Sonorità indie pop si alternano all’alternative rock
per raccontare la nostalgia dei bei tempi passati
in radio dal 2 settembre
Una cosa così è il quinto singolo della band genovese. Ritroviamo i suoni alternative rock delle chitarre, come nel singolo precedente, che qui si uniscono a sonorità più indie pop per creare un mood nostalgico. Da un lato il sapore lento della domenica, degli ultimi momenti di svago e i ricordi delle estati infinite; dall’altro la consapevolezza che la vita è un circolo perpetuo che va vissuto accogliendo tutto quello che il futuro riserva, senza restare ancorati al passato.
Gli ZUENO sono una band genovese composta da Alessandro Mazzeo (voce e chitarra ritmica), Andrea De Sotgiu (batteria) e Nicolò Sgorbini (chitarra solista). Nati in una sala prove sulle alture di Genova, lavorano a lungo alle loro canzoni che rimangono per molto chiuse nel cassetto. Il sodalizio con il cantautore Zibba li ha portati a trovare la formula giusta per mettere in ordine le idee e pubblicare “Cartolina” il loro primo singolo, uscito il 15 dicembre 2020 per Metatron. Con la stessa formula del primo, pubblicano il 23 marzo 2021 il loro secondo singolo “Le Chiavi di Casa”. Il 2 dicembre 2021 esce “E Se Poi Vieni a Cercarmi”, fuori sempre per Metatron e prodotto da Simone Sproccati. L’8 luglio 2022 esce per Orangle Records “Abbastanza” il nuovo singolo della band prodotto insieme a Gianluca Polizzi. Nell’estate del 2022 vengono scelti per le finali nazionali dell’Arezzo Wave e partecipano alla prima edizione del SAMARA Festival (AQ) vincendo il premio “Palazzo Ferrante” per la miglior performance live e il premio “Franco Califano” per il miglior testo.
Il 2 settembre 2022 esce “Una Cosa Così”, il quinto singolo della band.
Un viaggio nella psiche umana. Un tuffo nella schiettezza della realtà che si perde in un mistico sogno fatto di luci ed ombre
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Release album 22 aprile
Speranze e ombre si alternano in questi cinque brani che raccontano differenti storie e stati d’animo: dalla profonda introspezione dovuta alla sofferenza per un amore perduto, alla voglia di lasciarsi trasportare dalla passione; in mezzo, cadute e risalite, sogni e viaggi, dolori e gioie che accompagnano la vita di ciascuno di noi.
Ogni brano si lascia raccontare dalle parole, ma soprattutto dalla musica che cerca di creare l’atmosfera giusta per far rivivere il mood che accompagna la canzone.
Le chitarre a tratti spronano a lasciarsi andare all’euforia e all’anarchia, sotto lunghe note che squarciano come lampi l’atmosfera soave creata da un violino che non è solo un accompagnamento, ma colonna portante della sonorità Ficstrip. Le fondamenta su cui si regge tutto quanto sono una batteria potente, ma precisa ed essenziale, che trasmette il giusto ordine a tutto, ed un basso in grado di trasformarsi, all’occorrenza, nel principale motore di ritmicità e profondità delle canzoni.
L’EP è stato prodotto e registrato presso EDAC STUDIO, https://www.edacstudio.it/, noto per i lavori svolti con Gorillaz, Nic Cester e Giorgieness.
TRACK BY TRACK
Fallin’ Down
Il lento di questo viaggio musicale. Parla di amore, di viaggi, di crescita e di ritorni, con una melodia per cuori spezzati da ascoltare guardando attraverso il vetro appannato della finestra, alla ricerca di qualcosa di nuovo. Persi nel nostro sfuocato labirinto di sensazioni passate, ci perdiamo e ci nascondiamo dalla verità e non accettiamo questo triste epilogo, raccontiamo bugie a noi stessi, ma in fondo quello che desideriamo è solo un ultimo piccolo assaggio di quella felicità che sappiamo non riavremo mai.
The Fugitive
Il brano più spensierato dell’EP cerca di correre via come trasportato dal vento caldo nel deserto di Sonora. Il tema del viaggio come via di fuga attraversa tutta la canzone; un bisogno di nascondersi o di avere la possibilità di crearsi una nuova vita da qualche parte nel mondo. Una chitarra leggera delinea la traccia portando l’ascoltatore ad un ritornello che si insinua tra le sinapsi e non va più via. L’intensità della voce, coinvolge e rapisce con lo scopo di divertire chi ascolta e di portarlo a perdersi in una strada deserta, senza confini né orizzonti.
