Categoria: Gastronomia

  • REGALA UN DOLCE NATALE

    Le feste si avvicinano ed è il momento di pensare ai regali per le persone care, per coloro che arricchiscono la nostra vita tutti i giorni.

    Quale pensiero migliore se non uno proveniente dalla natura.

    Dalle colline del Beneventano l’azienda apistica NaturApe consiglia un prodotto di qualità, un prodotto salutare e che ha deciso di fare della sua immagine un regalo elegante da portare sulle tavole per le feste natalizie.

    Il miele NaturApe viene prodotto soprattutto nelle zone montane e collinari del Fortore, incontaminate località per la ricchezza della flora presente sul territorio.

    Aria salubre, terreni sani, e le particolari condizioni ambientali risultano estremamente favorevoli all’apicoltura.

    Le aziende della zona mirano da tempo alla valorizzazione del prodotto ottenendo oggi un miele selezionato e garantito.

    Dallo staff Naturape: “Valorizzare, arricchire e sfruttare la ruralità e la ricchezza dei nostri territori per far rinascere la voglia di consumare italiano, comprare italiano e produrre italiano.”

    Acquista un regalo secondo Natura, acquista il tuo regalo sul sito www.mielenaturape.it , per donare dolcezza agli amici migliori!

  • Calici spumante per la notte di Capodanno 2015

    Ebbene sì, è già passato un altro anno intero ed è già tempo di Natale, tra meno di un mese, e anche di Capodanno. Mentre le persone cominciano già ad augurarsi a vicenda “buone feste”, quelle più attente si staranno già chiedendo: e l’ultimo dell’anno cosa facciamo?

    foto di calici spumante

    Chi è abituato a festeggiare a casa di amici oppure andando al ristorante sa bene che le due cose più importanti da definire in questi casi sono il cibo e il vino: cosa si mangia? cosa si beve? La cena con gli amici è uno dei must per riuscire a festeggiare la fine e l’inizio del nuovo anno stando assieme alle persone che ci sono più care.

    Dopo aver superato il primo tour de force gastronomico che si terrà tra il 25 e il 26 di Dicembre, sarà già tempo di decidere cosa mangiare e cosa bere al cenone di Capodanno 2015. Il brindisi di mezzanotte è sicuramente il momento più atteso per il brindisi, ma non bisogna dimenticare che anche durante la cena la scelta del vino giusto sarà molto importante.

    Le bollicine vanno sicuramente in aiuto di chi se ne intende meno, visto che sono in grado di esaltare al massimo il sapore di quasi tutti i piatti delle feste e sono anche un’idea logica per la mezzanotte. Pasteggiare sorseggiando i calici spumante è un’idea che potrete seguire scegliendo un menù che, dall’antipasto al dolce, si sposi alla perfezione con le bottiglie che avete scelto di bere assieme ai vostri commensali.

  • Gabin, il ristorante che non c’era sbarca a Padova

    Nel cuore della città un nuovo punto di riferimento per i cultori del quality food d’autore. Sulla carta piatti veloci dagli abbinamenti originali e di grande qualità firmati da Andrea Gabin, chef di lunga esperienza in ristoranti stellati e premiato dal Gambero Rosso fra i venti campioni nazionali del cibo on the road.

    Chi cerca a Padova un incontro con il gusto d’autore è accontentato: in Piazza degli Eremitani, nel cuore della città, è arrivato Gabin, prestigiosa insegna di raffinati ristoranti gourmet nata in Friuli e ora sbarcata anche in Veneto con i sui piatti creativi e di alta qualità.

    Il nuovo spazio “che prima non c’era” porta la firma di Andrea Gabin e Umberto Marangoni: il primo chef curioso e artista degli abbinamenti, con alle spalle un’importante esperienza nelle cucine di ristoranti stellati, il secondo imprenditore attento e appassionato di enogastronomia di alto livello. Insieme prima per amicizia e poi per vocazione imprenditoriale, Andrea e Umberto hanno fatto della loro idea di una cucina veloce ma molto raffinata la loro arma vincente.

    Come i suoi due “fratelli” friulani di Udine diventati il punto di riferimento preferito per i cultori del quality food in città, il nuovo Gabin patavino offre un menù originalissimo composto da specialità dove la differenza la fanno il lievito madre, la lunga lievitazione e l’accostamento davvero unico degli ingredienti, sempre scelti con cura maniacale. Così nascono  i  “cornicioni” (simili alla napoletana), le “alte” (tipo pala alla romana), le “farcite” (simile alla facaccia) e vari piatti a base di carne, pesce o vegetariani, ma anche sandwich, burger e dolci.

    “Proponiamo una cucina genuina fatta con ingredienti di qualità che selezioniamo direttamente noi dai migliori produttori italiani – sottolinea Andrea Gabin – . Combiniamo tradizione e innovazione, gusto e intraprendenza creativa dando vita a piatti dagli abbinamenti inconsueti ma semplici, che riescono a soddisfare anche i palati più esigenti”. Una ricetta vincente che ha portato proprio in questi giorni il Gambero Rosso a consacrare Gabin fra i 20 campioni nazionali del cibo on the road.

    Il nuovo spazio Gabin è in Piazza Eremitani 4 a Padova e può servire 80 coperti. Un luogo moderno dove poter festeggiare, stuzzicare, prendere l’aperitivo e divertirsi con gusto.

  • Fasi e calici per la degustazione

    Per assaporare tutte le caratteristiche del vino è necessario versarne una piccola quantità nel calice e guardarne le caratteristiche estetiche avendo cura di impugnarlo per lo stelo e allontanando il bicchiere mantenendo un’inclinazione di circa 45 gradi per cogliere al meglio il colore del vino. Se questa operazione viene effettuata attraverso il vetro contro uno sfondo bianco si possono vedere bene tutte le sue sfumature.

    immagine di calici degustazione

    Con l’esame visivo potrete valutare il colore del vino e anche il suo aspetto, distinguendo diverse caratteristiche come la limpidezza, la fluidità, la grana, il numero e la persistenza delle bollicine. Passiamo quindi al profumo: inizialmente se il vino resta fermo si avvertono le molecole degli aromi più volatili, ma già dalla prima olfazione si riescono ad individuare gli eventuali difetti del vino come quelli delle fermentazioni acetiche oppure l’odore di tappo.

    E’ importante procedere all’esame olfattivo allontanando a intervalli il naso dai calici da degustazione in modo che la ruota degli aromi possa essere utile ad identificare gli aromi del vino. Effettuando un movimento circolare il vino nel calice verrà fatto roteare e gli aromi meno volatili verranno sprigionati: ecco il momento in cui cogliere l’evoluzione dei profumi.

    E’ il momento del gusto, perciò avvicinate il calice alle labbra e assaggiate una piccola quantità di vino per valutare quali gusti permangono e per quanto tempo.

  • Calici vino, cosa bere in autunno

    E’ sempre un buon momento per festeggiare e per riempire un calice di vino! E quando ottobre lascia il posto a novembre si possono finalmente stappare le prime bottiglie del vino novello, quello appena nato che viene portato dall’autunno.

    immagine di Calici vinoQuesti calici di vino vanno proprio assaporati in autunno per poter cogliere tutte le loro sfumature di sapore e colore: questa bevanda alcolica non subisce i processi di invecchiamento tradizionali, quindi bisogna imparare ad apprezzarlo nel suo momento migliore. Un tempo considerato minore, il novello si presenta come un rosso fragrante, un porpora vivace con sfumature di ciliegia e sapori che vanno dal fruttato al floreale.

    La bassa gradazione alcolica permette di bere con facilità questo vino che si presenta frizzante o tranquillo (11 % vol.). E’ tra la fine del raccolto e il periodo delle castagne che il vino novello arriva sulle nostre tavole intorno all’11 novembre, a San Martino, quando i pranzi e le grigliate sono un’occasione felice per stare in compagnia.

    Il vino novello viene ottenuto con un processo di vinificazione che prevede la macerazione carbonica: i grappoli di uva a bacca rossa vengono lasciati per 5 -18 giorni a macerare all’interno di un contenitore con anidride carbonica. Quando la massa viene pigiata si attende che la fermentazione venga completata. Un procedimento messo a punto negli anni ’30 dai francesi che permette al novello di avere il massimo degli aromi primari e secondari.

  • Domani al Trieste Coffe Festival la tappa regionale FVG del Campionato Italiano Latte Art: in gara i baristi ORO Caffè

    Si terrà domani, sabato 7 novembre 2015, dalle ore 14, la tappa regionale del Campionato Italiano Latte Art, la competizione di abilità tra esperti decoratori del caffè con la crema di latte, che decreterà il rappresentante per il Friuli Venezia Giulia alle finali nazionali di Rimini, in programma a gennaio 2016. Tra i partecipanti, anche i baristi della torrefazione friulana ORO Caffè che, al termine della gara, offriranno al pubblico dimostrazioni e prove pratiche di decorazione del caffè con la tecnica della Latte Art.

    Domani, sabato 7 novembre 2015, presso il Trieste Coffee Festival, la manifestazione promossa da Trieste Coffee Cluster, i baristi della torrefazione udinese ORO Caffè e di ADORO Cafè – Piazza Duomo Udine e Tavagnacco – saranno in gara per la conquista della tappa regionale FVG del Campionato Italiano Latte Art – SCAE Italia (Speciality Coffee Association of Europe), valida per la qualifica alle finali nazionali che si disputeranno a Rimini il prossimo gennaio.

    Dalle 14 fino alle 17, i concorrenti si affronteranno in prove di abilità nella decorazione di cappuccini con la crema di latte tramite due tecniche distinte, quella free pour, in cui la decorazione è creata unicamente a mano libera, e l’etching, che permette l’ausilio di un pennino per ritoccare il disegno con caffè o latte aggiuntivi. Il vincitore sarà colui o colei che riuscirà a riprodurre due coppie di cappuccini identici.

    Al termine della competizione, i baristi ORO Caffè e ADORO Cafè guidati da Giovanni Roitero, esperto coffee trainer de “La Scuola ORO Caffè” e “Maestro dell’Espresso”, offriranno dimostrazioni pratiche al pubblico presente, che potrà cimentarsi con la realizzazione del proprio cappuccino artistico, per un’indimenticabile esperienza di Latte Art.
    Siamo orgogliosi di essere tra i partecipanti di questa importante competizione dedicata all’arte della decorazione del caffè, dove tecnica e creatività si incontrano.” – afferma Giovanni Roitero, che continua – “I concorrenti ORO Caffè e ADORO Cafè hanno tutti imparato le tecniche presso La Scuola ORO Caffè, affiliata SCAE Italia, il percorso formativo della torrefazione friulana che, dalla teoria fino alla pratica, offre corsi dedicati alla cultura del caffè ed alla Latte Art.”
    Trieste Coffee Festival, quest’anno alla sua seconda edizione, è la manifestazione promossa da Trieste Coffee Cluster S.r.l. – Agenzia per lo Sviluppo del Distretto Industriale del Caffè di Trieste – che si svolge da venerdì 6 a domenica 8 novembre, dalle 10 alle 18, presso il Salone degli Incanti – Riva Nazario Sauro 1, Trieste.

