Categoria: Economia e Finanza

  • Ares Ambiente e il suo rigido codice etico

    Ares Ambiente opera seguendo rigorosamente un codice etico che promuove valori quali legalità, trasparenza e rispetto per l’ambiente.

    Ares Ambiente

    Ares Ambiente: codice etico e legalità

    L’attività di Ares Ambiente viene svolta seguendo una serie di principi e comportamenti che possono essere racchiusi in un codice etico, osservato da tutti coloro che operano al suo interno ed il cui rispetto è considerato indispensabile e decisivo. Per l’azienda è fondamentale adoperare una politica efficace dal punto di vista della prevenzione del rischio-reato, trasmettere affidabilità e mantenere alta la reputazione della società. Il modello di organizzazione e gestione adottato dall’azienda le permette di garantire condizioni di correttezza e trasparenza nella conduzione degli affari e delle attività locali. Correttezza, lealtà, integrità e trasparenza sono i valori alla base dell’operato di Ares Ambiente, che intende diffondere tramite il codice etico. L’azienda è anche iscritta all’elenco dei fornitori e dei lavoratori non soggetti a tentata infiltrazione mafiosa della prefettura di Bergamo e ha ottenuto il punteggio massimo nel Rating di Legalità concesso dall’AGCM.

    La responsabilità sociale in Ares Ambiente

    Ares Ambiente è orientata verso un continuo miglioramento delle prestazioni, motivo per il quale si sottopone con frequenza alla verifica di soggetti terzi per certificare il rispetto delle normative e la capacità di soddisfare appieno le richieste e le aspettative dei clienti. L’azienda è in possesso di diverse certificazioni: tra queste la UNI ISO 45001:2018, la quale consente di attuare un sistema di gestione della salute e della sicurezza sul lavoro che aiuta a gestire meglio i rischi e a migliorare le performance mediante la creazione e l’attuazione di politiche ed obiettivi efficaci. L’azienda si propone inoltre di migliorare la consapevolezza e il coinvolgimento nei confronti dell’ambiente e dell’ecosostenibilità di tutti gli operatori interni ed esterni ad Ares Ambiente, dai dipendenti ai fornitori e ai clienti.

  • Attilio Mazzilli: il fintech continua a registrare un trend positivo

    Lo studio legale Orrick, presso cui Attilio Mazzilli è partner responsabile del Tech Group Italiano e membro dell’International Technology Companies Group, ha gestito tra il 2021 e il 2022 un alto numero di transazioni nel fintech. Segno che il settore vive ancora un momento di forte espansione, nonostante la crisi.

    Attilio Mazzilli

    Attilio Mazzilli: trend in crescita nel fintech

    “Start up” riporta che nel primo semestre di quest’anno sono stati investiti circa 996 milioni di euro nel settore. L’anno precedente l’investimento ammontava a oltre 100 miliardi di dollari, tre volte la cifra del 2020. à, avvocato partner responsabile del Tech Group Italiano e membro dell’International Technology Companies Group di Orrick, riferisce che il suo studio ha gestito oltre 500 transazioni solo nel 2021, arrivando ad un totale di 20 miliardi di dollari. Quest’anno si è occupato nel primo semestre di otto round nel fintech, superando così gli 850 milioni di euro. Al centro dell’attenzione degli investitori non ci sono solo le fintech unicorno come Satispay. “L’interesse resta alto per diversi settori, dal payment all’insurtech, oltre alle società cosiddette regtech, ovvero coloro che applicano le innovazioni tecnologiche al settore regolatorio, come pure sul welltech e sulle società che si occupano di blockchain”, ha affermato Attilio Mazzilli.

    Le previsioni di Attilio Mazzilli sul prossimo futuro

    La tendenza emersa lo scorso anno è stata la competizione tra gli investitori per i deal migliori vista l’alta liquidità in circolazione. Anche nel 2022 i fondi hanno continuato ad avere importanti liquidità da investire e non sembrano esserci segnali di cambiamento nonostante le incertezze economiche”, ha spiegato il Partner di Orrick. Ci sono diverse fintech nuove di zecca che stanno attirando molto interesse. Parliamo ad esempio di Bkn301, la società nata dall’acquisizione degli assets dell’ex Istituto di Pagamento della Repubblica di San Marino, che punta a diventare un operatore di riferimento nell’open banking e nei pagamenti digitali. Anche Wallife sta riscuotendo un discreto successo. Di recente ha infatti chiuso un round di investimenti da 12 milioni. Ciò non toglie che a breve il settore potrebbe risentire, anche se in minima parte, della crisi. “Nel primo semestre si sono chiuse operazioni che erano state preparate prima ma nella seconda parte dell’anno si potrebbe registrare una frenata che potrebbe arrivare a superare il 10% per operazioni che appaiono inevitabilmente più rischiose”, ha riconosciuto Attilio Mazzilli.

  • Bollette gas: oltre 1.750 euro nel 2022, +54% sul 2021

    Dopo la tregua di ottobre torna a crescere il prezzo del gas tanto è vero che a novembre, secondo le simulazioni di Facile.it, una famiglia tipo* con un contratto di fornitura nel mercato tutelato dovrà mettere a budget ben 143 euro per la sola bolletta del gas, il 26% in più rispetto allo scorso anno. Il dato emerge dall’analisi realizzata dal comparatore tenendo in considerazione le nuove tariffe comunicate dall’Autorità relative al mese di novembre 2022.

    Se i prezzi dovessero rimanere su questi livelli fino alla fine dell’anno – si legge nella nota di Facile.it – la spesa complessiva 2022 per il gas per una famiglia tipo nel mercato tutelato sarà di superiore ai 1.750 euro, vale a dire il 54% in più rispetto allo scorso anno.

    «Le condizioni eccezionali di ottobre hanno portato ad un calo del prezzo del gas, ma come previsto le tariffe sono tornate a crescere con un aumento che, a novembre, è stato del 13,7% andando di fatto ad annullare la diminuzione del mese precedente. Una brutta notizia per tutti coloro che si trovano ancora oggi nel mercato tutelato e che fa presagire ad un inverno complicato dal punto di vista delle bollette» spiega Mario Rasimelli, Managing Director Utilities di Facile.it. «Proprio per questo il consiglio non è solo quello di continuare a fare attenzione ai propri consumi, ma anche di guardare alle offerte presenti sul mercato libero perché il passaggio potrebbe essere una soluzione per contrastare, almeno in parte, i costi elevati».

    Il 2022 sarà l’anno più costoso di sempre per quanto riguarda l’energia; sommando le bollette del gas a quelle elettriche, la spesa complessiva di una famiglia tipo con un contratto di fornitura nel mercato tutelato quest’anno potrebbe addirittura sfiorare i 3.100 euro, il 74% in più rispetto al 2021.

  • A2A, Marco Patuano: “Nostro impegno per la comunità Milanese resta forte”

    A2A ha presentato il nuovo Bilancio di Sostenibilità Territoriale di Milano. Marco Patuano: “Restituito alla comunità oltre un miliardo di euro di valore economico”.

    Marco Patuano

    Marco Patuano: i numeri di A2A sul territorio milanese

    6.500 dipendenti, 300 milioni di euro di investimenti all’anno sulle reti elettriche e oltre 700 milioni di acquisti da fornitori locali con attenzione a quelli di minori dimensioni, con un valore economico restituito alla comunità superiore al miliardo. È il quadro emerso dalla sesta edizione del Bilancio di Sostenibilità Territoriale di Milano, presentata lo scorso 13 ottobre dal Presidente di A2A Marco Patuano. “Il nostro impegno per la comunità Milanese è sempre molto forte”, ha dichiarato il manager a latere dell’evento. Questi numeri, a cui si aggiungono “i versamenti e i dividendi che restituiamo al nostro azionista, il Comune di Milano, si trasformano in servizi per la città”. Sul fronte green Milano oggi è considerata un modello da imitare: “Siamo impegnati a far sì che Milano sia sempre più una città a impatto zero con una raccolta differenziata che ci vede tra le prime città metropolitane d’Europa. Oggi siamo tra il 60 e il 65% − ha ricordato Marco Patuanodobbiamo superare il 70%”.

    Marco Patuano: “Risultati Bilancio confermano impegno di A2A verso un modello sostenibile

    Oltre a rendicontare le prestazioni ambientali, economiche e sociali di A2A sul territorio milanese, il documento contiene anche le attività previste dalla Life Company per la transizione. “Raggiungere gli sfidanti obiettivi della transizione ecologica richiede risorse e attenzione da parte di tutti – ha spiegato Marco Patuanoe i risultati di questo Bilancio rappresentano un’ulteriore conferma del nostro impegno verso un modello di sviluppo sostenibile, in cui economia circolare e innovazione sono al servizio del territorio”. A2A continuerà a valorizzare le energie rinnovabili e contribuire allo sviluppo sostenibile della comunità locale, per fornire un ulteriore supporto contro i cambiamenti repentini dello scenario globale. Contro l’attuale caro energia, aggiunge il Presidente di A2A, ci sarà bisogno di un grosso sforzo comune, a partire dai cittadini: “Dobbiamo imparare a diventare molto più efficienti nella gestione dell’energia – è il monito di Marco Patuanoe questo passa anche attraverso i comportamenti dei singoli”.

  • Banca Generali: Private Banking, nuovi approfondimenti nel progetto “Edufin 3.0”

    Banca Generali: dal Private Banking a blockchain e Crypto Currency, i dettagli del nuovo progetto di educazione finanziaria lanciato dall’AD Gian Maria Mossa.