Massive Icefall
La traccia della metamorfosi, della transizione, delle trasformazioni che ognuno di noi, volente o nolente, deve affrontare nella vita. A volte il cambiamento sembra difficile e impossibile, ma necessario per evitare l’autodistruzione. Nel testo i riferimenti più o meno espliciti all’autodistruzione si intrecciano su più livelli di lettura, a partire dai temi ambientali come lo sfruttamento incontrollato delle risorse del pianeta e il cambiamento climatico in atto, passando per la fine di una storia d’amore, fino a giungere al tema sociale relativo allo stereotipo di “donna oggetto”. Nonostante i molteplici livelli di lettura presenti in questa “allegoria” della società moderna, la chiave per comprenderli è una: «Se non saremo noi i protagonisti del cambiamento, se continueremo a fingere di cambiare tutto per far sì che in realtà non cambi nulla, sarà il cambiamento a travolgere noi stessi».
D.I.D.
Forse il brano più eccentrico di tutto l’EP, un rincorrersi tra le parti armoniche e quelle ritmiche, una schizofrenia che fa da colonna sonora a un testo ermetico, un viaggio onirico a occhi aperti, una sorta di Divina Commedia in musica. Atmosfere evanescenti costellate da immagini idilliache distorte, una contrapposizione costante tra la calma apparente e l’incedere impetuoso di passioni nascoste. Questa contrapposizione è data anche dall’alternarsi delle parti strumentali che da un lato sono trasportate dall’arpeggio di chitarra e dall’altro, con l’incombere del ritornello, travolgono con un ritmo potente che trascina la canzone verso un epilogo esplosivo.
Sweet Shiny Soul
Ultima tappa del viaggio interiore che l’EP vuole rappresentare tra luci e ombre, negatività e speranze, cadute e risalite. Brano energico, dove la parte ritmica è preponderante e dà la carica a un testo che vuole essere elogio alla riscossa e al ritorno alla vita. Una canzone che parla del lasciarsi alle spalle avvenimenti che hanno messo a dura prova il fisico e lo spirito; condizioni passate che avrebbero potuto abbatterci, ma che invece abbiamo affrontato con forza e coraggio. Il sound del brano è un mix tra indie e punk rock anni ‘90 e 2000, con ritmo sferzante e ritmiche potenti, un bel basso distorto che accompagna tutto il pezzo, a cui si appoggiano poi nel ritornello un violino impetuoso e chitarre sfacciate.
Il progetto FICSTRIP nella formula attuale nasce a fine 2020 con l’intento di produrre pezzi inediti che fossero il riassunto degli ultimi tumultuosi anni vissuti dai membri della band all’interno e al di fuori di essa. Anche il titolo “Hopes and Shadows” del nuovo EP, affidato alla produzione di EDAC STUDIO e in uscita nel 2022, richiama i sentimenti contrastanti che hanno caratterizzato la realizzazione di ognuna delle canzoni, sentimenti legati principalmente al disagio generato dalle contrapposizioni della società moderna. La band è composta da Jym (voce), Zullo (chitarra ritmica e cori), Mattia (chitarra solista), Oriana (violino), Dave (batteria) ed Elly (basso), attivi da molti anni, anche con altri progetti, nella scena musicale delle province di Varese e Como, condividendo il palco con altri musicisti affermati nel territorio. Ogni membro del gruppo con le sue relative esperienze è diametralmente opposto all’altro. Il risultato, pur strizzando l’occhio a sonorità tipiche del pop rock, è difficilmente classificabile: dolce ma ruvido, onirico ma pragmatico. L’unico comune denominatore della band è il fortissimo senso di appartenenza alla provincia profonda e il sincero rifiuto della grande città come punto di riferimento. L’11 febbraio 2022 esce il primo singolo estratto dall’EP, “Fallin’ Down”, seguito da “Massive Icefall” pubblicato il 1 aprile.
L’eclettica band della Garbatella propone un brano che sa ben amalgamare le proprie radici grunge e rock allo spirito catchy e contemporaneo del reggaeton.