    ORO Caffè – www.orocaffe.com
    ORO Caffè, che affonda le sue radici come marchio nel 1972, grazie allo spirito imprenditoriale di Chiara e Stefano Toppano diventa nel 1987 un’azienda specializzata nella selezione, tostatura e miscelatura dei migliori caffè del mondo. Nella sede di 2.400 metri quadri situata a Tavagnacco (UD), ORO Caffè utilizza caffè di famiglia Arabica, provenienti da America Centrale, Sudamerica e Africa, e caffè di varietà Robusta, provenienti da India e Vietnam, per una produzione massima giornaliera che può arrivare fino a 6 mila chilogrammi di caffè, in grani o macinato. ORO Caffè è anche produttore di un sistema chiuso di capsule per caffè espresso.
    Sposando per prima in Europa il progetto “Beyond Fair Trade”, ORO Caffè inizia dal 2014 ad integrare nelle sue pregiate miscele il caffè thailandese Doi Chaang, un esclusivo 100% arabica, biologico ed equosolidale. Oggi ORO Caffè è gustato in oltre mille locali in Italia ed è già presente all’estero in Germania, Olanda, Gran Bretagna, USA, tutti i paesi dell’Est Europa, Russia, Emirati Arabi, Cina e Malesia.
    Nel 2014 l’azienda ha inaugurato la sua prima filiale estera a Toronto (Canada) ed è socio fondatore del “Consorzio di tutela del caffè espresso Italiano tradizionale”.
    A marzo 2015, ORO Caffè ha presentato il nuovo format di ADORO CAFE’, il suo progetto di caffetterie in franchising nato con l’obiettivo di diffondere in Italia e nel Mondo la cultura dell’espresso e della caffetteria italiana.

    Per ulteriori info:
    Blu Wom
    www.bluwom.com | Udine – Milano Tel. 0432 886638
    Resp.Ufficio stampa: Laura Elia [email protected]

  • Autunno con gusto nelle Perle delle Alpi

    I primi freddi in montagna invitano a ritirarsi per ammirare i colori dell’autunno e gustare i suoi profumi in piatti antichi, sostanziosi e genuini. Le località alpine che aderiscono al network Alpine Pearls perseguono un turismo sostenibile ed ecologico anche in cucina, con ricette che valorizzano i prodotti locali a “chilometro zero” e le tradizioni secolari delle popolazioni di montagna. Nelle strutture delle Perle la natura è celebrata anche gustandone i frutti secondo le stagioni e il rinnovarsi delle sue risorse, che grazie a un’antica sapienza si trasformano in monumenti del gusto e della cultura.
    Nel seguito proponiamo tre ricette segnalateci dagli operatori delle Perle di Cogne, Racines e Pragelato. Per conoscere le offerte gastronomiche e turistiche delle strutture Alpine Pearls Vi invitiamo a visitare il nostro sito!

    La Favò a Cogne
    Sulla strada che da Aosta sale alla Perla valdostana di Cogne si incontra la località di Aymavilles, patria di una squisita specialità regionale, la Favò, di cui ogni anno si celebra nella frazione di Ozein l’omonima sagra. Il ristorante panoramico Sant’Orso, sito nell’omonimo hotel affacciato sul Gran Paradiso, ha fatto della Favò uno dei piatti principe dei suoi menu.

    1 cipolla, 1 carota, 1 gambo di sedano, 1 pomodoro fresco, 1 mazzetto di erbe aromatiche (salvia, alloro, rosmarino…), 300 g di salsiccetta, 1 kg di fave, 200 g di pasta corta tipo ditalini rigati, 2,5 l di acqua, 50 g di burro, 300 g di pane integrale raffermo (pane nero di Ozein), 100 g di fontina, 100 g di formaggio toma, santoreggia, sale, pepe.
    Tritare la cipolla, il sedano, la carota, il pomodoro fresco e farli soffriggere assieme alle erbe aromatiche. Unire le fave, aggiustare di sale e lasciar insaporire per una decina di minuti. Ricoprire di acqua calda far cuocere per circa 1 ora. A parte, far saltare in padella la salsiccetta sminuzzata e unirla alla minestra di fave. Aggiungere la pasta corta e continuare la cottura per altri 10 minuti aggiustando di sale e di pepe. Far sciogliere il burro in una padella e passarvi il pane integrale tagliato a cubetti. Unirlo alla zuppa alla quale vanno ancora aggiunte la fontina e la toma ridotte e dadini. Servire ben calda accompagnata da un buon vino rosso tipo Torrette di Aymavilles.

    Il pane nero della Val Giovo
    Il pane, alimento immancabile sulle nostre tavole, è il simbolo stesso dell’alimentazione e quindi della vita. Ogni popolo ha il suo pane e qui, tra le incantevoli montagne dell’Alto Adige, si è perfezionata nei secoli la tradizione del pane nero, il “pane povero” di montagna un tempo disprezzato ma oggi ricercato per le sue qualità nutritive e i suoi aromi antichi e genuini. Hannes Rainer dell’Hotel Rainer, nella Perla altoatesina di Racines, ci ha svelato la ricetta del profumato pane contadino di segala che serve agli ospiti della sua struttura, Hotel Natura n° 1 in Alto Adige.

    Panetto base: 250 g farina di segale, 25 g lievito, 125 g Yogurt naturale.
    Amalgamare gli ingredienti e lasciare a riposo per almeno due giorni a 30-40 °C, fino a fermentazione dell’impasto.
    500 g farina di segale integrale, 500 g farina di segale fine, 100 g panetto base, 15 g sale, 15 g spezie: cumino, anice, finocchio, trigonella, 750 ml acqua tiepida, 30 g sciroppo di barbabietola da zucchero.
    Aggiungere il panetto già preparato, le spezie e l’acqua tiepida alla farina e salare in modo uniforme. Impastare per bene. Coprire l’impasto e lasciare a riposo in luogo caldo per circa due ore. Quindi impastare nuovamente e formare le pagnotte. Lasciare ancora a riposo per 20 minuti, pennelare con acqua e cuocere a legna a 200 °C per 40-50 minuti.

    Calhetta a la pradzalentse
    Le montagne austere della Val Chisone, tra Francia e Italia, sono state per secoli il crocevia di culture diverse e culla di una fiera e antica civiltà montanara: gli Escartons. Questa eredità multiforme ha lasciato il segno nella lingua, nei costumi e nell’architettura, ma anche in cucina. La Calhetta, polpetta a base di patate da gustare con burro, sughi o come contorno, è un piatto povero negli ingredienti ma ricco di sapori. Ogni comunità della valle ne ha dato la sua interpretazione. Quella che di seguito proponiamo è la ricetta che si può gustare nelle case e nelle osterie delle borgate di Pragelato, la nostra Perla della Val Chisone.

    12 patate grosse (preferibilmente a pasta gialla), 3 uova, sale, 2 cucchiai di farina, una manciata di grissini sbriciolati, 1 cipolla, 1 foglia di cavolo, 1 etto di pancetta normale, olio per il soffritto.
    Pelate le patate, lavatele e asciugatele. Grattugiatele con l’apposita grattugia pragelatese in un recipiente piuttosto capiente. Passatele al setaccio e togliete tutta l’acqua e l’amido possibile e rimettete l’impasto nel recipiente. Mettete sul fuoco un pentolone d’acqua salata e portate ad ebollizione aggiungendo la foglia di cavolo. Preparate un soffritto con olio e cipolla, aggiungendoci solo in ultimo la pancetta tagliata a pezzetti. Versate il tutto nel recipiente, con l’aggiunta di una manciata di grissini sbriciolati, le uova intere e la farina, salate e mescolate il tutto con le mani. Preparate delle palline a forma di uovo (leggermente ovali), passatele abbondantemente nella farina e mettetele nell’acqua bollente a cuocere per circa 60 minuti. Degustate lâ calhetta con spezzatini, arrosti o altre carni cucinate con sugo oppure con un po’ di burro fuso versato a pioggia… semplicemente deliziose!

    PR Alpine Pearls Italy: OfficineKairos.it
    [email protected] – www.officinekairos.it

  • Luci, Colori &Sapori Mediterranei all’Expo Milano 2015

    Expo Milano 2015, 28 ottobre 2015. Un’Italia da Gustare in ogni suo angolo, in ogni percorso che si affaccia lungo lo Stivale. Così appariva ieri 27 ottobre il palco del Cluster Bio-Mediterraneo di Expo Milano ove si è tenuto l’ultimo appuntamento di “Luci, Colori &Sapori Mediterranei”. Una kermesse che ha portato a far conoscere al pubblico e alla Stampa numerose esperienze che rendono l’Italia un Paese continuamente da scoprire. L’incontro è stato organizzato da “italiadagustare” magazine con Studio Binaschi in collaborazione con l’Assessorato Agricoltura e Pesca della Regione Sicilia e della Repubblica Serba, Civiltà del Gusto e Radiopal.it, web radio&TV che ha trasmesso l’evento in diretta video streaming. Tantissime le aziende italiane intervenute a presentare i loro servizi e prodotti d’eccellenza Made in Italy in ambito biologico e agroalimentare, con uno sguardo alla distribuzione e all’export.

    Tanta curiosità hanno destato i BiO-Occhiali di Caterina Polini, occhiali stenopeici in grado di migliorare la vista con un aiuto naturale, un prodotto estremamente innovativo. Le sfide del biologico locale continuano con AidaGreen, un nuovo marchio made in Puglia racconta la storia di 750 prodotti biologici italiani. Federica Pari di Ego International Group ha catturato l’attenzione di molte delle imprese presenti: l’azienda offre servizi studiati per le medio-piccole imprese che intendono sviluppare una strategia di export o che necessitano di esplorare nuove nicchie di mercato in modo veloce ed efficace.

    Interessante anche l’ampia panoramica di Alessandra Bergamini sulle bellezze e le bontà del Distretto Rurale dell’Oltrepò Mantovano, un territorio costituito da 23 Comuni con 14.037 imprese (di cui 3537 aziende agricole) della Provincia di Mantova. Molti hanno plaudito alla presenza dell’affinatore di formaggi bresciano Pierluigi Micheletti (Formaggi Bresciani) mentre un autentico successo hanno avuto i vini calabresi di Antiche Vigne dell’Alto Cosentino, presentati da Annalisa Pironti e quelli veneti di Marco Sambin, produttore di vini con metodo biologico dinamico di derivazione australiana, in cui estrema attenzione è posta nella cura della vita del suolo. Ha destato non poco interesse del pubblico anche l’intervento di Luca Comodi, Presidente di Umbria Convivium, Associazione che persegue esclusivamente finalità di solidarietà sociale e ha come scopo la tutela, la valorizzazione e la promozione del territorio e del suo patrimonio enogastronomico, culturale, turistico e ambientale. Vi partecipano tra gli altri il Consorzio della Cipolla di Cannara, dalla buccia rossa e con gusto dolce, adatto anche per confetture, l’Elicicoltura Trevana che dal 2000 alleva chiocciole e ne fa sughi e paté, l’Azienda Agraria La Torre che produce farine biologiche, e la Fortunati Tartufi & Funghi, due straordinari prodotti che molti associano al clima e al paesaggio umbro. Sono anche interessanti le apparecchiature di Risto System che sviluppa e produce soluzioni in radiofrequenza utilizzabili in diversi ambiti e settori commerciali: nel settore della ristorazione, ad esempio, i vari prodotti mirano a offrire un servizio al cliente più rapido ed efficiente.

