Categoria: Economia e Finanza

  • Il percorso professionale del manager Claudio Machetti (Enel)

    Da maggio 2014 Claudio Machetti è Direttore della Global Energy and Commodity Management Business Line di Enel. Il manager ha iniziato la sua carriera nel Banco di Roma ed è anche stato alla guida della Finanza Operativa di Ferrovie dello Stato Italiane.

    Claudio Machetti

    Claudio Machetti: l’esordio in Banco di Roma e l’esperienza in Ferrovie dello Stato Italiane

    Claudio Machetti frequenta il Liceo Classico “Tito Lucrezio Caro” e si iscrive alla facoltà di Scienze Statistiche dell’Università La Sapienza di Roma. Conseguita la laurea nel 1982, avvia la sua carriera nel Banco di Roma. Qui inizia come impiegato in una filiale di Milano, per poi essere trasferito nel 1984 alla Direzione Centrale di Roma dove opera in qualità di analista finanziario. Specializzatosi in equity, passa a curare l’IPO di alcune società della Borsa Italiana nell’Ufficio Analisi Finanziarie. Del 1990 il suo ultimo incarico presso il Banco di Roma: viene nominato Vicedirettore Responsabile del Nucleo Analisti Finanziari. Entra nel 1992 in Ferrovie dello Stato Italiane come Dirigente Responsabile dell’Unità Mercati Finanziari e successivamente diventa Direttore della Finanza Operativa. Contemporaneamente prende parte alla costituzione della società finanziaria Fercredit, della quale diverrà anche Amministratore Delegato.

    La carriera di Claudio Machetti in Enel: da Responsabile dell’Area Finanza a Direttore di una Business Line del Gruppo

    Nel 2000 Claudio Machetti entra a far parte di Enel in qualità di Responsabile dell’Area Finanza. Qui collabora alla nascita di Enelfactor (società finanziaria di cui subito diventa Amministratore Delegato) e alla costituzione di Enel Insurance, società assicuratrice captive del Gruppo per la quale ricopre la posizione di Presidente fino al 2014. Presidente anche di FondEnel e Fopen, i due fondi pensione di Enel, nel 2005 assume l’incarico di Direttore Finanziario, arrivando quindi ad occuparsi di M&A e dei rapporti con gli investitori. Nel 2009 viene messo alla guida della Direzione Risk Management, mentre nel 2014 viene nominato Direttore della Business Line del Gruppo (allora chiamata Global Trading). Inoltre, assume l’incarico di Presidente del CdA di Enel Trade e nel 2015 viene nuovamente nominato Presidente di Fondenel. Ancora a capo della Business Line, mutata nel 2021 in Global Energy and Commodity Management, Claudio Machetti oggi si occupa soprattutto di gestire il sourcing di carbone, gas ed olio combustibile, i mercati all’ingrosso di gas ed energia elettrica nei Paesi in cui è presente Enel, nonché l’attività di trading di commodities a livello globale.

  • Gruppo FS, i Frecciarossa 1000 sbarcano sulla tratta Madrid-Barcellona

    Nelle prossime settimane il servizio Alta Velocità del Gruppo FS verrà esteso fino a Valencia e Cuenca. Prodotto da Hitachi, il Frecciarossa consente un risparmio dell’80% di CO2.

    Gruppo Fs, Frecciarossa 1000 Madrid-Barcellona

    Gruppo FS: la mappa dell’Alta Velocità italo-spagnola

    Buone notizie dalla Spagna per il Gruppo FS. Lo scorso 25 novembre ha debuttato con successo sulla tratta Madrid-Barcellona il primo Frecciarossa 1000 in servizio per iryo, il primo operatore privato spagnolo dell’Alta Velocità partecipato dal Gruppo FS, Air Nostrum e Globalvia. Il mezzo è partito dal binario 7 della stazione di Madrid Atocha alle 6:45 con direzione verso la città costiera, inaugurando la prima di diverse corse programmate nella giornata. Forte l’entusiasmo sia di viaggiatori spagnoli che italiani, che in numerosi hanno già deciso di affidarsi al servizio AV del Gruppo FS. Dal 16 dicembre i Frecciarossa di iryo non si limiteranno alla rotta Madrid-Barcellona via Saragozza ma arriveranno fino a Valencia e Cuenca. L’anno prossimo l’obiettivo è estendere il servizio alle città iberiche di Siviglia, Malaga, Antequera e Cordoba entro il 31 marzo, con l’aggiunta a giugno di Alicante e Albacete. In totale sono 20 i nuovi Frecciarossa che sbarcheranno sulle tratte spagnole, mentre fino a 70 i collegamenti previsti ogni giorno.

    Gruppo FS: iryo, l’offerta commerciale

    Sulle tratte spagnole del Gruppo FS l’operatore ferroviario iryo offre ai viaggiatori la possibilità di scegliere tra quattro zone di comfort, tutte dotate di braccioli individuali con prese di corrente usb, Wi-Fi gratuito e possibilità di connettersi al 5G. Dalla più economica “Inicial”, che prevede anche l’accesso gratuito ad una piattaforma di contenuti, alla premium “Infinita”, con sedili più spaziosi e una cucina di alta qualità con il menu Haizea Bistrò. Completano l’offerta “Singular Only You”, con spazi di lavoro individuali o di gruppo e la possibilità di soggiornare presso gli “Only You Hotels”, e “Singular”, pensato invece per il viaggiatore d’affari in solitaria. La sostenibilità è un altro punto di forza dei Frecciarossa 1000 di Gruppo FS. Prodotto da Hitachi, si tratta del treno più moderno della flotta, con convogli riciclabili al 95% e soprattutto un risparmio dell’80% delle emissioni di CO2 per passeggero chilometro.

  • Cristina Scocchia al “Forum di Cernobbio”: “Ragionevolmente ottimisti per uscire dalla crisi”

    Restare “ragionevolmente ottimisti” nonostante i contesti geopolitico e macroeconomico non siano rassicuranti: così Cristina Scocchia nell’intervista al “Forum di Cernobbio”.

    Cristina Scocchia

    Cristina Scocchia: ragionare con ottimismo, l’analisi dell’AD di Illycaffè

    Guerra, energia, inflazione e post-pandemia sono alcune delle questioni principali che caratterizzano la contemporaneità a livello globale. Situazioni che gravano su imprese, famiglie e cittadini, alle prese con difficoltà sempre più evidenti. Si è parlato di questo al 48° “Forum di Cernobbio”, organizzato da The European House – Ambrosetti e tenutosi a Villa d’Este dal 2 al 4 settembre 2022. Al summit ha preso parte anche Cristina Scocchia, Amministratore Delegato di Illycaffè, che ha fornito il punto di vista di chi vive da vicino l’impatto della crisi sul tessuto imprenditoriale nazionale. “Il contesto geopolitico e quello macroeconomico non sono rassicuranti, è normale che le aziende abbiano preoccupazioni per quelli che sono i mesi che ci aspettano”: l’AD ha inoltre riportato gli ultimi dati Cerved secondo cui “sono 100.000 le aziende a rischio di default nei prossimi mesi, aziende di piccole dimensioni soprattutto nel sud del Paese e nell’ambito dei servizi e delle costruzioni”. Nonostante la situazione, però, è importante mantenere la bussola e ragionare con ottimismo. “Credo che il nostro Paese abbia attraversato con successo delle crisi grandi tanto quanto quella che ci troviamo ad affrontare oggi”, così Cristina Scocchia: “Ce l’abbiamo fatta in passato, possiamo farcela anche oggi. Essere pessimisti porta solo ad aumentare i risparmi, che però non sono produttivi. Essere invece ragionevolmente ottimisti e positivi spinge i consumi, che sappiamo essere un volano per la produzione e quindi per i posti di lavoro”.

    Cristina Scocchia: nel Paese c’è “tutto ciò che ci serve per riuscire ad affrontare questa sfida”

    Dal punto di vista delle imprese, uno dei maggiori problemi da affrontare è il rincaro dei prezzi energetici. Come evidenziato da Cristina Scocchia, infatti, siamo vicini a una soglia di insostenibilità per la manifattura italiana”: “Ricordiamoci che siamo un Paese manifatturiero, le nostre aziende devono competere non solo con aziende americane che hanno dei costi 7 volte più bassi, ma anche con aziende francesi e spagnole che hanno comunque il prezzo dei beni energetici in qualche modo calmierato”. L’intenzione, comunque, è quella di rimanere positivi poiché “abbiamo tutto ciò che ci serve per riuscire ad affrontare questa sfida”. Nella fattispecie di Illycaffè, Gruppo che Cristina Scocchia guida da quasi un anno, la strategia ha l’obiettivo di puntare sulla crescita, crediamo che per uscire da questa tempesta quasi perfetta sia necessario crescere”. Pertanto, “espansione nei mercati internazionali, soprattutto Cina e Stati Uniti, digitale e sostenibilità”: queste “le tre stelle polari che speriamo ci guidino fuori dalla tempesta”, ha specificato l’AD nell’intervista. Infine anche una considerazione sul fatto che, a livello di Esecutivo, si continui nel sostegno verso imprese e famiglie come fatto negli scorsi anni: inoltre, “è importante che aumentino i servizi alle famiglie, abbiamo bisogno di asili nido, di scuole pubbliche a tempo prolungato, abbiamo bisogno di tutti quei servizi socio-educativi che permettono alle famiglie, mamma e papà, di potersi dedicare anche al lavoro e conciliare i due aspetti”.

  • Francesco Starace: Enel, nelle parole dell’AD il valore del Piano 2023-2025

    Riposizionare business e geografie, focus sull’elettrificazione sostenibile, assicurare crescita e solidità finanziaria, creare valore per tutti gli stakeholder: le direttrici del Piano Strategico 2023-2025 di Enel illustrate dall’AD Francesco Starace.

    Francesco Starace

    Enel: l’AD Francesco Starace presenta la Strategy per il prossimo triennio

    Intervenuto al Capital Markets Day 2022 di Enel lo scorso 22 novembre a Milano, l’AD e DG Francesco Starace ha illustrato il nuovo Piano Strategico 2023-2025: “Nei prossimi tre anni ci concentreremo su modelli di business integrati, know-how digitale nonché business e aree geografiche che possano aggiungere valore nonostante le complessità dell’attuale scenario, attraverso una struttura più snella e indicatori finanziari più solidi”. Quattro in particolare le azioni strategiche: un bilanciamento della domanda dei clienti e dell’offerta per ottimizzare il profilo di rischio/rendimento, la decarbonizzazione per assicurare competitività, sostenibilità e sicurezza, il rafforzamento, lo sviluppo e la digitalizzazione delle reti per abilitare la transizione e infine la razionalizzazione del portafoglio di business e delle aree geografiche. “Ciò aumenterà la nostra resilienza di fronte a potenziali future persistenti turbolenze, oltre a posizionare la nostra creazione di valore in un percorso di ulteriore crescita, a vantaggio di tutti gli stakeholder e accelerando l’indipendenza energetica nei Paesi ‘core’”, ha sottolineato l’AD Francesco Starace. In quest’ottica tra il 2023 e il 2025 saranno investiti complessivamente circa 37 miliardi di euro, di cui il 60% a sostegno della strategia commerciale integrata del Gruppo (generazione, clienti e servizi), e il 40% a favore delle reti, per sostenere il loro ruolo di abilitatori della transizione energetica.

