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  • Un 8 marzo di arte impegnata con Gabriella Ventavoli alla MAG: l’intervista

    Con l’approssimarsi dell’8 marzo, la giornata dedicata alle donne, l’artista Gabriella Ventavoli ha deciso di portare a Milano la personale La donna e l’arte contro ogni forma di violenza. La mostra verrà inaugurata alla Milano Art Gallery in via Ampère 102, vicino a piazzale Loreto, il 7 marzo alle 18. Presentata dal direttore delle Milano Art Gallery Salvo Nugnes, l’esposizione resterà accessibile al pubblico fino al 28 marzo.

    Vista la coincidenza delle date e la scelta di un titolo così significativo, abbiamo approfittato di questi giorni d’attesa per toglierci qualche curiosità.

    1. Gabriella, a breve inaugurerà la sua personale La donna e l’arte contro ogni forma di violenza alla Milano Art Gallery, una mostra con un titolo significativamente importante. Quale connessione c’è con le precedenti esposizioni, tutte legate a temi attuali? E, in particolare, quale connessione ha trovato esserci tra donna e ambiente?

    Questa mostra fa parte di una lunga narrazione per immagini iniziata molti anni fa, quando mi sono occupata di temi come le morti bianche, le stragi sulle strade e ogni altra forma di violenza. In particolare, per quanto concerne il secondo quesito, ritengo che la donna è per sua dotazione biologica, più vicina alla natura che crea.

    1. Quale ruolo ha l’amore nella risoluzione delle problematiche ambientali?

    L’amore è determinante nell’affrontare le tematiche ambientali perché si protegge ciò che si ama.

    1. E per quanto riguarda invece la lotta contro la violenza sulle donne?

    La violenza contro le donne è frutto di una millenaria cultura che ha fatto prevalere i predatori, che esigono il dominio assoluto e invidioso sulla creatività femminile. Anche quest’anno, in occasione dell’8 marzo, dedico una serie di opere ai temi della violenza, declinata nelle diverse forme.

    1. Come nasce la sua confidenza in una mentalità femminile, capace di cambiare direzione rispetto al degrado del pianeta e dei sentimenti? Si riferisce a qualcuno in particolare?

    Mi piace coltivare la speranza che la natura femminile sia più vicina alla capacità di proteggere e allevare, così come succede per i bambini che le donne custodiscono nel loro grembo. E sì, ho in mente la scienziata Vandana Shiva, un’attivista e ambientalista indiana che da anni si batte per la salvaguardia della diversità biologica e culturale contro le alchimie biotecnologiche delle multinazionali agroalimentari. Si tratta di una delle voci più autorevoli dell’ecologia mondiale.

    1. Nelle opere esposte ci saranno dei riferimenti culturali che spaziano, affrontando diverse epoche. Come mai scegliere proprio Calliope e Malala?

    Ho scelto Calliope perché è l’ispiratrice della poesia epica, e Malala perché è simbolo della violenza perpetrata contro l’intelligenza della donna.

    1. Lei parla anche di “Fiori impossibili”: vuole spiegarci meglio questo concetto?

    I “Fiori impossibili”, sono creati dalla mia fantasia per sottolineare e rappresentare la bellezza di virtù come il coraggio, la gioia, il pensiero creativo.

    1. Oltre che con le donne e l’ambiente, le opere si confrontano anche con l’arte, con Picasso in particolare. Perché ha preso come riferimento Les Demoiselles d’Avignon?

    È un doveroso omaggio a Picasso per la sua grande arte, capace di scuotere le coscienze con Guernica, l’opera straordinaria che grida contro l’orrore della guerra. Per quanto riguarda invece Les Demoiselles d’Avignon, mi ha colpito l’immagine di fanciulle ‒ in realtà prostitute di un bordello ‒ rappresentate con sembianze grottesche, quasi animalesche. Troppo spesso si insultano le donne dando loro delle prostitute, senza scalfire l’altra faccia della medaglia, gli uomini. Così le mie fanciulle, invece, quelle da me qui rappresentate, sono donne forti e fiere di sé.

    1. Lo sguardo, in tutto questo, quale funzione ricopre?

    Lo sguardo definisce la realtà e quello femminile può, a mio avviso, rappresentare un modo diverso di definire la realtà, più ampio e amorevole.

    1. Cosa significa per lei esporre “arte impegnata” a Milano? Quale obiettivo desidera raggiungere con chi verrà ad ammirare le sue opere?

    Milano è la mia città di adozione, che ho imparato ad amare. È una città sensibile alla creatività nelle diverse forme.

