sound originale raccontano il desiderio di ribellione
Una necessità. Una ragazza che come tanti suoi coetanei non può più abbracciare, viaggiare, vivere le piccole e grandi cose. “Ad occhi aperti” racconta la pandemia dalla parte degli adolescenti, cantata da un’adolescente ed esprime, in musica, il desiderio di ribellione. Ninfea scrive, lasciandosi influenzare dagli artisti più amati, quelle icone che riescono, con parole e musica a raccontare un’emozione. Vasco, Ligabue e Irene Grandi i debiti dichiarati nello stile e nelle sonorità dalla stessa autrice del brano, che racconta: «Con questa canzone voglio mostrare tutto il mio affetto a chi mi ascolta, lanciando un messaggio di conforto e alleanza a ciascuno di loro»
Asia Strangis, in arte Ninfea nasce a Lamezia Terme (CZ), il 28 Agosto 2004. All’età di due anni si trasferisce in Trentino con la mamma, dove vive tutt’ora. Definisce la musica una terapia essenziale che cura lo spirito, la mente e il corpo. Inizia ad avvicinarsi al mondo musicale-canoro, tramite il coro del paese e debutta come cantante solista e autrice dei suoi testi a soli 14 anni, prendendo lezioni canore private di canto lirico e pop. Nell’anno seguente intraprende, da autodidatta, lo studio del pianoforte che continua tutt’ora. Dai primi mesi del 2020, insieme ad un compositore/produttore Raffaele Rinciari, ha iniziato a realizzare una serie di brani inediti, dal genere pop melodico italiano per poi scoprire la grinta che le dona quello pop-rock. Il timbro particolare di Ninfea tendente al graffiato e i testi liberatori che scrive, le permettono di dare un carattere originale alla sua produzione. Ad oggi Ninfea, dopo un anno di lavoro (molto intenso) può contare già sui un ampio repertorio di inediti, alcuni dei quali vantano l’accompagnamento del prestigioso quartetto d’Archi Archimia. È stata premiata al “Festival Voci D’oro” 2020 a Montecatini Terme, arrivando finalista e vincitrice del miglior brano inedito, Semifinalista al “Tour Music Fest” 2019, al C.e.t. di Mogol e finalista al “Trofeo Nilla Pizzi” 2020 dell’emittente La5, Rete 4 e Sky.
“Domani Piove” è il singolo di debutto di DanSha, cantautrice Veronese che coniuga l’indie italiano a sonorità hiphop all’immediatezza pop rock, miscela che si può apprezzare pienamente in questo singolo che apre il percorso all’Lp della cantautrice scaligera, in uscita prossimamente sempre per AphroditeRecords Label.
DanSha racconta di rapporti interpersonali fatti di entusiasmi e malinconie, che solo una giovane donna appena ventenne come lei è in grado di vivere con tale intensità emotiva, a fare da sfondo narrativo è la provincia laboriosa del nordest, in contrapposizione con le grandi città capoluoghi di provincia, contrapposizioni che si ripercuotono inevitabilmente anche nei sentimenti.
Il brano è accompagnato da un visual art video realizzato dalla talentuosa illustratrice Lindartifex, il videoclip è presente sulla piattaforma di Youtube.
Dansha racconta un piccolo mondo fatto di grandi sentimenti e di fragili certezze, piccole canzoni per cuori grandi.
Il folk e il rock fanno da colonna sonora a una festa, quella in cui torneremo a ballare insieme quando la tristezza e la fatica finiranno
Baci e abbracci è un brano di buon auspicio che nasce come reazione all’atmosfera di tristezza e di distanziamento causata dalla pandemia di Covid che ha influenzato la nostra vita nell’ultimo anno.
«Da ottimisti quale siamo la canzone è mossa da un sentimento fondamentale, quello della speranza e della voglia di rinascita. Vorremmo che portasse fortuna per il prossimo futuro e così ci siamo immaginati una festa collettiva e condivisa con più gente possibile» raccontano i due autori del brano, Cisco e Giovanni Rubbiani
Grazie a un parallelismo con il periodo appena successivo alla fine della Seconda Guerra Mondiale, il brano cerca di descrivere il clima di festa e liberazione che vivremo quando la pandemia sarà finita, con la possibilità di divertirci insieme, pronti ad abbracciarci e baciarci di nuovo un po’ come fu per i nostri genitori e nonni al termine di quella terribile tragedia.
«E dato che, dopo tanto distanziamento, appunto di condivisione si parla, ho voluto coinvolgere un amico e soprattutto un artista di altissimo livello, cioè Simone Cristicchi, con cui abbiamo cantato insieme il brano. Simone è un artista che apprezzo tantissimo e che ha accettato in maniera immediata e positiva l’idea» Cisco.
Stefano Bellotti, in arte Cisco (nato a Carpi, il 29 luglio 1968), è un cantautore italiano di musica folk rock.
Nel 1992 entra a far parte di una band appena formatasi, i Modena City Ramblers, e ci rimane fino al finire del 2005, collezionando oltre 1.200 date in Italia e in Europa e vendendo circa un milione di dischi.
Con i Modena realizza 8 album: “Riportando tutto a casa” (1994), “La grande famiglia” (1996), “Terra e libertà”(1997), “Raccolti” (1998), “Fuori campo” (1999), “Radio Rebelde” (2002), “Viva la vida y muera la muerte!” (2004) e “Appunti partigiani”(2005). Nel 2006 inizia la sua carriera da solista pubblicando il disco “La lunga notte”, a cui seguono “Il mulo” nel 2008, “Fuori i secondi” nel 2012, “Matrimoni e funerali” nel 2015, “I Dinosauri” nel 2016 questo in collaborazione con gli amici “ex Ramblers”, Giovanni Rubbiani ed Alberto Cottica. Sono inoltre usciti nel 2009 l’album live “Dal vivo – Volume uno” e del 2013 il “Dal vivo – Volume due”. È del 2019 l’ultimo lavoro musicale “Indiani & Cowboy” registrato in Texas ad Austin insieme a Rick del Castillo, produttore americano.