    Francesco Starace: l’impegno sostenibile continuerà ad essere al centro della nostra strategia

    Pienamente integrata nelle nostre decisioni” la sostenibilità, come indicato da Francesco Starace, continuerà “a collocarsi alla base della nostra strategia facendo anche leva sull’accelerazione dell’elettrificazione in tutte le economie”. Il nuovo Piano, focalizzato su transizione energetica, decarbonizzazione e digitalizzazione, guarda in particolare al conseguimento degli obiettivi net-zero al 2040, in anticipo di dieci anni rispetto a quanto inizialmente previsto. Impegni di grande rilievo da portare avanti nel difficile contesto attuale: la pandemia, la crisi energetica, i conflitti geopolitici e le conseguenze del climate change impongono infatti una necessaria accelerazione del processo di transizione energetica e digitalizzazione nonché la riorganizzazione delle catene di approvvigionamento globali. Il nuovo Piano Strategico 2023-2025 nasce su queste basi. Enel intende quindi focalizzarsi nel prossimo triennio su una filiera industriale sempre più integrata verso un’elettrificazione sostenibile, mai come oggi necessaria nei sistemi energetici globali: si punta quindi a soddisfare circa il 90% delle vendite a prezzo fisso con elettricità carbon-free nel 2025, a portare la generazione da fonti rinnovabili a circa il 75% del totale e a digitalizzare circa l’80% dei clienti di rete. Risultati quelli indicati nel Piano che per Francesco Starace “potranno essere raggiunti grazie alla grande competenza e motivazione dei colleghi del Gruppo Enel e all’assetto organizzativo basato sulle piattaforme digitali che abbiamo adottato”.

  • Prezzo del petrolio, il tetto massimo del G7 favorisce la Cina

    Uno dei modi con quali si sta combattendo la battaglia geopolitica scaturita dal invasione della Russia in Ucraina riguarda il petrolio. Di recente i paesi del G7 hanno deciso di fissare un limite al prezzo del petrolio russo, sperando così di danneggiare Mosca e di far scendere la quotazione del barile. In realtà più che creare un danno alla Russia, si finisce per fare un favore alla Cina.

    G7, Russia e prezzo del petrolio

    prezzo del petrolioL’accordo che è stato concordato, riguarda un tetto al prezzo del petrolio Russo fissato a 60 dollari al barile.

    Tuttavia questo livello di prezzo massimo è superiore all’attuale prezzo degli Urali, nonché superiore anche alla media quinquennale del prezzo quotato. Inoltre è maggiore anche rispetto al prezzo medio del netback di Rosneft.
    Che senso ha quindi fissare un tetto superiore al prezzo attuale? Poco.

    Le conseguenze

    Chi ha analizzato il mercato del petrolio a fondo, ha evidenziato le possibili conseguenze di questa mossa.
    I paesi che non fanno parte dell’Unione Europea continueranno ad importare greggio russo via mare, ma non potranno distribuirlo se non a un prezzo inferiore al Price Cap.
    La conseguenza di tutto ciò è che la Cina potrà acquistare molto più petrolio russo (garantendosi così una fornitura a lungo termine a prezzi accomodati), ad un prezzo fortemente scontato, mentre Mosca continuerà a realizzare ottimi profitti sui barili che vende.

    Il punto è che un price cap così elevato lascia il commercio di petrolio russo ancora fortemente redditizio, e consentirà a Mosca – nonostante il rublo faccia parte delle coppie di valute più volatili – di incassare ancora miliardi di tasse.
    Inoltre, come ulteriore fattore beffa, la mossa del G7 ha spinto l’Opec+ a mantenere i suoi tagli all’offerta, aumentando l’export al prezzo del petrolio medio realizzato più alto.

    Il pericolo concreto

    Secondo autorevoli analisti di mercato, fissando un tetto al prezzo del petrolio russo, il G7 non solo potrebbe non vedere mai segnali di inversione del trend, ma potrebbe innescare un ciclo rialzista di tutte le materie prime nel qual è la dipendenza dall’oro nero di Mosca e dell’Opec+ aumenterà invece di scendere.

  • Pierroberto Folgiero: Fincantieri a Monfalcone, assunzione di nuove risorse e filiera di qualità

    L’AD e DG di Fincantieri Pierroberto Folgiero: “Riportiamo gli italiani alle saldatrici, all’arte della carpenteria e ricreiamo i mestieri del nostro Paese”.

    Pierroberto Folgiero

    Fincantieri, l’AD Pierroberto Folgiero a Monfalcone per i lavoratori del futuro: i dettagli del progetto

    Il progetto che l’AD e DG di Fincantieri Pierroberto Folgiero ha in mente per il cantiere di Monfalcone “dovrà essere modello per la manifattura italiana”. Lo ha sottolineato in un’intervista al TgR Friuli Venezia Giulia lo scorso 26 ottobre in occasione dell’incontro con il Sindaco Anna Maria Cisint a cui ha preso parte il Presidente della Regione Massimiliano Fedriga. Per l’AD di Fincantieri è arrivato “il momento di imprimere una svolta, con senso di responsabilità sociale”: l’ottica a cui si guarda attraverso il progetto portato avanti da Fincantieri in sinergia con le amministrazioni locali è di riportare “gli italiani alle saldatrici, all’arte della carpenteria” ricreando “i mestieri del nostro Paese” perché, come ha ribadito Pierroberto Folgiero, “navi belle come le facciamo qui a Monfalcone non le fa nessuno e non nascono senza la maestria dei carpentieri e dei saldatori”. Il lavoro del futuro dunque al centro di questo progetto che si snoda in tre fasi, una di breve, una di medio e una di lungo periodo.

     

    Bisogna seminare oggi per raccogliere domani: l’impegno di Fincantieri nelle parole dell’AD Pierroberto Folgiero

    Nel breve lavoreremo sulle professionalizzazioni”, ha spiegato in merito Pierroberto Folgiero, AD e DG di Fincantieri annunciando per gennaio un nuovo “recruiting day” focalizzato sulla ricerca di personale specializzato che sarà poi ulteriormente formato attraverso un percorso definito in collaborazione con la Regione. L’AD e DG di Fincantieri non nasconde che ci saranno “cose difficili da affrontare ma ci organizzeremo insieme al Comune di Monfalcone con tempi diversi, di breve, medio e lungo periodo, con l’obiettivo di raggiungere il risultato”. Pierroberto Folgiero ha aggiunto di sentire “la responsabilità di disegnare la Fincantieri dei prossimi dieci anni” e questo non solo per l’impegno in ottica sociale. “Bisogna seminare oggi per raccogliere domani”: questa la direzione tracciata dall’AD e DG, come indica anche il progetto lanciato a Monfalcone.

  • Con Banca Generali un private banking sempre più giovane

    Private banking, una rete di consulenti sempre più giovane e soluzioni di investimento innovative la risposta di Banca Generali ai cambiamenti in corso nel settore.

    Banca Generali e Private Banking

    Private banking, il percorso di “svecchiamento” targato Banca Generali

    Banca Generali guarda al futuro e si prepara ad una nuova fase di crescita puntando su una rete di consulenti sempre più giovani e prodotti in linea con le esigenze della nuova clientela private banking. Per raggiungere gli ambiziosi obiettivi contenuti nel Piano Strategico 2022-2024, l’Istituto guidato da Gian Maria Mossa sta portando avanti una decisa operazione di “svecchiamento” del proprio network, promuovendo l’ingresso di professionisti under 40. Da inizio anno sono 42 i consulenti entrati finora in organico. Quasi la metà è passato per il canale innovativo del team, che prevede una intensa collaborazione con i senior private banker. Nella stessa direzione va “Progetto Giovani”, piano di ingresso lanciato da Banca Generali e rivolto ai professionisti under 35 intenzionati a sviluppare al meglio le competenze maturate nell’ambito private banking. Un percorso di 36 mesi che vede nella formazione continua e soprattutto nelle attività di mentoring i suoi punti di forza.

    Private banking, Bernardi (Banca Generali): “Vogliamo professionisti in grado di dialogare con la nuova fascia di clientela

    Il percorso di “svecchiamento” delineato dall’Istituto italiano leader nel private banking non si limita tuttavia all’inserimento e alla formazione di giovani professionisti.  Il cambiamento è in corso anche sul fronte dell’offerta. A spiegarlo è Marco Bernardi, Vice Direttore Generale di Banca Generali, che ha ricordato i numerosi prodotti lanciati dall’Istituto negli ultimi mesi: comune denominatore l’attenzione a temi quali la transizione energetica, l’innovazione e le energie rinnovabili. Tra questi la polizza multiramo BG OLTRE e le nuove linee di Lux IM, l’innovativa SICAV nata per cogliere le opportunità legate ai trend del futuro, dalle fonti green alle nuove tecnologie. Per rispondere ai “mutamenti del contesto socio-economico”, Banca Generali è impegnata quindi su entrambi i fronti: “Siamo convinti che questa progressiva differenziazione dei modelli di servizio sia fondamentale per guidare la Banca verso un ulteriore salto dimensionale nei prossimi anni”, ha detto Bernardi.

  • Rinnovabili, Stefano Donnarumma (Terna): “Serve cambio di passo sullo sviluppo degli accumuli”

    L’Italia può diventare l’hub energetico del Mediterraneo ma per farlo è necessario accelerare su reti, rinnovabili e soprattutto accumuli. L’AD e DG di Terna Stefano Donnarumma lo ha ricordato nel suo recente intervento a “MoltoEconomia”.  

    Stefano Donnarumma

    Stefano Donnarumma: “Da Terna un Piano per rinforzare le dorsali di trasporto Sud-Nord

    Per accompagnare il Paese verso la transizione energetica e renderlo indipendente dal gas importato l’unica strada è concentrare gli investimenti sullo sviluppo delle reti e sulle fonti di energia rinnovabile. E non solo: fondamentale è anche il ruolo degli accumuli di energia elettrica, finora sottovalutato. A ribadirlo è Stefano Donnarumma, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Terna. Lo scorso 1° dicembre ha preso parte come relatore al convegno “MoltoEconomia – La recessione che verrà”. Organizzato dal quotidiano “Il Messaggero”, l’evento si è tenuto a Roma presso le Scuderie di Palazzo Altieri. “Coerentemente con il suo ruolo di regista del sistema elettrico nazionale – ha spiegato l’AD e DG – Terna ha un Piano decennale di Sviluppo della rete da 18,1 miliardi di euro con investimenti tesi a renderla ancora più efficiente rinforzando, in particolare, le dorsali di trasporto dal Sud al Nord del Paese”. Investimenti che già nei primi nove mesi del 2022 hanno superato il miliardo di euro: “Un record – ha commentato Stefano Donnarumma, che poi ha aggiunto – questo piano genererà importanti ricadute economiche e occupazionali: numerosi studi hanno evidenziato come ogni miliardo di euro investito in infrastrutture elettriche ne genera circa tre in termini di PIL, con la creazione di circa mille posti di lavoro”.

    Stefano Donnarumma: “Su accumuli il Paese è in ritardo, servono investimenti per 15 miliardi

    Per sfruttare appieno le potenzialità del Paese, che ha tutte le carte in regola per assumere il ruolo di hub energetico del Mediterraneo – con Terna che al momento gestisce già 26 linee transfrontaliere ed è al lavoro per realizzare un elettrodotto tra Italia e Turchia – è necessario accelerare ulteriormente sulle rinnovabili, ha continuato Stefano Donnarumma, ricordando i passi in avanti fatti negli ultimi mesi sul fronte delle richieste di connessione alla rete elettrica da parte di nuovi impianti green, che a ottobre hanno raggiunto il valore complessivo di 300 GW: “Un dato significativo – ha commentato l’AD e DG – pari a oltre 4 volte il fabbisogno di 70 GW di nuova capacità rinnovabile necessario per raggiungere i target definiti dal nuovo pacchetto UE ‘Fit-for-55’ al 2030. Realizzare questi 70GW porterebbe a un risparmio di oltre 26 miliardi di metri cubi di gas, valore sostanzialmente pari alle quantità che il nostro Paese ha importato dalla Russia negli ultimi dodici mesi”. Secondo Stefano Donnarumma, sugli accumuli di energia elettrica la strada da percorrere invece è ancora lunga. Da tempo Terna è impegnata a promuoverne lo sviluppo, in particolare nel Mezzogiorno, ma per il target al 2030 previsto dal Pniec è necessario uno sforzo ulteriore: “Si può stimare un investimento complessivo pari a circa 15 miliardi di euro che avrebbe un duplice beneficio: da un lato, un impatto positivo sul PIL pari a oltre 40 miliardi di euro; dall’altro, l’immissione in rete, grazie agli accumuli, di circa 16 terawattora all’anno di energia rinnovabile”.

