Categoria: Economia e Finanza

  • News contabilità, fatturazione, bilancio, fiscale, paghe GB – Settimana n. 13 anno 2019

    Ricezione 730-04 2019: rilascio applicazione (25/03/2019)

    Il Direttore dell’Agenzia delle Entrate ha approvato il nuovo modello Ricezione 730-4 con provvedimento n. 58168 del 12 marzo 2019.
    Con l’aggiornamento odierno è disponibile la nuova applicazione Ricezione 730-4. Di seguito elenchiamo le novità che presenta il modello 2019.
    Il nuovo modello “Ricezione 730-4” è composto da due prospetti tra loro alternativi….

    Paghe GB Web 2019: Stampa prospetto contabile con campi settore (26/03/2019)

    E’ possibile personalizzare la stampa del prospetto contabile mediante l’utilizzo della sezione Campi Settore
    Ad esempio se un’azienda ha in forza sia dipendenti che collaboratori, potrà suddividere i relativi costi filtrando la tipologia di rapporto di lavoro. Il software produrrà due prospetti contabili separati.
    Paghe GB Web permette di gestire questo tipo di casistica effettuando i seguenti passaggi…

    Società di comodo: blocco utilizzo credito Iva 2018 (27/03/2019)

    Le società di comodo si definiscono tali quando non superano il test dell’operatività, così come dispsoto dall’art.30 legge724/94, oppure se sono in perdita sistematica per cinque periodi di imposta consecutivi, o per quattro periodi sono in perdita e nel quinto esercizio non conseguono il reddito minimo, determinato ai sensi dell’art 3, comma 3, legge 724/94.
    La disciplina delle società di comodo si applica a società di capitali, società di persone e altre società ed enti di ogni tipo, non residenti, con stabile organizzazione in Italia, indipendentemente dal regime contabile adottato.
    Lo status di società di comodo comporta delle conseguenze fiscali.

    Bilancio Straordinario 2019 con tassonomia 2018: rilascio applicazione (28/03/2019)

    Nella piattaforma GB è disponibile da oggi l’operazione Bilancio Straordinario 2019, per predisporre un bilancio XBRL relativo all’esercizio 2019 adottando la tassonomia 2018.
    Sempre più spesso ci viene richiesto un Bilancio con Nota negativa XBRL ad una certa data dell’anno corrente (banche, tribunali, operazioni straordinarie ecc.). Nell’applicazione Bilancio Europeo esercizio 2018 è ora presente un menù apposito da cui abilitare un bilancio macro-voce relativo ad una qualunque data2019, in aggiunta al bilancio tradizionale 2018 e al tardivo 2016.
    Eseguendo l’update, il bilancio straordinario 2019…

    Modello Iva TR 2019: rilascio applicazione (29/03/2019)

    Eseguendo l’update del software, è disponibile il modello IVA TR 2019 per la richiesta di rimborso o per l’utilizzo in compensazione del credito IVA trimestrale, approvato con provvedimento dell’Agenzia delle Entrate n.64421 del 19 marzo 2019.
    La dichiarazione accoglie le modifiche apportate dall’art. 3 comma 2 del DL 50/2017 (conv. L. 96/2017) il quale introduce l’obbligo di apposizione del visto di conformità per l’utilizzo in compensazione orizzontale del credito IVA trimestrale al di sopra di 5000 € annui.
    Per i contribuenti che applicano gli Isa e sono esonerati dall’apposizione del visto di conformità, è prevista l’indicazione di un codice nel caso in cui il rimborso richiesto non superi un importo mdi 50.000 euro annui, ai sensi dell’art.9-bis, comma 11, lett.b), del D.L. n.50 del 2017.

    Gli articoli completi sono disponibili sul sito del software INTEGRATO GB, reputato dagli utenti GB come il miglior software per commercialisti in riferimento al rapporto qualità/prezzo.

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  • Prestiti: in Calabria si chiedono in media 12.960 euro

    In Calabria lo scorso anno i cittadini hanno fatto ricorso al credito al consumo in maniera importante e, secondo l’osservatorio di Facile.it e Prestiti.it, realizzato su un panel di quasi 5mila domande di prestito personale presentate da utenti della regione, chi si è rivolto ad una finanziaria nel 2018 ha cercato di ottenere, in media, 12.960 euro da restituire in 67 rate (poco più di 5 anni e mezzo). L’età media dei richiedenti è pari a 43 anni ma se si guardano più da vicino le fasce anagrafiche emerge che quasi 1 richiesta su 3 (29%) proviene da un under 35.

    Ma quali sono le motivazioni che hanno spinto i calabresi a richiedere un prestito personale? Analizzando le domande di finanziamento per le quali è stata specificata la finalità emerge che, nel 2018, i prestiti più richiesti in Calabria sono stati quello per ristrutturare casa (26,1% del totale richieste) e quello per l’acquisto di un’auto usata (17,9%), anche se entrambi risultano in calo rispetto al 2017, rispettivamente del -3,7% e del -1%.

    La tipologia di prestito che invece nell’ultimo anno è cresciuta maggiormente in Calabria è quello per il consolidamento debiti, il cui peso sul totale prestiti richiesti è aumentato di 3 punti percentuali, passando dall’11% del 2017 al 14% del 2018. In crescita anche il peso dei prestiti personali richiesti per ottenere liquidità (13,3% del totale, +1,6 punti percentuali rispetto al 2017) e quelli per l’acquisto di arredamento (7,2%, +1,2 punti percentuali).

    «L’aumento di richieste per il consolidamento debiti è un segnale di come i calabresi siano sempre più attenti al risparmio, anche nell’ambito dei prestiti personali», spiega Andrea Bordigone, responsabile prestiti di Facile.it. «Sono sempre più numerosi i consumatori che, consapevoli delle opportunità offerte dal mercato, e in particolare dai prestiti del canale online, scelgono di consolidare un debito in corso passando ad una finanziaria che offre tassi di interesse più contenuti.».

    L’andamento provinciale

    Analizzando le richieste di finanziamento in ottica territoriale emerge che Vibo Valentia è la provincia calabrese dove sono stati richiesti gli importi medi più alti (13.830 euro, il 7% in più rispetto alla media regionale); seguono in classifica le province di Cosenza (12.934 euro) e Catanzaro (12.923 euro). Gli importo medi più bassi, invece, sono stati richiesti in provincia di Reggio Calabria (12.860 euro) e in quella di Crotone (12.727 euro).

    Interessante notare come, a seconda della provincia presa in esame, vari sensibilmente anche l’età media di coloro che hanno presentato domanda di prestito. I richiedenti più giovani sono quelli di Vibo Valentia e Crotone (età media 42 anni) mentre l’età media più alta è stata registrata nella provincia di Catanzaro (44 anni). Differenze significative sono state evidenziate anche rispetto alla durata media del prestito richiesto, che varia dalle 66 rate di Catanzaro e Vibo Valentia alle 69 di Cosenza.

     

  • Prestiti: in Campania cresce il consolidamento debiti

    In Campania lo scorso anno i cittadini hanno fatto ricorso al credito al consumo in maniera importante e, secondo l’osservatorio di Facile.it e Prestiti.it, realizzato su un panel di circa 13mila domande di prestito personale presentate da utenti della regione, chi si è rivolto ad una finanziaria nel 2018 ha cercato di ottenere, in media, 12.959 euro da restituire in 67 rate (poco più di 5 anni e mezzo).

    L’età media dei richiedenti è pari a 42 anni ma se si guardano più da vicino le fasce anagrafiche emerge che quasi 1 richiesta su 3 (31%) proviene da un under 35, valore superiore alla media nazionale dove la percentuale di richiedenti con meno di 35 anni si ferma al 29%.

    Ma quali sono le motivazioni che hanno spinto i campani a richiedere un prestito personale? Analizzando le domande di finanziamento per le quali è stata specificata la finalità emerge che, nel 2018, i prestiti più richiesti nella regione sono stati quelli per ristrutturare casa (24,5%) e per acquistare un’auto usata (17,4%), anche se entrambi risultano in calo rispetto al 2017, rispettivamente del -6,7% e del -2%.

    La tipologia di prestito che invece nell’ultimo anno è cresciuta maggiormente in Campania è il consolidamento debiti, il cui peso sul totale prestiti richiesti è aumentato di 6,1 punti percentuali, passando dal 7,6% del 2017 al 13,7% del 2018.

    «L’aumento di richieste per il consolidamento debiti è un segnale di come i campani siano sempre più attenti al risparmio, anche nell’ambito dei prestiti personali», spiega Andrea Bordigone, responsabile prestiti di Facile.it. «Sono sempre più numerosi i consumatori che, consapevoli delle opportunità offerte dal mercato, e in particolare dai prestiti del canale online, scelgono di consolidare un debito in corso passando ad una finanziaria che offre tassi di interesse più contenuti.».

    In crescita, si legge nell’analisi, anche i prestiti personali richiesti per ottenere liquidità (15,5% del totale, +4,1 punti percentuali rispetto al 2017) e quelli per le cure mediche (4% del totale, +1,5 punti percentuali). Peculiare, inoltre, è il dato relativo ai finanziamenti chiesti per pagare matrimoni e cerimonie che, in Campania, sono aumentati di 1 punto percentuale raggiungendo il 4,4% del totale prestiti richiesti nella regione, vale a dire quasi il doppio rispetto alla media nazionale (2,4%).

    Le differenze provinciali

    Analizzando le richieste di finanziamento in ottica territoriale emerge che Salerno è la provincia campana dove sono stati richiesti gli importi medi più alti (13.612 euro, il 5% in più rispetto alla media regionale); seguono in classifica le province di Benevento (13.046 euro) e Napoli (12.920 euro). Gli importi medi più bassi, invece, sono stati richiesti in provincia di Avellino (12.594 euro) e in quella di Caserta (12.559 euro).

    Interessante notare, inoltre, come, a differenza di altre regioni d’Italia, non emergono differenze provinciali significative rispetto all’età media dei richiedenti prestito, che varia tra i 42 e 43 anni, e la durata media dei prestiti richiesti, che varia tra i 66 e i 67 mesi.

  • Prestiti: in Lombardia si chiede il 2,6% in più della media nazionale

    In Lombardia lo scorso anno i cittadini hanno fatto ricorso al credito al consumo in maniera importante e, secondo l’osservatorio di Facile.it e Prestiti.it, realizzato su un panel di oltre 56mila domande di prestito personale presentate da utenti della regione, chi si è rivolto ad una finanziaria nel 2018 ha cercato di ottenere, in media, 13.225 euro, vale a dire il 2,6% in più rispetto alla media nazionale, importo che i richiedenti intendono rimborsare in 67 rate (poco più di 5 anni e mezzo).

    Ma quali sono le ragioni che hanno spinto i lombardi a richiedere un prestito? Analizzando le domande di finanziamento per le quali è stata specificata la finalità emerge che, nel 2018, il prestito personale più richiesto in Lombardia è stato quello per acquistare l’auto usata (20,5% del totale richieste), seguito da quello per ristrutturare casa (19,9%). La tipologia di prestito personale che però è cresciuta maggiormente lo scorso anno è quella per il consolidamento debiti, il cui peso sul totale prestiti è aumentato di ben 4,3 punti percentuali passando dall’11,3% del 2017 al 15,8%. Aumento significativo anche per i prestiti personali richiesti per acquistare un immobile (4,9% del totale, in aumento di 2 punti percentuali rispetto al 2017).

    «L’aumento di richieste per il consolidamento debiti è un segnale di come i lombardi siano sempre più attenti al risparmio, anche nell’ambito dei prestiti personali», spiega Andrea Bordigone, responsabile prestiti di Facile.it. «Sono sempre più numerosi i consumatori che, consapevoli delle opportunità offerte dal mercato, e in particolare dai prestiti del canale online, scelgono di consolidare un debito in corso passando ad una finanziaria che offre tassi di interesse più contenuti.».

    Analizzando le richieste di finanziamento in ottica territoriale emerge che Lodi è la provincia lombarda dove sono stati richiesti gli importi medi più alti (14.165 euro, il 7% in più rispetto alla media regionale); seguono in classifica la provincia di Varese (13.792 euro), quella di Brescia (13.725 euro) e Lecco (13.705 euro). Valori sopra la media regionale anche per Como (13.616 euro), Mantova (13.351 euro) e Sondrio (13.303 euro). La cifra media richiesta in provincia di Milano è pari a 13.189 euro, sostanzialmente in linea con la media lombarda, mentre gli importi medi più bassi sono quelli richiesti a Pavia (12.688 euro), Bergamo (12.786 euro), Cremona (12.891 euro) e Monza Brianza (12.985 euro)

    Se a livello territoriale non emergono differenze particolarmente significative rispetto all’età media dei richiedenti (inclusa, a seconda dell’area, in un forbice tra i 40 e i 42 anni), variazioni importanti sono state rilevate analizzando la durata media dei prestiti richiesti, che varia tra le 64 mensilità previste della provincia di Sondrio e le 70 mensilità della provincia di Lodi.

