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  • One Forest: un albero per il futuro

    In collaborazione con Progetto Natù, One Express lancia “ONE FOREST”. L’iniziativa che parte da Bentivoglio (BO) coinvolgerà anche altri comuni italiani con l’obiettivo di sensibilizzare le nuove generazioni alla cura dell’ambiente. Previsti momenti di formazione nelle scuole elementari e medie e la messa a dimora di 20.000 alberi con il coinvolgimento diretto degli studenti

     

    Rendere il mondo più verde per garantire alle future generazioni un pianeta migliore. È la mission dell’iniziativa “ONE FOREST”, il progetto realizzato da One Express, il primo Pallet Network italiano per Qualità, una realtà da sempre attenta all’ambiente che la circonda e capace di coniugare scelte di business con azioni positive per la collettività, realizzando partnership con le amministrazioni e gli enti dei territori su cui opera quotidianamente.

     

    Da Bologna a tutta Italia. L’iniziativa che prevede la messa a dimora di alberi per la rinaturalizzazione del territorio e la compensazione di C02, parte e nasce a Bentivoglio e San Giorgio Di Piano (BO) dalla collaborazione tra One Express che qui ha la propria sede centrale e Progetto Natù. L’obiettivo è creare un percorso di sviluppo sostenibile coinvolgendo attivamente i più giovani nella cura dell’ambiente e nell’ampliamento del verde nelle aree urbane della propria città. Saranno così organizzati momenti di formazione e sensibilizzazione nelle scuole elementari e medie e successivamente gli studenti saranno coinvolti nell’attività di piantumazione nelle zone individuate.

     

    Un progetto di grande valenza sociale che One Express ha deciso di proporre a tutti i 130 Affiliati che compongono il proprio Network. Con l’ausilio dei Comuni d’Italia potranno aderire, con un contributo, all’iniziativa per la diffusione di una nuova cultura ambientale e la piantumazione di alberi, realizzando così forestazione urbana compensativa al fine di conferire un valore aggiunto al proprio territorio, ottenendo effetti climatici positivi sia a livello locale che globale. “Lavoriamo per lasciare un futuro migliore ai nostri figlicommenta Roberto Taliani, responsabile marketing e comunicazione di One Express –. Entro il 2030 le comunità dovranno raggiungere un regime di sostenibilità riducendo drasticamente l’impatto inquinante. Crediamo fortemente che sensibilizzare i più giovani possa favorire i processi futuri, mentre donando alberi alla natura riduciamo la C02 e miglioriamo la qualità della vita nelle città italiane”.

     

     

    One Express è dal 2008 il corriere espresso punto di riferimento nazionale per il trasporto di merci su pallet. Con 3 Hub localizzati in tutto il territorio nazionale (a Bologna, Milano, Napoli) e una fitta rete di collegamento, One Express garantisce consegne in 24/48/72 ore in Italia e in Europa, in base alla destinazione, grazie alla rete sinergica composta da oltre 150 membri tra Affiliati italiani e Partner europei.

  • MINI FULL ELECTRIS PER SICES Corp SA

    La SICES Corp SA contribuisce all’abbattimento delle emissioni di CO2 acquistando le Mini Full Electric  

    In Italia, riguardo al tema di economia circolare, dove si punta al reuse e si cerca di ridurre al minimo gli sprechi e i rifiuti, trovano posto i settori agroalimentare, moda, packaging e, finanche, i materiali da costruzione. A questi si aggiunge la chimica verde, nella carta riciclata e nella componentistica auto per ridurre le emissioni.

    Sistema di mobilità

    Oggi, sono molte le aziende che hanno come obiettivo principe lo sviluppo di un sistema di mobilità, privato e pubblico, che permetta di muoversi in modo più sostenibile. Nel rispetto dell’ambiente, si ottimizzano gli spostamenti e si abbattono le emissioni di CO2 (biossido di carbonio) per rendere le nostre città più vivibili.

    Tra le aziende attente all’ecosostenibilità troviamo la SICES Corp SA, un’importante società di servizi che opera nel settore Oli e Gas, energia, chimica e petrolchimica, dove hanno fatto ingresso le nuove Mini Full Electric, a Zero Emissioni.

    Mobilità sostenibile

    Considerato le agevolazioni fornite, sia dagli Stati che dai produttori automobilistici, per coloro che decidono di aderire alla mobilità sostenibile, la SICES Corp SA è una delle società che, per dare il proprio personale contributo all’ambiente, ha optato per l’elettrico. La SICES Corp SA fa, quindi, un salto di qualità a vantaggio dell’ambiente con la Mini Full Electric, autovettura elettrica all’avanguardia che sta riscuotendo un notevole successo, da Milano a Messina, da Napoli a Roma, fino alla lontana Chiasso (Svizzera).

    Il Dott. Vincenzo Pompeo Bava, amministratore della nota società di capitali, fiero della scelta del gruppo, afferma: “E’ necessario anche per le aziende muoversi in modo più consapevole per abbattere le emissioni di CO2, a vantaggio dell’ambiente. La SICES, leader nel settore delle costruzioni e manutenzione di impianti industriali, ha voluto dare un segno tangibile di interesse verso l’ecosistema del Pianeta e verso il Mondo che lasceremo ai nostri figli, cambiando radicalmente e profondamente la filosofia aziendale”.

