L’artista-pittore contemporaneo Christian Lasagni è entrato ufficialmente all’interno del palinsesto delle mostre online curate dalla Dott.ssa Elena Gollini, che ha scelto un titolo molto calzante “Dinamismo compositivo” proprio per evidenziare al massimo la portata avvalorante e rafforzante della componente di movimento dinamico, che caratterizza l’intera produzione e ne qualifica la cifra stilistica a livello qualitativo formale e sostanziale. In particolare, la Dott.ssa Gollini ha spiegato: “Nell’osservare in modo analitico e approfondito le opere realizzate da Christian ho colto da subito la rilevanza primaria e fondamentale dell’elemento dinamico, che alimenta tutto lo scenario e supporta il flusso costante e continuo dell’apparato cromatico, rivestendo un ruolo sempre in perfetta sintonia e in armonioso allineamento con la narrazione compositiva. Si potrebbe dunque dire, che il fattore movimento dinamico acquista vita propria e diventa entità autonoma a se stante con una propria valenza precisa e specifica, ma al contempo viene contestualizzato in modo da risultare in completa fusione con la materia pittorica e cromatica, integrandone e accentuandone l’effetto impattante. Christian cerca una sperimentazione non convenzionale, che si colloca nel variegato e multiforme panorama dell’Informalismo di tendenza e di matrice astratta e sfrutta al meglio il potenziale di risorse espressive offerto dalla tavolozza tonale e cromatica, elaborando rappresentazioni, che si possono considerare di originale proiezione e contestualmente possono essere concepite con impronta affine alla Fluid Art così come anche al filone dell’Action Painting. Senza dubbio Christian dimostra anche una spiccata sensibilità creativa di getto e istintuale, che si congiunge e si coniuga alla formula comunicativa riflessiva e ragionata e gli consente di ottenere soluzioni, che in apparenza possono sembrare quasi dominate dalla libera ispirazione dell’istinto, ma possiedono anche significati sottesi e insiti, che vanno scoperti e ricercati con attenta fruizione interpretativa. Il movimento dinamico intrinseco riflette all’esterno questa commistione di elementi e componenti costitutivi e lo spettatore viene conquistato dalle visioni vitali e vivaci e dalle prospettive fluide e flessuose, derivanti dal ritmo cadenzato e dalla timbrica sequenziale generata proprio dalla mescolanza e dall’intreccio eterogeneo. La dimensione dinamica compositiva è pertanto un fatto chiave essenziale e imprescindibile per dare una spinta vibrante di slancio alla pittura e Christian consapevole di questo prezioso strumento e della sua incisiva efficacia ne utilizza in modo mirato tutta quanta l’energia positiva, che si sprigiona poi tutt’intorno con grande impeto e fervore”.
“Per scoprire e cogliere appieno il mondo pittorico di Daniel Mannini si deve entrare nel merito sostanziale autentico e incondizionato della sua eclettica proiezione visionaria e bisogna necessariamente calarsi dentro la sua mente creativa pulsante e vibrante di un tumulto energetico sferzante e frizzante al tempo stesso. Soltanto attraverso queste dinamiche di approccio, ci si addentra nel profondo del suo ego artistico e si può trovare la giusta chiave di metodo e di misura e definire al meglio il suo protendersi nel fare arte”. Si esprime con queste valutazioni attente e ponderate nel merito la Dott.ssa Elena Gollini per orientare lo spettatore-fruitore a stabilire e rafforzare il rapporto di relazione partecipe e compartecipe con la produzione pittorica del giovane e promettente artista fiorentino. Inoltre, proseguendo nel discorso di coinvolgimento attivo plurisensoriale rivolto all’osservatore sensibile e accorto la Dott.ssa Gollini ha spiegato: “La modalità utile e funzionale per entrare in reciproco scambio comunicativo con le opere di Daniel deve tenere conto del percorso attuale di ricerca, ma anche delle fasi e degli step pregressi che formano e compongono un nutrito e articolato corollario espressivo dinamico, che si muove in progressione evolutiva e sviluppa passaggi cadenzati e sequenziali molto interessanti da analizzare, che corrispondono di rimando e di riflesso alla maturazione e alla crescita artistica, che Daniel sta dimostrando di perseguire con tenacia e continuità di intenti e di intenzioni, nonché con costanza di volontà operativa. Trovo sempre molto stimolante evidenziare e fare notare anche a Daniel i passi in avanti che sta compiendo con meritocrazia, proprio per dargli ancora più slancio di traino e di supporto per gli obiettivi e i traguardi futuri. Questo tipo di considerazione può essere fatta ovviamente anche dallo spettatore, concependo il momento fruitivo come occasione e opportunità preziosa di coesione e di sintonia con Daniel, che apprezza fortemente la fase di incontro-scambio e la reputa fondamentale, come situazione speciale e unica che gli consente a sua volta di recepire idee e pensieri dall’esterno, di metabolizzarne e introiettarne contenuti arricchenti e costruttivi. Per Daniel ogni fruitore possiede il pregio di essere un potenziale di risorse recettive e percettive, che vengono assorbite e filtrate in modo speculare ed entrano a fare parte di quella magica commistione alchemica da cui poter attingere spunti e riferimenti sempre nuovi. Ecco, perché ogni opera ci parla, ma al tempo stesso ci ascolta con intenso stupore”.
Si è concluso ieri, domenica 29 agosto, il festival “Cercasi Bruce Disperatamente”. Un ricco programma di incontri e talk sul The Boss che hanno coinvolto i 165 spettatori presenti dal vivo, nel rispetto del distanziamento sociale e delle norme anti Covid, 1200 collegamenti al sito www.noiespringsteen.com per seguire la diretta streaming dello show e oltre 1000 persone che hanno votato collegandosi da casa. A rendere magici gli appuntamenti, il Seminarino di Bergamo Alta cornice della finale del contest “Cover Me” che ha visto salire sul gradino più alto del podio il gruppo milanese The Folding Chairs, con la sua interpretazione originale di New York City Serenade.
“Sono orgoglioso di questa seconda edizione di Cover Me. Il livello degli artisti in gara, sin dalle prime fasi, è stato veramente alto e sapere di riunire non solo i fans di Bruce Springsteen, ma tantissimi amanti della music ha reso il nostro sogno realtà. – afferma Alberto Lanfranchi, anima dell’iniziativa e fondatore del gruppo Noi & Springsteen – Incontrare amici e cultori del rock in un contesto suggestivo come quello del Seminarino di Bergamo Alta, ripaga di ogni sacrificio. Coinvolgere, poi, così tanti ascoltatori online, rende tutto veramente straordinario in un periodo in cui abbiamo imparato a convivere con la tecnologia. Il mio grazie va a tutta la macchina organizzativa, alla giuria, ai musicisti e a tutti gli appassionati che insieme hanno dato vita a questo grande evento che incarna appieno l’essenza del Boss”.
“Cercasi Bruce Disperatamente” ha regalato tre giorni di talk con esperti del settore provenienti da tutta Italia, concerti live e sana competizione sulle note grande rock di The Boss. L’evento si è aperto venerdì 27 agosto con la opening night, una serata sulle note del rocker a stelle e strisce con un ospite speciale Davide Migliorini, scrittore e musicista. Sabato 28 si è contraddistinto per la tavola rotonda dal titolo “Cercasi Bruce disperatamente. Quando era la musica a parlare” con giornalisti ed esperti di musica tra cui Ken Rosen, Fondatore Blog E Street Shuffle, e Andrea Monda, direttore de L’Osservatore Romano, Ugo Bacci, L’Eco di Bergamo, Gianni Poglio, Panorama, Fabio Santini, RTL 102.5, e il team di Noi & Springsteen, moderati da Patrizia de Rossi, giornalista e scrittrice e per il concerto live di Andy John Jones, musicista professionista londinese. Un sound che ha trovato il suo culmine domenica 29 agosto con la finale di Cover Me. Per quanto riguarda, invece, il Premio della Critica, The Householder Reloaded, gruppo napoletano tra i 15 finalisti del contest Cover Me, ha ritirato il riconoscimento assegnato dalla giuria di qualità che ha ritenuto “Rimanimm a ce guardà“, rivisitazione del pezzo The Wayfarer, la migliore cover in gara: “The HouseHolder Reloaded con il brano “Rimanimm a ce guarda” hanno saputo cogliere il senso del brano scelto di Bruce Springsteen, The Waifarer, personalizzandolo con la propria sensibilità e con il proprio talento fino a renderlo un pezzo unico, dandone al tempo stesso un’interpretazione originale e personale” – afferma Massimo Cotto, Presidente della giuria della critica.
Una tre giorni ricca di incontri, confronti e musica che hanno fatto risuonare il grande rock di Bruce Springsteen nei cuori – e nelle case – dei suoi appassionati nello stile del gruppo Noi & Springsteen.
La kermesse promossa dal Comune di Napoli- Assessorato all’istruzione, alla Cultura e al Turismo e finanziata con fondi POC Campania 2014-2020.
Si parte con “Pausilypon – Suggestioni all’Imbrunire”
Venerdì 20 agosto ore 19: 00 PORT DE VOIX
Quarto appuntamento con la rassegna “Pausilypon – Suggestioni all’Imbrunire”
entra nel vivo con la rassegna musicale e reading “Pausilypon – Suggestioni all’Imbrunire”, organizzata dall’Associazione Il Canto di Virglio, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Napoli.
La direzione artistica è affidata a Carlo Faiello.
Venerdì 20 agosto ore 19: 00 PORT DE VOIX Cantate e Sonate del Barocco Napoletano A cura di Cappella Neapolitana di Antonio Florio. Tra le attività dell’Orchestra “Cappella Neapolitana di Antonio Florio”, l’Ensemble Barocca Port de Vox, promuove un concerto dedicato allo studio del patrimonio musicale sacro napoletano tra Sei e Settecento, volto alla scoperta e all’esecuzione di un repertorio ancora inedito. Il titolo latino a cui rimanda è fortemente evocativo della potenza e dunque del fascino dei suoni di un passato che videro Napoli capitale europea della musica. L’obiettivo è sempre lo stesso: restituire all’ascolto perle di autentica bellezza interpretate magistralmente da musicisti che con passione e competenza si dedicano a questo repertorio. Tra i musicisti sul palco Olga Cafiero soprano, Aurelio Schiavoni contraltista, Chiara Mallozzi violoncello, Angelo Trancone clavicembalo, formatisi proprio con il Maestro Florio che, oltre ad essere il fine musicista e l’acclamato direttore d’orchestra ricercato in Europa e Oltreoceano, è l’abile e sensibile mentore e maestro che ha formato affermati musicisti e cantanti. A cura di Cappella Napolitana di Antonio Florio Musiche di Giovanni Bononcini, Giovanni Cesare Netti, Domenico Scarlatti
L’accesso al pubblico è consentito entro e non oltre le ore 18:45
Si prega di rispettare gli orari.
Gli eventi si svolgeranno nel pieno rispetto delle normative Anti-Covid 19
A seguire L’ABBAZIA DEL MISTERO
Ritmi di sole, di mare, di viaggio, di sud, la kermesse promossa dal Comune di Napoli – Assessorato all’Istruzione, alla Cultura e al Turismo e finanziata con fondi Poc 2014-2020, entra nel vivo con gli spettacoli della Rassegna Teatrale del Cortile Maschio Angioino di Napoli a cura della Gabbianella Club e fortemente voluta dal suo manager Gianluigi Osteri, con la direzione artistica di Maurizio De Giovanni.
Secondo appuntamento con la rassegna venerdì 20 agosto ORE 21:00
con L’ABBAZIA DEL MISTERO
Reading da “Il nome della rosa” di Umberto Eco
regia: BRUNELLA CAPUTO
Un percorso narrato nella storia del più grande noir di sempre, con una donna a dare voce al diario di Adso e il suono di un sax a sottolinearne il mistero.
Si viaggerà nel prologo, nei giorni primo, secondo e quinto, e nell’ultimo folio che racconta il dopo.
