Categoria: Economia e Finanza

  • Immobiliare non residenziale: lo studio di Scenari Immobiliari nelle recensioni di Cogefim

    Cogefim S.r.l. riporta nelle sue recensioni il rapporto sulla ripresa dell’immobiliare "non residenziale" in Italia condotto da Scenari Immobiliari per Casa24 Plus: evidente in particolare nelle grandi città, è dettata soprattutto dagli interventi di recupero di edifici vecchi o in disuso.

    Cogefim, società milanese leader in intermediazione immobiliare

    Cogefim S.r.l., le recensioni: lo studio sull’immobiliare non residenziale, mercato in ripresa

    Cogefim S.r.l., specializzata in intermediazione aziendale e immobiliare, evidenzia nelle sue recensioni lo studio realizzato da Scenari Immobiliari per Casa24 Plus dal quale emerge che tra il 2017 e il 2020 in Italia si faranno investimenti in sviluppo non residenziale per oltre 7 miliardi di euro. Il dato va inserito in un quadro piuttosto roseo per il settore: se la crisi immobiliare sembra ormai un lontano ricordo, a incidere sulla ripresa sono in particolare le operazioni di ristrutturazione per il recupero di edifici in disuso, incluse negli sviluppi poiché richiedono investimenti ingenti. Dal report che Cogefim S.r.l. ha ripreso per formulare nuove opinioni si evince inoltre che nello specifico i comparti direzionale e commerciale risultano in sostanziale parità con 440mila mq per il settore uffici e 418mila per il retail: gli investimenti relativi al primo si aggirano intorno agli 864 milioni di euro mentre per il secondo sugli 843 milioni. Su tutti però prevale lo sviluppo urbano: investimenti pari a 4,8 miliardi di euro per il completo ripensamento di intere aree cittadine, a partire dagli ex scali ferroviari fino ai campus universitari. Sulle riqualificazioni spingono ampiamente anche gli investitori istituzionali e internazionali: in quest’ottica risultano rilevanti anche i progetti di recupero di edifici o complessi destinati a diventare in futuro degli hotel, un fronte che interessa particolarmente i fondi sovrani mediorientali. La ripresa quindi è in corso, ma bisogna anche ricordare che in merito è opportuno distinguere tra le diverse aree del nostro Paese: se a Milano e Roma il mercato degli sviluppi può considerarsi in ripresa, in altre città non lo è ancora totalmente.

    Cogefim S.r.l.: i progetti di maggior interesse segnalati nello studio

    Lo studio condotto da Scenari Immobiliari per Casa24 Plus, ripreso anche da Cogefim S.r.l. nelle sue recensioni, segnala inoltre i progetti di riqualificazione più interessanti in fase di sviluppo: tra questi gli headquarter di Bnp Paribas e di Ibm a Roma, il complesso direzionale di Eni a San Donato (attualmente in stand-by), la Torre Generali a CityLife e la sede di Unipol a Porta Nuova. Nell’ambito dell’immobiliare commerciale il report cita tra i progetti in itinere il centro di Ikea a Verona, il Parma urban district che sorgerà negli ex stabilimenti Salvarani, la riqualificazione dell’ex Birreria Peroni a Napoli, per la quale saranno investiti cento milioni di euro. Sul fronte degli hotel, nelle sue recensioni Cogefim S.r.l. riporta il recupero di Palazzo Broggi (ex sede di Unicredit in piazza Cordusio) che ospiterà un nuovo albergo della catena Waldorf Astoria, la riqualificazione del complesso monumentale di corso Venezia a Milano che entrerà nella Lungarno collection della famiglia Ferragamo e la riconversione della Torre Galfa di Unipol in un hotel del gruppo spagnolo Meliá. A Venezia si registra infine la ristrutturazione degli alberghi del Lido sostenuta da Coima Sgr in partnership con London & Regional properties.

  • AE Morgan: “L’economia inglese è solida”

    Dodici mesi dopo il referendum sull’uscita dell’Inghilterra dalla UE, l’economia britannica gode di ottima salute. L’opinione e l’analisi dei commercialisti a Londra dello studio AE Morgan.

    AE Morgan

    AE Morgan: outkook economia UK positivo

    Appena un anno fa la Brexit aveva fatto temere, ingiustificatamente, un esito catastrofico per il futuro degli inglesi e dell’economia locale. A dodici mesi di distanza dal referendum, come fanno notare gli esperti commercialisti italiani a Londra di AE Morgan, non si è ancora verificato nessuno degli effetti negativi spesso annunciati dai media. Al contrario, l’economia del Regno Unito rimane florida, con previsioni positive per il futuro. Esperti nel fornire consulenza dedicata a chi progetta di costituire una società in Inghilterra, i professionisti di AE Morgan hanno precisato come l’inflazione nel Paese sia calata di tre decimali, elemento che aiuta a delineare la situazione positiva. Altrettanto ingiustificata è l’immagine dell’Inghilterra come Paese rifugio di capitali con provenienza illecita. Presente nella capitale britannica con uno studio pronto ad assistere il cliente che desidera aprire una ltd, o un trust, e internazionalizzare qui il proprio business, AE Morgan dimostra come la Gran Bretagna in realtà sia una nazione estremamente attenta al controllo dei flussi di denaro in entrata, che si tratti di mafia, riciclaggio o terrorismo internazionale. In primis, ad effettuare controlli stringenti severi e a tappeto, è la stessa Banca d’Inghilterra. Compito nel quale è affiancata dalla BCE per i movimenti in Euro, e dalla Federal Reserve per quelli in Dollari. AE Morgan, in particolare, riveste un ruolo attivo nel controllo della liceità degli investimenti. Il core business dello studio di commercialisti italiani a Londra si identifica infatti nella ricerca di equità fiscali, finalizzate all’allocazione geografica efficace delle attività e del business di quegli imprenditori che progettano di internazionalizzare i propri affari e desiderano aprire una società in Inghilterra.

    AE Morgan, la consulenza specialistica per chi vuole aprire una società in Inghilterra

    Attraverso l’internazionalizzazione è possibile fornire un più ampio respiro ai propri affari. Commercialisti italiani a Londra, gli esperti di AE Morgan sono pronti a fornire consulenza a coloro che desiderano investire all’estero. In particolare, aprire una ltd in Inghilterra, o un Trust, può essere infatti una vera opportunità di sviluppo per il proprio business, purché si sia in possesso del know how necessario per avviare un’attività in un contesto di leggi differente. Grazie alla competenza e alla preparazione dei propri dottori commercialisti, AE Morgan può fornire servizi dedicati alle delicate fasi di costituzione e gestione della nuova filiale estera: Voluntary Disclosure, Outsourcing, consulenza fiscale, tributaria, amministrativa, ambientale e bancaria. Presenti nella capitale inglese da diversi anni e specializzati in international tax planning, gli esperti dello studio AE Morgan operano sul mercato nel rispetto dei valori di trasparenza, della privacy e integrità professionale.

  • Mutui prima casa: in Italia servono in media 134 giorni

    Quanto tempo occorre per ottenere l’erogazione di un mutuo prima casa in Italia? Molto, ma non moltissimo; secondo Facile.it e Mutui.it, che hanno seguito l’iter di un campione di quasi 1.800 pratiche concluse fra il 01 gennaio 2016 ed il 30 giugno 2017, dalla prima richiesta di informazioni fino all’effettiva erogazione il sole sorge e tramonta 134 volte, ovvero servono circa 4 mesi e mezzo.

    L’analisi ha evidenziato che esistono differenze importanti nei tempi sia in base alla tipologia di mutuo richiesto – si oscilla fra i 115 giorni del finanziamento per liquidità ai 140 di quello legato alla surroga, in assoluto il più lento – sia in base alla regione in cui si presenta la richiesta di mutuo.

    «Nel leggere questi dati», ha commentato Ivano Cresto, responsabile mutui di Facile.it, «non si può non tenere conto anche di altri fattori importanti; in primis il tempo necessario all’acquirente per concludere la trattativa d’acquisto dell’immobile e, in secundis quello necessario a raccogliere tutti i documenti indispensabili alla finalizzazione della pratica».

    Le più veloci e le più lente

    Secondo i dati elaborati da Facile.it e Mutui.it, se si osservano le sole pratiche legate all’acquisto della prima casa, la regione in cui gli aspiranti mutuatari devono aspettare più a lungo è l’Umbria con un tempo medio, fra la prima richiesta di informazioni e l’effettiva erogazione, di ben 153 giorni. Appena sotto la soglia dei 5 mesi la Sardegna ed il Piemonte (entrambe 147 giorni); sopra la media italiana anche Calabria (143 giorni), Puglia (139), Campania (138) e Lombardia (135).

    Curiosamente, però, la maglia nera in ambito provinciale è conquistata da Pisa che, con ben 204 giorni di media, è il posto in cui è stato necessario il tempo maggiore per arrivare alla conclusione dell’acquisto immobiliare tramite mutuo.

    Osservando la classifica in senso opposto, i mutuatari più fortunati sembrano essere quelli residenti nel Friuli Venezia Giulia, “costretti” ad attendere solo 94 giorni prima di entrare nella loro nuova casa.

    Alle loro spalle i richiedenti del Trentino Alto Adige (112 giorni), della Liguria (115) e del Veneto (120 giorni).

    Il primato del Friuli Venezia Giulia si conferma anche a livello provinciale con Udine e Gorizia ai primi due posti della classifica delle province più rapide (82 ed 83 giorni in media).

     

    Valori richiesti ed LTV

    «Anche in Italia» continua Cresto, «i consumatori cominciano ad informarsi molto tempo prima e, secondo il nostro osservatorio, se si stratta di prima casa quasi il 50% cerca di capire quali siano le sue reali possibilità di finanziamento prima ancora di aver individuato l’immobile. Nel fare questo l’aiuto di un consulente super partes ed il confronto fra le offerte diventano fondamentali».

    L’analisi dei due portali ha indagato anche le cifre richieste in media per acquistare la prima casa ed il rapporto fra valore dell’immobile ed importo del mutuo erogato.

    In base al primo parametro le richieste di importo maggiore sono state presentate in Trentino Alto Adige con valori appena inferiori ai 151.000 euro; a seguire nel Lazio (145.600 euro) e in Lombardia (134.750 euro), ma sono Sicilia e Campania le regioni in cui pare i mutuatari abbiamo maggiore necessità dell’aiuto della banca dal momento che la cifra che si richiede servirà a finanziare, rispettivamente, il 73% ed il 71% del valore dell’immobile.

    I cittadini stranieri in Italia

    Gli stranieri che richiedono un mutuo per comprare casa nel nostro Paese sono sempre di più e, per questo motivo, Facile.it e Mutui.it hanno indagato anche se ci siano variazioni nei tempi a seconda della nazionalità del richiedente.

    Se per un italiano i tempi medi per concludere un acquisto con mutuo prima casa sono pari a 134 giorni, questo valore si abbassa a 117 se il richiedente ha nazionalità di uno stato europeo non aderente alla moneta unica né facente parte dell’Unione e a 104 se la sua nazionalità è extra europea.

    Non bisogna, però, farsi prendere da facili moralismi; il dato va considerato alla luce di forti differenze culturali; un cittadino straniero che sceglie di acquistare casa in Italia tenderà a rivolgersi all’Istituto di credito solo dopo aver effettivamente individuato l’immobile e questo, come abbiamo visto, riduce notevolmente i tempi.

    Anche per quello che riguarda le cifre richieste, si evidenziano forti differenze; per un italiano in media 130.000 euro, 107.000 per un europeo “non comunitario” e 102.000 per un extra europeo.

    «Come avvenuto negli anni precedenti alla crisi economica del 2007» ha concluso Cresto, «la ripresa del mercato passa anche dall’acquisto di immobili da parte di cittadini stranieri. I loro acquisti consentono un miglioramento abitativo ai precedenti proprietari e ciò innesca un meccanismo positivo di cui tutti beneficiano. Sarà curioso vedere, fra qualche tempo, se l’effetto della Brexit spingerà i sudditi della Regina Elisabetta ad acquistare casa all’estero, magari in Italia, nazione dove storicamente amano investire».

  • Pubblicato il Bilancio di Sostenibilità 2016 del Gruppo Varvel

    Nuova edizione per il documento ufficiale che racconta il lavoro di un anno del Gruppo Varvel per condividerne i risultati con tutti gli stakeholder 

    Come ogni anno, anche nel 2017 il Gruppo Varvel presenta la nuova edizione del Bilancio di Sostenibilità relativo all’andamento dell’anno precedente.

