Autore: Andrea Polo

  • Mutui in Europa: Italia bene sul variabile, meno sul fisso

    In Italia i tassi dei mutui sono tornati a crescere, ma come sono oggi le condizioni offerte agli aspiranti mutuatari italiani rispetto a quelle di altre nazioni? Ottime per i variabili, ma per i fissi, secondo l’analisi di Facile.it e Mutui.it, notevolmente peggiori, ad esempio, se confrontate con quelle di Francia, Spagna, Portogallo e molti altri.

    Il confronto europeo

    L’indagine si basa sulla rilevazione dell’andamento degli indici registrati online in 12 Paesi a inizio settembre, considerando una richiesta di finanziamento di 120.000 euro da restituire in 20 anni per acquistare un immobile del valore di 180.000 euro.

    Guardando al tasso fisso, in Italia questo tipo di finanziamento viene proposto con un TAN a partire dal 2,89%, valore in netto aumento rispetto allo scorso anno, quando gli indici partivano intorno allo 0,80%.

    Se dodici mesi fa gli aspiranti mutuatari italiani potevano godere dei tassi fissi più bassi tra quelli rilevati, oggi, guardando ai Paesi UE analizzati, l’Italia si posiziona nei gradini bassi della classifica; solo Grecia e Germania fanno peggio, con indici fissi che partono, rispettivamente, da 3,20% e 3,12%.

    Valori nettamente migliori per Spagna e Portogallo, stati che tradizionalmente avevano tassi simili ai nostri e che invece oggi offrono indici più bassi; i TAN rilevati partono, rispettivamente, da 2% e 2,10%.

    Ancor più fortunati gli aspiranti mutuatari della Francia, che possono accedere alle migliori condizioni tra quelle offerte dai Paesi oggetto di analisi, con TAN fissi che partono addirittura da 1,80%.

    Allargando l’analisi all’Europa geografica emerge un quadro variegato: in Svizzera, ad esempio, i TAN sono inferiori a quelli italiani e, per un tasso fisso, partono da 2,48%, mentre va decisamente peggio oltremanica, nel Regno Unito, dove partono da 3,76%.

    Sul fronte del tasso variabile (considerando sempre il TAN), invece, l’Italia mantiene il suo primato e nessuno, tra i Paesi analizzati, offre un tasso iniziale migliore. Nel Belpaese i tassi partono da 1,32%, mentre fuori dai confini nazionali gli indici sono più alti; 1,87% in Portogallo, 2% in Svizzera, 2,34% nel Regno Unito. Va detto però che, a differenza del fisso, le distanze tra i Paesi rispecchiano solo la prima rata e, considerata la variabilità dei tassi, potrebbero modificarsi nel tempo a seconda dell’andamento dell’indice a cui ciascun mutuo è collegato.

    Oltre i confini europei

    Lo studio di Facile.it e Mutui.it, però, non si è limitato ad esaminare i Paesi europei, ma ha anche indagato le condizioni applicate ai finanziamenti in altre parti del mondo.

    Al di fuori del Vecchio Continente, nelle regioni oggetto di analisi, è stata registrata una crescita generalizzata dei tassi sui mutui, ma in queste aree gli indici sono ben al di sopra di quelli rilevati in Italia.

    Negli Stati Uniti d’America, ad esempio, i TAN offerti per un mutuo fisso partono da 5,25%, mentre lo scorso anno si trovavano proposte comprese tra il 2,25% e il 3,12%. Anche in Australia l’incremento è stato notevole e i tassi per un mutuo fisso partono dal 4,59%; erano sotto il 2% lo scorso anno.

    Davvero proibitivi, se paragonati con quelli del nostro Paese, i tassi del Brasile; qui il mutuo fisso viene indicizzato a partire dal 9%. Valori ancora più alti in Russia dove, in media, i tassi fissi viaggiano intorno al 10,8%.

    «La scelta da parte delle principali banche centrali di aumentare il costo del denaro ha avuto una ricaduta sui tassi dei mutui, che sono tornati a crescere in tutti i Paesi analizzati», spiega Ivano Cresto, Managing Director prodotti di finanziamento di Facile.it. «La variazione, però, non è solo riconducibile alle politiche monetarie delle banche centrali, che possono condizionare solo una delle componenti del tasso; l’altra variabile è lo spread bancario, che invece è influenzato da fattori diverse in ogni stato, tra cui le dinamiche competitive tra gli istituti di creditoQuesto spiega, ad esempio, il perché anche all’interno della stessa UE vi siano tassi così differenti».

     

  • Truffe luce e gas: oltre 3 milioni di vittime in dodici mesi

    Secondo l’indagine commissionata da Facile.it agli istituti mUp Research e Norstat presentata in occasione del lancio della nuova sezione di podcast sulla sicurezza (https://www.facile.it/podcast.html) a cura del comparatore, sono circa 3,1 milioni gli italiani che negli ultimi 12 mesi* hanno subito una truffa nell’ambito delle utenze luce e gas, con un danno economico complessivo stimato di oltre 505 milioni di euro.

    Le utenze luce e gas sono la voce di spesa familiare, tra quelle analizzate nell’indagine, dove gli italiani sono caduti in trappola con più frequenza (7,1% dei rispondenti ha dichiarato di aver subito una truffa in questo ambito); seguono le carte elettroniche (6,5%), la telefonia mobile (5,2%), mentre l’assicurazione auto/moto, da alcuni ritenuta una delle aree più a rischio, in realtà è tra i campi analizzati quello dove in percentuale gli italiani sono caduti in trappola con meno frequenza (1,4%).

    I danni economici

    A seguito delle truffe nell’ambito delle utenze luce e gas, come evidenziato dall’analisi realizzata su un campione rappresentativo della popolazione nazionale, gli italiani hanno perso oltre 505 milioni di euro, con un danno medio pari a 162 euro per truffato.

    «La troppa sicurezza o la distrazione che ciascuno di noi può avere sono spesso i motivi principali per cui si cade in trappola», spiega Tobias Stuber, CEO di Facile.it. «In realtà prendere poche e semplici precauzioni ci può mettere al riparo dalle frodi consentendoci di godere a pieno dei vantaggi offerti dai numerosi canali attraverso i quali si può risparmiare sulle principali voci di spesa familiare. Proprio per insegnare ai consumatori come riconoscere una truffa e difendersi da essa, abbiamo arricchito il nostro spazio sicurezza con un nuovo strumento, quello dei podcast, dove con 5 semplici consigli diamo a ciascuno i mezzi adatti per tutelarsi dai principali rischi.».

    Considerando tutte le altre voci di spesa familiare oggetto di indagine (telefonia, Rc auto, utenze luce e gas, carte elettroniche e conti correnti, prestiti personali), il danno economico complessivo legato alle truffe supera i 3 miliardi di euro.

    I canali più usati dai malfattori

    I consigli di Facile.it nascono anche dall’analisi degli strumenti attraverso cui vengono portate a termine le frodi. Se, guardando a tutte le voci di spesa analizzate, le email e gli sms rappresentano i principali strumenti utilizzati dai malfattori, quando si parla di frodi nelle utenze luce e gas emergono alcune specificità; in questo ambito, ad esempio, tra i canali più usati dai truffatori ci sono i finti call center(44%) e le visite porta a porta (31%).

    Più di 5 su 10 non denunciano

    Cosa accade dopo una truffa nell’ambito delle utenze luce e gas? Purtroppo, il 54% di chi cade in trappola non denuncia la frode, valore addirittura più alto rispetto alla media rilevata nelle altre voci di spesa familiare oggetto di indagine, dove chi non denuncia è il 41,5% dei truffati.

    Per quali motivi non si fa? Il 30% ha detto di non averlo fatto perché il danno economico era basso, mentre il 26% perché era certo che non avrebbe recuperato quanto perso.

    Per il 15% dei truffati, invece, vi è una ragione di natura psicologica: non hanno denunciato perché “si sentivano ingenui per esserci cascati”. Il 3%, ancora, non lo ha fatto per paura che ne venissero a conoscenza i familiari.

    «Abbiamo una spiccata tendenza a preservare la nostra reputazione», spiega il prof. Gianluca Castelnuovo, ordinario di psicologia clinica alla Cattolica di Milano e all’IRCCS Istituto Auxologico Italiano «per cui denunciare una truffa di questo tipo può significare per alcuni ammettere, a sé stessi e agli altri, che non siamo stati “furbi” a sufficienza per difenderci da un malfattore che ha agito comunque anche grazie alla nostra involontaria “complicità”. Spesso una eccessiva paura di fare brutta figura, tema dominante oggi nella società, agisce in favore dell’impunità.».

    Bollette luce e gas: chi è caduto in trappola

    Anche per le truffe nell’ambito delle utenze luce e gas le vittime predilette dei truffatori sono soprattutto gli uomini (8,9% rispetto al 5,3% del campione femminile) e, a dispetto di quanto si possa pensare, i rispondenti con un titolo di studio universitario (9,9% rispetto al 5,6% rilevato tra i non laureati).

    «Non è strano che le vittime di tali reati siano spesso persone con un titolo di studio elevato – continua Castelnuovo – in quanto le truffe utilizzano raffinate tecniche di persuasione che agiscono su più piani (cognitivo, emotivo, ecc.). Se sulla parte cognitiva possiamo difenderci, quando entrano in gioco le emozioni siamo più vulnerabili e rischiamo di sopravvalutare la nostra capacità di cogliere i segnali di truffa, ben camuffati dagli specialisti mal intenzionati.».

    Dal punto di vista anagrafico emerge che, a cadere in trappola nell’ambito delle utenze luce e gas, sono più sovente i rispondenti nella fascia di età 35-44 anni (9,2%) mentre, a livello territoriale, sono i residenti nel Nord Est (9,6%).

    *Nota metodologica: Indagine mUp Research – Norstat svolta tra il 24 ed il 26 maggio 2022 attraverso la somministrazione di n.1.012 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 55 anni, rappresentativo della popolazione italiana nel segmento di età considerato, residente sull’intero territorio nazionale + n.405 interviste di sovra-campionamento con individui oggetto di truffa nel corso degli ultimi 12 mesi.

  • Mutui casa: in Puglia cresce la richiesta media (+5,8%)

    Aumenta l’importo medio richiesto dai pugliesi per un mutuo; secondo l’analisi* di Facile.it e Mutui.it, realizzata su un campione di oltre 21mila richieste di mutuo raccolte nella regione, nei primi sette mese del 2022 gli aspiranti mutuatari della Puglia hanno puntato ad ottenere, in media, 121.191 euro, vale a dire il 5,8% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

    Il 2022 è stato caratterizzato da un aumento dei tassi di interesse ma, nonostante questo, nella regione si continuano a chiedere finanziamenti per l’acquisto di un immobile; i rincari hanno però spinto molti aspiranti mutuatari a valutare nuove tipologie di mutuo tanto è vero che, a luglio 2022, il 25% delle domande di finanziamento raccolte da Facile.it in Puglia e presentate alle banche era per un mutuo a tasso variabile con cap, percentuale notevole se si considera che fino a pochi mesi fa 9 richiedenti su 10 puntavano al fisso.

    «Oggi le opzioni a disposizione dei consumatori sono più numerose rispetto al passato; oltre al tasso fisso e variabile si stanno diffondendo rapidamente soluzioni ibride come, ad esempio, i mutui variabili con cap, che prevedono un’oscillazione degli interessi ma con un tetto massimo per la rata mensile» spiega Ivano Cresto, Managing Director prodotti di finanziamento di Facile.it. «Si tratta di prodotti più complessi e meno conosciuti rispetto a quelli tradizionali e per questo il consiglio è di affidarsi a consulenti esperti che sappiano guidare il richiedente nella scelta della soluzione più adatta.»

    Le richieste di mutui a tasso fisso nel mese di luglio sono calate al 27% del totale, mentre la quota di quelle a tasso variabile si è attestata intorno al 45%.

    Cambia l’identikit del richiedente tipo; l’età media di chi ha presentato domanda di mutuo in Puglia nei primi sette mesi del 2022 era pari a poco più di 38 anni, valore in netto calo rispetto agli oltre 40 anni e mezzo rilevati nel 2021. Ad incidere sul calo dell’età media è stato l’aumento dei richiedenti under 36 pugliesi che, nei primi sette mese dell’anno, hanno rappresentato il 46% della domanda. La durata media dei mutui è salita a 24 anni (era 22 e mezzo lo scorso anno); in leggero calo, invece, il valore degli immobili oggetto di mutuo, sceso a circa 171.000 euro (-1,9%).

    L’andamento provinciale

    Guardando alla richiesta dei mutui a livello provinciale emerge un andamento differenziato. L’area dove sono stati chiesti gli importi più elevati è quella di Bari dove, nei primi sette mesi del 2022, chi ha presentato domanda per un mutuo ha puntato ad ottenere, in media, 134.377 euro, seguita dalla provincia di Barletta-Andria-Trani (125.568 euro).

    Seguono nella graduatoria pugliese Lecce, dove la richiesta media è stata pari a 111.946 euro e, a brevissima distanza, Foggia (111.381 euro) e Brindisi (110.005 euro). Ultimo posto per Taranto, provincia nella quale gli aspiranti mutuatari hanno cercato di ottenere, sempre in media, 108.508 euro.