Nei 15 anni di carriera da solista si susseguono concerti in piazze e feste popolari e tour nei teatri e nei club di tutt’Italia. Per citarne alcuni: del 2007 è il “Venite a vedere tour”, del dicembre 2009 è il tour “’40 anni, storie di Ramblers, d’innocenza, d’esperienza in una formazione inedita insieme a Giovanni Rubbiani e Alberto Cottica, tutti e tre ex Modena City Ramblers; del 2014 è il tour “Oh Belli Ciao” di presentazione dell’autobiografia romanzata scritta a quattro mani con l’amico Carlo Albè che lo accompagna sul palco in uno spettacolo di musica e parole. Nell’autunno-inverno del 2016 c’è una mini tournée de “I Dinosauri” a seguito dell’uscita dell’album omonimo con i due amici ex Ramblers. Tra la fine del 2017 e i primi mesi del 2018 Cisco è impegnato in un fortunato tour teatrale che lo vede sul palco a proporre i suoi pezzi che meglio si prestano alle melodie “in acustico” assieme alle trombe di Simone Copellini e alle chitarre di Max Frignani.
Nell’autunno 2018 è nuovamente nei teatri italiani a fianco dello scrittore Carlo Albè con lo spettacolo di teatro-canzone dal titolo “Adda Venì Baffone”.
È dell’autunno-inverno 2019 la nuova avventura sul palco di teatri e club di tutt’Italia “Combat Folk Tour”, progetto musicale nato per festeggiare la maggiore età del disco “Novecento”, pubblicato da Cisco e la Casa del Vento nel 2001, assieme a lui sul palco Luca Lanzi, musicista e cantante della Casa Del Vento, e Francesco “Fry” Moneti, violinista dei MCR.
Impossibile non citare l’esibizione al Concerto del Primo Maggio a Roma nel 2009, da solo col suo bodhrán davanti ad un pubblico di 800 mila persone.
Cisco ha inoltre collaborato in spettacoli e concerti con: la Casa del vento, Ginevra Di Marco, la Bandabardò, le Mondine di Novi, i Nomadi, Giulio Cavalli e il “The Liberation Project ideato da Dan Chiorboli insieme a Phil Manzanera (Chitarrista dei Roxy Music).
Durante tutto il periodo del primo lockdown della pandemia, tra marzo e maggio 2020, si collega attraverso i suoi canali social di Facebook e Instagram, quasi quotidianamente regalando “Le canzoni dalla soffitta”, brani tratti dal suo repertorio e alcune cover, in acustico, voce e chitarra, ottenendo uno straordinario numero di visualizzazioni e contatti.
Tommy il bradipo regala a questo brano tutta l’energia positiva di una rinnovata stagione musicale
“Good vibes” è la ricetta della felicità firmata 1000Streets, orchestra fra le più apprezzate d’Italia che, in questo suo percorso di rinnovamento, riesce a fondere lo swing dell’imponente sezione fiati al beat elettronico e dà vita a una carica di energia dalle marcate influenze “dixieland”. La musica in voga a New Orleans nei primi decenni del secolo scorso si fonde, curiosamente ma perfettamente, con i colori dell’estate, la voglia di sole e le serate indimenticabili.
Dopo il riscontro più che positivo di “Freedom”, primo brano estratto dalla nuova produzione dell’orchestra, questo secondo singolo continua a ruotare attorno alla ricerca del benessere fisico e mentale. L’invito è quello di riacquisireenergia e un’attitudine positiva,dopo lunghi mesi invernali, per ricaricare di nuova linfa il corpo, ma soprattutto la mente. Svuotare la testa da ansie, stress e preoccupazioni per dedicarsi solamente a scelte spensierate e felici.
Continuano con successo anche le collaborazioni canore. “Good Vibes”, infatti, si arricchisce della splendente voce di Angelica, capace di rendere contagioso il ritornello, che vola sulla cresta dell’onda grazie al flow caraibico di Nai Boa.
Questa nuova onda positiva dimostra ancora una volta l’efficacia della collaborazione con il cantautore Edgar Meis, l’editore Moreno Buttinar, l’etichetta EPOPS Music e i fonici Davide Linzi e Daniele “Speed” Dibiaggio che hanno curato le riprese dell’intero album presso gli “Area 51 Studios”.
Il sound, invece, è influenzato dalla sensibilità artistica del produttore Christian “Noochie” Rigano che fa risplendere il lavoro della produzione 1000Streets: Denis Zupin, Martin Dequal, Walter Grison, Riccardo Pitacco.
«Nel nostro nome c’è tutto. Scegliendo 1000Streets abbiamo scelto di inseguire le infinite strade che la musica ci offre, mettendo sempre in campo nuovi stimoli, nuove contaminazioni e nuovi progetti». The 1000 Streets’ Orchestra
Etichetta: EPOPS Music
Radio date: 9 aprile 2021
The 1000 Streets’ Orchestra
Drums & Xilophone: Denis Zupin
Bass: Daniele Tripaldi
Guitar: Riccardo Pitacco
Piano: Alessandro Scolz
Keyboards: Walter Grison
Programming & Electronics: Roberto Norbedo
Percussion: Mario Castenetto
Trumpets: Martin Dequal, Gabriele Cancelli, Vicente Faccio
Trombones: Riccardo Pitacco, Maximiliano Ravanello, Riccardo Benetti, Sergio Bernetti
Saxophones: Walter Grison, Jurica Prodan, Matteo Sincovich, Emma Marcolin, Antonio Micheli, Giuliano Tull
Un’orchestra che nasce dallo swing e ha come obiettivo il continuo rinnovamento artistico, declinato in interpretazione, produzione e promozione.
Durante la loro attività hanno calcato i palchi dei più importanti teatri di Trieste e di numerosi festival in Italia e all’estero come “Far East Film Festival”, “Trentino in Jazz Festival”, “Barcolana50”, “Lakeness Festival”, “Borghi Swing Festival”, “Art Tal Ort Festival”.
Nell’ultima tournée in Francia e Spagna, l’orchestra ha registrato numerosi sold out nelle principali città della penisola iberica (Madrid, Valencia, Santander, ecc.)
Uno dei punti chiave del loro progetto è la collaborazione con artisti, solisti e interpreti che rendano ancora più ricca la loro attività artistica. Negli ultimi anni hanno avuto al loro fianco sul palcoscenico sia il leader di uno dei gruppi più importanti di musica beat in Italia – Maurizio Vandelli (Equipe 84) – che personaggi e cantanti della televisione italiana e statunitense – come Joe Bastianich – fino a protagonisti della scena del musical internazionale come Daniela Pobega.