    Private Banking: l’expertise di Banca Generali anche nel nuovo progetto “Edufin 3.0”

    Lo ha lanciato nei giorni scorsi Banca Generali, leader nel Private Banking: un innovativo progetto di educazione finanziaria insieme all’imprenditore digitale Marco Montemagno nell’ottica di sensibilizzare e formare quanti desiderino saperne di più oggi di finanza e tematiche correlate anche e soprattutto alla luce dei continui e repentini mutamenti dello scenario attuale. Edufin 3.0 proverà a rispondere a molte delle domande che i tanti si pongono senza riuscire a trovare risposte chiare: dal Private Banking all’inflazione fino al futuro degli investimenti, a blockchain e Non Fungible Token. Da qui l’idea di Banca Generali: le 52 puntate saranno presenti su tutte le principali piattaforme di social media, Facebook, Instagram, YouTube, TikTok e in formato podcast per arrivare anche a una fascia di pubblico più giovane.

    Educazione finanziaria: l’attenzione al Private Banking di Banca Generali nelle parole dell’AD Gian Maria Mossa

    L’educazione finanziaria è di fondamentale importanza per un futuro sostenibile del risparmio”: l’AD di Banca Generali Gian Maria Mossa lo ha ricordato lo scorso 28 settembre intervenendo all’evento di presentazione del progetto. Tematiche legate ai mondi del Private Banking, del blockchain e del Crypto Currency saranno quindi sviluppate attraverso una chiave divulgativa diretta che si basa su un linguaggio semplice, corredato da info grafiche e con messaggi ponderati su misura a seconda del tempo a disposizione degli utenti e della loro disponibilità ad approfondire i concetti. “La capacità di affrontare sfide ormai essenziali come la previdenza complementare, la pianificazione dei progetti di vita e in generale la protezione del risparmio non possono più prescindere per nessuno da una corretta conoscenza dei rischi e delle opportunità che giungono dai mercati”, ha spiegato l’AD dell’Istituto leader nei servizi di Private Banking. Riprendendo le parole di Gian Maria Mossa dunque, Banca Generali punta attraverso questo progetto a “valorizzare maggiormente quella straordinaria stampella sociale che rappresenta oggi il risparmio e di avvicinarne ancor più il contributo a supporto dell’economia”.

  • Attilio Mazzilli: la carriera del Partner di Orrick, Herrington & Sutcliffe LLP

    Attilio Mazzilli è un avvocato specializzato in ambito private equity e venture capital. È Partner della global law firm Orrick, Herrington & Sutcliffe LLP.

    Attilio Mazzilli

    Attilio Mazzilli: dalla laurea in giurisprudenza all’ingresso in Carnelutti

    Attilio Mazzilli frequenta la facoltà di Giurisprudenza presso l’Università di Milano, dove si laurea con una tesi dal titolo “The Insurance contracts in private international law”. Prima dell’abilitazione come avvocato, conseguita nel 2003, già collabora in qualità di Associate con lo studio legale di Milano Pavia e Ansaldo. È il 2006 quando vola a Los Angeles per continuare gli studi presso la University of Southern California School, dove consegue un Master of Laws in Business & Corporate Law. Tornato a Milano, nel 2007 fa il suo ingresso in uno dei più importanti studi legali in Italia, lo Studio Chiomenti, nella veste di Senior Associate e qui rimane fino al 2011. Dopo l’esperienza in Chiomenti, entra a far parte di un’altra rinomata law firm, lo Studio Carnelutti, della quale diventa Partner e Head of International Development.

    Attilio Mazzilli: l’attività in Orrick

    Nel 2015 Attilio Mazzilli approda in Orrick, Herrington & Sutcliffe, noto studio legale che collabora con le più grandi istituzioni finanziarie e società tecnologiche del mondo. Qui, oltre al ruolo di Partner, ricopre anche la carica di Responsabile del Tech Group Italiano. All’interno della global law firm l’attività di Attilio Mazzilli si incentra soprattutto sulle operazioni M&A nel private equity e nel venture capital. Inoltre, si occupa di affiancare le startup e i fondi di Venture Capital, assistendoli nelle operazioni di finanziamento così come negli ambiti afferenti al diritto societario e alle quotazioni. L’operato in Orrick lo porta, nel 2020, al riconoscimento come Avvocato dell’Anno Venture Capital ai Legalcommunity Awards. Grazie a lui, la law firm ha ottenuto numerosi premi come quello di Studio dell’anno Venture Capital 2021 e Studio dell’anno M&A Small Cap 2020.

  • Affrontare le sfide attuali mantenendo la leadership: gli obiettivi di Gruppo Riva

    Mantenere la leadership e affrontare le sfide attuali del caro energia e della diminuzione della domanda: questi gli obiettivi principali di Gruppo Riva, che ha chiuso un 2021 in positivo.

    Gruppo Riva

    Gruppo Riva, affrontare le sfide e mantenere la leadership  

    Chiudendo un 2021 in decisa crescita e mantenendo tutti i principali indicatori di bilancio in positivo, Gruppo Riva ha potuto consolidare ulteriormente la propria posizione di leadership. Lo scorso anno la produzione ha raggiunto 6,6 milioni di tonnellate di acciaio (oltre il 18% in più rispetto al 2020), con ricavi totali pari a 4,37 miliardi di euro. L’operatore siderurgico è adesso pronto a imboccare la strada della ripresa e a far fronte alle problematiche attuali che interessano principalmente il caro energia, la contrazione della domanda e la conseguente caduta dei prezzi. Storicamente specializzato nella realizzazione di prodotti lunghi per l’edilizia, l’automotive, la meccanica e la cantieristica, oggi il Gruppo conta un totale di cinque stabilimenti produttivi sul territorio italiano e 16 all’estero, distribuiti tra Francia, Canada, Spagna, Belgio e Germania. Il principale obiettivo di Gruppo Riva è riuscire a “mantenere nel medio e lungo termine la propria leadership nel segmento di riferimento a livello europeo”.

    Gruppo Riva archivia il 2021 in positivo

    Dopo lo scoppio della pandemia e del conseguente arresto dell’economia globale, anche il comparto siderurgico ha potuto registrare i primi risultati positivi della ripartenza economica. Gruppo Riva, che rientra tra i principali operatori del settore in Europa, ha di fatto chiuso un 2021 in positivo. I risultati sono arrivati già nel corso dei primi tre mesi dello scorso anno: grazie all’incremento della domanda che ha consentito il rilancio dei prezzi sul mercato, il Gruppo ha registrato un aumento della produzione che ha raggiunto 1,666 milioni tonnellate, +18% rispetto al primo trimestre del 2020. Anche il fatturato è aumentato del 21%: il totale ha toccato 881 milioni di euro (che nel primo trimestre del 2020 si attestava a 728). Grazie a un piano di investimenti che ha raggiunto un totale di 88 milioni di euro, Gruppo Riva ha quindi confermato il suo costante impegno nel settore.

  • Comprare Oro Conviene Come Difesa dall’Inflazione

    Comprare oro resta il modo più sicuro per mantenere nel tempo il valore del denaro investito, al di là della fretta di dare dati ed effettuare analisi grafiche il prezioso metallo giallo rimane la migliore difesa contro l’inflazione.
    Comprare oro è il metodo che investitori piccoli e grandi adottano nei momenti di crisi acquistando anche monete e lingotti da investimento presso attività come questo compro oro Firenze.
    Il prezioso metallo giallo pur avendo perso di valore negli ultimi mesi rimane sempre sopra la sua quotazione di cinque anni fa.
    Il prezzo aureo attuale lo si può considerare in perdita andando a vedere le annate record sfociate nel 2011 con la quotazione oltre i 1900 dollari oncia.
    Ma retrocedendo nel tempo possiamo vedere che negli ultimi 20 anni il suo valore è aumentato in media di 5 volte.
    Tutto ciò ci insegna che per chi non ha fretta di realizzare plusvalenze comprare oro rimane la scelta migliore contro l’inflazione.
    Analizzando l’andamento dell’ultimo anno si deve oltretutto fare alcune considerazioni che metteranno in evidenza come anche la attuale quotazione oro sia sufficiente a proteggersi dalle conseguenze dell’aumento dei prezzi.
    Tenendo conto del prezzo oro di inizio anno questo si attestava oltre il 1800 dollari oncia, oggi al decimo messe dell’anno questo valore è sceso intorno ai 1600 dollari.
    Questo oltre ad indicare una situazione economica e finanziaria in ripresa seppur leggera, ci permette di quantificare una perdite intorno al 11%.
    Non si deve però dimenticare che parallelamente all’andamento al ribasso dell’oro si è innescata una fase di crescita di valore per il dollaro, valuta con cui viene ufficialmente valutata la quotazione ufficiale dell’oro.
    Questo permette a chi ha acquistato oro in euro di recuperare parte di questo valore andando così a recuperare parte del valore perso per coloro che hanno acquistato oro in euro.
    La grande forza dell’oro si accentuata con l’era delle valute fiat che si basano sulla creazione di denaro dal nulla senza alcun vincolo con nessun bene rifugio al contrario di quanto accadeva in epoca di Gold Standard dove ogni moneta emessa era vincolata con una corrispettiva quantità di metallo prezioso.

  • Il 62% degli italiani favorevole al tetto al contante

    In questi giorni si è molto discusso dell’abolizione del tetto ai pagamenti in denaro contante, ma cosa ne pensano gli italiani? Facile.it ha chiesto agli istituti di ricerca mUp Research e Norstat di indagare e, dalle risposte date dagli intervistati, si è scoperto che il 62% dei nostri connazionali è favorevole al tetto, con una prevalenza di rispondenti (24,2%) che ha indicato in 2.000 euro il punto dove porre il limite.

