Categoria: Economia e Finanza

  • Condizionatore: salgono le temperature, ma calano i costi; -43% rispetto allo scorso anno

    Nei prossimi giorni è previsto il primo grande caldo della stagione estiva e la buona notizia è che, se le temperature si alzano, per fortuna il costo del condizionatore in bolletta scende tanto che, secondo l’analisi* di Facile.it, quest’anno chi sceglierà di accendere l’aria per combattere il caldo dovrà mettere a budget – considerando le tariffe luce attuali – circa 124 euro, il 43% in meno rispetto allo scorso anno.

    Un vero sollievo per gli oltre 26 milioni di italiani che, secondo l’indagine commissionata da Facile.it a EMG Different**, hanno un condizionatore in casa e, in particolare, per i 2 milioni di proprietari che, scottati dalla bolletta dello scorso anno, hanno dichiarato di non volerlo accendere.

    Se il prezzo dell’energia quest’anno sarà più clemente di quanto non sia stato lo scorso, è importante fare attenzione a come si usa l’apparecchio perché cattive abitudini potrebbero comunque avere un impatto negativo in bolletta. Per aiutare i consumatori, Facile.it ha realizzato un breve vademecum con alcuni consigli pratici per ridurre le spese, ma soprattutto gli sprechi, e risparmiare sul conto finale.

    1. La classe energetica fa la differenza. Il primo elemento da tenere in considerazione se si vuole risparmiare è scegliere con attenzione la classe energetica del condizionatore; migliore è l’efficienza dell’apparecchio, minori saranno i consumi. Chi è alle prese con l’acquisto, quindi, farebbe bene ad optare per un modello di classe A o superiore in modo da ridurre notevolmente il peso in bolletta; numeri alla mano, passare da un condizionatore di classe B ad uno di classe A++ significa ridurre il costo di circa il 40% all’anno (all’incirca 50 euro). Occhio, però, alle etichette energetiche; se è vero che a partire dal 2021 è entrata in vigore la nuova classificazione per molti degli elettrodomestici che utilizziamo all’interno delle mura domestiche, è altrettanto vero che la novità non ha ancora interessato il mondo dei climatizzatori.

    Chi ha già un condizionatore datato, invece, può sfruttare le detrazioni fiscali: cambiando un vecchio impianto si può godere di bonus fino al 65%.

    1. Freddo sì, ma non polare. Scegliere la temperatura corretta può sembrare una banalità ma non lo è: mantenere la temperatura troppo bassa non solo fa male alla salute, ma è anche uno spreco di denaro. Impostare 6-8 gradi in meno rispetto all’esterno è l’ideale e, se l’apparecchio ne è dotato, meglio ancora usare la funzione di deumidificazione; questa scelta permette di alleggerire la bolletta fino al 13%.
    2. Condizionatore inverter. Un altro consiglio da tenere a mente è quello di valutare l’istallazione di un condizionatore inverter, apparecchio che – a differenza di quello tradizionale – una volta raggiunta la temperatura ideale, rallenta la velocità del motore e funziona al minimo, evitando il consumo di energia necessario per fermarsi e ripartire. Scegliere questa tipologia di climatizzatore permette un risparmio energetico del 30% rispetto ad uno standard.
    3. L’importanza della manutenzione. Sottovalutare la manutenzione dell’impianto e la pulizia dei filtri può costare caro alla salute e al nostro portafogli tanto che, utilizzando un apparecchio mal conservato, possiamo arrivare a spendere fino all’8% in più.
    4. Il buon senso non guasta mai. Tenere le finestre aperte quando l’aria condizionatore è in funzione è una noncuranza che può rivelarsi dannosa per il conto finale. Per evitare sprechi di corrente (e di denaro), quindi, quando accendiamo il climatizzatore è bene verificare che il fresco non venga disperso. Oltre a chiudere le finestre, è utile anche abbassare le tapparelle per non far entrare il calore delle ore più calde e fare attenzione alle porte delle altre stanze; lasciarle aperte quando non necessario, disperdendo così il fresco, può incidere sino al 6% sui consumi.
    5. Funzione sleep. Durante le ore notturne, in alternativa alla deumidificazione, è bene preferire la funzione apposita per la notte oppure programmare in maniera corretta e sensata la temperatura e l’eventuale spegnimento dell’apparecchio; in questo modo la riduzione degli sprechi arriva al 10%.

    * I valori sono stati calcolati ipotizzando un condizionatore in classe energetica B con un utilizzo di 500 ore e un consumo annuo di 521 kWh. I prezzi sono stati calcolati considerando la tariffa del servizio di tutelato aggiornata al II Trimestre 2022 e 2023 per un cliente tipo (2.700 kwh annui in fascia monoraria e potenza 3 kW).

    ** Nota metodologica: indagine condotta da EMG Different su un campione (1.085 interviste) rappresentativo della popolazione italiana dai 18 ai 74 anni per sesso, età, regione, classe d’ampiezza demografica dei comuni. Metodo di raccolta delle informazioni: Rilevazione CAWI; periodo in cui è stato realizzato il sondaggio: 7-13 giugno 2023.

    Immagine © Volodymyr

  • COMUNICATO STAMPA – Vicky Piria è la nuova testimonial di Alpine Centre Milano

    Milano, 23 giugno 2023 – Alpine Centre Milano è lieto di annunciare la sua nuova e stimolante collaborazione con Vicky Piria, nota pilota professionista e influencer del settore automobilistico. Questa partnership unisce l’eccellenza automobilistica rappresentata da Alpine all’esperienza pluriennale e all’entusiasmo di Vicky Piria, creando un connubio perfetto tra due volti noti del mondo delle auto sportive.

     

    Vicky parteciperà all’Alpine Experience Track Day di domenica 25 giugno, un imperdibile appuntamento per gli appassionati di auto sportive che desiderano sperimentare la potenza e l’eleganza dei modelli Alpine in un ambiente professionale e sicuro come il Circuito di Vairano (PV).  Attraverso sessioni pratiche su pista e approfondimenti tecnici, Vicky fornirà una prospettiva unica su cosa significa essere una pilota professionista e come massimizzare l’esperienza di guida. 

    “Siamo entusiasti di annunciare la collaborazione con Vicky Piria. – commenta Andrea Rorato, Alpine Advisor di Alpine Centre MilanoRiteniamo che la sua esperienza come pilota professionista e il suo carisma ci aiuteranno a promuovere la bellezza e il fascino dei modelli Alpine e creare esperienze uniche per i nostri clienti. L’entusiasmo di Vicky e la passione che mette nel raccontare il nostro mondo sono coinvolgenti e non vediamo l’ora di lavorare insieme a lei per creare eventi speciali e diffondere la passione per le auto sportive del nostro centro.”

    Nata nel 1993 e da sempre appassionata di motori, Vicky Piria ha raggiunto traguardi straordinari nel campo delle corse automobilistiche, diventando una delle figure femminili più influenti del settore.

    Attualmente Vicky è pilota GT Endurance per il team Enrico Fulgenzi Racing, e continua a dimostrare la sua abilità sul circuito di gara e come istruttrice di guida per marchi sportivi prestigiosi, condividendo la sua esperienza e la sua passione per i motori. Una passione che l’ha portata a svolgere anche un’attività divulgativa e formativa sulle reti Mediaset, tramite la sua presenza alle gare di Formula E e la conduzione della trasmissione Drive Up.   

    “Sono estremamente orgogliosa di cominciare questa partnership con Alpine Centre Milano, un marchio che rappresenta l’eccellenza e la passione per le auto sportive. – ha commentato Vicky Piria –  Inoltre, mi fa particolarmente piacere collaborare con un brand che promuove l’inclusione femminile nell’industria automobilistica e sostiene attivamente l’emancipazione delle donne in questo settore che per troppo tempo è stato dominato solamente dagli uomini. Spero che il mio ruolo come testimonial di Alpine Centre Milano possa contribuire al cambiamento culturale necessario per garantire maggiori opportunità e rappresentatività alle donne nell’industria automotive.”

    Nei prossimi mesi, Vicky Piria parteciperà alla Driving Experience al Centro ACI di Lainate del 21 luglio (cliccare qui per registrarsi) e al Gran Premio di F1 di Monza del prossimo settembre (https://alpinecentremilano.it/gran-premio/).

     

    Per Ulteriori Informazioni:

    Spada Media Group Ufficio Stampa Alpine Centre Milano – [email protected]

  • Multe: a Milano, Firenze e Bologna i conducenti più sanzionati

    I milanesi, i fiorentini e i bolognesi sono i guidatori più multati d’Italia; il dato emerge dall’analisi congiunta Facile.itAssicurazione.it realizzata esaminando i rendiconti dei proventi delle violazioni del Codice della Strada pubblicati dalle città capoluogo di provincia italiane*.

    Nel 2022, considerando solo le 102 città capoluogo di provincia che hanno pubblicato i dati relativi ai proventi legati alle contravvenzioni stradali, l’importo complessivo supera i 793 milioni di euro.

    Se Milano (151 milioni di euro), Roma (133 milioni) e Firenze (46 milioni) sono i comuni che, nel 2022, hanno incassato i maggiori proventi derivanti da sanzioni legate all’accertamento delle violazioni al Codice della Strada, rapportando le somme al numero di autovetture e motocicli iscritti nei registri della motorizzazione**, lo scenario cambia.

    I guidatori più multati d’Italia sono comunque risultati essere i milanesi; considerando che dai dati ufficiali ACI fanno capo a Milano oltre 870.000 veicoli tra auto e moto, nel 2022 la “spesa pro capite” per multe legate alle violazioni del Codice della Strada è stata di 174 euro.

    Seguono in graduatoria i conducenti fiorentini, che in media nel 2022 hanno dovuto pagare contravvenzioni di importo pari a 170 euro, mentre al terzo posto si posizionano quelli bolognesi, dove la “multa pro capite” è pari a 163 euro.

    Ai piedi del podio si trova Pavia, dove automobilisti e motociclisti, in media, hanno dovuto sostenere multe di importo pari a 129 euro, seguita da Siena (128 euro).

    I conducenti meno multati

    Guardando la classifica delle città capoluogo di provincia che incassano meno proventi dalle multe stradali, al primo posto si trova il comune di Carbonia, che lo scorso anno ha incassato appena 120 mila euro, seguito da due città siciliane: Enna (131 mila euro) e Agrigento (135 mila euro).

    Rapportando le somme incassate con il numero di autovetture e motocicli iscritti nei registri della motorizzazione, emerge che i conducenti meno multati lo scorso anno sono stati quelli di Latina, che in media hanno speso a testa 2,2 euro per far fronte a sanzioni legate alla violazione del Codice della Strada. Seguono i guidatori di Agrigento, con una spesa pro capite pari a 2,5 euro, e quelli di Aosta, dove la “multa media” è stata di 4,1 euro.

    Le contravvenzioni per eccesso di velocità

    Limitando l’analisi ai soli proventi derivanti da violazioni ai limiti massimi di velocità emerge che tra le città capoluogo di provincia quella con i maggiori incassi questa volta è Firenze (23 milioni di euro nel 2022). Milano slitta al secondo posto (13 milioni di euro), mentre al terzo si classifica Genova (poco meno di 11 milioni). Roma è quarta con poco più di 6 milioni di euro. Complessivamente, le 102 città capoluogo di provincia analizzate hanno incassato, nel 2022, 117 milioni di euro provenienti da violazioni dei limiti massimi di velocità.

    Rapportando i proventi con il numero di automobili e motocicli iscritti nei registri della motorizzazione emerge che i guidatori più multati per eccesso di velocità in Italia sono i fiorentini, che nel 2022 hanno speso, in media, quasi 85 euro per questo tipo di sanzione.

