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  • Rc auto: in Veneto premio medio a 533,48 euro, +9,5% a dicembre

    Il nuovo anno si apre con brutte notizie per gli automobilisti veneti. Guardando ai premi medi emerge che le tariffe Rc auto continuano a crescere, con effetti negativi anche sui guidatori virtuosi. Secondo i dati* dell’Osservatorio di Facile.it, a dicembre 2024 per assicurare un veicolo a quattro ruote in Veneto occorrevano, in media, 533,48 euro, vale a dire il 9,5% in più rispetto a sei mesi prima.

    «Il rallentamento dell’inflazione e la stabilizzazione dei tassi di sinistrosità stanno sicuramente iniziando ad avere i primi effetti positivi sul fronte dei prezzi RC auto, che nel corso 2024, pur rimanendo elevati, hanno visto rallentare il loro trend di crescita», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director assicurazioni di Facile.it. «Se il contesto economico rimarrà stabile, ci aspettiamo che gli effetti positivi si trasmettano integralmente sul mercato RC auto e che la curva di prezzi possa tornare a stabilizzarsi. In un contesto come questo, confrontare le offerte di diverse compagnie può rivelarsi fondamentale per individuare il prodotto più adatto alle proprie esigenze e risparmiare».

    Sono oltre 46.500 automobilisti veneti, sempre secondo l’osservatorio di Facile.it, gli assicurati che, a causa di un sinistro con colpa dichiarato nel 2024, vedranno peggiorare quest’anno la propria classe di merito, con relativo aumento del costo dell’Rc auto.

    Dall’analisi del comparatore – realizzata su un campione di oltre 955mila preventivi raccolti su Facile.it tra novembre e dicembre 2024 – è emerso che in Veneto la quota di guidatori colpiti dai rincari a causa di un sinistro con colpa è pari all’1,63% del totale.

    L’andamento provinciale

    Analizzando il campione su base provinciale emerge che Belluno è la provincia veneta che ha registrato la percentuale più alta di guidatori che, nel 2024, hanno denunciato un sinistro con colpa (2,13%) e che, quindi, vedranno peggiorare la propria classe di merito e, di conseguenza, salire il costo dell’Rc auto. Seguono, pari merito, nella graduatoria regionale Treviso e Venezia (1,71%) e a breve distanza tra di loro, Verona (1,67%) e Padova (1,63%).

    Chiudono la classifica Vicenza (1,48%) e Rovigo, area veneta dove in percentuale sono stati denunciati alle assicurazioni meno incidenti con colpa (1%).

    Identikit di chi vedrà peggiorare la classe di merito

    Dati interessanti emergono analizzando il profilo di chi – in Veneto – vedrà peggiorare la propria classe di merito a seguito di un sinistro con colpa; la percentuale, ad esempio, è più alta tra gli uomini (1,65%) rispetto al campione femminile (1,61%).

    Guardando invece alla professione dell’assicurato emerge come i pensionati siano risultati essere la categoria che, in percentuale, ha dichiarato con più frequenza un sinistro con colpa (2,33%) e che quindi vedranno aumentare il premio Rc auto. Seguono gli insegnanti (1,77%) e gli imprenditori (1,74%).

     

    *L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si avvale di un campione di 1.019.329 preventivi effettuati in Veneto e calcolati dai suoi utenti nel corso dell’ultimo anno. Le tariffe indicate nell’Osservatorio sui costi RC auto di Facile.it prendono in considerazione come campione tutti i preventivi effettuati sul sito e relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • RC auto: Veneto +9,39% in 12 mesi

    A luglio 2024, secondo l’Osservatorio RC auto Facile.itAssicurazione.it i premi medi per assicurare un’auto in Veneto sono aumentati del 9,39% su base annua arrivando a 512,91 euro, vale a dire circa 44 euro in più rispetto a luglio 2023*.

    La buona notizia, però, è che da qualche mese il trend di aumenti si è invertito e, se si guarda al semestre, in alcune province venete i valori hanno iniziato a scendere, con picchi del -4%, e comunque, a livello regionale, l’incremento è stato molto più contenuto, pari all’1,7%.

    «Sebbene il mutato contesto economico si faccia ancora sentire sui premi RC auto, dal mercato iniziano ad arrivare i primi segnali positivi legati al rallentamento dell’inflazione e ad una stabilizzazione dei tassi di sinistrosità», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director assicurazioni di Facile.it «Nonostante il contesto sia quindi caratterizzato dall’incertezza, è lecito attendersi una progressiva stabilizzazione dei premi.».

    I trend provinciali

    Analizzando i dati su base territoriale emerge che a luglio 2024, rispetto a 12 mesi prima, i premi sono sostanzialmente cresciuti in tutta la regione, seppur con importanti differenze tra una provincia e l’altra.

    L’aumento annuo più consistente è stato rilevato in provincia di Belluno, dove il premio medio nei dodici mesi è salito del 15,36%. Al secondo posto si posiziona la provincia di Treviso, dove le quotazioni sono aumentate del 13,06%, seguita da quella di Vicenza (+10,35%). Ai piedi del podio si posizionano Padova (+9,92%) e Rovigo (+8,80%).

    Chiudono la graduatoria le province di Venezia (+7,22%) e Verona (+6,60%).

    Se dall’osservare i dati su base annua passiamo a farlo si base semestrale, però, vanno evidenziati i valori negativi registrati a Verona (-1,3%) e Rovigo (-4,3%).

    I valori assoluti

    Analizzando i dati dell’Osservatorio di Facile.it emerge che, a luglio 2024, la provincia del Veneto in cui l’RC auto costa è risultata essere più costosa è quella di Venezia, dove il premio medio è arrivato a 542,08 euro. Seguono le province di Treviso (515,20 euro), Padova (514,60 euro) e Vicenza (510,98 euro).

    Valori sotto la media regionale per Verona (495,09 euro) e Rovigo (468,40 euro); ultima in classifica Belluno con un premio medio pari a 465,84 euro.

     

    *L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione oltre un milione di preventivi effettuati in Veneto dai suoi utenti tra il 1 luglio 2023 e il 31 luglio 2024 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

     

  • Multe: Padova e Verona i comuni che hanno incassato di più nel Veneto

    Padova e Verona sono i comuni capoluogo di provincia del Veneto che, nel 2023, hanno incassato i maggiori proventi da multe e sanzioni a carico di privati per violazioni delle norme del Codice della Strada; il dato emerge dall’analisi realizzata da Facile.it sui dati del Siope*, il sistema informativo delle operazioni degli enti pubblici, che ha anche messo in luce come i due comuni abbiano incassato, rispettivamente, più di 21,3 e 20,6 milioni di euro.

    In totale, nel 2023, i comuni capoluogo veneti hanno incassato oltre 71 milioni di euro.

    La classifica veneta per introiti…

    Se come detto, Padova e Verona occupano i primi posti della classifica, sul gradino più basso del podio si posiziona Venezia (14,4 milioni).

    Continuando a scorrere la graduatoria veneta troviamo Vicenza (6,2 milioni), Treviso e Rovigo, che hanno incassato, rispettivamente, quasi 5 milioni e più di 3,1 milioni. Chiude la classifica dei capoluoghi di provincia Belluno, con oltre 600.000 euro ricavati da multe per violazione del Codice della Strada.

    … e per importi pro capite

    Facile.it ha calcolato anche il valore di “multa pro capite” (come rapporto tra i proventi registrati nel Siope e il numero di abitanti residenti) sebbene, va specificato, che non tutte le multe vengono inflitte ad automobilisti residenti e, anzi, in alcune aree turisti e pendolari contribuiscono in modo importante al dato complessivo.

    Dall’analisi emerge che anche ai primi posti di questa nuova classifica si trovano Padova, con una sanzione pro capite pari a 103 euro e Verona (81 euro). Cambia il terzo posto del podio che spetta al comune di Rovigo (62 euro).

    A seguire – a brevissima distanza tra di loro – Treviso (59 euro), Venezia (58 euro) e Vicenza (57 euro). Chiude la classifica, ancora una volta, il comune di Belluno, con una multa pro capite di appena 18 euro.

    I piccoli comuni

    Limitando l’analisi ai comuni veneti con meno di 3.000 residenti, al primo posto si posiziona Torri del Benaco (VR) che, a fronte di poco più di 2.900 abitanti, nel 2023 ha incassato più di 2,4 milioni di euro. Secondo, terzo e quarto posto per tre comuni in provincia di Rovigo; Giacciano con Baruchella (2.034 abitanti, più di 1,7 milioni di euro di sanzioni), Bosaro (1.424 abitanti, 1,1 milioni di euro) e Ficarolo (2.153 abitanti, oltre 980mila euro).

    Si cambia provincia con il quinto comune in classifica: Arsiè, in provincia di Belluno (2.191 abitanti, più di 840mila euro in multe).

    * L’analisi è stata realizzata da Facile.it su dati Siope, il sistema informativo delle operazioni degli enti pubblici, aggiornati al 15 febbraio 2024 con riferimento alla voce “proventi da multe e sanzioni per violazioni delle norme del codice della strada a carico delle famiglie” relativi all’anno 2023 e ai soli Comuni italiani. Il valore pro capite è stato calcolato rapportando i proventi di ciascun Comune con il numero di abitanti residenti al 1° gennaio 2023 (fonte: Istat).

  • Prestiti cure mediche: in Veneto chiesti in media 6.551 euro

    I tempi di attesa sempre più lunghi della sanità pubblica spingono i cittadini a rivolgersi a quella privata e, per sostenere questi costi, sono tanti coloro che scelgono di chiedere un prestito; in Veneto, secondo l’analisi di Facile.it e Prestiti.it, nel 2023, le richieste di prestiti personali per sostenere le spese mediche hanno rappresentato il 5,11% del totale dei finanziamenti chiesti nella regione e chi ha presentato domanda per questa tipologia di prestito ha cercato di ottenere, in media, 6.551 euro.

    A fronte di una media nazionale del 4,70%, il Veneto risulta essere la quarta regione in Italia per incidenza dei prestiti destinati a pagare le cure mediche sul totale delle richieste.

    «Oggi curarsi è diventato sempre più oneroso, anche alla luce del maggior ricorso alla sanità privata», spiega Aligi Scotti, BU Director prestiti di Facile.it «Servirsi del credito al consumo può essere una strategia per alleggerire l’impatto di queste spese sul bilancio familiare, evitando così di andare in sofferenza o, peggio, di rinunciare a curarsi.».

    Identikit del richiedente veneto

    Come detto, chi in Veneto, lo scorso anno, ha chiesto un prestito personale per pagare cure mediche ha cercato di ottenere, in media, 6.551 euro da restituire in poco meno di 52 mesi.

    Se si guarda al profilo dei richiedenti veneti si scopre che chi ha presentato domanda di prestito personale per far fronte alle spese mediche aveva, all’atto della firma, mediamente, quasi 46 anni, valore significativamente più alto se confrontato con l’età media in cui, in generale, si chiede un prestito personale in Veneto (41 anni).

    Andando più nello specifico, più di 1 domanda su 4 (26,7%) arriva da richiedenti veneti con età compresa tra i 45-54 anni, seguiti da coloro che hanno tra i 35 e i 44 anni (20,3%); al terzo posto, invece, si posizionano i soggetti con un’età compresa tra i 55 e i 64 anni (19%).

    Altro dato interessante emerge analizzando il sesso dei richiedenti; nel 44,5% dei casi a presentare domanda di finanziamento per le spese sanitarie è stata una donna, percentuale nettamente più elevata rispetto alle richieste di prestito totali in Veneto, dove la quota femminile di richiedenti si ferma al 27,8%.

