Categoria: Economia e Finanza

  • Guerra e inflazione: 1 italiano su 4 in difficoltà a causa dei rincari

    Più di 1 italiano su 4, dato equivalente ad oltre 11 milioni di individui (26%), ha dichiarato che l’aumento dei prezzi in corso ormai da 3 mesi ha avuto un impatto molto negativo sul proprio bilancio familiare. Per far fronte ai rincari gli italiani hanno adottato diverse strategie; c’è chi ha ridotto, se non del tutto eliminato, alcune voci di spesa (66% dei rispondenti), mentre oltre 4,7 milioni di individui per far quadrare i conti, hanno dovuto lasciare indietro alcune spese comunque scadute come, ad esempio, le bollette di luce e gas o le rate del condominio.

    Questi alcuni dei dati emersi dall’indagine che Facile.it ha commissionato a mUp Research e Norstat* per fotografare come i consumatori stiano affrontando l’attuale scenario economico. 

    A livello territoriale – si legge nell’indagine realizzata su un campione rappresentativo della popolazione nazionale – l’aumento dei prezzi sembra aver colpito più duramente i rispondenti residenti nel Centro Italia (31%) e coloro con età compresa tra i 25-34 anni e i 45-54 anni (31%).

    Ma quali sono le principali aree nelle quali gli italiani sono intervenuti per risparmiare? Ecco cosa è emerso dall’indagine.

    Alimentari e tempo libero

    L’aumento del costo delle materie prime ha avuto un forte impatto sul carrello della spesa e questo ha spinto molti consumatori a cambiare le proprie abitudini d’acquisto o alimentari. Secondo l’indagine, molti hanno affrontato i rincari orientandosi su marchi più economici (41%) o cambiando punto vendita (28%).

    Soluzioni spesso non sufficienti tanto che, comunque, 35 milioni di consumatori hanno ridotto, se non addirittura eliminato, dalla loro tavola alcuni alimenti; non solo dolci (46%), snack (44%), alcolici (39%), ma anche alimenti come carne (43%) e pesce (30%). C’è addirittura chi ha ridotto notevolmente l’acquisto di frutta (4,5 milioni di individui), pasta (3,4 milioni) e verdura (2,9 milioni).

    Dalla tavola al tempo libero; più di 2 italiani su tre hanno ridotto le uscite al ristorante, mentre il 48% ha deciso di limitare i viaggi.

    Auto e benzina

    Il caro-benzina è uno dei problemi con cui tutti gli automobilisti hanno dovuto fare i conti; per far fronte agli aumenti il 46% dei rispondenti, molto semplicemente, ha detto di aver ridotto l’uso dell’auto nel tempo libero, mentre il 47% ha cercato di risparmiare prestando maggiore attenzione nella scelta della pompa di benzina. 

    Quasi 1 automobilista su 3, invece, ha modificato il proprio stile di guida al fine di ridurre il più possibile il consumo di carburante.

    Casa, energia elettrica e gas

    Altra voce di spesa cresciuta notevolmente negli ultimi mesi è quella dell’energia elettrica e del gas. In questo caso gli italiani hanno cercato di far fronte agli aumenti impegnandosi nella riduzione dei consumi, ad esempio facendo più attenzione all’illuminazione domestica (61%), abbassando il riscaldamento (46%), ottimizzando l’uso degli elettrodomestici (42%) o consumando meno acqua calda (26%).

    Circa 10 milioni di italiani, invece, hanno cercato di risparmiare sulla bolletta luce e gas semplicemente cambiando fornitore di energia.

    *Nota metodologica: Indagine mUp research – Norstat svolta tra il 24 ed il 26 maggio 2022 attraverso la somministrazione di n.1.012 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 55 anni, patentati, rappresentativo della popolazione italiana nel segmento di età considerato, residente sull’intero territorio nazionale.

     

  • Rc Auto: in Veneto premio in aumento del +3,2% ad aprile

    Se è vero che i prezzi sono ancora lontani dal periodo pre-Covid, secondo l’Osservatorio di Facile.it* da gennaio ad aprile 2022 il premio medio RC auto in Veneto è aumentato del 3,2% arrivando a 353,61 euro.

    La regione, oltre ad aver registrato un incremento leggermente più basso rispetto a quanto rilevato a livello nazionale (+3,7%), risulta essere anche una delle zone della Penisola, dove, lo scorso mese, sottoscrivere la polizza Rc Auto costava di meno, posizionandosi dopo il Friuli-Venezia Giulia, il Trentino-Alto Adige e la Lombardia.

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 700.000 preventivi e relative quotazioni effettuati in Veneto e raccolti da Facile.it.

    «Nello scorso trimestre», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «i premi Rc hanno ricominciato a salire anche se, va evidenziato, nell’ultimo mese il dato è rimasto sostanzialmente stabile. È presto, però, per dire se la tendenza si sia effettivamente bloccata».

    L’andamento provinciale

    Confrontando il costo medio Rc Auto di aprile 2022 con quello di gennaio emerge come l’incremento sia stato registrato, seppur in misura differente, in tutto il Veneto.

    A guidare la classifica degli incrementi più consistenti è la provincia di Belluno, area dove i valori medi sono saliti del 6,4% rispetto a gennaio 2022, raggiungendo i 317,42 euro, seguita da Verona (+5,1%, 354,35 euro).

    Continuando a scorrere la graduatoria veneta si trovano, a pari merito, Treviso e Venezia, aree che lo scorso mese hanno registrato entrambe un aumento del premio medio del 3,9%, salito, rispettivamente, a 356,82 euro e 371,88 euro.

    Chiudono la classifica Padova (+2,8%, 351,93 euro) e Vicenza (+1,8%, 339,55 euro).

    In valori assoluti, ad aprile 2022, Venezia si è confermata la provincia più costosa della regione, Belluno la più economica.

    Garanzie accessorie

    Considerando le garanzie accessorie scelte dagli automobilisti veneti emerge come, tra coloro che ne hanno inserita una in fase di preventivo, la più richiesta sia stata l’assistenza stradale (35%).

    Seguono tra le coperture aggiuntive maggiormente richieste dai guidatori del Veneto la garanzia infortuni conducente (20,4%) e, a brevissima distanza, la tutela legale (20,2%).

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 707.015 preventivi effettuati in Veneto su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 aprile 2021 e il 30 aprile 2022 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Valeur Group: lanciata la nuova piattaforma di prodotti strutturati

    Valeur Group: il lancio della nuova piattaforma SaaS di LinkedTrade segna per la società il raggiungimento di un nuovo importante traguardo.

    Valeur Group

    Valeur Group: gli obiettivi fissati e i traguardi raggiunti con l’acquisizione di LinkedTrade

    Con l’acquisizione della FinTech company londinese LinkedTrade, annunciata lo scorso maggio, Valeur Group ha fin da subito manifestato le proprie intenzioni. L’operazione ha infatti consentito al Gruppo indipendente, specializzato in asset management e trading, di focalizzare l’attenzione sul consolidamento del posizionamento dei mercati, sull’incremento dei canali di distribuzione e sull’ampliamento dell’offerta di investimento. Il lancio ufficiale della "Valeur Digital Platform for Structured Products", avvenuto lo scorso novembre, ha rappresentato per la società fondata nel 2010 da Lorenzo Vangelisti il primo importante traguardo della strategia di acquisizione. Valeur Group propone soluzioni ad alto valore aggiunto per strutturare strategie e prodotti di investimento personalizzati e conta oggi un totale di oltre 1.8 miliardi di euro di attivi in gestione.

    Valeur Group: la nuova piattaforma di prodotti strutturati

    La nuova piattaforma Saas Multi-Issuer, nata in collaborazione con LinkedTrade, rappresenta uno degli ultimi traguardi nel percorso di crescita di Valeur Group. "Valeur Digital Platform for Structured Products" è uno strumento all’avanguardia di gestione patrimoniale: avvalendosi dei vantaggi messi a disposizione dall’Intelligenza Artificiale, la piattaforma offre l’accesso ai mercati globali e consente il monitoraggio costante dei prodotti strutturati. La novità è stata presentata in occasione dei "Digital Platform & Wine Tasting Events", eventi promossi nelle città di Ginevra, Zurigo e Lugano. La nuova Digital Platform è per Valeur Group un vero e proprio "balzo in avanti in termini di innovazione e tecnologia, una pietra miliare nella crescita" del Gruppo che oggi gestisce 18 fondi di investimento e offre i suoi servizi a livello internazionale attraverso Valeur Capital Ltd, Valeur Securities, Valeur SA e Valeur Concept.

  • Investimenti sostenibili ESG: Banca Generali presenta “BG4SDGs – Time to Change”

    Da un lato gli effetti generati dall’uomo sull’ambiente, dall’altro le modalità per intervenire con azioni di recupero sostenibile: Banca Generali, Istituto leader negli investimenti sostenibili ESG, insieme al fotografo Stefano Guindani in "BG4SDGs – Time to Change".

    Banca Generali: Agenda ONU 2030, una "bussola imprescindibile" negli investimenti sostenibili ESG

    A che punto è la realizzazione dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite? Quali sono i risultati raggiunti? A queste e altre domande è dedicato "BG4SDGs – Time to Change", progetto fotografico realizzato da Stefano Guindani, fotografo di respiro internazionale, e Banca Generali. Come reso noto dall’Istituto leader negli investimenti sostenibili ESG, l’obiettivo è indagare lo stato di avanzamento dei 17 traguardi stabiliti dall’ONU nel documento "Trasformare il nostro mondo. L’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile", siglato a Parigi nel 2015. Per la sua ricerca Stefano Guindani ha viaggiato oltre i confini nazionali individuando casi critici e situazioni di eccellenza, spaziando tra Kenya, Brasile, Norvegia, Australia, Stati Uniti e Sudafrica. Un percorso che si muove lungo il solco dell’Agenda ONU 2030, una "bussola imprescindibile" nei principi legati agli investimenti sostenibili ESG, come evidenziato dall’AD dell’Istituto Gian Maria Mossa.

    Investimenti sostenibili ESG: gli obiettivi del progetto "BG4SDGs – Time to Change" di Banca Generali

    Tra le tappe del viaggio, Stefano Guindani ha testimoniato ad esempio gli sviluppi di un progetto in Kenya: qui, nel deserto del Chalbi – una delle zone più inospitali dell’Africa – alcune tribù locali hanno dato vita a un piccolo centro abitato chiamato North Horr. In questo contesto, l’organizzazione Amref ha avviato Heal, iniziativa che punta a cambiare radicalmente il rapporto di interdipendenza tra uomo e ambiente. È solo una delle ricerche riportate nel progetto "BG4SDGs – Time to Change" di Banca Generali, il cui obiettivo è esplorare sia gli effetti dell’uomo sull’ambiente sia gli interventi possibili per costruire un futuro realmente sostenibile. Tale filosofia si inserisce nelle attività portate avanti dall’Istituto leader negli investimenti sostenibili ESG, da sempre impegnato nella costruzione di soluzioni in linea con i Sustainable Development Goals dell’ONU. È anche il motivo per cui le proposte di Banca Generali sono sempre più indirizzate verso il cruciale ambito degli investimenti sostenibili ESG.

  • Rc Auto: in Calabria premio in aumento del +9,1% ad aprile

    Se è vero che i prezzi sono ancora lontani dal periodo pre-Covid, secondo l’Osservatorio di Facile.it* da gennaio ad aprile 2022 il premio medio RC auto in Calabria è aumentato del 9,1% arrivando a 542,44 euro.

    La regione non solo è l’area italiana che ha registrato l’incremento più consistente da gennaio ad aprile 2022, ma risulta essere anche una delle zone della Penisola, dove, lo scorso mese, sottoscrivere la polizza Rc Auto costava di più, posizionandosi sul secondo gradino del podio, dopo la Campania.

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 170.000 preventivi e relative quotazioni effettuati in Calabria e raccolti da Facile.it.

    «Nello scorso trimestre», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «i premi Rc hanno ricominciato a salire anche se, va evidenziato, nell’ultimo mese il dato è rimasto sostanzialmente stabile. È presto, però, per dire se la tendenza si sia effettivamente bloccata».

    L’andamento provinciale

    Confrontando il costo medio Rc Auto di aprile 2022 con quello di gennaio emerge come l’incremento sia stato registrato, seppur in misura differente, in tutta la Calabria.

    A guidare la classifica degli incrementi più consistenti è la provincia di Crotone, area dove i valori medi sono saliti dell’11,3% rispetto a gennaio 2022, raggiungendo i 689,78 euro.

    Continuando a scorrere la graduatoria calabrese si trovano Reggio Calabria, che lo scorso mese ha registrato un aumento del premio medio del 9,2%, salito a 561,45 euro, e Cosenza (+6,7%, 461,08 euro).

    Chiude la classifica Catanzaro, area che ha segnato un incremento del 4,1% (480,05 euro).

    In valori assoluti, ad aprile 2022, Crotone si è confermata la provincia più costosa della regione, Cosenza la più economica.

    Garanzie accessorie

    Considerando le garanzie accessorie scelte dagli automobilisti calabresi emerge come, tra coloro che ne hanno inserita una in fase di preventivo, la più richiesta sia stata l’assistenza stradale (61,8%).

    Seguono tra le coperture aggiuntive maggiormente richieste dai guidatori della Calabria, sia pure a grande distanza, la garanzia infortuni conducente (19,7%) e la tutela legale (10,3%).

    A seguire la tabella con il premio medio registrato in Calabria ad aprile 2022 e la variazione percentuale rispetto a gennaio 2022.

     

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 178.038 preventivi effettuati in Calabria su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 aprile 2021 e il 30 aprile 2022 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

     

  • Esportazioni di gas russo in aumento, altro che sanzioni occidentali!