    Al secondo posto si posizionano i conducenti grossetani, con una spesa pro capite di 78 euro, mentre in terza posizione troviamo i guidatori di Rieti (54 euro).

    «Non tutti sanno che violare il Codice della Strada, oltre ad essere estremamente pericoloso, può avere un impatto negativo anche sul premio RC auto dell’assicurato», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director assicurazioni di Facile.it «Alcune compagnie assicurative, nel valutare il profilo dell’automobilista, tengono conto non solo della classe di merito, ma anche del saldo punti della patente e del rispetto del codice della strada da parte dell’assicurato negli anni precedenti alla stipula della polizza. Ad esempio, aver subito una sospensione della patente oppure aver ricevuto multe per guida in stato di ebbrezza può essere visto come il segnale di un atteggiamento poco prudente al volante e questo potrebbe spingere la compagnia ad aumentare il prezzo dell’Rc auto».

     

    * Per l’analisi Facile.it ha rielaborato i dati provenienti dal “Rendiconto proventi violazioni codice della strada art. 142 comma 14 quater dlgs 285/1992” pubblicati dal Dipartimento degli Affari Interni e Territoriali. Tra i comuni capoluogo di provincia analizzati non sono presenti i dati relativi ai seguenti comuni: Cosenza, Crotone, Reggio Calabria, Avellino, Pesaro, Campobasso, Alessandria.

    ** Elaborazione Facile.it su dati ACI relativi alla consistenza del parco veicolare sulla base dei veicoli iscritti al Pubblico Registro Automobilistico al 31 dicembre 2022.

     

  • Metalli Preziosi Cosa Cambia con il RJC

    Metalli preziosi un settore che come molti altri sta attraversando un periodo di cambiamento e trasformazione in base alle direttive europee ed occidentali in generale che sono orientate ad una maggiore tutela ambientale.
    Un cambiamento che per quanto riguarda i metalli preziosi si concretizza con l’adesione ad una organizzazione denominata RJC, Responsible Jewerly Council, che vede coinvolte più di 1600 società che operano nel settore della filiera.
    In sostanza si tratta di rifornirsi solo da fornitori che offrono metalli riciclati e certificati in quanto tali.
    Questo per quanto riguarda metalli preziosi come l’oro è più agevole in quanto esiste una rete diffusa e consolidata di attività che si dedicano al riciclo come questo compro oro Firenze.
    Le aziende del settore che hanno aderito al RJC si sono poste come obbiettivo quello di fare business in modo responsabile dedicando risorse per una maggiore tutela verso le persone ed il pianeta.
    La certificazione RJC si ottiene attraverso un articolato processo di verifica, svolto in varie fasi e operato da soggetti terzi, una svolta che segue il trend principale che vede i paesi occidentali pronti a sacrificare i vecchi modelli produttivi.
    RJC
    Il RJC è una organizzazione che ha un ruolo significativo nell’industria della gioielleria e dei metalli preziosi. L’RJC è un’organizzazione no-profit che si impegna a promuovere pratiche commerciali etiche e sostenibili nel settore dei gioielli. L’RJC stabilisce standard e requisiti per la catena di approvvigionamento dei metalli preziosi, inclusi oro, argento, platino e diamanti, al fine di promuovere la responsabilità sociale, ambientale ed etica.
    Le aziende che ottengono la certificazione RJC devono essere valutate e conformarsi a determinati criteri che riguardano aspetti come i diritti umani, la sostenibilità ambientale, le condizioni di lavoro sicure, l’etica degli affari e la gestione responsabile delle risorse naturali. La certificazione RJC può garantire che i gioielli e i metalli preziosi provengano da fonti responsabili.

  • Claudio Descalzi: la visita del Presidente della Repubblica dell’Angola all’Eni 2050 lab

    L’AD Claudio Descalzi: “Questa visita è per noi fonte di grande soddisfazione, poiché dimostra la validità del modello di alleanza che abbiamo costruito con diversi Paesi in cui operiamo, e dei quali l’Angola è tra i più importanti”.

    Claudio Descalzi

    Claudio Descalzi: Eni riceve il Presidente dell’Angola in visita in Italia

    L’AD Claudio Descalzi, insieme al Presidente Giuseppe Zafarana, ha accolto al tecnopolo Eni 2050 lab il Presidente della Repubblica dell’Angola, João Lourenço. L’incontro è avvenuto nell’ambito della visita di Stato del Presidente della Repubblica dell’Angola in Italia, accompagnato dal Ministro di Stato e Capo di Gabinetto, Adão Francisco Correia De Almeida, e dal Ministro degli Affari Esteri, Téte António. L’AD Claudio Descalzi ha avuto modo di illustrare le soluzioni tecnologiche al centro della strategia di decarbonizzazione di Eni in sviluppo presso lo spazio polifunzionale dedicato all’innovazione e alla ricerca che sorge all’interno del complesso architettonico del Gazometro di Roma Ostiense. Eni 2050 lab comprende un laboratorio, un’area di monitoraggio e una zona di visualizzazione immersiva di modellistica avanzata basata sui supercomputer di Eni HPC4 e HPC5. È in quest’area che Eni promuove tecnologie proprietarie e breakthrough per la decarbonizzazione, focalizzate in particolare sulle tre principali aree di ricerca aziendali: energie rinnovabili e nuove fonti energetiche, soluzioni per la decarbonizzazione e prodotti circolari e bio. Non a caso, durante la visita sono stati presentati i risultati più significativi ottenuti in questi settori.

    Claudio Descalzi: il valore dei progetti in sviluppo all’interno del polo tecnologico Eni 2050 lab

    L’AD Claudio Descalzi ha parlato della visita del Presidente della Repubblica dell’Angola come di una “fonte di grande soddisfazione” per Eni. “Dimostra la validità del modello di alleanza che abbiamo costruito con diversi Paesi in cui operiamo, e dei quali l’Angola è tra i più importanti”, ha spiegato l’AD sottolineando come “a fronte dell’obiettivo comune di compiere un percorso di transizione energetica equo e che non trascuri l’importanza della sicurezza degli approvvigionamenti, stiamo cooperando con i nostri partner per unire risorse, tecnologie per la transizione e disponibilità di fonti energetiche al fine di compiere insieme un percorso di sviluppo rispettoso delle peculiarità e che non lasci indietro nessuno”. Eni, ha aggiunto Claudio Descalzi, è riuscita a creare “vere e proprie alleanze basate sull’equilibrio e il rispetto reciproco, nell’ambito delle quali lasciamo alle popolazioni locali buona parte dell’energia che produciamo insieme, contribuiamo allo sviluppo socio economico locale, creiamo occupazione sui territori, favoriamo l’accesso all’energia e promuoviamo iniziative diversificate in ambiti come la salute, l’educazione, l’agricoltura, la formazione professionale e imprenditoriale”. È “valore reciproco” quello che Eni si impegna a creare “in ragione della prospettiva di poter diversificare maggiormente i nostri mix energetici e le vie di approvvigionamento, e di creare abbondanza di energia sempre più decarbonizzata a favore della competitività e della crescita”.

  • Investire in Quali Casi è una Scelta Obbligata ?

    Investire è di per se una attività non semplice in quanto si tratta di prevedere l’andamento che un bene o una azione avrà nel futuro più o meno prossimo.
    Nonostante ciò l’attuale sistema valutario non lascia tranquilli nemmeno chi decide di mantenere le proprie riserve finanziarie in valuta.
    Questo perché l’attuale sistema si basa su valute fiat che non hanno alcun bene materiale in garanzia del loro valore al contrario di quanto avveniva quando era utilizzato il cosiddetto Gold Standard.
    Il Gold Standard prevedeva che per ogni valuta emessa fosse accantonata una certa quantità di oro a garanzia del valore delle valute.
    L’oro fu scelto in quanto da millenni più di ogni altro bene materiale ha rappresentato al meglio il ruolo di bene prezioso in grado di essere utilizzato alla stregua del denaro.
    Un concetto che rimane valido ancora oggi se si pensa a quanto sia facile e veloce monetizzare il valore di un qualsiasi oggetto in oro recendosi presso attività ufficialmente riconosciute come questo compro oro Firenze.
    Mancando la garanzia di un bene materiale l’attuale sistema valutario è contraddistinto da una inflazione endemica che porta il valore della valuta a diminuire in modo costante nel tempo.
    Questo significa che anche mantenendo la propria ricchezza in denaro non ci si sottrae alla perdita del suo valore nel tempo.
    Questo non deve essere certo un motivo per investire a tutti i i costi in quanto la perdita di valore dovuta all’inflazione può essere calcolata ed in alcuni casi considerata accettabile se le proprie riserve finanziarie sono sufficienti per raggiungere i propri obbiettivi.
    Investire resta una attività a rischi in quanto si può andare incontro a perdite maggiori rispetto all’endemica perdita di valore delle valute fiat.
    Per questo motivo il giusto modo di investire è partire dagli obbiettivi che si vogliono ottenere e dal tempo che siamo disposti ad aspettare per una eventuale monetizzazione dell’investimento fatto.
    Il modo più sicuro ma non certo adatto ad un investimento sul breve periodo è quello di investire in oro.
    Una scelta che fu fatta dalle autorità stesse all’epoca del Gold Standard che individuarono proprio nel prezioso metallo giallo il bene materiale più adatto a garantire il valore delle valute stesse.

  • Luigi Ferraris (Gruppo FS) tra i primi 10 manager della classifica Top Manager Reputation

    La classifica che include l’AD Luigi Ferraris nelle prime 10 posizioni è stata stilata da Top Manager, Osservatorio permanente che analizza la reputazione online dei vertici delle aziende attive in Italia.

     Luigi Ferraris

    Top Manager: Luigi Ferraris nella classifica sulla reputazione online

    Una nuova conferma per l’AD del Gruppo FS Luigi Ferraris che, per il secondo mese consecutivo, si posiziona tra i primi 10 Top Manager italiani secondo la classifica stilata dall’Osservatorio permanente Top Manager. Il punteggio raggiunto a luglio 2022, pari a 67.49 punti, consolida il precedente conseguito a giugno dello stesso anno, che si attestava a 67.29 punti. Inoltre, in virtù della nuova classifica, Luigi Ferraris si conferma alla prima posizione tra i manager del settore Trasporti. Il posizionamento raggiunto dall’AD rappresenta un’ulteriore riprova degli importanti risultati conseguiti dal Gruppo FS: lo segnala anche la variazione complessiva del rating che ha fatto registrare un incremento del +27%.

    Luigi Ferraris: la scalata nella classifica Top Manager e i progetti nel Gruppo FS

    Come attestato dall’Osservatorio, a giugno 2021, data dell’insediamento di Luigi Ferraris al vertice del Gruppo FS, l’AD era posizionato in 29esima posizione, totalizzando un punteggio di 51.33 punti. Successivamente, a luglio 2021, l’AD era già salito al 27° posto con 52.44 punti. Ancora più rilevante l’incremento registrato tra aprile e maggio 2022, periodo in cui Luigi Ferraris ha scalato 4 posizioni passando dal 18° al 14° posto. Determinanti, nel mese di maggio, i risultati conseguiti dal Gruppo FS, che hanno favorito il posizionamento dell’AD tra i primi 10 Top Manager italiani: in quel mese è stato infatti presentato il Piano Industriale 2022-2031 denominato “Un Tempo Nuovo”, che mette in campo investimenti da oltre 190 miliardi grazie a una strategia di lungo periodo impostata su dieci anni. Da lì è scaturita anche una profonda ridefinizione della governance, con una nuova struttura organizzativa definita su 4 Poli di business: Infrastrutture, Passeggeri, Logistica e Urbano.

