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  • Mutui: con aumento BCE, possibili rincari fino a 237 euro

    Il 4 maggio la BCE dovrebbe annunciare un nuovo rialzo del costo del denaro; questa volta l’incremento potrebbe essere di soli 25 punti base il che, per chi ha un mutuo medio a tasso variabile* – secondo le simulazioni di Facile.it – potrebbe comunque tradursi in un aumento della rata di ben 237 euro (+52%) rispetto all’inizio dello scorso anno.

    Le simulazioni

    Per capire come sono cresciute le rate e come potrebbero salire ancora a seguito di un nuovo rialzo dei tassi da parte della BCE, il comparatore ha preso in esame un finanziamento a tasso variabile da 126.000 euro in 25 anni sottoscritto a gennaio 2022.

    Il tasso (TAN) di partenza usato nell’analisi è pari a 0,67%, corrispondente ad una rata mensile di 456 euro. A seguito dei diversi aumenti del costo del denaro messi in atto da parte della Banca Centrale Europea per contrastare l’inflazione, il tasso del mutuo variabile tipo è salito notevolmente arrivando a superare, ad aprile 2023, il 4,10%. Con l’ulteriore rialzo BCE dello 0,25%, la rata mensile del finanziamento preso in analisi potrebbe arrivare addirittura a 693 euro, il 52% in più rispetto a quella iniziale.

    «Se è vero che l’Euribor si muove in base alle aspettative dei tassi BCE, non è detto che lo faccia in modo analogo, quindi bisognerà aspettare ancora un pochino per capire come cambieranno nel concreto le rate», spiegano gli esperti di Facile.it. «È bene ricordare, però, che l’impatto degli aumenti sarà diverso per ciascun mutuatario in base all’importo residuo del finanziamento e al numero di rate ancora da pagare: più si è vicini alla fine del piano di ammortamento, minore sarà l’effetto.».

    Le previsioni del mercato: picco a settembre

    Guardando alle aspettative di mercato (Futures sugli Euribor aggiornate al 26 aprile 2023) emerge come gli aumenti potrebbero continuare ancora; gli esperti prevedono che l’Euribor a 3 mesi non smetterà di salire raggiungendo il suo picco a settembre 2023 con un valore intorno al 3,76%; se queste previsioni fossero corrette, il tasso del mutuo medio preso in esame supererebbe la soglia psicologica del 5%, con una rata di circa 737 euro, vale a dire oltre 280 euro in più rispetto a quella di gennaio 2022.

    Da qui in poi, sempre secondo le aspettative, la tendenza dovrebbe invertirsi e i tassi iniziare a calare tanto è vero che le quotazioni di giugno 2024 stimano l’Euribor a 3 mesi intorno al 3,22%, vale a dire una rata mensile pari a 698 euro.

    Che tasso scegliere oggi?

    Per gli aspiranti mutuatari che sono alle prese oggi con la scelta del mutuo, quale tasso conviene sottoscrivere? In questo periodo le banche stanno spingendo sui tassi fissi, soprattutto quelli di lunga durata; ciò si traduce in spread bassi e tassi finali (TAN) estremamente competitivi. Se uniamo anche la prospettiva di crescita dei tassi variabili, è evidente come in questa fase la prima opzione da valutare sia quella del mutuo a tasso fisso, che non solo garantisce la stabilità della rata ma, dati alla mano, è addirittura più conveniente rispetto alla rata di partenza di un mutuo variabile.

    Secondo le simulazioni** di Facile.it, prendendo in considerazione il mutuo standard utilizzato nell’analisi precedente, i migliori tassi fissi (TAN) disponibili online oggi partono dal 2,99%, corrispondenti ad una rata di 597 euro, mentre per un mutuo variabile la migliore offerta parte da un TAN di 3,70% (rata di 644 euro).

    «Naturalmente non c’è in assoluto una scelta migliore rispetto ad un’altra», continuano gli esperti di Facile.it. «Proprio per questo il consiglio è quello di confrontare le diverse opzioni presenti sul mercato e farsi aiutare da un consulente in grado di indirizzarci verso la soluzione migliore per le nostre esigenze.».

    * Le simulazioni realizzate da Facile.it sono fatte su un mutuo da 126.000 euro in 25 anni, LTV 70%, Tan iniziale 0,67% (Euribor3m+1,25%); la stima sull’impatto dell’aumento delle rate non tiene in considerazione l’ammortamento della quota capitale, elemento che potrebbe variare in base alle caratteristiche del mutuo.

    ** Simulazione effettuata su Facile.it in data 27 aprile 2023.

  • I mutui green rappresentano ormai il 7% delle richieste

    Si consolida il mercato dei mutui green; secondo l’osservatorio congiunto Facile.it – Mutui.it, nel 2022 la richiesta di questo tipo di finanziamento per la casa è stata pari al 7% del totale e chi ha presentato domanda ha cercato di ottenere, in media, circa 150.000 euro, vale a dire circa l’11% in più rispetto ai mutui tradizionali.

    «I mutui green iniziano a rappresentare una quota significativa del mercato e sono destinati a crescere ulteriormente in futuro, soprattutto se pensiamo a norme come la direttiva Ue sull’efficientamento energetico delle abitazioni», spiega Ivano Cresto, Managing Director prodotti di finanziamento di Facile.it «Le ragioni del successo sono diverse; l’aumento, da un lato, della platea di abitazioni che possono accedere a questo tipo di finanziamento, dall’altro del numero di istituti di credito che offrono mutui green riconoscendo uno sconto sul tasso.».

    Analizzando le richieste* di mutui green emerge anche che, nel 2022, il valore medio degli immobili oggetto di questo tipo di finanziamento è stato pari a 216.090 euro, vale a dire circa il 15% in più rispetto a quello degli immobili legati ad un mutuo tradizionale. Una differenza così elevata è dettata dal fatto che le abitazioni che possono godere di finanziamenti verdi sono normalmente edifici in classe energetica A o B e pertanto il loro valore è più alto rispetto a quelli in classe energetica inferiore.

    Guardando al profilo dei richiedenti emerge che quattro domande di mutuo green su 10 sono state presentate da under 36, mentre se si punta l’attenzione sulla penetrazione regionale emerge che il Trentino-Alto Adige (18,64%), il Friuli-Venezia Giulia (8,68%), l’Umbria (7,81%) la Sicilia (7,63%), la Lombardia (7,62%) e il Veneto (7,61%) sono le aree dove, in termini percentuali, questo tipo di finanziamento è più richiesto.

    Come funzionano i mutui green

    I mutui green sono prodotti destinati a finanziare l’acquisto o la costruzione di abitazioni che abbiano elevate prestazioni energetiche (classe A o B) o a sostenere interventi di riqualificazione che consentano un miglioramento di almeno il 30% delle prestazioni energetiche dell’edificio.

    In Italia i principali istituti di credito propongono mutui green con caratteristiche e benefici che variano a seconda della banca: nella maggior parte dei casi chi sceglie un mutuo verde ha diritto ad uno sconto sul tasso di interesse, normalmente pari allo 0,10%, ma non mancano istituti che offrono prodotti assicurativi gratuiti o i servizi di consulenza ambientale per migliorare l’efficienza energetica dell’abitazione.

    Se normalmente i mutui green sono destinati a immobili ad alta efficienza energetica, è bene sapere che in Italia esistono mutui verdi che possono essere richiesti anche per l’acquisto di abitazioni non efficienti dal punto di vista energetico, ma che si intende riqualificare.

    In questo caso lo sconto sul tasso di interesse non viene concesso all’atto di acquisto della casa, ma solo se e quando l’immobile, a seguito di un intervento di riqualificazione, riuscirà a migliorare la propria prestazione energetica di almeno il 30%.

    La procedura di richiesta di un mutuo green non varia da quella di un mutuo tradizionale, ma è bene tenere in conto che la banca in caso di finanziamento verde per acquisto, chiederà necessariamente di allegare alla richiesta l’attestato di prestazione energetica (APE) che certifichi la classe A o B dell’immobile.

    In caso di mutuo green per ristrutturazione, invece, il richiedente dovrà dimostrare che l’intervento sull’abitazione consenta di ottenere un miglioramento delle prestazioni energetiche di almeno il 30%. In questo caso alcuni istituti, prima di riconoscere le agevolazioni previste dal mutuo green, potrebbero attendere la fine dei lavori.

     

    * Analisi realizzata su un campione di oltre 300.000 richieste di mutuo raccolte da Facile.it nel 2022

     

  • Mutui: in Basilicata richiesta media in calo dell’1,8%

    Nel secondo semestre del 2022 l’importo medio richiesto in Basilicata per un mutuo prima casa è sceso a 119.455 euro, valore in calo dell’1,8% rispetto allo stesso periodo del 2021. Il dato arriva dall’analisi congiunta realizzata da Facile.it e Mutui.it che ha evidenziato come, per far fronte all’aumento dei tassi di interesse, pur di non rinunciare alla casa gli aspiranti mutuatari lucani si siano orientati su importi più contenuti.

    «La diminuzione graduale degli importi è strettamente legato all’aumento dei tassi di interesse», spiegano gli esperti di Facile.it. «In alcuni casi è l’aspirante mutuatario che prova ad alleggerire la rata mensile, in altri è la banca stessa che, per preservare il rapporto rata/reddito, è costretta a ridimensionare la richiesta».

    Il calo dell’importo ha determinato una riduzione dell’LTV, ovvero il rapporto tra valore del mutuo e quello dell’immobile, che in dodici mesi passa dal 79% del secondo semestre 2021 al 77%.

    L’andamento provinciale

    Analizzando le richieste di mutuo prima casa raccolte nel secondo semestre 2022 su base locale, emergono differenze significative.

    Matera è la provincia della Basilicata dove è stato rilevato l’importo medio più alto (124.254 euro), seguita da Potenza (115.949 euro).

    Dati interessanti emergono anche se si guarda al tipo di tasso cui vengono indicizzati i finanziamenti per l’acquisto della prima casa. Se a livello regionale il 58% delle domande totali presentate erano per un tasso variabile/variabile con cap, la tendenza a prediligere questa tipologia di tasso ha riguardato anche le singole province dove i valori sono in linea con quelli della regione.

    Rallentano le compravendite immobiliari

    L’aumento dei tassi dei mutui ha generalmente un impatto anche sulle compravendite e i dati ufficiali di settore***, elaborati da Facile.it, sembrano confermare questo collegamento. Se nella prima parte della scorso anno le compravendite di immobili residenziali in Basilicata sono aumentate in modo rilevante (+22% nel primo semestre 2022 rispetto a quello del 2021), a partire dalla seconda metà dell’anno, con l’inizio dell’incremento dei tassi dei mutui, gli scambi sono rallentati significativamente tanto è vero che, nel secondo semestre 2022, sono cresciuti di appena il 5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

    I tassi oggi

    Ma quali sono le condizioni di mercato per chi oggi vuole sottoscrivere un mutuo prima casa? Di sicuro meno favorevoli rispetto al passato tanto che, secondo le simulazioni di Facile.it per un finanziamento medio**, i tassi fissi (Taeg) disponibili oggi online partono da circa 3,71% (era 1,64% dodici mesi fa), con una rata mensile superiore di oltre 120 euro rispetto allo scorso anno (ovvero 36mila euro in più di interessi se si considera l’intera durata del finanziamento).

    Se si guarda, invece, al variabile, i tassi (Taeg) disponibili online partono da 3,52% (era 0,77% a marzo 2022), con una rata iniziale da 615 euro, circa 156 euro in più rispetto a solamente dodici mesi fa.

    «Nella situazione attuale, caratterizzata da un aumento costante dei tassi, scegliere il mutuo “giusto” può essere un’operazione più complessa rispetto al passato», continuano da Facile.it «Non esiste, in assoluto, una soluzione migliore o peggiore in quanto ci sono diversi fattori che incidono sulla decisione finale, come la capacità reddituale, l’età, la propensione al rischio e le caratteristiche stesse dell’immobile oggetto di mutuo; proprio per questo, affidarsi a consulenti esperti che sappiano identificare la soluzione più adatta alle esigenze dell’aspirante mutuatario.».

    * L’analisi è stata realizzata su un campione di quasi 3.000 richieste di mutuo raccolte in Basilicata tramite Facile.it e Mutui.it tra luglio 2021 e febbraio 2023.

    ** Le simulazioni sono state realizzate tenendo in considerazione i tassi disponibili su Facile.it in data 13 marzo 2023 e 21 marzo 2022 considerando un mutuo da 126.000 euro in 25 anni, LTV 70%.

    *** Fonte: elaborazione Facile.it su dati provvisori Osservatorio Immobiliare Agenzia delle Entrate.

  • Mutui: in Liguria richiesta media in calo del 7,8%

    Nel secondo semestre del 2022 l’importo medio richiesto in Liguria per un mutuo prima casa è sceso a 127.531 euro, valore in calo del 7,8% rispetto allo stesso periodo del 2021; la diminuzione è la più alta rilevata nella Penisola. Il dato arriva dall’analisi congiunta realizzata da Facile.it e Mutui.it che ha evidenziato come, per far fronte all’aumento dei tassi di interesse, pur di non rinunciare alla casa gli aspiranti mutuatari liguri si siano orientati su importi più contenuti. Una tendenza confermata anche dai dati preliminari relativi al 2023, che vedono la domanda media scendere ulteriormente a 123.568 euro.

    «La diminuzione graduale degli importi è strettamente legato all’aumento dei tassi di interesse», spiegano gli esperti di Facile.it. «In alcuni casi è l’aspirante mutuatario che prova ad alleggerire la rata mensile, in altri è la banca stessa che, per preservare il rapporto rata/reddito, è costretta a ridimensionare la richiesta».

    Il calo dell’importo ha determinato una riduzione dell’LTV, ovvero il rapporto tra valore del mutuo e quello dell’immobile, che in dodici mesi passa dall’83% del secondo semestre 2021 all’80%.

    Sono tanti i mutuatari che, avendo firmato negli scorsi anni un finanziamento a tasso variabile, per far fronte agli aumenti cercano nuove soluzioni e questo ha determinato una nuova impennata delle surroghe le quali, secondo l’analisi Facile.it, nei primi due mesi del 2023 hanno rappresentato il 14% del totale domande di finanziamento raccolte in Liguria, valore più che raddoppiato (+107%) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

    Dati interessanti emergono anche se si guarda al tipo di tasso cui vengono indicizzati i finanziamenti liguri per l’acquisto della prima casa: a livello regionale il 60% delle domande totali presentate erano per un tasso variabile/variabile con cap (vs 39% tasso fisso).

    Rallentano le compravendite immobiliari

    L’aumento dei tassi dei mutui ha generalmente un impatto anche sulle compravendite e i dati ufficiali di settore***, elaborati da Facile.it, sembrano confermare questo collegamento. Se nella prima parte della scorso anno le compravendite di immobili residenziali in Liguria sono aumentate in modo rilevante (+13% nel primo semestre 2022 rispetto a quello del 2021), a partire dalla seconda metà dell’anno, con l’inizio dell’incremento dei tassi dei mutui, gli scambi sono rallentati significativamente tanto è vero che, nel secondo semestre 2022, sono diminuiti del 2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. A livello provinciale, da luglio a dicembre, il calo maggiore è stato rilevato a Savona (-6%).

    I tassi oggi

    Ma quali sono le condizioni di mercato per chi oggi vuole sottoscrivere un mutuo prima casa? Di sicuro meno favorevoli rispetto al passato tanto che, secondo le simulazioni di Facile.it per un finanziamento medio**, i tassi fissi (Taeg) disponibili oggi online partono da circa 3,71% (era 1,64% dodici mesi fa), con una rata mensile superiore di oltre 120 euro rispetto allo scorso anno (ovvero 36mila euro in più di interessi se si considera l’intera durata del finanziamento).

    Se si guarda, invece, al variabile, i tassi (Taeg) disponibili online partono da 3,52% (era 0,77% a marzo 2022), con una rata iniziale da 615 euro, circa 156 euro in più rispetto a solamente dodici mesi fa.