Nel panorama jazz internazionale hanno collaborato attivamente con Andrea Tofanelli (trombettista) e Federico Malaman (uno dei più grandi talenti italiani del basso elettrico).
L’approccio sempre positivo nei confronti di nuovi progetti e nuove contaminazioni li ha portati a instaurare alcune collaborazioni durature e attualmente attive. Tra queste il vulcanico spettacolo insieme al trio vocale turbo-swing “Les Babettes”, ensemble che vanta numerose tournée internazionali (Svizzera, Francia, Spagna e Cina) e che ha collaborato con emittenti radiofoniche e televisive come SKY, RAI 3 e Cielo e la collaborazione con il bluesman Mike Sponza nel 2019. In questo progetto, grazie agli arrangiamenti di Primoz Grašič (storico membro della “Big Band RTV Slovenia”), l’orchestra viene arricchita da un’ampia sezione di strumenti ad arco.
Dal 2019 lavorano con il Bareté Quartet, ensemble jazzistico che ha visto ampliare gli orizzonti dell’orchestra nel mondo più sperimentale del jazz moderno e della world music. Al mondo teatrale, invece, appartiene l’esperienza di “Goodbye Trieste” andato in scena per la prima volta nel 2017 e ambientato nella Trieste “americana” dei primi anni ’50.
Hanno collaborato con il noto fotografo triestino Ugo Borsatti, che ha donato loro le partiture del padre, direttore di un’orchestrina da café, che l’orchestra ha riarrangiato e riadattato. Nell’estate 2020 l’Orchestra ha scelto di esporsi artisticamente attraverso la realizzazione della prima produzione discografica composta completamente da musica originale scritta dai musicisti e dai principali collaboratori della stessa. Allo stesso tempo si è definita la produzione musicale ed esecutiva della 1000Streets che è composta da Denis Zupin, Martin Dequal, Walter Grison e Riccardo Pitacco.
Una preghiera laica rivolta alla musica e alla cultura
“Padre nostro” è un brano prodotto dalla stessa Mirall in cui il sound elettronico si miscela perfettamente alla sua voce R&B, dando vita a una vera e propria invocazione al cielo, carica di energia e determinazione.
La forza viene dal ritmo, quello che sta alla base del senso più puro e concreto della musica, un ritmo che non ha paura di smascherare le contraddizioni della cultura, soprattutto quando diventa una pratica “mordi e fuggi”, esaurita in pochi secondi sui social invece di essere cibo per l’anima.
«“Padre Nostro” è una preghiera laica, ipnotica che nasce dal rifiuto morale di assuefarsi alla violenza e all’impoverimento culturale dei nostri giorni e soprattutto dal desiderio di non soccombervi, lanciando al cielo note piene di speranza». Mirall
Mirall significa “specchio” in lingua catalana: «Mi piace l’idea che le persone si possano riflettere nelle cose che scrivo e, al contempo, prendere io la forma di tutte le cose che vedo. Forse per questo mi trovo a mio agio nei “travestimenti”».
Il video di “Padre nostro” ha ricevuto anche il premio TIM come miglior videoclip.
A motivare la scelta della giuria proprio l’attenzione che Mirall ha per i costumi, i colori e le immagini che l’aiutano a vestire il ruolo di svariati personaggi per esprimere i concetti presenti nella sua musica.
Il personaggio fulcro di “Padre Nostro”, per esempio, è l’aliena, simbolo della disumanizzazione della società, dell’inaridimento culturale e di quel senso di alienazione – appunto – che rischia di portarci a non riconoscere più la bellezza. Per questo davanti agli affreschi pieni di storia e arte lei si spaventa, non sapendo riconoscere la meraviglia.
Mirall, all’anagrafe Greta Ciurlante nasce a Pisa.
Inizia ad esibirsi nei locali toscani dall’età di 15 anni, in duo col padre al pianoforte. Ben presto si avvicina alla musica jazz, approfondisce i suoi studi in materia e inizia ad esibirsi con diverse formazioni.
Collabora con i Q-proj, Andrea Cozzani dei Planet Funk, Vince Bramanti e Dario Carli nell’album “New Breeze”. Collabora con la big band funk White Orcs per cui scrive e compone alcuni brani, grazie ai quali ha il piacere di duettare in concerto con Tony Momrelle, cantante della storica band acid jazz inglese Incognito.
Si esibisce in numerose rassegne tra cui Barga Jazz Festival, Grey Cat Festival, Serravalle Jazz Festival e Serravezza Blues Festival.
Nel 2017 viene chiamata da Massimiliano Pani come voce portante di un suo spettacolo sulla storia della musica italiana. Collabora con Piero Frassi (Bocelli, Karima), Gabriele Evangelista (Enrico Rava, Stefano Bollani) e Bernardo Guerra (Stefano Bollani, Nico Gori) per l’album “Mirall Circles”.
Parallelamente lavora come vocalist per numerosi programmi televisivi tra cui “20 che siamo italiani” su Rai1, con Gigi D’Alessio e Vanessa Incontrada, “All together now” e con Raffaella Carrà nel disco “Replay” (2013).
Nel 2019 pubblica i primi due singoli in lingua italiana: “Un Chicco Di Caffè” e “Il Primo Della Lista”.
Nel dicembre del 2020 è fra gli 8 vincitori di Area Sanremo e si aggiudica il premio TIM come miglior videoclip con il brano “Padre Nostro”.
Musica elettronica, canzone italiana e sperimentazione sono le parole chiave di questo progetto
Zoostat è il nuovo progetto degli autori genovesi Gabriele Serpe e Giulio Gaietto. Da una parte l’attività cantautorale, dall’altra anni di esperienza come produttore, musicista e autore. Percorsi musicali diversi che ne caratterizzano il sound, una ricerca di sintesi fra stili e codici apparentemente distanti come la musica elettronica e la forma canzone, la musica d’autore italiana e le atmosfere nord europee, i sintetizzatori e il calore degli strumenti acustici. I testi, scritti in italiano, sono ispirati dall’interesse per la spiritualità e la psicologia.
Ma Zoostat non vuole presentarsi unicamente come un duo, le collaborazioni con cantanti, musicisti e creativi di diversi campi artistici conferiscono al progetto il carattere del collettivo.