    1. Quale sarà il suo prossimo passo?

    Spero che i prossimi passi possano attirare una schiera di persone innamorate della creatività.

  • I fiori impossibili di Gabriella Ventavoli alla Milano Art Gallery, in mostra contro la violenza

    Torna alla Milano Art Gallery, in via Ampère 102 (MI), Gabriella Ventavoli, portando in esposizione tutto il suo slancio ambientalista e sociale. La donna e l’arte contro ogni forma di violenza, questo è il titolo della personale che avrà qui luogo dal 7 al 28 marzo. L’inaugurazione è prevista per giovedì 7 marzo alle 18, in cui l’artista e le sue opere verranno presentate dall’organizzatore dell’evento e direttore delle Milano Art Gallery Salvo Nugnes.

    Gabriella Ventavoli declina dunque uno dei suoi cavalli di battaglia, la salvaguardia dell’ambiente, esplorando il tema della violenza, a sua volta rappresentata nelle sue diverse forme.

    Da sempre attenta osservatrice dei problemi che affliggono il pianeta e l’umanità, l’artista dà voce a chi non ha abbastanza forza per emergere. E lo fa in occasione dell’8 marzo, rappresentando la speranza che una mentalità femminile possa aiutare a risolvere i problemi. Ecco dunque che ne La donna e l’arte contro ogni forma di violenza Gabriella Ventavoli raffigura i “fiori impossibili”: gioia, conforto, coraggio e speranza.

    Il suo però è anche un viaggio che parte dagli albori della civiltà, con Calliope, la musa greca ispiratrice dei poeti, e arriva ai giorni nostri con il Nobel per la Pace Malala, giovane pakistana che lotta per il diritto all’istruzione e i diritti civili. Il tour è a 360°, tanto che l’artista riprende e sfida Picasso e le sue Les demoiselles d’Avignon proponendone una versione con donne forti, fiere di sé.

    Spiega così Gabriella Ventavoli le ragioni che l’hanno portata a questa nuova personale: «Viviamo in un mondo dove la violenza è divenuta come nebbia oscura che offusca la bellezza della vita sul nostro pianeta. Ci stiamo abituando a convivere col ripetersi dell’aggressione al corpo e alla mente della donna, e alla nostra Madre Terra. I grandi del mondo sembrano più preoccupati di sancire il proprio dominio piuttosto che di arginare ciò che sta distruggendo il mare, le foreste e l’atmosfera. […]Forse serve lo sguardo femminile per delineare un mondo diverso, dove la fratellanza possa aspirare a uno spazio più ampio».

    Per maggiori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, il 3887338297 oppure scrivere a [email protected].

  • Milano Art Gallery: in alto i calici per la personale di Gabriella Ventavoli

    “Il verde è simbolo e auspicio che la forza creativa della vita sia più potente della distruttività” scrive l’artista Gabriella Ventavoli riguardo il colore rappresentante la sua nuova personale. “Per amore delle piante – Un mondo verde” è il titolo scelto della mostra felicemente inaugurata ieri sera alla seconda sede della Milano Art Gallery, La Porta Verde (in via Ampère 102). Il verde, si può tranquillamente aggiungere, non solo caratterizza la tematica ambientalista qui proposta, è chiaramente portatore di un successo più che meritato, che corona un percorso partito alcuni anni fa con “Per amore del mare” e “Per amore della Terra”.

    L’evento, organizzato e presentato dal manager di volti noti Salvo Nugnes, direttore delle Milano Art Gallery, si fa portavoce di un disegno sociale, di una presa di coscienza, di un contatto con la natura globale e intimo al contempo. Il movimento, espresso attraverso le morbide linee, con cui la Ventavoli ha connotato i suoi teleri, riprende l’intuizione leonardesca del vortice a spirale, emblema caratteristico di tutte le forme viventi.

    Voluta espressamente dall’artista in quest’arco di tempo specifico (dall’8 al 29 novembre), l’esibizione coincide con l’apertura del festival della scienza di Focus Live, il noto mensile, proprio al Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci. Gabriella Ventavoli infatti vuole sottolineare la bellezza, la forza e l’intelligenza delle piante, “sede di processi dinamici straordinari”. Nei suoi lavori, rende omaggio al dinamismo insito in questi organismi che hanno condizionato il pianeta ben prima dell’arrivo dell’uomo e continuano a farlo.