    Identikit dei favorevoli e contrari

    Scorrendo i dati dell’indagine si scopre che ad essersi detti favorevoli al tetto sono principalmente gli Italiani con età compresa fra 25 e 34 anni (64,2%), quelli con più di 65 anni (63,8%), in possesso di un titolo di studio elevato (65%) e i residenti in comuni con un numero di abitanti fra 10.000 e 30.000 (64%).

    Guardando invece ai contrari, si vede che sono soprattutto individui con età compresa fra 55 e 64 anni (44,7%), con titolo di studio fino al I grado (46,9%), residenti nel Nord Est (38,5% – 44,7% nel solo Veneto) ed in comuni fino a 10.000 abitanti (38,9%).

    Va evidenziato che una percentuale comunque rilevante (3,4% dei rispondenti, pari a 1.506.000 individui) dichiara di non avere la più vaga idea di cosa sia il tetto ai pagamenti in denaro contante.

    Le soglie

    Tanto si è discusso anche sull’entità del limite da imporre. Se fossero loro a scegliere, è stato chiesto agli intervistati del campione, dove metterebbero il limite ai pagamenti in denaro contante? A questa domanda quasi un rispondente su 4 tra i favorevoli (24,2%) ha indicato la soglia ideale a 2.000 euro; 5.000 euro secondo il 22,1%, addirittura solo 1.000 euro per il 19,6%.

    Tetto al contante e lotta all’evasione

    Fra i sostenitori del tetto al limite di pagamento in contanti, molti sostengono che questa sia una misura utile al contrasto dell’evasione fiscale e, secondo quanto emerso dall’indagine, la pensano allo stesso modo il 56,2% degli intervistati, mentre quasi uno su 3 (32,3%) ritiene questa azione non adatta a quello scopo.

     

    * Indagine mUp Research – Norstat svolta tra il 2 ed il 4 novembre 2022 attraverso la somministrazione di n.1.018 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana adulta residente sull’intero territorio nazionale.

  • Gruppo FS, boom di passeggeri nel periodo estivo: l’annuncio dell’AD Luigi Ferraris

    Positive anche le previsioni per l’autunno. L’AD Luigi Ferraris a Berlino per partecipare a InnoTrans, fiera internazionale dedicata ai trasporti ferroviari.

    Luigi Ferraris

    Luigi Ferraris: l’impegno del Gruppo FS è verso il turismo sostenibile

    Una stagione estiva da ricordare quella del Gruppo FS. Da luglio a settembre sono stati infatti più di 83 milioni i passeggeri a bordo dei treni, la maggior parte dei quali per finalità turistiche. Sui numeri registrati dalla società è intervenuto l’Amministratore Delegato Luigi Ferraris, intervenuto a Berlino a InnoTrans, la più importante fiera Business to business del settore ferroviario mondiale. “Abbiamo registrato un aumento importante di passeggeri sia sull’Alta Velocità che sui regionali – ha annunciato l’AD del Gruppo FSQuest’anno da luglio a settembre 12,5 milioni di passeggeri hanno scelto le Frecce e su tutti i treni di Trenitalia i passeggeri durante l’estate sono stati 83 milioni”. Ad influire positivamente sull’aumento dei passeggeri anche la forte ripresa dei flussi dall’estero. Rispetto al 2019, le prenotazioni sul canale internazionale sono cresciute del 30%. “Va molto bene la tratta Milano-Parigi con oltre 400mila passeggeri trasportati dal 18 dicembre e con un load factor dell’85%”, ha aggiunto Luigi Ferraris. Dati che riflettono il cambiamento in atto nel settore del turismo, con le persone sempre più attente alle tematiche legate alla responsabilità e quindi maggiormente attratte dalla mobilità integrata, tra gli obiettivi principiali del Gruppo.

    Luigi Ferraris: flotta green e intermodalità, le iniziative del Gruppo FS in tema di sostenibilità

    Proprio lo scorso luglio, tramite la controllata Trenitalia, il Gruppo guidato da Luigi Ferraris ha siglato una partnership con il Ministero del Turismo ed Enel con l’obiettivo di potenziare lo sviluppo dei collegamenti ferroviari connessi anche con altre modalità di trasporto sostenibili verso le principali direttrici del Paese e accrescere così l’attrattività di siti strategici ad alto flusso turistico. Sempre durante la fiera di Berlino, Luigi Ferraris ha poi presentato al pubblico i nuovi treni regionali Blues prodotti da Hitachi Rail. Dotati di una tripla alimentazione (elettrica, batteria e diesel) e riciclabili al 95%, i Blues consumano il 50% in meno di carburante rispetto agli attuali mezzi, contribuendo così ad un netto abbattimento delle emissioni di C02. Ma l’impegno del Gruppo FS va oltre e con il nuovo Piano ha avviato anche un imponente programma di autoproduzione di energia rinnovabile: l’obiettivo è arrivare a 2GW di capacità da fonti green, in primis fotovoltaico ed eolico, così da soddisfare almeno il 40% del proprio fabbisogno energetico.

  • Francesco Starace: decarbonizzazione e transizione energetica, l’impegno di Enel a New York

    Transizione energetica e decarbonizzazione: Francesco Starace porta l’impegno di Enel a New York in occasione della 77esima Assemblea Generale delle Nazioni Unite (UNGA77) e della Sustainability Week.

    Francesco Starace

    Enel: l’AD Francesco Starace a New York per la 77esima Assemblea Generale delle Nazioni Unite (UNGA77)

    Non poteva mancare l’AD Francesco Starace, in rappresentanza di Enel, alla 77esima Assemblea Generale delle Nazioni Unite (UNGA77) che si è tenuta nei giorni scorsi a New York, la prima pienamente in presenza dopo la pandemia. Diversi i temi al centro dell’agenda: per citarne alcuni la crisi alimentare globale, l’energia e la finanza, l’impegno nel promuovere una crescita economica costante. L’Assemblea Generale ONU è stata organizzata nei giorni della Sustainability Week: l’AD ha quindi avuto modo di partecipare anche a diversi eventi promossi nell’ambito dell’iniziativa. In particolare ha presenziato lo scorso 19 settembre all’incontro con il Segretario Generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres insieme agli altri CEO dell’UN Global Compact. Di transizione energetica e delle iniziative di Sustainable Energy for All che presiede Francesco Starace ha parlato anche con la Vice Segretario Generale dell’ONU Amina Mohammed e Damilola Obunbiyi, Rappresentante Speciale del Segretario Generale per l’Energia Sostenibile per tutti.

    Francesco Starace: Sustainability Week, la partecipazione dell’AD di Enel

    L’impegno di Enel per una crescita sostenibile, equa e inclusiva: l’AD Francesco Starace ne ha parlato a New York nel corso di diversi convegni. Tra questi il panel sostenuto lo scorso 19 settembre in occasione del lancio della Global Africa Business Initiative promosso dall’UN Global Compact in cui si è discusso dell’importanza di portare avanti una transizione energetica equa in un continente che sta emergendo con il maggior potenziale di crescita in ogni settore. L’AD di Enel ha preso parte anche al Private Sector Forum (PSF), il meeting che riunisce gli Amministratori Delegati delle aziende UNGC in grado di svolgere un ruolo centrale insieme ai rappresentanti di governi e di agenzie ONU: nel corso del panel si è discusso in particolare di finanziamenti e investimenti necessari per promuovere le energie rinnovabili e uno sviluppo sostenibile. Francesco Starace a New York ha riconfermato l’impegno del Gruppo nell’accelerare il raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione: tra i partner della Climate Week, principale evento mondiale sul clima giunto quest’anno alla 14esima edizione, Enel punta a disegnare un futuro a zero emissioni di carbonio incentivando ulteriormente lo sviluppo delle energie rinnovabili e dell’elettrificazione.

  • Finanza di base, gli italiani hanno una conoscenza sotto la sufficienza

    Anche se gli italiani sono molto attenti alla situazione della propria finanza e ritengono molto importante sapere sia come investire che come assicurarsi, tuttavia nel nostro paese il livello delle conoscenze finanziarie è estremamente scarso, tanto da non raggiungere neanche la sufficienza.

    L’analisi sulla conoscenza della Finanza

    finanzaQuesto è l’esito di uno screening che è stato condotto da Alleanza Assicurazione, Fondazione Gasbarri e SDA Bocconi. I risultati sono racchiusi nel primo EduFin Index, ossia un indice riassuntivo di questa analisi.
    Emerge che gli italiani hanno un punteggio 55 su 100, che è inferiore alla sufficienza per la quale occorre raggiungere almeno 60. Inoltre abbiamo una conoscenza della finanza che in media è più bassa di quella che hanno gli altri cittadini europei.

    La mancata percezione del rischio

    Se questo problema è già di per sé grave, dal momento che la conoscenza finanziaria è la base per lo sviluppo dell’intera economia nazionale, si aggiunge un ulteriore problema. Quasi la metà degli italiani non ha una corretta percezione del rischio. Secondo il Demarker indicator circa il 44% non ha una visione corretta della situazione economica complessiva in cui vive.
    Ne deriva quindi la necessità di implementare il livello di educazione finanziaria ed assicurativa degli italiani.

    Il ruolo degli intermediari

    Quando gli italiani devono effettuare investimenti del proprio capitale, dal momento che non ritengono di avere le competenze necessarie, si affidano agli intermediari. Il che per certi versi è paradossale, perché come faccio a sapere se un broker è affidabile non conoscendo la finanza di base? Mistero. Tuttavia, l’80% degli intervistati ha dichiarato di fidarsi del professionista a cui si rivolge per accedere i mercati finanziari ed assicurativi.