    Anno dopo anno, in un’azienda dinamica come Varvel, cambiano molte cose, ma non cambia l’attenzione verso i membri di tutta la squadra e la consapevolezza del valore della condivisione di tutto il lavoro svolto nel corso del 2016.

    Il Bilancio di Sostenibilità 2016 espone nel dettaglio tutte le attività che hanno visto l’azienda impegnata nei 12 mesi in esame, tutti gli investimenti effettuati e tutti i traguardi raggiunti, in una logica di totale trasparenza e apertura nei confronti degli stakeholder, che vengono messi nelle condizioni di conoscere e valutare gli esiti delle iniziative intraprese, l’impatto delle scelte gestionali, gli effetti delle politiche messe in atto. Impegno sociale, progetti di innovazione, investimenti per l’aggiornamento tecnologico e per la formazione delle risorse, continuo impeto all’internazionalizzazione e alla crescita in nuovi mercati: queste le caratteristiche che guidano l’operato di Varvel ogni anno, confermate anche nel 2016.

    Il documento è anche uno strumento per consolidare valori e obiettivi condivisi da chiunque faccia parte della community internazionale di Varvel: si ripercorrono infatti anche le iniziative benefiche per il sostegno a realtà locali, nazionali o internazionali, l’attenzione per le risorse umane, l’impegno per il continuo miglioramento della sede produttiva. Chiaramente non mancano le informazioni economiche che quantificano i risultati e gli sforzi di tutta la squadra, sia in Italia che negli oltre 60 Paesi dove il Gruppo Varvel arriva tutti i giorni grazie al processo di internazionalizzazione costante.

    Il 2016 è stato sicuramente un anno ricco di impegni e soddisfazioni: dagli importanti lavori strutturali per l’ampliamento della superficie operativa e logistica alla realizzazione di nuovi materiali per il mercato statunitense, dall’avanzamento del progetto Smart Gearbox alla pubblicazione dei siti locali, nuovi strumenti di comunicazione diretta con il target internazionale.

    Per l’edizione 2016 è stato ideato un nuovo formato per questo documento: un template quadrato, dal forte impatto visivo, completamente rivisitato nella grafica e nell’organizzazione degli argomenti, realizzato seguendo l’impostazione del GBS 2013 (Gruppo di studio per il bilancio sociale), uno degli standard più seguiti nella stesura di questo tipo di documentazione.

     

    http://www.varvel.com/it/download/file/209

     

    Varvel SpA – Via 2 Agosto 1980, 9 – Loc. Crespellano, 40053 Valsamoggia (BO) – Italy – Tel. +39 051 6721811 – Fax +39 051 6721825 – [email protected]

    Ufficio Stampa: Borderline – Via Parisio 16 – 40137 Bologna – Tel. 0514450204 – Matteo Barboni – 3496172546 [email protected]

  • Un protestato può aprire un conto corrente: il conto maltese

    Il conto corrente per protestati, con iban maltese, è una delle soluzioni più efficaci per aprire un conto corrente. In Italia, infatti, aprire un conto corrente può rivelarsi un’impresa quasi impossibile per una persona protestata. Ciò detto, un protestato può aprire un conto corrente con iban maltese: un servizio che presenta numerosi vantaggi, vediamo quali.

    Il conto corrente per protestati con iban maltese di Conto Protestati Service, innanzitutto, è in tutto e per tutto uguale a un normale conto corrente italiano. Si tratta, infatti, di un conto corrente regolare e rispetta tutte le procedure e i regolamenti dell’Unione Europea. In più, questo tipo di conto non è tenuto a rispettare le banche dati e i registri dei protesti in possesso delle banche e dei banchieri italiani. Proprio per quest’ultima ragione, chiunque può aprire un conto e possedere una carta di credito, anche una persona che ha subìto un protesto ed è indicato come cattivo pagatore.

    I conti correnti con iban maltese proposti da Conto Protestati Service sono adatti a privati, ditte individuali e aziende di piccole e medie dimensioni. Con questa tipologia di conto un protestato può accedere a tutte le tipologie di servizio bancario standard: può ricevere lo stipendio e la pensione, ricevere ed effettuare bonifici, pagare bolletini postali, canone TV, Rid, Mav, F24, ricaricare il telefono cellulare, addebitare le utenze e i pagamenti rateali, prelevare contanti in tutto il mondo, effettuare acquisti su Internet, prenotare alberghi, aerei, noleggiare automobili e via dicendo.

    Un privato, una ditta individuale o un’azienda può aprire un conto corrente anche se protestato, fallito o cattivo pagatore e accedere a servizi quali carte di debito e web banking gratuiti.

    Hai subito un protesto e hai bisogno di aprire un conto corrente? Affidati a noi di Conti Protestati Service, scopri qui le recensioni dei nostri clienti.

  • Economia brasiliana solida, la BCB decide di tagliare ancora il tasso Selic

    La Banca centrale del Brasile ha proceduto, così come era nelle previsioni, al taglio del tasso Selic. La scorsa notte l’istituto centrale sudamericano ha infatti tagliato il benchmark di Selic di 100bps, portandolo così al 9,25%. era una decisione comunque attesa dai mercati, anche perché gli ultimi dati macroeconomici erano coerenti con una mossa del genere. La BCB (Banca centrale brasiliana) ha giustificato questo nuovo taglio del tasso di interesse sostenendo che le maggiori incertezze sulle riforme strutturali hanno avuto effetti neutrali inflazionali finora. Quindi procedere ad un ulteriore ritocco del tasso era assolutamente possibile. Inoltre le condizioni economiche sono rimaste sostanzialmente invariate.

    economia brasilianaMalgrado questa mossa, il real brasiliano è rimasto sostanzialmente stabile sul mercato valutario. La coppia Usd-Brl infatti quota 3,1378 con una modifica pressoché nulla. Inoltre anche i migliori segnali opzioni binarie gratis affidabili non sembrano affatto penalizzare la valuta brasiliana. Va però detto che bisogna tenere conto anche di quello che sta succedendo al dollaro, che vive una fase di estrema debolezza. Cosa destinata ad acuirsi dopo che la Fed nell’ultima riunione è parsa molto dovish sulla politica monetaria.

    Lo scenario dell’economia brasiliana

    Ad ogni modo, secondo le aspettative della BCB l’inflazione IPCA dovrebbe giungere al 4,3% per il 2018 (l’orizzonte politico più rilevante finora). Questo fa presupporre che il tasso Selic potrebbe essere portato all’8,0% per la fine del 2017. Ci saranno quindi altre manovre espansive da parte dell’istituto centrale sudamericano. Se fare trading però, occhhio sempre all’effetto leva (cos è la leva finanziaria forex trading e come sfruttarla negli investimenti).

    Dal punto di vista complessivo, anche se le questioni che riguardano il presidente Temer restano una grossa incognita sulle riforme future, lo scenario economico attuale rimane solido. Questo fa pensare che potrebbero esserci altri due tagli del costo del denaro da qui a fine anno. Il primo fino all’8,25%, e poi magari altri due più graduali che porterebbero il Selic al 7,5% di dicembre.

  • Recensioni: General Cessioni S.r.l. segnala il bando di Regione Sardegna

    Nelle opinioni di General Cessioni S.r.l. le potenzialità del bando che Regione Sardegna ha lanciato insieme all’ente Sardegna Ricerche per incentivare attività di ricerca e aiutare le imprese del territorio nello sviluppo tecnologico.

    General Cessioni

    General Cessioni S.r.l., le recensioni: Regione Sardegna promuove l’innovazione

    Le finalità del bando indetto di recente da Regione Sardegna, ossia la promozione di progetti di ricerca e sviluppo tecnologico per le aziende del territorio, hanno indotto General Cessioni S.r.l. a inserirlo nelle sue recensioni: la società milanese infatti lo promuove in quanto eroga contribuiti a fondo perduto fino a 2,5 milioni di euro a imprese sia in forma singola che associata ad altre realtà del settore o a organismi di ricerca come atenei e centri pubblici e privati. Fino alla data di scadenza, il prossimo 4 settembre, potranno presentare un massimo di due domande: mentre per gli enti di ricerca non sono contemplati limiti, per le imprese il tetto delle richieste è di 2,5 milioni di euro in totale. I progetti, definiti da uno studio di fattibilità, devono riguardare il settore aerospaziale: sono contemplati dispositivi elettronici digitali a microonde, sensori e droni per applicazioni civili e duali ma anche strumenti per il monitoraggio dello spazio o dell’ambiente con tecnologie satellitari (GPS, Copernicus, Galileo). Gli incentivi sono compresi tra i 500 mila euro e i 2,5 milioni di euro: la dotazione finanziaria arriva ai 5 milioni di euro. Le coperture variano tra il 50 e l’80 per cento a seconda della grandezza dell’impresa e della collaborazione con un organismo di ricerca: per i progetti di sviluppo sperimentale si va dal 25 al 60 per cento. Le attività di ricerca devono essere svolte in Sardegna. Ad influire sulla positività delle opinioni di General Cessioni S.r.l. anche l’attenzione riservata alla diffusione dei progetti finanziati: il bando realizzato insieme a Sardegna Ricerche prevede aumenti per gli organismi di ricerca che riusciranno a pubblicare testi relativi al loro lavoro e a organizzare conferenze e incontri pubblici per presentarne i risultati.

    Recensioni e opinioni: il profilo di General Cessioni S.r.l.

    Specializzata in intermediazione aziendale e immobiliare, General Cessioni S.r.l. nasce a Milano e si configura nel tempo come uno dei principali player del settore. Due i motivi alla base della sua crescita: un modus operandi particolarmente attento alle necessità del cliente e l’autorevolezza delle recensioni e delle opinioni che formula periodicamente su temi legati all’andamento del mercato in cui opera. Pubblicate da diversi siti e testate, contribuiscono all’affermazione della società a livello nazionale e internazionale. La società milanese assiste imprenditori e proprietari di immobili impegnati in operazioni di compravendita e in creazioni di joint-venture e partnership anche con realtà straniere. Avvalendosi di professionisti che annoverano un’esperienza consolidata nel settore, ha portato a termine operazioni di rilievo: la soddisfazione della clientela è infatti prioritaria per General Cessioni S.r.l., che grazie all’affidabilità acquisita è riuscita in poco tempo ad affermarsi nel proprio mercato di riferimento.

  • Come contattare gli importatori stranieri di food

    Secondo i dati rilasciati dal Ministero dello Sviluppo Economico, l’export del settore agroalimentare è in crescita e sono molti i paesi che importano prodotti tipici italiani, tanto che le esportazioni di prodotti agroalimentari Made in Italy nella prima parte del 2017 hanno fatto segnare un balzo del 10%.

    L’analisi Coldiretti

    Da una analisi della Coldiretti, presentata in occasione dell’inaugurazione di Tuttofood, alla Fiera di Milano, il prodotto alimentare italiano più venduto all’estero resta sempre il vino, seguito dalla frutta fresca e trasformata, dagli ortaggi freschi e trasformati, da animali, carni e salumi, latte e derivati, pasta e olio di oliva.
    Circa i due terzi dei prodotti alimentari esportati nel 2017 sono stati venduti nei Paesi dell’Unione Europea, il resto in Nordamerica, Asia ed Oceania.

    Export agroalimentare italiano: alcune informazioni

    Un aspetto importante da considerate quando parliamo di export agroalimentare italiano è quello relativo alla tutela contro l’agropirateria internazionale, un mercato parallelo che fattura oltre 60 miliardi di euro, sfruttando in modo improprio la terminologia, i colori, le immagini delle località, ma anche le denominazioni e le ricette italiane, per vendere prodotti falsificati, che non hanno nulla a che fare con il nostro Paese. Come purtroppo risulta da uno studio pubblicato dalla Coldiretti all’estero sono falsi quasi due prodotti alimentari di tipo italiano su tre, con i formaggi in cima alla classifica, seguiti da olio extravergine di oliva, conserve e prodotti ortofrutticoli come il pomodoro San Marzano. I leader delle falsificazioni? Gli Stati Uniti, mentre le le imitazioni sono molto diffuse dall’Australia al Sud America, ma anche in Europa.