    Tassi in crescita

    Sul fronte dei tassi, come detto, i primi sette mesi del 2022 sono stati caratterizzati da un aumento del costo dei finanziamenti per la casa è aumentato. Secondo le simulazioni* di Facile.it, per un mutuo medio a tasso fisso (126.000 euro in 25 anni, LTV 70%) i tassi disponibili oggi online partono da circa il 2,60% (Taeg) con una rata mensile di 557 euro, vale a dire circa 85 euro in più rispetto allo scorso anno (ovvero 26mila euro in più di interessi se si considera l’intera durata del finanziamento).

    Se si guarda invece al variabile, i tassi disponibili online per la simulazione sopra indicata partono da 1,29% (Taeg), con una rata iniziale da 480 euro, vale a dire circa 30 euro in più rispetto a dodici mesi fa.

    Gli indici dei tassi variabili con cap disponibili oggi online, infine, partono da 1,80% (Taeg), con una rata iniziale da 503 euro.

    * L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 21mila richieste di mutuo raccolte tramite Facile.it e Mutui.it in Puglia nei primi sette mesi del 2021 e 2022. Le simulazioni sono state realizzate tenendo in considerazione i tassi disponibili su Facile.it in data 23 agosto 2022 e 27 agosto 2021.

     

  • Mutui casa: in Toscana cresce la richiesta media (+2,4%)

    Aumenta l’importo medio richiesto dai toscani per un mutuo; secondo l’analisi di Facile.it e Mutui.it, realizzata su un campione di oltre 27mila richieste di mutuo raccolte nella regione, nei primi sette mese del 2022 gli aspiranti mutuatari della Toscana hanno puntato ad ottenere, in media, 145.869 euro, vale a dire il 2,4% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

    Il 2022 è stato caratterizzato da un aumento dei tassi di interesse ma, nonostante questo, nella regione si continuano a chiedere finanziamenti per l’acquisto di un immobile; i rincari hanno però spinto molti aspiranti mutuatari a valutare nuove tipologie di mutuo tanto è vero che, a luglio 2022, il 34% delle domande di finanziamento raccolte da Facile.it in Toscana e presentate alle banche era per un mutuo a tasso variabile con cap, percentuale notevole se si considera che fino a pochi mesi fa 9 richiedenti su 10 puntavano al fisso.

    «Oggi le opzioni a disposizione dei consumatori sono più numerose rispetto al passato; oltre al tasso fisso e variabile si stanno diffondendo rapidamente soluzioni ibride come, ad esempio, i mutui variabili con cap, che prevedono un’oscillazione degli interessi ma con un tetto massimo per la rata mensile» spiega Ivano Cresto, Managing Director prodotti di finanziamento di Facile.it. «Si tratta di prodotti più complessi e meno conosciuti rispetto a quelli tradizionali e per questo il consiglio è di affidarsi a consulenti esperti che sappiano guidare il richiedente nella scelta della soluzione più adatta.»

    Le richieste di mutui a tasso fisso nel mese di luglio sono calate al 20% del totale, mentre la quota di quelle a tasso variabile si è attestata intorno al 45%.

    Cambia l’identikit del richiedente tipo; l’età media di chi ha presentato domanda di mutuo in Toscana nei primi sette mesi del 2022 era pari a 38 anni, valore in netto calo rispetto ai quasi 41 anni rilevati nel 2021. Ad incidere sul calo dell’età media è stato l’aumento dei richiedenti under 36 toscani che, nei primi sette mese dell’anno, hanno rappresentato il 49% della domanda. La durata media dei mutui è salita a poco più di 25 anni (era quasi 24 lo scorso anno); in calo, invece, il valore degli immobili oggetto di mutuo, sceso a circa 206.000 euro (-6,9%).

    L’andamento provinciale

    Guardando alla richiesta dei mutui a livello provinciale emerge un andamento differenziato. L’area dove sono stati chiesti gli importi più elevati è quella di Firenze dove, nei primi sette mesi del 2022, chi ha presentato domanda per un mutuo ha puntato ad ottenere, in media, 161.924 euro, seguita da Siena (148.238 euro), Livorno (143.705 euro) e Lucca (142.411 euro).

    Continuando a scorrere la graduatoria toscana si posizionano Prato, dove la richiesta media è stata pari a 140.045 euro, Pisa (139.513 euro) e Pistoia (135.022 euro).

    Chiudono la classifica le province di Grosseto (132.982 euro), Massa-Carrara (132.111 euro) e Arezzo, area nella quale gli aspiranti mutuatari hanno cercato di ottenere, sempre in media, 126.570 euro.

    Tassi in crescita

    Sul fronte dei tassi, come detto, i primi sette mesi del 2022 sono stati caratterizzati da un aumento del costo dei finanziamenti per la casa è aumentato. Secondo le simulazioni* di Facile.it, per un mutuo medio a tasso fisso (126.000 euro in 25 anni, LTV 70%) i tassi disponibili oggi online partono da circa il 2,60% (Taeg) con una rata mensile di 557 euro, vale a dire circa 85 euro in più rispetto allo scorso anno (ovvero 26mila euro in più di interessi se si considera l’intera durata del finanziamento).

    Se si guarda invece al variabile, i tassi disponibili online per la simulazione sopra indicata partono da 1,29% (Taeg), con una rata iniziale da 480 euro, vale a dire circa 30 euro in più rispetto a dodici mesi fa.

    Gli indici dei tassi variabili con cap disponibili oggi online, infine, partono da 1,80% (Taeg), con una rata iniziale da 503 euro.

    * L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 27mila richieste di mutuo raccolte tramite Facile.it e Mutui.it in Toscana nei primi sette mesi del 2021 e 2022. Le simulazioni sono state realizzate tenendo in considerazione i tassi disponibili su Facile.it in data 23 agosto 2022 e 27 agosto 2021.

     

     

  • Mutui casa: in Lombardia cresce la richiesta media (+2,2%)

    Aumenta l’importo medio richiesto dai lombardi per un mutuo; secondo l’analisi di Facile.it e Mutui.it, realizzata su un campione di oltre 91mila richieste di mutuo raccolte nella regione, nei primi sette mese del 2022 gli aspiranti mutuatari della Lombardia hanno puntato ad ottenere, in media, 156.271 euro, vale a dire il 2,2% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

    Il 2022 è stato caratterizzato da un aumento dei tassi di interesse ma, nonostante questo, nella regione si continuano a chiedere finanziamenti per l’acquisto di un immobile; i rincari hanno però spinto molti aspiranti mutuatari a valutare nuove tipologie di mutuo tanto è vero che, a luglio 2022, il 32% delle domande di finanziamento raccolte da Facile.it in Lombardia e presentate alle banche era per un mutuo a tasso variabile con cap, percentuale notevole se si considera che fino a pochi mesi fa 9 richiedenti su 10 puntavano al fisso.

    «Oggi le opzioni a disposizione dei consumatori sono più numerose rispetto al passato; oltre al tasso fisso e variabile si stanno diffondendo rapidamente soluzioni ibride come, ad esempio, i mutui variabili con cap, che prevedono un’oscillazione degli interessi ma con un tetto massimo per la rata mensile» spiega Ivano Cresto, Managing Director prodotti di finanziamento di Facile.it. «Si tratta di prodotti più complessi e meno conosciuti rispetto a quelli tradizionali e per questo il consiglio è di affidarsi a consulenti esperti che sappiano guidare il richiedente nella scelta della soluzione più adatta.»

    Le richieste di mutui a tasso fisso nel mese di luglio sono calate al 22% del totale, mentre la quota di quelle a tasso variabile si è attestata intorno al 44%.

    Cambia l’identikit del richiedente tipo; l’età media di chi ha presentato domanda di mutuo in Lombardia nei primi sette mesi del 2022 era pari a 36 anni e mezzo, valore in netto calo rispetto agli oltre 39 anni rilevati nel 2021. Ad incidere sul calo dell’età media è stato l’aumento dei richiedenti under 36 lombardi che, nei primi sette mese dell’anno, hanno rappresentato il 55% della domanda. La durata media dei mutui è salita a 25 anni (era poco più di 23 e mezzo lo scorso anno); in calo, invece, il valore degli immobili oggetto di mutuo, sceso a circa 216.000 euro (-6%).

    L’andamento provinciale

    Guardando alla richiesta dei mutui a livello provinciale emerge un andamento differenziato. L’area dove sono stati chiesti gli importi più elevati è quella di Milano dove, nei primi sette mesi del 2022, chi ha presentato domanda per un mutuo ha puntato ad ottenere, in media, 175.355 euro, seguita da Como (157.220 euro), Monza e Brianza (144.169 euro) e, a brevissima distanza, Varese (143.168 euro).

    Continuando a scorrere la graduatoria lombarda si posizionano Brescia, dove la richiesta media è stata pari a 141.303 euro, Bergamo (139.707 euro), Lecco (138.373 euro) e Mantova (129.118 euro).

    Chiudono la classifica le province di Pavia (126.568 euro), Cremona (126.389 euro) e, in ultima posizione, quella di Lodi, area nella quale gli aspiranti mutuatari hanno cercato di ottenere, sempre in media, 124.921 euro.

    Tassi in crescita

    Sul fronte dei tassi, come detto, i primi sette mesi del 2022 sono stati caratterizzati da un aumento del costo dei finanziamenti per la casa è aumentato. Secondo le simulazioni* di Facile.it, per un mutuo medio a tasso fisso (126.000 euro in 25 anni, LTV 70%) i tassi disponibili oggi online partono da circa il 2,60% (Taeg) con una rata mensile di 557 euro, vale a dire circa 85 euro in più rispetto allo scorso anno (ovvero 26mila euro in più di interessi se si considera l’intera durata del finanziamento).

    Se si guarda invece al variabile, i tassi disponibili online per la simulazione sopra indicata partono da 1,29% (Taeg), con una rata iniziale da 480 euro, vale a dire circa 30 euro in più rispetto a dodici mesi fa.

    Gli indici dei tassi variabili con cap disponibili oggi online, infine, partono da 1,80% (Taeg), con una rata iniziale da 503 euro.

    * L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 91mila richieste di mutuo raccolte tramite Facile.it e Mutui.it in Lombardia nei primi sette mesi del 2021 e 2022. Le simulazioni sono state realizzate tenendo in considerazione i tassi disponibili su Facile.it in data 23 agosto 2022 e 27 agosto 2021.

  • Facile.it Partner compie 10 anni e festeggia con un nuovo ciclo di conventions

    Facile.it Partner, la rete di intermediari assicurativi indipendente più grande d’Italia che fa capo a Facile.it, compie 10 anni e, in occasione di questo anniversario, organizza un ciclo di conventions sul territorio per incontrare i propri partner e raccontare le importanti novità del prossimo futuro in termini di prodotti e provvigioni.

    Le conventions Facile.it Partner si articolano in 10 tappe lungo tutta la Penisola: il primo evento avrà luogo a Milano il 21 settembre; a seguire Padova (22 settembre) e Forte dei Marmi (28 settembre). Ad ottobre Facile.it Partner sarà a Pescara (5 ottobre), Cagliari (6 ottobre), Roma (12 ottobre), Napoli (13 ottobre), Catania (19 ottobre), Palermo (20 ottobre) e concluderà il tour a Bari il 26 ottobre.

    Le conventions, rivolte a tutti gli intermediari della rete Facile.it Partner, avranno come filo conduttore il tema del viaggio e saranno l’occasione per condividere le novità e strategie dei prossimi mesi e fare un bilancio sui primi risultati del 2022.

    «Le conventions rappresentano per noi un momento molto importante perché abbiamo la possibilità di incontrare tutti i nostri partner e fare un punto con loro su quanto realizzato in questi mesi, ma anche presentare loro le novità in termini di provvigioni, offerta prodotti e tecnologia», spiega Igor Tunesi, Direttore di Facile.it Partner. «Per noi è fondamentale ascoltare le esigenze di ogni singolo intermediario che fa parte della nostra grande rete».

    La prima parte del 2022 è stata molto positiva per Facile.it Partner che ha allargato la propria offerta a nuovi prodotti, come la polizza Rc professionale per avvocati e commercialisti o l’assicurazione a tutela della casa.

    Alle tappe di Milano e Roma sarà presente un ospite speciale: Maurizio Cheli, astronauta e pilota collaudatore italiano. Maurizio racconterà la sua esperienza nello spazio, facendo alcuni parallelismi tra la vita da astronauta e le dinamiche organizzative e gestionali di una realtà aziendale.

     

     

    Facile.it Partner

    Facile.it Partner è la rete di intermediari assicurativi di Facile.it nata nel 2012 e cresciuta arrivando a diventare la rete indipendente più grande d’Italia. Il progetto conta oggi circa 3.300 partner su tutto il territorio nazionale vantando una raccolta complessiva di premi che, nel 2021, ha superato i 110 milioni di euro su un portafoglio di oltre 350.000 polizze attive.

     

  • Prestiti studio: +19,8% rispetto al 2021

    Nei prossimi giorni milioni di studenti torneranno sui banchi di scuola e non mancano le famiglie che, per far fronte alle spese legate allo studio, ricorrono ad un prestito personale; secondo l’osservatorio congiunto Facile.it e Prestiti.it, nei primi 8 mesi del 2022 il peso percentuale delle richieste di prestiti destinati alla formazione è aumentato del 19,8% rispetto allo stesso periodo del 2021.

