Categoria: Economia e Finanza

  • Trasporto merci, in calo nel 2018. Bene il trasporto su gomma

    Il 2018 si conferma un anno di rallentamento non solo per l’economia ma anche per il trasporto merci. Secondo il report realizzato dall’Osservatorio Congiunturale Trasporti di Confcommercio in collaborazione con Conftrasporto, lo scorso anno il trasporto merci ha registrato una frenata della crescita generale pur chiudendo col segno positivo: +1,9% rispetto al 3,4% del 2017 e al 4,1% del 2016. Un trend che, come dicevamo, pare essere stato condizionato dall’andamento macroeconomico, che nel 2018 ha segnato certamente una crescita del Pil ma al di sotto dell’1%. Ciononostante, l’autotrasporto rimane la prima modalità di trasporto in Italia con una crescita considerevole del 3% anche se in lieve calo rispetto al biennio precedente (rispettivamente 3,3% nel 2017 e 3,8% nel 2016).

    E in effetti, il trasporto su gomma si conferma ancora di vitale importanza per la nostra economia con oltre il 60% del valore della merce trasportata in Italia, nonostante le aspettative degli operatori di settore non siano tra le più ottimistiche a causa delle tante problematiche di natura economica e finanziaria che hanno costretto migliaia di piccole e medie imprese a chiudere i battenti negli ultimi anni.

    Tornando alle modalità di trasporto, bene anche quello su rotaia (+3,3%) e aereo (+0,7%), mentre quello marittimo chiude con un -0,2%. Insomma, se da un lato l’autotrasporto resta la prima scelta nel nostro Paese sotto il profilo della movimentazione merci, e il trasporto con bisarca per il settore automotive, dall’altro il livello delle infrastrutture è tutt’oggi ancora deficitario e spesso affiancato da un trasporto intermodale inefficiente e inadeguato agli standard di altri Paesi europei.

  • UNI/PdR 53:2019: pubblicata la norma guida per le stime immobiliari

    Effettuare una stima corretta degli immobili immessi sul mercato seguendo criteri di oggettività e trasparenza è da sempre una prerogativa fondamentale per l’agenzia immobiliare a Taranto Cambio Casa in fase di valutazione gratuita dell’immobile. Un principio che d’ora in avanti saranno tenuti ad osservare tutti gli operatori di settore. È stata pubblicata, infatti, lo scorso 4 febbraio 2019 la prassi di riferimento UNI/PdR 53:2019 “Analisi del mercato immobiliare – Linee guida per l’individuazione del segmento di mercato e per la rilevazione dei dati immobiliari”.

    La norma, frutto della collaborazione tra UNI e RPT – Rete delle Professioni Tecniche – si applica ai comparti residenziale, direzionale/uffici e commerciale, e fornisce ai valutatori immobiliari e più in  generale agli stakeholder del settore, delle linee guida sulla metodologia per la rilevazione degli elementi economico-estimativi (segmento di mercato) e sulla rilevazione dei dati immobiliari (caratteristiche quantitative e qualitative).

    L’obiettivo è quello di definire una metodologia finalizzata a rilevare e analizzare il mercato immobiliare al fine di conseguire obiettivi di completezza, accuratezza e veridicità dei dati rilevati, dando le informazioni necessarie per conseguire trasparenza e oggettività nelle attività di valutazione degli immobili, sia per supportare l’elaborazione di indici di mercato e lo svolgimento di analisi sulla congiuntura del settore immobiliare, sia per costituire una base di indagine nell’ambito della pianificazione urbanistica e dei programmi di rigenerazione urbana.

    Con un mercato immobiliare in continua evoluzione, la definizione di prescrizioni tecniche in grado di attribuire parametri di valutazione oggettivi alle differenti categorie di immobili è oggi quanto mai necessaria, in virtù di una clientela molto più attenta rispetto al passato alla qualità strutturale ed energetica. Tra le agenzie immobiliari a Taranto, Immobiliare Cambio Casa è quella che punta a rendere trasparente l’incontro domanda-offerta grazie al lavoro di professionisti del settore, sempre aggiornati sulle dinamiche del mercato immobiliare e pronti a proporre soluzioni di misura a seconda delle esigenze della clientela.

  • Millennials: risparmiano il 14% in più rispetto alla media nazionale

    Un tempo li chiamavano semplicemente ventenni o trentenni, oggi li chiamano Millennials, o Generazione Y e sono i nati fra il 1981 ed il 1995. Una fetta sempre più importante dei consumatori italiani che Facile.it ha cercato di conoscere meglio con un’indagine specifica da cui è emerso, ad esempio, che contro ogni stereotipo sono più bravi e più attenti nel ridurre le spese e rispetto alla media nazionale risparmiano il 14% in più su bollette, assicurazione auto, telefonia e le principali voci di spesa domestiche.

    I Millennials risparmiano di più, ma sentono il peso delle bollette

    Attenti al risparmio, al prezzo ma anche alla qualità dei servizi, esigenti e pronti a cambiare se non soddisfatti; è questa la fotografia dei Millennials italiani che emerge dall’indagine realizzata per Facile.it da mUp Research e Norstat su un campione rappresentativo della popolazione adulta italiana**.

    Il primo dato evidenziato dall’analisi è che, nel 2018, tra i Millennials ben il 65% è riuscito a risparmiare sulle principali voci di spesa domestica (utenze, assicurazioni e prodotti finanziari), mentre a livello nazionale la percentuale si ferma al 59%. Anche guardando all’entità del risparmio, il quadro non cambia: i Millennials lo scorso anno sono riusciti a risparmiare, in media 709 euro, il 14% in più rispetto alle media nazionale (620 euro).

    Ma quali sono i costi che pesano di più – almeno psicologicamente – per i Millennials? Se come avviene anche per il campione complessivo, le bollette luce e gas e la polizza RC auto occupano il podio delle spese meno amate, per i nati fra il 1981 ed il 1995, le utenze domestiche, insieme ai costi dell’ADSL-fibra e quelli del conto corrente, risultano più pesanti rispetto alla media nazionale e per questo sono le aree dove concentreranno gli sforzi per risparmiare nel corso del 2019.

    RC auto e utenze domestiche: attenzione al prezzo… e alla qualità                                  

    Il tratto che caratterizza i Millennials e li distingue fortemente dalla media nazionale, è l’essere molto esigenti verso i fornitori di servizi, non solo per ciò che riguarda il prezzo, ma la qualità e pertanto si dimostrano pronti a cambiare facilmente operatore quando non soddisfatti.

    Analizzando le principali voci di spesa familiare sono molte quelle in cui, rispetto alla media nazionale, i Millennials hanno con più frequenza abbandonato il proprio fornitore in favore di uno nuovo. Guardando all’RC auto, ad esempio, emerge che nell’ultimo anno il 22% degli assicurati appartenenti alla Generazione Y ha cambiato compagnia (+3% rispetto alla media nazionale); nella telefonia mobile a cambiare operatore è stato il 38% dei clienti Millennials (+2%), mentre nella telefonia Adsl-fibra lo ha fatto il 25% (+4%). Anche rispetto ai conti correnti, la tendenza si conferma; la percentuale di Millennials che ha detto addio al proprio istituto di credito in favore di uno nuovo è superiore a quella della media nazionale (11% contro l’8%).

    Forse perché spinti da una generale incertezza lavorativa di fondo, fatto sta che i Millennials scelgono di tutelarsi quanto più possibile da eventi che potrebbero danneggiare la loro salute o capacità di produrre reddito e, a dispetto della giovane età, nel corso del 2018, fra chi si è assicurato, quasi uno su cinque ha sottoscritto o rinnovato una polizza vita, il 13% una contro i rischi da infortunio o malattia.

    Perché i Millennials cambiano fornitore così frequentemente?

    Se è vero che, indipendentemente dall’età anagrafica il prezzo è sempre la prima ragione che spinge a scegliere un nuovo fornitore, tratto distintivo della Generazione Y è porre grande attenzione alla qualità del servizio. Ecco quindi che tra i Millennials che hanno cambiato RC auto nell’ultimo anno, il 21% lo ha fatto perché non soddisfatto del servizio offerto dalla compagnia assicurativa; il 50% di coloro che hanno scelto una nuova banca per il proprio conto corrente ha preso questa decisione perché non contento della qualità offerta dal vecchio istituto di credito e, tra chi ha cambiato Adsl-fibra ottica, quasi 1 su due (49%) lo ha fatto perché la velocità di navigazione era troppo bassa.

    Il conto corrente, meglio se online

    L’attenzione ai costi e un approccio più conscio al risparmio emerge anche analizzando il rapporto della Generazione Y con i conti correnti. Secondo l’indagine realizzata per Facile.it, il 55% dei Millennials titolari di conto dichiara di averne uno online, mentre a livello nazionale la percentuale è pari al 46%.

    A conferma di questa tendenza, anche un altro dato; tra i Millennials che hanno più di un conto corrente (26% dei titolari), quasi uno su tre dichiara di aver fatto questa scelta appositamente per poter risparmiare utilizzando l’uno o l’altro conto in base alle tariffe delle singole operazioni, ma il 15% degli intervistati, di contro, dichiara di non conoscere con esattezza i costi del proprio conto corrente.

    La volontà di ridurre i costi spinge i Millennials ad essere molto attivi nella ricerca della offerte; se a livello nazionale quasi il 40% dei titolari di conto corrente dichiara di aver scelto la banca in base alla vicinanza della filiale, la percentuale scende al 28% tra gli appartenenti alla Generazione Y che, di contro, utilizzano in misura maggiore gli strumenti a disposizione per poter risparmiare; il 21% ha scelto dove aprire il conto utilizzando i comparatori online dato che a livello nazionale scende al 18%.

    Lo sforzo dei Millennials nel cercare le migliori soluzioni si traduce, alla fine, in vantaggio economico che emerge anche analizzando la giacenza dei conti corrente; secondo quanto rilevato dall’indagine, in media, i Millennials tengono sul conto 6.834 euro; 500 euro in più (8%) rispetto alla media nazionale (6.331 euro).

     

     

    * Metodologia: n. 1.023 interviste CAWI con individui in età 18 anni ed oltre su un campione rappresentativo della popolazione italiana adulta in età 18-74 anni + n.411 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione dell’area metropolitana di Milano. Indagine condotta a novembre 2018.

     

     

     

     

     

     

     

     

  • WelcomeFuture: una scuola per potenziare e accelerare il successo delle PMI

    Una scuola d’alta formazione dedicata all’accelerazione e al successo delle aziende: si tratta di WelcomeFuture, nuovo programma formativo certificato a livello internazionale, promosso da Ass.Im.P., Terzomillennium, IXL Center e Marshall Consulting Group.

    L’innovazione incontra qui il saper fare, WelcomeFuture ha come obiettivo quello di formare le aziende in modo che essere imparino a strutturare la propria creatività ed ingegno e sfruttarli per attivare nuove opportunità di business. È un’iniziativa che ha già accelerato la crescita di oltre 1.000 PMI in tutto il mondo. I risultati raggiunti su un campione di 120 realtà sono stati il 100% dello sviluppo di almeno una nuova idea implementabile, il 60% delle aziende che ha ottenuto un ordine d’acquisto per l’idea generata, il 52% di ritorno medio sull’investimento effettuato nel programma e circa 20 milioni di dollari di nuovi ordini generati.
    WelcomeFuture vuole accompagnare le aziende nel ragionare e nell’agire in modo innovativo, al fine di sopravvivere in un mondo che è sempre più veloce e complesso. Verranno presentati i segreti dei campioni dell’innovazione, e condivisi metodi e strumenti che la rivista Forbes ha inserito nella classifica dei 20 migliori al mondo.
    WelcomeFuture è un percorso attentamente studiato, basato su lezioni, workshop, supporto individuale e di gruppo che massimizza l’impatto sulla crescita delle aziende e minimizza l’impatto sulle attività operative. Un comitato di esperti valuterà i concetti sviluppati dalle imprese partecipanti e premierà quelli migliori, assegnando un certificato di innovazione «Master of Innovation», riconosciuto a livello mondiale dal GLOBAL INNOVATION MANAGEMENT INSTITUTE (giminstitute.org).

