Categoria: Gastronomia

  • AL VIA UNA NUOVA SFIDA TRA I MAESTRI DEL GELATO TORNA IL VIDEOCONTEST DEL GELATO DAY CHE APRE LE PORTE DEI LABORATORI ARTIGIANI DI TUTTA EUROPA

    UN VIDEO DI 90 SECONDI PER TRASPORTARE GLI APPASSIONATI DI OGNI ETÀ DENTRO AL MONDO DEI PROFESSIONISTI DEL GELATO ARTIGIANALE, MOSTRANDO TUTTA LA MAESTRIA E LA CREATIVITÀ NELLA PREPARAZIONE DI QUESTO PRODOTTO AMATO IN TUTTO IL PIANETA: DOPO IL SUCCESSO 2021, TORNA IL VIDEOCONTEST DEDICATO AL GUSTO DELL’ANNO 2022, “DOLCE SINFONIA”.

    Originalità, tradizioni, territorio, materia prima, creatività, professionalità: il gelato artigianale è tutto questo, e anche di più. Lo hanno dimostrato le decine di maestri gelatieri da tutta Italia e tutta Europa che lo scorso anno hanno partecipato alla prima edizione del videocontest indetto da Artglace per la Giornata Europea del Gelato Artigianale, aprendo le porte dei loro laboratori per mostrare, con un breve video da 90 secondi, la loro preparazione e interpretazione del Gusto dell’Anno.

    Il concorso si è rivelato un viaggio alla scoperta delle migliori tradizioni, un racconto, fatto di immagini, dell’intera filiera del gelato: dagli allevamenti ai contadini, dai macchinari ai banconi, ogni gelatiere ha mostrato un mondo in cui l’attenzione a ogni dettaglio, la cura di ogni singolo ingrediente, l’estro che guida le mani per realizzare un capolavoro culinario sono elementi in grado di accomunare persone lontane anche migliaia e migliaia di chilometri, tutte animate dalla stessa, grandissima passione.

    Per questo, dopo il successo della prima edizione dedicata al Mantecado, Gusto dell’Anno 2021, torna anche quest’anno il videocontest indetto da Artglace, che vedrà protagonista “Dolce Sinfonia”, il Gusto dell’Anno della decima edizione della Giornata Europea del Gelato Artigianale del prossimo 24 marzo.

    Cioccolato, nocciole, ricotta fresca e fichi sciroppati al rhum: questi gli ingredienti della ricetta ufficiale di “Dolce Sinfonia”, firmata da Silvia Chirico, titolare della Tenuta Chirico ad Ascea (Salerno), con cui i gelatieri dovranno sfidarsi realizzando un breve video di 90 secondi in cui mostrare la preparazione del Gusto dell’Anno. La partecipazione è gratuita e aperta a tutti i gelatieri europei e prevede due selezioni: la prima fino al 14 marzo, la seconda dal 15 marzo al 30 settembre. I video inviati saranno valutati da una giuria di esperti che voterà originalità della presentazione, qualità del video, illustrazione del processo produttivo, estetica e decorazione della vaschetta. Per ognuna delle due selezioni, verrà decretato un video “vincitore”, a cui se ne aggiungerà un terzo selezionato in base al punteggio conseguito nella classifica generale (regolamento completo sul sito www.gelato-day.com).

    Non solo: tutti i video ricevuti da Artglace – compresi i “fuori concorso” eventualmente inviati da gelatieri al di fuori dell’Europa – saranno pubblicati sul canale YouTube del Gelato Day, dando la possibilità a tutti i golosi del mondo di entrare nei laboratori e scoprire il lavoro, la maestria e la creatività che stanno dietro ad un’ottima vaschetta di gelato, in attesa di celebrare, il prossimo 24 marzo 2022, la decima edizione della Giornata Europea del Gelato Artigianale, nata per valorizzare e sostenere una delle eccellenze gastronomiche più amate del pianeta.

     

    Tutti gli aggiornamenti sulla decima edizione del Gelato Day sono disponibili sul sito www.gelato-day.com e sulle pagine ufficiali del Gelato Day su Facebook (@24MarzoEuropeanGelatoDay), Instagram (@Gelato_Day) e YouTube (https://www.youtube.com/c/GelatoDay).

    Tutte le gelaterie d’Italia e d’Europa sono invitate a partecipare al videoconcorso “Dolce Sinfonia” e ad aderire all’edizione 2022 del Gelato Day registrandosi sul sito www.gelato-day.com e segnalando tutte le iniziative in programma per il 24 marzo 2022.

     

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    La Giornata Europea del Gelato Artigianale è l’unica giornata che il Parlamento Europeo abbia finora dedicato ad un alimento. Celebrata il 24 marzo di ogni anno in tutti i Paesi europei, con eventi, incontri ed iniziative volti a diffondere la cultura del gelato artigianale, quella del “Gelato Day” è un’occasione unica per contribuire alla valorizzazione di questo prodotto, alla promozione del sapere artigiano e allo sviluppo della tradizione gastronomica del settore. Peculiarità del “Gelato Day” è il “Gusto dell’Anno”: per la decima edizione della Giornata Europea del Gelato Artigianale del 24 marzo 2022 sarà “Dolce Sinfonia”, gelato a base nocciola e cioccolato con ricotta fresca e fichi secchi sciroppati al rhum, la cui ricetta è firmata da Silvia Chirico, vincitrice del concorso indetto a livello europeo da Artglace, in collaborazione con Longarone Fiere Dolomiti e Italian Exhibition Group (IEG).

    Accanto ai suoi ideatori, Longarone Fiere e Artglace, il Gelato Day vede come partner dell’edizione 2022: ACOMAG – Associazione Nazionale Costruttori Macchine Arredamenti Attrezzature per Gelato, Associazione Italiana Gelatieri, CNA, Comitato Gelatieri Campani, Confartigianato, Conpait Gelato – Confederazione Pasticceri Italiani, Federazione Italiana Gelatieri, G.A. – Comitato Nazionale per la Difesa e la Diffusione del Gelato Artigianale e di produzione propria, G.A.T. – Gelatieri Artigianali del Triveneto, Ilgelatoartigianale.info, Maestri della Gelateria Italiana, SIGEP – Salone Internazionale di Gelateria, Pasticceria, Panificazione Artigianali e Caffè di Italian Exhibition Group.

    www.gelato-day.com

     

    Materiali stampa e immagini sono disponibili al link Google Drive:
    https://drive.google.com/drive/folders/1hgs2db8Kyr0mx114qg-WtrH39rLjGLyf?usp=sharing

  • Ristorazione 4.0 Catering a Domicilio in Pole Position

    La ristorazione 4.0 vede l’introduzione della digitalizzazione nei processi di ordinazione, preparazione e distribuzione dei cibi e delle bevande.
    Sono già disponibili molte tecnologie che rivoluzioneranno il settore della ristorazione rendendolo più efficace, economico e di conseguenza molto più sostenibile rispetto al passato.
    Software e macchine interconnesse renderanno meno essenziale parte della manodopera e limiteranno sia i costi che gli sprechi di cibo, un aspetto essenziale per quanto riguarda la politica green che nei paesi occidentali è stata adottata per il futuro.
    Tra i settori più pronti alla svolta verso la ristorazione 4.0 c’è sicuramente quello del catering a domicilio.
    Questo settore oltre ad adottare le nuove tecnologie per l’ordinazione e la preparazione del cibo potrebbe integrare il processo produttivo collegandosi ad una delle tante società di consegna a domicilio che si sono formate e diffuse con la politica del lockdown.
    Molte società sono già attrezzate in modo autonomo per quanto riguarda la consegna a domicilio delle ordinazioni.
    Per quanto riguarda la ristorazione classica sul posto la rivoluzione tecnologica che sta per diffondersi farebbe aumentare il livello di risparmio ed efficienza ma non sarà in grado di abbattere completamente tutti i costi.
    Chi potrà beneficiare in pieno di questa rivoluzione 4.0 saranno tutti quei servizi di catering e ristorazione a domicilio o in altro luogo che potranno chiudere il cerchio adottando integrando la filiera con una consegna sempre più efficiente, economica e puntuale di bi che potranno essere ordinati comodamente da casa.
    Questo permetterà a tali attività di risparmiare ulteriormente sui costi e proporre prezzi sempre più competitivi rispetto alla ristorazione classica che rimarrà gravata dei costi di affitto e gestione delle sale da pranzo che continueranno a gravare sui prezzi del menu.
    Anche la tendenza generale è in questo momento storico completamente favorevole alla ristorazione a domicilio anche per pranzi e cene con amici e parenti che sempre di più preferiscono risparmiare e consumare in luoghi privati nella massimo comodità e libertà.
    Ormai con l’introduzione della socialità digitale il ritrovarsi in pubblico affascina sempre di meno rispetto all’essere costantemente presenti e connessi attraverso le piattaforme social sulle quali è possibile condividere esperienze di tutti i generi compresa quella alimentare della ristorazione.

  • L’animo solidale di Bennati: Banco Alimentare e la nomina a società benefit

    Un regalo è per antonomasia un gesto generoso, che può diventare anche solidale: Bennati ci mette del suo, facendo sì che per ogni cesto natalizio acquistato, una parte del guadagno vada a sostegno dell’onlus Banco Alimentare. 

    Milano, dicembre 2021 – Uno dei gesti più generosi e altruisti che si possa fare è quello di donare qualcosa a chi ha più bisogno, senza aspettarsi di ricevere nulla in cambio. In sostegno delle numerose famiglie e persone bisognose nel nostro Paese esistono associazioni di volontari (ma non solo) che si occupano di assicurare a ciascuno di essi un pasto caldo al giorno. 

    L’onlus milanese Banco Alimentare è una di queste: si occupa di distribuire ogni giorno pasti gratuiti a chi ne ha più bisogno, grazie al sostegno non solo di chi fa volontariato, ma anche di aziende che si occupano di beneficenza. 

    Dal 2018, Bennati è felice di dare una mano al progetto di Banco Alimentare contribuendo a questa nobile missione in modo semplice, ma efficace, proprio grazie ai suoi prodotti di punta, i cesti natalizi. Contribuire a questo progetto insieme a Bennati è facile: basta infatti acquistare un cesto natalizio per far sì che una parte dell’acquisto vada a finanziare la missione di Banco Alimentare.

    Così facendo, infatti, si possono garantire 400.000 pasti gratuiti (stimati per 500 grammi di alimenti ciascuno dalla European Food Banks Federation): un traguardo importante quello di quest’anno, che si somma a quelli già raggiunti precedentemente. Se la missione di fine anno andrà in porto, Bennati avrà così donato 1 milione di pasti ai più bisognosi.

    Proprio l’anima solidale di Bennati ha reso possibile il conferimento di un riconoscimento da parte della Camera di Commercio: la nomina a Società Benefit. Acquistando un cesto natalizio confezionato con cura, professionalità e amore da Bennati, dunque, non solo si farà un regalo gradito e di eccellenza, ma si potrà anche contribuire a donare al Banco Alimentare.

  • Cesti natalizi personalizzati: come creare quello perfetto con Bennati

    È tempo di feste e dunque anche di regali: hai già scelto cosa donare ad amici e parenti oppure ai tuoi colleghi o al tuo capo? Un cesto natalizio è sempre una buona idea, come dimostrano i consigli di Bennati per personalizzarli al meglio.

    Milano, dicembre 2021 – Quando si avvicinano le festività natalizie e ci si rende conto che il Natale è alle porte, molti entrano un po’ in panico da regalo e non possono fare a meno di chiedersi cosa regalare ai propri cari o in azienda.

    Un cesto natalizio cade sempre a pennello e si riconferma annualmente come una tradizione solida nel Belpaese. D’altronde, al suo interno si possono mettere tantissimi prodotti di qualità, per tutti i gusti: ecco come Bennati, store online specializzato nella creazione di cesti per le feste da oltre trent’anni, consiglia di personalizzare questo dono così originale quanto classico.

    Il primo consiglio è certamente quello di puntare sulle eccellenze: vini e champagne, selezioni di salumi e formaggi, legumi e conserve e gli immancabili dolci delle feste, il panettone e il pandoro.

    È importante anche definire il proprio budget: esistono tantissime opzioni e cesti differenti, per tutte le tasche e le possibilità. Non bisogna quindi farsi spaventare dal prezzo, ma invece decidere quanto si è disposti a investire per il proprio dono, per poi poter valutare con maggiore tranquillità le opzioni corrispondenti a quel budget.

    Un altro suggerimento è quello di organizzarsi per tempo e rivolgersi a dei professionisti qualificati, in grado di svolgere un servizio di alto livello. Per contattare Bennati basta compilare un form apposito, per poi venire subito ricontattati entro 12 ore da un consulente che sa consigliare al meglio il cliente per la preparazione del cesto regalo. Il personale di Bennati è anche in grado di fornire numerosi spunti: se non si vuole personalizzare il cesto, infatti, si può sempre optare per una delle opzioni già confezionate. Nel servizio, inoltre, è inclusa anche la consegna.

    Il plus? Le confezioni di Bennati sono completamente plastic free, realizzate con cartone certificato FSC e interamente riciclabili. Inoltre, scegliere Bennati permette di compiere una buona azione: ogni cesto venduto corrisponde a una donazione del brand al Banco Alimentare, onlus milanese che si occupa di distribuire dei pasti a chi ne ha più bisogno.

  • PARTESA PRESENTA “LIQ.ID” E ACCOMPAGNA IN UN GIRO DEL MONDO IN 8 SPIRITS

    Un nuovo nome, nuove etichette illustrate a mano e un nuovo marchio che rimanda all’impronta digitale, sigillo di qualità e promessa di unicità: si preparano a conquistare le serate fuori casa degli italiani, dall’aperitivo all’after-dinner, gli 8 spirits targati Liq.ID, la nuova linea private label di Partesa, pensata per chi ricerca contenuti veri, valori profondi ed emozioni uniche da condividere.

    Upper spritz, gin, rum e vodka: Partesa, società specializzata nei servizi di vendita, distribuzione, consulenza e formazione per il canale Ho.Re.Ca., riunisce e ridisegna i suoi spirits private label nella nuova linea “Liq.ID”, pensata per una community sempre più alla ricerca di contenuti veri e di prodotti di qualità, accessibili e versatili nella miscelazione.

    “Liq” come “Liquori” – il mondo degli spirits protagonisti dell’arte della mixology – e “ID” come identità a rappresentare l’accurata selezione di Partesa, resa iconograficamente anche con il marchio a forma di impronta digitale, sigillo di qualità e promessa di unicità, impresso su ogni bottiglia. Non solo: le 8 referenze Liq.ID si caratterizzano per il loro nuovo design, moderno e colorato, con le etichette illustrate a mano, che, con linguaggio semplice ed evocativo, raccontano l’emozione di un viaggio immaginario intorno al mondo, trasportando nei suggestivi habitat dei luoghi d’origine, dove la natura regna sovrana.

    L’UPPER SPRITZ. Il viaggio di Partesa parte dall’Italia con Upper Spritz, che con il suo gusto fresco e invitante porta con sé tutta la convivialità e la socialità del “momento aperitivo”. L’infusione in erbe e radici secondo il metodo tradizionale conferisce preziosità e unicità, mentre la sua qualità e facilità di miscelazione ne fanno la scelta ideale per i drink protagonisti dell’happy hour.

    IL GIN. Dai bar italiani si vola in Inghilterra, con il Grayson’s Gin, London dry gin di scuola tradizionale, dal sapore distintivo e inconfondibile. Ginepro, radice di angelica, semi di coriandolo e scorze d’arancia: poche e precise note aromatiche, arricchite da un tocco di originalità con i semi di anice verde. La macerazione, in alcol purissimo da cereali, avviene in alambicco discontinuo di piccola capienza. Il risultato è un gin pulito e fragrante, estremamente adatto ai cocktail più complessi e ai grandi classici a base gin.

    IL RUM. Rimanda invece a scenari ben più esotici il Cabo Rojo, disponibile nelle varianti Carta Oro e Carta Plata, il rum caraibico di scuola spagnola capace di accendere ogni serata, prodotto con melassa di qualità che dona corpo e struttura al distillato. Il suo gusto pulito con profumi tipici, dove spiccano ricordi erbacei, e la sua versatilità nel legarsi alle altre componenti del miscelato lo rendono la scelta ideale per la mixology.