  • Potenzialità del biometano in Italia, Paolo Gallo: una risorsa da coltivare e sviluppare

    Il cammino verso l’energia sostenibile in Italia si presenta promettente, con il Paese che assume un ruolo chiave nel settore del gas e guarda avanti verso il futuro. La visione di Paolo Gallo.

    L'AD di Italgas Paolo Gallo

    Paolo Gallo sottolinea l’importanza strategica dell’Italia nel panorama energetico attuale

    Paolo Gallo, Amministratore Delegato di Italgas, ha sottolineato l’importanza strategica dell’Italia nel panorama energetico attuale. Nel corso del 2022, nonostante le sfide nel settore del gas, l’Italia ha registrato un aumento significativo delle esportazioni, una situazione senza precedenti. Questo conferma il ruolo centrale del nostro Paese nei flussi di gas. Intervenuto nel corso dell’evento “L’energia per l’Italia e l’UE: le fonti e le regole del mercato energetico”, organizzato presso lo Spazio Europa Experience di Roma da Withub con la direzione editoriale di Eunews e GEA, l’AD di Italgas ha posto l’attenzione su due elementi cruciali per il futuro energetico del nostro Paese. 

    Trasformazione energetica, Paolo Gallo: biometano e idrogeno in primo piano

    Di cosa si tratta? Sul breve termine, ha sottolineato Paolo Gallo, l’Italia ha una forte potenzialità nella produzione di biometano, “che va coltivata e sviluppata perché può arrivare a rappresentare il 10-15% del fabbisogno nazionale”. Guardando invece al medio-lungo termine, l’Amministratore Delegato di Italgas ha evidenziato le potenzialità della produzione di idrogeno verde da fonti rinnovabili, come l’energia solare e quella eolica. Tuttavia, oggi è ancora necessario un notevole sforzo nella ricerca e nello sviluppo per raggiungere una situazione di maturità simile a quella del biometano. La visione di Paolo Gallo conferma che l’Italia sta guardando avanti, puntando prima sul biometano e successivamente sull’idrogeno, per un futuro energetico sostenibile e innovativo.

  • Mutui: con nuovo aumento Bce, possibili incrementi fino a 275 euro

    Come da aspettative, durante la riunione odierna la Bce ha annunciato un nuovo rialzo del costo del denaro di 25 punti base; cosa significa per chi ha un mutuo medio a tasso variabile*? Secondo le simulazioni di Facile.it l’aumento dei tassi potrebbe tradursi in un rincaro della rata che porterebbe l’aggravio complessivo a quasi +275 euro rispetto all’inizio dello scorso anno (+60%).

    E c’è un’altra brutta notizia: la corsa dei tassi potrebbe non essere finita visto che, secondo le aspettative di mercato, il picco dell’Euribor verrà raggiunto a settembre prossimo.

    Le simulazioni

    Per l’analisi il comparatore ha preso in esame un finanziamento a tasso variabile da 126.000 euro con piano di restituzione in 25 anni sottoscritto a gennaio 2022, esaminando come sono già cresciute le rate e come potrebbero variare a seguito del nuovo rialzo dei tassi da parte della Banca Centrale Europea.

    Il tasso (TAN) di partenza di gennaio 2022 era pari a 0,67%, corrispondente ad una rata mensile di 456 euro. A seguito delle decisioni della Bce, poi, a giugno 2023 è arrivato al 4,67% portando la rata del medesimo muto a 713 euro; rata che, con l’ulteriore incremento dello 0,25%, potrebbe arrivare addirittura a 731 euro, il 60% in più rispetto a quella iniziale.

    «Per capire come cambieranno nella realtà le rate dei mutuatari bisognerà aspettare di vedere come si muoverà effettivamente l’Euribor», spiegano gli esperti di Facile.it. «È bene ricordare a chi è alle prese con i rincari, però, che ci sono diverse soluzioni a disposizione come la surroga o la rinegoziazione del finanziamento. In ogni caso il consiglio è quello di farsi aiutare da un consulente così da identificare l’opzione più adatta alle proprie esigenze».

    Le previsioni del mercato: picco a settembre

    Guardando alle aspettative di mercato (Futures sugli Euribor aggiornate al 7 giugno 2023) emerge come gli aumenti potrebbero continuare ancora; gli esperti prevedono che l’Euribor a 3 mesi raggiungerà il suo picco a settembre 2023 arrivando al 3,84%; se queste previsioni fossero corrette, il tasso del mutuo medio preso in esame sfiorerebbe il 5,10%, con una rata di circa 743 euro, ovvero oltre 285 euro in più rispetto a quella di gennaio 2022.

    Dopo settembre – sempre secondo le aspettative – il trend dovrebbe finalmente invertirsi e i tassi iniziare a calare tanto è vero che le quotazioni di giugno 2024 stimano l’Euribor a 3 mesi intorno al 3,42%.

    Agevolazioni under 36 in scadenza

    A fine giugno, se non ci saranno novità nei prossimi giorni, scadranno le condizioni agevolate di garanzia fino all’80% per i mutui prima casa destinati ai giovani. Da quando è stata introdotta, la misura ha consentito a numerosi under 36 di accedere a condizioni vantaggiose alla sottoscrizione del mutuo prima casa, tanto che – secondo l’analisi di Facile.it** – se nel primo semestre 2021 i richiedenti con meno di 36 anni rappresentavano il 43,4% delle richieste totali di mutui prima casa, tra gennaio e maggio 2023 questo valore ha raggiunto 51,3%.

    «Se il Governo non dovesse estendere nuovamente la validità dell’agevolazione a favore dei giovani mutuatari, bisognerà attendere di capire come si comporteranno gli istituti di credito», continuano gli esperti di Facile.it. «Il venir meno di questa opportunità sarebbe preoccupante e a soffrirne sarebbero proprio i ragazzi, soprattutto in una fase economica così delicata; lo strumento è stato molto importante per gli under 36 in quanto ha dato loro concrete e maggiori possibilità di acquistare una casa, sostenendo di conseguenza anche il mercato immobiliare.».

    * Le simulazioni realizzate da Facile.it sono fatte su un mutuo da 126.000 euro in 25 anni, LTV 70%, Tan iniziale 0,67% (Euribor3m+1,25%); la stima sull’impatto dell’aumento delle rate non tiene in considerazione l’ammortamento della quota capitale, elemento che potrebbe variare in base alle caratteristiche del mutuo.

    ** Analisi realizzata.it su un campione di oltre 500.000 richieste di mutuo prima casa raccolte da Facile.it dal gennaio 2021 e aprile 2023.

  • Banca Generali: fintech, il futuro della consulenza finanziaria con il progetto “New Generation”

    Banca Generali si prepara alle sfide del fintech investendo anche nella formazione dei giovani: focus sul progetto “New Generation” rivolto agli under 35 con un percorso di formazione continua della durata di 36 mesi.

    Banca Generali

    Fintech: nuove energie con “New Generation” di Banca Generali

    Da diversi anni la consulenza finanziaria continua a ricevere influssi di grande portata da parte dell’innovazione tecnologica e del digitale, con la conseguente necessità di professionisti sempre più formati e al passo con i tempi. Banca Generali, Istituto leader nei servizi fintech, porta avanti da tempo un lavoro proficuo che nell’innovazione e nel rapporto tra banker e cliente vede elementi cardine per scelte finanziarie e patrimoniali di successo. Per questo, riconoscendo l’importanza di consulenti altamente qualificati, nuovi progetti sono messi in campo da Banca Generali: tra questi, “New Generation” ha l’obiettivo di formare professionalità in grado di utilizzare al meglio le opportunità del fintech e impiegare i più recenti strumenti tecnologici. Di pari passo l’Istituto rafforza il valore del rapporto di fiducia tra banker e cliente, un pilastro fondamentale nel suo modello di consulenza finanziaria.

    Fintech: il focus di Stefano Lenti, Responsabile Area Consulenti Finanziari di Banca Generali

    Dedicato a giovani sotto i 35 anni, “New Generation” propone 36 mesi di formazione continua e mentoring, opportunità per approfondire competenze tecniche e relazionali attraverso la presenza di consulenti senior nel percorso. Ne ha parlato il Responsabile Area Consulenti Finanziari di Banca Generali, Stefano Lenti, che in un recente intervento ha evidenziato l’importanza di nuovi inserimenti nel settore. “Da sempre, il mondo delle banche tradizionali e dei private banker rappresenta un bacino di crescita importante per il nostro settore”, ha sottolineato, aggiungendo come il futuro prospetti trend in crescita: “Tutto ciò è collegato non solo all’opportunità di crescere in termini di masse per le aziende con ‘iniezioni’ di nuovi professionisti, ma anche alla possibilità di ringiovanire un settore, quello della consulenza finanziaria, che ha un solo grande problema: l’età media in continua crescita”. In questo, il fintech ha avuto un ruolo significativo apportando nuove modalità, conoscenze e strumenti: parallelamente aumenta la necessità di investire nella formazione. Per Banca Generali un’occasione in più per creare conoscenza e competenze specialistiche grazie alla sua consolidata esperienza sia per quanto concerne la consulenza finanziaria sia nei servizi fintech.

  • Trattamento e recupero Raee, Luca Dal Fabbro: serve patto tra istituzioni, industria e multiutility

    Iren ha annunciato ambiziosi piani per il trattamento e il recupero dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (Raee) nel contesto dell’economia circolare. Nell’ambito di un più ampio piano strategico che si estende fino al 2030 e richiede un investimento di 10,5 miliardi di euro, il Gruppo mira a sfruttare appieno il potenziale dei Raee come fonte preziosa di materie prime critiche. La visione del Presidente Luca Dal Fabbro.

    Il Presidente di Iren Luca Dal Fabbro

    Luca Dal Fabbro: Iren promuove la rivoluzione circolare dei rifiuti elettronici in Italia

    Attualmente, l’Italia esporta circa il 90% dei suoi rifiuti elettronici per essere lavorati altrove, alimentando così una forte dipendenza estera. “Le multiutility come Iren sono lo strumento più potente per abilitare la rivoluzione circolare che è diventata un’esigenza ormai irrinunciabile”, spiega Luca Dal Fabbro. Come sottolineato dal Presidente di Iren, se il nostro Paese riuscisse a lavorare i rifiuti elettronici internamente, potrebbe garantire l’indipendenza per il 30-35% delle materie prime critiche necessarie entro il 2040. Iren ha già dimostrato il suo impegno nella gestione dei rifiuti elettronici grazie all’impianto di Volpiano, in provincia di Torino: con una capacità di oltre 20.000 tonnellate all’anno, rappresenta una pietra miliare nella filiera del trattamento dei Raee. L’azienda ha annunciato la costruzione di due nuovi impianti: il primo verrà realizzato in Toscana tra la fine dell’anno e l’inizio del 2024 e sarà dedicato all’estrazione di metalli preziosi dalle schede elettroniche recuperate dai Raee. Il secondo impianto, situato in provincia di Siena, si concentrerà invece sul riciclo dei pannelli fotovoltaici a fine vita. Tale impianto sarà in grado di trattare fino a 9.000 tonnellate di vetro, alluminio, rame, plastica e silicio all’anno.

