Categoria: Arte e Cultura

  • “#Cantoanima”: Irene Catarella successo per il nuovo libro, curato da Salvo Nugnes, a Biennale Milano

    Irene Catarella ha presentato il suo nuovo libro, intitolato “#Cantoanima”, lunedì 25 ottobre a Biennale Milano, mostra internazionale, tenutasi presso il Palazzo di Stampa di Soncino e curata da Salvo Nugnes, già manager di grandi nomi e curatore di mostre prestigiose, tra cui Pro Biennale Venezia, oltre al Festival di Spoleto e molti altri eventi.

    Irene Catarella, oltre ad essere una talentuosa poetessa, è professoressa, giornalista, naturopata e studiosa della Bibbia: un’artista ed una professionista d’eccezione. Lo stile poetico consiste nella creazione di neologismi ossimorici o rafforzativi, parole chiavi che possano risvegliare l’animo del lettore e che siano in grado di far risentire e far rinascere l’amore, bello in ogni sua forma. Le parole sapientemente selezionate creano versi che sono materializzazione verbale di pensieri e sensazioni personali.

    Il volume “#Cantoanima”, Editoriale Giorgio Mondadori, un contenitore di emozioni e versi originali tanto quanto profondi ed universali, racchiude la produzione letteraria assolutamente innovativa della Prof. ssa, una poesia che arriva dritta al cuore del lettore grazie all’immediatezza di un linguaggio nuovo e sorprendente che dà voce all’interiorità della scrittrice, al suo sentire e alle sue riflessioni sulle contraddizioni della società attuale.

    Queste le parole del curatore d’arte Salvo Nugnes sull’Artista:

    “Contemporanea, innovativa e genuina, Irene Catarella diffonde messaggi universali e senza tempo penetrando con carattere e leggerezza nella società informatizzata. Con il nobile obiettivo di riavvicinare i giovani, e non solo, all’arte, la Catarella mostra abilità nel creare parole e combinarle tra loro, stupendo ed incuriosendo il lettore. La sua è un’arte che emoziona, arriva dritta al cuore e lascia segni indelebili.”

     

    Il sociologo di fama mondiale, il prof. Francesco Alberoni, durante la presentazione del libro, ha emozionato i presenti leggendo delle sue poesie.

    Oltre alle splendide poesie, il libro contiene i contributi di grandi intellettuali come Francesco Alberoni, Vittorio Sgarbi, Silvana Giacobini, già direttore di Chi e Diva e Donna, Maria Rita Parsi, Katia Ricciarelli, Marco Garavaglia, vicedirettore generale di Cairo Editore, Marco Columbro, presentatore tv, Monsignor Viganò, Padre Enzo Fortunato e Luigino Rossi, già presidente dell’Accademia delle Belle Arti di Venezia.

  • Daniel Mannini: dipingere per guardarsi dentro

    Da sempre l’espressione artistica declinata e manifestata con eterogenea e multiforme connotazione stilistica e comunicativa rappresenta un pregiato caleidoscopio di proiezioni e prospettive sinonimo dell’articolato mondo interiore e spirituale, che governa l’introspezione intima di ogni artista creativo. Da sempre questa commistione garantisce di rimando una contaminazione ad intreccio armonioso con il fruitore-spettatore, che a sua volta percepisce attraverso le proprie chiavi di lettura interpretative e assimila al contempo quanto trasmesso e impresso dentro le opere”. Partendo da queste variegate disquisizioni la Dott.ssa Elena Gollini esamina a livello critico l’arte pittorica di Daniel Mannini sviscerandola in profondità. Proseguendo nel discorso ha affermato: “Daniel rispecchia appieno l’artista di riflessione e di pensiero moderato e ponderato, che usa il medium della pittura per compiere un esame su se stesso e sulla propria sfera intima. L’apparenza diventa una situazione effimera, che non serve a trovare il suo vero senso creativo. Il suo modus pingendi è invece influenzato dalla volontà di scardinare schemi preconfigurati e predefiniti aprendosi a una libertà assoluta, che risponde al bisogno primario di rivelare se stesso e di conoscere le proprie esigenze umane e artistiche. La solenne riflessione filosofica del maestro Cartesio -cogito ergo sum- si sposa perfettamente con l’intento creativo dominante di Daniel e si può accostare a quella formula, che riassume in sé la duplice valenza di -vita per l’arte- e di -arte per la vita-. Pensare significa vivere e dedicare la propria esistenza all’arte in modo responsabile e motivato. Le convinzioni di Daniel si fondano dunque su un pilastro strutturato su più piani di sostegno e fanno da bilanciamento al suo sguardo curioso e volitivo verso le sollecitazioni provenienti da quanto lo circonda e da quanto carpisce dalle relazioni e dai contatti umani che instaura. Per Daniel ogni situazione può essere utile per aggiungere la cosiddetta -materia prima pensante- alla sua vena di ispirazione. Ogni situazione può accendere corrispondenze e rispondenze emotive ed emozionali, che poi vengono trasfigurate in essenza sostanziale pittorica e vengono introdotte nel meccanismo compositivo e negli ingranaggi cromatici. L’interazione tra pensiero e azione è precipua per Daniel e imprescindibile nell’approccio alla pittura. Pensare, dipingere, essere, esistere sono concetti focali nevralgici senza i quali Daniel non sarebbe in grado di ottenere soluzioni così pregnanti e convincenti nella resa della sintesi complessiva. Ecco, perché Daniel sta riuscendo a trovare una gratificante e soddisfacente modalità di cifra e di stile e sta consolidando quella sicurezza motivata, che lo rende sempre più fiero e orgoglioso dei risultati ottenuti e lo incita al massimo nell’avanzare sempre di più”.

    https://www.elenagolliniartblogger.com/daniel-mannini

     

  • Memorabilia – Memo Fornasari

    Il genio multiforme di Memo Fornasari, in MEMORABILIA, la mostra a lui dedicata dal Comune di Montechiarugolo e curata da Carlo Micheli.
    L’antologica sarà visitabile nelle sale del Palazzo Civico dal 20 novembre al 19 dicembre.

    Domenico Fornasari è pittore vero che paga, in egual misura, il proprio eclettismo artistico e una critica inadeguata. Una duttilità, la sua, distraente che lo porta ora sulla strada del cinema, ora nel mondo della progettazione; una critica che innanzi al suo fare brancola tra narcisistici sproloqui e inutili definizioni delle sue galassie, incapace di proporre un accostamento che ne faccia emergere le affinità con i grandi del suo tempo.

    Eppure quelle sue forme futuribili dicono di una pittura colta, d’avanguardia, attenta allo spazialismo di Fontana, ma anche a Vedova, Turcato, Corpora. Questa mostra intende indurre ad una riflessione sui valori artistici di Fornasari, non tanto per rivendicare primati o anticipazioni, bensì per affermare come l’artista mantovano fosse li, tra i grandi, nel momento giusto, in quegli anni ’50 e ’60 in cui fiorirono i più grandi nomi dell’Arte Contemporanea.

    Nel 1973 dalle pagine del “Resto del Carlino” Marino Mercuri poneva un problema fondamentale: “Fornasari -bisogna dire- non è stato scoperto: le sue stagioni artistiche non sono agevolmente afferrabili per una giusta, più attendibile interpretazione. (…) Uscì dalla legione di seguaci del Futurismo con svolte incredibili che non furono segnalate dalla critica. E ancora “Ma come va visto il Fornasari rispetto a pittori come Adami, Pozzati, Pistoletto, Schifano?”. Dopo alcuni mesi, nel segnalare l’incontro tra Guidi e Fornasari avvenuto alla mostra che quest’ultimo tenne a Recanati, lo stesso Mercuri afferma che le poche righe scritte da Guidi (“Tanti avvenimenti artistici del secolo l’ha messi lei, nella sua opera, dominandoli con maestria”) sono da considerarsi la critica più approfondita che Fornasari potesse allora vantare.

    Delle innumerevoli mostre personali tenute in tutto il mondo, non rimangono che scarni dépliant, superficiali e raffazzonati. Urge dunque un riesame approfondito dell’opera di questo artista inquieto e geniale, una rilettura che gli renda finalmente merito, collocandolo tra i protagonisti della sua epoca.

    Questo è quanto si è cercato di fare con la mostra ospitata negli spazi del Palazzo Civico di Montechiarugolo, realizzata grazie anche e soprattutto all’impegno amorevole e appassionato dei nipoti Tiziano, Vanni, Roberta e Lorella.

    Da non perdere.

    Carlo Micheli

    titolo: Memorabilia
    artista: Memo Fornasari
    categoria: Mostra antologica
    curatela: Carlo Micheli
    periodo: 20 novembre – 19 dicembre 2021
    inaugurazione: sabato 20 novembre ore 16.00
    sede: Palazzo Civico Montechiarugolo
    indirizzo: Via Liberazione 7 – 43022 Montechiarugolo (PR)
    patrocinio: Comune di Montechiarugolo
    orari: sabato e domenica 10.00 – 13.00 e 14.00 – 17.00

    Ingresso gratuito – con green pass
    info: [email protected]
    tel. 0521 687759 – 0521 687736
    www.comune.montechiarugolo.pr.it
    realizzazioni grafiche e comunicazione: MetAlternativa

  • SETTE è il nuovo album di Riccardo Trovato

    Sette, è il primo album solista di Riccardo Trovato, pubblicato su tutte le piattaforme di streaming digitale il 3 novembre 2021, è un lavoro composto da 7 tracce, tre delle quali precedentemente pubblicate come singoli, “La maskerina” “Radical Chic” e “Offline”.
    I sette brani, autoprodotti sono stati registrati presso Apollo 11, struttura creata e gestita dal cantautore, con l’intento di dar voce ad un genere musicale per molti anni snobbato dalle riviste di settore e dalla critica, il rock classico e i suoi derivati.
    Il disco apre con La maskerina, brano pubblicato alla fine del primo lockdown figlio della pandemia da Covid-19 e che vuole evidenziare l’importanza della normalità e soprattutto della libertà, per troppi data ormai per scontata. Chiude invece con un brano dal titolo “La normalità”, concetto relativo, specie per chi decide di far della musica la propria ragione di vita.
    All’interno del lavoro si è posta l’attenzione sul concetto di libertà nell’arte, troppo spesso costretta a seguire le regole scritte da chi monopolizza il mercato, come accade spesso nel mercato musicale, il discorso è descritto dalla traccia n°6, “Pennelli su tela”.
    Vengono trattati altri temi, come in “Radical chic”, “Offline”, Vivida” o “La Cornocanzone”, brano che ironizza sullo scomodo argomento dei tradimenti.
    Il sound è quello tipico del classic rock, non privo di influenze alernative, hard rock e pop. Batteria, basso e chitarre elettriche confezionano il suono di tutti i brani, volutamente registrati senza l’utilizzo di loop, campionamenti e altri strumenti che la tecnologia oggi fornisce. L’intento è quello di far immaginare all’ascoltatore di essere all’interno di una sala prove a sentire del crudo rock’n roll, fatto alla vecchia maniera.
    Hanno collaborato alla realizzazione di “Sette”, Herry Found (batteria, in tutti i brani), Giuseppe Cavaleri (basso in Vivida e La Cornocanzone), Andy Found, (basso in Pennelli su tela) e Giuseppe Pecci (chitarre in Offline). Il basso e le chitarre, eccetto nei suddetti brani oggetto di collaborazione, sono stati suonati personalmente da Riccardo Trovato.


    Biografia
    Riccardo Trovato è un cantautore siciliano, nato a Catania nel 1985 e attivo musicalmente dal 2004. Gran parte del suo percorso è legato alla sua storica band i Karbonica, con cui ha prodotto due album, partecipato al trentennale di 17 Re, prodotto dai Litfiba e partecipato a diversi eventi musicali nazionali, girando per tutta la penisola. Il suo obiettivo è fare musica, senza perdere mai di vista il vero motivo per cui ha iniziato questo viaggio, cioè il piacere ed il divertimento, mettendo da parte tutte le logiche pubblicitarie e di marketing che spesso uccidono la musica stessa.


