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  • La stanza più “social”? Indubbiamente il salotto

    Se la dilagante moda dei selfie rende ogni occasione buona per concedersi un autoscatto sugli sfondi più originali, la casa rimane uno degli spazi prediletti in cui immortalarsi e le stanze, più o meno consapevolmente, si sono trasformate in veri e propri set fotografici. Immobiliare.it (https://www.immobiliare.it) ha analizzato quali sono, in ambiente domestico, gli spazi più gettonati dalle personalità che fanno tendenza su Instagram, studiando i selfie pubblicati dalle star negli ultimi sei mesi.

    Al primo posto, la stanza più ricorrente per lo sfondo degli autoscatti è il salotto, set prediletto su tutti da Belen Rodriguez, che ama ritrarsi qui in momenti di relax o con i suoi outfit da sera, e Clio MakeUp, che lo usa per l’ultima prova trucco. Laura Pausini ne va molto orgogliosa e nei pochi scatti che la ritraggono a casa è indubbiamente la sua stanza preferita; Maddalena Corvaglia lo usa come set per piccoli lavori di fai-da-te; Giorgia Palmas ed Elena Santarelli lo immortalano come sfondo della quotidianità con le loro famiglie.

    A seguire troviamo la camera da letto, stanza prediletta come set degli outfit di Chiara Ferragni, e dove Alessia Marcuzzi ama fotografarsi con i suoi figli. A pari merito troviamo il bagno, apprezzato soprattutto da Mariano Di Vaio nelle sue pose sexy e da Chiara Biasi, per stupire i suoi fan con la prova costume. In ultimo c’è l’ascensore, spesso set del look del giorno di Melissa Satta.

    A sorpresa la cucina è meno gettonata, ma ci sono influencers come la Canalis che amano fotografarsi ai fornelli, tra farina e torte appena sfornate.

    Anche gli spazi esterni delle case, come terrazze e giardini, sono meno frequenti, ad eccezione di Fedez, che ama periodicamente arricchire il suo profilo Instagram con la vista mozzafiato dalla terrazza del suo superattico milanese.

    Le camere dei bambini sembrano invece assenti, unico spazio domestico davvero intimo e riservato.

    È evidente che gli spazi privati, come quelli della propria casa, stiano diventando sempre più pubblici: un tempo, soprattutto le star, ne custodivano gelosamente la privacy, oggi invece è naturale utilizzarli per raccontare e condividere con i followers la propria vita quotidiana, sempre meno privata e sempre più social.

  • Attività commerciali: crescono le richieste per l’acquisto di palestre, solarium e ristoranti

    Gli anni della crisi economica hanno ridisegnato il panorama della attività commerciali in Italia, mettendo in ginocchio le più piccole a favore della grande distribuzione. Ma qual è oggi la situazione del mercato italiano delle licenze? Se lo è chiesto Immobiliare.it (https://www.immobiliare.it) che ha analizzato tutti gli annunci di attività e licenze in vendita sul portale, scoprendo come la popolarità dei settori del food e del wellness si rifletta in un aumento della domanda per l’acquisto di ristoranti pari al 7,5%, di palestre (+3,5%) e di centri estetici e solarium (+2%).

    Food blogger e chef superstar hanno risvegliato l’interesse di aspiranti imprenditori verso il mondo del cibo e dei prodotti artigianali. Nell’ultimo anno i prezzi dei ristoranti in vendita sono aumentati del 2,5% a fronte di una domanda in aumento (+7,5%) e di un’offerta in calo del 3,5%. Seppur in maniera più ridotta, anche le gelaterie e le pasticcerie sono sempre più cercate da chi vuole intraprendere un’attività commerciale: in un anno la domanda è aumentata rispettivamente del 5% e del 3%.

    Nonostante il successo della grande distribuzione, sembra tenere il mercato degli alimentari: se i prezzi risultano in calo del 2%, nell’ultimo anno la domanda va di pari passo con l’offerta, aumentando del 3%. Le panetterie sembrano vivere un momento di stallo e sono sempre meno richieste, con una domanda ha segnato un -6% negli ultimi dodici mesi.

    A fronte della riscoperta del buon cibo, che si riflette nella vivacità del mercato delle licenze legate alla cucina, gli italiani non dimenticano la cura del corpo: la domanda di palestre è salita del 3,5% nell’ultimo anno e i prezzi di queste attività risultano in aumento dell’1,5%. Anche parrucchieri, centri estetici e solarium rappresentano un settore molto attrattivo per gli imprenditori, al punto che la domanda è cresciuta rispettivamente del 5% e 2%.

    Guardando alle attività più gettonate nell’ultimo anno i negozi di telefonia sembrano aver guadagnato interesse, essendo accessibili e veloci da avviare, supportati dal brand a cui ci si affilia: a fronte di un’offerta aumentata del 4%, la domanda ha fatto meglio crescendo del 7,5%. Al contrario hanno perso di fascino i centri di scommesse, soppiantati dalla possibilità di giocare sul web: dopo il boom degli ultimi anni, oggi l’offerta risulta cresciuta del 6% rispetto all’anno scorso e la domanda è in calo dell’8%.

    Il digitale e le grandi catene hanno cambiato il destino di cartolerie e librerie, soprattutto nel caso delle piccole attività a conduzione familiare: nell’ultimo anno l’offerta è aumentata del 10,5% e la domanda risulta scesa del 6%. Resistono meglio le edicole, seppure in sofferenza, per cui si rileva una crescita dell’offerta del 3% e un calo della domanda del 5%. Per entrambe le attività i prezzi risultano ancora stabili (-1%).

    Negozi di abbigliamento e ferramenta soffrono la concorrenza della grande distribuzione e la domanda per queste due attività è scesa ancora nell’ultimo anno, con un calo del 4%.

    Sta mutando anche il panorama delle attività legate al mondo dei fumatori: dopo gli anni del boom, i negozi di sigarette elettroniche avevano attraversato un momento di forte crisi che però, stando alle ultime rilevazioni, sembra essere in fase di attenuazione con una domanda che torna timidamente a crescere dell’1%. Scema invece l’interesse verso le tabaccherie più classiche, attività che soffrono la difficoltà del passaggio generazionale: l’offerta risulta in crescita del 4% a cui corrisponde una uguale percentuale, ma in negativo, della domanda, a fronte di prezzi che scendono del 5%.

