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  • Auto: il 38% delle immatricolate nel 2021 è elettrico o ibrido

    Il mercato dell’auto non è ancora uscito dalla crisi, ma il 2021 è stato per le vetture elettriche e ibride un anno positivo; secondo i dati ufficiali*, in Italia da gennaio ad ottobre sono state immatricolati oltre 476.000 nuovi veicoli di questo tipo, vale a dire il 38% delle auto totali vendute. Un vero e proprio salto in avanti se si considera che a inizio anno le auto elettriche/ibride in circolazione erano appena poco più di 595.000.

    La crescente attenzione degli italiani verso i veicoli green è confermata anche dall’indagine commissionata da Facile.it e MiaCar.it agli istituti mUp Research e Norstat, da cui è emerso che quasi 7 automobilisti su 10 comprerebbero un’auto elettrica o ibrida (67,7%); più nello specifico, il 45,1% opterebbe per un’ibrida, mentre il 22,6% per una elettrica.

    Secondo l’indagine, realizzata su un campione rappresentativo della popolazione nazionale**, i più propensi a comprare queste vetture sono i giovani con età compresa tra i 18 e i 24 anni (79,6%) e gli automobilisti residenti nelle regioni del Nord Ovest (69,9%).

    Se si guarda invece al campione di coloro che sono contrari (11%), emerge che la percentuale è superiore tra gli uomini (13,5%), i rispondenti con età compresa tra i 35 e i 44 anni (13,6%) e i residenti al Nord Est (13,4%). Ancora tanti gli indecisi; più di 1 automobilista su 5 (21,3%).

    Le ragioni del sì…

    Analizzando le motivazioni degli oltre 23 milioni di automobilisti italiani disposti a comprare un veicolo elettrico o ibrido emerge che il 74,8% lo farebbe per contribuire in prima persona alla riduzione dell’inquinamento, percentuale che arriva addirittura all’82,9% tra gli under 25.

    Molti, il 45,1%, sceglierebbero un’auto green per risparmiare sul carburante, mentre il 19,8% per avere meno limitazioni alla circolazione potendo, ad esempio, accedere alle aree Ztl così come consentito in alcune città d’Italia.

    Tra le ragioni più diffuse per l’acquisto di un veicolo a basso impatto ambientale, indicata da quasi 1 automobilista su 3, vi è, infine, la paura che presto le auto diesel e benzina non potranno più circolare.

    …e quelle del no

    L’indagine ha poi approfondito le motivazioni per le quali più di 11 milioni di automobilisti italiani si sono dichiarati contrari, o comunque hanno ancora molti dubbi, circa l’acquisto di veicoli elettrici ed ibridi.

    L’ostacolo più grande risulta essere il prezzo (68,1%); il 43% ha detto di non voler acquistare un’auto elettrica/ibrida per via dello scarso numero di punti di ricarica presenti sul territorio italiano, mentre il 40% a causa della bassa autonomia di percorrenza.

    Gli incentivi e il budget di spesa

    Gli incentivi hanno avuto un ruolo fondamentale nel sostenere la vendita di veicoli elettrici e ibridi. Va detto, però, che gli italiani sembrano essere, almeno sulla carta, favorevoli all’acquisto di auto green indipendentemente dalla presenza dei contributi statali.

    Alla domanda “se non ci fossero i bonus governativi, lei acquisterebbe comunque un’auto elettrica o ibrida?” il 69,8% dei rispondenti ha risposto affermativamente, percentuale che arriva al 84,3% tra gli under 25.

    Un dato positivo che però rischia di scontrarsi con la realtà e, ancora una volta, con il costo di questi veicoli se si considera che dall’indagine è emerso che, per l’acquisto di un’auto elettrica o ibrida, gli italiani sono disposti a spendere, in media, 17.969 euro e addirittura quasi 1 su 2 non metterebbe a budget più di 15mila euro.

    Senza l’aiuto degli incentivi, risulta difficile trovare veicoli ibridi in questa fascia di prezzo, missione che diventa praticamente impossibile per quelli elettrici al 100%.

    La mappa delle auto elettriche e ibride in Italia

    Secondo i dati ACI, a inizio anno le auto elettriche e ibride iscritte nei registri della motorizzazione erano 595.807, vale a dire l’1,50% del totale. A guidare la classifica erano i veicoli ibridi (542.728), mentre quelli elettrici erano 53.079.

    A livello territoriale, le regioni con la maggior penetrazione di vetture green erano la Lombardia (dove le auto elettriche/ibride rappresentavano il 2,49% del parco auto regionale), il Trentino-Alto Adige (2,45%) e l’Emilia-Romagna (2,14%). Quelle con penetrazione minore, invece, erano la Campania (0,41%), la Calabria (0,47%) e la Sicilia (0,49%).

    In valori assoluti, la graduatoria nazionale vedeva al primo posto sempre la Lombardia (155.299 auto elettriche e ibride) seguita questa volta dal Lazio (73.847) e dal Veneto (64.264).

     

     

    * Fonte: Elaborazione ANFIA su dati Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti

    **Nota metodologica: Indagine mUp Research – Norstat svolta tra il 27 ed il 29 ottobre 2021 attraverso la somministrazione di n.1.072 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana adulta residente sull’intero territorio nazionale.

     

  • Polizze vita: 3,6 milioni di italiani ne hanno sottoscritta una nel 2021

    Sono circa 3,6 milioni gli italiani che nel 2021 hanno sottoscritto per la prima volta una polizza vita e di questi più di uno su tre (34%) lo ha fatto perché si sentiva meno sicuro a causa del Covid-19. Il dato arriva dall’indagine commissionata da Facile.it agli istituti mUp Research e Norstat -realizzata su un campione rappresentativo della popolazione nazionale* – da cui è anche emerso che, in totale, sono oltre 16 milioni le persone che hanno una polizza vita.

    L’interesse degli italiani verso queste coperture assicurative trova conferma anche nei dati del comparatore; secondo l’analisi* di Facile.it, nel 2021 le ricerche online di polizze vita sono aumentate del 27% rispetto allo scorso anno.

    Eppure, orientarsi tra questi prodotti non è sempre semplice: anche se, erroneamente, si ritiene che le polizze vita siano tutte uguali (o che addirittura ne esista un solo tipo!), è bene sapere che sul mercato sono presenti molte soluzioni diverse tra loro tanto è vero che, come evidenziato dall’indagine, meno di 1 rispondente su 2 (46%) ha stipulato una polizza vita per tutelare i propri cari in caso di morte dell’assicurato.

    L’elenco dei prodotti in commercio è lungo – si va dalle assicurazioni che tutelano in caso di malattie a lungo termine fino a vere e proprie formule di investimento e risparmio – per questo Facile.it ha messo a punto un breve vademecum con un focus su una delle polizze vita più note, quella “temporanea caso morte” che, a fronte della scomparsa prematura dell’assicurato, eroga ai beneficiari indicati nel contratto una somma di denaro predefinita.

    «Si tratta di prodotti particolarmente indicati per le famiglie che hanno un solo portatore di reddito, per i nuclei esposti a un debito importante, come un mutuo o un prestito o, anche, per coloro che decidono di tutelare i propri figli fino al raggiungimento dell’indipendenza economica», spiega Irene Giani BU Manager assicurazioni vita di Facile.it. «I costi, se confrontati con i benefici, sono tutt’altro che proibitivi, soprattutto per i giovani; un trentenne che sceglie di tutelarsi per 30 anni, con un capitale assicurato di 100.000 euro, può farlo spendendo meno di 10 euro al mese.».

    Come funzionano le polizze vita caso morte, cosa coprono realmente, cosa non coprono e come scegliere quella più adatta alle proprie esigenze? Ecco i consigli di Facile.it:

    1. Occhio ai parametri. Come detto, la polizza temporanea caso morte garantisce ai beneficiari una somma di denaro in caso di scomparsa prematura dell’assicurato. Nella scelta della polizza, quindi, è fondamentale definire sia il capitale assicurato, che corrisponde all’importo erogato in caso di imprevisto, sia la durata della polizza, vale a dire il tempo per il quale si è coperti. Questi due parametri andranno a determinare il premio da versare alla compagnia; pertanto, se vogliamo tutelare i nostri cari durante gli anni di mutuo, inutile prevedere una polizza di durata maggiore rispetto a quella del finanziamento in essere.
    2. Capitale costante o decrescente? Esistono polizze a capitale costante – che richiedono il pagamento di un premio fisso per tutta la durata della polizza, ma in caso di decesso garantiscono ai beneficiari un capitale fisso che non varia per tutta la durata del contratto – e polizze a capitale decrescente con le quali, invece, col passare del tempo diminuiscono sia le rate da pagare sia l’importo che verrà rimborsato in caso di imprevisto; ancora una volta, quindi, è fondamentale scegliere in base alle proprie reali necessità confrontando i diversi prodotti presenti sul mercato.
    3. I fumatori pagano di più. Uno degli elementi che incide maggiormente sul costo della polizza è l’abitudine al fumo. Se si è fumatori è possibile subire una maggiorazione del premio che varia in base all’età anagrafica e che, in alcuni casi, può arrivare anche all’80%. La definizione di fumatore, però, non è univoca tra le compagnie: in alcuni casi è sufficiente aver fumato, anche sporadicamente, nei 24 mesi precedenti alla sottoscrizione del contratto, in altri si è considerati fumatori solo se si consumano più di 20 sigarette al giorno e, in altri ancora, rientrano nella categoria anche coloro che, pur avendo smesso, lo hanno fatto solo dopo consiglio medico a seguito di una patologia.
    4. I lavori pericolosi… Non tutte le professioni sono compatibili con la polizza vita temporanea caso morte; piloti di aerei, collaudatori di veicoli e sommozzatori, ad esempio, generalmente non possono sottoscrivere questa tipologia di assicurazione o, comunque, non sono tutelati qualora il sinistro avvenga durante lo svolgimento del proprio lavoro. Attenzione, però, perché sono esclusi anche lavori decisamente più comuni: in alcuni casi, ad esempio, operai e muratori impiegati in contesti particolarmente pericolosi potrebbero non essere tutelati.
    5. …e le attività sportive. Molte compagnie assicurative non rimborsano il capitale nel caso in cui il sinistro mortale avvenga durante la pratica di attività sportive ritenute pericolose. Rientrano in questa categoria, ad esempio, la pratica di alpinismo, arrampicata libera, arti marziali, paracadutismo, lotta, pugilato, rugby, sci acrobatico e, più in generale, qualsiasi sport esercitato professionalmente.
    6. Visita medica e malattie pregresse. Poiché l’assicurazione non è valida se il decesso è connesso a malattie pregresse già note all’assicurato, prima di attivare la polizza molte compagnie richiedono una visita medica che accerti lo stato di salute dell’assicurato. Alcune società consentono di sottoscrivere il prodotto anche senza una visita preventiva, ma attenzione perché in questo caso potrebbero esserci limiti alla somma riconosciuta in caso di sinistro; inutile fare i furbi e nascondere alla compagnia malattie già conosciute perché il rimborso verrebbe negato ugualmente.
    7. Il periodo di carenza. È bene sapere che le polizze temporanee caso morte hanno un cosiddetto periodo di carenza; questo significa che l’assicurazione non entra in vigore nel momento in cui viene sottoscritto il contratto, ma solo dopo che sono trascorsi alcuni mesi dalla firma. Normalmente il periodo è pari a 6 mesi, ma in alcuni casi può arrivare addirittura a 12; durante questo lasso di tempo, in caso di sinistro non vi sarà alcun rimborso. Alcune compagnie offrono la possibilità di azzerare il periodo di carenza tramite apposita visita medica da effettuare prima della sottoscrizione.
    8. Le coperture aggiuntive. Oltre alla copertura del caso morte, alcune compagnie offrono garanzie aggiuntive come, ad esempio, l’invalidità permanente, in modo da tutelare economicamente il beneficiario anche nel caso in cui l’assicurato perda la capacità di lavorare e, quindi, di produrre reddito. Altre compagnie, invece, prevedono la possibilità di avere un anticipo del capitale in caso di malattia grave dell’assicurato; altre ancora, infine, associano alla polizza programmi di prevenzione con check-up periodici gratuiti.
    9. Non ho l’età. Le polizze vita non sono sottoscrivibili da tutti: per farlo è necessario essere maggiorenni e spesso non è possibile acquistare il prodotto oltre una certa età, che può variare, a seconda della compagnia, tra i 65 e i 78 anni. È però possibile superare il limite anagrafico sottoscrivendo la copertura prima del raggiungimento dell’età massima; così facendo ci si può assicurare fino addirittura ad 85 anni.
    10. Risparmi il 19%. Le polizze vita temporanee caso morte sono detraibili dall’Irpef nella misura del 19% del premio versato (fino ad un massimo di 530 euro complessivi, che diventano 750 euro se la polizza tutela persone con disabilità gravi). Inoltre, questa copertura assicurativa non è soggetta a nessuna tassa di successione a carico dei beneficiari.

     

     

    *Nota metodologica: Indagine mUp Research – Norstat svolta tra il 27 ed il 29 ottobre 2021 attraverso la somministrazione di n.1.072 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana adulta residente sull’intero territorio nazionale.
    * L’analisi sull’aumento delle ricerche di polizze vita è stata realizzata su un campione di oltre 140.000 mila ricerche effettuate su Facile.it da utenti nel periodo gennaio-ottobre 2020 e 2021.

  • Monopattini: 1 conducente su 3 ha già l’assicurazione

    Il DL infrastrutture approvato negli scorsi giorni introduce diverse novità per i monopattini elettrici, ma il Governo ha deciso di non inserire l’obbligo di assicurazione per i proprietari di questo mezzo, lasciando l’imposizione solo per le società di noleggio. Eppure, fra chi possiede un monopattino, sono molti coloro propensi a tutelarsi tanto è vero che, come emerso dall’indagine* commissionata da Facile.it agli istituti mUp Research e Norstat, quasi 1 conducente su 3 ha già acquistato una copertura assicurativa.

    Assicurazione e futuri obblighi

    Scorrendo i dati dell’indagine – realizzata su un campione rappresentativo della popolazione nazionale adulta – emerge che oggi sono circa 1,9 milioni gli italiani che possiedono un monopattino elettrico e uno degli emendamenti al DL infrastrutture prevedeva l’introduzione per costoro dell’obbligo di assicurazione e casco nonché di targa da apporre al mezzo. La proposta è stata bocciata, ma cosa pensano gli italiani a riguardo? Più di 8 rispondenti su 10 fra coloro che hanno partecipato all’indagine sono favorevoli all’introduzione di norme più rigide per chi è alla guida del monopattino.

    Guardando più da vicino i dati, però, curiosamente emerge che la proposta trova maggiori consensi tra chi oggi non possiede né usa questo mezzo; il 76,8% è d’accordo con l’obbligo di casco, il 70,3% con l’assicurazione e il 56,1% con la targa. Analizzando le risposte di chi invece ha un monopattino, si scopre che solo il 50,9% è favorevole all’introduzione del casco obbligatorio, il 36,8% all’assicurazione e il 31,6% alla targa.

    Sul fronte assicurativo, come detto, dall’indagine è anche emerso che, nonostante non vi sia l’obbligo, già oggi 1 conducente su 3 ha una polizza assicurativa; nello specifico il 17,3% ha dichiarato di avere una copertura per eventuali infortuni alla guida, mentre il 16% ha una polizza per danni a terzi. C’è margine di miglioramento? Sì, se si considera che il 30,7% sta valutando di sottoscrivere una copertura, mentre 1 su 5 ha risposto all’indagine dicendo di non essere a conoscenza di questi prodotti.