    Dall’analisi emerge anche come, nell’ultimo anno, il tasso dei prestiti personali sia aumentato notevolmente: nel 2022 il Taeg medio riservato ai veneti che hanno chiesto un prestito personale per spese mediche è stato pari al 9,3%, valore salito al 10,9% nel 2023, in aumento del 17%.

     

    * Analisi realizzata su un campione di oltre 29.000 richieste di prestiti personali raccolte online da Facile.it dal 2022 al 2023 da utenti residenti in Veneto.

    ** Indagine commissionata da Facile.it a mUp Research – svolta tra il 5 e il 7 settembre 2023 attraverso la somministrazione di n.1.011 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana residente sull’intero territorio nazionale nell’intervallo di età considerate.

     

  • Bollette: nel 2023 in Veneto -34% per l’elettricità e -27% per il gas

    Secondo l’analisi* di Facile.it – a parità di consumi – nel 2023 le famiglie residenti in Veneto con un contratto di fornitura nel mercato tutelato hanno speso, in media, circa 814 euro per la bolletta della luce e 944 euro per quella del gas; vale a dire, rispettivamente, il 34% ed il 27% in meno rispetto all’anno precedente.

    Sul fronte del gas i veneti sono stati tra i più sfortunati d’Italia, avendo avuto la quarta bolletta più pesante della Penisola, a pari merito con il Friuli-Venezia Giulia.

    «Nel 2023 abbiamo fatto i conti con bollette meno salate, con l’arrivo del 2024 assistiamo a buoni segnali sul fronte del costo delle materie prime, ma questo non significa che automaticamente le bollette caleranno», spiega Mario Rasimelli, Managing Director Utilities di Facile.it. «Il consiglio è di continuare a monitorare i propri consumi, verificando periodicamente se sul mercato esistano offerte in grado di farci risparmiare».

    L’andamento provinciale della bolletta elettrica

    Tra luce e gas, lo scorso anno i veneti hanno pagato, mediamente, 1.758 euro a famiglia (erano 2.527 nel 2022), ma in quali province si è speso di più?

    Prendendo in considerazione la sola energia elettrica ed analizzando i dati su base provinciale, emerge come Rovigo sia stata l’area veneta dove le bollette sono state più pesanti; nella provincia il consumo medio a famiglia rilevato è stato di 2.727 kWh che, considerando le tariffe dello scorso anno in regime di tutela, corrisponde ad un costo di 879 euro. Seguono Verona (834 euro, 2.585 kWh), Treviso (832 euro, 2.580 kWh) e, a brevissima distanza, Padova, area dove sono stati messi a budget, mediamente, 828 euro per un consumo medio rilevato di 2.566 kWh.

    Valori inferiori alla media regionale per Vicenza (801 euro, 2.485 kWh) e Venezia (786 euro, 2.436 kWh). Chiude la graduatoria Belluno, provincia che, nel 2023, ha rilevato i consumi più bassi della regione (2.050 kWh) e quindi la bolletta più “leggera” (661 euro).

    L’andamento provinciale della bolletta del gas

    Anche per il gas le bollette variano a seconda dei consumi medi rilevati. Dall’analisi emerge che, anche sul fronte del gas, i residenti di Rovigo sono i più sfortunati tanto che, lo scorso anno, hanno pagato il conto più salato: mediamente, 997 euro a fronte di un consumo di 1.071 smc. Seguono le province di Belluno (986 euro, 1.060 smc), Verona (962 euro, 1.034 smc) e Treviso, area dove le famiglie hanno speso, in media, 947 euro (1.018 smc).

    Continuando a scorrere la graduatoria veneta si posizionano Padova (944 euro, 1.014 smc) e Vicenza (933 euro, 1.003 smc). Chiude la classifica Venezia, dove sono stati messi a budget per il gas “solo” 915 euro (983 smc).

    * L’analisi è stata realizzata sui consumi dichiarati in un campione di oltre 90.000 richieste di fornitura luce e gas raccolte nel 2023 in Veneto (consumi pari, a livello regionale, a 2.525 kWh per l’energia elettrica e 1.014 smc per la fornitura di gas), prendendo in considerazione i prezzi offerti nel mercato tutelato.

  • Rc Auto Veneto: +33,5% in soli 12 mesi; a settembre premio medio di 498,90 euro

    La corsa dell’Rc auto non stenta a rallentare tanto è vero che – secondo  l’Osservatorio di Facile.it* –  in soli 12 mesi il premio medio pagato in Veneto per assicurare un veicolo a quattro ruote è cresciuto del 33,5% arrivando, lo scorso mese, a 498,90 euro, vale a dire oltre 125 euro in più rispetto a settembre 2022.

    L’incremento annuale registrato nella regione non solo è più alto della media nazionale (+27,9%), ma è anche il quarto più elevato di tutta Italia, posizionandosi dopo Umbria (+37,9%), Lazio (+36%) e Sardegna (+34,4%).

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 800.000 preventivi e relative quotazioni effettuati in Veneto e raccolti da Facile.it tra settembre 2022 e 2023.

    «È da più di un anno che stiamo fronteggiando un rialzo costante delle tariffe dell’assicurazione auto, trend che non sembra rallentare», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «Nel contesto attuale – caratterizzato da continui incrementi – confrontare le offerte disponibili sul mercato può rivelarsi fondamentale per trovare il prodotto più adatto alle proprie esigenze e risparmiare».

    L’andamento provinciale

    Confrontando i premi medi Rc auto rilevati a settembre 2023 con quelli di 12 mesi prima emerge come gli aumenti a doppia cifra abbiano interessato tutte le province venete.

    La classifica delle aree che hanno registrato gli incrementi maggiori è guidata da Vicenza, dove lo scorso mese le tariffe sono salite mediamente del 38,9% rispetto all’anno precedente, raggiungendo i 496,72 euro, seguita da Treviso (+36,3%, 499,45 euro). Continuando a scorrere la graduatoria veneta si posizionano Padova, che in 12 mesi ha vissuto un incremento del 34,8% (505,41 euro), Venezia (+34,3%, 536,18 euro) e Belluno (+33,2%, 454,72 euro). Chiudono la classifica Rovigo (+28,3%, 451,98 euro) e Verona, area che lo scorso mese ha registrato un rialzo delle tariffe del 25,2%, arrivando a 468,75 euro.

    In valori assoluti, a settembre 2023, Venezia è risultata essere la provincia più cara della regione, Rovigo la più economica.

    Garanzie accessorie

    Tra le garanzie accessorie sottoscritte dai guidatori veneti emerge come, tra coloro che ne hanno inserita una in fase di preventivo, la più scelta sia stata l’assistenza stradale, selezionata dal 38,3% degli automobilisti.

    Seguono tra le coperture aggiuntive maggiormente richieste, seppur a grande distanza, la garanzia infortuni conducente (19,4%), la tutela legale (16,5%) e la copertura furto e incendio (10,4%).

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su  880.848 preventivi effettuati in Veneto su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 settembre 2022 e il 30 settembre 2023 e i relativi risultati di quotazione prodotti. I dati si riferiscono ai premi forniti dalle compagnie confrontate da Facile.it, disponibili su questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Multe: a Padova e Verona i conducenti più multati del Veneto

    Padovani e veronesi sono i guidatori più multati del Veneto; il dato emerge dall’analisi congiunta Facile.itAssicurazione.it realizzata esaminando i rendiconto dei proventi delle violazioni del Codice della Strada pubblicati dalle città capoluogo di provincia venete*.

    Nel 2022 l’importo complessivo raccolto nella regione supera i 51 milioni e mezzo di euro.

    Verona, con poco meno di 15 milioni e mezzo di euro, è risultato essere il comune veneto che, nel 2022, ha incassato i maggiori proventi derivanti da sanzioni legate all’accertamento delle violazioni al Codice della Strada. Seguono nella graduatoria regionale Padova (quasi 13,8 milioni) e Venezia (9,2 milioni), mentre sul versante opposto della classifica troviamo Belluno, con 689mila euro, e – seppur a gran distanza – Rovigo (quasi 2,9 milioni).

    Rapportando le somme incassate con il numero di autovetture e motocicli iscritti nei registri della motorizzazione**, però, la classifica veneta cambia: al primo posto si posiziona Padova, dove – nel 2022 – la “spesa pro capite” per multe legate alle violazioni del Codice della Strada è stata di 89 euro.

    Seguono nella graduatoria regionale i conducenti veronesi, che in media nel 2022 hanno dovuto pagare contravvenzioni di importo pari a 75 euro, mentre al terzo posto si posizionano, a pari merito, quelli rodigini e quelli veneziani, aree dove la “multa pro capite” è pari a 73 euro.

    Ai piedi del podio si trova, a brevissima distanza, Treviso (72 euro), seguita da Vicenza (64 euro). Sanzioni al di sotto dei 30 euro per Belluno, provincia che con una “multa pro capite” di soli 25 euro chiude la classifica del Veneto.

    Le contravvenzioni per eccesso di velocità

    Limitando l’analisi ai soli proventi derivanti da violazioni ai limiti massimi di velocità emerge che tra le città capoluogo venete quella con i maggiori incassi è Padova (4,9 milioni di euro nel 2022). Secondo posto questa volta per Venezia (4,2 milioni di euro), mentre al terzo si classifica Treviso (2,7 milioni).

    Complessivamente, le città capoluogo di provincia venete hanno incassato, nel 2022, circa 16 milioni di euro provenienti da violazioni dei limiti massimi di velocità.

    «Non tutti sanno che violare il Codice della Strada, oltre ad essere estremamente pericoloso, può avere un impatto negativo anche sul premio RC auto dell’assicurato», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director assicurazioni di Facile.it «Alcune compagnie assicurative, nel valutare il profilo dell’automobilista, tengono conto non solo della classe di merito, ma anche del saldo punti della patente e del rispetto del codice della strada da parte dell’assicurato negli anni precedenti alla stipula della polizza. Ad esempio, aver subito una sospensione della patente oppure aver ricevuto multe per guida in stato di ebbrezza può essere visto come il segnale di un atteggiamento poco prudente al volante e questo potrebbe spingere la compagnia ad aumentare il prezzo dell’Rc auto».

    * Per l’analisi Facile.it ha rielaborato i dati provenienti dal “Rendiconto proventi violazioni codice della strada art. 142 comma 14 quater dlgs 285/1992” pubblicati dal Dipartimento degli Affari Interni e Territoriali. Tra i comuni capoluogo di provincia analizzati non sono presenti i dati relativi ai seguenti comuni: Cosenza, Crotone, Reggio Calabria, Avellino, Pesaro, Campobasso, Alessandria.

    ** Elaborazione Facile.it su dati ACI relativi alla consistenza del parco veicolare sulla base dei veicoli iscritti al Pubblico Registro Automobilistico al 31 dicembre 2022.

  • Multe: a Udine e Trieste i conducenti più multati del Friuli-Venezia Giulia

    Udinesi e triestini sono i guidatori più multati del Friuli-Venezia Giulia; il dato emerge dall’analisi congiunta Facile.itAssicurazione.it realizzata esaminando i rendiconto dei proventi delle violazioni del Codice della Strada pubblicati dalle città capoluogo di provincia della regione*.

    Trieste, con 4 milioni di euro, è risultato essere il comune del Friuli-Venezia Giulia che, nel 2022, ha incassato i maggiori proventi derivanti da sanzioni legate all’accertamento delle violazioni al Codice della Strada. Seguono nella graduatoria regionale Udine (2,2 milioni) e Pordenone (759mila euro). Chiude la classifica Gorizia, con 263mila euro.

