Tag: arte fotografica

  • Alessandro Bassani: fotografia di passione e di vocazione

    All’interno del vasto e variegato comparto nel quale si sviluppa e si evolve la moderna arte fotografica contemporanea, certamente Alessandro Bassani si sta ben muovendo con un percorso che resta volutamente al di fuori degli schemi dottrinali convenzionali e cerca invece degli sbocchi alternativi, molto validi e molto attuali all’interno dello sfaccettato campo applicativo della Mobile Phone Art. Bassani ha di recente lanciato il suo nuovo sito web www.alessandrobassani.com dove sono presenti informazioni interessanti sul suo percorso di ricerca e di sperimentazione nonché la sua ricca e corposa produzione. Inoltre Bassani è stato scelto per partecipare ad un’esposizione che si colloca contestualmente allo svolgimento del rinomato Festival della Fotografia Europea a Reggio Emilia, nel circuito off. Le date di questa mostra intitolata simbolicamente “Visioni oniriche” coincidono con quelle ufficiali del Festival, precisamente dal 21 Maggio al 4 Luglio 2021. Il titolo vuole riprendere e richiamare il concetto di sogni e di sognatori designato come testimonial del Festival. La mostra curata dalla Dott.ssa Elena Gollini è allestita presso Pavarani Atelier del Design a Reggio Emilia, nel cuore del centro storico ed è stata volutamente contestualizzata all’ambientazione fatta di eleganti e ricercati arredi antichi e di modernariato, proprio per risultare in perfetta armonia e alchimia con il prestigioso contesto ospitante. Le opere fotografiche vengono dunque valorizzate al meglio dalla cornice circostante e a loro volta la valorizzano in una fusion di impeccabile stile raffinato e di classe. La Dott.ssa Gollini ha così commentato: “Ho scelto Alessandro per un’esposizione in questo ambiente davvero congeniale, perché le sue fotografie artistiche sono molto versatili e hanno una resa di impatto ottimale. La Mobile Phone Art è senza dubbio una nuova e innovativa prospettiva di grande tendenza nel settore dell’arte fotografica e Alessandro è un degno e meritevole esponente. La sua presenza in mostra personale durante una manifestazione così conosciuta e apprezzata a livello nazionale e internazionale contribuisce a dargli il meritato elogio per il suo operato. Abbiamo individuato 10 immagini mixando insieme la tradizione del bianco e nero sempre evergreen e le sperimentazioni inedite e sui generis del colore. Alessandro riesce a conciliare insieme antico e moderno e a produrre immagini davvero originali, che non copiano e non emulano nessun cliché infrazionato, ma sono uniche nelle loro composizioni narrative e peculiari nella loro sintassi espressiva. Ogni foto costituisce per Alessandro un piccolo-grande mondo a se stante, un micro-macro mondo dove invita lo spettatore a entrare e condividere insieme a lui pensieri, sentimenti, emozioni, sogni e visioni oniriche. Ogni foto diventa uno strumento per innescare un contatto ravvicinato, un incontro di coesione perfetta. Perché, per Alessandro l’arte fotografica è in primis il suo dialogo non parlato, il suo dialogo silente e silenzioso, ma altrettanto eloquente e al tempo stesso il suo dialogo del cuore e dell’anima”.

  • Alessandro Bassani lancia il suo nuovo sito web ed espone durante il Festival Europeo della Fotografia