    «I costi legati alla formazione possono essere molto elevati, soprattutto se si pensa all’istruzione universitaria, post-universitaria o specializzata; ma già a partire dai gradi più bassi, ad esempio dall’asilo nido, la spesa può essere non indifferente», spiega Aligi Scotti, BU Director prestiti di Facile.it. «L’aumento generalizzato dei prezzi di certo non aiuta; ricorrere ad un prestito personale, quindi, oggi più che mai può rappresentare una strategia per far pesare meno queste uscite sul budget mensile.».

    Se, da un lato, è aumentato il peso percentuale delle domande di prestiti per lo studio, dall’altro è emerso un lieve calo dell’importo richiesto: nel periodo gennaio-agosto 2022 è stato pari a 7.041 euro, vale a dire l’1,5% in meno rispetto allo scorso anno.

    L’età dei richiedenti

    L’analisi, realizzata su un campione di oltre 188.000 richieste di prestito personale raccolte da Facile.it e Prestiti.it*, ha anche messo in luce come si sia abbassata l’età media dei richiedenti; nei primi 8 mesi del 2022 chi ha presentato domanda di finanziamento per questa finalità aveva, in media, 35 anni, vale a dire 1 anno in meno rispetto a quanto rilevato nello stesso periodo del 2021.

    Sul calo dell’età media ha sicuramente inciso l’aumento del peso percentuale dei richiedenti under 26; nel periodo analizzato, le domande di prestiti per lo studio presentate da un giovane con meno di 26 anni sono state il 28% del totale, in aumento di 2 punti percentuali rispetto al 2021.

    «In Italia l’età media di chi chiede un prestito personale, guardando a tutte le finalità, è pari a quasi 41 anni, mentre quando si parla di prestiti per lo studio scende a 35 anni e oggi più di un quarto della richiesta arriva da under 26», spiega Aligi Scotti. «Un dato che può essere letto positivamente; non solo è un bene vedere giovani disposti ad investire su sé stessi e sullo studio, ma è anche indice del fatto che abbiano una posizione lavorativa che gli consente accedere al mercato del credito al consumo».

    Gli importi richiesti

    Guardando più da vicino gli importi richiesti per studio e formazione emerge come siano aumentate soprattutto le domande di taglio medio, vale a dire quelle tra i 3 e i 4,9mila euro, che, nel 2022, hanno rappresentato il 31,5% del totale, in aumento di circa 5 punti percentuali rispetto allo scorso anno. Calano sia le richieste di taglio compreso tra i 5 e i 9,9mila euro (che scendono al 29% del totale), sia quelle al di sotto dei 3mila euro (10% del totale). Stabili, invece, i prestiti di fascia alta (oltre i 10mila euro) che rappresentano il 30,3% delle domande totali.

    In calo le richieste di prestito presentate dalle donne

    Sebbene i finanziamenti legati allo studio siano, storicamente, una tipologia di prestito molto richiesta dalle donne, nei primi 8 mesi del 2022 il campione femminile risulta leggermente in calo rispetto all’anno precedente; se nel periodo gennaio-agosto 2021 le donne hanno rappresentato il 38,5% del campione, nel 2022 la percentuale è scesa al 36%.

    *Analisi realizzata su un campione di oltre 188.000 richieste di prestiti personali raccolte online da Facile.it e Prestiti.it nei primi 8 mesi del 2021 e 2022.

     

  • Mutui variabili: possibili rincari fino a 45 euro

    È atteso per l’8 settembre l’annuncio della BCE sull’aumento dei tassi e, secondo molti esperti, questa volta l’incremento potrebbe addirittura arrivare a +0,75%. Gli italiani con un mutuo a tasso variabile si preparano a possibili nuovi rincari; ma cosa cambierà? Facile.it ha fatto alcune simulazioni scoprendo che, per un mutuo medio variabile*, nei prossimi mesi la rata potrebbe salire di circa 45 euro rispetto ad oggi. Se sommiamo anche gli aumenti registrati da inizio anno, chi ha sottoscritto un mutuo variabile a gennaio 2022 vedrebbe un aggravio complessivo di circa 104 euro al mese.

    Per l’analisi Facile.it ha preso in esame un finanziamento a tasso variabile da 126.000 euro in 25 anni sottoscritto a gennaio 2022, simulando come è cambiata la rata nei primi 9 mesi del 2022 e come potrebbe ulteriormente salire in futuro ipotizzando due scenari: un aumento dell’Euribor (l’indice di riferimento per i mutui variabili) di 0,50% e uno di 0,75%.

    Il tasso (Tan) di partenza sottoscritto a gennaio e usato nell’analisi è pari a 0,67%, corrispondente ad una rata mensile di 456 euro. Se nella prima parte del 2022 le rate sono cresciute leggermente (da gennaio a giugno il rincaro è stato di soli 13 euro), dopo il primo aumento dei tassi da parte della BCE (+0,50% a luglio) gli indici dei mutui hanno iniziato a salire con più consistenza e, a settembre 2022, la rata è arrivata a circa 515 euro, vale a dire circa 58 euro in più rispetto alla rata iniziale.

    Cosa accadrà nei prossimi mesi? Se la BCE dovesse confermare un aumento del costo del denaro di 75 punti base, ipotizzando che l’Euribor cresca in modo analogo, la rata del mutuatario salirebbe a circa 560 euro, vale a dira circa 45 euro in più al mese rispetto ad oggi. In questo scenario, quindi, il mutuatario si troverebbe a pagare una rata più cara di circa 104 euro rispetto a quella di partenza. Se invece l’aumento dell’Euribor fosse pari a 50 punti base, la rata salirebbe a circa 545 euro (circa 30 euro in più rispetto ad oggi, 89 euro in più se paragonata a quella di inizio anno).

    «Per quantificare la reale portata degli aumenti è necessario aspettare di vedere quale sarà l’impatto delle decisioni della BCE sull’Euribor; va ricordato che questo indice tende a muoversi insieme ai tassi della Banca centrale, ma non è detto che lo faccia in modo speculare.», spiega Ivano Cresto, Managing Director prodotti di finanziamento di Facile.it«E anche in caso di rincari, l’impatto effettivo sulle rate mensili dipenderà dalle caratteristiche di ciascun mutuo. Per chi sta pagando il finanziamento da anni, ad esempio, l’aumento sarà più modesto, mentre per chi lo ha ottenuto di recente, potrebbe essere più consistente in quanto gli interessi sono calcolati sul debito residuo. In ogni caso, se si ha il timore di trovarsi in difficoltà con il rimborso delle rate, il consiglio è di non temporeggiare e rivolgersi subito alla propria banca, o a un consulente esperto, per sostituire il mutuo con una soluzione più sostenibile».

     

    * Simulazione realizzata da Facile.it per  un mutuo da 126.000 euro in 25 anni, LTV 70%, Tan iniziale 0,67% (Euribor3m+1,25%); la stima sull’impatto dell’aumento delle rate non tiene in considerazione l’ammortamento della quota capitale, elemento che potrebbe variare in base alle caratteristiche del mutuo.

     

     

  • Mutui casa: in Campania cresce la richiesta media (+1,9%)

    Aumenta l’importo medio richiesto dai campani  per un mutuo; secondo l’analisi* di Facile.it e Mutui.it, nei primi sette mese del 2022 gli aspiranti mutuatari della Campania hanno puntato ad ottenere, in media, 136.041 euro, vale a dire l’1,9% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

    Il 2022 è stato caratterizzato da un aumento dei tassi di interesse ma, nonostante questo, nella regione si continuano a chiedere finanziamenti per l’acquisto di un immobile; i rincari hanno però spinto molti aspiranti mutuatari a valutare nuove tipologie di mutuo tanto è vero che, a luglio 2022, il 30% delle domande di finanziamento raccolte da Facile.it in Campania e presentate alle banche era per un mutuo a tasso variabile con cap, percentuale notevole se si considera che fino a pochi mesi fa 9 richiedenti su 10 puntavano al fisso.

    «Oggi le opzioni a disposizione dei consumatori sono più numerose rispetto al passato; oltre al tasso fisso e variabile si stanno diffondendo rapidamente soluzioni ibride come, ad esempio, i mutui variabili con cap, che prevedono un’oscillazione degli interessi ma con un tetto massimo per la rata mensile» spiega Ivano Cresto, Managing Director prodotti di finanziamento di Facile.it. «Si tratta di prodotti più complessi e meno conosciuti rispetto a quelli tradizionali e per questo il consiglio è di affidarsi a consulenti esperti che sappiano guidare il richiedente nella scelta della soluzione più adatta.»

    Le richieste di mutui a tasso fisso nel mese di luglio sono calate al 24% del totale, mentre la quota di quelle a tasso variabile si è attestata intorno al 44%.

    Cambia l’identikit del richiedente tipo; l’età media di chi ha presentato domanda di mutuo in Campania nei primi sette mesi del 2022 era pari a quasi 38 anni e mezzo, valore in netto calo rispetto agli oltre 41 anni rilevati nel 2021. Ad incidere sul calo dell’età media è stato l’aumento dei richiedenti under 36 campani che, nei primi sette mese dell’anno, hanno rappresentato il 47% della domanda. La durata media dei mutui è salita a 25 anni (era 23 lo scorso anno); in calo, invece, il valore degli immobili oggetto di mutuo, sceso a circa 192.975 euro (-6,4%).

    L’andamento provinciale

    Guardando alla richiesta dei mutui a livello provinciale emerge un andamento differenziato. L’area dove sono stati chiesti gli importi più elevati è quella di Napoli dove, nei primi sette mesi del 2022, chi ha presentato domanda per un mutuo ha puntato ad ottenere, in media, 143.210 euro.

    Seguono nella graduatoria le province di Salerno, dove la richiesta media è stata pari a 131.576 euro, Caserta (123.717 euro) ed Avellino (115.610 euro). Chiude la classifica Benevento, provincia nella quale gli aspiranti mutuatari hanno cercato di ottenere, sempre in media, 110.578 euro.

    Tassi in crescita

    Sul fronte dei tassi, come detto, i primi sette mesi del 2022 sono stati caratterizzati da un aumento del costo dei finanziamenti per la casa è aumentato. Secondo le simulazioni* di Facile.it, per un mutuo medio a tasso fisso (126.000 euro in 25 anni, LTV 70%) i tassi disponibili oggi online partono da circa il 2,60% (Taeg) con una rata mensile di 557 euro, vale a dire circa 85 euro in più rispetto allo scorso anno (ovvero 26mila euro in più di interessi se si considera l’intera durata del finanziamento).

    Se si guarda invece al variabile, i tassi disponibili online per la simulazione sopra indicata partono da 1,29% (Taeg), con una rata iniziale da 480 euro, vale a dire circa 30 euro in più rispetto a dodici mesi fa.

    Gli indici dei tassi variabili con cap disponibili oggi online, infine, partono da 1,80% (Taeg), con una rata iniziale da 503 euro.

     

    * L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 33mila richieste di mutuo raccolte tramite Facile.it e Mutui.it in Campania nei primi sette mesi del 2021 e 2022. Le simulazioni sono state realizzate tenendo in considerazione i tassi disponibili su Facile.it in data 23 agosto 2022 e 27 agosto 2021.

  • Bollette: 142 euro per il frigo, 232 per il condizionatore. Quanto consumano gli elettrodomestici… e a quali non rinunceremmo mai

    Gli elettrodomestici ci hanno semplificato la vita eppure, con il prezzo dell’energia alle stelle, la tentazione di staccare la spina per abbattere il costo delle bollette è forte; basti pensare che, in questi primi 8 mesi dell’anno, una famiglia tipo ha speso per la sola bolletta elettrica circa 776 euro. Ma quali sono gli elettrodomestici a cui gli italiani non rinuncerebbero maiFacile.it, con l’aiuto di mUp Research e Norstat, lo ha chiesto ad un campione rappresentativo della popolazione nazionale, e ha anche calcolato quanto questi apparecchi pesano sulla bolletta, tenendo in considerazione i consumi indicati nelle etichette energetiche dei dispositivi e il prezzo dell’energia applicato nel 2022 nel mercato tutelato per una famiglia tipo*. Ecco cosa è emerso.

    La classifica

    L’elettrodomestico più amato dagli italiani è risultato essere la lavatrice; sarà che l’idea di tornare a lavare a mano i panni spaventa molte persone, fatto sta che il 62,7% dei rispondenti ha dichiarato di non poterne fare a meno. Dal punto di vista dei consumi, considerando una lavatrice in classe A acquistata nel 2020, il costo annuo in bolletta è pari a 91 euro.

    Al secondo posto, battuto di un soffio, si posiziona il frigorifero, che conquista il 61,7% delle preferenze. Dal punto di vista dei consumi, questo elettrodomestico rappresenta uno dei dispositivi più energivori, considerando che rimane in funzione 24h al giorno; un frigorifero da 350 litri con congelatore integrato, in classe A, comprato più di due anni fa, costa in bolletta 142 euro l’anno.

    Sul gradino più basso del podio si trova il televisore, oggetto ritenuto irrinunciabile dal 40% dei rispondenti; non sorprende vedere come la percentuale sia nettamente più altra tra gli over 65, dove raggiunge il 55%, mentre crolli al 23% tra i rispondenti con età compresa tra i 18 e i 24 anni. Dal punto di vista dei consumi, ipotizzando un uso giornaliero di 4 ore, un televisore LCD da 40 pollici ci costa 35 euro l’anno.

