Categoria: Arte e Cultura

  • Valentina Puccio Art Influencer 2020

    Valentina Puccio Art Influencer 2020

    Valentina Puccio nota sul web con il nick Vally in the sea world, si conferma Art Influencer per l’anno 2020. Una community che vede protagonisti quai 600mila followers, cresce includendo Blog, Pagina Facebook, account Youtube!

    Valentina Puccio ex docente universitaria, adesso Artista di Arte Contemporanea della scuderia Spoleto Arte a cura di Vittorio Sgarbi, intrattiene ogni giorno milioni di utenti con tutorial, foto e curiosità dal mondo dell’Arte e delle tecniche pittoriche.

    Valentina Puccio accorcia le distanze fra utente, collezionista e Mostra d’Arte.

    Adesso è possibile parlare direttamente con l’artista, con la mente che progetta e crea l’opera d’arte!

    Amico di un artista?

    Oggi è possibile, Valentina Puccio rimane una delle poche Influencer che risponde ad ogni commento e ad ogni messaggio privato.

    Basta visitare il suo account per vedere come sia possibile che ogni giorno alle ore 20.30 centinaia di persone si diano appuntamento nell’account Vally in the sea world, per parlare di Arte e dei prossimi eventi artistici a cui parteciperà Valentina Puccio.

    Vally in the sea world è una Community in grande espansione.

    La sera intorno alle 20.30 arrivano puntualissimi i nuovi post, orientativamente 1 – 2 , caratterizzati dalla presenza di video e foto realizzati durante l’arco della giornata.

    Valentina Puccio trascorre molto tempo fra Miami e Los Angeles, ma a causa dell’emergenza Covid-19 è rimasta in Sicilia per tutto l’anno 2020.

    Cosa prevedono i prossimi progetti?

    Vedremo Valentina Puccio il prossimo mese, protagonista della Pro Biennale di Vittorio Sgarbi, evento atteso, posticipato a causa Covid-19.

    Previsto per i primi giorni di maggio nella bellissima Venezia, sarà inaugurato alla fine del mese di luglio, nello scenario di Palazzo Ivancich.

    L’inaugurazione si terrà il giorno 23 luglio, alla presenza di ospiti d’eccezione come Katia Ricciarelli, Patrick Ray Pugliese e il Direttore Paolo Liguori.

    Con l’occasione sarà realizzato il catalogo Giorgio Mondadori!

    Il catalogo racchiuderà tutte le opere presentate in occasione della Pro Biennale!

    Da non perdere!

    Non rimane che seguire il nuovo punto di riferimento per l’arte, adesso su Instagram:

    Clicca sul link e poi sul tasto “segui”

    https://www.instagram.com/vally_in_the_sea_world.off/

  • Appuntamento giornaliero con Vally in the sea world – Valentina Puccio

    Appuntamento giornaliero con Vally in the sea world – Valentina Puccio

    Ogni sera alle ore 20.30 arriva l’atteso appuntamento con l’artista digitale più seguita del web: Valentina Puccio vi aspetta alla pagina Instagram “Vally in the sea world”!

    Ogni giorno nuovi contenuti, nuovi video e nuove stories saranno lì ad attendervi.

    Collegatevi e seguite la pagina Vally in the sea world, seguendo questo link:

    https://www.instagram.com/vally_in_the_sea_world.off/

    Valentina, seguiamo con enorme interesse la tua pagina. Oggi vorremmo scoprire qualcosa di più della tua vita e della tua quotidianità! Vivi a Palermo in questo momento?

    Sì, vivo e lavoro a Palermo da quasi 8 anni. In passato ho vissuto in varie città Italiane ed estere, ma oggi sono qui.

    Come hai vissuto questo periodo di forte restrizione causato dal Covid-19?

    Sin da subito ho deciso di ritirare la bambina dalla scuola dell’Infanzia, ancor prima che arrivasse la chiusura ufficiale. Ho cercato di organizzare quante più attività possibili, così da intrattenere mia figlia.

    Oggi stai lavorando ad un grande progetto, tutti in Italia conoscono la Pro Biennale di Venezia. Parlaci della tua opera.

    In questa occasione ho deciso di presentare un dipinto digitale che mi sta molto a cuore.

    Rappresenta mia figlia, la piccola Aurora, seduta su una giostra a forma di cavallo. Ho preso come riferimento una foto scattata presso il Pier di Santa Monica, luogo a cui siamo particolarmente legati.

    Le tue opere rappresentano spesso, anzi quasi esclusivamente scorci di paesaggi urbani e marini identificabili come luoghi esistenti, dislocati negli Stati Uniti, fra Los Angeles e Miami. Spiegaci la tua scelta.

    Amo trascorrere il mio tempo libero negli Stati Uniti e in Centro America.
    Da circa dieci anni viaggiamo, scegliendo quale meta, la Repubblica Domenicana, Miami e Los Angeles.

    Credo che l’architettura di Miami e di Los Angeles si prestino particolarmente alla pittura digitale.

    Amo dipinge attimi di vita vissuta.

    Grazie alla pittura i miei ricordi diventano eterni!

  • Dal Tgcom a Pro Biennale: l’intervista di Spoleto Arte a Valentina Puccio

    Valentina Puccio, giovane artista di origini siciliane, ha visto le sue creazioni protagoniste di un servizio di Tgcom24 per il format Arte in quarantena e così ne abbiamo approfittato per saperne di più. Artista della scuderia di Spoleto Arte, ha voluto spiegarci la sua Cyber Art.

     

     

    Al Tgcom24 per il format Arte in quarantena troviamo un contributo a lei dedicato. Le piace l’iniziativa di portare direttamente a casa l’arte contemporanea durante l’isolamento?

    Assolutamente sì, è stata un’ iniziativa eccellente!
    A causa del lockdown gli Italiani sono rimasti a lungo chiusi in casa. Questo programma ha regalato loro un momento di svago giornaliero. È stata l’occasione per avvicinare sempre più persone al mondo della pittura e dell’arte contemporanea.

    Quand’è cominciata la sua attrazione per il mondo dell’arte digitale e come vi si è approcciata?

    Amo utilizzare i Social (Instagram sopratutto) e proprio lì ho scoperto per caso la pittura su Tablet.
    Il passaggio dalle tecniche pittoriche tradizionali alla pittura digitale è complesso. Quando ci si approccia per la prima volta a questo tipo di tecnica, occorre “pensare” in digitale.
    La classica tavolozza di colori, viene sostituita con colori intangibili e i pennelli sono tutti racchiusi in un’unica pencil. La pittura digitale, spesso si sviluppa su livelli sovrapposti e un buon disegno può richiedere dai 2 ai 4 mesi di lavorazione.

    Quali sono le differenze tra un disegno digitale ed un disegno “tradizionale”?

    Le differenze sono tantissime. Probabilmente quella più evidente è il “tratto”, in digitale si dipinge con l’utilizzo dei Pixel! Sì, proprio così. Piccoli quadratini che posti uno accanto all’altro creano il disegno e la pittura.
    Io nello specifico lavoro su più livelli. Un livello sovrapposto all’altro. Nel momento in cui salvo il progetto in formato Jpeg, con un semplice click unisco tutti i livelli che compongono l’opera finale, così per come la vedete voi.

    Da cosa deriva il suo nome d’arte Vally in the sea word?

    Vally in the sea world è il nome della mia pagina Instagram, una pagina che nacque alcuni anni fa per caso. Ferma alla fermata dell’autobus, sotto una pioggia battente, dopo una classica giornata di lavoro in ufficio, decisi di creare il profilo, con la volontà di dare vita a un account contenente tutte le mie foto estive. Un angolo di paradiso, con paesaggi e ricordi fantastici!
    Così facendo ovunque andassi le avrei potute visualizzare con un semplice click … regalandomi un sorriso. Non avrei mai creduto di raggiungere quasi 600mila seguaci!
    Sono una sub Open Water, inizialmente mi divertiva l’idea di condividere le immagini delle mie immersioni. Nel corso del tempo ho iniziato a condividere la mia vita, la mia arte.
    Lì poi qualcosa è cambiato. Sempre più persone interessate al mondo dell’arte, hanno iniziato a seguire la mia pagina, interagendo con commenti e like. Molti frequentano le Accademie di Belle Arti Italiane, altri sono autodidatti o semplici appassionati del settore.
    Quasi per caso ho dato vita a una grande Community di Artisti, di lì a poco sono nati il Blog e l’Ebook Amazon. Il nome delle successive pagine Social rimandano quindi alla mia pagina Instagram. Questo nick mi rappresenta pienamente.
    Amo il mare e l’oceano. Sono molto sensibile a tutte le iniziative che si pongono l’obiettivo della salvaguardia del mondo marino.

    Ci sono dei soggetti a cui è particolarmente legata?

    Le immagini dei miei dipinti rappresentano momenti di vita vissuta fra Miami e Los Angeles. Paesaggi urbani e marini dedicati a due città che, in qualche modo, hanno cambiato la mia vita.
    Finite le restrizioni dovute al Covid-19, vorrei tornare in USA…

    Come ha conosciuto Spoleto Arte e il suo presidente Salvo Nugnes?

    Nel 2019 per caso ricevetti l’invito per partecipare come artista ad una mostra. Quella volta non riuscii a partecipare. Dopo tempo ripresi i contatti e da quel momento è un susseguirsi di grandi successi. Credo che a volte nascano dei legami di rispetto e affetto che vanno ben oltre la frequentazione giornaliera.
    Abito a Palermo, città ben lontana da Milano, ma grazie agli eventi, grazie ai Social, alle mail e alle telefonate, il team di Spoleto Arte riesce a farmi sentire parte di una grande famiglia.
    Artisti, critici, giornalisti, tutti uniti con lo scopo di portare avanti un nutrito gruppo di Artisti Italiani di Arte Contemporanea. Non potrei chiedere di più.
    E’ l’inizio di un percorso … che dura tutta una vita. Dipingo e disegno da quando sono nata, non potrei farne a meno.
    Il Presidente Nugnes è un eccellente Regista, coordina gli eventi, curando ogni minimo dettaglio. Non lascia nulla al caso, credo che il segreto del successo degli eventi, sia proprio lui.
    Nell’arco di un anno io sono passata da Youtuber e Instagrammer ad “Artista di Arte Contemporanea”, devo il mio successo a tutto il team di Spoleto Arte. Un sogno che diventa realtà.
    Hanno creduto in me e nelle mie potenzialità.

    Qual è il suo prossimo progetto?

    Dal 23 Luglio al 7 Agosto parteciperò alla fantastica Mostra di Arte Contemporanea “Pro Biennale” presentata da Vittorio Sgarbi, che si terrà a Venezia con il contributo di tantissimi personaggi illustri.
    Nel corso dell’estate porterò a termine un progetto molto interessante. In collaborazione con un’azienda Inglese, le mie pitture digitali saranno stampate su un particolare tipo di tessuto cangiante. L’effetto visivo è assolutamente innovativo. Molte opere raggiungono la dimensione di quasi due metri di altezza. Una sorta di Arazzo in chiave moderna.
    La mia Arte è caratterizzata dalla continua ricerca di materiali e dalla continua sperimentazione.
    La mia è una tecnica in continua evoluzione.