“Cancellature” è una commistione di musica elettronica e pop italiano. Si basa su un groove techno costituito da synth modulare e drum machine. L’organo farfisa dal sapore anni 60 ne sottolinea l’armonia, mentre il tutto viene ulteriormente amalgamato da una sezione di sax baritono pesantemente rielaborata e resa irriconoscibile. Su questa base si sviluppa il cantato a due voci. Il testo gioca con le sfumature della percezione, con le apparenze e il sottinteso, in un percorso di studio e osservazione psicologica di sé e dei propri simili: “Guardo da lontano / sembra pieno di parole / guardo da vicino / sono cancellature”
«Per la produzione di Cancellature siamo partiti dalla ricerca di un suono che fosse elettronico ma allo stesso tempo organico. La scelta quindi è stata quella di utilizzare sintetizzatori e tecniche di produzione digitali affiancandole a strumenti acustici registrati in studio. L’ispirazione è certamente la musica elettronica, dalla techno nelle sue varie declinazioni alla downtempo all’IDM, sviluppata nella cornice della musica d’autore italiana, cantautorale e non» Zoostat
Il video, da cui è tratta la copertina dell’EP, è concepito come un breve cortometraggio in computer grafica 3D dove molteplici punti di vista si incontrano e si confondono, dove non è ben chiaro chi sia l’osservatore e chi venga osservato, in cui si sfumano i contorni tra quello che è sogno e quello che è reale. Gli scenari e il character design sono ispirati ai maestri del surrealismo, ma anche al mondo degli anime di matrice cyberpunk. A tutto questo si unisce il sapore degli anni 50/60: colori sgargianti, design morbidi e motivi optical.
“Cancellature” è anche un Ep di quattro brani, in cui synth e drum machine, groove e suoni di ispirazione nord europea affiancano gli strumenti acustici, come fagotto, flauto e sax, e danno vita ad un sound eclettico che alterna aperture melodiche di sapore pop a sviluppi più sperimentali. I testi, che trattano temi quali l’osservazione psicologica e la crescita personale, apportano al disco una ulteriore sfumatura, quella della canzone d’autore italiana.
Nel 2010 esce il primo album “Chi Cerca Trova!” (Areasonica), canzoni pop che fanno il giro d’Italia con il progetto – tour “CD C rossing” che coinvolge migliaia di persone e oltre 200 punti di aggregazione (locali, associazioni, librerie, biblioteche) in 15 città italiane. Il secondo album “Uno” (Areasonica, 2014) è caratterizzato da un sound post punk e da una marcata impronta cantautorale.
Giulio Gaietto
Musicista, autore e produttore, attivo da anni sulla scena genovese e non solo. Fra le collaborazioni più recenti quella con il musicista e autore inglese Morgan King.
I due autori vivono distanti per lunghi periodi dell’anno, si incontrano a Genova in studio di registrazione per scrivere e produrre canzoni. Curano tutte le fasi della produzione, non solo scrittura, arrangiamento e produzione audio, ma anche artwork e produzione video.
Lo scritto originale, conservato per anni dall’amica Miranda Martino, diventa ora un brano composto dal cantautore romano.
Piero Ciampi, indimenticato cantautore e poeta italiano, moriva nel 1980. Miranda Martino, attrice e cantante già molto nota al grande pubblico lo venne a sapere solo dopo qualche giorno, eppure Piero fino a poco prima della sua scomparsa era stato un ospite fisso della sua casa romana. Miranda racconta: «Ho conosciuto Piero in un ristorante a Piazzale degli Eroi perché eravamo entrambi amici del proprietario. Ricordo benissimo che mi sembrò da subito un uomo interessante, ma anche inquieto. Ha iniziato a frequentare la mia casa, veniva con i suoi amici e ogni tanto dava di matto, ma quando lo sentivo suonare e cantare mi rendevo conto che aveva una marcia in più. Ascoltandolo poteva succedermi di scoppiare in lacrime per l’emozione».
Quella capacità di tradurre emozioni, musica e parole in una canzone tanto da lasciare il segno in chi lo ascolta, è al centro del legame di amicizia fra i due artisti, tanto che a un certo punto Piero Ciampi decide di regalarle una poesia. «Era una canzone senza musica, perciò quel foglio è stato a lungo chiuso in un cassetto, anche se era mio desiderio farla musicare» racconta Miranda.
L’occasione arriva tramite l’amico e produttore Jurij Ricotti che permette a Miranda Martino e Mauto di incontrarsi. Il cantautore romano comincia così a lavorare alla musica e all’adattamento di “Nero bianco e blu”.
«Appena l’ho sentita mi sono commossa, perché Gianfranco (Mauto) ha colto perfettamente l’essenza di questo testo, come se avesse conosciuto Ciampi direttamente». Miranda Martino
«La meraviglia di cantare questo testo scritto da un artista fuori dalle righe come Piero Ciampi, più di quarant’anni fa, e sentirlo allo stesso tempo così dolorosamente attuale, nella sua struggente malinconia, a tratti disperatamente onirico, insieme all’onore di averlo cantato con una interprete sublime come Miranda Martino, è una delle cose più belle che mi siano capitate; avevo queste parole tra le mani, come un pittore che si trova davanti ad una tela cominciata e prova ad interpretare quell’idea primordiale, e, con l’umiltà che si deve di fronte all’opera dell’autore originale, ho cercato di rimanere me stesso e uomo del mio tempo, con la speranza che quell’emozione provata la prima volta, sia rimasta intatta, diventando musica». Mauto
Il video è stato realizzato con l’amichevole partecipazione degli attori Vania della Bidia e Giorgio Caputo. Prodotto da Domenico D’Angelo per Eea Music e diretto da Claudio Piccolotto che commenta: «Una poesia inedita di Piero Ciampi è stato come un dono inaspettato, un’eredità preziosa che Miranda ha voluto condividere con Mauto facendola rivivere. La melodia melanconica mi ha suggerito immediatamente le immagini di questa breve storia d’amore che si consuma nell’arco di un pomeriggio, affidata all’intensa interpretazione di due splendidi attori che ci hanno resi partecipi delle loro emozioni proiettandoci in un passato forse troppo lontano per essere cambiato, come gli errori e le scelte fatte ma che ci ricorda, in modo struggente, che le cose importanti della vita sono sempre a portata di mano, sotto il nostro sguardo».