    Problema sicurezza

    Nonostante il crescente numero di monopattini in circolazione, a giudizio di chi si sposta con questo mezzo le infrastrutture stradali sembrano ancora oggi inadeguate; quasi 2 rispondenti su 3 ritengono che gli spazi destinati all’uso del monopattino siano insufficienti e non adatti (64%); la percentuale arriva addirittura al 71% al Sud e nelle Isole.

    «Anche se non vi è l’obbligo, il consiglio è di valutare con attenzione la possibilità di sottoscrivere una copertura assicurativa per tutelare sé stessi e gli altri quando si è alla guida di un monopattino», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «Le compagnie mettono a disposizione diverse soluzioni; si può scegliere una polizza per la responsabilità civile, che rimborsa i danni arrecati a terzi, una polizza infortuni, che tutela l’assicurato in caso di sinistro o, ancora, optare per una copertura RC auto che tuteli l’assicurato anche quando è alla guida di altri veicoli tra cui, per l’appunto, il monopattino».

    La diffusione dei monopattini in Italia

    Quanto sono diffusi i monopattini Italia? Secondo l’indagine commissionata da Facile.it sono circa 2,5 milioni gli italiani che oggi utilizzano il monopattino elettrico. Di questi, come detto, circa 1,9 milioni ne hanno uno di proprietà, mentre poco più di 600mila usano quelli a noleggio.

    Il mezzo sembra aver conquistato tutti: uomini e donne lo usano in egual misura (7%), mentre se si guarda all’età del conducente emerge come sia diffuso in modo particolare tra i giovani con età 25-34 anni e 18-24 anni. Analizzando i dati a livello territoriale, invece, si scopre che il monopattino è utilizzato soprattutto tra i residenti nel Nord Ovest, dove la percentuale arriva al 9,6% (a fronte di una media nazionale pari al 7%).

    Una platea che nei prossimi anni potrebbe aumentare notevolmente se si considera che, come evidenziato dall’indagine, 3,4 milioni di italiani hanno dichiarato di stare valutando la possibilità di acquistarne uno.

    L’indagine ha messo infine in luce che il monopattino elettrico, nato per il tempo libero, si sta consolidando sempre più anche come mezzo di trasporto per raggiungere il luogo di lavoro; tra chi si sposta sulle due ruote, oggi il 33% lo fa per questa finalità, percentuale che arriva al 45% nei Comuni con oltre 100 mila abitanti.

     

    *Nota metodologica: Indagine mUp Research – Norstat svolta tra il 27 ed il 29 ottobre 2021 attraverso la somministrazione di n.1.072 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana adulta residente sull’intero territorio nazionale.

  • Cashback: addio a quello di Stato, arriva quello privato

    Il cashback di Stato non tornerà nel 2022; il Consiglio dei ministri ha scelto di destinare le risorse su altre voci di spesa. Eppure, come evidenzia l’analisi di Facile.it, l’iniziativa sembrava piacere ai consumatori e ha contribuito concretamente a far avvicinare gli italiani alla moneta elettronica tanto che, esaminando un campione di 50.000 richieste, il comparatore ha rilevato, nel primo semestre del 2021, un aumento del 39% nel numero di ricerche di carte prepagate, con una crescita importante soprattutto nella fascia di consumatori fino ai 34 anni.

    Aumenta l’uso e le richieste di carte elettroniche

    I dati di Facile.it sono rafforzati da quelli che evidenziano come, nel primo semestre 2021, il numero dei pagamenti digitali sia cresciuto del 41% arrivando a 3,2 miliardi, per un totale di oltre 145 miliardi di euro, con uno scontrino medio sceso, anche grazie al cashback, di oltre l’11% arrivando a 45,7 euro (Osservatorio Innovative Payments, School of Management del Politecnico di Milano).

    La lotta all’evasione non era la motivazione più sentita

    Molti hanno criticato l’efficacia del cashback nella lotta all’evasione fiscale, una delle ragioni che spinse il precedente Governo a introdurre il meccanismo. Non era certo una priorità per gli italiani; già nel 2019, Facile.it aveva messo in evidenza, tramite un’indagine* affidata all’istituto mUp Research che dei 22,4 milioni di cittadini non disposti ad abbandonare i contanti, quasi 6 rispondenti su 10 vi avrebbero rinunciato solo a fronte di una forma di rimborso come il cashback, mentre meno di 1 su 3 lo avrebbe fatto per contribuire alla lotta all’evasione.

    Arriva il cashback privato 

    La formula del cashback non è però destinata a tramontare e anzi, proprio a seguito del successo ottenuto dall’iniziativa di Stato, diversi istituti di credito ne hanno capito le potenzialità e l’hanno fatta propria.

    «Fino a che l’iniziativa statale è rimasta in vigore» – spiega Ivano Cresto, Managing Director financial products di Facile.it  –  «alcuni istituti di credito hanno integrato all’interno del proprio home banking l’app ufficiale del cashback di Stato, aiutando così i propri clienti a partecipare all’iniziativa; ora che il cashback statale non è più in vigore, alcune banche hanno scelto di proporre un proprio meccanismo di cashback, con l’obiettivo di continuare a incentivare l’uso dei pagamenti elettronici da parte della clientela».

    Il meccanismo promosso dagli istituti di credito e citato da Cresto prevede, normalmente, un rimborso di importo variabile a fronte di un pagamento effettuato con una carta elettronica. La percentuale varia da banca a banca; in alcuni casi viene riconosciuto un cashback iniziale generalmente del 10%, che poi tende a calare nel tempo fino all’1%, mentre in altri casi viene rimborsato un importo fisso per ogni transazione fatta.

     

    * Metodologia: n. 825 interviste CAWI con individui in età 18 anni ed oltre su un campione rappresentativo della popolazione italiana adulta in età 18-74 anni.  Indagine condotta tra il 27 e il 30 settembre 2019.

     

  • RC moto: il divieto di sospensione “costa” fino a 65 euro

    Fino a 65 euro per sei mesi; a tanto, secondo l’analisi di Facile.it, potrebbe ammontare il mancato risparmio medio per i motociclisti che, fino ad oggi, sospendevano la polizza RC nei mesi di non utilizzo. Il Parlamento europeo ha recentemente approvato una direttiva secondo la quale tutti i veicoli devono sempre avere una copertura assicurativa attiva, anche se non utilizzati e tenuti fermi in un’area privata. La norma andrebbe quindi ad eliminare anche la possibilità, molto comune tra i motociclisti, di sospendere la polizza RC moto durante i mesi invernali.

    Addio alla sospensione dell’RC

    La legge italiana oggi prevede l’obbligo di assicurazione solo per i veicoli che circolano su strada o sono fermi in aree pubbliche, mentre dà la possibilità alle compagnie assicurative di offrire ai clienti l’opzione di sospendere l’assicurazione per un periodo di tempo limitato a patto che il veicolo resti custodito all’interno di un’area privata.

    La direttiva, che dovrà essere approvata dal Consiglio europeo e poi ratificata entro due anni dallo Stato italiano, non consentirà più di bloccare temporaneamente l’RC e allungare così la validità della polizza per un periodo di giorni pari a quelli di sospensione.

    Quali le conseguenze per gli assicurati? Per calcolare l’impatto economico della nuova direttiva sulle tasche dei motociclisti italiani, Facile.it ha fatto alcune simulazioni tenendo in considerazione che, nell’ultimo anno, il premio medio* RC moto è stato pari a 194,62 euro.

    Partendo da questo valore, il comparatore ha stimato che oggi, in media, chi sospende la polizza per un solo mese ottiene un vantaggio economico di circa 15 euro; chi blocca la validità per un periodo più lungo, tre mesi ad esempio, lo ha di circa 39 euro che diventano appena meno di 65 euro se la sospensione si protrae fino ad un semestre.

    «Qualora la norma dovesse entrare in vigore, ci sarebbe un inevitabile aggravio della spesa a carico dei motociclisti» spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance Facile.it. «Ancora una volta, quindi, confrontare con attenzione le diverse offerte presenti sul mercato per trovare la più adatta alle proprie esigenze sarebbe il modo migliore per risparmiare. Sarebbe altresì auspicabile» – conclude Ghizzoni – «che le compagnie intervenissero con azioni ad hoc, magari offrendo coperture dedicate che tengano conto dell’uso effettivo dei veicoli».

    Le differenze regionali

    Facile.it ha poi analizzato l’impatto della direttiva a livello regionale. Ipotizzando 6 mesi di sospensione polizza, i motociclisti più colpiti sarebbero quelli residenti in Campania; per loro rinunciare al blocco dell’assicurazione comporterebbe, in media, un danno economico di quasi 107 euro.

    Seguono nella graduatoria i centauri residenti nel Lazio, dove il divieto di sospensione “costerebbe”, mediamente, 75 euro, mentre per quelli residenti in Calabria, terzo posto in classifica, il mancato risparmio arriverebbe a 69 euro.

     

     

    *Il premio medio è calcolato su un campione di oltre264.000 polizze RC moto sospendibili vendute tramite Facile.it da gennaio 2020 a settembre 2021.

  • Bollette: con la manovra benefici di circa 28 euro a famiglia

    L’esecutivo guidato da Mario Draghi ha previsto l’istituzione di un fondo per contrastare l’aumento del costo dell’energia in bolletta, con uno stanziamento di circa 2 miliardi di euro per il 2022. Ma quale potrebbe essere il beneficio reale di tutto ciò per le famiglie italiane? Facile.it ha stimato* l’impatto dell’intervento su una famiglia media scoprendo che i fondi, se concentrati nel primo trimestre del 2022 e solo sull’energia elettrica, potrebbero contribuire a calmierare la spesa della bolletta di poco meno di 10 euro al mese, per un totale di circa 28 euro nel trimestre.

    «In assenza di indicazioni precise su come verranno destinanti i 2 miliardi di euro, risulta difficile fare previsioni precise su quale potrà essere l’impatto reale sulle tasche dei consumatori» – spiega Mario Rasimelli, Managing Director Utilities di Facile.it – «ma guardando al recente passato è possibile fare alcune considerazioni».

    Cosa potrebbe accadere nel 2022

    Le misure introdotte a inizio ottobre dal Governo, intervenuto per cercare di contrastare gli incrementi delle bollette azzerando gli oneri di sistema per il trimestre in corso e riducendo l’IVA sulle forniture del gas, dureranno fino al 31 dicembre 2021. Dal 1 gennaio 2022, quindi, in assenza di ulteriori azioni specifiche, sulle bollette degli italiani torneranno a gravare gli oneri di sistema, ai quali andrà a sommarsi il potenziale aumento del costo delle materie prime, con il rischio di una stangata ancor più pesante rispetto a quella del 2021.

    «In questo senso, quindi, è possibile ipotizzare che i due miliardi di euro stanziati per il 2022 nel documento programmatico di bilancio potranno essere utilizzati per calmierare nuovamente, almeno in parte, gli oneri generali. Come fatto ad ottobre 2021, quando il Governo destinò, appunto, 2 miliardi di euro all’azzeramento di questa voce di spesa dalla bolletta elettrica del quarto trimestre, sarebbe possibile estendere l’agevolazione anche ai primi 3 mesi del 2022», spiega Rasimelli.

    Se così fosse, secondo le simulazioni di Facile.it, questo eviterebbe l’aggravio e porterebbe un beneficio di circa 28 euro a famiglia nel primo trimestre 2022. La stima fatta da Facile.it è basata sull’ipotesi che le risorse vengano interamente destinate all’azzeramento degli oneri generali della bolletta elettrica nei primi 3 mesi del 2022, ma qualora venissero suddivise tra bollette luce e gas, è possibile supporre che il beneficio complessivo per ciascuna famiglia non cambi.

    Attenzione però, difficilmente l’intervento ridurrà il peso delle bollette; più verosimilmente servirà a mitigare, almeno parzialmente, i nuovi aumenti che si prospettano nella prima parte del prossimo anno.

    I dati e le previsioni di mercato sembrano essere concordi sul fatto che, anche per i primi mesi del 2022, i prezzi delle materie prime resteranno elevati, con un impatto sul costo delle bollette.

    La stessa ARERA ha rilevato che le attuali quotazioni del gas naturale per il primo trimestre 2022 (fondamentali per capire l’andamento del costo dell’energia) sono circa doppie rispetto a quelle utilizzate per lo scorso aggiornamento e questo potrebbe portare, nel prossimo anno, ad un ulteriore e significativo rincaro dei prezzi per i clienti nel mercato tutelato, così come accaduto nel quarto trimestre 2021.

    Importante ricordare che questi aumenti tariffari scattano, in automatico, solo per i clienti che hanno una fornitura di energia nel mercato tutelato mentre, nel mercato libero, potrebbero andare in contro a variazioni solo i clienti che hanno sottoscritto un’offerta a tariffa variabile.

    «Passare al mercato libero e optare per una tariffa fissa, bloccando quindi il prezzo energia della nostra bolletta, potrebbe essere, in questa fase, una strategia efficace per contrastare gli aumenti» – conclude Rasimelli – «secondo le simulazioni* di Facile.it, guardando alle migliori tariffe disponibili oggi sul mercato libero è possibile risparmiare fino al 37% sulla luce e fino al 15% per il gas.».

     

     

    *Stime e risparmio sono stati calcolati prendendo in considerazione una famiglia con consumo di gas naturale pari a 1.400 smc residente a Milano e, per l’energia elettrica, consumo pari a 2.700 kWh con una potenza impegnata di 3 kW. Per la simulazione del risparmio sono state prese in esame le migliori offerte luce e gas disponibili su Facile.it in data 21 ottobre 2021 e confrontate con le tariffe del mercato tutelato aggiornale al quarto trimestre 2021.

  • Lavoro: fa tappa a Palermo l’Open Day di Facile.it Partner

    Facile.it sceglie la città di Palermo per la nuova tappa del tour di Open Day realizzato per incontrare professionisti del settore assicurativo da inserire nella rete Facile.it Partner, la rete di intermediari indipendente più grande d’Italia che fa capo alla web company.

    L’iniziativa ha l’obiettivo di offrire ai professionisti del settore assicurativo in Sicilia la possibilità di conoscere le novità e le opportunità dedicate agli intermediari che vogliono entrare a far parte di Facile.it Partner. Un’occasione di grande valore per tutti; sia per gli intermediari con esperienza e che operano già da anni, sia per i giovani che hanno da poco iniziato la loro carriera nel mondo assicurativo e vogliono farlo con una marcia in più.

    «Siamo alla ricerca di intermediari assicurativi in Sicilia che vogliano entrare a far parte della rete Facile.it Partner», spiega Igor Tunesi, Direttore di Facile.it Partner. «I collaboratori potranno avere accesso ad una piattaforma tecnologica all’avanguardia, contare su una squadra di 150 consulenti dedicati e sui prodotti assicurativi offerti da diverse compagnie assicurative partner».

    L’incontro si svolgerà il 22 ottobre dalle 10 alle 13 a Palermo, nella splendida cornice della Galleria d’Arte Moderna (Via Sant’Anna, 21, 90133 Palermo). L’evento, che si svolgerà dal vivo e nel pieno rispetto delle normative anti-Covid, è gratuito ma con registrazione obbligatoria al sito https://eventifacilepartner.it/opendaypalermo.

    Facile.it Partner

    Facile.it Partner è la rete di intermediari assicurativi di Facile.it; nata nel 2012 è cresciuta arrivando a diventare la rete indipendente più grande d’Italia. Il progetto conta oggi più di 3.000 collaboratori su tutto il territorio nazionale vantando una raccolta complessiva di premi che, nel 2020, ha superato i 90 milioni di euro su un portafoglio di oltre 250.000 polizze attive.

