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  • Valle Aniene, è Antonello De Pierro l’amministatore locale italiano più seguito sui social

    Il giornalista presidente dell’Italia dei Diritti-De Pierro, capogruppo a Roccagiovine e consigliere dell’Unione dei Comuni Valle Ustica, con 181.000 follower, è 74esimo nella classifica dei politici nazionali più seguiti sulle pagine Facebook e oggi primo per trend di crescita, sopra Meloni e Berlusconi


    Roma – E’ ormai nota l’importanza dei social network nella comunicazione politica, in cui partiti e big, ma non solo, investono molto al fine di mantenere un contatto costante con i loro follower, che interagiscono sempre di più con i politici che seguono, spesso anche in maniera critica.

    In particolare, il social network su cui puntano maggiormente gli esponenti della politica italica è Facebook, seguito a ruota da Twitter. Il numero di seguaci che un politico riesce a ottenere sulla sua pagina Facebook è ormai diventato un indice di riferimento per valutare la sua presenza sui social, circostanza che è ormai considerata fondamentale anche in occasione delle campagne elettorali, dove ci si affida sempre più alla logica dell’algoritmo per raggiungere gli elettori e racimolare consenso. Esiste un sito dal nome Politica su Facebook , che riporta la speciale classifica, aggiornata quotidianamente, delle pagine dei politici italiani per numero di follower. A oggi, scorrendo lo sguardo sull’elenco si notano sul podio il segretario della Lega Matteo Salvini al primo posto con 5.036.068, il capo politico del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte al secondo con 4.510,627 e la leader di Fratelli d’Italia e presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni al terzo, l’unica che fa registrare un trend in crescita (+1002), mentre i primi 2 sono in emorragia di follower (rispettivamente – 352 e – 798). Ma continuando a leggere nella top ten, da cui, dopo le elezioni politiche è sparito Luigi Di Maio, ci si imbatte in nomi interessanti e a volte sorprendenti. Al quarto posto figura Vittorio Sgarbi con 2.389.676, poi Beppe Grillo con 1.741.902, Gianluigi Paragone con 1.624.802, Alessandro Di Battista con 1.606.283, il presidente della Campania Vincenzo De Luca con 1.519.752, il leader di Italia Viva Matteo Renzi con 1.134.945, mentre al decimo posto chiude Silvio Berlusconi con 1.131.814.

    Tra i vari esponenti della politica nazionale, che si avvicendano nella classifica, al 74esimo posto campeggia Antonello De Pierro, presidente del movimento Italia dei Diritti-De Pierro con 180.995 folloower, che oggi ha un sorprendente trend in crescita pari a 1.710 follower, riferito all’ultima settimana, che lo colloca al primo posto, sopra le europarlamentari leghiste Silvia Sardone e Simona Baldassarre, rispettivamente con 1.468 e 1.220. Sotto al podio si scorgono il deputato e sottosegretario leghista Massimo Bitonci con 1.138, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, solo 5^ con 1002, Silvio Berlusconi (6°con 907) e il deputato di Europa Verde Francesco Emilio Borrelli (7° con 818). E ancora, tra gli altri, la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein con 696, il governatore del Veneto Luca Zaia con 486, Gianluigi Paragone con 353, Nicola Fratoianni con 320, Alessandro Di Battista con 318, Imma Battaglia con 292, Marco Rizzo con 286 e Carlo Calenda con 274.

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    Evidentemente l’incessante attività politica del giornalista romano, che da sempre si batte a favore dei diritti delle cellule più deboli del nostro tessuto sociale, l’ha fatto apprezzare tanto che oggi il suo seguito sulla pagina Facebook è di circa lo 0,3 % della popolazione italiana e supponendo che tutti i follower fossero elettori, in base al numero dei votanti registrati alle scorse elezioni politiche la percentuale salirebbe a circa lo 0,6 %. Un risultato che premia un intenso lavoro da giornalista, che l’ha visto alla direzione di Radio Roma per 10 anni, di Italymedia.it e di altre testate locali, prima di dedicarsi quasi esclusivamente alla politica e fondare il movimento Italia dei Diritti-De Pierro, lanciando un progetto etico e legalitario, che ha permesso di eleggere decine di consiglieri in seno a molti consigli comunali. Un impegno iniziato tra le file dell’Italia dei Valori, dove ha anche ricoperto il ruolo di capo ufficio stampa a Roma. Fu allora che decise di creare un nuovo soggetto politico, che ben presto raccolse adesioni in tutta Italia. Nel 2013, decise di seguire Massimo Donadi e Nello Formisano, i quali erano confluiti nel progetto denominato Centro Democratico, promosso da Bruno Tabacci, con cui si candidò al Senato nella circoscrizione Molise, in quota Italia dei Diritti. La legge elettorale dell’epoca assegnava al Molise l’elezione di 3 deputati e 2 senatori. Insieme a De Pierro per quei 2 posti concorrevano anche Silvio Berlusconi nella lista del Popolo della Libertà e Roberto Ruta in quella del Partito Democratico, risultati entrambi eletti. Ma il leader dell’Italia dei Diritti ha sempre rivendicato una straordinaria circostanza: in alcuni comuni della provincia di Campobasso, in cui il movimento aveva più seguito, Centro Democratico ottenne più voti al Senato, dove gli elettori erano in numero minore, essendo previsto il diritto di voto a 25 anni, che alla Camera, la cui lista vedeva capolista Bruno Tabacci, capo politico di Centro Democratico. La grande abnegazione con cui De Pierro affronta a testa alta ogni distorsione sociale, sempre alla ricerca della legalità e denunciando ogni accenno di illiceità l’ha portato a essere molto esposto e pertanto soggetto a ritorsioni. Come a gennaio del 2007, quando, a seguito di alcuni esposti presentati per degli abusi edilizi, i destinatari, che, come ha poi ampiamente dimostrato De Pierro, avevano goduto di omissioni istituzionali,accompagnarono con la loro automobile, sotto casa sua, il noto boss mafioso di Ostia Armando Spada. Nell’ormai nota vicenda De Pierro fu minacciato di morte e aggredito dallo Spada insieme a suo fratello e finì in ospedale. Poi per l’Italia dei Diritti-De Pierro sono iniziate le esperienze amministrative, una fra tutte quella del 2016 ad Ariccia, dove De Pierro volle candidare a sindaco Luisa Sallustio, la dimissionaria presidente Pd del consiglio comunale. La lista Idd, che vedeva come capolista l’attuale segretario provinciale romano Carlo Spinelli,, ottenne un dignitoso 3,4 %, risultato che spinse poi il direttivo a proseguire sulla strada delle elezioni amministrative , ottenendo molti eletti nei comuni, tra cui lo stesso De Pierro, candidato a sindaco a Roccagiovine, è entrato in opposizione a guidare il gruppo IdD, fino ad arrivare alle scorse elezioni politiche, dove lo stesso giornalista, a seguito di vari accordi politici, aveva ottenuto la candidatura in un collegio uninominale semiblindato alla Camera, con elezione quasi certa, sfumata poi per divergenze interne con il partito che l’avrebbe ospitato in quota Italia dei Diritti-DePierro.

    La battaglia a favore dei vaccini, che lo vede impegnato da oltre 2 anni, l’ha esposto a reiterati insulti e minacce, che non si sono mai placati, ma gli ha fatto indubbiamente acquisire consenso. Come un attacco ricevuto da Matteo Salvini, che l’aveva definito “povero ominicchio” da tutti i suoi profili social, lo ha reso bersaglio di vari insulti e critiche da parte di tanti sostenitori leghisti, compresi alcuni parlamentari, ma l’ha reso meritevole di solidarietà da parte di quanti fossero contrari alla politica del leader leghista, o quantomeno avessero ritenuto il suo attacco inopportuno. Come una critica mossa nei confronti del calciatore della As Roma Nicola Zalewski ha suscitato l’indignazione da parte di tanti tifosi giallorossi, con insulti e minacce anche gravi, che l’hanno costretto a recarsi a Poli scortato in occasione di una manifestazione calcistica. Tutti episodi che hanno esposto il numero uno dell’Italia dei Diritti – De Pierro ad atti di violenza, ultimo quello subito lo scorso 17 marzo a Roma, mentre si recava in Campidoglio, quando, per motivi ancora da accertare, è stata distrutta l’autovettura che lo trasportava, ha subito un trauma cranico alla regione occipitale e, prontamente soccorso, è stato trasportato in ospedale in codice giallo.

    Ma prima di tutto il merito va al lavoro svolto da tutti gli esponenti dell’Italia dei Diritti – De Pierro sul territorio, eletti e non, i quali, magistralmente coordinati dal responsabile nazionale per la Politica Interna e segretario provinciale di Roma Carlo Spinelli, svolgono un’attività costante nell’interesse dei corpi collettivi. Da quando De Pierro ha lanciato l’iniziativa dei consiglieri ombra tutte le amministrazioni hanno i riflettori accesi sul loro operato e pertanto se non sono virtuose, a giudizio degli esponenti Idd, sono costrette a subire la critica dei rappresentanti del movimento, sia che siedano sugli scranni istituzionali, sia che non siano presenti nelle aule dibattimentali.

    Grazie al numero di circa 181.000 follower raggiunto su Facebook (su Twitter ne conta circa 77.000) il giornalista presidente dell’IdD, che attualmente oltre a essere capogruppo in consiglio a Roccagiovine è anche consigliere presso l’Unione dei Comuni Valle Ustica e capogruppo dell’Italia dei Diritti-De Pierro presso la X Comunità Montana dell’Aniene, ancorché al momento commissariata , si laurea come l’amministratore locale più seguito sui social in Italia.

    La sua 74esima posizione in classifica, con 180.995 follower registra il suo maggior seguito sui social rispetto a vari big, tra cui il neo eletto governatore del Friuli – Venezia Giulia Massimiliano Fedriga, 76esimo, che conta 164.426 follower, Marco Cappato, 82esimo, con 154.204, Nicola Fratoianni, 83esimo, con 153.788, Riccardo Fraccaro, 85esimo, con 151.208, Enrico Letta, 86esimo, con 150.902, Federico Pizzarotti, 89esimo, con 147.318, Marco Rizzo, 90esimo, con 146.880, il presidente della Repubblica Sergio Mattarela, 96esimo,con 139.042, Teresa Bellanova, 98esima , con 137,263 e Massimiliano Smeriglio, 110esimo, con 122.716. E scorrendo ancora la classifica si scorgono il ministro Raffaele Fitto, in 112esima posizione con 121.606 follower, il presidente della Camera dei Deputati Lorenzo Fontana in 113esima con 119.621, Elisabetta Gardini in 114esima con 118.080, mentre solo 118esima, con 114663, per Monica Cirinnà, 119esima, con 113.717, per l’europarlamentare leghista Antonio Maria Rinaldi e 120esima, con 112.621, per il ministro Francesco Lollobrigida. Ancora più distaccati altri big come Davide Faraone (122esimo), Vincenzo Spadafora (124esimo), Emma Bonino (125esima), Federica Mogherini (129esima), Maurizio Gasparri (130esimo), Simone Pillon (134esimo), Pierpaolo Sileri (135esimo), Paolo Gentiloni (136esimo), Andrea Orlando (139esimo) e il presidente del Senato Ignazio La Russa addirittura 144esimo con 96.191. Tra gli amministratori locali solo un 149esimo posto, con 92.893 follower per il sindaco di Firenze Dario Nardella, 159esimo, con 86.684 per il sindaco di Roma Roberto Gualtieri e 160esimo, con 85813, per quello di Palermo Leoluca Orlando, comunque in posizione migliore rispetto a big del calibro di Antonio Tajani (163esimo), Roberto Giachetti (164esimo) e Dario Franceschini (172esimo).

  • Liste civetta, De Pierro risponde a Rieti Life e a Fabio Melilli

    Dopo l’articolo apparso sulla testata reatina e le dichiarazioni del deputato del Partito Democratico il presidente del movimento Italia dei Diritti si pronuncia deciso sull’argomento

    Antonello De Pierro

    Roma – In occasione delle elezioni amministrative previste per il prossimo 12 giugno anche quest’anno, in sede di presentazione delle liste, c’è stato chi è tornato a parlare di liste civetta. E puntualmente, in maniera esplicita o più velatamente, qualcuno ha eletto a bersaglio il movimento Italia dei Diritti, la compagine politica che fa capo al giornalista romano Antonello De Pierro, noto alle cronache anche per essere stato vittima in passato di un’aggressione da parte del boss di Ostia Armando Spada.
    Fabio Melilli
    Tra i tanti figura la testata reatina Rieti Life, che, in un articolo dal titolo “Casaprota, 5 liste per 700 abitanti. Ecco tutti i candidati a sindaco e a consigliere”, facendo apoditticamente riferimento alla lista IdD, pur non citandola, e sottolineando la circostanza che vede “una lista” contenere “molti nomi che si sono candidati in un altro comune ma con un altro candidato sindaco”, afferma che “sì può fare, ma ovviamente torna alla mente l’appello del deputato Melilli sulle liste civetta, consuetudine deprecabile in danno dei nostri piccoli comuni ormai da diversi anni”. Ma in cosa consiste il richiamato appello del deputato Melilli? E’ stato proprio Rieti Life a pubblicarlo, qualche ora prima del prefato articolo su Casaprota. Fabio Melilli, ex presidente della provincia di Rieti dal 2004 al 2012 e segretario regionale del Partito Democratico nel Lazio dal 2014 al 2018 aveva dichiarato: “Come accade ormai da qualche anno anche in questa tornata di elezioni amministrative i nostri piccoli comuni, sono invasi da liste di soggetti sconosciuti alle comunità e composte per lo più da militari in servizio. Il periodo di congedo, previsto per legge per chi si candida, spinge alla presentazione di liste e di candidati a Sindaco solo per avere la possibilità di non recarsi al lavoro per più di un mese. Tutto ciò, oltre a determinare un aggravio di lavoro per gli uffici comunali, mortifica ed offende le comunità che vengono utilizzate per esclusivi fini privati. Credo sia arrivato il tempo di porre fine a tali comportamenti a salvaguardia della dignità delle istituzioni e dei nostri comuni”.

    Non si è fatta attendere la risposta dell’Italia dei Diritti, che è intervenuto sulla questione per bocca del suo presidente De Pierro, capogruppo a Roccagiovine, consigliere in seno all’Unione deì Comuni Valle Ustica e già capogruppo IdD nel consiglio della X Comunità Montana dell’Aniene, attualmente comnissariata. Il leader del movimento non le manda a dire e rispedisce al mittente ogni accusa di lista civetta: “E’ arrivata l’ora di finirla di etichettare il nostro movimento come lista civetta. E’ già successo in passato, pur avendo ampiamente dimostrato il contrario sul campo, e in questo caso mi rivolgo soprattutto alla testata Rieti Life. E’ stato scritto che in 2 liste compaiono molti nomi simili. Infatti è accaduto nelle nostre liste a Casaprota e a Nespolo. In merito c’è una previsione normativa specifica che prevede la candidatura della stessa persona in non più di 2 comuni e noi ci siamo attenuti al dettato della norma. A quanto pare sembra sia bastata questa congiuntura per far tornare alla mente al redattore della testata reatina il concetto di ‘liste civetta, consuetudine deprecabile in danno dei nostri piccoli comuni ormai da diversi anni’. L’aver concesso ad alcuni candidati ritenuti più validi la doppia possibilità di elezione è bastato a rispolverare l’assunto concettuale che è espresso dal binomio liste civetta. Forse si ignora che ciò avviene a volte anche nelle file di grossi partiti a Roma, dove, per esempio, ci sono candidati al Comune, i quali figurano anche nelle liste municipali e spesso in ben 2 municipi. Per ciò che afferisce al richiamo alle parole del deputato Fabio Melilli, parlando di noi credo sia alquanto improprio e inopportuno. e voglio sperare che quest’ultimo non facesse riferimento al nostro movimento. In ogni caso se qualcuno ci etichetta come lista civetta non sa davvero di cosa parla. La realtà fattuale che ci vede protagonisti nei territori dice esattamente il contrario. Nei comuni del perimetro territoriale della Città Metropolitana di Roma Capitale abbiamo eletto ben 23 consiglieri e tutti si sono distinti fin dall’inizio per l’impegno profuso nell’onorare l’attribuzione mandataria ricevuta tramite l’espressione di voto da parte degli elettori. Se altre liste si comportano diversamente non è una cosa che ci riguarda, l’importante è che il comportamento che pretendiamo dai nostri candidati, specie se poi vanno a sedere sugli scranni delle assise consiliari, si traduce in una manifestazione esemplare di rispetto per le istituzioni e di conseguenza per i corpi collettivi che queste rappresentano. Abbiamo invece assistito a esternazioni comportamentali da lista civetta proprio da parte di compagini elettorali formate da candidati locali, con sindaci eletti che si sono dimessi dopo qualche giorno condannando i comuni al commissariamento. E nemmeno mi pare che i nostri eletti si siano candidati, come afferma Melilli riferendosi alle ‘liste di soggetti sconosciuti alle comunità’ e composte per lo più da militari in servizio’, offendendo e mortificando ‘le comunità che vengono usate per esclusivi fini privati’. Voglio pensare che Melilli non si riferisse a noi, perché in caso contrario siamo noi a essere mortificati e offesi di fronte a una lapalissiana mistificazione della realtà fenomenica e pretendiamo delle scuse. In centinaia di nostre liste sono stati finora candidati solo 2 militari, un sottufficiale della Marina Militare, che risponde al nome di Marco Zoppini ed è uno dei punti di forza sotto il profilo politico informatico del nostro movimento e negli anni scorsi un carabiniere. E’ stato candidato qualche poliziotto, di cui 3 sono stati eletti, onorando con tutti i crismi il mandato e facendo registrare la loro presenza a ogni convocazione , ma Melilli dovrebbe sapere che i poliziotti non sono militari, ancorché sia prevista l’applicazione d’ufficio dell’istituto dell’aspettativa e non del congedo, come lui erroneamente lo chiama, che è tutta un’altra cosa. Ma tra i nostri eletti figurano soprattutto 2 commercialisti, Dario Domenici e Maria Condrò, 2 infermieri, Massimo Pacico e Teresa Trerotola, un assicuratore, Sandro Taraborrelli, un’ex hostess dell’Alitalia, Paola Torbidoni, un medico, Marco Del Monaco, 2 imprenditori, Angelo Lori e Tony Gallo, una docente, Angela Malaspina, una lavoratrice precaria, Sabrina Ragucci, un ex ispettore capo della Polizia di Stato, Francesco Palmisano, un’eccellenza nel diritto amministrativo e candidato senza usufruire di alcuna aspettativa, un pensionato delle Poste Italiane, Aurelio Tartaglia, un pensionato del Cotral, Angelo Barnaba, il nostro responsabile provinciale romano Carlo Spinelli, impiegato nel campo della tutela ambientale , un impiegato del Ministero dei Beni Culturali, Roberto Porcacchia, un impiegato di un’azienda privata, Giovanni Ziantoni. Tutti i nostri eletti sono impegnati quotidianamente sul territorio e quasi mai sono stati assenti a una seduta consiliare. Molti di loro peraltro non sono estranei ai territori che rappresentano, ma vivono in loco o nei dintorni. Pertanto ogni tentativo di screditarci con la definizione di ‘lista civetta’ è smentito dai fatti e può essere tranquillamente rispedito al mittente. La verità è che non siamo graditi proprio perché troppo presenti e soprattutto competenti. Per fortuna non a tutti. Molti amministratori locali intelligenti hanno colto al volo la straordinaria opportunità da noi rappresentata e hanno recepito il nostro proporci ad adiuvandum. E sono nate delle importanti e proficue collaborazioni, che hanno arricchito le comunità di un valore aggiunto e non hanno certo leso ‘la dignità delle istituzioni’ e dei ‘comuni’, per riprendere ancora il concetto espresso da Melilli. Non ci faremo intimidire da nulla e da nessuno. Il nostro esercito in continua crescita di esponenti e attivisti continuerà a salvaguardare i principi fondanti del movimento, basati sulla legalità, sulla giustizia e sull’etica. Continueremo ad apprezzare e a fare un plauso a tutte le maggioranze virtuose e terremo accesi i riflettori su chi non è in grado di porre in essere un’efficace azione gestionale. Sono gli amministratori incapaci, che siano del luogo o meno, a offendere e mortificare le comunità che rappresentano, spesso costrette a subire per mancanza di una valida alternativa una gestione insufficiente o inerte della cosa pubblica, spesso dettata da una sola persona e avallata dal voto di maggioranze di figuranti, i quali si limitano per 5 anni ad alzare la mano per votare, obbedendo come scimmie ammaestrate agli ordini di scuderia. Che piaccia o no con l’Italia dei Diritti queste aberrazioni istituzionali non passeranno più inosservate. Le amministrazioni non virtuose dovranno rassegnarsi a subire la nostra critica mirata a svegliare le coscienze anestetizzate del tessuto collettivo. Infatti da quando abbiamo lanciato l’iniziativa denominata ‘opposizione ombra’ sarà pressoché ininfluente la nostra presenza o meno nei consessi consiliari, ma i nostri consiglieri ombra denunceranno con tutti i mezzi mediatici disponibili le lacune amministrative. La pacchia è finita”.