    Il corso inizia a marzo e termina ad inizio maggio e si sviluppa in 7 incontri così articolati: il 12/03 dalle 13,30 alle 17, il 19/03 dalle 9 alle 17, il 26/03 dalle 9 alle 17, il 02/04 dalle 9 alle 17, il 09/04 dalle 9 alle 17, il 16/04 dalle 9 alle 17 e il 07/05 dalle 13,30 alle 17. Gli incontri si svolgeranno presso l’agenzia di comunicazione Terzomillennium, via Mirandola 27, 37059 Santa Maria di Zevio (Verona).
    Il corso è a numero chiuso e prevede per l’ammissione uno screening delle candidature di un numero limitato di aziende ad alto potenziale innovativo e un processo di selezione. La chiusura delle iscrizioni è il 7 marzo 2019, con sconto del 10% applicabile a chi si iscrive entro il 22 febbraio 2019.
    Per ulteriori informazioni e la documentazione, visitare il sito
    http://www.terzomillennium.net/it/24-Corsi/94-Welcome-Future

    Press office Terzomillennium
    [email protected]
    Tel. +39 045 6050601
    Via Mirandola, 27
    37059 S. Maria di Zevio – Verona
    www.terzomillennium.net

  • Trattori e macchine agricole: pubblicato il bando Isi-Inail per l’acquisto a fondo perduto

    Pubblicato dall’Inail il bando Isi che mette a disposizione delle imprese che vogliono investire in sicurezza quasi 370 milioni di euro di incentivi a fondo perduto. Si tratta dell’importo più alto dal 2010, ovvero da quando l’istituto ha lanciato questa iniziativa, che coinvolge anche quest’anno gli imprenditori del settore primario nell’acquisto di macchine agricole innovative in grado di migliorare rendimento e sostenibilità della propria azienda.

    Il bando è suddiviso come sempre in 5 assi di finanziamento e si rivolge a tutte le imprese, anche individuali, iscritte alla Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura. Proprio a quest’ultimo settore è destinato l’Asse 5 (Isi Agricoltura) che mette a disposizione 35 milioni di euro per progetti per micro e piccole imprese operanti nel settore della produzione agricola primaria dei prodotti agricoli.

    Ammissibili al finanziamento sono le spese di acquisto o di noleggio con patto d’acquisto di trattori agricoli o forestali e/o di macchine agricole forestali, nonché le spese tecniche per la redazione della perizia asseverata. Sull’importo è concesso un finanziamento in conto capitale del 40% per un minimo di 1000 euro e un massimo di 60 mila euro, che diventa del 50% se i destinatari sono giovani agricoltori.

    L’incentivo è finalizzato all’acquisto di attrezzature e trattori agricoli, escluso l’usato, caratterizzate da soluzioni innovative idonee a ridurre in maniera consistente il livello di emissioni inquinanti e di rumorosità, nonché il livello del rischio infortuni o di quello derivante dallo svolgimento di operazioni manuali. Incentivare le Pmi del settore primario all’ammodernamento meccanico consentirebbe in questo modo di migliorare la qualità della produzione, abbattendo la soglia dei costi e garantendo al tempo stesso condizioni elevate di sicurezza e di salute dei lavoratori.

    Le spese ammesse al finanziamento sostenute dalle imprese devono essere documentate e legate a progetti non realizzati e non in corso di realizzazione al 30 Maggio 2019. Pertanto, le domande possono essere presentate a partire dall’11 Aprile 2019 e fino alle ore 18:00 del 30 Maggio 2019.

  • Benchmark, quanto è essenziale (oltre che obbligatorio) per i fondi di investimento?

    In questi periodi di incertezza sui mercati, uno dei concetti più importanti per gli investitori diventa il benchmark. Esso in sostanza è il parametro di riferimento per valutare la prestazione di un fondo d’investimento, ma anche di un singolo titolo oppure di un mercato in generale.

    L’essenzialità di un benchmark

    benchmarkLa sua importanza viene sottolineata da Bankitalia, che impone ai gestori di un fondo comune di investimento di indicare un benchmark per ogni fondo. Questo consente agli investitori di valutare l’andamento dello stesso. Ogni piattaforma per trading online deve quindi illustrare criteri e sistemi per costruirlo.

    Gli aspetti essenziali di questo parametro sono due. Il primo è rivolto al passato, ovvero il suo metodo di costruzione che in definitiva lo rende un parametro più o meno affidabile. Il secondo è rivolto al futuro, ovvero la sua capacità di misurare (con confronti) le performance di portafoglio. Dal punto di vista pratico, questo significa valutare correttamente il rischio tipico del mercato in cui il si investe, per vedere se il gioco vale la candela.

    Va precisato che non esiste un benchmark universale. Ogni volta deve essere costituito in modo che rifletta un determinato mercato. Spesso anzi, un gestore può scegliere di adottare un mix di indici di mercato, nel caso ad esempio di un fondo con strumenti di asset class differenti (tipo azioni e obbligazioni).

    Gli aspetti chiave di un benchmark

    Ci sono 4 aspetti fondamentali che un benchmark deve avere. Anzitutto la trasparenza, nel senso che gli indici devono essere calcolati in modo sempre replicabili dall’investitore. In secondo luogo deve essere rappresentativo, ovvero deve riflettere le politiche di gestione del portafoglio. In terzo luogo deve essere replicabile con asset acquistabili direttamente sul mercato. Infine deve avere hedgeability, ovvero dovrebbe essere anche sottostante di contratti derivati, in maniera tale da consentire una copertura tempestiva dei portafogli (la classica strategia hedging forex) e l’abbassamento dei costi di transazione.

    Chiudiamo con qualche esempio di benchmark. Per investimenti in azioni USA solitamente è lo S&P500 oppure l’Msci North America. I fondi azionari internazionali invece hanno come benchmark l’Msci World Index o l’Msci Europe (se sono titoli europei) o l’Msci Far Fast (per il Pacifico). Per i titoli italiani, il benchmark potrebbe essere il FTSE MIB.

  • Pagamenti: 16 milioni di italiani preferiscono ancora il contante

    Nonostante i tentativi fatti per cercare di ridurne l’utilizzo, gli italiani sembrano non voler rinunciare a banconote e monete e, secondo l’indagine commissionata da Facile.it (https://www.facile.it/), il 37% della popolazione adulta, pari a circa 16 milioni di persone, preferisce ancora pagare con denaro contante piuttosto che utilizzare carte di credito, bancomat o prepagate.

    L’analisi, realizzata per Facile.it dall’istituto mUp Research in collaborazione con Norstat su un campione rappresentativo della popolazione italiana con età compresa tra i 18 e i 74 anni, aveva l’obiettivo di fotografare le abitudini dei consumatori in materia di pagamenti. Ecco i risultati

    Le preferenze degli italiani

    Se, come detto, indagando i desideri degli italiani emerge che più di uno su tre (37%) dichiara di preferire il denaro contante alle carte di pagamento elettroniche, le percentuali cambiano sensibilmente in base alle caratteristiche sociodemografiche del campione.

    La prima differenza è legata al genere e, a dispetto dei luoghi comuni che sovente ritraggono mogli intente a strisciare la carta di credito in preda ad attacchi di shopping compulsivo, sono proprio le donne a preferire in misura maggiore i contanti (40%) rispetto agli uomini (34%).

    Da un punto di vista territoriale, invece, emerge che banconote e monete sono maggiormente apprezzate al Meridione (41%), mentre sono le regioni del Nord-Ovest (31%) a manifestare la più bassa percentuale di gradimento per il contante.

    Se si guarda, infine, alle fasce di età, emerge che la predilezione per i contanti diminuisce al crescere dell’età; se tra i giovani con età compresa tra i 18 e i 24 anni il 43% preferisce utilizzare denaro contante, tra gli adulti nella fascia 65-74 la percentuale scende al 31%

    Quanto effettivamente si usano i contanti

    Passando dai desideri alle reali abitudini degli intervistati, il quadro resta sostanzialmente invariato e dall’indagine emerge che per ogni 100 euro di spesa 43 euro vengono pagati con denaro contante. Anche in questo caso, suddividendo il campione in base alle caratteristiche sociodemografiche, emergono delle differenze importanti. Le donne, ancora una volta, sono quelle che non solo desiderano usare, ma effettivamente anche pagano più spesso in contanti (46€ contro il 41€ del campione maschile); al Meridione (45€) monete e banconote si usano di più che nelle regioni del Nord-Ovest (35€) mentre l’uso del denaro contante diminuisce al crescere dell’età.

    Quando si utilizzano i contanti

    Alla domanda “per quali spese usa i contanti?”, la casistica più ricorrente, indicata dal 70% degli intervistati, è legata alle spese di piccolo taglio, mentre per quelle più grosse vengono utilizzate le carte elettroniche. Il 18% dei rispondenti ha dichiarato di utilizzare banconote o monete solo se è l’unico metodo di pagamento accettato e, ancora, il 12%, pari a 5 milioni di persone, ammette che per qualunque spesa, indipendentemente dall’importo, sceglie come prima opzione il pagamento con il contante.

    In contanti…. anche all’estero

    L’amore degli italiani per il contante travalica anche i confini nazionali; secondo l’indagine di mUp Research e Norstat per Facile.it, sono quasi 14 milioni (33% del campione) i consumatori che dichiarano di usare banconote e monete anche durante i viaggi all’estero.

    Più nello specifico, il 24% sceglie di prelevare prima della partenza una somma di contanti sufficiente a coprire i costi della vacanza mentre il 9%, pari a 4 milioni di persone, opta per prelevare la moneta locale direttamente nel Paese di destinazione, noncurante delle possibili commissioni bancarie per il prelievo o per il tasso di cambio che potrebbe essere svantaggioso. 24,5 milioni quelli che, invece, scelgono di partire con la minima somma necessaria di contanti, per poi pagare tutto con carte elettroniche.

     

     

    * Metodologia: n. 1.023 interviste CAWI con individui in età 18 anni ed oltre su un campione rappresentativo della popolazione italiana adulta in età 18-74 anni + n.411 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione dell’area metropolitana di Milano. Indagine condotta a novembre 2018.

  • Nuovo ruolo aziendale per Alessio Calderoni di IMIT Control System

    Castelletto Sopra Ticino (NO), 29/01/2019

    Alessio Calderoni, dopo aver consolidato le proprie competenze come Sales Engineer dimostrando grande entusiasmo e capacità, ha assunto l’incarico di Responsabile vendite per il settore Distribuzione di IMIT Control System.

    In un contesto estremamente dinamico ad alto tasso di innovazione come quello del retail– dichiara Alessio Calderoni – assumere il ruolo di responsabile vendite rappresenta uno stimolo notevole di crescita personale e professionale. Sono certo che la continua ricerca di soluzioni innovative legate al mondo della termoregolazione e domotica abbia posto tutte le condizioni favorevoli per rendere IMIT l’interlocutore ideale del mondo del retail.”

    www.imit.it

  • Ristrutturazione casa: prorogate nel 2019 le detrazioni Irpef

    Per chi ha scelto di ristrutturare casa quest’anno è ancora possibile beneficiare delle detrazioni Irpef: è quanto prevede la legge 145/2018, ovvero la Legge di Bilancio 2019, che di fatto proroga di un altro anno il Bonus Ristrutturazioni insieme a Ecobonus, Bonus Verde e Bonus Mobili. Continuano, pertanto, le agevolazioni fiscali per chi effettua un intervento di trattamento antitarlo in un immobile.

    Per i lavori di ristrutturazione edilizia, dunque, è possibile richiedere un rimborso Irpef del 50% delle spese sostenute per un importo massimo detraibile pari a 96mila euro, erogato in 10 rate annuali dello stesso importo.

    La guida dell’Agenzia delle Entrate specifica nel dettaglio quali sono i lavori soggetti all’agevolazione, tra i quali ricordiamo gli interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia effettuati sia sulle singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale e relative pertinenze che su parti comuni di edifici residenziali, interventi di recupero di immobili danneggiati da calamità naturali, lavori finalizzati al risparmio energetico, interventi antisismici e quelli atti a rimuovere barriere architettoniche ecc.

