Categoria: Economia e Finanza

  • Paolo Gallo: “Italgas cresce da 24 trimestri consecutivi. Idrogeno? Non prima di 5-7 anni”

    Paolo Gallo a Torino per l’Assemblea sul bilancio 2022 di Italgas: transizione, sicurezza energetica, idrogeno e settore idrico i temi principali del suo intervento.

    Paolo Gallo

    Energia, Paolo Gallo: “Sicurezza e costi competitivi le priorità”

    La transizione energetica non è più l’unico faro delle azioni messe in campo dall’Unione Europea. Negli ultimi mesi, complice lo scoppio della guerra in Ucraina, ad affiancarla c’è infatti il tema della sicurezza degli approvvigionamenti, ormai diventata cruciale tanto quanto la decarbonizzazione. A ricordarlo è Paolo Gallo, Amministratore Delegato di Italgas, nel suo intervento all’Assemblea degli Azionisti sul bilancio 2022 tenutasi presso la storica sede in largo Regio Parco, a Torino. Dopo aver illustrato i numeri della crescita costante e stabile di Italgas, che prosegue il suo trend positivo ormai da 24 mesi consecutivi nonostante la pandemia e il conflitto, il manager ha sottolineato l’importanza di ottenere energia a prezzi competitivi. “Quando parliamo di transizione energetica – ha spiegato Paolo Gallonon dobbiamo dimenticarci che dobbiamo garantire la sicurezza di approvvigionamenti e un costo dell’energia che deve rendere competitiva la nostra industria”. I distributori come Italgas assumono quindi un ruolo sempre più determinante per gli obiettivi futuri del Paese in uno scenario energetico caratterizzato da “un processo di profonda trasformazione”, come ha ribadito anche la Presidente Benedetta Navarra.

    Paolo Gallo: “Tecnologie di Italgas al servizio delle reti idriche, a maggio offerta vincolante per Veolia”

    Se negli ultimi anni Italgas è stata impegnata nella realizzazione di un network full digital in grado di gestire e distribuire i nuovi gas rinnovabili, è vero anche che oggi non sussistono ancora tutte le condizioni per sfruttare al meglio le nuove fonti green, ha aggiunto Paolo Gallo. L’AD di Italgas si riferisce in particolare all’idrogeno verde, la cui era “non comincerà prima di 5-7 anni”, ossia quando il suo costo diventerà finalmente competitivo. Intanto il Gruppo torinese, forte dei risultati positivi emersi dall’ultimo bilancio, si prepara a consolidare la sua presenza anche nel settore idrico grazie alla trattativa con la francese Veolia. Entro maggio Italgas intende infatti presentare un’offerta vincolante per l’acquisizione di alcune società attive nel servizio idrico in Lazio, Campania e Sicilia: “In primavera già si intravedono problemi di carenza idrica e noi crediamo che le nostre tecnologie sviluppate sulle reti di distribuzione del gas, se applicate a quelle d’acqua, ci permetteranno di migliorare in modo significativo anche le reti che arriveremo a gestire post accordo positivo con Veolia“, ha concluso Paolo Gallo.

  • Tasse ed auto elettriche, il Texas guida la rivolta dei mancati incassi

    La mobilità ormai ha svoltato a livello globale verso i veicoli ad emissione zero. Ma oltre agli effetti indubbiamente positivi, la diffusione dei veicoli elettrici comporta una conseguenza negativa per le pubbliche amministrazioni. Incassano infatti meno tasse, ossia quelle che si applicano generalmente sui carburanti fossili.

    Le mancate tasse

    tasse e auto elettricheIn tutto il mondo la vendita del carburante genera un introito da tasse. Un pieno di benzina genera un gettito, che nella maggior parte dei casi serve a finanziare la manutenzione stradale. Se il gettito si riduce, è chiaro che bisogna trovare una risorsa alternativa.
    In questo senso il Texas si è posto a capo di una sorta di “rivolta”, che mira ad introdurre nuove tasse per colpire i proprietari di auto elettriche.

    Nello Stato americano è stato infatti presentato un disegno di legge che prevede un’imposta fino a 200 dollari annui, per compensare le mancate accise sui carburanti. Approvato già dalla Camera di rappresentanti, il provvedimento dovrà essere adottato dal Governatore dello Stato.

    Gli altri seguono il Texas

    Quello del Texas non è un caso isolato. A conferma di quanto la diffusione di veicoli elettrici crei un impatto preoccupante sulle entrate fiscali, almeno una ventina di stati americani hanno deciso di procedere alle imposizioni di nuove tasse sulle auto a batteria. Quello che però contraddistingue il Texas è l’importo quasi doppio rispetto a quello deciso ad altri Stati. In California, dove hanno il problema dei limiti di spesa pubblica consentiti allo Stato (il limite di Gann o il limite degli stanziamenti statali) si fermano poco oltre i 100 dollari.

    Ma la corsa continua

    Ironia della sorte, è proprio nel Texas che Elon Musk ha deciso di stabilire la sede di Tesla, ossia la più famosa delle aziende produttrici di auto elettriche. Ma questo giro di vite fiscale non inciderà comunque sulla corsa alla motorizzazione elettrica.
    Tesla ha avviato in Texas i lavori per la costruzione di una raffineria di litio, metallo essenziale per le batterie dei veicoli elettrici, mentre il suo veicolo Model Y ha aumentato le vendite del 67% in meno di cinque mesi. Ma anche altri veicoli stanno avendo enormi tassi di crescita: la Model 3, la Volkswagen ID, la Kaufman Kama, la Kona Electric, la Hyundai Ioniq, ecc.

  • COMUNICATO STAMPA: Juice Plus+ pluripremiata alla 27ᵃ edizione del Premio AVEDISCO

    Milano, 15 maggio 2023 – The Juice Plus+ Company si conferma un’eccellenza nel settore della Vendita Diretta e, alla 27ᵃ Edizione del Premio Nazionale AVEDISCO, conquista ben 2 riconoscimenti per i suoi venditori. Un risultato molto importante per l’azienda di salute e benessere, che opera sul mercato con l’obiettivo di ispirare uno stile di vita sano a livello globale da oltre 50 anni.

     

    Il premio AVEDISCO

    Dal 1992 AVEDISCO (Associazione Vendite Dirette Servizio Consumatori) premia i migliori incaricati alla vendita diretta delle aziende associate che si sono particolarmente contraddistinti nello svolgimento della loro attività. La cerimonia di premiazione 2023 si è tenuta venerdì 12 maggio e ha visto fra i suoi vincitori ben 3 incaricati alle vendite di Juice Plus+.

    L’evento, presentato dal conduttore televisivo Giorgio Mastrota, si è svolto all’Hotel Melià di Milano e ha avuto l’obiettivo di riconoscere e celebrare l’impegno, la qualità e i successi di tanti venditori delle consociate. All’evento ha partecipato anche il Professor Enzo Risso, Direttore Scientifico di Ipsos Italia, che ha presentato la nuova ricerca Ipsos Flair 2023, che racconta cosa accade nel mercato italiano e le reazioni dei consumatori. Per Juice Plus+ ha presenziato Clara Corbetta, SE Regional Sales Manager. 

     

    I premiati Juice Plus+ della 27ᵃ Edizione

    Tra gli incaricati dell’azienda che da anni contribuiscono alla sua crescita, Debora Capri e Cristiano Renzini, vincitori del Premio Coppia alla carriera. Innamorati dell’azienda, del prodotto e del modello di business da più di 10 anni, condividono ogni giorno l’opportunità di Juice Plus+ con più persone possibili rappresentando a pieno tutti i valori aziendali. Sono un grande esempio di leadership, imprenditorialità e crescita personale.

    Sara Settimi, invece, si è confermata la migliore a livello di performance: entrata in contatto con Juice Plus+ tramite i social nel 2014, oggi continua a raccontare la sua esperienza e i prodotti con positività e un entusiasmo contagioso, che si può cogliere in ogni suo contatto, incontro, presentazione.  In questi anni ha raggiunto risultati straordinari creando un business solido formato da persone come lei, ambiziose e con un forte credo nella mission aziendale. 

    Valentina Cucinotta, Regional Director Southern & Eastern Europe di Juice Plus+, ha dichiarato: “Il nostro obiettivo è quello di diventare l’azienda di prodotti di origine vegetale numero uno nella vendita diretta a livello globale ed i Partner sono una parte fondamentale del nostro business. Per questo motivo siamo molto orgogliosi che il loro lavoro durante l’ultimo anno sia stato riconosciuto e apprezzato da AVEDISCO, che rappresenta le più importanti realtà industriali e commerciali nel settore della Vendita Diretta”.

     

    Juice Plus+: un successo globale

    La 27ᵃ Edizione del Premio Nazionale AVEDISCO è stata l’occasione per conoscere ancora meglio Juice Plus+ e celebrare i risultati ottenuti nel corso dell’anno. The Juice Plus+ Company è infatti una realtà che opera in quasi 30 Paesi in tutto il mondo ed è supportata da una community guidata da oltre 200.000 Partner di vendita indipendenti e oltre un milione di clienti.  

    Un’esperienza all’insegna della condivisione dei risultati delle aziende associate in termini di vendite ottenute e marginalità raggiunta, in cui Juice Plus+ ha celebrato i migliori networker dell’azienda: l’essenza stessa del brand.

  • Investimenti sostenibili ESG: Banca Generali, nuovo appuntamento di “BG4SDGs – Time to Change”

    Prosegue l’impegno di Banca Generali a favore degli investimenti sostenibili ESG e delle iniziative nel sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della sostenibilità.

    Banca Generali

    Investimenti sostenibili ESG: Banca Generali, il tredicesimo appuntamento di “BG4SDGs – Time to Change”

    Leader negli investimenti sostenibili ESG, Banca Generali dedica il tredicesimo appuntamento di “BG4SDGs – Time to Change”, progetto nato per approfondire lo stato dell’arte del processo di raggiungimento dei 17 obiettivi dell’Agenda ONU 2030, all’importanza di una gestione sostenibile dell’acqua e delle strutture igienico-sanitarie. Ed è a Singapore che si è recato il fotografo Stefano Guindani, al fianco di Banca Generali in questa iniziativa, per indagare la situazione relativa al Sustainable Development Goal (SDG) numero 6 che promuove l’accesso universale ed equo all’acqua potabile. Nonostante la forte dipendenza dalla vicina Malaysia e la limitata superfice territoriale, Singapore si distingue per le modalità di gestione delle risorse idriche più limitate come l’acqua a favore di una visione di lungo periodo e di crescita economica a beneficio dei cittadini e della comunità. Qui infatti è stata lanciata un’innovativa tecnologia a cui è stato dato il nome di NEWater: un sistema di purificazione delle acque reflue che sfrutta sofisticate membrane e luci ultraviolette per trasformare le acque raccolte in potabili e adatte a scopi privati e industriali. Forte dell’impegno sul fronte degli investimenti sostenibili ESG, l’Istituto ha individuato in “BG4SDGs – Time to Change” una delle tappe più significative del percorso intrapreso per sensibilizzare l’opinione pubblica sul valore della sostenibilità e dei 17 obiettivi dell’Agenda ONU 2030.

    Investimenti sostenibili ESG: il percorso di Banca Generali nella sostenibilità

    L’attenzione di Banca Generali verso la sostenibilità e gli investimenti sostenibili ESG si riflette nel progetto fotografico “BG4SDGs – Time to Change”. In particolare, a emergere in questo tredicesimo appuntamento, attraverso gli scatti di Stefano Guindani, è come NEWater rappresenti l’esempio concreto di come sia possibile invertire la rotta del cambiamento climatico compiendo progressi nella lotta alla scarsità del bene più prezioso presente sul nostro Pianeta e necessario per la vita: l’acqua. Il progetto fotografico promosso da Banca Generali si colloca all’interno del percorso orientato alla sostenibilità che è stato intrapreso nel 2019 con il lancio di una piattaforma dedicata agli investimenti sostenibili ESG, in grado di fornire una valutazione approfondita del livello di sostenibilità dei singoli prodotti d’investimento scelti dai clienti. Un impegno che si rafforza ulteriormente negli anni, come indicano anche gli obiettivi sfidanti inclusi nel Piano Strategico 2022-24 annunciato lo scorso anno con una risposta delle AUM ESG in crescita al 32% sul totale delle soluzioni gestite.