    Link album http://Spotify https://open.spotify.com/album/31IkEmkJwsxGANsgErPZww?si=qiZLCwjCRYm38T5Mglg5RQ

    Facebook page
    http://www.facebook.com/RiccardoTrovatoOfficialPage/

    Canale You Tube
    http://www.youtube.com/channel/UCu-yfbZTqKowQ8M7w_6kekA

  • Ma il cielo non può attendere. La storia fiabesca di Hansel e Gretel

    Dopo lo stop imposto dalla pandemia, Mitzi Amoroso e il cast dei suoi piccoli grandi attori tornano in scena al teatro Ariberto di Milano (via Daniele Crespi 9) con lo spettacolo Ma il cielo non può attendere (la storia fiabesca di Hansel e Gretel), una commedia musicale per bambini…interpretata da bambini che, su sceneggiatura della stessa Amoroso e musiche di Paolo Peroni, intratterrà gli spettatori il 13, 14, 20, 21, 27 e 28 novembre alle ore 16.

    Alla fiaba classica di Hansel e Gretel la penna di Mitzi Amoroso, autrice e regista ormai ottantaseienne con un’indomabile passione per il teatro e la musica, ha aggiunto diversi personaggi fantastici ed ecco che, sul palco, si alternano streghe e orchi, maghi, fate e fatine, galli, galline, sciocchi uccellini e gazze ladre che accompagnano lo spettatore in situazioni esilaranti di cui protagonisti rimangono, comunque, i due famosi fratellini, la matrigna indigesta…e un padre mollaccione!

    A dar vita ai personaggi sono una decina di piccoli attori di età compresa fra i 7 e i 12 anni – tutti alunni della scuola di teatro di Mitzi Amoroso – che nonostante le difficoltà imposte dalla pandemia hanno continuato a provare per oltre un anno e nei tre fine settimana di spettacoli daranno vita ad un testo nato, principalmente, dalla volontà di esorcizzare la trama originale della fiaba e ridare dignità al rapporto fra genitori e figli mettendo al centro, come deve essere, l’amore.

    Un’ora e mezzo di spettacolo frizzante e divertente, recitato e cantato unicamente dai bambini, scandito da musiche coinvolgenti che rimarranno in testa a grandi e piccoli. Come mai un titolo così curioso? La risposta si trova nella trama dello spettacolo, ma gli spettatori dovranno attendere fimo alle ultime battute per scoprilo.

    Come da tradizione, anche quest’anno saranno sei le date in cui si potrà assistere alla rappresentazione che avrà luogo tutti i sabati e le domeniche di novembre a partire dal 13, alle ore 16. (età consigliata dai 3 ai 90 anni).

    Il costo dei biglietti, a offerta libera, parte da 10 euro. Il Teatro Ariberto si trova a Milano in via Daniele Crespi, 9. Il ricavato sarà devoluto alla Parrocchia di San Vincenzo in Prato per le attività di aggregazione giovanile e di rilancio del teatro stesso.

    Per informazioni sullo spettacolo:

    348-0186418; [email protected]

  • BIENNALE MILANO: successo per la mostra internazionale curata da Salvo Nugnes e Vittorio Sgarbi

    Dal 21 al 25 ottobre si è tenuta la prestigiosa esposizione di Biennale Milano, con Salvo Nugnes, già curatore delle mostre del Festival di Spoleto, Pro Biennale di Venezia e manager di personalità importanti, e il Prof. Vittorio Sgarbi, nella suggestiva location di Palazzo Stampa di Soncino (Via Torino, 61), palazzo nobiliare sito a pochi passi dal Duomo. Il grande evento ha usufruito della preziosa presenza di grandi nomi del mondo dell’arte, della cultura e dello spettacolo.

    Biennale Milano è il “fiore all’occhiello dell’arte italiana” grazie alla quale noti artisti, insieme a nuove promesse, colgono l’occasione di far conoscere la loro Arte. Provenienti da oltre 40 paesi, con dipinti, sculture, poesie e fotografie, la cui potente carica emotiva ha saputo meravigliare il pubblico e affascinare i presenti.

    La Mostra ha beneficiato del contributo di ospiti d’eccezione, come Francesco Alberoni, sociologo di fama mondiale, Romina Power, cantante e noto personaggio televisivo, Maria Rita Parsi, scrittrice e psicoterapeuta, il direttore del Tgcom 24 Paolo Liguori, Silvana Giacobini, già direttore di Chi, lo storico e presidente del Vittoriale degli Italiani Giordano Bruno Guerri, Massimo Giletti, giornalista e conduttore televisivo, Mario Luzzatto Fegiz, noto critico musicale e giornalista del Corriere della Sera, Piero Chiambretti,  conduttore ed autore televisivo, Carolyn Smith, presidente di giuria di Ballando con le Stelle, Marco Columbro, presentatore televisivo, il noto critico d’arte Luca Beatrice, Alviero Martini, stilista di fama, Yari Carrisi Power, musicista e figlio d’arte, Jim Beckwith, cantautore internazionale, Patrick Ray Pugliese, inviato di Striscia la Notizia, il Presidente della Regione Lombardia, il sindaco della città di Milano e tanti altri.

  • Annalisa Mirizzi e il suo primo esordio

    The game of possession 1 è un romanzo narrativo, moderno e contemporaneo.

    Il libro è ambientato a Londra nel Regno Unito ma i personaggi si spostano anche in tutta l’Inghilterra e non solo.

    I protagonisti principali sono Ivan Tiffy e Ludovica Soiler Collins. Accompagnati da personaggi secondari che saranno importanti per tutta la saga insieme a antagonisti e nemici. Ivan è un ragazzo britannico, sempre nei guai che fa parte di un impero di giochi mortali molto pericolosi. Nella quale ha un passato difficile alle spalle.

    Ludovica invece è una ragazza spagnola che non conosce il suo passato e ha dei misteri spaventosi a lei sconosciuti. Ludovica sarà alle prese con l’università ma non è come tutte le altre. Ivan invece ha conosciuto i lati oscuri della giustizia, dopo aver commesso gravi reati nel suo percorso di vita.

    Quando Praga, il capo dell’impero verrà sostituito dal suo successore, regneranno oltre al pericolo, dolore, caos e morte.  Ivan farà di tutto per proteggere Ludovica da tutto questo, insieme ai suoi amici ma c’è chi farà di tutto per portarla via dalla sua famiglia, dai suoi amici e da Ivan.

    Più di 400 pagine di pura adrenalina, con sentimenti contrastanti e tanta suspense, l’incontro tra Ivan e Ludovica non è casuale, hanno un sacco di cose in comune, tra queste la voglia di combattere e sopravvivere ma soprattutto la loro indipendenza e coraggio.

    Una saga di 5 libri come  ha annunciato l’autrice. Il sequel si chiama: The game of possession 2 Guerra dei cuori. Di cui non si sa ancora nulla al riguardo.

  • ANNALISA MIRIZZI, LA STORIA DI UN’AUTRICE

    Annalisa Mirizzi nasce in Emilia Romagna il 19 Giugno 2002 è una scrittrice esordiente italiana ex vittima di Bullismo e Cyberbullismo. Una ragazza che si autodefinisce spensierata, molto semplice, anche se si è distinta dalla sua mente complessa, fantasiosa e rivoluzionaria. Conosciuta per aver pubblicato il primo libro di una serie letteraria: The Game Of Possession 1 nel 2021. Nata come fiction per Young Adult nel 2018 all’età di 16 anni.

    La storia della giovane autrice italiana lascia l’amaro in bocca. Compagni di classe che la deridevano. La buttavano giù dalle scale fino a farla finire al pronto soccorso con un trauma alla caviglia che non le ha permesso di camminare per dei mesi. La chiamarono “infetta” lei pensò che fosse per gioco all’inizio, per poi susseguire questo nome per anni. Il motivo di tale nome per la giovane autrice sono solo supposizioni, non sa la vera ragione, forse per i suoi anticorpi deboli all’epoca oppure semplicemente perché in alcuni periodi dell’anno perdeva i capelli.

    Ha subito bullismo al maschile e al femminile, nella quale anche fuori dalla struttura scolastica ne era vittima. Il cyberbullismo l’ha istigata al suicidio, dove persone anonime le spiegavano come fare. Insieme a parole agghiaccianti. Questi Cyberbulli oltre a insultarla e violare la sua privacy, le scrivevano frasi agghiaccianti, ne citerò solo due sulle molteplici rilasciate; “I tuoi genitori quando sei nata hanno avuto conati di vomito.” le scrivevano anche “I tuoi genitori appena ti hanno vista volevano darti via.”

    Questi cyberbulli hanno voluto provare a farle credere che anche la sua famiglia la repudiasse e che la vedessero come una delusione della famiglia. I bulli la facevano sentire una sciagura e le davano tutte le colpe, veniva minacciata verbalmente, fisicamente e psicologicamente, dove le facevano credere che avrebbero mandato qualcuno per farle del male o semplicemente, minacciavano di uccidersi e se lo facevano sarebbe stato colpa sua.

    Una ragazza spaventata che non poteva e non riusciva a dire nulla all’inizio. Finché un giorno decise di parlare. A quel punto i bulli fecero di peggio.

    La ragazza non aveva più un nome o un cognome per questi bulli e cyberbulli, ma era un etichetta che per anni l’ha ferita profondamente. Essa si era sfogata pure sul cibo in modo esagerato per poi limitarsi a non mangiare quasi più niente. Annalisa Mirizzi fu salvata a 13 anni da un’idea di suicidio.

    I bulli e cyberbulli avevano fatto crollare la giovane ragazza totalmente, tra insulti, video, chiamate e quant’altro, la sua testa non ragionava più.  La sua famiglia l’ha salvata con l’amore, dandole forza e hanno iniziato una vera e propria battaglia per tutelarla, proteggerla e far azzittire tutto quanto. Non fu facile, i cyberbulli si scagliavano pure sulla sua famiglia ma dopo tanto tempo le voci e il calvario di Annalisa finì. 

    La sua famiglia le è sempre vicino su ogni scelta che fa per proteggerla e non solo. Durante la sua ripresa grazie ad un insegnate di musica, riuscì ad entrare in corsi extrascolastici di canto e recitazione. Così da sfogare se stessa in una minima parte. Per poi ringraziare tutti gli altri insegnati che hanno contribuito nella sua rinascita. Poi iniziarono le superiori, nella quale ha dovuto cambiare scuola. 

    Questa volta lei voleva difendere la classe, visto che l’avevano eletta capo classe ma, un’insegnate decise di tutelare la sua allieva preferita a punto tale che omette la verità facendo finire Annalisa sotto un cattivo occhio dai suoi compagni e non solo.

    La giovane racconta anche un dettaglio a riguardo, dicendo esplicitamente: da un’insegnate che dice: “ne ho una per tutti” sai già che è una battaglia persa in partenza.

    Questo dettaglio fa comprendere perfettamente che gli studenti se parlavano l’insegnate avrebbe detto qualcosa per farli azzittire. L’insegnate si giustificò con: “volevo proteggerla prima che si infilasse in qualcosa di più grande” durante il colloquio genitori e insegnati, come disse Annalisa “ora era facile girare la frittata, ora che la preferita era salva.”

    Ed è proprio in questo periodo dove decide di andarsene da quella scuola e inizia a scrive il suo primo libro, come valvola di sfogo, essendo che il mondo le stava cadendo di nuovo addosso. Scrivendo un racconto innovativo, The game of possession 1.

     

  • “IL MILITE IGNOTO: ALLE RADICI DELL’IDENTITÀ ITALIANA”

    In occasione del centenario della traslazione all’altare della patria della salma del milite ignoto, la rete accademica costituita da UniTreEdu, Fondazione Primato, ARS archivio storico e CE.DI.S. – Centro Studi e Ricerche sulle politiche del diritto e sviluppo del sistema produttivo dei servizi – dell’università eCampus organizza, con il patrocinio della Brigata di supporto al (HQ) NRDC-ITA, presso il Circolo Unificato dell’esercito di Milano la conferenza “Il Milite Ignoto: alle radici dell’identità italiana”.

