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  • La siciliana Silvia Conti, da Indietro Tutta all’Italia dei Diritti

    L’ex attrice e soubrette lanciata da Renzo Arbore è stata nominata dal presidente Antonello De Pierro alla Tutela degli Animali. Lunedì prossimo, giorno della fiducia al Conte Bis, sarà a Montecitorio per manifestare contro abbandono, maltrattamento e vivisezione
    Silvia Conti
    Roma – Continuano le adesioni all’Italia dei Diritti, il movimento nazionale fondato e presieduto dal giornalista romano Antonello De Pierro.

    La new entry risponde al nome di Silvia Conti, che il pubblico televisivo italiano ricorda per essere stata l’artefice dell’enorme successo ottenuto dalla trasmissione Rai “Indietro tutta”, condotta da Renzo Arbore. La Conti, al secolo Daniela D’Agrò, cugina dell’ex ministra e parlamentare di Forza Italia Stefania Prestigiacomo, era la rappresentante di punta delle Ragazze Coccodè nel programma che lanciò Nino Frassica, Mario Marenco e Nina Soldano, e con la grande attenzione che suscitò nella stampa e nell’opinione pubblica fu determinante per consegnare agli annali della tv l’originalissimo format di arboriana memoria.

    Cane abbandonato a Roccagiovine
    Il suo successo personale fu corroborato dalla successiva partecipazione a numerose pellicole cinematografiche, tra cui “Occhio alla Perestroika”, con Jerry Calà, Ezio Greggio e Corinne Cléry, per la regia di Castellano e Pipolo, e “Stasera a casa di Alice”, con Carlo Verdone, Ornella Muti, Sergio Castellitto e Cinzia Leone, per la regia dello stesso Verdone, prima della decisione di dileguarsi dai lustrini del mondo della celluloide e della tv, per dedicarsi alla famiglia e alle altre grandi passioni della sua vita, la pittura e gli animali, a cui ha dedicato tante battaglie per la difesa dei loro diritti. E proprio la sua spiccata sensibilità verso i temi animalisti ha determinato il suo avvicinamento alla politica e l’incontro con De Pierro.

    Silvia Conti
    Infatti il leader dell’Idd aveva denunciato mediaticamente e giudiziariamente l’abbandono di un cane legato a un guardrail nel territorio di Roccagiovine, il suggestivo borgo della Valle dell’Aniene, nella Città Metropolitana di Roma Capitale, nel cui consiglio comunale siede in qualità di capogruppo della lista Italia dei Diritri, successivamente sparito, dopo che gli organi istituzionali di competenza avevano fatto registrare la loro inerzia per circa un mese. La Conti si era subito interessata alla vicenda, chiedendo un incontro urgente col numero uno del movimento e inoltrando istanza di adesione all’organizzazione da lui presieduta. La sua grande tenacia nel profondere ingenti energie in difesa degli amici a quattro zampe ha convinto De Pierro ad affidarle il Dipartimento per la Tutela degli Animali, carica rimasta vacante da qualche tempo. E già la neoresponsabile tematica, determinata come non mai, ha annunciato la prima iniziativa per portare all’attenzione della stampa e del grande pubblico la storia del cane di Roccagiovine, ribattezzato Argo, chiedendo che emerga la verità sul destino del povero animale, che ha attesto invano per un mese il ritorno del suo padrone prima di sparire nel nulla. Ma non solo. Infatti lunedì prossimo, giorno della fiducia al governo Conte Bis, l’ex attrice manifesterà a Montecitorio contro l’abbandono e il maltrattamento degli animali, inaugurando una serie di clamorose proteste in merito, con particolare attenzione anche al delicato tema della vivisezione.

  • A Comune Roccagiovine assunta sorella consigliera di maggioranza, opposizione insorge

    Il gruppo dell’Italia dei Diritti, capeggiato dal presidente Antonello De Pierro, ha presentato una mozione con istanza di consiglio straordinario
    La consigliera Michela Facioni

    Roma – Nuova vibrante protesta dell’Italia dei Diritti, gruppo di opposizione nel consiglio comunale di Roccagiovine, contro l’amministrazione guidata dal sindaco Marco Bernardi.

    Il movimento presieduto a livello nazionale dal giornalista romano Antonello De Pierro, che tra l’altro è consigliere capogruppo proprio nell’assise consiliare roccatana, da tempo fa sentire forte la sua voce contro le numerose inefficienze gestionali della maggioranza locale, da sempre puntualmente denunciate nel consesso assembleare, in particolar modo da parte dallo stesso De Pierro. Questa volta il dissenso si appunta sull’opportunità di un’assunzione effettuata nei mesi scorsi a seguito di un avviso di selezione pubblica finalizzato alla ricerca di una figura professionale da impiegare presso l’Ufficio Tributi. La congiuntura aveva subito incontrato le perplessità dei consiglieri dell’Italia dei Diritti per una serie di motivazioni, tanto da indurre il leader del movimento, esercitando il diritto di sindacato ispettivo legato al munus consiliare, a produrre subito un’istanza di accesso agli atti, rimasta parzialmente inevasa, con un’ostensione documentale lacunosa, soddisfatta solo dopo un rinnovo di richiesta al fine di ottenere il materiale preteso, ma con un’inevitabile e penalizzante dilatazione dei tempi di attesa e quindi dell’espletamento dell’auspicata attività istituzionale di manifestazione della contrarietà al provvedimento emesso. Vincitrice della procedura concorsuale è risultata Giada Facioni, sorella dell’autorevole consigliera di maggioranza Michela, miss preferenze (è stata la più votata in assoluto), nonché parente dello stesso sindaco Bernardi, ma De Pierro si è affrettato subito a chiarire che la disapprovazione esula dall’esito della selezione, che considera una mera coincidenza.

    Antonello De Pierro
    “Tengo a precisare, per fugare ogni equivoco — ha dichiarato —, che non contestiamo nella maniera più assoluta l’assunzione della signora Facioni, la quale è risultata avere tutti i requisiti richiesti dal bando e tali da farle attribuire il punteggio più alto, ma altri fattori, tra cui la stessa opportunità di dare avvio a una procedura di reclutamento”.

    Infatti De Pierro, insieme agli altri consiglieri dell’Italia dei Diritti Paolo Nanni e Aurelio Tartaglia, ha inoltrato al sindaco, e per conoscenza al prefetto di Roma, nonché alle procure generale e regionale del Lazio della Corte dei Conti, una mozione con richiesta di consiglio straordinario, in cui viene estrinsecato dettagliatamente il corpo motivazionale che avrebbe dovuto, a loro avviso, evitare di avviare l’iter selettivo e il successivo perfezionamento negoziale.

    Ciò che balza subito all’occhio, scorrendo lo sguardo tra le righe dell’atto redatto, è l’approvazione della deliberazione della giunta comunale, composta dal sindaco Bernardi e dal vicesindaco Angelo Fabiani, presenti nella circostanza mentre risultava assente l’assessora Annita Cocchieri, alle ore 17,30 del 17 dicembre, giorno in cui è stato pubblicato il bando. In pratica l’approvazione sembrerebbe essere stata successiva alla pubblicazione dell’avviso di selezione a cui fa riferimento. E’ lecito domandarsi come sia stato possibile tutto ciò e soprattutto chi era deputato a esprimere il parere tecnico sulla regolarità dell’atto come abbia potuto pronunciarsi favorevolmente. Quesiti a cui si cerca una risposta, ma ci si perde inevitabilmente in una buia vallata di ipotesi.

    “Prima facie qualcosa non torna — tuona De Pierro — e pretendiamo delle risposte esaustive, che siamo certi il sindaco e il vicesindaco, nonché la segretaria comunale Giulia Orefice, che ha espresso parere tecnico favorevole, riusciranno a fornirci fugando ogni dubbio in merito”.

    La polemica dei consiglieri di opposizione si sofferma altresì sul compresso lasso temporale concesso agli aspiranti per formalizzare la presentazione delle istanze di partecipazione, dal 17 al 28 dicembre, per di più a cavallo delle festività natalizie, che ha ridotto ulteriormente il tempo a disposizione.

    Ma il perno dell’impianto argomentativo di dissenso si fonda sull’utilità di un’ulteriore assunzione, alla luce del fatto che un dipendente del Comune di Roccagiovine è comandato da lungo tempo presso un’altra amministrazione e mai sembra essere stata ventilata una remota possibilità di richiamarlo in sede. Pertanto, secondo la minoranza in consiglio, non era assolutamente necessario un ulteriore esborso di pubblico denaro, tenuto conto tra l’altro che quasi in concomitanza con la stipula del contratto di assunzione, per ridurre le spese del Comune, si era provveduto a sospendere un servizio di trasporto per la scuola della limitrofa Licenza, privando alcuni bambini di un servizio di fondamentale importanza.

    Non manca inoltre una critica all’asserita insindacabilità del giudizio del Ruf (Responsabile Ufficio Finanziario), alla cui competenza monocratica è stata affidata la disamina valutativa dei requisiti dei partecipanti e la formulazione della graduatoria finale, non riuscendo a identificare dei netti contorni di certezza cognitiva a un approccio esegetico.

    Alquanto interessante appare infine, nella mozione prodotta, il percorso deduttivo tracciato sotto il profilo giuridico, a conforto dell’asserita nullità ab origine dell’avviso di selezione da parte dei consiglieri sottoscrittori. Ciò prende le mosse da una netta duplicità identificativa del bando in questione. da un punto di vista legale. Infatti, richiamando a supporto i chiarimenti in merito di una nota sentenza della Corte di Cassazione, in via preliminare, i componenti del gruppo Italia dei Diritti si soffermano sull’inequivocabile inferenza concettuale, che conferisce, in materia di pubblico impiego, a ogni bando di concorso per l’assunzione di personale, la doppia natura di provvedimento amministrativo e di atto negoziale quale offerta al pubblico. E proprio su quest’ultima qualificazione attributiva si fonda l’argomentazione dei proponenti che riconduce a ritenere nullo il documento in esame. Com’è noto ogni attività contrattuale può prevedere come accessori degli elementi accidentali, tra cui è ben definita da specifiche previsioni normative la condizione. Com’è più dettagliatamente specificato nella mozione formulata, oltre alle condizioni potestative, casuali e miste, esiste una specifica figura giuridica, ben definita da un apposito articolo del codice civile, il 1355, che contravviene alle statuizioni legittimate dalla legge e costituisce una distorsione giuridica che rende nullo l’atto. Si tratta della condizione “meramente potestativa”, che affida alla mera volontà di una sola parte, pertanto al mero arbitrio, l’efficacia della stipula contrattuale. E’ la medesima massima cassazionistica a reputare nulla “…la clausola con cui la p.a. si riservi la facoltà di non procedere all’assunzione……perché integra una condizione meramente potestativa ai sensi dell’art. 1355 c.c.” ed è proprio la fattispecie che ci interessa, alla luce del fatto che l’avviso di selezione pubblica promanante dal Comune di Roccagiovine recita testualmente che il Comune “si riserva, altresì, il diritto di revoca del procedimento in qualsiasi momento”.