    Oltre al proprietario dell’immobile, i potenziali beneficiari del Bonus Ristrutturazioni 2019 sono il nudo proprietario, il titolare di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso ecc), il locatario o comodatario, ma anche soci di cooperative, società semplici e imprenditori individuali (per immobili non strumentali o merce).

    In sostanza, restano invariate le tipologie di intervento e le modalità di richiesta del bonus rispetto all’anno precedente. Tuttavia, la Legge di Bilancio 2019 prevede per quest’anno un’importante novità già introdotta a fine 2018: la Comunicazione Enea. Come per l’Ecobonus, la comunicazione, contenente i dettagli tecnici sui lavori effettuati (ma solo per il risparmio energetico), consente di accedere alle detrazioni fiscali delle spese sostenute e deve essere inviata mediante apposito portale entro 90 giorni dall’ultimazione dei lavori e del collaudo. Il termine è fissato al 28 febbraio 2019 ma solo per i lavori ultimati entro il 21 novembre dello scorso anno.

    Anche quest’anno, dunque, per combattere i nemici del legno in casa diffida degli interventi fai-da-te e scegli una disinfestazione tarli professionale, perché ai risultati eccellenti in termini di riqualificazione strutturale potrai contare su notevoli vantaggi fiscali.

     

  • Mutui: richiesta in aumento del 3% nel 2018, ma attenzione ai tassi in salita

    Il 2018 è stato un anno positivo sul fronte dei mutui, con tassi ancora a valori estremamente bassi e tutti i principali indicatori in crescita; è questo il quadro complessivo emerso dall’osservatorio congiunto di Facile.it e Mutui.it che, analizzando un campione di oltre 40.000 domande di mutuo raccolte da gennaio a dicembre 2018, hanno tracciato un bilancio dell’anno appena trascorso.

    Crescono gli importi richiesti e quelli erogati

    Il primo dato positivo è quello relativo alle somme richieste, che nel 2018 sono aumentate; gli aspiranti mutuatari, si legge nell’analisi, hanno cercato di ottenere, in media, 132.453 euro, vale a dire il 3,3% in più rispetto al 2017. All’aumento dell’importo medio richiesto ha corrisposto, seppur in misura più limitata, una crescita delle somme effettivamente concesse; il taglio medio erogato dagli istituti di credito nel corso dello scorso anno è stato pari a 128.886 euro (+0,5% rispetto al 2017).

    Altro dato positivo è quello relativo al Loan To Value (LTV), vale a dire la percentuale del valore dell’immobile che si cerca di finanziare tramite mutuo. Questo parametro è passato dal 61% del 2017 al 69% del 2018 per ciò che riguarda le richieste e dal 60% al 65% per quanto concerne gli erogati. Segnale di una politica meno rigida da parte delle banche su cui ha senza dubbio avuto un ruolo importante anche il Fondo Garanzia Prima Casa, che ha permesso lo scorso anno a numerosi istituti di credito di finanziare operazioni di acquisto con LTV elevato, anche fino al 100%; da capire quali saranno, nel 2019, gli effetti dell’assenza di questo importante strumento di accesso al credito.

    Leggermente maggiore, anche, l’età media dei richiedenti (passata da 40 a 41 anni) mentre è rimasta stabile la durata media dei piani di ammortamento richiesti (poco più di 22 anni).

    Tassi di interesse in aumento sulle nuove erogazioni nel 2018

    Dal punto di vista dei tassi gran parte del 2018 è stato caratterizzato da un livello estremamente basso degli indici, sia fissi che variabili, condizione garantita dalla sostanziale stabilità di EURIRS ed EURIBOR (i parametri che guidano l’andamento, rispettivamente, dei mutui fissi e variabili).

    A partire dal mese di ottobre, però, per quanto riguarda le nuove richieste di mutui a tasso fisso di lunga durata, qualcosa è cambiato e alcuni istituti di credito hanno iniziato a ritoccare verso l’alto i loro spread (e quindi il tasso finale per il cliente) con incrementi nell’ordine dei 20 punti base.

    Anche i nuovi mutui erogati a tasso variabile, in alcuni casi, hanno visto un lieve rialzo degli spread bancari applicati, ma su queste operazioni di finanziamento l’incremento è stato più limitato e, quando presente, comunque inferiore ai 10 punti base.

    Il 2019 inizia con nuovi aumenti, solo in parte mitigati dall’EURIRS

    Il trend registrato negli ultimi mesi del 2018 si è confermato anche nel 2019; durante i primi giorni del nuovo anno alcuni istituti di credito hanno nuovamente ritoccato verso l’alto, con aumenti sempre nell’ordine dei 10-20 punti base, gli spread applicati ancora una volta ai nuovi mutui a tasso fisso di lunga durata; aumenti che però sono stati mitigati, almeno in parte, dal calo dell’EURIRS. Importante notare come alcuni istituti di credito, in controtendenza, abbiano invece approfittato del contesto per adottare strategie commerciali più espansive, scegliendo di mantenere inalterati i loro spread.

    «Nonostante i lievi rincari dei tassi registrati a fine anno sui nuovi mutui – che su un taglio medio si traducono in un aumento degli interessi nell’ordine di pochi euro al mese – il 2018 è stato un ottimo anno per chi ha richiesto ed ottenuto un mutuo e ci aspettiamo altrettanto per il 2019», spiega Ivano Cresto, responsabile mutui di Facile.it «Per evitare di pagare più del dovuto, però, viste le differenti strategie di tasso applicate dalle banche, è quanto mai fondamentale confrontare le offerte di più istituti di credito; solo in questo modo è possibile garantirsi i migliori tassi attualmente disponibili che, di fatto, sono comunque ancora molto vicini ai minimi storici ed estremamente convenienti».

    Sempre più italiani scelgono il fisso, ma quanto conviene?

    Secondo l’analisi di Facile.it e Mutui.it anche per il 2018 il tasso fisso si conferma re indiscusso del mercato italiano dei mutui, con ben otto aspiranti mutuatari su dieci che si sono orientati verso questa tipologia di finanziamento (erano il 73% nel 2017). Interessante notare, inoltre, come nei mesi compresi tra luglio e dicembre la percentuale di richiedenti mutuo a tasso fisso sia ulteriormente salita, sfondando il muro dell’80% e raggiungendo il suo picco a novembre (87%). Dati che riflettono con chiarezza come le note vicende legate all’aumento dello spread Btp-Bund e le tensioni dei mercati abbiano spinto molti aspiranti mutuatari a rifugiarsi nel tasso fisso. Una scelta che però, almeno nel breve periodo, potrebbe rivelarsi poco premiante se si considera che, dati alla mano, il tasso variabile consente, a parità di cifra erogata, ancora importanti risparmi sulla rata.

    Le surroghe

    Anche per il 2018 le surroghe hanno avuto un peso importante sul totale delle richieste; dai dati raccolti da Facile.it emerge che circa un mutuo su quattro (sia considerando i richiesti, sia gli erogati) erano legati a questa finalità, con un picco registrato nei mesi di maggio e giugno (27%). Il dato più significativo, però, emerge analizzando i valori relativi alle richieste degli ultimi mesi dello scorso anno, caratterizzati da un calo sensibile delle surroghe; a novembre la percentuale è scesa al 19,5% mentre a dicembre si è toccato il valore minimo del 2018, 16,6%, percentuale confermata anche dai primi dati parziali registrati nel 2019.

    «L’effetto più evidente degli aumenti degli spread bancari applicati sui nuovi mutui a tasso fisso è proprio il calo del peso percentuale delle domande di surroga; rispetto a settembre 2018, di fatto, la convenienza economica a sottoscrivere un prodotto diverso surrogando oggi è ridotta. Continua certamente ad aver senso, invece, il cambiare tipologia di tasso da fisso a variabile o viceversa se si sceglie di avere una diversa esposizione personale al rischio di eventuali aumenti dell’Euribor» conclude Cresto.

     

     

     

     

  • Cartello Tir: gli autotrasportatori italiani pronti a chiedere risarcimenti

    La vicenda del cartello dei camion sembra essere arrivata ad un punto di svolta per l’autotrasporto italiano. Dopo la sanzione arrivata dalla Commissione UE il 16 luglio 2016 per aver creato un vero e proprio cartello finalizzato ad aumentare i prezzi dei veicoli superiori a 6 tonnellate dal gennaio 1997 al gennaio 2011, i principali produttori di autocarri si troveranno a fare i conti anche con le associazioni di categoria, che per questo motivo hanno deciso di avviare un’azione risarcitoria collettiva.

    Le case produttrici coinvolte sono tra le più importanti del settore a livello internazionale, ovvero Volvo/Renault, Iveco, Man, Daimler/Mercedes, Scania e DAF. Pertanto, alle imprese del trasporto su gomma che hanno acquistato tir di almeno 6 tonnellate prodotti dai suddetti costruttori nel periodo indicato, è stato riconosciuto il diritto di chiedere un risarcimento allo scopo di recuperare il sovrapprezzo pagato.

    E a condurre questa battaglia legale davanti al Tribunale di Amsterdam non saranno sole, perché a sostenerle sarà Omni Bridgeway, il fondo antitrust specializzato in questo tipo di controversie, senza spese e oneri legali per gli affiliati alle associazioni di categoria. Ricordiamo che quella intrapresa dalla fondazione è un’azione di ampio raggio in quanto coinvolge anche le imprese di altri Paesi europei.

    Gli autotrasportatori e le società di trasporto auto con bisarca italiane, dunque, potranno aderire sin da subito a questa iniziativa inviando i documenti di acquisto e i propri dati a un’apposita piattaforma web già attiva dal 21 gennaio 2019, creata per verificare eventuali irregolarità sul prezzo dei veicoli acquistati.

  • NASCE IL DISTRETTO VENETO DELL’E-COMMERCE, LE PMI SFIDANO I GIGANTI DELLA VENDITA ON LINE

    Partnership nel Trevigiano tra Velvet Media, agenzia di marketing di Castelfranco Veneto, e Storeden, sviluppatori di marketplace di Villorba, per realizzare i più avanzati siti di e-commerce in cloud. Il titolare di Velvet Media, Bassel Bakdounes: “La rivoluzione digitale delle vendite parte dal Veneto”

     

    Nel 2018 l’e-commerce in Italia ha superato i 27,4 miliardi di euro (+16% rispetto al 2017). La crescita del mercato in valore assoluto, pari a 3,8 miliardi di euro, è la più alta di sempre. Il mercato legato ai prodotti cresce del 25% e raggiunge il 56% dell’e-commerce totale, raggiungendo i 15 miliardi, grazie principalmente ai risultati di informatica ed elettronica (4,6 miliardi, +18%), abbigliamento (2,9 miliardi, +20%), arredamento (1,4 miliardi, +53%) e cibo (1,1 miliardi +34%). Sono questi i dati recentemente presentati dall’osservatorio eCommerce B2c Netcomm-Politecnico.

    In questo clima economico di esponenziale crescita delle vendite on line uno dei problemi chiave che affrontano le piccole e medie imprese è quello che i negozi virtuali sono spesso inaccessibili. Il motivo? Costruirsi il proprio e-shop è complicato e costoso; non solo: necessita di continui perfezionamenti anche nelle versioni per gli smartphone. Si tratta di una spesa iniziale che quasi sempre supera i diecimila euro, cui si sommano i vari aggiornamenti. Il risultato è che le pmi sono vittime del mondo on line: perdono clienti per i giganti del web e non sono competitive in quel mercato.

    La soluzione arriva a Treviso, dove due realtà note a livello nazionale hanno deciso di fondere i propri know how per rivoluzionare il mondo dei negozi on line. A guidare l’iniziativa Velvet Media, agenzia di marketing e comunicazione web che come missione ha quella di aumentare le vendite delle pmi tramite un utilizzo professionale dei social network. “Da tempo cercavamo il modo attaccare i giganti delle vendite on line, e finalmente lo abbiamo trovato”, spiega Bassel Bakdounes, titolare dell’azienda. “Forniamo un software semplice con un minimo abbonamento mensile”.