    LA VODKA. Si giunge infine nelle lande ghiacciate dell’Europa dell’Est con la vodka Rajssa, dalla purezza sorprendente, pulita al gusto e senza profumi – come vuole il disciplinare europeo -, frutto di un fermentato di cereali (soprattutto grano) e di tre passaggi in colonna a molti piatti ad alto grado. Disponibile nella versione Pure Grain e nelle tre varianti Fruit – Pesca, Fragola e Menta –, Rajssa è una vodka versatile, indicata sia come shot sia per la miscelazione.

    «Liq.ID nasce da un’attenta osservazione del mercato e dall’ascolto delle esigenze degli operatori del fuoricasa. Abbiamo così deciso di riunire in un’unica linea i nostri spirits private label, realizzati coinvolgendo i nostri esperti nella selezione degli ingredienti e nella creazione delle ricette, e ricercando un apprezzabile equilibrio tra livello qualitativo, accessibilità e versatilità del prodotto nella miscelazione. Il completo restyle delle etichette secondo una nuova immagine coordinata, inoltre, vuole rispondere alla necessità di rendere immediatamente riconoscibili le nostre referenze, con un design moderno e colorato e con l’impronta digitale come marchio a garanzia della qualità e unicità di ogni prodotto – spiega Sara Galvagni, Commercial Development Manager di Partesa. Questo importante restyle ci ha poi dato l’opportunità di dare spazio al racconto del nostro percorso: il nostro viaggio virtuale intorno al mondo, attraverso le etichette illustrate a mano con gli animali che accompagnano in terre lontane e vicine».

    Sono infatti gli animali i protagonisti indiscussi delle coloratissime etichette Liq.ID: il gatto sornione di Upper Spritz che osserva curioso il rito dell’aperitivo, la volpe di Grayson’s che si aggira solitaria nel bosco impregnato di profumi di resina e ginepro, il pappagallo che guarda la scimmietta di Cabo Rojo saltare da un ramo all’altro, e la civetta che grida all’orso bianco di Rajssa.

    PARTESA PER GLI SPIRITS. Con Liq.ID Partesa prosegue quindi nell’obiettivo di affiancare i gestori Ho.Re.Ca. con un’alta offerta qualitativa e ampi assortimenti studiati per rispondere alle diverse richieste dei consumatori. Partesa per gli Spirits nasce infatti dalla capacità di individuare i trend del mercato e dalla ricerca di prodotti d’eccellenza, con un’offerta di servizi a supporto dei professionisti del fuoricasa che si estende alla consulenza di altissimo livello dei suoi esperti nelle preparazioni e nella mixabilty. Senza dimenticare i momenti di formazione e quelli dedicati della cultura di prodotto: è il caso di MySpirits, il format di eventi ideato da Partesa per creare occasioni d’incontro tra operatori del fuoricasa, produttori ed esperti.

     

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    PARTESA è una società specializzata nei servizi di vendita, distribuzione, consulenza e formazione per il canale Ho.Re.Ca. Attiva da 32 anni, oggi opera in 13 regioni con 42 depositi, impiega circa 1.000 persone e conta oltre 43.000 clienti, a cui offre un ampio portfolio di prodotti di qualità (oltre 9.000 referenze nell’ambito della birra, del vino, degli spirits, delle bevande analcoliche e del food), nonché efficienza logistica, servizi personalizzati, formazione, consulenza mirata e innovativi strumenti digitali per supportare i professionisti del fuoricasa a rafforzare e sviluppare il proprio business.

     

    Per ulteriori informazioni: www.partesa.it

  • Bennati sulla battaglia tra pandoro e panettone

    Quando arrivano le feste ed è il momento del dessert a tavola, spesso ci si divide in due squadre: chi preferisce il panettone e chi il pandoro. Ma quali sono le caratteristiche di questi due dolci natalizi? Ce lo racconta Bennati.

    Milano, dicembre 2021 – Quando arriva il Natale, inizia anche tutta una serie di pranzi, cene, tavolate allegre che terminano immancabilmente con un buon dolce tradizionale, ossia un pandoro o un panettone. Entrambi sono due dolci tradizionali delle festività natalizie, ma gli italiani (che ne vanno di certo fieri) spesso prediligono l’uno o l’altro.

    Quali sono, allora, le differenze tra il panettone e il pandoro? Bennati, da 37 anni leader nella vendita di cesti natalizi, ci racconta un po’ di più su questi due grandi protagonisti del Natale in tavola.

    Prima di tutto, il panettone è lombardo, mentre il pandoro è veneto. Le differenze tra questi due dolci, però, non riguardano solo le loro origini: infatti, il panettone ha una crosta fragrante che sormonta la sua forma rotondeggiante e un ripieno di uvetta e frutta candita, mentre il pandoro ha una forma a stella e in genere è privo di ripieno, perché è guarnito solo con una leggera spolverata di zucchero a velo. Uno è più ricco e l’altro più semplice, si potrebbe dire.

    Ma quale tra i due dolci preferiscono gli italiani? Secondo i dati del 2019 di Coldiretti, ad averla vinta in questa eterna sfida è il panettone: scelto, infatti, dal 79% degli italiani. Inoltre, un italiano su quattro preferisce le ricette della tradizione, piuttosto che le varianti con ripieni particolari e creme.

    Una curiosità: secondo un’analisi della psicologa Emanuela Scanu, chi preferisce il panettone è amante della tradizione e dei grandi classici, poco incline ai cambiamenti, ma molto gioviale ed estroverso. Chi, invece, fa parte del team pandoro ha una personalità più creativa, ma anche un po’ più riflessiva e introversa.

  • LE CENE DI CLAUDINE” portano l’amore per la cucina nel cuore di Bergamo

    L’amore per la cucina, la passione per il cibo, lo spirito di squadra e la ricerca di piatti sani e gustosi sono gli elementi che caratterizzano il nuovo laboratorio “Le Cene di Claudine”, in via San Lazzaro, 26 a Bergamo. Il progetto gastronomico nato dalla passione di Claudine Giampiccoli e le sue sorelle ha da oggi uno spazio dove creare e raccontare i propri piatti. Nato grazie al contributo e alla passione condivisa per la cucina anche dal marito di Claudine, Sebastiano, il laboratorio prêt à manger è un ambiente ricco di calore, in un’atmosfera familiare, dove gustare o ritirare il proprio menu d’asporto. Un format che si completa con chef a domicilio per eventi privati e richieste personalizzate.

    Il segreto? Un’alchimia tutta al femminile resa ancora più solida grazie al clima familiare e all’approccio attento a un’alimentazione sostenibile, che trasforma i piatti più golosi in ricette capaci di unire gusto e benessere. Ogni piatto diventa così un elisir di lunga vita, una coccola buona e sana, da provare e condividere.

    Nel laboratorio, attrezzato con una cucina professionale, è possibile fermarsi a mangiare un piatto nella pausa pranzo, oppure ritirare pasti da asporto, un luogo accogliente in cui ritrovarsi per trascorrere un momento in compagnia gustando i piatti originali rivistati da Claudine. Uno spazio che non lascia segreti: a dividere la cucina dal bancone e dai posti a sedere, solo una parete a vetri che rende visibile l’area delle preparazioni. E a rendere ancora più confortevole l’esperienza, un angolo libreria.

    Claudine, di mamma belga ma da sempre a Bergamo, ha anche coronato la sua passione per il cibo con un master in Cucina Evolution tenuto dalla dottoressa Chiara Manzi. Il suo è un approccio orientato non solo alla tradizione e alla cucina classica ma anche alla naturalità dei piatti e alla loro leggerezza prevedendo anche proposte macrobiotiche, vegane e vegetariane, per piatti già bilanciati tra proteine vegetali e non. Un esempio? La cacio e pepe evolution, saporita come quella tradizionale, ma più leggera.

    Ogni settimana una nuova proposta, ogni giorno un menu speciale pensato per esaudire i desideri dei palati più esigenti. A partire dalla migliore materia prima, lavorata a mano in maniera autentica, per un gusto che rimanda alla tradizione. Una vera e propria e scoperta nel cuore cittadino, pronta ad accogliere e soddisfare ogni palato!

  • TORREVILLA CELEBRA UN NATALE SOLIDALE CON L’ASSOCIAZIONE “LUCA PER NON PERDERSI NEL TEMPO” PER SOSTENERE PAVIAIL

    Brindare alle Feste e aiutare la ricerca medica e le famiglie dei ricoverati: con due vini speciali e un riso del territorio, Torrevilla conferma la collaborazione con l’Associazione “Luca per non perdersi nel tempo” a favore di PaviAIL.

    La bontà dei prodotti nostrani e il sostegno concreto alla ricerca medica si incontrano nella rinnovata collaborazione di Torrevilla, l’associazione che riunisce 200 viticoltori nel cuore dell’Oltrepò Pavese, con “Luca per non perdersi nel tempo”, associazione nata nel 2013 su iniziativa di Piera e Lorenzo Bassi per realizzare i desideri del figlio Luca, giovane psicologo originario di Torrazza Coste (PV) venuto a mancare a causa di un tumore nel 2011.

    Come ogni anno da ormai 8 anni, in occasione delle Festività, tornano i due vini Torrevilla con la speciale etichetta dedicata alla memoria di Luca: il Bonarda D.O.P. Oltrepò Pavese – vino rosso frizzante dal profumo intenso, con aromi di frutta matura, e gusto corposo, perfetto da abbinare ai salumi insaccati e stagionati come il salame di Varzi, a quelli cotti come il cotechino e lo zampone, e a piatti di carne bianca e rossa, specie se cucinata in umido -, e il Plant Dorè Extra Dry – spumante metodo Charmat di Pinot Nero e Chardonnay, dal profumo fruttato con un delicato sentore di albicocca matura e gusto morbido, con un retrogusto che ricorda le mandorle dolci, ideale come aperitivo e per piatti delicati a base di pasta, riso, verdure e pesce.

    I due vini sono venduti al prezzo di 5 euro e, per ogni bottiglia venduta, Torrevilla donerà un euro a PaviAIL, la sezione della provincia pavese dell’Associazione Italiana contro le Leucemie-Linfomi e Mielomi (AIL), per sostenere la ricerca su leucemie, linfomi maligni e mielomi, e aiutare le famiglie dei ricoverati presso il Policlinico San Matteo.

    Non solo: per la prima volta quest’anno, ai due vini si affianca anche il “SorRiso di Luca”, riso carnaroli dell’Azienda Agricola Garavaglia di Gropello Cairoli (PV), che il titolare della Riseria, che era stato compagno di stanza di Luca, ha voluto mettere a disposizione unendosi a Torrevilla al fianco dell’Associazione “Luca per non perdersi nel tempo”.

    La tavola delle Feste diventa così un’occasione per fare del bene, permettendo a tutti di dare un aiuto concreto alla ricerca e un po’ di conforto alle famiglie che hanno un loro caro ricoverato.

    «Quest’anno sono dieci anni da quando Luca è mancato, ma finché proseguiamo con queste iniziative Luca non sarà un ricordo, ma una vita che prosegue per aiutare gli altri attraverso il sostegno alla ricerca che sta salvando tante vite dichiarano Piera e Lorenzo Bassi di “Luca per non perdersi nel tempo”. Ringraziamo sentitamente Torrevilla che da diversi anni ci sta accompagnando in questo percorso e che, lo scorso anno, nonostante il difficile periodo segnato dalla pandemia, ha voluto raddoppiare il suo contributo dando così un significativo aiuto alla ricerca. Grazie di cuore a Cesarino Garavaglia, che ha scelto di unirsi a noi, e a tutte quelle persone che in questi anni hanno scelto di brindare con i vini di Luca e che sceglieranno di farlo anche per le Feste 2021 – a partire dagli amici della Cassa Mutua e del CRAL della città metropolitana di Messina, che ci sostengono da sempre con importanti ordinazioni, portando il vino di Luca fino all’altro capo del Paese».

    «La solidarietà è sempre di casa a Torrevilla, specialmente a Natale. Ed è per noi un grandissimo piacere e motivo di orgoglio continuare ad essere al fianco di “Luca per non perdersi nel tempo” per supportare l’attività di PaviAIL – commenta Massimo Barbieri, Presidente di Torrevilla. Ci teniamo a ringraziare l’Azienda Garavaglia che, come noi, ha voluto mettere il buono dei prodotti del territorio a disposizione della causa di questa meravigliosa Associazione, dando la possibilità a tutti, attraverso un piccolo gesto, di fare del bene per molte persone».

    I vini dedicati a Luca e il “SorRiso di Luca” sono disponibili tutto l’anno e, come gli altri vini Torrevilla, le specialità gastronomiche e i cesti natalizi, possono essere acquistati presso le Botteghe del Vino di Torrevilla a Codevilla e Torrazza Coste (PV), aperte tutti i giorni fino a Natale, oppure ordinati con servizio di consegna a domicilio contattando direttamente Torrevilla (scrivendo a [email protected] oppure chiamando lo 0383.77003).

    Per conoscere la storia di Luca, il perché delle numerose iniziative dell’associazione e il significato del titolo “Per non perdersi nel tempo”: www.lucapernonperdersineltempo.it

     

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    TORREVILLA è l’associazione di viticoltori punto di riferimento per la viticoltura oltrepadana da 114 anni. Riunisce 200 vignaioli che ogni giorno, con fatica e dedizione, si dedicano alla coltivazione della vite su oltre 600 ettari di terreno sparsi su nove comuni lombardi. Tra le più dinamiche realtà dell’Oltrepò Pavese vitivinicolo (circa 50.000 quintali di uve lavorate ogni anno e una produzione annua attorno ai 2.500.000 di bottiglie), Torrevilla rivendica con orgoglio il suo profondo legame con il territorio, la secolare esperienza tramandata di padre in figlio, e la voglia di guardare al futuro investendo in tecnologie e collaborazioni che rendano la viticoltura sempre più efficiente e sostenibile.

    www.torrevilla.it

  • Trova la bottiglia di vino perfetta da regalare per Natale con Bennati

    Se per le festività natalizie state pensando di regalare una bottiglia del nettare degli dei ai vostri amici e parenti, o come dono aziendale, con Bennati andate sul sicuro: vi raccontiamo anche come scegliere il vino ideale per ogni circostanza!

    Milano, dicembre 2021 – Regalare una bottiglia di vino DOCG o comunque un’etichetta pregiata è un grande classico per le festività natalizie.

    Infatti, il vino è in genere un regalo gradito a tutti – a meno che non si abbia proprio a che fare con un astemio convinto! Eppure, per scegliere la bottiglia di vino ideale e fare una bella figura con questo presente di Natale, non basta puntare sull’articolo in promozione o su quello che si crede migliore per via del nome che ha sull’etichetta.

    Infatti, la scelta di un buon vino non è mai così scontata.

    Come scegliere il miglior vino da regalare a Natale 

    Bennati, che dal 1984 confeziona cesti natalizi per aziende e privati, sa bene tutta la cura che c’è dietro un regalo tanto tradizionale quanto importante: il consiglio di Bennati per scegliere il vino perfetto, infatti, è prima di tutto quello di pensare a colui che lo riceverà in dono.

    La persona a cui vuoi fare questo regalo preferisce la carne o il pesce? Sai se ama i bianchi o non rinuncia mai a un calice di corposo rosso? Il vino, però, non si distingue solo in base al colore delle uve: sapere se si preferiscono i vini fruttati, quelli secchi o le bollicine, farà di certo la differenza.

    Inoltre, un altro prezioso consiglio di Bennati è quello di informarsi sulla cantina: conoscere i produttori e poter raccontare al fortunato che la riceverà la storia di quella bottiglia è di certo qualcosa che ti farà guadagnare dei punti in più. Tra l’altro, studiando un po’ le etichette italiane scoprirai che non sono solo i grandi marchi a produrre vino di qualità, ma che esistono tante piccole cantine che meritano di avere l’occasione di stare sulla tua tavola almeno una volta.

    Certo, se proprio non sai cosa scegliere e vuoi assicurarti di fare un regalo gradito allora punta su un grande classico e su un vino raffinato che sarà consumato con piacere senza ombra di dubbio.

    E poiché ogni vino si abbina meglio a una pietanza, piuttosto che a un’altra, se scoprirai in anticipo il menù della serata potrai puntare sulla bottiglia perfetta: viceversa, scegliere delle bollicine e uno spumante che si abbini sia all’aperitivo, che al dolce, sarà comunque una decisione affidabile.

