Blog

  • Wegg il nuovo Wine Cooler che contiene, refrigera e mantiene… con stile

    Pordenone (PN), Maggio 2018 – Si chiama WEGG, il nuovo wine cooler multifunzione che contiene, refrigera, mantiene e arreda. Un contenitore per bottiglie innovativo e funzionaledallo stile minimale e raffinato che nasce dal progetto di tre giovani imprenditori fondatori della WineWebDesign, una start-up friulana multiservice dedicata alle aziende che operano nel settore  vitivinicolo e sviluppato in collaborazione con la famosa scuola di design ISIA di Roma.

    “Abbiamo voluto creare un oggetto di design utile come involucro per custodire il vino ma che potesse allo stesso tempo raffreddarlo, portarlo a temperatura ottimale e presentarlo a tavola  – spiega Stefano Medici, Amministratore di WWD -. Un oggetto che potesse essere utilizzato più e più volte, e diventare anche un’originale idea regalo per un amico o per un’occasione speciale e perché no, essere anche un bel elemento d’arredo”.

    Funzionalità, praticità e design con una spinta alla sperimentazione di materiali d’avanguardia, il tutto condensato nell’essenzialità della sua formache riprende le linee sinuose di un guscio d’uovo allungato, dalle curve dolci e avvolgenti. L’uovo ha sempre solleticato la curiosità e la fantasia di artisti e designer e l’ispirazione migliore non poteva che arrivare proprio da un guscio, perfetto per accogliere anche una bottiglia di vino. Ma non solo, Wegg nasconde all’interno un sistemaunico brevettato, frutto di una tecnologia tutta italiana, utile per ospitare qualsiasi tipologia di bottiglia ma in grado allo stesso tempo di raffreddare e mantenere sempre la temperatura ottimale.

    Un involucro semplice che quando è aperto mantiene la temperatura grazie ad una coibentazione in polipropilene espanso ad alta densità  e quando è chiuso raffredda la temperatura grazie all’inserimento di gelatine refrigerantiriutilizzabili (polimero super assorbente) introdotte negli appositi incavi e secondo la quantità richiesta sulla base della tipologia del vino. Wegg impiega poco più 30 minuti per portare il vino alla temperatura di servizio.

    Ogni componente di Wegg, anche quella meno visibile è stata studiata per essere accattivante e allo stesso tempo utile, come il disco in alluminio di chiusura interno che può essere  personalizzato.Particolare l’attenzione nell’utilizzo dei materiali, solo di alta qualità, e massima l’attenzione alle finiture estetiche come ai rivestimenti fino ad arrivare agli inserti più preziosi. Il tutto secondo i canoni della sostenibilità ambientale con prodotti completamente riciclabili o biocompatibili.

    Wegg è disponibile in 15  finiture diverse per 4 linee di prodotto differenziate, a partire dalla Basic, per passare alle più trendy Colore Color +per arrivare alla più raffinata ed elegante Metal.  Il nuovo wine cooler può essere acquistato direttamente dal sito ecommerce wine-commerce.ite dove è possibile scegliere colori e finiture per una personalizzazione unica e originale.

     

    Wegg è un marchio  WineWebDesign, una start-up pordenonese fondata da  Marco Comuccio,Stefano Medici e Nicola Cavallaro, nata col desiderio di creare la prima società multiservice dedicata esclusivamente alle aziende che operano nel settore vitivinicolo. Si rivolge prevalente a  viticoltori e produttori, vigneti e cantine. Tutti i partner di WWD sono giovani entreprenuers e, soprattutto, amanti del vino.

     

  • RANGER DELLA CONSERVAZIONE

    La Convention on Biological Diversity (CBD) definisce la biodiversità come la varietà e variabilità degli organismi viventi e dei sistemi ecologici in cui essi vivono, evidenziando che essa include la diversità a livello genetico, specifico ed ecosistemico.

     

    Il successo dell’operato di C.R.O.W. (CONSERVATION RANGERS WORLDWIDE OPERATIONS) è legato alla sensibilizzazione sul tema della conservazione e della biodiversità, sulle donazioni e sullo sviluppo di partnerships con svariate organizzazioni impegnate nell’Animal Welfare, nello sviluppo di una solida comunità e nella fabbricazione di articoli legati all’attività specifica.

     

    COS’E’ C.R.O.W.?

    C.R.O.W. (CONSERVATION RANGERS OPERATIONS WORLDWIDE) è l’unica non-profit NGO al mondo che fornisce volontari certificati (anche provenienti dal territorio italiano) e con reale esperienza nella conservazione a parchi governativi e privati che siano coinvolti nella lotta per proteggere la biodiversità del nostro pianeta.

     

    La battaglia a favore della protezione delle specie sensibili all’estinzione è una battaglia purissima e, in sè, la più dura. Nessuno infatti esprimerà mai un ringraziamento a riguardo, eppure sarà in grado di segnare una concreta differenza tra una generazione e l’altra: determinerà, infatti, per chi verrà, la possibilità o meno di vedere elefanti, rinoceronti, leoni, ghepardi, pangolini, leopardi delle nevi e molti, molti altri animali ancora.

    L’elevata domanda di parti di animali selvatici proveniente dall’Asia è la maggiore causa del problema legato alla conservazione. La corruzione è ampiamente diffusa nei Paesi con un altissimo tasso di povertà, proprio laddove il bracconaggio risulta essere più forte. Questo rende l’intera lotta ancora più iniqua.

     

    COME OPERA C.R.O.W.?

     

    C.R.O.W. (CONSERVATION RANGERS OPERATIONS WORLDWIDE) conta un numeroso team di professionisti esperti, di operatori, istruttori e ricercatori di grande esperienza provenienti da svariati settori ed uniti da un interesse condiviso  per la conservazione.

     

    C.R.O.W. (CONSERVATION RANGERS OPERATIONS WORLDWIDE) provvede ad aiutare sia parchi privati sia parchi governativi attraverso un sistema di supporto in termini di prevenzione, materiali, addestramento e consulenza gratuiti grazie a più di 10 anni di esperienza specifica acquisita dai nostri operatori in tutto il mondo.

     

    IL SUCCESSO DI C.R.O.W.

     

    Il successo dell’operato di C.R.O.W. è legato alla sensibilizzazione sul tema della conservazione e della biodiversità, sulle donazioni e sullo sviluppo di partnerships con svariate organizzazioni impegnate nella lotta per preservare il nostro pianeta, nello sviluppo di comunità eco-sostenibili anche nei paesi in via di sviluppo e nella fabbricazione di articoli legati all’attività specifica.

     

    DICHIARAZIONE DI Andy Martin (Conservation, Security and AntiPoaching Consultant, C.R.O.W. Executive Director)

     

    “La conservazione senza azione rimane pura conversazione: è necessario agire immediatamente!

    Più la lotta per la tutela si evolve, più C.R.O.W. avverte la concreta necessità di avere nei volontari altamente motivati e qualificati. Questa è una vera e propria guerra combattuta con una visione sia tattica sia scientifica: per tale motivo il nostro Team è composto da personalità addestrate in diversi settori, dalla Sicurezza al Comportamento Animale e alla Conservazione della Biodiversità.

    La nostra missione è quella di costituire un standard di livello internazionale e indirizzato a tutti i Rangers che operano in aree a rischio elevato, in modo da fornire un valido supporto ai Parchi in tutti i loro programmi.”

     

    PROGETTI IN ATTO e PROGETTI PER IL FUTURO:

     

    C.R.O.W. attualmente conta un team di 15 Rangers internazionali attualmente attivi su parchi africani, formandone ogni anno una decina (la formazione è di livello professionale ed è impegnativa sia mentalmente che fisicamente al punto che una persona su tre non riuscirà a completarlo).

    Il team conta inoltre una dozzina di persone attive principalmente in USA, ma anche in Italia, Francia, Sudafrica e Australia.

    Ma le attività di supporto, che prevedono l’invio di ranger volontari certificati e del team C.R.O.W.

    di ricercatori nonché l’invio di materiali e la formazione delle APU (unità anti-bracconaggio) di parchi governativi e privati, si svolgono principalmente in Africa, dalla Namibia al Sudafrica, dal Congo allo Zimbabwe, con nuovi progetti in Nigeria, Tanzania e Pakistan.

    Gli istruttori, che hanno un passato militare e lavorano nel campo della sicurezza privata in aree ad alto rischio, condividono la loro decennale esperienza nel settore della conservazione, della medicina tattica e remota, del Tracking (la lettura e interpretazione delle tracce umane e animali) e di altre materie utili ai Rangers, spesso con l’ausilio di collaboratori specializzati che dimostrano lo stesso impegno per salvaguardare la biodiversità del nostro pianeta.

    Tra gli ranger volontari non mancano i rappresentanti italiani, come sempre in prima fila quando si tratta di agire per delle buone e valide cause.

     

    http://www.crowngo.org

    [email protected]

    https://www.facebook.com/CROWNGO.ORG

     

     

  • La salute nelle città come bene comune

    A Bergamo il 9 giugno 2018 presso la Sala del Mosaico della Camera di Commercio si confrontano i massimi esponenti delle istituzioni sanitarie regionali, del management dell’ATS di Bergamo, del Comune di Bergamo, i clinici, gli esponenti di associazioni di pazienti, i ricercatori e le imprese del settore Salute sul tema della salute nelle città.

    Il convegno è organizzato da ATS di Bergamo e Comune di Bergamo in collaborazione con l’Associazione Diabetici Bergamaschi e l’Associazione NOI insieme per i diabetici insulino-dipendenti con il patrocinio di OMCeO di Bergamo e dell’Health City Institute e con il contributo non condizionante di Novo Nordisk nell’ambito del progetto internazionale Cities Changing Diabetes®.
    Apre i lavori Giulio Gallera, Assessore al Welfare di Regione Lombardia. Interverranno inoltre Mara Azzi, Direttore Generale di ATS di Bergamo, Giorgio Gori, Sindaco di Bergamo, Roberto Pella, Vicepresidente Vicario ANCI, Guido Marinoni, Presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri di Bergamo.

    I cambiamenti demografici in corso, che includono l’urbanizzazione, il peggioramento degli stili di vita, l’invecchiamento della popolazione e l’isolamento sociale si riflettono in una crescita costante della prevalenza del diabete. Il diabete è una delle malattie croniche a più ampia diffusione nel mondo e costituisce una delle più rilevanti e costose malattie sociali della nostra epoca.

    Nelle città vivono oggi i due terzi delle persone affette da diabete; questo fenomeno, noto come Urban Diabetes, è un problema emergente anche in Italia visto che nelle 14 Città Metropolitane risiede il 36% della popolazione del Paese e circa 1,2 milioni di persone con diabete. A Bergamo sono 6.000 le persone con diabete e nell’intera provincia oltre 50.000. Da qui la necessità di mettere in atto nelle aree urbane una strategia integrata, finalizzata a costruire un’idea di città come “promotore della salute”, attraverso un approccio multilivello che comprenda iniziative di vario genere, sociali prima ancora che sanitarie.

    In tale direzione ATS Bergamo e Comune di Bergamo hanno aderito al progetto Cities Changing Diabetes® adottando il Manifesto della Salute nelle città, documento elaborato dall’Health City Institute in collaborazione con Ministero della Salute e ANCI, che delinea le azioni da intraprendere per studiare i determinanti della salute nelle Città e migliorare la qualità di vita dei cittadini. Il progetto Cities Changing Diabetes, primo progetto mondiale di Urban Diabetes; è un programma di parnership promosso dall’University College of London e dallo Steno Diabetes Center danese con il sostegno di Novo Nordisk ed ha l’obiettivo di creare un movimento unitario in grado di stimolare, a livello nazionale e locale, i decisori politici a considerare come prioritario il tema dell’Urban Diabetes.

  • Chiropratico dolore schiena, diminuire drasticamente il ricorso ai farmaci.

    Minimizzare i problemi legati alla colonna vertebrale, diminuendo drasticamente il ricorso ai farmaci. Uno studio dell’Associazione Italiana Chiropratici mostra un aumento della compresenza di diverse figure professionali negli studi italiani.

    La chiropratica si appresta a diventare la prima professione sanitaria regolamentata secondo quanto stabilito della recente riforma delle professioni sanitarie. Nel frattempo, un numero sempre maggiore di pazienti italiani si avvicina a questa disciplina trovando nel chiropratico l’interlocutore ai problemi dell’apparato muscolo scheletrico.

    Il chiropratico ha una formazione universitaria.

    L’Associazione Italiana Chiropratici, (www.chiropratica.it) che associa circa quattrocento dottori chiropratici presenti in Italia, ben distribuiti geograficamente, ha elaborato una indagine statistica tra gli iscritti e ne è emerso un panorama di stretta collaborazione interdisciplinare. Dall’indagine dell’AIC, emerge infatti come nella maggioranza degli studi chiropratici, siano presenti le diverse figure professionali che si occupano di questo tipo di disturbi, dai medici ai fisioterapisti, ognuno con le proprie specifiche competenze e con un alto indice di collaborazione interdisciplinare.
    In tutto il mondo, infatti, i dottori chiropratici sono dei professionisti laureati, con un curriculum universitario che dimostri gli studi scientifici e un corso di studi che va dai 5 agli 8 anni.

    Secondo l’indagine promossa dall’AIC, svoltasi a livello nazionale, oltre il 50% degli studi chiropratici, si avvale dunque del lavoro e delle competenze delle diverse figure professionali legate alle disfunzioni dell’apparato muscolo scheletrico, con ripercussioni positive sulla diagnosi del problema e sul buon esito del decorso dei disturbi dei pazienti. Uno dei valori aggiunti della chiropratica, è proprio quello di minimizzare l’utilizzo dei farmaci, e di accompagnare il paziente verso una terapia personalizzata che faccia leva su una diagnosi il più completa possibile.

    Come funziona la prima visita dal dottore chiropratico?

    “Nella chiropratica è fondamentale considerare l’organismo nel suo complesso, non il sintomo isolato – spiega John Williams, presidente dell’Associazione Italiana Chiropratici – Per questo motivo, la prima cosa che il chiropratico fa di fronte a un nuovo paziente è un’anamnesi molto dettagliata, annotando i problemi fisici lamentati in passato, i traumi e gli eventuali interventi chirurgici, e cercando di capire quando è iniziato il problema specifico che ha spinto il soggetto a farsi visitare”.