    Ma sentiamo direttamente dalla voce della pittrice che cosa si prefigge di fare con “Per amore delle piante – un mondo verde”: «Mi piacerebbe molto che l’arte potesse contribuire a questa sensibilizzazione ambientale. Auspico che arte e scienza si adoperino per significare come le piante, queste creature meravigliose e intelligenti, siano indispensabili alla sopravvivenza dell’uomo».

    Per ulteriori informazioni è possibile contattare lo 0276 280638, scrivere a [email protected] oppure visitare il sito www.milanoartgallery.it

  • Milano Art Gallery: l’intervista all’artista Gabriella Ventavoli

    Pochi giorni ancora e Milano si tingerà di verde con il nuovo progetto dell’artista Gabriella Ventavoli. Per amore delle piante – Un mondo verde è il titolo della personale che verrà inaugurata giovedì 8 novembre alla Milano Art Gallery, nello spazio La porta Verde di via Ampère, al numero 102. Il progetto vede l’artista impegnata nell’approfondimento di tematiche ambientaliste già da diversi anni. Questa infatti è la terza mostra interamente dedicata all’amore per il nostro pianeta.

    Spinti dalla curiosità, le abbiamo fatto qualche domanda a riguardo.

     

    Signora Ventavoli, l’8 novembre sarà a Milano, alla storica Milano Art Gallery-spazio La Porta Verde, per l’inaugurazione della sua personale Per amore delle piante – Un Mondo Verde.

    Anche in questo terzo evento desidero sottolineare la parola “amore”, perché in essa è implicita, a mio avviso, l’idea di protezione: si protegge ciò che si ama, in questo caso il mondo vegetale.

    Che cosa si aspetta da questo nuovo tassello del suo longevo progetto?

    Lo stupore e l’ammirazione per l’infinita bellezza del nostro pianeta, nelle diverse forme, mi appartiene fin da quando ero una bambina, stimolata da mia madre e dal suo modo di osservare la natura, che con la sua bellezza si opponeva allora agli orrori della guerra.

    La mia speranza è che l’arte possa, unendosi ad altre prestigiose voci, contribuire a fare apprezzare i doni che la natura ci ha dato e che dimostriamo di non saper apprezzare e proteggere.

    Può affermare che si tratti di una vera e propria campagna di sensibilizzazione ambientale per via artistica?

    Mi piacerebbe molto che l’arte potesse contribuire a questa sensibilizzazione. Auspico che arte e scienza si adoperino per significare come le piante, queste creature meravigliose e intelligenti, siano indispensabili alla sopravvivenza dell’uomo.

    Si è ispirata a qualcuno in particolare quando ha pensato di intraprendere questo percorso?

    Direi di no, è un progetto che nasce dal mio particolare sentire.

    Trova questa sua forma di espressione pienamente soddisfacente e congrua con il messaggio che vuole dare?

    Credo che l’arte sia un mezzo molto potente, attraverso le immagini, per veicolare messaggi di grande significato.

    In una delle sue precedenti delucidazioni, ha affermato che in queste ultime opere ha voluto infondere il movimento. Vuole spiegarci più nel dettaglio cosa intende?

    Nelle immagini delle diverse piante rappresentate ho cercato di infondere per mezzo delle linee il senso del movimento, che già Leonardo aveva riconosciuto come “vortice a spirale”, simbolo della vita organica in natura.

    Ogni sua personale ha avuto un colore predominante. Per amore dell’acqua l’azzurro, Per amore della Terra marrone. Questa vede il trionfo del verde. A quale delle sue opere è più legata e per quale motivo?

    Il verde è simbolo e auspicio che la forza creativa della vita sia più potente della distruttività. Per quanto riguarda le mie opere, sono tutte ugualmente amate come fossero figli.

    Molti degli alberi dipinti sono da frutto. C’è una particolare ragione per questa ristretta selezione? E come si inserisce il nono telero?

    Gli alberi ci proteggono con le loro foglie verdi per mezzo della funzione clorofilliana, e anche ci nutrono con i loro frutti. Visto il numero delle opere, mi sembra una giusta percentuale.

    Amazzonia, il polmone verde della terra, ricco di biodiversità e di svariate forme di bellezza, mi ha permesso di esprimere l’elemento onirico con la  rappresentazione di questa parte del nostro pianeta per significare ciò che dobbiamo preservare per la nostra vita.

    Di questi percorsi distinti quale le ha dato maggiori soddisfazioni?

    Ogni percorso ha rappresentato per me la gioia di esprimere attraverso le immagini sentimenti ed emozioni.

    In quale invece ha incontrato più difficoltà?

    A dire il vero, il piacere di esprimermi, in ogni opera, mi ha fatto superare le eventuali difficoltà.

