Tag: Virginia Raggi

  • Roma, De Pierro annuncia l’opposizione ombra nella Città Metropolitana

    Il presidente dell’Italia dei Diritti-De Pierro, sulla scia di quanto già avviene nei comuni, nomina i consiglieri esterni per accendere i riflettori sulla gestione delle attività di competenza provinciale

    Antonello De Pierro
    Roma – Il 19 dicembre 2021 si sono tenute le elezioni per il rinnovo del consiglio della Città Metropolitana di Roma Capitale. Per l’importante appuntamento elettorale, che ha luogo, secondo le prescrizioni normative vigenti, dopo lo svolgimento dell’elezione diretta del sindaco capitolino, al quale spetta di diritto l’attribuzione del munus di sindaco metropolitano, e degli altri membri del consesso consiliare del Campidoglio, sono stati chiamati alle urne tutti gli amministratori dei comuni facenti parte dell’area metropolitana, l’ex territorio provinciale.
    Palazzo Valentini
    Tra questi ovviamente anche i 20 amministratori eletti sotto il simbolo del movimento politico Italia dei Diritti-De Pierro, presieduto dal giornalista romano Antonello De Pierro, i quali siedono sugli scranni di 9 comuni e fanno dell’IdD la compagine partitica col più alto numero di amministratori nel territorio provinciale romano se si considerano i comuni sotto i 15.000 abitanti. Una realtà politica di tutto rispetto che vede lo stesso presidente De Pierro capeggiare il gruppo Italia dei Diritti-De Pierro a Roccagiovine, dove lo affiancano Paolo Nanni e Graziella Pais e il segretario provinciale Carlo Spinelli a capo del gruppo a Capranica Prenestina. A Percile siedono in consiglio il responsabile per Vicovaro Giovanni Ziantoni, capogruppo, Roberto Porcacchia e Marco Del Monaco, a Vallepietra guida l’opposizione targata Italia dei Diritti-De Pierro Sandro Taraborrelli, coadiuvato dai consiglieri Massimo Pacico e Teresa Trerotola, a Vallinfreda a capeggiare la squadra, formata inoltre da Gregorio Gentile e Antonio Angelo Razzauti, è la docente Angela Malaspina, responsabile per Velletri e provinciale per la Scuola e l’Istruzione, mentre a Cineto Romano l’ispettore di polizia in quiescenza Francesco Palmisano coordina gli altri consiglieri Angelo Lori e Sabrina Ragucci. A occupare gli scranni ottenuti dal movimento a Rocca Canterano sono 2 dirigenti storici, il vice responsabile per la Tutela dei Consumatori Dario Domenici, affermato commercialista, il quale è capogruppo, e Paola Torbidoni, da sempre responsabile per il X Municipio di Roma, sin da quando era ancora XIII. A Castel San Pietro Romano e Pisoniano rappresentano l’IdD rispettivamente il noto imprenditore nel campo dei trapianti tricologici Tony Gallo e Angelo Barnaba.

    Per contendersi i 24 posti disponibili in consiglio sono state presentate 3 liste, “Le città della Metropoli”, “Territorio e parteciapazione” e “Movimento 5 Stelle”, che hanno conquistato rispettivamente 14, 8 e 2 seggi. Nella fase preparatoria, partita subito dopo le consultazioni amministrative di ottobre scorso, il movimento che fa capo a De Pierro, che ha visto incrementare notevolmente il numero di eletti nelle assemblee consiliari dei comuni, si è inserito da protagonista per puntare a eleggere dei suoi rappresentanti a Palazzo Valentini. Dopo che da più parti erano giunte sollecitazioni da parte dei cittadini affinché fosse presentata una lista autonoma con il simbolo dell’Italia dei Diritti-DePierro, il leader, dopo essersi consultato con il segretario provinciale Spinelli e con i vice Dantina Salzano e Antonio Steggi, nonché con gli altri esponenti del direttivo provinciale, si è riservato la decisione. Una riserva sciolta dopo qualche giorno, che ha sancito la decisione di non correre da soli e di confluire eventualmente con un candidato in un’altra lista, in quota Italia dei Diritti-De Pierro e mantenendo pertanto la propria identità. Da parte di tutti i dirigenti l’indicazione del candidato era stata espressa all’unanimità e rispondeva al nome di Antonello De Pierro, il numero uno nazionale del movimento, ma con un’intensa attività istituzionale sul territorio provinciale, specie nell’area della Valle dell’Aniene, dove ricopre i ruoli di capogruppo dell’Italia dei Diritti in seno al consiglio comunale di Roccagiovine, consigliere dell’Unione dei Comuni Valle Ustica e capogruppo sempre dell’Italia dei Diritti nel consesso consiliare della X Comunità Montana dell’Aniene, attualmente commissariata. Dopo varie trattative non è stato trovato un accordo con alcuna lista e alla fine l’Italia dei Diritti non ha espresso alcuna candidatura. E ancorché siano stati molti i tentativi di convincimento da parte di alcuni candidati per accaparrarsi gli 80 voti di preferenza dei 20 consiglieri dell’IdD (un voto ne vale 4) ha prevalso la linea astensionistica dettata da De Pierro: i consiglieri del movimento non si sono recati alle urne. E’ lo stesso leader a spiegare le ragioni di questa scelta, che, al contrario di quanto si possa pensare, non taglia assolutamente fuori dall’impegno per il territorio metropolitano l’Italia dei Diritti-De Pierro, i cui esponenti si stanno già organizzando, in linea con le peculiarità basilari del movimento, per denunciare prontamente qualora ci fossero carenze operative nell’azione della nuova squadra targata Roberto Gualtieri.

    “Noi guardiamo all’efficienza della Città Metropolitana di Roma Capitale con grande attenzione — spiega De Pierro—, in quanto l’alveo competenziale, ancorché limitato, tocca punti importantissimi per la qualità della vita dei corpi collettivi, il cui benessere è alla base di qualsiasi cosa noi dell’Italia dei Diritti poniamo in essere . Gli ultimi 5 anni hanno fatto registrare un’inerzia quasi imbarazzante. La fotografia più emblematica e scandalosa di questo immobilismo amministrativo è rappresentata dalle strade provinciali, la cui manutenzione è ascritta normativamente all’ente di Palazzo Valentini. Bastava percorrerne alcune a caso, anche tra quelle ad alta densità di circolazione, per rendersi conto ictu oculi che gli interventi strutturali e manutentivi non sono certo stati un punto ricorrente nell’agenda della scorsa amministrazione. Abbiamo atteso vari mesi prima di eseguire verifiche a campione sulla rete viaria,al fine di concedere alla nuova amministrazione un lasso temporale idoneo a invertire la rotta rispetto al passato. Solo negli ultimi mesi abbiamo riscontrato alcuni interventi manutentivi su alcuni percorsi stradali che ormai erano diventati più vicini agli standard di paesi del Terzo Mondo che di una nazione evoluta quale dovrebbe essere l’Italia, ma a nostro giudizio siamo ancora molto lontani dai livelli di funzionalità che dovrebbe far registrare un territorio così prestigioso come quello che si estende intorno alla Capitale . A questo punto la macchina burocratica guidata dal sindaco metropolitano Roberto Gualtieri dovrebbe essere partita a pieno regime e pertanto possiamo pretendere che risponda puntualmente alle esigenze del territorio, in afferenza alle aree tematiche di competenza. Pertanto possiamo da oggi annunciare un’iniziativa che è stata cantierizzata ed è rimasta in fase embrionale fin dal giorno in cui dalle urne sono usciti i nomi che sono andati a comporre il consesso consiliare metropolitano. Sto parlando dell’opposizione ombra, che dopo aver superato brillantemente il collaudo col controllo incessante sull’operato delle amministrazioni comunali,debutta con l’accensione dei riflettori anche sull’attività della Città Metropolitana. Infatti da oggi alcuni dei consiglieri ombra impegnati a denunciare le criticità gestionali che promanano dai comuni vigileranno, insieme al sottoscritto e al responsabile per la Politica Interna Carlo Spinelli, gli unici esponenti del nostro movimento legittimati a operare su tutto il territorio nazionale, sull’operato dell’ente provinciale di Palazzo Valentini. Pertanto tutte le strade, nonché altro, riconducibili alla sfera gestionale dell’ente in esame, saranno percorse dai nostri delegati, i quali puntualmente documenteranno ogni inefficienza strutturale e la sottoporranno al giudizio della pubblica opinione. In passato ci siamo sentiti dire più volte che la manutenzione delle strade era subordinata al traffico veicolare che insisteva su quelle carreggiate. Ebbene, noi rispediamo al mittente un assunto concettuale così discriminatorio, in quanto riteniamo che ogni cittadino abbia il diritto viaggiare in sicurezza, a prescindere se si trovi su un’arteria ad alta densità di circolazione come l’Ardeatina, che eleggo a esempio proprio perché è stata da poco oggetto di interventi manutentivi, dopo che il livello di degrado era giunto a picchi vergognosi più consoni al Burundi che all’Italia, oppure sulla provinciale 102 a, che conduce a Saracinesco, piccolo borgo con meno di 200 anime residenti, e pertanto con un passaggio di veicoli di poche unità al giorno. Come non abbiamo mai fatto sconti a nessuno nel monitorare i comuni e denunciare comportamenti non virtuosi non ne faremo neanche ora, qualora ce ne fosse bisogno. I corpi collettivi vanno tutelati. Questa è un nostro imprescindibile credo e visto che spesso ciò non avviene da parte di chi è investito dell’attribuzione mansionale idonea a farlo il nostro dnatico senso di giustizia ci spinge in questa direzione. La comunità ha diritto a fruire di servizi almeno in linea con gli standard minimi di civiltà e noi ci batteremo sempre affinché ciò avvenga. Da presidente del movimento rivolgo a tutti i consiglieri ombra, che da oggi saranno impegnati a denunciare eventuali carenze gestionali dell’ente provinciale, i migliori auguri di buon lavoro”.

  • De Pierro, la pacchia è finita. E lancia i “consiglieri ombra”

    Il presidente dell’Italia dei Diritti ufficializza l’iniziativa denominata “Opposizione Ombra”, già sperimentata con successo in alcuni comuni e finalizzata ad accendere i riflettori mediatici del movimento sull’operato di tutte le amministrazioni locali, a prescindere dalla presenza di eletti in consiglio
    Antonello De Pierro

    Roma – Le recenti elezioni amministrative hanno segnato un lapalissiano consolidamento del movimento Italia dei Diritti nel territorio della Città Metropolitana di Roma Capitale, in particolare nell’incantevole Valle dell’Aniene, dove, su 20 consiglieri attualmente presenti sugli scranni consiliari, ne conta 17. L’ultimo verdetto delle urne, con 6 consiglieri eletti tra Cineto Romano e Vallinfreda, rafforza anche il primato di maggiore forza politica provinciale, se si considerano i comuni sotto i 15.000 abitanti.

    Il successo che l’Idd ha fatto registrare nella Valle dell’Aniene, rispetto ad altre zone comprese nel perimetro provinciale, dove i consiglieri eletti nei comuni di Pisoniano, Castel San Pietro Romano e Capranica Prenestina, comune in cui esercita il munus consiliare il segretario provinciale Carlo Spinelli, stanno svolgendo comunque un eccellente lavoro, non è certo un caso. Il presidente Antonello De Pierro, giornalista di lungo corso e superpoliziotto antimafia, noto anche per aver subito un’aggressione mafiosa da parte del noto boss di Ostia Armando Spada, nutre un amore viscerale per i comuni che si affacciano sul fiume Aniene, a cominciare da Roccagiovine, dove lo stesso siede in consiglio comunale come capogruppo dell’Italia dei Diritti. Un attaccamento che lo ha portato a prendere a cuore le sorti di un territorio dove spesso le logiche del voto familiare e i percorsi clientelari partoriscono maggioranze non molto idonee ad amministrare con tutti i crismi del caso comuni che forse meriterebbero gestioni più virtuose, nell’interesse supremo dei corpi collettivi, il più delle volte penalizzati dalla loro stessa espressione consensuale e da un’offerta politica insufficiente.

    “Sono legato da lungo tempo alla Valle dell’Aniene — spiega il leader del movimento—, ai suoi splendidi paesaggi, alla natura spesso ancora incontaminata, ai numerosi borghi, ognuno con peculiarità uniche, ma tutti trasmettono la magica sensazione di farti vivere fuori dall’incedere frenetico del tempo. Un amore incondizionato, nato da vari legami amicali e alimentato negli anni dalla passione di una persona straordinaria, che purtroppo non è più fra noi. Sto parlando del compianto Luciano Romanzi, ex sindaco di Licenza ed ex presidente della X Comunità Montana dell’Aniene. Luciano mi spiegava ogni angolo del territorio e mentre parlava me ne faceva innamorare. Mi consigliava periodicamente qualche luogo da visitare e puntualmente seguivo i suoi consigli. Così ho imparato a percorrere e ad apprezzare un territorio meraviglioso, in cui mi recavo ogni volta che i ritmi frenetici della Capitale me lo concedevano. E con buona pace di chi mi accusa di avere bisogno del Gps per muovermi tra i vari comuni sono anni che mi sposto senza problemi”.

    Non è certo ormai un mistero che il progetto etico e legalitario dell’Idd non dispiega la sua azione limitatamente ai comuni in cui il movimento conquista dei seggi, ma i riflettori sono costantemente accesi anche sull’operato di quelle amministrazioni, che pur non dovendo fare i conti con la presenza nel consesso consiliare di eletti sotto il simbolo che fa capo a De Pierro, non possono sottrarsi al sindacato ispettivo dei paladini della legalità, spesso sollecitato dagli stessi cittadini che quotidianamente segnalano criticità, puntualmente verificate prima di essere messe a conoscenza dell’opinione pubblica. In virtù della sempre crescente mole di denunce che giungono alle segreterie provinciali il presidente De Pierro, sentito il parere dei membri del direttivo nazionale, ha deciso di lanciare ufficialmente un’organizzata e pianificata azione di controllo esterno, al fine di rispondere il più possibile alle istanze di intervento reclamate dai cittadini, i quali, in alcuni casi, giudicano insufficiente l’attività amministrativa esercitata nella gestione dei loro comuni. Quella che è stato scelto di chiamare “opposizione ombra” sarà messa in pratica da quelli che saranno denominati “consiglieri ombra”, nominati in base alla competenza attribuita dai rispettivi ruoli territoriali. Il presidente De Pierro sarà consigliere ombra in tutti i comuni e in tutte le regioni d’Italia. Carlo Spinelli, segretario provinciale romano, rappresenterà per ora l’unica eccezione rispetto al territorio di competenza. Infatti, in ragione del suo ruolo di responsabile nazionale per la Politica Interna, avrà giurisdizione ispettiva in tutto il territorio nazionale.

    A tracciare i punti salienti della nuova iniziativa è lo stesso De Pierro: “Quello che finora è stato un esperimento sporadico in alcuni comuni in cui non siamo rappresentati in assemblea consiliare diventerà presto un punto fermo del nostro movimento. Finora il controllo sistematico è stato esercitato solo dai consiglieri eletti, i quali, di fronte ad amministrazioni virtuose, hanno brillantemente collaborato, mentre dove è stato necessario, hanno fatto sentire la loro voce con una dura opposizione. Esempi di proficua cooperazione tra gli scranni consiliari, cosa di cui sono fiero, sono rappresentati, per esempio, dalle esperienze di Rocca Canterano, Vallepietra e Percile. Da oggi, con l’opposizione ombra, i riflettori dell’Italia dei Diritti saranno costantemente accesi sull’attività gestionale delle maggioranze che sono alla guida dei comuni. In caso di amministrazioni virtuose, dove riscontreremo un’applicazione corretta delle norme, ma soprattutto una condotta esemplare sotto il profilo etico, nel supremo interesse del tessuto collettivo, il nostro plauso e il nostro elogio saranno sempre pronti a essere estrinsecati a conforto della giustezza della proposta politico-gestionale. E’ chiaro che a fronte di un impegno lapalissiano e di un’adeguatezza nell’amministrazione della cosa pubblica, errori veniali, che considero fisiologici in un’attività istituzionale che vede la profusione di notevoli energie e la formazione di una ferrea volontà mirate a garantire la tutela dei cittadini, saranno naturalmente tollerati. Ma se ci imbatteremo, come spesso accade, nell’immobilismo o comunque in una gestione insufficiente e comunque non consona agli standard minimi che a nostro avviso andrebbero garantiti, le amministrazioni de quibus dovranno subire la nostra critica. Ma voglio chiarire che la nostra azione sarà mirata esclusivamente alla tutela della popolazione e pertanto, considerato il nostro atteggiamento ad adiuvandum. auspichiamo che le maggioranze alla guida dei comuni interessati accolgano le nostre censure come uno stimolo al miglioramento e accettino di avviare con noi un confronto dialogico al fine di sanare eventuali distorsioni nell’offerta istituzionale. Chiunque abbia a cuore il benessere del parenchima sociale può diventare un consigliere ombra dell’Italia dei Diritti e impegnarsi per rendere migliori i livelli qualitativi offerti. E ripeto, un consigliere ombra potrà essere efficace al pari di un eletto. Faccio un esempio. In afferenza alla potestà di sindacato ispettivo che il D.lgs. 267/2000 attribuisce all’esercizio del munus consiliare, spesso potrà essere esercitata ugualmente, anche se in forma diversa rispetto all’impianto procedurale dettato dalla produzione normativa in esame. Se un eletto potrà formulare le istanze di sindacato ispettivo ex art. 43 del Tuel e il sindaco è tenuto a rispondere entro 30 giorni, uno o più consiglieri ombra potranno articolare le medesime richieste, anche se senza un conforto normativo a cui fare rifermento. Sul Primo Cittadino non incomberà l’obbligo di rispondere,ma le istanze informali dispiegheranno effetti indubbiamente maggiori a beneficio dei cittadini. Se penso all’interrogazione, ai sensi e per gli effetti dell’art. 43,commi 1 e 3 per gli eletti, i consiglieri ombra dell’Idd la presenteranno ugualmente e un sindaco sarà liberissimo di rispondere o meno. In ogni caso, alla produzione dell’atto tramite le procedure tradizionali sarà affiancata la diffusione mediatica, cosa che ora i nostri eletti non fanno, che sortirà l’importante effetto di giungere inevitabilmente, per conoscenza, all’opinione pubblica. Nei cittadini potrà formarsi un libero convincimento in merito, che potrà tradursi in una mutazione della manifestazione di volontà e dell’orientamento del consenso in sede di suffragio elettorale. E’ questa la rivoluzione che produrrà l’opposizione ombra, che sarà anche uno stimolo per i sindaci e per gli amministratori di maggioranza a fare meglio. Naturalmente speriamo di trovare un supporto nei gruppi di opposizione in consiglio, ma se ciò non avverrà non sarà certo un motivo disincentivante per la nostra azione. La pacchia è finita per le amministrazioni che non si riveleranno all’altezza del loro compito. I cittadini hanno diritto a essere ben amministrati e chi non può garantire ciò può accomodarsi fuori dalle sedi istituzionali. I consiglieri ombra dell’Italia dei Diritti saranno i cani da guardia dei cittadini e ne difenderanno le ragioni in ogni momento”.