    Nelle prime visite vengono analizzati aspetti dello stile di vita del paziente e le abitudini, come l’attività fisica, la sua postura (considerata come un’espressione della funzione globale del soggetto e non come qualcosa di statico, definito una volta per tutte), la sua deambulazione e altri movimenti, senza trascurare qualche semplice esame ortopedico e neurologico.

    “In sintesi, – continua John Williams – si raccolgono tutte le informazioni su tutti i possibili fattori fisici e psicologici che possono aver determinato il suo attuale stato di salute, pensando sempre all’organismo come a un tutt’uno: se per esempio ho di fronte un soggetto che soffre di cervicale, è possibile che abbia problemi anche in altre parti della colonna vertebrale. Con la diagnosi inizia un percorso terapeutico, che prevede sia la manipolazione da parte del chiropratico, sia un programma di modificazione degli stili di vita scorretti”.

    Qual è il disturbo per il quale il paziente si rivolge al chiropratico? Quali sono le abitudini alimentari? A quali altre cure si sono sinora sottoposti? Aspetti come il lavoro svolto dal paziente, le eventuali patologie presenti nella sua cerchia familiare, sono fondamentali per acquisire le informazioni necessarie a determinare la natura del disturbo e per impostare al meglio la terapia.

    In base alla propria valutazione clinica, il Doctor of Chiropratic (D.C.) eseguirà l’esame obiettivo, che sarà corredato da radiografie, esami di laboratorio e altre procedure diagnostiche, richieste in collaborazione con il medico di famiglia. Inoltre, il chiropratico eseguirà un’attenta analisi della colonna vertebrale per individuare eventuali anomalie strutturali e funzionali che possano influenzare o causare i problemi lamentati dai pazienti. Elementi di enorme importanza per definire il quadro clinico generale. Una volta identificate le concause del disturbo, il chiropratico imposterà un iter terapeutico.

    Cosa fa il chiropratico?


    Secondo la terminologia chiropratica, è la specifica manipolazione delle vertebre che presentano movimenti anomali o funzionalità alterate. I dottori in chiropratica, infatti, grazie alla loro formazione universitaria, studiano per anni la cosiddetta “palpazione dinamica”, cioè l’arte di esaminare la colonna vertebrale attraverso il tatto e il movimento, insieme ad altre procedure di esame della colonna stessa. Solo dopo tali studi, sono in grado di eseguire gli aggiustamenti appropriati, caso per caso. Nel corso del trattamento, il chiropratico dedicherà le maggiori attenzioni alla porzione della colonna vertebrale in corrispondenza della quale avrà individuato un disordine, o sublussazione. L’aggiustamento è di solito eseguito manualmente, o con strumenti quali l’”activator”, e consiste nell’applicazione di un impulso rapido e poco profondo alle porzioni della colonna che si presentano fuori allineamento o disfunzionali. I dottori chiropratici utilizzano un’ampia varietà di sofisticate tecniche. La procedura specifica per il trattamento chiropratico sarà impostata solo a seguito dei risultati dell’esame obiettivo, e, se necessario, dopo aver visionato esami d’immagini come radiografie o risonanze magnetiche. Le caratteristiche del trattamento saranno illustrate al paziente in tutti i suoi dettagli. In circostanze normali, l’aggiustamento non è doloroso. L’aggiustamento o la manipolazione sono procedure assolutamente sicure per i pazienti, a patto che siano praticate da un dottore laureato con uno specifico curriculum universitario che rispetti gli standard internazionali.

    FonteAssociazione Italiana Chiropratica

    A cura di:
    Presscom
    http://www.presscom.it

  • ErgonGroup – Project management e lean process: come raggiungere con successo gli obiettivi fissati in tempi, costi e qualità di progetto.

    Ne parliamo con il responsabile dell’area Lean, Organizzazione Aziendale e Project Management di ErgonGroup, il project manager Gabriele Olivo.

    Perché lavorare a project management?

    Il project managmenté una metodologia operativa che ha la funzione di ridurre i tempi di reazione di un’azienda verso un progetto di commessa o di innovazione o di consulenza di un cliente in particolare focalizzandosi su riduzione dei tempi, contenimento dei costi e miglioramento della qualità di progetto. Un triplo vincolo che ha la precisa funzione di creare tra cliente e fornitore una relazione sinergica e risolutiva rispetto agli obiettivi di progetto.

    In che modo ErgonGroup può supportare le aziende?

    ErgonGroup, è una holding specializzata in formazione e consulenza manageriale strutturata per supportare tutte le aziende che lavorano per commessa andando a rendere efficaci e ottimizzati i processi di project managment:dall’avvio di un progetto fino alla chiusura dello stesso gestendolo sia dal punto di vista operativo sia di cash flow ovvero nei processi legati agli aspetti finanziari. Nell’approccio al miglioramento continuo, ErgonGroup ha sviluppato un metodo d’azione che attraverso attività in aula e sul campo integra analisi dati di progetti pregressi ed in essere, esercitazioni su casi reali, coaching e affiancamento di progetto, così da rendere il processo di training e consulenza un percorso di sviluppo concreto e finalizzato all’obiettivo di miglioramento. ErgonGroup offre soluzioni che si applicano a qualsiasi settore e realtà aziendali e personalizzabili su esigenze specifiche del cliente.

    Quindi quali sono gli strumenti più utili per migliorare il funzionamento organizzativo?

    Per un’efficace attività di project management è fondamentale la fase iniziale di definizione dei requirements, ovvero gli obiettivi di progetto. In altre parole è cruciale sia guidare il cliente a chiedersi quello che realmente desidera, sia, in qualità di fornitore, quanto siamo stati capaci di recepire le esigenze del cliente. Tanto più il fornitore è allineato sulle esigenze del cliente tanto è più probabile che lo soddisfi.Se ci occupiamo di progettazione e realizzazione di impianti complessi in ambito industriale, la capacità del project manager sarà quella di riuscire ad identificare in termini chiari ed efficaci non solo quelle che sono le specifiche tecniche ma anche le condizioni di utilizzo dei vari stakeholdders. Se parliamo di oggetti di produzione innovativi sarà necessario che l’oggetto da realizzare non sia solo correttamente eseguito, ma sia realmente innovativo. Per un fornitore, riuscire ad allinearsi già dalle prime fasi con il cliente, significa garantire all’80% un buon risultato nelle fasi successive e quindi arrivare a una riduzione dei tempi di realizzazione di un nuovo prodotto, riduzione delle perdite operative a livello di costi e ottimizzzazione dei tempi dei processi, riducendo il time to market e migliorando la qualità dell’erogazione del servizio o prodotto per il cliente.

    Strumento irrinunciabile del project management è integrare le scelte operative con il supporto teorico fornito dalla conoscenza della lean production, un approccio integrato fra modalità operative volto a creare le condizioni ottimali per far fluire i progetti.

    Di fatto nel 2018 i processi si stanno spostando sempre più su produzione per commessa, custom, laddove il vantaggio competitivo si concentra sul ridurre il tempo di reazione tra fornitore e cliente, accorciando quindi tutte le fasi intermedie che non vengono considerate “a valore” dal cliente.  Se la lean si occupa di efficientare e selezionare i processi a valore, il project management si occupa di migliorare l’efficacia dei processi fluidi e orientati in logica pull verso tutti i clienti.

    E nell’ottica dell’industry 4.0?

    L’industria 4.0 è sicuramente una grande opportunità, ma pone anche una grande sfida. Per vincerlal’organizzazione dovrà essere in grado di generare valore attraverso lo sviluppo delle competenze delle risorse umane (es. big data, data scientist, digital tranformation), supportando così una trasformazione ormai avviata all’interno dello stesso mercato del lavoro.Dal punto di vista della digitalizzazione e dei processi di innovazione l’industry 4.0 ha accelerato i tempi sia in termini di evoluzione dei processi snelli sia attraverso processi strutturati in termini di progetti di innovazione e sviluppo nuovo prodotto laddove  la riduzione strutturata del TTM – time to market  – è  indispensabile.

    Project management e lean process: possiamo farne a meno?Assolutamente no. Sono due facce della stessa medaglia, la medaglia del miglioramento continuo.

  • Fabrizio Corona: “Sono perseguitato come Padre Pio, oggi questa banconota mi rappresenta”

    Il personaggio televisivo, ha deciso di voltare pagina dedicandosi anche al collezionismo e comincia con una delle banconote dell’artista contemporaneo Alessandro Giorgetti

    Corona con l'artista Giorgetti (altro…)

  • ecco chi conduce le serate spettacolo nell’animazione

    Il ruolo di presentatore-conduttore, è assolto generalmente dall’ animatore che è dotato di maggior carisma e quindi è maggiormente conosciuto dagli ospiti, nell’animazione turistica in genere, questo ruolo è affidato a quello di contatto. Risulta evidente, che occorre possedere una spiccata gestualità e dialettica ed inoltre una certa dimestichezza con l’uso del microfono. Se è la prima volta che ci si presenta al pubblico bisognerà farlo con voce decisa, dicendo il nome e il cognome. E’ bene tenere presente che nel momento in cui si appare sulla scena si monopolizza per i primi minuti l’ attenzione del pubblico, per tale motivo occorre essere proprio in quei delicati momenti, sicuri e spigliati. La presentazione è indispensabile e bisogna dire che se riguarda tutta l’ équipe ogni elemento a turno, dovrà dire sinteticamente il nome e cognome, da dove viene che ruolo e quali compiti, occupa e svolge nello staff. Espressività, chiarezza, semplicità nell’esposizione, sono questi alcuni requisiti indispensabili per chi ricopre il non semplice ruolo di animatore conduttore. Parlare velocemente, farfugliare, dilungarsi senza alcun motivo, sono elementi negativi per l’ animatore che desidera svolgere nel modo migliore, questo compito. Un sistema per imparare, rimane sempre quello di osservare un professionista del settore all’ opera,”rubare” il mestiere (prendendo parte ad esempio a stage formativi). In secondo luogo, bisogna seguire tutte le indicazioni, i suggerimenti, i consigli, che da questi vengono forniti. Una volta acquisita fiducia e dimestichezza, l’ animatore svolgerà il compito in totale autonomia seguendo il suo personale istinto. Nel caso si tratti di musical o parodie, è utile ricordare che in questi casi, l’introduzione alla rappresentazione può avvenire anche attraverso gli “Stacchetti Musicali”. Una melodia allegra e una voce suadente incise su un nastro, svolgeranno al meglio questo compito.

     

    ( a cura dello staff di Animandia, tratto da Analisi generale dell’animazione Edizioni Effegi)

     

    AVVISO. Per quanti volessero lavorare nel settore dell’animazione turistica segnaliamo dunque Animandia http://www.Animandia.it

    Animandia è sito di servizi e annunci nato oltre 16 anni fa  allo scopo  di sostenere e favorire lo sviluppo del settore dell’animazione turistica. Animandia opera attraverso il mercatino di annunci ed inserzioni,  a disposizione di tutti gli interessati.

    Nel mercatino di Animandia, ci sono numerose offerte di lavoro sia su territorio Nazionale, ma anche suddivise per singole Regioni .

    Ogni annuncio di offerte lavorative riporta, oltre la descrizione del personale richiesto, anche i recapiti (email. e tel) di tutte le aziende associate che ricercano animatori vari ruoli, anche alla prima esperienza, prevalentemente si tratta agenzie di animazione, tour operator, organizzazioni vacanze e anche di strutture turistiche

    Ultima cosa da dire, Animandia mette a disposizione degli interessati  un comodo servizio gratuito chiamato Curriculum espresso, mediante il quale è possibile inviare il proprio CV alle agenzie aderenti all’iniziativa. In pratica,  inviando a mezzo posta elettronica ( [email protected]) un breve curriculum, la redazione di Animandia provvederà a sua volta

    ad inoltrarlo a tutte le  imprese associate che ricercano personale. In questo modo si contattano decine di aziende simultaneamente, aumentando così le possibilità di poter trovare impiego.

     

  • Ecco le differenze tra un attore ed un animatore

    L’ animazione è strettamente collegata alle varie forme di teatro, arte, canto ecc. risulta quindi evidente che vi sono molte affinità, tra un attore di teatro ed un animatore attore, tuttavia esistono delle sottili differenze tra queste due figure professionali. Si è sempre sottolineata l’importanza della conoscenza degli elementi della dizione e della recitazione,  ma per un animatore a differenza di un attore, queste nozioni sono utili ma non fondamentali. Un animatore impronta la sua capacità artistica basandosi in prevalenza, sulla simpatia, sulla creatività, l’improvvisazione, sulla fantasia ed anche sul rapporto di amicizia che lo lega alla maggioranza del pubblico. Un attore viceversa, deve curare molto le tecniche della recitazione che rappresentano la base per poter svolgere bene il suo lavoro. Altra diversità è rappresentata dagli spettacoli,  gli attori infatti oltre ad avere a disposizione, per le prove, un lasso di tempo abbastanza lungo visto l’ impegno che li attende, si avvalgono di una serie di figure professionali che generalmente non sono tutte presenti nell’ animazione si tratta di : registi, scenografi, macchinisti, direttori di scena, coreografi, ecc. Invece per quel che riguarda, il tempo che gli animatori dedicano alle prove per la messa in scena degli spettacoli, questo è senza dubbio molto limitato rispetto a quello degli attori. Proprio per questa ragione anche i testi (canovacci) di animazione sono diversi da quelli teatrali sono cioè concepiti, ideati, in modo da rendere la realizzazione il più semplice e rapida possibile. Bisogna anche dire che i gruppi di animazione serale ( principalmente nelle strutture turistiche) devono rappresentare, a differenza delle compagnie teatrali, più di uno spettacolo nell’arco di pochi giorni, ciò soprattutto per offrire un programma animazione sempre diverso, mai ripetitivo. Anche la strutturazione del testo teatrale risulta diversa, come differente è l’ interpretazione dell’ attore. Una commedia comica da teatro si svolge minimo in due atti e l’ azione umoristica nella maggior parte dei casi, raggiunge l’ apice solo verso la fine del primo e l’ inizio del secondo. Nel canovaccio invece, tutta l’ azione, il ritmo, devono essere più veloci più “concentrati”, questo anche perché la durata di uno spettacolo di animazione è inferiore rispetto a quella del teatro  classico. Inoltre, se si è molto prolissi si rischia di annoiare il pubblico che di pazienza non ne ha molta e c’è da aggiungere che un animatore non essendo attore, non possedendo cioè un bagaglio di studi adeguati, difficilmente potrebbe rispettare i cosiddetti tempi scenici . Per questo motivo, reggere l’ azione per un periodo prolungato senza spezzarne il ritmo, risulta abbastanza complicato. Ecco perché è di primaria importanza la rapidità sia nei dialoghi che nell’ esecuzione pratica del testo. La particolarità del pubblico che è costituito da persone che conoscono personalmente gli animatori attori, apporta dei vantaggi infatti, se da una parte si tratta di una platea distratta quindi non sempre attenta e silenziosa, dall’ altra è anche vero che è estremamente disponibile, niente affatto esigente. L’ animatore che recita è anche colui che è sempre a stretto contatto con gli utenti per questo viene visto non come “attore”, ma come un amico speciale. In tale contesto di simpatia, allegria, spensieratezza, alcuni “errori” nella recitazione dei “fuori programma”, le dimenticanze, le gag rivolte agli spettatori, sono bene accette anzi lo spettacolo di animazione è fatto anche di questo. In una rappresentazione classica da teatro, se si verificassero tali episodi decreterebbero il fallimento dello spettacolo e darebbero vita ad una serie di innumerevoli critiche. Altra diversità è rappresentata dal fatto che, a volte nel cast degli animatori attori, figurano anche gli ospiti della struttura cosa che non trova riscontro nella stragrande maggioranza delle compagnie teatrali, ciò avviene perché da sempre la logica dell’ animazione è il far fare.