    Con Bennati, inoltre, potrai acquistare a prezzi speciali anche confezioni da due bottiglie: ad esempio, I Rossi del Re che unisce il Barolo D.O.C.G delle Cantine del Borgo Reale e l’Amarone della Valpolicella D.O.C.G. Grandi Mori, oppure la confezione Rinascimento con il Barolo D.O.C.G. I Capolavori da Vinci Ritratto di Musico e il Brunello di Montalcino D.O.C.G. Ser Davì.

    Citiamo in ultimo Le Anse, marchio nato nel 2009, che propone tantissime tipologie di vino differenti, tutte made in Italy e di alta qualità.

    Scopri la nostra selezione di vini da regalare per rendere magico il Natale! 

  • VIAGGIO NEL PERLAGE DELLA CÔTE DES BLANCS CON GLI CHAMPAGNE DIEBOLT-VALLOIS

    Partesa porta in Italia i gioielli della Maison fondata nel XIX secolo nel cuore della Côte des Blancs, selezionando quattro eleganti champagne nati tra Cramant e Cuis, su appezzamenti Grand Cru e Premier Cru, per brindare alle Festività 2021.

    Che siano Pas Dosé o dolci, bianche o rosé, le bollicine, si sa, fanno subito festa. E a queste regine dei brindisi Partesa, società specializzata nei servizi di vendita, distribuzione, consulenza e formazione per il canale Ho.Re.Ca., che oltre 20 anni fa ha dato vita all’innovativo progetto “Partesa per il Vino”, ha dedicato ampio spazio nel suo vasto portfolio di vini ricercati e di qualità firmati dai migliori produttori italiani ed europei.

    Per le Feste 2021, in particolare, Partesa accende i riflettori sugli eleganti champagne della maison Diebolt-Vallois – che ha portato in esclusiva per la prima volta in Italia quest’anno -, invitando a un viaggio nel perlage della Côte des Blancs.

    Le origini di questa maison risalgono al XIX secolo, quando la famiglia Diebolt inizia a vinificare a Cramant, piccolo comune nel cuore della Côte des Blancs, il cui terreno calcareo è la culla ideale dello Chardonnay. La maison viene ribattezzata Diebolt-Vallois nel 1978, quando Jacques Diebolt inizia a lavorare in vigna con il nonno e con la moglie Nadia Vallois. La conduzione è tuttora famigliare, con i loro due figli, Isabelle e Arnaud, a guidare la tenuta con la terza generazione, Ophélie e Philippine, figlie di Arnaud. I vigneti si trovavano originariamente a Cramant e Cuis, due comuni classificati rispettivamente come Grand Cru e Premier Cru, e oggi si estendono su 15 ettari, con appezzamenti nei Grands Crus di Chouilly, Oger, le Mesnill sur Oger. Le uve vengono raccolte manualmente e ogni vigneto viene vinificato separatamente.

    Tra le proposte di Partesa, il Diebolt-Vallois Blanc de Blancs è ottenuto da una fermentazione in tini a temperatura controllata, l’assemblaggio è di almeno 2 anni e dopo l’imbottigliamento riposa in una cantina a 14 metri di profondità invecchiando per anni prima della sboccatura. Dal color giallo tenero, perlage finissimo, al naso offre note di fiori bianchi e agrumi e al palato risulta fresco e minerale, caratteristiche che lo rendono perfetto per un aperitivo a base di crudi di pesce e verdure.

    Anche il Blanc de Blancs Millésimé (annata 2013) richiede una doppia fermentazione (in tini termoregolati prima e in bottiglia nella cantina scavata a 14 metri di profondità poi) e almeno 7 anni di invecchiamento prima della sboccatura. Si distingue per le sue note floreali, fresche e minerali, che si accompagnano con eleganza a piatti di pesce.

    Ottenuto da uve provenienti dai tre Gran Cru Cramant, Chouilly e Le Mesnil-sur-Oger, il Diebolt-Vallois Blanc de Blancs Prestige è il risultato di un assemblaggio di tre annate invecchiate in botti di rovere e di un affinamento in bottiglia di almeno 3 anni prima della sboccatura. Color giallo paglierino, perlage molto fine e persistente, regala al naso raffinate note di agrumi, fiori, lievito e spezie, e al palato una spiccata mineralità. È da gustare con crostacei e frutti di mare.

    Infine, il fiore all’occhiello della maison: il Fleur de Passion nasce da vigne vecchie più di 45 anni, alcune anche più di 70, e da un’accurata scelta di fermentazione in barrique. Il vino riposa almeno 8 anni prima della sboccatura e tutto ciò che potrebbe stressare il vino è vietato, per permettere al terroir di esprimersi al meglio. Il risultato è uno champagne color oro brillante, con intense note erbacee, pane tostato e fiori bianchi, che conquista al palato per complessità, eleganza ed equilibrio tra mineralità e cremosità, nonché per il suo gusto persistente. Ottimo da gustare da solo, la sua struttura permette abbinamenti con formaggi di media-lunga stagionatura e con piatti profumati come il risotto allo zafferano e gli spaghettoni cacio e pepe.

    Su Partesa For Wine, la piattaforma che Partesa dedica al racconto delle etichette e delle cantine partner, italiane e internazionali, è possibile approfondire la storia della maison Diebolt-Vallois ed esplorare le sue produzioni lasciandosi guidare dalle video-degustazioni degli esperti. Partesa For Wine, infatti, nasce proprio per rispondere a una crescente curiosità da parte dei consumatori ma anche alla mission valoriale di Partesa, con il coinvolgimento dei produttori, coinvolti in numerose attività svolte durante l’anno, come visite in cantina, presenza alle degustazioni, affiancamenti con la forza vendita sul territorio. Una finestra in continua evoluzione e aggiornamento, che nel tempo continuerà ad arricchirsi di nuovi contenuti, funzionalità e contributi dei più affermati opinion leader ed esperti sul panorama italiano e internazionale.

     

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    PARTESA è una società specializzata nei servizi di vendita, distribuzione, consulenza e formazione per il canale Ho.Re.Ca.

    Attiva da 32 anni, oggi opera in 13 regioni con 42 depositi, impiega circa 1.000 persone e conta oltre 43.000 clienti, a cui offre un ampio portfolio di prodotti di qualità (oltre 9.000 referenze nell’ambito della birra, del vino, degli spirits, delle bevande analcoliche e del food), nonché efficienza logistica, servizi personalizzati, formazione, consulenza mirata e innovativi strumenti digitali per supportare i professionisti del fuoricasa a rafforzare e sviluppare il proprio business.

    Partesa è parte del Gruppo HEINEKEN Italia.

     

    Per ulteriori informazioni: www.partesa.it

     

    Materiali stampa e immagini sono disponibili al link Google Drive:
    https://drive.google.com/drive/folders/1f5zVE7xov_uCrP4zJbIfcja_DE4dcCF9

  • Scopri la storia dei cesti natalizi con Bennati

    Tra i regali più graditi durante le festività di dicembre ci sono i cesti natalizi: una tradizione, quella di “prendere per la gola” con prodotti enogastronomici, che va avanti da secoli. Bennati ci racconta le origini di questo presente così apprezzato fino ai nostri giorni

    Milano, novembre 2021 – Ogni anno nel Belpaese sono circa dieci milioni i cesti natalizi che fanno la loro apparizione sotto gli alberi di Natale delle famiglie italiane, secondo una stima di Coldiretti. 

    Un numero che non ha invertito la tendenza nemmeno durante la pandemia: infatti, sembra che addirittura un italiano su tre preferisca regalare pietanze e prodotti locali, piuttosto che optare per altri tipi di articoli. 

    Cibi prelibati, dolci, vini e liquori: potrà sembrare assurdo, eppure questa usanza del cesto natalizio come dono ha origini persino millenarie!

    Bennati, azienda specializzata nella creazione di cesti natalizi dedicati a privati e aziende fin dal 1984, ci spiega come si è evoluta questa tradizione natalizia, a partire da tempi in cui non era neanche legata al Natale.

    I cesti natalizi dall’antica Roma ai giorni nostri

    Ai tempi dei romani, i cesti regalo contenenti vivande erano detti “sportule”: queste avevano dimensioni piccole ed erano fatte da foglie di sparto. In quell’epoca, le sportule erano date in dono dal pater familias ai clientes in occasione della salutatio matutina e soprattutto durante i Saturnalia nel periodo tra il 17 e il 23 dicembre

    Questa tradizione, tuttavia, non terminò neppure nel Medioevo: infatti, anche i feudatari durante l’inverno facevano dono di cibo e bevande ai loro sottoposti.

    È a partire dal XIX secolo che però l’usanza si consolida, grazie al miglioramento delle infrastrutture che permetteva di mandare doni anche a parenti e amici distanti. 

    In Italia, invece, la tradizione si rafforza alla fine della Seconda Guerra Mondiale: a seguito di un periodo di guerra e fame, infatti, si diede grande importanza all’abbondanza di viveri e il regalo di Natale perfetto non poteva che essere un cesto natalizio colmo di specialità nostrane!

    I prodotti enogastronomici di eccellenza non mancano di certo nel nostro territorio: ecco perché coloro che vogliono regalare un cesto natalizio – sia che si tratti di un dono aziendale per i propri dipendenti e collaboratori, sia che sia destinato alla propria cerchia di affetti – con Bennati troveranno il giusto cesto che soddisferà le loro esigenze… appagando il palato! 

  • Margherita Srl colma un altro vuoto sul mercato: ecco la pinsa farcita made in Fregona!

    Con il brand Re Pomodoro la storica azienda di Fregona presenta a Tuttofood un nuovo prodotto top di gamma che con un elevato livello di crunch e un topping premium rispecchia fedelmente le caratteristiche inconfondibili della migliore pinsa farcita.

     

    Come essere in pizzeria o in un forno, ma tra il top di Roma. Grazie alla capacità di intercettare le esigenze e le aspettative del mercato, Margherita srl regala una nuova e avvolgente esperienza di gusto a tutti i consumatori gourmet. La storica realtà di Fregona (TV), presenta la pinsa farcita, nuovo prodotto top di gamma, firmata Re Pomodoro, il brand che racchiude il profumo, la fragranza e la tradizione della pizza italiana più autentica.

    La pinsa farcita è un prodotto di fascia premium dedicato al mercato della Grande Distribuzione, Ho.Re.Ca. e Retail e al Bakery. Sia in versione surgelata che nel fresco, la referenza dell’azienda si afferma per proprietà uniche e una qualità globale comprendente molteplici elementi a partire dall’impasto. L’utilizzo di materie prime selezionate come farine e grani antichi e la lavorazione completamente realizzata a mano, risultato dell’esperienza dei maestri pizzaioli con anni di formazione in azienda, conducono allo sviluppo di un impasto saporito, digeribile e capace di garantire dopo la cottura, sia in padella che in forno, un elevatissimo grado di crunch, elemento distintivo di ogni autentica pinsa. A questo aspetto si somma la qualità del topping, di un’ingredientistica che da anni l’azienda arricchisce e perfeziona selezionando le migliori materie prime presenti sul territorio. Esempio di questa capacità di ricerca è l’utilizzo su varie referenze della gamma Re Pomodoro degli Champignon del Consorzio funghi di Treviso che grazie al processo di brasatura mantengono intatte le caratteristiche organolettiche sprigionando tutto il loro sapore.

    La pinsa farcita è un risultato di eccellenza che colma un vuoto di mercato e dimostra la vivacità di una realtà proiettata continuamente verso l’innovazione e la realizzazione di nuovi prodotti. Merito di questa dinamicità è l’intenso lavoro portato avanti quotidianamente dal dipartimento di ricerca e sviluppo, sempre attento a sondare e a intercettare le esigenze del consumer e, in particolar modo di quello gourmet, da sempre destinatario dell’ampia e variegata offerta Made in Fregona che spazia dalle pizze fresche confezionate in atm con shelf life di 30 giorni e in versione frozen, a quelle della gamma classica dai gusti tradizionali e lievitazione con lievito madre, fino ai pizza snack per ogni occasione, tra calzoni, fruste, Pizzycotti a base pizza.

    Tra le ultime scommesse vinte non si può non ricordare la pizza “Metodo a doppia lievitazione”, vertice di artigianalità assoluta che ha confermato il marchio Re Pomodoro come eccellenza del Made in Italy a livello internazionale ed elevato Margherita srl a regina delle pizzerie italiane in virtù di una qualità veicolata in ogni aspetto: dalla continua ricerca delle migliori materie prime locali al rigoroso rispetto dei tempi di lievitazione e di preparazione, fino alla manualità acquisita dopo mesi di continuo perfezionamento dai 350 pizzaioli che quotidianamente sfornano nei quattro stabilimenti capolavori del gusto, ciascuno unico e inimitabile, rigorosamente steso e farcito a mano.

     

    Margherita srl è nata nel 1991 come società a conduzione familiare, dall’esperienza di Fabrizio Taddei che nel 1972 iniziò la sua carriera nel mondo della pizza. A Fregona, in provincia di Treviso, l’azienda è immersa in un contesto ambientale particolarmente salubre e suggestivo, tra i vigneti del Prosecco e la maestosa foresta del Cansiglio, seconda foresta d’Italia. Il suo brand Re Pomodoro è conosciuto a livello internazionale per la qualità dei suoi prodotti realizzati rigorosamente a mano: pizze e snack surgelati e refrigerati di qualità premium. Con 4 stabilimenti produttivi, 350 addetti e 45 milioni di fatturato, può definirsi a pieno titolo “La più grande pizzeria d’Italia”.

  • Una nuova linea biologica per Margherita srl

    Con il brand Re Pomodoro l’azienda veneta lancia una nuovissima linea di pizze biologiche con l’obiettivo di portare al target del segmento l’inconfondibile qualità premium che da sempre caratterizza l’offerta made in Fregona

     

    Margherita srl, specializzata in pizze e pizza snack surgelati e refrigerati di qualità premium, si avvicina all’autunno e al cruciale Tuttofood con novità e progetti ambiziosi che perfettamente si inseriscono nel trend di crescita che la realtà di Fregona (TV) ha registrato nel 2021 con un incremento delle vendite che attualmente si attesta intorno al 14%.

    Dopo il lancio della pizza: “Metodo Doppia Lievitazione”, vertice di artigianalità assoluta, l’azienda si prepara a lanciare sul mercato una nuova linea, con l’obiettivo dichiarato di veicolare nel segmento bio l’esperienza, la tradizione e la bontà della vera pizza italiana. “Il nostro dipartimento di ricerca e sviluppo è sempre attento e attivo nel monitorare il mercato e nell’intercettare le richieste esplicite o implicite dei consumatori. Dopo mesi di analisi in Italia e all’estero caso abbiamo constatato una certa insoddisfazione nel mondo bio e in particolar modo, una scarsità d’offerta a livello quantitativo e qualitativo”.

     

    La nuova linea, dedicata al mercato italiano ed estero della Grande Distribuzione, Ho.Re.Ca e Retail comprende 3 ricette di margherita: una a base bianca, una a base integrale e una multicereale/farro. L’ingredientistica, dalle farine al topping, proviene da filiera certificata bio e da realtà riconosciute a livello nazionale per la qualità e la sicurezza dei propri prodotti. Altro file rouge e valore aggiunto della gamma è l’impasto: con lievito madre a lievitazione 24 ore garantisce un eccezionale sviluppo della pizza rendendola ancora più saporita e dirigibile. La miscela di farine e grani antichi e orzo maltato sprigiona profumi e sapori inconfondibili, mentre la lavorazione effettuata completamente a mano conduce a una stesura perfetta e ad un’alveolatura ben sviluppata, indice di un’ottima idratazione e lievitazione. Il cornicione extra alto, morbido dentro e croccante fuori, riporta alla mente la migliore tradizione della pizza come in pizzeria, così come l’assaggio ne evoca il gusto caratteristico.

     

    Da sempre sensibile e attenta alla sostenibilità ambientale, l’azienda ha realizzato un importante studio sul packaging che accompagnerà a scaffale i nuovi prodotti bio. Nello specifico è stato progettato un astuccio di cartone con materiale proveniente da macero riciclabilità al 90%. Una scelta coerente e che sicuramente sarà apprezzata dal pubblico che secondo una recente indagine di Nomisma considera principalmente due driver nell’acquisto di un prodotto biologico: l’origine delle materie prime e le caratteristiche del packaging.