    «Nella situazione attuale, caratterizzata da un aumento costante dei tassi, scegliere il mutuo “giusto” può essere un’operazione più complessa rispetto al passato», continuano da Facile.it «Non esiste, in assoluto, una soluzione migliore o peggiore in quanto ci sono diversi fattori che incidono sulla decisione finale, come la capacità reddituale, l’età, la propensione al rischio e le caratteristiche stesse dell’immobile oggetto di mutuo; proprio per questo, affidarsi a consulenti esperti che sappiano identificare la soluzione più adatta alle esigenze dell’aspirante mutuatario.».

     

     

    * L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 13.000 richieste di mutuo raccolte in Liguria tramite Facile.it e Mutui.it tra luglio 2021 e febbraio 2023.

    ** Le simulazioni sono state realizzate tenendo in considerazione i tassi disponibili su Facile.it in data 13 marzo 2023 e 21 marzo 2022 considerando un mutuo da 126.000 euro in 25 anni, LTV 70%.

    *** Fonte: elaborazione Facile.it su dati provvisori Osservatorio Immobiliare Agenzia delle Entrate.

  • Mutui: in Piemonte richiesta media in calo del 2,4%

    Nel secondo semestre del 2022 l’importo medio richiesto in Piemonte per un mutuo prima casa è sceso a 127.482 euro, valore in calo del 2,4% rispetto allo stesso periodo del 2021. Il dato arriva dall’analisi congiunta realizzata da Facile.it e Mutui.it che ha evidenziato come, per far fronte all’aumento dei tassi di interesse, pur di non rinunciare alla casa gli aspiranti mutuatari piemontesi si siano orientati su importi più contenuti. Una tendenza confermata anche dai dati preliminari relativi al 2023, che vedono la domanda media scendere ulteriormente a 122.417 euro.

    «La diminuzione graduale degli importi è strettamente legato all’aumento dei tassi di interesse», spiegano gli esperti di Facile.it. «In alcuni casi è l’aspirante mutuatario che prova ad alleggerire la rata mensile, in altri è la banca stessa che, per preservare il rapporto rata/reddito, è costretta a ridimensionare la richiesta».

    Il calo dell’importo ha determinato una riduzione dell’LTV, ovvero il rapporto tra valore del mutuo e quello dell’immobile, che in dodici mesi passa dall’84% del secondo semestre 2021 all’80%.

    Sono tanti i mutuatari che, avendo firmato negli scorsi anni un finanziamento a tasso variabile, per far fronte agli aumenti cercano nuove soluzioni e questo ha determinato una nuova impennata delle surroghe le quali, secondo l’analisi Facile.it, nei primi due mesi del 2023 hanno rappresentato il 18% del totale domande di finanziamento raccolte in Piemonte, valore più che raddoppiato (+114%) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

    L’andamento provinciale

    Analizzando le richieste di mutuo prima casa raccolte nel secondo semestre 2022 su base locale, emergono differenze significative.

    Torino è la provincia piemontese dove è stato rilevato l’importo medio più alto (131.668 euro), seguita da Cuneo (129.369 euro). Valori inferiori alla media regionale per Novara (125.248 euro), Asti (112.044 euro) e Vercelli (108.370 euro). Chiudono la classifica Biella (105.078 euro) ed Alessandria (102.014 euro).

    Dati interessanti emergono anche se si guarda al tipo di tasso cui vengono indicizzati i finanziamenti piemontesi per l’acquisto della prima casa. Se a livello regionale il 60% delle domande totali presentate erano per un tasso variabile/variabile con cap (vs 38% tasso fisso), a livello provinciale emergono alcune differenze; il fisso ha raggiunto la percentuale più alta nella provincia di Biella, dove il 41% richiedenti ha optato per questa tipologia di tasso, mentre il tasso variabile/variabile con cap è stato più richiesto a Cuneo, dove è arrivato al 67% delle domande di finanziamento complessive.

    Rallentano le compravendite immobiliari

    L’aumento dei tassi dei mutui ha generalmente un impatto anche sulle compravendite e i dati ufficiali di settore***, elaborati da Facile.it, sembrano confermare questo collegamento. Se nella prima parte della scorso anno le compravendite di immobili residenziali in Piemonte sono aumentate (+7% nel primo semestre 2022 rispetto a quello del 2021), a partire dalla seconda metà dell’anno, con l’inizio dell’incremento dei tassi dei mutui, gli scambi sono rallentati significativamente tanto è vero che, nel secondo semestre 2022, sono rimasti stabili rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. A livello provinciale, da luglio a dicembre, in alcune aree della regione sono stati rilevati addirittura cali rispetto al secondo semestre 2021: Cuneo (-6%) ed Asti (-4%).

    I tassi oggi

    Ma quali sono le condizioni di mercato per chi oggi vuole sottoscrivere un mutuo prima casa? Di sicuro meno favorevoli rispetto al passato tanto che, secondo le simulazioni di Facile.it per un finanziamento medio**, i tassi fissi (Taeg) disponibili oggi online partono da circa 3,71% (era 1,64% dodici mesi fa), con una rata mensile superiore di oltre 120 euro rispetto allo scorso anno (ovvero 36mila euro in più di interessi se si considera l’intera durata del finanziamento).

    Se si guarda, invece, al variabile, i tassi (Taeg) disponibili online partono da 3,52% (era 0,77% a marzo 2022), con una rata iniziale da 615 euro, circa 156 euro in più rispetto a solamente dodici mesi fa.

    «Nella situazione attuale, caratterizzata da un aumento costante dei tassi, scegliere il mutuo “giusto” può essere un’operazione più complessa rispetto al passato», continuano da Facile.it «Non esiste, in assoluto, una soluzione migliore o peggiore in quanto ci sono diversi fattori che incidono sulla decisione finale, come la capacità reddituale, l’età, la propensione al rischio e le caratteristiche stesse dell’immobile oggetto di mutuo; proprio per questo, affidarsi a consulenti esperti che sappiano identificare la soluzione più adatta alle esigenze dell’aspirante mutuatario.».

     

    * L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 38.000 richieste di mutuo raccolte in Piemonte tramite Facile.it e Mutui.it tra luglio 2021 e febbraio 2023.

    ** Le simulazioni sono state realizzate tenendo in considerazione i tassi disponibili su Facile.it in data 13 marzo 2023 e 21 marzo 2022 considerando un mutuo da 126.000 euro in 25 anni, LTV 70%.

    *** Fonte:  elaborazione Facile.it su dati provvisori Osservatorio Immobiliare Agenzia delle Entrate

     

  • Mutui: nel Lazio richiesta media in calo del 3,7%

    Nel secondo semestre del 2022 l’importo medio richiesto nel Lazio per un mutuo prima casa è sceso a 158.162 euro, valore in calo del 3,7% rispetto allo stesso periodo del 2021. Il dato arriva dall’analisi congiunta realizzata da Facile.it e Mutui.it che ha evidenziato come, per far fronte all’aumento dei tassi di interesse, pur di non rinunciare alla casa gli aspiranti mutuatari laziali si siano orientati su importi più contenuti. Una tendenza confermata anche dai dati preliminari relativi al 2023, che vedono la domanda media scendere ulteriormente a 147.806 euro.

    «La diminuzione graduale degli importi è strettamente legato all’aumento dei tassi di interesse», spiegano gli esperti di Facile.it. «In alcuni casi è l’aspirante mutuatario che prova ad alleggerire la rata mensile, in altri è la banca stessa che, per preservare il rapporto rata/reddito, è costretta a ridimensionare la richiesta».

    Il calo dell’importo ha determinato una riduzione dell’LTV, ovvero il rapporto tra valore del mutuo e quello dell’immobile, che in dodici mesi passa dall’81% del secondo semestre 2021 al 77%.

    Sono tanti i mutuatari che, avendo firmato negli scorsi anni un finanziamento a tasso variabile, per far fronte agli aumenti cercano nuove soluzioni e questo ha determinato una nuova impennata delle surroghe le quali, secondo l’analisi Facile.it, nei primi due mesi del 2023 hanno rappresentato il 19% del totale domande di finanziamento raccolte nel Lazio, in crescita del 90% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

    L’andamento provinciale

    Analizzando le richieste di mutuo prima casa raccolte nel secondo semestre 2022 su base locale, emergono differenze significative.

    Roma è la provincia laziale dove è stato rilevato l’importo medio più alto (163.646 euro). Valori inferiori alla media regionale per Latina (138.475 euro), Viterbo (122.382 euro) e Frosinone (117.630 euro). Chiude la classifica Rieti (109.021 euro).

    Dati interessanti emergono anche se si guarda al tipo di tasso cui vengono indicizzati i finanziamenti laziali per l’acquisto della prima casa. Se a livello regionale il 60% delle domande totali presentate erano per un tasso variabile/variabile con cap, la tendenza a prediligere questa tipologia di tasso ha riguardato anche le singole province; la percentuale di finanziamenti variabili/variabili con cap sul totale delle richieste arriva addirittura al 64% in provincia di Frosinone.

    Rallentano le compravendite immobiliari

    L’aumento dei tassi dei mutui ha generalmente un impatto anche sulle compravendite e i dati ufficiali di settore***, elaborati da Facile.it, sembrano confermare questo collegamento. Se nella prima parte della scorso anno le compravendite di immobili residenziali nel Lazio sono aumentate (+9% nel primo semestre 2022 rispetto a quello del 2021), a partire dalla seconda metà dell’anno, con l’inizio dell’incremento dei tassi dei mutui, gli scambi sono rallentati significativamente tanto è vero che, nel secondo semestre 2022, sono diminuiti di ben il 4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

    I tassi oggi

    Ma quali sono le condizioni di mercato per chi oggi vuole sottoscrivere un mutuo prima casa? Di sicuro meno favorevoli rispetto al passato tanto che, secondo le simulazioni di Facile.it per un finanziamento medio**, i tassi fissi (Taeg) disponibili oggi online partono da circa 3,71% (era 1,64% dodici mesi fa), con una rata mensile superiore di oltre 120 euro rispetto allo scorso anno (ovvero 36mila euro in più di interessi se si considera l’intera durata del finanziamento).

    Se si guarda, invece, al variabile, i tassi (Taeg) disponibili online partono da 3,52% (era 0,77% a marzo 2022), con una rata iniziale da 615 euro, circa 156 euro in più rispetto a solamente dodici mesi fa.

    «Nella situazione attuale, caratterizzata da un aumento costante dei tassi, scegliere il mutuo “giusto” può essere un’operazione più complessa rispetto al passato», continuano da Facile.it «Non esiste, in assoluto, una soluzione migliore o peggiore in quanto ci sono diversi fattori che incidono sulla decisione finale, come la capacità reddituale, l’età, la propensione al rischio e le caratteristiche stesse dell’immobile oggetto di mutuo; proprio per questo, affidarsi a consulenti esperti che sappiano identificare la soluzione più adatta alle esigenze dell’aspirante mutuatario.».

     

    * L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 75.000 richieste di mutuo raccolte nel Lazio tramite Facile.it e Mutui.it tra luglio 2021 e febbraio 2023.

    ** Le simulazioni sono state realizzate tenendo in considerazione i tassi disponibili su Facile.it in data 13 marzo 2023 e 21 marzo 2022 considerando un mutuo da 126.000 euro in 25 anni, LTV 70%.

    *** Fonte:  elaborazione Facile.it su dati provvisori Osservatorio Immobiliare Agenzia delle Entrate.

  • Toscana: in calo del 4,6% l’importo medio richiesta per un mutuo

    Nel secondo semestre del 2022 l’importo medio richiesto in Toscana per un mutuo prima casa è sceso a 146.255 euro, valore in calo del 4,6% rispetto allo stesso periodo del 2021. Il dato arriva dall’analisi congiunta realizzata da Facile.it e Mutui.it che ha evidenziato come, per far fronte all’aumento dei tassi di interesse, pur di non rinunciare alla casa gli aspiranti mutuatari toscani si siano orientati su importi più contenuti. Una tendenza confermata anche dai dati preliminari relativi al 2023, che vedono la domanda media scendere ulteriormente a 143.701 euro.

    «La diminuzione graduale degli importi è strettamente legato all’aumento dei tassi di interesse», spiegano gli esperti di Facile.it. «In alcuni casi è l’aspirante mutuatario che prova ad alleggerire la rata mensile, in altri è la banca stessa che, per preservare il rapporto rata/reddito, è costretta a ridimensionare la richiesta».

    Il calo dell’importo ha determinato una riduzione dell’LTV, ovvero il rapporto tra valore del mutuo e quello dell’immobile, che in dodici mesi passa dall’82% del secondo semestre 2021 al 78%.

    Sono tanti i mutuatari che, avendo firmato negli scorsi anni un finanziamento a tasso variabile, per far fronte agli aumenti cercano nuove soluzioni e questo ha determinato una nuova impennata delle surroghe le quali, secondo l’analisi Facile.it, nei primi due mesi del 2023 hanno rappresentato il 20% del totale domande di finanziamento raccolte in Toscana, valore più che raddoppiato (+156%) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

    L’andamento provinciale

    Analizzando le richieste di mutuo prima casa raccolte nel secondo semestre 2022 su base locale, emergono differenze significative.

    Firenze è la provincia della Toscana dove è stato rilevato l’importo medio più alto (161.878 euro), seguita da Siena (148.279 euro). Valori inferiori alla media regionale per Lucca (145.371 euro), Prato (143.194 euro) e Livorno (139.326 euro). Continuando a scorrere la graduatoria toscana si posizionano Pisa (137.448 euro), Grosseto (137.160 euro) e Massa-Carrara (135.548 euro). Chiudono la classifica Pistoia (132.129 euro) ed Arezzo (127.358 euro).

    Dati interessanti emergono anche se si guarda al tipo di tasso cui vengono indicizzati i finanziamenti toscani per l’acquisto della prima casa. Se a livello regionale il 63% delle domande totali presentate erano per un tasso variabile/variabile con cap, la tendenza a prediligere questa tipologia di tasso ha riguardato anche le singole province; la percentuale di finanziamenti variabili/variabili con cap sul totale delle richieste arriva addirittura al 67% in provincia di Livorno.

    Rallentano le compravendite immobiliari

    L’aumento dei tassi dei mutui ha generalmente un impatto anche sulle compravendite e i dati ufficiali di settore***, elaborati da Facile.it, sembrano confermare questo collegamento. Se nella prima parte della scorso anno le compravendite di immobili residenziali in Toscana sono aumentate in modo rilevante (+13% nel primo semestre 2022 rispetto a quello del 2021), a partire dalla seconda metà dell’anno, con l’inizio dell’incremento dei tassi dei mutui, gli scambi sono rallentati significativamente tanto è vero che, nel secondo semestre 2022, sono cresciuti di appena lo 0,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. A livello provinciale, da luglio a dicembre, in alcune aree della regione sono stati rilevati addirittura cali rispetto al secondo semestre 2021: Grosseto (-2%), Prato (-7%) e Massa-Carrara (-10%).

    I tassi oggi

    Ma quali sono le condizioni di mercato per chi oggi vuole sottoscrivere un mutuo prima casa? Di sicuro meno favorevoli rispetto al passato tanto che, secondo le simulazioni di Facile.it per un finanziamento medio**, i tassi fissi (Taeg) disponibili oggi online partono da circa 3,71% (era 1,64% dodici mesi fa), con una rata mensile superiore di oltre 120 euro rispetto allo scorso anno (ovvero 36mila euro in più di interessi se si considera l’intera durata del finanziamento).

    Se si guarda, invece, al variabile, i tassi (Taeg) disponibili online partono da 3,52% (era 0,77% a marzo 2022), con una rata iniziale da 615 euro, circa 156 euro in più rispetto a solamente dodici mesi fa.

    «Nella situazione attuale, caratterizzata da un aumento costante dei tassi, scegliere il mutuo “giusto” può essere un’operazione più complessa rispetto al passato», continuano da Facile.it «Non esiste, in assoluto, una soluzione migliore o peggiore in quanto ci sono diversi fattori che incidono sulla decisione finale, come la capacità reddituale, l’età, la propensione al rischio e le caratteristiche stesse dell’immobile oggetto di mutuo; proprio per questo, affidarsi a consulenti esperti che sappiano identificare la soluzione più adatta alle esigenze dell’aspirante mutuatario.».