    Quarto e quinto posto sono occupati da due elettrodomestici che spesso troviamo vicini nelle nostre cucine; il forno e la lavastoviglie. Il primo è stato indicato come irrinunciabile dal 19% dei rispondenti, mentre il secondo dal 14,6%. Considerando di usare ciascuno di essi 1 volta ogni due giorni, il costo in bolletta per un forno elettrico da 70 litri è pari a 62 euro, mentre per una lavastoviglie è di 88 euro.

    Continuando a scorrere la graduatoria degli elettrodomestici più amati dagli italiani troviamo l’aspirapolvere (11,5%). Staccati di un soffio, nelle posizioni basse della classifica, troviamo la macchinetta del caffè (9,7%), l’aria condizionata (9,4%) e il forno a microonde (7,4%); ultima posizione per il ferro da stiro (7%). Tra questi elettrodomestici, il sorvegliato speciale dal punto di vista dei consumi è il condizionatore che, secondo le stime di Facile.it può rappresentare in bolletta fino a 232 euro.

    * La stima sul costo in bolletta degli elettrodomestici è stata realizzata considerando la tariffa dell’energia in vigore nei primi tre trimestri del 2022 nel mercato tutelato per una famiglia tipo (2.700 kwh, potenza 3 kW, fascia monoraria) e i seguenti consumi: lavatrice 220 lavaggi (212 kWh), frigorifero (330 kWh), televisore (82 kWh), forno elettrico (145 kWh), lavastoviglie (205 kWh), aria condizionata 500 ore (521 kWh). Ad eccezione del condizionatore, per il quale è stato preso a parametro un apparecchio in classe B, tutti gli altri elettrodomestici sono considerati classe A nella scala precedente alla modifica del 2021.

    Nota metodologica: Indagine mUp Research – Norstat svolta tra il 19 ed il 22 novembre 2021 attraverso la somministrazione di n.1.018 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana adulta residente sull’intero territorio nazionale.

  • Mutui casa: in Calabria cresce la richiesta media (+1%)

    Aumenta l’importo medio richiesto dai calabresi per un mutuo; secondo l’analisi* di Facile.it e Mutui.it, nei primi sette mese del 2022 gli aspiranti mutuatari della Calabria hanno puntato ad ottenere, in media, 108.782 euro, vale a dire l’1,1% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

    Il 2022 è stato caratterizzato da un aumento dei tassi di interesse ma, nonostante questo, nella regione si continuano a chiedere finanziamenti per l’acquisto di un immobile; i rincari hanno però spinto molti aspiranti mutuatari a valutare nuove tipologie di mutuo tanto è vero che, a luglio 2022, il 27% delle domande di finanziamento raccolte da Facile.it in Calabria e presentate alle banche era per un mutuo a tasso variabile con cap, percentuale notevole se si considera che fino a pochi mesi fa 9 richiedenti su 10 puntavano al fisso.

    «Oggi le opzioni a disposizione dei consumatori sono più numerose rispetto al passato; oltre al tasso fisso e variabile si stanno diffondendo rapidamente soluzioni ibride come, ad esempio, i mutui variabili con cap, che prevedono un’oscillazione degli interessi ma con un tetto massimo per la rata mensile» spiega Ivano Cresto, Managing Director prodotti di finanziamento di Facile.it. «Si tratta di prodotti più complessi e meno conosciuti rispetto a quelli tradizionali e per questo il consiglio è di affidarsi a consulenti esperti che sappiano guidare il richiedente nella scelta della soluzione più adatta.»

    Le richieste di mutui a tasso fisso nel mese di luglio sono calate al 30% del totale, mentre la quota di quelle a tasso variabile si è attestata intorno al 41%.

    Cambia l’identikit del richiedente tipo; l’età media di chi ha presentato domanda di mutuo in Calabria nei primi sette mesi del 2022 era pari a 38 anni e mezzo, valore in netto calo rispetto agli oltre 40 anni rilevati nel 2021.  Ad incidere sul calo dell’età media è stato l’aumento dei richiedenti under 36 calabresi che, nei primi sette mese dell’anno, hanno rappresentato il 45% della domanda. La durata media dei mutui è salita a 24 anni (era quasi 22 lo scorso anno); in calo, invece, il valore degli immobili oggetto di mutuo, sceso a circa 154.000 euro (-6%).

    L’andamento provinciale

    Guardando alla richiesta dei mutui a livello provinciale emerge un andamento differenziato. L’area dove sono stati chiesti gli importi più elevati è quella di Catanzaro dove, nei primi sette mesi del 2022, chi ha presentato domanda per un mutuo ha puntato ad ottenere, in media, 115.233 euro.

    Seguono nella graduatoria la provincia di Reggio Calabria, dove la richiesta media è stata pari a 107.106 euro e, staccata di poco, quella di Cosenza (106.051 euro).

    Ultimo posto per Crotone, provincia nella quale gli aspiranti mutuatari hanno cercato di ottenere, sempre in media, 96.901 euro.

    Tassi in crescita

    Sul fronte dei tassi, come detto, i primi sette mesi del 2022 sono stati caratterizzati da un aumento del costo dei finanziamenti per la casa è aumentato. Secondo le simulazioni* di Facile.it, per un mutuo medio a tasso fisso (126.000 euro in 25 anni, LTV 70%) i tassi disponibili oggi online partono da circa il 2,60% (Taeg) con una rata mensile di 557 euro, vale a dire circa 85 euro in più rispetto allo scorso anno (ovvero 26mila euro in più di interessi se si considera l’intera durata del finanziamento).

    Se si guarda invece al variabile, i tassi disponibili online per la simulazione sopra indicata partono da 1,29% (Taeg), con una rata iniziale da 480 euro, vale a dire circa 30 euro in più rispetto a dodici mesi fa.

    Gli indici dei tassi variabili con cap disponibili oggi online, infine, partono da 1,80% (Taeg), con una rata iniziale da 503 euro.

    * L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 6mila richieste di mutuo raccolte tramite Facile.it e Mutui.it in Calabria nei primi sette mesi del 2021 e 2022. Le simulazioni sono state realizzate tenendo in considerazione i tassi disponibili su Facile.it in data 23 agosto 2022 e 27 agosto 2021.

     

  • Mutui casa: in Liguria cresce la richiesta media (+3,3%)

    Aumenta l’importo medio richiesto dai liguri per un mutuo; secondo l’analisi di Facile.it e Mutui.it, realizzata su un campione di quasi 11mila richieste di mutuo raccolte nella regione, nei primi sette mese del 2022 gli aspiranti mutuatari della Liguria hanno puntato ad ottenere, in media, 131.803 euro, vale a dire il 3,3% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

    Il 2022 è stato caratterizzato da un aumento dei tassi di interesse ma, nonostante questo, nella regione si continuano a chiedere finanziamenti per l’acquisto di un immobile; i rincari hanno però spinto molti aspiranti mutuatari a valutare nuove tipologie di mutuo tanto è vero che, a luglio 2022, il 34% delle domande di finanziamento raccolte da Facile.it in Liguria e presentate alle banche era per un mutuo a tasso variabile con cap, percentuale notevole se si considera che fino a pochi mesi fa 9 richiedenti su 10 puntavano al fisso.

    «Oggi le opzioni a disposizione dei consumatori sono più numerose rispetto al passato; oltre al tasso fisso e variabile si stanno diffondendo rapidamente soluzioni ibride come, ad esempio, i mutui variabili con cap, che prevedono un’oscillazione degli interessi ma con un tetto massimo per la rata mensile» spiega Ivano Cresto, Managing Director prodotti di finanziamento di Facile.it. «Si tratta di prodotti più complessi e meno conosciuti rispetto a quelli tradizionali e per questo il consiglio è di affidarsi a consulenti esperti che sappiano guidare il richiedente nella scelta della soluzione più adatta.»

    Le richieste di mutui a tasso fisso nel mese di luglio sono calate al 24% del totale, mentre la quota di quelle a tasso variabile si è attestata intorno al 41%.

    Cambia l’identikit del richiedente tipo; l’età media di chi ha presentato domanda di mutuo in Liguria nei primi sette mesi del 2022 era pari a 38 anni, valore in netto calo rispetto ai 41 anni e mezzo rilevati nel 2021. Ad incidere sul calo dell’età media è stato l’aumento dei richiedenti under 36 liguri che, nei primi sette mese dell’anno, hanno rappresentato il 51% della domanda. La durata media dei mutui è salita a 25 anni (era 22 e mezzo lo scorso anno); in calo, invece, il valore degli immobili oggetto di mutuo, sceso a circa  182.025 euro (-5%).

    L’andamento provinciale

    Guardando alla richiesta dei mutui a livello provinciale emerge un andamento differenziato.

    La provincia che, nei primi sette mesi del 2022, ha registrato l’aumento più importante è quella di Genova, dove l’importo medio richiesto dagli aspiranti mutuatari è cresciuto del 4,6% rispetto allo stesso periodo del 2021, stabilizzandosi a 126.913 euro.

    Seguono nella graduatoria ligure Savona, che ha registrato un aumento del 3,1% (145.663 euro) e, a brevissima distanza, La Spezia (+3,0%, 132.820 euro).

    In valori assoluti, la provincia di Savona è quella dove, in media, si sono chiesti mutui di importo più elevato; Genova quella dove la richiesta media è stata più contenuta.

    Tassi in crescita

    Sul fronte dei tassi, come detto, i primi sette mesi del 2022 sono stati caratterizzati da un aumento del costo dei finanziamenti per la casa è aumentato. Secondo le simulazioni* di Facile.it, per un mutuo medio a tasso fisso (126.000 euro in 25 anni, LTV 70%) i tassi disponibili oggi online partono da circa il 2,60% (Taeg) con una rata mensile di 557 euro, vale a dire circa 85 euro in più rispetto allo scorso anno (ovvero 26mila euro in più di interessi se si considera l’intera durata del finanziamento).

    Se si guarda invece al variabile, i tassi disponibili online per la simulazione sopra indicata partono da 1,29% (Taeg), con una rata iniziale da 480 euro, vale a dire circa 30 euro in più rispetto a dodici mesi fa.

    Gli indici dei tassi variabili con cap disponibili oggi online, infine, partono da 1,80% (Taeg), con una rata iniziale da 503 euro.

     

    * L’analisi è stata realizzata su un campione di quasi 11mila richieste di mutuo raccolte tramite Facile.it e Mutui.it in Liguria nei primi sette mesi del 2021 e 2022. Per le simulazioni sono stati considerati i tassi disponibili su Facile.it in data 5 aprile 2022 e 9 aprile 2021.

  • Mutui casa: in Sicilia cresce la richiesta media (+1,5%)

    Aumenta l’importo medio richiesto dai siciliani per un mutuo; secondo l’analisi di Facile.it e Mutui.it, realizzata su un campione di oltre 24mila richieste di mutuo raccolte nella regione, nei primi sette mese del 2022 gli aspiranti mutuatari della Sicilia hanno puntato ad ottenere, in media, 115.208 euro, vale a dire l’1,5% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

    Il 2022 è stato caratterizzato da un aumento dei tassi di interesse ma, nonostante questo, nella regione si continuano a chiedere finanziamenti per l’acquisto di un immobile; i rincari hanno però spinto molti aspiranti mutuatari a valutare nuove tipologie di mutuo tanto è vero che, a luglio 2022, il 29% delle domande di finanziamento raccolte da Facile.it in Sicilia e presentate alle banche era per un mutuo a tasso variabile con cap, percentuale notevole se si considera che fino a pochi mesi fa 9 richiedenti su 10 puntavano al fisso.

    «Oggi le opzioni a disposizione dei consumatori sono più numerose rispetto al passato; oltre al tasso fisso e variabile si stanno diffondendo rapidamente soluzioni ibride come, ad esempio, i mutui variabili con cap, che prevedono un’oscillazione degli interessi ma con un tetto massimo per la rata mensile» spiega Ivano Cresto, Managing Director prodotti di finanziamento di Facile.it. «Si tratta di prodotti più complessi e meno conosciuti rispetto a quelli tradizionali e per questo il consiglio è di affidarsi a consulenti esperti che sappiano guidare il richiedente nella scelta della soluzione più adatta.»

    Le richieste di mutui a tasso fisso nel mese di luglio sono calate al 28% del totale, mentre la quota di quelle a tasso variabile si è attestata intorno al 41%.

    Cambia l’identikit del richiedente tipo; l’età media di chi ha presentato domanda di mutuo in Sicilia nei primi sette mesi del 2022 era pari a 38 anni e mezzo, valore in netto calo rispetto agli oltre 41 anni rilevati nel 2021.  Ad incidere sul calo dell’età media è stato l’aumento dei richiedenti under 36 siciliani che, nei primi sette mese dell’anno, hanno rappresentato il 47% della domanda. La durata media dei mutui è salita a 24 anni (era 22 lo scorso anno); in calo, invece, il valore degli immobili oggetto di mutuo, sceso a circa 157.000 euro (-5%).