    Iren, Luca Dal Fabbro: il ruolo chiave delle multiutility nella transizione verso l’economia circolare

    L’Italia ha un enorme potenziale di materie prime all’interno dei suoi rifiuti, che attualmente non viene sufficientemente valorizzato, sottolinea Luca Dal Fabbro. Le multiutility, come Iren, svolgono un ruolo chiave in questo processo poiché sono presenti sul territorio e dispongono delle capacità necessarie per gestire e lavorare i rifiuti elettronici. Da qui la necessità di avviare una strategia di recupero dei Raee in Italia. Affrontare la sfida dei rifiuti elettronici e promuovere di conseguenza l’economia circolare richiede una stretta collaborazione tra istituzioni, industria e multiutility. Un patto tra questi attori consentirebbe di organizzare una filiera di raccolta dei Raee e selezionare i materiali necessari all’Italia. Senza tali materiali, secondo uno studio, metà del PIL potrebbe essere a rischio. “Per invertire il trend, dunque, chiediamo al governo focalizzazione e processi autorizzativi veloci”, precisa Luca Dal Fabbro. A questo proposito, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e le linee di investimento sull’economia circolare rappresentano un passo avanti significativo.

  • Prestiti personali: importo medio in calo del 4%

    Nonostante l’aumento dei tassi di interesse gli italiani continuano a chiedere prestiti personali, ma per far fronte all’aumento delle rate si orientano su importi più contenuti; è questo uno dei dati emersi dall’osservatorio congiunto di Facile.it e Prestiti.it, che ha messo in evidenza come a maggio l’importo medio chiesto alle società di credito per un prestito personale sia stato pari a 10.474 euro, valore in calo del 4% rispetto allo stesso mese del 2022. I tassi, invece, sono aumentati notevolmente arrivando a +31% se confrontati con quelli di dodici mesi prima quando, per un prestito personale da 10.000 euro in 5 anni erano pari a 6,28%, a maggio 2023 il tasso medio online (TAN) è arrivato a 8,24%.

    «I tassi di interesse sono saliti, ma la competizione tra le società di credito crea interessanti opportunità di risparmio per i consumatori che vogliono chiedere un prestito personale evitando di pagare più del dovuto», spiega Aligi Scotti, BU Director prestiti di Facile.it.

    Le ragioni per cui si chiede un prestito

    Quali sono le ragioni per cui gli italiani ricorrono ai prestiti? L’analisi – realizzata su un campione di oltre 35mila richieste di prestito personale raccolte online da Facile.it e Prestiti.it* ha evidenziato come la prima motivazione per cui si chiede un prestito personale è l’esigenza di liquidità, finalità indicata a maggio 2023 da quasi 1 richiedente su 3 (32%).

    Seguono, in termini percentuali, le richieste di prestito personale per l’acquisto di auto usate (16%) e quelle per il consolidamento debiti (15%).

    «Il calo della richiesta di prestiti per liquidità (-4%) e l’aumento del consolidamento debiti (+6%) raccontano di una maggiore consapevolezza nel rapporto tra gli italiani e il mondo del credito al consumo», spiega Aligi Scotti. «Consolidare i debiti significa accorpare diversi prestiti sotto un unico finanziamento, semplificandone così la gestione e, in alcuni casi, riducendo i costi complessivi, strategia che può aiutare le famiglie ad alleggerire il peso dei prestiti sul budget familiare.»

    In aumento il peso percentuale delle richieste dei prestiti per le vacanze, cresciuti del 3% rispetto allo scorso anno, e di quelli per spese mediche (+7%). Dopo il boom del 2022, invece, calano le richieste di prestiti personali per matrimoni (-7%).

    Identikit del richiedente

    Guardando al profilo dei richiedenti emerge che chi ha presentato domanda di finanziamento aveva, all’atto della firma, in media 42 anni, dato in lieve aumento rispetto allo scorso anno; gli under 35 rappresentano un terzo dei richiedenti (33,5%), mentre è aumentata la quota dei richiedenti over 54, passata dal 16% al 19% del totale.

    Analizzando più da vicino le fasce anagrafiche emergono importanti differenze rispetto alle motivazioni per cui gli italiani si rivolgono ad una società di credito: gli under 26, ad esempio, sono la categoria che chiede, in percentuale, più prestiti per l’acquisto di auto usate, la formazione e per viaggi e vacanze. I prestiti per i matrimoni sono richiesti in maggiore misura da coloro che hanno un’età compresa tra i 25 e i 34 anni, mentre quelli per ristrutturare casa e per le spese mediche sono più richiesti dagli over 54. I prestiti per liquidità, che rappresentano la tipologia di prestito personale più diffusa in assoluto, sono più frequenti tra gli over 45.

    Sono ancora importanti le differenze tra uomini e donne; a presentare domanda di finanziamento è nella maggior parte dei casi un uomo (72%). Va detto, però, che il campione femminile risulta in leggero aumento e, in un anno, è passato dal 25% al 28% del totale.

    La differenza di genere emerge anche guardando agli importi richiesti: gli uomini puntano, in media, ad ottenere prestiti personali di importo pari a 10.700 euro, vale a dire il 10% in più rispetto a quanto chiesto dalle donne. Tra le ragioni che incidono su questa diversità vi è anche una componente di natura reddituale, come confermato dai dati dell’analisi: lo stipendio medio mensile dichiarato dagli uomini che hanno presentato domanda di finanziamento è pari a 2.155 euro, vale a dire il 23% più alto rispetto a quello del campione femminile.

     

    *L’analisi è stata realizzata da Facile.it e Prestiti.it su un campione di oltre 35.000 richieste di prestiti personali raccolte online a maggio 2022 e maggio 2023.

  • Gas: prezzi in calo, ma non le bollette

    Nonostante il calo del prezzo della materia prima sui mercati internazionali, le bollette del gas per le famiglie tipo* con un contratto di fornitura nel mercato tutelato potrebbero non scendere; secondo le stime di Facile.it a maggio la tariffa del metano rimarrà sostanzialmente in linea con quella di aprile, mese segnato da un aumento dei prezzi pari al +22,4%.

    La ragione – spiegano gli esperti di Facile.it – è legata alla fine del cosiddetto “sconto in bolletta”: l’aliquota negativa della componente tariffaria UG2C, come previsto dal Decreto-legge 34/2023, è stata modificata per il mese di aprile (passando da circa -32 centesimi di euro/Smc a circa -11 centesimi di euro/Smc) fino ad essere completamente eliminata a partire da maggio. Questo, di fatto, potrebbe annullare gli effetti benefici legati del calo del prezzo della materia prima, se non del tutto almeno in parte.

    Sul fronte delle quotazioni internazionali del gas, come detto, i valori rilevati a maggio risultano in netta diminuzione rispetto al mese precedente; guardando ai dati riportati dal GME (Gestore dei Mercati Energetici), il prezzo medio risulta in calo di circa il 23% e pertanto è possibile stimare che il costo della materia prima gas per il mese di maggio sarà intorno ai 37 centesimi di euro/Smc (era 48 centesimi di euro/Smc ad aprile).

    «Il calo del prezzo delle materie prime ha portato un beneficio alle tasche delle famiglie italiane ed oggi le tariffe gas disponibili sul mercato sono sicuramente più basse rispetto a quelle dello scorso anno. Va detto, però, che a partire dal mese di aprile il graduale azzeramento dello sconto sulle bollette ha influito in termini negativi. In virtù di ciò, e nonostante il costo della materia prima stia continuando a diminuire, le tariffe finali per i consumatori sono tornate a crescere e anche a maggio potrebbero non calare» spiegano gli esperti di Facile.it«Siamo fortunatamente ben lontani dai picchi raggiunti nel 2022, ma è comunque un elemento da tenere in considerazione soprattutto in vista del prossimo inverno, quando, secondo le previsioni di mercato, il prezzo della materia prima dovrebbe tornare a salire.».

    * Famiglia tipo domestica: consumo annuo 1.400 smc per il gas

     

  • Pierroberto Folgiero: Fincantieri, la forza dell’eccellenza creativa italiana nel nuovo progetto

    Il primo Four Seasons Yacht salperà nel 2025: nelle parole dell’AD e DG di Fincantieri Pierroberto Folgiero il valore del progetto presentato a margine del Monaco Yacht Show.

    Pierroberto Folgiero

    Fincantieri: l’AD e DG Pierroberto Folgiero al Monaco Yacht Show presenta “il nostro progetto più emozionante”

    Qui a Monaco “per un’occasione davvero speciale”. È l’AD e DG Pierroberto Folgiero a esprimere con queste parole su Linkedin la propria soddisfazione per “il nostro progetto più emozionante”, presentato lo scorso 28 settembre in occasione del Monaco Yacht Show: sarà Fincantieri a realizzare per il brand Four Seasons Yachts, società neocostituita del gruppo alberghiero dedicata al settore crocieristico, una nuova nave da crociera extra-lusso con ulteriori due unità in opzione, per un valore complessivo di circa 1,2 miliardi. “Questo progetto, realizzato in collaborazione con Four Seasons Hotels and Resorts e Marc-Henry Cruise Holdings LTD, crea un nuovo e audace punto di riferimento per le navi extra-lusso”, scrive nel post l’AD e DG Pierroberto Folgiero sottolineando come si tratti di “una miscela unica di ingegneria, design, sostenibilità, stile e innovazione digitale guidata dall’eccellenza creativa italiana”. La nuova nave, attualmente in fase di progettazione “nei nostri uffici di Trieste”, sarà pronta per il suo primo viaggio per la fine del 2025.

    Pierroberto Folgiero: eccellenza, competenza, innovazione nel Dna di Fincantieri

    Il progetto, sottolinea su Linkedin l’AD e DG di Fincantieri Pierroberto Folgiero, rappresenta “un’ulteriore prova della capacità del nostro team di performare il mercato e creare le navi più belle del mondo”. Il primo Four Seasons Yacht sarà lungo 207 metri e largo 27 e ospiterà 14 ponti, come è stato sottolineato lo scorso 28 settembre in occasione della presentazione a margine del Monaco Yacht Show. Il design è personalizzato nei minimi dettagli: avrà 95 cabine di cui 20 suite simili a ville con terrazze e soffitti alti 2,4 metri, ognuna costata 4,2 milioni di dollari. La poppa a forma di canoa ospiterà un ampio ponte piscina mentre a bordo ci saranno ristoranti, lounge e bar, una spa, salone di bellezza e programmi di benessere. Eccellenza, competenza, innovazione: il carattere del progetto è nei valori su cui Fincantieri impronta da sempre la propria attività. “Sono davvero onorato di poter sviluppare da vicino questo progetto in collaborazione con Four Seasons”, ribadisce in conclusione nel post l’AD e DG Pierroberto Folgiero.

  • Atitech, Gianni Lettieri: prospettive future e rilancio del Mezzogiorno

    A seguito della recente acquisizione del ramo manutenzione di Alitalia, Gianni Lettieri si è soffermato sulle prospettive future e sul ruolo del PNRR per il rilancio del Mezzogiorno. L’intervista al Presidente di Atitech.

    Gianni Lettieri

    Gianni Lettieri, le prospettive future di Atitech

    Il recente accordo siglato con Alitalia segna per Atitech un ulteriore passo importante verso la creazione sul territorio nazionale di una manutenzione a 360°. Nel corso degli anni l’azienda napoletana ha dato prova di una crescita costante affermandosi come la società indipendente di manutenzioni aeronautiche più grande d’Europa. Un percorso che oggi il Presidente Gianni Lettieri ha intenzione di portare avanti con impegno e dedizione a conferma di come si possa fare impresa anche in un territorio penalizzato come il Sud Italia; ma quali sono le prospettive future per i prossimi 15 anni? “Vedo una Atitech completa, specializzata in due segmenti, la manutenzione e la conversione di aerei da passeggeri a cargo”, ha spiegato Gianni Lettieri. “Oggi siamo l’unica azienda in Europa in grado di trasformare una tipologia di aereo da passeggeri a cargo e questa è un’attività che proietta la società nei prossimi 20 anni. Una prospettiva di stabilità anche per le persone che in Atitech lavorano”.