    Ben tre chef hanno deliziato il pubblico con momenti di showcooking facendo degustare i prodotti enogastronomici di alta qualità delle aziende che hanno sostenuto l’evento, tra cui “Pastai in Brianza”, che con altre tre aziende (Pastai in Valtellina, Pastai in Emilia e Pastai in Liguria) è specializzata nella produzione di pasta fresca, piatti pronti e salse. Applausi finali di apprezzamento ai tre chef, Melchiorre Mistretta – chef resident Padiglione Serbia, Leonard Belluzzi – Presidente Associazione Chef Gourmet, Robbie Pezzuol, chef del Ristorante Basilico Beach Rimini. Hanno contribuito all’evento anche altre realtà di servizi e prodotti Made in Italy, come Erbaflor, Cantine del Polpo, Mamma Lina, Lavanda Riviera dei Fiori, A&M Lavanderie Industriali.

    Insomma andata e ritorno sui binari del buon gusto. Non poteva non essere “Italia da Gustare”.

     

     

    Informazioni

    Le Roy srl
    Via Vitruvio, 43
    [email protected]

     

    Studio Binaschi

    Ripa di Porta Ticinese, 39

    [email protected]

     

  • Le proprietà della segale

    Scopriamo insieme le proprietà della segale

    La segale è considerato un malto ed è usato come ingrediente nei prodotti che prepariamo ogni giorno nel Forno4malti.

    Informazioni generali

    Cereale montano appartenente alle piante Graminacee, è presente da secoli nell’alimentazione dell’uomo: la sua origine è asiatica, ma si può trovare anche nei paesi dell’Europa orientale, in America e in Turchia.
    La sua coltivazione ha trovato terreno fertile anche nell’Italia settentrionale, come in Trentino-Alto Adige,nel Friuli, in Lombardia e in Piemonte.

    Le farine che si possono ottenere dalla segale sono di diversa tipologia: integrale, di tipo “0” (bianca) e di tipo “2” (semintegrale).
    Si tratta di un cereale con un’alta adattabilità, poiché molto resistente ai climi freddi e invernali: cresce su suoli poveri come la steppa e la brughiera, sviluppandosi in tempo abbastanza corti.

    Ci sono due tipologie principali di segale: la segale invernale, chiamata anche “grande segale”, che viene seminata tra luglio e agosto e la “segale dormiente”, seminata in ottobre, prima delle gelate.

    Le proprietà della segale

    La segale ha numerose proprietà nutritive. Ad esempio contiene molte fibre ed è un valido aiuto per la flora intestinale; inoltre è un buon ingrediente perché previene le malattie legate all’invecchiamento delle arterie, alla sclerosi multipla, all’ipertensione ed a problemi cardiovascolari.

    La segale integrale contiene il 69% di carboidrati e il 12% di proteine, rendendola  un alimento molto energetico ma meno calorico del classico pane di frumento.

    Inoltre questo cereale è ricco di sali minerali, come lo iodio, il ferro, il potassio, il fosforo, il calcio, il magnesio e contiene molteplici vitamine, in modo particolare quelle appartenenti al gruppo B.

    La segale è molto utilizzata nell’alimentazioni dei diabetici poichè ha un indice glicemico molto basso e inferiore rispetto agli altri cereali.

    Il pane di segale

    La farina di segale ha un gusto abbastanza neutro: usata soprattutto per fare il pane, può essere abbinata con tantissimi altri ingredienti e sapori.

    Molto famoso è il “pane nero“, caratteristico dell’Alta Valle Canonica; questo pane speciale si ottiene da un impasto misto di farina di segale e di farina di frumento, ha un gusto appena acido, ma al tempo stesso aromatico.

    Viene preparato tramite un pre impasto con lievito madre per poi passare all’impasto diretto che prevede una lievitatura che può arrivare fino alle 24 ore.

    Il pane di segale viene molto consumato anche in Germania, dove si ottiene il cosiddetto “pumppernickel”, contenente anche grani interi, con un gusto un po’ acidulo.

    Non solo pane

    Naturalmente con la farina di segale si possono cucinare anche fiocchi per la colazione, gallette e creme. Mentre con i suoi chicchi si preparano zuppe e minestre vegetali; se i chicchi vengono tostati e macinati, si ottiene un sostitutivo del caffè, ma molto più salutare e benefico.

    Come utilizzarla in casa

    Gli ingredienti per ottenere una pagnotta di questo aromatico pane sono: 300 grammi di farina di segale, 100 grammi di farina “0” di frumento, 250 millilitri di acqua, 10 grammi di lievito di birra, 5 grammi di malto e 1 cucchiaino di sale.
    La preparazione è abbastanza veloce, circa 30 minuti, mentre la cottura arriva fino a un’ora.

    Come prima operazione bisogna sciogliere il lievito e il malto nell’acqua, poi aggiungere la farina di segale e la farina bianca e cominciare a lavorare l’impasto; infine aggiungere il sale e impastare ancora fino a che non risulti un composto omogeneo e liscio.

    Formare quindi una palla e adagiarla in una ciotola. Coprire la ciotola con della pellicola e far lievitare per circa due ore.

    Trascorso il tempo di lievitazione sgonfiare l’impasto leggermente con le mani senza schiacciarlo troppo e formare un rettangolo; arrotolare poi il rettangolo stesso e trasferire il bastone ottenuto su uno stampo da plumcake, coperto con carta forno. Fare lievitare per un’altra ora.

    Infine cuocere il pane in forno a 240° per circa 15 minuti, poi abbassare a 200° e farlo cuocere ancora per 40 minuti.

    Gli ultimi dieci minuti lasciare aperto il forno a spiffero, in maniera tale che il pane si asciughi per bene.

    Provalo da noi

    Il Forno4malti è una bottega artigiana di Roma, specializzata nella produzione della pizza ai 4 malti. E’ il posto adatto per chi vuole mangiare sano!

  • Vasetti per marmellate e regole per fare le conserve

    Produrre le conserve in casa è sempre più semplice da fare, ecco perché moltissime persone hanno cominciato a farlo in autonomia sia per poter gustare un prodotto genuino creato con le proprie mani che per risparmiare denaro. Rintracciare gli ingredienti perfetti è semplice ma nonostante queste preparazioni siano semplici bisogna sempre stare attenti ai rischi alimentari.

    In ogni produzione casalinga bisogna sempre avere presente quali sono le giuste dosi di conservanti naturali oppure bisogna quantomeno conoscere le fasi corrette per una perfetta sterilizzazione dei vasetti onde evitare di incorrere in gravi intossicazioni alimentari come ad esempio il botulino. Le regole d’oro da tenere in considerazione per preparare dei perfetti vasetti per marmellate sono semplici, scopriamone alcune.

    Sempre meglio utilizzare una quantità adeguata di zucchero soprattutto se nella ricetta non sono presenti altre sostanze conservanti come ad esempio l’aceto, il vino oppure il sale (settecento grammi sono la dose giusta per ogni chilo di frutta). I barattoli vanno sempre sanificati per garantire igiene e sicurezza del prodotto finale: i contenitori di conserve, confetture o marmellate devono essere nuovi e vanno bolliti almeno mezzora prima di essere utilizzati.

    Al momento della riempitura è importante lasciare un minimo di spazio tra il contenuto e il tappo in modo che si possa creare il vuoto necessario.

  • Il Cervaro della Sala e Renzo Cotarella protagonisti alla Fisar Roma

    Un viaggio di 90 minuti, come una partita di calcio ma senza intervallo ed espulsioni. Non sono mancati i gol, ben cinque le annate in degustazione, e i tocchi di classe, come il racconto di un viaggio in macchina da Bordeaux a Firenze passando per Nizza. Tante emozioni quindi nella degustazione verticale organizzata dalla Delegazione di Roma e Castelli Romani della Fisar mercoledì 23 settembre dedicata al Cervaro della Sala, sicuramente uno dei vini bianchi più importanti, blasonati e longevi d’Italia. A presentare e raccontare come è nato e si è evoluto questo prodotto di casa Antinori c’era il Direttore Generale dell’azienda nonché “padre” del Cervaro, Renzo Cotarella. Con lui il responsabile dell’azienda situata a qualche chilometro di Orvieto, Massimiliano Pasquini. Dopo la presentazione del Delegato Filippo Terenzi, padrone di casa allo Sheraton Rome Hotel, i circa 80 partecipanti hanno potuto viaggiare alla scoperta di questo splendido vino, frutto di un assemblaggio di Grechetto e Chardonnay. La panoramica – confortata dalla degustazione delle annate 2004, 2006, 2009, 2011 e 2013 – è partita proprio dall’incontro di Cotarella con i vini bianchi di Borgogna in un ristorante di Nizza, una folgorazione giovanile che ha ispirato l’attività dell’agronomo, diventato anche enologo per forza di cose, nell’azienda orvietana degli Antinori, gruppo che ha raggiunto ormai i 2000 ettari vitati sparsi per le varie tenute di proprietà in Italia. Cotarella ha definito il Cervaro un “vino icona ma accessibile” per via del prezzo tutto sommato contenuto, ma anche un modello operativo che è stato poi importato e diffuso all’interno del gruppo fiorentino.

    La serata si è quindi snocciolata, mentre i sommelier Fisar della Delegazione di Roma passavano al servizio delle cinque annate, tra un racconto di vita vissuta e un dettaglio tecnico. Da come, nel 1986, il bianco del Cervaro della Sala fece per la prima volta casualmente la fermentazione malolattica, facendo intuire possibilità fino a quel momento inespresse per questa etichetta. La nuova cantina operativa dal 2006, la scelta di fare vini “saporiti ma non pesanti”, l’attenzione costante per i dettagli alla ricerca del miglioramento continuo e la previsione di dosare in futuro ancora meglio le percentuali di Grechetto sono stati alcuni dei punti toccati da Renzo Cotarella nel suo intervento, seguito con la massima attenzione da tutti i presenti. Un evento che ha lasciato bellissime sensazioni nelle persone intervenute, non solo per la degustazione in sé ma anche per la cordialità dell’incontro e la disponibilità dimostrata da Cotarella e Pasquini, che non hanno fatto mancare l’invito a visitare l’azienda prima di congedarsi.

