Tag: tumore

  • Presentazione del libro “Cellule Impazzite”

    Nell’ambito dell’iniziativa nazionale “Il Maggio dei Libri”, il 15 maggio alle ore 18.30, sarà presentato presso il “Mondadori Bookstore” di Via Umberto I 30, a Catania, il libro “Cellule Impazzite” edito da Bibilotheka Edizioni, romanzo d’esordio dello scrittore Claudio Alessandro Colombrita.

    Clara combatte contro una leucemia, Luca contro la sua fame di popolarità. Si incontrano in ospedale, lui volontario di un’associazione, lei tristemente affezionata al solito letto della stanza n. 1. La speranza fa a pugni con la realtà, il sorriso e la forza non si arrendono al destino, l’amore vuole prepotentemente trionfare nonostante le difficoltà.

    “Cellule Impazzite” parla di un ospedale in cui si respira umanità, in cui si possono trovare anche bellissime storie, come gli insegnamenti dei piccoli bambini ricoverati.

    Un romanzo che esalta il volontariato, l’altruismo e l’amore nella sua forma più pura, una “cellula impazzita” caratterizzata da alti e bassi, un flipper continuo che rispecchia la vita, imprevedibile perché vera, inestimabile perché unica.

    L’autore, giornalista, blogger e volontario Abio (Associazione Bambino in Ospedale) da dieci anni, risponderà alle domande della relatrice Elvira Seminara, scrittrice catanese, autrice di libri di successo.

     

    Info

    Per acquistare il libro o l’e-book: www.bibliotheka.it/Cellule_impazzite_IT

    In alternativa è possibile trovare il romanzo sui principali circuiti di distribuzione come Amazon, Mondadori, Feltrinelli ecc.

     

    Contatti

    Blog: La sensibilità non è un reatowww.claudiocolombrita.wordpress.com

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    Instagram: pensieri e valori

    E-mail: [email protected]

  • Antonello De Pierro e Simona Marchini in campo per l’Airc

    Il giornalista presidente dell’Italia dei Diritti e la nota attrice hanno partecipato a Roma a un evento-spettacolo benefico a favore della ricerca sul cancro, condotto da Lorenza Mario
    Antonello De Pierro e Simona Marchini
    Roma – Fedele al suo noto impegno civile e politico a favore delle cellule più deboli del tessuto sociale, non poteva certo restare sordo al richiamo della solidarietà promanante l’altro pomeriggio dall’Auditorium San Leone Magno a Roma.
    Stiamo parlando del giornalista presidente dell’Italia dei Diritti Antonello De Pierro, direttore di Italymedia.it ed ex direttore e voce storica di Radio Roma, che si è recato nell’accogliente struttura capitolina, sita nel quartiere Trieste, in occasione della kermesse di matrice solidale “L’isola dei fiori”, organizzata da Niccolò Petitto e Lisa Bernardini, a beneficio dell’attivissima Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro, a cui è stata destinata la raccolta fondi dell’evento. Un appuntamento solidale che ha preso il nome dall’ultimo lavoro discografico del celebre maestro Franco Micalizzi, colonna portante dello spettacolo di musica e danza, che ha visto sul palco l’alternarsi di vari artisti e numerose scuole di danza, magistralmente presentati da una straordinaria Lorenza Mario, sotto l’impeccabile direzione artistica di Stefano Bontempi. Il grande entusiasmo del pubblico presente in sala, gremita al limite della capienza, si è estrinsecato tramite i frequenti e lunghi applausi indirizzati verso il proscenio, dove i protagonisti hanno dato il meglio di sé, contribuendo a tenere vivo il sogno del grande oncologo Umberto Veronesi, recentemente scomparso, relativo alla speranza di sconfiggere il cancro. Grande emozione ha suscitato l’intervento sul palco di Simona Marchini, che ha esternato tutta la sua spiccata sensibilità nei confronti della causa benefica che ha sposato e la sua commozione nel ricevere un premio alla carriera, doverosamente conferitole dall’organizzazione. Non è sfuggita ai più la stima reciproca palesatasi nell’incontro con De Pierro, che le ha espresso le sue congratulazioni, memore di una storica intervista da lui realizzata sulle frequenze di Radio Roma, che ha toccato uno dei picchi più alti di audience nella storia dell’emittente capitolina.
    Antonello De Pierro e Simona Marchini
    Il leader dell’Italia dei Diritti, che durante la sua carriera giornalistica ha sempre offerto e prestato la sua opera di conduttore gratuitamente per le manifestazioni benefiche, ha dichiarato: “Ringrazio l’organizzazione per avermi reso partecipe di un evento solidale rivolto a una causa a cui sono stato sempre molto sensibile. Quando ho potuto non mi sono mai tirato indietro di fronte a commendevoli kermesse come questa. Oggi siamo qui perché nel dizionario c’è una parola denominata ‘solidarietà’ e noi tutti abbiamo risposto al suo richiamo. Il motivo della nostra presenza qui è riconducibile al fatto che, spinti da un impulso di sensibilità e altruismo, abbiamo imparato a declinarla. Tanti, nel nostro parenchima sociale, ignorano o dimenticano l’importanza del suo significato. Se tutti si mostrassero più attenti a questo lemma vivremmo indubbiamente in un mondo migliore”.
    Il nutrito parterre è stato completato dalla presenza di Adriana Russo, Sara Santostasi, Giovanni Brusatori, Marco Tullio Barboni, Anthony Peth, Cinzia Carcione, Matilde Tursi, Giò Di Giorgio, Maria Grazia De Angelis, Iolanda Pomposelli, Massimo Meschino e Federica Pansadoro.
    (Foto di Marco Bonanni)