    Gianni Lettieri: PNRR per rilanciare il Mezzogiorno

    Alla guida di Atitech, Gianni Lettieri punta all’affermazione del settore aeronautico italiano nel mondo. A Napoli sono presenti due università, la Federico II e la Partenope, che offrono eccellenti corsi di aeronautica e aerospazio: le istituzioni hanno il compito di sostenere il comparto creando i presupposti per attuare piani di investimento concreti. Secondo l’imprenditore, il PNRR è ad oggi uno strumento utile per limitare l’attuale divario infrastrutturale tra il Nord e il Sud Italia. Il Piano Nazionale deve essere in grado di supportare piani di investimento nei campi dell’innovazione, della ricerca e delle nuove attività creando sviluppo, occupazione e benessere. Ha inoltre il ruolo di rendere i territori maggiormente competitivi. La ripartizione di tali fondi, se ben utilizzati, può quindi contribuire a colmare il gap con il Mezzogiorno. Gianni Lettieri conclude poi con un’osservazione sul nuovo Esecutivo: “È presto per giudicare”, fa sapere. Certo è che “tassi di interesse in rialzo, imprese in affanno per il caro energia a cui si aggiunge anche l’inflazione” non fanno che bloccare gli investimenti e la ripresa economica.

  • Banche, interessi netti più alti grazie alla politica della BCE

    Grazie ai lunghi mesi di tassi di interesse alti da parte delle banche centrali, i bilanci degli istituti italiani sono decisamente migliorati. Basta guardare ai 6 principali istituti di credito commerciale presenti in Italia: nel primo trimestre del 2023 i loro ricavi da interessi netti sono cresciuti di 8,7 miliardi.
    Per avere un riferimento di paragone, lo scorso anno furono nello stesso periodo 5,6 miliardi. Sono quindi cresciuti del 56%.

    I bilanci delle nostre banche

    bancheAlla base di questo boom c’è la politica monetaria condotta dalla BCE. Per combattere la corsa dell’inflazione, la Eurotower ha alzato il costo del denaro progressivamente, spingendolo su livelli record.

    Anche le banche hanno potuto così praticare tassi più elevati sui prestiti, ottenendo margini maggiori dalla loro tradizionale maggiore fonte di reddito. Proprio quella che invece nel decennio scorso invece si era ridotta, visto che i tassi sui prestiti erano scesi verso l’1%.

    Una tendenza destinata a continuare

    Va precisato che questo trend è tutt’altro che in esaurimento. Dal momento che non si vede all’orizzonte un taglio al costo del denaro da parte della BCE, questa tendenza positiva sui conti delle banche dovrebbe durare almeno per l’intero 2023, come evidenziano i principali indicatori leading. Anche perché di recente la BCE ha aumentato ancora il costo del denaro.

    E’ presumibile allora che quegli 8,7 miliardi di interessi netti del primo trimestre, in quelli seguenti sono tendenzialmente destinati ad aumentare.

    Sistema solido, ma distorto

    Di certo questa situazione ha contribuito a rendere il sistema delle banche italiane molto solido. Adesso è affidabile e molto più resistente alle intemperie, anche nel confronto con i partner europei.

    Però va sottolineato un aspetto importante, ossia una distorsione del sistema. Se da un lato le banche sono rapide nell’adeguarsi rispetto alle mosse di Francoforte, sfruttando il momentum positivo per alzare subito il costo del denaro che prestano, dall’altro non sono così solerti ad alzare anche il tasso a favore dei clienti depositanti. Anzi, nella maggior parte dei casi la remunerazione è ancora zero.

  • Rc Auto Abruzzo: ad aprile +21,3% rispetto a 12 mesi fa

    Ancora brutte notizie per gli automobilisti abruzzesi; dopo il caro-mutui e l’aumento generalizzato dei prezzi dei beni di consumo, anche il rincaro dell’Rc auto iniziato quasi un anno e mezzo fa non stenta a rallentare tanto è vero che, come evidenziato dall’Osservatorio di Facile.it*, in appena 12 mesi, il premio medio pagato in Abruzzo per assicurare un veicolo a quattro ruote è cresciuto del 18,7% arrivando, ad aprile 2023, a 436,43 euro.

    Lo scorso mese la regione è risultata essere la quinta area della Penisola con il premio medio più basso, posizionandosi dopo il Friuli-Venezia Giulia (368,99 euro), il Trentino-Alto Adige (408,48 euro), la Lombardia (408,50 euro) e il Veneto (426,32 euro).

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 200.000 preventivi e relative quotazioni effettuati in Abruzzo e raccolti da Facile.it nel corso degli ultimi 12 mesi.

    «Nell’ultimo anno i premi Rc auto hanno cominciato a salire in maniera graduale, ma costante», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «Solamente sei mesi fa nella regione le tariffe erano più basse del 10% rispetto a quelle rilevate ad aprile 2023. A causare gli aumenti è in primo luogo il costo crescente dei sinistri dovuto da un lato all’inflazione, dall’altro a riparazioni più onerose, sia per i pezzi di ricambio che per la manodopera.».

    L’andamento provinciale

    Confrontando la tariffa media dell’assicurazione auto di aprile 2023 con quella rilevata 12 mesi prima, emerge come l’incremento a due cifre sia stato registrato in tutte le province abruzzesi.

    A segnare l’aumento più consistente è Chieti, area dove lo scorso mese i valori medi sono saliti del 24,9% rispetto ad aprile 2022, raggiungendo i 417,33 euro, seguita da Teramo (+21,1%, 439,91 euro) e Pescara (+19,1%, 464,73 euro). Chiude la graduatoria regionale la provincia di L’Aquila, che in 12 mesi ha vissuto un incremento del 10,1%, arrivando a 422,21 euro.

    In valori assoluti, sempre ad aprile 2023, Pescara è risultata essere la provincia più cara della regione, Chieti la più economica.

    Garanzie accessorie

    Considerando le garanzie accessorie sottoscritte dagli automobilisti abruzzesi, emerge come tra coloro che ne hanno inserita una in fase di preventivo, la più richiesta sia stata l’assistenza stradale, scelta dal 43,9% dei guidatori.

    Seppur a grande distanza, seguono la garanzia infortuni conducente (21,1%), la tutela legale (14,9%) e la copertura furto e incendio (11%).

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 241.988 preventivi effettuati in Abruzzo su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 aprile 2022 e il 30 aprile 2023 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Fintech, Banca Generali forma i consulenti del futuro con il progetto “New Generation”

    Il fintech sta cambiando la consulenza finanziaria, con i clienti private sempre più informati e digital. Banca Generali si prepara alla sfida formando i giovani talenti del settore.

    Banca Generali

    Fintech e rapporto banker-cliente i pilastri della consulenza targata Banca Generali

    L’innovazione tecnologica applicata ai servizi finanziari, nota come fintech, ha ormai rivoluzionato il concetto di consulenza finanziaria. I clienti private del futuro richiederanno professionisti del settore sempre più formati e attenti alle nuove esigenze di protezione patrimoniale delle famiglie. Banca Generali ha deciso di giocare d’anticipo lanciando il progetto “New Generation”, che nasce proprio con il proposito di formare una nuova generazione di giovani consulenti. Talenti in grado di sfruttare al meglio le opportunità offerte dal fintech sia dal punto di vista delle soluzioni offerte che dell’utilizzo di strumenti innovativi come l’AI. Senza dimenticare il rapporto di fiducia tra banker e cliente, da sempre uno dei pilastri del modello targato Banca Generali. Nel dettaglio, “New Generation” si rivolge ai giovani private banker e wealth advisors under 35 e consiste in 36 mesi di formazione continua e mentoring, durante i quali i consulenti senior trasmetteranno ai partecipanti le competenze tecniche e relazionali necessarie per il loro ruolo.

    Banca Generali: servizi fintech e pressione commerciale spingono i banker verso la consulenza

    Non è un caso che Banca Generali abbia scelto di puntare sul bacino di giovani professionisti provenienti dal mondo delle banche tradizionali. Oggi, al di là delle opportunità a livello remunerativo, sono subentrati anche altri fattori che spingono i dipendenti a passare alla consulenza. Il fintech e il conseguente aumento non solo di soluzioni offerte ma anche di nuovi canali di comunicazione comportano una pressione spesso non più sostenibile. Per Stefano Lenti, Responsabile Area Consulenti Finanziari, il fattore più decisivo è “la voglia di una crescita professionale, basata su piani formativi specifici, su livelli di servizio migliori e sulla libertà d’azione”. Caratteristiche che solo realtà come Banca Generali, che da sempre considera i consulenti finanziari i pilastri centrali del modello di business, possono offrire ai giovani talenti del settore. Dal canto suo, aggiunge Lenti, grazie all’ingresso di nuovi under 35 nel proprio network, l’Istituto è connesso non solo alla volontà di crescere dal punto di vista delle masse gestite, ma vuole dare il suo contributo al ricambio generazionale che al momento vede nell’età meda in continua crescita l’unico grande problema del settore.

  • Claudio Descalzi: “Eni For 2022”, la presentazione del nuovo Report di Sostenibilità

    “Eni For 2022 – A Just Transition”: nelle parole dell’AD Claudio Descalzi il punto sul percorso che Eni porta avanti per una transizione “giusta”, ovvero in grado di garantire l’accesso a un’energia efficiente e sostenibile condividendo i benefici sociali ed economici del percorso verso le zero emissioni nette al 2050 con i lavoratori, i fornitori, le comunità e i clienti in maniera inclusiva e trasparente.

    Claudio Descalzi: “Eni For 2022 – A Just Transition”, il lancio del nuovo report volontario di sostenibilità

    Emerge anche nelle parole dell’AD Claudio Descalzi il valore del percorso verso una just transition che Eni porta avanti da anni. Le iniziative ma anche i traguardi raggiunti lo scorso anno sono oggi raccontati in “Eni For 2022 – A Just Transition”, il report volontario di sostenibilità: al centro l’impegno di Eni per una transizione giusta, ovvero in grado di garantire l’accesso a un’energia efficiente e sostenibile condividendo i benefici sociali ed economici del percorso verso le zero emissioni nette al 2050 con i lavoratori, i fornitori, le comunità e i clienti in maniera inclusiva e trasparente. La forte componente innovativa associata all’attenzione per la dimensione sociale si riflette nell’approccio di Eni che, come ricorda il report, sul fronte della neutralità carbonica ha conseguito una riduzione del 17% rispetto al 2018 delle emissioni Scope 1, 2 e 3 e ha proseguito nell’attuazione delle misure necessarie per raggiungere le zero emissioni nette (Scope 1 e 2) nell’Upstream entro il 2030, investendo in tecnologie innovative e progetti a bassa impronta carbonica. Numeri che confermano quanto ribadito anche dall’AD Claudio Descalzi in occasione della presentazione del Piano 2023-2026.

    Claudio Descalzi: i principali risultati e gli obiettivi nel percorso di transizione energetica di Eni

    L’AD Claudio Descalzi, nel commentare il report, ha ricordato l’impegno continuo di Eni nel favorire l’accesso all’energia, lo sviluppo locale e la tutela dell’ambiente: le “nostre priorità” che “manteniamo salde nell’affrontare le sfide del settore energetico”. D’altronde nella strategia di Eni gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite sono un riferimento fondamentale anche per condurre le attività nei Paesi in cui è presente: basti pensare ai progetti di agri-business avviati in Kenya o quelli in Costa d’Avorio, Mozambico e Ghana per facilitare l’accesso a metodi e strumenti di cottura efficienti. “Il successo della nostra strategia non può prescindere dalla collaborazione con i nostri stakeholder, dai privati, al pubblico, alle organizzazioni internazionali e della società civile, agli istituti di ricerca. Oggi più che mai è necessario mettere a fattore comune risorse e capitale umano, attraverso una visione ampia, che permetta di allinearsi sugli obiettivi comuni per ridurre i gap esistenti a livello geografico e promuovere il progresso umano globale”, ha sottolineato infine l’AD Claudio Descalzi.