  • Case green: quanto conta l’efficienza energetica nella scelta d’acquisto

    Acquistare casa non richiede attenzione solo al portafoglio ma anche alla sua capacità di resa energetica. Ma quanto e come investono gli italiani dal punto di vista green? Lo studio realizzato da ENEA, Fiaip e I-com sull’efficienza energetica nel comparto del mattone cerca di fornirci alcune risposte, e per farlo sono stati intervistati 600 agenti immobiliari.

    Ebbene, secondo il 56% del campione nell’acquisto di un immobile si ritiene fondamentale l’efficienza energetica, mentre il 58% considera l’APE (Attestato Prestazione Energetica) un elemento importante in grado di veicolare gli investitori verso immobili migliori dal punto di vista della qualità energetica.

    Ancora, il 57% ritiene che anche il Superbonus 110% abbia garantito un forte impulso al mercato immobiliare. Tuttavia, il processo di transizione ecologica è quanto mai fondamentale in questa fase, e non può essere ostacolato da scelte inopportune a livello politico. È questo quanto sostiene il vice presidente Fiaip – Gian Battista Baccarini – quando si riferisce all’abolizione dello sconto in fattura e alla cd Direttiva Case Green, fattori che contribuiscono a svalutare il patrimonio immobiliare diffuso delle famiglie italiane.

  • Rc Auto Sicilia: ad aprile +14,6% rispetto a 12 mesi fa

    Ancora brutte notizie per gli automobilisti siciliani; dopo il caro-mutui e l’aumento generalizzato dei prezzi dei beni di consumo, anche il rincaro dell’Rc auto iniziato quasi un anno e mezzo fa non stenta a rallentare tanto è vero che, come evidenziato dall’Osservatorio di Facile.it*, in appena 12 mesi, il premio medio pagato in Sicilia per assicurare un veicolo a quattro ruote è cresciuto del 14,6% arrivando, ad aprile 2023, a 506,76 euro.

    L’incremento annuale è il secondo più basso registrato in Italia, posizionandosi dopo la Calabria (+8,4%) e subito prima della Campania (+14,8%).

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 1.100.000 preventivi e relative quotazioni effettuati in Sicilia e raccolti da Facile.it nel corso degli ultimi 12 mesi.

    «Nell’ultimo anno i premi Rc auto hanno cominciato a salire in maniera graduale, ma costante», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «Solamente sei mesi fa nella regione le tariffe erano più basse del 9% rispetto a quelle rilevate ad aprile 2023. A causare gli aumenti è in primo luogo il costo crescente dei sinistri dovuto da un lato all’inflazione, dall’altro a riparazioni più onerose, sia per i pezzi di ricambio che per la manodopera.».

    L’andamento provinciale

    Confrontando la tariffa media dell’Rc auto di aprile 2023 con quella rilevata 12 mesi prima, emerge come l’incremento sia stato registrato in tutte le province siciliane, seppur con valori differenti.

    A segnare l’aumento più consistente è Siracusa, area dove lo scorso mese i valori medi sono saliti del 26,5% rispetto ad aprile 2022, raggiungendo i 476,22 euro, seguita da Ragusa (+19,2%, 490,83 euro) e Messina (+17,9%, 465,02 euro). Continuando a scorrere la classifica siciliana si posizionano Trapani, che in 12 mesi ha vissuto un incremento del 14,8% (454,49 euro), Catania (+14,2%, 518,23 euro), Caltanissetta (+13,7%, 497,63 euro) ed Enna (+13,5%, 369,87 euro). Chiude la graduatoria regionale la provincia di Palermo, area che ad aprile ha registrato un rialzo delle tariffe dell’11,7%, arrivando a 535,44 euro.

    In valori assoluti, sempre ad aprile 2023, Palermo è risultata essere la provincia più cara della regione, Enna la più economica.

    Garanzie accessorie

    Considerando le garanzie accessorie sottoscritte dagli automobilisti siciliani, emerge come tra coloro che ne hanno inserita una in fase di preventivo, la più richiesta sia stata l’assistenza stradale, scelta dal 57,4% dei guidatori.

    Seppur a grande distanza, seguono la tutela legale (20%), la garanzia infortuni conducente (13,2%) e la copertura furto e incendio (6,7%).

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 1.168.618 preventivi effettuati in Sicilia su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 aprile 2022 e il 30 aprile 2023 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Rc Auto Calabria: ad aprile +8,4% rispetto a 12 mesi fa

    Ancora brutte notizie per gli automobilisti calabri; dopo il caro-mutui e l’aumento generalizzato dei prezzi dei beni di consumo, anche il rincaro dell’Rc auto iniziato quasi un anno e mezzo fa non stenta a rallentare tanto è vero che, come evidenziato dall’Osservatorio di Facile.it*, in appena 12 mesi, il premio medio pagato in Calabria per assicurare un veicolo a quattro ruote è cresciuto dell’8,4% arrivando, ad aprile 2023, a 588,13 euro.

    Sebbene l’incremento annuale sia il più basso registrato in Italia e l’unico ad una cifra, lo scorso mese la regione è risultata essere la terza area della Penisola con il premio medio più elevato, posizionandosi dopo la Campania (917,05 euro) e la Puglia (590,27 euro).

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 200.000 preventivi e relative quotazioni effettuati in Calabria e raccolti da Facile.it nel corso degli ultimi 12 mesi.

    «Nell’ultimo anno i premi Rc auto hanno cominciato a salire in maniera graduale, ma costante», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «Solamente sei mesi fa nella regione le tariffe erano più basse del 5% rispetto a quelle rilevate ad aprile 2023. A causare gli aumenti è in primo luogo il costo crescente dei sinistri dovuto da un lato all’inflazione, dall’altro a riparazioni più onerose, sia per i pezzi di ricambio che per la manodopera.».

    L’andamento provinciale

    Confrontando la tariffa media dell’Rc auto di aprile 2023 con quella rilevata 12 mesi prima, emerge come l’incremento sia stato registrato in tutte le province calabre, seppur con valori differenti.

    A segnare l’aumento più consistente è Cosenza, area dove lo scorso mese i valori medi sono saliti del 18,6% rispetto ad aprile 2022, raggiungendo i 546,87 euro, seguita da Catanzaro (+13,4%, 544,56 euro). Rincari inferiori alla media regionale per Reggio Calabria, che in 12 mesi ha vissuto un incremento del 5,6% (592,96 euro), e Crotone (+4,2%, 718,46 euro). Chiude la classifica calabra la provincia di Vibo Valentia, area che ad aprile ha registrato un lieve rialzo delle tariffe dell’1,2%, arrivando a 662,07 euro.

    In valori assoluti, sempre ad aprile 2023, Crotone è risultata essere la provincia più cara della regione, Catanzaro la più economica.

    Garanzie accessorie

    Considerando le garanzie accessorie sottoscritte dagli automobilisti calabri, emerge come tra coloro che ne hanno inserita una in fase di preventivo, la più richiesta sia stata l’assistenza stradale, scelta dal 59,1% dei guidatori.

    Seppur a grande distanza, seguono la garanzia infortuni conducente (16,4%), tutela legale (11,3%) e la copertura furto e incendio (7,3%).

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 253.248 preventivi effettuati in Calabria su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 aprile 2022 e il 30 aprile 2023 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Rc Auto Marche: ad aprile +21,3% rispetto a 12 mesi fa

    Ancora brutte notizie per gli automobilisti marchigiani; dopo il caro-mutui e l’aumento generalizzato dei prezzi dei beni di consumo, anche il rincaro dell’Rc auto iniziato quasi un anno e mezzo fa non stenta a rallentare tanto è vero che, come evidenziato dall’Osservatorio di Facile.it*, in appena 12 mesi, il premio medio pagato nelle Marche per assicurare un veicolo a quattro ruote è cresciuto del 21,3% arrivando a 482,03 euro.

    L’incremento annuale registrato ad aprile 2023 nella regione è risultato essere il terzo più alto della Penisola, a pari merito con il Friuli-Venezia Giulia e sul gradino più basso del podio dopo il Trentino-Alto Adige (+24,9%) e la Liguria (+21,9%).

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 300.000 preventivi e relative quotazioni effettuati nelle Marche e raccolti da Facile.it nel corso degli ultimi 12 mesi.

    «Nell’ultimo anno i premi Rc auto hanno cominciato a salire in maniera graduale, ma costante», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «Solamente sei mesi fa nella regione le tariffe erano più basse del 13% rispetto a quelle rilevate ad aprile 2023. A causare gli aumenti è in primo luogo il costo crescente dei sinistri dovuto da un lato all’inflazione, dall’altro a riparazioni più onerose, sia per i pezzi di ricambio che per la manodopera.».

    L’andamento provinciale

    Confrontando la tariffa media dell’Rc auto di aprile 2023 con quella rilevata 12 mesi prima, emerge come l’incremento a due cifre sia stato registrato in tutte le province marchigiane, seppur con valori differenti.

    A segnare l’aumento più consistente è Pesaro e Urbino, area dove lo scorso mese i valori medi sono saliti del 22,9% rispetto ad aprile 2022, raggiungendo i 482,91 euro, seguita da Fermo (+22%, 455,42 euro) e, a brevissima distanza, Macerata (21,9%, 485,42 euro). Chiudono la classifica regionale Ancona, che in 12 mesi ha vissuto un incremento del 20,1% (502,04 euro), ed Ascoli Piceno (+19,1%, 434,38 euro).

    In valori assoluti, sempre ad aprile 2023, Ancona è risultata essere la provincia più cara della regione, Ascoli Piceno la più economica.

    Garanzie accessorie

    Considerando le garanzie accessorie sottoscritte dagli automobilisti marchigiani, emerge come tra coloro che ne hanno inserita una in fase di preventivo, la più richiesta sia stata l’assistenza stradale, scelta dal 45,3% dei guidatori.

    Seppur a grande distanza, seguono la tutela legale (19,9%), la garanzia infortuni conducente (19,2%) e la copertura furto e incendio (8,3%).

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 313.162 preventivi effettuati nelle Marche su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 aprile 2022 e il 30 aprile 2023 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Isocell imbocca la galleria della crescita e presenta un nuovo polo direzionale

    Come la costruzione di un tunnel ferroviario, che avanza metro dopo metro: non si ferma la crescita della Isocell Precompressi Spa, azienda bergamasca specializzata nella realizzazione di conci per gallerie, stadi e grandi logistiche. E i numeri sono ad “alta velocità”: fondata nel 2006 dai fratelli Francesco e Giuseppe Losciuto, l’azienda di Pognano (Bergamo) in poco più di 10 anni ha imboccato uno slancio da curva parabolica: fatturato annuo di oltre 138 milioni di euro (+37% rispetto al 2021), ricavi complessivi del +22% sul 2021, indotto di oltre 900 collaboratori, capitale netto investito di 111 milioni di euro e un margine operativo lordo cresciuto del 56% rispetto all’anno 2021.

    In un panorama complessivo in cui le realtà industriali davvero in grado di affrontare le sfide del momento sono in diminuzione (basti pensare al caso dei fondi Pnrr: secondo i recenti calcoli de Il Sole 24 Ore, ai bandi di rete Ferroviaria Italiana, tutti per importi dai 40 milioni di euro in su, le imprese in grado di presentarsi sono solo 3,5 in media per ogni gara), Isocell è al contrario tra le prime aziende del settore anche a livello finanziario, ai primi posti del rating nazionale[1] vantando la forza economica e produttiva necessaria a scendere in campo anche nelle grandi competizioni.