  • De Pierro, a Sambuci persa un’occasione storica

    Il presidente dell’Italia dei Diritti,superato l’appuntamento elettorale, si sofferma sulla realtà sambuciana e spiega perché la non elezione del regista Rosario Errico ha negato al paese la ribalta nazionale e una crescita economica e occupazionale senza precedenti

    Roma – Calato il sipario sulle elezioni amministrative, che hanno visto il movimento politico Italia dei Diritti, guidato a livello nazionale dal noto giornalista romano Antonello De Pierro, consolidare il proprio radicamento sul territorio della Città Metropolitana di Roma Capitale con la conquista di altri 6 seggi, divisi tra i comuni di Cineto Romano e Vallinfreda, è subito tempo di tracciare i prossimi passi da compiere per dare continuità al progetto etico e legalitario partito nel 2018 da Roccagiovine, lo splendido borgo della Valle dell’Aniene dove il leader della formazione politica è capogruppo in consiglio comunale. Riunito subito il direttivo provinciale di Roma il presidente De Pierro si è confrontato con i vari componenti e in particolare con il segretario territoriale Carlo Spinelli, i vice segretari Dantina Salzano e Antonio Steggi e con Giovani Ziantoni, responsabile del Coordinamento Territoriale e Circoli per la Valle dell’Aniene, dettando la linea politica per il futuro, basata su un controllo capillare sull’operato delle amministrazioni locali.
    Carlo Spinelli
    Presto verrà lanciata ufficialmente la modalità d’azione, che vedrà impegnato sul territorio un numero sempre crescente di esponenti e di attivisti, con la formula, dove l’Idd non è presente sugli scranni consiliari, del controllo esterno, già collaudata in alcuni comuni. De Pierro, noto alle cronache anche per essere vittima di mafia, a seguito dell’aggressione subita a opera del boss di Ostia Armando Spada, il quale ha goduto poi, come denunciato più volte dallo stesso giornalista, di clamorose “distrazioni” istituzionali, dopo essersi congratulato con i nuovi eletti si è soffermato ad analizzare il caso Sambuci, dove Francesco Napoleoni, sfiduciato solo un anno fa anche con i voti dei 3 consiglieri Idd Dantina Salzano, Maria Condrò e Giovanni Ziantoni (quest’ultimo artefice poco dopo di un roboante successo a Percile, dov’è attualmente capogruppo), è stato riconfermato sindaco dal verdetto delle urne.
    https://www.italymedia.it/images/M_images/max-38.jpg
    Il numero uno dell’Italia dei Diritti, ha parlato di “un’occasione clamorosamente mancata per i cittadini di Sambuci“. Così’ ha esplicato la sua convinzione:”Siamo stati in consiglio a Sambuci per oltre un anno e abbiamo assistito a una gestione amministrativa alquanto inerte .Ci siamo proposti inizialmente con un atteggiamento totalmente ad adiuvandum, che ci ha spinti finanche a votare favorevolmente al primo appuntamento consiliare con l’approvazione del bilancio. E questo per dimostrare tutta la nostra disponibilità a contribuire alla crescita di un borgo meraviglioso, che merita certamente molto di più rispetto a quanto l’offerta politica locale abbia messo in atto da sempre. Evidentemente l’opportunità di crescita non è stata colta da un’amministrazione che in oltre un anno, a nostro avviso, è riuscita a fare ancora meno di quelle precedenti, che dal loro canto avevano quantomeno mantenuto degli standard gestionali minimi, indubbiamente ben lontani comunque dalla nostra idea di crescita di una comunità cittadina.

    E a quanto pare anche nella stessa maggioranza qualcuno l’ha pensata come noi, prendendo le distanze quasi subito dall’operato del sindaco Napoleoni e formando un gruppo autonomo. Di fronte a una lapalissiana frattura in seno alla squadra che il risultato delle urne aveva designato per la guida del paese avevamo provato, nell’interesse dei corpi collettivi sambuciani, a trovare una soluzione politica alla crisi, offrendo la competenza dei nostri consiglieri per donare a Sambuci i fasti che le competono. La proposta è stata rispedita al mittente. Pertanto al fine di evitare il protrarsi di quella che noi ritenevamo una gestione assolutamente insufficiente, preso atto anche di un’insanabile spaccatura all’interno della maggioranza che non garantiva più una serena azione amministrativa, abbiamo deciso di fare quello che fa un qualsiasi gruppo di opposizione quando non approva l’operato della maggioranza, ossia esprimere un voto contrario in seno all’assemblea consiliare.

    Infatti l’assenza di una maggioranza di governo, che si era sgretolata come pastafrolla, non avendo ab origine una litica piattaforma su cui posare saldamente l’attività amministrativa, ha determinato lo scioglimento del consiglio da parte del prefetto di Roma, il quale ha preso atto, suo malgrado, della congiuntura, esautorando di fatto il sindaco Napoleoni e condannando il paese al commissariamento. Un commissariamento che. a nostro avviso, è stato più vantaggioso per la comunità sambuciana di quanto lo fosse stata l’amministrazione sfiduciata. Terminata la gestione commissariale sono state indette le nuove elezioni.

    Il nostro movimento, sempre più determinato a regalare ai cittadini di Sambuci un destino politico che purtroppo non hanno mai conosciuto, si è attivato per proiettare il paese sulla ribalta nazionale, se non addirittura internazionale. Io ho chiesto personalmente alla consigliera uscente e vice segretaria provinciale Dantina Salzano, già candidata a sindaco in occasione delle scorse elezioni e che il direttivo provinciale romano, presieduto dal segretario Carlo Spinelli, aveva designato nuovamente per la stessa candidatura, di fare un passo indietro e candidarsi come consigliera al primo posto in lista. Il grande legame che ho con lo straordinario borgo di Sambuci, con la sua rara magia, che cattura le corde emozionali di qualsiasi visitatore, grazie anche e soprattutto alla maestosità del castello Theodoli, ha fatto maturare in me la convinzione che per la candidatura a sindaco serviva una figura molto carismatica e nota all’opinione pubblica, capace di svegliare le coscienze e far soffiare forte il vento di un cambiamento epocale. Volevo offrire ai cittadini sambuciani un’occasione unica per dare una svolta storica a un paese che è stritolato dal virus dell’inerzia ed è inesorabilmente affetto dalla diffusa patologia dell’emorragia demografica.

    La cura capace di debellare questa condizione morbosa l’ho individuata nel regista Rosario Errico. Il suo curriculum non è certo un mistero. Una percorso professionale speso da sempre all’insegna dell’impegno sociale, coniugando il lavoro in celluloide costantemente con gli spaccati reali più dolorosi, dalla tratta, alla diversità, all’errore giudiziario. I numerosi attestati di stima e i vari riconoscimenti ottenuti, tra cui quello del presidente della Repubblica e addirittura di Papa Francesco, non concedono alcun margine ai dubbi. Ma soprattutto a incidere molto sulla mia scelta è stata la sua straordinaria capacità di attingere in via diretta ai fondi europei, che ho ritenuto un’ulteriore possibilità per donare lustro al territorio sambuciano. Alla popolazione di Sambuci si è presentata una grande opportunità, che avrebbe determinato una crescita senza precedenti in termini economici e occupazionali. E’ non v’è chi non veda, a una disamina reale e genuina, senza scampoli di ipocrisia, la veridicità di tale affermazione.

    Un nutrito gruppo di elettori, dotato eventualmente di una capacità valutativa obiettiva e lontana da ogni condizionamento, ha creduto in questa unica e forse irripetibile possibilità di svolta. Altri invece si sono fatti foderare gli occhi col prosciutto dalle note logiche del voto familiare, contro cui è orientata da sempre la nostra battaglia, e forse in alcuni casi anche da percorsi clientelari, che da sempre inquinano la politica italica, e le urne hanno purtroppo decretato una continuità col passato, sgretolando la viva speranza di quegli elettori illuminati, i quali hanno accarezzato per qualche settimana il sogno di vedere cambiare le sorti di Sambuci. Il nostro buon risultato, anche se non ci ha permesso di soddisfare la voglia di voltare pagina di un’ampia fetta di elettorato, anche se molti crediamo si siano poi accodati agli orientamenti decisionali imposti dal legame di sangue, ci ha dato comunque la certezza che sono stati in tanti a superare quelle dannosissime logiche e a bramare il cambio di passo, quel salto di qualità che solo noi avremmo potuto garantire.

    Pertanto è nostro preciso dovere rispettare l’impegno assunto con il corpo elettorale sambuciano e continuare, ancorché al di fuori del consesso consiliare, a svolgere la nostra attività politica a Sambuci, a presidio dei diritti dei cittadini, dell’etica e della legalità, fedeli ai principi fondanti del nostro movimento. E’ infatti dagli albori della nostra storia che vigiliamo sull’operato delle gestioni politiche, non solo a livello comunale, ma anche regionale e statuale, come dimostra un’ampia piattaforma documentale, a prescindere dal fatto di sedere o meno sugli scranni assembleari. E negli ultimi tempi stiamo intensificando questo modus operandi, specie con riferimento alle realtà amministrative comunali, nell’attesa di ufficializzare un’azione di vigilanza sistematica con la nomina di una pletora di consiglieri esterni, i quali saranno i cani da guardia dell’operato degli amministratori locali, pronti a censurare ogni distorsione procedurale nell’espletamento dell’attribuzione mandataria promanante dagli elettori, rispetto agli standard imposti dalle norme in vigenza. A Sambuci, borgo a cui, ripeto, teniamo particolarmente, auspichiamo che la maggioranza guidata dal sindaco Napoleoni risponda puntualmente alle esigenze della cittadinanza e fronteggi adeguatamente eventuali problematiche. In questo caso i nostri riflettori, costantemente accesi, registreranno un’azione gestionale virtuosa e pertanto dal nostro movimento giungeranno plausi ed elogi. In caso contrario la nostra critica sarà dura e inflessibile“.

  • Hollywood sbarca a Sambuci con l’Italia dei Diritti

    Clayton Norcross, il Thorne della soap americana Beautiful, è giunto nel borgo della Valle dell’Aniene a sostegno della candidatura a sindaco di Rosario Errico, accompagnato dal presidente del movimento Antonello De Pierro

    Roma – Una piacevole sorpresa ha visto protagonisti i residenti di Sambuci in occasione del comizio di chiusura dell’Italia dei Diritti, in vista delle imminenti elezioni amministrative. Il celebre Thorne della soap Beautiful Clayton Norcross si è aggirato per tutto il pomeriggio per le vie cittadine. Non si è trattato di un sosia, ma proprio del popolare attore americano, in questi giorni in Italia, il quale si è recato nell’incantevole borgo della Valle dell’Aniene accompagnato dal presidente del movimento Antonello De Pierro per sostenere la candidatura a Primo Cittadino di Sambuci di Rosario Errico, scrittore, produttore e regista cinematografico, che ambisce, sotto il simbolo dell’ Idd a guidare lo splendido paese.

    Un incontro che ha visto protagonisti, oltre al candidato sindaco, il quale ha illustrato le proprie idee per far crescere e valorizzare Sambuci, anche il presidente dell’Italia dei Diritti Antonello De Pierro, il segretario provinciale romano e responsabile nazionale per la Politica Interna, Carlo Spinelli e i candidati al consiglio comunale, a iniziare dalla capogruppo uscente Dantina Salzano, vice segretaria provinciale, che guida una lista con una nutrita presenza femminile.

    La folla debordante ha ascoltato con interesse le parole degli intervenuti. Particolarmente apprezzato l’intervento di Spinelli, che ha ribadito come i politici locali iniziano a temere la presenza dell’Idd all’interno dei consigli comunali, in quanto in grado di fermare la loro politica a volte tesa più ad interessi personali e fatta di logiche familiari piuttosto che al bene della comunità. De Pierro si è soffermato sugli esempi di come in alcuni comuni il movimento collabori con le amministrazioni che hanno ritenuto la presenze dell’Italia dei Diritti come un valore aggiunto e non come un ostacolo al loro modo di amministrare, ribadendo la ferma opposizione a chi si dimostra incompetente alla guida di un paese.

    L’intervento del candidato sindaco Rosario Errico è stato molto apprezzato e ha riscosso pareri più che favorevoli da parte dei molti cittadini presenti all’incontro; Errico ha garantito alla cittadinanza, una volta sindaco, la crescita culturale e turistica del paese, una maggiore socializzazione, un modo diverso e sicuramente più completo di vivere Sambuci creando motivi di interesse che investano le varie fasce sociali e anagrafiche del borgo e promettendo la valorizzazione delle risorse che Sambuci offre attraverso contributi europei che quasi sempre restano parcheggiati al mittente in quanto gli amministratori locali non sono in grado di accedere ai vari bandi che l’Europa apre per i comuni italiani facendo perdere così agli stessi milioni di euro utili per la crescita del comune stesso.

    Al termine dell’intervento il candidato sindaco ha presentato alcune delle candidate al consiglio comunale a iniziare dalla capolista Dantina Salzano, all’altra consigliera uscente Maria Condrò ed alle new entry Graziella Pais e Sabrina Bado, ribadendo l’importanza della presenza delle donne all’interno della lista degli aspiranti consiglieri del comune di Sambuci. Degna conclusione dell’incontro tra il movimento dell’Italia dei Diritti ed i cittadini di Sambuci è stato il sottofondo musicale regalato alla cittadina laziale dal maestro Gerardo Di Lella famoso compositore, arrangiatore e direttore di orchestra, il quale vanta collaborazioni con i più grandi nomi della musica internazionale.

    Il tutto accompagnato da un omaggio floreale che il candidato sindaco ha voluto offrire alle donne presenti e da un rinfresco molto gradito dai presenti. In questo frangente Clayton Norcross è stato preso letteralmente d’assalto dalle fan della popolare serie televisiva e lo stesso “Thorne” si è reso molto disponibile a posare per le consuete foto ricordo e a firmare autografi. Era presente all’evento anche la bellissima attrice croata Lea Mornar anch’ella disponibilissima verso chi le chiedeva una testimonianza della sua presenza. Spinelli ha commentato quanto avvenuto a Sambuci :”Sono molto soddisfatto del successo che abbiamo ottenuto con questo incontro coi residenti di Sambuci, un borgo che ci sta particolarmente a cuore dove siamo stati già presenti nella passata legislatura che abbiamo ritenuto necessario chiudere anticipatamente in quanto l’amministrazione in carica a nostro avviso non aveva le competenze giuste per guidare il paese.

    Quanto fatto in questi giorni a Sambuci è solo un piccolo esempio di cosa il nostro movimento è in grado di fare per dare a Sambuci e a tutti i comuni dove gli elettori ci daranno fiducia, l’importanza che meritano elevandoli ad un alto livello culturale sfruttando quelle risorse delle quali i comuni godono che molto spesso se non sempre vengono lasciate morire facendo si che questi comuni si trasformino in quartieri dormitorio facendo letteralmente fuggire la popolazione giovanile e portandoli pian piano al declino demografico che rischierebbe in futuro di fargli perdere lo status di comune rendendoli frazioni di comuni più grandi. L’invita resta sempre lo stesso – ha concluso Spinelli – votare Italia dei Diritti per iniziare un percorso di crescita che possa portare Sambuci ai livelli che sicuramente per le sue bellezze, per la sua storia e per la disponibilità dei suoi residenti merita”.

    (Foto di Max Sebastiani)

  • L’Italia dei Diritti punta sulle donne per vincere a Mandela

    A suonare la carica, per il movimento presieduto da Antonello De Pierro, la candidata a sindaco Samantha Innocenti e le cantanti dei Milk and Coffee Monica Persiani e Morena Rosini schierate ai primi posti in lista

    Roma – Tra i comuni in cui quest’anno, in occasione delle elezioni amministrative, il movimento Italia dei Diritti sta puntando per eleggere nuovi amministratori e continuare a diffondere il progetto etico e legalitario dettato dal suo presidente Antonello De Pierro spicca Mandela.

    E sul suggestivo borgo della Valle dell’Aniene, facente parte dell’Unione dei Comuni Valle Ustica, si sta concentrando l’attenzione di tutti. Infatti qui l’Idd, che molti indicano come favorita per la vittoria finale, schiera una lista d’eccezione,con i candidati scelti con particolare cura direttamente da De Pierro, con il nodale ausilio del segretario provinciale romano Carlo Spinelli e di Giovanni Ziantoni, responsabile del Coordinamento Territoriale e Circoli per la Valle dell’Aniene nonché responsabile cittadino nella limitrofa Vicovaro. Il leader della formazione politica, capogruppo in consiglio comunale nella vicina Roccagiovine e consigliere in seno all’assemblea consiliare della suddetta unione di comuni, è legatissimo al territorio su cui insiste Mandela e pertanto sta seguendo ora dopo ora la vicenda elettorale, in contatto costante con Ziantoni, capogruppo consiliare in quel di Percile e anch’egli consigliere unionale insieme al suo presidente. Ad aspirare alla poltrona di Primo Cittadino sotto l’egida dell’Italia dei Diritti è la vicovarese Samantha Innocenti, di professione tecnica della riabilitazione psichiatrica, che ha fatto dell’impegno sociale , sempre a tutela delle cellule più deboli del tessuto collettivo, la sua ragione di vita, vantando nel suo percorso esistenziale altresì commendevoli e intensi momenti estrinsecatisi nell’alveo culturale. Al primo e secondo posto della lista campeggiano i nomi di Monica Persiani e Morena Rosini, le straordinarie cantanti dello storico gruppo musicale Milk and Coffee, entrambe con un’incommensurabile passione politica concretizzatasi in numerose esperienze attivistiche. Al terzo posto il nome del percilese Mattia Cola, giovane molto noto nel territorio, non passa inosservato e indica un’inoppugnabile garanzia di capacità amministrative non comuni. Tutti ricordano infatti la sua attività di assessore espletata con inimitabile abilità. Non passa inosservato nemmeno Elio Ziantoni, ora pensionato, ma fino a poco tempo f a, quando era in servizio presso il Policlinico Umberto I di Roma, un imprescindibile punto di riferimento per i cittadini della zona. Altro elemento di valore su cui ha voluto puntare De Pierro è il giovane Massimiliano Proietti, di Roccagiovine , il quale ha sposato i temi fondanti del movimento, in termini di tutela dei diritti ,e rappresenta uno dei cardini della lista. La presenza di due esemplari poliziotti, Giancarlo Pelorosso, colonna portante dell’Ufficio di Polizia di Frontiera Aerea di Fiumicino nel settore della sicurezza aeroportuale, tanti anni professionali spesi per garantire l’incolumità dei cittadini transitanti nell’aeroscalo capitolino, e Marina Tavano, insostituibile pilastro del Commissariato di P.S. Palazzo di Giustizia di piazzale Clodio, corrobora la connotazione fortemente improntata al rispetto della legalità e della giustizia con cui il capo politico De Pierro ha voluto caratterizzare le tantissime liste presentate sul territorio. A chiudere la lista il dipendente Ama Mario Polizzi, la cui candidatura è stata caldeggiata fortemente da De Pierro, e Sabrina Bado, trevigiana, ma residente in zona, legata al gruppo che fa capo al segretario provinciale Spinelli.

    A Mandela — ha dichiarato De Pierro — abbiamo curato particolarmente la lista, spinti da molti cittadini del luogo che ci stanno incoraggiando fortemente, individuando in noi una garanzia per il rispetto delle norme e la tutela delle istanze che provengono dalla popolazione. Questo ci ammanta di orgoglio in quanto si traduce in un plauso incondizionato al lavoro svolto finora a favore dei corpi collettivi, dei cui diritti ci facciamo da sempre paladini. E’ lapalissiano per tutti che la figura di Samantha Innocenti rappresenta senza alcun margine di dubbio il profilo ideale per guidare il paese nelle vesti di sindaca, per capacità amministrative e per storia umana e professionale, ma soprattutto perché la sua sarebbe, per le sue note peculiarità morali, una gestione esercitata con la sensibilità del cittadino e non col più distaccato atteggiamento del politico. Se richiamiamo un assunto concettuale espresso dal compianto Cesare Pavese, secondo cui ‘non bisogna andare incontro al popolo, ma essere popolo’, Samantha è il prototipo di questa teorizzazione e in qualsivoglia circostanza vestirebbe sempre i panni del cittadino che avanza legittime istanze all’amministrazione comunale, quella sacrosanta legittimità che si traduce in una cogenza esecutiva da parte dell’amministrazione ricevente, ma spesso viene fatta percepire come una concessione. Pertanto se si seguono i canoni imposti dalla logica deduttiva sarà inevitabilmente Samantha Innocenti il prossimo sindaco di Mandela, segnando anche una decisa rottura rispetto al passato, che ha visto sempre la gestione amministrativa del comune un appannaggio quasi esclusivamente maschile e finalmente darebbe spazio a una donna. Se poi a prevalere saranno percorsi clientelari o peggio quella logica del voto familiare che da sempre combattiamo allora è chiaro che l’esito potrebbe rivelarsi diverso, ma certamente non fedele alla reale formazione di volontà del corpo elettorale“.

