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  • Bollette: nel 2022 potrebbero costare l’80% in più

    Secondo le stime di Facile.it, se il prezzo dell’energia rimarrà sui livelli attuali, a parità di consumi e in assenza di ulteriori interventi governativi, a fine anno gli italiani si troveranno a pagare una bolletta complessiva che potrebbe sfiorare i 3.000 euro, l’80% in più rispetto al 2021, con un aggravio di oltre 1.300 euro a famiglia.

    Una stangata che arriverebbe dopo il salasso che già ha colpito gli italiani nel 2021 visto che, secondo l’osservatorio di Facile.it*, lo scorso anno le famiglie hanno dovuto fare i conti con una bolletta complessiva di oltre 1.630 euro, ovvero circa 400 euro in più rispetto al 2020 (+32% su base annua).

    A pesare maggiormente sui bilanci delle famiglie è stata la bolletta del gas, che lo scorso anno ha superato i 960 euro, in aumento del 31% rispetto al 2020. La spesa per la luce, invece, è stata di circa 670 euro (+33% su base annua).

    «Guardando al prezzo delle bollette in Italia negli ultimi 15 anni, mai le tariffe sono state così alte e alcuni segnali ci inducono a pensare che la situazione potrebbe restare critica almeno fino a metà anno, se non di più», spiega Silvia Rossi, BU Director Gas & Power di Facile.it. «In questo senso, quindi, l’intervento del Governo rappresenterebbe una vera boccata d’ossigeno per le famiglie. Una strategia per risparmiare rimane quella di valutare il passaggio al mercato libero; guardando alle migliori tariffe disponibili online, il passaggio potrebbe far risparmiare fino al 22% per il gas e addirittura il 38% per l’energia elettrica.».

     

    *L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 75.000 contratti di fornitura raccolti nel 2021 considerando un consumo medio pari a 2.879 kWh per l’energia elettrica e 1.185 smc per la fornitura di gas, prendendo in considerazione i prezzi offerti nel mercato tutelato.

  • Rc auto: in Lombardia aumenti in arrivo per 141.000 automobilisti

    Brutte notizie circa 141.000 automobilisti lombardi; tanti sono gli assicurati che, secondo l’osservatorio di Facile.it, a causa di un sinistro con colpa dichiarato nel 2021, vedranno peggiorare quest’anno la propria classe di merito e, di conseguenza, aumentare il costo dell’RC auto.

    Se in base all’analisi del comparatore – realizzata su un campione di oltre 114mila preventivi raccolti in Lombardia a dicembre 2021 – il numero di automobilisti che hanno denunciato un sinistro con colpa è cresciuto del 16% rispetto allo scorso anno, le tariffe riservate a quelli virtuosi per il momento restano ancora su livelli minimi.

    Secondo i dati dell’osservatorio di Facile.it, a dicembre 2021 per assicurare un veicolo a quattro ruote in Lombardia occorrevano, in media, 334,86 euro, vale a dire l’8,18% in meno rispetto a dicembre 2020.

    «Le tariffe», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «godono ancora oggi del calo dei sinistri rilevato per tutto il 2020, ma con il 2021 questi hanno ricominciato a salire e, in virtù di ciò, ci aspettiamo che i premi assicurativi tornino a crescere, con rincari che secondo le nostre stime potranno arrivare anche a 35-40 euro per ciascun automobilista.».

    L’andamento provinciale

    A livello regionale il 2,71% degli automobilisti ha dichiarato un incidente con colpa, percentuale che risulta essere più alta rispetto a quella nazionale (2,47%).

    Analizzando il campione su base provinciale emerge che Sondrio è la provincia lombarda che ha registrato la percentuale più alta di automobilisti che hanno denunciato all’assicurazione un sinistro con colpa (3,71%) e che, quindi, vedranno peggiorare la propria classe di merito e, con essa, salire il costo dell’RC auto. Seguono nella graduatoria le province di Como (3,29%), Brescia (2,89%), Bergamo (2,79%), Monza e Brianza (2,78%) e Milano (2,74%).

    Valori inferiori alla media regionale, invece, per Varese (2,53%), Lecco (2,46%) e, a pari merito, Lodi e Pavia (2,36%).

    Chiudono la classifica Mantova (2,01%) e, staccata di un soffio, Cremona, area lombarda dove in percentuale sono stati denunciati alle assicurazioni meno sinistri con colpa (2,00%).

    Identikit dell’automobilista colpito dai rincari

    Ma qual è l’identikit degli automobilisti lombardi che vedranno aumentare l’RC auto a causa di un sinistro con colpa? A peggiorare la propria classe di merito sarà il 2,98% del campione femminile ed il 2,55% di quello maschile.

    L’analisi del campione in base all’occupazione professionale dell’assicurato, invece, evidenzia come i disoccupati siano risultati essere la categoria che, in percentuale, ha dichiarato con più frequenza un sinistro con colpa (3,97%) che farà scattare un aumento dell’RC auto; a seguire gli insegnanti (3,72%) e gli impiegati pubblici (3,18%).

    Di contro, sono i commercianti colore che, sempre percentualmente, hanno dichiarato nel corso del 2021 meno sinistri con colpa (1,98%), seguiti dai dirigenti-funzionari (2,04%).

     

    *L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 1.557.489 preventivi effettuati in Lombardia dai suoi utenti tra il 1 dicembre 2020 e il 31 dicembre 2021 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

    Immagine © Paolese

  • Rc auto: in Calabria aumenti in arrivo per 14.000 automobilisti

    Brutte notizie per più di 14.000 automobilisti calabresi; tanti sono gli assicurati che, secondo l’osservatorio di Facile.it, a causa di un sinistro con colpa dichiarato nel 2021, vedranno peggiorare quest’anno la propria classe di merito e, di conseguenza, aumentare il costo dell’RC auto.

    Se in base all’analisi del comparatore – realizzata su un campione di oltre 13mila preventivi raccolti in Calabria a dicembre 2021 – il numero di automobilisti che hanno denunciato un sinistro con colpa è cresciuto del 13% rispetto allo scorso anno, le tariffe riservate a quelli virtuosi per il momento restano ancora su livelli minimi.

    Secondo i dati dell’osservatorio di Facile.it, a dicembre 2021 per assicurare un veicolo a quattro ruote in Calabria occorrevano, in media, 494,23 euro, vale a dire il 18,84% in meno rispetto a dicembre 2020.

    «Le tariffe», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «godono ancora oggi del calo dei sinistri rilevato per tutto il 2020, ma con il 2021 questi hanno ricominciato a salire e, in virtù di ciò, ci aspettiamo che i premi assicurativi tornino a crescere, con rincari che secondo le nostre stime potranno arrivare anche a 35-40 euro per ciascun automobilista.».

    L’andamento provinciale

    A livello regionale l’1,56% degli automobilisti ha dichiarato un incidente con colpa, percentuale che non risulta essere più bassa rispetto a quella nazionale (2,47%), ma fa anche guadagnare alla regione l’ultimo posto nella classifica italiana.

    Analizzando il campione su base provinciale emerge che Catanzaro è la provincia calabrese che ha registrato la percentuale più alta di automobilisti che hanno denunciato all’assicurazione un sinistro con colpa (2,16%) e che, quindi, vedranno peggiorare la propria classe di merito e, con essa, salire il costo dell’RC auto. Segue Vibo Valentia (1,91%).

    Valori inferiori alla media regionale, invece, per Cosenza (1,51%) e, staccata di un soffio, Crotone (1,49%). Chiude la classifica Reggio Calabria, area calabrese dove in percentuale sono stati denunciati alle assicurazioni meno sinistri con colpa (1,28%).

    Identikit dell’automobilista colpito dai rincari

    Ma qual è l’identikit degli automobilisti calabresi che vedranno aumentare l’RC auto a causa di un sinistro con colpa? A peggiorare la propria classe di merito sarà il 2,12% del campione femminile e l’1,31% di quello maschile.

    L’analisi del campione in base all’occupazione professionale dell’assicurato, invece, evidenzia come le casalinghe siano risultate essere la categoria che, in percentuale, ha dichiarato con più frequenza un sinistro con colpa (2,97%) che farà scattare un aumento dell’RC auto; a seguire i pensionati (2,03%).

    Di contro, sono gli operai coloro che, sempre percentualmente, hanno dichiarato nel corso del 2021 meno sinistri con colpa (1,34%).

     

    *L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 177.100 preventivi effettuati in Calabria dai suoi utenti tra il 1 dicembre 2020 e il 31 dicembre 2021 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Covid: la paura fa aumentare le polizze vita e salute

    I timori per la pandemia che non si ferma hanno spinto gli italiani a stipulare sempre più polizze assicurative legate alla vita o allo stato di salute. A novembre 2021, secondo un’indagine di Facile.it, erano 3,6 milioni (pari al 6% della popolazione) gli italiani che ne avevano sottoscritto una per la prima volta, portando a ben 16 milioni il numero dei nostri connazionali che avevano una polizza di questo tipo.

    Per loro esplicita dichiarazione, si legge nell’indagine* effettuata per conto del comparatore dall’istituto mUp Researchil 34% dei 3,6 milioni di nuovi assicurati, ha sottoscritto la polizza per timore della pandemia.

    A dimostrazione del crescente interesse degli italiani per un prodotto prima poco diffuso in Italia è anche il notevole incremento (27% anno su anno) delle ricerche online legate a queste polizze; interesse che non si è affatto spento e, affermano da Facile.it, nel secondo semestre del 2021 ha fatto registrare rispetto ai primi sei mesi dell’anno un +9% per le ricerche online di polizze vita.

    *Indagine mUp Research realizzata attraverso n.1.072 interviste CAWI ad un campione di individui in età 18-74 anni rappresentativo della popolazione italiana adulta. 

     

    Immagine © Kasar

  • Rc auto: in Sicilia aumenti in arrivo per 53.000 automobilisti

    Brutte notizie per più di 53.000 automobilisti siciliani; tanti sono gli assicurati che, secondo l’osservatorio di Facile.it, a causa di un sinistro con colpa dichiarato nel 2021, vedranno peggiorare quest’anno la propria classe di merito e, di conseguenza, aumentare il costo dell’RC auto.

    Se in base all’analisi del comparatore – realizzata su un campione di oltre 62mila preventivi raccolti in Sicilia a dicembre 2021 – il numero di automobilisti che hanno denunciato un sinistro con colpa è cresciuto del 18% rispetto allo scorso anno, le tariffe riservate a quelli virtuosi per il momento restano ancora su livelli minimi.

    Secondo i dati dell’osservatorio di Facile.it, a dicembre 2021 per assicurare un veicolo a quattro ruote in Sicilia occorrevano, in media, 429,30 euro, vale a dire il 13,59% in meno rispetto a dicembre 2020.

    «Le tariffe», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «godono ancora oggi del calo dei sinistri rilevato per tutto il 2020, ma con il 2021 questi hanno ricominciato a salire e, in virtù di ciò, ci aspettiamo che i premi assicurativi tornino a crescere, con rincari che secondo le nostre stime potranno arrivare anche a 35-40 euro per ciascun automobilista.».

    L’andamento provinciale

    A livello regionale il 2,24% degli automobilisti ha dichiarato un incidente con colpa, percentuale che risulta essere più bassa rispetto a quella nazionale (2,47%).

    Analizzando il campione su base provinciale emerge che Agrigento è la provincia siciliana che ha registrato la percentuale più alta di automobilisti che hanno denunciato all’assicurazione un sinistro con colpa (2,57%) e che, quindi, vedranno peggiorare la propria classe di merito e, con essa, salire il costo dell’RC auto. Seguono le province di Caltanissetta (2,46%), Catania (2,39%), Trapani (2,34%), Messina (2,31%) e Palermo (2,27%).

    Valori inferiori alla media regionale, invece, per Siracusa (1,92%) e Ragusa (1,83%). Chiude la classifica Enna, area siciliana dove in percentuale sono stati denunciati alle assicurazioni meno sinistri con colpa (1,30%).

    Identikit dell’automobilista colpito dai rincari

    Ma qual è l’identikit degli automobilisti siciliani che vedranno aumentare l’RC auto a causa di un sinistro con colpa? A peggiorare la propria classe di merito sarà il 2,34% del campione femminile ed il 2,19% di quello maschile.

    L’analisi del campione in base all’occupazione professionale dell’assicurato, invece, evidenzia come il personale medico sia risultata essere la categoria che, in percentuale, ha dichiarato con più frequenza un sinistro con colpa (4,65%) che farà scattare un aumento dell’RC auto; a seguire i pensionati (3,07%).

    Di contro, sono gli imprenditori coloro che, sempre percentualmente, hanno dichiarato nel corso del 2021 meno sinistri con colpa (1,00%), seguiti dai commercianti (1,48%).

     

    *L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 850.964 preventivi effettuati in Sicilia dai suoi utenti tra il 1 dicembre 2020 e il 31 dicembre 2021 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Rc auto: in Veneto aumenti in arrivo per 66.000 automobilisti

    Brutte notizie per più di 66.000 automobilisti veneti; tanti sono gli assicurati che, secondo l’osservatorio di Facile.it, a causa di un sinistro con colpa dichiarato nel 2021, vedranno peggiorare quest’anno la propria classe di merito e, di conseguenza, aumentare il costo dell’RC auto.

    Se in base all’analisi del comparatore – realizzata su un campione di oltre 53mila preventivi raccolti in Veneto a dicembre 2021 – il numero di automobilisti che hanno denunciato un sinistro con colpa è cresciuto del 16% rispetto allo scorso anno, le tariffe riservate a quelli virtuosi per il momento restano ancora su livelli minimi.