    La reazione dei paesi occidentali nei confronti della Russia si è manifestata attraverso una serie numerosa di sanzioni economiche. Sotto questo punto di vista, il capitolo energia è il più importante. Eppure le esportazioni di gas russo sono addirittura cresciute.
    La dipendenza dell’occidente dalla Russia per quanto riguarda gas e petrolio è infatti il vero motivo per cui al momento le sanzioni non stanno ancora avendo grandi effetti.

    Il paradosso del gas

    esportazioni di gasC’è soprattutto una situazione che risulta paradossale. L’Europa che vuole ridurre la dipendenza da Mosca, ha importato più gas rispetto a quanto faceva in precedenza.
    Le esportazioni di gas russo verso il vecchio continente sono cresciute notevolmente, dal momento che i flussi sono regolati dai contratti. Questo significa flussi di denaro che viaggiano verso Mosca, e che inevitabilmente alimentano lo sforzo bellico.

    Pochi risultati

    Questo scenario rende evidente che finora l’Europa non è riuscita a scalfire gli scambi commerciali di gas naturale rosso con le economie europee.
    La situazione è diversa per il mercato del petrolio, anche perché già prima della guerra (e quindi già prima dell’embargo) la Russia aveva difficoltà nelle vendite verso il vecchio continente. Le esportazioni erano così complessa al punto di costringerla a rallentare la produzione.

    Per il gas invece il discorso è diverso. Almeno per il momento il flusso continua a scorrere rapidamente. Anzi, come detto come detto sta addirittura accelerando. Dai circa 60 milioni di metri cubi entrati nell’ultima settimana di aprile, e i 50 delle settimane precedenti, ci si è avvicinati ai 100 milioni.
    Tutto questo succede perché i flussi delle esportazioni di gas seguono un percorso economico e non politico.

    Cosa c’è dietro all’export di gas

    L’accelerazione delle esportazioni di gas dipende dall’andamento dei prezzi spot. Gli importatori di gas naturale decidono se aumentare o ridurre i quantitativi dei flussi in base al prezzo. Infatti contrariamente a quel che si crede, non è la Russia a decidere quanto gas deve viaggiare nei gasdotti, bensì gli importatori. Questi ultimi decidono in base ai contratti ed alle scelte dei clienti europei.

    Dopo l’invasione dell’Ucraina il prezzo spot del gas è schizzato verso l’alto, con l’indicatore awesome oscillator che ha evidenziato una forte volatilità. Questo perché lo spot è più reattivo alle situazioni geopolitiche. Questo ha reso più conveniente la stipula di contratti di lungo periodo, che hanno innescato un aumento dei volumi e di conseguenza l’accelerazione dei flussi in arrivo proprio dopo la guerra.

    Prospettive

    Questo incremento delle esportazioni di gas russo potrebbe ripetersi anche nel mese di aprile, durante il quale i prezzi spot sui mercati otc e mercati regolamentati sono rimasti altissimi. Va ricordato che c’è stata anche la notizia dell’interruzione delle forniture a Polonia e Bulgaria per il contenzioso sul pagamento in rubli. Ciò significa che anche in questo caso sono stati incentivati i contratti di lungo periodo.

    Bisogna inoltre sottolineare come l’aumento delle esportazioni di gas russo derivi anche dalla intenzione di riempire le infrastrutture di stoccaggio, in previsione di un possibile blocco delle forniture.

  • Municipia S.p.A.: servizi più efficienti grazie al digitale, benefici per PA locale e cittadini

    L’importanza della tecnologia digitale (nelle sue forme integrate) quale "spunto" accelerativo della trasformazione dei processi nelle città: la vision di Municipia S.p.A., società del Gruppo Engineering.

    Municipia S.p.A.

    Municipia S.p.A.: servizi online per cittadini e imprese, Comuni più vicini alle persone

    Le soluzioni di Municipia S.p.A. permettono di accelerare il percorso di trasformazione digitale degli Enti locali, garantire la continuità operativa alle attività dei dipendenti comunali e la fruizione via web di cittadini e imprese: un impegno che, alla luce del contesto attuale, si configura quanto mai necessario, come spiega il presidente Stefano De Capitani sui suoi social. "L’Italia è impegnata nelle azioni volte alla ripresa socio-economica delineata dal Pnrr. In questo contesto, la Pubblica Amministrazione, con i Comuni in testa, è stata investita del ruolo di motore del rilancio del Paese, anche nei termini di competitività nell’ambito europeo", osserva il presidente di Municipia S.p.A. richiamando in merito la Relazione 2021 del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (CNEL) sui livelli e la qualità dei servizi offerti dalle Pubbliche Amministrazioni centrali e locali alle imprese e ai cittadini. "Le conclusioni appaiono positive soprattutto per la centralità con cui è inserito il tema della digitalizzazione e per la consapevolezza dimostrata riguardo all’importanza della tecnologia digitale (nelle sue forme integrate), quale spunto accelerativo della trasformazione dei processi sul territorio e in particolare nelle città": una consapevolezza che costituisce "una pietra miliare nel percorso di cambiamento della cultura del settore pubblico".

    Municipia S.p.A: accelerare il percorso di trasformazione digitale degli Enti locali, l’impegno della società

    L’applicazione dell’ICT ai servizi pubblici, come ha modo di sperimentare quotidianamente Municipia S.p.A. nei progetti che porta avanti nel Paese, permette agli Enti locali di garantire ai cittadini totale accessibilità con notevoli benefici in termini di innovazione e ammodernamento del sistema pubblico e soprattutto in ottica di maggior trasparenza e semplificazione di tutti i procedimenti amministrativi con tempi più rapidi e modalità di trasferimento dei dati più veloci e sicure. Municipia S.p.A. si muove in questa direzione al fianco di Comuni di ogni dimensione: la società del Gruppo Enginnering promuove lo sviluppo di un modello di servizio pubblico digitale circolare, in linea con una Trasformazione Digitale "end-to-end" che, oltre a migliorare la qualità della vita del cittadino, possa contribuire a produrre risparmio economico ed efficienza amministrativa per la PA locale e quindi valore per la collettività.

  • Group-IB presenta il suo compendio annuale sul ransomware

    Amsterdam, 19.05.2022 – Group-IB, uno dei leader della cybersecurity su scala globale, presenta il suo secondo compendio annuale “Ransomware Uncovered Logo_Group-IB 2021/2022” sull’evoluzione della minaccia informatica numero uno. I risultati della seconda edizione del rapporto indicano che l’ascesa dell’impero del ransomware non ha conosciuto alcuna battuta di arresto e che la richiesta media di riscatto è aumentata del 45%, fino a raggiungere 247.000 dollari nel 2021. Le gang del ransomware sono anche diventate molto più avide rispetto allo scorso anno. Ad esempio, il gruppo Hive ha richiesto il riscatto record di 240 milioni di dollari a MediaMarkt (in Italia MediaWorld). Il riscatto più elevato nel 2020 è stato di “soli” 30 milioni di dollari. Hive e la new entry della “caccia grossa” (il cosiddetto Big Game Hunting) nel 2021, Grief, sono entrati rapidamente nella top 10 delle organizzazioni criminali per numero di aziende i cui dati sono stati pubblicati su apposite piattaforme online (DLS – Data Leak Sites). Una pratica che tra il primo trimestre 2021 e il primo trimestre 2022 ha interessato i dati di 986 aziende europee vittime di attacchi ransomware. Con 148 aziende i cui dati sono stati caricati sui DLS l’Italia è al terzo posto in Europa e al quinto su scala globale.

    La catena di montaggio del ransomware

    Il nuovo compendio fa il punto sulle più recenti tattiche, tecniche e procedure (TTP) adottate dagli attori delle minacce ransomware e osservate dal team Digital Forensics e Incident Response (DFIR) di Group-IB nelle sedi dell’azienda in tutto il mondo. Oltre ai 700 attacchi esaminati nel 2021 da Group-IB nel quadro delle proprie attività di risposta agli incidenti informatici e di Cyber Threat Intelligence, il rapporto tratta anche le piattaforme online su cui vengono divulgati i dati delle vittime del ransomware (DSL = Data Leak Sites).

    Gli attacchi ransomware operati da esseri umani mantengono uno stabile margine di vantaggio nel panorama delle minacce informatiche degli ultimi tre anni. L’ascesa dei broker di accesso iniziale (IAS), descritta nell´ Hi-Tech Crime Trends di Group-IB, e la proliferazione di programmi di Ransomware-as-a-Service (RaaS) sono elementi trainanti della crescita continua delle attività ransomware. Il RaaS ha permesso ai cybercriminali inesperti di unirsi al gioco, facendo lievitare il numero delle vittime.

    Sulla base dell’analisi di oltre 700 attacchi perpetrati nel 2021, gli esperti DFIR di Group-IB hanno stimato che la richiesta media di riscatto si è attestata sui 247.000 dollari nel 2021, il 45% in più rispetto al 2020. L’accresciuta sofisticatezza del ransomware risulta chiaramente visibile dai tempi di fermo delle vittime, passati dai 18 giorni del 2020 ai 22 del 2021.

    Gli ideatori dei programmi RaaS hanno iniziato a offrire ai propri clienti non solo kit di ransomware, ma anche strumenti per l’esfiltrazione dei dati, al fine di semplificare e snellire le operazioni. Di conseguenza, la tecnica della doppia estorsione si è diffusa in modo ancora più capillare: i dati sensibili delle vittime sono stati esfiltrati per forzare il pagamento del riscatto nel 63% dei casi analizzati dal team DFIR di Group-IB. Tra il primo trimestre 2021 e il primo trimestre 2022, le gang del ransomware hanno pubblicato sui DLS i dati appartenenti ad oltre 3.500 vittime. La maggior parte delle aziende i cui dati sono stati diffusi tramite DLS nel 2021 ha sede negli Stati Uniti (1.655), 986 sono invece le aziende europee colpite.  Con 148 vittime i cui dati sono stati esfiltrati e pubblicati sui DLS, l’Italia occupa il quinto posto nella classifica mondiale e il terzo in quella europea, seguita a ruota dalla Germania con 143 aziende. La maggior parte delle organizzazioni i cui dati sono stati divulgati fa capo al settore industriale (322, di cui 28 italiane), immobiliare (305) e dei servizi professionali (256). In Italia anche il settore dei trasporti (15 aziende) e il commercio (13 aziende) risultano interessati dal fenomeno.

    Lockbit, Conti e Pysa si sono rivelate le organizzazioni più aggressive per numero di aziende i cui dati sono stati caricati sui DLS, rispettivamente 670, 640 e 186, tra cui figurano anche aziende italiane, nella fattispecie rispettivamente 45, 25 e 12 vittime. Le due new entry nel Big Game Hunting del 2021, Hive e Grief (una riedizione di DoppelPaymer), sono entrati rapidamente nella top 10 delle gang del ransomware per numero di vittime i cui dati sono stati postati sui DLS.

    Bot ingannevoli

    Nel 2021 l’abuso di server RDP esposti su Internet è stato ancora una volta il metodo più comune per l’accesso iniziale alle reti target – il 47% di tutti gli attacchi analizzati dagli esperti DFIR di Group-IB è iniziato con la compromissione di un servizio remoto esterno.

    Le E-mail di spear phishing contenenti malware comune si sono riconfermate in seconda posizione (26%). L’impiego di malware standard nelle prime fasi di un attacco ha guadagnato popolarità tra gli attori del ransomware rendendo più complicata l’attribuzione degli attacchi ransomware. Nel 2021 infatti molti bot come Emotet, Qakbot e IcedID sono stati utilizzati da più attori, mentre nel 2020 alcune tipologie di malware comune erano legate a specifiche gang. Il team DFIR di Group-IB ha ad esempio osservato che IcedID è stato impiegato da vari gruppi ransomware per assicurarsi l’accesso iniziale. Tra questi Egregor, REvil, Conti, XingLocker, RansomExx.

    In generale, numerose organizzazioni ransomware si sono affidate a tecniche abituali e strumenti legittimi durante il corso di un attacco. Malware comuni sono stati spesso utilizzati per avviare altre attività a posteriori dell’esecuzione, ad esempio il caricamento di framework come Cobalt Strike (osservato nel 57% degli attacchi).

    Altre gang ransomware si sono cimentate invece in approcci molto inusuali. Gli affiliati di REvil hanno sfruttato vulnerabilità zero-day per attaccare i clienti di Kaseya. BazarLoader, utilizzato nelle operazioni di Ryuk, è stato distribuito tramite vishing (phishing vocale). Le e-mail di phishing contenevano informazioni su “abbonamenti a pagamento”, che – secondo quanto affermato – potevano essere disdetti telefonicamente. Durante la telefonata, gli attaccanti attiravano la vittima su un sito web fasullo e fornivano istruzioni per scaricare e aprire un documento compromesso, che scaricava ed eseguiva BazarLoader.

    “A fronte delle molteplici ridenominazioni forzate dalle operazioni di polizia e della fusione delle TTP, dovuta alla costante migrazione degli affiliati da un programma Ransomware-as-a-Service (RaaS) all’altro, sta diventando sempre più difficile per i professionisti della sicurezza tenere traccia delle tattiche e degli strumenti in continua evoluzione impiegati dagli attori del ransomware”, afferma Oleg Skulkin, responsabile del team DFIR di Group-IB. “Per tenere al corrente i responsabili della cybersecurity aziendale e prepararli ad eventuali incidenti ransomware, abbiamo evidenziato le principali tendenze e i cambiamenti delle TTP sotto forma di indicazioni praticabili, mappate e organizzate secondo la matrice MITRE ATT&CK®”.

    La seconda edizione 2021/2022 del rapporto “Ransomware Uncovered” presenta quindi una matrice MITRE ATT&CK® che contiene informazioni sulle TTP impiegate più di frequente durante gli attacchi ransomware operati da esseri umani. Il nuovo compendio è scaricabile dal sito web di Group-IB.

  • Rc Auto: in Puglia premio in aumento del +5,8% ad aprile

    Se è vero che i prezzi sono ancora lontani dal periodo pre-Covid, secondo l’Osservatorio di Facile.it* da gennaio ad aprile 2022 il premio medio Rc auto in Puglia è aumentato del 5,8%, arrivando a 494,15 euro.