    “Ci opporremo con ogni mezzo lecito a nostra disposizione — fa sapere il numero uno dell’Italia dei Diritti — a un’assunzione che riteniamo assolutamente inopportuna. Visto il particolare frangente dell’anno in cui è stato pubblicato il bando e si è proceduto alla contrattualizzazione, il tutto nell’arco di una decina di giorni e durante le vacanze natalizie, ci siamo accorti di quanto era avvenuto solo a cose fatte. Ci siamo immediatamente attivati formulando un’istanza di accesso agli atti, a cui abbiamo ottenuto una risposta parziale. Praticamente ci è stata fornita solo la documentazione rinvenibile agevolmente sul sito ufficiale del Comune. Siamo stati costretti a produrre un rinnovo di istanza di accesso e siamo venuti in possesso dell’intero corpo documentale solo dopo ben 75 giorni, quando il dettato dell”articolo 43 c. 3 del T.U.O.E.L. parla esplicitamente di 30 giorni per le risposte alle istanze di sindacato ispettivo presentate dai consiglieri. In questo modo si dilatano notevolmente i tempi e la nostra azione subisce inevitabilmente una coartazione. In questo modo non ci viene permesso di espletare compiutamente l’attribuzione mandataria affidataci dagli elettori. Meglio tardi che mai. Ora siamo qui e nei prossimi giorni in consiglio si discuterà e si voterà la nostra mozione, inserita all’ordine del giorno in una seduta ordinaria anche se avevamo chiesto in maniera lapalissiana un consiglio straordinario. Ma non obietteremo su questo. Ci interessa soprattutto capire se questa maggioranza avrà il coraggio di avallare quello che riteniamo un inutile esborso di denaro pubblico, a fronte di tante richieste da noi avanzate, a cui è stato opposto sempre un netto rifiuto per mancanza di fondi, oppure voterà la nostra mozione. L’ente ha un dipendente comandato presso un’altra amministrazione da lungo tempo e mai ci risulta che sia stata nemmeno presa in considerazione l’ipotesi di un suo rientro in sede. Peraltro la dipendente in questione è stata assunta per un ufficio specifico che è quello finanziario, che ci pare abbia finora espletato brillantemente i suoi compiti senza alcun problema. Per di più, in base alle elaborazioni dottrinali e giurisprudenziali, l’atto con cui è stato attivato il procedimento di reclutamento sembrerebbe essere nullo. In pratica, se ancora assumiamo per autorevole l’orientamento della Suprema Corte, si sarebbe proceduto a un’assunzione sulla base di un bando concorsuale affetto da nullità ex tunc.

    La nostra espressione di dissenso continuerà all’infinito con manifestazioni di protesta anche eclatanti qualora non venga revocato in autotutela il provvedimento di assunzione o quantomeno non vengano fornite risposte plausibili alle nostre perplessità in merito. E quando parlo di manifestazioni eclatanti parlo di incatenamenti di fronte a vari luoghi istituzionali o sedi di organi mediatici, sperando di non dover arrivare a occupare l’aula consiliare. Se necessario arriveremo a sottoporre la questione a referendum a iniziativa popolare”.

  • De Pierro denuncia degrado strade a Roccagiovine

    Il presidente dell’Italia dei Diritti e capogruppo dell’omonimo gruppo nel consiglio comunale del paese della Città Metropolitana di Roma Capitale annuncia battaglia per garantire la sicurezza dei cittadini: “Qui non siamo in Africa

    Antonello De Pierro
    Roma – Appaiono sempre più critiche le condizioni di degrado della rete viaria urbana di Roccagiovine, il pittoresco borgo della Città Metropolitana di Roma Capitale, immerso nel Parco dei Monti Lucretili e facente parte del meraviglioso territorio della Valle dell’Aniene.

    La circostanza era stata già ampiamente sottolineata dal presidente dell’Italia dei Diritti Antonello De Pierro durante il consiglio comunale del Comune roccatano, dove siede in qualità di capogruppo del movimento di cui è leader nazionale, insieme ai consiglieri Dantina Salzano e Paolo Nanni, ma ha ottenuto sempre risposte alquanto evasive da parte del sindaco Marco Bernardi. De Pierro aveva annunciato anche un accesso agli atti al fine di ottenere la documentazione relativa agli interventi di manutenzione strutturale, ordinaria e straordinaria, delle strade, effettuata negli ultimi cinque anni, cosa a cui ancora non ha dato seguito nella speranza che l’attuale maggioranza adottasse i provvedimenti necessari a mettere in sicurezza e rendere almeno un minimo percorribili le vie del paese che, ironia della sorte, è il luogo di origine della sindaca di Roma Capitale Virginia Raggi, anche lei alle prese con gli stessi problemi, anche se, nonostante le accese polemiche, sembrano essere di minore entità rispetto a quelli che affliggono il bellissimo borgo di oraziana memoria.

    Ho sperato troppo — ha dichiarato De Pierro — che il sindaco adottasse quei provvedimenti necessari a mettere in sicurezza le strade dello splendido paese-bomboniera di Roccagiovine. Ciò non è avvenuto e le strade sono sempre più vittima del degrado. Sul manto stradale sono presenti delle vere e proprie voragini. La situazione è particolarmente critica sulla strada che conduce al cimitero cittadino, su cui transitano numerose persone anziane, che quotidianamente mettono a repentaglio la loro incolumità. Ma ancora peggiori sono le condizioni della strada vecchia che conduce nel limitrofo comune di Licenza, che presenta un degrado indegno di un paese civile nella parte che ricade nella competenza gestionale del Comune roccatano, mentre fortunatamente la carreggiata diviene praticabile quando si passa in territorio licentino, grazie alle indubbie e palesi capacità amministrative del sindaco Luciano Romanzi. La strada in questione peraltro è meta di numerose persone che praticano jogging. La misura è colma e la nostra pazienza è finita. I cittadini roccatani e coloro i quali vengono a visitare il borgo hanno diritto a transitare in sicurezza sulle strade. Qui non siamo in Africa. E’ il momento di agire. Pretendiamo che il sindaco intervenga senza ulteriori indugi a porre fine a questo intollerabile disagio e metteremo in atto ogni mezzo che l’impianto normativo in vigenza ci attribuisce, oltre a programmare azioni clamorose di protesta. Innanzitutto procederemo a produrre istanza, come già avevamo accennato in consiglio, al fine di ottenere l’ostensione e la copia di tutta la documentazione afferente agli interventi manutentivi delle strade nei cinque anni della scorsa consiliatura, e chiederemo la fissazione di un’assemblea consiliare straordinaria per dibattere in merito alla vicenda. Noi teniamo a questo paese e ai suoi abitanti e se qualcun altro dimostra nei fatti di non riuscire ad amministrare adeguatamente saremo i cani da guardia dei cittadini. D’altronde non possiamo nemmeno pretendere molto da chi non ha sentito per cinque anni l’esigenza di dotarsi del prescritto regolamento consiliare per stabilire i precetti a cui attenersi durante l’attività assembleare e ha aspettato che fossimo noi a pretendere l’immediata adozione regolamentare, in ossequio alle previsioni del Tuel Avevamo annunciato collaborazione per qualsivoglia provvedimento a beneficio della cittadinanza e linea dura in caso di inerzia amministrativa. Alla luce dei fatti, attualmente l’unica via percorribile ci sembra inevitabilmente l’opposizione rigorosa e intransigente, nutrendo un barlume di speranza che il sindaco inizi finalmente ad amministrrare adeguatamente Roccagiovine“.

  • De Pierro conferma linea dura Idd a Comune di Roccagiovine

    Il presidente dell’Italia dei Diritti, neoeletto in minoranza al consiglio comunale del bellissimo borgo della Valle dell’Aniene, annuncia un’opposizione intransigente e al contempo collaborativa, sempre nell’interesse dei cittadini

    Antonello De Pierro
    Roma – Si è svolto in un clima incandescente, come da copione, la seduta di insediamento del sindaco e del nuovo consiglio comunale di Roccagiovine, nella Città Metropolitana di Roma Capitale.

    Le previsioni della vigilia non sono state disattese, con l’attenzione rivolta al debutto del presidente del movimento Italia dei Diritti Antonello De Pierro, ai primi posti della classifica ufficiale dei politici nazionali più seguiti sul web, tra gli scranni del consesso assembleare del bellissimo borgo immerso nel Parco del Monti Lucretili. Il neoconsigliere, è stato eletto a capo dell’opposizione dopo aver scelto di candidarsi a sindaco proprio nel paese della Valle dell’Aniene, nell’ambito dell’audace progetto, portato avanti dall’Italia dei Diritti, di inserirsi col proprio simbolo (finora i vari eletti, anche alla Camera erano in quota in altre liste), nel tessuto istituzionale dei vari comuni dell’ex Provincia romana e del resto della Penisola, per affermare il primato dei fondamenti ideali alla base del movimento, che afferiscono ai principi della legalità e della giustizia, ma soprattutto dell’etica, sempre a tutela dei diritti delle cellule più deboli del tessuto collettivo. E la linea che il leader dell’Idd ha esplicitato nell’aula consiliare di Roccagiovine, debordante di cittadini intervenuti, al limite della capienza, si è inserita nel solco tracciato da sempre per il movimento che presiede. Il suo eloquio è stato da subito chiaro e inequivocabile, edificando sin dalle prime battute la piattaforma su cui i tre componenti dell’opposizione (gli altri due sono Dantina Salzano e Paolo Nanni) baseranno la linea comportamentale, orientata alla più assoluta intransigenza, ma sempre in ottica collaborativa, per portare in consiglio le istanze della cittadinanza roccatana e tutelarne ogni esigenza.