    La piattaforma per costruire e-commerce è progettata da Storeden, azienda di Villorba, nel Trevigiano, guidata da Francesco D’Avella. Una realtà operativa sul mercato da tempo, ma che ha avuto un’impennata di vendite negli ultimi mesi: ad oggi vanta tremila clienti e, tramite il software in cloud che viene aggiornato quotidianamente, registra picchi fino ad otto ordini al secondo. “Siamo il Veneto che fa tremare la Silicon Valley – dice D’Avella – Velvet e Storeden si sono unite per rilanciare il paese nel digitale”.

    “E’ uno dei casi in cui ci sentiamo davvero degli eroi del marketing”, conclude Bakdounes, che da poco ha pubblicato il libro nel quale racconta la crescita esponenziale della propria agenzia di comunicazione grazie ad uno stile rock and roll e ispirandosi alle lezioni dei manga. “Perché con questo servizio permetteremo a tutti i negozianti di avere il loro shop on line, a prezzi ridotti. Poi la differenza sul mercato la farà il posizionamento dei loro prodotti nei marketplace, ma questa è un’altra storia”.

     

    VELVET MEDIA IN PILLOLE Marketing management, web marketing e new media: sono questi gli ambiti che pongono Velvet Media, agenzia di comunicazione di Castelfranco Veneto, in provincia di Treviso, ai vertici nazionali nel settore. Nata come casa editrice nel 2013, specializzatasi prima in couponing e poi come editore del sito internet Storie di Eccellenza e del magazine Genius, oggi gestisce il marketing in outsourcing di oltre mille aziende del Nord Italia grazie ad un organico di circa 150 persone in continua espansione. In tutto, si stima che l’agenzia abbia generato un indotto di circa cento milioni di euro di investimenti in marketing di vario tipo. Il core business è la gestione della comunicazione aziendale a tutti i livelli: dalla grafica al video maker, dalla fotografia allo sviluppo di siti di e-commerce fino al professionista della lead generation. Attorno alla galassia Velvet sono nate alcune società parallele, che hanno sviluppato specializzazioni dal nel mondo dello Sport (Velvet Sport), nell’hotellerie (Velvet Planet) ma anche nella gestione delle reti wi fi e degli influencer sui social (Velvet Touch). Negli ultimi anni in Italia sono state aperte due filiali: a Jesolo, in via Aquileia, e in Trentino Alto Adige a Levico Terme. Con l’apertura delle agenzie sorelle negli Stati Uniti, a Denver, in Thailandia a Bangkok e negli Emirati Arabi a Dubai Velvet agevola il processo di internazionalizzazione delle pmi. La creatività italiana è vincente all’estero come dimostra l’entrata nel network “Worldwide partners global agency”, rete mondiale composta da 64 società di 40 nazioni diverse nella quale Velvet è l’unica rappresentante per l’Italia. La storia di Velvet Media è raccontata nel libro “Marketing Heroes”, il racconto di come ispirandosi ai manga e al rock and roll si possa creare un’azienda di successo.

  • RC Auto: nel 2019 aumenti per 100.000 residenti in Emilia Romagna

    Il nuovo anno si apre con una brutta notizia per oltre 100.000 residenti in Emilia Romagna; tanti sono gli automobilisti che, secondo l’analisi fatta da Facile.it, avendo denunciato alle assicurazioni un sinistro con colpa avvenuto nel 2018, vedranno peggiorare la propria classe di merito e, insieme ad essa, aumentare il costo dell’RC auto.

    Il dato è stato calcolato da Facile.it che, esaminando oltre 38.000 preventivi di rinnovo RC auto richiesti tramite il sito da automobilisti residenti in Emilia Romagna, ha evidenziato come il 4,12% degli utenti della regione abbia dichiarato di essere stato responsabile, nel corso del 2018, di un incidente che farà scattare l’aumento del costo dell’assicurazione. Il dato risulta persino superiore alla media nazionale (3,83%) ma, ed almeno questa è una buona notizia, leggermente in calo rispetto all’anno precedente, quando la percentuale di automobilisti emiliano romagnoli che erano ricorsi all’assicurazione per un sinistro con colpa era pari al 4,38%.

    Guardando all’andamento del premio medio* RC auto in Emilia Romagna, emerge che a dicembre 2018 per assicurare un veicolo in regione occorrevano, in media, 570,63 euro, valore in aumento del 6,69% rispetto alle stesso mese del 2017.

    L’andamento provinciale dei sinistri denunciati

    Facile.it ha poi analizzato i dati su base territoriale scoprendo che, in regione, la provincia che ha registrato la percentuale più alta di automobilisti che hanno denunciato all’assicurazione un sinistro con colpa è quella di Bologna (4,78%), seguono in classifica gli automobilisti di Parma (4,51%) e Modena (4,28%). L’area con i valori più bassi è invece Piacenza, dove solo il 3,16% degli automobilisti ha denunciato un incidente con colpa, seguono Reggio Emilia (3,29%) e Ferrara (3,43%).

    Chi cambierà classe

    Guardando alle caratteristiche sociodemografiche del campione dell’Emilia Romagna, emerge che fra gli uomini hanno denunciato sinistri con colpa il 4,13% del campione, mentre tra le donne la percentuale è appena più bassa, pari al 4,11%.

    Dati interessanti arrivano anche esaminando le professioni dichiarate in fase di preventivo di rinnovo; i insegnanti sono la categoria professionale che in percentuale maggiore ha denunciato sinistri con colpa e, tra loro, il 5,24% vedrà un peggioramento della classe di merito. Seguono nella classifica, ma con valori sensibilmente inferiori, impiegati (4,84%) e i dirigenti (4,76%). Guardando la graduatoria regionale nel senso opposto, invece, sono gli agenti di commercio e gli studenti ad aver denunciato, in percentuale, meno sinistri con colpa, rispettivamente lo 0,73% e l’1,09%.

    *L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio a livello nazionale, regionale e provinciale e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 7.449.494 preventivi effettuati in Italia dai suoi utenti tra il 1 dicembre 2017 e il 31 dicembre 2018. Per quanto riguarda l’Emilia-Romagna, la ricerca è basata su 563.923 preventivi effettuati in Emilia-Romagna su Facile.it nel medesimo periodo. Le tariffe indicate nell’Osservatorio sui costi RC auto di Facile.it prendono in considerazione come campione tutti i preventivi effettuati sul sito e relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

     

     

     

     

  • Lectra rafforza il suo Comitato esecutivo

    Il gruppo si prepara ad accelerare la crescita tramite la sua offerta per l’Industria 4.0

     

    Parigi, 15 gennaio 2019 – Lectra rafforza il suo Comitato esecutivo per accelerare la strategia Lectra 4.0, inaugurata ai primi del 2017, con l’obiettivo di diventare protagonista indiscusso sul mercato dell’Industria 4.0.

    Il piano strategico di Lectra per il periodo 2017-2019,  primo stadio della trasformazione dell’azienda, si propone cinque obiettivi: accelerare la crescita dei ricavi, sia organica che tramite acquisizioni mirate; accentuare la leadership tecnologica per aumentare ulteriormente il valore dei prodotti e servizi offerti; rafforzare il vantaggio competitivo e le relazioni a lungo termine con i clienti; lanciare progressivamente nuove offerte software in modalità SaaS; autofinanziare il suo sviluppo interno ed esterno.

    Negli ultimi tre anni, Lectra, per supportare i clienti nell’implementazione dei principi dell’Industria 4.0, ha significativamente aumentato gli investimenti in progettazione e sviluppo di nuove linee di prodotti, oltre che nell’integrazione del software e delle soluzioni di taglio esistenti. L’azienda fa affidamento prevalentemente su quattro tecnologie fondamentali: Big data, intelligenza artificiale, Internet of Things industriale e cloud. La prima offerta per l’Industria 4.0 di Lectra è stata lanciata nel 2018 in alcuni paesi come progetto pilota e verrà progressivamente distribuita in tutto il mondo nel corso del 2019.

    Fino a oggi, il Comitato esecutivo di Lectra era composto da Daniel Harari, Céline Choussy, Edouard Macquin, Jérôme Viala e Véronique Zoccoletto. Per accelerare l’esecuzione della sua strategia, il gruppo ha deciso di rivedere l’organizzazione delle sue filiali, ricalibrare gli sforzi orientati al Customer Success ed espandere il Comitato esecutivo, che rimane sotto la presidenza di Daniel Harari, Presidente e CEO.

    Jérôme Viala, Vicepresidente esecutivo, è ora Vicepresidente del Comitato esecutivo, con maggiori responsabilità in merito alle attività delle filiali, pur conservando anche le sue mansioni attuali.

    Le filiali Lectra verranno riorganizzate in quattro regioni principali. Lo scopo è adattare meglio la strategia Lectra 4.0 ai diversi mercati, accelerare lo sviluppo del giro d’affari e rafforzare le sinergie all’interno di ogni area geografica. Le nuove regioni sono: Americhe, guidata da Edouard Macquin; Asia-Pacifico, guidata da Javier Garcia; Europa occidentale e orientale e Medio Oriente, guidata da Holger Max-Lang; e Europa meridionale e Nord Africa, guidata da Fabio Canali. Fabio Canali, Javier Garcia e Holger Max-Lang entrano nel Comitato esecutivo.

    Per essere ancora più vicini alle esigenze dei clienti e garantire un uso ottimale delle soluzioni, Lectra ha istituito la carica di Chief Customer Success Officer, affidata a Laurence Jacquot, che entra nel Comitato esecutivo.

    Maximilien Abadie, Chief Strategy Officer, diventa membro del Comitato esecutivo, con l’incarico di coadiuvare l’adozione della strategia Lectra 4.0 all’interno dei team del gruppo e preparare il piano strategico per il periodo 2020-2022.

    Olivier du Chesnay, Chief Finantial Officer, entra nel Comitato esecutivo con l’obiettivo di rafforzare le basi del modello economico di Lectra.

    Céline Choussy, Chief Marketing & Communications Officer, avrà principalmente il compito di assicurare il lancio e lo sviluppo delle nuove offerte.

    Véronique Zoccoletto, Chief Transformation Officer, avrà il compito di portare avanti la transizione al digitale e di promuovere l’uso delle quattro tecnologie di punta.

    “Il nostro piano di crescita è ambizioso e abbiamo dovuto istituire una struttura che ci consenta di raggiungere rapidamente i nostri obiettivi. La nuova dinamica delle nostre regioni, insieme alla creazione di un team Customer Success dedicato, aumenterà ulteriormente la nostra vicinanza ai clienti. Ho lavorato a lungo con tutti i membri di questo nuovo Comitato esecutivo, e ho ammirato e apprezzato nel corso degli anni la loro passione per Lectra e la portata delle loro competenze. Abbiamo un gruppo dirigente più robusto e coeso che gode  della mia piena fiducia e che sono certo riuscirà a portare Lectra a una nuova e importante fase del suo percorso di sviluppo”, commenta Daniel Harari.

     

    Le biografie dettagliate del membri del Comitato esecutivo di Lectra sono disponibili su lectra.com

     

    Seguite Lectra sui social media

    Lectra Linkedin – https://www.linkedin.com/company/8538/

    Lectra Twitter – https://twitter.com/LectraOfficial

    Lectra Youtube  –  https://www.youtube.com/user/LectraTechChannel?hl=fr

      

    Informazioni su Lectra

    Per le aziende che danno vita ai nostri divani, automobili, vestiti e altro ancora, Lectra realizza su misura le tecnologie premium che facilitano la trasformazione digitale del settore. Lectra supporta brand e produttori dal design alla produzione, assicurando loro la fiducia del mercato e il riconoscimento che meritano. Fondata nel 1973, Lectra conta oggi 32 filiali in tutto il mondo e serve clienti in oltre 100 paesi. Con più di 1.700 dipendenti, nel 2017 Lectra ha registrato 277 milioni di euro di fatturato ed è quotata alla borsa valori Euronext.

    Per ulteriori informazioni, visitate il sito www.lectra.com

     

    Addetta stampa:

    Sede centrale/Ufficio stampa Lectra

    Nathalie Fournier-Christol

    t: +33 (0)1 53 64 42 37

    e: [email protected]

     

  • Commodities, la spinta può arrivare dal capolinea del dollaro

    Lo scorso anno ha visto il dollaro grande protagonista dei mercati, e questo ha finito per deprimere tanto i mercati emergenti quanto quello delle commodities. Questo stato di cose però secondo molti è vicino alla fine, perché la corsa della valuta statunitense sarebbe prossima al capolinea.

