Categoria: Arte e Cultura

  • L’Università di Bergamo riparte dal Lazzaretto con i test di Medicina

    Al Lazzaretto di Bergamo spazi estesi e 800 banchi appositamente distanziati ospitano da oggi, 3 settembre, i test d’ingresso di Medicina, dal 16 i test di Scienze della Formazione Primaria e dal 22 i test per gli insegnanti di sostegno. Attesa per il 30 settembre la cerimonia di consegna dei diplomi ai laureati nelle sessioni di marzo/aprile e luglio 2020, in presenza del Ministro dell’Università e della Ricerca Gaetano Manfredi che ha detto: “Bergamo simbolo della crisi che abbiamo vissuto. Vogliamo dare il via alla ripartenza in una città simbolo della lotta al Covid”.

     

    Con 744 candidati alla Facoltà di Medicina, distanziati e in sicurezza al Lazzaretto, luogo simbolico che rappresenta una delle pagine più difficili della storia, quando nel 1630 si diffuse la terribile epidemia che causò solo nel territorio orobico più di 55 mila morti, si apre oggi, giovedì 3 settembre, la cittadella dell’Università di Bergamo con un settembre ricco di appuntamenti accademici.

    L’idea di adibire il quadrilatero storico di Piazzale Goisis a sede universitaria provvisoria è venuta al Rettore Remo Morzenti Pellegrini che spiega: “Il problema più urgente da risolvere era appunto dove collocare gli iscritti al test di Medicina del 3 settembre, garantendo il distanziamento ma anche l’accessibilità. Avendo già in calendario una serie di iniziative per la ripresa dell’anno accademico, abbiamo deciso di partire da questa esigenza per ripensare gli altri appuntamenti in programma. L’Univer­sità è chiamata oggi a ricordare l’importanza di tornare ad educare e a ricordare che la cono­scenza è lentezza, riflessione e pazienza. In questi mesi abbia­mo costruito un nuovo rapporto con gli studenti, dialogando con loro e ascoltando le loro espe­rienze. I giovani hanno bisogno di essere accompagnati e la di­dattica a distanza da sola non ba­sta, non solo per le Università”.

    I test di Medicina del 3 settembre fanno da apripista a una serie di appuntamenti e iniziative, tra cui i test d’ingresso di Scienze della Formazione Primaria (16 settembre) e i test preliminari per l’accesso ai percorsi di formazione per gli insegnanti di sostegno di 1° grado (22, 24, 29 settembre e 1° ottobre).

    Inoltre, per il 30 settembre è in programma la cerimonia di consegna pubblica dei diplomi delle lauree conseguite a distanza nel periodo tra marzo e luglio da circa 500 studenti, che avverrà con la partecipazione del Ministro dell’Università e della Ricerca Gaetano Manfredi che nell’occasione inaugurerà l’anno accademico.

    Tra il 4 e il 16 settembre il Lazzaretto ospiterà anche uno sportello informativo per i neo-iscritti e una postazione del Cus; mentre dal 22 al 29 saranno accolte le matricole dei corsi di laurea triennali, dipartimento per dipartimento. Due proposte indirizzate a chi ha da poco terminato il percorso di studi e a chi è in procinto di iniziarlo.

    La volontà di adottare temporaneamente il Lazzaretto come spazio universitario, resa possibile grazie alla collaborazione del Comune di Bergamo, manifesta l’impegno di riprendere con sempre più attività e lezioni in presenza fisica, dove possibile, nel rispetto delle distanze imposte dalle norme anti Covid. Perché Bergamo non si arrende, anche quando si parla di istruzione.

  • “In Alaska. Il Paese degli Uomini Liberi” racconta di Inuit e orsi polari

    In Alaska. Il Paese degli Uomini Liberi di Raffaella Milandri

    La seconda edizione aggiornata “In Alaska. Il Paese degli Uomini Liberi”, di Raffaella Milandri, disponibile anche in EBOOK, tocca  le tematiche care alla autrice, attivista per i diritti umani: il rischio di estinzione dei popoli indigeni, la salvaguardia dell’ambiente, la necessità di “umanizzare” lo stile di vita moderno.

    In un viaggio in solitaria di oltre 10.000 chilometri in Alaska, l’autrice, attivista per i diritti umani, percorre  i sentieri dei cercatori d’oro, dei pionieri e dei cacciatori di balene. Lassù, ai confini del mondo, si imbatte in una natura umana forte e gentile, ma tocca con mano i risultati catastrofici del riscaldamento globale e delle crudeltà dell’Uomo Bianco.

    Le sue esperienze più intense sono oltre il Circolo Polare Artico, dove la solitudine tocca le vette più alte e il silenzio bianco regna sovrano.

    Sarà il capitano Roy, del popolo Inupiaq, ad aprirle le porte alle tradizioni antiche della sua gente, ma anche a rivelarle la dura realtà di un mondo senza scrupoli in lotta per il petrolio e per il denaro; un mondo dove l’orso polare — il gigante gentile dell’Artico— è tra le prime vittime di cambiamenti irreversibili.

    La edizione è pubblicata dalla Mauna Kea Edizioni, e la versione ebook è arricchita 16 pagine di immagini fotografiche a colori.

    “Un assaggio di libertà è guidare per 1000 km senza incontrare anima viva, e senza segnale sul cellulare. Ma la libertà vera, quella dello spirito, ha un costo molto alto. Purtuttavia, vale la pena di pagarlo”, dice la Milandri. Nel suo libro racconta due suoi viaggi avventurosi in Alaska, uno in estate e uno in inverno, tra “uomini liberi”.

    L’autrice aggiunge: “Il pericolo della natura selvaggia dell’Alaska è grande: oggi siamo impreparati a basarci sui nostri cinque sensi per sopravvivere. Lassù nel profondo nord, siamo inermi di fronte alla Natura signora e padrona, che senza pietà violiamo e dissacriamo ovunque nel mondo”.

  • Liberi di non Comprare”: il libro pluripremiato in seconda edizione e in ebook

    Dice l’autrice: “ Dobbiamo cessare di essere consumatori e ridiventare persone. Per non essere più denaro,  o ciò che abbiamo, ma per essere di nuovo uomini”.
    LIBERI DI NON COMPRARE di RAFFAELLA MILANDRI

    Il libro di Raffaella Milandri, soprannominata la “scrittrice dei Popoli Indigeni”,  uscito in seconda edizione e in ebook per la Mauna Kea edizioni  : “Liberi di non comprare. Un invito alla Rivoluzione”, continua a mietere successi e si riconferma quanto mai attuale anche durante la crisi planetaria del coronavirus.

    Anzi, si potrebbe aggettivare col termine “profetico”.

    Incentrato sulla decadenza della civiltà del consumismo con tutte le sue piaghe, il libro è un vero e proprio appello. Ci accompagna attraverso una profonda  riflessione sul significato della vita stessa e dei suoi valori, incitando ad un cambiamento.

    Cambiamento che ognuno può applicare,  scrollandosi di dosso abitudini e convenzioni che fanno solo il gioco della èlite ricca del Pianeta.

    Attraverso il dialogo con Jesus, un senzatetto di New York, e con la saggezza millenaria di diversi esponenti di popoli indigeni, la Milandri mette a fuoco impietosamente come l’unica cosa che possediamo, il tempo della nostra vita, si trasformi in rivoli di denaro che defluiscono insensatamente  lasciandoci in solitudine e inappagati.

    Il libro contiene contributi di Renzo Paris, che parla di Pasolini e del suo “anticonsumismo” , e di Francesco Barbagallo, che fa una analisi storica dei “mala tempora” .

    Dice Barbagallo: “questo libro appassionato ribalta i luoghi comuni sui rapporti tra paesi avanzati e Popoli Indigeni”.

    Parla Raffaella Milandri:

    “Questo mio libro parla del consumismo come causa principale dell’inquinamento, della decadenza dei valori umani, della solitudine e delle discriminazioni sociali.

    E’ una opera che ho avuto urgenza di divulgare e che è stata premiata a concorsi letterari di prestigio.

    Le vittorie del mio lavoro sono un momento importante per riflettere sul futuro: è una responsabilità.

    Vuol dire che sono sulla strada giusta, e mi devo impegnare ancora di più, in maniera particolare nella divulgazione della letteratura etica, che abbia una funzione sociale e civile”.

    Nei suoi libri Raffaella Milandri promuove la cultura, l’identità e i diritti umani dei Popoli Indigeni, che vivono ai margini del “Progresso”. Ma i cui microcosmi sociali e culturali rappresentano esempi preziosi di convivenza pacifica ed ecosostenibile. E sottolinea il progressivo indebolimento della società dei consumi, che appare in corsa verso la autodistruzione.

     

  • COSMOBSERVER media partner del NASA Space Apps Challenge di Brescia 2020

    Per il terzo anno consecutivo, COSMOBSERVER è media partner del NASA Space Apps Challenge di Brescia.

     

    Sarà un’edizione particolare del NASA Space Apps Challenge, l’hackathon voluto dall’Agenzia Spaziale Americana. Dal 3 al 4 ottobre 2020, a causa dell’emergenza sanitaria globale Covid-19 le squadre lavoreranno in remoto, per evitare assembramenti.

     

    Anche quest’anno, Brescia sarà una delle location della “gara di menti” che cercheranno di trovare soluzioni per la risoluzione di problemi e quesiti sulla Terra. Le squadre concorrenti potranno utilizzare i dati messi a disposizione dalle agenzie spaziali NASA – National Aeronautics and Space Administration, CNES, Canadian Space Agency e JAXA (Japan Aerospace Exploration Agency). Una sfida esaltante che mette ragazzi e cittadini nelle condizioni di sviluppare progetti rigorosamente open source che saranno valutati dalla NASA, con premi locali e globali.

     

    Per la terza volta consecutiva, il sito di divulgazione scientifica dedicato allo spazio COSMOBSERVER  media partner ufficiale dell’evento. COSMOBSERVER affiancherà gli organizzatori della manifestazione di Brescia nella divulgazione della challenge. Anche in questo 2020, nonostante le condizioni straordinarie, a organizzare la manifestazione è l’associazione culturale INTERSTELLARS.

     

    Le dichiarazioni:

     

    Siamo onorati di avere anche questo anno al nostro fianco Cosmobserver, il Prof. Emmanuele Macaluso e tutto il suo staff per diffondere la notizia della terza edizione di NASA Space Apps Challenge Brescia 2020 – dichiara Chiara Chiesa, organizzatrice dell’evento, che continua – il nostro interesse comune è che la scienza e lo spazio possano raggiungere ed appassionare i ragazzi e mostrare loro le grandi opportunità che i dati satellitari e il trasferimento tecnologico possono offrire per entrare nel mondo della Space economy”.

     

    “Quella con la NASA Space Apps Challenge di Brescia è ormai una tradizione per noi di COSMOBSERVER – dichiara il divulgatore scientifico Emmanuele Macaluso, fondatore di COSMOBSERVER, che continua – Sarà un piacere per noi dare il nostro contributo alla divulgazione di questa importante iniziativa, che a Brescia trova degli ottimi punti di eccellenza. Purtroppo le condizioni sanitarie contingenti ci regaleranno un’edizione in remoto e non potremo presenziare personalmente, ma il nostro impegno sarà massimo e, ne siamo certi, anche quest’anno gli organizzatori faranno un grande lavoro”.