     

     

    ( a cura dello staff di Animandia, tratto da Analisi generale dell’animazione Edizioni Effegi)

     

    AVVISO. Per quanti volessero lavorare nel settore dell’animazione turistica segnaliamo dunque Animandia http://www.Animandia.it

    Animandia è sito di servizi e annunci nato oltre 16 anni fa  allo scopo  di sostenere e favorire lo sviluppo del settore dell’animazione turistica. Animandia opera attraverso il mercatino di annunci ed inserzioni,  a disposizione di tutti gli interessati.

    Nel mercatino di Animandia, ci sono numerose offerte di lavoro sia su territorio Nazionale, ma anche suddivise per singole Regioni .

    Ogni annuncio di offerte lavorative riporta, oltre la descrizione del personale richiesto, anche i recapiti (email. e tel) di tutte le aziende associate che ricercano animatori vari ruoli, anche alla prima esperienza, prevalentemente si tratta agenzie di animazione, tour operator, organizzazioni vacanze e anche di strutture turistiche

    Ultima cosa da dire, Animandia mette a disposizione degli interessati  un comodo servizio gratuito chiamato Curriculum espresso, mediante il quale è possibile inviare il proprio CV alle agenzie aderenti all’iniziativa. In pratica,  inviando a mezzo posta elettronica ( [email protected]) un breve curriculum, la redazione di Animandia provvederà a sua volta

    ad inoltrarlo a tutte le  imprese associate che ricercano personale. In questo modo si contattano decine di aziende simultaneamente, aumentando così le possibilità di poter trovare impiego.

     

     

  • L’ANIMATORE E’ IL PROTAGONISTA DEI RAPPORTI INTERPERSONALI

    L’uomo per natura è considerato un individuo sociale, cioè vive insieme ai suoi simili,  l’attività  sociale  il comunicare, il giocare, l’ingegno, sono insite nella natura umana. Vero è che le qualità, le doti naturali, come la simpatia, la fantasia, la sensibilità umana, sono diverse in ognuno di noi, così che una persona più essere più creativa, fantasiosa, sensibile di un’altra. L’animatore però, attraverso la sua opera dovrà porre tutti gli utenti sullo stesso piano cercando di “sfruttare” le doti del singolo, in favore del gruppo. In tal modo, non si avvertiranno malumori, invidie, ma tutti riusciranno a trarre un profitto considerevole dal suo operato. Quando l’animatore espleterà i compiti con impegno, intelligenza, otterrà senz’altro risultati positivi e attestati di affetto e simpatia; non esistono infatti, “cattivi” clienti ma viceversa, animatori non molto qualificati professionalmente. La cattiva riuscita del lavoro è nella maggior parte dei casi, se si parte dal presupposto di possedere doti attitudinali, da attribuire solo alla mancanza di una cultura appropriata e alla conseguente incompetenza dell’animatore in questione. Un professionista del settore è sempre responsabile del suo ruolo di vero, autentico protagonista ed attivo trascinatore. Questo suo essere sempre al centro dell’attenzione deriva dalle qualità tecniche e pratiche e dalla capacità di porsi in comunicazione positiva con gli altri, ognuno non può fare a meno dell’altro, animatore e utente devono integrarsi a vicenda. Questo aspetto riguarda soprattutto il rapporto con i fanciulli, dove occorre una particolare attitudine, quale la dolcezza e l’intuito con gli infanti . L’animatore deve essere sempre protagonista dei rapporti interpersonali, svolgendo il suo ruolo, ponendosi come mediatore e basandolo non sulla costrizione, bensì sul coinvolgimento, sulla comunicazione efficace; solo così svolgerà le sue mansioni con risultati positivi. Abbiamo quindi detto che l’animatore deve porsi come mediatore di rapporti interpersonali, volendo analizzare questo termine diremo che sostanzialmente significa comunicare, comportarsi, agire nel miglior modo possibile con i nostri simili, in un determinato contesto. I comportamenti interpersonali nell’ambito dell’animazione  possiamo suddividerli  in due categorie principali:

     1- riguarda i comportamenti interpersonali prescrivibili parzialmente

     2 – si occupa di quei comportamenti interpersonali detti “euristici”

     

    1. A) Comportamenti interpersonali prescrivibili parzialmente :

    Sono tutti quei comportamenti : verbale, comunicativo, gestuale, visivo, adoperati dall’animatore, che derivano da tecniche studiate ed apprese in precedenza. Ad esempio, adottare tutte le procedure per una comunicazione efficace in base alle diverse tipologie di utenti.

    1. B) Comportamenti interpersonali euristici :

    Si tratta di un complesso di comportamenti che prevedono l’adattamento, da parte dell’animatore, alle situazioni imprevedibili che facilmente si verificano durante il suo lavoro. Ad  esempio: nella conduzione di spettacoli serali e nei giochi, spesso nascono contestazioni e disaccordi, bisognerà quindi essere pronti ed intervenire in modo corretto.

     

    Il problema dell’animatore, visto sotto il profilo del rapporto interpersonale, ovvero sia come protagonista e ideatore sia come coadiuvante del rapporto stesso, risulta complesso ed assume quindi, angolazioni particolari. Non intendiamo discutere dell’importanza del ruolo dell’animatore, in quanto è abbastanza chiaro ormai che la figura di un operatore dell’animazione deriva da una predisposizione naturale e dalla sua qualificazione professionale. In altri termini, non si tratta di stabilire se un professionista del settore sia il promotore dell’atto animativo, per cui l’utenza assume il ruolo di “gregario” e nemmeno si tratta di ipotizzare come unico fruitore dell’attività l’utente per cui in questo caso, è l’animatore a ricoprire un ruolo marginale. Un animatore va quindi considerato come l’arbitro, il responsabile unico del rapporto interpersonale dal quale scaturisce il suo operato. Un professionista del settore va visto come uno stimolatore di interessi ed è attraverso la sua opera che soddisfa la richiesta di attività socio ricreative degli utenti. A questo punto, si pone in evidenza il concetto “qualitativo” dell’animatore come autentico leader dei rapporti sociali, il che sta a significare che il suo essere protagonista deriva dalla sua autenticità di uomo e di animatore. L’autenticità dell’animatore sia come uomo che in qualità di professionista del settore, ci riconduce al concetto del rapporto interpersonale, ovvero interazione e dialogo. L’attività animativa si può sinteticamente definire come, ricerca di insieme, lavoro comune, ed è indubbio che mediante l’animazione si sviluppano, si creano, una serie di rapporti sociali che si colorano di tonalità affettive quali l’amicizia, la stima verso il prossimo, la comprensione per le emozioni altrui. L’animatore quindi, instaura  una serie incessante di rapporti dando vita ad una comunicazione in cui, da una parte egli permette all’utente di essere se stesso e di partecipare quindi, secondo la propria naturale inclinazione ai programmi dell’animazione, dall’altra lo stesso animatore conserva quell’autonomia nei confronti della propria personalità che lo mette al riparo da eventuali “coinvolgimenti personali” consentendogli di conservare il necessario dominio di se. L’essere protagonista, favorire i rapporti sociali, per un animatore è quindi un dovere ed è evidente che non basta la sola predisposizione, ma occorre sempre una efficace tecnica operativa. Così facendo si acquisiscono e si mettono in pratica conoscenze scientifiche e tecniche, atte a svolgere anche funzioni di assistenza nei suoi molteplici aspetti : preventivo, curativo, riabilitativo.

     

     

    ( a cura dello staff di Animandia, tratto da Analisi generale dell’animazione Edizioni Effegi)

     

    IMPORTANTE . Per quanti volessero lavorare nel settore dell’animazione turistica segnalo dunque Animandia http://www.Animandia.it

    Animandia è un portale nato oltre 16 anni fa  allo scopo  di sostenere e favorire lo sviluppo del settore dell’animazione turistica. Animandia opera mediante un mercatino di annunci ed inserzioni,  a disposizione di tutti gli interessati.

    Nel mercatino di Animandia, ci sono numerose offerte di lavoro sia su territorio Nazionale, ma anche suddivise per singole Regioni .

    Ogni annuncio con le offerte lavorative riporta, oltre la descrizione del personale richiesto, anche i recapiti

    ( email. e tel) di tutte le aziende associate che ricercano animatori vari ruoli anche alla prima esperienza, prevalentemente si tratta agenzie di animazione, tour operator, organizzazioni vacanze e strutture turistiche

    Ultima cosa che ci tengo a segnalare è che Animandia mette a disposizione degli interessati  un comodo servizio gratuito chiamato Curriculum espresso, mediante il quale è possibile inviare il proprio CV alle agenzie aderenti all’iniziativa. In pratica,  inviando a mezzo posta elettronica ( [email protected]) un breve curriculum, la redazione di Animandia provvederà a sua volta

    ad inoltrarlo a tutte le  imprese associate che ricercano personale. In questo modo si contattano decine di aziende simultaneamente, aumentando così le possibilità di poter trovare impiego.

     

     

     

  • ANIMATORE: PREDISPOSIZIONE ALLA PROFESSIONE

    Un animatore per potersi definire “professionista”, deve essere dotato di ottima preparazione, possedere facilità di espressione, saper adeguare le sue capacità al contesto sociale in cui opera ma, deve soprattutto possedere una naturale inclinazione per i rapporti interpersonali. Tutto ciò però non basta se non si è in grado di trasmettere agli utenti ciò che si conosce e che si è in grado di fare. L’animatore non solo deve possedere una sufficiente cultura teorica della materia, ma deve essere capace di farsi accettare e capire dagli altri, dedicandosi al suo lavoro con umiltà e passione. Occorre entrare in sintonia con gli utenti, sfruttando intelligentemente l’innata spontaneità e stimolando la naturale facilità nell’allacciare rapporti, con queste caratteristiche, intendiamo indicare la predisposizione alla professione. L’animatore deve essere in grado di appagare i desideri degli utenti, adattando la sua personalità, le sue conoscenze e la sua fantasia, alle particolari tendenze dei questi ultimi. Un animatore che ad esempio, si trova a contatto con categorie socialmente disagiate, pone in essere delle azioni il cui fine è comunque rivolto alla rimozione delle cause di questo disagio o almeno ad alleviarlo. L’istruzione, la formazione teorico – pratica devono favorire, affinare, le doti naturali che l’animatore possiede stimolandolo alla creazione e alla realizzazione di nuove idee, di nuovi progetti, completando così la sua personalità. L’animatore deve raggiungere sempre il suo scopo che è quello di mediare, stimolare, coinvolgere, educare, servendosi della sua vivacità della sua fantasia.

    E’ importante  essere sempre consapevoli delle difficoltà e dell’importanza del lavoro, bisogna possedere autocontrollo, spirito di adattamento, mostrarsi sicuri, spigliati e infondere simpatia e sicurezza; in tal modo le sue direttive, i suoi suggerimenti, saranno accolti sempre in modo positivo. Iniziativa, creatività, autonomia morale, queste ed altre  sono le doti naturali che, se armonizzate nella giusta misura formano e danno vita, all’animatore professionista. Egli deve quindi possedere in primo luogo una vocazione, poiché la qualità del suo lavoro è direttamente legata alla sua capacità naturale di entrare in sintonia, in comunicazione con gli utenti. Spesso determinate qualità sono da noi, inconsciamente soffocate, però nel momento stesso in cui nasce la giusta occasione tali doti vengono fuori e potranno essere intelligentemente e positivamente utilizzate. Sorge a questo punto il problema della vocazione, intesa come quella sorta di naturale predisposizione al lavoro. Sembrerebbe scontato alla luce di quanto affermato sin ora, che l’animatore debba sentire in se stesso una < chiamata interiore >, non a caso lo si potrebbe paradossalmente paragonare ad un individuo che si sente investito di una missione socialmente utile al pari di un sacerdote o di un assistente sociale. Tuttavia, per quanto l’accostamento possa apparire suggestivo ed in qualche modo appropriato, trattandosi in fin dei conti della delicata opera di favorire rapporti interpersonali, se si assume il concetto di vocazione in un senso affine a quello del richiamo religioso, la personalità dell’animatore, assume caratteristiche generiche e scade addirittura nel retorico. Occorre però notare che è pur vero che qualsiasi lavoro costituisce anche una < missione > e che soltanto nel rispondere con sincerità e con entusiasmo a tale chiamata, la persona si qualifica. In altri termini, si può semplicemente affermare che animatori si nasce e che, se non si è dotati di una vera predisposizione, a poco valgono gli apprendimenti di tipo tecnico pratico o metodologico. Si tende quindi, ad accostare la figura dell’animatore, la sua personalità, a quella degli artisti in genere per i quali lo studio di tecniche vale ben poco se mancano di ispirazione. Si pensi ad esempio all’opera del medico, nessun libro, nessuna esperienza, potrà mai formare un dottore competente se a questi mancheranno determinate attitudini, però allo stesso tempo nessuna competenza si acquisisce senza l’apprendimento di specifiche conoscenze. Il problema della predisposizione alla professione non è quindi inesistente o futile, ma appare comunque chiaro che esige una naturale inclinazione sempre supportata da una sufficiente preparazione, cultura, in materia.