  • Facile.it torna in TV con Luca si sente così

    Facile.it, il portale leader in Italia nel confronto delle tariffe, torna in tv con una nuova campagna televisiva intitolata Luca si sente così; ad essere protagonisti dello spot sono, ancora una volta, i prodotti Rc Auto. La creatività, in onda da domenica 10 ottobre, è firmata dall’agenzia Nadler Larimer & Martinelli con la regia di Alessandro De Leo e si avvale della produzione di The Bigmama.

    La scena principale si svolge su un’auto bloccata nel traffico dove il protagonista Luca, che è in compagnia della figlia, accenna un balletto con le mani e si mette a cantare ad alta voce il brano “I’m alive” attirando l’attenzione degli altri automobilisti in coda che, non comprendendo la sua felicità in quel contesto, lo guardano in modo molto perplesso.

    È la voce fuori campo a spiegare il motivo per il quale Luca si senta così: grazie alle offerte presenti su Facile.it, visualizzate sullo schermo dello smartphone che guarda il protagonista, in appena tre minuti l’uomo ha risparmiato sulla polizza Rc Auto trovando quella più conveniente per lui.

    Visibilmente felice e soddisfatto dei vantaggi e del risparmio garantiti dal portale, Luca sorride in camera e mostra la sua gioia pronunciando l’ormai celebre formula magica: “Facile.it! Facile.it! Facile.it!”.

    Il filmato si chiude con il protagonista che dichiara quanto sia semplice risparmiare sull’assicurazione Rc Auto, aggiungendo come, oltre all’acquisto online, ci sia sempre la possibilità di recarsi in uno dei Facile.it Store per ricevere assistenza.

    «In questa nuova campagna televisiva», ha dichiarato Marco Giorgi, Direttore Marketing di Facile.it, «non solo presentiamo agli utenti i nostri punti di forza – primi fra tutti la semplicità d’uso e la convenienza del portale – ma abbiamo deciso di raccontare anche la multicanalità del nostro servizio. Oltre al sito internet, i clienti possono rivolgersi ad uno dei numerosi negozi fisici presenti in tutta Italia dove troveranno consulenti esperti che li guideranno nell’identificazione delle migliori offerte per risparmiare.».

    Ad accompagnare la narrazione, come detto, è ancora una volta la cover del celebre brano “I’m alive” di Johnny Thunder realizzata dal Maestro Fabio Gargiulo.

    La campagna televisiva sarà in programmazione contemporaneamente con due flight, da 30’’e da 15’’, sulle reti Mediaset, Sky, Discovery e DAZN e sui principali canali web, a cominciare da YouTube e Facebook. La pianificazione media è curata da Heart & Science, sigla del gruppo OMG.

    Lo spot è disponibile anche sulla homepage di Facile.it al link: http://www.facile.it/spot-tv.html

    La regia è di Alessandro De Leo e hanno collaborato alla realizzazione della creatività il produttore esecutivo Lorenzo Borsetti, il direttore della fotografia Alessandro Ubaldi, il direttore creativo Dario Primache e il copywriter Mattia Peghin.

    Scheda tecnica:

    Agenzia di Comunicazione: Nadler Larimer & Martinelli

    Regista: Alessandro De Leo
    DOP: Alessandro Ubaldi
    CDP: The Bigmama
    Executive Producer: Lorenzo Borsetti
    Post Produzione video: Videozone
    Post Produzione audio: Top Digital 
    Direttore Creativo: Dario Primache

    Art: Roberta Costa, Marica Crotti
    Copywriter: Mattia Peghin

  • Riforma catasto: più di 1 proprietario su 2 è favorevole

    Da giorni la riforma del catasto e le sue possibili conseguenze occupano il dibattito pubblico, ma cosa ne pensano gli italiani? Per rispondere alla domanda Facile.it ha commissionato un’indagine agli istituti di ricerca mUp Research e Norstat, realizzata su un campione rappresentativo della popolazione*, da cui è emerso che più di 1 proprietario su 2 (57%) è d’accordo con la riforma.

    Se quindi la maggioranza di chi oggi possiede un immobile vede positivamente l’intervento sul catasto, con un picco del 63,1% tra i residenti nel Nord Ovest, di contro il 16,3% è apertamente contrario. Ancora molti, comunque (26,7%), coloro che non si sono ancora fatti un’idea precisa in merito.

    Le ragioni dei favorevoli e dei contrari

    Perché la maggioranza dei proprietari italiani è d’accordo con la riforma del catasto? Il 58,7% dei favorevoli ritiene che questa possa far emergere i cosiddetti immobili “fantasma”, vale a dire quei 1,2 milioni di edifici ancora sconosciuti al catasto e al fisco. La percentuale sale al 59,9% tra i rispondenti residenti nel Nord Ovest, mentre raggiunge il minimo (54,7%) nel Centro Italia.

    Il 56,9% dei proprietari favorevoli, invece, pensa che la riforma possa contribuire a rendere più equo e trasparente il prelievo sugli immobili. Il 18,1% si fida del fatto che, nonostante la riforma, non cambierà nulla in termini di prelievo fiscale, mentre il 13,1% è convinto che la modifica porterebbe addirittura ad un abbassamento del prelievo fiscale; la percentuale sale fino al 18,5% tra i rispondenti che sono alla ricerca della prima casa da acquistare.

    Se si guarda ai proprietari che invece si sono dichiarati contrari alla riforma, la stragrande maggioranza (78,9%) è sfavorevole perché teme che l’aggiornamento dei valori catastali possa comportare un aumento delle tasse che gravano sulla casa, mentre il 49,3% teme che la variazione possa causare una spesa maggiore in caso di compravendita immobiliare.

    Gli effetti della riforma in caso di aumento delle tasse

    Come detto, il timore più grande relativo alla riforma del catasto è il possibile aumento dell’imposizione fiscale sulla casa, i cui effetti potrebbero avere conseguenze importanti sull’intero mercato immobiliare.

    Quasi 1 rispondente su 3 (31,4%) tra coloro che oggi sono alla ricerca della prima casa ha dichiarato di esser disposto a rinunciare all’acquisto qualora le tasse dovessero aumentare.

    Anche nel mercato delle seconde case si potrebbe assistere ad uno stop delle compravendite visto che il 29,7% del campione totale ha ammesso di essere pronto a rinunciare all’acquisto di un secondo immobile.

    «La variazione dei valori catastali di un immobile potrebbe avere effetti non solo sulle tasse che pesano sulle seconde case, ma anche sui costi connessi all’acquisto di un’abitazione», spiegano da Facile.it, «visto che l’imposta di registro che si paga è calcolata in percentuale sul valore catastale nella misura del 2% se si tratta di una prima casa, mentre è pari al 9% in caso di seconda casa».

    Non solo domanda ma anche offerta; sono ben 2,2 milioni i proprietari immobiliari che, in caso di aumento delle tasse, potrebbero vendere la seconda casa.

     

    *Nota metodologica: Indagine mUp Research – Norstat svolta tra il 9 ed il 10 ottobre2021 attraverso la somministrazione di n.1.010 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, proprietari di immobili o intenzionati ad un acquisto nei prossimi 12 mesi. Campione di partenza rappresentativo della popolazione italiana adulta residente sull’intero territorio nazionale.

     

  • RC auto: possibile stangata da 1,4 miliardi di euro

    Il premio medio RC auto in Italia è ancora ai minimi ma, secondo l’analisi di Facile.it, presto potrebbe tornare a salire, aumentando, entro il primo trimestre del 2022, di oltre il 10%. Sarebbe, per le tasche degli automobilisti italiani, una stangata da oltre 1,4 miliardi di euro.

    Per capire i possibili scenari futuri sul fronte del costo delle assicurazioni, Facile.it ha esaminato e messo in correlazione alcuni dati fra cui la media dei chilometri percorsi dai veicoli in circolazione, la frequenza dei sinistri stradali e il rapporto tra sinistrosità e premi RC auto, stimando che, per una polizza media, l’aumento il prossimo anno potrebbe arrivare fino a 35 – 40 euro.

    Più veicoli in circolazione, più sinistri

    Basta guardare al traffico mattutino nelle principali arterie stradali per capire come moltissimi italiani siano tornati ad utilizzare la propria vettura, preferendola spesso ai mezzi pubblici. Secondo dati di settore (fonte: Waze), non solo da maggio 2021 la media dei chilometri percorsi al giorno dagli automobilisti è cresciuta notevolmente arrivando a superare quella rilevata nel periodo pre-pandemia (1-15 febbraio 2020), ma a settembre 2021 la percorrenza è stata addirittura il 40% più alta rispetto a quella di febbraio 2020.

    Strettamente correlato alle vetture in circolazione è il numero di sinistri, tornato a crescere dopo mesi di calo. Secondo dati ufficiali*, al quarto trimestre 2020 la frequenza sinistri era pari a 4,0%, in calo del 31% su base annua, mentre al primo trimestre 2021 è scesa a 3,7% (-9,7% su base annua). Guardando i dati cumulati al secondo trimestre 2021, invece, emerge l’inversione di tendenza con una frequenza di sinistri pari a 4,2%, vale a dire il 23% in più rispetto allo stesso periodo del 2020. Si tratta del dato più alto rilevato negli ultimi 18 mesi.

    Visto che, come emerso dall’indagine** commissionata da Facile.it all’istituto mUp Research, quest’anno più di 19 milioni di italiani hanno scelto di spostarsi in auto per le vacanze estive, è facile ipotizzare che anche nel terzo trimestre il dato sulla frequenza possa crescere ulteriormente.

    L’impatto sul premio medio

    Secondo l’analisi di Facile.it realizzata su un campione di circa 185mila nuove polizze auto vendute, il premio medio rilevato a settembre 2021 è ancora ai minimi e pari a 296,5 euro, vale a dire il 6,5% in meno rispetto allo stesso mese del 2020 e addirittura l’11,5% più basso se confrontato con il 2019; questo significa che l’aumento dei sinistri non si è ancora riversato sulle tariffe assicurative.

    Pericolo scampato quindi? No, come spiega Diego Palano, General Manager di Facile.it «La correlazione tra frequenza sinistri e tariffe Rc auto è storicamente alta ma, normalmente, può essere necessario diverso tempo, anche fino a 9 mesi, prima che le tariffe si adattino alla sinistrosità. Dato che gli incidenti stradali sono tornati a crescere nella prima parte dell’anno e potrebbero salire ulteriormente nei prossimi mesi, ci aspettiamo un incremento del costo delle polizze entro il primo trimestre del 2022».

    L’aspettativa è che la frequenza sinistri continui a salire raggiungendo, gradualmente, i livelli pre-Covid; analogamente, quindi, anche i premi RC auto dovrebbero tornare a crescere arrivando, nei prossimi mesi, ad essere similari a quelli rilevati prima dell’arrivo della pandemia. Dati alla mano, significa che per un automobilista medio l’aumento potrebbe essere di addirittura superiore al 10%, vale a dire fino a 35-40 euro in più.

    «Nel determinare l’entità degli eventuali rincari sarà comunque importante l’andamento della situazione epidemiologica nonché la scelta delle singole compagnie», continua Palano. «Come avvenuto lo scorso anno e in questa prima parte del 2021, le società assicurative potrebbero comunque decidere di non applicare o contenere gli aumenti in virtù del grosso risparmio ottenuto nel 2020.».

     


    *Fonte: Ania

    **Nota metodologica: l’indagine è stata svolta tra il 29 aprile ed il 3 maggio 2021 attraverso la somministrazione di n.1.012 interviste CAWI con ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana adulta residente sull’intero territorio nazionale.

     

  • Bollette: in Piemonte si è speso il 12,9% in più della media nazionale

    Le bollette luce e gas sono tra le spese che più pesano sui budget delle famiglie italiane; lo scorso anno, complice la riduzione del costo delle materie prime, le tariffe sono diminuite ma, di contro, le tante ore trascorse in casa hanno fatto salire i consumi, soprattutto quelli elettrici.

    In Piemonte, secondo l’analisi di Facile.it, il bilancio è in chiaroscuro: la bolletta elettrica, lo scorso anno, ha raggiunto i 469 euro, vale a dire il 5,6% in più rispetto al 2019 (a fronte di un aumento nazionale del 7,5%). È andata meglio, invece, sul fronte del gas; i consumi, nonostante i lockdown, sono rimasti sostanzialmente stabili e i piemontesi hanno così potuto beneficiare in pieno del calo delle tariffe spendendo, in media, 931 euro.

    Complessivamente, quindi, tra luce e gas, nel 2020 le famiglie piemontesi hanno messo a budget 1.400 euro, vale a dire 12,9% in più rispetto alla media nazionale. Il dato fa guadagnare alla regione il terzo posto nella classifica nazionale delle aree dove le bollette pesano di più e il timore è che per il 2021 la cifra possa essere ancor più salata: le tariffe sono cresciute considerevolmente nella prima parte dell’anno, i consumi, se si pensa ad esempio allo smart working, per molte famiglie sono rimasti comunque elevati e i prezzi aumenteranno ulteriormente nell’ultimo trimestre.

    «Il primo ottobre le tariffe energetiche verranno aggiornate e, per coloro che sono nel mercato tutelato, i prezzi aumenteranno considerevolmente a causa della crescita del costo delle principali materie prime energetiche», spiega Mario Rasimelli, Managing Director Utilities di Facile.it. «Per mettersi al riparo dalle variazioni, che scatteranno in automatico per chi è tuttora nel mercato tutelato, il consiglio è di valutare il passaggio al mercato libero approfittando delle offerte a prezzo fisso proposte dagli operatori.».

    Con le tariffe attualmente in vigore, secondo le simulazioni* di Facile.it, a parità di consumi, guardando alla miglior tariffa del mercato libero, una famiglia potrebbe risparmiare fino al 16% per la bolletta elettrica e fino al 13% per quella del gas.

    L’andamento regionale della bolletta elettrica

    Se si guarda ai dati su base regionale emergono significative differenze territoriali. Considerato che il prezzo dell’energia sotto regime di tutela è uguale in tutte le aree del Paese, la differenza del peso della bolletta è legata unicamente ai consumi; più energia si usa, maggiore sarà il conto finale.

    Guardando alla graduatoria nazionale, al primo posto si posiziona la Sardegna; nell’Isola il consumo medio a famiglia rilevato nel 2020 è stato pari a 3.266 kWh che, sotto regime di tutela, corrisponde ad un costo totale di 584 euro, vale a dire il 15,6% in più rispetto alla media nazionale. Consumi così alti si spiegano con l’assenza di una fornitura gas nell’Isola, situazione che spesso viene sopperita con l’uso di dispositivi elettrici, come stufette e scaldabagni, che hanno un grosso impatto sulla bolletta.

    Al secondo posto si posiziona il Veneto, dove il consumo medio rilevato è pari a 3.027 kWh e la bolletta a 542 euro.

    Le regioni dove invece i consumi di elettricità sono più contenuti, e quindi le bollette più leggere, sono la Valle d’Aosta, dove nel 2020 le famiglie hanno speso, in media, 399 euro a fronte di un consumo di 2.231 kWh e la Liguria (2.404 kWh e un costo annuo di 430 €).

    L’andamento regionale della bolletta gas

    Il prezzo del gas sotto regime tutelato, a differenza di quello dell’energia, varia a seconda delle aree del Paese; il peso della bolletta, quindi, è frutto sia dei consumi di ciascuna famiglia, sia delle tariffe previste dall’area di residenza.

    Dall’analisi dei contratti emerge che i cittadini che nel 2020 hanno pagato il conto più alto sono quelli del Trentino-Alto Adige; qui una famiglia media ha speso 935 euro l’anno. Seguono, parimerito, i residenti in Emilia-Romagna e Piemonte (931 euro).

    Guardando la graduatoria nel senso opposto, invece, si trovano la Campania, regione dove una famiglia media ha speso, nel 2020, “solo” 631 euro, la Puglia, dove il costo della bolletta è stato pari a 641 euro e il Lazio (678 euro).