  • Prestiti: in Piemonte si chiedono 13.000 euro

    In Piemonte lo scorso anno i cittadini hanno fatto ricorso al credito al consumo in maniera importante e, secondo l’osservatorio di Facile.it e Prestiti.it, realizzato su un panel di oltre 12.000 domande di prestito personale presentate da utenti della regione, chi si è rivolto ad una finanziaria nel 2018 ha cercato di ottenere, in media, 12.986 euro da restituire in 67 rate (poco più di 5 anni e mezzo).

    L’età media dei richiedenti è pari a 42 anni ma se si guardano più da vicino le fasce anagrafiche emerge che quasi 1 richiesta su 3 (32%) proviene da un under 35, valore superiore alla media nazionale dove la percentuale di richiedenti con meno di 35 anni si ferma al 29%.

    Ma quali sono le ragioni che hanno spinto i piemontesi a richiedere un prestito personale? Analizzando le domande di finanziamento per le quali è stata specificata la finalità emerge che, nel 2018, i prestiti più richiesti nella regione sono stati quello per l’acquisto di un’auto usata (18,8%) e quello per ristrutturare casa (18,6%), anche se entrambi risultano in calo rispetto al 2017, rispettivamente del -3,6% e del -2,7%.

    La tipologia di prestito che invece nell’ultimo anno è cresciuta maggiormente in Piemonte è il consolidamento debiti, il cui peso sul totale prestiti richiesti è aumentato di 5,2 punti percentuali, passando dall’11,9% del 2017 al 17,2% del 2018. In crescita anche i prestiti personali richiesti per pagare i costi legati alle cure mediche (4,7% del totale, in crescita di 1,7 punti percentuali rispetto al 2017).

    «L’aumento di richieste per il consolidamento debiti è un segnale di come i piemontesi siano sempre più attenti al risparmio, anche nell’ambito dei prestiti personali», spiega Andrea Bordigone, responsabile prestiti di Facile.it. «Sono sempre più numerosi i consumatori che, consapevoli delle opportunità offerte dal mercato, e in particolare dai prestiti del canale online, scelgono di consolidare un debito in corso passando ad una finanziaria che offre tassi di interesse più contenuti.».

    Analizzando le richieste di finanziamento in ottica territoriale emerge che Alessandria è la provincia piemontese dove sono stati richiesti gli importi medi più alti (13.352 euro, il 3% in più rispetto alla media regionale); seguono in classifica le province di Asti (13.204 euro), Torino (13.031 euro) e Novara (12.993 euro). Guardando la classifica nel senso opposto, gli importi medi più bassi sono stati registrati nelle province di Biella (12.219 euro), Verbano-Cusio-Ossola (12.537 euro), Cuneo (12.614 euro) e Vercelli (12.748 euro).

    Interessante notare, inoltre, come anche l’età media di coloro che hanno presentato domanda di finanziamento vari a seconda della provincia presa in esame; i richiedenti più giovani sono quelli di Asti, Novara e Vercelli (età media 41 anni), mentre l’età media più alta è stata registrata nelle province di Biella e del Verbano-Cusio-Ossola (44 anni).

     

  • Carte prepagate: le usano 26 milioni di italiani

    Secondo l’indagine commissionata da Facile.it sono circa 26 milioni gli italiani che utilizzano regolarmente le carte prepagate, la cui diffusione in Italia, negli anni compresi fra il 2003 ed il 2017 (ultimo dato disponibile), è cresciuta mediamente del 30% anno su anno a fronte di un +0,5% delle carte di credito e un +4,5% di quelle di debito.

    L’analisi, realizzata per Facile.it dall’istituto mUp Research in collaborazione con Norstat su un campione rappresentativo della popolazione italiana adulta*, ha evidenziato anche come oggi le carte prepagate siano addirittura più utilizzate di quelle di credito (preferite da 23,7 milioni di persone) e siano seconde solo alle carte di debito (usate da 34,9 milioni di consumatori).

    • Chi le usa

    Ad utilizzare le prepagate con più frequenza sono le donne (63% rispetto al 57% del campione maschile), i consumatori con età compresa tra i 18 e i 34 anni (67%) e i residenti nelle regioni del Sud Italia e Isole (65%). Il successo di questo strumento di pagamento presso il pubblico più giovane è confermato anche da un altro dato; se si guarda all’età a cui è stata ricevuta la prima carta prepagata emerge che sono più di 4 milioni gli italiani che dichiarano di averla avuta a 18 anni.

    Spesso si tende a pensare che le carte prepagate siano prodotti a costo zero. In realtà raramente è così e se non si fa attenzione a come vengono utilizzate, la spesa potrebbe essere salata. Ecco un breve decalogo per evitare costi nascosti e, invece, beneficiare di tutti i vantaggi.

    • Prepagate: c’è carta…e carta

    Il primo elemento da tenere in considerazione è che esistono due macro-categorie di carte prepagate: le tradizionali, che offrono ai proprietari funzionalità base, e le cosiddette avanzate o carte conto, che a differenza delle prime sono dotate di un IBAN e quindi consentono di effettuare operazioni più complesse, come bonifici e addebito di utenze. Attenzione però, non tutte le carte conto sono uguali e nonostante la presenza dell’IBAN alcune prepagate potrebbero non essere abilitate al pagamento di bonifici. Il consiglio è quindi di verificare con attenzione le funzionalità della carta prima di sottoscriverne il contratto.

    • Costo di emissione: da 0 a 10 euro

    Il primo costo da considerare è quello legato al rilascio della carta prepagata; si tratta normalmente di una spesa una tantum che può variare dai 5 ai 10 euro, anche se sono sempre più numerosi gli istituti di credito che scelgono di azzerare questa voce. A volte, in aggiunta al costo di emissione, bisogna mettere in conto anche una prima ricarica obbligatoria; in questo caso l’impegno economico è nell’ordine di 5-10 euro, ma niente paura perché sono soldi che vengono accreditati sulla prepagata e possono quindi essere spesi.

    • Canone annuale: con l’IBAN il costo può arrivare a 24 euro

    Le carte prepagate tradizionali non hanno un canone annuale mentre quelle dotate di IBAN, soprattutto se abilitate ad effettuare bonifici, prevedono spesso un costo fisso; la spesa media varia tra i 10 e i 15 euro l’anno, ma in alcuni casi può addirittura arrivare a 24 euro. Meglio confrontare più operatori perché non mancano quelli che, invece, offrono carte conto a canone zero.

    • Costi di ricarica: attenzione allo sportello

    Tra i costi variabili più significativi vi è senza dubbio quello per la ricarica della carta. La soluzione più economica è ricaricare la prepagata attraverso gli strumenti messi a disposizione dall’istituto che l’ha emessa; può essere fatto utilizzando l’home banking (con addebito su c/c presso la banca emittente) o tramite gli ATM della banca (con carta di debito o credito dello stesso istituto) e, in questi casi, il costo varia, normalmente, tra 0 e 1 euro. Se invece la ricarica vien fatta tramite lo sportello ATM, ma servendosi di una carta di debito o credito emessa da un altro istituto, o presso una ricevitoria convenzionata il costo è generalmente compreso fra i 2 e i 3 euro.

    • Ricaricare con strumenti…tradizionali

    Se si sceglie di ricaricare la carta direttamente ad uno degli sportelli fisici delle filiali della banca emittente, la tariffa può triplicare rispetto alla ricarica tramite online o ATM, arrivando fino a 3 euro.

    La carta prepagata con IBAN può invece essere ricaricata anche tramite bonifico; il costo dell’operazione, in questo caso può essere notevolmente inferiore e, sia pur precisando che dipende dalle condizioni previste dalla banca presso la quale si ha il conto corrente, normalmente è piuttosto basso se non, addirittura, gratuito.

    Interessante notare, infine, come le tariffe di ricarica siano tendenzialmente inferiori per le carte con canone fisso; in questo caso gli istituti di credito tendono ad offrire condizioni più favorevoli sui costi variabili o a includere nel canone un numero di ricariche gratuite.

    • Prelievo: costa fino a 5 euro se effettuato da un’altra banca

    Altro costo variabile da tenere in considerazione è quello relativo al prelievo di denaro. Se fatto presso un ATM della banca che ha emesso la prepagata, il costo tende ad essere basso e a variare tra 1 e 2 euro, anche se in alcuni casi è gratuito. La tariffa aumenta se il prelievo avviene presso un ATM di un altro operatore o presso uno sportello fisico; in questo caso i costi partono mediamente da 2 euro ma possono arrivare anche a 5 euro. Ancora una volta le carte prepagate con canone annuo tendono ad avere costi più contenuti rispetto a quelle gratuite.

    • Rendiconto e imposta di bollo

    Per le carte prepagate il rendiconto viene normalmente inviato in formato elettronico e pertanto non è soggetto a costi aggiuntivi. Se invece è previsto l’invio cartaceo, o questo viene richiesto dal cliente, attenzione perché l’istituto di credito potrebbe addebitarvi dei costi aggiuntivi, che in alcuni casi raggiungono anche i 5 euro ad invio. In tema di rendiconto è necessario considerare che anche per le carte prepagate è prevista un’imposta di bollo nella misura di 2 euro se la giacenza di fine periodo è superiore a 77,47 euro; sono però molti gli istituti di credito che scelgono di accollarsi questo costo.

    • Bonifici e addebito di bollette

    I possessori di carte conto abilitate ad effettuare bonifici devono tenere in considerazione i costi per questo tipo di operazioni che, normalmente, sono allineati a quelli di un conto corrente tradizionale e quindi, possono indicativamente variare da 0 a 2 euro (se effettuati in area SEPA), mentre se si opera in valuta extra euro la spesa aumenta sensibilmente. Le carte conto più evolute consentono di pagare bollettini e domiciliare le utenze; anche in questo caso i costi sono in linea con quelli dei normali conti correnti.

    • Carte prepagate all’estero: occhio ai prelievi

    Nella maggior parte dei casi le carte prepagate possono essere utilizzate all’estero; la validità è legata ai circuiti internazionali a cui si appoggiano. Come avviene per le carte di debito, non sono previsti costi aggiuntivi se si paga in euro tramite POS; qualora invece il pagamento avvenga in una valuta estera, la banca potrebbe prevedere delle commissioni di conversione in valuta che si aggiungono a quelle eventualmente applicate dal circuito internazionale di pagamento. Attenzione, invece, se decidete di prelevare contanti all’estero perché le commissioni aggiuntive potrebbero essere salate e variare, in linea di massima, da 2 e a 5 euro. A questo costo vanno sommate le commissioni di conversione valuta se si preleva una moneta diversa dall’euro.

    • Limiti, disponibilità e…protesti

    Le carte prepagate, a differenza delle altre carte elettroniche, sono caratterizzate da limiti di natura operativa spesso abbastanza stringenti: importo massimo di ricarica e pagamento, numero di prelievi consentiti, somma prelevabile per ciascuna operazione e giornata, ecc. Il consiglio è quindi di leggere con attenzione i fogli informativi prima di scegliere la carta prepagata e assicurarsi che il numero di operazioni consentite corrisponda alle proprie esigenze.

    È importante considerare che, in linea generale, le carte prepagate base hanno limiti molto più stretti rispetto alle carte conto che, a fronte di un canone annuo, consentono un numero superiore di operazioni. Non a caso le carte conto, per via delle possibilità offerte, sono spesso una valida alternativa ai tradizionali conti correnti per coloro che sono iscritti nel registro protesti.

    * Metodologia: n. 1.023 interviste CAWI con individui in età 18 anni ed oltre su un campione rappresentativo della popolazione italiana adulta in età 18-74 anni + n.411 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione dell’area metropolitana di Milano. Indagine condotta a novembre 2018.

  • Campagnola: una crescita che dura da sei decenni

    L’azienda di Zola Predosa (BO), punto di riferimento nel mondo della potatura e raccolta meccanizzate, porta le sue novità di prodotto in tutto mondo e mantiene stabilmente la crescita del fatturato puntando a importanti traguardi.