     

  • Federico Colli: arte per emozionare e per emozionarsi

    Il figurativo pittorico declinato abilmente da Federico Colli denota una particolare e sfaccettata poetica retrospettiva a monte, che lo ispira, lo guida e lo accompagna nella ricerca e nella sperimentazione creativa, alimentando la fantasia e l’immaginazione e facendo affluire una sensibilità empatica e intuitiva, che lo rendono guizzante e frizzante. La Dott.ssa Elena Gollini ha dimostrato una particolare considerazione di apprezzamento per Colli e ne ha commentato le pregevoli virtù e doti pittoriche affermando: “La produzione pittorica di Federico riassume in sintesi e in chiave simbolica uno stile di vita, improntato e canalizzato verso un’assoluta libertà interiore, ma anche verso un’attenta e accorta osservazione riflessiva, un ascolto silenzioso della ragione conciliante con il cuore e il sentimento, verso una spontanea e genuina quasi disarmante propensione ad aprirsi al dialogo confidenziale con i suoi molteplici moti intimistici. La proiezione e l’amore per lo spirito di avventura lo sostengono anche nella fase creativa così come nel suo vivere quotidiano. Per Federico la pittura è come la rivelazione di un grande intrinseco continente in continuo e costante fermento, con un proprio e speciale moto propulsivo, che produce intense suggestioni e forti sensazioni effusive. Ogni opera è un piccolo scrigno ricco di profusioni sensoriali, improntate alla rivelazione interiore del suo universo creativo sempre in evoluzione. La bellezza formale per Federico corrisponde ad un gusto soggettivo e personale e non può essere etichettata e inquadrata, secondo schemi e stereotipi e si intreccia in accordo simbiotico con la sfera emotiva dei sentimenti. Federico ci offre dei transfert di forte impatto, senza ridondanze inutili e arriva permeante e in modo diretto a coinvolgere l’attenzione del fruitore. Le memorie visive vengono rese vitali e dinamiche dal vibrante bisogno di comunicare e di condividere. La pittura per Federico serve a trasmettere qualcosa che va oltre, a trasferire luoghi e incontri che si illuminano e si accendono di nuova teatralità del presente, spazi della rappresentazione e del narrato, riflessi sulla nostra cultura moderna della psicologia di impressione, rivisitati e perpetrati dai grandi maestri dell’animazione. Per Federico l’arte diventa l’occhio incantato nello sguardo stupefatto e meravigliato che si fonde con la sfera emotiva, l’occhio della scoperta e della riscoperta, che si perde nel ricordo, nell’amore e nella passione, nella manifestazione della sottile valenza del bello e del semplice e nel proprio istintivo e pulsante bisogno di inedito, di novità, di innovazione e rinnovamento”.

     

  • Fuorisede – esce il 26 giugno il nuovo brano di Vitto

    “Fuorisede”

     Il 26 Giugno 2020 esce il nuovo singolo di VITTO

    “Fuorisede” è il nuovo singolo di VITTO, prodotto da Formica Dischi e distribuito da Artist First.

    Fuorisede racconta la storia di chi vive in qualche monolocale, tra i libri dell’università, gli esami da preparare, i caffè e una chitarra. Fuorisede racconta anche la storia di chi guarda la persona che ama andarsene via, senza poterci fare niente.”.

    Vittoria Tampucci, in arte VITTO, ha vent’anni, vive a Vinci e frequenta il primo anno nella facoltà di Mediazione linguistica a Firenze.

    Ha iniziato a cantare da piccolissima e all’ età di dodici anni si è iscritta ad una scuola di canto. Da allora la musica è stata sempre parte integrante della sua vita.

    Negli ultimi anni si è esibita su vari palchi più o meno importanti, partecipando a diversi concorsi sia a livello regionale che nazionale.

    Esperienze importanti sono state per lei la finale di Castrocaro nel 2016 e la partecipazione a The Voice of Italy nel 2019. Nello stesso anno è entrata a far parte del roster di Formica dischi.

    Autore Vittoria Tampucci – Andrea Maestrelli              

    Etichetta discografica  Formica Dischi

    Publishing Gianni Rodo Edizioni

    Distribuzione Artist First

    Ufficio stampa Gianni Rodo

  • L’intervista di Spoleto Arte a Maria Petrucci, pittrice e scultrice di Toffia

    A breve uscirà il servizio a lei dedicato del Tgcom24 per il format “Arte in quarantena”. Cosa ne pensa di quest’iniziativa?

    In questo momento in cui sembrano esistere solamente dolore e incertezze, portare  nelle case della gente l’arte che viene dall’inconscio è un buona cosa, dà speranza.

     

    Nel suo percorso artistico si è dedicata tanto alla pittura quanto alla scultura. C’è un’opera a cui è particolarmente legata?

    L’estro non privilegia l’una o l’altra forma artistica, fa emergere spontaneamente quello che in quel momento ho in mente e nell’inconscio, infatti non faccio disegni o bozzetti preparatori. Chiedermi se privilegio in particolare un’opera è come dire a una mamma quale figlio preferisce: per me sono tutte uguali.

     

    Quanto c’è di Toffia e della sua gente nei suoi lavori?

    I soggetti non li penso, vengono,  sono fine a se stessi e sono stati realizzati quasi tutti quando vivevo nei pressi di Mantova. Di Toffia probabilmente c’è la nostalgia. Una volta tornata, più che altro mi sono dedicata al paese che amo e donerò al Comune di Toffia, per i concittadini, il mio Museo.

     

    Ci sono degli artisti che l’hanno particolarmente influenzata?

    Faccio una premessa: ho molta fede in Dio, mi sono appellata sempre a Lui con tutte le forze e Lui mi ha aiutata a superare ogni dolore. Dio e l’arte non mi hanno mai tradito. Stranamente, sono entrata nel mondo dell’arte che non avevo mai sfogliato un catalogo o visitato una galleria. Cominciai con l’ambizione di fare dei quadri per la mia casa. Andando avanti, supportata da una spinta interiore, non mi è venuto in mente che potevo guardare a qualche pittore o scultore.

     

    Nella sua vita ha assaporato molte soddisfazioni e tanti dispiaceri, tuttavia si è dimostrata sempre molto forte di fronte alle avversità. Che cosa si prova quando un critico le viene a dire di “cambiare mestiere”, cioè di passare dalla pittura alla scultura?

    Ero così ignorante per capire… Con la pittura ero lanciata a livello nazionale, mentre avevo fatto solamente una scultura, quella esposta nella mostra a cui si fa riferimento quando mi venne detto questo. A me andava bene passare da un’espressione all’altra, ma costui dettava legge, mentre io desideravo continuare così, non avendo grandi pretese.

     

    Come ha conosciuto Spoleto Arte e il suo presidente?

    Nel 2014 mi arrivò un’email dall’associazione Spoleto Arte a cura di Vittorio Sgarbi, per una mostra a Palazzo Leti Sansi, a Spoleto e aderii. Un mio amico mi accompagnò, portavo in mostra una scultura.

    Non sapevo allora che il signore che presentava l’evento ‒ mi sembra portasse una camicia azzurra ‒ fosse il Presidente. Apprezzai il suo modo di fare, nacque in me un’immediata simpatia che si è consolidata a Maranello e quando gentilmente venne a trovarmi nel museo a Toffia.

  • Alessio Serpetti: la sua suggestiva arte pittorica in mostra online

    L’eclettico artista Alessio Serpetti è presente nelle mostre online curate dalla Dott.ssa Elena Gollini, con un’esposizione dal titolo “Simbolismo visionario” che rispecchi perfettamente l’inclinazione allusiva e metaforica, che ne contraddistingue e ne caratterizza la portata espressiva e definisce il suo particolare linguaggio semantico di intensa pregnanza sostanziale. In mostra stile photogallery sono proposte 20 opere pittoriche, tra le più significative e rappresentative a livello contenutistico e formale, che evidenziano il grande potenziale di risorse di Serpetti e l’efficacia comunicativa delle composizioni, sempre impeccabili ed estremamente raffinate ed eleganti nella loro formulazione e orchestrazione strutturale d’insieme. Si tratta di opere eseguite con radicata dovizia ideativa e progettuale, studiate ad hoc nel minimo dettaglio per garantire una resa di impatto ottimale. Serpetti amante del bello ideale e della bellezza artistica sublime e sublimata, prende spunto di riferimento da evocazioni di tendenza fantasiosa, con rimandi ad un afflato di misticismo, che recupera storia passata e leggenda antica e al contempo le rivisita attualizzandole e ponendo un proprio imprinting identificativo e distintivo subito riconoscibile e molto qualificante. La Dott.ssa Gollini nell’elogiare il talento innato e le capacità creative spiccate ha spiegato: “Ho voluto inserire Alessio, che conosco ormai da parecchi anni e che stimo profondamente anche per il valore umano oltre che artistico, all’interno del circuito selezionato delle mostre online da me curate, perché ritengo che questa piattaforma possa dare supporto funzionale alla promozione mediatica della sua pregevole arte. Le composizioni si presentano come visioni, dove l’adesione al dato reale è liricamente trasfigurata in un flusso simbolico speciale, incalzato dalla magia del disegno e del tratto segnico di notevole caratura e dalle atmosfere rarefatte, ovattate, fuori dal tempo e dallo spazio, rese eteree ed eterne attraverso il contributo degli effetti chiaroscurali di luci e ombre e le tonalità suadenti e soffuse, pacate ed essenziali. I delicati passaggi chiaroscurali contribuiscono in modo decisivo ad alimentare lo scenario rievocativo e la dimensione delicatamente e soavemente sospesa, silente e silenziosa, ma altrettanto ricca di fascino enigmatico e misterioso, che conquista lo spettatore e lo incanta, lo ammalia. La produzione figurativa è parte integrante fondamentale del tessuto narrativo e infonde carica energetica dinamica. I quadri sono armoniose sinfonie poetiche traslate in pittura, pervase da sentimento puro e passione autentica e formano un paesaggio dell’anima coinvolgente e avvolgente”.

    VISITA LA MOSTRA ONLINE:

    https://lemostreonlinedielenagollini.wordpress.com/simbolismo-visionario/

    INSTAGRAM: @alessio.serpetti

  • Spoleto Arte intervista l’artista Giuliana Maddalena Fusari

    Di recente, il format Arte in quarantena del Tgcom24 ha portando in primo piano l’arte di Giuliana Maddalena Fusari. Artista di Spoleto Arte, la Fusari ha un interessante percorso alle spalle. Tale da rendere il suo stile riconoscibile e fuori dal comune. Abbiamo voluto farle qualche domanda in merito.

     

    Il TGcom24 ha dato il via alla piattaforma Arte in Quarantena, su cui compare un servizio a lei dedicato. Che ne pensa dell’iniziativa di portare l’arte direttamente nelle case degli spettatori proprio quando non si poteva uscire?

    Penso che sia una cosa meravigliosa e molto azzeccata. Assolutamente necessaria sia per gli artisti e ancor di più per i fruitori.

     

    Con il passare del tempo e l’evolversi del suo stile, le sue opere trovano dimora in diverse correnti artistiche. L’ultima è l’Informale Femmina. Di cosa si tratta?

    Posso riassumere l’evolversi del mio stile con il Figurativo Post Moderno che pratico dagli anni ’80. Dal 2014 a questo si è affiancato l’Estetica Paradisiaca. Anno dopo anno mi sono immersa sempre di più in questo movimento artistico basato su un informale essenziale e spirituale. Posso dire che ho contribuito con le mie opere a determinare la poetica del movimento.

    In quanto all’Informale Femmina è una cosa tutta mia. Partendo dall’Estetica Paradisiaca, che per auto definizione punta sul bianco, ho iniziato a desiderare di fare queste opere con tutti gli altri colori, privilegiando la pittura materica, l’uso del colore “grasso”, con un volume paragonabile al basso-rilievo. Prima dipingevo con il dito, poi, nell’Informale Femmina, direttamente con il tubo dei colori, lasciandomi trascinare, per non dire travolgere, dall’impulso emotivo. E un giorno ho pensato “guarda come queste opere sono così concettualmente e psicologicamente diverse, addirittura di segno opposto, alle opere informali, che pure sono così materiche, dei miei colleghi uomini!”