    Il preludio al clima acceso che si è manifestato successivamente nel divenire fenomenico della seduta consiliare ha avuto luogo quando l’insediando sindaco Marco Bernardi ha indossato la fascia tricolore e ha pronunciato il canonico giuramento sulla Costituzione Italiana. L’intervento di De Pierro è stato tempestivo nell’osservare che, per rispetto istituzionale, sarebbe stato meglio prestare giuramento con davanti una copia della Carta Costituzionale. Fedele al mandato conferitogli dall’urna il riconfermato primo cittadino ha ammesso la sua mancanza, si è fatto portare ben due copie della legge fondamentale dello Stato e ha ripetuto la formula del giuramento.

    Dopo che il neosindaco ha espletato gli adempimenti imposti dall’assunto normativo in materia, tra cui il prefato giuramento, la presentazione della giunta e l’elezione dei membri delle commissioni, ha chiesto la parola De Pierro, appena investito del munus di consigliere, che ha subito estrinsecato e tratteggiato, fin dalle prime battute, con lapalissiana fermezza, quello che sarà l’orientamento operativo dell’opposizione nel corso della consiliatura appena iniziata.

    Innanzitutto assumo con orgoglio il mandato che mi è stato conferito dall’espressione consensuale degli elettori — è staro il suo incipit — e, qualora qualcuno avesse ancora qualche dubbio, ribadisco che lo onorerò fino alla fine, sempre nell’interesse dei cittadini di Roccagiovine, non solo di coloro i quali ci hanno accordato la loro fiducia nel segreto della cabina elettorale, ma anche di quelli, visto che un amministratore non è legato al vincolo di mandato, che hanno deciso di dare continuità all’operato dell’amministrazione uscente. La nostra presenza qui è ad adiuvandum. La nostra compagine di minoranza sarà il cane da guardia della nuova giunta. Tutto ciò che verrà deliberato a favore della comunità roccatana troverà sempre il nostro sostegno e, se necessario anche la nostra critica a fini migliorativi, perché crediamo che il confronto dialettico sia il sale della democrazia e solo con quello, con una disamina valutativa delle varie opzioni, si possa giungere alle soluzioni più adeguate. Se lo spirito della maggioranza sarà volto a cercare e accettare la nostra offerta collaborativa per migliorare il paese noi saremo qui sempre a prodigarci in questo senso. Qualora riterremo che alcuni provvedimenti non vadano a tutelare gli abitanti di questo splendido borgo la nostra opposizione sarà dura e tenace, dentro e fuori dal consesso consiliare.

    Purtroppo nel quinquennio appena trascorso è stato fatto molto poco, a cominciare dal regolamento consiliare, che, con mio sommo stupore, ho appreso poc’anzi non esistere presso il Comune di Roccagiovine. Lei, sig. sindaco, sta dicendo che la redazione del documento de quo sia stata prevista nel programma stilato per il prossimo mandato, ma le faccio notare che ciò andava fatto forse all’inizio dell’investitura funzionale. Auspichiamo che si proceda al più presto a sanare questa clamorosa lacuna. Lei sbandiera, a conforto dell’impeccabile lavoro svolto, il fatto di aver risanato l’esposizione debitoria del Comune. Ne prendo atto favorevolmente, ma le vorrei far osservare che ha adempiuto esattamente ciò che rientrava nei suoi compiti istituzionali, anche perché in caso contrario sarebbe stato incombente lo spettro del commissariamento. Purtroppo devo prendere atto del fatto che molte vie del paese presentano una scarsa pulizia e in più punti una inesistente attività manutentiva. A questo proposito chiederemo di accedere ai contratti stipulati per la pulitura delle strade e a tutti gli atti afferenti alla loro manutenzione strutturale. In tale contesto avanzo la proposta di istituire, a costo zero, una commissione per l’edilizia, urbanistica e decoro urbano e inoltre colgo l’occasione per suggerire una nuova commissione sui servizi sociali. Se penso al nome della vostra lista ‘Proviamoci Insieme’, mi sorge qualche nota di preoccupazione per l’attività gestionale futura. Pensando a ciò che non è stato fatto la cosa non mi rassicura. Le prove sono finite, ora chiediamo certezze per i cittadini roccatani.

    Le posso assicurare che tanti, tra coloro che hanno contribuito alla sua elezione a sindaco la pensano in questo modo. Noi naturalmente paghiamo il fatto di aver presentato una lista con candidati esterni alla comunità di Roccagiovine, e pertanto siamo stati penalizzati dalla fisiologica espressione familiare del consenso propria dei piccoli centri, ma anche di quelli più grandi. Noi pertanto le chiediamo di adoperarsi per risolvere tali problematiche, per tutelare gli interessi, che in alcuni casi si traducono in incolumità, anche e soprattutto di coloro i quali hanno orientato il suffragio verso la sua lista. Purtroppo conosco certe logiche e a tal proposito mi piacerebbe aprire una piacevole parentesi sui percorsi della mia memoria. Mio padre era originario di un piccolo paese della Basilicata che si chiama Roccanova, dove le logiche familiari influiscono, come ovunque, sul verdetto delle urne. A Roccagiovine, al di là dell’incredibile assonanza fonetica, ho respirato gli stessi odori, ho sentito gli stessi sapori di Roccanova“.

    A questo punto dal numero uno dell’Italia dei Diritti parte una stoccata molto incisiva: “Però a Roccanova e in tanti altri paesi non ho mai trovato gli uffici comunali chiusi, a Roccagiovine mi è successo due volte su tre. Questa è una situazione che non tollereremo. Il Comune è un ente pubblico ed eroga un pubblico servizio. Il tessuto normativo del diritto amministrativo fa riferimento al sacrosanto principio della continuità del servizio pubblico. I cittadini hanno il diritto di usufruire di questo servizio con costanza e non a intermittenza“. Il riferimento di De Pierro è al fatto che il Comune di Roccagiovine ha un solo dipendente all’attivo e purtroppo attualmente è assente per giustificati motivi. Un secondo dipendente è comandato da molti anni presso un altro ente. Pertanto più volte l’intero edificio comunale rimane chiuso. A questo punto il sindaco, annuncia una consultazione popolare a cui De Pierro risponde con un sorriso ironico, che non cela un concentrato di forte incredulità.

    Invece di cercare una soluzione idonea a garantire la continuità del servizio erogato — continua il presidente dell’Italia dei Diritti — lei indice una consultazione popolare per trovare un supporto alla chiusura degli uffici. La cosa non può che vederci espressivi di una grande contrarietà, ma soprattutto ci produce un sentimento che ci fa trasecolare. L’apertura degli uffici è una questione etica, prima ancora che di antigiuridicità e noi siamo aggrappati all’etica come motore di una nazione sana, che tutela le cellule più deboli del suo parenchima sociale nel garantire i loro diritti“.

    Per chiudere De Pierro chiede al sindaco di valutare la possibilità di trasmettere le sedute del consiglio in streaming, fedele alla linea del movimento che presiede di rendere obbligatoria per legge tale pratica in ogni consesso istituzionale del territorio nazionale, a cui il sindaco si oppone adducendo una questione di costi. Il consigliere commenta così l’atteggiamento ostativo del primo cittadino: “Non è detto che la trasmissione debba essere per forza in diretta. Se è un problema di costi possiamo optare per una registrazione da caricare sul sito del Comune, come si fa per ogni tipo di documento. Come vedete siamo collaborativi“.

    La battaglia dell’Italia dei Diritti per il cambiamento al Comune di Roccagiovine è appena iniziata.

  • De Pierro minaccia incatenamenti contro caro pedaggi A 24

    Il presidente dell’Italia dei Diritti e candidato a sindaco di Roccagiovine: “Non possiamo più tollerare una gabella dal sapore altamente speculativo e mirata a incidere pesantemente la sfera economica di fasce reddituali di matrice impiegatizia. Se necessario mi incatenerò a ogni casello dell’esosissima tratta autostradale

    Antonello De Pierro e Vittorio Marinelli incatenati davanti alla sede Rai di viale Mazzini a Roma

    Roma – Continua a tambur battente la campagna elettorale dell’Italia dei Diritti nei paesi della Valle dell’Aniene, dove è sceso in campo il suo leader Antonello De Pierro, il quale ha scelto di candidarsi a sindaco di Roccagiovine, un paese, appartenente alla Città Metropolitana di Roma Capitale, messo da troppo tempo ai margini di chi l’ha amministrato, come del resto quasi tutti quelli del territorio.
    Antonello De Pierro incatenato al Campidoglio
    La scelta adottata in seno al direttivo regionale del Lazio di rivolgere l’attenzione ai centri urbani che sorgono nell’area circostante le rive dell’affluente del Tevere è stata dettata proprio dall’immobilismo gestionale delle varie amministrazioni che li hanno guidati e mira a dare un deciso apporto al miglioramento delle condizioni umane e strutturali dei corpi collettivi locali. Una decisione sposata appieno dal presidente del movimento, il quale non ha avuto indugi a schierarsi in prima persona per tutelare i diritti degli abitanti, che spesso non sono stati difesi adeguatamente. E’ il caso del caro pedaggi afferente all’autostrada A 24, che coinvolge, suo malgrado buona parte della popolazione della zona. Infatti sono moltissimi coloro i quali sono costretti a percorrerla quotidianamente in quanto l’attività lavorativa esercitata li costringe a raggiungere la Capitale, complice anche la carenza occupazionale, la cui responsabilità va in parte ascritta in capo a molti amministratori, i quali non hanno saputo valorizzare opportunamente le potenzialità territoriali, quella scarsità di offerte di impiego su cui l’Italia dei Diritti vuole intervenire per creare nuove opportunità e tentare di comprimere l’annoso fenomeno del pendolarismo. Ma la sfida più immediata che il movimento e in primis il suo presidente De Pierro vogliono affrontare è appunto il periodico e consistente aumento del prefato dazio autostradale e riguardo a ciò lo stesso De Pierro ha minacciato incatenamenti e altre clamorose manifestazioni di protesta.
    Antonello De Pierro incatenato davanti alla sede del Messaggero
    E’ una vergogna — ha tuonato l’aspirante primo cittadino di Roccagiovine —. Non possiamo più tollerare una gabella dal sapore altamente speculativo e mirata a incidere pesantemente la sfera economica di fasce reddituali di matrice impiegatizia, le quali non possono tra l’altro sottrarsi alla vessatoria imposizione in quanto costretti a percorrere l’autostrada non certo per diporto, bensì per motivi occupazionali. E’ assurdo che si faccia finta di niente a livello governativo, quasi a fregarsene dei disagi patiti da una popolazione tradizionalmente onesta e laboriosa. L’unica voce che si è levata è stata quella di molti sindaci della zona, ma evidentemente non è bastata. Probabilmente non sono in grado di far valere i diritti e le esigenze dei cittadini che rappresentano e pertanto non riescono a soddisfare le istanze da questi formulate. Le promesse sbandierate dalla Regione Lazio e dal ministero competente si sono rivelate solo enunciazioni preelettorali di circostanza. Personalmente non mi arrenderò e per questo chiedo il sostegno della gente. Le promesse sbandierate dalla Regione Lazio e dal ministero competente si sono rivelate solo enunciazioni preelettorali di circostanza. Se ho già ingaggiato e vinto la battaglia per evitare l’istituzione del pedaggio sul Grande Raccordo Anulare, l’arteria che cinge la Capitale, e sull’autostrada Roma – Fiumicino, posso riuscire anche qui a contrastare quegli odiosi aumenti che vanno a calpestare la dignità di cittadini impotenti. Però ho bisogno dell’ausilio della stessa popolazione. Se necessario mi incatenerò a ogni casello dell’esosissima tratta autostradale. Non sono nuovo a iniziative del genere. Per ottenere il trasferimento intermunicipale periodico degli appartenenti alla Polizia Locale di Roma Capitale, contro possibili casi di corruzione, ho inscenato ben diciotto incatenamenti davanti a emblematiche sedi istituzionali e di organi di informazione e alla fine sono riuscito a raggiungere il risultato agognato. Quelle sono state due vittorie dell’Italia dei Diritti e di tutti i cittadini interessati. Qui la battaglia sta per iniziare e alla fine sono certo che trionferemo e quella sarà una vittoria degli abitanti della Valle dell’Aniene, ma anche delle altre comunità coinvolte, fino alle coste abruzzesi