    Il segreto del successo di Campagnola non è certo un mistero per un brand conosciuto in tutto il mondo. Con 60 anni di produttività, ricerca e innovazione incessante, l’azienda dell’hinterland bolognese è riuscita a soddisfare una clientela internazionale esigente, spesso anticipando, con le proprie novità, le richieste di un mondo agricolo in costante evoluzione.

    Il continuo slancio all’innovazione dell’azienda che proprio nel 2018 ha spento 60 candeline, la porta ad essere un referente privilegiato nel contesto di un’agricoltura 4.0. Interpretando i bisogni di un sistema rurale sempre più tecnologico e meccanizzato, Campagnola ha sviluppato specifiche caratteristiche che la rendono un marchio con una precisa identità e reputazione: massima maneggevolezza, ottimo rapporto qualità prezzo, ridotta manutenzione, estrema precisione, una variegata gamma di attrezzi tra cui scegliere e l’attento controllo qualità.

    Su queste basi Campagnola ha costruito un percorso costellato di grandi successi e di una crescita costante, anche in anni difficili. Lavorando a stretto contatto con la clientela, soggetta alla stagionalità e ai cambiamenti climatici, l’azienda è riuscita a non subire gli effetti negativi dettati da condizioni metereologiche avverse e tensioni politiche che hanno caratterizzato lo scorso anno alcuni areali italiani e Stati esteri. 

    Campagnola parla di successo

    Nel 2018 Campagnola ha mantenuto saldo il fatturato e il segno positivo nel trend che la distingue da diversi anni. La crescita è incessante, non lo dimostrano solo le cifre del fatturato – un totale di 14 milioni di euro di cui 7,6 derivanti dal mercato italiano – ma anche lo spazio produttivo in costante aumento, arrivato oggi a 8.000 metri quadrati, e il prestigio a livello di immagine che l’azienda si sta guadagnando anno dopo anno.

    Il mercato internazionale riconosce l’importanza di un marchio italiano che si qualifica come storico e affidabile come spiega il Direttore Commerciale Vanni Roncagli: “Il marchio Made in Italy è un driver di acquisto di un certo peso in questo settore e ha una sua plusvalenza: è sinonimo di professionalità, flessibilità. Competenza. Campagnola corrisponde in pieno a questi valori e viene vissuta a livello internazionale come un’azienda italiana di successo”.

    Obiettivi per il 2019

    Investire sull’elettromeccanica con progetti che allargano la proposta Campagnola pur mantenendo il core business della pneumatica, sono gli obiettivi per l’anno in corso, con la volontà di mirare a una crescita importante del fatturato. “Lo scorso anno puntavamo a raggiungere i 16 milioni di euro e un’inversione degli attuali valori di suddivisione, ovvero dall’attuale 60% Italia e 40% estero a un 60% worldwide e 40% nazionale”. Così Vanni Roncagli sulla proiezione 2019. “Traguardi più che plausibili per Campagnola e che non sono stati raggiunti per alcune tensioni e avversità meteo che hanno rallentato gli acquisti, ma non certo cancellati. La nostra presenza in tutti i continenti ci consente di bilanciare e assorbire le situazioni critiche e non frenare il nostro sviluppo. Questa solidità, ben percepita dall’intera filiera, è una garanzia per l’internazionalizzazione che si lega a sei decenni di conduzione al tempo stesso familiare e manageriale, fondendo le positività di entrambe le situazioni e costituendo un importante valore aggiunto”.

    Campagnola propone il top della gamma ma anche linee più economiche che mantengono alto il livello della performance, permettendo all’azienda di raggiungere fette di mercato sempre più ampie e soddisfare richieste sempre più diversificate. Lo strategico approccio al mercato moderno e la diffusione capillare della rete commerciale, a livello internazionale, sono dei fattori caratterizzanti che traggono le loro basi fin dalla costituzione dell’azienda. Il vasto assortimento di prodotti, progettato e costruito negli anni, è il risultato di un accurato processo di studio, analisi e collaudo, volto a soddisfare le molteplici esigenze di una clientela sempre più attenta a ridurre tempi e sforzi operativi. Il sistema pneumatico o elettrico risponde pienamente alla necessità degli operatori di svolgere un lavoro in maniera costante, sempre identica, non riducendo il fattore umano, ma anzi preservandolo, grazie al risparmio di fatica, durata, risorse. Oltre al beneficio di disporre così di attività ripetitive, quantificabili e intercambiabili tra gli addetti alla potatura, salvaguardando sia le piante che i lavoratori, ma consentendo alle aziende agricole di approcciarsi in maniera sempre più moderna, in linea con il processo di sviluppo di Industry 4.0 che guarda al mondo rurale e all’intera agroalimentare.

    Una gamma tra presente e futuro

    Campagnola è orgogliosa dei propri prodotti di punta: la gamma di forbici elettriche per la potatura e la legatrice elettrica LINE 44, la grande novità in casa Campagnola presentata in anteprima a EIMA 2018: LINE 58, un’unica batteria, leggera, agli ioni di litio, che fa funzionare tutti gli attrezzi elettromeccanici.

    Storico e ancora attualissimo successo dell’azienda è Alice, prodotto apprezzatissimo dall’utilizzatore finale che a distanza di 10 anni mostra tutta la sua modernità.

    Nel caso di Cobra, altra forbice elettrica da potatura, l’azienda, certa della qualità dei componenti, ne garantisce il funzionamento per 4 anni invece dei consueti 2 previsti dalla legge.

    Il catalogo Campagnola viene proposto in tutto il mondo con la stessa gamma di prodotti, mentre alcune aree con particolari esigenze hanno indirizzato l’azienda verso la costruzione di macchine specifiche che sono diventate case history di successo proposte successivamente in tutto il mondo. È questo il caso dell’abbacchiatore elettrico Hercules, concepito per necessità proprie dell’area andalusa e successivamente inserito a catalogo.

    Nel mondo con il cuore

    Campagnola è una grande realtà, ma non per questo dimentica delle sue origini e del territorio in cui è inserita. La forte sensibilità e i valori che la caratterizzano la rendono un’azienda socialmente responsabile, sia verso le persone che l’ambiente, supportando diversi progetti di carattere locale, nazionale e internazionale. Persone e ambiente sono al centro dell’attenzione aziendale, per vocazione e per l’attività stessa che svolge, per cui è connaturato alla mission di Campagnola, con il desiderio di suggerire al tessuto sociale e produttivo un analogo percorso.

    www.campagnola.it

  • Synology NAS and document management system PaperOffice – Network Security

    What is a NAS?

    A NAS (Network Attached Storage) is a data storage for networks. Like the devices of Synology, the world leader in this field. Together with PaperOffice, the well-known document management system, it forms a functional and very secure entity for a company’s intranet.

    There are various providers of storage space in the cloud on the Internet. This benefit, has advantages, but also disadvantages. The biggest disadvantage is undoubtedly the transfer of data into third, in foreign hands. Even if it is promised that the deposited documents are absolutely safe, no company in the world can guarantee this 100%. Not only hackers can compromise data security, depending on the location of the cloud provider, the respective state laws can allow the relevant authorities and companies to completely legalize the content. An unfortunately bad example here is the USA. For example, the renowned computer magazine “c’t” already warned US clouds in April 2017, as their data protection among experts is rated as very low. But even in the EU or in Germany at any time data leaks are possible, either from sloppiness at the operator of the cloud or be it from secret powers of European intelligence.

    The reasonable solution for companies is therefore the establishment of an intranet with a common server for all integrated terminals. The NAS forms the heart of the hardware, the central data storage. At the same time, PaperOffice Team is the figurative mind of the company intranet.

    The operation of NAS and PaperOffice

    The central focus of a data management system such as PaperOffice are logically structured databases whose structure allows maximum security but also lightning fast access.

    PaperOffice makes it easy for its users to migrate data previously stored on hard drives of laptops or desktops to a shared data store, the NAS. So all documents of a company are always available and not only if the colleague in question is currently running his computer and allows data access. Of course, hierarchical levels are also possible on the NAS, ie the establishment of different, password-protected access levels.

    Databases are used for communication between the computers connected to the network and the NAS. On the side of the terminals, these are mySQL databases, in which all information is stored that will later move to the NAS. This can be data from the hard disk as well as scanned documents to digitize analog formats as well. If a NAS-based intranet is already set up, the paperless office should also be realized. It’s easy with PaperOffice.

    From the mySQL database, the information stored here is transferred to the database on the NAS. This is the database management system MariaDB 10, which is used by PaperOffice as well as Synology.

     

    Safety first

    As soon as you save the data in the mySQL database, they are encrypted using an AES 1024-bit key. This extremely secure encryption was originally used for military purposes. A second level of security refers to Windows operating systems. Usually, a data directory is created under these operating systems when saving. For example, this allows espionage software to gain insight into what has been stored. Quite a table of contents for thieves. Windows cannot create a data directory under PaperOffice and Synology NAS.

    Once all the data in MariaDB 10 has arrived on the NAS server, PaperOffice manages it according to the wishes of the user. Safe and with access speeds that are literally lightning fast.

    PaperOffice is available in 4 languages, such as English, German, Spanish and Russian. Also offers a 14-day free trial period https://www.paperoffice.com/?POPID=827799520

     

  • News contabilità, fatturazione, bilancio, fiscale, paghe GB – Settimana n. 12 anno 2019

    Fatture 2019: gestione dei Sezionali (18/03/2019)

    Con il modulo Contabilità 2019 è stata introdotta la possibilità di configurare i sezionali dei documenti, in modo da avere numerazioni personalizzate per ogni singola tipologia.

    Sarà possibile, infatti, impostare numerazioni e/o suffissi personalizzati per ogni tipologia di documento, oltre che eventualmente unificare la numerazione di diversi tipi degli stessi.
    Vedremo inoltre come gestire il caso in cui si debba emettere un documento con numerazione bis.

    Sebbene le immagini illustrate in questa newsletter facciano riferimento alla versione di Fatture GB in locale, precisiamo che la procedura è la medesima anche per chi utilizza la versione web di Fatture GB.

    Paghe GB Web 2019: Distacco di personale tra le imprese (19/03/2019)

    Il distacco è un istituto del diritto del lavoro italiano. In particolare trattasi di una modalità di esplicazione del rapporto di lavoro consistente nel mettere a disposizione temporaneamente uno o più lavoratori da parte di un datore di lavoro, detto distaccante, verso un altro datore, detto distaccatario, per l’esecuzione di una determinata attività lavorativa.

    Tale istituto, già utilizzato in particolari tipologie di lavoro e più volte oggetto di analisi da parte di giurisprudenza e dottrina, ha trovato una disciplina legislativa nel nostro ordinamento con il D.Lgs. 10 settembre 2003 n. 276 (emanato in attuazione della cosiddetta Legge Biagi).

    Il predetto decreto legislativo si applica solo ai datori di lavoro privati.
    Il software Paghe GB Web permette di gestire questa tipologia effettuando i seguenti passaggi…

    Modello CUPE 2019: Certificazione utili corrisposti ai soci (20/03/2019)

    Lo schema di certificazione degli utili corrisposti e dei proventi ad essi equiparati è stato approvato il 15 gennaio 2019 dall’Agenzia delle Entrate.

    I soggetti che hanno corrisposto nel corso del 2018 utili da partecipazione o proventi ad essi equiparati a soggetti IRES, residenti e non residenti, sono obbligati a rilasciare ai percettori di tali somme la certificazione CUPE entro il 31 marzo 2019.

    Soggetti tenuti al rilascio del modello CUPE 2019: società ed enti emittenti (società ed enti indicati nell’art. 73, comma 1, lettere a) e b), del TUIR)…

    Dichiarazione IVA 2019: Società di comodo e Verifica Operatività (21/03/2019)

    Nella redazione della dichiarazione IVA delle società, sia di persone che di capitali, è necessario prestare particolare attenzione alla compilazione del rigo “VA15 – Società di comodo”.

    Sono società di comodo quelle che risultano “non operative” in base a quanto indicato dall’art.30 della Legge 724/94, oppure che sono in perdita sistematica secondo le indicazioni nella legge 148/11, modificata dal D.Lgs.175/14.

    Società di comodo: società che presentano ricavi inferiori a quelli minimi presunti, calcolati applicando specifici coefficienti all’importo di titoli, partecipazioni, immobili e altre immobilizzazioni.

    Fatture 2019: Opzioni di Stampa (22/03/2019)

    Con l’introduzione della Fatturazione Elettronica si è standardizzato il processo di invio e ricezione dei documenti, ma tale normalizzazione ha reso impossibile implementare tutte le eventuali personalizzazioni che erano presenti nei documenti cartacei.