    Il mese di Maggio si preannuncia davvero un momento cruciale per il talentuoso e promettente fotografo contemporaneo Alessandro Bassani. Infatti, coincide contestualmente con il lancio del suo nuovo sito web www.alessandrobassani.com impostato per una semplice, fluida, scorrevole, immediata fruizione e per un approccio molto stimolante e anche con la sua mostra personale intitolata “Visioni oniriche” allestita in concomitanza con il prestigioso Festival della Fotografia Europea. La mostra, infatti si terrà dal 21 Maggio al 4 Luglio 2021 proprio in contemporanea alla storica manifestazione che si tiene annualmente a Reggio Emilia. L’esposizione di Bassani è curata dalla Dott.ssa Elena Gollini che a tal proposito ha spiegato: “Abbiamo appositamente scelto Maggio per questi due momenti di particolare rilevanza simbolica nel percorso artistico di Alessandro. Il nuovo sito web e insieme la sua mostra segnano due tasselli preziosi e gli danno ancora più slancio e più stimolo per proseguire nella sua arte fotografica. Lo scatto d’autore di Alessandro è volutamente al di fuori degli insegnamenti perpetrati dalla tradizione accademica e dottrinale e avviene tramite l’utilizzo dello smartphone. La sua eclettica Mobile Phone Art appartiene alle innovative ricerche, che si stanno diffondendo ed evolvendo su più fronti e su più livelli di sviluppo e meritano senza dubbio una positiva considerazione. Le immagini che Alessandro propone in mostra sono un circuito ben rappresentativo della sua variegata produzione inserita all’interno del sito web e delineano la sua sensibilità creativa e la spiccata fantasia che trova linfa vitale anche dalla componente del sogno e della sfera onirica. Infatti, la mostra vuole traslare anche il contenuto onirico e riallacciarsi simbolicamente al tema portante del Festival che è proprio inerente alla proiezione del sogno e al suo articolato significato concettuale e metaforico. Attraverso l’arte fotografica Alessandro si protende verso un infinito dove tutto è possibile e dove tutto è realizzabile. Trasforma e tramuta le sue visioni in un corollario di sfumature e di sfaccettature. La ricerca di Alessandro ovviamente non tralascia e non trascura la tradizione, ma la rielabora, la rivisita e la resetta con un imprinting molto attuale, secondo le moderne prospettive e tendenze, pur restando sempre allineato in sintonia con una dimensione di ordine, di scorrevolezza, di essenza primaria. Ad Alessandro non interessa perdersi in macchinose e complicate dinamiche applicative. Sceglie invece di esprimersi rispecchiando il suo carattere riservato e discreto e la personalità sobria e pacata. Sceglie di intercettare l’attenzione sensibile dello spettatore facendolo entrare in contatto con sensazioni piacevolmente appaganti, quasi intime e famigliari, affinché il momento della fruizione sia davvero indimenticabile, unico e irripetibile. Perché, ogni volta che si osserva una sua fotografia artistica ci si possa sempre lasciar andare fino in fondo in modo avvincente, inatteso, imprevisto e imprevedibile”.

  • Dell’Immagine e del Vetro – Domenico Cicchetti e Silvia Finiels

    Dell'Immagine e del Vetro - Domenico Cicchetti e Silvia Finiels a cura di Jean Blanchaert dal 3 al 16 aprile 2019 Galleria Francesco Zanuso

    DELL’IMMAGINE E DEL VETRO 

    In occasione della Milano Design Week 2019, la Galleria Francesco Zanuso presenta le cianotipie del fotografo Domenico Cicchetti e le lampade-scultura dell’artista francese Silvia Finiels.

    La mostra, a cura di Jean Blanchaert, inaugurerà mercoledì 3 aprile dalle 18.00 alle 21.00 e sarà fruibile fino a martedì 16 aprile 2019.

     

    _________________________________________

    Silvia Finiels, dall’8 al 14 aprile, parteciperà anche all’esposizione REFLECTED REFLECTIONS, curata anch’essa da Jean Blanchaert, che verrà allestita in via Pier Lombardo 14 a Milano negli spazi del Parenti District Art & Design, un nuovo distretto del Fuorisalone.

    In concomitanza con l’evento del Parenti District Art & Design, lunedì 8 aprile alle 19.00, la Galleria Francesco Zanuso proporrà un’apertura speciale nella propria sede di Corso di Porta Vigentina 26.

    _________________________________________

     

    TESTO DI JEAN BLANCHAERT:

    Le fotografie di Domenico Cicchetti danno l’impressione di essere antiche.

    Cianotipie del fotografo Domenico Cicchetti - Mantova

    Questo è dovuto prima di tutto alla composizione con cui vengono realizzate e, in secondo luogo, ad una delle prime tecniche di stampa, la cianotipia.

    Domenico Cicchetti ci riporta agli albori della fotografia. Parliamo di centottanta anni fa. In questa mostra propone due temi: i luoghi tutelati e Milano.

    Le fotografie scattate nei luoghi patrimoni dell’UNESCO, ci fanno sentire come i viaggiatori del Grand Tour. Di fronte alle Dolomiti ci sembra di essere Déodat Guy Silvain Tancrède Gratet de Dolomieu, il geologo francese che verso la fine del Settecento, durante un grand Tour sulle Alpi, scoprì una nuova roccia che da lui prese il nome: la dolomite.

    A Bergamo, nella città alta, vediamo passare Bartolomeo Colleoni, e siamo nel XV secolo, mentre ad Assisi, invece, l’artista ci riporta al XVIII secolo e ci sembra di intravedere San Franceso salire sulla scalinata. Nella Milano che sorge, le cianotipie di Cicchetti sembrano minuziosi disegni in graffito, dove le case di Zaha Hadid somigliano a barche e piazza Gae Aulenti è una postazione sulla luna.