  • Beni Rifugio Perché l’Oro è il Più Ricercato

    Beni rifugio come l’oro hanno caratteristiche uniche che non possano essere spiegate del tutto in quanto non si tratta di un bene primario da cui dipende la sopravvivenza dell’umanità.
    Nonostante ciò il prezioso metallo giallo è talmente considerato importante che è stato spesso la causa di eventi di dimensioni epocali come guerre, migrazioni, evoluzione, ecc.
    Al di là delle peculiarità di questo metallo che comunque è molto utile in vari ambiti anche strategici come l’elettronica o in alcuni utilizzi medici, il suo ruolo considerato più importante è quello che svolge in economia e finanza come bene rifugio.
    Questo metallo prezioso particolarmente duttile negli utilizzi materiali risulta altrettanto idoneo ad essere un bene rifugio.
    Uno dei fattori che lo rende utile ad esserlo è la sua indistruttibilità rispetto ad altri metalli che invece con il tempo o per condizioni ambientali avverse finiscono per deteriorarsi.
    Questo non accade per l’oro che può rimanere anche secoli sommerso per riemergere senza danni strutturali alla sua integrità.
    Questo lo ha reso fin dall’antichità il bene perfetto per commerciare anche tra luoghi molto lontani tra loro.
    Ancor prima della diffusione delle prime monete l’oro veniva accettato in pagamento anche in polvere o in pezzi.
    Ancora oggi pur non potendolo spendere direttamente avendo oro in qualsiasi forma possiamo ottenere soldi subito recandosi presso attività come questo compro oro Firenze.
    Un altro fatto che ha reso l’oro un bene rifugio perfetto è la scarsità e la difficile reperibilità che rende questo metallo molto prezioso.
    Ma alla base del successo del prezioso metallo giallo c’è un fattore che non del tutto spiegabile dal punto di vista logico ma che deve essere dato per scontato in quanto si tratta di un dato di fatto confermato fin dall’antichità.
    Questo fattore è la bramosia degli uomini nel possederlo che si è diffusa praticamente in tutto il mondo fin da tempi immemori.
    Analizzando questo si potrebbe pensare che tale fascino sia dato dalla bellezza di questo metallo ma andando più affondo è meno realistico credere che il successo dell’oro da un punto di vista economico sia dato dal lato estetico.
    Più facile è credere che questa bramosia per l’oro sia qualcosa che sia stati tramandato per motivi oggi non ben definibili da civiltà antichissime che forse con questo metallo riuscivano ad ottenere effetti molto più importanti e primari.

     

  • Giampiero Catone: proteggere famiglie e imprese dal rischio usura. Cosa può fare il Governo

    Nel suo editoriale, Giampiero Catone mette in luce le attuali problematiche economiche e i rischi derivanti dall’incremento dei prezzi. Famiglie e PMI italiane i soggetti maggiormente colpiti.

     Giampiero Catone

    Giampiero Catone, mobilitare nuovi fondi a tutela di famiglie e imprese

    Nel contesto attuale in cui ci troviamo emerge l’urgenza di tutelare in particolar modo le famiglie e le piccole-medie imprese italiane: oggi rappresentano infatti i soggetti maggiormente colpiti dall’impennata dei prezzi. Come evidenziato da Giampiero Catone dai risultati di un’analisi eseguita dalla CGIA di Mestre risulta necessario stanziare una somma pari a 35 miliardi di euro a sostegno di imprese e famiglie italiane. “Se quei 35 miliardi non saranno trovati entro fine anno per arginare i prezzi dell’energia – avverte la CGIA – arriva il rischio che moltissime imprese e altrettante famiglie non siano nelle condizioni di pagare le bollette e, conseguentemente, di vedersi chiudere la fornitura, è molto elevato”. Il Governo è quindi tenuto a mobilitare ingenti risorse finanziarie non solo per ridurre le tensioni, ma anche per evitare che l’intero sistema vada in blocco. Se così non fosse c’è il rischio concreto che le imprese si vedano costrette a bloccare la produzione provocando chiusure a catena con ricadute gravi.

    Giampiero Catone: caro energia, il rischio recessione è concreto

    La guerra e la crisi economica sono oggi i due temi maggiormente discussi anche a livello europeo. L’impennata dei prezzi nel nostro Paese, che grava soprattutto su cittadini e imprese italiane già in difficoltà, fa crescere il timore di una possibile recessione capace di mettere in subbuglio l’intero sistema produttivo e distributivo. Giampiero Catone riporta le parole della Presidente di Confesercenti Patrizia De Luise secondo cui “il caro energia è un propellente per un effetto domino che travolge famiglie, imprese, occupazione, consumi”. “Il caro energia inarrestabile – aggiunge il Presidente di Confcommercio Carlo Sangalli – rende più concreti i rischi di recessione”. In tale scenario si aggiunge un altro argomento allarmante: i cosiddetti “margini di garanzia” dei contratti di distribuzione di gas, elettricità e acqua perfezionati dalle società retail che fanno da intermediari tra le utility e gli utilizzatori finali. Con un incremento dell’indice del rischio di liquidità del 138%, la situazione italiana è piuttosto allarmante e a livello europeo, conferma Giampiero Catone, “saranno necessari oltre 1.500 miliardi di dollari” per sostenere tali margini.

  • Mutui variabili: possibili rincari fino a 180 euro da inizio anno

    Il 15 dicembre si terrà la prossima riunione della BCE e sembra ormai certo un nuovo aumento dei tassi che, secondo le attese, potrebbero salire questa volta di 50 punti base, con inevitabili ricadute sulle rate dei mutui variabili. Secondo le simulazioni di Facile.it, considerando un mutuo variabile medio*, a seguito del nuovo incremento la rata mensile potrebbe aumentare, nei prossimi mesi, di quasi 35 euro, con un aggravio complessivo di circa 180 euro rispetto a inizio anno (+39%).

    «L’Euribor, l’indice di riferimento per i mutui a tasso variabile, tende a cambiare sulla base delle aspettative dei tassi BCE, ma non è detto che lo faccia in misura uguale; per capire quindi come varieranno nel concreto le rate dei mutuatari, bisognerà aspettare di vedere come l’indice si muoverà rispetto alle decisioni della Banca Centrale», spiega Ivano Cresto, Managing Director prodotti di finanziamento di Facile.it. «In ogni caso l’impatto dell’aumento sarà differente per ciascun mutuatario in base ad alcuni fattori, tra cui l’importo residuo del finanziamento e il numero di rate mancanti; il consiglio per chi ha un mutuo variabile è di stabilire la soglia massima oltre la quale la rata potrebbe diventare insostenibile e rivolgersi al proprio istituto di credito o ad un consulente per individuare la soluzione migliore in base alle proprie caratteristiche».

    Le simulazioni

    Per l’analisi Facile.it ha preso in esame un finanziamento a tasso variabile da 126.000 euro in 25 anni sottoscritto a gennaio 2022, analizzando come è cresciuta la rata da inizio anno ad oggi e come potrebbe ulteriormente salire nei prossimi mesi ipotizzando due scenari: un aumento dell’Euribor (l’indice di riferimento per i mutui variabili) di 0,50% e uno di 0,75%.

    Il tasso (Tan) di partenza sottoscritto a gennaio e usato nell’analisi è pari a 0,67%, corrispondente ad una rata mensile di 456 euro. Se nella prima parte del 2022 le rate sono cresciute solo di poco (+13 euro da gennaio a giugno), a partire da luglio gli indici dei mutui hanno iniziato a salire in modo consistente e, dopo i tre aumenti dei tassi da parte della BCE, a dicembre la rata è arrivata a circa 602 euro, vale a dire quasi 150 euro in più rispetto a quella iniziale.

    Se la BCE dovesse confermare un nuovo aumento del costo del denaro di 50 punti basi, ipotizzando che l’Euribor cresca in modo analogo, la rata mensile del mutuatario salirebbe, nei prossimi mesi, a circa 636 euro, vale a dira quasi 35 euro in più rispetto ad oggi e 180 in più rispetto a inizio anno (+39%).

    Se invece l’aumento fosse più alto e pari a 75 punti base, la rata potrebbe addirittura arrivare a circa 653 euro (oltre 50 euro in più rispetto ad oggi, 197 euro in più se paragonata a quella di inizio anno).

     

    *Le simulazioni realizzate da Facile.it sono fatte su un mutuo da 126.000 euro in 25 anni, LTV 70%, Tan iniziale 0,67% (Euribor3m+1,25%); la stima sull’impatto dell’aumento delle rate non tiene in considerazione l’ammortamento della quota capitale, elemento che potrebbe variare in base alle caratteristiche del mutuo.

    Immagine © PaeGAG

     

  • Carte elettroniche: oltre 2,8 milioni gli italiani truffati. Ecco come non cadere in trappola in vista degli acquisti natalizi

    Sono oltre 2,8 milioni gli italiani che, in soli 12 mesi, hanno subito una truffa nell’ambito delle carte elettroniche e, con il Natale alle porte e i siti presi d’assalto, basta poco per cadere in trappola; il dato arriva dall’indagine commissionata da Facile.it agli istituti mUp Research e Norstat*.

    Per aiutare i consumatori a riconoscere i rischi quando si utilizzano carte di credito, debito o prepagate, il comparatore ha pubblicato un nuovo podcast (https://www.facile.it/podcast.html) con cinque semplici regole da seguire per mettersi al riparo dai malintenzionati:

    1.  La tecnologia può venire in nostro soccorso. Per tenere sempre sotto controllo i movimenti della carta è possibile attivare le notifiche SMS o quelle dell’App della banca così da ricevere un messaggio sul proprio smartphone nel momento in cui viene utilizzata una delle carte collegate al conto. Questo consente, in caso di furto, di intervenire immediatamente.
    2. L’estratto conto non è da sottovalutare. Il riepilogo delle spese, il cosiddetto estratto conto, è uno strumento molto importante, non solo per monitorare le uscite, ma anche per rilevare eventuali anomalie ed errori di pagamento come ad esempio un doppio addebito. In casi come questo, è bene sapere che normalmente si hanno a disposizione 60 giorni di tempo per disconoscere il pagamento.
    3. Attenzione ai pagamenti non tracciati. Quando fate acquisti online diffidate da richieste di pagamenti non tracciati come ad esempio la ricarica di una carta prepagata; è proprio questa la modalità preferita dai malfattori. Allo stesso modo, però, è bene fare attenzione anche a quei siti che non permettono metodi di pagamento alternativi alla carta di credito; la verità sta sempre nel mezzo.
    4. L’antivirus può fare la differenza. Che sia tramite smartphone o computer, quando si opera online è importante dotare il dispositivo di un antivirus così da proteggerlo da eventuali intrusioni. Bisogna evitare, inoltre, di scaricare programmi craccati o illegali perché possono rappresentare un pericolo per la sicurezza del device… e per il nostro conto.
    5. Pin e carte non vanno mai insieme. Per evitare che, una volta sottratta, la carta venga usata liberamente, il consiglio è di non tenere mai il codice di sicurezza nel portafogli insieme alla carta e, in ogni caso, di camuffarlo così da non renderlo riconoscibile.