    Nel 2022 l’importo complessivo raccolto nella regione ha sfiorato i 7,3 milioni.

    Rapportando le somme incassate con il numero di autovetture e motocicli iscritti nei registri della motorizzazione**, la classifica del Friuli-Venezia Giulia cambia: al primo posto si posiziona Udine, dove – nel 2022 – la “spesa pro capite” per multe legate alle violazioni del Codice della Strada è stata di 30 euro.

    Seguono nella graduatoria regionale i conducenti triestini, che in media nel 2022 hanno dovuto pagare contravvenzioni di importo pari a 26 euro, mentre al terzo posto si posizionano quelli pordenonesi, dove la “multa pro capite” è pari a 19 euro. Chiude la classifica Gorizia, area dove automobilisti e motociclisti, in media, hanno dovuto sostenere multe di importo pari a soli 10 euro.

    Limitando l’analisi ai soli proventi derivanti da violazioni ai limiti massimi di velocità, invece, emerge che tra le città capoluogo del Friuli-Venezia Giulia quella con i maggiori incassi è ancora una volta Trieste (691mila euro nel 2022).

    «Non tutti sanno che violare il Codice della Strada, oltre ad essere estremamente pericoloso, può avere un impatto negativo anche sul premio RC auto dell’assicurato», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director assicurazioni di Facile.it «Alcune compagnie assicurative, nel valutare il profilo dell’automobilista, tengono conto non solo della classe di merito, ma anche del saldo punti della patente e del rispetto del codice della strada da parte dell’assicurato negli anni precedenti alla stipula della polizza. Ad esempio, aver subito una sospensione della patente oppure aver ricevuto multe per guida in stato di ebbrezza può essere visto come il segnale di un atteggiamento poco prudente al volante e questo potrebbe spingere la compagnia ad aumentare il prezzo dell’Rc auto».

    * Per l’analisi Facile.it ha rielaborato i dati provenienti dal “Rendiconto proventi violazioni codice della strada art. 142 comma 14 quater dlgs 285/1992” pubblicati dal Dipartimento degli Affari Interni e Territoriali. Tra i comuni capoluogo di provincia analizzati non sono presenti i dati relativi ai seguenti comuni: Cosenza, Crotone, Reggio Calabria, Avellino, Pesaro, Campobasso, Alessandria.

    ** Elaborazione Facile.it su dati ACI relativi alla consistenza del parco veicolare sulla base dei veicoli iscritti al Pubblico Registro Automobilistico al 31 dicembre 2022.

  • Prestiti personali: in Veneto importo medio in calo del 3%

    Nonostante l’aumento dei tassi di interesse i veneti continuano a chiedere prestiti personali, ma per far fronte all’aumento delle rate si orientano su importi più contenuti; è questo uno dei dati emersi dall’osservatorio congiunto di Facile.it e Prestiti.it, che ha messo in evidenza come nei primi cinque mesi del 2023 l’importo medio chiesto in Veneto alle società di credito per un prestito personale sia stato pari a 10.983 euro, valore in calo del 3% rispetto allo stesso periodo del 2022. L’importo medio richiesto dai veneti risulta più alto del 2,3% rispetto al valore rilevato a livello nazionale.

    I tassi, invece, sono aumentati notevolmente arrivando a +31% se confrontati con quelli di dodici mesi prima quando, per un prestito personale da 10.000 euro in 5 anni erano pari a 6,28%, a maggio 2023 il tasso medio online (TAN) è arrivato a 8,24%.

    «In un periodo come quello attuale, caratterizzato da un aumento generalizzato dei tassi di interesse, il consiglio per chi vuole chiedere un prestito personale è di confrontare le proposte di diverse società di credito», spiega Aligi Scotti, BU Director prestiti di Facile.it. «Solo in questo modo è possibile identificare l’offerta più adatta alle proprie esigenze, evitando di pagare più del necessario.»

    Le ragioni per cui si chiede un prestito

    Quali sono le ragioni per cui i veneti ricorrono ai prestiti? L’analisi – realizzata su un campione di oltre 11mila richieste di prestito personale raccolte online da Facile.it e Prestiti.it* in Veneto – ha evidenziato come la prima motivazione per cui si chiede un prestito personale è l’esigenza di liquidità, finalità indicata tra gennaio e maggio 2023 da quasi 1 richiedente veneto su 3 (32%).

    Seguono, in termini percentuali, le richieste di prestito personale per l’acquisto di auto usate (20%) e quelle per il consolidamento debiti (15%).

    In aumento il peso percentuale delle richieste dei prestiti per spese mediche, cresciuti del 4% rispetto allo scorso anno, mentre – dopo il boom del 2022 – calano le domande di finanziamento per matrimoni (-9%).

    Identikit del richiedente

    Guardando al profilo dei richiedenti veneti emerge che chi ha presentato domanda di finanziamento nei primi cinque mesi del 2023 aveva, all’atto della firma, in media 40 anni, dato in lieve calo rispetto allo scorso anno; gli under 35, invece, rappresentano più di un terzo dei richiedenti (36,4%).

    Sono ancora importanti le differenze tra uomini e donne; in Veneto a presentare domanda di finanziamento è nella maggior parte dei casi un uomo (74%). Va detto, però, che il campione femminile risulta in lieve aumento e, in un anno, è passato dal 25% a poco più del 26% del totale.

    Andamento provinciale

    Guardando alle richieste di finanziamento a livello provinciale emerge che Treviso è l’area veneta dove, tra gennaio e maggio 2023, sono stati richiesti gli importi medi più alti, pari 11.506 euro; seguono le province di Venezia (11.024 euro) e Rovigo (11.010 euro). Valori inferiori alla media regionale, invece, per Verona (10.910 euro) e Padova (10.733 euro). Chiude la graduatoria Vicenza, area dove nei primi cinque mesi dell’anno sono stati chiesti in media 10.582 euro, l’importo più basso della regione.

    *L’analisi è stata realizzata da Facile.it e Prestiti.it su un campione di oltre 11.000 richieste di prestiti personali raccolte online in Veneto nei periodi gennaio-maggio 2023 e gennaio-maggio 2022.

  • Rc Auto Veneto: ad aprile +20,6% rispetto a 12 mesi fa

    Ancora brutte notizie per gli automobilisti veneti; dopo il caro-mutui e l’aumento generalizzato dei prezzi dei beni di consumo, anche il rincaro dell’Rc auto iniziato quasi un anno e mezzo fa non stenta a rallentare tanto è vero che, come evidenziato dall’Osservatorio di Facile.it*, in appena 12 mesi, il premio medio pagato in Veneto per assicurare un veicolo a quattro ruote è cresciuto del 20,6% arrivando, ad aprile 2023, a 426,32 euro.

    Lo scorso mese la regione è risultata essere la quarta area della Penisola con il premio medio più basso, posizionandosi dopo il Friuli-Venezia Giulia (368,99 euro), il Trentino-Alto Adige (408,48 euro) e la Lombardia (408,50 euro).

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 1.000.000 preventivi e relative quotazioni effettuati in Veneto e raccolti da Facile.it nel corso degli ultimi 12 mesi.

    «Nell’ultimo anno i premi Rc auto hanno cominciato a salire in maniera graduale, ma costante», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «Solamente sei mesi fa nella regione le tariffe erano più basse del 14% rispetto a quelle rilevate ad aprile 2023. A causare gli aumenti è in primo luogo il costo crescente dei sinistri dovuto da un lato all’inflazione, dall’altro a riparazioni più onerose, sia per i pezzi di ricambio che per la manodopera.».

    L’andamento provinciale

    Confrontando la tariffa media dell’assicurazione auto di aprile 2023 con quella rilevata 12 mesi prima, emerge come l’incremento sia stato registrato in tutte le province venete, seppur con valori differenti.

    A segnare l’aumento più consistente è Padova, area dove lo scorso mese i valori medi sono saliti del 25,1% rispetto ad aprile 2022, raggiungendo i 440,22 euro, seguita da Verona (+21,7%, 431,39 euro). Rincari inferiori alla media regionale per Treviso, che in 12 mesi ha vissuto un incremento del 18,6% (423,09 euro), Venezia (+17,9%, 438,29 euro) e Vicenza (+17,8%, 399,98 euro). Chiude la graduatoria veneta la provincia di Belluno, area che ad aprile ha registrato un rialzo delle tariffe del 9,8%, arrivando a 348,38 euro.

    In valori assoluti, sempre ad aprile 2023, Padova è risultata essere la provincia più cara della regione, Belluno la più economica.

    Garanzie accessorie

    Considerando le garanzie accessorie sottoscritte dagli automobilisti veneti, emerge come tra coloro che ne hanno inserita una in fase di preventivo, la più richiesta sia stata l’assistenza stradale, scelta dal 38,6% dei guidatori. Seguono la tutela legale (22,3%), la garanzia infortuni conducente (18,3%), e la copertura furto e incendio (8,8%) e i cristalli (7,3%).

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 1.092.816 preventivi effettuati in Veneto su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 aprile 2022 e il 30 aprile 2023 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Mutui: in Veneto richiesta media in calo del 4,1%

    Nel secondo semestre del 2022 l’importo medio richiesto in Veneto per un mutuo prima casa è sceso a 137.189 euro, valore in calo del 4,1% rispetto allo stesso periodo del 2021. Il dato arriva dall’analisi congiunta realizzata da Facile.it e Mutui.it che ha evidenziato come, per far fronte all’aumento dei tassi di interesse, pur di non rinunciare alla casa gli aspiranti mutuatari veneti si siano orientati su importi più contenuti. Una tendenza confermata anche dai dati preliminari relativi al 2023, che vedono la domanda media scendere ulteriormente a 135.168 euro.

    «La diminuzione graduale degli importi è strettamente legato all’aumento dei tassi di interesse», spiegano gli esperti di Facile.it. «In alcuni casi è l’aspirante mutuatario che prova ad alleggerire la rata mensile, in altri è la banca stessa che, per preservare il rapporto rata/reddito, è costretta a ridimensionare la richiesta».

    Il calo dell’importo ha determinato una riduzione dell’LTV, ovvero il rapporto tra valore del mutuo e quello dell’immobile, che in dodici mesi passa dall’84% del secondo semestre 2021 all’80%.

    Sono tanti i mutuatari che, avendo firmato negli scorsi anni un finanziamento a tasso variabile, per far fronte agli aumenti cercano nuove soluzioni e questo ha determinato una nuova impennata delle surroghe le quali, secondo l’analisi Facile.it, nei primi due mesi del 2023 hanno rappresentato il 19% del totale domande di finanziamento raccolte in Veneto, valore più che raddoppiato (+120%) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

    L’andamento provinciale

    Analizzando le richieste di mutuo prima casa raccolte nel secondo semestre 2022 su base locale, emergono differenze significative.

    Verona è la provincia veneta dove è stato rilevato l’importo medio più alto (148.680 euro), seguita da Padova (138.287 euro). Valori inferiori alla media regionale per Venezia (135.636 euro), Treviso (134.362 euro) e Vicenza (129.286 euro). Chiude la classifica Belluno (123.159 euro).

    Dati interessanti emergono anche se si guarda al tipo di tasso cui vengono indicizzati i finanziamenti veneti per l’acquisto della prima casa. Se a livello regionale il 63% delle domande totali presentate erano per un tasso variabile/variabile con cap, la tendenza a prediligere questa tipologia di tasso ha riguardato anche le singole province dove i valori sono in linea con quelli della regione.

