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  • 11.125 chilometri: ecco quanto hanno guidato gli italiani nel 2016

    11.125 chilometri, quanto la distanza che separa Roma dall’Uruguay; questo il chilometraggio medio pro capite che gli automobilisti italiani hanno percorso nel 2016. Il dato emerge dall’indagine di Facile.it (https://www.facile.it/assicurazioni.html), il più grande portale italiano per la comparazione di tariffe RC auto, che ha analizzato un campione di oltre 500.000 preventivi compilati da gennaio a dicembre 2016 e i chilometri che gli utenti hanno dichiarato di percorrere in un anno con la loro auto.

    Confrontando i dati con quelli dell’anno precedente, emerge che, in media, il chilometraggio è diminuito dello 0,7%, era 11.200 km nel 2015, ma la riduzione non è stata omogenea in tutta la Penisola. A calare maggiormente sono state le distanze percorse dagli automobilisti di 3 regioni; Campania, Piemonte e Toscana.

    Nel caso della Campania ad incidere è stato senza dubbio il costo dell’automobile (e dell’RC auto in primis) che si è tradotto in una riduzione dell’utilizzo auto di quasi 600 chilometri a conducente (-5,10%); per il Piemonte e la Toscana, invece, è possibile identificare come una delle cause principali della diminuzione del chilometraggio l’avvento e la crescente diffusione, a Torino e Firenze, delle auto condivise. Chi usa il car sharing si serve meno del proprio veicolo e questo ha prodotto riduzioni pari a 273 chilometri annui ad automobilista per il Piemonte (-2,40%) e addirittura 315 (-2,80%) per la Toscana.

    Guardando i dati in ottica provinciale, gli italiani che hanno guidato di più nel 2016 sono stati i bolognesi (15.000 chilometri – quasi come fare avanti e indietro da Bologna a Washington, ma in auto), seguiti dai senesi (13.884 chilometri ogni anno – Siena – New York e ritorno).

    Quelli che hanno guidato di meno, invece, sono stati i residenti nella provincia di Palermo (9.617 chilometri, appena necessari per arrivare dall’isola fino ad Hong Kong), alle loro spalle gli automobilisti di Enna (9.654 chilometri; più o meno la distanza che separa la città da Vancouver). A livello regionale gli automobilisti con più chilometri percorsi sono i lucani (12.469 chilometri), gli umbri (12.295) e i pugliesi (12.264 chilometri); in fondo alla classifica, invece, i siciliani (10.181 chilometri) e i laziali (10.673 chilometri).

    L’auto nel tempo libero e in vacanza

    Guardando i dati di utilizzo risulta che appena il 7% degli automobilisti italiani ha preso l’auto principalmente per motivi professionali o per coprire il tragitto casa-lavoro, mentre il 46% per spostamenti nel solo tempo libero; il 47% degli intervistati dichiara di avere del proprio veicolo un cosiddetto uso misto, che unisce le due precedenti modalità.

    Riducendo l’analisi alla percorrenza legata alle vacanze, siano esse estive, invernali o weekend lunghi, emerge che nel 2016 i guidatori italiani hanno macinato in media 1.001 chilometri, anche se, quando si tratta di partire in auto, le tipologie di viaggio sono abbastanza diverse da regione a regione. Lombardia e Piemonte hanno la maggiore incidenza di viaggi a lungo raggio, ma in questo caso il dato si spiega con la presenza nelle due regioni di molti “fuori sede” che, soprattutto nel periodo estivo, affrontano lunghi tragitti in automobile per tornare nelle regioni d’origine. Nella maggioranza dei casi chi vive in queste regioni “consuma” il suo chilometraggio semplicemente con un’andata e ritorno fatta in estate mentre per le vacanze negli altri periodi sceglie mezzi diversi (aereo – treno).

    L’auto in vacanza è una realtà notevolmente meno usata, invece, nelle regioni meridionali (per ovvi motivi soprattutto nelle due isole) visto che molto spesso chi vive in queste aree non si sposta troppo lontano per i periodi di ferie e, curiosamente, anche nel Lazio dove, a quanto emerge, si preferisce usare l’auto per tragitti più brevi sia all’interno della regione (verso il mare), sia nelle regioni limitrofe. Dai dati sembra che, oltre una certa distanza, i laziali preferiscano lasciare la propria auto in garage.

     

     

  • Assicurazioni viaggio: un mercato da oltre 395 milioni di euro

    Sono oltre 20 milioni gli italiani che in estate partono per le vacanze, un momento tanto atteso ma che, complice la cattiva sorte, può trasformarsi in incubo. Per tutelare i viaggiatori le compagnie assicurative hanno messo a punto diverse soluzioni, creando un mercato che, per la sola copertura medica, secondo l’analisi di Facile.it ha un valore potenziale di oltre 395 milioni di euro*. Guardando alle singole polizze, però, i costi sembrano tutt’altro che proibitivi anche se variano notevolmente in considerazione di diversi parametri.

    «I prezzi vengono determinati non solo in base alla tipologia di copertura richiesta, ma anche ai relativi massimali, alla lunghezza del soggiorno e alla destinazione», spiega Giordano Gala, responsabile New Business di Facile.it «Si tratta comunque di cifre contenute, soprattutto in rapporto ai benefici che garantiscono se qualcosa va storto. Per un viaggio in Italia di 5 giorni, l’assicurazione può costare dai 10 euro per la sola copertura medica ai 25 euro se si aggiungono anche l’assicurazione bagaglio e l’annullamento. Se invece si parte per un viaggio di 15 giorni fuori dall’Europa i prezzi salgono; se la nostra meta sono gli Stati Uniti, oscillano fra i 33 e i 76 euro a viaggiatore».

    Ma numeri a parte, come si differenziano i prodotti a tutela della vacanza, cosa coprono e quali casistiche invece, non tutelano?

    Annullamento vacanza

    Tra le polizze di viaggio una delle più diffuse è quella contro l’annullamento della vacanza. In caso di disdetta della prenotazione questa copertura consente di avere un rimborso della penale, che a volte è pari anche al 100% del costo della vacanza. Quello che pochi sanno, però, è che la polizza di annullamento tutela anche nel caso in cui il viaggiatore sia stato licenziato e non possa più permettersi il viaggio.

    Oltre a questo la polizza copre imprevisti come malattia, infortunio, incidente, o furto di documenti. Attenzione però, un raffreddore non vale per chiedere il rimborso, che sarà riconosciuto solo se l’imprevisto è di gravità tale da impedire la partenza. Le compagnie non rimborsano, anche, se i viaggiatori decidono di cancellare la vacanza per timore di possibili attentati terroristici. Se nel luogo di destinazione il fatto è realmente accaduto, invece, esistono polizze che tutelano i vacanzieri in caso scelgano di annullare il viaggio.

    Smarrimento bagagli

    Perdere le valigie in vacanza, magari alla partenza, è senza dubbio uno degli incubi più ricorrenti nei viaggiatori; la polizza smarrimento tutela il bagaglio e il suo contenuto, anche in caso di furto, arrivando persino a rimborsare le eventuali spese sostenute per gli acquisti di prima necessità effettuati a causa dello smarrimento. Attenzione perché non tutto è garantito; denaro, assegni e documenti di viaggio, anche se conservati in valigia, non vengono rimborsati, e a volte nemmeno computer e tablet.

    Importante, soprattutto, controllare i massimali previsti per il rimborso, così da evitare brutte sorprese; il consiglio generale è di non mettere in valigia oggetti preziosi perché, in caso di smarrimento, oltre al danno affettivo, potreste rischiare di non vederne coperto l’intero valore.

    Malattie e infortuni in viaggio

    Ammalarsi in vacanza non è certamente piacevole, ma se accade all’estero e servono cure mediche può diventare un vero problema e un costo notevole. Per tutelarsi i viaggiatori possono ricorrere all’assicurazione malattie e infortuni in viaggio, che include la possibilità di ricevere medicinali, assistenza sanitaria, trasporti in ospedale e il rimborso degli eventuali interventi chirurgici cui ci si deve sottoporre. Occhio però, anche in questo caso possono essere previsti dei massimali e delle esclusioni in base alle condizioni dell’assicurato, come ad esempio l’età e la presenza di malattie croniche accertate; anche le eventuali patologie della gravidanza che dovessero sorgere in viaggio, oltre il sesto mese compiuto, non sono coperte.

    Se si sceglie la casa vacanza

    Il mercato delle assicurazioni viaggio è dinamico e si adatta alle esigenze dei vacanzieri. Tra le ultime novità c’è, ad esempio, la polizza dedicata a chi sceglie di trascorrere le ferie in una casa vacanza, modalità che riguarda oltre il 30% dei vacanzieri italiani. Gli assicurati sono tutelati non solo in caso di atto illecito o fraudolento esercitato dal proprietario – o presunto tale – che impedisca di prendere possesso dell’immobile, ma anche qualora la casa non corrisponda alla descrizione e alle immagini fornite.

    Fatte le valigie… e gli scongiuri, ora potete partire in tutta tranquillità.

     

     

     

    *Il calcolo del valore del mercato è stato elaborato basandosi su numeri ufficiali di diverse fonti (ISTAT, Europe Assistance, Doxa….) e quotazioni delle polizze offerte su Facile.it. A titolo esemplificativo e non esaustivo, fra gli elementi considerati rientrano: percentuale di italiani che fanno le ferie in estate, percentuali di viaggiatori che faranno le vacanze in Italia, durata media dei soggiorni estivi in Italia e all’estero.

  • Lancia Delta Integrale: ecco l’auto che gli italiani vorrebbero nuovamente in strada

    Immaginate di avere la macchina del tempo o una bacchetta magica. Quale auto del passato vorreste nuovamente portare sulle strade italiane? È questa la domanda che Facile.it, il portale italiano leader del confronto assicurazioni auto (https://www.facile.it/assicurazioni-auto.html) ha rivolto ad un panel di automobilisti che, senza troppi dubbi, hanno scelto la Lancia Delta Integrale.

    L’auto, che fu creata nel 1988 come versione sportiva per i rally, complici i tanti successi ottenuti sugli sterrati di gara è entrata da subito nel cuore degli appassionati che, nonostante sia fuori produzione da quasi 25 anni, non l’hanno dimenticata.

    Alle spalle della sportiva, una vecchia signora della storia automobilistica italiana: la Fiat Topolino che, con il 15,68% delle preferenze conquista la medaglia d’argento, ma rimane invece la preferita dalle donne che la indicano come prima scelta nel 29,73% dei casi.

    L’auto, diventata vera e propria icona della storia dell’Italia a motori, pochi sanno nacque a seguito di un incontro svoltosi nel 1930 fra Benito Mussolini ed il senatore e industriale dell’auto Giovanni Agnelli (nonno ed omonimo dell’Avvocato che le cronache mondane hanno reso immortale).

    Per mettere a segno una mossa di grande valore propagandistico, il Duce chiese ad Agnelli di produrre un’utilitaria economica, il cui prezzo non superasse le 5.000 lire, bollando come “inderogabile” la necessità di motorizzare gli italiani. L’idea era forte e persino Adolf Hitler, appena eletto, la copiò; questa volta lavorando con Ferdinand Porsche e dando vita al Maggiolino.

    La Fiat Topolino fece il suo debutto ufficiale nel 1936, il prezzo a cui veniva venduto era di poco inferiore alle 9.000 lire, ma nonostante fosse ben più alto di quello cui si puntava in origine, riuscì comunque a sfondare e motorizzare gli italiani.

    Terzo posto, nella classifica di Facile.it, per un’altra auto di casa FIAT, la FIAT Uno primo modello, quella prodotta fra il 1983 ed il 1995. L’auto, che in origine sarebbe dovuta andare sul mercato col marchio Lancia, dopo alcune vicissitudini entrò nell’offerta FIAT che la presentò al pubblico, come sostituta della FIAT 127, in una sede decisamente inusuale: Cape Canaveral. Ottimo augurio, però; da allora le vendite di questo modello sono realmente decollate e per molti anni è stata l’auto più venduta del mondo.