    Chi è caduto in trappola

    Come emerso dall’indagine commissionata da Facile.it, in appena dodici mesi, più di 2,8 milioni di nostri connazionali (6,5%) sono stati truffati nell’ambito delle carte elettroniche con un danno economico medio pari a 196 euro.

    Più di 1 frode su 3 (37,7%), nel caso delle carte, è passata tramite un’email, mentre il 28,8% attraverso un falso sito web. Il 26,7%, invece, è stata portata a termine con un sms.

    Come si comportano i truffati dopo aver subito una frode legata ad una carta di debito, credito o prepagata? Il 30,8% di chi è caduto in trappola ha deciso di non denunciare; molti (più di 2 su tre) lo hanno fatto per ragioni economiche (il danno era basso o erano sicuri di non recuperare quanto perso), mentre l’11% per motivi di natura psicologica: “si sentivano ingenui per esserci cascati” o “avevano paura di essere scoperti dai familiari”.

    Le vittime predilette dei truffatori nell’ambito delle carte elettroniche sono soprattutto gli uomini (7,2% rispetto al 5,9% del campione femminile), gli appartenenti alla fascia anagrafica 18-24 anni (13,3%) e, a dispetto di quanto si possa pensare, i rispondenti con un titolo di studio universitario (7,1% rispetto al 6,2% rilevato tra i non laureati).

     

    *Nota metodologica: Indagine mUp Research – Norstat svolta tra il 24 ed il 26 maggio 2022 attraverso la somministrazione di n.1.012 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 55 anni, rappresentativo della popolazione italiana nel segmento di età considerato, residente sull’intero territorio nazionale + n.405 interviste di sovra-campionamento con individui oggetto di truffa nel corso degli ultimi 12 mesi.

     

  • Francesco Starace: crisi energetica, la vision e l’impegno di Enel nelle parole dell’AD

    Il discorso dell’AD di Enel Francesco Starace, intervenuto lo scorso 3 ottobre a Roma presso il The Dome del Campus per ricordare l’importanza del Manifesto di Assisi e di quanto promuove.

    Francesco Starace

    “Un’economia a misura d’uomo contro le crisi”: l’intervento di Francesco Starace

    Il Manifesto di Assisi è “più vivo, attuale e urgente che mai”: lo ha sottolineato l’AD di Enel Francesco Starace invitando ad andare avanti “con fiducia” nel solco tracciato lo scorso 24 gennaio 2020 quando il Manifesto venne presentato per la prima volta. Il passaggio a un’economia più sostenibile che partendo dalle imprese arrivi a coinvolgere l’uomo in maniera integrale contro la crisi climatica oggi, a oltre due anni di distanza, risulta ancora più necessario nell’ottica di riuscire a fronteggiare le nuove sfide aperte dalla pandemia e dall’evoluzione del quadro geopolitico. Intervenuto nel corso dell’incontro “Un’economia a misura d’uomo contro le crisi”, organizzato da Università Luiss Guido Carli e Fondazione Symbola lo scorso 3 ottobre a Roma presso il The Dome del Campus dell’ateneo, Francesco Starace ha quindi ricordato il valore di alcune delle parole chiave sottolineate nel Manifesto: “La prima che mi viene in mente è ‘coraggio’. Il coraggio della conoscenza della realtà nelle sue sfaccettature, sia negative che positive, nei nostri punti di forza e nelle nostre capacità. Un coraggio che si basa su un’attenta valutazione del contesto e di quello che il contesto necessita per andare avanti insieme”. L’AD di Enel si è poi soffermato sull’importanza della “partecipazione”: dentro questa parola l’impegno nel sanare le disuguaglianze, nel superare gli egoismi. È importante in questi anni perché “durante le crisi si tende a rimanere isolati ed è pericoloso”.

    Francesco Starace: il Manifesto di Assisi è più vivo, attuale e urgente che mai

    Il coraggio e la partecipazione “ci devono aiutare insieme ad andare avanti” anche nel percorso verso la sostenibilità: Francesco Starace nel suo intervento ha ricordato come Enel guardi in questa direzione da diversi anni. “Grazie a questa scelta abbiamo evitato tanti errori, abbiamo fatto tanta strada positiva, dal punto di vista dei risultati economici”: inoltre, come è evidente in questi ultimi mesi, ha contribuito a limitare gli effetti del caro energia “tutelando i nostri clienti”. In quest’ottica sono ancora in fase di studio ulteriori soluzioni: “Abbiamo proposto dei prezzi fissi e molti sono ancora validi”. Tra quelle “ancora più innovative” anche l’idea di premiare “con un bonus i clienti che risparmieranno energia nei prossimi mesi”. La sostenibilità oggi si configura dunque come un’arma “per attraversare il peggio di questa crisi”: anche “lavorare nell’economia circolare e nella sostenibilità dal punto di vista ecologico” si è rivelata una scelta lungimirante per Enel. “Abbiamo investito tanto nelle reti, nella digitalizzazione e questo oggi permette di affrontare con serenità quello che sta succedendo nel mercato”, ha spiegato Francesco Starace. Lo sguardo è proiettato sul presente ma sempre con l’obiettivo di portare e creare valore a lungo termine. Deve essere letto in questa prospettiva anche “il grande investimento nella fabbrica di pannelli solari a Catania grazie alla quale riusciremo a soddisfare la domanda di pannelli prospettica (a partire dal giugno 2023 in avanti) producendo 3mila megawatt l’anno di pannelli, in gran parte assorbiti da questa incredibile domanda che si protrarrà nel tempo”.

  • Milano Capital e BIC Capital (Nicola Volpi) rilevano una quota di minoranza di Nashi Argan

    Il Gruppo proprietario del marchio Nashi Argan si prepara a raggiungere traguardi ancora più ambiziosi. Coinvolto nell’operazione Nicola Volpi.

     Nicola Volpi

    Bergami (Landoll): con Milano Capital e Nicola Volpi per affermare il marchio all’estero

    Tra le novità più significative che hanno riguardato il settore dell’haircare quest’anno c’è sicuramente l’acquisizione da parte di Milano Capital di una quota di minoranza di Landoll, proprietario dei marchi Nashi e Nashi Argan. Diversi i professionisti di alto profilo che hanno preso parte all’operazione: tra questi, a capo di BIC Capital, anche Nicola Volpi, ex Permira e oggi CEO di Movidea. È la prima volta che il Gruppo, fondato a Milano nel 1966, decide di aprire al capitale privato. Leader nella cosmetica, Landoll è presente con i suoi prodotti in 7mila saloni di bellezza e 18 negozi monomarca diffusi in oltre 40 Paesi tra Europa, Asia e America. Un’azienda in perfetta salute, che nel 2021 ha registrato un deciso +28% sul fatturato, raggiungendo quota 26 milioni. La scelta di affidarsi al Fondo milanese e a investitori esperti come Nicola Volpi nasce dalla volontà del Gruppo di accelerare ulteriormente il percorso di affermazione del marchio: “Grazie a Milano Capital e agli altri investitori coinvolti – ha dichiarato il CEO di Landoll Paolo Bergami – siamo convinti di poter raggiungere traguardi più ambiziosi, in Italia ma soprattutto all’estero”.

    Nicola Volpi: le potenzialità di Nashi Argan nel settore dell’haircare

    In un Paese come l’Italia, che ospita alcuni tra i principali produttori nel settore della cura dei capelli, i pochi marchi globali hanno la possibilità di crescere ulteriormente. A spiegarlo è Gabriele Bavagnoli, Founding Partner di Milano Capital, che a seguito dell’operazione è entrato a far parte del CdA di Landoll: “Tra questi, Nashi Argan spicca come quello a maggior potenziale, in virtù della sua popolarità online con oltre un milione di followers nei social media, della coerenza del modello di business, della qualità dei prodotti e della consistenza della traiettoria di crescita. A supportare l’operazione del Fondo milanese, oltre al gruppo BIC guidato da Nicola Volpi, Hydra della famiglia Volta, GDTre dell’imprenditore Giovanni Domenichini, Deimos di Maurizio Bazzo, Evoluzione 4 di Daniela Bertagnin Benetton e infine BG Asset Management di Maurizio Borletti e Paolo de Spirt. “Insieme ai nostri coinvestitori – ha aggiunto Bavagnoli – siamo orgogliosi di contribuire alla crescita del brand a fianco degli imprenditori che l’hanno creato e sviluppato”.

  • Pierroberto Folgiero: il futuro dell’Italia e le sfide del PNRR, l’intervento dell’AD di Fincantieri

    37° Convegno Nazionale dei Giovani Imprenditori di Confindustria: l’intervento lo scorso 15 ottobre a Capri dell’AD e DG di Fincantieri Pierroberto Folgiero.

    Pierroberto Folgiero presentazione

    Fincantieri, l’AD Pierroberto Folgiero: l’Italia deve ripartire sulla spinta delle proprie competenze storiche

    L’importanza di una visione a lungo termine nella pianificazione: Pierroberto Folgiero, intervenuto lo scorso 15 ottobre a Capri al 37° Convegno Nazionale dei Giovani Imprenditori di Confindustria, ha spiegato come in ottica di una programmazione efficace sia necessario, in politica come anche nella gestione imprenditoriale, impostare lo sguardo su un orizzonte temporale più ampio e non solamente a breve termine: nel lungo termine “ci sono anche le alleanze sulla difesa”. L’AD e DG di Fincantieri Pierroberto Folgiero nel suo intervento si è inoltre lasciato ispirare dal tema “Energie. Per cambiare epoca” per sottolineare come anche dalle grandi aziende possa arrivare un forte contributo per dare “coraggio e stabilità al nuovo ciclo industriale immaginando una nuova normalità”.

    Investire con determinazione per creare competenze in chiave digitale e green: il messaggio di Pierroberto Folgiero

    L’Italia deve evitare la stagnazione del PIL ed ha le energie per ripartire sulla spinta delle proprie competenze storiche che si evolvono con la transizione digitale e verde”: questo il cuore del messaggio lanciato da Pierroberto Folgiero a Capri. Secondo l’AD e DG di Fincantieri la direzione da seguire in particolare è “investire con determinazione per creare competenze e pensando a prodotti digitali e verdi come traino dell’occupazione e della manifattura”. Intervistato poi a margine dell’evento dai giornalisti presenti, l’AD e DG di Fincantieri ha ribadito la necessità di proseguire con il Pnrr senza modifiche e passare quanto prima alla fase attuativa aprendo i cantieri. “Meglio guardare avanti piuttosto che indietro”: il rischio più grande in cui può incorrere ora il Pnrr è proprio “di pensare di riprogrammare tutto anziché andare alia fase esecutiva e di implementazione: non bisogna cambiare la struttura, ma sbrigarsi a trasformarla in opere realizzate”. Fondamentale per Pierroberto Folgiero è al contempo “rispettare i tempi, perché sappiamo che c’è una data ghigliottina entro cui spendere tutti i fondi”: non bisogna “assolutamente bucare le date”.

  • Luigi Ferraris (Gruppo FS): “Tecnici oggi introvabili. La priorità? Capitalizzare le competenze”

    Sono 40mila le assunzioni previste dal Piano industriale del Gruppo FS. Ma il Paese sconta ancora un importante gap di competenze: sul tema è intervenuto l’AD Luigi Ferraris.