     

    Margherita srl è nata nel 1991 come società a conduzione familiare, dall’esperienza di Fabrizio Taddei che nel 1972 iniziò la sua carriera nel mondo della pizza. A Fregona, in provincia di Treviso, l’azienda è immersa in un contesto ambientale particolarmente salubre e suggestivo, tra i vigneti del Prosecco e la maestosa foresta del Cansiglio, seconda foresta d’Italia. Il suo brand Re Pomodoro è conosciuto a livello internazionale per la qualità dei suoi prodotti realizzati rigorosamente a mano: pizze e snack surgelati e refrigerati di qualità premium. Con 4 stabilimenti produttivi, 350 addetti e 45 milioni di fatturato, può definirsi a pieno titolo “La più grande pizzeria d’Italia”.

  • Nuovo look per Margherita srl

    Margherita srl rilancia la propria identità aziendale attraverso un restyling generale che muove dal logo al sito internet fino ad arrivare al packaging. L’azienda rinnova il dialogo con i clienti a partire dai valori che ne hanno decretato il successo

     

    Sull’onda della passione, dell’entusiasmo e della consapevolezza. Dopo aver registrato un importante incremento delle richieste che l’ha portata ad acquisire il quarto stabilimenti produttivo, nell’anno del ventennale dalla sua costituzione e attuale denominazione Margherita srl ha rafforzato la propria identità aziendale evidenziando i plus di una storia di successo, in costante evoluzione. Con il marchio Re Pomodoro, la realtà di Fregona (TV) è sinonimo in Italia e all’estero di made in Italy, artigianalità ed eccellenza, valori che oggi vengono esaltati e approfonditi da un restyling generale che spazia dal logo al sito fino al packaging.

    L’artigianalità rappresenta uno dei caratteri distintivi tra quelli che hanno decretato il successo e la fama di Margherita srl. Dalla stesura della pasta alla farcitura ogni singolo prodotto è realizzato completamente a mano grazie al prezioso lavoro di 350 pizzaioli esperti che dopo un anno di formazione possono definirsi i veri artefici di una tecnica perfetta come il risultato. Nascono così, infatti, pizze e snack in ambito fresco e frozen che già dal primo sguardo ricordano la genuinità e il sapore dell’autentica pizza italiana di pizzeria. Un processo produttivo senza eguali e che è stato messo al centro della ridefinizione del logo. Ora l’icona vede protagonista la mano intenta a lavorare l’impasto, per sottolineare il contributo prezioso della propria “brigata” di pizzaioli e il fattore umano come garanzia di artigianalità, unicità e qualità. A completare l’immagine anche il tricolore, altro valore aggiunto dell’azienda ambasciatrice del made in Italy nel mondo attraverso la creazione di autentici capolavori del gusto italiano.

    Progettato con grande attenzione al visual e alla user experience, il nuovo sito accompagna l’utente alla scoperta del mondo di Margherita regalando, sia da desktop che da mobile, una navigazione piacevole e immediata. Attraverso l’equilibrata sintesi di immagine e parole, la piattaforma delinea i plus che hanno consentito all’azienda di Fregona di raggiungere un posizionamento di eccellenza, basato su valori come qualità, sostenibilità e artigianalità, ma anche un contesto paesaggistico che la posizione tra le acque montane e il verde della foresta del Cansiglio, la seconda più grande d’Italia. Un ecosistema di contenuti studiato per racchiudere e presentare al meglio una storia che dura da oltre cinquant’anni, dal primo impasto del 1972 alla sede iniziale del 1991, fino agli attuali quattro siti produttivi.

    Il nuovo packaging rispetta tutte le caratteristiche di un prodotto di alta gamma. Grazie alla bellezza del facing si distingue a scaffale e nel banco frigo attirando l’attenzione e trasmettendo da subito il valore e la qualità del prodotto. È progettato per instaurare da subito una relazione di fiducia con il consumatore, a partire dalla chiara indicazione degli ingredienti e dall’applicazione di un QR code che consente di accedere ad ulteriori focus e approfondimenti. La foto del prodotto richiama al primo sguardo il forno di casa, dove è possibile preparare in pochi minuti una pizza buona come quella di pizzeria.

    Abbiamo scelto di innovare la nostra immagine – spiega Andrea Ghia, Amministratore Delegato di Margherita srl – per offrire ancora più risalto ai tratti peculiari che caratterizzano i nostri valori e le nostre produzioni. Qualità, artigianalità, trasparenza, condivisione sono tra i fattori chiave di una crescita costante, dove la modernità non ha intaccato quel legame alla tradizione che rende di fatto Margherita la più grande pizzeria d’Italia”.

     

    Margherita srl è nata nel 1991 come società a conduzione familiare, dall’esperienza di Fabrizio Taddei che nel 1972 iniziò la sua carriera nel mondo della pizza. A Fregona, in provincia di Treviso, l’azienda è immersa in un contesto ambientale particolarmente salubre e suggestivo, tra i vigneti del Prosecco e la maestosa foresta del Cansiglio, seconda foresta d’Italia. Il suo brand Re Pomodoro è conosciuto a livello internazionale per la qualità dei suoi prodotti realizzati rigorosamente a mano: pizze e snack surgelati e refrigerati di qualità premium. Con 4 stabilimenti produttivi, 350 addetti e 45 milioni di fatturato, può definirsi a pieno titolo “La più grande pizzeria d’Italia”.

  • IL GELATO DAY COMPIE 10 ANNI AL VIA IL CONCORSO PER TUTTI I GELATIERI D’EUROPA PER STABILIRE IL GUSTO DELL’ANNO 2022

    IL DECENNALE DELLA GIORNATA EUROPEA DEL GELATO ARTIGIANALE, CHE SI CELEBRA OGNI ANNO IL 24 MARZO, VEDRÀ I MIGLIORI MASTRI GELATIERI DEL VECCHIO CONTINENTE SFIDARSI IN UN CONTEST IN DUE TAPPE – ALLA MIG DI LONGARONE E AL SIGEP DI RIMINI -, PER FIRMARE LA RICETTA DEL GUSTO DELL’ANNO 2022: “DOLCE SINFONIA”.

    “Tra i prodotti lattiero-caseari freschi, il gelato artigianale rappresenta l’eccellenza in termini di qualità e sicurezza alimentare, valorizzando i prodotti agro-alimentari di ogni singolo Stato membro”: con questa motivazione il Parlamento Europeo istituì, il 5 luglio 2012, la Giornata Europea del Gelato Artigianale, l’unica “Giornata” finora dedicata ad un alimento, da celebrare il 24 marzo di ogni anno per promuovere in tutta Europa il sapere artigiano, da sempre espressione di qualità, di autenticità e di territorialità, e per sostenere le produzioni di qualità del gelato artigianale di tradizione italiana, vero trait-d’union europeo, capace anche di alimentare un’intera filiera, dalle materie prime agli ingredienti specifici per il gelato, dalle macchine alle vetrine per le gelaterie.

    10 ANNI DI GELATO DAY. Fin dalla sua prima edizione il 24 marzo 2013, il “Gelato Day” si è affermato come un appuntamento imperdibile per i golosi di tutte le età, che tra coni e coppette, eventi, manifestazioni e attività hanno reso omaggio a uno dei prodotti più amati, non solo in Europa, ma in tutto il mondo. Anno dopo anno, infatti, si sono moltiplicate le adesioni dei gelatieri di ogni paese europeo, ma anche dall’Australia, dal Giappone, dagli Stati Uniti. Paesi che hanno mostrato non solo la loro passione per il gelato artigianale di qualità, ma anche la loro vicinanza nei mesi più duri dell’emergenza pandemica. Il Gelato Day, infatti, non si è fermato nemmeno durante i lockdown, trovando nuove strade, anche digitali, per regalare un momento di dolcezza in tempi tanto difficili per tutti. Non solo: in occasione della scorsa edizione – la nona – la Giornata Europea del Gelato Artigianale è diventata il simbolo della voglia di ripartire dei mastri gelatieri che hanno lanciato un messaggio di coraggio, speranza e irriducibile creatività, e hanno aperto le porte dei loro laboratori e svelato i segreti della preparazione del Gusto dell’Anno 2021, il Mantecado, nel videoconcorso indetto da Artglace. Decine i video arrivati dai mastri gelatieri europei, ma solo tre i vincitori: Taila Semeraro della gelateria Ciccio in Piazza di Ostuni (BR), Luca Coccè della gelateria Peccati di Gola di Gallarate (VA) ed Andrea Lunardon della gelateria Temptations di Soave (VR).

    IL GUSTO DELL’ANNO 2022: LA SFIDA TRA GELATIERI. Peculiarità del Gelato Day è il “Gusto dell’Anno”, proposto il 24 marzo in tutte le gelaterie aderenti alla Giornata. Per la decima edizione del Gelato Day sarà “Dolce Sinfonia”, una variante del gelato a base cioccolato e nocciola, ma, se da tradizione il Gusto dell’Anno viene selezionato ogni anno da un diverso Paese europeo, per questa speciale edizione del decennale, saranno i mastri gelatieri di tutta Europa a deciderne la ricetta, sfidandosi nel nuovo concorso a livello europeo organizzato da Artglace, in collaborazione con Longarone Fiere Dolomiti e Italian Exhibition Group (IEG).

    La partecipazione è gratuita e aperta a tutti i gelatieri d’Europa, chiamati a proporre una loro interpretazione del gelato a base nocciola e cioccolato, arricchendo la ricetta con ingredienti del proprio territorio: la prima selezione è prevista lunedì 29 novembre, dalle ore 11.00 alle ore 14.00, in occasione della 61ª MIG a Longarone Fiere Dolomiti (28 novembre – 1° dicembre 2021), mentre la seconda fase si svolgerà lunedì 24 gennaio 2022 in occasione del 43° Sigep alla fiera di Rimini di IEG (22-26 gennaio). La Giuria sarà presieduta dal Presidente di Artglace e composta da quattro membri scelti tra professionisti del settore: alla verifica qualitativa e alla valutazione dell’estetica della vaschetta seguirà la valutazione degli elaborati in base a quattro parametri, fondamentali e in ordine di importanza, ovvero gusto, struttura, originalità della ricetta e, infine, estetica della vaschetta. Il vincitore sarà premiato martedì 25 gennaio 2022, alle ore 11,00 al Sigep di Rimini, e firmerà la ricetta del Gusto dell’Anno 2022, “Dolce Sinfonia” (regolamento completo disponibile sul sito www.gelato-day.com).

     

    Tutti gli aggiornamenti sulla decima edizione del Gelato Day sono disponibili sul sito www.gelato-day.com e sulle pagine ufficiali del Gelato Day su Facebook (@24MarzoEuropeanGelatoDay), Instagram (@Gelato_Day) e YouTube (https://www.youtube.com/c/GelatoDay).

    Tutte le gelaterie d’Italia e d’Europa sono invitate a partecipare al concorso per stabilire la ricetta del Gusto dell’Anno 2022 “Dolce Sinfonia” e a aderire all’edizione 2022 del Gelato Day registrandosi sul sito www.gelato-day.com e segnalando tutte le iniziative in programma per il 24 marzo 2022.

     

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    La Giornata Europea del Gelato Artigianale è l’unica giornata che il Parlamento Europeo abbia finora dedicato ad un alimento. Celebrata il 24 marzo di ogni anno in tutti i Paesi europei, con eventi, incontri ed iniziative volti a diffondere la cultura del gelato artigianale, quella del “Gelato Day” è un’occasione unica per contribuire alla valorizzazione di questo prodotto, alla promozione del sapere artigiano e allo sviluppo della tradizione gastronomica del settore. Peculiarità del “Gelato Day” è il “Gusto dell’Anno”, scelto ogni anno da uno dei Paesi aderenti: per la decima edizione del Gelato Day del 24 marzo 2022 sarà “Dolce Sinfonia”, a base nocciola e cioccolato, la cui ricetta sarà firmata dal vincitore del concorso indetto da Artglace, in collaborazione con Longarone Fiere Dolomiti e Rimini Fiera (regolamento su sito).

    www.gelato-day.com

  • Quando il brand abbraccia i propri valori e diventa protagonista dello sviluppo sostenibile. Il caso di QUIN

    La partecipazione alla chiusura del 1° Congresso nazionale ASAND, con uno show cooking, il sostegno all’iniziativa ASAND #laSettimanadelDietista e il coinvolgimento nel progetto pilota ECO -LAB per il riutilizzo degli scarti di produzione. Iniziative che hanno visto nell’ultimo mese la presenza e l’impegno della filiera italiana della quinoa nel perseguire due degli obiettivi dello sviluppo sostenibile: salute e benessere, consumo e produzioni responsabili.

     

    Un ottobre in prima linea per QUIN all’insegna della sostenibilità, della ricerca e dell’innovazione. Il brand che ambisce a diventare la prima marca di quinoa italiana biologica continua ad abbracciare e a perseguire i propri obiettivi, facendosi promotore e simbolo di un’alimentazione sana e gustosa, di uno stile di vita equilibrato e di un approccio all’ambiente responsabile. Un insieme di valori che quotidianamente orientano l’azienda e che nell’ultimo mese hanno trovato realizzazione in diverse iniziative.

    Lo scorso 9 ottobre QUIN ha partecipato con uno show cooking in chiusura del 1° Congresso nazionale ASAND, l’Associazione tecnico Scientifica Alimentazione Nutrizione e Dietetica. L’evento svoltosi in modalità online ha approfondito il ruolo della corretta alimentazione per la prevenzione delle patologie croniche più diffuse in Italia. Esperti nazionali e internazionali si sono avvicendati presentando diversi contributi e aggiornamenti sulle patologie renali croniche, sulla nutrizione sportiva, sulla prevenzione e riabilitazione nelle malattie cardiovascolari, sul diabete e sul ruolo della corretta alimentazione in oncologia. E’ in tale contesto che Virginia Tundo, responsabile commerciale di QUIN è stata protagonista di uno show cooking con la preparazione di due piatti sani e sfiziosi, uno dolce e uno salato.

    QUIN ha sostenuto l’iniziativa nazionale ASAND #LaSettimanadelDietista”, ( https://www.asand.it/settimana-del-dietista ) concorso di buone idee riservato ai dietisti dell’Associazione per la selezione di 5 progetti rivolti alla popolazione e agganciati al tema del World Food Day 2021. Quest’anno il tema è stato sulla valorizzazione dei FOOD HEROES – agricoltori e lavoratori di tutto il sistema alimentare, che coraggiosamente hanno garantito il cibo (sano, sicuro e sostenibile) nonostante il difficile anno di pandemia. Nell’ambito della stessa iniziativa, QUIN è stata anche scelta tra gli #eroidellalimentazione nel progetto ASAND fuori concorso, “La Salute nel Bosco ed in cucina”. Un progetto esperienziale, sul” Bagno di Foresta” o Shinrin-yoku, (un’immersione sensoriale nel bosco) nato in Giappone negli anni ’80, ed un laboratorio didattico di alimentazione e salute, dove alimenti semplici e di origine vegetale, come la quinoa QUIN, sono stati protagonisti. Con la sua ricchezza di proprietà nutritive, la quinoa QUIN coltivata secondo i disciplinari biologici in Italia, è un cibo sano, sicuro, sostenibile ed etico.

    Il riutilizzo degli scarti di produzione per lo sviluppo di nuove attività di impresa e la valorizzazione della filiera agroalimentare. È il filo conduttore di ECO – LAB, innovativo progetto guidato dal Comune di Argenta con la collaborazione dell’Università di Ferrara e il finanziamento della Regione Emilia Romagna. Il 21 ottobre nella suggestiva cornice dell’Agripub La Romagnola, sono stati discussi e analizzati i primi risultati dello studio che vede la partecipazione di diverse aziende del territorio tra cui l’ Az. Agr. Tundo Sebastiano, titolare del marchio QUIN. Prendendo in esame alcuni campioni il prof. Stefano Manfredini dell’Università di Ferrara ha descritto un primo quadro circa le possibilità di trasformazione della quinoa QUIN in prodotti di valore per il settore farmaceutico e della cosmesi. Il progetto sperimentale è ancora nella fase di avvio ma procede con un obiettivo chiaro: far rete per intercettare le risorse disponibili in questo momento storico e non perdere un’occasione essenziale di innovazione.