    L’indagine ha evidenziato inoltre che ci sono delle disomogeneità tra i vari strati sociali della popolazione. I più fragili sono le casalinghe i disoccupati e gli studenti.
    In generale le donne hanno un interesse maggiore a informarsi e comprendere le dinamiche della finanza e delle assicurazioni, anche se all’atto pratico hanno una maggiore propensione ad affidarsi agli specialisti del settore.

  • Private banking, Mossa (Banca Generali): “Contesto difficile, parola d’ordine è flessibilità”

    Private banking: Banca Generali, crescono consulenza e raccolta. Mossa: “Innovazione e sostenibilità pilastri del nostro piano triennale”.

    Private banking: Banca Generali si conferma leader nella consulenza evoluta

    Il contesto di incertezza causato prima dalla pandemia e oggi dalla crisi ucraina spinge sempre più famiglie verso una pianificazione finanziaria di qualità. Nonostante lo scenario complesso, consulenza e raccolta sono infatti cresciute anche nei primi sei mesi del 2022. Banca Generali è tra gli istituti di private banking che più di tutti hanno saputo intercettare le nuove esigenze di protezione dei clienti. Con circa 3 miliardi di euro netti raccolti nel semestre e il podio raggiunto nel pro-capite, il modello di business di Banca Generali si conferma solido. In una recente intervista a cura di “Private”, magazine dedicato al private banking, l’Amministratore Delegato Gian Maria Mossa ha dichiarato: “La vicinanza ai nostri banker e ai clienti è il nostro focus principale; siamo una squadra di persone unite nella condivisione non solo di obiettivi ma soprattutto nella responsabilità del nostro ruolo per la tutela del risparmio che è una stampella sociale fondamentale per il Paese”. Tra le dinamiche riscontrate dalla rete di Banca Generali una “crescente maturità e coscienza” dei clienti, che preferiscono affidarsi a dei professionisti piuttosto che lasciarsi guidare dall’emotività: “Continuiamo a crescere nella consulenza evoluta, sia per la parte finanziaria sull’amministrato e il gestito, sia per l’advisory per l’impresa, per il real estate e gli equilibri patrimoniali familiari”.

    Private banking, Mossa (Banca Generali): innovazione e sostenibilità pilastri della nostra strategia

    A causa della volatilità e delle criticità all’orizzonte sui mercati, nella prima metà dell’anno la raccolta dei fondi ha subito una decelerazione. Una pausa che Mossa definisce come “fisiologica” rispetto ai numeri registrati nel 2021. Per trarre beneficio da questo periodo di incertezza “la parola d’ordine è flessibilità”, ha dichiarato l’AD di Banca Generali: “Per quanto ci riguarda, noi continuiamo ad innovare e infatti nelle scorse settimane abbiamo presentato una nuova soluzione assicurativa denominata Bg Oltre, che unisce alla protezione della gestione separata un nuovo approccio gestito ai principali trend del futuro”. Numerose le soluzioni di private banking lanciate dall’Istituto negli ultimi mesi e destinate alla tutela del patrimonio, tra cui Pronti Contro Termine e l’innovativa linea BG Solution Smart Target. Tra i pilastri della strategia di Banca Generali anche la sostenibilità: “Noi tutti in Banca Generali siamo uniti dalla determinazione e obiettivo di creare qualcosa di duraturo che aiuti a migliorare la vita delle persone. La raccolta mensile ci dimostra la sintonia con i clienti visto che ad oggi su queste soluzioni siamo a 6,3 miliardi di masse Esg in gestione, pari a quasi il 15% dei nostri fondi gestiti”.

  • Stefano De Capitani: una migliore qualità della vita nelle città, l’impegno di Municipia S.p.A.

    Il presidente di Municipia S.p.A. Stefano De Capitani: risparmio energetico, economia circolare, mobilità controllata e recupero delle aree “direttrici che promuovono una sempre maggiore attenzione all’ambiente e alla sostenibilità dei centri urbani”. 

    Stefano De Capitani, Presidente Municipia S.p.A.

    Stefano De Capitani: digital innovation, gli asset per l’evoluzione della città

    “Disegnare le città del domani vuol dire seguire i capisaldi dell’evoluzione smart”: Stefano De Capitani, presidente di Municipia S.p.A., li individua in risparmio energetico, economia circolare, mobilità controllata e recupero delle aree in quanto “direttrici che promuovono una sempre maggiore attenzione all’ambiente e alla sostenibilità dei centri urbani”. In un approfondimento pubblicato sui suoi canali social, il presidente di Municipia S.p.A. Stefano De Capitani spiega come in quest’ottica le governance debbano affrontare “un processo step by step, che si accresce con la capacità di creare un reale ecosistema digitale in grado di interconnettere e coordinare le diverse azioni sul territorio”.

    Municipia S.p.A., il presidente Stefano De Capitani: realizzare città sostenibili e al servizio delle persone vuol dire investire nella digitalizzazione

    C’è un punto che però deve rimanere focale”, precisa Stefano De Capitani: “Qualsiasi intervento, a prescindere dalla vastità dall’impatto, deve essere calato tenendo conto del contesto complessivo del territorio urbano”. Diversamente il rischio potrebbe essere che se ne vanifichi l’efficacia: per scongiurarlo è quindi necessario garantire “un dialogo infra e intersettoriale e una visione d’insieme”. Lo strumento per la realizzazione di opere di interesse collettivo, come Municipia S.p.A. ha modo di appurare quotidianamente nei progetti di Digital Transformation che porta avanti in tutto il Paese a fianco di Comuni di ogni dimensione, è nella collaborazione fra pubblica amministrazione locale e settore privato. “Realizzare una smart city vuol dire investire nella digitalizzazione al fine di soddisfare i parametri fondativi e mettere in atto tutte le opportunità connesse alle tecnologia al servizio delle persone”, ribadisce infine Stefano De Capitani.

  • L’inflazione fa riscoprire i conti deposito (+141%)

    Nell’ultimo anno mantenere un conto corrente è diventato molto più oneroso e, complice anche l’inflazione che continua a crescere intaccando i rendimenti, è tornato in auge il conto deposito; dall’analisi effettuata da Facile.it è emerso che negli scorsi 12 mesi le ricerche online di questi prodotti sono cresciute sensibilmente, registrando, ad ottobre 2022, per quelli vincolati un +141% rispetto allo stesso mese del 2021.
    Il rinnovato interesse è facilmente spiegabile se si guarda ai tassi di rendimento. Nel caso dei conti deposito vincolati, i tassi con scadenza del vincolo a 60 mesi hanno segnato, lo scorso mese, un aumento fino al 129% rispetto ad appena un anno fa, passando da una redditività dell’1,75% al 4%.
    Ancora maggiore l’aumento dei tassi legati ai vincolati a 36 mesi (+137% con rendimento passato dall’1,25% al 2,96%); appena sotto al 100%, infine, la crescita per quelli con scadenza a 12 mesi (+ 91,5%).
    Dai dati emerge, in particolare, come la redditività sia aumentata in maniera maggiore al crescere della durata del vincolo.
    Per quanto riguarda i conti deposito non vincolati, invece, a fronte della maggior libertà di accesso ai propri risparmi, i tassi di interesse offerti sono inferiori, anche se hanno comunque registrato un incremento negli ultimi 12 mesi; ad ottobre 2021 il tasso di rendimento per questi prodotti era pari allo 0,91%, mentre lo scorso mese ha raggiunto l’1,25%, con un aumento del 36%. Cresciuto anche l’interesse dei consumatori tanto che, secondo Facile.it, le ricerche online sono aumentate del 6,4% nel corso dell’ultimo anno.
    Nel dettaglio, il conto deposito è un vero e proprio strumento di investimento, che si appoggia a un conto corrente tradizionale e che consente di ottenere, sulle somme depositate, una rendita elevata. È bene ricordare che le operazioni classiche che è possibile effettuare tramite il conto corrente tradizionale non sono disponibili con il conto deposito che, invece, prevede un’operatività più ridotta.
    Cosa è successo ai conti correnti
    Sempre secondo l’analisi di Facile.it, sia per quanto riguarda i conti correnti “tradizionali” sia per quelli “online” mantenere i risparmi “dormienti” sul conto è decisamente meno conveniente di quanto non lo fosse un anno fa. Guardando al cosiddetto Indicatore dei Costi Complessivi (ICC), negli ultimi 12 mesi, sono stati rilevati incrementi che vanno dall’8% al 34%, con costi compresi fra i 27 ed i 152 euro annui, cui si sommano quelli di eventuali carte di credito o di debito associate al conto e di singole operazioni.