    Luigi Ferraris, AD Gruppo FS

    L’intervento di Luigi Ferraris alla presentazione del progetto “Distretto Italia”

    Si è tenuta lo scorso 13 ottobre a Roma la presentazione del progetto “Distretto Italia”. Promossa dal Consorzio Elis in collaborazione con Autostrade per l’Italia, l’iniziativa nasce per rispondere alle esigenze del fabbisogno delle aziende italiane in termini di professionalità. L’incontro, tenutosi presso Villa Blanc, è stata l’occasione per discutere del gap di figure nei settori tecnici. Tra gli ospiti anche Luigi Ferraris, Amministratore Delegato e Direttore Generale del Gruppo FS, che sul palco ha ricordato l’impegno sul tema: “Il nostro Piano Industriale decennale è utile anche per capire cosa stiamo facendo e quale contributo possiamo dare al Paese – ha detto l’AD – in Italia abbiamo bisogno di infrastrutture e le infrastrutture si possono tirare dietro nello sviluppo gli altri settori, come le costruzioni che sono in sofferenza, e il manifatturiero”. Uno sforzo che, secondo le stime di Luigi Ferraris, necessita di “350mila profili tecnici, dagli esperti di rinnovabili ai carpentieri che oggi – sottolinea – sono introvabili”. Su questo fronte il progetto presentato da ELIS risulta strategico: il Consorzio opererà infatti a partire dalle scuole e dalle università per orientare sui mestieri di cui le aziende italiane hanno bisogno, impegnandosi così a colmare il divario tra domanda e offerta di lavoro.

    Luigi Ferraris: “Valorizzare mestieri tecnici, giovani devono capire che non si tratta di soluzioni di serie B

    Il compito delle aziende italiane sarà quello di fare sistema con il mondo accademico e le scuole, ha spiegato Luigi Ferraris, così da “riaccendere la passione del lavoro tra giovani e far venire questi ragazzi in ufficio a studiare. Dobbiamo far capire ai nostri ragazzi – ha incalzato l’AD – che le professionalità tecniche non sono soluzioni di serie B. Sono mestieri che vanno valorizzati e raccontati bene”. Con il Piano al 2031, Gruppo FS ha avviato un programma di assunzioni che prevede l’inserimento di 40mila nuove unità. Per affrontare le sfide degli anni a venire, avverte Luigi Ferraris, sarà fondamentale “sfruttare questo tempo per capitalizzare le competenze. Abbiamo l’opportunità, l’orgoglio e la responsabilità di poter definire e identificare quali sono le professionalità di cui abbiamo bisogno e con gli investimenti che abbiamo previsto di rafforzare le filiere, affinché siano realmente di collegamento tra le aziende e gli istituti tecnici”.

  • Municipia S.p.A.: PPP, il valore della progettualità per servizi pubblici più efficienti nelle città

    Municipia S.p.A.: il presidente Stefano De Capitani interviene all’incontro su PPP e smart cities organizzato da ExSUF, il Centro di Eccellenza sulla finanza sostenibile per le infrastrutture e le smart cities nato dalla collaborazione tra LIUC – Università Cattaneo e UNECE.

    Municipia S.p.A. società specializzata in trasformazione digitale

    Municipia S.p.A. all’evento “PPP: strategia vincente per una confluenza tra pubblico e privato”: i dettagli

    L’alleanza fra pubblico e privato è strategica per guardare al futuro delle città: Municipia S.p.A., nei progetti che porta avanti al fianco di Comuni di ogni dimensione per la trasformazione digitale delle città del Paese, ha modo di appurarlo quotidianamente. Ne beneficiano i cittadini ma anche gli Enti locali, in grado di erogare servizi pubblici più efficaci grazie al supporto della società del Gruppo Engineering che mette a loro disposizione risorse e know-how in materia di innovazione tecnologica e progettualità per disegnare città sempre più sostenibili, sicure e inclusive. Il presidente di Municipia S.p.A. ne ha parlato anche lo scorso 29 novembre intervenendo a Milano, alla T8P Consulting, in occasione dell’incontro “PPP & Private capital for sustainable infrastructure and smart cities” organizzato da ExSUF, il Centro di eccellenza sulla finanza sostenibile per infrastrutture e smart cities.

    Smart cities: nei progetti di Municipia S.p.A. funzionalità ed efficacia del modello Public Private Partnership

    I progetti di Municipia S.p.A. riflettono la consapevolezza sull’importanza che la sostenibilità ha assunto nella progettazione e nella realizzazione di infrastrutture e di aree connesse e green: per realizzare tali obiettivi fondamentale è che attori pubblici e privati uniscano le proprie forze e competenze nel fare concretezza a questa nuova idea di città. ExSUF, il Centro di eccellenza della LIUC – Università Cattaneo e UNECE al quale ha aderito anche la società del Gruppo Engineering, ha analizzato svariati modelli e studiato le diverse possibilità di partenariato pubblico- privato, PPP (Public Private Partnership), con un focus particolare sulle modalità di attrazione dei capitali finanziari privati: quanto emerso è racchiuso in “PPP & Private capital for sustainable infrastructure and smart cities” che annovera anche il contributo del presidente di Municipia S.p.A. Stefano De Capitani. È grazie a una rigorosa disciplina di investimento che è possibile strutturare i processi e rispettare i tempi di realizzazione a beneficio di tutti gli attori coinvolti: un dialogo non facile ma in quest’ottica occorre necessariamente promuovere un confronto attivo condividendo metodologie di lavoro e aspettative delle diverse parti.

  • Marcatura CE infissi: non tutti i produttori rispettano l’obbligo

    La Marcatura CE degli infissi in legno e di altri tipi di serramenti è un obbligo risalente al 2010 che i realizzatori di questi prodotti sono tenuti ad osservare. Il motivo è presto detto: oltre a rendere gli infissi conformi al mercato, il marchio è sinonimo di garanzia in termini di prestazioni e qualità.

    Eppure, in Italia non sono in pochi ad ometterlo e al contempo ad avere avuto accesso ai bonus fiscali nonostante questa irregolarità. A sollevare la questione è stata UNICEDIL – Associazione Nazionale Serramentisti – nel corso di SAIE Bologna 2022, ma a far luce è stata l’attività svolta dalla Guardia DI Finanza con l’operazione “Windows” sulla non corretta, mancanza o indebita marcatura CE dei serramenti.

    Operazione con cui è stata affrontato il tema sicurezza dei prodotti e grazie alla quale si mette a rischio l’eventuale richiesta o avvenuta concessione dei bonus fiscali in ambito edilizio. Un’attività investigativa che ha portato alla denuncia penale per indebita apposizione del marchio CE di oltre 200 soggetti e a oltre 400 sanzioni per omessa redazione della dichiarazione di prestazione, e che si protrarrà anche nel 2023.

    Ricordiamo che la marcatura CE è un obbligo al quale i produttori di serramenti, chiusure oscuranti, tende esterne ecc devono assolutamente uniformarsi per poter vendere i propri prodotti in UE.

  • Giulia Putin (Serenissima Ristorazione) premiata nella Top100 di “Forbes Italia”

    “Una grande soddisfazione per quello che sono riuscita a fare, nel mio lavoro, in ambito aziendale, anche per le donne di questa azienda”: così Giulia Putin, Chief Purchasing Manager di Serenissima Ristorazione, in seguito all’inserimento nella prestigiosa classifica di “Forbes Italia”.

     Serenissima Ristorazione

    Serenissima Ristorazione e leadership femminile: premiato il lavoro di Giulia Putin

    Dedizione, innovazione e grande capacità di leadership: sono questi alcuni degli elementi che hanno consentito a Giulia Putin di aggiudicarsi un posto nella Top100 stilata da “Forbes Italia” per le figure professionali femminili dell’anno. Riconoscimento di grande valore per la Chief Purchasing Manager di Serenissima Ristorazione, premiata dalla prestigiosa rivista tra le donne che hanno contribuito alla crescita del Paese. “Non appena ho saputo della notizia, ho reagito con molto stupore”, ha dichiarato Giulia Putin: “Confesso di essere rimasta incredula per due-tre giorni, poi ho realizzato che è davvero una grande soddisfazione per quello che sono riuscita a fare, nel mio lavoro, in ambito aziendale, anche per le donne di questa azienda”. In Serenissima Ristorazione non è l’unica donna a ricoprire ruoli apicali: “Uno dei nostri amministratori delegati è donna, a capo dell’ufficio qualità, dell’ufficio marketing&comunicazione così come nell’ufficio gare, abbiamo una donna. Questo per dire che nella nostra realtà aziendale si può crescere se si ha voglia di mettersi in gioco e dare il proprio contributo”.

    Serenissima Ristorazione: il profilo professionale di Giulia Putin

    Seconda generazione della famiglia Putin, proprietaria del Gruppo Serenissima Ristorazione, Giulia Putin è laureata in Economia e Legislazione di Impresa presso l’Università Bocconi di Milano. Prima di entrare in azienda ha lavorato in PricewaterhouseCoopers, dove ha seguito diverse società e acquisito competenze ed esperienza. Dal 2006 ricopre l’incarico di Chief Purchasing Manager di Serenissima Ristorazione: suo è il compito di gestire le procedure di acquisto, coordinare le attività dei buyer e, tra le altre cose, fornire analisi dei report sugli acquisti con l’obiettivo di migliorare costantemente le performance aziendali. Un ruolo in cui esprime grandi doti manageriali, attenzione all’efficienza dei processi aziendali e capacità di relazione con il prossimo: competenze e abilità riconosciute oggi anche dalla Top100 di “Forbes Italia”. “Investire su sé stesse, studiare, informarsi e avere la tenacia di provarci sempre, anche quando le cose apparentemente non vanno bene”, questo il consiglio di Giulia Putin alle aspiranti manager. L’invito, specifica, è rivolto anche agli uomini: “Investite nella vostra professionalità, mettete a frutto i vostri talenti, ovvero quello che sapete fare e soprattutto credeteci. Credete in chi siete e soprattutto in chi volete essere”.

  • Mutui under 36: sbloccati i fissi, ma solo per dicembre

    Con un emendamento al Decreto Aiuti-ter il Governo ha cambiato il meccanismo che regola i mutui fissi al 100% destinati agli Under 36 che, a causa dell’aumento dei tassi di interesse, negli ultimi mesi sono scomparsi dal mercato. Ma cosa cambia in concreto? Facile.it ha fatto alcune simulazioni scoprendo che, con le nuove regole, almeno sulla carta le banche potranno tornare a erogare questo tipo di finanziamenti e i giovani potrebbero accedere a tassi migliori e rate più basse di almeno 100 euro rispetto ai mutui attuali*, ma il tempo è pochissimo, tutto scadrà il 31 dicembre 2022.

    «È positivo che il Governo sia intervenuto; grazie alle nuove regole, in linea teorica, viene dato agli istituti di credito un margine più ampio per tornare a proporre questo genere di finanziamenti, ma il tempo è davvero pochissimo visto che il provvedimento sarà valido solo per coloro che sottoscriveranno la richiesta di accesso al Fondo Garanzia Prima Casa tra l’1 e il 31 dicembre 2022», spiega Ivano Cresto, Managing Director prodotti di finanziamento di Facile.it.

    La finestra temporale potrebbe essere troppo breve per avere un impatto significativo sul mercato; sebbene alcune banche stiano già valutando la possibilità di tornare a proporre questi prodotti, non è detto che tutte lo faranno e, in ogni caso, anche dal punto di vista della domanda da parte degli aspiranti mutuatari, i tempi per fruire dell’opportunità sono strettissimi.

    «Speriamo» – continua Cresto – «che possa essere il primo passo per un intervento più ampio che porti ad estendere le agevolazioni dedicate ai giovani anche per il prossimo anno.».