    Secondo i dati dell’osservatorio di Facile.it, a dicembre 2021 per assicurare un veicolo a quattro ruote in Veneto occorrevano, in media, 346,45 euro, vale a dire il 10,88% in meno rispetto a dicembre 2020.

    «Le tariffe», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «godono ancora oggi del calo dei sinistri rilevato per tutto il 2020, ma con il 2021 questi hanno ricominciato a salire e, in virtù di ciò, ci aspettiamo che i premi assicurativi tornino a crescere, con rincari che secondo le nostre stime potranno arrivare anche a 35-40 euro per ciascun automobilista.».

    L’andamento provinciale

    A livello regionale il 2,35% degli automobilisti ha dichiarato un incidente con colpa, percentuale che risulta essere più bassa rispetto a quella nazionale (2,47%).

    Analizzando il campione su base provinciale emerge che Belluno è la provincia veneta che ha registrato la percentuale più alta di automobilisti che hanno denunciato all’assicurazione un sinistro con colpa (2,71%) e che, quindi, vedranno peggiorare la propria classe di merito e, con essa, salire il costo dell’RC auto. Seguono le province di Treviso (2,52%) e, staccata di un soffio, Rovigo (2,51%).

    Continuando a scorrere la graduatoria si posizionano Venezia (2,46%), Padova (2,39%) e Vicenza (2,37%). Chiude la classifica Verona, area veneta dove in percentuale sono stati denunciati alle assicurazioni meno sinistri con colpa (1,93%).

    Identikit dell’automobilista colpito dai rincari

    Ma qual è l’identikit degli automobilisti veneti che vedranno aumentare l’RC auto a causa di un sinistro con colpa? A peggiorare la propria classe di merito sarà il 2,72% del campione femminile ed il 2,13% di quello maschile.

    L’analisi del campione in base all’occupazione professionale dell’assicurato, invece, evidenzia come i pensionati siano risultati essere la categoria che, in percentuale, ha dichiarato con più frequenza un sinistro con colpa (3,86%) che farà scattare un aumento dell’RC auto; a seguire i liberi professionisti (3,74%).

    Di contro, sono gli impiegati pubblici coloro che, sempre percentualmente, hanno dichiarato nel corso del 2021 meno sinistri con colpa (1,17%), seguiti dagli imprenditori (1,18%).

    *L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 714.210 preventivi effettuati in Veneto dai suoi utenti tra il 1 dicembre 2020 e il 31 dicembre 2021 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Rc auto: nel Lazio aumenti in arrivo per 80.000 automobilisti

    Brutte notizie per circa 80.000 automobilisti laziali; tanti sono gli assicurati che, secondo l’osservatorio di Facile.it, a causa di un sinistro con colpa dichiarato nel 2021, vedranno peggiorare quest’anno la propria classe di merito e, di conseguenza, aumentare il costo dell’RC auto.

    Se in base all’analisi del comparatore – realizzata su un campione di oltre 125mila preventivi raccolti nel Lazio a dicembre 2021 – il numero di automobilisti che hanno denunciato un sinistro con colpa è cresciuto del 13% rispetto allo scorso anno, le tariffe riservate a quelli virtuosi per il momento restano ancora su livelli minimi.

    Secondo i dati dell’osservatorio di Facile.it, a dicembre 2021 per assicurare un veicolo a quattro ruote nel Lazio occorrevano, in media, 422,88 euro, vale a dire il 9,40% in meno rispetto a dicembre 2020.

    «Le tariffe», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «godono ancora oggi del calo dei sinistri rilevato per tutto il 2020, ma con il 2021 questi hanno ricominciato a salire e, in virtù di ciò, ci aspettiamo che i premi assicurativi tornino a crescere, con rincari che secondo le nostre stime potranno arrivare anche a 35-40 euro per ciascun automobilista.».

    L’andamento provinciale

    A livello regionale il 2,84% degli automobilisti ha dichiarato un incidente con colpa, percentuale che risulta essere più alta rispetto a quella nazionale (2,47%).

    Analizzando il campione su base provinciale emerge che Rieti è la provincia laziale che ha registrato la percentuale più alta di automobilisti che hanno denunciato all’assicurazione un sinistro con colpa (3,09%) e che, quindi, vedranno peggiorare la propria classe di merito e, con essa, salire il costo dell’RC auto. Segue nella graduatoria la provincia di Roma (2,91%).

    Valori inferiori alla media regionale, invece, per Latina (2,64%) e Viterbo (2,13%). Chiude la classifica Frosinone, area laziale dove in percentuale sono stati denunciati alle assicurazioni meno sinistri con colpa (1,97%).

    Identikit dell’automobilista colpito dai rincari

    Ma qual è l’identikit degli automobilisti laziali che vedranno aumentare l’RC auto a causa di un sinistro con colpa? A peggiorare la propria classe di merito sarà il 3,02% del campione femminile ed il 2,71% di quello maschile.

    L’analisi del campione in base all’occupazione professionale dell’assicurato, invece, evidenzia come i pensionati siano risultati essere la categoria che, in percentuale, ha dichiarato con più frequenza un sinistro con colpa (3,57%) che farà scattare un aumento dell’RC auto; a seguire gli operai (3,22%) e le casalinghe (3,09%).

    Di contro, sono gli studenti coloro che, sempre percentualmente, hanno dichiarato nel corso del 2021 meno sinistri con colpa (1,72%), seguiti dagli appartenenti alle forze armate (1,94%).

    *L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 1.731.353 preventivi effettuati nel Lazio dai suoi utenti tra il 1 dicembre 2020 e il 31 dicembre 2021 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Rc auto: in Toscana aumenti in arrivo per 64.000 automobilisti

    Brutte notizie per più di 64.000 automobilisti toscani; tanti sono gli assicurati che, secondo l’osservatorio di Facile.it, a causa di un sinistro con colpa dichiarato nel 2021, vedranno peggiorare quest’anno la propria classe di merito e, di conseguenza, aumentare il costo dell’RC auto.

    Se in base all’analisi del comparatore – realizzata su un campione di oltre 42mila preventivi raccolti in Toscana a dicembre 2021 – il numero di automobilisti che hanno denunciato un sinistro con colpa è cresciuto del 10% rispetto allo scorso anno, le tariffe riservate a quelli virtuosi per il momento restano ancora su livelli minimi.

    Secondo i dati dell’osservatorio di Facile.it, a dicembre 2021 per assicurare un veicolo a quattro ruote in Toscana occorrevano, in media, 441,36 euro, vale a dire il 14,07% in meno rispetto a dicembre 2020.

    «Le tariffe», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «godono ancora oggi del calo dei sinistri rilevato per tutto il 2020, ma con il 2021 questi hanno ricominciato a salire e, in virtù di ciò, ci aspettiamo che i premi assicurativi tornino a crescere, con rincari che secondo le nostre stime potranno arrivare anche a 35-40 euro per ciascun automobilista.».

    L’andamento provinciale

    A livello regionale il 2,92% degli automobilisti ha dichiarato un incidente con colpa, percentuale che non solo risulta essere più alta rispetto a quella nazionale (2,47%), ma fa anche guadagnare alla regione il secondo posto nella classifica italiana.

    Analizzando il campione su base provinciale emerge che Prato è la provincia toscana che ha registrato la percentuale più alta di automobilisti che hanno denunciato all’assicurazione un sinistro con colpa (4,15%) e che, quindi, vedranno peggiorare la propria classe di merito e, con essa, salire il costo dell’RC auto. Seguono nella graduatoria le province di Massa-Carrara (3,30%), Firenze (3,11%) e Pistoia (2,92%).

    Valori inferiori alla media regionale, invece, per Grosseto (2,78%), Livorno (2,69%), Siena (2,67%) e, staccata di un soffio, Lucca (2,65%).

    Chiudono la classifica regionale Pisa (2,52%) e Arezzo, area toscana dove in percentuale sono stati denunciati alle assicurazioni meno sinistri con colpa (1,93%).

    Identikit dell’automobilista colpito dai rincari

    Ma qual è l’identikit degli automobilisti toscani che vedranno aumentare l’RC auto a causa di un sinistro con colpa? A peggiorare la propria classe di merito sarà il 3,18% del campione femminile ed il 2,75% di quello maschile.

    L’analisi del campione in base all’occupazione professionale dell’assicurato, invece, evidenzia come le casalinghe siano risultati essere la categoria che, in percentuale, ha dichiarato con più frequenza un sinistro con colpa (3,69%) che farà scattare un aumento dell’RC auto; a seguire il personale medico (3,58%) e i pensionati (3,49%).

    Di contro, sono gli appartenenti alle forze armate colore che, sempre percentualmente, hanno dichiarato nel corso del 2021 meno sinistri con colpa (1,58%), seguiti dai liberi professionisti (2,30%).

    *L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 622.181 preventivi effettuati in Toscana dai suoi utenti tra il 1 dicembre 2020 e il 31 dicembre 2021 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Rc auto: in Emilia-Romagna aumenti in arrivo per 63.000 automobilisti

    Brutte notizie per più di 63.000 automobilisti dell’Emilia-Romagna; tanti sono gli assicurati che, secondo l’osservatorio di Facile.it, a causa di un sinistro con colpa dichiarato nel 2021, vedranno peggiorare quest’anno la propria classe di merito e, di conseguenza, aumentare il costo dell’RC auto.

    Se in base all’analisi del comparatore – realizzata su un campione di oltre 51mila preventivi raccolti in Emilia-Romagna a dicembre 2021 – il numero di automobilisti che hanno denunciato un sinistro con colpa è cresciuto del 17% rispetto allo scorso anno, le tariffe riservate a quelli virtuosi per il momento restano ancora su livelli minimi.

    Secondo i dati dell’osservatorio di Facile.it, a dicembre 2021 per assicurare un veicolo a quattro ruote in Emilia-Romagna occorrevano, in media, 378,99 euro, vale a dire il 10,32% in meno rispetto a dicembre 2020.

    «Le tariffe», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «godono ancora oggi del calo dei sinistri rilevato per tutto il 2020, ma con il 2021 questi hanno ricominciato a salire e, in virtù di ciò, ci aspettiamo che i premi assicurativi tornino a crescere, con rincari che secondo le nostre stime potranno arrivare anche a 35-40 euro per ciascun automobilista.».

    L’andamento provinciale

    A livello regionale il 2,52% degli automobilisti ha dichiarato un incidente con colpa, percentuale che risulta essere più alta rispetto a quella nazionale (2,47%).

    Analizzando il campione su base provinciale emerge che Rimini è la provincia dell’Emilia-Romagna che ha registrato la percentuale più alta di automobilisti che hanno denunciato all’assicurazione un sinistro con colpa (2,94%) e che, quindi, vedranno peggiorare la propria classe di merito e, con essa, salire il costo dell’RC auto. Seguono nella graduatoria le province di Ferrara (2,85%), Modena (2,81%), Parma (2,71%), Piacenza (2,66%) e Bologna (2,57%).

    Valori inferiori alla media regionale, invece, per Ravenna (2,34%) e Forlì-Cesena (2,07%). Chiude la classifica Reggio Emilia, area dell’Emilia-Romagna dove in percentuale sono stati denunciati alle assicurazioni meno sinistri con colpa (1,80%).

    Identikit dell’automobilista colpito dai rincari

    Ma qual è l’identikit degli automobilisti dell’Emilia-Romagna che vedranno aumentare l’RC auto a causa di un sinistro con colpa? A peggiorare la propria classe di merito sarà il 2,72% del campione femminile ed il 2,40% di quello maschile.

    L’analisi del campione in base all’occupazione professionale dell’assicurato, invece, evidenzia come i pensionati siano risultati essere la categoria che, in percentuale, ha dichiarato con più frequenza un sinistro con colpa (3,95%) che farà scattare un aumento dell’RC auto; a seguire, a pari merito, gli insegnanti e i liberi professionisti (3,11%).

    Di contro, sono gli appartenenti alle forze armate coloro che, sempre percentualmente, hanno dichiarato nel corso del 2021 meno sinistri con colpa (1,35%), seguiti dalle casalinghe (1,97%).

     

    *L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 692.011 preventivi effettuati in Emilia-Romagna dai suoi utenti tra il 1 dicembre 2020 e il 31 dicembre 2021 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Rc auto: in Piemonte aumenti in arrivo per 63.000 automobilisti

    Brutte notizie per più di 63.000 automobilisti piemontesi; tanti sono gli assicurati che, secondo l’osservatorio di Facile.it, a causa di un sinistro con colpa dichiarato nel 2021, vedranno peggiorare quest’anno la propria classe di merito e, di conseguenza, aumentare il costo dell’RC auto.

    Se in base all’analisi del comparatore – realizzata su un campione di oltre 40mila preventivi raccolti in Piemonte a dicembre 2021 – il numero di automobilisti che hanno denunciato un sinistro con colpa è cresciuto dell’8% rispetto allo scorso anno, le tariffe riservate a quelli virtuosi per il momento restano ancora su livelli minimi.

    Secondo i dati dell’osservatorio di Facile.it, a dicembre 2021 per assicurare un veicolo a quattro ruote in Piemonte occorrevano, in media, 395,76 euro, vale a dire il 9,09% in meno rispetto a dicembre 2020.

    «Le tariffe», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «godono ancora oggi del calo dei sinistri rilevato per tutto il 2020, ma con il 2021 questi hanno ricominciato a salire e, in virtù di ciò, ci aspettiamo che i premi assicurativi tornino a crescere, con rincari che secondo le nostre stime potranno arrivare anche a 35-40 euro per ciascun automobilista.».