    La conferenza avrà luogo mercoledì 3 Novembre 2021 alle ore 18.00 presso il Palazzo Cusani, salone Umberto I, in via del Carmine 8 a Milano. L’incontro sarà coordinato dal Prof. Silvio Bolognini dell’Università eCampus (autore del volume sul Milite Ignoto di recentissima pubblicazione per i tipi di Mimesis Edizioni), con la partecipazione e l’intervento dei Prof. Massimo De Leonardis e Sergio Luppi dell’Università Cattolica di Milano e dei Prof. Marco Marinacci e Marina Simeone dell’Università eCampus.

    Per informazioni e prenotazioni: [email protected]

    L’evento sarà svolto nel rispetto delle misure riguardanti la sicurezza sanitaria attualmente in vigore con presentazione della carta verde (green pass)

  • Federico Motta Editore: il saggio di Gaetano Chiurazzi dedicato all’età postmoderna

    Età postmoderna: il saggio di Gaetano Chiurazzi, edito da Federico Motta Editore, ripercorre le tappe del nuovo movimento. Dalle origini al rapporto con il passato

    Federico Motta Editore

    Il postmoderno nel saggio pubblicato da Federico Motta Editore

    Citando il filosofo Jean-Francois Lyotard, Gaetano Chiurazzi tratta la corrente filosofica del postmoderno nel saggio edito da Federico Motta Editore. Il postmoderno abbraccia non solo il mondo dell’arte e dell’architettura, ma anche quello della filosofia e della letteratura: tale termine designa la condizione antropologica e culturale affermatasi nel periodo successivo alla crisi e definito dall’epilogo della modernità nelle società del capitalismo. Il filosofo francese introdusse il concetto di postmoderno nel dibattito filosofico e culturale nel 1979 con la pubblicazione dell’opera “La condition postmoderne”. L’autore, esaminando le conseguenze provocate dai nuovi mezzi informatici sul sapere, affronta il tema del postmoderno: “L’oggetto di questo studio è la condizione del sapere nelle società più sviluppate. Abbiamo deciso di chiamarla postmoderna. La definizione è corrente nella letteratura sociologica e critica del continente americano. Essa designa lo stato della cultura dopo le trasformazioni subite dalle regole dei giochi della scienza, della letteratura e delle arti a partire dalla fine del XIX secolo. Tali trasformazioni saranno messe qui in relazione con la crisi delle narrazioni”.

    Federico Motta Editore: Umberto Eco, il simbolo del postmoderno italiano

    A livello nazionale, invece, la nascita della corrente letteraria postmoderna risale indicativamente tra la fine degli anni Settanta e i primi anni Ottanta. Figura chiave di numerose opere edite da Federico Motta Editore, Umberto Eco – scrittore, filosofo, semiologo – rappresenta una delle più grandi personalità italiane legate alla letteratura postmoderna. Una delle sue opere più importanti è senza dubbio “Il nome della rosa” (1980) caratterizzata dalla contaminazione di generi diversi, come accade spesso nelle opere considerate postmoderne: nel capitolo “Il Postmoderno, l’ironia, il piacevole”, Umberto Eco afferma che il “post-moderno è un termine buono à tout faire” e che “ogni epoca ha il proprio post-moderno” in quanto “il passato ci condiziona, ci sta addosso, ci ricatta”. Il nuovo movimento promuove dunque la sfaccettatura e la molteplicità della realtà, mettendo in discussione i grandi sistemi filosofici e i valori dell’età moderna.

  • Davide Quaglietta: pittura, parole, dialogo

    “Ritengo, che sarebbe assolutamente superficiale e semplicistico classificare la pittura di Davide Quaglietta come formula espressiva di moderna applicazione comunicativa tout court, senza fare un’analisi approfondita mirata sulle sequenze di interconnessione studiate con precisione certosina, che vengono sapientemente amalgamate alla materia pittorica e si fondono con la tavolozza cromatica e tonale”. La Dott.ssa Elena Gollini intavola delle considerazioni critiche, che risultano utili per meglio relazionarsi con la poetica artistica di Quaglietta ed entrare nel merito sostanziale delle motivazioni che ne stimolano lo slancio creativo e la ricerca appassionata. Al riguardo ha spiegato ancora: “La pittura di Davide è già di per se stessa entità vitale e dinamica, poiché la materia viene elaborata e plasmata intrisa di energia e di carica energetica vibrante e pulsante, che si diffonde oltre il limite della superficie e del supporto. A questa formula pittorica così animata Davide aggiunge e accosta una dialettica semantica intensa e profonda, scaturita dall’ego più intimo e recondito, ma anche da quanto gli suggerisce il moto dell’anima, nonché la sfera spirituale e interiore, quella dimensione introspettiva di grande spessore umano che gli appartiene. Ecco perché possiamo definire la pittura di Davide come ‘parlata’ in senso simbolico e allusivo, poiché non è mai scissa e separata dalla componente contenutistica, che rimanda a significati e messaggi da cogliere e da scoprire in chiave metaforica dentro la fitta trama e l’articolata texture della narrazione scenica, sempre argomentata tramite composizioni di resa ottimale, subito impattanti a livello visivo e ottico, tali da conquistare e catturare l’attenzione curiosa dello spettatore, che poi viene invogliato a cogliere gli aspetti e i tratti sostanziali insiti e sottesi. Davide è artista perspicace e riflessivo, che riesce a strutturare un’espressione pittorica ‘dialogata e dialogante’ utilizzando spunti, rimandi, richiami e riferimenti sempre attuali, molto sentiti a livello sociale e collettivo, facilitando l’approccio di contatto e la lettura interpretativa e portando subito il fruitore dritto verso il cosiddetto climax narrativo, il cosiddetto ‘nocciolo della questione’, il fulcro nevralgico principale, che regge l’intero assetto del palinsesto linguistico. ‘Pittura + parole = dialogo’ diventa la chiave in codice portante di tutta la mimesi pittorica di Davide e determina ogni sua ideazione progettuale condotta a monte per ottenere risultati e soluzioni efficaci e funzionali. È proprio quindi dichiarabile a buon conto, che per Davide le parole hanno davvero un grande peso e un grande valore e racchiudono un paradigma molto prezioso da cui attingere per rafforzare la sua vena di ispirazione creativa”.

     

  • Cecilia Martin Birsa: quando la scultura si trasforma in narrazione concettuale

    “Capita di frequente di soffermarsi a guardare opere d’arte senza attribuire il giusto e meritato valore intrinseco insito e sotteso, che celano e custodiscono sotto forma di narrazione concettuale subliminale. Di fatto però per poter comprendere al meglio quanto viene comunicato ed espresso è necessario prestare massima attenzione anche a questa componente primaria. Ogni artista in modo più o meno diretto ed esplicito infatti, si propone di lasciare un segno, una traccia, un frammento di narrazione, che racchiude contenuti di valenza allusiva, simbolica, metaforica”. A tal riguardo, la Dott.ssa Elena Gollini ha esteso queste riflessioni all’arte scultorea della talentuosa Cecilia Martin Birsa evidenziando come queste risorse preziose vengano sempre considerate come elemento principale e imprescindibile per garantire una resa complessiva eccellente. La Dott.ssa Gollini ha proseguito dichiarando: “Cecilia non cerca di imporre situazioni ostiche e cervellotiche troppo complesse, ma si pone come traghettatrice di pensieri, emozioni e sentimenti traslati e trasfigurati dentro le opere in modo fluido e scorrevole per consentire un approccio immediato e spontaneo, un approccio che non richiede inutili dispersioni di tempo, ma riesce da subito a focalizzarsi sull’esperienza sostanziale della narrazione, trovando degli appigli solidi e sicuri di richiamo e di riferimento. Gli scenari scultorei, che ci offre non sono semplici riproduzioni e rielaborazioni materiche per ostentare una preparazione perfetta a livello esecutivo, ma diventano il motore trainante di una commistione armoniosa di registri dialettici e di palinsesti semantici, che vengono fatti confluire all’interno di queste straordinarie narrazioni pregnanti e intrise di significato. Le narrazioni concettuali diventano un ingrediente principale per Cecilia e sono accostate accanto agli altri fattori costitutivi con bilanciata calibratura e in modo sempre mirato e centrato. Ogni scultura diventa parte a sua volta di un corollario narrativo uniforme e omogeneo, che attinge da proprie fonti interne ma anche da fonti esterne la propria linfa vitale generatrice. Ogni scultura è un pullulare e un proliferare di energie scaturite da questo corollario narrativo, che è sempre in costante e in continuo divenire evolutivo ed è capace di auto-rinnovarsi e di auto-rigenerarsi autonomamente, in virtù della fervida ricerca creativa compiuta da Cecilia con passione e dedizione. Ogni scultura è un mondo a parte e a se stante e al contempo appartiene a un progetto globale di grande spessore esistenziale, che Cecilia porta avanti per diffondere la sua incantevole arte permeata di valori e virtù.

     

  • Daniel Mannini: una pittura di sintesi e di profondità

    All’interno della pittura di Daniel Mannini di matrice e di tendenza informale, la sintesi astratta diventa una caratteristica di identificabilità apprezzabile, unitamente alla profondità di vedute e all’intensità di pensiero. Su queste dinamiche di cifra stilistica la Dott.ssa Elena Gollini ha espresso una serie di valutazioni entrando nel merito e argomentando. In particolare, ha dichiarato: “Con Daniel ci troviamo dinanzi a un artista, che sta compiendo una consapevole scelta di impostazione comunicativa, orientandosi su visioni precise e coerenti con il proprio concetto di arte anticonformista e non convenzionale, che si stacca da pregiudizi e preconcetti formali imposti a monte e viaggia su binari affrancati e indipendenti. Questa sua responsabile proiezione di ricerca sfocia in una pittura di sintesi a livello evocativo, che prelude ad una costruzione compositiva dove prevale l’astrazione, intesa e concepita come evoluzione libera dell’immaginario e dello spirito di inventiva, che trasmette al suo interno un coacervo di profonda e intensa dissertazione insita e sottesa, che è preambolo e premessa di messaggi subliminali, che Daniel vuole diffondere e condividere con lo spettatore. Ecco, perché davanti alle opere di Daniel bisogna sempre avere uno sguardo vigile, attento e sensibile e addentrarsi tra le pieghe e le pagine della narrazione formale per scoprire le molteplici virtù dei contenuti sostanziali. L’essenza della sintesi astratta è risorsa preziosa per Daniel, che può cimentarsi con spontanea propensione e offrire al fruitore un approccio diretto altrettanto naturale. La profondità sostanziale trova pertanto una radice di fondamento solida e consistente per potersi sviluppare con una sequenza originale, attingendo dalle basi improntate da Daniel con coerenza di orientamento e maturità di indirizzo. Essere artista pittore dell’oggi per Daniel significa contribuire a proprio modo e con massima autonomia decisionale a traslare una concezione creativa sempre in avanzamento e in progressione, significa pensare e ragionare nel presente senza disperdersi in sterili applicazioni preconfigurate e predefinite, significa spingersi avanti con un cammino individuale non emulativo e non pedissequo. Ecco, perché la sintesi formale diventa congeniale ad esternare al meglio il suo guizzo creativo, che rivendica autenticità assoluta e purezza estrema dell’atto e del gesto pittorico ed è il frutto di una riflessione interiore esistenziale trasportata e immessa con intensità e profondità. La sintesi espressiva è pertanto inversamente proporzionale all’anima sostanziale, che ogni quadro possiede in sé, sollecitando nella fruizione una volontà plurisensoriale di contatto, che si rinnova ogni volta in modo sorprendente”.