    La FIAT 127, invece, condivide con l’Alfa Romeo Alfasud il gradino più alto della classifica per gli automobilisti over 60. Ciascuno dei due modelli raccoglie quasi il 25% delle preferenze di questo campione e stacca in maniera netta la Lancia Thema, terza nel cuore degli automobilisti coi capelli grigi, con poco più del 12%.

    Tornando a scorrere la classifica completa, al quarto posto, appena fuori dal podio, troviamo una delle automobili più longeve di sempre, la Citroën 2CV, prodotta ininterrottamente dal 1948 al 1990.

    L’utilitaria francese, che è stata l’auto di diverse icone cinematografiche, da James Bond alla Pantera Rosa, raccoglie l’8,65% delle preferenze, ma anche lei fra il pubblico femminile pare avere particolare successo ed arriva addirittura seconda con il 12,16%.

  • Assicurazioni da viaggio…per gli animali

    Sono 5 milioni le famiglie italiane che ogni anno trascorrono le vacanze insieme agli amici a quattro zampe e non stupisce, quindi, che le compagnie assicurative si impegnino sempre di più per proporre loro soluzioni diverse e utili, soprattutto in questo periodo dell’anno e considerando che il solo mercato della responsabilità civile per animali – come evidenziato da Facile.it (https://www.facile.it/assicurazione-cane.html) qualche mese fa – ha in Italia un valore potenziale di oltre 532 milioni di euro.

    Ecco una carrellata dei prodotti più incredibili, ma oggettivamente vantaggiosi, dedicati a cani e gatti in vacanza.

    Allacciate le cinture di sicurezza.

    Pochi sanno che l’RC auto che gli automobilisti sono obbligati a pagare tutela tutti i passeggeri del veicolo, ad eccezione di chi guida e, nel caso siano presenti in macchina, gli animali. Se si vuole tutelare anche il passeggero a quattro zampe è quindi necessario richiedere una garanzia aggiuntiva che, in base ad un’analisi di Facile.it, costa mediamente 15 euro all’anno.

    Chi ha scelto questa polizza, dopo aver dimostrato tramite referto che il cane o il gatto erano effettivamente presenti nell’automobile al momento dell’incidente e che, in seguito ad esso, hanno subito danni, può ottenere il rimborso di quanto pagato per le cure dell’animale, con dei massimali pari a 250 euro se si parla di ferimento e di 600 euro se in virtù del sinistro si è verificata la morte dell’animale.

    Travel agent a quattro zampe

    Un secondo genere di copertura, importantissima per chi non intende partire per le vacanze lasciando a casa il cane o il gatto, è la cosiddetta “assistenza in viaggio”, che spesso è una clausola della più generale polizza nota come “emergenze della famiglia”.

    Questo particolarissimo genere di assicurazione si compone di due sotto insiemi; il primo, che ha un costo di circa 110 euro, è valido da prima della partenza e permette di usufruire dell’assistenza di una centrale operativa gestita dalla compagnia che farà da intermediario per selezionare le strutture pet friendly, prenotare i biglietti e, se necessario, informare l’assicurato di quali siano le normative che regolamentano non soltanto il trasporto, ma anche il soggiorno dell’animale all’interno della nazione che si intende visitare.

    Il costo dei pacchetti prenotati, chiaramente, va aggiunto al premio dell’assicurazione, ma basta un piccolo supplemento e la compagnia si occuperà persino di farvi arrivare a casa i biglietti!

    Dottore a quattro zampe

    Il secondo sotto insieme è definito “Emergenze in viaggio”. La copertura (che costa circa 25 euro all’anno nella sua forma base) interviene in caso di una malattia grave o di un infortunio occorso al cane o al gatto durante il viaggio rifondendo i costi sostenuti dal padrone. Per poter beneficiare del rimborso, però, la spesa deve rimanere entro il limite di 120 euro per evento e periodo assicurato e l’infortunio deve essere avvenuto all’interno di un paese dell’Unione Europea (Italia esclusa). Altra clausola, il proprietario otterrà il rimborso solo e soltanto se sarà in grado di esibire sia le ricevute di pagamento sia la documentazione rilasciata da un veterinario attestante la necessità di intervenire con urgenza al fine di tutelare l’animale.

    Se l’infortunio avviene in Italia, invece, altre coperture garantiscono, al costo annuo di circa 55 euro annui, che il nostro amico con la coda venga curato nel migliore dei modi. Attenzione, però, che non sono incluse nell’assistenza per cui l’assicurazione riconosce il rimborso le spese legate alla sterilizzazione dell’animale, i trattamenti estetici, malattie congenite e, chiaramente, danni derivanti da lotte o combattimenti clandestini.

    Se Fido ci sfugge di mano

    E se il cane o il gatto ci dovesse sfuggire di mano e lo smarrissimo in vacanza? Le assicurazioni hanno pensato anche a questo; per il danno affettivo difficilmente si può fare qualcosa, ma per quello economico bastano 100 euro annui per tutelarsi.

    Ancora una volta, però, esistono regole ben precise: si possono assicurare unicamente cani o gatti, ma a patto che abbiano non oltre 7 anni, se invece hanno già compiuto 8 anni potranno essere assicurati solo se sono già stati “clienti” della compagnia per almeno 2 anni consecutivi.

    E ora buone vacanze. A voi e ai vostri amici a quattro zampe.

  • Prestiti per le ferie: in Italia erogati 33 milioni di euro in 5 mesi

    Ogni anno i residenti in Italia fanno più di 60 milioni di viaggi, ma la vera notizia è che, pur di non rinunciare alle agognate vacanze, sempre più spesso decidono di sottoscrivere un prestito, tanto che, secondo l’analisi di Facile.it e Prestiti.it, dall’ 1 gennaio al 31 maggio 2017 sono stati erogati oltre 33 milioni di euro per sostenere i costi di viaggi a breve, medio o lungo raggio.

    Secondo quanto rilevato dallo studio, compiuto su un campione di oltre 60.000 domande di finanziamento presentate nei primi cinque mesi dell’anno, chi vuole un prestito per pagare le ferie punta ad ottenere in media poco più di 5.000 euro (5.071€); cifra superiore del 7,7% rispetto a quella che gli aspiranti vacanzieri italiani volevano un anno fa, ed equivalente ad una rata mensile di circa 113 euro.

    «Piuttosto che rinunciare al meritato riposo o alla vacanza tanto desiderata» ha dichiarato Mario Parteli, responsabile Business Unit Prestiti di Facile.it «gli italiani fanno in modo che questa pesi il meno possibile sulle finanze familiari, dilazionandone il pagamento in periodi anche lunghi; la durata media dei piani di restituzione dei prestiti per le vacanze, ad esempio, è di circa quattro anni.»

    Quando si pensa al prestito per le vacanze? Analizzando il flusso delle richieste i due portali hanno evidenziato come queste aumentino con l’approssimarsi dei periodi di vacanze e, ad esempio, oltre il 38% delle richieste è stato presentato nel mese di maggio.

    Lo studio di Facile.it e Prestiti.it ha anche analizzato il profilo di chi chiede un finanziamento legato alle ferie; in media il richiedente ha 42 anni, nel 72% dei casi è uomo e, nel 76%, ha un lavoro a tempo indeterminato presso un’azienda privata.

    Colpisce notare che addirittura l’11% delle domande è però firmata da un pensionato; evidentemente la passione per i viaggi, anche a costo di fare un prestito, non ha età.

     

  • Mutui: aumentano dell’11,5% gli importi erogati

    Continua il trend di crescita degli importi richiesti dai mutuatari e quelli erogati loro dalle banche; è questo il primo dato importante che emerge dall’Osservatorio realizzato da Facile.it e Mutui.it che evidenzia come, a maggio 2017, l’importo medio richiesto in Italia sia stato pari a 131.112 euro, in aumento del 2,25% rispetto a dodici mesi prima.

    L’analisi, realizzata su un campione di oltre 15.000 domande di finanziamento, ha registrato soprattutto un significativo aumento delle somme erogate dalle banche (+11,57%) che ha portato i valori concessi, mediamente, a 125.898 euro.

    «La crescita dell’erogato medio», ha commentato Ivano Cresto, responsabile mutui di Facile.it, «è un innegabile segnale di maggiore disponibilità da parte degli istituti anche se, a ben guardare, i valori sembrano rallentare nel corso dei mesi; nell’ultimo semestre l’erogato è cresciuto dell’1,91%, nel trimestre dell’1,79%.»

    Il tasso fisso perde terreno

    Con i tassi di interesse ancora a valori piuttosto bassi, il mutuo a tasso fisso rimane di gran lunga quello preferito dagli italiani anche se, complici i segnali di ripresa mostrati dall’Irs – quello a 20 anni è passato dall’1.25 di dicembre 2016 all’1.39 di maggio 2017 – diminuisce la percentuale di italiani che opta per questa formula; se a dicembre 2016 era l’83% dei richiedenti, a maggio 2017 la percentuale è scesa al 70%, valore comunque maggiore rispetto a quello di un anno fa, quando a chiedere il tasso fisso era il 67%.

    La richiesta di mutui a tasso variabile, aumentando di 12 punti percentuali negli ultimi sei mesi, passa dal 14% di dicembre 2016 al 26% di maggio 2017.

    Il Loan to Value cresce, soprattutto negli erogati

    Guardando al rapporto tra valore dell’immobile e importo del mutuo richiesto, la domanda degli italiani a maggio 2017 rimane poco sotto il 60%, in leggero aumento sia nel trimestre (+0,99%), sia nel semestre (+1,07%) e sia nell’anno (+1,90%).

    Incremento più importante, invece, nel rapporto tra il valore dell’immobile e l’importo effettivamente erogato dalle banche; a maggio 2017 gli istituti hanno finanziato in media il 57,22% del valore, in crescita di oltre 6 punti percentuali rispetto all’anno precedente (era 50,77% a maggio 2016) anche se, negli ultimi mesi, l’atteggiamento è stato più cauto, con incrementi meno incisivi (+1,37% nel semestre e +1,86% nel trimestre). Invariate, da oltre un anno, sia la durata media del piano di restituzione (22 anni), sia l’età del richiedente tipo (40 anni).

    I mutui prima casa

    Facile.it ha monitorato anche l’andamento dei mutui prima casa (https://www.facile.it/mutui-prima-casa.html), registrando un aumento dell’importo medio richiesto con questa finalità, che a maggio 2017 è stato di 141.334 euro, il 4,02% in più rispetto a un anno fa.

    Più importante, invece, è l’aumento delle somme erogate dalle banche per l’acquisto della prima casa; se a maggio 2016 gli istituti di credito hanno concesso importi medi pari a 118.189 euro (loan to value 56,90%), a maggio 2017 l’erogato è cresciuto del 9,76% toccando quota 129.719 euro (loan to value 62,47%).

    Anche per i mutui prima casa rimangono sostanzialmente identici l’età media dei richiedenti (38 anni, uno in meno rispetto a maggio 2016) e i tempi di restituzione (24 anni, erano 23).

    Ultimo dato interessante che emerge dall’Osservatorio è legato alle surroghe erogate che, nel corso dell’anno hanno avuto un trend altalenante; se rispetto a dodici mesi fa queste sono aumentate del 16,90%, nell’ultimo periodo l’andamento si è invertito, con una diminuzione del 12,63% nel trimestre marzo – maggio 2017.

  • RC auto: in un anno, prezzi in aumento dell’11,6%

    A maggio 2017 i prezzi dell’RC sono aumentati in tutta Italia e, secondo i dati dell’Osservatorio assicurazioni auto di Facile.it, negli ultimi dodici mesi i premi hanno subito un rincaro medio dell’11,6% (+6,98% nel semestre), arrivando a 566 euro.

    «Per la prima volta da che conduciamo questa analisi ha dichiarato Diego Palano, Responsabile BU Assicurazioni Facile.it i prezzi medi delle assicurazioni RC auto sono aumentati in tutte e 20 le regioni italiane e solo 2 province hanno vissuto lievi diminuzioni di costo. I consumatori, però, oggi hanno imparato ad orientarsi meglio fra le proposte disponibili sul mercato e questo gli consente di risparmiare, indipendentemente dal loro profilo di automobilista».