     

     

    *L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 150.000 contratti di fornitura raccolti nel 2020 e su un consumo medio nazionale pari a 2.825 kWh per l’energia elettrica e 1.103 smc per la fornitura di gas (per il Piemonte: 2.622 kWh e 1.224 smc) prendendo in considerazione i prezzi offerti nel mercato tutelato.

    *La simulazione è stata realizzata da Facile.it in data 14 settembre 2021 considerando la miglior tariffa disponibile sul comparatore per i seguenti consumi: 2.700 kWh potenza  3 kW per l’energia elettrica, 1.400 smc per il gas fascia Nord-Orientale.

  • Bollette: nelle Marche si è speso il 5,4% in più della media nazionale

    Le bollette luce e gas sono tra le spese che più pesano sui budget delle famiglie italiane; lo scorso anno, complice la riduzione del costo delle materie prime, le tariffe sono diminuite ma, di contro, le tante ore trascorse in casa hanno fatto salire i consumi, soprattutto quelli elettrici.

    Nelle Marche, secondo l’analisi di Facile.it, il bilancio è in chiaroscuro: la bolletta elettrica, lo scorso anno, ha raggiunto i 490 euro, vale a dire il 3,6% in più rispetto al 2019 (a fronte di un aumento nazionale del 7,5%). È andata meglio, invece, sul fronte del gas; i consumi, nonostante i lockdown, sono rimasti sostanzialmente stabili e i marchigiani hanno così potuto beneficiare in pieno del calo delle tariffe spendendo, in media, 817 euro.

    Complessivamente, quindi, tra luce e gas, nel 2020 le famiglie marchigiane hanno messo a budget 1.307 euro, vale a dire il 5,4% in più rispetto alla media nazionale. E il timore è che per il 2021 la cifra sia ben più salata: le tariffe sono cresciute considerevolmente nella prima parte dell’anno, i consumi, se si pensa ad esempio allo smart working, per molte famiglie sono rimasti comunque elevati e i prezzi aumenteranno ulteriormente nell’ultimo trimestre.

    «Il primo ottobre le tariffe energetiche verranno aggiornate e, per coloro che sono nel mercato tutelato, i prezzi aumenteranno considerevolmente a causa della crescita del costo delle principali materie prime energetiche», spiega Mario Rasimelli, Managing Director Utilities di Facile.it. «Per mettersi al riparo dalle variazioni, che scatteranno in automatico per chi è tuttora nel mercato tutelato, il consiglio è di valutare il passaggio al mercato libero approfittando delle offerte a prezzo fisso proposte dagli operatori.».

    Con le tariffe attualmente in vigore, secondo le simulazioni* di Facile.it, a parità di consumi, guardando alla miglior tariffa del mercato libero, una famiglia potrebbe risparmiare fino al 16% per la bolletta elettrica e fino al 13% per quella del gas.

    L’andamento regionale della bolletta elettrica

    Se si guarda ai dati su base regionale emergono significative differenze territoriali. Considerato che il prezzo dell’energia sotto regime di tutela è uguale in tutte le aree del Paese, la differenza del peso della bolletta è legata unicamente ai consumi; più energia si usa, maggiore sarà il conto finale.

    Guardando alla graduatoria nazionale, al primo posto si posiziona la Sardegna; nell’Isola il consumo medio a famiglia rilevato nel 2020 è stato pari a 3.266 kWh che, sotto regime di tutela, corrisponde ad un costo totale di 584 euro, vale a dire il 15,6% in più rispetto alla media nazionale. Consumi così alti si spiegano con l’assenza di una fornitura gas nell’Isola, situazione che spesso viene sopperita con l’uso di dispositivi elettrici, come stufette e scaldabagni, che hanno un grosso impatto sulla bolletta.

    Al secondo posto si posiziona il Veneto, dove il consumo medio rilevato è pari a 3.027 kWh e la bolletta a 542 euro.

    Le regioni dove invece i consumi di elettricità sono più contenuti, e quindi le bollette più leggere, sono la Valle d’Aosta, dove nel 2020 le famiglie hanno speso, in media, 399 euro a fronte di un consumo di 2.231 kWh e la Liguria (2.404 kWh e un costo annuo di 430 €).

    L’andamento regionale della bolletta gas

    Il prezzo del gas sotto regime tutelato, a differenza di quello dell’energia, varia a seconda delle aree del Paese; il peso della bolletta, quindi, è frutto sia dei consumi di ciascuna famiglia, sia delle tariffe previste dall’area di residenza.

    Dall’analisi dei contratti emerge che i cittadini che nel 2020 hanno pagato il conto più alto sono quelli del Trentino-Alto Adige; qui una famiglia media ha speso 935 euro l’anno. Seguono, parimerito, i residenti in Emilia-Romagna e Piemonte (931 euro).

    Guardando la graduatoria nel senso opposto, invece, si trovano la Campania, regione dove una famiglia media ha speso, nel 2020, “solo” 631 euro, la Puglia, dove il costo della bolletta è stato pari a 641 euro e il Lazio (678 euro).

     

    *L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 150.000 contratti di fornitura raccolti nel 2020 e su un consumo medio nazionale pari a 2.825 kWh per l’energia elettrica e 1.103 smc per la fornitura di gas (per le Marche: 2.741 kWh e 1.069 smc) prendendo in considerazione i prezzi offerti nel mercato tutelato.

    *La simulazione è stata realizzata da Facile.it in data 14 settembre 2021 considerando la miglior tariffa disponibile sul comparatore per i seguenti consumi: 2.700 kWh potenza  3 kW per l’energia elettrica, 1.400 smc per il gas fascia Nord-Orientale.

  • Auto: più di 2 mesi per sceglierla, 3 anni e mezzo per pagarla

    Non si può certo dire che sia amore a prima vista; quando gli italiani iniziano a cercare una nuova auto per sostituire quella vecchia impiegano, in media, più di 2 mesi prima di trovarla. Questo uno dei dati emersi dall’indagine commissionata da Facile.it e MiaCar.it agli istituti di ricerca mUp Research e Norstat e condotta su un campione rappresentativo della popolazione nazionale.

    Guardando più da vicino a come si comportano gli automobilisti alle prese con l’acquisto di un nuovo veicolo, emerge che i più veloci a sceglierlo sono gli over 65; forse perché più esperti e con le idee più chiare, per loro è sufficiente, in media, meno di 1 mese e mezzo.

    Per ragioni opposte, invece, i più lenti risultano essere gli under 24; sarà perché alle prese con l’acquisto della prima auto, e quindi vogliono evitare brutte sorprese, ma ai giovani occorrono mediamente più di 3 mesi di ricerche prima di trovare il veicolo giusto da comprare.

    Quanto si spende per l’auto

    Secondo i risultati dell’indagine, per acquistare un’auto gli italiani, in media, mettono a budget circa 13.800 euro, valore che sale fino a superare i 17.000 euro se si tratta di un veicolo nuovo (17.373 euro), mentre per quelli di seconda mano sono sufficienti poco più di 7.000 euro (7.343 euro). C’è comunque chi spende molto di più: secondo l’indagine ci sono quasi 2 milioni di italiani che hanno pagato oltre 30.000 euro per la loro auto.

    Una netta differenza si nota tra uomini e donne; i primi spendono, in media 15.534 euro, ovvero il 31% in più rispetto alle seconde (11.839 euro). In generale, quelli disposti a pagare di più per la nuova vettura sono i rispondenti con età compresa tra i 35 e i 44 anni, che per acquistare un vicolo mettono a budget, mediamente, 15.135 euro; questo avviene, probabilmente, non solo in virtù di un potere d’acquisto maggiore, ma anche perché necessitano di un’auto di dimensioni adatte per tutta la famiglia.

    Se si guarda alle risposte su base geografica, invece, emerge che gli automobilisti residenti al Nord Est sono quelli che spendono di più (15.210 euro), mentre al Sud e nelle Isole l’importo medio è pari a 12.223 euro.

    Come si paga l’auto

    Come viene pagata l’auto? Nel 38,9% dei casi gli italiani la pagano a rate ricorrendo ad un prestito. Nello specifico, più di 1 su 4 richiede il finanziamento direttamente presso il concessionario (27,4%) mentre l’11,5% si rivolge autonomamente ad una società di credito. Chi ha chiesto un prestito per l’auto lo ha restituito, in media, in 43 rate (poco più di 3 anni e mezzo).

    Il ricorso al credito al consumo è più diffuso nelle regioni del Centro Italia; qui il 43,5% dei rispondenti ha dichiarato di aver chiesto un finanziamento.

    Ogni tanto (6%) l’auto arriva come regalo da parte di un familiare, soprattutto tra i giovani con età compresa tra i 18 e i 24 anni (16,7%).

     

     

    *Nota metodologica: l’indagine di mUp Research e Norstat è stata svolta tra l’1 e il 4 luglio 2021 attraverso la somministrazione di n.1.016 interviste CAWI con ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana adulta residente sull’intero territorio nazionale.

  • Bollette: nel Lazio prezzi in aumento del 5,1% rispetto al 2019

    Le bollette luce e gas sono tra le spese che più pesano sui budget delle famiglie italiane; lo scorso anno, complice la riduzione del costo delle materie prime, le tariffe sono diminuite ma, di contro, le tante ore trascorse in casa hanno fatto salire i consumi, soprattutto per l’elettricità.

    Nel Lazio, secondo l’analisi di Facile.it, il bilancio è negativo: la bolletta elettrica, nel 2020, ha raggiunto i 508 euro, vale a dire l’8,7% in più rispetto al 2019 (a fronte di un aumento nazionale del 7,5%). Non è andata molto meglio sul fronte del gas: la bolletta ha raggiunto i 678 euro, in aumento del 2,7% rispetto all’anno precedente. Nonostante questo, però, la regione risulta essere la terza area di Italia in cui si è speso di meno per il gas.

    Complessivamente, quindi, tra luce e gas, nel 2020 le famiglie laziali hanno messo a budget 1.186 euro a famiglia, vale a dire il 5,1% in più rispetto al 2019; l’unica buona notizia è che la spesa complessiva è stata il 4,4% in meno rispetto alla media nazionale. Il timore è che per il 2021 la cifra sia ben più salata: le tariffe sono aumentate considerevolmente nella prima parte dell’anno, i consumi, se si pensa ad esempio allo smart working, per molte famiglie sono rimasti comunque elevati e i prezzi aumenteranno ulteriormente nell’ultimo trimestre.

    «Il primo ottobre le tariffe energetiche verranno aggiornate e, per coloro che sono nel mercato tutelato, i prezzi aumenteranno considerevolmente a causa della crescita del costo delle principali materie prime energetiche», spiega Mario Rasimelli, Managing Director Utilities di Facile.it. «Per mettersi al riparo dalle variazioni, che scatteranno in automatico per chi è tuttora nel mercato tutelato, il consiglio è di valutare il passaggio al mercato libero approfittando delle offerte a prezzo fisso proposte dagli operatori.».

    Con le tariffe attualmente in vigore, secondo le simulazioni* di Facile.it, a parità di consumi, guardando alla miglior tariffa del mercato libero, una famiglia potrebbe risparmiare fino al 16% per la bolletta elettrica e fino al 13% per quella del gas.

    L’andamento regionale della bolletta elettrica

    Se si guarda ai dati su base regionale emergono significative differenze territoriali. Considerato che il prezzo dell’energia sotto regime di tutela è uguale in tutte le aree del Paese, la differenza del peso della bolletta è legata unicamente ai consumi; più energia si usa, maggiore sarà il conto finale.

    Guardando alla graduatoria nazionale, al primo posto si posiziona la Sardegna; nell’Isola il consumo medio a famiglia rilevato nel 2020 è stato pari a 3.266 kWh che, sotto regime di tutela, corrisponde ad un costo totale di 584 euro, vale a dire il 15,6% in più rispetto alla media nazionale. Consumi così alti si spiegano con l’assenza di una fornitura gas nell’Isola, situazione che spesso viene sopperita con l’uso di dispositivi elettrici, come stufette e scaldabagni, che hanno un grosso impatto sulla bolletta.

    Al secondo posto si posiziona il Veneto, dove il consumo medio rilevato è pari a 3.027 kWh e la bolletta a 542 euro.

    Le regioni dove invece i consumi di elettricità sono più contenuti, e quindi le bollette più leggere, sono la Valle d’Aosta, dove nel 2020 le famiglie hanno speso, in media, 399 euro a fronte di un consumo di 2.231 kWh e la Liguria (2.404 kWh e un costo annuo di 430 €).

    L’andamento regionale della bolletta gas

    Il prezzo del gas sotto regime tutelato, a differenza di quello dell’energia, varia a seconda delle aree del Paese; il peso della bolletta, quindi, è frutto sia dei consumi di ciascuna famiglia, sia delle tariffe previste dall’area di residenza.

    Dall’analisi dei contratti emerge che i cittadini che nel 2020 hanno pagato il conto più alto sono quelli del Trentino-Alto Adige; qui una famiglia media ha speso 935 euro l’anno. Seguono, parimerito, i residenti in Emilia-Romagna e Piemonte (931 euro).

    Guardando la graduatoria nel senso opposto, invece, si trovano la Campania, regione dove una famiglia media ha speso, nel 2020, “solo” 631 euro, la Puglia, dove il costo della bolletta è stato pari a 641 euro e il Lazio (678 euro).

     

     

     

    *L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 150.000 contratti di fornitura raccolti nel 2020 e su un consumo medio nazionale pari a 2.825 kWh per l’energia elettrica e 1.103 smc per la fornitura di gas (per il Lazio: 2.839 kWh e 780 smc) prendendo in considerazione i prezzi offerti nel mercato tutelato.

    *La simulazione è stata realizzata da Facile.it in data 14 settembre 2021 considerando la miglior tariffa disponibile sul comparatore per i seguenti consumi: 2.700 kWh potenza  3 kW per l’energia elettrica, 1.400 smc per il gas fascia Nord-Orientale.

  • Bollette: in Liguria il conto meno salato di tutta Italia

    Le bollette luce e gas sono tra le spese che più pesano sui budget delle famiglie italiane; lo scorso anno, complice la riduzione del costo delle materie prime, le tariffe sono diminuite ma, di contro, le tante ore trascorse in casa hanno fatto salire i consumi, soprattutto per l’elettricità.

    In Liguria, secondo l’analisi di Facile.it, il bilancio è in chiaroscuro: la bolletta elettrica, lo scorso anno, ha raggiunto i 430 euro, vale a dire il 6% in più rispetto al 2019 (a fronte di un aumento nazionale del 7,5%). Nonostante l’aumento, la cifra fa guadagnare alla regione il secondo posto nella graduatoria nazionale delle aree dove si spende di meno per l’elettricità. Buone notizie sul fronte del gas; i consumi, nonostante i lockdown, sono rimasti sostanzialmente stabili e i liguri hanno così potuto beneficiare in pieno del calo delle tariffe spendendo, in media, 698 euro, valore tra i più bassi di Italia.

    Complessivamente, quindi, tra luce e gas, nel 2020 le famiglie liguri hanno messo a budget 1.128 euro a famiglia, vale a dire il 9% in meno rispetto alla media nazionale. La regione risulta così essere l’area italiana dove lo scorso anno si è pagato meno in bollette. Il timore è che per il 2021 la cifra sia ben più salata: le tariffe sono aumentate considerevolmente nella prima parte dell’anno, i consumi, se si pensa ad esempio allo smart working, per molte famiglie sono rimasti comunque elevati e i prezzi aumenteranno ulteriormente nell’ultimo trimestre.