    Tuttavia in alcuni casi è ancora necessario adottare la copia analogica e nulla vieta che si possa comunque inviare un documento cartaceo/PDF al cliente.

    Dalle Configurazioni delle Opzioni di Stampa è possibile impostare tutte quelle personalizzazioni per la copia cartacea del documento, in modo che questa possa ricalcare le nostre preferenze e il layout grafico che vogliamo.

    Sebbene le immagini illustrate in questa news facciano riferimento alla versione web di Fatture GB, precisiamo che la procedura è la medesima anche per chi utilizza Fatture GB in locale (solo per chi ha database in SQL). Inoltre tale funzionalità è disponibile a partire dalla versione Entry del programma.

    Gli articoli completi sono disponibili sul sito del software INTEGRATO GB, uno dei programmi di contabilità più utilizzati in Italia.
    GBsoftware S.p.A. è una software house nata dall’idea di un commercialista e dell’esperienza di uno studio attivo dal 1977. Siamo specializzati in software semplici per studi e imprese.

  • Business, tempi duri per Bayer: crollo in Borsa dopo sentenza sul glifosato

    Quando un’azienda viene investita da una bufera giudiziaria ed una ecologica allo stesso tempo, l’effetto sul piano economico è disastroso. E’ ciò che teme il colosso Bayer, che ha subito un pesantissimo contraccolpo al suo business, con immediati effetti in Borsa.

    Il business dell’agricoltura di Bayer

    bayer glifosatoIl gigante tedesco dell’agro-business infatti è stato sconfitto ancora una volta in tribunale sulla questione dell’utilizzo del glifosato, il pesticida più diffuso e criticato al mondo. Il glifosato viene impiegato dalla Monsanto, azienda americana che dal 2018 fa parte del gruppo Bayer dopo una acquisizione da 66 miliardi di dollari. Una corte federale di San Francisco ha deciso – in modo unanime – che il diserbante Roundup (che impiega appunto il glifosato) è stato la causa dello sviluppo di un cancro nel 70enne Edwin Hardman, californiano. Per questo si dovrà tenere un nuovo processo che dovrà definire l’entità del risarcimento che spetterà a Hardman.

    Appena pochi mesi fa la Monsanto era stata già condannata in un altro processo, sempre a San Francisco, perché il glifosato era stato riconosciuto come causa dello sviluppo di linfoma non-Hodgkin. La condanna era stata al pagamento di 289 milioni di dollari, poi ridotti a 78,5 milioni. Bayer ha presentato appello e il procedimento è ancora in corso.

    Il crollo in Borsa di Bayer

    Anche se la Bayer continua a “difendere” il glifosato, gli effetti di queste vicende sul suo business si stanno già manifestando. Il titolo del gruppo tedesco è stato interessato da uno slippage trading alla Borsa di Francoforte, dove è sprofondato di oltre il 10% in un giorno solo. Dallo scorso mese di giungo invece il titolo ha perso circa il 50%.

    Il punto è che i mercati temono che questo sia solo l’inizio di un pesante iter giudiziario contro Bayer. Sono infatti già state presentate oltre 11 mila denunce da parte di agricoltori, giardinieri e consumatori nei soli Stati Uniti contro il Roundup prodotto da Monsanto. Questo spiega perché gli analisti di molti broker autorizzati Consob stiano consigliando di vendere le azioni Bayer. In Europa è peraltro in corso una fortissima polemica, sia all’interno della comunità scientifica che a livello politico. Ad agosto il Parlamento europeo si è spaccato sulla vicenda, decidendo però di consentire l’utilizzo del per altri 5 anni. Italiani e francesi erano contrari, invece a favore sono stati i tedeschi. Guarda caso, connazionali di Bayer. Questione di business.

  • PaperOffice and Synology – such a great team!

    PaperOffice and Synology – such a great team!

    Network Attached Storage (NAS) is the English name for file storage connected to a network. If a company needs different people to access the same data, the NAS is the safest and fastest solution. From “PaperOffice Team” version it is possible to store all databases on NAS drives, such as Synology devices.

    PaperOffice and NAS - Perfect combination

    For the cloud, the data cloud, the Internet offers different providers, but all these solutions have a catch. The management of the sometimes sensitive documents must be put into the hands of others. Even if the respective administrators undoubtedly do a lot for the security of the data entrusted to them, they are confronted again and again with cases of data theft that has become publicly known. How big the dark figure is can only be guessed. The use of NAS eliminates such incidents, and the data stores have the added benefit of being available on the internal network. The eventual failure of the World Wide Web affects users of PaperOffice with NAS only peripherally.

    How does PaperOffice work with NAS?

    It all starts when a document is saved in PaperOffice. It does not matter whether it is a folder from a hard drive that was previously accessible under an operating system, or a freshly scanned document from an analog document that has been digitized.

    First of all, the data, whatever the format, is recorded in a mySQL database. The term “mySQL” englobes the world’s most widely used database management system. It runs under different operating systems. During the storage process, the data is directly provided with an AES-1024bit encryption. No Windows file directory is created if it is a Microsoft operating system under which PaperOffice is running. The advantage of the missing Windows file directory is the additional security. Even if it creates espionage software on one of the computers within the network, it fails at the latest at the attempted access to PaperOffice, where the Windows file directory can reveal no secrets, since there is no directory for the documents stored in PaperOffice.

    https://www.youtube.com/watch?v=cn4U5Jsluyo

    This little foray into security had to be in order to illustrate the additional benefits PaperOffice and NAS have over Internet-based clouds.

    The NAS intranet with PaperOffice

    To connect a NAS from Synology to PaperOffice, two database systems are needed; a mySQL database, which is included in the installation package of “phpMyAdmin” and a “MariaDB 10” database, which belongs to the software package of the NAS.

    Now a mySQL database has to be created, which allows access to the internal databases of PaperOffice. In the second step, the permissions for the database MariaDB 10 must be set up on the NAS.

    PaperOffice helps new customers set up their databases with easy-to-understand video that allows even laypersons to use the world’s best data management system. If everything is set up, you can start with the secure data storage on the NAS server. Of course, the access can be set up with different hierarchies. Starting with the administrator with a master password up to various underlying levels. For example, the employees of a project group can be provided with the necessary data in a targeted manner. The members of this group can edit data and documents in this area and also add others. MariaDB 10’s convenient database environment allows data to be viewed by other users while it is being processed. PaperOffice and NAS of Synology, not only do a great team but also a strong one.

    PaperOffice is available in 4 languages, such as English, German, Spanish and Russian.

    Also offers a 14-day free trial period https://www.paperoffice.com/?POPID=827799520

  • Prestiti: in Sicilia si chiedono 13.000 euro.

    In Sicilia lo scorso anno i cittadini hanno fatto ricorso al credito al consumo in maniera importante e, secondo l’osservatorio di Facile.it e Prestiti.it, realizzato su un panel di oltre 11.000 domande di prestito personale presentate da utenti della regione, chi si è rivolto ad una finanziaria nel 2018 ha cercato di ottenere, in media, 12.973 euro da restituire in 66 rate (5 anni e mezzo). L’età media dei richiedenti è pari a 43 anni ma se si guardano più da vicino le fasce anagrafiche emerge che quasi 1 richiesta su 3 (29%) proviene da un under 35.

    Ma quali sono le ragioni che hanno spinto i siciliani a richiedere un prestito personale? Analizzando le domande di finanziamento per le quali è stata specificata la finalità emerge che, nel 2018, i prestiti più richiesti in Sicilia sono stati quello per ristrutturare casa (24,7% del totale richieste) e quello per l’acquisto di un’auto usata (17,6%), anche se entrambi risultano in calo rispetto al 2017, rispettivamente del -2,8% e del -1,9%.

    Le richieste di prestito personale che, nella regione, sono cresciute maggiormente lo scorso anno sono quelle rivolte all’ottenimento di liquidità, il cui peso sul totale prestiti è aumentato di 3,9 punti percentuali, passando dall’11,1% al 15%; un incremento significativo se si pensa che a livello nazionale i prestiti personali per liquidità sono aumentati, percentualmente, solo di 1,7 punti. In crescita rispetto al 2017 anche il peso delle richieste per consolidamento debiti (14,2% del totale, in aumento di 3,4 punti percentuali) e quelle per pagare le spese mediche (4,5% del totale, +1,3 punti percentuali).

    L’andamento provinciale

    Analizzando le richieste di finanziamento in ottica territoriale emerge che Caltanissetta è la provincia siciliana dove sono stati richiesti gli importi medi più alti (14.350 euro, il 10,6% in più rispetto alla media regionale); seguono in classifica le province di Messina (13.477 euro), Enna (13.295 euro) e Agrigento (13.245 euro). In provincia di Catania l’importo medio richiesto è pari a 12.992 euro, mentre in quella di Siracusa è pari a 12.957 euro. Guardando la graduatoria nel senso opposto, invece, gli importi medi più bassi sono stati chiesti in provincia di Ragusa (11.586 euro); seguono le province di Trapani (12.316 euro) e di Palermo (12.933 euro).

    Interessante notare come, a seconda della provincia presa in esame, vari sensibilmente anche l’età media di coloro che hanno presentato domanda di prestito. I richiedenti più giovani sono quelli di Ragusa, dove l’età età media è pari a 41 anni e gli under 35 rappresentano il 34% del campione totale; l’età media più alta, invece, è stata registrata nelle provincia di Enna (45 anni), area dove il peso dei giovani con meno di 35 anni scende al 24%.

    Analizzando la durata media dei finanziamenti richiesti, invece, le differenze provinciali sono meno accentuate e incluse in una forbice che varia tra le 65 e le 67 mensilità.

  • Prestiti: in Sardegna si chiedono 13.700 euro

    In Sardegna lo scorso anno i cittadini hanno fatto ricorso al credito al consumo in maniera importante e, secondo l’osservatorio di Facile.it e Prestiti.it, realizzato su un panel di circa 5.000 domande di prestito personale presentate da utenti della regione, chi nell’Isola si è rivolto ad una finanziaria nel 2018 ha cercato di ottenere, in media, 13.714 euro, vale a dire il 6,4% in più rispetto alla media nazionale, importo che i richiedenti intendono rimborsare in 68 rate (poco più di 5 anni e mezzo).

    Ma quali sono le ragioni che hanno spinto i sardi a richiedere un prestito personale? Analizzando le domande di finanziamento per le quali è stata specificata la finalità emerge che, nel 2018, il prestito più richiesto in Sardegna è stato quello per ristrutturare casa (23% del totale richieste), seguito da quello per l’acquisto di un’auto usata (20%). La tipologia di prestito personale che però è cresciuta maggiormente lo scorso anno è quella per il consolidamento debiti, il cui peso sul totale prestiti è aumentato di ben 5,3 punti percentuali passando dall’11,6% del 2017 al 16,9%. Aumento significativo anche per i prestiti personali richiesti per pagare costi legati alle spese mediche (4,3% del totale in aumento di 2,2 punti percentuali rispetto al 2017).

    «L’aumento di richieste per il consolidamento debiti è un segnale di come i sardi siano sempre più attenti al risparmio, anche nell’ambito dei prestiti personali», spiega Andrea Bordigone, responsabile prestiti di Facile.it. «Sono sempre più numerosi i consumatori che, consapevoli delle opportunità offerte dal mercato, e in particolare dai prestiti del canale online, scelgono di consolidare un debito in corso passando ad una finanziaria che offre tassi di interesse più contenuti.».

    Analizzando le richieste di finanziamento in ottica territoriale emerge che Nuoro è la provincia sarda dove sono stati richiesti gli importi medi più alti (15.593 euro, il 13,7% in più rispetto alla media regionale); seguono in classifica la provincia di Sassari (13.899 euro) e quella di Cagliari (13.342 euro). L’importo medio più basso, invece, è quello registrato in provincia di Oristano (12.749 euro) e nella provincia del Sud Sardegna (13.254 euro).

    Se a livello provinciale non emergono differenze significative rispetto alla durata media dei prestiti richiesti, come detto pari a 68 rate, variazioni importanti sono state rilevate analizzando l’età media dei richiedenti che, in Sardegna è pari a 43 anni ma a livello provinciale oscilla tra i 42 anni registrati a Nuoro e Cagliari e i 45 di Oristano.