    Il portale, leader in Italia per la comparazione di assicurazioni auto e moto (https://www.facile.it/assicurazioni.html), ha elaborato la propria analisi su un campione di circa un milione di preventivi effettuati negli ultimi dodici mesi; analizzando i dati emerge come l’aumento registrato nel corso dell’anno vari sensibilmente lungo lo Stivale; in cima alla classifica troviamo Trentino Alto Adige (+18,34%, premio medio 421,24 euro), Molise (+17,85%, 538,58 euro) e Valle d’Aosta (+15,92%, 359,03 euro) mentre gli incrementi più contenuti hanno riguardato il Veneto (+8,97%, 464,89 euro), la Basilicata (+7,75%, 492,18 euro) e la Puglia (5,44%, 671,25 euro).

    In valori assoluti, gli automobilisti che, a maggio 2017, hanno pagato di più sono stati i campani, che per assicurare il proprio veicolo hanno speso in media 933,84 euro e i calabresi, con 694,97 euro. I più fortunati, invece, sono ancora una volta i valdostani, che con una spesa media di 359,03 euro, continuano ad essere gli automobilisti italiani per i quali il premio RC auto è più basso.

    Le province più care e quelle più economiche: Caserta maglia nera

    Guardando la classifica a livello provinciale l’area dove l’RC auto costa di più è Caserta, (1.014,26 euro il prezzo medio a maggio 2017), valore superiore di quasi l’80% rispetto a quello nazionale; i prezzi più bassi si trovano invece ad Aosta (359,03 euro).

    In termini di aumento percentuale nell’arco dei dodici mesi, le province che hanno registrato gli incrementi più alti sono state Imperia (+23,19%) e Benevento (+23,03%) mentre in fondo alla classifica troviamo le uniche due aree italiane che hanno visto una riduzione del costo Rc auto: Enna (-2,47%) e Barletta-Andria-Trani (-5,82%).

    L’andamento nel semestre e le garanzie accessorie

    Riducendo il periodo di osservazione agli ultimi sei mesi, si vede come l’aumento medio dell’RC auto in Italia sia più contenuto, +6,98%. Nel semestre, le regioni che hanno registrato variazioni maggiori sono Molise (+12,54%), Calabria (+12,14%) e Basilicata (+10,96%); gli incrementi minori hanno invece riguardato gli automobilisti di Valle d’Aosta (+4,71%), Sardegna (+4,13%) e Veneto (+2,59%).

    Sempre nel semestre, a livello provinciale, la situazione non cambia sensibilmente, con Benevento che guida la classifica dei rincari (+21,06%), seguita da Vibo Valentia (+18,13%) e Imperia (+17,88%).

    Dall’Osservatorio di Facile.it emergono anche informazioni relative alle garanzie accessorie; la più richiesta in Italia è ancora una volta l’assistenza stradale (inserita nel 42,34% dei preventivi), elemento strettamente legato all’anzianità dei veicoli circolanti che, secondo i dati, risulta essere 9,68 anni.

     

    Nota: L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio a livello nazionale, regionale e provinciale e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si avvale di un campione di oltre un milione di preventivi calcolati dai suoi utenti nel corso dell’ultimo anno. Le tariffe indicate nell’Osservatorio sui costi RC auto di Facile.it prendono in considerazione come campione tutti i preventivi effettuati sul sito e relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Facile.it: in Lombardia circolano ancora 600.000 auto Euro 0

    Sebbene la loro produzione sia proibita da ormai 24 anni, in Lombardia circolano ancora circa 600.000 automobili Euro 0, le più inquinanti. Secondo l’analisi condotta da Facile.it, questo valore, che fa della regione quella con il maggior numero di veicoli circolanti immatricolati come Euro 0, è senza dubbio influenzato anche dalle auto storiche, che qui godono di alcuni benefici, primo fra tutti l’esenzione dal pagamento del bollo, ma rappresenta comunque un problema per l’aria.

    La geografia lombarda delle Euro 0

    Scorrendo i dati elaborati da Facile.it, sito specializzato nel confronto delle polizze auto, la provincia che, in valore assoluto conta il maggior numero di auto Euro 0 è Milano dove quelle registrate sono più di 197.000; alle sue spalle Brescia con poco meno di 74.000 automobili iscritte in questa categoria e, terza, Bergamo con 58.700 veicoli Euro 0. Considerando i dati su base percentuale è ancora Milano a conquistare il primato di auto inquinanti (10,44%), ma al secondo posto, questa volta, si trova Pavia (10,31%) che precede Lodi (10,19%).

    Fino a qui, è il caso di dirlo, le maglie nere; ma quali sono invece le aree più virtuose? Osservando la classifica dal senso opposto si scopre come la provincia in cui circolano, in termini percentuali, il minor numero di veicoli Euro 0 sia quella di Monza e Brianza (8,25%) e, a seguire, Sondrio (8,58%) e Lecco (8,67%). Restano sotto la soglia psicologica del 10% anche le rimanenti province lombarde: Bergamo (8,75%), Cremona (9,08%), Varese (9,17%), Brescia (9,36%), Como (9,46%) e Mantova (9,82%).

    Dannose e…costose

    Oltre ad essere dannose per l’ambiente, le auto Euro 0 sono dannose anche per le nostre finanze personali.

    «Nonostante l’Unione Europea cerchi di ridurre le emissioni inquinanti con provvedimenti specifici fin dal 1991 e, dal 31 dicembre 1992, sia obbligatoria l’omologazione perlomeno in classe Euro 1, i veicoli altamente inquinanti che ancora circolano sulle strade italiane sono troppi.» ha affermato Diego Palano, responsabile BU Assicurazioni di Facile.it «In molti hanno la falsa convinzione che continuare a guidare un’auto così vecchia li faccia risparmiare, ma in realtà i consumi – e anche i costi assicurativi – sono notevolmente maggiori.».

    A conferma delle affermazioni di Palano, Facile.it ha fatto una simulazione su due veicoli di pari cilindrata (1.000) e con identico utilizzo; la prima automobile è un Euro 0 immatricolata nel 1990; la seconda, immatricolata nel 2007, ha invece una categoria Euro 4. Al netto delle promozioni applicate da singole compagnie assicuratrici, il miglior prezzo RC auto ottenibile per la macchina “inquinante” è di 399 euro annui, quello riservato al veicolo più recente 351 euro, ovvero circa il 13% in meno*. 

    * Calcolo effettuato sulle offerte disponibili attraverso Facile.it il 30 maggio 2017. Copertura considerata: RC Auto

  • Facile.it: in Calabria circolano ancora oltre 200.000 auto Euro 0

    Nonostante siano fuori norma dal 1992, in Calabria circolano ancora oltre 200.000 automobili Euro 0, le più inquinanti. Secondo l’analisi condotta da Facile.it, considerando questo valore in rapporto al totale dei veicoli circolanti in Calabria, la regione è addirittura quella che, in Italia, ha la maggiore percentuale di veicoli altamente inquinanti nel proprio parco auto (16,27%).

    La geografia calabrese delle Euro 0

    Scorrendo i dati elaborati da Facile.it, sito specializzato nel confronto delle polizze auto, la provincia calabrese che, in valore assoluto, conta il maggior numero di auto Euro 0 è Cosenza dove quelle registrate sono più di 72.000; alle sue spalle Reggio Calabria con poco meno di 63.000 automobili iscritte in questa categoria e, terza, Catanzaro con circa 31.500 veicoli Euro 0.

    Considerando i dati su base percentuale è invece Vibo Valentia a conquistare il primato di auto inquinanti (17,90%). La provincia è in cima alla classifica regionale, ma purtroppo per i polmoni di chi vi abita, è seconda anche in quella nazionale, davanti ad un’altra calabrese, Reggio Calabria (17,88%). Terza in Calabria, e sesta in Italia, Crotone (16,72%).

    Fino a qui, è il caso di dirlo, le maglie nere; ma quali sono invece le aree più virtuose? Osservando la classifica dal senso opposto si scopre come la provincia calabrese in cui circolano, in termini percentuali, il minor numero di veicoli Euro 0 sia quella di Catanzaro (14%), mentre in termini assoluti vince Crotone (16.000 circa).

    Dannose e…costose

    Oltre ad essere dannose per l’ambiente, le auto Euro 0 sono dannose anche per le nostre finanze personali.

    «Nonostante l’Unione Europea cerchi di ridurre le emissioni inquinanti con provvedimenti specifici fin dal 1991 e, dal 31 dicembre 1992, sia obbligatoria l’omologazione perlomeno in classe Euro 1, i veicoli altamente inquinanti che ancora circolano sulle strade italiane sono troppi.» ha affermato Diego Palano, responsabile BU Assicurazioni di Facile.it «In molti hanno la falsa convinzione che continuare a guidare un’auto così vecchia li faccia risparmiare, ma in realtà i consumi – e anche i costi assicurativi – sono notevolmente maggiori.».

    A conferma delle affermazioni di Palano, Facile.it ha fatto una simulazione su due veicoli di pari cilindrata (1.000) e con identico utilizzo; la prima automobile è un Euro 0 immatricolata nel 1990; la seconda, immatricolata nel 2007, ha invece una categoria Euro 4. Al netto delle promozioni applicate da singole compagnie assicuratrici, il miglior prezzo RC auto ottenibile per la macchina “inquinante” è di 399 euro annui, quello riservato al veicolo più recente 351 euro, ovvero circa il 13% in meno*.

     


    * Calcolo effettuato sulle offerte disponibili attraverso Facile.it il 30 maggio 2017. Copertura considerata: RC Auto

  • Facile.it: in Italia oltre 600 furti in casa ogni giorno. Nel 40% dei casi i ladri rubano mentre i proprietari sono in vacanza

    643 al giorno, circa 27 ogni ora, uno ogni 2 minuti; tanti i furti in appartamento che ogni anno vengono compiuti in Italia, per questo sempre più italiani pensano a tutelarsi con polizze specifiche anche se, nella maggior parte dei casi, lo fanno dopo aver effettivamente subito il furto; Facile.it, principale sito italiano di confronto assicurativo, ha svolto un’indagine su un campione di oltre 5.000 italiani riuscendo a far chiarezza su molti punti legati all’argomento.

    Quando sono entrati e da dove?

    Il primo dato che colpisce è quello relativo al momento in cui i ladri hanno messo a punto il loro furto. Nel 40% dei casi l’intrusione è avvenuta mentre i proprietari erano in vacanza e, per questo motivo, proprio ora che molti italiani stanno per partire è importante mettere in pratica alcuni accorgimenti semplici, ma efficaci. Intanto cerchiamo di non reclamizzare troppo la nostra assenza, anche sui social, e chiediamo a qualcuno di continuare a ritirare la posta in nostra assenza ultimo, carichiamo i bagagli al riparo da occhi indiscreti, magari in garage e non meno importante, facciamo in modo che la serratura della nostra porta sia di ultima generazione; secondo l’indagine di Facile.it nel 38% dei furti i malintenzionati sono entrati nell’appartamento semplicemente…facendo una copia delle chiavi.

    È importante scegliere infissi di buona qualità (nel 21% l’intrusione è avvenuta a seguito della rottura di una finestra), ma anche fare attenzione a non lasciarli aperti a lungo, anche se in un piano alto, visto che il 13,3% degli intervistati ha dichiarato che i ladri si sono introdotti in casa arrampicandosi ed entrando da una finestra aperta. 13%, infine, la dimensione del campione di intervistati che si trovava in casa (sveglio o meno) mentre subiva il furto.

    Come ci si protegge

    Purtroppo, scorrendo i risultati dell’analisi di Facile.it, emerge chiaramente come nella maggior parte dei casi gli italiani pensino a proteggersi solo dopo aver effettivamente subito il furto. Se molti considerano contromisure “tangibili”, c’è anche chi, in numero sempre crescente, pensa invece a limitare i danni con un’assicurazione contro i furti.  Nel primo caso le contromisure più comunemente adottate dai derubati sono l’installazione di un antifurto con centralina telefonica (27% degli intervistati) ed il rafforzamento o montaggio di inferriate alle finestre. Nel 4% dei casi si pensa a montare telecamere di videosorveglianza anche se, circa la metà delle volte, per risparmiare non le si collega ad un vero impianto e si spera che, semplicemente, la loro presenza funga da deterrente. Spera nella fortuna, o nel calcolo delle probabilità, il 29% degli intervistati che dichiara di non aver preso particolari contromisure dopo il furto.