  • Per comprare casa nei borghi più belli d’Italia può servire più del doppio rispetto al prezzo medio nazionale

    Il Ministero dei Beni Culturali ha definito il 2017 come l’anno dei borghi e la spinta alla promozione di questi particolari angoli d’Italia sta avendo un importante successo, non solo per l’aumento dei flussi turistici ma anche da un punto di vista immobiliare. Secondo un’analisi di Immobiliare.it (https://www.immobiliare.it), infatti, comprare casa in alcuni di questi borghi può costare cifre addirittura più alte del doppio rispetto alla media nazionale.

    Laigueglia, in provincia di Savona, è il borgo più caro d’Italia con un prezzo medio richiesto per gli immobili pari a 5.071 euro al metro quadro. In confronto al dato nazionale pari a 1.940 euro, secondo l’ultimo Osservatorio di Immobiliare.it sul mercato residenziale, le case di Laigueglia costano mediamente il 161% in più. Non si allontana di molto Sperlonga: per acquistare una delle casette bianche, caratteristiche di questo paesino arroccato sulla costa laziale, il prezzo medio rilevato è di 4.676 euro al metro quadro, il 141% in più rispetto alla media nazionale e il 119% in più rispetto a quanto si richiede nell’intera provincia di Latina.

    Al terzo posto si trova un’altra perla della costa ligure, Vernazza: in quest’angolo delle Cinque Terre per comprare casa servono in media 4.468 euro al metro quadro. Una cifra, questa, che equivale al 76% in più rispetto all’area di La Spezia e al 130% in più rispetto al dato italiano.

    La riviera ligure è senz’altro la più popolata da quelli che sono i borghi più belli e cari d’Italia, tanto che anche gli ultimi due posti della top5 sono occupati da sue località: parliamo di Cervo, in provincia di Imperia, e di Noli, in provincia di Savona. In entrambi i borghi, per acquistare casa, servono poco meno di 3.900 euro al metro quadro, oltre il doppio rispetto al valore medio degli immobili in Italia. La Liguria vanta altri due borghi fra quelli più cari del Paese: si tratta di Moneglia (GE) all’undicesimo posto e Seborga (IM) al diciannovesimo.

    Se il mare la fa da padrone quando si parla di borghi più cari, il primo della classifica che invece vanta un panorama montano è Vigo di Fassa (TN). Le case qui costano mediamente 3.648 euro al metro quadro, il 69% in più rispetto alla provincia e l’88% in più rispetto alla media nazionale.

    Scorrendo la classifica dei borghi più belli e più cari d’Italia si torna al mare, con Furore (SA), Framura (SP) e Conca dei Marini (SA): qui i prezzi si aggirano fra i 3.500 e i 3.400 euro al metro quadro. Il primo borgo di lago che rientra in questa particolare analisi è Tremezzina, in provincia di Como, dove per l’acquisto di un immobile servono in media 3.220 euro al metro quadro, oltre il 60% in più rispetto alla media provinciale e a quella nazionale.

    La provincia di Bolzano ospita ben tre dei borghi più cari fra quelli anche più belli d’Italia: Egna, Chiusa e Vipiteno. Sebbene i prezzi degli immobili in queste località siano fra i più alti tra i borghi italiani, risultano più bassi della media della loro provincia (3.442 euro mq).

    Sul versante del lago di Garda rientra nella classifica Gardone Riviera, in provincia di Brescia, dove per comprare casa bisogna mettere in conto una media di 2.788 euro al metro quadro, il 44% in più rispetto al dato medio nazionale.

    Il primo e unico borgo toscano a rientrare nella top 20 di quelli più cari è Montescudaio, in provincia di Pisa: qui si chiedono 2.601 euro al metro quadro. In chiusura di classifica troviamo altri due borghi di mare, Cefalù, in provincia di Palermo, e Carloforte, in provincia di Carbonia-Iglesias. I prezzi medi richiesti in queste perle del Mediterraneo sono pari rispettivamente a 2.545 e 2.250 euro al metro quadro (+31% e +16% rispetto alla media nazionale).

    Fra questi ultimi due borghi si trova Castel Gandolfo. Per comprare casa qui servono in media 2.498 euro al metro quadro. Questa cifra è più bassa del 9% rispetto al prezzo richiesto nella provincia di Roma, ma supera del 29% quello chiesto a livello nazionale.

  • Mercato immobiliare residenziale: prezzi in calo dell’1,2% nel secondo semestre 2016; -2,4% nell’anno

    I prezzi degli immobili residenziali in Italia sono vicini alla stabilità: dopo anni di drastici cali, secondo l’Osservatorio dell’Ufficio Studi di Immobiliare.it (http://www.immobiliare.it),  il secondo semestre 2016 ha segnato un calo dei prezzi dell’1,2%, l’oscillazione più contenuta rilevata dal portale negli ultimi tre anni.

    La strada verso un mercato finalmente più solido è ancora più visibile se si guarda al dato trimestrale, relativo agli ultimi mesi del 2016: in questo caso la variazione dei prezzi resta negativa ma si ferma appena allo 0,7%. Se il 2015 si era chiuso con un -5,1% di calo annuale, il 2016 si dimostra migliore, con prezzi in diminuzione del 2,4% sui dodici mesi.

    Nel mese di dicembre 2016 il costo medio degli immobili residenziali in Italia è stato pari a 1.940 euro al metro quadro. Questo valore varia nelle diverse aree del Paese: la zona più cara si conferma quella del Centro, con valori che arrivano a 2.341 euro al metro quadro; Il Nord cala a 1.952 euro, mentre il Sud rimane l’aerea con costi meno elevati pari mediamente a 1.629 euro al metro quadrato.

    Nel secondo semestre del 2016 il Nord è la zona che più delle altre si avvicina alla stabilità dei prezzi degli immobili, con una riduzione dello 0,8% che diventa -0,5% su base trimestrale. Al Centro e al Sud il calo è più evidente anche rispetto alla media nazionale arrivando rispettivamente al -1,7%  e al -1,4% nel secondo semestre. In entrambe le aree l’analisi sull’ultimo trimestre 2016 registra una riduzione dei prezzi pari allo 0,8%.