     

     

    ( a cura dello staff di Animandia, tratto da Analisi generale dell’animazione Edizioni Effegi)

     

    n.b. Per quanti volessero lavorare nel settore dell’animazione turistica segnalo dunque Animandia http://www.Animandia.it

    Animandia è un portale nato oltre 16 anni fa  allo scopo  di sostenere e favorire lo sviluppo del settore dell’animazione turistica. Animandia opera mediante un mercatino di annunci ed inserzioni,  a disposizione di tutti gli interessati.

    Nel mercatino di Animandia, ci sono numerose offerte di lavoro sia su territorio Nazionale, ma anche suddivise per singole Regioni .

    Ogni annunci offerte lavorative riporta, oltre la descrizione del personale richiesto, anche i recapiti

    ( email. e tel) di tutte le aziende associate che ricercano animatori vari ruoli anche alla prima esperienza, prevalentemente si tratta agenzie di animazione, tour operator, organizzazioni vacanze e strutture turistiche

    Ultima cosa che ci tengo a segnalare è che Animandia mette a disposizione degli interessati  un comodo servizio gratuito chiamato Curriculum espresso, mediante il quale è possibile inviare il proprio CV alle agenzie aderenti all’iniziativa. In pratica,  inviando a mezzo posta elettronica ( [email protected]) un breve curriculum, la redazione di Animandia provvederà a sua volta

    ad inoltrarlo a tutte le  imprese associate che ricercano personale. In questo modo si contattano decine di aziende simultaneamente, aumentando così le possibilità di poter trovare impiego.

  • UN BUON ANIMATORE COINVOLGE , NON COSTRINGE

    Un animatore professionista deve saper adoperare la simpatia e la persuasione, per coinvolgere tutti specie i più timidi i più impacciati. Coinvolgere non significa costringere, la partecipazione deve essere sempre spontanea. L’insistenza oltre che rivelarsi inutile, può far nascere delle antipatie nei confronti di chi l’adopera. La maniera più efficace per raggiungere lo scopo, è sempre quella basata sulla discrezione ma in questi casi, soprattutto sulla persuasione. L’animatore in altri termini dovrebbe essere sempre creativo, sia nel pensiero che nel suo svolgimento. Per persuadere il cliente a ciò che si propone, è utile adoperare delle frasi di “aggancio” divertenti, se è possibile bisognerebbe ricordare (magari inizialmente annotandolo nell’agenda personale) il nome del maggior numero di ospiti, oppure trovargli un soprannome simpatico, in tal modo l’utente si sente considerato e ciò semplifica le cose. Quando la persona è chiamata per nome si sente trattata da amico, il rapporto che si viene ad instaurare permette anche di essere meno formali ed inoltre facilita il coinvolgimento; chiamare qualcuno per nome, identificarlo con un soprannome simpatico, consente all’animatore di farlo partecipare a numerose iniziative (… Luisa dai, vieni a fare la valletta per questa serata giochi…). Un professionista dovrà anche tener presente e valutare, il tipo di utente e il suo profilo caratteriale, il contesto psicologico cui egli appartiene e nel quale l’animatore  dovrà inserirsi. Possiamo suddividere due differenti situazioni di contesto a carattere psicologico.

     

    1. a) Contesto psicologico individuale:

    Significa che il singolo utente, non si lascia condizionare psicologicamente dall’ambiente esterno. Questa indipendenza favorisce l’accettazione e la partecipazione alle attività animative poiché i giudizi, le osservazioni degli altri di qualsiasi natura siano, non lo interessano, non lo preoccupano.

    1. b) Contesto psicologico collettivo :

    Ciò significa che l’utente è fortemente condizionato dall’ambiente che lo circonda. Ottenere il coinvolgimento da parte del cliente ancorato a rigidi valori di etica e di comportamento, è sicuramente più difficile. In ambedue le situazioni appare di fondamentale importanza il livello culturale infatti, a seconda del grado di istruzione, del ceto sociale di appartenenza, risulta più o meno semplice il coinvolgimento. In un ambiente cosiddetto di “élite”, quest’ultimo sarà certamente più impegnativo e delicato; semplice e di minor pretese, coinvolgere in un contesto più “alla mano”. Se si agisce in un contesto sociale simile a quello dell’animatore, sarà più facile ottenere una partecipazione, un coinvolgimento di massa.

     

    L’abilità di chi comunica, come nel caso di un animatore che si accinge a spiegare un nuovo gioco, non deve consistere solo nel dare indicazioni e spiegazioni, ma anche nel mettere tutti in condizioni di aderire all’iniziativa proposta e svolgere l’attività con impegno e non con superficialità. Per fare ciò bisogna saper coinvolgere, conoscendo i destinatari di ogni comunicazione trasmessa ed anche cercando di prevenire e valutare le loro reazioni di fronte a nuove situazioni. In tal modo l’animatore sarà certo che ciò che dice non sarà solo recepito, ma darà vita alle azioni desiderate. Ottenere una partecipazione di massa non è mai cosa semplice ed è frutto di una delicata opera, di una fitta rete di scambi, fatta principalmente dal punto di vista del contatto umano. Molto importante non è solo ciò che si dice ma anche come si agisce nei confronti del singolo e dei gruppi. A volte infatti, può capitare che gli animatori non si interessano affatto di come gli utenti accoglieranno delle variazioni dei programmi animazione, dei cambiamenti imprevisti, in merito ad esempio agli orari degli “appuntamenti” promossi. Il gruppo di animazione sovente sottovaluta tali situazioni e non si preoccupa affatto di adeguare le loro esigenze a quelle dell’utenza. Abbiamo detto più volte che il successo dell’équipe nasce da una fusione tra gli animatori e ospiti, ed è anche e soprattutto attraverso il rispetto nel prossimo che si coinvolge l’utenza. Venire incontro alle esigenze della maggioranza dei clienti, essere disposti anche a dei piccoli sacrifici pur di accontentare l’utenza, è quello che un professionista del settore deve essere pronto a compiere per raggiungere il successo sul piano del coinvolgimento e quindi per essere apprezzato dal punto di vista personale prima e professionale dopo.

     

    ( a cura dello staff di Animandia, tratto da Analisi generale dell’animazione Edizioni Effegi)

     

    IMPORTANTE: Per quanti volessero lavorare nel settore dell’animazione turistica segnalo dunque Animandia http://www.Animandia.it

    Animandia è un portale nato oltre 16 anni fa  allo scopo  di sostenere e favorire lo sviluppo del settore dell’animazione turistica. Animandia opera mediante un mercatino di annunci ed inserzioni,  a disposizione di tutti gli interessati.

    Nel mercatino di Animandia, ci sono numerose offerte di lavoro sia su territorio Nazionale, ma anche suddivise per singole Regioni .

    Ogni annunci offerte lavorative riporta, oltre la descrizione del personale richiesto, anche i recapiti

    ( email. e tel) di tutte le aziende associate che ricercano animatori vari ruoli anche alla prima esperienza, prevalentemente si tratta agenzie di animazione, tour operator, organizzazioni vacanze e strutture turistiche

    Ultima cosa che ci tengo a segnalare è che Animandia mette a disposizione degli interessati  un comodo servizio gratuito chiamato Curriculum espresso, mediante il quale è possibile inviare il proprio CV alle agenzie aderenti all’iniziativa. In pratica,  inviando a mezzo posta elettronica ( [email protected]) un breve curriculum, la redazione di Animandia provvederà a sua volta

    ad inoltrarlo a tutte le  imprese associate che ricercano personale. In questo modo si contattano decine di aziende simultaneamente, aumentando così le possibilità di poter trovare impiego.

     

     

     

  • Tour del Vietnam: da Ho Chi Minh ad Hanoi

    Arrivare a Ho Chi Minh (in passato nota come Saigon) è come entrare in un nuovo mondo. Una volta superato lo shock iniziale delle migliaia di scooter che ci sono sulle strade e realizzato quanto sia difficile riuscire ad attraversare, sarai sulla buona strada!

    Data la facilità è preferibile girare la città a piedi, così da assicurarsi di non perdersi nulla. Il consiglio è sempre quello di prenotare in anticipo alcuni tour imperdibili quali la visita ai tunnel di Cu Chi o il Delta del Mekong, per cui meglio rivolgersi ad un tour operator specializzato in Vietnam per andare sul sicuro. Prenotare una guida privata in inglese (anche solo per mezza giornata) è un ottimo modo per saperne di più sulla città e conoscere la sua storia da qualcuno che la vive ogni giorno.

    Mui Ne e le spiagge

    Dalla città di Ho Chi Minh, la maggior parte delle persone vola direttamente a Nha Trang, o in alternativa, prende il bus turistico fino a Mui Ne, un famoso resort sulla spiaggia a circa 5 ore di viaggio. Famoso per i suoi sport acquatici praticabili durante tutto l’anno, Mui Ne è il luogo ideale per fuggire dal trambusto e dal caos.

    Hoi An

    Per andare da Nha Trang a Hoi An, prendi un treno per Da Nang, che è la stazione ferroviaria più vicina a Hoi An. Hoi An era merita sicuramente una visita: un tempo era un importante porto e snodo per i comerci marittimi, ma nel XIX secolo il commercio portuale si spostò a Danang.

    Ciò che rimane è una tradizionale città vietnamita che ha mantenuto tutto il suo carattere e la sua architettura di altri tempi. Famosa per i suoi sarti e le scarpe fatte a mano, qui potrai dedicarti ad un po’ di sano shopping. Potresti inoltre passare il tempo ad esplorare la città e i suoi numerosi vicoli con graziosi negozi, caffè e un vasto mercato alimentare, o magari noleggiare uno scooter e dirigerti verso le splendide spiagge del luogo.

    Hue

    Successivamente potesti spostarti da Hoi An a Hue, a circa 4 ore di auto in direzione Nord. Hue è stata la capitale del Vietnam per circa 150 anni ed è quindi ricca di storia. È possibile prenotare un tour o noleggiare uno scooter e fare il giro della città, e attraversare il fiume a piedi per visitare la parte storica della città e la sua fortezza.

    Hanoi

    Il modo più semplice per raggiungere Hanoi dalla costa centrale è volare da Nha Trang ad Hanoi, il che richiede circa 2 ore di volo. Hanoi è una città molto diversa da Ho Chi Minh, nonostante ci siano tanti scooters anche qui! Hanoi ha un lago che è molto centrale in città, oltre a tantissimi vicoli con cibo squisito e tanti negozi. È anche un ottimo punto di partenza per visitare la regione collinosa di Sapa, dove potrai ammirare pendii ripidi circondati da verdi terrazze. Qui ci sono anche molti posti dove andare a fare trekking e alcuni tour personalizzati ti introdurranno persino alle persone delle tribù del nord che vivono in questa zona.

    La baia di Halong

    Da Hanoi, il tour più richiesto è quello di Halong Bay con un pernottamento in una delle tradizionali imbarcazione per la navigazione oceanica, originarie della Cina ma ancora in uso in tutta l’Indocina. Sarai prelevato dal tuo hotel ad Hanoi e portato a Halong. I tour includono del cibo delizioso, gite alle più grandi isole calcaree e un po’di karaoke a bordo!

    Questo itinerario richiede non meno di due settimane per poter essere seguito con la calma necessaria che è indispensabile per visitare ogni luogo a dovere.

  • Reddito di Cittadinanza cos’è, come funziona e chi ne ha diritto

    Il reddito di cittadinanza è un provvedimento dello stato che prevede che nessun italiano debba vivere sotto la soglia di povertà.
    In un momento storico dell’economia come quello attuale il reddito di cittadinanza è una questione quanto mai attuale da affrontare con equilibrio ed equità.
    Indubbiamente fin dai primi anni del 2000 la situazione economica di molte persone in italia é andata progressivamente peggiorando a causa dei molteplici fattori macroeconomici che hanno reso non solo l’italia ma tutta l’europa un continente più povero.
    I segnali di povertà in italia sono sotto gli occhi di tutti, la chiusura di molti esercizi commerciali, la diminuzione dei salari, la diffusione di attività come i compro oro, sono segni evidenti di un paese in declino economico.
    Purtroppo ciò che è successo in europa non può essere identificato come una crisi temporanea ma piuttosto come un cambiamento strutturale che ha visto il vecchio continente perdere gran parte delle condizioni favorevoli per quanto riguarda molte attività industriali e non.
    Con l’apertura dei mercati asiatici del 2001 le attività industriali italiane che fornivano prodotti di largo consumo hanno perso competitività rispetto a quei paesi che per condizioni economiche e sociali sono molto più adatti a produrre secondo la logica del profitto, che è la condizione necessaria per lo sviluppo industriale.
    Tutto ciò ha reso l’italia un paese molto più povero dove il costo del lavoro è arrivato a livelli talmente bassi da rendere impossibile sopravvivere considerando anche l’alto costo della vita e delle tasse che hanno continuato a correre ai livelli pre crisi.
    In un contesto del genere il reddito di cittadinanza è sostegno indispensabile non solo per chi non lavora ma in alcuni casi anche per chi lavora a redditi troppo bassi.
    A sostegno di questa tesi c’è il fatto che non avere tale sussidio in italia è un’eccezione, quasi tutti i paesi europei tra quelli considerati sviluppati sono previsti redditi integrativi che siano di sostegno alle persone indigenti che per varie cause non riescano a superare la soglia economica necessaria alla sopravvivenza.
    Il reddito di cittadinanza che viene proposto in italia prevede una soglia di 780 euro al mese, qualsiasi cittadino italiano che non superi questa soglia a diritto ad un integrazione al reddito che permetta al soggetto di arrivare a tale cifra.
    Questo concetto permette di estendere il sussidio non solo agli inoccupati senza reddito ma anche a tutti quei lavoratori che pur lavorando non riescono a raggiungere tale cifra ritenuta essenziale per la sopravvivenza.