  • «CLICCA IL NEO» IN ATS: IL PROGETTO PER BATTERE IL MELANOMA CON UN TOUCH

    Presentati i primi risultati dello studio sperimentale condotto in Ats Bergamo che permette di identificare lesioni sospette con un’App, effettuando l’auto-esame della pelle in maniera sicura, veloce ed efficace. Uno strumento di valore perché sfrutta le competenze ma sviluppa anche la consapevolezza, la responsabilizzazione verso la propria salute, ha sottolineato Mara Azzi, direttore generale di Ats Bergamo.

    Bergamo, 16 febbraio 2017 – Un’APP per diagnosticare precocemente i tumori della cute. Ats Bergamo ha presentato oggi la sperimentazione condotta tra i suoi dipendenti di «Clicca il Neo», il progetto di tele-dermatologia per la diagnosi precoce dei tumori cutanei sviluppato e coordinato da Centro Studi Gised e sostenuto da LILT grazie a Fondazione Credito Bergamasco.

    Un progetto che al suo esordio ha coinvolto i dipendenti di Ats Bergamo. Dal 10 ottobre 2016 al 3 febbraio 2017 attraverso 424 visite, sono state individuate 25 lesione sospette da trattare con piccoli interventi ambulatoriali. I dipendenti di Ats Bergamo sono stati successivamente ripartiti in due gruppi: 211 soggetti a cui è stato chiesto di usare l’App e 213 persone che invece hanno fatto ricorso allo screening tradizionale. Obiettivo: dimostrare l’equivalenza tra il monitoraggio attraverso l’App «Clicca il Neo» e il controllo tradizionale, evidenziando, in particolare, il vantaggio nell’utilizzo dell’App, più veloce e immediata, poiché non comporta la necessità di prendere appuntamenti né di affrontare spostamenti.

    Con l’App «Clicca il Neo», infatti, è possibile realizzare l’auto esame della pelle semplicemente scaricando l’applicazione sul proprio smartphone, scattando una foto di macchie o lesioni sospette e inviando l’immagine direttamente all’esperto che nel più breve tempo possibile invierà la risposta. Lo studio che coinvolge l’ATS, nella sua fase di sperimentazione, avrà una durata prevista di 3 anni. Per realizzarlo al meglio, presso l’ATS di Bergamo sono stati costituiti degli ambulatori dedicati con personale infermieristico ad hoc.

    « Il valore della prevenzione – spiega la dott.ssa Mara Azzi direttore generale di Ats Bergamo – è la differenza tra quello che si spenderebbe in caso di diagnosi tardiva, al netto della sofferenza che provoca al paziente che è il vero valore della prevenzione. La diagnosi precoce, nell’ipotesi migliore che non ci siano melanomi, quando la lesione è sospetta viene asportata con intervento poco invasivo in day hospital e esame istologica, costa da 1.000 a 1500 euro. Al contrario, in caso di diagnosi tardiva, quando il melanoma è già in stato avanzato, si parla di costi per le cure chemioterapiche e assistenza di costi che arrivano a 200 mila euro all’anno. Tra tutte le malattie cutanee, il melanoma rappresenta una delle cause principali di mortalità, con un’incidenza

    crescente di anno in anno, ma gli interventi di educazione e screening possono costituire un mezzo fondamentale di prevenzione e diagnosi precoce. Per questo credo molto in “Clicca il Neo”, progetto che con la sperimentazione condotta in Ats ha dimostrato come le nuove tecnologie degli smartphone possano essere impiegate per documentare le problematiche cutanee e, in particolare, l’insorgenza o sviluppo di neoformazioni sospette. Tutto questo, unito alle potenzialità della rete, permette una rapida valutazione da parte dello specialista riducendo le liste d’attesa e indirizzando i pazienti più a rischio alla visita specialistica» – ha aggiunto la dott.ssa Mara Azzi.