     

     

    Dettagli lampade-sculture di Silvia Finiels - Aventurina Design - foto Veronica CroceAcrobati di circo in vetro bianco e blu, trapeziste in vetro sommerso, clown in vetro zanfirico, maschere stilizzate della Commedia dell’Arte, verdi, rosse, gialle Murano e marroni Laguna.

    Ecco la descrizione delle lampade di Silvia Finiels, artista francese che vive ormai da trent’anni a Murano. Con il marito Giorgio Mion, valente pittore prematuramente scomparso cinque anni fa, Silvia Finiels aveva l’abitudine di girare per le vetrerie di Murano alla ricerca di opere in vetro.

    È stata cliente di Seguso, Salviati, Venini, Barvier&Toso, Barbini, Moretti, Vistosi e Ferro Lazzarini.

    Ha avuto poi l’idea di assemblare elementi di vetro colorati, tutti di grande qualità, ma di provenienze diverse, creando uno stile Finiels. È come se vedessimo un automobile con il motore della Ferrari, il cofano della Bugatti, il volante della Jaguar, le portiere della Cadillac, il baule della Rolls e così via. Le lampade-scultura della Finiels sono composte con sapienza e originalità e riportano in vita vetri di grandi maestri che altrimenti sarebbero dimenticati.

     

    _________________________________________

    CENNI BIOGRAFICI:

    Domenico CichettiDomenico Cichetti, milanese, si avvicina alla fotografia nel 1999 con i fotografi di Palermofoto che danno vita alla sua visione fotografica in un percorso di intenso sperimentare, indagare ed esplorare.

    Dal 2011 al 2013 dopo un corso di fotoreportage, collabora come fotogiornalista freelance con un’agenzia fotografica Milanese pubblicando sulle maggiori testate giornalistiche nazionali. Dal 2014 inizia la collaborazione con Moreno Gentili nel campo della Brand Identity e progetti comunicazione per le aziende, occupandosi di immagine, fotografia, lighting design, impaginazione e organizzazione. Nel 2015 viene scelto tra i fotografi del progetto “Alinari Contemporary“. Nell’autunno 2016 comincia l’attività di stampa fotografica antica in cianotipia.

    Realizza Workshop fotografici tematici quali: stampa antica in cianotipia, fotografia di scena, motivazionali e di approfondimento, nei quali il mondo della luce teatrale e la fotografia vivono in simbiosi.

    _________________________________________

    Silvia FinielsSilvia Finiels è nata a Parigi, ha studiato a Lyon Stylisme e Impressione Tessile. Lavora a Parigi nella moda e all‘Opera Comique come costumista.

    Vive a Venezia dal 1987, dove si avvicina al mondo del Vetro, attraverso le perle e i Vetri Antichi di Murano, che colleziona. Crea il suo Logo “Aventurina Design” legato alla creazione di Lampade in vetro Vintage dai colori raffinati, e al suo Amore per Venezia. La Collezione “Jardin D’opaline” ispirata ai colori e atmosfere dei giardini antichi, è stata esposta al Museo del Vetro di Murano nei mesi di maggio e giugno 2018. Partecipa alla The Venice Glass Week, con la collezione “Luce del Barocco” ispirata al periodo seicentesco e alle forme e luci di quel secolo.

    La Collezione “Palladio” dedicata al Grande Archittetto Veneziano e “Simple Game” sono state in mostra per The Venice Design Week.

    _________________________________________

     

    Titolo: Dell’Immagine e del Vetro
    Artisti: Domenico Cicchetti e Silvia Finiels
    A cura di: Jean Blanchaert
    Sede: Galleria Francesco Zanuso
    Indirizzo: Corso di Porta Vigentina 26 – 20122 Milano
    Date: dal 3 al 16 aprile 2019
    Inaugurazione: mercoledì 3 aprile dalle 18.00 alle 21.00
    Orari: da lunedì a giovedì 15.00 – 19.00 | venerdì e in altri orari su appuntamento
    Mobile: +39 335 6379291
    E-mail: [email protected]
    Sito: www.galleriafrancescozanuso.com
    Mediapartner: Frattura Scomposta

     

  • Giordano Morganti – L’anima rubata

    Giordano Morganti - L’anima rubata a cura di Carlo Micheli 29 marzo | 27 aprile 2019 Urbino - DATA

     

    Lo spazio DATA di Urbino presenta la mostra fotografica “L’anima rubata” di GIORDANO MORGANTI.