     

    Maggiori informazioni su www.cosmobserver.com

     

  • L’energia del blu nella pittura di Roberto Re

    La Dott.ssa Elena Gollini nel commentare la qualità indiscussa e indiscutibile della produzione pittorica di Roberto Re ha dichiarato: “Quando ci si trova di fronte alle opere di Roberto si ha proprio l’impressione che da esse scaturisca e si sprigioni un’enorme e immensa energia, sapientemente controllata e meticolosamente guidata e orientata per ottenere risultati ineccepibili. Nelle fasi di elaborazione ideativa e progettuale e di realizzazione esecutiva si produce un procedimento costruttivo, di lenta, graduale, progressiva e accurata giustapposizione, che non risulta mai fuori controllo, affinché tutto venga a collimare al meglio nella resa finale. Roberto costruisce i quadri come se fossero dei veri e propri manufatti artigianali, li assembla e li plasma prestando attenzione anche al minimo dettaglio e particolare, senza mai lasciarsi fuorviare da valutazioni superficiali e frettolose. L’impulso e l’istinto vengono sempre guidati dalla ratio e la passione viene governata dalla mente. Le rappresentazioni nella loro sintesi astratta e materica paradigmatica acquistano un assunto di connotazione umanistica, per il quale la razionalità presiede alla creazione e la sorregge e la supporta sempre. La pulsione ispiratrice lo sprona e lo incoraggia nel suo ambizioso progetto di ricerca. La densità della stesura e della partitura pittorica privilegia il colore blu e viene accentuata ulteriormente dall’aggiunta di elementi materici come la iuta da sacco, che infonde plasticismo tridimensionale e assimila i quadri alle pitto-sculture di moderna impostazione. Roberto ripercorre gli insegnamenti sempre attuali perpetrati da illustri maestri della storia dell’arte come il grande Alberto Burri, che ha saputo dare un’innovativa prospettiva immaginifica e visionaria proprio usando dei frammenti e dei pezzi di sacco e intassellandoli dentro le composizioni in modo inconsueto e atipico. Roberto suggerisce e invita a fermarsi e a soffermarsi davanti alle opere, compiendo una lettura ravvicinata visiva e anche tattile ed assaporandone la forza vigorosa e incisiva per cogliere appieno la dimensione concettuale insita all’interno. Nella complessa e articolata sfaccettatura della scrittura pittorica e delle stratificazioni materiche la poetica di approccio è percettiva e sensoriale a tutto tondo. L’intero costrutto nelle sue parti coese in sinergia di legame arriva a interpellare il cuore e la mente e penetra nella parte più intima dell’ego fondendosi con essa”.

    http://www.elenagolliniartblogger.com/roberto-re/

  • Federico Colli: una pittura libera e coerente

    La Dott.ssa Elena Gollini ha evidenziato come la pittura di Federico Colli sia contemporaneamente libera, in quanto scevra e avulsa da frustranti vincoli di limitazione e di restrizione costrittiva imposti a monte e anche insieme estremamente coerente con la visione e la concezione di pensiero e di valutazione, che Colli conferisce al suo ruolo di uomo-artista contemporaneo, inserito dentro meccanismi e sistemi sociali che lo gratificano e lo appagano e gli permettono di seguire con intraprendente motivazione e determinazione i propri ambiziosi progetti e traguardi. In particolare, la Dott.ssa Gollini ha spiegato: “Osservando la produzione di Federico si percepisce e si comprende da subito, che la vena artistica e creativa risente e gode appieno del suo status esistenziale di soddisfazione e di compiacimento. Federico trasmette e trasferisce dentro le composizioni figurali la sua grinta vigorosa, l’energia vitale gioiosa e positiva, la matura e consapevole evoluzione del suo essere e del suo senso di esistere. Ecco, perché le immagini pittoriche abitano e occupano lo spazio e al contempo si smaterializzano e si liberano da ogni ingombro negativo, da ogni ideologia tarpante e affossante. Federico lavora piuttosto sulla trasparenza, sulla neutralità e si concentra sull’alleggerire l’idea plastica dal peso della materia e dalla concentrazione delle forze dei volumi, che rallentano e bloccano il senso di spazialità illimitata. Le sue figurazioni sembrano fluttuare, ondeggiare e volteggiare in un’atmosfera rarefatta, ariosa, avvolgente nella sua magica allure. Il disegno viene sempre bilanciato dalle funzioni portanti della luce e dei colori, che a loro volta hanno funzioni plurime e differenti in ogni opera e rivestono delle connotazioni distintive esclusive scelte ad hoc e definite in modo sempre mirato e ponderato a monte. L’arte di Federico è strettamente progettuale e preliminare alla fase di azione-esecuzione. L’acquisizione pratica di una propria competenza ed esperienza tecnica e strumentale è alla base del processo creativo e non sovverte mai all’incipit dettato dal sentimento spontaneo di vocazione affrancata e disinibita. L’atto i il gesto creativo conduce a una genesi di un’idea, che funge da mezzo e da medium per trasmettere e trasferire dei messaggi e dei contenuti sempre in fieri. Il disegno viene concepito e considerato come un libero campo d’indagine e di sperimentazione, che attraverso e percorre lo spazio in modo trasversale, riprendendo per certi aspetti quel concetto di spazio aperto ad infinitum perpetrato da Lucio Fontana come punto di riferimento per canalizzare e convogliare il fruitore verso una dimensione di universalità misteriosa e intrigante. Disegnare è per Federico un termine a largo raggio di significato intrinseco, che spazia dalla parola, all’immagine, al pensiero, tracciando una speciale iconografia, che interroga e risponde al contempo, a seconda poi di come lo spettatore si approccia e si pone stabilendo un legame di rapporto autentico e indissolubile. Con la pittura Federico vuole esprimere ciò che spesso con le parole può risultare troppo complicato o difficile da dire, quasi scomodo”.

     

  • Il viaggio fra sogni ed idee di Peo Alfonsi

    Terza tappa delle anticipazioni del XXV ParmaJazz Frontiere Festival

    Le anticipazioni estive della XXV edizione del ParmaJazz Frontiere Festival si chiudono il 27 agosto, a partire dalle 21.15, sul palco del Cortile d’Onore della Casa della Musica di Parma con un concerto del chitarrista Peo Alfonsi che proporrà brani tratti dal suo ultimo progetto discografico Nubìvago (Azzurra Music), un disco di brani originali realizzato in completa solitudine. Il concerto, totalmente gratuito e con prenotazione obbligatoria, prevede anche brani tratti da suoi album precedenti ed omaggi ad autori come Bill Evans, Lennon-McCartney e ai molti autori cui ha attinto nella sua molteplice esperienza musicale.

     

    Nubìvago è “Colui che vaga tra sogni e idee”: “Il nubìvago non è mai fermo, si muove senza una meta precisa. Viandante tra sogni e idee, senza saperlo fa di questo andare il senso del suo esserci. Vaga, immerso nei suoi sogni. 

    Di tanto in tanto è assalito dalla smania di realizzarne uno ed ecco che quel sogno diventa un’idea fissa che non lo lascia in pace.

    Allora il nubìvago si ferma, pianifica un modo per trasformare il sogno in realtà. Subito dopo però riprende a muoversi e vagare, qualcos’altro lo chiama e quell’idea appena realizzata è già ieri, altri sogni bussano alla sua porta. E così via. Non ho mai incontrato un musicista autentico che non fosse, in fondo, un nubìvago.” Peo Alfonsi

     

    Peo Alfonsi, diplomato col massimo dei voti in chitarra classica, da sempre affianca alla musica classica una assidua frequentazione del jazz e della musica improvvisata. In oltre vent’anni di carriera, che lo hanno portato ad esibirsi in più di 50 Paesi nel Mondo, ha suonato tra gli altri con Pat Metheny, Al di Meola, Gonzalo Rubalcaba, Noa, Kenny Wheeler, Norma Winstone e molti altri nomi prestigiosi del panorama internazionale. Ha inciso più di 30 CD molti dei quali come leader o co/leader e insegna chitarra jazz al Conservatorio di Verona.

    Ricordiamo che il concerto è realizzato in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Parma e con la Casa della Musica di Parma.

  • La pittura di Alessandro Giordani tradotta in brani poetici

    La Dott.ssa Elena Gollini nell’esprimere le proprie riflessioni sulla pittura informale astratta dell’artista Alessandro Giordani ha rimarcato su alcuni tratti salenti principali, che ne definiscono e ne descrivono le virtuose qualità intrinseche. In particolare, ha spiegato: “La pittura di Alessandro può essere metaforicamente e simbolicamente tradotta in brani poetici, che danno vita a spazi senza più confini, ad orizzonti infiniti solcati da paradigmi astratti evocanti una proiezione intellettuale ricercata, dove la vibrazione raffinata del colore, nella sua accesa e corposa vitalità, traccia una linea virtuale di demarcazione, che diventa una sorta di trasalimento emozionale ed emotivo e si carica di intensa suggestione. La pittura di Alessandro incede e procede dalle profondità di uno spazio indefinito e indefinibile, che potrebbe essere fisico e materiale e invece è puramente intellettuale e perciostesso ancora più misteriosa e intrigante. Alessandro compie su se stesso un coerente e consapevole lavoro di auto revisione. Si analizza e analizza di mando le sue opere, medita attentamente sull’utilizzo della tavolozza cromatica e della gamma e delle gradazioni e declinazioni tonali, affonda lo sguardo scrupoloso e il pensiero intuitivo dentro le superfici dipinte, per respirarne appieno le trame e gli orditi più reconditi e condividerli con lo spettatore. La sua pittura si orienta e si dirige verso una dimensione qualitativamente colta e spiritualmente elevata fondata sul controllo certosino e dovizioso della gestualità e dell’equilibrio compositivo, sempre perfettamente bilanciato nelle proporzioni e nell’impaginazione del costrutto narrativo di insieme. La declinazione di tendenza informale e non convenzionale viene dunque regolata e disciplinata da ritmi cadenzati e sequenziali sempre armoniosi, che dimostrano un processo evolutivo di maturazione esecutiva e di sviluppo di ricerca cognitiva e conoscitiva sempre in costante e continuo avanzamento progressivo. I valori sostanziali e le strutture sceniche appartengono ad un linguaggio semantico e dialettico aniconico, che contiene e custodisce importanti messaggi e significati sottesi. Il codice cromatico si esprime in un campo allusivo sfaccettato e variegato e si protende verso una spazialità “oltre” in cui si alternano e si fondono in sintonia il senso dell’orizzonte e della profondità ad infinitum con una visione più immediata ed immanente delle cose. La dimensione del comporre si avvale di una coinvolgente e suggestiva ispirazione, in cui si palese ed emerge un sentire che rifugge dalla descrizione mimetica, per soffermarsi invece sull’evocazione prorompente del gesto pittorico, intellettuale e lirico assieme. Alessandro dipinge in modo lento e misurato, riservato e discreto. Assapora fino in fondo la consistenza dei pigmenti regalandoci pagine di un’espressione condotta a quell’essenzialità estrema, a cui non servono orpelli inutili e superflue concessioni decorative e neppure sterili compiacimenti narrativi per rivelarsi ed essere”.

     

  • Lazzaretto on stage: la manifestazione che fa dell’intrattenimento un’occasione di legame per la comunità

    Nel futuro ancora incerto per uno dei settori più importanti del Paese e all’indomani del Decreto che stanzia un aiuto economico in favore degli organizzatori di concerti, l’assessorato alla Cultura del Comune di Bergamo propone la propria programmazione, mutuandola all’aperto, nel rispetto delle norme anti-Covid. Voglia di partecipazione e coinvolgimento è quello che si respira in questa estate anomala nella città più colpita dalla pandemia dove tanti cittadini si ritrovano in pieno agosto a partecipare a Lazzaretto on stage, una delle prime manifestazioni partite a inizio estate con un cartellone di appuntamenti che, tra teatro, danza e musica, porta in scena le eccellenze della città e non solo, facendo dell’intrattenimento uno svago ma anche un modo per riflettere e, attraverso la cultura, rafforzare una comunità.