  • Elezioni 2021, Italia dei Diritti schiera l’esercito della legalità in 12 comuni

    Nella Città Metropolitana di Roma Capitale sono tantissimi i candidati, a sindaco e consigliere, che hanno scelto di sposare il progetto etico e legalitario propugnato dal presidente del movimento Antonello De Pierro
    Antonello De Pierro

    Roma – La campagna elettorale per le elezioni amministrative, dopo la presentazione delle liste e l’espletamento delle successive formalità burocratiche è entrata nel vivo. Il movimento Italia dei Diritti, presieduto dal giornalista romano Antonello De Pierro, noto per essere stato vittima di un’aggressione mafiosa da parte del boss Armando Spada, in una vicenda che ha fatto spesso registrare imperdonabile inerzia da parte delle istituzioni, è scesa in campo in 14 comuni della Città Metropolitana di Roma Capitale e ambisce a consolidare e accrescere il già nutrito gruppo di eletti in vari comuni del territorio, i quali stanno propugnando senza remore le istanze dei corpi collettivi.
    Il risultato già ottenuto nelle scorse tornate elettorali ha fatto registrare l’Idd come il primo partito per numero di eletti nei comuni sotto i 15.000 abitanti compresi nel perimetro metropolitano capitolino. Ma come spiega il leader De Pierro, il quale ha dettato una linea politica tesa a realizzare un ambizioso progetto etico e legalitario, “il fatto di entrare nelle assise consiliari è solo un valore aggiunto, ma una eventuale non elezione non fermerà certo l’attività del movimento, basata su un controllo anche esterno ed eventualmente su un’opposizione estrinsecata con le stesse modalità. Quest’anno sono orgoglioso del fatto che abbiamo messo in campo una squadra di grande valore, con uomini e donne che hanno risposto all’inarrestabile voglia di cambiamento e hanno deciso di mettersi in gioco per contribuire al nostro progetto teso a tutelare il sacrosanto diritto dei cittadini a godere di amministrazioni efficienti e con capacità gestionali . Nei comuni in cui i cittadini, ormai stanchi di percorsi clientelari e logiche di voto di tipo familiare, dirotteranno il loro voto verso di noi, favorendo così l’elezione di nostri esponenti, daremo il nostro contributo istituzionale, come già stiamo facendo tramite i numerosi consiglieri già eletti. E la nostra presenza non sta passando certamente inosservata. Sia nei comuni che definirei virtuosi, gestiti da maggioranze capaci e attente alle istanze promananti dal parenchima sociale, dove siamo quel valore aggiunto che esprime compiutamente la nostra posizione ausiliaria ad adiuvantum ed è positivamente salutata dai sindaci, dagli amministratori e dai cittadini. E la citazione di casi emblematici come Vallepietra, Rocca Canterano e Percile, con Primi Cittadini del calibro di Flavio De Santis, Fulvio Proietti e Claudio Giustini, dimostra la veridicità di quanto affermo .Sia dove invece l’attività gestionale è da noi giudicata meno efficiente o addirittura assolutamente carente o peggio inerte, con gravi ripercussioni sulla tutela dell’interesse pubblico. In questi casi stiamo dimostrando che la nostra opposizione non potrà che essere dura e intransigente, ma sempre in ottica collaborativa e senza perdere di vista il fine ultimo della tutela dei diritti dei corpi collettivi, secondo i canoni del buon andamento della pubblica amministrazione , per indurre chi è investito della potestà gestionale a rivisitare la sua attività e migliorare gli standard qualitativi. Ma stiamo dando prova che quantunque in alcuni comuni non siamo presenti sugli scranni istituzionali il nostro impegno è ancora più effettivo e pressante, con i nostri riflettori mediatici sempre accesi su eventuali inadempienze delle amministrazioni di riferimento,che saremo costantemente pronti a denunciare pubblicamente con ogni mezzo a nostra disposizione. Stiamo all’uopo approntando in questo senso delle modalità di azione ben definite, che presto annunceremo ufficialmente, che vedranno la nostra presenza nelle aule consiliari da uditori,pronti a contrastare qualsiasi cosa non sia orientata all’interesse dei cittadini. In pratica tutti gli esponenti del movimento potranno essere una sorta di consiglieri non eletti in qualsiasi comune e potranno mettere in pratica anche le previsioni di sindacato ispettivo offerte dal Tuel, per esempio le interrogazioni, ma non in maniera formale, bensì indiretta e pubblica. Gli amministratori virtuosi, i quali riceveranno il nostro sostegno e il nostro elogio, non potranno che salutare positivamente questo nostro progetto, mentre posso affermare senza remore o tema di smentita che per coloro i quali continueranno a rimanere aggrappati a un modello di amministrazione di stampo feudale, dove il principio portante è il clientelismo, o semplicemente mostreranno scarse capacità gestionali, la pacchia è finita e questi dovranno subire senza alcuno sconto di sorta la nostra la nostra critica sarà aspra e dura, nella speranza che quei cittadini ancora vittime del torpore delle coscienze, che da sempre genera mostri, possano finalmente svegliarsi ed estrinsecare una decisa reazione di contrasto, a vantaggio dell’interesse collettivo“.

    E’ con questo tracciato progettuale, ben tratteggiato dal suo presidente, che l’Italia dei Diritti si presenta al nuovo appuntamento con un esercito di candidati, “l’esercito dell’etica e della legalità”, come lo stesso De Pierro l’ha definito. schierando nei numerosi comuni vari esponenti del movimento, svariate eccellenze nei settori più disparati e tanti attivisti che hanno sposato il programma di cambiamento del movimento. E se a Licenza e Rocca Santo Stefano De Pierro ha deciso in extremis, per protesta contro l’articolo 37 comma 4 del Tuel, laddove prevede la determinazione del numero di abitanti in base a un censimento di dieci anni prima, di farsi ricusare la lista. presentando una documentazione carente, a Mandela, Cineto Romano, Sambuci, Anticoli Corrado, Canterano, Jenne, Riofreddo, Vivaro Romano, Vallinfreda, Casape, Rocca di Cave e Filacciano, i “soldati della legalità” del movimento sono già schierati per conquistare un seggio nel consesso consiliare, confidando nel fatto che i cittadini abbandonino le logiche deleterie del voto familiare ed esprimano il loro consenso secondo criteri obiettivi e razionali.

    Tra i candidati a sindaco tanti autorevoli esponenti dell’Idd, alcuni già consiglieri con un notevole bagaglio esperienziale, e alcune new entry. A Filacciano corre per la carica di Primo Cittadino Alessandro Mosso, responsabile per la Lombardia, il quale, architetto romano, ma residente a Milano, con un amore sviscerato per gli animali (è il presidente dell’associazione Animalisti Ets), ha voluto dare il suo contributo nelle elezioni della sua regione d’origine. A Rocca di Cave sarà la conduttrice e manager Anna Nori, attivista politica di lungo corso, ad aspirare allo scranno di sindaca sotto il simbolo del movimento che fa capo ad Antonello De Pierro. A Casape sarà Paola Torbidoni, già consigliera a Rocca Canterano e responsabile Idd per il X Municpio di Roma (Ostia), il riferimento quale candidata a sindaco. Ma l’attenzione dei più è rivolta alla Valle dell’Aniene, dove l’Italia dei Diritti può contare sulla presenza più radicata, sia nelle istituzioni che fuori, con un alto numero di eletti e dirigenti, e quotidianamente registra nuove adesioni tra giovani neofiti, che si affacciano per la prima volta alla vita politica, carichi di entusiasmo e attratti dalle sirene del reale cambiamento che De Pierro sta propugnando, e personaggi già noti e di consolidata esperienza nel settore. Lo stesso De Pierro riveste nel territorio 3 cariche istituzionali. E’ capogruppo dell’Idd in seno al consiglio comunale di Roccagiovine, consigliere presso l’Unione dei Comuni Valle Ustica e capogruppo nel consiglio comunitario della X Comunità Montana dell’Aniene, attualmente commissariata per permettere la trasformazione in Unione dei Comuni Montani. Sempre più fondamentale in questo territorio sta diventando, giorno dopo giorno, il ruolo di Giovanni Ziantoni, capogruppo a Percile e responsabile per la Valle dell’Aniene del Coordinamento Territoriale e Circoli, a cui il movimento si affida, sfruttando la grande popolarità acquisita grazie al suo indefesso e coraggioso impegno, per la carica di sindaco a Riofreddo. In Valle Ustica, fatta ricusare per protesta la lista a Licenza, l’attenzione è tutta rivolta a Mandela, dove l’Italia dei Diritti schiera una lista molto competitiva capeggiata dalla candidata sindaca Samantha Innocenti, una ragazza di indiscusso valore morale e professionale, impegnata nell’alveo sociosanitario come tecnica della riabilitazione psichiatrica e dotata di non comune sensibilità nei confronti delle esigenze delle cellule più deboli del nostro parenchima sociale. Passando a Sambuci, dove l’Italia dei Diritti ha criticato aspramente la candidatura del suo ex referente locale in una lista capeggiata da un candidato a sindaco di nota appartenenza leghista, la presenza, come candidato Idd, del noto regista Rosario Errico, da sempre impegnato a riportare in celluloide le clamorose distorsioni che spesso affliggono la società civile, ha suscitato molto interesse, tanto che da molte parti, qualora a Sambuci il voto fosse solo frutto di una razionalità decisionale e non della atavica logica dell’appartenenza familiare, indicano come il prossimo Primo Cittadino del bellissimo borgo della Valle del Giovenzano. Passando alla vicina Cineto Romano il movimento schiera come candidato a sindaco Francesco Saverio Palmisano, ispettore della Polizia di Stato in quiescenza, laureato in giurisprudenza e considerato uno dei massimi esperti di diritto amministrativo nell’ambito delle forze dell’ordine. Candidatura d’eccezione anche a Canterano, dove alla carica di sindaco ambisce l’avvocato Emiliano Varanini, vice responsabile nazionale per la Tutela dei Consumatori e professionista di grande levatura. Analogo discorso vale per Jenne , lo splendido borgo dell’Alto Aniene in cui l’Idd candida a sindaco Giuseppe Savone, insostituibile riferimento per il movimento in provincia di Frosinone, una persona straordinaria che ha fatto sempre politica per “spirito di servizio”, come ama spesso ripetere. A Vivaro Romano, Anticoli Corrado e Vallinfreda sono Paolo Nanni, già consigliere a Roccagiovine, proprio in gruppo con il presidente De Pierro, Tony Gallo, noto imprenditore nel campo del trapianto dei capelli e consigliere a Castel San Pietro Romano e Teresa Trerotola, già amministratrice, sotto l’egida dell’Italia dei Diritti, a Vallepietra, a cercare di intercettare il consenso del corpo elettorale e approdare alla carica di sindaco.

    Tra gli aspiranti consiglieri, comune per comune, in ordine alfabetico, spiccano tra gli altri, ad Anticoli Corrado la capolista Laura Corti, impiegata amministrativa presso l’Ospedale San Camillo di Roma e moglie di Marco Del Monaco, medico a Tivoli e consigliere a Percile, l’esperta d’arte Azzurra Laquatra, il giovane musicista Edoardo Aduani, l’ex superpoliziotto Giovanni Roberti, il noto agente di spettacolo Pino Mannone, l’acerrima attivista del movimento Maria Pia D’Amico e il carabiniere sindacalista Michele Luca Gigante. A Canterano a guidare la lista è l’effervescente Antonella Armentano, nota organizzatrice di eventi e collaboratrice ai casting per il cinema e la televisione e a seguire non può non essere menzionato il nome di Antonio Pallotti, storico operatore del 118 e tra i pilastri del servizio regionale durante l’emergenza pandemica da Covid 19. In quel di Casape al primo posto il movimento schiera Samantha Goral, membro del direttivo provinciale del movimento, particolarmente attiva in campo sociale con particolare riferimento all’universo della disabilità mentre in seconda posizione campeggia Angela Malaspina, di professione docente, che al contempo è capolista a Vallinfreda, dove nella compagine dell’Italia dei Diritti figurano anche il giovanissimo Gregorio Gentile, del direttivo provinciale di Viterbo, con un futuro già scritto nel panorama della politica, a giudicare dalle sue non comuni capacità, l’ex ufficiale dell’esercito ed esperto di sicurezza alimentare Antonio Angelo Razzauti, il musicista Aleardo Murro, ed Enrico Pernié, vice responsabile per Vicovaro. A Cineto Romano, a sostegno della candidatura di Palmisano, la presenza della capolista Sabrina Ragucci, cresciuta a pane e politica, del poliziotto penitenziario Emanuele Di Gianfelice e del responsabile per la Valle Ustica Mattia Cola, nonché del locale Angelo Lori, rappresentano una garanzia di efficienza. Analogo discorso per Filacciano, dove Mosso potrà contare su una squadra che vede come capolista Irene Pastore, insegnante e un passato da cantante professionista (per lei anche una partecipazione al Festival di Sanremo) col nome d’arte di Nerei Grant , l’imprenditore Giuseppe Santilli, Nicola Martone, anch’egli imprenditore, una colonna portante per il movimento in quel di Napoli, e Cosimo Innocente, l’ex patron per Roma e provincia del celebre concorso Un’Italiana per Miss Mondo. A Jenne svetta al primo posto la nota pittrice Ester Campese, una new entry di grande qualità, specie sotto il profilo dell’impegno culturale. A Mandela, importante banco di prova di questa tornata elettorale, si registra la presenza al primo e secondo posto di Monica Persiani e Morena Rosini, le bravissime cantanti dello storico gruppo musicale Milk and Coffee, seguite dal percilese Mattia Cola, responsabile per la Valle Ustica, in doppia candidatura (come si è visto è anche in lista a Cineto Romano), dal pensionato vicovarese Elio Ziantoni, padre del noto Giovanni e da Massimiliano Proietti, dinamico candidato di Roccagiovine , la cui presenza in lista è stata fortemente voluta dal presidente De Pierro. A Riofreddo scende in campo il quartier generale provinciale romano dell’Italia dei Diritti. Scorrendo lo sguardo sulla lista si notano al primo e al secondo posto i vice segretari Antonio Steggi e Dantina Salzano. A seguire il sottufficiale esperto informatico della Marina Militare Marco Zoppini, il quale è capolista a Rocca di Cave, seguito dallo stesso Steggi, da Giovanni Frisina e dal Massimo D’Offizi, responsabile per Palestrina. La vice segretaria provinciale Salzano guida anche la lista di Sambuci, dove è già stata candidata a sindaco e ha ricoperto il ruolo di capogruppo in consiglio comunale. E a Sambuci la lista propone altri nomi d’eccezione, dalla commercialista Maria Condrò, già consigliera comunale, alla nota sindacalista Graziella Pais. A Vivaro Romano, comune a cui l’Italia dei Diritti tiene particolarmente e su cui, a prescindere dal risultato elettorale, accenderà comunque i riflettori, con la ormai collaudata formula del sindacato ispettivo esterno, in assenza di eletti, che in ogni caso punterà sempre alla tutela degli interessi della collettività. plaudendo ed elogiando pubblicamente in caso di gestione virtuosa, ma sempre pronta con i suoi esponenti a far emergere, censurare e criticare eventuali inerzie amministrative, a sostegno del candidato sindaco Nanni, in lista si scorgono i nomi della riofreddana Giuliana Rainaldi, schierata come capolista, di Laura Corti, Giuseppe Santilli ed Ester Campese. E poco importa, secondo la linea dettata dal presidente De Pierro, a Vivaro come in ogni altro comune italiano , che l’Italia dei Diriti sia rappresentata o meno. Ognuno potrà essere un consigliere esterno, recarsi ai consigli come uditore, vigilare sull’operato delle amministrazioni e segnalare alle segreterie provinciali o all’Ufficio di Presidenza nazionale, eventuali distorsioni rispetto ai riferimenti parametrali della buona amministrazione, ma anche condotte lodevoli a carico delle stesse, e sarà cura dell’Ufficio Comunicazione procedere nel caso a diffondere presso l’opinione pubblica ciò che sarà ritenuto interessante e utile alla crescita del tessuto collettivo.

  • Clamorosa protesta dell’Italia dei Diritti a Licenza e Rocca Santo Stefano

    Il presidente del movimento Antonello De Pierro ha deciso di non presentare le sottoscrizioni previste per l’ammissione delle liste nei 2 comuni della Valle dell’Aniene in dissenso con le prescrizioni normative vigenti
    Antonello De Pierro

    Roma – Il movimento Italia dei Diritti, presieduto dal giornalista romano Antonello De Pierro, continua la sua inarrestabile crescita, mietendo consensi sempre più cospicui tra i corpi collettivi grazie al suo progetto etico e legalitario, propugnato con inimitabili tenacia e determinazione.
    L’espansione sul territorio, grazie alla sempre più crescente consapevolezza dei cittadini, finora spesso abituati alla logica del voto familiare, che una realtà politica come quella dell’Idd è un toccasana in quei comuni dove da sempre prevalgono percorsi clientelari e gestioni feudali del potere, con l’accensione immediata dei riflettori su qualunque cosa possa sfavorire gli interessi della cittadinanza. Ma l’azione benefica dispiega i suoi effetti anche nei contesti amministrativi virtuosi, dove la presenza degli esponenti che fanno capo a De Pierro, grazie alla posizione sempre collaborativa dettata dalla linea politica fissata dal suo leader, offre un valore aggiunto per la crescita del parenchima sociale dei territori. Quest’anno, in occasione delle elezioni amministrative, l’impegno della compagine politica, scesa in campo con un esercito di centinaia di candidati, passa anche per il rinnovo dei consigli comunali di Licenza e di Rocca Santo Stefano, incantevoli borghi immersi nella suggestiva cornice della Valle dell’Aniene. E in questi comuni, che attualmente registrano una popolazione rispettivamente di 885 e 951 abitanti, l’Italia dei Diritti ha dato vita a una clamorosa protesta che continuerà a oltranza e diventerà una delle numerose battaglie del movimento.

    A spiegarla è il presidente De Pierro: “Noi contestiamo aspramente le prescrizioni dell’articolo 37 comma 4 del d.lgs 267/2000, laddove prevedono che la determinazione del numero di abitanti dei comuni, ai fini elettorali, è affidata all’ultimo censimento ufficiale, che quest’anno risale al lontano 2011, ben 10 anni fa. Ciò conduce a fare riferimento a un dato che è ben lungi da una congiuntura reale e attuale. In 10 anni la popolazione può subire significative variazioni. Pensiamo per esempio ai comuni che si trovano a cavallo dei 15.000 abitanti, nei quali le regole per le competizioni elettorali sono totalmente diverse se si trovano sotto o sopra questa soglia numerica. Con l’odierna produzione normativa in materia si rischia di obbligare queste cittadine all’applicazione di un sistema elettorale che poco ha a che vedere con il loro reale assetto demografico, specie in centri urbani che registrano un aumento esponenziale di abitanti, spesso nell’ordine anche di diverse migliaia in un decennio. Appare pertanto inopportuno, nonché in conflitto con la logica deduttiva , un dettato normativo orientato in questa direzione, soprattutto se, come quest’anno, il censimento risale a un lasso temporale così dilatato. Rileva peraltro sottolineare che dal 2018 il censimento è diventato permanente e quindi annuale, e pertanto sembra che anche il legislatore abbia iniziato a comprendere la paradossale distorsione applicativa di una cadenza decennale. Per sottolineare la nostra assoluta contrarietà al metodo di rivelazione degli abitanti adottato in occasione di quest’appuntamento elettorale, riferito appunto al censimento del 2011, abbiamo ritenuto opportuno esibirci in una manifestazione di protesta che si è concretata nella mancata produzione delle previste 9 firme dei sottoscrittori della lista in occasione della presentazione delle liste a Licenza e a Rocca Santo Stefano, comuni che il censimento del 2011 indica avere a Licenza un numero di residenti pari a 1012, a fronte degli 885 attualmente effettivi e a Rocca Santo Stefano 1028, contro gli attuali 951. Ancora una volta, a causa di una previsione normativa poco attenta da parte del legislatore a essere penalizzati sono i cittadini, in particolar modo quelli dei comuni che attualmente fanno registrare una popolazione a ridosso dei 15.000 abitanti dove trovarsi sopra o sotto l’asticella della cifra in esame può condizionare notevolmente il destino politico del territorio. Qui è più che mai necessario attenersi al dato il più possibile attuale e non a una fotografia demografica che immortala un’effettività che spesso appartiene ormai al passato. Nell’attesa che qualche parlamentare con più capacità riflessive e obiettive avanzi una lapalissiana proposta di modifica o perlomeno si arrivi a una compiuta attuazione della previsione del censimento annuale, partita nel 2018, noi non resteremo inerti e continueremo a far sentire la nostra voce come in questo caso. Ci dispiace essere stati costretti a giungere a questo approdo decisionale, specie a Licenza, dove la nostra lista era considerata molto competitiva per l’esito finale, ma la coerenza, che ci contraddistingue sotto il profilo etico, ha prevalso. Tengo comunque a precisare che i cittadini di Licenza, dove avevamo già peraltro raccolto le sottoscrizioni necessarie, e di Rocca Santo Stefano non resteranno comunque senza quella tutela che solo l’Italia dei Diritti sa offrire sui territori se eventualmente emergeranno carenze o distorsioni nella gestione amministrativa di questi comuni. Infatti non mi stancherò mai di ripetere che la nostra innovativa offerta politica si esplica indifferentemente dentro le assise consiliari o all”esterno e le amministrazioni virtuose e capaci riceveranno sempre il nostro plauso e il nostro sostegno, ma quelle che si abbandoneranno all’inerzia o a una gestione amministrativa sbagliata a detrimento della collettività , dovranno rassegnarsi a subire le nostre critiche senza sconti di sorta, espresse sempre nell’interesse della popolazione, che dopo essere soggetta ai prelievi di natura fiscale hanno il sacrosanto diritto di essere ben amministrati. A Licenza in particolare non potremo fare a meno di essere più tolleranti e indulgenti sotto la luce dei riflettori, in quanto dopo l’improvvisa dipartita del mio caro amico Luciano Romanzi, impeccabile amministratore, sarà arduo per chiunque raccogliere un’eredità così pesante e poter governare con gli stessi crismi il popolo licentino. Ora che ci siamo tirati fuori dalla competizione possiamo anche dichiarare ufficialmente il nostro sostegno che sarà indirizzato sulla lista capeggiata dalla candidata a sindaco Marzia D’Acuti, l’unica persona in grado di potere , a nostro avviso, proseguire al meglio il grande lavoro iniziato dal compianto Primo Cittadino Romanzi“.