    Dollaro e materie prime

    commoditiesA sorreggere la corsa del dollaro nel 2018 sono stati diversi fattori. La riforma fiscale voluta da Trump, che ha ridotto le imposte per le società, ma anche la politica monetaria portata avanti dalla FED e lo scoppio della tensione commerciale con la Cina. Alcune di questi eventi sono stati “indotti” dalla volontà di aiutare i repubblicani nelle elezioni di metà mandato (quelle di novembre scorso). Adesso questa necessità non c’è più, e inoltre sono misure che non potranno comunque avere un effetto positivo duraturo.

    Il Financial Times ha fatto inoltre notare un dato di fatto. Dal 2010 ad oggi, il dollaro ha recuperato il 35% in termini generali e il 50% rispetto alle valute dei mercati emergenti. Parliamo di migliaia e migliaia di pips, se sapete i forex pips cosa sono. Tutto ciò a causa anche delle politiche di Quantitative Easing (QE), che hanno reso più appetitoso disinvestire dai mercati emergenti e approfittare del fiume di liquidità immesso dalle banche centrali sui mercati. Adesso che questo scenario cambia, anche l’esito dovrebbe essere il contrario.

    Materie prime, ripresa vicina?

    Ma anche per le commodities lo scenario dovrebbe mutare. Gli investitori che seguono la strategia MACD Bollinger trading, stanno aspettando che il “coccodrillo” apra le fauci per divorare acquisti sul mercato. Sanno che l’andamento del greenback è una delle variabili cruciali che incidono sul prezzo delle materie prime. Nel 2018 la forza del dollaro ha depresso in generale le quotazioni di queste ultime. Se il dollaro dovesse davvero confermare questo indebolimento, allora si potrebbe avere un effetto inflazionistico sui mercati delle commodities. La grande incognita è quanto velocemente si manifesterà questo indebolimento del dollaro.

  • RC Auto: 97.000 toscani pagheranno di più nel 2019

    Il nuovo anno si apre con una brutta notizia per oltre 97.000 toscani; tanti sono gli automobilisti che, secondo l’analisi fatta da Facile.it, avendo denunciato alle assicurazioni un sinistro con colpa avvenuto nel 2018, vedranno aumentare la propria classe di merito e, insieme ad essa, il costo dell’RC auto.

    Il dato è stato calcolato da Facile.it che, esaminando oltre 32.000 preventivi di rinnovo RC auto richiesti tramite il sito da automobilisti residenti in Toscana, ha evidenziato come il 4,87% degli utenti della regione abbia dichiarato di essere stato responsabile di un incidente nel corso del 2018, il che farà scattare l’aumento del costo dell’assicurazione. Il dato risulta addirittura superiore alla media nazionale (3,83%); la buona notizia, però, è che il valore regionale risulta in calo rispetto all’anno precedente, quando la percentuale di automobilisti toscani che erano ricorsi all’assicurazione per un sinistro con colpa era pari al 5,48%.

    Guardando all’andamento del premio medio* RC auto in Toscana, emerge che a dicembre 2018 per assicurare un veicolo in regione occorrevano, in media, 675,72 euro, valore in aumento del 5,76% rispetto allo stesso mese del 2017.

    L’andamento provinciale dei sinistri denunciati

    Facile.it ha poi analizzato i dati su base territoriale scoprendo che, in regione, la provincia che ha registrato la percentuale più alta di automobilisti che hanno denunciato all’assicurazione un sinistro con colpa è quella di Pisa (5,55%); seguono in classifica gli automobilisti di Massa – Carrara (5,33%) e Livorno (5,24%). L’area con i valori più bassi è invece Siena, dove solo il 3,48% degli automobilisti ha denunciato un incidente con colpa; la città del Palio precede Lucca (3,87%) e Arezzo (4,16%).

    Chi cambierà classe

    Guardando alle caratteristiche sociodemografiche del campione toscano, emerge che fra gli uomini hanno denunciato sinistri con colpa il 4,33% del campione, mentre tra le donne la percentuale è più alta, pari al 5,74%.

    Dati interessanti arrivano anche esaminando le professioni dichiarate in fase di preventivo di rinnovo; gli insegnanti sono la categoria professionale che in percentuale maggiore ha denunciato sinistri con colpa e, tra loro, il 6,62% vedrà un peggioramento della classe di merito. Seguono nella classifica i pensionati (6,33%) e il personale medico (6,13%). Guardando la graduatoria regionale nel senso opposto, invece, sono gli studenti e gli appartenenti alle forze armate ad aver denunciato, in percentuale, meno sinistri con colpa, rispettivamente l’1,98% e il 2,74%.

  • RC Auto: 220.000 lombardi pagheranno di più nel 2019

    Il nuovo anno si apre con una brutta notizia per quasi 220.000 lombardi; tanti sono gli automobilisti che, secondo l’analisi fatta da Facile.it, avendo denunciato alle assicurazioni un sinistro con colpa avvenuto nel 2018, vedranno peggiorare la propria classe di merito e, insieme ad essa, aumentare il costo dell’RC auto.

    Il dato è stato calcolato da Facile.it che, esaminando oltre 86.000 preventivi di rinnovo RC auto richiesti tramite il sito da automobilisti residenti in Lombardia, ha evidenziato come il 4,25% degli utenti della regione abbia dichiarato di essere stato responsabile di un incidente nel corso del 2018 che farà scattare l’aumento del costo dell’assicurazione. Il dato risulta superiore alla media nazionale (3,83%); la buona notizia, però, è che il valore regionale risulta in calo rispetto all’anno precedente, quando la percentuale di automobilisti lombardi che erano ricorsi all’assicurazione per un sinistro con colpa era pari al 4,84%.

    Guardando all’andamento del premio medio* RC auto in Lombardia, emerge che a dicembre 2018 per assicurare un veicolo in regione occorrevano, in media, 464,70 euro, l’1,07% in più rispetto a dicembre 2017.

    L’andamento provinciale dei sinistri denunciati

    Facile.it ha poi analizzato i dati su base territoriale scoprendo che, in regione, la provincia che ha registrato la percentuale più alta di automobilisti che hanno denunciato all’assicurazione un sinistro con colpa è quella di Como (5,53%); seguono in classifica gli automobilisti di Monza e Brianza (4,93%), Varese (4,78%) e Lecco (4,26%). Valori solo di poco sotto la media regionale per Bergamo (4,16%) e Milano (4,15%), mentre le percentuali più basse sono state registrate nelle province di Sondrio (2,84%) e Lodi (2,93%).

    Chi cambierà classe

    Guardando alle caratteristiche sociodemografiche del campione lombardo, emerge che fra gli uomini hanno denunciato sinistri con colpa il 3,94% del campione, mentre tra le donne la percentuale è più alta, pari al 4,73%.

    Dati interessanti arrivano anche esaminando le professioni dichiarate in fase di preventivo di rinnovo; i pensionati sono la categoria professionale che in percentuale maggiore ha denunciato sinistri con colpa e, tra loro, il 4,74% vedrà un peggioramento della classe di merito. Subito dopo si posizionano gli insegnanti (4,73%) e i commercianti (4,71%). Guardando la graduatoria regionale nel senso opposto, invece, sono le forze armate e i disoccupati ad aver denunciato, in percentuale, meno sinistri con colpa.

    Di seguito le classifiche regionali e provinciali degli automobilisti che hanno denunciato un sinistro con colpa nel periodo di tempo considerato.

    *L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio a livello nazionale, regionale e provinciale e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 7.449.494 preventivi effettuati in Italia dai suoi utenti tra l’1 dicembre 2017 e il 31 dicembre 2018. Per quanto riguarda la Lombardia, la ricerca è basata su 1.295.362 preventivi effettuati in Lombardia su Facile.it nel medesimo periodo. Le tariffe indicate nell’Osservatorio sui costi RC auto di Facile.it prendono in considerazione come campione tutti i preventivi effettuati sul sito e relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Logistica, le deduzioni forfettarie tornano ad aumentare

    Alla fine la promessa fatta dal governo è stata mantenuta: le deduzioni forfettarie per le piccole e medie imprese dell’autotrasporto tornano ad aumentare. Ad annunciarlo è una nota del Ministero dello Sviluppo economico dello scorso 14 gennaio 2019. Non è stato disatteso, dunque, l’impegno preso dal ministro dei Trasporti Toninelli lo scorso settembre durante l’Assemblea Nazionale di Confartigianato Trasporti.

    In sostanza, l’importo giornaliero delle deduzioni forfettarie per le spese non documentate delle imprese artigiane del trasporto su gomma conto terzi, effettuato personalmente dall’imprenditore fuori dal Comune di residenza dell’impresa, torna a 51 euro rispetto ai precedenti 38 euro a partire dal periodo d’imposta 2017.

    Ma la deduzione è prevista anche per i trasporti effettuati personalmente dall’imprenditore all’interno del Comune in cui ha sede l’impresa: in questo caso l’importo è pari al 35% di quello per i trasporti oltre il territorio comunale.

    Grande soddisfazione è stata espressa dalle associazioni di categoria e in particolare da Confartigianato Trasporti, che ha riconosciuto al ministro Toninelli e al vice ministro Rixi la volontà concreta di aiutare gli imprenditori di categoria e del trasporto bisarca, certa che la conferma di questo tipo di agevolazione fiscale porterà sicuramente a dei benefici economici notevoli per gli autotrasportatori italiani.

  • ADSL e fibra ottica: 1 cliente su 3 vorrebbe cambiare operatore

    Sono quasi 7,5 milioni gli italiani che nel corso dell’ultimo anno hanno cambiato il proprio operatore ADSL e fra chi ha un contratto attivo quasi 1 su 3, ovvero 10,5 milioni sono quelli che, invece, lo faranno non appena riusciranno a trovare un’offerta migliore o non appena scadrà il vincolo. Sono questi alcuni dei dati emersi dall’indagine commissionata da Facile.it (https://www.facile.it/adsl.html) all’istituto di ricerca mUp Research che, insieme a Norstat, ha interrogato un campione rappresentativo della popolazione italiana  adulta* per indagare il rapporto che i consumatori hanno con i servizi di telefonia ADSL-fibra ottica e sondare il livello di fedeltà dei clienti verso i propri fornitori.

    Mi ami, ma quanto mi ami?

    Così recitava un celebre spot degli anni ‘90; se questa domanda fosse fatta dall’operatore di telefonia, oggi oltre molti risponderebbero “non ti amo”. La bolletta ADSL-fibra ottica, si legge nell’analisi fatta per Facile.it, sembra essere una delle spese percepite come più onerose dagli italiani. Stilando la graduatoria dei costi domestici che, almeno da un punto di vista psicologico, incidono maggiormente sul budget familiare, l’ADSL-fibra ottica è indicata come risposta dal 32% del campione intervistato – battuta solo dalle bollette di luce e gas e dall’RC auto – e se sono ben 17 milioni gli italiani che dichiarano di voler ridurre la spesa della telefonia di casa nel corso del 2019, pochi quelli che dichiarano di esserci già riusciti nel 2018.

    «I consumatori sono diventati sempre più attenti alle spese domestiche e, tra queste, la bolletta telefonica è una delle voci su cui è possibile risparmiare in modo più semplice» spiega Mario Rasimelli, responsabile settore telefonia e ADSL di Facile.it «Confrontando le tariffe ADSL e fibra ottica è possibile tagliare i costi fino al 40% e anche per questo motivo ogni mese si rivolgono a noi più 200.000 utenti alla ricerca di offerte più convenienti; un numero in costante aumento e proprio in virtù di questa crescente attenzione noi stessi abbiamo lanciato una campagna televisiva dedicata al risparmio sulle tariffe internet casa».

    La mappa dell’infedeltà telefonica

    Il servizio di ADSL-fibra ottica risulta essere molto diffuso e l’82% del campione intervistato dichiara di avere in casa una linea dati attiva; molto alto è, però, il livello di “infedeltà” degli italiani nei confronti degli operatori del settore; il 21% degli intervistati, pari a circa 7,5 milioni di persone, ha cambiato compagnia nel corso del 2018.