    «Il primo ottobre le tariffe energetiche verranno aggiornate e, per coloro che sono nel mercato tutelato, i prezzi aumenteranno considerevolmente a causa della crescita del costo delle principali materie prime energetiche», spiega Mario Rasimelli, Managing Director Utilities di Facile.it. «Per mettersi al riparo dalle variazioni, che scatteranno in automatico per chi è tuttora nel mercato tutelato, il consiglio è di valutare il passaggio al mercato libero approfittando delle offerte a prezzo fisso proposte dagli operatori.».

    Con le tariffe attualmente in vigore, secondo le simulazioni* di Facile.it, a parità di consumi, guardando alla miglior tariffa del mercato libero, una famiglia potrebbe risparmiare fino al 16% per la bolletta elettrica e fino al 13% per quella del gas.

    L’andamento regionale della bolletta elettrica

    Se si guarda ai dati su base regionale emergono significative differenze territoriali. Considerato che il prezzo dell’energia sotto regime di tutela è uguale in tutte le aree del Paese, la differenza del peso della bolletta è legata unicamente ai consumi; più energia si usa, maggiore sarà il conto finale.

    Guardando alla graduatoria nazionale, al primo posto si posiziona la Sardegna; nell’Isola il consumo medio a famiglia rilevato nel 2020 è stato pari a 3.266 kWh che, sotto regime di tutela, corrisponde ad un costo totale di 584 euro, vale a dire il 15,6% in più rispetto alla media nazionale. Consumi così alti si spiegano con l’assenza di una fornitura gas nell’Isola, situazione che spesso viene sopperita con l’uso di dispositivi elettrici, come stufette e scaldabagni, che hanno un grosso impatto sulla bolletta.

    Al secondo posto si posiziona il Veneto, dove il consumo medio rilevato è pari a 3.027 kWh e la bolletta a 542 euro.

    Le regioni dove invece i consumi di elettricità sono più contenuti, e quindi le bollette più leggere, sono la Valle d’Aosta, dove nel 2020 le famiglie hanno speso, in media, 399 euro a fronte di un consumo di 2.231 kWh e la Liguria (2.404 kWh e un costo annuo di 430 €).

    L’andamento regionale della bolletta gas

    Il prezzo del gas sotto regime tutelato, a differenza di quello dell’energia, varia a seconda delle aree del Paese; il peso della bolletta, quindi, è frutto sia dei consumi di ciascuna famiglia, sia delle tariffe previste dall’area di residenza.

    Dall’analisi dei contratti emerge che i cittadini che nel 2020 hanno pagato il conto più alto sono quelli del Trentino-Alto Adige; qui una famiglia media ha speso 935 euro l’anno. Seguono, parimerito, i residenti in Emilia-Romagna e Piemonte (931 euro).

    Guardando la graduatoria nel senso opposto, invece, si trovano la Campania, regione dove una famiglia media ha speso, nel 2020, “solo” 631 euro, la Puglia, dove il costo della bolletta è stato pari a 641 euro e il Lazio (678 euro).

     

    *L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 150.000 contratti di fornitura raccolti nel 2020 e su un consumo medio nazionale pari a 2.825 kWh per l’energia elettrica e 1.103 smc per la fornitura di gas (per la Liguria: 2.404 kWh e 891 smc) prendendo in considerazione i prezzi offerti nel mercato tutelato.

    *La simulazione è stata realizzata da Facile.it in data 14 settembre 2021 considerando la miglior tariffa disponibile sul comparatore per i seguenti consumi: 2.700 kWh potenza  3 kW per l’energia elettrica, 1.400 smc per il gas fascia Nord-Orientale.

  • Bollette: in Calabria prezzi in aumento (+6,2%) rispetto al 2019

    Le bollette luce e gas sono tra le spese che più pesano sui budget delle famiglie italiane; lo scorso anno, complice la riduzione del costo delle materie prime, le tariffe sono diminuite ma, di contro, le tante ore trascorse in casa hanno fatto salire i consumi.

    In Calabria, secondo l’analisi di Facile.it, il bilancio è negativo: la bolletta elettrica, nel 2020, ha raggiunto i 460 euro, vale a dire il 7,8% in più rispetto al 2019 (a fronte di un aumento nazionale del 7,5%). Non è andata molto meglio sul fronte del gas; in questo caso la bolletta è stata pari a 701 euro, il 5,2% in più rispetto al 2019.

    Complessivamente, quindi, tra luce e gas, nel 2020 le famiglie calabresi hanno messo a budget 1.197 euro, vale a dire il 6,2% in più rispetto al 2019; l’unica buona notizia è che, nonostante gli aumenti, la spesa media rilevata nella regione è inferiore del 3,5% rispetto alla media nazionale. E il timore è che per il 2021 la cifra sia ben più salata: le tariffe sono aumentate considerevolmente nella prima parte dell’anno, i consumi, se si pensa ad esempio allo smart working, per molte famiglie sono rimasti comunque elevati e i prezzi aumenteranno ulteriormente nell’ultimo trimestre.

    «Il primo ottobre le tariffe energetiche verranno aggiornate e, per coloro che sono nel mercato tutelato, i prezzi aumenteranno considerevolmente a causa della crescita del costo delle principali materie prime energetiche», spiega Mario Rasimelli, Managing Director Utilities di Facile.it. «Per mettersi al riparo dalle variazioni, che scatteranno in automatico per chi è tuttora nel mercato tutelato, il consiglio è di valutare il passaggio al mercato libero approfittando delle offerte a prezzo fisso proposte dagli operatori.».

    Con le tariffe attualmente in vigore, secondo le simulazioni* di Facile.it, a parità di consumi, guardando alla miglior tariffa del mercato libero, una famiglia potrebbe risparmiare fino al 16% per la bolletta elettrica e fino al 13% per quella del gas.

    L’andamento regionale della bolletta elettrica

    Se si guarda ai dati su base regionale emergono significative differenze territoriali. Considerato che il prezzo dell’energia sotto regime di tutela è uguale in tutte le aree del Paese, la differenza del peso della bolletta è legata unicamente ai consumi; più energia si usa, maggiore sarà il conto finale.

    Guardando alla graduatoria nazionale, al primo posto si posiziona la Sardegna; nell’Isola il consumo medio a famiglia rilevato nel 2020 è stato pari a 3.266 kWh che, sotto regime di tutela, corrisponde ad un costo totale di 584 euro, vale a dire il 15,6% in più rispetto alla media nazionale. Consumi così alti si spiegano con l’assenza di una fornitura gas nell’Isola, situazione che spesso viene sopperita con l’uso di dispositivi elettrici, come stufette e scaldabagni, che hanno un grosso impatto sulla bolletta.

    Al secondo posto si posiziona il Veneto, dove il consumo medio rilevato è pari a 3.027 kWh e la bolletta a 542 euro.

    Le regioni dove invece i consumi di elettricità sono più contenuti, e quindi le bollette più leggere, sono la Valle d’Aosta, dove nel 2020 le famiglie hanno speso, in media, 399 euro a fronte di un consumo di 2.231 kWh e la Liguria (2.404 kWh e un costo annuo di 430 €).

    L’andamento regionale della bolletta gas

    Il prezzo del gas sotto regime tutelato, a differenza di quello dell’energia, varia a seconda delle aree del Paese; il peso della bolletta, quindi, è frutto sia dei consumi di ciascuna famiglia, sia delle tariffe previste dall’area di residenza.

    Dall’analisi dei contratti emerge che i cittadini che nel 2020 hanno pagato il conto più alto sono quelli del Trentino-Alto Adige; qui una famiglia media ha speso 935 euro l’anno. Seguono, parimerito, i residenti in Emilia-Romagna e Piemonte (931 euro).

    Guardando la graduatoria nel senso opposto, invece, si trovano la Campania, regione dove una famiglia media ha speso, nel 2020, “solo” 631 euro, la Puglia, dove il costo della bolletta è stato pari a 641 euro e il Lazio (678 euro).

     

    *L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 150.000 contratti di fornitura raccolti nel 2020 e su un consumo medio nazionale pari a 2.825 kWh per l’energia elettrica e 1.103 smc per la fornitura di gas (per la Calabria: 2.568 kWh e 880 smc) prendendo in considerazione i prezzi offerti nel mercato tutelato.

    *La simulazione è stata realizzata da Facile.it in data 14 settembre 2021 considerando la miglior tariffa disponibile sul comparatore per i seguenti consumi: 2.700 kWh potenza  3 kW per l’energia elettrica, 1.400 smc per il gas fascia Nord-Orientale.

  • Bollette: in Lombardia si è speso l’11,2% in più rispetto alla media nazionale

    Le bollette luce e gas sono tra le spese che più pesano sui budget delle famiglie italiane; lo scorso anno, complice la riduzione del costo delle materie prime, le tariffe sono diminuite ma, di contro, le tante ore trascorse in casa hanno fatto salire i consumi, soprattutto per l’elettricità.

    In Lombardia, secondo l’analisi di Facile.it, il bilancio è in chiaroscuro: la bolletta elettrica, lo scorso anno, ha raggiunto i 506 euro, vale a dire il 6,5% in più rispetto al 2019 (a fronte di un aumento nazionale del 7,5%). È andata meglio, invece, sul fronte del gas; i consumi, nonostante i lockdown, sono rimasti sostanzialmente stabili e i lombardi hanno così potuto beneficiare in pieno del calo delle tariffe spendendo, in media, 873 euro. Nonostante questo, però, la bolletta del gas risulta essere la quarta più alta d’Italia.

    Complessivamente, quindi, tra luce e gas, nel 2020 le famiglie lombarde hanno messo a budget 1.378 euro a famiglia, vale a dire l’11,2% in più rispetto alla media nazionale. E il timore è che per il 2021 la cifra sia ben più salata: le tariffe sono aumentate considerevolmente nella prima parte dell’anno, i consumi, se si pensa ad esempio allo smart working, per molte famiglie sono rimasti comunque elevati e i prezzi aumenteranno ulteriormente nell’ultimo trimestre.

    «Il primo ottobre le tariffe energetiche verranno aggiornate e, per coloro che sono nel mercato tutelato, i prezzi aumenteranno considerevolmente a causa della crescita del costo delle principali materie prime energetiche», spiega Mario Rasimelli, Managing Director Utilities di Facile.it. «Per mettersi al riparo dalle variazioni, che scatteranno in automatico per chi è tuttora nel mercato tutelato, il consiglio è di valutare il passaggio al mercato libero approfittando delle offerte a prezzo fisso proposte dagli operatori.».

    Con le tariffe attualmente in vigore, secondo le simulazioni* di Facile.it, a parità di consumi, guardando alla miglior tariffa del mercato libero, una famiglia potrebbe risparmiare fino al 16% per la bolletta elettrica e fino al 13% per quella del gas.

    L’andamento regionale della bolletta elettrica

    Se si guarda ai dati su base regionale emergono significative differenze territoriali. Considerato che il prezzo dell’energia sotto regime di tutela è uguale in tutte le aree del Paese, la differenza del peso della bolletta è legata unicamente ai consumi; più energia si usa, maggiore sarà il conto finale.

    Guardando alla graduatoria nazionale, al primo posto si posiziona la Sardegna; nell’Isola il consumo medio a famiglia rilevato nel 2020 è stato pari a 3.266 kWh che, sotto regime di tutela, corrisponde ad un costo totale di 584 euro, vale a dire il 15,6% in più rispetto alla media nazionale. Consumi così alti si spiegano con l’assenza di una fornitura gas nell’Isola, situazione che spesso viene sopperita con l’uso di dispositivi elettrici, come stufette e scaldabagni, che hanno un grosso impatto sulla bolletta.

    Al secondo posto si posiziona il Veneto, dove il consumo medio rilevato è pari a 3.027 kWh e la bolletta a 542 euro.

    Le regioni dove invece i consumi di elettricità sono più contenuti, e quindi le bollette più leggere, sono la Valle d’Aosta, dove nel 2020 le famiglie hanno speso, in media, 399 euro a fronte di un consumo di 2.231 kWh e la Liguria (2.404 kWh e un costo annuo di 430 €).

    L’andamento regionale della bolletta gas

    Il prezzo del gas sotto regime tutelato, a differenza di quello dell’energia, varia a seconda delle aree del Paese; il peso della bolletta, quindi, è frutto sia dei consumi di ciascuna famiglia, sia delle tariffe previste dall’area di residenza.

    Dall’analisi dei contratti emerge che i cittadini che nel 2020 hanno pagato il conto più alto sono quelli del Trentino-Alto Adige; qui una famiglia media ha speso 935 euro l’anno. Seguono, parimerito, i residenti in Emilia-Romagna e Piemonte (931 euro).

    Guardando la graduatoria nel senso opposto, invece, si trovano la Campania, regione dove una famiglia media ha speso, nel 2020, “solo” 631 euro, la Puglia, dove il costo della bolletta è stato pari a 641 euro e il Lazio (678 euro).

     

    *L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 150.000 contratti di fornitura raccolti nel 2020 e su un consumo medio nazionale pari a 2.825 kWh per l’energia elettrica e 1.103 smc per la fornitura di gas (per la Lombardia: 2.825 kWh e 1.244 smc) prendendo in considerazione i prezzi offerti nel mercato tutelato.

    *La simulazione è stata realizzata da Facile.it in data 14 settembre 2021 considerando la miglior tariffa disponibile sul comparatore per i seguenti consumi: 2.700 kWh potenza  3 kW per l’energia elettrica, 1.400 smc per il gas fascia Nord-Orientale.

  • Facile.it Partner: 10 eventi sul territorio per incontrare gli intermediari

    Il 2021 è stato un anno positivo per Facile.it Partner, la rete di intermediari assicurativi indipendente più grande d’Italia che fa capo a Facile.it e che si appresta a concludere l’anno con un ricco programma di incontri. Come anticipa Igor Tunesi, Direttore di Facile.it Partner, sono previsti nei prossimi mesi 10 eventi sul territorio, lungo tutto lo Stivale, dedicati alla rete e non solo.

    La Convention Facile.it Partner

    Dopo gli appuntamenti di Desenzano del Garda, Cagliari e Roma, riparte la Convention nazionale Facile.it Partner: in una formula rinnovata ed esclusiva, i primi due eventi si terranno a Milano il 29 settembre presso l’Hotel Visconti e l’1 ottobre presso l’Enterprise Hotel. Seguiranno i due eventi a Roma (8 ottobre presso l’A.Roma Lifestyle Hotel), i due di Firenze (15 ottobre presso l’AC Hotel) e di Palermo (22 ottobre presso la Galleria d’Arte Moderna). Tutti gli eventi saranno organizzati dal vivo e nel pieno rispetto di tutte le normative anti Covid-19.

    Le conventions, rivolte a tutti i collaboratori della rete Facile.it Partner, saranno l’occasione per fare un primo bilancio sui risultati del 2021 e condividere novità e strategie per il prossimo anno.

    «La Convention rappresenta per noi e per i collaboratori un momento molto importante e per questo, per permettere a tutti di partecipare, abbiamo deciso di replicare l’evento nazionale in diverse tappe locali», spiega Igor Tunesi. «Lo scopo di questi appuntamenti è di incontrare i nostri intermediari e di presentare loro le novità in termini di offerta prodotti, tecnologia e incentivi di fine anno, gettando così le basi per il 2022. Alle conventions sarà presente tutta la struttura commerciale di Facile.it Partner, perché per noi è fondamentale ascoltare le esigenze di ogni singolo collaboratore che fa parte della nostra grande rete.».

    Tour Open Day

    L’impegno di Facile.it Partner sul territorio non si esaurisce qui e alle tappe della convention nazionale si affianca il Tour di Open Day iniziato lo scorso 1 luglio a Cagliari e organizzato per presentare le opportunità offerte dall’azienda agli intermediari che vogliono entrare a far parte della rete di Facile.it Partner.