    L’andamento provinciale

    A livello regionale il 2,69% degli automobilisti ha dichiarato un incidente con colpa, percentuale che risulta essere più alta rispetto a quella nazionale (2,47%).

    Analizzando il campione su base provinciale emerge che Novara è la provincia piemontese che ha registrato la percentuale più alta di automobilisti che hanno denunciato all’assicurazione un sinistro con colpa (3,30%) e che, quindi, vedranno peggiorare la propria classe di merito e, con essa, salire il costo dell’RC auto. Seguono nella graduatoria le province di Torino (2,79%) e, staccata di un soffio, Biella (2,72%).

    Valori inferiori alla media regionale, invece, per Verbano-Cusio-Ossola (2,36%), Asti (2,24%) ed Alessandria (2,19%).

    Chiudono la classifica Cuneo (2,09%) e Vercelli, area piemontese dove in percentuale sono stati denunciati alle assicurazioni meno sinistri con colpa (1,88%).

    Identikit dell’automobilista colpito dai rincari

    Ma qual è l’identikit degli automobilisti piemontesi che vedranno aumentare l’RC auto a causa di un sinistro con colpa? A peggiorare la propria classe di merito sarà il 2,96% del campione femminile ed il 2,53% di quello maschile.

    L’analisi del campione in base all’occupazione professionale dell’assicurato, invece, evidenzia come i pensionati siano risultati essere la categoria che, in percentuale, ha dichiarato con più frequenza un sinistro con colpa (3,68%) che farà scattare un aumento dell’RC auto; a seguire gli operai (2,98%).

    Di contro, sono il personale medico coloro che, sempre percentualmente, hanno dichiarato nel corso del 2021 meno sinistri con colpa (1,54%), seguiti dagli artigiani (1,64%).

     


    *L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 551.376 preventivi effettuati in Piemonte dai suoi utenti tra il 1 dicembre 2020 e il 31 dicembre 2021 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Rc auto: nelle Marche aumenti in arrivo per 25.000 automobilisti

    Brutte notizie per più di 25.000 automobilisti marchigiani; tanti sono gli assicurati che, secondo l’osservatorio di Facile.it, a causa di un sinistro con colpa dichiarato nel 2021, vedranno peggiorare quest’anno la propria classe di merito e, di conseguenza, aumentare il costo dell’RC auto.

    Se in base all’analisi del comparatore – realizzata su un campione di oltre 16mila preventivi raccolti nelle Marche a dicembre 2021 – il numero di automobilisti che hanno denunciato un sinistro con colpa è cresciuto del 13% rispetto allo scorso anno, le tariffe riservate a quelli virtuosi per il momento restano ancora su livelli minimi.

    Secondo i dati dell’osservatorio di Facile.it, a dicembre 2021 per assicurare un veicolo a quattro ruote nelle Marche occorrevano, in media, 387,01 euro, vale a dire l’11,14% in meno rispetto a dicembre 2020.

    «Le tariffe», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «godono ancora oggi del calo dei sinistri rilevato per tutto il 2020, ma con il 2021 questi hanno ricominciato a salire e, in virtù di ciò, ci aspettiamo che i premi assicurativi tornino a crescere, con rincari che secondo le nostre stime potranno arrivare anche a 35-40 euro per ciascun automobilista.».

    L’andamento provinciale

    A livello regionale il 2,85% degli automobilisti ha dichiarato un incidente con colpa, percentuale che risulta essere più alta rispetto a quella nazionale (2,47%).

    Analizzando il campione su base provinciale emerge che Fermo è la provincia marchigiana che ha registrato la percentuale più alta di automobilisti che hanno denunciato all’assicurazione un sinistro con colpa (3,35%) e che, quindi, vedranno peggiorare la propria classe di merito e, con essa, salire il costo dell’RC auto. Seguono nella graduatoria la provincia di Ancona (3,00%) e quella di Ascoli Piceno (2,98%).

    Valori inferiori alla media regionale, invece, per Pesaro e Urbino (2,74%) e Macerata, area marchigiana dove in percentuale sono stati denunciati alle assicurazioni meno sinistri con colpa (2,33%).

    Identikit dell’automobilista colpito dai rincari

    Ma qual è l’identikit degli automobilisti marchigiani che vedranno aumentare l’RC auto a causa di un sinistro con colpa? A peggiorare la propria classe di merito sarà il 3,15% del campione femminile ed il 2,65% di quello maschile.

    L’analisi del campione in base all’occupazione professionale dell’assicurato, invece, evidenzia come le casalinghe siano risultate essere la categoria che, in percentuale, ha dichiarato con più frequenza un sinistro con colpa che farà scattare un aumento dell’RC auto (4,19%); a seguire i pensionati (3,12%).

    Di contro, sono gli impiegati coloro che, sempre percentualmente, hanno dichiarato nel corso del 2021 meno sinistri con colpa (2,40%).

     

    *L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 233.942 preventivi effettuati nelle Marche dai suoi utenti tra il 1 dicembre 2020 e il 31 dicembre 2021 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

     

  • Rc auto: in Liguria aumenti in arrivo per 23.000 automobilisti

    Brutte notizie per più di 23.000 automobilisti liguri; tanti sono gli assicurati che, secondo l’osservatorio di Facile.it, a causa di un sinistro con colpa dichiarato nel 2021, vedranno peggiorare quest’anno la propria classe di merito e, di conseguenza, aumentare il costo dell’RC auto.

    Se in base all’analisi del comparatore – realizzata su un campione di circa 14mila preventivi raccolti in Liguria a dicembre 2021 – il numero di automobilisti che hanno denunciato un sinistro con colpa è cresciuto del 3% rispetto allo scorso anno, le tariffe riservate a quelli virtuosi per il momento restano ancora su livelli minimi.

    Secondo i dati dell’osservatorio di Facile.it, a dicembre 2021 per assicurare un veicolo a quattro ruote in Liguria occorrevano, in media, 414,42 euro, vale a dire il 13,49% in meno rispetto a dicembre 2020.

    «Le tariffe», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «godono ancora oggi del calo dei sinistri rilevato per tutto il 2020, ma con il 2021 questi hanno ricominciato a salire e, in virtù di ciò, ci aspettiamo che i premi assicurativi tornino a crescere, con rincari che secondo le nostre stime potranno arrivare anche a 35-40 euro per ciascun automobilista.».

    L’andamento provinciale

    A livello regionale il 3,27% degli automobilisti ha dichiarato un incidente con colpa, percentuale che non solo risulta essere più alta rispetto a quella nazionale (2,47%), ma fa anche guadagnare alla regione il primo posto nella classifica italiana.

    Analizzando il campione su base provinciale emerge che Genova è la provincia ligure che ha registrato la percentuale più alta di automobilisti che hanno denunciato all’assicurazione un sinistro con colpa (3,63%) e che, quindi, vedranno peggiorare la propria classe di merito e, con essa, salire il costo dell’RC auto. Seguono nella graduatoria la provincia di Imperia (3,06%) e quella di Savona (2,67%).

    Chiude la classifica La Spezia, area ligure dove in percentuale sono stati denunciati alle assicurazioni meno sinistri con colpa (2,58%).

    Identikit dell’automobilista colpito dai rincari

    Ma qual è l’identikit degli automobilisti liguri che vedranno aumentare l’RC auto a causa di un sinistro con colpa? A peggiorare la propria classe di merito sarà il 3,51% del campione femminile ed il 3,15% di quello maschile.

    L’analisi del campione in base all’occupazione professionale dell’assicurato, invece, evidenzia come i pensionati siano risultati essere la categoria che, in percentuale, ha dichiarato con più frequenza un sinistro con colpa che farà scattare un aumento dell’RC auto (4,53%); a seguire gli operai (2,92%).

    Di contro, sono le casalinghe coloro che, sempre percentualmente, hanno dichiarato nel corso del 2021 meno sinistri con colpa (1,98%).

     

    *L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 193.361 preventivi effettuati in Liguria dai suoi utenti tra il 1 dicembre 2020 e il 31 dicembre 2021 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

     

  • Rc auto: aumenti in arrivo per 800.000 automobilisti

    Brutte notizie per circa 800.000 automobilisti; secondo l’osservatorio di Facile.it tanti sono gli assicurati che, a causa di un sinistro con colpa dichiarato nel 2021, vedranno quest’anno peggiorare la propria classe di merito, con relativo aumento del costo dell’RC auto.

    Secondo l’analisi del comparatore – realizzata su un campione di oltre 690mila preventivi raccolti a dicembre 2021 – il numero di automobilisti colpiti dai rincari è in crescita del 12% rispetto allo scorso anno, conseguenza diretta dell’aumento dei veicoli in circolazione e dei sinistri stradali.

    Per il momento, invece, restano ancora su livelli minimi le tariffe per gli automobilisti virtuosi; secondo i dati* dell’osservatorio di Facile.it, a dicembre 2021 per assicurare un veicolo a quattro ruote occorrevano, in media, 427,16 euro, vale a dire il 9,43% in meno rispetto a dicembre 2020 e addirittura il 20,3% in meno se paragonato con lo stesso mese del 2019.

    «Attenzione perché anche questo idillio potrebbe presto finire», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «Le tariffe godono ancora oggi del calo degli incidenti stradali rilevato per tutto il 2020, ma con il 2021 i sinistri hanno ricominciato a salire e, in virtù di ciò, ci aspettiamo che i premi assicurativi tornino a crescere, con rincari che secondo le nostre stime potranno arrivare anche a 35-40 euro per ciascun automobilista.».

    L’andamento regionale

    Se a livello nazionale la percentuale di automobilisti che hanno dichiarato un sinistro con colpa è pari al 2,47%, a livello regionale i valori cambiano sensibilmente.

    Guardando la graduatoria al primo posto c’è la Liguria; nella regione il 3,27% degli automobilisti vedrà aumentare il costo dell’RC auto. Seguono i guidatori di Toscana (2,92%) e Sardegna (2,90%).

    Le percentuali più basse, di contro, sono state rilevate in Calabria (1,56%), Friuli-Venezia Giulia (1,95%) e Basilicata (1,99%).

    Se si confrontano i valori di dicembre 2021 con quelli rilevati l’anno precedente emergono dati interessanti che evidenziano il modo in cui i lockdown hanno influito sulla mobilità. Le regioni dove la percentuale di automobilisti che hanno dichiarato un sinistro con colpa è cresciuta maggiormente sono la Sardegna (+23% rispetto al 2020), la Sicilia (+18%) e il Trentino-Alto Adige (+17%).

    Una sola regione presenta valori in linea rispetto al 2020, l’Umbria dove si è addirittura registrato un lievissimo calo (-0,9%).

    Identikit dell’automobilista colpito dai rincari

    Ma qual è l’identikit di chi vedrà aumentare l’RC auto a causa di un sinistro con colpa? A peggiorare la propria classe di merito sarà il 2,72% del campione femminile ed il 2,33% di quello maschile.

    Guardando alle fasce anagrafiche emerge che gli under 24 sono gli automobilisti che hanno registrato il valore più basso (2,15%), mentre gli over 65 quello più alto (3,06%). In assoluto, però, gli assicurati più “attenti” sono risultati essere i neopatentati nella fascia 19-21 anni; tra di loro la percentuale di chi vedrà peggiorare la propria classe di merito a causa di un sinistro con colpa è pari appena all’1,37%.

    Se quasi tutti gli italiani hanno limitato gli spostamenti nel corso dell’anno, una delle poche categorie professionali che ha continuato a muoversi in auto “normalmente” è il personale sanitario. A riprova di questo, dall’analisi è emerso che medici, infermieri e operatori sanitari sono tra i professionisti che, in percentuale, hanno dichiarato il maggior numero di sinistri con colpa nel corso del 2021 e, fra loro, il 2,85% dovrà far fronte ad un aumento del costo dell’RC auto.

     

    *L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 9.251.941 preventivi effettuati in Italia dai suoi utenti tra il 1 dicembre 2020 e il 31 dicembre 2021 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Bollette: aggravi di oltre 370 euro in un anno

    Secondo le simulazioni di Facile.it, se nel primo trimestre del 2022 il costo della materia energia aumenterà nella stessa misura in cui è aumentato nell’ultimo trimestre 2021, tra luce e gas l’aggravio sulle bollette dei consumatori italiani sarà di oltre 216 euro rispetto al Q4 2021 e addirittura di oltre 370 euro rispetto al primo trimestre 2021.

    «Sebbene in assenza di indicazioni precise su come verranno impiegati i fondi destinati a calmierare gli aumenti sia molto difficile formulare previsioni troppo precise» – affermano gli esperti del comparatore – «basandoci sul recente passato abbiamo potuto calcolare con buona approssimazione gli impatti sui costi che le famiglie italiane dovranno affrontare per pagare il conto di gas ed energia elettrica»

    La simulazione, che ha preso come campione una famiglia tipo residente a Milano, con consumo di gas naturale pari a 1.400 smc e, per l’energia elettrica, con consumo pari a 2.700 kWh con una potenza impegnata di 3 kW, è stata elaborata da Facile.it tenendo conto sia dell’ormai probabile intervento del Governo, sia dell’annunciato abbassamento al 5% dell’IVA sul gas, sia simulando l’azzeramento degli oneri di sistema di luce e gas che già erano stati introdotti qualche mese fa.