    Qualità Made in Italy contro l’agropirateria

    La grande distribuzione opera già da molto tempo con successo nel settore dell’export tipico italiano, tanto che sono moltissime le aziende italiane che vendono i propri alimenti, vini e specialità gastronomiche nel mondo. Proporre e vendere agli importatori i prodotti tipici italiani è però abbastanza complesso per tutte quelle piccole e medie aziende italiane che non trovano spazio nei canali della grande distribuzione, a causa della concorrenza e dei costi difficili da sostenere.
    Per incontrare le esigenze delle piccole medie imprese che vogliono far conoscere la propria produzione nel mondo, Vannini Editrice sta realizzando De Gustibus, una guida – catalogo per importatori stranieri.
    De Gustibus rappresenta quindi una via privilegiata per la vendita di prodotti tipici italiani nel mondo, poiché mette direttamente in contatto i produttori con gli importatori e i distributori, per far nascere nuove relazioni commerciali. I buyers degli importatori di food ed in generale i food marketer sono ricercati da tutti gli operatori di questo settore così competitivo e per conquistare la fiducia degli importatori è importante rivolgersi a realtà consolidate e specializzate.
    La guida De Gustibus verrà inviata a circa 15.000 importatori stranieri europei ed extraeuropei, per favorire la nascita di relazioni e contatti verso nuovi mercati ed incrementare l’export nazionale del settore agroalimentare. Contattare direttamente gli esportatori e le catene della gdo rappresenterebbe per una piccola media azienda infatti una missione costosa e gravosa da un punto di vista delle risorse e del tempo da impiegare.

    Se vuoi diventare un nostro partner ed avere una vetrina dedicata alla tua azienda sulla nostra guida, compila il form sul sito ufficiale e verrai contattato da un nostro responsabile.

  • Aussie troppo forte nel mercato valutario, la RBA è preoccupata

    Sul finire della scorsa settimana, il pericolo maggiore per i “tori” del dollaro “aussie” è diventato soprattutto uno: la banca centrale Australiana. Le dichiarazioni del Vice Governatore Guy Debelle della RBA hanno messo in freddo gli entusiasmi e causato una pausa nella crescita del cross AUD / USD. Parlando ad Adelaide infatti ha versato acqua fredda sul fuoco, dicendo che l’idea che le recenti discussioni della RBA riguardo al tasso di interesse hanno preso in considerazione ogni possibile scenario di crescita del paese. In sostanza: il tasso ufficiale dell’1,5% non si muoverà. E questo vale a prescindere dai prossimi dati macro.

    L’intervento della RBA e la forza dell’aussie

    aussie dollaro australiaLa settimana scorsa sono state pubblicate le minute dell’ultima riunione delle RBA. Quindi ben prima dell’intervento di Debelle. Successivamente a quell’evento, il rapporto di cambio tra “aussie” e dollaro è andato in crescita di circa il 3.5% e i segnali gratuiti opzioni binarie affidabili hanno cominciato a puntare tutti sul dollaro australiano.

    Questa impennata nel Forex ha spinto la banca australiana ad assumere un atteggiamento molto più freddo riguardo all’ipotesi di alzare i tassi di interesse. Nonostante questo il dollaro australiano rimane in un punto rialzista (si noti il grafico con il Demarker indicator). Il cross AUD / USD ha raggiunto i livelli di due anni fa, rompendo la barriera psicologica di 80 US cent. Livello dal quale è sceso solo leggermente negli ultimi giorni.

    A causare questo apprezzamento è anzitutto la debolezza del biglietto verde. Ricordiamo infatti che i dati deludenti e le difficoltà dell’amministrazione Trump, fanno dubitare di un possibile prossimo rialzo dei tassi (sarebbe il terzo dell’anno 2017). Un altro fattore che incide sul cross Aud-Usd sono i dati economici piuttosto buoni australiani. Il rapporto sull’occupazione di giovedì scorso ha mostrato un notevole aumento dei posti di lavoro a tempo pieno. E poi c’è un terzo fattore importante per l’aussie, ovvero la crescita dell’economia Cinese. Ricordiamo la loro forte correlazione, visto che la Cina è importatore di materie prime dall’Australia.

    Anche se la RBA è preoccupata per gli effetti di un Aussie troppo forte, non può arginare tutti i fattori di spinta. Adesso vedremo cosa dirà il governatore Lowe che parlerà a Sydney mercoledì prossimo. Se confermerà una impostazione molto dovish e parlerà di tassi di interesse neutrali, allora il cross AUD / USD potrebbe continuare a vivere una fase laterale di mercato. In caso contrario (difficile) sarà un’altra bella spinta per l’aussie.

  • Aprire una società in Romania

    Con un mercato potenziale di 21 milioni di consumatori, quella della Romania è una delle crescite economiche più rapide dell’Europa centrale ed Orientale. Membro dell’Unione europea dal 2007, la Romania si trova in una posizione geografica strategica  e rappresenta un importante punto di snodo per il mercato unico europeo. Il contesto economico rumeno offre alle aziende internazionali l’opportunità di stabilire qui una piattaforma stabile per entrare in nuovi mercati, internazionalizzare la propria produzione e costruire nuove partnership in appalto o in outsourcing. Ad attirare gli investitori è sicuramente la manodopera qualificata (anche in italiano) a costi molto più bassi che nel resto dell’ Europa occidentale. Anche la burocrazia decisamente più snella e veloce rispetto quella italiana, è in grado di esercitare un certo appeal sugli imprenditori del nostro paese (ma non solo): avviare una nuova attività in Romania è infatti un’operazione decisamente più rapida e meno onerosa quel che siamo abituati.

    Questo ha permesso a molte aziende di esternalizzare con fiducia parte della propria attività in Romania. Parliamo sia di attività amministrative (elaborazione dei dati, fatturazione, contabilità, call center…) che di realtà industriali (fabbriche, officine, laboratori…). Con un vasto mercato che vanta dunque oltre 21 milioni di potenziali clienti e migliaia di aziende con esigenze diverse, la Romania è diventato un mercato di riferimento per le imprese e le aziende di qualsiasi tipo, sia che si occupino della produzione di beni che di servizi. Questo è il motivo del grande interesse da parte di imprenditori e addetti ai lavori nel reperire informazioni sulle possibilità del poter investire in Romania e la produzione burocratica necessaria per poter aprire una società in Romania. Expand2east presenta tantissime informazioni utili al riguardo, e consente a color che sono interessati a compiere questo grande passo di fare chiarezza ed ottenere le informazioni necessarie.

  • Premio “Amministrazione, Cittadini, Imprese”: Vito Gamberale presiede la Commissione

    Scuole capaci di realizzare progetti innovativi sviluppando l’interazione con le imprese del territorio: Vito Gamberale, Presidente della Commissione del Premio "Amministrazione, Cittadini, Imprese" di "italiadecide", assegna il riconoscimento agli istituti vincitori nel corso di una cerimonia che si è tenuta a Palazzo Montecitorio lo scorso 26 aprile.

    Il manager Vito Gamberale

    Italiadecide: Vito Gamberale assegna i Premi 2017 "Amministrazione, Cittadini, Imprese"

    In occasione della presentazione del Rapporto 2017 di "italiadecide" su università, ricerca e crescita, tenutasi lo scorso 26 aprile nella Sala Regina di Palazzo Montecitorio, Vito Gamberale in qualità di Presidente della Commissione ha consegnato il Premio "Amministrazione, Cittadini, Imprese", quest’anno dedicato alle istituzioni scolastiche. Il riconoscimento è stato istituito dall’associazione "italiadecide", presieduta da Luciano Violante, per incentivare la realizzazione di progetti innovativi nell’ambito della Pubblica Amministrazione, esempi funzionali di risposte concrete a cittadini e imprese in termini di produttività, di efficacia nell’erogare i servizi e di correttezza nell’impiego di risorse pubbliche. Dopo il successo dell’edizione 2016 che ha visto protagoniste le istituzioni sanitarie, la Commissione guidata per la seconda volta da Vito Gamberale ha quest’anno vagliato iniziative nate in ambito scolastico ed educativo che si sono distinte per la portata innovativa sotto il profilo digitale. Per le scuole secondarie di secondo grado sono stati anche premiati alcuni progetti di Alternanza scuola-lavoro. I riconoscimenti sono andati all’Istituto comprensivo di Alassio, al Liceo statale "Quinto Orazio Flacco" di Portici (NA) e all’Istituto Superiore "Giulio Natta" di Bergamo. Sono inoltre state assegnate menzioni ad altre scuole. Ad accomunare i vincitori l’ideazione di progetti che, pur spaziando in differenti campi, sono stati capaci di ricreare un efficace modello di interazione tra la scuola e le imprese del territorio.

    Manager: il profilo professionale di Vito Gamberale

    Manager dalla comprovata esperienza in aziende conosciute su scala nazionale e internazionale, Vito Gamberale nasce a Castelguidone in provincia di Chieti nel 1944. Dopo aver conseguito la maturità scientifica, vince una borsa di studio che gli permette di iscriversi al corso di Ingegneria Meccanica dell’Università di Roma La Sapienza, dove si laurea nel 1968. Inizialmente analista industriale in IMI (Istituto Mobiliare Italiano), nel 1977 passa in Gepi (Società per le Gestioni e Partecipazioni Statali) in qualità di Responsabile per le acquisizioni e le privatizzazioni. Tra il 1984 e il 1991 opera come Presidente ed Amministratore Delegato di alcune società di ENI, occupandosi in particolare di privatizzare quelle che non rientrano più nel core business del gruppo. Gli anni Novanta vedono il professionista mettere le sue competenze a servizio del settore della telefonia: Amministratore Delegato della Sip (Società per l’esercizio telefonico), diventa poi Direttore Generale di Telecom Italia e quindi Amministratore Delegato di Tim (Telecom Italia Mobile), costituita nel 1995. Entra poi in 21 Investimenti e all’inizio del 2000 viene chiamato a guidare Autostrade per l’Italia, che porterà ad ampliarsi ulteriormente nei mercati esteri. Nel 2007 Vito Gamberale è stato insignito della laurea honoris causa in Ingegneria delle telecomunicazioni dall’Università "Tor Vergata "di Roma. Nello stesso anno dà vita a F2i, fondo di investimenti nel settore delle infrastrutture: fino al 2014 guida in qualità di AD F2i SGR, Società di Gestione del Risparmio. Attualmente è azionista e Presidente di Iterchimica, attiva nella produzione e commercializzazione di additivi chimici per le pavimentazioni stradali. Svolge anche l’incarico di Presidente in Quercus Assets Selection, società di gestione dei fondi di investimento inglesi Quercus specializzati nel campo delle rinnovabili.

  • Gruppo Daclé: Paolo Campiglio all’Innovation Summit 2017

    In rappresentanza di Gruppo Daclé che guida dal 2015, Paolo Campiglio ha preso parte lo scorso 3 luglio all’Innovation Summit di Deloitte insieme ai dirigenti di altre importanti realtà che supportano lo sviluppo dell’innovazione in Italia.

    Paolo Campiglio, Presidente di Gruppo Daclé

    Gruppo Daclé: Paolo Campiglio ospite dell’Innovation Summit di Deloitte

    Lo scorso 3 luglio l’Innovation Summit di Deloitte ha riunito a Milano i manager delle principali aziende del Paese che con le loro attività fungono da motore per l’innovazione del Paese: tra questi è stato chiamato a partecipare anche il Presidente di Gruppo Daclé Paolo Campiglio. L’evento organizzato ogni anno dal network attivo a livello mondiale nella consulenza e revisione contabile ha inoltre visto quest’anno la partecipazione dei rappresentanti delle più importanti istituzioni economiche del Paese. Non a caso ad aprire i lavori è stato il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, intervenuto in un video appositamente realizzato per la manifestazione. Il contributo del Presidente di Gruppo Daclé Paolo Campiglio ha permesso di mettere ulteriormente in evidenza il prestigio dell’Italia su scala internazionale nel campo della ricerca medica e farmaceutica. Un settore in cui l’innovazione gioca un ruolo fondamentale, con effetti ben visibili anche nel tessuto economico e sociale del Paese. L’evento, a cui hanno preso parte anche il co-fondatore di Apple, il direttore del Corriere della Sera e i vertici di realtà come Italo e Pirelli, si è tenuto in una delle location più moderne e suggestive di Milano: l’UniCredit Pavilion di Piazza Gae Aulenti.