  • Elezioni 2022, la battaglia per la legalità di De Pierro a Casape, Camerata Nuova, Nespolo e Casaprota

    Il movimento Italia dei Diritti, presieduto dal giornalista romano, anche quest’anno lancia la sfida per le amministrative, con la novità dei consiglieri ombra
    Antonello De Pierro

    Roma – Dopo 2 anni in cui le elezioni amministrative sono state rinviate a causa dell’emergenza pandemica indotta dalla diffusione del contagio da virus Sars-Cov2, responsabile della patologia Covid 19, alla cui presenza abbiamo dovuto, nostro malgrado, abituarci, il ritorno alle urne in occasione dell’appuntamento elettorale del prossimo 12 giugno, che vedrà il rinnovo di molti consigli comunali, ritorna ad aver luogo nella canonica fascia temporale che va dal 15 aprile al 15 giugno.

    Anche quest’anno il movimento Italia dei Diritti, già in passato protagonista di ottimi risultati, specie nei comuni del territorio della Città Metropolitana di Roma Capitale e in particolar modo della Valle dell’Aniene, tanto da vantare il primato di lista con più eletti a livello provinciale romano nei paesi sotto i 15.000 abitanti, ha schierato la sua squadra e si prepara a un’avvincente campagna elettorale . Qualche giorno fa, presieduto da Carlo Spinelli, segretario provinciale di Roma e capogruppo a Capranica Prenestina, con la partecipazione del presidente del movimento Antonello De Pierro, si è svolto il direttivo provinciale, che ha approvato all’unanimità le liste poi successivamente presentate. La compagine che fa capo al giornalista romano, noto per le tante battaglie combattute a beneficio delle cellule più deboli del nostro tessuto sociale, specie nel decennio trascorso da direttore di Radio Roma, e per essere stato vittima di un’aggressione mafiosa da parte del famigerato boss Armando Spada, anche quest’anno ambisce a ritagliarsi un ruolo da protagonista nella competizione amministrativa in atto, specie dopo che il leader ha lanciato ovunque l’iniziativa denominata “opposizione ombra”, mirata a lodare le amministrazioni virtuose e a criticare duramente quelle che non riescono a soddisfare le esigenze dei corpi collettivi. Ed è così che il simbolo dell’Italia dei Diritti campeggia nei manifesti elettorali di Casape e di Camerata Nuova nel territorio della Città Metropolitana di Roma Capitale e di Casaprota e Nespolo nel Reatino. Una crescita territoriale ormai inarrestabile per la squadra di De Pierro, che ogni giorno registra nuove adesioni da parte di cittadini entusiasti del progetto politico dell’IdD, i quali hanno voglia di mettersi in gioco e impegnarsi per garantire il rispetto delle norme giuridiche, ma anche morali, spesso disattese da chi amministra la cosa pubblica, producendo attività gestionali insufficienti a garantire pienamente la tutela degli interessi dei cittadini.

    L’impegno futuro dell’IdD è rappresentato da candidati sindaci accuratamente selezionati, persone competenti che da Primi Cittadini saranno capaci di fare la differenza e attuare quel cambiamento annunciato da tempo dal presidente De Pierro, che nei territori già si sta appalesando, ancorché gli eletti siano all’opposizione. A Casape a scendere in campo è Carlo Collarino, commissario della Squadra Mobile della Questura di Roma e personaggio emblematico del mondo sindacale della Polizia di Stato, prima col Siulp, poi con la Uil Polizia e ora con l’Usip. A sostenerlo una squadra di tutto rispetto in cui spiccano, tra gli altri ,il capolista Marco Zoppini, esperto informatico della Marina Militare, Antonio Steggi, vice segretario provinciale di Roma dell’Italia dei Diritti e noto esponente sindacale dell’Atac, la commercialista Maria Condrò, già consigliera del movimento a Sambuci, il vice responsabile per Tivoli e Guidonia Montecelio Enrico Pernié e Monica Persiani, cantante dello storico gruppo musicale Milk and Coffee. E proprio a Casape non passa inosservata una candidatura voluta fortemente da De Pierro, quella del candidato più giovane d’Italia, 18 anni appena compiuti. Si tratta di Christian Egidi, studente liceale e giovane promessa del calcio, militante nel Tivoli, il quale sogna di seguire le orme del già celebre calciatore della As Roma Nicola Zalewski, nato a Tivoli e cresciuto a Poli, comune che confina proprio con Casape. Egidi è il figlio di Monica Persiani ed è candidato con l’IdD anche a Camerata Nuova, dove sua madre guida al primo posto una lista che sostiene la candidatura a sindaca della nota pittrice e giornalista Ester Campese, responsabile provinciale di Roma per la Cultura e responsabile territoriale per il IX Municpio. E a Camerata Nuova è presente in lista anche qualcun altro dei candidati di Casape. Da Marco Zoppini ad Antonio Steggi, da Maria Condrò, a Enrico Pernié, da Massimo D’Offizi a Emanuele Di Gianfelice.

    A Casaprota, in provincia di Rieti, la candidata sindaca dell’Italia dei Diritti è Irene Pastore, di professione docente e titolare, nell’organigramma del movimento, dell’attribuzione mansionale di vice responsabile provinciale romana per la Scuola e l’Istruzione e responsabile territoriale per il XV Municipio. Capolista è l’attivissimo Giancarlo Villani, responsabile per il V Municipio di Roma, mentre scorrendo la lista ci si imbatte nell’infermiera in pensione Letteria Anastasi, nel giovane Emmanuele Di Leo, già candidato alle scorse elezioni comunali di Roma con un’ottima cifra elettorale,sebbene non risultato eletto, e in Manolo Bencivenghi, laureato in giurisprudenza e poliziotto presso l’Ufficio di Polizia di Frontiera di Fiumicino. A Nespolo il movimento punta su un candidato sindaco che è ormai una garanzia sotto il profilo della gestione amministrativa. Risponde al nome di Paolo Nanni e di professione fa il poliziotto presso la Polizia Stradale di Carsoli. E’ stato eletto con la lista Italia dei Diritti nel 2018 a Roccagiovine, dove è attualmente consigliere, insieme al presidente De Pierro, il quale nella circostanza era candidato a sindaco. Prima di approdare al movimento capeggiato dall’ex direttore di Radio Roma Nanni era già stato consigliere comunale.

    Piena soddisfazione è stata espressa da De Pierro, il quale ha sottolineato l’esponenziale incremento consensuale e di adesioni, che stanno facendo dell’Italia dei Diritti una realtà politica sempre più presente sul territorio.

    “Sono molto soddisfatto — ha esordito — dei risultati che il nostro movimento sta facendo registrare. Quotidianamente ci contattano cittadini, i quali, lamentando inefficienze amministrative, ci incoraggiano a continuare nella nostra azione politica. E finché una sola persona avrà bisogno del nostro ausilio, o quantomeno della nostra vicinanza, noi ci saremo. Qualcuno tra gli amministratori locali non gradisce la nostra presenza, ma con la maggior parte abbiamo un ottimo rapporto di collaborazione. C’è chi, qualche volta, ha cercato di ostacolarci con mezzi che francamente non esito a definire ridicoli e dilettantistici, da politicanti paesani, con una visione politica pressoché inesistente, in occasione delle elezioni amministrative. Sorrido di fronte a tutto ciò perché credo che abbiamo ampiamente dimostrato che il fatto di sedere, o meno, sugli scranni consiliari, è assolutamente ininfluente rispetto al dispiegamento di efficacia della nostra incessante macchina operativa. Lo era prima, ma lo è ancora di più ora che , da qualche tempo, abbiamo ufficializzato quella che abbiamo definito “opposizione ombra”. Siamo felici di avere ottenuto nei comuni del territorio della Città Metropolitana di Roma Capitale 23 eletti, di cui 20 nella sola Valle dell’Aniene, e lo siamo ancora di più quando ci accorgiamo che molti sindaci e consiglieri apprezzano la nostra presenza ritenendoci un valore aggiunto. Ma il nostro fiore all’occhiello è rappresentato da un esercito, in continua espansione, di centinaia di consiglieri ombra, i quali tengono puntati i loro riflettori critici sull’operato delle amministrazioni, pronti a denunciare ogni inefficienza istituzionale, ma altresì a valutare positivamente le gestioni virtuose. In conclusione chi amministra bene non avrà nulla da temere, ma riceverà il nostro plauso. Se qualcuno non è in grado di mettere in atto un’azione gestionale soddisfacente dovrebbe avere il coraggio di rinunciare. D’altronde nessuno obbliga qualcuno a candidarsi. Se non lo farà dovrà rassegnarsi a subire la nostra disapprovazione, che giungerà puntuale e pungente. Siamo stufi di vedere i corpi collettivi in balia di incapaci, con gruppi di maggioranza composti da consiglieri che per l’intero mandato si limitano ad alzare la mano, a volte perfino inconsapevoli di cosa stiano votando, seguendo come scimmie ammaestrate gli ordini di scuderia. Sono quelle che io chiamo maggioranze di ‘figuranti’, che a volte, ancora peggio, seguono le indicazioni di chi, a sua volta non è idoneo ad amministrare adeguatamente gli enti a beneficio della collettività. E il nostro progetto, certamente ambizioso, ma non irrealizzabile, mira proprio a un ricambio in termini qualitativi di chi siede nelle assise consiliari”.

  • De Pierro, la pacchia è finita. E lancia i “consiglieri ombra”

    Il presidente dell’Italia dei Diritti ufficializza l’iniziativa denominata “Opposizione Ombra”, già sperimentata con successo in alcuni comuni e finalizzata ad accendere i riflettori mediatici del movimento sull’operato di tutte le amministrazioni locali, a prescindere dalla presenza di eletti in consiglio
    Antonello De Pierro

    Roma – Le recenti elezioni amministrative hanno segnato un lapalissiano consolidamento del movimento Italia dei Diritti nel territorio della Città Metropolitana di Roma Capitale, in particolare nell’incantevole Valle dell’Aniene, dove, su 20 consiglieri attualmente presenti sugli scranni consiliari, ne conta 17. L’ultimo verdetto delle urne, con 6 consiglieri eletti tra Cineto Romano e Vallinfreda, rafforza anche il primato di maggiore forza politica provinciale, se si considerano i comuni sotto i 15.000 abitanti.

    Il successo che l’Idd ha fatto registrare nella Valle dell’Aniene, rispetto ad altre zone comprese nel perimetro provinciale, dove i consiglieri eletti nei comuni di Pisoniano, Castel San Pietro Romano e Capranica Prenestina, comune in cui esercita il munus consiliare il segretario provinciale Carlo Spinelli, stanno svolgendo comunque un eccellente lavoro, non è certo un caso. Il presidente Antonello De Pierro, giornalista di lungo corso e superpoliziotto antimafia, noto anche per aver subito un’aggressione mafiosa da parte del noto boss di Ostia Armando Spada, nutre un amore viscerale per i comuni che si affacciano sul fiume Aniene, a cominciare da Roccagiovine, dove lo stesso siede in consiglio comunale come capogruppo dell’Italia dei Diritti. Un attaccamento che lo ha portato a prendere a cuore le sorti di un territorio dove spesso le logiche del voto familiare e i percorsi clientelari partoriscono maggioranze non molto idonee ad amministrare con tutti i crismi del caso comuni che forse meriterebbero gestioni più virtuose, nell’interesse supremo dei corpi collettivi, il più delle volte penalizzati dalla loro stessa espressione consensuale e da un’offerta politica insufficiente.

    “Sono legato da lungo tempo alla Valle dell’Aniene — spiega il leader del movimento—, ai suoi splendidi paesaggi, alla natura spesso ancora incontaminata, ai numerosi borghi, ognuno con peculiarità uniche, ma tutti trasmettono la magica sensazione di farti vivere fuori dall’incedere frenetico del tempo. Un amore incondizionato, nato da vari legami amicali e alimentato negli anni dalla passione di una persona straordinaria, che purtroppo non è più fra noi. Sto parlando del compianto Luciano Romanzi, ex sindaco di Licenza ed ex presidente della X Comunità Montana dell’Aniene. Luciano mi spiegava ogni angolo del territorio e mentre parlava me ne faceva innamorare. Mi consigliava periodicamente qualche luogo da visitare e puntualmente seguivo i suoi consigli. Così ho imparato a percorrere e ad apprezzare un territorio meraviglioso, in cui mi recavo ogni volta che i ritmi frenetici della Capitale me lo concedevano. E con buona pace di chi mi accusa di avere bisogno del Gps per muovermi tra i vari comuni sono anni che mi sposto senza problemi”.

    Non è certo ormai un mistero che il progetto etico e legalitario dell’Idd non dispiega la sua azione limitatamente ai comuni in cui il movimento conquista dei seggi, ma i riflettori sono costantemente accesi anche sull’operato di quelle amministrazioni, che pur non dovendo fare i conti con la presenza nel consesso consiliare di eletti sotto il simbolo che fa capo a De Pierro, non possono sottrarsi al sindacato ispettivo dei paladini della legalità, spesso sollecitato dagli stessi cittadini che quotidianamente segnalano criticità, puntualmente verificate prima di essere messe a conoscenza dell’opinione pubblica. In virtù della sempre crescente mole di denunce che giungono alle segreterie provinciali il presidente De Pierro, sentito il parere dei membri del direttivo nazionale, ha deciso di lanciare ufficialmente un’organizzata e pianificata azione di controllo esterno, al fine di rispondere il più possibile alle istanze di intervento reclamate dai cittadini, i quali, in alcuni casi, giudicano insufficiente l’attività amministrativa esercitata nella gestione dei loro comuni. Quella che è stato scelto di chiamare “opposizione ombra” sarà messa in pratica da quelli che saranno denominati “consiglieri ombra”, nominati in base alla competenza attribuita dai rispettivi ruoli territoriali. Il presidente De Pierro sarà consigliere ombra in tutti i comuni e in tutte le regioni d’Italia. Carlo Spinelli, segretario provinciale romano, rappresenterà per ora l’unica eccezione rispetto al territorio di competenza. Infatti, in ragione del suo ruolo di responsabile nazionale per la Politica Interna, avrà giurisdizione ispettiva in tutto il territorio nazionale.

    A tracciare i punti salienti della nuova iniziativa è lo stesso De Pierro: “Quello che finora è stato un esperimento sporadico in alcuni comuni in cui non siamo rappresentati in assemblea consiliare diventerà presto un punto fermo del nostro movimento. Finora il controllo sistematico è stato esercitato solo dai consiglieri eletti, i quali, di fronte ad amministrazioni virtuose, hanno brillantemente collaborato, mentre dove è stato necessario, hanno fatto sentire la loro voce con una dura opposizione. Esempi di proficua cooperazione tra gli scranni consiliari, cosa di cui sono fiero, sono rappresentati, per esempio, dalle esperienze di Rocca Canterano, Vallepietra e Percile. Da oggi, con l’opposizione ombra, i riflettori dell’Italia dei Diritti saranno costantemente accesi sull’attività gestionale delle maggioranze che sono alla guida dei comuni. In caso di amministrazioni virtuose, dove riscontreremo un’applicazione corretta delle norme, ma soprattutto una condotta esemplare sotto il profilo etico, nel supremo interesse del tessuto collettivo, il nostro plauso e il nostro elogio saranno sempre pronti a essere estrinsecati a conforto della giustezza della proposta politico-gestionale. E’ chiaro che a fronte di un impegno lapalissiano e di un’adeguatezza nell’amministrazione della cosa pubblica, errori veniali, che considero fisiologici in un’attività istituzionale che vede la profusione di notevoli energie e la formazione di una ferrea volontà mirate a garantire la tutela dei cittadini, saranno naturalmente tollerati. Ma se ci imbatteremo, come spesso accade, nell’immobilismo o comunque in una gestione insufficiente e comunque non consona agli standard minimi che a nostro avviso andrebbero garantiti, le amministrazioni de quibus dovranno subire la nostra critica. Ma voglio chiarire che la nostra azione sarà mirata esclusivamente alla tutela della popolazione e pertanto, considerato il nostro atteggiamento ad adiuvandum. auspichiamo che le maggioranze alla guida dei comuni interessati accolgano le nostre censure come uno stimolo al miglioramento e accettino di avviare con noi un confronto dialogico al fine di sanare eventuali distorsioni nell’offerta istituzionale. Chiunque abbia a cuore il benessere del parenchima sociale può diventare un consigliere ombra dell’Italia dei Diritti e impegnarsi per rendere migliori i livelli qualitativi offerti. E ripeto, un consigliere ombra potrà essere efficace al pari di un eletto. Faccio un esempio. In afferenza alla potestà di sindacato ispettivo che il D.lgs. 267/2000 attribuisce all’esercizio del munus consiliare, spesso potrà essere esercitata ugualmente, anche se in forma diversa rispetto all’impianto procedurale dettato dalla produzione normativa in esame. Se un eletto potrà formulare le istanze di sindacato ispettivo ex art. 43 del Tuel e il sindaco è tenuto a rispondere entro 30 giorni, uno o più consiglieri ombra potranno articolare le medesime richieste, anche se senza un conforto normativo a cui fare rifermento. Sul Primo Cittadino non incomberà l’obbligo di rispondere,ma le istanze informali dispiegheranno effetti indubbiamente maggiori a beneficio dei cittadini. Se penso all’interrogazione, ai sensi e per gli effetti dell’art. 43,commi 1 e 3 per gli eletti, i consiglieri ombra dell’Idd la presenteranno ugualmente e un sindaco sarà liberissimo di rispondere o meno. In ogni caso, alla produzione dell’atto tramite le procedure tradizionali sarà affiancata la diffusione mediatica, cosa che ora i nostri eletti non fanno, che sortirà l’importante effetto di giungere inevitabilmente, per conoscenza, all’opinione pubblica. Nei cittadini potrà formarsi un libero convincimento in merito, che potrà tradursi in una mutazione della manifestazione di volontà e dell’orientamento del consenso in sede di suffragio elettorale. E’ questa la rivoluzione che produrrà l’opposizione ombra, che sarà anche uno stimolo per i sindaci e per gli amministratori di maggioranza a fare meglio. Naturalmente speriamo di trovare un supporto nei gruppi di opposizione in consiglio, ma se ciò non avverrà non sarà certo un motivo disincentivante per la nostra azione. La pacchia è finita per le amministrazioni che non si riveleranno all’altezza del loro compito. I cittadini hanno diritto a essere ben amministrati e chi non può garantire ciò può accomodarsi fuori dalle sedi istituzionali. I consiglieri ombra dell’Italia dei Diritti saranno i cani da guardia dei cittadini e ne difenderanno le ragioni in ogni momento”.

  • De Pierro, a Sambuci persa un’occasione storica

    Il presidente dell’Italia dei Diritti,superato l’appuntamento elettorale, si sofferma sulla realtà sambuciana e spiega perché la non elezione del regista Rosario Errico ha negato al paese la ribalta nazionale e una crescita economica e occupazionale senza precedenti

    Roma – Calato il sipario sulle elezioni amministrative, che hanno visto il movimento politico Italia dei Diritti, guidato a livello nazionale dal noto giornalista romano Antonello De Pierro, consolidare il proprio radicamento sul territorio della Città Metropolitana di Roma Capitale con la conquista di altri 6 seggi, divisi tra i comuni di Cineto Romano e Vallinfreda, è subito tempo di tracciare i prossimi passi da compiere per dare continuità al progetto etico e legalitario partito nel 2018 da Roccagiovine, lo splendido borgo della Valle dell’Aniene dove il leader della formazione politica è capogruppo in consiglio comunale. Riunito subito il direttivo provinciale di Roma il presidente De Pierro si è confrontato con i vari componenti e in particolare con il segretario territoriale Carlo Spinelli, i vice segretari Dantina Salzano e Antonio Steggi e con Giovani Ziantoni, responsabile del Coordinamento Territoriale e Circoli per la Valle dell’Aniene, dettando la linea politica per il futuro, basata su un controllo capillare sull’operato delle amministrazioni locali.
    Carlo Spinelli
    Presto verrà lanciata ufficialmente la modalità d’azione, che vedrà impegnato sul territorio un numero sempre crescente di esponenti e di attivisti, con la formula, dove l’Idd non è presente sugli scranni consiliari, del controllo esterno, già collaudata in alcuni comuni. De Pierro, noto alle cronache anche per essere vittima di mafia, a seguito dell’aggressione subita a opera del boss di Ostia Armando Spada, il quale ha goduto poi, come denunciato più volte dallo stesso giornalista, di clamorose “distrazioni” istituzionali, dopo essersi congratulato con i nuovi eletti si è soffermato ad analizzare il caso Sambuci, dove Francesco Napoleoni, sfiduciato solo un anno fa anche con i voti dei 3 consiglieri Idd Dantina Salzano, Maria Condrò e Giovanni Ziantoni (quest’ultimo artefice poco dopo di un roboante successo a Percile, dov’è attualmente capogruppo), è stato riconfermato sindaco dal verdetto delle urne.
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    Il numero uno dell’Italia dei Diritti, ha parlato di “un’occasione clamorosamente mancata per i cittadini di Sambuci“. Così’ ha esplicato la sua convinzione:”Siamo stati in consiglio a Sambuci per oltre un anno e abbiamo assistito a una gestione amministrativa alquanto inerte .Ci siamo proposti inizialmente con un atteggiamento totalmente ad adiuvandum, che ci ha spinti finanche a votare favorevolmente al primo appuntamento consiliare con l’approvazione del bilancio. E questo per dimostrare tutta la nostra disponibilità a contribuire alla crescita di un borgo meraviglioso, che merita certamente molto di più rispetto a quanto l’offerta politica locale abbia messo in atto da sempre. Evidentemente l’opportunità di crescita non è stata colta da un’amministrazione che in oltre un anno, a nostro avviso, è riuscita a fare ancora meno di quelle precedenti, che dal loro canto avevano quantomeno mantenuto degli standard gestionali minimi, indubbiamente ben lontani comunque dalla nostra idea di crescita di una comunità cittadina.