    * L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 39.000 richieste di mutuo raccolte in Toscana tramite Facile.it e Mutui.it tra luglio 2021 e febbraio 2023.

    ** Le simulazioni sono state realizzate tenendo in considerazione i tassi disponibili su Facile.it in data 13 marzo 2023 e 21 marzo 2022 considerando un mutuo da 126.000 euro in 25 anni, LTV 70%.

    *** Fonte:  elaborazione Facile.it su dati provvisori Osservatorio Immobiliare Agenzia delle Entrate.

  • Mutui: in Veneto richiesta media in calo del 4,1%

    Nel secondo semestre del 2022 l’importo medio richiesto in Veneto per un mutuo prima casa è sceso a 137.189 euro, valore in calo del 4,1% rispetto allo stesso periodo del 2021. Il dato arriva dall’analisi congiunta realizzata da Facile.it e Mutui.it che ha evidenziato come, per far fronte all’aumento dei tassi di interesse, pur di non rinunciare alla casa gli aspiranti mutuatari veneti si siano orientati su importi più contenuti. Una tendenza confermata anche dai dati preliminari relativi al 2023, che vedono la domanda media scendere ulteriormente a 135.168 euro.

    «La diminuzione graduale degli importi è strettamente legato all’aumento dei tassi di interesse», spiegano gli esperti di Facile.it. «In alcuni casi è l’aspirante mutuatario che prova ad alleggerire la rata mensile, in altri è la banca stessa che, per preservare il rapporto rata/reddito, è costretta a ridimensionare la richiesta».

    Il calo dell’importo ha determinato una riduzione dell’LTV, ovvero il rapporto tra valore del mutuo e quello dell’immobile, che in dodici mesi passa dall’84% del secondo semestre 2021 all’80%.

    Sono tanti i mutuatari che, avendo firmato negli scorsi anni un finanziamento a tasso variabile, per far fronte agli aumenti cercano nuove soluzioni e questo ha determinato una nuova impennata delle surroghe le quali, secondo l’analisi Facile.it, nei primi due mesi del 2023 hanno rappresentato il 19% del totale domande di finanziamento raccolte in Veneto, valore più che raddoppiato (+120%) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

    L’andamento provinciale

    Analizzando le richieste di mutuo prima casa raccolte nel secondo semestre 2022 su base locale, emergono differenze significative.

    Verona è la provincia veneta dove è stato rilevato l’importo medio più alto (148.680 euro), seguita da Padova (138.287 euro). Valori inferiori alla media regionale per Venezia (135.636 euro), Treviso (134.362 euro) e Vicenza (129.286 euro). Chiude la classifica Belluno (123.159 euro).

    Dati interessanti emergono anche se si guarda al tipo di tasso cui vengono indicizzati i finanziamenti veneti per l’acquisto della prima casa. Se a livello regionale il 63% delle domande totali presentate erano per un tasso variabile/variabile con cap, la tendenza a prediligere questa tipologia di tasso ha riguardato anche le singole province dove i valori sono in linea con quelli della regione.

    Rallentano le compravendite immobiliari

    L’aumento dei tassi dei mutui ha generalmente un impatto anche sulle compravendite e i dati ufficiali di settore***, elaborati da Facile.it, sembrano confermare questo collegamento. Se nella prima parte della scorso anno le compravendite di immobili residenziali in Veneto sono aumentate (+6% nel primo semestre 2022 rispetto a quello del 2021), a partire dalla seconda metà dell’anno, con l’inizio dell’incremento dei tassi dei mutui, gli scambi sono rallentati significativamente tanto è vero che, nel secondo semestre 2022, sono diminuiti di ben il 3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. A livello provinciale, da luglio a dicembre, i cali più rilevanti sono stati registrati a Padova (-5%) e Treviso (-4%).

    I tassi oggi

    Ma quali sono le condizioni di mercato per chi oggi vuole sottoscrivere un mutuo prima casa? Di sicuro meno favorevoli rispetto al passato tanto che, secondo le simulazioni di Facile.it per un finanziamento medio**, i tassi fissi (Taeg) disponibili oggi online partono da circa 3,71% (era 1,64% dodici mesi fa), con una rata mensile superiore di oltre 120 euro rispetto allo scorso anno (ovvero 36mila euro in più di interessi se si considera l’intera durata del finanziamento).

    Se si guarda, invece, al variabile, i tassi (Taeg) disponibili online partono da 3,52% (era 0,77% a marzo 2022), con una rata iniziale da 615 euro, circa 156 euro in più rispetto a solamente dodici mesi fa.

    «Nella situazione attuale, caratterizzata da un aumento costante dei tassi, scegliere il mutuo “giusto” può essere un’operazione più complessa rispetto al passato», continuano da Facile.it «Non esiste, in assoluto, una soluzione migliore o peggiore in quanto ci sono diversi fattori che incidono sulla decisione finale, come la capacità reddituale, l’età, la propensione al rischio e le caratteristiche stesse dell’immobile oggetto di mutuo; proprio per questo, affidarsi a consulenti esperti che sappiano identificare la soluzione più adatta alle esigenze dell’aspirante mutuatario.».

     

    * L’analisi è stata realizzata su un campione di quasi 42.000 richieste di mutuo raccolte in Veneto tramite Facile.it e Mutui.it tra luglio 2021 e febbraio 2023.

    ** Le simulazioni sono state realizzate tenendo in considerazione i tassi disponibili su Facile.it in data 13 marzo 2023 e 21 marzo 2022 considerando un mutuo da 126.000 euro in 25 anni, LTV 70%.

    *** Fonte:  elaborazione Facile.it su dati provvisori Osservatorio Immobiliare Agenzia delle Entrate.

  • Mutui: in FVG richiesta media in calo del 4,2%

    Nel secondo semestre del 2022 l’importo medio richiesto in Friuli-Venezia Giulia per un mutuo prima casa è sceso a 130.718 euro, valore in calo del 4,2% rispetto allo stesso periodo del 2021. Il dato arriva dall’analisi congiunta realizzata da Facile.it e Mutui.it che ha evidenziato come, per far fronte all’aumento dei tassi di interesse, pur di non rinunciare alla casa gli aspiranti mutuatari della regione si siano orientati su importi più contenuti. Una tendenza confermata anche dai dati preliminari relativi al 2023, che vedono la domanda media scendere ulteriormente a 129.164 euro.

    «La diminuzione graduale degli importi è strettamente legato all’aumento dei tassi di interesse», spiegano gli esperti di Facile.it. «In alcuni casi è l’aspirante mutuatario che prova ad alleggerire la rata mensile, in altri è la banca stessa che, per preservare il rapporto rata/reddito, è costretta a ridimensionare la richiesta».

    Il calo dell’importo ha determinato una riduzione dell’LTV, ovvero il rapporto tra valore del mutuo e quello dell’immobile, che in dodici mesi passa dall’83% del secondo semestre 2021 all’81%.

    Sono tanti i mutuatari che, avendo firmato negli scorsi anni un finanziamento a tasso variabile, per far fronte agli aumenti cercano nuove soluzioni e questo ha determinato una nuova impennata delle surroghe le quali, secondo l’analisi Facile.it, nei primi due mesi del 2023 hanno rappresentato il 14% del totale domande di finanziamento raccolte in Friuli-Venezia Giulia, valore raddoppiato (+100%) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

    L’andamento provinciale

    Analizzando le richieste di mutuo prima casa raccolte nel secondo semestre 2022 su base locale, emergono differenze significative.

    Pordenone è la provincia del Friuli-Venezia Giulia dove è stato rilevato l’importo medio più alto (135.826 euro), seguita da Trieste (131.760 euro) e Udine (129.535 euro). Chiude la classifica Gorizia (118.567 euro).

    Dati interessanti emergono anche se si guarda al tipo di tasso cui vengono indicizzati i finanziamenti per l’acquisto della prima casa. Se a livello regionale il 65% delle domande totali presentate erano per un tasso variabile/variabile con cap, la tendenza a prediligere questa tipologia di tasso ha riguardato anche le singole province; la percentuale di finanziamenti variabili/variabili con cap sul totale delle richieste è arrivata addirittura al 70% in provincia di Pordenone.

    I tassi oggi

    Ma quali sono le condizioni di mercato per chi oggi vuole sottoscrivere un mutuo prima casa? Di sicuro meno favorevoli rispetto al passato tanto che, secondo le simulazioni di Facile.it per un finanziamento medio**, i tassi fissi (Taeg) disponibili oggi online partono da circa 3,71% (era 1,64% dodici mesi fa), con una rata mensile superiore di oltre 120 euro rispetto allo scorso anno (ovvero 36mila euro in più di interessi se si considera l’intera durata del finanziamento).

    Se si guarda, invece, al variabile, i tassi (Taeg) disponibili online partono da 3,52% (era 0,77% a marzo 2022), con una rata iniziale da 615 euro, circa 156 euro in più rispetto a solamente dodici mesi fa.

    «Nella situazione attuale, caratterizzata da un aumento costante dei tassi, scegliere il mutuo “giusto” può essere un’operazione più complessa rispetto al passato», continuano da Facile.it «Non esiste, in assoluto, una soluzione migliore o peggiore in quanto ci sono diversi fattori che incidono sulla decisione finale, come la capacità reddituale, l’età, la propensione al rischio e le caratteristiche stesse dell’immobile oggetto di mutuo; proprio per questo, affidarsi a consulenti esperti che sappiano identificare la soluzione più adatta alle esigenze dell’aspirante mutuatario.».

    * L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 9.000 richieste di mutuo raccolte in Friuli-Venezia Giulia tramite Facile.it e Mutui.it tra luglio 2021 e febbraio 2023.

    ** Le simulazioni sono state realizzate tenendo in considerazione i tassi disponibili su Facile.it in data 13 marzo 2023 e 21 marzo 2022 considerando un mutuo da 126.000 euro in 25 anni, LTV 70%.

  • Mutui: il 18% dei mutuatari lombardi non rispetta più il rapporto rata/reddito per l’aumento dei tassi

    Secondo l’analisi di Facile.it, con i tassi attuali, il 18,1% dei mutuatari lombardi che lo scorso anno hanno chiesto un finanziamento per comprare casa oggi non avrebbe i requisiti per presentare domanda, vale a dire non rispetterebbe il rapporto rata/reddito (usato dalle banche come criterio di selezione per l’erogazione del finanziamento. Non solo; l’analisi del comparatore ha messo in luce come, a parità di rata, il potere di acquisto di un nuovo mutuatario sia calato del 22% in un anno e oggi, per comprare casa con mutuo, serva un reddito più alto del 27% rispetto a dodici mesi fa.

    Rapporto rata/reddito

    Nella valutazione dell’aspirante mutuatario le banche si assicurano che l’importo della rata richiesta non superi, indicativamente, un terzo dello stipendio disponibile; oggi quindi, a causa dei tassi in aumento, gli aspiranti mutuatari devono fare i conti con rate più alte che, di fatto, complicano l’accesso al credito.

    Il valore regionale di chi non rispetta più il rapporto rata reddito è sostanzialmente in linea con quello rilevato a livello nazionale, ma il dato cambia se si guarda alle singole province; la percentuale supera il 21% a Milano (21,4%) e Lecco (21,1%), mentre scende notevolmente a Sondrio (9,5%) e Varese (11,2%).

    Guardando ai migliori tassi disponibili online, a febbraio 2022 la rata mensile di un mutuo standard a tasso fisso (126.000 euro al 70% da restituire in 25 anni) era pari a 482 euro; questo significa che il richiedente, per ottenere il finanziamento, doveva avere un reddito netto mensile pari ad almeno 1.450 euro. Oggi, per lo stesso finanziamento, la miglior rata è pari a 615 euro e il richiedente, per ottenere il mutuo, dovrebbe avere un reddito di almeno 1.845 euro. A parità di importo, quindi, per vedersi accettare la domanda occorre uno stipendio più alto del 27% rispetto a quanto non fosse lo scorso anno.

    L’alternativa è quella di orientarsi su importi più contenuti tanto è vero che l’Osservatorio di Facile.it** ha messo in luce come nel secondo semestre del 2022 l’importo medio richiesto in Lombardia per un mutuo prima casa sia sceso a 157.217 euro (-2,3% rispetto allo stesso periodo del 2021). Una tendenza confermata anche dai dati preliminari relativi al 2023, che vedono la domanda media calare ulteriormente e fermarsi a 150.348 euro.

    «La diminuzione graduale degli importi è strettamente legato all’aumento dei tassi di interesse», spiegano gli esperti di Facile.it. «In alcuni casi è l’aspirante mutuatario che, pur di non rinunciare all’acquisto, sceglie di orientarsi su un importo più contenuto per alleggerire la rata mensile, in altri è la banca che è costretta a ridimensionare la richiesta per preservare il rapporto rata/reddito. Rapporto che – ricorda Cresto – può variare da banca a banca e per questo il consiglio è di farsi aiutare da un consulente nella scelta dell’istituto a cui presentare domanda di finanziamento».

    L’aumento dei tassi si è quindi tradotto in un calo del potere di acquisto dei mutuatari; se a febbraio 2022 con una rata mensile di circa 482 euro si poteva ottenere un mutuo fisso da 126.000 euro, oggi, con la stessa rata, si può puntare ad avere un mutuo di appena 98.695 euro, vale a dire il 22% in meno.

    «Per non ridurre l’importo richiesto gli aspiranti mutuatari possono scegliere di allungare la durata del finanziamento, sfruttando peraltro le condizioni particolarmente vantaggiose che oggi hanno i mutui a 35 o 40 anni», conclude Cresto. «Questo consentirebbe di alleggerire il peso delle rate mensili e di preservare il rapporto rata/reddito, senza rinunciare al capitale.».

    Interessante anche notare come l’aumento dei tassi abbia spinto in alto le surroghe, le quali, secondo l’analisi Facile.it, nei primi due mesi del 2023 hanno rappresentato il 19% del totale domande di finanziamento raccolte in Lombardia, valore più che raddoppiato (+107%) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

    L’andamento provinciale

    L’Osservatorio di Facile.it ha analizzato non solo le richieste di mutuo prima casa raccolte nel secondo semestre 2022 a livello regionale, ma anche quelle su base provinciale, facendo emergere differenze significative.

    Milano è la provincia lombarda dove è stato richiesto l’importo medio più alto (177.039 euro), seguita da Monza e Brianza (151.917 euro), Varese (147.228 euro), Como (146.854 euro), Lecco (144.567 euro) e, staccata di un soffio, Brescia (143.460 euro). Continuando a scorrere la graduatoria regionale, si trovano Sondrio (138.750 euro), Bergamo (137.052 euro), Mantova (128.866 euro) e Pavia (123.457 euro). Chiudono la classifica Cremona (117.332 euro) e Lodi (116.440 euro).

     

    * Analisi realizzata su un campione di oltre 20.000 richieste di mutuo raccolta da Facile.it a febbraio 2022 e febbraio 2023.

    ** L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 131.000 richieste di mutuo raccolte in Lombardia tramite Facile.it e Mutui.it tra luglio 2021 e febbraio 2023.

     

  • Mutui: in Sardegna richiesta media in calo dell’1,2%

    Nel secondo semestre del 2022 l’importo medio richiesto in Sardegna per un mutuo prima casa è sceso a 126.025 euro, valore in calo dell’1,2% rispetto allo stesso periodo del 2021. Il dato arriva dall’analisi congiunta realizzata da Facile.it e Mutui.it che ha evidenziato come, per far fronte all’aumento dei tassi di interesse, pur di non rinunciare alla casa gli aspiranti mutuatari sardi si siano orientati su importi più contenuti. Una tendenza confermata anche dai dati preliminari relativi al 2023, che vedono la domanda media scendere ulteriormente a 125.486 euro.

    «La diminuzione graduale degli importi è strettamente legato all’aumento dei tassi di interesse», spiegano gli esperti di Facile.it. «In alcuni casi è l’aspirante mutuatario che prova ad alleggerire la rata mensile, in altri è la banca stessa che, per preservare il rapporto rata/reddito, è costretta a ridimensionare la richiesta».