  • La nuova disciplina della crisi e dell’insolvenza sotto i riflettori dei massimi esperti italiani riuniti per due giorni al Teatro Sociale a Bergamo Alta

    Grande partecipazione al Teatro Sociale di Bergamo Alta per la prima giornata del convegno “La nuova Disciplina della crisi e dell’insolvenza” organizzato dall’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Bergamo, in collaborazione con l’ordine professionale degli Avvocati, il Consiglio Notarile di Bergamo e il Tribunale di Bergamo.
    <<Come Ordine sono davvero orgogliosa di aver organizzato questo importante convegno sulla nuova disciplina della crisi e dell’insolvenza, un tema quanto mai “caldo” e all’ordine del giorno – afferma Simona Bonomelli, presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Bergamo-. Per i professionisti iscritti al nostro Ordine e, in particolare, per coloro che ricoprono il ruolo di curatore fallimentare, liquidatore giudiziale e commissario si tratta infatti di un cambiamento epocale considerato che la legge sul fallimento che “sta andando in pensione” risale a ben 77 anni fa: come professionisti vogliamo essere quindi attori fondamentali di questo passaggio storico>>.
    Tanti i temi trattati da Accademici ed esperti della materia, intervenuti quest’oggi per fare chiarezza sui punti ancora oscuri della riforma e sui mutamenti che investiranno i protagonisti delle procedure concorsuali.
    Primo tra tutti Renato Rordorf, Presidente della Commissione Ministeriale per la riforma, ricognizione e riordino della disciplina delle procedure concorsuali, già Presidente aggiunto della Corte di Cassazione che ha analizzato la struttura e gli obiettivi del Codice della Crisi, elencandone anche le criticità che riguardano principalmente l’organicità di questa riforma che sostituisce dopo oltre 70 anni la legge fallimentare, il cui impianto risultava decisamente superato.
    Rordorf ha infatti spiegato che l’intenzione del legislatore era di ricomprendere tutte le ipotesi di insolvenza all’interno di un quadro organico, compresa l’amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi, che invece è rimasta fuori dalla riforma, così come la specializzazione dei magistrati. Alcune procedure invece, come quelle di risanamento, sono state rese fin troppo burocratizzate.
    Una riforma definita da più parti “incompleta” in cui pesa la mancata previsione di tribunali specializzati così come le criticità riguardanti il nuovo Albo dei curatori fallimentari, commissari giudiziali e liquidatori. L’intera normativa relativa alla crisi d’impresa infatti, entrerà in vigore nel 2020, mentre una serie di norme, tra cui quella attinente all’istituzione dell’Albo, sono operative già dal 16 marzo di quest’anno. Occorre dunque un regolamento attuativo che definisca tutte le regole di funzionamento, in caso contrario l’Albo rischia di non poter operare. È inoltre emersa la richiesta di rivedere il termine temporale di quattro anni entro cui bisogna aver ricevuto i quattro incarichi di curatore, commissario e liquidatore che permettono di iscriversi in prima battuta all’Albo così come la questione degli attestatori, i cui incarichi non vengono indicati tra quelli che permettono l’ingresso nell’Albo stesso.
    Interessante il confronto tra la legge fallimentare, andata in pensione dopo 77 anni e la nuova riforma, approfondito dal Dott. Mauro Vitiello, Capo Ufficio Legislativo del Ministero della Giustizia, così come le affinità e le divergenze tra fallimento e liquidazione presentate dal Dott. Luciano Panzani, Presidente della Corte d’Appello di Roma.
    Il tema del procedimento unitario di regolazione della crisi o dell’insolvenza è stato affrontato dal Prof. Avv. Stefano Ambrosini, Ordinario di Diritto Commerciale Università degli Studi del Piemonte Orientale e il Dott. Giovanni Nardecchia, Giudice nel Tribunale di Monza mentre il tema delle nuove misure cautelari e protettive è stato discusso dal Prof. Avv. Massimo Fabiani, Ordinario di Diritto Commerciale Università degli Studi del Molise e dal Dott. Salvo Leuzzi, Magistrato addetto all’Ufficio del Massimario della Suprema Corte di Cassazione. A coordinare la giornata, la Dott.ssa Laura De Simone, Presidente di Sezione nel Tribunale di Bergamo.
    L’evento, che vede il patrocinio di Corte d’Appello di Brescia, Tribunale di Bergamo, Regione Lombardia, Confindustria Camera di Commercio Provincia e Comune di Bergamo, Consiglio Nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, Cassa Nazionale di Previdenza e assistenza dei dottori commercialisti, Cassa Nazionale di Previdenza e assistenza dei ragionieri continuerà nella giornata di martedì 19 marzo dalle 9.00 alle 18.30, sempre nella suggestiva location del Teatro Sociale di Città Alta.
    Coordinerà la seconda sessione di lavoro, la Dott.ssa Maria Rachele Vigani, Presidente della Commissione procedure concorsuali dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Bergamo, che modererà il dibattito dal titolo “Le procedure di allerta: organi di controllo, indicatori della crisi, ruolo degli Organismi di Composizione della Crisi d’Impresa”.
    <<Si tratta di una riforma storica la cui ratio muove dalla volontà del Legislatore di salvaguardare la continuità dell’impresa e, in questa direzione, l’aver approntato il meccanismo delle procedure di allerta risponde a questa esigenza. Come commercialisti crediamo che questo appuntamento sia un primo importante passo nella svolta che l’ormai “ex fallimento” avrà da qui ai prossimi anni>>, conclude Maria Rachele Vigani.
  • News contabilità, fatturazione, bilancio, fiscale, paghe GB – Settimana n. 11 anno 2019

    Caso pratico: Utente cloud ed importazione da bilancio XBRL ed Excel esterni (11/03/2019)
    “Sono un Utente GB Cloud e per un bilancio 2018 vorrei importare una istanza XBRL 2017. Inoltre, in un’altra ditta vorrei importare i saldi da Excel sempre per un bilancio 2018. Qual è la directory locale dove è preferibile collocare questi file esterni?”
    Dal GB Cloud è sempre possibile importare sia istanze XBRL esterne sia file XLS, XLSX, CSV, o TXT per alimentare rispettivamente i saldi di bilancio a macro-voce o i saldi analitici Stato Patrimoniale e Conto Economico.
    Se in GB Cloud dobbiamo importare una istanza XBRL 2017 (bilancio e nota integrativa relativi al 2017) allora dovremo copiarla in una cartella di comodo, quindi entrare in Esplora Risorse e posizionandoci su C:\ nel computer locale, creare una cartella di appoggio, ad esempio la cartella C:\Import
    Dichiarazione IVA 2019: novità per la determinazione del credito (12/03/2019)
    La modifica più rilevante che interessa il modello della Dichiarazione IVA 2019, anno imposta 2018, riguarda la determinazione del credito da esporre nel rigo VL33. Da quest’anno infatti per calcolare tale importo si potrà tenere conto solo dei versamenti periodici effettuati.
    Per i contribuenti che non hanno versato l’IVA periodica, la nuova modalità di compilazione del rigo VL33 determina l’impossibilità di utilizzo totale o parziale del credito IVA annuale fino al versamento dei debiti periodici.
    Questa novità si affianca a quella dello scorso anno che ha previsto la distinzione nel quadro VL dell’IVA periodica dovuta e dell’IVA versata, quindi l’indicazione dell’importo maggiore tra i due che veniva considerato per la determinazione del credito o del debito.
    Bilancio 2019: Verifica nuovo obbligo revisione S.r.l. con GB (13/03/2019)
    La recente riforma del fallimento ha modificato l’art. 2477 del codice civile ed introdotto soglie modeste per la nomina dell’Organo di Controllo o del Revisore in numerose S.r.l. precedentemente esonerate.
    A partire dall’approvazione del bilancio al 31-12-2018, le S.r.l. che hanno diritto a presentare lo schema abbreviato devono comunque verificare con attenzione i nuovi parametri. Per questo GB ha elaborato una tabella integrata che esegue la verifica dimensionale e permette di modificare, eventualmente, il Verbale Assemblea per mettersi in regola.
    Il Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza (CCII) ha introdotto anche nuovi obblighi in materia di nomina dell’organo di controllo nelle S.r.l., in particolare l’art.379 del D.L.gs.12 gennaio 2019, n.14 in GU n.38 del 14/02/19 che entra in vigore il 16/03/2019. È quindi necessario riepilogare le varie casistiche -vecchie e nuove- con le quali confrontarsi nel 2019.

    Modello IVA 74-BIS 2019: rilascio applicazione (14/03/2019)
    Con il provvedimento del 30 gennaio 2019 n. 23564, l’Agenzia delle Entrate ha approvato il modello e le istruzioni per la dichiarazione IVA 74-bis 2019 (anno d’imposta 2018) e le specifiche tecniche utili per la compilazione di questa dichiarazione.
    L’applicazione dichiarazione IVA 74-bis 2019 è disponibile da oggi eseguendo l’update del software.
    Il modello viene utilizzato dai curatori fallimentari o dai commissari che devono presentare una dichiarazione ai fini IVA relativa alle operazioni effettuate nella frazione dell’anno precedente alla dichiarazione di fallimento o di liquidazione coatta amministrativa.
    Redditi Società di Capitali 2019: rilascio applicazione (15/03/2019)
    Con provvedimento del 30 gennaio 2019 n. 23599, l’Agenzia delle Entrate ha rilasciato e approvato il modello e le istruzioni ministeriali per la compilazione della Dichiarazione “Redditi SC 2019”.
    Il modello deve essere presentato da società ed enti commerciali residenti nel territorio dello Stato e da soggetti non residenti equiparati per dichiarare i redditi relativi al periodo d’imposta 2018.
    Come indicato nelle istruzioni, vediamo quali sono le principali novità del modello 2019.

    Gli articoli completi sono disponibili sul sito del software per commercialista INTEGRATO GB.
    GBsoftware S.p.A. è una software house nata dall’idea di un commercialista e dell’esperienza di uno studio attivo dal 1977. Siamo specializzati in software semplici per studi e imprese.

  • Registro LEI è l’agente LEI più veloce in Italia

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    Registro LEI offre anche il servizio LEI per 3 e 5 anni e il rinnovo automatico.

    Costo di un nuovo codice LEI

    Richiesta codice LEI iniziale: (1 anno): 69 euro

    Richiesta codice LEI iniziale + tariffa per 3 anni: 165 euro in TOTALE – 55 euro all’anno

    Richiesta codice LEI iniziale + tariffa per 5 anni: 250 euro in TOTALE – 50 euro l’anno

    Registro LEI è un po’ più costoso di InfoCamere LEI se consideriamo il prezzo per un anno. Invece, per i pacchetti pluriennali i prezzi di Registro LEI sono uguali o inferiori. Allo stesso tempo, Registro LEI è molto più veloce.

  • News contabilità, fatturazione, bilancio, fiscale, paghe GB – Settimana n. 10 anno 2019

    Paghe GB Web 2018: Congedo parentale obbligatorio del padre (04/03/2019)

    L’articolo 1, comma 278, lett. a) della legge 30 dicembre 2018 n. 145 (Legge di Bilancio 2019) ha stabilito che le disposizioni relative al congedo obbligatorio per i padri lavoratori dipendenti si applicano anche alle nascite e alle adozioni/affidamenti avvenute nell’anno solare 2019.

    Inoltre, per effetto della disposizione di cui all’articolo 1, comma 278, lett. b), la durata del congedo obbligatorio è aumentata per l’anno 2019 a cinque giorni da fruire anche in via non continuativa entro i cinque mesi di vita o dall’ingresso in famiglia o in Italia (in caso di adozione/affidamento nazionale o internazionale) del minore.

    Inserimento causale CONGEDO OBBLIGATORIO PADRI nel cedolino di gennaio 2019: come procedere a tale inserimento in modo automatico?

    Dichiarazione IRAP 2019: rilascio applicazione (05/03/2019)

    Con il provvedimento del 30 gennaio 2019 n. 23568 l’Agenzia delle Entrate ha approvato il modello IRAP 2019 per la dichiarazione dell’imposta regionale sulle attività produttive relativa al periodo d’imposta 2018.

    Per effetto delle novità introdotte dalla Legge di Bilancio, la scadenza per la presentazione della dichiarazione IRAP 2019 viene fissata al 30 settembre 2019, salvo proroghe, così come per la dichiarazione dei redditi.

    Le imprese, aziende e società assoggettate IRAP sono tenute a trasmettere all’Agenzia la Dichiarazione dell’Imposta Regionale sulle Attività Produttive entro il 30 settembre…

    Dichiarazione IVA 2019: casi di compilazione del quadro VH (06/03/2019)

    Nella compilazione della Dichiarazione IVA 2019, anno imposta 2018, è necessario prestare particolare attenzione ai dati da indicare eventualmente nel quadro VH. Quest’ultimo è stato rivisto dallo scorso anno conseguentemente all’introduzione della comunicazione delle liquidazioni periodiche.