    Permane un grande divario fra i grandi e piccoli centri: dove si registrano oltre 250 mila residenti, la cifra media al metro quadro è pari a 2.580 euro; si scende a 1.695 euro per le città con meno di 250 mila abitanti. Guardando però alle variazioni dei prezzi, le due realtà si avvicinano e tendono alla stabilità in maniera praticamente identica, con un calo dei dello 0,9% nell’ultimo trimestre del 2016.

    «Un mercato contraddistinto da prezzi in forte calo per anni fa registrare oggi un aumento delle compravendite residenziali (+17,4% secondo l’ultimo Osservatorio dell’Agenzia delle Entrate) – dichiara Guido Lodigiani, Direttore Corporate e Ufficio Studi di Immobiliare.itViste le cifre che abbiamo rilevato, le oscillazioni dei prezzi sempre meno significative e vista la natura a “nido d’ape” del ciclo immobiliare, ci aspettiamo, per il 2017, un ulteriore incremento delle compravendite, a fronte di una sempre maggiore stabilità dei prezzi

    I capoluoghi di regione

    Come nel primo semestre, anche la seconda metà del 2016 incorona Firenze come il capoluogo di regione più caro d’Italia, con valori al metro quadro pari a 3.428 euro; ma se nella rilevazione precedente i prezzi erano in calo, adesso la tendenza si è invertita e, per l’ultimo semestre 2016, si registra un aumento dello 0,3%, che sale allo 0,4% su base trimestrale (settembre-dicembre 2016). Anche la seconda e la terza posizione della classifica dei capoluoghi rimangono invariate: Roma è seconda, con 3.327 euro al metro quadro (-2,5% nell’anno, ma soltanto -0,6% nell’ultimo trimestre); Milano resta terza con una media di 3.216 euro al metro quadro, valore in calo dell’1,2% nel semestre e più in discesa nell’ultimo trimestre 2016 con un -1,6%.

    Anche la coda della classifica rimane invariata ma emergono alcuni segnali di ripresa da evidenziare. Catanzaro rimane il capoluogo di regione più economico: per comprare un immobile residenziale qui si spendono mediamente 1.129 euro, cifra che è scesa del 5,5% rispetto al 2015 ma che risulta in crescita dello 0,2% nell’ultimo trimestre del 2016. Un segno, questo, di come la ripresa stia coinvolgendo anche le località meno care. Seguono Campobasso, con un prezzo medio di 1.180 euro al metro quadro (-10% rispetto a dicembre 2015, record assoluto dei cali annui in Italia), e Perugia con 1.290 euro/mq,  cifra scesa del 5,4% in un anno.

    L’ultima parte del 2016 ha visto crescere i prezzi in diversi capoluoghi di regione: oltre ai già citati casi di Firenze e Catanzaro, va segnalata la buona performance di Bologna, dove da settembre a dicembre 2016 i costi sono aumentati dell’1%. A Trieste e Aosta si è rilevato un aumento dello 0,8%, ottimo segno soprattutto per la seconda città che nell’ultima analisi era quella in cui i prezzi erano scesi maggiormente in un anno.

  • Lusso immobiliare: il mercato del Sud Europa è il più ambito

    3,2 milioni di euro: è questa la cifra media che chi cerca immobili di lusso nel mondo ha intenzione di spendere. Somma elevata, certo, ma in contrazione del 3,7% rispetto al 2015. A dirlo è un’analisi di LuxuryEstate.com (http://www.luxuryestate.com), portale internazionale partner di Immobiliare.it per il settore del lusso. Nel 2016 il Sud Europa si è confermato l’area del pianeta più ambita dai Paperoni del mattone: Spagna, Francia e Portogallo occupano il podio della classifica dei Paesi che hanno attratto il maggior numero di richieste di immobili residenziali di prestigio.

    Spagna, Francia, Portogallo e Italia

    La Spagna è la meta più ambita per le residenze di alta gamma con un incremento delle ricerche pari al 30% rispetto allo scorso anno e una crescita dei budget medi del 2% (3,3 milioni di euro).

    Negli altri Paesi europei che guidano la classifica, invece, i budget medi risultano in calo: la Francia, arrivata seconda con un incremento del 3% sulle richieste, attira mediamente somme pari a 2,4 milioni di euro (-4% rispetto al 2015). A fronte di un aumento dell’interesse, tradotto in un +35% di richieste di immobili di lusso, il Portogallo perde in termini di investimenti: questi infatti sono scesi del 13% in un anno e chi cerca una dimora nel Paese è pronto a spendere mediamente 2,2 milioni di euro.

    Anche l’Italia si piazza bene per il numero di richieste nel 2016: con un incremento del 5% arriva al quarto posto e raccoglie l’interesse di acquirenti pronti a spendere mediamente 2,2 milioni di euro, cifra che però risulta in calo rispetto al 2015 (2,4 milioni).

    Stati Uniti ed Emirati Arabi

    A seguire troviamo il primo Paese extraeuropeo, gli Stati Uniti, in cui si registra il 16% in più di richieste rispetto all’anno precedente con un budget medio ben più alto di quelli relativi al Vecchio Continente e pari a 6,3 milioni di euro (il 17% in meno in confronto a un anno fa). Ancora più cospicua la cifra che sono disposti a spendere coloro i quali hanno interesse negli immobili residenziali negli Emirati Arabi, dove si parla di una media di 6,7 milioni di euro, il 22% in più rispetto al 2015.

    Regno Unito, Austria, Svizzera e Turchia

    Discorso a parte va fatto per il Regno Unito: la Brexit ha probabilmente fatto perdere appeal a questa meta da Paperoni, tanto che nella classifica ha perso una posizione rispetto all’anno scorso. Il budget medio però aumenta, segno che gli immobili di lusso, la cui richiesta si concentra per lo più su Londra e i grandi centri, non perdono di valore, anzi. La cifra al momento della ricerca di una casa è pari mediamente a 7,2 milioni di euro, il record tra i Paesi più cercati, e segnala un incremento annuo del 20%. Austria e Svizzera registrano un importante aumento di interesse, stando alle ricerche effettuate su LuxuryEstate.com: si parla rispettivamente del +25% e +14% in un anno. Nonostante i problemi e i disordini politici, la Turchia continua ad attirare un numero sempre crescente di potenziali investitori del lusso immobiliare: in un anno si è registrato un aumento del 14% per le ricerche, che si muovono su budget medi di 3,2 milioni di euro.