    Le competenze sono elevate, così come i numeri, ma la ricetta per la crescita è rimasta semplice: ingegno, passione per il lavoro e il coraggio di affrontare grandi sfide, senza tirarsi indietro. “Non c’è sfida senza impegno e passione. L’imprinting di Isocell è quello di mantenere lo sguardo rivolto a nuovi obiettivi da superare. La realizzazione di Isocell 3 rappresenta appieno la nostra filosofia aziendale; accettare sfide sempre più grandi per realizzare progetti che entreranno nella storia” – affermano proprio Giuseppe e Francesco Losciuto titolari di Isocell.

    Ed è proprio al suo quartier generale che Isocell regalerà un’ulteriore novità: una nuova palazzina direzionale studiata dall’azienda stessa in collaborazione con Studio Cartella Dri e Arch. Angelo Bianchi. Isocell HQ – Garden Offices sarà un edificio sostenibile con una struttura innovativa e prefabbricata, realizzata applicando i più avanzati concetti di sostenibilità sui materiali utilizzati (con materie prime in parte provenienti da economia circolare), sull’energia proveniente dal fotovoltaico e avvalendosi di approvvigionamenti regionali con una significativa riduzione della CO2 rispetto ad edifici tradizionali. La copertura parzialmente verde, che si estenderà su 900 metri quadrati, consentirà di assorbire maggiormente la CO2 e di mitigare l’effetto Isola di calore, evitando il surriscaldamento dell’edificio e riducendo il fabbisogno di condizionamento estivo e riscaldamento invernale. La facciate ispirate agli iconici stabilimenti Isocell, che presentano una composizione di pixel nei colori della società giallo, nero, grigio e bianco, sono state reinterpretate con moduli tridimensionali di varie profondità per creare vibrazioni di luci e ombre intervallati da moduli “green” che posso accogliere essenze vegetali. La realizzazione di spazi modulari, verde e giardini sui terrazzi ha l’obiettivo di offrire ai propri collaboratori un ambiente confortevole, capace di trasmettere serenità ed entusiasmo per affrontare le sfide di ogni giorno. I dipendenti, che oggi toccano circa quota 400 risorse, sono infatti al centro della vision dei fratelli Losciuto che, attraverso la nuova realizzazione vogliono rappresentare la propria gratitudine e ringraziare chi oggi contribuisce ai risultati dell’azienda. La nuova palazzina, infatti, con i suoi ambienti ispirati a quelli delle big del web, e l’attenzione al benessere di chi la farà “vivere”, sembra andare in questa direzione, così come le convenzioni che sono in fase di avvio con istituti di formazione professionale e università. Un’attenzione al personale che continua ad essere tra le priorità nei futuri progetti di sviluppo.

    Durante la presentazione è intervenuto anche il consigliere regionale Giovanni Malanchini: “É un piacere ed un onore partecipare all’evento organizzato da Isocell, con l’intento di testimoniare quanto Regione Lombardia riconosca il valore fondante del lavoro e del fare impresa. In una provincia operosa come quella di Bergamo, considerata a ragione la patria dell’edilizia, Isocell ha saputo realizzare in questi anni un modello di sviluppo che coniuga tradizioni e innovazione, crescita economica e sviluppo sociale. Questo evento di condivisione di risultati e di obiettivi é l’esempio di un’azienda che é parte integrante di un territorio, che affronta le sfide del futuro partendo dal senso di appartenenza ad una comunità. Regione Lombardia, é il motore economico d’Italia e una delle aree più sviluppate d’Europa e del mondo grazie all’intraprendenza delle sue imprese e di chi ci lavora; i successi di Isocell sono i successi di un intero territorio che li celebra orgogliosamente. Da rappresentante della Regione ringrazio per l’invito e faccio i complimenti ad Isocell, confermando l’impegno a realizzare le condizioni ottimali affinché la Lombardia continui ad essere la “terra del fare” per eccellenza”.

    [1] Certificato da Backer Tilly Italy S.p.A.

  • Rc Auto Puglia: ad aprile +19,5% rispetto a 12 mesi fa

    Ancora brutte notizie per gli automobilisti pugliesi; dopo il caro-mutui e l’aumento generalizzato dei prezzi dei beni di consumo, anche il rincaro dell’Rc auto iniziato quasi un anno e mezzo fa non stenta a rallentare tanto è vero che, come evidenziato dall’Osservatorio di Facile.it*, in appena 12 mesi, il premio medio pagato in Puglia per assicurare un veicolo a quattro ruote è cresciuto del 19,5% arrivando, ad aprile 2023, a 590,27 euro.

    Lo scorso mese la regione è risultata essere la seconda area della Penisola con il premio medio più elevato, posizionandosi dopo la Campania (917,05 euro) e prima della Calabria (588,13 euro).

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 400.000 preventivi e relative quotazioni effettuati in Puglia e raccolti da Facile.it nel corso degli ultimi 12 mesi.

    «Nell’ultimo anno i premi Rc auto hanno cominciato a salire in maniera graduale, ma costante», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «Solamente sei mesi fa nella regione le tariffe erano più basse del 10% rispetto a quelle rilevate ad aprile 2023. A causare gli aumenti è in primo luogo il costo crescente dei sinistri dovuto da un lato all’inflazione, dall’altro a riparazioni più onerose, sia per i pezzi di ricambio che per la manodopera.».

    L’andamento provinciale

    Confrontando la tariffa media dell’Rc auto di aprile 2023 con quella rilevata 12 mesi prima, emerge come l’incremento a doppia cifra sia stato registrato in tutte le province pugliesi, seppur con valori differenti.

    A segnare l’aumento più consistente è Bari, area dove lo scorso mese i valori medi sono saliti del 25,6% rispetto ad aprile 2022, raggiungendo i 610,49 euro, seguita da Brindisi (+20,8%, 579,62 euro), Lecce (+20,3%, 481,23 euro) e, a brevissima distanza, Barletta-Andria-Trani, che in 12 mesi ha vissuto un incremento del 20,2% (674,29 euro).

    Chiudono la classifica pugliese le province di Foggia (+12,1%, 769,77 euro) e Taranto, area che ad aprile ha registrato un rialzo delle tariffe dell’11,7%, salendo a 552,94 euro.

    In valori assoluti, sempre ad aprile 2023, Foggia è risultata essere la provincia più cara della regione, Lecce la più economica.

    Garanzie accessorie

    Considerando le garanzie accessorie sottoscritte dagli automobilisti pugliesi, emerge come tra coloro che ne hanno inserita una in fase di preventivo, la più richiesta sia stata l’assistenza stradale, scelta dal 64,2% dei guidatori.

    Seppur a grande distanza, seguono la garanzia infortuni conducente (16,1%) e la tutela legale (13,8%).

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 463.585 preventivi effettuati in Puglia su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 aprile 2022 e il 30 aprile 2023 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Rc Auto Campania: ad aprile +14,8% rispetto a 12 mesi fa

    Ancora brutte notizie per gli automobilisti campani; dopo il caro-mutui e l’aumento generalizzato dei prezzi dei beni di consumo, anche il rincaro dell’Rc auto iniziato quasi un anno e mezzo fa non stenta a rallentare tanto è vero che, come evidenziato dall’Osservatorio di Facile.it*, in appena 12 mesi, il premio medio pagato in Campania per assicurare un veicolo a quattro ruote è cresciuto del 14,8% arrivando, ad aprile 2023, a 917,05 euro.

    Sebbene l’incremento annuale sia il terzo più basso registrato in Italia, la regione risulta essere ancora una volta l’area della Penisola con il premio medio più elevato; dati alla mano, ad aprile 2023, per assicurare una vettura in Campania occorreva il 77% in più di quanto rilevato a livello nazionale.

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 1.200.000 preventivi e relative quotazioni effettuati in Campania e raccolti da Facile.it nel corso degli ultimi 12 mesi.

    «Nell’ultimo anno i premi Rc auto hanno cominciato a salire in maniera graduale, ma costante», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «Solamente sei mesi fa nella regione le tariffe erano più basse dell’8% rispetto a quelle rilevate ad aprile 2023. A causare gli aumenti è in primo luogo il costo crescente dei sinistri dovuto da un lato all’inflazione, dall’altro a riparazioni più onerose, sia per i pezzi di ricambio che per la manodopera.».

    L’andamento provinciale

    Confrontando la tariffa media dell’Rc auto di aprile 2023 con quella rilevata 12 mesi prima, emerge come l’incremento a doppia cifra sia stato registrato in tutte le province campane, ad eccezione di Avellino.

    A segnare l’aumento più consistente è Benevento, area dove lo scorso mese i valori medi sono saliti del 21,9% rispetto ad aprile 2022, raggiungendo i 665,22 euro, seguita da Caserta (+20%, 936,21 euro). Rincari inferiori alla media regionale per Napoli, che in 12 mesi ha vissuto un incremento del 14% (968,89 euro), e Salerno (+13%, 721,29 euro). Chiude la classifica campana la provincia di Avellino, area che ad aprile ha registrato un rialzo delle tariffe del 7,9%, salendo a 674,67 euro.

    In valori assoluti, sempre ad aprile 2023, Napoli è risultata essere la provincia più cara della regione, Benevento la più economica.

    Garanzie accessorie

    Considerando le garanzie accessorie sottoscritte dagli automobilisti campani, emerge come tra coloro che ne hanno inserita una in fase di preventivo, la più richiesta sia stata l’assistenza stradale, scelta dal 63,9% dei guidatori.

    Seppur a grande distanza, seguono la tutela legale (25,1%) e la garanzia infortuni conducente (7,1%).

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 1.266.550 preventivi effettuati in Campania su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 aprile 2022 e il 30 aprile 2023 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • CleanTech, Flavio Raimondo: Innovatec e Green Up insieme per la protezione ambientale

    Flavio Raimondo, Amministratore Delegato di Haiki+ S.r.l. (Innovatec S.p.A.), ha confermato che l’acquisizione di Green Up ha fatto della società un key player del CleanTech e ha garantito un’opportunità per ampliare l’offerta riservata ai clienti.

    L'Amministratore Unico di Green Up, Flavio Raimondo

    Flavio Raimondo: con Innovatec servizi a 360° grazie all’integrazione di Green Up

    Haiki+ S.r.l. (Innovatec S.p.A.), di cui Flavio Raimondo è Amministratore Delegato, ha recentemente acquisito Green Up, società specializzata nella gestione integrata dei rifiuti. Grazie a questa operazione, la holding italiana punta a diventare un leader nel settore CleanTech, offrendo un servizio a 360° che va dallo studio degli impatti ambientali dei prodotti e delle attività fino alla messa in discarica dei rifiuti non più utilizzabili. “Questa operazione è un messaggio al mercato che dice: noi ci siamo, noi non anticipiamo il futuro ma siamo il futuro”, ha commentato Flavio Raimondo. Efficienza energetica, economia circolare e protezione ambientale rappresentano la cosiddetta Clean Technology, ovvero il settore che include tutte quelle tecnologie utili a eliminare o limitare l’impatto ambientale dei processi produttivi. “Oggi abbiamo due società, Innovatec e Green Up – ha aggiunto l’AD – che sotto il cappello di Innovatec Group possono fornire ai clienti un servizio a 360° che va dallo studio degli impatti ambientali di prodotti e attività fino alla messa in dimora degli scarti non più utilizzabili”.