    E a quanto pare anche nella stessa maggioranza qualcuno l’ha pensata come noi, prendendo le distanze quasi subito dall’operato del sindaco Napoleoni e formando un gruppo autonomo. Di fronte a una lapalissiana frattura in seno alla squadra che il risultato delle urne aveva designato per la guida del paese avevamo provato, nell’interesse dei corpi collettivi sambuciani, a trovare una soluzione politica alla crisi, offrendo la competenza dei nostri consiglieri per donare a Sambuci i fasti che le competono. La proposta è stata rispedita al mittente. Pertanto al fine di evitare il protrarsi di quella che noi ritenevamo una gestione assolutamente insufficiente, preso atto anche di un’insanabile spaccatura all’interno della maggioranza che non garantiva più una serena azione amministrativa, abbiamo deciso di fare quello che fa un qualsiasi gruppo di opposizione quando non approva l’operato della maggioranza, ossia esprimere un voto contrario in seno all’assemblea consiliare.

    Infatti l’assenza di una maggioranza di governo, che si era sgretolata come pastafrolla, non avendo ab origine una litica piattaforma su cui posare saldamente l’attività amministrativa, ha determinato lo scioglimento del consiglio da parte del prefetto di Roma, il quale ha preso atto, suo malgrado, della congiuntura, esautorando di fatto il sindaco Napoleoni e condannando il paese al commissariamento. Un commissariamento che. a nostro avviso, è stato più vantaggioso per la comunità sambuciana di quanto lo fosse stata l’amministrazione sfiduciata. Terminata la gestione commissariale sono state indette le nuove elezioni.

    Il nostro movimento, sempre più determinato a regalare ai cittadini di Sambuci un destino politico che purtroppo non hanno mai conosciuto, si è attivato per proiettare il paese sulla ribalta nazionale, se non addirittura internazionale. Io ho chiesto personalmente alla consigliera uscente e vice segretaria provinciale Dantina Salzano, già candidata a sindaco in occasione delle scorse elezioni e che il direttivo provinciale romano, presieduto dal segretario Carlo Spinelli, aveva designato nuovamente per la stessa candidatura, di fare un passo indietro e candidarsi come consigliera al primo posto in lista. Il grande legame che ho con lo straordinario borgo di Sambuci, con la sua rara magia, che cattura le corde emozionali di qualsiasi visitatore, grazie anche e soprattutto alla maestosità del castello Theodoli, ha fatto maturare in me la convinzione che per la candidatura a sindaco serviva una figura molto carismatica e nota all’opinione pubblica, capace di svegliare le coscienze e far soffiare forte il vento di un cambiamento epocale. Volevo offrire ai cittadini sambuciani un’occasione unica per dare una svolta storica a un paese che è stritolato dal virus dell’inerzia ed è inesorabilmente affetto dalla diffusa patologia dell’emorragia demografica.

    La cura capace di debellare questa condizione morbosa l’ho individuata nel regista Rosario Errico. Il suo curriculum non è certo un mistero. Una percorso professionale speso da sempre all’insegna dell’impegno sociale, coniugando il lavoro in celluloide costantemente con gli spaccati reali più dolorosi, dalla tratta, alla diversità, all’errore giudiziario. I numerosi attestati di stima e i vari riconoscimenti ottenuti, tra cui quello del presidente della Repubblica e addirittura di Papa Francesco, non concedono alcun margine ai dubbi. Ma soprattutto a incidere molto sulla mia scelta è stata la sua straordinaria capacità di attingere in via diretta ai fondi europei, che ho ritenuto un’ulteriore possibilità per donare lustro al territorio sambuciano. Alla popolazione di Sambuci si è presentata una grande opportunità, che avrebbe determinato una crescita senza precedenti in termini economici e occupazionali. E’ non v’è chi non veda, a una disamina reale e genuina, senza scampoli di ipocrisia, la veridicità di tale affermazione.

    Un nutrito gruppo di elettori, dotato eventualmente di una capacità valutativa obiettiva e lontana da ogni condizionamento, ha creduto in questa unica e forse irripetibile possibilità di svolta. Altri invece si sono fatti foderare gli occhi col prosciutto dalle note logiche del voto familiare, contro cui è orientata da sempre la nostra battaglia, e forse in alcuni casi anche da percorsi clientelari, che da sempre inquinano la politica italica, e le urne hanno purtroppo decretato una continuità col passato, sgretolando la viva speranza di quegli elettori illuminati, i quali hanno accarezzato per qualche settimana il sogno di vedere cambiare le sorti di Sambuci. Il nostro buon risultato, anche se non ci ha permesso di soddisfare la voglia di voltare pagina di un’ampia fetta di elettorato, anche se molti crediamo si siano poi accodati agli orientamenti decisionali imposti dal legame di sangue, ci ha dato comunque la certezza che sono stati in tanti a superare quelle dannosissime logiche e a bramare il cambio di passo, quel salto di qualità che solo noi avremmo potuto garantire.

    Pertanto è nostro preciso dovere rispettare l’impegno assunto con il corpo elettorale sambuciano e continuare, ancorché al di fuori del consesso consiliare, a svolgere la nostra attività politica a Sambuci, a presidio dei diritti dei cittadini, dell’etica e della legalità, fedeli ai principi fondanti del nostro movimento. E’ infatti dagli albori della nostra storia che vigiliamo sull’operato delle gestioni politiche, non solo a livello comunale, ma anche regionale e statuale, come dimostra un’ampia piattaforma documentale, a prescindere dal fatto di sedere o meno sugli scranni assembleari. E negli ultimi tempi stiamo intensificando questo modus operandi, specie con riferimento alle realtà amministrative comunali, nell’attesa di ufficializzare un’azione di vigilanza sistematica con la nomina di una pletora di consiglieri esterni, i quali saranno i cani da guardia dell’operato degli amministratori locali, pronti a censurare ogni distorsione procedurale nell’espletamento dell’attribuzione mandataria promanante dagli elettori, rispetto agli standard imposti dalle norme in vigenza. A Sambuci, borgo a cui, ripeto, teniamo particolarmente, auspichiamo che la maggioranza guidata dal sindaco Napoleoni risponda puntualmente alle esigenze della cittadinanza e fronteggi adeguatamente eventuali problematiche. In questo caso i nostri riflettori, costantemente accesi, registreranno un’azione gestionale virtuosa e pertanto dal nostro movimento giungeranno plausi ed elogi. In caso contrario la nostra critica sarà dura e inflessibile“.

  • Hollywood sbarca a Sambuci con l’Italia dei Diritti

    Clayton Norcross, il Thorne della soap americana Beautiful, è giunto nel borgo della Valle dell’Aniene a sostegno della candidatura a sindaco di Rosario Errico, accompagnato dal presidente del movimento Antonello De Pierro

    Roma – Una piacevole sorpresa ha visto protagonisti i residenti di Sambuci in occasione del comizio di chiusura dell’Italia dei Diritti, in vista delle imminenti elezioni amministrative. Il celebre Thorne della soap Beautiful Clayton Norcross si è aggirato per tutto il pomeriggio per le vie cittadine. Non si è trattato di un sosia, ma proprio del popolare attore americano, in questi giorni in Italia, il quale si è recato nell’incantevole borgo della Valle dell’Aniene accompagnato dal presidente del movimento Antonello De Pierro per sostenere la candidatura a Primo Cittadino di Sambuci di Rosario Errico, scrittore, produttore e regista cinematografico, che ambisce, sotto il simbolo dell’ Idd a guidare lo splendido paese.

    Un incontro che ha visto protagonisti, oltre al candidato sindaco, il quale ha illustrato le proprie idee per far crescere e valorizzare Sambuci, anche il presidente dell’Italia dei Diritti Antonello De Pierro, il segretario provinciale romano e responsabile nazionale per la Politica Interna, Carlo Spinelli e i candidati al consiglio comunale, a iniziare dalla capogruppo uscente Dantina Salzano, vice segretaria provinciale, che guida una lista con una nutrita presenza femminile.

    La folla debordante ha ascoltato con interesse le parole degli intervenuti. Particolarmente apprezzato l’intervento di Spinelli, che ha ribadito come i politici locali iniziano a temere la presenza dell’Idd all’interno dei consigli comunali, in quanto in grado di fermare la loro politica a volte tesa più ad interessi personali e fatta di logiche familiari piuttosto che al bene della comunità. De Pierro si è soffermato sugli esempi di come in alcuni comuni il movimento collabori con le amministrazioni che hanno ritenuto la presenze dell’Italia dei Diritti come un valore aggiunto e non come un ostacolo al loro modo di amministrare, ribadendo la ferma opposizione a chi si dimostra incompetente alla guida di un paese.

    L’intervento del candidato sindaco Rosario Errico è stato molto apprezzato e ha riscosso pareri più che favorevoli da parte dei molti cittadini presenti all’incontro; Errico ha garantito alla cittadinanza, una volta sindaco, la crescita culturale e turistica del paese, una maggiore socializzazione, un modo diverso e sicuramente più completo di vivere Sambuci creando motivi di interesse che investano le varie fasce sociali e anagrafiche del borgo e promettendo la valorizzazione delle risorse che Sambuci offre attraverso contributi europei che quasi sempre restano parcheggiati al mittente in quanto gli amministratori locali non sono in grado di accedere ai vari bandi che l’Europa apre per i comuni italiani facendo perdere così agli stessi milioni di euro utili per la crescita del comune stesso.

    Al termine dell’intervento il candidato sindaco ha presentato alcune delle candidate al consiglio comunale a iniziare dalla capolista Dantina Salzano, all’altra consigliera uscente Maria Condrò ed alle new entry Graziella Pais e Sabrina Bado, ribadendo l’importanza della presenza delle donne all’interno della lista degli aspiranti consiglieri del comune di Sambuci. Degna conclusione dell’incontro tra il movimento dell’Italia dei Diritti ed i cittadini di Sambuci è stato il sottofondo musicale regalato alla cittadina laziale dal maestro Gerardo Di Lella famoso compositore, arrangiatore e direttore di orchestra, il quale vanta collaborazioni con i più grandi nomi della musica internazionale.

    Il tutto accompagnato da un omaggio floreale che il candidato sindaco ha voluto offrire alle donne presenti e da un rinfresco molto gradito dai presenti. In questo frangente Clayton Norcross è stato preso letteralmente d’assalto dalle fan della popolare serie televisiva e lo stesso “Thorne” si è reso molto disponibile a posare per le consuete foto ricordo e a firmare autografi. Era presente all’evento anche la bellissima attrice croata Lea Mornar anch’ella disponibilissima verso chi le chiedeva una testimonianza della sua presenza. Spinelli ha commentato quanto avvenuto a Sambuci :”Sono molto soddisfatto del successo che abbiamo ottenuto con questo incontro coi residenti di Sambuci, un borgo che ci sta particolarmente a cuore dove siamo stati già presenti nella passata legislatura che abbiamo ritenuto necessario chiudere anticipatamente in quanto l’amministrazione in carica a nostro avviso non aveva le competenze giuste per guidare il paese.

    Quanto fatto in questi giorni a Sambuci è solo un piccolo esempio di cosa il nostro movimento è in grado di fare per dare a Sambuci e a tutti i comuni dove gli elettori ci daranno fiducia, l’importanza che meritano elevandoli ad un alto livello culturale sfruttando quelle risorse delle quali i comuni godono che molto spesso se non sempre vengono lasciate morire facendo si che questi comuni si trasformino in quartieri dormitorio facendo letteralmente fuggire la popolazione giovanile e portandoli pian piano al declino demografico che rischierebbe in futuro di fargli perdere lo status di comune rendendoli frazioni di comuni più grandi. L’invita resta sempre lo stesso – ha concluso Spinelli – votare Italia dei Diritti per iniziare un percorso di crescita che possa portare Sambuci ai livelli che sicuramente per le sue bellezze, per la sua storia e per la disponibilità dei suoi residenti merita”.

    (Foto di Max Sebastiani)

  • L’Italia dei Diritti punta sulle donne per vincere a Mandela

    A suonare la carica, per il movimento presieduto da Antonello De Pierro, la candidata a sindaco Samantha Innocenti e le cantanti dei Milk and Coffee Monica Persiani e Morena Rosini schierate ai primi posti in lista

    Roma – Tra i comuni in cui quest’anno, in occasione delle elezioni amministrative, il movimento Italia dei Diritti sta puntando per eleggere nuovi amministratori e continuare a diffondere il progetto etico e legalitario dettato dal suo presidente Antonello De Pierro spicca Mandela.

    E sul suggestivo borgo della Valle dell’Aniene, facente parte dell’Unione dei Comuni Valle Ustica, si sta concentrando l’attenzione di tutti. Infatti qui l’Idd, che molti indicano come favorita per la vittoria finale, schiera una lista d’eccezione,con i candidati scelti con particolare cura direttamente da De Pierro, con il nodale ausilio del segretario provinciale romano Carlo Spinelli e di Giovanni Ziantoni, responsabile del Coordinamento Territoriale e Circoli per la Valle dell’Aniene nonché responsabile cittadino nella limitrofa Vicovaro. Il leader della formazione politica, capogruppo in consiglio comunale nella vicina Roccagiovine e consigliere in seno all’assemblea consiliare della suddetta unione di comuni, è legatissimo al territorio su cui insiste Mandela e pertanto sta seguendo ora dopo ora la vicenda elettorale, in contatto costante con Ziantoni, capogruppo consiliare in quel di Percile e anch’egli consigliere unionale insieme al suo presidente. Ad aspirare alla poltrona di Primo Cittadino sotto l’egida dell’Italia dei Diritti è la vicovarese Samantha Innocenti, di professione tecnica della riabilitazione psichiatrica, che ha fatto dell’impegno sociale , sempre a tutela delle cellule più deboli del tessuto collettivo, la sua ragione di vita, vantando nel suo percorso esistenziale altresì commendevoli e intensi momenti estrinsecatisi nell’alveo culturale. Al primo e secondo posto della lista campeggiano i nomi di Monica Persiani e Morena Rosini, le straordinarie cantanti dello storico gruppo musicale Milk and Coffee, entrambe con un’incommensurabile passione politica concretizzatasi in numerose esperienze attivistiche. Al terzo posto il nome del percilese Mattia Cola, giovane molto noto nel territorio, non passa inosservato e indica un’inoppugnabile garanzia di capacità amministrative non comuni. Tutti ricordano infatti la sua attività di assessore espletata con inimitabile abilità. Non passa inosservato nemmeno Elio Ziantoni, ora pensionato, ma fino a poco tempo f a, quando era in servizio presso il Policlinico Umberto I di Roma, un imprescindibile punto di riferimento per i cittadini della zona. Altro elemento di valore su cui ha voluto puntare De Pierro è il giovane Massimiliano Proietti, di Roccagiovine , il quale ha sposato i temi fondanti del movimento, in termini di tutela dei diritti ,e rappresenta uno dei cardini della lista. La presenza di due esemplari poliziotti, Giancarlo Pelorosso, colonna portante dell’Ufficio di Polizia di Frontiera Aerea di Fiumicino nel settore della sicurezza aeroportuale, tanti anni professionali spesi per garantire l’incolumità dei cittadini transitanti nell’aeroscalo capitolino, e Marina Tavano, insostituibile pilastro del Commissariato di P.S. Palazzo di Giustizia di piazzale Clodio, corrobora la connotazione fortemente improntata al rispetto della legalità e della giustizia con cui il capo politico De Pierro ha voluto caratterizzare le tantissime liste presentate sul territorio. A chiudere la lista il dipendente Ama Mario Polizzi, la cui candidatura è stata caldeggiata fortemente da De Pierro, e Sabrina Bado, trevigiana, ma residente in zona, legata al gruppo che fa capo al segretario provinciale Spinelli.

    A Mandela — ha dichiarato De Pierro — abbiamo curato particolarmente la lista, spinti da molti cittadini del luogo che ci stanno incoraggiando fortemente, individuando in noi una garanzia per il rispetto delle norme e la tutela delle istanze che provengono dalla popolazione. Questo ci ammanta di orgoglio in quanto si traduce in un plauso incondizionato al lavoro svolto finora a favore dei corpi collettivi, dei cui diritti ci facciamo da sempre paladini. E’ lapalissiano per tutti che la figura di Samantha Innocenti rappresenta senza alcun margine di dubbio il profilo ideale per guidare il paese nelle vesti di sindaca, per capacità amministrative e per storia umana e professionale, ma soprattutto perché la sua sarebbe, per le sue note peculiarità morali, una gestione esercitata con la sensibilità del cittadino e non col più distaccato atteggiamento del politico. Se richiamiamo un assunto concettuale espresso dal compianto Cesare Pavese, secondo cui ‘non bisogna andare incontro al popolo, ma essere popolo’, Samantha è il prototipo di questa teorizzazione e in qualsivoglia circostanza vestirebbe sempre i panni del cittadino che avanza legittime istanze all’amministrazione comunale, quella sacrosanta legittimità che si traduce in una cogenza esecutiva da parte dell’amministrazione ricevente, ma spesso viene fatta percepire come una concessione. Pertanto se si seguono i canoni imposti dalla logica deduttiva sarà inevitabilmente Samantha Innocenti il prossimo sindaco di Mandela, segnando anche una decisa rottura rispetto al passato, che ha visto sempre la gestione amministrativa del comune un appannaggio quasi esclusivamente maschile e finalmente darebbe spazio a una donna. Se poi a prevalere saranno percorsi clientelari o peggio quella logica del voto familiare che da sempre combattiamo allora è chiaro che l’esito potrebbe rivelarsi diverso, ma certamente non fedele alla reale formazione di volontà del corpo elettorale“.

  • Elezioni 2021, Italia dei Diritti schiera l’esercito della legalità in 12 comuni

    Nella Città Metropolitana di Roma Capitale sono tantissimi i candidati, a sindaco e consigliere, che hanno scelto di sposare il progetto etico e legalitario propugnato dal presidente del movimento Antonello De Pierro
    Antonello De Pierro

    Roma – La campagna elettorale per le elezioni amministrative, dopo la presentazione delle liste e l’espletamento delle successive formalità burocratiche è entrata nel vivo. Il movimento Italia dei Diritti, presieduto dal giornalista romano Antonello De Pierro, noto per essere stato vittima di un’aggressione mafiosa da parte del boss Armando Spada, in una vicenda che ha fatto spesso registrare imperdonabile inerzia da parte delle istituzioni, è scesa in campo in 14 comuni della Città Metropolitana di Roma Capitale e ambisce a consolidare e accrescere il già nutrito gruppo di eletti in vari comuni del territorio, i quali stanno propugnando senza remore le istanze dei corpi collettivi.
    Il risultato già ottenuto nelle scorse tornate elettorali ha fatto registrare l’Idd come il primo partito per numero di eletti nei comuni sotto i 15.000 abitanti compresi nel perimetro metropolitano capitolino. Ma come spiega il leader De Pierro, il quale ha dettato una linea politica tesa a realizzare un ambizioso progetto etico e legalitario, “il fatto di entrare nelle assise consiliari è solo un valore aggiunto, ma una eventuale non elezione non fermerà certo l’attività del movimento, basata su un controllo anche esterno ed eventualmente su un’opposizione estrinsecata con le stesse modalità. Quest’anno sono orgoglioso del fatto che abbiamo messo in campo una squadra di grande valore, con uomini e donne che hanno risposto all’inarrestabile voglia di cambiamento e hanno deciso di mettersi in gioco per contribuire al nostro progetto teso a tutelare il sacrosanto diritto dei cittadini a godere di amministrazioni efficienti e con capacità gestionali . Nei comuni in cui i cittadini, ormai stanchi di percorsi clientelari e logiche di voto di tipo familiare, dirotteranno il loro voto verso di noi, favorendo così l’elezione di nostri esponenti, daremo il nostro contributo istituzionale, come già stiamo facendo tramite i numerosi consiglieri già eletti. E la nostra presenza non sta passando certamente inosservata. Sia nei comuni che definirei virtuosi, gestiti da maggioranze capaci e attente alle istanze promananti dal parenchima sociale, dove siamo quel valore aggiunto che esprime compiutamente la nostra posizione ausiliaria ad adiuvantum ed è positivamente salutata dai sindaci, dagli amministratori e dai cittadini. E la citazione di casi emblematici come Vallepietra, Rocca Canterano e Percile, con Primi Cittadini del calibro di Flavio De Santis, Fulvio Proietti e Claudio Giustini, dimostra la veridicità di quanto affermo .Sia dove invece l’attività gestionale è da noi giudicata meno efficiente o addirittura assolutamente carente o peggio inerte, con gravi ripercussioni sulla tutela dell’interesse pubblico. In questi casi stiamo dimostrando che la nostra opposizione non potrà che essere dura e intransigente, ma sempre in ottica collaborativa e senza perdere di vista il fine ultimo della tutela dei diritti dei corpi collettivi, secondo i canoni del buon andamento della pubblica amministrazione , per indurre chi è investito della potestà gestionale a rivisitare la sua attività e migliorare gli standard qualitativi. Ma stiamo dando prova che quantunque in alcuni comuni non siamo presenti sugli scranni istituzionali il nostro impegno è ancora più effettivo e pressante, con i nostri riflettori mediatici sempre accesi su eventuali inadempienze delle amministrazioni di riferimento,che saremo costantemente pronti a denunciare pubblicamente con ogni mezzo a nostra disposizione. Stiamo all’uopo approntando in questo senso delle modalità di azione ben definite, che presto annunceremo ufficialmente, che vedranno la nostra presenza nelle aule consiliari da uditori,pronti a contrastare qualsiasi cosa non sia orientata all’interesse dei cittadini. In pratica tutti gli esponenti del movimento potranno essere una sorta di consiglieri non eletti in qualsiasi comune e potranno mettere in pratica anche le previsioni di sindacato ispettivo offerte dal Tuel, per esempio le interrogazioni, ma non in maniera formale, bensì indiretta e pubblica. Gli amministratori virtuosi, i quali riceveranno il nostro sostegno e il nostro elogio, non potranno che salutare positivamente questo nostro progetto, mentre posso affermare senza remore o tema di smentita che per coloro i quali continueranno a rimanere aggrappati a un modello di amministrazione di stampo feudale, dove il principio portante è il clientelismo, o semplicemente mostreranno scarse capacità gestionali, la pacchia è finita e questi dovranno subire senza alcuno sconto di sorta la nostra la nostra critica sarà aspra e dura, nella speranza che quei cittadini ancora vittime del torpore delle coscienze, che da sempre genera mostri, possano finalmente svegliarsi ed estrinsecare una decisa reazione di contrasto, a vantaggio dell’interesse collettivo“.