Anche nel comparto dell’arte pittorica inserita nel panorama creativo contemporaneo attuale, la sfera onirica del sogno assurge a stimolo mentale importante e sempre efficace e funzionale, diventando spesso un fattore imprescindibile soprattutto tra gli artisti di matrice e di tendenza informale. Daniel Mannini non è certamente da meno nel fruire della dimensione onirica per incrementare la sua fervida impronta immaginifica e fantastica sempre presente dentro le sue creazioni pittoriche. La Dott.ssa Elena Gollini ha espresso al riguardo delle sue valutazioni critiche dichiarando: “Sognare ad occhi aperti è una caratteristica tipica degli artisti molto frequente, che si concretizza in modo tangibile e visibile proprio dentro gli anfratti materici delle loro rappresentazioni evocative. Per Daniel il sogno coincide con quella parte intima recondita del suo ego interiore e introspettivo, che prende vita durante la fase d’ispirazione e viene trasferita e trasportata nella parafrasi contenutistica sottesa e subliminale. L’elemento onirico non è dunque palese ed evidente in modo esplicito e manifesto, ma viene volutamente introdotto con valenza insita e non del tutto rivelata per dare una spinta di traino anche all’analisi interpretativa dello spettatore, che deve decodificarne la portata e lo spessore nel suo significato cifrato. Sogno e son desto potrebbe essere la frase chiave metaforica giusta per entrare in contatto profondo con la poetica espressiva di Daniel e lasciarsi andare in modo autentico e spontaneo ad un’interazione vera e totale. Ecco, perché Daniel nel suo pensiero sognante e sognatore si mette sempre anche dalla parte del fruitore e recupera appigli simbolici e allusivi appositi progettando a monte ogni singolo particolare passaggio narrativo. Le sue pagine pittoriche hanno il gusto rievocativo di un dolce sognare, di un cullarsi in modo delicato, senza mai fermare quell’intreccio di comunione e di condivisione, che Daniel cerca e persegue come primario e prioritario nella sua comunicazione artistica. E allora sento a mia volta utile sollecitare lo spettatore ad addentrarsi nello scoprire la produzione di Daniel con l’occhio del sognatore curioso e insaziabile nell’avventurarsi in una continua simbiosi speculare, dove si sente a sua volta recepito e accolto in una commistione di mente e anima e percepisce appieno quell’atmosfera di piacevole sogno che non deve mai finire”.
“Parafrasando analiticamente il significato intrinseco, che produce l’essenza primaria dell’arte scultorea di Cecilia Martin Birsa si può individuare una definizione assolutamente appropriata e congeniale utilizzando una terminologia simbolista dall’impronta misticheggiante: simulacri emozionali”. La Dott.ssa Elena Gollini si addentra nella prospettiva di valutazione contenutistica connessa alla corposa e variegata produzione scultorea della Martin Birsa e recupera degli interessanti spunti di commento riflessivo. Proseguendo ancora nelle sue considerazioni ha ulteriormente evidenziato: “Cecilia è artefice di prospettive rievocative, che equivalgono a dei virtuali simulacri emozionali, in quanto raccolgono e conservano tutta una mescolanza di concentrazione emotiva ed emozionale proveniente sia dalla sfera intima di Cecilia sia dal flusso energetico comunicativo, che si innesca e si stabilisce con il fruitore, che diventa potente e inscindibile e propaga un’ulteriore forza centripeta, rinvigorita dalla compenetrante partecipazione recettiva e percettiva. Cecilia crea e alimenta di continuo questi simulacri emozionali custoditi dentro le sue incantevoli sculture, li offre allo spettatore e li fa suoi, li porta dentro il cuore e li intreccia con il moto della sua anima in una fusione armoniosa. Da sempre l’arte scultorea è un patrimonio di valenza immensa, che nel tempo resta sempre a disposizione di chiunque voglia entrare in relazione di contatto ravvicinato e generare un ponte di collegamento. Cecilia vuole che le sue opere fungano da ponte di trait d’union intese proprio come simulacri emozionali facilmente accessibili e intensamente coinvolgenti. Il fascino ricercato e al contempo discreto che emanano è sinonimo di una bellezza ammaliante e magnetica, che diventa eterna e imperitura e rende etereo e perpetuo anche quell’ideale di solennità sacrale solenne, maestosa ed eccelsa, che rappresenta in sé la visione dei simulacri. Cecilia diventa pertanto convinta sostenitrice di una formula scultorea, che edifica fondamenta solide e robuste sulla base di una ricerca precipua e di una coerenza di azione e di pensiero, che coincide con la sua personalità sempre responsabile e consapevole fino in fondo del proprio operato. Questi speciali simulacri emozionali sono poi concepiti in continuo e costante divenire evolutivo, possiedono delle chiavi di sviluppo graduale e progressivo e hanno delle applicazioni amplificate dalla portata di compenetrazione da parte dello spettatore. Le sculture di Cecilia ci parlano e si rendono entità vive e vitali nell’espandere a tutto tondo questa loro immagine evocativa e acquistano man mano sempre più risorse e potenziale anche sul piano spirituale elevandosi oltre ogni limite più sconfinato”.
Partiranno ad ottobre 2021 i lavori per realizzare un museo molto speciale. Un museo con una sola opera verrà realizzato a Bassano Romano per iniziativa della gallerista Romana Francesca Triticucci nascerà il “Phoenix Museum”, con evidente dedica al “dipinto i” dell’artista Hypnos.
“Visti i tempi e le norme anticoronavirus – ha detto la gallerista – ispirata dal sogno di Umberto Eco che voleva un museo con una sola opera, ho deciso di creare uno spazio museale nella piazza più bella di Bassano ( Piazza Gramsci), che ospiti a rotazione l’opera piu significativa di ogni artista che decideremo di esporre in questo minimuseo. Avremo un comodo divano, un buon bicchiere di vino rosso e solo l’opera da contemplare. In fondo con questa iniziativa. L’arte riprende il suo vero significato, e cioè quello di portare la mente oltre la meccanica vita quotidiana e dare a chi ne usufruisce un’emozione fondamentale.
L’iniziativa servirà a promuovere il.restauro di piazza Gramsci da parte di una cordata di imprenditori ed imprenditrici di questo meraviglioso paese del Viterbese.
Domenica 22 agosto, Archivio Lanifici Vercellone di Sordevolo
Proseguono gli appuntamenti di Suoni in Movimento che domenica 22 agosto, nell’ambito della sezione de L’ambiente e le sue sonorità, si sposta a Sordevolo, sul sagrato della Chiesa parrocchiale di Sant’Ambrogio, per un programma di grandi classici (ore 16,30): da Pachelbel a Vivaldi, da Jenkins a Sollima in brani tutti accomunati dall’accentuata presenza della tonalità di Sol Minore. Protagonista l’Orchestra di Archi del Bellagio Festival diretta da Alessandro Calcagnile affiancata dal Duo Navarra con Camilla Patria e Sergio Patria violoncelli solisti. Prima e dopo, alle ore 15.30 e alle 17.30 – due visite guidate all’archivio tessile dei lanifici Vercellone.
In programma quindi grandi classici per orchestra d’archi come il celeberrimo Canone in Re Maggiore di Pachelbel o il Concerto di Vivaldi per due Violoncelli e Orchestra d’archi. Ma anche due brani di grande effetto prodotti da autori viventi in omaggio alla musica contemporanea che sono diventati già parte della grande Storia della Musica: Karl Jenkins, di origini gallesi e celebre anche come sassofonista jazz e rock, attraversa varie esperienze tra cui la composizione di musiche per spot pubblicitari. Famosa la colonna sonora della pubblicità per i diamanti della De Beers, brano riutilizzato dal compositore per la sua opera Palladio che è proprio in programma in occasione di questo concerto. Conclude il programma il celebre Violoncellez, vibrez!, di Giovanni Sollima, violoncellista di fama internazionale e il compositore italiano più eseguito nel mondo, originale, geniale e versatile esplora generi diversi avvalendosi di strumenti antichi, orientali, elettrici e di sua invenzione, suonando nel Deserto del Sahara, sott’acqua. Ma anche con un violoncello di ghiaccio. Violoncellez, vibrez! È un lavoro in forma simmetrica. Il clima iniziale, cupo e lamentevole, cede il passo ad un episodio di un lirismo accorato, dove i solisti salgono nei registri più acuti dello strumento. Improvvisamente i due solisti si scatenano in una cadenza sfrenata, per poi tornare all’atmosfera iniziale. Un nuovo episodio animato, in cui sembra scorgere un accenno al tanto discusso «minimalismo», termina con un drammatico glissando, che prelude allo spegnersi della pagina.
Il programma della giornata:
ore 15.30 e 17.30Visite guidate all’archivio tessile dei lanifici Vercellone
Nelle sale riccamente decorate del palazzo comunale si compie un viaggio nella storia di un’impresa di famiglia che si apre al mondo, tra il 1730 e il 1899. L’archivio, unico per completezza, è raccontato attraverso l’immersione in una cabina di proiezione che valorizza i campionari tessili, due audiovisivi, una app navigabile che consente di perdersi tra i documenti attraverso dieci percorsi diversi: l’acquisto della lana, il lavoro in fabbrica, la tintoria, i campionari, le raccolte di tendenza, i rapporti con la città di Elbeuf, i viaggiatori, le vendite, le sedi dell’azienda, il palazzo.
ore 16.30 concerto Sagrato della Chiesa Parrocchiale Orchestra d’archi del Bellagio Festival
Alessandro Calcagnile direttore – “Duo Navarra” Camilla Patria e Sergio Patria violoncelli solisti
Musiche:
J. Pachelbel (1653-1706) Canone in Re maggiore
A. Vivaldi (1678-1741) Concerto per due violoncelli, archi e basso continuo in Sol minore RV 531 Allegro – Largo – Allegro
K. Jenkins (1944) Palladio – Concerto grosso Allegretto – Largo – Vivace
G. Sollima (1962) Violoncelles, vibrez!
Le biografie degli artisti:
Orchestra d’archi del Bellagio Festival: Nel 2011, in occasione delle Celebrazioni per il secondo centenario dalla nascita del compositore ungherese Franz Liszt e nell’anno del 150mo dell’Unità d’Italia, nasce la Prima Edizione del Festival di Bellagio e del Lago di Como, con concerti, masterclasses, incontri, seminari, percorsi turistico-culturali ispirati alla figura del compositore ungherese che a Bellagio e Como ha trascorso alcuni dei mesi più importanti della sua vita di artista e di uomo. Dalla prima edizione ad oggi, con più di duecento eventi, il festival ha proposto un percorso di arte, musica, letteratura in grado di attraversare l’intera regione del Lago; un progetto di Turismo Culturale che prende vita dall’eredità di figure di riferimento del patrimonio musicale internazionale, come Franz Liszt, Giuseppe Verdi, Richard Wagner, Arturo Toscanini, e ispirazione da personalità delle arti e della letteratura come Stendhal, Flaubert, Manzoni e tanti altri, rappresentanti di un periodo storico in cui l’Italia era vista come Meta degli Intellettuali, un’epoca in cui il “viaggio in Italia” rappresentava per ogni Artista un “obbligo formativo” e di vita. La Bellagio Festival Orchestra nasce nel 2012 in seno al Festival di Bellagio e del Lago di Como. La formazione affianca al repertorio tradizionale, dal barocco ai nostri giorni, originali produzioni anche liriche e teatrali, dedicate ai grandi artisti che hanno soggiornato sul Lario (tra i quali Liszt, Stendhal, Rossini, Verdi), esibendosi regolarmente nelle più suggestive dimore e residenze storiche del territorio (Villa Serbelloni di Bellagio, Villa Monastero e villa Cipressi di Varenna, Villa Lario di Mandello del Lario, Villa del Grumello di Como, ecc) ma anche presso diverse locations della provincia di Como e Lecco (Castello di Pomerio, Castello di Carimate, Villa Confalonieri di Merate, Auditorium della Camera di Commercio di Lecco). Il 30 giugno 2018, la Bellagio Festival Orchestra è stata invitata dal Consolato Generale d’Italia a Stoccarda, per un evento dedicato a Rossini nel centocinquantenario dalla scomparsa. In agosto e settembre l’orchestra è stata più volte ospite del festival LeAltre Note in Valtellina e in autunno è stata formazione in residenza per un laboratorio lirico a Stresa. La direzione musicale della Bellagio Festival Orchestra è affidata al Maestro Alessandro Calcagnile.