    Dalle fertili Valli del Mezzano alle case di tutti gli Italiani: la mission dell’azienda è sempre più orientata a proporre la quinoa come alimento sano e versatile, di utilizzo quotidiano. Un obiettivo aziendale, tradotto efficacemente con lo slogan “mangia sano e mangia con più gusto”, espressione con cui il brand intende stringere sempre di più il legame con il consumatore, avvicinandolo a un’alimentazione equilibrata ma gustosa. Un approccio dove la bontà si declina sotto tutti gli aspetti, dal rispetto del territorio a quello delle persone, in un concetto di filiera sostenibile, tutta italiana.

     

     

    QUIN è un brand di proprietà dell’Az. Agr. Tundo Sebastiano, azienda agricola con sede a San Biagio di Argenta. Guardando con massima attenzione alla sostenibilità alimentare, QUIN ha creato la filiera italiana della quinoa. Dalla coltivazione al raccolto, fino alla trasformazione della materia prima, l’azienda di si impegna a consegnare al mercato un prodotto orgogliosamente italiano, affidabile e di altissima qualità. www.quinitalia.com è l’e-commerce dedicato alla vendita dei prodotti a marchio QUIN.

  • ILMA Etichette: produttori di etichette adesive pregiate dal 1960

    Tra gli strumenti marketing più potenti, le etichette adesive raggiungono il consumatore in modo rapido e diretto. Per questo motivo è necessario studiare e progettare attentamente ogni più piccolo dettaglio. Innanzitutto, è indispensabile stabilire quale obiettivo di comunicazione l’azienda vuole raggiungere. Successivamente, è importante capire a quale target di pubblico il prodotto si rivolge (mercato italiano o estero, grande distribuzione o piccole attività commerciali, ecc).

    Un altro aspetto da tenere in considerazione è il tipo di contenitore su cui le etichette adesive devono essere apposte. Ad esempio, le etichette adesive per vino devono considerare la tipologia di prodotto che rappresentano. Un vino rosso va conservato in bottiglie di vetro scuro e questo determinerà la scelta dei colori di tutti i dettagli grafici.  Analogamente, si sceglie la tipologia di stampa più adatta, dalla più tradizionale alla più innovativa, al fine di rendere attraente ed inconfondibile il prodotto.

    Come si può comprendere, per la realizzazione di etichette adesive di successo è importante rivolgersi ad esperti nell’ambito del marketing e, più nello specifico, nel packaging di prodotto. A questo proposito, noi di ILMA siamo produttori di etichette adesive di lusso dal 1960. Collaboriamo con agenzie di comunicazione, specializzate nel packaging di prodotto, applicando i principi del neuromarketing legati alla psicologia di acquisto del consumatore.
    Le nostre soluzioni si rivolgono alle aziende operanti nei settori: enologico e beverage, food, cosmetico e farmaceutico. 

    In quanto produttori di etichette adesive pregiate utilizziamo solo materiali di alta qualità. Le carte che utilizziamo vengono realizzate dalle migliori cartiere e offrono soluzioni specifiche per ogni genere di prodotto, come le carte barrierate resistenti al contatto con acqua, oppure i film plastici impermeabili e antimacchia.
    Studiamo attentamente ogni dettaglio per garantire etichette adesive che raccontano la storia del prodotto e lo rendono esclusivo. 

  • Guida Oro I Vini di Veronelli: a Palazzo Te, Mantova, in anteprima l’edizione 2022

    Nel trentacinquesimo anno di attività come associazione senza scopo di lucro per la cultura del vino e del cibo, il Seminario Permanente Luigi Veronelli presenta la sua pubblicazione più attesa in un luogo di alto valore storico e artistico. Grazie alla preziosa collaborazione di Fondazione Palazzo Te, infatti, la Guida Oro I Vini di Veronelli 2022 esordirà ufficialmente venerdì 12 novembre a Mantova, nella meravigliosa dimora rinascimentale creata dal genio di Giulio Romano per il duca Federico II Gonzaga.

    La prima guida ai vini d’Italia, erede degli storici cataloghi firmati da Luigi Veronelli, registra nell’edizione 2022 una grande partecipazione di aziende vitivinicole e vignaioli, mai così ampia negli ultimi dieci anni. Sono, infatti, 2.168 i produttori e ben 16.642 i vini recensiti: una presenza significativa che testimonia la volontà del settore vitivinicolo di lasciarsi alle spalle la crisi pandemica e di far conoscere al mondo le nostre migliori produzioni enologiche.

    In omaggio alla determinazione degli uomini e delle donne del vino il Seminario Veronelli ha scelto di dedicare loro maggiore spazio sulla sua Guida con un racconto approfondito delle aziende selezionate. Non solo: al Lettore sono presentati e consigliati oltre duecento Luoghi del Buon Bere, ristoranti, trattorie e wine bar esemplari per capacità di accompagnare l’ospite alla scoperta delle eccellenze vitivinicole locali.

    Venerdì 12 novembre, alle ore 11.30, in anteprima sull’uscita in libreria, saranno svelati, in particolare, i dieci Sole, premi speciali assegnati dalla Redazione ad altrettanti “racconti in forma di vino” rappresentativi della competenza, della creatività e dell’impegno dei produttori italiani. Questi straordinari campioni saranno proposti, poi, in assaggio, alle ore 15.00, durante l’incontro “I Sole 2022. Degustazione d’autore” condotto dai Curatori della Guida Oro.

    Alle ore 17.30, protagonisti saranno i Migliori Assaggi, i vini che hanno conseguito il più elevato giudizio in centesimi nella rispettiva tipologia. La premiazione dei cinque produttori avverrà nel corso dell’appuntamento “Venere divina e le cinque forme enologiche della bellezza” che metterà in dialogo alcuni dei capolavori esposti a Palazzo Te, in occasione della mostra “Venere. Natura, ombra e bellezza”, con i vertici della vitivinicoltura italiana.

    La giornata si concluderà alle ore 21.00 con “Sesto senso”, un concerto per vini e musica che unisce terra, immaginazione, parola e sensorialità. Condotto da Luca Damiani – scrittore, musicologo e anima di Sei gradi, trasmissione culto di Rai Radio 3 – vedrà la partecipazione di Andrea Alpi, curatore della Guida Veronelli, di Gemma Pedrini, violoncellista, e del contrabbassista Giovanni Cannata.

    L’edizione 2022 della Guida Oro registra, inoltre, interessanti novità anche nel formato digitale: l’app I Vini di Veronelli 2022, disponibile dal 12 novembre, avrà una veste grafica completamente rinnovata e alcune nuove e utili funzioni. Acquistando la Guida Oro in libreria o sul sito seminarioveronelli.com, sarà possibile consultare in modo completo e gratuito l’applicazione sul proprio smartphone, attivandola tramite QR code.

    Informazioni

    Per partecipare alla presentazione in anteprima della Guida Oro I Vini di Veronelli 2022, venerdì 12 novembre ore 11.30, è necessario accreditarsi all’indirizzo [email protected], indicando nome, cognome e recapito telefonico di ciascun partecipante e attendendo conferma dalla segreteria organizzativa (ingresso gratuito, evento a numero chiuso per ragioni di ordine sanitario).

    È inoltre possibile partecipare alle degustazioni del pomeriggio acquistando il relativo ticket dal sito dell’Associazione: seminarioveronelli.com/shop/

    In ottemperanza alle disposizioni del Decreto Legge del 21/09/2021 n. 127, per accedere alla manifestazione sarà necessario presentare Certificazione Verde.

  • Le delizie di Magrini al TuttoFood di Milano

    Presso lo stand di FCSI (pad. 7 stand E49/E57/F50/F58) Italia sarà possibile assaggiare i capolavori di gusto dell’azienda toscana attraverso un viaggio di sapori che vedrà protagonisti i migliori condimenti della tradizione italiana come pesto alla genovese e cacio e pepe

     

    Non un semplice piatto di pasta, ma un trionfo di sapori. Dal 22 al 26 ottobre Magrini Le Delizie partecipa al TuttoFood di Milano con una serie di degustazioni pensate per coinvolgere il pubblico specializzato in un’esperienza gastronomica all’insegna dei migliori condimenti della tradizione italiana.

    L’appuntamento si svolgerà all’ora di pranzo presso lo stand di FCSI Italia (pad. 7 stand E49/E57/F50/F58), società di consulenza operante nel settore foodservice & hospitality. La pasta cucinata direttamente in stand dagli chef dell’associazione e servita ai tavoli dai ragazzi dell’istituto alberghiero di Milano, verrà accompagnata da due condimenti: cacio e pepe, e pesto alla genovese, entrambe referenze che hanno segnato la storia e il successo di Magrini Le Delizie, da oltre 40 anni specializzata nella produzione artigianale di sughi e salse di alta qualità per ogni occasione di consumo.

    Dalla fondazione del 1978 a oggi Magrini ha saputo sviluppare un’ampia offerta che conta circa 20 referenze di immediato utilizzo, suddivisa nelle due linee di prodotto: Cuore di Salsa comprendente il meglio delle salse italiane per condire pasta, carni e crostini e Cuore di Pesto che racchiude tutto il meglio dei pesti italiani. Ispirati fedelmente alle ricette regionali e realizzati in maniera esclusivamente artigianale, tra gli altri spiccano i pesti, alla siciliana, ai pistacchi, alla ligure, come le salse, tra cui carbonara, gricia, amatric,iana boscaiola, tartufata, allo zafferano, alle noci, fino al crostino toscano.

    Caratteristica distintiva di ogni referenza è l’utilizzo d’ingredienti scelti, l’accuratezza e l’artigianalità della lavorazione e il rispetto della tradizione, unito all’impiego di impianti e attrezzature all’avanguardia. Un approccio che in questi decenni ha permesso all’azienda di soddisfare il palato di un pubblico gourmet e raffinato, sempre alla ricerca di sapori autentici e capaci di rispecchiare il variegato patrimonio gastronomico italiano, da portare in tavola con facilità grazie all’alto contenuto di servizio delle confezioni. Bastano infatti pochi minuti per portare in tavola la grande tradizione italiana, buona, sana, genuina.

    I nostri sughi e pesti – afferma Alessandro Vagli, amministratore delegato di Magrini – non sono né pastorizzati né sottoposti a trattamento ad hpp, ma tramite il mantenimento della catena del freddo riusciamo ad avere prodotti da banco frigo  con una shelf life di 70-90 giorni per tutta la gamma e 30-40 giorni per la carbonara, con una flessibilità produttiva non comune”.

    Diffondere nel mondo prodotti alimentari italiani autentici riconosciuti dai consumatori di tutto il mondo come eccellenti per gusto e qualità. Questa è la mission aziendale, inaugurata 40 anni fa da Cesare Magrini e oggi portata avanti dalla figlia Carla, suo marito Alessandro Vagli, presente nella direzione aziendale fin dagli albori, la loro figlia Alessandra e con il supporto di un management qualificato e di uno staff di produzione altamente consapevole ed esperto. Sono loro i portavoce della nuova visione aziendale in cui tutte le attività, dalla selezione delle materie prime alla lavorazione e alla vendita, sono protese verso un unico obiettivo: garantire la sicurezza e la qualità dei prodotti offerti.

    Una sfida e un impegno che poggia su solide fondamenta, rappresentate da 40 anni di tradizione e successi, ma anche da un presente caratterizzato da recenti investimenti che delineano un’idea chiara del futuro e la capacità di interpretare le esigenze del mondo Retail e Ho.Re.Ca, rispondendo con prodotti artigianali che nel rispetto della tradizione  sono veloci e facili da utilizzare per condire la pasta, ma anche carni e crostini, coprendo così tutte le occasioni di consumo.

     

     

    Magrini Le Delizie è un’azienda a conduzione familiare nata nel 1978 dalla passione di Cesare Magrini per la cucina ligure. L’azienda con sede a Massa (MS), ai piedi delle Alpi Apuane, si specializza da subito nella produzione artigianale di pesto genovese. Successivamente decide di ampliare la gamma dei propri prodotti avviando la produzione di svariate salse alimentari che trovano subito un valido riscontro da parte del pubblico nel segmento GDO e Ho.Re.Ca. Ancorata alla tradizione e ai sapori di una volta, l’azienda oggi si sviluppa su una superficie produttiva e di stoccaggio di 3000 mq. con una struttura moderna che consente all’azienda di rispondere alle esigenze plurime del mercato diffondendo nel mondo, a marchio proprio e in private label, le eccellenze gastronomiche del Bel Paese, con referenze tutte gluten free e una linea di Pesto Bio.

  • MERCATO DEL VINO: EVOLUZIONE E PROSPETTIVE PER IL FUORICASA IL PUNTO CON PARTESA, VINCITRICE DEL WINE RETAIL AWARD, ALLA MILANO WINE WEEK

    Vini lontani un click. E consumatori sempre più esperti, curiosi, esigenti. Con un occhio attento sullo scenario internazionale. In occasione della Milano Wine Week, Partesa, vincitrice della prima edizione del Wine Retail Award nella categoria Distribuzione, riunisce esperti e professionisti del settore per fare il punto su come l’ondata pandemica abbia accelerato o stravolto le tendenze del vino del fuoricasa. E per guardare oltre e capire quale ruolo giocheranno produttori, ristoratori e distributori nel domani del vino italiano, tra nuovi canali, comunicazione e ritorno in presenza.

    “È nella crisi che nascono l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie”. Albert Einstein scriveva, quasi un secolo fa, un’affermazione oggi assolutamente attuale. Soprattutto se si pensa al mondo del vino, che ha trovato nuove strade e strategie per sopravvivere a una crisi che ne ha ridisegnato i profili, smontato certezze e accelerato tendenze che fino a qualche mese fa tardavano ad affermarsi. E oggi che, seppur con qualche limitazione, riaprono i locali e i luoghi della socialità, che volto ha il vino nel fuoricasa italiano? Chi sono i consumatori? E quali i ruoli di produttori, ristoratori e distributori nel domani di questo comparto vasto, variegato e fortemente specializzato?

    Ne ha parlato Partesa, la società specializzata nei servizi di vendita, distribuzione, consulenza e formazione per il canale Ho.Re.Ca., nella Tavola Rotonda “Il mercato del vino: lo scenario attuale e il futuro della distribuzione nel canale dell’Ho.Re.Ca.” organizzata nel corso della Milano Wine Week, dove l’azienda ha ottenuto il riconoscimento del Wine Retail Award 2021 per la categoria Distribuzione, il premio alle migliori selezioni vinicole degli esercizi di dettaglio qualificato e della grande distribuzione, promosso da Milano Wine Week nell’ambito di Wine Business City e assegnato da una giuria di 12 esperti della critica eno-gastronomica italiana presieduta dal critico Andrea Grignaffini.

    PROFESSIONISTI A CONFRONTO. Moderata da Alberto Cauzzi, critico enogastronomico nonché presidente del progetto Passione Gourmet, la Tavola Rotonda è stata occasione per tracciare i nuovi profili del settore mettendo a confronto le esperienze e i punti di vista di diversi professionisti. A partire dalle voci della cucina e della cantina di una realtà di alto profilo e dal respiro internazionale: quelle di Antonio Guida e Andrea Loi, rispettivamente Executive Chef e Head Sommelier di Seta, il ristorante due stelle Michelin del Mandarin Oriental a Milano, che vedono nell’alta qualità, nella solida preparazione e nella capacità di prevedere l’evoluzione dei palati dei loro commensali i pilastri di un successo oltre la crisi. Una visione condivisa anche da due piccoli imprenditori, Noemi Sala e Carlo Maldotti, che a Milano hanno aperto un’enoteca di ispirazione francese: La sala Bistrot e La sala del vino rappresentano l’esempio concreto di come, nonostante la crisi economica derivata dalla pandemia, a livello locale si possa (e si debba) lavorare con una proposta fatta di qualità elevata e servizio attento. E – come ha ricordato la giornalista e consulente Erika Mantovan – con un occhio sulle nuove tendenze, che stanno rimodellando tanto i ruoli di produttori e ristoratori, quanto quello dei distributori.