    In tutto questo si iscrivono la figura del direttore Salvo Nugnes e la Milano Art Gallery, con cui ormai collabora da diverso tempo. Come mai ha scelto nuovamente di esporre con loro?

    La collaborazione con il direttore Salvo Nugnes è dovuta alla sua spiccata sensibilità verso i temi che mi sono prefissa di portare avanti anche in futuro.

    La domanda sorge spontanea: il progetto continuerà oppure ne comincerà uno completamente nuovo?

    Ogni progetto nuovo non nasce senza radici.

  • Milano Art Gallery: nuova sede inaugurata con la personale di Gabriella Ventavoli

    Dal 15 maggio al 5 giugno lo spazio culturale La Porta Verde, in via Ampère 102, la nuova sede della Milano Art Gallery, ospita la personale della rinomata artista Gabriella Ventavoli. Ieri dunque, martedì 15 maggio alle 18.30, si è levato il doppio brindisi inaugurale per la mostra Per amore della Terra e per la galleria.

    A presentare e organizzare l’evento il manager della cultura Salvo Nugnes, direttore di Milano Art Gallery, e anche il fotografo di fama internazionale Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo, ha preso parte al vernissage assieme a un nutrito pubblico.

    Per amore della Terra diventa dunque l’occasione ottimale per inaugurare la terza location di Milano Art Gallery con un occhio di riguardo per i temi di attualità. E Gabriella Ventavoli porta appunto in primo piano i valori che il presente ha iniziato a dimenticare, a danno del pianeta. Il progetto dell’artista ha preso il via con Per amore del mare e continua oggi con l’intento di mostrare come le meraviglie della Terra vengano rovinate dall’uomo.

    La pittrice esprime e descrive la situazione attuale su tele di grandi dimensioni, passando dalla terra fiorita a quella provata dalla siccità, dove gli alberi muoiono e i ghiacciai si sciolgono. Madre Terra assume quindi le sembianze di una donna in lacrime, sconsolata e privata delle forze a causa del degrado incombente.

    Immancabile lo scenario di guerra, la cui forza distruttrice coinvolge intere nazioni, protraendo i suoi effetti nefasti nel tempo.

    Per maggiori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, scrivere a [email protected] oppure visitare il sito www.milanoartgallery.it.

  • Milano Art Gallery: intervista all’artista Gabriella Ventavoli per l’inaugurazione della sua personale

    In occasione dell’inaugurazione della personale dell’artista Gabriella Ventavoli, martedì 15 maggio, andiamo a conoscere meglio una grande pittrice che da anni dimostra un impegno sociale e ambientale decisamente singolari.

    Per amore della Terra è il titolo identificativo della tematica portata a La Porta Verde in via Ampère 102. La nuova sede della storica Milano Art Gallery è pronta per ospitare le meravigliose tele dipinte da Gabriella Ventavoli in un evento di notevole spessore artistico, organizzato dal manager della cultura Salvo Nugnes, direttore della celebre galleria nel cuore della metropoli.

    Gabriella Ventavoli rivela così l’artista che è in lei alle nostre domande.

    Signora Gabriella Ventavoli, quale è stato il suo percorso per diventare un’artista?

    Artisti si nasce, in ogni bambino c’è potenzialmente un artista.

    Le vicende della vita poi possono condurre su strade diverse.

    Per quanto mi riguarda, il piacere di disegnare, di dipingere, mi ha accompagnato per tutta la vita.

    Il percorso artistico è stato come una strada che ho percorso seguendo l’ispirazione che poteva provenire dal mio mondo interno o dalla realtà esterna, in un connubio che si arricchiva vicendevolmente.

    La professione di psicoanalista mi ha permesso di entrare in profondo contatto con realtà spesso molto dolorose, che hanno suscitato in me profonda risonanza e l’urgenza di darne una rappresentazione visiva, trasfigurata, come nel caso delle morti sul lavoro, le stragi sulle strade, la tragedia e l’orrore delle guerre, l’attacco mortale portato dall’uomo alla madre terra.

    Immaginava di arrivare a un tale successo?

    Per me successo significa essere riuscita a suscitare emozioni e riflessioni negli osservatori delle mie opere.

    Come artista, ricorda qual è stata la sua soddisfazione più grande?

    La mia soddisfazione più grande è essere riuscita a coniugare il piacere insieme con la libertà di esprimersi che l’arte può dare.

    Quale la mostra che ritiene più importante per la sua carriera?