Orchestra d’archi del Bellagio Festival
Alessandro Calcagnile: Raffinato interprete del repertorio moderno e contemporaneo, dopo essersi formato nei Conservatori di Milano, Brescia e Norinberga, poco più che ventenne debutta come direttore d’orchestra alla Sala Santa Cecilia del Parco della Musica di Roma alla testa dell’Orchestra Nuova Sinfonica Italiana. Da lì una brillante carriera che lo porterà ad esibirsi presso le più importanti sale e teatri del mondo, fino a giungere nel 2017 alla sala grande della Carnegie Hall di New York. Ha collaborato con l’Orchestra I Pomeriggi Musicali, l’Orchestra Cantelli di Milano, l’Orchestra Filarmonica Italiana, l’Orchestra Sinfonica di Sanremo, l’Orchestra Regionale Toscana, l’Orchestra I Professori del San Carlo di Napoli. Presidente e tra i fondatori del Centro Musica Contemporanea di Milano, Direttore Musicale del New MADE Ensemble, Direttore Editoriale delle Edizioni Sconfinarte, è stato ed è tutt’oggi uno dei maggiori attori della musica contemporanea in ambito nazionale ed ha collaborato con i principali compositori viventi. Dirige anche per l’opera e il teatro musicale, con un repertorio che spazia dal barocco al contemporaneo. Nel 2015 ospite del Comitato Mascagni al Dal Verme di Milano per Cavalleria Rusticana con soprano Giovanna Casolla. Nella stagione 2016/2017 al Teatro Vittorio Emanuele presenta una sua originale orchestrazione de Il Maestro di cappella di Domenico Cimarosa. Con il New MADE Ensemble dal 2015 al 2017 ha curato, per il progetto SIAE Classici di Oggi, l’allestimento e la direzione di opere di teatro musicale di Giorgio Battistelli, Michele Dall’Ongaro, Luca Mosca, Salvatore Sciarrino, Fiorenzo Carpi, Gino Negri. Ha registrato per Stradivarius, RAI, Radio Televisione Svizzera Italiana, Radio Televisione Nazionale Albanese, Radio Capodistria. Attivo anche come pianista, in duo con la compagna Rossella Spinosa, pubblica nel 2011 per la Rivista Amadeus un cd dedicato al bicentenario lisztiano. Dall’estate 2014 è Direttore Musicale dell’Orchestra Cantelli di Milano.
Il Duo André Navarra: Nasce nel 2010 in memoria del grande violoncellista e insegnante, con il quale Sergio Patria ebbe occasione di perfezionarsi presso l’accademia Chigiana di Siena. Da allora gli artisti, padre e figlia, propongono programmi vari che comprendono sia brani originali per due violoncelli che trascrizioni. Oggi il duo è interprete del celebre Violoncellez, Vibrez! di Giovanni Sollima.
Sergio Patria: A sedici anni debutta in qualità di solista con l’Orchestra della Radio Svizzera Italiana direttore Otmar Nussio. Si è diplomato a pieni voti al Conservatorio di Alessandria con E.Roveda, perfezionandosi successivamente con A.Navarra all’Accademia Chigiana di Siena, A.Baldovino all’Accademia di Santa Cecilia di Roma e G.Selmi. Ha ricoperto per alcuni anni l’incarico di primo violoncello solista nell’Orchestra Sinfonica di Bogotà. In seguito ha collaborato con l’Orchestra di Santa Cecilia di Roma e come primo violoncello allo Stadttheater di Lucerna, dove in seguito ogni anno è stato invitato a far parte della prestigiosa orchestra del Festival Internazionale Svizzero. Nel 1974 vince il premio “Migros” (Zurigo) per la musica da camera. E’ stato docente di violoncello al Conservatorio di San Cristobal (Venezuela), al Conservatorio dell’Università Nazionale Colombiana, al Conservatorio ed alla Scuola Comunale di Lucerna, al Conservatorio di Alessandria, alla Scuola di Alto perfezionamento di Saluzzo, ai corsi orchestrali di Lanciano e ai corsi di formazione professionale a cura dell’I.R.Fo.P. Regione Friuli Venezia Giulia. Dal 1977 al 2007 ha insegnato al Conservatorio di Torino, città dove dal 1974 al giugno 1999 ha ricoperto il ruolo di primo violoncello al Teatro Regio. Nel 2002 è stato nuovamente docente ai corsi della Scuola di Alto perfezionamento musicale di Saluzzo. Conoscitore e divulgatore della Tecnica Alexander è stato tra i primi in Italia con Konrad Klemm ad aver seguito le lezioni di Noam Rennen (discepolo di Alexander), uno dei primi insegnanti della Tecnica Alexander nel mondo. Come interprete di concerti per violoncello ed orchestra, ha suonato sotto la guida di importanti direttori, tra i quali: Y.Ahronovitch, R.Chailly, O.Nussio, T.Costin, S.Caduff, E.H.Beer, M.Horvat, S.Lorant, B.Martinotti, A.Peiretti, M.Peiretti, F.Zigante. Nel mese di aprile 2001 ha eseguito in prima esecuzione la Rapsodia per violoncello e orchestra (per egli stesso composta) del compositore A.Peiretti con l’Orchestra Sinfonica di Sanremo sia per la stagione sinfonica della stessa che alla Sala Verdi del Conservatorio di Torino. Solista e camerista in vari di gruppi da camera, di cui è stato anche il fondatore, ha svolto e svolge attività concertistica in Italia e all’estero in collaborazione con importanti interpreti e solisti. Dal 1988 suona in duo con la pianista e consorte Elena Ballario con la quale ha esteso la formazione a trio con il violinista Franco Mezzena. Ha inciso per Tactus, Brilliant Classics, Dynamic e Odradek Records.
Duo Navarra
Camilla Patria: Vincitrice di concorsi nazionali ed internazionali, si è esibita diverse volte in qualità di solista con orchestra quali l’Orchestra Filarmonica di Stato di Craiova, l’orchestra Camerata Ducale di Vercelli (presso le Serate Musicali di Torino e il Viotti Festival di Vercelli), l’orchestra Camerata Vienna (presso l’ “Ost-West Musikfest” di Vienna), l’Orchestra di Sanremo (presso il Teatro del Casinò di Sanremo e la rassegna “Musiche in Mostra” nel Salone d’Onore dell’Accademia Albertina di Torino). Ha seguito e segue tuttora diverse masterclass come solista e come camerista con artisti di chiara fama quali: Bruno Canino, Bruno Giuranna, Natalia Gutman, Thomas Demenga, Umberto Clerici, Enrico Bronzi, Lukas Hagen, Andrea Lucchesini. Dal 2013 è membro fisso del “Duo Navarra” con il padre e violoncellista Sergio Patria. Nel 2015 e 2016 si è aggiudicata la borsa di perfezionamento “Talenti Musicali, Fondazione CRT”. Nel 2017 partecipa come borsista ai workshop “Professione Orchestra” (in collaborazione tra l’Accademia di Pinerolo e l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai) e “Obiettivo Orchestra” (realizzato dalla Filarmonica del Teatro Regio di Torino) vincendo per quest’ultimo l’audizione finale come prima idonea. Prosegue l’attività concertistica principalmente in duo violoncello e pianoforte e con formazioni cameristiche varie. Collabora con varie realtà quali l’Orchestra Filarmonica di Torino, l’Orchestra Teatro Regio Torino, l’Orchestra dell’Arena di Verona, l’Orchestra Regionale Toscana, l’orchestra I Pomeriggi Musicali, LaFil Filarmonica di Milano, l’Orchestra Camerata Ducale, la Filarmonica Ettore Pozzoli, l’ensemble Sentieri Selvaggi. Dal 2019 fa parte del Duo InContra, insieme al contrabbassista Tommaso Fiorini, con il quale hanno ottenuto il Primo Premio Assoluto al Premio Crescendo 2020 – Sezione Musica da Camera. Nel giugno 2021 IL duo InContra è premiato con il Primo Premio al 22° Concorso Musicale Premio Placido Mandanici ottenendo anche il Premio Speciale Michele Giamboi per aver dato “maggior prova di sensibilità interpretativa e dedizione verso l’arte musicale”. Dal 2020 il duo coordina il Progetto Giovani nell’ambito della rassegna Suoni in Movimento – Percorsi sonori nella Rete Museale Biellese, organizzata dall’Associazione Nuovo Insieme Strumentale Italiano, all’interno della quale hanno avuto modo di collaborare con importanti istituzioni italiane come la Filarmonica Teatro Regio Torino e il Dipartimento di Composizione del Conservatorio “G. Verdi” di Torino. La formazione vanta la dedica di due brani per loro concepiti: “Gravity” di Sandro Montalto, scritto nel 2019 e pubblicato nel 2020 da Da Vinci Edition, e “Drama” di Elena Ballario, ultimato nel gennaio 2021.
Informazioni:
L’ACCESSO AI CONCERTI E’ CONSENTITO NEL RISPETTO DELLA NORMATIVA VIGENTE ANTI CONTAGIO DA COVID 19 in vigore e successivi aggiornamenti.
IN CONSIDERAZIONE DEL NUMERO DI POSTI RIDOTTI NEL RISPETTO DEL DISTANZIAMENTO E’ VIVAMENTE CONSIGLIATA LA PRENOTAZIONE PER IL CONCERTO TRAMITE SMS O WhatsApp AL NUMERO TELEFONICO 370/3031220 OPPURE ALL’INDIRIZZO MAIL [email protected] entro le ore 12.00 DEL GIORNO DEL CONCERTO
COSTO DEL BIGLIETTO €5,00 con assegnazione del posto
Riduzioni Studenti e personale di Città Studi e di UPBEduca come da convenzione.
Informazioni N.I.S.I.ArteMusica Cell. 370/3031220 333/8180066
Suoni in movimento
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Cantando con Caruso è il titolo dell’ultimo video lanciato sul canale Youtube, LucalupolitenoreOlgaDeMaiosoprano, realizzato dal soprano Olga De Maio e dal tenore Luca Lupoli, noti artisti lirici del mondo partenopeo ed internazionale, artisti del Teatro San Carlo e rappresentanti della storica Associazione Culturale Noi per Napoli : omaggio tributato al più grande tenore napoletano di tutti i tempi Enrico Caruso, di cui quest’anno ricorre il centenario della morte,2 agosto 1921.
Olga De Maio soprano e Luca Lupoli tenoreI due artisti Olga De Maio e Luca Lupoli, che già in passato avevano dedicato uno spettacolo al grande mito canoro partenopeo ,Enrico Caruso la Voce dei due Mondi,raccontando attraverso l’intreccio narrativo teatrale e le loro interpretazioni musicali del repertorio carusiano,la sua biografia, realizzato nei maggiori teatri di Napoli e della Campania con grande successo ,hanno voluto ora proporre un’interpretazione in “trio” di una delle più famose ed immortali canzoni napoletane che il grande Caruso consacrò alla fama mondiale con la prima registrazione discografica con la Victor il 5 febbraio 1916, O Sole mio della coppia Capurro Di Capua.
Enrico CarusoUn virtuale e magico intreccio ed alternanza delle tre voci che evocano atmosfere, calore e passioni dell’ età d’oro del belcanto partenopeo diffuso in tutto il mondo grazie appunto alla fama della prima star discografica internazionale della canzone classica napoletana.
Vi invitiamo quindi a seguire i nostri beniamini sui loro canali social nelle loro attività e prossimi eventi.