  • Prezzo Oro Analisi degli Ultimi Anni

    Il prezzo oro nel 2022 ha perso parte del valore accumulato negli ultimi 4 anni e cioè dall’inizio delle forti tensioni economiche e finanziarie che sono iniziate con la guerra dei dazi del 2018 tra Cina ed Usa.
    Proprio da allora il numero di investimenti è cresciuto in volumi sulla spinta di investitori piccoli e grandi che hanno provveduto ad acquistare oro da rivendere al momento opportuno sia sotto forma di Etf che di lingotti direttamente monetizzabili presso attività come questo compro oro Firenze.
    Da quel momento le tensioni ed i cigni neri macroeconomici si sono susseguiti con il lockdown dei paesi occidentali prima e con le forti tensioni che si sono creata tra Russia e Usa che hanno sfociato con una divisione del mondo economico almeno in certi settori, una divisione che per certi aspetti è solo iniziata.
    In questo contesto da “piaghe d’Egitto” il prezzo oro è aumentato moltissimo partendo dalla quotazione medio del 2018 sotto i 1300 dollari per arrivare in alcuni momenti a superare dio slancio i 2000 dollari oncia.
    Al momento il prezzo oro oscilla sui 1650 dollari oncia, una quotazione ben al di sotto dei massimi raggiunti in questi ultimi anni ma che sconta molto anche la attuale forza del dollaro.
    Un dollaro che per motivi di bilanciamento economico interno viene tenuto alto dalle politiche della Fed che ha come priorità il contenimento di una inflazione che negli Stati Uniti potrebbe salire in modo particolarmente pericoloso per la stabilità economica interna.
    In questo contesto la quotazione oro è coinvolta da forze opposte da una parte la forte incertezza che domina sui mercati, soprattutto occidentali, con il doppio pericolo recessione ed inflazione che viene quotidianamente rilanciato a gran voce dai mainstream europei.
    dall’altra la forza di n dollaro che quando raggiunge quotazioni così elevate diventa di fatto una alternativa all’investimento in oro molto appetibile per chi investe per avere utili nel breve periodo.
    Non si deve dimenticare che il prezzo oro attuale per chi ha acquistato prima dell’aumento del prezzo del dollaro viene attualmente favorito dal cambio dollaro/euro nel momento in cui l’investimento dovesse essere monetizzato a questa quotazione del dollaro.
    Il prezzo oro attuale deve essere visto come un sostanziale miglioramento dell’economia globale che sembra almeno per adesso aver messo alle spalle la serie di cigni neri che si sono susseguiti negli ultimi anni.
    Anche la priorità della Fed di contenere il pericolo dell’inflazione deve essere considerato come un atto dovuto, a causa della grande liquidità che è stata immessa nell’economia con le politiche di supporto che sono state necessarie a limitare le conseguenze del lockdown sulla popolazione.

  • Alessandro Benetton: il “Corriere del Mezzogiorno” a colloquio con il Presidente di 21 Invest

    Alessandro Benetton“Il Sud ha senza dubbio delle potenzialità speciali, forse non riconducibili a un modello di business immediato ma che sulle lunghe distanze contano perché il lato umano dell’economia è quello che sopravvive alle sfide più difficili”.

    Alessandro Benetton

    Il lato umano dell’economia: intervista ad Alessandro Benetton

    Le “potenzialità speciali” del Sud, il “lato umano” dell’economia, le sfide a cui sopravvivere: per Alessandro Benetton, intervistato a margine dell’incontro organizzato lo scorso 18 ottobre a Napoli dall’Università Parthenope nell’ambito del Contamination Lab e dal gruppo Giovani Imprenditori dell’Unione Industriali, “la simpatia e l’empatia tipiche del Sud se canalizzate possono diventare un grande attrattore di opportunità”. Il Presidente di 21 Invest e di Edizione si è detto convinto “che ciascun individuo debba cercare di sfruttare ciò che ha a disposizione”: il Mezzogiorno può quindi contare su “un livello di energia e una peculiare estrosità delle singole persone invidiabile”. Non lo dicono solamente “i grandi successi della squadra di calcio del Napoli” ma anche “la gestione del Covid e come le imprese meridionali siano riuscite ad adattarsi velocissimamente sia alla sfera digitale che a quelle tendenze che io definisco post-social network”. Il riferimento di Alessandro Benetton è alla consapevolezza che, a fronte dei ben noti limiti di queste grandi risorse tecnologiche, a fare la differenza è il fattore umano: “Ed ecco che il Sud ha senza dubbio delle potenzialità speciali in questo senso, forse non riconducibili a un modello di business immediato ma che sulle lunghe distanze contano perché il lato umano dell’economia è quello che sopravvive alle sfide più difficili”.

    Alessandro Benetton: dietro ogni imprenditore c’è sempre una persona con le sue emozioni

    Nel corso dell’incontro e dell’intervista a seguire, Alessandro Benetton ha affrontato diversi argomenti, molti dei quali anche al centro della sua autobiografia “La Traiettoria” in cui racconta esperienze professionali ma anche personali. Essere “i detonatori del cambiamento” è l’invito che ha lanciato anche nel corso dell’intervista: “Io, ad esempio, l’ho fatto fondando 21 Invest con l’idea di investire nelle aziende del mid-market e farle crescere. Era il 1992 e dopo 30 anni è una realtà consolidata con un team di 50 persone divise tra gli uffici di Treviso, Milano, Parigi e Varsavia, ma all’epoca era un segno di discontinuità. Era il voler fare qualcosa di grande con le mie forze”. 21 Invest ha portato il private equity in Italia: “Il tessuto imprenditoriale meridionale ci ha dato una grandissima soddisfazione, sia dal punto di vista umano che da quello del business. Faccio sempre fatica in qualche modo a schematizzare il Mezzogiorno, che spesso viene descritto come particolare con un’accezione non sempre positiva. Sinceramente credo sia particolare perché ha dei punti di forza straordinari. Ma di sicuro in tutto il Sud è evidente la voglia di rivincita e di colmare i gap di occupazione ed economia”. Chi fa private equity “si immagina di dover condividere una visione, portare un valore aggiunto e per questo c’è una predisposizione speciale per le caratteristiche umane”. Ma come ha spiegato Alessandro Benetton fondamentale oggi è anche la condivisione: “Lo scopo è creare una comunità globale di organizzazioni che vedono nella risoluzione dei problemi sociali un’importante direzione di sviluppo del business. Senza dubbio impatto sociale e impresa devono viaggiare alla stessa velocità, individuando nella risposta ai bisogni della società un vantaggio competitivo”.

  • Gianni Lettieri, dal tessile alla guida di Atitech: la crescita professionale dell’imprenditore

    Artefice e protagonista del percorso di crescita di Atitech, Gianni Lettieri è attivo come imprenditore e dirigente d’azienda dal 1979, anno in cui ha avviato il suo primo stabilimento di lavorazione dei tessuti.

    Gianni Lettieri

    Gianni Lettieri: le prime iniziative imprenditoriali nel tessile

    Importante imprenditore italiano, Gianni Lettieri è fondatore, Presidente e Amministratore Delegato di Meridie S.p.A. e dal 2009 Presidente di Atitech, azienda specializzata nel settore della manutenzione aeronautica. Originario di Napoli, classe 1956, si diploma come geometra per poi iscriversi alla facoltà di Economia Aziendale. Contemporaneamente agli studi collabora con un’azienda di La Spezia, occupandosi dell’ambito commerciale. A soli 23 anni avvia la sua carriera imprenditoriale: insieme a un industriale lombardo dà vita a uno stabilimento attivo nella lavorazione di tessuti con sedi a Casandrino e Monza. Il successo della sua prima iniziativa gli consente di fondare dieci anni più tardi la prima società europea di produzione del tessuto denim-ring. Una vera e propria svolta per la carriera di Gianni Lettieri: la sua azienda ottiene un forte successo anche all’estero, in particolare nel mercato statunitense e indiano, dove attraverso una joint venture con il Gruppo Raymond dà vita a Raymond Calitri India, la prima del Paese a produrre tessuto denim.

    Gianni Lettieri: la nascita di Meridie e l’ingresso nel settore aeronautico

    Parallelamente al percorso imprenditoriale, Gianni Lettieri si dedica con passione anche all’attività associazionistica di categoria. Diventa, quindi, Presidente dell’Unione degli Industriali di Avellino dal 2000 al 2004, poi passa alla presidenza di Napoli ricoprendo l’incarico per due mandati consecutivi, unico nella storia dall’Unione degli Industriali napoletani. Intanto nel 2006 costituisce la Compagnia per lo sviluppo di energia Rinnovabile CO.S.ER. S.r.l., mentre l’anno successivo passa alla finanza fondando, insieme ad altri soci Meridie S.p.A., investment company dedicata alle PMI del Centro-Sud Italia e prima ad essere quotata sul segmento MIV di Borsa Italiana. Ed è proprio grazie ad una delle prime acquisizioni di Meridie che nel 2009 viene nominato Presidente di Atitech, azienda con sede principale a Capodichino specializzata nella manutenzione completa degli aeromobili. Oggi l’ex costola di Alitalia è considerata punto di riferimento del mercato EMEA ed è attualmente impegnata nella realizzazione di un polo unico nazionale dedicato alla full maintenance. Per i traguardi raggiunti in oltre 40 anni di carriera Gianni Lettieri è stato insignito di diversi premi e riconoscimenti, tra cui il Premio Mediterraneo Economia e Impresa, il Premio Guido Dorso XXIX Edizione, il Premio Masaniello e il Premio Cuore d’Oro. Nel 2011 l’Università degli studi di Napoli Parthenope gli ha conferito la laurea honoris causa in Giurisprudenza.

  • Alessandra Ricci (SACE): “Pronti ad accompagnare aziende italiane nella ricerca di nuovi mercati”

    Pandemia e guerra non frenano il Made in Italy, che può contare su qualità e soprattutto innovazione: ne parla Alessandra Ricci, AD di SACE, in una delle ultime edizioni del TG1 Economia. 