    Flavio Raimondo: dalla produzione alla discarica controllata, un progetto su misura

    La recente acquisizione rappresenta una reale opportunità di crescita: le società del Gruppo possono infatti avvalersi del know-how tecnico della nuova controllata per offrire ai propri clienti nuovi servizi. Le attività CleanTech promosse da Innovatec partono da un progetto fatto su misura che riguarda la produzione, di prodotti o servizi, affinché quest’ultima possa diventare più efficiente e più efficace dal punto di vista ambientale. “Possiamo studiare l’impatto di qualsiasi tipo di prodotto – ha sottolineato Flavio Raimondoe possiamo trattarlo utilizzando i nostri impianti tecnologicamente avanzati, grazie ai quali possiamo ridurre al minimo gli scarti e far diventare quello che oggi la gente definisce banalmente rifiuto un prodotto da rimettere sul mercato o una materia prima che possa poi fornire un prodotto finito”. Nel momento in cui i residui non possono più essere lavorati, l’azienda offre il conferimento in discariche controllate nel pieno rispetto dei canoni ambientali. Innovatec, come confermato da Flavio Raimondo, sta già facendo la differenza e continuerà a farlo grazie alla sua forza commerciale in grado di capire le esigenze del cliente e soddisfare le varie richieste nell’ambito dell’efficienza energetica e dell’economia circolare.

  • Risparmio privato, Banca Generali lancia il progetto “New Generation”

    Risparmio privato, sempre più famiglie scelgono di affidarsi a consulenti esperti. Banca Generali risponde “svecchiando” la propria rete grazie ai nuovi inserimenti previsti dal progetto “New Generation”.

    Banca Generali

    Banca Generali apre ai giovani consulenti per ampliare i servizi di risparmio privato

    Pandemia, conflitto russo-ucraino, crisi energetica, inflazione: di fronte ai cambiamenti repentini negli scenari globali le famiglie italiane hanno reagito aumentando notevolmente i livelli di risparmio privato. E non solo: rispetto al passato, sempre più persone scelgono di affidarsi a consulenti esperti. Lo sa bene Banca Generali, che per rispondere ai mutamenti del mercato ha dato il via al progetto “New Generation”. Scopo dell’Istituto formare una nuova generazione di consulenti finanziari under 35 in grado di intercettare le esigenze dei futuri clienti private. Nello specifico l’iniziativa, che si rivolge ai giovani private banker e wealth advisors, prevede 36 mesi di formazione continua e soprattutto attività di mentoring grazie alle quali i consulenti senior potranno condividere con i partecipanti competenze tecniche e comportamentali. Con “New Generation” Banca Generali intende ampliare la propria rosa di professionisti e fornire una risposta alla crescente richiesta di consulenza da parte delle famiglie. Se è vero infatti che l’Italia è da sempre considerata uno dei principali Paesi europei per l’elevato livello di risparmio privato, negli ultimi anni sempre meno giovani hanno deciso di avvicinarsi al settore. A spiegarlo è Stefano Lenti, Responsabile Area Consulenti Finanziari di Banca Generali: “Da diversi anni il numero complessivo dei consulenti finanziari iscritti all’albo come sappiamo è fermo e serve la responsabilità e l’impegno di tutti per aprire ai ragazzi le opportunità di un lavoro straordinario e di grande soddisfazione”.

    Risparmio privato, Banca Generali: componente empatica fondamentale nel rapporto banker-cliente

    Il percorso di mentorship offerto da Banca Generali si distingue per l’attenzione dedicata alle competenze relazionali. Per l’Istituto leader nel settore del risparmio privato è fondamentale che durante i 36 mesi i giovani talenti, oltre ad ampliare le skills tecniche, sviluppino la giusta componente empatica. A fare la differenza oggi è infatti la gestione del rapporto di estrema fiducia che viene a crearsi tra clienti e consulenti, indispensabile per guidare al meglio i risparmiatori durante i periodi di incertezza come quello attuale. Il lancio di “New Generation” è solo una tappa dell’ambizioso programma di “svecchiamento” della professione avviato nell’ultimo anno e mezzo da Banca Generali, con l’Istituto che lo scorso anno ha registrato un importante incremento degli under 35 nel proprio network (+27%).  “Crediamo sia fondamentale investire sui giovani per avvicinare la cultura finanziaria e la sensibilità alla pianificazione a un pubblico progressivamente più ampio – ha commentato Stefano Lenti – Ci muoviamo in questo senso anche con iniziative ad hoc nella comunicazione nei riguardi anche dei più giovani che sono spesso infatuati della moda dell’ultimo momento tra le piattaforme o gli strumenti finanziari, ma dimenticano gli elementi base della cura del risparmio e rischi della speculazione”.

  • Risparmio: nel Emilia-Romagna 285.000 individui comprano alimenti prossimi alla scadenza

    Le famiglie emiliano-romagnole, in lotta con l’aumento del costo della vita e la perdita di potere di acquisto, cercano di risparmiare e, per farlo, spesso intervengono sul carrello della spesa; secondo l’indagine commissionata da Facile.it a mUp Research e Norstat, addirittura il 9% dei rispondenti dell’Emilia-Romagna, pari a più di 285.000 individui, ha dichiarato di comprare solo alimenti prossimi alla scadenza perché in sconto.

    Non solo, sempre guardando alle abitudini di acquisto nella regione emerge che il 42% dei rispondenti compra ormai praticamente solo prodotti in offerta (percentuale più bassa rispetto al 46,9% rilevato a livello nazionale) e il 19% cambia ogni volta supermercato pur di inseguire gli sconti (25,8% a livello Italia).

    E se il 16% degli intervistati emiliano-romagnoli ha dichiarato di aver smesso di acquistare prodotti di grandi marche, più di 1 su 10, pari a oltre 380.000 persone, ha dichiarato di aver iniziato a fare la spesa esclusivamente nei discount.

    Non solo cibo

    Gli aumenti hanno riguardato tutte le voci di spesa domestica e così le famiglie dell’Emilia-Romagna, per contenere i costi, sono intervenute anche su altri fronti; in alcuni casi si tratta di abitudini virtuose come, ad esempio, chiudere l’acqua quando ci si lava i denti (78%) o usare la lavatrice solo a pieno carico (83%), ma non mancano azioni meno scontate e che, in alcuni casi, diventano vere e proprie “manie da risparmio”.

    Il 58%, ad esempio, ha detto di riutilizzare imballaggi in plastica e cartone come contenitori domestici, il 26% usa i fondi del caffè per concimare fiori e il 13% tiene le luci spente anche quando servirebbero.

    Ma grazie a comportamenti virtuosi e manie, quanto sono riusciti a risparmiare gli emiliano-romagnoli? Circa 325 euro a famiglia, valore superiore alle media nazionale (300 euro).

    Le spese familiari

    Quali sono le voci di spesa che incidono di più sui budget delle famiglie dell’Emilia-Romagna? Non sorprende vedere che la bolletta del gas ha conquistato la maglia nera come spesa domestica meno amata nella regione (75%), seguita dalla bolletta elettrica (72%) e dall’assicurazione auto (53%).

    E nonostante già molti emiliano-romagnoli siano riusciti ad abbattere, almeno in parte, i costi di Rc auto (35%), luce (28%), gas (27%) e Pay TV (24%), le bollette energetiche restano quelle su cui il maggior numero di famiglie vorrebbe risparmiare ulteriormente.

    Per fortuna sempre più abitanti dell’Emilia-Romagna hanno imparato che per risparmiare non bisogna fare necessariamente rinunce, ma a volte basta scegliere il fornitore giusto, tanto è vero che poco meno della metà del campione intervistato (44%) ha dichiarato di confrontare regolarmente i prezzi di spese domestiche obbligatorie prima di scegliere il prodotto da acquistare.

    Internet e i comparatori online (32%) sono risultati essere gli strumenti più usati per abbattere i costi delle principali voci di spesa familiare, ma sono ancora tanti coloro che riescono a risparmiare grazie al consiglio di amici/parenti (25%) e alle informazioni ascoltate in radio/tv (29%) o lette su quotidiani/periodici (29%).

    * Indagine mUp Research – Norstat svolta tra il 17 e il 21 febbraio 2023 attraverso la somministrazione di n.1.403 interviste CAWI ad un campione stratificato di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana residente sull’intero territorio nazionale nell’intervallo di età considerato.

  • SNA, Paola Severino a L’Aquila per presentare il nuovo corso sulla gestione dell’emergenza

    Formare dirigenti centrali della Pubblica Amministrazione che siano in grado di gestire l’emergenza e la ricostruzione. È questo l’obiettivo del nuovo polo della Scuola Nazionale dell’Amministrazione (SNA), presentato da Paola Severino, Presidente della SNA.

    Paola Severino, Presidente SNA

    Paola Severino presenta il nuovo corso della SNA

    In occasione del 14esimo anniversario della catastrofe che devastò L’Aquila, Paola Severino, il Ministro della Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo e il Rettore dell’Università Edoardo Alesse hanno presentato il nuovo progetto dedicato alla gestione delle emergenze. La Scuola Nazionale dell’Amministrazione ha infatti mostrato il suo nuovo polo con l’obiettivo di formare i dirigenti della Pubblica Amministrazione in materia di gestione dell’emergenza e della ricostruzione post-catastrofe. Grazie all’esperienza maturata dopo il sisma del 2009, L’Aquila si propone di diventare la capitale italiana delle buone pratiche in tema di prevenzione degli eventi catastrofici. Il progetto, ha dichiarato Paola Severino, mira a fornire ai futuri dirigenti gli strumenti per affrontare le emergenze con competenza e coordinamento tra i vari enti coinvolti. Il corso SNA si svolgerà per la prima volta in questo territorio, ma si punta a replicare tale processo in altre regioni coinvolgendo gli attori pubblici come Protezione civile, Vigili del Fuoco, Carabinieri, Polizia di Stato e Forze Armate, insieme alle università e al tessuto produttivo.

    Paola Severino: i contenuti e gli obiettivi del corso

    Il corso si concentrerà principalmente su due aree tematiche, ha spiegato Paola Severino: il coordinamento di attori diversi coinvolti nelle attività di protezione civile, ovvero la gestione delle emergenze, inclusa la previsione e prevenzione, il superamento delle stesse e l’organizzazione del flusso di comunicazione; e le pratiche e i comportamenti organizzativi, individuali e collettivi, conformi a una preparazione e gestione efficace delle emergenze. L’Aquila è stata scelta non solo perché colpita nel 2009 da una catastrofe, ma anche perché è proprio in questa città che viene utilizzata la piattaforma Web-Gis, un modello grazie al quale “l’andamento della ricostruzione viene fotografato e registrato. Questo rende la PA una casa di vetro per consentire al cittadino di vedere cosa accade”, precisa la Presidente. “Siamo chiamati in prima persona a formare 23mila dirigenti entro il 2026, per attrezzarli meglio alla decisione su come spendere i fondi e distribuirli, evitando che diventino preda della criminalità”, ha concluso Paola Severino sottolineando che “l’esperimento dell’Aquila, in questo senso, può aiutare molto”.

  • Eni, l’AD Claudio Descalzi: l’intervento all’Università Cattolica

    Eni, l’AD Claudio Descalzi agli studenti dell’Università Cattolica: “Se investite solo su voi stessi difficilmente riuscirete a fare dei passi avanti. Investire negli altri, con generosità, vi permetterà di crescere ed avere con gli interessi quello che avete dato”.

    Claudio Descalzi

    La lezione di Claudio Descalzi agli studenti dell’Università Cattolica di Milano

    L’invito a Claudio Descalzi di partecipare a una lezione aperta alla comunità studentesca dell’Università Cattolica, promossa dall’ateneo, è arrivato da uno studente del collegio Ludovicianum: un’occasione per parlare del mondo dell’energia e fare chiarezza sulla complessità della situazione attuale, anche alla luce delle sfide sempre più impegnative che attendono l’Italia e, più in generale, l’Europa. L’AD lo scorso 13 aprile è stato accolto dalle parole del Rettore Franco Anelli che, aprendo l’incontro, ha ricordato come Marcello Boldrini, Preside prima della facoltà di Scienze politiche e poi di Economia, sia stato anche Vicepresidente e poi Presidente di Eni prendendo il testimone del suo amico Enrico Mattei: “Insieme promossero grande parte dell’immagine e della funzione dell’allora Ente Nazionale Idrocarburi, un’impresa che ha avuto e ha un ruolo strategico nello sviluppo del nostro Paese”. La partecipazione dell’AD Claudio Descalzi, ha aggiunto, rinsalda quindi “un’antica relazione di questa Università con Eni”.