    Repubblica Dominicana, Grecia e Canada

    In crescita anche la domanda di immobili di lusso in una meta esotica lontana dall’Europa, la Repubblica Dominicana, che ha guadagnato il 17% in più rispetto al 2015, con budget medi di 2,8 milioni di euro.

    La Grecia soffre ancora la crisi degli scorsi anni, attirando il 29% di ricerche in meno rispetto a un anno fa e perdendo ben sette posizioni in classifica. Si riduce anche la cifra che si è disposti a sborsare per un immobile di lusso che, con un calo annuale del 10%, arriva a 3,8 milioni di euro.

    L’impennata record dei budget è stata registrata per il Canada dove se l’anno scorso si volevano spendere in media 2,2 milioni di euro, ora la cifra è salita a 2,9 milioni (+33%).

    «Gli acquirenti alto-spendenti – racconta Silvio Pagliani, Presidente di LuxuryEstate.comsono attratti dal Sud Europa per il clima mite ma anche per dei prezzi relativamente abbordabili se confrontati, ad esempio, con quelli che servono per acquistare un immobile di lusso negli Stati Uniti o negli Emirati Arabi. Questo non implica una concentrazione della ricchezza nei Paesi più cercati dato che, mediamente, solo un terzo delle richieste è autoctono: chi è alla ricerca di residenze di lusso usa il web soprattutto per trovare casa in mete lontane dal proprio Paese d’origine e lo fa nell’85% dei casi per acquistarle».

  • Vendesi castello…con fantasma

    Sarà per la recente uscita nelle sale del film Ghostbusters o per il fascino che le storie legate al paranormale hanno sempre avuto, fatto sta che ormai anche la presenza di ospiti in lenzuolo ed ectoplasma è un plus da mettere in evidenza.

    Come avviene nell’annuncio, pubblicato sulle pagine di Immobiliare.it, relativo ad uno splendido castello piemontese, quello di Arignano, nella cui descrizione si legge: “Vendesi antico e suggestivo castello nel Monferrato, completo di fantasma e tesoro”.

    Del tesoro non si hanno, chiaramente, indicazioni precise, ma quanto al fantasma pare che gli avvistamenti siano stati molteplici.

    La struttura in vendita sorge nella parte più alta di uno splendido paesino medievale distante appena 20 chilometri da Torino, ed è noto anche come Rocca di Arignano. Caratterizzato da un’imponente torre quadrata ornata con merli tipici del periodo in cui è stato costruito, il castello è ben visibile fin dall’ingresso in paese ed è rimasto praticamente immutato dal XV secolo.

    La leggenda, per sua natura non verificata né verificabile, narra che nelle segrete oggi irraggiungibili costruite sotto il castello si trovasse un lunghissimo tunnel sotterraneo con cui, i pochi che sapevano dell’esistenza del passaggio, potevano arrivare sino a Torino e, siamo ancora una volta nel campo inverificabile del si dice, pare che fra di essi vi fosse anche il mitico alchimista Cagliostro.

    L’annuncio, pubblicato su Immobiliare.it dalla Polytropon general contracts chiarisce che il castello, nonostante la struttura sia assolutamente solida, necessiti comunque di alcuni interventi di manutenzione e di restauro, il che spiega un prezzo, 600.000 euro, tutto sommato non così elevato se siete disposti ad assumervi l’onore del restauro; se invece volete acquistare l’immobile già ristrutturato la richiesta raddoppia ed arriva a 1.200.000 euro.

    Fantasma, ed eventuale tesoro se mai doveste trovarlo, sono compresi nel prezzo.

  • Immobili residenziali: nel primo semestre 2016 prezzi in calo del 2,1%

    Continua a rallentare la discesa dei prezzi del mercato residenziale italiano e, secondo l’Osservatorio condotto dall’Ufficio Studi di Immobiliare.it (http://www.immobiliare.it), nel primo semestre 2016 la riduzione è stata pari al 2,1%.

    Si conferma quindi la tendenza evidenziata nelle rilevazioni precedenti che avevano fatto registrare, per il 2015 un -5,1% sui dodici mesi, diventato poi -2,9% nel secondo semestre dello scorso anno.

    A giugno 2016 il prezzo medio di un immobile italiano è stato pari a 1.964 euro al metro quadrato, anche se con oscillazioni importanti lungo lo Stivale; al Nord il costo evidenziato dall’Osservatorio sul mercato residenziale italiano messo a punto dall’Ufficio Studi di Immobiliare.it è pari a 1.969 euro al metro quadro che diventano 1.652 euro al Sud e addirittura 2.381 euro al metro quadro al Centro.

    Importante anche la differenza in termini assoluti fra grandi e piccoli centri: nelle località con oltre 250.000 abitanti il costo medio al metro quadro è pari a 2.610 euro; 1.721 euro per ciascun metro quadrato nei comuni con meno di 250.000 residenti.

    Le differenze, però, diventano minime se si analizzano i valori, e le relative variazioni, in termini percentuali; tanto al Nord quanto al Sud Italia i prezzi si sono ridotti del 2% su base annua e, rispettivamente, dello 0,7% e dello 0,6% da marzo a giugno 2016. Al Centro le diminuzioni di costo sono state pari al 2,5% nei dodici mesi e allo 0,5% nell’ultimo trimestre.

    La situazione varia poco anche se l’analisi viene fatta considerando come parametro la dimensione della città; nell’anno i prezzi si sono ridotti dell’1,9% nei grandi centri, del 2,2% in quelli più piccoli.