    Quando si parla di internet casa, i più infedeli risultano essere gli uomini; nel campione maschile, la percentuale di chi ha cambiato operatore ADSL-fibra ottica è pari al 24% mentre tra le donne scende al 17,7%. Guardando alle fasce di età, invece, risultano essere meno fedeli i clienti con età compresa tra i 35-54 anni (il 23,1% ha cambiato operatore nell’ultimo anno), seguite dai giovani under 35 (20,4%).

    Analizzando i dati su base territoriale, invece, nelle regioni del Sud Italia e nelle Isole si è registrata la più alta percentuale di clienti che hanno cambiato operatore; quasi 1 su 4.

    Ma quanto mi costi?

    Cosa spinge gli italiani a cambiare compagnia? La prima ragione è senza dubbio il costo eccessivo, motivazione indicata da oltre 5,6 milioni di consumatori (76% del campione totale di chi ha scelto un nuovo operatore). La seconda ragione, invece, è la velocità di navigazione troppo bassa, motivo che ha portato il 42% dei rispondenti a “navigare” verso altre acque.

    Interessante notare, invece, come la terza ragione per cui gli italiani hanno cambiato operatore, indicata dal 13% dei rispondenti, sia la mancanza di trasparenza nelle politiche applicate dalla compagnia telefonica, valore estremamente alto se confrontato con quello delle altre spese domestiche più comuni (bollette, assicurazioni, Pay tv…) e secondo solo a quello registrato nell’ambito della telefonia mobile.

    Le ragioni dell’addio cambiano naturalmente in base al genere e all’età anagrafica; le donne risultano essere più sensibili al prezzo (79% quelle che hanno per il costo troppo elevato contro il 73% degli uomini) e alla velocità di navigazione (43% contro il 40% maschile); gli uomini, invece, risultano più attenti e sensibili alle politiche applicate dall’operatore che, quando non trasparenti, si trasformano in spinta al cambiamento (15% contro il 10% delle donne).

    Tra le fasce d’età, invece, i più attenti alla velocità di navigazione sono prevedibilmente i giovani under 35 (64% quelli che hanno cambiato per questo motivo), mentre i più attenti al costo sono i clienti con età compresa tra i 35 e i 54 anni (81%).

    Se si guarda invece a coloro che nell’ultimo anno non hanno cambiato operatore di ADSL-fibra, emerge che tra questi solo il 47% si dichiara soddisfatto del proprio fornitore mentre il 9% ha sì mantenuto lo stesso operatore, ma ha cambiato l’offerta. A livello complessivo, pur se ancora non ha cambiato, come detto, migrerà verso una nuova compagnia non appena possibile 1 cliente su 3.

    «Il mercato dell’ADSL e della fibra ottica» conclude Mario Rasimelli «è senza dubbio uno di quelli in cui gli italiani stanno imparando a risparmiare ed anche per questo motivo, come già accaduto anni fa per l’RC auto, Facile.it ha deciso di impegnarsi a fondo nel settore; siamo partiti con una campagna televisiva da oltre 2000 GRP annui e fino al 2021 continueremo a puntare sulla possibilità di far risparmiare i nostri utenti sui costi di ADSL e fibra, e lo faremo mettendo in campo investimenti media crescenti ogni anno ».

  • DURING È UNO DEI CAMPIONI NASCOSTI DI UN’ITALIA CHE CRESCE AI RITMI DA SILICON VALLEY

    Milano, 11 gennaio: Con orgoglio condividiamo l’articolo comparso sulla rubrica Affari & Finanza de La Repubblica. L’analisi condotta da Infocamere è partita nel 2015 esaminando tutte le aziende operative in Italia (sia multinazionali che non) con almeno 10 addetti che avevano registrato e mantenuto un +20% sul fatturato annuo nei due trienni:

    • 2013-2015: 895 aziende
    • 2015-2017: 1056 aziende

    Il dato interessante è che mettendo a confronto i due trienni, solo 86 aziende erano presenti in entrambi. During si è posizionata al 6° posto dopo multinazionali come Pandora, Amazon e Michael Kors e prima assoluta tra le Agenzie per il Lavoro e le aziende di servizi.

    Clicca qui per approfondire l’articolo

    A proposito di During: Nata nel 2001, During è un’Agenzia per il Lavoro per il lavoro specializzata nella gestione delle Risorse Umane, regolarmente autorizzata dal Ministero del lavoro, con 40 filiali su tutto il territorio italiano.

    Contatti stampa: [email protected] | 02 897561

  • Ecobonus, un toccasana per la nostra economia. Ma la richiesta è alzare l’aliquota

    Le detrazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie e la riqualificazione energetica, come ad esempio la sostituzione di nuovi infissi in legno, rappresentano una misura di vitale importanza per la nostra economia in grado di fornire un enorme contributo alla sua crescita. E se la conferma arriva direttamente dalle stesse istituzioni parlamentari c’è da fidarsi. Il dossier elaborato lo scorso novembre dal Servizio Studi dei dipartimenti Ambiente e Finanze della Camera dei Deputati in collaborazione con Cresme – il Centro ricerche di mercato nell’edilizia – dimostra ampiamente l’impatto positivo che tali misure fiscali hanno sull’economia italiana.

    Per comprenderne bene gli effetti, è sufficiente guardare al settore dei serramenti: sono nel 2017 l’Ecobonus è valso oltre 1,7 miliardi di euro di lavori. Certamente un valore ancora lontano dai livelli pre-crisi ma comunque considerevole, che dovrebbe mantenersi costante anche per il 2018 appena trascorso e per il 2019 nonostante le previsioni prevedano un rallentamento globale dell’economia per quest’anno.

    Sta di fatto che le detrazioni fiscali costituiscono non solo un volano di sviluppo per i settori edilizia e serramenti, ma anche un incentivo importante al miglioramento della qualità energetica e ambientale, senza dimenticare ovviamente i vantaggi economici per imprese e famiglie.

    Sebbene l’Ecobonus sia previsto dalla Legge di Bilancio 2019, le associazioni di categoria chiedono al governo il potenziamento di questa misura anche nel caso di sostituzione di serramenti, chiusure e schermature. A farlo è soprattutto Finco – la Federazione delle Industrie per le Costruzioni – di cui sono membri anche le associazioni Anfit, Unicmi e Assites, la quale, seppur abbia apprezzato la proroga nel 2019, ritiene sia indispensabile riportarla al 65% rispetto al 50% attuale e di eliminare definitivamente i limiti di spesa. Ma ciò che per Finco è più importante, è rendere l’Ecobonus una misura strutturale in virtù dei suoi tanti vantaggi fiscali, energetici ed ambientali.

    Poi c’è ovviamente il fattore qualità, assolutamente non trascurabile, perché ci sono serramenti e serramenti. Quelli prodotti da Modesti Srl ad esempio, ovvero infissi in legno e legno-alluminio, finestre in legno, portoni blindati, scuroni, persiane, porte interne ecc, sono tutti di elevata artigianalità e pregevole fattura, e rendono ancora più sicuro e remunerativo nel tempo l’investimento fatto.

  • RC Auto: 28.000 abruzzesi pagheranno di più nel 2019

    Il nuovo anno si apre con una brutta notizia per quasi 28.000 abruzzesi; tanti sono gli automobilisti che, secondo l’analisi fatta da Facile.it, avendo denunciato alle assicurazioni un sinistro con colpa avvenuto nel 2018, vedranno peggiorare la propria classe di merito e, insieme ad essa, aumentare il costo dell’RC auto.

    Il dato è stato calcolato da Facile.it che, esaminando oltre 10.000 preventivi di rinnovo RC auto richiesti tramite il sito da automobilisti residenti in Abruzzo, ha evidenziato come il 3,99% degli utenti della regione abbia dichiarato di essere stato responsabile di un incidente nel corso del 2018 che farà scattare l’aumento del costo dell’assicurazione. Il dato risulta leggermente superiore alla media nazionale (3,83%); la buona notizia, però, è che il valore regionale risulta in calo rispetto all’anno precedente, quando la percentuale di automobilisti abruzzesi che erano ricorsi all’assicurazione per un sinistro con colpa era pari al 4,30%.

    Guardando all’andamento del premio medio* RC auto in Abruzzo, emerge che a dicembre 2018 per assicurare un veicolo in regione occorrevano, in media, 507,49 euro, valore in aumento del 3,61% rispetto allo stesso mese del 2017.

    L’andamento provinciale dei sinistri denunciati

    Facile.it ha poi analizzato i dati su base territoriale scoprendo che, in regione, la provincia che ha registrato la percentuale più alta di automobilisti che hanno denunciato all’assicurazione un sinistro con colpa è quella di Chieti (4,50%); oltre a questo primato, la provincia risulta essere quella della regione dove la percentuale è cresciuta maggiormente rispetto all’anno precedente (quando era pari a 3,25%). Seguono in classifica gli automobilisti di Teramo (4,44%) e Pescara (3,65%). L’area con i valori più bassi è invece L’Aquila, dove solo il 3,35% degli automobilisti ha denunciato un incidente con colpa.

    Chi cambierà classe

    Guardando alle caratteristiche sociodemografiche del campione abruzzese, emerge che fra gli uomini hanno denunciato sinistri con colpa il 3,93% del campione, mentre tra le donne la percentuale è più alta, pari al 4,15%.

    Dati interessanti arrivano anche esaminando le professioni dichiarate in fase di preventivo di rinnovo; i dirigenti sono la categoria professionale che in percentuale maggiore ha denunciato sinistri con colpa e, tra loro, il 7,43% vedrà un peggioramento della classe di merito. Seguono nella classifica, ma con valori sensibilmente inferiori, gli impiegati (4,82%) e i pensionati (4,38%). Guardando la graduatoria regionale nel senso opposto, invece, sono le forze armate e i disoccupati ad aver denunciato, in percentuale, meno sinistri con colpa, rispettivamente l’1,80% e il 2,55%.

    Di seguito le classifiche regionali e provinciali degli automobilisti che hanno denunciato un sinistro con colpa nel periodo di tempo considerato.

     

     

    L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio a livello nazionale, regionale e provinciale e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 7.449.494 preventivi effettuati in Italia dai suoi utenti tra il 1 dicembre 2017 e il 31 dicembre 2018. Per quanto riguarda l’Abruzzo, la ricerca è basata su 142.536 preventivi effettuati in Abruzzo su Facile.it nel medesimo periodo. Le tariffe indicate nell’Osservatorio sui costi RC auto di Facile.it prendono in considerazione come campione tutti i preventivi effettuati sul sito e relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

     

  • RC Auto: 42.000 marchigiani pagheranno di più nel 2019

    Il nuovo anno si apre con una brutta notizia per quasi 42.000 marchigiani; tanti sono gli automobilisti che, secondo l’analisi fatta da Facile.it, avendo denunciato alle assicurazioni un sinistro con colpa avvenuto nel 2018, vedranno aumentare la propria classe di merito e, insieme ad essa, il costo dell’RC auto.

    Il dato è stato calcolato da Facile.it che, esaminando oltre 11.000 preventivi di rinnovo RC auto richiesti tramite il sito da automobilisti residenti nelle Marche, ha evidenziato come il 4,87% degli utenti della regione abbia dichiarato di essere stato responsabile di un incidente nel corso del 2018 che farà scattare l’aumento del costo dell’assicurazione. Il dato risulta addirittura superiore alla media nazionale (3,83%); la buona notizia, però, è che il valore regionale risulta in calo rispetto all’anno precedente, quando la percentuale di automobilisti marchigiani che erano ricorsi all’assicurazione per un sinistro con colpa era pari al 5,06%.

    Guardando all’andamento del premio medio* RC auto nelle Marche, emerge che a dicembre 2018 per assicurare un veicolo in regione occorrevano, in media, 539,96 euro, valore in aumento dell’1,49% rispetto allo stesso mese del 2017.

    L’andamento provinciale dei sinistri denunciati

    Facile.it ha poi analizzato i dati su base territoriale scoprendo che, in regione, la provincia che ha registrato la percentuale più alta di automobilisti che hanno denunciato all’assicurazione un sinistro con colpa è quella di Fermo (6,77%). Seguono in classifica gli automobilisti di Ascoli Piceno (5,64%) e Ancona (5,37%). L’area con i valori più bassi è invece quella di Pesaro e Urbino, dove solo il 2,64% degli automobilisti ha denunciato un incidente con colpa, seconda fra le province virtuose, sebbene distanziata, Macerata (4,88%).