    Per la cronaca Cotarella ha definito la 2013 come una delle annate migliori per il Cervaro della Sala, gli appassionati possono quindi puntare a farne scorta appena possibile, considerando che il vino non soddisfa mai le richieste del mercato!

  • Settimane della pecora con gli occhiali della Val di Funes

    Anche quest’autunno, dall’1 all’11 di ottobre, tutti i buongustai sono attesi in Val di Funes per le „Settimane dell’agnello”. 15 locande della Val di Funes e 11 esercizi partner dell’iniziativa culinaria dedicata alla “pecora con gli occhiali della Val di Funes” parteciperanno all’iniziativa gastronomica e presenteranno svariate prelibatezze culinarie a base di carne d’agnello. Gli esercizi aderenti all’iniziativa vizieranno i propri ospiti con piatti raffinati preparati con la pregiata carne del “Villnösser Brillenschaf”. Anche quest’anno le settimane gastronomiche saranno organizzate dal gruppo locale dell’Unione Albergatori e Pubblici esercenti (HGV).
    La carne di agnello delle pecore con gli occhiali è di altissima qualità, tenera e dal gusto delicato ed è espressione di regionalità e autenticità.
    “Siamo particolarmente felici del fatto che, con la lavorazione in loco della carne della pecora con gli occhiali, il valore aggiunto generato rimane nella nostra valle. Con questa iniziativa i contadini, gli allevatori e gli operatori gastronomici forniscono un ottimo esempio di come sia possibile e sensato favorire i microcircuiti economici locali”, spiega entusiasta il responsabile del gruppo locale HGV, Konrad Kofler.
    Le settimane gastronomiche dedicate alla pecora con gli occhiali della Val di Funes saranno arricchite da due eventi. Nelle giornate del 2, 9 e 16 ottobre viene proposta un’escursione che permetterà ai partecipanti di conoscere i contadini di montagna e i prodotti dell’agricoltura locale. Il 9 ottobre, dalle ore 15 alle ore 17.30, presso il Centro visite del parco naturale Puez Odle si svolgerà un pomeriggio speciale per famiglie in cui si insegnerà ai partecipanti come si produce il feltro con la lana delle pecore della Val di Funes.

    (Ufficio Stampa Alpine Pearls Italia: OfficineKairos.it)

    Info:
    Associazione turistica Val di Funes
    San Pietro 11 – 39040 Val di Funes (BZ)
    Tel.: 0472 840180 – Fax: 0472 841515
    [email protected] – www.villnoess.info

  • Bottiglie da tavola e piatti sfiziosi: imbandire la tavola per gli amici

    Se stasera avete ospiti a cena starete già cercando qualche idea sfiziosa per saziare ma anche per stupire i vostri commensali. Preparare la tavola in modo divertente e originale è certamente il modo migliore per accogliere gli ospiti e farli subito sentire a casa.

    Incontro in famiglia? Amici di sempre? Commensali sconosciuti? Accogliere nel modo giusto i propri ospiti a pranzo o a cena diventa più semplice quando si comincia preparando una bella tavola imbandita: molti dicono che guardando com’è stata addobbata la tavola si può capire molto sulla personalità di chi l’ha preparata, sul gusto, sulla creatività e anche sulla predisposizione all’accoglienza.

    Per creare un’atmosfera conviviale non basterà preparare le pietanze preferite dei nostri invitati ma bisognerà organizzare con cura l’aspetto scenografico tenendo conto di qualche piccola regola di bon ton e facendo riferimento alla fantasia. Le regole del galateo impongono una rigida disposizione di posate, piatti e bicchieri, perché l’organizzazione dell’apparecchiatura è uno schema da seguire con cura.

    Ecco quindi che i piatti dovranno essere sistemati in base all’ordine delle pietanze e le posate andranno disposte secondo uno schema logico molto semplice (forchetta sinistra, coltelli e cucchiai da destra). E poi ancora i bicchieri, le bottiglie da tavola al centro, il pane e i fiori in centro tavola: buon appetito.

  • LE INTERVISTE DI TASTÉ: MICHELE

    Un incontro ai piedi del Monviso, poche parole per capire che la vita può essere passione, l’identità contadina trasformata in servizio. Questo e molto altro ancora è Tastè gusto italiano, il primo portale di spesa on line made in Piemonte.

     

    Questo percorso non poteva non partire dalla persona da cui l’idea Tasté è nata. È così che incontro Michele Pampiglione in cascina o, come ama ripetermi più volte, all’interno del suo rifugio per gli anni che verranno. Per me che sono abituato all’anarchia della campagna toscana la razionalità dei cascinali piemontesi è un abbraccio a metà tra il soffocante e il confortevole, come quello di una paffuta zia che da troppo tempo non ci vede. Fortunatamente prendiamo posto in quella curiosa torretta che avevo notato fin dal mio arrivo e che mi offre uno spaccato privilegiato sul Monviso, giusto un paio di passi più in là. Il nostro appuntamento nasce appunto dalla mia curiosità verso l’iniziativa di cui assieme al fratello Guglielmo, eterno girovago alla ricerca del produttore perfetto, si è fatto portatore, che ho incrociato quasi per caso in un lontano lunedì di aprile.

     

    Partiamo dal nome. Tastè gusto italiano, cosa vuol dire?

    In realtà tutto nasce da un curioso fraintendimento risalente al tempo in cui stavamo cercando un nome per il nostro progetto di valorizzazione del patrimonio agroalimentare locale. È infatti merito della scarsa attitudine di mio fratello con l’inglese se, in occasione di una nostra visita ad un piccolo produttore locale sposato con una signora di oltremanica, un semplice “Can I taste?” è diventato “Can I tasté?”, in pieno clima piemontese. Ci bastò uno sguardo per capire che avevamo trovato il nome giusto.

     

    Insomma Tastè come affermazione dell’identità piemontese?

    Sarebbe impossibile non lo fosse per noi. Da un lato il nostro percorso umano ci ha portato a confrontarci continuamente con le campagne circostanti, facendoci maturare la consapevolezza che esse sono portatrici di un patrimonio alimentare che per qualità ed eterogeneità ha pochi rivali in Italia. Se a ciò uniamo la nostra vicinanza a quei temi etici e sociali che si concretizzano nell’idea di chilometro zero, ecco che si comprende la nostra scelta imprenditoriale.

     

     

     

    Tasté uguale nuova proposta etica?

    Per chi come me è nato e cresciuto in campagna è difficile considerare il cibo come proposta etica o rifiuto della globalizzazione, per me è sempre stato convivialità e sapore. Capisco però che attorno al cibo esista oggi un grande dibattito che impedisce di rimanere neutrali. Se dunque devo giocare questa partita lo faccio dalla parte di coloro che credono che la campagna sia differenza e sacrificio, stagionalità e passione. Ogni nostro produttore è figlio infatti di centinaia di chilometri percorsi e di decine di assaggi cui siamo stati golosamente costretti. Proprio perché conosco bene le dinamiche della GDO alimentare, non posso non discostarmene, incapaci come sono di proporre un modello di sviluppo sostenibile per chi della filiera è il protagonista: il contadino.

     

    Non male per chi non voleva prendere posizione sul punto. C’è altro?

    Sicuramente. Oltre ad essere infatti un chiaro rifiuto ad una certa cultura alimentare che equipara il cibo ad un prodotto industriale standardizzato e sempre disponibile, Tastè è anche un punto di incontro tra i valori secolari e un servizio moderno, capace di rispondere alle esigenze di una società in debito di tempo. Il nostro portale, tastegustoitaliano.it, è un negozio accessibile 24 ore al giorno, dove ciascuno può acquistare in tutta semplicità i prodotti che desidera salvo poi attenderne la consegna direttamente a casa propria, senza alcuno sforzo.

     

    Cibo genuino e servizio personalizzato. A ben sentirti sembrerebbe di aver trovato la quadratura del cerchio.

    Preferisco pensare di aver semplicemente aiutato tutti coloro che nel ricercare un prodotto che profuma di buono e sano hanno difficoltà a recuperarlo. Ricordiamo come molti dei cibi proposti siano fuori dai classici circuiti di distribuzione, rendendo talvolta necessario spingersi fino in azienda per poterli acquistare; come è facile comprendere questo non sempre è possibile, a tutto danno della libertà di autodeterminazione alimentare che ciascuno di noi deve avere. A ciò si affianca il servizio a domicilio, a nostro avviso un vero modo di riappropriarsi del proprio tempo.

     

     

     

    Detto a chi come me vive la spesa del sabato come un incubo è un messaggio efficace.

    Credo che tutti noi oggi siamo sottoposti a dei ritmi di vita molto più frenetici rispetto ad un passato neppure troppo remoto. Ciò influenza la qualità della nostra vita, sottraendoci del tempo da dedicare a noi o alle persone amate. Se relativamente agli aspetti lavorativi non possiamo farci niente, una risposta diventa doverosa rispetto alle incombenze domestiche. Il nostro auspicio è che il tempo e le energie che non sarete più costretti ad investire nella spesa quotidiana le rivolgiate ai vostri cari, ai vostri interessi, a ciò che semplicemente vi piace fare o essere.

     

    Un prodotto buono e sano, un servizio efficiente, una vita migliore. Quale miglior spot per Tastè?

    Semplicemente un assaggio. Perché dietro a questo portale, al lavoro nostro e di tutti i collaboratori, al servizio, alla possibilità di dedicarvi ai vostri interessi, c’è la gratificazione che solo il cibo, quello gustoso, ci può regalare. Per questo non posso fare altro che invitarvi a visitare il nostro sito, consultare la nostra ampia proposta e acquistare quello che più vi piace. Sono convinto che anche voi vi lascerete innamorare di Tasté.

     

     

    Oltre che al termine del nostro incontro siamo giunti anche all’ora di cena, ed occasione mai fu più ghiotta per un invito a casa di Guglielmo, finalmente tornato, pare con fantastiche novità. Grande il piacere di sedermi a fianco di persone diventate amiche in un batter d’occhio. Ma anche questo fa parte della grande magia del cibo, ma solo di quello buono.

  • Festival del Puzzone di Moena

    Chi non conosce il Puzzone di Moena? Per i più fedeli, ma anche per chi non ne ha mai sentito parlare, dal 18 al 20 settembre ecco tre giorni dedicati al Re dei formaggi trentini con certificazione D.O.P. Sarà questo squisito formaggio a crosta lavata il protagonista indiscusso di passeggiate golose, degustazioni, laboratori per bambini, proposte gastronomiche, aperitivi, sfilate e spettacoli da vivere a Moena, la Fata delle Dolomiti.
    Tradizioni, musica, degustazioni e la classica desmonteada, il ritorno delle mucche delle malghe, per una gran bella festa di fine estate, ai piedi delle Dolomiti.
    Il puzzone (in ladino spretz tzaorì, che significa formaggio saporito) è un formaggio unico, per il particolare odore acuto e per il sapore inconfondibile. Si ottiene da latte crudo e viene stagionato almeno 4 mesi, fino ad un massimo di 7-8. Fondamentale per la qualità del prodotto è l’alimentazione delle mucche, e in particolar modo il fieno ricco di essenze dei pascoli in quota. L’uso di insilati è completamente vietato! E’ uno dei formaggi con il marchio PAT (Prodotti Agroalimentari Tradizionali italiani), dalla pasta semidura color paglierino e si può gustare in tutti i locali di Moena e seconda la tradizione è accompagnato alla polenta o lo si ritrova come ingrediente principe in canederli e gnocchi.