    Le assicurazioni, cosa coprono e quanto costano

    Fra chi ha subito un furto, solo il 28% aveva una copertura assicurativa contro questa evenienza, ma la percentuale di chi oggi pensa a sottoscrivere una polizza contro i ladri è pari al 41%.

    Di certo ad incidere su questo netto cambio di passo la maggiore conoscenza del prodotto e, altro elemento non trascurabile, il suo costo; oggettivamente basso rispetto ai benefici che porta.

    «Il costo di una polizza contro i furti» spiega Giordano Gala, responsabile new business di Facile.it «è pari a circa l’1% del massimale assicurato. Per questo motivo è importante stimare con cura il valore degli oggetti che abbiamo in casa perché è in base a questa stima che verrà calcolato il premio da corrispondere, ma soprattutto è in base al loro reale valore che verrà poi liquidato il rimborso dalla compagnia in caso di furto».

    Insomma, meglio tutelarsi, ma anche capire se quel quadro che la nonna ci ha sempre detto essere un Picasso lo sia realmente, oppure no.

  • Prestiti: in Liguria importi in crescita dell’11,18%

    Nel 2017 i liguri hanno chiesto prestiti più consistenti e la ragione principale per cui si sono indebitati è la casa. Secondo l’Osservatorio sul credito al consumo in Liguria diffuso da Facile.it e Prestiti.it, i due comparatori italiani specializzati nel confronto dei prestiti personali, gli importi richiesti alle finanziarie dai privati sono aumentati, in media, dell’11,18% arrivando, a marzo 2017, a 11.259 euro; erano appena poco superiori ai 10.800 euro un anno fa.

    L’analisi è stata realizzata su un panel di oltre 1000 richieste di finanziamento presentate in regione nel primo trimestre 2017; secondo i dati, i residenti in Liguria che hanno cercato di ottenere un prestito personale puntavano ad un piano di restituzione in 67 rate (circa 5 anni e mezzo), potevano contare su uno stipendio medio di 1.650 euro e, all’atto della richiesta, avevano già compiuto 42 anni anche se, a ben guardare, il dato varia abbastanza in regione fra gli estremi di Savona (40 anni in media) e Genova (43 anni).

    Genova è anche la provincia ligure in cui si sono chiesti gli importi maggiori (11.589 euro, da restituire in 67 rate). Alle sue spalle La Spezia (11.213 euro) e Imperia (11.166 euro).

    Savona è invece la provincia dove, in Liguria, nel primo trimestre 2017 sono state presentate sia le richieste di importo più contenuto (10.344 euro) sia quelle di durata inferiore (65 rate).

    Oltre una richiesta di prestito su due (52,38% del totale) fra quelle presentate in Liguria arriva dalla provincia di Genova, a seguire Savona (16,61%) e La Spezia (16,48%).

    I richiedenti prestito con gli stipendi maggiori sono risultati essere i residenti in provincia di Imperia (1.968 euro lo stipendio medio) e Genova (con 1.627 euro).

    Ma quali sono i motivi che spingono i residenti in Liguria a richiedere un prestito personale? Secondo l’analisi di Facile.it e Prestiti.it, la maggior parte delle domande è legato all’ottenimento di finanziamenti per ristrutturare casa (20,82%, 19.057 euro il taglio medio); a seguire il consolidamento debiti (18,77%, 17.478 euro) e, al terzo posto, l’acquisto di auto usate (16,72%, 8.480 euro).

  • Prestiti personali: in Sicilia importi in crescita del 22,5%

    Nell’ultimo anno i siciliani hanno fatto ricorso al credito al consumo in maniera più netta, con incrementi negli importi richiesti, in media, del 22,53%. A comunicare il dato sono Facile.it e Prestiti.it, i due comparatori italiani specializzati nel confronto dei prestiti personali che hanno analizzato un panel di oltre 3.400 richieste di finanziamento presentate in regione nel primo trimestre 2017.

    Secondo i dati dell’Osservatorio l’importo medio dei prestiti richiesti in Sicilia è pari a 12.358 euro, era appena più di 10.080 un anno fa. I siciliani che hanno cercato di ottenere un prestito personale nei primi mesi del 2017 puntavano ad un piano di restituzione in 70 rate (oltre 5 anni e mezzo), potevano contare su uno stipendio medio di 1.637 euro e, all’atto della richiesta avevano già compiuto 43 anni, una delle età maggiori di tutta la penisola fra chi richiede prestito ma che, a ben guardare, varia abbastanza in regione, muovendosi fra gli estremi di Agrigento ed Enna (45 anni in media) e Ragusa (40 anni).

    Trapani è la provincia nella quale si sono chiesti gli importi maggiori (13.560 euro, il 9,7% in più rispetto alla media regionale, da restituire in 74 mesi, il piano di restituzione più lungo di tutta la Sicilia). Segue in classifica Agrigento (13.491 euro, 73 rate) ed Enna (13.220 euro, 68 mensilità). Messina è invece la provincia siciliana in cui, nel primo trimestre 2017, si sono presentate le richieste di importo inferiore (11.059 euro, 65 rate).

    Quasi una richiesta di prestito ogni tre (28,26% del totale) fra quelle presentate in regione arriva dalla provincia di Palermo, a seguire Catania (22,40%) e Messina (12,45%).

    I richiedenti prestito con gli stipendi maggiori sono risultati essere i residenti in provincia di Siracusa (2.270 euro lo stipendio medio) e Messina (con 1.680 euro).

    Ma quali sono i motivi che spingono i residenti in Sicilia a richiedere un prestito personale? Secondo l’analisi di Facile.it e Prestiti.it, la maggior parte delle domande è legata all’ottenimento di prestiti per ristrutturare casa (22,68%, 15.743 euro il taglio medio); a seguire il consolidamento debiti (21.10%, 17.803 euro) e l’ottenimento di liquidità, che raccoglie il 18,09% delle richieste ed equivale ad una media di 14.636 euro.

  • Facile.it: in Italia circolano ancora 4,5 milioni di auto Euro 0

    Il 5 giugno si celebra la giornata mondiale dell’ambiente ma, almeno in Italia, sono ancora troppe le auto inquinanti in circolazione. Secondo un’analisi di Facile.it, nonostante non siano più prodotte dal 1992, le automobili Euro 0 che ancora viaggiano sulle strade italiane sono circa 4,5 milioni, ovvero circa l’11,65% del parco auto italiano. Auto storiche? No, auto vecchie ed inquinanti; quelle storiche sono appena più di 800.000 (fonte: International Business Time).

    La geografia delle Euro 0

    Guardando ai dati elaborati dal sito specializzato nel confronto delle polizze RC, la regione che, in valori assoluti ospita il maggior numero di veicoli Euro 0 è la Lombardia dove quelli immatricolati sono ben 591.000; alle spalle della Lombardia si trova la Campania con 556.000 automobili iscritte in questa categoria e, al terzo posto, la Sicilia, dove i veicoli Euro 0 sono circa 482.000. Se invece si considerano i dati su base percentuale è la Calabria a conquistare il non invidiabile primato di auto inquinanti; sono Euro 0 il 16,27% dei veicoli circolanti. Seconda, sempre in termini di percentuale sul parco auto totale è la Campania (16,26%), curiosamente terzo il Trentino Alto Adige (15,83%) che, però, ha anche valori molto alti delle auto di ultima generazione; all’ombra delle Dolomiti, ad esempio, quasi il 47% delle auto è Euro 5 o superiore.

    A livello provinciale è Roma l’area in cui circolano il maggior numero di veicoli inquinanti (sono 345.000 le Euro 0 all’ombra del Colosseo), seguita da Napoli (313.000) e, a distanza, Milano (197.000). In termini percentuali, la provincia col parco auto più inquinante è invece Napoli che con il 17,99% precede Vibo Valentia, seconda (17,90%) davanti ad un’altra calabrese, Reggio Calabria, che si ferma al 17,88%.

    Fino a qui, è il caso di dirlo, le maglie nere; ma quali sono invece le aree più virtuose? Osservando la classifica dal senso opposto si scopre come la regione in cui circolano, in termini percentuali, il minor numero di veicoli Euro 0 sia il Piemonte (8,8%) e, a seguire, il Veneto (8,9%); su base provinciale la palma del migliore va a Belluno (8%) che precede Torino (8,18%).

    Dannose e…costose

    Oltre ad essere dannose per l’ambiente, le auto Euro 0 sono dannose anche per le nostre finanze personali.

    «Nonostante l’Unione Europea cerchi di ridurre le emissioni inquinanti con provvedimenti specifici fin dal 1991 e, dal 31 dicembre 1992, sia obbligatoria l’omologazione perlomeno in classe Euro 1, i veicoli altamente inquinanti che ancora circolano sulle strade italiane sono troppi.» ha affermato Diego Palano, responsabile BU Assicurazioni di Facile.it «In molti hanno la falsa convinzione che continuare a guidare un’auto così vecchia li faccia risparmiare, ma in realtà i consumi – e anche i costi assicurativi – sono notevolmente maggiori.».

    A conferma delle affermazioni di Palano, Facile.it ha fatto una simulazione su due veicoli di pari cilindrata (1.000) e con identico utilizzo; la prima automobile è un Euro 0 immatricolata nel 1990; la seconda, immatricolata nel 2007, ha invece una categoria Euro 4. Al netto delle promozioni applicate da singole compagnie assicuratrici, il miglior prezzo RC auto ottenibile per la macchina “inquinante” è di 399 euro annui, quello riservato al veicolo più recente 351 euro, ovvero circa il 13% in meno*.

    * Calcolo effettuato sulle offerte disponibili attraverso Facile.it il 30 maggio 2017. Copertura considerata: RC Auto

  • Qual è la cosa più importante che ti è successa in auto? Per il 42% degli italiani il viaggio della vita

    In auto passiamo moltissimo tempo, mediamente quasi un’ora e mezza ogni giorno, e nell’abitacolo della nostra amica a 4 ruote avvengono molte cose importati; ma qual è il ricordo più bello legato alla tua auto? Facile.it, il comparatore italiano di assicurazioni, ha fatto questa domanda ad un campione di circa 1.000 utenti e per oltre il 40% di loro la risposta, contrariamente a ciò che ci si sarebbe potuti aspettare, è stata:  ho fatto il più bel viaggio della mia vita (42%). Il ricordo di viaggio è soprattutto femminile, nel campione del gentil sesso la percentuale arriva addirittura a sfiorare il 45% (44,6%), mentre fra gli uomini si ferma al 40,5%.

    Al secondo posto nella classifica dei momenti importanti vissuti in auto si trova quello del momento in cui si è saputo di aver trovato lavoro (15,7%).  Ancora una volta uomini e donne, pur assegnando entrambi la medaglia d’argento a questo avvenimento, gli danno importanza diversa. I primi indicano come ricordo il passaggio del colloquio nel 14,4% dei casi; le seconde nel 17,6%.

    Arriva solo terzo il ricordo che, probabilmente, molti pensavano di trovare in cima alla classifica: la “prima volta” e, soprattutto qui, la differenza fra uomini e donne è netta. Se per le signore quello della perdita della verginità è il ricordo più importante legato all’auto nel 12,1% dei casi; per gli uomini non conquista nemmeno il terzo posto, fermandosi poco sopra il 10% ed essendo superato dall’emozione di aver sentito dalla voce dell’autoradio che la propria squadra del cuore aveva vinto lo scudetto (11,7%).

    Il romanticismo in auto

    L’automobile è spesso teatro delle storie d’amore degli italiani; ed ecco allora che, oltre alla già citata “prima volta”, il 6,5% degli intervistati da Facile.it dichiara di essere stato al volante quando ha incrociato lo sguardo dell’uomo o della donna con cui ha scelto di condividere il viaggio…della vita.