  • Bollette: fine mercato tutelato rinviata al 2024. Nel 2021 chi ha scelto il libero ha risparmiato fino a 515 euro

    La fine del mercato tutelato è stata rinviata al 2024 eppure, secondo l’analisi di Facile.it, chi nel 2021 ha scelto con attenzione un fornitore luce e gas nel mercato libero ha risparmiato fino a 515 euro, vale a dire il 29% rispetto a chi era sotto regime di tutela.

    «Il 2021 è stato un anno estremamente negativo dal puto di vista dei costi energetici» – sostiene Silvia Rossi, Bu Director Gas & Power di Facile.it «e sappiamo già che nella prima parte del 2022 le tariffe saranno alte, forse addirittura superiori a quelle attuali. Valutare di passare al mercato libero potrebbe essere una strategia per ridurre almeno in parte il peso della bolletta, soprattutto se si sceglie una tariffa bloccata mettendosi così al riparo da ulteriori aumenti. Per evitare brutte sorprese, però, è fondamentale scegliere con attenzione il fornitore e optare, fra le società che operano nel mercato libero, quelle che offrono un prezzo più conveniente rispetto al tutelato».

    La bolletta della luce e quella del gas

    Secondo le simulazioni* di Facile.it, guardando alle migliori offerte del mercato libero disponibili online a gennaio 2021, una famiglia che ha scelto a inizio anno una tariffa con prezzo bloccato per 12 mesi ha speso, tra luce e gas, 1.256 euro, vale a dire il 29% in meno rispetto ad una famiglia servita nel mercato tutelato (1.771 euro).

    Nello specifico, la bolletta dell’energia elettrica per la famiglia nel mercato libero è stata di 465 euro, vale a dire il 26% in meno rispetto a quella nel tutelato (631 euro).

    Se si guarda alla bolletta del gas nel mercato libero, invece, la spesa è stata di 791 euro, il 31% in meno rispetto a quella del regime di tutela (1.140 euro).

    *Stime e risparmio sono stati calcolati prendendo in considerazione una famiglia con consumo di gas naturale pari a 1.400 smc residente a Milano e, per l’energia elettrica, consumo pari a 2.700 kWh con una potenza impegnata di 3 kW. Per la simulazione del risparmio sono state prese in esame le migliori offerte luce e gas con prezzo bloccato per 12 mesi disponibili su Facile.it a gennaio 2021 e confrontate con le tariffe 2021 del mercato tutelato.

  • Film di Natale: Mamma ho perso l’aereo il più amato dagli italiani

    Il periodo natalizio non è solo sinonimo di regali, famiglia e amici, ma anche di giornate passate a vedere, o meglio rivedere, film tipici di queste feste. Per indagare quali siano i film di Natale del cuore degli italiani, facilmente reperibili su piattaforme di streaming e Pay TV, Facile.it ha commissionato un’indagine agli istituti di ricerca mUp Research e Norstat, scoprendo come, tra un pandoro e un panettone, Mamma ho perso l’aereo continui a conquistare il cuore dei nostri connazionali e guidi questa speciale classifica con il 15,3% delle preferenze.

    La classifica

    L’indagine, realizzata su un campione rappresentativo della popolazione nazionale*, ha dimostrato come sebbene girate e pubblicate diversi anni fa, molte pellicole cinematografiche siano per tanti italiani tutt’oggi sinonimo di feste natalizie, e questo a prescindere dall’età dello spettatore!

    Come detto, al primo posto dei film di Natale più amati dagli italiani c’è Mamma ho perso l’aereo: la pellicola, che narra le avventure del giovane Kevin rimasto a casa da solo durante le vacanze natalizie, guadagna la vetta della classifica con il 15,3% delle preferenze, pari a più di 6,7 milioni di persone; la percentuale arriva addirittura al 23,9% tra i rispondenti appartenenti alla fascia 25-34 anni, dato spiegabile se si considera che l’anno di uscita del titolo è il 1990.

    Al secondo posto, con il 12% di preferenze (più di 5,2 milioni di individui), si classifica Una poltrona per due, film che, a quasi 40 anni dal suo debutto in sala, continua ad incollare alla TV milioni di spettatori, di solito la notte della Vigilia.

    Sul gradino più basso del podio, invece, si posiziona Miracolo nella 34º strada; remake del celebre film del 1947 Il miracolo della 34º strada, la pellicola è la preferita dal 9,7% dei rispondenti, valore che arriva fino al 16,7% tra gli appartenenti alla fascia 55-64 anni.

    Quarto posto per Vacanze di Natale, il primo di una lunga serie di film che negli anni sono stati definiti “cinepanettoni”. La commedia, che racconta in chiave ironica l’Italia vacanziera degli anni ottanta, è stata scelta da più di 3 milioni di spettatori (7,1%) come film di Natale del cuore. Segue nella classifica Il Piccolo Lord del 1980, il più celebre adattamento dell’omonimo romanzo per ragazzi, con il 6,4% delle preferenze, percentuale che arriva all’11,8% tra chi ha 65-74 anni.

    Staccato di un soffio Harry Potter e la pietra filosofale: il primo film della famosa saga conquista il sesto posto con oltre 2 milioni e mezzo di rispondenti (6,1%), apprezzato soprattutto dai giovani con un’età compresa fra i 18 e i 24 anni (15,3%). Settimo nella graduatoria Non ci resta che piangere (5,7%), la pellicola diretta e interpretata da Roberto Benigni e Massimo Troisi.

    Seguono, a pari merito, Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato e A Christmas Carol, film natalizi prediletti dal 5,4% degli italiani.

    Nono posto in classifica per Il Grinch, titolo che ha dato origine ad un termine entrato con il tempo nel vocabolario comune per indicare, curiosamente, i non amanti del Natale; la pellicola ha raccolto il 5,1% delle preferenze, percentuale che sale addirittura fino al 15,3% tra i rispondenti della fascia 18-24 anni.

    Chiude la top ten il famoso film d’animazione Nightmare before Christmas, prodotto da Tim Burton nel 1993 e nominato agli Oscar per i migliori effetti speciali; il movie è stato scelto come preferito delle feste da più di 1 milione e mezzo di italiani (3,8%).

    Sebbene il Natale sia la festa dedicata ai più piccoli, è interessante notare come il primo film di Walt Disney presente in classifica si trovi all’11º posto; si tratta della pellicola Fantasia del 1940, che ha raccolto il 3,5% delle preferenze.

    *Nota metodologica: Indagine mUp Research – Norstat svolta tra il 19 ed il 22 novembre 2021 attraverso la somministrazione di n.1.018 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana adulta residente sull’intero territorio nazionale

  • Carburante: 1.296 euro la spesa media di un automobilista italiano

    Negli scorsi mesi gli automobilisti italiani hanno dovuto fare i conti con il caro-carburante tanto che, come emerso dall’indagine commissionata da Facile.it e MiaCar.it agli istituti mUp Research e Norstat, il 72% dei rispondenti ha dichiarato di aver cercato di ridurre gli spostamenti in auto proprio a causa dell’aumento dei prezzi.

    D’altro canto, si legge nell’indagine realizzata su un campione rappresentativo della popolazione nazionale*, la spesa cui gli automobilisti devono far fronte è importante: per rifornirsi alla pompa, in media, gli italiani pagano 1.296 euro l’anno; per fortuna, questo va detto, nelle ultime settimane i costi di diesel e benzina hanno, sia pur leggermente, cominciato a diminuire.

    Chi spende di più

    Analizzando i dati su base territoriale emerge che il conto più salato è quello cui devono far fronte gli automobilisti residenti nel Centro Italia (1.356 euro), quello più leggero, invece, è al Nord Est (1.152 euro).

    Guardando i risultati dell’indagine emergono altri dati chiaramente legati all’uso dell’auto; gli uomini, che percorrono in media 12.441 chilometri l’anno a fronte dei 10.973 km del campione femminile, mettono a budget circa 1.404 euro l’anno, vale a dire il 18% in più rispetto alle donne (1.188 euro).

    Dal punto di vista anagrafico, invece, sono gli automobilisti con età compresa tra i 35 e i 44 anni a spendere di più (1.428 euro l’anno); gli over 65 quelli che spendono meno (1.056 euro).

    Chi cerca di usare meno l’auto                                             

    Quali effetti sta avendo la decisione di usare meno l’auto per via dei costi carburante? In base all’indagine, tra i 25 milioni di italiani che hanno preso questa decisione, il 43,1% ha dichiarato di aver eliminato gli spostamenti superflui, il 28,4% ha scelto di muoversi a piedi anziché sulle quattro ruote e il 13,5%, semplicemente, ha optato per i mezzi pubblici.

    I più attenti al budget – e quindi coloro che stanno cercando di ridurre maggiormente l’uso dell’auto – sono risultati essere i giovani con età compresa tra i 25 e i 34 anni (76,6%) e gli automobilisti residenti al Sud e nelle Isole (76,1%).

    Non solo carburante

    Se il 2021 è stato un anno negativo dal punto di vista dei costi di rifornimento, la buona notizia è che l’altra voce di spesa che grava sul budget degli automobilisti, l’assicurazione, è rimasta su livelli estremamente bassi per tutto l’anno.

    Secondo l’osservatorio RC auto di Facile.it**, realizzato su un campione di oltre 9 milioni di preventivi, a novembre 2021 per assicurare un veicolo occorrevano, in media, 436,03 euro, vale a dire l’8,17% in meno rispetto allo stesso mese dello scorso anno.

     

     

    *Nota metodologica: Indagine mUp Research – Norstat svolta tra il 27 ed il 29 ottobre 2021 attraverso la somministrazione di n.1.072 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana adulta residente sull’intero territorio nazionale.

    ** L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 9.306.792 preventivi effettuati in Italia su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 novembre 2020 e il 30 novembre 2021 e i relativi risultati di quotazione prodotti. I dati si riferiscono ai premi forniti dalle compagnie confrontate da Facile.it, disponibili su questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Auto: in Sicilia solo lo 0,49% è elettrico o ibrido

    A inizio anno, secondo l’analisi di Facile.it e MiaCar.it su dati ACI, le automobili elettriche e ibride presenti in Sicilia erano 16.518, vale a dire appena lo 0,49% del parco auto della regione, percentuale che fa guadagnare a quest’area il terzultimo posto nella classifica nazionale. Nello specifico, erano immatricolate 15.461 autovetture ibride e 1.057 elettriche.

    Seppur ancora contenuto, il numero delle vetture green in Sicilia è quasi triplicato (+188,5%) negli ultimi due anni (erano 5.726 a fine 2018).

    Guardando la suddivisione a livello territoriale emerge che la provincia siciliana con la maggior penetrazione di vetture green è Ragusa, dove le auto elettriche/ibride rappresentano lo 0,75% del parco auto circolante, seguita da Siracusa (0,65%) e Palermo (0,61%).

    Valori sotto la media regionale per le province di Catania (0,44%) e, parimerito, Messina (0,42%) e Trapani (0,42%). Chiudono la graduatoria le province di Agrigento (0,29%) e Caltanissetta (0,29%) e, all’ultimo posto, quella di Enna, dove solo lo 0,24% delle vetture è elettrico o ibrido; la percentuale fa guadagnare alla provincia anche l’ultimo posto nella classifica nazionale.

    In valori assoluti, la graduatoria siciliana vede al primo posto questa volta la provincia di Palermo con 4.724 vetture elettriche/ibride, seguita da quella di Catania (3.680), Messina (1.800) e Siracusa (1.762).

    Continuando a scorrere la classifica si trova la provincia di Ragusa, dove le auto green sono 1.705, seguita da quella di Trapani (1.238) e di Agrigento (869). Ultime in classifica sono Caltanissetta (484) e Enna (256).

    Numeri piccoli ma destinati a crescere se si considera che, a livello nazionale, il 38% delle auto immatricolate nei primi 10 mesi del 2021 è elettrico o ibrido*; la percentuale se applicata alle immatricolazioni totali rilevate in Sicilia nel medesimo periodo, porterebbe il numero di veicoli green presenti sulle strade della regione ad oltre 35.000.

    La crescente attenzione degli italiani verso i veicoli green è confermata anche dall’indagine commissionata da Facile.it e MiaCar.it agli istituti mUp Research e Norstat, da cui è emerso che quasi 7 automobilisti su 10 comprerebbero un’auto elettrica o ibrida (67,7%); più nello specifico, il 45,1% opterebbe per un’ibrida, mentre il 22,6% per una elettrica.

    Auto elettriche: ragioni pro e contro

    Continuando ad analizzare i risultati dell’indagine e scorrendo le motivazioni dei rispondenti che hanno dichiarato di essere disposti a comprare un veicolo elettrico o ibrido emerge che il 74,8% lo farebbe per contribuire in prima persona alla riduzione dell’inquinamento.

    Molti, il 45,1%, sceglierebbero un’auto green per risparmiare sul carburante, mentre il 19,8% per avere meno limitazioni alla circolazione potendo, ad esempio, accedere alle aree Ztl così come consentito in alcune città d’Italia.

    Tra le ragioni più diffuse per l’acquisto di un veicolo a basso impatto ambientale, indicata da quasi 1 automobilista su 3, vi è, infine, la paura che presto le auto diesel e benzina non potranno più circolare.

    Guardando invece alle risposte di chi si è dichiarato contrario o indeciso, il 68% vede un grosso ostacolo nel prezzo di acquisto, il 43% nello scarso numero di punti di ricarica presenti sul territorio, mentre il 40% nella bassa autonomia di percorrenza di questi mezzi.

    Gli incentivi e il budget di spesa

    Gli incentivi hanno avuto un ruolo fondamentale nel sostenere la vendita di veicoli elettrici e ibridi. Va detto, però, che gli italiani sembrano essere, almeno sulla carta, favorevoli all’acquisto di auto green indipendentemente dalla presenza dei contributi statali.