    Rallentano le compravendite immobiliari

    L’aumento dei tassi dei mutui ha generalmente un impatto anche sulle compravendite e i dati ufficiali di settore***, elaborati da Facile.it, sembrano confermare questo collegamento. Se nella prima parte della scorso anno le compravendite di immobili residenziali in Veneto sono aumentate (+6% nel primo semestre 2022 rispetto a quello del 2021), a partire dalla seconda metà dell’anno, con l’inizio dell’incremento dei tassi dei mutui, gli scambi sono rallentati significativamente tanto è vero che, nel secondo semestre 2022, sono diminuiti di ben il 3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. A livello provinciale, da luglio a dicembre, i cali più rilevanti sono stati registrati a Padova (-5%) e Treviso (-4%).

    I tassi oggi

    Ma quali sono le condizioni di mercato per chi oggi vuole sottoscrivere un mutuo prima casa? Di sicuro meno favorevoli rispetto al passato tanto che, secondo le simulazioni di Facile.it per un finanziamento medio**, i tassi fissi (Taeg) disponibili oggi online partono da circa 3,71% (era 1,64% dodici mesi fa), con una rata mensile superiore di oltre 120 euro rispetto allo scorso anno (ovvero 36mila euro in più di interessi se si considera l’intera durata del finanziamento).

    Se si guarda, invece, al variabile, i tassi (Taeg) disponibili online partono da 3,52% (era 0,77% a marzo 2022), con una rata iniziale da 615 euro, circa 156 euro in più rispetto a solamente dodici mesi fa.

    «Nella situazione attuale, caratterizzata da un aumento costante dei tassi, scegliere il mutuo “giusto” può essere un’operazione più complessa rispetto al passato», continuano da Facile.it «Non esiste, in assoluto, una soluzione migliore o peggiore in quanto ci sono diversi fattori che incidono sulla decisione finale, come la capacità reddituale, l’età, la propensione al rischio e le caratteristiche stesse dell’immobile oggetto di mutuo; proprio per questo, affidarsi a consulenti esperti che sappiano identificare la soluzione più adatta alle esigenze dell’aspirante mutuatario.».

     

    * L’analisi è stata realizzata su un campione di quasi 42.000 richieste di mutuo raccolte in Veneto tramite Facile.it e Mutui.it tra luglio 2021 e febbraio 2023.

    ** Le simulazioni sono state realizzate tenendo in considerazione i tassi disponibili su Facile.it in data 13 marzo 2023 e 21 marzo 2022 considerando un mutuo da 126.000 euro in 25 anni, LTV 70%.

    *** Fonte:  elaborazione Facile.it su dati provvisori Osservatorio Immobiliare Agenzia delle Entrate.

  • Bollette: in Veneto +108% per l’elettricità e +57% per il gas

    A parità di consumi, secondo l’analisi* di Facile.it, le famiglie residenti in Veneto con contratto di fornitura nel mercato tutelato, nel 2022 hanno speso per la sola bolletta elettrica 1.499 euro, vale a dire il 108% in più rispetto al 2021, e 1.502 euro per il gas (+57%).

    Sul fronte dell’elettricità i veneti sono tra i più sfortunati d’Italia avendo avuto la quinta bolletta più pesante della Penisola.

    Il calo del prezzo della materia prima registrato a inizio 2023, però, potrebbe far ben sperare.

    «Con il nuovo anno abbiamo assistito a buoni segnali sia per il costo dell’energia elettrica che per il gas», spiega Mario Rasimelli, Managing Director Utilities di Facile.it. «Non bisogna, però, abbassare la guardia ed è bene continuare a monitorare i propri consumi e controllare periodicamente le offerte presenti sul mercato così da identificare eventuali possibilità di risparmio».

    L’andamento provinciale della bolletta elettrica

    Complessivamente, quindi, tra luce e gas, nel 2022 i veneti hanno sborsato, mediamente, 3.001 euro a famiglia (rispetto ai 1.675 euro del 2021), ma in quali province si è speso di più?

    Focalizzandosi sulla sola energia elettrica ed analizzando i dati su base provinciale, al primo posto si posiziona Treviso, area dove il consumo medio a famiglia rilevato nel 2022 è stato pari a 3.166 kWh che, considerando le tariffe dello scorso anno in regime di tutela, corrisponde ad un costo di 1.543 euro; segue a brevissima distanza Padova (1.540 euro, 3.161 kWh).

    Continuando a scorrere la graduatoria veneta troviamo Rovigo (1.508 euro, 3.095 kWh), Vicenza (1.494 euro, 3.067 kWh) e Verona, provincia dove sono stati messi a budget, mediamente, 1.490 euro per un consumo medio rilevato di 3.058 kWh. Chiude la classifica Venezia, area che, nel 2022, ha rilevato i consumi più bassi della regione (3.006 kWh) e quindi la bolletta più “leggera” (1.465 euro).

    L’andamento provinciale della bolletta gas

    Anche sul fronte del gas le bollette sono differenziate a seconda dei consumi medi rilevati. Al primo posto tra le province più care del Veneto si posiziona Rovigo, dove il consumo medio a famiglia è stato di 1.292 smc per un costo complessivo di 1.652 euro, seguita da Padova (1.531 euro, 1.197 smc).

    Valore inferiore alla media regionale per le province di Verona (1.501 euro, 1.174 smc), Vicenza (1.498 euro, 1.171 smc) e Treviso, provincia dove una famiglia, nel 2022, ha speso mediamente 1.458 euro (1.140 smc). Anche in questo caso chiude la classifica Venezia, dove sono stati messi a budget per il gas “solo” 1.422 euro (1.112 smc).

    *L’analisi è stata realizzata sui consumi dichiarati in un campione di oltre 400.000 contratti di fornitura luce e gas raccolti nel 2022 (pari, a livello nazionale, a 2.944 kWh per l’energia elettrica e 1.141 smc per la fornitura di gas e, a livello regionale, a 3.077 kWh e 1.174 smc), prendendo in considerazione i prezzi offerti nel mercato tutelato.

  • Rc auto: in Veneto aumenti in arrivo per quasi 71.000 automobilisti

    Il 2023 si apre con una brutta notizia per quasi 71.000 automobilisti veneti; secondo l’osservatorio di Facile.it – realizzato su un campione di oltre 55mila preventivi raccolti in Veneto su Facile.it a dicembre 2022 – tanti sono gli assicurati che, a causa di un incidente con colpa dichiarato nel corso dello scorso anno, dovranno fare i conti con un peggioramento della propria classe di merito e, di conseguenza, vedranno aumentare il costo del premio Rc auto.

    Notizie negative anche per gli automobilisti virtuosi dal momento che, negli ultimi 12 mesi, le tariffe delle polizze auto sono tornate a crescere; secondo i dati* dell’Osservatorio di Facile.it, a dicembre 2022 per assicurare un veicolo a quattro ruote in Veneto occorrevano, in media, 377,40 euro, vale a dire l’8,9% in più rispetto a dicembre 2021.

    «Ad incidere sulla tendenza al rialzo», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «sono diversi fattori; da un lato l’aumento degli incidenti stradali, dall’altro l’inflazione che sta avendo ricadute anche sul costo dei sinistri. In un contesto di rincari, quindi, confrontare le offerte presenti sul mercato potrebbe essere una soluzione per risparmiare e contrastare eventuali aumenti futuri.».

    Rincari e morosità

    I rincari all’Rc auto arrivano in un momento sfavorevole per le famiglie italiane già alle prese con l’inflazione e i conseguenti aumenti; secondo l’indagine commissionata da Facile.it agli istituti mUp Research e Norstat*, nei soli primi nove mesi del 2022, in Italia erano già più di 700.000 gli automobilisti che, a causa dell’incremento generalizzato dei costi, avevano dichiarato di aver saltato il pagamento del rinnovo dell’assicurazione auto. Una platea di morosi che potrebbe allargarsi ulteriormente se si considera che sono oltre 1,5 milioni i nostri connazionali che hanno ammesso di poter essere obbligati a saltare il prossimo rinnovo in caso di ulteriori rincari.

    L’andamento provinciale

    A livello regionale il 2,52% degli automobilisti ha dichiarato un incidente con colpa, percentuale in linea con quella nazionale (2,51%).

    Analizzando il campione su base provinciale emerge che Belluno è la provincia veneta che ha registrato la percentuale più alta di automobilisti che hanno denunciato all’assicurazione un sinistro con colpa (3,62%) e che, quindi, vedranno peggiorare la propria classe di merito e, con essa, salire il costo dell’Rc auto. Seguono nella graduatoria le province di Vicenza (2,81%), Treviso (2,73%), Venezia (2,66%) e Verona, aree dove il 2,59% degli assicurati vedrà peggiorare la propria classe di merito.

    Chiudono la classifica Padova (1,99%) e Rovigo, area veneta dove in percentuale sono stati denunciati alle assicurazioni meno sinistri con colpa (1,92%).

    Identikit dell’automobilista colpito dai rincari

    Ma qual è l’identikit degli automobilisti veneti che vedranno aumentare l’Rc auto a causa di un sinistro con colpa? A peggiorare la propria classe di merito sarà il 2,67% del campione femminile ed il 2,42% di quello maschile.  

    Considerando, invece, la professione dell’assicurato emerge che i disoccupati sono risultati essere la categoria che, in percentuale, ha dichiarato con più frequenza un sinistro con colpa (3,67%) che farà scattare un aumento della polizza. Seguono i pensionati (3,22%) e i liberi professionisti (3,11%). Di contro, sono le casalinghe coloro che, sempre percentualmente, hanno dichiarato nel corso del 2022 meno sinistri con colpa (2,02%).

     

    *L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 952.070 preventivi effettuati in Veneto dai suoi utenti tra il 1 dicembre 2021 e il 31 dicembre 2022 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

    Nota metodologica: Indagine mUp Research – Norstat svolta tra il 16 ed il 19 settembre 2022 attraverso la somministrazione di n.1.001 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana adulta residente sull’intero territorio nazionale.

  • Rc Auto: in Veneto premio in aumento del +3,2% ad aprile

    Se è vero che i prezzi sono ancora lontani dal periodo pre-Covid, secondo l’Osservatorio di Facile.it* da gennaio ad aprile 2022 il premio medio RC auto in Veneto è aumentato del 3,2% arrivando a 353,61 euro.

    La regione, oltre ad aver registrato un incremento leggermente più basso rispetto a quanto rilevato a livello nazionale (+3,7%), risulta essere anche una delle zone della Penisola, dove, lo scorso mese, sottoscrivere la polizza Rc Auto costava di meno, posizionandosi dopo il Friuli-Venezia Giulia, il Trentino-Alto Adige e la Lombardia.

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 700.000 preventivi e relative quotazioni effettuati in Veneto e raccolti da Facile.it.

    «Nello scorso trimestre», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «i premi Rc hanno ricominciato a salire anche se, va evidenziato, nell’ultimo mese il dato è rimasto sostanzialmente stabile. È presto, però, per dire se la tendenza si sia effettivamente bloccata».

    L’andamento provinciale

    Confrontando il costo medio Rc Auto di aprile 2022 con quello di gennaio emerge come l’incremento sia stato registrato, seppur in misura differente, in tutto il Veneto.

    A guidare la classifica degli incrementi più consistenti è la provincia di Belluno, area dove i valori medi sono saliti del 6,4% rispetto a gennaio 2022, raggiungendo i 317,42 euro, seguita da Verona (+5,1%, 354,35 euro).