  • Carlo Spinelli nuovo responsabile per la Politica Interna dell’Italia dei Diritti

    Il segretario provinciale romano, membro del direttivo nazionale, è stato nominato dal fondatore e presidente del movimento Antonello De Pierro e succede a Oscar Tortosa, il quale da alcuni mesi ha assunto la carica di vice presidente
    Carlo Spinelli con Antonello De Pierro

    Roma – Il movimento Italia dei Diritti, fondato e presieduto dal giornalista Antonello De Pierro, ha un nuovo responsabile del Dipartimento Politica Interna.
    Si tratta di Carlo Spinelli, membro del direttivo nazionale e segretario provinciale romano, che succede a Oscar Tortosa, approdato da qualche tempo alla carica di vice presidente. La nomina è giunta direttamente dal presidente De Pierro dopo un confronto aperto all’interno della riunione del direttivo nazionale, dove si è discusso tra l’altro dei nuovi progetti politici dell’Italia dei Diritti. L’investitura è stata accolta con soddisfazione dall’intero direttivo che riconosce in Spinelli la figura giusta per proseguire il percorso di crescita del movimento iniziato ormai da qualche anno e che sta portando Italia dei Diritti sempre più sotto i riflettori della politica italiana nazionale. Il numero uno della segreteria provinciale capitolina si è detto onorato del nuovo incarico promettendo il consueto impegno che ha profuso da sempre, fin dal primo giorno di adesione alla formazione politica fondata da De Pierro credendo fortemente in quelli che sono i principi fondanti del movimento stesso. A Spinelli, capogruppo consiliare in seno al consiglio comunale di Capranica Prenestina, va riconosciuto il merito, in qualità di responsabile provinciale romano, di aver portato l’Italia dei Diritti a essere la formazione politica che conta più eletti nei comuni della Città Metropolitana di Roma Capitale al di sotto dei 15.000 abitanti. Un risultato non trascurabile se si pensa che tutto è iniziato appena due anni fa con i primi 3 consiglieri eletti nel consesso consiliare di Roccagiovine per giungere al recentissimo 30% ottenuto a Percile con altri 3 amministratori approdati nell’assise comunale.”Sono certo che Carlo saprà ricoprire al meglio il nuovo ruolo politico – ha affermato il presidente De Pierro – e gli formulo i migliori auguri per il lavoro che andrà a svolgere“.

  • Niente tavoli in piazza a Vicovaro, la polemica di De Pierro

    Il presidente dell’Italia dei Diritti e consigliere dell’Unione dei Comuni della Valle Ustica contro l’ordinanza del sindaco emessa in occasione del concerto dei Collage

    Roma – Visita a sorpresa, l’altra sera, a Vicovaro da parte del presidente dell’Italia dei Diritti Antonello De Pierro per incontrare un gruppo di sostenitori locali del movimento.

    Era di ritorno dalla Basilicata, dove da anni l’Idd si batte contro l’inquinamento, che ha fatto crescere le morti per patologie oncologiche del 300%, e che è pressoché ignorato dalla gran parte degli amministratori locali, e dove si era recato per valutare l’opportunità, insieme ad alcuni esponenti del luogo, specie nella zona della Val d’Agri e in località Tempa Rossa, di presentare liste proprie in una terra in cui i consensi per la sua compagine politica stanno crescendo di giorno in giorno.

    L’occasione è stata rappresentata dai festeggiamenti, nel comune della Valle dell’Aniene, in onore di Maria Santissima Avvocata Nostra, con il concerto dello storico gruppo musicale Collage. Ad accogliere De Pierro è stato il responsabile cittadino Giovanni Ziantoni, consigliere comunale nella vicina Sambuci. Insieme a loro anche Tony Gallo, responsabile per Pomezia e capogruppo nell’assise consiliare di Castel San Pietro Romano, e il referente per Marino Massimo De Angelis.
    Antonello De Pierro

    Il leader dell’Italia dei Diritti è particolarmente legato al territorio vicovarese anche perché lì ha sede l’Unione dei Comuni della Valle Ustica, del cui consiglio fa parte in rappresentanza del Comune di Roccagiovine, dove riveste il ruolo di capogruppo dell’Idd, e anche per questo prende da sempre particolarmente a cuore le istanze che provengono dai cittadini della zona. E anche l’altra sera ha raccolto le doglianze di molti residenti e di alcuni esercenti su un provvedimento promanante dal sindaco Fiorenzo De Simone, da poco riconfermato alla guida della comunità di Vicovaro. Infatti il 22 agosto scorso è stata emessa un’ordinanza sindacale che vietava l’occupazione del suolo pubblico, in piazza San Pietro, con tavoli o sedie per la serata del 24 (in realtà l’atto documentale indicava in epigrafe il giorno 20) ritenendo “opportuno” tale provvedimento in considerazione di “motivi di sicurezza e ordine pubblico” e ritenendo di adottarlo “per limitare i disagi ed i pericoli per i partecipanti alla manifestazione e alla circolazione”. Per gli stessi motivi si consigliava “la vendita e la somministrazione in contenitori di carta/plastica” e si ordinava “l’obbligo di apertura dei tappi per i contenitori in plastica”.

    Il numero uno dell’Italia dei Diritti si è schierato subito dalla parte di chi aveva lamentato l’inutilità della statuizione, dissentendone categoricamente: “A mio avviso l’espressione decisionale del sindaco, estrinsecatasi mediante l’ordinanza in esame è quasi totalmente sbagliata. Innanzitutto nella parte in cui vieta l’occupazione di suolo pubblico ai pubblici esercizi, paventando, in caso contrario, disagi e pericoli per i partecipanti all’evento e per la circolazione. Probabilmente l’ordinanza è stata partorita frettolosamente e ciò si evince anche quando ci si imbatte nel clamoroso errore nella data epigrafata in oggetto. In ogni caso non possiamo che dichiararci contrari a un provvedimento assolutamente inopportuno, che penalizza pesantemente gli esercenti, i quali hanno perso un’occasione utile per incassare qualche euro in più. Infatti, anche se il numero di presenze in loco era discreto, non c’è stato certo un bagno di folla da rave party, che forse avrebbe in parte fornito una giustificazione a un siffatto intervento provvedimentale. Da consigliere dell’Unione dei Comuni della Valle Ustica posso fare un esempio in riferimento alla recentissima serata Carpe Noctem svoltasi a Licenza, in quanto rappresento le comunità di entrambi i paesi. Lì la ressa era debordante e si faticava a camminare, ma mai il sindaco Luciano Romanzi si sarebbe sognato di negare ai locali della piazza l’utilizzo del suolo pubblico per i tavoli. Mi ha colpito molto vedere tanta gente, tengo a sottolineare molto composta, in larga parte di età matura e quindi lungi dal rappresentare pericoli per l’ordine pubblico, restare in piedi davanti al palco ad ascoltare il gruppo musicale Collage, senza avere la possibilità di potersi sedere e magari godersi lo spettacolo sorseggiando qualche bibita in comodità al tavolo di un bar. Fa sorridere quando si parla di disagi e pericoli per la circolazione, in quanto mi sembra che già la piazza fosse interdetta al transito veicolare. Per ciò che afferisce alla somministrazione in contenitori di carta o plastica sull’ordinanza si legge che è un consiglio. E qui forse un obbligo non sarebbe stato inopportuno. L’unica cosa che condividiamo è l’obbligo di apertura dei tappi per i contenitori in plastica. Chiedendoci cosa abbia fatto o farà in merito l’opposizione consiliare di Vicovaro auspichiamo in futuro provvedimenti più ponderati da parte dell’amministrazione locale e non possiamo che esprimere la nostra solidarietà a tutti i gestori di pubblici esercizi, tanto penalizzati nella congiuntura, e ai cittadini intervenuti, che avrebbero potuto vivere il momento festivo con maggior comfort”.

  • Italia dei Diritti in Valle Aniene, responsabile sarà Marco Orsola

    Il presidente Antonello De Pierro ha designato il sindaco di Saracinesco, dopo la sua adesione al movimento, per il coordinamento territoriale dell’area

    Marco Orsola

    Roma – A distanza di qualche settimana dall’adesione di Marco Orsola. sindaco di Saracinesco e presidente dell’Unione dei Comuni Valle del Giovenzano, al movimento Italia dei Diritti, il presidente Antonello De Pierro, sentito il parere del responsabile provinciale di Roma Carlo Spinelli e del direttivo territoriale, ha proceduto alla nomina diretta della new entry a responsabile per la Valle dell’Aniene.

    Certamente è un passo strategico di estrema importanza per l’espansione dell’Idd in quello che è considerato uno dei più bei paesaggi d’Italia. Uno sviluppo dell’insediamento politico del movimento, iniziato poco più di un anno fa e che ha portato all’elezione di ben 11 consiglieri, divisi tra i comuni di Roccagiovine, dove capogruppo è lo stesso presidente De Pierro, Sambuci, Vallepietra e Rocca Canterano. L’Italia dei Diritti è senz’altro la lista con più eletti in tutta la valle attraversata dal fiume Aniene e l’incarico affidato a Marco Orsola, un emblema inimitabile di buona amministrazione, mira a un radicamento territoriale molto più diffuso, per affermare solidamente i principi fondanti del movimento, basati soprattutto su legalità e giustizia.

    La soddisfazione del numero uno del movimento è lapalissiana: “La scelta di affidare a Marco il ruolo di coordinatore dell’Italia dei Diritti per il perimetro territoriale della Valle dell’Aniene è frutto di una scelta ben ponderata. Innanzitutto pochi come lui conoscono quel territorio e le sue dinamiche sotto un profilo socio-politico, ma anche storico-culturale. Questo naturalmente è un grosso vantaggio nel recepire le istanze della popolazione e cercare di soddisfarle nel migliore dei modi. Un altro nodo fondamentale è che è un amministratore molto capace e ho deciso di costruire la gestione amministrativa tipo per il nostro movimento sulla scorta della sua esperienza gestionale presso gli enti locali. Questi sono gli assunti precipui da trasmettere a chi vuole accingersi a entrare nella macchina amministrativa sotto l’egida dell’Italia dei Diritti, informati all’efficienza, al buon andamento e all’imparzialità, come da dettato costituzionale dell’art. 97, con tutti i criteri di legalità e trasparenza che ne conseguono. Chi sposa queste linee basilari è il benvenuto e, anche se non aderisce al movimento, troverà in noi un solido alleato in ottica collaborativa. Chi è lontano da quelle che consideriamo indicazioni comportamentali imprescindibili troverà la nostra ferma e intransigente opposizione. Per noi esistono prima di tutto la legalità e la giustizia, e queste si traducono, ancora prima che in espressioni delle norme di diritto positivo, anche e sopratutto in condotte di matrice etica, basate su norme morali.

    Il ruolo assegnato a Marco Orsola non lo considero assolutamente definitivo, ma spero sia solo l’inizio di un processo evolutivo della sua totale integrazione nelle file dell’Italia dei Diritti. Presto ci sarà un congresso regionale in Sicilia e subito dopo conto di annunciarlo nel Lazio. Auspicherei in quell’occasione la presentazione di una sua mozione per candidarsi a guidare la nostra squadra a livello regionale“.

  • A Comune Roccagiovine assunta sorella consigliera di maggioranza, opposizione insorge

    Il gruppo dell’Italia dei Diritti, capeggiato dal presidente Antonello De Pierro, ha presentato una mozione con istanza di consiglio straordinario
    La consigliera Michela Facioni

    Roma – Nuova vibrante protesta dell’Italia dei Diritti, gruppo di opposizione nel consiglio comunale di Roccagiovine, contro l’amministrazione guidata dal sindaco Marco Bernardi.

    Il movimento presieduto a livello nazionale dal giornalista romano Antonello De Pierro, che tra l’altro è consigliere capogruppo proprio nell’assise consiliare roccatana, da tempo fa sentire forte la sua voce contro le numerose inefficienze gestionali della maggioranza locale, da sempre puntualmente denunciate nel consesso assembleare, in particolar modo da parte dallo stesso De Pierro. Questa volta il dissenso si appunta sull’opportunità di un’assunzione effettuata nei mesi scorsi a seguito di un avviso di selezione pubblica finalizzato alla ricerca di una figura professionale da impiegare presso l’Ufficio Tributi. La congiuntura aveva subito incontrato le perplessità dei consiglieri dell’Italia dei Diritti per una serie di motivazioni, tanto da indurre il leader del movimento, esercitando il diritto di sindacato ispettivo legato al munus consiliare, a produrre subito un’istanza di accesso agli atti, rimasta parzialmente inevasa, con un’ostensione documentale lacunosa, soddisfatta solo dopo un rinnovo di richiesta al fine di ottenere il materiale preteso, ma con un’inevitabile e penalizzante dilatazione dei tempi di attesa e quindi dell’espletamento dell’auspicata attività istituzionale di manifestazione della contrarietà al provvedimento emesso. Vincitrice della procedura concorsuale è risultata Giada Facioni, sorella dell’autorevole consigliera di maggioranza Michela, miss preferenze (è stata la più votata in assoluto), nonché parente dello stesso sindaco Bernardi, ma De Pierro si è affrettato subito a chiarire che la disapprovazione esula dall’esito della selezione, che considera una mera coincidenza.

    Antonello De Pierro
    “Tengo a precisare, per fugare ogni equivoco — ha dichiarato —, che non contestiamo nella maniera più assoluta l’assunzione della signora Facioni, la quale è risultata avere tutti i requisiti richiesti dal bando e tali da farle attribuire il punteggio più alto, ma altri fattori, tra cui la stessa opportunità di dare avvio a una procedura di reclutamento”.

    Infatti De Pierro, insieme agli altri consiglieri dell’Italia dei Diritti Paolo Nanni e Aurelio Tartaglia, ha inoltrato al sindaco, e per conoscenza al prefetto di Roma, nonché alle procure generale e regionale del Lazio della Corte dei Conti, una mozione con richiesta di consiglio straordinario, in cui viene estrinsecato dettagliatamente il corpo motivazionale che avrebbe dovuto, a loro avviso, evitare di avviare l’iter selettivo e il successivo perfezionamento negoziale.

    Ciò che balza subito all’occhio, scorrendo lo sguardo tra le righe dell’atto redatto, è l’approvazione della deliberazione della giunta comunale, composta dal sindaco Bernardi e dal vicesindaco Angelo Fabiani, presenti nella circostanza mentre risultava assente l’assessora Annita Cocchieri, alle ore 17,30 del 17 dicembre, giorno in cui è stato pubblicato il bando. In pratica l’approvazione sembrerebbe essere stata successiva alla pubblicazione dell’avviso di selezione a cui fa riferimento. E’ lecito domandarsi come sia stato possibile tutto ciò e soprattutto chi era deputato a esprimere il parere tecnico sulla regolarità dell’atto come abbia potuto pronunciarsi favorevolmente. Quesiti a cui si cerca una risposta, ma ci si perde inevitabilmente in una buia vallata di ipotesi.

    “Prima facie qualcosa non torna — tuona De Pierro — e pretendiamo delle risposte esaustive, che siamo certi il sindaco e il vicesindaco, nonché la segretaria comunale Giulia Orefice, che ha espresso parere tecnico favorevole, riusciranno a fornirci fugando ogni dubbio in merito”.

    La polemica dei consiglieri di opposizione si sofferma altresì sul compresso lasso temporale concesso agli aspiranti per formalizzare la presentazione delle istanze di partecipazione, dal 17 al 28 dicembre, per di più a cavallo delle festività natalizie, che ha ridotto ulteriormente il tempo a disposizione.

    Ma il perno dell’impianto argomentativo di dissenso si fonda sull’utilità di un’ulteriore assunzione, alla luce del fatto che un dipendente del Comune di Roccagiovine è comandato da lungo tempo presso un’altra amministrazione e mai sembra essere stata ventilata una remota possibilità di richiamarlo in sede. Pertanto, secondo la minoranza in consiglio, non era assolutamente necessario un ulteriore esborso di pubblico denaro, tenuto conto tra l’altro che quasi in concomitanza con la stipula del contratto di assunzione, per ridurre le spese del Comune, si era provveduto a sospendere un servizio di trasporto per la scuola della limitrofa Licenza, privando alcuni bambini di un servizio di fondamentale importanza.

    Non manca inoltre una critica all’asserita insindacabilità del giudizio del Ruf (Responsabile Ufficio Finanziario), alla cui competenza monocratica è stata affidata la disamina valutativa dei requisiti dei partecipanti e la formulazione della graduatoria finale, non riuscendo a identificare dei netti contorni di certezza cognitiva a un approccio esegetico.

    Alquanto interessante appare infine, nella mozione prodotta, il percorso deduttivo tracciato sotto il profilo giuridico, a conforto dell’asserita nullità ab origine dell’avviso di selezione da parte dei consiglieri sottoscrittori. Ciò prende le mosse da una netta duplicità identificativa del bando in questione. da un punto di vista legale. Infatti, richiamando a supporto i chiarimenti in merito di una nota sentenza della Corte di Cassazione, in via preliminare, i componenti del gruppo Italia dei Diritti si soffermano sull’inequivocabile inferenza concettuale, che conferisce, in materia di pubblico impiego, a ogni bando di concorso per l’assunzione di personale, la doppia natura di provvedimento amministrativo e di atto negoziale quale offerta al pubblico. E proprio su quest’ultima qualificazione attributiva si fonda l’argomentazione dei proponenti che riconduce a ritenere nullo il documento in esame. Com’è noto ogni attività contrattuale può prevedere come accessori degli elementi accidentali, tra cui è ben definita da specifiche previsioni normative la condizione. Com’è più dettagliatamente specificato nella mozione formulata, oltre alle condizioni potestative, casuali e miste, esiste una specifica figura giuridica, ben definita da un apposito articolo del codice civile, il 1355, che contravviene alle statuizioni legittimate dalla legge e costituisce una distorsione giuridica che rende nullo l’atto. Si tratta della condizione “meramente potestativa”, che affida alla mera volontà di una sola parte, pertanto al mero arbitrio, l’efficacia della stipula contrattuale. E’ la medesima massima cassazionistica a reputare nulla “…la clausola con cui la p.a. si riservi la facoltà di non procedere all’assunzione……perché integra una condizione meramente potestativa ai sensi dell’art. 1355 c.c.” ed è proprio la fattispecie che ci interessa, alla luce del fatto che l’avviso di selezione pubblica promanante dal Comune di Roccagiovine recita testualmente che il Comune “si riserva, altresì, il diritto di revoca del procedimento in qualsiasi momento”.