    Alla domanda “se non ci fossero i bonus governativi, lei acquisterebbe comunque un’auto elettrica o ibrida?” il 69,8% degli intervistati ha risposto affermativamente.

    Un dato positivo che però rischia di scontrarsi con la realtà e, ancora una volta, con il costo di questi veicoli se si considera che dall’indagine è emerso che, per l’acquisto di un’auto elettrica o ibrida, gli italiani sono disposti a spendere, in media, 17.969 euro e addirittura quasi 1 su 2 non metterebbe a budget più di 15mila euro.

    Senza l’aiuto degli incentivi, risulta difficile trovare veicoli ibridi in questa fascia di prezzo, missione che diventa praticamente impossibile per quelli elettrici al 100%.

     

     

    * Fonte: Elaborazione ANFIA su dati Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti

    **Nota metodologica: Indagine mUp Research – Norstat svolta tra il 27 ed il 29 ottobre 2021 attraverso la somministrazione di n.1.072 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana adulta residente sull’intero territorio nazionale

  • Auto: in Veneto solo il 2 % è elettrico o ibrido

    A inizio anno, secondo l’analisi di Facile.it e MiaCar.it su dati ACI, le automobili elettriche e ibride presenti in Veneto erano 64.264, vale a dire appena il 2,01% del parco auto della regione, percentuale che fa guadagnare a quest’area il quarto posto nella classifica nazionale. Nello specifico, erano immatricolate 60.098 autovetture ibride e 4.166 elettriche.

    Seppur ancora relativamente contenuto, il numero delle vetture green in Veneto è più che raddoppiato (+123%) negli ultimi due anni (erano 28.823 a fine 2018).

    Guardando la suddivisione a livello territoriale emerge che la provincia veneta con la maggior penetrazione di vetture green è Vicenza, area dove le auto elettriche/ibride rappresentano il 2,42% del parco auto circolante, seguita da Padova (2,16%) e Verona (1,97%).

    Valori sotto la media regionale per le province di Treviso (1,95%), Venezia (1,84%), e Belluno (1,50%); ultima posizione per la provincia di Rovigo (1,24%).

    In valori assoluti, la graduatoria veneta vede al primo posto ancora una volta la provincia di Vicenza con 14.188 vetture elettriche/ibride, seguita da quella di Padova (13.282) e di Verona (12.276)

    Al quarto posto si posiziona la provincia di Treviso (11.686), seguita da quelle di Venezia (8.775) e Belluno (2.059); anche in questo caso l’ultimo posto è occupato da Rovigo (1.998).

    Numeri forse piccoli ma destinati a crescere se si considera che, a livello nazionale, il 38% delle auto immatricolate nei primi 10 mesi del 2021 è elettrico o ibrido*; la percentuale se applicata alle immatricolazioni totali rilevate in Veneto nel medesimo periodo, porterebbe il numero di veicoli green presenti sulle strade della regione ad oltre 100.000.

    La crescente attenzione degli italiani verso i veicoli green è confermata anche dall’indagine commissionata da Facile.it e MiaCar.it agli istituti mUp Research e Norstat, da cui è emerso che quasi 7 automobilisti su 10 comprerebbero un’auto elettrica o ibrida (67,7%); più nello specifico, il 45,1% opterebbe per un’ibrida, mentre il 22,6% per una elettrica.

    Auto elettriche: ragioni pro e contro

    Continuando ad analizzare i risultati dell’indagine e scorrendo le motivazioni dei rispondenti che hanno dichiarato di essere disposti a comprare un veicolo elettrico o ibrido emerge che il 74,8% lo farebbe per contribuire in prima persona alla riduzione dell’inquinamento.

    Molti, il 45,1%, sceglierebbero un’auto green per risparmiare sul carburante, mentre il 19,8% per avere meno limitazioni alla circolazione potendo, ad esempio, accedere alle aree Ztl così come consentito in alcune città d’Italia.

    Tra le ragioni più diffuse per l’acquisto di un veicolo a basso impatto ambientale, indicata da quasi 1 automobilista su 3, vi è, infine, la paura che presto le auto diesel e benzina non potranno più circolare.

    Guardando invece alle risposte di chi si è dichiarato contrario o indeciso, il 68% vede un grosso ostacolo nel prezzo di acquisto, il 43% nello scarso numero di punti di ricarica presenti sul territorio, mentre il 40% nella bassa autonomia di percorrenza di questi mezzi.

    Gli incentivi e il budget di spesa

    Gli incentivi hanno avuto un ruolo fondamentale nel sostenere la vendita di veicoli elettrici e ibridi. Va detto, però, che gli italiani sembrano essere, almeno sulla carta, favorevoli all’acquisto di auto green indipendentemente dalla presenza dei contributi statali.

    Alla domanda “se non ci fossero i bonus governativi, lei acquisterebbe comunque un’auto elettrica o ibrida?” il 69,8% degli intervistati ha risposto affermativamente.

    Un dato positivo che però rischia di scontrarsi con la realtà e, ancora una volta, con il costo di questi veicoli se si considera che dall’indagine è emerso che, per l’acquisto di un’auto elettrica o ibrida, gli italiani sono disposti a spendere, in media, 17.969 euro e addirittura quasi 1 su 2 non metterebbe a budget più di 15mila euro.

    Senza l’aiuto degli incentivi, risulta difficile trovare veicoli ibridi in questa fascia di prezzo, missione che diventa praticamente impossibile per quelli elettrici al 100%.

     

    * Fonte: Elaborazione ANFIA su dati Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti

    **Nota metodologica: Indagine mUp Research – Norstat svolta tra il 27 ed il 29 ottobre 2021 attraverso la somministrazione di n.1.072 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana adulta residente sull’intero territorio nazionale

  • Auto: in Emilia-Romagna solo il 2,14% è elettrico o ibrido

    A inizio anno, secondo l’analisi di Facile.it e MiaCar.it su dati ACI, le automobili elettriche e ibride presenti in Emilia-Romagna erano 62.611, vale a dire appena il 2,14% del parco auto della regione, percentuale che fa guadagnare a quest’area il terzo posto nella classifica nazionale. Nello specifico, erano immatricolate 59.089 autovetture ibride e 3.522 elettriche.

    Seppur ancora relativamente contenuto, il numero delle vetture green in Emilia-Romagna è più che raddoppiato (+111%) negli ultimi due anni (erano 29.666 a fine 2018).

    Guardando la suddivisione a livello territoriale emerge che la provincia dell’Emilia-Romagna con la maggior penetrazione di vetture green è Bologna dove le auto elettriche/ibride rappresentano il 3,40% del parco auto circolante, percentuale che fa guadagnare a quest’area il primo posto nella classifica nazionale. Seguono le province di Modena (2,17%), Reggio Emilia (2,02%) e Parma (1,91%).

    Valori sotto la media regionale per le province di Piacenza (1,70%), Rimini (1,62%), e Ferrara (1,58%). Chiudono la graduatoria la provincia di Ravenna (1,53%) e, all’ultimo posto, quella di Forlì-Cesena (1,36%).

    In valori assoluti, la graduatoria dell’Emilia-Romagna vede al primo posto ancora una volta la provincia di Bologna con 21.227 vetture elettriche/ibride, seguita questa volta da quella di Modena (10.414), Reggio Emilia (7.120) e Parma (5.675).

    Continuando a scorrere la classifica si trova la provincia di Ravenna, dove le auto green sono 4.163, seguita da quella di Ferrara (3.675) e di Forlì-Cesena (3.572). Ultime in classifica sono Rimini (3.568) e Piacenza (3.197).

    Numeri forse piccoli ma destinati a crescere se si considera che, a livello nazionale, il 38% delle auto immatricolate nei primi 10 mesi del 2021 è elettrico o ibrido*; la percentuale se applicata alle immatricolazioni totali rilevate in Emilia-Romagna nel medesimo periodo, porterebbe il numero di veicoli green presenti sulle strade della regione ad oltre 98.000.

    La crescente attenzione degli italiani verso i veicoli green è confermata anche dall’indagine commissionata da Facile.it e MiaCar.it agli istituti mUp Research e Norstat, da cui è emerso che quasi 7 automobilisti su 10 comprerebbero un’auto elettrica o ibrida (67,7%); più nello specifico, il 45,1% opterebbe per un’ibrida, mentre il 22,6% per una elettrica.

    Auto elettriche: ragioni pro e contro

    Continuando ad analizzare i risultati dell’indagine e scorrendo le motivazioni dei rispondenti che hanno dichiarato di essere disposti a comprare un veicolo elettrico o ibrido emerge che il 74,8% lo farebbe per contribuire in prima persona alla riduzione dell’inquinamento.

    Molti, il 45,1%, sceglierebbero un’auto green per risparmiare sul carburante, mentre il 19,8% per avere meno limitazioni alla circolazione potendo, ad esempio, accedere alle aree Ztl così come consentito in alcune città d’Italia.

    Tra le ragioni più diffuse per l’acquisto di un veicolo a basso impatto ambientale, indicata da quasi 1 automobilista su 3, vi è, infine, la paura che presto le auto diesel e benzina non potranno più circolare.

    Guardando invece alle risposte di chi si è dichiarato contrario o indeciso, il 68% vede un grosso ostacolo nel prezzo di acquisto, il 43% nello scarso numero di punti di ricarica presenti sul territorio, mentre il 40% nella bassa autonomia di percorrenza di questi mezzi.

    Gli incentivi e il budget di spesa

    Gli incentivi hanno avuto un ruolo fondamentale nel sostenere la vendita di veicoli elettrici e ibridi. Va detto, però, che gli italiani sembrano essere, almeno sulla carta, favorevoli all’acquisto di auto green indipendentemente dalla presenza dei contributi statali.

    Alla domanda “se non ci fossero i bonus governativi, lei acquisterebbe comunque un’auto elettrica o ibrida?” il 69,8% degli intervistati ha risposto affermativamente.

    Un dato positivo che però rischia di scontrarsi con la realtà e, ancora una volta, con il costo di questi veicoli se si considera che dall’indagine è emerso che, per l’acquisto di un’auto elettrica o ibrida, gli italiani sono disposti a spendere, in media, 17.969 euro e addirittura quasi 1 su 2 non metterebbe a budget più di 15mila euro.

    Senza l’aiuto degli incentivi, risulta difficile trovare veicoli ibridi in questa fascia di prezzo, missione che diventa praticamente impossibile per quelli elettrici al 100%.

     

     

    * Fonte: Elaborazione ANFIA su dati Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti

    **Nota metodologica: Indagine mUp Research – Norstat svolta tra il 27 ed il 29 ottobre 2021 attraverso la somministrazione di n.1.072 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana adulta residente sull’intero territorio nazionale

  • Banche, aziende telefoniche e dell’energia ora puntano ai trentenni

    I giovani sono diventati un target privilegiato per banche, fornitori luce e gas e operatori telefonici; si è parlato tanto dei mutui under 36 ma, secondo l’analisi di Facile.it, nell’ambito delle principali voci di spesa familiare sono molti i prodotti sul mercato dedicati a questo target, fino a poco tempo fa poco considerato dalle aziende. Ecco cosa è emerso.

    «Fino a non troppo tempo fa», spiega Ivano Cresto, Managing Director prodotti di finanziamento di Facile.it «il mondo bancario riservava ai giovani solo iniziative promozionali legate al conto corrente e alle carte di credito, con canoni agevolati o azzerati, ma solo fino al compimento del trentesimo anno di età. Come noto, invece, recentemente gli istituti bancari hanno indirizzato ai giovani prodotti dedicati nell’ambito del credito, con i mutui casa under 36. Il successo è stato tale da convincere loro, e molti altri, a puntare ai trentenni con molti più prodotti ad hoc».

    Il mondo del credito

    A seguito delle novità introdotte dal Governo a fine maggio per supportare i giovani nell’acquisto della casa – tra cui l’eliminazione di alcune imposte e il potenziamento del fondo di garanzia prima casa – alcuni istituti di credito hanno lanciato sul mercato proposte di mutui al 100% con tassi agevolati dedicati a questo target. Secondo le simulazioni* di Facile.it, grazie a queste condizioni gli under 36 possono risparmiare, su un mutuo medio, circa 22.500 euro di interessi calcolati su tutta la durata del finanziamento.

    Un’opportunità che sin da subito ha riscosso grande successo tanto che, secondo l’analisi* di Facile.it, a novembre 2021 la percentuale di aspiranti mutuatari under 36 è stata il 55% del totale; era il 34,3% nel primo semestre dell’anno, prima dell’introduzione delle agevolazioni governative.

    Luce e gas

    Anche il settore delle utilities guarda con crescente attenzione ai giovani alle prese con l’attivazione di una fornitura energetica. Alcune società azzerano agli under 36 il costo di subentro, ovvero un risparmio di circa 100 euro tra luce e gas, offrendo al contempo una copertura assicurativa per i piccoli guasti domestici. Per i giovani alle prese con un cambio operatore, invece, lo sconto viene offerto sotto forma di buono da spendere online.

    Non mancano le società che danno agevolazioni sul costo della componente energetica in bolletta, mentre altre cercano di fidelizzare la clientela più giovane attraverso servizi accessori a valore aggiunto, come i cataloghi a premi o altre iniziative di loyalty.

    Telefonia

    Se il settore della telefonia mobile è da sempre uno dei più attivi sul target giovanissimi, la vera novità si vede ora nell’ambito della telefonia fissa e connessione internet, servizi ormai sempre più richiesti dai trentenni sia per il lavoro da remoto sia per l’intrattenimento.