    E perché? Perché loro sono maschi e io sono femmina! Sembra una banalità e invece è una differenza sostanziale.

    Il prendere atto di questa cosa mi fece venire l’idea di aggiungere una o più perle naturali alle mie opere, per sottolinearne la Grazia e l’ Eleganza.

     

    Quali funzioni ricoprono il colore e il tessuto nei suoi lavori?

    Il colore e il tessuto sono fondamentali nelle mie opere. Potrei dire che il colore è la mia Anima e il tessuto, la tela, il raso, le carte o comunque il supporto, sono la mia pelle. L’anno scorso una nota giornalista d’arte di Verona, Vera Meneguzzo, è venuta a visitare la mia Personale A.M.A.C.I. per la giornata del Contemporaneo. Alcune opere attraverso dei tagli esibivano il legno del telaio. Mi chiese il perché. Le ho risposto “Sono le mie ossa”.

    Ed è così. Il colore è la mia Anima, il tessuto è la mia pelle, il telaio a vista sono le mie ossa.

     

     

    In quale delle sue creazioni si riconosce di più?

    In tutte ! Certamente ci sono delle opere particolarmente ben riuscite, che mi piacciono di più, a cui tengo particolarmente, ma sono così tante che è impossibile dire quante e quali sono.

     

    Ritiene che scegliere di fare arte e di affermarsi in questo campo sia più difficile per una donna?

    Sicuramente si. Immensamente si! E non è un’opinione. Lo dicono fatti.

    Tutte le donne artiste veramente famose o sono figlie o mogli o amanti di uomini famosi, artisti e non. Fino a vent’anni fa nelle mostre importanti c’era una donna ogni 20 /30 uomini, e nelle mostre importantissime, una ogni 50. Adesso la presenza delle donne è pari o anche superiore a quella degli uomini. Ma sono convinta che siamo come di contorno. Il piatto forte è l’artista maschio. E chi compra l’Arte certamente si fida di più di acquistare un’opera fatta da un uomo che da una donna. Negli anni ’90 il gallerista della Galleria Ferrari, pioniere dell’ Arte Contemporanea in Verona, mi ha fatto questo discorso “Mi piacciono le tue opere ma non posso farti fare una mostra nella mia galleria. Perché per vivere io devo vendere e le tue opere, pur così belle, non le comprerà nessuno. E sai perché? Perché non sono adatte agli uomini. E sono gli uomini che comprano l’Arte. Le donne se hanno soldi si comprano una pelliccia o un bel gioiello, ma non comprano l’ Arte Contemporanea. Forse quella antica, ma non l’Arte Contemporanea.”

    Temo che sia così ancora adesso.

     

    Tra i suoi sostenitori troviamo Spoleto Arte e il suo presidente Salvo Nugnes. In che occasione vi siete conosciuti?

    Anni fa ho iniziato a ricevere le mail di Spoleto Arte, e dopo un po’ ho accettato di partecipare. La prima mostra insieme è stata la Biennale di Milano 2015 presso la Milano Art Gallery a Milano. Conoscerci, nel senso di conoscerci personalmente, è stato nel 2018 alla Pro Biennale per il compleanno di Vittorio Sgarbi.

     

    Anche per lei la quarantena ha riservato un lato creativo? A cosa sta lavorando al momento?

    Stare in casa è la mia normalità. Durante la quarantena ho fatto le cose che avrei fatto comunque. Ho dipinto, cucito e fotografato.

    L’unica cosa è che mi è successa una cosa insolita che non mi era mai capitata. Ho dato il colore di fondo a una tela. Giorni dopo, guardandolo, vi ho visto il profilo di un uomo. Poi, nei giorni successivi, ho visto un’altra faccia e poi un’altra. Ho deciso di cambiare progetto per quel quadro e anziché farne un Informale Femmina con la sua perla, di lasciare questi volti e forse di evidenziarli per renderli più visibili. Eravamo nel momento più buio della pandemia, l’inizio, quando il solo pensare a questa epidemia di feroce polmonite sembrava un incubo. E anche, almeno a me, una cosa a cui non riuscivo a credere.

    Ero così sotto shock da aver dipinto, senza accorgermene, dei volti angosciati e allucinati. Questo quadro, così diverso dai miei, non sembra neppure dipinto da me! Ma invece l’ho fatto io.

  • L’emergenza coronavirus non ha fermato la cultura, Star Shop apre una nuova libreria di fumetti

    L’emergenza coronavirus non ha fermato la cultura. In un momento generalizzato di difficoltà, l’azienda perugina Star Shop Distribuzione srl ha deciso di puntare sulla letteratura a fumetti con l’apertura di una nuova libreria dedicata.

    Star Shop, con una storia di oltre trent’anni nel settore della distribuzione di fumetti e gadget in Italia e con un’avviata catena di franchising, dopo i punti vendita diretti di Perugia, approda a Firenze, dove ha inaugurato sabato 6 giugno una nuova libreria fumetteria (via della Rondinella 59/R).

    Una scelta in controtendenza rispetto al quadro complessivo che vuole essere un messaggio di speranza per una pronta ripartenza. Non a caso proprio le librerie, infatti, sono state tra le prime attività autorizzate a rialzare la saracinesca.

    “Stiamo affrontando un momento difficile sotto molti punti di vista: sanitario, economico, ma anche emozionale. La nostra scelta è quella di rispondere alle difficoltà del momento, offrendo un’opportunità di evasione attraverso la lettura e dando un segnale concreto: nell’emergenza si può costruire. E noi costruiamo, appunto, inaugurando il punto vendita che si aggiunge alla catena di negozi del nostro marchio presenti in diverse città italiane” commenta l’amministratore di Star Shop Distribuzione, Sergio Cavallerin.

    Il punto vendita Star Shop apre le proprie porte alla cultura, pop e non, ponendosi come punto di riferimento, con le dovute misure necessarie, anche per futuri eventi e iniziative.

    “Da sempre il nostro impegno è rivolto a promuovere il fumetto come forma d’arte. Per questo, l’apertura della libreria non vuole essere solo un’operazione di tipo commerciale, ma anche e soprattutto culturale e sociale – conclude Cavallerin – Crediamo che il nostro punto vendita possa diventare un vero riferimento per appassionati e nuovi curiosi, un luogo dove poter incontrare gli autori più amati e i disegnatori più famosi, un baricentro intorno al quale far vivere cultura”.

  • REVERSE: AL VIA IL NUOVO FILM DI MAURO JOHN CAPECE

    Roma – I, 21 Giugno 2020 – Sarà REVERSE il nuovo progetto di Bielle Re ai nostri di partenza, in co-produzione con EVOQUE ART HOUSE il Film, scritto dal talento d’oltralpe  Guillaume Pichon, sarà diretto da Mauro John Capece.

    REVERSE è un thriller come mai visto prima che verrà realizzato in un periodo che passerà alla storia e che inevitabilmente cambierà il cinema e la sua modalità di fruizione. Tre (ricerca location, casting, COVID-19 SAFE ©) i processi avviati e propedeutici alle riprese previste per il prossimo agosto.

    “Tutte le fasi, a cominiciare dalle preparatorie – riferisce il produttore Giuseppe Lepore – rispetteranno i rigidi requisiti di sicurezza definiti che saranno verificati ed approvati da primario Organismo internazionale di Ispezione e Certificazione il quale effettuerà anche verifiche non pianificate sul set con l’obiettivo di accertare il rispetto continuo di ogni prescrizione a garanzia di tutto il personale che lavorerà al progetto ed alla produzione stessa. Non solo le banali ed ovvie scelte tecniche e gestionali ma anche, e soprattutto – prosegue Lepore – autoriali ed artistiche studiate e sviluppate con l’Autore ed il Regista saranno la vera innovazione e che faranno di REVERSE un case history di interesse internazionale”.

    “Nessuna anticipazione sulla storia – prosegue Mauro John Capece – basata su un soggetto unico e geniale dell’Autore con una sceneggiatura sviluppata per consentire la realizzazione del Film rispettando i limiti posti alla vita sociale in tutto il mondo dall’emergenza diffusione COVID-19 che stiamo tutti subendo. Grande attenzione sarà posta poi dalla produzione alla valorizzazione di ogni diversità nel team del progetto favorendone l’inclusione con un forte committment sulle policy definite. Siamo tutti consapevoli del fatto che dare spazio a tutte le diversità costituisca una ulteriore leva per generare nuove idee, per stimolare la creatività ed incrementare il valore del progetto”.

    Produzione / Ufficio Stampa

    Ph. +39 339 1527677

    @ [email protected]

    Su Facebook: @FilmReverse

  • Al via BIAS 2020 – Biennale Internazionale Arte Sacra Contemporanea con la partecipazione di ALVITI ART

    Riflettori puntati su BIAS 2020 – Biennale d’Arte Sacra delle Religioni dell’Umanità, che rimarrà attiva sino almeno alla fine di Ottobre 2020. Si tratta di un’esposizione transnazionale voluta e promossa dalla Fondazione Donà dalle Rose, da WISH-World International Sicilian Heritage e dalla visual artist Rosa Mundi, con l’obiettivo di promuovere un percorso di crescita collettiva attraverso uno specifico contesto di espressione artistica e dialogo interreligioso, facendo dell’arte contemporanea strumento di indagine, denuncia e conoscenza al di là di qualsiasi pregiudizio sociale, religioso, politico ed economico.

    La Terza Edizione è incentrata sul tema “The game of time, the time of game”, in un girotondo di opere realizzate da 100 artisti provenienti da tutto il mondo e chiamati ad interpretare i concetti di Tempo e Gioco.

    Per il mese di Luglio sono invece coinvolte le seguenti città:
    1° luglio – Messina, MUME Museo Regionale Sicilia
    10 luglio – Palermo, Loggiato di San Bartolomeo
    11 luglio – Gibellina, Fondazione Orestiadi
    12 luglio – Erice
    24 luglio – Porto Rotondo
    31 luglio – Salina

    Tra le presenze artistiche di spicco i fratelli Alviti di origini romane, meglio conosciuti come ALVITIART. In occasione di BIAS 2020 vengono presentate opere scultoree di Cristiano Alviti, della serie I Giganti, e incisioni monotipo su lastre in ferro di Patrizio Alviti, appartenenti alla neonata collezione VOLONTA’ DI FERRO.

    Per Cristiano Alviti la scultura in particolare rappresenta un modo per raccontare il proprio mondo interiore creando un ponte di congiunzione fra tale mondo e il resto dell’umanità, in un atto continuo di scambio, dialogo e comprensione. In questo “sentire” si inseriscono le opere della serie I Giganti. Ogni scultura, realizzata tramite fusione in bronzo, è simbolo dell’imprigionamento umano. Rappresentato come corpo fuso con lo spazio che lo contiene, il Gigante ricorda a chi lo osserva che ognuno ha dentro di sè la forza per essere immenso, svelando le infinite potenzialità che racchiude. Ed è proprio nel Gigante che Vita, Storia, Tempo e Sogno trovano il loro posto d’eccezione e la loro forma privilegiata.

    Le opere di Patrizio Alviti, che ama definirsi un “accumulatore emozionale”, sono intrise di un alone di malinconia e segretamente gridano alla necessità per l’uomo di raggiungere finalmente una libertà sociale che coincide con la libertà di espressione scevra dal timore di essere giudicati.