  • De Pierro, cambieremo Roccagiovine e tutta la Valle dell’Aniene

    Il presidente dell’Italia dei Diritti e candidato a sindaco del borgo alle porte di Roma: “Credo che le potenzialità che il territorio offre non siano state mai valorizzate adeguatamente dagli amministratori locali. Gli straordinari cittadini del luogo meritano certamente di più. Non potrò mai accettare di vedere le speranze e le istanze degli abitanti naufragare sugli scogli della rassegnazione

    Antonello De Pierro

    Roma – Ha suscitato molto interesse, specie nella Valle dell’Aniene, la candidatura a sindaco di Roccagiovine, centro della Città Metropolitana di Roma Capitale, del presidente dell’Italia dei Diritti Antonello De Pierro.

    Da tempo il direttivo regionale del Lazio del movimento fondato e presieduto dal giornalista romano, noto per le sue battaglie a favore della legalità, aveva focalizzato la sua attenzione al prefato territorio, ritenendolo da lungo tempo amministrato in maniera inadeguata dalla maggior parte delle amministrazioni locali. Un’area che secondo gli esponenti dell’Italia dei Diritti meriterebbe un’attività gestionale più idonea a valorizzare le numerose potenzialità del luogo e più attenta alle esigenze degli abitanti. E’ in quest’ottica che è maturata la decisione del leader del movimento Antonello De Pierro di esporsi in prima persona per concorrere alla carica di primo cittadino del suggestivo borgo di Roccagiovine, considerato dallo stesso emblematico nella meravigliosa Valle dell’Aniene, mentre altri rappresentanti dell’organizzazione politica si sono candidati in altri comuni.
    De Pierro è noto anche per essere stato il primo giornalista minacciato e aggredito da un boss del clan Spada di Ostia (prima di Federica Angeli e Daniele Piervincenzi), precisamente da Armando, accompagnato sotto casa sua dal noto imprenditore Alfonso De Prosperis e da sua moglie Angela Falqui.
    In afferenza alla sua candidatura a Roccagiovine si è così espresso: “Mi sono sempre adoperato con abnegazione, ma anche e soprattutto con passione, al fine di propugnare i principi di legalità e giustizia, e sotto l’impulso motivazionale degli assunti concettuali racchiusi nel perimetro semantico di questi due vocaboli ho sempre vigilato sul rispetto assoluto e imprescindibile dei diritti del corpo cittadino, spesso calpestati e mortificati dal potere di pochi eletti, i quali non hanno remore o pudori di sorta di schiacciarlo sotto i cingoli dell’arroganza. Sempre più spesso le più elementari ragioni di giustizia vengono disattese clamorosamente da immobilismo, negligenza, incapacità, ma soprattutto arroganza e condotte illecite, e quando ciò avviene è sinonimo di distorsioni rilevanti negli iter procedurali della macchina istituzionale. Personalmente sono stato sempre custode, nel mio patrimonio dnatico, dell’idea di aggrapparmi alla giustizia come etica di una nazione ed è ciò che ho posto come piattaforma granitica per l’attività del movimento che presiedo.
    Sulla scorta e la spinta propulsiva di queste premesse ho accettato di correre per la carica di primo cittadino in occasione delle elezioni amministrative di Roccagiovine, che si svolgeranno il prossimo 10 giugno. Sono molto legato a Roccagiovine e a tutta la Valle dell’Aniene e credo che le potenzialità che il territorio offre non siano state mai valorizzate adeguatamente dagli amministratori locali. Gli straordinari cittadini del luogo meritano certamente di più. E se qualcosa è stato fatto è indubbiamente poco. Roccagiovine deve rinascere e non ci si può affidare alle possibilità, non ci si può accontentare. La parola d’ordine deve essere “dovere”. Non basta dire si può, bensì si deve. Sono qui per aiutare i cittadini e per collaborare con gli altri amministratori e con gli stessi cittadini al fine di raggiungere i traguardi agognati. Non potrò mai accettare di vedere le speranze e le istanze degli abitanti naufragare sugli scogli della rassegnazione. Questo è un concetto che va espulso dalla coscienza collettiva. E’ un fatto di dignità e il cambiamento è di rigore. E’ più che mai necessaria una rivoluzione della dignità
    “.
    Poi ha lanciato un appello agli elettori di Roccagiovine: “Il 10 giugno prossimo si consumerà uno snodo nevralgico nella politica di Roccagiovine. La scelta evolutiva, rispetto all’attuale fermo immagine ingrigito dall’immobilismo, passa per la vostra espressione di voto, nel segreto della cabina elettorale, dove avrete l’immenso potere di invertire la rotta per i prossimi 5 anni e di disegnare la normale progettualità esistenziale di Roccagiovine. Non serve lamentarsi dopo se non si è attuata una svolta necessaria prima. Confido nella vostra capacità di autodeterminazione e di riflessiva ponderazione per iniziare a tracciare insieme le linee del cambiamento“.

  • Italia dei Diritti, Antonello De Pierro candidato sindaco a Roccagiovine

    Alla fine è stato il presidente del movimento a scendere in campo nel paese della Valle dell’Aniene per lanciare un messaggio chiaro agli abitanti del territorio

    Antonello De Pierro
    Roma – Dopo aver annunciato la candidatura del responsabile provinciale di Roma Carlo Spinelli a sindaco di Cervara di Roma, l’Italia dei Diritti rende noto ufficialmente il candidato alla carica di primo cittadino di Roccagiovine, solo dopo l’accettazione della lista da parte della commissione elettorale.

    Il nome dell’aspirante era già circolato, ma c’erano delle riserve. Si era parlato del presidente Antonello De Pierro, ma visto il suo impegno nazionale si stava valutando in seno al direttivo regionale del Lazio la proposta di uno dei dirigenti regionali. E’ da tempo che il movimento si sta interessando dei problemi legati alla Valle dell’Aniene e per questo aveva deciso di partecipare alle elezioni di Cervara e Roccagiovine, per dare un segnale chiaro di vicinanza a quel territorio che, nonostante le eccezionali potenzialità, l’immobilismo degli amministratori locali è stato davvero poco valorizzato o addirittura lasciato regredire.

    E’ per questo che alla fine, il leader dell’Italia dei Diritti ha deciso di scendere in campo e lanciare un messaggio molto chiaro agli abitanti di quel territorio. Sarà dunque il presidente De Pierro a guidare la compagine di dieci aspiranti consiglieri al Comune di Roccagiovine. La sua attività a tutela delle cellule più deboli del parenchima sociale non è un mistero, politicamente e giornalisticamente, contro il potere di pochi eletti che spesso sono soliti marciare con i cingoli sui diritti e sulla dignità dei cittadini.

    E’ lo stesso direttore di Italymedia.it ed ex direttore e voce storica di Radio Roma a spiegare i dettagli motivazionali della scelta: “La Valle dell’Aniene può vantare enormi potenzialità che, purtroppo, l’immobilismo di molti amministratori locali, rivelatisi incapaci nel valorizzarle, ha soffocato e reso inespresse. E’ un territorio di straordinaria bellezza paesaggistica e architettonica, abitato da una popolazione dotata di eccezionale laboriosità.

    Eppure nella stragrande maggioranza è abbandonato al degrado e a una deriva inesorabile e irreversibile. Gli abitanti non meritano questo e chi è incapace di amministrare deve farsi da parte. Le categorie in cui noi siamo soliti dividere coloro i quali occupano gli scranni istituzionali sono quella dei politici, che espletano il mandato attribuito loro dall’elettorato nel pieno rispetto dei cittadini e soprattutto nell’interesse primario dei corpi collettivi, e quella dei politicanti che sono tutta un’altra cosa e quel mandato di fiducia lo tradiscono, in quanto non riescono, per svariate ragioni, a soddisfare le istanze della popolazione che gliel’ha conferito.

    Purtroppo nella Valle dell’Aniene ci siamo imbattuti molto più in politicanti che in politici e questo gli straordinari abitanti del luogo non lo meritano. Alla luce di tutto ciò, come movimento Italia dei Diritti, abbiamo deciso di metterci in gioco per poter fornire a questo incantevole territorio, che ci sta particolarmente a cuore, tutta l’espressione di crescita evolutiva che gli compete. Siamo determinati ad abbattere le logiche clientelari, o peggio ancora familiari, queste ultime particolarmente diffuse nei centri più piccoli, che in genere condizionano il voto nei comuni della zona. Se i cittadini continueranno a votare secondo il criterio della famiglia numerosa poi saranno destinati a quell’immobilismo a cui sono stati abituati finora.

    E il nostro impegno per tutti i paesi della valle continuerà costantemente dentro o fuori dalle istituzioni. Ho già sollecitato in tal senso il responsabile provinciale Carlo Spinelli, che non a caso è candidato sindaco a Cervara di Roma, dove l’immobilismo a cui ho fatto cenno, a nostro avviso è lapalissiano. Come candidato sindaco di Roccagiovine, ma senza trascurare la Valle dell’Aniene in toto, ci sono molte cose che mi stanno a cuore.