     

  • Gabriella Ventavoli e il “Trionfo della Vita” a La Porta Verde di Milano col curatore Salvo Nugnes

    Il 29 ottobre alle ore 18 verrà inaugurata la mostra personale, intitolata “Trionfo della Vita”,  di Gabriella Ventavoli presso la galleria “La Porta Verde” (via A.M. Ampère, 102 Milano), con Salvo Nugnes, già curatore di Biennale Milano, delle mostre del Festival di Spoleto, Pro Biennale di Venezia e manager di grandi nomi.

    La Porta Verde rappresenta lo spazio artistico perfetto per ricondurre l’arte a riscoprire ideali che possano coniugare etica ed estetica; composto da tre ampie vetrine che permettono la diffusione dell’arte e dell’amore per esso al pubblico.

    Gabriella Ventavoli è medico psicoanalista, pittrice, scrittrice e poetessa: una professionista ed un’artista d’eccellenza, che propone l’arte come testimonianza di impegno morale e civile, da sempre è attenta alle tematiche ambientali. In ogni sua opere, la talentuosa artista persegue lo scopo di valorizzare la vita e la natura in ogni forma, celebrandole e sensibilizzando l’osservatore.

    “Trionfo della Vita” è il titolo di questa mostra personale, che nasce da riflessioni profonde ed intime sulla complessità delle esperienze umane. Dominante è il tema legato all’ambiente, le opere riproducono i danni che esso ha subito, ma anche la speranza di un domani migliore.

    Queste le parole del giornalista e critico d’arte Enzo Batarra sull’artista:

    “La pittura della Ventavoli è un gesto, un segno, un colore. Ma anche un desiderio, un’illusione, un sogno. A volte una passione. Le opere scorrono dinanzi agli occhi con la logica sequenza di un film, il film della vita. In ogni storia si rincorrono le singole emozioni più che gli eventi. L’accaduto passa, resta un odore, un colore, una sensazione. Il resto scivola via, con un sorriso o con un pianto.”

  • ANNA GASTEL RACCONTA PER ORTICOLARIO LE STORIE INEDITE DI VILLA ERBA

    Sulla piattaforma digitale The Origin, in esclusiva per Orticolario,
    la voce di Anna Gastel, nipote di Luchino Visconti, guida nella storia della Villa e della famiglia del regista, mentre si “passeggia” sala dopo sala, fino alle segrete e al parco. Tra curiosità e contenuti speciali.

    Avere la possibilità di conoscere Villa Erba come mai prima d’ora, ascoltandone la storia narrata da Anna Gastel, nipote di Luchino Visconti. Questa la nuova esperienza immersiva in The Origin, la versione virtuale di Orticolario che accompagna visitatori ed espositori nell’attesa di potersi ritrovare dal vivo.

    Realizzato grazie al contributo di Banca Generali Private (bancageneraliprivate.it), LarioIN (larioin.it) e KPMG (home.kpmg), il progetto svela l’essenza più autentica della Villa in modo sincero e appassionato. Ed è fruibile anche in lingua inglese, con il racconto di Anna Gastel interpretato da un attore. Un’esperienza unica che può esaudire, in ogni parte del mondo, il desiderio di conoscere la storia di una famiglia intrecciata a quella di una dimora che ne è teatro e coprotagonista. Si uniscono al racconto, il paesaggio e l’architettura di una delle ville più celebri del Lago di Como, dove ogni anno, dal 2009, si svolge l’evento dedicato a chi vive la natura come stile di vita.

    IL PROGETTO. In esclusiva per Orticolario, la voce di Anna Gastel guida nella storia della Villa e della famiglia del regista, mentre si “passeggia” sala dopo sala fino alle segrete e al parco, seguendo un percorso numerato tra curiosità inedite di carattere storico, architettonico e immagini di archivio. Così si possono respirare momenti di vita realmente vissuta dal giovane Luchino, ancora lontano dalla fama: per esempio mentre si arrampicava sul platano accanto al pontile o quando cercava invano attenzioni dal padre immerso nella lettura.

    “Sono stata felice di accettare l’invito dell’amico Moritz Mantero, presidente di Orticolario, e prestare la mia voce al racconto puntuale e veritiero della ‘Villa Grande’, costruita per i miei bisnonni Luigi Erba e Anna Brivio – commenta Anna Gastel, presidente del Festival Internazionale MITO SettembreMusica. Si ama e si difende con convinzione ciò che si conosce, dunque, conservare e raccontare con

    amore ed emozione i luoghi di coloro che ci hanno preceduto è il modo migliore per onorarne la memoria e tramandarne i valori, in una parola per non dimenticare”.

    LA “VILLA GRANDE”. Come racconta Gastel nella visita guidata su The Origin (a cui si accede da orticolario.it), l’edificio, costruito tra il 1898 e il 1900 e oggi conosciuto come “Villa Antica”, in famiglia veniva denominato “Villa Grande”, a dimostrazione della potenza economica e della rilevanza sociale degli Erba, che la fecero costruire.

    Il Parco rappresenta una rarità del territorio perché resta tuttora un raro esempio di giardino interamente pianeggiante sul Lago di Como, quasi una terrazza sull’acqua, costruito con terra di riporto su un complesso sistema di canalizzazione delle acque del lago che, una volta aperte le chiuse, ne permettevano un’agevole irrigazione.

    “Diceva Luchino: ‘Villa Erba è una casa che noi amiamo molto, una vera villa lombarda, tanto cara. Ci riuniremo tutti là, fratelli e sorelle e sarà come al tempo in cui eravamo bambini e vivevamo all’ombra di nostra madre’ – continua Anna Gastel. La tradizione è rimasta immutata anche per la mia generazione e noi sette fratelli Gastel abbiamo vissuto con i nostri cugini in un unico, grande giardino diviso solo idealmente da piante e fiori secondo il volere testamentario di Guido Visconti di Modrone, fratello maggiore di mia madre ed erede unico dell’intero complesso di Villa Erba, alla morte della madre Carla”.

    IL PERCHÉ DELLA PROPOSTA. La visita guidata a Villa Erba con il racconto inedito di Anna Gastel rientra appieno nella filosofia di Orticolario: fare cultura del territorio, proponendo una narrazione in grado di soddisfare l’interesse di chi vuole conoscere le storie dietro ai luoghi.

    “La proposta è pensata sia per i viaggiatori, che amano prepararsi per un futuro viaggio appropriandosi della memoria di un paesaggio, sia per gli spiriti curiosi che, anche da molto lontano, attraverso un’esperienza interattiva e immersiva, hanno la possibilità di conoscere da vicino la storica dimora – spiega Anna Rapisarda, curatrice di Orticolario. È concepita per un modo di viaggiare colto e lento, non frettoloso e disattento, ed è ideale anche per le scuole, per fare conoscere ai ragazzi la storia del luogo e l’importanza della memoria e della narrazione, alla base della nostra evoluzione culturale”.

    NOTE ORTICOLARIO

    Orticolario, giunto alla dodicesima edizione, è l’evento culturale dedicato a chi vive la natura come stile di vita. Teatro della manifestazione è il parco botanico di Villa Erba a Cernobbio (CO), dimora ottocentesca affacciata sulle sponde del Lago di Como, residenza estiva dell’infanzia del regista Luchino Visconti. Tratto distintivo dell’evento è la proposta di giardini tematici e installazioni artistiche ispirati al tema dell’anno, tra i quali spiccano le realizzazioni dei selezionati al concorso internazionale “Spazi Creativi”. Titolo dell’edizione 2020 e 2021 è “Ipnotica”, il tema è la “Seduzione”, mentre la pianta protagonista è l’Acero. La manifestazione, che nel 2019 ha sfiorato la soglia dei 30.000 visitatori, è arricchita da un’ampia offerta di piante rare, insolite e da collezione, artigianato artistico e design con più di 290 espositori rigorosamente selezionati, da un fitto calendario di incontri e da numerosi laboratori didattico-creativi per i bambini, oltre a performance, proiezioni di film nelle segrete della Villa Antica e show floreali. Al centro della rassegna, l’arte, capace di andare oltre e di abbattere i confini tra interno ed esterno. Durante i tre giorni di evento e per tutto il resto dell’anno vengono raccolti contributi per il Fondo Amici di Orticolario, che sostiene progetti per la promozione della cultura del paesaggio e per cinque associazioni benefiche del territorio.

    NOTE ORTICOLARIO “THE ORIGIN”

    Nel 2020, causa emergenza sanitaria, l’evento è diventato Orticolario “The Origin”: una nuova forma, virtuale e continuativa, ma sempre e comunque una “fucina” di linguaggi, ingegni e talenti, un’esperienza del paesaggio e per il paesaggio. Quindi, Orticolario tutto l’anno, fruibile da ogni parte del mondo da computer e da qualsiasi dispositivo, compresi i visori VR (realtà virtuale). Si tratta della prima e unica piattaforma online culturale-commerciale gratuita, realizzata in un centro espositivo inserito in un parco storico. Sviluppata da Tievent con tecnologia Matterport 3D, grazie a una mappatura sperimentale e pioneristica, consente all’utente di fare un virtual tour 3D in qualsiasi angolo di Villa Erba e del suo parco, di passeggiare davanti al lago e tra alberi secolari, mentre s’incontrano eventi e proposte di vivaisti, artigiani, progettisti. E i numeri da cui il progetto è partito sono più che generosi: dal 2019 il sito web orticolario.it ha registrato circa 460.600 pagine visualizzate, i social (tra Facebook e Instagram) hanno superato i 24.000 follower, il canale YouTube ha ottenuto circa 129.000 visualizzazioni, mentre la newsletter conta oltre 17.700 iscritti. La piattaforma The Origin, dal 15 ottobre 2020, giorno in cui è stata attivata, ha raggiunto quasi 74.000 visualizzazioni.

  • Olga De Maio e Luca Lupoli tra Atmosfere da Sogno e testimonial per la solidarietà

    Olga De Maio e Luca Lupoli tra Atmosfere da Sogno e testimonial per la solidarietà

    L’ Associazione Culturale Noi per Napoli,con i suoi artisti e rappresentanti, direttori artistici,il soprano Olga De Maio ed il tenore Luca Lupoli, artisti del Teatro San Carlo, stanno riscuotendo un grande successo con lo spettacolo concerto Atmosfere da Sogno, proposto già   presso il Castel Dell’ Ovo,per l’ Estate a Napoli 2021,con sold out ed entusiasmante consenso di pubblico e replicato con grande successo nuovamente nel cuore del centro storico di  Napoli, presso il Sagrato del Chiostro di San Domenico Maggiore per la Rassegna ” Estate a Napoli Do Maggiore ” , organizzata e voluta dall’ Assessorato alla Cultura de Comune di Napoli.

    Concerto spettacolo,ideato e prodotto dall’Associazione Culturale Noi per Napoli  , interazione,connubio e dialogo tra lirica,teatro ed arte circense,in un’atmosfera sognante in cui vengono interpretate le più belle romanze da salotto dell’800, d’opera,operetta e classici napoletani,introdotte da pagine teatrali con la novita assoluta dellavcornice di numeri acrobatici  di Artisti circensi, spettacolo adatto ad un pubblico di piccoli e grandi! .

    Il Cast musicale ed artistico

    Il cast musicale é  composto dal soprano Olga de Maio dai tenori Luca Lupoli e Lucio Lupoli , dalla voce narrante dell’attore di “Un Posto al Sole “Giovanni Caso” era sull’ arpa di Gianluca Roviniello,dalla pianista Nataliya Apolenskaja e da Ivano Grimaldi al violino.

    Il Circo e’ rappresentato  da una giovanissima artista di  gran classe, Nicole Martini, ,vincitrice di numerosi premi, tra i quali quello del Festival delle Arti, manifestazione a firma de Maio Lupoli,circense pura proveniente dal circo di famiglia ,Madagascar Orfei, gran bella realtà italiana,rappresentata da Tamara Bizzarro, manager ed artista circense a sua volta di familiare tradizione e poi  dagli artisti del Circo Weiss, Maria Weiss e Viktor Vitàris.