    E’ con questo tracciato progettuale, ben tratteggiato dal suo presidente, che l’Italia dei Diritti si presenta al nuovo appuntamento con un esercito di candidati, “l’esercito dell’etica e della legalità”, come lo stesso De Pierro l’ha definito. schierando nei numerosi comuni vari esponenti del movimento, svariate eccellenze nei settori più disparati e tanti attivisti che hanno sposato il programma di cambiamento del movimento. E se a Licenza e Rocca Santo Stefano De Pierro ha deciso in extremis, per protesta contro l’articolo 37 comma 4 del Tuel, laddove prevede la determinazione del numero di abitanti in base a un censimento di dieci anni prima, di farsi ricusare la lista. presentando una documentazione carente, a Mandela, Cineto Romano, Sambuci, Anticoli Corrado, Canterano, Jenne, Riofreddo, Vivaro Romano, Vallinfreda, Casape, Rocca di Cave e Filacciano, i “soldati della legalità” del movimento sono già schierati per conquistare un seggio nel consesso consiliare, confidando nel fatto che i cittadini abbandonino le logiche deleterie del voto familiare ed esprimano il loro consenso secondo criteri obiettivi e razionali.

    Tra i candidati a sindaco tanti autorevoli esponenti dell’Idd, alcuni già consiglieri con un notevole bagaglio esperienziale, e alcune new entry. A Filacciano corre per la carica di Primo Cittadino Alessandro Mosso, responsabile per la Lombardia, il quale, architetto romano, ma residente a Milano, con un amore sviscerato per gli animali (è il presidente dell’associazione Animalisti Ets), ha voluto dare il suo contributo nelle elezioni della sua regione d’origine. A Rocca di Cave sarà la conduttrice e manager Anna Nori, attivista politica di lungo corso, ad aspirare allo scranno di sindaca sotto il simbolo del movimento che fa capo ad Antonello De Pierro. A Casape sarà Paola Torbidoni, già consigliera a Rocca Canterano e responsabile Idd per il X Municpio di Roma (Ostia), il riferimento quale candidata a sindaco. Ma l’attenzione dei più è rivolta alla Valle dell’Aniene, dove l’Italia dei Diritti può contare sulla presenza più radicata, sia nelle istituzioni che fuori, con un alto numero di eletti e dirigenti, e quotidianamente registra nuove adesioni tra giovani neofiti, che si affacciano per la prima volta alla vita politica, carichi di entusiasmo e attratti dalle sirene del reale cambiamento che De Pierro sta propugnando, e personaggi già noti e di consolidata esperienza nel settore. Lo stesso De Pierro riveste nel territorio 3 cariche istituzionali. E’ capogruppo dell’Idd in seno al consiglio comunale di Roccagiovine, consigliere presso l’Unione dei Comuni Valle Ustica e capogruppo nel consiglio comunitario della X Comunità Montana dell’Aniene, attualmente commissariata per permettere la trasformazione in Unione dei Comuni Montani. Sempre più fondamentale in questo territorio sta diventando, giorno dopo giorno, il ruolo di Giovanni Ziantoni, capogruppo a Percile e responsabile per la Valle dell’Aniene del Coordinamento Territoriale e Circoli, a cui il movimento si affida, sfruttando la grande popolarità acquisita grazie al suo indefesso e coraggioso impegno, per la carica di sindaco a Riofreddo. In Valle Ustica, fatta ricusare per protesta la lista a Licenza, l’attenzione è tutta rivolta a Mandela, dove l’Italia dei Diritti schiera una lista molto competitiva capeggiata dalla candidata sindaca Samantha Innocenti, una ragazza di indiscusso valore morale e professionale, impegnata nell’alveo sociosanitario come tecnica della riabilitazione psichiatrica e dotata di non comune sensibilità nei confronti delle esigenze delle cellule più deboli del nostro parenchima sociale. Passando a Sambuci, dove l’Italia dei Diritti ha criticato aspramente la candidatura del suo ex referente locale in una lista capeggiata da un candidato a sindaco di nota appartenenza leghista, la presenza, come candidato Idd, del noto regista Rosario Errico, da sempre impegnato a riportare in celluloide le clamorose distorsioni che spesso affliggono la società civile, ha suscitato molto interesse, tanto che da molte parti, qualora a Sambuci il voto fosse solo frutto di una razionalità decisionale e non della atavica logica dell’appartenenza familiare, indicano come il prossimo Primo Cittadino del bellissimo borgo della Valle del Giovenzano. Passando alla vicina Cineto Romano il movimento schiera come candidato a sindaco Francesco Saverio Palmisano, ispettore della Polizia di Stato in quiescenza, laureato in giurisprudenza e considerato uno dei massimi esperti di diritto amministrativo nell’ambito delle forze dell’ordine. Candidatura d’eccezione anche a Canterano, dove alla carica di sindaco ambisce l’avvocato Emiliano Varanini, vice responsabile nazionale per la Tutela dei Consumatori e professionista di grande levatura. Analogo discorso vale per Jenne , lo splendido borgo dell’Alto Aniene in cui l’Idd candida a sindaco Giuseppe Savone, insostituibile riferimento per il movimento in provincia di Frosinone, una persona straordinaria che ha fatto sempre politica per “spirito di servizio”, come ama spesso ripetere. A Vivaro Romano, Anticoli Corrado e Vallinfreda sono Paolo Nanni, già consigliere a Roccagiovine, proprio in gruppo con il presidente De Pierro, Tony Gallo, noto imprenditore nel campo del trapianto dei capelli e consigliere a Castel San Pietro Romano e Teresa Trerotola, già amministratrice, sotto l’egida dell’Italia dei Diritti, a Vallepietra, a cercare di intercettare il consenso del corpo elettorale e approdare alla carica di sindaco.

    Tra gli aspiranti consiglieri, comune per comune, in ordine alfabetico, spiccano tra gli altri, ad Anticoli Corrado la capolista Laura Corti, impiegata amministrativa presso l’Ospedale San Camillo di Roma e moglie di Marco Del Monaco, medico a Tivoli e consigliere a Percile, l’esperta d’arte Azzurra Laquatra, il giovane musicista Edoardo Aduani, l’ex superpoliziotto Giovanni Roberti, il noto agente di spettacolo Pino Mannone, l’acerrima attivista del movimento Maria Pia D’Amico e il carabiniere sindacalista Michele Luca Gigante. A Canterano a guidare la lista è l’effervescente Antonella Armentano, nota organizzatrice di eventi e collaboratrice ai casting per il cinema e la televisione e a seguire non può non essere menzionato il nome di Antonio Pallotti, storico operatore del 118 e tra i pilastri del servizio regionale durante l’emergenza pandemica da Covid 19. In quel di Casape al primo posto il movimento schiera Samantha Goral, membro del direttivo provinciale del movimento, particolarmente attiva in campo sociale con particolare riferimento all’universo della disabilità mentre in seconda posizione campeggia Angela Malaspina, di professione docente, che al contempo è capolista a Vallinfreda, dove nella compagine dell’Italia dei Diritti figurano anche il giovanissimo Gregorio Gentile, del direttivo provinciale di Viterbo, con un futuro già scritto nel panorama della politica, a giudicare dalle sue non comuni capacità, l’ex ufficiale dell’esercito ed esperto di sicurezza alimentare Antonio Angelo Razzauti, il musicista Aleardo Murro, ed Enrico Pernié, vice responsabile per Vicovaro. A Cineto Romano, a sostegno della candidatura di Palmisano, la presenza della capolista Sabrina Ragucci, cresciuta a pane e politica, del poliziotto penitenziario Emanuele Di Gianfelice e del responsabile per la Valle Ustica Mattia Cola, nonché del locale Angelo Lori, rappresentano una garanzia di efficienza. Analogo discorso per Filacciano, dove Mosso potrà contare su una squadra che vede come capolista Irene Pastore, insegnante e un passato da cantante professionista (per lei anche una partecipazione al Festival di Sanremo) col nome d’arte di Nerei Grant , l’imprenditore Giuseppe Santilli, Nicola Martone, anch’egli imprenditore, una colonna portante per il movimento in quel di Napoli, e Cosimo Innocente, l’ex patron per Roma e provincia del celebre concorso Un’Italiana per Miss Mondo. A Jenne svetta al primo posto la nota pittrice Ester Campese, una new entry di grande qualità, specie sotto il profilo dell’impegno culturale. A Mandela, importante banco di prova di questa tornata elettorale, si registra la presenza al primo e secondo posto di Monica Persiani e Morena Rosini, le bravissime cantanti dello storico gruppo musicale Milk and Coffee, seguite dal percilese Mattia Cola, responsabile per la Valle Ustica, in doppia candidatura (come si è visto è anche in lista a Cineto Romano), dal pensionato vicovarese Elio Ziantoni, padre del noto Giovanni e da Massimiliano Proietti, dinamico candidato di Roccagiovine , la cui presenza in lista è stata fortemente voluta dal presidente De Pierro. A Riofreddo scende in campo il quartier generale provinciale romano dell’Italia dei Diritti. Scorrendo lo sguardo sulla lista si notano al primo e al secondo posto i vice segretari Antonio Steggi e Dantina Salzano. A seguire il sottufficiale esperto informatico della Marina Militare Marco Zoppini, il quale è capolista a Rocca di Cave, seguito dallo stesso Steggi, da Giovanni Frisina e dal Massimo D’Offizi, responsabile per Palestrina. La vice segretaria provinciale Salzano guida anche la lista di Sambuci, dove è già stata candidata a sindaco e ha ricoperto il ruolo di capogruppo in consiglio comunale. E a Sambuci la lista propone altri nomi d’eccezione, dalla commercialista Maria Condrò, già consigliera comunale, alla nota sindacalista Graziella Pais. A Vivaro Romano, comune a cui l’Italia dei Diritti tiene particolarmente e su cui, a prescindere dal risultato elettorale, accenderà comunque i riflettori, con la ormai collaudata formula del sindacato ispettivo esterno, in assenza di eletti, che in ogni caso punterà sempre alla tutela degli interessi della collettività. plaudendo ed elogiando pubblicamente in caso di gestione virtuosa, ma sempre pronta con i suoi esponenti a far emergere, censurare e criticare eventuali inerzie amministrative, a sostegno del candidato sindaco Nanni, in lista si scorgono i nomi della riofreddana Giuliana Rainaldi, schierata come capolista, di Laura Corti, Giuseppe Santilli ed Ester Campese. E poco importa, secondo la linea dettata dal presidente De Pierro, a Vivaro come in ogni altro comune italiano , che l’Italia dei Diriti sia rappresentata o meno. Ognuno potrà essere un consigliere esterno, recarsi ai consigli come uditore, vigilare sull’operato delle amministrazioni e segnalare alle segreterie provinciali o all’Ufficio di Presidenza nazionale, eventuali distorsioni rispetto ai riferimenti parametrali della buona amministrazione, ma anche condotte lodevoli a carico delle stesse, e sarà cura dell’Ufficio Comunicazione procedere nel caso a diffondere presso l’opinione pubblica ciò che sarà ritenuto interessante e utile alla crescita del tessuto collettivo.

  • De Pierro, da Percile una lezione di cultura col “Massimo Bagnato Show”

    Il presidente dell’Italia dei Diritti plaude al trionfo ottenuto dal suo amico attore nel borgo della Valle dell’Aniene, nato da un’intuizione del sindaco Claudio Giustini, in un’ottica collaborativa tra maggioranza e opposizione
    Massimo Bagnato

    Roma – Percile, lo splendido borgo immerso nel Parco dei Monti Lucretili, a mezz’ora di strada dalla Capitale, della cui Città Metropolitana fa parte, ha ospitato, l’altra sera uno degli spettacoli più entusiasmanti che i file mnemonici dei residenti del paese e di tutta la Valle dell’Aniene abbiano mai registrato.
    Protagonista dell’esilarante e coinvolgente serata è stato lo straordinario comico Massimo Bagnato, il quale, con il suo “Massimo Bagnato Show”, ha regalato un capolavoro di arte e cultura a un pubblico in visibilio, giunto da ogni parte della Valle, dai paesi del vicino Reatino e perfino dall’Abruzzo. che ha risposto costantemente con un profluvio di scroscianti applausi, testimonianza diretta di un termometro dell’entusiasmo impennato sempre verso il rosso durante le oltre 2 ore su cui si è srotolata la sublime esibizione. A partorire questo trionfo della cultura, che quest’anno assume contorni ancora più rilevanti, attestando la straordinaria voglia di ripartire del popolo percilese, dopo il picco più doloroso della tragedia pandemica legata al Covid 19, è stata una perfetta intesa tra la maggioranza del comune della Valle Ustica, capitanata dall’eclettico sindaco Claudio Giustini, e l’opposizione dell’Italia dei Diritti, che vede come capogruppo in consiglio Giovanni Ziantoni. A spiegare meglio sul palco gli effetti benefici di una collaborazione, che si auspica segni solo l’inizio di una grande e compiuta valorizzazione di Percile, è stato il presidente del movimento Antonello De Pierro, capogruppo dell’Italia dei Diritti nella vicina Roccagiovine, consigliere nell’Unione dei Comuni Valle Ustica,e capogruppo dell’Idd in seno alla X Comunità Montana dell’Aniene, attualmente commissariata per procedere alla trasformazione in Unione dei Comuni Montani. A presentarlo è stato il Primo Cittadino Giustini, il quale ha sottolineato il percorso che ha condotto all’assetto collaborativo in atto, partendo da una campagna elettorale molto accesa, e ha voluto fortemente che fosse De Pierro ad annunciare l’entrata in scena di Bagnato, a cui lo lega un’amicizia ultratrentennale.

    Antonello De Pierro e Claudio Giustini

    Eravamo ai margini di un impegno istituzionale ­— ha esordito il giornalista romano — e Claudio (Giustini n.d.r.), mi ha reso partecipe del suo desiderio di organizzare qualche evento di rilievo da offrire ai cittadini di Percile, esprimendomi che la sua formazione di volontà era indirizzata verso un attore comico. Essendo da sempre in prima linea nel promuovere la valorizzazione dei paesi dell’entroterra non ho esitato un attimo e ho immediatamente aperto la mia rubrica, formatasi nei tanti anni di attività giornalistica, specie alla direzione di Radio Roma. Caso ha voluto che scorrendo i vari nomi registrati in rubrica il mio sguardo si sia posato sul nome del personaggio che si esibirà stasera e quando l’ho pronunciato ho visto accendersi una luce di approvazione ed entusiasmo sul volto di Claudio. Ho effettuato subito la telefonata e li ho messi in contatto. Da lì è nato lo spettacolo di cui state per godere. Perciò sono orgoglioso di presentare un caro amico da circa 30 anni, un grandissimo artista che ha saputo edificare giorno per giorno il suo successo su una piattaforma fatta di immenso talento, tanta caparbietà, ma soprattutto umiltà, peculiarità che caratterizza sempre i migliori. Sono questi gli ingredienti che l’hanno catapultato nell’Olimpo dello spettacolo italiano e gli hanno permesso di scrivere pagine indelebili“.

    A questo punto il leader dell’Italia dei Diritti ha pronunciato finalmente a gran voce il nome di Massimo Bagnato e il caloroso applauso e l’ovazione di un pubblico delle grandi occasioni ha scandito l’inizio di un’esibizione destinata a entrare a pieno titolo negli annali della Valle dell’Aniene , per il suo impianto valoriale e per la sua originalità, che rappresentano un unicum nel panorama delle serate di piazza nel territorio della valle e altrove. Un assunto concettuale ribadito da De Pierro quando a metà spettacolo, con gli spettatori assolutamente estasiati e rapiti dalla magia di una performance d’eccezione, Bagnato l’ha richiamato sul palco per uno scambio dialogico.

    Sono davvero felice di aver potuto contribuire, anche se casualmente, alla messa in scena di uno spettacolo che non ha precedenti in questo territorio” — è quanto ha detto facendo i complimenti all’amico Bagnato — e non vuole essere un’affermazione di parte come qualcuno potrebbe pensare, ma è dettata dal comando imperioso della spontaneità di fronte a una realtà artistica inconfutabile. Questa meravigliosa location, che regala un colpo d’occhio eccezionale, ha poi aiutato a rendere ancora più valido il tutto“.

    Il riferimento di De Pierro era alla scelta del sindaco Giustini, il quale, fidandosi del suo fiuto, ha voluto stravolgere la tradizione degli spettacoli di piazza del paese, sfruttando un incantevole anfiteatro, in pieno centro storico, di cui Percile è dotata, rimasto per troppo tempo inutilizzato. Una sfida sostenuta fortemente anche dall’Italia dei Diritti, nella persona del suo presidente e dei consiglieri eletti a Percile, il già citato Ziantoni, Roberto Porcacchia e Marco Del Monaco, che alla luce del grande successo riscontrato risulta ampiamente vinta.

    Ad assistere alla rappresentazione di Bagnato, condita dalle gag di 3 nodali collaboratori, che rispondono ai nomi di Ottavio Monti. Maurizio Rosi e Riccardo Moreno, anche la sua compagna Rossella, giunta a Percile con la straordinaria attrice Romina Mondello e Manolo Bernardo, componente dell’indimenticabile gruppo “I Ragazzi Italiani”.

    A margine dello spettacolo De Pierro ha voluto fare un commento anche sotto il profilo prettamente politico dicendo che “il successo ottenuto dall’iniziativa di Percile è figlio di una commendevole intuizione da parte del sindaco Claudio Giustini, il quale ha colto nella collaborazione con il nostro movimento un’opportunità di crescita per il paese. Sono tanti finora gli amministratori che hanno compreso l’essenza della nostra offerta politica, sempre improntata a un’azione amministrativa ad adiuvandum, nell’interesse dei cittadini, e a Percile si è tradotta in una straordinaria iniziativa culturale. Tra i tanti mi piace ricordare il compianto Luciano Romanzi, sindaco di Licenza e storico presidente della X Comunità Montana, scomparso troppo presto, che è stato il primo a salutare come un valore aggiunto la nostra presenza nel tessuto, incoraggiandoci sempre ad andare avanti col nostro progetto etico e legalitario. Infatti in merito siamo stati sempre molto chiari. Chi pensa di amministrare nel rispetto delle norme e nell’interesse dei corpi collettivi troverà in noi sempre un alleato e la massima disponibilità a collaborare. In merito vorrei menzionare 2 esperienze amministrative emblematiche, quella di Vallepietra e quella di Rocca Canterano, dove i rispettivi sindaci Flavio De Santis e Fulvio Proietti si sono rivelati degli ottimi amministratori e hanno trovato il nostro sostegno e il nostro ausilio quando richiesto. Chi invece crede di voler esibirsi in un’attività gestionale poco trasparente, con sprezzo delle norme e spesso anche del ridicolo, o avventurarsi in percorsi clientelari con impronte feudali, o semplicemente mostra incapacità nell’amministrazione della polis e pertanto a detrimento del cittadino, sappia che dovrà subire la nostra dura opposizione, dentro e fuori dai consessi consiliari. Infatti, dove il nostro movimento non è rappresentato in consiglio la nostra azione di contrasto e di denuncia si svolgerà con mezzi alternativi, come quello mediatico. E anche le opposizioni nei vari comuni sappiano che potranno avvalersi della nostra esperienza maturata negli anni nell’alveo della comunicazione virale, in caso di istanze legittime a beneficio della cittadinanza, godere del nostro supporto e aderire ai nostri parametri progettuali. Questo perché la sovranità appartiene al popolo e chi è investito dell’attribuzione mandataria ad amministrare è solo un occupatore pro tempore di quello scranno e di quel munus e deve esercitare il suo mandato solo ed esclusivamente a beneficio dei cittadini. Alla gente servono politici, non politicanti, e per questi ultimi, dove noi sceglieremo di intervenire, la pacchia è finita. A Percile, dove peraltro il consigliere di maggioranza Michele Fabri ha aderito al nostro movimento ed è stato nominato dal segretario provinciale Carlo Spinelli vice responsabile per la Valle dell’Aniene, la congiuntura anelata in fase progettuale sembra aver assunto una forma compiuta. E proprio da Percile, dove sembrano rigermogliare fermenti culturali da qualche tempo sopiti da gestioni amministrative inadeguate, l’altra sera con lo spettacolo ‘Massimo Bagnato Show’ si è propagata una magistrale lezione di cultura“.