    In un momento in cui la vita si è congestionata a causa del Covid-19, Patrizio insieme con Cristiano ha davvero accumulato un infinto numero di emozioni e sentimenti da cui è scaturita in poco tempo la collezione VOLONTA’ DI FERRO che include incisioni monotipo realizzate su lastre di ferro, che fondono la tecnica dell’acquerello con quella dell’incisione in un doppio lavoro grafico dove la geometria delle lastre rappresenta la razionalità umana e l’acquarello la parte emotiva dell’individuo.

    ALVITIART ci ricorda che l’arte non si ferma, VOLONTA’ DI FERRO ci fa riflettere sul fatto che non apparteniamo ad un mondo creato da altri ma siamo noi che creiamo il nostro insieme a chi decide di partecipare al viaggio che è poi la nostra esperienza di vita.

     

     

  • Valentina Puccio di Spoleto Arte al Tgcom24: la Cyber Art e l’iperrealismo

    Valentina Puccio è una forza della natura. L’artista di Spoleto Arte porta il sole della sua Sicilia dentro e lo trasmette con una creatività contagiosa. Il suo percorso artistico è un insieme di sfumature che il Tgcom24 ha voluto raccontare per il format Arte in quarantena.

    Selezionata per l’International Art Prize Frida Kahlo tenutosi alla Milano Art Gallery (dal 14 al 27 febbraio 2020) e successivamente per la Pro Biennale che sarà presentata da Vittorio Sgarbi a Venezia quest’estate, l’esperienza di Valentina Puccio insegna come da una cosa possa nascerne un’altra e, lasciandosi guidare dalle proprie passioni con le giuste idee, si possa arrivare al successo.

    Nata a Palermo nel 1982, l’artista è cresciuta con una mentalità cosmopolita tra Messina, Milano e Bilbao. Dopo l’Accademia di Belle Arti di Palermo, la Universidad del Paìs Vasco e l’Istituto di Moda Burgo, la tesi di laurea “Marketing non convenzionale” è il primo passo verso il suo futuro. È il 2010 quando prende parte, come esperta di Marketing legato ai social, al cast del programma televisivo Social King, in onda su Rai 2. Dopo una breve parentesi nel campo dell’insegnamento, la svolta. Avviene nel 2019, quando visualizza alcune opere fra le pagine di Instagram: si approccia per la prima volta alla Cyber Art.

    Apre così una pagina Instagram e da allora ha raggiunto 600 mila follower. Un successo che si spiega per la qualità dei contenuti. Tutorial di disegno digitale, una collana di ebook dedicati a questa tecnica e una community virtuale sempre più crescente. Tutto questo è Vally in the sea world.

    Grazie a una tela virtuale, a una tavolozza di colori intangibile e a una gamma di pennelli digitali, Valentina crea dei quadri che, una volta stampati, sembrano delle vere e proprie foto. Il tempo di realizzazione varia dai due ai quattro mesi e il livello di perfezione raggiunto viene da lei definito “disegno iperrealista digitale”. Tra le sue principali fonti di ispirazione troviamo Miami in tutta la sua luce colorata, nel suo eclettismo affascinante.

  • Passatoie per ingressi e corridoi per un arredo ricercato

    Praticità, eleganza, stile, comodità: questi sono solo alcuni dei vantaggi per scegliere delle passatoie per l’ingresso o i corridoi di casa.

    Questo particolare tappeto, infatti, aiuta a mantenere pulito più a lungo il pavimento di casa, o a non rovinarlo o consumarlo nel caso di materiali più fragili, preziosi o difficili da riparare. Come altre componenti di arredo simili, inoltre, una tappeto rende l’ambiente più caldo e accogliente, soprattutto in parti di casa troppo spesso trascurate come quelle di collegamento o i vani adiacenti l’entrata.

    Quando si parla in particolare di corridoi, il tappeto viene detto appunto passatoia o galleria e la sua forma gli consente di attraversare in lunghezza tutto l’ambiente, rendendolo più confortevole anche per chi ama camminare in casa senza calzature.

    Andiamo a scoprire tutti gli altri vantaggi di questo manufatto, le sue varianti e i possibili abbinamenti di stile.

     

    Passatoie all’ingresso

     

    Il corridoio che parte dall’ingresso di casa rappresenta un vero e proprio biglietto da visita in quanto è, letteralmente, la prima cosa che si vede nel momento in cui si entra.

    Questo rende il tipo di ambiente particolarmente frequentato, motivo per cui è preferibile optare per passatoie dai materiali robuti e resistenti: ci si cammina molto spesso, magari con le scarpe, meglio farli durare il più a lungo possibile.

    A livello di colorazione, per gli stessi motivi, sono preferibili i toni scuri: le tonalità più chiare potrebbero facilmente sporcarsi o macchiarsi rendendo le operazioni di manutenzione e pulizia più onerose sia dal punto di vista del tempo che da quello meramente economico.

    Un tappeto per il corridoio non deve essere necessariamente nuovo: i vecchi tappeti, soprattutto se ben restaurati, hanno molto da donare a queste vie di passaggio, arricchendole notevolmente.

    Non è però detto che i tappeti passatoia debbano limitarsi alle zone d’ingresso. Esistono infatti soluzioni anche per chi ha la zona notte collegata con un lungo corridoio o semplicemente per chi ama questo tipo di soluzione di arredamento. Andiamo a scoprire i modelli e le tendenze.

     

    Tappeti per la zona notte

     

    A ogni angolo di casa le sue regole, per questo è necessario conoscere anche quelle per l’area dedicata al riposo.

    Il corridoio adiacente le camere da letto, per esempio, è meno sottoposto a sollecitazioni, soprattutto di scarpe: le ciabatte o addirittura i piedi nudi tenderanno a usurare molto meno le passatoie e per questo motivo si può optare per un tappeto più raffinato, magari anche morbido, per garantire maggiore comfort.

    La colorazione si può tranquillamente abbinare al resto dell’ambiente seguendo il proprio gusto e se si vuole fare una scelta più ricercata, in questa area della casa si può anche osare con un tappeto antico. Per i luoghi più scuri e cupi una passatoia dai toni chiari e luminosi fa miracoli a livello di luce, ma allo stesso tempo i colori caldi possono aiutare a conciliare il relax, caratteristica auspicabile in qualsiasi zona notte.

    Un criterio di cui tenere sempre conto, infine, che si stia parlando dell’ingresso o di qualunque altro corridoio, sono le misure. Nonostante la grande varietà di passatoie disponibili nel commercio fisico e online, infatti, trovare il tappeto perfetto non è sempre semplicissimo, in quanto ogni casa è diversa.

  • Gli Artisti di Spoleto Arte al TGcom24 di Paolo Liguori

    Continuano i video del format Arte in Quarantena del Tgcom24, nato dall’idea del direttore Paolo Liguori e di Salvo Nugnes, curatore di mostre e grandi eventi, che hanno voluto portare l’arte e la cultura a casa degli Italiani in un periodo difficile.

    L’ultimo pubblicato è stato il video Gli Artisti di Spoleto Arte, che ha mostrato e dato risalto ad alcuni degli artisti che fanno parte della scuderia della grande organizzazione artistica internazionale Spoleto Arte. Questa si prefigge come intento quello di promuovere e diffondere in maniera capillare l’arte e la cultura a livello nazionale ed internazionale. Un prezioso osservatorio sull’arte contemporanea di tutto il mondo, dove espongono artisti italiani e stranieri, già conosciuti o emergenti, che meritano particolare attenzione e considerazione.

    Il motto trainante del manager Nugnes è quello di rendere l’arte e la cultura accessibili e alla portata di tutti, e da qui nasce l’idea di una sinergia con il Tgcom24 volta a dare il massimo risalto agli artisti partecipanti che hanno avuto così l’occasione di avere un’efficace risonanza mediatica.

    Gli artisti che hanno visto pubblicate le loro opere nel video sono: Nino Camardo, Graziano Cossu, Rosa d’Angelo, Alma Fassio, Lorenzo Meneghel, Giorgio Pace, Giuseppe Persia, Maria Carla Prevedello, Arduino Rossi, Donatella Saladino, Fabrizio Sanna, Piero Tani.

  • Federico Motta Editore: focus su Islam, Medioevo e filosofia europea

    Grazie alla prestigiosa collaborazione sviluppata con Umberto Eco e Riccardo Fedriga nasce Filosofia, l’opera di Federico Motta Editore che arricchisce e completa la collana Historia. Tra i numerosi saggi presenti, quello di Cecilia Martini Bonadeo prende in analisi l’importanza dell’Islam nella cultura occidentale.

    Andrea Mascetti

    I legami tra Islam e Occidente in un saggio di Federico Motta Editore

    L’incontro tra filosofia greca e mondo arabo, avvenuto durante il Medioevo, è solo uno degli esempi del vasto fenomeno che ha visto il mondo islamico e quello europeo intessere legami e vicendevoli influenze che, nei secoli, hanno condotto alla formazione della cultura europea: di questi eventi storici e di molto altro si è occupata Cecilia Martini Bonadeo in un saggio pubblicato da Federico Motta Editore. Contenuto nella grande opera intitolata Filosofia, realizzata in collaborazione con Umberto Eco e Riccardo Fedriga, il saggio pone l’accento su una delle tre grandi religioni monoteiste, nonché una delle più diffuse al mondo: quella islamica. Come evidenziato da Martini Bonadeo, in tale contesto emerge in particolare l’importanza dell’incontro avvenuto tra filosofia greca e mondo arabo: falsafa è il termine arabo che indica la filosofia, ed è rilevante quanto sia ampio lo scenario geografico di riferimento, che comprende parte del Mediterraneo (dalla Spagna al Medio Oriente) fino ad arrivare all’India. La portata di tale fenomeno è messa in luce anche dall’elevato numero di traduzioni: come spiegato nel saggio di Federico Motta Editore, infatti, i filosofi arabi cercarono di coniugare il pensiero greco con quello islamico e per questo redassero numerosissime traduzioni che diedero impulso a una grande fioritura culturale che coinvolse tutta la civiltà europea.

    La storia di Federico Motta Editore, Casa Editrice di qualità

    Raffigurata dal logo del Torcoliere, che da sempre ne rappresenta l’identità e le origini di tipografia, Federico Motta Editore è stata fondata nel 1929 con il nome di "Cliché Motta". Nata come ditta specializzata nella riproduzione fotomeccanica, nel tempo si è imposta come marchio italiano di qualità e autorevolezza, occupando un ruolo di primo piano nella divulgazione della cultura, in particolare realizzando enciclopedie, collane ed editoria per ragazzi. Sempre aggiornata e al passo con i tempi, si è inoltre occupata di strumenti innovativi per lo studio e l’approfondiment come le Tavole Transvision, il Sonobox e i CD-Rom, l’enciclopedia con Internet TV e le banche dati online. Tra le grandi opere realizzate spicca l’elaborazione della collana Historia a cura di Umberto Eco, o collaborazioni con Margherita Hack nel mondo delle scienze. Il suo impegno costante verso la qualità e l’esperienza secolare hanno fatto di Federico Motta Editore un marchio affermato nel settore, conducendo la Casa Editrice al conseguimento di diversi riconoscimenti, come, nel 2010, il Premio Speciale per la Cultura della Presidenza del Consiglio dei Ministri, il premio Pirelli InterNETional Awards nel 2007 e l’Ambrogino d’Oro ricevuto nel 1980.