    Claudio Descalzi: lavorare con noi vuol dire crescere, svilupparsi con le nuove tecnologie, collaborare con le università

    Diversi i temi affrontati da Claudio Descalzi nel corso della lezione: l’AD ha spiegato come per affrontare il “mare in tempesta” scatenato dagli eventi esplosi negli ultimi due anni Eni abbia fatto leva su una strategia di diversificazione tecnologica e geografica che ne costituisce oggi il suo punto di forza. “Abbiamo mantenuto il nostro piano di trasformazione e decarbonizzazione con obiettivo net zero al 2050, lavorando contemporaneamente ad accelerare lo sviluppo delle nostre scoperte gas per portare nuovi volumi in Italia ed in Europa” che, come ha ricordato l’AD, non ha energia. Quanto accaduto negli ultimi anni, la crisi energetica e degli approvvigionamenti, la necessità di diversificare le fonti hanno rilanciato l’importanza del Mediterraneo allargato e dell’Africa che ha “grandissime potenzialità energetiche”. È qui che dovrebbe guardare l’Europa, secondo Claudio Descalzi, nella consapevolezza che collaborare significhi portare e creare valore vicendevolmente. L’Italia in quest’ottica è pronta a farsi “promotore di un piano di collaborazione diversa con l’Africa” ma se l’Europa vuole farne un suo partner privilegiato “non deve pensare di andare lì con l’idea di vincere ma deve prendere dei rischi per loro e con loro”. D’altronde Eni lo sperimenta da anni, come dicono anche le numerose iniziative promosse in quei Paesi per favorire uno sviluppo sostenibile locale e portare benefici a milioni di persone: “La chiave del successo della compagnia è investire negli altri. Lavorare con noi vuol dire crescere, svilupparsi con le nuove tecnologie, collaborare con le università”, ha evidenziato infine l’AD.

  • Lesegno: regolata la viabilità sul tratto di statale 28 che costeggia Riva Acciaio

    Limite di velocità di 70 km orari e divieto di sorpasso: la nuova segnaletica installata lungo il tratto di statale 28 che costeggia lo stabilimento di Riva Acciaio garantisce maggiore sicurezza ai cittadini.

    Riva Acciaio, Gruppo fondato nel 1954

    Riva Acciaio, la nuova segnaletica sulla statale 28

    Il tratto di statale 28 che costeggia lo stabilimento di Riva Acciaio a Lesegno (provincia di Cuneo) ha rappresentato un punto critico per la sicurezza stradale. L’alto traffico di mezzi pesanti e la mancanza di un’adeguata segnaletica destavano quotidianamente una forte preoccupazione. Per questo motivo, l’Amministrazione Comunale di Lesegno e l’azienda Riva Acciaio avevano interloquito con Anas per un intervento. Grazie alla collaborazione del Senatore Giorgio Bergesio e del Segretario della Lega di Ceva e Val Tanaro Giorgio Bove, è stato possibile ottenere l’installazione della nuova cartellonistica che regola la viabilità in quel tratto di strada. La segnaletica recentemente installata indica che nel tratto compreso tra il km 44+820 e il km 45+600, in entrambi i sensi di marcia, il limite di velocità è di 70 km orari, vietando inoltre il sorpasso.

    Riva Acciaio: le parole del Sindaco di Lesegno

    Il Senatore Giorgio Bergesio ha sottolineato l’importanza del posizionamento della nuova segnaletica all’altezza dello stabilimento Riva Acciaio, riconoscendo l’impegno di Anas nel rispondere alle sollecitazioni del territorio. Il Sindaco di Lesegno, Emanuele Rizzo, ha ringraziato il Senatore e il Segretario della Lega di Ceva e Val Tanaro, sottolineando che la nuova cartellonistica rappresenta solo il primo passo di un percorso più ampio che l’Amministrazione sta seguendo con molta attenzione. L’obiettivo finale rimane quello di garantire la massima sicurezza nella circolazione stradale per tutti i cittadini. “Ora tocca alla rotatoria: per questa, e anche per il collegamento con la provinciale 60 dal cimitero, abbiamo già interessato i tecnici al fine di arrivare ad un progetto”, ha quindi aggiunto il Sindaco.

  • Mutui: con aumento BCE, possibili rincari fino a 237 euro

    Il 4 maggio la BCE dovrebbe annunciare un nuovo rialzo del costo del denaro; questa volta l’incremento potrebbe essere di soli 25 punti base il che, per chi ha un mutuo medio a tasso variabile* – secondo le simulazioni di Facile.it – potrebbe comunque tradursi in un aumento della rata di ben 237 euro (+52%) rispetto all’inizio dello scorso anno.

    Le simulazioni

    Per capire come sono cresciute le rate e come potrebbero salire ancora a seguito di un nuovo rialzo dei tassi da parte della BCE, il comparatore ha preso in esame un finanziamento a tasso variabile da 126.000 euro in 25 anni sottoscritto a gennaio 2022.

    Il tasso (TAN) di partenza usato nell’analisi è pari a 0,67%, corrispondente ad una rata mensile di 456 euro. A seguito dei diversi aumenti del costo del denaro messi in atto da parte della Banca Centrale Europea per contrastare l’inflazione, il tasso del mutuo variabile tipo è salito notevolmente arrivando a superare, ad aprile 2023, il 4,10%. Con l’ulteriore rialzo BCE dello 0,25%, la rata mensile del finanziamento preso in analisi potrebbe arrivare addirittura a 693 euro, il 52% in più rispetto a quella iniziale.

    «Se è vero che l’Euribor si muove in base alle aspettative dei tassi BCE, non è detto che lo faccia in modo analogo, quindi bisognerà aspettare ancora un pochino per capire come cambieranno nel concreto le rate», spiegano gli esperti di Facile.it. «È bene ricordare, però, che l’impatto degli aumenti sarà diverso per ciascun mutuatario in base all’importo residuo del finanziamento e al numero di rate ancora da pagare: più si è vicini alla fine del piano di ammortamento, minore sarà l’effetto.».

    Le previsioni del mercato: picco a settembre

    Guardando alle aspettative di mercato (Futures sugli Euribor aggiornate al 26 aprile 2023) emerge come gli aumenti potrebbero continuare ancora; gli esperti prevedono che l’Euribor a 3 mesi non smetterà di salire raggiungendo il suo picco a settembre 2023 con un valore intorno al 3,76%; se queste previsioni fossero corrette, il tasso del mutuo medio preso in esame supererebbe la soglia psicologica del 5%, con una rata di circa 737 euro, vale a dire oltre 280 euro in più rispetto a quella di gennaio 2022.

    Da qui in poi, sempre secondo le aspettative, la tendenza dovrebbe invertirsi e i tassi iniziare a calare tanto è vero che le quotazioni di giugno 2024 stimano l’Euribor a 3 mesi intorno al 3,22%, vale a dire una rata mensile pari a 698 euro.

    Che tasso scegliere oggi?

    Per gli aspiranti mutuatari che sono alle prese oggi con la scelta del mutuo, quale tasso conviene sottoscrivere? In questo periodo le banche stanno spingendo sui tassi fissi, soprattutto quelli di lunga durata; ciò si traduce in spread bassi e tassi finali (TAN) estremamente competitivi. Se uniamo anche la prospettiva di crescita dei tassi variabili, è evidente come in questa fase la prima opzione da valutare sia quella del mutuo a tasso fisso, che non solo garantisce la stabilità della rata ma, dati alla mano, è addirittura più conveniente rispetto alla rata di partenza di un mutuo variabile.

    Secondo le simulazioni** di Facile.it, prendendo in considerazione il mutuo standard utilizzato nell’analisi precedente, i migliori tassi fissi (TAN) disponibili online oggi partono dal 2,99%, corrispondenti ad una rata di 597 euro, mentre per un mutuo variabile la migliore offerta parte da un TAN di 3,70% (rata di 644 euro).

    «Naturalmente non c’è in assoluto una scelta migliore rispetto ad un’altra», continuano gli esperti di Facile.it. «Proprio per questo il consiglio è quello di confrontare le diverse opzioni presenti sul mercato e farsi aiutare da un consulente in grado di indirizzarci verso la soluzione migliore per le nostre esigenze.».

    * Le simulazioni realizzate da Facile.it sono fatte su un mutuo da 126.000 euro in 25 anni, LTV 70%, Tan iniziale 0,67% (Euribor3m+1,25%); la stima sull’impatto dell’aumento delle rate non tiene in considerazione l’ammortamento della quota capitale, elemento che potrebbe variare in base alle caratteristiche del mutuo.

    ** Simulazione effettuata su Facile.it in data 27 aprile 2023.

  • Rc Auto Sardegna: a marzo +20% rispetto a 12 mesi fa

    Ancora brutte notizie per gli automobilisti sardi; dopo il caro-mutui e l’aumento generalizzato dei prezzi dei beni di consumo, anche il rincaro dell’Rc auto iniziato quasi un anno e mezzo fa non stenta a rallentare tanto è vero che, come evidenziato dall’Osservatorio di Facile.it*, in appena 12 mesi, il premio medio pagato in Sardegna per assicurare un veicolo a quattro ruote è cresciuto del 20% arrivando a 457,01 euro. L’incremento annuale risulta leggermente superiore rispetto a quanto rilevato a livello nazionale (+18%).

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 300.000 preventivi e relative quotazioni effettuati in Sardegna e raccolti da Facile.it nel corso degli ultimi 12 mesi.

    «Nell’ultimo anno i premi Rc auto hanno cominciato a salire in maniera graduale, ma costante», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «Solamente sei mesi fa nella regione le tariffe erano più basse del 14% rispetto a quelle rilevate a marzo 2023. A causare gli aumenti è in primo luogo il costo crescente dei sinistri dovuto da un lato all’inflazione, dall’altro a riparazioni più onerose, sia per i pezzi di ricambio che per la manodopera.».

    L’andamento provinciale

    Confrontando la tariffa media dell’Rc auto di marzo 2023 con quella rilevata 12 mesi prima, emerge come l’incremento a doppia cifra sia stato registrato in tutte le province sarde, seppur con valori differenti.

    A segnare l’aumento più consistente è Nuoro, area dove lo scorso mese i valori medi sono saliti del 24,7% rispetto a marzo 2022, raggiungendo i 459,22 euro, seguita da Sassari (+24,5%, 455,87 euro). Rincari inferiori alla media regionale, invece, per Oristano, che in 12 mesi ha vissuto un incremento del 17,5% (381,91 euro), e Cagliari (+16,7%, 467,70 euro).

    In valori assoluti, sempre a marzo 2023, Cagliari è risultata essere la provincia più cara della regione, Oristano la più economica.

    Garanzie accessorie

    Considerando le garanzie accessorie sottoscritte dagli automobilisti sardi, emerge come tra coloro che ne hanno inserita una in fase di preventivo, la più richiesta sia stata ancora una volta l’assistenza stradale, scelta dal 44,7% dei guidatori.

    Seppur a grande distanza, seguono la garanzia infortuni conducente (22,7%). la tutela legale (15%) e la copertura furto e incendio (8,4%).

     

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 359.733 preventivi effettuati in Sardegna su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 marzo 2022 e il 31 marzo 2023 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Spesa militare, boom in tutta Europa dopo lo scoppio della guerra in Ucraina

    Era dai tempi della Guerra Fredda tra Stati Uniti e Unione Sovietica che non si vedeva una spesa militare così sostenuta in tutti i paesi Europei.
    Nonostante la crisi economica, l’inflazione che continua a galoppare e l’impennata dei prezzi dell’energia, i vari Stati del vecchio continente non sono andati al risparmio quando si è trattato di finanziare l’esercito.