    La regione non solo si posiziona terza nella classifica delle aree italiane che hanno registrato gli incrementi più consistenti da gennaio ad aprile 2022, ma risulta essere anche una delle zone della Penisola, dove, lo scorso mese, sottoscrivere la polizza Rc Auto costava di più, posizionandosi sul terzo gradino del podio, dopo Campania e Calabria.

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 320.000 preventivi e relative quotazioni effettuati in Puglia e raccolti da Facile.it.

    «Nello scorso trimestre», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «i premi Rc hanno ricominciato a salire anche se, va evidenziato, nell’ultimo mese il dato è rimasto sostanzialmente stabile. È presto, però, per dire se la tendenza si sia effettivamente bloccata».

    L’andamento provinciale

    Confrontando il costo medio Rc Auto di aprile 2022 con quello di gennaio emerge come l’incremento sia stato registrato, seppur in misura differente, in tutta la Puglia.

    A guidare la classifica degli incrementi più consistenti è la provincia di Barletta-Andria-Trani, area dove i valori medi sono saliti del 7,2% rispetto a gennaio 2022, raggiungendo i 560,84 euro, seguita da Brindisi (+5,7%, 479,69 euro)

    Continuando a scorrere la graduatoria pugliese si trovano Lecce, che lo scorso mese ha registrato un aumento del premio medio del 4,9%, salito a 400,04 euro, e Taranto, dove ad aprile 2022 la tariffa media è cresciuta del 4,8%, raggiungendo i 495,02 euro.

    Chiude la classifica Bari, area che ha segnato un incremento del 2,7% (486,20 euro).

    In valori assoluti, ad aprile 2022, Foggia si è confermata la provincia più costosa della regione (premio medio 686,86 euro), Lecce la più economica.

    Garanzie accessorie

    Considerando le garanzie accessorie scelte dagli automobilisti pugliesi emerge come, tra coloro che ne hanno inserita una in fase di preventivo, la più richiesta sia stata l’assistenza stradale (58,6%).

    Seguono tra le coperture aggiuntive maggiormente richieste dai guidatori della Puglia, sia pure a grande distanza, la garanzia infortuni conducente (18,9%) e la tutela legale (14,8%).

    A seguire la tabella con il premio medio registrato in Puglia ad aprile 2022 e la variazione percentuale rispetto a gennaio 2022.

     

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 323.567 preventivi effettuati in Puglia su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 aprile 2021 e il 30 aprile 2022 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

     

  • COMUNICATO STAMPA – SiNSAY è arrivato in Italia: dal 19 aprile il brand di fashion è sbarcato nel nostro Paese

    19 maggio 2022 – Il 19 aprile SiNSAY, brand di moda amato nell’Europa centro-orientale, ha lanciato il suo e-commerce sul mercato italiano. Presente nel settore della moda da 9 anni, il brand conta oltre 520 negozi fisici in 18 paesi europei e asiatici. Allo stesso tempo, conta diversi e-commerce  disponibili in vari Paesi tra cui Germania, Grecia e Spagna.

    SiNSAY nasce nel 2013 come marchio dedicato agli adolescenti, ma oggi offre l’assortimento per tutta la famiglia. Sin dall’inizio, ha ispirato uno stile casual, offrendo ai propri clienti un’ampia gamma di prodotti in cinque categorie/reparti: donna, uomo, bambino, casa e bellezza. In SiNSAY puoi trovare non solo le tendenze per tutti, ma anche quelle più adatte a tutte le tasche.

    L’area più grande e ricca è il reparto Donna, con la sua vasta gamma di prodotti, che contempla sia i capi d’abbigliamento più basici, sia le ultime tendenze, passando per collezioni speciali, abbigliamento sportivo o comode collezioni premaman. Il reparto Uomo, invece, completa la proposta di stile del brand. Tutti i prodotti proposti in catalogo includono tendenze in corso e soddisfano le esigenze degli uomini, abbracciando/sostenendo però anche lo stile classico.

    Nella collezione Bambini puoi trovare adorabili vestiti e accessori per i più piccoli, capi colorati e funzionali e soluzioni fashion per i teenager. L’offerta comprende vari gadget, giochi didattici o multipack apprezzati dai genitori. Le collezioni per bambini comprendono anche i loro personaggi preferiti dei cartoni animati e dei film.

    Gli accessori della collezione Interior Design arricchiscono ulteriormente l’offerta del marchio. Nel reparto casa puoi trovare articoli per il soggiorno, la cucina e la sala da pranzo, la camera dei bambini o il bagno. L’ampia selezione di prodotti soddisfa le esigenze dei clienti e le ultime tendenze dell’interior design, mentre i prezzi convenienti incoraggiano l’arredamento di vari ambienti. L’ultima categoria di prodotti comprende i cosmetici nel reparto Bellezza. Qui SiNSAY offre una gamma di prodotti per il trucco e la cura della pelle, ma anche gli accessori essenziali per i tuoi rituali di bellezza preferiti.

    SiNSAY è la risposta per chi vuole soddisfare le esigenze di tutta la propria famiglia in un unico luogo. Dagli abiti alla moda, passando per gli accessori di bellezza, i cosmetici, agli accessori per la casa: tutto può essere acquistato al miglior prezzo.

    Il proprietario di SiNSAY è LPP Inc., un’azienda familiare polacca e uno dei marchi in via di sviluppo più dinamici nel settore della moda nell’Europa centrale e orientale. Da oltre 30 anni LPP Inc. opera con successo in Polonia e all’estero, distribuendo le proprie collezioni in prestigiose capitali come Londra, Helsinki o Tel Aviv.

    LPP gestisce cinque marchi di moda: Reserved, Mohito, House, Cropp e SiNSAY, le cui offerte sono disponibili nei negozi e online in quasi 40 mercati. L’azienda possiede una rete di oltre 2.200 negozi con una superficie totale superiore a 1,8 mln di mq.

    Ti invitiamo a visitare il nostro store online: https://www.sinsay.com/it/it/ e a seguire il brand sui canali social (Instagram: @sinsay_it, Facebook: @Sinsay.IT, TikTok: @sinsay, Pinterest: @sinsay).

     

    SiNSAY – Great fashion, great prices!

     

     

    Contatti Ufficio Stampa:

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    Tel.: 02.24308560 

  • Alessandro Benetton si racconta. Esce l’autobiografia “La Traiettoria”

    La bocciatura al liceo, il dissenso con la famiglia e le esperienze accumulate in anni di carriera imprenditoriale. Per la prima volta Alessandro Benetton condivide i dettagli più personali della sua vita, tra regole familiari infrante e lezioni da cui prendere ispirazione.

    Alessandro Benetton

    Alessandro Benetton: "Grazie a cadute e sbagli ho scoperto sulla mia pelle come migliorarmi"

    Dai video Youtube alla pubblicazione di un libro: un percorso ormai diffusissimo tra i giovani influencer, ma che fa notizia quando il protagonista è niente meno che Alessandro Benetton. Il fondatore di 21 Invest, nonché neo Presidente della holding di famiglia Edizione, ha infatti pubblicato la sua nuova autobiografia dal titolo "La Traiettoria". Edito da Mondadori, il libro è disponibile dal 10 maggio. A darne la notizia lo stesso imprenditore in un video sul suo canale Youtube: "Ho sempre amato scrivere – spiega – ma ho sempre rifiutato. Cosa potevo mai dire di diverso e di utile? Intorno al mio 50° compleanno qualcosa è cambiato". Due i motivi dietro la scelta di Alessandro Benetton. Il primo è strettamente connesso all’attività iniziata sui social: "Da quando ho incominciato a interagire mi sono reso conto che tante cose che davo per scontato non lo sono affatto. Spesso studenti e giovani imprenditori mi scrivono per dire che grazie alla mia esperienza hanno imparato qualcosa di nuovo. Ecco che l’idea di un libro ha iniziato ad avere un senso".

    Alessandro Benetton: "Il mio cognome un’opportunità ma allo stesso tempo un ostacolo"

    Su Youtube l’imprenditore anticipa alcuni dei passaggi della sua vita privata e professionale che finora non era mai riuscito a condividere: "Nel libro – spiega Alessandro Benettonracconto ad esempio in modo schietto di come sono stato bocciato al liceo. Una cosa che tempo fa mi faceva vergognare ma che oggi so essere stata fondamentale per trovare il mio percorso, la mia traiettoria". L’altra motivazione dietro la scelta di scrivere un’autobiografia il bisogno di fissare dei punti fermi, tra cui spicca in particolar modo il rapporto con la famiglia. "Per tanto tempo è stato complicato e, non lo nego, a volte mi ha fatto soffrire. Mio padre è un gigante dell’imprenditoria e ciò mi ha sicuramente concesso tante opportunità sia sullo studio che sul lavoro. Ma l’ombra di un gigante è molto ampia e per uscirne bisogna camminare parecchio". Fin dai primi anni il percorso imprenditoriale di Alessandro Benetton prende una strada diversa da quella degli affari di famiglia, con la fondazione di 21 Invest e l’ingresso nel private equity: "Ho sempre voluto che la gente pensasse a me prima di tutto come ‘Alessandro’. Volevo tracciare il mio percorso e l’unico modo per farlo era infrangere le regole, anche se questo voleva dire dissentire con mio padre". Fallimenti, successi, sofferenze, gioie, esperienze e persone: "Scrivere questo libro mi ha permesso di ricordarmi che cosa provavo allora, quando cercavo ancora la mia strada. E allo stesso tempo – conclude – mi ha permesso di guardare al passato con una prospettiva nuova, quella di imprenditore e di padre".

  • Rc Auto: ad aprile +3,7% rispetto a gennaio

    Se è vero che i prezzi sono ancora lontani dal periodo pre-Covid, secondo l’Osservatorio di Facile.it* da gennaio ad aprile 2022 il premio medio RC auto è aumentato del 3,7% arrivando a 443,07 euro.

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 9.100.000 preventivi e relative quotazioni raccolti da Facile.it.

    «Nello scorso trimestre», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «i premi Rc hanno ricominciato a salire anche se, va evidenziato, nell’ultimo mese il dato è rimasto sostanzialmente stabile. È presto, però, per dire se la tendenza si sia effettivamente bloccata».

    L’andamento regionale

    Confrontando il costo medio Rc Auto di aprile 2022 con quello di gennaio emerge come l’incremento non sia uguale lungo la Penisola.

    A guidare la classifica degli incrementi più consistenti è la Calabria, area dove i valori medi sono saliti del 9,1% rispetto a gennaio 2022. Seguono nella graduatoria il Molise, che ad aprile ha segnato un aumento della tariffa media pari al 6% e, staccata di un soffio, la Puglia (+5,8%).

    Campania sempre la più cara

    Guardando ai valori assoluti, la Campania si conferma essere ancora una volta la maglia nera d’Italia; nella regione, lo scorso mese, per assicurare un veicolo a quattro ruote occorrevano, in media, 798,56 euro, vale a dire l’80,2% in più rispetto alla media nazionale. Seguono sul podio delle aree più care d’Italia, ancora una volta, la Calabria, che conquista il secondo posto con un valore medio di 542,44 euro e la Puglia, sul terzo gradino con un premio medio pari a 494,15 euro.

    Se si considerano, invece, le regioni dove assicurare un veicolo costa di meno, il Friuli-Venezia Giulia si conferma essere l’area meno cara d’Italia; qui, ad aprile 2022, occorrevano, in media, 304,13 euro per sottoscrivere l’Rc Auto.

    Seguono il Trentino-Alto Adige, con una tariffa pari a 326,97 euro e la Lombardia, dove il premio medio rilevato ad aprile 2022 era pari a 342,84 euro.

    Garanzie accessorie

    Considerando le garanzie accessorie scelte dagli automobilisti emerge come, tra coloro che ne hanno inserita una in fase di preventivo, la più richiesta sia stata l’assistenza stradale (40%).

    Il dato può essere letto anche in relazione ad un parco auto che continua ad invecchiare; lo scorso mese l’età media dei veicoli italiani era pari a poco più di 11 anni e mezzo, valore in aumento rispetto a quello rilevato nello stesso periodo del 2021 (10 anni e 9 mesi).

    Seguono tra le garanzie accessorie più richieste dai guidatori italiani, sia pure a grande distanza, la copertura infortuni conducente (19%), la tutela legale (18,4%) e la garanzia furto e incendio (11%).

    Rc Auto direttamente dallo smartphone

    Le nuove tecnologie si rivelano sempre più importanti anche nel settore delle assicurazioni auto tanto è vero che, secondo una recente analisi di Facile.it, fra chi acquista la polizza Rc Auto online, più di 1 italiano su 3 (34,2%) lo fa direttamente dal proprio smartphone.

    Dallo studio, realizzato su un campione di oltre 279.000 polizze Rc Auto sottoscritte online*, emerge come la percentuale sia aumentata rispetto al periodo pre-pandemia, quando era pari a “solo” il 24,8% (Q1 2019).

     

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su oltre 9.192.315 preventivi effettuati in Italia su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 aprile  2021 e il 30 aprile 2022 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

    Analisi realizzata su un campione di oltre 279.000 polizze Rc Auto e oltre 23.800 polizze Rc Moto acquistate online su Facile.it nel corso del primo trimestre 2019 e primo trimestre 2022.

  • COMUNICATO STAMPA – Goodman Europe è il primo sviluppatore di immobili logistici con un piano di riduzione delle emissioni scope 1, 2 e 3 in linea con l’obiettivo di 1,5°c approvato da SBTi

    Milano, 17 maggio 2022 – Goodman Europe diventa il primo sviluppatore immobiliare logistico a livello mondiale a ottenere dalla Science Based Targets initiatives (SBTi) l’approvazione dei propri obiettivi volti a contenere il riscaldamento globale entro la soglia di 1,5°C e relativi alle emissioni Scope 1, 2 e 3.