  • Clamorosa protesta dell’Italia dei Diritti a Licenza e Rocca Santo Stefano

    Il presidente del movimento Antonello De Pierro ha deciso di non presentare le sottoscrizioni previste per l’ammissione delle liste nei 2 comuni della Valle dell’Aniene in dissenso con le prescrizioni normative vigenti
    Antonello De Pierro

    Roma – Il movimento Italia dei Diritti, presieduto dal giornalista romano Antonello De Pierro, continua la sua inarrestabile crescita, mietendo consensi sempre più cospicui tra i corpi collettivi grazie al suo progetto etico e legalitario, propugnato con inimitabili tenacia e determinazione.
    L’espansione sul territorio, grazie alla sempre più crescente consapevolezza dei cittadini, finora spesso abituati alla logica del voto familiare, che una realtà politica come quella dell’Idd è un toccasana in quei comuni dove da sempre prevalgono percorsi clientelari e gestioni feudali del potere, con l’accensione immediata dei riflettori su qualunque cosa possa sfavorire gli interessi della cittadinanza. Ma l’azione benefica dispiega i suoi effetti anche nei contesti amministrativi virtuosi, dove la presenza degli esponenti che fanno capo a De Pierro, grazie alla posizione sempre collaborativa dettata dalla linea politica fissata dal suo leader, offre un valore aggiunto per la crescita del parenchima sociale dei territori. Quest’anno, in occasione delle elezioni amministrative, l’impegno della compagine politica, scesa in campo con un esercito di centinaia di candidati, passa anche per il rinnovo dei consigli comunali di Licenza e di Rocca Santo Stefano, incantevoli borghi immersi nella suggestiva cornice della Valle dell’Aniene. E in questi comuni, che attualmente registrano una popolazione rispettivamente di 885 e 951 abitanti, l’Italia dei Diritti ha dato vita a una clamorosa protesta che continuerà a oltranza e diventerà una delle numerose battaglie del movimento.

    A spiegarla è il presidente De Pierro: “Noi contestiamo aspramente le prescrizioni dell’articolo 37 comma 4 del d.lgs 267/2000, laddove prevedono che la determinazione del numero di abitanti dei comuni, ai fini elettorali, è affidata all’ultimo censimento ufficiale, che quest’anno risale al lontano 2011, ben 10 anni fa. Ciò conduce a fare riferimento a un dato che è ben lungi da una congiuntura reale e attuale. In 10 anni la popolazione può subire significative variazioni. Pensiamo per esempio ai comuni che si trovano a cavallo dei 15.000 abitanti, nei quali le regole per le competizioni elettorali sono totalmente diverse se si trovano sotto o sopra questa soglia numerica. Con l’odierna produzione normativa in materia si rischia di obbligare queste cittadine all’applicazione di un sistema elettorale che poco ha a che vedere con il loro reale assetto demografico, specie in centri urbani che registrano un aumento esponenziale di abitanti, spesso nell’ordine anche di diverse migliaia in un decennio. Appare pertanto inopportuno, nonché in conflitto con la logica deduttiva , un dettato normativo orientato in questa direzione, soprattutto se, come quest’anno, il censimento risale a un lasso temporale così dilatato. Rileva peraltro sottolineare che dal 2018 il censimento è diventato permanente e quindi annuale, e pertanto sembra che anche il legislatore abbia iniziato a comprendere la paradossale distorsione applicativa di una cadenza decennale. Per sottolineare la nostra assoluta contrarietà al metodo di rivelazione degli abitanti adottato in occasione di quest’appuntamento elettorale, riferito appunto al censimento del 2011, abbiamo ritenuto opportuno esibirci in una manifestazione di protesta che si è concretata nella mancata produzione delle previste 9 firme dei sottoscrittori della lista in occasione della presentazione delle liste a Licenza e a Rocca Santo Stefano, comuni che il censimento del 2011 indica avere a Licenza un numero di residenti pari a 1012, a fronte degli 885 attualmente effettivi e a Rocca Santo Stefano 1028, contro gli attuali 951. Ancora una volta, a causa di una previsione normativa poco attenta da parte del legislatore a essere penalizzati sono i cittadini, in particolar modo quelli dei comuni che attualmente fanno registrare una popolazione a ridosso dei 15.000 abitanti dove trovarsi sopra o sotto l’asticella della cifra in esame può condizionare notevolmente il destino politico del territorio. Qui è più che mai necessario attenersi al dato il più possibile attuale e non a una fotografia demografica che immortala un’effettività che spesso appartiene ormai al passato. Nell’attesa che qualche parlamentare con più capacità riflessive e obiettive avanzi una lapalissiana proposta di modifica o perlomeno si arrivi a una compiuta attuazione della previsione del censimento annuale, partita nel 2018, noi non resteremo inerti e continueremo a far sentire la nostra voce come in questo caso. Ci dispiace essere stati costretti a giungere a questo approdo decisionale, specie a Licenza, dove la nostra lista era considerata molto competitiva per l’esito finale, ma la coerenza, che ci contraddistingue sotto il profilo etico, ha prevalso. Tengo comunque a precisare che i cittadini di Licenza, dove avevamo già peraltro raccolto le sottoscrizioni necessarie, e di Rocca Santo Stefano non resteranno comunque senza quella tutela che solo l’Italia dei Diritti sa offrire sui territori se eventualmente emergeranno carenze o distorsioni nella gestione amministrativa di questi comuni. Infatti non mi stancherò mai di ripetere che la nostra innovativa offerta politica si esplica indifferentemente dentro le assise consiliari o all”esterno e le amministrazioni virtuose e capaci riceveranno sempre il nostro plauso e il nostro sostegno, ma quelle che si abbandoneranno all’inerzia o a una gestione amministrativa sbagliata a detrimento della collettività , dovranno rassegnarsi a subire le nostre critiche senza sconti di sorta, espresse sempre nell’interesse della popolazione, che dopo essere soggetta ai prelievi di natura fiscale hanno il sacrosanto diritto di essere ben amministrati. A Licenza in particolare non potremo fare a meno di essere più tolleranti e indulgenti sotto la luce dei riflettori, in quanto dopo l’improvvisa dipartita del mio caro amico Luciano Romanzi, impeccabile amministratore, sarà arduo per chiunque raccogliere un’eredità così pesante e poter governare con gli stessi crismi il popolo licentino. Ora che ci siamo tirati fuori dalla competizione possiamo anche dichiarare ufficialmente il nostro sostegno che sarà indirizzato sulla lista capeggiata dalla candidata a sindaco Marzia D’Acuti, l’unica persona in grado di potere , a nostro avviso, proseguire al meglio il grande lavoro iniziato dal compianto Primo Cittadino Romanzi“.

  • De Pierro, a Percile ha vinto l’Italia dei Diritti

    Il presidente del movimento commenta il 30% ottenuto alle ultime elezioni nel comune della Valle Ustica e spiega perché considera questo risultato un successo

    Antonello De Pierro
    Roma – Ad alcuni giorni dallo spoglio delle elezioni amministrative 2020, che hanno visto il movimento Italia dei Diritti partecipare con una lista in più comuni, il presidente Antonello De Pierro, il giornalista ex direttore e voce storica di Radio Roma che lo fondò alcuni anni or sono, si avventura in una disamina del voto. E lo fa con riferimento a Percile, incantevole borgo della Città Metropolitana di Roma Capitale, dove la formazione politica da lui presieduta ha incassato un’espressione consensuale pari al 30%, che ha permesso di eleggere 3 consiglieri (il candidato a sindaco Giovanni Ziantoni, Roberto Porcacchia, nipote d’arte in quanto suo zio è Oscar Tortosa, attuale vice presidente del movimento e noto politico di lungo corso, e il dottor Marco Del Monaco, medico presso l’ospedale di Subiaco) grazie a un magistrale lavoro di squadra che ha visto impegnati senza soluzione di continuità e con un ingente impiego di energie tanti dirigenti territoriali, a iniziare dal responsabile provinciale di Roma Carlo Spinelli, che tanti applausi ha riscosso durante il suo intervento in occasione della chiusura della campagna elettorale, facendo impennare verso il rosso il termometro dell’entusiasmo.

    Fondamentali per il risultato ottenuto sono stati altresì il responsabile per la Valle Ustica Mattia Cola e quello locale Daniele Vitelli, che hanno supportato magistralmente il candidato sindaco Giovanni Ziantoni, uno degli esponenti più attivi nelle file del movimento capeggiato da De Pierro, già consigliere comunale a Sambuci e sempre in prima linea come responsabile territoriale per Vicovaro. Ma anche lo stesso numero uno dell’Italia dei Diritti,capogruppo nell’assemblea consiliare della vicina Roccagiovine e consigliere nell’Unione dei Comuni Valle Ustica (di cui fa parte anche Percile), nonché a capo di un gruppo di ben 8 membri in seno alla Comunità Montana dell’Aniene (attualmente commissariata per favorire la trasformazione in Unione dei Comuni Montani), ha dato il suo contributo a ciò che i pronostici della vigilia annunciavano come una vittoria epocale e senza precedenti, chiudendo trionfalmente proprio a Percile la campagna elettorale, tra un fiume di applausi scroscianti e risonanti ovazioni, di fronte a una platea numerosissima, nonostante le misure restrittive imposte dalle norme anticovid.

    Tra i tanti sostenitori dell’Italia dei Diritti presenti, accorsi anche da altri comuni, in particolare dalla limitrofa Licenza, dove il movimento si prepara a lanciare la sfida per la prossima tornata amministrativa, si è infilato qualche elettore di altre liste, che lasciandosi andare a qualche contestazione dal sapore triviale ha fatto sfiorare la rissa, scongiurata fortunatamente dall’intervento delle forze dell’ordine presenti.

    Anche il grande successo riscontrato nella piazza dell’ultimo scorcio di campagna elettorale aveva disegnato, nelle convinzioni di chi auspicava finalmente quel cambiamento proposto dal movimento di De Pierro da circa 2 anni anche nella Valle dell’Aniene, i contorni illusori di una straordinaria e storica vittoria, in virtù del fatto che sarebbe stata ottenuta da una lista senza nessun candidato del luogo, cosa che rende clamoroso anche quel 30% ottenuto, come spiega lo stesso leader: “Vincere le elezioni a Percile, come da più parti si asseriva con cauto ottimismo, avrebbe rappresentato un esito elettorale da affidare agli annali storici delle competizioni politiche italiche. La nostra lista era composta da candidati non percilesi, anche se amanti del luogo o legati in qualche modo al territorio, e si scontrava con un gruppo composto da persone locali e pertanto con solidi legami familiari. Nel terreno della logica del buonsenso, in virtù di ciò che stiamo mostrando nei comuni in cui sediamo sugli scranni istituzionali, il risultato avrebbe dovuto essere scontato. Noi rappresentiamo il cambiamento, un nuovo modo di fare politica, avulso dal muoversi su percorsi clientelari, dove le parole d’ordine sono giustizia, legalità ed etica e, in chiave post ideologica, miriamo solo a soddisfare le istanze dei corpi collettivi e alla risoluzione del problema. Purtroppo però, specie nei piccoli comuni, ci si imbatte nella logica atavica del voto familiare e pertanto questi paesi sono condannati a gestioni amministrative dal sapore feudale, dove prima ci si chiede se c’è un legame familiare e poi se il candidato è in grado di amministrare un comune. e’ su questo paradigma concettuale che si è consumata la supremazia consensuale della lista locale e siamo stati relegati all’opposizione. Dall’altra parte avevamo una compagine che aveva mostrato segni di debolezza già dal momento della presentazione della candidatura. Infatti schierava 8 candidati sui 10 massimi previsti Mi sono sembrate lapalissiane le difficoltà incontrate nel completare la squadra. Pertanto, visto che a Percile, nonostante l’esiguo numero di residenti, c’è un’offerta politica di qualità, probabilmente chi ama la buona politica non si è trovato d’accordo con l’espressione del passato. Dal nostro canto, nelle condizioni che ho descritto posso parlare di una nostra vittoria. Noi a Percile, con il 30% ottenuto, abbiamo vinto. Che risultato positivo è quello di una lista locale che supera di poco il 60% e permette a una lista di persone estranee al territorio di far registrare il 30% dei consensi? Liberi di festeggiare l’ingresso in maggioranza, gridare al trionfo, come la formalità burocratica detta, ma la realtà guarda questo risultato con la lente di ingrandimento della riflessione oggettiva e lo vede offuscato da tante ombre che ne sminuiscono l’esatta entità. Tributo i miei migliori auspici al neo sindaco Claudio Giustini e offro la nostra collaborazione ogni volta che saranno rispettati a nostro avviso gli interessi della popolazione. Infatti ho sempre considerato il lavoro di opposizione dell’Italia dei Diritti ad adiuvandum. Ma se non dovessimo riscontrare nell’attività amministrativa quei principi fondanti del nostro movimento e vedremo anche un solo abitante di Percile penalizzato, la nostra opposizione sarà dura e intransigente. Dentro e fuori dalle stanze istituzionali. Perché ormai in tanti sanno che noi rappresentiamo i cani da guardia che vigilano sul rispetto del principio del buon andamento della pubblica amministrazione, come recita puntualmente la codifica dell’art. 97 della Carta costituzionale e lo sappiamo fare anche senza sedere nell’assise consiliare. Quando abbiamo evitato l’istituzione del pedaggio sul Grande Raccordo Anulare di Roma e sull’autostrada Roma-Fiumicino, l’abbiamo fatto fuori dalle istituzioni. Quando abbiamo fatto realizzare, contro la corruzione, la rotazione intermunicipale dei vigili urbani a Roma, dopo ben 18 miei incatenamenti, non sedevamo nell’assise consiliare capitolina. Posso elencare tanti risultati raggiunti dal nostro movimento e sono certo che prima o poi libereremo anche i piccoli comuni dalla morsa del voto di famiglia che tanto detrimento cagiona al parenchima amministrativo. Mi piacerebbe chiedere agli elettori se quando devono ricorrere a qualsiasi prestazione professionale si rivolgono a un parente che ha deciso di avventurarsi in un’improbabile improvvisazione oppure fanno ricorso a un professionista qualificato. La medesima elaborazione concettuale andrebbe attivata in sede di espressione del consenso nel segreto della cabina elettorale quando si decide di affidare le sorti della propria comunità a chi si propone per amministrarla .Purtroppo, a quanto pare, i nostri consiglieri hanno già dovuto, loro malgrado, rilevare un mancato rispetto delle norme che regolano il canonico insediamento del nuovo consiglio comunale. Entro 3 giorni dalla proclamazione degli eletti, il primo adempimento del neo sindaco è la pubblicazione dei risultati elettorali, nonché il perfezionamento notificatorio degli stessi ai consiglieri eletti. Ebbene, sul sito internet del Comune tale pubblicazione, ancorché il manifesto riportasse la data del 25 settembre, è avvenuta solo il 1 ottobre, ben 9 gironi dopo la proclamazione, e per giunta con un errore nell’ordine degli eletti in afferenza alla cifra elettorale ottenuta. Per quanto attiene alla notificazione dell’esito elettorale agli eletti non mi risulta che a oggi, 1 ottobre, sia ancora avvenuta, sebbene sia stato già convocato proprio in data odierna il consiglio comunale di insediamento, questa volta entro il dies ad quem perentorio prescritto dal dettato dell’articolo 40 del Tuel,, ma senza che i nuovi consiglieri siano stati formalmente edotti dell’avvenuta elezione. Naturalmente, chiederò ai nostri rappresentanti in seno al consesso consiliare, di formulare un’interrogazione per essere messi a conoscenza dei motivi ostativi che hanno determinato questo ritardo, con l’auspicio che il sindaco Giustini vigili affinché il rispetto delle regole venga garantito e in futuro non si ripetano più simili inottemperanze burocratiche“.

  • Italia dei Diritti in Valle Aniene, cambiamento di De Pierro passa per Percile, Roiate e Marano Equo

    Il presidente del movimento esorta i cittadini a votare secondo coscienza ripudiando i “percorsi clientelari” e “le logiche del voto familiare”

    Antonello De Pierro
    Roma, – E’ quasi in dirittura d’arrivo la campagna elettorale con cui le forze politiche stanno cercando di intercettare e orientare il consenso dei cittadini chiamati alle urne il 20 e il 21 settembre prossimi per esprimersi sul referendum inerente al taglio dei parlamentari, sul rinnovo del presidente e del consiglio regionale di ben 7 regioni e dei sindaci e dei consessi consiliari di 962 comuni.

    Anche il movimento Italia dei Diritti, fondato e presieduto dal giornalista romano Antonello De Pierro, come di consueto ha presentato le sue liste in diversi comuni italiani. L’attenzione è particolarmente focalizzata sulla vicenda elettorale che porterà a eleggere i sindaci e l’assise consiliare di 3 comuni facenti parte della Valle dell’Aniene, dove è lapalissiano l’impegno profuso dal presidente De Pierro, trattandosi di un territorio a cui è particolarmente legato. Infatti il leader dell’Italia dei Diritti, è capogruppo della lista facente capo al movimento nel consiglio di Roccagiovine, è consigliere presso l’Unione dei Comuni Valle Ustica e già capogruppo, sotto il simbolo dell’Idd, di una squadra composta da 8 consiglieri presso la Comunità Montana dell’Aniene, subito dopo commissariata (appena 1 giorno, esattamente nell’ultimo dell’anno), con una tempistica quantomeno sospetta, per procederne alla liquidazione ai fini della trasformazione in Unione dei Comuni Montani. Una dedizione costante pertanto quella di De Pierro, che quest’anno passa per Percile, Roiate e Marano Equo, dove sono state presentate ben 6 liste. Solo a Percile una è stata ricusata dalla Commissione Elettorale e a concorrere ne sono rimaste dunque 5.

    “Cambieremo Roccagiovine e tutta la Valle dell’Aniene” — aveva tuonato il giornalista romano dopo l’elezione a Roccagiovine, insieme ai consiglieri Dantina Salzano e Paolo Nanni. La frase pronunciata destò qualche preoccupata reazione da parte di qualche esponente politico locale, ma il Numero Uno dell’Italia dei Diritti non si scompose e continuò senza sosta l’attività intrapresa, al fine di tener fede alla promessa annunciata, che gli eventi successivi hanno tradotto nella realtà del tessuto sociopolitico della vasta zona, che comprende ben 31 comuni, costringendo a ricredersi coloro i quali l’avevano tacciata di essere il solito proclama retorico. A iniziare da Roccagiovine, dove “abbiamo trovato ­— rivela De Pierro — una situazione poco istituzionale,quasi “conviviale”,come la definì lo stesso sindaco in consiglio. Un’amministrazione che per 5 anni aveva trascinato la macchina amministrativa nella palude dell’inerzia e dell’immobilismo. Prima del consiglio di insediamento ci accorgemmo che non esisteva il regolamento consiliare, al quale il Tuoel, che regolamenta tutta l’attività degli enti locali, rimanda per la definizione di molti precetti ivi contenuti. Il sindaco Marco Bernardi stava giurando sulla Costituzione italiana, ma incredibilmente questa non era presente sotto il palmo della sua mano. Mi rendo conto che la cosa può risultare esilarante, ma la triste verità è questa. Chiedemmo immediatamente che ne venisse procurata una copia per ottemperare con tutti i crismi e secondo le prescrizioni normative in vigenza all’atto del giuramento. Dopo quest’esperienza salutai con grande entusiasmo il giuramento di Flavio De Santis, il neo eletto sindaco di Vallepietra, comune dove lo scorso anno siamo entrati a far parte dell’assise consiliare con 3 eletti e dove il clima collaborativo si è instaurato fin dal primo giorno. Questi non solo giurò, come prescritto sulla Carta Costituzionale, ma, con ampio senso delle istituzioni, distribuì una copia della legge fondamentale dello Stato a tutti i consiglieri insediandi. A Roccagiovine abbiamo offerto un’opposizione ad adiuvandum, all’insegna della piena collaborazione. Noi avevamo un’altra idea di come si fa politica. All’inizio abbiamo trovato molto contrasto da parte della maggioranza, ogni nostra proposta veniva categoricamente bocciata. ma poi devo riconoscere al sindaco Bernardi di aver iniziato a recepire qualche volta le nostre iniziative atte a migliorare l’assetto strutturale del paese, e sotto il profilo prettamente urbanistico e sotto quello sociale, e di conseguenza la qualità della vita dei cittadini roccatani. Sia ben chiaro che la nostra idea di benessere dei corpi collettivi è ancora molto lontana dall’attività esplicitata da parte della maggioranza capeggiata da Bernardi, ma è già un inizio di luce che illumina il buio amministrativo a cui si è assistito prima che noi venissimo eletti in consiglio. Purtroppo si tratta di competenze e di capacità gestionali di cui la maggioranza attualmente in carica a Roccagiovine non sembra molto dotata, risultando pertanto alquanto inadeguata a soddisfare compiutamente le istanze promananti dalla popolazione, ma non possiamo non prendere atto favorevolmente di una maggiore disponibilità al confronto dialogico con l’opposizione e di una formazione di volontà, di gran lunga superiore rispetto al passato, nell’espletare l’attività amministrativa”.