    La programmazione di questa terza settimana di agosto di Lazzaretto on stage si conferma ricca di artisti di grande calibro e di fama internazionale e tutta all’insegna della musica.

    Mercoledì 19 agosto, ore 21.30, in agenda Enrico Rava Special Edition, evento di Fondazione Teatro Donizetti e Bergamo Jazz Festival con protagonista il più internazionale dei jazzisti italiani, Enrico Rava, che sarà alla guida della sua Special Edition, formazione varata dall’artista lo scorso anno per celebrare i suoi 80 anni e composta da: Francesco Bearzatti (sax tenore), Francesco Diodati (chitarra), Giovanni Guidi (pianoforte), Gabriele Evangelista (contrabbasso) ed Enrico Morello (batteria). La serata è dedicata a Mario Guidi, collaboratore di Bergamo Jazz scomparso nel dicembre 2019 e sarà aperta dal trio InSight del clarinettista Francesco Chiapperini (con Simone Quatrana al pianoforte e piano elettrico e Simone Lobina alla chitarra), uno dei gruppi che in marzo avrebbero dovuto partecipare alla sezione del Festival “Scintille di Jazz” curata da Tino Tracanna.

    Si cambia invece genere sabato 22 agosto, ore 21.30, con “Nel cuore di Gaetano”, concerto spettacolo con Francesco Micheli e tre star del festival Donizetti Opera Carmela Remigio, Paolo Bordogna e Alex Esposito con accompagnamento al pianoforte del maestro Sem Cerritelli. Francesco Micheli porta avanti la sua missione divulgativa della musica donizettiana a livello nazionale e internazionale portando Donizetti al di fuori del teatro dandogli una connotazione pop. Quello proposto è un percorso tra musica e parole per far scoprire le più belle melodie del maestro Donizetti: Lucia di Lammermoor e L’elisir d’amore in primis, ma anche Lucrezia Borgia, Anna Bolena, Il campanello dello speziale e la Messa di Requiem.

    Un’ottima occasione per i non esperti per avvicinarsi all’arte italiana per eccellenza tramite uno dei suoi massimi esponenti.

     

    Biglietteria

    Gli spettacoli hanno un costo del biglietto pari a 7 euro

    Biglietti in vendita esclusivamente on line su www.vivaticket.com

    È possibile acquistare i biglietti fino 5 minuti prima dell’orario di inizio dello spettacolo.

    In caso di maltempo lo spettacolo sarà recuperato la sera successiva.

    Info su: www.comune.bergamo.it | www.teatrodonizetti.it

    Facebook: @LazzarettoOnStage

    Instagram: @lazzaretto_on_stage

  • In giro per Sorrento,cantando in carrozza

    Incanta il video del soprano Olga De Maio e del tenore Luca Lupoli, che, ispirati dal magico tramonto di Sorrento, in vacanza appunto nella meravigliosa cittadina  della costiera, durante il tradizionale giro in carrozza, intonano il ritornello della  celebre canzone Torna a Surriento, scritta e pubblicata dai fratelli Ernesto e Giambattista De Curtis, erano poeta e musicista,presso l’hotel Tramontano della cittadina sorrentina.

    Around Sorrento  singing in a carriage

    Ernesto De Curtis avrebbe tratto ispirazione per il ritornello ascoltando il canto di un usignolo che riproduceva le prime cinque note, durante il soggiorno  ospite presso l’Hotel Tramontano nella città di Sorrento.

    La canzone fu preannunciata in pubblico per la prima volta nel 1902, eseguita probabilmente proprio  da una  coppia di cantanti : Giovanni Ambrosini e Maria Cappiello.

    L’occasione fu quella in cui  il presidente del consiglio Giuseppe Zanardelli alloggiò all’hotel di Guglielmo Tramontano, allora sindaco di Sorrento. Fu annunciato che il brano era stato composto su richiesta di Tramontano, per ricordare a Zanardelli di mantenere la promessa di far realizzare una serie di opere pubbliche necessarie a Sorrento tra le quali la più importante era la rete fognaria all’epoca inesistente. Successivamente la canzone fu replicata nel concerto di musiche e canzoni napoletane nel teatro Tasso e la canzone “Torna a Surriento”, nel testo e nella musica attuali, fu cantata, per la prima volta, nel 1904 a Napoli, in occasione della Piedigrotta Garibaldi.

    Le voci dei due artisti  lirici, hanno lasciato piacevolmente colpiti gli astanti, i visitatori e quanti hanno avuto la fortuna di essere presenti alla loro performance improvvisata, creando così, sullo sfondo del fantastico tramonto del belvedere di via Correale, come venuto fuori da un quadro dell’Ottocento napoletano, quell’ atmosfera di altri tempi!

    Olga De Maio soprano e Luca Lupoli tenoreCon questa iniziativa,nata in modo molto spontaneo, segno che nella vita dei due artisti la musica ed il canto sono indissolubili, hanno voluto esprimere una testimonianza ed un messaggio di ottimismo, positività e di buoni auspici perché anche nella città del Tasso la ripresa possa avvenire in tempi rapidi !

    Vi invitiamo a seguire tutti i prossimi progetti di Olga De Maio,Luca Lupoli e dell’Associazione Culturale Noi per Napoli sulle loro pagine web e social .

    Olga De Maio soprano

    Luca Lupoli tenore

    Associazione Culturale Noi per Napoli

    https://www.facebook.com/AssociazioneNoiPerNapoli/https://

    https://www.youtube.com/user/LucaLupoliTenore

  • Il Covid-19 spiegato ai bambini attraverso i burattini

    La rielaborazione del dolore vissuto in questi ultimi mesi di emergenza sanitaria dai bambini e bambine e dalle loro famiglie è un aspetto imprescindibile per poter guardare al futuro con positività e speranza.  Con questo obiettivo otto dottorandi in Formazione della persona e del mercato del lavoro, in collaborazione con il Centro di Ateneo per la Qualità dell’insegnamento(CQIA)hanno sviluppato il progetto educativo “Covid-19: il virus con la corona invisibile ma terribile. Le emozioni al tempo del Coronavirus”, facendo propria una delle tradizioni bergamasche più apprezzate in Italia e all’estero: i burattini.

    Un testo teatrale, rivolto a bambini della scuola primaria, incentrato sul tema delle emozioni(tristezza, paura, rabbia, disgusto, gioia, sorpresa),  è stato messo in scena in un teatro di burattinie filmato. Testo e video sono ora disponibili sul sito dell’Universitàdi Bergamocorredati di materiali come leschede di presentazionee un tutorial sulla costruzione dei burattini a guanto. Attività che stimolano lo sviluppo della manualità, come la costruzione di burattini a guanto, attraverso cui i bambini, accompagnati dagli adulti, possono mettersi in gioco in prima persona, con fantasia e creatività, inventando personaggi per raccontare nuove storie e diventare protagonisti, proiettando sul burattino i propri stati d’animo e le proprie emozioni.

    I filmati dispongono anche di un riquadro con le riprese della traduzione fatta da un’interprete in lingua dei segnied è disponibile anche la traduzione del testo in simboli diComunicazione Aumentativa e Alternativa,per dare la possibilità di fruire lo spettacolo anche a bambini con disabilità uditiva o con difficoltà a usare i più comuni canali comunicativi.

    I materiali utili nei corsi e laboratori del corso di laurea in Scienze della formazione primariasono anche disposizione di operatori e genitori che ne vogliano fare uso in ambito educativo e formativo, senza fini di lucro.

    Una illustrazione più dettagliata del progetto e i link ai materiali sono disponibili nel sitodel Centro per la Qualità dell’Insegnamento e dell’Apprendimento CQIA e del Dipartimento di scienze umane e sociali dell’Università degli Studi di Bergamo. qui il video: https://www.youtube.com/watch?v=wcC9q2vryFo

  • L’informalismo pittorico di matrice intellettuale di Roberto Re

    Alla fatidica domanda “cos’è l’arte per l’uomo moderno?” certamente Roberto Re potrà rispondere con il senno di causa, che l’arte rappresenta una certezza e una convinzione intellettuale indispensabile e assolutamente imprescindibile nel suo vissuto e nel suo vivere attuale, che gli permette di concepire e di trasfigurare i sentimenti e le emozioni in forme astratte, che trovano la loro radice nel rapporto speculare tra la riflessione colta e ponderata e l’influsso di quanto viene recepito e percepito intorno e al di fuori, nel contesto circostante in cui si relaziona in modo attivo e compartecipe. La Dott.ssa Elena Gollini ha espresso delle considerazioni di commento al riguardo, sottolineando questo aspetto e tratto particolarmente saliente e rilevante. Nello specifico ha dichiarato: “Nella profusione viscerale della passione e nell’incalzare delle sensazioni di trasporto Roberto non si lascia mai fuorviare in modo confuso, ma tiene ben salde le motivazioni e le ispirazioni razionali e si affida allo stimolo di matrice intellettuale, con una componente di reviviscenza di poetica espressiva, che riecheggia la pittura intellettuale degli illustri maestri della prima metà del Novecento. Per Roberto l’approccio dello spettatore non deve mai essere quello di semplice osservazione, ma bensì di partecipazione consapevole. Ecco, perché fornisce chiavi di accesso e di fruizione di spessore intellettuale, che inducono ad un contatto più approfondito e responsabile. Le opere di Roberto devono risultare così visceralmente presenti da parteciparne dentro in modo interattivo, conquistando l’attenzione e l’interesse di chi guarda e generando una proiezione di coinvolgente imminenza, che accresce e aumenta progressivamente sotto gli occhi vigili dello spettatore. La sua produzione pittorica si avvale dunque di una connotazione colta, che dalla materia densa e corposa si sprigiona a tutto campo e presiede alla narrazione scenica. La radice pittorica di Roberto ha un carattere vivente, imbevuto e intriso di una molteplicità brulicante di incipit e di input da individuare e da scoprire passaggio dopo passaggio, in un inedito sorprendente excursus, che mette insieme e collega ad intreccio l’esperienza creativa, la cultura, il sapere, la conoscenza, la visione filosofica esistenziale, lo studio cromatico, l’arte terapia, la cromo terapia, il razionale, lo spirituale, la logica della ragione, l’intuizione empatica, la memoria dei ricordi, la fantasia immaginifica, il vissuto, il sogno onirico, generando un potentissimo medium comunicativo carico e pieno di vibrante energia positiva che si propaga immensa”.