    L’andamento provinciale

    Guardando alla richiesta dei mutui a livello provinciale emerge un andamento differenziato. La provincia che, nei primi sette mesi del 2022, ha registrato l’aumento più importante è quella di Ragusa, dove l’importo medio richiesto dagli aspiranti mutuatari è cresciuto del 5,4% rispetto allo stesso periodo del 2021, stabilizzandosi a 107.427 euro; seguono nella graduatoria Trapani, che ha registrato un aumento del 5,2% (112.334 euro), Siracusa (+5,0%, 111.094 euro) e Messina (+2,2%, 109.061 euro).

    Aumenti sotto la media regionale per Agrigento (+1%, 98.165 euro) e Catania (+0,5%, 118.194 euro) mentre a Palermo l’importo medio richiesto (123.394 euro) è rimasto sostanzialmente in linea con quello dello scorso anno.

    In valori assoluti, la provincia di Palermo è quella dove, in media, si sono chiesti mutui di importo più elevato; Caltanissetta quella dove la richiesta media è stata più contenuta.

    Tassi in crescita

    Sul fronte dei tassi, come detto, i primi sette mesi del 2022 sono stati caratterizzati da un aumento del costo dei finanziamenti per la casa è aumentato. Secondo le simulazioni* di Facile.it, per un mutuo medio a tasso fisso (126.000 euro in 25 anni, LTV 70%) i tassi disponibili oggi online partono da circa il 2,60% (Taeg) con una rata mensile di 557 euro, vale a dire circa 85 euro in più rispetto allo scorso anno (ovvero 26mila euro in più di interessi se si considera l’intera durata del finanziamento).

    Se si guarda invece al variabile, i tassi disponibili online per la simulazione sopra indicata partono da 1,29% (Taeg), con una rata iniziale da 480 euro, vale a dire circa 30 euro in più rispetto a dodici mesi fa.

    Gli indici dei tassi variabili con cap disponibili oggi online, infine, partono da 1,80% (Taeg), con una rata iniziale da 503 euro.

     

    * L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 24mila richieste di mutuo raccolte tramite Facile.it e Mutui.it in Sicilia nei primi sette mesi del 2021 e 2022. Per le simulazioni sono stati considerati i tassi disponibili su Facile.it in data 5 aprile 2022 e 9 aprile 2021.

  • Mutui: boom per i variabili con cap

    È boom per i mutui variabili con cap; secondo l’analisi* di Facile.it Mutui.it l’aumento dei tassi di interesse sta cambiando sensibilmente il mercato tanto è vero che, a luglio 2022, circa 1 domanda di mutuo su 3 era per un variabile con cap, percentuale notevole se si considera che fino a pochi mesi fa 9 aspiranti mutuatari su 10 puntavano al fisso.

    «Oggi le opzioni a disposizione dei consumatori sono più numerose rispetto al passato; oltre al tasso fisso e variabile si stanno diffondendo rapidamente soluzioni ibride come, ad esempio, i mutui variabili con cap, che prevedono un’oscillazione degli interessi ma con un tetto massimo per la rata mensile» spiega Ivano Cresto, Managing Director prodotti di finanziamento di Facile.it. «Si tratta di prodotti più complessi e meno conosciuti rispetto a quelli tradizionali e per questo il consiglio è di affidarsi a consulenti esperti che sappiano guidare il richiedente nella scelta della soluzione più adatta.».

    mutui a tasso fisso, si legge nell’analisi realizzata dai due comparatori, nel mese di luglio sono calati al 24% del totale richieste, mentre la quota di quelli a tasso variabile si è attestata intorno al 42%.

    Tassi in aumento

    Sul fronte dell’andamento dei tassi, come detto, i primi sette mesi del 2022 sono stati caratterizzati da un aumento del costo dei finanziamenti per la casa. Secondo le simulazioni* di Facile.it per un mutuo medio da 126.000 euro in 25 anni (LTV pari a 70%), i tassi fissi (Taeg) disponibili oggi online partono da circa 2,60% (era 1,10% dodici mesi fa), con una rata mensile di 557 euro, circa 85 euro in più rispetto allo scorso anno (ovvero 26mila euro in più di interessi se si considera l’intera durata del finanziamento).

    Se si guarda invece al variabile, i tassi (Taeg) disponibili online partono da 1,29% (era 0,80% dodici mesi fa), con una rata iniziale da 480 euro, circa 30 euro in più rispetto allo scorso anno.

    Sul fronte dei mutui variabili con cap, invece, gli indici (Taeg) partono da 1,80%, con una rata iniziale da 503 euro.

    Under 36 a rischio stop

    Nel 2022 i giovani hanno rappresentato una fetta fondamentale del mercato; il Fondo garanzia prima casa e i mutui al 100% hanno spinto molti Under 36 a chiedere un finanziamento tanto è vero che, da gennaio a luglio, 1 domanda su 2 è stata presentata da questa fascia di aspiranti mutuatari (erano il 35% del totale lo scorso anno).

    Attenzione, però, perché l’aumento dei tassi, che ha già obbligato le banche a fermare l’erogazione di mutui giovani 100% a tasso fisso, potrebbe nei prossimi mesi mettere a rischio anche quelli variabili e ibridi, che oggi rimangono l’unica soluzione a disposizione degli Under 36 che vogliono accedere ad un finanziamento agevolato.

    «Il Fondo garanzia prima casa è stato fondamentale nell’aiutare i giovani ad ottenere un finanziamento al 100% tanto è vero che nei primi sette mesi del 2022 quasi il 53% delle domande presentate da richiedenti con meno di 36 anni era legata alla garanzia statale», spiega Cresto. «Lo stop all’erogazione di questi mutui agevolati sarebbe un danno importante per l’intero settore».

    Identikit dell’aspirante mutuatario

    Cambia l’identikit di chi ha presentato domanda di mutuo: nei primi sette mesi del 2022 l’età media dei richiedenti è scesa a poco meno di 38 anni, valore in netto calo rispetto ai 43 anni rilevati nel 2021. L’importo medio richiesto è aumentato del 2,1% su base annua, stabilizzandosi a 140.634 euro, mentre la durata media dei piani di ammortamento è salita a 25 anni (era 23 nel 2021). In calo, infine, il valore medio degli immobili oggetto di mutuo, sceso a circa 195.000 euro (-6% su base annua).

    Da gennaio a luglio è stato registrato un aumento dei mutui per l’acquisto della prima casa, che rappresentano circa il 78% delle domande di finanziamento raccolte online; causa aumento tassi, invece, sono crollate le domande di surroga, scese a meno del 10% del totale.

     

     

    * Analisi realizzata su un campione di oltre 400.000 domande di finanziamento raccolte online da Facile.it e Mutui.it nei primi 7 mesi del 2021 e del 2022. Le simulazioni sono state realizzate tenendo in considerazione i tassi disponibili su Facile.it in data 23 agosto 2022 e 27 agosto 2021.

  • Fine degli sconti ed inflazione fanno risalire i premi Rc auto: in Veneto +6,3%

     

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    Brutte notizie per gli automobilisti veneti; dopo il prezzo della benzina, anche il costo dell’Rc auto è tornato a salire tanto è vero che, come evidenziato dall’Osservatorio di Facile.it*, a luglio 2022 per assicurare un veicolo a quattro ruote in Veneto occorrevano, in media, 364,08 euro, vale a dire il 6,3% in più rispetto a inizio anno.

    La regione è la quarta area della Penisola dove, lo scorso mese, sottoscrivere la polizza Rc auto costava di meno, posizionandosi dopo il Friuli- Venezia Giulia (312,13 euro), il Trentino-Alto Adige (349,26 euro) e la Lombardia (354,52 euro).

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di quasi 700.000 preventivi e relative quotazioni effettuati in Veneto e raccolti da Facile.it nel corso dell’ultimo anno.

    «Durante il primo semestre dell’anno», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «l’andamento dei premi Rc auto non è stato costante, ma già da aprile è iniziato il trend al rialzo che, secondo le previsioni, dovrebbe proseguire nei prossimi mesi. Va considerato non solo che molte delle scontistiche messe in atto dalle compagnie durante la pandemia si stanno esaurendo, ma anche che i costi dei sinistri stanno crescendo a causa dell’inflazione».

    L’andamento provinciale

    Se si confronta la tariffa media dell’Rc auto di luglio con quella di gennaio emerge come l’incremento sia stato rilevato, seppur in misura differente, in tutto il Veneto.

    A guidare la classifica degli incrementi più consistenti è la provincia di Belluno, area dove lo scorso mese i valori medi sono saliti del 10,7% rispetto a gennaio 2022, raggiungendo i 330,45 euro, seguita da Verona (+10,1%, 371,27 euro) e Venezia (+7,3%, 384,07 euro).

    Continuando a scorrere la graduatoria veneta si trovano Treviso, che a luglio ha registrato un aumento del premio medio del 5,8%, salito a 363,26 euro, Padova (+4,6%, 358,25 euro) e, staccata di un soffio, Vicenza (+4,3%, 347,87 euro).

    Chiude la classifica Rovigo, area che ha segnato un incremento del 3,1% (360,07 euro).

    In valori assoluti, a luglio 2022, Venezia si è confermata la provincia più costosa della regione, Belluno la più economica.

    Garanzie accessorie

    Guardando alle garanzie accessorie scelte dagli automobilisti veneti in fase di sottoscrizione emerge come, tra coloro che ne hanno inserita una, la più richiesta sia stata l’assistenza stradale, scelta dal 34,9% dei guidatori.

    Seppur a grande distanza, seguono tra le coperture aggiuntive maggiormente richieste dagli automobilisti del Veneto la garanzia infortuni conducente (20,4%) e la tutela legale (19%).

     

     

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 699.146 preventivi effettuati in Veneto su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 luglio 2021 e il 31 luglio 2022 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

     

    Immagine © Pixavril

  • Fine degli sconti ed inflazione fanno risalire i premi Rc auto: nelle Marche +8,9%

     

    Brutte notizie per gli automobilisti marchigiani; dopo il prezzo della benzina, anche il costo dell’Rc auto è tornato a salire tanto è vero che, come evidenziato dall’Osservatorio di Facile.it*, a luglio 2022 per assicurare un veicolo a quattro ruote nelle Marche occorrevano, in media, 413,67 euro, vale a dire l’8,9% in più rispetto a inizio anno.

    Non solo l’incremento dei premi medi registrato da gennaio a luglio nella regione è più alto di quello rilevato a livello nazionale (+8,6%), ma è anche il terzo più alto d’Italia, dopo Puglia (+9,4%) e Liguria (+9,1%).

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 200.000 preventivi e relative quotazioni effettuati nelle Marche e raccolti da Facile.it nel corso dell’ultimo anno.

    «Durante il primo semestre dell’anno», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «l’andamento dei premi Rc auto non è stato costante, ma già da aprile è iniziato il trend al rialzo che, secondo le previsioni, dovrebbe proseguire nei prossimi mesi. Va considerato non solo che molte delle scontistiche messe in atto dalle compagnie durante la pandemia si stanno esaurendo, ma anche che i costi dei sinistri stanno crescendo a causa dell’inflazione».

    L’andamento provinciale

    Se si confronta la tariffa media dell’Rc auto di luglio con quella di gennaio emerge come l’incremento sia stato rilevato, seppur in misura differente, in tutte le Marche.

    A guidare la classifica degli incrementi più consistenti è la provincia di Pesaro e Urbino, area dove lo scorso mese i valori medi sono saliti del 10,7% rispetto a gennaio 2022, raggiungendo i 415,21 euro, seguita, a brevissima distanza, da Fermo (+10,6%, 419,94 euro).

    Continuando a scorrere la graduatoria marchigiana si posiziona Macerata, che a luglio ha registrato un aumento del premio medio dell’8,5%, salito a 414,66 euro. Chiude la classifica Ancona, area che ha segnato un incremento del 6,4% (417,76 euro).

    In valori assoluti, a luglio 2022, Fermo è risultata essere la provincia più costosa della regione, Ascoli Piceno la più economica.

    Garanzie accessorie

    Guardando alle garanzie accessorie scelte dagli automobilisti marchigiani in fase di sottoscrizione emerge come, tra coloro che ne hanno inserita una, la più richiesta sia stata l’assistenza stradale, scelta dal 42% dei guidatori.

    Seppur a grande distanza, seguono tra le coperture aggiuntive maggiormente richieste dagli automobilisti delle Marche la garanzia infortuni conducente (23,1%) e la tutela legale (16%).

     

     

     

     

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 221.034 preventivi effettuati nelle Marche su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 luglio 2021 e il 31 luglio 2022 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Fine degli sconti ed inflazione fanno risalire i premi Rc auto: in Abruzzo +6%

    Brutte notizie per gli automobilisti abruzzesi; dopo il prezzo della benzina, anche il costo dell’Rc auto è tornato a salire tanto è vero che, come evidenziato dall’Osservatorio di Facile.it*, a luglio 2022 per assicurare un veicolo a quattro ruote in Abruzzo occorrevano, in media, 372,35 euro, vale a dire il 6% in più rispetto a inizio anno.

    Non solo l’incremento dei premi medi registrato da gennaio a luglio nella regione è più basso di quello rilevato a livello nazionale (+8,6%), ma è la regione è anche la quinta area della Penisola dove, lo scorso mese, sottoscrivere la polizza Rc auto costava di meno, posizionandosi dopo il Friuli- Venezia Giulia (312,13 euro), il Trentino-Alto Adige (349,26 euro), la Lombardia (354,52 euro) e il Veneto (364,08 euro).