    Dopo l’incontro si passa alla proposta e il 2,7% degli automobilisti è proprio nell’abitacolo della sua macchina che ha dato o ricevuto l’anello di fidanzamento o, ancora, fatto o accettato la fatidica domanda: mi vuoi sposare?

    Chissà se è corso subito a comprare il seggiolino quel 2,6% di italiani che, invece, ha saputo in auto di essere prossimo a diventare genitore.

    Alla faccia di chi dice che le ora in auto sono solo stress!

     

     

  • Carte di credito in vacanza: 10 consigli per evitare spese eccessive, truffe e raggiri

    Sono oltre 15 milioni gli italiani che, per evitare di viaggiare con grosse somme in contanti quando sono in vacanza all’estero scelgono di pagare con carte di credito o bancomat; ma come fare ad evitare commissioni eccessive, truffe e raggiri? Facile.it, il principale comparatore italiano di prodotti finanziari, ha creato un breve vademecum con 10 regole d’oro da seguire per non incappare in brutte sorprese.

    1. Consulta la banca prima di partire.Non tutte le carte attive in Italia possono essere usate all’estero e, inoltre, alcune possono essere abilitate, ma con limitazioni; per questo motivo, anche se può sembrare ovvio, prima di partire meglio verificare con l’istituto che ha emesso la nostra carta se il Paese in cui stiamo per fare le vacanze ne ammette o meno l’uso: poche cose potrebbero crearci problemi quanto quella di essere oltre confine e…senza denaro.
    2. Carte di credito o bancomat, quale scegliere?Purché abilitate al funzionamento in altri Stati, con entrambi è possibile pagare e prelevare contante, ma per il prelievo lecommissioni applicate variano notevolmente; per la carta di credito si aggirano in media intorno al 4%, per il bancomat sono pari a circa il 2%. Il secondo, però, ha spesso un limite di utilizzo giornaliero o mensile che, all’estero potrebbe variare rispetto a quello applicato in Italia. Verifichiamo, quindi di non sforare!
    3. Per il pagamento poche differenze.Per quanto riguardai pagamenti effettuati direttamente presso l’esercizio commerciale non ci sono grosse differenze tra le due soluzioni; se l’operazione avviene in uno dei paesi Sepa generalmente non sono previste commissioni, mentre è possibile vedere applicati costi aggiuntivi legati al cambio in caso di uso in aree con valuta diversa dall’euro, ma di questo parleremo più avanti.
    4. Furto, clonazione o smarrimento, cosa fare?Il consiglio è uno solo: chiamare immediatamente la banca per bloccare la carta smarrita; non appena informato, l’istituto provvederà all’immediata disattivazione. Importante da sapere è che, se la carta rubata viene utilizzata prima della denuncia del furto, per legge possono essere addebitati fino a un massimo di 150 euro. Il denaro eventualmente sottratto dopo la segnalazione, invece, verrà rimborsato interamente.
    5. Non mi conviene cambiare i contanti all’aeroporto?No. Generalmente, utilizzare all’estero la carta per acquisti in valuta locale consente di ottenere un tasso di cambio più vantaggioso rispetto a quelli offerti dagli uffici di cambio presenti all’aeroporto. Cerchiamo quindi di cambiare la minore quantità di valuta possibile, magari nella nostra nazione prima di fare le valigie, e usare quel denaro solo dove non è accettata la carta.
    6. Scegli la valuta locale.In caso di pagamento o prelievo in area extra-euro, se viene richiesto, è consigliato scegliere di pagare in valuta locale anziché nella propria moneta; questo consente di evitarecommissioni nascoste legate al cambio e ottenere, così, tariffe più convenienti.
    7. Con l’app, tutto sotto controllo.Scegliere una banca dotata di app per mobile consente di monitorare tutti i pagamenti in tempo reale, così da tenere sott’occhio i movimenti e relative spese.
    8. Un SMS può salvare la situazione.Se non ti trovi a tuo agio con le app, o anche non vuoi aspettare di arrivare a portata di wi-fi per sapere cosa accade al tuo conto corrente, puoi continuare ad affidarti alle vecchie tecnologie. Molti istituti consentono di attivare un servizio di alert che, in caso di utilizzo della carta, tramite SMS avvisa subito il cliente; una soluzione estremamente pratica per avere il pieno controllo della situazione.
    9. La vacanza finisce, ma i rischi continuano. Anche se siete tornati a casa e tutto è andato liscio, meglio continuare a monitorare i conti con attenzione; i malintenzionati sanno bene che pochi osservano i conti dopo il rientro e, per questo, capita agiscano anche a mesi di distanza dal furto dei dati; gli addebiti non autorizzati o le anomalie quindi potrebbero apparire dopo diverso tempo. Nel caso, informate subito la banca e il problema sarà risolto.
    10. Quale carta dare ai figli che viaggiano da soli?I ragazzi, soprattutto se al loro primo viaggio all’estero con gli amici, difficilmente pongono la giusta attenzione alle regole di sicurezza delle carte di credito; come fare a limitare i danni di un figlio troppo sbadato? La soluzione migliore è una carta prepagata. Si tratta di uno strumento di pagamento sempre più diffuso e un’ottima soluzione perché garantisce la stessa praticità del bancomat con il vantaggio di avere un plafond limitato, così da tutelare i giovani – e soprattutto i genitori – da eventuali smarrimenti o spese folli. Il consiglio, però, è verificare prima di partire che la carta sia abilitata e accettate nel paese di destinazione.

    E con questo…buon viaggio.

     

  • Prestiti: in Puglia importi in crescita del 16%

    Nel 2017 i pugliesi hanno chiesto prestiti più consistenti e la ragione principale per cui si sono indebitati è la casa. Secondo l’osservatorio sul credito al consumo in Puglia diffuso da Facile.it e Prestiti.it, i due comparatori italiani specializzati nel confronto dei prestiti personali, gli importi richiesti alle finanziarie dai privati sono aumentati, in media, del 16,85% arrivando, a marzo 2017, a 12.810 euro, era appena poco più di 10.960 euro un anno fa.

    L’analisi è stata realizzata su un panel di oltre 2500 richieste di finanziamento presentate in regione nel primo trimestre 2017; secondo i dati, i residenti in Puglia che hanno cercato di ottenere un prestito personale puntavano ad un piano di restituzione in 71 rate (quasi sei anni), potevano contare su uno stipendio medio di 1.575 euro e, all’atto della richiesta, avevano già compiuto 43 anni, una delle età maggiori di tutta la penisola fra chi richiede prestito anche se, a ben guardare, il dato varia abbastanza in regione fra gli estremi di Brindisi (41 anni in media) e Foggia (45 anni).

    Brindisi è anche la provincia pugliese in cui si sono chiesti gli importi maggiori (13.245 euro, da restituire in 70 rate). Alle sue spalle Bari (13.216 euro, 72 rate), Lecce (12.852 euro, 71 rate) e Taranto (12.810 euro, 72 rate).

    Foggia è invece la provincia dove, nel primo trimestre 2017, sono state presentate le richieste di importo più contenuto (11.910 euro, 69 rate), segue Barletta-Andria-Trani (12.650 euro, 69 rate).

    Oltre una richiesta di prestito ogni quattro (27,72% del totale) fra quelle presentate in Puglia arriva dalla provincia di Bari, a seguire Taranto (18,62%) e Foggia (17,89%).

    I richiedenti prestito con gli stipendi maggiori sono risultati essere i residenti in provincia di Brindisi (1.608 euro lo stipendio medio) e Bari (con 1.604 euro).

    Ma quali sono i motivi che spingono i residenti in Puglia a richiedere un prestito personale? Secondo l’analisi di Facile.it e Prestiti.it, la maggior parte delle domande è legato all’ottenimento di finanziamenti per ristrutturare casa (20,22%, 16.006 euro il taglio medio); a seguire il consolidamento debiti (20,12%, 16.983 euro) e, al terzo posto, la richiesta di liquidità (19,63%, 15.224 euro).

  • Prestiti: in Veneto importi in crescita dell’8,3%

    Nello scorso anno i veneti hanno fatto ricorso ai prestiti in maniera decisamente più netta, con incrementi negli importi richiesti, in media, pari all’8,3%. A diffondere il dato sono stati Facile.it e Prestiti.it, i principali comparatori italiani del settore che hanno preso in esame un panel di oltre 2.500 richieste di finanziamento presentate in regione nei primi tre mesi del 2017.

    Secondo i dati emersi dall’Osservatorio, la cifra media richiesta in Veneto per i prestiti è pari a 12.214 euro, era appena più di 11.250 un anno fa. I veneti che si sono rivolti alle finanziarie nei primi tre mesi dell’anno in corso hanno scelto un piano di restituzione in 67 rate (oltre 5 anni e mezzo), potendo contare su di uno stipendio mensile medio di 1.634 euro e, quando hanno presentato la richiesta, avevano in media 40 anni, una delle età più basse di tutta Italia fra chi richiede prestito e che però, a ben guardare, varia abbastanza in regione, oscillando fra gli estremi di Verona (39 anni in media) e Rovigo (43 anni).

    Venezia è la provincia in cui si sono chiesti gli importi maggiori (12.993 euro, il 6,3% in più rispetto alla media regionale, da restituire in 67 mesi). Alle sue spalle, ma molto staccate, Vicenza (12.193 euro, 67 rate) e Verona (12.162 euro, 66 mensilità quelle previste per la restituzione). Belluno è invece la provincia veneta dove, nel primo trimestre 2017, sono state presentate sia le richieste di importo più contenuto (10.737 euro) sia quelle di durata inferiore (61 rate).

    Quasi una richiesta ogni quattro (22,86% del totale) tra quelle presentate in Veneto arriva dalla provincia di Venezia, a seguire Verona (19,95%) e Padova (18,92%).

    «La maggiore richiesta di prestiti», ha spiegato Mario Parteli, responsabile Business Unit prestiti di Facile.it, «va intesa come un segnale di fiducia. I cresciuti livelli occupazionali spingono a vedere il futuro in termini più rosei rispetto al passato e questo consente di non vivere con timore l’impegno di un prestito, soprattutto se legato ad elementi di indipendenza come la casa o un’auto di proprietà».

    Ma quali sono i motivi che spingono i residenti in Veneto a richiedere un prestito personale? Secondo l’analisi di Facile.it e Prestiti.it, la maggior parte delle domande è legata all’ottenimento di prestiti per ristrutturare casa (24,01% 16.178 euro il taglio medio) e, a seguire, l’acquisto di auto usate (18,90%, 10.886 euro). Al terzo posto l’ottenimento di liquidità che raccoglie il 17,11% delle richieste ed equivale ad una media di 12.313 euro.

    La casa è molto presente nelle richieste di prestito compilate nella regione e fra le prime 10 motivazioni si trovano altre 2 finalità connesse con l’immobiliare: l’arredamento (sesta con 9.163 euro e il 5,49% delle richieste) e addirittura l’acquisto di casa, cui ricorre il 2,43% di chi richiede un prestito personale in Veneto e per il quale si cerca di ottenere, in media, un finanziamento di 29.684 euro. Importi molto ridotti, ma tempi molto più brevi e parametri meno stringenti fanno preferire questo al mutuo in alcuni casi, come presumibilmente quelli emersi dall’Osservatorio.

  • Il road movie preferito dagli italiani? Tre uomini e una gamba

    Qual è il road movie della tua vita? Facile.it, il principale compratore italiano di polizze auto, l’ha chiesto ad un panel di oltre 1.000 utenti che non hanno avuto dubbi nel rispondere: Tre uomini e una gamba.

    Il film del 1997 interpretato da Aldo, Giovanni, Giacomo e Marina Massironi ha sbaragliato gli altri concorrenti raccogliendo il 18,37% delle preferenze e staccando di diverse misure il secondo; Thelma & Louise (film del 1992 con Susan Sarandon, Geena Davis e Brad Pitt) pellicola che, nonostante abbia vinto Oscar, Golden Globe e ben due David di Donatello non va oltre l’11,35% dei voti.