    «Come avevamo previsto – dichiara Guido Lodigiani, Direttore Corporate e Ufficio Studi di Immobiliare.itdopo anni di forte crisi il mercato immobiliare italiano tende nuovamente alla stabilità e questo non può che essere un bene anche per gli investitori che, infatti, ritornano a guardare con interesse al nostro Paese

    I capoluoghi di Regione

    Anche nel primo semestre del 2016 Firenze conserva il primato di capoluogo di regione più caro d’Italia con un prezzo al metro quadro pari a 3.418 euro, comunque inferiore dello 0,4% rispetto al 2015; seconda, nella classifica dei prezzi, è Roma che registra un calo importante nell’anno (-2,4%) e arriva ad una media di 3.381 euro al metro quadro sorpassando di un soffio Milano che si ferma a 3.255 euro (-0,3% nell’anno).

    Osservando la classifica dal lato opposto, il capoluogo di regione più economico è Catanzaro, dove per comprare casa si spendono mediamente 1.162 euro (-2,7% nell’anno), seguito da Campobasso (1.292 euro/mq; -6,7% rispetto al 2015) e Perugia (1.311 euro/mq; -6,5% rispetto al 2015)

    Il capoluogo di regione che nel corso degli scorsi dodici mesi ha subito il calo maggiore dei prezzi è Aosta: ai piedi del Monte Rosa i costi delle case sono scesi dell’8,2%.

    Uno solo dei venti capoluoghi di regione italiana ha visto invece crescere il prezzo degli immobili: è Potenza che con 1.693 euro al metro quadro porta la variazione al +1,8% su base annua e addirittura al +2,2% da marzo a giugno 2016.

  • Sicilia, Calabria e Abruzzo: qui la vacanza ad agosto è low cost

    Anche se agosto è sinonimo di alta stagione scegliere il low cost è comunque possibile: basta puntare mete turistiche ancora poco note per tenere in tasca fino al 60% del budget. Secondo il portale Casevacanza.it (http://www.casevacanza.it), leader in Italia per gli affitti turistici e partner di Immobiliare.it, ad agosto 2016 le opportunità più interessanti per conciliare il relax delle vacanze con il risparmio si trovano in Sicilia, Calabria e Abruzzo.

    Casevacanza.it ha monitorato i prezzi medi richiesti per notte ad agosto e le prenotazioni effettuate negli ultimi 60 giorni; sulla base della richiesta tipo – quella di un appartamento affittato da 4 persone – la località turistica regina del low cost in altissima stagione è San Salvo, in provincia di Chieti: qui si spendono all’incirca 35 euro a notte. Nota per il suo ampio arenile sabbioso, le acque pulite e la qualità dei servizi, premiati annualmente con la Bandiera Blu, la località abruzzese è strategica anche per conoscere larga parte della costa adriatica, in primis le vicine isole Tremiti.

    A seguire, con 40 euro a notte, due mete molto diverse tra loro: Borghetto Santo Spirito, in provincia di Savona, e Conversano, ad una trentina di chilometri di Bari. La prima, altro comune premiato con la Bandiera Blu, è una base perfetta per muoversi alla volta delle tante località liguri limitrofe; la seconda è un bellissimo borgo medievale, il cui patrimonio culturale fa il paio con la vicinanza strategica con alcune delle spiagge più belle della costa barese: quelle di Polignano a Mare e Monopoli in primis. Quarto posto per Castellabate, in provincia di Salerno, che ha mantenuto prezzi davvero contenuti (42 euro a notte) nonostante la popolarità raccolta con il film “Benvenuti al Sud”.

    Guardando le altre località che compongono la classifica stilata da Casevacanza.it si nota come le regioni più ricorrenti nella top 20 della convenienza siano la Sicilia, la Calabria e l’Abruzzo: Aci Castello (in provincia di Catania, 47 euro per notte), Palma di Montechiaro (Agrigento, 50 euro), Falcone (Messina, 57 euro) e Palermo (60) fanno della Sicilia la regione low cost per eccellenza. Si difende bene la Calabria, che nel 2015 aveva ben 6 località su 20 tra le più convenienti; adesso ne ha solo tre, e tutte in provincia di Cosenza: Paola, Santa Maria del Cedro e Scalea (tutte e tre a 45 euro per notte). Per l’Abruzzo, oltre alla citata San Salvo, compaiono in classifica due località della provincia di Teramo: Martinsicuro (nota per la marina di Villa Rosa) e Tortoreto, ambita soprattutto dai gruppi di giovani – rispettivamente con 50 e 53 euro per notte.

    L’unica località presente in Sardegna è Masaìnas, nella provincia di Carbonia-Iglesias: nota per la spiaggia di Is Solinas, con la sua sabbia bianca e i bellissimi ginepri, richiede un prezzo medio per notte di 57 euro; la Puglia – oltre a Conversano – ha in classifica Carovigno, in provincia di Brindisi: anche quest’anno non c’è molto spazio per il Salento, dove i prezzi medi rimangono ben più elevati. Le uniche località turistiche montane presenti in classifica sono Malè, in Trentino Alto Adige e Valtournenche, in Valle d’Aosta: in entrambe si spendono circa 50 euro a notte, molto meno di quanto costa soggiornarvi durante il periodo invernale.

    «Le ferie low cost – ha dichiarato Francesco Lorenzani, Amministratore Delegato di Feries, società proprietaria di CaseVacanza.it non sono più un tabù per nessuno ed è stato proprio questo atteggiamento a favorire il business delle case vacanza e delle altre strutture ricettive extra-alberghiere. Internet ha reso più facile muoversi alla volta di luoghi meravigliosi e ancora poco conosciuti, dove gli affitti possono arrivare a costare fino al 60% in meno rispetto alle località più prenotate nelle stesse regioni.»

    Ecco di seguito l’elenco delle località con i canoni più bassi per agosto (prezzi medi per notte relativi ad immobili con quattro posti letto).

    NB: si indicano anche le frazioni laddove queste siano una destinazione turistica.