    http://www.elenagolliniartblogger.com/roberto-re/

  • La simbolica siepe leopardiana nella pittura di Federico Colli

    La Dott.ssa Elena Gollini nell’evidenziare la simbolica connessione con la siepe leopardiana e la produzione pittorica realizzata da Federico Colli ha voluto rimarcare: “Dimensione e misura, ma di altissima quota, con il limite immaginifico della siepe leopardiana di antica memoria e come il limite delle vette delle montagne tanto amate e ammirate da Federico, montagne dove si sente perfettamente a suo agio, perfettamente inserito nel suo habitat ideale, nel suo mondo magico. La leopardiana memoria consentiva di avvertire e concepire l’infinito nella sua speciale affascinante e intrigante connotazione unica non oltre e non soltanto oltre se stessa, ma oltre quell’ultimo orizzonte del quale impediva e fermava la vista. I limiti leopardiani declarati nei sublimi versi poetici, reali o immaginari, vengono ripresi da Federico nel tentativo di superarli e valicarli di restituire quel senso di purezza incontaminata alla pittura, proprio come incontaminate e pure sono le sue adorate montagne. La dimensione e la misura diventano di conseguenza in parallelo il limite ultimo ed estremo di una simbolica siepe leopardiana, oltre e al di là della quale è possibile immaginare altri spazi, altre vedute, altre prospettive recettive e sensoriali, che Federico si prefigge di raggiungere come traguardo supremo della sua mirabile ricerca. Quell’oltre che Federico vuole puoi condividere appieno con lo spettatore, all’insegna di un’arte che unisce e genera comunione proprio come lo sport. All’interno della sua poliedrica e versatile idea creativa convergono in perfetta texture ad intreccio figure, ruoli, tempi, che convogliano insieme a formare e comporre il costrutto sintattico in modo sempre appropriato e congeniale, seguendo delle traiettorie che si sviluppano in modo continuo e si evolvono in fieri e in costante divenire, dove il movimento plastico accentuato è sinonimo di rinnovamento e di rigenerazione, di trasformazione graduale e progressiva che interviene entro e oltre scavalcando il concettualismo saturo e massificato e i clichés standardizzati e concedendo delle preziose opportunità di riflessione attenta e sensibile, che Federico compie in primis con ravveduta consapevolezza e poi offre al fruitore, affinché a sua volta imprima la propria personale e soggettiva valutazione interpretativa. Le chiavi di lettura sono sempre molto attuali e convincenti, argute e acute, senza seguire un certo tipo di disegno fatto con criterio storico o storicizzato in senso stretto e in senso lato, ma cercando invece di procedere oltre. Le opere vanno ammirate con l’emozione del cuore e la vibrazione del moto dell’anima, in uno stato quasi estatico sospeso in bilico tra realtà e invenzione”.

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  • TAORMINA: BIAS 2020 ALL’HOTEL METROPOLE

    L’estate italiana si arricchisce di arte e spunti culturali grazie a BIAS – Biennale Internazionale di Arte Contemporanea Sacra delle religioni e credenze dell’Umanità, la cui VIII tappa è stata di recente inaugurata in Sicilia presso l’Hotel Metropole Maison d’Hôtes, nella prestigiosa cornice di Taormina, dopo lo scoppiettante inizio di Venezia, celebrato il 12 giugno scorso nell’incantevole scorcio del porto di Sant’Elena.

    Incentrata sul duplice tema di Tempo e Gioco, a sua volta reinterpretato da ben 100 artisti worldwide, BIAS 2020 porta a Taormina opere d’arte capaci di dialogare in maniera energica e coinvolgente con il lusso informale dell’Hotel Metropole, tra suggestive atmosfere, ambienti raffinati e confortevoli spazi in cui concedersi il piacere di pausa rigenerante da soli o in compagnia.

    L’Hotel Metropole apre dunque le sue porte a chiunque – dai semplici curiosi agli appassionati di arte, dai turisti di passaggio ai clienti stessi della struttura – voglia regalarsi momenti di pura bellezza sotto il segno dell’arte più autentica, magari sorseggiando un drink al tramonto sulla terrazza panoramica mozzafiato dell’hotel o gustando  le proposte gourmet dello chef in loco per un aperitivo o una cena a 5 stelle!

    Sino alla fine di settembre saranno visibili le opere dei fratelli Cristiano e Patrizio Alviti – scultore il primo, pittore il secondo – meglio conosciuti al grande pubblico come ALVITIART, i lavori dell’artista Rosa Mundi (che sin dal 1992 non rivela il suo volto per volontà espressa di passare alla storia solo per la sua arte e i messaggi che attraverso essa veicola nei secoli al mondo), e ancora degli artisti Liborio Curione, Concetta De Pasquale, Edo Janich, Tobia Ravà, Alimberto Torri, Ivana Click.

    WISH – World International Sicilian Heritage, da una progettualità dell’artista Rosa Mundi, con la Fondazione Donà dalle Rose promuovono la terza edizione della BIAS, che prevede molteplici tappe espositive in contemporanea sia in Italia sia all’estero. Una Biennale, la BIAS, nata nel 2009, con la precisa volontà di diffondere un’arte scevra da pregiudizi di qualsiasi tipo, capace di congiungere in un comune sentire fatto di umanità e rispetto. 

    “È la spiritualità oltre le barriere linguistiche e geopolitiche, oltre i confini nazionali, in una visione universale che individua nel dialogo tra arte e religione un medium privilegiato di valori etici ed estetici. L’arte diviene strumento di dialettica, di riflessione sul concetto di identità, per segnare un percorso inter/trans-religioso funzionale al disvelamento della complessità, quanto mai attuale, della diversità umana e della sua altrettanto polisemica produzione artistica. La lingua e la religione hanno una funzione pregnante nella società umana, consentono la comunicazione, ne affermano i livelli di definizione, coadiuvano nella costruzione del senso che l’uomo attribuisce al proprio vissuto, sia metafisicamente che bio-culturalmente” sottolinea Chiara Modìca Donà dalle Rose, Presidente BIAS.

    Fa eco a questa dichiarazione, quella dell’Architetto Giuseppe Corvaia, Hotel Metropole Taormina, che conclude: “Siamo felici ormai per il 3° anno di condividere le attività culturali di BIAS di alto profilo artistico e sociale. Il nostro Hotel da sempre ha sposato l’immagine della cultura e dell’arte facendone un ingrediente tematico irrinunciabile. Ringrazio Chiara Donà dalle Rose che con la sua passione e la sua grazia ci rende partecipi di questi grandi eventi e ci onora della sua amicizia e del suo affetto”.

     

  • Inganno Imperfetto, un Nuovo Romanzo Ricco di Mistero

    Andrea Bindella – alla sua quinta pubblicazione – ha presentato il nuovo romanzo di fantascienza “Inganno Imperfetto”, una trama avvincente e ricca di mistero.

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    Andrea Bindella è un autore nato a Perugia. La sua prima pubblicazione risale al giugno 2017 con “Un Nuovo Nemico”, un thriller/fantasy ambientato nella città in cui ha vissuto per più di trent’anni. Sempre nello stesso anno, ma a dicembre, ha poi pubblicato “Terra 2486”. Nel 2018 è uscito “Anima Sintetica” – lo spin-off di “Terra 2486” – e sempre in quell’anno è stato pubblicato “Il Compagno Ideale” – una raccolta di racconti che contiene anche storie scritte da Valentina Vita e Pasquale Cavalera.

    Il romanzo parteciperà al premio letterario “Amazon Storyteller 2020”, la prima edizione dell’iniziativa dedicata alla scoperta di nuove produzioni letterarie e aperta ad autori indipendenti.

    Il nuovo romanzo “Inganno Imperfetto” ha in sé la forza, nonché il carattere, di sapervi stupire, di creare in voi quel senso imperscrutabile di inquietudine, mistero e curiosità. La trama si sviluppa attraverso gli intrecci dei vari protagonisti che vivono le loro esistenze divisi tra realtà e virtualità, una condizione diventata per loro ormai imprescindibile. L’autore vi farà riflettere non solo sulla deriva della nostra modernità, sempre più “ingabbiata” da un’esistenza virtuale, ma anche sulla stessa realtà che ci circonda.

     

    QUARTA DI COPERTINA

    «Dove pensate di essere, ora? Questa è una prigione e sono stati i vostri genitori a firmare le autorizzazioni per l’incarcerazione. Qui non c’è democrazia. Questo è il mondo di Ekate, le faccio io le regole e voi tremerete solo a sentire questo nome, ve lo posso assicurare. Ora che abbiamo finito con le presentazioni, iniziamo con la “rieducazione”.»

    Tutti i giorni John Anderson torna a casa dopo una giornata di duro lavoro. Cucina, pulisce, ascolta un disco, legge un libro e si sdraia sulla poltrona della Game Enterprise per collegarsi al “gioco”. Eppure, la sua non è una vita normale, soprattutto dopo il tramonto. Perché John, nella realtà virtuale, è noto come Alan ed è un efferato assassino che miete vittime al ritmo di due al giorno. Ma Alan non è solo un criminale, è anche uno dei pochi a conoscere la verità sulla Game Enterprise, sul finto benessere in cui si crogiola l’umanità e sui veri “Signori” che dominano la terra. Nella solitudine che lo circonda, John esegue gli ordini e cerca in tutti i modi di impedire che la verità venga a galla, ma un terremoto sta per colpirlo. Tutto quello per cui si è battuto sta per essere distrutto e forse il mondo conoscerà finalmente i suoi veri padroni.

     

    «Ogni pubblicazione è una nuova emozione indescrivibile. Questo romanzo mi piace molto perché affronta diverse problematiche dei giorni d’oggi e fa riflettere su tutta questa “virtualità” che ci circonda» spiega Andrea in un’intervista a Leggerefabene. «Il progetto è nato grazie a Tiziano del portale digitale Edizioni Open e pian piano ha preso forma fino a diventare un libro».

     

    L’AUTORE

    Andrea Bindella è nato a Perugia e vive ad Assisi.

    A dodici anni inizia a scrivere la sua prima opera, un libro di fantascienza intitolato Il Ritorno delle Furie, “pubblicato” su un quaderno a quadretti, di quelli che si usavano alle medie. Pur coltivando la scrittura come passione, dopo aver conseguito il diploma all’Istituto Tecnico per Geometri, inizia gli studi in Ingegneria Civile che decide poi di interrompere per dedicarsi alla libera professione e aiutare la sua regione a rialzarsi dopo il terremoto del 1997.

    Quando la crisi finanziaria ed economica del 2008 travolge il suo settore professionale e tutto sembra perduto, Andrea trova la forza e il sostegno per andare avanti proprio nella scrittura: capisce che non serve piangersi addosso e che occorre rimboccarsi le maniche. Scrivere lo spinge a una continua riscoperta e crescita interiore.

    Oltre alla scrittura, Andrea ama cucinare, ascoltare musica rock, pop e jazz e fare lunghe passeggiate immerso nel rumore della risacca del mare d’inverno.

    Nel 2017 scopre il self-publishing; questa opportunità lo sprona a trovare la forza di tirar fuori dal cassetto le sue storie e pubblicarle.

     

    Link per Info e Approfondimenti:

    andreabindella.com/news/

    www.facebook.com/andreabindellapg

  • Assisi Suono Sacro: dall’Accademia al palco la musica di domani

    Anche quest’anno il Festival si anima della musica studiata, scritta e prodotta dagli allievi dell’Accademia Estiva. I concerti degli allievi e dei professori dei corsi musicali estivi dell’Accademia Assisi Suono Sacro, si terranno fra il 5 fino e il 12 agosto presso la sala San Gregorio ed altri spazi della città. Una preziosa occasione per conoscere ed affrontare la letteratura per arpa, pianoforte e flauto e non solo, sia per gli allievi che per il pubblico italiano e internazionale che tradizionalmente anima l’estate assisana.

    Grandi e classici ma anche musica di oggi con i lavori prodotti dagli allievi della classe di composizione del Maestro Taglietti che saranno interpretati il 5 agosto (ore 21,30, Sala San Gregorio) ed eseguiti dall’Ensemble degli allievi dei corsi di arpa, flauto, pianoforte, con la partecipazione della violoncellista Katie Bruni e degli allievi dell’Accademia.

    Il 6 agosto (ore 21,30, Sala San Gregorio) in programma il concerto dei professori dedicato a tutti gli allievi: all’arpa Maria Chiara Fiorucci, al pianoforte Michele Fabrizi e al flauto Valeria Desideri. Venerdì 7 agosto (ore 21,30, Sala San Gregorio) sarà possibile ascoltare nuovamente un Concerto tenuto dagli allievi di strumento dell’Accademia.