    Un forte impegno, in linea con l’Accordo di Parigi e con le raccomandazioni dell’IPCC (Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico), che si concretizza nell’identificazione di obiettivi per la lotta al cambiamento climatico volutamente ambiziosi e costruiti su basi scientifiche. Tali obiettivi sono stati validati da SBTi, una partnership tra i maggiori organismi internazionali impegnati nella lotta al riscaldamento globale quali il Global Compact delle Nazioni Unite, il World Resources Institute (WRI), il World Wildlife Fund (WWF) e il Carbon Disclosure Project (CDP).

    Si tratta di un riconoscimento molto importante per Goodman, che opera in Europa, Asia, America e Oceania e ha un approccio globale alla sostenibilità. Il gruppo ha inoltre varato una Sustainability Strategy basata su obiettivi scientifici a breve e lungo termine legati ai criteri mondiali ESG che prevedono espressamente la riduzione delle emissioni di carbonio. Le altre aree di attenzione identificate da Goodman riguardano la posizione e la circolarità dei propri immobili, la promozione della biodiversità e lo sviluppo di ambienti a misura d’uomo.

     

    Gli obiettivi di Goodman verso il 2030

    Goodman Europe ha scelto di concentrarsi sulle emissioni dirette e indirette, nell’ottica di dare un apporto reale e ambizioso alla lotta contro il cambiamento climatico. Gli impegni di Goodman approvati da SBTi prendono come anno di riferimento il 2019 e riguardano la riduzione delle emissioni Scope 1, Scope 2 e Scope 3, che classificano le diverse tipologie di emissioni.

    Per i primi due ambiti, che racchiudono le emissioni generate dalle attività aziendali come i viaggi dei dipendenti e il consumo energetico degli uffici, l’obiettivo di riduzione è del 70% entro il 2030.

    Lo Scope 3, invece, rappresenta il target più impegnativo, perché riguarda tutte le altre emissioni indirette relative alle attività aziendali, come quelle legate alla costruzione e al consumo energetico degli edifici in gestione. Goodman mira a ridurre le emissioni di Scope 3 del 55% entro il 2030: un obiettivo ambizioso, considerando che queste emissioni generalmente rappresentano la grande maggioranza dell’impronta di carbonio di un’azienda.

     

    Marie Maggiordomo, Head of Innovation & Sustainability di Goodman Europe, ha dichiarato al riguardo: “Il settore immobiliare globale ha un ruolo vitale nella protezione dell’ambiente e nella salvaguardia del suo futuro. Goodman in questo vuole essere d’esempio. Definire i nostri obiettivi su basi scientifiche, concentrandoci non solo sugli Scope 1 e 2, ma anche sul più impegnativo e sfidante Scope 3 è stata un’esperienza importante e formativa che ci ha consentito di comprendere a fondo le nostre emissioni e di pensare in modo innovativo a come possiamo seriamente ridurle. Il team Goodman fin da subito è stato motivato da questi obiettivi ed è insita nel nostro DNA la voglia di realizzarli”.

     

    La strategia: misurare, ridurre e compensare

    Per raggiungere questi obiettivi, Goodman ha messo in piedi una strategia climatica basata su tre principi: misurare, ridurre e compensare.
    I primi due in particolare sono fondamentali per l’azienda. Il processo SBTi, portato avanti in collaborazione con l’azienda di consulenza ambientale CO2logic, ha permesso a Goodman di analizzare le emissioni annuali di CO e di identificare le misure di riduzione più idonee ed efficaci. Queste includono l’aumento della produzione di energia rinnovabile in loco, l’eliminazione graduale del gas naturale e l’efficientamento dei sistemi di illuminazione e di riscaldamento in tutti gli asset esistenti.

    Goodman ha, inoltre, introdotto nei contratti di locazione con i propri clienti delle clausole green, che hanno lo scopo di promuovere un impegno condiviso di sostenibilità e che ad oggi includono diverse iniziative quali l’indicazione di un sustainability manager, l’incremento di utilizzo di energie rinnovabili, la riduzione dei rifiuti e la gestione efficiente dell’acqua.

    In aggiunta, Goodman si impegna a compensare il 100% delle emissioni residue sia attraverso l’acquisto di crediti di carbonio certificati ICROA (International Carbon Reduction and Offset Alliance), che mediante azioni locali concrete volte a preservare la biodiversità e realizzate in partnership con associazioni locali e ONG. 

     

    SBTi: l’iniziativa

    Lanciata nel 2015, l’SBTi nasce per supportare le organizzazioni a definire e impegnarsi concretamente nel raggiungere obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra in linea con le raccomandazioni scientifiche più recenti, fra cui limitare il riscaldamento globale a 1,5°C al di sopra dei livelli preindustriali entro il 2050. Le società con obiettivi di sostenibilità approvati da SBTi, attualmente più di 2000 in tutto il mondo, sono tenute a riferire annualmente le emissioni generate, nonché i progressi raggiunti circa i propri obiettivi.

  • Atitech – ITA Airways, dietro l’operazione guidata da Gianni Lettieri la volontà di creare un Polo italiano

    In attesa dell’aggiudicazione del bando, Atitech ha siglato un accordo con ITA Airways sul futuro del ramo maintenance Alitalia. Gianni Lettieri: "Contratto base su cui lavorare per il futuro".

    Gianni Lettieri

    L’impegno di Gianni Lettieri: "Garantiremo priorità di servizi e alta qualità"

    Non perde tempo Atitech, che mette un altro tassello nel processo di acquisizione del ramo manutenzione Alitalia. Dopo aver presentato ad ITA Airways un’offerta vincolante, il Presidente Gianni Lettieri ha sottoscritto con la compagnia di bandiera un contratto preliminare finalizzato a identificare servizi e tariffe inerenti alle attività acquisite. La notizia è stata annunciata dallo stesso imprenditore lo scorso 14 marzo, con la MRO di Capodichino che nel frattempo attende il verdetto del bando indetto da Alitalia. Se l’operazione dovesse concludersi con successo, il contratto prevede un impegno a lungo termine basato sulle condizioni generali dello Standard Agreement (pubblicato da IATA – Edizioni 2013 e 2018), con tutte le eccezioni, deroghe e condizioni speciali indicate all’interno della normativa dettata dalla UE in materia. "La sottoscrizione di questo contratto preliminare di servizi con ITA Airways – ha dichiarato il Patron di Atitech Gianni Lettieriè la base su cui lavorare per il futuro delle due società. Atitech supporterà la compagnia con massimo impegno e professionalità garantendo priorità di servizi e alta qualità".

    Verso un Polo unico delle manutenzioni, Gianni Lettieri: "Infrastruttura strategica"

    "Atitech – prosegue – si porrà inoltre l’obiettivo di riportare a Fiumicino una platea di compagnie aeree di livello internazionale, come fatto in passato con il proprio rilancio sull’aeroporto di Capodichino". Un progetto ambizioso quello di Gianni Lettieri, che ha già ricevuto il benestare delle sigle sindacali. A febbraio la firma di un pre-accordo che prevede la collaborazione di entrambe le parti allo scopo di assicurare all’azienda un contratto pluriennale in esclusiva su tutta la manutenzione degli aeromobili. Con Atitech che, dal canto suo, si è impegnata a valorizzare i dipendenti Alitalia e salvaguardare i livelli occupazionali del settore. La creazione di un Polo unico italiano dedicato alla manutenzione aeronautica l’obiettivo finale del Presidente Atitech: "L’impegno – conclude Gianni Lettierisarà quello di dotare l’Italia di una infrastruttura strategica per le manutenzioni aeronautiche, dalla manutenzione di base alla linea, dai motori ai componenti, come esiste nei principali Paesi Europei".

  • NFT cosa sono i token non fungibili?

    Cos’è un NFT?

    Un NFT è un bene digitale da collezione. Come un oggetto da collezione fisico, gli oggetti da collezione digitali sono dimostrabili unici, autentici e posseduti, conferendogli un valore intrinseco agli occhi dei collezionisti.

    Nel caso dell’arte digitale, un NFT è un token digitale che è indissolubilmente legato all’opera d’arte utilizzando la tecnologia blockchain e include dettagli importanti sulla provenienza e l’autenticità dell’opera d’arte in un modo che non è falsificabile.

    La grafica digitale in questa forma ha diversi vantaggi chiave:

    Autenticità – L’autenticità dell’opera d’arte è pubblicamente accessibile e verificabile. Poiché queste informazioni non possono essere modificate, il creatore o il collezionista possono essere certi che l’autenticità può sempre essere dimostrata.

    Edizioni veramente limitate – L’artista ora ha la possibilità di emettere solo un numero limitato di copie firmate e autentiche della propria opera d’arte digitale, differenziandole da una copia che qualcuno potrebbe ottenere con altri mezzi.

    Proprietà – Poiché l’opera d’arte digitale è collegata a un NFT, un collezionista può ora assumerne la proprietà e conservarla in un portafoglio digitale. Il token è vendibile su qualsiasi mercato secondario online.

    Liquidità – La possibilità di vendere, scambiare o inviare l’opera d’arte a chiunque, senza alcuna restrizione stabilita da un’autorità centrale. Allo stesso modo in cui le criptovalute vengono scambiate, l’arte digitale può essere venduta e scambiata in un modo simile.

    Provenienza – La storia della proprietà dell’opera d’arte è completamente tracciata sulla blockchain. La cronologia di proprietà di una creazione influirà sul suo valore attuale e futuro, che ora è sempre disponibile online.

    Le opere in formato NFT contengono il file dell’opera digitale, la firma dell’artista, l’ora della creazione e tutte le successive transazioni relative all’opera (es. provenienza). Queste informazioni identificabili possono essere trovate nel contratto intelligente di un NFT.

    NFT e blockchain
    Le NFT esistono e sono autenticate tramite una ” blockchain “, che è un database online accessibile al pubblico non di proprietà di alcuna autorità centrale, in cui i dati non possono essere modificati. La tecnologia Blockchain fornisce il meccanismo per il quale gli NFT vengono autenticati allegando digitalmente una firma permanente e una provenienza accertata a un’opera d’arte digitale.

    La blockchain più popolare che attualmente abilita la tecnologia NFT è la blockchain di Ethereum . I token NFT su Ethereum aderiscono a uno standard chiamato: ERC-721 , dando agli NFT maggiore accessibilità e liquidità.

    Perché collezionare arte digitale abilitata per NFT?

    Ci sono diversi motivi per collezionare arte digitale abilitata per NFT:

    Mostra online : sono disponibili numerose opzioni virtuali per visualizzare le tue opere d’arte, come gallerie virtuali, mostre ed eventi che esistono online.

    Divertirsi in spazi fisici – Puoi visualizzare la tua opera d’arte NFT nel tuo spazio personale, utilizzando una cornice digitale come Meural .

    Investimento a lungo termine – Proprio come l’arte fisica, l’arte digitale è un veicolo di investimento, non correlato ad altre classi di attività. Le opere d’arte possono essere rivendute a scopo di lucro sui numerosi mercati secondari pubblici, con i collezionisti che già realizzano ritorni di 10x+ in pochi mesi.

    Sostenere le arti – L’arte digitale trascende i confini, consentendo agli artisti di raggiungere un pubblico di collezionisti globale. I proventi dell’acquisto di arte digitale vanno direttamente al sostegno degli artisti e alla creazione di un futuro per la creatività digitale.

    La gioia di collezionare – Il motivo principale per investire in un’opera d’arte, fisica o digitale, è la connessione e il fascino. Lascia che il tuo occhio e il tuo cuore ti guidino.

    Approfondimento su Nft: https://www.nftcode-it.com

  • Francesco Milleri: l’occhiale farà quello che ha fatto finora il telefono cellulare nella telefonia

    Francesco Milleri: "Se Luxottica, quattro anni fa, realizzava circa 9 miliardi di ricavi, oggi parliamo di una realtà da oltre 21 miliardi. Di una società che ha superato gli 80 miliardi di capitalizzazione e vuole arrivare ai 100. E che ha più di 180mila dipendenti nel mondo. Tutto con un solo prodotto: gli occhiali".

    Francesco Milleri

    Francesco Milleri: gli occhiali saranno i nuovi cellulari, investiamo in tecnologie di realtà aumentata

    L’Amministratore Delegato Francesco Milleri lo ha ricordato anche in una recente intervista rilasciata al "Corriere della Sera": la mission di EssilorLuxottica è "aiutare il mondo a vedere meglio, il mercato a crescere, le nostre piattaforme digitali, produttive e logistiche sono aperte a tutti". Ed è l’aumento dell’uso degli occhiali a rappresentare la prima base di crescita perché, come ha spiegato l’AD, "il bisogno di correzione, e di correzioni sempre più personalizzate" si configura sempre più in crescita. Nel futuro di EssilorLuxottica anche nuove acquisizioni mirate: "Siamo sempre alla ricerca di nuove idee da sviluppare, magari anche in mercati e settori limitrofi". Francesco Milleri ha parlato inoltre di "grossi investimenti" in tecnologie di realtà aumentata: "Pensiamo che l’occhiale farà quello che ha fatto finora il telefono cellulare nella telefonia. L’occhiale è il posto dove, attraverso le tecnologie di proiezione sulle lenti, si ascolterà, parlerà e vedrà e si interagirà con il mondo".