     

    L’evento fortemente voluto da Vittorio Sgarbi e curato da Carlo Micheli, inaugurerà venerdì 29 marzo alle ore 18.00 e sarà fruibile fino al 27 aprile 2019.

     

    L’ANIMA RUBATA

    Giordano Morganti - dalla serie SordiLa ritrattistica è forse il genere fotografico più antico. Indagare la gente significa penetrare l’animo umano, coglierne le virtù, i difetti, le paure, le speranze. Cercare di capire un territorio attraverso lo studio dei volti dei suoi abitanti, ad esempio, è un po’ come rileggere la cronaca del posto sulla raccolta di un quotidiano locale.

    Decine, centinaia di faldoni contenenti storie di vita vissuta riassunte nel volto scavato di un contadino, nel portamento fiero di un militare, nella dolcezza immensa di una madre. Se noi siamo ciò che mangiamo e ciò che leggiamo, è pur vero che siamo anche la terra che abitiamo, i valori che condividiamo.

    Fotografare la gente di una città, di un territorio è un modo per approfondirne la conoscenza, per capire l’orgoglio, la forza, la rudezza dei suoi abitanti e, attraverso i loro occhi, conoscere meglio se stessi. In effetti essere dietro un obbiettivo non pone il fotografo in una posizione di distacco, ma di partecipazione “mirata”, di approfondimento e di conoscenza.

    I volti fotografati da Giordano Morganti rappresentano il tempo fermato, il tempo senza tempo… Riesaminando il suo immenso patrimonio di immagini si ritrovano e riprovano sensazioni profonde, reali, come le rughe dei pastori piemontesi; sconvolgenti e angoscianti come i volti dei folli; sconfortanti e rabbiose come le mute accuse negli occhi degli homeless; giocose e paradossali come nel caso della comunità trasversale dei sordomuti.

    Così i vari capitoli di questa pluridecennale ricerca artistica si fondono e confondono, dilatando i confini dei singoli album che li contengono, trovando un comune denominatore nella ricerca di quel “lampo” che sta dietro la maschera del viso, che proviene dal profondo e si apre dinnanzi alla presunta neutralità dell’obbiettivo fotografico, ignorando quanto avessero ragione i “selvaggi” nel ritenere che la fotografia rubasse loro l’anima…

     

    LA MOSTRA

    Giordano Morganti - dalla serie PastoriLa mostra sarà dunque concepita come un “caos ordinato” e sarà incentrata su ritratti provenienti dalle più svariate raccolte, proposti secondo un ritmo spezzato e serrato, in modo da cancellare ogni aspettativa da parte del fruitore, eliminando l’omogeneità a favore dello stridio degli accostamenti.

    Capiterà così di trovare un pastore intento a governare il bestiame in cima alle Alpi, accostato ad una bimba sordomuta; un folle delirante contrapposto ad un homeless etilista.

    L’eterogeneità della proposta renderà ogni immagine unica e svincolata da un contesto tematico, aderente unicamente al tema di fondo: il ritratto.

    Anche la scelta espositiva rispetterà l’idea di un “disordine controllato”, privilegiando la quantità dei materiali, dando per scontata la qualità degli stessi, presentati secondo un’idea minimalista, ma estremamente coinvolgente, che prevede la realizzazione di lunghe strisce di carta su cui le immagini si susseguono come si trattasse di un enorme “provino” stampato a contatto.

     

    CENNI BIOGRAFICI

    l'artista Giordano Morganti

    Giordano Morganti è nato a Milano nel 1956. Il suo ricco curriculum mostra la carriera di un fotografo di fama internazionale, collaboratore di riviste di grande prestigio, noto principalmente per i ritratti di personaggi del mondo della cultura, dello spettacolo, della politica e per le sue numerose ricerche.

    All’età di nove anni si appassiona alla fotografia e nel 1973 decide di diventare “artista – fotografo”. Inizia così un percorso di successo che porterà i suoi scatti a essere presenti sulle riviste e nelle gallerie d’arte nazionali e internazionali.

    Morganti espone a Milano, Roma, Palermo, Genova, Torino, Mantova, ma anche a New York, Berlino, Barcellona, Pechino e Parigi, solo per ricordare alcune mostre.