    Alessandro Rossi, National Category Manager Wine di Partesa, ha poi sottolineato come, oggi più che mai, gli imprenditori del fuoricasa, soprattutto per il comparto vino, debbano affiancare a una profonda conoscenza del prodotto anche solide competenze in ambito manageriale, per essere in grado di compiere scelte strategiche in un mercato che sta evolvendo rapidamente e diventa sempre più competitivo. Nonostante le chiusure e le restrizioni sui locali abbiano comportato importanti perdite, il comparto ha infatti retto grazie alla capacità degli imprenditori del vino di sfruttare canali importanti come la GDO e le esportazioni. E l’online. La scelta, spesso obbligata, della digitalizzazione ha permesso ai consumatori di scoprire cantine di ogni angolo del mondo, riducendo le distanze geografiche a un semplice click. E curiosando tra vini di piccoli produttori nostrani fino a quelli di località esotiche, molti italiani hanno dedicato il proprio tempo libero nei mesi di lockdown per approfondire le proprie conoscenze nel mondo del vino. Risultato? La forza del brand diventa relativa: comandano lo stile, la geografia, i vitigni. E le storie.

    «L’obiettivo di un distributore non può più essere quello di semplice venditore. Per questo, già più di 20 anni fa, abbiamo voluto dare vita al progetto “Partesa per il Vino”, con l’obiettivo di diventare un punto di riferimento nel mondo dei vini di qualità, costruendo un valore condiviso sia con i produttori che con gli operatori dell’Ho.Re.Ca. E per farlo abbiamo investito in formazione e arruolato i migliori esperti – i nostri Wine Specialist – per costruire una squadra di veri e propri consulenti, che affiancano produttori e distributori aiutandoli a compiere scelte strategiche per le loro attività» ha raccontato Alessandro Rossi.

    In questo senso, conoscere le tendenze del mercato si rivela la sine qua non per operare in maniera efficace e stare al passo coi tempi. A partire dalle scelte comunicative: con le barriere geografiche che cadono, la facilità di approvvigionamento che oggi detta sempre di più le regole di mercato, e i nuovi wine lovers molto più attenti e preparati, non è più l’appeal dei grandi brand a orientare le scelte dei consumatori, che sono invece sempre più attratti dalle storie dei produttori di qualità. «In questo contesto, il distributore deve essere, oggi più che mai, un comunicatore delle realtà con cui lavora e deve essere in grado di raccontarne le storie in maniera consona ed efficace, sfruttando anche i nuovi mezzi comunicativi, come audio e video, capaci di creare un impatto, una connessione emozionale – ha continuato Alessandro Rossi. È su questa convinzione che si fonda Partesa for Wine, il portale interamente dedicato al mondo del vino: ne abbiamo annunciato la nascita esattamente un anno fa proprio in occasione della Milano Wine Week e oggi è diventata una vera e propria finestra sul mondo delle cantine partner italiane e internazionali».

    PARTESA FOR WINE. Avviato nel 1998, Partesa per il Vino è un progetto innovativo per la distribuzione Ho.Re.Ca., capace di coniugare la forza sul territorio di un distributore leader del settore beverage alla capacità di gestire e proporre un portfolio di vini di qualità. Una iniziativa che negli anni si è evoluta sulla scia della digitalizzazione, il driver che guida l’evoluzione dell’azienda, sempre più improntata su innovazione e fattore umano.

    La nascita nel 2020 di Partesa For Wine (https://www.partesaforwine.it/) è la summa di un percorso di lunga durata che ha il suo fulcro da un lato nella formazione, leitmotiv del lavoro di Partesa, dall’altro nell’innovazione, grazie alla creazione di un ambiente digitale strutturato, controllato ed efficiente. A partire da queste direttive, il portale, nel corso dell’ultimo anno, è stato arricchito e implementato di contenuti legati al mondo del vino e ai suoi produttori, unendo la componente digitale alla forza di un team con profonde conoscenze nel campo vinicolo, in grado di interpretare continuamente le ultime tendenze e i gusti del consumatore finale. Si tratta di una vera e propria piattaforma dedicata al racconto delle etichette e delle cantine partner, italiane e internazionali, che risponde a una crescente curiosità da parte dei consumatori ma anche alla mission valoriale di Partesa, con il coinvolgimento dei produttori, coinvolti in numerose attività svolte durante l’anno, come visite in cantina, presenza alle degustazioni, affiancamenti con la forza vendita sul territorio. Una finestra in continua evoluzione e aggiornamento, che nel tempo continuerà ad arricchirsi di nuovi contenuti, funzionalità e contributi dei più affermati opinion leader ed esperti sul panorama italiano e internazionale.

    EVENTI. Ma non solo digitale. Partesa è presente nel mondo del vino in modo capillare e trasversale e, ora che le limitazioni lo permettono, torna protagonista, fisicamente, nei principali eventi vino.

    A partire dalla Milano Wine Week, in cui Partesa, oltre alla Tavola Rotonda, ha organizzato due masterclass riservate ai professionisti. Il primo appuntamento, dal titolo Lo chardonnay e il pinot nero: le origini dello Champagne, svoltosi il 4 ottobre e dedicato ai sommelier, ha visto la degustazione di otto tipologie di Champagne firmate Diebolt-Vallois e Drappier con gli interventi di Philippine Diebolt, Michel Drappier, Alberto Lupetti, Alessandro Rossi e Vania Valentini. La seconda masterclass, I vini del Centro e Sud Italia raccontati da Riccardo Cotarella e Pier Paolo Chiasso, in programma venerdì 8 ottobre, è invece dedicata alla scoperta delle nuove cantine partner di Partesa, con la partecipazione di Riccardo Cotarella, Pier Paolo Chiasso, Alessandro Rossi ed Eros Teboni.

    E gli eventi non si concludono con la Milano Wine Week: Partesa ha infatti preso parte a VinoWay con il Premio Speciale Partesa for Wine 2021 alla carriera assegnato a Fiorenzo Valbonesi, l’architetto che ha progettato diverse cantine del panorama vitivinicolo italiano. Prossima fermata a Modena, in occasione della Champagne Experience, la più grande manifestazione italiana dedicata esclusivamente allo champagne domenica 10 e lunedì 11 ottobre. E quindi in Alto Adige, per il Merano Wine Festival, dal 5 al 9 novembre, dove Partesa sarà presente con una selezione delle importazioni estere.

     

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    PARTESA è una società specializzata nei servizi di vendita, distribuzione, consulenza e formazione per il canale Ho.Re.Ca.

    Attiva da 32 anni, oggi opera in 13 regioni con 42 depositi, impiega circa 1.000 persone e conta oltre 43.000 clienti, a cui offre un ampio portfolio di prodotti di qualità (oltre 9.000 referenze nell’ambito della birra, del vino, degli spirits, delle bevande analcoliche e del food), nonché efficienza logistica, servizi personalizzati, formazione, consulenza mirata e innovativi strumenti digitali per supportare i professionisti del fuoricasa a rafforzare e sviluppare il proprio business.

    Partesa è parte del Gruppo HEINEKEN Italia.

     

    Per ulteriori informazioni: www.partesa.it

  • AUMENTANO I CONSUMI DELLA FILIERA DELLA BIRRA TREND POSITIVO ANCHE PER IL BIRRIFICIO GRITZ E LE SUE BIRRE SENZA GLUTINE

    Le tendenze nei consumi di birra del 2021 attestano un aumento record e lasciano ben sperare in una ripresa ulteriore rispetto al fermo dello scorso anno che ha severamente colpito il settore causa covid.

    Promettente dato interessa, in particolare, la filiera della birra artigianale: la case history del birrificio Gritz della Franciacorta, unico birrificio in Italia che produce esclusivamente birre senza glutine da processo gluten removed.

    Il mondo Horeca raccoglie i risultati dopo un anno complessivamente difficile con un trend positivo in termini di consumi. I dati positivi attestano, in particolare, un’impennata nei consumi di birra, con un aumento record – secondo l’analisi Coldiretti su dati Ismea relativi al primo semestre del 2021 rispetto allo scorso anno – del 18,4% per quanto riguarda gli acquisti domestici in Italia, trainati dal caldo[1] .

    La filiera della birra artigianale, in tal senso, è un vero e proprio traino per l’economia, offrendo lavoro a oltre 140 mila persone. Dopo le chiusure alternate, ristoranti, pizzerie, pub e agriturismi hanno ripreso infatti le attività con un interessante recupero rispetto all’anno scorso.

    La birra artigianale, secondo Coldiretti, conta circa 550.000.000 di litri prodotti ogni anno e segue un consumo che si è negli anni sviluppato e raffinato, grazie alle innovazioni introdotte nella filiera produttiva. In questo senso, anche la piccola-media impresa ha raccolto i benefici del graduale ma deciso ritorno alle abitudini di consumo, in casa e fuoricasa, con una proposta che predilige realtà giovani e innovative. È il caso del Birrificio Gritz, l’unico birrificio in Italia nonché uno dei pochi al mondo specializzato in produzione totalmente senza glutine da processo gluten removed. Una sfida, quella di Claudio Gritti – fondatore di Gritz – iniziata nel 2015 nella terra dei grandi vini e spumanti: a Erbusco nasce e si sviluppa il sogno di un birraio e della sua fermentata famiglia di birre gluten free.

    L’ultimo anno e mezzo ha rappresentato, per Gritz, una sfida ma anche un’opportunità. Dal 2019, anno in cui si riscontrava un andamento lineare con il settore Horeca, nel 2020 la crescita degli anni precedenti è stata bruscamente rallentata dagli avvenimenti dell’ultimo anno e mezzo: oltre alle normali fluttuazioni dovute alla stagione e alle festività, aperture e chiusure forzate dei locali hanno spostato sensibilmente l’equilibrio fra i due canali di vendita. Se l’Horeca ha subìto delle perdite, d’altro canto le vendite con i privati sono triplicate nel 2020. In quest’ottica, vincente è stata la scelta di fornire un servizio aggiuntivo di vendita, attraverso l’e-commerce: ha posizionato Gritz nel mercato B2C. L’ultimo semestre del 2021, in linea con i dati nazionali, ha visto un progressivo ritorno al modello pre-covid con l’Horeca in crescita e un lieve aumento delle vendite ai privati.

    Il marchio Gritz è caratterizzato da birre completamente senza glutine dai sapori decisi e riconoscibili, e uniscono salute, piacere e libertà.

    • La Graziella, una Bohemian Pilsner (5,3%) a bassa fermentazione, dal gusto maltato, con una morbida amaricatura. Dal colore oro pallido e la schiuma densa e duratura, presenta profumi floreali dati dai luppoli cechi, tipici di questo stile. Si abbina a piatti leggeri, come pesce, carni bianche o insalate. Si adatta perfettamente al clima primaverile, stimolando il gusto.
    • La Camilla è una birra decisa e seducente (6% vol.), dall’aroma floreale che prima inebria il naso e poi avvolge la bocca, con un sapore di luppolato delicato e piacevole al suo passaggio. È una Indian Pale Ale dal colore ambrato e schiuma persistente e si abbina a piatti di verdure, carne alla griglia e piatti speziati.
    • La Barbara è invece una Weiss ad alta fermentazione (5,5% vol.), dal sapore delicato che ricorda la banana. E’ di color giallo paglierino, torbida alla vista e dalla schiuma voluminosa, tipica di questo stile. Si abbina perfettamente a piatti salati, ad esempio specialità di mare o insaccati, ma si lascia bere anche da sola, conquistando assaggio dopo assaggio. Presenta una particolare e piacevole acidità, resa ancora più speciale al palato grazie ai sentori fruttati e alle note di chiodi di garofano.
    • La Danda, birra artigianale ad alta fermentazione di tipo belgian strong ale. Al naso si presenta fruttata, con leggere note alcoliche. Il sapore è liquoroso, con un morbido carattere maltato. Dal colore ambrato, con schiuma fine e compatta, si adatta particolarmente agli abbinamenti di carne, meglio se speziati.
    • La Cri (Alc. 4,7% vol), una birra ad alta fermentazione di tipo Dry Stout. I malti tostati spiccano al naso, dando profumi di caffè e un leggero sentore di cioccolato. Il sapore, accompagnato da un amaro ben bilanciato, è deciso e piacevole al palato. La birra presenta un colore tendente al marrone scuro, con una schiuma cremosa e persistente. È l’ideale per pranzi e cene dalle atmosfere primaverili, perfetta da accompagnare con carne stufata o grigliata, ostriche, formaggi saporiti e dessert cremosi. Servita a una temperatura di 7-9°, è preparata con acqua, malto d’orzo, fiocchi d’orzo, frumento, luppolo e lievito.

     

     

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    BIRRIFICIO GRITZ – Nato nel 2015 dalla passione di Claudio Gritti, il birrificio Gritz è l’unico in Italia e uno dei pochissimi birrifici artigianali al mondo specializzato nella produzione totalmente senza glutine da processo gluten removed. Ha sede a Erbusco (BS), nel cuore della Franciacorta. Le sue referenze sono: la Belga della Danda, la Pils della Graziella, la Weiss della Barbara, la IPA della Camilla, la Stout della Cri e la speciale Birra di Natale, tutte certificate senza glutine.

    https://www.gritz.it/

    [1] Dati Coldiretti: https://www.coldiretti.it/consumi/giornata-della-birra-volano-i-consumi-con-184-nel-2021

  • LIFE SOURCE: UN NUOVO POLO RICETTIVO NEL NOME DELLE EXPERIENCES

    L’uomo al centro, attore principale e protagonista di una serie di esperienze di diversa natura – food, healthy, relaxing – utili alla sua crescita e al suo appagamento. Da questa consapevolezza e con questa filosofia nasce Life Source, nuova frontiera del benessere e del well-being, le cui particolarità architettoniche e scelte sostenibili saranno presentate alla stampa con due eventi il 2 e 16 settembre e ad architetti e ingegneri con un corso ad hoc (“Polo Life Source – il futuro dell’ospitalità”) il 6 settembre.

    Progetto avanguardistico capace di far dialogare sostenibilità e design, innovazione tecnologica e sperimentazione architettonica, funzionalità ed estetica, ma anche insieme di esperienze immersive che fanno della natura la loro ispirazione, Life Source è un polo ricettivo trasversale che coniuga nel suo interno l’ospitalità (Life Hotel), la cultura del buon cibo (Life Source Food Experience) e la salute (MediSPA).

    20 metri di altezza, 4 piani, 126 camere, 5 sale per riunioni e meeting, un ristorante gourmet, un bistrot e un suggestivo rooftop di 800 mq affacciato sullo skyline di Città Alta, un parco di oltre 5900 mq e 120 posti auto nel parcheggio: questi sono i numeri di Life Source che, certificato LEED Gold – attestato che garantisce un elevato standard di qualità lungo tutto il percorso di costruzione e di cui in Italia possono fregiarsi solamente due hotel – conta su una struttura studiata e realizzata nel nome del basso impatto ambientale, della perfetta fusione con il contesto e della sostenibilità, complici scelte architettoniche, ingegneristiche e d’interior design mirate.

    Polo Life Source: innovazione tecnologica e green attitude

    Tutto parla di innovazione e sostenibilità al polo ricettivo Life Source. Lo confermano le soluzioni eco e respectful adottate come, tra le altre, un impianto fotovoltaico, una facciata continua a montanti traversi in alluminio, realizzata in vetro, considerata tra le più performanti in Italia perché in grado di ottimizzare l’isolamento termico grazie all’impiego di un pacchetto vetri altamente tecnico e di garantire isolamento acustico di 49 decibel. La facciata ventilata invece è stata realizzata con una lastra ceramica con consumo energetico inferiore del 30%. Ad assicurare massima efficienza energetica sono anche un impianto di condizionamento misto (idronico e a tecnologia VRF), soluzioni domotiche ad hoc e scambiatori termici per il recupero e ricambio costante dell’aria primaria. Nel nome della sostenibilità sono poi 14 colonnine per la ricarica delle auto elettriche poste nell’area parcheggio.

    Non secondario il fattore innovazione: lo si comprende posando lo sguardo sulla parte frontale dell’edificio, dove a spiccare è un aggetto strutturalmente sostenuto da un sistema ad arco e posteso, da cui sgorga la tenda d’acqua più grande d’Italia con funzione decorativa e di privacy.

    Nel nome della sicurezza resa necessaria dalla pandemia e nel rispetto del design e dell’estetica sono infine gli interni, rivoluzionati nella fruizione degli spazi e nei flussi di transito degli ospiti. L’attitudine green, l’attenzione alla sicurezza e al benessere si leggono inoltre nelle camere, in stile essenziale e moderno, progettate per offrire spazi multifunzionali per le esigenze di comodità e fruibilità richieste dalla vita contemporanea.