    Alessandra Ricci

    Alessandra Ricci: “Qualità e coraggio di innovare i punti di forza del Made in Italy

    Negli ultimi anni l’export italiano ha fatto da traino all’economia del Paese, sostenendola con forza sia durante l’emergenza pandemica sia negli ultimi mesi caratterizzati da caro energia e dall’inflazione. Un trend che, secondo l’ultimo Rapporto SACE, è destinato a continuare. A spiegarlo ai microfoni del TG1 Economia Alessandra Ricci, Amministratore Delegato del Gruppo che fornisce servizi finanziari e assicurativi alle aziende del Paese. Quest’anno le esportazioni italiane cresceranno più del 10% e nel 2023 raggiungeranno in valori assoluti 600 miliardi di euro: “I punti di forza delle imprese esportatrici italiane sono la qualità dei prodotti, la capacità di innovare e soprattutto il coraggio con cui continuano a farlo in un contesto estremamente fluido. L’Italia è un paese trasformatore e non produttore di materie prime – sottolinea Alessandra Ricci e nonostante questo si pone all’ottavo posto nel mondo come paese esportatore e questo testimonia ancora una volta la grande capacità dell’impresa italiana”.

    Alessandra Ricci: SACE, da 45 anni a supporto delle aziende italiane

    Per le aziende italiane impegnate nell’export sono numerose le sfide all’orizzonte, in primis il rallentamento economico in atto causato dagli effetti del conflitto russo-ucraino. In ballo ci sono poi transizione digitale ed ecologica. Indispensabile, per l’AD di SACE, aprirsi a nuovi mercati: “Il mondo è fluido – ha ribadito Alessandra Riccilo abbiamo visto con gli ultimi eventi che probabilmente fino un anno e mezzo fa nessuno di noi avrebbe previsto. Per fare il proprio ingresso in nuovi mercati le aziende hanno bisogno di essere accompagnate: solo così possono continuare a crescere in maniera strutturata”. Ed è qui che entra in campo l’esperienza di SACE, che da 45 anni si impegna a fornire alle imprese italiane la conoscenza maturata su oltre 200 mercati esteri, evidenziandone rischi e soprattutto opportunità. Il supporto non si limita tuttavia a export e internazionalizzazione. Negli ultimi anni il Gruppo guidato da Alessandra Ricci ha lanciato numerosi strumenti innovativi per venire incontro alle nuove esigenze del tessuto imprenditoriale italiano. Tra queste Garanzia Supporto Italia, che fornisce liquidità alle aziende alle prese con i rincari delle materie prime, e Garanzie Green, destinato alle imprese che portano avanti progetti legati alla sostenibilità ambientale.

  • Comprare casa: il trilocale è la scelta top nel nostro Paese

    Chi per necessità, chi per desiderio, la tendenza degli italiani ad acquistare casa resta più che mai alta anche nella prima metà di questo 2022. E ciò nonostante l’aumento dei tassi d’interesse sui mutui (l’ultimo registrato lo scorso settembre con +0,75%).

    Stando a una ricerca dell’Ufficio Studi Tecnocasa, inflazione e recessione economica non sembrano al momento incidere sulla disponibilità di spesa dei compratori: a fine settembre, infatti, aumenta la domanda soprattutto nelle città. La scelta principale ricade sul trilocale con ben il 40,2%, seguito dai quadrilocali (24,2%) e bilocali (24%).

    A differenza dei mesi precedenti, caratterizzati da una ricerca maggiore di abitazioni più ampie anche con spazi aperti, il nuovo scenario sembrerebbe essere segnato da una domanda rafforzata di immobili di taglia più piccola, allo scopo di ottenere un reddito dall’investimento fatto.

    Non a caso, resta la convinzione per gli italiani di considerare la casa come un bene rifugio idoneo a tutelare i propri risparmi dall’inflazione galoppante in questo periodo.

  • Alitalia: ramo manutenzione rilevato da Atitech, società guidata da Gianni Lettieri

    Gianni Lettieri sugli obiettivi in seguito all’accordo: “Riportare in Italia le commesse relative alla cosiddetta full maintenance, creando una sorta di officina italiana per la riparazione a 360° di aeromobili”.

    Gianni Lettieri

    Gianni Lettieri: focus sull’accordo siglato con Alitalia

    Dotarsi a livello nazionale di un’infrastruttura strategica nel settore delle manutenzioni aeronautiche, riportando a Fiumicino e Capodichino i principali player del traffico aereo: punta a questo l’operazione condotta da Atitech – azienda guidata da Gianni Lettieri e leader nel settore internazionale delle manutenzioni aeronautiche – che ha portato a termine con successo la trattativa sul ramo manutenzione di Alitalia. L’intesa è stata raggiunta a settembre con l’accordo tra i commissari di Alitalia e le sigle sindacali (Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Ugl Trasporto aereo). Nell’ambito dell’operazione, Atitech assumerà i 940 lavoratori presenti nel complesso di Fiumicino e negli scali italiani ed esteri. Il progetto si inserisce in un disegno più ampio che, come illustrato da Gianni Lettieri, punta a realizzare un Polo nazionale delle manutenzioni aeronautiche, con base nei due centri di Capodichino e di Fiumicino: “L’obiettivo resta quello di dotare l’Italia di un’infrastruttura strategica nel campo delle manutenzioni aeronautiche in grado di offrire soluzioni chiavi in mano, così come accade già nei principali Paesi europei”.

    La prospettiva di Gianni Lettieri sui nuovi progetti in Atitech

    Gianni Lettieri ha inoltre sottolineato che “la priorità è riportare nell’hub di Fiumicino, che intercetta una platea di compagnie aeree di livello internazionale, e in quello di Capodichino, che è porta d’ingresso per aeromobili che guardano con interesse al Mediterraneo e a tutta l’area Emea, i principali player del traffico aereo, costretti in questi anni a cercare altrove servizi che invece con puntualità e professionalità possiamo già offrire oggi a Roma e Napoli”. L’acquisizione dell’hub di Fiumicino consentirà ad Atitech di accrescere la propria quota di manutenzione su scali esteri: tra questi, Tel Aviv, Francoforte, Monaco, Buenos Aires, San Paolo, Casablanca, Tunisi, Parigi, Osaka, Algeri, Mosca e altri. Sfide di livello internazionale per un’azienda che negli anni ha sviluppato competenze di elevata specializzazione nel settore: “All’interno di Atitech e dell’ex Alitalia esistono infatti professionalità e competenze capaci di soddisfare le più svariate esigenze dei vettori presenti sul mercato, in tempi rapidi ed assicurando standard di qualità molto alti”, ha specificato in conclusione Gianni Lettieri.

  • Finestre e infissi: come si calcola la loro superficie ai fini delle agevolazioni fiscali

    Superbonus 110% o Ecobonus 50% su finestre e infissi in legno: sì, ma come si calcola esattamente la superficie allo scopo di ottenere vantaggi fiscali? A fugare ogni dubbio è stata l’Agenzia delle Entrate in risposta a un interpello presentato da una società del settore, che ha chiesto come calcolare la spesa detraibile nel corso di un intervento di ristrutturazione edilizia di una palazzina di proprietà, per la quale è prevista la sostituzione dei serramenti.

    In sostanza, la società sostiene sia possibile usufruire delle detrazioni per tutti gli infissi a condizione che la superficie totale sia inferiore o uguale a quella preesistente, e che la dimensione a cui far riferimento per il suo calcolo riguardi solo le parti vetrate, ad esclusione dei cassonetti qualora presenti.

    Bene, l’Agenzia delle Entrate si è pronunciata in modo chiaro, ovvero che nel caso di variazione dimensionale degli infissi, non solo la superficie totale post-intervento deve essere uguale o minore a quella precedente, ma soprattutto ha sottolineato la contemplazione di strutture accessorie come scuri e persiane o i cassonetti accorpati all’infisso, in ottemperanza al D.M. del 6 Agosto 2020.

  • Municipia S.p.A.: Comuni, la tecnologia digitale a servizio della comunità

    Servizi pubblici più efficienti, cittadini più soddisfatti: la vision di Municipia S.p.A., partner per la trasformazione digitale delle città di ogni dimensione.

    Municipia S.p.A.

    Municipia S.p.A.: la soddisfazione della comunità passa attraverso servizi pubblici più efficienti

    La digitalizzazione delle PA locali ha di fatto un ruolo decisivo nel processo di modernizzazione del Paese. Municipia S.p.A., società del Gruppo Engineering che affianca i Comuni di ogni dimensione nel percorso di Digital Transformation, lo vive quotidianamente, come spiega il presidente Stefano De Capitani sui suoi canali social. “Il digitale sta caratterizzando in maniera sempre più marcata la nostra quotidianità e sicuramente la recente pandemia è stata complice della forte accelerazione di questa rotta”: offrire servizi digitali a cittadini e imprese “porta benefici a tutto il contesto urbano in termini di sostenibilità, sicurezza e inclusività da cui ne deriva la soddisfazione della comunità”. È in quest’ottica che Municipia S.p.A. opera nell’intero Paese: “Ogni strategia di innovazione deve, infatti, mettere al primo posto i cittadini. Ritengo che questa strada, grazie all’intesa fra pubblico e privato, sia l’unica da percorrere per generare un futuro sostenibile”.

    Le nuove tecnologie facilitano la vita dei cittadini: la conferma nei progetti di Municipia S.p.A.