    Il progetto innovativo lanciato dal presidente De Pierro e partito da Roccagiovine si è consolidato lo scorso anno, quando l’Italia dei Diritti ha ottenuto l’elezione di molti consiglieri nei comuni di Sambuci, Rocca Canterano e Vallepietra nella Valle dell’Aniene, e Capranica Prenestina, Castel San Pietro Romano e Pisoniano nel resto della Città Metropolitana di Roma Capitale. E se “in alcuni di questi — sottolinea il Numero Uno del movimento — in consiglio vige un clima di intesa e collaborazione, con l’unico obiettivo di perseguire gli interessi della cittadinanza, in altri la linea politica tracciata dalla maggioranza non è condivisibile con i principi fondanti e i valori dell’Idd. Pertanto se, per esempio, a Vallepietra e Rocca Canterano il nostro spirito ad adiuvandum è stato recepito dai sindaci Flavio De Santis e Fulvio Proietti e i cittadini possono godere di questo sodalizio collaborativo, quel valore aggiunto che opera solo a beneficio della collettività, obiettivo finale della nostra azione politica, ciò non posso dire, per esempio, per Sambuci e per Capranica Prenestina. A Sambuci, grazie a un’encomiabile presa di coscienza da parte di una fetta della maggioranza in consiglio, siamo stati costretti, con i nostri consiglieri Dantina Salzano, Maria Condò e Giovanni Ziantoni, a sfiduciare il sindaco Francesco Napoleoni, in quanto l’abbiamo ritenuto assolutamente inadeguato alla gestione amministrativa di un comune come Sambuci. A Capranica Prenestina, il nostro responsabile provinciale romano Carlo Spinelli, capogruppo dell’Idd in consiglio, è impegnato quotidianamente a contrastare l’attività della maggioranza guidata da Francesco Colagrossi, che, in base ai nostri parametri valutativi, ottimali per perseguire il benessere del parenchima sociale, non riteniamo capace di rispondere alle esigenze della popolazione.

    Quando mi ero candidato a sindaco di Roccagiovine avevo dichiarato che avremmo cambiato Roccagiovine e tutta la Valle dell’Aniene e lo ripeto ancora con estrema convinzione. Il nostro progetto sta proseguendo senza sosta. Gran parte degli abitanti è imprigionata nelle logiche del voto familiare o peggio in percorsi clientelari che non permettono di esprimere liberamente il loro consenso. Noi stiamo cercando di liberare i cittadini della Valle dell’Aniene, ma anche del resto dell’Italia, da queste metastasi della democrazia, che attanagliano la loro coscienza espressiva. Quest’anno mi rivolgo agli elettori di Percile, Roiate e Marano Equo, dove siamo presenti con i candidati a sindaco Giovanni Ziantoni, Aurelio Tartaglia e Tony Gallo. Avete una grande opportunità di cambiare le cose. Noi abbiamo già dimostrato come quando si persegue solo l’interesse della cosa pubblica, evitando ogni distorsione di pensiero che possa deviare verso un tornaconto personale, la macchina amministrativa funziona. Sono solito dividere chi ambisce a occupare gli scranni istituzionali tra politici e politicanti. I politici sono quelli che come noi hanno a cuore gli interessi dei corpi collettivi. I politicanti sono tutta un’altra cosa, parrucconi e vecchie volpi, che mirano solo all’utilità soggettiva. E noi questi li cacceremo via. Serve un atto di coraggio per votare secondo coscienza e non seguendo il diktat imposto dai legami di sangue. Ora la scelta è degli elettori. Se nel segreto della cabina elettorale sapranno affidare alla razionalità l’espressione del loro voto allora assisteranno alla realizzazione delle loro legittime aspirazioni. Se invece seguiranno la logica del gregge, continueranno a schiantarsi sugli scogli della malapolitica e allora non avranno nemmeno il diritto di lamentarsi. Noi dell’Italia dei Diritti ci siamo. Percile, Roiate e Marano Equo meritano di più”.

  • Mattia Cola diventa responsabile Italia dei Diritti per Valle Ustica

    Carlo Spinelli, responsabile provinciale romano del movimento, con il benestare del presidente Antonello De Pierro, nomina Mattia Cola responsabile per la Valle Ustica mentre Daniele Vitelli diventa il responsabile per Percile
    Carlo Spinelli e Antonello De Pierro

    Roma:- Nuovi incarichi in seno al movimento Italia dei Diritti fondato e presieduto dal noto giornalista romano Antonello De Pierro.
    Il responsabile provinciale romano del movimento Carlo Spinelli ha nominato il giovane Mattia Cola responsabile per la Valle Ustica, che comprende i cinque comuni di Vicovaro. Licenza, Mandela, Roccagiovine e Percile, nella Città Metropolitana di Roma Capitale:” La scelta di affidare la Valle Ustica a Mattia, residente a Percile, nasce dal fatto che da sempre ha dimostrato di avere a cuore i problemi dei residenti del territorio – dice Carlo Spinelli – e siamo sicuri, tanto io quanto il presidente Antonello De Pierro, che conosce molto bene la zona in quanto capogruppo dell’Italia dei Diritti nel consiglio comunale di Roccagiovine e consigliere proprio nell’Unione dei Comuni Valle Ustica, che saprà dare un contributo importante affinché nei comuni della zona venga garantita la legalità e cessi la superficialità con la quale a volte i piccoli comuni vengono amministrati”:
    Cola, dichiarandosi soddisfatto e onorato dell’incarico ricevuto, ha nominato a sua volta il percilese Daniele Vitelli responsabile del movimento per Percile. Un incarico importante visto che gli elettori di Percile saranno chiamati il 20 e 21 prossimi ad eleggere il nuovo sindaco. Sarà quindi subito un bel banco di prova per i due neo esponenti dell’Italia dei Diritti, visto che a Percile il movimento sarà presente con candiato sindaco Giovanni Ziantoni, già consigliere a Sambuci del gruppo Italia dei Diritit, e agguerrito protagonista, insieme alla capogruppo Dantina Salzano e alla consigliera Maria Condrò, del concitato consiglio comunale dello scorso 7 agosto in cui, grazie anche ai voti degli ex consiglieri di maggioranza Riccardo Fratini, Martina Sordi e Daniele De Angelis, è stato sfiduciato sul rendiconto di gestione (bilancio consuntivo) il sindaco Francesco Napoleoni, con l’epilogo ormai annunciato dello scioglimento del consiglio da parte del prefetto di Roma e del conseguente commissariamento del Comune. La nomina di Cola e di Vitelli nell’organigramma dell’Italia dei Diritit darà forza al movimento che corre a Percile non certo per fare una comparsata, ma con l’intento di vincere per dare una svolta al bellissimo borgo compreso nel Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili.

  • Niente tavoli in piazza a Vicovaro, la polemica di De Pierro

    Il presidente dell’Italia dei Diritti e consigliere dell’Unione dei Comuni della Valle Ustica contro l’ordinanza del sindaco emessa in occasione del concerto dei Collage

    Roma – Visita a sorpresa, l’altra sera, a Vicovaro da parte del presidente dell’Italia dei Diritti Antonello De Pierro per incontrare un gruppo di sostenitori locali del movimento.

    Era di ritorno dalla Basilicata, dove da anni l’Idd si batte contro l’inquinamento, che ha fatto crescere le morti per patologie oncologiche del 300%, e che è pressoché ignorato dalla gran parte degli amministratori locali, e dove si era recato per valutare l’opportunità, insieme ad alcuni esponenti del luogo, specie nella zona della Val d’Agri e in località Tempa Rossa, di presentare liste proprie in una terra in cui i consensi per la sua compagine politica stanno crescendo di giorno in giorno.

    L’occasione è stata rappresentata dai festeggiamenti, nel comune della Valle dell’Aniene, in onore di Maria Santissima Avvocata Nostra, con il concerto dello storico gruppo musicale Collage. Ad accogliere De Pierro è stato il responsabile cittadino Giovanni Ziantoni, consigliere comunale nella vicina Sambuci. Insieme a loro anche Tony Gallo, responsabile per Pomezia e capogruppo nell’assise consiliare di Castel San Pietro Romano, e il referente per Marino Massimo De Angelis.
    Antonello De Pierro

    Il leader dell’Italia dei Diritti è particolarmente legato al territorio vicovarese anche perché lì ha sede l’Unione dei Comuni della Valle Ustica, del cui consiglio fa parte in rappresentanza del Comune di Roccagiovine, dove riveste il ruolo di capogruppo dell’Idd, e anche per questo prende da sempre particolarmente a cuore le istanze che provengono dai cittadini della zona. E anche l’altra sera ha raccolto le doglianze di molti residenti e di alcuni esercenti su un provvedimento promanante dal sindaco Fiorenzo De Simone, da poco riconfermato alla guida della comunità di Vicovaro. Infatti il 22 agosto scorso è stata emessa un’ordinanza sindacale che vietava l’occupazione del suolo pubblico, in piazza San Pietro, con tavoli o sedie per la serata del 24 (in realtà l’atto documentale indicava in epigrafe il giorno 20) ritenendo “opportuno” tale provvedimento in considerazione di “motivi di sicurezza e ordine pubblico” e ritenendo di adottarlo “per limitare i disagi ed i pericoli per i partecipanti alla manifestazione e alla circolazione”. Per gli stessi motivi si consigliava “la vendita e la somministrazione in contenitori di carta/plastica” e si ordinava “l’obbligo di apertura dei tappi per i contenitori in plastica”.

    Il numero uno dell’Italia dei Diritti si è schierato subito dalla parte di chi aveva lamentato l’inutilità della statuizione, dissentendone categoricamente: “A mio avviso l’espressione decisionale del sindaco, estrinsecatasi mediante l’ordinanza in esame è quasi totalmente sbagliata. Innanzitutto nella parte in cui vieta l’occupazione di suolo pubblico ai pubblici esercizi, paventando, in caso contrario, disagi e pericoli per i partecipanti all’evento e per la circolazione. Probabilmente l’ordinanza è stata partorita frettolosamente e ciò si evince anche quando ci si imbatte nel clamoroso errore nella data epigrafata in oggetto. In ogni caso non possiamo che dichiararci contrari a un provvedimento assolutamente inopportuno, che penalizza pesantemente gli esercenti, i quali hanno perso un’occasione utile per incassare qualche euro in più. Infatti, anche se il numero di presenze in loco era discreto, non c’è stato certo un bagno di folla da rave party, che forse avrebbe in parte fornito una giustificazione a un siffatto intervento provvedimentale. Da consigliere dell’Unione dei Comuni della Valle Ustica posso fare un esempio in riferimento alla recentissima serata Carpe Noctem svoltasi a Licenza, in quanto rappresento le comunità di entrambi i paesi. Lì la ressa era debordante e si faticava a camminare, ma mai il sindaco Luciano Romanzi si sarebbe sognato di negare ai locali della piazza l’utilizzo del suolo pubblico per i tavoli. Mi ha colpito molto vedere tanta gente, tengo a sottolineare molto composta, in larga parte di età matura e quindi lungi dal rappresentare pericoli per l’ordine pubblico, restare in piedi davanti al palco ad ascoltare il gruppo musicale Collage, senza avere la possibilità di potersi sedere e magari godersi lo spettacolo sorseggiando qualche bibita in comodità al tavolo di un bar. Fa sorridere quando si parla di disagi e pericoli per la circolazione, in quanto mi sembra che già la piazza fosse interdetta al transito veicolare. Per ciò che afferisce alla somministrazione in contenitori di carta o plastica sull’ordinanza si legge che è un consiglio. E qui forse un obbligo non sarebbe stato inopportuno. L’unica cosa che condividiamo è l’obbligo di apertura dei tappi per i contenitori in plastica. Chiedendoci cosa abbia fatto o farà in merito l’opposizione consiliare di Vicovaro auspichiamo in futuro provvedimenti più ponderati da parte dell’amministrazione locale e non possiamo che esprimere la nostra solidarietà a tutti i gestori di pubblici esercizi, tanto penalizzati nella congiuntura, e ai cittadini intervenuti, che avrebbero potuto vivere il momento festivo con maggior comfort”.

  • Italia dei Diritti in Valle Aniene, responsabile sarà Marco Orsola

    Il presidente Antonello De Pierro ha designato il sindaco di Saracinesco, dopo la sua adesione al movimento, per il coordinamento territoriale dell’area

    Marco Orsola

    Roma – A distanza di qualche settimana dall’adesione di Marco Orsola. sindaco di Saracinesco e presidente dell’Unione dei Comuni Valle del Giovenzano, al movimento Italia dei Diritti, il presidente Antonello De Pierro, sentito il parere del responsabile provinciale di Roma Carlo Spinelli e del direttivo territoriale, ha proceduto alla nomina diretta della new entry a responsabile per la Valle dell’Aniene.

    Certamente è un passo strategico di estrema importanza per l’espansione dell’Idd in quello che è considerato uno dei più bei paesaggi d’Italia. Uno sviluppo dell’insediamento politico del movimento, iniziato poco più di un anno fa e che ha portato all’elezione di ben 11 consiglieri, divisi tra i comuni di Roccagiovine, dove capogruppo è lo stesso presidente De Pierro, Sambuci, Vallepietra e Rocca Canterano. L’Italia dei Diritti è senz’altro la lista con più eletti in tutta la valle attraversata dal fiume Aniene e l’incarico affidato a Marco Orsola, un emblema inimitabile di buona amministrazione, mira a un radicamento territoriale molto più diffuso, per affermare solidamente i principi fondanti del movimento, basati soprattutto su legalità e giustizia.

    La soddisfazione del numero uno del movimento è lapalissiana: “La scelta di affidare a Marco il ruolo di coordinatore dell’Italia dei Diritti per il perimetro territoriale della Valle dell’Aniene è frutto di una scelta ben ponderata. Innanzitutto pochi come lui conoscono quel territorio e le sue dinamiche sotto un profilo socio-politico, ma anche storico-culturale. Questo naturalmente è un grosso vantaggio nel recepire le istanze della popolazione e cercare di soddisfarle nel migliore dei modi. Un altro nodo fondamentale è che è un amministratore molto capace e ho deciso di costruire la gestione amministrativa tipo per il nostro movimento sulla scorta della sua esperienza gestionale presso gli enti locali. Questi sono gli assunti precipui da trasmettere a chi vuole accingersi a entrare nella macchina amministrativa sotto l’egida dell’Italia dei Diritti, informati all’efficienza, al buon andamento e all’imparzialità, come da dettato costituzionale dell’art. 97, con tutti i criteri di legalità e trasparenza che ne conseguono. Chi sposa queste linee basilari è il benvenuto e, anche se non aderisce al movimento, troverà in noi un solido alleato in ottica collaborativa. Chi è lontano da quelle che consideriamo indicazioni comportamentali imprescindibili troverà la nostra ferma e intransigente opposizione. Per noi esistono prima di tutto la legalità e la giustizia, e queste si traducono, ancora prima che in espressioni delle norme di diritto positivo, anche e sopratutto in condotte di matrice etica, basate su norme morali.

    Il ruolo assegnato a Marco Orsola non lo considero assolutamente definitivo, ma spero sia solo l’inizio di un processo evolutivo della sua totale integrazione nelle file dell’Italia dei Diritti. Presto ci sarà un congresso regionale in Sicilia e subito dopo conto di annunciarlo nel Lazio. Auspicherei in quell’occasione la presentazione di una sua mozione per candidarsi a guidare la nostra squadra a livello regionale“.

  • A Comune Roccagiovine assunta sorella consigliera di maggioranza, opposizione insorge

    Il gruppo dell’Italia dei Diritti, capeggiato dal presidente Antonello De Pierro, ha presentato una mozione con istanza di consiglio straordinario
    La consigliera Michela Facioni

    Roma – Nuova vibrante protesta dell’Italia dei Diritti, gruppo di opposizione nel consiglio comunale di Roccagiovine, contro l’amministrazione guidata dal sindaco Marco Bernardi.

    Il movimento presieduto a livello nazionale dal giornalista romano Antonello De Pierro, che tra l’altro è consigliere capogruppo proprio nell’assise consiliare roccatana, da tempo fa sentire forte la sua voce contro le numerose inefficienze gestionali della maggioranza locale, da sempre puntualmente denunciate nel consesso assembleare, in particolar modo da parte dallo stesso De Pierro. Questa volta il dissenso si appunta sull’opportunità di un’assunzione effettuata nei mesi scorsi a seguito di un avviso di selezione pubblica finalizzato alla ricerca di una figura professionale da impiegare presso l’Ufficio Tributi. La congiuntura aveva subito incontrato le perplessità dei consiglieri dell’Italia dei Diritti per una serie di motivazioni, tanto da indurre il leader del movimento, esercitando il diritto di sindacato ispettivo legato al munus consiliare, a produrre subito un’istanza di accesso agli atti, rimasta parzialmente inevasa, con un’ostensione documentale lacunosa, soddisfatta solo dopo un rinnovo di richiesta al fine di ottenere il materiale preteso, ma con un’inevitabile e penalizzante dilatazione dei tempi di attesa e quindi dell’espletamento dell’auspicata attività istituzionale di manifestazione della contrarietà al provvedimento emesso. Vincitrice della procedura concorsuale è risultata Giada Facioni, sorella dell’autorevole consigliera di maggioranza Michela, miss preferenze (è stata la più votata in assoluto), nonché parente dello stesso sindaco Bernardi, ma De Pierro si è affrettato subito a chiarire che la disapprovazione esula dall’esito della selezione, che considera una mera coincidenza.

    Antonello De Pierro
    “Tengo a precisare, per fugare ogni equivoco — ha dichiarato —, che non contestiamo nella maniera più assoluta l’assunzione della signora Facioni, la quale è risultata avere tutti i requisiti richiesti dal bando e tali da farle attribuire il punteggio più alto, ma altri fattori, tra cui la stessa opportunità di dare avvio a una procedura di reclutamento”.

    Infatti De Pierro, insieme agli altri consiglieri dell’Italia dei Diritti Paolo Nanni e Aurelio Tartaglia, ha inoltrato al sindaco, e per conoscenza al prefetto di Roma, nonché alle procure generale e regionale del Lazio della Corte dei Conti, una mozione con richiesta di consiglio straordinario, in cui viene estrinsecato dettagliatamente il corpo motivazionale che avrebbe dovuto, a loro avviso, evitare di avviare l’iter selettivo e il successivo perfezionamento negoziale.

    Ciò che balza subito all’occhio, scorrendo lo sguardo tra le righe dell’atto redatto, è l’approvazione della deliberazione della giunta comunale, composta dal sindaco Bernardi e dal vicesindaco Angelo Fabiani, presenti nella circostanza mentre risultava assente l’assessora Annita Cocchieri, alle ore 17,30 del 17 dicembre, giorno in cui è stato pubblicato il bando. In pratica l’approvazione sembrerebbe essere stata successiva alla pubblicazione dell’avviso di selezione a cui fa riferimento. E’ lecito domandarsi come sia stato possibile tutto ciò e soprattutto chi era deputato a esprimere il parere tecnico sulla regolarità dell’atto come abbia potuto pronunciarsi favorevolmente. Quesiti a cui si cerca una risposta, ma ci si perde inevitabilmente in una buia vallata di ipotesi.

    “Prima facie qualcosa non torna — tuona De Pierro — e pretendiamo delle risposte esaustive, che siamo certi il sindaco e il vicesindaco, nonché la segretaria comunale Giulia Orefice, che ha espresso parere tecnico favorevole, riusciranno a fornirci fugando ogni dubbio in merito”.

    La polemica dei consiglieri di opposizione si sofferma altresì sul compresso lasso temporale concesso agli aspiranti per formalizzare la presentazione delle istanze di partecipazione, dal 17 al 28 dicembre, per di più a cavallo delle festività natalizie, che ha ridotto ulteriormente il tempo a disposizione.

    Ma il perno dell’impianto argomentativo di dissenso si fonda sull’utilità di un’ulteriore assunzione, alla luce del fatto che un dipendente del Comune di Roccagiovine è comandato da lungo tempo presso un’altra amministrazione e mai sembra essere stata ventilata una remota possibilità di richiamarlo in sede. Pertanto, secondo la minoranza in consiglio, non era assolutamente necessario un ulteriore esborso di pubblico denaro, tenuto conto tra l’altro che quasi in concomitanza con la stipula del contratto di assunzione, per ridurre le spese del Comune, si era provveduto a sospendere un servizio di trasporto per la scuola della limitrofa Licenza, privando alcuni bambini di un servizio di fondamentale importanza.

    Non manca inoltre una critica all’asserita insindacabilità del giudizio del Ruf (Responsabile Ufficio Finanziario), alla cui competenza monocratica è stata affidata la disamina valutativa dei requisiti dei partecipanti e la formulazione della graduatoria finale, non riuscendo a identificare dei netti contorni di certezza cognitiva a un approccio esegetico.