    I dati sulla spesa militare

    spesa militareSecondo una indagine dello Stockholm International Peace Research, nel 2022 c’è stato un incremento del 3,6 per cento della spesa militare in Europa. Questo dato si ottiene escludendo chiaramente Russia e Ucraina, che sono i due paesi coinvolti direttamente nel conflitto.

    Gli investimenti militari hanno così toccato livelli che non si vedevano dalla fine degli anni Ottanta. Infatti sono stati spesi più di 350 mila milioni di euro.

    Peraltro questa impennata sembra soltanto l’inizio di un trend ascendente. Dal momento che diversi paesi hanno progettato dei piani pluriennali per migliorare l’efficienza dei loro eserciti, è ragionevole aspettarsi che ci saranno ulteriori incrementi della spesa militare nei prossimi anni.

    I governi più spendaccioni

    Per quanto riguarda i singoli paesi, i dati XTB evidenziano che l’incremento più elevato della spesa militare è quello della Finlandia, pari al 36%. Seguono i Paesi Bassi e il Belgio, la cui spesa militare è cresciuta di poco oltre il 10%. Di tutti i paesi Europei, soltanto Bosnia Erzegovina ed Austria non hanno incrementato il budget militare nel 2022.

    Tutto questo si è tradotto in un boom delle azioni delle società di difesa, che hanno attirato sempre più investitori sulle promesse di un aumento della spesa militare da parte dei governi. Come testimoniato in un’analisi di Financial Times, il benchmark globale MSCI per il settore difesa è aumentato di quasi il 30% in dollari dall’inizio di ottobre, con i pattern candlestick tutti orientati al rialzo. La differenza rispetto all’indicatore più ampio delle azioni mondiali è del 15%.

    Le preoccupazioni

    Ad alimentare le preoccupazioni riguardanti questa escalation di spesa militare, c’è il fatto che a livello globale la tendenza è trasversale. Nel 2022 infatti ha raggiunto una cifra di 2,24 trilioni di dollari, ossia un nuovo record assoluto che segna un aumento del 3,7% rispetto allo scorso anno.
    Per rendere meglio l’idea, basta pensare che la spesa militare globale è stata maggiore della somma del prodotto interno lordo di Russia, Italia o Canada.

  • Come Lorenzo Vangelisti ha portato Valeur Group al successo

    In un’intervista rilasciata a “The CEO Publication”, Lorenzo Vangelisti racconta la sua esperienza alla guida di Valeur Group.

    Lorenzo Vangelisti: “Il mondo evolve con grande rapidità, servono competenze e aggiornamento costante”

    17 fondi d’investimento tra gestione e advisory, 1 miliardo di strumenti scambiati ogni anno e 140 soluzioni di investimento innovative sviluppate. Il successo di Lorenzo Vangelisti è testimoniato dai numeri raggiunti da Valeur Group, realtà da lui fondata nel 2010 e specializzata in asset management, advisory, trading, ricerca e real estate. Il Gruppo indipendente oggi può contare sulla sinergia di 5 controllate – Valeur Capital Ltd, Valeur Securities SA, Valeur SA, Valeur Concept SA e LinkedTrade Technologies Ltd – in grado di offrire soluzioni finanziarie ad alto valore aggiunto. Alla base dello sviluppo di Valeur Group l’esperienza, l’affidabilità e la leadership, valori che da sempre contraddistinguono il percorso professionale di Lorenzo Vangelisti, attivo da oltre 25 anni come manager e investitore nel settore finanziario a livello internazionale. Il CEO lo ha raccontato in una recente intervista rilasciata a “The CEO Publication”, nota rivista di business. Per il manager i cambiamenti sempre più repentini ai quali si assiste richiedono “una approfondita conoscenza dei mercati e un aggiornamento costante delle proprie competenze tecniche”. Solo così è possibile “sviluppare le capacità necessarie a intercettare in anticipo i cambiamenti e sfruttarli a proprio vantaggio”.

    Lorenzo Vangelisti: “Raggiungere un obiettivo? Da soli è possibile, ma solo insieme si può andare oltre”

    Se è vero che oggi esperienza e competenze sono indispensabili per guidare i cambiamenti, il compito del leader è quello di creare e soprattutto tenere unito un team di professionisti altamente qualificati: “L’obiettivo – spiega Lorenzo Vangelistisi può raggiungere anche in solitaria ma solo insieme si può arrivare oltre. Insieme, unendo l’esperienza e le competenze di ognuno, il percorso per raggiungere la meta può acquisire una ricchezza più grande e arrivare ben oltre l’obiettivo inizialmente auspicato”. Tra i valori fondanti delle attività di Valeur Group quello dell’affidabilità, per Lorenzo Vangelistila meta a cui tendere in ogni scelta strategica”, che si traduce in qualità, attenzione al cliente e capacità di integrare innovazione e sostenibilità. L’operazione che ha portato all’acquisizione della fintech londinese LinkedTrade, la sottoscrizione dei “Rhino Impact Bond” e l’istituzione dell’ente no-profit Valeur Foundation sono esempi concreti della vision portata avanti dal CEO di Valeur Group.

  • Pasqua solidale di Atitech, Gianni Lettieri: “Crisi economica incide ancora sulle famiglie”

    L’azienda guidata da Gianni Lettieri ha deciso di sostenere le famiglie in difficoltà anche durante le festività pasquali, donando uova e colombe nei quartieri settentrionali di Napoli.

    Gianni Lettieri

    Gianni Lettieri: i dettagli della Pasqua Solidale targata Atitech

    Nonostante la pandemia sembri un “lontano” ricordo, lo stesso non si può dire per i suoi effetti economici, ulteriormente aggravati dal rincaro energia e inflazione. È per questo motivo che Gianni Lettieri ha pensato di allargare le iniziative di solidarietà promosse da Atitech anche a questo periodo pasquale lanciando per la prima volta la ‘Pasqua solidale’. Domenica scorsa, infatti, con la collaborazione dell’associazione culturale Larsec, dell’ASD Secondigliano e della parrocchia Sacri Cuori, sono state infatti donate oltre 200 tra colombe e uova di cioccolato alle famiglie in difficoltà dei quartieri napoletani di Secondigliano e San Pietro a Patierno. “La crisi economica, generata soprattutto dalla pandemia, incombe ancora pesantemente sulle famiglie italiane, alcune delle quali versano in grandi difficoltà. È questo il motivo per cui abbiamo ritenuto necessario estendere quest’anno le nostre consuete iniziative di solidarietà anche a Pasqua”, ha spiegato il Presidente di Atitech Gianni Lettieri.

    Gianni Lettieri: “Pasqua solidale risposta a bisogno reale”

    Già lo scorso dicembre l’azienda di Gianni Lettieri, sempre con il supporto dei volontari della Larsec, aveva deciso di ripetere il Natale solidale inaugurato nel 2021. Una seconda edizione durante la quale la mensa di Atitech ha distribuito 3.800 pasti caldi a 200 famiglie in difficoltà sempre dell’area di Secondigliano, San Pietro a Patierno e Arenaccia. Una catena di solidarietà che si è estesa anche alle festività pasquali e che conferma l’impegno di Atitech e di Gianni Lettieri a sostegno del territorio napoletano. Per l’imprenditore, la Pasqua solidale è un’iniziativa che va oltre la soddisfazione di un “bisogno reale”: si tratta infatti di un’opportunità di arricchire sia chi dona che chi riceve. Con l’augurio che tutti “possano trascorrere in modo più sereno il periodo delle festività”.

  • Risparmio: nel Lazio 560.000 individui comprano alimenti prossimi alla scadenza

    Le famiglie laziali, in lotta con l’aumento del costo della vita e la perdita di potere di acquisto, cercano di risparmiare e, per farlo, spesso intervengono sul carrello della spesa; secondo l’indagine commissionata da Facile.it a mUp Research e Norstat, addirittura il 13,5% dei rispondenti laziali, pari a più di 560.000 individui, ha dichiarato di comprare solo alimenti prossimi alla scadenza perché in sconto.

    Non solo, sempre guardando alle abitudini di acquisto nel Lazio emerge che il 38,9% dei rispondenti compra ormai praticamente solo prodotti in offerta (percentuale più bassa rispetto al 46,9% rilevato a livello nazionale) e il 23,8% cambia ogni volta supermercato pur di inseguire gli sconti (25,8% a livello Italia).

    E se il 19,8% degli intervistati laziali ha dichiarato di aver smesso di acquistare prodotti di grandi marche, quasi uno su cinque, pari a oltre 758.000 persone, ha dichiarato di aver iniziato a fare la spesa esclusivamente nei discount.

    Non solo cibo

    Gli aumenti hanno riguardato tutte le voci di spesa domestica e così le famiglie laziali, per contenere i costi, sono intervenute anche su altri fronti; in alcuni casi si tratta di abitudini virtuose come, ad esempio, chiudere l’acqua quando ci si lava i denti (70%) o usare la lavatrice solo a pieno carico (78%), ma non mancano azioni meno scontate e che, in alcuni casi, diventano vere e proprie “manie da risparmio”.

    Il 51% dei laziali, ad esempio, ha detto di riutilizzare imballaggi in plastica e cartone come contenitori domestici, il 25% usa i fondi del caffè per concimare fiori e il 19% tiene le luci spente anche quando servirebbero.

    Ma grazie a comportamenti virtuosi e manie, quanto sono riusciti a risparmiare i laziali? Quasi 295 euro a famiglia, valore leggermente inferiore alle media nazionale (300 euro).

    Le spese familiari

    Quali sono le voci di spesa che incidono di più sui budget delle famiglie laziali? Non sorprende vedere che la bolletta elettrica ha conquistato la maglia nera come spesa domestica meno amata nel Lazio (70,6%), seguita dalla bolletta del gas (58,7%) e dall’assicurazione auto (50%).

    E nonostante già molti laziali siano riusciti ad abbattere, almeno in parte, i costi di luce (32,5%), gas (27,8%), Pay TV (27,8%) ed Rc auto (25,4%), le bollette energetiche restano quelle su cui il maggior numero di famiglie vorrebbe risparmiare ulteriormente.

    Per fortuna sempre più laziali hanno imparato che per risparmiare non bisogna fare necessariamente rinunce, ma a volte basta scegliere il fornitore giusto, tanto è vero che poco meno della metà del campione intervistato (43%) ha dichiarato di confrontare regolarmente i prezzi di spese domestiche obbligatorie prima di scegliere il prodotto da acquistare.

    Internet e i comparatori online (28,6%) sono risultati essere gli strumenti più usati per abbattere i costi delle principali voci di spesa familiare, ma sono ancora tanti coloro che riescono a risparmiare grazie al consiglio di amici/parenti (25,4%) e alle informazioni ascoltate in radio/tv (23%) o lette su quotidiani/periodici (19%).

    * Indagine mUp Research – Norstat svolta tra il 17 e il 21 febbraio 2023 attraverso la somministrazione di n.1.403 interviste CAWI ad un campione stratificato di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana residente sull’intero territorio nazionale nell’intervallo di età considerato.

     

  • Banca Generali e investimenti sostenibili ESG: focus sul Sustainable Development Goal n. 15

    Investimenti sostenibili ESG: grazie al progetto BG4SDGs, Banca Generali approfondisce il percorso verso la realizzazione dell’SDG numero 15, denominato “La Vita sulla Terra”.