    Le nuove tecnologie ci supportano “nella nostra quotidianità semplificando il nostro fare”: come fa notare il presidente di Municipia S.p.A. Stefano De Capitani lo “possiamo constatare tutti i giorni”. Qualche esempio concreto: “Pensiamo al tempo passato (perso) in fila agli sportelli o in mezzo al traffico o a quello speso nella ricerca di un parcheggio. Guardiamo, allora, la facilitazione che deriva dall’avere a disposizione app per trovare il parcheggio o conoscere lo stato della viabilità o, infine, dall’usufruire della messa a terra di interventi di Mobility as a Service per l’interoperabilità dei sistemi di trasporto”. O ancora “pensiamo anche ai dispositivi IoT, indispensabili per il controllo stradale e, in genere, ambientale. Andiamo oltre e pensiamo alle soluzioni per i pagamenti online – ad esempio per IMU o TARI -, oppure alle esperienze immersive per la promozione culturale e turistica dei territori o, ancora, agli assistenti virtuali, a disposizione H24/7 come realizzato con il “Rimini Chatbot”, che nei primi 9 mesi di attivazione ha risposto a 206.000 messaggi ad esempio su come fare il cambio di residenza, dove trovare informazioni sull’accesso in ZTL, sulle certificazioni anagrafiche e il rilascio carta d’identità”: non a caso è stato scelto fra i servizi digitali più innovativi dal progetto europeo UserCentriCities. Puntare a costruire città intelligenti per le amministrazioni locali significa “realizzare progetti in grado di rispondere concretamente a quelli che sono i bisogni dei propri abitanti”: lo dice l’esperienza di Municipia S.p.A. e soprattutto i riconoscimenti assegnati ai numerosi progetti che porta avanti in tutta Italia al fianco di Comuni di ogni dimensione.

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  • Renato Mazzoncini (A2A): “Acqua, sole, vento e rifiuti per aumentare l’autonomia energetica”

    Secondo un recente studio di A2A e The European House Ambrosetti, il Paese è al secondo posto per disponibilità di fonti green. Renato Mazzoncini: “Potenziale del biometano ancora inespresso”.

    Renato Mazzoncini

    Renato Mazzoncini: “Risultati studio A2A – Ambrosetti dimostrano potenzialità del Paese sulle rinnovabili”

    Nonostante sia seconda in Europa per disponibilità di energie rinnovabili, l’Italia sconta ancora un basso livello di autonomia energetica. A fronte di una media europea del 39,5%, produce infatti solo il 22,5% dell’energia consumata. Per assicurare al Paese un futuro energetico più indipendente, efficiente e sostenibile, l’AD di A2A Renato Mazzoncini non ha dubbi sulla strada da percorrere: incrementare la produzione da fonti rinnovabili sfruttando appieno le peculiarità del territorio. Intervistato dal “Corriere della Sera”, il manager porta a sostegno della sua tesi i risultati emersi dal recente studio “Verso l’autonomia energetica italiana: acqua, vento, sole, rifiuti, le nostre materie prime. Il fondamentale contributo delle regioni per il raggiungimento dei nostri obiettivi” realizzato da A2A in collaborazione con The European House Ambrosetti. La ricerca parla infatti di un possibile “incremento di 105,1 gigawatt di solare (quasi cinque volte la capacità installata), 21,1 gigawatt di eolico (quasi il doppio di oggi) e 3,3 gigawatt di idroelettrico (oltre il 20% della capacità installata)”. Obiettivi realistici che tuttavia possono essere raggiunti solo coinvolgendo nel processo le Regioni, ha spiegato Renato Mazzoncini: “La Lombardia, per esempio, ha un’ampia possibilità di crescita nel fotovoltaico che andrà sviluppato principalmente sui tetti, visto l’elevato numero degli edifici, mentre il Molise o la Puglia sono più adatti per gli impianti a terra”.

    Rifiuti, Renato Mazzoncini: “Stime parlano di 8 milioni di tonnellate da trasformare in energia”

    Oltre a sole, acqua e vento, materie prime di cui il Paese è ricco, Renato Mazzoncini punta i riflettori su un’altra risorsa che in Italia viene spesso sottovalutata, ossia i rifiuti. Per l’AD è necessario dotare i territori di impianti adeguati per avviare il recupero energetico dei rifiuti: “Abbiamo stimato un totale di circa 8 milioni di tonnellate che possono essere recuperati come energia, come già avviene a Milano o a Napoli nei nostri termovalorizzatori”. Un ruolo decisivo nella sicurezza energetica verrà ricoperto dal biometano, fonte rinnovabile che in Italia, ha ricordato Renato Mazzoncini, deve ancora dispiegare tutte le sue potenzialità: “Oggi produciamo 200 milioni di metri cubi, mentre secondo i nostri studi l’Italia ha un potenziale di 6,3 miliardi di metri cubi, che corrispondono a circa l’8% del consumo nazionale di gas e al 22% del metano importato dalla Russia nel 2021”.

  • Gruppo FS, connettività e digitalizzazione per abilitare una mobilità integrata e sostenibile

    Nei prossimi dieci anni Gruppo FS investirà 190 miliardi di euro. Centrale lo sviluppo dei servizi digitali e la connettività a bordo. Spazio anche all’autoproduzione di energia pulita.

    La strategia digitale del Gruppo FS

    Digitalizzazione, trasporti sempre più connessi e sensoristica diffusa sulla rete ferroviaria: è così che Gruppo FS si prepara a realizzare un sistema di infrastrutture e di servizi di mobilità più integrato, efficiente e sostenibile, in grado di offrire agli utenti un viaggio door-to-door a tutti gli effetti. Per la società guidata da Luigi Ferraris la trasformazione digitale diventa centrale per raggiungere gli ambiziosi obiettivi contenuti nel Piano 2022-2031. Diverse le iniziative strategiche che il Gruppo intende portare avanti nel prossimo decennio: è al lavoro per realizzare cinque nuove piattaforme digitali (Resilience, Smart Mobility, Logistica integrata, Orario intelligente, Pagamenti) dedicate al sistema dei trasporti. A queste si aggiunge anche il progetto “Gigabitrail and roads”, grazie al quale Gruppo FS poserà ulteriori cavi lungo i 17mila chilometri di rete ferroviaria assicurando così la connettività sia nelle 2.200 stazioni ma soprattutto durante i viaggi in treno e in autobus. Anche IoT e sensori giocheranno un ruolo fondamentale, con i dati raccolti che permetteranno non solo di garantire ai viaggiatori informazioni in tempo reale, ma anche di svolgere al meglio operazioni di manutenzione predittiva.

    Il contributo del Gruppo FS alla transizione energetica

    Anticipare la carbon neutrality al 2040 è l’obiettivo principale del Gruppo FS sul fronte della transizione energetica. Oltre a rinnovare la propria flotta con mezzi sempre più ecologici (la recente inaugurazione dell’Intercity Green è un esempio) e puntare sull’utilizzo di biodiesel e idrogeno nel trasporto pubblico locale, il Gruppo ha lanciato un vasto programma di autoproduzione di energia rinnovabile. Investimenti per 1,6 miliardi di euro destinati alla realizzazione di impianti fotovoltaici e minieolici con l’obiettivo di conseguire 2 GW di nuova capacità da fonti green e soddisfare il 40% del suo fabbisogno energetico. L’energia verrà prodotta soprattutto grazie a campi fotovoltaici, che sorgeranno non solo su tetti di stazioni e officine, ma anche in quelle aree considerate non più funzionali alle attività del Gruppo FS. Forte l’impegno anche nell’ambito dell’efficienza energetica: oltre ai treni a basso consumo, prevista anche la riqualificazione degli edifici e degli impianti di illuminazione con un risparmio di energia stimato del 40% annuo.

  • “Governance, Controlli e Responsabilità nell’Impresa in crisi”, il 14 e 15 ottobre a Bergamo i massimi esperti del settore a convegno per la tutela delle aziende in difficoltà

    Bergamo, martedì 11 ottobre “Governance, Controlli e Responsabilità nell’Impresa in crisi” è il titolo del convegno promosso dall’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Bergamo in programma venerdì 14 e sabato 15 ottobre presso il Teatro Donizetti. Un momento d’incontro e relazione tra illustri relatori con Dottori Commercialisti, Esperti Contabili, Avvocati e Notai provenienti da ogni parte d’Italia pensato per discutere di un tema sempre più attuale come quello delle imprese in crisi.

    Il convegno, giunto alla sua quarta edizione, verrà inaugurato venerdì 14 ottobre alle ore 9:00 e sarà strutturato in tre sessioni. I lavori inizieranno con il dibattito sul tema “Il perimetro dei Doveri”, introdotto dall’intervento “B.O.S.S. per un nuovo rinascimento” di Mons. Giulio Dellavite, Segretario Generale della Curia Vescovile di Bergamo. Seguirà nel pomeriggio la riflessione su “Gli scenari della Responsabilità”. Nella mattinata di sabato 15 ottobre, durante la terza ed ultima parte del convegno, si dibatterà invece della “Panoplia degli strumenti di affronto della crisi”. Le tre sessioni saranno coordinate rispettivamente dalla Presidente del Comitato Scientifico di Odcec Bergamo Simona Bonomelli, dalla dott.ssa Laura De Simone, Presidente di Sezione nel Tribunale di Bergamo e da Alessandro Solidoro, Dottore Commercialista in Milano.

    Il Presidente di Odcec Bergamo, dott. Francesco Geneletti, esprime grande soddisfazione per il ritorno del congresso promosso dall’Ordine: “Anche quest’anno Bergamo si rende protagonista dell’organizzazione di un convegno in materia di crisi d’impresa. Il nostro lavoro su questo tema procede ormai da anni, ma siamo in costante ricerca del miglioramento. Abbiamo sempre avuto un parterre di relatori di massimo livello che ci ha permesso – così come lo farà quest’anno – di trattare gli argomenti in maniera approfondita e tecnica. Ma quest’anno aggiungiamo anche un altro plus, quello del teatro Donizetti, meraviglioso centro di unione culturale della nostra città, probabilmente il polo più importante di Bergamo”.