Parole originali: Piero Ciampi
Adattamento del testo e musica: Gianfranco Mauto
Voce: Miranda Martino
Voce e pianoforte: G. Mauto
Registrato dal vivo da Jurij G. Ricotti e Matteo Spinazzè presso il MOB Studios (Roma)
Missato e masterizzato da Jurij G. Ricotti presso il JGR Studio (Roma)
Edizioni: Eea Publishing / JGR Studio Publishing
Etichetta: Eea Music
Radio date: 19 marzo 2021
Cover: Cristiano Pizzuti
BIO
Mauto
Nato a Roma nel 1975, Gianfranco Mauto ha scoperto la musica all’improvviso, in una stanza della scuola media. Pianista, fisarmonicista ed autore, ha ottenuto vari premi e riconoscimenti (Poggio Bustone, Pigro, MEI, Donida, Biella Festival) e nel 2014 è stato tra i finalisti del Talent GenovaXVoi oltre ad esibirsi sul Palco Smeraldo di Eataly a Milano.
Nel 1999 è stato tra i fondatori di CiaoRino, il primo tributo a Rino Gaetano, ed ha suonato e collabora tuttora con artisti italiani e stranieri (Il Volo, Tomy Renis, Kacey Musgraves, Kevin Costner, Amedeo Minghi, Daniele Silvestri, Niccolò Fabi, Simone Cristicchi).
Nel 2012 ha pubblicato il primo album “Cosa Cambia” il cui tour è durato quasi quattro anni e lo ha visto esibirsi in numerosi concerti in tutta Italia.
Nel 2018 è uscita la sua prima raccolta di poesie “E tutto si riveste di nuovo” per l’editore Terre Sommerse (Roma).
Il 1 maggio 2020 è uscito il brano “La tua rivoluzione”, adattamento in italiano del famoso brano “Talkin ‘bout a revolution” di Tracy Chapman, contenuto nel nuovo doppio lavoro discografico “Il Tempo Migliore” (versione studio e acustica). La prima parte di questo progetto è stata pubblicata il 27 Novembre 2020, anticipato dal singolo “L’Itaglia (Aida s’è persa)”.
Nata a Moggio Udinese il 26 ottobre 1933, debutta nel 1955 al concorso voci nuove indetto dalla RAI per selezionare i partecipanti al successivo Festival di Sanremo. Non riesce ad entrare fra i sei interpreti prescelti per il Festival ma ottiene comunque un contratto discografico e inizia quindi a prendere parte a varie trasmissioni radiofoniche e televisive. Nel 1957 partecipa per la prima volta al Festival di Napoli, dove tornerà nei due anni successivi. Il debutto al Festival di Sanremo avviene nel 1959, col brano “La vita mi ha dato solo te”. Nello stesso anno ottiene un grande successo con il brano “Stasera tornerò”, sigla del programma RAI La donna che lavora.
Nei primi anni sessanta è una delle cantanti italiane più popolari e partecipa alle più importanti manifestazioni musicali del periodo: ritorna a Sanremo nel 1960 e 1961, ed è inoltre in gara al Cantagiro 1962 e a varie edizioni di Canzonissima. Nel 1961 partecipa al Giugno della Canzone Napoletana.
Nel 1963 inizia la carriera teatrale di Miranda, che nel corso del decennio reciterà al fianco di attori quali Erminio Macario, Nino Taranto, non abbandonando comunque il mondo della canzone. Particolare consenso ottengono infatti i due album incisi rispettivamente nel 1963 e 1965, in cui reinterpreta celebri motivi della canzone napoletana con gli arrangiamenti di Ennio Morricone; parteciperà inoltre a numerose trasmissioni televisive. A partire dagli anni settanta si dedica quasi esclusivamente a recital e rappresentazioni teatrali. Nel 2004 interpreta “Il mare non bagna più Napoli“, scritto e diretto da Arnolfo Petri, nel 2005 recita nella commedia musicale “Tegole e fregole: i gatti di Roma” in scena al Teatro Salone Margherita di Roma e nel 2006 al Teatro Greco di Roma, con Riccardo Garrone. Nel 2019 Miranda Martino torna in scena con lo spettacolo “Miranda Martino – Ricomincio da 80”, accompagnata da Mario Maglione, Paola Ferrulli, con la regia di Marco Simeoli.
Una ballad che spazia tra la canzone d’autore e il country, tra il pop e il rock
Una storia d’amore senza tempo che in un tempo solo non può mai finire eppure passa dalla richiesta di essere dimenticati. Una confessione a cuore aperto, con ironia e intensità. Il verso “Scorda se riesci quegli sguardi che ci hanno fare tardi” svela tutti i contrasti tra i diversi stati d’animo e le diverse emozioni, tra sogni, ricordi di vita e i sentimenti, che comunque, sono più forti di tutto, perché «La pioggia – dice Alberto – non fa più rumore del cuore che batte».
«Abbiamo scelto questo brano come prima traccia per l’energia contagiosa e per l’intensità emotiva del testo, una sorta di dialogo-confessione a distanza per l’amore che non posso e non voglio dimenticare e per tutte le cose, le fughe, i ritorni e le emozioni speciali che ne fan parte». Alberto “Caramella” Foà
La traccia apre l’album d’esordio di Alberto “Caramella” Foà, da 40 anni autore affermato nel panorama della musica italiana e ora interprete in prima persona di alcuni brani scritti per sé e arrangiati dall’amico e maestro Massimo Germini, chitarrista di Roberto Vecchioni. “Basta unire i puntini”, questo il titolo dell’album, uscirà il 20 marzo 2021, con 14 canzoni e una ghost track.
“Dimentica le mie canzoni” è prodotta da Engine Records, registrata presso lo studio “Le Ombre” di Milano da Lele Battista (che ne ha seguito anche la produzione artistica insieme allo stesso Alberto e a Germini e il mixaggio) ed è stata masterizzata da Paolo Iafelice presso Adesiva Discografica.