    Il calo dell’importo ha determinato una riduzione dell’LTV, ovvero il rapporto tra valore del mutuo e quello dell’immobile, che in dodici mesi passa dall’85% del secondo semestre 2021 all’83%.

    Sono tanti i mutuatari che, avendo firmato negli scorsi anni un finanziamento a tasso variabile, per far fronte agli aumenti cercano nuove soluzioni e questo ha determinato una nuova impennata delle surroghe le quali, secondo l’analisi Facile.it, nei primi due mesi del 2023 hanno rappresentato l’11% del totale domande di finanziamento raccolte in Sardegna, valore più che raddoppiato (+104%) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

    L’andamento provinciale

    Analizzando le richieste di mutuo prima casa raccolte nel secondo semestre 2022 su base locale, emergono differenze significative.

    Cagliari è la provincia sarda dove è stato rilevato l’importo medio più alto (134.236 euro), seguita da Sassari (123.083 euro) e Nuoro (121.514 euro). Chiudono la classifica Sud Sardegna (107.852 euro) e, staccata di un soffio, Oristano (107.412 euro).

    Dati interessanti emergono anche se si guarda al tipo di tasso cui vengono indicizzati i finanziamenti sardi per l’acquisto della prima casa. Se a livello regionale il 57% delle domande totali presentate erano per un tasso variabile/variabile con cap, la tendenza a prediligere questa tipologia di tasso ha riguardato anche le singole province dove i valori sono in linea con quelli della regione.

    Rallentano le compravendite immobiliari

    L’aumento dei tassi dei mutui ha generalmente un impatto anche sulle compravendite e i dati ufficiali di settore***, elaborati da Facile.it, sembrano confermare questo collegamento. Se nella prima parte della scorso anno le compravendite di immobili residenziali in Sardegna sono aumentate in modo rilevante (+13% nel primo semestre 2022 rispetto a quello del 2021), a partire dalla seconda metà dell’anno, con l’inizio dell’incremento dei tassi dei mutui, gli scambi sono rallentati significativamente tanto è vero che, nel secondo semestre 2022, sono cresciuti di appena il 4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

    I tassi oggi

    Ma quali sono le condizioni di mercato per chi oggi vuole sottoscrivere un mutuo prima casa? Di sicuro meno favorevoli rispetto al passato tanto che, secondo le simulazioni di Facile.it per un finanziamento medio**, i tassi fissi (Taeg) disponibili oggi online partono da circa 3,71% (era 1,64% dodici mesi fa), con una rata mensile superiore di oltre 120 euro rispetto allo scorso anno (ovvero 36mila euro in più di interessi se si considera l’intera durata del finanziamento).

    Se si guarda, invece, al variabile, i tassi (Taeg) disponibili online partono da 3,52% (era 0,77% a marzo 2022), con una rata iniziale da 615 euro, circa 156 euro in più rispetto a solamente dodici mesi fa.

    «Nella situazione attuale, caratterizzata da un aumento costante dei tassi, scegliere il mutuo “giusto” può essere un’operazione più complessa rispetto al passato», continuano da Facile.it «Non esiste, in assoluto, una soluzione migliore o peggiore in quanto ci sono diversi fattori che incidono sulla decisione finale, come la capacità reddituale, l’età, la propensione al rischio e le caratteristiche stesse dell’immobile oggetto di mutuo; proprio per questo, affidarsi a consulenti esperti che sappiano identificare la soluzione più adatta alle esigenze dell’aspirante mutuatario.».

    * L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 16.000 richieste di mutuo raccolte in Sardegna tramite Facile.it e Mutui.it tra luglio 2021 e febbraio 2023.

    ** Le simulazioni sono state realizzate tenendo in considerazione i tassi disponibili su Facile.it in data 13 marzo 2023 e 21 marzo 2022 considerando un mutuo da 126.000 euro in 25 anni, LTV 70%.

    *** Fonte:  elaborazione Facile.it su dati provvisori Osservatorio Immobiliare Agenzia delle Entrate.

    Immagine © PaeGAG

  • Mutui: nelle Marche richiesta media in calo del 3,6%

    Nel secondo semestre del 2022 l’importo medio richiesto nelle Marche per un mutuo prima casa è sceso a 125.405 euro, valore in calo del 3,6% rispetto allo stesso periodo del 2021. Il dato arriva dall’analisi congiunta realizzata da Facile.it e Mutui.it che ha evidenziato come, per far fronte all’aumento dei tassi di interesse, pur di non rinunciare alla casa gli aspiranti mutuatari marchigiani si siano orientati su importi più contenuti. Una tendenza confermata anche dai dati preliminari relativi al 2023, che vedono la domanda media scendere ulteriormente a 121.793 euro.

    «La diminuzione graduale degli importi è strettamente legato all’aumento dei tassi di interesse», spiegano gli esperti di Facile.it. «In alcuni casi è l’aspirante mutuatario che prova ad alleggerire la rata mensile, in altri è la banca stessa che, per preservare il rapporto rata/reddito, è costretta a ridimensionare la richiesta».

    Il calo dell’importo ha determinato una riduzione dell’LTV, ovvero il rapporto tra valore del mutuo e quello dell’immobile, che in dodici mesi passa dall’81% del secondo semestre 2021 al 79%.

    Sono tanti i mutuatari che, avendo firmato negli scorsi anni un finanziamento a tasso variabile, per far fronte agli aumenti cercano nuove soluzioni e questo ha determinato una nuova impennata delle surroghe le quali, secondo l’analisi Facile.it, nei primi due mesi del 2023 hanno rappresentato il 18% del totale domande di finanziamento raccolte nelle Marche, valore più che raddoppiato (+106%) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

    L’andamento provinciale

    Analizzando le richieste di mutuo prima casa raccolte nel secondo semestre 2022 su base locale, emergono differenze significative.

    Pesaro e Urbino è la provincia delle Marche dove è stato rilevato l’importo medio più alto (131.958 euro), seguita da Fermo (125.855 euro). Valori inferiori alla media regionale per Ancona (124.777 euro) e Macerata (123.517 euro). Chiude la classifica Ascoli Piceno (113.728 euro).

    Dati interessanti emergono anche se si guarda al tipo di tasso cui vengono indicizzati i finanziamenti marchigiani per l’acquisto della prima casa. Se a livello regionale il 62% delle domande totali presentate erano per un tasso variabile/variabile con cap, la tendenza a prediligere questa tipologia di tasso ha riguardato anche le singole province dove i valori sono in linea con quelli della regione.

    Rallentano le compravendite immobiliari

    L’aumento dei tassi dei mutui ha generalmente un impatto anche sulle compravendite e i dati ufficiali di settore***, elaborati da Facile.it, sembrano confermare questo collegamento. Se nella prima parte della scorso anno le compravendite di immobili residenziali nelle Marche sono aumentate in modo rilevante (+16% nel primo semestre 2022 rispetto a quello del 2021), a partire dalla seconda metà dell’anno, con l’inizio dell’incremento dei tassi dei mutui, gli scambi sono rallentati significativamente tanto è vero che, nel secondo semestre 2022, sono diminuiti di ben il 4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

    I tassi oggi

    Ma quali sono le condizioni di mercato per chi oggi vuole sottoscrivere un mutuo prima casa? Di sicuro meno favorevoli rispetto al passato tanto che, secondo le simulazioni di Facile.it per un finanziamento medio**, i tassi fissi (Taeg) disponibili oggi online partono da circa 3,71% (era 1,64% dodici mesi fa), con una rata mensile superiore di oltre 120 euro rispetto allo scorso anno (ovvero 36mila euro in più di interessi se si considera l’intera durata del finanziamento).

    Se si guarda, invece, al variabile, i tassi (Taeg) disponibili online partono da 3,52% (era 0,77% a marzo 2022), con una rata iniziale da 615 euro, circa 156 euro in più rispetto a solamente dodici mesi fa.

    «Nella situazione attuale, caratterizzata da un aumento costante dei tassi, scegliere il mutuo “giusto” può essere un’operazione più complessa rispetto al passato», continuano da Facile.it «Non esiste, in assoluto, una soluzione migliore o peggiore in quanto ci sono diversi fattori che incidono sulla decisione finale, come la capacità reddituale, l’età, la propensione al rischio e le caratteristiche stesse dell’immobile oggetto di mutuo; proprio per questo, affidarsi a consulenti esperti che sappiano identificare la soluzione più adatta alle esigenze dell’aspirante mutuatario.».

     

    * L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 11.000 richieste di mutuo raccolte nelle Marche tramite Facile.it e Mutui.it tra luglio 2021 e febbraio 2023.

    ** Le simulazioni sono state realizzate tenendo in considerazione i tassi disponibili su Facile.it in data 13 marzo 2023 e 21 marzo 2022 considerando un mutuo da 126.000 euro in 25 anni, LTV 70%.

    *** Fonte:  elaborazione Facile.it su dati provvisori Osservatorio Immobiliare Agenzia delle Entrate.

  • Mutui: in Calabria richiesta media in calo dell’1,1%

    Nel secondo semestre del 2022 l’importo medio richiesto in Calabria per un mutuo prima casa è sceso a 111.690 euro, valore in calo dell’1,1% rispetto allo stesso periodo del 2021. Il dato arriva dall’analisi congiunta realizzata da Facile.it e Mutui.it che ha evidenziato come, per far fronte all’aumento dei tassi di interesse, pur di non rinunciare alla casa gli aspiranti mutuatari calabresi si siano orientati su importi più contenuti. Una tendenza confermata anche dai dati preliminari relativi al 2023, che vedono la domanda media scendere ulteriormente a 108.917 euro.

    «La diminuzione graduale degli importi è strettamente legato all’aumento dei tassi di interesse», spiegano gli esperti di Facile.it. «In alcuni casi è l’aspirante mutuatario che prova ad alleggerire la rata mensile, in altri è la banca stessa che, per preservare il rapporto rata/reddito, è costretta a ridimensionare la richiesta».

    Il calo dell’importo ha determinato una riduzione dell’LTV, ovvero il rapporto tra valore del mutuo e quello dell’immobile, che in dodici mesi passa dall’82% del secondo semestre 2021 all’80%.

    Sono tanti i mutuatari che, avendo firmato negli scorsi anni un finanziamento a tasso variabile, per far fronte agli aumenti cercano nuove soluzioni e questo ha determinato una nuova impennata delle surroghe le quali, secondo l’analisi Facile.it, nei primi due mesi del 2023 hanno rappresentato il 10% del totale domande di finanziamento raccolte in Calabria, in crescita del 46% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

    L’andamento provinciale

    Analizzando le richieste di mutuo prima casa raccolte nel secondo semestre 2022 su base locale, emergono differenze significative.

    Vibo Valentia è la provincia Calabra dove è stato rilevato l’importo medio più alto (118.933 euro), seguita da Reggio Calabria (115.266 euro) e Catanzaro (111.745 euro). Chiudono la classifica Cosenza (110.208 euro) e Crotone (102.408 euro).

    Dati interessanti emergono anche se si guarda al tipo di tasso cui vengono indicizzati i finanziamenti calabresi per l’acquisto della prima casa. Se a livello regionale il 60% delle domande totali presentate erano per un tasso variabile/variabile con cap, la tendenza a prediligere questa tipologia di tasso ha riguardato anche le singole province dove i valori sono in linea con quelli della regione.

    Rallentano le compravendite immobiliari

    L’aumento dei tassi dei mutui ha generalmente un impatto anche sulle compravendite e i dati ufficiali di settore***, elaborati da Facile.it, sembrano confermare questo collegamento. Se nella prima parte della scorso anno le compravendite di immobili residenziali in Calabria sono aumentate (+17% nel primo semestre 2022 rispetto a quello del 2021), a partire dalla seconda metà dell’anno, con l’inizio dell’incremento dei tassi dei mutui, gli scambi sono rallentati significativamente tanto è vero che, nel secondo semestre 2022, sono cresciuti di appena il 3,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. A livello provinciale, da luglio a dicembre, in alcune aree della regione sono stati rilevati addirittura cali – seppure lievi – rispetto al secondo semestre 2021: Reggio Calabria (-1%) e Vibo Valentia (-1%).

    I tassi oggi

    Ma quali sono le condizioni di mercato per chi oggi vuole sottoscrivere un mutuo prima casa? Di sicuro meno favorevoli rispetto al passato tanto che, secondo le simulazioni di Facile.it per un finanziamento medio**, i tassi fissi (Taeg) disponibili oggi online partono da circa 3,71% (era 1,64% dodici mesi fa), con una rata mensile superiore di oltre 120 euro rispetto allo scorso anno (ovvero 36mila euro in più di interessi se si considera l’intera durata del finanziamento).

    Se si guarda, invece, al variabile, i tassi (Taeg) disponibili online partono da 3,52% (era 0,77% a marzo 2022), con una rata iniziale da 615 euro, circa 156 euro in più rispetto a solamente dodici mesi fa.

    «Nella situazione attuale, caratterizzata da un aumento costante dei tassi, scegliere il mutuo “giusto” può essere un’operazione più complessa rispetto al passato», continuano da Facile.it «Non esiste, in assoluto, una soluzione migliore o peggiore in quanto ci sono diversi fattori che incidono sulla decisione finale, come la capacità reddituale, l’età, la propensione al rischio e le caratteristiche stesse dell’immobile oggetto di mutuo; proprio per questo, affidarsi a consulenti esperti che sappiano identificare la soluzione più adatta alle esigenze dell’aspirante mutuatario.».

    * L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 9.000 richieste di mutuo raccolte in Calabria tramite Facile.it e Mutui.it tra luglio 2021 e febbraio 2023.

    ** Le simulazioni sono state realizzate tenendo in considerazione i tassi disponibili su Facile.it in data 13 marzo 2023 e 21 marzo 2022 considerando un mutuo da 126.000 euro in 25 anni, LTV 70%.

    *** Fonte:  elaborazione Facile.it su dati provvisori Osservatorio Immobiliare Agenzia delle Entrate.

  • Mutui: serve un reddito più alto del 27% rispetto a un anno fa

    Secondo l’analisi di Facile.it, con i tassi attuali, il 18,6% dei mutuatari che lo scorso anno hanno chiesto il mutuo oggi non avrebbe i requisiti per presentare domanda, vale a dire non rispetterebbe il rapporto rata/reddito (normalmente pari a circa 1 a 3) usato dalle banche come criterio di selezione per l’erogazione del finanziamento. Non solo; l’analisi del comparatore ha messo in luce come, a parità di rata, il potere di acquisto di un nuovo mutuatario sia calato del 22% in un solo anno e oggi, per comprare casa tramite mutuo, bisogna avere un reddito più alto del 27% rispetto a dodici mesi fa.

    Rapporto rata/reddito

    Nella valutazione dell’aspirante mutuatario le banche si assicurano che l’importo della rata richiesta non superi, indicativamente, un terzo dello stipendio disponibile (al netto di altri finanziamenti o impegni economici del nucleo familiare); oggi quindi, a causa dei tassi in aumento, gli aspiranti mutuatari devono fare i conti con rate più alte che, di fatto, complicano l’accesso al credito da parte delle famiglie.

    Fa riflettere un dato; guardando al rapporto rata/reddito dei mutuatari che hanno chiesto un mutuo a febbraio 2022, Facile.it ha stimato* che, a parità di importo, con i tassi attuali il 18,6% di quei richiedenti non sarebbe riuscito ad ottenere il finanziamento poiché fuori dal rapporto rata/reddito, percentuale che potrebbe salire ulteriormente nei prossimi mesi se i tassi continueranno ad aumentare.

    Guardando ad esempio ai migliori tassi disponibili online, a febbraio 2022 la rata mensile di un mutuo standard a tasso fisso (126.000 euro al 70% da restituire in 25 anni) era pari a 482 euro; questo significa che il richiedente, per ottenere il finanziamento, doveva avere un reddito netto mensile disponibile pari ad almeno 1.450 euro. Oggi, per lo stesso finanziamento, la miglior rata mensile è pari a 615 euro e il richiedente, per ottenere il mutuo, dovrebbe avere un reddito disponibile di almeno 1.845 euro. A parità di importo, quindi, per vedersi accettare la domanda di finanziamento occorre uno stipendio più alto del 27% rispetto a quanto non fosse lo scorso anno.