    Giordano Morganti ama fotografare le diversità, le ingiustizie, il disagio. Egli si è avvicinato alla fotografia spinto dalla voglia di scoprire il mondo, andando oltre la superficialità: “quando la realtà ti sembra sfuggevole, come un paesaggio visto da un treno in corsa, provo il desiderio di fermare quegli attimi, quei volti, quegli scorci, quelle luci, né più né meno come un entomologo che trafigge con lo spillo l’insetto che intende osservare, studiare, comprendere”.

    La missione del fotografo, dice Morganti, è “fermare l’attimo, renderlo eterno, perfetto. Fermare l’attimo non significa mortificare il movimento, ma sublimarlo”. Questa è la cifra dell’artista: un professionista che indaga la realtà che lo circonda, puntando a cogliere gli aspetti più intimi dell’animo umano, distillandoli tramite uno sguardo, una postura, una tensione.

    TITOLO: L’anima rubata
    GENERE: Mostra fotografica
    AUTORE: Giordano Morganti
    LUOGO: Urbino – Data
    INDIRIZZO: Borgo Mercatale, 61029 Urbino (PU)
    INAUGURA: venerdì 29 marzo ore 18.00
    DURATA: 29 marzo | 27 aprile 2019
    A CURA DI: Carlo Micheli
    IDEAZIONE: Vittorio Sgarbi
    MEDIAPARTNER: Frattura Scomposta
    INFO: 07223091 | 3474337545
    MAIL: [email protected]
    ORARI: lun-ven 9 – 20 | festivi 10 – 12 | 15 – 18

    evento facebook

  • Lords of Verona: l’arte fotografica di Maurizio Marcato rivela l’anima poetica di Verona

    Verona, 18 Maggio 2018 – È stato inaugurato ufficialmente ieri, giovedì 17 maggio, Lords of Verona, hotel dal design raffinato e contemporaneo situato in Piazza dei Signori, nel centro storico della città scaligera, che ha visto l’intervento del fotografo internazionale Maurizio Marcato nella resa estetica del progetto di interior e lighting design, curato dall’architetto Simone Micheli. Tutte le pareti delle lussuose suite sono decorate, infatti, dagli scatti panoramici di Maurizio Marcato che ritraggono la città di Verona: dalle fondamenta romane, ai monumenti medievali fino ad arrivare alle costruzioni austriache. L’atmosfera vibrante e luminosa della città vive nelle stanze di Lords of Verona, svelando un racconto avvincente, fatto di storia, cultura, arte e passione.

    “Nel mio lavoro di ricerca iconografica sulla città di Verona, ho voluto cogliere gli scorci paesaggistici più emozionanti per fissarli sulle pareti delle stanze di Lords of Verona in un’intima fusione tra dentro e fuori, offrendo all’ospite un’immersione totale in una città costruita da mani antiche, conosciuta in tutto il mondo per la sua bellezza” ha affermato Maurizio Marcato, raccontando il concept artistico del suo progetto fotografico. “Dal realismo materico del bianco e nero delle mie fotografie si sviluppano suggestioni artistiche intense che riempiono le pareti e vivono nell’architettura contemporanea dell’amico Simone Micheli”.

    Passeggiare per Piazza Bra con la sua Arena, visitare il Teatro Romano, attraversare Ponte Pietra, passando per Piazza delle Erbe, salire sulla Torre dei Lamberti e sulla Scala della Ragione: nei suoi scatti Maurizio Marcato ha saputo ricreare un vero e proprio tour di Verona, cogliendo luoghi vissuti e suggestivi, di forte impatto visivo, che come una finestra sulla città si offrono all’osservatore e testimoniano silenziosi un passato glorioso, a volte dimenticato. Soggiornare negli ambienti dell’hotel significa percepire l’anima di Verona, immergendosi in un luogo moderno e senza tempo, dove eleganza ed autenticità riverberano in ogni angolo. Le fotografie di Maurizio Marcato si sposano alla perfezione con l’energia della luce e la naturalità dei materiali utilizzati nel progetto di interni.

    Il restauro conservativo dell’edificio, ad opera dall’architetto Marco Molon, ha riqualificato ed esaltato la storicità del palazzo veronese; l’intervento poi di Simone Micheli ha dato forma a futuristici luxury apartments: 32 bilocali, trilocali e duplex tra i 50 e i 110 mq arredati con semplicità e grande eleganza, dotati della più moderna tecnologia domotica. Tutto concorre alla sensazione di benessere e serenità di chi sceglie di soggiornare nel lusso esclusivo di questa location indimenticabile nel cuore di Verona.

    Maurizio Marcato Press office:

    Terzomillennium – [email protected]

    +39 045 6050601 – www.mauriziomarcato.com