    Paolo Campiglio: formazione e iter professionale del Presidente di Gruppo Daclé

    Originario di Legnano, in provincia di Milano, come tutta la sua famiglia, Paolo Campiglio si iscrive alla Facoltà di Farmacia dell’Università di Pavia. Fin da giovane manifesta uno spiccato spirito imprenditoriale: poco più che ventenne, dà vita a una società di consulenza e servizi per le imprese impegnate nei processi di internazionalizzazione. Qualche anno dopo passa a Carmax-Pro Srl: all’interno dell’azienda specializzata nel commercio di apparecchiature elettroniche e presidi medico-chirurgici per attività socio-sanitarie, il professionista ricopre la posizione di Chief Financial Officer. Il seguente approdo a Daclé gli permette di far fruttare le competenze acquisite in ambito manageriale nel contesto in cui si è formato e specializzato, quello farmaceutico. Nominato Direttore Commerciale, cura l’espansione della società in nuovi mercati, specialmente quelli dell’Est Europa, oltre a guidarne le attività in Paesi in cui è già presente come Germania, Svizzera, Austria e Regno Unito. Nel gruppo cresce professionalmente arrivando a ricoprire le cariche di responsabile del patrimonio immobiliare dell’azienda e di Direttore Esecutivo della società capogruppo. Dal 2015 Paolo Campiglio è Presidente di Gruppo Daclé.

  • Eni, Claudio Descalzi: la partnership con l’Università di Bologna

    Eni rafforza la partnership con l’Università di Bologna: per l’AD Claudio Descalzi si tratta di “un’ulteriore conferma della propria strategia di alleanza con le realtà di eccellenza del mondo universitario italiano”.

    Claudio Descalzi, AD di Eni

    Claudio Descalzi: Eni rinnova la partnership con l’Università di Bologna

    Investire in ricerca e creare sinergie con le eccellenze del mondo universitario sono obiettivi che l’AD Claudio Descalzi persegue fortemente fin da quando nel 2014 è stato scelto per guidare Eni. Oggi il manager, alla luce della recente riconferma nel gruppo, prosegue nella stessa direzione: lo dimostra il rinnovo della partnership con Alma Mater Studiorum Università di Bologna. Lo scorso 11 giugno, in occasione del G7 Ambiente, l’AD di Eni e il rettore dell’ateneo Francesco Ubertini hanno sottoscritto un accordo triennale del valore di 5 milioni di euro finalizzato allo sviluppo di progetti di ricerca su transizione energetica, sicurezza, sostenibilità ambientale, energie rinnovabili e fonti alternative. “L’Accordo Quadro con l’Università di Bologna rappresenta per Eni un’ulteriore conferma della propria strategia di alleanza con le realtà di eccellenza del mondo universitario italiano” ha commentato l’AD Claudio Descalzi sottolineandone gli obiettivi: la collaborazione consentirà ad Eni di “avere accesso ad uno straordinario bacino di competenze in un territorio molto importante” e punterà alla creazione di tecnologie a supporto della transizione energetica, della protezione ambientale e del riutilizzo dei siti industriali del gruppo. Eni e l’ateneo bolognese hanno già realizzato insieme alcuni studi sull’utilizzo di materiali innovativi nella produzione da gas naturale di metanolo per via diretta: altri riguardano l’integrazione in asset offshore di eolico, stoccaggio e gas naturale prodotto.

    Claudio Descalzi: la crescita professionale in Eni

    Laureatosi in Fisica nel 1979 presso l’Università di Milano, Claudio Descalzi costruisce la sua carriera professionale quasi interamente in Eni, dove entra nel 1981 come Ingegnere di giacimento. Qualche anno dopo diventa Project Manager, incarico che ricopre fino ai primi anni ’90 quando viene nominato Responsabile delle attività operative e di giacimento in Italia. Chiamato a dirigere la consociata Eni in Congo nel 1994, si trasferisce quattro anni dopo in Nigeria per ricoprire il ruolo di Vice Chairman & Managing Director di Naoc. Gli anni 2000 segnano il suo rientro in Italia, dove per conto del gruppo opera in diverse posizioni dirigenziali: Direttore dell’area geografica Africa, Medio Oriente e Cina (2000-2001), Direttore dell’area geografica Italia, Africa e Medio Oriente (2002-2005), Vice Direttore Generale di Eni – Divisione Exploration & Production (2005-2008). Il 2008 lo vede diventare Chief Operating Officer, incarico che ricoprirà fino al 2014, in contemporanea con la carica di Presidente di Eni UK (2010-2014). Nel 2014 arriva la nomina di AD del gruppo. Il mandato di Claudio Descalzi viene rinnovato nel 2017: le strategie adottate e i risultati conseguiti nel precedente triennio lo hanno premiato. Già Visiting Fellow of The University of Oxford, nel dicembre 2015 è entrato a far parte del “Global Board of Advisors del Council on Foreign Relations”: lo scorso anno il manager ha ricevuto la Laurea Honoris Causa in Ingegneria per l’Ambiente e il Territorio presso la facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata.

  • S.A.P. System: campagna stampa per l’Automazione e la Sicurezza professionali.

    Per la prima volta un distributore regionale di tecnologie per gli impianti di Automazione e Sicurezza scende in campo al fianco dei propri installatori specializzati con una campagna stampa sulle principali testate dei quotidiani nazionali.

    Ha preso il via venerdì 23 giugno con una pagina intera sul Corriere della Sera di Bologna dedicata all’automazione civile (automatismi per cancelli, portoni, porte, barriere stradali, serramenti, avvolgibili, parcheggi e relativi accessori) la campagna pubblicitaria di S.A.P. System, distributore specializzato in apparati, tecnologie e sistemi per l’automazione e la sicurezza.

    Si tratta di un’operazione unica nel suo genere, in quanto è la prima volta che un distributore di riferimento nel panorama emiliano romagnolo decide di “scendere in campo” al fianco dei propri partner/clienti installatori.

    Il fine dell’iniziativa è quello di evidenziare agli Utenti finali che esiste una vasta rete di installatori abilitati, qualificati e specializzati in grado di fornire soluzioni chiavi in mano di elevata qualità al giusto prezzo, nonché puntuali e rapidi servizi di assistenza tecnica sugli impianti già installati che necessitassero di manutenzione, evitando di rivolgersi a tecnici generalisti o, peggio, optare per il fai da te.

    La campagna in poche settimana ha già visto la pubblicazione di numerose pagine e di redazionali sul Corriere della Sera (edizione di Bologna e Speciale Casa regionale), su la Repubblica edizione di Bologna (distribuita in tutta l’Emilia Romagna) e coinvolgerà anche il Resto del Carlino Bologna, nonché il web e le TV locali.

    La pianificazione delle uscite a mezzo stampa è già stata stabilità fino alla fine gennaio del 2018.

    S.A.P. System fondata nel 2004 come S.n.c. artigiana, nel 2012 è divenuta S.r.l. e nel 2014 è passata alla distribuzione in qualità di value added reseller.

    Fornisce prodotti e sistemi per l’automazione (home, building & parking automation), la sicurezza (allarmi, antintrusione, controllo accessi, nebbiogeni di sicurezza, TVCC, videosorveglianza), la domotica (controllo ambientale ed energetico, edifici integrati), l’illuminotecnica elettronica (illuminotronica, illuminazione a LED), l’impiantistica “speciale” (per l’energia elettrica, l’automazione, l’illuminazione, la sicurezza) e la continuità (UPS, sistemi di accumulo, stabilizzatori e rifasatori).

    L’area d’intervento è il territorio nazionale, con focus in Emilia Romagna, in particolare nelle province di Bologna, Modena, Reggio Emilia, Parma, Ferrara, Ravenna Forlì Cesena e Rimini nelle quali è business partner di centinaia di installatori.

    I principali marchi distribuiti ufficialmente da S.A.P. System sono: Aprimatic, DEA System, FACE, Roger Technology, AMC Elettronica, Essegibi, F.M.C., Jablotron, Mitech sicurezza, Pulsar, UTK – Unitek, S.A.P. Security, S.A.P. Vision, Eizo, Huawei, Zyxel, Nexta Tech, Montarbo Commercial Audio.

    www.sap-system.it

     

  • LA FUNZIONE DEL MARKETING STRATEGICO – BENEFICIO DEL PROGRESSO

     

    RWS ITALIA – DISPOSITIVI RACCOLTA DIFFERENZIATA INCENTIVANTE

    I nostri Nonni, I nostri Padri avevano una capacità di sintesi eccezionale . Con una frase formata da quattro parole, riuscivano ad aprirti un mondo!

    Nasceva dalla loro praticità , dalla loro cultura dell’essenziale , nel “trovare un senso in ogni cosa della vita ” .
    Il bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto è solo un esempio di un proverbio lasciatoci in eredità .

    La cosa straordinaria è che sono passati secoli, e tante di queste perle di saggezza, che ci sono stati tramandati, sono ancora in uso, attualissimi e molto più sintetici di quanto ci offre Twitter!
    La prima domanda che mi faccio è : “riuscirà una foto su Instagram, un post su Facebook, questo stesso redazionale  , a resistere ed esistere tanto quanto quelle quattro parole ” dei nostri avi ? ”

    La Seconda domanda : “un bel libro , una poesia ,un dipinto , una scultura esisterà per sempre ?

    Alla prima domanda rispondo ” No “. Un post di Instagram non esisterà per sempre. Si perderà dalla memoria del racconto, non lo ricorderà neanche chi lo ha scritto.

    Alla seconda domanda rispondo “Si “. Un bel libro , una bella scultura esiste , esisterà e continuerà a rimanere patrimonio dei nostri eredi .
    Quella sopra descritta “è la parte del bicchiere mezzo vuoto”

    Tuttavia devo pensare. Ragionare. Analizzare con razionalità per la conservazione del passato “senza dover necessariamente demonizzare il presente e futuro rispetto un Lev Tolstoj o un Leonardo.
    Esistono sempre punti di vista diversi. La riflessione, anche se potrebbe sembrare banale , mi porta a concludere che “è necessario non fermare il presente , non fermare il futuro purché sia un’opportunità. Sia nuova scienza e conoscenza. Sia senza frontiere. ”
    Quanto sopra” è la parte del bicchiere mezzo pieno”

    Vedere il bicchiere mezzo pieno ci offre la possibilità di sconfiggere le nostre paure, superare le colonne d’Ercole con enormi sforzi a superarli verso l’ignoto”
    Temere, ma voler ascoltare, il canto delle sirene a rischio del non ritorno “.

    Quando iniziò l’era dei computer di massa , diversi furono gli analisti che segnalavano un futuro segnato da impoverimento di posti di lavoro . Invece con il tempo si rivelò , e lo è tuttora , un’opportunità di crescita occupazionale a condizione di aver aggiornato il proprio excursus vitae
    Oggi le stesse paure del passato le abbiamo con i “robot ” che andranno a sostituire la manovalanza umana. Ritengo che anche questa sia una opportunità per l’Uomo poiché ” lo spirito del sapere umano ” lo porterà a sostituire le attività manovalanza umana in attività di ricerca, magari per arrivare , così come fecero i più coraggiosi a conquistare il Polo nord , a scoprire nuovi pianeti dove è possibile la vita nelle sue diverse forme , scoprire nuove forme di energie .
    La tecnologia non è mai regresso ma sempre e comunque progresso , anche nei suoi errori

    Uomini , aziende , ricerche, intuizioni , lavorano per correggere gli stessi errori umani del “progresso negativo ” che mette a rischio il nostro futuro .
    “È questo il nodo da sciogliere e di cui tutti dobbiamo essere consapevoli delle nostre azioni”
    Il consumo delle risorse del pianeta è uno delle questioni più discusse ed immediate . Necessita ” un cambiamento ” questo è certo .
    Come avrete notato non ho mai parlato di “invenzioni ” perché, a mio parere, non esistono. Ci sono già in natura
    Ho invece scritto di “scoperte” ed ovvero “notare dei fenomeni naturali che, menti geniali, li trasformano in oggetti ,metodi , attività il tutto si può racchiudere in una parola : Progresso

    Uno dei compiti di questo “ Blog del Marketing ” è proprio questo : cercare di rappresentare il progresso.
    Il marketing non è come pensano i più ,uno slogan con una immagine per vendere un prodotto , oppure un bel sito web ,o ancora una bella pubblicità. No!
    Il Marketing è “scoperta “, analisi dei bisogni , ricerca degli errori per trovare la soluzione teorica che messa in pratica , con la meccanica e/o elettronica, “trovano una soluzione al progresso cattivo e lo trasformano in una nuova opportunità”

    Questo è il nostro Marketing

    Come la soluzione all’inquinamento di miliardi di imballi alimentari che altro non sono che bottiglie , flaconi di plastica .

    L’attività marketing svolta è stata “perché, come , quando cosa e come” affinché questa plastica non si bruciasse negli inceneritori, o si disperdesse nella terra e acqua.
    Eliminare questa forma di inquinamento.