    In primis, fedele a quella che è la mia formazione umana e morale e al patrimonio dnatico che custodisco, da sempre impegnato a dare voce alle cellule più deboli del nostro parenchima sociale, non posso accettare nella maniera più assoluta la vergogna del caro pedaggi sull’autostrada A 24. Lotteremo insieme agli abitanti contro una speculazione ributtante, che va a schiacciare e mortificare la dignità di chi è costretto a percorrere l’autostrada per lavoro, costretto a quel pendolarismo defatigante, che viene reso ancora più gravoso dall’assurda gabella imposta. Quegli abitanti, i cui diritti non sono stati difesi adeguatamente da chi amministra i paesi della Valle dell’Aniene, votato e legittimato a occupare gli scranni istituzionali, pur non avendone le capacità, grazie a quelle logiche familiari e clientelari di cui ho poc’anzi parlato e che abbiamo deciso di combattere strenuamente a beneficio della popolazione interessata. Se sono riuscito, grazie al fondamentale ausilio dei tanti sostenitori, a bloccare l’istituzione dei pedaggi sul Grande Raccordo Anulare di Roma e sull’autostrada Roma – Fiumicino, credo di poter arginare agevolmente un fenomeno che periodicamente va a vessare gli onesti e inermi cittadini, gravando spietatamente sulle loro tasche, che chi avrebbe dovuto difenderli non è stato in grado di farlo. Annuncio fin d’ora clamorose azioni di protesta per porre fine a questa ignobile indecenza.

    Per Roccagiovine in particolare il nostro impegno verterà soprattutto sull’incremento delle attività produttive del luogo, con la conseguente creazione di nuove opportunità di lavoro, puntando a ridurre il numero di chi è costretto a fare il pendolare. C’è chi partirà per la Capitale, ma lo farà per scelta, non certo perché obbligato da imposizioni lavorative. La nostra sfida sarà altresì culturale.

    La cultura, in un centro come Roccagiovine, con una storia così, non può essere relegata ai margini, ma deve occupare un posto di primissimo piano. Perciò via libera a un’infinità di manifestazioni culturali, che porteranno in paese tantissime persone con rilancio delle attività commerciali. Il castello Orsini, parte integrante, se non primaria, della storia del borgo, dovrà essere assolutamente al centro del suo rilancio. Abbiamo già allo studio molte opzioni per attuare ciò. Con noi il vento del cambiamento soffierà molto forte su Roccagiovine, il tutto a beneficio dei corpi collettivi, e mai cederemo a chi finora non ha saputo valorizzare appieno l’offerta di un piccolo, ma importantissimo e strategico paese“.

    La sfida è lanciata, con una lista competitiva di aspiranti consiglieri che vede ben cinque donne, vale a dire la metà dei candidati. Il candidato sindaco è noto anche per essere stato il primo giornalista aggredito da un componente della famiglia mafiosa Spada a Ostia (fu minacciato di morte e assalito dal boss Armando, cugino dell’ormai arcinoto Roberto, accompagnato sotto casa sua dal rinomato imprenditore di Ostia Alfonso De Prosperis e da sua moglie Angela Falqui) prima di Federica Angeli e Daniele Piervincenzi. Sarà sostenuto da Aurelio Tartaglia (capolista), Valentina Lombardi, Gianni Riefolo, Paolo Nanni, Pino Di Paolo, Carmen Bandera, Dantina Salzano, Iole Tartaglia, Martina D’Auria e Domenico Nucifora.

  • “Spoleto Arte” a cura di Sgarbi: successo di stampa e critica

    Grande successo per la mostra internazionale di “Spoleto Arte”, curata da Vittorio Sgarbi e ideata dal manager di noti personaggi Salvo Nugnes. L’evento, tenutosi presso Palazzo Leti Sansi a Spoleto, ha avuto una forte risonanza mediatica e un’ampia affluenza da parte di un pubblico numeroso. Centinaia sono stati gli artisti che hanno esposto le loro opere, riuniti insieme in una meravigliosa esposizione artistica.
    Il primo vernissage si è tenuto il 1° luglio, nel contesto della 60° edizione del “Festival dei Due Mondi”, famosa manifestazione culturale che coinvolge la città di Spoleto in numerosi spettacoli artistici, e nel palazzo seicentesco è stata allestita anche la mostra “D’Io” di Gino de Dominicis. Visto l’ottimo risultato e il grande clamore ottenuto, il comitato organizzatore ha deciso poi di rinnovare “Spoleto Arte” dal 30 luglio fino al 23 agosto, dando così la possibilità a molti altri artisti di partecipare con le loro opere.
    “Spoleto Arte”, definito da Sgarbi: ≪un osservatorio sull’arte contemporanea≫ e un importante contenitore di cultura e arte, ha visto la partecipazione di numerose personalità di spicco: dal vice ministro Maria Elena Boschi al presidente del “Festival dei Due Mondi” Fabrizio Cardarelli, dall’On. Lella Golfo al volto noto di Canale 5 Alessandro Meluzzi, da Livia Pomodoro alla scrittrice Sveva Casati Modignani, da Paola Severini della Rai alla statistica Linda Laura Sabbadini, da Sonia Laura Tatò all’inviato di “Striscia la Notizia” Patrick Pugliese, dal noto conduttore televisivo Pippo Franco alla funzionaria presso la Fondazione di Casa Buonarroti Veronica Ferretti e il funzionario del Museo Modigliani Alberto d’Atanasio. Alle conferenze hanno partecipato inoltre: Giorgia Meloni, la giornalista Maria Pia Ammirati, Filomena Greco, Camilla Laureti, Clelia Piperno, Susanna Camusso, Isabella Giannini, la musicista Dorina Frati, l’attrice Ambra Angiolini, l’attuale ministro dell’istruzione Valeria Fedeli, Emma Bonino e Hevi Dilara.
    Hanno deciso di aderire alla mostra molti artisti provenienti da ogni parte del mondo, ottenendo, grazie alle loro opere, lusinghieri riconoscimenti da parte della critica e del pubblico.

    Ecco dunque i nomi di coloro che hanno partecipato a “Spoleto Arte” 2017: Emiliano Albani, Nicoletta Alvisini, Emiliano Antonini, Bruno Benfenati, Gerardo Bergamo, Andrea Biffi, Liana Bolaffio, Mariangela Bombardieri, Roberto Bonetti, Piero Boni, Ivo Bonsi, Veruska Boscaro, Paola Boschetto, Massimo Botti, Paola Federica Bucalo, Stefania Buccio Gonzato, Brigitte Cabel, Mario Cammarano, Antonio Canova, Sergio Capellini, Stefania Cappelletti, Valentino Carboni, Franco Carletti, Antonella Carraro, Roberto Cavedaschi, Donatella Celoria, Simonetta Ceriachi, Mauro Cesarini, John Christie, Claudio Cignatta, Stanislao Conte, Emanuela Corbellini, Renato Cortesi, Andrea Corteggi, Simona Costa, Alessandra Crascì, Angela Crucitti, Daniela Dalle Fratte, Angelo De Francisco, Simona De Maira, Clara De Santis, Rita Giovanna Demegni, Gianni Depaoli, Maria De Rosa, Gabriella Di Natale, Jacqueline Domin, Antoaneta Dzoni, Paola Falciani, Gabriella Fastosi, Daniele Fedi, Lucia Ferrara, Angela Ficola, Enrico Fornaini, Francesca Romana Fragale, Daniele Fratini, Gaetano B., Luciano Gargiulo, Martina Garofali, Rosangela Giusti, Nevia Gregorovich, Maria Franca Grisolia, Giovanna Gubbiotti, Marta Guerra, Stephanie Holznecht, Iannelli Pasquale, Sirkka Laakkonen, Maria Caterina Laudicina, Libois Florkatia, Anna Rita Longaroni, Linda Lucidi, Michele Macchia, Monica Marcenaro, Stjepko Mamic, Paolo Manazza, Antonio Mancini, Alfonso Mangone, Massimo Mariano, Federica Marin, Mauro Martin, Gabriella Martino, Donatella Masciarri, Silvana Mascioli, Grazia Massa, Mario Mattei, Enrica Mazzuchin, Paola Meloni, Beatrice Moggi, Rachel Mohawege Benftin, Karin Monschauer, Alvaro Moroni, Mario Mosca, Angela Nasone, Giuseppe Notarbartolo, Stefania Onidi, Luciana Palmerini, Pietro Bruno Paloschi, Lucio Palumbo, Giada Paolini, Renato Paparelli, Luciano Papucci, Damisela Pastors, Federico Pecorelli, Fabrizio Pesci, Vladan Petrovic, Nicola Pica, Daria Picardi, Sigrid Plattner, Giovanni Pollini, Roberto Proietti, Davide Raddi, Emanuela Raneri, Luigi Ratti, Daniela Rosati, Rolando Rovati, Marco Ruffino, Francesco Sandrelli, Donatella Serafini, Paola Settimi, Maria Pia Severi, Paola Silvestrini, Francesca Siniscalchi, Elettra Spalla Pizzorno, Philippe Thelin, Lucia Tomasi, Mauro Trentini, Cesare Triaca, David Urru, Emel Vardar, Gabriella Ventavoli, Lucia Verrilli, Lucia Ida Viganò, Carla Vigili, Fiamma Zagara, Massimo Zavoli, Anna Zulla, Mirella Zulla.