“Equilibrio e bilanciamento compositivo sono pilastri cardine portanti di fondamento dell’arte pittorica di Federico Marchioro e gli permettono di lavorare con uno sviluppo graduale e progressivo e in modalità di avanzamento continuo e costante”. La Dott.ssa Elena Gollini approfondisce i parametri distintivi dell’espressione pittorica di Marchioro spiegando ancora nello specifico: “Ecco, perché mi sento di poter definire Federico come un pittore work in progress, che sta facendo un cammino consapevole e coerente per arrivare ad un traguardo virtuale, che si modula e si modifica strada facendo, perché corrisponde agli incipit che recepisce man mano e che poi vengono metabolizzati in forma di stimoli artistici proficui e fecondi. La tessitura pittorica costituisce per Federico un’articolata palingenesi precipua, una mimesis di fertile proliferazione dialettica e semantica, che produce e alimenta un registro narrativo tutto sempre ancora da comporre e da orchestrare con nuovi spunti sorprendenti e originali. Per Federico porsi dinanzi alla superficie e al supporto pittorico equivale a fondersi con esso, a diventare un tutt’uno, un unicum, a plasmarsi dentro l’immagine con avvolgente compenetrazione. Per Federico si crea una vera e propria atmosfera di catarsi, un momento unico e irripetibile, che ogni volta si rigenera, si rinnova, si trasforma e rinasce. Per Federico fare arte equivale al raggiungimento di una condizione mai finita e mai chiusa, mai circoscritta in modo definitivo e permanente. È uno stato ideale ed etereo di proiezione avvincente verso traguardi imprevisti e inattesi, che si palesano sempre nella loro unicità esclusiva. Certamente a Federico non appartiene il concetto di arte fissa e statica e tanto meno di artista pedissequo e questo aspetto connotativo si individua anche nella sua concezione esistenziale e nel suo pensiero musicale. Ecco, perché il concetto di progressione e di avanzamento rispecchia il suo stile di vita avulso da stereotipi di massa e da conformismi massificanti e assorbe tutto il suo indomito spirito liberale e anti cliché imposti. Il suo essere avanti nel pensiero e nella visione esistenziale influisce positivamente anche nelle scelte pittoriche e nell’orientamento espressivo. Per Federico essere artista diventa una responsabilità sociale, è sinonimo di presa di coscienza matura e di motivazioni plausibili. Il suo essere sempre work in progress assurge dunque a scandaglio attento e analitico verso la collettività, verso la società che lui vive in prima persona nel suo quotidiano con la capacità acuta di scegliere e distinguere e di procedere sempre cum grano salis”.
Una delle installazioni presentate sulla piattaforma virtuale Orticolario “The Origin” diventa realtà. Ed ecco “Delenimentum”, la versione titanica della mitica Adirondack Chair, dal 15 agosto a pochi passi dall’imbarcadero sulla “punta” della riva di Cernobbio. Per lasciarsi sedurre dal paesaggio in un modo unico.
Un uomo senza paesaggio è privo di ogni risorsa.
Patrick Modiano
Orticolario continua a (dis)seminare sul territorio la sua visione di paesaggio, trasformando in realtà un altro dei progetti presentati sulla piattaforma virtuale Orticolario “The Origin”. Ed ecco un gigantesco trono rosso lampone, a pochi passi dall’elegante imbarcadero in stile Liberty sulla “punta” della riva di Cernobbio, sul Lago di Como, dove potersi ritrovare dal 15 agosto all’autunno.
Il trono si chiama “Delenimentum”, ovvero attrazione, fascino, incanto, ed è la versione titanica della mitica Adirondack Chair, creata nel 1903 dal progettista Thomas Lee durante un periodo di vacanza sui monti Adirondack, nello stato di New York.
Quella voluta da Orticolario è realizzata artigianalmente con legno di recupero dal laboratorio veneto Limperfetto (www.limperfetto.design), e sarà contornata da un’aiuola allestita dal vivaio e studio di progettazione giardini piemontese Fratelli Leonelli (www.fratellileonelli.com): comodissima per tutti, ma ideale per due giardamanti – così come gli organizzatori di Orticolario chiamano gli amanti della vita in giardino – che si lasciano sedurre dal paesaggio. Nel simbolo di quel ritorno dello stare insieme all’aria aperta.
L’installazione è realizzata con il sostegno di Ethimo (www.ethimo.com), con il contributo di Wide Group (www.widegroup.eu) e con il patrocinio del Comune di Cernobbio.
NOTE ORTICOLARIO
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Orticolario, giunto alla dodicesima edizione, è l’evento culturale dedicato a chi vive la natura come stile di vita. Teatro della manifestazione è il parco botanico di Villa Erba a Cernobbio (CO), dimora ottocentesca affacciata sulle sponde del Lago di Como, residenza estiva dell’infanzia del regista Luchino Visconti. Tratto distintivo dell’evento è la proposta di giardini tematici e installazioni artistiche ispirati al tema dell’anno, tra i quali spiccano le realizzazioni dei selezionati al concorso internazionale “Spazi Creativi”. Titolo dell’edizione 2020 e 2021 è “Ipnotica”, il tema è la “Seduzione”, mentre la pianta protagonista è l’Acero. La manifestazione, che nel 2019 ha sfiorato la soglia dei 30.000 visitatori, è arricchita da un’ampia offerta di piante rare, insolite e da collezione, artigianato artistico e design con più di 290 espositori rigorosamente selezionati, da un fitto calendario di incontri e da numerosi laboratori didattico-creativi per i bambini, oltre a performance, proiezioni di film nelle segrete della Villa Antica e show floreali. Al centro della rassegna, l’arte, capace di andare oltre e di abbattere i confini tra interno ed esterno. Durante i tre giorni di evento e per tutto il resto dell’anno vengono raccolti contributi per il Fondo Amici di Orticolario, che sostiene progetti per la promozione della cultura del paesaggio e per cinque associazioni benefiche del territorio.
NOTE ORTICOLARIO “THE ORIGIN”
Nel 2020, causa emergenza sanitaria, l’evento è diventato Orticolario “The Origin”: una nuova forma, virtuale e continuativa, ma sempre e comunque una “fucina” di linguaggi, ingegni e talenti, un’esperienza del paesaggio e per il paesaggio. Quindi, Orticolario tutto l’anno, fruibile da ogni parte del mondo da computer e da qualsiasi dispositivo, compresi i visori VR (realtà virtuale). Si tratta della prima e unica piattaforma online culturale-commerciale gratuita, realizzata in un centro espositivo inserito in un parco storico. Sviluppata da Tievent con tecnologia Matterport 3D, grazie a una mappatura sperimentale e pioneristica, consente all’utente di fare un virtual tour 3D in qualsiasi angolo di Villa Erba e del suo parco, di passeggiare davanti al lago e tra alberi secolari, mentre s’incontrano eventi e proposte di vivaisti, artigiani, progettisti. E i numeri da cui il progetto è partito sono più che generosi: dal 2019 il sito web orticolario.it ha registrato circa 460.600 pagine visualizzate, i social (tra Facebook e Instagram) hanno superato i 24.000 follower, il canale YouTube ha ottenuto circa 126.900 visualizzazioni, mentre la newsletter conta oltre 17.700 iscritti. La piattaforma The Origin, dal 15 ottobre, giorno in cui è stata attivata, ha raggiunto le 45.148 visualizzazioni.
COLPO D’OCCHIO ORTICOLARIO
Orticolario “The Origin”, versione online di Orticolario
Orticolario 2022: 30 settembre-2 ottobre Villa Erba, Cernobbio (CO), sul Lago di Como Info visitatori: tel. +39 031 3347503, mail: [email protected]
Website: www.orticolario.it
La poliedrica artista Francesca Bice Ghidini è stata inserita in mostra online dal titolo “Emozioni dell’anima” sulla piattaforma web curata dalla Dott.ssa Elena Gollini. I quadri protagonisti della suggestiva esposizione sono particolarmente significativi sia a livello formale sia a livello sostanziale e si evince a pieno l’importanza consistente attribuita e conferita alla sfera emotiva ed emozionale e allo scandaglio intimo e spirituale, che la Ghidini mette dentro la sua appassionata ricerca creativa. La Dott.ssa Gollini nell’individuare l’avvalorante dimensione animista, che si riflette e si ravvisa nell’intera produzione pittorica ha commentato: “Francesca è senza dubbio un’artista di potente pathos, che si sprigiona e si propaga in ogni opera e delinea tutta l’enfasi e il trasporto viscerale con cui Francesca si cimenta in modo molto versatile nel campo artistico, spaziando con grande capacità espressiva e comunicativa. Anima è una parola chiave essenziale e imprescindibile nel suo multiforme ambito applicativo e riassume in sé una commistione di intrecci simbolici e metaforici, che poi lo spettatore a sua volta può trasformare e modulare a piacere e può reinterpretare e rielaborare nella sfera delle sue emozioni, anche quelle ancora non palesate e non manifeste, scoprendo degli stimoli nuovi e inaspettati proprio attraverso la fusione energetica scaturita dal contatto attivo con le opere di Francesca, che rivestono una molteplicità di percezioni emozionali alimentate dal moto dell’anima. Francesca introietta e metabolizza pensieri e sentimenti, che si diffondono a tam tam come una melodiosa poesia interiore, che si ascolta e si apprezza proprio per la sua autentica purezza incontaminata. Francesca è artista di cuore e di anima e come tale si dedica con cuore e anima a promuovere un concetto di arte da vivere e da amare nel profondo, da accogliere e da comprendere senza freni e senza inibizioni per poterne assaporare e gustare fino in fondo le prodigiose risorse intrinseche. Per Francesca fare arte significa avere una grande occasione di condivisione aperta a tutto campo con il fruitore e significa uscire dal torpore mentale dilagante e massificante e avere tempo per pensare, per valutare e per riflettere, per superare le proprie paure esistenziali e diventare coraggiosa e piena di intenti e di intenzioni positive. Fare arte è una rivalsa efficace e funzionale per esternare cuore e anima nel tripudio emozionale vibrante e pulsante e per avere la possibilità di sentirsi totalmente libera nella propria ispirazione. Ecco, perché nell’arte di Francesca cuore e anima sono inscindibili e inseparabili dal talento e dall’estro innato”.
L’artista pittore Gianluca Filippini è stato ufficialmente inserito in mostra online nella piattaforma curata dalla Dott.ssa Elena Gollini con un gruppo di opere, che definiscono a pieno il dinamico potenziale di risorse espressive, che possiede e che alimenta l’estro creativo innato con vivace proiezione orchestrativa. La mostra permanente s’intitola “Pensieri e immagini” proprio per dare risalto ottimale alla componente del pensiero, che associata alle immagini con forte guizzo visionario stimola nello spettatore grande suggestione evocativa, accompagnata da quell’aggraziata e virtuosa allure poetica e aulica, che avvalora ulteriormente la profonda proliferazione riflessiva. La Dott.ssa Gollini entrando nel merito della dissertazione analitica ha spiegato al riguardo: “Nello scandaglio emotivo ed emozionale, che Gianluca compie durante la fase ideativa progettuale e che poi si concretizza durante la fase esecutiva, avviene una sorta di duplice scambio simbolico attraverso cui il pensiero diventa immagine e l’immagine si traduce in pensiero mentale e sfocia in una sintesi articolata e sfaccettata di parafrasi dialettica. Per Gianluca essere artista di pensiero è assolutamente primario e prioritario nel suo modus pingendi. Non potrebbe mai cimentarsi in una pittura di getto e di improvvisazione istintuale e istintiva e tanto meno procedere tramite la casuale formulazione narrativa non guidata e non gestita da una coerente e consapevole proiezione mentale ed elucubrazione psichica. La pittura di Gianluca richiede in primis una preparazione a monte impegnativa, che coincide con una maturità di spessore radicata e consolidata. Ogni specifica sequenza narrativa contiene e racchiude un pregevole excursus esistenziale, diventa la traslazione della sua forma mentis e della sua spiccata sensibilità umana. Gianluca concepisce e considera l’arte come una forma di dialogo versatile, che diventa dilatata e si evolve in progressione coinvolgendo anche il pensiero del fruitore, che deve rendersi spontaneamente predisposto a carpirla e ad accoglierla. Soltanto la naturale fusione tra pensiero dell’artista e pensiero dello spettatore può generare e produrre un incontro puro e autentico e diventare vera sinergia positiva. Gianluca nelle sue rappresentazioni vuole accentuare la portata e lo spessore di questo incontro speciale ed esclusivo con il fruitore e immette degli incipit e degli input, affinché lo spettatore possa trovare un fertile e fecondo humus recettivo e possa acquisire una percezione sensoriale amplificata e potenziata. Le opere sono come degli specchi riflessi speculari, che consentono a ciascuno di guardare e di guardarsi penetrando oltre la forma e arrivando all’essenza sostanziale più recondita e intrinseca”.