    Abbiamo trovato e applicato la soluzione con la “tecnologia buona ” .
    Dovevamo convincere per prima i consumatori a prendere coscienza che ciò che buttavano nei rifiuti è materia prima, è risorsa già disponibile senza sfruttare altre risorse del pianeta.

    La tecnologia applicata ai dispositivi automatici per la raccolta differenziata di vuoti di bottiglie e flaconi post consumo hanno fatto il resto .
    Ciò che prima veniva buttato oggi viene differenziato ed in cambio si ottengono tanti punti valore quanti bottiglie conferite . Punti valore che si trasformano in buoni sconto , ed ovvero risparmio , su nuovi acquisti.
    Una pratica sempre più diffusa , sempre più ricercata dai consumatori ed esercenti poiché si crea un ciclo virtuoso del progresso .

    Immaginiamo per un attimo la nostra vita senza la plastica , senza bottiglie di PET , quale sarebbe l’alternativa attuale ?
    Immaginiamo la mancanza di soluzioni più adeguate a risolvere i problemi connessi al progresso ?

    Non posiamo demonizzare ma trovare soluzioni ad eliminare ciò che è un errore del progresso . Questo ė l’entusiasta lavoro dello stakeholder nello Strategic Marketing Department

    “Il lavoro di chi cura il vero Marketing strategico , come noi , non è un lavoro banale ma una passione , un’ avventura per superare le colonne d’Ercole , per ascoltare il suono delle sirene , guardare all’alba e non ad un tramonto . “
    È questo il nostro bicchiere mezzo pieno .

    Aspettiamo vostri commenti e se vuoi ci puoi seguire sul neonato Blog https://ufficiomarketing.blogspot.it/

    (altro…)

  • Al via la II edizione della scuola per la Pubblica amministrazione e il trasporto Locale

    L’Università di Milano-Bicocca organizza nell’anno accademico 2017/18 la II edizione dei Master di primo livello (post laurea triennale):

     

    • Gestione delle Autonomie Locali (MPA) – Direttore Prof. Ugo Arrigo

     

    • Gestione del Trasporto Locale (MTPL) – Direttore Prof. Massimo Beccarello

     

    La duplice iniziativa si avvale del coordinamento dell’Ing. Cesare Vaciago, già Direttore Generale di Ferrovie dello Stato, Poste Italiane, Comune di Torino, Toroc 2006 e padiglione Italia-Expo 2015, ed è realizzata in collaborazione con numerosi partner del settore privato e del settore pubblico. I principali sono Intesa Sanpaolo, INPS, Pirelli e Confindustria Assoconsult.

     

    Intesa Sanpaolo, il maggiore gruppo bancario italiano, sostiene il progetto finanziando con numerose borse di studio a studenti dei due Master, permettendo in tal modo di dimezzare il contributo d’iscrizione a carico di ogni beneficiario. L’accresciuto impegno della Banca nel sostegno delle borse di studio per l’Università Bicocca conferma l’elevato interesse di Intesa Sanpaolo verso l’iniziativa.

     

    L’INPS ha messo a disposizione nella I edizione 7 borse a totale copertura dei contributi d’iscrizione in favore di figli di dipendenti o pensionati di amministrazioni pubbliche (gestione ex Inpdap), iscritti al Master MTPL. Per la II edizione è atteso un numero equivalente di borse.

     

    Pirelli Spa ha messo a disposizione nella I edizione ulteriori 3 borse a parziale copertura dei contributi d’iscrizione di studenti del Master MPA e diversi posti in stage per i due Master. Altrettanto è previsto per la II edizione.

     

    Confindustria Assoconsult è l’associazione delle società di consulenza italiane (tra cui Accenture, BIP, Kpmg, ecc.) e rappresenta il principale partner dell’iniziativa per quanto riguarda il collocamento professionale degli allievi.

     

    I programmi didattici dei due Master sono stati concordati con le amministrazioni pubbliche e le imprese partner, le quali assicurano anche una vasta e qualificata presenza della loro dirigenza nel corpo docente. Nella I edizione del Master MPA oltre il 50% delle lezioni frontali sono state svolte da dirigenti delle grandi amministrazioni pubbliche lombarde, tra cui principalmente Regione Lombardia e Comune di Milano, i quali stanno ora ospitando in stage gli allievi. Per quanto riguarda invece il Master MTPL, circa metà delle lezioni frontali sono state svolte da dirigenti delle maggiori imprese milanesi di trasporto, degli organismi pubblici territoriali di programmazione e regolazione e da esperti con incarichi pubblici a livello nazionale.

     

     

     

    Gli studenti della I edizione sono tutti attualmente in stage, così ripartiti:

     

    –         MPA: 30% Regione Lombardia, 30% Pirelli Spa, 20% Comune di Milano, 10% Istituzioni culturali private, 10% Società di consulenza;

    –         MTPL: 38% ATM Spa, 23% TreNord, 23% Organismi pubblici di regolazione e pianificazione, 16% Altre imprese di trasporto.

     

     

    Requisito di ammissione per ognuno dei due master è l’aver conseguito la laurea triennale, senza restrizione di tipologia, entro la sessione autunnale. La sede dei corsi è Villa Di Breme Forno a Cinisello Balsamo, polo di alta formazione dell’Ateneo di Milano-Bicocca. Le borse di studio sono assegnate, per tutte le tipologie, in base alla graduatoria di ammissione che sarà così formulata:

     

    –         Precedente carriera universitaria (media esami e voto di laurea, regolarità del percorso) per il 30% del punteggio;

    –       Valutazione CV e titoli per il 40% del punteggio;

    –        Colloquio di ammissione per il 30% del punteggio.

     

    Le iscrizioni alla selezione dei Master sono aperte e scadono il 22 settembre 2016

  • Montran, Interoute e HWG uniscono le forze per offrire in modalità Software-as-a-Service sistemi di pagamento e soluzioni di tesoreria al settore bancario

    Il nuovo modello comporta un cambio di paradigma per il settore bancario garantendo velocità di deployment, maggiore flessibilità e scalabilità tipiche del cloud e mantenendo tutti i livelli di sicurezza richiesti.

     

    Roma – 18 luglio 2017Montran Corporation, uno dei più importanti fornitori al mondo di soluzioni e servizi per sistemi di pagamento, infrastrutture di mercato e la gestione della tesoreria, ha stretto una partnership con Interoute e HWG. Unendo la rete cloud globale e privata di Interoute con l’expertise del provider di servizi gestiti di sicurezza e gestione dell’infrastruttura HWG, i clienti potranno effettuare il deployment delle applicazioni di Montran in modalità SaaS (Software as a Service). L’offerta di soluzioni on-demand per le infrastrutture di mercato attraverso il cloud aiuterà i clienti ad adattarsi a un settore finanziario sempre più mutevole e regolamentato.

    Con oltre 35 anni di esperienza nello sviluppo di solide soluzioni di pagamento per istituzioni finanziarie multinazionali di primo livello (tier-1), Montran offrirà le proprie applicazioni per la gestione di pagamenti e tesoreria in modalità on demand. Le banche potranno accedere alla suite di prodotti completa oppure a soluzioni modulari e scalabili, entrambe integrate all’interno del networked cloud globale e privato di Interoute e gestite da HWG secondo i più elevati standard di sicurezza.

    “Abbiamo scelto di collaborare con Interoute e HWG perché sono in grado di garantire, nel cloud, i livelli di performance e di sicurezza necessari per processare pagamenti istantanei per conto delle istituzioni bancarie e degli organi di compensazione più grandi al mondo. Inoltre, il servizio può essere facilmente scalato su richiesta e in modo conforme ai requisiti dell’autorità regolatoria”, ha spiegato Keith Esca, Business Development Manager, Montran Corporation. “Si può fare l’esempio della direttiva PSD2. Quest’ultima, infatti, richiede alle banche di rendere accessibili a terze parti le informazioni sui propri clienti attraverso API aperte e impone che vengano rispettati elevati standard di sicurezza. La piattaforma cloud di Interoute, monitorata con i più sofisticati sistemi di controllo da HWG, ospiterà il nostro gateway di servizi e ci permetterà di garantire un livello addizionale di sicurezza provvedendo un unico punto di accesso per i provider di terze parti alle API esposte della banca”.

    La soluzione è stata disegnata per permettere una facile integrazione dei prodotti Montran con i sistemi proprietari interni della banca, inoltre permette di sviluppare un modello di costi sostenibile in grado di crescere in parallelo alle necessità del business. La possibilità di offrire questi servizi attraverso il cloud costituisce un vantaggio per le istituzioni finanziare di piccole e grandi dimensioni, che altrimenti dovrebbero affrontare costi importanti per gestire infrastrutture IT aggiuntive. Inoltre, è possibile ridurre il time-to-market per lanciare servizi a valore aggiunto per i clienti delle banche principali (tier-1).

    Il nuovo modello offre gli stessi vantaggi di una installazione off-premise di un service bureau oppure di una soluzione in hosting, ma il delivery attraverso il cloud introduce una maggiore semplicità di deployment, flessibilità, scalabilità e quindi un time-to-market più rapido in termini di offerta al cliente e compliance. Inoltre, il modello SaaS comporta costi di infrastruttura notevolmente inferiori rispetto a quelli tipici delle installazioni in-house.

    “La fiducia riposta nella tecnologia per alimentare le transazioni quotidiane dimostra come i regolatori non tollerino eventuali errori o tempi di downtime”, ha aggiunto Mark Lewis, EVP Products & Development di Interoute. “Le organizzazioni di servizi finanziari hanno bisogno di accedere a un’architettura scalabile che assicuri resilienza ed elevata disponibilità. Attraverso questa partnership possiamo combinare l’expertise di Montran nel fornire soluzioni mission-critical e i servizi specializzati di security management di HWG con la nostra capacità di fornire un’infrastruttura ICT che garantisca scalabilità, sicurezza e prestazioni ottimali”.

    Montran proporrà soluzioni end-to-end attraverso la piattaforma – a partire dalle soluzioni per i pagamenti a livello nazionale, fino ai veri e propri hub per pagamenti intra-nazionali, e alle piattaforme per la gestione di fondi. Ognuna di queste soluzioni risponde ai requisiti per il mercato finanziario delle API, per i pagamenti istantanei e le iniziative legate alla direttiva PSD2.

    Dietro la piattaforma Montran, c’è la soluzione cloud Virtual Data Center (VDC) di Interoute, una software-defined network integrata a livello globale ed un’infrastruttura cloud con 17 zone distribuite in tutto il mondo. Il VDC di Interoute può fornire servizi Iaas in modalità pubblica, privata e ibrida all’interno della propria rete privata globale, e questo è il presupposto ideale per prodotti SaaS flessibili e scalabili. L’architettura di rete privata garantisce una sicurezza intrinseca della piattaforma cloud, e gli investimenti tecnologici, così come i repository dei dati, possono essere integrati senza il re-factoring delle applicazioni.

    La soluzione SaaS di Montran, inoltre, è stata implementata partendo da concetto di “Security by Design” mediante la soluzione K-SEC di HWG, un prodotto multi-tecnologico che riduce le tempistiche di compliance e migliora la scalabilità delle performance. K-SEC si basa su un insieme di funzioni di rilevamento e analisi avanzate, mixate con innovative tecniche di machine learning per rilevare e prevenire in anticipo le minacce sconosciute e le problematiche della piattaforma. HWG garantisce i livelli di sicurezza e performance, 24 ore su 24, mediante il proprio security operation centre. Il centro operativo di supporto avanzato svolge attività di monitoraggio e controllo end-to end su tutta l’infrastruttura di pagamento, oltre a gestire le applicazioni per conto dei clienti.

     

  • Detrazioni fiscali per ristrutturazione casa a Roma

    Detrazioni fiscali per ristrutturazione casa  a Roma

    L’agevolazione è applicabile agli interventi di ristrutturazione degli edifici esistenti e alle abitazioni facenti parte di edifici interamente ristrutturati

    Chi sostiene spese per i lavori di ristrutturazione edile può fruire della detrazione d’imposta Irpef pari al 50%.