    Dalla Dichiarazione IVA 2018, anno imposta 2017, il quadro VH è stato variato e deve essere compilato esclusivamente qualora si intenda inviare, integrare o correggere i dati omessi, incompleti o errati trasmessi con le comunicazioni delle liquidazioni periodiche IVA.

    È importante sottolineare che, nel caso in cui sia necessario comunicare l’integrazione o la correzione anche di un solo periodo, è necessario procedere alla compilazione dell’intero quadro…

    Tassa Annuale Libri Sociali 2019: versamento entro il 18 marzo (07/03/2019)

    Le società di capitali sono tenute ad effettuare, entro e non oltre il 18 marzo 2019, il versamento della tassa annuale per la vidimazione dei libri sociali per l’anno 2019, così come previsto dall’art.23, comma 3 del DPR 641/1972.

    Come indicato nel suddetto articolo, la tassa prescinde dal numero dei libri o registri tenuti e dalle relative pagine ma dipende dall’ammontare del capitale sociale o fondo di dotazione alla data del 1° gennaio 2019.

    La tassa ammonta a 309,87 euro per le società con capitale sociale non inferiore ad euro 516.456,90 euro; 516,46 euro se il capitale sociale è superiore a 516.456,90 euro…

    Caso pratico: Disabbinamento dalla Console di un F24 scartato (08/03/2019)

    “Mentre stavo predisponendo la Dichiarazione IVA Base 2019 mi sono accorto che l’acconto IVA viene riportato due volte. Verificando in F24 ho notato che il debito è stato caricato e prenotato due volte ed è stata confermata la data di pagamento in entrambi i modelli.”

    “In applicazione F24 ho provato a togliere la data di pagamento dal modello che è stato rifiutato dalla banca ma non sono riuscito ad eliminarla. Quali sono i passaggi che devo effettuare per avere il riporto corretto del dato in dichiarazione IVA Base?”

    La situazione sopra descritta si è generata poiché il primo modello che è stato inviato tramite la Console Telematica è stato scartato per mancanza di fondi…

     

    Gli articoli completi sono disponibili sul sito del software per commercialisti INTEGRATO GB.

    GBsoftware S.p.A. è una software house nata dall’idea di un commercialista e dell’esperienza di uno studio attivo dal 1977. Siamo specializzati in software semplici per studi e imprese.

  • Mercato immobiliare e lavori pubblici: dall’OPMI un appello al rilancio

    Rilanciare con forza il mercato immobiliare e l’edilizia pubblica e privata in Italia: è questo in sintesi il risultato dei lavori dell’OPMI – l’Osservatorio Parlamentare sul Mercato Immobiliare – svoltisi nei giorni scorsi alla presenza dei presidenti di Confassociazioni Immobiliare, Confedilizia e Fiaip (Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali). Quanto importante sia per l’intera economia il rilancio del mattone non lo dice solo l’agenzia immobiliare a Taranto Cambio Casa ma i numeri.

    Il settore immobiliare e l’intero indotto rappresenta, infatti, il 18% del Pil e fornisce un contributo fondamentale anche in termini occupazionali: dall’inizio della crisi nel 2011 sono andati persi ben 800 mila posti di lavoro. Tutti elementi che inducono a rivedere con urgenza le normative fiscali del settore e a pensare a una riforma generale di quelle che regolano la locazione.

    E chi meglio delle istituzioni potrebbe giocare un ruolo determinante in questa partita. È quello che sostiene il presidente OPMI On. Catia Polidori (FI), ovvero raccogliere le istanze degli operatori di settore e portarle all’attenzione di Parlamento e Governo. Stessa linea condivisa anche dall’On. Giorgia Latini (Lega), che assegna al Direttivo il compito di pensare a misure di sostegno dell’immobiliare come ad esempio la cedolare secca per gli immobili commerciali. Misure che consistono anche nella rimozione di tutti gli ostacoli, soprattutto di natura fiscale, secondo l’On. Tommaso Foti (FdI), il quale richiama proprio l’attenzione di Governo e Parlamento sulle enormi potenzialità di sviluppo di questo settore.

    Insomma, al di là degli orientamenti politici, tutti i membri del Direttivo dell’OPMI sembrano avere posizioni convergenti su come intervenire affinché l’immobiliare torni a volare. Un impegno che è pronto a sostenere con la sua professionalità ed esperienza in questo campo anche Cambio Casa, leader tra le agenzie immobiliari a Taranto.

  • Gestione documenti PaperOffice 2019 – L’ufficio senza carta diventa realtà

    Addio al caos della carta e benvenuto nel tuo ufficio digitale: PaperOffice 2019 riordina le scrivanie e gli schedari. Funzionalità, sicurezza e operazioni intuitive rendono la nuova versione del sistema di gestione dei documenti e delle informazioni (DMS) un vero aiuto quotidiano.

     

    PaperOffice 2019 stabilisce nuovi standard nella gestione dei documenti e apre nuove strade nell’ufficio elettronico. È una sorta di elfo personale per l’ufficio; un elfo domestico davvero intelligente. Compiti come la digitalizzazione di documenti cartacei, l’archiviazione di e-mail a prova di revisione, il riconoscimento del testo ad alte prestazioni o la ricerca di parole chiave, non sono un problema per PaperOffice 2019. Proprio per questo, il sistema è rivolto non solo agli amici di magici animali domestici, ma a tutti i capi e ai dipendenti che vogliono ottimizzare la gestione del tempo. Perché? Utilizzando PaperOffice si risparmiano in media circa 150 ore all’anno, che altrimenti andrebbero perse nella ricerca dei documenti di Office. Abbastanza tempo per imparare a padroneggiare qualsiasi lingua commerciale per poter proseguire gli studi – o per prendersela un po’ più comoda.

    Il miglior programma per gestire tutti i documenti

    Il trucco

    PaperOffice ti consente di registrare documenti in vari modi. I file elettronici esistenti sono integrati tramite il trascina e rilascia dal file di sistema, con il trasferimento in massa di singoli file o importando la struttura di cartelle Windows in PaperOffice. ScanConnect, il modulo scanner standard integrato, in pochi secondi esegue la scansione nel sistema dei documenti cartacei digitalizzati. Questi possono poi essere modificati, salvati, ottimizzati e forniti di note individuali.

    A sua volta, il modulo OutlookConnect consente l’importazione rapida e intuitiva di e-mail senza software di terze parti. La memorizzazione di e-mail e dei loro allegati in cartelle condivise garantisce la più ampia panoramica possibile. L’archiviazione della posta elettronica a prova di controllo soddisfa tutti i requisiti del legislatore, dei regolamenti che governano l’uso della TI per la contabilità e altri documenti aziendali.

    Ricerca di parole chiave dal vivo completa e precisa

    Nella vita pratica dell’ufficio, PaperOffice trae la digitalizzazione dalla semplice etichettatura. Una volta digitalizzati, tutti i documenti possono essere cercati utilizzando il motore di ricerca interno; questo sia per e-mail, PDF o un documento cartaceo digitalizzato. La ricerca di parole chiave in tempo reale fornisce tutte le cose principali in un batter d’occhio. Le impostazioni del filtro limitano i risultati di ricerca visualizzati per data, utente, tipo di documento o parole chiave.

    Gestione integrata dei contatti e degli indirizzi con collegamento dei documenti

    Buono a sapersi: PaperOffice 2019 non è una soluzione cloud. Tutti i documenti sono archiviati localmente con crittografia militare AES fino a 1024 bit. In questo modo il controllo rimane sempre all’utente. Pertanto, PaperOffice soddisfa anche le esigenze degli imprenditori che non vogliono mettere il loro capitale aziendale più importante – cioè le loro informazioni – nelle mani di terzi.

    PaperOffice è disponibile in 4 lingue: inglese, tedesco, spagnolo e russo. Offre anche un periodo di prova gratuito di 14 giorni, informati ora PaperOffice

  • PaperOffice 2019 – The paperless office becomes reality

    Goodbye to paper chaos and welcome to your digital office: PaperOffice 2019 tidies up desks and filing cabinets. Functionality, security and intuitive operation make the new version of the document and information management system (DMS) a real everyday help.

     

    New standards

    PaperOffice 2019 sets new standards in document management and enables new ways into the electronic office, is thus something of the personal house elf for the office; a really clever house elf. Tasks like digitization of paper documents, revision-proof e-mail archiving, high-performance text recognition or keyword search are no problem for PaperOffice 2019. Thus, the system is aimed not only at friends of magical office pets, but all bosses and employees who want to optimize their time management. Why? If you use PaperOffice, you will save about 150 hours a year on average, which otherwise would be lost in the search for Office documents. Enough time to finally master any business language to take on a further education – or to take it a little easier.

    The best program to manage all documents

    The trick

    PaperOffice allows you to record documents in a variety of ways. Existing electronic files are integrated via drag & drop from the file system, by bulk import of individual files or by importing the Windows folder structure into PaperOffice. ScanConnect, the standard integrated scanner module, scans scanned paper documents into the system in seconds. These can then be edited, saved, optimized and provided with individual notes.

    Comprehensive and precise live keyword search

    In turn, the OutlookConnect module enables fast and intuitive import of e-mails without any third-party software. Storing e-mails and their attachments in shared folders ensures the greatest possible overview. Audit-proof e-mail archiving meets all the requirements of the legislator, regulations governing the use of IT for bookkeeping and other business records.

    In conclusion, in practical office life, PaperOffice derives digitalization from simple labeling. Once digitized, all documents can be searched using the internal search engine – whether e-mail, PDF or scanned paper document. The live keyword search delivers all hits in a jiffy. Filter settings limit the displayed search results by date, user, document type or keywords.

    Integrated contact and address management from Outlook with document linking

    Good to know

    Paper Office 2019 is not a cloud solution. All documents are stored locally with up to 1024bit AES military encryption. So the control always remains with the user. Thus, PaperOffice also meets the needs of entrepreneurs who do not want to put their most important business capital – their information – in the hands of third parties. It also works perfect with NAS from Synology for those, who wants to store their documents on a NAS drive.

    PaperOffice is available in 4 languages, such as English, German, Spanish and Russian. Also offers a 14-day free trial period https://www.paperoffice.com/?POPID=827799520

  • Il gruppo Ranocchi Software chiude il 2018 con una crescita del 20%, prospettive di accorpamenti e nuove possibili acquisizioni

    Qualche dato per iniziare, il gruppo Ranocchi, nato da un progetto di Giovanni Ranocchi nei primi anni duemila dopo la fuoriuscita dalla precedente esperienza imprenditoriale, vede oggi protagonisti sul mercato dei software gestionali due rami d’azienda, NTS Informatica, legata ai software gestionali ERP, e Ranocchi Software, più orientata al mondo dei professionisti (commercialisti e consulenti del lavoro) e delle piccole aziende, con sedi a Pesaro, Senigallia e Rimini. Il 2018 ha visto il gruppo, nel complesso, crescere di un ulteriore 20%, raggiungendo i 20 milioni di euro di fatturato con circa 170 tra dipendenti e collaboratori. (altro…)

  • Gli investitori online cambiano pelle: più giovani e amano le crypto

    L’arrivo delle criptovalute ha cambiato in modo sostanziale – chissà se solo temporaneamente oppure no – l’identikit degli investitori online. Quelli tradizionali, sia per età che per asset preferiti, hanno mutato pelle lasciando il posto a trader più giovani decisamente orientati verso gli asset digitali.

    Il nuovo volto degli investitori online

    investimenti nolineAd evidenziare questa novità è la ricerca di un noto broker, che ha analizzato i dati riguardo le nuove iscrizioni alla sua piattaforma, durante il periodo 2017-2018. Ebbene il 73% dei nuovi investitori online ha dichiarato di essersi iscritto proprio per la volontà di effettuare trading online sulle valute digitali. Riguardo al restante 27%, la metà circa ha poi deciso comunque di includere nel proprio portafoglio le valute virtuali. I dati che emergono da queste cifre sono essenzialmente due: il netto predominio, tra i nuovi iscritti, degli amanti delle criptovalute e la tendenza comunque a diversificare i propri asset di investimento.

    La cosa interessante è però il mutamento del profilo dell’investitore online medio. La possibilità di investire sulla quotazione delle criptovalute, ha determinato una profonda trasformazione dell’identità stessa del trader. Metà dei nuovi utenti fanno parte della fascia di età compresa tra i 25 e 34 anni, più giovani che in passato. In parole povere negli ultimi anni c’è stata una trasformazione nel dna stesso del trader medio (che inoltre è sempre più orientato ad adottare una strategia trading a breve termine 15-30 minuti).