“Sweet Cherry” è un singolo (il secondo edito), che riesce a catturare le sfumature e le personalità di ogni membro del gruppo “Middle Disaster”. La base reggaeton che accompagna le strofe della canzone è nata quasi per gioco, rivisitando uno dei più famosi generi latini: «abbiamo pensato che effettivamente nulla ci vietasse di costruire una solida canzone rock su un ritmo così caldo e accattivante» – spiegano i ragazzi della band romana.
L’animo orecchiabile del brano si è poi arricchito, nel ritornello, di venature grunge tipiche del background dell’intero gruppo, e atmosfere rock’n’roll che hanno trovato spazio nell’assolo di chitarra. Il testo passionale (scritto a quattro mani dai componenti della band), ruota attorno alla figura di una ragazza difficile da raggiungere e conquistare.
Etichetta: Mystic Records
Radio date: 2 ottobre 2020
BIO
Middle Disaster sono un gruppo alternative-rock, formatosi nel 2017 in uno dei quartieri storici della Capitale: la Garbatella. Il loro sound varia dal blues al rock, passando per il punk. Un gruppo eclettico, la cui vena creativa si esprime attraverso la personalità e l’abilità di tutti e quattro i membri: una chitarra aggressiva in puro stile punk, una voce graffiante, un basso deciso ed una batteria potente. Vincitori, nell’estate del 2018, del Metal Radio Contest, i Middle Disaster riescono a conquistare l’attenzione del pubblico, suscitando stupore ed adrenalina nel cuore dei loro ascoltatori. Dopo aver mosso i primi passi a livello musicale in diversi locali della movida romana, i Middle Disaster, nei primi mesi del 2020, firmano il loro primo contratto discografico con la Mystic Records, casa produttrice dei loro primi due primi singoli: Fire In Your Veins e Sweet Cherry.
Formazione: Maria Rosaria Minichiello voce principale e chitarra, David Rubera alla chitarra principale e cori, Daniele Santangeli al basso, Fabrizio Mondragon allabatteria e percussioni.
Pubblicato dall’etichetta alternativa White Dolphin Records ,”BLOW!” è l’album d’esordio dei D.I.Y. with Malice.
Uscito in anteprima sulla piattaforma di Bandcamp il 20 marzo, “BLOW!” è l’album d’esordio del progetto e band D.I.Y. with Malice. Registrato a Udine presso la Ramkard e pubblicato dalla label digitale White Dolphin Records, “BLOW!” è il risultato di una interazione musicale e artistica realizzata tramite “l’ online music file sharing” tra diversi artisti.
“BLOW!” è un album indie/rock strumentale. E’ un lavoro nostalgico perché pieno di reminescenze ed influenze di altre band in un piccolo condensato, dalle atmosfere rarefatte e perennemente primaverili. Ma per niente malinconico nell’attitudine. Le chitarre baritone sono calde con un sound esasperatamente lo-fi , dove lo shimmer è il protagonista assoluto che accompagna tutte le otto tracce dell’opera.
“BLOW!” non è caos o dinamismo forsennato, ma una lucida opera psichedelica tutta giocata su contrasti tra distorsione e melodia, violenza e atmosfera, tensione e rilassamento, luce e ombra; una doppia natura che rispecchia la bellissima anomala copertina del disco.
“BLOW!” dei D.I.Y. with Malice è disponibile sulla piattaforma di Bandcamp e dall’ 8 aprile su altri digital music store.
Il secondo brano estratto dall’album “Il Grido” è lo specchio della cultura dei tempi correnti raccontato dal punto di vista cinico e disincantato dei quattro musicisti che hanno fatto del noise un atto di galanteria.
“Hey siete bravissimi! perché non andate a X-factor?” Questa è la domanda che ci è stata rivolta più volte in assoluto e che ci ha sempre messo in difficoltà. Non siamo mai riusciti a rispondere davvero come avremmo voluto, in maniera sincera e spassionata. Questo pezzo è la nostra risposta definitiva, insindacabile, senza diritto di replica. Il Grido
L’ andamento delle strofe è nervoso, ricco di dissonanze che creano un sound spigoloso e aggressivo quanto il flusso di coscienza delle parole. Nei ritornelli il tempo e la melodia si distendono, il suono si fa più aperto, come a voler sottolineare la sensazione di liberazione che si prova dopo aver gridato la nostra idea, a squarciagola, fuori dal coro.