    Francesco Milleri: sono le azioni, non le relazioni, a trasformare il mondo

    EssilorLuxottica guarda avanti con determinazione, come emerge dalle parole dell’AD Francesco Milleri, anche grazie ai risultati registrati e ai traguardi conseguiti negli ultimi anni: "Questa non è una Luxottica semplicemente trasformata, ma un progetto imprenditoriale totalmente nuovo di cui Luxottica è stato il perno". Lo dicono i numeri, riportati nell’intervista al "Corriere della Sera" dall’AD: "Se Luxottica, quattro anni fa, realizzava circa 9 miliardi di ricavi, oggi parliamo di una realtà da oltre 21 miliardi. Di una società che ha superato gli 80 miliardi di capitalizzazione e vuole arrivare ai 100. E che ha più di 180mila dipendenti nel mondo". Il tutto "con un solo prodotto: gli occhiali", come ha sottolineato più volte Francesco Milleri: "Abbiamo 18mila negozi, quasi mezzo milione di punti vendita serviti: siamo il più grande sistema distributivo del mondo dell’ottica, e forse non solo. Allora è chiaro che questa è un’organizzazione totalmente diversa, è un’azienda nuova che si basa su tre forze fondamentali che sono le tre prime aziende del mercato: Luxottica, Essilor, GrandVision. L’insegnamento che portiamo, troppe volte sottovalutato nel nostro Paese, è che sono le azioni, e non le relazioni, a trasformare e migliorare il mondo".

  • Mutui: in Sardegna scende sotto i 40 anni l’età media dei richiedenti

    Secondo l’analisi di Facile.it e Mutui.it, nel primo trimestre dell’anno l’età media degli aspiranti mutuatari in Sardegna è scesa a poco più di 38 anni e mezzo; un cambiamento epocale se si considera che appena 12 mesi fa chi presentava domanda di finanziamento in regione aveva, sempre in media, 42 anni e mezzo. La prima casa, invece, i sardi la comprano, in media, a 36 anni e mezzo; erano 40 nel primo trimestre 2021.

    Il calo dell’età media – si legge nell’analisi realizzata su un campione oltre 4.900 richieste di mutuo raccolte in Sardegna* – è legato all’aumento dei giovani che, grazie alle agevolazioni statali, si sono rivolti ad un istituto di credito; nei primi 3 mesi dell’anno il 47% del totale delle domande di finanziamento presentate nella regione è stata firmata da un under 36, valore in netto aumento rispetto allo stesso periodo del 2021, quando la percentuale era pari al 24%.

    L’andamento provinciale

    Analizzando i valori medi regionali emerge che, nel primo trimestre 2022, gli aspiranti mutuatari sardi hanno cercato di ottenere, in media, 123.057 euro, in aumento rispetto allo scorso anno (+3,5%), mentre il valore degli immobili oggetto di mutuo è calato a 164.763 euro (-9%). Il Loan To Value (rapporto tra valore del mutuo e valore dell’immobile) è salito all’80% (era il 71% dodici mesi fa); i piani di ammortamento si sono allungati, passando da 23 a 25 anni.

    Guardando all’andamento della richiesta a livello provinciale emerge che l’area che ha registrato la crescita più importante è quella di Sassari, dove l’importo medio richiesto è salito dell’11,6%, arrivando a 127.619 euro, seguita da Oristano (+11,1%, 107.959 euro).

    Chiudono la classifica Cagliari, dove l’importo medio richiesto è in linea con il valore dello scorso anno (-0,2%, 126.235 euro), e Sud Sardegna che ha registrato un -9,1% (106.153 euro) rispetto al primo trimestre 2021.

    Mutui prima casa in aumento

    Torna a crescere in Sardegna anche la richiesta di mutui per l’acquisto della prima casa: nel primo trimestre dell’anno il 73% delle domande di finanziamento raccolte online era per questa finalità, in aumento di ben 18 punti percentuali rispetto al 2021. In media, chi si è rivolto ad un istituto di credito per comprare l’abitazione principale aveva, all’atto della firma, 36 anni e mezzo, e ha chiesto 126.435 euro da restituire in poco più di 26 anni.

    Tassi in risalita, i fissi verso il 2%

    Analizzando l’offerta bancaria emerge che questa prima parte dell’anno, anche a causa del complesso scenario internazionale, è stata caratterizzata da un aumento generalizzato dei tassi di interesse e, in particolare, di quello fisso.

    Secondo le simulazioni di Facile.it*, per un mutuo da 126.000 e LTV al 70% da restituire in 25 anni, i TAEG fissi disponibili oggi online partono dal’1,71%, con una rata mensile di 507 euro, vale a dire 41 euro in più al mese rispetto allo scorso anno (quando il Taeg partiva da 1,04% e la rata da 466 euro). Con queste condizioni, chi chiede oggi un mutuo a tasso fisso paga, per tutta la durata del finanziamento, circa 12.300 euro in più di interessi rispetto a un anno fa.

    Più stabile la situazione sul fronte dei tassi variabili, con indici che partono, per la simulazione indicata, dallo 0,82% e una rata di 461 euro. Con l’aumento degli indici fissi, il tasso variabile torna ad essere una ulteriore e valida alternativa per chi vuole sottoscrivere un mutuo.

     

     

    * L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 4.900 richieste di mutuo raccolte tramite Facile.it e Mutui.it in Sardegna nei periodi gennaio-marzo 2021 e gennaio-marzo 2022.

    Per le simulazioni sono stati considerati i tassi disponibili su Facile.it in data 5 aprile 2022 e 9 aprile 2021.

    Immagine © prima91

  • Mutui oltre il 2%. Ecco cosa cambia

    Da qualche giorno i tassi applicati ai mutui hanno ripreso a salire in maniera importante superando, nel caso di quelli indicizzati a tasso fisso, la soglia del 2%. Cosa vuol dire, in pratica, questo cambiamento? Quanto incide o inciderà sulle tasche degli italiani? Quali sono le prospettive future e come possono tutelarsi i consumatori? Ecco l’analisi di Facile.it.

    Partendo dai numeri dell’Osservatorio Facile.it – Mutui.it relativi al confronto tra aprile 2022 e aprile 2021 è emerso come, tra le principali evidenze, vi siano un cambio dell’identikit del richiedente medio – fenomeno dovuto sostanzialmente all’aumento della quota di Under 36 che ha avviato le pratiche per ottenere un mutuo –  e l’aumento del peso percentuale delle richieste di finanziamento per l’acquisto della prima casa sul totale delle domande presentate; ancora una volta, il fattore determinante per questo è l’incremento del numero di giovani richiedenti.

    Tasso fisso

    Ecco come sono cambiati, da gennaio ad oggi, i valori dell’ indice EURIRS e dei migliori Taeg offerti al cliente*:

    L’EURIRS (20 anni) è passato da 0,60 (4 gennaio 2022) a 1,97 (9 maggio 2022), mentre il tasso fisso al cliente (miglior Teag) è salito da 1,21% (gennaio 22) a 2,12% (maggio 22).

    Per chi ha già sottoscritto il mutuo a tasso fisso non cambia nulla, per chi invece deve sottoscriverlo oggi, le differenze sono importanti.

    Prendendo in considerazione un mutuo fisso di 126.000 euro da restituire in 25 anni (LTV 70%), a gennaio 2022 la rata mensile disponibile col miglior Taeg a tasso fisso era di 483 euro, mentre a maggio 2022 è arrivata a 528 euro; 45 euro in più al mese, vale a dire 13.500 euro in più di interessi per tutta la durata del finanziamento.

    Tasso variabile

    Per quanto riguarda il tasso variabile, invece, l’EURIBOR a 3 mesi è passato da -0,57 (4 gennaio 2022) a –0,40 (9 maggio 22) e i tassi proposti all’aspirante mutuatario (miglior Taeg) sono variati da 0,72% (gennaio 22) a 0,75% (maggio 22).

    Considerando anche in questo caso un mutuo di 126.000 euro da restituire in 25 anni (LTV 70%), lo scorso gennaio la rata mensile disponibile col miglior Taeg era di 456 euro, valore rimasto invariato anche a maggio.

    Il tasso variabile, quindi, torna ad essere un’alternativa interessante rispetto a quello fisso, dal momento la rata di partenza è inferiore di 72 euro.

    La grande competizione fra gli istituti di credito sta, in questo momento, mantenendo praticamente invariati i costi della migliore offerta disponibile per il cliente che deve sottoscrivere il finanziamento.

    Prospettive future

    Per i tassi fissi, guidati dall’IRS, bisogna guardare all’andamento del Bund tedesco, mentre per quelli variabili, guidati dall’Euribor, sarà determinante la politica monetaria della BCE e l’eventuale decisione di aumentare il costo del denaro.

    «In generale», dicono gli esperti di Facile.it e Mutui.it, «ci aspettiamo un incremento degli indici, ma la portata di questo sarà legata ad una serie di variabili di grande incertezza quali, ad esempio, il conflitto in Ucraina, il costo delle materie prime, il peso dell’inflazione, l’andamento dell’economia e, come detto, le decisioni della Banca Centrale Europea».

    Difficile fare previsioni sul fronte del mercato immobiliare, il primo ad essere impattato dai movimenti degli indici legati ai muti. Se da un lato l’aumento dei tassi potrebbe incidere negativamente sulla richiesta di case  – cosa che, alla lunga, potrebbe tradursi in un calo dei prezzi –  dall’altro lato va evidenziato che in momenti di instabilità come quello attuale il mattone diventa per tanti un bene rifugio, e questo potrebbe avere un effetto opposto sui prezzi. Sarà fondamentale, inoltre, guardare a come cambieranno le prospettive di crescita economica del Paese per i prossimi mesi.

     

    *Simulazioni realizzate tenendo in considerazione i migliori Taeg fissi e variabili disponibili su Facile.it in data 10 maggio 2022.

     L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 56.000 richieste raccolte da Facile.it e Mutui.it ad aprile 2021 e 2022.

  • Terna, con “Cielo Terra Mare” un viaggio virtuale nella transizione energetica

    Un percorso multisensoriale online creato per fare "immergere" i visitatori nelle attività di Terna a supporto della transizione. Stefano Donnarumma: "Un’ulteriore testimonianza della complessità del nostro impegno".

    Terna

    Terna: "Nostro obiettivo assicurare al Paese un modello di sviluppo decarbonizzato"

    "Abbiamo voluto realizzare un portale digitale immersivo nel quale raccontare, attraverso lo sviluppo di un vero e proprio ecosistema tridimensionale che va dal cielo alla terra e al mare, e far conoscere le attività e i progetti di Terna verso un futuro sostenibile e decarbonizzato". È con queste parole che lo scorso 29 aprile l’Amministratore Delegato e Direttore Generale Stefano Donnarumma ha annunciato agli azionisti il lancio di "Cielo Terra Mare", la nuova piattaforma online sviluppata internamente al Gruppo. L’obiettivo è dare risalto al ruolo centrale che l’operatore svolge nella transizione energetica italiana. Terna è infatti impegnata quotidianamente a garantire al Paese non solo l’equilibrio del sistema elettrico, ma anche e soprattutto "un nuovo modello di sviluppo decarbonizzato" incentrato sulle rinnovabili. Il portale consente ai visitatori un viaggio virtuale tra storie, progetti, dati e curiosità che hanno come comune denominatore la ricerca della sostenibilità. Ad accompagnare la user experience un’accattivante cornice in 3D corredata da suggestivi effetti sonori.

    "Cielo Terra Mare": i dettagli del nuovo portale targato Terna

    Come si può evincere dal nome, sono tre le sezioni che compongono la piattaforma immersiva presentata da Terna durante l’ultima Assemblea degli azionisti. Con "Cielo" il Gruppo vuole condividere gli strumenti creati per consultare i dati relativi al sistema elettrico nazionale. Nella sezione è possibile consultare informazioni elaborate ad esempio dalla inedita dashboard "Terna4Green", che consente di monitorare i dati italiani su produzione elettrica e relative emissioni di CO2, o dal "Trasparency Report", che invece offre accesso ai dati sul mercato dell’energia elettrica che Terna ha raccolto negli ultimi cinque anni. Per conoscere i dettagli relativi alle modalità con le quali il Gruppo realizza o ammoderna le infrastrutture elettriche nel rispetto dei territori bisogna immergersi invece nella sezione "Terra". Qui viene raccontato non solo il modello di progettazione partecipata promosso dall’operatore, ma anche le diverse indagini preventive realizzate a tutela delle aree interessate. Con "Mare" il focus si sposta sulle opere e sull’installazione dei cavi sottomarini. Protagonisti della sezione progetti come il Tyrrhenian Link e l’Adriatic Link, i nuovi elettrodotti che nei prossimi anni andranno a rafforzare lo scambio di energia tra Campania, Sicilia e Sardegna da un lato, e Marche e Abruzzo dall’altro, con l’obiettivo primario di migliorare l’integrazione delle rinnovabili prodotte nel Mezzogiorno.

  • Rc Auto: 1 italiano su 3 la compra direttamente dallo smartphone

    La polizza Rc Auto è una spesa che tutti gli automobilisti devono mettere a budget almeno una volta all’anno, ma come viene acquistata? Secondo l’analisi di Facile.it, fra chi la acquista online più di 1 italiano su 3 (34,2%) lo fa direttamente dal proprio smartphone.

    Dallo studio, realizzato su un campione di oltre 279.000 polizze Rc Auto sottoscritte online*, emerge come la percentuale sia aumentata rispetto al periodo pre-pandemia, quando era pari a “solo” il 24,8% (Q1 2019).

    «La pandemia e le restrizioni imposte hanno spinto gli italiani a digitalizzare molti processi», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «Inevitabilmente anche il mondo delle assicurazioni è stato influenzato da queste dinamiche e l’acquisto da smartphone, device che può essere utilizzato in ogni momento e luogo, è ormai una realtà anche per il settore assicurativo».

    Analizzando i dati dal punto di vista anagrafico, non stupisce notare come siano soprattutto gli individui con un’età compresa tra i 25 e i 44 anni ad utilizzare maggiormente il cellulare per rinnovare o sottoscrivere la copertura per la propria vettura (38,8%). Nonostante i 65-74enni siano i meno propensi, è interessante notare come quasi 3 italiani su 10 (28,5%) appartenenti a questa fascia anagrafica si affidino comunque al mobile per l’acquisto.