    I giovani e gli investimenti

    Questa analisi peraltro smentisce una convinzione molto diffusa, ossia che le nuove generazioni non sono attratte dall’investimento online. Peraltro molti di quelli che sono stati spinti al trading online da Bitcoin e compagnia, hanno in seguito allargato l’orizzonte di investimento anche ad altri asset più tradizionali, come le materie prime o il Forex. Tuttavia va precisato che non ci sono segnali sicuri o affidabili che questa tendenza continui, dal momento che su di essa ha inciso anche in modo forte l’effetto “moda” registrato tra il 2017 e il 2018 sulle criptovalute. Svanito quello, bisognerà vedere come reagirà il mercato.

  • Buoni pasto: dall’Agenzia delle Entrate precisazioni sulla cumulabilità

    Il 12 febbraio 2019 è stata pubblicata una precisazione dell’Agenzia delle Entrate in merito al servizio buoni pasto.

    In particolare, si precisa che la cumulabilità fino a 8 buoni pasto contemporaneamente non incide sull’esenzione da oneri fiscali e previdenziali in busta paga.

    Il dipendente quindi può utilizzare in tutta tranquillità i suoi buoni pasto, anche in base alle modifiche del Decreto 2017, che ha stabilito la possibilità di spendere fino a 8 buoni per ogni transazione. Se rimane in vigore il diritto a ricevere non più di un buono per ogni giorno effettivamente lavorato, la scelta di spenderne più di uno per volta non incide e non limita i vantaggi connessi al servizio.

    L’Agenzia delle Entrate ha chiarito anche la responsabilità in capo al datore di lavoro. L’azienda infatti ha il compito di controllare l’erogazione dei ticket e non il loro utilizzo. Dunque, il valore nominale del buono e la consegna degli stessi al lavoratore, aspetti dai quali incide l’esenzione in busta paga e quindi i vantaggi fiscali. Non dipende da lui e non ha obbligo di controllo sulla spesa dei buoni da parte dei dipendenti.

    Per una consulenza, un preventivo o anche solo informazioni generiche sul buono pasto è a disposizione il Numero Verde di Up Day: 800834009. Al numero messo a disposizione da Day Ristoservice, smart company che offre servizi di benessere per le imprese, rispondono consulenti esperti che possono spiegare gli aspetti del servizio ai referenti aziendali o ai liberi professionisti

  • Commissione Ministeriale per il Codice della Crisi e dell’Insolvenza

    A poche settimane dal varo governativo, il presidente Rordorf si confronta a bergamo con accademici ed esperti

    Si terrà nelle giornate di lunedì 18 marzo, dalle 14.30 alle 18.30, e di martedì 19 marzo, dalle 9.00 alle 18.30, nella suggestiva cornice del Teatro Sociale a Bergamo Alta, il convegno nazionale di studi “La nuova Disciplina della crisi e dell’insolvenza”, organizzato in sinergia dagli ordini professionali dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, degli Avvocati e del Consiglio Notarile di Bergamo con il Tribunale di Bergamo.

    L’evento offrirà, a poche settimane dal varo della riforma, un’articolata lettura del “Codice della Crisi e dell’insolvenza”, che nel soppiantare dopo settantasette anni la “legge fallimentare”, innoverà a fondo il diritto concorsuale.

    Ad animare la due giorni, la cui apertura sarà affidata alla relazione introduttiva del Presidente della Commissione Ministeriale per la riforma, ricognizione e riordino della disciplina delle procedure concorsuali, dott. Renato Rordorf, saranno magistrati, accademici ed esperti della materia, che faranno luce sui profili più complessi ed originali della nuova disciplina.

    La sfida degli strumenti di allerta e prevenzione, il nuovo procedimento unitario, la riscrittura del concordato preventivo e delle procedure stragiudiziali di regolazione, la liquidazione dell’attivo e l’innovativa disciplina dei gruppi di imprese: questi i temi che vedranno un confronto tra massimi esperti.

    Al centro della riflessione i mutamenti radicali che investiranno tutti i protagonisti delle procedure concorsuali, a partire dagli imprenditori per giungere ai professionisti chiamati a cimentarsi con nuovi compiti, ridisegnate funzioni, ridefinite responsabilità.

    La riforma  è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 14 febbraio 2019 ed entrerà in vigore dopo trenta giorni con l’istituzione presso il Ministero della Giustizia dell’Albo dei curatori e con le novità introdotte nel codice civile circa gli obblighi di nomina degli organi di controllo interni delle società. Per il rimanente entrerà in vigore il 15 agosto 2020, un tempo di decantazione ritenuto indispensabile in ragione dei mutamenti radicali previsti, che impongono agli imprenditori ed ai professionisti che li assistono la necessità di attrezzarsi per  affrontarli.

    Sul finire del convegno, a tirare le fila del confronto, la relazione di sintesi del Presidente della Sezione Fallimentare del Tribunale di Bergamo, dott.ssa Laura De Simone.

    Programma e informazioni https://www.odcec.bg.it/

  • Mutui: il 2% di quelli richiesti arriva da italiani espatriati

    Sono circa cinque milioni gli italiani residenti all’estero, ma non pensiate vogliano chiudere i ponti con le loro origini, anzi. Secondo un’analisi condotta da Facile.it e Mutui.it su un campione di oltre 21.000 domande di finanziamento presentate nel corso dello scorso anno, il 2% dei mutui richiesti in Italia nel 2018 faceva capo ad un italiano che, sia pur ormai residente all’estero, voleva acquistare casa nel Belpaese.

    Uno dei dati che più colpisce nei numeri evidenziati dai due portali è come ben il 40% degli espatriati che vuole comprare casa in Italia punti ad un vero e proprio ritorno alle origini e voglia acquistare nella regione in cui è nato. Il valore è ancora superiore a Roma, Palermo e Napoli dove arriva a sfiorare il 60%.

    «Gli aspiranti mutuatari di nazionalità italiana, ma residenti all’estero, che cercano casa nel nostro Paese», spiega Ivano Cresto, responsabile mutui di Facile.it «sono solitamente persone con redditi piuttosto buoni, tali da consentire di ottenere finanziamenti senza troppi problemi e, anche, di ripagare quanto ottenuto dalla banca in tempi decisamente rapidi».

    Le parole di Cresto trovano immediata conferma nei dati. Se si confrontano i valori di un mutuo “medio” per l’acquisto con quelli di un mutuo per l’acquisto per residenti all’estero si vede che nel primo caso la cifra che si punta ad ottenere è pari a poco meno di 135.000 euro mentre, nel secondo, supera i 187.000 euro. Nonostante questo, però, il tasso di accettazione per i mutui di acquisto richiesti da chi vive in Italia è pari al 3,94%, mentre per gli italiani che risiedono all’estero arriva a superare il 6,40%.

    Notevole la differenza anche dei tempi di restituzione; se il mutuo classico ha un piano di ammortamento medio di poco inferiore ai 23 anni, per quello di un acquisto per residenti all’estero supera di un soffio i 19 anni.

    Ultima nota da evidenziare, fra i numeri raccolti da Facile.it, quella legata all’LTV, ovvero il valore dell’immobile che si cerca di finanziare con il mutuo. Per i mutui di acquisto dei residenti in Italia questo dato è pari al 72%, percentuale decisamente superiore al 67% che caratterizza invece i mutui richiesti da chi, pur con nazionalità italiana, oggi risiede in altre nazioni.

    «Contrariamente a ciò che si potrebbe pensare», continua Cresto, «gli italiani che risiedono all’estero ma cercano casa in Italia non sono affatto persone ormai prossime alla pensione; la loro età media è di appena 40 anni. Piuttosto sembrano essere giovani professionisti che, al di fuori dei nostri confini nazionali, hanno raggiunto una solidità economica tale da consentirgli di acquistare casa nel loro Paese di origine, sia per investimento o, anche, per le proprie vacanze o, ancora, in previsione di un rientro futuro».

  • Gruppo Tempocasa: 9.306 compravendite nel 2018, +31% in 3 anni.

    Tempocasa, leader nell’intermediazione immobiliare con quasi 400 punti vendita in tutta Italia, presenta la seconda edizione di TempoReport 2018, l’osservatorio immobiliare curato dal proprio Centro Studi. I dati attestano un andamento molto positivo delle compravendite per quanto riguarda il Gruppo, che ha agganciato la ripresa delle compravendite in atto nel settore, in particolare negli ultimi tre anni, con risultati molto soddisfacenti.

    Nel 2018 a livello nazionale sono state 9.306 le compravendite concluse dalle agenzie Tempocasa, rispetto alle 7.542 del 2017 e alle 7.102 nel 2016, pari a un incremento del 31% nel triennio.
    I dati di TempoReport rilevano una crescente richiesta di immobili per l’acquisto. Nel 2018 le domande raccolte dal network Tempocasa sono state complessivamente 154.050, rispetto alle 118.293 del 2017 e alle 92.998 del 2016, registrando un aumento di circa il 65% su base triennale.
    In media si sono registrate circa 39 nuove domande al mese per agenzia. Su base annuale, gli aspiranti nuovi proprietari hanno concentrato il picco di richieste nel mese di ottobre, avanzandone ben 16.702, il 23% in più rispetto alle 13.594 di ottobre 2017.

    In termini di offerta, ovvero gli immobili immessi sul mercato e proposti alla clientela, il 2018 con 20.449 annunci è sostanzialmente in linea con il 2016 (20.280 annunci) con un livellamento rispetto al 2017 (23.814 annunci) a fronte di una chiara tendenza che vede tempi medi di vendita notevolmente ristretti rispetto al passato. Oggi i tempi di vendita sono di 78 giorni in media, la rotazione delle case sul mercato è più rapida e il “ciclo di vita” di un annuncio immobiliare si è accorciato, anche grazie all’avvio del processo di digitalizzazione della rete.

    La crescita del Gruppo Tempocasa.

    Il Gruppo Tempocasa ha continuato senza sosta la propria espansione sul territorio italiano, arrivando a 396 punti vendita nel 2018 (322 nel 2017 e 283 nel 2016). A questi si sommano le agenzie aperte in Europa – in Spagna, Portogallo, Lussemburgo, Svizzera e Regno Unito – con l’obiettivo di raggiungere un totale di 500 agenzie entro il 2022.

    Anche sul fronte del digitale, il sito web www.tempocasa.it ha registrato uno sviluppo decisamente positivo, incrementando il numero di visitatori totali (+29%) e delle pagine visualizzate (+34%) rispetto al 2017.

    Oltre ai franchisor, Tempocasa è una holding che comprende una serie di società dedicate allo sviluppo e all’erogazione di servizi specifici e complementari all’intermediazione della casa. In questo modo, chi si rivolge al gruppo ha la possibilità di essere seguito anche per finanziamenti e mutui, assicurazioni, consulenze tecniche e legali e, infine, sotto l’aspetto della comunicazione.

    Mutui.

    Per TempoReport 2018 i dati relativi al settore della mediazione creditizia sono forniti da Più Mutui Casa Spa, la società di mediazione creditizia della holding, regolarmente iscritta nell’Elenco degli agenti e dei mediatori. I numeri forniti per la redazione di TempoReport parlano chiaro: il triennio 2016-2018 ha registrato un’impennata mai vista prima. Nel 2018 i mutui erogati sono stati 3.994 (di cui 3.076 attraverso le agenzie Tempocasa) rispetto ai 3.308 del 2017 e ai 2.372 nel 2016, con un incremento del 20% nell’ultimo anno.

    In termini di importo totale, nel 2018 si è arrivati a 453.782.365 euro, a fronte dei 348.127.467 del 2017 (+30%).

    Ristrutturazioni

    A fronte di un numero sempre maggiore di compravendite, cresce anche la richiesta di rimodernare le abitazioni acquistate, con una vittoria del ristrutturato rispetto alle nuove costruzioni, grazie anche alle detrazioni, confermate per il 2019, dal 50 al 65% delle spese sostenute sul fronte della ristrutturazione e del risparmio energetico. L’impresa edile Corimi di Como, partner della rete Tempocasa, segnala due trend in crescita tra i committenti: l’attenzione al fattore energetico, con riscaldamento a pavimento e pannelli solari e la “casa intelligente”, con l’installazione di impianti di domotica e con l’utilizzo del wi-fi. Ma quanto costa una ristrutturazione? Una variabile determinante è la posizione dell’immobile: più ci si avvicina al centro città e più salgono i costi, derivanti dai permessi da richiedere all’Amministrazione comunale e dagli spostamenti dei mezzi e degli operai. Per un immobile in periferia si passa dai 550-650 euro al metro quadro per interventi che prevedono lavori ai vani, per esempio il rifacimento degli impianti, fino ai 1.000 euro a metro quadro per lavori che comportano lo spostamento di una o più pareti.