  • IL CANTAUTORE TOSCANO MICHELE BRIGANTI PUBBLICA IL SUO NUOVO SINGOLO – “HAI RAGIONE TU”

    Disponibile su tutte le piattaforme musicali a partire dal 06/06/2020 “HAI RAGIONE TU” è il nuovo singolo del Cantautore Toscano Michele Briganti.

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    Nata a seguito di un dialogo con la figlia, la canzone porta una riflessione su quanto l’atteggiamento di infinito affetto porti spesso ad approcci “anche troppo” permissivi ed agevolanti nel “dare sempre ragione”, magari “viziando”, i figli che, poi in età adulta, potrebbero anche risultare prepotenti ed arroganti poiché “abituati male” fin da piccoli proprio dai genitori.

    Un testo che a tratti appare “diseducativo” ma che, quasi a giustificare la figura del genitore, tende ad evidenziare le “debolezze” di un padre… quanto sia difficile riuscire ad educare e trasmettere sani principi quando la propria capacità di “giudizio” è filtrata ed influenzata profondamente dall’affetto nei confronti dei figli.

    Questo è il primo brano di una “Trilogia” sulla comunicazione Uomo/Donna che vedrà il suo completamento entro l’estate… Dopo tante canzoni dedicate ad amori impossibili, richiami al passato e “cause perse” il cantautore Toscano affronta questa volta il tema dell’essere genitori e lo fa con una delicatezza e maestria tali da far sicuramente immedesimare chiunque possa aver vissuto questa esperienza.

    La coppia Michele Briganti / Wladimir Pascali, ormai alla terza produzione insieme, continua a funzionare alla grande con la realizzazione di questo nuovo brano dalla poetica delicata e contornata di atmosfere “fiabesche” che non mancherà certo di emozionare l’ascoltatore.  

    ASCOLTA SU SPOTIFY

    https://open.spotify.com/track/336a5qp1ckSKlw5V6suqkQ?si=txRY4gZ4SGq3lTEUX7jEmw

    ASCOLTALO SUL TUO STORE PREFERITO

    https://song.link/i/1517151693

     

    “Michele Briganti” è un Cantautore e Musicista Toscano. Nato, Cresciuto e Vissuto sulle colline Pistoiesi, fin da piccolo inizia ad appassionarsi alla musica suonando da prima l’organo elettrico e passando poi definitivamente, in età adolescenziale alla chitarra Acustica ed allo “strimpellamento” dell’Elettrica … Inizia a suonare giovanissimo alternando vari progetti di Band ad attività da solista e facendosi parallelamente le ossa nel mondo del “Piano Bar” e dell’intrattenimento per feste e cerimonie.

    Nel 2015 decide di avventurarsi in un progetto solista dedicandosi alla composizione di musiche e testi in un progetto di natura cantautorale. Composte alcune decine di canzoni decide di sintetizzare il lavoro nel suo primo album “Un Accendino Blu” che ha visto la pubblicazione nel febbraio del 2019. Il 30/09/2019 pubblica “Quello che mi hai dato (Radio Edit)“, brano già contenuto nell’album, in una nuova versione che anticipa il suo singolo “E Non Venirmi a Dire” pubblicato il 24/11/2019.

    Il suo ultimo singolo “Hai Ragione Tu“, disponibile dal 30/05/2020, è un brano dedicato alla figlia Ludovica ed introduce una “trilogia di canzoni” basata sui problemi di “incomunicabilità” del mondo maschile e dell’universo femminile. 

    Gli altri 2 brani che chiuderanno il ciclo, attualmente in produzione, saranno disponibili entro l’estate.

    L’Artista sta attualmente lavorando a nuovi brani che vedranno la pubblicazione in un EP previsto per la fine del 2020.

    SCOPRI DI PIU’ SU “MICHELE BRIGANTI”

    http://www.michelebriganticantautore.com

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    110 bpm Production

    – Etichetta Musicale Indipendente –

    Addetto Ufficio Stampa

    e.mail. [email protected] – tel. 339 1029870

    http://www.110bpm.it

  • Alessandro Giordani: emozioni astratte e poesie dell’anima

    L’artista Alessandro Giordani è presente sulla piattaforma web delle mostre curate dalla dottoressa Elena Gollini con una propria corposa esposizione di opere, un circuito selezionato di 20 creazioni di interessante e stimolante proiezione visionaria di matrice astratto-informale. La mostra dal titolo significativo “Alessandro Giordani: astrazione e suggestione visionaria” decanta proprio questa speciale portata emozionale, che le opere suscitano dal primo sguardo, con penetrante e permeante acchito. La dottoressa Gollini ha spiegato il focus della mostra online dichiarando: “Con Alessandro stiamo compiendo un percorso progettuale mirato ad hoc, per dare il giusto e meritato risalto al suo pregevole operato creativo. Nel multiforme mare magnum del panorama attuale, spesso figure valide e meritevoli come Alessandro si perdono e si disperdono, senza avere una ragguardevole considerazione. Attraverso questa mostra, che convoglia e canalizza un gruppo selezionato di opere, vogliamo dare ulteriore spinta di risonanza mediatica e focalizzarci su una serie ben definita di quadri, per dare risalto ad essi scendendo più nel particolare, ma di rimando anche a tutta la vasta e allargata produzione pittorica. Alessandro è artista di buoni propositi, che si distingue da tanti artisti informali allo sbando e allo sbaraglio, per lo studio e la ricerca costante, per la coerenza e la maturità, per la qualità della sua pittura che rinnova e recupera al contempo e sfida la massificazione creativa dilagante, con proposte attinenti e pertinenti ad un percorso motivato e suffragato da una passione viscerale inesauribile. La poesia dell’anima che Alessandro ci offre e ci dona a cuore aperto non banalizza mai e non si concede alla mercé, ma si lascia assaporare appieno da chi usa altrettanta poesia intima per approcciare le opere. Ben lontano dai falsi abbagli e dalle false lusinghe rincorsi spesso dagli artisti contemporanei, Alessandro si edifica un proprio status quo, che infonde una sicurezza e una garanzia di profondità e intensità e pone al centro in primo piano un’estrema purezza di onestà intellettuale”. Nell’assioma “l’arte per l’arte” si può racchiudere il pensiero creativo di Alessandro, che pur restando al passo con i tempi ed essendo di moderne e allargate vedute, si sente comunque saldamente ancorato nel diffondere e perpetrare contenuti pregnanti, rifuggendo da espressioni superficiali per riuscire a trasmettere qualcosa di veramente duraturo e imperituro.

    VISITA LA MOSTRA:

    https://lemostreonlinedielenagollini.wordpress.com/astrazione-e-suggestione-visionaria-giordani/

  • Massimo Caramia racconta il suo marmo dai 1000 volti

    Spesso, capita di sentire parlare in modo discorsivo dei pregiati marmi originari della zona toscana di Seravezza. Tra questi, senza dubbio spicca in tutto il suo magnifico splendore il blocco denominato “Marmo dai 1000 volti” che appartiene alla famosa breccia medicea. Questo blocco, godo del Patrocinio istituzionale concesso dal Comune di Pietrasanta ed è protagonista di un importante progetto di ricerca compiuto in prima persona dal proprietario Massimo Caramia, che vanta una radicata e consolidata esperienza in materia, essendo un artista-artigiano del marmo di notevole autorevolezza. E proprio grazie e in virtù di questa sua capacità acquisita e perfezionata nel tempo, Caramia si sta dedicando anima e corpo per procedere nel progetto, investendo proprie risorse e proprie energie con caparbia e risoluta intraprendenza. A dare sostegno e supporto all’operato di Caramia, con la sua consulenza specializzata, è la dottoressa Elena Gollini che si occupa di curare e gestire tutta la pianificazione logistica della comunicazione promozionale del progetto di ricerca. In particolare, la dottoressa Gollini ha rimarcato a riguardo: “Il lavoro fatto da Massimo è davvero ammirevole e sta dando risultati ottimali nella fase sperimentale compiuta con appassionato e accorato trasporto. Il blocco è un vero e proprio reperto storico di inestimabile valore artistico. Nella sua evoluzione naturale ha sviluppato al proprio interno un corposo circuito di immagini figurali di affascinante bellezza suggestiva. Sono come delle visioni sospese in bilico tra sogno e realtà, tra reale e immaginario, che emergono come per incanto e magia e si palesano nella loro misteriosa ed enigmatica essenza creativa”. E ha aggiunto ancora: “Volendo simbolicamente classificare e inquadrare questo blocco attribuendo e conferendo la rilevanza che merita, stiamo organizzando in modo tattico una sequenza di ulteriori fasi comprovanti, per arrivare ad un livello elevato di risonanza mediatica. Nel guardare e ammirare le figure insite nel blocco, si riesce davvero ad immergersi in una dimensione speciale, dove si dimentica la scansione temporale e cronologica e si intraprende un viaggio favoloso, come dentro una virtuale macchina del tempo. Il desiderio e l’intento di Massimo, è proprio quello di poter accompagnare e guidare in questo incredibile viaggio tutti quanti, con aperto spirito di condivisione e di aggregazione”.

  • La pittura di Davide Romanò nella metamorfosi cromatica

    Nella pittura del passionale Davide Romanò, che unisce poesia visiva a poesia concettuale nella loro sublimazione armoniosa, le tinte e i colori diventano un unicum in una messa in scena, dove la metamorfosi cromatica assume effetti che catturano da subito l’occhio e trasmettono sensazioni di sospensione immaginifica e fantastica tra sogno e realtà. La dottoressa Elena Gollini ha fornito delle interessanti valutazioni in merito commentando: “La metodologica di Davide si sviluppa in un crescendo di equilibrio stratigrafico nelle coloriture e nei pigmenti con continui rimandi segnici mai lineari e mai statici, ma sempre impostati con inusuale e atipica sequenzialità ritmica e timbrica, definendo e scandendo la partitura scenica con originale prospettiva. Per Davide ogni opera deve fare breccia tra i sensi, per vedere, ascoltare, sentire e quasi poter toccare quanto si cela e si nascondo dietro la rappresentazione estetica, entrando in contatto diretto con ciò che non è subito visibile e recepibile e instaurando un rapporto di interconnessione. Davide protagonista tra devozione e ribellione creativa, abile e istrionico maestro di suggestione, viaggiatore del tempo e dello spazio, cronista di una realtà ideale. Il suo occhio critico per vocazione innata non è mai distratto né sprovveduto e cerca un incontro ravvicinato con il fruitore in un piano paritetico. La sua arte apre una botola virtuale di interrogativi disparati rimasti accantonati da chissà quanto tempo, nel desiderio e nella speranza che al disinteresse e all’ignavia si sostituisca una pronta e responsabile reattività e recettività. Per Davide attraverso l’arte si possono sciogliere e dipanare i nodi, che questo mondo beffardo imbastisce e si può tendere alla quiete e alla calma dei sensi e delle coscienze individuali e collettive, perché ogni nodo strappato tempestivamente evita a priori l’impatto irruento con quello successivo, che sarebbe ancora più dannoso. I lavori di Davide trovano il focus in fieri di una riflessione molto ampia e articolata, concepita come humus ideale che deve germogliare al meglio. Il percorso artistico diventa un cammino destinato all’intera comunità umana, composto da tappe di un sentiero che ci accomuna nel nostro viatico terreno. Davide ci insegna che una farfalla può sempre volare via all’improvviso portando con sé l’effimero del materialismo, ma il benessere quello vero e autentico prescinde dalla vulnerabilità del materialismo e si affida a ben altro, a solide basi di valore, a una rettitudine genuina che l’arte può contenere e diffondere a tutto tondo”.