    (Ufficio Stampa Alpine Pearls Italia: OfficineKairos.it)

    Ufficio Perle Alpine
    Piaz de Sotegrava 19, 38035 Moena
    Tel.: +39 0462 565038 Fax: +39 0462 565668
    E-mail: [email protected]

  • Cibo è… montagna!

    Il tema dell’Expo 2015 “Nutrire il pianeta, energia per la vita” è anche uno dei fili conduttori della filosofia Alpine Pearls, il network internazionale di località alpine impegnate nella promozione di un turismo sostenibile e a bassa impronta ecologica. Il rapporto delle popolazioni di montagna con il cibo è da sempre segnato dalle difficoltà di un ambiente incantevole ma avaro di risorse, dove una sapienza millenaria ha permesso di sfruttare ciò che la natura poteva offrire nel perpetuo rinnovarsi delle stagioni. La cucina alpina, sostanziosa e dai sapori intensi, è un esempio di politica alimentare sostenibile dove gli ingredienti locali si armonizzano creando un legame tra l’uomo e il territorio fatto di gusto, profumi e profonda conoscenza e rispetto dell’ambiente.
    L’autunno alpino si trasforma spesso in un’occasione per celebrare la generosità e l’abbondanza dell’estate che si spegne con eventi e sagre a base di prodotti locali e sane abbuffate.

    La Magdeleine: il pane nero in festa

    4 ottobre 2015
    Dopo avere nutrito per secoli intere generazioni di montanari, il “pane dei poveri” vive il suo giusto momento di gloria in una festa che, dai mulini ai forni, ci porta alla scoperta di antiche tradizioni. La manifestazione parte dall’interessante itinerario dei mulini de La Magdeleine presso i quali si macinavano i cereali fino ad arrivare al prodotto finito: il pane cotto nel forno del paese. Ogni villaggio valdostano era provvisto di almeno un forno comunitario dove le famiglie cuocevano a turno il pane per il proprio consumo, di solito una volta l’anno, all’inizio dell’inverno. Questa consuetudine è ancora attuale in molti villaggi.

    Devétéya é Féra de Cogne

    3-4 ottobre 2015
    Alla fine dell’estate, nel weekend del 3 e 4 ottobre, il rientro a valle delle mandrie dalle malghe in quota (la “devétéya”) diventa occasione per una grande festa tradizionale che rievoca l’antica fiera del bestiame, con una sfilata dei capi per le vie della Perla valdostana di Cogne e un mercato di prodotti tipici e artigianali a km zero. Speciali laboratori tematici saranno allestiti per far conoscere ai più piccoli il mondo del latte e del formaggio, mentre balli e musica animeranno le serate. Per gli amanti del gusto, i ristoranti del paese proporranno lo speciale menu “Les Saveurs de l’Alpage” per il pranzo di entrambe le giornate.

    Ceresole Reale a tavola con i prodotti del Parco

    Come è tipico della cucina di montagna, la gastronomia della Perla piemontese di Ceresole Reale offre piatti semplici ma sostanziosi e dagli aromi allettanti. Chi vuole immergersi nei sapori schietti e antichi degli alpeggi del Parco del Gran Paradiso non può non assaggiare la gustosa polenta concia (polenta di farina di mais arricchita con formaggio toma e burro), servita da sola o con carni, specialmente selvaggina in civet. Gli altri ingredienti della cucina vengono dalla natura: funghi, bacche ed erbe selvatiche che entrano in molte ricette locali. Per portare a casa un po’ di sapori ceresolini: un pezzo di toma, il tipico formaggio della zona fatto con latte di mucche che pascolano negli alpeggi in alta quota, dal sapore intenso e particolare che solo le erbe di montagna possono dare.

    La zattera dei buongustai sul Weissensee

    Weissensee, l’incantevole Perla della Carinzia, è anche un tempio per i buongustai che nei numerosissimi ristoranti possono gustare il pesce del lago alpino più cristallino delle Alpi e le ricette raffinate me genuine di una regione dove si respirano già i sapori delle vicine Italia e Slovenia. Per promuovere l’eccellenza culinaria locale, il consorzio turistico organizza periodicamente escursioni in zattera sul Weissensee dove assaggiare le delizie locali. Sulla “Zattera dei buongustai” i migliori cuochi e gastronomi della regione preparano, crude o in gustosi ed eleganti piatti, le migliori specialità del territorio. La zattera è raggiungibile solo a nuoto o in barca, perché non attracca da nessuna parte. Ma lo sforzo fisico è l’unico prezzo da pagare per gustarsi un giro enogastronomico: il resto è tutto gratis, offre il presidente del consorzio!

    Cucina contadina in Alta Val Passiria

    Dal 26 settembre al 10 ottobre 2015
    Alpine Pearls ha selezionato una proposta di soggiorno per gustare i colori e i sapori dell’autunno nella Perla altoatesina di Moso in Passiria. Il pacchetto settimanale accompagna i visitatori alla scoperta del fascino della vita contadina dei masi, dove assaporare la cucina tradizionale dell’Alta Val Passiria gustando ottimi piatti di selvaggina e pietanze tipiche come la frittata sbriciolata di grano saraceno. Il pacchetto comprende una cartina escursionistica della valle e la “BusCard Merano e dintorni” che consente di utilizzare tutti i mezzi di trasporto pubblico in Val Passiria e dintorni. A partire da 246 euro/persona.

    (Ufficio Stampa Alpine Pearls Italia: OfficineKairos.it)

  • Alimenti biologici: FoodBros sostiene il benessere della tua salute

    L’alimentazione, insieme a un corretto stile di vita, è alla base del nostro vivere sano. La prevenzione di molte malattie inizia a tavola e questo suppone una corretta scelta dei prodotti. Prediligere cibi di provenienza biologica equivale a proteggere la nostra salute: alimentarsi Bio è una scelta benefica.

    Gli alimenti biologici sono ottenuti nel rispetto delle sole regole della natura. Si tratta di un’agricoltura che esclude l’uso di prodotti chimici di sintesi (antiparassitari, pesticidi, concimi) e di qualsiasi organismo geneticamente modificato, utilizzando fertilizzanti di origine naturale (animale, vegetale o minerale). Agricoltura e prodotti biologici rispettano, a partire dalla terra sino alla tavola, la salute dell’uomo.

    FoodBros, attraverso un catalogo ricco di sapori unici, autentici e dimenticati, valorizza il piacere di stare a tavola, stimolando un cambiamento nelle abitudini alimentari errate. Il negozio online, foodbrosshop.com, propone una selezione di cibi genuini locali garantiti e di origine bio certificata.

    PERCHÈ PREFERIRE IL BIOLOGICO?

    Più gusto e nutrizione

    Gli alimenti biologici sono ricchi di principi attivi vitali (Vitamina C, calcio, ferro, magnesio e molte altre) che servono al corretto funzionamento del nostro organismo, e risultano più genuini e gustosi rispetto ai cibi convenzionali. Su www.foodbrosshop.com sono disponibili marmellate, pasta, olio, contorni e alimenti bio di aziende agricole marchigiane.

    Meno rischi per la salute

    I cibi biologici non contengono neurotossine, dannose per le cellule nervose, a cui sono esposti soprattutto i bambini. È per questo che tali prodotti sono un toccasana per il loro organismo in crescita. L’origine naturale e non contaminata, inoltre, garantisce una minore esposizione al rischio di contrarre una malattia tumorale.

    Rinforza il metabolismo e le difese immunitarie

    Gli alimenti bio, più nutrienti e naturali, rafforzano le difese immunitarie. Ricchi di sostanze antiossidanti, producono un effetto ricostituente e anti-age ritardando l’invecchiamento dell’organismo, e nello specifico della pelle, più giovane, bella ed elastica. Mangiare bio equivale dunque, non solo a essere più sani, ma anche più belli.

    Con Foodbros il benessere è a portata di mano grazie a prodotti di origine controllata e certificata. Su www.foodbrosshop.com vanta un ruolo rilevante la pasta, alimento principe delle nostre tavole.

    La pasta biologica, in termini di valori nutrizionali, è una componente imprescindibile nell’ambito di una dieta sana e corretta. Il suo alto valore energetico la rende un elemento fondamentale per chi svolge attività fisica.

    Mangiare pasta biologica aggiunge ulteriore valore. Significa consumare un alimento non trattato con sostanze tossiche, i cui residui possono accumularsi nel nostro organismo nel corso del tempo, con conseguenze dannose sulla salute.

    LA PASTA BIOLOGICA MARCHIGIANA

    FoodBros propone pasta biologica locale, nella cui lavorazione è ancora protagonista l’uomo. Le aziende agricole marchigiane, infatti, preservano la gastronomia di un tempo da cui deriva un prodotto finale tracciabile e riconoscibile in ogni sua proprietà organolettica.

    Chitarre, fettuccine, fusilli e ogni genere di pasta biologica, corta o lunga, per portare in tavola dei consumatori prodotti dal gusto genuino.

    Scoprite la pasta e tutti gli alimenti biologici selezionati da FoodBros nello shop online. Ordinate su www.foodbrosshop.com in maniera rapida e sicura, approfittando della spedizione gratuita in tutta Italia.

     

  • “Red passion” calabrese: la collana di peperoncini piccanti.

    Da sempre il peperoncino piccante rappresenta l’emblema della gastronomia calabrese, per la sua schiettezza, il suo sapore e la varietà d’uso: basti pensare ad esempio alle variegate sperimentazioni culinarie…che spaziano dai salumi, ai sottoli, ma anche ai liquori ed alle marmellate e confetture che vengono connotati dal suo gusto frizzante, deciso ma al tempo stesso delicato di questa esclusiva spezia.

    E, se tanto mi da tanto, il peperoncino, quello diavolicchio in particolare , non manca di offrire la sua collaborazione anche da un punto di vista coreografico…..in particolare in una particolare composizione che in Calabria si è soliti trovare nelle diverse attività commerciali delle varie località, ovvero anche sul web, presso siti di vendita on line di prodotti tipici calabresi: la Treccia di peperoncino, una esclusiva collana artificiosamente e tassativamente preparata a mano, in particolare nel periodo agosto/inizi settembre. E’ questo il periodo in cui il peperoncino calabrese, infatti, ha ormai raggiunto le ottimali condizioni di maturazione, “arrossato” a modo dal caldo sole del nostro Sud.