    Continuando a scorrere la graduatoria veneta si trovano, a pari merito, Treviso e Venezia, aree che lo scorso mese hanno registrato entrambe un aumento del premio medio del 3,9%, salito, rispettivamente, a 356,82 euro e 371,88 euro.

    Chiudono la classifica Padova (+2,8%, 351,93 euro) e Vicenza (+1,8%, 339,55 euro).

    In valori assoluti, ad aprile 2022, Venezia si è confermata la provincia più costosa della regione, Belluno la più economica.

    Garanzie accessorie

    Considerando le garanzie accessorie scelte dagli automobilisti veneti emerge come, tra coloro che ne hanno inserita una in fase di preventivo, la più richiesta sia stata l’assistenza stradale (35%).

    Seguono tra le coperture aggiuntive maggiormente richieste dai guidatori del Veneto la garanzia infortuni conducente (20,4%) e, a brevissima distanza, la tutela legale (20,2%).

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 707.015 preventivi effettuati in Veneto su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 aprile 2021 e il 30 aprile 2022 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Mutui: in Veneto scende sotto i 40 anni l’età media dei richiedenti

    Secondo l’analisi di Facile.it e Mutui.it, nel primo trimestre dell’anno l’età media degli aspiranti mutuatari in Veneto è scesa a 36 anni e mezzo; un cambiamento epocale se si considera che appena 12 mesi fa chi presentava domanda di finanziamento in regione aveva, sempre in media, poco più di 40 anni. La prima casa, invece, i veneti la comprano, in media, a quasi 35 anni; erano più di 38 e mezzo nel primo trimestre 2021.

    Il calo dell’età media – si legge nell’analisi realizzata su un campione oltre 14.500 richieste di mutuo raccolte in Veneto* – è legato all’aumento dei giovani che, grazie alle agevolazioni statali, si sono rivolti ad un istituto di credito; nei primi 3 mesi dell’anno il 57% del totale delle domande di finanziamento presentate nella regione è stata firmata da un under 36, valore in netto aumento rispetto allo stesso periodo del 2021, quando la percentuale era pari al 36%.

    L’andamento provinciale

    Analizzando i valori medi regionali emerge che, nel primo trimestre 2022, gli aspiranti mutuatari veneti hanno cercato di ottenere, in media, 138.321 euro, in aumento rispetto allo scorso anno (+3,6%), mentre il valore degli immobili oggetto di mutuo è calato a 185.571 euro (-7,7%). Il Loan To Value (rapporto tra valore del mutuo e valore dell’immobile) è salito all’80% (era il 71% dodici mesi fa); i piani di ammortamento si sono allungati, passando da quasi 23 a più di 25 anni e mezzo.

    Guardando all’andamento della richiesta a livello provinciale emerge che l’area che ha registrato la crescita più importante è quella di Treviso, dove l’importo medio richiesto è salito del 6,3%, arrivando a 139.038 euro, seguita da Padova (+5,5%, 139.778 euro).

    Continuando a scorrere la graduatoria veneta si posizionano Vicenza, che ha registrato un +4,7% (128.208 euro) rispetto al 2021, Venezia (+3,7%, 138.552 euro) e Verona, dove la cifra media è in lievissimo aumento rispetto a quanto richiesto lo scorso anno (+0,8%, 146.289 euro).

    Valori in calo, invece, per la provincia di Rovigo (-4,6%, 112.917 euro) e quella di Belluno, dove l’importo medio richiesto nel primo trimestre 2022, pari a 132.300 euro, è diminuito del 7,4%.

    Mutui prima casa in aumento

    Torna a crescere in Veneto anche la richiesta di mutui per l’acquisto della prima casa: nel primo trimestre dell’anno il 78% delle domande di finanziamento raccolte online era per questa finalità, in aumento di ben 14 punti percentuali rispetto al 2021. In media, chi si è rivolto ad un istituto di credito per comprare l’abitazione principale aveva, all’atto della firma, quasi 35 anni, e ha chiesto 142.591 euro da restituire in 25 anni e mezzo.

    Tassi in risalita, i fissi verso il 2%

    Analizzando l’offerta bancaria emerge che questa prima parte dell’anno, anche a causa del complesso scenario internazionale, è stata caratterizzata da un aumento generalizzato dei tassi di interesse e, in particolare, di quello fisso.

    Secondo le simulazioni di Facile.it*, per un mutuo da 126.000 e LTV al 70% da restituire in 25 anni, i TAEG fissi disponibili oggi online partono dal’1,71%, con una rata mensile di 507 euro, vale a dire 41 euro in più al mese rispetto allo scorso anno (quando il Taeg partiva da 1,04% e la rata da 466 euro). Con queste condizioni, chi chiede oggi un mutuo a tasso fisso paga, per tutta la durata del finanziamento, circa 12.300 euro in più di interessi rispetto a un anno fa.

    Più stabile la situazione sul fronte dei tassi variabili, con indici che partono, per la simulazione indicata, dallo 0,82% e una rata di 461 euro. Con l’aumento degli indici fissi, il tasso variabile torna ad essere una ulteriore e valida alternativa per chi vuole sottoscrivere un mutuo.

     

    * L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 14.500 richieste di mutuo raccolte tramite Facile.it e Mutui.it in Veneto nei periodi gennaio-marzo 2021 e gennaio-marzo 2022.

    Per le simulazioni sono stati considerati i tassi disponibili su Facile.it in data 5 aprile 2022 e 9 aprile 2021.

  • Veneto: bollette in aumento del 26% nel 2021

    Secondo l’analisi* di Facile.it, in Veneto nel 2021 il costo delle bollette luce e gas è schizzato alle stelle e le famiglie hanno speso, in media, 1.758 euro, valore in aumento del 26% rispetto al 2020.

    Nello specifico, la bolletta elettrica è stata, in media, pari a 723 euro (la seconda più alta in Italia), con un rincaro annuo del 33%; quella del gas, invece, è arrivata a 1.035 euro, in aumento del 22% rispetto al 2020.

    La brutta notizia è che il 2022 potrebbe andare peggio: se le tariffe attualmente in vigore rimarranno costanti fino a fine anno, a parità di consumi e in assenza di interventi istituzionali, il conto complessivo per le famiglie venete potrebbe addirittura superare, in media, i 3.100 euro, vale a dire il 79% in più rispetto al 2021.

    «Guardando al prezzo delle bollette in Italia negli ultimi 15 anni, mai le tariffe sono state così alte e alcuni segnali ci inducono a pensare che il quadro potrebbe restare critico almeno per la prima metà dell’anno, se non di più», spiega Silvia Rossi, BU Director Gas & Power di Facile.it. «Se la situazione non tornerà alla normalità, dopo le misure a  favore delle imprese sarebbe auspicabile un nuovo intervento del Governo a supporto delle famiglie. Una strategia per risparmiare rimane quella di valutare il passaggio al mercato libero; guardando alle migliori tariffe disponibili online, il passaggio potrebbe far risparmiare fino al 22% per il gas e addirittura il 38% per l’energia elettrica.».

    *L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 75.000 contratti di fornitura raccolti a livello nazionale da Facile.it nel 2021 e considerando un consumo medio che, per il Veneto, è  pari a 3094 kWh per l’energia elettrica e 1239 smc per la fornitura di gas, prendendo in considerazione i prezzi offerti nel mercato tutelato. Il risparmio è stato calcolato tenendo in considerazione le migliori tariffe disponibili su Facile.it in data 24 gennaio 2022

    Immagine © Andreas

  • Auto: in Veneto solo il 2 % è elettrico o ibrido

    A inizio anno, secondo l’analisi di Facile.it e MiaCar.it su dati ACI, le automobili elettriche e ibride presenti in Veneto erano 64.264, vale a dire appena il 2,01% del parco auto della regione, percentuale che fa guadagnare a quest’area il quarto posto nella classifica nazionale. Nello specifico, erano immatricolate 60.098 autovetture ibride e 4.166 elettriche.

    Seppur ancora relativamente contenuto, il numero delle vetture green in Veneto è più che raddoppiato (+123%) negli ultimi due anni (erano 28.823 a fine 2018).

    Guardando la suddivisione a livello territoriale emerge che la provincia veneta con la maggior penetrazione di vetture green è Vicenza, area dove le auto elettriche/ibride rappresentano il 2,42% del parco auto circolante, seguita da Padova (2,16%) e Verona (1,97%).

    Valori sotto la media regionale per le province di Treviso (1,95%), Venezia (1,84%), e Belluno (1,50%); ultima posizione per la provincia di Rovigo (1,24%).

    In valori assoluti, la graduatoria veneta vede al primo posto ancora una volta la provincia di Vicenza con 14.188 vetture elettriche/ibride, seguita da quella di Padova (13.282) e di Verona (12.276)

    Al quarto posto si posiziona la provincia di Treviso (11.686), seguita da quelle di Venezia (8.775) e Belluno (2.059); anche in questo caso l’ultimo posto è occupato da Rovigo (1.998).

    Numeri forse piccoli ma destinati a crescere se si considera che, a livello nazionale, il 38% delle auto immatricolate nei primi 10 mesi del 2021 è elettrico o ibrido*; la percentuale se applicata alle immatricolazioni totali rilevate in Veneto nel medesimo periodo, porterebbe il numero di veicoli green presenti sulle strade della regione ad oltre 100.000.

    La crescente attenzione degli italiani verso i veicoli green è confermata anche dall’indagine commissionata da Facile.it e MiaCar.it agli istituti mUp Research e Norstat, da cui è emerso che quasi 7 automobilisti su 10 comprerebbero un’auto elettrica o ibrida (67,7%); più nello specifico, il 45,1% opterebbe per un’ibrida, mentre il 22,6% per una elettrica.

    Auto elettriche: ragioni pro e contro

    Continuando ad analizzare i risultati dell’indagine e scorrendo le motivazioni dei rispondenti che hanno dichiarato di essere disposti a comprare un veicolo elettrico o ibrido emerge che il 74,8% lo farebbe per contribuire in prima persona alla riduzione dell’inquinamento.

    Molti, il 45,1%, sceglierebbero un’auto green per risparmiare sul carburante, mentre il 19,8% per avere meno limitazioni alla circolazione potendo, ad esempio, accedere alle aree Ztl così come consentito in alcune città d’Italia.

    Tra le ragioni più diffuse per l’acquisto di un veicolo a basso impatto ambientale, indicata da quasi 1 automobilista su 3, vi è, infine, la paura che presto le auto diesel e benzina non potranno più circolare.

    Guardando invece alle risposte di chi si è dichiarato contrario o indeciso, il 68% vede un grosso ostacolo nel prezzo di acquisto, il 43% nello scarso numero di punti di ricarica presenti sul territorio, mentre il 40% nella bassa autonomia di percorrenza di questi mezzi.

    Gli incentivi e il budget di spesa

    Gli incentivi hanno avuto un ruolo fondamentale nel sostenere la vendita di veicoli elettrici e ibridi. Va detto, però, che gli italiani sembrano essere, almeno sulla carta, favorevoli all’acquisto di auto green indipendentemente dalla presenza dei contributi statali.

    Alla domanda “se non ci fossero i bonus governativi, lei acquisterebbe comunque un’auto elettrica o ibrida?” il 69,8% degli intervistati ha risposto affermativamente.

    Un dato positivo che però rischia di scontrarsi con la realtà e, ancora una volta, con il costo di questi veicoli se si considera che dall’indagine è emerso che, per l’acquisto di un’auto elettrica o ibrida, gli italiani sono disposti a spendere, in media, 17.969 euro e addirittura quasi 1 su 2 non metterebbe a budget più di 15mila euro.