    Mentre il concerto finale degli allievi è previsto per l’8 agosto (ore 21,30, Sala San Gregorio) e vede inoltre la partecipazione del Quartetto dell’Orchestra Filarmonica Vestina diretta da Giorgio Sollazzi, che presenterà anche un suo brano inedito.

    Ultima tappa mercoledì 12 agosto (ore 21,30, Sala San Gregorio) con il Concerto finale della classe di pianoforte degli allievi di Rosaria Dina Rizzo.

  • Assisi Suono Sacro: un’ottava edizione all’insegna delle Confluenze

    Dal 31 luglio al 12 agosto 2020 si terrà, ad Assisi, l’ottava edizione del
    Festival Assisi Suono Sacro: l’ormai tradizionale appuntamento con
    musica e spiritualità diretto da Andrea Ceccomori.

    Quest’anno, il titolo dell’evento sarà Confluenze, a ribadire il valore imprescindibile dell’incontro e della contaminazione per costruire un’umanità
    all’insegna dei valori dell’arte e della cultura. Fra i protagonisti di questa edizione, che ha voluto resistere al post Covid all’insegna della buona musica, ci saranno, oltre al direttore artistico Andrea Ceccomori: Hartmut Schulz, Dominika Zamara, Nevio Vitali, Maria Chiara Fiorucci, Michele Fabrizi, Giorgio Sollazzi, Valeria Desideri, Theo Allegretti, Stefano Taglietti, Valeria Desideri, Roberta Inglese, Maria Rosaria Dina Rizzo. Fra gli ospiti anche Enrique Baròn Crespo, Monica Baldi, Anna Ruedeberg. Ad apertura del Festival un primo incontro il 31 luglio (Ristorante Il Frantoio) che sarà
    occasione conviviale, una cena di gala dal titolo Sinestesia fra musica, degustazione, profumi, arte, danza, per incontrare alcuni dei protagonisti delle giornate successive. Interverranno, fragli altri: Federico Fumo, Daniela Canè, Angela Nasone, Jean Luc Bertoni.

    Sabato 1 agosto, presso l’Hotel Fontebella alle ore 10.00, si terrà la Conferenza dal titolo Peace Deal Forum: un’occasione per raccontare e presentare le evoluzioni di Baton for Peace, il progetto di Assisi Suono Sacro di diffusione dei valori della Pace nel Mondo attraverso la cultura. Sarà anche l’opportunità per presentare Il Musicista Illuminato, il volume di recente pubblicazione per la Morlacchi Editore di Andrea Ceccomori dedicato
    proprio ad indagare il valore e l’anima di quell’artista che sappia fare della propria interpretazione e ispirazione strumenti per la diffusione dei valori della Pace grazie alla Musica. Sarà presente il nuovo Comitato Baton For Peace presieduto da Enrique Baròn Crespo, con Monica Baldi, Anna Ruedeberg e Andrea Ceccomori. Sempre il 1° agosto, alle ore 21.30, presso la Sala San Gregorio (Via San Gregorio), in programma il Concerto dell’Ensemble Assisi Suono Sacro dal titolo Confluenze. Ad esibirsi saranno: Dominika Zamara (soprano), Andrea Ceccomori (al flauto), Maria Chiara
    Fiorucci (all’arpa), Nevio Vitali (danza sufi) e Theo Allegretti (piano).

    Domenica 2 agosto ci si sposta al Parco di Villa Taticchi (Perugia) alle ore 22 per il Concerto del Plenilunio: Andrea Ceccomori al flauto e Maria Chiara Fiorucci all’arpa celtica interpreteranno musiche dedicate e ispirate alla Luna.

    Lunedì 3 agosto, alle ore 21.30, presso la Sala San Gregorio (Via San Gregorio) l’appuntamento è con Deep Listening, una guida all’ascolto profondo della musica a cura dei musicisti dell’Ensemble Assisi Suono Sacro.

    Martedi 4 agosto, alle ore 21.30 presso la Chiesa di San Rufino, si terrà il concerto Schubert’s Winterreise (and beyond): una rivisitazione inedita del ciclo di lieder di Schubert, protagonisti: Hartmut Schulz (baritono), Maria Chiara Fiorucci (arpa) e Andrea Ceccomori (flauto).

    Anche quest’anno il Festival si anima della musica studiata, scritta e prodotta dagli allievi dell’Accademia Estiva. Cinque i concerti in programma: mercoledì 5 agosto (ore 21,30, Sala San Gregorio) in programma il concerto finale degli allievi di composizione che affideranno all’Ensemble formato dagli allievi dei corsi di arpa, flauto, pianoforte -con la partecipazione di M. Stefano Taglietti e di Katie Bruni al violoncello-, l’interpretazione dei propri brani. Giovedì 6 agosto alle ore 21.30 (ore 21,30, Sala San Gregorio) ad esibirsi saranno i Docenti nell’annuale Concerto dei docenti, con la partecipazione di: Valeria Desideri (flauto), Maria Chiara Fiorucci (arpa) e di Michele Fabrizi (pianoforte). Venerdì 7 agosto (ore 21,30, Sala San Gregorio) sarà possibile ascoltare in una prima prova gli allievi di strumento dell’Accademia. Mentre sabato 8 agosto (ore 21,30, Sala San Gregorio) in programma il Concerto finale delle classi di flauto, arpa, pianoforte, tenuti
    rispettivamente da Valeria Desideri, Maria Chiara Fiorucci, Michele Fabrizi, con la partecipazione del Quartetto dell’Orchestra Filarmonica Vestina diretto da Giorgio Sollazzi. Ultima tappa mercoledì 12 agosto (ore 21,30, Sala San Gregorio) con il Concerto finale della classe di pianoforte degli allievi di Rosaria Dina Rizzo.

    Ricordiamo che Assisi Suono Sacro 2020, la cui direzione artistica è di Andrea Ceccomori con la collaborazione di Maria Chiara Fioruccie l’organizzazione generale di Lorenza Somogyi Bianchi, è resa possibile anche grazie alla coproduzione della Keysound, al supporto e al Patrocinio della Regione Umbria e alla sponsorship di Reale Mutua di Marco Passeri, Hotel Fontebella, Hotel la Rocca e la Pro Loco di Assisi.

  • Il poliedrico artista Ivano Rota in mostra online curata da Elena Gollini

    L’eclettico anticonformismo artistico del poliedrico Ivano Rota emerge appieno nella mostra online dal titolo volutamente provocante e provocatorio “Urlo al cielo la mia ignoranza!” inserita all’interno della piattaforma web a cura della Dott.ssa Elena Gollini, che lo ha selezionato apprezzandone le componenti qualitative sostanziali e considerando quella di Rota un’arte per il sociale di notevole calibro e caratura. Per la mostra sono state scelte 20 opere particolarmente pregevoli ed emblematiche, che rispecchiano al meglio l’incalzante e vulcanica vena ispiratrice che funge da potente motore trainante. Al riguardo la Dott.ssa Elena Gollini si è soffermata nel commentare e spiegare: “Credo che il talentuoso, camaleontico e trasformista Ivano pensi alle sue opere come ad una concreta e tangibile certezza, che può restare indelebile, del suo passaggio di evoluzione e trasformazione esistenziale. L’arte per il senso dell’opera, l’arte come lotta per il senso della vita. Un vero artista deve pensare questo se vuole davvero lasciare una testimonianza visibile e un esempio a modello. Per Ivano così come la vita è sempre in fieri, anche le opere sono sempre in divenire. Si propone di lasciare tracce e segnali indistruttibili destinati all’intera collettività come sprone di incipit e di stimolo. Ivano possiede delle indubbie e indiscusse qualità di profondità e di ravvedutezza di pensiero, un’affrancata e matura consapevolezza, una spiccata lungimiranza di vedute e di prospettive. Queste doti insite nella sua indole e nella sua personalità lo supportano e lo sostengono nel percorso di sperimentazione e lo portano a traguardi davvero ammirevoli. Ivano rifiuta categoricamente di allinearsi e adeguarsi a stilemi e dictact accademici e dottrinali e rifiuta anche di principio e a priori qualunque e qualsivoglia raffronto e confronto, che possa diventare in qualche modo emulativo e copiativo. Si dimostra capace di intraprendere una direzione soggettiva individuale, affrancata totalmente, indipendente e autonoma, che gli consente di pervenire ad una dimensione creativa che diventa anche una dimensione esistenziale, uno stile di vita a cui approda con coerente criterio di responsabilità. L’umanità di Ivano riesce a sopravvivere nonostante le stringenti, tarpanti e affossanti sollecitazioni negative dilaganti a livello sociale, che coinvolgono anche l’arte e la cultura. Ivano risponde da uomo-artista che resiste e si ribella, recuperando la sua libertà e spontaneità, restituendo un rapporto autentico al senso del significato uomo-vita e vita-arte, concependo la vita come qualcosa di puro ed inviolabile in senso assoluto. Da artista combattente si mantiene ben lontano e distaccato dalle prefabbricazioni totalitariamente storicistiche e sociologiche. Per Ivano l’arte diventa strumento indispensabile e imperituro della sua vigorosa resistenza e resilienza”.

    VISITA LA MOSTRA:

    https://lemostreonlinedielenagollini.wordpress.com/urlo-al-cielo-la-mia-ignoranza-rota/

  • È tempo di danza sul palco di Lazzaretto on stage

    Movimenti, espressività e musica sono gli elementi che Festival Danza Estate in collaborazione con Festival Orlando porteranno sul palcoscenico di Lazzaretto on stage con tre appuntamenti: Bermudas, Graces e Perpendicolare rispettivamente mercoledì 5, sabato 8 e lunedì 10 agosto alle 21.30.

    È la danza a calcare il palco di Lazzaretto on stage nelle prime serate di agosto attraverso tre appuntamenti imperdibili a cura di Festival Danza Estate e Festival Orlando. Tre serate nelle quali la danza trova spazio in quanto esperienza sociale ed espressione collettiva perché un corpo che danza rivela tanto della sua identità quanto della realtà che vive quotidianamente in un gioco di incastri e scambi con il sistema culturale.

    La cultura impone un linguaggio del corpo che trasmetta le regole per la creazione di relazioni. La danza, dal canto suo, è la manifestazione più pura di questo meccanismo che si spinge però oltre ridisegnando i confini e le interpretazioni di quello che ci circonda attraverso espressioni, gesti e movimenti.

    Un processo indagato e approfondito nei prossimi spettacoli di Lazzaretto on stage, la rassegna culturale che sta coinvolgendo la Città. Si parte mercoledì 5 agosto alle 21.30 con la Compagnia Mk e il suo “Bermudas”, l’ultimo lavoro del coreografo Michele Di Stefano, Leone d’argento per l’innovazione nella danza alla Biennale di Venezia 2014. Uno spettacolo ipnotico e coinvolgente vincitore del premio Danza&Danza nel 2018 e premio UBU 2019 come miglior spettacolo di danza. Per poi stupire il pubblico con due rappresentazioni nate dalla collaborazione tra Festival Danza Estate e Festival Orlando: Silvia Gribaudi, sabato 8 agosto alle 21.30 sarà sul palco con “Graces”, spettacolo audace e liberatorio che con umorismo ed empatia eleva l’imperfezione umana a forma d’arte e sarà poi il turno di “Perpendicolare”, progetto inedito di danza e musica dal vivo nato dalla collaborazione tra il coreografo Daniele Ninarello, la cantante Cristina Donà, e il musicista Saverio Lanza, in scena lunedì 10 agosto alle 21.30.