    Duplice il valore del progetto che mira a favorire la diagnosi precoce, a valutare quali interventi educativi possono essere definiti al fine di orientare adeguatamente l’identificazione di lesioni a più alto rischio tra le varie presenti sulla pelle. Inoltre, si potranno analizzare quali siano i fattori demografici e culturali che inducono un soggetto a usufruire del servizio.

    «Dai dati preliminari, raccolti attraverso i servizi già disponibili, in fase pilota, sui siti www.cliccailneo.it e www.centrostudigised.it, si è stimata una prevalenza di lesioni meritevoli di ulteriore valutazione con esame diretto intorno al 10% nel campione di soggetti che si affidano alla teledermatologia. La classificazione, online e specialistica, si basa su tre possibili risultati: lesione non a rischio, sospetta o altamente sospetta. Per tutte le lesioni classificate come sospette o altamente sospette viene consigliata una visita di conferma specialistica e l’eventuale asportazione chirurgica. – ha chiarito dott. Luigi Naldicoordinatore del progetto “Clicca il Neo”, aggiungendo – Sono convinto che questo progetto, nato dalla volontà di semplificare il meccanismo della prevenzione, potrà dimostrare di essere efficace e spero possa coinvolgere una platea di soggetti sempre più vasta e sempre più determinata a prendersi cura della propria salute».

    Accanto allo studio che coinvolge i dipendenti della ATS, il programma Clicca il Neo prevede, nell’arco di un anno a partire da marzo 2017, l’attivazione di un intervento educativo sul riconoscimento di lesioni pigmentarie sospette rivolto a tutti i cittadini residenti nella provincia di Bergamo con la divulgazione di materiali pubblicitari in luoghi pubblici come autobus e farmacie, incentivando lo screening mediante l’App. In pratica, sarà data la possibilità al pubblico di inviare immagini di lesioni sospette tramite la App o il collegamento al sito www.cliccailneo.it insieme ad altre informazioni generali utili per inquadrare il tipo di lesione. Ai primi 350 soggetti che utilizzeranno il servizio sarà proposta una valutazione clinica diretta e gratuita dell’intera superficie cutanea da parte di uno specialista. La visita avverrà in cieco rispetto alla valutazione online e avrà lo scopo di studiare l’efficienza della ricerca di lesioni sospette da parte del soggetto e l’accuratezza del sistema di tele-dermatologia rispetto alla visita specialistica diretta. Tale progetto prevede il coinvolgimento della Unità di Dermatologia della ASST-Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo e un supporto da parte della Fondazione Banca Popolare di Bergamo.

    Al termine dello studio e della campagna educativa di screening, inoltre, verrà svolta, con la collaborazione di Doxa, un’indagine telefonica su un campione indipendente rappresentativo della popolazione della provincia di Bergamo di 500 soggetti per determinare l’impatto e la diffusione della campagna. In particolare si valuterà il grado di conoscenza della campagna sul territorio e l’efficacia in termini di utilizzo del sistema. I risultati andranno a integrare quelli dello studio principale, costituendo il denominatore comune di confronto.

    «Ritengo che “Clicca il Neo” possa essere uno studio e programma di screening valido sia dal punto di vista clinico sia scientifico, che potrà rappresentare un ruolo fondamentale nella diagnosi precoce e nella cura in particolare del melanoma – ha commentato dott. Giuseppe Chiesapresidente LILT Bergamo – La LILT di Bergamo da più di 80 anni è attiva in tutto il territorio bergamasco per la diffusione della cultura della prevenzione oncologica e della diagnosi precoce dei tumori attraverso l’impegno delle varie delegazione presenti non solo a Bergamo ma su tutto la provincia. Prevenzione che è sia primaria attraverso la diffusione dei corretti stili di vita (alimentazione, lotta al fumo e incentivi all’attività fisica), ma anche secondaria attraverso le visite di screening in ambito senologico, ginecologico, urologico, pneumologico, otorinolaringoiatrico e dermatologico. Proprio nello spirito della nostra attività di prevenzione, dunque, abbiamo ritenuto opportuno di supportare e sponsorizzare, grazie ai fondi pervenuti dalla Fondazione Credito Bergamasco, il progetto “Clicca il neo” per la diagnosi precoce dei tumori della pelle».