Alberto “Caramella” Foà nasce a Milano l’11 marzo 1964, affamato di vita e emozioni fin da bambino, innamorato da sempre dei cavalli e con il sogno irraggiungibile di diventare il miglior fantino del mondo. In compenso, grazie prima agli studi classici ed umanistici, poi da appassionato di libri e scrittura, riesce a diventare giornalista (di economia e finanza ma anche sportivo), manager di spettacolo, scrittore, sceneggiatore, autore, paroliere ed allenatore/psicologo, appunto, di cavalli. Con una frase che ama ripetere spiega: «Di lavoro, faccio tutte quelle cose che sono sempre meglio che lavorare» e, siccome sono contorno e realizzazione di alcune delle sue grandi passioni, nel farle riesce a infondere un entusiasmo ed un’empatia peculiari. Come è caratteristico il suo stile di scrittura, tagliente ed incisivo quando si tratta di inchieste e notizie, un po’ poeta, a tratti romantico e in altri disincantato, quando a uscire dalla penna sono i testi delle canzoni.
La carriera d’autore lo porta, dai 17 anni, a scrivere per altri, entrando, giovanissimo in Ricordi e in quasi 40 anni, firma e scrive moltissimi brani per altri interpreti. A cantare non ci ha proprio pensato, nemmeno quando i dischi si vendevano ancora. Poi, un po’ per gioco e molto per contribuire a un progetto benefico a favore dei terremotati delle Marche, ha accettato di incidere “Dopo la fine del mondo“, due anni fa. Ma solo durante il primo lockdown di quest’anno, complici la situazione emotiva e il tempo passato da solo, con la compagnia virtuale del musicista Massimo Germini, connesso da casa propria a comporre canzoni, cede alle pressioni dell’editore e dell’etichetta e scrive il suo primo album. Anticipato da due singoli: a fine agosto “Nocciola (il colore degli occhi)” e dal 22 dicembre “Basta unire i puntini”.
AphroditeRecords Label, dopo il successo ottenuto con il cantautore indie Meli e il suo singolo “Capofitto”, ci riprova con l’ItPop e con i Topinambur.
Una band, o meglioancora come amano definirsi loro stessi “collettivo musicante”,che è formato da due fratelli Elvis e Sem e da Marc, tutti originari della città balneare di Jesolo.
Propongono un indie pop con influenze rock ed elettroniche ma che pesca a piene mani nel cantautorato e dalla musica leggera, quella un po’ colta del repertorio italiano.
Il loro singolo “Costante Fragile”, primo estratto del prossimo EP “Fulmicotone 1” prossimamente in uscita, rilegge gli stilemi della classica ballata alternative pop malinconica e romantica, aggiungendo un pizzico di ironia.
Il brano è supportato da un video clip con protagoniste due bellezze, una giovane attrice, Luana Menazza, e la città di Venezia.
Alla regia Robert Tonon e la produzione è stata affidata alla Lato. csm.
I TOPINAMBUR con il loro progetto musicale vogliono affermare che si può essere leggeri senza essere banali, simpatici senza essere stupidi, essere “un gruppo da spiaggia” senza essere scontati e superficiali.
Un rock euforico che ospita la voce di Lorena De Nardi e la tromba di Raffaele Kholer
Il sound rock poderoso esalta l’euforia del prevalere della pazzia sulla ragione, diventando una sorta di inno all’irrazionalità, in cui il protagonista vede il solito mondo banale e immobile con gli occhi della follia dell’innamoramento. Come per gli altri brani di “Fratelli”, anche questo prevede la presenza di due ospiti musicali: la cantante Lorena De Nardi e il trombettista Raffaele Kholer.
Il disco “Fratelli”, da cui il brano è estratto, vuole essere una risposta all’odio e alla frustrazione dei nostri giorni. Un album positivo che invita ad essere consapevoli delle tante piccole cose e delle grandi persone che ci circondano nel quotidiano. Miti positivi che non devono essere cercati in mitologie superate di grandi personaggi lontani, ma riconosciuti nelle comunità che viviamo, nei lavoratori e nei suoi artisti.
Il disco è stato registrato all’Actone recording studio di Albenga con la collaborazione di Matteo Ferrando alla batteria, Dario La Forgia al basso e Mauro Vero alle chitarre. Altri musicisti coinvolti sono invece: Fabio Biale, Paolo Bonfanti, Roberta Carrieri, Sergio Cocchi, Lorena De Nardi, Nico Ghilino, Folco Orselli, Michele Savino, Federico Sirianni, Rossano Villa, Alberto Visconti.
Etichetta: Music FC
Radio date: 19 febbraio 2021
Pubblicazione album: 1 giugno 2020
DICONO DI “FRATELLI”
“Geddo è un cantautore ruspante, che attraverso un folk rock ricco di venature blues ci comunica un grande senso di responsabilità e di straripante vitalità”. Rumore
“Un po’ di blues qua e là, chitarre elettriche quando servono, ritmica incalzante,qualche lampo prog. Il tutto attorno a testi ficcanti e musicalmente riusciti. Bel disco, dategli un ascolto, lo vorrete rifare”. Vinile
“Un lavoro che sa di cammino e di semina, di raccolto e di incontri, di belle collaborazioni… di un risultato d’amore che merita un lungo approfondimento”. Just Kids Magazine
“Fratelli” è un disco davvero dylaniano, nelle intenzioni pulite più che nello senso “americano” dello stile. Diamo un valore ai sogni: un imperativo che apre questo disco e che teniamo stretto nelle tasche di tutti i giorni”. Exitwell
Geddo, è un cantautore di Albenga. Dopo Fuori dal comune (2010), Non sono mai stato qui (2014) e Alieni (2016), arriva oggi Fratelli, un disco positivo che va alla ricerca di somiglianze e affinità che rendano tutti complici e compagni. Il primo singolo estratto è Parlandone da vivo, in radio da metà maggio 2020.
L’artista fa parte del roster della Ph.d management. Le sue canzoni sono state utilizzate per spettacoli teatrali e hanno viaggiato senza sosta in questi anni tra la Puglia e la Val d’Aosta, raggiungendo un vasto ed eterogeneo pubblico. Ha aperto il concerto di Daniele Silvestri e vanta collaborazioni con artisti del calibro di Claudia Pastorino, L’Orage e Zibba.