    Il fenomeno a livello regionale

    Se, come detto, a livello nazionale coloro che usano il cellulare per comprare l’Rc Auto rappresentano il 34,2% del campione, la percentuale sale fino al 37,1% in Friuli-Venezia Giulia, che si posiziona così in cima alla classifica delle regioni più propense alla sottoscrizione di una assicurazione attraverso lo smartphone. Seguono sul podio la Sardegna (36,5%) e l’Emilia-Romagna (36,2%).

    Osservatorio Rc Auto

    Ma quanto costa assicurare un veicolo a quattro ruote in Italia? Secondo i dati dell’Osservatorio Rc Auto di Facile.it*, ad aprile 2022 occorrevano, in media, 443,07 euro, valore in linea con quanto speso a marzo, ma ancora inferiore rispetto a 12 mesi fa (-2,07%).

    Guardando alle scelte degli automobilisti in materia di garanzie accessorie emerge come, tra coloro che ne hanno inserita una in fase di preventivo, la più richiesta sia stata l’assistenza stradale (40%).

    Il dato può essere letto anche in virtù di un parco auto che continua ad invecchiare; lo scorso mese l’età media dei veicoli italiani era pari a poco più di 11 anni e mezzo, valore in aumento rispetto a quello rilevato nello stesso periodo del 2021 (10 anni e 9 mesi).

    Seguono tra le garanzie accessorie più richieste, sia pure a grande distanza, la copertura infortuni conducente (19%), la tutela legale (18,4%) e la garanzia furto e incendio (11%)

    Non solo Rc Auto

    L’analisi di Facile.it non ha preso in considerazione solo la Responsabilità Civile per l’auto ma anche quella per la moto*; anche in questo caso, dallo studio realizzato su oltre 23.800 polizze Rc Moto acquistate online, emerge che nel primo trimestre del 2022 ben 1 italiano su 3 (33,9%) ha acquistato la polizza per le due ruote direttamente dal proprio cellulare; valore in aumento di 12 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2019.

     

    *Analisi realizzata su un campione di oltre 279.000 polizze Rc Auto e oltre 23.800 polizze Rc Moto acquistate online su Facile.it nel corso del primo trimestre 2019 e primo trimestre 2022.

    L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su oltre 9.192.315 preventivi effettuati in Italia su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 aprile  2021 e il 30 aprile 2022 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Banca Widiba rafforza la partnership con J.P. Morgan AM

    La prestigiosa partnership fra la banca italiana Widiba ed il colosso americano JP Morgan si rafforza ulteriormente. È stato infatti concordato un ampliamento ulteriore degli strumenti finanziari offerti ai consulenti e ai clienti di Widiba.

    Una nuova partnership per la banca

    banca widibaL’accordo riguarda la divisione del risparmio gestito del colosso statunitense JP Morgan Chase AM, che è uno dei maggiori gestori patrimoniali per i cittadini privati le istituzioni dei consulenti. L’altro attore di questa partnership è banca Widiba, nata nel 2014 nel gruppo MPS, che oggi vanta oltre 350 mila clienti e una Rete di più di 500 Consulenti Finanziari presenti su tutto il territorio.

    Il contenuto del nuovo accordo

    L’intesa raggiunta riguarda in particolar modo l’allargamento del panorama di ETF passivi che vengono già offerti da tempo da banca Widiba. La categoria di strumenti finanziari andrà ad aggiungersi alle categorie strategica Beta e ETF attivi.

    Si tratta in sostanza di una ventina di soluzioni che sono quotate prezzo la Borsa italiana sul mercato ETF plus. Rappresentano un ulteriore arricchimento della già ampia offerta di banca Widiba, che già comprendeva fondi sui mercati sviluppati ma anche Etf mercati emergenti.

    La strategia della banca

    L’ampliamento di questa partnership rientra nella strategia posta in essere da banca Widiba, finalizzata a valorizzare la consulenza globale in materia di investimenti. Tutto questo tramite il continuo aumento numerico e miglioramento qualitativo di strumenti finanziari che presentano diverse caratteristiche, nonché diversi profili di rendimento e rischio.

    Grazie a questa nuova intesa, la banca italiana rafforza la sua capacità di differenziare il portafoglio dei propri clienti, rendendoli così più efficienti.
    Per sviluppare appieno le potenzialità di questa partnership, nell’ultimo periodo oltre 500 consulenti finanziari di banca widiba hanno seguito un percorso formativo realizzato in collaborazione con il team di JP Morgan AM e i loro esperti di trading intraday, per acquisire la piena conoscenza dei nuovi prodotti che verranno offerti alla clientela.

  • Gruppobea e Galdus nella formazione. La scuola entra in azienda: lo stage abbraccia cultura e crescita professionale

    Intervista a Marcello Sottocorno, tutor formativo della scuola Galdus, Claudio Gatti, direttore generale Gruppobea Spa e Jonas Bendaou, psicologo e formatore.

    Milano, 19/04/2022 Claudio, cominciamo da lei. Gruppobea sta continuando a correre seguendo le evoluzioni del mercato. In questi mesi avete assunto ancora, attingendo dalla scuola attraverso il percorso del tirocinio curriculare e dell’apprendistato di I Livello. Una promozione scolastica, dunque, vale una assunzione?

    Sì, dopo l’esperienza positiva extracurriculare fatta con lo IED, che ci ha permesso di assumere 4 neo laureati, per la quinta volta uno studente di un istituto superiore entra nella nostra azienda attraverso un apprendistato di primo livello. Con Galdus, ma anche con altre scuole, abbiamo creato una rete divenuta una fucina formativa capace di valorizzare talenti che cresceranno giorno dopo giorno in questa famiglia.

    È una visione complessa?

    Sì. Molto. Qualche settimana fa mi è capitato di ascoltare il responsabile di una società di servizi che ha sostenuto quanto fosse difficile investire sui giovani mancanti di esperienza. Ricordo il suo tono stanco: “troppo tempo, troppi soldi, troppa energia. Troppe brutte figure.” Era tutto “troppo”, e per lui sarebbe stato meglio puntare su chi avesse avuto anni di esperienza tali da poter soddisfare il bisogno di urgenza della società per cui lavorava. È stato in quel momento che mi sono detto che non tutti sono sempre disposti a farsi travolgere dall’esperienza gravosa di una crescita, ed ho pensato che se si ha la fortuna di osservare – come è accaduto a noi – una ex stagista, ormai divenuta da 6 anni una dipendente preparatissima, entrare in commissione per valutare uno studente che ha seguito il programma di apprendistato di primo livello, si riesce a sentire addosso qualcosa di diverso: l’ebrezza di un percorso fatto con sacrificio.

    Come è andato l’esame?

    Direi benissimo. Maria si è diplomata con 100/100 e l’abbiamo appena assunta. Soprattutto, il suo tutor aziendale Mariya Chorney, con il suo lavoro di affiancamento durato 2 anni, ha dimostrato che la bellezza sta nella vicinanza, nella ricerca, nella mutualità, e nella voglia di trasferire quel che in precedenza si è appreso. È stata una grande dimostrazione di maturità, e far parte di tutto questo mi ha emozionato.

    Veniamo a lei, Marcello. Può parlarci del programma Galdus, e di come è nata la vostra collaborazione con Gruppobea?

    L’obiettivo della scuola professionale Galdus, radicata nel territorio di Milano da più di 20 anni, è aiutare gli studenti a trovare il loro posto nel mondo. La collaborazione inizia con il dialogo e il confronto. Il tema fondamentale è: di che competenze ha bisogno il mondo del lavoro, e come possiamo trasmetterle ai ragazzi per prepararli al meglio? Le risposte concrete, nate in sinergia tra Galdus e Gruppobea, sono state: incontri ed interventi formativi a scuola, curati dall’Azienda stessa, esperienze di tirocinio per toccare con mano la realtà aziendale e immergersi in una quotidianità diversa. Fino all’Apprendistato di primo livello, grazie al quale i nostri ragazzi hanno l’opportunità di raggiungere la qualifica professionale o il diploma di tecnico. Il tutto lavorando, con un contratto vero e proprio, e frequentando contemporaneamente la Scuola. Durante queste esperienze, Azienda e Scuola si confrontano costantemente, grazie a tutor scolastici dedicati, e referenti aziendali specifici per ogni ragazzo. Jonas si occupa della supervisione delle esperienze, e s’impegna in prima persona nella formazione e nell’orientamento dei ragazzi.

    Jonas, ha voglia di raccontarci di questo percorso?

    Vengo dalla Francia, paese in cui i percorsi professionalizzanti rappresentano ormai la norma. In Italia ci si sta finalmente muovendo in questa direzione, e la Regione Lombardia è molto sensibile rispetto a questo tema. Penso, però, si potrebbe e si dovrebbe fare ancora di più. Ci sono moltissimi freni culturali quando si decide di imboccare questa strada. Iniziare con uno studente mirando unicamente alle sue attitudini e non alla sua esperienza, pare davvero una odissea. Sembra tutto sia tarato per provocare tensione e fatica. Un po’ come se la logica della formazione fosse staccata da qualsiasi logica aziendale. Questo concetto distorto, però – pur causando stress – rappresenta la chiave di volta. Per comprenderlo bisognerebbe immergersi nella visione di un contadino: scavare con fatica, piantare un seme, ed essere disposti a vivere dei cicli. A guardarla così ci verrebbe in mente che, a causa della formazione, si stia togliendo del tempo a noi stessi; ma si tratta semplicemente di fasi. Difficoltose, lunghe, stressanti, non importa. Quello che conta è sapere che ogni volta saremo più elastici. Il nostro pensiero sarà più plastico, e ci convinceremo che è necessario imparare ad ascoltare, sentire, aspettare, capire altri mondi, altre visioni. E, alla fine, come in un piccolo miracolo, scopriremo di avere nel nostro giardino un albero.

    Sembra una vera e propria ricetta per la ricerca della unicità. Ricorda un po’ la sintesi del libro di Buscaglia. Vivere amare capirsi.

    Ha citato uno dei miei miti! Ho amato quel testo colmo di passione in cui la didattica è anche ricerca creativa, incentivazione della curiosità viva, capacità di mettersi in discussione. Le peculiarità di uno studente, la predisposizione e le sue attitudini, se ben veicolate e potenziate, costituiranno la grande via che fissa il passaggio tra scuola e lavoro

    Passo dopo passo.

    Esattamente. Si comincia con la predisposizione all’ascolto, condizione essenziale per settare i livelli comunicativi tra il formatore e lo studente. Si usa l’empatia per fissare i perimetri del rapporto. Poi, arrivano le istruzioni; chiare, dirette, disegnate affinché nascano domande utili alla costruzione di un apprendimento. Dagli showroom alla logistica, dall’amministrazione al marketing, Il modo che useremo per comunicare, diventerà la discriminante nel processo formativo.

    Quanto conta in tutto questo la fiducia, Claudio?

    Ha un peso enorme. La fiducia transita attraverso la comprensione e l’assimilazione delle regole necessarie per fare i primi passi in una nuova dimensione. L’aspettativa passa attraverso il metodo, ed è necessaria una prospettiva legata ai reciproci bisogni e al rispetto vicendevole. Ecco, stabilire questa progressione significa agevolare l’assimilazione di ogni attività dello studente che si sentirà libero di cavalcare la propria curiosità, consapevole che sbagliare è una grande fortuna. D’altronde, chi sbaglia, migliora.

    Marcello, nell’Apprendistato di primo livello Quanto Incide la scuola e quanto il lavoro? E come si configura un esame?

    Gli Apprendisti sono, contemporaneamente, lavoratori di Gruppobea e studenti della scuola Galdus. Trascorrono a lavoro 4 giorni a settimana, durante i quali è l’Azienda a farsi Laboratorio, e a trasmettere i contenuti tecnici della formazione. Un giorno a settimana è invece dedicato alla formazione scolastica: docenti specialisti del Progetto Apprendistato realizzano una formazione in piccoli gruppi di lavoro. I contenuti sono quelli culturali: Italiano, Inglese, Matematica, Diritto, Orientamento al Lavoro. La progettazione didattica è pensata su misura, con un forte accento sulle applicazioni pratiche e lavorative dei contenuti. L’Esame finale prevede una prova scritta per le materie di base. Per la parte tecnico-professionale, è invece prevista la presentazione di un Capolavoro: i ragazzi scelgono un processo che appartiene alla loro quotidianità in azienda, e lo mostrano alla Commissione, dimostrando il livello tecnico raggiunto. La sinergia tra il mondo del lavoro e quello della formazione scolastica negli anni si dimostra sempre più un’alchimia positiva di grande stimolo per i giovani.

    Jonas, perché scegliere uno studente con nessuna esperienza piuttosto che un professionista che viene dal settore? non è un processo troppo lungo?

    Non è solo lungo. È anche complesso, stancante fisicamente e psicologicamente. Gli studenti sono inquadrati in una zona di confort in cui tutto è ovattato; provengono spesso da aree didattiche in cui la luce del lavoro è mancante, oppure completamente distorta. Quando entrano in azienda, anche solo per uno stage, sono spaesati. La contezza relativa al mondo lavorativo è quasi nulla; la conoscenza di quanto li circonda è rarefatta. Per non parlare poi della capacità di esprimersi, spesso sporcata dalla cattiva abitudine di rapportarsi agli altri attraverso le dinamiche seriali di uno smartphone: interazioni rapide, non afferenti alla realtà. Ansia che sfocia spesso in noia e malinconia. L’empatia, così come l’uso della parola, molte volte è da cercare, sollecitare. Soprattutto in un momento complesso come questo, in cui il covid e la guerra hanno messo a dura prova la loro sicurezza, le loro certezze. Ecco perché, alcuni di loro, pur avendo seguito percorsi scolastici anche articolati, pur avendo alle spalle famiglie attente e protettive, assumono atteggiamenti di chiusura che non consentono la predisposizione a quell’ascolto e quella curiosità di cui parlavamo. Gli stagisti che arrivano qui sono smarriti, persi in un guscio che li isola dal mondo. La fatica sta proprio nella volontà di scoperchiare tutto questo. Bisogna ascoltarli, tenerli per mano, accompagnarli, introducendoli nella nuova e velocissima dimensione lavorativa. E, perché no, anche quella culturale.