    Senza l’aiuto degli incentivi, risulta difficile trovare veicoli ibridi in questa fascia di prezzo, missione che diventa praticamente impossibile per quelli elettrici al 100%.

     

    * Fonte: Elaborazione ANFIA su dati Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti

    **Nota metodologica: Indagine mUp Research – Norstat svolta tra il 27 ed il 29 ottobre 2021 attraverso la somministrazione di n.1.072 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana adulta residente sull’intero territorio nazionale

  • Bollette: in Veneto si è speso il 12,3% in più rispetto alla media nazionale

    Le bollette luce e gas sono tra le spese che più pesano sui budget delle famiglie italiane; lo scorso anno, complice la riduzione del costo delle materie prime, le tariffe sono diminuite ma, di contro, le tante ore trascorse in casa hanno fatto salire i consumi, soprattutto per l’elettricità.

    In Veneto, secondo l’analisi* di Facile.it, il bilancio è in chiaroscuro: la bolletta elettrica, lo scorso anno, ha raggiunto i 542 euro, l’8,8% in più rispetto al 2019 (a fronte di un aumento nazionale del 7,5%). La cifra fa guadagnare alla regione il secondo posto nella graduatoria delle aree dove si spende di più per l’elettricità. È andata meglio, invece, sul fronte del gas; i consumi, nonostante i lockdown, sono rimasti sostanzialmente stabili e i veneti hanno così potuto beneficiare in pieno del calo delle tariffe spendendo, in media, 850 euro.

    Complessivamente, quindi, tra luce e gas, nel 2020 le famiglie venete hanno messo a budget 1.392 euro, vale a dire il 12,3% in più rispetto alla media nazionale. E il timore è che per il 2021 la cifra sia ben più salata: le tariffe sono aumentate considerevolmente nella prima parte dell’anno, i consumi, se si pensa ad esempio allo smart working, per molte famiglie sono rimasti comunque elevati e i prezzi potrebbero lievitare ulteriormente nei prossimi mesi.

    «Il primo ottobre le tariffe energetiche verranno aggiornate e il rischio di un maxi aumento è concreto se si considera che ormai da mesi stiamo assistendo ad una crescita importante del costo delle principali materie prime energetiche», spiega Mario Rasimelli, Managing Director Utilities di Facile.it. «Per mettersi al riparo dalle variazioni, che scatteranno in automatico per chi è tuttora nel mercato tutelato, il consiglio è di valutare il passaggio al mercato libero approfittando delle offerte a prezzo fisso proposte dagli operatori.».

    Con le tariffe attualmente in vigore, secondo le simulazioni* di Facile.it, a parità di consumi, guardando alla miglior tariffa del mercato libero, una famiglia potrebbe risparmiare fino al 16% per la bolletta elettrica e fino al 13% per quella del gas.

    L’andamento regionale della bolletta elettrica

    Se si guarda ai dati su base regionale emergono significative differenze territoriali. Considerato che il prezzo dell’energia sotto regime di tutela è uguale in tutte le aree del Paese, la differenza del peso della bolletta è legata unicamente ai consumi; più energia si usa, maggiore sarà il conto finale.

    Guardando alla graduatoria nazionale, al primo posto si posiziona la Sardegna; nell’Isola il consumo medio a famiglia rilevato nel 2020 è stato pari a 3.266 kWh che, sotto regime di tutela, corrisponde ad un costo totale di 584 euro, vale a dire il 15,6% in più rispetto alla media nazionale. Consumi così alti si spiegano con l’assenza di una fornitura gas nell’Isola, situazione che spesso viene sopperita con l’uso di dispositivi elettrici, come stufette e scaldabagni, che hanno un grosso impatto sulla bolletta.

    Al secondo posto si posiziona il Veneto, dove il consumo medio rilevato è pari a 3.027 kWh e la bolletta a 542 euro.

    Le regioni dove invece i consumi di elettricità sono più contenuti, e quindi le bollette più leggere, sono la Valle d’Aosta, dove nel 2020 le famiglie hanno speso, in media, 399 euro a fronte di un consumo di 2.231 kWh e la Liguria (2.404 kWh e un costo annuo di 430 €).

    L’andamento regionale della bolletta gas

    Il prezzo del gas sotto regime tutelato, a differenza di quello dell’energia, varia a seconda delle aree del Paese; il peso della bolletta, quindi, è frutto sia dei consumi di ciascuna famiglia, sia delle tariffe previste dall’area di residenza.

    Dall’analisi dei contratti emerge che i cittadini che nel 2020 hanno pagato il conto più alto sono quelli del Trentino-Alto Adige; qui una famiglia media ha speso 935 euro l’anno. Seguono, parimerito, i residenti in Emilia-Romagna e Piemonte (931 euro).

    Guardando la graduatoria nel senso opposto, invece, si trovano la Campania, regione dove una famiglia media ha speso, nel 2020, “solo” 631 euro, la Puglia, dove il costo della bolletta è stato pari a 641 euro e il Lazio (678 euro).

     

    *L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 150.000 contratti di fornitura raccolti nel 2020 e su un consumo medio nazionale pari a 2.825 kWh per l’energia elettrica e 1.103 smc per la fornitura di gas (per il Veneto: 3027 kWh e 1.160 smc) prendendo in considerazione i prezzi offerti nel mercato tutelato.

    *La simulazione è stata realizzata da Facile.it in data 14 settembre 2021 considerando la miglior tariffa disponibile sul comparatore per i seguenti consumi: 2.700 kWh potenza 3 kW per l’energia elettrica, 1.400 smc per il gas fascia Nord-Orientale.

  • Federico Marchioro: conversazioni pittoriche intime e informali

    “È davvero importante delineare con profondità quanto è racchiuso e custodito nelle sfaccettate pagine di narrazioni pittoriche realizzate dalla mano e dal gesto creativo di Federico Marchioro artista vicentino contemporaneo di grande versatilità espressiva e comunicativa. Io darei una definizione, che ritengo molto calzante e pertinente facendo confluire la sua corposa produzione all’interno di simboliche conversazioni pittoriche intime e informali, fornendo una prospettiva volutamente non convenzionale, che rispecchia l’intento primario di Federico di uscire dai binari canonici già determinati e decisi a monte e a priori”. La Dott.ssa Elena Gollini dimostra particolare compiacimento verso il percorso di sperimentazione che sta compiendo Marchioro e si sofferma su alcune specifiche caratteristiche salienti distintive e qualificanti per offrire una completezza e una compiutezza di riflessione esaustiva. E ancora ha rimarcato: “Federico trova nella pittura la metafora di un diario di vita, un diario autobiografico con virtuali pagine bianche pronte per essere riempite e messe a disposizione del fruitore. Le sue rappresentazioni esulano da moduli obsoleti e acquistano una struttura in continuo e in costante moto di trasformazione, proprio come la sua vulcanica personalità camaleontica. Su questo diario Federico imprime se stesso, tutto il suo mondo emerso e sommerso intavolando delle stimolanti conversazioni intime e informali, composte tramite una dialettica semantica fluida e scorrevole, che si rende da subito impattante per il fruitore. Dipingere per Federico equivale a redigere e a impaginare stralci e frammenti, che appartengono al suo sentire, al suo pensiero, alle sue concezioni talvolta ancora inespresse. Fare arte così come e altrettanto fare musica diventa così esternazione e manifestazione di un insieme corposo e variegato di conversazioni, che iniziano da dentro, nell’ego più intimo e profondo e sfociano e si palesano al di fuori diventando ben visibili e ben tangibili. Le opere acquistano dunque essenza metaforica paradigmatica e servono per dare voce e sentimento, per descrivere e raccontare pensieri, emozioni, che affiorano in superficie e si palesano all’esterno. Federico artista di metodo e di pensiero imposta queste conversazioni in modo libero e spontaneo, edifica un proprio particolare registro linguistico con una propria genesi stilistica e riesce perfettamente a conciliare e coniugare le esigenze compositive della forma con il bisogno di matrice animista, che è radicato dentro di lui e lo guida e lo accompagna sempre con virtuosa ispirazione”.

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  • Rc Auto: in Veneto premi in ribasso del 15,2%

    È un’immagine positiva quella emersa, per il Veneto, dall’Osservatorio Rc Auto di Facile.it* che a luglio non ha registrato un aumento dei premi medi Rc Auto come invece è successo in molte aree di Italia; oggi per assicurare un veicolo a quattro ruote in regione occorrono, in media, 361,94 euro, vale a dire il 15,2% in meno rispetto ad un anno fa e addirittura leggermente inferiore rispetto a quanto rilevato a giugno (-1,2%).

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 710.000 preventivi e relative quotazioni effettuati in Veneto e raccolti da Facile.it nel corso dell’ultimo anno.

    «Con il ritorno alla normalità in termini di mobilità e l’incremento del numero di veicoli in circolazione, e con esso quello dei sinistri», spiega Diego Palano, General Manager di Facile.it «è prevedibile un aggiustamento al rialzo anche per quelle regioni che negli ultimi due mesi non hanno registrato un aumento; resta solo da capire quando si adegueranno al trend di risalita rilevato a livello nazionale. Il consiglio, quindi, è di approfittare ora dei prezzi ancora bassi per rinnovare l’assicurazione».

    L’andamento provinciale

    Confrontando il costo medio Rc Auto di luglio 2021 con quello di luglio 2020 emerge un dato interessante: il calo dei prezzi è stato registrato, seppur in misura differente, in tutto il Veneto, con una diminuzione a doppia cifra in ogni area, ad eccezione di Belluno che, comunque, ha segnato un -9,99%.

    La provincia veneta che ha visto scendere in misura maggiore il prezzo dell’Rc Auto è stata quella di Treviso dove, lo scorso mese, il premio medio era pari a 359,83 euro, in calo del 16,24% negli ultimi dodici mesi.

    Seguono nella graduatoria regionale la provincia di Padova, dove a luglio 2021 la diminuzione è stata del 15,85% su base annua, con un premio medio stabilizzatosi a 354,87 euro, e quella di Verona, dove il calo annuale è stato del 15,41%, con un premio medio fermo a 365,60 euro.

    Diminuzioni inferiori alla media regionale per le province di Venezia, dove lo scorso mese il prezzo è sceso del 14,59% rispetto a luglio 2020, stabilizzandosi a 383,20 euro, il più alto registrato in Veneto, e Vicenza (352,97 euro, -13,72%).

    Chiudono la classifica regionale la provincia di Rovigo (355,90 euro, -12,15%) e quella di Belluno, area dove il premio medio è diminuito “solo” del 9,99%; gli automobilisti bellunesi possono però consolarsi con il premio medio più basso del Veneto (323,96 euro).