  • Colore dinamico e suggestione visionaria nella pittura di Roberto Re

    Eclettico e poliedrico fantasista dell’arte, Roberto Re si inventa e si reinventa nella sua ricerca creativa, tracciando e solcando un percorso qualificante e distintivo, che lo colloca a buon conto e a buon diritto nel panorama contemporaneo con esiti e soluzioni di particolare cifra stilistica. Attualmente Re si sta concentrando e focalizzando sullo studio pittorico del colore blu con le sue intrinseche valenze concettuali e simboliche. La dottoressa Elena Gollini nel porre l’accento sulle note avvaloranti della sua poetica espressiva ha affermato: “Roberto è un grande esteta dell’arte, un grande perfezionista, che cerca sempre di raggiungere traguardi di resa impeccabile. Anche in questa fase dedicata e indirizzata ad approfondire il fascino ammaliante del colore blu nella sua variegata componente emozionale, dimostra di essere all’altezza di una proposta artistica di elevato spessore e livello. Roberto procede con enfasi appassionata nel dare vita a combinazioni efficaci, dove il blu regge e governa incontrastato la struttura scenica e viene sorretto e sostenuto da essa in coesa alchimia di fusione e profusione. Roberto sogna e fantastica, pensa e riflette, progetta e realizza sempre con la massima coerenza, con un criterio di scelta ponderato e calcolato con estrema accortezza. Pur lavorando nel comparto dell’informalismo astratto non convenzionale, si lascia guidare da linee basiche e da fondamenti cardine, per non rischiare mai di improvvisare e di agire in modo casuale. Roberto è un portento di idee, di stimoli. È un artista di aperte vedute, che guarda verso un’arte di confronto e una cultura di dialogo. Il colore blu traccia un virtuale ponte di congiunzione tra il mondo circostante, la dimensione del reale e l’orizzonte che si staglia ad infinitum e si proietta verso un altrove ancora sconosciuto. Il blu diventa dunque un medium tra realtà visibile e sfera immaginifica, che lo spettatore può cogliere e carpire dentro l’avvolgente fluire cromatico in incalzante divenire. Il movimento materico nella sua corposa densità amplifica la portata plastica tridimensionale. Le opere diventano una sorta di pitto-sculture consentendo anche un approccio tattile oltre che visivo. Si genera in tal modo una intensa interazione con lo spettatore, che diventa attore e al contempo interprete dell’orchestrazione, nell’esplosione vulcanica delle percezioni sensoriali“.

     

  • L’arte del Dragone: breve guida ai tappeti cinesi

    Come in molti altri Paesi d’Oriente, in Cina esiste una tradizione artigianale antica e notevole, non sempre conosciuta e apprezzata in Europa e oltre l’Atlantico, ma pur sempre di grande pregio.

    Questo articolo, dunque, si propone di esplorare un mondo pieno di fascino: quello dei tappeti cinesi. Nella nazione del dragone sono particolarmente famose le produzioni locali di tessuti e broccati, ma l’arte dell’annodatura dei tappeti è forse una delle sue espressioni più alte.

    Le origini di questa pratica si perdono, come spesso accade, nella notte dei tempi, anche se è merito dei traffici commerciali provenienti da tutto il mondo se il tappeto in Cina acquista pregio tra il 1400 e il 1700, arrivando alla corte dell’Imperatore. In Europa questi pezzi unici non sono conosciuti prima del XIX secolo, quando diventeranno vittime di rapine e razzie, per poi trasformarsi in produzioni sempre più dirette verso lo stile liberty e decò di gran moda in Occidente.

    I tappeti cinesi migliori sono quelli di fattura antica, poiché dopo gli anni ’60 la qualità della produzione si è abbasata vertiginosamente. Andiamo dunque a conoscere le due categorie di annodature più apprezzate: i tappeti provenienti da Pechino e quelli Ninxia.

     

    I tappeti antichi di Pechino

     

    In generale, i tappeti cinesi antichi vedono rappresentati draghi (il principale simbolo religioso), serpenti, farfalle, fiori o, in generale, simbologie riconducibili alla religione taoista. I nodi sono piuttosto grandi e di conseguenza i tappeti abbastanza spessi, ma la qualità della lana permette al manufatto di non perdere in morbidezza.

    Tutte queste caratteristiche sono rintracciabili anche nella produzione della Capitale, centro dell’annodatura per eccellenza. I decori sono di origine perlopiù naturale e la struttura è molto ariosa, spesso con un solo medaglione al centro o con altri cerchi più piccoli attorno. Il colore più utilizzato è indubbiamente il blu con tutte le sue sfumature cangianti. Queste annodature sono particolarmente durevoli e resistenti nel tempo ma, come detto in precedenza, anche molto morbide al tatto al tempo stesso.

    Sebbene in occidente venga ovviamente associato a vicende tragiche, un altro motivo che ritorna spesso nei tappeti Pechino è rappresentato dalla svastica: questa parola che indica lo stare bene era molto apprezzata, soprattutto in Oriente, prima del collegamento col nazismo.

    Spostiamoci però da Pechino verso l’Asia Centrale, alla scoperta di un’altra categoria di tappeti cinesi antichi molto pregiata e peculiare: i tappeti Ninxia.

     

    La tradizione musulmana dei tappeti Ninxia

     

    Questi manufatti sono prodotti dalla popolazione Hui, un’enclave musulmana cinese frutto delle mescolanze avvenute all’epoca dei mercanti. Anche i tappeti sono la perfetta commistione tra queste due culture millenarie ricche di storia: i colori tenui incontrano quelli sgargianti, i dragoni cinesi si mescolano alle geometrie dal sapore più mediorientale, il peculiare contrasto cromatico non fa venir meno i motivi naturali così cari alla tradizione cinese, tra fiori, frutti e animali associati al Tao e alla religione di Buddha.

    Come nei tappeti Pechino è il campo libero a fare da padrone, le decorazioni sono relegate in pochi punti e questo rende il restauro piuttosto complesso. Anche per questo motivo i tappeti antichi cinesi sono pezzi dal grande valore artigianale oltre che artistico e non sfigurano con nessun tipo di arredamento. Il nostro consiglio è di rendere queste preziosità d’Oriente i veri protagonisti delle vostre stanze, per un ambiente originale, esotico e molto elegante.

  • La fantasia della carità. Opere di Fabio Agliardi

    Proseguono le iniziative che Fondazione Credito Bergamasco aveva messo in calendario per l’anno 2020. Dopo il successo delle visite virtuali alla mostra Ogni giorno è Pasqua dedicata alle opere di Salvatore Accolla, il 12 giugno 2020 verrà inaugurata, in collaborazione con il M.A.C.S. di Romano di Lombardia, l’esposizione online La fantasia della Carità con le opere dell’artista bergamasco Fabio Agliardi.

    Fondazione Creberg ogni anno collabora con artisti per la realizzazione di mostre itineranti dove le opere d’arte vengono inserite in percorsi ben precisi volti a sensibilizzare il pubblico su significative tematiche di carattere culturale. In questo progetto si innesta la mostra La fantasia della Carità; Fabio Agliardi ha realizzato ad hoc quindici pannelli (150 x 150 cm) che illustrano le sette opere di misericordia corporale, le sette opere di misericordia spirituale e l’ultimo dipinto raffigura la sorprendente novità, la quindicesima opera di misericordia (la Cura della Casa Comune), indicata da Papa Francesco nel suo messaggio del 1° settembre 2016 per la giornata mondiale di preghiera per la cura del Creato. In ogni tela, accanto alla simbologia astratta dei singoli gesti delle opere di Misericordia, è presente un dettaglio relativo a luoghi o monumenti cari all’artista ed espressivi per la miglior comprensione del dipinto stesso e della relativa opera.

    Attraverso la newsletter, il sito internet e i canali social (Youtube, Facebook e Instagram) della Fondazione, l’esposizione sarà disponibile virtualmente dalle ore 11.00 di venerdì 12 giugno, giorno in cui si sarebbe dovuta tenere l’inaugurazione a Palazzo Creberg (la mostra era programmata dal 15 giugno al 3 luglio 2020); le altre tappe erano state stabilite presso il Museo d’Arte e Cultura Sacra di Romano di Lombardia, dal 6 settembre all’11 ottobre 2020, e a Grumello del Monte, dal 17 ottobre al 15 novembre 2020. Fondazione Credito Bergamasco – in collaborazione con il M.A.C.S. e con Grumello Arte – intende mantenere le due ricorrenze con appuntamenti specifici e dedicati che saranno pubblicizzati a tempo debito.

    «Fabio Agliardi rimase sbigottito – spiega Angelo Piazzoli, Segretario Generale della Fondazione Credito Bergamasco e Curatore della mostra – quando, circa due anni fa, gli prospettammo il tema che avevamo scelto per la mostra itinerante del 2020, quale seguito alla disamina della enciclica “Laudato si”’, affrontata con una esposizione pensata per l’anno 2019 e dedicata alla salvaguardia del Creato; nell’ambito del nostro percorso volto ad approfondire importanti tematiche esistenziali tramite eventi artistici di elevato livello qualitativo, ci sembrava interessante soffermarci nel 2020 sull’importante argomento della misericordia rivisitata alla luce della splendida intuizione del Papa, ben sintetizzata nell’incipit del documento pontificio (“Usiamo misericordia verso la nostra casa comune”).»

    «La sua esitazione nasceva dalla sensazione di sentirsi inadeguato di fronte a un tema così vasto, profondo e impegnativo; dopo alcuni incontri di approfondimento, caratterizzati da una encomiabile disponibilità all’ascolto e al confronto – prosegue Angelo Piazzoli – Fabio Agliardi accettò e si mise subito al lavoro preparando, in pochi mesi, quindici bozzetti di grande suggestione e profondità. Da lì nacque, con lui e con mons. Tironi, un percorso comune di progressiva scoperta e di profonda analisi dei temi della misericordia che molto lo colpirono nell’animo – per molti versi entusiasmandolo – al punto da farlo operare, con grande qualità e con la consueta dedizione, alla elaborazione di un’opera plurima, significativa e imponente, con grande scioltezza e con assoluta libertà, artistica e spirituale.»

    La visita virtuale alla mostra è accompagnata da musiche composte ed eseguite dal musicista Alessandro Fabiani.

    Il giorno 5 settembre data in cui si sarebbe inaugurata la seconda tappa della mostra presso il M.A.C.S. di Romano di Lombardia verrà pubblicato sul sito della Fondazione Credito Bergamasco il catalogo dell’esposizione in versione web; le pubblicazioni cartacee saranno poi distribuite secondo modalità che saranno comunicate a tempo debito.

    Come spiega Mons. Tarcisio Tironi, Direttore del M.A.C.S. di Romano di Lombardia e Curatore della mostra «nella esposizione preparata con faticosa cura e alla fine con intensa soddisfazione, l’artista ci lascia un’attualizzazione dei temi della misericordia in quadri intensi e piacevoli, di facile lettura e con un chiaro messaggio, realizzati con rigore e dedizione, attraverso una ricerca accurata e continua. Sono come quindici gradini di un percorso artistico e nel contempo interiore che egli regala affinché abbiamo ancora di più cura del creato, trasformando i nostri comportamenti e i nostri stili di vita, anche attraverso piccole iniziative fattibili in ogni momento e in ogni luogo. È una forma creativa di ripristino per contribuire alla guarigione del mondo. Dal momento che la bellezza della terra va preservata in tutti i suoi aspetti, ogni tela presenta un’opera di misericordia in un contesto a noi facilmente riconoscibile dal monumento raffigurato. Non possiamo infatti dimenticare che ogni agire umano è nel e sul territorio e che il prendersi cura, comunque, è ben più che amministrare un bene. Questo vale per l’esercizio sia delle opere di misericordia corporali sia delle spirituali.»