    La competizione tra le società telefoniche si gioca non solo sul prezzo, attraverso ad esempio sconti sulla tariffa mensile riservati agli under 36, ma anche sui contenuti; per questo i principali operatori hanno a catalogo promozioni che includono offerte che, alla connessione dati, associano anche abbonamenti agevolati ad una o più PayTV.

    «La scelta di molte aziende di puntare sui giovani riservando loro tariffe agevolate ha un valore sia dal punto di vista economico, sia da quello sociale», conclude Cresto. «Non dimentichiamo che offrire ai giovani la possibilità di risparmiare su alcune delle inevitabili spese che è necessario sostenere quando si sceglie di andare a vivere da soli, significa metterli nella condizione di poter affrontare questa scelta con più serenità e prima.».

    *Simulazione realizzata da Facile.it considerando un mutuo under 36 fisso al 100%, di importo pari a 126.000 euro da restituire in 25 anni, Taeg 1,10%, rata mensile 477,72 euro. A giugno 2021, prima dell’arrivo sul mercato dei prodotti under 36, per la stessa operazione il miglior Taeg disponibile online era pari a 2,46% e la rata era di 552,65 euro; il risparmio per il giovane mutuatario è quindi di quasi 900 euro l’anno, vale a dire circa 22.500 euro per l’intera durata del finanziamento.

    L’analisi sul peso percentuale delle richieste under 36 è stata realizzata su un campione di oltre 28.000 domande di finanziamento presentate tramite Facile.it.

  • Auto: in Sardegna solo lo 0,7% è elettrico o ibrido

    A inizio anno, secondo l’analisi di Facile.it e MiaCar.it su dati ACI, le automobili elettriche e ibride presenti in Sardegna erano 7.675, vale a dire appena lo 0,71% del parco auto della regione (a fronte dell’1,5% rilevato a livello nazionale). Nello specifico, erano immatricolate 6.945 autovetture ibride e 730 elettriche.

    Seppur ancora contenuto, il numero delle vetture green in Sardegna è più che raddoppiato (+172%) negli ultimi due anni (erano solo 2.818 a fine 2018).

    Guardando la suddivisione a livello territoriale emerge che la provincia con la maggior penetrazione di vetture green è Cagliari, dove le auto elettriche/ibride rappresentano l’1,12% del parco auto circolante, seguita da Sassari (0,69%) e Nuoro (0,57%). Chiudono la graduatoria le province di Oristano (0,45%) e del Sud Sardegna (0,44%).

    In valori assoluti, la classifica vede al primo posto ancora una volta la provincia di Cagliari, con 3.140 vetture elettriche/ibride, seguita questa volta da quella di Sassari (2.255) e del Sud Sardegna (960); ultime posizioni per la provincia di Nuoro (849) e quella di Oristano (471).

    Numeri forse piccoli ma destinati a crescere se si considera che, a livello nazionale, il 38% delle auto immatricolate nei primi 10 mesi del 2021 è elettrico o ibrido*; la percentuale se applicata alle immatricolazioni totali rilevate in Sardegna nel medesimo periodo, porterebbe il numero di veicoli green presenti sulle strade della regione a circa 15.000.

    La crescente attenzione degli italiani verso i veicoli green è confermata anche dall’indagine commissionata da Facile.it e MiaCar.it agli istituti mUp Research e Norstat, da cui è emerso che quasi 7 automobilisti su 10 comprerebbero un’auto elettrica o ibrida (67,7%); più nello specifico, il 45,1% opterebbe per un’ibrida, mentre il 22,6% per una elettrica.

    Auto elettriche: ragioni pro e contro

    Continuando ad analizzare i risultati dell’indagine e scorrendo le motivazioni dei rispondenti che hanno dichiarato di essere disposti a comprare un veicolo elettrico o ibrido emerge che il 74,8% lo farebbe per contribuire in prima persona alla riduzione dell’inquinamento.

    Molti, il 45,1%, sceglierebbero un’auto green per risparmiare sul carburante, mentre il 19,8% per avere meno limitazioni alla circolazione potendo, ad esempio, accedere alle aree Ztl così come consentito in alcune città d’Italia.

    Tra le ragioni più diffuse per l’acquisto di un veicolo a basso impatto ambientale, indicata da quasi 1 automobilista su 3, vi è, infine, la paura che presto le auto diesel e benzina non potranno più circolare.

    Guardando invece alle risposte di chi si è dichiarato contrario o indeciso, il 68% vede un grosso ostacolo nel prezzo di acquisto, il 43% nello scarso numero di punti di ricarica presenti sul territorio, mentre il 40% nella bassa autonomia di percorrenza di questi mezzi.

    Gli incentivi e il budget di spesa

    Gli incentivi hanno avuto un ruolo fondamentale nel sostenere la vendita di veicoli elettrici e ibridi. Va detto, però, che gli italiani sembrano essere, almeno sulla carta, favorevoli all’acquisto di auto green indipendentemente dalla presenza dei contributi statali.

    Alla domanda “se non ci fossero i bonus governativi, lei acquisterebbe comunque un’auto elettrica o ibrida?” il 69,8% degli intervistati ha risposto affermativamente.

    Un dato positivo che però rischia di scontrarsi con la realtà e, ancora una volta, con il costo di questi veicoli se si considera che dall’indagine è emerso che, per l’acquisto di un’auto elettrica o ibrida, gli italiani sono disposti a spendere, in media, 17.969 euro e addirittura quasi 1 su 2 non metterebbe a budget più di 15mila euro.

    Senza l’aiuto degli incentivi, risulta difficile trovare veicoli ibridi in questa fascia di prezzo, missione che diventa praticamente impossibile per quelli elettrici al 100%.

     

     

    * Fonte: Elaborazione ANFIA su dati Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti

    **Nota metodologica: Indagine mUp Research – Norstat svolta tra il 27 ed il 29 ottobre 2021 attraverso la somministrazione di n.1.072 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana adulta residente sull’intero territorio nazionale

  • Auto: in Campania solo lo 0,4% è elettrico o ibrido

    A inizio anno, secondo l’analisi di Facile.it e MiaCar.it su dati ACI, le automobili elettriche e ibride presenti in Campania erano 14.649, vale a dire appena lo 0,41% del parco auto regionale (a fronte dell’1,5% rilevato a livello nazionale). La percentuale fa guadagnare alla regione l’ultimo posto nella graduatoria nazionale. Nello specifico, erano immatricolate 13.657 autovetture ibride e 992 elettriche.

    Seppur ancora contenuto, il numero delle vetture green in Campania è più che triplicato (+229%) negli ultimi due anni (erano solo 4.448 a fine 2018).

    Guardando la suddivisione a livello territoriale emerge che la provincia con la maggior penetrazione di vetture green è Salerno, dove le auto elettriche/ibride rappresentano lo 0,46% del parco auto circolante seguita, parimerito, da quelle di Benevento (0,43%) e Avellino (0,43%). Chiudono la graduatoria regionale la provincia di Caserta (0,42%) e, all’ultimo posto, quella di Napoli (0,38%).

    In valori assoluti, invece, la classifica vede al primo posto la provincia di Napoli, con 6.972 vetture elettriche/ibride, seguita da quella di Salerno (3.244) e di Caserta (2.449); ultime posizioni per le province di Avellino (1.176) e Benevento (808).

    Numeri forse piccoli ma destinati a crescere se si considera che, a livello nazionale, il 38% delle auto immatricolate nei primi 10 mesi del 2021 è elettrico o ibrido*; la percentuale se applicata alle immatricolazioni totali rilevate in Campania nel medesimo periodo, porterebbe il numero di veicoli green presenti sulle strade della regione ad oltre 30.000.

    La crescente attenzione degli italiani verso i veicoli green è confermata anche dall’indagine commissionata da Facile.it e MiaCar.it agli istituti mUp Research e Norstat, da cui è emerso che quasi 7 automobilisti su 10 comprerebbero un’auto elettrica o ibrida (67,7%); più nello specifico, il 45,1% opterebbe per un’ibrida, mentre il 22,6% per una elettrica.

    Auto elettriche: ragioni pro e contro

    Continuando ad analizzare i risultati dell’indagine e scorrendo le motivazioni dei rispondenti che hanno dichiarato di essere disposti a comprare un veicolo elettrico o ibrido emerge che il 74,8% lo farebbe per contribuire in prima persona alla riduzione dell’inquinamento.

    Molti, il 45,1%, sceglierebbero un’auto green per risparmiare sul carburante, mentre il 19,8% per avere meno limitazioni alla circolazione potendo, ad esempio, accedere alle aree Ztl così come consentito in alcune città d’Italia.

    Tra le ragioni più diffuse per l’acquisto di un veicolo a basso impatto ambientale, indicata da quasi 1 automobilista su 3, vi è, infine, la paura che presto le auto diesel e benzina non potranno più circolare.

    Guardando invece alle risposte di chi si è dichiarato contrario o indeciso, il 68% vede un grosso ostacolo nel prezzo di acquisto, il 43% nello scarso numero di punti di ricarica presenti sul territorio, mentre il 40% nella bassa autonomia di percorrenza di questi mezzi.

    Gli incentivi e il budget di spesa

    Gli incentivi hanno avuto un ruolo fondamentale nel sostenere la vendita di veicoli elettrici e ibridi. Va detto, però, che gli italiani sembrano essere, almeno sulla carta, favorevoli all’acquisto di auto green indipendentemente dalla presenza dei contributi statali.

    Alla domanda “se non ci fossero i bonus governativi, lei acquisterebbe comunque un’auto elettrica o ibrida?” il 69,8% degli intervistati ha risposto affermativamente.

    Un dato positivo che però rischia di scontrarsi con la realtà e, ancora una volta, con il costo di questi veicoli se si considera che dall’indagine è emerso che, per l’acquisto di un’auto elettrica o ibrida, gli italiani sono disposti a spendere, in media, 17.969 euro e addirittura quasi 1 su 2 non metterebbe a budget più di 15mila euro.

    Senza l’aiuto degli incentivi, risulta difficile trovare veicoli ibridi in questa fascia di prezzo, missione che diventa praticamente impossibile per quelli elettrici al 100%.

     

     

    * Fonte: Elaborazione ANFIA su dati Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti

    **Nota metodologica: Indagine mUp Research – Norstat svolta tra il 27 ed il 29 ottobre 2021 attraverso la somministrazione di n.1.072 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana adulta residente sull’intero territorio nazionale

  • Auto: in Umbria solo l’1,12% è elettrico o ibrido

    A inizio anno, secondo l’analisi di Facile.it e MiaCar.it su dati ACI, le automobili elettriche e ibride presenti in Umbria erano 7.228, vale a dire appena lo 1,12% del parco auto della regione (a fronte dell’1,5% rilevato a livello nazionale). Nello specifico, erano immatricolate 6.791 autovetture ibride e 437 elettriche.

    Seppur ancora contenuto, il numero delle vetture green in Umbria è più che raddoppiato (+158%) negli ultimi due anni (erano solo 2.806 a fine 2018).

    Guardando la suddivisione a livello territoriale emerge che la provincia con la maggior penetrazione di vetture green è Perugia, dove le auto elettriche/ibride rappresentano l’1,14% del parco auto circolante, seguita da Terni (1,06%).

    In valori assoluti, la classifica vede al primo posto ancora una volta la provincia di Perugia, con 5.560 vetture elettriche/ibride, mentre a Terni sono 1.668.

    Numeri forse piccoli ma destinati a crescere se si considera che, a livello nazionale, il 38% delle auto immatricolate nei primi 10 mesi del 2021 è elettrico o ibrido*; la percentuale se applicata alle immatricolazioni totali rilevate in Umbria nel medesimo periodo, porterebbe il numero di veicoli green presenti sulle strade della regione ad oltre 13.000.

    La crescente attenzione degli italiani verso i veicoli green è confermata anche dall’indagine commissionata da Facile.it e MiaCar.it agli istituti mUp Research e Norstat, da cui è emerso che quasi 7 automobilisti su 10 comprerebbero un’auto elettrica o ibrida (67,7%); più nello specifico, il 45,1% opterebbe per un’ibrida, mentre il 22,6% per una elettrica.

    Auto elettriche: ragioni pro e contro

    Continuando ad analizzare i risultati dell’indagine e scorrendo le motivazioni dei rispondenti che hanno dichiarato di essere disposti a comprare un veicolo elettrico o ibrido emerge che il 74,8% lo farebbe per contribuire in prima persona alla riduzione dell’inquinamento.

    Molti, il 45,1%, sceglierebbero un’auto green per risparmiare sul carburante, mentre il 19,8% per avere meno limitazioni alla circolazione potendo, ad esempio, accedere alle aree Ztl così come consentito in alcune città d’Italia.

    Tra le ragioni più diffuse per l’acquisto di un veicolo a basso impatto ambientale, indicata da quasi 1 automobilista su 3, vi è, infine, la paura che presto le auto diesel e benzina non potranno più circolare.

    Guardando invece alle risposte di chi si è dichiarato contrario o indeciso, il 68% vede un grosso ostacolo nel prezzo di acquisto, il 43% nello scarso numero di punti di ricarica presenti sul territorio, mentre il 40% nella bassa autonomia di percorrenza di questi mezzi.

    Gli incentivi e il budget di spesa

    Gli incentivi hanno avuto un ruolo fondamentale nel sostenere la vendita di veicoli elettrici e ibridi. Va detto, però, che gli italiani sembrano essere, almeno sulla carta, favorevoli all’acquisto di auto green indipendentemente dalla presenza dei contributi statali.