    Località Provincia Regione costo medio per notte (4 persone)
    San Salvo Chieti Abruzzo 35
    Borghetto Santo Spirito Savona Liguria 40
    Conversano Bari Puglia 40
    Castellabate (Punta Licosa) Salerno Campania 42
    Paola Cosenza Calabria 45
    Santa Maria del Cedro Cosenza Calabria 45
    Nova Siri Matera Basilicata 45
    Scalea Cosenza Calabria 45
    Aci Castello (Aci Trezza) Catania Sicilia 47
    Malè Trento Trentino-Alto Adige 50
    Martinsicuro (Villa Rosa) Teramo Abruzzo 50
    Palma di Montechiaro Agrigento Sicilia 50
    Valtournenche Aosta Valle d’Aosta 50
    Abetone Pistoia Toscana 52
    Tortoreto Teramo Abruzzo 53
    Falcone Messina Sicilia 57
    Masaìnas Carbonia Iglesias Sardegna 57
    Carovigno Brindisi Puglia 58
    Taggia (Arma di Taggia) Imperia Liguria 58
    Palermo Palermo Sicilia 60

     

  • Nasce Feries.com, il network mediterraneo del turismo extra-alberghiero

    Il portale Casevacanza.it (http://www.casevacanza.it), tra i siti leader in Italia per gli affitti turistici e partner di Immobiliare.it, presenta oggi la sua versione internazionale: nasce Feries.com (http://www.feries.com), disponibile in cinque lingue – inglese, francese, tedesco, spagnolo e russo – e dedicato all’utenza straniera.

    Il portale punta a raccogliere domanda ed offerta non solo di case vacanza ma di tutte le strutture ricettive extra alberghiere, che ormai rappresentano un’alternativa sempre più amata dai turisti di tutto il mondo: bed&breakfast, residence, campeggi e agriturismi si aggiungono alle case vacanza per offrire ai turisti di ogni nazionalità un punto di riferimento mentre si viaggia.

    Se da un lato Feries.com consentirà ai turisti che cercano strutture ricettive extra alberghiere di visualizzare nella propria lingua gli annunci pubblicati da privati e professionisti – con un notevole incremento della semplicità d’uso, possibile anche grazie al nuovo sistema di prenotazione istantanea – dall’altro permetterà a chi propone la propria struttura di accedere ad un bacino potenziale di clienti ancora più ampio, cosa fino ad oggi ostacolata dai limiti linguistici.

    «I mercati esteri, per ciò che concerne il business delle case vacanza ha dichiarato Francesco Lorenzani, Amministratore Delegato di Feries – sono sempre più cruciali, e ci è sembrato naturale pensare ad un allargamento dei nostri orizzonti, in un mondo in cui anche il turismo di massa è ormai globale. Grazie alla nascita di Feries.com la nostra società si internazionalizza e si pone l’obiettivo di creare, anche attraverso accordi con portali di altre nazioni, un network “mediterraneo” del turismo extra-alberghiero. Si tratta di un momento di svolta per la nostra web company, che da nazionale si fa internazionale e punta ad un’ulteriore crescita in termini di team, obiettivi e fatturato.»

    Sul portale multilingua sono presenti, al momento, oltre 100mila annunci: l’offerta maggiore è concentrata in Italia (43%), seguita da Spagna (11%), Stati Uniti (11%), Croazia (6%) e Francia (5%). Per il lancio del sito Feries.com sono previsti investimenti pubblicitari ad hoc, che partiranno dai mercati in lingua inglese per poi estendersi a quelli in lingua tedesca, francese, spagnola e russa. È in fase di rilascio l’app per sistemi Android e iOS.

  • Immobiliare.it, investimento di 1,5 milioni di euro su ProntoPro.it

    Immobiliare.it, leader del mercato immobiliare online italiano ha annunciato oggi il suo investimento in ProntoPro.it (http://www.prontopro.it), portale che mette in contatto domanda e offerta di lavoro professionale e artigianale. L’azienda, che qualche mese fa ha raggiunto il traguardo del decimo anno di attività, entra fra i soci della giovane web company con un investimento di 1,5 milioni di euro.

    «Molte delle categorie in cui opera ProntoPro.it – ha dichiarato Carlo Giordano, amministratore delegato di Immobiliare.it – sono legate alla ricerca del migliore artigiano o ditta per i lavori legati alla casa. Per questo motivo riteniamo che l’investimento sia strategico e consentirà molte sinergie che si tradurranno in un ulteriore miglioramento dei servizi per gli utenti».

    L’aumento di capitale arriva dopo appena un anno di attività in cui ProntoPro.it ha già inviato oltre 30 milioni di euro di lavori ai 50.000 professionisti e aziende iscritti alla piattaforma ed è diventato il primo portale in Italia del settore per numero di utenti, coprendo 430 categorie negli ambiti più diversi: non solo tutto quello che riguarda la casa – idraulici, imbianchini, elettricisti e molti altri tipi di artigiani – ma anche gli eventi, le lezioni private, l’informatica, il wellness, il giardinaggio, la fotografia, il web e persino la musica.

    Nella start-up ha creduto anche TIM riconoscendole la menzione speciale nel programma TIM #WCAP Accelerator 2015.

    «ProntoPro.it è uno strumento utile tanto ai professionisti quanto agli utenti. I capitali serviranno per accelerare la crescita della piattaforma che ormai ha dimostrato di funzionare con reciproca soddisfazione di professionisti e utenti – ha dichiarato Marco Ogliengo, CEO di ProntoPro.it. – Professionisti e aziende sono contenti di avere un canale attivo per raggiungere potenziali clienti e far conoscere i propri servizi e la propria professionalità; dall’altro lato i clienti hanno un valido aiuto per cercare il professionista adatto alle loro necessità in modo facile e immediato. La nostra missione è quella di aumentare il valore nel mondo dei servizi e siamo certi che l’accordo siglato con Immobiliare.it ci consentirà di farlo ancora meglio».

    Ma come funziona ProntoPro.it? Per gli utenti che sono alla ricerca di un professionista, è sufficiente collegarsi al sito e compilare una scheda con i dettagli del lavoro che si vuole commissionare. In poche ore si riceveranno, gratuitamente, preventivi personalizzati e gli utenti potranno valutarli in autonomia, in base al profilo e alle recensioni dei professionisti.

    Per i professionisti l’uso di ProntoPro.it diventa un valido aiuto per aumentare la clientela, avendo a disposizione un portale su cui farsi pubblicità gratuitamente e ottenere richieste di lavoro in linea con la propria offerta. Grazie a questo sistema anche le piccole e medie imprese, che rappresentano il cuore del tessuto economico italiano, hanno la possibilità di farsi conoscere con costi decisamente contenuti.