    Inoltre, per le prestazioni di servizi relative agli interventi di recupero edilizio, di manutenzione ordinaria e straordinaria, realizzati sugli immobili a prevalente destinazione abitativa privata, si applica l’aliquota Iva agevolata del 10%.

    detrazioni-fiscali-per-ristrutturazione-casa

    Nota:

    • La detrazione per gli interventi di ristrutturazione sono state proroga fino alla fine dell’anno ma non subiscono un innalzamento, rimangono al 50% (quelle per gli interventi di efficienza energetica rimangono al 65%).
    • DETRAZIONI FISCALE SUGLI INFISSI prorogata di un anno la detrazione fiscale del 65% per la sostituzione dei infissi! Le spese sostenute per la sostituzione dei vecchi infissi, potranno ancora godere delle detrazioni fiscali del 65%, in 10 anni, al posto dei cinque anni precedenti.  Le detrazioni fiscali sugli infissi non sono però applicabili a qualunque tipo di intervento, ma possibili sono nei casi in cui l’immobile sia già esistente e accatastato o con richiesta di accatastamento in corso e con ICI pagata; l’appartamento dovrà inoltre avere un impianto di riscaldamento

    • Per ulteriori informazioni sui nostri servizi o di qualsiasi altro servizio di ristrutturazioni e manutenzioni edile, si prega di compilare il nostro Preventivo Gratuito disponibile qui CONTATTACI!

  • Presentazione Opera Procuratore della Repubblica di Ravenna Dottor Alessandro Mancini “Il nuovo diritto penale tributario”

    Sabato 15 luglio alle ore 10:30 presso il Teatro della Rosa in piazza del Teatro a Pontremoli si terrà la presentazione dell’Opera del Procuratore della Repubblica di Ravenna Dottor Alessandro Mancini

    “Il nuovo diritto penale tributario”

    organizzata dal Centro Lunigianese di Studi Giuridici con il patrocinio del Comune di Pontremoli.

    L’evento si aprirà con i saluti del Sindaco di Pontremoli Professoressa Lucia Baracchini, del Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Massa Carrara Avvocato Salvatore Gioè, del Presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Massa Carrara Dottor Emanuele Giorgi e del Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Ravenna Avvocato Mauro Cellarosi.

    Interverranno, oltre all’Autore, S.E. il Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Milano Roberto Alfonso sul tema “Profili generali del diritto penale tributario”, la Professoressa Avvocato Desiree Fondaroli, Ordinario di Diritto penale del Dipartimento di Studi Giuridici dell’Università di Bologna, sul tema “La confisca per equivalente nei reati tributari”, il Generale di Divisione Michele Carbone, Comandante del Comando regionale Toscana della Guardia di Finanza, sul tema “Reati tributari e antiriciclaggio”.

    A moderare, il giornalista de “Il Sole 24 Ore” Dottor Alessandro Galimberti.

    A concludere l’evento il Sottosegretario del Ministero della Giustizia Cosimo Maria Ferri.

  • Tasso di interesse alzato dalla BoC. Il “loonie” guadagna terreno sui mercati

    Dopo 7 anni la Banca del Canada ha mosso il tasso di interesse al rialzo. La decisione era tutto sommato attesa dai mercati, anche se fino a poco tempo fa le indicazioni andavano da altra parte. I responsabili di politica monetaria sembravano infatti riluttanti di fronte all’ipotesi di ritoccare il costo del denaro. Inoltre la BoC era stata cauta a inizio anno, facendo riferimento a preoccupazioni riguardo i negoziati commerciali NAFTA e l’andamento del mercato immobiliare.

    La mossa della BoC circa il tasso di interesse

    tassi di interesseInvece le cose nell’ultimo periodo sono migliorate. Gli ultimi dati macroeconomici del Paese hanno mostrato una economia in accelerazione. Questo ha spinto la Bank of Canada a procedere al primo rialzo del tasso di interesse degli ultimi 7 anni. Il costo del denaro è stato portato allo 0,75% dal precedente livello di 0,5%.

    La mossa si mette sul sentiero di quanto sta facendo la Federal Reserve. L’istituto centrale USA infatti è già al secondo rialzo del 2017 e potrebbe continuare in questa direzione.
    Il governatore Poloz ha commentato la mossa dicendo che il 75% all’80% dei canadesi hanno un mutuo a tasso fisso, quindi l’aumento dei tassi non dovrebbe avere un grosso impatto sui proprietari gravati da mutuo.

    Sul mercato valutario, il dollaro canadese ha ricevuto una forte spinta al rialzo come abbiamo visto sui migliori broker opzioni binarie. La valuta canadese infatti è andata rafforzandosi in larga misura contro le altre major. Ad esempio il cambio USD-CAD è sceso di oltre 200 punti poco dopo la riunione, portandosi verso i minimi di 13 mesi. Guadagni importanti ci sono stati anche contro Euro e Yen.

    Le prospettive future

    Riguardo al futuro, il governatore Poloz non si è sbilanciato più di tanto. Eventuali futuri aumenti dei tassi non sono ancora stati programmati. Tuttavia molti analisti credono che potrebbe esserci un altro ritocco dopo l’estate. Questo perché il tenore delle dichiarazioni del governatore è stato molto ottimistico.Chiaramente però molto dipenderà dai prossimi dati macro.

    Le prospettive del rapporto USD-CAD sono un po’ miste. Gli analisti del miglior sito per trading online sostengono che potrebbe esserci un consolidamento nelle prossime settimane. Tuttavia bisogna considerare i fondamenti economici e soprattutto le correlazioni con i prezzi del petrolio, che potrebbero avere un grosso impatto sul “loonie” canadese. Occhio poi alle mosse della FED, che potrebbe procedere ad un terzo rialzo del costo del denaro subito dopo l’estate.

  • Mutui: aumentano dell’11,5% gli importi erogati

    Continua il trend di crescita degli importi richiesti dai mutuatari e quelli erogati loro dalle banche; è questo il primo dato importante che emerge dall’Osservatorio realizzato da Facile.it e Mutui.it che evidenzia come, a maggio 2017, l’importo medio richiesto in Italia sia stato pari a 131.112 euro, in aumento del 2,25% rispetto a dodici mesi prima.

    L’analisi, realizzata su un campione di oltre 15.000 domande di finanziamento, ha registrato soprattutto un significativo aumento delle somme erogate dalle banche (+11,57%) che ha portato i valori concessi, mediamente, a 125.898 euro.

    «La crescita dell’erogato medio», ha commentato Ivano Cresto, responsabile mutui di Facile.it, «è un innegabile segnale di maggiore disponibilità da parte degli istituti anche se, a ben guardare, i valori sembrano rallentare nel corso dei mesi; nell’ultimo semestre l’erogato è cresciuto dell’1,91%, nel trimestre dell’1,79%.»

    Il tasso fisso perde terreno

    Con i tassi di interesse ancora a valori piuttosto bassi, il mutuo a tasso fisso rimane di gran lunga quello preferito dagli italiani anche se, complici i segnali di ripresa mostrati dall’Irs – quello a 20 anni è passato dall’1.25 di dicembre 2016 all’1.39 di maggio 2017 – diminuisce la percentuale di italiani che opta per questa formula; se a dicembre 2016 era l’83% dei richiedenti, a maggio 2017 la percentuale è scesa al 70%, valore comunque maggiore rispetto a quello di un anno fa, quando a chiedere il tasso fisso era il 67%.

    La richiesta di mutui a tasso variabile, aumentando di 12 punti percentuali negli ultimi sei mesi, passa dal 14% di dicembre 2016 al 26% di maggio 2017.

    Il Loan to Value cresce, soprattutto negli erogati

    Guardando al rapporto tra valore dell’immobile e importo del mutuo richiesto, la domanda degli italiani a maggio 2017 rimane poco sotto il 60%, in leggero aumento sia nel trimestre (+0,99%), sia nel semestre (+1,07%) e sia nell’anno (+1,90%).

    Incremento più importante, invece, nel rapporto tra il valore dell’immobile e l’importo effettivamente erogato dalle banche; a maggio 2017 gli istituti hanno finanziato in media il 57,22% del valore, in crescita di oltre 6 punti percentuali rispetto all’anno precedente (era 50,77% a maggio 2016) anche se, negli ultimi mesi, l’atteggiamento è stato più cauto, con incrementi meno incisivi (+1,37% nel semestre e +1,86% nel trimestre). Invariate, da oltre un anno, sia la durata media del piano di restituzione (22 anni), sia l’età del richiedente tipo (40 anni).

    I mutui prima casa

    Facile.it ha monitorato anche l’andamento dei mutui prima casa (https://www.facile.it/mutui-prima-casa.html), registrando un aumento dell’importo medio richiesto con questa finalità, che a maggio 2017 è stato di 141.334 euro, il 4,02% in più rispetto a un anno fa.

    Più importante, invece, è l’aumento delle somme erogate dalle banche per l’acquisto della prima casa; se a maggio 2016 gli istituti di credito hanno concesso importi medi pari a 118.189 euro (loan to value 56,90%), a maggio 2017 l’erogato è cresciuto del 9,76% toccando quota 129.719 euro (loan to value 62,47%).

    Anche per i mutui prima casa rimangono sostanzialmente identici l’età media dei richiedenti (38 anni, uno in meno rispetto a maggio 2016) e i tempi di restituzione (24 anni, erano 23).

    Ultimo dato interessante che emerge dall’Osservatorio è legato alle surroghe erogate che, nel corso dell’anno hanno avuto un trend altalenante; se rispetto a dodici mesi fa queste sono aumentate del 16,90%, nell’ultimo periodo l’andamento si è invertito, con una diminuzione del 12,63% nel trimestre marzo – maggio 2017.

  • Vini italiani in tour all’estero

    Secondo le ultime analisi della Coldiretti: ’Il vino Made in Italy ha conquistato nel 2016 la leadership mondiale nella produzione, con circa 50 milioni di ettolitri e ha aumentato del 3% il valore dell’export, raggiungendo il massimo storico di sempre: 5,6 miliardi.
    Il settore enologico, pur con i suoi storici alti e bassi, è da sempre molto indicativo per il nostro Paese, ed i numeri dei rossi e bianchi italiani parlano di un fatturato sempre in crescita.
    Il 2016 in particolare ha chiuso con un secondo colpo di coda dei vini fermi, portando le esportazioni italiane al loro massimo storico di 5582 milioni di euro, per una crescita del 4.4% sullo scorso anno. Leader della crescita del mercato enologico ha avuto la regione Veneto che si è confermata la principale regione produttrice seguita da Emilia, Romagna, Piemonte,

    L’export del settore enologico

    L’export di vini italiani è cresciuto soprattutto in Francia (+5%), Stati Uniti (+3%), Australia (+14%) e Spagna (+1%); dati che comprendono lo strabiliante risultato dello spumante italiano che, in Francia ha aumentato le vendite del +57%.
    Ne risulta quindi che il vino Made in Italy consumato all’estero è addirittura superiore a quello bevuto in Italia.
    Secondo i dati statistici analizzati dalla Coldiretti, gli Stati Uniti acquistano soprattutto il Chianti, il Brunello di Montalcino, il Pinot Grigio, il Barolo e il Prosecco, mentre la Germania predilige Prosecco, Amarone della Valpolicella e al Collio.

    La vendemmia 2016 – ricorda la Coldiretti – ha coinvolto 650mila ettari di vigne, dei quali ben 480mila Docg, Doc e Igt e oltre 200mila aziende vitivinicole. La ricaduta occupazionale riguarda sia per le persone impegnate direttamente in vigne, cantine e nella distribuzione commerciale, sia per quelle impiegate in attività connesse e di servizio. Il futuro dell’export vitivinicolo del Made in Italy deve essere sostenuto valorizzando le caratteristiche e la specificità del territorio, che rappresenta la vera ricchezza del nostro Paese.

    Un catalogo per importatori di vino

    Per offrire un punto di riferimento per gli importatori stranieri di vini è nato il progetto Vinitaltour, un network specializzato per la proposta di vini ricercati e vini di qualità, in grado di mettere in contatto direttamente il produttore con il rivenditore, accorciando in questo modo la filiera tradizionale.
    L’organizzazione mira infatti alla promozione e rappresentanza della cultura, del turismo, dell’enogastronomia, dell’arte, del lifestyle e di tutto ciò che rappresenta l’eccellenza italiana nel mondo. Ideato dal Gruppo Editoriale Vannini talia Amica Mia mira a rappresentare le aziende e le realtà presenti sul territorio, aprendo relazioni e contatti verso nuovi mercati, per incrementare al contempo l’export del settore enogastronomico.
    Vinitaltour contribuisce alla promozione del Made in Italy nel mondo promuovendo sul mercato internazionale vini autoctoni italiani – con vini bianchi, vini rossi, vini rosè e spumanti – valorizzandone i territori d’origine e le aziende produttrici. Forte della collaborazione con alcuni dei Consorzi nazionali di tutela dei vini italiani, Vinitaltur vuole dare un supporto tangibile alle aziende per presentare i loro vini e commercializzarli all’estero.