    “Ci opporremo con ogni mezzo lecito a nostra disposizione — fa sapere il numero uno dell’Italia dei Diritti — a un’assunzione che riteniamo assolutamente inopportuna. Visto il particolare frangente dell’anno in cui è stato pubblicato il bando e si è proceduto alla contrattualizzazione, il tutto nell’arco di una decina di giorni e durante le vacanze natalizie, ci siamo accorti di quanto era avvenuto solo a cose fatte. Ci siamo immediatamente attivati formulando un’istanza di accesso agli atti, a cui abbiamo ottenuto una risposta parziale. Praticamente ci è stata fornita solo la documentazione rinvenibile agevolmente sul sito ufficiale del Comune. Siamo stati costretti a produrre un rinnovo di istanza di accesso e siamo venuti in possesso dell’intero corpo documentale solo dopo ben 75 giorni, quando il dettato dell”articolo 43 c. 3 del T.U.O.E.L. parla esplicitamente di 30 giorni per le risposte alle istanze di sindacato ispettivo presentate dai consiglieri. In questo modo si dilatano notevolmente i tempi e la nostra azione subisce inevitabilmente una coartazione. In questo modo non ci viene permesso di espletare compiutamente l’attribuzione mandataria affidataci dagli elettori. Meglio tardi che mai. Ora siamo qui e nei prossimi giorni in consiglio si discuterà e si voterà la nostra mozione, inserita all’ordine del giorno in una seduta ordinaria anche se avevamo chiesto in maniera lapalissiana un consiglio straordinario. Ma non obietteremo su questo. Ci interessa soprattutto capire se questa maggioranza avrà il coraggio di avallare quello che riteniamo un inutile esborso di denaro pubblico, a fronte di tante richieste da noi avanzate, a cui è stato opposto sempre un netto rifiuto per mancanza di fondi, oppure voterà la nostra mozione. L’ente ha un dipendente comandato presso un’altra amministrazione da lungo tempo e mai ci risulta che sia stata nemmeno presa in considerazione l’ipotesi di un suo rientro in sede. Peraltro la dipendente in questione è stata assunta per un ufficio specifico che è quello finanziario, che ci pare abbia finora espletato brillantemente i suoi compiti senza alcun problema. Per di più, in base alle elaborazioni dottrinali e giurisprudenziali, l’atto con cui è stato attivato il procedimento di reclutamento sembrerebbe essere nullo. In pratica, se ancora assumiamo per autorevole l’orientamento della Suprema Corte, si sarebbe proceduto a un’assunzione sulla base di un bando concorsuale affetto da nullità ex tunc.

    La nostra espressione di dissenso continuerà all’infinito con manifestazioni di protesta anche eclatanti qualora non venga revocato in autotutela il provvedimento di assunzione o quantomeno non vengano fornite risposte plausibili alle nostre perplessità in merito. E quando parlo di manifestazioni eclatanti parlo di incatenamenti di fronte a vari luoghi istituzionali o sedi di organi mediatici, sperando di non dover arrivare a occupare l’aula consiliare. Se necessario arriveremo a sottoporre la questione a referendum a iniziativa popolare”.

  • De Pierro, in visita a Fiuggi, auspica dimissioni sindaco e maggioranza

    Il presidente dell’Italia dei Diritti: “Un’amministrazione comunale che non è sensibile alla corretta valorizzazione delle enormi potenzialità del territorio è orfana degli strumenti basilari e dei più elementari supporti concettuali e valoriali per poter espletare l’attribuzione mandataria affidatale dal corpo elettorale

    Antonello De Pierro
    Roma – Chi era presente parla di un uomo alquanto perplesso di fronte alla situazione riscontrata e determinato a impegnarsi per il cambiamento.

    Lui è il presidente dell’Italia dei Diritti Antonello De Pierro e il riferimento è alla sua visita a Fiuggi in occasione del XIII Festival Internazionale della Chitarra in svolgimento in questi giorni nella nota cittadina ciociara. Il leader del movimento, accompagnato dal capogruppo Idd nel consiglio comunale di Castel San Pietro Romano Tony Gallo e da alcuni sostenitori anticolani, ha fatto un giro per le strade avviando un confronto dialogico con molti cittadini, che lamentavano inefficienze gestionali dell’attuale amministrazione guidata dal sindaco Alioska Baccarini. facendo trapelare un diffuso malcontento.

    La reazione del numero uno dell’Italia dei Diritti è stata immediata:”Non riesco a credere di dover raccogliere queste doglianze a Fiuggi. Verificherò personalmente in maniera più approfondita la circostanza recandomi qui più spesso e delegando i competenti nostri esponenti per individuare un valido gruppo dirigente locale. Un’amministrazione comunale che non è sensibile alla corretta valorizzazione delle enormi potenzialità del territorio, che si esplicano specie nello sviluppo turistico, l’ambito settoriale su cui si fonda gran parte della sua economia, è orfana degli strumenti basilari e dei più elementari supporti concettuali e valoriali per poter espletare l’attribuzione mandataria affidatale dal corpo elettorale. Avevamo già in mente di presentare una nostra lista a Fiuggi, sulla scia di quanto stiamo facendo in molti altri comuni, in cui i nostri eletti stanno garantendo il rispetto delle regole e il controllo sull’operato di chi gestisce la potestà amministrativa, in virtù di un lapalissiano stato di inerzia in cui versa la città. Avendo a mente gli antichi fasti a cui ero abituato venendo a Fiuggi mi piange il cuore a riscontrare ictu oculi, al di là delle doglianze dei residenti, il processo involutivo a cui è stata sottoposta. Ancora più doloroso è prendere atto dell’inadeguatezza dell’opposizione a interpretare il ruolo che le compete. Fiuggi merita indubbiamente di più. In ogni caso la nostra presenza al prossimo appuntamento elettorale è pressoché certa per rimuovere dal proscenio politico chi finora dagli scranni del potere amministrativo, ma anche dai banchi dell’opposizione, ha relegato il tessuto sociale di Fiuggi ai margini dei parametri idonei allo sviluppo e dotare i corpi collettivi locali di un’amministrazione che risponda finalmente alle istanze provenienti dal basso. E’ un preciso impegno che assumo di fronte a questo apodittico immobilismo per poter restituire al territorio le specificità peculiari che l’hanno sempre contraddistinto. Nell’interesse dei cittadini, con un atto di coraggio di fronte a un palese fallimento politico, auspicherei le dimissioni del sindaco e dell’intera maggioranza e li inviterei a perseguire questa strada, per poter ridare la parola al corpo elettorale nel segreto dell’urna elettorale. In caso contrario chiediamo ai cittadini di armarsi di pazienza e attendere il momento in cui, grazie all’utilizzo di tutti gli strumenti offertici dalle regole della democrazia partecipativa, potranno accordarci, tramite suffragio, quella fiducia necessaria per lavorare alla rinascita di Fiuggi“.

  • Marco Orsola è il primo sindaco targato Italia dei Diritti

    Il primo cittadino di Saracinesco (Rm) ha aderito al movimento presieduto da Antonello De Pierro

    Marco Orsola

    Roma – L’espansione del movimento Italia dei Diritti, presieduto dal giornalista romano Antonello De Pierro, ormai non conosce sosta.

    Dopo aver ottenuto l’elezione di undici consiglieri in sei comuni, che aggiunti ai precedenti eletti fanno quattordici in sette comuni, solo nella Città Metropolitana di Roma Capitale, dove risulta essere la lista con più eletti nei comuni sotto i 15.000 abitanti, ora incassa l’adesione del primo sindaco targato Idd. Un colpo da novanta in quanto non si tratta di un primo cittadino qualsiasi, ma di un emblema di ottima amministrazione, ammirato e stimato da ogni parte per la sua lapalissiana competenza gestionale. Si tratta di Marco Orsola, sindaco di Saracinesco, un piccolo borgo alle porte della Capitale, che da oggi ha aderito ufficialmente all’Italia dei Diritti. E’ lo stesso De Pierro a renderlo noto.

    Ci siamo incontrati a cena — spiega il leader del movimento — insieme al neo vice presidente Oscar Tortosa, e Marco mi ha comunicato la sua volontà di entrare a far parte della nostra squadra. Sono stato felicissimo di fronte a questa esternazione intenzionale. La prima cosa che ho pensato è che se uno come lui vuole entrare a far parte del nostro gruppo significa che stiamo lavorando bene. E’ un amministratore che stimo da sempre. Basta recarsi a Saracinesco per constatare ictu oculi i risultati di un’impeccabile attitudine alla gestione della cosa pubblica. Stiamo portando il nostro contributo nelle realtà in cui ci viene accordata la fiducia da parte del corpo elettorale, improntando sempre la nostra azione amministrativa ai principi fondanti della nostra organizzazione politica, espressi dalle categorie concettuali della legalità e della trasparenza, nell’ottica costituzionale del buon andamento della attività della pubblica amministrazione, informata ai canoni di efficacia ed efficienza, in ossequio all’interesse primario dei corpi collettivi. E quando si parla di legalità non basta limitarsi a non infrangere le norme ordinamentali, ma il nostro pensiero si rivolge anche alle regole morali, all’etica, che spesso alcune fattispecie comportamentali, pur rimanendo nel perimetro imposto dalla legge, vanno a violare. Do il benvenuto a Marco Orsola e attiverò immediatamente il responsabile provinciale romano Carlo Spinelli, affinché convochi il direttivo provinciale per assegnare un ruolo nell’organigramma dell’Italia dei Diritti a una persona che incarna l’essenza del nostro concetto di primo cittadino“.

  • Italia dei Diritti, De Pierro nomina Oscar Tortosa vice presidente

    Il presidente del movimento ha scelto con convinzione: “E’ stato dalla prima ora una figura molto affidabile per il nostro movimento, che ha sostenuto con coerenza e impegno ogni battaglia. La sua storia politica non ha bisogno di commenti e credo fosse la persona più adatta per ricoprire il ruolo

    Oscar Tortosa e Antonello De Pierro

    Roma – Sarà l’on. Oscar Tortosa il nuovo vice presidente del movimento politico Italia dei Diritti. La carica è rimasta vacante per qualche anno per scelta del presidente Antonello De Pierro, al quale spetta il compito di individuare la persona giusta e procedere all’investitura.
    Oscar Tortosa

    Tortosa, ex assessore del Comune di Roma per moltissimi anni e consigliere regionale del Lazio, era già parte integrante dell’organizzazione politica facente capo al giornalista romano come responsabile nazionale per la Politica Interna. Oggi la decisione di De Pierro di volerlo al suo fianco nella gestione del movimento, che appare in buona salute e in costante crescita, è dettata dal fatto di voler dare linfa vitale a una realtà associativa in continua espansione puntando sulla grande esperienza di un politico di lungo corso. Dopo i verdetti emessi dalle urne in occasione delle ultime elezioni, 14 consiglieri eletti in ben 7 comuni, oltre a un numero elevato in quota Idd in altre liste, erano e sono attesi grandi cambiamenti nell’organigramma dirigenziale.
    Oscar Tortosa e Antonello De Pierro

    Oscar Tortosa è stato dalla prima ora una figura molto affidabile per il nostro movimento — ha spiegato De Pierro —, che ha sostenuto con coerenza e impegno ogni battaglia. La sua storia politica non ha bisogno di commenti e credo fosse la persona più adatta per ricoprire il ruolo. Dopo gli ultimi risultati elettorali che, alle amministrative, hanno fatto registrare una crescita esponenziale per il movimento che sono onorato di presiedere, nonostante la ricusazione della lista alle consultazioni europee solo perché penalizzati da norme ingiuste e inique, avevo bisogno di rafforzare l’Ufficio di Presidenza, che per un lungo lasso temporale è rimasto ancorato solo alla mia figura. Mi piace confessare che non è stato facile convincerlo ad accettare. Negli ultimi anni Oscar ha sempre insistito per dare spazio ai giovani, a cui affida la speranza per una palingenesi di un quadro istituzionale disastroso. Un assunto concettuale che mi vede assolutamente d’accordo, ma che non può far prescindere dall’affidare la cura formativa delle nuove leve a chi ha un bagaglio esperienziale tale da aver scritto pagine importanti negli annali della storia politica peninsulare. Oscar è l’emblema della teorizzazione appena espressa e rivendico con orgoglio la sua nomina. Mi dà un notevole sussulto emozionale pensare all’entusiasmo con cui si è messo subito al lavoro, che ha già tracciato la previsione di grandi novità evolutive. Nelle prossime ore credo che annunceremo le prime notizie di rilievo“.

    (Foto di Pino Briotti)

  • Le liste rosa dell’Italia dei Diritti a Sambuci e Saracinesco

    La scelta di candidare solo donne è spiegata dal presidente Antonello De Pierro: “Da sempre, a prescindere dagli obblighi imposti dall’impianto normativo in vigenza in afferenza alle quote di genere, abbiamo sempre prestato attenzione, nella formazione delle liste, alla presenza di donne. A Sambuci abbiamo tenuto conto della scarsa attenzione che da sempre viene riservata al genere femminile
    Dantina Salzano
    Roma – Sono molte le liste presentate dal movimento Italia dei Diritti per le elezioni amministrative 2019 nei vari comuni italiani.
    Se si lascia scorrere lo sguardo sugli elenchi dei candidati non è difficile notare un dato oggettivo incontrovertibile, la presenza di molte donne. Una partecipazione che diventa più evidente nel caso di Sambuci e Saracinesco, due piccoli comuni facenti parte della Città Metropolitana di Roma Capitale, dove la rappresentanza femminile è totale, tranne la candidatura di un maschio e solo perché imposto dalla normativa in vigenza.
    Antonello De Pierro
    La compagine rosa è guidata a Sambuci dalla vice responsabile del movimento per la Provincia di Roma Dantina Salzano, che corre per la carica di sindaca, mentre a Saracinesco l’aspirante prima cittadina è la giovane Dalila Italiano. In lista spiccano le presenze di Fiorella Bellagotti, nota fotografa internazionale nel campo della moda, e della sua collega Paola Lustrissimi, professionista per le riviste patinate. A Sambuci la presenza, al secondo posto, dell’affermata commercialista e revisore dei conti Maria Condrò esprime una garanzia, come la capolista Giovanna Ara, impiegata pubblica con una lunga esperienza alle spalle. L’unico uomo in lista a Sambuci è Giovanni Ziantoni, responsabile per Vicovaro della formazione politica presieduta da Antonello De Pierro, capogruppo a Roccagiovine e consigliere proprio in seno alla Comunità Montana dell’Aniene, a cui appartengono i due comuni della Valle del Giovenzano.

    E’ lo stesso presidente De Pierro a spiegare le ragioni della scelta al femminile: “Da sempre, a prescindere dagli obblighi imposti dall’impianto normativo in vigenza in afferenza alle quote di genere, abbiamo sempre prestato attenzione, nella formazione delle liste, alla presenza di donne. Infatti, le nostre quote rosa hanno fatto registrare spesso cifre superiori a quanto richiesto dalla legge. Quest’anno, pur confermando, dove possibile, questa linea, ho voluto fortemente, almeno in due comuni chiamati alle urne per l’elezione del sindaco e del consiglio comunale, la presenza di sole donne in lista. Ciò, in ossequio alle prescrizioni legislative, è possibile solo nei comuni sotto i 3000 abitanti, purché almeno un’unità esprima la presenza dell’altro sesso. Il responsabile provinciale di Roma Carlo Spinelli, candidato alla carica di sindaco a Capranica Prenestina, è stato ben felice di questa mia volontà, e dopo averla sottoposta al direttivo provinciale come è prassi, abbiamo individuato insieme i due comuni della Città Metropolitana di Roma Capitale in cui esplicitare questo intento.
    Dantina Salzano
    La preferenza è caduta su Sambuci e Saracinesco, due comuni limitrofi ai quali siamo particolarmente legati. La valutazione non è stata casuale. Se l’opzione Saracinesco è nata tenendo conto della peculiarità che lo indica come il paese delle modelle e pertanto dall’esigenza di individuare una candidata a sindaco giovane e bella qual è Dalila Italiano, ragazza laureanda in giurisprudenza e molto preparata in materia amministrativa, quella di Sambuci affonda le radici in una ragione completamente differente. Infatti qui abbiamo tenuto conto della scarsa attenzione che da sempre viene riservata al genere femminile. Ne è prova la composizione della lista locale formata da soli uomini e con la presenza di un’unica donna. Praticamente il contrario di quanto abbiamo fatto noi. Abbiamo peraltro voluto assicurare una candidatura qualificata alla carica di sindaco, che si è tradotta nella scelta di Dantina Salzano, valida esponente del nostro movimento e con alle spalle una consolidata esperienza come amministratrice pubblica. Confido nella risaputa capacità valutativa del corpo elettorale di Sambuci riguardo alla decisione più idonea da assumere nel segreto della cabina elettorale circa l’affidamento della gestione amministrativa del Comune. Sono certo che i cittadini sambuciani sapranno attuare la scelta migliore scegliendo l’Italia dei Diritti, unica forza capace di porre in essere un’inversione di rotta rispetto all’inefficacia gestionale finora dimostrata e a cui affidare la speranza di un cambiamento, come abbiamo già dimostrato nei comuni in cui siamo presenti. Tra l’altro non mi pare che l’offerta sul proscenio politico sia rassicurante. L’unica lista locale ha già dato un cenno di lapalissiana debolezza e difficoltà, non riuscendo a presentare una lista completa, ma orfana di ben due nominativi rispetto al numero massimo previsto. Ci chiediamo quale possa essere l’affidabilità di chi fatica anche a comporre un elenco completo di candidati da presentare alla popolazione. Il nostro appello è al buon senso di chi aspira realmente alla valorizzazione delle enormi potenzialità di Sambuci, rimaste finora inespresse e coartate, e in particolar modo alle elettrici, che potranno finalmente avere una rappresentanza che accolga le istanze delle donne a cui fino a oggi non è stata fornita una risposta soddisfacente”.

    (Foto di Luigi Giordani)

  • De Pierro denuncia degrado strade a Roccagiovine

    Il presidente dell’Italia dei Diritti e capogruppo dell’omonimo gruppo nel consiglio comunale del paese della Città Metropolitana di Roma Capitale annuncia battaglia per garantire la sicurezza dei cittadini: “Qui non siamo in Africa

    Antonello De Pierro
    Roma – Appaiono sempre più critiche le condizioni di degrado della rete viaria urbana di Roccagiovine, il pittoresco borgo della Città Metropolitana di Roma Capitale, immerso nel Parco dei Monti Lucretili e facente parte del meraviglioso territorio della Valle dell’Aniene.

    La circostanza era stata già ampiamente sottolineata dal presidente dell’Italia dei Diritti Antonello De Pierro durante il consiglio comunale del Comune roccatano, dove siede in qualità di capogruppo del movimento di cui è leader nazionale, insieme ai consiglieri Dantina Salzano e Paolo Nanni, ma ha ottenuto sempre risposte alquanto evasive da parte del sindaco Marco Bernardi. De Pierro aveva annunciato anche un accesso agli atti al fine di ottenere la documentazione relativa agli interventi di manutenzione strutturale, ordinaria e straordinaria, delle strade, effettuata negli ultimi cinque anni, cosa a cui ancora non ha dato seguito nella speranza che l’attuale maggioranza adottasse i provvedimenti necessari a mettere in sicurezza e rendere almeno un minimo percorribili le vie del paese che, ironia della sorte, è il luogo di origine della sindaca di Roma Capitale Virginia Raggi, anche lei alle prese con gli stessi problemi, anche se, nonostante le accese polemiche, sembrano essere di minore entità rispetto a quelli che affliggono il bellissimo borgo di oraziana memoria.

    Ho sperato troppo — ha dichiarato De Pierro — che il sindaco adottasse quei provvedimenti necessari a mettere in sicurezza le strade dello splendido paese-bomboniera di Roccagiovine. Ciò non è avvenuto e le strade sono sempre più vittima del degrado. Sul manto stradale sono presenti delle vere e proprie voragini. La situazione è particolarmente critica sulla strada che conduce al cimitero cittadino, su cui transitano numerose persone anziane, che quotidianamente mettono a repentaglio la loro incolumità. Ma ancora peggiori sono le condizioni della strada vecchia che conduce nel limitrofo comune di Licenza, che presenta un degrado indegno di un paese civile nella parte che ricade nella competenza gestionale del Comune roccatano, mentre fortunatamente la carreggiata diviene praticabile quando si passa in territorio licentino, grazie alle indubbie e palesi capacità amministrative del sindaco Luciano Romanzi. La strada in questione peraltro è meta di numerose persone che praticano jogging. La misura è colma e la nostra pazienza è finita. I cittadini roccatani e coloro i quali vengono a visitare il borgo hanno diritto a transitare in sicurezza sulle strade. Qui non siamo in Africa. E’ il momento di agire. Pretendiamo che il sindaco intervenga senza ulteriori indugi a porre fine a questo intollerabile disagio e metteremo in atto ogni mezzo che l’impianto normativo in vigenza ci attribuisce, oltre a programmare azioni clamorose di protesta. Innanzitutto procederemo a produrre istanza, come già avevamo accennato in consiglio, al fine di ottenere l’ostensione e la copia di tutta la documentazione afferente agli interventi manutentivi delle strade nei cinque anni della scorsa consiliatura, e chiederemo la fissazione di un’assemblea consiliare straordinaria per dibattere in merito alla vicenda. Noi teniamo a questo paese e ai suoi abitanti e se qualcun altro dimostra nei fatti di non riuscire ad amministrare adeguatamente saremo i cani da guardia dei cittadini. D’altronde non possiamo nemmeno pretendere molto da chi non ha sentito per cinque anni l’esigenza di dotarsi del prescritto regolamento consiliare per stabilire i precetti a cui attenersi durante l’attività assembleare e ha aspettato che fossimo noi a pretendere l’immediata adozione regolamentare, in ossequio alle previsioni del Tuel Avevamo annunciato collaborazione per qualsivoglia provvedimento a beneficio della cittadinanza e linea dura in caso di inerzia amministrativa. Alla luce dei fatti, attualmente l’unica via percorribile ci sembra inevitabilmente l’opposizione rigorosa e intransigente, nutrendo un barlume di speranza che il sindaco inizi finalmente ad amministrrare adeguatamente Roccagiovine“.