Vuole essere un elogio all’imperfezione come continua fonte di ispirazione per l’arte, la XXVI edizione de “La Luna nel Pozzo”Festival internazionale che dal 1996 porta l’eccellenza del teatro di strada nel centro storico di Caorle, incantevole Comune veneto conosciuto anche come la piccola Venezia. Una manifestazione cresciuta di anno in anno il cui valore artistico è stato riconosciuto quest’anno dal Ministero della cultura che lo ha inserito tra i festival e rassegne di teatro di strada meritevoli del Fondo Unico per lo Spettacolo.
Oltre cinquanta spettacoli che vedranno oltre venti compagnie di artisti provenienti da tutto il mondo
Dal 2 al 5 settembre 2021, le piazze del Borgo storico sul Mare diventeranno il palcoscenico per oltre cinquanta spettacoli che vedranno oltre venti compagnie di artisti provenienti da tutto il mondo cimentarsi in un ventaglio di espressioni artistiche che spaziano dalla giocoleria alla clownerie, dal mimo, alle performance di circo-teatro, non trascurando tuttavia spettacoli dal carattere più classico, quali il teatro e la danza contemporanea. Un continuo confronto tra artisti che solo i festival internazionali di questo livello possono offrire.
La perfezione è un falso e rende pazzi
«Anche quest’anno torniamo a sognare e a far sognare i nostri ospiti! – dichiara l’Architetto Alessandra Zusso, Assessore al Turismo del Comune di Caorle – Il borgo storico di Caorle si anima di un’atmosfera magica quando arriva “La luna nel Pozzo”, calli e campielli si riempiono d’arte e spensieratezza.
Un’edizione particolarmente attesa quella di quest’anno che vogliamo vivere appieno ed in completa sicurezza. Caorle oltre al turismo classico fatto di mare e sabbia sa offrire questi eventi culturali meravigliosi che con molta cura e dedizione abbiamo saputo far ingrandire di edizione in edizione, i numeri di presenze e il livello culturale delle attrazioni sono cresciute in modo esponenziale facendo diventare “La luna nel Pozzo” un evento d’eccellenza nel settore dello spettacolo».
«Per il tema di questa XXVI edizione – racconta Marco Caldiron, direttore artistico de “La luna nel Pozzo” – abbiamo voluto fare nostra la canzone “Il Circo discutibile” di Elio e le Storie Tese, appropriandoci del verso “la perfezione è un falso e rende pazzi”. La perfezione è noiosa, non produce nulla di nuovo. Quando un artista fa un qualsiasi movimento, è la tensione verso il suo completamento ad essere interessante, a creare arte. Una volta completata l’azione, l’emozione svanisce».
Artisti dal Messico, da Cuba e dal Kenia
Vietato dunque parlare di perfezione in questa edizione 2021, ma questo non significa che non si possa parlare di eccellenza in un viaggio intorno al mondo che parte dall’altro lato dell’Oceano. Dal Messico arriverà Rulas Quetzal, un messicano “atzeca” che, con uno stile unico che porta indietro nel tempo, trasformerà la strada in una jungla in un rito che ha come attore principale il fuoco.
L’Havana Acrobatic Ensemble, sulla scia della prestigiosa Scuola di Circo di Cuba, si esibirà in una selezione di numeri di giocoleria, acrobazie con la corda, esercizi sul palo, incredibili salti dall’altalena, in una selezione creata appositamente per il festival La Luna nel Pozzo.
Let’s twist again è l’invito della compagnia keniota “The black blues Brothers”, a Caorle con uno show acrobatico e comico, che attinge al periodo d’oro della musica statunitense per proporre un repertorio dinamico fatto di piramidi, salti mortali ed esercizi con la corda.
Dalla Francia circo contemporaneo, palo cinese e acrobazie sulla bicicletta
L’unione fa la forza quando si parla del Galapiat Cirque, compagnia francese di circo contemporaneo che trae il suo successo dalla collaborazione instaurata tra i quasi 50 membri della squadra. Il numero che la compagnia porterà al Festival è La Brise de la Pastille, uno spettacolo anticonvenzionale che nasce da una visione delle arti performative profondamente radicata nella realtà in cui esse vengono esibite. Sempre dalla Francia, il Cirque Entre Nous, poterà lo spettatore in uno spazio aperto dove la nostalgia e il calore umano si intrecciano, cinque artisti provenienti da contesti differenti si incontrano e si riuniscono attorno al palo cinese, in cui acrobazia, danza, teatro e musica si uniscono al punto da diventare una cosa sola.
Dalle Antiche Gallie giungeranno anche il circo contemporaneo di Cia Zec e Marianna de Sanctis, artista e hooper dall’eccentrico talento, nelle cui performance il corpo e i cerchi diventano una cosa sola, sfidando le regole dell’equilibrio e della gravità. Senza dimenticare le acrobazie sulla bicicletta di Madame Rebiné.
Dal’Italia una seria riflessione sulla disabilità
Non poteva mancare un’ampia presenza italiana, che porterà nelle piazze di Caorle anche una seria riflessione sulla disabilità. “Manoviva” del Girovago e Rondella Family Theater porterà il pubblico in un microcosmo dove solo le mani raccontano senza parole trenta minuti di spettacolo assolutamente unico. un mondo fantastico in miniatura dove tutto è possibile e reale. Il personaggio Manoviva viene utilizzato anche negli ospedali e nelle scuole come terapia didattica motoria.
Tra gli spettacoli di punta “Med” della Compagnia Ullallà Teatro, che vedrà sul palco due danzatori, di cui una danzatrice in carrozzina. Due punti di vista uguali e differenti. Due corpi complici e conflittuali che abitano uno stesso spazio, uno stesso orizzonte. Si cercano ma allo stesso tempo si abbandonano. Andare in profondità, immergersi, sono i punti di vista più interessanti da dove guardare non solo alla disabilità, ma ci consente di osservare in un modo diverso, in modo non pretenzioso.
È senza limiti l’immaginazione dei Nomaduo, che nel numero che porteranno a Caorle ci insegneranno a chiudere gli occhi e viaggiare con la fantasia, verso sogni e orizzonti lontani. Teatro e musica si incontreranno nel “Banda Storta Circus” della Compagnia Samovar e in “Equilibrium Tremens” del Tobia Circus, dove un gentiluomo che ama ballare ci porterà ai limiti della gravità. Fabio Saccomani ci invita nel suo mondo di bolle di sapone e cinismo assoluto, mentre Stivalaccio Teatro proporrà uno spettacolo visuale dedicato alla clownessa a tempo pieno Ginger.
Partecipare al Festival in tutta sicurezza
In conformità alle norme di sicurezza in vigore, gli ingressi agli spettacoli, tutti gratuiti, saranno contingentati, con prenotazione consigliata direttamente all’infopoint del Festival o online. Per garantire a tutti la possibilità di vederli, per ciascuno spettacolo saranno previste più repliche.
Il festival è promosso dall’Amministrazione Comunale di Caorle e organizzato dall’associazione culturale Arci Carichi Sospesi di Padova, in partnership con United for busking, network italiano di festival internazionali di arte di strada, riconosciuto e sostenuto dal MiC (Ministero della Cultura) e con il patrocinio della Regione Veneto.
“Nell’accostarsi con attenzione sensibile alla pittura di Daniel Mannini ritengo sia importante porre in evidenza la componente delle modulazioni cromatiche vivide, accese, sferzanti nella loro energia prorompente e incalzante. Certamente il dinamismo di queste modulazioni è frutto di una spiccata capacità compositiva a monte, che consente a Daniel di canalizzare questo particolare movimento flessuoso e sinuoso davvero suggestivo”. La Dott.ssa Elena Gollini spiega con dovizia descrittiva una delle principali caratteristiche distintive, che comprovano l’innato talento creativo del giovane pittore. E proseguendo nella sua approfondita dissertazione di commento ha asserito: “Daniel vede l’elemento cromatico come una fonte immensa ed inesauribile di ispirazione sperimentale a 360° e lo utilizza con grande spirito di intraprendenza e inventiva. La sua pittura è compenetrata dalla tavolozza colorata, che viene a sua volta plasmata dentro l’orchestrazione e diventa fluidamente incamerata nella sintesi narrativa. Il palinsesto scenico è appositamente studiato per creare una visionarietà cromatica e tonale intensamente coinvolgente, che cattura lo sguardo dello spettatore e consente una fruizione ampia e differenziata nel palinsesto del costrutto scenico. Daniel si apre alla molteplice prospettiva della modulazione ad intreccio e della traslazione sfaccettata, che il colore può offrire nelle sue variegate possibilità espressive. Le modulazioni cromatiche per Daniel equivalgono simbolicamente al moto della sua anima e della sua sfera interiore nel momento topico del gesto e dell’atto creativo. Sono come bagliori luminosi e lucenti, che sprigionano grande potenza insita e vanno ad arricchire e ad integrare la sorprendente proiezione interpretativa, che lo spettatore ha come chiave di lettura formale e sostanziale. Daniel non si cimenta in una pittura di misura e di maniera intesa in senso prettamente accademico, non gli interessa fare l’artista soltanto di facciata, ma desidera che le sue opere risultino davvero pregnanti, intrise e strabordanti di sfavillante valenza energetica. Luce del colore e colore per dare luce e infondere quella sensazione straordinaria di sorprendente stupore e meraviglia in chi osserva e percepisce tutta questa dimensione pittorica sui generis. Daniel è dunque un artista del colore, un pittore fantasista delle cromie variopinte e delle stimolanti combinazioni e declinazioni, che scaturiscono fiorenti e rigogliose dal potenziale di risorse, che ne derivano. Da qui nasce quella sua magica profusione di modulazione cromatica”.
Sul filone multiforme della pittura informale si innesta, si muove e si dipana il virtuoso pensiero sensibile creativo di Federico Marchioro, dimostrando uno spessore qualitativo formale e sostanziale di interessante valutazione e considerazione. La Dott.ssa Elena Gollini ha espresso in merito alcune analisi di approfondimento, che fanno emergere la proiezioni emotiva ed emozionale vibrante, che governa e guida l’incedere artistico di Marchioro conferendo valenza ulteriore alle capacità vivaci e dinamiche di ricerca e di sperimentazione. In particolare ha affermato: “Ho da subito riscontrato nella pittura di Federico una formula contenutistica arricchita e integrata dalla preziosa componente del suo pensiero sensibile derivante dal fervore del pathos e del trasporto appassionato con i quali si cimenta nell’atto e nel gesto pittorico. La sua spiccata sensibilità di pensiero è innata e si individua appieno grazie alla versatilità di vedute e all’intraprendenza di visione e si riflette di rimando anche associata al discorso musicale, generando una compenetrante sintonia sinergica tra pittura e musica, che funge da ulteriore tassello importante di elevazione qualitativa di rafforzamento. La compenetrazione tra estro creativo e pensiero sensibile è correlata all’indole di Federico, che affronta ogni situazione con il massimo coinvolgimento interiore ed introspettivo. Da qui scaturisce dunque una portata sostanziosa consistente e considerevole dei contenuti racchiusi e custoditi tra le sue vivide e corposo declinazioni sceniche, che rappresentano simbolicamente la dimensione traslata e trasfigurata di quell’ego intimo più celato e segreto, di quella sfera intima nascosta dentro un’anima bella e pulita e al contempo pulsante di sentimento e di voglia di condividere e di comunicare tutto se stesso aprendosi allo spettatore senza remore e senza riserve. Federico nell’arte così come nella musica perfeziona e affina la propria prorompente ispirazione attraverso l’ingerenza del suo potente e profondo pensiero sensibile e ottiene soluzioni, che diffondono e sprigionano grande intensità rievocativa, concentrandosi sia sulla sintesi dell’immagine nella sua piacevolezza estetica sia sulla parafrasi dialettica subliminale, che il fruitore può carpire recuperando in toto il pensiero sensibile, che è stato inglobato e accorpato dentro l’alchimia della fusione materica. Questa prospettiva allargata diventa funzionale per capire e per comprendere fino in fondo il complesso dei significati, che nella sua produzione assume vita propria e diventa entità superiore protesa ad infinitum”.