    Il tour toccherà Firenze, il 14 ottobre presso l’AC Hotel e Palermo, il 21 ottobre, con un evento nella splendida location della Galleria di Arte Moderna della città. Per partecipare agli open day è necessario registrarsi a questo link: https://eventifacilepartner.it/opendayform

    Scopo degli incontri è di presentare ai professionisti del settore assicurativo l’offerta di Facile.it Partner e, in particolare, la piattaforma Shark, tecnologia proprietaria di Facile.it sviluppata appositamente per offrire agli intermediari uno strumento in grado di gestire l’intero processo di vendita, direttamente da un’App.

    Un’occasione, inoltre, per conoscere tutte le opportunità che Facile.it Partner offre alle reti fisiche: dal modello di remunerazione all’avanguardia sino all’ampia gamma di prodotti trattati, non solo di compagnie assicurative, ma anche di società di servizi luce, gas e internet.

    «Siamo alla ricerca di intermediari qualificati – spiega Tunesi – l’open day è un momento di incontro per selezionare i collaboratori da inserire nel nostro network, che è attualmente la rete di intermediari più grande d’Italia.».

    Facile.it Partner

    Facile.it Partner è la rete di intermediari assicurativi di Facile.it nata nel 2012 e cresciuta arrivando a diventare la rete indipendente più grande d’Italia. Il progetto conta oggi più di 3.000 collaboratori su tutto il territorio nazionale vantando una raccolta complessiva di premi che, nel 2020, ha superato i 90 milioni di euro su un portafoglio di oltre 250.000 polizze attive.

  • Bollette: in Campania si è speso il 7,1% in meno rispetto alla media nazionale

    Le bollette luce e gas sono tra le spese che più pesano sui budget delle famiglie italiane; lo scorso anno, complice la riduzione del costo delle materie prime, le tariffe sono diminuite ma, di contro, le tante ore trascorse in casa hanno fatto salire i consumi, soprattutto per l’elettricità.

    In Campania, secondo l’analisi di Facile.it, il bilancio è in chiaroscuro: la bolletta elettrica, lo scorso anno, ha raggiunto i 520 euro, vale a dire il 6,9% in più rispetto al 2019 (a fronte di un aumento nazionale del 7,5%). È andata meglio, invece, sul fronte del gas; i consumi, nonostante i lockdown, sono rimasti sostanzialmente stabili e i campani hanno così potuto beneficiare in pieno del calo delle tariffe spendendo, in media, 631 euro. Il dato fa guadagnare alla regione il primo posto nella graduatoria nazionale delle aree dove si spende di meno per il gas.

    Complessivamente, quindi, tra luce e gas, nel 2020 le famiglie campane hanno messo a budget 1.151 euro a famiglia, vale a dire il 7,1% in meno rispetto alla media nazionale. La regione risulta così essere la terza area italiana dove lo scorso anno si è pagato meno in bollette. Il timore, tuttavia, è che per il 2021 la cifra sia ben più salata: le tariffe sono aumentate considerevolmente nella prima parte dell’anno, i consumi, se si pensa ad esempio allo smart working, per molte famiglie sono rimasti comunque elevati e i prezzi potrebbero lievitare ulteriormente nei prossimi mesi.

    «Il primo ottobre le tariffe energetiche verranno aggiornate e il rischio di un maxi aumento è concreto se si considera che ormai da mesi stiamo assistendo ad una crescita importante del costo delle principali materie prime energetiche», spiega Mario Rasimelli, Managing Director Utilities di Facile.it. «Per mettersi al riparo dalle variazioni, che scatteranno in automatico per chi è tuttora nel mercato tutelato, il consiglio è di valutare il passaggio al mercato libero approfittando delle offerte a prezzo fisso proposte dagli operatori.».

    Con le tariffe attualmente in vigore, secondo le simulazioni* di Facile.it, a parità di consumi, guardando alla miglior tariffa del mercato libero, una famiglia potrebbe risparmiare fino al 16% per la bolletta elettrica e fino al 13% per quella del gas.

    L’andamento regionale della bolletta elettrica

    Se si guarda ai dati su base regionale emergono significative differenze territoriali. Considerato che il prezzo dell’energia sotto regime di tutela è uguale in tutte le aree del Paese, la differenza del peso della bolletta è legata unicamente ai consumi; più energia si usa, maggiore sarà il conto finale.

    Guardando alla graduatoria nazionale, al primo posto si posiziona la Sardegna; nell’Isola il consumo medio a famiglia rilevato nel 2020 è stato pari a 3.266 kWh che, sotto regime di tutela, corrisponde ad un costo totale di 584 euro, vale a dire il 15,6% in più rispetto alla media nazionale. Consumi così alti si spiegano con l’assenza di una fornitura gas nell’Isola, situazione che spesso viene sopperita con l’uso di dispositivi elettrici, come stufette e scaldabagni, che hanno un grosso impatto sulla bolletta.

    Al secondo posto si posiziona il Veneto, dove il consumo medio rilevato è pari a 3.027 kWh e la bolletta a 542 euro.

    Le regioni dove invece i consumi di elettricità sono più contenuti, e quindi le bollette più leggere, sono la Valle d’Aosta, dove nel 2020 le famiglie hanno speso, in media, 399 euro a fronte di un consumo di 2.231 kWh e la Liguria (2.404 kWh e un costo annuo di 430 €).

    L’andamento regionale della bolletta gas

    Il prezzo del gas sotto regime tutelato, a differenza di quello dell’energia, varia a seconda delle aree del Paese; il peso della bolletta, quindi, è frutto sia dei consumi di ciascuna famiglia, sia delle tariffe previste dall’area di residenza.

    Dall’analisi dei contratti emerge che i cittadini che nel 2020 hanno pagato il conto più alto sono quelli del Trentino-Alto Adige; qui una famiglia media ha speso 935 euro l’anno. Seguono, parimerito, i residenti in Emilia-Romagna e Piemonte (931 euro).

    Guardando la graduatoria nel senso opposto, invece, si trovano la Campania, regione dove una famiglia media ha speso, nel 2020, “solo” 631 euro, la Puglia, dove il costo della bolletta è stato pari a 641 euro e il Lazio (678 euro).

     

    *L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 150.000 contratti di fornitura raccolti nel 2020 e su un consumo medio nazionale pari a 2.825 kWh per l’energia elettrica e 1.103 smc per la fornitura di gas (per la Campania: 2.906 kWh e 764 smc) prendendo in considerazione i prezzi offerti nel mercato tutelato.

    *La simulazione è stata realizzata da Facile.it in data 14 settembre 2021 considerando la miglior tariffa disponibile sul comparatore per i seguenti consumi: 2.700 kWh potenza  3 kW per l’energia elettrica, 1.400 smc per il gas fascia Nord-Orientale.

  • Bollette: in Puglia si è speso l’8,4% in meno rispetto alla media nazionale

    Le bollette luce e gas sono tra le spese che più pesano sui budget delle famiglie italiane; lo scorso anno, complice la riduzione del costo delle materie prime, le tariffe sono diminuite ma, di contro, le tante ore trascorse in casa hanno fatto salire i consumi, soprattutto per l’elettricità.

    In Puglia, secondo l’analisi di Facile.it, il bilancio è in chiaroscuro: la bolletta elettrica, lo scorso anno, ha raggiunto i 495 euro, vale a dire il 7,9% in più rispetto al 2019 (a fronte di un aumento nazionale del 7,5%). È andata meglio, invece, sul fronte del gas; i consumi, nonostante i lockdown, sono rimasti sostanzialmente stabili e i pugliesi hanno così potuto beneficiare in pieno del calo delle tariffe spendendo, in media, 641 euro. Il dato fa guadagnare alla regione il secondo posto nella graduatoria nazionale delle aree dove si spende di meno per il gas.

    Complessivamente, quindi, tra luce e gas, nel 2020 le famiglie pugliesi hanno messo a budget 1.136 euro a famiglia, vale a dire l’8,4% in meno rispetto alla media nazionale. La regione risulta così essere la seconda area italiana dove lo scorso anno si è pagato meno in bollette. Il timore, tuttavia, è che per il 2021 la cifra sia ben più salata: le tariffe sono aumentate considerevolmente nella prima parte dell’anno, i consumi, se si pensa ad esempio allo smart working, per molte famiglie sono rimasti comunque elevati e i prezzi potrebbero lievitare ulteriormente nei prossimi mesi.

    «Il primo ottobre le tariffe energetiche verranno aggiornate e il rischio di un maxi aumento è concreto se si considera che ormai da mesi stiamo assistendo ad una crescita importante del costo delle principali materie prime energetiche», spiega Mario Rasimelli, Managing Director Utilities di Facile.it. «Per mettersi al riparo dalle variazioni, che scatteranno in automatico per chi è tuttora nel mercato tutelato, il consiglio è di valutare il passaggio al mercato libero approfittando delle offerte a prezzo fisso proposte dagli operatori.».

    Con le tariffe attualmente in vigore, secondo le simulazioni* di Facile.it, a parità di consumi, guardando alla miglior tariffa del mercato libero, una famiglia potrebbe risparmiare fino al 16% per la bolletta elettrica e fino al 13% per quella del gas.

    L’andamento regionale della bolletta elettrica

    Se si guarda ai dati su base regionale emergono significative differenze territoriali. Considerato che il prezzo dell’energia sotto regime di tutela è uguale in tutte le aree del Paese, la differenza del peso della bolletta è legata unicamente ai consumi; più energia si usa, maggiore sarà il conto finale.

    Guardando alla graduatoria nazionale, al primo posto si posiziona la Sardegna; nell’Isola il consumo medio a famiglia rilevato nel 2020 è stato pari a 3.266 kWh che, sotto regime di tutela, corrisponde ad un costo totale di 584 euro, vale a dire il 15,6% in più rispetto alla media nazionale. Consumi così alti si spiegano con l’assenza di una fornitura gas nell’Isola, situazione che spesso viene sopperita con l’uso di dispositivi elettrici, come stufette e scaldabagni, che hanno un grosso impatto sulla bolletta.

    Al secondo posto si posiziona il Veneto, dove il consumo medio rilevato è pari a 3.027 kWh e la bolletta a 542 euro.

    Le regioni dove invece i consumi di elettricità sono più contenuti, e quindi le bollette più leggere, sono la Valle d’Aosta, dove nel 2020 le famiglie hanno speso, in media, 399 euro a fronte di un consumo di 2.231 kWh e la Liguria (2.404 kWh e un costo annuo di 430 €).

    L’andamento regionale della bolletta gas

    Il prezzo del gas sotto regime tutelato, a differenza di quello dell’energia, varia a seconda delle aree del Paese; il peso della bolletta, quindi, è frutto sia dei consumi di ciascuna famiglia, sia delle tariffe previste dall’area di residenza.

    Dall’analisi dei contratti emerge che i cittadini che nel 2020 hanno pagato il conto più alto sono quelli del Trentino-Alto Adige; qui una famiglia media ha speso 935 euro l’anno. Seguono, parimerito, i residenti in Emilia-Romagna e Piemonte (931 euro).

    Guardando la graduatoria nel senso opposto, invece, si trovano la Campania, regione dove una famiglia media ha speso, nel 2020, “solo” 631 euro, la Puglia, dove il costo della bolletta è stato pari a 641 euro e il Lazio (678 euro).

     

     

    *L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 150.000 contratti di fornitura raccolti nel 2020 e su un consumo medio nazionale pari a 2.825 kWh per l’energia elettrica e 1.103 smc per la fornitura di gas (per la Puglia: 2.766 kWh e 846 smc) prendendo in considerazione i prezzi offerti nel mercato tutelato.

    *La simulazione è stata realizzata da Facile.it in data 14 settembre 2021 considerando la miglior tariffa disponibile sul comparatore per i seguenti consumi: 2.700 kWh potenza  3 kW per l’energia elettrica, 1.400 smc per il gas fascia Nord-Orientale.

  • Bollette: in Sicilia si è speso il 2,4% in meno rispetto alla media nazionale

    Le bollette luce e gas sono tra le spese che più pesano sui budget delle famiglie italiane; lo scorso anno, complice la riduzione del costo delle materie prime, le tariffe sono diminuite ma, di contro, le tante ore trascorse in casa hanno fatto salire i consumi, soprattutto per l’elettricità.

    In Sicilia, secondo l’analisi di Facile.it, il bilancio è in chiaroscuro: la bolletta elettrica, lo scorso anno, ha raggiunto i 530 euro, vale a dire il 7,9% in più rispetto al 2019 (a fronte di un aumento nazionale del 7,5%). È andata meglio, invece, sul fronte del gas; i consumi, nonostante i lockdown, sono rimasti sostanzialmente stabili e i siciliani hanno così potuto beneficiare in pieno del calo delle tariffe spendendo, in media, 680 euro. Il dato fa guadagnare alla regione il quarto posto nella graduatoria nazionale delle aree dove si spende di meno per il gas.

    Complessivamente, quindi, tra luce e gas, nel 2020 le famiglie siciliane hanno messo a budget 1.210 euro a famiglia, vale a dire il 2,4% in meno rispetto alla media nazionale. Il timore è che per il 2021 la cifra sia ben più salata: le tariffe sono aumentate considerevolmente nella prima parte dell’anno, i consumi, se si pensa ad esempio allo smart working, per molte famiglie sono rimasti comunque elevati e i prezzi potrebbero lievitare ulteriormente nei prossimi mesi.

    «Il primo ottobre le tariffe energetiche verranno aggiornate e il rischio di un maxi aumento è concreto se si considera che ormai da mesi stiamo assistendo ad una crescita importante del costo delle principali materie prime energetiche», spiega Mario Rasimelli, Managing Director Utilities di Facile.it. «Per mettersi al riparo dalle variazioni, che scatteranno in automatico per chi è tuttora nel mercato tutelato, il consiglio è di valutare il passaggio al mercato libero approfittando delle offerte a prezzo fisso proposte dagli operatori.».

    Con le tariffe attualmente in vigore, secondo le simulazioni* di Facile.it, a parità di consumi, guardando alla miglior tariffa del mercato libero, una famiglia potrebbe risparmiare fino al 16% per la bolletta elettrica e fino al 13% per quella del gas.

    L’andamento regionale della bolletta elettrica

    Se si guarda ai dati su base regionale emergono significative differenze territoriali. Considerato che il prezzo dell’energia sotto regime di tutela è uguale in tutte le aree del Paese, la differenza del peso della bolletta è legata unicamente ai consumi; più energia si usa, maggiore sarà il conto finale.

    Guardando alla graduatoria nazionale, al primo posto si posiziona la Sardegna; nell’Isola il consumo medio a famiglia rilevato nel 2020 è stato pari a 3.266 kWh che, sotto regime di tutela, corrisponde ad un costo totale di 584 euro, vale a dire il 15,6% in più rispetto alla media nazionale. Consumi così alti si spiegano con l’assenza di una fornitura gas nell’Isola, situazione che spesso viene sopperita con l’uso di dispositivi elettrici, come stufette e scaldabagni, che hanno un grosso impatto sulla bolletta.

    Al secondo posto si posiziona il Veneto, dove il consumo medio rilevato è pari a 3.027 kWh e la bolletta a 542 euro.

    Le regioni dove invece i consumi di elettricità sono più contenuti, e quindi le bollette più leggere, sono la Valle d’Aosta, dove nel 2020 le famiglie hanno speso, in media, 399 euro a fronte di un consumo di 2.231 kWh e la Liguria (2.404 kWh e un costo annuo di 430 €).

    L’andamento regionale della bolletta gas

    Il prezzo del gas sotto regime tutelato, a differenza di quello dell’energia, varia a seconda delle aree del Paese; il peso della bolletta, quindi, è frutto sia dei consumi di ciascuna famiglia, sia delle tariffe previste dall’area di residenza.