Riconoscimenti: menzione speciale premio InediTo per la canzone “Ti Voglio” (2011), Finalista premio Inedito per i migliori testi (2017), finalista Premio Donida con la canzone “Genova” (2011), menzione speciale per la canzone “Chloè” Premio nazionale Rosanna Murgolo 2015-2016 Teatro Festival (2016); finalista per i migliori testi canzone al Premio InediTo (2017); Finalista Premio Mario Panseri alla canzone d’autore (2018);
Rassegne: Duel, Fionda di Legno, Canta come mangi, Collisioni festival, InediTo, Rock in the casbah (2017 e 2019); Orco Folk Festival, Ottobre De Andrè, Controfestival, 25 aprile festa popolare di Alassio, Rassegna internazionale di Giovinazzo, Folkfestival, Asti Musica, Imperia Unplugged festival, Mani festival, ILM, Varigotti Festival, Basta poco Festival, Canzoni fuori dal cappello, La Luna al guinzaglio, Riviera Music Festival, The Big Kahuna, Borgo Foce Summer Festival, In qualche parte del mondo, Motor music festival.
La lingua scelta dalla cantautrice questa volta è l’inglese che unisce il mondo folk a quello più contemporaneo indie-pop.
Ispirato dai viaggi in Irlanda della cantante che parla correttamente tre lingue e le utilizza liberamente per comporre i suoi testi, il brano mantiene il groove contaminato dell’artista in un’atmosfera di spensieratezza e positività. Nonostante ciò, non manca mai la riflessione del mondo che la circonda, in questo caso attraverso il racconto di un ragazzo ed una ragazza che l’autrice interroga e conforta concludendo: “Everything will be alright” ossia “tutto andrà bene”.
Francesca Madeo, in arte Ysé, nasce il 20 settembre 1997 a Sassuolo. La musica è da sempre una passione di famiglia: il padre, di origini calabresi, ha lavorato da giovanissimo come radiofonico nel territorio ionico e modenese, ed il fratello maggiore è un dj molto conosciuto nei locali della zona. Fino all’età di 14 anni Francesca ha studiato danza classica e moderna, lasciando sempre uno spazio di piacere per il canto. Lasciata la danza, ha preso lezioni di chitarra e canto, coltivando insieme alla passione per la musica il suo grande amore per le lingue e i viaggi. Infatti, seppur giovanissima, lo studio e il lavoro nel mondo delle lingue straniere l’hanno portata a intraprendere diversi soggiorni in Francia e Regno Unito. Da queste esperienze deriva il groove estremamente contaminato e internazionale che contraddistingue la musica e l’anima dell’artista, e proprio da esso trova radici anche il nome Ysé, dal francese, lingua particolarmente amata dalla cantautrice e che ritroviamo ricorrente nei suoi brani, insieme all’inglese.
Francesca si è laureata in lingue e letterature straniere nell’estate 2019 all’università di Parma, e prosegue attualmente il suo ultimo anno di studi per il conseguimento della laurea magistrale in Language Society and Communication presso l’università di Bologna.
Inizia a scrivere e registrare musica in veste ufficiale nel 2019, immersa nell’atmosfera intima e poetica dei colli bolognesi di San Luca, affiancando così al percorso di Francesca, il percorso di Ysé. “Re e Regine (des erreurs)” seguito da “A folk song”, sono i primi singoli estratti dall’Ep “Pezzi”, in uscita il 26 febbraio 2021.
Un brano intenso e introspettivo, autobiografico, sincero.
Dopo il singolo “Fuori e dentro me”, di chiara impronta swing dalle atmosfere folk, Banchelli ritorna con “Io chi sono”, un brano intimo con un forte pathos, che non lascia indifferenti.
Un pezzo caratterizzato dalla mano di Fabrizio Federighi, storico produttore degli anni ‘80 (DeNovo, Neon e molti altri) che lo ha anche arrangiato e prodotto artisticamente .
Il testo del brano è molto attuale e porta a riflettere sulle tante emozioni che spesso ci portiamo dentro, concludendosi poi con grande positività. È infatti la storia di un periodo difficile dal quale poi l’autore racconta di essere riuscito a rialzarsi anche grazie alla forza della musica, perché come dice lo stesso Banchelli «è solo guardandoci bene dentro che possiamo superare grandi difficoltà».
Autoproduzione
Radiodate: 22 gennaio 2021
BIO
Banchelli è un cantautore fiorentino (di Sesto Fiorentino).
Inizia la sua attività come ballerino tanto da vincere a 17 anni i campionati d’Europa di Rock ‘n Roll, e a 18 e 19 anni quelli mondiali con la squadra nazionale italiana. Come ballerino ha anche partecipato ad un video di Lucio Dalla e ha coreografato il primo clip di Ivana Spagna. È stato inoltre protagonista della commedia italiana “Rock & Roll”. In teatro ha partecipato all’ “OPERA DELLO SGHINAZZO” con il grande Dario Fo.
Al ballo e alla recitazione ha unito poi la sua passione per la musica, scrivendo canzoni e iniziando l’attività di cantante. Vince così il Festival di Castrocaro Terme nel 1983 e partecipa a due Festival di Sanremo da solista (nel 1984 con “MADAME” e nel 1985 con “BELLA GIOVENTÙ”), e ad un Festival di Sanremo d’autore (con un brano scritto per Petra Magoni nel 1997). Successivamente incide il suo primo album, “GUERRA”, dietro la produzione artistica di Fabrizio Federighi e la partecipazione dei musicisti del gruppo “Neon”. Nel suo secondo disco, “UN C’È’ VERSO”, scrive tutte le sue canzoni con la produzione di Davide Romani.
Insieme al gruppo dei DENNIS & THE JETS realizza il disco “TUTTA COLPA DEL ROCK AND ROLL”. Ultimamente ha ideato e realizzato il “PREMIO SPADARO”, festival che unisce la tradizione popolare alla musica d’ autore. Ha continuato la sua esperienza teatrale con “ANIMA TOSCANA”, uno spettacolo dedicato alla rielaborazione della tradizione popolare. Nel 2010 lo spettacolo è diventato anche un disco.
Nel 2012 esce l’album “SWING ITALIANO”. Nel 2013 ha portato in scena lo spettacolo “900”, la storia del XX secolo raccontata attraverso le canzoni e le danze. Nel 2013 ha organizzato il Festival “Alza la voce”, in collaborazione con Unicoop (a cui seguirà una seconda edizione nel 2014). Sempre nel 2014 ha portato in scena il musical “LA PORTI UN BACIONE A FIRENZE”.