    Banca Generali

    Investimenti sostenibili ESG in Banca Generali: focus sulla ricerca per tutelare l’ambiente

    BG4SDGs è il progetto di Banca Generali dedicato alla dimensione della sostenibilità in tutte le sue sfaccettature. Un ciclo di incontri che l’Istituto leader negli investimenti sostenibili ESG ha organizzato per esaminare l’attuazione e il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda ONU 2030. Il 14° appuntamento del progetto ha ospitato Maria Chiara Carrozza, Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche, intervistata su temi di grande rilevanza per il futuro della Terra: tra questi, l’importanza degli ecosistemi, cosa significa tutelare la biodiversità e perché salvaguardare il capitale naturale. “La varietà biologica è un elemento fondamentale, in particolare per l’Italia che è un hotspot della biodiversità con numerosi luoghi e spazi naturali tutti diversi, da Nord a Sud del Paese”, ha spiegato l’esperta: Un valore sociale senza eguali” e quindi estremamente importante da preservare. Da qui nascono diversi interventi per “monitorare tutta questa ricchezza di organismi viventi a tutti i livelli e poi l’evoluzione, identificandone le specie e a che punto siamo sul percorso di salvaguardia”, ha sottolineato Maria Chiara Carrozza. In tale contesto di attenzione ambientale, le scelte di investimento responsabile e gli investimenti sostenibili ESG possono fornire un contributo notevole, come ricordato da Banca Generali in diverse occasioni.

    Banca Generali: salvaguardia dell’ambiente anche con gli investimenti sostenibili ESG

    Analizzando il percorso verso l’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile numero 15 – La Vita sulla Terra, l’approfondimento di Banca Generali fornisce un’ulteriore riflessione sulla creazione di connessioni tra la ricerca scientifica, le risorse finanziarie e l’ambito degli investimenti sostenibili ESG. Un connubio in linea con l’impegno dell’Istituto nel proporre soluzioni che diano slancio ai progetti di tipo green. Sul tema, Maria Chiara Carrozza ha evidenziato come la ricerca scientifica sia un punto centrale nella transizione ecologica attualmente in corso: “È il momento che tutti facciano la propria parte. Biotecnologie, scienze agroalimentari, sono questi tutti temi di ricerca fortissimi che vanno supportati attraverso l’impiego di risorse finanziarie”. L’obiettivo è “fornire ossigeno a progetti volti alla salvaguardia del Pianeta e dei suoi abitanti non solo nel futuro prossimo, ma anche per quello a lungo termine” così da “prevenire al meglio possibili rischi per l’ambiente. La scienza e la tecnologia come cibo del progresso”, ha dichiarato in conclusione. Anche per questo motivo Banca Generali è sempre più convinta che puntare sugli investimenti sostenibili ESG sia ormai una condizione essenziale per scelte d’investimento responsabili.

  • Claudio Descalzi: “Futuro Quotidiano”, dialogo con l’AD di Eni

    L’intervento dell’AD Claudio Descalzi nel corso del primo appuntamento di “Futuro Quotidiano”, organizzato da “QN Quotidiano Nazionale” e Luiss School of Government.

    Claudio Descalzi (Eni S.p.A.)

    Eni, l’AD Claudio Descalzi: la sicurezza che abbiamo garantito è data dal lavoro fatto negli anni

    È stato l’AD Claudio Descalzi il primo dei grandi protagonisti con cui gli studenti della Luiss hanno avuto modo di confrontarsi nell’ambito di “Futuro Quotidiano”: l’iniziativa organizzata da “QN Quotidiano Nazionale” in collaborazione con il Professor Giovanni Orsina e il Professor Lorenzo Castellani, rispettivamente Direttore e Lecturer della Luiss School of Government, si pone l’obiettivo di creare opportunità di confronto tra i giovani studenti e i grandi nomi dell’economia, della politica, della cultura, dell’imprenditoria e del sociale. Parlando delle sfide a cui il nostro Paese è chiamato a dare una risposta, Claudio Descalzi si è focalizzato in particolare su quelle legate al futuro dell’energia. “L’ultimo anno l’ho passato tutto in giro per il mondo per garantire la sicurezza energetica del nostro Paese. Abbiamo dovuto trovare, attraverso una diversificazione, nuovi fornitori”, ha spiegato l’AD. Per quanto ci siano Paesi che investono e poi vendono idrocarburi, altri invece richiedono un impegno diverso: “Devi investire, sviluppare, mettere in produzione e poi hai una parte di queste risorse”. Se Eni quindi è stata in grado di rispondere alla crisi è anche “perché investivamo in quei Paesi da molto tempo: la sicurezza che abbiamo garantito è data dal lavoro fatto negli anni”. Il pensiero corre inevitabilmente all’Africa dove “proprio per dare stabilità alla nostra presenza non ci siamo limitati a sfruttare dei giacimenti, ma abbiamo guardato anche ai bisogni di quelle comunità”: ad esempio “abbiamo investito più di 2 miliardi in cicli combinati per i Paesi africani”.

    Claudio Descalzi: una sola fonte non risolve tutto, fissati gli obiettivi serve neutralità tecnologica

    La vision dell’AD Claudio Descalzi sul futuro dell’energia è emersa chiaramente nell’intervista che gli ha fatto la direttrice di “QN” Agnese Pini. L’AD ha parlato anche della fusione a confinamento magnetico e delle prospettive rivoluzionarie a cui apre. È “un processo complicato” che “sta arrivando a una sua maturazione in termini di materiali”, ha spiegato: “Ci sono molti centri di ricerca che stanno studiando, e molti investono e anche noi lo facciamo a Boston nel progetto di Commonwealth fusion systems. Se funziona lo sapremo nel 2025. In quel caso nel 2030 avremmo il primo prodotto industriale. Se avremo successo l’energia, una energia che sarebbe pulita, potrà diventare un prodotto di tutti, non più un bene che può essere usato come arma geopolitica”. Nel frattempo, secondo Claudio Descalzi, è fondamentale avere pragmatismo: “La mobilità elettrica può essere importante. Ma abbiamo bisogno di un mix energetico, non c’è una fonte, né il gas né le rinnovabili né il nucleare, che risolve i problemi di tutti. L’importante è che sia pulita, e infatti non stiamo investendo molto nell’elettrico e nei biocarburanti. Non è un derby calcistico, una guerra di religione, fissati gli obiettivi serve neutralità tecnologica”.

  • Rc Auto: a marzo +18% rispetto a 12 mesi fa

    Ancora brutte notizie per gli automobilisti italiani; dopo il caro-mutui e l’aumento generalizzato dei prezzi dei beni di consumo, anche il rincaro dell’Rc auto iniziato quasi un anno e mezzo fa non stenta a rallentare tanto è vero che, come evidenziato dall’Osservatorio di Facile.it*, in appena 12 mesi, il premio medio pagato in Italia per assicurare un veicolo a quattro ruote è cresciuto del 18% arrivando a 525,98 euro.

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 13.300.000 preventivi e relative quotazioni raccolti da Facile.it nel corso degli ultimi 12 mesi.

    «Nell’ultimo anno i premi Rc auto hanno cominciato a salire in maniera graduale ma costante», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «Solamente sei mesi fa le tariffe erano il 13% più basse rispetto a quelle rilevate a marzo 2023. A causare gli aumenti è in primo luogo il costo crescente dei sinistri dovuto da un lato all’inflazione, dall’altro a riparazioni più onerose, sia per i pezzi di ricambio che per la manodopera.».

    L’andamento regionale

    Confrontando la tariffa media dell’Rc auto di marzo 2023 con quella rilevata a 12 mesi prima, emerge come l’incremento a doppia cifra sia stato rilevato in tutte le regioni italiane, seppur con valori differenti.

    A guidare la classifica dei rincari più consistenti è l’Abruzzo, dove lo scorso mese i premi sono saliti mediamente del 25,1% rispetto a marzo 2022. Seguono nella graduatoria, a pari merito, la Puglia e le Marche, regioni che hanno segnato un aumento della tariffa media pari al 24,4%. Sul gradino più basso del podio, invece, si posizionano Lazio e Friuli-Venezia Giulia, entrambe aree che, in appena 12 mesi, hanno registrato un incremento del 22,2%.

    Campania sempre la più cara, FVG la più economica

    Se si guarda ai valori assoluti, la Campania si conferma essere ancora una volta la maglia nera d’Italia; nella regione, lo scorso mese, per assicurare un veicolo a quattro ruote occorrevano, in media, 943,76 euro, vale a dire il 79,4% in più rispetto alla media nazionale. Segue sul podio delle aree più care della Penisola la Puglia, che con un premio medio di 613,22 euro guadagna una posizione rispetto ad un anno fa; scende, invece, all’ultimo gradino la Calabria (604,39 euro).

    Analizzando la classifica dal lato opposto, è ancora una volta il Friuli-Venezia Giulia a guadagnarsi il titolo di area meno cara della Penisola; qui, a marzo 2023, occorrevano, in media, 370,23 euro per assicurare il proprio veicolo a quattro ruote.

    Seguono la Lombardia, che con una tariffa pari a 409,06 euro sale di una posizione rispetto a 12 mesi fa, e il Trentino-Alto Adige, dove il premio medio rilevato lo scorso mese era pari a 413,03 euro.

    Garanzie accessorie

    Considerando le garanzie accessorie scelte dagli automobilisti emerge come, tra coloro che ne hanno inserita una in fase di preventivo, la più richiesta sia stata ancora una volta l’assistenza stradale, scelta dal 42,7% dei guidatori.

    Seppur a grande distanza, seguono tra le coperture aggiuntive maggiormente richieste dagli automobilisti italiani la tutela legale (21,6%), la garanzia infortuni conducente (16,5%) e la copertura furto e incendio (9,5%).

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione Rc auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su circa 13.326.776 preventivi effettuati in Italia su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 marzo 2022 e il 31 marzo 2023 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Risparmio: in Toscana 536.000 acquistano solo nei discount

    Le famiglie toscane, in lotta con l’aumento del costo della vita e la perdita di potere di acquisto, cercano di risparmiare e, per farlo, spesso intervengono sul carrello della spesa; secondo l’indagine commissionata da Facile.it a mUp Research e Norstat, addirittura il 7,4% dei rispondenti toscani, pari a circa 193.000 individui, ha dichiarato di comprare solo alimenti prossimi alla scadenza perché in sconto.

    Non solo, sempre guardando alle abitudini di acquisto in Toscana emerge che il 46,7% dei rispondenti compra ormai praticamente solo prodotti in offerta (percentuale leggermente più bassa rispetto al 46,9% rilevato a livello nazionale) e il 16,4% cambia ogni volta supermercato pur di inseguire gli sconti (25,8% a livello Italia).

    E se il 20,5% degli intervistati toscani ha dichiarato di aver smesso di acquistare prodotti di grandi marche, più di uno su cinque, pari a oltre 536.000 persone, ha dichiarato di aver iniziato a fare la spesa esclusivamente nei discount.

    Non solo cibo

    Gli aumenti hanno riguardato tutte le voci di spesa domestica e così le famiglie toscane, per contenere i costi, sono intervenute anche su altri fronti; in alcuni casi si tratta di abitudini virtuose come, ad esempio, chiudere l’acqua quando ci si lava i denti (79%) o usare la lavatrice solo a pieno carico (74%), ma non mancano azioni meno scontate e che, in alcuni casi, diventano vere e proprie “manie da risparmio”.

    Il 54% dei toscani, ad esempio, ha detto di riutilizzare imballaggi in plastica e cartone come contenitori domestici, il 26% usa i fondi del caffè per concimare fiori e il 12% tiene le luci spente anche quando servirebbero.

    Ma grazie a comportamenti virtuosi e manie, quanto sono riusciti a risparmiare i toscani? Circa 295 euro a famiglia, valore leggermente inferiore alle media nazionale (300 euro).

    Le spese familiari

    Quali sono le voci di spesa che incidono di più sui budget delle famiglie toscane? Non sorprende vedere che la bolletta del gas ha conquistato la maglia nera come spesa domestica meno amata in Toscana (72,1%), seguita dalla bolletta elettrica (68%) e dall’assicurazione auto (45,9%).

    E nonostante già molti toscani siano riusciti ad abbattere, almeno in parte, i costi dell’Rc auto (32,8%), di luce (30,3%), Pay TV (28,7%) e gas (23,8%), le bollette energetiche restano quelle su cui il maggior numero di famiglie vorrebbe risparmiare ulteriormente.