  • Voglia di musica per l’estate? “Airbag” è la canzone dei Lindimixo che ti accompagnerà sulla spiaggia

    Non gli piace essere etichettati, incastrati in un paradigma: parliamo dei Lindimixo, il duo di dj e producers di Torino, che ormai da quasi due anni fanno parte della famiglia DeivRecords di Marco Trullu e che ha pubblicato oggi, 18 maggio, il suo nuovo singolo “Airbag”.
    Per l’estate in arrivo, i Lindimixo hanno optato per un cambio di genere, dettato anche dal fatto che hanno recentemente prodotto l’album di Deertibo (in uscita i primi di giugno, ndr), che ha influenzato la realizzazione della traccia: è proprio la voce di Deertibo quella che si fa spazio sulla traccia, definita da Eddy e Simone (i Lindimixo, ndr) “Esplosiva”.

    “Airbag” è disponibile su iTunes, Spotify e tutti i principali digital stores.

  • Gli impianti per produrre succhi di frutta a livello industriale

    Ogni succo di frutta ha i suoi estimatori, ma ce n’è uno in particolare che tende a raccogliere un consenso molto ampio: stiamo parlando del succo d’arancia, non solo di sapore gradevole e dissetante, ma anche profumato e – perché no – di un colore piacevole allo sguardo.

    Succo d'aranciaPer la produzione a livello industriale di succhi d’arancia possono essere utilizzate due principali modalità: la prima è la spremitura di arance fresche, che permette di ottenere un liquido che viene concentrato e successivamente utilizzato dalle aziende produttrici che provvedono a ricostituirlo (ovvero reidratarlo), pastorizzarlo e confezionarlo.

    In alternativa, seguendo un metodo più “naturale”, si può direttamente procedere alla produzione del succo di arancia in seguito alla spremitura, pastorizzandolo e confezionandolo nel giro di poco tempo; questo procedimento è sinonimo di una maggiore qualità del prodotto finito.

    Poter contare su attrezzature tecnologicamente all’avanguardia è, in ogni caso, un must per le aziende che producono questo genere di bevanda, e per trovare una risposta precisa e affidabile alle proprie necessità basta fare affidamento agli impianti automatici per succhi Prisma Tech.

    Realizzati su misura, dotati delle tecnologie più aggiornate e costruiti con componenti di qualità, gli impianti che portano il marchio Prisma Tech sono ideali per le aziende che necessitano di attrezzature versatili e in grado di durare a lungo nel tempo. Per informazioni: 0521/988282 o info(at)prismatech.it.

  • Quarant’anni dopo la Legge Basaglia: tavola rotonda alla Milano Art Gallery

    Si prepara alla Milano Art Gallery la tavola rotonda “Legge Basaglia quarant’anni dopo. Bene o male?”. Alle 18 del 25 maggio in via Alessi 11 interverranno sull’argomento numerosi esperti. Assieme alla psicologa e psicoterapeuta Maria Rita Parsi, alla scrittrice e poetessa Lucrezia Lerro, laureata in Scienze dell’Educazione e Psicologia, allo psichiatra Alessandro Meluzzi, spesso ospite di trasmissioni come Quarto Grado e Matrix e allo psichiatra Vittorino Andreoli si discuteranno gli effetti che la riforma ha avuto sul territorio italiano a distanza di quasi mezzo secolo. Contribuiranno all’evento, organizzato e moderato dal direttore di Milano Art Gallery Salvo Nugnes, molti altri ospiti illustri.

    Tra questi troviamo il direttore di «Il Giornale» Alessandro Sallusti, il prof. Vittorio Sgarbi, il prof. Francesco Alberoni, noto sociologo, lo psicoterapeuta e psichiatra Raffaele Morelli, Roberta Bruzzone, criminologa e psicologa forense, e lo psichiatra Paolo Crepet.

    Il dibattito si presenta come un’ottima opportunità per riportare all’attenzione, a pochi giorni dall’anniversario della legge (pubblicata il 13 maggio 1978), la riforma che ha permesso la riorganizzazione dell’assistenza psichiatrica ospedaliera e territoriale, facendo sì che l’Italia fosse il primo Paese al mondo ad abolire i manicomi. A partire da questo punto tutti gli ospedali psichiatrici in cui venivano confinate le persone con disturbi mentali (a volte solamente oppositori politici in periodo di guerra, prostitute, bambini iperattivi, uomini e donne depressi o con disturbi relativi all’apprendimento), anche contro la loro volontà, vengono fatti chiudere. Non solo. Viene confermato il diritto di cittadinanza ai pazienti e vengono approntate le norme a loro tutela, che fanno dell’Italia uno degli Stati tra i più avanzati in questo ambito del campo giuridico. Quarant’anni dopo questa rivoluzione permangono ancora molte criticità e problemi che è bene affrontare con chiarezza, confrontandosi con le realtà attuali, come i centri di salute mentale, i centri diurni ecc.

    Legge Basaglia quarant’anni dopo. Bene o male? cercherà appunto di trovare il bandolo della matassa.

    Per ulteriori informazioni è possibile chiamare lo 0424525190, scrivere a [email protected] oppure visitare il sito www.milanoartgallery.it.

  • Videosorveglianza al top con le nuove telecamere IP di Extel

    La videosorveglianza e la sicurezza della casa sono sempre più tra gli argomenti “caldi” del mercato dei dispositivismart. A supporto del trend, anche i più recenti dati Istat con le statistiche sui furti in Italia in abitazioni o spazi privati (negozi, bar, ecc): i numeri delle rapine sono in calo, ma in generale le infrazioni fanno ancora paura alla maggioranza della popolazione, come conferma il rapporto “Noi Italia”. Secondo gli ultimi dati, ogni giorno nel nostro paese avvengono mediamente 14 rapine ai danni, specialmente, di bar e negozi.

    Particolarmente puntuale, dunque, la nuova proposta di Smart Home Italia, da sempre attenta a tutto ciò che interessa la sicurezza, personale e degli ambienti in cui viviamo e lavoriamo. Specializzata nello sviluppo di sistemi elettronici e digitali innovativi di utilizzo per la casa, la società lancia sul mercato, attraverso il marchio Extel, una nuova gamma di telecamere IP composta da quattro modelli – in vendita separatamente – unitamente a unregistratore IP Full HD (1080p) (denominatoeWatch 900).

    Quest’ultimo è caratterizzato da 4 canali ed è ideale per trasformare le camere Extel eWatch in kit di videosorveglianza completo grazie alla visione Quad (QHD, quattro volte la risoluzione in alta definizione) e all’HD integrato da 1TB. Il Kit Include: 1 registratore video IP 1080p Wifi 4 canali, 1 hard disk integrato da 1 Tb, un mouse ottico filare, 1 alimentatore, 1 camera IP 1080p eWatch 220 e 1 alimentatore per camera.

    La sua installazione è semplice e rapida, non necessita di alcun cablaggio con la camera, ed è interamente Plug & Play grazie alla connessione semplice e rapida al proprio modem internet. Il costo del kit eWatch 900 è di 299 euro.

    I modelli delle telecamere godono delle medesime caratteristiche Plug & Play di agile installazione, oltre ad altre importanti feature comuni:

    • Funzione monitoring per sorvegliare facilmente la propria abitazione dall’interno, oppure ovunque via smartphone;
    • Visione notturna grazie ai LED infrarossi invisibili;
    • Rilevazione di movimento con notifica su smartphone per restare informati in propria assenza;
    • Applicazione smartphone gratuita per gestire la gamma Extel eWatch;
    • condivisione del l’accesso alla propria telecamera con un semplice click nell’applicazione smartphone
    • obbiettivo orientabile.

    In particolare, i modelli di telecamere della gamma sono:

    eWatch 220 – Prezzo: 79 euro

    Telecamera IP WiFi full HD (1080p) con rilevazione di movimento accessibile via smartphone.

    • risoluzione: 1920×1080
    • angolo di visione: H83°/V50°
    • memoria esterna: micro SD (non fornita) max 128Gb

    eWatch 320 – Prezzo: 89 euro

    Telecamera IP WiFi full HD (1080p) motorizzata con rilevazione di movimento accessibile via smartphone.

    • risoluzione: 1920×1080
    • angolo di visione: H83°/V50°
    • memoria esterna: micro SD (non fornita) max 128Gb
    • angolo di scansione: H 355° V75°

    eWatch 410 – Prezzo: 99 euro

    Telecamera IP WiFi HD (960p) esterna con rilevazione di movimento accessibile via smartphone.

    • risoluzione: 1280×960
    • angolo di visione: H83°/V50°
    • memoria interna: 16Gb

    eWatch 510 – Prezzo: 149,9 euro

    Telecamera IP WiFi full HD (960p) motorizzata con rilevazione di movimento accessibile via smartphone.

    • risoluzione: 1280×960
    • angolo di visione: H83°/V50°
    • memoria interna: 16Gb

    Le nuove telecamere IP WiFi e il kit con registratore eWatch 900 di Extel sono disponibili sul sito di e-commerce http://www.avidsenstore.it e presso i migliori negozi dedicati all’elettronica, al bricolage e al fai da te, e sono coperti da garanzia di 2 anni.

  • Bcc Bergamasca e Orobica: un premio per le eccellenze dello studio

    Serata all’insegna dell’orgoglio e dell’emozione quella che hanno trascorso 31 laureati e 10 diplomati il 17 maggio negli spazi della sala convegni della sede di Zanica di Bcc Bergamasca e Orobica. In una cerimonia dedicata, i vertici dell’Istituto di Credito hanno consegnato loro una pergamena e un premio in denaro – riconoscimento dell’impegno profuso per conseguire il titolo di studio – e la qualifica di Socio della banca.

    Il  “Premio allo studio”, consegnato ai Soci della Bcc o ai loro figli che hanno ottenuto una votazione minima di 99/110 nella tesi di laurea e 90 punti su 100 per il diploma, rappresenta un piccolo aiuto e un incentivo al proseguimento della carriera scolastica o all’ingresso consapevole nel mondo del lavoro. “Impegno, entusiasmo e preparazione – commenta il Presidente Bcc Giovanni Battista Fratelli –  sono le fondamenta di ogni attività e trampolino da cui spiccare il volo per la propria affermazione professionale”.

    Durante la cerimonia di consegna dei Premi allo Studio, iniziativa che prosegue ininterrottamente da 18 anni e che ha visto passare in rassegna oltre mille neolaureati e neodiplomati, in una sala affollata anche da genitori, parenti ed amici, il Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Bergamo Prof. Remo Morzenti Pellegrini, complimentandosi con i presenti, ha tratteggiato un quadro lucido e stimolante dell’attuale situazione socio-demografica ponendo l’accento non solo sulla rapidità con cui la domanda di nuove professioni cambia, ma anche sulle conseguenti sfide educative che il mercato richiede. “In un mondo dove Internet è più veloce del corpo umano in quanto impiega meno tempo una e-mail ad andare da un capo all’altro del pianeta che un impulso che parte dal cervello a giungere al braccio, dove il 65 % dei ragazzi che sono oggi a scuola farà un mestiere che non è stato ancora inventato – ha spiegato il Rettore – la vera differenza la faranno la conoscenza e la competenza, ma anche la passione e il coraggio di seguire le proprie aspirazioni”. Aspirazioni che la Banca aiuta a coltivare sin dai primi anni della scuola, come ha ricordato Gualtiero Baresi, Vicepresidente Bcc: “la Banca ha una costante attenzione nei confronti dei Giovani, che incontra fin da piccoli con la manifestazione del Babbo Natale, proseguendo con le lezioni di economia impartite già dalle elementari, con i prodotti a loro dedicati, fino appunto a stasera, con queste premiazioni”.

  • L’ASS. DIRITTI UMANI E TOLLERANZA ONLUS AL VELIERO PARLANTE

    Settimana del Veliero Parlante (12 – 19 maggio 2018)

     

    Anche quest’anno, l’Associazione per i Diritti Umani e la Tolleranza Onlus ha rinnovato la propria attiva partecipazione alla IX Edizione della Settimana del Veliero Parlante (12 – 19 maggio 2018) dal titolo “In varietate concordia”.

    L’iniziativa è organizzata dall’omonima rete di 44 scuole salentine di tutti i gradi scolastici che, attiva dal 2008, si propone come una vera comunità di ricerca, tesa alla costruzione di itinerari didattici per la promozione delle competenze di cittadinanza attraverso la produzione di libri sui temi che vanno dalla legalità alla tutela all’ambiente, dalle pari opportunità alla violenza sulle donne, dalla multiculturalità alla partecipazione civica.

    La manifestazione, ospitata dalle Manifatture KNOS di Lecce, conclude l’intenso percorso annuale di educazione dei giovani e dei cittadini con una mostra di libri – prodotti dalle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie – laboratori, spettacoli, momenti formativi e una serie di eventi che coinvolgono docenti, studenti, istituzioni, personalità della politica, del sociale, dell’arte e dell’associazionismo.

    Nella giornata di mercoledì 16 maggio, la Presidente dell’Associazione Fiorella Cerchiara ha presentato il progetto “Un video per i diritti umani” e i corti prodotti dalle scuole al culmine di un percorso realizzato insieme ai docenti per l’insegnamento e l’applicazione dei diritti umani proclamati dalla Dichiarazione Universale. Benché tutti i video presentati dalle scuole fossero degni di un premio a fronte dell’impegno profuso e del valore emozionale e artistico, sono stati premiati i corti più significativi e che maggiormente hanno trasmesso il messaggio di rispetto, tolleranza e inclusione, fine essenziale dei diritti umani. La platea ha molto apprezzato il lavoro delle scuole e ha accolto con grande emozione partecipativa i corti realizzati dai “giovani artisti per i diritti umani”.