    In attesa di vedere nel concreto cosa verrà rinnovato con la manovra fiscale, se l’Esecutivo non interverrà a partire dal 1° gennaio 2023, non solo il nuovo meccanismo non sarà più in vigore, ma il Fondo di garanzia prima casa Consap passerà dall’attuale 80% al 50% e ciò potrebbe determinare la fine per tutti i mutui agevolati dedicati agli Under 36, sia quelli a tasso fisso, sia quelli a tasso variabile.

    Come funziona il nuovo meccanismo

    Il meccanismo in vigore per il mese di dicembre prevede, di fatto, un aumento del tasso massimo a cui potranno essere proposti i mutui fissi agevolati tramite Fondo Consap; oggi il tetto è stabilito trimestralmente da Banca d’Italia attraverso il cosiddetto TEGM (Tasso Effettivo Globale Medio) che, fino a fine anno, sarà pari a 3,20%.

    Con la nuova norma, invece, tenendo conto delle attuali condizioni di mercato, Facile.it ha stimato che la soglia massima salirebbe a 4,48%. Nel dettaglio, il valore è stato calcolato considerando che il meccanismo approvato prevede che il tasso soglia sia determinato dal TEGM (come detto pari a 3,20% fino a fine anno) maggiorato di una percentuale “extra” ottenuta come differenza tra l’IRS medio a 10 anni del mese precedente all’erogazione del mutuo (3,15% per il mese di ottobre) e l’IRS medio a 10 anni del trimestre in cui è stato definito il TEGM in vigore (quindi aprile-maggio-giugno, pari a 1,87%). Nel nostro caso, quindi: 3,20% + (3,15%-1,87%).

    Questo dovrebbe dare alle banche un margine più ampio per tornare a proporre agli Under 36 anche i mutui agevolati a tasso fisso al 100%.

    Mutui 100%: confronto tra tassi agevolati e non

    Secondo l’analisi del comparatore, oggi per un mutuo fisso al 100% senza agevolazione i tassi (TAEG) disponibili online partono dal 5,26%; se le banche volessero proporre mutui 100% agevolati applicando il tasso più alto possibile consentito dalle nuove norme (4,48% nella simulazione di Facile.it), i futuri giovani mutuatari avrebbero, per un finanziamento da 180.000 euro in 25 anni, una rata più bassa di circa 100 euro al mese rispetto a chi avesse sottoscritto il medesimo mutuo, ma con un tasso al 5,26%.

    Risparmio che potrebbe superare addirittura i 150 euro al mese se, invece, le banche dovessero applicare le stesse condizioni di spread in vigore 12 mesi fa, quando per i mutui al 100% agevolati e dedicati agli under 36 gli istituti di credito offrivano spread calmierati (nell’ordine dello 0,6%-0,7%, mentre oggi, per un finanziamento normale, sono intorno, se non addirittura superiori, all’1%).

     

    * Simulazione realizzata su un finanziamento da 180.000 euro da restituire in 25 anni, considerando i tassi disponibili su Facile.it al 17 novembre 2022.

     

  • Terna, in arrivo dalla BEI 1,9 miliardi per il Tyrrhenian Link: le dichiarazioni di Stefano Donnarumma

    L’elettrodotto sottomarino collegherà Isole e terraferma. Stefano Donnarumma: “Infrastruttura fondamentale per la sicurezza energetica del Paese”.

    Stefano Donnarumma, AD Terna

    Terna – BEI, i dettagli dell’accordo e il commento dell’AD e DG Stefano Donnarumma

    Siamo particolarmente soddisfatti che la Banca Europea per gli Investimenti abbia riconosciuto la strategicità del Tyrrhenian Link, un’infrastruttura fondamentale per la sicurezza del sistema elettrico del nostro Paese”. È il commento a caldo dell’Amministratore Delegato e Direttore Generale di Terna Stefano Donnarumma, intervistato a latere della stipula del nuovo contratto di finanziamento della BEI. L’accordo, siglato a Roma lo scorso 8 novembre, prevede 1 miliardo e 900 milioni di euro per supportare la costruzione e messa in esercizio del “Ramo Est” del Tyrrhenian Link, l’elettrodotto sottomarino di Terna che collegherà la Campania alla Sicilia e quest’ultima alla Sardegna (Ramo Ovest). Un doppio cavo di circa 970 chilometri di lunghezza e 1.000 MW di potenza in corrente continua che fornirà un contributo fondamentale alla transizione energetica del Paese. Con la firma del contratto, il Gruppo guidato da Stefano Donnarumma ha ricevuto dall’Istituto europeo la prima tranche del finanziamento, pari a 500 milioni di euro. Per la realizzazione dell’opera, Terna ha previsto un investimento complessivo di circa 3,7 miliardi di euro, mentre circa 250 sono le aziende che verranno coinvolte nei lavori: il Gruppo conta di portare a termine il Ramo Est entro il 2025, mentre per il collegamento tra Sicilia e Sardegna bisognerà attendere il 2028.

    Stefano Donnarumma (Terna): “Tyrrhenian Link opera di eccellenza ingegneristica italiana

    Una volta entrato a pieno regime, il Tyrrhenian Link consentirà di sfruttare al meglio la produzione di energia rinnovabile non programmabile, oggi maggiormente prodotta al Sud e nelle Isole, per poi indirizzarla verso la terraferma e soprattutto verso le regioni del Nord. “Il Tyrrhenian Link – ha dichiarato Stefano Donnarummaè il più importante progetto al mondo di trasmissione di energia elettrica sotto il mare: un’opera di eccellenza ingegneristica italiana che consentirà di accelerare in maniera determinante lo sviluppo delle fonti rinnovabili”. Con la nuova operazione, sale a 2,3 miliardi il totale dei finanziamenti concessi finora dalla BEI al Gruppo guidato da Stefano Donnarumma. Soddisfatta dell’accordo anche Gelsomina Vigliotti, Vice Presidente dell’Istituto, che ha sottolineato l’impegno di Terna nel raggiungimento degli obiettivi climatici europei: “La BEI, in qualità di Banca per il clima dell’Ue, è lieta di aver firmato la prima tranche da 500 milioni di euro per sostenere la costruzione del Tyrrhenian Link, un’opera di grandissima importanza strategica per garantire la sicurezza energetica italiana, nonché per diminuire le emissioni di Co2, favorire lo sviluppo di rinnovabili e quindi ridurre il costo delle nostre bollette”.

  • Claudio Descalzi: la transizione sia ecologica ma non ideologica, parla l’AD di Eni

    “Stiamo vivendo un’emergenza grave e globale, che auspichiamo sia limitata nel tempo, ma ci fornisce comunque un insegnamento”: intervista all’AD di Eni Claudio Descalzi.

    Claudio Descalzi, AD Eni

    Claudio Descalzi: puntare sulla transizione lasciando da parte ideologie o religioni sulle tecnologie da utilizzare

    Transizione sì ma ecologica, non ideologica: lo ribadisce l’AD di Eni Claudio Descalzi nell’intervista pubblicata lo scorso 23 novembre su “MF – Milano Parigi Capitali”, inserto di “Milano Finanza”. L’AD, a fronte dell’emergenza grave e globale che stiamo vivendo, richiama l’attenzione sull’importanza di “un momento di transizione”, oggi quanto mai necessario: “Non possiamo smettere completamente di utilizzare e investire nelle risorse che adesso il mondo sta utilizzando, soprattutto il gas ma anche il petrolio”. Se si pensasse di interrompere tutti gli investimenti upstream, come è stato anche auspicato, la situazione secondo l’AD di Eni “diventerebbe molto tesa per tutti da un punto di vista industriale”. È quanto stiamo vivendo: “Mancano volumi, mancano prezzi e mancano quei vettori che il mercato domanda”. Proseguire nella transizione dunque significa accantonare “ideologie o religioni sulle tecnologie da utilizzare”: al contrario, come suggerisce Claudio Descalzi, bisogna utilizzare il più ampio spettro possibile di quelle che ci sono e sono fruibili. “La transizione non deve essere troppo lenta né troppo veloce, deve porsi come un giusto compromesso con i bisogni della società”, osserva l’AD.

    Claudio Descalzi: la transizione deve porsi come un giusto compromesso con i bisogni della società

    L’AD Claudio Descalzi lo aveva ricordato anche lo scorso settembre intervenendo all’evento Milano Parigi Capitali, organizzato dal gruppo Class Editori: “Negli ultimi otto anni Eni ha investito moltissimo sulle nuove tecnologie, in grado di portare energia pulita e di decarbonizzare, legate a una circolarità tale da poter utilizzare i rifiuti, sia organici che inorganici, per poterli ritrasformare in prodotti ‘verdi’, ‘blu’, ‘bio’ senza l’utilizzo di ulteriori idrocarburi”. In questo percorso si è inserita prima la pandemia e negli scorsi mesi l’emergenza energetica a seguito delle tensioni geopolitiche esplose di recente: “Abbiamo reagito immediatamente, lavorando col Governo per portare in Italia e mettere a fattor comune le produzioni, gli investimenti e le riserve di Eni in diversi Paesi, incominciando da quelli collegati via pipeline”. L’Algeria ha raddoppiato rispetto al passato i flussi di gas verso l’Italia: inoltre “abbiamo altri contributi dalla Norvegia e, in futuro, da Egitto, Nigeria, Angola e Congo attraverso il Gnl”. Servono però ulteriori investimenti, come spiega l’AD Claudio Descalzi: “Tutto il mondo, ma l’Europa in particolare, hanno bisogno di gas e di diversificazione. Un punto essenziale è quello di aumentare la capacità di rigassificazione, obiettivo che nel 2023 dovremmo riuscire a raggiungere”.

  • Claudio Machetti (Enel): raggiunta l’intesa con Sonatrach per aumentare forniture di gas

    Claudio Machetti conferma l’accordo tra Enel e Sonatrach per aumentare le forniture di gas. In Enel dal 2000, il manager è oggi alla Direzione della Global Energy and Commodity Management Business Line.

    Claudio Machetti

    Claudio Machetti: siglato accordo per aumentare il livello delle forniture

    Il Direttore della Global Energy and Commodity Business Management Business Line di Enel Claudio Machetti ha confermato l’intesa tra la multinazionale italiana dell’energia e la compagnia petrolifera statale algerina Sonatrach. Tramite una serie di accordi presi, Sonatrach si impegna ad aumentare il volume delle forniture di gas naturale destinate all’Italia e a rafforzare i contratti in essere tra le due società. Claudio Machetti si occupa di gestire per Enel il sourcing di carbone, gas e olio combustibile, l’operatività sui mercati all’ingrosso di gas ed energia elettrica nonché l’ottimizzazione commerciale del parco di produzione del Gruppo.

    Claudio Machetti: previsto anche aggiustamento dei prezzi

    Claudio Machetti riferisce inoltre che al di là delle forniture extra previste per il 2022, si è stabilita anche la possibilità di incrementare ulteriormente i volumi negli anni a venire e si è concordato un aggiustamento dei prezzi di vendita che tenga conto delle attuali condizioni di mercato. Con i nuovi accordi si riflette la volontà delle due società di consolidare la loro partnership e di rafforzare la relazione commerciale nell’ambito del gas con l’Algeria. Come riportato anche sulla nota stampa, Enel assicura che Sonatrach si è sempre dimostrata un fornitore affidabile, assicurando stabilità e certezza nelle forniture di gas e contribuendo ad aumentare la sicurezza energetica per i clienti.

  • Bonus casa: quali sono e quali scadranno a fine anno?