  • Rc Auto Lombardia: ad aprile +19,2% rispetto a 12 mesi fa

    Ancora brutte notizie per gli automobilisti lombardi; dopo il caro-mutui e l’aumento generalizzato dei prezzi dei beni di consumo, anche il rincaro dell’Rc auto iniziato quasi un anno e mezzo fa non stenta a rallentare tanto è vero che, come evidenziato dall’Osservatorio di Facile.it*, in appena 12 mesi, il premio medio pagato in Lombardia per assicurare un veicolo a quattro ruote è cresciuto del 19,2% arrivando, ad aprile 2023, a 408,50 euro.

    Lo scorso mese la regione è risultata essere la terza area della Penisola con il premio medio più basso, posizionandosi dopo il Friuli-Venezia Giulia (368,99 euro) e il Trentino-Alto Adige (408,48 euro).

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 2.400.000 preventivi e relative quotazioni effettuati in Lombardia e raccolti da Facile.it nel corso degli ultimi 12 mesi.

    «Nell’ultimo anno i premi Rc auto hanno cominciato a salire in maniera graduale, ma costante», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «Solamente sei mesi fa nella regione le tariffe erano più basse del 14% rispetto a quelle rilevate ad aprile 2023. A causare gli aumenti è in primo luogo il costo crescente dei sinistri dovuto da un lato all’inflazione, dall’altro a riparazioni più onerose, sia per i pezzi di ricambio che per la manodopera.».

    L’andamento provinciale

    Confrontando la tariffa media dell’assicurazione auto di aprile 2023 con quella rilevata 12 mesi prima, emerge come l’incremento sia stato registrato in tutte le province lombarde, seppur con valori differenti.

    A segnare l’aumento più consistente sono, a pari merito, Varese e Bergamo, aree dove lo scorso mese i valori medi sono saliti del 20,6% rispetto ad aprile 2022, raggiungendo, rispettivamente, i 400,77 euro e 391,20 euro, seguite da Brescia (+20,4%, 407,60 euro) e Milano (+20,3%, 420,64 euro). Rincari inferiori alla media regionale per Monza e Brianza, che in 12 mesi ha vissuto un incremento del 18,6% (405,20 euro), Como (+18,2%, 405,54 euro), Pavia (+17,5%, 433,86 euro), Sondrio (+17,2%, 358,84 euro), Mantova (+15,7%, 392,60 euro) e Cremona (+15,6%, 401,61 euro).

    Chiudono la graduatoria lombarda le province di Lodi (+12,2%, 405,37 euro) e Lecco, area che ad aprile ha registrato un rialzo delle tariffe dell’11,3%, arrivando a 353,93 euro.

    In valori assoluti, sempre ad aprile 2023, Pavia è risultata essere la provincia più cara della regione, Lecco la più economica.

    Garanzie accessorie

    Considerando le garanzie accessorie sottoscritte dagli automobilisti lombardi, emerge come tra coloro che ne hanno inserita una in fase di preventivo, la più richiesta sia stata l’assistenza stradale, scelta dal 34,4% dei guidatori. Seguono la tutela legale (20,8%), la garanzia infortuni conducente (17,7%), la copertura furto e incendio (11,6%) e i cristalli (10,3%).

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 2.420.011 preventivi effettuati in Lombardia su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 aprile 2022 e il 30 aprile 2023 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

     

  • Rc Auto Umbria: ad aprile +14,9% rispetto a 12 mesi fa

    Ancora brutte notizie per gli automobilisti umbri; dopo il caro-mutui e l’aumento generalizzato dei prezzi dei beni di consumo, anche il rincaro dell’Rc auto iniziato quasi un anno e mezzo fa non stenta a rallentare tanto è vero che, come evidenziato dall’Osservatorio di Facile.it*, in appena 12 mesi, il premio medio pagato in Umbria per assicurare un veicolo a quattro ruote è cresciuto del 14,9% arrivando, ad aprile 2023, a 481,09 euro.

    L’incremento annuale registrato lo scorso mese nella regione è risultato essere il quarto più basso della Penisola, posizionandosi dopo la Calabria (+8,4%), la Sicilia (+14,6%) e la Campania (+14,8%).

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 100.000 preventivi e relative quotazioni effettuati in Umbria e raccolti da Facile.it nel corso degli ultimi 12 mesi.

    «Nell’ultimo anno i premi Rc auto hanno cominciato a salire in maniera graduale, ma costante», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «Solamente sei mesi fa nella regione le tariffe erano più basse dell’11% rispetto a quelle rilevate ad aprile 2023. A causare gli aumenti è in primo luogo il costo crescente dei sinistri dovuto da un lato all’inflazione, dall’altro a riparazioni più onerose, sia per i pezzi di ricambio che per la manodopera.».

    L’andamento provinciale

    Guardando alle tariffe medie dell’assicurazione auto rilevate a livello provinciale è emerso che, lo scorso mese, in provincia di Perugia è stato pagato il premio medio più alto della regione; qui per assicurare un veicolo a quattro ruote occorrevano 498,57 euro.

    Valore più contenuto a Terni e provincia, dove il premio medio registrato ad aprile 2023 è stato pari a 447,87 euro.

    Garanzie accessorie

    Considerando le garanzie accessorie sottoscritte dagli automobilisti umbri, emerge come tra coloro che ne hanno inserita una in fase di preventivo, la più richiesta sia stata l’assistenza stradale, scelta dal 46,9% dei guidatori.

    Seppur a grande distanza, seguono la garanzia infortuni conducente (22,3%), la tutela legale (18,2%) e la copertura furto e incendio (6,8%).

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 117.219 preventivi effettuati in Umbria su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 aprile 2022 e il 30 aprile 2023 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Rc Auto Veneto: ad aprile +20,6% rispetto a 12 mesi fa

    Ancora brutte notizie per gli automobilisti veneti; dopo il caro-mutui e l’aumento generalizzato dei prezzi dei beni di consumo, anche il rincaro dell’Rc auto iniziato quasi un anno e mezzo fa non stenta a rallentare tanto è vero che, come evidenziato dall’Osservatorio di Facile.it*, in appena 12 mesi, il premio medio pagato in Veneto per assicurare un veicolo a quattro ruote è cresciuto del 20,6% arrivando, ad aprile 2023, a 426,32 euro.

    Lo scorso mese la regione è risultata essere la quarta area della Penisola con il premio medio più basso, posizionandosi dopo il Friuli-Venezia Giulia (368,99 euro), il Trentino-Alto Adige (408,48 euro) e la Lombardia (408,50 euro).

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 1.000.000 preventivi e relative quotazioni effettuati in Veneto e raccolti da Facile.it nel corso degli ultimi 12 mesi.

    «Nell’ultimo anno i premi Rc auto hanno cominciato a salire in maniera graduale, ma costante», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «Solamente sei mesi fa nella regione le tariffe erano più basse del 14% rispetto a quelle rilevate ad aprile 2023. A causare gli aumenti è in primo luogo il costo crescente dei sinistri dovuto da un lato all’inflazione, dall’altro a riparazioni più onerose, sia per i pezzi di ricambio che per la manodopera.».

    L’andamento provinciale

    Confrontando la tariffa media dell’assicurazione auto di aprile 2023 con quella rilevata 12 mesi prima, emerge come l’incremento sia stato registrato in tutte le province venete, seppur con valori differenti.

    A segnare l’aumento più consistente è Padova, area dove lo scorso mese i valori medi sono saliti del 25,1% rispetto ad aprile 2022, raggiungendo i 440,22 euro, seguita da Verona (+21,7%, 431,39 euro). Rincari inferiori alla media regionale per Treviso, che in 12 mesi ha vissuto un incremento del 18,6% (423,09 euro), Venezia (+17,9%, 438,29 euro) e Vicenza (+17,8%, 399,98 euro). Chiude la graduatoria veneta la provincia di Belluno, area che ad aprile ha registrato un rialzo delle tariffe del 9,8%, arrivando a 348,38 euro.

    In valori assoluti, sempre ad aprile 2023, Padova è risultata essere la provincia più cara della regione, Belluno la più economica.

    Garanzie accessorie

    Considerando le garanzie accessorie sottoscritte dagli automobilisti veneti, emerge come tra coloro che ne hanno inserita una in fase di preventivo, la più richiesta sia stata l’assistenza stradale, scelta dal 38,6% dei guidatori. Seguono la tutela legale (22,3%), la garanzia infortuni conducente (18,3%), e la copertura furto e incendio (8,8%) e i cristalli (7,3%).

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 1.092.816 preventivi effettuati in Veneto su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 aprile 2022 e il 30 aprile 2023 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Renato Mazzoncini (A2A): “Acqua, vento, sole e rifiuti per aumentare autonomia energetica”

    Su “Repubblica” Renato Mazzoncini (AD di A2A) illustra risultati e potenzialità del Paese in tema di rinnovabili ed efficienza energetica.

    Renato Mazzoncini

    Renato Mazzoncini (A2A): “L’efficienza energetica sta facendo presa. Risultati importanti anche su riduzione dei consumi”

    I mutamenti degli scenari geopolitici e il rincaro delle materie prime hanno messo l’Italia di fronte all’eccessiva dipendenza del proprio sistema energetico. Ma hanno anche dato un deciso impulso al potenziamento di rinnovabili ed efficienza energetica. A spiegarlo, dati alla mano, è Renato Mazzoncini, Amministratore Delegato di A2A, in un’intervista rilasciata a “Repubblica”. I numeri registrati negli ultimi sei mesi evidenziano infatti una decisa accelerazione del Paese nel percorso verso la transizione energetica. Rispetto al 2021, nel 2022 l’Italia ha installato tre volte la capacità di generazione da sole, vento, acqua e biogas: “L’autonomia sta facendo presa – ha spiegato Renato Mazzoncinigrazie a comportamenti più efficienti e a maggiori investimenti di cittadini e aziende”. Passi in avanti sono stati fatti, inoltre, in termini di risparmio energetico, aggiunge il manager, anche se sul 2022 mancano ancora dati definitivi: “Credo che le misure del Governo, le iniziative del Comune e le buone pratiche volontarie di cittadini e aziende, inclusa A2A, porteranno a riduzioni importanti dei consumi, ampiamente in doppia cifra, e non solo per la stagione termica evidentemente mite. E Milano, che vale il 2,5% del dato nazionale, è un campione statisticamente più che attendibile”.

    Renato Mazzoncini: un 2022 all’insegna delle rinnovabili

    Se è vero che oggi è ancora quintultima in Europa per autonomia, grazie ad acqua, vento, sole, rifiuti e a maggiore efficienza energetica, l’Italia ha tutte le carte in regola per migliorare la sua posizione, ricorda Renato Mazzoncini. Basti pensare che nel 2022 l’installato solare ha registrato un aumento del 165%, mentre l’eolico quasi del 50% ed è cresciuto in modo significativo anche il biogas. “Credo che nel 2023, guardando i piani industriali e gli iter autorizzativi, si possano avvicinare i 5 GW – è la previsione dell’AD di A2AGli operatori, noi ma anche altri, hanno aumentato gli investimenti sulle rinnovabili, e gli italiani le richiedono”. Un trend positivo che, conclude Renato Mazzoncini, non è frutto di un semplice calcolo economico ma anche il risultato di una più ampia consapevolezza da parte di cittadini e aziende. Maggiore autonomia energetica significa infatti “un Paese più robusto e competitivo nel lungo termine”.