    La dott.ssa Simona Bonomelli, Presidente del Comitato Scientifico, spiega invece il senso del convegno: “Lo scorso 15 luglio, dopo una serie di rinvii è entrato in vigore il nuovo Codice della Crisi e dell’Insolvenza, che è stato approvato con il decreto legge n.14 del 12 gennaio 2019. Si tratta di una novità importantissima, che innova profondamente la filosofia del diritto concorsuale perché si passa da una concezione statica, che mirava a tutelare esclusivamente la par condicio creditorum e la massimizzazione del soddisfacimento dei creditori, a una concezione dinamica nella quale l’impresa e la conservazione dell’impresa in attività sono messe al centro. Di conseguenza diventa importantissimo il ruolo di chi lavora nell’azienda e la aiuta in questo senso. E il titolo del convegno – aggiunge la dott.ssa Bonomelli – esprime in modo chiaro quanto ci proponiamo di fare in questi due giorni, che è proprio di spostare l’interesse dal commento sulla pura norma di legge alla figura che di fatto opera all’interno del perimetro della legge, quindi il commercialista con il suo ruolo di responsabilità e di dovere. Parlare di governance e controlli significa mettere l’attenzione sugli attori”.

    Attesi per la due giorni numerosi esperti nazionali della materia. Tra di essi Salvo Leuzzi, Magistrato addetto all’Ufficio del Massimario della Corte di Cassazione, Giovanni Nardecchia, Sostituto procuratore generale presso la Corte di Cassazione, Ilaria Pagni, Ordinario di Diritto commerciale nell’Università di Firenze, Giuliana Scognamiglio, Ordinario di Diritto commerciale nell’Università La Sapienza di Roma, Andrea Gemma, Professore di Istituzioni di Diritto Privato presso l’Università di Roma tre e Massimo Fabiani, Ordinario di Diritto Commerciale nell’Università del Molise.

  • Stefano Donnarumma all’Italian Energy Summit: l’intervento dell’AD e DG di Terna

    In che modo acquisire maggiore sicurezza in materia di approvvigionamento energetico? Ne ha parlato Stefano Donnarumma ai microfoni di “Affari Italiani”

    Stefano Donnarumma, AD Terna

    Stefano Donnarumma intervistato all’Italian Energy Summit

    Il rincaro delle materie prime e delle fonti di approvvigionamento energetico è un tema di urgente attualità che sta mettendo a dura prova la ripresa dell’economia. A fornire un quadro sulle dinamiche in corso è intervenuto l’Italian Energy Summit, organizzato da “24 Ore Eventi” in collaborazione con “Il Sole 24 Ore”. All’evento tenutosi il 28 e 29 settembre, in presenza presso la Borsa Italiana a Milano e in diretta streaming, ha preso parte anche l’Amministratore Delegato e Direttore Generale di Terna Stefano Donnarumma, intervistato da “Affari Italiani” a margine del convegno. Quali le azioni messe in campo dalla società che gestisce la rete di trasmissione elettrica nazionale? La strategia di Terna nel medio termine è caratterizzata dal proprio Piano Industriale, che cuba 10 miliardi di investimenti sulle infrastrutture di rete”, ha dichiarato l’AD e DG in merito: a ciò si aggiunge “il Piano di Sviluppo Nazionale condiviso con le istituzioni e con l’ARERA, che prevede 18 miliardi al 2030”. Come osservato da Stefano Donnarumma, la strategia è orientata alla realizzazione e al potenziamento delle infrastrutture per abilitare le rinnovabili”.

    Stefano Donnarumma: rinnovabili, diversificazione e accumuli al centro del sistema energetico

    Proprio sul tema delle rinnovabili Stefano Donnarumma ha specificato come nel Paese sia ancora presente un dislivello da colmare per raggiungere condizioni di maggiore sicurezza: nello specifico, un “gap di rinnovabili al 2030 che è stimato oggi intorno ai 70 gigawatt”. Per questo motivo, da anni, Terna è in prima linea per accompagnare il sistema elettrico nazionale nel tragitto di transizione energetica, sempre più necessaria e sempre più connessa a obiettivi di sostenibilità e sicurezza. A farla da padrone in questo contesto sono proprio le energie rinnovabili, insieme a interventi di diversificazione delle fonti e sviluppo dei sistemi di accumulo. A tal proposito, per Stefano Donnarumma le azioni messe in atto in questo momento, come i rigassificatori, gli accumuli, la diversificazione del gas, sul lato del gas, e l’accelerazione delle rinnovabili, dovrebbero portarci a una condizione di maggiore sicurezza”, così l’AD e DG al termine dell’intervento.

  • FSI, al via la partnership con Sterling: le dichiarazioni di Maurizio Tamagnini

    Il fondo guidato da Maurizio Tamagnini conferma il suo interesse per il settore farmaceutico: l’azienda della famiglia Ferlin è oggi leader nella produzione di principi attivi. 

    Maurizio Tamagnini

    Maurizio Tamagnini: FSI, i dettagli dell’operazione Sterling

    Forte dell’esperienza con Kedrion, FSI decide di puntare ancora una volta sull’industria farmaceutica italiana. Lo scorso 29 luglio la società fondata da Maurizio Tamagnini ha comunicato l’intenzione di acquisire, tramite il fondo FSI I, il 35% del capitale di Sterling, nota azienda perugina specializzata nella produzione di principi attivi per trattare patologie in ambito oncologico, respiratorio e dermatologico. La partnership sottoscritta tra FSI e la famiglia Ferlin, fondatrice e investitore di lungo termine di Sterling, prevede la realizzazione di un ambizioso progetto di crescita sia per vie interne che tramite acquisizioni con l’obiettivo di creare un’azienda di riferimento a livello europeo nella produzione di principi attivi. L’investimento della società guidata da Maurizio Tamagnini sarà strutturato per la quasi totalità tramite aumento di capitale: in questo modo l’azienda della famiglia Ferlin, che manterrà il controllo con il 65%, avrà a disposizione le risorse necessarie per portare a termine il nuovo piano di sviluppo.

    Maurizio Tamagnini: R&S, maggiore produzione e acquisizioni i pilastri della strategia

    In occasione della sottoscrizione della partnership, Maurizio Tamagnini ha tracciato le linee guida del nuovo percorso di Sterling: “Il progetto, grazie all’aumento di capitale messo a disposizione della Società, ha l’obiettivo di fornire carburante per la crescita dell’azienda tramite un rafforzamento degli investimenti in Ricerca & Sviluppo, un’espansione della base produttiva e garantendo la flessibilità finanziaria per acquisizioni”. FSI intende replicare il successo ottenuto con il Gruppo Kedrion, attivo nella produzione di emoderivati, nel quale FSI ha recentemente deciso di reinvestire dopo l’operazione di acquisizione conclusa da Permira. “FSI ha identificato il settore farmaceutico come una priorità – ha sottolineato Maurizio Tamagnini L’auspicio è di accompagnare la famiglia Ferlin in un processo di crescita trasformazionale simile a quello che abbiamo da anni intrapreso con la famiglia Marcucci in Kedrion”.

  • Produzione di petrolio, l’intero mercato è in mano a 10 Paesi

    Anche se si cercano costantemente delle alternative, il petrolio rimane attualmente la principale fonte di energia per l’economia globale. Non tutti sanno che la produzione di questo carburante del pianeta è in mano prevalentemente ad un pugno di pochi paesi.

    Petrolio, estrazione e produzione

    petrolioIl petrolio alimenta il 40% di tutta l’energia che viene consumata nel mondo. È quasi il doppio rispetto al carbone e dal gas naturale, che sono al 23% ciascuno. Il resto è prevalentemente garantito da energia idroelettrica, al 14%.

    La lavorazione del petrolio consente la produzione di benzina, gasolio, nafta e oli combustibili per il riscaldamento e l’alimentazione dei mezzi di trasporto. La sua preziosità non a caso lo fa denominare oro nero. Come l’oro, anche la maggior parte delle risorse si concentra nelle mani di pochi.

    I dati sul petrolio

    Sebbene sia utilizzato in tutto il mondo, sono soltanto 10 gli stati che forniscono petrolio a tutto il mondo. Ne estraggono circa l’87% del totale e sono i veri market maker del settore petrolifero.

    Il principale paese è il Venezuela dove si trova il 18% delle riserve mondiali di petrolio. Parliamo di quasi 47 miliardi di tonnellate. Proprio il paese sudamericano fu il promotore negli anni 60 della costituzione dell’OPEC, ovvero il cartello dei produttori che ha lo scopo di negoziare meglio prezzi e concessioni con le compagnie petrolifere.

    Il secondo paese con le maggiori riserve di petrolio al mondo e l’Arabia Saudita con 42 miliardi di tonnellate. Dietro a questi due paesi ci sono Iran, Iraq, Kuwait, Emirati Arabi Uniti, Canada e Russia.

    Stati Uniti leader nella produzione

    Va detto però che avete delle riserve petrolifere non vuol dire automaticamente essere produttore. In questo senso il discorso cambia del tutto.
    Gli Stati Uniti ad esempio, pur essendo il decimo paese per riserve di petrolio, sono il primo produttore al mondo. Fanno business trading con i volumi più alti di tutti. Immettono infatti sul mercato 1,8 di tonnellate al giorno. La Russia, pur essendo l’ottavo paese per riserve di greggio, è il secondo produttore mondiale. Questo ci fa capire perché con lo scoppio della guerra in Ucraina e le conseguenti sanzioni contro Mosca, il prezzo del petrolio è schizzato oltre 100 dollari al barile.

    L’unico Paese che, oltre ad avere grandi giacimenti, è anche uno dei maggiori produttori è l’Arabia Saudita.
    Un’ultima annotazione riguarda l’Italia: siamo il primo paese europeo per giacimenti di petrolio, la maggior parte dei quali è concentrata al Sud in Sicilia e Basilicata.