    Alla domanda “se non ci fossero i bonus governativi, lei acquisterebbe comunque un’auto elettrica o ibrida?” il 69,8% degli intervistati ha risposto affermativamente.

    Un dato positivo che però rischia di scontrarsi con la realtà e, ancora una volta, con il costo di questi veicoli se si considera che dall’indagine è emerso che, per l’acquisto di un’auto elettrica o ibrida, gli italiani sono disposti a spendere, in media, 17.969 euro e addirittura quasi 1 su 2 non metterebbe a budget più di 15mila euro.

    Senza l’aiuto degli incentivi, risulta difficile trovare veicoli ibridi in questa fascia di prezzo, missione che diventa praticamente impossibile per quelli elettrici al 100%.

    * Fonte: Elaborazione ANFIA su dati Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti

    **Nota metodologica: Indagine mUp Research – Norstat svolta tra il 27 ed il 29 ottobre 2021 attraverso la somministrazione di n.1.072 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana adulta residente sull’intero territorio nazionale

  • Auto: in Lombardia solo il 2,49% è elettrico o ibrido

    A inizio anno, secondo l’analisi di Facile.it e MiaCar.it su dati ACI, le automobili elettriche e ibride presenti in Lombardia erano 155.299, vale a dire appena il 2,49% del parco auto della regione, percentuale che fa guadagnare a quest’area il primo posto nella classifica nazionale. Nello specifico, erano immatricolate 144.943 autovetture ibride e 10.356 elettriche.

    Seppur ancora relativamente contenuto, il numero delle vetture green in Lombardia è più che raddoppiato (+111%) negli ultimi due anni (erano 73.742 a fine 2018).

    Guardando la suddivisione a livello territoriale emerge che la provincia lombarda con la maggior penetrazione di vetture green è Milano dove le auto elettriche/ibride rappresentano il 3,21% del parco auto circolante, percentuale che fa guadagnare al capoluogo meneghino il secondo posto nella classifica nazionale. Seguono le province di Varese (2,86%), Como (2,72%) e Monza e Brianza (2,64%).

    Valori sotto la media regionale per le province di Lecco (2,33%), Bergamo (2,15%), Cremona (2,06%), Brescia (1,82%) e Pavia (1,73%) Chiudono la graduatoria la provincia di Sondrio (1,63%), quella di Lodi (1,60%) e, all’ultimo posto, quella di Mantova (1,49%).

    In valori assoluti, la graduatoria lombarda vede al primo posto ancora una volta la provincia di Milano con 58.342 vetture elettriche/ibride (seconda in Italia dopo Roma), seguita questa volta da quella Varese (17.092), Monza e Brianza (14.947), Bergamo (14.904) e Brescia (14.833).

    Continuando a scorrere la classifica si trova la provincia Como, dove le auto green sono 10.985, seguita da quella di Pavia (6.151), Lecco (5.109) e Cremona (4.630). Le province lombarde con meno auto elettriche/ibride sono quelle di Mantova (4.120), Lodi (2.281) e Sondrio (1.905).

    Numeri forse piccoli ma destinati a crescere se si considera che, a livello nazionale, il 38% delle auto immatricolate nei primi 10 mesi del 2021 è elettrico o ibrido*; la percentuale se applicata alle immatricolazioni totali rilevate in Lombardia nel medesimo periodo, porterebbe il numero di veicoli green presenti sulle strade della regione ad oltre 230.000.

    La crescente attenzione degli italiani verso i veicoli green è confermata anche dall’indagine commissionata da Facile.it e MiaCar.it agli istituti mUp Research e Norstat, da cui è emerso che quasi 7 automobilisti su 10 comprerebbero un’auto elettrica o ibrida (67,7%); più nello specifico, il 45,1% opterebbe per un’ibrida, mentre il 22,6% per una elettrica.

    Auto elettriche: ragioni pro e contro

    Continuando ad analizzare i risultati dell’indagine e scorrendo le motivazioni dei rispondenti che hanno dichiarato di essere disposti a comprare un veicolo elettrico o ibrido emerge che il 74,8% lo farebbe per contribuire in prima persona alla riduzione dell’inquinamento.

    Molti, il 45,1%, sceglierebbero un’auto green per risparmiare sul carburante, mentre il 19,8% per avere meno limitazioni alla circolazione potendo, ad esempio, accedere alle aree Ztl così come consentito in alcune città d’Italia.

    Tra le ragioni più diffuse per l’acquisto di un veicolo a basso impatto ambientale, indicata da quasi 1 automobilista su 3, vi è, infine, la paura che presto le auto diesel e benzina non potranno più circolare.

    Guardando invece alle risposte di chi si è dichiarato contrario o indeciso, il 68% vede un grosso ostacolo nel prezzo di acquisto, il 43% nello scarso numero di punti di ricarica presenti sul territorio, mentre il 40% nella bassa autonomia di percorrenza di questi mezzi.

    Gli incentivi e il budget di spesa

    Gli incentivi hanno avuto un ruolo fondamentale nel sostenere la vendita di veicoli elettrici e ibridi. Va detto, però, che gli italiani sembrano essere, almeno sulla carta, favorevoli all’acquisto di auto green indipendentemente dalla presenza dei contributi statali.

    Alla domanda “se non ci fossero i bonus governativi, lei acquisterebbe comunque un’auto elettrica o ibrida?” il 69,8% degli intervistati ha risposto affermativamente.

    Un dato positivo che però rischia di scontrarsi con la realtà e, ancora una volta, con il costo di questi veicoli se si considera che dall’indagine è emerso che, per l’acquisto di un’auto elettrica o ibrida, gli italiani sono disposti a spendere, in media, 17.969 euro e addirittura quasi 1 su 2 non metterebbe a budget più di 15mila euro.

    Senza l’aiuto degli incentivi, risulta difficile trovare veicoli ibridi in questa fascia di prezzo, missione che diventa praticamente impossibile per quelli elettrici al 100%.

     

     

     * Fonte: Elaborazione ANFIA su dati Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti

    **Nota metodologica: Indagine mUp Research – Norstat svolta tra il 27 ed il 29 ottobre 2021 attraverso la somministrazione di n.1.072 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana adulta residente sull’intero territorio nazionale

  • Black Friday: 20 milioni di italiani a caccia di elettrodomestici

    Sono almeno 20 milioni gli italiani che cercheranno di sfruttare il Black Friday e Cyber Monday per acquistare un nuovo elettrodomestico; un bacino che potrebbe addirittura arrivare a 38milioni se gli indecisi riusciranno a trovare offerte convenienti. Il dato arriva dall’indagine realizzata dagli istituti mUp Research e Norstat per Facile.it che, a poche ore dai due appuntamenti, ha stilato la classifica dei 10 elettrodomestici più ricercati.

    La classifica

    Il primo dato emerso dall’indagine, realizzata su un campione rappresentativo della popolazione nazionale*, è che coloro che si dedicheranno allo shopping durante le due giornate hanno intenzione di acquistare, in media, 2 elettrodomestici. Ma quali sono quelli più ricercati?

    Partendo dal basso della top ten, al decimo posto si posiziona la lavatrice, indicata dal 10,5% dei rispondenti, mentre un gradino più in alto si trova il ferro da stiro (11,6%) battuto di un soffio dall’asciugatrice, che guadagna l’ottava posizione con il 12% delle preferenze.

    Al settimo e sesto posto troviamo testa a testa due robot: quello da cucina (13,7%) e il robot-aspirapolvere, oggetto del desiderio del 13,9% del campione.

    Entrando nella top five, al quinto posto si posiziona il forno a microonde, indicato dal 14,2% dei rispondenti mentre al quarto c’è l’aspirapolvere (17,8%).

    Sul gradino più basso del podio c’è uno degli elettrodomestici più “giovani” ma che, negli ultimi anni, si sta facendo spazio nelle case di milioni di italiani: la friggitrice ad aria (18,2%), mentre la seconda posizione è occupata da un decano della cucina italiana, la macchinetta del caffè (25,1%).

    Conquista lo scettro di elettrodomestico più desiderato dagli italiani in occasione del Black Friday il televisore: forse anche grazie al Bonus TV, il 32,4% dei rispondenti, vale a dire 6,5 milioni di individui, ha dichiarato di voler approfittare degli imminenti sconti per acquistare un nuovo apparecchio TV.

    Le ragioni d’acquisto

    Oltre agli sconti, quali sono le ragioni per cui milioni di italiani si dedicheranno allo shopping? Circa il 50% dei rispondenti ha dichiarato di voler comprare un nuovo elettrodomestico, dotato di funzionalità e caratteristiche migliori, per sostituire quello posseduto, considerato ormai troppo vecchio.

    Per il 38,8% invece, sarà l’occasione per integrare la propria strumentazione acquistando un oggetto che attualmente non si possiede, mentre il 28,8% sarà costretto a mettere mano al portafogli per sostituire un elettrodomestico rotto.

    Non manca, infine, chi approfitterà delle giornate di sconti per portarsi avanti con i regali di Natale (20,6%) e chi, invece, comprerà l’elettrodomestico per ridurre i consumi in bolletta (21%).

    «Cambiare elettrodomestico può contribuire ad abbattere la bolletta elettrica», spiegano gli esperti di Facile.it. «Basti pensare che, guardando alle nuove etichette energetiche, passare da un frigorifero-congelatore in classe F ad uno in classe D consente di ridurre il costo in bolletta dell’elettrodomestico del 36%; se invece sostituiamo la lavatrice, il cambio permette di risparmiare il 22% di energia elettrica*.».

     

    *Nota metodologica: Indagine mUp Research – Norstat svolta tra il 19 ed il 22 novembre 2021 attraverso la somministrazione di n.1.018 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana adulta residente sull’intero territorio nazionale

     Il calcolo sul risparmio è stato effettuato tenendo in considerazione i consumi indicati nelle nuove etichette energetiche di un frigo-congelatore con volume 400 litri e una lavatrice con capienza 7kg.

  • Auto: in Toscana solo l’1,45% è elettrico o ibrido

    A inizio anno, secondo l’analisi di Facile.it e MiaCar.it su dati ACI, le automobili elettriche e ibride presenti in Toscana erano 37.745, vale a dire appena l’1,45% del parco auto della regione (a fronte dell’1,5% rilevato a livello nazionale). Nello specifico, erano immatricolate 32.580 autovetture ibride e 5.165 elettriche.

    Guardando la suddivisione a livello territoriale emerge che la provincia con la maggior penetrazione di vetture green è Firenze, dove le auto elettriche/ibride rappresentano l’1,93% del parco auto circolante, seguita da Prato (1,83%), Lucca (1,40%) e Siena (1,26%). Continuando a scorrere la graduatoria si trovano le province di Pisa (1,25%) Massa-Carrara (1,21%) e Livorno (1,20%). Chiudono la classifica la provincia di Pistoia (1,11%), quella di Arezzo (1,06%) e, maglia nera della regione, quella di Grosseto (0,89%).

    In valori assoluti, la classifica vede al primo posto ancora una volta la provincia di Firenze, con 15.230 vetture elettriche/ibride, seguita questa volta da quelle di Lucca (3.673), Pisa (3.503) e Prato (2.931). Continuando a scorrere la graduatoria regionale, a poco distanza tra loro ci sono le province di Arezzo (2.568), Livorno (2.454) e Siena (2.401). Chiudono la classifica le province di Pistoia (2.153), Massa-Carrara (1.491) e Grosseto (1.341).

    Numeri forse piccoli ma destinati a crescere se si considera che, a livello nazionale, il 38% delle auto immatricolate nei primi 10 mesi del 2021 è elettrico o ibrido*; la percentuale se applicata alle immatricolazioni totali rilevate in Toscana nel medesimo periodo, porterebbe il numero di veicoli green presenti sulle strade della regione ad oltre 87.000.

    La crescente attenzione degli italiani verso i veicoli green è confermata anche dall’indagine commissionata da Facile.it e MiaCar.it agli istituti mUp Research e Norstat, da cui è emerso che quasi 7 automobilisti su 10 comprerebbero un’auto elettrica o ibrida (67,7%); più nello specifico, il 45,1% opterebbe per un’ibrida, mentre il 22,6% per una elettrica.

    Auto elettriche: ragioni pro e contro

    Continuando ad analizzare i risultati dell’indagine e scorrendo le motivazioni dei rispondenti che hanno dichiarato di essere disposti a comprare un veicolo elettrico o ibrido emerge che il 74,8% lo farebbe per contribuire in prima persona alla riduzione dell’inquinamento.

    Molti, il 45,1%, sceglierebbero un’auto green per risparmiare sul carburante, mentre il 19,8% per avere meno limitazioni alla circolazione potendo, ad esempio, accedere alle aree Ztl così come consentito in alcune città d’Italia.

    Tra le ragioni più diffuse per l’acquisto di un veicolo a basso impatto ambientale, indicata da quasi 1 automobilista su 3, vi è, infine, la paura che presto le auto diesel e benzina non potranno più circolare.

    Guardando invece alle risposte di chi si è dichiarato contrario o indeciso, il 68% vede un grosso ostacolo nel prezzo di acquisto, il 43% nello scarso numero di punti di ricarica presenti sul territorio, mentre il 40% nella bassa autonomia di percorrenza di questi mezzi.

    Gli incentivi e il budget di spesa

    Gli incentivi hanno avuto un ruolo fondamentale nel sostenere la vendita di veicoli elettrici e ibridi. Va detto, però, che gli italiani sembrano essere, almeno sulla carta, favorevoli all’acquisto di auto green indipendentemente dalla presenza dei contributi statali.