Dopo il grande successo degli eventi di giugno dedicati al Solstizio d’estate, La Rete degli orti botanici della Lombardia non va in vacanza e rilancia iniziative anche nel mese di agosto, nel pieno rispetto delle norme anti-Covid.
Infatti, mentre diverse attività si apprestano a chiudere per ferie, i Centri Ricreativi Estivi sono ormai terminati e molti lombardi si preparano a trascorrere le vacanze fuori regione, l’Orto milanese di Brera, l’Orto “Lorenzo Rota” di Bergamo, l’Orto botanico di Pavia, il Giardino botanico “G.E. Ghirardi” di Toscolano Maderno e il Giardino botanico alpino “Rezia” di Bormio restano “aperti per ferie”, ad eccezione dell’Orto di Città Studi, fornendo una valida alternativa alla calura estiva che, in città, rischia di diventare insopportabile.
Dunque, per chi resta o per i turisti, quale periodo migliore per visitare le oasi verdi della Rete lombarda, in compagnia di famiglia, amici o, perché no, in solitudine, per ritagliarsi uno spazio per sé, in connessione con la natura?
“La pandemia ha dato l’opportunità alle persone di riscoprire le bellezze del proprio territorio – spiega Martin Kater, presidente della Rete degli orti botanici della Lombardia – Gli Orti aperti in agosto rappresentano un’ulteriore opportunità per avvicinarsi alla natura, rivolta agli appassionati ma anche a chi, fino ad oggi, ancora non ha avuto modo di entrare in contatto con la nostra realtà. Mentre tutto il mondo brama per ripartire, la nostra mission, ora più che mai, è quella di promuovere l’importanza di mantenere un contatto costante con la natura”.
Ogni Orto botanico della Rete resterà aperto in agosto in giornate e orari differenti (escluso l’Orto botanico di Città Studi, che riaprirà a settembre). L’Orto di Brera (www.ortibotanici.unimi.it) sarà aperto da lunedì a sabato dalle 10:00 alle 18:00, mentre resterà chiuso la domenica, nei giorni festivi (ad eccezione di aperture straordinarie in occasione di eventi) e nella settimana dal 7 al 15 agosto. L’Orto botanico “Lorenzo Rota” di Bergamo (www.ortobotanicodibergamo.it) resta aperto tutti i giorni, festività comprese e, nello specifico, la Sezione di Città Alta con orario continuato dalle 10:00 alle 19:00, mentre la Sezione di Astino al mattino dalle 10:00 alle 12:00 e il pomeriggio dalle 16:00 alle 20:00. Il Giardino botanico alpino “Rezia” di Bormio (www.stelviopark.it) apre al pubblico da lunedì a venerdì, al mattino dalle 9:00 alle 12:00 e nel pomeriggio dalle 14:00 alle 18:30, mentre il sabato e la domenica, dalle 9:00 alle 12:00 e dalle 15:30 alle 18:30. Il Giardino botanico “G. E. Ghirardi” di Toscolano Maderno (www.ortibotanici.unimi.it) sarà aperto nei giorni di giovedì, dalle 10:00 alle 12:30 e dalle 17:00 alle 19:30, il venerdì nel pomeriggio dalle 17:00 alle 19:30, sabato e domenica mattina dalle 10:00 alle 12:30 (a esclusione di domenica 15 e 22 agosto, in cui l’Orto rimarrà chiuso). Infine, L’Orto botanico di Pavia (https://ortobotanico.unipv.eu) fino al 1° settembre resterà aperto tutti i weekend, dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 20:00.
Tra gli altri, in programma presso l’Orto botanico “Lorenzo Rota” di Bergamo “I laboratori dell’autoproduzione” per adulti, corsi dedicati alla produzione di deodoranti – sabato 28 agosto alle 17:30 (prenotazioni a questo link) presso la Sezione di Città Alta – e di lozioni struccanti – sabato 21 agosto alle 17:30 (prenotazioni a questo link) presso la Sezione di Astino. Al Giardino botanico alpino “Rezia” di Bormio, ogni venerdì alle 10:30, “Passeggiata botanica”: visite guidate interpretative alle collezioni; mentre giovedì 5 agosto, dalle 10:00 alle 16:00, si terrà il laboratorio “Disegno botanico a cielo aperto”, attività di sketching con la pittrice botanica Renata Barilli. I laboratori di disegno botanico si svolgeranno anche presso il Giardino “G. E. Ghirardi” di Toscolano Maderno, venerdì 6, 20 e 27 agosto, dalle 17:00 alle 19:30. Sabato 7 e 21 agosto alle 21:30, all’Orto botanico di Pavia, visite guidate notturne con il curatore Nicola Ardenghi e il giardiniere Paolo Cauzzi (al costo di € 4,00 + l’ingresso, con prenotazione obbligatoria mediante l’invio di un’e-mail a: [email protected]). Ma questi sono solo alcuni degli eventi previsti per il mese di agosto negli Orti botanici della Lombardia!
Per scoprire la programmazione completa è fortemente raccomandata la consultazione del sito dell’orto di riferimento e del sito della Rete www.reteortibotanicilombardia.it, in modo da verificare appuntamenti, eventuali variazioni di orario, costi d’ingresso e modalità di prenotazione, se previsti. In tutte le sedi gli ingressi saranno contingentati per garantire la sicurezza dei visitatori e del personale.
La Rete degli orti botanici della Lombardia è una Associazione non profit, che opera per favorire e promuovere le azioni degli orti botanici aderenti. Ne fanno parte: l’Orto botanico di Bergamo “Lorenzo Rota”; il Giardino botanico alpino “Rezia” di Bormio; gli Orti botanici milanesi di Brera e Città Studi; l’Orto botanico di Pavia; il Giardino botanico “G.E Ghirardi” di Toscolano Maderno (BS).
La Rete, nata nel 2002 per valorizzare e mettere in comune le reciproche esperienze, e costituitasi in Associazione nel 2009, si occupa inoltre della tutela, della conoscenza, della promozione e della valorizzazione del patrimonio culturale vegetale degli orti botanici, con particolare attenzione alla conservazione delle piante, alla divulgazione scientifica e alle attività educative. www.reteortibotanicilombardia.it
“L’uomo nel buio” è un thriller di grande spessore scritto dall’autore Marco De Fazi. Nel libro lo scrittore affronta il tema della paura, che spesso ha un peso maggiore del pericolo che potrebbe sopraggiungere.
La trama si snoda in maniera semplice e lineare, ma è arricchita, pagina dopo pagina, da dettagli ed elementi che rendono la storia sempre più intrigante.
Il pathos cresce, così come la voglia da parte del lettore di scoprire cosa si nasconda dietro tutto quel dolore, quella perdita e le morti che ne conseguono.
Il padre di Conor viene ucciso da un uomo che entra in casa loro durante una notte. Conor viene ferito e la sua mente comincia a dare segni di cedimento. Il suo equilibrio psicologico e la sua stabilità vengono meno e inizia ad avere paura del buio e del sangue.
Dopo alcuni anni si trasferisce con la mamma a Pinefall, un luogo che dovrebbe ridargli serenità e tranquillità, ma le cose non vanno secondo i piani. Infatti la cittadina viene sconvolta da un omicidio simile a quello che ha coinvolto il padre di Conor. Subito dopo ce ne saranno altri e a occuparsi dell’indagine sarà lo sceriffo Clay Stone.
Sarà lui a dover scendere nei meandri della mente umana per scoprire chi è stato, perché lo ha fatto e cosa lega i vari omicidi.
“L’uomo nel buio” è un thriller psicologico pensato con cura, scritto con passione e raccontato con pathos.
Il libro non è fatto solo dall’indagine per scoprire chi sia la mano che muove i fili della storia, ma c’è anche un’analisi profonda dei sentimenti.
Lo scrittore Marco De Fazi ci parla di dolore causato dalla perdita, di fobie e dell’equilibrio psicologico che viene meno a seguito di un grande shock.
Azioni, colpi di scena, approfondimento dei personaggi e una buona ambientazione fanno di questo thriller psicologico una storia interessante.
E per i lettori che amano questo genere, non resterete delusi: quando penserete di aver capito, verrete condotti subito dopo in un’altra direzione.
Quarta di copertina de L’uomo nel buio
Quando un uomo si introduce nottetempo nella loro abitazione e uccide il padre di Conor, la vita del ragazzo e della madre Wendy viene completamente sconvolta. Conor, seppur ferito gravemente, riesce a sopravvivere, ma deve fare i conti con le forti conseguenze psicologiche di questo trauma, tra cui un’incontrollabile fobia per il buio e per il sangue. Qualche anno dopo, madre e figlio hanno l’opportunità di voltare pagina e iniziare una nuova vita a Pinefall, una tranquilla cittadina di provincia. Nel giro di pochi giorni, però, la città viene scossa da un efferato omicidio le cui modalità ricalcano le stesse che hanno coinvolto il padre di Conor. Al primo delitto ne seguono rapidamente altri e presto appare inevitabile che siano tutti collegati da un unico misterioso filo conduttore. Riuscirà lo sceriffo Clay Stone a stanare l’uomo nel buio?
Per maggiori informazioni e per acquistare il libro “L’uomo nel buio”: Feltrinelli.
Dopo il successo del 2019 e del 2020 in cui il Gran Ballo Storico ha introdotto La Bohéme con Anghela Gheorgiu e Madama Butterfly con Shoko Okada la Compagnia Nazionale di Danza Storica diretta da Nino Graziano Luca sarà in scena per il terzo anno consecutivo al Gran Teatro Puccini di Torre del Lago con la Suite dalGran Ballo dell’800 al 67° Festival Puccini, venerdì 6 Agosto 2021, prima dell’Opera TOSCA diretta da Stefania Sandrelli, Maestro Concertatore e Direttore Alberto Veronesi.
In GRAN BALLO DELL’800 E TOSCA, da un’idea di Nino Graziano Luca e Franco Moretti, i “Nobili” e le “Dame” della Compagnia Nazionale di Danza Storica in eleganti frac e preziosi abiti con crinolina eseguiranno meravigliose Quadriglie, Contraddanze, Polonaise tratte dai manuali dei più celebri maestri del XIX secolo e dai più incantevoli film in costume – come Il Gattopardo, Sissi, Orgoglio e Pregiudizio, Bridgerton – usando un codice espressivo per la messa in scena rispettoso delle norme anti-covid, reinterpretato dal M° Nino Graziano Luca che lo ha attinto dalla storia.
“I Maestri di Ballo in passato -ha affermato il M° Nino Graziano Luca – in molti casi non potevano toccare le mani dei Principi, delle Principesse o più in generale dei Nobili, mentre insegnavano loro le danze. Il tocco delle mani era dunque sostituito da uno scambio del fazzoletto oppure dallo sguardo”.
Ed è a questo che ha pensato Nino Graziano Luca proponendo, per primo al mondo in tempo di Coronavirus, un Metodo didattico ed artistico applicato alle coreografie danzabili senza l’uso delle mani, dall’immenso repertorio della Cnds. Suite dal Gran Ballo dell’800 è dunque frutto della passione intellettuale, dello slancio creativo e dell’accuratezza filologica delle ricerche di Nino Graziano Luca che plasma le indicazioni tratte dai testi dell’epoca in veri e propri capolavori del bello, facendole diventare patrimonio collettivo ed accessibile a tutti. Lo spettacolo, molto atteso per le suddette ragioni, sarà come sempre elegante, divertente ed emozionante anche per il repertorio musicale: da Puccini a Verdi, da Strauss a Nino Rota, da Ziehrer a Purcell.
La Compagnia Nazionale di Danza Storica diretta da Nino Graziano Luca ritorna per il terzo anno al Festival Puccini di Torre del Lago dopo i successi di Schonbrunn a Vienna, del Teatro dell’Opera di Astraskhan in Russia, dello Sferisterio per il Macerata Opera Festival, della Reggia di Caserta e del Gran Ballo dell’800 per il Re e la Regina della Malesia a Kuala Lumpur allestito anche per i Cavalieri di Malta nel Palazzo Storico di La Valletta, a Budapest ed al Teatro dell’Opera, Teatro Sociale di Como.