    Sostenitore principale del progetto in questa fase, infatti, è stata la Fondazione Credito Bergamasco che, con il suo segretario generale, Angelo Piazzoli ha dichiarato: «Com’è noto, la Fondazione Creberg è da sempre impegnata nello sviluppo e nel sostegno di iniziative meritorie a favore della ricerca medica e scientifica e del benessere sociale e umanitario. Tra gli interventi più significativi, si ricordano lo storico supporto assicurato a realtà ospedaliere di eccellenza per progetti di ricerca sullo scompenso cardiaco nonché gli importanti contributi nel campo senologico, ematologico e nell’ambito dei trapianti del fegato. Sostenere “Clicca il Neo” per noi significa, dunque, continuare nella direzione di una più ampia consapevolezza da parte dell’opinione pubblica sui temi della prevenzione».

    Il programma di studio, lo sviluppo del sito web e della App, del materiale educativo, il monitoraggio e l’analisi dei dati è affidato al Centro Studi GISED di Bergamo. La sezione LILT di Bergamo avrà un ruolo di coordinamento generale e collaborerà con il Centro Studi GISED alla realizzazione e diffusione della campagna educativa di screening

    Maggiori informazioni sono disponibili internet http://legatumoribg.it/blog/2016/01/07/progetto-clicca-il-neo/

    http://www.centrostudigised.it/clicca_il_neo.html

  • Italiani e malattie: quasi l’80% teme il cancro, uno su due le patologie cerebrovascolari e quelle neurodegenerative

    Sono passati i tempi in cui “cancro” era una parola tabù, impronunciabile e sostituta con locuzioni come “quel brutto male” o “quella malattia”: oggi gli italiani hanno imparato a parlarne e ben quasi otto su dieci non hanno remore nel dire che è proprio il tumore la malattia che più temono. Questo è quanto è emerso da un’indagine condotta da Demoskopea per il portale Dottori.it (http://www.dottori.it), il più grande e utilizzato sito di medici italiani, che ha chiesto a un campione rappresentativo dell’universo di riferimento in Italia, pari a circa 37milioni di individui tra 18 e 65 anni, quali fossero le tre malattie di cui hanno più paura.

    Il cancro è stato messo al primo posto dal 77,2% degli intervistati e le percentuali variano molto poco se si guarda alle singole fasce di età, segno che questa malattia spaventa tutti, dai più giovani ai più anziani. Al secondo posto delle patologie più temute, con il 47,5% delle risposte, troviamo le malattie neurodegenerative, come la demenza o i morbi di Alzheimer e Parkinson. Seguono a poca distanza quelle cerebrovascolari (ictus, embolie), indicate dal 41% degli intervistati.

    Se questi sono i risultati emersi a livello nazionale dalla media di tutte le risposte, nel confronto tra le fasce d’età e le zone del Paese si sono riscontrate alcune differenze. Tra gli intervistati più giovani, tra i 18 e i 24 anni, al terzo posto delle malattie più temute aleggia lo spettro di quelle infettive, come l’Aids o l’epatite, trasmissibili sessualmente. Se si sale con l’età, tra i ragazzi della fascia 24-35 anni, al terzo posto, invece, sono state indicate le malattie autoimmuni come la sclerosi multipla e l’artrite reumatoide.

    Anche se si analizzano le risposte in base alla provenienza dell’intervistato, il cancro fa più paura di ogni altra malattia a qualsiasi latitudine. Le cose cambiano quando si parla, ad esempio, di malattie infettive: dall’indagine è emerso che queste spaventano di più al Centro e al Sud, rispetto al Nord (30,5% contro 22%). Le differenze sono presenti anche per quello che riguarda le malattie autoimmuni, più temute al Nord (42,5%) che al Sud (36,3%). Se si parla di impotenza e infertilità, i più timorosi risultano essere gli abitanti delle regioni settentrionali che hanno indicato questi disturbi nell’8% dei casi contro il 3,9% di chi vive al Sud e nelle Isole.

    «Rispetto anche solo a 20 anni fa – dichiara la dottoressa Francesca Santarelli, psicologa e psicoterapeutaoggi l’AIDS è una malattia che in qualche modo le persone pensano di avere maggiormente “sotto controllo” rispetto alle altre indagate nella ricerca, essendo stati per anni informati sulle sue caratteristiche, sulle modalità di contagio e prevenzione. Le altre patologie in oggetto, invece, spaventano per la loro componente di imprevedibilità. Esse colpiscono chiunque, non sono controllabili, non sappiamo come prevenirle con certezza e le cure non sempre sono del tutto risolutive».