    Alla domanda “se non ci fossero i bonus governativi, lei acquisterebbe comunque un’auto elettrica o ibrida?” il 69,8% degli intervistati ha risposto affermativamente.

    Un dato positivo che però rischia di scontrarsi con la realtà e, ancora una volta, con il costo di questi veicoli se si considera che dall’indagine è emerso che, per l’acquisto di un’auto elettrica o ibrida, gli italiani sono disposti a spendere, in media, 17.969 euro e addirittura quasi 1 su 2 non metterebbe a budget più di 15mila euro. Senza l’aiuto degli incentivi, risulta difficile trovare veicoli ibridi in questa fascia di prezzo, missione che diventa praticamente impossibile per quelli elettrici al 100%.

     

    * Fonte: Elaborazione ANFIA su dati Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti

    **Nota metodologica: Indagine mUp Research – Norstat svolta tra il 27 ed il 29 ottobre 2021 attraverso la somministrazione di n.1.072 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana adulta residente sull’intero territorio nazionale

  • Auto: nel Lazio solo l’1,93% è elettrico o ibrido

    A inizio anno, secondo l’analisi di Facile.it e MiaCar.it su dati ACI, le automobili elettriche e ibride presenti nel Lazio erano 73.847, vale a dire appena l’1,93% del parco auto della regione (a fronte dell’1,5% rilevato a livello nazionale). Nello specifico, erano immatricolate 68.058 autovetture ibride e 5.789 elettriche.

    Guardando la suddivisione a livello territoriale emerge che la provincia con la maggior penetrazione di vetture green è Roma, dove le auto elettriche/ibride rappresentano il 2,39% del parco auto circolante, seguita a distanza da Latina (0,94%) e Viterbo (0,90%). Chiudono la graduatoria le province di Rieti (0,68%) e Frosinone (0,60%).

    In valori assoluti, la classifica vede al primo posto ancora una volta la provincia di Roma, con 65.230 vetture elettriche/ibride, seguita da quella di Latina (3.579), di Frosinone (2.176) e di Viterbo (2.096); ultima posizione per la provincia di Rieti (766).

    Numeri forse piccoli ma destinati a crescere se si considera che, a livello nazionale, il 38% delle auto immatricolate nei primi 10 mesi del 2021 è elettrico o ibrido*; la percentuale se applicata alle immatricolazioni totali rilevate nel Lazio nel medesimo periodo porterebbe il numero di veicoli green presenti sulle strade della regione ad oltre 112.000.

    La crescente attenzione degli italiani verso i veicoli green è confermata anche dall’indagine commissionata da Facile.it e MiaCar.it agli istituti mUp Research e Norstat, da cui è emerso che quasi 7 automobilisti su 10 comprerebbero un’auto elettrica o ibrida (67,7%); più nello specifico, il 45,1% opterebbe per un’ibrida, mentre il 22,6% per una elettrica.

    Auto elettriche: ragioni pro e contro

    Continuando ad analizzare i risultati dell’indagine e scorrendo le motivazioni dei rispondenti che hanno dichiarato di essere disposti a comprare un veicolo elettrico o ibrido emerge che il 74,8% lo farebbe per contribuire in prima persona alla riduzione dell’inquinamento.

    Molti, il 45,1%, sceglierebbero un’auto green per risparmiare sul carburante, mentre il 19,8% per avere meno limitazioni alla circolazione potendo, ad esempio, accedere alle aree Ztl così come consentito in alcune città d’Italia.

    Tra le ragioni più diffuse per l’acquisto di un veicolo a basso impatto ambientale, indicata da quasi 1 automobilista su 3, vi è, infine, la paura che presto le auto diesel e benzina non potranno più circolare.

    Guardando invece alle risposte di chi si è dichiarato contrario o indeciso, il 68% vede un grosso ostacolo nel prezzo di acquisto, il 43% nello scarso numero di punti di ricarica presenti sul territorio, mentre il 40% nella bassa autonomia di percorrenza di questi mezzi.

    Gli incentivi e il budget di spesa

    Gli incentivi hanno avuto un ruolo fondamentale nel sostenere la vendita di veicoli elettrici e ibridi. Va detto, però, che gli italiani sembrano essere, almeno sulla carta, favorevoli all’acquisto di auto green indipendentemente dalla presenza dei contributi statali.

    Alla domanda “se non ci fossero i bonus governativi, lei acquisterebbe comunque un’auto elettrica o ibrida?” il 69,8% degli intervistati ha risposto affermativamente.

    Un dato positivo che però rischia di scontrarsi con la realtà e, ancora una volta, con il costo di questi veicoli se si considera che dall’indagine è emerso che, per l’acquisto di un’auto elettrica o ibrida, gli italiani sono disposti a spendere, in media, 17.969 euro e addirittura quasi 1 su 2 non metterebbe a budget più di 15mila euro.

    Senza l’aiuto degli incentivi, risulta difficile trovare veicoli ibridi in questa fascia di prezzo, missione che diventa praticamente impossibile per quelli elettrici al 100%.

    * Fonte: Elaborazione ANFIA su dati Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti

    **Nota metodologica: Indagine mUp Research – Norstat svolta tra il 27 ed il 29 ottobre 2021 attraverso la somministrazione di n.1.072 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana adulta residente sull’intero territorio nazionale

  • Auto: in Liguria l’1,74% è elettrico o ibrido

    A inizio anno, secondo l’analisi di Facile.it e MiaCar.it su dati ACI, le automobili elettriche e ibride presenti in Liguria erano 14.713, vale a dire l’1,74% del parco auto della regione (rispetto all’1,5% rilevato a livello nazionale). Nello specifico, erano immatricolate 13.998 autovetture ibride e 715 elettriche.

    Guardando la suddivisione a livello territoriale emerge che la provincia con la maggior penetrazione di vetture green è Genova, dove le auto elettriche/ibride rappresentano il 2,04% del parco auto circolante, seguita da Imperia (1,47%) e Savona (1,46%). Chiude la graduatoria la provincia di La Spezia (1,40%).

    In valori assoluti, la classifica vede al primo posto ancora una volta la provincia di Genova, con 8.579 vetture elettriche/ibride, seguita questa volta da quella di Savona (2.464) e quella di Imperia (1.874); ultima posizione per la provincia di La Spezia (1.796).

    Numeri forse piccoli ma destinati a crescere se si considera che, a livello nazionale, il 38% delle auto immatricolate nei primi 10 mesi del 2021 è elettrico o ibrido*; la percentuale se applicata alle immatricolazioni totali rilevate in Liguria nel medesimo periodo, porterebbe il numero di veicoli green presenti sulle strade della regione ad oltre 24.000.

    La crescente attenzione degli italiani verso i veicoli green è confermata anche dall’indagine commissionata da Facile.it e MiaCar.it agli istituti mUp Research e Norstat, da cui è emerso che quasi 7 automobilisti su 10 comprerebbero un’auto elettrica o ibrida (67,7%); più nello specifico, il 45,1% opterebbe per un’ibrida, mentre il 22,6% per una elettrica.

    Auto elettriche: ragioni pro e contro

    Continuando ad analizzare i risultati dell’indagine e scorrendo le motivazioni dei rispondenti che hanno dichiarato di essere disposti a comprare un veicolo elettrico o ibrido emerge che il 74,8% lo farebbe per contribuire in prima persona alla riduzione dell’inquinamento.

    Molti, il 45,1%, sceglierebbero un’auto green per risparmiare sul carburante, mentre il 19,8% per avere meno limitazioni alla circolazione potendo, ad esempio, accedere alle aree Ztl così come consentito in alcune città d’Italia.

    Tra le ragioni più diffuse per l’acquisto di un veicolo a basso impatto ambientale, indicata da quasi 1 automobilista su 3, vi è, infine, la paura che presto le auto diesel e benzina non potranno più circolare.

    Guardando invece alle risposte di chi si è dichiarato contrario o indeciso, il 68% vede un grosso ostacolo nel prezzo di acquisto, il 43% nello scarso numero di punti di ricarica presenti sul territorio, mentre il 40% nella bassa autonomia di percorrenza di questi mezzi.

    Gli incentivi e il budget di spesa

    Gli incentivi hanno avuto un ruolo fondamentale nel sostenere la vendita di veicoli elettrici e ibridi. Va detto, però, che gli italiani sembrano essere, almeno sulla carta, favorevoli all’acquisto di auto green indipendentemente dalla presenza dei contributi statali.

    Alla domanda “se non ci fossero i bonus governativi, lei acquisterebbe comunque un’auto elettrica o ibrida?” il 69,8% degli intervistati ha risposto affermativamente.

    Un dato positivo che però rischia di scontrarsi con la realtà e, ancora una volta, con il costo di questi veicoli se si considera che dall’indagine è emerso che, per l’acquisto di un’auto elettrica o ibrida, gli italiani sono disposti a spendere, in media, 17.969 euro e addirittura quasi 1 su 2 non metterebbe a budget più di 15mila euro.

    Senza l’aiuto degli incentivi, risulta difficile trovare veicoli ibridi in questa fascia di prezzo, missione che diventa praticamente impossibile per quelli elettrici al 100%.

     

    * Fonte: Elaborazione ANFIA su dati Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti

    **Nota metodologica: Indagine mUp Research – Norstat svolta tra il 27 ed il 29 ottobre 2021 attraverso la somministrazione di n.1.072 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana adulta residente sull’intero territorio nazionale

  • Auto: in Abruzzo solo lo 0,9% è elettrico o ibrido

    A inizio anno, secondo l’analisi di Facile.it e MiaCar.it su dati ACI, le automobili elettriche e ibride presenti in Abruzzo erano 8.085, vale a dire appena lo 0,9% del parco auto della regione. Nello specifico, erano immatricolate 7.596 autovetture ibride e 489 elettriche.

    Guardando la suddivisione a livello territoriale emerge che la provincia con la maggior penetrazione di vetture green è Pescara, dove le auto elettriche/ibride rappresentano l’1,09% del parco auto circolante, seguita da Teramo (0,88%) e L’Aquila (0,85%). Chiude la graduatoria la provincia di Chieti (0,81%).

    In valori assoluti, la classifica vede al primo posto ancora una volta la provincia di Pescara, con 2.209 vetture elettriche/ibride, seguita questa volta da quella di Chieti (2.138) e di Teramo (1.897); ultima posizione per la provincia de L’Aquila (1.841).

    Numeri forse piccoli ma destinati a crescere se si considera che, a livello nazionale, il 38% delle auto immatricolate nei primi 10 mesi del 2021 è elettrico o ibrido*; la percentuale se applicata alle immatricolazioni totali rilevate in Abruzzo nel medesimo periodo, porterebbe il numero di veicoli green presenti sulle strade della regione ad oltre 15.000.

    La crescente attenzione degli italiani verso i veicoli green è confermata anche dall’indagine commissionata da Facile.it e MiaCar.it agli istituti mUp Research e Norstat, da cui è emerso che quasi 7 automobilisti su 10 comprerebbero un’auto elettrica o ibrida (67,7%); più nello specifico, il 45,1% opterebbe per un’ibrida, mentre il 22,6% per una elettrica.

    Auto elettriche: ragioni pro e contro

    Continuando ad analizzare i risultati dell’indagine e scorrendo le motivazioni dei rispondenti che hanno dichiarato di essere disposti a comprare un veicolo elettrico o ibrido emerge che il 74,8% lo farebbe per contribuire in prima persona alla riduzione dell’inquinamento.

    Molti, il 45,1%, sceglierebbero un’auto green per risparmiare sul carburante, mentre il 19,8% per avere meno limitazioni alla circolazione potendo, ad esempio, accedere alle aree Ztl così come consentito in alcune città d’Italia.

    Tra le ragioni più diffuse per l’acquisto di un veicolo a basso impatto ambientale, indicata da quasi 1 automobilista su 3, vi è, infine, la paura che presto le auto diesel e benzina non potranno più circolare.

    Guardando invece alle risposte di chi si è dichiarato contrario o indeciso, il 68% vede un grosso ostacolo nel prezzo di acquisto, il 43% nello scarso numero di punti di ricarica presenti sul territorio, mentre il 40% nella bassa autonomia di percorrenza di questi mezzi.

    Gli incentivi e il budget di spesa

    Gli incentivi hanno avuto un ruolo fondamentale nel sostenere la vendita di veicoli elettrici e ibridi. Va detto, però, che gli italiani sembrano essere, almeno sulla carta, favorevoli all’acquisto di auto green indipendentemente dalla presenza dei contributi statali.

    Alla domanda “se non ci fossero i bonus governativi, lei acquisterebbe comunque un’auto elettrica o ibrida?” il 69,8% degli intervistati ha risposto affermativamente.

    Un dato positivo che però rischia di scontrarsi con la realtà e, ancora una volta, con il costo di questi veicoli se si considera che dall’indagine è emerso che, per l’acquisto di un’auto elettrica o ibrida, gli italiani sono disposti a spendere, in media, 17.969 euro e addirittura quasi 1 su 2 non metterebbe a budget più di 15mila euro.

    Senza l’aiuto degli incentivi, risulta difficile trovare veicoli ibridi in questa fascia di prezzo, missione che diventa praticamente impossibile per quelli elettrici al 100%.

     

    * Fonte: Elaborazione ANFIA su dati Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti

    **Nota metodologica: Indagine mUp Research – Norstat svolta tra il 27 ed il 29 ottobre 2021 attraverso la somministrazione di n.1.072 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana adulta residente sull’intero territorio nazionale