Il giorno successivo, sabato 7 agosto, la Villa Borbone di Viareggio, ospiterà la Compagnia Nazionale di Danza Storica per il GRAN BALLO A VILLA BORBONE inserito anch’esso nel Cartellone ufficiale del 67° Festival Puccini.
“BONNIE & CLYDE” ha superato le 35k su YouTube, i 12k su Spotify e non sembra voler fermarsi. Abbiamo così deciso di intervistare per voi l’autore di questo capolavoro, un musicista ricco di talento: Gianfranco GFN.
Ciao Gianfranco, parlando in generale: cosa credi che manchi alla scena musicale odierna?
GFN: Onestamente credo che le nostre orecchie si stiano troppo abituando a questa musica “elettronica” e il vero musicista non riesce spesso a valorizzare la “musica vera”, fatta da musicisti che utilizzino strumenti convenzionali, e non solo un suono generato da “macchine”. Dobbiamo difendere l’espressione della musica ma anche il cuore e l’anima di chi la realizza con i classici strumenti e non solamente aiutandosi con programmi e strumentazioni automatiche.
Sarebbe davvero un peccato se un giorno il musicista, che sa suonare per davvero uno strumento, venisse a mancare.
Qual è stato il momento più duro che hai affrontato da quando hai iniziato? E quale invece il più bello e soddisfacente?
GFN: Nel mondo della musica i momenti duri sono molti ma sono una sfida quotidiana che devi affrontare e superare.
Personalmente mi ritengo una persona positiva e trovo sempre una soluzione per andare avanti.
Un momento duro del mio percorso? È stato sicuramente quando ho realizzato il mio primo album in assolo! Nonostante avessi già più di 25 anni d’esperienza, quando ti ritrovi a fare tutto da solo può essere davvero molto dura. A momenti non sai ce la farai a fare qualcosa che funzioni, che i pezzi siano finiti, dalla stesura alla pubblicazione…Ci sono stati momenti duri, e soprattutto serate e notti lunghe ed insonne!
Però il momento più bello è chiaramente quando l’album e stato concluso, presentato ed in seguito al lancio arrivarono numerosi messaggi, passaggi radio, media, ecc… Solo a quel punto puoi vedere e godere del frutto del tuo lavoro.
Avresti voglia di collaborare con qualcuno? Chi sarebbe il protagonista del tuo “feat dei sogni”?
GFN: Una domanda non facile…potrei fare un elenco di tutti coloro che avrei desiderio di collaborare! Quando sei come me un compositore e produttore ascolti la musica sotto un altro aspetto. Ma soprattutto scopri tanti altri compositori e artisti con delle idee completamente geniali, a dir poco.
Un artista con il quale davvero vorrei collaborare oggi è qualcuno che ha fatto parte della mia carriera musicale fino d’oggi: Zucchero. È un Artista che seguo da quasi l’inizio della sua carriera. Sono affascinato dalle sue composizioni blues e dall’anima che ci metto, lo stile che lo identifica, la musica e le parole che pochi come lui riescono a creare per farci sognare.
Quello che lui ha fatto e realizzato fino d’oggi e semplicemente “magnifico”, con lui sarebbe un vero piacere condividere un’esperienza ed un grande onore il poter collaborare.
d) Qual è l’occasione migliore per ascoltare il tuo ultimo singolo, Bonnie & Clyde?
GFN: È indubbiamente un pezzo che puoi ascoltare ovunque e in qualsiasi momento. Una canzone allegra da ballare magari in spiaggia per vivere dei bei momenti. “BONNIE & CLYDE” è un pezzo che ho composto e suonato con i miei musicisti in un momento di allegria (nonché di amicizia vera e propria), e tutti hanno messo cuore e anima quando e stata incisa. Ci siamo lasciati andare con il suo ritmo e il suo sound dalle influenze cubane, molto latine, con tanti “good vibes” e credo dovreste farlo anche voi ascoltandola!
2000eventi è la sua ultima opera, scritto da Manuel Comelli stesso insieme a Salvatore Bazzarelli, un brano sulla speranza, sulla fiducia e sul ottimismo,
In questo momento è necessario sperare e poter tornare a vivere come prima, magari con 2000eventi. Un messaggio di positività per tutti per tornare a vivere con il sorriso, cercando di dimenticare la pandemia, vivere più forti di prima e con ancora più entusiasmo.
Manuel Comelli nasce a Parma nel 1978. Nel 1997 inizia la professione di cantante in una piccola formazione di Parma. Nel 1998 inaugura a livello nazionale la sua orchestra di musica da ballo con la quale si esibisce sui palchi di mezza Italia per 10 anni e pubblica due lavori discografici “La voce del 2000″ e “Una storia importante. Nel 1999/2000 partecipa per due volte al programma televisivo “Ballo, amore e fantasia” condotto da Emanuela Folliero e Albano su Retequattro. Nel 2001 viene invitato al programma “Sembra ieri” condotto da Iva Zanicchi su Retequattro. Nel 2004, parallelamente all’attività di cantante, entra a far parte dell’agenzia di moda John Casablancas a Milano, per la quale lavora come modello per alcune campagne pubblicitarie. Nel 2008 inizia la sua carriera da solista creando un one man show unico nel suo genere, canta, balla e recita portando in scena anche caricature comiche di molti cantanti italiani e internazionali sia maschili che femminili, accompagnati da continui cambi di abito. Studia per due anni alla scuola di canto Vocal Classes a Milano diretta da Luca Jurman.
Nel 2011 porta in tutto il nord Italia il suo show “Tutto ciò che non ho mai vissuto” e contemporaneamente pubblica il cd “Gocce di emozioni”.
Nel 2014 consegue il diploma in musicoterapia di primo livello metodo Benenzon a Torino.
Nel 2019 porta in scena il suo show “Grazie magica follia” e pubblica l’omonimo cd.
Nel 2020 si sta dedicando allo studio del pianoforte con il maestro Salvatore Bazzarelli, alla preparazione del nuovo spettacolo e, contemporaneamente, alla produzione di nuovi lavori discografici con brani inediti in collaborazione con l’etichetta discografica LEVEL 4
L’arte in generale e più specificamente la pittura è da sempre strumento comunicativo per antonomasia e riesce a diffondere e a divulgare a largo raggio una molteplicità di messaggi, talvolta espressi in modo esplicito, diretto e palesemente manifesto e talvolta invece avvolti e conservati dentro le pieghe della narrazione in modo celato e nascosto, secondo chiavi concettuali allusive, simboliche e metaforiche, volutamente cifrate e codificate. Sull’onda di queste riflessioni, la Dott.ssa Elena Gollini ha spiegato alcuni passaggi focali della pittura di Federico Marchioro. In particolare ha precisato: “Federico si tiene intenzionalmente lontano da cliché di banale e scontato modus pingendi e ricerca una propria applicazione creativa scegliendo un orientamento semantico, che partendo dalla radice del reale come fondamento cardine si evolve e si snoda attraverso canali recettivi e percettivi inediti e sui generis, che non sono inquadrabili e classificabili a livello rigido e rigoroso. L’ingegno creativo è nutrito dalla fremente passione e dal trasporto psichico e psicologico, che sfugge ad una comunicazione predefinita e preconfigurata a monte e a priori e si protende invece verso un libero accesso di fruizione, sentimentale ed emozionale scandito da un approccio sensibile. Federico è in primis dedito e devoto alle cosiddette ragioni del cuore e la sua pittura è in primis governata e guidata dalla sfera intima e interiore. Comunicare in pittura per Federico equivale a una comunione sensoriale, è sinonimo di compartecipazione complice e sincera da parte del fruitore. Il suo totale disinteresse a livello speculativo lo colloca su un piano di grande onestà intellettuale e questo emerge in toto nelle opere, si respira e si vede da subito, è palpabile nell’immediato. Comunicare per Federico è proprio anche far affiorare in superficie la sua purezza incontaminata di intenti e di intenzioni, perché un artista vero dev’essere sempre se stesso con limpida trasparenza di pensiero e azione. Federico con la sua pittura anticonformista e informale arriva diretto e schietto e questo è senza dubbio un grande plus valore aggiunto. Il suo orientamento di comunicazione pittorica è associato a questo ideale di visione concettuale allargata e dilatata tramite l’intervento dello spettatore, che contribuisce ad integrare e a completare, instaurando una dialettica di compensazione compenetrante, che entra in sinergia con il flusso vitale delle opere e si mescola formando una sorta di unicum sempre mutabile e variabile a seconda del momento fruitivo particolare. Così Federico lascia una comunicazione sempre aperta, versatile, modulabile, volitiva come la sua indole e camaleontica come la sua personalità artistica di comunicatore-sperimentatore ad hoc”.
L’arte scultorea nei secoli si è sviluppata seguendo orientamenti molto eterogenei e avvalendosi di soluzioni davvero sorprendenti. La scultura è a tutti gli effetti un’arte molto complicata e molto complessa da apprendere. Servono la massima dedizione e la massima disciplina, serve tanto studio e altrettanto spirito di perfezionismo, voglia di compiere una ricerca inedita e voglia di sperimentare in modo innovativo. Ogni scultore deve riuscire a crearsi e a consolidare un proprio stile, che appaia preciso e convincente, perché l’improvvisazione casuale non è mai concessa e tanto meno è permessa la superficialità. Ci sono artisti come Cecilia Martin Birsa, che hanno fatto dell’arte scultorea la propria ragione di vita, che hanno saputo orchestrare al meglio quanto imparato e ottimizzare gli insegnamenti preziosi, immettendoli dentro il proprio bagaglio personale di conoscenza e di sapere, realizzando una produzione contemporanea davvero al top di gamma. La Dott.ssa Elena Gollini ha spiegato al riguardo: “Il virtuosismo scultoreo che caratterizza l’arte di Cecilia è frutto di una preparazione certosina e meticolosa, che inizia fin dalla fase progettuale e ideativa e si snoda e si dipana man mano con modalità sempre scelte con dovizia. Ogni scultura costituisce un cuore pulsante al suo interno, metafora di quel virtuosismo che appartiene al DNA creativo di Cecilia e diventa un valore nevralgico essenziale e indispensabile del suo fare artistico. Cecilia è esempio a modello di come la serietà e l’onestà intellettuale vengono sempre premiate e di come lavorare in modo sempre compiuto e calibrato porta a risultati eccellenti e ineccepibili. Le sue sculture possiedono un virtuosismo formale e sostanziale, che le attraversa e le rende uniche e speciali. Ogni sua opera diventa esclusiva, inimitabile e inconfondibile. Si comprende da subito come per Cecilia la scultura sia una vocazione intesa in senso dilatato, che include anche un contatto attivo e diretto con l’intero substrato del reale e della realtà, dal quale poter attingere elementi e componenti, che hanno un virtuosismo connaturato e possono essere ben modulati e modellati nella profusione materica densa e corposa. La lavorazione scultorea per Cecilia è sempre una grande commistione, una consistente mescolanza, che prende vita tramite l’atto e il gesto creativo e viene poi plasmata insieme, viene assemblata e bilanciata. Alla piacevolezza estetica corrisponde sempre una dinamica contenutistica articolata, affinché l’idea del bello si rifletta e si rispecchi in toto, all’esterno e all’interno, nella forma e nella sostanza. Soltanto così per Cecilia ci sarà l’espressione incondizionata e incontaminata del virtuosismo artistico più assoluto, dirompente e prorompente”.
Sabato 24 luglio dalle ore 18, in occasione dell’inaugurazione della mostra delle opere vincitrici del prestigioso Premio Modigliani, sarà presentato “#Cantoanima”, il nuovo libro Editoriale Giorgio Mondadori di Irene Catarella, nell’esclusiva cornice di Terrazza Frau (via del Seminario 8), storico palazzo nel cuore di Spoleto, già sede del set della nota fiction Rai Don Matteo.