    Il 13 aprile 2020, Lunedì dell’Angelo, Fabio Agliardi ci ha lasciato, non superando gravi complicazioni derivanti da infezione da virus Covid 19; rappresenta dunque una delle vittime della terribile epidemia che così duramente ha colpito Bergamo e i nostri territori.

    «Vedendo l’armonia delle opere che l’artista ci ha lasciato – conclude Angelo Piazzoli – penso che in questo suo grande cimento finale Fabio Agliardi sia riuscito a realizzare compiutamente la funzione che Papa Giovanni Paolo II assegna all’arte e agli artisti, il rendere percepibile all’uomo il mondo dello spirito, trasferendo in formule significative ciò che è in se stesso ineffabile. La mostra “La fantasia della Carità” intende ricordare l’attività di Fabio Agliardi attraverso quindici opere, monumentali e intense, che mai avremmo pensato avrebbero costituito un mirabile testamento spirituale e artistico.

  • Donne Coraggiose, la musica pop incontra la solidarietà

    Donne Coraggiose è il primo inedito di Marco Forconi e Valerio Simonelli, frontman dei “Caporali Coraggiosi”.

    Il brano e la video clip saranno disponibili gratuitamente , ma i proventi delle vendite negli stores online o streaming saranno devoluti ad una Onlus che si occupa di assistenza alle donne.

    i “Caporali Coraggiosi” sono il tributo al tour “Capitani Coraggiosi” di Claudio Baglioni e Gianni Morandi.

    I positivi riscontri di critica e pubblico, hanno spinto i due artisti a pensare ad una escursione artistica che potesse affiancare e rappresentarli anche oltre il progetto della Tribute Band.

    I fans dei “Caporali” sono per oltre l’80% donne è quindi è stato naturale esordire con un brano dedicato a loro – dicono i due autori –  “Donne Coraggiose” racconta le donne come figlie, madri, amanti, sorelle e amiche , ma sottolinea anche la grande sfide dell’essere donna.

    La possibilità di coniugare l’arte musicale con una iniziativa di beneficienza destinata rende ancora più importante il messaggio.

    per ascoltare il brano cliccare qui

  • Fard – il primo singolo di Aliperti

    “Fard”

    Esce il 12 Giugno 2020 il primo singolo di Aliperti


    “Fard” è il primo singolo di Aliperti, prodotto da Formica Dischi e distribuito da Artist First.



    “Una canzone che fotografa il desiderio mentre prende il posto di un silenzio immobile, quello che segue il litigio di due innamorati”.



    Aliperti è entrato di recente a far parte del roaster di Formica Dischi e si presenta al pubblico con questa canzone di cui è autore del testo e della musica.



    Daniele Aliperti, in arte “Aliperti”, nasce a Lucca nel 2000 e incontra la musica fin da bambino, quando inizia a prendere lezioni di pianoforte.

    Durante l’adolescenza prende forma la sua passione per la composizione che nel corso degli anni si consolida, affiancata anche dallo studio della chitarra e del canto.



    “La musica e la composizione sono un’ottima cura per i momenti peggiori e una perfetta compagna nei momenti euforici, entrambi fonte di ispirazione per le mie canzoni”.



    Autore ALIPERTI

    Etichetta discografica Formica Dischi

    Publishing Gianni Rodo Edizioni

    Distribuzione Artist First

    Ufficio stampa Gianni Rodo

  • Beatrice Trussardi: Fondazione Nicola Trussardi e il progetto “Viaggi da Camera”

    L’arte italiana è ricca di opere che invitano a riflettere sull’ambiente domestico e sull’introspezione. Fondazione Nicola Trussardi, sotto la guida di Beatrice Trussardi, propone il progetto "Viaggi da Camera": tanti artisti e tante opere per raccontare la dimensione più privata di noi stessi.

    Beatrice Trussardi

    Beatrice Trussardi: l’arte dell’evadere e il progetto "Viaggi da Camera"

    "Un progetto online che raccoglie e distribuisce quotidianamente immagini, video e testi, scelti da artisti invitati a raccontare il proprio spazio domestico e privato": si chiama "Viaggi da Camera" ed è promosso dalla Fondazione Nicola Trussardi, dal 1999 guidata dall’imprenditrice culturale Beatrice Trussardi. In un momento così particolare della nostra storia, anche la Fondazione è chiamata a reinventarsi e lo fa sfruttando il digitale. Il progetto è iniziato il 27 marzo con una fotografia di Carlo Benvenuto, alla quale ha fatto poi seguito un lavoro di Maurizio Cattelan. Numerosi artisti ne prenderanno parte, una trentina di questi ha già confermato la propria adesione. Il pubblico può seguire il progetto grazie al sito web dedicato e agli account Instagram e Facebook della Fondazione. Massimiliano Gioni, lo storico Direttore Artistico, e Beatrice Trussardi si sono lasciati ispirare dal romanzo di Xavier De Maistre "Viaggio intorno alla mia camera", scritto nel Settecento durante un soggiorno obbligato dell’autore durato 42 giorni in una stanza a Torino. La chiusura forzata in casa che stiamo vivendo stimola a intraprendere nuovi viaggi senza mai varcare i confini della propria stanza. Da qui è nata l’iniziativa della Fondazione.

    Beatrice Trussardi: l’arte come riflessione sugli spazi domestici

    "La Fondazione Nicola Trussardi è un museo mobile, senza sede, che scova spazi insieme e per gli artisti, quindi in certo senso siamo da sempre una fondazione immateriale, che pensa ai musei più come un software che come un hardware", spiega Massimiliano Gioni. "L’idea di sviluppare un progetto online ci è sembrata perfettamente in linea con la nostra storia". Il progetto "Viaggi da Camera" nasce dunque come spontanea reazione alla reclusione forzata che stiamo sperimentando ormai da alcune settimane. La storia dell’arte italiana si è spesso concentrata sul tema dell’introversione, della riflessione sugli spazi domestici: da De Chirico e Savinio a De Pisis, da Morandi a Domenico Gnoli, gli esempi sono tanti. "Come molte altre istituzioni, ci siamo ritrovati a dover posporre e cambiare i nostri progettiad aprile avremmo dovuto inaugurare "The Collectivity Project" di Olafur Eliasson – Con Beatrice Trussardi ci siamo subito detti che dovevamo pensare a un progetto online e così è nato "Viaggi da camera", che poi è davvero un’idea molto semplice e forse più che altro una scusa per scrivere a tanti amici artisti e assicurarsi che vada tutto bene", ha raccontato Massimiliano Gioni. Beatrice Trussardi e la Fondazione si impegnano così a far riscoprire l’arte come un esercizio di convivenza e di collaborazione.

  • Opinioni sui vari Maghi

    Capita di girare nel web e di cercare qualche Mago o sensitivo ma anche un ,ritualista serio. Ricordiamo che la magia e come la religione poiche’  e’ un credo. Chiunque crede a qualcosa deve avere Fede. La fede ovviamente e’ qualcosa di astratto che non possiamo vedere e toccare.

    Ma molti si professano maghi,sensitivi, cartomanti ma pochi ci mettono la faccia con tanto di Nome e Cognome. Leggiamo nomi di maghi scenografici come se’ fossero’ personaggi di un film di Fantascienza.

    Allora ho deciso di fare una piccola indagine. Ovviamente predendo un piccolo campione di 10 maghi solo 1% ha risposto con il proprio nome e cognome. Fra’ questi abbiamo il Mago Letterius definito il 1 Mago d’ Europa  3 nel mondo. Mago Letterius vanta una storia quarantennale a parte le sue origini che risalgono al Mago Frank.

    Infatti Mago Letterius si chiama proprio Letterius non e’ un nome di fantasia ma un nome che deriva dalla sua famiglia.  Possiamo definire  in questa piccola indagine che Mago Letterius e’ fra’i pochi Maghi che ci mette la faccia oltre che vanta una grande esperienza nel campo esoterico.

  • “Vo per Botteghe WEB” e “Art in our Heart WEB” un sostegno concreto per artigiani e artisti

    Per rispondere alla crisi economica e all’isolamento legati all’emergenza Coronavirus, il Movimento Life Beyond Tourism Travel to Dialogue potenzia la propria rete online. E lancia due iniziative: “Vo per Botteghe® WEB”, pensata per aiutare gli artigiani di tutta Italia a vendere i propri prodotti e a non fermare il business e “Art in our heart® WEB”, per aprire la propria rete anche al vasto mondo artistico, favorendone una importante e qualificata visibilità internazionale.

    Il Movimento Life Beyond Tourism Travel to Dialogue nasce da un’idea della Fondazione Romualdo Del Bianco, fondazione fiorentina che nel 1989, all’indomani della caduta del Muro di Berlino, ha iniziato a occuparsi del riavvicinamento tra popoli attraverso il dialogo tra culture nei siti Patrimonio Mondiale dell’umanità, della tutela delle tradizioni locali dei territori e del viaggio come mezzo attraverso cui costruire il dialogo (il cosiddetto viaggio dei valori). Da queste basi è nato e si è sviluppato un agire etico che ha preso il nome di Life Beyond Tourism e che, oggi, attraverso le attività che il Movimento Life Beyond Tourism Travel to Dialogue svolge, vuole realizzare il dialogo interculturale coinvolgendo i soggetti a vari livelli: dai singoli individui, alle aziende e alle istituzioni.

    Quest’attività si traduce in una serie di iniziative volte alla valorizzazione delle espressioni culturali dei territori, affinché possano essere conosciute a tutti i livelli e valorizzate concretamente con un’azione collettiva di tutela che parta dalla conoscenza dei luoghi, con le proprie tradizioni, i propri prodotti e i propri valori. Numerose istituzioni nazionali e internazionali di alto livello hanno dato il proprio riconoscimento alle attività svolte: dall’UNESCO al Parlamento Europeo, da ICOMOS International (Consiglio internazionale dei monumenti e dei siti) al Touring Club italiano. E ancora ICCROM (Centro internazionale di studi per la conservazione e il restauro dei beni culturali), ICOM (International Council of Museums) e IUCN (Unione internazionale per la conservazione della natura). E questi sono solo una piccola parte: basti pensare che sono 91 i patrocini concessi al Forum “Building Peace through Heritage-World Forum to Change through Dialogue” che si sarebbe dovuto tenere a marzo a Firenze, ma che è in fase di riprogrammazione a causa dell’emergenza mondiale causata dalla diffusione del Covid-19.

    In questo contesto si inserisce la nuova iniziativa “Vo per Botteghe® WEB” del Movimento, per tendere una mano alle piccole e medie imprese artigianali che si trovano in grave disagio a causa dell’emergenza sanitaria in corso. L’obiettivo è continuare a promuovere le vendite ma anche far conoscere importanti realtà culturali. Per questo, il Movimento ha lanciato una campagna di adesione gratuita alla propria rete internazionale fino al 30 giugno 2020. Ad oggi hanno aderito 20 aziende da tutta Italia (la lista completa è disponibile qui: https://www.lifebeyondtourism.org/it/il-network-lbt/map-companies/). A fianco di Vo per Botteghe web ecco poi la nuova sezione del portale del Movimento Life Beyond Tourism – Travel to Dialogue dedicata al mondo dell’arte e lanciata attraverso l’iniziativa “Art in our Heart® WEB”. Gli artisti potranno aderire gratuitamente al Movimento entro il prossimo 30 giugno e ottenere la registrazione completamente gratuita anche per tutto il 2021. Ad oggi hanno preso parte al progetto più di 60 artisti da 12 Paesi del mondo: Canada, Georgia, Italia, Lituania, Norvegia, Romania, Russia, Serbia, Spagna, Stati Uniti, Tailandia, Turchia.