  • De Pierro conferma linea dura Idd a Comune di Roccagiovine

    Il presidente dell’Italia dei Diritti, neoeletto in minoranza al consiglio comunale del bellissimo borgo della Valle dell’Aniene, annuncia un’opposizione intransigente e al contempo collaborativa, sempre nell’interesse dei cittadini

    Antonello De Pierro
    Roma – Si è svolto in un clima incandescente, come da copione, la seduta di insediamento del sindaco e del nuovo consiglio comunale di Roccagiovine, nella Città Metropolitana di Roma Capitale.

    Le previsioni della vigilia non sono state disattese, con l’attenzione rivolta al debutto del presidente del movimento Italia dei Diritti Antonello De Pierro, ai primi posti della classifica ufficiale dei politici nazionali più seguiti sul web, tra gli scranni del consesso assembleare del bellissimo borgo immerso nel Parco del Monti Lucretili. Il neoconsigliere, è stato eletto a capo dell’opposizione dopo aver scelto di candidarsi a sindaco proprio nel paese della Valle dell’Aniene, nell’ambito dell’audace progetto, portato avanti dall’Italia dei Diritti, di inserirsi col proprio simbolo (finora i vari eletti, anche alla Camera erano in quota in altre liste), nel tessuto istituzionale dei vari comuni dell’ex Provincia romana e del resto della Penisola, per affermare il primato dei fondamenti ideali alla base del movimento, che afferiscono ai principi della legalità e della giustizia, ma soprattutto dell’etica, sempre a tutela dei diritti delle cellule più deboli del tessuto collettivo. E la linea che il leader dell’Idd ha esplicitato nell’aula consiliare di Roccagiovine, debordante di cittadini intervenuti, al limite della capienza, si è inserita nel solco tracciato da sempre per il movimento che presiede. Il suo eloquio è stato da subito chiaro e inequivocabile, edificando sin dalle prime battute la piattaforma su cui i tre componenti dell’opposizione (gli altri due sono Dantina Salzano e Paolo Nanni) baseranno la linea comportamentale, orientata alla più assoluta intransigenza, ma sempre in ottica collaborativa, per portare in consiglio le istanze della cittadinanza roccatana e tutelarne ogni esigenza.

    Il preludio al clima acceso che si è manifestato successivamente nel divenire fenomenico della seduta consiliare ha avuto luogo quando l’insediando sindaco Marco Bernardi ha indossato la fascia tricolore e ha pronunciato il canonico giuramento sulla Costituzione Italiana. L’intervento di De Pierro è stato tempestivo nell’osservare che, per rispetto istituzionale, sarebbe stato meglio prestare giuramento con davanti una copia della Carta Costituzionale. Fedele al mandato conferitogli dall’urna il riconfermato primo cittadino ha ammesso la sua mancanza, si è fatto portare ben due copie della legge fondamentale dello Stato e ha ripetuto la formula del giuramento.

    Dopo che il neosindaco ha espletato gli adempimenti imposti dall’assunto normativo in materia, tra cui il prefato giuramento, la presentazione della giunta e l’elezione dei membri delle commissioni, ha chiesto la parola De Pierro, appena investito del munus di consigliere, che ha subito estrinsecato e tratteggiato, fin dalle prime battute, con lapalissiana fermezza, quello che sarà l’orientamento operativo dell’opposizione nel corso della consiliatura appena iniziata.

    Innanzitutto assumo con orgoglio il mandato che mi è stato conferito dall’espressione consensuale degli elettori — è staro il suo incipit — e, qualora qualcuno avesse ancora qualche dubbio, ribadisco che lo onorerò fino alla fine, sempre nell’interesse dei cittadini di Roccagiovine, non solo di coloro i quali ci hanno accordato la loro fiducia nel segreto della cabina elettorale, ma anche di quelli, visto che un amministratore non è legato al vincolo di mandato, che hanno deciso di dare continuità all’operato dell’amministrazione uscente. La nostra presenza qui è ad adiuvandum. La nostra compagine di minoranza sarà il cane da guardia della nuova giunta. Tutto ciò che verrà deliberato a favore della comunità roccatana troverà sempre il nostro sostegno e, se necessario anche la nostra critica a fini migliorativi, perché crediamo che il confronto dialettico sia il sale della democrazia e solo con quello, con una disamina valutativa delle varie opzioni, si possa giungere alle soluzioni più adeguate. Se lo spirito della maggioranza sarà volto a cercare e accettare la nostra offerta collaborativa per migliorare il paese noi saremo qui sempre a prodigarci in questo senso. Qualora riterremo che alcuni provvedimenti non vadano a tutelare gli abitanti di questo splendido borgo la nostra opposizione sarà dura e tenace, dentro e fuori dal consesso consiliare.

    Purtroppo nel quinquennio appena trascorso è stato fatto molto poco, a cominciare dal regolamento consiliare, che, con mio sommo stupore, ho appreso poc’anzi non esistere presso il Comune di Roccagiovine. Lei, sig. sindaco, sta dicendo che la redazione del documento de quo sia stata prevista nel programma stilato per il prossimo mandato, ma le faccio notare che ciò andava fatto forse all’inizio dell’investitura funzionale. Auspichiamo che si proceda al più presto a sanare questa clamorosa lacuna. Lei sbandiera, a conforto dell’impeccabile lavoro svolto, il fatto di aver risanato l’esposizione debitoria del Comune. Ne prendo atto favorevolmente, ma le vorrei far osservare che ha adempiuto esattamente ciò che rientrava nei suoi compiti istituzionali, anche perché in caso contrario sarebbe stato incombente lo spettro del commissariamento. Purtroppo devo prendere atto del fatto che molte vie del paese presentano una scarsa pulizia e in più punti una inesistente attività manutentiva. A questo proposito chiederemo di accedere ai contratti stipulati per la pulitura delle strade e a tutti gli atti afferenti alla loro manutenzione strutturale. In tale contesto avanzo la proposta di istituire, a costo zero, una commissione per l’edilizia, urbanistica e decoro urbano e inoltre colgo l’occasione per suggerire una nuova commissione sui servizi sociali. Se penso al nome della vostra lista ‘Proviamoci Insieme’, mi sorge qualche nota di preoccupazione per l’attività gestionale futura. Pensando a ciò che non è stato fatto la cosa non mi rassicura. Le prove sono finite, ora chiediamo certezze per i cittadini roccatani.

    Le posso assicurare che tanti, tra coloro che hanno contribuito alla sua elezione a sindaco la pensano in questo modo. Noi naturalmente paghiamo il fatto di aver presentato una lista con candidati esterni alla comunità di Roccagiovine, e pertanto siamo stati penalizzati dalla fisiologica espressione familiare del consenso propria dei piccoli centri, ma anche di quelli più grandi. Noi pertanto le chiediamo di adoperarsi per risolvere tali problematiche, per tutelare gli interessi, che in alcuni casi si traducono in incolumità, anche e soprattutto di coloro i quali hanno orientato il suffragio verso la sua lista. Purtroppo conosco certe logiche e a tal proposito mi piacerebbe aprire una piacevole parentesi sui percorsi della mia memoria. Mio padre era originario di un piccolo paese della Basilicata che si chiama Roccanova, dove le logiche familiari influiscono, come ovunque, sul verdetto delle urne. A Roccagiovine, al di là dell’incredibile assonanza fonetica, ho respirato gli stessi odori, ho sentito gli stessi sapori di Roccanova“.

    A questo punto dal numero uno dell’Italia dei Diritti parte una stoccata molto incisiva: “Però a Roccanova e in tanti altri paesi non ho mai trovato gli uffici comunali chiusi, a Roccagiovine mi è successo due volte su tre. Questa è una situazione che non tollereremo. Il Comune è un ente pubblico ed eroga un pubblico servizio. Il tessuto normativo del diritto amministrativo fa riferimento al sacrosanto principio della continuità del servizio pubblico. I cittadini hanno il diritto di usufruire di questo servizio con costanza e non a intermittenza“. Il riferimento di De Pierro è al fatto che il Comune di Roccagiovine ha un solo dipendente all’attivo e purtroppo attualmente è assente per giustificati motivi. Un secondo dipendente è comandato da molti anni presso un altro ente. Pertanto più volte l’intero edificio comunale rimane chiuso. A questo punto il sindaco, annuncia una consultazione popolare a cui De Pierro risponde con un sorriso ironico, che non cela un concentrato di forte incredulità.

    Invece di cercare una soluzione idonea a garantire la continuità del servizio erogato — continua il presidente dell’Italia dei Diritti — lei indice una consultazione popolare per trovare un supporto alla chiusura degli uffici. La cosa non può che vederci espressivi di una grande contrarietà, ma soprattutto ci produce un sentimento che ci fa trasecolare. L’apertura degli uffici è una questione etica, prima ancora che di antigiuridicità e noi siamo aggrappati all’etica come motore di una nazione sana, che tutela le cellule più deboli del suo parenchima sociale nel garantire i loro diritti“.

    Per chiudere De Pierro chiede al sindaco di valutare la possibilità di trasmettere le sedute del consiglio in streaming, fedele alla linea del movimento che presiede di rendere obbligatoria per legge tale pratica in ogni consesso istituzionale del territorio nazionale, a cui il sindaco si oppone adducendo una questione di costi. Il consigliere commenta così l’atteggiamento ostativo del primo cittadino: “Non è detto che la trasmissione debba essere per forza in diretta. Se è un problema di costi possiamo optare per una registrazione da caricare sul sito del Comune, come si fa per ogni tipo di documento. Come vedete siamo collaborativi“.

    La battaglia dell’Italia dei Diritti per il cambiamento al Comune di Roccagiovine è appena iniziata.

  • De Pierro, cambieremo Roccagiovine e tutta la Valle dell’Aniene

    Il presidente dell’Italia dei Diritti e candidato a sindaco del borgo alle porte di Roma: “Credo che le potenzialità che il territorio offre non siano state mai valorizzate adeguatamente dagli amministratori locali. Gli straordinari cittadini del luogo meritano certamente di più. Non potrò mai accettare di vedere le speranze e le istanze degli abitanti naufragare sugli scogli della rassegnazione

    Antonello De Pierro

    Roma – Ha suscitato molto interesse, specie nella Valle dell’Aniene, la candidatura a sindaco di Roccagiovine, centro della Città Metropolitana di Roma Capitale, del presidente dell’Italia dei Diritti Antonello De Pierro.

    Da tempo il direttivo regionale del Lazio del movimento fondato e presieduto dal giornalista romano, noto per le sue battaglie a favore della legalità, aveva focalizzato la sua attenzione al prefato territorio, ritenendolo da lungo tempo amministrato in maniera inadeguata dalla maggior parte delle amministrazioni locali. Un’area che secondo gli esponenti dell’Italia dei Diritti meriterebbe un’attività gestionale più idonea a valorizzare le numerose potenzialità del luogo e più attenta alle esigenze degli abitanti. E’ in quest’ottica che è maturata la decisione del leader del movimento Antonello De Pierro di esporsi in prima persona per concorrere alla carica di primo cittadino del suggestivo borgo di Roccagiovine, considerato dallo stesso emblematico nella meravigliosa Valle dell’Aniene, mentre altri rappresentanti dell’organizzazione politica si sono candidati in altri comuni.
    De Pierro è noto anche per essere stato il primo giornalista minacciato e aggredito da un boss del clan Spada di Ostia (prima di Federica Angeli e Daniele Piervincenzi), precisamente da Armando, accompagnato sotto casa sua dal noto imprenditore Alfonso De Prosperis e da sua moglie Angela Falqui.
    In afferenza alla sua candidatura a Roccagiovine si è così espresso: “Mi sono sempre adoperato con abnegazione, ma anche e soprattutto con passione, al fine di propugnare i principi di legalità e giustizia, e sotto l’impulso motivazionale degli assunti concettuali racchiusi nel perimetro semantico di questi due vocaboli ho sempre vigilato sul rispetto assoluto e imprescindibile dei diritti del corpo cittadino, spesso calpestati e mortificati dal potere di pochi eletti, i quali non hanno remore o pudori di sorta di schiacciarlo sotto i cingoli dell’arroganza. Sempre più spesso le più elementari ragioni di giustizia vengono disattese clamorosamente da immobilismo, negligenza, incapacità, ma soprattutto arroganza e condotte illecite, e quando ciò avviene è sinonimo di distorsioni rilevanti negli iter procedurali della macchina istituzionale. Personalmente sono stato sempre custode, nel mio patrimonio dnatico, dell’idea di aggrapparmi alla giustizia come etica di una nazione ed è ciò che ho posto come piattaforma granitica per l’attività del movimento che presiedo.
    Sulla scorta e la spinta propulsiva di queste premesse ho accettato di correre per la carica di primo cittadino in occasione delle elezioni amministrative di Roccagiovine, che si svolgeranno il prossimo 10 giugno. Sono molto legato a Roccagiovine e a tutta la Valle dell’Aniene e credo che le potenzialità che il territorio offre non siano state mai valorizzate adeguatamente dagli amministratori locali. Gli straordinari cittadini del luogo meritano certamente di più. E se qualcosa è stato fatto è indubbiamente poco. Roccagiovine deve rinascere e non ci si può affidare alle possibilità, non ci si può accontentare. La parola d’ordine deve essere “dovere”. Non basta dire si può, bensì si deve. Sono qui per aiutare i cittadini e per collaborare con gli altri amministratori e con gli stessi cittadini al fine di raggiungere i traguardi agognati. Non potrò mai accettare di vedere le speranze e le istanze degli abitanti naufragare sugli scogli della rassegnazione. Questo è un concetto che va espulso dalla coscienza collettiva. E’ un fatto di dignità e il cambiamento è di rigore. E’ più che mai necessaria una rivoluzione della dignità
    “.
    Poi ha lanciato un appello agli elettori di Roccagiovine: “Il 10 giugno prossimo si consumerà uno snodo nevralgico nella politica di Roccagiovine. La scelta evolutiva, rispetto all’attuale fermo immagine ingrigito dall’immobilismo, passa per la vostra espressione di voto, nel segreto della cabina elettorale, dove avrete l’immenso potere di invertire la rotta per i prossimi 5 anni e di disegnare la normale progettualità esistenziale di Roccagiovine. Non serve lamentarsi dopo se non si è attuata una svolta necessaria prima. Confido nella vostra capacità di autodeterminazione e di riflessiva ponderazione per iniziare a tracciare insieme le linee del cambiamento“.

  • De Pierro, auspico un governo con Di Maio e Salvini

    Il presidente dell’Italia dei Diritti: “Gli italiani hanno affidato loro il consenso decretando che fossero i vincitori delle elezioni politiche ed è giusto che governino. In democrazia funziona così. Però voglio che dimostrino di non aver preso per il culo gli elettori e cancellino immediatamente la legge Fornero. Poi realizzino la più grande illusione della storia politica italiana, il reddito di cittadinanza. Mi viene davvero da ridere e sono troppo curioso di guardare il signor Salvini risolvere quello che chiama il problema migranti

    Antonello De Pierro
    Roma – “Gli italiani hanno affidato loro il consenso decretando che fossero i vincitori delle elezioni politiche ed è giusto che governino. In democrazia funziona così. Se il Centrosinistra non ha saputo soddisfare le esigenze e rispondere alle istanze dell’elettorato e questo l’ha punito ritengo che meriti di restare all’opposizione“.

    E’ quanto ha dichiarato il presidente dell’Italia dei Diritti Antonello De Pierro, riferendosi al leader del Movimento Cinque Stelle Luigi Di Maio e a quello leghista Matteo Salvini, in afferenza al risultato sancito dalle urne e in vista delle imminenti consultazioni per l’affidamento del mandato da parte del presidente della Repubblica Sergio Mattarella per la formazione del nuovo governo che dovrebbe guidare il paese.

    Antonello De Pierro

    Auspico pertanto — ha aggiunto — che il prossimo esecutivo sia espressione delle forze politiche che fanno capo a Di Maio e Salvini semplicemente perché sono i numeri a dirlo. La loro è indubbiamente una vittoria figlia del peggior populismo mai espresso nel Dopoguerra, ma se i cittadini hanno creduto alle promesse fantascientifiche sbandierate senza pudore di sorta è anche perché c’é stato un manipolo di politicanti che ha deluso le aspettative di chi aveva concesso loro la fiducia. Noi siamo contro il populismo, che riteniamo dannosissimo per il paese, ma non possiamo accettare una casta politica che, pur dichiarandosi paradossalmente di sinistra, ha calpestato i diritti delle cellule più deboli del nostro parenchima sociale e favorito i poteri forti, disorientando pertanto parte dei cittadini, che hanno votato irrazionalmente, sotto la spinta irrefrenabile della disillusione, se non della disperazione“.

    Poi il leader dell’Italia dei Diritti, noto anche, suo malgrado, per essere stato il primo giornalista minacciato e aggredito da un membro del clan Spada di Ostia, prima della reporter di Repubblica Federica Angeli e dell’inviato Rai Daniele Piervincenzi, avendo subito un’aggressione da parte del famigerato Armando Spada, cugino di Roberto, accompagnato sotto casa sua dal noto imprenditore della lavorazione del ferro Alfonso De Prosperis e da sua moglie Angela Falqui, affonda sugli impegni assunti da Di Maio e Salvini durante la campagna elettorale: “E’ davvero deprimente prendere atto dell’humus subculturale in cui affoga parte del popolo italiano, quell’Italietta delle casalinghe di Voghera, o forse sarebbe meglio collocarle nell’immaginario comune in qualche cittadina del Sud, che trascorre le giornate davanti ai miti di cartone dei reality. E’ quel tessuto peninsulare che furbescamente è stato individuato, con le dovute differenze, da Di Maio e Salvini, come esca per la loro pesca consensuale, sapendo di gettare a colpo sicuro l’amo della demagogia su pesci fregnoni e creduloni da poter nutrire e catturare con la speranza di promesse evanescenti. Perché è d’ignoranza che si ciba il populismo. Vedere Salvini eletto in Calabria mi fa inorridire e non credo ci sia bisogno di spiegare il perché, almeno a chi riesce a elaborare idee di senso compiuto. Ma credo anche che chi vince ha ragione, anche se è la nostra povera Italia che ne farà le spese. E pertanto, lo ripeto, dovranno essere loro a governare. E poco m’importa del braccio di ferro ingaggiato per la premiership. Però, chiunque riesca a spuntarla per sedere sullo scranno più alto di Palazzo Chigi voglio che dimostrino di non aver preso per il culo gli elettori e cancellino immediatamente la legge Fornero. Poi realizzino la più grande illusione della storia politica italiana, il reddito di cittadinanza, che è una presa in giro già dal nome. Il reddito di cittadinanza è tutta un’altra cosa, ma forse a loro piaceva tanto questo espressione linguistica. Comunque per attivare quello che loro chiamano così, ma in realtà sarebbe una specie di sussidio di disoccupazione, un reddito minimo garantito, quello che gli inglesi chiamano basic income, bisognerebbe azzerare tutta la spesa sostenuta dalla apparato statale per la sanità, per la scuola e per l’università. E sarebbero ancora a metà dell’opera. Perché servirebbe ancora una copertura finanziaria pari al doppio. Credo che il risveglio sarà amaro per chi ha creduto alle fandonie pentastellate e si è fatto anestetizzare la coscienza dai proclami di Luigino Di Maio. Ma mi viene davvero da ridere e sono troppo curioso di guardare il signor Salvini risolvere quello che chiama il problema migranti, dimenticando però che la previsione legislativa attualmente in vigenza porta il nome di Bossi-Fini ed è la peggiore che sia stata mai varata. E proprio questo dettato normativo è la risultanza di un lungo periodo in cui la Lega è stata al governo del paese, ma mi pare che mai sia riuscita ad affrontare il fenomeno in maniera efficace, anzi ha votato un provvedimento che è riuscito solo a peggiorare le cose“.