    Tre appuntamenti per indagare il proprio corpo, la relazione con esso e la capacità di esprimere se stessi e la realtà che circonda andando oltre i pregiudizi e i costrutti sociali.

     

    Biglietteria

    Tutti gli spettacoli hanno un costo del biglietto pari a 7 euro

    Biglietti in vendita esclusivamente on line su www.vivaticket.com

     

    È possibile acquistare i biglietti fino 5 minuti prima dell’orario di inizio dello spettacolo.

    In caso di maltempo lo spettacolo sarà recuperato la sera successiva.

     

    Info su: www.comune.bergamo.it

    Facebook: @LazzarettoOnStage

    Instagram: @lazzaretto_on_stage

  • Gli appuntamenti di Pro Biennale con il prof. Alberoni

    Continuano gli appuntamenti culturali all’interno della mostra Pro Biennale a Venezia.

    Infatti la giornata di domenica 2 agosto ha visto protagonista il grande Prof. Francesco Alberoni che ha intrattenuto il pubblico presente a Palazzo Ivancich, sede dell’esposizione, e quello collegato in diretta online con un interessante conferenza dal titolo “Amore, amicizia e…ai tempi del Covid”.

    Presentati dall’organizzatore della manifestazione Salvo Nugnes, curatore di mostre e grandi eventi, sono intervenuti anche Cristina Cattaneo, psicologa e scrittrice, Silvia Casarin Rizzolo, direttore d’orchestra che collabora anche con il Teatro La Fenice di Venezia e la cantante Chiara Artuzzi, dalle selezioni di X Factor.

    Il Professore ha sottolineato l’importanza di mantenere saldi i rapporti sia di coppia che di amicizia seppur nel rispetto della sicurezza e del distanziamento. Quindi “ritrovarsi sì, dialogare, discutere e stare in compagnia sempre, ma tenendo almeno quel metro di distanza. Ricordiamoci che non sarà certo  un po’ di centimetri a farci perdere l‘entusiasmo per la vita e per le cose.” Un messaggio, quindi, di speranza ed ottimismo quello che infonde e diffonde Alberoni.

    La mostra rimarrà aperta fino al 7 agosto tutti i giorni, a ingresso libero, dalle 10 alle 19.

  • Gianluigi Zeni espone in mostra online dal titolo “Energia della suggestione”

    Il talentuoso scultore contemporaneo Gianluigi Zeni è stato selezionato per l’inserimento all’interno della piattaforma di mostre online curata dalla Dott.ssa Elena Gollini con un circuito di 20 sculture di grande spessore evocativo e notevole energia suggestiva. La mostra è intitolata proprio simbolicamente “Energia della suggestione” per enfatizzare la portata e la potenza della visionarietà suggestiva, che sprigiona una vibrante e pulsante carica energetica avvolgente e permeante. La Dott.ssa Gollini al riguardo ha commentato: “Le creazioni scultoree di Gianluigi possiedono davvero una speciale comunicazione suggestiva, che lo spettatore da subito coglie e che funge da stimolo di traino per creare un’interazione e una compartecipazione ancora più approfondita con le incantevoli rievocazioni. Gianluigi con esperta abilità e spiccata sensibilità riesce a modellare e modulare le sue raffigurazioni, recuperando dall’iconografia passata spunti utili rivisitandoli in modo attuale e contemporaneo, con quel tocco di proiezione moderna molto accattivante. L’idea del bello e della bellezza perpetrata dai grandi geni della storia dell’arte come Antonio Canova, Michelangelo, Gian Lorenzo Bernini, acquista delle componenti e delle prerogative espressive, che avvalorano e rafforzano la raffinata ed elegante composizione scenica, reinterpretata e rielaborata secondo il proprio personale gusto, esaltando oltre i canoni estetici e formali di proporzione e di equilibrio armonioso delle forme e dei volumi, anche tutta quella profusione e commistione di sentimenti, emozioni, sogni, aspirazioni, fantasie immaginifiche, dando grande rilievo di importanza anche alla dimensione psicologica e agli approfondimenti psichici, con tutta la sfera inconscia e onirica connessa e correlata. Gianluigi attraverso il suo fare artistico e il suo creare, ama rappresentare metaforicamente il senso della vita, l’essenza dell’essere e dell’esistere. Quando crea segue l’intuito e l’ispirazione ed entra in perfetta sintonia con la materia lavorata, generando un fluire costante e continuo di scambio di energia. Gianluigi non forza mai la materia, ma si adatta ad essa in modo armonico. Ogni opera deve essere unica e a se stante, avere significato particolare, evitando a priori riproduzioni seriali e standardizzate. Ogni opera ha qualcosa di distintivo, di peculiare e vive di vita propria e di propria qualificante suggestione espressiva e forza comunicativa. La sua passione e la sua esperienza fanno da inesauribili pilastri di sostegno e di supporto e lo guidano e lo accompagnano in un percorso di evoluzione, unitamente alla perseveranza e all’incalzante moto dell’anima”.

    VISITA LA MOSTRA: https://lemostreonlinedielenagollini.wordpress.com/energia-della-suggestione-zeni/

  • Roberto Re e il concetto di “oltre” nella pittura

    “E oltre”. Questa frase così misteriosamente enigmatica, intrigante e accattivante riassume perfettamente la sintesi sostanziale emblematica della pittura di Roberto Re, artista che si dedica con convinta motivazione e compiaciuta soddisfazione alla sperimentazione astratta di matrice materica e soprattutto ad una fase importante canalizzata e orientata verso lo studio accurato e approfondito del colore blu e delle sue molteplici declinazioni di significato insito e sotteso, che avvalorano l’intero aspetto strutturale delle originali composizioni sceniche. La persistenza e la progressione della poetica dell’Informale e della sua tendenza e consistenza storico-tematica di notevole calibro e caratura viene reinterpretata e rivisitata ad hoc da Re, che apporta le sue proprie personali caratterizzazioni, pur mantenendo gli stilemi basilari fondamentali e la portata primaria come pilastro cardine da cui partire e conservando coerentemente quel concetto speciale e sui generis di “oltre” tramandato e perpetrato nella storia dell’arte, che diventa per lui indice e segno tangibile di un’espressione pregnante di contenuti subliminali sottesi, formando un codex distintivo molto qualificante. La Dott.ssa Elena Gollini a riguardo ha evidenziato: “Roberto segue con traguardi di indiscussa qualità e levatura quel percorso tracciato dalla storia dell’arte e in particolare dall’Informalismo, ponendosi in modo fortemente recettivo verso il concetto di Oltre con il suo paradigmatico e complesso mix di ritmi sfaccettati e sequenze complesse, che offrono allo spettatore un’impareggiabile lettura di evoluzione e di sviluppo di idee e di pensieri diversificati ed eterogenei, associati all’Oltre, recuperando e scoprendo stimolanti rimandi e richiami, che poi ciascuno può a sua volta rielaborare e introiettare. Roberto pone particolare accento di attenzione verso la componente spirituale e introspettiva, verso la proiezione sentimentale ed emozionale, nella convinzione di una difesa ferma e decisa, che sorregge un’idea di arte intesa e concepita come potente forza di continuità tra antico e moderno, tra passato e presente. Roberto attribuisce ad ogni opera una speciale qualità fisico-esistenziale in linea con tali convinzioni. L’addentrarsi nella narrazione consente al fruitore di recepirla come una sorta di storia libera, scevra da ambiguità e zone oscure, dove si può attingere in modo spontaneo e naturale. Ogni opera è testimonianza diretta e lezione alta e chiara di quel concetto di Oltre traslato nella sua purezza inviolabile, che diventa un codex etico e morale distintivo di profonda valenza, come un vessillo pregiato”.

     

  • L’informalismo visionario nella pittura di Federico Colli

    L’onestà intellettuale e la coerenza comportamentale, che definiscono il percorso artistico di ricerca pittorica di Federico Colli, sono racchiuse al contempo e contestualmente entro e oltre una formula di eclettico informalismo visionario, che scaturisce direttamente dal guizzante e incalzante genio creativo, che si allinea perfettamente in sintonia con il suo dinamico e vitale modus pensandi e operandi e segue una linea immaginaria di fil rouge tracciata dal suo pensiero esistenziale e dal suo stile di vita, sempre molto determinato e intraprendente, sicuro e deciso, proiettato con una grande apertura mentale, recettiva e percettiva a tutto campo e a tutto tondo. La dimensione figurale risulta di rimando improntata con un’impostazione, che supera e oltrepassa i limiti restrittivi nei quali la tradizione accademica e dottrinale più dogmatica e rigorosa vuole costringerla e comprimerla e risulta palesemente affrancata e indipendente. L’ostentazione e l’esibizionismo non gli appartengono e non sono mai contemplati nella poetica espressiva e nel registro linguistico di Colli, preferendo orientarsi e canalizzarsi verso e oltre, dando risalto e importanza ai messaggi sostanziali e ai contenuti insiti molto pregnanti e di spessore, che avvalorano l’intera sperimentazione, che non viene mai concepita come mero esercizio tecnico fine a se stesso. La Dott.ssa Elena Gollini che si occupa della gestione della comunicazione mediatica della pregevole arte di Colli, ha dichiarato: “Certamente la pittura di Federico possiede delle componenti distintive e delle caratteristiche peculiari molto interessanti e ben qualificanti, che guardano ad un’arte di istanza e di matrice internazionale e cosmopolita, ma altresì si crea attorno una sorta di nicchia preferenziale e privilegiata di spunti e di riferimenti da cui attingere, che trovano il loro DNA genetico costitutivo in una dimensione esistenzialista e filosofico esistenziale di toccante intensità. Ogni opera per Federico è come uno scritto inedito, un racconto sui generis, che anche nel titolo risulta sempre molto eloquente ed emblematico. Ogni opera diventa la metafora di un fiume profondo, dove l’acqua penetra e si spinge in profondità scandagliando a fondo e sulla superficie scorre e procede in continuo e costante flusso in divenire. Federico cerca la perfezione nell’imperfezione, l’originale nel banale, l’analisi attenta oltre l’approccio marginale, l’avanzare oltre l’accontentarsi, la resistenza attiva oltre il lasciar perdere. Il suo spirito di uomo-artista resiliente temprato viene traslato e trasportato nel suo fare arte e si fonde e si mescola in commistione con lo spirito di esteta, con il gusto del bello e del piacevole, compensato anche dall’essenza sostanziale, che completa, integra e perfeziona ogni scenario narrativo con un quid impeccabile”.

     

  • Venezia riparte con l’arte di Pro Biennale

    L’arte e la cultura sono ripartite dopo il lungo periodo di blocco a Venezia, e lo hanno fatto con l’inaugurazione della mostra internazionale Pro Biennale presentata da Vittorio Sgarbi.

    Giovedì 23 luglio il Professore, infatti, ha dato il via all’esposizione insieme all’organizzatore della manifestazione Salvo Nugnes, curatore di mostre e grandi eventi, allo Spoleto Pavilion presso lo storico Palazzo Ivancich (Castello 4421), a pochi passi da Piazza San Marco. Il momento buio appena passato non ne ha ostacolato lo svolgimento, a dimostrazione del grande affetto del pubblico nei confronti di questo appuntamento ormai consolidato.