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 150.000 preventivi e relative quotazioni effettuati in Abruzzo e raccolti da Facile.it nel corso dell’ultimo anno.

    «Durante il primo semestre dell’anno», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «l’andamento dei premi Rc auto non è stato costante, ma già da aprile è iniziato il trend al rialzo che, secondo le previsioni, dovrebbe proseguire nei prossimi mesi. Va considerato non solo che molte delle scontistiche messe in atto dalle compagnie durante la pandemia si stanno esaurendo, ma anche che i costi dei sinistri stanno crescendo a causa dell’inflazione».

    L’andamento provinciale

    Se si confronta la tariffa media dell’Rc auto di luglio con quella di gennaio emerge come sia stato registrato un andamento differenziato a seconda delle aree dell’Abruzzo.

    A guidare la classifica degli incrementi più consistenti è la provincia di Pescara, area dove lo scorso mese i valori medi sono saliti del 10% rispetto a gennaio 2022, raggiungendo i 395,95 euro, seguita, a brevissima distanza, da Teramo (+9,9%, 381,60 euro).

    Continuando a scorrere la graduatoria abruzzese si posiziona Chieti, che a luglio ha registrato un aumento del premio medio del 3,6%, salito a 352,88 euro. Chiude la classifica L’Aquila, area che conserva valori pressocché identici a quelli rilevati a inizio anno (+1,1%, 360,59 euro).

    In valori assoluti, a luglio 2022, Pescara è risultata essere la provincia più costosa della regione, Chieti la più economica.

    Garanzie accessorie

    Guardando alle garanzie accessorie scelte dagli automobilisti abruzzesi in fase di sottoscrizione emerge come, tra coloro che ne hanno inserita una, la più richiesta sia stata l’assistenza stradale, scelta dal 38,1% dei guidatori.

    Seppur a grande distanza, seguono tra le coperture aggiuntive maggiormente richieste dagli automobilisti dell’Abruzzo la garanzia infortuni conducente (24,2%) e la tutela legale (13,7%).

     

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 166.066 preventivi effettuati in Abruzzo su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 luglio 2021 e il 31 luglio 2022 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Fine degli sconti ed inflazione fanno risalire i premi Rc auto: in Sardegna +3%

    Brutte notizie per gli automobilisti sardi; dopo il prezzo della benzina, anche il costo dell’Rc auto è tornato a salire tanto è vero che, come evidenziato dall’Osservatorio di Facile.it*, a luglio 2022 per assicurare un veicolo a quattro ruote in Sardegna occorrevano, in media, 376,22 euro, vale a dire il 3% in più rispetto a inizio anno.

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 200.000 preventivi e relative quotazioni effettuati in Sardegna e raccolti da Facile.it nel corso dell’ultimo anno.

    «Durante il primo semestre dell’anno», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «l’andamento dei premi Rc auto non è stato costante, ma già da aprile è iniziato il trend al rialzo che, secondo le previsioni, dovrebbe proseguire nei prossimi mesi. Va considerato non solo che molte delle scontistiche messe in atto dalle compagnie durante la pandemia si stanno esaurendo, ma anche che i costi dei sinistri stanno crescendo a causa dell’inflazione».

    L’andamento provinciale

    Se si confronta la tariffa media Rc auto di luglio 2022 con quella di gennaio emerge come sia stato registrato un andamento differenziato a seconda delle aree della Sardegna.

    A registrare l’incremento più consistente sono le province di Nuoro e Cagliari, aree dove lo scorso mese i valori medi sono saliti del 3,5% rispetto a gennaio 2022, raggiungendo, rispettivamente, i 368,77 euro e 399,45 euro.

    Segue Sassari, zona che ha segnato un incremento dell’1,9% (356,30 euro).

    In valori assoluti, a luglio 2022, Cagliari è risultata essere la provincia più costosa della regione, Oristano la più economica.

    Garanzie accessorie

    Guardando alle garanzie accessorie scelte dagli automobilisti sardi in fase di sottoscrizione emerge come, tra coloro che ne hanno inserita una, la più richiesta sia stata l’assistenza stradale, scelta dal 41,2% dei guidatori.

    Seppur a grande distanza, seguono tra le coperture aggiuntive maggiormente richieste dagli automobilisti della Sardegna la garanzia infortuni conducente (24,8%) e la tutela legale (15,3%).

     

     

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 234.099 preventivi effettuati in Sardegna su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 luglio 2021 e il 31 luglio 2022 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Fine degli sconti ed inflazione fanno risalire i premi Rc auto: in Emilia-Romagna +7,5%

    Brutte notizie per gli automobilisti emiliano-romagnoli; dopo il prezzo della benzina, anche il costo dell’Rc auto è tornato a salire tanto è vero che, come evidenziato dall’Osservatorio di Facile.it*, a luglio 2022 per assicurare un veicolo a quattro ruote in Emilia-Romagna occorrevano, in media, 404,92 euro, vale a dire il 7,5% in più rispetto a inizio anno.

    L’incremento dei premi medi registrato da gennaio a luglio nella regione risulta leggermente più basso di quello rilevato a livello nazionale (+8,6%).

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 600.000 preventivi e relative quotazioni effettuati in Emilia-Romagna e raccolti da Facile.it nel corso dell’ultimo anno.

    «Durante il primo semestre dell’anno», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «l’andamento dei premi Rc auto non è stato costante, ma già da aprile è iniziato il trend al rialzo che, secondo le previsioni, dovrebbe proseguire nei prossimi mesi. Va considerato non solo che molte delle scontistiche messe in atto dalle compagnie durante la pandemia si stanno esaurendo, ma anche che i costi dei sinistri stanno crescendo a causa dell’inflazione».

    L’andamento provinciale

    Se si confronta la tariffa media dell’Rc auto di luglio con quella di gennaio emerge come l’incremento sia stato rilevato, seppur in misura differente, in tutta l’Emilia-Romagna.

    A guidare la classifica degli incrementi più consistenti è la provincia di Modena, area dove lo scorso mese i valori medi sono saliti del 10,2% rispetto a gennaio 2022, raggiungendo i 397,48 euro, seguita, a breve distanza, da Ravenna (+10,1%, 425,00 euro) e Forlì-Cesena (+9,3%, 393,76 euro).

    Continuando a scorrere la graduatoria emiliano-romagnola si posizionano, a pari merito, Ferrara (381,03 euro) e Bologna (412,99 euro), aree che a luglio hanno registrato un aumento del premio medio del 6,7%, e Parma (+6,6%, 385,08 euro). Chiudono la classifica Reggio Emilia, che ha segnato un incremento del 6,2% (412,59 euro), e Rimini (+2,2%, 422,81 euro).

    In valori assoluti, a luglio 2022, Ravenna è risultata essere la provincia più costosa della regione, Ferrara la più economica.

    Garanzie accessorie

    Guardando alle garanzie accessorie scelte dagli automobilisti dell’Emilia-Romagna in fase di sottoscrizione emerge come, tra coloro che ne hanno inserita una, la più richiesta sia stata l’assistenza stradale, scelta dal 34,2% dei guidatori.

    Seppur a grande distanza, seguono tra le coperture aggiuntive maggiormente richieste dagli automobilisti della regione la garanzia infortuni conducente (21,8%) e la tutela legale (18,8%).

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 683.205 preventivi effettuati in Emilia-Romagna su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 luglio 2021 e il 31 luglio 2022 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

     

  • Fine degli sconti ed inflazione fanno risalire i premi Rc auto: in Toscana +7,5%

     

    Brutte notizie per gli automobilisti toscani; dopo il prezzo della benzina, anche il costo dell’Rc auto è tornato a salire tanto è vero che, come evidenziato dall’Osservatorio di Facile.it*, a luglio 2022 per assicurare un veicolo a quattro ruote in Toscana occorrevano, in media, 476,88 euro, vale a dire il 7,5% in più rispetto a inizio anno.

    Nonostante l’incremento dei premi medi registrato da gennaio a luglio sia leggermente più basso di quello rilevato a livello nazionale (+8,6%), la regione risulta essere la quarta area di Italia dove, lo scorso mese, sottoscrivere la polizza Rc auto costava di più, posizionandosi dopo Campania, Calabria e Puglia.

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 500.000 preventivi e relative quotazioni effettuati in Toscana e raccolti da Facile.it nel corso dell’ultimo anno.

    «Durante il primo semestre dell’anno», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «l’andamento dei premi Rc auto non è stato costante, ma già da aprile è iniziato il trend al rialzo che, secondo le previsioni, dovrebbe proseguire nei prossimi mesi. Va considerato non solo che molte delle scontistiche messe in atto dalle compagnie durante la pandemia si stanno esaurendo, ma anche che i costi dei sinistri stanno crescendo a causa dell’inflazione».

    L’andamento provinciale

    Se si confronta la tariffa media dell’Rc auto di luglio con quella di gennaio emerge come l’incremento sia stato rilevato, seppur in misura differente, in tutta la Toscana.

    A guidare la classifica degli incrementi più consistenti è la provincia di Firenze, area dove lo scorso mese i valori medi sono saliti del 10,5% rispetto a gennaio 2022, raggiungendo i 479,58 euro, seguita da Pistoia (+7,8%, 534,81 euro), Livorno (+7,2%, 421,21 euro) e Pisa (+6,8%, 463,97 euro).

    Continuando a scorrere la graduatoria toscana si posizionano Prato, area che ha registrato una crescita del premio medio del 5,8% (642,66 euro), Arezzo (+5,4%, 402,93 euro) e Massa-Carrara (+4,3%, 533,19 euro).

    Chiudono la classifica le province di Siena, zona che ha segnato un incremento del 2,4% (368,64 euro), e Lucca (+2,1%, 451,65 euro).

    In valori assoluti, a luglio 2022, Prato si conferma essere la provincia più costosa della regione, Siena la più economica.

    Garanzie accessorie

    Guardando alle garanzie accessorie scelte dagli automobilisti toscani in fase di sottoscrizione emerge come, tra coloro che ne hanno inserita una, la più richiesta sia stata l’assistenza stradale, scelta dal 38,9% dei guidatori.

    Seppur a grande distanza, seguono tra le coperture aggiuntive maggiormente richieste dagli automobilisti della Toscana, a pari merito, la garanzia infortuni conducente e la tutela legale (21,5%).

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 573.352 preventivi effettuati in Toscana su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 luglio 2021 e il 31 luglio 2022 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Fine degli sconti ed inflazione fanno risalire i premi Rc auto: nel Lazio +8,6%

    Brutte notizie per gli automobilisti laziali; dopo il prezzo della benzina, anche il costo dell’Rc auto è tornato a salire tanto è vero che, come evidenziato dall’Osservatorio di Facile.it*, a luglio 2022 per assicurare un veicolo a quattro ruote nel Lazio occorrevano, in media, 458,91 euro, vale a dire l’8,6% in più rispetto a inizio anno.

    L’incremento dei premi medi registrato da gennaio a luglio nella regione è il quarto più alto d’Italia, dopo Puglia (+9,4%), Liguria (+9,1%) e Marche (8,9%).

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 1.600.000 preventivi e relative quotazioni effettuati nel Lazio e raccolti da Facile.it nel corso dell’ultimo anno.

    «Durante il primo semestre dell’anno», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «l’andamento dei premi Rc auto non è stato costante, ma già da aprile è iniziato il trend al rialzo che, secondo le previsioni, dovrebbe proseguire nei prossimi mesi. Va considerato non solo che molte delle scontistiche messe in atto dalle compagnie durante la pandemia si stanno esaurendo, ma anche che i costi dei sinistri stanno crescendo a causa dell’inflazione».

    L’andamento provinciale

    Se si confronta la tariffa media dell’Rc auto di luglio con quella di gennaio emerge come l’incremento sia stato rilevato, seppur in misura differente, in tutto il Lazio.

    A guidare la classifica degli incrementi più consistenti è la provincia di Roma, area dove lo scorso mese i valori medi sono saliti del 9,2% rispetto a gennaio 2022, raggiungendo i 463,09 euro, seguita da Rieti (+8,1%, 450,92 euro).

    Continuando a scorrere la graduatoria laziale si posizionano Latina, che a luglio ha registrato un aumento del premio medio del 5,3%, salito a 491,30 euro, e Viterbo (+5%, 373,56 euro). Chiude la classifica Frosinone, area che ha segnato un incremento del 3,6% (387,94 euro).

    In valori assoluti, a luglio 2022, Latina è risultata essere la provincia più costosa della regione, Viterbo la più economica.

    Garanzie accessorie

    Guardando alle garanzie accessorie scelte dagli automobilisti laziali in fase di sottoscrizione emerge come, tra coloro che ne hanno inserita una, la più richiesta sia stata l’assistenza stradale, scelta dal 39,6% dei guidatori.

    Seppur a grande distanza, seguono tra le coperture aggiuntive maggiormente richieste dagli automobilisti del Lazio la garanzia infortuni conducente (22,3%) e la tutela legale (16,2%).