    L’alternativa è quella di orientarsi su importi più contenuti tanto è vero che l’osservatorio di Facile.it ha messo in luce come, nei primi due mesi del 2023, chi ha presentato domanda di finanziamento per l’acquisto della prima casa abbia chiesto, in media, 136.935 euro, valore in calo del 7% rispetto allo stesso periodo del 2022.

    «Il calo graduale degli importi richiesti, già in atto dalla seconda metà del 2022, è strettamente legato all’aumento dei tassi di interesse», afferma Ivano Cresto, Managing Director prodotti di finanziamento di Facile.it. «In alcuni casi è l’aspirante mutuatario che, pur di non rinunciare all’acquisto, sceglie di orientarsi su un importo più contenuto per alleggerire la rata mensile, in altri è la banca stessa che è costretta a ridimensionare la richiesta per preservare il rapporto rata/reddito. Rapporto che – ricorda Cresto – può variare da banca a banca e per questo il consiglio è di farsi aiutare da un consulente nella scelta dell’istituto a cui presentare domanda di finanziamento».

    L’aumento dei tassi si è quindi tradotto in un calo del potere di acquisto dei mutuatari; se a febbraio 2022 con una rata mensile di circa 482 euro si poteva ottenere un mutuo fisso da 126.000 euro, oggi, con la stessa rata, si può puntare ad avere un mutuo di appena 98.695 euro, vale a dire il 22% in meno.

    «Per non ridurre l’importo richiesto gli aspiranti mutuatari possono scegliere di allungare la durata del finanziamento, sfruttando peraltro le condizioni particolarmente vantaggiose che oggi hanno i mutui a 35 o 40 anni», conclude Cresto. «Questo consentirebbe di alleggerire il peso delle rate mensili e di preservare il rapporto rata/reddito, senza rinunciare al capitale.».

    * Analisi realizzata su un campione di oltre 20.000 richieste di mutuo raccolta da Facile.it a febbraio 2022 e febbraio 2023.

  • Mutui: in Emilia-Romagna richiesta media in calo del 4,4%

    Nel secondo semestre del 2022 l’importo medio richiesto in Emilia-Romagna per un mutuo prima casa è sceso a 142.996 euro, valore in calo del 4,4% rispetto allo stesso periodo del 2021. Il dato arriva dall’analisi congiunta realizzata da Facile.it e Mutui.it che ha evidenziato come, per far fronte all’aumento dei tassi di interesse, pur di non rinunciare alla casa gli aspiranti mutuatari emiliano-romagnoli si siano orientati su importi più contenuti. Una tendenza confermata anche dai dati preliminari relativi al 2023, che vedono la domanda media scendere ulteriormente a 139.674 euro.

    «La diminuzione graduale degli importi è strettamente legato all’aumento dei tassi di interesse», spiegano gli esperti di Facile.it. «In alcuni casi è l’aspirante mutuatario che prova ad alleggerire la rata mensile, in altri è la banca stessa che, per preservare il rapporto rata/reddito, è costretta a ridimensionare la richiesta».

    Il calo dell’importo ha determinato una riduzione dell’LTV, ovvero il rapporto tra valore del mutuo e quello dell’immobile, che in dodici mesi passa dall’84% del secondo semestre 2021 all’80%.

    Sono tanti i mutuatari che, avendo firmato negli scorsi anni un finanziamento a tasso variabile, per far fronte agli aumenti cercano nuove soluzioni e questo ha determinato una nuova impennata delle surroghe le quali, secondo l’analisi Facile.it, nei primi due mesi del 2023 hanno rappresentato il 16% del totale domande di finanziamento raccolte in Emilia-Romagna, valore più che raddoppiato (+114%) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

    L’andamento provinciale

    Analizzando le richieste di mutuo prima casa raccolte nel secondo semestre 2022 su base locale, emergono differenze significative.

    Rimini è la provincia dell’Emilia-Romagna dove è stato rilevato l’importo medio più alto (156.027 euro), seguita da Bologna (154.725 euro). Valori inferiori alla media regionale per Ravenna (142.193 euro), Modena (141.050 euro), Parma (138.691 euro) e, staccata di un soffio, Forlì-Cesena (138.005 euro). Chiudono la classifica Piacenza (132.181 euro) e Reggio Emilia (131.889 euro).

    Dati interessanti emergono anche se si guarda al tipo di tasso cui vengono indicizzati i finanziamenti emiliano-romagnoli per l’acquisto della prima casa. Se a livello regionale il 64% delle domande totali presentate erano per un tasso variabile/variabile con cap, la tendenza a prediligere questa tipologia di tasso ha riguardato anche le singole province; la percentuale di finanziamenti variabili sul totale delle richieste arriva addirittura al 68% in provincia di Ravenna.

    I tassi oggi

    Ma quali sono le condizioni di mercato per chi oggi vuole sottoscrivere un mutuo prima casa? Di sicuro meno favorevoli rispetto al passato tanto che, secondo le simulazioni di Facile.it per un finanziamento medio**, i tassi fissi (Taeg) disponibili oggi online partono da circa 3,71% (era 1,64% dodici mesi fa), con una rata mensile superiore di oltre 120 euro rispetto allo scorso anno (ovvero 36mila euro in più di interessi se si considera l’intera durata del finanziamento).

    Se si guarda, invece, al variabile, i tassi (Taeg) disponibili online partono da 3,52% (era 0,77% a marzo 2022), con una rata iniziale da 615 euro, circa 156 euro in più rispetto a solamente dodici mesi fa.

    «Nella situazione attuale, caratterizzata da un aumento costante dei tassi, scegliere il mutuo “giusto” può essere un’operazione più complessa rispetto al passato», continuano da Facile.it «Non esiste, in assoluto, una soluzione migliore o peggiore in quanto ci sono diversi fattori che incidono sulla decisione finale, come la capacità reddituale, l’età, la propensione al rischio e le caratteristiche stesse dell’immobile oggetto di mutuo; proprio per questo, affidarsi a consulenti esperti che sappiano identificare la soluzione più adatta alle esigenze dell’aspirante mutuatario.».

     

    * L’analisi è stata realizzata su un campione di quasi 52.000 richieste di mutuo raccolte in Emilia-Romagna tramite Facile.it e Mutui.it tra luglio 2021 e febbraio 2023.

    ** Le simulazioni sono state realizzate tenendo in considerazione i tassi disponibili su Facile.it in data 13 marzo 2023 e 21 marzo 2022 considerando un mutuo da 126.000 euro in 25 anni, LTV 70%.

  • Mutui variabili: rate in aumento del 52% in soli 14 mesi

    Secondo quanto dichiarato da Christine Lagarde, il 16 marzo la BCE dovrebbe procedere ad un nuovo aumento del costo del denaro il che, per chi ha un mutuo medio a tasso variabile*, potrebbe tradursi in un incremento di 35 euro sulla rata del finanziamento. In soli 14 mesi, quindi, il rincaro arriverebbe a circa 237 euro, vale a dire il 52% in più rispetto alla rata originale.

    Le simulazioni

    Per analizzare come sono cresciute le rate e come ancora potrebbero aumentare a seguito di un nuovo rialzo dei tassi da parte della BCE (si parla di 50 punti base), Facile.it ha preso in esame un finanziamento a tasso variabile da 126.000 euro in 25 anni sottoscritto a gennaio 2022.

    Il tasso (Tan) di partenza usato nell’analisi è pari a 0,67%, corrispondente ad una rata mensile di 456 euro. A partire dalla seconda metà del 2022 la Banca Centrale Europea ha deciso di contrastare la crescente inflazione aumentando più volte il costo del denaro, scelta che ha contribuito a far già salire notevolmente il tasso del mutuo variabile (arrivato a sfiorare il 4% a marzo 2023) incremento che, come detto, non pare destinato a fermarsi e anzi con l’ulteriore paventato aumento dei tassi BCE dello 0,50% potrebbe portare la rata mensile del mutuo tipo addirittura a circa 693 euro.

    «Per capire come cambieranno nella realtà le rate dei mutuatari bisognerà aspettare di vedere come si muoverà effettivamente l’Euribor, ma chi è alle prese con i rincari ha oggi a disposizione alcuni strumenti importanti», spiegano gli esperti di Facile.it. «Si può scegliere di surrogare il finanziamento, passando ad un tasso fisso o uno variabile più conveniente o, se si hanno i requisiti, rinegoziare il mutuo con la propria banca sfruttando le nuove regole introdotte del Governo. Dal momento che non esiste una soluzione in assoluto migliore rispetto all’altra, il consiglio è di rivolgersi ad un consulente così da identificare l’opzione più adatta alle proprie esigenze».

    L’aumento di marzo potrebbe però non essere l’ultimo; guardando alle aspettative di mercato (Futures sugli Euribor), gli esperti prevedono che a giugno 2023 l’Euribor a 3 mesi possa arrivare intorno al 3,80%; se queste previsioni fossero corrette, il tasso del finanziamento medio preso in esame arriverebbe a circa 5,04% e la rata a ben 740 euro, vale a dire oltre 280 euro in più rispetto a quella di gennaio 2022.

    Crescono le surroghe e calano gli importi richiesti

    Per far fronte all’aumento delle rate, e tutelarsi da ulteriori futuri rincari, molti mutuatari stanno valutando la possibilità di cambiare banca; a conferma di questo trend arrivano i dati di Facile.it, che hanno messo in luce come le richieste di surroga siano tornate a crescere e, nei primi due mesi dell’anno, abbiano rappresentato quasi il 20% del totale delle domande di finanziamento, valore raddoppiato rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

    L’aumento dei tassi, però, riguarda anche gli aspiranti mutuatari, che oggi devono fare i conti con condizioni meno favorevoli rispetto al passato. Non sorprende vedere che, negli ultimi mesi, chi ha presentato domanda di finanziamento per l’acquisto della prima casa abbia puntato a importi più contenuti rispetto al passato. Sempre secondo l’analisi di Facile.it, nei primi due mesi del 2023 la richiesta media per mutui prima casa è scesa a 136.935 euro, valore in calo del 7% rispetto allo stesso periodo del 2022.

    «Il calo graduale degli importi richiesti, già in atto dalla seconda metà del 2022, è strettamente legato all’aumento dei tassi di interesse», continuano gli esperti di Facile.it. «In alcuni casi è l’aspirante mutuatario che, pur di non rinunciare all’acquisto, sceglie di orientarsi su un importo più contenuto così da alleggerire la rata mensile, in altri è la banca stessa che, per preservare il rapporto rata/reddito, è costretta a ridimensionare la richiesta».

    * Le simulazioni realizzate da Facile.it sono fatte su un mutuo da 126.000 euro in 25 anni, LTV 70%, Tan iniziale 0,67% (Euribor3m+1,25%); la stima sull’impatto dell’aumento delle rate non tiene in considerazione l’ammortamento della quota capitale, elemento che potrebbe variare in base alle caratteristiche del mutuo.

  • Donne e finanza personale: due su tre dicono di saperne poco o nulla

    Quanto sanno le donne italiane di finanza personale? Quante conoscono la differenza tra un tasso fisso e un variabile e quante saprebbero spiegare cosa siano una franchigia o un prestito personale? Purtroppo, nonostante si tratti di una materia che ci riguarda da vicino, poche; tanto è vero che, come emerso dall’indagine che Facile.it ha commissionato agli istituti mUp Research e Norstat, più di due rispondenti su tre (67,3%) si dichiarano poco o per nulla preparate a riguardo.

    Le ragioni delle lacune

    Quali sono le ragioni di tutto ciò? Il 36% delle rispondenti ha detto di considerare la finanza personale un argomento troppo difficile, il 20% ha semplicemente risposto di non essere interessata alla materia e, se si guarda alle donne che vivono insieme ad un partner, addirittura emerge che il 12% ha ammesso di non interessarsi all’argomento perché se ne occupa l’altra metà.

    In realtà, a scorrere i numeri dell’indagine, si scopre che ben 1,4 milioni di donne italiane vorrebbero colmare questa lacuna, ma non riescono a farlo per diverse ragioni; il 54% perché non ha tempo, il 44% perché non ha le risorse economiche necessarie (percentuale che supera il 53% tra coloro che abitano al Sud e nelle Isole). Ben più grave la condizione di quasi 20.000 donne che hanno dichiarato di non poter approfondire la materia perché il partner non vuole.

    Le donne preparate sono spesso autodidatte

    Se a livello nazionale la percentuale di donne che hanno dichiarato di avere conoscenze in ambito di finanza personale è pari al 32,7%, guardando le risposte su base anagrafica, la percentuale sale notevolmente per le donne con età compresa tra i 35 e i 44 anni (38,6%, mentre il valore scende se ci si sposta sulla generazione precedente; passando al 30,8% tra le 55-64enni e addirittura al 30,2% tra le over 65).

    Fa riflettere vedere come la principale fonte di preparazione sulle tematiche della finanza personale non sia la scuola (solo il 12,5% dice di aver imparato qualcosa sul tema grazie al proprio percorso di studi) ma l’autoapprendimento, tanto è vero che alla domanda “come si è preparata sulle tematiche della finanza personale?” il 57% delle rispondenti ha dichiarato di averlo fatto da sola.

    Per il 23% sono state importanti anche le esperienze lavorative, mentre anche il ruolo della famiglia nell’educazione finanziaria delle donne rimane marginale (5,5%).

    TAN, TAEG, Cap… questi sconosciuti 

    L’indagine ha poi voluto analizzare il grado di conoscenza delle intervistate su alcuni termini specifici legati al mondo della finanza personale (mutui, prestiti, assicurazioni e bollette) chiedendo, per ciascuno di essi, se fossero in grado di comprenderli e spiegarli.

    Se la maggior parte delle persone intervistate ha dichiarato di conoscere termini generici basilari, come ad esempio mutuo a tasso fisso (67,5%), mutuo a tasso variabile (63,2%) o prestito personale (63,3%), la situazione peggiora quando si approfondiscono questi argomenti.

    Ad esempio, il 76% non saprebbe spiegare il significato di TAN e il 72% ignora anche cosa sia il TAEG. In ambito assicurativo, invece, una rispondente su due non sa cosa sia la franchigia, mentre addirittura il 66% non conosce il significato di massimale.

    «La conoscenza in ambito di finanza personale è un elemento fondamentale per una gestione corretta del budget familiare e per poter risparmiare», spiega Edith Macaluso, Finance Director di Facile.it. «Se è vero che oggi esistono diversi strumenti, online e no, che aiutano i consumatori a trovare soluzioni per ridurre i costi, è comunque importante avere competenze di base almeno sulle principali voci di spesa domestica, così da fare scelte consapevoli».

    * Indagine mUp Research – Norstat svolta tra il 18 e il 23 gennaio 2023 attraverso la somministrazione di n.1.000 interviste CAWI ad un campione di donne in età compresa fra 24 e 70 anni, rappresentativo della popolazione italiana femminile residente sull’intero territorio nazionale nell’intervallo di età considerato.

  • Mutui variabili: con nuovo rialzo dei tassi, possibili rincari fino a 197 euro in poco più di 12 mesi

    Le rate dei mutui a tasso variabile sono destinate a crescere nuovamente; secondo le simulazioni di Facile.it, se il 2 febbraio la BCE dovesse confermare un nuovo incremento dei tassi di 50 punti base, la rata di un finanziamento medio* potrebbe salire nei prossimi mesi di quasi 35 euro. In poco più di un anno, quindi, il mutuatario si troverebbe a pagare una rata più pesante di oltre 195 euro, vale a dire circa il 43% in più rispetto a quella iniziale.

    Le simulazioni

    Per l’analisi Facile.it ha preso in esame un finanziamento a tasso variabile da 126.000 euro in 25 anni sottoscritto a gennaio 2022, analizzando come è cresciuta la rata dal momento della stipula e come potrebbe ulteriormente salire nei prossimi mesi a seguito del rialzo dei tassi da parte della BCE.