     

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su oltre 710.000 preventivi effettuati in Veneto su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 luglio 2020 e il 31 luglio 2021 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

     

  • Federico Marchioro: dimensione pittorica in progressione

    “Equilibrio e bilanciamento compositivo sono pilastri cardine portanti di fondamento dell’arte pittorica di Federico Marchioro e gli permettono di lavorare con uno sviluppo graduale e progressivo e in modalità di avanzamento continuo e costante”. La Dott.ssa Elena Gollini approfondisce i parametri distintivi dell’espressione pittorica di Marchioro spiegando ancora nello specifico: “Ecco, perché mi sento di poter definire Federico come un pittore work in progress, che sta facendo un cammino consapevole e coerente per arrivare ad un traguardo virtuale, che si modula e si modifica strada facendo, perché corrisponde agli incipit che recepisce man mano e che poi vengono metabolizzati in forma di stimoli artistici proficui e fecondi. La tessitura pittorica costituisce per Federico un’articolata palingenesi precipua, una mimesis di fertile proliferazione dialettica e semantica, che produce e alimenta un registro narrativo tutto sempre ancora da comporre e da orchestrare con nuovi spunti sorprendenti e originali. Per Federico porsi dinanzi alla superficie e al supporto pittorico equivale a fondersi con esso, a diventare un tutt’uno, un unicum, a plasmarsi dentro l’immagine con avvolgente compenetrazione. Per Federico si crea una vera e propria atmosfera di catarsi, un momento unico e irripetibile, che ogni volta si rigenera, si rinnova, si trasforma e rinasce. Per Federico fare arte equivale al raggiungimento di una condizione mai finita e mai chiusa, mai circoscritta in modo definitivo e permanente. È uno stato ideale ed etereo di proiezione avvincente verso traguardi imprevisti e inattesi, che si palesano sempre nella loro unicità esclusiva. Certamente a Federico non appartiene il concetto di arte fissa e statica e tanto meno di artista pedissequo e questo aspetto connotativo si individua anche nella sua concezione esistenziale e nel suo pensiero musicale. Ecco, perché il concetto di progressione e di avanzamento rispecchia il suo stile di vita avulso da stereotipi di massa e da conformismi massificanti e assorbe tutto il suo indomito spirito liberale e anti cliché imposti. Il suo essere avanti nel pensiero e nella visione esistenziale influisce positivamente anche nelle scelte pittoriche e nell’orientamento espressivo. Per Federico essere artista diventa una responsabilità sociale, è sinonimo di presa di coscienza matura e di motivazioni plausibili. Il suo essere sempre work in progress assurge dunque a scandaglio attento e analitico verso la collettività, verso la società che lui vive in prima persona nel suo quotidiano con la capacità acuta di scegliere e distinguere e di procedere sempre cum grano salis”.

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  • Federico Marchioro: dipingere il proprio pensiero sensibile

    Sul filone multiforme della pittura informale si innesta, si muove e si dipana il virtuoso pensiero sensibile creativo di Federico Marchioro, dimostrando uno spessore qualitativo formale e sostanziale di interessante valutazione e considerazione. La Dott.ssa Elena Gollini ha espresso in merito alcune analisi di approfondimento, che fanno emergere la proiezioni emotiva ed emozionale vibrante, che governa e guida l’incedere artistico di Marchioro conferendo valenza ulteriore alle capacità vivaci e dinamiche di ricerca e di sperimentazione. In particolare ha affermato: “Ho da subito riscontrato nella pittura di Federico una formula contenutistica arricchita e integrata dalla preziosa componente del suo pensiero sensibile derivante dal fervore del pathos e del trasporto appassionato con i quali si cimenta nell’atto e nel gesto pittorico. La sua spiccata sensibilità di pensiero è innata e si individua appieno grazie alla versatilità di vedute e all’intraprendenza di visione e si riflette di rimando anche associata al discorso musicale, generando una compenetrante sintonia sinergica tra pittura e musica, che funge da ulteriore tassello importante di elevazione qualitativa di rafforzamento. La compenetrazione tra estro creativo e pensiero sensibile è correlata all’indole di Federico, che affronta ogni situazione con il massimo coinvolgimento interiore ed introspettivo. Da qui scaturisce dunque una portata sostanziosa consistente e considerevole dei contenuti racchiusi e custoditi tra le sue vivide e corposo declinazioni sceniche, che rappresentano simbolicamente la dimensione traslata e trasfigurata di quell’ego intimo più celato e segreto, di quella sfera intima nascosta dentro un’anima bella e pulita e al contempo pulsante di sentimento e di voglia di condividere e di comunicare tutto se stesso aprendosi allo spettatore senza remore e senza riserve. Federico nell’arte così come nella musica perfeziona e affina la propria prorompente ispirazione attraverso l’ingerenza del suo potente e profondo pensiero sensibile e ottiene soluzioni, che diffondono e sprigionano grande intensità rievocativa, concentrandosi sia sulla sintesi dell’immagine nella sua piacevolezza estetica sia sulla parafrasi dialettica subliminale, che il fruitore può carpire recuperando in toto il pensiero sensibile, che è stato inglobato e accorpato dentro l’alchimia della fusione materica. Questa prospettiva allargata diventa funzionale per capire e per comprendere fino in fondo il complesso dei significati, che nella sua produzione assume vita propria e diventa entità superiore protesa ad infinitum”.

     

  • Federico Marchioro: comunicare con la pittura

    L’arte in generale e più specificamente la pittura è da sempre strumento comunicativo per antonomasia e riesce a diffondere e a divulgare a largo raggio una molteplicità di messaggi, talvolta espressi in modo esplicito, diretto e palesemente manifesto e talvolta invece avvolti e conservati dentro le pieghe della narrazione in modo celato e nascosto, secondo chiavi concettuali allusive, simboliche e metaforiche, volutamente cifrate e codificate. Sull’onda di queste riflessioni, la Dott.ssa Elena Gollini ha spiegato alcuni passaggi focali della pittura di Federico Marchioro. In particolare ha precisato: “Federico si tiene intenzionalmente lontano da cliché di banale e scontato modus pingendi e ricerca una propria applicazione creativa scegliendo un orientamento semantico, che partendo dalla radice del reale come fondamento cardine si evolve e si snoda attraverso canali recettivi e percettivi inediti e sui generis, che non sono inquadrabili e classificabili a livello rigido e rigoroso. L’ingegno creativo è nutrito dalla fremente passione e dal trasporto psichico e psicologico, che sfugge ad una comunicazione predefinita e preconfigurata a monte e a priori e si protende invece verso un libero accesso di fruizione, sentimentale ed emozionale scandito da un approccio sensibile. Federico è in primis dedito e devoto alle cosiddette ragioni del cuore e la sua pittura è in primis governata e guidata dalla sfera intima e interiore. Comunicare in pittura per Federico equivale a una comunione sensoriale, è sinonimo di compartecipazione complice e sincera da parte del fruitore. Il suo totale disinteresse a livello speculativo lo colloca su un piano di grande onestà intellettuale e questo emerge in toto nelle opere, si respira e si vede da subito, è palpabile nell’immediato. Comunicare per Federico è proprio anche far affiorare in superficie la sua purezza incontaminata di intenti e di intenzioni, perché un artista vero dev’essere sempre se stesso con limpida trasparenza di pensiero e azione. Federico con la sua pittura anticonformista e informale arriva diretto e schietto e questo è senza dubbio un grande plus valore aggiunto. Il suo orientamento di comunicazione pittorica è associato a questo ideale di visione concettuale allargata e dilatata tramite l’intervento dello spettatore, che contribuisce ad integrare e a completare, instaurando una dialettica di compensazione compenetrante, che entra in sinergia con il flusso vitale delle opere e si mescola formando una sorta di unicum sempre mutabile e variabile a seconda del momento fruitivo particolare. Così Federico lascia una comunicazione sempre aperta, versatile, modulabile, volitiva come la sua indole e camaleontica come la sua personalità artistica di comunicatore-sperimentatore ad hoc”.

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  • Le armoniose sinfonie pittoriche di Federico Marchioro

    All’interno della produzione pittorica realizzata con sapiente abilità strumentale da Federico Marchioro si possono individuare delle tessiture compositive articolate con originale impronta di sintesi strutturale, che si declinano in armoniose sinfonie cromatiche e segniche, con una cadenza sequenziale sempre perfettamente studiata e ponderata con meticolosa precisione. La Dott.ssa Elena Gollini che supporta Marchioro nella gestione della comunicazione promozionale mediatica, ha espresso delle significative dichiarazioni in merito affermando: “Colore e segno sono componenti archetipi primari nell’arte pittorica di Federico e generano una sinuosa linea di intercomunicazione e intersezione, che funge da simbolico collante di bilanciamento per l’intero palinsesto scenico. Armonia e sinfonia sono elementi chiave indispensabili, che Federico trasporta e trasferisce dentro ogni rievocazione, filtrandoli in modo soggettivo e personalizzandoli a seconda dell’impostazione formale contenutistica. Armonia e sinfonia diventano la metafora di una formula comunicativa rivisitata da Federico e fatta sua dentro un paradigma linguistico, che attinge spunti e richiami allusivi ovviamente anche dal comparto musicale, che per lui costituisce l’essenza pura e precipua di riferimento assoluto. Federico trasla in pittura la sua autentica e spontanea sinfonia del cuore e dell’anima e la pone in sintonia con quanto affiora dagli stimoli esterni e dall’ispirazione creativa fantastica. Ogni singola opera è sempre accostabile alle altre e segue un virtuale legame di coesione simbiotica per offrire allo spettatore una visione omogenea e uniforme nel suo complesso sistema di progressione empatica. E al tempo stesso ogni opera racchiude e custodisce un proprio prezioso humus sostanziale, un frammento di essenza genetica portante dalla quale si produce e si alimenta la pregevole energia armoniosa, quell’energia delicata e vigorosa contemporaneamente, quell’energia potente e garbata al contempo, che si trasforma in sinfonia accattivante. Ecco, perché osservare la produzione di Federico è di continuo stimolo mentale ed emotivo. Toccando proprio da vicino la sfera delle sollecitazioni più sottili e acute, si arriva ad uno stato di completo abbandono, disinibito, genuino, proprio analogo a quello che avvolge Federico durante il momento catartico della creazione, quando tutto il resto intorno scompare e si annulla alla sua vista e lascia spazio al tumulto dell’enfasi, che si fonde alla dimensione del reale e lo modula, lo modella, lo plasma nell’armonia dell’intreccio sinfonico. E così tutto il resto viene accorpato dentro questa speciale magia profondamente ammaliante”.

     

  • La pittura evanescente e trascendente di Federico Marchioro

    “Si tratta di una pittura, che individua e definisce nel flusso cromatico sfumato e nei giochi chiaroscurali intensamente miscelati un’evanescenza speciale e sui generis, che funge da cornice di contorno per enfatizzare la struttura costitutiva e la palingenesi sostanziale dell’impianto narrativo”. La Dott.ssa Elena Gollini spiega e approfondisce la sintesi pittorica informale di Federico Marchioro facendo emergere alcuni particolari tratti distintivi pregevoli. Proseguendo ha commentato ancora: “L’evanescenza di fondo diventa di rimando una formula di trascendenza simbolica e concettuale, che si immette dentro la sequenza narrativa e la compenetra nel profondo, la integra e la completa di un essenzialismo sotteso e subliminale tutto da scoprire e sempre sorprendente. Rapportarsi con Federico uomo-artista, pittore di promettente proiezione espressiva e musicista di consolidata e acclarata formazione diventa molto stimolante, poiché si riesce a cogliere e a carpire quel suo eclettismo poliedrico e versatile, che ne esalta l’aspetto umano ed esistenziale e ne potenzia la dimensione comunicativa, arricchendola di elementi e componenti avvaloranti. Pittura evanescente e trascendente diventa una definizione, che racchiude un pullulare di possibilità interpretative e offre sempre prospettive inattese e inaspettate. Evanescenza non è mai sinonimo ovviamente di incoscienza, ma anzi al contrario è volutamente insito in qualcosa che sfugge a una classificazione e a un inquadramento limitante e restrittivo e si indirizza invece verso una libertà recettiva pienamente appagante, ma sempre consapevole e responsabile. La trascendenza attiene a messaggi allusivi, che portano lo spettatore a riflettere e a valutare sempre secondo coscienza e cum grano salis, garantendo un apparato contenutistico di indiscusso valore genetico. Federico cerca nella pittura la sfera di trascendente misticismo spirituale che svela e rivela la grande essenza dell’essere e dell’esistere traslata dentro la forza vigorosa del suo modus pingendi e la carismatica spinta di trasporto creativo improntata ad un’incessante appassionata voglia di sperimentare e di andare oltre in continua ricerca. Federico ci offre una produzione ricca di colore densamente modulato e modellato, che corrisponde al respiro di chi vuole vivere sempre al massimo dell’intensità, senza precludersi mai niente. La sua volontà ferma e ferrea denota la sua lucida ratio, che lo induce ad un saggio pragmatismo, allineando in perfetto bilanciamento pensiero emotivo e azione ragionata e garantendo soluzioni sempre convincenti”.