    La sua preparazione non richiede, in verità, una grande maestria, sicuramente una discreta manualità, tradizione e soprattutto l’amore per le cose buone della nostra agricoltura. In pratica, mediante l’ausilio di un filo di buona tenuta ed un ago di “spessore” (la zaccurafa…quella che un tempo si usava anche per cucire i materassi) i peperoncino vengono cuciti dal peduncolo, uno dopo l’altro, fino ad averne una ghirlanda di 50/60 pz circa, anche per consentirne una buona gestione ed una altrettanto ottima manovrabilità, dovendola spostare alla bisogna.

    Questa magnificenza estetica del gusto in realtà, trova la sua origine nell’esigenza di trovare una ottimale modalità per conservare il peperoncino: ed infatti, riponendo la “collana” in luogo fresco, asciutto e ben ventilato, dopo un mesetto circa si riesce ad ottenere dei “frutti” da passare un attimo in forno caldo e spento, per far definitivamente evaporare l’umidità residua, e da riporre poi interi o macinati in contenitori di vetro, sì da poterne gustare il sapore deciso per tutti i mesi successivi. Ovviamente anche prima della essiccazione definitiva, è possibile asportarne i singoli peperoncini per la bisogna quotidiana.

    Ovviamente la treccia può essere composta anche da peperoncino diavolicchio dolce, anche se la consuetudine regionale ne ha fatto una vera e propria icona nella versione “piccante”.

    Il peperoncino calabrese……..buono e bello al tempo stesso, nulla da eccepire!!

  • Aprire una pizzeria al taglio, vantaggi e svantaggi

    Per chi vuole lavorare nel settore della ristorazione, mettendosi in proprio, l’apertura di una pizzeria può rappresentare un’ottima opportunità di business. Per esempio, con un capitale iniziale e con investimenti contenuti è possibile aprire una pizzeria al taglio. Per molti, infatti, entrare in pizzeria e consumare, magari sul posto, un trancio di pizza rappresenta un vero e proprio rituale, ragion per cui la domanda è alta e, per intercettarla, occorre comunque servire ai clienti un prodotto di qualità.

    Aprire una pizzeria al taglio significa quindi entrare nel cosiddetto business dello street food facendo comunque attenzione al fatto che ci sono tanti vantaggi ma anche alcune criticità. Una di queste è rappresentata dal fatto che il lavoro può rivelarsi faticoso anche in ragione del fatto che negli ambienti di lavoro a causa della presenza dei forni l’attività si svolge in presenza di temperature elevate.

    Per l’apertura di una pizzeria serve di conseguenza una naturale predisposizione ed anche un pizzico di passione facendo attenzione nello scegliere dove aprire la pizzeria al taglio. Di norma è bene aprirla in un luogo di passaggio dove per i clienti deve essere agevole non solo acquistare ma anche consumare la pizza nelle aree circostanti.

    Detto questo, per ampliare l’offerta, oltre alla pizza al taglio si possono proporre ai clienti, magari anche su ordinazione, pure tanti altri prodotti da forno e non solo, dalle patatine fritte ai panzerotti e passando per le torte salate, le crepes, le focacce e gli arancini. In questo modo per il proprio negozio di pizza al trancio l’offerta si presenterà agli occhi del cliente ampia, diversificata ed in grado di venire incontro a quelle che sono tutte le sue esigenze ad ogni ora del giorno per il pranzo, per la cena e, in generale, per un pasto da consumare con i parenti, con gli amici o semplicemente con i propri cari.

    Fra le miglialia di pizzierie citiamo Dottor Pizza di Piazza Armerina, un vero specialista del gusto in Sicilia dove è possibile ordinare e ricevere le pizze a domicilio.

  • LA SELVA DEGLI HOBBIT – II^ edizione

    Domenica 30 agosto dalle ore 17.00 presso la  Selva Dei Pini a Pomezia, parte la seconda edizione de ” La Selva degli Hobbit. Una serata fuori dal tempo dove ottima musica, danze, stands, gastronomia, laboratori vi incanteranno con un’atmosfera di familiarità,condivisione e gioia, per conoscere qualcosa in più sulla storia della bellissima terra d’Irlanda e sulla cultura celtica.
    All’interno della magica selva, si esibiranno:  Green Clouds , Eventide,
    City of Rome Pipe Band ,  Gens d’Ys – Accademia Danze Irlandesi,  Sbandieratori Teatrali di Borgo Spante …Gufi e Civette
    Novita’  di quest’anno Torneo di HOBBIVILLE a La Selva degli Hobbit 2015  una serie di giochi all’aria aperta per i nostri avventori più “adrenalinici” e sportivi, dai 14 ai 99 anni di età.
    Inizio del Torneo alle ore 11.00 am
    INGRESSO LIBERO e  all’interno esposizione di rapaci.
    Presenta la serata Lady Galadriel (Nini Russo)
    Insomma non mancate!
    Ricordandovi che  “La Selva degli Hobbit”  è un evento creato da privati ed associazioni senza alcun scopo di lucro e con un piccolo finanziamento da parte del comune di Pomezia che copre solo una parte dei costi dell’evento. Le donazioni sono per noi importanti al fine di garantirti una piacevole festa ricca di eventi che speriamo di migliorare di volta in volta. Non esitare a contattarci, per qualsiasi domanda o suggerimento, tramite la pagina CONTATTIdel sito.
     – PROGRAMMA SERATA e Info
    https://www.facebook.com/laselvadeglihobbit?fref=ts
    Partners
    http://www.frequenzazerocommunications.it/
    Ufficio Stampa
    http://www.frequenzazerocommunications.it/

     

    a cura di

    Lara Ferrara
  • LE HISTORIAE VOLCEIANE A BUCCINO: CULTURA ED ENOGASTRONOMIA FORMULA VINCENTE DOPO LE QUINDICIMILA PRESENZE DELLA PASSATA EDIZIONE LA CITTADINA SALERNITANA FESTEGGIA LE TRENTASETTE CANDELINE DELLA MANIFESTAZIONE

    Un’edizione decisamente all’insegna del binomio tra cultura ed enogastronomia. La manifestazione Historiae Volceianae a Buccino in provincia di Salerno, spegne trentasette candeline con un programma incentrato soprattutto alla valorizzazione dei piaceri della cultura abbinati a quelli della tavola. La manifestazione quest’anno si avvale della collaborazione della Bcc di Buccino con il neo presidente Giuseppe Tuozzo e i consiglieri Umberto Comentale e Giovanni Carucci.  E se l’obiettivo resta sempre quello di far conoscere quanto più possibile il Museo Archeologico Nazionale “Marcello Gigante” e le bellezze dell’antica Volcei, si prosegue nella linea vincente che lo scorso anno ha fatto arrivare a Buccino quindicimila presenze. La succulenta novità dell’edizione 2015 è infatti rappresentata dalle sezioni in programma che faranno rivivere le atmosfere delle antiche Tabernae con la rievocazione “Per Bacco, quanto vino s’è versato” a cura del Gruppo di Antropologia Sociale dell’Antichità. Altra novità è rappresentata da “I gioielli degli antichi” laboratori per bambini, didattici e creativi, nel corso dei quali, i piccoli guidati dagli artigiani della materia di Moroeventi  potranno realizzare monili e “preziosi”. Fitto ad ogni modo il programma della tre giorni a Buccino. il 16 agosto, a partire dalle 10 e fino alle 13 si svolgeranno le visite guidate al Parco archeologico urbano di Volcei. Alle 19 il taglio del nastro inaugura i percorsi didattici e apre il mercato d’artigianato storico degli Artigiani della materia, per proseguire con i percorsi didattici per bambini e ragazzi. Dalle 19 alle 24 un altro piatto forte della manifestazione: “Una sera fra legionari, artigiani e mercanti dell’antichità” altro itinerario didattico dei rievocatori storici della VIIII Legio sulla vita militare romana e l’allestimento di un antico mercato romano ancora a cura degli Artigiani della Materia. Dalle 20 aprono gli stand enogastronomici “A tavola con Apicio”, alle 21 il Gruppo Danze Antiche si esibirà nella rievocazione di danze antiche. A questa parte delle Historiae che si svolge al Chiostro degli Eremitani, in piazza Municipio fa da contrappunto il resto del programma al parco della Rimembranza, in via Roma con la sezione enogastronomica a partire dalle 20 annuncia “A tavola con i nonni”. Stessa formula anche per il 17 e il 18 agosto con due sole variazioni: alle 16 al Chiostro degli Eremitani i ragazzi dell’Istituto Comprensivo di Buccino consegneranno gli elaborati prodotti nel progetto “Attraverso la storia” e alle 21 del 16 concerto di Skizzekea; Band OWL – Hard Animal Blues che si esibiranno il 17 e Medina Band il 18. Dalle 20 di ogni giorno la Sagra della pasta. Sempre più coinvolgente l’evento Historiae Volceianae ha ormai, di fatto, inglobato la Sagra della pasta fatta in casa, straordinario manufatto che conserva la tradizionale ricetta, che è possibile gustare solo a Buccino. Historiae Volceianae nasce dalla rievocazione delle radici storiche della città un tempo antica Volcei, che ha dato i natali a Brutia Crispina, moglie, poi ripudiata, dell’imperatore Commodo, raccontato nel film “Il gladiatore” come l’uccisore di suo padre Marco Aurelio. I resti dell’antica Volcei sono conservati nell’area museale che in 1600 metri quadrati racconta la storia dei popoli che hanno abitato le colline circostanti.

    ufficio stampa

    sabatino di maio

    [email protected]

    info per la stampa, materiale fotografico ed interviste: 338 4842826

    info per prenotazioni: 339 311 9217

    www.prolocobuccino.it

  • Cibo biologico: le proposte FoodBros vicine alla biodiversità

    Il valore che oggi assume il cibo supera quello primario di semplice nutrimento. Ci sono una serie di bisogni che gli alimenti sono tenuti a soddisfare: muovendo dal sostentamento, l’attenzione si sposta alla propria salute, quindi verso una nutrizione sana, e al benessere dell’ambiente, alla salvaguardia della biodiversità. Consumare cibi prodotti nel rispetto delle regole della natura è un passo avanti nei confronti della tutela e della conservazione di ogni specie vegetale e animale.

    Per questo FoodBros propone online una grande varietà di alimenti biologici, selezionati tra quelli della propria terra, le Marche.

    MA COME PUÒ IL REGIME BIO PRESERVARE LA BIODIVERSITÀ?

    Per capirlo bisogna innanzitutto spiegare che dalla biodiversità dipendono le produzioni agrarie: è la diversità genetica delle specie che determina la scelta nei prodotti a tavola. Il vino ad esempio: la varietà dei vitigni dipende dalla diversità dell’uva. Questo vale per i cereali, gli alberi, le piante in generale, ma anche per le specie animali. La biodiversità garantisce a ogni animale le caratteristiche fisiche che gli consentono ad esempio di proteggersi dal freddo. I cambiamenti climatici, l’inquinamento, la perdita degli habitat sono i principali fattori che alterano l’equilibro di questo sistema, purtroppo in maniera irreversibile. E questi dipendono dai meccanismi di urbanizzazione e industrializzazione che invadono i terreni , i suoli rurali, le acque.