    Life Source Food Experience: ristorante gourmet, bistrot e rooftop, 3 mood una sola anima

    Life Source Food Experience si declina in tre locali dedicati al palato – ristorante gourmet Le Terre, bistrot Onda e rooftop Atmosfere – che, healthy per filosofia e ispirati dalla natura per le scelte estetiche degli interni e per le proposte del menù, eleggono la qualità dei prodotti e l’attenzione alla loro selezione a baluardi, l’abilità nella loro lavorazione a diktat e la cura nel proporli a nota di valore. Tre mondi che si fondono, senza confondersi, guidati dalla mano e dall’esperienza internazionale dello chef Enzo Pettè, già premiato con una stella Michelin. Prodotti stagionali, a km zero, di qualità estrema e di ricercatezza per singolarità sono i protagonisti delle proposte del ristorante Le Terre, capaci di fondere la tradizione della migliore cucina italiana con la creatività della sperimentazione, in un ambiente di eleganza sobria, ricercato nei dettagli e confortevole. Cambiano invece i codici gourmet al bistrot Onda, lo spazio più eclettico di Life Source, dove tutto è possibile: concedersi una colazione golosa o uno spuntino stuzzicante, un light lunch o una cena informale. Portate dai sapori inaspettati sono serviti in un contesto relaxing ed accogliente. Suggestioni emozionali infine al rooftop “Atmosfere”, 800mq vista panoramica su Città Alta e i suoi Colli dove concedersi una cena naturalmente romantica, un aperitivo gourmet, un after dinner o una cena di gala chic.

    MediSPA: il luogo della salute e della bellezza

    Il benessere nasce anche dalla capacità di dedicarsi attenzioni che portino a migliorare la qualità della propria vita. Un percorso che Life Source affida alla sua MediSPA. In quest’area riservata ed intima trovano spazio una piscina di classe C, utilizzabile anche per la riabilitazione e con una porzione dedicata all’idromassaggio, un bagno turco, una palestra allestita con dispositivi Technogym e 2 cabine per trattamenti estetici.

  • DETENUTI E STUDENTI IN VIGNA CON TORREVILLA E L’ASSOCIAZIONE TERRE DI MEZZO PER UN VINO NUOVO CHE PROFUMA DI INCLUSIONE

    CON LA VENDEMMIA 2021 AL VIA L’INNOVATIVO PROGETTO DELL’ASSOCIAZIONE TERRE DI MEZZO CHE UNISCE GLI OLTRE 200 VIGNAIOLI DELL’ASSOCIAZIONE DI VITICOLTORI TORREVILLA, GLI STUDENTI DELLE SCUOLE SUPERIORI E I DETENUTI DEL CARCERE DI VOGHERA.

    La cooperazione tra le realtà di uno stesso territorio può far nascere molte cose, anche un nuovo vino. Torrevilla, l’Associazione di viticoltori che riunisce oltre 200 vignaioli nel cuore dell’Oltrepò Pavese, ha deciso di prendere parte a un progetto di coesione sociale dal grande impatto, dando la propria disponibilità affinché un gruppo “inusuale” di lavoratori potesse vendemmiare nelle proprie vigne.

    L’iniziativa prende il via ad opera dell’Associazione Terre di Mezzo, fondata nel 2018 dal parroco don Pietro Sacchi della parrocchia di San Pietro di Voghera: dopo il progetto pilota avviato nel 2020 tra Alessandria e Tortona, arriva la decisione di replicarlo per il 2021. Arriva quindi il coinvolgimento del Carcere di Voghera e dell’Associazione di Viticoltori Torrevilla, con una novità rispetto all’anno precedente: la partecipazione degli studenti delle scuole del territorio.

    Ecco così che prende forma un gruppo inedito di vendemmiatori in cui confluisce la forza lavoro e l’impegno di 30 studenti dei licei cittadini, tre alunni dell’Istituto Maserati e quattro detenuti del carcere di Voghera. Ogni giorno, da alcune settimane, questo gruppo raggiunge in autobus le colline fuori città e, tra i filari dei viticoltori di Torrevilla, comincia la raccolta manuale delle uve. Una vendemmia a mano che da un lato premia l’attenzione al lavoro manuale, dall’altro predilige il confronto tra esperienze e storie diverse: gli studenti stanno svolgendo le ore previste dall’alternanza scuola-lavoro, gli ospiti del carcere sono invece inseriti all’interno di un percorso di inserimento borsa lavoro. Tutti sono accomunati dal desiderio di fare, di mettersi alla prova, di crescere. Un desiderio che animerà il lavoro anche terminata la raccolta delle uve, prevista verso la fine del mese di settembre: studenti e detenuti, infatti, affiancheranno i vignaioli di Torrevilla in ogni step fino alla produzione di un nuovo vino, che avrà un suo nome e marchio.

    «Siamo orgogliosi del nostro legame con il territorio, che è profondo e dura da più di 100 anni, e delle nostre tradizioni, che tramandiamo di padre in figlio da generazioni. Per questo abbiamo accolto con entusiasmo la collaborazione con l’Associazione Terre di Mezzo per realizzare questo meraviglioso progetto che mette al centro proprio le persone e il territorio, unendo inclusione, natura e tradizione, con la raccolta a mano delle uve fatta da ragazzi e detenuti affiancati dai nostri viticoltori – racconta Massimo Barbieri, presidente dell’Associazione di Viticoltori Torrevilla. Siamo da sempre sensibili alle tematiche sociali e nel tempo abbiamo sostenuto diversi progetti di solidarietà, sul territorio e non solo. Ricordo, tra gli altri, il progetto DiVento, con Donne della Vite, o i vini realizzati per l’associazione “Luca per non perdersi nel tempo”, per raccogliere fondi a favore di PaviAIL. Ma questa è un’esperienza nuova di cui non vediamo l’ora di vedere (e assaggiare) il risultato finale: un nuovo vino, che sarà simbolo di inclusione, dialogo, speranza, futuro».

    «Il fine della nostra associazione è far incontrare due mondi che difficilmente altrimenti si incontrerebbero – il mondo dei giovani e quello delle realtà ai margini all’interno di un progetto, di un ambiente protetto in cui queste realtà possano relazionarsi e giovare entrambe di questo confronto – spiega Noemi Agosti, responsabile del progetto e dell’Associazione Terre di Mezzo. Il coinvolgimento di Torrevilla ha il fine di portare sul territorio dei giovani – ragazzi del liceo – che possono riscoprire la bellezza delle vigne e anche quello di far conoscere alle aziende agricole una realtà che non conoscono, come può essere quella del carcere. Vedere quattro detenuti che si impegnano abbatte infatti uno stereotipo purtroppo consolidato sulle persone detenute; a questo si aggiunge che il lavoro all’esterno delle mura del carcere diventa così una misura importantissima per la società e per il reinserimento sociale».

     

     

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    TORREVILLA è l’associazione di viticoltori punto di riferimento per la viticoltura oltrepadana da 114 anni. Riunisce 200 vignaioli che ogni giorno, con fatica e dedizione, si dedicano alla coltivazione della vite su oltre 600 ettari di terreno sparsi su nove comuni lombardi. Tra le più dinamiche realtà dell’Oltrepò Pavese vitivinicolo (circa 50.000 quintali di uve lavorate ogni anno e una produzione annua attorno ai 2.500.000 di bottiglie), Torrevilla rivendica con orgoglio il suo profondo legame con il territorio, la secolare esperienza tramandata di padre in figlio, e la voglia di guardare al futuro investendo in tecnologie e collaborazioni che rendano la viticoltura sempre più efficiente e sostenibile.

    www.torrevilla.it

  • Matrimonio a tema Circo firmato da Tessitore Ricevimenti a Roma presso Villa Marta

    Il fatidico giorno sta arrivando, l’ansia comincia a farsi sentire, amici e parenti sono alla ricerca del vestito perfetto da indossare nel giorno delle vostre nozze e voi non avete ancora le idee chiare al 100% su quale sia il tema del vostro Matrimonio.

    Nessun timore!

    Ho il tema giusto per voi….Particolare, Divertente e Dinamico! Sto parlando del Matrimonio a tema “Circo”. Uno stile spiritoso ma soprattutto unico che farà letteralmente impazzire i vostri invitati.

    Villa Marta è una Location che offre numerose possibilità per ampliare questo tema come i bravissimi Trampolieri che vi intratterranno piacevolmente con le loro esibizioni, per non parlare della zona bordo piscina, altro spazio suggestivo di Villa Marta nella quale vedrete l’esibizione spettacolare della ballerina all’interno della Crystal Ball.

    Photo Booth con parrucche di vari colori e da Clown per tutti!

    Tovagliato dal colore rosso per ricordare il tendone del circo, cibo a volontà per amici e parenti e tantissimi balli e giochi per animare questo grande evento e in conclusione al taglio torta, palloncini a Led da lanciare in aria per tutti!

    Questo è solo un piccolo assaggio dei servizi che Villa Marta può offrirvi. Recatevi in questa splendida Location per approfondire questo e molto altro assieme al Sig, Tessitore e il suo Staff.

    Chiamate i seguenti numeri per avere maggiori informazioni:

    Sig. Tessitore. 338 68 42 903
    Ufficio Villa Marta. 06 50 93 45 14
    http://www.tessitorericevimenti.it

  • PIATTI ESTIVI CON UN MINIMO COMUNE DENOMINATORE LA IPA DELLA CAMILLA DEL BIRRIFICIO GRITZ PER RICETTE LIGHT MA SFIZIOSE

    La proposta del birrificio Gritz per un’estate dai sapori leggeri ma decisi è la Ipa della Camilla, una Indian Pale Ale che ben si adatta a ricette estive e gustose.

    Temperature bollenti, gite fuori porta, vacanze al mare o in montagna. Le location dell’estate cambiano, ciò che non cambia mai è la voglia di sperimentare nuovi gusti e sapori, solleticare il palato con pietanze nuove ma non troppo caloriche: è pur sempre estate e la prova costume non risparmia nessuno.

    Alla ricerca di ricette light che esaltino il sapore invece di renderlo informe ci ha pensato il birrificio Gritz, l’unico birrificio in Italia nonché uno dei pochi al mondo specializzato in produzione totalmente senza glutine da processo gluten removed, che arricchisce la sua proposta per tutti i palati con birre di qualità e adatte a tutti. Per una stagione calda e in movimento, il consiglio va sulla Camilla, la birra che meglio si adatta a pietanze fresche, veloci ma saporite! La Camilla è una birra ad alta fermentazione di tipo Indian Pale Ale dal colore ambrato, con schiuma bianca persistente, che presenta un intenso aroma floreale di luppolo dominante al naso, ma non solo. Esplode in bocca accompagnato da un lieve sapore maltato.

    La proposta del birrificio Gritz si orienta quindi su un tris di piatti perfetti per un numero infinito di pranzi o cene con amici. Senza delusione ma con fierezza, tra le protagoniste dell’estate, perché non pescare dall’orto verdure e ortaggi senza rinunciare però a un buon piatto di pasta? E allora pasta con verdure grigliate è la soluzione a tutti i problemi: ottima sia calda che servita fredda, con melanzane, peperoni rossi e gialli e zucchine, è gustosa e si sposa con la birra Gritz alla perfezione!

    Per i carnivori che non sanno rinunciare alla grigliata, un’alternativa è una pietanza più fantasiosa e con meno grassi. Più spezie e marinature con rosmarino, maggiorana, mirto, salvia; una tecnica al cartoccio o di affumicatura per “alleggerire” la cottura; infine, maiale manzo e agnello che lasciano il posto a pollo tacchino e vitello. La griglia è pronta, e niente forchettone per non rovinare la cottura! Grazie al retrogusto maltato il risultato sarà indimenticabile (e leggero).

    Per i più pretenziosi, che non vogliono rinunciare al pesce per un pranzo veloce in campagna, il terzo consiglio di Gritz con la sua Indian Pale Ale è il pesce! Birre come la Camilla ben si abbinano al pesce in quanto hanno una punta floreale: allora perché non provare un piatto a base di zucchine, salmone e avocado?

    Impreziosire ogni pietanza è facile e divertente, sollecita la creatività e rende unico ogni momento conviviale. Ma per rendere indimenticabile un pranzo o una cena, è indispensabile scegliere una buona birra artigianale, cercando di accordarne lo stile con la pietanza. E Gritz è la risposta giusta!

    La Camilla e le altre componenti della fermentata famiglia Gritz saranno in offerta con il 20% di sconto dal 30 luglio al 1° agosto con il codice FEELFREE20.

     

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    BIRRIFICIO GRITZ – Nato nel 2015 dalla passione di Claudio Gritti, il birrificio Gritz è l’unico in Italia e uno dei pochissimi birrifici artigianali al mondo specializzato nella produzione totalmente senza glutine da processo gluten removed. Ha sede a Erbusco (BS), nel cuore della Franciacorta. Le sue referenze sono: la Belga della Danda, la Pils della Graziella, la Weiss della Barbara, la IPA della Camilla, la Stout della Cri e la speciale Birra di Natale, tutte certificate senza glutine.

    https://www.gritz.it/

  • LE TORTE DI GIADA CON GOOGLE PER UN’ITALIA IN DIGITALE

    Il programma, pensato per accelerare la trasformazione digitale del nostro Paese e giunto al primo anniversario, si è avvalso di una realtà che ha reso il digitale parte integrante della propria attività, Le Torte di Giada.

    La digitalizzazione d’impresa si è rivelata indispensabile non solo alla sopravvivenza, ma anche alla crescita di numerose realtà in Italia che, senza i mezzi e gli strumenti adeguati a “colonizzare” il web, non avrebbero potuto resistere alla situazione di emergenza. La tecnologia può offrire molte opportunità e sostenere le aziende a vantaggio dell’intera comunità. Basti pensare che da marzo 2020, le ricerche legate allo shopping online e a come acquistare online sono raddoppiate in tutto il mondo, anche in Italia. Secondo una stima di Euromonitor, entro il 2024 ben il 54% delle entrate generate dal retail andrà a quegli esercizi che avranno introdotto il digitale nella loro strategia, facendosi trovare online.

    Da queste premesse lo scorso anno Google ha lanciato Italia in Digitale, il programma pensato per accelerare la trasformazione digitale del Paese e nato dall’esperienza e dal successo di altre iniziative, come Crescere in Digitale e Google Digital Training.

    Ad un anno dal lancio del progetto di formazione a sostegno di imprese e persone, Google Italia ha l’obiettivo di proseguire questo percorso fino alla fine del 2021 e ha scelto di coinvolgere una delle realtà del Paese che ha saputo sfruttare le potenzialità del digitale: si tratta di Le Torte di Giada, la pasticceria di Brescia fondata da Giada Farina, pioniera del Cake Design in Italia quando, nel 2011, ha aperto il primo laboratorio dedicato alle decorazioni in pasta di zucchero, creando torte a piani, monumentali e Wedding Cake con decori artistici di particolare cura e dal grande impatto visivo.

    Siamo molto orgogliosi di essere stati scelti da Google Italia per rappresentare il progetto Italia in Digitale” – ha commentato Giada Farina, titolare de Le Torte di Giada. “Per noi il digitale è stato un importante alleato fin dalle origini: ricerche su Google o su Google Maps, ci hanno permesso di rimanere in contatto con i nostri clienti, di incontrarne di nuovi e di continuare a svolgere la nostra attività anche durante i periodi di chiusura obbligata causati dalla pandemia”.

    In occasione del primo anniversario che Google intende condividere con tutto il Paese, Le Torte di Giada ha sfornato i suoi biscotti per raccontare un assaggio di Italia in Digitale e i risultati finora raggiunti: i biscotti formano un numero, 300, a rappresentare le 300.000 le imprese e persone supportate dal progetto verso la digitalizzazione, attraverso strumenti senza costi e programmi di formazione per aumentare le competenze digitali e svilupparne di nuove.

    Le Torte di Giada ha quindi “raccontato” non soltanto i traguardi già raggiunti, ma anche quelli in programma per il futuro. È di oltre un milione il numero complessivo di persone e piccole e medie imprese che Italia in Digitale si prefigge di supportare nel loro processo di digitalizzazione entro la fine del 2021.