  • Italia dei Diritti a Montecitorio per Commissione Jo Cox contro odio

    Su invito della presidente della Camera Laura Boldrini il presidente del movimento Antonello De Pierro ha guidato una delegazione per assistere alla relazione finale del gruppo di studio e ha annunciato l’adesione al percorso intrapreso

    Antonello De Pierro
    Roma – In una Sala della Regina colma al limite della capienza è stata presentata a Montecitorio la relazione finale della “Commissione Jo Cox”. Un gruppo di studio sui fenomeni di odio, intolleranza, xenofobia e razzismo, voluto fortemente dalla presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini, che è giunto a risultati sorprendenti quanto inquietanti, accendendo i riflettori su quella che è già diventata una vera e propria emergenza da affrontare senza indugi. A presiedere i lavori, per 14 mesi, è stata la stessa Boldrini, con la partecipazione di un rappresentante per ogni gruppo parlamentare, di alcuni esperti e della società civile, recependo appieno le indicazioni promananti dal Consiglio d’Europa. La Commissione, a due mesi dalla sua istituzione, ha aggiunto alla sua denominazione l’emblematico e significativo riferimento a Jo Cox, la parlamentare inglese brutalmente uccisa per odio politico. Un nodale apporto al commendevole risultato finale, come è stato sottolineato dalla stessa Boldrini, è stato fornito da Tullio De Mauro, il celebre e compianto linguista scomparso a inizio anno.
    Carlo Spinelli, Antonello De Pierro, Carmine Celardo e Aurelio Tartaglia
    L’incontro è stato moderato dal giornalista di Rai3 Giovanni Anversa e, dopo l’intervento introduttivo della presidente della Camera, ha visto susseguirsi gli autorevoli contributi dialettici della sociologa Chiara Saraceni e della deputata Milena Santerini. Toccante la testimonianza resa dal pulpito da parte della giovanissima Flavia Rizza, la straordinaria testimonial di una campagna di sensibilizzazione contro il bullismo promossa dalla Polizia di Stato, che ha suscitato grande commozione e un fiume di scroscianti applausi. A seguire, sempre moderati da Anversa, hanno preso la parola la sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Maria Elena Boschi, il direttore de La Repubblica Mario Calabresi e quello di Rai News Antonio Di Bella, la consigliera di amministrazione Mediaset Gina Nieri, al presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio Paola Spadari e la prestigiosa firma del Corriere della Sera Gian Antonio Stella.
    Carmine Celardo, Emiliano Varanini e Antonello De Pierro
    Al suggestivo e appassionante evento, su invito della presidente Boldrini, ha preso parte una delegazione del movimento politico Italia dei Diritti, capeggiata dal presidente Antonello De Pierro. Ad accompagnare De Pierro a Montecitorio c’erano il responsabile provinciale di Roma Carlo Spinelli, il vice responsabile per il Lazio e vice responsabile per il Lavoro e l’Occupazione Carmine Celardo, il vice responsabile per la Tutela dei Consumatori Emiliano Varanini, il responsabile del Tesseramento Aurelio Tartaglia e la responsabile per Fiumicino Sara Cardilli.
    Giovanni Anversa, Laura Boldrini e Milena Santerini
    Il commento sull’appuntamento politico è stato affidato al leader dell’Italia dei Diritti.
    Ringrazio innanzitutto la presidente Boldrini — ha dichiarato De Pierro — per averci onorati del suo graditissimo invito ad assistere all’attività espositiva di fine lavoro di una Commissione di studio di estrema rilevanza in un momento storico come quello in cui stiamo vivendo. Alcune circostanze che emergono in uno scorcio epocale piuttosto ampio che stiamo attraversando e che fa prevedere una dilatazione temporale al momento indefinibile rispetto alla deflagrazione dell’odio in tutte le sue forme, come ci viene riportato dalle cronache quasi quotidianamente, in cui i crimini legati a questo fenomeno si susseguono senza sosta, non possono lasciarci indifferenti, ma impongono un intervento deciso, risoluto e, per quanto possibile, risolutivo. E’ una questione di giustizia sociale, a cui siamo fortemente attaccati come etica di un’intera nazione. Certi atteggiamenti, che affondano le radici in un humus subculturale atavico e che spesso sfociano in gravi integrazioni penalmente rilevanti o comunque in violazioni dei diritti umani, vanno immediatamente soffocati. In uno stato di diritto siffatti istinti animaleschi non possono avere diritto di cittadinanza e, se la politica finora ha forse minimizzato, a volte ha legittimato o giustificato, ci sentiamo di rivolgere un grande plauso alla presidente Boldrini per aver avuto il merito di lanciare un ormai improcrastinabile allarme sociale in afferenza al dilagare dell’emergenza odio, aprendo uno squarcio senza appello su una realtà che da tempo era sotto gli occhi di tutti.. Il mondo della politica fino a qualche tempo fa si era rivelato sordo, con le coscienze anestetizzate, di fronte a un qualcosa che forse veniva percepito di lieve entità. Con la coscienza assopita anche la ragione va in vacanza e il sonno della ragione genera mostri, e gli effetti ben presto si sono dispiegati in ogni dove nei corpi collettivi, fino a disegnare un quadro inquietante che ora è sotto gli occhi di tutti e ha sancito il trionfo della mediocrità. Le stesse donne in politica hanno subito a volte livorosi insulti di natura sessista e la priorità è innanzitutto disinquinare le stesse istituzioni dalle pervasive infiltrazioni insane che le hanno inondate nei loro bassifondi. Di una cosa siamo certi. L’ondata di odio va fermata. I lavori della commissione che ha reso note le risultanze del suo operato sono un ottimo inizio, ma ora urge quell’alleanza invocata dalla presidente Boldrini, facendo appello ai diritti individuali e collettivi, che riteniamo l’unica via su cui incanalare un percorso convincente ed efficace. Noi, come ho già riferito a lei, ci siamo e il nostro impegno siamo pronti a metterlo in campo nei limiti delle nostre possibilità, con i nostri dirigenti e i tanti attivisti che hanno sposato la nostra causa. La consideriamo una rivoluzione della dignità, per accendere nelle vittime un barlume di speranza ed evitare che questa naufraghi sugli scogli della rassegnazione. Arginare, tentando di debellare i fenomeni di odio e di intolleranza dovrebbe essere un dovere civico per tutti, travalicando ogni steccato ideologico, per mettere ai margini coloro i quali, e per fortuna non sono tantissimi a fronte della totalità dei cittadini, sono affetti dal virus dell’esaltazione, spesso foraggiata da politici, o meglio politicanti, che per racimolare consensi, si cimentano in esercizi demagogici e cavalcano a volte idee malsane, mistificando la realtà ed esibendosi in distorsioni statistiche inverosimili e paradossali. Aderiamo all’alleanza auspicata dalla presidente Boldrini perché il sentimento di odio non può albergare in un parenchima sociale come quello italico, perché chi esprime idee diverse va rispettato e tutelato, sempre nei limiti del confronto democratico, ma chi agisce su impulso rancoroso non può essere tollerato. Per fortuna viviamo in un paese libero e non ammettiamo sessismo, bullismo, xenofobia, razzismo e ogni forma di intolleranza. Anzi l”unica intolleranza che ammettiamo è quella contro chi odia. Non mi avventuro nel merito di ogni forma di odio, mi sono già espresso in più occasioni e ce ne saranno altre per gridare a gran voce il nostro pensiero, in particolare nell’alveo del sessismo, del bullismo e dell’intolleranza a sfondo razziale. Su quest’ultimo punto, ora di particolare attualità, il nostro paese ha già pagato il suo prezzo e ogni rigurgito di questo genere può essere riconducibile solo a un retaggio di tipo fascista e va perseguito duramente. Esiste già la nota legge 645/92, la cosiddetta legge Scelba, in merito, anche se ho sempre notato una certa titubanza nell’applicazione, e ben venga la proposta dell’onorevole Emanuele Fiano di inserire un reato specifico nel codice di rito penale, proposta che tra l’altro ha già suscitato qualche riferimento antisemita nei suoi confronti, e in proposito colgo l’occasione per esprimergli la nostra solidarietà, a dimostrazione della giustezza di tale intento di produzione legislativa. Il fascismo in Italia è stato sinonimo di dittatura, inseguimento e pratica di un modello autoritario, e, con buona pace dei nostalgici, per mantenere una democrazia compiuta bisogna soffocare in culla ogni richiamo liberticida, anche solo simbolico, al Ventennio. Ma quello che ci sta particolarmente a cuore è l’odio che si manifesta sotto forma di stalking. Abbiamo più volte dichiarato la nostra linea per ciò che attiene alla violenza di genere, sia fisica che psicologica, e, anche se la codificazione del reato specifico con l’introduzione dell’art. 612 bis nel codice penale ha certamente segnato un passo in avanti, lo riteniamo assolutamente insufficiente per arginare il problema. Personalmente sono intervenuto a molti incontri sul tema e non mi stancherò mai di propugnare la necessità di affrontare la questione sotto un profilo culturale e preventivo, magari anche con supporti di tipo psicologico, oltre che naturalmente sotto quello repressivo per esercitare la legittima pretesa punitiva dopo che si è ormai concretizzato il tempus commissi delicti. Ed è alla commissione del reato che bisogna evitare di giungere e a nostro avviso il più delle volte sarebbe possibile se le previsioni normative fossero più adeguate alla fattispecie criminosa de qua. Infatti non si è quasi mai giunti a considerare che nella maggior parte delle volte non ci troviamo di fronte a un delinquente abituale, ma a una persona che ha una biografia ineccepibile sotto un profilo comportamentale. Il più delle volte parliamo di una persona che ha vissuto in maniera eccessivamente traumatica un distacco di tipo amoroso. Spesso sviluppa un disturbo di adattamento e ogni tentativo di allontanamento coercitivo, tramite l’emissione di misure cautelari, dalla vittima non produce effetti significativi. Prima di entrare nel terreno giuridico ci troviamo in quello clinico. Prevedere perciò un supporto di tipo psicologico nella legge, a nostro avviso, sarebbe necessario. Nessuno vuole svilire il sacrosanto esercizio dell’azione penale con il dispiegarsi di effetti sanzionatori post delictum, ma così, in molti casi, si eviterebbe di giungere alla consumazione del reato stesso e si otterrebbe certamente un effetto deflattivo nella lugubre contabilità relativa ai femminicidi che le cronache ci offrono purtroppo quasi quotidianamente. Pertanto insistiamo sul fatto che la sfida dovrà essere culturale e preventiva in queste e in tutte le forme di odio. Il cammino è lungo e tortuoso, ma siamo certi che sia iniziato nel migliore dei modi“.
    Laura Boldrini e Maria Elena Boschi

    Aurelio Tartaglia, Sara Cardilli e Antonello De Pierro
    (Foto di Marco Bonanni)

  • A “Spoleto Arte 2017” numerose conferenze ed eventi culturali

    Grande successo e ottima riuscita per la premiazione dei vincitori di “Spoleto Arte” e per gli eventi che sono stati organizzati tra il 7 e il 9 luglio scorso. Si è registrata un’ampia affluenza di persone e di personaggi dello spettacolo per assistere alle conferenze che si sono tenute presso Palazzo Leti Sansi.