    Nelle ultime settimane si sta sentendo parlare più che mai di Superbonus 110%. Il motivo risiede nel fatto che il decreto Aiuti quater, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 18 novembre, prevede alcune novità sulla misura. Oltre alle modifiche apportate al Superbonus, però, è bene ricordare che sono numerosi i bonus casa attualmente in vigore. Per aiutare i consumatori a destreggiarsi tra le agevolazioni tuttora utilizzabili, Facile.it ha stilato una lista dei principali bonus dedicati alle abitazioni, mettendone in evidenza le rispettive scadenze; se per bonus ristrutturazione ed ecobonus c’è tempo fino al 2024, quello facciate e le agevolazioni under 36 per l’acquisto della prima casa potrebbero essere al capolinea.

    Superbonus 110%

    Il Superbonus 110%, forse la misura più acclamata, prevedeva inizialmente una detrazione del 110% delle spese sostenute per la realizzazione di specifici lavori finalizzati all’efficienza energetica e all’adozione di misure antisismiche degli edifici. Con le novità presenti nel decreto Aiuti quater, nel 2023 l’agevolazione per i condomìni passa al 90% (scenderà al 70% nel 2024 e al 65% nel 2025). La nuova norma, però, non impatta sui cantieri già avviati per i quali l’aliquota rimarrà al 110% a patto che si tratti di lavori in cui è stata presentata una Cila prima dell’entrata in vigore del decreto.

    L’agevolazione per le case indipendenti, invece, è stata prorogata dal momento che la scadenza era prevista per fine anno. Il bonus resta al 110% fino al 31 marzo 2023 anche per chi, entro il 30 settembre scorso, abbia completato il 30% degli interventi. Per i lavori iniziati nel 2023, invece, si potrà comunque usufruire del superbonus al 90%, ma solo se si tratta di una prima casa non di lusso e con un limite di reddito del proprietario pari a 15.000 euro (valore che aumenta in base al numero di persone del nucleo familiare).

    Il Decreto Aiuti quater introduce, però, un’ulteriore novità ovvero la possibilità di fruire in 10 rate annuali di pari importo (al posso delle attuali 4) i crediti di imposta non utilizzati, previo l’invio di una comunicazione all’Agenzia delle entrate. Nel dettaglio, i crediti devono riferirsi a comunicazioni di cessione o di sconto in fattura inviate all’Agenzia delle entrate entro il 31 ottobre 2022 e non ancora utilizzati.

    Nessun cambiamento, invece, sui lavori ammessi al beneficio: i cosiddetti interventi “trainanti”, ovvero quelli riguardanti i lavori di isolamento termico, di sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale sulle parti comuni e interventi antisismici, e gli interventi “trainati”, come ad esempio l’installazione di impianti solari fotovoltaici o di infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici.

    Bonus ristrutturazione

    Questo bonus, che prevede una detrazione del 50% su un limite massimo di spesa fino a 96.000 euro, resterà in vigore, nell’attuale forma, fino alla fine del 2024. In assenza di cambiamenti, dopo quella data, il beneficio tornerà all’aliquota originale pari al 36% su un massimo di spesa di 48.000 euro.

    Possono godere dell’agevolazione tutti quei lavori di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia effettuati sulle singole unità immobiliari; se l’intervento riguarda le parti comuni degli edifici residenziali, inoltre, possono essere agevolati anche i lavori di manutenzione ordinaria.

    Sisma bonus

    Il sisma bonus consente ai contribuenti di detrarre fino all’85% dell’esborso sostenuto per l’adozione di misure antisismiche, con un limite massimo di spesa pari a 96.000 euro. L’agevolazione resterà in vigore fino al 31 dicembre 2024; dopo questa data la percentuale dovrebbe tornare al valore originale, pari al 36% (importo massimo di spesa ammesso 48.000 euro).

    Gli interventi devono essere effettuati su edifici che si trovano nelle zone sismiche ad alta pericolosità (le cosiddette zone 1, 2 e 3).

    Ecobonus

    L’Ecobonus, la cui detrazione può arrivare fino al 65% (ma massimali e percentuali di detrazione variano a seconda della tipologia di intervento), comprende tutti quei lavori volti ad aumentare il livello di efficienza energetica degli edifici, come ad esempio gli interventi atti al miglioramento termico dell’edificio (es. coibentazione, sostituzione pavimenti, finestre ed infissi), l’installazione di un impianto fotovoltaico o la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale.

    Il bonus resterà in vigore, con questa percentuale di detrazione, fino alla fine del 2024; dopo questa data, in assenza di cambiamenti, la percentuale passerà al 36% su un massimo di spesa di 48.000 euro per unità immobiliare.

    Bonus mobili

    L’agevolazione è per l’acquisto di mobili o elettrodomestici ad alta efficienza energetica (ad esempio non inferiore alla classe A per i forni, alla classe E per le lavatrici, le lavasciugatrici e le lavastoviglie, alla classe F per i frigoriferi e i congelatori), solo se l’immobile è stato oggetto di interventi di ristrutturazione e recupero del patrimonio edilizio.

    Fino a fine anno la detrazione è pari 50% su acquisti fino a 10.000 euro, mentre per gli anni 2023 e 2024 il massimale di spesa scende a 5.000 euro.

    Bonus acqua potabile

    Il bonus, che ha tra gli obiettivi anche quello di ridurre il consumo di contenitori di plastica, spetta a chi acquista sistemi per migliorare la qualità dell’acqua erogata da acquedotto per consumo domestico. Rientrano tra i lavori ammessi, a titolo esemplificativo, l’installazione di sistemi di filtraggio, mineralizzazione e addizione di anidride carbonica alimentare. Il credito di imposta, in vigore fino al 31 dicembre 2023, è pari al 50% del costo di intervento su un massimale che, per le persone fisiche, è pari a 1.000 euro.

    Bonus verde

    Il Bonus Verde consiste in una detrazione del 36%, sino alla fine del 2024, per un ammontare complessivo non superiore a 5.000 euro per immobile. Tra i lavori ammessi, rientrano, ad esempio, quelli volti a sistemare le aree verdi, private, inserite in edifici, ad istallare impianti di irrigazione o pozzi, e a realizzare coperture o giardini pensili.

    Danno diritto all’agevolazione anche le spese di progettazione e manutenzione connesse alla realizzazione degli interventi elencati.

    Bonus facciate

    Si tratta di un beneficio, in scadenza a dicembre 2022, riconosciuto per le spese finalizzate al recupero o restauro della facciata esterna degli immobili che si trovano in zone classificate “A” (centro storico) o “B” (zone di completamento). Sono quindi esclusi gli edifici ubicati nelle altre aree (“C” – zona di espansione, “D” – zona produttiva ed “E” – zona agricola).

    La detrazione, che per l’anno in corso è del 60%, spetta esclusivamente per gli interventi realizzati sulle strutture opache della facciata, su balconi o su ornamenti e fregi, compresi quelli di sola pulitura o tinteggiatura esterna. Il bonus non spetta, invece, per gli interventi effettuati sulle facciate interne dell’edificio, a meno che queste non siano visibili dalla strada o da suolo ad uso pubblico

    Prima casa Under 36

    Per i giovani con meno di 36 anni alle prese con l’acquisto della prima casa sono previste alcune agevolazioni: in particolare l’esenzione dall’imposta di registro, ipotecaria e catastale. In caso di acquisto soggetto a Iva, inoltre, è riconosciuto un credito d’imposta di ammontare pari al tributo corrisposto in relazione all’acquisto. Prevista, infine, l’esenzione dall’imposta sostitutiva per i finanziamenti erogati per l’acquisto, la costruzione e la ristrutturazione di immobili ad uso abitativo.

    L’agevolazione, salvo proroghe, è ottenibile solo fino alle fine del 2022 e il contribuente deve possedere un Isee non superiore a 40mila euro annui.

     

  • Riello UPS alla conquista del mercato irlandese

    L’azienda italiana, alfiere dell’eccellenza della tecnologia Made in Italy apre una società controllata per aumentare la presenza del marchio nel mercato locale dei data center.

    Riello UPS, brand del gruppo Riello Elettronica, player mondiale nella produzione di gruppi statici di continuità, inverter fotovoltaici, annuncia l’apertura di Riello UPS Ireland Ltd, una nuova società controllata nella Repubblica d’Irlanda.

    Diciassettesima filiale mondiale dell’azienda veronese, Riello UPS Ireland Ltd è frutto di una strategia volta ad aumentare la presenza del marchio nel fiorente mercato irlandese dei data center, che vede la forte presenza dei giganti della tecnologia globale, tra cui Amazon, Google e Facebook.
    La nuova filiale irlandese sarà guidata da Leo Craig, che unirà il ruolo con la sua attuale posizione di amministratore delegato di Riello UPS Ltd nel Regno Unito. Membro dell’Institute of Engineering Technology (MIET) e Fellow dell’Institute of Sales Management (FISM), Craig è anche un Certified Data Center Design Professional (CDCDP) e un Certified Data Center Energy Professional (DCDEP) con più di 30 anni di esperienza nel settore della protezione dell’energia critica.

    La piena operatività di Riello UPS Ireland Ltd è prevista entro il nuovo anno con un team dedicato e una nuova sede nel distretto IT di Dublino.
    La prima occasione pubblica che vedrà la presenza attiva della nuova filiale sarà al prossimo convegno DataCentres Ireland dal 16 al 17 novembre presso la RDS Arena di Dublino; la piattaforma perfetta per mostrare la gamma di soluzioni Riello UPS dedicate ai data center, tra cui il nuovo modulare Multi Power, e i monolitici NextEnergy e Sentryum, tutti caratterizzati dai più alti livelli di efficienza oggi offerti sul mercato.

    “Il mercato irlandese offre un enorme potenziale di crescita per la nostra azienda. Il marchio Riello UPS è già consolidato in Irlanda e abbiamo forti legami attraverso diversi rivenditori e distributori. Avere una nostra sede e un nostro team sul campo ci permetterà di agire sul mercato in maniera più efficace per aumentare la nostra presenza nei mesi e negli anni a venire” ha dichiarato il neo amministratore delegato di Riello UPS Ireland Ltd, Leo Craig.

    “La società controllata irlandese segna un passo avanti importante nella nostra espansione del business ed è fondamentale per servire ulteriormente e meglio la crescente domanda dell’industria dei data center e più in generale del segmento dell’energia critica. Siamo convinti che sotto la solida guida di Leo Craig la nostra filiale irlandese diventerà molto presto un solido riferimento per i clienti del mercato locale e per l’impronta internazionale della nostra azienda”, hanno affermato Fabio Passuello e Roberto Facci, rispettivamente Amministratore Delegato e Direttore Commerciale di RPS S.p.A.

    Riello UPS Ireland Ltd è già attiva anche con un sito internet dedicato all’indirizzo www.riello-ups.ie.

  • Il progetto Edufin3.0 di Banca Generali: formazione, finanza e Digital Wealth Management

    Digital Wealth Management: l’AD Gian Maria Mossa ha sottolineato che “Banca Generali con Edufin3.0 vuole essere la cerniera che unisce i due mondi, quello degli investimenti tradizionali e quello del mondo digital”.

    Digital Wealth Management: lo scenario attuale nelle parole di Gian Maria Mossa, AD di Banca Generali

    Banca Generali Istituto leader nel Digital Wealth Management ma anche innovatore nel fornire nuovi approcci verso il mondo degli investimenti. Approcci che vedono nella formazione e nel digitale gli strumenti chiave per avvicinare sia le nuove generazioni che quelle più mature. Ne ha parlato l’Amministratore Delegato Gian Maria Mossa presentando Edufin3.0, progetto dedicato alla formazione in ambito finanziario. L’iniziativa si propone come centrale in un “momento di crisi come quello attuale che determina un forte cambio di paradigma per tutti”, ha dichiarato l’AD: se da un lato i numeri del risparmio in Italia indicano un volume pari a 10,6 trilioni di euro (di cui 3,6 investibili), di questi quasi il 50% (1,4 trilioni) si ritrovano “parcheggiati sui conti correnti”. Per l’AD di Banca Generali “lo scenario cambia se guardiamo al mondo dei consulenti finanziari, che mostra una consapevolezza di ruolo importante: negli ultimi 15 anni le masse dell’industria dei consulenti finanziari, secondo i dati Assoreti, sono cresciuti al ritmo di 200 miliardi di euro ogni 5 anni”. Negli attuali 800 miliardi, ha aggiunto Gian Maria Mossa, “la liquidità pesa per il 15% a conferma che il cliente del consulente finanziario ha una allocazione più orientata al lungo periodo”.