    Testimonial per ” Terra di Briganti “

    Olga De Maio soprano e Luca Lupoli tenore testimonial per Terra di Briganti  Sempre dal bel canto e dall’ottimo connubio con l’arte di  Bacco, per esaltare e celebrare la bellezza della musica,della natura e dei suoi prodotti,nasce l’idea di designare il soprano Olga De Maio ed il tenore Luca Lupoli,  ” testimonial” della nota Azienda campana, produttrice di vini doc, ” Terra di Briganti”.Situata a pochi chilometri da Benevento,sulle colline di Casalduni, con vista sul massiccio del Taburno,al centro di un crocevia di località, Pagliaia di Contrada Colli, Contrada Fontana Greca e bosco ferrarese,luogo di sosta e riposo dei briganti,negli anni dell’Italia unitaria,da qui il nome, e’ un’ azienda a conduzione familiare di antica e tradizionale generazione di esperti coltivatori dediti da sempre al culto della natura ed all’amore per i frutti della terra.
    Il soprano Olga De Maio ed il tenore Luca Lupoli lanceranno quindi per i prossimi loro concerti, spettacoli ed  eventi, sui loro canali social, web, tv,una tiratura limitata personalizzata di questi gioielli enologici,anche attraverso il sito dell’Associazione Culturale Noi perNapoli , https://noipernapoli.it/limited-edition  ,sul quale sarà poi possibile conoscerli ed acquistarli,il cui ricavato sarà utilizzato, secondo le finalità statutarie,per beneficenza a favore delle organizzazioni umanitarie per i senzatetto.I due artisti quindi, in linea con le finalità dell’ Associazione che rappresentano, continuano instancabilmente,con rinnovato impegno ed abnegazione la loro mission, promuovendo  la diffusione della cultura, dell’arte ,della musica,del bel canto attraverso la valorizzazione delle risorse del territorio campano e dei suoi siti storici, innestata sempre nell’ aspetto e nell’ottica della solidarietà.

    Cantando con Caruso

         Altra iniziativa di rilievo che i due noti artisti    della storica Associazione Culturale Noi per Napoli  é  “Cantando con Caruso “, titolo dell’ultimo video lanciato sul canale Youtube, LucalupolitenoreOlgaeMaiosoprano, realizzato come Omaggio tributato al più grande tenore napoletano di tutti i tempi, Enrico Caruso, di cui quest’anno ricorre il centenario della morte,avvenuta il 2 agosto 1921.

    Già  in passato avevano dedicato uno spettacolo al grande mito canoro partenopeo ,Enrico Caruso la Voce dei due Mondi,raccontando attraverso l’intreccio narrativo teatrale e le loro interpretazioni musicali del repertorio carusiano,la sua biografia, realizzato nei maggiori teatri di Napoli e della Campania con grande successo ,hanno voluto ora proporre un’interpretazione in “trio” di una delle più famose ed immortali canzoni napoletane che il grande Caruso consacrò alla fama mondiale con la prima registrazione discografica con la Victor il 5 febbraio 1916, O Sole mio della coppia Capurro Di Capua.

    Un virtuale e magico intreccio ed alternanza delle tre voci che evocano atmosfere, calore e passioni dell’ età d’oro del belcanto partenopeo diffuso in tutto il mondo grazie appunto alla fama della prima star discografica internazionale della canzone classica napoletana.

    Vi invitiamo quindi a seguire i nostri beniamini sui loro canali social nelle loro attività e prossimi eventi.

    https://olgademaio.it/

    https://lucalupoli.it/

    http://www.noipernapoli.it

    https://www.facebook.com/profile.php?id=100068940074915

    https://instagram.com/olgademaio7453?utm_medium=copy_link

    https://www.facebook.com/luca.lupoli.142

  • Presentazione della nuova stagione teatrale di Spazio Arteatrio

    Si inaugura il 24 ottobre alle ore 18:00, la prima Stagione Teatrale dello Spazio Arteatrio, nuova realtà romana che con grande entusiasmo apre le porte a numerosi eventi ed attività artistiche per la nuova stagione. Un cartellone variegato che accompagnerà il pubblico con prosa, musica, teatro danza ed uno spazio tutto dedicato ai più piccoli. Un progetto culturale vario, voluto fortemente dalla Direttore Artistico Salvatore Mosca e dalla Presidente di Arteatrio Claudia Schiavoni, che spazia tra vari generi artistici e che mira soprattutto, alla qualità di opere e interpreti. Un nuovo polo di aggregazione culturale per la città, che ospiterà molteplici opere, con un ampio spazio dedicato alla danza e alle sue contaminazioni. Arteatrio presenterà, oltre gli appuntamenti teatrali, il progetto cardine della ripresa “insieme con arte”, protagonista in questa stagione di ri-partenza. #insiemeconarte è una missione culturale che ha l’intento di promuovere e agevolare le collaborazioni artistiche tra enti e persone, che hanno ritrovato nell’unione la forza di ripartire e continuare ad esercitare le proprie forme artistiche, nonostante la grande crisi che la pandemia ha generato nel settore. Tra le tante proposte di quest’anno: Roma Amor Mio, spettacolo di apertura della stagione. Una commedia musicale dedicata all’amore di uno scrittore per la città eterna, scritta e interpretata da Maurizio Canforini. DèJà-VU, commedia scritta e diretta da Valentina Naselli, che tratta il rapporto tra uno psicologo e una paziente molto particolare. Spazio alla danza con appuntamenti dedicati al mondo del tango come:” Io sono Astor -la vita di Astor Piazzolla” diretto da Fabiana Fusaro. La compagnia Fusionwork torna in scena con Sei tu, un racconto accorato, tenero e doloroso sulla donna e sull’esserlo oggi. E ancora Il Piccolo Principe di Antoine Saint- Exupéri , interpretato da Mirko Basile e la compagnia MotusArti. Tantissimi gli altri appuntamenti che compongono la stagione, e che verranno annunciati durante la presentazione.

  • La “Macchina Crea Invenzioni” – Creatività e metodologia applicata.

    (di Alessandro Bolognini) – Giuffrè Francis Lefebvre Editore, 2021, pp. 313

     

    Il volume di Alessandro Bolognini “La ‘Macchina Crea Invenzioni’ – Creatività e metodologia applicata” (Giuffrè Francis Lefebvre, 2021, pp. 313), caratterizzato da un’originale contaminazione fra linguaggio artistico e linguaggio rigoroso e sistematico, propone una riflessione – non scevra da possibili utilizzi di tipo operativo/applicativo – sulle modalità attraverso le quali la dimensione creativa trova concretamente riscontro non solo nell’ambito espressivo ma anche in quello più propriamente metodologico.

     

    Dopo aver analizzato il ruolo della creatività nelle tesi dei principali autori contemporanei ed aver sviluppato – anche alla luce dell’esperienza personale dell’autore – la conoscenza del rapporto tra creatività ed arte, il volume approfondisce alcuni significativi aspetti dell’utilizzo della dimensione metodologica sul piano operativo.

     

    Questi ultimi sono affrontati in dettaglio sia attraverso il ricorso ad elementi al tempo stesso logici ed intuitivi sia attraverso il riferimento a prassi mutuate dal calcolo combinatorio sia prestando particolare attenzione alle modalità espressive della metodologia sul piano applicativo.

     

    Alessandro BOLOGNINI – Università degli Studi eCampus; è autore di contributi nel campo del management e delle tecniche di applicazione del linguaggio espressivo nel settore del pensiero creativo e delle sue valenze sociali, socio-economiche e formative. Tra le sue pubblicazioni si segnalano: “Smart leadership e organizzazioni di volontariato” (Armando Editore, 2019); “Test di A. Bolognini – Arte e counselling: costruzione di uno strumento di lavoro e suo utilizzo nel campo sociale” (Giuffrè Francis Lefebvre Editore, 2019); “Tecnointrusività tra ricerca, etica e diritto” (Giuffrè Francis Lefebvre Editore, 2021).

     

  • BIG – Broker Insurance Group partner dell’edizione 2021 di Biennale Milano

    Dal 21 al 25 ottobre si terrà la mostra internazionale Biennale Milano, nella suggestiva location di Palazzo Stampa di Soncino (Via Torino, 61) vicina al Duomo di Milano, visitabile dalle ore 10.00 alle ore 18.00, curata da Salvo Nugnes e con note personalità del mondo della cultura e dello spettacolo, tra cui il Prof. Vittorio Sgarbi, direttore TGCOM Paolo Liguori, sociologo di fama mondiale Francesco Alberoni, giornalista e critico musicale Mario Luzzato Fegiz, soprano e attrice Katia Ricciarelli, già direttore di Chi e Diva e Donna, Silvana Giacobini e molti altri.

    Partner dell’importante manifestazione sarà ancora una volta BIG – Broker Insurance Group. Leader nel settore assicurativo dei beni artistici da più di vent’anni, la società è stata fondata da Massimo Ciaccio, consigliere e AD del gruppo. Rilanciata da Gabriele Ciaccio nell’ambito di Fine Art e Special Risks, BIG, coverholder di Lloyd’s di Londra, vanta tra i suoi clienti alcuni tra i più importanti operatori del settore, galleristi, case d’asta e collezionisti, nonché musei, fondazioni, organizzatori di mostre, esperti, trasportatori e restauratori di prestigio.

    Nota per la realizzazione di eventi esclusivi in location d’eccezione, BIG conferma la sua professionalità ad ogni nuova iniziativa rendendo ogni occasione davvero unica.

  • Davide Quaglietta: arte fonte di virtù aggregativa

    Viene naturale pensare, che chi si cimenta nella produzione artistica, sia essa pittorica, scultorea, fotografica o di qualunque altra libera espressione creativa, abbia il desiderio e l’aspirazione di intraprendere un percorso di ricerca virtuosa, con ideali e principi cardine di valore da sostenere e divulgare. Purtroppo, però non sempre poi strada facendo i buoni propositi iniziali vengono mantenuti e sviluppati in positivo, ma vengono accantonati e dimenticati lasciando spazio a situazioni poco credibili e di scarsa valenza. Essere artisti è in primis una responsabilità da gestire con coerenza e consapevolezza, poiché la propria arte è uno strumento, che influenza in modo diretto o indiretto il giudizio pubblico e come tale si presta a promuovere contenuti e messaggi di vario tipo, a fare da collante sociale oppure da disgregante, rompendo schemi e riscuotendo reazioni, ponendosi come manifestazione borderline e off limits per suscitare clamore popolare. Sulla scia di queste proiezioni riflessive la Dott.ssa Elena Gollini evidenzia come l’arte pittorica di Davide Quaglietta sia assolutamente votata a un ideale di virtù aggregativa, a una prospettiva di collante sociale e collettivo, senza mai trascendere in sterili e infeconde provocazioni e tanto meno in inutili polemiche fini a se stesse. “Davide cerca di attuare una comunicazione pura, non inquinata e non contaminata, restando dentro una sfera comunicativa e dialettica virtuosa, che affronta tematiche salienti e argomenti importanti e si articola all’interno di una parabola dialogica allineata secondo criteri di visione e di valutazione ravveduti e lungimiranti. La pittura di Davide è illuminata di virtuosa saggezza e di coraggiosa forza d’animo e non sconfinata mai oltre una certa calibratura bilanciata di toni. Davide accoglie dentro le sue variegate orchestrazioni il riflesso virtuoso di un sapere e di una conoscenza di estrazione e di radice universale, che la storia dell’arte ha sempre protetto e salvaguardato come principi cardine intoccabili e inviolabili e come patrimonio da tutelare ad oltranza e senza riserve. Si può parlare pertanto, di una pittura di virtù e di una visionarietà creativa virtuosa, considerando la motivazione convinta, che appartiene a Davide e lo ispira nel cammino. Virtù, che equivale a bene universale e positività universale, perché nell’intera produzione è racchiusa come fonte inesauribile capace di sprigionarsi ovunque e di essere percepita e recepita in modo tangibile e manifesto. Virtù, che è sinonimo di azione intraprendente per mettere in luce pensieri e sentimenti rilevanti e per esortare e invitare a estrapolare pensieri e sentimenti di comprensione e accoglienza, perché per Davide l’arte è in primis amore assoluto”.