  • De Pierro, per Touadi non mi sono candidato in Umbria

    Il presidente dell’Italia dei Diritti ha rinunciato alla candidatura alla Camera dei Deputati nel collegio umbro con Civica Popolare per accettare il coordinamento della campagna elettorale del candidato alla presidenza della Regione Lazio
    Antonello De Pierro e Jean-Léonard Touadi

    Roma – Ha fatto notizia nei giorni scorsi la rinuncia del presidente dell’Italia dei Diritti Antonello De Pierro a candidarsi per un seggio alla Camera dei Deputati.

    Il leader del movimento aveva stretto un accordo con Beatrice Lorenzin per inserire vari esponenti del movimento da lui presieduto nelle liste di Civica Popolare, la formazione che fa capo alla ministra della Salute, ma in extremis proprio lui aveva desistito dal correre per optare a favore del coordinamento della campagna elettorale di Jean-Léonard Toaudi, candidato alla carica di governatore del Lazio con lo stesso partito.

    Infatti, quando Touadi, con cui intrattiene rapporti amicali e di reciproca stima da molti anni, gli ha rivolto la richiesta, De Pierro non ha esitato ad accettare l’incarico propostogli, ritirando il suo nome dalla lista. Oggi ha deciso di parlare dell’episodio e si dice felice per la scelta fatta, maturata al di là di ogni calcolo politico solo per una questione di amicizia e di apprezzamento nei confronti dell’ex assessore capitolino della giunta Veltroni e deputato per l’Idv e per il Pd, ma si dice rammaricato per non aver potuto partecipare nella regione che aveva scelto, ossia l’Umbria: “Quando ho deciso di candidarmi non ho avuto dubbi.

    Ho scelto di farlo in Umbria. Le ragioni sono molteplici. Innanzitutto è un territorio che amo moltissimo e ogni volta che mi è possibile ci faccio un salto, senza stancarmi mai di ammirare le sue bellezze naturali, storiche e architettoniche, restandone estasiato. In secondo luogo perché amo gli umbri, gente laboriosa, cordiale e umile, un esempio per chiunque. Non posso poi tralasciare una ragione prettamente politica. L’Italia dei Diritti, nella regione di san Francesco d’Assisi e di santa Rita da Cascia, gode di un notevole consenso, maturato anche grazie all’avvincente campagna elettorale che abbiamo condotto in occasione delle ultime consultazioni regionali, con candidato presidente Giampiero Prugni, che purtroppo da qualche tempo ci ha lasciati. Anche se la lista è saltata proprio in sede di presentazione, per un disguido legato all’assenza di un atto nel fascicolo documentale consegnato, il 3% che ci assegnavano i sondaggi era emblematico circa il lavoro programmatico e aggregativo svolto. Auspico presto di lavorare nuovamente in prima persona per questa straordinaria terra, che quando ci ritorno mi emoziona sempre come fosse la prima volta”.

  • Clamoroso passo indietro di De Pierro, sarà coordinatore campagna elettorale di Touadi

    Il presidente dell’Italia dei Diritti, che nei giorni scorsi aveva stretto alleanza con Beatrice Lorenzin, ha rinunciato a correre per un seggio alla Camera e ha risposto alla chiamata dell’amico candidato alla presidenza della Regione Lazio

    Antonello De Pierro e Jean-Léonard Touadi

    Roma – Ha del clamoroso il passo indietro fatto dal presidente dell’Italia dei Diritti Antonello De Pierro, candidato alla Camera dei Deputati con la lista Civica Popolare, dopo l’accordo stretto con la ministra della Salute Beatrice Lorenzin. Il patto resta comunque in piedi e il movimento, rispettando l’annunciata confluenza per le elezioni politiche e regionali, sosterrà lo stesso Cp in tutta Italia.

    Ma la scelta di De Pierro si consuma nel Lazio, dove l’Italia dei Diritti aveva scelto di correre da sola alle regionali con il responsabile provinciale di Roma Carlo Spinelli candidato a governatore, a cui ha chiesto di rinunciare per partecipare alla competizione come aspirante consigliere nelle file del partito di Lorenzin. E qui la vicenda esce in parte dalle stanze della politica e abbraccia il terreno dell’amicizia, della stima, dei rapporti umani. La molla decisionale scatta quando viene rivelata la candidatura alla presidenza della Regione Lazio di Jean-Léonard Touadi, un personaggio capace e carismatico, ma soprattutto onesto, con cui il leader dell’Italia dei Diritti ha da lungo tempo un legame amicale e di mutuo apprezzamento. E soprattutto quando il neo candidato governatore gli chiede di assumere il coordinamento della sua campagna elettorale De Pierro non ha indugi. Rinunciare alla possibilità di accedere a uno scranno in Parlamento non è un problema se si crede fermamente in certi fondamenti valoriali. E la storia personale e politica di Touadi è in perfetta sintonia con quella di un paladino della legalità come il numero uno del movimento che ha fatto dell’appello al rispetto dei diritti individuali e collettivi il suo vangelo. Le linee programmatiche da esplicitare nella campagna elettorale di Civica Popolare sono imperniate proprio sulla lotta alla corruzione e alla mafia, nel trionfo di quella legalità che è la piattaforma edificante di un parenchima sociale sano. Quella corruzione che De Pierro combatte da sempre con tutte le sue forze. I suoi diciotto incatenamenti per ottenere la rotazione intermunicipale periodica (risultato raggiunto) dei vigili urbani capitolini per prevenire ogni tentazione corruttiva, fanno ormai parte integrante della storia della Roma recente. O la battaglia per la giustizia combattuta contro persone in rapporti con il clan Spada di Ostia, tanto da accompagnare il boss Armando, già agli arresti domiciliari e destinatario di un ordine di custodia cautelare in carcere proprio nei giorni scorsi con contestazione del 416 bis c.p., a minacciarlo di morte e aggredirlo per indurlo a non proseguire nel denunciare degli abusi a carattere edilizio da parte di persone a lui care. Un episodio che gli ha fatto guadagnare il triste e non invidiabile primato di primo giornalista aggredito dal clan, a cui hanno fatto seguito le minacce a Federica Angeli, che vive sotto scorta, e l’arcinota testata data da Roberto Spada a Daniele Piervincenzi.

    De Pierro spiega i motivi della scelta di sposare la causa elettorale di Toaudi: “Conosco Jean-Léonard da un cospicuo lasso temporale. Il sentimento nutrito da sempre nei suoi confronti è racchiuso tutto nella parola stima. Stima per il politico Touadi, stima per l’uomo Touadi. Due facce della stessa medaglia che, coniugate tra loro, partoriscono un’attività volta costantemente all’ottimizzazione dei corpi collettivi. E’ una peculiarità che dovrebbe essere fisiologica per chi ambisce agli scranni istituzionali, ma purtroppo, tra populismo, demagogia e addirittura becero sciacallaggio, sul proscenio è cosa rara da scorgere. Jean-Léonard incarna quella figura che dovrebbe essere eletta a emblema valutativo per l’idoneità a ricoprire ruoli politici. Mi sembrava doveroso rispondere alla sua chiamata sacrificando una candidatura. Ho semplicemente risposto al comando imperioso del senso dello stato, che alberga costantemente in me. Poter coordinare il lavoro arduo che ci accingiamo a intraprendere è un onore oltre che un piacere per me. Il suo impegno in politica è stato sempre segnato da un forte impegno per l’affermazione della legalità. Un paradigma concettuale che noi propugniamo da sempre, specie quando ci siamo accorti di dover fare costantemente i conti con un sistema inquinato, purtroppo trasversale, che si autoalimenta con biunivoche connivenze, che travalicano qualsivoglia steccato ideologico o senso della funzione da parte di funzionari pubblici, sempre, purtroppo, in nome del tornaconto personale. Intorno a questo apparato ruota spesso una lapalissiana realtà di disagio e di disperazione sociale. E se da un lato questi signori la relegano ai margini dei loro interessi ufficiali, dall’altro, con ributtante cinismo, con paradossale impudenza, ci intingono il pane. Se vogliamo almeno sperare di assistere un giorno alla palingenesi della nostra amata Italia, dobbiamo profondere le nostre energie affinché il nostro impegno si indirizzi, con priorità assoluta, a decontaminare l’apparato istituzionale dalle pervasive propaggini metastatiche che l’hanno messo sotto scacco. Dobbiamo restituire al corpo sociale, e quindi elettorale, quegli ideali e speranze che sono naufragati sugli scogli della malagestione della cosa pubblica. E questo naufragio genera quella pericolosa disillusione che erutta purtroppo nel voto di protesta, diventando terreno fertile di caccia per chi cerca di racimolare consensi con l’esercizio di una retorica populista e qualunquista, che spesso addirittura scivola nello sciacallaggio, condotta che ha davvero poco a che vedere con una sana politica. Queste manifestazioni comportamentali purtroppo anestetizzano le coscienze e coartano l’autodeterminazione del corpo elettorale. Ed è cosa nota che il sonno delle coscienze può generare mostri. E’ questa la sfida che ho sempre scelto di giocare da presidente dell’Italia dei Diritti, che avevo scelto di giocare da candidato alla Camera con Civica Popolare e ora al fianco di Jean-Léonard Touadi, per ridare la capacità di autodeterminazione alle persone, perché ciò significa restituire loro la dignità, che il potere di pochi eletti ha spesso schiacciato, marciandoci sopra con i cingoli dell’arroganza. Per concludere vogliamo dare una ‘nuova casa al civismo’, per dirla con le parole tanto care a Jean-Léonard“.

  • Antonello De Pierro felice per la candidatura di Touadi alla Regione Lazio

    Il presidente dell’Italia dei Diritti e candidato alla Camera dei Deputati con Civica Popolare: “Beatrice Lorenzin non avrebbe potuto operare una scelta migliore. Jean-Léonard è una delle migliori figure che il panorama politico offre attualmente”

    Roma – “Esterno la mia massima espressione di felicità per la candidatura a presidente della Regione Lazio di Jean-Léonard Touadi. Beatrice Lorenzin non avrebbe potuto operare una scelta migliore”.

    Antonello De Pierro

    E’ con queste parole che il presidente dell’Italia dei Diritti Antonello De Pierro, candidato alla Camera dei Deputati con Civica Popolare, ha accolto l’annuncio della ministra della salute e leader di Cp Beatrice Lorenzin, di aver deciso di designare come aspirante governatore del Lazio, collegato alla sua lista, Jean Léonard Touadi, ex assessore comunale di Roma della giunta Veltroni ed ex deputato eletto nelle file dell’Italia dei Valori.

    Jean-Léonard Touadi

    Infatti il numero uno dell’Italia dei Diritti e il neo candidato si conoscono proprio dai tempi dell’elezione in Parlamento di Touadi con la lista dell’Idv, partito presso cui De Pierro ricopriva il ruolo di capo ufficio stampa delle segreterie romana e regionale del Lazio.

    “Jean-Léonard è una delle migliori figure che il panorama politico offre attualmente — ha continuato il candidato alla Camera — nutro per lui profondi stima e affetto, sentimenti che sono rimasti immutati nel tempo. E’ un concentrato di competenza politica, cosa che nel frangente epocale che stiamo vivendo credo sia un requisito fondamentale, di onestà indiscussa, di spessore culturale, di umanità e soprattutto di quell’umiltà genuina e spontanea che solo i grandi sanno far trasparire. Il suo eloquio forbito e raffinato, è capace di arrivare al cuore della gente con estrema facilità, grazie anche ai suoi modi espressivi molto rassicuranti. Sono certo che per le regionali ci sarà una campagna elettorale molto interessante e combattuta. La figura di Jean-Léonard è nettamente superiore, per lo scranno più alto della Regione, a quelle degli altri candidati. I vari Zingaretti, Lombardi e Parisi avranno filo da torcere nel contendere a lui la carica”.

  • Antonello De Pierro stringe alleanza con Beatrice Lorenzin e si candida alla Camera

    L’accordo raggiunto tra Italia dei Diritti e Civica Popolare rafforza la neonata formazione politica guidata dalla ministra della Salute e spiazza quelle liste che hanno corteggiato invano il movimento presieduto dal giornalista romano

    Antonello De Pierro

    Roma – Dopo attente valutazioni e varie trattative, il direttivo nazionale dell’Italia dei Diritti, presieduto dal presidente e fondatore Antonello De Pierro, ha scelto con chi stringere l’alleanza per correre alle prossime elezioni politiche per il rinnovo dei membri della Camera dei Deputati e del Senato. Dopo aver depositato il simbolo identificativo del movimento presso il Viminale, rubando il tempo a Fratelli D’Italia e Partito Democratico nella corsa per arrivare a vedere affisso per ultimi il proprio contrassegno sulla bacheca del dicastero dell’Interno, si è proceduto alla definitiva formulazione decisionale sulla formazione politica su cui convergere. Infatti era già stato deciso da tempo che l’Italia dei Diritti non avrebbe partecipato col proprio simbolo a livello nazionale, mentre aveva annunciato da tempo la propria corsa solitaria alla Regione Lazio, schierando come candidato presidente il responsabile provinciale di Roma Carlo Spinelli.
    Beatrice Lorenzin
    L’accordo è stato raggiunto, già mercoledì scorso, con Civica Popolare, la compagine che vede il suo leader nella ministra della Salute Beatrice Lorenzin, ma per scelta del presidente De Pierro solo ora viene reso noto. L’intesa trovata avrà conseguenze anche sul piano regionale laziale, dove il numero uno del movimento ha chiesto all’aspirante governatore del Lazio di fare un passo indietro e candidarsi nella lista schierata da Lorenzin. A questi sarà collegata, in quota Italia dei Diritti, Livia Celardo, la giovane economista e ricercatrice universitaria figlia di Carmine, uno degli esponenti storici del movimento, che per ovvii motivi resterà ai box.

    Per De Pierro, candidato alla Camera dei Deputati, è stata un’ottima convergenza programmatica e d’intenti come egli stesso spiega: “Dopo aver valutato attentamente l’offerta politica del momento, naturalmente circoscritta all’alveo del centrosinistra, che da sempre è la nostra collocazione naturale, nel ventaglio di possibilità esaminate non abbiamo nutrito alcun dubbio quando ci siamo imbattuti nelle proposte concrete di Civica Popolare. La disamina analitica era terminata. Da sempre impegnati nella tutela dei diritti delle cellule più deboli del parenchima sociale, spesso calpestate e mortificate dal potere e dall’arroganza di pochi eletti, abbiamo trovato qui una piattaforma ideale per edificare e corroborare le nostre linee programmatiche e un humus fertile per coltivare e preservare i nostri principi fondanti informati in particolar modo alla legalità, alla giustizia e soprattutto all’etica. Da sempre fedeli a una frase di Cesare Pavese, eletta a illuminante esempio, che diceva ‘Non bisogna andare incontro al popolo, ma essere popolo”, è quello che abbiamo sempre propugnato per la tutela dei corpi collettivi. E cosa c’è di meglio del binomio civica e popolare per dare senso compiuto ai prefati assunti concettuali? Il riferimento ai cives e al popolo credo siano l’espressione ideale per orientarsi verso l’interesse degli italiani. Quando ci siamo contestualmente calati nella sfera lorenziniana abbiamo subito respirato un’aria nuova, un profumo di pulito, ma soprattutto un’armonia di intenti e di proiezioni progettuali, e sono quelle peculiarità che fanno la differenza per ambire a espletare un giusto mandato sul proscenio politico nazionale. Altrove abbiamo notato subito divergenze interne, alleanze improbabili, tutti elementi che rendono fragili le compagini e fanno vacillare significativamente la credibilità quando si chiede agli elettori di orientare il consenso nel segreto dell’urna elettorale. Qui ho trovato alti e commendevoli standard valoriali, altrove circostanze che possono facilmente scivolare verso il disvalore. Un po’ poco per ambire a contrastare i populismi rappresentati da Lega e M5s, o per arginare le spinte plutocratiche di Forza Italia e Fratelli d’Italia, a favore dei grossi potentati economici. Noi crediamo fortemente che ci siano due categorie in cui si dividono coloro i quali decidono di operare in politica. I primi sono quelli che espletano la loro attività a beneficio della collettività e non certo a salvaguardia degli interessi personali e sono quelli che noi chiamiamo politici. E questi, con grande compiacimento ho trovato in Civica Popolare. Poi ci sono coloro i quali sacrificano sull’altare dei tornaconti personali l’interesse primario dei cittadini. E a questi noi diamo l’appellativo di politicanti e sono tutta un’altra cosa. Gente che deve rimanere lontana dagli scranni istituzionali”.

    La soddisfazione è lapalissiana nelle parole del leader dell’Italia dei Diritti, che poi passa a parlare dei collegi: “Credo che il nostro impegno debba essere esponenziale per poter raggiungere l’obiettivo prefisso. Tengo a precisare che noi, al di là dell’estensione territoriale dei collegi dove sono presenti i nostri candidati, daremo il nostro contributo in tutta l’area peninsulare, senza indugi di sorta, con il massimo impegno. Dal canto mio, ho rinunciato per motivi personali al collegio di Ostia, che probabilmente, in virtù della mia storia personale, professionale e politica, sarebbe stata per me la collocazione più naturale, e ho optato per un collegio fuori dal Lazio. In ogni caso sarò personalmente il candidato non in lista non solo a Ostia, ma anche in tutti i collegi di Roma e provincia, dove profonderò le mie energie senza economia per convogliare nella lista Civica Popolare il maggior numero di consensi ed evitare che personaggi che, a suon di proclami demagogici e di vacui esercizi retorici, possano accedere al Parlamento o al Consiglio Regionale del Lazio”.
    Antonello De Pierro a una manifestazione dell'Italia dei Diritti
    De Pierro, primo reporter minacciato e aggredito dal clan Spada a Ostia (prima di Federica Angeli, attualmente sotto scorta, e di Daniele Piervincenzi) e molto attivo anche sui social (la sua pagina Fb conta 163.000 like, come agevolmente riscontrabile dalla classifica in aggiornamento quotidiano dell’ottimo Baroncelli e 56.000 follower su Twitter), tanto da essere nella top ten dei giornalisti più seguiti sul web e precisamente all’ottavo posto, punta il dito contro Matteo Salvini e Luigi Di Maio, contestandone decisamente alcune proposte: “L’avversario da battere, prima ancora del centrodestra dei rigurgiti di stampo fascista, è il populismo dilagante della Lega e del M5S. E’ un vero e proprio pericolo, un allarme sociale di cui aver paura, spesso sottovalutato imperdonabilmente. E’ in crescita grazie alla disillusione della gente di fronte ad alcuni errori valutativi della politica, alle distorsioni comportamentali degli appartenenti alla categoria di coloro i quali ho bollato poc’anzi come politicanti. E’ un movimento che avanza sospinto dal nulla, senza vere idee a tracciarne la rotta, ma che fa leva solo sui timori dei cittadini, che vengono condizionati nell’autodeterminazione e deviati nel pensiero da un bombardamento impressionante di fake news, e spetta a noi lavorare per arginarne l’avanzata, che può condurre a una vera e propria catastrofe nazionale. Parto dalla Lega, a cui Salvini ha furbescamente sottratto la parola Nord, al fine di allargare anche nel centrosud il bacino di consensi e c’è chi ingenuamente ci casca e rimuove l’antimeridionalismo dai percorsi della memoria. Ma anche se Salvini ha confezionato il vestitino nuovo al suo partito, sotto resta sempre quello di ‘Roma ladrona’ , di ‘chi non salta napoletano è’, del ‘bruciamo il tricolore’ e così via. Tra l’altro promuove l’abolizione della tanto odiata legge Fornero, ma tralascia di dire, mancando di onestà intellettuale, che è una promessa da marinaio, impossibile da realizzare. Noi che quella onestà intellettuale la custodiamo intatta nel nostro patrimonio dnatico non possiamo far finta di nulla e diciamo che la legge Fornero, giusta o sbagliata che sia, con buona pace di chi la vorrebbe vedere abolita, non potrà essere cancellata. E il motivo è semplice. Avrebbe un costo elevatissimo che la nazione non può assolutamente sostenere e chi dice il contrario inganna il paese. Come è fuori da ogni criterio di ragionevolezza la proposta del raggiungimento del diritto di quiescenza dopo 41 anni lavorati, indipendentemente dall’età. Tale previsione è semplicemente folle e condannerebbe i lavoratori ad andare in pensione a 70, forse a 80 anni, o addirittura forse mai, come potrebbe succedere con matematica certezza a tante donne, specie nel settore privato. Basta questo perché noi, con a cuore il bene del paese, e soprattutto, in questo caso, il diritto a maturare una pensione a un’età adeguata, dopo una vita di lavoro. Come è fuori da ogni logica l’intenzione progettuale di Di Maio che addirittura vorrebbe sommare l’età anagrafica con gli anni lavorati e raggiungere quota 100. E anche qui vale lo stesso identico ragionamento fatto con Salvini. Una condanna senza diritto di appello per chi aspira ad andare in pensione a una ragionevole età. Basta un semplice calcolo matematico per comprenderlo, ma c’è chi, accecato dall’antipolitica a ogni costo, non ha neanche pensato a farlo. Inganno o rapporto conflittuale di Salvini e Di Maio con la matematica? A noi poco importa. A noi interessa solo il fatto di sentire il dovere di informare e rimettere a fuoco il campo visivo a chi non riesce a leggere la triste verità tra le pieghe di tali farneticanti esternazioni. Di Maio non inciampa purtroppo, come ormai risaputo, solo sui congiuntivi, che, anche se piuttosto grave per chi aspira a fare il premier, sarebbe il minimo, in quanto ciò non mette a repentaglio la tenuta del paese, ma per nostra sfortuna ci sono esplicitazioni programmatiche che ci preoccupano enormemente per la disarmante sicurezza con cui vengono trasmesse alla massa. Una su tutte è l’affermazione di Luigino che, colpito da vocazione da eminente virologo, propone una previsione di obbligatorietà dei vaccini solo in caso di emergenze epidemiche. Ciò potrebbe essere letto come uno scherzo, una battuta, tanto è esilarante. E invece è tutto vero e a pronunciare tale aberrazione, che si infrange inesorabilmente contro la logica esperienziale prima ancora che contro gli assunti dottrinali della clinica medica, è un candidato premier che aspira a governare il paese. Qualcuno è riuscito a spiegargli che i vaccini, nell’accezione propria del termine, servono in fase preventiva e non certo per curare una patologia già insorta? La sfida non è solo politica, ma anche culturale, e deve mirare a stroncare un concentrato esplosivo di dilettantismo e incompetenza, che può condurre l’Italia direttamente nel baratro, quando ha invece bisogno esattamente del contrario, ossia di una palingenesi strutturale. Ma come può pretendere una formazione politica che non ha regole interne certe, ma solo pressappochismo organizzativo, di poter gestire la guida di una nazione, peraltro complessa, come la nostra? Un caso emblematico è rappresentato dall’esclusione da un collegio plurinominale per la Camera dei Deputati, dell’avvocata lucana Antonella Sassone, che in passato ha ricoperto con merito due ruoli nell’Italia dei Diritti e che improvvisamente, come tanti altri, non si è ritrovata in lista. Come riporta Il Fatto Quotidiano sembrerebbe che la causa dell’esclusione sia stata una candidatura, alcuni anni or sono, con l’Italia dei Valori. Peccato che la valida professionista non si sia mai candidata col partito che fu di Di Pietro. E se così fosse, come mai lo stesso criterio non è stato applicato a Elio Lannutti, il quale, non solo si è candidato con l’Idv, ma ne è stato uno degli esponenti di vertice, essendo stato eletto tra le sue file in Senato. Un’incongruenza lapalissiana, quanto grottesca, che la dice lunga su una compagine politica capace di mostrarci tutto e il contrario di tutto”.