    Digital Wealth Management e formazione finanziaria: il progetto Edufin3.0 di Banca Generali

    Da diversi anni, però, assistiamo a un mutamento nella distribuzione degli asset, con uno spostamento sempre più marcato dai sistemi tradizionali ai consulenti finanziari. Gli asset digitali continuano così a guadagnare popolarità e con essi cresce anche il Digital Wealth Management. Formazione e informazione, pertanto, sono sempre più necessarie per tenere il passo di un mondo in evoluzione: guarda proprio in questa direzione Edufin3.0, progetto nato dalla collaborazione tra Banca Generali e l’imprenditore digitale Marco Montemagno. Edufin3.0 punta a diffondere cultura positiva sul settore ponendosi come “cerniera” – per citare le parole dell’AD Gian Maria Mossa – tra il mondo degli investimenti tradizionali e quello del mondo digitale. In compagnia di esperti internazionali e con la collaborazione di partner di assoluto livello, quali Pictet Asset Management, Vontobel, Conio, Algorand e Meta, Edufin3.0 fa il punto della situazione sul mondo degli investimenti spaziando dai temi tradizionali come finanza, inflazione e investimenti ad altri più recenti quali Digital Wealth Management, cryptovalute, blockchain e metaverso. Il progetto è articolato in 52 puntate sui principali social media: YouTube, Spotify, Facebook, Twitter e LinkedIn, ma anche Instagram e TikTok per i più giovani. L’obiettivo di Banca Generali è infatti coinvolgere un pubblico che sia il più trasversale possibile.

  • Vendite di pasta all’estero, per l’Italia arriva un record storico

    Il 25 ottobre scorso si è celebrato il World pasta Day, un prodotto di eccellenza del made in Italy. Le vendite di pasta all’estero hanno infatti segnato un nuovo record, come riferisce Coldiretti.

    I dati sulle vendite di pasta

    vendite di pastaElaborando i dati forniti da Istat sul commercio estero nei primi sette mesi dell’anno, Coldiretti evidenzia che c’è stato un aumento record del +33%. Questo significa record storico per le vendite di pasta italiana all’estero.

    Probabilmente le difficoltà economiche a livello globale hanno fatto riscoprire piatti semplici e alla base della dieta mediterranea. Inoltre hanno portato alla ribalta anche prodotti ottenuti da grani antichi, come il Senatore Cappelli, la Timilia, il Saragolla e altre varietà che hanno fatto la storia del Paese a tavola.

    Germania più golosa di pasta italiana

    Il Paese che più di tutti ama la pasta italiana è la Germania. I tedeschi infatti sono quelli che spendono di più per il nostro prodotto, con un aumento del 31% nell’ultimo anno. Alle aziende gli ordine limite buy hanno superato ogni valore precedente.
    Seguono gli USA, che fanno registrare un aumento annuo ancora più marcato, che giunge al 45%. In questo caso incide anche il rapporto di cambio assai favorevole, visto che l’euro è crollato sotto la parità con il dollaro.
    Sul gradino più basso del podio c’è la Francia, con un incremento del 25%.

    L’importanza della pasta

    Al di là dei dati sulle vendite all’estero, si conferma l’importanza della filiera della pasta per la nostra economia.
    In Italia ci sono ben 200mila aziende agricole che forniscono grano duro di altissima qualità, mentre la filiera conta 360 imprese e circa 7500 addetti. Il valore complessivo di circa 5 miliardi di euro, e quelle italiane sono tra le aziende più famose nel mondo. La nostra produzione annua è pari a 3,6 milioni di tonnellate di pasta, che sono praticamente un quarto dell’intera produzione mondiale. I formati della pasta sono ormai arrivati a quota 300.

    Italia leader anche nei consumi

    Se l’Italia è leader delle vendite di pasta all’estero, lo è pure riguardo ai consumi. Siamo il paese che ne mangia di più. Ben 23,5 chilogrammi a testa (ossia 65 grammi al giorno). Dietro di noi c’è la Tunisia con 17 chili, poi Venezuela (15 kg), Grecia (12 kg), Cile (9,4 kg), Stati Uniti (8,8 kg), Argentina e Turchia a pari merito (8,7 kg).

  • Terna in cima all’indice globale di sostenibilità

    L’indice GLIO/GRESB nel quale è stata inserita Terna valuta le aziende che gestiscono infrastrutture cruciali dell’energia, dei trasporti e delle reti di comunicazione in relazione alle pratiche adottate in campo ambientale, sociale e di governance (ESG).

    Terna

    Terna: terza volta nel GLIO/GRESB ESG Index

    Essere inserita all’interno dell’indice globale GLIO/GRESB rappresenta per Terna un importante riconoscimento a livello internazionale nell’ambito della sostenibilità. È la terza volta che l’operatore di reti per la trasmissione di energia elettrica viene incluso nel GLIO/GRESB ESG Index, confermando dunque il ruolo di leadership nella transizione energetica. Quest’anno, il Gruppo è riuscito a migliorare il proprio punteggio da 85 a 91 su 100, andandosi di fatto a posizionare nella fascia più alta dell’indice. Su una scala che parte dal livello più basso “E”, Terna ha raggiunto il rating “A”, vale a dire il massimo livello di valutazione.

    Terna premiata per il Piano Industriale “Driving Energy”

    Tra i pilastri che reggono l’attività di Terna, la sostenibilità è senz’altro un driver strategico. Nell’aggiornare il Piano Industriale 2021-2025 “Driving Energy”, il Gruppo ha contemplato investimenti per 10 miliardi, il 99% dei quali è considerato sostenibile in base al criterio di eleggibilità introdotto dalla Tassonomia Europea. La leadership di Terna in ambito ESG, oltre ad essere riconosciuta dall’organizzazione Carbon Disclosure Project (CDP), è attestata anche dalla sua presenza nei principali indici ESG e nelle più autorevoli classifiche internazionali come il Dow Jones Sustainability Index, il Bloomberg Gender Equality Index, l’ECPI, l’Euronext Vigeo Eiris, la FTSE4Good, l’MIB 40 ESG, l’MSCI, la S&P Global 1200 ESG e la Stoxx Global ESG Leaders

  • Start2impact Competition, l’augurio di Alessandro Benetton ai finalisti

    L’augurio di Alessandro Benetton agli imprenditori giunti alla fase finale della Start2impact Competition, iniziativa che premia le idee imprenditoriali innovative.

    Alessandro Benetton

    Alessandro Benetton: scoprire sempre il nuovo, mettendo la persona al centro

    Fare impresa in un mondo che si evolve rapidamente e continuamente, una nuova dimensione in cui cambiano i rapporti tra le persone e anche nel mondo del lavoro. Per Alessandro Benetton è importante essere pronti a questo, con la consapevolezza che andando avanti la scoperta sarà quella di trovare sempre la novità, il diverso e la voglia di conoscenza. Il Presidente di 21 Invest e di Edizione S.p.A. ha reso partecipe di questa riflessione i finalisti della Start2impact Competition, progetto che finanzia le idee più innovative legate ai territori e alle comunità premiandone l’impatto positivo sulla vita delle persone. Proprio al concetto di persona Alessandro Benetton ha dedicato parte del suo intervento, accogliendo con favore il fatto che “tutti avete messo al centro la persona, come si sente la persona e come vive la persona: per me questa è già di per sé una vittoria, ma lo deve essere anche per voi perché questo è il grande cambiamento che dovranno affrontare la nostra società e le nostre comunità nel futuro”.

    Alessandro Benetton: nella vita e nell’impresa conta lo spirito da maratona   

    Alessandro Benetton ha poi evidenziato come il parere espresso nella Start2impact Competition sia appunto “una sensazione, la giuria non può esprimere un vero e proprio giudizio dal mio punto di vista”: questo semplicemente perché “siete in fasi diverse, alcuni di voi sono un po’ più avanti, altri sono leggermente più indietro, ma questo non vuol dire assolutamente niente”. Il consiglio, quindi, sul considerare la vita, anche quella imprenditoriale, come una maratona: “Il tempo intermedio è molto relativo perché poi alla fine vale il tempo finale”, ha suggerito Alessandro Benetton agli imprenditori, specificando come questo vada letto non solo in termini di risultati economici ma anche di approccio alla propria situazione. In altri termini, “la vita ti insegna questo: quando pensi di essere primo con distacco e magari ti deconcentri perché sei troppo convinto, se ne approfitta qualcuno che pensava di essere più indietro e che tu davi per scontato”.

  • “Voci sul futuro”: la partecipazione di Carlotta Ventura all’evento ANSA – AsviS

    Carlotta Ventura all’evento di ANSA e ASviS per riflettere sulle trasformazioni in atto nell’ambito dello sviluppo sostenibile: per la manager di A2A occorre un “patto intergenerazionale” che guardi nel lungo periodo.

    Carlotta Ventura

    Futuro e sostenibilità, focus sulle parole di Carlotta Ventura

    Intervenendo al Forum di ANSA e ASviS “Voci sul futuro”, Carlotta Ventura ha fornito il proprio contributo mettendo in relazione, tra le altre cose, gli ambiti in cui opera la Life Company A2A con un approccio di lungo termine. “Ci occupiamo di elementi fondamentali della vita: acqua, aria, energia, ambiente che ci circonda e non possiamo in nessuna maniera occuparcene per l’oggi”, ha dichiarato, aggiungendo: “Ce ne possiamo occupare per il domani e, a questo punto, abbiamo l’obbligo di occuparcene per il dopodomani”. Come emerso durante il Forum, è necessario far questo anche per le nuove generazioni, per le quali Carlotta Ventura ha evidenziato l’importanza di un “patto intergenerazionale, che dovrebbe essere normale, da noi ai figli o ai nipoti. Adesso va ancora più avanti e, per chi fa infrastrutture, è fondamentale”. Riflessione che trae forza anche da quanto afferma l’Articolo 9 della Costituzione: la Repubblica Italiana “tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni”.

    Carlotta Ventura: tre dimensioni per orientarsi alla sostenibilità

    Al Forum “Voci sul futuro” si è poi parlato delle grandi sfide della contemporaneità, tra cui globalizzazione, innovazione, clima e infrastrutture. Argomenti per cui Carlotta Ventura ha rimarcato la centralità di non focalizzarsi esclusivamente sul presente: “I piani industriali sono a 10 anni ma forse dobbiamo guardare ancora più avanti come gli obiettivi che dobbiamo raggiungere al 2050 ci obbligano a fare”, ha dichiarato facendo riferimento all’orizzonte temporale che l’Unione Europea indica per obiettivi di tipo ambientale, climatico ed energetico. In primo piano anche le tre dimensioni di riferimento per orientare le aziende alla sostenibilità: impegno etico, obblighi di rendicontazione non finanziaria ma anche benefici per quanto concerne la stabilità. Come dichiarato infatti da Carlotta Ventura, “tutte le analisi sull’andamento dei titoli azionari dicono che i titoli ESG hanno una maggiore stabilità nei tempi di volatilità”.