     

     

  • Federico Marchioro: suggestione visionaria empatica

    “L’approccio approfondito e attento alla produzione pittorica di Federico Marchioro suggerisce immediatamente nel fruitore una dimensione di suggestione visionaria a livello empatico, che attira e attrae la sfera sensibile e si riflette nel coinvolgimento globale”. La Dott.ssa Elena Gollini spiega così l’importanza della componente empatica all’interno del variegato corollario espressivo dell’arte pittorica di Marchioro affermando: “Federico è capace di focalizzare e orientare il pathos intimo dello spettatore attraverso un contatto empatico immediato, che si sviluppa da subito e canalizza lo stimolo curioso e sensibile verso il nucleo sostanziale della narrazione. In tal modo lo scenario diventa vibrante e pulsante e agli occhi dello spettatore si anima e si accende di luce e di energia. La potente suggestione visionaria si profonde e si propaga con sferzante portata espansiva, estende e amplifica la dimensione ottica e tattile ed accentua l’intensità dell’effetto plastico e della bidimensionalità. La parola empatia è davvero molto calzante per classificare quel tripudio alchemico di colore e di materia, di forme e di figure, che Federico genera e plasma come entità magiche, dotate di un’allure unica e speciale. La pittura informale di Federico rispecchia il suo animo di intraprendente avventuriero e audace sperimentatore, di anticonformista e libero battitore e suggerisce al fruitore un tumulto di percezioni sensoriali. L’empatia diventa subito sinonimo di complicità condivisa e si instaura così un rapporto preferenziale quasi elitario, una coesione simbiotica, che trascende poi progressivamente in un legame virtuale stretto che diventa una relazione compartecipe, vivace e dinamica di reciproco scambio dialettico e di reciproca interazione visionaria. La vocazione artistica di Federico viene dunque alimentata attraverso l’intento di generare e di incrementare quel sentimento cardine di empatia che influisce positivamente sulla predisposizione recettiva da parte dello spettatore, incline a scandagliare l’orchestrazione rievocativa in modo analitico. Valutare la produzione di Federico a livello qualitativo non può assolutamente limitarsi a guardare in superficie e in modo marginale, ma significa penetrare gli articolati ingranaggi e in particolare i meccanismi elucubrativi della sua psiche di uomo-artista di grande spessore, che pondera e riflette su ogni sua azione e la riporta nell’atto e nel gesto pittorico con un criterio di coerente e responsabile pensiero. Ecco, perché Federico si può considerare a tutti gli effetti un artista di pensiero, un artista di mente oltre che di sentimento, capace di ottenere soluzioni frutto delle sue radicate convinzioni esistenziali e di renderle facilmente fruibili anche alla mente dello spettatore conquistandone in toto l’empatia”.

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  • Alessandro Rinaldoni è in mostra online con la sua ricercata “Energia poetica”

    È stata inserita ufficialmente nel circuito selezionato con la curatela della Dott.ssa Elena Gollini la mostra online di Alessandro Rinaldoni, che raccoglie una significativa produzione di interessante prospettiva. La mostra s’intitola in modo simbolicamente rievocativo “Energia poetica” per evidenziare ed enfatizzare la sfera aulica e poetica, che è insita nella comunicazione espressiva della formula artistica di Rinaldoni e al contempo per far emergere appieno anche la componente energetica ed energizzante, quel flusso potente di energia pura e autentica, che lo guida nella sua fervida ispirazione e lo accompagna nella voglia di ricerca e di sperimentazione. La Dott.ssa Gollini ha elogiato Rinaldoni per la sua meritocrazia e per l’impegno appassionato con il quale si prodiga. In particolare, ha dichiarato: “Alessandro è un promettente artista emergente con indiscusse doti qualitative e con acclarate risorse di pregio. Il suo lavoro artistico è ricercato e originale, manifesta appieno quella delicata poesia, che appartiene al suo animo sentimentale e al tempo stesso possiede uno slancio e un trasporto pieno di energia vitale e di quel dinamismo energetico, che appartiene all’indole intraprendente. Alessandro svolge la propria ricerca in modo autonomo e indipendente, senza mai risultare banale e monotono, senza mai usare dei cliché emulativi e copiativi, con la coerenza e la consapevolezza di voler dimostrare il proprio valore libero e svincolato da condizionamenti. Alessandro è artista di libero pensiero in primis e come tale vuole presentarsi e proporsi. Unitamente alla vena creativa innata accosta e allinea una spiccata sensibilità intuitiva nel saper declinare soluzioni accattivanti e piacevoli alla vista, che rispecchiano e riflettono un buon gusto autentico. Alessandro si offre al fruitore con spontanea volontà di condivisione, lasciando un ampio margine di discrezionalità interpretativa e di dialogo aperto, perché concepisce l’arte come medium collettivo e aggregativo. Dalle opere si sprigiona in toto questo desiderio di comunanza e di incontro gratificante e appagante. La sua speciale energia poetica è frutto di una commistione armoniosa ed equilibrata di elementi e componenti scenici, che si mescolano in perfetto bilanciamento. La sua impostazione creativa cerca sempre una corrispondenza alchemica, che possa risultare di positivo impatto. Ad Alessandro piace sempre essere in linea con un’impostazione di ordine garbato e delicato, che alimenta una vivacità briosa senza mai risultare esagerata, perché l’arte è innanzitutto sinonimo di stile e di classe raffinata”.

    VISITA LA MOSTRA:

    https://lemostreonlinedielenagollini.wordpress.com/energia-poetica-alessandro-rinaldoni

  • Federico Marchioro: una pittura di introspezione esistenziale

    “Essere e sentirsi artisti completi e liberi significa per Federico Marchioro avere la possibilità di esprimere a tutto tondo e a tutto campo anche quanto di più recondito si cela nelle profondità remote del suo ego più intimo, facendo emergere e affiorare ogni parte del complesso e sfaccettato mondo interiore e introspettivo, che ciascuno si porta dentro e conserva e custodisce con amorevole cura”. La Dott.ssa Elena Gollini commenta la produzione pittorica di Marchioro talentuoso e promettente artista contemporaneo, nonché musicista di pregio, soffermandosi sul tratto interiore più pregnante, che include anche l’aspetto psichico e psicologico con cui Marchioro si approccia con slancio nell’edificare e nel consolidare il proprio modus pingendi. Proseguendo nell’analisi la Dott.ssa Gollini ha asserito: “Fin dal primo sguardo lo spettatore viene esortato ad un’osservazione acuta e arguta, che tiene conto dell’elemento intimo concepito come forma mentis trainante e anche come impulso e stimolo spontaneo e naturale, scaturito e alimentato dal fattore emotivo ed emozionale e dall’inclinazione spirituale. Il connubio coeso produce quel pathos motivato, che lo guida e lo sostiene e lo carica di energia vitale propulsiva, che esplode dentro gli scenari compositivi strabordanti di vita, di sentimento, di pienezza pura e incontaminata. Fare arte per Federico diventa come un simbolico rituale sacro e sacrale, inviolabile, che deve proteggere e tutelare la sua sfera intima, ma al contempo deve poterla esternare senza remore e senza freni, con una genuinità disinibita e una spinta autentica. Federico trova una propria valvola catalizzatrice e la ottimizza all’interno delle rappresentazioni. Il colore e la tavolozza cromatica accentuano e concentrano la portata scenica e fanno da strumenti di movimento e di ritmicità, imprimono una timbrica connotativa di spessore e trasmettono grande intensità evocativa all’intera parafrasi formale e sostanziale. Il contenuto avvalorante della sfera interiore si palesa e si manifesta non in modo sfacciato e tanto meno ostentato, ma bensì sempre in modo pacato, sobrio, riservato, con una delicatezza garbata che appartiene al suo DNA e alla sua indole. A Federico interessa e preme arrivare allo spettatore attraverso una fruizione ponderata e attenta, proprio come quando si cimenta in un brano musicale per riuscire a intercettare al meglio la sensibilità e l’empatia e a creare un momento di vera condivisione. Federico è un artista dentro in primis e tale si sente a tutti gli effetti. Il suo percorso pittorico così come quello musicale coincide con una sua profonda valutazione esistenziale, con una sua guizzante motivazione sociale, con un afflato speciale che lo incita a non fermarsi, perché quella è davvero la strada giusta da percorrere fino in fondo”.

  • Ripartire dai lavoratori: il Workers BuyOut Cooperativo

    Alla guida dell’azienda non c’è ricambio generazionale?
    L’azienda è in crisi e non sa come uscirne?
    Partecipa al webinar promosso da Confcooperative Verona, “Ripartire dai lavoratori: il Workers BuyOut Cooperativo” per conoscere lo strumento del Workers BuyOut, modalità con la quale i lavoratori di una impresa in crisi o destinata alla chiusura si impegnano nel salvataggio della loro azienda, tramite appositi strumenti previsti dalla normativa, diventando così imprenditori di sé stessi.
    L’iniziativa si pone il principale obiettivo di candidare lo strumento di WBO declinato nel modello cooperativo, in risposta al “problema lavoro” che si presenterà inevitabilmente nel prossimo futuro.
    Programma dell’evento:
    INTRODUZIONE AI LAVORI:
    Fausto Bertaiola, Presidente Confcooperative Verona
    ANALISI ECONOMICA E PROSPETTIVE FUTURE DELLE AZIENDE VERONESI:
    Matteo Scolari, Direttore Verona Network
    ANALISI DEI LIVELLI OCCUPAZIONALI DELLE AZIENDE VERONESI:
    Giovanni Martignoni, Direttore INPS Verona
    LO STRUMENTO DEL W.B.O. COOPERATIVO:
    Pierpaolo Baroni, Esperto W.B.O. Confcooperative
    ANALISI STRUMENTI FINANZIARI ISTITUZIONALI:
    Mauro Frangi, Presidente CFI
    Silvia Rossi, Direttore Fondosviluppo
    STORIE DI SUCCESSO DI W.B.O. COOPERATIVO
    APERTURA TAVOLA ROTONDA: IL RUOLO DEGLI ATTORI ECONOMICI
    Alberto Mion, Presidente Ordine dei Commercialisti di Verona
    Giovanni Alenghi, Direttore Banca Etica Verona
    Gianmaria Tommasi, Vicepresidente Federazione Veneta BCC
    Stefano Facci, Segretario Generale CGIL Verona
    Stefano Gottardi, Referente Territoriale UIL Veneto
    Giampaolo Veghini, Segretario Generale CISL Verona
    Simone Lavarini, Vicedirettore Federazione Veneta BCC
    Modera i lavori: Davide Bulighin, Direttore Confcooperative Verona
    L’evento è gratuito e si terrà martedì 8 giugno 2021 dalle ore 10:00 alle ore 12:45 su piattaforma Go To Webinar.
    Le iscrizioni sono aperte fino al 7 giugno cliccando e compilando il seguente form: IL WBO COOPERATIVO