    Le mostre sono per me una sorta di narrazione continua per immagini emozionanti. Una che ricordo in particolare è stata quella dedicata alla violenza contro la donna, che ho dedicato a Malala, la fanciulla che ha opposto la luce della cultura alla barbarie dell’oscurantismo di una parte del suo popolo, rischiando la vita.

    Il 15 maggio inaugurerà allo Spazio La Porta Verde (via Ampère 102 a Milano) la sua mostra Per amore della Terra, cosa vuole comunicare con la sua opera?

    Questa mostra è dedicata al piccolo pianeta che ci è stato donato, così ricco di bellezza e di risorse, che trattiamo come fossero cose che possono durare all’infinito, e così deturpiamo e impoveriamo la nostra casa comune, con la deforestazione e l’inquinamento, fino a renderla del tutto sterile con la ferocia delle guerre che non riusciamo a fermare.

    Per amore della Terra fa parte di un percorso iniziato dalla mostra Per amore del mare, che ha riscosso grande successo. Il tema ambientale le è molto a cuore, ce ne vuole parlare?

    Il riferimento alla mostra precedente Per amore del mare voleva rendere omaggio all’infinita bellezza dei mari e degli oceani, così ricchi di vita e così inquinati. Ci dimentichiamo che la nostra vita dipende dal loro benessere, così come dipendiamo dalle piante, che abitarono la terra molto prima dell’uomo, e che grazie alla fotosintesi si è creato l’ossigeno che permette la vita sulla Terra.

    Le piante senza gli animali possono vivere, e non viceversa.

    Ho piacere di ricordare le sagge parole del Papa che esortano a trasformare il deserto in foresta.

    L’evento verrà presentato dal direttore della Milano Art Gallery Salvo Nugnes, come è nato questo connubio artistico?

    Da un felice incontro a Spoleto in occasione di una mostra di pittura alla quale avevo partecipato.

    Quali sono i suoi futuri progetti?

    Continuare a dipingere e scolpire non solo per il grande piacere che dà la creatività, ma anche per tenere desta l’attenzione sul futuro del nostro pianeta.

  • Milano Art Gallery: Gabriella Ventavoli con la sua personale “Per amore della terra” allo Spazio Culturale “La Porta Verde”

    A Milano dal 15 maggio al 5 giugno l’artista Gabriella Ventavoli presenterà la personale Per amore della terra. La mostra, organizzata dal manager della cultura Salvo Nugnes, direttore di Milano Art Gallery, avrà luogo nello spazio culturale “La Porta Verde”, in via Ampère 102, a Milano e verrà inaugurata martedì 15 maggio alle 18.30.

     La nuova proposta della pittrice segue un percorso pensato e cominciato con Per amore del mare. Ritorna dunque la dedizione per le tematiche ambientali anche in quest’ultimo progetto, in cui Gabriella Ventavoli desidera celebrare la bellezza della Terra, messa tuttavia a dura prova dall’uomo.

    Con Per amore della terra ritrae in una lunga sequenza lo splendore di una terra in fiore, l’incombere della siccità, il degrado delle piante morenti fino allo scioglimento di un ghiacciaio. Uno dei “giganti”, come a lei piace definirli, che si stacca inesorabilmente dal suo ambiente. Nella parte retrostante della tela una donna, la Madre Terra, piange nello sfinimento causato dal dover assistere al degrado che avanza di giorno in giorno.

    Da sempre attenta alle tematiche attuali, Gabriella Ventavoli non risparmia nemmeno scenari di guerra. In particolare ne raffigura la capacità distruttiva e gli esiti della lotta disumana che si protraggono nel tempo e si concretizzano nella distruzione di meravigliosi paesi, ormai ridotti a mucchi di cenere.

    Quanto desidera esprimere l’artista con questo lavoro può essere ricondotto al rispetto nei confronti della natura, troppo bella e generosa nei confronti di un uomo che non pensa altro che a depredarla per trarne un effimero ed egoistico, superficiale profitto.

    Per maggiori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, scrivere a [email protected] oppure visitare il sito www.milanoartgallery.it.

  • Partecipazione straordinaria di Alessandro Sallusti al vernissage della mostra di Gabriella Ventavoli

    “Per amore del mare” è il titolo della mostra personale di Gabriella Ventavoli inaugurata  lo scorso venerdì 12 maggio alla graditissima presenza di Alessandro Sallusti. Il Direttore de “Il Giornale” ha aperto le danze sottolineando l’importanza delle tematiche legate al mare e alla sua salvaguardia. Allo Spazio Culturale La Porta Verde, l’artista e Salvo Nugnes, patron del gruppo MAG – Milano Art Gallery e manager di importanti personaggi di spicco, hanno accolto gli ospiti che, incuriositi dalla tematica e dalla importante biografia artistica della Ventavoli, sono accorsi numerosi.