    Promozione del vino Made in Italy

    Esistono infatti innumerevoli cantine di produzione con piccoli vigneti italiani, che riscontrano difficoltà nell’esportazione di vino, a causa delle accise e delle innumerevoli normative vigenti sull’export di vini e prodotti enogastronomici.
    Vinitaltour mette la propria esperienza e la propria conoscenza al servizio delle piccole medie aziende, che desiderano vendere i propri vini, stimolando l’interesse di un pubblico internazionale di addetti del settore.
    Visita il sito o contattaci per saperne di più sulla prossima guida per importatori in uscita in autunno 2017.

  • Cogefim: opinioni positive sul comparto metalmeccanico

    Attraverso le proprie opinioni e recensioni, Cogefim ha fornito una valutazione positiva sull’ultima indagine realizzata da Federmeccanica. Nel settore meccanico crescono ordini, produzione e occupazione.

    Cogefim, leader in intermediazione aziendale e immobiliare

    Indagine congiunturale di Federmeccanica: Cogefim conferma nelle sue recensioni la crescita nel comparto meccanico

    Presentati a Roma durante la 142esima edizione dell’indagine congiunturale di Federmeccanica sul comparto metalmeccanico, i risultati dello studio di settore sono estremamente positivi secondo le opinioni di Cogefim. Una valutazione favorevole confermata anche dalle parole di Angelo Megaro, alla direzione del Centro studio di Federmeccanica, il quale ha voluto evidenziare come nei primi mesi del 2017 nel metalmeccanico sia stata registrata una fase di espansione. Il vicepresidente dell’associazione di Categoria ha precisato nel frattempo come i livelli occupazioni siano cresciuti: 18.200 le nuove unità attive. Merito sia della crescita nella produzione, trainata soprattutto da autoveicoli, +9,7%, macchine e materiale meccanico, +2,2%, e di prodotti in metallo, +6,4%, sia dell’export. Le esportazioni, in particolare, hanno fatto segnare un incremento del fatturato medio di circa 9 punti percentuali su base annua. Se gli Stati Uniti sono diventati il secondo mercato di sbocco dopo quello tedesco, cresciuti rispettivamente del +14,9 e 14,6%, Cogefim sottolinea nelle proprie recensioni anche la decisa crescita dell’export verso mercati meno tradizionali come quello cinese, +43,1%, e russo, +36,1%. Nel frattempo, la produzione si è attestata su una crescita stabile intorno al 2%, confermata sia a febbraio che marzo 2017. In termini di volume l’incremento è cresciuto del 3,8% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

    Compravendita aziendale: l’esperienza trentennale di Cogefim

    Leader in intermediazione aziendale, grazie agli oltre 35 anni di attività nel settore, Cogefim fornisce servizi dedicati a chi vuole cedere o acquistare attività o immobili. Assistendo il cliente in tutte le fasi dell’operazione di compravendita, mette a disposizione i propri esperti al fine di fornire valutazioni, consulenze e ricerca soci per partnership e joint venture. Gli investimenti in innovazione e una struttura aziendale all’avanguardia, le consentono di garantire al cliente i massimi realizzi derivanti dalla cessione di un immobile o di una azienda. Diffuso sia in Italia e sia all’estero, il network di consulenti di Cogefim è specializzato in ogni settore, capace di fornire soluzioni costituite in base alle richieste e necessità del cliente. Nata a Milano negli anni ’80, Cogefim si occupa anche di restituire opinioni e recensioni sui trend di crescita dei diversi comparti economici, identificando le migliori occasioni di affari presenti sul mercato.

  • Prestiti per le ferie: in Italia erogati 33 milioni di euro in 5 mesi

    Ogni anno i residenti in Italia fanno più di 60 milioni di viaggi, ma la vera notizia è che, pur di non rinunciare alle agognate vacanze, sempre più spesso decidono di sottoscrivere un prestito, tanto che, secondo l’analisi di Facile.it e Prestiti.it, dall’ 1 gennaio al 31 maggio 2017 sono stati erogati oltre 33 milioni di euro per sostenere i costi di viaggi a breve, medio o lungo raggio.

    Secondo quanto rilevato dallo studio, compiuto su un campione di oltre 60.000 domande di finanziamento presentate nei primi cinque mesi dell’anno, chi vuole un prestito per pagare le ferie punta ad ottenere in media poco più di 5.000 euro (5.071€); cifra superiore del 7,7% rispetto a quella che gli aspiranti vacanzieri italiani volevano un anno fa, ed equivalente ad una rata mensile di circa 113 euro.

    «Piuttosto che rinunciare al meritato riposo o alla vacanza tanto desiderata» ha dichiarato Mario Parteli, responsabile Business Unit Prestiti di Facile.it «gli italiani fanno in modo che questa pesi il meno possibile sulle finanze familiari, dilazionandone il pagamento in periodi anche lunghi; la durata media dei piani di restituzione dei prestiti per le vacanze, ad esempio, è di circa quattro anni.»

    Quando si pensa al prestito per le vacanze? Analizzando il flusso delle richieste i due portali hanno evidenziato come queste aumentino con l’approssimarsi dei periodi di vacanze e, ad esempio, oltre il 38% delle richieste è stato presentato nel mese di maggio.

    Lo studio di Facile.it e Prestiti.it ha anche analizzato il profilo di chi chiede un finanziamento legato alle ferie; in media il richiedente ha 42 anni, nel 72% dei casi è uomo e, nel 76%, ha un lavoro a tempo indeterminato presso un’azienda privata.

    Colpisce notare che addirittura l’11% delle domande è però firmata da un pensionato; evidentemente la passione per i viaggi, anche a costo di fare un prestito, non ha età.

     

  • Agricoltura, Valle d’Aosta in aiuto alle imprese: le recensioni di General Cessioni

    Le opinioni di General Cessioni sul bando indetto da Regione autonoma Valle d’Aosta per le aziende agricole del territorio, grazie al quale potranno sostenere investimenti per le loro attività.

    Intermediazione aziendale e immobiliare: il profilo di General Cessioni

    General Cessioni, le recensioni: in Valle d’Aosta incentivi alle imprese agricole

    Regione autonoma Valle d’Aosta istituisce un nuovo bando per rilanciare il settore agricolo. Lo evidenzia nelle sue recensioni la società di servizi General Cessioni S.r.l., illustrandone le caratteristiche principali. Il bando si rivolge a imprese del territorio che si occupano di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli: possono presentare domanda fino al 30 giugno per richiedere finanziamenti a sostegno delle loro attività o per l’acquisto di nuovi macchinari o attrezzi agricoli. L’investimento deve però essere superiore ai 10 mila euro: la soglia è stata abbassata rispetto a quanto previsto in bandi precedenti. Gli incentivi valgono anche per costruzione e ristrutturazione di fabbricati rurali, realizzazione di impianti di produzione di energia elettrica o termica, sistemazione di canali, acquedotti e della viabilità rurale. General Cessioni, specializzata in intermediazione aziendale e immobiliare, sottolinea inoltre nelle recensioni le novità incluse nel bando: a differenza dei precedenti l’entità del finanziamento è aumentata con coperture del 50% per gli investimenti nel settore primario e della trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli. Quelli relativi all’acquisto di attrezzatura e macchinari è invece del 40%. Cresce anche la dotazione finanziaria, che si attesta a 12 milioni di euro mentre non viene più contemplato il tetto di spesa relativo alla produzione standard.

    General Cessioni: le competenze in materia di intermediazione aziendale e immobiliare

    General Cessioni S.r.l. lavora da oltre trent’anni con imprenditori e proprietari di immobili e aziende fornendo assistenza e consulenze in materia di compravendita e creazione di partnership o joint-venture con altre realtà italiane o straniere. I professionisti di cui si avvale si tengono costantemente aggiornati sull’andamento del mercato, nell’ottica di fornire alla clientela soluzioni vantaggiose sia in termini di qualità che di realizzo. L’attenzione riservata al cliente rientra tra le priorità di General Cessioni: lo assiste in ogni fase dell’operazione, dalla trattativa alla stesura dell’atto notarile, cercando di collaborare anche con i suoi avvocati e commercialisti di fiducia. Grazie all’efficacia del modus operandi, la società è riuscita a ritagliarsi una posizione di rilievo nel settore: le sue recensioni e opinioni sui principali temi del settore vengono condivise da numerosi portali online.

  • Il miele italiano nel mondo

    Il miele si può acquistare sugli scaffali dei qualunque supermercato, nei negozi di alimentari e nelle gastronomie e sempre più spesso anche nei mercatini e sulle bancarelle.
    Ma come si riconosce un vasetto di miele italiano?

    L’importanza dell’etichetta

    Fortunatamente, già dal primo agosto 2004 è previsto l’obbligo di indicare in etichetta il Paese di origine in cui il miele è stato raccolto, per evitare adulterazioni e frodi e tutelare gli apicoltori. Piante diverse danno nettari diversi e di conseguenza mieli diversi.

    La differenziazione in mieli monofloreali è data da una presenza rilevante su un territorio di una fioritura attraente per le api, ma in parte anche dalla maestria dell’apicoltore, che eventualmente trasporta appositamente le api su questa fioritura ed estrae il miele monofloreale evitando la contaminazione con raccolti da specie diverse.
    Il miele monofloreale può essere riconosciuto dal colore, dal profumo e dal sapore caratteristici, in base al tipo di fiori utilizzati, come robinia, castagno, cardo, tiglio e trifoglio. Se invece le api raccolgono diverse fioriture contemporaneamente, il loro miele sarà misto, quindi denominato miele millefiori.

    L’andamento del mercato del miele

    Purtroppo il 2016 è stato il peggior anno degli ultimi trentacinque per il settore degli apicoltori, perché a causa dei cambiamenti climatici, l’eccessivo impiego dei pesticidi in agricoltura si è segnato un calo produttivo del 70%, su tutto il territorio nazionale.
    Le conseguenze negative hanno portato un incremento dei prezzi di mercato e l’ingresso in Italia di miele di importazione di dubbia provenienza e qualità.

    Per incontrare le esigenze delle piccole aziende che operano nel settore dell’apicoltura e che desiderano far conoscere la propria produzione nel mondo, Vannini Editrice sta realizzando De Gustibus, una guida – catalogo per importatori stranieri.

    De Gustibus rappresenta quindi una via privilegiata per la vendita di prodotti tipici italiani nel mondo, come miele italiano, confetture e salse, poiché mette direttamente in contatto i produttori con gli importatori e i distributori, per far nascere nuove relazioni commerciali. La guida De Gustibus verrà inviata a circa 15.000 importatori stranieri europei ed extraeuropei, per favorire la nascita di relazioni e contatti verso nuovi mercati ed incrementare l’export nazionale del settore agroalimentare. Contattare direttamente gli esportatori e le catene della gdo rappresenterebbe per una piccola media azienda infatti una missione costosa e gravosa da un punto di vista delle risorse e del tempo da impiegare.

    Se vuoi diventare un nostro partner ed avere una vetrina dedicata alla tua azienda sulla nostra guida, compila il form sul sito ufficiale e verrai contattato da un nostro responsabile.

     

  • International Property Rights Index 2017: da Competere i risultati dell’indagine

    Roma, 11 luglio 2017I paesi che più tutelano la proprietà sono anche quelli che crescono più stabilmente, sono più competitivi e producono maggiore innovazione. Questo il risultato dell’edizione 2017 dell’International Property Rights Index (IPRI), presentata oggi da Competere.

     

    Promossa dalla Property Rights Alliance, che raccoglie attorno a sé organizzazioni e think tanks operanti in tutto il mondo a favore della libera iniziativa e di politiche indirizzate a favore dell’innovazione, l’indagine misura il grado di tutela della proprietà fisica e intellettuale in 127 paesi, per un totale complessivo del 98% del PIL mondiale e del 94% della popolazione della terra. Come tale è, dunque, uno strumento fondamentale per rapportare il grado di tutela della proprietà con la capacità di ciascuna regione di produrre innovazione ed essere competitiva sul mercato globale.

     

    In questa edizione della ricerca le performance dei paesi sono state valutate in correlazione con il livello di imprenditoria globale, l’accesso alla rete internet, lo sviluppo umano, il numero di ricercatori universitari e le prestazioni ambientali.