    Associazione per i Diritti Umani e la Tolleranza Onlus  

     

    Contatto

    Daniela Fava – Ufficio Stampa
    Associazione per i Diritti Umani e la Tolleranza Onlus
    Italia
    [email protected]

    Associazione Diritti Umani e Tolleranza Onlus
    Via Pavoni 10
    20900 Monza
    [email protected]
    Tel: +39 349 4515822

  • Lords of Verona: l’arte fotografica di Maurizio Marcato rivela l’anima poetica di Verona

    Verona, 18 Maggio 2018 – È stato inaugurato ufficialmente ieri, giovedì 17 maggio, Lords of Verona, hotel dal design raffinato e contemporaneo situato in Piazza dei Signori, nel centro storico della città scaligera, che ha visto l’intervento del fotografo internazionale Maurizio Marcato nella resa estetica del progetto di interior e lighting design, curato dall’architetto Simone Micheli. Tutte le pareti delle lussuose suite sono decorate, infatti, dagli scatti panoramici di Maurizio Marcato che ritraggono la città di Verona: dalle fondamenta romane, ai monumenti medievali fino ad arrivare alle costruzioni austriache. L’atmosfera vibrante e luminosa della città vive nelle stanze di Lords of Verona, svelando un racconto avvincente, fatto di storia, cultura, arte e passione.

    “Nel mio lavoro di ricerca iconografica sulla città di Verona, ho voluto cogliere gli scorci paesaggistici più emozionanti per fissarli sulle pareti delle stanze di Lords of Verona in un’intima fusione tra dentro e fuori, offrendo all’ospite un’immersione totale in una città costruita da mani antiche, conosciuta in tutto il mondo per la sua bellezza” ha affermato Maurizio Marcato, raccontando il concept artistico del suo progetto fotografico. “Dal realismo materico del bianco e nero delle mie fotografie si sviluppano suggestioni artistiche intense che riempiono le pareti e vivono nell’architettura contemporanea dell’amico Simone Micheli”.

    Passeggiare per Piazza Bra con la sua Arena, visitare il Teatro Romano, attraversare Ponte Pietra, passando per Piazza delle Erbe, salire sulla Torre dei Lamberti e sulla Scala della Ragione: nei suoi scatti Maurizio Marcato ha saputo ricreare un vero e proprio tour di Verona, cogliendo luoghi vissuti e suggestivi, di forte impatto visivo, che come una finestra sulla città si offrono all’osservatore e testimoniano silenziosi un passato glorioso, a volte dimenticato. Soggiornare negli ambienti dell’hotel significa percepire l’anima di Verona, immergendosi in un luogo moderno e senza tempo, dove eleganza ed autenticità riverberano in ogni angolo. Le fotografie di Maurizio Marcato si sposano alla perfezione con l’energia della luce e la naturalità dei materiali utilizzati nel progetto di interni.

    Il restauro conservativo dell’edificio, ad opera dall’architetto Marco Molon, ha riqualificato ed esaltato la storicità del palazzo veronese; l’intervento poi di Simone Micheli ha dato forma a futuristici luxury apartments: 32 bilocali, trilocali e duplex tra i 50 e i 110 mq arredati con semplicità e grande eleganza, dotati della più moderna tecnologia domotica. Tutto concorre alla sensazione di benessere e serenità di chi sceglie di soggiornare nel lusso esclusivo di questa location indimenticabile nel cuore di Verona.

    Maurizio Marcato Press office:

    Terzomillennium – [email protected]

    +39 045 6050601 – www.mauriziomarcato.com

  • VoloVideo: parte la Campagna Volocom sul Monitoraggio radiotelevisivo di Volocom

    Non il tradizionale monitoraggio radiotelevisivo, ma un sistema integrato di servizi  per conoscere, indagare, confrontare e analizzare l’informazione radiotelevisiva  su qualunque tema e/o personaggio del contesto socio-economico.

    Il servizio VoloVideo, sviluppato in house da Volocom con tecnologie innovative di analisi linguistica e trascrizione del parlato, prevede l’acquisizione quotidiana del flusso audio-video di centinaia di canali Radio e TV e numerose funzionalità a valore aggiunto.

    E’ una piattaforma ideale per le società di comunicazione per fornire servizi di altissima qualità ai propri clienti.

    Il  prodotto lanciato con successo nel 2018 e già usato da molteplici clienti, è proposto oggi con una campagna promozionale che offre un significativo risparmio: chi sottoscrive un contratto entro il 15 giugno può ottenere il prodotto con uno sconto eccezionale del 50%. L’offerta prevede inoltre la possibilità di avere un monitoraggio gratuito (alert video automatico) per 1 evento a scelta.

    Più in dettaglio, VoloVideo è una grande base di dati  multimediali che acquisisce real-time oltre 114 Radio e TV, in continuo aumento, permette di accedere ad un contenuto vastissimo di informazione e di effettuare numerose operazioni:

    • RICERCARE file audio e video per parole chiave,
    • RITAGLIARE e UNIRE diversi spezzoni di interesse
    • SCARICARE le clip video o inviarle agli interessati via mail
    • FARE ANALISI quali-quantitative su una serie di categorie estratte automaticamente relative sia al contesto che alla localizzazione
    • CONFIGURARE ALERT automatici che arrivano via mail in tempo reale
    • DISPORRE DELLA TRASCRIZIONE di tutti i programmi
    • DISPORRE DI UN ARCHIVIO con ricerca di 1 anno sulle fonti

    Volocom offre in aggiunta la possibilità di integrare le clip radiotelevisive all’interno della rassegna stampa (firmata Volocom) rendendo il servizio completamente multimediale.
    Per ricevere informazioni compilare il modulo della Campagna Promozionale VoloVideo.

  • Il Gruppo Acque Minerali Bracca e Pineta celebra l’Università di Bergamo

    Il Gruppo Acque Minerali Bracca e Pineta celebra il 50° anniversario dell’Università degli Studi di Bergamo con la realizzazione di 4 milioni di retroetichette dedicate, che arriveranno sulle tavole degli italiani a partire dal 15 maggio. Il Gruppo è da sempre profondamente legato al suo territorio, e con questo progetto conferma il suo sostegno nelle occasioni di richiamo per la provincia di Bergamo. Non è la prima volta, infatti, che Bracca e Pineta promuovono iniziative simili, affiancando il nome a quello di altre importanti iniziative di alto profilo culturale.

    Quest’anno le aziende hanno deciso per il 50° anniversario dell’Università degli Studi di Bergamo di rivestire 4 milioni di bottiglie (2,5 milioni sulle bottiglie di acqua minerale Bracca e 1,5 milioni su quelle di acqua minerale Pineta), che saranno distribuite su tutto il territorio nazionale. Sulla retroetichetta, oltre allo stemma dell’ateneo e al logo delle celebrazioni del cinquantenario, sono riportati lo slogan “Nel futuro, dal 1968”, il sito internet che richiama agli eventi organizzati quest’anno e un QR Code per accedere direttamente al sito dell’ateneo.

    “Ci uniamo con gioia ai festeggiamenti per il 50° anniversario dell’Università degli Studi Bergamo, eccellenza locale che da sempre si impegna nella formazione dei nostri ragazzi. Le etichette che abbiamo realizzato in suo onore sono il nostro modo di ringraziare, da bergamaschi, l’Ateneo per l’impegno nella valorizzazione dei talenti del nostro territorio”, dichiara Luca Bordogna, Amministratore Delegato di Bracca SpA.

    “Siamo lieti che il Gruppo Bracca Pineta abbia deciso di intraprendere questa iniziativa in occasione di questo importante anniversario per la nostra Università. Questo testimonia ancora come le nostre radici siano ben salde nel territorio che ci ha visto crescere, con uno sguardo però sempre aperto al mondo e alle sue entusiasmanti sfide. Perciò, a nome dell’Università, desidero esprimere il mio ringraziamento al Gruppo per questa proposta”, sottolinea Remo Morzenti Pellegrini, rettore dell’Università degli Studi di Bergamo.

    Per info sul programma degli eventi di celebrazione dei 50 anni dell’Università degli Studi di Bergamo http://50unibg.it/

  • La fotografa statunitense di fama internazionale India Blake in mostra a Roma

    Si avverte un crescente interesse per la mostra personale Light and Space della fotografa statunitense India Blake, con inaugurazione prevista per sabato 23 giugno alle 19. I suoi scatti paesaggistici saranno esposti al rinomato Piram Hotel di Roma, in via Giovanni Amendola, 7 dal 22 giugno. La location si trova a pochi passi dal Teatro dell’Opera e dalla basilica Santa Maria degli Angeli, ed è spesso scelta quale sede di prestigiose esposizioni.

    L’evento, organizzato dal manager della cultura Salvo Nugnes, presidente di Spoleto Arte e direttore di Milano Art Gallery, rimarrà aperto al pubblico fino al 28 giugno.

    Una settimana significativa, che aprirà il sipario alla mostra di punta che dà il nome a Spoleto Arte. L’esibizione, a cui India Blake prenderà parte, verrà infatti inaugurata due giorni dopo, sabato 30 giugno alle 18.00, a Palazzo Leti Sansi (via Arco di Druso, 37, Spoleto). La storica fortezza ospiterà poi le opere di numerosi artisti fino al 25 luglio.

    Per meglio prepararci dunque a incontrare India Blake, riportiamo cosa la spinge nel vasto mondo dell’arte: «La fotografia per me è sempre stata un modo di raccontare una storia, suggerire che cosa sia accaduto prima di quel dato momento o, forse, che cosa possa avvenire dopo». Qui il testo originale: «Photography for me has always been a way of narrating a story, suggesting what might have occurred before the specific moment or perhaps what might happen next».

    Nata a Cambridge, nel Massachusetts, la fotografa cresce in una famiglia di artisti con il risultato di accogliere in sé l’ecletticità di chi è versatile in più ambiti. La fotografia è una passione che coltiva tuttora da autodidatta con straordinari risultati.

    Salvo Nugnes dichiara: «Le fotografie di India Blake catturano luoghi di straordinaria bellezza, che suscitano meraviglia e partecipazione».

    «India Blake’s photographs capture places of extraordinary beauty, that generate wonder and participation».

    Per informazioni è possibile chiamare lo 0424525190, scrivere a [email protected] oppure visitare il sito www.spoletoarte.it.

  • Agena: Tessuto DELPHOS d’ispirazione classica in misto lino.

    Il tessuto DELPHOS prende il nome e subito ricorda gli abiti plissé creati da Mariano Fortuny, simbolo del ‘900. Fortuny come il Centro Stile Agena per queste ispirazioni sono dovuti tornare indietro nel tempo, disegnando una texture che ricorda quella delle drappeggiate tuniche greche.

    Agena: Tessuto DELPHOS d'ispirazione classica in misto lino.

    Plissè orizzontale, proposto in altezza cm 310, proprio per lasciare i tendaggi drappeggiati ed ammirare il tessuto in tutta la sua sinuosità. E’ in misto lino e poliestere (52%LI, 48%PES), e lascia ben filtrare la luce.

    Agena: Tessuto DELPHOS d'ispirazione classica in misto lino.

    5 le varianti colore, tutte tenui ed in toni naturali. Spaziano dal bianco, all’ècru, al nocciola, ed il grigio mélange, sempre con tonalità estremamente delicate.

  • Matrimonio Boho-Chic a Villa Marta Roma by TessitoreRicevimenti.it

    Il matrimonio di tipo “boho chic” si pone al punto di convergenza tra quello rustico, vintage e bohémien; rende l’atmosfera colorata e liberale ma allo stesso tempo estremamente chic.

    Se non vedete l’ora di indicare sulle partecipazioni di matrimonio il dress code per le vostre nozze “boho chic” e sognate un fantastico abito da sposa per nozze rurali, non vi resta che scegliere Villa Marta come location ideale per ambientare il vostro giorno più bello.

    Villa Marta saprà offrirvi uno scenario perfetto, con i suoi grandi spazi all’aria aperta in cui poter dire il vostro “Sì”…anche a piedi nudi, se vorrete. Un ampio giardino esterno accoglierà il vostro aperitivo in un’atmosfera fuori dalle regole e dal tempo.

    Prato, fiori, rami, candele, spighe, papaveri saranno alcuni dei numerosi dettagli, nell’apparente disordine del vostro matrimonio “boho chic”, che faranno la differenza.

    Potrete scegliere di far pranzare o cenare i vostri ospiti nell’ampia sala di ricevimento o nel verde della Tenuta tra gli odori della vegetazione e il canto degli uccelli.

    Non vi resta che venire a Villa Marta per sbizzarrirvi con colori vivaci ed accessori estrosi ma molto molto chic!

    Giuseppe Tessitore e il suo Staff
    Villa Marta – Villa matrimonio Roma
    Via Tommaso Traetta 141, 00124 Roma
    Tel 06 50934514
    http://www.tessitorericevimenti.it

  • Opera seMiseria – Omaggio al Teatro di Peppino De Filippo

    “Opera seMiseria” omaggio a Peppino De Filippo in scena al Teatro Ariston.

    Grande attesa per il ritorno della storica Compagnia Teatrale La Ribalta di Gaeta che sarà in scena con la farsa teatrale dal titolo “Opera seMiseria” il prossimo 5 Luglio alle ore 21.00 al Teatro Ariston di Gaeta.
    Con l’adattamento e la regia di Dino Bartolomeo l’opera si ispira a due atti unici tra i più belli e interessanti di Peppino De Filippo.

    Con questo lavoro la Ribalta rende omaggio non solo al grande Peppino De Filippo ma anche agli Amici del Piccolo Teatro di Gaeta, che per circa settanta anni, “hanno fatto del teatro” una grande scuola di vita rendendo amabile tutto ciò che è l’universo teatrale ma soprattutto regalando emozioni e il piacere di stare bene insieme.

    Sul palco attrici e attori della Compagnia Teatrale e non mancheranno alcune importanti novità.

    Insomma non Vi rimane che continuare a seguire La Ribalta per vivere le emozioni che il Centro Polivalente d’Arte e Spettacolo di Gaeta dona da anni al suo pubblico sempre più numeroso.