    La location espositiva milanese di via Andrea Maria Ampere 102 è stata allestita in modo da risaltare le linee ondulate e riflessive dedicate alle storie del mare. I lunghi teleri e le delicate tele applicate alle finestre e quindi visibili in trasparenza grazie alla luce naturale, descrivono, come ha spigato la pittrice “le conseguenze del riscaldamento globale, la bellezza imprigionata degli oceani, gli aspetti del mare contaminato e le contraddizioni al suo interno, esempio lampante la bellezza delle meduse, segno di un mare inquinato che si impoverisce di pesci e si popola di queste straordinarie creature, tanto affascinanti quanto pericolose”. Tematiche profonde che vogliono risvegliare una coscienza civica per restituire alla “Perla blu” la sua dignità.

    Tra i successi di Gabriella Ventavoli è d’obbligo sottolineare la presenza alla Mostra Internazionale “Pro Biennale” di Venezia aperta, solo qualche giorno prima della personale, da Vittorio Sgarbi. Numerosi gli artisti internazionali presenti e i di personaggi di spicco come il giornalista, Magdi Allan, la direttrice di noti settimanali e scrittrice Silvana Giacobini, lo show man Umberto Smaila, lo psichiatra e volto di trasmissioni televisive come “Matrix” e “Quarto Grado” Alessandro Meluzzi, Patrick Ray Pugliese di “Striscia la Notizia”, GIP delle “Iene”.

  • Mostra “Per amore del mare” – intervista all’artista Gabriella Ventavoli

    Intervista a Gabriella Ventavoli, in occasione della mostra personale “Per amore del mare” con la presenza d’eccezione di Alessandro Sallusti.

    Signora Ventavoli, come nasce l’occasione di avere la presenza straordinaria del direttore Alessandro Sallusti all’inaugurazione della sua personale milanese?

    Si tratta di un personaggio illustre, dotato di una grande sensibilità rispetto ai temi che affronto con la mia pittura; soprattutto quelli che riguardano l’ambiente, la sua bellezza e la sua tutela, date le continue minacce dalle quali è  attaccato.

     È la prima volta che incontra il direttore Sallusti? 

    Non ho mai avuto il piacere di incontrarlo. Sarà un primo piacevole incontro.

    Il titolo della mostra “Per amore del mare” a cosa si ricollega?

    Si ricollega al fatto che io sono nata al mare, ma non è solamente questo lo spunto per l’esposizione: infatti è inconfutabile il fatto che nel nostro pianeta, essenzialmente fatto di mare, le terre emerse siano meno rilevanti rispetto alle acque. La nostra Terra è una perla blu, guardandola dall’alto vediamo questo meraviglioso involucro di oceani e mari blu. Inoltre la vita si è sviluppa dal mare e che anche il futuro della vita sul pianeta è dipendente dalle buone, o cattive, condizioni del mare. Il mare purtroppo è gravemente inquinato da una serie di fattori sui quali non mi dilungo, ma sono a tutti noti; dunque si deve lottare contro l’inquinamento, non solo per proteggere la sua straordinaria bellezza, ma soprattutto per proteggere la vita.

    Quante opere sono esposte e a quali tematiche si ispirano?

    Al centro dell’esposizione ci sarà un grande telero di dieci metri, che narra, tramite i colori, la bellezza trasfigurata, il fascino e il mistero del mare. Affiancano il lungo telo grandi fogli di carta, a loro volta appesi al muro, che rappresentano le divinità marine, quelle “positive”. Come in trasparenze, invece, saranno appesi 4 teli alle finestre, questi raffigurano a loro volta il mare e le problematiche che lo affliggono: le conseguenze del riscaldamento globale, la sua bellezza imprigionata, gli aspetti del mare contaminato e le contraddizioni al suo interno, esempio lampante la bellezza delle meduse, segno di un mare inquinato che si impoverisce di pesci e si popola di queste straordinarie creature, tanto affascinanti quanto pericolose.

    Da quanto tempo ha intrapreso il suo percorso artistico e come si è sviluppata nel tempo la passione per l’arte?

    La mia passione per l’arte nasce con me, coltivo i miei interessi artistici da più di quarant’anni, direi che si tratta di una vita parallela. Nella quotidianità mi dedico a tante cose, scrivo per esempio, ma l’arte è qualcosa che è con me da tanto tempo.