    Chi cambierà classe

    Guardando alle caratteristiche sociodemografiche del campione marchigiano, emerge che fra gli uomini hanno denunciato sinistri con colpa il 4,41% del campione, mentre tra le donne la percentuale è più alta, pari al 5,55%.

    Dati interessanti arrivano anche esaminando le professioni dichiarate in fase di preventivo di rinnovo; i pensionati sono la categoria professionale che in percentuale maggiore ha denunciato sinistri con colpa e, tra loro, il 7,09% vedrà un peggioramento della classe di merito. Seguono nella classifica, ma con valori sensibilmente inferiori, i liberi professionisti (6,39%) e gli impiegati (5,22%). Guardando la graduatoria regionale nel senso opposto, invece, sono le casalinghe e i medici ad aver denunciato, in percentuale, meno sinistri con colpa, rispettivamente il 2,99% e il 3,07%.

    Di seguito le classifiche regionali e provinciali degli automobilisti che hanno denunciato un sinistro con colpa nel periodo di tempo considerato.

     

     

     

    L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio a livello nazionale, regionale e provinciale e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 7.449.494 preventivi effettuati in Italia dai suoi utenti tra l’1 dicembre 2017 e il 31 dicembre 2018. Per quanto riguarda le Marche, la ricerca è basata su 178.604 preventivi effettuati nelle Marche su Facile.it nel medesimo periodo. Le tariffe indicate nell’Osservatorio sui costi RC auto di Facile.it prendono in considerazione come campione tutti i preventivi effettuati sul sito e relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

     

     

  • Petrolio, lo scenario del 2019 potrebbe essere assai cupo

    Il mercato del petrolio fa i conti con i suoi soliti problemi di sovraproduzione, che secondo molti analisti finiranno per penalizzarlo anche nel 2019. Quel timido recupero delle quotazioni, che c’era stato nella parte finale dell’anno scorso, non dovrebbe quindi avere vita lunga.

    Lo scenario del mercato del petrolio

    petrolioQuelli che ne sono più convinti sono gli analisti di Goldman Sachs, che in un recente report hanno addirittura rivisto in senso pessimistico il loro outlook sul petrolio per i prossimi 12 mesi. A questo si aggiunge pure un recente sondaggio Reuters (che ha coinvolto 32 economisti e analisti), che ha premiato l’ipotesi che i prezzi del greggio restino sotto i 70 dollari al barile, a causa della produzione in eccedenza e del rallentamento della crescita economica (che finirà per deprimere la domanda). Inoltre sono elementi critici anche gli attuali alti livelli di scorte.

    Ci sono quindi diversi fattori di chiara matrice negativa che potrebbero convergere e rendere il 2019 un anno molto pesante. Ci sono poi delle incertezze che si legano alla riapertura dei negoziati commerciali tra Stati Uniti e Cina, un incontro che ha come obiettivo di porre fine a una battaglia che dura ormai da quasi un anno. Gli esperti auspicano che possa giungersi a un accordo, perché così potrebbe dissolversi questa minaccia sempre incombente sulla crescita economica globale.

    Le previsioni non tranquillizzano

    Secondo molti analisti, tuttavia, lo scenario per il prezzo del petrolio è cupo. Il greggio Brent londinese potrebbe oscillare tra i 62 e i 69 dollari nel corso del 2019, con un indicatore ADX trading prevalentemente orientato al ribasso (stime precedenti arrivavano a superare i 70 dollari al barile). In ribasso anche l’outlook sul WTI, che viene visto dagli analisti a 55,50 dollari al barile contro i 64,50 dollari al barile della stima precedente.

    Ricordiamo che nel periodo che è andato da settembre 2017 a ottobre 2018, il petrolio non aveva mai smesso di correre fino a toccare il massimo a quota 76,90 dollari al barile. Se prendiamo i dati di qualunque broker autorizzati Consob, possiamo vedere che nell’arco di 13 mesi aveva guadagnato circa il 70%. Da ottobre in poi lo scenario è totalmente cambiato. Negli ultimi due mesi del 2018 il prezzo del petrolio ha perso il 60%.

  • RC Auto: 22.800 automobilisti residenti in Friuli-Venezia Giulia pagheranno di più nel 2019

     

    Il nuovo anno si apre con una brutta notizia per oltre 22.800 residenti in Friuli-Venezia Giulia; tanti sono gli automobilisti che, secondo l’analisi fatta da Facile.it, avendo denunciato alle assicurazioni un sinistro con colpa avvenuto nel 2018, vedranno peggiorare la propria classe di merito e, insieme ad essa, aumentare il costo dell’RC auto.

     

    Il dato è stato calcolato da Facile.it che, esaminando oltre 8.000 preventivi di rinnovo RC auto richiesti tramite il sito da automobilisti residenti in Friuli-Venezia Giulia, ha evidenziato come il 3,32% degli utenti della regione abbia dichiarato di essere stato responsabile di un incidente nel corso del 2018 che farà scattare l’aumento del costo dell’assicurazione. Il dato risulta leggermente inferiore alla media nazionale (3,83%) e, seconda buona notizia, in calo rispetto all’anno precedente, quando la percentuale di automobilisti della regione che erano ricorsi all’assicurazione per un sinistro con colpa era pari al 4,39%.

    Guardando all’andamento del premio medio* RC auto in Friuli Venezia Giulia, emerge che a dicembre 2018 per assicurare un veicolo in regione occorrevano, in media, 417,02 euro, valore in aumento dello +0,36% rispetto allo stesso mese del 2017.

    L’andamento provinciale dei sinistri denunciati

    Facile.it ha poi analizzato i dati su base territoriale scoprendo che, in regione, la provincia che ha registrato la percentuale più alta di automobilisti che hanno denunciato all’assicurazione un sinistro con colpa è quella di Trieste (4,78%). Seguono in classifica gli automobilisti di Gorizia (3,53%) e Udine (3,13%)

    L’area con i valori più bassi è invece Pordenone, dove solo il 2,36% degli automobilisti ha denunciato un incidente con colpa.

     

    Chi cambierà classe

    Guardando alle caratteristiche sociodemografiche del campione del Friuli-Venezia Giulia, emerge che fra gli uomini hanno denunciato sinistri con colpa il 2,98% del campione, mentre tra le donne la percentuale è più alta, pari al 3,95%.

    Dati interessanti arrivano anche esaminando le professioni dichiarate in fase di preventivo di rinnovo; i commercianti sono la categoria professionale che in percentuale maggiore ha denunciato sinistri con colpa e, tra loro, il 6,62% vedrà un peggioramento della classe di merito. Seguono nella classifica gli imprenditori (5,41%) e gli artigiani (4,57%). Guardando la graduatoria regionale nel senso opposto, invece, sono il personale medico e gli agenti di commercio ad aver denunciato, in percentuale, meno sinistri con colpa.

     

     

     

    L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio a livello nazionale, regionale e provinciale e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 7.449.494 preventivi effettuati in Italia dai suoi utenti tra l’1 dicembre 2017 e il 31 dicembre 2018. Per quanto riguarda il Friuli-Venezia Giulia la ricerca è basata su 114.181 preventivi effettuati in Friuli-Venezia Giulia su Facile.it nel medesimo periodo. Le tariffe indicate nell’Osservatorio sui costi RC auto di Facile.it prendono in considerazione come campione tutti i preventivi effettuati sul sito e relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

     

  • RC Auto: oltre 35.000 liguri pagheranno di più nel 2019

     

    Il nuovo anno si apre con una brutta notizia per oltre 35.000 liguri; tanti sono gli automobilisti che, secondo l’analisi fatta da Facile.it, avendo denunciato alle assicurazioni un sinistro con colpa avvenuto nel 2018, vedranno aumentare la propria classe di merito e, insieme ad essa, il costo dell’RC auto.

    Il dato è stato calcolato da Facile.it che, esaminando oltre 10.250 preventivi di rinnovo RC auto richiesti tramite il sito da automobilisti residenti in Liguria, ha evidenziato come il 5,09% degli utenti della regione abbia dichiarato di essere stato responsabile di un incidente nel corso del 2018 che farà scattare l’aumento del costo dell’assicurazione. Il dato non solo risulta notevolmente superiore alla media nazionale (3,83%), ma è addirittura il più alto di tutta Italia.

    La buona notizia, però, è che il valore regionale risulta in calo rispetto all’anno precedente, quando la percentuale di automobilisti liguri che erano ricorsi all’assicurazione per un sinistro con colpa era pari al 5,67%.

    Guardando all’andamento del premio medio* RC auto in Liguria, emerge che a dicembre 2018 per assicurare un veicolo in regione occorrevano, in media, 601,50 euro, valore in aumento dell’1,78% rispetto allo stesso mese del 2017.

    L’andamento provinciale dei sinistri denunciati

    Facile.it ha poi analizzato i dati su base territoriale scoprendo che, in regione, la provincia che ha registrato la percentuale più alta di automobilisti che hanno denunciato all’assicurazione un sinistro con colpa è quella di Genova (5,66%); seguono in classifica gli automobilisti di La Spezia (5,64%) e Savona (4,42%). L’area con i valori più bassi è invece Imperia, dove solo il 2,05% degli automobilisti ha denunciato un incidente con colpa; oltre a questo primato, la provincia risulta essere quella della regione dove la percentuale è diminuita maggiormente rispetto all’anno precedente (quando era pari al 4,37%).

    Chi cambierà classe

    Guardando alle caratteristiche sociodemografiche del campione ligure, emerge che fra gli uomini hanno denunciato sinistri con colpa il 4,47% del campione, mentre tra le donne la percentuale è più alta, pari al 6,17%.

    Dati interessanti arrivano anche esaminando le professioni dichiarate in fase di preventivo di rinnovo; gli insegnanti sono la categoria professionale che in percentuale maggiore ha denunciato sinistri con colpa e, tra loro, l’8,49% vedrà un peggioramento della classe di merito. Seguono nella classifica, ma con valori sensibilmente inferiori, i commercianti (7,16%) e i liberi professionisti (6,19%). Guardando la graduatoria regionale nel senso opposto, invece, sono le forze armate e gli agenti di commercio ad aver denunciato, in percentuale, meno sinistri con colpa, rispettivamente l’1,39% e il 2,82%.

    Di seguito le classifiche regionali e provinciali degli automobilisti che hanno denunciato un sinistro con colpa nel periodo di tempo considerato.

     

     

    L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio a livello nazionale, regionale e provinciale e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 7.449.494 preventivi effettuati in Italia dai suoi utenti tra l’1 dicembre 2017 e il 31 dicembre 2018. Per quanto riguarda la Liguria, la ricerca è basata su 147.349 preventivi effettuati in Liguria su Facile.it nel medesimo periodo. Le tariffe indicate nell’Osservatorio sui costi RC auto di Facile.it prendono in considerazione come campione tutti i preventivi effettuati sul sito e relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • RC Auto: 145.000 laziali pagheranno di più nel 2019

    Il nuovo anno si apre con una brutta notizia per quasi 145.000 laziali; tanti sono gli automobilisti che, secondo l’analisi fatta da Facile.it, avendo denunciato alle assicurazioni un sinistro con colpa avvenuto nel 2018, vedranno aumentare la propria classe di merito e, insieme ad essa, il costo dell’RC auto.

    Il dato è stato calcolato da Facile.it che, esaminando oltre 85.000 preventivi di rinnovo RC auto richiesti tramite il sito da automobilisti residenti nel Lazio, ha evidenziato come il 4,95% degli utenti della regione abbia dichiarato di essere stato responsabile di un incidente nel corso del 2018, il che farà scattare l’aumento del costo dell’assicurazione. Il dato risulta superiore di oltre un punto percentuale rispetto alla media nazionale (3,83%); la buona notizia, però, è che il valore regionale risulta in calo rispetto all’anno precedente, quando la percentuale di automobilisti laziali che erano ricorsi all’assicurazione per un sinistro con colpa era pari al 5,36%.