    Terzo posto e medaglia di bronzo per un titolo molto più recente, Into the Wild – Nelle terre selvagge. Il film diretto nel 2007 da Sean Penn e interpretato, fra gli altri, da Kristen Stewart, William Hurt e Vince Vaughn ottiene il 9,72% delle preferenze soffiando il podio ad un classico del cinema italiano: Bianco, Rosso e Verdone; il film di e con Carlo Verdone, che fece ridere milioni di spettatori nel 1981 e che, grazie al duo creato fra l’attore e regista e l’indimenticabile Lella Fabrizi (Sora Lella), ha consegnato alla storia del cinema alcuni fra i momenti di maggiore ilarità,  si ferma però all’8, 10%.

    Il sondaggio di Facile.it ha messo in evidenza anche come i gusti e i film “di formazione” cambino a seconda del sesso e dell’età. Se si guarda al solo campione femminile la classifica incorona il film con Susan Sarandon e Geena Davis (forse anche per merito del giovanissimo Brad Pitt di quegli anni) e regala un terzo posto pari merito a Basilicata coast to coast (regia: Rocco Papaleo con Rocco Papaleo, Alessandro Gassman e Max Gazzè – 2010) e I diari della motocicletta – (regia di Walter Salles, con Gael Garcìa Bernal e Rodrigo de la Serna – 2004). Fra gli uomini Thelma & Louise cedono a Verdone il secondo posto sul podio.

    Nella fascia 18-25 anni, alle spalle del vincitore Tre uomini e una gamba si trova Paura e delirio a Las Vegas – (con Benicio del Toro, Johnny Depp, Tobey Maguire) pellicola evidentemente di grande impatto se si considera che, quando debuttò nelle sale (1998), chi oggi lo ha votato non era ancora nemmeno in prima elementare.

    Il film en travesti Priscilla la regina del deserto – (regia di Stephan Elliott, con Guy Pearce, Terence Stamp, Hugo Weaving – 1994) è secondo per i rispondenti di età compresa fra i 35 e 45 anni mentre nella fascia d’età successiva (45 – 60), a trionfare è il pluripremiato Rain Man – L’uomo della pioggia – (regia di Brian Levinson, con Dustin Hoffman, Tom Cruise e Valeria Golino – 1988).

    Il cinema italiano torna protagonista nel campione degli over 60; per loro il road movie della vita è Il Sorpasso, di Dino Risi (1962, con Vittorio Gassman, Jean-Louis Trintignant e Catherine Spaak).

    Già, ma…Easy Rider? Il road movie per eccellenza non conquista gli italiani intervistati da Facile.it e arriva appena decimo (5,45%), con buona pace di Hopper, Nicholson e Fonda.

  • Prestiti personali: in Lombardia importi in aumento del 12%

    In Lombardia cresce il ricorso ai prestiti personali, chiaro sintomo di migliori livelli occupazionali e maggiore fiducia nel futuro. I dati arrivano dall’osservatorio condotto da Facile.it (https://www.facile.it/prestiti-personali.html) e Prestiti.it in relazione alle richieste di credito al consumo presentate in Regione nel primo trimestre 2017. Secondo quanto rilevato dallo studio, il prestito medio chiesto in Lombardia nel primo trimestre 2017 è pari a poco meno di 12.100 euro, vale a dire il 12% in più del valore registrato un anno fa.

    Chi chiede un prestito in Lombardia ha, sempre in media, uno stipendio pari a 1.940 euro, un’età di 40 anni all’atto della presentazione della domanda e intende restituire il finanziamento in 67 rate, vale a dire circa 5 anni e mezzo.

    Facile.it e Prestiti.it (https://www.prestiti.it/) non si sono limitati ad analizzare i numeri a livello regionale, ma hanno approfondito l’indagine anche a livello provinciale; ecco quindi che si scopre che sebbene Milano origini oltre il 42% delle richieste di credito al consumo lombarde e possa contare sugli stipendi più alti di tutta la regione (2.275 euro), non è da qui che arrivano quelle di importo maggiore, che, invece, sono compilate nella Provincia di Sondrio, dove il valore medio del prestito sale a 14.053 euro.

    Al secondo posto nella classifica degli importi richiesti alle finanziarie si piazza Como con 13.842 euro che precede di un soffio Bergamo, terza con 13.713 euro. Sono comunque sopra alla media nazionale (12.147 euro) anche Mantova (13.252 euro), Cremona (12.958 euro), Pavia (12.910 euro), Varese (12.458 euro) e Lodi (12.162 euro).

    Gli importi più contenuti sono chiesti a Brescia (10.990 euro la media) e, a seguire, nelle province di Monza e Brianza (11.358 euro), Milano (11.523 euro) e Lecco (11.983 euro).

    I lombardi che impiegheranno più tempo per restituire il loro prestito sono i bergamaschi e i mantovani che rientreranno del finanziamento dopo 72 mensilità, una in più di quelle necessarie ai comaschi e due in più di quelle che occorreranno a lodigiani e varesini.

    Ma quali sono i motivi per i quali in Lombardia si chiede un prestito? Al primo posto, con il 19,4% delle richieste l’ottenimento di liquidità; finalità per la quale l’importo medio richiesto è pari a 13.409 euro, ma che ha quasi dimezzato il suo peso sul totale visto che nel 2016 erano legate a questa finalità il 32% delle richieste, ulteriore indizio della migliorata situazione economica dei lombardi. Al secondo posto la ristrutturazione di immobili che raccoglie il 18,77% delle domande e una richiesta media di 16.441 euro; terzo posto per il consolidamento debiti, ottimo modo per uniformare importi e scadenze dei finanziamenti; in questa categoria rientrano il 18,48% delle domande presentate nel primo trimestre 2017; importo medio richiesto: 16.880 euro.

  • Prestiti: in Toscana importi in crescita dell’11%

    Nell’ultimo anno i toscani hanno fatto ricorso al credito al consumo in maniera più netta, con incrementi negli importi richiesti, in media, dell’11%. A comunicare il dato sono Facile.it e Prestiti.it, i due comparatori italiani specializzati nel confronto dei prestiti personali che hanno analizzato un panel di oltre 2000 richieste di finanziamento presentate in Toscana nel primo trimestre 2017.

    Secondo i dati dell’Osservatorio l’importo medio dei prestiti richiesti in regione è pari a 11.550 euro, era appena più di 10.440 un anno fa. I residenti in Toscana che hanno cercato di ottenere un prestito personale nei primi mesi del 2017 puntavano ad un piano di restituzione in 68 rate (oltre 5 anni e mezzo), potevano contare su uno stipendio medio di 1.519 euro e, all’atto della richiesta avevano già compiuto 43 anni, una delle età maggiori di tutta la penisola fra chi richiede prestito anche se, a ben guardare, il dato varia molto in Regione fra gli estremi di Arezzo (39 anni in media) e Livorno, Massa e Carrara (47 anni).

    Grosseto è la provincia toscana in cui si sono chiesti gli importi maggiori (13.527 euro, il 17% in più rispetto alla media regionale, da restituire in 75 mesi). Alle sue spalle Prato (13.051 euro, 63 rate), Siena (12.025 euro, 64 mensilità) e, con la stessa cifra, ma durata maggiore MassaCarrara (12.025 euro, 70 rate).

    Osservando la classifica degli importi in senso opposto, Livorno risulta essere la zona toscana con le richieste di importo inferiore (10.491 euro da restituire in 71 mesi), seguita da Pisa (10.731 euro, 66 mensilità) e Lucca (10.818 euro, 66 rate).

    Oltre una richiesta di prestito ogni quattro (27,75% del totale) fra quelle presentate in Toscana arriva dalla provincia di Firenze, a seguire Pisa (13,35%) e Lucca (11,14%).

    I richiedenti prestito con gli stipendi maggiori all’atto della richiesta alla finanziaria sono risultai essere i residenti in provincia di Massa-Carrara (1.792 euro lo stipendio medio), che staccano nettamente i pistoiesi (secondi, con 1.579 euro) e i grossetani, terzi (1.561 euro il salario medio).

    Ma quali sono i motivi che spingono i residenti in Toscana a richiedere un prestito personale? Secondo l’analisi di Facile.it e Prestiti.it, la maggior parte delle domande è legato all’ottenimento di liquidità (19,35% 13.395 euro il taglio medio); a seguire l’acquisto di auto usate (18,70% 8.483 euro) e, al terzo posto, la ristrutturazione degli immobili che, spinta probabilmente dagli sgravi fiscali previsti dal Governo, raccoglie ormai il 18,54% delle richieste ed equivale ad una media di 16.746 euro.

  • Prestiti: in Abruzzo importi in crescita del 17%

    Nell’ultimo anno gli abruzzesi hanno fatto ricorso al credito al consumo in maniera più netta, con incrementi negli importi richiesti, in media, dell’17%. A comunicare il dato sono Facile.it (https://www.facile.it/prestiti-personali.html) e Prestiti.it (https://www.prestiti.it/), i due comparatori italiani specializzati nel confronto dei prestiti personali che hanno analizzato un panel di oltre 700 richieste di finanziamento presentate in regione nel primo trimestre 2017.

    Secondo i dati dell’Osservatorio l’importo medio dei prestiti richiesti in Abruzzo è pari a 12.300 euro, era appena più di 10.525 un anno fa. Gli abruzzesi che hanno cercato di ottenere un prestito personale nei primi mesi del 2017 puntavano ad un piano di restituzione in 68 rate (oltre 5 anni e mezzo), potevano contare su uno stipendio medio di 1.660 euro e, all’atto della richiesta avevano già compiuto 44 anni, una delle età maggiori di tutta la penisola fra chi richiede prestito e che, a ben guardare, non varia di molto in Regione, muovendosi fra gli estremi di Teramo (43 anni in media) e Pescara (46 anni).

    L’Aquila, ancora alle prese con la ricostruzione post sismica, è la provincia in cui si sono chiesti gli importi maggiori (12.996 euro, il 5,6% in più rispetto alla media regionale, da restituire in 69 mesi). Alle sue spalle Pescara (12.252 euro, 68 rate) e Chieti (12.134 euro, 70 mensilità, il piano di restituzione più lungo di tutta la regione). Teramo è invece la provincia abruzzese in cui, nel primo trimestre 2017, si sono presentate le richieste di importo inferiore (11.727 euro, 63 rate).

    Quasi una richiesta di prestito ogni tre (29,93% del totale) fra quelle presentate in Abruzzo arriva dalla provincia di Chieti, a seguire Pescara (27,55%) e L’Aquila (24,15%).

    Ma quali sono i motivi che spingono i residenti in Abruzzo a richiedere un prestito personale? Secondo l’analisi di Facile.it e Prestiti.it, la maggior parte delle domande è legato all’ottenimento di prestiti per ristrutturare casa (23,11% 14.898 euro il taglio medio) e, con la stessa percentuale, l’acquisto di auto usate (8.714 euro). Al terzo posto l’ottenimento di liquidità che raccoglie il 21,7% delle richieste ed equivale ad una media di 13.185 euro.

    La casa è molto presente nelle richieste di prestito compilate in Abruzzo e fra le prime 10 motivazioni si trovano altre 2 finalità connesse con l’immobiliare: l’arredamento (quinta con 6.722 euro e il 4,25% delle richieste) e addirittura l’acquisto di casa, cui ricorre l’1,42% di chi richiede un prestito personale in Abruzzo e per il quale si cerca di ottenere, in media, un finanziamento di 28.300 euro. Importi molto ridotti, ma tempi molto più brevi e parametri meno stringenti fanno preferire questo al mutuo in alcuni casi, come presumibilmente quelli emersi dall’Osservatorio.

  • Crescono del 20% in un anno gli italiani interessati al risparmio energetico

    Gli italiani che si sono informati sul risparmio energetico sono cresciuti del 20% nell’ultimo anno e, tra le persone che vogliono saperne di più, una su tre ha meno di 35 anni.

    Il motivo? In tempi di ristrettezze economiche pochi accorgimenti possono ridurre le bollette anche dell’80%, consentendo ad ogni famiglia di risparmiare centinaia di euro. A rivelarlo è Facile.it (https://www.facile.it/risparmio-energetico.html), primo comparatore italiano di prodotti per l’energia, che ha deciso di analizzare nel dettaglio come sia cambiata la sensibilità dei consumatori verso queste tematiche mettendo sotto la lente oltre 50.000 richieste giunte al sito da aprile 2016 allo stesso mese del 2017.