    La conferenza inaugurale si è tenuta presso la Chiesa Santa Maria Formosa, che contiene capolavori tra gli altri di Palma il Vecchio, Jacopo Palma il Giovane, del Tiepolo, nel massimo rispetto delle norme anti Covid, mantenendo il distanziamento necessario tra il pubblico, rigorosamente con mascherina. L’incontro si è svolto con la presenza di Silvana Giacobini, già direttrice di Chi e Diva e Donna, Pippo Franco, conduttore televisivo, Roberto Villa, fotografo internazionale, Flavia Sagnelli, curatrice d’arte romana, Patrick Ray Pugliese, del GF vip, Mek delle Iene, Caterina Grifoni, presidente FIDAPA. A fare da cornice musicale, la splendida voce del baritono della Scala di Milano Simone Piazzola, accompagnato al pianoforte dal Maestro Alfonso Di Rosa. Non sono mancati Carolyn Smith, presidente di giuria di Ballando con le Stelle, il direttore dell’accademia di Belle Arti di Venezia, Giuseppe la Bruna e Francesco Da Mosto, aiuto regista della grande Lina Wertmüller, nonché documentarista per National Geographic e per la BBC, che hanno avuto l’occasione di ammirare le opere in mostra.

    “Siamo qui riuniti perché l’arte e le arti sono contro la paura, specialmente in un periodo così difficile per tutti noi e le nostre famiglie, ma bisogna reagire in qualche modo”, così esordisce il manager Salvo Nugnes, prima di passare la parola agli altri ospiti intervenuti.

    Il prof. Vittorio Sgarbi aggiunge: “Quando feci la Biennale di Venezia, ho voluto scendere da una posizione di dominio e andare incontro agli artisti per dirgli “la Biennale è vostra” e per cercare di capire chi erano. Questo mio testimone lo ha raccolto l’amico Salvo, che ha tentato di accogliere tutti quelli che sono stati esclusi, dando loro la possibilità di farsi vedere”.

    Oltre agli artisti esposti, quest’anno Pro Biennale ha voluto dare anche grande visibilità ai disegni dei bambini, anche autistici, prodotti durante il periodo di quarantena, dedicando loro un’intera stanza in collaborazione con la Onlus Fondazione Movimento Bambino.

    Gli artisti in esposizione sono: Anna Actis Caporale, Sandy Aime, Patrizia Almonti, Simona Amato, Beniamino Antonello, Patrizio Arabito, Arkeo, Gastone Bai, Carlo Balljana, Marilla Battilana, Fiammetta Bellati, Francesco Bernacchi, Luciano Bonini, Mariella Bortolamiol, Alda Boscaro, Eleonora Bottecchia, Ronnie Brogi, Silvano Caldini, Nathaly Caldonazzo, Alessandra Candriella, Maretta Capossela, Antonello Capozzi, Carlito T., Monica Casetto, Cristina Castellani, Biagio Castellano, Susanna Cauli, Elena Cavanna, Rosanna Cecchet, Drago Cerchiari, Serena Ciotta, Francesca Colaciello, Roberto Comelli,  Dale, Cristiana D’Anna, Stefano De Carli, Emanuele Degano, Marina Denti, Raffaella De Santis, Raffaella Di Benedetto, Rosanna Di Cecca, Micaela D’Onofrio, Valcarlo Drensi, Renzo Eusebi, Francesco Fazio, Marco Ferrante, Salvatore Ferrante “Soterus”, Monica Ferrari, Debora Ferruzzi Caruso, Elisa Fossati, Veronica Garcea, Nicolò Garrasi, Giordano Garuti, Roberto Giacco, Teresa Giardina, Tullio Gombac, Cinzia Gorini, Alessandra Greco, Bruna Innamorati, Bobo Ivancich, Maria Jarda, Kara, Demet Kiziltas, Maddalena Korda, Sirkka Laakkonen, Driss Lahna, Pietro Lembo, Maria Grazia Lissa, Gioia Lolli, Luce, Angelo Magnabosco, Enrica Mancini, Gabriella Marazzi, Maeva Marrone, Luigi Marsero, Agrippino Martello, Silvana Mascioli, Meo Felice, Francesco Minopoli, Mattia Montone, Daniela Moretti, Milvia Mucchiut, Alessandro Negrini, Nevél, Anna Nigro, Lucio Oliveri, Giovanna Orilia, Giuseppe Pasqualetto, Carla Patella, Mauro Pavan, Stefania Pazzaglia, Vlajko Petrovic, Maria Petrucci, Angelo Piccolo, Anna Maria Pietragalla, Francesca Pinciroli, Sigrid Plattner, Salvatore Privitera, Valentina Puccio, Eleonora Pulcini, Carolina Ramonde Sasiaín, Renzo Remotti, Raffaella Rigadello, Francesco Rinoldi, Guikni Rivera, Daniele Rizzuti, Maria Milena Rocchetto, Antonella Rollo, Nunzia Romeo, Mirko Roncelli, Luciana Rossato, Arduino Rossi, Ruggero Rotondi, Laura Ruggiero, Paola Ruggiero, Gino Maria Sambucco, Lucia Sanavio, Sonia Sansoni, Arduina Santi, Massimiliano Sciuccati, Laila Scorcelletti, Angelo Scuderi, Pietro Sellitti, Gianluca Giuseppe Seregni, Rita Spina, Fulvia Steardo, Fedor Kuz’mic Suskov, Paolo Tait, Romano Elia Tironi, Giorgio Toniolo, Emel Vardar, Gaia Velli, Innocenzo Vigoroso, Domenico Villano, Canziana Virtù, Mario Vitolo Lina Zenere, Aldo Zotich, Angelo Zuccolo, Antonio Zuccon, Giovanni Zungri

     

    La mostra rimarrà aperta fino al 7 agosto tutti i giorni, a ingresso libero, dalle 10 alle 19.

  • Ennio Morricone, il saggio pubblicato da Federico Motta Editore che ricorda il grande compositore

    Federico Motta Editore, Casa Editrice italiana che vanta collaborazioni con personaggi illustri quali Umberto Eco, Margherita Hack, Mario Tozzi e Angelo Lombardi, ricorda Ennio Morricone, scomparso il 6 luglio scorso.

    Federico Motta Editore

    Federico Motta Editore e la musica nel mondo del cinema

    Ennio Morricone è stato uno dei musicisti di spicco del XX secolo, riconosciuto in tutto il mondo grazie alle composizioni create per diversi capolavori del cinema. Sergio Miceli, in un saggio pubblicato da Federico Motta Editore dal titolo I compositori per il cinema, ha inserito il Maestro tra gli autori che hanno segnato la storia delle colonne sonore. Il lavoro di Miceli, uno dei maggiori esperti italiani di musica per film, racconta la vita e i successi di Morricone. Formatosi al conservatorio di Roma, dopo un’esperienza con il gruppo "Nuova Consonanza" il compositore inizia la sua carriera d’autore con due film del regista Luciano Salce, ossia Il federale e La voglia matta, entrambi usciti nei primi anni ’60. Pochi anni dopo, grazie al suo contributo musicale per i capolavori di Sergio Leone, maestro del genere Spaghetti Western, Ennio Morricone raggiunge una fama di livello mondiale, che rimarrà invariata per oltre 50 anni di carriera, conquistando tra gli innumerevoli premi due Oscar e tre Golden Globe. Il saggio di Miceli fa parte di Età Moderna, opera a cura di Umberto Eco e pubblicata da Federico Motta Editore che analizza tutte le aree del sapere per ricostruire la storia della civiltà europea dal XV secolo a oggi.

    Qualità e promozione della cultura: i pilastri di Federico Motta Editore

    Federico Motta Editore, fondata nel ’29 a Milano, negli anni si è distinta per uno dei suoi obiettivi principali, ossia rendere la cultura accessibile ai più, a partire dalla prima Enciclopedia pubblicata nel 1952 e realizzata in fascicoli settimanali proprio per venire incontro a tutte le fasce della popolazione. La Casa Editrice è stata inoltre pioniera nell’applicazione delle nuove tecnologie, sfruttando nella divulgazione del sapere strumenti come Tavole Transvision, Sonobox e in seguito videocassette, CD-Rom e Internet. Il contributo della realtà milanese è stato riconosciuto attraverso numerosi premi e onorificenze: ne sono un esempio il Premio Cenacolo – Editoria e Innovazione, il Pirelli InterNETional Awards e l’Ambrogino d’Oro. L’autorevolezza di Federico Motta Editore è stata poi legittimata dalle più alte cariche istituzionali italiane, come ad esempio il Presidente Carlo Azeglio Ciampi che ha preso parte alla presentazione della Nuova Enciclopedia Motta nel 2004 o ancora nel 2007, quando Giorgio Napolitano ha accolto al Quirinale l’opera Historia.

  • Tracciati RAPidi – Roberto Chessa

    A Monsampolo del Tronto riparte l’Arte contemporanea. Sabato 1° agosto 2020 alle 17.00, Sala Ipogei “Galleria Marconi” propone “Tracciati RAPidi”, mostra personale di Roberto Chessa. La mostra, a cura di Nikla Cingolani, è organizzata dal Comune di Monsampolo del Tronto da Galleria Marconi e da Marche Centro d’Arte.
    Il giorno dell’inaugurazione Roberto Chessa farà una performance pittorica in diretta su un pannello di m 3,00 x 1,20
    La mostra si conclude il 30 settembre 2020

    Durante la mostra sarà possibile vedere anche le opere di Giovanni Alfano e Josephine Sassu ospitate nel Museo della Cripta e le sculture di Franco Anzelmo nello spazio adiacente la Galleria.

    Nel corso dell’inaugurazione l’artista svolgerà una live performance pittorica su una grande superficie. Roberto Chessa proviene, infatti, dal mondo culturale dell’Hip Hop che va dalla musica rap all’arte dei graffiti, dalla breakdance alla Street Art.
    Come scrive nel testo critico la curatrice Nikla Cingolani “Oggi Chessa è un pittore ma, pur essendo passato dalla strada allo studio, è ancora un b-boy e un writer che non ha abbandonato del tutto la voglia di segnare il territorio con i suoi tag, e continua a ballare insegnando la breakdance ai ragazzi. La sua arte, perciò, ha uno stretto legame con questa particolare urban dance in cui caratteristiche come improvvisazione, ritmo, controllo, equilibrio e velocità nei movimenti, corrispondono alle qualità che mette in campo quando dipinge…Chessa definisce le sue opere “Intuizioni Geometriche” e come tali sono libere espressioni, frutto di un’evoluzione dal grande potere espressivo, in tensione tra istinto e controllo creativo. I soggetti, solidi e compatti, si sviluppano come strutture geometriche colorate e interconnesse a blocchi poligonali delineati con tratti spigolosi ed essenziali.”

    L’iniziativa rientra nello sviluppo del progetto del Sistema Museale Piceno teso alla valorizzazione del più vasto comprensorio comunale ed in particolare del vecchio incasato, dei suoi musei e della rete dei 58 musei del territorio piceno sostenuta dal BIM Tronto.
    Sala Ipogei “Galleria Marconi”, che si trova in via Fratelli Kennedy nel borgo di Monsampolo del Tronto, nasce come ideale prosecuzione dell’esperienza ventennale della Galleria Marconi di Cupra Marittima, e per non disperdere la qualità della ricerca artistica e culturale portata avanti in tanti anni di lavoro del suo direttore artistico Franco Marconi.