    Dall’analisi dei contratti emerge che i cittadini che nel 2020 hanno pagato il conto più alto sono quelli del Trentino-Alto Adige; qui una famiglia media ha speso 935 euro l’anno. Seguono, parimerito, i residenti in Emilia-Romagna e Piemonte (931 euro).

    Guardando la graduatoria nel senso opposto, invece, si trovano la Campania, regione dove una famiglia media ha speso, nel 2020, “solo” 631 euro, la Puglia, dove il costo della bolletta è stato pari a 641 euro e il Lazio (678 euro).

     

    *L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 150.000 contratti di fornitura raccolti nel 2020 e su un consumo medio nazionale pari a 2.825 kWh per l’energia elettrica e 1.103 smc per la fornitura di gas (per la Sicilia: 2.963 kWh e 808 smc) prendendo in considerazione i prezzi offerti nel mercato tutelato.

    *La simulazione è stata realizzata da Facile.it in data 14 settembre 2021 considerando la miglior tariffa disponibile sul comparatore per i seguenti consumi: 2.700 kWh potenza  3 kW per l’energia elettrica, 1.400 smc per il gas fascia Nord-Orientale.

  • Bollette: in Emilia-Romagna si è speso il 15,7% in più della media nazionale

    Le bollette luce e gas sono tra le spese che più pesano sui budget delle famiglie italiane; lo scorso anno, complice la riduzione del costo delle materie prime, le tariffe sono diminuite ma, di contro, le tante ore trascorse in casa hanno fatto salire i consumi, soprattutto per l’elettricità.

    In Emilia-Romagna, secondo l’analisi di Facile.it,, il bilancio è in chiaroscuro: la bolletta elettrica, lo scorso anno, ha raggiunto i 503 euro, vale a dire il 7,7% in più rispetto al 2019 (a fronte di un aumento nazionale del 7,5%). È andata relativamente meglio, invece, sul fronte del gas; i consumi, nonostante i lockdown, sono rimasti sostanzialmente stabili e i residenti hanno così potuto beneficiare in pieno del calo delle tariffe spendendo, in media, 931 euro. Nonostante questo, però, la bolletta del gas risulta essere la seconda più alta d’Italia.

    Complessivamente, quindi, tra luce e gas, nel 2020 le famiglie dell’Emilia-Romagna hanno messo a budget 1.434 euro, vale a dire il 15,7% in più rispetto alla media nazionale; il dato fa guadagnare alla regione la maglia nera d’Italia per quanto riguarda il costo delle bollette. E il timore è che per il 2021 la cifra sia ben più salata: le tariffe sono aumentate considerevolmente nella prima parte dell’anno, i consumi, se si pensa ad esempio allo smart working, per molte famiglie sono rimasti comunque elevati e i prezzi potrebbero lievitare ulteriormente nei prossimi mesi.

    «Il primo ottobre le tariffe energetiche verranno aggiornate e il rischio di un maxi aumento è concreto se si considera che ormai da mesi stiamo assistendo ad una crescita importante del costo delle principali materie prime energetiche», spiega Mario Rasimelli, Managing Director Utilities di Facile.it. «Per mettersi al riparo dalle variazioni, che scatteranno in automatico per chi è tuttora nel mercato tutelato, il consiglio è di valutare il passaggio al mercato libero approfittando delle offerte a prezzo fisso proposte dagli operatori.».

    Con le tariffe attualmente in vigore, secondo le simulazioni* di Facile.it, a parità di consumi, guardando alla miglior tariffa del mercato libero, una famiglia potrebbe risparmiare fino al 16% per la bolletta elettrica e fino al 13% per quella del gas.

    L’andamento regionale della bolletta elettrica

    Se si guarda ai dati su base regionale emergono significative differenze territoriali. Considerato che il prezzo dell’energia sotto regime di tutela è uguale in tutte le aree del Paese, la differenza del peso della bolletta è legata unicamente ai consumi; più energia si usa, maggiore sarà il conto finale.

    Guardando alla graduatoria nazionale, al primo posto si posiziona la Sardegna; nell’Isola il consumo medio a famiglia rilevato nel 2020 è stato pari a 3.266 kWh che, sotto regime di tutela, corrisponde ad un costo totale di 584 euro, vale a dire il 15,6% in più rispetto alla media nazionale. Consumi così alti si spiegano con l’assenza di una fornitura gas nell’Isola, situazione che spesso viene sopperita con l’uso di dispositivi elettrici, come stufette e scaldabagni, che hanno un grosso impatto sulla bolletta.

    Al secondo posto si posiziona il Veneto, dove il consumo medio rilevato è pari a 3.027 kWh e la bolletta a 542 euro.

    Le regioni dove invece i consumi di elettricità sono più contenuti, e quindi le bollette più leggere, sono la Valle d’Aosta, dove nel 2020 le famiglie hanno speso, in media, 399 euro a fronte di un consumo di 2.231 kWh e la Liguria (2.404 kWh e un costo annuo di 430 €).

    L’andamento regionale della bolletta gas

    Il prezzo del gas sotto regime tutelato, a differenza di quello dell’energia, varia a seconda delle aree del Paese; il peso della bolletta, quindi, è frutto sia dei consumi di ciascuna famiglia, sia delle tariffe previste dall’area di residenza.

    Dall’analisi dei contratti emerge che i cittadini che nel 2020 hanno pagato il conto più alto sono quelli del Trentino-Alto Adige; qui una famiglia media ha speso 935 euro l’anno. Seguono, parimerito, i residenti in Emilia-Romagna e Piemonte (931 euro).

    Guardando la graduatoria nel senso opposto, invece, si trovano la Campania, regione dove una famiglia media ha speso, nel 2020, “solo” 631 euro, la Puglia, dove il costo della bolletta è stato pari a 641 euro e il Lazio (678 euro).

     

    *L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 150.000 contratti di fornitura raccolti nel 2020 e su un consumo medio nazionale pari a 2.825 kWh per l’energia elettrica e 1.103 smc per la fornitura di gas (per l’Emilia-Romagna: 2.813 kWh e 1.264 smc) prendendo in considerazione i prezzi offerti nel mercato tutelato.

    *La simulazione è stata realizzata da Facile.it in data 14 settembre 2021 considerando la miglior tariffa disponibile sul comparatore per i seguenti consumi: 2.700 kWh potenza 3 kW per l’energia elettrica, 1.400 smc per il gas fascia Nord-Orientale.

  • Bollette: senza oneri di sistema le famiglie risparmierebbero 10 euro al mese

    Il Presidente del Consiglio Mario Draghi ha annunciato la decisione del Governo di eliminare, per l’ultimo trimestre dell’anno, gli oneri di sistema che gravano sulle bollette luce e gas. Ma quanto risparmieranno gli italiani con il taglio? Facile.it ha preso in esame la spesa media di una famiglia tipo* scoprendo che, alle attuali condizioni di mercato, potrebbe risparmiare tra luce e gas circa 10 euro al mese.

    A questo va aggiunta la diminuzione dell’Iva della bolletta del gas, che il Governo ha ridotto al 5%; per un consumo medio si tratta di circa 11 euro in meno al mese per ciascuna famiglia. In totale, quindi, il taglio delle bollette di luce e gas potrebbe arrivare a circa 63 euro nel trimestre.

    La bolletta elettrica

    Considerando il consumo medio (2.700 kWh/anno) e le tariffe attualmente in vigore nel mercato tutelato, la spesa mensile di una famiglia tipo italiana è pari a 51,50 euro. Gli oneri di sistema oggi pesano per il 10,70% della bolletta; con l’eliminazione di questi ultimi, il risparmio mensile sarebbe di circa 5,49 euro, vale a dire 16,47 euro per l’intero trimestre.

    Gli oneri di sistema che gravano sulla bolletta elettrica, come spiegato sul sito ARERA, includono i costi relativi alle attività di interesse generale per il sistema elettrico, come ad esempio il sostegno delle energie da fonti rinnovabili e la copertura di altri oneri denominati ARIM che includono l’incentivazione della produzione ascrivibile a rifiuti non biodegradabili, la messa in sicurezza del nucleare, le agevolazioni tariffarie riconosciute per il settore ferroviario o il sostegno alla ricerca di sistema, il bonus elettrico e le integrazioni delle imprese elettriche minori e promozione dell’efficienza energetica.

    La bolletta del gas

    Il risparmio potrebbe essere più contenuto per la bolletta del gas se si considera che su questa gli oneri di sistema pesano il 4,68% del totale.

    Oggi una famiglia tipo nel mercato tutelato (consumi 1.400 smc/anno) spende, per la bolletta del gas, 98,78 euro al mese. Eliminando gli oneri di sistema il risparmio sarebbe di 4,62 euro, vale a dire 13,86 euro in totale da ottobre a dicembre 2021.

    A questo si aggiunge, però, il beneficio legato alla diminuzione dell’IVA della bolletta del gas che, per l’ultimo trimestre dell’anno, è stata portata al 5%; secondo le stime di Facile.it, stando alle attuali tariffe, il vantaggio economico medio per una famiglia tipo potrebbe essere di circa 11 euro al mese.

    Gli oneri di sistema inseriti nella bolletta del gas includono quegli importi destinati alla copertura di costi relativi ad attività di interesse generale per il sistema gas. Rientrano all’interno di questa voce, ad esempio, il finanziamento di progetti risparmio energetico e di sviluppo delle fonti rinnovabili nel settore del gas; la compensazione dei costi di commercializzazione; la copertura dei costi sostenuti dalle imprese distributrici per gli interventi di interruzione della fornitura per morosità e per il bonus gas.

    Va detto, spiegano gli esperti di Facile.it, che per calcolare l’effettivo beneficio dell’intervento e sapere se questo sarà sufficiente per scongiurare i temuti aumenti, sarà necessario attendere la definizione delle tariffe che entreranno in vigore per l’ultimo trimestre del 2021.

     

    * Il risparmio è stato calcolato prendendo in considerazione una famiglia con consumi di gas naturale pari a 1.400 smc residente a Milano; per l’energia elettrica il consumo calcolato è di 2.700 kWh con una potenza impegnata di 3 kW

  • Bollette: in Veneto si è speso il 12,3% in più rispetto alla media nazionale

    Le bollette luce e gas sono tra le spese che più pesano sui budget delle famiglie italiane; lo scorso anno, complice la riduzione del costo delle materie prime, le tariffe sono diminuite ma, di contro, le tante ore trascorse in casa hanno fatto salire i consumi, soprattutto per l’elettricità.

    In Veneto, secondo l’analisi* di Facile.it, il bilancio è in chiaroscuro: la bolletta elettrica, lo scorso anno, ha raggiunto i 542 euro, l’8,8% in più rispetto al 2019 (a fronte di un aumento nazionale del 7,5%). La cifra fa guadagnare alla regione il secondo posto nella graduatoria delle aree dove si spende di più per l’elettricità. È andata meglio, invece, sul fronte del gas; i consumi, nonostante i lockdown, sono rimasti sostanzialmente stabili e i veneti hanno così potuto beneficiare in pieno del calo delle tariffe spendendo, in media, 850 euro.

    Complessivamente, quindi, tra luce e gas, nel 2020 le famiglie venete hanno messo a budget 1.392 euro, vale a dire il 12,3% in più rispetto alla media nazionale. E il timore è che per il 2021 la cifra sia ben più salata: le tariffe sono aumentate considerevolmente nella prima parte dell’anno, i consumi, se si pensa ad esempio allo smart working, per molte famiglie sono rimasti comunque elevati e i prezzi potrebbero lievitare ulteriormente nei prossimi mesi.

    «Il primo ottobre le tariffe energetiche verranno aggiornate e il rischio di un maxi aumento è concreto se si considera che ormai da mesi stiamo assistendo ad una crescita importante del costo delle principali materie prime energetiche», spiega Mario Rasimelli, Managing Director Utilities di Facile.it. «Per mettersi al riparo dalle variazioni, che scatteranno in automatico per chi è tuttora nel mercato tutelato, il consiglio è di valutare il passaggio al mercato libero approfittando delle offerte a prezzo fisso proposte dagli operatori.».

    Con le tariffe attualmente in vigore, secondo le simulazioni* di Facile.it, a parità di consumi, guardando alla miglior tariffa del mercato libero, una famiglia potrebbe risparmiare fino al 16% per la bolletta elettrica e fino al 13% per quella del gas.

    L’andamento regionale della bolletta elettrica

    Se si guarda ai dati su base regionale emergono significative differenze territoriali. Considerato che il prezzo dell’energia sotto regime di tutela è uguale in tutte le aree del Paese, la differenza del peso della bolletta è legata unicamente ai consumi; più energia si usa, maggiore sarà il conto finale.

    Guardando alla graduatoria nazionale, al primo posto si posiziona la Sardegna; nell’Isola il consumo medio a famiglia rilevato nel 2020 è stato pari a 3.266 kWh che, sotto regime di tutela, corrisponde ad un costo totale di 584 euro, vale a dire il 15,6% in più rispetto alla media nazionale. Consumi così alti si spiegano con l’assenza di una fornitura gas nell’Isola, situazione che spesso viene sopperita con l’uso di dispositivi elettrici, come stufette e scaldabagni, che hanno un grosso impatto sulla bolletta.

    Al secondo posto si posiziona il Veneto, dove il consumo medio rilevato è pari a 3.027 kWh e la bolletta a 542 euro.

    Le regioni dove invece i consumi di elettricità sono più contenuti, e quindi le bollette più leggere, sono la Valle d’Aosta, dove nel 2020 le famiglie hanno speso, in media, 399 euro a fronte di un consumo di 2.231 kWh e la Liguria (2.404 kWh e un costo annuo di 430 €).

    L’andamento regionale della bolletta gas

    Il prezzo del gas sotto regime tutelato, a differenza di quello dell’energia, varia a seconda delle aree del Paese; il peso della bolletta, quindi, è frutto sia dei consumi di ciascuna famiglia, sia delle tariffe previste dall’area di residenza.

    Dall’analisi dei contratti emerge che i cittadini che nel 2020 hanno pagato il conto più alto sono quelli del Trentino-Alto Adige; qui una famiglia media ha speso 935 euro l’anno. Seguono, parimerito, i residenti in Emilia-Romagna e Piemonte (931 euro).

    Guardando la graduatoria nel senso opposto, invece, si trovano la Campania, regione dove una famiglia media ha speso, nel 2020, “solo” 631 euro, la Puglia, dove il costo della bolletta è stato pari a 641 euro e il Lazio (678 euro).

     

    *L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 150.000 contratti di fornitura raccolti nel 2020 e su un consumo medio nazionale pari a 2.825 kWh per l’energia elettrica e 1.103 smc per la fornitura di gas (per il Veneto: 3027 kWh e 1.160 smc) prendendo in considerazione i prezzi offerti nel mercato tutelato.

    *La simulazione è stata realizzata da Facile.it in data 14 settembre 2021 considerando la miglior tariffa disponibile sul comparatore per i seguenti consumi: 2.700 kWh potenza 3 kW per l’energia elettrica, 1.400 smc per il gas fascia Nord-Orientale.

  • Facile inaugura la sua seconda sede a Sestu

    Facile.it, portale leader in Italia nel confronto di prodotti assicurativi, di finanza personale e utenze domestiche, continua a crescere e a investire in Sardegna e annuncia l’apertura della sua seconda sede nell’area metropolitana di Cagliari, a Sestu.

    A distanza di poco più di un anno dall’apertura dell’ultima sede, l’azienda ha scelto di espandersi ulteriormente sul territorio e inaugurare un secondo ufficio, situato nell’area commerciale della città e che ospiterà, a regime, circa 65 dipendenti.