    Una prima evidenza è che nell’ultimo anno l’interesse verso il risparmio energetico non è stato uniforme su tutto il territorio; gli italiani che hanno ricercato informazioni in misura più sostenuta sono quelli residenti in Lombardia (23,9%), Lazio (16,8%), Veneto e Campania (entrambe al 7,9%), Piemonte (7,3%). Guardando solo ai primi quattro mesi del 2017, però, si nota come il quadro sia leggermente mutato, con Campania e Sicilia che guadagnano posizioni e arrivano a occupare il terzo e quarto posto.

    Dati estremamente interessanti emergono anche rispetto al profilo di chi si informa su questi argomenti. Per quanto riguarda l’età, più di una persona su tre ha meno di 35 anni (35%), segue la fascia 35-44 (28%) e quella tra i 45 e 54 anni (17%). Quasi il 10% ha più di sessantacinque anni e questo dimostra come il risparmio economico stia diventando sempre più importante anche e soprattutto per le persone più anziane.

    Rispetto al genere, invece, risulta evidente come la materia sia ancora un terreno prevalentemente per uomini, che rappresentano il 65% del campione analizzato; percentuale che ha mostrato un lieve cambiamento nei primi quattro mesi del 2017, durante i quali la quota di donne è salita al 37%.

    Ma come e quanto il risparmio energetico può aiutare a ridurre le bollette? Le soluzioni sono molteplici ed ognuna comporta differenti vantaggi, con relativo taglio di costi e benefici non solo per il portafogli, ma anche per l’ambiente.

    Per quanto riguarda l’energia elettrica, ad esempio, utilizzando lampadine a LED anziché a fluorescenza, è possibile ridurre i consumi legati all’illuminazione sino al 60%; l’installazione di pannelli fotovoltaici, invece, consente ai proprietari di autoprodurre energia, con un risparmio medio stimato sino al 60%.

    Rispetto ai consumi di gas, si può optare per un sistema di riscaldamento geotermico, con un taglio medio della bolletta tra il 60% e l’80%, mentre il solare termico permette una riduzione di circa il 40%.

    Con un isolamento adeguato della casa si può tagliare sino al 30% dei consumi complessivi. Gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici danno inoltre diritto a beneficiare dell’Ecobonus, la detrazione del 65% dall’Ires o dall’Irpef (che può salire sino al 75% a seconda dell’intervento) che è stata prorogata fino al 31 dicembre 2017 (fino al 2021 per gli interventi relativi a parti comuni degli edifici condominiali).

    Ecco, forse, perché così tanti vogliono capire bene cosa vuol dire, oggi, risparmio energetico.

  • In Italia rubano una bicicletta ogni 2 minuti; eccol’assicurazione

    In Italia circolano 4 milioni di biciclette e ogni 2 minuti ne viene rubata una. Pochi lo sanno, ma da qualche anno anche le due ruote a pedali possono essere assicurate e, secondo un’indagine di Facile.it (https://www.facile.it/assicurazioni-gadget/bicicletta.html), a fronte di costi bassissimi per i proprietari, per le compagnie assicurative il valore di questo segmento di mercato è potenzialmente superiore ad 88 milioni di euro.

    Il mezzo ecologico per eccellenza è sempre più usato come alternativa all’auto, il che, purtroppo, lo rende più appetibile anche ai malintenzionati. A causa dell’assenza della targa o della registrazione, spesso è difficile per i proprietari rientrare del danno subito, a meno che non abbiano acceso un’assicurazione specifica; ma quanto costa assicurare una bicicletta e quali sono le garanzie offerte da una polizza di questo tipo?

    Secondo i dati di Facile.it, il costo medio per accendere una polizza è pari a circa il 10% del valore del mezzo, con un premio minimo di 22 euro l’anno. Un valore ancor più contenuto se si considera che la copertura assicurativa non si ferma al solo caso del furto del veicolo, ma garantisce anche per la riparazione rapida in caso di danni, servizio clienti gratuito, e offre protezione anche per il furto di singoli pezzi, come il sellino o la ruota.

    L’interesse degli italiani nei confronti delle polizze per le biciclette, in forte aumento nell’ultimo anno, non è però costante nei dodici mesi, ma ha momenti di picco molto precisi; dall’analisi emerge che le vette massime si hanno a marzo, con l’inizio della primavera, a fine maggio, grazie al traino del Giro d’Italia e ad agosto, con la spinta dell’estate.

    Guardando alle regioni, invece, la Lombardia, con il 35% sul totale delle richieste, si conferma come l’area con il maggior numero di ciclisti interessati ad assicurare il proprio mezzo (o forse i più tartassati dai furti!). Seguono il Lazio (20%), il Veneto (10%), l’Emilia Romagna e la Toscana (entrambe 7%).  Distaccate le altre regioni, che registrano dati prossimi o inferiori al 5%.

    Ma come comportarsi se si è vittime di furto? Nella maggior parte dei casi, è possibile notificare l’accaduto, anche online, alla compagnia, e questa provvederà immediatamente al rimborso, alla sostituzione o riparazione della bicicletta. E potremo tornare a pedalare sereni.

  • Prestiti per sposarsi: in Italia erogati 96 milioni di euro in 3 mesi

    Per onorare il più bel giorno della vita gli italiani ricorrono a prestiti personali e lo fanno in misura sempre maggiore; nel primo trimestre 2017 sono stati erogati 96,2 milioni di euro per sostenere le spese di matrimoni e cerimonie. È questo il dato che emerge da un’indagine di Facile.it e Prestiti.it, che hanno analizzato oltre 30.000 richieste di finanziamento, tracciando il quadro di come molti futuri sposi affrontino i costi di ricevimento, vestiti, fiori e bomboniere.

    Il primo elemento evidenziato è che l’importo medio richiesto nel 2017 è cresciuto del 14,35% rispetto al 2016, passando da 10.366 euro a 11.854 euro; crescita ancora più importante se confrontata con il 2013, quando la media era di appena 9.000 euro.

    Analizzando la ripartizione regionale delle richieste di prestito per matrimoni e cerimonie, emerge chiaramente come il Sud guidi la classifica, con la sola Campania che origina quasi il 22% delle richieste e dove l’incidenza di questi finanziamenti sul totale di quelli che i consumatori cercano di ottenere è pari a circa il doppio rispetto ai valori del resto d’Italia.

    La seconda regione che, proporzionalmente, genera il maggior numero di richieste è la Calabria con il 13,70%, mentre al terzo posto figura la Lombardia, con il 12,79%, unica regione del Nord ad avere un valore sopra il 6%.

    Altro dato interessante, si legge nell’analisi, è l’età media del richiedente, che si attesta poco sotto i 41 anni, mentre per quanto riguarda la durata del prestito, gli italiani optano per rimborsare il finanziamento in 64 rate mensili dell’importo di circa 185 euro.

    Curioso, in termini di lettura sociale del fenomeno, è la differenza di genere; solo nel 23% dei casi è la donna a richiedere il prestito.

    Ma quanto costa sposarsi? Secondo il wedding planner Andrea Bettinzoli della Chapeau Consulting: «Le voci di spesa da tenere sotto controllo quando si affronta un matrimonio sono molte e possono variare da regione a regione e, naturalmente, in base alla tipologia di cerimonia che si desidera organizzare. Immaginando un matrimonio tradizionale, con 80 invitati, si possono spendere dai 3.000 ai 7.000 euro per gli abiti, fra 2.000 e 5.000 euro per l’affitto della location, fra i 6 e i 12.000 euro per il catering.»

    Le spese per il giorno più bello, però, non finiscono qui; c’è il fotografo, (almeno 3.000 euro per un servizio completo di video); l’allestimento floreale, (a partire da 2.500 euro); le spose difficilmente rinunciano a  parrucchiere e truccatrice (costi dai 250 ai 500 euro). Se si vuole arrivare in chiesa con un’auto d’epoca, lo sfizio può costare circa 500 euro mentre le partecipazioni vanno dai 6 euro a salire. E se si vuole animare la festa con un Dj, bisogna considerare dai 250 ai 700 euro. Senza contare tutti gli “extra”, capaci di far lievitare il conto finale anche sensibilmente.

    Ma si sa,  quello è il giorno più bello della vita, quindi la cosa importante è che la festa sia indimenticabile. Con buona pace del budget!

  • Il 62% degli italiani è favorevole all’utilizzo libero del wi-fi in aereo

    Riuscireste a fare a meno del wi-fi? Assolutamente no. Così ha risposto l’83% del campione di italiani fra i 18 ed i 60 anni intervistato da Facile.it (https://www.facile.it/adsl.html) per un sondaggio svolto nei primi giorni di aprile e che, soprattutto alla vigilia dei prossimi ponti e vacanze, ha fatto luce su aspetti molto curiosi.

    Il primo è quello relativo alla possibilità, già offerta da alcune compagnie, di usare la connessione internet anche durante i voli aerei; in barba al divieto imposto per anni nei cieli di tutto il mondo, oggi il 62% di chi ha risposto sarebbe a favore del wi-fi mentre è, letteralmente, fra le nuvole. I più inclini al non rinunciare alla connessione nemmeno in aereo sono gli uomini (66,8%), mentre fra le donne prevale ancora il partito di chi vuole cellullari e tablet senza wi-fi mentre si è in volo (53,2%).

    Secondo i dati del sondaggio, la presenza o meno del wi-fi diventa anche elemento fondante nelle scelte legate al dove fare le proprie vacanze. Un rispondente su tre dichiara di decidere se soggiornare o meno in un hotel in base al fatto che questo abbia o meno la connessione wi-fi per gli ospiti; lo stesso principio vale anche per la ricettività non professionale visto che anche le case per le vacanze, si legge ancora scorrendo i numeri, sono appetibili al 31,7% dei vacanzieri solo e offrono il wi-fi, meglio se gratuito.

    Il wi-fi permea ormai ogni aspetto della nostra quotidianità, anche a scapito della socializzazione e, forse, il dato più eclatante emerso dal sondaggio è che diventa spesso condicio sine qua non persino nella scelta del ristorante.

    Il 5,6% dei rispondenti (il che, proiettato sulla popolazione di riferimento equivale a circa 1 milione di individui), si siede solo ai tavoli di locali wi-fi connected, la percentuale sale addirittura all’8,5% per il campione femminile; e pensare che un tempo si andava a cena fuori per chiacchierare.

  • Prestiti: nel primo trimestre importi in aumento (9.3%)

    Nell’ultimo anno gli italiani hanno fatto spesso ricorso al credito al consumo, anche, ma non solo, perché spinti dagli incentivi fiscali confermati dal governo e gli importi delle loro richieste sono aumentate, rispetto ai primi tre mesi del 2016 del 9,3%. Secondo i dati dell’Osservatorio congiunto condotto da Prestiti.it e Facile.it (https://www.facile.it/prestiti-personali.html) che ha analizzato un panel di oltre 34.000 richieste di finanziamento presentate fra il 1 gennaio ed il 30 marzo 2017, se nel primo trimestre 2016 chi cercava di ottenere un finanziamento puntava a poco più di 11.000 euro, oggi la richiesta media è appena inferiore ai 12.150 euro.

    Fra le richieste di prestito personale per le quali il firmatario specifica anche la finalità di utilizzo, la fetta più consistente è rappresentata dal mondo della casa che, unendo i prestiti chiesti per ristrutturazione a quelli legati all’arredo arriva al 26,92% del totale. Secondo posto per il settore automobilistico; in questo caso l’acquisto di un veicolo, sia esso nuovo o usato, raccoglie il 23,10% del totale richieste. Terzo posto per il consolidamento dei debiti che, con il 19,02% del totale, supera di un soffio le richieste di liquidità (18,96%).

    L’osservatorio ha evidenziato anche come, sempre rispetto ai primi tre mesi dello scorso anno sia aumentato il tempo necessario a restituire i finanziamenti; oggi chi chiede un prestito mira a dilazionare il pagamento in 69 rate (poco meno di 6 anni), mentre erano 65 un anno fa.