    Ho scoperto la pittura che ero una bambina piccola, 5 o 6 anni, quando andavo dalla mamma e chiedevo: “Mamma mi prendi i colori per dipingere?”. Mia madre mi guardava un po’ stranita, però me li comprava sempre.

    Quale tecnica pittorica predilige? 

    La mia passione per i colori rimane fortissima, lo stesso vale per la forma, le linee e il loro dinamismo. A proposito di forma, mi sono cimentata anche con le tecniche scultoree, una mia opera particolarmente importante è ospitata al Palazzo della Regione Lombardia. Prediligo comunque il colore, le sculture sono molto impegnative, con la pittura mi sento completamente a mio agio.

    Con quali correnti o generi artistici sente maggiore affinità, in termini di cifra stilistica?

    Io amo “guardare”, ho uno sguardo molto ampio sui pittori, me ne piacciono molti, mi interessa l’arte antica, classica, tradizionale, moderna. Ho molti cataloghi d’arte e traggo grande piacere nel vedere come gli altri artisti mettono nelle forme e nei colori la loro anima e rappresentano una propria realtà – che è sempre un po’ trasfigurata -; tanto che a volte mi sembra che alcuni di loro facciano parte della mia famiglia, li sento come fratelli. Come tali li amo e loro, di riflesso, mi tengono compagnia. D’altra parte però, mi sento molto svincolata dagli altri pittori, nonostante io abbia amato personalità affascinanti e allo stesso tempo molto diverse tra di loro, come Dalì, Picasso, Magritte. Essendo io psicanalista e vivendo d’inconscio, sono attratta dagli artisti misteriosi, i surrealisti principalmente; mi piace il mistero.

    Sappiamo che è stata selezionata per partecipare alla prestigiosa mostra “Pro Biennale”, presentata da Vittorio Sgarbi; quali opere espone in quell’occasione? 

    Espongo un trittico dal titolo “Il trionfo della luce”. In queste opere ho voluto esprimere con la forza dei colori, ma anche delle linee, la vittoria della luce, che può essere intesa sia nel suo significato letterale, sia come qualcosa che illumina questa nostra realtà oramai così cupa e buia, che tanto necessita di  energia positiva. La parola “luce” per me non ha solamente un significato, ma si riempie di più accezioni; fondamentale il lume dell’intelligenza che dovrebbe tornare a rischiarare la vita di tutti noi.

     

    http://www.spaziolaportaverde.it/

     

  • La nota artista Gabriella Ventavoli inaugura mostra personale alla presenza del direttore Sallusti

    È ormai prossima l’inaugurazione della prestigiosa mostra personale di Gabriella Ventavoli, dal titolo “Per amore del mare” prevista in data venerdì 12 maggio 2017 alle ore 17.00, con la partecipazione straordinaria del direttore de “Il Giornale”, Alessandro Sallusti. La location espositiva si trova a Milano, presso lo Spazio Culturale la Porta Verde, situato in via Andrea Maria Ampere 102. L’allestimento vedrà protagonista la talentuosa pittrice con una serie di opere di interessante proiezione, che ne esaltano il talento e l’estro creativo. 

    La Ventavoli, inoltre, è stata selezionata per prendere parte alla Mostra Internazionale Pro Biennale, presentata da Vittorio Sgarbi, che verrà inaugurata l’8 maggio nel cuore di Venezia, in concomitanza del compleanno del Professore. Il critico più famoso d’Italia spegnerà 65 candeline con una festa speciale organizzata in suo onore, insieme a tanti amici vip e personaggi noti, arrivati proprio per lui. L’evento di prestigio è organizzato dal manager della cultura Salvo Nugnes, patron del gruppo MAG – Milano Art Gallery. 

  • Milano Art Gallery: in visita il famoso stilista Alviero Martini e Andrea Pinketts di Italia 1