  • Telefonia: tariffe in calo del 22% in un anno

    Il 2018 è stato per il settore della telefonia mobile un anno di grandi cambiamenti; l’ingresso di nuovi operatori sul mercato italiano ha spinto le compagnie telefoniche ad una vera e propria gara nell’accaparrarsi nuovi clienti e, secondo l’analisi di Facile.it, la competizione ha portato, in 12 mesi, ad un calo del 22% delle tariffe medie. Se a gennaio 2018 occorrevano in media circa 15 euro al mese per un piano ricaricabile, a gennaio 2019 il prezzo è sceso a 12 euro.

    La rincorsa ai potenziali clienti, si legge nell’analisi realizzata confrontando le migliori tariffe disponibili su Facile.it, si è giocata anche su un altro terreno, quello del traffico dati offerto dagli operatori e anche in questo caso a beneficiarne sono stati i consumatori. Se a gennaio 2018 i principali pacchetti ricaricabili prevedevano, in media, 12 GB, a gennaio 2019 la quantità di dati offerta con le nuove promozioni è aumentata addirittura del 130%, raggiungendo, in media, i 28 GB.

    «L’ingresso di nuovi player nel settore della telefonia mobile è stato un evento positivo per i consumatori italiani, che oggi non solo hanno la possibilità di scegliere tra un numero più elevato di operatori, ma possono anche godere di una riduzione generale dei costi legata alla competizione tra le aziende», spiega Lodovico Agnoli, Responsabile new business di Facile.it. «Una condizione che si traduce in un importante vantaggio economico per le tasche dei cittadini se si considera che il 90% della popolazione adulta ha un contratto di telefonia mobile e, tra questi, il 37% ha più di una scheda SIM*.».

    Che gli italiani non fossero pienamente soddisfatti dei fornitori di telefonia mobile era già emerso da una recente indagine* realizzata per Facile.it da mUp Research secondo la quale, nel 2018, più di un cliente su tre (36%) ha cambiato il proprio operatore mobile e, addirittura, il 14% ha dichiarato di aver cambiato compagnia più di una volta nel corso dello stesso anno. E se i prezzi troppo alti (88%) e il traffico dati non sufficiente (23%) sono state le prime due ragioni che hanno spinto al cambiamento, è importante considerare che, tra chi ancora non ha detto addio al proprio fornitore, quasi uno su tre (30%) lo farà non appena troverà un’offerta più convincente.

    L’ingresso di nuovi player nel mercato mobile ha sortito inoltre effetti interessanti anche sul fronte broadband e telefonia fissa. I principali attori in gioco offrono pacchetti che comprendono, oltre ai servizi di ADSL o fibra, prodotti di telefonia mobile. Il meccanismo di trasmissione dei prezzi su queste tecnologie, pertanto, non ha tardato ad arrivare e alcune compagnie hanno iniziato a offrire pacchetti Internet + Mobile a prezzi particolarmente aggressivi.

    * Metodologia: n. 1.023 interviste CAWI con individui in età 18 anni ed oltre su un campione rappresentativo della popolazione italiana adulta in età 18-74 anni + n.411 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione dell’area metropolitana di Milano. Indagine condotta a novembre 2018.

  • Prestiti personali: il tasso negativo arriva a – 1,5%

    Chiedere in prestito 1.000 euro e doverne restituire meno. È il cosiddetto tasso negativo, presentato per la prima volta in Italia a fine 2018 e oggi nuovamente disponibile con indice ancora inferiore. A comunicare la novità è Facile.it che, fino al 31 marzo, tramite la sua piattaforma (https://www.facile.it/prestiti-tasso-negativo.html) rende accessibili prestiti personali con un tasso taeg* pari al -1,5% erogati dalla società Younited Credit.

    «L’introduzione sul mercato italiano di prestiti personali a interesse negativo è stata una vera e propria novità per il settore», spiega Andrea Bordigone, responsabile prestiti di Facile.it.  «L’obiettivo del progetto era ed è di sensibilizzare i consumatori sui tassi di interesse e promuovere le opportunità di risparmio offerte dall’online anche nell’ambito dei prestiti personali, canale che storicamente offre tassi di interesse più bassi rispetto a quelli tradizionali. Per questo, se a fine 2018 il tasso negativo offerto era pari al -1%, oggi arriva addirittura al -1,5%.».

    La conoscenza delle opportunità offerte dal mercato dei prestiti è senza dubbio uno degli elementi fondamentali quando si parla di risparmio; in quest’ottica assumono un valore particolarmente significativo gli ultimi dati diffusi da Banca d’Italia secondo cui, nel corso del quarto trimestre 2018, il tasso effettivo globale medio dei prestiti personali erogati in Italia è diminuito di 17 punti base rispetto al trimestre precedente.

    Chi ha chiesto prestiti a tasso negativo

    Quando a novembre è stata presentata per la prima volta al pubblico italiano, il tasso negativo sembrava una boutade e invece, numeri alla mano, centinaia di italiani ne hanno approfittato. Nel primo giorno è arrivata una richiesta di prestito ogni 2 minuti, con domande provenienti da tutta Italia e l’erogazione del primo finanziamento è stata finalizzata solo dopo appena 5 ore dal lancio ufficiale.

    Analizzando il profilo dei richiedenti che tra ottobre e novembre hanno richiesto un prestito a tasso negativo su Facile.it emerge che a presentare domanda sono stati prevalentemente dipendenti privati a tempo indeterminato (65%); non trascurabile, però, la percentuale di richieste provenienti dai pensionati (12%).

    Le domande per questo genere di finanziamento sono arrivate da tutta Italia, ma guardando alla classifica territoriale, al primo posto per numero di richieste (rapportate al numero di residenti) si posiziona la regione Lazio, seguita dalla Lombardia e dall’Abruzzo.

    Quanto potrebbero far risparmiare

    In Italia, secondo Banca D’Italia, nel IV trimestre del 2018 il tasso effettivo globale medio applicato ad un prestito personale è stato pari al 9,92% mentre secondo le analisi di Facile.it il tasso medio erogato online è pari al 7,4%; le percentuali, seppur non direttamente confrontabili, confermano un’importante differenza tra il canale online e quello tradizionale che, secondo le stime del comparatore, equivale a circa di 500 milioni di euro di interessi all’anno.

    «Il mercato del credito al consumo in Italia, seppur in espansione, risulta ancora relativamente acerbo – soprattutto se paragonato a quello di altri Paesi europei – e pertanto la conoscenza dei consumatori italiani sulle opportunità offerte da questo settore non sempre è profonda», spiega Andrea Bordigone. «Iniziative come il prestito personale a interesse negativo e, più in generale, una maggiore consapevolezza sul mondo dei prestiti personali possono contribuire a dare ai cittadini gli strumenti necessari per effettuare una scelta più informata e, quindi, risparmiare.».

    Come chiedere un prestito a tasso negativo e come funziona

    Fino al 31 marzo, collegandosi all’indirizzo https://www.facile.it/prestiti-tasso-negativo.html gli utenti potranno richiedere un prestito di importo pari a 1.000 euro da restituire in 12 mesi; al termine del piano di ammortamento i clienti dovranno rimborsare alla finanziaria solo 991,60 euro, ovvero meno di quanto hanno ottenuto in prestito. Nella pratica, per ragioni contabili, il cliente che si vedrà accordare il finanziamento riceverà da Younited Credit un importo pari a 1.028,28€ (di cui 19,88 euro per ripagare gli interessi e 8,40 euro di capitale aggiuntivo).

    Potranno fare domanda di finanziamento tutti i lavoratori dipendenti, i lavoratori autonomi, i liberi professionisti e i pensionati. Non potranno ottenere il prestito, invece, gli utenti che non hanno reddito dimostrabile, non hanno una solidità finanziaria tale da consentirgli di pagare le rate e, ancora, quelli che hanno avuto in passato disguidi finanziari.

  • COMPANY015: un’unica soluzione per gestire e promuovere la tua attività

    Quanto tempo impieghi per la gestione contabile? Come trovi nuovi clienti?

    Oggi un software gestionale deve essere necessariamente intelligente ed integrato, non può più limitarsi alla sola memorizzazione dei dati, ma deve essere in grado di assistere l’utente nelle operazioni di tutti i giorni, automatizzando e velocizzando quelle ripetitive, ed integrando funzionalità a supporto delle operazioni di vendita e promozione.

    Compito di chi progetta tali software, dovrebbe essere quello di realizzare prodotti sempre più “smart”, in grado di ridurre i tempi di gestione, eliminare gli errori, costantemente adeguati alle normative vigenti, ed offrire un’integrazione tra la gestione e la promozione dell’attività stessa.

    COMPANY015 è la soluzione software per le aziende ed i liberi professionisti, che permette di gestire e promuovere la propria attività.

    Nella gestione quotidiana, per semplificare i flussi e ridurre i tempi, l’utente è supportato dall’assistente aziendale di COMPANY015, che, attraverso l’uso di notifiche automatiche, controlla, ricorda, monitora scadenze incassi e pagamenti, avverte per invio e ricezione delle fatture, per accettazione di preventivi ed ordini, aperture email, etc.

    Tutto il flusso della fatturazione elettronica non è più un limite, che fa “perdere tempo”, ma diventa una opportunità per ottimizzare le operazioni per il ciclo attivo e passivo, ad esempio la fattura fornitore viene caricata automaticamente dal file ricevuto, e tutti i documenti, attivi e passivi, sono a disposizione dello studio del commercialista.

    Scadenze, incassi, pagamenti, prima nota, preventivi, ordini, gestione privacy, magazzino, analisi dei dati, completano poi l’offerta gestionale di COMPANY015, che può essere configurato scegliendo la soluzione più adatta alle proprie esigenze.

    Per supportare l’azienda o il libero professionista nella promozione della propria attività, COMPANY015 si interfaccia con il portale guida-aziende-italiane.it e con l’app quiinzona, dedicata al marketing di prossimità e disponibile in download gratuito dagli store ufficiali.

    E’ così possibile pubblicare il proprio catalogo prodotti e servizi sul web e renderlo contemporaneamente disponibile sui dispositivi mobile. Inoltre è possibile creare offerte di vendita che vanno ad arricchire la propria vetrina virtuale e che sono visibili sia online che sull’app.

    COMPANY015 è in cloud, progettato per rispondere alle esigenze di aziende e liberi professionisti, può essere utilizzato in mobilità, non necessita di installazione in locale e  funziona sia con i sistemi operativi Windows che Apple.

    Chi sceglie di utilizzare COMPANY015 per la gestione della propria attività, sceglie un  software che semplifica il lavoro, riduce i tempi di gestione e migliora le performance .

    I dettagli e le soluzioni del prodotto, sono disponibili sul sito www.company015.it

  • Il Robot come prodotto e i modelli di responsabilità

    Il ciclo di incontri Noi e i robot. Scenari possibili per una nuova società, promosso da Università di Bergamo e Fondazione A.J. Zaninoni,  avrà il suo ulteriore approfondimento 7 marzo alle ore 18 nell’Aula Galeotti del Campus Giuridico Economico dell’Università degli Studi di Bergamo, in via Caniana 2, Bergamo.

    L’ospite dell’evento sarà Andrea Bertolini, ricercatore della Scuola Universitaria Superiore Sant’Anna di Pisa, che interverrà con la sua relazione “Il Robot come prodotto e i modelli di responsabilità”.

    L’incontro sarà aperto da Annalisa Cristini, direttrice del CESC – Centro sulle dinamiche economiche, sociali e della cooperazione – dell’Università di Bergamo, e da Pia Locatelli, presidente della Fondazione A.J. Zaninoni. L’intervento sarà introdotto da Roberto Pucella, professore ordinario del dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Bergamo.
    L’approfondimento precedente, con relatore Pietro Ichino, ha esaminato l’impatto dell’evoluzione tecnologica e il mutamento delle facoltà cognitive nel mercato del lavoro.

    Il convegno iniziale, con keynote speaker Roberto Cingolani, aveva affrontato il tema  del rapporto tra esseri umani e macchine intelligenti.

     

    Per informazioni:

    CESC- [email protected]