    Nel corso della sua attività, Le Torte di Giada si è aggiudicato numerosi premi: il Premio Ascom 2011, il Coautori “Crea&Decora”, il Premio Franciacorta in Bianco, il Premio Italia a Tavola, il Premio StandoutWomanAward 2016 e, nello stesso anno, il Premio Wedding Award, lo Sugar Lab Sky.

    http://www.tortedigiada.com

  • Catering la Ristorazione Per Ogni Esigenza

    Il catering è un servizio che nasce fin dai suoi albori per soddisfare esigenze particolari che nessun altro tipo di ristorazione poteva soddisfare.
    In passato le esigenze che richiedevano un servizio di catering erano per lo più appannaggio delle tratte ferroviarie o di grandi società che necessitavano di soddisfare le esigenze alimentari di un gran numero di persone.
    In generale il catering è stato funzionale per tutti quei casi che non avendo strutture di ristorazione adeguate hanno dovuto commissionare la preparazione, e la consegna del cibo sul luogo.
    Attualmente il settore del catering si è ampliato ad ambiti meno essenziali che si svolgono in occasione di eventi come matrimoni, feste, compleanni e ogni tipologia di eventi pubblici e privati.
    In italia esistono vere eccellenze che si sono dedicate a questi ambiti come i catering Firenze che sono uno dei servizi principali per settori come il wedding che in Toscana riceve un grande successo da parte di coppie straniere che scelgono questo luogo per sposarsi e festeggiare le nozze.
    Negli anni molte società di catering hanno trovato la propria collocazione sul mercato andando ad offrire servizi aggiuntivi al semplice catering.
    Queste aziende si sono evolute per andare incontro alle esigenze più specifiche di eventi che non richiedono di soddisfare il semplice fabbisogno alimentare ma piuttosto di creare situazioni di piacere e soddisfazione anche per quanto riguarda l’intrattenimento e la comodità e non solo il cibo e le bevande.
    Seguendo questo trend sono nati servizi come il banqueting che è un servizio di catering più completo che prevede l’organizzazione di servizi come l’intrattenimento, gli spostamenti degli invitati, il design della location e molto altro.
    Oggi è possibile delegare ogni aspetto necessario all’organizzazione di un evento a società altamente qualificate che si prendono cura anche della gestione dell’invio delle partecipazioni.
    Una possibilità importante anche perché in grado di attirare clienti con una capacità di spesa maggiore rispetto alla media andando ad aprire all’intero settore mercati più redditizi.

  • L’ARTE DEL GELATO ARTIGIANALE CONTINUA A SORPRENDERE

    DAL VIDEO CONTEST DEDICATO AI MASTRI GELATIERI DI TUTTA EUROPA CONTENUTI INEDITI CHE RACCONTANO IL GELATO ARTIGIANALE COME UN MIX PERFETTO DI TRADIZIONI E ORIGINALITÀ

    Nell’attesa della decima edizione del Gelato Day, che si svolge ogni anno in tutta Europa il 24 marzo, l’arte gelatiera continua a sorprendere. E per dare ai gelatieri la possibilità di sperimentare la proprio arte, Artglace ha indetto un video contest: un breve video di 90 secondi in cui si doveva mostrare la preparazione del Gusto dell’Anno, il Mantecado, seguendo la ricetta ufficiale.

    VIDEO CONTEST. Tre sono i vincitori del contest, selezionati rispettivamente dalla prima manche del concorso terminata l’8 marzo, dalla seconda manche terminata il 30 giugno e infine tra chi ha ottenuto il punteggio più alto in assoluto. Ad aggiudicarsi il primo posto sul podio è Taila Semeraro della gelateria Ciccio in Piazza di Ostuni (BR), al secondo posto Luca Coccè della gelateria Peccati di Gola di Gallarate (VA) ed infine Andrea Lunardon della gelateria Temptations di Soave (VR).

    Originalità, tradizioni, territorio, materia prima, creatività, professionalità. Dai numerosi contenuti pervenuti per il contest sono emerse alcune delle caratteristiche che contraddistinguono l’arte dei mastri gelatieri in Italia e all’estero: con i propri video, i partecipanti, arrivati da tutta Italia e tutta Europa ‒ con anche un fuori concorso dalla Colombia ‒ hanno aperto le porte dei propri laboratori. Il concorso si è rivelato un viaggio alla scoperta delle migliori tradizioni: tra i campi e le mucche di Imola, tra le case bianche di Ostuni, tra gli aranceti del salernitano. Si è rivelato il racconto, attraverso le immagini, dell’intera filiera del gelato: dagli allevamenti ai contadini, dai macchinari ai banconi, ogni persona ha mostrato un mondo in cui l’attenzione a ogni dettaglio, la cura nei confronti di ogni ingrediente, l’estro che guida le mani del gelatiere per realizzare un capolavoro culinario sono elementi in grado di accomunare persone lontane anche migliaia e migliaia di chilometri ma guidate da una passione che si trasmette da secoli, di generazione in generazione. Al video contest (fuori concorso) hanno partecipato anche gli allievi di 4C del corso di enogastronomia dell’Istituto Alberghiero “Sergio Ronco” e dell’IIS Galileo Ferraris di Trino (VC).

    ALCUNI DATI SULLA FILIERA. La grande partecipazione al contest del Gelato Day è d’altronde solo uno dei segnali di ripresa e di crescita per l’intera filiera. Secondo l’Osservatorio SIGEP relativo al primo semestre del 2021, si è riscontrato un aumento dei consumi di gelato artigianale intorno al 15% che, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, è sicuramente significativo sebbene non ancora tornato ai ritmi pre-pandemia. Se, infatti, i mesi di maggio e giugno 2021 registrano dei livelli quasi uguali agli stessi mesi del 2019, durante questa prima metà dell’anno gli andamenti migliori si sono finora registrati nel centro e sud Italia (Roma attesta un +22%, la Calabria +20%), con dati purtroppo ancora negativi per le grandi città turistiche italiane, che sentono la mancanza di turisti stranieri come in passato.

    Con l’arrivo delle alte temperature e dell’estate, parallelamente alle progressive aperture e al calo dei contagi in Italia, da nord a sud il gelato diventa un vero e proprio simbolo di rinascita e rispecchia la volontà dell’intero settore di lasciare alle spalle le difficoltà e continuare a crescere. Non è trascurabile, infatti, l’impatto economico della filiera del gelato artigianale che, nel 2019, valeva, tra gelaterie con produzione e sole rivendite, oltre 39mila imprese per un fatturato annuo di 4,2 miliardi e 75 mila addetti diretti.

    GUSTI DELL’ESTATE. Se estate vuol dire quindi più consumo di gelato, dai più grandi ai più piccoli nella stagione calda si è un po’ più predisposti a sperimentare gusti e sapori inediti, soprattutto per il gelato! Vuol dire soprattutto concedersi una coccola per il palato che richiama alla mente la migliore tradizione. Oltre al Mantecado, che è stato proposto da professionisti sparsi lungo tutto lo stivale, i trend dei prossimi mesi saranno numerosi: dai gusti più tradizionali come il pistacchio, a quelli più originali e “strani”. Come ha raccontato Thomas Infanti della Gelateria Antiche Tentazioni di Salvezzano di Dentro (PD), il gelato è un alimento molto versatile che si presta ad abbinamenti anche insoliti, come ad esempio l’utilizzo delle erbe aromatiche e spezie affiancate sia alla frutta che alle creme. Non sorprenderà trovare coni e coppette al gusto di formaggi, di baccalà, di barbabietola o carota nera: tra le qualità più significative del gelato artigianale c’è proprio questa capacità di essere sempre buono da gustare.

    Tutte le informazioni sulla nona edizione del Gelato Day sono disponibili sul sito www.gelato-day.com e sulle pagine ufficiali del Gelato Day su Facebook (@24MarzoEuropeanGelatoDay) e Instagram (@Gelato_Day).

    La Giornata Europea del Gelato Artigianale nasce da un’idea di Longarone Fiere e Artglace e l’edizione 2021 vede come partner ACOMAG – Associazione Nazionale Costruttori Macchine Arredamenti Attrezzature per Gelato, Associazione Italiana Gelatieri, CNA, Comitato Gelatieri Campani, Confartigianato, Conpait Gelato – Confederazione Pasticceri Italiani, Federazione Italiana Gelatieri, G.A. – Comitato Nazionale per la Difesa e la Diffusione del Gelato Artigianale e di produzione propria, G.A.T. – Gelatieri Artigianali del Triveneto, Maestri della Gelateria Italiana, Ilgelatoartigianale.info, SIGEP – Salone Internazionale di Gelateria, Pasticceria, Panificazione Artigianali e Caffè di Italian Exhibition Group.

    Ideatori e partner invitano tutte le gelaterie d’Italia e d’Europa ad aderire all’edizione 2022 del Gelato Day registrandosi sul sito www.gelato-day.com e segnalando tutte le iniziative in programma per la giornata più golosa dell’anno.

     

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    La Giornata Europea del Gelato Artigianale è l’unica giornata che il Parlamento Europeo abbia finora dedicato ad un alimento. Celebrata il 24 marzo di ogni anno in tutti i Paesi europei, con eventi, incontri ed iniziative volti a diffondere la cultura del gelato artigianale, quella del “Gelato Day” è un’occasione unica per contribuire alla valorizzazione di questo prodotto, alla promozione del sapere artigiano e allo sviluppo della tradizione gastronomica del settore. Peculiarità del “Gelato Day” è il “Gusto dell’Anno”, scelto ogni anno da uno dei Paesi aderenti: per la nona edizione del Gelato Day del 24 marzo 2021 sarà il “Mantecado”, crema antica alla vaniglia con salsa d’arance, variegato con scaglie di cioccolato fondente, scelto dalla Spagna.

    www.gelato-day.com

     

    Materiali stampa e immagini sono disponibili al link Google Drive:
    https://drive.google.com/drive/folders/1vRIW8Mp6Agu_TbTHTBcgROSKpqsR8-EM

  • Boom di avocado ma crollo dei superfood nel nuovo Osservatorio Immagino

    Quali sono stati gli ingredienti benefici top del 2020, quelli segnalati come differenzianti sulle etichette dei prodotti alimentari venduti in GDO?

    Nella classifica stilata dall’Osservatorio Immagino di GS1 Italy, analizzando le confezioni di 76.119 prodotti alimentari di largo consumo, in pole position c’è sempre la mandorla, evidenziata su ben 1.140 prodotti (1,5% del totale), a cui si deve l’1,2% del fatturato totale di ipermercati e supermercati. Nel 2020 questi prodotti hanno aumentato il sell-out di +3,5%.

    All’avocado va il titolo di ingrediente top performer dell’anno, con un aumento di +67,4% delle vendite totali (compresi i prodotti che lo contengono). Crescite record anche per i semi di sesamo (+32,5%), l’alga spirulina (+20,7%) e la farina di mais (+14,9%). Ottimo recupero invece per la cannella, che capovolge il dato negativo del 2019 (-4,6%) ottenendo un +8,0% nel 2020.

    27 ingredienti rilevati dall’Osservatorio Immagino sono stati riuniti in 5 macro-famiglie.

    Quella dei semi ha registrato la miglior performance annua in termini di vendite (+10,9% rispetto al 2019). Bilancio positivo anche per i superfruit (+2,1%), mentre i supercereali/farine sono rimasti stabili (+0,0%).

    Vendite in calo annuo di -2,2% per i dolcificanti e di -4,5% per le spezie. Da notare il crollo del paniere dei superfood, che in un anno hanno perso quasi un quarto delle vendite (-24,9%), accelerando la tendenza negativa già registrata nel 2019.

    La classifica completa degli ingredienti benefici è disponibile nella nona edizione dell’Osservatorio Immagino, scaricabile gratuitamente dal sito osservatorioimmagino.it.

    GS1 Italy. A partire dall’introduzione rivoluzionaria del codice a barre nel 1973, l’organizzazione non profit GS1 sviluppa gli standard più utilizzati al mondo per la comunicazione tra imprese. In Italia, GS1 Italy riunisce 35 mila imprese dei settori largo consumo, sanitario, bancario, della pubblica amministrazione e della logistica. I sistemi standard GS1, i processi condivisi ECR, i servizi e gli osservatori di ricerca che GS1 Italy mette a disposizione semplificano e accelerano il processo della trasformazione digitale delle imprese e della supply chain, perché permettono alle aziende di creare esperienze gratificanti per il consumatore, aumentare la trasparenza, ridurre i costi e fare scelte sostenibili.

    web: gs1it.org

  • Un open day tutto da gustare

    QUIN presenta il 7 luglio 2021 la Filiera Italiana della Quinoa aprendo le porte dell’Azienda Agricola Tundo Sebastiano ad Argenta (FE) dove natura, passione e tradizione si incontrano

     

    Tutti pazzi per la quinoa, pianta erbacea che per l’importanza delle sue proprietà nutritive e salutari è annoverabile a pieno titolo tra i super food. Originaria di Perù e Bolivia, ha trovato nell’Azienda Agricola Tundo Sebastiano, con sede a San Biagio di Argenta (FE), un modello di agricoltura etica e sostenibile che con il marchio QUIN ha dato vita alla Filiera Italiana della Quinoa nell’oasi naturale del Pre Parco del Delta del Po.

    Immersa in un territorio ideale, l’azienda trova nell’entusiasmo del giovane e innovatore Sebastiano la forza di far crescere un progetto ambizioso. L’obiettivo, infatti, è quello di far entrare nell’alimentazione moderna la quinoa, con tutti i benefici da essa derivanti, grazie alla più vasta gamma di prodotti a base quinoa italiana da filiera bio controllata e certificata presente sul mercato. Un’offerta che comprendente diverse tipologie di prodotto, dalla farina, ai chicchi, alle gallette, ma anche crackers, pasta, quinoa birrificata, potendo così spaziare in modo versatile durante tutta la giornata, dalla colazione al pranzo, fino a merenda e cena, o per un qualsiasi altro momento di pausa.

    L’open day del 7 luglio 2021 nasce dal desiderio di far conoscere i valori che caratterizzato “QUIN” la Filiera Italiana della Quinoa, vivendo per un giorno l’azienda agricola non solo nelle sue dinamiche produttive, ma anche nella constatazione di una filiera interamente dedicata alla produzione e alla trasformazione della quinoa e dei prodotti da essa derivati, per garantire un prodotto di alta qualità, sano, gustoso ed eticamente sostenibile.

    Gli ospiti potranno così provare personalmente un’esperienza sensoriale che passa dal rispetto costante dei rigidi protocolli della coltivazione biologica, ai principi di conservazione e rotazione dei terreni, per ottenere una varietà di quinoa caratterizzata da un basso contenuto di saponine. Fattore e peculiare, questo, poiché la ridotta presenza della sostanza che ricopre la maggior parte dei chicchi coltivati all’estero consente di non decorticare le produzioni QUIN, mantenendo tutte le proprietà integrali del chicco: concentrazione di minerali e fibre, un sapore molto più profondo e ricco, fino alla sua declinazione gastronomica, superando così le successive fasi di stoccaggio e selezione, per arrivare alla trasformazione in pasta e altri prodotti derivati con tutte le caratteristiche organolettiche, gustolfattive e nutrizionali che rendono la quinoa a marchio QUIN un unicum nel panorama attualmente presente sul mercato.

    Il primo open day di QUIN, degustando piatti gustosi, accompagnati dalla quinoa birrificata Quinoa IPA, Quinoa Maqui e infine Quinoa Ale, dal delicato profumo di luppolo e dal sapore bilanciato, è anche l’occasione per scoprire in anteprima la nuova veste grafica e relativo packaging con cui si esprimeranno i valori e l’essenza di “QUIN” la Filiera Italiana della Quinoa che verranno esposti per la prima volta alla Fiera Sana, dal 9 al 12 settembre, a Bologna.

     

    QUIN è un brand di proprietà dell’Az. Agr. Tundo Sebastiano, azienda agricola con sede a San Biagio di Argenta. Guardando con massima attenzione alla sostenibilità alimentare, QUIN ha creato la prima filiera italiana della quinoa. Dalla coltivazione al raccolto, fino alla trasformazione della materia prima, l’azienda di si impegna a consegnare al mercato un prodotto orgogliosamente italiano, affidabile e di altissima qualità. www.quinitalia.com è l’e-commerce dedicato alla vendita dei prodotti a marchio QUIN.