    Nel tardo pomeriggio di venerdì 7 c’è stato un convegno dal titolo: “Sulla FORZA delle donne la TV dice la verità?”, dove hanno dialogato l’ex ministra Giorgia Meloni e la giornalista Maria Pia Ammirati con Filomena Greco e Camilla Laureti, assessore alla cultura di Spoleto. Paola Severini Melograni ha moderato la conferenza.
    Alle ore 18 è avvenuta l’importante premiazione dei vincitori della mostra “Spoleto Arte”, alla presenza del presidente e organizzatore Salvo Nugnes, il presidente del “Festival dei Due Mondi” Fabrizio Cardarelli, il noto conduttore televisivo Pippo Franco, la funzionaria del Museo Casa Natale Michelangelo Buonarroti Veronica Ferretti e il funzionario del Museo Modigliani Alberto d’Atanasio, oltre a numerosi giornalisti e a un folto pubblico.
    In quest’occasione sono stati rivelati i nomi di coloro che sono stati premiati: l’artista vincitore del primo premio è stato Gaetano B.; la seconda classificata è stata Damisela Pastors Lugo e il terzo classificato Massimo Mariano. Sono stati assegnati inoltre anche dei premi speciali, tra cui: premio “Spoleto Arte” a Corbellini Emanuela, il premio “Margherita Hack” a Marin Federica, il premio “Videoesposizione” ad Albani Emiliano, il premio “Monte Carlo” a Celoria Donatella, il premio “Sgarbi” a Ventavoli Gabriella, il premio “Meluzzi” a Tomasi Lucia, il premio “Arte contemporanea” a Cignatta Claudio, il premio “Creatività” ad Alvisini Nicoletta, il premio “Spoleto Festival” a Rolando Rovati, infine il premio alla carriera a Severi Maria Pia.

    Sabato 8 luglio si sono svolte altri due importanti eventi. Alle ore 17 la conferenza “La lotta e la tenerezza” in cui, dopo un’introduzione di Clelia Piperno, hanno dialogato Susanna Camusso, attuale segretaria della CGIL, e Isabella Giannini. Alle ore 18 c’è stato un evento musicale con Dorina Frati, la grande e virtuosa musicista del panorama mandolistico internazionale che attualmente svolge la sua attività concertistica con la Filarmonica del Teatro alla Scala di Milano.

    Infine, domenica 9 luglio, si è svolta un’altra conferenza dal titolo: “La politica non è spettacolo, lo spettacolo non è politico”, con protagonisti l’attrice e conduttrice Ambra Angiolini, l’attuale ministro dell’istruzione Valeria Fedeli assieme a Emma Bonino e Hevi Dilara.
    In tutti questi eventi dello scorso fine settimana c’è stata una grande partecipazione da parte del pubblico e un ampio consenso dei media, confermando ancora una volta come la bellissima città di Spoleto, riprendendo le parole del manager Salvo Nugnes, “sia un emblematico punto d’incontro nel mondo dell’arte e luogo d’eccellenza per iniziative e manifestazioni nazionali e internazionali”.

    Per info: 0424525190, [email protected]

  • Antonello De Pierro chiuderà la campagna elettorale a Lariano

    Il presidente dell’Italia dei Diritti sarà presente nella cittadina dei Castelli Romani per sostenere di persona la candidatura di Sabrina Verri
    Antonello De Pierro

    Roma – Si avvicina la data dell’undici giugno, giorno nel quale si svolgeranno le elezioni amministrative per il rinnovo dei sindaci e dei consigli comunali di molti comuni italiani. Il movimento Italia dei Diritti, ha deciso in questa occasione di rinunciare alla presentazione di liste autonome, offrendo il proprio sostegno a vari candidati a primo cittadino, scelti attentamente tra coloro i quali hanno presentato linee programmatiche in sintonia con i valori ideali promossi dall’organizzazione politica facente capo al giornalista romano Antonello De Pierro. Il leader della formazione civica nazionale, che ormai da tempo si fa portavoce delle istanze dei cittadini, a vantaggio della legalità e della giustizia, principi cardine della sua peculiarità azionistica, dopo aver viaggiato in tutta la penisola per tributare il sostegno alle candidature selezionate, ha deciso di chiudere la campagna elettorale in un comune dell’area metropolitana capitolina e precisamente dei Castelli Romani. Infatti venerdì prossimo sarà impegnato a Lariano, al fianco della candidata a sindaco Sabrina Verri, sostenuta dalla lista “Movimento per Lariano”. I comuni castellani proiettati verso il voto amministrativo sono sette, ma quelli in cui l’Italia dei Diritti ha deciso di scendere in campo, sposando il programma di uno dei candidati allo scranno più alto sono solo tre: Lariano, appunto, Monte Compatri e Nemi. Per gli altri comuni impegnati nella consultazione, il movimento non ha ritenuto opportuno esporsi estrinsecando un’opzione di voto, in quanto nessuno dei candidati in corsa è stato giudicato programmaticamente meritevole di valutazione positiva e pertanto tutti sono stati stimati inidonei a rappresentare l’ideologia propugnata. Tenuto conto del 3,4 % ottenuto lo scorso anno ad Ariccia, il supporto elettorale dell’Italia dei Diritti, può risultare, ai fini dell’esito elettorale, alquanto vantaggioso.
    De Pierro ha spiegato le ragioni dell’espressione preferenziale: “Nel territorio in questione mi sono affidato alla conoscenza e all’esperienza del validissimo responsabile provinciale romano della nostra formazione politica, Carlo Spinelli, che ha profuso notevoli energie per orientare al meglio le nostre scelte. E’ già successo ad Ariccia lo scorso anno, dove è stato molto bravo a condurre la nostra formazione al dignitoso 3,4 % decretato dalle urne. L’accorta disamina valutativa di Carlo ha seguito una logica mirata a premiare chi ha mostrato di perseguire l’interesse verso i corpi collettivi, conducendo a una soluzione lapalissiana e volitiva. A Nemi abbiamo scelto la continuità dando ancora fiducia ad Alberto Bertucci, il quale, nel quinquennio appena terminato, ha saputo lavorare molto bene, sia sul terreno del sociale, con iniziative atte a soddisfare le istanze promananti dalle fasce più deboli del parenchima collettivo, sia dal punto di vista culturale e turistico e la riconferma della bandiera arancione per il turismo dell’entroterra ne è una prova tangibile”.
    A Monte Compatri invece il movimento invita a votare per Fausto Bassani. Il presidente dell’Italia dei Diritti commenta così la convergenza sul nome del candidato di centrosinistra: “Spinelli qui ha richiamato l’alternanza democratica, spiegando le ragioni del punto di vista espresso. L’esplicazione argomentativa ha passato il vaglio del direttivo regionale e io ho approvato convinto. Dopo dieci anni di opposizione ci è parso giusto dare al centrosinistra la possibilità di portare avanti le proprie idee per guidare la cittadina alle porte di Roma, amministrata finora da una maggioranza assolutamente insoddisfacente in afferenza alle esigenze del territorio. Ci ha favorevolmente colpito lo spazio assegnato agli interventi sul sociale, contenuto all’interno del programma elettorale, una materia che ci sta particolarmente a cuore”.
    Infine il numero uno dell’Italia dei Diritti si sofferma sulla decisione di essere presente, venerdì prossimo, a Lariano, la cittadina nota per la sagra del fungo porcino, per sostenere la candidatura di Sabrina Verri: “E’ la candidata che più di tutti incarna il patrimonio dnatico del nostro movimento, della nostra stessa storia associativa, della nostra ragion d’essere. I nostri principi fondanti si rispecchiano con estrema chiarezza nella struttura ontologica del Movimento per Lariano, nonché nell’esplicitazione soggettiva della sua leader politica, la quale si è più volte distinta per le numerose battaglie socialmente importanti, che hanno fatto registrare il più delle volte esiti positivi. I suoi valori umani coincidono perfettamente con quelli che sono i nostri ideali ed in più riteniamo che le altre forze che concorrono a Lariano potrebbero risultare alquanto inefficaci, in caso di elezione, per la risoluzione delle problematiche che affliggono la comunità cittadina. Si possono notare infatti apparentamenti bizzarri e inusuali, verso cui nutriamo enormi perplessità in relazione alla coerenza dimostrata nelle scelte formative delle liste, oltre a personaggi riconducibili familiarmente a politici che già in passato sono stati attori inespressivi e inerti sul proscenio della politica locale. Ed è per questo che riteniamo un dovere morale nei confronti della cittadinanza larianese dare forza all’unica candidata credibile, l’unica ventata di novità in mezzo a una pletora di elementi che rievocano un usato non garantito, grazie a insuccessi e inadeguatezza operativa, ben impressi nei file mnemonici dell’elettorato del paese. Sarò a Lariano e inviterò a votare una donna che già in passato ha dato prova di grandi capacità, che l’hanno portata al conseguimento dei risultati che si era prefissa e che sono certo essere l’unica aspirante in corsa idonea a imprimere finalmente la spinta necessaria per quella crescita sociale, economica culturale e turistica che si attende da un lasso temporale troppo lungo”.
    De Pierro esprime infine il suo cruccio per non aver potuto individuare negli altri comuni al voto, in zona Castelli Romani e nel resto della Città Metropolitana di Roma Capitale, un candidato a sindaco che rispondesse ai requisiti minimi richiesti per ottenere un appoggio elettorale dall’Italia dei Diritti: “E’ davvero imbarazzante per noi, aver incontrato tante oggettive difficoltà nell’individuare candidati che rispondessero almeno in parte a quegli standard di qualità politica, che riteniamo indispensabili per potersi presentare agli elettori a chiedere di essere votati ed essere pertanto formalmente legittimati all’amministrazione della polis. Se non fossimo assolutamente contrari all’astensionismo, di fronte a una realtà così disarmante sarei personalmente tentato di invitare gli elettori a disertare le urne”.