    Il tasso (Tan) di partenza sottoscritto a gennaio 2022 e usato nell’analisi è pari a 0,67%, corrispondente ad una rata mensile di 456 euro. A partire dalla seconda metà dello scorso anno, a causa dei quattro aumenti del costo del denaro decisi dalla Banca Centrale Europea, la rata ha iniziato a salire considerevolmente arrivando, a gennaio 2023, a 619 euro e, come detto, se la BCE decidesse di aumentare i tassi di altri 50 punti base e l’Euribor crescesse in modo analogo, la rata mensile del mutuatario arriverebbe nei prossimi mesi addirittura a circa 653 euro, vale a dire 197 euro in più rispetto a gennaio 2022 (+43,2%).

    «Se è vero che l’Euribor si muove in base alle aspettative dei tassi BCE – e non è detto che cresca in modo analogo agli indici della Banca centrale – l’ultimo anno ci ha mostrato come i due valori siano strettamente correlati», spiegano gli esperti di Facile.it. «Per tutelarsi da futuri rincari i mutuatari possono ricorrere ad una surroga o alla rinegoziazione, eventualmente approfittando delle condizioni introdotte dal Governo con la Legge di bilancio. Non esiste in assoluto una soluzione migliore rispetto all’altra; il consiglio se si vuole passare dal tasso variabile a quello fisso è di rivolgersi ad un consulente così da identificare la soluzione più adatta alle proprie esigenze».

    La corsa dei tassi potrebbe non fermarsi con l’annuncio di febbraio: guardando alle aspettative di mercato (Futures sugli Euribor), gli esperti prevedono che l’Euribor a 3 mesi cresca ancora arrivando a giugno 2023 intorno a 3,4%: se le previsioni fossero corrette, la rata del mutuatario preso in esame arriverebbe a ben 711 euro, 255 euro in più rispetto a quella sottoscritta a gennaio 2022.

    * Le simulazioni realizzate da Facile.it sono fatte su un mutuo da 126.000 euro in 25 anni, LTV 70%, Tan iniziale 0,67% (Euribor3m+1,25%); la stima sull’impatto dell’aumento delle rate non tiene in considerazione l’ammortamento della quota capitale, elemento che potrebbe variare in base alle caratteristiche del mutuo.

     

  • Mutui variabili: in un anno rate aumentate del 36%

    Nell’ultimo anno, secondo l’analisi di Facile.it, le rate di un mutuo medio* a tasso variabile sono aumentate del 36%, passando da 456 euro a 619 euro al mese. Per l’analisi Facile.it ha preso in esame un finanziamento a tasso variabile da 126.000 euro in 25 anni, sottoscritto a gennaio 2022, scoprendo che, a distanza di soli 12 mesi, il mutuatario paga oggi una rata di oltre 160 euro in più rispetto a quella di partenza, con un tasso di interesse (TAN) che è passato da 0,67% a 3,33%.

    La corsa dei tassi variabili non sembra essere terminata e, anzi, la BCE ha già annunciato che nel 2023 continuerà ad aumentare gli indici, con inevitabili conseguenze anche sulle rate dei mutuatari. Se guardiamo alle aspettative di mercato (Futures sugli Euribor), gli esperti prevedono che entro giugno 2023 l’Euribor a 3 mesi cresca ancora di quasi 1 punto e mezzo. Se queste previsioni si avvereranno, la rata mensile del mutuatario preso in esame arriverebbe addirittura a 718 euro, oltre 260 euro in più rispetto a quella sottoscritta a gennaio 2022.

    Anche sul fronte dei tassi fissi sono stati rilevati aumenti significativi nel 2022; se per chi ha un mutuo in corso non è cambiato nulla, chi sceglie oggi di sottoscrivere questo tipo di finanziamento trova sul mercato indici più alti rispetto al passato. Guardando alle migliori offerte disponibili online, emerge che oggi per un mutuo fisso (126.000 euro in 25 anni per un immobile da 180.000 euro) i tassi di interesse (TAN) partono da 3,26% (con una rata iniziale di circa 614 euro); dodici mesi fa, invece, le migliori offerte partivano da 1,05%, con una rata di circa 477 euro. Dati alla mano, quindi, questo finanziamento oggi costa circa 137 euro in più al mese, vale a dire oltre 40.000 euro in più di interessi se si considera l’intera durata del prestito.

    «Il 2022 è stato caratterizzato da un aumento generalizzato degli indici dei mutui, un trend che potrebbe continuare anche nel 2023, soprattutto per quanto riguarda i tassi variabili», spiegano gli esperti di Facile.it. «In un contesto di grande cambiamento e dinamicità come quello attuale, dove la distanza tra tasso fisso e variabile si è ridotta, non sempre è semplice orientarsi: basti pensare, ad esempio, che oggi ci sono sul mercato mutui variabili con indici più alti rispetto a quelli fissi. Il consiglio, quindi, è di confrontare le offerte di più banche ed affidarsi a consulenti esperti per individuare il prodotto più adatto».

     

    *Le simulazioni realizzate da Facile.it sono fatte su un mutuo da 126.000 euro in 25 anni, LTV 70%. Per il mutuo variabile è stato preso in considerazione un tasso Tan iniziale pari a 0,67% (Euribor3m+1,25%) e sua evoluzione nel corso del 2022; la stima sull’impatto dell’aumento delle rate variabili non tiene in considerazione l’ammortamento della quota capitale, elemento che potrebbe variare in base alle caratteristiche del mutuo. Per i tassi fissi, invece, è stato rilevato il miglior tasso disponibile online su Facile.it nei giorni 21/1/2022 e 4/1/2023

  • Mutui variabili: possibili rincari fino a 180 euro da inizio anno

    Il 15 dicembre si terrà la prossima riunione della BCE e sembra ormai certo un nuovo aumento dei tassi che, secondo le attese, potrebbero salire questa volta di 50 punti base, con inevitabili ricadute sulle rate dei mutui variabili. Secondo le simulazioni di Facile.it, considerando un mutuo variabile medio*, a seguito del nuovo incremento la rata mensile potrebbe aumentare, nei prossimi mesi, di quasi 35 euro, con un aggravio complessivo di circa 180 euro rispetto a inizio anno (+39%).

    «L’Euribor, l’indice di riferimento per i mutui a tasso variabile, tende a cambiare sulla base delle aspettative dei tassi BCE, ma non è detto che lo faccia in misura uguale; per capire quindi come varieranno nel concreto le rate dei mutuatari, bisognerà aspettare di vedere come l’indice si muoverà rispetto alle decisioni della Banca Centrale», spiega Ivano Cresto, Managing Director prodotti di finanziamento di Facile.it. «In ogni caso l’impatto dell’aumento sarà differente per ciascun mutuatario in base ad alcuni fattori, tra cui l’importo residuo del finanziamento e il numero di rate mancanti; il consiglio per chi ha un mutuo variabile è di stabilire la soglia massima oltre la quale la rata potrebbe diventare insostenibile e rivolgersi al proprio istituto di credito o ad un consulente per individuare la soluzione migliore in base alle proprie caratteristiche».

    Le simulazioni

    Per l’analisi Facile.it ha preso in esame un finanziamento a tasso variabile da 126.000 euro in 25 anni sottoscritto a gennaio 2022, analizzando come è cresciuta la rata da inizio anno ad oggi e come potrebbe ulteriormente salire nei prossimi mesi ipotizzando due scenari: un aumento dell’Euribor (l’indice di riferimento per i mutui variabili) di 0,50% e uno di 0,75%.

    Il tasso (Tan) di partenza sottoscritto a gennaio e usato nell’analisi è pari a 0,67%, corrispondente ad una rata mensile di 456 euro. Se nella prima parte del 2022 le rate sono cresciute solo di poco (+13 euro da gennaio a giugno), a partire da luglio gli indici dei mutui hanno iniziato a salire in modo consistente e, dopo i tre aumenti dei tassi da parte della BCE, a dicembre la rata è arrivata a circa 602 euro, vale a dire quasi 150 euro in più rispetto a quella iniziale.

    Se la BCE dovesse confermare un nuovo aumento del costo del denaro di 50 punti basi, ipotizzando che l’Euribor cresca in modo analogo, la rata mensile del mutuatario salirebbe, nei prossimi mesi, a circa 636 euro, vale a dira quasi 35 euro in più rispetto ad oggi e 180 in più rispetto a inizio anno (+39%).

    Se invece l’aumento fosse più alto e pari a 75 punti base, la rata potrebbe addirittura arrivare a circa 653 euro (oltre 50 euro in più rispetto ad oggi, 197 euro in più se paragonata a quella di inizio anno).

     

    *Le simulazioni realizzate da Facile.it sono fatte su un mutuo da 126.000 euro in 25 anni, LTV 70%, Tan iniziale 0,67% (Euribor3m+1,25%); la stima sull’impatto dell’aumento delle rate non tiene in considerazione l’ammortamento della quota capitale, elemento che potrebbe variare in base alle caratteristiche del mutuo.

    Immagine © PaeGAG

     

  • Mutui in Europa: Italia bene sul variabile, meno sul fisso

    In Italia i tassi dei mutui sono tornati a crescere, ma come sono oggi le condizioni offerte agli aspiranti mutuatari italiani rispetto a quelle di altre nazioni? Ottime per i variabili, ma per i fissi, secondo l’analisi di Facile.it e Mutui.it, notevolmente peggiori, ad esempio, se confrontate con quelle di Francia, Spagna, Portogallo e molti altri.

    Il confronto europeo

    L’indagine si basa sulla rilevazione dell’andamento degli indici registrati online in 12 Paesi a inizio settembre, considerando una richiesta di finanziamento di 120.000 euro da restituire in 20 anni per acquistare un immobile del valore di 180.000 euro.

    Guardando al tasso fisso, in Italia questo tipo di finanziamento viene proposto con un TAN a partire dal 2,89%, valore in netto aumento rispetto allo scorso anno, quando gli indici partivano intorno allo 0,80%.

    Se dodici mesi fa gli aspiranti mutuatari italiani potevano godere dei tassi fissi più bassi tra quelli rilevati, oggi, guardando ai Paesi UE analizzati, l’Italia si posiziona nei gradini bassi della classifica; solo Grecia e Germania fanno peggio, con indici fissi che partono, rispettivamente, da 3,20% e 3,12%.

    Valori nettamente migliori per Spagna e Portogallo, stati che tradizionalmente avevano tassi simili ai nostri e che invece oggi offrono indici più bassi; i TAN rilevati partono, rispettivamente, da 2% e 2,10%.

    Ancor più fortunati gli aspiranti mutuatari della Francia, che possono accedere alle migliori condizioni tra quelle offerte dai Paesi oggetto di analisi, con TAN fissi che partono addirittura da 1,80%.

    Allargando l’analisi all’Europa geografica emerge un quadro variegato: in Svizzera, ad esempio, i TAN sono inferiori a quelli italiani e, per un tasso fisso, partono da 2,48%, mentre va decisamente peggio oltremanica, nel Regno Unito, dove partono da 3,76%.

    Sul fronte del tasso variabile (considerando sempre il TAN), invece, l’Italia mantiene il suo primato e nessuno, tra i Paesi analizzati, offre un tasso iniziale migliore. Nel Belpaese i tassi partono da 1,32%, mentre fuori dai confini nazionali gli indici sono più alti; 1,87% in Portogallo, 2% in Svizzera, 2,34% nel Regno Unito. Va detto però che, a differenza del fisso, le distanze tra i Paesi rispecchiano solo la prima rata e, considerata la variabilità dei tassi, potrebbero modificarsi nel tempo a seconda dell’andamento dell’indice a cui ciascun mutuo è collegato.

    Oltre i confini europei

    Lo studio di Facile.it e Mutui.it, però, non si è limitato ad esaminare i Paesi europei, ma ha anche indagato le condizioni applicate ai finanziamenti in altre parti del mondo.

    Al di fuori del Vecchio Continente, nelle regioni oggetto di analisi, è stata registrata una crescita generalizzata dei tassi sui mutui, ma in queste aree gli indici sono ben al di sopra di quelli rilevati in Italia.

    Negli Stati Uniti d’America, ad esempio, i TAN offerti per un mutuo fisso partono da 5,25%, mentre lo scorso anno si trovavano proposte comprese tra il 2,25% e il 3,12%. Anche in Australia l’incremento è stato notevole e i tassi per un mutuo fisso partono dal 4,59%; erano sotto il 2% lo scorso anno.

    Davvero proibitivi, se paragonati con quelli del nostro Paese, i tassi del Brasile; qui il mutuo fisso viene indicizzato a partire dal 9%. Valori ancora più alti in Russia dove, in media, i tassi fissi viaggiano intorno al 10,8%.

    «La scelta da parte delle principali banche centrali di aumentare il costo del denaro ha avuto una ricaduta sui tassi dei mutui, che sono tornati a crescere in tutti i Paesi analizzati», spiega Ivano Cresto, Managing Director prodotti di finanziamento di Facile.it. «La variazione, però, non è solo riconducibile alle politiche monetarie delle banche centrali, che possono condizionare solo una delle componenti del tasso; l’altra variabile è lo spread bancario, che invece è influenzato da fattori diverse in ogni stato, tra cui le dinamiche competitive tra gli istituti di creditoQuesto spiega, ad esempio, il perché anche all’interno della stessa UE vi siano tassi così differenti».

     

  • Mutui casa: in Puglia cresce la richiesta media (+5,8%)

    Aumenta l’importo medio richiesto dai pugliesi per un mutuo; secondo l’analisi* di Facile.it e Mutui.it, realizzata su un campione di oltre 21mila richieste di mutuo raccolte nella regione, nei primi sette mese del 2022 gli aspiranti mutuatari della Puglia hanno puntato ad ottenere, in media, 121.191 euro, vale a dire il 5,8% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

    Il 2022 è stato caratterizzato da un aumento dei tassi di interesse ma, nonostante questo, nella regione si continuano a chiedere finanziamenti per l’acquisto di un immobile; i rincari hanno però spinto molti aspiranti mutuatari a valutare nuove tipologie di mutuo tanto è vero che, a luglio 2022, il 25% delle domande di finanziamento raccolte da Facile.it in Puglia e presentate alle banche era per un mutuo a tasso variabile con cap, percentuale notevole se si considera che fino a pochi mesi fa 9 richiedenti su 10 puntavano al fisso.

    «Oggi le opzioni a disposizione dei consumatori sono più numerose rispetto al passato; oltre al tasso fisso e variabile si stanno diffondendo rapidamente soluzioni ibride come, ad esempio, i mutui variabili con cap, che prevedono un’oscillazione degli interessi ma con un tetto massimo per la rata mensile» spiega Ivano Cresto, Managing Director prodotti di finanziamento di Facile.it. «Si tratta di prodotti più complessi e meno conosciuti rispetto a quelli tradizionali e per questo il consiglio è di affidarsi a consulenti esperti che sappiano guidare il richiedente nella scelta della soluzione più adatta.»

    Le richieste di mutui a tasso fisso nel mese di luglio sono calate al 27% del totale, mentre la quota di quelle a tasso variabile si è attestata intorno al 45%.

    Cambia l’identikit del richiedente tipo; l’età media di chi ha presentato domanda di mutuo in Puglia nei primi sette mesi del 2022 era pari a poco più di 38 anni, valore in netto calo rispetto agli oltre 40 anni e mezzo rilevati nel 2021. Ad incidere sul calo dell’età media è stato l’aumento dei richiedenti under 36 pugliesi che, nei primi sette mese dell’anno, hanno rappresentato il 46% della domanda. La durata media dei mutui è salita a 24 anni (era 22 e mezzo lo scorso anno); in leggero calo, invece, il valore degli immobili oggetto di mutuo, sceso a circa 171.000 euro (-1,9%).

    L’andamento provinciale

    Guardando alla richiesta dei mutui a livello provinciale emerge un andamento differenziato. L’area dove sono stati chiesti gli importi più elevati è quella di Bari dove, nei primi sette mesi del 2022, chi ha presentato domanda per un mutuo ha puntato ad ottenere, in media, 134.377 euro, seguita dalla provincia di Barletta-Andria-Trani (125.568 euro).