A gennaio 2016 esce il suo nuovo disco “I CANTAUTORI NON BALLANO”, pubblicato dalla storica etichetta IRMA Rekord in collaborazione con RADIO COOP e MEI. Da questo progetto nasce lo spettacolo teatrale “IL SINCOPATO”, viaggio nello swing italiano, presentato alla storica Sala Vanni di Firenze. Segue nel 2017 il musical “HO UN SASSOLINO NELLA SCARPA”. Nel 2020 viene pubblicato il nuovo singolo “Fuori e dentro me” seguito dall’intenso brano “IO CHI SONO”.
Per il cantautore si tratta di un ritorno alle proprie origini campane attraverso la musica e le parole di uno dei simboli della canzone napoletana.
«La musica napoletana è l’origine del pop italiano. Le mie origini sono campane e non c’era niente di meglio che contribuire a questo progetto interpretando un classico universale. Ho aggiunto a questo brano eterno scritto da Totò (e lanciato da Mario Abbate) un tocco jazz e un violino che ne completa l’accompagnamento». Con queste parole Ippolito descrive la sua personalissima reinterpretazione di “Malafemmena”, l’ultima traccia di “Piano pop”, il progetto discografico realizzato con piano e voce, con cui il cantautore ha riproposto in chiave intimista, le canzoni della musica italiana che sono rimaste nel cuore delle persone grazie al forte impatto emotivo che le contraddistingue.
Dicono di lui:
«Un ascolto che prima di ogni cosa rimescola e rilegge le belle nostalgie d’amore pop della grande tradizione italiana». Music On Tnt
«Un disco di omaggi, cover, interpretazioni in chiave intima e minimale con solo pianoforte e voce e pochissimo altro». Blog Music
«Un disco coraggioso ma anche molto fedele ad un certo cliché che celebra ampiamente l’italianità del bel canto e del pulitissimo pop nostrano». Freesound magazine
«C’è tanto, ardua scelta nelle mani di Ippolito che ha voluto ricantare la storia pop(olare) italiana a modo suo… un disco di carattere e di semplicità». Blog della musica
Ippolito è un cantautore campano. Muove i primi passi nella musica imparando a suonare il piano e, successivamente, appassionandosi al canto. Nel tempo, la voglia di esprimere le proprie emozioni, porta l’artista ad intraprendere la strada cantautorale. Esordisce così nel 2002 con il suo primo album dal titolo “Sempre tu”. Dopo un periodo di ricerca, Ippolito incide il secondo album “I ricordi del passato”, trainato dall’omonimo singolo. Dopo un terzo progetto discografico presentato dal singolo latino “Dimmi come” e il disco dal taglio più commerciale “Centofiori”, arriva a giugno 2020 l’album di cover “Piano pop”.
Scoperta a Singapore dalla label The Kennel AB, la giovane artista porta anche in Italia il suo pop energico e vibrante.
“Doorbell” sta già conquistando l’Asia. Prodotto dalla prestigiosa etichetta e casa di produzione svedese The Kennel AB(Celine Dion, The Scorpions, BTS, Pussycat Dolls, The Sam Willows) è stato pubblicato da poche settimane su licenza di importanti label in diversi Paesi, tra cui la Universal Music Group in Malesia e India.
La storia di Matilde G è quella della scoperta di un talento. Trasferitasi dall’Italia a Singapore, la giovane cantante e compositrice ha potuto farsi notare, posizionandosi anche sul podio del Singapore’s Got Talent. La sua vocee il suo talento pop, le hanno permesso di attirare l’attenzione della label svedese e firmare il suo primo contratto discografico.
“Doorbell” racconta, senza ipocrisie, la voglia di divertirsi e godere delle cose belle della vita con leggerezza. «In questi giorni assurdi e di incertezza l’unico modo di andare avanti è prendere la parte buona della vita e cercare di vivere con allegria le gioie che ci riserva senza preoccuparsi di falsi moralismi e del giudizio degli altri» dichiara Matilde G.
Le canzoni di Matilde G passano dallo stile ballad melodico, all’elettro-pop e synth-pop. Raccontano tematiche della sua vita giovanile: una relazione a distanza dopo il trasferimento a Singapore (The Distance 2019), un amore complicato che non funziona (In My Mind 2020), la sua voglia di diventare una pop star (Cup Of Tea 2020) il sentirsi diversa da come la famiglia la vorrebbe (Sorry Wrong Person 2020) il voler assaporare con leggerezza i piaceri della vita (Doorbell 2021).
Il videoclip, caratterizzato da un ballo energico e da un’atmosfera K-pop, è stato ideato e prodotto dalla società Bless 7UP.
Matilde G, nome d’arte di Matilde Girasole, è una cantante, compositrice, autrice e musicista.
Nata a Roma con la passione per la musica, ha studiato canto fin da piccola con i migliori vocal coach italiani, tra cui il maestro Marco Vito (Amici, The Voice of Italy, Ti Lascio Una Canzone) ed è stata sul podio di importanti festival nazionali, tra cui il Tour Music Fest e il VideoFestivalLive.
Italiane le sue prime produzioni musicali, curate da professionisti del calibro di Andrea Casamento (Maestro della Prova del Cuoco) Steve Luchi (ammirato batterista e produttore di vari artisti tra cui J-Ax e Irene Grandi) e Roberto Vernetti (vocal coach XFactor e producer per Malika Ayane tra gli altri).
Nel 2019 si è trasferita a Singapore, dove si è fatta subito conoscere cantando nei locali della città e posando come modella per fotografi asiatici. Inoltre, si è posizionata sul podio al Singapore’s Got Talent, al KWC Singapore e al concorso mondiale ISing World Junior.
Un talento riconosciuto che Matilde G ha supportato con lo studio del canto (8th grade Trinity College), pianoforte (5th grade Trinity College), teoria musicale (5th grade ABRSM). Suona anche la chitarra e ha competenze di tecnologia musicale e composizione.
Alla fine del 2020 è stata notata dall’etichetta svedese The Kennel AB che negli ultimi dieci anni ha prodotto più di 100 canzoni che sono arrivate #1 nelle chart hits internazionali. In questo modo la giovanissima Matilde G ha firmato il suo primo contratto discografico e si è posta sotto la sapiente guida del managing director per l’Asia Julius Ng, veterano dell’industria discografica (già managing director di Sony Music Asia).
Doorbell è il primo di una serie di singoli che saranno prodotti e pubblicati sotto la label svedese.