  • Immobiliare.it torna in TV con uno spot…da sogno

    La casa dei sogni diventa realtà nel nuovo spot di Immobiliare.it che sarà trasmesso in anteprima durante la proclamazione del vincitore di Sanremo 2016 per poi essere programmato sulle principali reti televisive da domenica 14 febbraio.

    La nuova campagna, nata ancora una volta dalla collaborazione tra Immobiliare.it, leader degli annunci immobiliari in Italia, e PicNic si articola in due soggetti, ma rispetto alle precedenti ha molti elementi di novità; cambia il format, cambia il tono di voce e cambiano i protagonisti che, nella nuova creatività, sono tutti giovanissimi, e hanno un’età compresa tra i 4 e i 10 anni. Immobiliare.it ha dato voce alla spontaneità di questi bimbi, facendo loro una semplice domanda: «Qual è la casa dei tuoi sogni?»

    «Chi più di un bambino può essere davvero sincero e rispondere lasciando libera la sua immaginazione?» afferma Niccolò Brioschi, direttore creativo esecutivo e partner di PicNic «Le richieste dei bambini, come immaginavamo, sono state incredibili; una vera sfida che il team di Immobiliare.it ha accettato e vinto».

    «Accontentare un bambino e trovare la sua casa dei sogni è davvero difficile, ma con Immobiliare.it tutto è possibile» aggiunge Silvio Pagliani co-fondatore di Immobiliare.it. «Sul sito e sulle applicazioni c’è la più grande offerta di immobili e cercare è davvero un gioco da ragazzi. Anzi da bambini!»

    Se siete curiosi di scoprire cosa hanno risposto i giovani protagonisti e come Immobiliare.it è riuscito a realizzare i loro sogni non vi resta che guardare i nuovi spot dei quali è già disponibile il teaser a questo link: https://youtu.be/u-DJP0lMAh4

    Anche nella programmazione c’è una novità: il video teaser del nuovo spot sarà diffuso anche sul web nei principali siti da oggi fino al prossimo sabato.

    Per l’agenzia, sotto la direzione creativa di Niccolò Brioschi, hanno lavorato al progetto la copywriter Federica Guidolin e l’art director Riccardo Colombo. L’account director è Veronica Misciattelli.  La regia è di Luca e Marcello Lucini. La regia degli effetti speciali è di Marco Chiarini. La casa di produzione è The Big Mama. Produttore esecutivo: Lorenzo Borsetti con Giorgia Salvador. Direttore della fotografia: Davide Artusi. Post produzione video: Videozone. Post produzione audio: Screenplay.

  • ASSEMBLEA DEI SOCI

    Oriana, Presidente Nazionale ASPESI: “Si è consolidata Aspesi Milano, è esplosa Aspesi Torino. La crisi è finita…. Ci aspetta un 2016 nettamente migliore e con Federterritorio”

    Si è tenuta presso l’Hotel dei Cavalieri di Milano l’Assemblea annuale dell’Aspesi, l’Associazione Nazionale delle Società di Promozione e Sviluppo Immobiliare.
    Nella sua relazione introduttiva il Presidente Nazionale, Avv. Federico Filippo Oriana, ha sottolineato i grandi risultati ottenuti nel 2015 dall’Associazione. Hanno aderito 23 nuovi Associati delle tipologie più varie nel settore immobiliare: dalla prima azienda nazionale di facility management alla maggiore Sgr italiana, da imprese di costruzione in proprio ad aziende di servizi, società di valorizzazioni di immobili di pregio storico-culturale, studi professionali specializzati.
    Sono stati realizzati 23 eventi, alcuni di particolare rilievo, tra i quali quelli di Aspesi Milano legati ad Expo e quelli di Aspesi Torino. “Si è dunque consolidata Aspesi Milano – ha commentato il Presidente – la branch lombarda dell’Associazione guidata da Antonio Anzani ed è esplosa Aspesi Torino – guidata da Antonio Romano – che, associando le maggiori società del mattone di Torino, è avviata a diventare in breve tempo la maggiore organizzazione del settore del capoluogo subalpino.”
    Sono stati attivati, poi, organi di confronto interno prima non operativi, come la Commissione Finanza Immobiliare – sotto la guida di Ivan Drogo Inglese, Amministratore Delegato di Holdingimmobiliare.com – e la Consulta dei Soci Aderenti, cioè i professionisti, sotto la guida di Francesco Caridei.
    Il Presidente Oriana ha, poi, sottolineato con particolare entusiasmo la avvenuta partenza della nuova Federazione del settore – Federterritorio- che ha tenuto la sua prima riunione presso la sede Aspesi il 2 dicembre scorso: ben dodici Associazioni partecipano al progetto, oltre ad alcune grandi aziende, e sono già stati fatti tutti i passi organizzativi preliminari come la registrazione della denominazione al Ministero dello Sviluppo Economico, l’apertura del sito Internet e attivazione degli indirizzi e-mail e soprattutto, l’accettazione della nuova Federazione da parte dell’EPF – European Property Federation, la maggiore associazione europea del settore. “E’stato particolarmente incoraggiante riscontrare –ha proseguito l’Avv. Oriana – nelle trattative con diverse realtà nazionali, anche fuori dall’immobiliare in senso stretto, un grande interesse per una promozione politica, normativa e culturale di tutti gli aspetti e profili delle attività territoriali comprendenti: comunicazioni, infrastrutture e turismo, mondi immensi e di rilievo strategico per un Paese come l’Italia.” “E’ importante –ha concluso il Presidente Oriana- che si avanzi con l’idea-guida di “territorio” e non di “immobiliare” perché questo concept è dotato di una razionalità interna molto forte”.
    Sia nella relazione del Presidente Oriana che nell’ampio dibattito che vi ha fatto seguito è emersa la convinzione che la crisi, generale e di settore, sia terminata e che ci si possa attendere un 2016 nettamente migliore. Con gli auguri che ha rivolto ai presenti e a tutti gli Associati di Aspesi e delle diverse associazioni del sistema Aspesi, il Presidente ha concluso con una frase di Yukio Mishima adatta al periodo difficile che il settore e l’economia italiana ed europea hanno attraversato: “Nessuna notte è così lunga da impedire al sole di risorgere”.