    In tal modo, per artigiani e artisti, sarà possibile usufruire di una serie di servizi che consentiranno una grande visibilità sul mercato nazionale e mondiale, grazie a una rete che conta oltre 14.000 utenti distribuiti in 111 Paesi del Mondo. Ma si potrà contare anche sull’affiancamento nell’apertura  di uno shop online senza costi aggiuntivi grazie alla collaborazione con il partner tecnologico Italiano Donkey Commerce attraverso la quale coloro che vorranno aprire un negozio online potranno ricevere informazioni, assistenza e supporto direttamente dall’azienda partner. Artisti e artigiani potranno quindi entrare a far parte di una rete pronta a sviluppare il proprio e-commerce, a ottimizzare la comunicazione online e offline, a costruire la brand identity e la presenza in rete, avendo anche accesso a finanziamenti attraverso bandi e contributi nazionali e internazionali.

    «Accogliamo con grande favore questa iniziativa – commenta il presidente del Consiglio regionale della Toscana, Eugenio Giani – che è sicuramente in linea con il lungo impegno portato avanti in questo ambito dal Movimento Life Beyond Tourism, ormai da molti anni. In una fase difficile come quella attuale, in cui l’Italia e la Toscana in particolare stanno dando il meglio per ripartire, è essenziale attivare sinergie e mantenere strette relazioni con altri Paesi del mondo: un’attività che vede da sempre in primo piano la Fondazione. L’arte, l’artigianato e la cultura sono veicoli fondamentali per far ripartite il nostro Paese. È da qui che possiamo e dobbiamo ricominciare a rivolgersi a un pubblico internazionale di persone interessate a visitare il nostro Paese ma anche a conoscerne meglio i tesori, il saper fare e i mestieri tradizionali».

    «Con Vo per Botteghe Web, in un momento difficile, vogliamo offrire all’Italia del ‘saper fare’ un nuovo strumento facile e gratuito per aprire una vetrina sul mondo con la propria attività per aprirsi un mondo di opportunità – spiega Carlotta Del Bianco, presidente del Movimento Life Beyond Tourism. È l’evoluzione dell’omonimo progetto nato a Firenze nel 2016 dall’etica Life Beyond Tourism promosso dalla Fondazione Romualdo Del Bianco che esalta la componente culturale e avvicina al mondo delle tradizioni artigianali e alle espressioni culturali dei vari luoghi, connettendo direttamente le aziende con i viaggiatori in rete, potenziali clienti. Il progetto è attivo a Firenze con B&B Hotels Italia, con l’Hotel Laurus al Duomo e con l’Hotel Pitti Palace al Ponte Vecchio».

    Da sempre la missione del Movimento è contribuire alla pace nel mondo con il dialogo grazie al patrimonio, al viaggio, all’incontro con accoglienza e ospitalità, con la comunicazione, la conoscenza e la tutela della personalità del luogo e della sua economia. Cn il passaggio al web dell’iniziativa si vuole ora contribuire attivamente al sostegno dell’economia italiana in questo momento delicato della storia e dare un aiuto concreto agli artigiani nel dare continuità alla propria attività. Un contributo moderno, necessario in un momento di orgogliosa ripartenza, con strumenti per lavorare a distanza in un momento in cui il commercio o è online, o subisce difficoltà, o passa alle multinazionali depauperando il PIL Italiano. Soprattutto questo contributo vuole essere un semplice gesto per infondere fiducia nel prossimo, con entusiasmo, per l’uscita dall’isolamento; è un contributo orientato alla visibilità, quindi alla tutela del grande patrimonio che l’Italia può vantare: il Patrimonio immateriale dato dall’ingegno, dalla creatività e dal ‘saper fare’.

     

    Vo Per Botteghe Web: www.lifebeyondtourism.org/it/vo-per-botteghe-2/

    Art in our heart: www.lifebeyondtourism.org/it/art-in-our-heart/

  • Federico Colli: pensiero e azione in perfetta sintonia

    Nella poetica espressiva dell’artista Federico Colli pensiero e azione coincidono come un unicum, che suggella e sancisce la sua cifra stilistica connotativa e ne avvalora la portata e lo spessore comunicativo. La Dott.ssa Elena Gollini, apprezzando le qualità sostanziali della sua pittura ha affermato: “Federico si propone come artista di moderne vedute, al passo con il tempo e con la visione attuale della società. La sinergia tra pensiero ideativo e azione esecutiva diventa un tassello basilare e primario per la riuscita ottimale delle sue pregevoli composizioni, dal gusto squisitamente di tendenza Pop Art. La rivisitazione compiuta da Federico agli insegnamenti e alle lezioni magistrali impartite e sancite dagli illustri maestri come Andy Warhol e Roy Fox Lichtenstein, si traduce in rappresentazioni personalizzate con elementi e componenti inediti e inusuali, che danno centralità alla profusione cromatica sempre ben dosata e misurata nella stesura e a un disegno stilizzato ed essenziale nel tratto segnico, quasi riportato in stile caricaturale oppure con impronta fumettista. Federico predilige colori forti e accesi, vividi e corposi, densi e intensi, con una partitura marcata e incisiva. L’uso della tavolozza cromatica sgargiante e sfavillante imprime una potente e prorompente carica energetica vitale alle immagini. La figurazione è sempre improntata in modo importante e sottende significati e messaggi allusivi, da decodificare con attenta e acuta sensibilità di lettura interpretativa. La suggestione visionaria si basa su un impianto compositivo disposto su più piani e su più sequenze percettive, dove lo spettatore può addentrarsi e penetrare in più fasi di approccio recettivo. Federico è un fantasioso e giocoso sognatore e si destreggia abilmente nel multiforme e variegato filone figurale, provando delle peculiari ed esclusive chiavi d’accesso e delle argute e sagaci prospettive di rievocazione. Arte come occasione e come opportunità di crescita ed evoluzione. Arte come modalità di fuga fantastica dalla realtà, pur restando ancorato a solidi appigli reali. Arte come input e incipit per stupirsi e per stupire. Questi assioma riassumono le riflessioni di Federico nel suo incedere e lo guidano e lo accompagnano, costruendo pagina dopo pagina un virtuale diario di bordo, dove a ogni opera corrispondono emozioni e sentimenti speciali”.

  • Il marmo dai 1000 volti: patrimonio dell’arte e dell’umanità

    Il progetto del “Marmo dai 1000 volti” facente capo all’intraprendente Massimo Caramia artista-artigiano del marmo di grande esperienza e competenza, sta prendendo corpo man mano, gradualmente e progressivamente e si prevede una forte risonanza, con un tam tam di incremento mediatico capillare. Il progetto si ricollega ad un blocco marmoreo derivante dall’antichissima breccia medicea, venuto alla luce presso la zona toscana di Seravezza. Attualmente, il legittimo proprietario esclusivo Massimo Caramia lo sta custodendo gelosamente e analizzando con grande cura e attenzione, per fare affiorare le interessanti proiezioni figurali, che sono presenti all’interno del blocco stesso come se fossero state forgiate e plasmate mirabilmente da Madre Natura. La dottoressa Elena Gollini che supporta Caramia nella ricerca e nella promozione mirata del progetto, afferma con soddisfazione: “Massimo sta dimostrando una fiera e orgogliosa determinazione nel portare avanti il progetto. Il blocco ogni giorno suggerisce nuove scoperte, in un corollario variegato di forme e figure di sorprendente spettacolarità. Procedendo secondo uno schema pianificato a monte con certosina dovizia strumentale, Massimo sta continuando nell’esame di queste immagini e trova rimandi e riferimenti stupefacenti con la storia dell’arte. Il blocco nella sua genetica peculiare è davvero un pezzo sui generis, difficilmente associabile ad altri blocchi con la medesima origine, seppur pregevoli. Abbiamo già da tempo opportunamente fatto predisporre un apposito logotype grafico esclusivo e identificativo, proprio per suggellare simbolicamente anche a livello di identificabilità una propria connotazione subito riconoscibile. Oltre al logotype è stato redatto e sottoscritto da me un comprovante expertise di certificazione di autentica, per dare una documentazione esaustiva e completa d’accompagnamento al blocco e avvalorare l’intero progetto di ricerca. Siamo dunque in fase di promozione a largo raggio per espandere la visibilità del progetto e prepararci ad avere i meritati riscontri da parte dell’opinione pubblica, oltre che degli addetti di settore. E ovviamente non ci fermiamo, anzi, si prosegue alacremente e con forte entusiasmo. Non si può non restare conquistati dal blocco, è praticamente un catalizzatore energetico potentissimo e al contempo sprigiona a tutto tondo un flusso energetico davvero avvolgente e coinvolgente. È proprio un capolavoro della natura senza pari”.

  • Alessandro Giordani: astrazione pittorica e riflessione esistenziale

    “Alessandro Giordani: astrazione e suggestione visionaria” è il titolo, che designa la mostra online presente nella piattaforma web curata dalla dottoressa Elena Gollini, che vede protagonista il pittore Alessandro Giordani con un circuito di 20 opere particolarmente rappresentativo, per scandire e tracciare il suo impegno artistico portato avanti con slancio dinamico. La dottoressa Elena Gollini, che si occupa di curare e promuovere l’immagine mediatica e la visibilità di Giordani ha commentato: “La formula astratta di Alessandro nelle sue esclusive componenti conformanti e performanti viene evidenziata attraverso questa esposizione in rete e si pone come una vetrina molto coinvolgente per il fruitore. Alla perizia strumentale subito riscontrabile, si associa e si accosta l’essenza sostanziale profonda, che integra e completa l’orchestrazione e si traduce in una narrazione di impronta esistenziale. In ogni quadro, si connette e si congiunge la riflessione e il pensiero intimo di Alessandro, che non dissocia e non distacca mai la sfera emotiva ed emozionale dall’ispirazione creativa. Alessandro si guarda dentro e parla in primis con se stesso e a se stesso, per poi esternare e manifestare tramite i quadri quanto il proprio ego intimo gli suggerisce. Per Alessandro fare arte è come scrivere pagine di un diario autobiografico, dove al posto della penna e dei fogli ci sono tele e pennelli e colori. In ogni opera presente in mostra è dunque racchiusa e custodita una piccola-grande verità interiore di Alessandro. Le sue riflessioni creative accomunano le scelte esistenziali e viceversa, con uno scambio e un interscambio di armonica sintonia. Arte e vita diventano due macrocosmi unificati in modo inscindibile, entrambi indispensabili e non divisibili e non separabili. L’arte da sempre come linguaggio universale apre e spalanca orizzonti conoscitivi e cognitivi sorprendenti. Alessandro si affida totalmente a questo potere sovrano dell’arte e lascia librare e volteggiare il suo pensiero negli anfratti e nei meandri più nascosti e celati, trovando e recuperando sensazioni e percezioni inattese e inaspettate, che colmano e compensano qualunque carenza e lacuna esterna. Ecco dunque, perché l’essere uomo non può disgiungersi dall’essere artista e viceversa, alimentando una commistione sinergica con quanto lo circonda e con l’intero Creato”.

    VISITA LA MOSTRA:

    https://lemostreonlinedielenagollini.wordpress.com/astrazione-e-suggestione-visionaria-giordani/