     

     

  • Cent’anni dalla nascita di Margherita Hack, evento unico alla Milano Art Gallery

    Una personalità come quella di Margherita Hack lascia il segno, trasforma l’atmosfera in qualcosa di unico. Sicuramente questo “qualcosa” verrà percepito ed espresso nel migliore dei modi dal 18 dicembre 2021 all’8 gennaio 2022 presso la storica ed esclusiva Milano Art Gallery (Via Alessi, 11). La mostra in ricordo della grande scienziata è curata dal già manager e amico della stessa, Salvo Nugnes, e saranno presenti grandi nomi di intellettuali e personalità d’eccezione.

    Milano Art Gallery è uno spazio espositivo con oltre 50 anni di storia, dove hanno esposto e dialogato i più grandi artisti ed intellettuali contemporanei; è la location perfetta per ospitare opere di artisti che ripercorrono, attraverso la loro Arte, la vita, la bellezza e il genio della Professoressa Hack.

    Margherita Hack, indimenticabile scienziata e astrofisica, con la sua tenacia e forza d’animo è nota a livello internazionale per essere stata la prima donna a dirigere un osservatorio astronomico in Italia, ha svolto un’importante attività di divulgazione scientifica, con decine e decine di libri pubblicati e ha dato un fondamentale contributo alla ricerca per lo studio e la classificazione spettrale di molte categorie di stelle.

    Il già manager e amico della Professoressa afferma: “Reputo Margherita una donna che non sente il decorso del tempo, poiché mantiene integro lo spirito di chi ha sempre affrontato il proprio cammino esistenziale con genuina passione, grinta ed entusiasmo. Certamente è un modello di donna guerriera e gladiatrice, un’indomita combattente”.

  • Accademico alla Paride Venturi International Academy of Opera di Bologna

    Grande attesa per l’apertura del nuovo Anno Accademico alla Paride Venturi International Academy of Opera di Bologna

    Post di assnapoli

    UN PROGRAMMA INCREDIBILE DAL 6 OTTOBRE

     

    La  PARIDE  VENTURI  INTERNATIONAL  ACADEMY  OF  OPERA  riapre  finalmente  agli studenti.

    La  pandemia  non  ha  bloccato  i  lavori,  li  ha  solo  rallentati  e,  dal  prossimo  6 Ottobre,  i  maestri    Carlo  Colombara  e  Fulvio  Massa,  fondatori  dell’accademia  nel  2019, saranno  pronti  a  presentare  un  programma  didattico  ricchissimo  di  appuntamenti  per una  formazione  di  altissimo  livello. Lezioni  individuali  insieme  ai  docenti  dell’accademia  e  Masterclass  dedicate  alla specializzazione  in  compagnia  di  grandi  artisti  del  mondo  dell’opera  e  dello  spettacolo.

    La  didattica  della  PARIDE  VENTURI  INTERNATIONAL  ACADEMY  OF  OPERA  non  è  solo un’accademia  artistica  ma  una  vera  e  propria  realtà  professionalizzante  che  porta  lo studente  ad  essere  pronto  a  calcare  un  palco.

    La  presenza  di  agenti  e  critici  specializzati durante  tutte  le  Masterclass,  inoltre,  sarà  uno  stimolo  per  trovare  un  riscontro  concreto  e per  sviluppare  incontri  di  lavoro. L’anno  accademico  2021/2022  partirà  il  prossimo  6  Ottobre  con  l’inizio  ufficiale  delle lezioni.

    Primo  grande  appuntamento  dal  18  al  21  Ottobre  quando  sarà  ospite  della  PARIDE VENTURI  INTERNATIONAL  ACADEMY  OF  OPERA  il  tenore  italiano  Fabio  Armiliato.

    La  Masterclass,  della  durata  di  quattro  giorni,  affronterà  il  tema  “L’interpretazione nell’opera  romantica”.  Dall’esperienza  maturata  attraverso  opere  quali  Andrea  Chénier, Manon  Lescaut,  Adriana  Lecouvreur,  Aida,  Bohème,  il  tenore  italiano  proverà  a trasmettere  agli  studenti  l’importanza  della  giusta  intenzione,  dello  studio  del  ruolo,  della preparazione  ad  un  personaggio  che  non  legarsi  solo  alla  semplice  proposizione  delle arie.

    MASTERCLASS  CON FABIO ARMILIATO “L’INTERPRETAZIONE  NELL’OPERA  ROMANTICA” 18/21  OTTOBRE  2021
    Mentre il programma didattico procederà quotidianamente, un secondo appuntamento arriverà ad Aprile con la Masterclass: Opera-Studio de “La Bohème” di Giacomo Puccini, curata dai fondatori dell’accademia Carlo Colombara e Fulvio Massa.

    Dal 1° Aprile ben tre giorni dedicati all’opera di Puccini, per portarla in scena in una speciale versione con accompagnamento al pianoforte.

    MASTERCLASS CON CARLO COLOMBARA E FULVIO SERRA “OPERA STUDIO DE LA BOHÈME DI GIACOMO PUCCINI” 1/3 APRILE 2022 A Maggio, infine, sarà ospite dell’accademia il soprano italiano Luciana Serra.

    Tema di questa sessione: “L’arte della coloratura nell’opera”.

    Altro approfondimento imperdibile che metterà l’esperienza del soprano a disposizione degli studenti per scoprire e migliorare una tecnica che caratterizza da sempre il “belcanto italiano”.

    MASTERCLASS CON LUCIANA SERRA “L’ARTE DELLA COLORATURA NELL’OPERA” 15/20 MAGGIO 2022

    Info: [email protected]

    Accademia Paride Venturi 

     Costi di partecipazione alle Masterclass presentate:

      Masterclass del M° Fabio Armiliato: 600 Euro (4 giorni, dal 18 al 21 ottobre 2021)  Masterclass della Sig.ra Luciana Serra: 800 Euro (5 giorni dal 15 al 20 Maggio 2022)  Auditori ammessi a 100 Euro totali per partecipare a tutte le giornate delle singole Masterclass  Per eventuali lezioni individuali con il M°Carlo Colombara o con il M°Fulvio Massa 1 ora di lezione: 80 Euro.  In caso di 2 o più giorni di lezione: 1 ora 50 Euro       

  • F.I.D.C.A.Sezione di Udine : IL MILITE IGNOTO

    La FIDCA di Udine non vuole far dimenticare l’importanza del Ricordo, per questo,il contributo elaborato dal Socio Giuseppe Troilo alla Memoria e’ un Atto di Rispetto ed un Atto Ricordo PER TUTTI I CADUTI!

    Il Presidente Sezione di Udine Dottor Antonello Quattrocchi

     

     

    IL MILITE IGNOTO

     

    Tributare onori solenni a un Milite Ignoto, e cioè tecnicamente al cadavere di uno sconosciuto di cui si sa solo che ha combattuto in guerra a difesa della Patria può apparire un’idea bizzarra, agli occhi di noi moderni.

    Mettiamoci però nei panni di un Italiano di inizio anni ’20, e cerchiamo di capire il profondo significato simbolico di tale gesto.

    L’Italia (l’Europa intera!) alla fine della prima guerra mondiale era una nazione (un continente!) ripiegato nel lutto più stretto e più sconvolto. Non v’era famiglia che non avesse perso uno dei propri cari; non v’era donna che non avesse pianto tutte le sue lacrime carezzando la foto di quel marito, di quel fidanzato, di quel fratello, amico, figlio, che non aveva mai fatto ritorno dal fronte. L’Italia intera era in lutto stretto, ma non nel senso che ogni famiglia aveva dei morti da piangere: proprio nel senso che l’Italia intera, come comunità di persone, era provata e sconvolta da quanto accaduto. C’era un drammatico bisogno di rielaborare (e proprio come nazione) l’esperienza di lutto, per poi provare ad andare avanti.

    Undici salme, provenienti dai più sanguinosi campi di battaglia, furono esumate tra il 3 e il 24 ottobre 1921, ricomposte con ogni onore, custodite in undici bare uguali, e poi condotte a Gorizia – una delle città italiane più duramente colpite dalla guerra – ove una camera ardente fu allestita nella chiesa di Sant’Ignazio. Dal 18 ottobre in poi – data dell’apertura al pubblico della camera ardente – la chiesetta fu oggetto di un pellegrinaggio ininterrotto, nonché (dettaglio triste, ma significativo) di vere e proprie scene di disperazione. Incredibile ma vero: più d’una volta, donne vestite a lutto cominciarono a strepitare implorando che fosse aperta davanti ai loro occhi questa o quell’altra cassa da morto. In quel processo di identificazione nazionale che, evidentemente, stava funzionando fin troppo bene, essere si convincevano di “sentire” che proprio lì, proprio in quel feretro, proprio davanti a loro, se ne stava il corpo del loro caro, sulla cui tomba non avevano mai potuto piangere.

    Il 27 ottobre, le undici salme lasciarono Gorizia in un bagno di popolo. Caricate su un convoglio speciale, le bare dei nostri Militi Ignoti furono salutate dalle autorità civili e religiose. Le campane delle chiese ne accompagnarono l’ultimo, solenne viaggio, suonando a lutto in ognuno dei paesini attraverso i quali transitò il corteo funebre.
    Meta finale: il duomo di Aquileia, in quella terra divenuta italiana grazie al sacrificio di tanti soldati come i nostri undici.

    L’indomani, il coup de théâtre. Alla presenza delle autorità e della cittadinanza tutta, una donna del popolo avrebbe indicato quale, tra gli undici caduti, ella “sentisse” essere il Milite Ignoto.

    E così fu: la fortunata (?) prescelta fu Maria Bergamas, triestina, classe 1867, e dunque cittadina dell’Impero austro-ungarico all’epoca dello scoppio della Prima Guerra Mondiale. Suo figlio Antonio, ovviamente austriaco anch’egli, aveva disertato la leva dell’Impero per servire quella che, evidentemente, in cuor suo considerava la madrepatria: arruolatosi nel Regio Esercito italiano, morì alle falde del Monte Cimone, e il suo corpo non fu mai identificato.

    Il 28 ottobre 1921, Maria entrò nella Basilica di Aquileia vestita a lutto stretto, accompagnata da un gruppetto di vedove di guerra. Idealmente eletta “madre spirituale” del Milite Ignoto attorno a cui tutta Italia si stringeva, la donna fu incaricata, appunto, di indicare quale, tra gli undici caduti, “sentisse” essere suo figlio. La donna, silenziosa, passò in rassegna i primi feretri, ma arrivata davanti al decimo ebbe un mancamento: proprio su questo, dunque, cadde la scelta.
    Molto tempo più tardi, la figlia di Maria confidò ai giornali che, quella mattina, sua madre era intenzionata a indicare l’ottavo oppure il nono soldato: due numeri che, per varie ragioni, erano legati nel suo cuore al ricordo di suo figlio. Ma ecco: di fronte all’ottava e poi alla nona bara, Maria provò un senso di vergogna – ché non poteva, per il suo dolce egoismo di madre, essere così di parte nell’assolvere il compito che le era stato dato.
    E la scelta era stata fatta: e il Milite Ignoto era stato identificato.

     

    Mentre gli altri dieci caduti venivano preparati per una sepoltura ricca d’onori nel cimitero di Aquileia, il Milite Ignoto veniva caricato su un convoglio di prima classe che, percorrendo la tratta Udine – Conegliano – Treviso – Venezia – Rovigo – Ferrara – Firenze – Arezzo, avrebbe infine raggiunto la capitale.
    Destinazione? Il Vittoriano, naturalmente.

    Pochi sanno, però, che, inizialmente, era stata avanzata la proposta che il Milite Ignoto riposasse in ben altro luogo e in ben altra compagnia: ovverosia, nella chiesa del Pantheon, assieme ai re d’Italia.