    Per fortuna sempre più toscani hanno imparato che per risparmiare non bisogna fare necessariamente rinunce, ma a volte basta scegliere il fornitore giusto, tanto è vero che più della metà del campione intervistato (56,6%) ha dichiarato di confrontare regolarmente i prezzi di spese domestiche obbligatorie prima di scegliere il prodotto da acquistare.

    Internet e i comparatori online (45,1%) sono risultati essere gli strumenti più usati per abbattere i costi delle principali voci di spesa familiare, ma sono ancora tanti coloro che riescono a risparmiare grazie al consiglio di amici/parenti (23%) e alle informazioni lette su quotidiani/periodici (20,5%) o ascoltate in radio/tv (15,6%).

     

    * Indagine mUp Research – Norstat svolta tra il 17 e il 21 febbraio 2023 attraverso la somministrazione di n.1.403 interviste CAWI ad un campione stratificato di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana residente sull’intero territorio nazionale nell’intervallo di età considerato.

    Immagine © Minerva Studio

  • Banche USA, ecco perché quelle regionali sono così fragili

    Il fallimento della Silicon Valley Bank, avvenuto a marzo scorso, ha innescato un vero e proprio tsunami sul settore bancario. Fortunatamente le conseguenze sono state limitate sia nel tempo che a livello economico. Il contagio delle altre banche a livello globale infatti non c’è stato, se non in misura estremamente ridotta.
    Tuttavia il panico durato alcune settimane ha riportato alla luce alcune fragilità del sistema bancario statunitense.

    La fragilità delle banche USA

    banche regionali UsaA risentire maggiormente delle turbolenze sono state soprattutto le banche regionali americane. Questi piccoli istituti locali hanno diverse criticità, che in presenza di turbolenze non solo ne riducono la redditività, ma spesso ne mettono a rischio anche la sopravvivenza.

    Il problema dei depositi

    Il primo fattore di criticità per le banche regionali americane è l’ammontare dei depositi, che durante le fasi di crisi si riducono drasticamente. In base ai dati del Federal deposit Insurance Corporation (FDIC), durante i periodi di turbolenza i depositi possono arrivare anche a dimezzarsi.

    Infatti i clienti preferiscono dirottare il loro denaro verso fondi a breve termine, che offrono rendimenti anche attorno al 4%, piuttosto che lasciarli presso le banche dove l’interesse non arriva neanche al 1%,. Questo significa che per riconquistare liquidità da parte dei loro clienti e comare il gap down, le banche dovranno pagare in termini di tassi di interesse un costo più caro.

    Perdite latenti

    Un altro fattore di fragilità delle banche regionali americane riguarda le perdite che hanno accumulato nei loro portafogli titoli. Durante il periodo dei tassi bassi hanno accumulato titoli di Stato con cedole assai ridotte, come rivelano i report di Quotex. Oggi sono costretti a pagare tassi di interesse più alti sui depositi.

    La regolamentazione delle banche

    Un altro fattore di criticità riguarda la probabile stretta sulla regolamentazione nel prossimo futuro. Le recenti turbolenze potrebbero infatti indurre i regolatori ad aumentare i presidi sulla liquidità di tutte le banche regionali. Nel breve e lungo periodo queste regole più stringenti potrebbero minare non solo la loro capacità di manovra ma in definitiva anche da loro redditività.

  • Ridurre il costo dell’Rc auto aumentando il prezzo del carburante? Ecco cosa accadrebbe

    Per alleggerire il costo dell’assicurazione auto in Commissione Finanze della Camera si è discusso della possibilità di eliminare l’imposta provinciale che grava sull’Rc, che varia tra il 12,5% e il 16% del premio base, trasformandola in un’accisa sul carburante. Ma cosa cambierebbe nel concreto se la proposta venisse approvata? Facile.it ha fatto alcune simulazioni scoprendo che se in effetti un minimo di risparmio l’automobilista medio* lo avrebbe (trai i 26 e i 33 euro l’anno), di contro chi percorre molti chilometri, o chi guida veicoli con consumi elevati, potrebbe subire rincari non trascurabili. Ecco i dati.

    La simulazione

    Eliminare l’imposta provinciale dall’Rc auto significa alleggerire il premio base tra il 12,5% e il 16%; secondo l’osservatorio* Rc auto di Facile.it, lo scorso mese per assicurare un veicolo a quattro ruote in Italia occorrevano, in media, 526 euro, valore che, senza l’imposta al 16% (aliquota più diffusa in Italia), scenderebbe a 459 euro, con un risparmio di circa 67 euro.

    Ma quanto aumenterebbe il prezzo del carburante? Secondo gli ultimi dati, nel 2021 il gettito fiscale garantito dall’imposta provinciale sull’Rc auto è stato pari a circa 2 miliardi di euro; per mantenere le stesse entrate bisognerebbe introdurre una nuova accisa sul carburante pari a circa 0,05 € al litro considerando che lo scorso anno, tra benzina e diesel destinati ai veicoli, in Italia si sono consumati circa 39 miliardi di litri di carburante. Dati alla mano, quindi, prendendo il prezzo medio alla pompa rilevato nella settimana del 10/4/2023, l’aumento del costo del carburante sarebbe pari a circa il 3,5%; la benzina passerebbe da circa 1,88 a 1,94 €/litro, mentre il diesel da 1,77 a 1,83 €/litro.

    I benefici finali per il singolo automobilista dipenderebbero quindi dai chilometri percorsi e dal consumo del veicolo guidato: con un’auto di classe media a benzina e una percorrenza di 10.000 km l’anno, ad esempio, l’aggravio sulla benzina sarebbe di circa 40 euro, ma il saldo finale sarebbe positivo, con un risparmio di circa 26 euro (che diventano 33 euro se l’auto è a diesel).

    All’aumentare dei chilometri percorsi, però, si ridurrebbero i benefici economici: con circa 16.500 chilometri l’anno, sempre con un’auto a benzina di classe media, ad esempio, non ci sarebbe alcun vantaggio economico (il risparmio sull’Rc sarebbe azzerato dall’aggravio sulla benzina), mentre superata questa soglia, il saldo diventerebbe negativo. A 20.000 chilometri, ad esempio, l’automobilista vedrebbe un aggravio complessivo di circa 14 euro. Di contro, meno si usa l’auto, maggiore sarà il beneficio finale: per chi percorre 5.000 chilometri l’anno, ad esempio, il risparmio netto sarebbe pari a circa 46 euro.

    «La proposta porterebbe ad alcuni benefici, alleggerendo il costo pagato al momento del rinnovo dell’assicurazione e ridistribuendo il carico dell’imposta provinciale anche su coloro che guidano senza copertura assicurativa o usano un veicolo con targa straniera. Di contro, rischia di gravare maggiormente su quelle categorie di guidatori che percorrono molti chilometri l’anno e pertanto potrebbero pagare di più rispetto all’attuale sistema», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «Un’ulteriore riflessione andrebbe fatta in merito alla sostenibilità di questo sistema nel lungo periodo; con il diminuire dei veicoli a benzina e diesel in circolazione si ridurrebbe il parco auto soggetto a extra accisa e di conseguenza potrebbe calare il gettito raccolto.».

    Le differenze provinciali

    La nuova proposta potrebbe avere dei risvolti positivi soprattutto per gli automobilisti che risiedono in quelle aree del Paese dove i premi medi Rc auto sono più elevati. Sempre prendendo i dati dell’Osservatorio di Facile.it emerge che lo scorso mese, in provincia di Napoli, per assicurare un veicolo a quattro ruote occorrevano in media 1.005 euro, valore che se depurato dall’imposta provinciale scenderebbe a 878 euro.

    Considerando anche l’aggravio sul carburante, un automobilista medio napoletano, con un’auto alimentata a benzina e una percorrenza di 10.000 chilometri l’anno, avrebbe un risparmio complessivo netto di ben 87 euro e manterrebbe un beneficio economico fino ad addirittura 31.000 chilometri; solo passata quella soglia il prezzo maggiorato del carburante sarebbe superiore rispetto al risparmio sul fronte dell’Rc auto.

    Di contro, i benefici sarebbero meno evidenti, e la forbice chilometrica più corta, per gli automobilisti che già oggi pagano un premio basso. Ad esempio, in provincia di Milano, il premio medio rilevato da Facile.it lo scorso mese era pari a 417 euro che, al netto dell’imposta provinciale, scenderebbe a 364 euro. Considerando la nuova accisa sul carburante, per un automobilista milanese alla guida di un’auto di classe media a benzina, con 10.000 chilometri di percorrenza annuale il bilancio finale sarebbe pari ad appena 12 euro di risparmio. Basterebbe superare i 13.000 chilometri l’anno per vedere invece un saldo negativo; con 20.000 chilometri, ad esempio, l’aggravio netto sarebbe di ben 28 euro.

    «Il nuovo sistema contribuirebbe, almeno in parte, a ridurre le distanze territoriali in termini di premio medio Rc auto – conclude Ghizzoni – tenendo però in considerazione che a godere appieno dei benefici sarebbero gli automobilisti che oggi abitano in quelle aree del Paese dove l’assicurazione costa di più e che percorrono meno chilometri l’anno; per gli altri, invece, i benefici potrebbero essere bassi se non addirittura trasformarsi in aggravi.».

    * Automobilista medio: 10.000 km percorsi l’anno alla guida di un’auto di segmento medio (consumo medio per 100 km: 6,6 litri di benzina – 5,5 litri di diesel).

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione Rc auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa analisi è basata su circa 13.326.776 preventivi effettuati in Italia su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 marzo 2022 e il 31 marzo 2023 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Un 2022 positivo per Italgas, l’AD Paolo Gallo: prova di grande solidità

    Il Consiglio di Amministrazione di Italgas approva i risultati relativi al 2022: il Gruppo guidato da Paolo Gallo chiude l’anno con ricavi in crescita del 12,1%.

    L'AD di Italgas Paolo Gallo

    Italgas: l’utile del Gruppo guidato da Paolo Gallo continua a crescere

    La società guidata dall’AD Paolo Gallo sembra essere inarrestabile. Nonostante il rincaro delle materie prime e nonostante l’incertezza dei mercati, Italgas non frena la sua crescita, che ormai prosegue senza sosta da 24 trimestri consecutivi. I risultati approvati lo scorso 9 marzo dal Consiglio di Amministrazione mostrano una crescita dei ricavi del 12,1%. In rialzo anche l’EBITDA, che con un +7,3% rispetto al 2021 arriva a 1.082,7 milioni di euro. L’utile operativo aumenta del +6,8% a 622,8 milioni di euro e l’utile netto vola a 395,7 milioni con una crescita del +7,6%. Nel 2022 sono 2.044 i Comuni in concessione per i servizi di distribuzione del gas, 7.959 milioni sono invece i contatori attivi, con una rete di distribuzione complessiva di 81.310 km.

    Paolo Gallo: l’impegno di Italgas sul fronte ESG

    Quella che l’AD Paolo Gallo ha chiamato prova di “grande solidità” è stata accompagnata da un altro percorso di successo, legato all’ambito della sostenibilità. Italgas ha infatti conseguito i target previsti nel Piano Strategico 2022-2028, che tra l’altro erano stati rialzati ulteriormente. Le emissioni scope 1 e 2 calano del 12,1% (141.200 tonnellate), mentre le emissioni scope 3 diminuiscono del 6,6%. Si riducono inoltre i consumi netti di energia (-21%), così come le emissioni fuggitive (-15,2%). Il 97,6% dei rifiuti del Gruppo e il 94,5% di quelli degli appaltatori sono stati inviati a recupero. L’impegno sotto il profilo ESG si estende anche a Persone e Partnership. Nel 2022, Italgas ha aumentato la presenza femminile in azienda e il numero di donne in posizione di responsabilità, accelerando infine sulla formazione dei dipendenti con 129.700 ore complessive erogate.