  • Ironia e polemica di Antonello De Pierro contro politica da Contini a Roma

    Il giornalista presidente dell’Italia dei Diritti è intervenuto all’evento in occasione della presentazione della nuova collezione dello storico marchio, esprimendosi a sostegno del commercio, stritolato da norme soffocanti dell’attuale ordinamento giuridico
    Antonello De Pierro e Antonio Giuliani
    Roma – Il copione della vigilia lasciava già presagire un enorme successo per la presentazione ufficiale della nuova collezione di articoli da regalo di Contini, lo storico esercizio commerciale capitolino, ma la realtà ha superato ogni più rosea previsione, con un’inimmaginabile ressa che ha invaso tutta via Appia, l’arteria stradale dove lo stesso è ubicato, tanto da creare problemi anche alla viabilità, particolarmente intensa in quella zona cittadina.
    Il tam-tam scatenato da Giò Di Giorgio, deus ex machina dell’evento, ha funzionato alla perfezione, richiamando un esercito smisurato di persone, nemmeno lontanamente ipotizzabile solo qualche ora prima, con numeri da rischio di turbamento dell’ordine pubblico. Di certo comunque bisogna registrare un pomeriggio di passione per chi ha scelto quel tratto di strada per il suo transito nelle ore di durata della straordinaria esposizione, con non pochi malumori tra gli automobilisti che nemmeno lontanamente si aspettavano un fiume umano da concerto rock sulla nota consolare romana.
    Luciana Frazzetto, Adriana Russo e Antonello De Pierro
    Il nome del testimonial del rendez-vous, il comico Antonio Giuliani, ha indubbiamente influito sull’affluenza, e qualcuno più fortunato è riuscito a farsi scattare una foto ricordo o a immortalarsi in un selfie con il celebre artista. Per il resto, sono stati i professionisti dei flash a raffica accreditati a monopolizzare gli scatti, mentre la stragrande maggioranza degli astanti si è dovuta accontentare di qualche click a distanza con lo smartphone.
    Un turbinio di flash dei numerosi paparazzi accorsi all’interno del locale ha investito anche gli altri ospiti, tra cui il giornalista presidente dell’Italia dei Diritti Antonello De Pierro, direttore di Italymedia.it, passato agli annali dell’etere capitolino come ex direttore e voce storica di Radio Roma, che non ha voluto mancare all’appuntamento, come sempre, quando gli è possibile, a sostegno di realtà imprenditoriali e commerciali.
    “Sento il dovere civico e morale — ha dichiarato polemico e ironico al contempo — di esplicare il mio supporto a chi ancora ha il coraggio di proseguire nella gestione di attività commerciali, o meglio, di continuare a investire. Mi inchino di fronte a questi arditi cittadini, che la politica degli ultimi anni, nel nome della lotta all’evasione e del risanamento della fiscalità statale, ha stritolato tra le maglie di tasse e imposte e schiacciato pertanto sotto il macigno della pressione fiscale. Ci troviamo di fronte a degli eroi, che riescono a sfidare tutti gli elementi avversi imposti dalle norme sempre più stringenti e ostili, le quali, invece di incentivare gli investimenti, scoraggiano e demoralizzano, decretando la morte del piccolo commercio. Sono tanti valorosi che hanno scelto di continuare, nonostante sappiano che il vampiro statale è lì pronto costantemente a succhiare il frutto pecuniario della fatica e delle energie profuse nel lavoro d’impresa. Nel caso di specie dello storico marchio Contini credo che ci sia una fusione di più elementi portanti che ci permettono ancora di godere dei suoi prodotti. Da un lato ci sono la voglia, la passione, che generano e nutrono l’audacia imprenditoriale, dall’altro l’affetto per la tradizione, l’attaccamento vero e inoppugnabile a una continuità d’impresa difficile da coartare. E il risultato di ciò si riscontra ictu oculi nell’ottima riuscita dell’evento odierno”.
    Tra gli altri sono intervenuti le straordinarie attrici Adriana Russo e Luciana Frazzetto, Pierfrancesco Campanella, l’on. Antonio Paris, la modella Marika Oliverio, Antonio Jorio, Riccardo Bramante, Ester Campese, i Milk & Coffee, Daniela Diaferio, Roberta Salvagnini, Roselyne Mirialachi, Oscar Garavani, Elisabetta Viaggi, Antonella Uspi, Sara Pastore, Maria Elena Fabi e Sabrina Tutone.
    (Foto di Laura Pelargonio)

  • Marinelli cede il posto a Sallustio alla guida dell’Italia dei Diritti Lazio

    Il presidente Antonello De Pierro accoglie con favore la new entry e dichiara immutata la stima per il noto avvocato romano, che rimane segretario vicario e responsabile nazionale del Dipartimento per la Tutela dei Consumatori

    Roma – Cambio di guardia al vertice della segreteria dell’Italia dei Diritti Lazio, dopo la riunione del direttivo regionale, che ha sancito una rimodulazione dell’organigramma. E’ di stamane, infatti, la notizia riguardante il passaggio di testimone tra Vittorio Marinelli, noto avvocato romano e storico esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro, e Luisa Sallustio, la commercialista ariccina che, proprio di recente, ne era entrata a far parte in qualità di componente dell’organo di dirigenza laziale. Marinelli, già responsabile nazionale del Dipartimento per la Tutela dei Consumatori, va dunque a ricoprire la carica di responsabile vicario, assieme a Carmine Celardo e Anna Nieddu.
    “Saluto con piacere l’ingresso di Luisa Sallustio ai vertici dell Idd Lazio, la cui candidatura a sindaco di Ariccia sto fortemente sostenendo. Sono certo che la sua competenza saprà rispondere alle responsabilità del suo nuovo ruolo nell’ambito del nostro organigramma regionale e che, da oggi, sarà ancor più in prima linea per la crescita del nostro movimento nel Lazio – ha dichiarato il presidente De Pierro, che ha voluto ribadire ancora una volta la linea politica dell’Italia dei Diritti -, sempre dalla parte delle cellule più deboli del parenchima sociale e a sostegno della salvaguardia dei diritti imprescindibili, che l’ arroganza del potere, spesso, calpesta e mortifica”.Antonello De Pierro e Vittorio Marinelli
    Immutata la stima per Marinelli da parte del leader del movimento, che ha voluto così suggellare il condiviso passaggio di consegne alla guida della sua organizzazione politica nel Lazio: “Ringrazio Vittorio Marinelli per il commendevole impegno profuso alla guida dell’Idd regionale, che ha saputo dirigere attraverso una prodiga azione politica a sostegno dei diritti dei cittadini e della tutela di ogni prevaricazione nella sfera dei corpi collettivi. Il caro Vittorio – ha infine aggiunto – continuerà a dare il suo validissimo contributo, assieme a Celardo e Nieddu, ora che la squadra di vertice si è arricchita di una personalità capace e determinata come Luisa Sallustio che, già da tempo, sta operando in perfetta sintonia con i parametri ideali ed i valori fondanti del nostro movimento”.

  • Elezioni Ariccia, De Pierro annuncia appoggio a Luisa Sallustio

    Il presidente dell’Italia dei Diritti ha individuato nella professionista ariccina, che considera l’unico candidato a rappresentare gli elettori di centrosinistra, la proposta politica più coerente al suo messaggio etico e legalitario

    Roma – Dopo che, nei giorni scorsi, il movimento Italia dei Diritti aveva annunciato la sua partecipazione alle prossime elezioni amministrative di Ariccia, cittadina alle porte di Roma, ora ha ufficializzato le modalità con cui sarà presente nell’imminente competizione elettorale, entrata già nel vivo.
    A renderle note è stato il presidente Antonello De Pierro, rivelando il suo sostegno alla candidatura a sindaco di Luisa Sallustio, l’ex presidente del Consiglio comunale, che si è dimessa dopo essere entrata in conflitto con il gruppo del Partito Democratico, del quale faceva parte, contestando il mancato svolgimento delle primarie e provocando un autentico terremoto politico, che ha visto il suo epilogo nella sfiducia al sindaco Emilio Cianfanelli con conseguente commissariamento del Comune castellano.
    Luisa Sallustio e Antonello De Pierro
    De Pierro, il quale aveva già anticipato una scelta di campo che avrebbe collocato la sua compagine all’interno del perimetro politico di centrosinistra, spiega le ragioni della convergenza sulla Sallustio: “A seguito di un’attenta disamina del panorama politico locale, effettuata personalmente con l’indispensabile ausilio del nostro responsabile ariccino Carlo Spinelli, il quale si è distinto sul territorio per un’eccellente opera di individuazione e denuncia delle varie distorsioni presenti, con una rappresentanza esemplare nella difesa dei diritti, ho ritenuto che il candidato sindaco più vicino alle nostre peculiarità movimentistiche fosse Luisa Sallustio”.
    Luisa Sallustio e Antonello De Pierro
    Il presidente del movimento ha inoltre contestualizzato il suo orientamento preferenziale verso la candidatura della Sallustio, commentando lo scenario pre-elettorale ariccino che ha così descritto: “La nostra collocazione naturale è nell’alveo ideologico del centrosinistra ma, ad Ariccia, pur non volendomi addentrare nel divenire fenomenico dei fatti accaduti internamente al Pd locale che sembra abbia preferito non celebrare le primarie, ho avuto la spiacevole percezione che sia stato mortificato così il principio sacrosanto della democrazia, in posizione paradossale rispetto alle premesse di un partito che si pregia di aver inserito il termine ‘democratico’nel suo simbolo”.
    Il leader dell’Italia dei Diritti ha poi continuato: “Alla luce delle prefate considerazioni, abbiamo individuato nell’offerta politica di questa valida professionista, la risposta che stavamo cercando e che incarna in toto la nostra linea ideale. Per quanto ci riguarda, è lei la vera candidata del centrosinistra ariccino, in quanto portatrice di un progressismo politico che non abbiamo riscontrato in altre proposte locali. E’ probabile che alle eventuali primarie avremmo sostenuto lei e siamo certi che avrebbe stravinto. Venute meno tali consultazioni ci sembra frutto di una logica deduttiva che la reale candidata dell’area liberaldemocratica sia proprio lei. A nostro avviso non può essere riconosciuto un altro candidato e chi si identifica nei valori genuini della sinistra, salvo lasciarsi ingabbiare in percorsi clientelari, che non ci appartengono, non può che sceglierla. Il resto è solo vacuo esercizio retorico intriso di demagogia che cerca di inoculare frasi trite e ritrite per anestetizzare e condizionare le coscienze degli ariccini. Luisa — ha poi concluso De Pierro — ha sposato immediatamente i principi cardine del nostro movimento, ovvero la legalità e la giustizia, che insieme vanno a comporre il nostro concetto di etica, ancora più imprescindibile nella nostra azione politica. E’ su questa piattaforma ideale che costruiremo insieme il futuro di Ariccia, aprendo inoltre anche a quella società civile tanto cara al Movimento Cinque Stelle, la quale viene però quotidianamente ingannata dalle allucinazioni ideologiche generate dal più sfrontato qualunquismo di Grillo e Casaleggio, nonché dei vari Di Maio e Di Battista. Anzi, anticipo che, con ogni probabilità, presto proporrò a Luisa un incarico di rilievo all’interno del nostro movimento”.