    Seguono nella graduatoria pugliese Lecce, dove la richiesta media è stata pari a 111.946 euro e, a brevissima distanza, Foggia (111.381 euro) e Brindisi (110.005 euro). Ultimo posto per Taranto, provincia nella quale gli aspiranti mutuatari hanno cercato di ottenere, sempre in media, 108.508 euro.

    Tassi in crescita

    Sul fronte dei tassi, come detto, i primi sette mesi del 2022 sono stati caratterizzati da un aumento del costo dei finanziamenti per la casa è aumentato. Secondo le simulazioni* di Facile.it, per un mutuo medio a tasso fisso (126.000 euro in 25 anni, LTV 70%) i tassi disponibili oggi online partono da circa il 2,60% (Taeg) con una rata mensile di 557 euro, vale a dire circa 85 euro in più rispetto allo scorso anno (ovvero 26mila euro in più di interessi se si considera l’intera durata del finanziamento).

    Se si guarda invece al variabile, i tassi disponibili online per la simulazione sopra indicata partono da 1,29% (Taeg), con una rata iniziale da 480 euro, vale a dire circa 30 euro in più rispetto a dodici mesi fa.

    Gli indici dei tassi variabili con cap disponibili oggi online, infine, partono da 1,80% (Taeg), con una rata iniziale da 503 euro.

    * L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 21mila richieste di mutuo raccolte tramite Facile.it e Mutui.it in Puglia nei primi sette mesi del 2021 e 2022. Le simulazioni sono state realizzate tenendo in considerazione i tassi disponibili su Facile.it in data 23 agosto 2022 e 27 agosto 2021.

     

  • Mutui casa: in Toscana cresce la richiesta media (+2,4%)

    Aumenta l’importo medio richiesto dai toscani per un mutuo; secondo l’analisi di Facile.it e Mutui.it, realizzata su un campione di oltre 27mila richieste di mutuo raccolte nella regione, nei primi sette mese del 2022 gli aspiranti mutuatari della Toscana hanno puntato ad ottenere, in media, 145.869 euro, vale a dire il 2,4% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

    Il 2022 è stato caratterizzato da un aumento dei tassi di interesse ma, nonostante questo, nella regione si continuano a chiedere finanziamenti per l’acquisto di un immobile; i rincari hanno però spinto molti aspiranti mutuatari a valutare nuove tipologie di mutuo tanto è vero che, a luglio 2022, il 34% delle domande di finanziamento raccolte da Facile.it in Toscana e presentate alle banche era per un mutuo a tasso variabile con cap, percentuale notevole se si considera che fino a pochi mesi fa 9 richiedenti su 10 puntavano al fisso.

    «Oggi le opzioni a disposizione dei consumatori sono più numerose rispetto al passato; oltre al tasso fisso e variabile si stanno diffondendo rapidamente soluzioni ibride come, ad esempio, i mutui variabili con cap, che prevedono un’oscillazione degli interessi ma con un tetto massimo per la rata mensile» spiega Ivano Cresto, Managing Director prodotti di finanziamento di Facile.it. «Si tratta di prodotti più complessi e meno conosciuti rispetto a quelli tradizionali e per questo il consiglio è di affidarsi a consulenti esperti che sappiano guidare il richiedente nella scelta della soluzione più adatta.»

    Le richieste di mutui a tasso fisso nel mese di luglio sono calate al 20% del totale, mentre la quota di quelle a tasso variabile si è attestata intorno al 45%.

    Cambia l’identikit del richiedente tipo; l’età media di chi ha presentato domanda di mutuo in Toscana nei primi sette mesi del 2022 era pari a 38 anni, valore in netto calo rispetto ai quasi 41 anni rilevati nel 2021. Ad incidere sul calo dell’età media è stato l’aumento dei richiedenti under 36 toscani che, nei primi sette mese dell’anno, hanno rappresentato il 49% della domanda. La durata media dei mutui è salita a poco più di 25 anni (era quasi 24 lo scorso anno); in calo, invece, il valore degli immobili oggetto di mutuo, sceso a circa 206.000 euro (-6,9%).

    L’andamento provinciale

    Guardando alla richiesta dei mutui a livello provinciale emerge un andamento differenziato. L’area dove sono stati chiesti gli importi più elevati è quella di Firenze dove, nei primi sette mesi del 2022, chi ha presentato domanda per un mutuo ha puntato ad ottenere, in media, 161.924 euro, seguita da Siena (148.238 euro), Livorno (143.705 euro) e Lucca (142.411 euro).

    Continuando a scorrere la graduatoria toscana si posizionano Prato, dove la richiesta media è stata pari a 140.045 euro, Pisa (139.513 euro) e Pistoia (135.022 euro).

    Chiudono la classifica le province di Grosseto (132.982 euro), Massa-Carrara (132.111 euro) e Arezzo, area nella quale gli aspiranti mutuatari hanno cercato di ottenere, sempre in media, 126.570 euro.

    Tassi in crescita

    Sul fronte dei tassi, come detto, i primi sette mesi del 2022 sono stati caratterizzati da un aumento del costo dei finanziamenti per la casa è aumentato. Secondo le simulazioni* di Facile.it, per un mutuo medio a tasso fisso (126.000 euro in 25 anni, LTV 70%) i tassi disponibili oggi online partono da circa il 2,60% (Taeg) con una rata mensile di 557 euro, vale a dire circa 85 euro in più rispetto allo scorso anno (ovvero 26mila euro in più di interessi se si considera l’intera durata del finanziamento).

    Se si guarda invece al variabile, i tassi disponibili online per la simulazione sopra indicata partono da 1,29% (Taeg), con una rata iniziale da 480 euro, vale a dire circa 30 euro in più rispetto a dodici mesi fa.

    Gli indici dei tassi variabili con cap disponibili oggi online, infine, partono da 1,80% (Taeg), con una rata iniziale da 503 euro.

    * L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 27mila richieste di mutuo raccolte tramite Facile.it e Mutui.it in Toscana nei primi sette mesi del 2021 e 2022. Le simulazioni sono state realizzate tenendo in considerazione i tassi disponibili su Facile.it in data 23 agosto 2022 e 27 agosto 2021.

     

     

  • Mutui casa: in Lombardia cresce la richiesta media (+2,2%)

    Aumenta l’importo medio richiesto dai lombardi per un mutuo; secondo l’analisi di Facile.it e Mutui.it, realizzata su un campione di oltre 91mila richieste di mutuo raccolte nella regione, nei primi sette mese del 2022 gli aspiranti mutuatari della Lombardia hanno puntato ad ottenere, in media, 156.271 euro, vale a dire il 2,2% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

    Il 2022 è stato caratterizzato da un aumento dei tassi di interesse ma, nonostante questo, nella regione si continuano a chiedere finanziamenti per l’acquisto di un immobile; i rincari hanno però spinto molti aspiranti mutuatari a valutare nuove tipologie di mutuo tanto è vero che, a luglio 2022, il 32% delle domande di finanziamento raccolte da Facile.it in Lombardia e presentate alle banche era per un mutuo a tasso variabile con cap, percentuale notevole se si considera che fino a pochi mesi fa 9 richiedenti su 10 puntavano al fisso.

    «Oggi le opzioni a disposizione dei consumatori sono più numerose rispetto al passato; oltre al tasso fisso e variabile si stanno diffondendo rapidamente soluzioni ibride come, ad esempio, i mutui variabili con cap, che prevedono un’oscillazione degli interessi ma con un tetto massimo per la rata mensile» spiega Ivano Cresto, Managing Director prodotti di finanziamento di Facile.it. «Si tratta di prodotti più complessi e meno conosciuti rispetto a quelli tradizionali e per questo il consiglio è di affidarsi a consulenti esperti che sappiano guidare il richiedente nella scelta della soluzione più adatta.»

    Le richieste di mutui a tasso fisso nel mese di luglio sono calate al 22% del totale, mentre la quota di quelle a tasso variabile si è attestata intorno al 44%.

    Cambia l’identikit del richiedente tipo; l’età media di chi ha presentato domanda di mutuo in Lombardia nei primi sette mesi del 2022 era pari a 36 anni e mezzo, valore in netto calo rispetto agli oltre 39 anni rilevati nel 2021. Ad incidere sul calo dell’età media è stato l’aumento dei richiedenti under 36 lombardi che, nei primi sette mese dell’anno, hanno rappresentato il 55% della domanda. La durata media dei mutui è salita a 25 anni (era poco più di 23 e mezzo lo scorso anno); in calo, invece, il valore degli immobili oggetto di mutuo, sceso a circa 216.000 euro (-6%).

    L’andamento provinciale

    Guardando alla richiesta dei mutui a livello provinciale emerge un andamento differenziato. L’area dove sono stati chiesti gli importi più elevati è quella di Milano dove, nei primi sette mesi del 2022, chi ha presentato domanda per un mutuo ha puntato ad ottenere, in media, 175.355 euro, seguita da Como (157.220 euro), Monza e Brianza (144.169 euro) e, a brevissima distanza, Varese (143.168 euro).

    Continuando a scorrere la graduatoria lombarda si posizionano Brescia, dove la richiesta media è stata pari a 141.303 euro, Bergamo (139.707 euro), Lecco (138.373 euro) e Mantova (129.118 euro).

    Chiudono la classifica le province di Pavia (126.568 euro), Cremona (126.389 euro) e, in ultima posizione, quella di Lodi, area nella quale gli aspiranti mutuatari hanno cercato di ottenere, sempre in media, 124.921 euro.

    Tassi in crescita

    Sul fronte dei tassi, come detto, i primi sette mesi del 2022 sono stati caratterizzati da un aumento del costo dei finanziamenti per la casa è aumentato. Secondo le simulazioni* di Facile.it, per un mutuo medio a tasso fisso (126.000 euro in 25 anni, LTV 70%) i tassi disponibili oggi online partono da circa il 2,60% (Taeg) con una rata mensile di 557 euro, vale a dire circa 85 euro in più rispetto allo scorso anno (ovvero 26mila euro in più di interessi se si considera l’intera durata del finanziamento).

    Se si guarda invece al variabile, i tassi disponibili online per la simulazione sopra indicata partono da 1,29% (Taeg), con una rata iniziale da 480 euro, vale a dire circa 30 euro in più rispetto a dodici mesi fa.

    Gli indici dei tassi variabili con cap disponibili oggi online, infine, partono da 1,80% (Taeg), con una rata iniziale da 503 euro.

    * L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 91mila richieste di mutuo raccolte tramite Facile.it e Mutui.it in Lombardia nei primi sette mesi del 2021 e 2022. Le simulazioni sono state realizzate tenendo in considerazione i tassi disponibili su Facile.it in data 23 agosto 2022 e 27 agosto 2021.

  • Mutui casa: in Campania cresce la richiesta media (+1,9%)

    Aumenta l’importo medio richiesto dai campani  per un mutuo; secondo l’analisi* di Facile.it e Mutui.it, nei primi sette mese del 2022 gli aspiranti mutuatari della Campania hanno puntato ad ottenere, in media, 136.041 euro, vale a dire l’1,9% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

    Il 2022 è stato caratterizzato da un aumento dei tassi di interesse ma, nonostante questo, nella regione si continuano a chiedere finanziamenti per l’acquisto di un immobile; i rincari hanno però spinto molti aspiranti mutuatari a valutare nuove tipologie di mutuo tanto è vero che, a luglio 2022, il 30% delle domande di finanziamento raccolte da Facile.it in Campania e presentate alle banche era per un mutuo a tasso variabile con cap, percentuale notevole se si considera che fino a pochi mesi fa 9 richiedenti su 10 puntavano al fisso.

    «Oggi le opzioni a disposizione dei consumatori sono più numerose rispetto al passato; oltre al tasso fisso e variabile si stanno diffondendo rapidamente soluzioni ibride come, ad esempio, i mutui variabili con cap, che prevedono un’oscillazione degli interessi ma con un tetto massimo per la rata mensile» spiega Ivano Cresto, Managing Director prodotti di finanziamento di Facile.it. «Si tratta di prodotti più complessi e meno conosciuti rispetto a quelli tradizionali e per questo il consiglio è di affidarsi a consulenti esperti che sappiano guidare il richiedente nella scelta della soluzione più adatta.»

    Le richieste di mutui a tasso fisso nel mese di luglio sono calate al 24% del totale, mentre la quota di quelle a tasso variabile si è attestata intorno al 44%.

    Cambia l’identikit del richiedente tipo; l’età media di chi ha presentato domanda di mutuo in Campania nei primi sette mesi del 2022 era pari a quasi 38 anni e mezzo, valore in netto calo rispetto agli oltre 41 anni rilevati nel 2021. Ad incidere sul calo dell’età media è stato l’aumento dei richiedenti under 36 campani che, nei primi sette mese dell’anno, hanno rappresentato il 47% della domanda. La durata media dei mutui è salita a 25 anni (era 23 lo scorso anno); in calo, invece, il valore degli immobili oggetto di mutuo, sceso a circa 192.975 euro (-6,4%).

    L’andamento provinciale

    Guardando alla richiesta dei mutui a livello provinciale emerge un andamento differenziato. L’area dove sono stati chiesti gli importi più elevati è quella di Napoli dove, nei primi sette mesi del 2022, chi ha presentato domanda per un mutuo ha puntato ad ottenere, in media, 143.210 euro.

    Seguono nella graduatoria le province di Salerno, dove la richiesta media è stata pari a 131.576 euro, Caserta (123.717 euro) ed Avellino (115.610 euro). Chiude la classifica Benevento, provincia nella quale gli aspiranti mutuatari hanno cercato di ottenere, sempre in media, 110.578 euro.

    Tassi in crescita

    Sul fronte dei tassi, come detto, i primi sette mesi del 2022 sono stati caratterizzati da un aumento del costo dei finanziamenti per la casa è aumentato. Secondo le simulazioni* di Facile.it, per un mutuo medio a tasso fisso (126.000 euro in 25 anni, LTV 70%) i tassi disponibili oggi online partono da circa il 2,60% (Taeg) con una rata mensile di 557 euro, vale a dire circa 85 euro in più rispetto allo scorso anno (ovvero 26mila euro in più di interessi se si considera l’intera durata del finanziamento).

    Se si guarda invece al variabile, i tassi disponibili online per la simulazione sopra indicata partono da 1,29% (Taeg), con una rata iniziale da 480 euro, vale a dire circa 30 euro in più rispetto a dodici mesi fa.

    Gli indici dei tassi variabili con cap disponibili oggi online, infine, partono da 1,80% (Taeg), con una rata iniziale da 503 euro.

     

    * L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 33mila richieste di mutuo raccolte tramite Facile.it e Mutui.it in Campania nei primi sette mesi del 2021 e 2022. Le simulazioni sono state realizzate tenendo in considerazione i tassi disponibili su Facile.it in data 23 agosto 2022 e 27 agosto 2021.

  • Mutui casa: in Calabria cresce la richiesta media (+1%)

    Aumenta l’importo medio richiesto dai calabresi per un mutuo; secondo l’analisi* di Facile.it e Mutui.it, nei primi sette mese del 2022 gli aspiranti mutuatari della Calabria hanno puntato ad ottenere, in media, 108.782 euro, vale a dire l’1,1% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

    Il 2022 è stato caratterizzato da un aumento dei tassi di interesse ma, nonostante questo, nella regione si continuano a chiedere finanziamenti per l’acquisto di un immobile; i rincari hanno però spinto molti aspiranti mutuatari a valutare nuove tipologie di mutuo tanto è vero che, a luglio 2022, il 27% delle domande di finanziamento raccolte da Facile.it in Calabria e presentate alle banche era per un mutuo a tasso variabile con cap, percentuale notevole se si considera che fino a pochi mesi fa 9 richiedenti su 10 puntavano al fisso.