Il volume avrà i contributi di Francesco Alberoni, sociologo di fama mondiale, Vittorio Sgarbi, Salvo Nugnes, curatore d’arte, Silvana Giacobini, già direttore di Chi e Diva e Donna, Maria Rita Parsi, psicologa e psicoterapeuta, Alessandro Meluzzi, noto volto televisivo, Pippo Franco, attore, presentatore ed artista, Katia Ricciarelli, soprano e attrice, Marco Columbro, presentatore tv, Marzia Risaliti, nota attrice, Antonella Cappuccio Muccino, artista, Roberto Villa, fotografo internazionale, amico di Pasolini e Dario Fo, Renato Manera, già vicepresidente Fondazione A. Canova e Patrick Ray Pugliese, inviato di Striscia la Notizia.
Il volume racchiude i componimenti più significativi della poetessa siciliana, esempi del suo nuovo e peculiare modo di fare poesia. Non più testi comprensibili solo da un’elite di intellettuali ma parole per tutti, rese assolutamente attuali dall’uso dell’hashtag, segno-ambasciatore del nuovo linguaggio della contemporaneità.
I concetti chiave di questa nuova poetica sono espressi dalla Catarella attraverso la creazione di neologismi che, nell’unione di due termini, ne rafforzano e sottolineano il messaggio.
Un messaggio davvero universale, come fa notare Salvo Nugnes nella sua introduzione al libro:
«Questi versi sono i pensieri più intimi, le passioni recondite, le gioie, i dolori, le paure di chi, con estrema sensibilità, si addentra negli anfratti del proprio io e ne esce con nuova consapevolezza e ritrovato vigore. Vigore e coraggio, quello di parlare per chi non può farlo da sé, per i più fragili, per i dimenticati della storia.»
Essere artisti promettenti e pittori intraprendenti ai giorni nostri equivale a possedere e sviluppare la propria creatività con astuzia e acutezza di vedute e di previsioni. Significa essere capaci di stare al passo con i tempi senza allinearsi in modo passivo e pedissequo e significa contemporaneamente avere già un guizzo di avanzamento in progressione evolutiva. Su questa scia di orientamento positivo si pone Daniel Mannini, che persevera con caparbia nel proprio intento creativo e si sta aggiudicando dei meritati consensi di apprezzamento valutativo. La Dott.ssa Elena Gollini ha da subito appoggiato Mannini nel suo operato artistico e lo sostiene passo passo, affinché le sue risorse pittoriche possano essere indirizzate in modo ottimale. In particolare, la Dott.ssa Gollini soffermandosi sulla posizione di Mannini a fronte della fase attuale dell’arte ha dichiarato: “Daniel rispecchia e riflette appieno la concezione di arte versatile, che riesce perfettamente a ricalcare insieme tradizione passata e innovazione odierna e riesce a diventare strumento e medium di reazione e di interazione collettiva, rivolgendosi ad un ampio bacino eterogeneo di fruitori, ad un target vasto e variegato di opportunità recettive e percettive. Si tratta certamente di un’arte non forzata a tale pregevole utilità sociale positiva, ma che possiede queste doti naturali di essere un’arte divulgativa a libera diffusione, per così dire. L’arte attuale ha innumerevoli possibilità di espansione e di estensione, che però vanno sapute ben adattare e adeguare, affinché siano davvero valide e papabili per darsi delle qualifiche reali e concrete, che non si vadano poi a disperdere nella massificazione sdoganata e inflazionata. Daniel consapevole e coerente sceglie di utilizzare e di fruire di quelle opportunità mirate e selezionate, che gli consentono di farsi strada in modo puro e senza contaminazioni inquinanti. Sceglie di proseguire sempre a testa alta nonostante tutto e tutti. Questo aspetto è davvero lodevole e lo pone senza dubbio su una scala di valori elevati, che di rimando rafforzano il suo modus pingendi e si trasmettono anche all’esterno. Daniel è artista di oggi moderno e disinibito e anche artista di ieri ravveduto e saggio. La sua giovane età non viene mai ad influire sulla sua ponderatezza e anzi diventa un ulteriore completamento importante a favore di una pittura altrettanto -giovane- che sprigiona e diffonde quel senso di levità, di leggerezza di leggiadria, che però ovviamente non è mai sinonimo di pochezza superficiale, ma serve proprio per far riflettere senza troppi gravami mentali e senza elucubrazioni troppo cervellotiche. Daniel è artista di oggi dunque, che rispetta il passato e la tradizione, ma ne ricava un proprio stilema espressivo personalizzato, pronto per essere attualizzato e incamerato in equilibrata alchimia di sinergia con l’arte attuale”.
Venerdì 16 luglio dalle ore 17.00 prenderà il via l’edizione 2021 della prestigiosa mostra Spoleto Arte, nel contesto dello storico Festival di Spoleto, famoso in tutto il mondo come vetrina dell’arte e della cultura internazionali.
Anche quest’anno l’importante rassegna sarà ospitata nella suggestiva location di Terrazza Frau, storico palazzo a pochi passi dal Duomo, nel cuore della città, già sede del set della nota fiction Rai Don Matteo, e sarà visitabile fino a giovedì 22 luglio dalle ore 10 alle ore 13 e dalle ore 15 alle ore 20.
Oltre alla conferenza d’inaugurazione, alla quale sarà presente il Prof. Vittorio Sgarbi, diversi saranno gli incontri e le conferenze che si svolgeranno nel corso della manifestazione che ha il contributo di grandi nomi della Cultura e dello Spettacolo come Salvo Nugnes, curatore d’arte, Francesco Alberoni, sociologo di fama mondiale, Maria Rita Parsi, scrittrice e psicoterapeuta, Silvana Giacobini, giornalista, già direttore di Chi e Diva e Donna, Antonino Zichichi, famoso scienziato, Pippo Franco, attore, presentatore e artista, Marco Columbro, presentatore TV, Mario Luzzatto Fegiz, giornalista e critico musicale per il Corriere della Sera, Yari Carrisi Power, musicista, figlio di Al Bano e Romina, Jim Beckwith, cantautore e musicista di fama internazionale, Enio Drovandi, noto attore, Roberto Villa, fotografo internazionale e amico di Dario Fo e Pasolini, Caterina Grifoni, presidente FIDAPA sez. SP e tanti altri.
Queste le parole del Prof. Vittorio Sgarbi sugli artisti partecipanti, le cui opere saranno raccolte in un prestigioso catalogo:
«All’interno della mostra confluiscono opere di un selezionato gruppo di artisti, con caratteristiche distintive proprie e stili diversi, creando una commistione eterogenea, ma al contempo armoniosa di generi espressivi.»
La Rassegna Live dell’Esagono il prossimo venerdì 16 Luglio alle ore 18,00 propone un concerto unico nel suo genere. La musica Swing sarà assoluta protagonista grazie alla presenza dei Nuoro Swing Pioneers . Una Band che affronta un repertorio di musica americana legato agli anni ’30, periodo della segregazione razziale a Harlem, sobborgo di New York. A quel tempo, attraverso la musica, si potevano riscoprire il sapore della libertà e la voglia uguaglianza indipendentemente dal colore della pelle e dallo status sociale. La band è composta da Simone Dionigi Pala al Sax tenore e alla Voce, Raffaele Mele alla Chitarra, Mauro Dore al Basso elettrico e Mauro Conti alla Batteria, tutti musicisti professionisti nuoresi e già legati da un ventennio di esperienza musicale insieme. La serata sulla Terrazza dell’Esagono di San Teodoro, volerà grazie al repertorio che vedrà brani sia strumentali sia cantati firmati da compositori considerati delle vere star: George Gershwin,Isham Jones,Coleman Hawkins,Rodgers. Questi grandi rivivranno grazie al concerto dedicato a loro e a tutti i musicisti che hanno reso speciale quel periodo storico. Le serate sulla terrazza vista mare, si stanno rivelando un successo, il pubblico ha accolto l’invito della direzione artistica e ogni settimana, sceglie di seguire le performances degli artisti scelti con grande cura, capaci di rendere unica ogni serata. La Rassegna live all’Esagono, nel rispetto dei protocolli anti-covid è preferibile prenotare il proprio spazio durante la serata.
L’esagono, con lo sguardo puntato verso la creazione di un Festival Blues stabile dedicato esclusivamente ai grandi nomi del settore e sostenuto dalla cornice naturale offerta dal mare e dalla Spiaggia di Cala D’Ambra, per l’estate 2021 conferma la sua naturale tendenza all’originalità e alla ricerca di suoni che creino una perfetta sinergia con il luogo che lo ospita.
Calendario:
San Teodoro Festival Blues 23 Luglio 2021 ore 18,00 Carlo Bonfanti trio
Torna a Spoleto il Premio Modigliani, un concorso internazionale di pittura, poesia, fotografia e scultura in onore di uno degli artisti italiani più amati di tutti i tempi organizzato dal curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes, già manager di personalità dell’arte e della cultura come Sgarbi, Alberoni, Ricciarelli, Margherita Hack ed altri.
L’esposizione delle opere vincitrici si terrà dal 24 al 30 luglio nella splendida location di Terrazza Frau, storico palazzo a pochi passi dal Duomo, già sede della fiction Rai Don Matteo, a Spoleto, meta turistica internazionale e sede del famoso Festival.
Gli artisti vincitori potranno aggiudicarsi premi per un valore complessivo di € 10.000 in servizi espositivi alla storica Milano Art Gallery, oltre alla possibilità di essere protagonisti di un esclusivo servizio televisivo su un’emittente nazionale.
Daranno il loro contributo all’evento importanti personalità del mondo della cultura e dell’arte come Roberto Villa, fotografo internazionale amico dei grandi Pasolini e Dario Fo, Yari Carrisi Power, musicista, figlio di Al Bano e Romina, Giuseppe La Bruna, già direttore della storica Accademia di Belle Arti di Venezia, Ada Urbani, già assessore alla Cultura e senatrice, Caterina Grifoni, presidente FIDAPA Sp ed altri.
Nel corso della manifestazione, inoltre, si parlerà del grande Modì attraverso il libro “Modigliani: l’ultimo romantico” di Corrado Augias, giornalista e conduttore Rai.
Per informazioni sulle selezioni 388 7338297 – 351 7250110 – https://www.artfactoryeventi.it/premio-modigliani.html
Bella cerimonia le candidature per Washington 2021 del Premio Eccellenza Italiana al Grand Hotel Flora in Via Veneto in occasione dell’arrivo della Mille Miglia, “la corsa più bella del mondo”. Parola di Enzo Ferrari. Con questo sfondo pieno di energia positiva si è tenuta la consegna delle candidature del Premio che per la ottava edizione si terrà a Washington DC il prossimo 16 ottobre. Un ruolo importante lo ha svolto Danilo Gigante, membro del comitato promotore che ha ritirato questa “nomination” per il fondo lussemburghese Art & Luxury Investment Fund pensato da Italiani per promuovere la cultura dell’arte e del lusso nel mondo. Un ruolo ufficiale, svolto da Gigante, affiancato tra gli altri dalla giornalista americana della CBS Sabina Castelfranco, dal Duca Fabrizio Mechi di Pontassieve e dall’ideatore del Premio il giornalista Massimo Lucidi recentemente divenuto direttore editoriale di The Map Report la prestigiosa testata giornalistica sulla sostenibilità nata da un progetto Unesco.
Danilo Gigante infine da salernitano ha dichiarato il proprio orgoglio per la Pizzeria San Matteo di NYC: “un’altra eccellenza, un formidabile punto di riferimento per gli Italians della Grande Mela, partendo dal Sindaco della città De Blasio, sempre presente”.
Ancora una volta un progetto culturale firmato Danilo Gigante e Massimo Ferrarrotti rispettivamente Presidenti di International Broker Art e Spirale Arte Milano prende vita e segna Milano con un appuntamento incredibile.
“Fior di conio” mostra personale di Yuri Olegovic, nome d’arte di Giorgio Alexandroff, a cura di Spirale Arte presentata martedì 8 giugno in Via Moneta 1 per Banca Mediolanum. Una triangolazione con la Banca fondata da Ennio Doris nel segno che l’arte non muove solo cultura ma indirizza nel tempo anche investimenti di qualità. “Un’intuizione che mi appartiene, sin dall’inizio del mio lavoro quando parlavo di broker professionali nell’arte contemporanea a supporto del sistema creativo e finanziario di un settore che ci rappresenta e vanta numerose potenzialità” sottolinea Danilo Gigante.