    Sinossi:
    Raffaele e suo fratello Vittorio, entrambi artisti e musicisti vivono in una casa/negozio in affitto, in condizioni di estrema povertà a volte costretti a tanti sacrifici e spesso a non mangiare per giorni.
    Motivi questi che sono la causa dei rapporti non troppo felici con la moglie Amalia e sua sorella Lisa e che pertanto portano i due a trascorrere, gran parte della giornata nella logora soffitta dello stesso stabile dove ha sede il loro misero studio di pittura e scultura.
    Anche nel vecchio negozio di musica le cose non vanno bene, l’attività si avvia al totale abbandono. Sofferenti per i discorsi del portiere sul pranzo che lo aspetta e gravati dalla richiesta da parte del padrone di casa di pagare l’affitto, ricevono la visita di ricca vedova, che desidera commissionare loro una scultura e di una giovane e bella donna figlia di un ricco barone alla quale pur di far bella figura hanno promesso un bozzetto.
    …………Passa qualche mese e i due, delusi dei tantissimi insuccessi artistici e dai debiti accumulati, decidono di tornare ad un loro vecchio amore: “la musica” con l’augurio di lasciarsi alle spalle umiliazioni, sacrifici e miseria e nella speranza di raggiungere la serenità familiare che sembrava ormai persa.
    Già, la musica: sperando porti loro un po’ di fortuna ….
    Ma colpa del suo carattere visionario e refrattario a nuove visioni della vita che non siano le sue, non c’è verso di far cambiare idea a Raffaele che rifiuta persino un posto di lavoro come “vigilante” offertogli da una loro comare, e pur di racimolare qualche lira si arrangia copiando spartiti musicali e qualche suonata a matrimoni mal pagati.
    L’aria che tira non è più delle migliori quando entrano in negozio alcune persone distinte tra cui Alfredo Fioretti che si presenta come compositore concertista offrendo proposte molto vantaggiose e denaro perché in cerca di musicisti disposti a seguirlo nei suoi concerti in giro per il mondo. Un’occasione da non perdere per Raffaele e Vittorio……….
    Tutti sono felici, finalmente si mangia e i loro guai sembrano essere finalmente finiti. . .
    Allora … Viva la musica! Ma …. c’è sempre un ma!……

    Un susseguirsi di situazioni intriganti e bislacche che prenderanno vita in scena rendendo la commedia brillante e di grande interesse nel suo genere.

    Appuntamento al 5 Luglio ore 21.00 al Teatro Ariston di Gaeta.

    Prevendite:
    Teatro Ariston – Piazza della Libertà 19 – Gaeta
    Bar La Villa – Piazzale Caboto – Gaeta Centro Storico
    Tech – Piazza della Liberà 28/29 – Gaeta
    I Viaggi di Kilroy – Via V. Veneto 6 – Gaeta

    Official Media Partner Robert Rivera Press Events

     

    Info e Dettagli clicca qui

  • Italia dei Diritti, Antonello De Pierro candidato sindaco a Roccagiovine

    Alla fine è stato il presidente del movimento a scendere in campo nel paese della Valle dell’Aniene per lanciare un messaggio chiaro agli abitanti del territorio

    Antonello De Pierro
    Roma – Dopo aver annunciato la candidatura del responsabile provinciale di Roma Carlo Spinelli a sindaco di Cervara di Roma, l’Italia dei Diritti rende noto ufficialmente il candidato alla carica di primo cittadino di Roccagiovine, solo dopo l’accettazione della lista da parte della commissione elettorale.

    Il nome dell’aspirante era già circolato, ma c’erano delle riserve. Si era parlato del presidente Antonello De Pierro, ma visto il suo impegno nazionale si stava valutando in seno al direttivo regionale del Lazio la proposta di uno dei dirigenti regionali. E’ da tempo che il movimento si sta interessando dei problemi legati alla Valle dell’Aniene e per questo aveva deciso di partecipare alle elezioni di Cervara e Roccagiovine, per dare un segnale chiaro di vicinanza a quel territorio che, nonostante le eccezionali potenzialità, l’immobilismo degli amministratori locali è stato davvero poco valorizzato o addirittura lasciato regredire.

    E’ per questo che alla fine, il leader dell’Italia dei Diritti ha deciso di scendere in campo e lanciare un messaggio molto chiaro agli abitanti di quel territorio. Sarà dunque il presidente De Pierro a guidare la compagine di dieci aspiranti consiglieri al Comune di Roccagiovine. La sua attività a tutela delle cellule più deboli del parenchima sociale non è un mistero, politicamente e giornalisticamente, contro il potere di pochi eletti che spesso sono soliti marciare con i cingoli sui diritti e sulla dignità dei cittadini.

    E’ lo stesso direttore di Italymedia.it ed ex direttore e voce storica di Radio Roma a spiegare i dettagli motivazionali della scelta: “La Valle dell’Aniene può vantare enormi potenzialità che, purtroppo, l’immobilismo di molti amministratori locali, rivelatisi incapaci nel valorizzarle, ha soffocato e reso inespresse. E’ un territorio di straordinaria bellezza paesaggistica e architettonica, abitato da una popolazione dotata di eccezionale laboriosità.

    Eppure nella stragrande maggioranza è abbandonato al degrado e a una deriva inesorabile e irreversibile. Gli abitanti non meritano questo e chi è incapace di amministrare deve farsi da parte. Le categorie in cui noi siamo soliti dividere coloro i quali occupano gli scranni istituzionali sono quella dei politici, che espletano il mandato attribuito loro dall’elettorato nel pieno rispetto dei cittadini e soprattutto nell’interesse primario dei corpi collettivi, e quella dei politicanti che sono tutta un’altra cosa e quel mandato di fiducia lo tradiscono, in quanto non riescono, per svariate ragioni, a soddisfare le istanze della popolazione che gliel’ha conferito.

    Purtroppo nella Valle dell’Aniene ci siamo imbattuti molto più in politicanti che in politici e questo gli straordinari abitanti del luogo non lo meritano. Alla luce di tutto ciò, come movimento Italia dei Diritti, abbiamo deciso di metterci in gioco per poter fornire a questo incantevole territorio, che ci sta particolarmente a cuore, tutta l’espressione di crescita evolutiva che gli compete. Siamo determinati ad abbattere le logiche clientelari, o peggio ancora familiari, queste ultime particolarmente diffuse nei centri più piccoli, che in genere condizionano il voto nei comuni della zona. Se i cittadini continueranno a votare secondo il criterio della famiglia numerosa poi saranno destinati a quell’immobilismo a cui sono stati abituati finora.

    E il nostro impegno per tutti i paesi della valle continuerà costantemente dentro o fuori dalle istituzioni. Ho già sollecitato in tal senso il responsabile provinciale Carlo Spinelli, che non a caso è candidato sindaco a Cervara di Roma, dove l’immobilismo a cui ho fatto cenno, a nostro avviso è lapalissiano. Come candidato sindaco di Roccagiovine, ma senza trascurare la Valle dell’Aniene in toto, ci sono molte cose che mi stanno a cuore.

    In primis, fedele a quella che è la mia formazione umana e morale e al patrimonio dnatico che custodisco, da sempre impegnato a dare voce alle cellule più deboli del nostro parenchima sociale, non posso accettare nella maniera più assoluta la vergogna del caro pedaggi sull’autostrada A 24. Lotteremo insieme agli abitanti contro una speculazione ributtante, che va a schiacciare e mortificare la dignità di chi è costretto a percorrere l’autostrada per lavoro, costretto a quel pendolarismo defatigante, che viene reso ancora più gravoso dall’assurda gabella imposta. Quegli abitanti, i cui diritti non sono stati difesi adeguatamente da chi amministra i paesi della Valle dell’Aniene, votato e legittimato a occupare gli scranni istituzionali, pur non avendone le capacità, grazie a quelle logiche familiari e clientelari di cui ho poc’anzi parlato e che abbiamo deciso di combattere strenuamente a beneficio della popolazione interessata. Se sono riuscito, grazie al fondamentale ausilio dei tanti sostenitori, a bloccare l’istituzione dei pedaggi sul Grande Raccordo Anulare di Roma e sull’autostrada Roma – Fiumicino, credo di poter arginare agevolmente un fenomeno che periodicamente va a vessare gli onesti e inermi cittadini, gravando spietatamente sulle loro tasche, che chi avrebbe dovuto difenderli non è stato in grado di farlo. Annuncio fin d’ora clamorose azioni di protesta per porre fine a questa ignobile indecenza.

    Per Roccagiovine in particolare il nostro impegno verterà soprattutto sull’incremento delle attività produttive del luogo, con la conseguente creazione di nuove opportunità di lavoro, puntando a ridurre il numero di chi è costretto a fare il pendolare. C’è chi partirà per la Capitale, ma lo farà per scelta, non certo perché obbligato da imposizioni lavorative. La nostra sfida sarà altresì culturale.

    La cultura, in un centro come Roccagiovine, con una storia così, non può essere relegata ai margini, ma deve occupare un posto di primissimo piano. Perciò via libera a un’infinità di manifestazioni culturali, che porteranno in paese tantissime persone con rilancio delle attività commerciali. Il castello Orsini, parte integrante, se non primaria, della storia del borgo, dovrà essere assolutamente al centro del suo rilancio. Abbiamo già allo studio molte opzioni per attuare ciò. Con noi il vento del cambiamento soffierà molto forte su Roccagiovine, il tutto a beneficio dei corpi collettivi, e mai cederemo a chi finora non ha saputo valorizzare appieno l’offerta di un piccolo, ma importantissimo e strategico paese“.

    La sfida è lanciata, con una lista competitiva di aspiranti consiglieri che vede ben cinque donne, vale a dire la metà dei candidati. Il candidato sindaco è noto anche per essere stato il primo giornalista aggredito da un componente della famiglia mafiosa Spada a Ostia (fu minacciato di morte e assalito dal boss Armando, cugino dell’ormai arcinoto Roberto, accompagnato sotto casa sua dal rinomato imprenditore di Ostia Alfonso De Prosperis e da sua moglie Angela Falqui) prima di Federica Angeli e Daniele Piervincenzi. Sarà sostenuto da Aurelio Tartaglia (capolista), Valentina Lombardi, Gianni Riefolo, Paolo Nanni, Pino Di Paolo, Carmen Bandera, Dantina Salzano, Iole Tartaglia, Martina D’Auria e Domenico Nucifora.

  • Al Forum di Sme.UP: «Le imprese e il business 4.0»

    In un’epoca di profondo cambiamento, tre grandi rivoluzioni sono alle porte: la fatturazione elettronica, la business intelligence e l’Industrial Internet of Things.
    Sme.UP, gruppo specializzato nella risoluzione delle complessità del business moderno, da sempre pioniere in fatto di cultura dell’innovazione, ha presentato questa mattina durante il suo Forum 2018 ospitato al ristorante Da Vittorio di Brusaporto le novità e le strategie che consentiranno alle aziende di lavorare in modo integrato traendo valore aggiunto dalle loro attività.
    Come noto, dal 1° luglio 2018 la fatturazione elettronica diventerà obbligatoria per gli operatori del settore dei subappalti pubblici e della filiera dei carburanti e dal 1° gennaio 2019 si estenderà a tutte le aziende – imprese, commercianti e professionisti – sia nei rapporti B2B che nel B2C. Per la fatturazione elettronica, il Gruppo mette a disposizione un servizio accreditato che consente di gestire tutte le fasi di invio e ricezione delle fatture in modalità digitale da e verso aziende private e verso la Pubblica Amministrazione, di archiviare le fatture XML in un’unica piattaforma integrabile ai gestionali in uso, di organizzarle, di firmarle e trasmetterle gestendo le ricevute/notifiche. Con il servizio si potrà anche ricevere le fatture XML e inviare notifiche di accettazione/rifiuto, portare in conservazione a norma le fatture, ricercare e consultare le fatture emesse e corredate dai messaggi e notifiche del SdI, da qualsiasi device mobile.

    Allo stesso modo, l’Industrial Internet of Things, uno dei trend tecnologici più importanti del decennio (e non solo), sta ormai facendosi sempre più spazio tanto nel lavoro quanto nella vita quotidiana. L’avvicinamento a IoT va di pari passo con lo sviluppo della Smart Industry e dunque presuppone la perfetta interconnessione tra tutte le macchine aziendali. Solo così sarà possibile estrapolare i dati più utili per inviare e ricevere informazioni. Grazie ai software di Sme.UP, i dati sono raccolti in tempo reale e resi immediatamente disponibili per diversi tipi di analisi e visualizzazioni a seconda delle necessità. Così facendo è, ad esempio, possibile monitorare lo stato degli impianti e l’avanzamento della produzione, facendo statistiche, analisi di processo, andamenti e storicizzazione delle attività. Insomma, attivando una strategia totalmente 4.0.

    E altrettanto rivoluzionaria è la business intelligence, ovvero tutti quei sistemi che consentono di rendere sempre più efficace ed efficiente l’attività aziendale, migliorando e semplificando i processi decisionali. Parliamo, in particolare, di modelli che permettono di analizzare i dati aziendali, pianificare e simulare (what-if simulation), eseguire il processo legato al budgeting, capire le informazioni racchiuse nei dati esistenti sui vari sistemi informativi e prendere la miglior decisione di business in quel momento. Il Gruppo Sme.UP ha sviluppato strumenti molto intuitivi, come Qlik Sense®, che tramite semplici interfacce drag-and-drop, consente di creare visualizzazioni dati interattive e flessibili con una navigazione più visuale e self-service, lasciando che l’utente liberi il proprio intuito per trovare i dati più utili rispetto a ciò che sta cercando. Con QlikView®, invece, soluzione considerata leader di mercato da Gartner Group, è possibile creare applicazioni personalizzate e complete di analisi guidate, lavorando direttamente sui dati reali nel momento in cui questi servono, eliminando la necessità di creare serbatoi di informazioni che possono diventare obsolete.

    «Le aziende sono chiamate a un profondo cambiamento: un business oggi è competitivo se è interconnesso, smart, integrato con software e sistemi interni ed esterni all’azienda e capace di generare potenti flussi informativi. Sia fatturazione elettronica che Industrial IoT che Business Intelligence, impatteranno moltissimo sulle nostre vite con importanti miglioramenti, ma trattandosi di cambiamenti epocali, possono in un primo momento disorientare. Per questo è importante confrontarsi, approfondire, in alcuni casi rimettersi a studiare» – dichiara Silvano Lancini, presidente del Gruppo Sme.UP.

    Tutti questi settori vedono il Gruppo Sme.UP in prima linea per fornire soluzioni immediate e performanti che aiutano ogni azienda a gestire al meglio il cambiamento, a partire dal laboratorio di sviluppo Sme.UP LAB fino alle nuove soluzioni pensate per infrastrutture, cloud e security. Strumenti che nell’ottica di un business integrato mettono in dialogo tra loro sistemi software interni ed esterni per fornire un valore aggiunto alle aziende. Con i modelli brevettati dal Gruppo Sme.UP, infatti, le aziende possono aumentare l’affidabilità e la sicurezza dei loro data center, sapere esattamente quanto stanno spendendo, eliminando i costi imprevedibili, possono intervenire da remoto per la risoluzione di eventuali problemi e identificare le esigenze più importanti ottenendo il massimo risultato a livello di efficienza e di efficacia. L’infrastruttura, infatti, è fondamentale per l’operatività quotidiana del business.