  • Alessandro Benetton: innovazione e sostenibilità, il piano di Mundys per l’hub di Fiumicino

    Intervistato da “Il Messaggero”, Alessandro Benetton ha illustrato le principali novità di Mundys (ex Atlantia) soffermandosi sul futuro dell’hub di Fiumicino.   

    Alessandro Benetton

    Alessandro Benetton: “Fiumicino aeroporto più apprezzato d’Europa, a breve inaugurazione nuovo Molo B”

    Alessandro Benetton ha presentato a “MoltoEconomia – Il Messaggero” il nuovo volto di Atlantia, ora Mundys, che si prepara a diventare la piattaforma globale leader nei servizi di mobilità sostenibile. Per la holding non una semplice operazione di rebranding ma un rinnovato assetto azionario, un partner importante come Blackstone, un nuovo management e soprattutto nuove linee guida di sviluppo. Innovazione e sostenibilità i pilastri del nuovo percorso, l’hub di Fiumicino, “il più apprezzato in Europa per qualità dei servizi”, uno dei principali protagonisti: “Aeroporti di Roma è uno dei gioielli del nostro Gruppo infrastrutturale – ha dichiarato Alessandro Benetton, oggi Vice Presidente di Mundys – Sta diventando sempre più un luogo di innovazione, tramite la presenza dell’Innovation Hub, un acceleratore di impresa con caratteristiche uniche al mondo che consentono a startup internazionali di testare i loro prodotti e servizi direttamente sul campo”. Lo scalo romano è inoltre considerato uno dei più sostenibili, con il Molo A che può vantare la massima certificazione ambientale. Risultati che il Gruppo intende replicare con il nuovo Molo B, che verrà inaugurato proprio in questi giorni: “Il nuovo molo è la dimostrazione più tangibile di come gli investimenti in infrastrutture favoriscano la crescita della competitività e la nascita di nuova occupazione. Come Mundys” – ha sottolineato – “siamo davvero orgogliosi di supportare lo sviluppo di uno dei principali hub intercontinentali, al servizio di Roma e del Paese, considerato un punto di riferimento da tutto il settore aeroportuale”.

    Alessandro Benetton: “Con Blackstone un nuovo capitolo della nostra storia imprenditoriale”

    Il Molo B di Fiumicino, spiega Alessandro Benetton, testimonia l’avvio di una nuova era che prenderà sempre più forma grazie al piano di sviluppo al 2027. 2,2 miliardi di investimenti destinati a nuove infrastrutture aeroportuali sostenibili, innovazione tecnologica e decarbonizzazione. Spazio anche a droni, vertiporti e corsie smart grazie alle tecnologie e alle soluzioni testate e realizzate nell’Innovation Hub: “L’ambizione è quella di gestire e realizzare infrastrutture sostenibili e innovative, migliorando l’attrattività dei territori e semplificando la vita delle persone in movimento”. Per quanto riguarda Mundys, la nuova società ha in programma un piano di investimenti da 10,4 miliardi nei prossimi cinque anni. Potenziare le infrastrutture esistenti, introdurre innovazioni tecnologiche per offrire nuovi servizi digitali agli utenti e ridurre le emissioni con fonti rinnovabili i tre macro obiettivi. Oltre 3,3 miliardi verranno destinati all’’Italia, Paese al centro di quello che Alessandro Benetton definisce un “nuovo capitolo della nostra storia imprenditoriale che vogliamo scrivere con i nuovi partner di Blackstone e le nuove professionalità che si sono unite al Gruppo”.

  • Rc Auto Lazio: ad aprile +20,6% rispetto a 12 mesi fa

    Ancora brutte notizie per gli automobilisti laziali; dopo il caro-mutui e l’aumento generalizzato dei prezzi dei beni di consumo, anche il rincaro dell’Rc auto iniziato quasi un anno e mezzo fa non stenta a rallentare tanto è vero che, come evidenziato dall’Osservatorio di Facile.it*, in appena 12 mesi, il premio medio pagato nel Lazio per assicurare un veicolo a quattro ruote è cresciuto del 20,6% arrivando, ad aprile 2023, a 527,28 euro.

    Lo scorso mese la regione è risultata essere la quinta area della Penisola con il premio medio più elevato, posizionandosi dopo la Campania (917,05 euro), la Puglia (590,27 euro), la Calabria (588,13 euro) e la Toscana (554,50 euro).

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 2.300.000 preventivi e relative quotazioni effettuati nel Lazio e raccolti da Facile.it nel corso degli ultimi 12 mesi.

    «Nell’ultimo anno i premi Rc auto hanno cominciato a salire in maniera graduale, ma costante», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «Solamente sei mesi fa nella regione le tariffe erano più basse del 13% rispetto a quelle rilevate ad aprile 2023. A causare gli aumenti è in primo luogo il costo crescente dei sinistri dovuto da un lato all’inflazione, dall’altro a riparazioni più onerose, sia per i pezzi di ricambio che per la manodopera.».

    L’andamento provinciale

    Confrontando la tariffa media dell’assicurazione auto di aprile 2023 con quella rilevata 12 mesi prima, emerge come l’incremento a due cifre sia stato registrato in tutte le province laziali.

    A segnare l’aumento più consistente è Roma, area dove lo scorso mese i valori medi sono saliti del 21,4% rispetto ad aprile 2022, raggiungendo i 532,48 euro. Seguono le province di Latina (+16%, 553,95 euro), Frosinone (+15,6%, 455,77 euro) e Viterbo (+15,3%, 421,96 euro). Chiude la graduatoria regionale Rieti, che in 12 mesi ha vissuto un incremento dell’11,9%, arrivando a 497,74 euro.

    In valori assoluti, sempre ad aprile 2023, Latina è risultata essere la provincia più cara della regione, Viterbo la più economica.

    Garanzie accessorie

    Considerando le garanzie accessorie sottoscritte dagli automobilisti laziali, emerge come tra coloro che ne hanno inserita una in fase di preventivo, la più richiesta sia stata l’assistenza stradale, scelta dal 42,4% dei guidatori.

    Seppur a grande distanza, seguono la tutela legale (20,1%), la garanzia infortuni conducente (18,5%) e la copertura furto e incendio (12,1%).

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 2.333.054 preventivi effettuati nel Lazio su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 aprile 2022 e il 30 aprile 2023 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Bollette: 5 milioni dovranno cambiare, occhio alle truffe

    Sono circa 5 milioni gli italiani che dovranno passare al mercato libero per l’elettricità entro il 10 gennaio 2024 ma, se non lo faranno in autonomia, la loro fornitura verrà assegnata d’ufficio e tramite asta ad un nuovo operatore; queste le regole definite dal Decreto Ministeriale entrato in vigore proprio oggi che sancisce i criteri e le modalità per il passaggio al mercato libero dei clienti domestici non vulnerabili.

    Le condizioni tariffarie a cui potranno accedere questi clienti saranno definite più avanti, ma se si vuole evitare di “finire all’asta”, la soluzione è di passare al mercato libero scegliendo in autonomia il fornitore da cui acquistare energia tra le numerose offerte disponibili oggi.

    «L’offerta sul mercato libero è molto ampia, per questo è importante scegliere con attenzione il proprio fornitore, meglio se con l’aiuto di un consulente esperto e affidabile, che sappia guidare il consumatore tra le centinaia di proposte presenti sul mercato e, anche, che lo sappia proteggere da eventuali truffe», spiegano gli esperti di Facile.it. «Un fenomeno, quello delle frodi, che nell’ultimo anno è aumentato notevolmente e che ha coinvolto 4 milioni di persone».

    I numeri sulle frodi arrivano dall’indagine commissionata da Facile.it in occasione del lancio, assieme a Consumerismo No Profit, del progetto Stop alle Truffe (www.stopalletruffe.it), nato proprio per aiutare i consumatori a riconoscere e difendersi dai tentativi di truffa in ambito luce e gas.  Il fenomeno è considerevole: solo nell’ultimo anno il numero di chi è stato vittima di una truffa o un tentativo di frode in ambito utenze luce e gas è aumentato del 28%, con un danno stimato di oltre 1,2 miliardi di euro.

    «La fretta è spesso una delle ragioni principali per cui si cade in trappola – spiegano gli esperti di Facile.it – per questo il consiglio per tutti coloro che sono nel mercato tutelato è di iniziare a muoversi già oggi e sfruttare i mesi che ci separano da qui al 10 gennaio 2024 per scegliere con la dovuta calma».

  • Rc Auto Toscana: ad aprile +20,1% rispetto a 12 mesi fa

    Ancora brutte notizie per gli automobilisti toscani; dopo il caro-mutui e l’aumento generalizzato dei prezzi dei beni di consumo, anche il rincaro dell’Rc auto iniziato quasi un anno e mezzo fa non stenta a rallentare tanto è vero che, come evidenziato dall’Osservatorio di Facile.it*, in appena 12 mesi, il premio medio pagato in Toscana per assicurare un veicolo a quattro ruote è cresciuto del 20,1% arrivando, ad aprile 2023, a 554,50 euro.

    Lo scorso mese la regione è risultata essere la quarta area della Penisola con il premio medio più elevato, posizionandosi dopo la Campania (917,05 euro), la Puglia (590,27 euro) e la Calabria (588,13 euro).

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 800.000 preventivi e relative quotazioni effettuati in Toscana e raccolti da Facile.it nel corso degli ultimi 12 mesi.

    «Nell’ultimo anno i premi Rc auto hanno cominciato a salire in maniera graduale, ma costante», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «Solamente sei mesi fa nella regione le tariffe erano più basse del 12% rispetto a quelle rilevate ad aprile 2023. A causare gli aumenti è in primo luogo il costo crescente dei sinistri dovuto da un lato all’inflazione, dall’altro a riparazioni più onerose, sia per i pezzi di ricambio che per la manodopera.».

    L’andamento provinciale

    Confrontando la tariffa media dell’assicurazione auto di aprile 2023 con quella rilevata 12 mesi prima, emerge come l’incremento sia stato registrato in tutte le province toscane, seppur con valori differenti.

    A segnare l’aumento più consistente è Lucca, area dove lo scorso mese i valori medi sono saliti del 24,1% rispetto ad aprile 2022, raggiungendo i 544,84 euro, seguita da Arezzo (+22,6%, 462,08 euro) e Pistoia (+22,5%, 631,05 euro). Continuando a scorrere la classifica toscana si posizionano Firenze, che in 12 mesi ha vissuto un incremento del 22% (552,08 euro), Siena (+21,9%, 439,52 euro), a pari merito Prato (+20%, 769,05 euro) e Grosseto (+20%, 444,99 euro), e Massa-Carrara (+19,9%, 601,13 euro).

    Chiudono la graduatoria regionale le province di Livorno (+15,2%, 487,36 euro) e Pisa, area che ad aprile ha registrato un rialzo delle tariffe del 13,2%, arrivando a 523,42 euro.

    In valori assoluti, sempre ad aprile 2023, Prato è risultata essere la provincia più cara della regione, Siena la più economica.

    Garanzie accessorie

    Considerando le garanzie accessorie sottoscritte dagli automobilisti toscani, emerge come tra coloro che ne hanno inserita una in fase di preventivo, la più richiesta sia stata l’assistenza stradale, scelta dal 45% dei guidatori.

    Seppur a grande distanza, seguono la tutela legale (26%), la garanzia infortuni conducente (16,6%), e la copertura furto e incendio (7,1%).