    La sede centrale si trova a Chiasso ed opera in tutto il mondo. E’ una società che, grazie alle esperienze consolidate dei propri manager e ingegneri, lavora con responsabilità e con una forte attenzione alla qualità, sicurezza e rispetto dell’ambiente. Il loro modello integrato offre costruzioni industriali, fabbricazioni, oltre a costruzione e manutenzione di moduli in loco e fuori sede.

    Rapporto sulla mobilità elettrica

    Il 25 settembre, al convegno That’s Mobilit, l’Energy & Strategy Group del Politecnico di Milano ha presentato il rapporto sulla mobilità elettrica. Secondo le ultime stime, in Italia finora si sono installate circa 8.200 colonnine: circa 3.500 in aree pubbliche, tra strade, piazze e parcheggi, e le rimanenti in zone private con accesso pubblico, come alberghi e supermercati. La distribuzione dei punti di ricarica però è disomogenea, perché una buona metà si concentra nelle regioni del nord; la Lombardia, in particolare, è l’unica regione con oltre mille colonnine sul suo territorio. Da notare, poi, che il 70-75% delle colonnine si trova nelle città e nelle aree urbane; ancora poche (meno del 5% del totale), invece, sono quelle disponibili sulle strade extraurbane e sulle autostrade italiane, mentre un 20-30% dei punti di ricarica complessivi si trova nei “punti d’interesse”, soprattutto centri commerciali e concessionari auto.

    Tanto è stato fatto e moltissimo c’è ancora da fare per salvaguardare il NOSTRO PIANETA dal riscaldamento globale. L’attenzione è alta verso l’ambiente e le grandi aziende danno l’esempio muovendo i primi passi. Anche noi, nei piccoli gesti quotidiani, possiamo dare un importante contributo per ridurre la nostra impronta di carbonio sulla Terra.

     

     

     

  • Facile.it: in Italia oltre 55 milioni di tonnellate CO2 dai veicoli privati

    Nel 2016 le auto e moto private italiane hanno emesso oltre 55 milioni di tonnellate di anidride carbonica. A rilevarlo è un’elaborazione di Facile.it (https://www.facile.it/assicurazioni-auto.html) che ha calcolato il valore incrociando diversi dati; tra cui la media di emissioni di CO2 di ciascun veicolo (110 g/km) e quella dei chilometri percorsi al volante dagli italiani nel 2016 (11.125).

    Il numero risulta essere molto rilevante anche perché, nonostante il nostro Paese abbia ridotto del 2,9% rispetto al 2015 le proprie emissioni di anidride carbonica, rimane comunque ancora la terza nazione europea in ordine di inquinamento dell’atmosfera (fonte: Eurostat) e auto e moto, purtroppo, giocano un ruolo fondamentale in questo scenario.

    Guardando al solo settore dei veicoli nuovi, la media italiana è comunque buona e ben al di sotto dei 118.1 grammi di CO2 per chilometro, rilevati questa volta dall’agenzia europea per l’ambiente.

    La sorprendente geografia delle emissioni italiane

    Facile.it ha poi analizzato le emissioni medie nelle 20 regioni italiane ed è qui che, forse, arrivano le sorprese visto che ai primi due posti della classifica si trovano il Trentino Alto Adige (123 grammi per chilometro) e la Valle d’Aosta (121 grammi) che superano addirittura la Lombardia (ferma a 120 grammi).

    A chiarire il dato è Mauro Giacobbe, Amministratore Delegato di Facile.it «Per essere interpretato correttamente, questo valore va incrociato con quello delle cilindrate medie dei veicoli che circolano nelle regioni. In Trentino Alto Adige ed in Valle d’Aosta, che pure sono ai primi posti in Italia per la percentuale di veicoli Euro 5 o 6 sul totale parco auto, la cilindrata media è pari rispettivamente a 1.644 e 1.557 cc. Visto, ad esempio, l’alto numero di fuoristrada presenti in queste aree, capire il dato diventa più facile».

    Le parole di Giacobbe sono confermate dalle altre posizioni della classifica; ai posti più bassi si trovano le regioni in cui le auto circolanti sono solitamente di cilindrata inferiore; ecco quindi che in fondo all’elenco delle emissioni medie si trovano principalmente le regioni meridionali come la Campania, la Sicilia e la Sardegna, dove le auto hanno, nell’ordine, potenza media pari a 1.403, 1.429 e 1.430 cc.

    Ulteriore conferma arriva dall’analisi dei dati provinciali che incorona Sondrio provincia italiana con le maggiori emissioni medie (124g/Km; cilindrata auto 1.567cc) davanti a Bolzano (123g/Km; cilindrata auto 1.664cc), mentre chiudono la classifica Vibo Valentia (90g/Km; cilindrata auto 1.433cc) e Napoli (91g/Km; cilindrata auto 1.363cc).

    «È evidente», ha continuato Giacobbe, «che per calcolare i valori di inquinamento prodotti da un’automobile non ci si debba limitare al solo dato delle emissioni medie. Un veicolo non revisionato e mantenuto in maniera inefficiente, ad esempio, provoca danni molto gravi all’ambiente ed è opportuno tenerne conto. All’inquinamento complessivo, poi, concorrono anche il numero dei veicoli circolanti, e fattori non connessi alla mobilità come la presenza di fabbriche o utilizzo di materiali energetici non rispettosi dell’ambiente».