    Un dato estremamente interessante, fra quelli emersi dall’analisi, è relativo al profilo del richiedente; il 74% di chi compila le richieste è uomo, il 26% donna. Se fra i due sotto campioni l’età anagrafica non è troppo dissimile, saltano agli occhi invece importanti differenze sia in termini di stipendio medio, sia di importi che si cerca di ottenere; gli uomini che vogliono un prestito personale hanno uno stipendio mediamente superiore del 12% rispetto alle donne e questo gli consente di puntare a cifre superiori (12.600 euro per gli uomini, 10.855 euro per le donne).

    Ancora più importante, in termini di lettura sociale del fenomeno, il dato legato all’età; la maggiore percentuale delle richieste, il 31,06% del totale è legato a consumatori che non hanno ancora compiuto i 35 anni; a seguire (30,83%) la fascia 35 – 45 anni e quella fra i 45 ed i 55 anni (21,16%)

    «La richiesta di prestiti da parte dei giovani», ha spiegato Mario Parteli, responsabile Business Unit prestiti di Facile.it, «va intesa come un segnale di fiducia. I cresciuti livelli occupazionali li spingono a vedere il futuro in termini più rosei del passato e questo gli consente di non vivere con timore l’impegno di un prestito, soprattutto se legato ad elementi di indipendenza come la casa o un’auto di proprietà».

    Analizzando i dati su base regionale, le cifre più cospicue sono state richieste in Trentino Alto Adige (con 13.428 euro), Basilicata (12.843) e Puglia (12.810), mentre la Liguria è quella in cui si registrano quelle più basse (11.259 euro). La Sardegna, con 72 rate, è la regione con i piani di restituzione più lunghi, Friuli Venezia Giulia e Liguria, con 66 mensilità, quelle in cui i prestiti durano di meno.

  • Come è andato il primo trimestre dei mutui italiani

    In base all’Osservatorio mutui di Facile.it (https://www.facile.it/mutui.html) e Mutui.it (https://www.mutui.it/), il primo trimestre 2017 ha evidenziato segnali importanti rispetto al medesimo periodo del 2016. 

    In primis gli italiani pare abbiano ripreso in maniera netta la fiducia nei confronti del mercato immobiliare e le richieste di finanziamento per l’acquisto della casa sono aumentate del 17%, mentre gli erogati hanno vissuto un aumento ancora maggiore facendo segnare un incoraggiante +21%. I numeri sono però difficilmente comprensibili appieno se non si considera anche il valore degli immobili oggetto della richiesta; in media questo parametro si è nettamente ridotto fermandosi, nel primo trimestre 2017, appena sopra i 224.000 euro.

    Se diminuisce il valore medio dell’immobile aumenta invece quello delle somme richieste, anche se di poco. Nel primo trimestre 2017 la cifra che gli aspiranti mutuatari hanno provato ad ottenere dalle banche è stata pari a circa 132.500 euro, il 5% in più di quanto non accadesse nel 2016; anche l’erogato è cresciuto più o meno con lo stesso passo (4%) arrivando oggi a circa 123.100 euro.

    Nel primo trimestre 2017 sono state indicizzate con tasso fisso il 78% delle richieste, con il variabile il 18,5%. Pressoché invariati durata del finanziamento (21 anni) ed età del richiedente (40 anni). «Non abbiamo mai registrato una così netta prevalenza delle domande di mutuo a tasso fisso», ha commentato Ivano Cresto, Responsabile Business Unit Mutui Facile.it e Mutui.it «Il graduale aumento dei tassi di riferimento a cui stiamo assistendo, ha convinto gli italiani che il 2017 potrebbe essere l’ultima occasione per assicurarsi tassi fissi così competitivi».

    Per quanto riguarda i finanziamenti legati alla prima casa, il numero degli erogati è cresciuto del 23% mentre l’importo concesso dalle banche è aumentato dell’1,4% arrivando poco sopra ai 128.000 euro; proporzioni non troppo dissimili per il valore dell’immobile oggetto di mutuo prima casa (209.460 euro; +2,45%), mentre l’importo che chi intende comprare la sua prima casa cercava di avere dall’istituto è stato pari a 141.350 euro (+6%).  

    Ultima nota sulle surroghe, nel primo trimestre 2016 queste rappresentavano il 47% delle erogazioni, oggi sono il 43%, ma sono aumentati sia gli importi dei mutui che si intende surrogare (oggi poco meno di 127.000 euro; +6% rispetto al 2016) sia quelli effettivamente erogati (119.000; +4%).

  • ADSL: la donna è più infedele

    Gli italiani hanno imparato a muoversi con abilità fra le varie offerte ADSL presenti sul mercato e cambiano spesso fornitore. Secondo i dati di un’indagine condotta a marzo 2017 da Facile.it (https://www.facile.it/adsl.html) il 20,11% degli italiani ha cambiato operatore più di una volta negli ultimi 5 anni, ma il dato varia notevolmente se ci si focalizza sul solo campione maschile o femminile; nel caso del primo a scegliere un operatore diverso più volte nel quinquennio è stato il 17,7% degli intervistati, nel secondo addirittura il 24,5%.

    L’indagine ha evidenziato come a spingere verso il cambiamento sia soprattutto il prezzo (48,37%), fattore che diventa assolutamente determinante fra le donne; in questo caso la variabile delle tariffe è stata la causa del cambiamento per il 60,37% delle intervistate. Tariffe comunque contenute se si considera che il 77% spende meno di 30 euro al mese e la bolletta mensile del 18% degli intervistati non arriva a 20 euro.

    Al secondo posto, nella classifica delle ragioni per cui i consumatori si rivolgono ad un diverso fornitore di ADSL, si trova la maggiore velocità di connessione (34,24%); analizzando ancora una volta i numeri in base al sesso del rispondente, questa volta i rapporti si invertono e sono soprattutto gli uomini a ritenerla importante (38,46% vs 22,64%).

    Gli operatori cercano di attirare nuovi clienti con offerte sempre più variegate e, fra di esse, una delle più comuni è quella che collega l’offerta ADSL ai canali televisivi; se è vero che a livello nazionale questo è un elemento ancora poco determinante nella scelta di cambiare fornitore (3,26%), la percentuale arriva quasi a raddoppiare nella fascia 35-45 anni per la quale è pari al 5,12%.

    In effetti, a scorrere i numeri dell’indagine di Facile.it, è palese come le ragioni per le quali si cerca un nuovo operatore siano fortemente connesse all’età del rispondente. Se per chi ha fra i 45 ed i 60 anni il prezzo è quasi l’unico elemento considerato per decidere di firmare un nuovo contratto (62,85%), la velocità di connessione diventa la prima ragione, con il 47,88% delle preferenze, nella fascia 25-35 anni che, a ben guardare, è probabilmente anche quella più interessata dal fenomeno del lavoro a distanza per il quale una buona connessione casalinga diventa fondamentale.

  • RC auto: in Puglia prezzi in diminuzione del 3,34%

    Negli ultimi 12 mesi i prezzi dell’RC auto in Puglia sono diminuiti in misura quasi doppia rispetto alla media nazionale, ma nonostante ciò restano fra i più alti d’Italia con una differenza superiore al 15%. Facile.it (https://www.facile.it/assicurazioni-auto.html), il più importante sito italiano di confronto dedicato al mercato assicurativo, ha evidenziato anche come il costo medio della copertura RC in Puglia, a febbraio 2017, sia pari a 610,23 euro.

    Secondo l’Osservatorio condotto da Facile.it, (a questo link i risultati per la Puglia: https://www.facile.it/assicurazioni/osservatorio/rc-auto-puglia.html ) se durante gli ultimi sei mesi si è registrato un considerevole incremento (4,54%), da febbraio 2016 a febbraio 2017, i prezzi sono invece diminuiti, e di molto. La diminuzione maggiore si è registrata nella provincia di Barletta-Andria-Trani con addirittura l’ 11,31% in meno rispetto all’anno precedente.

    Analizzando i dati per provincia ed in ottica annuale, si evince che a registrare un’importante diminuzione di prezzi, dopo la provincia di BAT, siano state Foggia ed Bari. Qui gli automobilisti hanno visto ridurre i prezzi medi dell’RC auto rispettivamente del 7,16% e del 5,50%. Unica provincia in controtendenza rispetto all’andamento regionale è quella di Lecce. Gli automobilisti leccesi hanno subito un rincaro dei prezzi del 3,05% rispetto allo scorso anno.

    Parlando in termini di costi assoluti e non di variazioni percentuali, Foggia, con i suoi 774,28 euro è la provincia pugliese in cui assicurare un‘automobile costa di più; al secondo posto si piazza Taranto con un premio medio pari a 643,74 euro. Terzo posto in classifica per Bari con 638,88 euro. Lecce, nonostante sia l’unica provincia dove i prezzi sono aumentati negli ultimi 12 mesi, risulta la più economica con un premio medio pari a 488,45 euro.

    L’osservatorio di Facile.it ha analizzato anche le coperture aggiuntive più richieste dai pugliesi. Al primo posto l’assistenza stradale, inclusa nel 65,34% dei preventivi. Al secondo posto la garanzia che copre la tutela legale (17,23%) e, al terzo, gli infortuni al conducente, inseriti dal 10,18% degli automobilisti pugliesi alle prese con il rinnovo o la sottoscrizione di una nuova polizza auto.

     

     

  • RC auto: in Sicilia prezzi in aumento del 5,75%

    Negli ultimi 6 mesi i prezzi dell’RC auto in Sicilia sono aumentati quasi del doppio rispetto alla media nazionale. Facile.it (https://www.facile.it/assicurazioni-auto.html), il più importante sito italiano di confronto dedicato al mercato assicurativo, a fronte di un aumento medio del 3,53%, ha evidenziato per gli automobilisti siciliani una variazione negli ultimi sei mesi del 5,75% e un costo medio della copertura RC, a febbraio 2017, pari a 531,20 euro.

    Secondo l’Osservatorio condotto da Facile.it, (a questo link i risultati per la Sicilia: https://www.facile.it/assicurazioni/osservatorio/rc-auto-sicilia.html) è stata la seconda parte dell’anno che ha registrato un particolare incremento visto che, da febbraio 2016 a febbraio 2017, i prezzi sono aumentati solo dello 0,65%. Il picco maggiore si è registrato a Siracusa con addirittura il 7,49% in più rispetto all’anno precedente.

    Analizzando i dati per provincia ed in ottica annuale, si evince che a subire i rincari maggiori, dopo Siracusa, siano state Palermo ed Enna. Qui gli automobilisti hanno visto aumentare i prezzi medi dell’RC auto rispettivamente del 3,15% e dell’1,93%. In controtendenza rispetto all’andamento regionale Trapani, Caltanissetta, Ragusa e Messina. Gli assicurati della provincia di Trapani hanno goduto di un calo dei prezzi del 4,41% rispetto allo scorso anno e sarebbe potuto essere addirittura maggiore se negli ultimi sei mesi non ci fosse stato un rincaro del 3,73%; a Caltanissetta i prezzi sono diminuiti del 3,96%, a Messina si è registrata una diminuzione del 2,83% ed infine a Ragusa si è avuto un calo del 2,26%.

    Parlando in termini di costi assoluti e non di variazioni percentuali, Messina, con i suoi 589,38 euro è la provincia siciliana in cui assicurare un‘automobile costa di più; al secondo posto si piazza Messina con un premio medio pari a 577,48 euro. Terzo posto in classifica per Palermo con 551,42 euro, mentre Enna risulta la provincia più economica con un premio medio pari a 401,43 euro.

    L’osservatorio di Facile.it ha analizzato anche le coperture aggiuntive più richieste dai siciliani. Al primo posto l’assistenza stradale, inclusa nel 58,54% dei preventivi. Al secondo posto la garanzia che copre la tutela legale (18,74%) e, al terzo, gli infortuni al conducente, inseriti dal 14,48% degli automobilisti siciliani alle prese con il rinnovo o la sottoscrizione di una nuova polizza auto.