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 847.357 preventivi effettuati in Toscana su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 aprile 2022 e il 30 aprile 2023 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Costo della Vita in Aumento per il Caro Energia

    Il costo della vita è in aumento in molti europei, compresa l’Italia. Ciò può essere attribuito a diversi fattori, come l’aumento dei prezzi dei beni di consumo e dei servizi, l’inflazione e altre variabili economiche. Tuttavia, il costo della vita può variare notevolmente a seconda della regione e dello stile di vita individuale.
    Gli investitori europei stessi si trovano in una situazione incerta tanto che sono aumentati investimenti sicuri come quello sull’oro fisico che può essere acquistato e venduto anche direttamente presso attività come questo compro oro Firenze.
    In questo momento storico particolare a creare inflazione sono soprattutto i costi dell’energia sia per quanto riguarda i carburanti per le auto che per i consumi elettrici e del gas sia a livello residenziale che per tutti i settori produttivi europei.
    Purtroppo l’aumento dovuto a motivi politici del prezzo dell’energia incide anche su prodotti di prima necessità oltreché sul riscaldamento e sulla luce che devono essere ritenuti beni essenziali per la vita.
    In questo contesto il costo della vita è salito in modo esponenziale mettendo a repentaglio anche la sopravvivenza di molte aziende del nostro paese con un effetto domino sull’occupazione e sugli stipendi stessi di chi ha un lavoro.
    In realtà senza l’aumento pianificato a livello globale da parte di chi detiene il controllo delle fonti energetiche che siano sostenibili o meno il livello del costo della vita non avrebbe avuto motivazioni di aumentare come invece sta accadendo.
    La sopravvivenza di molte attività è duramente messa alla prova dalla attuale situazione che nel breve periodo non fa intravedere molti spiragli di miglioramento nonostante alcune politiche del governo che però sembrano essere palliativi che non spostano di molto le condizioni economiche attuali.
    In questo contesto molte aziende anche importanti sono state acquisite da multinazionali globali e molte altre potrebbero essere acquisite nei prossimi anni a meno che non ci sia una svolta decisa e importante a livello internazionale soprattutto riguardo ai costi dell’energia che mai come in questo momento appaiono particolarmente strategici nel contesto globale.

  • Bollette luce e gas: 4 milioni di italiani vittime di truffa

    Nell’ultimo anno 4 milioni di italiani sono caduti vittime di una truffa o di un tentativo di truffa nell’ambito delle bollette luce e gas, ben il 28% in più rispetto all’anno precedente, con un danno stimato di oltre 1,2 miliardi di euro, vale a dire oltre il doppio rispetto alla precedente rilevazione fatta a maggio 2022 (+152%). Numeri impressionanti, emersi dall’indagine* commissionata da Facile.it a mUp Research e Norstat, che ha acceso i riflettori su un fenomeno in costante aumento e che ha spinto Facile.it e l’associazione Consumerismo No Profit a unire forze e competenze per dare vita al progetto Stop alle Truffe.

    L’iniziativa nasce proprio per offrire ai consumatori italiani un sito (www.stopalletruffe.it) dove trovare strumenti concreti per riconoscere i rischi ed evitare di cadere in trappola quando si è alle prese con il cambio di un fornitore luce e gas. Un contenitore ricco di contenuti che, attraverso articoli, video, guide, podcast e approfondimenti, spiega agli utenti quanto possa essere semplice individuare i segnali di pericolo e intervenire prima che sia troppo tardi.

    «Complici l’aumento dei prezzi e la voglia di risparmiare, sono sempre più frequenti i tentativi di truffa ai danni delle famiglie in ambito luce e gas; pertanto, insieme a Consumerismo No Profit, abbiamo voluto lanciare questo progetto che ha l’obiettivo di educare i consumatori e dare loro consigli concreti su come riconoscere e prevenire le truffe e, nel caso se ne sia già finiti vittima, denunciare l’accaduto e rimediare alla frode subita», spiega Mario Rasimelli, Managing Director Luce e Gas di Facile.it «Mettiamo al servizio dei consumatori le nostre esperienze per dire, tutti insieme, Stop alle truffe.».

    Truffe bollette: i mezzi e le vittime prediletti

    L’indagine ha messo in evidenza come, all’interno delle principali voci di spesa familiare, le bollette luce e gas siano l’ambito più colpito dai malfattori che, per raggiungere le loro vittime, usano spesso il telefono o il porta a porta. Guardando alle modalità di truffa emerge che il finto call center è lo strumento più utilizzato per questo genere di frodi, con una percentuale che in un anno è passata dal 44% al 53%, mentre in un caso su cinque il truffatore ha bussato direttamente alla porta di casa della vittima (21%). Non mancano le frodi via web tanto è vero che, sempre secondo l’indagine, il 34% delle vittime è stato raggirato tramite una falsa e-mail, mentre il 14% attraverso un finto sito web, percentuale quasi raddoppiata rispetto allo scorso anno (+90%). Cala, di contro, l’utilizzo da parte dei malfattori delle App di messaggistica istantanea e dei social network, che comunque rappresentano gli strumenti attraverso i quali sono stati truffati, rispettivamente, il 5% e il 4% dei rispondenti.

    «La buona notizia è che spesso basta davvero poco per non cadere in trappola. Le modalità con cui i truffatori cercano di raggirare le vittime sono sempre le stesse; pertanto, una volta individuati gli schemi ricorrenti, diventa semplice far scattare un campanello d’allarme prima che sia troppo tardi», spiega Luigi Gabriele, Presidente di Consumerismo No Profit. «Con questo progetto vogliamo dare ai consumatori gli strumenti per imparare a riconoscere i tentativi di truffa ed evitare di cadere in trappola».

    Dati interessanti sono emersi analizzando il profilo di chi è stato truffato o, comunque, ha subito un tentativo di frode: i rispondenti con età compresa tra i 35 e i 44 anni si confermano essere la categoria prediletta dai malfattori, con una percentuale di vittime pari al 13,3% (a fronte di una media nazionale pari al 9,4%).

    Guardando al livello di istruzione di chi ha partecipato all’indagine, emerge che i più truffati sono, come nella precedente rilevazione, i rispondenti con un titolo di studio universitario, con una percentuale di vittime pari al 13%, valore in aumento del 31%.

    Suddividendo il campione su base territoriale, invece, emerge che se nella precedente rilevazione l’area più colpita dai truffatori era il Nord Est, quest’anno il triste primato spetta al Nord Ovest, con una percentuale pari all’11,6%.

    Come si comportano le vittime dopo una truffa? Quasi 6 su 10 hanno dichiarato di non aver denunciato l’accaduto (58%), percentuale pari ad oltre 2,3 milioni di individui; un dato che fa riflettere e che diventa ancor più preoccupante se si considera che il numero di persone che hanno adottato questo atteggiamento è aumentato (+37%) rispetto alla rilevazione precedente. Dietro alla scelta di non recarsi al commissariato di Polizia ci sono spesso ragioni legate all’importo della singola truffa, tanto è vero che il 35% ha dichiarato di non aver denunciato perché il danno economico subìto era contenuto, mentre il 25% perché era certo che non avrebbe comunque recuperato quanto perso.

    Fa riflettere vedere, invece, come sempre più vittime non denuncino la frode per ragioni psicologiche: il 19% perché “si sentiva ingenuo per esserci cascato” (in aumento del 27% rispetto alla precedente rilevazione), mentre il 10% perché “non voleva che i familiari lo scoprissero” (dato in crescita di oltre il 200%).

    «Se si cade in trappola non bisogna vergognarsi. Anzi, è fondamentale denunciare l’accaduto alle autorità, anche nel caso in cui il danno subìto sia contenuto», hanno dichiarato gli organizzatori dell’iniziativa. «La denuncia non solo può aiutare le vittime a recuperare i soldi persi, ma è anche un modo per fermare le truffe»

    La rilevanza del tema per i consumatori italiani ha fatto sì che le istituzioni sposassero l’iniziativa Stop alle Truffe, tanto che l’Onorevole Luciano Ciocchetti, deputato di FdI, ha così dichiarato:

    «È allarmante constatare che, nell’ultimo anno, il numero di italiani vittime di truffe legate alle bollette della luce e del gas sia cresciuto del 28%, con un danno economico che supera i 1,2 miliardi di euro. È un fenomeno in costante aumento che richiede l’attenzione di tutti noi. Sono quindi felice di sostenere l’iniziativa di Facile.it e Consumerismo No Profit, Stop alle Truffe, che offre ai cittadini italiani uno strumento concreto per riconoscere i pericoli e prevenirli. Grazie a questo progetto, i consumatori possono trovare informazioni utili su come evitare di cadere in trappola e denunciare eventuali truffe subite. Invito tutti i cittadini a fare la propria parte, educandosi e diffondendo le informazioni per dire insieme Stop alle truffe.».

    * Indagine mUp Research – Norstat svolta tra il 4 e il 7 aprile 2023 attraverso la somministrazione di n.1.857 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana residente sull’intero territorio nazionale nell’intervallo di età considerato.

  • Economia circolare e materie rare: l’intervista del “Corriere della Sera” a Luca Dal Fabbro

    Luca Dal Fabbro, oltre a essere Presidente di Iren, è anche Presidente dell’Istituto Europeo ESG, Vicepresidente del Circular Economy Network e Vicepresidente di Utilitalia: ha parlato di recupero di materiali rari ed economia circolare in una recente intervista.

    Luca Dal Fabbro (Iren)

    Luca Dal Fabbro (Iren): le multiutility al centro dell’economia circolare

    Le multiutility, con la produzione di rinnovabili e il recupero di materie prime, sono diventate un modello di business molto importante in un momento in cui si deve investire nella transizione energetica e nell’economia circolare”: in una recente intervista rilasciata a “L’Economia” del “Corriere della Sera”, Luca Dal Fabbro ha parlato del ruolo centrale delle multiutility come Iren. Il Presidente del Gruppo ha sottolineato come l’industria attuale si basi su tre pilastri energetici fondamentali: “Disponibilità della risorsa, accessibilità di costo e sostenibilità ambientale. Senza dimenticare la fondamentale disponibilità di materie rare e strategiche”. Il tungsteno, il cadmio, il rame sono ancora disponibili al momento, ma in futuro potremmo doverne affrontare la scarsa reperibilità. “Avere la capacità e gli impianti per recuperare il rame a un prezzo accettabile sarà fondamentale”, spiega Luca Dal Fabbro. Le multiutility, così ben radicate nei territori, “sono un modello di reale generazione e non di semplice sfruttamento delle risorse”.

    Luca Dal Fabbro: Iren per il recupero dei Raee

    Con la nostra controllata Iren Ambiente abbiamo impianti di riciclo di plastica, carta, legno e metalli rari che ci faranno diventare leader di un settore centrale”, ha dichiarato il Presidente Luca Dal Fabbro: il Gruppo ha al momento tre termovalorizzatori, sei impianti di trattamento rifiuti liquidi, 15 di recupero materia, cinque per il trattamento e la valorizzazione dei rifiuti organici e altri cinque per il trattamento meccanico-biologico. È già attivo l’impianto di Volpiano (Torino) che si dedica al recupero dei Raee, i rifiuti di apparecchiature elettroniche. Grazie all’intelligenza artificiale sono i robot a smontare i componenti. “La nostra tecnologia è unica in Europa ed è stata sviluppata da una startup genovese, esempio concreto delle numerose sinergie che possono nascere fra multiutility e startup”, ha spiegato Luca Dal Fabbro. In Valdarno verrà invece realizzato un altro impianto che “darà la possibilità di ricavare metalli preziosi come l’oro dalle schede dei Raee, in un territorio dove c’è un distretto orafo sviluppato che potrebbe beneficiare dell’attività”.