    Alquanto interessante appare infine, nella mozione prodotta, il percorso deduttivo tracciato sotto il profilo giuridico, a conforto dell’asserita nullità ab origine dell’avviso di selezione da parte dei consiglieri sottoscrittori. Ciò prende le mosse da una netta duplicità identificativa del bando in questione. da un punto di vista legale. Infatti, richiamando a supporto i chiarimenti in merito di una nota sentenza della Corte di Cassazione, in via preliminare, i componenti del gruppo Italia dei Diritti si soffermano sull’inequivocabile inferenza concettuale, che conferisce, in materia di pubblico impiego, a ogni bando di concorso per l’assunzione di personale, la doppia natura di provvedimento amministrativo e di atto negoziale quale offerta al pubblico. E proprio su quest’ultima qualificazione attributiva si fonda l’argomentazione dei proponenti che riconduce a ritenere nullo il documento in esame. Com’è noto ogni attività contrattuale può prevedere come accessori degli elementi accidentali, tra cui è ben definita da specifiche previsioni normative la condizione. Com’è più dettagliatamente specificato nella mozione formulata, oltre alle condizioni potestative, casuali e miste, esiste una specifica figura giuridica, ben definita da un apposito articolo del codice civile, il 1355, che contravviene alle statuizioni legittimate dalla legge e costituisce una distorsione giuridica che rende nullo l’atto. Si tratta della condizione “meramente potestativa”, che affida alla mera volontà di una sola parte, pertanto al mero arbitrio, l’efficacia della stipula contrattuale. E’ la medesima massima cassazionistica a reputare nulla “…la clausola con cui la p.a. si riservi la facoltà di non procedere all’assunzione……perché integra una condizione meramente potestativa ai sensi dell’art. 1355 c.c.” ed è proprio la fattispecie che ci interessa, alla luce del fatto che l’avviso di selezione pubblica promanante dal Comune di Roccagiovine recita testualmente che il Comune “si riserva, altresì, il diritto di revoca del procedimento in qualsiasi momento”.

    “Ci opporremo con ogni mezzo lecito a nostra disposizione — fa sapere il numero uno dell’Italia dei Diritti — a un’assunzione che riteniamo assolutamente inopportuna. Visto il particolare frangente dell’anno in cui è stato pubblicato il bando e si è proceduto alla contrattualizzazione, il tutto nell’arco di una decina di giorni e durante le vacanze natalizie, ci siamo accorti di quanto era avvenuto solo a cose fatte. Ci siamo immediatamente attivati formulando un’istanza di accesso agli atti, a cui abbiamo ottenuto una risposta parziale. Praticamente ci è stata fornita solo la documentazione rinvenibile agevolmente sul sito ufficiale del Comune. Siamo stati costretti a produrre un rinnovo di istanza di accesso e siamo venuti in possesso dell’intero corpo documentale solo dopo ben 75 giorni, quando il dettato dell”articolo 43 c. 3 del T.U.O.E.L. parla esplicitamente di 30 giorni per le risposte alle istanze di sindacato ispettivo presentate dai consiglieri. In questo modo si dilatano notevolmente i tempi e la nostra azione subisce inevitabilmente una coartazione. In questo modo non ci viene permesso di espletare compiutamente l’attribuzione mandataria affidataci dagli elettori. Meglio tardi che mai. Ora siamo qui e nei prossimi giorni in consiglio si discuterà e si voterà la nostra mozione, inserita all’ordine del giorno in una seduta ordinaria anche se avevamo chiesto in maniera lapalissiana un consiglio straordinario. Ma non obietteremo su questo. Ci interessa soprattutto capire se questa maggioranza avrà il coraggio di avallare quello che riteniamo un inutile esborso di denaro pubblico, a fronte di tante richieste da noi avanzate, a cui è stato opposto sempre un netto rifiuto per mancanza di fondi, oppure voterà la nostra mozione. L’ente ha un dipendente comandato presso un’altra amministrazione da lungo tempo e mai ci risulta che sia stata nemmeno presa in considerazione l’ipotesi di un suo rientro in sede. Peraltro la dipendente in questione è stata assunta per un ufficio specifico che è quello finanziario, che ci pare abbia finora espletato brillantemente i suoi compiti senza alcun problema. Per di più, in base alle elaborazioni dottrinali e giurisprudenziali, l’atto con cui è stato attivato il procedimento di reclutamento sembrerebbe essere nullo. In pratica, se ancora assumiamo per autorevole l’orientamento della Suprema Corte, si sarebbe proceduto a un’assunzione sulla base di un bando concorsuale affetto da nullità ex tunc.

    La nostra espressione di dissenso continuerà all’infinito con manifestazioni di protesta anche eclatanti qualora non venga revocato in autotutela il provvedimento di assunzione o quantomeno non vengano fornite risposte plausibili alle nostre perplessità in merito. E quando parlo di manifestazioni eclatanti parlo di incatenamenti di fronte a vari luoghi istituzionali o sedi di organi mediatici, sperando di non dover arrivare a occupare l’aula consiliare. Se necessario arriveremo a sottoporre la questione a referendum a iniziativa popolare”.

  • De Pierro, in visita a Fiuggi, auspica dimissioni sindaco e maggioranza

    Il presidente dell’Italia dei Diritti: “Un’amministrazione comunale che non è sensibile alla corretta valorizzazione delle enormi potenzialità del territorio è orfana degli strumenti basilari e dei più elementari supporti concettuali e valoriali per poter espletare l’attribuzione mandataria affidatale dal corpo elettorale

    Antonello De Pierro
    Roma – Chi era presente parla di un uomo alquanto perplesso di fronte alla situazione riscontrata e determinato a impegnarsi per il cambiamento.

    Lui è il presidente dell’Italia dei Diritti Antonello De Pierro e il riferimento è alla sua visita a Fiuggi in occasione del XIII Festival Internazionale della Chitarra in svolgimento in questi giorni nella nota cittadina ciociara. Il leader del movimento, accompagnato dal capogruppo Idd nel consiglio comunale di Castel San Pietro Romano Tony Gallo e da alcuni sostenitori anticolani, ha fatto un giro per le strade avviando un confronto dialogico con molti cittadini, che lamentavano inefficienze gestionali dell’attuale amministrazione guidata dal sindaco Alioska Baccarini. facendo trapelare un diffuso malcontento.

    La reazione del numero uno dell’Italia dei Diritti è stata immediata:”Non riesco a credere di dover raccogliere queste doglianze a Fiuggi. Verificherò personalmente in maniera più approfondita la circostanza recandomi qui più spesso e delegando i competenti nostri esponenti per individuare un valido gruppo dirigente locale. Un’amministrazione comunale che non è sensibile alla corretta valorizzazione delle enormi potenzialità del territorio, che si esplicano specie nello sviluppo turistico, l’ambito settoriale su cui si fonda gran parte della sua economia, è orfana degli strumenti basilari e dei più elementari supporti concettuali e valoriali per poter espletare l’attribuzione mandataria affidatale dal corpo elettorale. Avevamo già in mente di presentare una nostra lista a Fiuggi, sulla scia di quanto stiamo facendo in molti altri comuni, in cui i nostri eletti stanno garantendo il rispetto delle regole e il controllo sull’operato di chi gestisce la potestà amministrativa, in virtù di un lapalissiano stato di inerzia in cui versa la città. Avendo a mente gli antichi fasti a cui ero abituato venendo a Fiuggi mi piange il cuore a riscontrare ictu oculi, al di là delle doglianze dei residenti, il processo involutivo a cui è stata sottoposta. Ancora più doloroso è prendere atto dell’inadeguatezza dell’opposizione a interpretare il ruolo che le compete. Fiuggi merita indubbiamente di più. In ogni caso la nostra presenza al prossimo appuntamento elettorale è pressoché certa per rimuovere dal proscenio politico chi finora dagli scranni del potere amministrativo, ma anche dai banchi dell’opposizione, ha relegato il tessuto sociale di Fiuggi ai margini dei parametri idonei allo sviluppo e dotare i corpi collettivi locali di un’amministrazione che risponda finalmente alle istanze provenienti dal basso. E’ un preciso impegno che assumo di fronte a questo apodittico immobilismo per poter restituire al territorio le specificità peculiari che l’hanno sempre contraddistinto. Nell’interesse dei cittadini, con un atto di coraggio di fronte a un palese fallimento politico, auspicherei le dimissioni del sindaco e dell’intera maggioranza e li inviterei a perseguire questa strada, per poter ridare la parola al corpo elettorale nel segreto dell’urna elettorale. In caso contrario chiediamo ai cittadini di armarsi di pazienza e attendere il momento in cui, grazie all’utilizzo di tutti gli strumenti offertici dalle regole della democrazia partecipativa, potranno accordarci, tramite suffragio, quella fiducia necessaria per lavorare alla rinascita di Fiuggi“.

  • Marco Orsola è il primo sindaco targato Italia dei Diritti

    Il primo cittadino di Saracinesco (Rm) ha aderito al movimento presieduto da Antonello De Pierro

    Marco Orsola

    Roma – L’espansione del movimento Italia dei Diritti, presieduto dal giornalista romano Antonello De Pierro, ormai non conosce sosta.

    Dopo aver ottenuto l’elezione di undici consiglieri in sei comuni, che aggiunti ai precedenti eletti fanno quattordici in sette comuni, solo nella Città Metropolitana di Roma Capitale, dove risulta essere la lista con più eletti nei comuni sotto i 15.000 abitanti, ora incassa l’adesione del primo sindaco targato Idd. Un colpo da novanta in quanto non si tratta di un primo cittadino qualsiasi, ma di un emblema di ottima amministrazione, ammirato e stimato da ogni parte per la sua lapalissiana competenza gestionale. Si tratta di Marco Orsola, sindaco di Saracinesco, un piccolo borgo alle porte della Capitale, che da oggi ha aderito ufficialmente all’Italia dei Diritti. E’ lo stesso De Pierro a renderlo noto.

    Ci siamo incontrati a cena — spiega il leader del movimento — insieme al neo vice presidente Oscar Tortosa, e Marco mi ha comunicato la sua volontà di entrare a far parte della nostra squadra. Sono stato felicissimo di fronte a questa esternazione intenzionale. La prima cosa che ho pensato è che se uno come lui vuole entrare a far parte del nostro gruppo significa che stiamo lavorando bene. E’ un amministratore che stimo da sempre. Basta recarsi a Saracinesco per constatare ictu oculi i risultati di un’impeccabile attitudine alla gestione della cosa pubblica. Stiamo portando il nostro contributo nelle realtà in cui ci viene accordata la fiducia da parte del corpo elettorale, improntando sempre la nostra azione amministrativa ai principi fondanti della nostra organizzazione politica, espressi dalle categorie concettuali della legalità e della trasparenza, nell’ottica costituzionale del buon andamento della attività della pubblica amministrazione, informata ai canoni di efficacia ed efficienza, in ossequio all’interesse primario dei corpi collettivi. E quando si parla di legalità non basta limitarsi a non infrangere le norme ordinamentali, ma il nostro pensiero si rivolge anche alle regole morali, all’etica, che spesso alcune fattispecie comportamentali, pur rimanendo nel perimetro imposto dalla legge, vanno a violare. Do il benvenuto a Marco Orsola e attiverò immediatamente il responsabile provinciale romano Carlo Spinelli, affinché convochi il direttivo provinciale per assegnare un ruolo nell’organigramma dell’Italia dei Diritti a una persona che incarna l’essenza del nostro concetto di primo cittadino“.

  • Le liste rosa dell’Italia dei Diritti a Sambuci e Saracinesco

    La scelta di candidare solo donne è spiegata dal presidente Antonello De Pierro: “Da sempre, a prescindere dagli obblighi imposti dall’impianto normativo in vigenza in afferenza alle quote di genere, abbiamo sempre prestato attenzione, nella formazione delle liste, alla presenza di donne. A Sambuci abbiamo tenuto conto della scarsa attenzione che da sempre viene riservata al genere femminile
    Dantina Salzano
    Roma – Sono molte le liste presentate dal movimento Italia dei Diritti per le elezioni amministrative 2019 nei vari comuni italiani.
    Se si lascia scorrere lo sguardo sugli elenchi dei candidati non è difficile notare un dato oggettivo incontrovertibile, la presenza di molte donne. Una partecipazione che diventa più evidente nel caso di Sambuci e Saracinesco, due piccoli comuni facenti parte della Città Metropolitana di Roma Capitale, dove la rappresentanza femminile è totale, tranne la candidatura di un maschio e solo perché imposto dalla normativa in vigenza.
    Antonello De Pierro
    La compagine rosa è guidata a Sambuci dalla vice responsabile del movimento per la Provincia di Roma Dantina Salzano, che corre per la carica di sindaca, mentre a Saracinesco l’aspirante prima cittadina è la giovane Dalila Italiano. In lista spiccano le presenze di Fiorella Bellagotti, nota fotografa internazionale nel campo della moda, e della sua collega Paola Lustrissimi, professionista per le riviste patinate. A Sambuci la presenza, al secondo posto, dell’affermata commercialista e revisore dei conti Maria Condrò esprime una garanzia, come la capolista Giovanna Ara, impiegata pubblica con una lunga esperienza alle spalle. L’unico uomo in lista a Sambuci è Giovanni Ziantoni, responsabile per Vicovaro della formazione politica presieduta da Antonello De Pierro, capogruppo a Roccagiovine e consigliere proprio in seno alla Comunità Montana dell’Aniene, a cui appartengono i due comuni della Valle del Giovenzano.

    E’ lo stesso presidente De Pierro a spiegare le ragioni della scelta al femminile: “Da sempre, a prescindere dagli obblighi imposti dall’impianto normativo in vigenza in afferenza alle quote di genere, abbiamo sempre prestato attenzione, nella formazione delle liste, alla presenza di donne. Infatti, le nostre quote rosa hanno fatto registrare spesso cifre superiori a quanto richiesto dalla legge. Quest’anno, pur confermando, dove possibile, questa linea, ho voluto fortemente, almeno in due comuni chiamati alle urne per l’elezione del sindaco e del consiglio comunale, la presenza di sole donne in lista. Ciò, in ossequio alle prescrizioni legislative, è possibile solo nei comuni sotto i 3000 abitanti, purché almeno un’unità esprima la presenza dell’altro sesso. Il responsabile provinciale di Roma Carlo Spinelli, candidato alla carica di sindaco a Capranica Prenestina, è stato ben felice di questa mia volontà, e dopo averla sottoposta al direttivo provinciale come è prassi, abbiamo individuato insieme i due comuni della Città Metropolitana di Roma Capitale in cui esplicitare questo intento.
    Dantina Salzano
    La preferenza è caduta su Sambuci e Saracinesco, due comuni limitrofi ai quali siamo particolarmente legati. La valutazione non è stata casuale. Se l’opzione Saracinesco è nata tenendo conto della peculiarità che lo indica come il paese delle modelle e pertanto dall’esigenza di individuare una candidata a sindaco giovane e bella qual è Dalila Italiano, ragazza laureanda in giurisprudenza e molto preparata in materia amministrativa, quella di Sambuci affonda le radici in una ragione completamente differente. Infatti qui abbiamo tenuto conto della scarsa attenzione che da sempre viene riservata al genere femminile. Ne è prova la composizione della lista locale formata da soli uomini e con la presenza di un’unica donna. Praticamente il contrario di quanto abbiamo fatto noi. Abbiamo peraltro voluto assicurare una candidatura qualificata alla carica di sindaco, che si è tradotta nella scelta di Dantina Salzano, valida esponente del nostro movimento e con alle spalle una consolidata esperienza come amministratrice pubblica. Confido nella risaputa capacità valutativa del corpo elettorale di Sambuci riguardo alla decisione più idonea da assumere nel segreto della cabina elettorale circa l’affidamento della gestione amministrativa del Comune. Sono certo che i cittadini sambuciani sapranno attuare la scelta migliore scegliendo l’Italia dei Diritti, unica forza capace di porre in essere un’inversione di rotta rispetto all’inefficacia gestionale finora dimostrata e a cui affidare la speranza di un cambiamento, come abbiamo già dimostrato nei comuni in cui siamo presenti. Tra l’altro non mi pare che l’offerta sul proscenio politico sia rassicurante. L’unica lista locale ha già dato un cenno di lapalissiana debolezza e difficoltà, non riuscendo a presentare una lista completa, ma orfana di ben due nominativi rispetto al numero massimo previsto. Ci chiediamo quale possa essere l’affidabilità di chi fatica anche a comporre un elenco completo di candidati da presentare alla popolazione. Il nostro appello è al buon senso di chi aspira realmente alla valorizzazione delle enormi potenzialità di Sambuci, rimaste finora inespresse e coartate, e in particolar modo alle elettrici, che potranno finalmente avere una rappresentanza che accolga le istanze delle donne a cui fino a oggi non è stata fornita una risposta soddisfacente”.

    (Foto di Luigi Giordani)

  • De Pierro denuncia degrado strade a Roccagiovine

    Il presidente dell’Italia dei Diritti e capogruppo dell’omonimo gruppo nel consiglio comunale del paese della Città Metropolitana di Roma Capitale annuncia battaglia per garantire la sicurezza dei cittadini: “Qui non siamo in Africa

    Antonello De Pierro
    Roma – Appaiono sempre più critiche le condizioni di degrado della rete viaria urbana di Roccagiovine, il pittoresco borgo della Città Metropolitana di Roma Capitale, immerso nel Parco dei Monti Lucretili e facente parte del meraviglioso territorio della Valle dell’Aniene.

    La circostanza era stata già ampiamente sottolineata dal presidente dell’Italia dei Diritti Antonello De Pierro durante il consiglio comunale del Comune roccatano, dove siede in qualità di capogruppo del movimento di cui è leader nazionale, insieme ai consiglieri Dantina Salzano e Paolo Nanni, ma ha ottenuto sempre risposte alquanto evasive da parte del sindaco Marco Bernardi. De Pierro aveva annunciato anche un accesso agli atti al fine di ottenere la documentazione relativa agli interventi di manutenzione strutturale, ordinaria e straordinaria, delle strade, effettuata negli ultimi cinque anni, cosa a cui ancora non ha dato seguito nella speranza che l’attuale maggioranza adottasse i provvedimenti necessari a mettere in sicurezza e rendere almeno un minimo percorribili le vie del paese che, ironia della sorte, è il luogo di origine della sindaca di Roma Capitale Virginia Raggi, anche lei alle prese con gli stessi problemi, anche se, nonostante le accese polemiche, sembrano essere di minore entità rispetto a quelli che affliggono il bellissimo borgo di oraziana memoria.

    Ho sperato troppo — ha dichiarato De Pierro — che il sindaco adottasse quei provvedimenti necessari a mettere in sicurezza le strade dello splendido paese-bomboniera di Roccagiovine. Ciò non è avvenuto e le strade sono sempre più vittima del degrado. Sul manto stradale sono presenti delle vere e proprie voragini. La situazione è particolarmente critica sulla strada che conduce al cimitero cittadino, su cui transitano numerose persone anziane, che quotidianamente mettono a repentaglio la loro incolumità. Ma ancora peggiori sono le condizioni della strada vecchia che conduce nel limitrofo comune di Licenza, che presenta un degrado indegno di un paese civile nella parte che ricade nella competenza gestionale del Comune roccatano, mentre fortunatamente la carreggiata diviene praticabile quando si passa in territorio licentino, grazie alle indubbie e palesi capacità amministrative del sindaco Luciano Romanzi. La strada in questione peraltro è meta di numerose persone che praticano jogging. La misura è colma e la nostra pazienza è finita. I cittadini roccatani e coloro i quali vengono a visitare il borgo hanno diritto a transitare in sicurezza sulle strade. Qui non siamo in Africa. E’ il momento di agire. Pretendiamo che il sindaco intervenga senza ulteriori indugi a porre fine a questo intollerabile disagio e metteremo in atto ogni mezzo che l’impianto normativo in vigenza ci attribuisce, oltre a programmare azioni clamorose di protesta. Innanzitutto procederemo a produrre istanza, come già avevamo accennato in consiglio, al fine di ottenere l’ostensione e la copia di tutta la documentazione afferente agli interventi manutentivi delle strade nei cinque anni della scorsa consiliatura, e chiederemo la fissazione di un’assemblea consiliare straordinaria per dibattere in merito alla vicenda. Noi teniamo a questo paese e ai suoi abitanti e se qualcun altro dimostra nei fatti di non riuscire ad amministrare adeguatamente saremo i cani da guardia dei cittadini. D’altronde non possiamo nemmeno pretendere molto da chi non ha sentito per cinque anni l’esigenza di dotarsi del prescritto regolamento consiliare per stabilire i precetti a cui attenersi durante l’attività assembleare e ha aspettato che fossimo noi a pretendere l’immediata adozione regolamentare, in ossequio alle previsioni del Tuel Avevamo annunciato collaborazione per qualsivoglia provvedimento a beneficio della cittadinanza e linea dura in caso di inerzia amministrativa. Alla luce dei fatti, attualmente l’unica via percorribile ci sembra inevitabilmente l’opposizione rigorosa e intransigente, nutrendo un barlume di speranza che il sindaco inizi finalmente ad amministrrare adeguatamente Roccagiovine“.

  • De Pierro conferma linea dura Idd a Comune di Roccagiovine

    Il presidente dell’Italia dei Diritti, neoeletto in minoranza al consiglio comunale del bellissimo borgo della Valle dell’Aniene, annuncia un’opposizione intransigente e al contempo collaborativa, sempre nell’interesse dei cittadini

    Antonello De Pierro
    Roma – Si è svolto in un clima incandescente, come da copione, la seduta di insediamento del sindaco e del nuovo consiglio comunale di Roccagiovine, nella Città Metropolitana di Roma Capitale.