    Con noi, infatti, gli studenti entrano in un circuito in cui è necessario leggere l’Ansa ogni giorno, raccontarci le notizie del mondo che hanno colpito la loro attenzione. Discutere di cosa provano, spiegare cosa hanno capito, allevando un pensiero critico. Inoltre, nel periodo istruttivo – e si spera di educarli anche per il seguito – sono invitati a registrarsi gratuitamente sul sito una parola al giorno, un bellissimo progetto online che aiuta ad ampliare la conoscenza della lingua italiana. Perché, come dicono gli ideatori: dalla qualità delle parole che conosciamo dipende la qualità dei pensieri che facciamo.

    Molto bello. Escono da un’aula per rientrare in un’aula?

    Già. L’aula più impegnativa. In fondo, la vita è una scuola che ci predispone alla crescita, e sta solo a noi decidere in che modo lo faremo. Per quanto mi riguarda, penso siano importanti le guerre puniche, ma è fondamentale anche la sperimentazione, l’innovazione didattica. La scoperta di una coscienza aziendale che attivi la scoperta e l’uso delle proprie attitudini, i talenti personali. Misurarsi in modo adeguato con le sfide della vita offre la grande opportunità di poter sbagliare. E come scrive Carol Dweck -professoressa di psicologia di Stanford – il nostro sviluppo, il modo in cui interpretiamo le difficoltà e il modo per realizzare al meglio il nostro potenziale, in fondo, è frutto di un impegno deliberato. La “mentalità” influenza il nostro modo di processare, interpretare, leggere le informazioni.

    Ecco perché sono felice quando penso agli studenti rimasti 2 anni con noi in apprendistato di 1 livello: Maria, Veronica, Mario, Alessio, Lorenzo, entrati tutti per la pima volta nella nostra azienda con gli occhi sgranati, la paura sul volto e le braccia conserte. Avevano un programma da seguire, lezioni da fare a scuola. Esami su esami. Aula e lavoro. Molti di loro, una gestione di una vita familiare non facile. Ed ora che hanno terminato l’ultimo anno in Galdus, sono entrati nel nostro universo fatto di rapporti, gestione dello stress, consapevolezza, mentalità dinamica, formazione, merceologica costante e – perché no – in un mondo fatto di libri che la neo assunta Maria ha imparato a rubare dal mio ufficio, rendendomi felice. Perché la cultura non dovrebbe mai avere un prezzo.

  • Beni Preziosi Quali Sono Quelli che Valgono Davvero

    I beni preziosi sono quelli oggetti che non solo hanno un costo elevato ma anche quelli che mantengono il proprio valore nel tempo.
    Ci sono oggetti che pur costando molto tendono a perdere di valore in modo veloce, questi li possiamo considerar come beni di lusso ma non preziosi.
    Tra i beni preziosi più sicuri ci sono sicuramente gli oggetti in oro che mantengono il proprio valore in virtù del metallo prezioso con cui sono stati realizzati.
    Oltre agli oggetti in oro ci sono oggetti che mantengono il proprio valore come nel caso degli orologi di lusso come i Rolex.
    La conferma del valore di questi oggetti è confermato dal fatto che possano essere facilmente vendibili ad attività come questo compro oro Firenze.
    Altre tipologie di oggetti preziosi sono le pietre preziose anche queste seppur relegate ad un mercato più di nicchia sono oggetti che mantengono il valore nel tempo nei casi di pietre pure e senza difetti.
    Il bene prezioso più diffuso rimane comunque il prezioso metallo giallo che viene utilizzato non solo da privati ma anche dalle stesse banche centrali degli stati che le conservano gelosamente all’interno di caveau super sicuri.
    Altri beni come gli orologi Rolex o i diamanti sono più adatti per investimenti privati che fanno riferimento a mercati di nicchia composti da collezionisti privati.
    Tra gli oggetti non possiamo non dimenticarsi degli oggetti di antiquariato che rappresentano un mercato con clienti ricche e appassionati disposti a pagare cifre stratosferiche per opere d’arte prestigiose.
    Sicuramente gli oggetti di antiquariato rappresentano un mercato che non possiamo elencare come semplice per i non addetti ai lavori in quanto è necessaria una profonda conoscenza non solo tecnica ma anche dalle dinamiche commerciali del settore.
    I beni preziosi in sostanza rimangono utili fonti di investimento alterntive ai mercati finanziari che soprattutto negli ultimi decenni hanno deluso un numero sempre maggiore di investitori.

  • Mutui: in Veneto scende sotto i 40 anni l’età media dei richiedenti

    Secondo l’analisi di Facile.it e Mutui.it, nel primo trimestre dell’anno l’età media degli aspiranti mutuatari in Veneto è scesa a 36 anni e mezzo; un cambiamento epocale se si considera che appena 12 mesi fa chi presentava domanda di finanziamento in regione aveva, sempre in media, poco più di 40 anni. La prima casa, invece, i veneti la comprano, in media, a quasi 35 anni; erano più di 38 e mezzo nel primo trimestre 2021.

    Il calo dell’età media – si legge nell’analisi realizzata su un campione oltre 14.500 richieste di mutuo raccolte in Veneto* – è legato all’aumento dei giovani che, grazie alle agevolazioni statali, si sono rivolti ad un istituto di credito; nei primi 3 mesi dell’anno il 57% del totale delle domande di finanziamento presentate nella regione è stata firmata da un under 36, valore in netto aumento rispetto allo stesso periodo del 2021, quando la percentuale era pari al 36%.

    L’andamento provinciale

    Analizzando i valori medi regionali emerge che, nel primo trimestre 2022, gli aspiranti mutuatari veneti hanno cercato di ottenere, in media, 138.321 euro, in aumento rispetto allo scorso anno (+3,6%), mentre il valore degli immobili oggetto di mutuo è calato a 185.571 euro (-7,7%). Il Loan To Value (rapporto tra valore del mutuo e valore dell’immobile) è salito all’80% (era il 71% dodici mesi fa); i piani di ammortamento si sono allungati, passando da quasi 23 a più di 25 anni e mezzo.

    Guardando all’andamento della richiesta a livello provinciale emerge che l’area che ha registrato la crescita più importante è quella di Treviso, dove l’importo medio richiesto è salito del 6,3%, arrivando a 139.038 euro, seguita da Padova (+5,5%, 139.778 euro).

    Continuando a scorrere la graduatoria veneta si posizionano Vicenza, che ha registrato un +4,7% (128.208 euro) rispetto al 2021, Venezia (+3,7%, 138.552 euro) e Verona, dove la cifra media è in lievissimo aumento rispetto a quanto richiesto lo scorso anno (+0,8%, 146.289 euro).

    Valori in calo, invece, per la provincia di Rovigo (-4,6%, 112.917 euro) e quella di Belluno, dove l’importo medio richiesto nel primo trimestre 2022, pari a 132.300 euro, è diminuito del 7,4%.

    Mutui prima casa in aumento

    Torna a crescere in Veneto anche la richiesta di mutui per l’acquisto della prima casa: nel primo trimestre dell’anno il 78% delle domande di finanziamento raccolte online era per questa finalità, in aumento di ben 14 punti percentuali rispetto al 2021. In media, chi si è rivolto ad un istituto di credito per comprare l’abitazione principale aveva, all’atto della firma, quasi 35 anni, e ha chiesto 142.591 euro da restituire in 25 anni e mezzo.

    Tassi in risalita, i fissi verso il 2%

    Analizzando l’offerta bancaria emerge che questa prima parte dell’anno, anche a causa del complesso scenario internazionale, è stata caratterizzata da un aumento generalizzato dei tassi di interesse e, in particolare, di quello fisso.

    Secondo le simulazioni di Facile.it*, per un mutuo da 126.000 e LTV al 70% da restituire in 25 anni, i TAEG fissi disponibili oggi online partono dal’1,71%, con una rata mensile di 507 euro, vale a dire 41 euro in più al mese rispetto allo scorso anno (quando il Taeg partiva da 1,04% e la rata da 466 euro). Con queste condizioni, chi chiede oggi un mutuo a tasso fisso paga, per tutta la durata del finanziamento, circa 12.300 euro in più di interessi rispetto a un anno fa.

    Più stabile la situazione sul fronte dei tassi variabili, con indici che partono, per la simulazione indicata, dallo 0,82% e una rata di 461 euro. Con l’aumento degli indici fissi, il tasso variabile torna ad essere una ulteriore e valida alternativa per chi vuole sottoscrivere un mutuo.

     

    * L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 14.500 richieste di mutuo raccolte tramite Facile.it e Mutui.it in Veneto nei periodi gennaio-marzo 2021 e gennaio-marzo 2022.

    Per le simulazioni sono stati considerati i tassi disponibili su Facile.it in data 5 aprile 2022 e 9 aprile 2021.

  • Acquisti in GDO e disponibilità a scaffale: gli effetti di due anni di discontinuità sui trend di sell-out e di out-of-stock

    Archiviata la discontinuità del 2020, migliorano i driver di performance della GDO: l’out-of-stock scende al 3,5% e le vendite perse dal largo consumo confezionato al 4,7%. Ma tra pressioni inflattive, tensioni di filiera e mutati comportamenti di acquisto, cosa aspettarsi? Le risposte nel workshop online organizzato oggi da GS1 Italy, in ambito ECR e in collaborazione con IRI.

    Tra pandemia e dinamiche inflattive, cos’è cambiato nel comportamento d’acquisto degli italiani, in termini di canali distributivi e categorie di prodotto? E come si sono trasformati i KPI di vendita e di out-of-stock nel breve e nel lungo periodo? Sono le domande a cui GS1 Italy, in ambito ECR e in collaborazione con IRI, ha voluto rispondere oggi nel corso del workshop online “Due anni di discontinuità: gli effetti nelle dinamiche di sell-out e di out-of-stock”, organizzato nell’ambito dell’Optimal shelf availability (OSA), un progetto che studia, misura e analizza il fenomeno dell’out-of-stock, per identificare soluzioni strategiche e collaborative, condivise da produttori e distributori, che aiutino a migliorare il livello di disponibilità dei prodotti sugli scaffali e a soddisfare, quindi, il consumatore.

    Con gli interventi di Ilaria Archientini, ECR project manager di GS1 Italy, e di Marco Colombo, operations e product management director di IRI, l’incontro è partito dall’analisi dei dati giornalieri dei canali di vendita moderna per metterne a fuoco gli elementi di continuità e quelli testimoni dei cambiamenti in atto, e per identificare le dinamiche nelle varie categorie merceologiche, anche alla luce delle pressioni inflattive, delle tensioni lungo la filiera e dei nuovi comportamenti di acquisto, determinati sia dall’incertezza del contesto sia da fenomeni diventati strutturali, come lo smart working.

    Delineata l’evoluzione di scenario, il focus è poi passato ai driver di performance nel punto vendita, con l’obiettivo di comprendere il nuovo ruolo rivestito da assortimento, promozione, prezzo e out-of-stock per le performance dei retailer e dei produttori.

    «Nel 2021 è ricominciato il trend verso la maggiore efficienza dell’out-of-stock, che si era interrotto bruscamente nel 2020 anche a causa delle difficoltà nella catena di approvvigionamento e degli acquisti dei beni di prima necessità a punto vendita, superiori rispetto alle vendite attese» ha spiegato Ilaria Archientini. «Nell’arco di un anno il tasso di out-of-stock si è ridotto dello 0,4%, scendendo nel 2021 al 3,5%. Anche in termini di impatto economico, l’anno scorso è ripresa la tendenza migliorativa che si era registrata tra 2017 e 2019, e il dato delle vendite perse nel largo consumo confezionato si è attestato al 4,7% contro il 5,1% del 2020. Quindi, il rapporto tasso di out-of-stock e vendite perse è stato pari a 1,47».

    Per approfondimenti, i materiali del workshop online “Due anni di discontinuità: gli effetti nelle dinamiche di sell-out e di out-of-stock” sono disponibili sul sito di GS1 Italy.

    Prossimo appuntamento con i workshop OSA, martedì 12 ottobre 2022, online dalle 14:30 alle 15:30, con “Largo consumo confezionato: evoluzione tra le rivoluzioni”.

    Maggiori informazioni sull’Optimal shelf availability sono disponibili sul sito di GS1 Italy e Logistica collaborativa.

  • Municipia S.p.A.: Smart Land, focus sul progetto avviato nel nord Italia

    Smart Land per uno sviluppo integrato sostenibile e il potenziamento dei servizi: l’impegno di Municipia S.p.A. nel progetto che coinvolge alcuni Comuni di una zona omogenea del nord Italia.

    Municipia S.p.A.

    Municipia S.p.A.: Smart Land nel nord Italia, i dettagli del progetto

    Da Smart City a Smart Land. È la direzione in cui stanno andando alcuni Comuni di una zona omogenea del nord Italia che, supportati in questo percorso da Municipia S.p.A. e dai suoi partner, hanno avviato la fase di fattibilità di un progetto territoriale integrato per la creazione di piani di sviluppo sostenibile delle infrastrutture e il potenziamento di servizi in ambito sociale, sociosanitario, economico, urbanistico e ambientale. Il modello si sviluppa a partire dall’unione delle diverse esigenze dei territori: non a caso i Comuni hanno condotto un censimento che ha permesso di inquadrare necessità, dimensioni, dinamiche, tempistiche e livello di coesione del territorio. Dall’elaborazione dei dati raccolti è derivata una classificazione di oltre 100 progetti, raggruppati in una matrice funzionale e divisi tra sei grandi "corridoi tematici": Mobilità, Acqua, Efficienza Energetica, Sviluppo del territorio e rigenerazione, Qualità della vita e Digitalizzazione. E qui entra in campo Municipia S.p.A. che, nell’ottica di proporsi a supporto degli Enti coinvolti nell’attuazione dell’intero programma, ha presentato un project financing: la società del Gruppo Engineering insieme ai suoi partner si pone quindi come soggetto "acceleratore" nel garantire l’attuazione dei progetti strategici, diventando l’anello di congiunzione tra la visione strategica dei Comuni e l’attuazione "in campo" dei progetti stessi. Il project financing prevede nello specifico che sia la società a realizzare e gestire un’infrastruttura tecnologica e di raccolta dati trasversali a ogni progetto.