    Guardando all’andamento del premio medio* RC auto nel Lazio, emerge che a dicembre 2018 per assicurare un veicolo in regione occorrevano, in media, 609,40 euro, valore in aumento del 4,95% rispetto allo stesso mese del 2017.

    L’andamento provinciale dei sinistri denunciati

    Facile.it ha poi analizzato i dati su base territoriale scoprendo che, in regione, la provincia che ha registrato la percentuale più alta di automobilisti che hanno denunciato all’assicurazione un sinistro con colpa è quella di Rieti (5,88%); oltre a questo primato, la provincia risulta essere quella della regione dove la percentuale è cresciuta maggiormente rispetto all’anno precedente (quando era pari a 4,50%). Per percentuale di denuncianti nel 2018 a Rieti seguono, in classifica, gli automobilisti di Roma (5,11%) e Viterbo (4,30%). L’area con i valori più bassi è invece Frosinone, dove solo il 3,75% degli automobilisti ha denunciato un incidente con colpa, appena di più a Latina, dove a cambiare classe di merito sarà il 3,99% degli assicurati.

    Chi cambierà classe

    Guardando alle caratteristiche socio demografiche del campione laziale, emerge che fra gli uomini hanno denunciato sinistri con colpa il 4,48% del campione, mentre tra le donne la percentuale è più alta, pari al 5,72%.

    Dati interessanti arrivano anche esaminando le professioni dichiarate in fase di preventivo di rinnovo; i medici e gli operatori sanitari sono la categoria professionale che in percentuale maggiore ha denunciato sinistri con colpa e, tra loro, il 5,87% vedrà un peggioramento della classe di merito. Seguono nella classifica, ma con valori appena inferiori, i pensionati (5,86%) e gli agenti di commercio (5,84%). Guardando la graduatoria regionale nel senso opposto, invece, sono gli ecclesiastici e gli studenti ad aver denunciato, in percentuale, meno sinistri con colpa, rispettivamente l’1,45% e il 2,22%.

    * L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio a livello nazionale, regionale e provinciale e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 7.449.494 preventivi effettuati in Italia dai suoi utenti tra l’1 dicembre 2017 e il 31 dicembre 2018. Per quanto riguarda il Lazio, la ricerca è basata su 1.390.754 preventivi effettuati in Lazio su Facile.it nel medesimo periodo. Le tariffe indicate nell’Osservatorio sui costi RC auto di Facile.it prendono in considerazione come campione tutti i preventivi effettuati sul sito e relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • RC Auto: 23.600 umbri pagheranno di più nel 2019

    Il nuovo anno si apre con una brutta notizia per oltre 23.600 umbri; tanti sono gli automobilisti che, secondo l’analisi fatta da Facile.it, avendo denunciato alle assicurazioni un sinistro con colpa avvenuto nel 2018, vedranno peggiorare la propria classe di merito e, insieme ad essa, aumentare il costo dell’RC auto.

    Il dato è stato calcolato da Facile.it che, esaminando circa 5.000 preventivi di rinnovo RC auto richiesti tramite il sito da automobilisti residenti in Umbria, ha evidenziato come il 4,53% degli utenti della regione abbia dichiarato di essere stato responsabile di un incidente nel corso del 2018 che farà scattare l’aumento del costo dell’assicurazione. Il dato risulta superiore alla media nazionale (3,83%); la buona notizia, però, è che il valore regionale risulta in calo rispetto all’anno precedente, quando la percentuale di automobilisti umbri che erano ricorsi all’assicurazione per un sinistro con colpa era pari al 6,22%.

    Guardando all’andamento del premio medio* RC auto in Umbria, emerge che a dicembre 2018 per assicurare un veicolo in regione occorrevano, in media, 542,13 euro, valore in calo dello 0,85% rispetto allo stesso mese del 2017.

    L’andamento provinciale dei sinistri denunciati

    Facile.it ha poi analizzato i dati su base territoriale scoprendo che, in regione, la provincia che ha registrato la percentuale più alta di automobilisti che hanno denunciato all’assicurazione un sinistro con colpa è quella di Perugia (4,74%), mentre a Terni la percentuale di automobilisti che si sono dichiarati responsabili di un incidente è stata pari al 4,06%.

    Chi cambierà classe

    Guardando alle caratteristiche sociodemografiche del campione umbro, emerge che fra gli uomini hanno denunciato sinistri con colpa il 4,46% del campione; pochi distanti le donne, la cui percentuale è pari al 4,57%. A livello nazionale, invece, la differenza tra i due sessi è più marcata.

    Dati interessanti arrivano anche esaminando le professioni dichiarate in fase di preventivo di rinnovo; gli insegnanti sono la categoria professionale che in percentuale maggiore ha denunciato sinistri con colpa e, tra loro, il 7,50% vedrà un peggioramento della classe di merito. Seguono nella classifica i pensionati (6,33%) e gli operai (5,12%). Guardando la graduatoria regionale nel senso opposto, invece, sono i disoccupati e i dirigenti ad aver denunciato, in percentuale, meno sinistri con colpa, rispettivamente l’1,49% e il 2,22%.

    Di seguito le classifiche regionali e provinciali degli automobilisti che hanno denunciato un sinistro con colpa nel periodo di tempo considerato.

     

    L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio a livello nazionale, regionale e provinciale e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 7.449.494 preventivi effettuati in Italia dai suoi utenti tra l’1 dicembre 2017 e il 31 dicembre 2018. Per quanto riguarda l’Umbria, la ricerca è basata su 65.117 preventivi effettuati in Umbria su Facile.it nel medesimo periodo. Le tariffe indicate nell’Osservatorio sui costi RC auto di Facile.it prendono in considerazione come campione tutti i preventivi effettuati sul sito e relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Manovra Finanziaria 2019: tutte le novità per autotrasporto e infrastrutture

    Con l’approvazione definitiva della Legge di Bilancio 2019, arrivata dopo un iter parlamentare a dir poco complicato, il comparto autotrasporto può finalmente conoscere tutti i provvedimenti in materia trasporti per i prossimi anni. Tante le novità, dalle misure per Genova e Roma Capitale agli incentivi per le assunzioni, fino a quelli per le auto elettriche ecc.

    Cominciamo dalla città di Genova, per la quale la Manovra 2019 ha stanziato 160 milioni in due anni per l’autotrasporto a sostegno delle spese sostenute a seguito del crollo del Ponte Morandi.  A ciò si aggiunge l’estensione delle agevolazioni fiscali fino al 31 dicembre 2019 per le imprese della Zona franca urbana del capoluogo ligure. Potenziati i poteri del Commissario Bucci, al quale viene affidata l’ottimizzazione dei flussi logistici del Porto, compresa la progettazione del nuovo centro merci di Alessandria Smistamento. Al fine di favorire il ricambio generazionale nel comparto trasporto su gomma, inoltre, sono previsti incentivi per l’assunzione di giovani conducenti e sgravi per le spese di abilitazione  professionale.

    La Legge prevede anche misure per il potenziamento delle infrastrutture a cominciare dalla Capitale, per la quale sono stati stanziati 60 milioni in due anni per riparare le strade e 145 milioni in tre anni per il potenziamento e la manutenzione straordinaria delle tre linee metro; stanziati 10 milioni in due anni per la messa in sicurezza degli svincoli delle tangenziali nei capoluoghi di provincia e 250 milioni in più anni per la messa in sicurezza dei ponti sul fiume Po.

    Massima attenzione anche al trasporto ferroviario, per il quale sono previsti 200 milioni in due anni per la realizzazione di connessioni ferroviarie in grado di attivare finanziamenti europei, valorizzando soprattutto i collegamenti con porti e aeroporti.

    Ma, oltre a contenere misure significative per la logistica e il trasporto bisarca, la Legge di Bilancio 2019 contiene tanti altri provvedimenti importanti come il finanziamento di 1 miliardo di euro per la progettazione di interventi strategici del Piano nazionale Settore Idrico, il potenziamento del Trasporto Pubblico Locale, gli incentivi per i dispositivi “salva-bebè” sui seggiolini auto, e nuove assunzioni per Motorizzazioni, Guardia Costiera e la neonata Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali (Ansfisa).

  • CONFERMATE DALLA LEGGE DI BILANCIO LE DETRAZIONI FISCALI 2019

    Una buona notizia che in molti aspettavano: la nuova Legge di Bilancio conferma le detrazioni fiscali per il 2019. La proroga tocca bonus decisamente interessanti. Vediamo tutto quello che c’è da sapere.

     

    Il testo della nuova legge prevede importanti novità riguardanti la detrazione fiscale IRPEF per le persone che effettuano lavori di ristrutturazione e interventi di efficientamento energetico sulla propria abitazione, in particolare:

    • Ristrutturazioni complete o parziali della casa
    • Interventi di riqualificazione energetica
    • Interventi di adeguamento sismico

     

    BONUS RISTRUTTURAZIONE 2019: COME FUNZIONA

    La Legge di Bilancio 2019 ha confermato il bonus ristrutturazione e le normative vigenti in materia fino alla fine dell’anno appena iniziato.

     

    Resta invariata, dunque, la detrazione IRPEF del 50% con un massimo di spesa di 96mila euro per gli immobili ad uso abitativo. Piccola novità a riguardo: la legge riconoscerà la detrazione anche per la realizzazione di nuovi box, previa certificazione.

     

    Prorogate le detrazioni per la casa: bonus verde e bonus mobili

    I bonus legati al verde e all’acquisto di mobili per la casa occupano un ruolo centrale all’interno dei nuovi provvedimenti della Legge di Bilancio 2019  legati alle detrazioni fiscali.

    Nello specifico:  

     

    • Il bonus verde prevede una detrazione IRPEF del 36% per tutte le spese di ristrutturazione delle proprie aree verdi, sia per quanto riguarda le case indipendenti che i singoli condomini.
    • Il bonus mobili prevede il mantenimento della detrazione al 50% per l’acquisto di mobili o arredi sempre in ambito di ristrutturazione e al 65% per interventi importanti come, per esempio, la coibentazione. L’Agenzia delle Entrate ha anche fornito indicazioni sui mobili per i quali è prevista la detrazione: arredi, come per esempio letti o armadi ed elettrodomestici di classe energetica non inferiore ad A+.

     

    L’ECOBONUS PRESENTE ANCHE NEL 2019

    L’Ecobonus è confermato tra le detrazioni fiscali nella nuova Legge di Bilancio per gli interventi di efficientamento energetico effettuato su edifici esistenti.

     

    Ecobonus 2019: cosa prevede?

     

    • È una detrazione del 65% IRPEF, o IRES, utilizzabile nella dichiarazione dei redditi e distribuita in dieci anni con rate del medesimo importo

     

    Come ottenere l’Ecobonus?

     

    • Basta effettuare un pagamento tramite bonifico, bancario o postale, di una tipologia particolare: il bonifico parlante, da compilare in ogni sua parte per aver accesso alla detrazione.

     

    Si può optare, inoltre, a ottenere l’ecobonus per la cessione del credito. Questa opzione, però, è possibile solo in alcuni casi. Vediamoli nello specifico.

     

    Quando è possibile:

    • Verso i soggetti privati, ovvero i fornitori che hanno effettuato gli interventi

     

    Quando non è possibile:

    • Verso banche o altri intermediari finanziari

    Da specificare anche che l’ecobonus è concesso solo per interventi effettuati in un periodo compreso tra il 6 giugno 2013 e il 31 dicembre 2018.  

     

    Sismabonus: una bella novità

    Tra i bonus casa è stato inserito il Sismabonus. Che cosa prevede?

     

    • Possibilità di detrazione del 100% per tutti gli interventi di diagnosi sismica. A oggi, infatti, è possibile la detrazione solo per interventi di miglioramento sismico, mentre in caso di singola diagnosi preventiva, non è prevista nessuna agevolazione
    • Questo bonus può essere fruito sia per la prima che per la seconda casa   
    • Gli interventi di riduzione di rischio avranno detraibilità specifiche a seconda delle zone di ubicazione. Si va da 1 a 3, a seconda del rischio terremoti

     

    Questa agevolazione non è rivolta soltanto a zone ad alto rischio sismico, ma, con essa, si pone l’obiettivo di estendere la prevenzione a tutto il Paese.