    Forse perché la famiglia reale non si era mostrata molto per la quale; forse perché il Vittoriano stava ancora cercando una sua precisa ragion d’essere: fatto sta che si scelse infine di seppellire il Milite presso il glorioso Altare della Patria, che – del resto – essendo un luogo aperto, avrebbe permesso un afflusso di pubblico libero e ininterrotto, senza limiti di orario o di capienza.

     

    All’alba del 29 ottobre, il Milite Ignoto intraprende il suo ultimo viaggio. Lo accoglie – in ogni singola, sperduta stazione del più piccolo paesino in cui il treno sosta – una folla di gente commossa e in lacrime. I popolani si inginocchiano al passare della salma (!), le donne corrono lungo le rotaie inseguendo i vagoni e piangendo col capo appoggiato al duro legno. È come se proprio in quel momento – e solo in quel momento – la nazione cominciasse finalmente a stringersi , unita, attorno al lutto per colui che, essendo il figlio di nessuno, è un po’ il figlio di tutti.

     

    Il treno procede quasi a passo d’uomo, sostando per cinque minuti in ognuna delle stazioncine che incontra. Quindici vagoni interi (!) vengono via via riempiti delle corone di fiori con cui il popolo vuole omaggiare il soldato caduto – e a tutelare che il passaggio del feretro abbia luogo in modo decoroso e consono alla situazione, la forza pubblica prescrive che il popolo accolga il corteo funebre nel più completo silenzio, e senza alcun tipo di stendardi o di insegne a indicare appartenenze politiche o ideologiche, al di fuori del tricolore nazionale. Unico suono ammesso, accanto ai singhiozzi delle donne, le note de Il Piave mormorava: ma che nessuno azzardi a improvvisare comizi, o peggio ancora a trasformare il Milite Ignoto in un simbolo politico di questo o quel partito.

     

    E poi, tutto il resto è storia nota. L’arrivo a Roma, le esequie solenni a Santa Maria degli Angeli, la lenta processione fino all’Altare della Patria, la sepoltura nel punto più glorioso di Roma tutta.

    Fu la prima, grande manifestazione patriottica dell’Italia unita, che davvero unì sotto lo stesso abbraccio di cordoglio tutta la popolazione, da Nord a Sud. Piegata dal dolore, ancora ferita dalle guerre: l’Italia usciva pian piano dal lutto, e si scopriva nazione.

     

    Estratto da un articolo scritto da una non meglio identificata “Lucia” (Una penna spuntata).

     

    Giuseppe Troilo

     

    FIDCA UDINE

     

  • Concorso 88.88 edizione n. 8 al Salone del Libro

    CONCORSO LETTERARIO NAZIONALE

    88.88 – ottava edizione – dall’8 ottobre 2021 all’8 febbraio 2022

    Un’edizione speciale ricca di novità per festeggiare l’ottavo anno del Concorso 88.88.

    8.888 caratteri per vincere 888 euro, una prestigiosa stilografica Aurora 88 e un taccuino in carta pregiata Grafiche Tassotti, l’azienda che per il primo anno è partner del concorso insieme ad Aurora, Aurea Signa e Officina della Scrittura, partner dal debutto del concorso nel 2014. L’Associazione culturale YOWRAS presenta l’ottava edizione al Salone del Libro 2021.

     

    8 OTTOBRE – 8 FEBBRAIO

    E’ un’edizione speciale del Concorso 88.88 quella che inizia l’8 ottobre 2021 e termina l’8 febbraio 2022. Per l’ottava volta l’Associazione YOWRAS Young Writers & Storytellers propone agli appassionati della scrittura breve la sfida degli 8.888 caratteri da non superare.

    Ai partner storici, presenti dalla prima edizione, Aurora, Aurea Signa e Officina della Scrittura, si affianca Grafiche Tassotti per rendere l’edizione numero otto ancora più ricca.

     

    Di anno in anno la partecipazione e il gradimento da parte degli appassionati della scrittura breve sono aumentati, e molti sono coloro per cui ogni nuova edizione del concorso è un appuntamento da non perdere.

     

    PREMI PRESTIGIOSI

    Premi prestigiosi dedicati a chi ama scrivere sono messi a disposizione dei vincitori e degli autori meritevoli di menzione speciale. Il numero otto contraddistingue, come sempre, ogni elemento del concorso, dal numero dei giudici alla quota per partecipare, dai premi in denaro, 888,00 euro per il primo classificato, 88,00 per il secondo e 8,00 per il terzo, al numero dei vincitori.

    Otto sono le stilografiche e penne messe a disposizione da Aurora, tra cui due Aurora 88.

    Il premio per il primo classificato è una stilografica Aurora 88 a cartuccia o a converter, corpo in resina nera con cappuccio placcato oro laminato.

    Il premio per il secondo classificato è una penna a sfera Aurora 88 con cappuccio placcato oro laminato, corpo in resina nera.

    Il terzo classificato riceve una stilografica con corpo e cappuccio in lacca lucida bordeaux e finiture dorate, pennino in oro massiccio 14 kt.

    Il premio per gli autori che si classificano dal quarto all’ottavo posto è costituito da una penna a sfera interamente dorata con finiture dorate.

    Grafiche Tassotti mette a disposizione degli gli otto vincitori e degli autori meritevoli di menzione speciale i suoi taccuini cartonati in carta pregiata, rivestiti esternamente e nei risguardi con carta decorata 120 gr, segnalibro e capitello in coordinato.

     

    88.88 NUMERO 8TT8 AL SALONE DEL LIBRO

    Domenica 17 ottobre alle 11.00 all’interno del Salone Internazionale del Libro, presso la sala Arancio, l’Associazione culturale YOWRAS presenta l’edizione numero otto appena iniziata con un incontro dal titolo “Otto finalmente!”.

    Attraverso particolarità e aneddoti che hanno reso speciali le edizioni precedenti e una panoramica sui temi trattati negli anni dai racconti ricevuti viene ripercorsa la storia del concorso fino all’importante traguardo dell’ottavo compleanno.

     

    QUANTO, DOVE, QUANDO

    Il valore totale dei premi è di 4.000,00 euro.

    Il regolamento completo dell’ottava edizione del Concorso 88.88 è pubblicato sul sito www.yowras.it

    I racconti, editi oppure inediti, a tema libero, possono essere inviati, entro il giorno 8 febbraio 2022, all’indirizzo e-mail [email protected]

     

    www.yowras.it – www.facebook.com/YOWRAS – #concorso8888

     

    Aurora

    Sito internet: www.aurorapen.it

    FB: Aurora Pen

    IG: @aurorapenofficial – @officina_della_scrittura

    IN: Aurora Pen

     

    Tassotti

    Sito internet: www.tassotti.it

    FB: Grafiche Tassotti

    IG: @grafichetassotti #tassottipaper

    IN: Grafiche Tassotti

  • Fantastico,nuovo e magico successo di Atmosfere da Sogno

    Fantastico e magico nuovo successo di Atmosfere da Sogno

    Fantastico e magico nuovo successo dello spettacolo Atmosfere da Sogno, presso il Sagrato del Chiostro di San Domenico Maggiore di Napoli, realizzato in occasione della Rassegna Estate a Napoli in ” Do Maggiore “,voluta dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli, dal 20 settembre al 3 ottobre.

    Spettacolo Concerto già apprezzatissimo e di grande successo ottenuto ad Agosto scorso,nella notte di San Lorenzo,sulla suggestiva e naturale cornice del Castel Dell’ Ovo,ideato e prodotto dall’Associazione Culturale Noi per Napoli e dai suoi due artisti e rappresentanti,il soprano Olga De Maio ed il tenore Luca Lupoli che propone il connubio tra l’ Arte Lirica, Teatrale e Circense.

    Ed ha confermato ed appagato le attese e la curiosità dei tanti spettatori che non erano riusciti a gustarlo nell’ edizione di San Lorenzo, da totale sold out e sono accorsi quindi,sempre numerosi ,presso il Complesso monumentale di San Domenico Maggiore nella replica ” autunnale “, taluni si sono concessi il privilegio di riassistervi!

    E così nuovamente sul palco di San Domenico Maggiore,in pieno centro antico, hanno risuonato nuovamente le note di ” Non ti scordar di me” ,della Danza di Rossini, della Mattinata di Leoncavallo, del brindisi verdiano, delle melodie classiche partenopee come Marechiaro,Torna a Surriento, intonate ed interpretate dalle magnifiche voci dell’ ormai noto e consolidato trio lirico partenopeo, il soprano Olga De Maio ed i tenori Luca Lupoli e Lucio Lupoli, accompagnati dall’ ensemble strumentale Noi per Napoli, composto da Natalia Apolenskaja al pianoforte, da Gianluca Rovinello all’arpa,da Francesco Schiattarella alla fisarmonica e da Ivano Grimaldi al violino.

    Pino Attanasio photoMagnifiche le performance acrobatiche degli artisti circensi che hanno incantato il pubblico, come la giovanissima ed abile Nicole Martini del Circo Madagascar Orfei, guidata ed accompagnata dalla madre Tamara Bizzarro, artista anche lei e manager dell’ illustre famiglia di tradizione circense,apprezzati anche i due artisti del Circo Weiss,Maria Weiss e Viktor Vitàris, suggestive le coreografie delle Farfalle Luminose della Compagnia dei saltimbanchi.

    Trait d’union l’intensa e convincente narrazione dell’ attore Giovanni Caso, di Un posto al Sole,che ha introdotto con la sua voce aria,acqua,terra fuoco,temi dello spettacolo, un vero caleidoscopio di Atmosfere capace di far nuovamente emozionare e sognare gli spettatori prodighi di lunghi applausi e richieste di bis!

    Fantastico quindi questo nuovo successo tributato ancora una volta a questo, da molti definito,lo spettacolo dell’ anno che rispecchia appieno uno dei progetti dell’Associazione Culturale Noi per Napoli e di Olga De Maio e Luca Lupoli, con la finalità di diffondere la grande musica ed il bel canto lirico attraverso il dialogo e la sintonia con altre forme di arte dello spettacolo,quali appunto il Teatro ed il Circo!

    Tale progetto è stato ed è ampiamente apprezzato,condiviso appunto dal Circo Madagascar Orfei,rappresentato in questa occasione dall’artista e manager Tamara Bizzarro che nei prossimi tempi collaborerà per la realizzazione di vari appuntamenti di questo spettacolo in tour per l’italia e dal Dott. Giansisto Garavelli, dell’ Asst di Pavia, responsabile scientifico del progetto Medicina Circense, presso la gente dello spettacolo Viaggiante in convenzione con Ente.Naz.Circhi.

    Facciamo quindi un grande in bocca al lupo e ci auguriamo davvero che Atmosfere da Sogno possa far continuare ad emozionare e sognare tanti animi per ancora lungo tempo!

    Vi invitiamo quindi a seguire Associazione Culturale Noi per Napoli sui canali social e web le attività ed prossimi eventi.

    https://olgademaio.it/

    https://lucalupoli.it/

    http://www.noipernapoli.it

    https://www.facebook.com/profile.php?id=100068940074915

    https://instagram.com/olgademaio7453?utm_medium=copy_link

    https://www.facebook.com/luca.lupoli.142

    https://youtube.com/c/LucaLupolitenoreOlgaDeMaiosoprano

    https://www.facebook.com/AssociazioneNoiPerNapoli/

  • “#Cantoanima”: successo per la presentazione a Villa Rezzonico del nuovo libro della poetessa Irene Catarella

    “#Cantoanima”, la nuova raccolta di poesie di Irene Catarella, ha riscontrato un notevole plauso di pubblico e critica in occasione della presentazione tenutasi giovedì 7 ottobre presso Villa Rezzonico di Bassano del Grappa, col curatore Salvo Nugnes ed il Maestro Gennaro Simioli, la dott. ssa Daniela Feltrin, fondatrice della Libreria Cuore d’inchiostro, e Bernardo Finco, proprietario della splendida Villa.