    Si è aperta con successo la mostra collettiva Riflessioni Contemporanee presentata da Vittorio Sgarbi, allestita presso lo storico spazio milanese della Milano Art Gallery in via Alessi 11 e organizzata dal manager della cultura Salvo Nugnes. Tra i personaggi noti, che stanno visitando l’interessante esposizione,  lo scrittore noir Andrea Pinketts, conosciuto come popolare volto televisivo della trasmissione Mediaset “Mistero”, grande appassionato e intenditore d’arte e Alviero Martini, l’eclettico stilista e creativo di fama internazionale. Nell’occasione Pinketts ha espresso positivi apprezzamenti per le opere e ha commentato l’iniziativa in tono molto favorevole, congratulandosi per l’elevato livello qualitativo. Alviero Martini si è soffermato con interesse a visionare la selezione di opere, esprimendo valutazioni di generale consenso.  La mostra, nel cuore di Milano, raccoglie una selezione di creazioni eterogenee e versatili nello stile, realizzate da artisti contemporanei di talento, italiani e stranieri e ha un’impronta cosmopolita. L’elenco nominativo degli espositori è: Giuseppe Oliva, Elettra Spalla Pizzorno, Franco Carletti, Maurilio Iembo, Luciana Palmerini, Piero Boni, Giacomo Frigo, Antonio Mazzetti, Michele Toniatti, Maurizio Saletti in arte Maus, Giusy Milone, Giacomo Premoli, Gabriella Di Natale, Silvana Mascioli, Caterina Loia, Maria Franca Grisolia, Roberto Bonetti, Ugo Mainetti, Luisella Abbondi, Luca Tridente, Ferdinando Valentini, Lia Caracciolo, Antonella Carraro, Lucio Palumbo, Rolando Rovati, Liana Bolaffio, Gianfranco Massimi, Rosangela Giusti, Anna Laura Raffa in arte Diane Bonjour, Parid Dule, Emanuela Corbellini, Gabriella Ventavoli, Gabriella Martino, Sergio Acerbi, Carla Monti.

  • Milano Art Gallery: vernissage esclusivo con Sgarbi alla mostra Riflessioni Contemporanee

    Si è svolto con successo, lo scorso 16 dicembre, il vernissage della prestigiosa mostra collettiva dal titolo Riflessioni Contemporanee allestita presso il rinomato spazio milanese della Milano Art Gallery, in via Alessi 11, a due passi dal centro cittadino e visitabile fino al 14 gennaio 2017 con ingresso libero. L’evento espositivo, è organizzato dal manager della cultura Salvo Nugnes. L’inaugurazione ha visto come presenza straordinaria Vittorio Sgarbi, che nell’occasione ha tenuto un’interessante conferenza e ha speso commenti e considerazioni autorevoli sulle opere in mostra, appartenenti ad un selezionato gruppo di talentuosi artisti contemporanei, italiani e stranieri. Una calorosa accoglienza è stata riservata al noto critico e storico d’arte, che con l’innato carisma e l’abile verve dialettica, ha intrattenuto il nutrito pubblico, attento e partecipe.  In riferimento alla pregevole iniziativa, l’organizzatore Salvo Nugnes, ha spiegato: “Anche quest’anno abbiamo voluto concludere simbolicamente le attività artistico-culturali con una mostra presentata da Sgarbi nella nostra storica galleria nel cuore di Milano, per dare lustro all’evento e godere della sua indiscussa competenza in materia. Abbiamo inserito opere realizzate da artisti dalle versatili doti creative e dagli stili espressivi eterogenei, in nome dell’arte libera e della sua libera fruizione. Ci prepariamo già per il 2017, proponendo un ricco e denso calendario, con un programma diversificato di situazioni importanti, tra Italia ed estero, nell’intento di offrire al sempre crescente gruppo di artisti espositori, una serie di positive e stimolanti opportunità ,che siano qualificanti e funzionali per il loro percorso. Il nostro obiettivo primario, è continuare con impegno concreto a operare all’insegna del motore trainante di un messaggio sociale, che vuole promuovere e rendere l’arte e la cultura accessibile e alla portata di tutti i target di fruitori e ci vede sempre in prima linea come tenaci portavoce a sostegno. L’elenco nominativo degli artisti partecipanti è: Giuseppe Oliva, Elettra Spalla Pizzorno, Franco Carletti, Maurilio Iembo, Luciana Palmerini, Piero Boni, Giacomo Frigo, Antonio Mazzetti, Michele Toniatti, Maurizio Saletti alias Maus, Giusy Milone, Giacomo Premoli, Gabriella Di Natale, Silvana Mascioli, Caterina Loia, Maria Franca Grisolia, Roberto Bonetti, Ugo Mainetti, Luisella Abbondi, Luca Tridente, Ferdinando Valentini, Lia Caracciolo, Antonella Carraro, Lucio Palumbo, Rolando Rovati, Liana Bolaffio, Gianfranco Massimi, Rosangela Giusti, Anna Laura Raffa alias Diane Bonjour, Parid Dule, Emanuela Corbellini, Gabriella Ventavoli, Gabriella Martino, Sergio Acerbi, Carla Monti.