    Milano, 16.12.2015

    Elenco dei 23 nuovi Soci Aspesi:
    Ada Group, AI Studio, Baker&McKenzie, Biffi Consulting, Consorzio Case Torino, Cos.Man., Dante Salmè, Ferreri Costruzioni, HoldingImmobiliare, ICC Srl, Idea Fimit Sgr, Immocel Srl, Istituto Fiduciario Ambrosiano, Morassutti Virginia , Oliva Costruzioni, Romeo Gestioni, Sagor & Partner, Studio Berlincioni, Studio Legale Belvedere, Studio Legale Tributario Biscozzi Nobili, Studio Mogliotti, Valorizzazioni Culturali, Wip Architetti

    About ASPESI:
    L’ASPESI, Associazione Nazionale tra le Società di Promozione e Sviluppo Immobiliare, nata nel 1993 a Milano per riunire gli imprenditori del settore immobiliare e rappresentarne gli interessi, associa, in prevalenza, le società che investono in iniziative di valorizzazione, sviluppo e recupero di aree edificabili e fabbricati, con un valore della produzione complessivo che supera il miliardo di euro.

    per info e contatti:

    tel. 02/76011591 fax 02/76011583
    mail [email protected]

  • Studenti fuori sede: prezzi stabili, in Italia una stanza costa 380 euro al mese

    Le Università stanno per riaprirsi e il mercato degli affitti è in fibrillazione, pronto ad intercettare la domanda di tutti i fuori sede d’Italia che a breve affolleranno i corridoi e le aule. L’Ufficio Studi di Immobiliare.it (http://www.immobiliare.it) ha condotto un’indagine sul complicato universo della locazione per gli studenti: dall’analisi dell’offerta di stanze nelle 15 città italiane con la maggior presenza di studenti fuori sede, i prezzi medi richiesti ad agosto 2015 ammontano a 380 euro per una stanza singola e a 270 per un posto letto in doppia. Prezzi sostanzialmente stabili rispetto all’anno precedente, con un leggero calo (pari al 3% circa) relativo alle doppie.

    È sempre Milano, come nel 2014, la città in cui trovare una stanza o un semplice posto letto costa di più: complice un probabile “effetto Expo”, i prezzi medi richiesti sono cresciuti, tanto per le singole quanto per le doppie. Per una stanza singola servono in media 490 euro, cifra che supera del 28% il dato nazionale e del 2% quello dello scorso anno; per la doppia si spendono 335 euro (+5% in un anno). Prezzi alti, questi, che crescono ulteriormente se lo studente punta a vivere nel cuore della città: nelle zone centrali la richiesta media per la stanza singola è pari a circa 600 euro al mese. 

    Solo seconda nella classifica è la città di Roma, che annovera prezzi medi più bassi per via della sua maggiore estensione territoriale: 415 euro al mese per una singola (+1% rispetto al 2014) e 290 per un posto letto in doppia (-3%). Ma, anche in questo caso, la prossimità al centro storico fa lievitare i prezzi delle singole a circa 500 euro al mese.

    Sul podio delle città con i prezzi degli affitti più elevati la medaglia di bronzo spetta a Firenze, tradizionale meta non solo di fuori sede italiani ma anche di tanti Erasmus da tutta Europa: qui si spendono 365 euro per la stanza singola (+2% in un anno) e 275 per il posto in doppia (+6%). Alti i prezzi anche a Bologna, ma stabili rispetto alla rilevazione dello scorso anno: 330 euro per una stanza singola, 245 per la doppia; a Torino va un po’ meglio, anche se si devono sborsare 315 euro al mese per una stanza singola e 240 per il posto in una stanza condivisa (+9%). Per risparmiare bisogna scegliere facoltà di città più piccole, o il Sud Italia: a Catania, ad esempio, i prezzi medi per la stanza singola sono stabilmente sotto i 200 euro.

    A fronte di una generale stabilità delle cifre richieste dai proprietari, alcune località sembrano aver registrato oscillazioni più elevate: per quanto riguarda le stanze singole sono state Siena e Palermo la città che hanno visto i prezzi crescere di più (rispettivamente +9% e +8% in un anno), mentre il calo maggiore è stato ad Urbino (-6%); per i posti in doppia i salti più evidenti sono stati rilevati a Palermo e a Torino (+9% per entrambe), con il calo più forte a Bari (-8%).

    Va detto, ad ogni modo, che sempre di più la differenza di prezzo dell’offerta nelle varie città è connessa non tanto alle attrattive delle università, quanto alle opportunità per i giovani lavoratori. È con loro, infatti, che gli studenti devono “contendersi” le stanze, visto che spesso i precari guadagnano troppo poco per potersi permettere un appartamento intero e optano per la condivisione.
    Fenomeno ormai consolidato nel mercato immobiliare italiano riguarda la presenza del padrone di casa tra gli inquilini: il 12% dell’offerta di alloggi presente su Immobiliare.it è un cosiddetto “affitto parziale”.

    Ma qual è il coinquilino ideale? Esaminando le caratteristiche indicate dagli inserzionisti – a pubblicare gli annunci, e ad occuparsi della selezione, sono quasi sempre le persone che già vivono in casa, incaricati a scegliersi coinquilini che assicurino una buona convivenza – è possibile tracciare il profilo del candidato perfetto: è una donna (il 44% degli annunci richiede esplicitamente una persona di sesso femminile), ha al massimo 35 anni, non fuma e non ha animali. Il 57% degli inserzionisti si dichiara gayfriendly: questa percentuale, in crescita rispetto al 2014, supera il 75% in città come Bologna, Urbino e Padova, mentre scende drasticamente in città del Sud come Palermo (23%) e Bari (28%).

    «Il mercato delle stanze in affitto sembra non conoscere crisi ha dichiarato Carlo Giordano, Amministratore Delegato di Immobiliare.it e la generale tenuta dei prezzi lo dimostra. Un’ulteriore prova della buona salute di questo business risiede nella stabilità del numero di stanze e posti letto disponibili, che non cala come sta succedendo, invece, a quello degli immobili offerti con contratti di locazione tradizionali a una singola persona o a una singola famiglia (-7% nel 2015)».