    Villa Rezzonico, palazzo settecentesco ricco di gessi ed affreschi, tra cui ritroviamo anche statue del Canova, è un esempio di eleganza, sobrietà e magnificenza in stile neoclassico. Ugo Foscolo, Giuseppe Garibaldi, Napoleone Bonaparte e Francesco Crispi sono alcuni dei numerosi ospiti illustri che vi hanno soggiornato. Al suo interno troviamo la Libreria Cuore d’Inchiostro, un posto speciale nel quale ogni lettore si sente a casa, grazie al profumo magico dei libri  e alla cortesia e passione dello staff, nonché alla meravigliosa atmosfera che lo circonda.

    La poetica della scrittrice siciliana sposa gli stilemi della tradizione lirica classica, quali l’introspezione, la ricerca di un sé più profondo e significativo, ad un linguaggio decisamente contemporaneo, fatto di segni e parole, immediato e comprensibile.

    L’hashtag sottolinea e rafforza i concetti cardine di questo nuovo modo di fare poesia, espressi tramite neologismi coniati ad hoc proprio per dar voce ad emozioni e sentimenti.

    Una poesia che arriva al lettore forte e chiara e si fa veicolo non solo dell’espressione di passioni e stati d’animo, ma anche di tutte quelle genti che non hanno un loro spazio per farsi sentire, gli ultimi, i dimenticati, gli incompresi.

    Oltre alle splendide poesie, il libro contiene i contributi di grandi intellettuali come Francesco Alberoni, sociologo di fama mondiale, Vittorio Sgarbi, Silvana Giacobini, già direttore di Chi e Diva e Donna, Maria Rita Parsi, scrittrice e psicoterapeuta, Pippo Franco, attore, presentatore ed artista, Katia Ricciarelli, soprano e attrice, Marco Garavaglia, vicedirettore generale di Cairo Editore, Marco Columbro, presentatore tv, Marzia Risaliti, nota attrice, Antonella Cappuccio Muccino, artista, Roberto Villa, fotografo internazionale, amico di Pasolini e Dario Fo, Renato Manera, già vicepresidente Fondazione A. Canova, Monsignor Viganò, Padre Enzo Fortunato, giornalista e direttore della Sala Stampa del Sacro Convento di Assisi, Patrick Ray Pugliese, inviato di Striscia la Notizia, Francesco Da Mosto, documentarista National Geographic e già assistente della regista Lina Wertmüller, e Luigino Rossi, già presidente dell’Accademia delle Belle Arti di Venezia .

  • Cariplo – Federculture, Andrea Mascetti tra i protagonisti di “La cultura oltre la pandemia”

    Con la pandemia il settore culturale italiano ha affrontato una crisi profonda. Fondazione Cariplo e Federculture spingono per una fiscalità in linea con l’emergenza. Andrea Mascetti: “Lo Stato deve farsi promotore”.

    Andrea Mascetti

    Crisi cultura, Federculture e Fondazione Cariplo per una nuova fiscalità: il commento di Andrea Mascetti

    I segnali positivi dell’estate appena trascorsa dimostrano che il settore culturale in Italia ha le carte in regola per uscire dalla crisi causata dal Coronavirus. Tuttavia, per una ripartenza sostenibile e capace di durare nel tempo, è necessario intervenire in maniera sistematica, in particolare sulla fiscalità. È quanto è emerso dall’incontro “La cultura oltre la pandemia”, promosso da Federculture e Fondazione Cariplo. Il tavolo nasce proprio per elaborare una serie di interventi in materia fiscale per agevolare il rilancio del settore. Tra i relatori dell’evento Andrea Mascetti, Coordinatore della Commissione Arte e Cultura di Fondazione Cariplo. “Quello della fiscalità è un tema fondamentale – ha dichiarato – perché significa rimettere in attività la cultura. Il 6% del Pil di questo Paese è animato dal settore, ma la percentuale potrebbe essere nettamente maggiore”. Quattro le proposte principali sul tavolo: una “nuova” iva per la cultura (4%), detraibilità per le spese culturali, l’ampliamento dell’art bonus e infine finanziamenti pubblici stabili e certi. “Sono convinto che una nuova animazione di questa economia produrrebbe risultati importanti – ha commentato Andrea Mascettisoprattutto se si considera che il Paese al momento sta affrontando una deindustrializzazione drammatica”.

    Andrea Mascetti: “Covid importante occasione di riflessione”

    Per il Coordinatore di Fondazione Cariplo il tema della fiscalità è “assolutamente indispensabile”. Agire in questo senso permetterebbe al settore di mettere in pratica gli insegnamenti della pandemia. “Il nostro è un tempo di grandi velocità – ha spiegato Andrea Mascettisiamo ben lontani dal classico tempo del contadino. Il periodo dell’emergenza è stato quindi utile a chi si occupa di servizi alla cultura per una riflessione profonda su ciò che dovremo fare negli anni a venire. Paradossalmente questo periodo è servito anche a dare un termine a delle attività che si trascinavano da tempo e fare così spazio a nuovi progetti”. Oggi il Paese, soprattutto grazie alle risorse del Recovery Plan, ha l’occasione per rilanciare l’intero sistema culturale. Le sole risorse dei privati, benché abbiano avuto il merito di limitare gli effetti della crisi, non sono infatti sufficienti a portare avanti la trasformazione del settore: “Noi come Fondazione Cariplo siamo intervenuti aggiornando le linee e progettando nuovi bandi. Un esempio quello per la Lettura, un sassolino per i nostri territori ma soprattutto un messaggio per lo Stato, che deve impegnarsi per favorire queste iniziative. Per questo – conclude Andrea Mascettici siamo impegnati a portare questa riforma della fiscalità al centro di tutti i tavoli più importanti”.

  • Biennale Milano ospiterà le opere di talentuosi artisti, tra cui Negrini, Sambucco e Sebastiank

    Dal 21 al 25 ottobre si terrà la mostra internazionale Biennale Milano, curata da Salvo Nugnes, nella suggestiva location di Palazzo Stampa di Soncino (Via Torino, 61), visitabile dalle ore 10.00 alle ore 18.00, ed ospiterà le mostre personali di alcuni tra i talentuosi artisti selezionati, tra cui Alessandro Negrini, Gino Maria Sambucco e Silvio Beraudo, in arte Sebastiank. Saranno presenti ospiti illustri che daranno il loro prezioso contributo, tra cui  V. Sgarbi, P. Liguori, F. Alberoni, M. Giletti, K. Ricciarelli e tanti altri. La mostra sarà, inoltre, seguita da stampa nazionale, Mediaset, Rai e Sky.

    Palazzo Stampa di Soncino è la location perfetta per ospitare questa prestigiosa esposizione. È un palazzo nobiliare di Milano, sito a pochi passi dal Duomo. Biennale Milano è il “fiore all’occhiello dell’arte italiana” grazie alla quale già noti artisti, insieme ad emergenti promesse, colgono l’occasione di far conoscere la loro Arte.

    Alessandro Negrini è un fotografo appassionato, con i suoi scatti riesce a catturare momenti di vita quotidiani e a trasformarli in ricordi indelebili. Negrini immortala con elegante abilità sguardi di donna, atmosfere suggestive che travolgono l’osservatore di emozioni intense e reali.

    Gino Maria Sambucco è un artista capace di trasformare le immagini in emozioni, cattura l’attenzione del pubblico con dettagli e sfumature minuziosamente selezionate. Sambucco traduce i discorsi silenziosi delle montagne in melodie e raffigurazioni simboliche, nonché in ricordi indelebili.

    Sebastiank è un artista creativo che persegue il nobile compito di valorizzare la vita, di celebrarla, renderla colorata e gioiosa. Abilmente gioca con luci e colori, regalando all’osservatore emozioni; comunica attraverso atmosfere quasi magiche e surreali, imprimendo sensazioni indimenticabili.

  • Biennale Milano ospiterà le opere di talentuosi artisti, tra cui Maquignaz, Reci e Rossi

    Dal 21 al 25 ottobre si terrà la mostra internazionale Biennale Milano, curata da Salvo Nugnes, nella suggestiva location di Palazzo Stampa di Soncino (Via Torino, 61), visitabile dalle ore 10.00 alle ore 18.00, ed ospiterà le mostre personali di alcuni tra i talentuosi artisti selezionati, tra cui Gabriele Maquignaz, Mirseda Reci e Arduino Rossi. Saranno presenti ospiti illustri che daranno il loro prezioso contributo, tra cui  V. Sgarbi, P. Liguori, F. Alberoni, M. Giletti, K. Ricciarelli e tanti altri.0 La mostra sarà, inoltre, seguita da stampa nazionale, Mediaset, Rai e Sky.

    Palazzo Stampa di Soncino è la location perfetta per ospitare questa prestigiosa esposizione. È un palazzo nobiliare di Milano, sito a pochi passi dal Duomo. Biennale Milano è il “fiore all’occhiello dell’arte italiana” grazie alla quale già noti artisti, insieme ad emergenti promesse, colgono l’occasione di far conoscere la loro Arte.

    Gabriele Maquignaz, ecclettico ed appassionato, ricerca attraverso l’arte di esprimere la dimensione spirituale dell’essere. Maquignaz diffonde nell’osservatore un piacevole senso di benessere, accompagnandolo in un viaggio emotivamente intenso e sublime.

    Mirseda Reci è una talentuosa poetessa che, con parole potenti ed eleganti, esprime il suo amore per la vita, travolgendo il lettore di emozioni intense e sensazioni indelebili. La Reci ricorda al pubblico l’essenzialità delle contraddizioni, senza le quali non si potrebbe apprezzare il bello ed il buono.

    Arduino Rossi coinvolge l’osservatore con opere vivaci e dinamiche, libere e specchio del suo io più profondo. Rossi emana allegria e con abilità ricrea un energico gioco di luci e figure geometriche, offrendo originali spunti di riflessione.

  • Biennale Milano ospiterà le opere di talentuosi artisti, tra cui Dossou, Giacobbe e Milano

    Dal 21 al 25 ottobre si terrà la mostra internazionale Biennale Milano, curata da Salvo Nugnes, nella suggestiva location di Palazzo Stampa di Soncino (Via Torino, 61), visitabile dalle ore 10.00 alle ore 18.00, ed ospiterà le mostre personali di alcuni tra i talentuosi artisti selezionati, tra cui Koffi Dossou, Giulio Cesare Giacobbe e Alby Milano. Saranno presenti ospiti illustri che daranno il loro prezioso contributo, tra cui  V. Sgarbi, P. Liguori, F. Alberoni, M. Giletti, K. Ricciarelli e tanti altri.0 La mostra sarà, inoltre, seguita da stampa nazionale, Mediaset, Rai e Sky.

    Palazzo Stampa di Soncino è la location perfetta per ospitare questa prestigiosa esposizione. È un palazzo nobiliare di Milano, sito a pochi passi dal Duomo. Biennale Milano è il “fiore all’occhiello dell’arte italiana” grazie alla quale già noti artisti, insieme ad emergenti promesse, colgono l’occasione di far conoscere la loro Arte.

    Koffi Dossou dipinge su tela esperienze di vita, combinando abilmente colori, forme e sentimenti. Attraverso le sue opere, il pubblico percepisce un’energica passione e dedizione per la vita dell’artista e si lascia cullare dalle emozioni travolgenti dei suoi quadri.

    Giulio Cesare Giacobbe è un’artista ecclettico, che con sapienza ed ironia, fornisce all’osservatore spunti di riflessione originali ed attuali. La sua è un’arte fantasiosa e nuova che cerca di rappresentare la realtà, condividendo con il pubblico pensieri intimi e di speranza.

    Alby Milano coglie nelle sue opere la profondità dell’Universo e accompagna l’osservatore in un viaggio ricco di preziose pennellate, dalla potente carica emotiva. L’artista condivide il suo essere con il pubblico regalando sensazioni e sentimenti indelebili, grazie ad una raffinata semplicità.