    «Sono tutti sistemi che rispondono alle esigenze della nuova economia 4.0 e che richiedono non solo macchine evolute ma anche mindset, competenze e visioni all’avanguardia. Il nostro Gruppo sta rafforzando la propria presenza sui mercati e continuerà a crescere anche con prossime acquisizioni offrendo risposte sempre più efficaci alle aziende. La cosa più sbagliata che un imprenditore può fare in questo momento, infatti, è pensare che queste innovazioni siano passeggere. Non è così, siamo nel bel mezzo di una rivoluzione. E solo chi riuscirà a capire come sfruttare e valorizzare queste nuove dinamiche, non rischierà di esserne sopraffatto» – conclude Lancini.

  • Alta Scuola Italiana di Gastronomia Luigi Veronelli

     

    «La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione». Così recita l’articolo 9 della Costituzione Italiana, ponendo al centro di una possibile rinascita la cultura e il paesaggio di cui fanno parte, a pieno titolo, l’agricoltura, le produzioni alimentari e la cucina. Un contesto ambientale e culturale che rende unici i prodotti italiani nelle loro caratteristiche organolettiche, ma anche nell’immaginario di coloro che, nel mondo, li ricercano e li prediligono.

    Per comunicare e trasmettere questo valore aggiunto, questo potente fattore d’attrazione, e proporre il nostro patrimonio agroalimentare come parte di un sistema culturale è necessario che i professionisti del cibo e del vino dispongano di specifiche opportunità di formazione: con questa missione nasce l’Alta Scuola Italiana di Gastronomia Luigi Veronelli fondata da Seminario Permanente Luigi Veronelli e Fondazione Giorgio Cini.

    L’Alta Scuola Italiana di Gastronomia Luigi Veronelli, ideata e coordinata da Andrea Bonini, Direttore del Seminario Veronelli, è stata presentata questa mattina presso il Palazzo della Triennale di Milano, si ispira alle rivoluzionarie idee veronelliane e sarà luogo di pensiero e di formazione dedicato al sapere della terra e della tavola. Destinatari dell’offerta formativa saranno gli operatori (dai titolari di aziende agroalimentari italiane agli addetti al marketing, passando per titolari e personale di ristoranti, enoteche e wine bar, strutture alberghiere e ricettive, con giornalisti, blogger, PR e guide turistiche), e i futuri operatori (studenti universitari iscritti ai corsi di laurea attinenti che, purtroppo, dedicano pochissima attenzione alla gastronomia come cultura). 

    «L’idea dell’Alta Scuola italiana di Gastronomia Luigi Veronelli nasce dalla convinzione che, oggi più che mai, gli atti alimentari debbano essere vissuti e proposti come momenti di conoscenza, occasioni per nutrire corpo e mente. In questo contesto è indispensabile per gli operatori disporre delle competenze necessarie a comunicare i prodotti come ambasciatori di un sistema culturale che accomuna le singole aziende, i singoli territori. Valorizzare questa dimensione cruciale per il consumatore contemporaneo significa proseguire, oggi, il cammino alla scoperta della cultura del campo e della tavola iniziato, con straordinaria lungimiranza, da Luigi Veronelli nel secondo dopoguerra. Sono particolarmente orgogliosa, perciò, di presentare questo progetto concepito e promosso dalla nostra Associazione» – ha dichiarato Angela Maculan, Presidente del Seminario Permanente Luigi Veronelli. 

    Cornice principale delle iniziative dell’Alta Scuola Italiana di Gastronomia Luigi Veronelli sarà la sede di Fondazione Giorgio Cini presso l’Isola di San Giorgio Maggiore a Venezia, luogo di elevato valore storico e architettonico. L’Alta Scuola Veronelli sarà inaugurata nel luglio 2018 con la Settimana della Cultura Gastronomica, mentre il primo corso di alta formazione dedicato al vino italiano partirà nel 2019 e avrà titolo Camminare le vigne. Luoghi, persone e cultura del vino italiano. A tracciare questo percorso intellettuale sarà un organo specifico dell’Alta Scuola Italiana di Gastronomia Luigi Veronelli, il Laboratorio di Cultura Materiale, un tavolo di pensiero, di confronto e di discussione a cui è affidato il compito di innovare le pratiche, i linguaggi, l’immaginario e l’estetica del gusto coinvolgendo i membri del Comitato Scientifico e i docenti e arricchendo di fertili spunti culturali l’attività formativa. 

    «Luigi Veronelli ha dedicato la sua vita a dimostrare come la gastronomia, intesa come sapienza della preparazione del cibo e del vino, è un‘arte come le altre. La capacità di combinare i sapori per il piacere del palato non ha minore dignità della capacità di combinare i colori per il piacere della vista. E se la missione principale della Fondazione Giorgio Cini è la valorizzazione della cultura italiana, e in particolare veneziana, allora la decisione di organizzare sull’Isola di San Giorgio a Venezia (città che ha, tra le altre cose, una propria tradizione gastronomica d’eccellenza) l’Alta Scuola Italiana di Gastronomia, è una scelta del tutto coerente con la missione della nostra Istituzione» – ha dichiarato Pasquale Gagliardi, Segretario Generale della Fondazione Giorgio Cini. 

    Al fianco del Seminario Veronelli e della Fondazione Giorgio Cini c’è Banca Generali Private, realtà leader in Italia nel private banking che sostiene attivamente l’Alta Scuola Veronelli. «Siamo felici di sostenere questo progetto che valorizza la gastronomia italiana, una delle eccellenze che distingue il nostro Paese nel mondo – dichiara Michele Seghizzi, Direttore Comunicazione e Relazioni Esterne di Banca Generali, che aggiunge – come banca private attenta ai patrimoni dei nostri clienti siamo consapevoli del nostro ruolo all’interno della comunità. Per questo motivo vogliamo promuovere iniziative come l’Alta Scuola Italiana di Gastronomia Luigi Veronelli che ha l’obiettivo di proteggere la tradizione e generare cultura positiva». 

    Il Comitato Scientifico è presieduto da Alberto Capatti, primo rettore dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, già direttore scientifico del Comitato Decennale Luigi Veronelli, e si pregia di annoverare al proprio interno Aldo Colonetti, filosofo, storico dell’arte, del design e dell’architettura, già direttore scientifico dell’Istituto Europeo di Design, Pasquale Gagliardi, Segretario Generale di Fondazione Giorgio Cini, Alfonso Iaccarino, pluripremiato chef patron del ristorante Don Alfonso 1890, Dario Guerini, già professore dell’Università Bocconi di Milano e dell’Università di Bergamo, Ilaria Bussoni, filosofa ed editor presso la casa editrice DeriveApprodi, Roberta Sassatelli, Professore Ordinario di Sociologia presso l’Università degli Studi di Milano, Pierluigi Basso, professore ordinario di scienze del linguaggio presso l’Università Lumière Lyon 2 e dal 2017 Presidente dell’Association Française de Sémiotique, Gianluigi Brozzoni, curatore della Guida Oro i Vini di Veronelli, Gian Arturo Rota, rappresentante della Famiglia Veronelli e custode dell’Archivio Veronelli, Andrea Alpi, responsabile della didattica e della formazione del Seminario Veronelli e Sensory Project Manager della Società Italiana di Scienze Sensoriali.

    «Un approccio al vino e alla cucina, oggi, si configura anzitutto ragionando sui metodi e sui linguaggi, molteplici e interdisciplinari. Dall’immaginario alla focalizzazione del prossimo futuro, la nostra visione del presente alimentare si rinnova continuamente, e il comitato scientifico dell’Alta Scuola Veronelli ne prende atto formulando il proprio progetto. La figura di Veronelli, osservatore con i piedi per terra ed una mente sagace, instancabile, ci servirà da guida» – ha dichiarato Alberto Capatti, Presidente del Comitato Scientifico dell’Alta Scuola Italiana di Gastronomia Luigi Veronelli.

    L’Alta Scuola Italiana di Gastronomia Luigi Veronelli inaugurerà le sue attività con un’iniziativa particolarmente interessante, aperta a professionisti, studenti e appassionati dei vini e dei cibi d’Italia: la Settimana della Cultura Gastronomica, da lunedì 2 a domenica 8 luglio 2018, presso la sede della Fondazione Giorgio Cini sull’Isola di San Giorgio Maggiore a Venezia. La settimana sarà interamente dedicata all’analisi e al ragionamento sullo “stato dell’arte” della cultura gastronomica con una sequenza di seminari, degustazioni, concerti, performance artistiche e incontri pubblici condotti da figure di riferimento in ambito internazionale. Ogni giorno sarà incentrato su un tema – ad esempio la terra, l’immaginazione, la parola, i sensi – approfondendo, così, ambiti fondamentali della cultura materiale. 

    Il primo corso di alta formazione prenderà avvio nel 2019 e declinato su 150 ore nell’ambito di un semestre accademico, con una didattica articolata in moduli ordinari, modulo intensivo residenziale, momenti esperienziali presso aziende e partner, momenti formativi a distanza e attività di valutazione dell’apprendimento. Sono previsti, inoltre, alcuni servizi dedicati alla positiva interazione tra l’Alta Scuola Italiana di Gastronomia Luigi Veronelli e la cittadinanza, le istituzioni educative, sociali, culturali ed artistiche veneziane. 

    È in fase di progettazione, infine, il corso di alta formazione che nel 2020 sarà dedicato alla cucina italiana.

  • Massimo De Ciechi e il suo “Posto dietro laterale”

    in radio un nuovo  singolo estratto dall’album Dietro Laterale

    Dopo l’ottimo riscontro di “Quale Libertà”, Massimo De Ciechi propone alle  radio un nuovo singolo estratto dal suo album “Dietro laterale”. Il titolo è ”Un posto dietro laterale” , un brano pop con contaminazioni  west coast  che attraverso la metafora “dell’ultima fila” vuole mettere in evidenza quanto sia importante vivere intensamente anche le cose più semplici della vita, avendo cura di creare legami molto forti con le persone. Questo vivere ogni goccia della propria esistenza fino al limite del “fin che ce n’è” annulla il tempo e dà al ricordo la spinta per andare oltre e  per  superare le barriere, fino a ritrovare un luogo per ricominciare, per ricostruire il tutto esistenziale, anche se il destino ci ha concesso un vissuto troppo breve.
    La canzone, così come l’intero album, è dedicata ad un amico scomparso dopo una lunga lotta contro una grave malattia, combattuta tuttavia per anni con grande dignità e coraggio.

    Tecnicamente parlando il brano è l’ultima traccia dell’album DIETRO LATERALE e attraverso l’uso di un arrangiamento di ampio respiro, sostenuto  da chitarre acustiche, armonica e pianoforte, vuole chiudere l’intero progetto musicale lasciando l’ascoltatore con la sensazione e la consapevolezza  che comunque vada, sia essa lunga o breve, questa vita ha il diritto di essere vissuta fino all’ultimo secondo.

    Dietro laterale è il titolo del nuovo progetto musicale indipendente di Massimo De Ciechi pubblicato alla fine del mese di novembre 2017 e ora in distribuzione sui principali digital stores internazionali e in versione CD su Amazon in Italia e in Europa.
    Il progetto si compone di 9 brani in stile pop cantautoriale scritti in più anni e ora raccolti in questo album. Non si tratta di un concept anche se i singoli brani sono quasi tutti accomunati dal racconto di storie piccole e per lo più sofferte.
    Musiche, testi, ideazione e produzione tutte a cura di Massimo De Ciechi, arrangiamenti e realizzazione musicale di Valerio Fuiano e Max Paparella. Mixing e mastering sempre di Max Paparella presso Groove Sound Design Studio.
    Massimo De Ciechi nasce a Cuggiono (MI) nel 1965. Cantautore e poeta per passione,  svolge come attività principale quella di impiegato in una multinazionale.
    Fonda nel 1980 insieme ad altri 5 amici il gruppo musicale Aurora con il quale, nel 1986, pubblica Quando la vita è amore, album di Christian Music con 10 brani di sua composizione.
    Dopo una parentesi tra chitarra bar, musical amatoriali e spettacoli per scolaresche, nel 2005 pubblica la sua prima silloge poetica Ritratti e tratteggi di improvvisi smarrimenti pendolari, edita dalla Ibiskos Editrice Risolo, che sarà la sua casa editoriale anche per le successive pubblicazioni.
    Nel 2007 fonda l’etichetta di autoproduzione indipendente Deasonus®, con la quale pubblica l’album Questo strano viaggio, distribuito anche in digitale da Wondermark.
    Nel 2009 pubblica la sua seconda silloge poetica All’angolo nascosto del nostro silenzioso e dedicato incontro , che ottiene 13 riconoscimenti letterari nazionali e internazionali.
    A marzo 2010 porta in scena il recital autobiografico Quello che canta canzoni e scrive poesie.
    Nel 2011, con i Quadri di Ago, pubblica il singolo E’ un cuore, inno dell’associazione Cuore Fratello.
    Nel settembre 2012 distribuisce il nuovo singolo Ad ogni ora della vita e l’anno successivo pubblica la sua terza silloge poetica Lasciando che il pensiero muti il fremito in poesia, che vince il primo premio nella sezione Poesia Edita del Premio Letterario Ibiskos 2014.
    Nel mese di giugno 2015 pubblica la raccolta Cinquanta passi o poco più, che contiene il meglio dei componimenti letterari fino ad oggi pubblicati.
    Il 29 novembre 2017, dopo un lungo periodo di ideazione, composizione e revisione, protrattosi anche per importanti impegni di lavoro, pubblica e distribuisce il nuovo album Dietro laterale, realizzato insieme ai musicisti ed arrangiatori Valerio Fuiano e Max Paparella.

    www.massimodeciechi.it
    www.facebook.com/Massimo-De-Ciechi-33463419619/
    www.youtube.com/massimodeciechi

    Press, radio, Tv Agency
    DCOD Communication By GB Play
    [email protected]
    [email protected]