    «Oggi le opzioni a disposizione dei consumatori sono più numerose rispetto al passato; oltre al tasso fisso e variabile si stanno diffondendo rapidamente soluzioni ibride come, ad esempio, i mutui variabili con cap, che prevedono un’oscillazione degli interessi ma con un tetto massimo per la rata mensile» spiega Ivano Cresto, Managing Director prodotti di finanziamento di Facile.it. «Si tratta di prodotti più complessi e meno conosciuti rispetto a quelli tradizionali e per questo il consiglio è di affidarsi a consulenti esperti che sappiano guidare il richiedente nella scelta della soluzione più adatta.»

    Le richieste di mutui a tasso fisso nel mese di luglio sono calate al 30% del totale, mentre la quota di quelle a tasso variabile si è attestata intorno al 41%.

    Cambia l’identikit del richiedente tipo; l’età media di chi ha presentato domanda di mutuo in Calabria nei primi sette mesi del 2022 era pari a 38 anni e mezzo, valore in netto calo rispetto agli oltre 40 anni rilevati nel 2021.  Ad incidere sul calo dell’età media è stato l’aumento dei richiedenti under 36 calabresi che, nei primi sette mese dell’anno, hanno rappresentato il 45% della domanda. La durata media dei mutui è salita a 24 anni (era quasi 22 lo scorso anno); in calo, invece, il valore degli immobili oggetto di mutuo, sceso a circa 154.000 euro (-6%).

    L’andamento provinciale

    Guardando alla richiesta dei mutui a livello provinciale emerge un andamento differenziato. L’area dove sono stati chiesti gli importi più elevati è quella di Catanzaro dove, nei primi sette mesi del 2022, chi ha presentato domanda per un mutuo ha puntato ad ottenere, in media, 115.233 euro.

    Seguono nella graduatoria la provincia di Reggio Calabria, dove la richiesta media è stata pari a 107.106 euro e, staccata di poco, quella di Cosenza (106.051 euro).

    Ultimo posto per Crotone, provincia nella quale gli aspiranti mutuatari hanno cercato di ottenere, sempre in media, 96.901 euro.

    Tassi in crescita

    Sul fronte dei tassi, come detto, i primi sette mesi del 2022 sono stati caratterizzati da un aumento del costo dei finanziamenti per la casa è aumentato. Secondo le simulazioni* di Facile.it, per un mutuo medio a tasso fisso (126.000 euro in 25 anni, LTV 70%) i tassi disponibili oggi online partono da circa il 2,60% (Taeg) con una rata mensile di 557 euro, vale a dire circa 85 euro in più rispetto allo scorso anno (ovvero 26mila euro in più di interessi se si considera l’intera durata del finanziamento).

    Se si guarda invece al variabile, i tassi disponibili online per la simulazione sopra indicata partono da 1,29% (Taeg), con una rata iniziale da 480 euro, vale a dire circa 30 euro in più rispetto a dodici mesi fa.

    Gli indici dei tassi variabili con cap disponibili oggi online, infine, partono da 1,80% (Taeg), con una rata iniziale da 503 euro.

    * L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 6mila richieste di mutuo raccolte tramite Facile.it e Mutui.it in Calabria nei primi sette mesi del 2021 e 2022. Le simulazioni sono state realizzate tenendo in considerazione i tassi disponibili su Facile.it in data 23 agosto 2022 e 27 agosto 2021.

     

  • Mutui casa: in Liguria cresce la richiesta media (+3,3%)

    Aumenta l’importo medio richiesto dai liguri per un mutuo; secondo l’analisi di Facile.it e Mutui.it, realizzata su un campione di quasi 11mila richieste di mutuo raccolte nella regione, nei primi sette mese del 2022 gli aspiranti mutuatari della Liguria hanno puntato ad ottenere, in media, 131.803 euro, vale a dire il 3,3% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

    Il 2022 è stato caratterizzato da un aumento dei tassi di interesse ma, nonostante questo, nella regione si continuano a chiedere finanziamenti per l’acquisto di un immobile; i rincari hanno però spinto molti aspiranti mutuatari a valutare nuove tipologie di mutuo tanto è vero che, a luglio 2022, il 34% delle domande di finanziamento raccolte da Facile.it in Liguria e presentate alle banche era per un mutuo a tasso variabile con cap, percentuale notevole se si considera che fino a pochi mesi fa 9 richiedenti su 10 puntavano al fisso.

    «Oggi le opzioni a disposizione dei consumatori sono più numerose rispetto al passato; oltre al tasso fisso e variabile si stanno diffondendo rapidamente soluzioni ibride come, ad esempio, i mutui variabili con cap, che prevedono un’oscillazione degli interessi ma con un tetto massimo per la rata mensile» spiega Ivano Cresto, Managing Director prodotti di finanziamento di Facile.it. «Si tratta di prodotti più complessi e meno conosciuti rispetto a quelli tradizionali e per questo il consiglio è di affidarsi a consulenti esperti che sappiano guidare il richiedente nella scelta della soluzione più adatta.»

    Le richieste di mutui a tasso fisso nel mese di luglio sono calate al 24% del totale, mentre la quota di quelle a tasso variabile si è attestata intorno al 41%.

    Cambia l’identikit del richiedente tipo; l’età media di chi ha presentato domanda di mutuo in Liguria nei primi sette mesi del 2022 era pari a 38 anni, valore in netto calo rispetto ai 41 anni e mezzo rilevati nel 2021. Ad incidere sul calo dell’età media è stato l’aumento dei richiedenti under 36 liguri che, nei primi sette mese dell’anno, hanno rappresentato il 51% della domanda. La durata media dei mutui è salita a 25 anni (era 22 e mezzo lo scorso anno); in calo, invece, il valore degli immobili oggetto di mutuo, sceso a circa  182.025 euro (-5%).

    L’andamento provinciale

    Guardando alla richiesta dei mutui a livello provinciale emerge un andamento differenziato.

    La provincia che, nei primi sette mesi del 2022, ha registrato l’aumento più importante è quella di Genova, dove l’importo medio richiesto dagli aspiranti mutuatari è cresciuto del 4,6% rispetto allo stesso periodo del 2021, stabilizzandosi a 126.913 euro.

    Seguono nella graduatoria ligure Savona, che ha registrato un aumento del 3,1% (145.663 euro) e, a brevissima distanza, La Spezia (+3,0%, 132.820 euro).

    In valori assoluti, la provincia di Savona è quella dove, in media, si sono chiesti mutui di importo più elevato; Genova quella dove la richiesta media è stata più contenuta.

    Tassi in crescita

    Sul fronte dei tassi, come detto, i primi sette mesi del 2022 sono stati caratterizzati da un aumento del costo dei finanziamenti per la casa è aumentato. Secondo le simulazioni* di Facile.it, per un mutuo medio a tasso fisso (126.000 euro in 25 anni, LTV 70%) i tassi disponibili oggi online partono da circa il 2,60% (Taeg) con una rata mensile di 557 euro, vale a dire circa 85 euro in più rispetto allo scorso anno (ovvero 26mila euro in più di interessi se si considera l’intera durata del finanziamento).

    Se si guarda invece al variabile, i tassi disponibili online per la simulazione sopra indicata partono da 1,29% (Taeg), con una rata iniziale da 480 euro, vale a dire circa 30 euro in più rispetto a dodici mesi fa.

    Gli indici dei tassi variabili con cap disponibili oggi online, infine, partono da 1,80% (Taeg), con una rata iniziale da 503 euro.

     

    * L’analisi è stata realizzata su un campione di quasi 11mila richieste di mutuo raccolte tramite Facile.it e Mutui.it in Liguria nei primi sette mesi del 2021 e 2022. Per le simulazioni sono stati considerati i tassi disponibili su Facile.it in data 5 aprile 2022 e 9 aprile 2021.

  • Mutui casa: 2 milioni di italiani bloccati dagli aumenti

    A causa dell’aumento dei tassi dei mutui quasi 2 milioni di italiani hanno fermato la ricerca di un nuovo immobile; questo uno dei dati emersi dall’indagine commissionata da Facile.it mUp Research e Norstat* che, già a fine maggio, aveva evidenziato come l’incremento del costo dei finanziamenti casa avesse bloccato molti italiani intenti nel trovare una nuova abitazione.

    Una platea che potrebbe ulteriormente allargarsi alla luce della conferma da parte della BCE dell’aumento del costo del denaro; la decisione dell’Eurotower potrebbe quindi incidere negativamente non solo su chi ha già un mutuo a tasso variabile – e che secondo le simulazioni di Facile.it dovrà far fronte a rincari sulla rata mensile fino a 120 euro nel giro di un anno – ma anche su coloro stanno cercando, o hanno intenzione di farlo in futuro, un nuovo immobile.

    Sul fronte dei tassi, dopo valori ormai ai minimi da anni, la situazione oggi è cambiata; i tassi fissi sono già aumentati ed oggi per un mutuo medio* è difficile trovare opzioni sotto il 2,4% (TAN), mentre chi sceglie un variabile può accedere a finanziamenti con indici contenuti, che partono da 0,65%, ma destinati presto a salire.

    «In un periodo di aumento dei tassi come quello attuale, scegliere un mutuo diventa un’operazione più delicata», spiegano gli esperti di Facile.it. «Non esiste, in assoluto, una scelta giusta o sbagliata tra tasso fisso, variabile o soluzioni ibride, la decisione va presa in base alle specificità dell’aspirante mutuatario: la propensione al rischio, la posizione reddituale, la durata del finanziamento, l’età e così via. L’aiuto di un consulente esperto diventa quindi più importante che mai.».

     

    * Nota metodologica: Indagine mUp research – Norstat svolta tra il 24 ed il 26 maggio 2022 attraverso la somministrazione di n.1.012 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 55 anni, patentati, rappresentativo della popolazione italiana nel segmento di età considerato, residente sull’intero territorio nazionale.

    Simulazione realizzata da Facile.it in data 10 giugno 2022; tassi per un mutuo da 126.000 euro in 25 anni, LTV 70%.

  • Mutui variabili: rata in aumento fino a 120 euro

    Domani si terrà la riunione di politica monetaria della BCE e, tra gli osservati speciali, c’è l’annuncio sui tassi. L’aumento – previsto per luglio e settembre – avrà un impatto sull’Euribor, l’indice di riferimento per i mutui a tasso variabile, e questo comporterà un aumento delle rate dei mutui italiani, ma di quanto? Facile.it ha fatto alcune simulazioni scoprendo che, da qui al prossimo anno, la rata mensile di un mutuo variabile medio potrebbero salire di circa 120 euro rispetto ad oggi.

    Per l’analisi Facile.it ha preso come riferimento un finanziamento da 120.000 euro da restituire in 20 anni e simulato i possibili cambiamenti tenendo in considerazione i cosiddetti futures sull’Euribor, che rappresentano l’aspettativa che gli operatori hanno sull’andamento dell’indice nei prossimi 5 anni.

    Oggi un tasso variabile medio (T.A.N) disponibile online* per l’operazione simulata è pari a 0,85%, con una rata mensile di 544 euro. Secondo i futures sull’Euribor, entro fine anno l’indice Euribor a 3 mesi sfiorerà l’1% (oggi si trova a -0,30%) e questo farà salire il tasso variabile a circa 2,20%, con una rata mensile più pesante di circa 75 euro. Tra dodici mesi (a giugno 2023), l’indice potrebbe arrivare a circa 1,75%; questo farebbe salire il tasso variabile a 2,95% e la rata del muto a 663 euro, vale a dire quasi 120 euro in più rispetto a oggi. A dicembre 2027, le previsioni danno l’Euribor intorno al 2,10%; in questo caso il tasso salirebbe a 3,30% e la rata mensile a 684 euro, vale  a dire 140 euro in più rispetto ad oggi.

    «Sebbene in periodi di grande incertezza come quello attuale sia difficile fare previsioni, è importante non sottovalutare i messaggi che arrivano dal mercato»; spiega Ivano Cresto, Managing Director prodotti di finanziamento di Facile.it «Oggi più che mai, quindi, la scelta del mutuo va affrontata con grande attenzione; il consiglio è di affidarsi ad un consulente esperto in grado di identificare la soluzione più adatta alle esigenze dell’aspirante mutuatario.».

    * Simulazione Facile.it in data 8 giugno 2022

  • Mutui: in Sardegna scende sotto i 40 anni l’età media dei richiedenti

    Secondo l’analisi di Facile.it e Mutui.it, nel primo trimestre dell’anno l’età media degli aspiranti mutuatari in Sardegna è scesa a poco più di 38 anni e mezzo; un cambiamento epocale se si considera che appena 12 mesi fa chi presentava domanda di finanziamento in regione aveva, sempre in media, 42 anni e mezzo. La prima casa, invece, i sardi la comprano, in media, a 36 anni e mezzo; erano 40 nel primo trimestre 2021.

    Il calo dell’età media – si legge nell’analisi realizzata su un campione oltre 4.900 richieste di mutuo raccolte in Sardegna* – è legato all’aumento dei giovani che, grazie alle agevolazioni statali, si sono rivolti ad un istituto di credito; nei primi 3 mesi dell’anno il 47% del totale delle domande di finanziamento presentate nella regione è stata firmata da un under 36, valore in netto aumento rispetto allo stesso periodo del 2021, quando la percentuale era pari al 24%.

    L’andamento provinciale

    Analizzando i valori medi regionali emerge che, nel primo trimestre 2022, gli aspiranti mutuatari sardi hanno cercato di ottenere, in media, 123.057 euro, in aumento rispetto allo scorso anno (+3,5%), mentre il valore degli immobili oggetto di mutuo è calato a 164.763 euro (-9%). Il Loan To Value (rapporto tra valore del mutuo e valore dell’immobile) è salito all’80% (era il 71% dodici mesi fa); i piani di ammortamento si sono allungati, passando da 23 a 25 anni.

    Guardando all’andamento della richiesta a livello provinciale emerge che l’area che ha registrato la crescita più importante è quella di Sassari, dove l’importo medio richiesto è salito dell’11,6%, arrivando a 127.619 euro, seguita da Oristano (+11,1%, 107.959 euro).

    Chiudono la classifica Cagliari, dove l’importo medio richiesto è in linea con il valore dello scorso anno (-0,2%, 126.235 euro), e Sud Sardegna che ha registrato un -9,1% (106.153 euro) rispetto al primo trimestre 2021.

    Mutui prima casa in aumento

    Torna a crescere in Sardegna anche la richiesta di mutui per l’acquisto della prima casa: nel primo trimestre dell’anno il 73% delle domande di finanziamento raccolte online era per questa finalità, in aumento di ben 18 punti percentuali rispetto al 2021. In media, chi si è rivolto ad un istituto di credito per comprare l’abitazione principale aveva, all’atto della firma, 36 anni e mezzo, e ha chiesto 126.435 euro da restituire in poco più di 26 anni.

    Tassi in risalita, i fissi verso il 2%

    Analizzando l’offerta bancaria emerge che questa prima parte dell’anno, anche a causa del complesso scenario internazionale, è stata caratterizzata da un aumento generalizzato dei tassi di interesse e, in particolare, di quello fisso.

    Secondo le simulazioni di Facile.it*, per un mutuo da 126.000 e LTV al 70% da restituire in 25 anni, i TAEG fissi disponibili oggi online partono dal’1,71%, con una rata mensile di 507 euro, vale a dire 41 euro in più al mese rispetto allo scorso anno (quando il Taeg partiva da 1,04% e la rata da 466 euro). Con queste condizioni, chi chiede oggi un mutuo a tasso fisso paga, per tutta la durata del finanziamento, circa 12.300 euro in più di interessi rispetto a un anno fa.

    Più stabile la situazione sul fronte dei tassi variabili, con indici che partono, per la simulazione indicata, dallo 0,82% e una rata di 461 euro. Con l’aumento degli indici fissi, il tasso variabile torna ad essere una ulteriore e valida alternativa per chi vuole sottoscrivere un mutuo.

     

     

    * L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 4.900 richieste di mutuo raccolte tramite Facile.it e Mutui.it in Sardegna nei periodi gennaio-marzo 2021 e gennaio-marzo 2022.

    Per le simulazioni sono stati considerati i tassi disponibili su Facile.it in data 5 aprile 2022 e 9 aprile 2021.

    Immagine © prima91