    Il cibo biologico volge alla riscoperta di quell’antico legame tra uomo e natura e alla sua consolidazione. I metodi di coltivazione e di produzione impiegati sono di tipo sostenibile, ovvero compatibile con la salvaguardia dell’ambiente e dei sistemi agricoli. L’Italia è il paese europeo con maggiore percentuale di territorio tutelato, con centinaia di parchi e aree protette nel rispetto di ogni forma di vita vegetale e animale. Questa è la linfa vitale della biodiversità. Il regime biologico contribuisce a preservarla grazie al rispetto di un preciso disciplinare che vieta l’uso di pesticidi e ogm, di allevamenti intensivi e impone il rispetto della stagionalità.

    È un ritorno al passato, alla valorizzazione del territorio e alla riscoperta di un sistema produttivo in cui è ancora l’uomo protagonista. Questo garantisce anche maggior sicurezza al consumatore finale in termini di qualità del prodotto.

    La pasta biologica è tra i prodotti promossi dallo shop FoodBros. I metodi di produzione della pasta sono un chiaro esempio di come il regime bio offra un prodotto finale migliore dal punto di vista nutrizionale. La genuinità è una caratteristica che accompagna l’intera filiera produttiva, a partire dalle materie prime. Le uova sono prodotte da galline allevate a terra: mai questi animali vengono sfruttati o costretti a vivere nelle drammatiche condizioni imposte dagli allevamenti intensivi. Il grano, coltivato e raccolto come da tradizione, conserva le proprie caratteristiche nutrizionali. Il risultato è una miscela morbida e gustosa e una pasta che lega al meglio ogni tipo di condimento.

    Su www.foodbrosshop.com gli alimenti biologici sono quelli prodotti da aziende agricole marchigiane. Acquistali online con spedizione veloce e soprattutto gratuita.

  • Comunicato Stampa

    Comunicato Stampa

    Napoli, 04/08/2015

    Nasce a Napoli, una nuova azienda di small banqueting, specializzata nella conoscenza e nella somministrazione di ostriche, per eventi privati e aziendali.

    Navicola

    Eleganti degustazioni di ostriche, per occasioni esclusive.

    Un’esperienza nuova , con la quale verrà trasmessa tutta la passione, il fascino e le sfumature che si celano nelle ostriche, per rendere  suggestivo il momento gastronomico, comunicando classe e prestigio.

    Dall’aperitivo privato al grande evento, Navicola guiderà gli ospiti attraverso un percorso di degustazione alla scoperta dei vari e complessi sapori delle ostriche, scelte e selezionate tra i gran cru francesi.

    Le preziose ostriche, accompagnate dai calici ideali, verranno servite e raccontate attraverso un raffinato oyster bar mobile, che darà vita a un accostamento di sapori e atmosfere, dove l’unione dei componenti di gusto, cultura e immagine, offriranno oltre al piacere del palato, la preziosità di una visione fine e delicata.

    Navicola sarà il partner ideale per proporre eleganti attimi di piacere, che renderanno ancor più esclusivi gli eventi, donandogli un’impronta di raffinata singolarità.

     

     

    Per informazioni

    Vincenzo Supino

    +39 081 0485455

    +39 3332056304

    www.navicola.it

     

  • Vino di visciole, la sua evoluzione attraverso la storia

    Nelle Marche vige da tempo un sodalizio, quello tra vino e territorio. Un legame che viene dalla storia e che negli anni vede nascere preziose varietà, apprezzate da illustri personalità, elogiate da poeti e scritturi eruditi. Un’unione indissolubile che, nelle terre delle distese colline che dall’Appennino volgono all’Adriatico, dà origine a un particolare vino da dessert, prodotto con esclusive ricercatezze frutto di questa terra, le visciole.

    Il vino di visciole è un vero elisir, un’armonia perfetta tra frutta, acidità e alcool. È un prodotto da accompagnare al dessert, in grado di esaltarne tutte le noti dolci e prelibate. Morbido al palato, dal profumo intenso, gode di un piacevole retrogusto amarognolo. Questa esclusiva caratteristica è dovuta alle visciole, una varietà di amarene che regala solo il territorio marchigiano.

    Il vino di visciole fa parte del catalogo FoodBros che propone online solo alimenti della tradizione locale, orientati a valorizzare la ricchezza del territorio marchigiano e a esaltarne i derivati più caratteristici.

    Ma come nasce il vino e visciole?

    Questo famoso elisir ha origini remote. La visciola era conosciuta addirittura dai Longobardi.

    La ricetta del vino di visciole si è evoluta nel tempo. Inizialmente infatti nasceva per correggere il vino guasto o per rendere più gradevole il sapore dei vini tannici e robusti. La posizione geografica esposta a gelidi venti di tramontana, faceva sì, secoli fa, che l’uva maturasse poco, ottenendo così un vino di bassa gradazione e con un importante residuo zuccherino, dovuto alle basse temperature. L’arrivo dei primi tepori estivi rendeva questo vino ancor meno piacevole poiché si innescavano processi rifermentativi. Così gli abitanti del posto cercavano di migliorarne il sapore secondo gli usi dei latini: aggiungendo piccole amarene scure, acide e aromatiche, tipiche del luogo.

    A questa consuetudine si fa risalire la nascita del vino di visciole che ha visto poi negli anni una rielaborazione della sua ricetta e un trasformazione in prodotto dal valore esclusivo: da vino corretto diviene elisir per palati fini. Addirittura il Duca di Montefeltro pare ne bevesse ogni giorno, mentre le dame venivano omaggiate con i suoi profumi e sapori.

    Oggi il vino di visciole, detto anche visner o visciolato, deriva da metodi diversi a seconda della zona di produzione. Le visciole vengono raccolte nelle prime settimane di luglio e macerate in parte intere e in parte schiacciate nel vino base locale, Montepulciano o Sangiovese. Si aggiunge successivamente lo zucchero per la fermentazione. In alternativa le amarene vengono raccolte e lasciate essiccare al sole, dopodiché macerate con lo zucchero fino a ottenere uno sciroppo denso a cui, nella stagione di vendemmia, si aggiunge il mosto in ebollizione.

    Si tratta di tecniche diverse ma entrambe orientate a un prodotto finale eccellente e soprattutto esclusivo. La base è sempre quella di un frutto locale, di cui la terra marchigiana è ricca. I metodi invece continuano a rimanere legati a quelli delle tradizioni più antiche.

    FoodBros propone questo elisir nel suo catalogo online. Il vino di visciole è ideale da accompagnare a dolci tradizionali, pasticceria secca o crostate. Scopritelo su www.foodbrosshop.com.

  • TASTE, TUTTO IL BUONO DEL PIEMONTE A CASA TUA

    Parte da Torino la riscossa dei prodotti tipici piemontesi. A guidarla Tasté, mercato on line capace di portare a domicilio tutta la freschezza del chilometro zero.

     Tasté è una start up che nasce dal sogno di tre amici, ben intenzionati a valorizzare il grande patrimonio agroalimentare di cui la campagna piemontese è da sempre custode. È così che, dopo una lunga opera di selezione che ha richiesto molti chilometri percorsi e altrettanti assaggi, è nato il paniere Tasté, perfetta espressione della bontà a chilometro zero.

    Consapevole delle difficoltà che oggi incontra chi ricerca un cibo di qualità, sempre più lontano dalla grande distribuzione cittadina, Tasté ha organizzato un sistema in grado di portare in tutte le case torinesi la propria offerta. È infatti sufficiente accedere al sito tastegustoitaliano.it, acquistare in modo semplice e sicuro i prodotti desiderati ed attendere: un corriere interno provvederà a consegnarvi l’ordine nel luogo prescelto.

    Non importa che si tratti di un formaggio o di una confettura, di pasta fresca o carni rosse, su tastegustoitaliano.it troverete sempre prodotti selezionati in virtù dell’attenzione posta tanto al territorio quanto all’intero ciclo di produzione. Sincera espressione delle campagne locali, queste aziende sono il ponte ideale tra passato e futuro, grazie alla loro capacità di reinterpretare in chiave moderna le antiche tradizioni produttive.

    “Il nostro obiettivo – ci dice Michele, uno dei soci – è quello di riportare sulle tavole dei torinesi i cibi che da sempre le hanno affollate. Cibi veri, locali, figli di una campagna dove gli uomini hanno sempre vissuto a stretto contatto con la natura circostante. La nostra preoccupazione è stata pertanto quella di mettere consumatori e agricoltori in condizione di abbracciarsi nuovamente, come due vecchi amici che per troppo tempo si erano smarriti”.

    Ufficio stampa

    Daniele Becchi – 328 3508294

    [email protected]

  • Grottaglie: ai nastri di partenza la sesta edizione di Vino è Musica

    Grottaglie: ai nastri di partenza la sesta edizione di Vino è Musica
    Il 30 e 31 luglio nell’antico quartiere delle ceramiche appuntamento imperdibile per i Puglia Lovers
    150 etichette di vino ambasciatrici del “buono” di Puglia

    Quaranta cantine dalla Daunia al Salento, 150 etichette di vino per degustazioni itineranti tra vicoli, slarghi, n’chiosce e botteghe dell’antico quartiere delle ceramiche, quattro laboratori del gusto con ONAV, AIS, Slow Wine e Slow Food e l’esperta di biologico e naturale Maria Teresa Bilancia, 16 postazioni con le migliori proposte della nouvelle vague del panorama musicale pugliese, 7 zone dedicate al food con cucina di strada, due mostre di alto livello legate alla terra con “La Ceramica nell’architettura” all’interno di Casa Vestita e i mondi paralleli di “Multiverso” (artisti Sarah Ciracì e Renato Galante) nella vecchia fabbrica di ceramiche di Piazzetta Santa Sofia. E non solo. Esposizioni di fotografia, illustrazioni, pittura, artigianato e il concerto straordinario degli Opa Cupa: la band-banda che trasforma il mediterraneo in una proposta musicale travolgente e suggestiva.

    E’ questo il Bignami della rassegna enogastronomica e culturale di Vino è Musica che il 30 e il 31 luglio animerà per la sesta volta consecutiva l’antico quartiere delle ceramiche di Grottaglie.
    Protagonista assoluto, è facile intuirlo dal nome dell’iniziativa, sarà il Vino che “è” musica proprio grazie alle atmosfere che questa kermesse di rilievo riesce a creare ogni anno e grazie anche al pubblico di turisti, wine lovers e appassionati che ogni anno ne decreta il successo.
    Appuntamento imperdibile, dunque, per i Puglia Lovers.
    Il Vino autoctono con le sfumature che variano dal Primitivo al Nero di Troia passando per i colori dei rosati e dei bianchi di Puglia che sempre più vanno ad affermarsi sui mercati nazionali ed esteri.