L’ album de Il Grido è frutto di un lungo lavoro di ricerca da parte della band, che sente di dover fare un passo avanti rispetto al primo EP, uscito nel 2013. Gli arrangiamenti avvolgono melodie particolari e testi diretti, i ritornelli cercano casa nella testa di chi ascolta.
DICONO DI LORO
«Celebrano un genere musicale con molto rispetto, competenza e soprattutto personalità».FullSong
«Il Grido […] mi ha regalato un ascolto davvero sfizioso, bello, interessante e di antichi sapori».RadioTweetItalia
«Un esordio ma anche una bella prova che attinge ai tempi del grande rock in vinile ma lo attualizza».Just Kids Magazine
«Una delle più interessanti rock band della scena alternative – quella verace aggiungerei io – si presenta alla critica e alla stampa con un lavoro decisamente pieno di aspettative ma anche ricco di ispirazione».VentoNuovo
«L’esordio dei romani Il Grido con questo disco omonimo in cui troviamo 11 inediti è certamente un modernissimo dizionario di rock alternativo, dove si torna a sentir suonare davvero ogni singolo strumento e dove fanno rumore anche le dita».Music Letter
«Se questo disco non l’avessero scritto sarebbero morti perché trasuda necessità e importanza personale». Sound Contest
«Un’identità ben precisa che spinge forte sulle distorsioni restando in equilibrio tra raffinatezza e noise, combinandosi all’impatto del rock declinato in diverse sfumature». Italia Art Magazine
«Il Grido ha sapientemente saputo mescolare insieme varie attitudini creando un album molto compatto, che riesce a tenere sempre alta l’asticella della qualità e della potenza sonora». Clap Bands.
«È un ascolto interessante, ricco di stimoli e spunti di riflessione».La Musica Rock
«Il cd della band rappresenta un mix fuori dal comune che mette insieme heavy rock e musica italiana […] possiamo tranquillamente affermare che l’album Il Grido rappresenta un vero e proprio esperimento stilistico».New Feeling
«Un album veramente ben fatto e coinvolgente che possiede la giusta attitudine grunge combinata a sonorità stoner ed alternative per un risultato davvero eccezionale!».Onda Musicale
«Undici brani solidi, con testi convincenti […] canzoni potenti, trascinanti, che sanno dove andare a parare». Grandi Palle di Fuoco
«Un disco dal sound potente che si inserisce nella migliore tradizione del rock made in Italy». BlogFoolk
«Un album che, dopo il primo ascolto, lascia addosso la voglia di vedere Il Grido dal vivo, pregustandone la carica adrenalinica, il pogo, il sudore». Mescalina
«Il Grido è una delle band alternative rock più interessanti del panorama musicale italiano». Ocanera Rock
«Il ritorno del rock, una botta di adrenalina» Rockerilla
«Dalla scena romana c’è anche grande rock. Quindi non solo cantautori…» Musicbox
«Andate a vedere Il Grido dal vivo…e non perdete tempo a pettinarvi, a quello ci penseranno gli amplificatori» Music Map
«Rabbia e rivoluzione in un suono arrogante e maleducato”…”il vero Alternative made in Italy dei tempi moderni» 100 Decibel
Pubblicazione album: aprile 2017
Etichetta: Volume!
Band:
Giuseppe Di Bianca – voce/chitarra
Andrea Jannicola – chitarra
Davide Costantini – basso
Lorenzo Spurio Pompili – batteria
BIO
Il Grido Nasce nel 2012 da un’idea di Andrea Jannicola (chitarra) e Giuseppe Di Bianca (voce), e già nell’ anno successivo esce il primo Ep fatto da quattro inediti con relativi videoclip e una cover. Dopo diversi cambi la formazione diventa stabile e definitiva nel 2014 con Davide Costantini al basso e Lorenzo Spurio Pompili alla batteria. L’affiatamento ora è tanto, le prove si fanno regolari e intense e vanno di pari passo con una costante attività live tra festival, aperture a gruppi ben noti e clubs. Garage e palchi forgiano presto un suono nuovo dal carattere inconfondibile e undici pezzi di grande impatto che la band registra nel luglio 2016. Il primo disco de Il Grido verrà pubblicato il primo aprile 2017 sotto il marchio della Volume!. Il resto è ancora tutto da scrivere.