    Smart Land: il progetto nelle parole del presidente di Municipia S.p.A. Stefano De Capitani

    "Parlando di digitalizzazione è immediato tradurre il concetto di Smart City in Smart Land, interpretando "land" come insieme di piccole comunità di uno stesso territorio": parlando sui suoi profili social del progetto in cui Municipia S.p.A. è impegnata, il presidente Stefano De Capitani ne ha sottolineato il valore. "Il modello per la rigenerazione e il collegamento delle aree territoriali è analogo nei due contesti: passa dalla concertazione dei temi smart (creazione di nuovi servizi per la cittadinanza, connessione di rete efficace, progettazione integrata di uno sviluppo sostenibile, inclusione e coesione sociali) attraverso infrastrutture digitali", ha spiegato il presidente Stefano De Capitani evidenziando come nell’attuazione di progetti di questo tipo, i piccoli Comuni possano essere affiancati "da un interprete privato nel ruolo di advisoring e proponente di operazioni di project financing, con una funzione di attivazione del processo che, coniugandosi alla visione strategica del settore pubblico, porta a un risultato finale tangibile". Ed è proprio grazie a Municipia S.p.A. e ai suoi partner, come ha ricordato il presidente della società del Gruppo Engineering, che progetti di Smart Land sono stati avviati "nel Nord Italia dove alcune amministrazioni locali hanno visto il vantaggio della partnership pubblico-privato per l’accelerazione dei programmi di sviluppo e di valorizzazione del proprio territorio".

  • Perché Si Paragona l’Oro ai Bitcoin ?

    Perché si paragona l’oro ai bitcoin non è un fatto che trova fondamenta nel reale ruolo di questi due beni che sono utilizzati anche come metodo di investimento.
    In economia per oro si intende un bene prezioso in grado di mantenere il proprio valore anche di fronte alle crisi economiche e non più profonde.
    Per questa caratteristica l’oro è universalmente riconosciuto come il bene rifugio più affidabile in assoluto tanto da essere utilizzato come riserva finanziaria dagli stessi stati che lo conservano gelosamente nei caveau delle banche centrali.
    L’oro può essere facilmente monetizzato anche sotto forma di oro fisico recandosi in attività come questo compro oro Firenze.
    Per queste caratteristiche paragonare l’oro ai bitcoin non può che essere considerato almeno allo stato attuale delle cose come una semplice strategia di marketing.
    Il Bitcoin nasce in origine come moneta digitale, un metodo di pagamento che non dipende da alcun sistema valutario ma si regge su una struttura che permette il pagamento diretto senza intermediari.
    In realtà questo ruolo dell’oro ad oggi appare molto limitato per quanto riguarda l’acquisto della maggioranza dei beni e dei servizi in vendita nella economia attuale.
    AL posto di un sistema di pagamento autonomo i bitcoin sono divenuti un asset di investimento per un numero crescente di investitori che hanno affidato i loro soldi attratti soprattutto dalle potenziali plusvalenze.
    Il bitcoin è salito agli onori della cronaca per i suoi rialzi record che in pochi giorni lo fanno hanno fatto arrivare a cifre da capogiro.
    Allo stesso modo hanno fatto altrettanto scalpore anche gli improvvisi crolli di valore che possono essere repentini tanto quanto i rialzi.
    Da questo si può facilmente evincere quanto le caratteristiche dei bitcoin differiscano da quelle dell’oro.
    Alcuni analisti per sostenere il contrario provano a fare paralleli tra l’andamento del valore di questi due beni, in realtà anche queste tesi pur rimanendo tutte da verificare sono comunque allo stato attuale improprie in quanto la criptovaluta esiste da poco più di un decennio un lasso di tempo troppo breve per potere essere paragonato all’andamento della quotazione oro che vanta un storia millenaria.

  • Imprese, l’Italia sta costruendo un mercato delle PMI quotate di livello europeo

    Le imprese italiane che decidono di quotarsi in borsa rimangono ancora poche rispetto al totale. Tuttavia l’esperienza del mercato Euronext Growth Milan (già AIM Italia) ha vissuto negli ultimi anni una crescita senza precedenti.

    Infatti nel quinquennio 2017-2021 ci sono state bene 146 IPO. Una trentina l’anno in media. Ma la cosa più importante è che per larga parte si tratta di piccole e medie imprese (circa l’80%). Il totale delle società quotate è così salito a 176, per una capitalizzazione complessiva di 11,4 miliardi di euro.

    Il mercato EGM e le imprese

    imprese borsa egmIl fatto che siano state coinvolte nel mercato dei capitali le piccole realtà è molto importante. Bisogna infatti ricordare che l’Italia è caratterizzata da un tessuto imprenditoriale ricchissimo, ma quasi totalmente composto da entità di piccole se non piccolissime dimensioni.
    In larga parte sono soggetti imprenditoriali che non potrebbero quotarsi, ma spesso anche a coloro che potrebbero sfuggono i benefici della quotazione.

    Cambio di prospettiva culturale

    Va rimarcato che il processo di quotazione non è soltanto un fatto finanziario, è una vera e propria svolta culturale. Chi decide di compiere questo passo deve imparare a ragionare come si fa nelle aziende più famose: cambiare l’approccio alla governance, al presidio sui sistemi di reporting e di trasparenza, e imparare a gestire il dialogo con gli investitori.

    La spinta delle istituzioni

    La spinta alla quotazione in Borsa è arrivata grazie a una serie di provvedimenti legislativi incentivanti, come il Decreto Incentivi PMI, il Bonus IPO (credito d’imposta sui costi di quotazione) e il lancio dei PIR.
    E’ stato particolarmente importante il Bonus IPO, perché ha alimentato un circolo virtuoso e ha fatto da volano alla crescita delle richieste di quotazione. Sono segnali operativi affidabili da parte delle istituzioni, e dei quali si sentiva il bisogno, per alimentare il mercato dei capitali in Italia (che ricordiamo, produce effetti positivi su occupazione e PIL).

    L’Italia sta così pian piano colmando l’enorme divario rispetto agli Paesi europei. Oggi le PMI scelgono la Borsa per accelerare il proprio progetto di crescita, avendo compreso che non è solo una modalità nuova per raccogliere capitale, ma soprattutto in modo per favorire il finanziamento di progetti innovativi.

  • L’AD di Italgas Paolo Gallo sulle alternative al gas russo

    L’Amministratore Delegato di Italgas è stato ospite della trasmissione "Radio Anch’io" su Rai Radio 1 in cui si è parlato della questione dell’approvvigionamento del gas: secondo Paolo Gallo il biometano potrebbe rappresentare la soluzione per uscire dalla dipendenza russa.

    Paolo Gallo

    Paolo Gallo: le alternative al gas russo

    Il problema della dipendenza dell’Italia dal gas di Mosca è bello grande: si stima che circa il 40% del gas usato dagli italiani provenga dalla Russia. La percentuale si avvicina alla media europea che si attesta attorno al 45%. In molti si chiedono se esiste davvero una via d’uscita o se l’Italia sarà costretta a sottostare a ciò che decide il Cremlino. Paolo Gallo, AD di Italgas, ammette che il Paese si trova in una situazione di "forte dipendenza dalla Russia", al contempo però c’è anche "una molteplicità di fonti di approvvigionamento alternative su cui si sta lavorando per riuscire a sostituire il gas russo con maggiori quote di gas da importare via tubo o sotto forma di Gnl". C’è da dire poi che "abbiamo tre terminali di rigassificazione che, al momento, non sono saturi e possono accogliere rifornimenti incrementati; abbiamo inoltre due terminali già autorizzati che, se costruiti, potrebbero portare fino a 20 miliardi di metri cubi in più di metano", ha aggiunto l’AD. In questa situazione sembra assumere un ruolo sempre più strategico il biometano.

    Paolo Gallo: i vantaggi del biometano

    Il biometano, un combustibile ottenuto dalla purificazione del biogas, è una fonte rinnovabile con emissioni di CO2 quasi pari a zero e, sottolinea l’AD di Italgas, "ha un ruolo determinante in questo percorso di emancipazione dal gas russo". "È stato calcolato – spiega Paolo Galloche la produzione in Italia può raggiungere gli 8 miliardi di metri cubi l’anno che corrisponde alla capacità di un impianto di rigassificazione di grandi dimensioni". Per questo motivo converrebbe stimolarne la produzione che attualmente ammonta solo a mezzo miliardo circa di metri cubi l’anno. "Possiamo aumentare questa produzione di quasi 20 volte, – continua – risolvendo anche gran parte del problema dei rifiuti". C’è però un ostacolo da superare: i tempi delle autorizzazioni. L’AD riporta che "al momento in Italia ci sono 50 impianti in attesa di autorizzazione, iter che spesso dura più di quanto necessario per l’effettiva costruzione dell’impianto". Affinché la soluzione del biometano funzioni, quindi, i tempi andrebbero senz’altro velocizzati.

  • Mutui: in Lombardia scende sotto i 40 anni l’età media dei richiedenti

    Secondo l’analisi di Facile.it e Mutui.it, nel primo trimestre dell’anno l’età media degli aspiranti mutuatari in Lombardia è scesa a 36 anni e mezzo; un cambiamento epocale se si considera che appena 12 mesi fa chi presentava domanda di finanziamento in regione aveva, sempre in media, circa 40 anni. La prima casa, invece, i lombardi la comprano, in media, a quasi 35 anni; erano 38 nel primo trimestre 2021.

    Il calo dell’età media – si legge nell’analisi realizzata su un campione oltre 46.300 richieste di mutuo raccolte in Lombardia* – è legato all’aumento dei giovani che, grazie alle agevolazioni statali, si sono rivolti ad un istituto di credito; nei primi 3 mesi dell’anno il 57% del totale delle domande di finanziamento presentate nella regione è stata firmata da un under 36, valore in netto aumento rispetto allo stesso periodo del 2021, quando la percentuale era pari al 37%.

    L’andamento provinciale

    Analizzando i valori medi regionali emerge che, nel primo trimestre 2022, gli aspiranti mutuatari lombardi hanno cercato di ottenere, in media, 156.210 euro, in leggero aumento rispetto allo scorso anno (+1,8%), mentre il valore degli immobili oggetto di mutuo è calato a 214.038 euro (-9%). Il Loan To Value (rapporto tra valore del mutuo e valore dell’immobile) è salito al 79% (era il 70% dodici mesi fa); i piani di ammortamento si sono allungati, passando da 23 anni e mezzo a poco più di 25.

    Guardando all’andamento della richiesta a livello provinciale emerge che l’area che ha registrato la crescita più importante è quella di Pavia, dove l’importo medio richiesto è salito dell’11,5%, arrivando a 129.791 euro, seguita da Lecco (+5,1%, 134.396 euro), Varese (+1,9%, 143.942 euro) e Monza e Brianza (+1,8%, 145.415 euro).

    Continuando a scorrere la graduatoria lombarda si posizionano Bergamo (+1,7%, 138.037 euro), Cremona (+1,4%, 125.419 euro) e le province di Milano e Brescia, dove l’importo medio richiesto nel primo trimestre 2022 è aumentato, in entrambe, dell’1,2%, raggiungendo, rispettivamente, 173.912 euro e 140.028 euro.

    Chiudono la classifica Lodi, dove la cifra media richiesta è stata in linea con quella dello scorso anno (+0,1%, 123.675 euro) e Como, unica area lombarda che ha registrato un calo rispetto al 2021 (-2,5%, 159.322 euro).

    Mutui prima casa in aumento

    Torna a crescere in Lombardia anche la richiesta di mutui per l’acquisto della prima casa: nel primo trimestre dell’anno il 79% delle domande di finanziamento raccolte online era per questa finalità, in aumento di ben 17 punti percentuali rispetto al 2021. In media, chi si è rivolto ad un istituto di credito per comprare l’abitazione principale aveva, all’atto della firma, quasi 35 anni, e ha chiesto 160.597 euro da restituire in poco più di 26 anni.

    Tassi in risalita, i fissi verso il 2%

    Analizzando l’offerta bancaria emerge che questa prima parte dell’anno, anche a causa del complesso scenario internazionale, è stata caratterizzata da un aumento generalizzato dei tassi di interesse e, in particolare, di quello fisso.

    Secondo le simulazioni di Facile.it*, per un mutuo da 126.000 e LTV al 70% da restituire in 25 anni, i TAEG fissi disponibili oggi online partono dal’1,71%, con una rata mensile di 507 euro, vale a dire 41 euro in più al mese rispetto allo scorso anno (quando il Taeg partiva da 1,04% e la rata da 466 euro). Con queste condizioni, chi chiede oggi un mutuo a tasso fisso paga, per tutta la durata del finanziamento, circa 12.300 euro in più di interessi rispetto a un anno fa.

    Più stabile la situazione sul fronte dei tassi variabili, con indici che partono, per la simulazione indicata, dallo 0,82% e una rata di 461 euro. Con l’aumento degli indici fissi, il tasso variabile torna ad essere una ulteriore e valida alternativa per chi vuole sottoscrivere un mutuo.

     

    * L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 46.300 richieste di mutuo raccolte tramite Facile.it e Mutui.it in Lombardia nei periodi gennaio-marzo 2021 e gennaio-marzo 2022.

    Per le simulazioni sono stati considerati i tassi disponibili su Facile.it in data 5 aprile 2022 e 9 aprile 2021.