    “L’emergenza Covid ha rimesso in discussione molte cose e ha reso necessario ripensare il modo nel quale si propone arte. Nel giro di pochi giorni tutto si è fermato per mesi, mettendo in evidenza tutta l fragilità umana e il suo sistema di vita. Mi occupo da anni di arte e in questa occasione vivrò un vernissage diverso. In questo periodo per me la cosa più difficile da affrontare è stata l’impossibilità di abbracciare le persone a cui voglio bene. Spero che presto tutto questo passi presto, per tutti. Tracciati RAPidi è il quarto appuntamento che è ospitato dentro Sala Ipogei “Galleria Marconi”. Voglio ringraziare ancora una volta il sostegno e la fiducia del Comune di Monsampolo del Tronto, del Sindaco Massimo Narcisi e di Mario Plebani, di Marche Centro d’Arte e di Lino Rosetti, insostituibile nella sua attività e come amico. Voglio mandare loro un abbraccio, perché è un gesto che dà fiducia e speranza nel domani, voglio abbracciare tutti i miei amici, quelli vicini, ma anche quelli che sono nelle zone del mondo che ora sono in emergenza Covid. Voglio mandare un abbraccio a tutti. Ripartiamo dall’arte e dalla cultura, perché è un buon modo per marcare quanto di positivo hanno gli esseri umani.” (Franco Marconi)

    Informazioni per una visita in sicurezza
    Per poter garantire la miglior tutela dei visitatori ed evitare al massimo il rischio di contagio, il Comune di Monsampolo del Tronto ha attivato le necessarie misure di sicurezza per il contenimento del COVID-19
    L’accesso e la permanenza all’interno di tutte le sedi dell’Istituzione è facilitato dalla presenza di alcuni ausili, quali una segnaletica specifica, anche direzionale, e cartelli informativi

    Si riportano di seguito alcune informazioni utili alla visita:
    – chiunque accede ai musei civici e mostre dovrà obbligatoriamente indossare la mascherina, anche per i bambini di età superiore a 6 anni e devono igienizzare le mani con il gel disinfettante
    – durante la visita, per l’intero periodo di permanenza all’interno della struttura è necessario mantenere sempre la distanza di sicurezza interpersonale evitando affollamenti
    – per l’accesso alle sale espositive è previsto un numero massimo di persone, secondo slot calcolati su metrature e logistica degli spazi
    – all’interno del Museo la visita potrà essere svolta sempre lungo il percorso indicato dalla segnaletica e/o dal personale del museo

    Si ricorda inoltre che all’interno dei Musei Civici
    – sono a disposizione i gel igienizzanti
    – nelle sale espositive della mostra temporanea l’accesso è consentito ad un massimo di 6 visitatori contemporaneamente
    – eventuale materiale cartaceo (depliant, mappe ecc…) non deve essere abbandonato negli spazi museali; si pregano i visitatori di conservarlo o gettarlo negli appositi cestini
    – non è possibile utilizzare il guardaroba; i visitatori sono pertanto pregati di presentarsi con il minimo di accessori personali, evitando bagagli, nonché zaini e borse voluminosi

    Tracciati RAPidi
    Info e Contatti
    artista: Roberto Chessa
    curatrice: Nikla Cingolani

    comunicazione: Dario Ciferri
    fotografia: Catia Panciera
    allestimenti: Pasquale Fanelli – Sabatino Polce

    dal 1° agosto al 30 settembre 2019
    Orari e modalità di prenotazione:
    VISITE SOLO SU PRENOTAZIONE
    Per l’inaugurazione (all’aperto) si dovranno rispettare le distanze di sicurezza ed evitare assembramenti sarà opportuno prevedere degli scaglionamenti (massimo 20 persone per volta), nella sala massimo 6 visitatori per volta.

    ORARI:
    10,00 – 13,00 / 16,00 – 19,00
    Il martedì dalle 21,00 alle 24,00 passeggiata per il borgo con visita al Museo della cripta, chiesa Maria Ss. Assunta e Sala ipogei galleria MARCONI Mostra “Tracciati rapidi”

    Punto informativo, e prenotazioni Museo della cripta Chiesa Maria Ss. Assunta Tel.3771500858

    Sala Ipogei Galleria Marconi
    Via Fratelli Kennedy
    63077 Monsampolo del Tronto
    web http://galleriamarconi.it/ – http://marchecentrodarte.it
    e-mail [email protected]
    Facebook http://www.facebook.com/galleriamarconi

  • Riflessioni destate nel Palazzo Ducale a Genova

    Mostra d’arte contemporanea, curata da Loredana Trestin dal 25 Luglio all’ 8 Agosto presso Palazzo Ducale a Genova.
    Orario mostra dal martedi al sabato dalle 14.00 alle 18.00 (sabato su appuntamento)
    Direzione artistica e curatela: Loredana Trestin
    Assistente Curatore: Maria Cristina Bianchi
    Organizzazione: Agnese Casassa, Ludovica Dagna, Elisa Gallani, Alice Giavazzi e Valentina Maggiolo
    Grafica, video e web: Anna Maria Ferrari

    Partecipano gli artisti:

    Maria Adorelle • Paulo Amsel • Valeria Astakhova
    Sylvain Boisjoly • Bhavya Dixit • Tonina Garofalo
    Lorenzo Giossi • Maria Rosa Locci • Jill Hick
    Gunilla Munro Gyllenspetz • Andrea Paglino • Manuela Perinu
    Maria Pitkänen • Sweta Shah • So Val- Valerie Feo • Anna Vassena

    Riflessioni d’estate é un gioco di parole che ha dato modo a gli artisti partecipanti a questa mostra di arte contemporanea, di esternare le proprie emozioni traslitterandole in opere d’arte.
    A volte la natura e il relax aiutano a destare o a ridestare i nostri pensieri rivalutando il nostro percorso di vita, in altre circostanze é proprio l’osservazione della natura intorno a noi che coadiuva un proprio benessere, in funzione del quale siamo portati con le tecniche artistiche, a creare un frame che ci possa ricordare qualcosa che forse non si ripeterá più.

     

  • Nuova mostra online di Loriem Giulia Saccà a cura di Elena Gollini

    È ufficialmente inserita all’interno della piattaforma web di mostre online curata dalla Dott.ssa Elena Gollini l’esposizione pittorica di Loriem Giulia Saccà con un titolo davvero emblematico “Immaginifico” per indicare, in modo calzante il forte e intenso influsso dell’immaginazione e dell’invenzione fantastica, che completa e compenetra il talento creativo della Saccà e ne esalta appieno il potenziale comunicativo e le virtuose risorse espressive. Nel circuito espositivo la Saccà ha inserito 20 opere di particolare rilievo e valenza nel suo percorso artistico, che racchiudono dei contenuti sostanziali di spessore e sono molto significative a livello percettivo sensoriale. La Dott.ssa Elena Gollini apprezzandone e elogiandone le notevoli doti pittoriche, unitamente alla spiccata sensibilità poetica ha dichiarato: “Loriem dimostra di perseguire una costante ricerca di evoluzione davvero ammirevole e sta compiendo un cammino di sviluppo esistenziale oltre artistico, affrancandoli e unendoli assieme in stretto legame e armonioso equilibrio, affinché il percorso di vita e il percorso creativo possano darsi stimolo reciprocamente e fare da motore trainante ad una crescita e ad uno sviluppo coerente e consapevole. Per Loriem la bellezza sublime e sublimata dell’arte in tutte le sue articolate e sfaccettate manifestazioni, è lasciata e affidata all’umanità, nella libertà di costruirne e di tutelarne l’ordine supremo superiore. Purtroppo, spesso l’essere umano vive ristretto nel proprio piccolo e limitato mondo quotidiano con mille remore e mille paure per ogni cosa deve per forza avere una ragione di spiegazione ed una conoscenza razionale acclarata. Loriem è consapevole, che l’arte può aiutare ad uscire da questi limiti vincolanti di pensiero e aprire a molteplici riflessioni illuminanti e rivelatrice. Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo? E tanti altri interrogativi, che possono essere convogliati trovando nell’osservazione artistica l’interpretazione dell’universo, del senso dell’essere e dell’esistere. La componente cromatica è sempre fondamentale per la resa scenica compositiva d’insieme e scaturisce da un bisogno e da un’esigenza interiore e spirituale. I colori per Loriem sono una componente di gioia, di passione, di sentimento, di pathos, di trasporto autentico e incondizionato e servono per dare ancora più slancio alla sua fervida vena creativa. Per Loriem l’arte consente di fare parte di un sistema armonico e predispone ad un benessere pieno e appagante. Per Loriem l’arte è un tutto che crea e genera una simbiosi e una sintonia perfetta nella ricerca di noi stessi”.

    VISITA LA MOSTRA:

    https://lemostreonlinedielenagollini.wordpress.com/immaginifico-loriem-sacca/

  • Rivista da leggere con spensieratezza

    best magazine n.82

    E’ on line il numero 82 della rivista digitale Best Magazine, questo mese tanta bellezza, spensieratezza, musica, turismo e tanto altro. Fruibile free in tutte le migliori piattaforme di distribuzione.

    Best Magazine è una giovane e dinamica rivista digitale con uno sguardo su mode e tendenze del momento.
    La veste grafica è accattivante ed estremamente curata ed elegante, ricca di contenuti originali con rubriche dedicate a Moda,Fashion, Life style, Tendenze, Benessere, Design, Hi tech, Cultura, Arte, Cinema, Musica, Classifiche e News.
    Ogni contenuto proposto è impreziosito da pregevoli gallerie fotografiche in alta qualità.
    Accessibile gratutitamente, scritta con competenza e stile impeccabile, è una risorsa ben realizzata e ricca di approfondimenti ed anticipazioni.
    Gli utenti possono interagire con lo staff attraverso il sito, e i social come Facebook!

    Il sito ufficiale è: http://best-magazine.eu
    http://bestmagazine.nlz.it

    Facebook : https://www.facebook.com/BMbestmagazine

    Contatto Email: [email protected]

  • Arte in spalla: Fjällräven presenta la nuova collezione Kånken Art by Moa Hoff

    Kånken Art è il risultato che si ottiene invitando artisti di fama ad esprimere il loro personale rapporto con la natura, utilizzando uno zaino Kånken come tela. Per l’edizione 2020 di Kånken Art Fjällräven ha collaborato con l’artista svedese Moa Hoff, la cui gioiosa espressività ha dato vita ad un pattern formidabile che rende Kånken riconoscibile fra mille. Inoltre, nel 2020, per ogni Kånken Art venduto Fjällräven si impegna a sostenere la Arctic Fox Initiative per la protezione della volpe artica.

    Artista Kånken 2020: Moa Hoff

    Moa Hoff è un’illustratrice, artista e graphic designer di Stoccolma. Dopo la laurea presso l’Università delle Arti, Artigianato e Design di Stoccolma nel 2005, ha lavorato come illustratrice freelance: “Lavoro sempre a mano: disegno con la matita, dipingo le superfici, taglio la carta. Mi piace toccare i materiali”, spiega Moa. Amante della natura fin da bambina: “Ho sempre amato i boschi, ci sono cresciuta vicino. Ho osservato insetti e girini, assaggiato timo selvatico e germogli di abete, e ho sempre pensato che gli alberi avessero una loro vita segreta”.

    L’ispirazione per il progetto Kånken Art nasce dai suoi ricordi d’infanzia, da un’escursione in montagna con il padre: “Ricordo la luce, i colori nitidi e le piccole betulle di montagna, con il loro tronco nodoso. È con questo ricordo, le betulle, e con quella sensazione che volevo entrare in contatto quando ho creato questi disegni”.

    Scopri di più su Moa Hoff e ciò che ha ispirato la sua creatività.

     

    La collezione

    La nuova collezione Kånken Art di Moa sarà disponibile a partire dal 15 luglio 2020 ed è composta dai seguenti prodotti: Kånken Art / Mini / Laptop 15″, Kånken Art Pen Case, Kånken Art Travel Wallet, Kånken Art Card Wallet e Kånken Art Toiletry Bag. Piccoli pezzi d’arte per contenere tutte le nostre cose.