    Le previsioni della vigilia non sono state disattese, con l’attenzione rivolta al debutto del presidente del movimento Italia dei Diritti Antonello De Pierro, ai primi posti della classifica ufficiale dei politici nazionali più seguiti sul web, tra gli scranni del consesso assembleare del bellissimo borgo immerso nel Parco del Monti Lucretili. Il neoconsigliere, è stato eletto a capo dell’opposizione dopo aver scelto di candidarsi a sindaco proprio nel paese della Valle dell’Aniene, nell’ambito dell’audace progetto, portato avanti dall’Italia dei Diritti, di inserirsi col proprio simbolo (finora i vari eletti, anche alla Camera erano in quota in altre liste), nel tessuto istituzionale dei vari comuni dell’ex Provincia romana e del resto della Penisola, per affermare il primato dei fondamenti ideali alla base del movimento, che afferiscono ai principi della legalità e della giustizia, ma soprattutto dell’etica, sempre a tutela dei diritti delle cellule più deboli del tessuto collettivo. E la linea che il leader dell’Idd ha esplicitato nell’aula consiliare di Roccagiovine, debordante di cittadini intervenuti, al limite della capienza, si è inserita nel solco tracciato da sempre per il movimento che presiede. Il suo eloquio è stato da subito chiaro e inequivocabile, edificando sin dalle prime battute la piattaforma su cui i tre componenti dell’opposizione (gli altri due sono Dantina Salzano e Paolo Nanni) baseranno la linea comportamentale, orientata alla più assoluta intransigenza, ma sempre in ottica collaborativa, per portare in consiglio le istanze della cittadinanza roccatana e tutelarne ogni esigenza.

    Il preludio al clima acceso che si è manifestato successivamente nel divenire fenomenico della seduta consiliare ha avuto luogo quando l’insediando sindaco Marco Bernardi ha indossato la fascia tricolore e ha pronunciato il canonico giuramento sulla Costituzione Italiana. L’intervento di De Pierro è stato tempestivo nell’osservare che, per rispetto istituzionale, sarebbe stato meglio prestare giuramento con davanti una copia della Carta Costituzionale. Fedele al mandato conferitogli dall’urna il riconfermato primo cittadino ha ammesso la sua mancanza, si è fatto portare ben due copie della legge fondamentale dello Stato e ha ripetuto la formula del giuramento.

    Dopo che il neosindaco ha espletato gli adempimenti imposti dall’assunto normativo in materia, tra cui il prefato giuramento, la presentazione della giunta e l’elezione dei membri delle commissioni, ha chiesto la parola De Pierro, appena investito del munus di consigliere, che ha subito estrinsecato e tratteggiato, fin dalle prime battute, con lapalissiana fermezza, quello che sarà l’orientamento operativo dell’opposizione nel corso della consiliatura appena iniziata.

    Innanzitutto assumo con orgoglio il mandato che mi è stato conferito dall’espressione consensuale degli elettori — è staro il suo incipit — e, qualora qualcuno avesse ancora qualche dubbio, ribadisco che lo onorerò fino alla fine, sempre nell’interesse dei cittadini di Roccagiovine, non solo di coloro i quali ci hanno accordato la loro fiducia nel segreto della cabina elettorale, ma anche di quelli, visto che un amministratore non è legato al vincolo di mandato, che hanno deciso di dare continuità all’operato dell’amministrazione uscente. La nostra presenza qui è ad adiuvandum. La nostra compagine di minoranza sarà il cane da guardia della nuova giunta. Tutto ciò che verrà deliberato a favore della comunità roccatana troverà sempre il nostro sostegno e, se necessario anche la nostra critica a fini migliorativi, perché crediamo che il confronto dialettico sia il sale della democrazia e solo con quello, con una disamina valutativa delle varie opzioni, si possa giungere alle soluzioni più adeguate. Se lo spirito della maggioranza sarà volto a cercare e accettare la nostra offerta collaborativa per migliorare il paese noi saremo qui sempre a prodigarci in questo senso. Qualora riterremo che alcuni provvedimenti non vadano a tutelare gli abitanti di questo splendido borgo la nostra opposizione sarà dura e tenace, dentro e fuori dal consesso consiliare.

    Purtroppo nel quinquennio appena trascorso è stato fatto molto poco, a cominciare dal regolamento consiliare, che, con mio sommo stupore, ho appreso poc’anzi non esistere presso il Comune di Roccagiovine. Lei, sig. sindaco, sta dicendo che la redazione del documento de quo sia stata prevista nel programma stilato per il prossimo mandato, ma le faccio notare che ciò andava fatto forse all’inizio dell’investitura funzionale. Auspichiamo che si proceda al più presto a sanare questa clamorosa lacuna. Lei sbandiera, a conforto dell’impeccabile lavoro svolto, il fatto di aver risanato l’esposizione debitoria del Comune. Ne prendo atto favorevolmente, ma le vorrei far osservare che ha adempiuto esattamente ciò che rientrava nei suoi compiti istituzionali, anche perché in caso contrario sarebbe stato incombente lo spettro del commissariamento. Purtroppo devo prendere atto del fatto che molte vie del paese presentano una scarsa pulizia e in più punti una inesistente attività manutentiva. A questo proposito chiederemo di accedere ai contratti stipulati per la pulitura delle strade e a tutti gli atti afferenti alla loro manutenzione strutturale. In tale contesto avanzo la proposta di istituire, a costo zero, una commissione per l’edilizia, urbanistica e decoro urbano e inoltre colgo l’occasione per suggerire una nuova commissione sui servizi sociali. Se penso al nome della vostra lista ‘Proviamoci Insieme’, mi sorge qualche nota di preoccupazione per l’attività gestionale futura. Pensando a ciò che non è stato fatto la cosa non mi rassicura. Le prove sono finite, ora chiediamo certezze per i cittadini roccatani.

    Le posso assicurare che tanti, tra coloro che hanno contribuito alla sua elezione a sindaco la pensano in questo modo. Noi naturalmente paghiamo il fatto di aver presentato una lista con candidati esterni alla comunità di Roccagiovine, e pertanto siamo stati penalizzati dalla fisiologica espressione familiare del consenso propria dei piccoli centri, ma anche di quelli più grandi. Noi pertanto le chiediamo di adoperarsi per risolvere tali problematiche, per tutelare gli interessi, che in alcuni casi si traducono in incolumità, anche e soprattutto di coloro i quali hanno orientato il suffragio verso la sua lista. Purtroppo conosco certe logiche e a tal proposito mi piacerebbe aprire una piacevole parentesi sui percorsi della mia memoria. Mio padre era originario di un piccolo paese della Basilicata che si chiama Roccanova, dove le logiche familiari influiscono, come ovunque, sul verdetto delle urne. A Roccagiovine, al di là dell’incredibile assonanza fonetica, ho respirato gli stessi odori, ho sentito gli stessi sapori di Roccanova“.

    A questo punto dal numero uno dell’Italia dei Diritti parte una stoccata molto incisiva: “Però a Roccanova e in tanti altri paesi non ho mai trovato gli uffici comunali chiusi, a Roccagiovine mi è successo due volte su tre. Questa è una situazione che non tollereremo. Il Comune è un ente pubblico ed eroga un pubblico servizio. Il tessuto normativo del diritto amministrativo fa riferimento al sacrosanto principio della continuità del servizio pubblico. I cittadini hanno il diritto di usufruire di questo servizio con costanza e non a intermittenza“. Il riferimento di De Pierro è al fatto che il Comune di Roccagiovine ha un solo dipendente all’attivo e purtroppo attualmente è assente per giustificati motivi. Un secondo dipendente è comandato da molti anni presso un altro ente. Pertanto più volte l’intero edificio comunale rimane chiuso. A questo punto il sindaco, annuncia una consultazione popolare a cui De Pierro risponde con un sorriso ironico, che non cela un concentrato di forte incredulità.

    Invece di cercare una soluzione idonea a garantire la continuità del servizio erogato — continua il presidente dell’Italia dei Diritti — lei indice una consultazione popolare per trovare un supporto alla chiusura degli uffici. La cosa non può che vederci espressivi di una grande contrarietà, ma soprattutto ci produce un sentimento che ci fa trasecolare. L’apertura degli uffici è una questione etica, prima ancora che di antigiuridicità e noi siamo aggrappati all’etica come motore di una nazione sana, che tutela le cellule più deboli del suo parenchima sociale nel garantire i loro diritti“.

    Per chiudere De Pierro chiede al sindaco di valutare la possibilità di trasmettere le sedute del consiglio in streaming, fedele alla linea del movimento che presiede di rendere obbligatoria per legge tale pratica in ogni consesso istituzionale del territorio nazionale, a cui il sindaco si oppone adducendo una questione di costi. Il consigliere commenta così l’atteggiamento ostativo del primo cittadino: “Non è detto che la trasmissione debba essere per forza in diretta. Se è un problema di costi possiamo optare per una registrazione da caricare sul sito del Comune, come si fa per ogni tipo di documento. Come vedete siamo collaborativi“.

    La battaglia dell’Italia dei Diritti per il cambiamento al Comune di Roccagiovine è appena iniziata.

  • De Pierro, cambieremo Roccagiovine e tutta la Valle dell’Aniene

    Il presidente dell’Italia dei Diritti e candidato a sindaco del borgo alle porte di Roma: “Credo che le potenzialità che il territorio offre non siano state mai valorizzate adeguatamente dagli amministratori locali. Gli straordinari cittadini del luogo meritano certamente di più. Non potrò mai accettare di vedere le speranze e le istanze degli abitanti naufragare sugli scogli della rassegnazione

    Antonello De Pierro

    Roma – Ha suscitato molto interesse, specie nella Valle dell’Aniene, la candidatura a sindaco di Roccagiovine, centro della Città Metropolitana di Roma Capitale, del presidente dell’Italia dei Diritti Antonello De Pierro.

    Da tempo il direttivo regionale del Lazio del movimento fondato e presieduto dal giornalista romano, noto per le sue battaglie a favore della legalità, aveva focalizzato la sua attenzione al prefato territorio, ritenendolo da lungo tempo amministrato in maniera inadeguata dalla maggior parte delle amministrazioni locali. Un’area che secondo gli esponenti dell’Italia dei Diritti meriterebbe un’attività gestionale più idonea a valorizzare le numerose potenzialità del luogo e più attenta alle esigenze degli abitanti. E’ in quest’ottica che è maturata la decisione del leader del movimento Antonello De Pierro di esporsi in prima persona per concorrere alla carica di primo cittadino del suggestivo borgo di Roccagiovine, considerato dallo stesso emblematico nella meravigliosa Valle dell’Aniene, mentre altri rappresentanti dell’organizzazione politica si sono candidati in altri comuni.
    De Pierro è noto anche per essere stato il primo giornalista minacciato e aggredito da un boss del clan Spada di Ostia (prima di Federica Angeli e Daniele Piervincenzi), precisamente da Armando, accompagnato sotto casa sua dal noto imprenditore Alfonso De Prosperis e da sua moglie Angela Falqui.
    In afferenza alla sua candidatura a Roccagiovine si è così espresso: “Mi sono sempre adoperato con abnegazione, ma anche e soprattutto con passione, al fine di propugnare i principi di legalità e giustizia, e sotto l’impulso motivazionale degli assunti concettuali racchiusi nel perimetro semantico di questi due vocaboli ho sempre vigilato sul rispetto assoluto e imprescindibile dei diritti del corpo cittadino, spesso calpestati e mortificati dal potere di pochi eletti, i quali non hanno remore o pudori di sorta di schiacciarlo sotto i cingoli dell’arroganza. Sempre più spesso le più elementari ragioni di giustizia vengono disattese clamorosamente da immobilismo, negligenza, incapacità, ma soprattutto arroganza e condotte illecite, e quando ciò avviene è sinonimo di distorsioni rilevanti negli iter procedurali della macchina istituzionale. Personalmente sono stato sempre custode, nel mio patrimonio dnatico, dell’idea di aggrapparmi alla giustizia come etica di una nazione ed è ciò che ho posto come piattaforma granitica per l’attività del movimento che presiedo.
    Sulla scorta e la spinta propulsiva di queste premesse ho accettato di correre per la carica di primo cittadino in occasione delle elezioni amministrative di Roccagiovine, che si svolgeranno il prossimo 10 giugno. Sono molto legato a Roccagiovine e a tutta la Valle dell’Aniene e credo che le potenzialità che il territorio offre non siano state mai valorizzate adeguatamente dagli amministratori locali. Gli straordinari cittadini del luogo meritano certamente di più. E se qualcosa è stato fatto è indubbiamente poco. Roccagiovine deve rinascere e non ci si può affidare alle possibilità, non ci si può accontentare. La parola d’ordine deve essere “dovere”. Non basta dire si può, bensì si deve. Sono qui per aiutare i cittadini e per collaborare con gli altri amministratori e con gli stessi cittadini al fine di raggiungere i traguardi agognati. Non potrò mai accettare di vedere le speranze e le istanze degli abitanti naufragare sugli scogli della rassegnazione. Questo è un concetto che va espulso dalla coscienza collettiva. E’ un fatto di dignità e il cambiamento è di rigore. E’ più che mai necessaria una rivoluzione della dignità
    “.
    Poi ha lanciato un appello agli elettori di Roccagiovine: “Il 10 giugno prossimo si consumerà uno snodo nevralgico nella politica di Roccagiovine. La scelta evolutiva, rispetto all’attuale fermo immagine ingrigito dall’immobilismo, passa per la vostra espressione di voto, nel segreto della cabina elettorale, dove avrete l’immenso potere di invertire la rotta per i prossimi 5 anni e di disegnare la normale progettualità esistenziale di Roccagiovine. Non serve lamentarsi dopo se non si è attuata una svolta necessaria prima. Confido nella vostra capacità di autodeterminazione e di riflessiva ponderazione per iniziare a tracciare insieme le linee del cambiamento“.

  • Italia dei Diritti, Antonello De Pierro candidato sindaco a Roccagiovine

    Alla fine è stato il presidente del movimento a scendere in campo nel paese della Valle dell’Aniene per lanciare un messaggio chiaro agli abitanti del territorio

    Antonello De Pierro
    Roma – Dopo aver annunciato la candidatura del responsabile provinciale di Roma Carlo Spinelli a sindaco di Cervara di Roma, l’Italia dei Diritti rende noto ufficialmente il candidato alla carica di primo cittadino di Roccagiovine, solo dopo l’accettazione della lista da parte della commissione elettorale.

    Il nome dell’aspirante era già circolato, ma c’erano delle riserve. Si era parlato del presidente Antonello De Pierro, ma visto il suo impegno nazionale si stava valutando in seno al direttivo regionale del Lazio la proposta di uno dei dirigenti regionali. E’ da tempo che il movimento si sta interessando dei problemi legati alla Valle dell’Aniene e per questo aveva deciso di partecipare alle elezioni di Cervara e Roccagiovine, per dare un segnale chiaro di vicinanza a quel territorio che, nonostante le eccezionali potenzialità, l’immobilismo degli amministratori locali è stato davvero poco valorizzato o addirittura lasciato regredire.

    E’ per questo che alla fine, il leader dell’Italia dei Diritti ha deciso di scendere in campo e lanciare un messaggio molto chiaro agli abitanti di quel territorio. Sarà dunque il presidente De Pierro a guidare la compagine di dieci aspiranti consiglieri al Comune di Roccagiovine. La sua attività a tutela delle cellule più deboli del parenchima sociale non è un mistero, politicamente e giornalisticamente, contro il potere di pochi eletti che spesso sono soliti marciare con i cingoli sui diritti e sulla dignità dei cittadini.

    E’ lo stesso direttore di Italymedia.it ed ex direttore e voce storica di Radio Roma a spiegare i dettagli motivazionali della scelta: “La Valle dell’Aniene può vantare enormi potenzialità che, purtroppo, l’immobilismo di molti amministratori locali, rivelatisi incapaci nel valorizzarle, ha soffocato e reso inespresse. E’ un territorio di straordinaria bellezza paesaggistica e architettonica, abitato da una popolazione dotata di eccezionale laboriosità.

    Eppure nella stragrande maggioranza è abbandonato al degrado e a una deriva inesorabile e irreversibile. Gli abitanti non meritano questo e chi è incapace di amministrare deve farsi da parte. Le categorie in cui noi siamo soliti dividere coloro i quali occupano gli scranni istituzionali sono quella dei politici, che espletano il mandato attribuito loro dall’elettorato nel pieno rispetto dei cittadini e soprattutto nell’interesse primario dei corpi collettivi, e quella dei politicanti che sono tutta un’altra cosa e quel mandato di fiducia lo tradiscono, in quanto non riescono, per svariate ragioni, a soddisfare le istanze della popolazione che gliel’ha conferito.

    Purtroppo nella Valle dell’Aniene ci siamo imbattuti molto più in politicanti che in politici e questo gli straordinari abitanti del luogo non lo meritano. Alla luce di tutto ciò, come movimento Italia dei Diritti, abbiamo deciso di metterci in gioco per poter fornire a questo incantevole territorio, che ci sta particolarmente a cuore, tutta l’espressione di crescita evolutiva che gli compete. Siamo determinati ad abbattere le logiche clientelari, o peggio ancora familiari, queste ultime particolarmente diffuse nei centri più piccoli, che in genere condizionano il voto nei comuni della zona. Se i cittadini continueranno a votare secondo il criterio della famiglia numerosa poi saranno destinati a quell’immobilismo a cui sono stati abituati finora.

    E il nostro impegno per tutti i paesi della valle continuerà costantemente dentro o fuori dalle istituzioni. Ho già sollecitato in tal senso il responsabile provinciale Carlo Spinelli, che non a caso è candidato sindaco a Cervara di Roma, dove l’immobilismo a cui ho fatto cenno, a nostro avviso è lapalissiano. Come candidato sindaco di Roccagiovine, ma senza trascurare la Valle dell’Aniene in toto, ci sono molte cose che mi stanno a cuore.

    In primis, fedele a quella che è la mia formazione umana e morale e al patrimonio dnatico che custodisco, da sempre impegnato a dare voce alle cellule più deboli del nostro parenchima sociale, non posso accettare nella maniera più assoluta la vergogna del caro pedaggi sull’autostrada A 24. Lotteremo insieme agli abitanti contro una speculazione ributtante, che va a schiacciare e mortificare la dignità di chi è costretto a percorrere l’autostrada per lavoro, costretto a quel pendolarismo defatigante, che viene reso ancora più gravoso dall’assurda gabella imposta. Quegli abitanti, i cui diritti non sono stati difesi adeguatamente da chi amministra i paesi della Valle dell’Aniene, votato e legittimato a occupare gli scranni istituzionali, pur non avendone le capacità, grazie a quelle logiche familiari e clientelari di cui ho poc’anzi parlato e che abbiamo deciso di combattere strenuamente a beneficio della popolazione interessata. Se sono riuscito, grazie al fondamentale ausilio dei tanti sostenitori, a bloccare l’istituzione dei pedaggi sul Grande Raccordo Anulare di Roma e sull’autostrada Roma – Fiumicino, credo di poter arginare agevolmente un fenomeno che periodicamente va a vessare gli onesti e inermi cittadini, gravando spietatamente sulle loro tasche, che chi avrebbe dovuto difenderli non è stato in grado di farlo. Annuncio fin d’ora clamorose azioni di protesta per porre fine a questa ignobile indecenza.

    Per Roccagiovine in particolare il nostro impegno verterà soprattutto sull’incremento delle attività produttive del luogo, con la conseguente creazione di nuove opportunità di lavoro, puntando a ridurre il numero di chi è costretto a fare il pendolare. C’è chi partirà per la Capitale, ma lo farà per scelta, non certo perché obbligato da imposizioni lavorative. La nostra sfida sarà altresì culturale.

    La cultura, in un centro come Roccagiovine, con una storia così, non può essere relegata ai margini, ma deve occupare un posto di primissimo piano. Perciò via libera a un’infinità di manifestazioni culturali, che porteranno in paese tantissime persone con rilancio delle attività commerciali. Il castello Orsini, parte integrante, se non primaria, della storia del borgo, dovrà essere assolutamente al centro del suo rilancio. Abbiamo già allo studio molte opzioni per attuare ciò. Con noi il vento del cambiamento soffierà molto forte su Roccagiovine, il tutto a beneficio dei corpi collettivi, e mai cederemo a chi finora non ha saputo valorizzare appieno l’offerta di un piccolo, ma importantissimo e strategico paese“.

    La sfida è lanciata, con una lista competitiva di aspiranti consiglieri che vede ben cinque donne, vale a dire la metà dei candidati. Il candidato sindaco è noto anche per essere stato il primo giornalista aggredito da un componente della famiglia mafiosa Spada a Ostia (fu minacciato di morte e assalito dal boss Armando, cugino dell’ormai arcinoto Roberto, accompagnato sotto casa sua dal rinomato imprenditore di Ostia Alfonso De Prosperis e da sua moglie Angela Falqui) prima di Federica Angeli e Daniele Piervincenzi. Sarà sostenuto da Aurelio Tartaglia (capolista), Valentina Lombardi, Gianni Riefolo, Paolo Nanni, Pino Di Paolo, Carmen Bandera, Dantina Salzano, Iole Tartaglia, Martina D’Auria e Domenico Nucifora.