    Una vetrina straordinaria per Cantine che scelgono Vino è Musica anche come occasione di test e confronto diretto con il pubblico-consumatore, che munito di sacca, calice e mappa è condotto lungo un itinerario che gli consente di assaporare tutta la Puglia in un calice.

    Verso la scoperta dei vini pugliesi i visitatori potranno anche scegliere di essere guidati, da ciceroni di tutto rispetto. I laboratori del Gusto di Vino è Musica, infatti, contano sull’esperienza e i buoni consigli dell’ONAV (Organizzazionale Nazionale Assagiatori Vino), che proporrà il viaggio nel mondo delle bollicine pugliesi, dall’AIS (Associazione Italiana Sommelier), che prenderà per mano chi vorrà approfondire le proprie conoscenze e abilità nelle tecniche di degustazione, di Slow Wine e Slow Food, sacerdoti del mangiare e del bere sano con percorsi di abbinamento tra vino e cibo, e dalla professoressa Maria Teresa Bilancia, docente nei corsi per assaggiatore di vino dell’ONAV, laureata in Scienze e tecnologie alimentari, che guiderà verso la scoperta dei vini biologici e naturali.

    I qualificati laboratori si terranno nella due giorni della rassegna (30-31 luglio) a partire dalle 21.00 in altrettanto qualificati luoghi della storia e della cultura locale: la Casa Museo Vestita, la Terrazza Nardina della bottega di Ceramiche Keramos, il cortile della bottega delle Ceramiche Pinca e la terrazza della Bottega di Eligio Bonfrate.
    Originale anche il percorso offerto dalla guida di Daniele De Michele, al secolo Don Pasta. Un tour estroso e musicale tra vini e brani pop e rock del panorama musicale internazionale.

    La rassegna Vino è Musica è ecofriendly grazie alla richiesta della certificazione volontaria “Ecofesta Puglia”, unica in Italia a intervenire negli eventi per ridurne l’impatto ambientale e co-finanziata dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca grazie al bando Smart Cities and Communities and Social Innovation.

    Vino, cibo, arte e musica. Il 30 e il 31 luglio si potrà degustare a Grottaglie tutta la Puglia in un calice.

    Il programma completo è consultabile sul sito www.vinoemusica.it

  • Pasta biologica: FoodBros sceglie la Campofilone

    FoodBros inserisce la pasta biologica di Campofilone tra i prodotti di eccellenza del catalogo online. La pasta di Campofilone è riconosciuta in tutto il mondo per le sue virtù in termini di gusto e genuinità. Nel piccolo comune della provincia di Fermo, migliaia di persone si occupano ancora oggi di agricoltura e della produzione della pasta all’uovo così come avveniva un tempo. E lo fanno in regola con la biodiversità e il ciclo naturale dell’ecosistema. C’è un aspetto essenziale infatti che in questo territorio non può mancare, anche nella produzione della pasta: il rispetto del regime biologico.

    Si tratta di una scelta vicina non solo alle regole della natura, ma soprattutto a quelle degli animali da allevamento. Il percorso di qualità che dà vita alla pasta di Campofilone è orientato infatti al benessere delle galline e a garantir loro una vita dignitosa e sana.

    La pasta biologica prevede l’impiego di uova raccolte a terra. Le galline sono libere di muoversi, di preservare ogni atteggiamento naturale, di coabitare con le proprie simili in armonia. Negli allevamenti di tipo biologico le ovaiole crescono in capannoni, a terra, non in gabbie, con la possibilità di aggirarsi anche all’esterno in appositi campi coltivati senza pesticidi o agenti chimici.

    COME FUNZIONANO INVECE GLI ALLEVAMENTI INTENSIVI?

    Le galline crescono in gabbie di spazio davvero ridotto. Il loro compito è solo quello di produrre uova, non hanno alcuna libertà nell’esplicare i loro bisogni, né tantomeno nel muoversi. Nelle batterie le condizioni sono drammatiche: molti individui vivono in pochissimi cm quadri, senza poter mai razzolare, si infilzano reciprocamente e allungano il collo tra le sbarre delle gabbie per alimentarsi, perdendo piume di continuo e riportando profonde ferite lunghe il collo. Il cibo infatti arriva loro in movimento, su dei nastri trasportatori, al di fuori delle gabbie. Questa cattività, in contrasto con i bisogni naturali di qualsiasi specie animale, le porta a sviluppare un atteggiamento a volte aggressivo nei confronti delle altre. Per questo subiscono una dura angheria anche alla nascita: vengono private di una parte del becco attraverso una lama incandescente. Si tratta di un’operazione molto dolorosa, la prima di una lunga serie di sofferenze a cui questi animali sono sottoposti per l’intera vita negli allevamenti intensivi.

    Dal 2012 le normative in materia hanno costretto le aziende ad adeguarsi al metodo delle gabbie arricchite, eliminando le batterie: le galline dovrebbero avere spazio in più e ulteriori dispositivi per i propri bisogni fisiologici, come lettiere, posatoi e nidi.

    In Italia oltre l’80% delle galline è allevato in gabbia.

    Il percorso di qualità della pasta biologica di Campofilone è invece attento al rispetto dell’ecosistema e in primis delle galline: il loro benessere garantisce oltretutto materie prime naturali e genuine, proprio come le uova di un tempo.

    Per questo, tra i tanti riconoscimenti ottenuti, la pasta di Campofilone annovera il premio Good Egg 2009, assegnato dalla maggior organizzazione internazionale per il benessere degli animali d’allevamento, in particolare per l’uso esclusivo di galline a terra.

    FoodBros sposa la causa della pasta biologica di Campofilone: rispettare le necessità biologiche delle specie animali e vegetali contribuisce ad avere materie prime esclusive e prodotti finali genuini.

    Lo shop propone i famosi maccheroncini, riconosciuti IGP e a cui è dedicata ogni anno una sagra nazionale ad agosto, e tutte le altre varietà di pasta di Campofilone su www.foodbroshop.com.

  • Nonsolovini.it

    Ti piacerebbe essere in grado di abbinare sempre correttamente il vino giusto ai vari piatti che porti in tavola, dalla carne al pesce, dai primi piatti ai dolci esaltandone i sapori? Ti piacerebbe conoscere in dettaglio quali sono le varie fasi della vendemmia e della produzione del vino, dalla vigna al bicchiere? Hai sempre pensato che quella del sommelier sia una bellissima professione, ma non hai idea di quale sia l’iter per poterlo diventare? Il blog nonsolovini.it propone a questo proposito tantissimi articoli davvero interessanti che riguardano il mondo del vino e tutto ciò che lo circonda, sicuramente un must per tutti coloro che amano bere del buon vino e al tempo stesso saperne di più. Oltre alla sezione dedicata agli approfondimenti ed alle notizie più curiose vi è ampio spazio, ovviamente, dedicato ai vini delle migliori etichette. Ti sarà così possibile leggere tante recensioni di vini che non conosci ancora, e potrai decidere di provare quelli che ritieni essere più interessanti. E’ presente infine uno shop all’interno del quale potrai acquistare vini online pregiati e ricercati, grappe, distillati e tantissimi accessori per l’enologia utili e raffinati.

  • Dieta: frutta e verdura contro il caldo estivo

    Ormai da qualche tempo le condizioni climatiche e il trascorrere delle stagioni non sono più lineari e cadenzate come un tempo, siamo sempre più esposti a temperature estreme alte e basse in modo imprevedibile e senza un adeguato acclimatamento spesso il nostro fisico va in difficoltà.

    Poiché siamo nel periodo estivo e il caldo ci assale, in quest’articolo parleremo di come difenderci dalle temperature tropicali di questi giorni e dalle notti insonni passate a rigirarsi nel letto causa “sudate estreme”. (altro…)

  • Alimenti biologici: eccellenze marchigiane su Foodbrosshop.com

    La scoperta delle tradizioni e del territorio aiutano a comprendere la storia di un prodotto, la gastronomia di un paese. E così assaporare, diventa un concetto ben lontano da quello della nutrizione fine al sostentamento: gustare è un vero percorso sensoriale che ci porta a scoprire ogni aspetto di ciò che mangiamo. Per questo FoodBros presenta una gastronomia che in quanto a tradizioni, a lontani saperi e a ricchezza del territorio, primeggia nel panorama culinario: quella marchigiana.

    Lo fa attraverso proposte che hanno saputo riversare le antiche tecniche produttive e i valori della terra in produzioni d’avanguardia, quelle biologiche.

    Gli alimenti biologici rivestono un ruolo centrale nella gastronomia locale. Proprio perché la loro filiera produttiva è volta alla preservazione del territorio e dell’ecosistema e alla conservazione delle tradizioni. È un binomio vincente che promuove la genuinità e il carattere deciso dei sapori. è in tal senso che il sistema produttivo del territorio delle Marche vede protagoniste numerose aziende agricole biologiche dove, il prodotto finale racconta non solo la storia degli antichi saperi ma anche di un percorso qualitativo. Ne sono esempio la pasta e le marmellate, due eccellenze del territorio.

    La pasta biologica è tra i prodotti marchigiani più influenzati dalla conformazione territoriale. L’ambiente infatti favorisce la produzione di un frumento di estrema qualità, fatto di grani teneri e duri che, grazie alla presenza di una comune ideologia ecosostenibile, preserva le proprie caratteristiche organolettiche. è impeccabile la capacità delle aziende locali nel saper riconoscere e apprezzare ciò che il territorio offre e soprattutto nel non vanificarlo, anzi, valorizzarlo. Dominano la scena gli autentici maccheroncini di Campofilone, riconosciuti come prodotto tipico tradizionale e regolamentati da un rigido regime disciplinare che ne impone la produzione solo secondo ricetta tradizionale e con ingredienti naturali.

    Anche la marmellata biologica deve la sua preziosa bontà alla generosità del territorio e al rispetto che l’uomo ne ha. La frutta, da protagonista assoluta, non può non essere coltivata come natura vuole: il ciclo produttivo avviene nel rispetto della stagionalità e il raccolto quanto più possibile per mano dell’uomo.

    Il regime biologico è un sistema produttivo che la terra marchigiana sposa da sempre poiché consente di preservare gli aspetti che hanno fatto e fanno della propria gastronomia un’eccellenza: il territorio e la tradizione.

    Il territorio, con distese collinari che abbracciano l’entroterra appenninico e la costa adriatica, è promulgatore di colture agricole fiorenti e di un clima favorevole al mantenimento e alla stagionatura di prodotti tipici caseari e di salumeria; l’uomo, con alle spalle il ricco sapere tramandato dalle antiche generazioni, è fautore di moderni percorsi di qualità che preservano tecniche meno invasive e industrializzate, nel rispetto dell’ambiente e delle regole della natura.

    FoodBros sostiene la gastronomia marchigiana attraverso una serie di prodotti provenienti da filiere specializzate, non industriali, orientate a preservare il valore dell’uomo e del territorio. La pasta, le marmellate, le conserve, i prodotti tipici e tutti gli alimenti di origine biologica delle Marche sono su www.foodbrosshop.com.