     

    Nel 2017 l’Italia si colloca al 49° posto, guadagnando una posizione rispetto al 2016 ma perdendone 9 rispetto al 2014. Siamo ancora lontani, dunque, dai paesi che innovano e competono al meglio come Svizzera, Svezia, Finlandia, Norvegia e Lussemburgo”, afferma Pietro Paganini, Presidente di Competere. “Il Patent Box, il sistema fiscale opzionale per i redditi derivanti dall’utilizzo dei diritti di proprietà intellettuale, non ha dunque portato grandi miglioramenti nel quadro normativo italiano. In sintesi possiamo dire che è stato adottato un approccio incoerente che ha finito solamente per moltiplicare gli oneri di coloro che avrebbero voluto beneficiare del sistema”.

     

    Nell’International Property Rights Index sono presenti anche alcuni casi studio elaborati da esperti del settore che illustrano le differenze presenti fra le tematiche relative alla proprietà intellettuale e le modalità con le quali è possibile raggiungere un buon livello di progresso e innovazione.

     

     

     

    È possibile leggere e scaricare IPRI 2017 sul sito InternationalPropertyRightsIndex.org

  • General Cessioni sull’andamento del settore metallurgico: opinioni e recensioni

    General Cessioni, importante società di intermediazione immobiliare, comunica nelle sue opinioni e recensioni i dati sull’andamento nel mercato del settore metallurgico.

    General Cessioni: opinioni e recensioni

    Le opinioni e recensioni di General Cessioni sul settore metallurgico

    Le ultime recensioni di General Cessioni riportano i dati rilevati in Italia per quel che riguarda il settore metallurgico, il quale costituisce una delle risorse più importanti per l’economia: difatti il comparto riveste un importante ruolo economico per tutti i Paesi industrializzati, comportando un enorme impatto in termini occupazionali, strategici, oltre che di scambio internazionale e valore aggiunto. La produttività della metallurgia, capace di innovarsi repentinamente attraverso la ricerca, è in grado di stabilire l’equilibrio della bilancia commerciale italiana, che risente di guadagni provenienti dal settore energetico e agro-alimentare. Il fatto che di continuo venga sperimentata la possibilità di adottare nuove tecnologie e nuove tipologie di acciaio rende il ramo metallurgico un mercato in continua espansione, soprattutto, sottolinea General Cessioni nelle sue opinioni e recensioni, per quanto riguarda l’area siderurgica che tratta i minerali con un elevato contenuto di ferro e li elabora al fine di ottenere le leghe derivanti dal ferro come l’acciaio e la ghisa.

    I dati condivisi dalle recensioni di General Cessioni

    L’industria metallurgica, secondo le opinioni di General Cessioni, nel 2015 aveva totalizzato un fatturato di € 43,4 miliardi, in crescita del +3,7% rispetto al 2014, con un lordo di 2,9 miliardi, +12,7% rispetto al 2014. L’Istat ha registrato, nel febbraio 2017, un trend del +1,0% della produzione rispetto al febbraio 2016, +8,6% del fatturato rispetto al febbraio 2016, +6,7% delle esportazioni in area Euro e un +7,4% per l’area Non Euro. Per quanto concerne il numero di aziende, il territorio italiano conta la presenza di 3.759 aziende operative ad oggi e 2.190 società di capitale. Nelle recensioni di General Cessioni sono poi riportati i dati sul 2016 e 2017: nel 2016 la siderurgia italiana ha registrato 19,733 milioni di tonnellate importate, con un calo dell’0,1% rispetto al 2015; 17,669 milioni di tonnellate esportate, con un incremento dell’8,7% rispetto all’anno precedente; 12,568 milioni di tonnellate di Export verso i Paesi dell’UE, con un miglioramento del 13,4% rispetto al 2015. Nel 2017, invece, la produzione del settore siderurgico italiano è giunta a 1,973 milioni di tonnellate, con un aumento dell’1,2% rispetto al febbraio 2016.

  • Banche centrali all’attenzione dei trader. Si attendono manovre restrittive

    Il momento di riflessione che stanno attraversando le Banche Centrali ha spinto i mercati finanziari a fare altrettanto, prima di spingersi verso nuove mosse. I banchieri centrali, contrariamente a quanto si pensava, non stanno aspettando che l’inflazione raggiunga livelli soddisfacenti prima di annunciare la svolta restrittiva. Si basano invece sulle solide prospettive economiche per annunciare il ritiro dalle politiche di sostegno alla crescita.

    La conseguenza è che già nel corso della settimana si sono visti certi comportamenti dei mercati abbastanza noti. Ad esempio i titoli di Stato hanno evidenziato un rendimento al rialzo su scala globale. In questo modo hanno fatto da traino sia nel Forex che nel mercato di Borsa (“taper tantrum” a rallentatore). Finora i trader si sono mossi procedendo alla liquidazione delle valute G10 a basso rendimento e di quelle dei mercati emergenti (scegliendo miglior spread più bassi broker Forex). La mossa è stata lenta e ordinata fino ad ora, ma si presume che presto possa esserci maggiore intensità sui mercati. Si preannuncia un bel po’ di frenesia.

    Occhi puntati sulle banche centrali

    banche centraliNel frattempo la Bank of Japan è stata costretta a intervenire perché i titoli JGB a scadenza decennale hanno raggiunto il livello superiore della curva di controllo dei rendimenti. L’istituto giapponese giapponese ha offerto quantità illimitate di JGB a 10 anni a 11 punti base. Questo evidenzia in modo chiaro che la BoJ vuole raggiungere in tempi più brevi possibili il suo target di inflazione al 2% (anche se al momento siamo davvero lontanissimi).
    A parte la BoJ, i trader hanno la ferma convinzione che siano all’orizzonte altre mosse restrittive da parte di diverse banche centrali del G10. Le modalità potrebbero variare da caso a caso, sfruttano cioè il tasso di interesse oppure il tapering (cioè la liquidazione dei titoli in portafoglio). Ma la sostanza restrittiva rimane la stessa.

    Si prende ad esempio la reazione dei mercati alle parole di Draghi di qualche giorno fa. E’ bastata una nota di ottimismo da parte del numero uno della BCe, per innescare una forte reazione sui mercati. L’euro ha messo in atto un rally clamoroso (si veda il grafico fibonacci forex trading riguardo il cross Eur-Usd). Questo però non fa altro che aumentare il livello di guardia che dovrebbero avere i trader. Prudenza quindi.

  • ESCP Europe lancia il nuovo Master in Hospitality e Tourism Management

    Se ne parla da anni come dell’oro nero del nostro Paese, la grande ricchezza da valorizzare per sostenere e rilanciare l’economia italiana: il futuro dell’Italia è legato a doppio filo all’evoluzione del turismo, che oggi richiede competenze e professionalità diverse rispetto al passato, esperte di web marketing e nuovi modelli di distribuzione. Nell’ambito della strategia che punta a focalizzare la proposta del campus italiano sulle specifiche eccellenze del nostro territorio, a partire dall’anno accademico 2017-’18 ESCP Europe porta a Torino il nuovo Master in Hospitality & Tourism Management, con inizio ad ottobre.

    Dopo il Master in International Food & Beverage Management, si tratta del secondo corso specialistico Full Time, della durata di 15 mesi, proposto dalla sede italiana ed erogato attraverso una formula mista su almeno due campus della scuola: cinque mesi a Madrid e due mesi a Torino, a cui si aggiungono un modulo di specializzazione presso la Cornell University School of Hotel Administration di Ithaca (New York), un’esperienza lavorativa curriculare di minimo 4 mesi ed un progetto di consulenza internazionale (ICP) full time realizzabile ovunque nel mondo, per il quale si segnalano casi rilevanti in Spagna, Francia, Messico e Panama.

    Il Master si rivolge a laureati con almeno un anno di esperienza lavorativa e giovani aspiranti imprenditori provenienti da qualsiasi percorso formativo e lavorativo pregresso, fortemente motivati ad intraprendere una carriera di successo nel settore turistico e alberghiero, con l’obiettivo di sviluppare le professionalità tecniche e manageriali per avviare o fare un salto di qualità in ambito internazionale.

    Il turismo: un settore in continua crescita

    Sulla scia dell’ottimo andamento del mercato italiano, secondo i dati dell’Osservatorio Turistico Regionale, il 2016 ha confermato il trend di crescita del turismo anche in Piemonte, registrando un aumento sia nelle presenze (+2,41%), sia negli arrivi (+2,67%), con 4 milioni e 800 mila presenze e quasi 14 milioni di pernottamenti. La nostra regione si conferma una delle più dinamiche, portando un risultato sorprendente se paragonato al periodo precedente alle Olimpiadi invernali del 2006, che hanno contribuito al miglioramento dell’offerta culturale e a una nuova visibilità internazionale. La scelta di includere Torino, diventata un modello per tutta l’Italia, in un programma internazionale di alta formazione non è dunque casuale: il settore turistico, in continua crescita in ogni regione, offre numerose possibilità di impiego in resort, agenzie di viaggio, organizzazioni focalizzate sul turismo sostenibile, centri per eventi, aziende di intrattenimento, compagnie croceristiche, ristoranti e hotel.

    Un percorso di alta formazione 

    La combinazione di corsi trasversali del Master in Hospitality & Tourism Management, applicabili ad ogni comparto e specifici, permette agli studenti di raggiungere una solida conoscenza delle teorie e degli strumenti di gestione, così come delle dinamiche operative fondamentali e delle future sfide che interessano il turismo. La partnership con importanti player del settore – tra i quali Accor Hotels, Amadeus, Armani hotel, Costa Crociere, Disneyland Resort, Deloitte, Four Seasons, Hilton, Inter-Continental Hotel, Marriot, NH Hotel Group, Sheraton, Six Senses, StarHotels e Wellington Hotel – offre esperienze di apprendimento innovative e immersione nella realtà aziendale, come case studies, progetti reali, business practices e sessioni teorico-pratiche sviluppate con moduli all’interno delle società. La metodologia didattica è quella già sperimentata con successo in altri Master di ESCP Europe: una commistione continua fra aula e lavoro, per imparare sul campo e ottenere una formazione basata sulle esigenze pratiche del mercato di riferimento.

    «L’Italia ha una mancanza endemica di professionalizzazione dei settori che caratterizzano il nostro Paese nel mondo – spiega il direttore di ESCP Europe Torino Campus, Prof. Francesco Rattalino -: per questo dobbiamo passare dall’essere degli ottimi artigiani a diventare dei professionisti con spiccate capacità di management. Se il nostro Paese offre da un lato un’unicità dal punto di vista culturale e della bellezza dei paesaggi, l’accoglienza ha ancora un carattere familiare che può e deve essere managerializzata. La Spagna ha strutture turistiche estremamente organizzate a cui dobbiamo guardare come buone pratiche da cui apprendere. Aggiungiamo che Torino, forte della sua esperienza come Capitale Europea dello Sport 2015 e sede dei Giochi Olimpici invernali nel 2006, può contribuire con due ambiti in cui la nostra città eccelle: Food ed Event Management».

    Il profilo degli studenti e le basi del successo del programma

    Nel panorama dell’offerta dei Master non esistono altri programmi specialistici strutturati in maniera cosi multicampus e internazionale, che preparino a lavorare in catene di alberghi di lusso a livello globale. Il valore aggiunto è dato dal profilo multiculturale dei partecipanti, con una media di 9 nazionalità diverse per classe e 27 anni d’età, e dei docenti provenienti dalle diverse sedi della Business School. La padronanza di più lingue consente di acquisire un “profilo graduate” da subito operativo e molto attraente per le aziende del settore del turismo che cercano top manager e personale per Grand Hotel e società a supporto del mondo dell’hospitality nella gestione eventi di culturali o sportivi.

    Al completamento degli studi, il 70% dei graduates trova lavoro nel settore del turismo, mentre il restante 30% continua il percorso nel mondo della consulenza. Il successo lavorativo al termine del Master è frutto di una forte collaborazione consolidata di ESCP Europe con le principali aziende del settore: il 90% degli allievi ottiene infatti un impiego entro 6 mesi dalla fine delle lezioni (più del 60% degli studenti ancor prima di terminare lo stage), con un guadagno medio di oltre 32mila euro all’anno. Nonostante la giovane età di questo Master, nato a Madrid nel 2011 come programma Executive rivolto a manager con un’esperienza lavorativa pregressa, le statistiche rivelano che gli studenti uscenti dal corso lavorano in 25 Paesi, dall’Europa agli Stati Uniti, dalle Mauritius a Shanghai.