  • Italia dei Diritti a Montecitorio per Commissione Jo Cox contro odio

    Su invito della presidente della Camera Laura Boldrini il presidente del movimento Antonello De Pierro ha guidato una delegazione per assistere alla relazione finale del gruppo di studio e ha annunciato l’adesione al percorso intrapreso

    Antonello De Pierro
    Roma – In una Sala della Regina colma al limite della capienza è stata presentata a Montecitorio la relazione finale della “Commissione Jo Cox”. Un gruppo di studio sui fenomeni di odio, intolleranza, xenofobia e razzismo, voluto fortemente dalla presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini, che è giunto a risultati sorprendenti quanto inquietanti, accendendo i riflettori su quella che è già diventata una vera e propria emergenza da affrontare senza indugi. A presiedere i lavori, per 14 mesi, è stata la stessa Boldrini, con la partecipazione di un rappresentante per ogni gruppo parlamentare, di alcuni esperti e della società civile, recependo appieno le indicazioni promananti dal Consiglio d’Europa. La Commissione, a due mesi dalla sua istituzione, ha aggiunto alla sua denominazione l’emblematico e significativo riferimento a Jo Cox, la parlamentare inglese brutalmente uccisa per odio politico. Un nodale apporto al commendevole risultato finale, come è stato sottolineato dalla stessa Boldrini, è stato fornito da Tullio De Mauro, il celebre e compianto linguista scomparso a inizio anno.
    Carlo Spinelli, Antonello De Pierro, Carmine Celardo e Aurelio Tartaglia
    L’incontro è stato moderato dal giornalista di Rai3 Giovanni Anversa e, dopo l’intervento introduttivo della presidente della Camera, ha visto susseguirsi gli autorevoli contributi dialettici della sociologa Chiara Saraceni e della deputata Milena Santerini. Toccante la testimonianza resa dal pulpito da parte della giovanissima Flavia Rizza, la straordinaria testimonial di una campagna di sensibilizzazione contro il bullismo promossa dalla Polizia di Stato, che ha suscitato grande commozione e un fiume di scroscianti applausi. A seguire, sempre moderati da Anversa, hanno preso la parola la sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Maria Elena Boschi, il direttore de La Repubblica Mario Calabresi e quello di Rai News Antonio Di Bella, la consigliera di amministrazione Mediaset Gina Nieri, al presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio Paola Spadari e la prestigiosa firma del Corriere della Sera Gian Antonio Stella.
    Carmine Celardo, Emiliano Varanini e Antonello De Pierro
    Al suggestivo e appassionante evento, su invito della presidente Boldrini, ha preso parte una delegazione del movimento politico Italia dei Diritti, capeggiata dal presidente Antonello De Pierro. Ad accompagnare De Pierro a Montecitorio c’erano il responsabile provinciale di Roma Carlo Spinelli, il vice responsabile per il Lazio e vice responsabile per il Lavoro e l’Occupazione Carmine Celardo, il vice responsabile per la Tutela dei Consumatori Emiliano Varanini, il responsabile del Tesseramento Aurelio Tartaglia e la responsabile per Fiumicino Sara Cardilli.
    Giovanni Anversa, Laura Boldrini e Milena Santerini
    Il commento sull’appuntamento politico è stato affidato al leader dell’Italia dei Diritti.
    Ringrazio innanzitutto la presidente Boldrini — ha dichiarato De Pierro — per averci onorati del suo graditissimo invito ad assistere all’attività espositiva di fine lavoro di una Commissione di studio di estrema rilevanza in un momento storico come quello in cui stiamo vivendo. Alcune circostanze che emergono in uno scorcio epocale piuttosto ampio che stiamo attraversando e che fa prevedere una dilatazione temporale al momento indefinibile rispetto alla deflagrazione dell’odio in tutte le sue forme, come ci viene riportato dalle cronache quasi quotidianamente, in cui i crimini legati a questo fenomeno si susseguono senza sosta, non possono lasciarci indifferenti, ma impongono un intervento deciso, risoluto e, per quanto possibile, risolutivo. E’ una questione di giustizia sociale, a cui siamo fortemente attaccati come etica di un’intera nazione. Certi atteggiamenti, che affondano le radici in un humus subculturale atavico e che spesso sfociano in gravi integrazioni penalmente rilevanti o comunque in violazioni dei diritti umani, vanno immediatamente soffocati. In uno stato di diritto siffatti istinti animaleschi non possono avere diritto di cittadinanza e, se la politica finora ha forse minimizzato, a volte ha legittimato o giustificato, ci sentiamo di rivolgere un grande plauso alla presidente Boldrini per aver avuto il merito di lanciare un ormai improcrastinabile allarme sociale in afferenza al dilagare dell’emergenza odio, aprendo uno squarcio senza appello su una realtà che da tempo era sotto gli occhi di tutti.. Il mondo della politica fino a qualche tempo fa si era rivelato sordo, con le coscienze anestetizzate, di fronte a un qualcosa che forse veniva percepito di lieve entità. Con la coscienza assopita anche la ragione va in vacanza e il sonno della ragione genera mostri, e gli effetti ben presto si sono dispiegati in ogni dove nei corpi collettivi, fino a disegnare un quadro inquietante che ora è sotto gli occhi di tutti e ha sancito il trionfo della mediocrità. Le stesse donne in politica hanno subito a volte livorosi insulti di natura sessista e la priorità è innanzitutto disinquinare le stesse istituzioni dalle pervasive infiltrazioni insane che le hanno inondate nei loro bassifondi. Di una cosa siamo certi. L’ondata di odio va fermata. I lavori della commissione che ha reso note le risultanze del suo operato sono un ottimo inizio, ma ora urge quell’alleanza invocata dalla presidente Boldrini, facendo appello ai diritti individuali e collettivi, che riteniamo l’unica via su cui incanalare un percorso convincente ed efficace. Noi, come ho già riferito a lei, ci siamo e il nostro impegno siamo pronti a metterlo in campo nei limiti delle nostre possibilità, con i nostri dirigenti e i tanti attivisti che hanno sposato la nostra causa. La consideriamo una rivoluzione della dignità, per accendere nelle vittime un barlume di speranza ed evitare che questa naufraghi sugli scogli della rassegnazione. Arginare, tentando di debellare i fenomeni di odio e di intolleranza dovrebbe essere un dovere civico per tutti, travalicando ogni steccato ideologico, per mettere ai margini coloro i quali, e per fortuna non sono tantissimi a fronte della totalità dei cittadini, sono affetti dal virus dell’esaltazione, spesso foraggiata da politici, o meglio politicanti, che per racimolare consensi, si cimentano in esercizi demagogici e cavalcano a volte idee malsane, mistificando la realtà ed esibendosi in distorsioni statistiche inverosimili e paradossali. Aderiamo all’alleanza auspicata dalla presidente Boldrini perché il sentimento di odio non può albergare in un parenchima sociale come quello italico, perché chi esprime idee diverse va rispettato e tutelato, sempre nei limiti del confronto democratico, ma chi agisce su impulso rancoroso non può essere tollerato. Per fortuna viviamo in un paese libero e non ammettiamo sessismo, bullismo, xenofobia, razzismo e ogni forma di intolleranza. Anzi l”unica intolleranza che ammettiamo è quella contro chi odia. Non mi avventuro nel merito di ogni forma di odio, mi sono già espresso in più occasioni e ce ne saranno altre per gridare a gran voce il nostro pensiero, in particolare nell’alveo del sessismo, del bullismo e dell’intolleranza a sfondo razziale. Su quest’ultimo punto, ora di particolare attualità, il nostro paese ha già pagato il suo prezzo e ogni rigurgito di questo genere può essere riconducibile solo a un retaggio di tipo fascista e va perseguito duramente. Esiste già la nota legge 645/92, la cosiddetta legge Scelba, in merito, anche se ho sempre notato una certa titubanza nell’applicazione, e ben venga la proposta dell’onorevole Emanuele Fiano di inserire un reato specifico nel codice di rito penale, proposta che tra l’altro ha già suscitato qualche riferimento antisemita nei suoi confronti, e in proposito colgo l’occasione per esprimergli la nostra solidarietà, a dimostrazione della giustezza di tale intento di produzione legislativa. Il fascismo in Italia è stato sinonimo di dittatura, inseguimento e pratica di un modello autoritario, e, con buona pace dei nostalgici, per mantenere una democrazia compiuta bisogna soffocare in culla ogni richiamo liberticida, anche solo simbolico, al Ventennio. Ma quello che ci sta particolarmente a cuore è l’odio che si manifesta sotto forma di stalking. Abbiamo più volte dichiarato la nostra linea per ciò che attiene alla violenza di genere, sia fisica che psicologica, e, anche se la codificazione del reato specifico con l’introduzione dell’art. 612 bis nel codice penale ha certamente segnato un passo in avanti, lo riteniamo assolutamente insufficiente per arginare il problema. Personalmente sono intervenuto a molti incontri sul tema e non mi stancherò mai di propugnare la necessità di affrontare la questione sotto un profilo culturale e preventivo, magari anche con supporti di tipo psicologico, oltre che naturalmente sotto quello repressivo per esercitare la legittima pretesa punitiva dopo che si è ormai concretizzato il tempus commissi delicti. Ed è alla commissione del reato che bisogna evitare di giungere e a nostro avviso il più delle volte sarebbe possibile se le previsioni normative fossero più adeguate alla fattispecie criminosa de qua. Infatti non si è quasi mai giunti a considerare che nella maggior parte delle volte non ci troviamo di fronte a un delinquente abituale, ma a una persona che ha una biografia ineccepibile sotto un profilo comportamentale. Il più delle volte parliamo di una persona che ha vissuto in maniera eccessivamente traumatica un distacco di tipo amoroso. Spesso sviluppa un disturbo di adattamento e ogni tentativo di allontanamento coercitivo, tramite l’emissione di misure cautelari, dalla vittima non produce effetti significativi. Prima di entrare nel terreno giuridico ci troviamo in quello clinico. Prevedere perciò un supporto di tipo psicologico nella legge, a nostro avviso, sarebbe necessario. Nessuno vuole svilire il sacrosanto esercizio dell’azione penale con il dispiegarsi di effetti sanzionatori post delictum, ma così, in molti casi, si eviterebbe di giungere alla consumazione del reato stesso e si otterrebbe certamente un effetto deflattivo nella lugubre contabilità relativa ai femminicidi che le cronache ci offrono purtroppo quasi quotidianamente. Pertanto insistiamo sul fatto che la sfida dovrà essere culturale e preventiva in queste e in tutte le forme di odio. Il cammino è lungo e tortuoso, ma siamo certi che sia iniziato nel migliore dei modi“.
    Laura Boldrini e Maria Elena Boschi

    Aurelio Tartaglia, Sara Cardilli e Antonello De Pierro
    (Foto di Marco Bonanni)

  • Ironia e polemica di Antonello De Pierro contro politica da Contini a Roma

    Il giornalista presidente dell’Italia dei Diritti è intervenuto all’evento in occasione della presentazione della nuova collezione dello storico marchio, esprimendosi a sostegno del commercio, stritolato da norme soffocanti dell’attuale ordinamento giuridico
    Antonello De Pierro e Antonio Giuliani
    Roma – Il copione della vigilia lasciava già presagire un enorme successo per la presentazione ufficiale della nuova collezione di articoli da regalo di Contini, lo storico esercizio commerciale capitolino, ma la realtà ha superato ogni più rosea previsione, con un’inimmaginabile ressa che ha invaso tutta via Appia, l’arteria stradale dove lo stesso è ubicato, tanto da creare problemi anche alla viabilità, particolarmente intensa in quella zona cittadina.
    Il tam-tam scatenato da Giò Di Giorgio, deus ex machina dell’evento, ha funzionato alla perfezione, richiamando un esercito smisurato di persone, nemmeno lontanamente ipotizzabile solo qualche ora prima, con numeri da rischio di turbamento dell’ordine pubblico. Di certo comunque bisogna registrare un pomeriggio di passione per chi ha scelto quel tratto di strada per il suo transito nelle ore di durata della straordinaria esposizione, con non pochi malumori tra gli automobilisti che nemmeno lontanamente si aspettavano un fiume umano da concerto rock sulla nota consolare romana.
    Luciana Frazzetto, Adriana Russo e Antonello De Pierro
    Il nome del testimonial del rendez-vous, il comico Antonio Giuliani, ha indubbiamente influito sull’affluenza, e qualcuno più fortunato è riuscito a farsi scattare una foto ricordo o a immortalarsi in un selfie con il celebre artista. Per il resto, sono stati i professionisti dei flash a raffica accreditati a monopolizzare gli scatti, mentre la stragrande maggioranza degli astanti si è dovuta accontentare di qualche click a distanza con lo smartphone.
    Un turbinio di flash dei numerosi paparazzi accorsi all’interno del locale ha investito anche gli altri ospiti, tra cui il giornalista presidente dell’Italia dei Diritti Antonello De Pierro, direttore di Italymedia.it, passato agli annali dell’etere capitolino come ex direttore e voce storica di Radio Roma, che non ha voluto mancare all’appuntamento, come sempre, quando gli è possibile, a sostegno di realtà imprenditoriali e commerciali.
    “Sento il dovere civico e morale — ha dichiarato polemico e ironico al contempo — di esplicare il mio supporto a chi ancora ha il coraggio di proseguire nella gestione di attività commerciali, o meglio, di continuare a investire. Mi inchino di fronte a questi arditi cittadini, che la politica degli ultimi anni, nel nome della lotta all’evasione e del risanamento della fiscalità statale, ha stritolato tra le maglie di tasse e imposte e schiacciato pertanto sotto il macigno della pressione fiscale. Ci troviamo di fronte a degli eroi, che riescono a sfidare tutti gli elementi avversi imposti dalle norme sempre più stringenti e ostili, le quali, invece di incentivare gli investimenti, scoraggiano e demoralizzano, decretando la morte del piccolo commercio. Sono tanti valorosi che hanno scelto di continuare, nonostante sappiano che il vampiro statale è lì pronto costantemente a succhiare il frutto pecuniario della fatica e delle energie profuse nel lavoro d’impresa. Nel caso di specie dello storico marchio Contini credo che ci sia una fusione di più elementi portanti che ci permettono ancora di godere dei suoi prodotti. Da un lato ci sono la voglia, la passione, che generano e nutrono l’audacia imprenditoriale, dall’altro l’affetto per la tradizione, l’attaccamento vero e inoppugnabile a una continuità d’impresa difficile da coartare. E il risultato di ciò si riscontra ictu oculi nell’ottima riuscita dell’evento odierno”.
    Tra gli altri sono intervenuti le straordinarie attrici Adriana Russo e Luciana Frazzetto, Pierfrancesco Campanella, l’on. Antonio Paris, la modella Marika Oliverio, Antonio Jorio, Riccardo Bramante, Ester Campese, i Milk & Coffee, Daniela Diaferio, Roberta Salvagnini, Roselyne Mirialachi, Oscar Garavani, Elisabetta Viaggi, Antonella Uspi, Sara Pastore, Maria Elena Fabi e Sabrina Tutone.
    (Foto di Laura Pelargonio)

  • Marinelli cede il posto a Sallustio alla guida dell’Italia dei Diritti Lazio

    Il presidente Antonello De Pierro accoglie con favore la new entry e dichiara immutata la stima per il noto avvocato romano, che rimane segretario vicario e responsabile nazionale del Dipartimento per la Tutela dei Consumatori

    Roma – Cambio di guardia al vertice della segreteria dell’Italia dei Diritti Lazio, dopo la riunione del direttivo regionale, che ha sancito una rimodulazione dell’organigramma. E’ di stamane, infatti, la notizia riguardante il passaggio di testimone tra Vittorio Marinelli, noto avvocato romano e storico esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro, e Luisa Sallustio, la commercialista ariccina che, proprio di recente, ne era entrata a far parte in qualità di componente dell’organo di dirigenza laziale. Marinelli, già responsabile nazionale del Dipartimento per la Tutela dei Consumatori, va dunque a ricoprire la carica di responsabile vicario, assieme a Carmine Celardo e Anna Nieddu.
    “Saluto con piacere l’ingresso di Luisa Sallustio ai vertici dell Idd Lazio, la cui candidatura a sindaco di Ariccia sto fortemente sostenendo. Sono certo che la sua competenza saprà rispondere alle responsabilità del suo nuovo ruolo nell’ambito del nostro organigramma regionale e che, da oggi, sarà ancor più in prima linea per la crescita del nostro movimento nel Lazio – ha dichiarato il presidente De Pierro, che ha voluto ribadire ancora una volta la linea politica dell’Italia dei Diritti -, sempre dalla parte delle cellule più deboli del parenchima sociale e a sostegno della salvaguardia dei diritti imprescindibili, che l’ arroganza del potere, spesso, calpesta e mortifica”.Antonello De Pierro e Vittorio Marinelli
    Immutata la stima per Marinelli da parte del leader del movimento, che ha voluto così suggellare il condiviso passaggio di consegne alla guida della sua organizzazione politica nel Lazio: “Ringrazio Vittorio Marinelli per il commendevole impegno profuso alla guida dell’Idd regionale, che ha saputo dirigere attraverso una prodiga azione politica a sostegno dei diritti dei cittadini e della tutela di ogni prevaricazione nella sfera dei corpi collettivi. Il caro Vittorio – ha infine aggiunto – continuerà a dare il suo validissimo contributo, assieme a Celardo e Nieddu, ora che la squadra di vertice si è arricchita di una personalità capace e determinata come Luisa Sallustio che, già da tempo, sta operando in perfetta sintonia con i parametri ideali ed i valori fondanti del nostro movimento”.