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 1.688.013 preventivi effettuati nel Lazio su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 luglio 2021 e il 31 luglio 2022 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

     

  • Fine degli sconti ed inflazione fanno risalire i premi Rc auto: in Campania +8,3%

    Brutte notizie per gli automobilisti campani; dopo il prezzo della benzina, anche il costo dell’Rc auto è tornato a salire tanto è vero che, come evidenziato dall’Osservatorio di Facile.it*, a luglio 2022 per assicurare un veicolo a quattro ruote in Campania occorrevano, in media, 834,26 euro, vale a dire l’8,3% in più rispetto a inizio anno.

    Nonostante l’incremento sia leggermente più basso rispetto al valore nazionale (+8,6%), la regione si conferma essere, ancora una volta, l’area di Italia dove sottoscrivere la polizza Rc auto costa di più; numeri alla mano, lo scorso mese per assicurare un veicolo a quattro ruote in Campania occorreva il 79,9% in più rispetto alla media italiana.

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di quasi 900.000 preventivi e relative quotazioni effettuati in Campania e raccolti da Facile.it nel corso dell’ultimo anno.

    «Durante il primo semestre dell’anno», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «l’andamento dei premi Rc auto non è stato costante, ma già da aprile è iniziato il trend al rialzo che, secondo le previsioni, dovrebbe proseguire nei prossimi mesi. Va considerato non solo che molte delle scontistiche messe in atto dalle compagnie durante la pandemia si stanno esaurendo, ma anche che i costi dei sinistri stanno crescendo a causa dell’inflazione».

    L’andamento provinciale

    Se si confronta la tariffa media dell’Rc auto di luglio con quella di gennaio emerge come sia stato registrato un andamento differenziato a seconda delle aree della Campania.

    A guidare la classifica degli incrementi più consistenti è la provincia di Napoli, area dove lo scorso mese i valori medi sono saliti dell’8,6% rispetto a gennaio 2022, raggiungendo i 887,97 euro, il valore più alto registrato in tutta Italia.

    Continuando a scorrere la graduatoria campana si trovano Salerno, che a luglio ha registrato un aumento del premio medio del 5,8%, salito a 646,77 euro, e, staccata di un soffio, Caserta (+5,7%, 817,38 euro).

    Chiudono la classifica Benevento (+1,0%, 515,41 euro) ed Avellino, unica provincia in leggera controtendenza e che conserva valori pressocché identici a quelli rilevati a inizio anno (-1,7%, 645,93 euro).

    In valori assoluti, a luglio 2022, Napoli si è confermata la provincia più costosa della regione, Benevento la più economica.

    Garanzie accessorie

    Guardando alle garanzie accessorie scelte dagli automobilisti campani in fase di sottoscrizione emerge come, tra coloro che ne hanno inserita una, la più richiesta sia stata l’assistenza stradale, scelta dal 64,9% dei guidatori.

    Seppur a grande distanza, seguono tra le coperture aggiuntive maggiormente richieste dagli automobilisti della Campania la tutela legale (25,3%) e la garanzia infortuni conducente (7%).

     

     

     

     

     

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 920.870 preventivi effettuati in Campania su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 luglio 2021 e il 31 luglio 2022 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Fine degli sconti ed inflazione fanno risalire i premi Rc auto: in Sicilia +5,5%

    Brutte notizie per gli automobilisti siciliani; dopo il prezzo della benzina, anche il costo dell’Rc auto è tornato a salire tanto è vero che, come evidenziato dall’Osservatorio di Facile.it*, a luglio 2022 per assicurare un veicolo a quattro ruote in Sicilia occorrevano, in media, 450,92 euro, vale a dire il 5,5% in più rispetto a inizio anno.

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 800.000 preventivi e relative quotazioni effettuati in Sicilia e raccolti da Facile.it nel corso dell’ultimo anno.

    «Durante il primo semestre dell’anno», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «l’andamento dei premi Rc auto non è stato costante, ma già da aprile è iniziato il trend al rialzo che, secondo le previsioni, dovrebbe proseguire nei prossimi mesi. Va considerato non solo che molte delle scontistiche messe in atto dalle compagnie durante la pandemia si stanno esaurendo, ma anche che i costi dei sinistri stanno crescendo a causa dell’inflazione».

    L’andamento provinciale

    Se si confronta la tariffa media dell’Rc auto di luglio con quella di gennaio emerge come l’incremento sia stato rilevato, seppur in misura differente, in tutta la Sicilia.

    A guidare la classifica degli incrementi più consistenti è la provincia di Agrigento, area dove lo scorso mese i valori medi sono saliti dell’8,1% rispetto a gennaio 2022, raggiungendo i 388,50 euro, seguita da Palermo (+6,7%, 484,53 euro), Catania (+5,9%, 463,66 euro) ed Enna (+5,6%, 327,78 euro).

    Incrementi inferiori alla media regionale per Siracusa, che a luglio ha registrato un aumento del premio medio del 4,9%, salito a 395,50 euro, e Messina (+4,1%, 499,10 euro).

    Premi medi pressoché stabili rispetto a quelli rilevati a inizio anno per le province di Ragusa (+1,5%, 411,17 euro) e Trapani (+1,0%, 406,24 euro).

    In valori assoluti, a luglio 2022, Messina è risultata essere la provincia più costosa della regione, Enna la più economica.

    Garanzie accessorie

    Guardando alle garanzie accessorie scelte dagli automobilisti siciliani in fase di sottoscrizione emerge come, tra coloro che ne hanno inserita una, la più richiesta sia stata l’assistenza stradale, scelta dal 55,2% dei guidatori.

    Seppur a grande distanza, seguono tra le coperture aggiuntive maggiormente richieste dagli automobilisti della Sicilia la garanzia infortuni conducente (18,2%) e la tutela legale (15,5%).

    A seguire la tabella con il premio medio registrato in Sicilia a luglio 2022 e la variazione percentuale rispetto a gennaio 2022.

     

     

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 839.287 preventivi effettuati in Sicilia su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 luglio 2021 e il 31 luglio 2022 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Fine degli sconti ed inflazione fanno risalire i premi Rc auto: in Puglia +9,4%

     Brutte notizie per gli automobilisti pugliesi; dopo il prezzo della benzina, anche il costo dell’Rc auto è tornato a salire tanto è vero che, come evidenziato dall’Osservatorio di Facile.it*, a luglio 2022 per assicurare un veicolo a quattro ruote in Puglia occorrevano, in media, 511,14 euro, vale a dire il 9,4% in più rispetto a inizio anno.

    Non solo l’incremento dei premi medi registrato da gennaio a luglio in Puglia è il più alto d’Italia, ma la regione è anche la terza area della Penisola dove, lo scorso mese, sottoscrivere la polizza Rc auto costava di più, posizionandosi dopo la Campania e la Calabria.

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 300.000 preventivi e relative quotazioni effettuati in Puglia e raccolti da Facile.it nel corso dell’ultimo anno.

    «Durante il primo semestre dell’anno», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «l’andamento dei premi Rc auto non è stato costante, ma già da aprile è iniziato il trend al rialzo che, secondo le previsioni, dovrebbe proseguire nei prossimi mesi. Va considerato non solo che molte delle scontistiche messe in atto dalle compagnie durante la pandemia si stanno esaurendo, ma anche che i costi dei sinistri stanno crescendo a causa dell’inflazione».

    L’andamento provinciale

    Se si confronta la tariffa media dell’Rc auto di luglio con quella di gennaio emerge come l’incremento sia stato rilevato, seppur in misura differente, in tutta la Puglia.

    A guidare la classifica degli incrementi più consistenti è la provincia di Taranto, area dove lo scorso mese i valori medi sono saliti del 9,7% rispetto a gennaio 2022, raggiungendo i 518,16 euro.

    Continuando a scorrere la graduatoria pugliese si posizionano Lecce, che a luglio ha registrato un aumento del premio medio del 7,9%, salito a 411,44 euro, e Bari (+7,6%, 509,14 euro). Chiudono la classifica Brindisi, area che ha segnato un incremento del 5,1% (476,65 euro), e Barletta-Andria-Trani (+2,7%, 537,09 euro).

    In valori assoluti, a luglio 2022, Foggia è risultata essere la provincia più costosa della regione (premio medio 740,64 euro), Lecce la più economica (411,44 euro).

    Garanzie accessorie

    Guardando alle garanzie accessorie scelte dagli automobilisti pugliesi in fase di sottoscrizione emerge come, tra coloro che ne hanno inserita una, la più richiesta sia stata l’assistenza stradale, scelta dal 58,6% dei guidatori.

    Seppur a grande distanza, seguono tra le coperture aggiuntive maggiormente richieste dagli automobilisti della Puglia la garanzia infortuni conducente (20,1%) e la tutela legale (13,7%).

     

     

     

     

     

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 328.890 preventivi effettuati in Puglia su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 luglio 2021 e il 31 luglio 2022 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

     

     

  • Fine degli sconti ed inflazione fanno risalire i premi Rc auto: in Umbria +4,6%

    Brutte notizie per gli automobilisti umbri; dopo il prezzo della benzina, anche il costo dell’Rc auto è tornato a salire tanto è vero che, come evidenziato dall’Osservatorio di Facile.it*, a luglio 2022 per assicurare un veicolo a quattro ruote in Umbria occorrevano, in media, 418,13 euro, vale a dire il 4,6% in più rispetto a inizio anno.

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di quasi 80.000 preventivi e relative quotazioni effettuati in Umbria e raccolti da Facile.it nel corso dell’ultimo anno.

    «Durante il primo semestre dell’anno», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «l’andamento dei premi Rc auto non è stato costante, ma già da aprile è iniziato il trend al rialzo che, secondo le previsioni, dovrebbe proseguire nei prossimi mesi. Va considerato non solo che molte delle scontistiche messe in atto dalle compagnie durante la pandemia si stanno esaurendo, ma anche che i costi dei sinistri stanno crescendo a causa dell’inflazione».

    L’andamento provinciale

    Se si confronta la tariffa media dell’Rc auto di luglio con quella di gennaio emerge come l’incremento sia stato rilevato, seppur in misura differente, in entrambe le province umbre.

    A registrare l’incremento più consistente è Terni, area dove lo scorso mese i valori medi sono saliti del 6,5% rispetto a gennaio 2022, raggiungendo i 425,50 euro.

    Segue Perugia, provincia che ha segnato un incremento del 3,7% (414,56 euro).

    In valori assoluti, a luglio 2022, Terni è risultata essere la provincia più costosa della regione, Perugia la più economica.

    Garanzie accessorie

    Guardando alle garanzie accessorie scelte dagli automobilisti umbri in fase di sottoscrizione emerge come, tra coloro che ne hanno inserita una, la più richiesta sia stata l’assistenza stradale, scelta dal 42% dei guidatori.

    Seppur a grande distanza, seguono tra le coperture aggiuntive maggiormente richieste dagli automobilisti dell’Umbria la garanzia infortuni conducente (22,8%) e la tutela legale (17,7%).

     

     

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 79.988 preventivi effettuati in Umbria su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 luglio 2021 e il 31 luglio 2022 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

     

     

  • Fine degli sconti ed inflazione fanno risalire i premi Rc auto: in Lombardia +8,2%

     Brutte notizie per gli automobilisti lombardi; dopo il prezzo della benzina, anche il costo dell’Rc auto è tornato a salire tanto è vero che, come evidenziato dall’Osservatorio di Facile.it*, a luglio 2022 per assicurare un veicolo a quattro ruote in Lombardia occorrevano, in media, 354,52 euro, vale a dire l’8,2% in più rispetto a inizio anno.

    L’incremento dei premi medi registrato da gennaio a luglio nella regione risulta leggermente più basso di quello rilevato a livello nazionale (+8,6%).

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 1.500.000 preventivi e relative quotazioni effettuati in Lombardia e raccolti da Facile.it nel corso dell’ultimo anno.

    «Durante il primo semestre dell’anno», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «l’andamento dei premi Rc auto non è stato costante, ma già da aprile è iniziato il trend al rialzo che, secondo le previsioni, dovrebbe proseguire nei prossimi mesi. Va considerato non solo che molte delle scontistiche messe in atto dalle compagnie durante la pandemia si stanno esaurendo, ma anche che i costi dei sinistri stanno crescendo a causa dell’inflazione».

    L’andamento provinciale

    Se si confronta la tariffa media dell’Rc auto di luglio con quella di gennaio emerge come l’incremento sia stato rilevato, seppur in misura differente, in tutta la Lombardia.

    A guidare la classifica degli incrementi più consistenti è la provincia di Como, area dove lo scorso mese i valori medi sono saliti dell’11,3% rispetto a gennaio 2022, raggiungendo i 361,40 euro, seguita da Brescia (+9,8%, 353,36 euro), Bergamo (+9,3%, 343,54 euro), Monza e Brianza (+8,5%, 352,19 euro) e, a brevissima distanza, Lecco, che a luglio ha segnato un incremento dell’8,4% (320,29 euro).

    Aumenti inferiori alla media regionale per Cremona, area che ha registrato una crescita del premio medio dell’8% (359,93 euro), Milano (+7,6%, 363,18 euro) e Lodi (+6,6%, 342,05 euro).

    Chiudono la graduatoria lombarda le province di Varese, zona che ha segnato un incremento del 4,2% (339,42 euro), Mantova (+4,0%, 341,49 euro) e Sondrio (+1,7%, 310,09 euro).

    In valori assoluti, a luglio 2022, Pavia è risultata essere la provincia più costosa della regione, Sondrio la più economica.

    Garanzie accessorie

    Guardando alle garanzie accessorie scelte dagli automobilisti lombardi in fase di sottoscrizione emerge come, tra coloro che ne hanno inserita una, la più richiesta sia stata l’assistenza stradale, scelta dal 31,9% dei guidatori.

    Seppur a grande distanza, seguono tra le coperture aggiuntive maggiormente richieste dagli automobilisti della Lombardia la garanzia infortuni conducente (19,1%) e la tutela legale (17,7%).

     

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 1.543.833 preventivi effettuati in Lombardia su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 luglio 2021 e il 31 luglio 2022 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

     

     

    © Pixavril

  • Fine degli sconti ed inflazione fanno risalire i premi Rc auto: in Liguria +9,1%

    Brutte notizie per gli automobilisti liguri; dopo il prezzo della benzina, anche il costo dell’Rc auto è tornato a salire tanto è vero che, come evidenziato dall’Osservatorio di Facile.it*, a luglio 2022 per assicurare un veicolo a quattro ruote in Liguria occorrevano, in media, 448,99 euro, vale a dire il 9,1% in più rispetto a inizio anno.

    La regione risulta essere la seconda area italiana che ha registrato l’incremento più consistente da gennaio a luglio 2022, posizionandosi dopo la Puglia (+9,4%).

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 180.000 preventivi e relative quotazioni effettuati in Liguria e raccolti da Facile.it nel corso dell’ultimo anno.

    «Durante il primo semestre dell’anno», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «l’andamento dei premi Rc auto non è stato costante, ma già da aprile è iniziato il trend al rialzo che, secondo le previsioni, dovrebbe proseguire nei prossimi mesi. Va considerato non solo che molte delle scontistiche messe in atto dalle compagnie durante la pandemia si stanno esaurendo, ma anche che i costi dei sinistri stanno crescendo a causa dell’inflazione».

    L’andamento provinciale

    Se si confronta la tariffa media dell’Rc auto di luglio con quella di gennaio emerge come l’incremento sia stato rilevato, seppur in misura differente, in tutta la Liguria.

    A guidare la classifica degli incrementi più consistenti è la provincia di Imperia, area dove lo scorso mese i valori medi sono saliti del 10,7% rispetto a gennaio 2022, raggiungendo i 381,88 euro, seguita da Genova (+10,2%, 476,32 euro).

    Continuando a scorrere la graduatoria ligure si trova La Spezia, che a luglio ha registrato un aumento del premio medio del 5,1%, salito a 442,84 euro. Chiude la classifica Savona, area che ha segnato un incremento del 3,1% (362,42 euro).

    In valori assoluti, a luglio 2022, Genova è risultata essere la provincia più costosa della regione (premio medio 476,32 euro), Savona la più economica (362,42 euro).

    Garanzie accessorie

    Guardando alle garanzie accessorie scelte dagli automobilisti liguri in fase di sottoscrizione emerge come, tra coloro che ne hanno inserita una, la più richiesta sia stata l’assistenza stradale, scelta dal 40,6% dei guidatori.

    Seppur a grande distanza, seguono tra le coperture aggiuntive maggiormente richieste dagli automobilisti della Liguria la tutela legale (20,7%) e la garanzia infortuni conducente (16,9%).


     

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 187.472 preventivi effettuati in Liguria su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 luglio 2021 e il 31 luglio 2022 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

     

    Immagine ©Pixavril

  • Fine degli sconti ed inflazione fanno risalire i premi Rc auto: in Calabria +5,9%

    Brutte notizie per gli automobilisti calabresi; dopo il prezzo della benzina, anche il costo dell’Rc auto è tornato a salire tanto è vero che, come evidenziato dall’Osservatorio di Facile.it*, a luglio 2022 per assicurare un veicolo a quattro ruote in Calabria occorrevano, in media, 526,62 euro, vale a dire il 5,9% in più rispetto a inizio anno.

    Nonostante l’incremento sia più basso rispetto alla media nazionale (+8,6%), la regione si conferma essere la seconda area di Italia, dove, lo scorso mese, sottoscrivere la polizza Rc auto costava di più, posizionandosi dopo la Campania.

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di quasi 180.000 preventivi e relative quotazioni effettuati in Calabria e raccolti da Facile.it nel corso dell’ultimo anno.

    «Durante il primo semestre dell’anno», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «l’andamento dei premi Rc auto non è stato costante, ma già da aprile è iniziato il trend al rialzo che, secondo le previsioni, dovrebbe proseguire nei prossimi mesi. Va considerato non solo che molte delle scontistiche messe in atto dalle compagnie durante la pandemia si stanno esaurendo, ma anche che i costi dei sinistri stanno crescendo a causa dell’inflazione».

    L’andamento provinciale

    Se si confronta la tariffa media dell’Rc auto di luglio con quella di gennaio emerge come sia stato registrato un andamento differenziato a seconda delle aree della Calabria.

    A guidare la classifica degli incrementi più consistenti è la provincia di Vibo Valentia, area dove lo scorso mese i valori medi sono saliti del 9,2% rispetto a gennaio 2022, raggiungendo i 588,70 euro, seguita da Cosenza (+7,6%, 464,71 euro).

    Continuando a scorrere la graduatoria calabrese si trovano Crotone, che a luglio ha registrato un aumento del premio medio del 7,2%, salito a 664,42 euro, e, staccata di un soffio, Reggio Calabria (+6,9%, 549,71 euro).

    Chiude la classifica Catanzaro, unica provincia in leggera controtendenza e che conserva valori pressocché identici a quelli rilevati a inizio anno (-1,6%, 453,74 euro).

    In valori assoluti, a luglio 2022, Crotone si è confermata la provincia più costosa della regione, Catanzaro la più economica.

    Garanzie accessorie

    Guardando alle garanzie accessorie scelte dagli automobilisti calabresi in fase di sottoscrizione emerge come, tra coloro che ne hanno inserita una, la più richiesta sia stata l’assistenza stradale, scelta dal 59,8% dei guidatori.

    Seppur a grande distanza, seguono tra le coperture aggiuntive maggiormente richieste dagli automobilisti della Calabria la garanzia infortuni conducente (20,4%) e la tutela legale (10,6%).

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 179.487 preventivi effettuati in Calabria su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 luglio 2021 e il 31 luglio 2022 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

     

    Immagine ©Pixavril

  • Fine degli sconti ed inflazione fanno risalire i premi Rc auto: +8,6%

    Brutte notizie per gli automobilisti italiani; dopo il prezzo dei carburanti, anche il costo dell’Rc auto è tornato a salire tanto è vero che, come evidenziato dall’Osservatorio di Facile.it*, a luglio 2022 per assicurare un veicolo a quattro ruote occorrevano, in media, 463,63 euro, vale a dire l’8,6% in più rispetto a inizio anno.

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 9.100.000 preventivi e relative quotazioni raccolti da Facile.it nel corso dell’ultimo anno.

    «Durante il primo semestre dell’anno», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «l’andamento dei premi Rc auto non è stato costante, ma già da aprile è iniziato il trend al rialzo che, secondo le previsioni, dovrebbe proseguire nei prossimi mesi. Va considerato non solo che molte delle scontistiche messe in atto dalle compagnie durante la pandemia si stanno esaurendo, ma anche che i costi dei sinistri stanno crescendo a causa dell’inflazione».

    L’andamento regionale

    Se si confronta la tariffa media dell’Rc auto di luglio con quello di gennaio emerge come l’incremento sia stato rilevato in tutta Italia, seppur con misure differenti.

    A guidare la classifica dei rincari più consistenti è la Puglia, area dove a luglio i premi sono saliti mediamente del 9,4% rispetto a gennaio 2022. Seguono nella graduatoria la Liguria, che lo scorso mese ha segnato un incremento della tariffa media pari al 9,1% e, staccata di un soffio, le Marche (+8,9%).

    Campania sempre la più cara, FVG la più economica

    Guardando ai valori assoluti, ancora una volta la Campania si conferma essere la maglia nera d’Italia; a luglio 2022, per assicurare un veicolo a quattro ruote nella regione occorrevano, in media, 834,26 euro, vale a dire il 79,9% in più rispetto alla media nazionale. Seguono sul podio delle aree più care della Penisola, la Calabria, che continua ad occupare il secondo posto con un premio medio di 526,62 euro, e la Puglia, sul terzo gradino con un valore medio pari a 511,14 euro.

    Se si considerano, invece, le regioni dove sottoscrivere una polizza Rc auto costa di meno, a guadagnarsi il titolo di area meno cara di Italia è ancora una volta il Friuli-Venezia Giulia; qui, a luglio 2022, occorrevano, in media, 312,13 euro per assicurare il proprio veicolo a quattro ruote.

    Seguono il Trentino-Alto Adige, con una tariffa pari a 349,26 euro, e la Lombardia, dove il premio medio rilevato lo scorso mese era pari a 354,52 euro.

    Garanzie accessorie

    Guardando alle garanzie accessorie scelte dagli automobilisti in fase di sottoscrizione emerge come, tra coloro che ne hanno inserita una, la più richiesta sia stata l’assistenza stradale, scelta dal 40,5% dei guidatori.

    Il dato può essere letto anche in relazione ad un parco auto che continua ad invecchiare; a luglio 2022 l’età media dei veicoli circolanti nel nostro Paese era pari a poco più di 11 anni e mezzo, valore in aumento rispetto a quanto rilevato 12 mesi fa (11 anni).

    Seppur a grande distanza, seguono tra le coperture aggiuntive maggiormente richieste dagli automobilisti italiani la garanzia infortuni conducente (19,3%), la tutela legale (18 %) e la copertura furto e incendio (10,8%).

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione Rc auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su oltre 9.173.698 preventivi effettuati in Italia su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 luglio 2021 e il 31 luglio 2022 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Case vacanza fantasma: ecco le polizze

    Affittare una casa per l’estate, arrivare a destinazione e scoprire che… non esiste. Un pensiero che, almeno una volta, sarà passato per la testa degli oltre 4,5 milioni di italiani che quest’anno, secondo l’indagine* commissionata da Facile.it a Emg Different, hanno scelto di trascorrere le ferie in una casa vacanza. Le notizie di cronaca su truffe in questo settore non mancano e le compagnie assicurative sembrano aver colto il bisogno dei cittadini di tutelarsi tanto è vero che, come emerso dall’analisi di Facile.it, sul mercato sono arrivate le polizze che proteggono i viaggiatori da questo pericolo.

    Si tratta, per l’appunto, di speciali assicurazioni viaggio pensate per coloro che affittano una casa vacanza; oltre alle normali coperture quali Rc danni a terzi e annullamento viaggio, questi prodotti tutelano l’assicurato – rimborsando la caparra versata – qualora finisse vittima di una truffa. Nello specifico, l’assicurazione interviene non sono nel caso in cui l’abitazione affittata non esistesse affatto, ma anche qualora questa non fosse conforme alla descrizione fornita nell’annuncio. La difformità deve essere documentata e significativa come, ad esempio, difetti che rendono impossibile il soggiorno in condizioni normali o, anche, la mancanza di apparecchi indicati nell’annuncio e che erano stati determinanti nella scelta dell’immobile da parte del viaggiatore. Insomma, se prendiamo una casa per la sua cucina e scopriamo che non è presente, allora possiamo contare sull’intervento dell’assicurazione.

    Come sempre, consigliano gli esperti di Facile.it, quando si tratta di polizze assicurative è bene fare attenzione a franchigie, massimali ed esclusioni: le polizze per le case vacanze, ad esempio, sono valide solo se vi è un regolare contratto di locazione firmato, se la caparra è stata versata con una forma di pagamento tracciato e se l’affitto riguarda un immobile destinato al soggiorno turistico di durata inferiore ai 100 giorni; non sono coperti gli affitti tra persone legate da parentela e, in caso di frode, è necessario presentare la denuncia sporta alle autorità.

    Quella delle casa vacanze fantasma, però, non è l’unico rischio frode che si corre durante il periodo estivo. L’indagine commissionata da Facile.it mUp Research ha messo in luce, ad esempio, che tra le principali voci di spesa familiare prese di mira dai malviventi con più frequenza ci sono le carte di credito, di debito e le prepagate tanto è vero che nell’ultimo anno il 6,5% dei rispondenti, pari a  2,8 milioni di individui, ha dichiarato di essere caduto in trappola in questo ambito.

    «Durante il periodo estivo, in particolare se ci si reca all’estero, l’uso delle carte elettroniche aumenta e questo, naturalmente, espone i consumatori ad un numero maggiore di rischi», spiegano gli esperti di Facile.it. «Per aiutare i cittadini ad evitare di cadere in trappola, abbiamo creato un’apposita sezione del sito Facile.it – chiamata Spazio Sicurezza –  da oggi arricchita anche con i podcast, che contiene consigli utili su come riconoscere i pericoli e difendersi dai malfattori.».

     

    *Nota metodologica: indagine condotta da EMG Different su un campione (1.000 rispondenti) rappresentativo della popolazione italiana dai 18 ai 74 anni per sesso, età, regione, classe d’ampiezza demografica dei comuni. Metodo di raccolta delle informazioni: Rilevazione CAWI. Periodo in cui è stato realizzato il sondaggio: maggio 2022.