    «Abbiamo aperto la prima sede nell’Isola nel 2019 e in un solo anno abbiamo superato le cento assunzioni, pertanto, a giugno 2020, abbiamo spostato gli uffici nel building di Sestu, più adatto in termini di dimensioni ai piani di crescita della società», spiega Valentina De Luca, HR Director di Facile.it. «Qui abbiamo continuato ad espanderci velocemente, assumendo in dodici mesi una persona ogni quattro giorni e arrivando a superare i 210 dipendenti».

    «In Sardegna – le fa eco Tobias Stuber, Amministratore Delegato di Facile.it – abbiamo trovato una qualità del lavoro eccellente che, unita agli straordinari risultati raggiunti, ci ha consentito di crescere oltre le aspettative e ci permette oggi di continuare a investire sul territorio creando nuove opportunità di lavoro. Puntare su questa terra e sulle professionalità sarde si è rivelata una scelta davvero vincente».

    Ma i progetti di Facile.it sull’Isola sono tutt’altro che conclusi; attualmente la web company ha aperto 25 ricerche per le due sedi in Sardegna, rivolte a consulenti (nei settori utilities, mutui, prestiti, assicurazioni ed automotive), account manager e addetti alle attività di back office.

    Ai nuovi dipendenti assunti su Cagliari verrà offerto un percorso formativo dedicato.

    Per candidarsi: https://jobs.facile.it/

     

     

  • Energia: oggi il mercato libero potrebbe far risparmiare il 16% sull’elettricità e il 13% sul gas

    Le bollette luce e gas sono tra le spese che più pesano sui budget delle famiglie italiane; lo scorso anno, complice la riduzione del costo delle materie prime, le tariffe sono diminuite ma, di contro, le tante ore trascorse in casa hanno fatto salire i consumi, soprattutto per l’elettricità. Il bilancio, secondo l’analisi* di Facile.it, è in chiaroscuro; la bolletta elettrica, lo scorso anno, ha raggiunto i 505,40 euro, vale a dire il 7,5% in più rispetto al 2019. È andata meglio, invece, sul fronte del gas; i consumi, nonostante i lockdown, sono rimasti sostanzialmente stabili e gli italiani hanno così potuto beneficiare in pieno del calo delle tariffe spendendo, in media, 734,30 euro.

    Complessivamente, quindi, tra luce e gas, nel 2020 gli italiani hanno messo a budget 1.239,71 euro a famiglia (rispetto ai 1.378,38 euro del 2019), ma il timore è che per il 2021 la cifra sia ben più salata: le tariffe sono aumentate considerevolmente nella prima parte dell’anno, i consumi, se si pensa ad esempio allo smart working, per molte famiglie sono rimasti comunque elevati e i prezzi potrebbero lievitare ulteriormente nei prossimi mesi.

    «Il primo ottobre le tariffe energetiche verranno aggiornate e il rischio di un maxi aumento è concreto se si considera che ormai da mesi stiamo assistendo ad una crescita importante del costo delle principali materie prime energetiche», spiega Mario Rasimelli, Managing Director Utilities di Facile.it. «Per mettersi al riparo dalle variazioni, che scatteranno in automatico per chi è tuttora nel mercato tutelato, il consiglio è di valutare il passaggio al mercato libero approfittando delle offerte a prezzo fisso proposte dagli operatori.».

    Con le tariffe attualmente in vigore, secondo le simulazioni* di Facile.it, a parità di consumi, guardando alla miglior tariffa del mercato libero, una famiglia potrebbe risparmiare fino al 16% per la bolletta elettrica e fino al 13% per quella del gas.

    L’andamento regionale della bolletta elettrica

    Se si guarda ai dati su base regionale emergono significative differenze territoriali. Considerato che il prezzo dell’energia sotto regime di tutela è uguale in tutte le aree del Paese, la differenza del peso della bolletta è legata unicamente ai consumi; più energia si usa, maggiore sarà il conto finale.

    Guardando alla graduatoria nazionale, al primo posto si posiziona la Sardegna; nell’Isola il consumo medio a famiglia rilevato nel 2020 è stato pari a 3.266 kWh che, sotto regime di tutela, corrisponde ad un costo totale di 584 euro, vale a dire il 15,6% in più rispetto alla media nazionale. Consumi così alti si spiegano con l’assenza di una fornitura gas nell’Isola, situazione che spesso viene sopperita con l’uso di dispositivi elettrici, come stufette e scaldabagni, che hanno un grosso impatto sulla bolletta.

    Al secondo posto si posiziona il Veneto, dove il consumo medio rilevato è pari a 3.027 kWh e la bolletta a 542 euro.

    Le regioni dove invece i consumi di elettricità sono più contenuti, e quindi le bollette più leggere, sono la Valle d’Aosta, dove nel 2020 le famiglie hanno speso, in media, 399 euro a fronte di un consumo di 2.231 kWh e la Liguria (2.404 kWh e un costo annuo di 430 €).

    L’andamento regionale della bolletta gas

    Il prezzo del gas sotto regime tutelato, a differenza di quello dell’energia, varia a seconda delle aree del Paese; il peso della bolletta, quindi, è frutto sia dei consumi di ciascuna famiglia, sia delle tariffe previste dall’area di residenza.

    Dall’analisi dei contratti emerge che i cittadini che nel 2020 hanno pagato il conto più alto sono quelli del Trentino-Alto Adige; qui una famiglia media ha speso 935 euro l’anno. Seguono, parimerito, i residenti in Emilia-Romagna e Piemonte (931 euro).

    Guardando la graduatoria nel senso opposto, invece, si trovano la Campania, regione dove una famiglia media ha speso, nel 2020, “solo” 631 euro, la Puglia, dove il costo della bolletta è stato pari a 641 euro e il Lazio (678 euro).

     

     

    *L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 150.000 contratti di fornitura raccolti nel 2020 e su un consumo medio pari a 2.825 kWh per l’energia elettrica e 1.103 smc per la fornitura di gas, prendendo in considerazione i prezzi offerti nel mercato tutelato.

    *La simulazione è stata realizzata da Facile.it in data 14 settembre 2021 considerando la miglior tariffa disponibile sul comparatore per i seguenti consumi: 2.700 kWh potenza  3 kW per l’energia elettrica, 1.400 smc per il gas fascia Nord-Orientale.

  • Rc Auto: in Trentino-Alto Adige premi in ribasso dell’11,9%

    È un’immagine in chiaro scuro quella emersa, per il Trentino-Alto Adige, dall’Osservatorio Rc Auto di Facile.it: dopo che ad aprile i premi medi Rc Auto hanno raggiunto il loro record minimo, a luglio hanno cominciato a registrare una lieve risalita; per assicurare un veicolo a quattro ruote in regione occorrevano, in media, 350,39 euro, l’1,6% in più rispetto a giugno 2021. La buona notizia, però, è che nonostante il lievissimo aumento, i premi risultano ancora nettamente inferiori (-11,9%) rispetto allo scorso anno (luglio 2020).

    L’ulteriore aspetto positivo è che, a luglio 2021, il Trentino-Alto Adige è risultata essere la terza regione italiana dove sottoscrivere la polizza Rc Auto costava di meno.

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 62.000 preventivi e relative quotazioni effettuati in Trentino-Alto Adige e raccolti da Facile.it nel corso dell’ultimo anno.

    «L’aumento graduale, seppur lieve, degli ultimi due mesi è l’inizio di un trend che nel lungo periodo non potrà che proseguire», spiega Diego Palano, General Manager di Facile.it «Con il ritorno alla normalità in termini di mobilità e l’incremento del numero di veicoli in circolazione – e con esso quello dei sinistri – era prevedibile un aggiustamento al rialzo; resta solo da capire quanto sarà veloce l’adeguamento.».

    L’andamento provinciale

    Confrontando il costo medio Rc Auto di luglio 2021 con quello di luglio 2020 emerge un dato interessante: il calo dei prezzi è stato registrato, seppur in misura differente, in tutto il Trentino-Alto Adige.

    La provincia che ha visto scendere in misura maggiore il prezzo dell’RC auto è stata quella di Trento dove, a luglio 2021, il calo è stato del 12,52% rispetto allo stesso mese del 2020, con un premio medio sceso a 335,73 euro; oltre all’elevata diminuzione, gli automobilisti trentini possono anche godere delle tariffe Rc Auto più basse della regione.

    Diminuzioni inferiori alla media regionale, invece, per la provincia di Bolzano, area dove il premio medio è diminuito dell’11,63%, stabilizzandosi a 371,58 euro.

     

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su oltre 60.000 preventivi effettuati in Trentino-Alto Adige su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 luglio 2020 e il 31 luglio 2021 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

     

  • Rc Auto: in Sardegna premi in ribasso del 13,5%

    È un’immagine positiva quella emersa, per la Sardegna, dall’Osservatorio Rc Auto di Facile.it* che a luglio non ha registrato un aumento dei premi medi Rc Auto come invece è successo in molte aree di Italia; oggi per assicurare un veicolo a quattro ruote in regione occorrono, in media, 373,88 euro, vale a dire il 13,5% in meno rispetto ad un anno fa e, addirittura leggermente inferiore rispetto a quanto rilevato a giugno (-2,8%).

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 230.000 preventivi e relative quotazioni effettuati in Sardegna e raccolti da Facile.it nel corso dell’ultimo anno.

    «Con il ritorno alla normalità in termini di mobilità e l’incremento del numero di veicoli in circolazione, e con esso quello dei sinistri», spiega Diego Palano, General Manager di Facile.it «è prevedibile un aggiustamento al rialzo anche per quelle regioni che negli ultimi due mesi non hanno registrato un aumento; resta solo da capire quando si adegueranno al trend di risalita rilevato a livello nazionale. Il consiglio, quindi, è di approfittare ora dei prezzi ancora bassi per rinnovare l’assicurazione».

    L’andamento provinciale

    Confrontando il costo medio Rc Auto di luglio 2021 con quello di luglio 2020 emerge un dato interessante: il calo dei prezzi è stato registrato, seppur in misura differente, in tutta la Sardegna, con una diminuzione a doppia cifra in ogni area.

    La provincia sarda che ha visto scendere in misura maggiore il prezzo dell’Rc Auto è stata quella di Oristano dove, lo scorso mese, il premio medio era pari a 307,31 euro, in calo del 16,33% negli ultimi dodici mesi; oltre all’elevata diminuzione annuale, gli automobilisti oristanesi possono godere anche delle tariffe Rc Auto più basse della regione.

    Segue nella classifica Nuoro, area dove il premio medio è calato del 14,07%, stabilizzandosi a 377,28 euro.

    Chiudono la graduatoria sarda la provincia di Cagliari, dove a luglio 2021 la diminuzione è stata del 13,40% su base annua, con un premio medio pari a 394,70 euro, il più alto registrato nella regione, e quella di Sassari, area che ha registrato un calo annuale del 13,12%, con un premio medio fermo a 354,29 euro.

     

     

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su oltre 230.000 preventivi effettuati in Sardegna su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 luglio 2020 e il 31 luglio 2021 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Rc Auto: in FVG premi in ribasso del 14,2%

    È un’immagine positiva quella emersa, per il Friuli-Venezia Giulia, dall’Osservatorio Rc Auto di Facile.it* che a luglio non ha registrato un aumento dei premi medi Rc Auto come invece è successo in molte aree di Italia; oggi per assicurare un veicolo a quattro ruote in regione occorrono, in media, 315,06 euro, vale a dire il 14,24% in meno rispetto ad un anno fa e addirittura leggermente inferiore rispetto a quanto rilevato a giugno (-1,5%). L’ulteriore buona notizia è che, lo scorso mese, il Friuli-Venezia Giulia è risultata essere la regione italiana dove sottoscrivere la polizza Rc Auto costava di meno.

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 130.000 preventivi e relative quotazioni effettuati in Friuli-Venezia Giulia e raccolti da Facile.it nel corso dell’ultimo anno.

    «Con il ritorno alla normalità in termini di mobilità e l’incremento del numero di veicoli in circolazione, e con esso quello dei sinistri», spiega Diego Palano, General Manager di Facile.it «è prevedibile un aggiustamento al rialzo anche per quelle regioni che negli ultimi due mesi non hanno registrato un aumento; resta solo da capire quando si adegueranno al trend di risalita rilevato a livello nazionale. Il consiglio, quindi, è di approfittare ora dei prezzi ancora bassi per rinnovare l’assicurazione».

    L’andamento provinciale

    Confrontando il costo medio Rc Auto di luglio 2021 con quello di luglio 2020 emerge un dato interessante: il calo dei prezzi è stato registrato, seppur in misura differente, in tutto il Friuli-Venezia Giulia, con una diminuzione a doppia cifra in ogni area.

    La provincia della regione che ha visto scendere in misura maggiore il prezzo dell’Rc Auto è stata quella di Pordenone dove, lo scorso mese, il premio medio era pari a 294,62 euro, in calo del 17,77% negli ultimi dodici mesi; oltre alla diminuzione annuale maggiore, gli automobilisti pordenonesi possono anche godere del premio medio più basso del Friuli-Venezia Giulia.

    Seguono nella graduatoria regionale la provincia di Gorizia, dove a luglio 2021 la diminuzione è stata del 14,99% su base annua, con un premio medio stabilizzatosi a 315,74 euro, e quella di Udine, dove il calo annuale è stato del 12,98%, con un premio medio fermo a 318,88 euro.

    Chiude la classifica regionale Trieste, dove il premio medio è diminuito dell’11,32%; la provincia risulta anche essere l’area del Friuli-Venezia Giulia dove, a luglio 2021, assicurare un veicolo a quattro ruote costava di più (336,35 euro).

     

     

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su oltre 130.000 preventivi effettuati in Friuli-Venezia Giulia su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 luglio 2020 e il 31 luglio 2021 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Rc Auto: in Umbria premi in ribasso del 12,1%

    È un’immagine positiva quella emersa, per l’Umbria, dall’Osservatorio Rc Auto di Facile.it* che a luglio 2021 non ha registrato un aumento dei premi medi Rc Auto come invece è successo in molte aree di Italia; per assicurare un veicolo a quattro ruote in regione occorrevano, in media, 426,90 euro, vale a dire il 12,1% in meno rispetto allo stesso mese del 2020 e, addirittura leggermente inferiore rispetto a quanto rilevato a giugno 2021.

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 83.000 preventivi e relative quotazioni effettuati in Umbria e raccolti da Facile.it nel corso dell’ultimo anno.

    «Con il ritorno alla normalità in termini di mobilità e l’incremento del numero di veicoli in circolazione, e con esso quello dei sinistri», spiega Diego Palano, General Manager di Facile.it «è prevedibile un aggiustamento al rialzo anche per quelle regioni che negli ultimi due mesi non hanno registrato un aumento; resta solo da capire quando si adegueranno al trend di risalita rilevato a livello nazionale. Il consiglio, quindi, è di approfittare ora dei prezzi ancora bassi per rinnovare l’assicurazione».

    L’andamento provinciale

    Confrontando il costo medio Rc Auto di luglio 2021 con quello di luglio 2020 emerge un dato interessante: il calo dei prezzi è stato registrato, seppur in misura differente, in tutta l’Umbria.

    La provincia umbra che ha visto scendere in misura maggiore il prezzo dell’RC auto è stata quella di Perugia dove, a luglio 2021, il calo è stato del 14,87% rispetto allo stesso mese del 2020, con un premio medio sceso a 419,82 euro; oltre all’elevata diminuzione, gli automobilisti perugini possono anche godere delle tariffe Rc Auto più basse della regione.

    Diminuzioni inferiori alla media regionale, invece, per la provincia di Terni, area dove il premio medio è diminuito “solo” del 6,19%, stabilizzandosi a 441,40 euro.

     

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su oltre 83.000 preventivi effettuati in Umbria su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 luglio 2020 e il 31 luglio 2021 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate