Categoria: Economia e Finanza

  • Il Commercialista è online con Webfisco

    Commercialista online? Da oggi c’è WebFisco

    Un commercialista online, sempre disponibile ma soprattutto raggiungibile ovunque tu sia?

    Quanto tempo risparmiato per se stessi, che vuol dire anche tempo da investire nella propria attività e nelle cose che più ci piace fare.

    Da oggi c’è WebFisco, l’innovativo e commerce per tutti i servizi fiscali di cui si possa necessitare.

    Immaginate di poter adempiere agli obblighi fiscali comodamente da casa vostra, con un click.

    E’ la rivoluzione dei servizi contabili, in cui i commercialisti si affidano al web attraverso sistemi di e-commerce avanzati che possano riscontrare il gradimento dell’utente, rendendo l’esperienza di navigazione ma anche di usabilità la migliore possibile.

    Il commercialista 2.0. risponde alle domande via email, offre consulenza gratuita ed evade le pratiche nel più breve tempo possibile.

    Proprio come è possibile acquistare online un qualsiasi prodotto, da oggi è ugualmente possibile acquistare un servizio contabile o fiscale e farsi gestire la propria contabilità personale ed aziendale da esperti consulenti, revisori contabili, commercialisti e consulenti del lavoro. Il tutto in un’unica piattaforma online, sempre raggiungibile ed attiva.

    Aprire una partita IVA, ottenere buste paga, licenziare o assumere una colf, presentare la dichiarazione dei redditi o il modello unico, emettere fattura elettronica a prova di errore, da oggi è immediato e vantaggioso.

    Difatti, i servizi offerti dal commercialista online non sono solo celeri, ma anche vantaggiosi, con sconti che possono far risparmiare fino al 30 o 40% sui servizi di uno studio di revisori contabili classico.

    L’esperienza resta la stessa, anzi, per offrire questo tipo di consulenza è necessario provenire da studi ben avviati e da almeno un ventennio di attività, proprio per la particolare strutturazione della consulenza, per poter essere veloci ed esaustivi nel rispondere alle richieste dei clienti e per trovare nel più breve tempo possibile la migliore soluzione.

    Le statistiche del web ci dicono che spesso si ricerca un commercialista online gratis, perché non si conoscono le tariffe del commercialista stesso e si teme di inciampare in compensi troppo alti.

    Webfisco, innovativa piattaforma online di servizi fiscali e contabili, ad esempio, pone la trasparenza e la facilità di utilizzo come punto cardine del proprio progetto di e-commerce.

    I prezzi sono visibili immediatamente ed ogni singolo servizio è acquistabile con un semplicissimo click. Le modalità di pagamento sono diverse e la comunicazione con un consulente online riservato è puntuale e precisa fin da subito. Inoltre, il consulto con il commercialista online è gratis, perché si cerca sempre di comprendere a pieno le esigenze dell’utente, anche prima che esso diventi cliente, tutte peculiarità acquisite negli oltre 40 anni di esperienza che adesso si declinano al digitale.

    Per ulteriori informazioni: www.webfisco.com

  • WORLD PASTA DAY; PAGANINI (COMPETERE): NO A PROTEZIONISMO PER PROMUOVERE ECCELLENZA ITALIANA

    Roma, 25 ottobre 2017 – Si è tenuto questo pomeriggio, presso la sede di Competere.eu, un nuovo appuntamento del ciclo Tomorrowland, “Protezionismo, la nuova battaglia del grano”. Hanno preso parte all’incontro gli stakeholder del settore agroalimentare per confrontarsi e riflettere sul futuro del settore con particolare attenzione al tema della produzione e del commercio del grano, e delle recenti politiche protezionistiche che il Governo italiano ha intrapreso con il decreto a firma del Ministro Calenda e del Ministro Martina, che obbliga i pastifici ad indicare l’origine del grano sulle confezioni di pasta.

    La scelta di introdurre l’indicazione di origine del grano, oltre ad essere contro i principi fondamentali del libero scambio, è una strumentalizzazione del concetto di trasparenza che danneggia i consumatori e le industrie delleccellenza italiana” – afferma Pietro Paganini, Presidente di Competere. “Invece di  informare meglio i consumatori, come vogliono farci credere, il Decreto li inganna. Con lindicazione di origine si suggerisce loro che il grano italiano sia migliore di quello estero, quando non è così.  Inoltre – continua Paganini – viene arrecato un grave danno ai produttori di pasta che, per mantenere alto lo standard qualitativo e quantitativo, devono obbligatoriamente importare grano da altre nazioni”.

    “E protezionismo grossolano. Il protezionismo ha sempre delle conseguenze negative e non sarà l’etichettatura obbligatoria a migliorare o ad aumentare la produzione italiana. Infatti questo decreto presumibilmente sarà impugnato dall’UE. Per questa ragione abbiamo ritenuto opportuno organizzare questo confronto nel quale si è discusso di come portare avanti una vera e propria politica agraria e industriale che promuova levoluzione dellagricoltura e le eccellenze industriali del nostro paese” – puntualizza Paganini.“I punti da cui partire sono: studiare una vera riforma agraria per limitare l’eccessiva frammentazione della filiera, adottare delle politiche flessibili per l’approvvigionamento di grano e – conclude – fare rete, cioè condividere conoscenze, tecnologie e modelli di coltivazione”.

    Nei prossimi giorni Competere produrrà un documento programmatico che conterrà tutti i punti sollevati durante l’incontro. Il documento sarà presentato ai Ministri dell’Agricoltura e dello Sviluppo Economico e alle Commissioni parlamentari competenti

  • Binck Italia presenta ProTrader la nuova piattaforma per il trading evoluto e tante altre novità

    Milano, 25 ottobre 2017 – Binckbank, succursale italiana del Gruppo olandese di trading online, operativa in Italia da maggio 2012, presenterà al Trading On Line Expo presso la sede di Borsa Italiana in Milano, alcune importanti novità per la propria clientela, fra le quali la nuova piattaforma di punta della propria offerta: ProTrader.

    La nuova piattaforma sostituisce l’attuale piattaforma Scalper e presenta numerose novità rispetto a quest’ultima. La piattaforma rimane browser based, ma è stata riscritta con tecnologia react, (per intenderci, quella utilizzata da Facebook), inoltre presenta numerose funzionalità:

    • Nuovo Tool per l’analisi grafica con graph-order entry integrato;
    • Nuova ricerca titoli dedicata per asset class: bond, opzioni, prodotti strutturati, azioni, etc ;
    • Multidesk con autosaving automatico per evitare che si perdano importanti settaggi operativi;
    • Vertical Book con one click trading;
    • Auto classificazione personalizzata del proprio portafoglio

     

    L’appuntamento è per giovedì 26 ottobre alle 14.30 presso la Sala Gialla di Borsa Italiana: all’incontro parteciperanno Vincenzo Tedeschi, DG di Binck in Italia, e il team di sviluppo che ha realizzato la nuova piattaforma (Simone Vallino, Jesse Beers, Lokhan Wong).

    “Fin dal suo esordio sul mercato italiano, Binck si è posizionata come player innovativo” ha dichiarato Vincenzo Tedeschi, Direttore Generale di Binck, “e continua a caratterizzarsi per un’offerta competitiva, attraverso modalità operative e canali di negoziazione sempre nuovi. La nuova ProTrader colma finalmente un gap in termini di consolle dispositive con i principali competitor italiani, offrendo ai clienti una modalità più rapida e personalizzabile per l’accesso ai mercati.”

     

    Sarà possibile provare ProTrader presso lo stand BinckBank il 26 e 27 ottobre presso Borsa Italiana: per chi non riuscisse a venire è sempre possibile:

  • Al via le iscrizioni per il P&G “Global Ceo Challenge”. A Roma la finale europea.

    Capacità di visione, spirito di leadership, iniziativa, innovazione, soft & hard skills: bisognerà dimostrare questo e anche di più nella sfida che Procter & Gamble lancia ai migliori cervelli di tutto il mondo. Fino al 26 Novembre 2017, è infatti possibile candidarsi alla Global CEO Challenge 2018, la più avvincente competizione di business dedicata ai giovani talenti di tutto il mondo (https://pgcareers.com/ceo-challenge).

    Protagonisti saranno studenti universitari di tutto il mondo che avranno l’opportunità di mettere alla prova le proprie conoscenze e capacità sviluppando una nuova strategia di business per il marchio Head & Shoulders, lo shampo numero uno al mondo di P&G.

    Entro il 26 Novembre 2017 tutti gli studenti interessati, potranno sottoporre la propria candidatura al Global CEO Challenge accedendo al link https://pgcareers.com/ceo-challenge.

    Una volta selezionata la nazione nella quale si stanno svolgendo gli studi si passerà ad un test online superato il quale si accederà alla sfida, che consiste nel risolvere, dal 27 novembre al 22 dicembre, un business case riguardante il marchio Head & Shoulders. Le soluzioni proposte saranno valutate da un panel di leaders P&G e quelle più brillanti e innovative saranno scelte per partecipare alla finale per l’area Sud Europa che si svolgerà a Madrid nel mese di Febbraio.

    Ai vincitori della finale di Madrid sarà offerto uno stage in una delle sedi P&G in Sud Europa (Lisbona, Madrid o Roma) nelle divisioni Marketing, Commerciale, Finanza, Produzione e Logistica. Superata questa fase i vincitori continueranno il percorso nella Global Challenge sfidando “colleghi” delle altre aree europee nella finale Europea che si svolgerà a Roma il 10 aprile 2018 e che spalancherà le porte della finalissima Mondiale in programma a Panama nel mese di maggio 2018Chi la vincerà volerà nel mese di luglio a Cincinnati, sede del quartier generale della P&G per incontrare i vertici dell’azienda.

    «La Global CEO Challenge 2018 è una sfida appassionante che mira a individuare i migliori talenti da introdurre in azienda – ha dichiarato Francesca Sagramora, Direttore Risorse Umane P&G Sud Europa. Una competizione dal carattere internazionale e perciò ancor più stimolante che porterà i partecipanti a confrontarsi con brillanti colleghi e a conoscere meglio la realtà aziendale, i principi, il lavoro ed i managers di P&G. Siamo felici ed onorati di ospitare in Italia, nella sede di Roma la finale Europea di questo progetto col quale P&G intende ancora una volta dimostrare in maniera concreta di credere nelle nuove generazioni, puntando sulla loro professionalità e voglia di mettersi in gioco”.

    «Un marchio come Head&Shoulders, lo shampoo numero 1 al mondo, è perfetto per una competizione internazionale come il Global CEO Challenge. Ogni candidato dovrà dare prova delle proprie capacità, imparando a lavorare in team e in un contesto multiculturale per raggiungere un obiettivo comune. Un’occasione unica che spero tanti ragazzi vorranno cogliere con determinazione, intelligenza, cuore e passione, mettendosi in gioco e facendo tesoro di questa esperienza» – ha commentato Javier Riano, Direttore Commercial Operation P&G responsabile del marchio Head&Shoulders.

     Procter & Gamble

    I prodotti P&G sono utlizzati da quasi 5 miliardi di persone al mondo. La Procter & Gamble possiede uno dei piu’ importanti portafogli di marchi di qualita’ tra i quali: Dash®, Lenor®, Mastro Lindo®, Swiffer®, Viakal®, AZ®, Kukident®, Swisse®, Oral B®, Olaz®, Pantene®, Head&Shoulders®, Gillette®, Venus®, Braun®. P&G opera in 70 paesi nel mondo ed in Italia è presente dal 1956. (www.pg.com).

  • Facile.it: sono oltre 20.000 gli italiani senza più punti sulla patente

    Era il 1 luglio 2003 e in Italia veniva introdotta una modifica sostanziale al codice della strada; la patente a punti. Si parte da un credito di 20 e ogni infrazione provoca una riduzione di quel tesoretto che però, in caso di buona condotta, ogni 2 anni (1 per i primi tre anni di patente) viene accresciuto fino a raggiungere un massimo di 30. Quanti sono, però, gli automobilisti italiani che non sono stati in grado di amministrare correttamente quel gruzzolo e oggi sono arrivati a 0? Secondo un’analisi di Facile.it, veramente tanti; più di 20.000.

    8 le regioni sopra la media nazionale

    Il portale specializzato nel confronto di polizze assicurative ha rielaborato dati ufficiali del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti risalenti a maggio 2017, evidenziando come siano ben 8 le regioni con percentuali di patentati a 0 punti superiori alla media nazionale (0,053).

    Mettendo in rapporto il numero totale dei residenti abilitati alla guida con quelli che hanno esaurito i loro 20 punti, la regione che si trova al primo posto in classifica è il Friuli Venezia Giulia (0,070) che precede la Calabria (0,067) e la Campania (0,065). Passando da una lettura percentuale a una in termini assoluti, è invece la Lombardia ad avere il maggior numero di patentati a 0 punti; in regione sono ben 3.991, quasi 1.800 in più di quelli della Campania (seconda con 2.195) e più del doppio di quelli del Piemonte (terzo con 1.793 automobilisti che non hanno più alcun punto sulla patente).

    Se si guarda ai dati in ottica provinciale, in termini assoluti Napoli è l’area con il maggior numero di automobilisti a 0 punti (1.560) davanti a Milano (1.355) e Roma (1.347), mentre in rapporto al numero dei patentati il primato spetta a Vibo Valentia (0,112) che precede Brescia (0,104) e Reggio Calabria (0.098).

    Le differenze di genere

    L’analisi di Facile.it ha considerato anche le differenze che, in termini di punti sulla patente, si riscontrano fra uomini e donne; se hanno finito il proprio credito punti lo 0,083% degli automobilisti di sesso maschile, la percentuale crolla allo 0,010% fra le donne; hanno invece raggiunto il massimo credito disponibile, 30 punti, il 47,94% degli uomini ed il 57,80% delle donne al volante.

    Quanto incidono i punti della patente sul premio RC auto

    Nel nostro Paese vige il sistema del cosiddetto Bonus Malus e, quindi, il comportamento dell’automobilista e la sua “storia” assicurativa in termini di incidenti incidono in maniera notevole sul calcolo del premio RC.

    Dai dati dell’Osservatorio Assicurazioni auto di Facile.it (https://www.facile.it/assicurazioni/osservatorio/rc-auto-italia.html) si vede come l’incidentalità registrata nelle diverse regioni sia in stretta relazione con quanto pagano gli automobilisti per circolare. La perdita di punti e, ancora più grave, la sospensione della patente, indicano comportamenti alla guida più pericolosi che possono anche portare a incidenti, con impatti sul premio di assicurazione pagato.

    «Cambiare classe di merito», spiega Mauro Giacobbe, Amministratore Delegato del portale di comparazione, «comporta un aggravio di costo che può essere pari anche ad oltre il 15% del premio precedente. Se consideriamo poi il caso di un automobilista cui negli ultimi 5 anni è stata ritirata la patente o che ha meno di 20 punti su di essa, alcune compagnie applicano maggiorazioni davvero importanti e il best price disponibile aumenta di oltre il 10%; per un automobilista quarantenne in terza classe di merito che guida a Milano un’utilitaria di cilindrata 1.2, passa da 239,43 euro a 264,00 euro»

  • Grande successo per il primo industriafuturo4.0 di Bologna

    Un manifesto, un’associazione, un centro studi, una rete di impresa, un cross selling di eccellenze.
    Nato da un evento che nel titolo riassume tutto: industriafuturo4.0
    Merito dei suo ideatori , e della squadra che attorno a questa parola evocativa e piena di speranza si sta formando. Futuro.
    Grande successo per la prima esperienza, a Bologna, di Industria Futuro 4.0, su invito di un manager carismatico del calibro di Sebastiano Grazioli, durante la quale ha annunciato la prossima tappa di questo modello già vincente, sempre a Bologna il prossimo 27 ottobre. Si dà concretezza all’espressione industriafuturo4.0 e si evoca un futuro di benessere e di efficienza, rapportandosi a modelli di business compiuti. Il collante, che ha visto una folta partecipazione di aziende di qualità già alla sua prima uscita, è la voglia di raccontarsi oltre gli slogan. È il momento della laboriosità che si fa concretezza, della trasparenza e della condivisione, dell’efficienza e del rispetto formale che si fa etico e profondo. È tempo di uscire dalla crisi, di rimboccarsi le maniche e ritornare a produrre fatturati di qualità.
    “Dalle crisi nascono opportunità nuove, è tempo di unire le competenze 4.0”: Grazioli apre con queste parole la convention a Bologna, la prima di un road show in giro per l’Italia dove si raccontano molte realtà che della digitalizzazione ne hanno fatto business e valore aggiunto nei rispettivi settori: Cost killing, soluzioni di energy Saving,sicurezza nei luoghi di lavoro, vantaggi fiscali di Ricerca & Sviluppo e real estate 4.0.
    Un bouquet di aziende interessanti : Pages italia, Enersolve, feed, ener-G, Msg Consulting, Dlgs 81&Partners, FinQuattro, Alzarating e Dmore, accomunate dalla voglia di raccontarsi in modo nuovo, esperienziale, mettendo in comune sul mercato un interlocutore unico: è il cross selling, l’attività che nel farsi sintesi commerciale è in grado di offrire un servizio, una visione, una consulenza a 360′ perché si fa forte di un’appartenenza comune sotto un unico cappello e di una serie di competenze specifiche e certificate dal gruppo. Il cross selling o se più vi aggrada, possiamo parlare di coopetition, un neologismo che nasce dalla consapevolezza nuova di dover competere, condividendo informazioni, valori aggiunti e portafogli clienti. È il tempo 4.0.
    Sebastiano Grazioli ha davvero presentato con industria futuro 4.0 il frutto di un lavoro di ricerca tra eccellenze industriali e start up che adesso sono pronte per andare, anche insieme, sul mercato, centralizzando l’area commerciale. Nascono figure nuove di “consulenti tecnici” supportati da sempre più diffusi strumenti digitali, perché è proprio vero che “il 65% dei bambini di oggi faranno lavori che non sono stati ancora inventati” (Alexis Ringwald ceo Learn up)
    Nel modo di presentarsi di ciascuna realtà presente nel sodalizio è emersa la concretezza di descrivere con grande attenzione il plus, il vantaggio competitivo che si porta al mercato. Il dato comune a tutti è il guardare all’innovazione oltre lo slogan. Si realizza un taglio di costi e di tempi straordinario.
    E così Pages Italia, ad esempio, nelle parole del suo ceo Paolo Giannerini offre percorsi che portano a un cost killing notevolissimo o a un approccio valoriale più originale presentando il design for excellence .La regola generale dunque è tagliare i costi e distinguersi consapevolmente digitalizzando processi industriali interni. L’approccio è interessante con il modello success fee.
    Ad esempio Dlgs81&partners riesce a tagliare fino al 50% il costo della sicurezza del lavoro, “obbligatoria per legge a difesa della vita ma anche per un’effettiva tutela della più importante risorsa per un’azienda che è il proprio personale” . Innovativo è il software Andromeda 4.0 che digitalizza l’intero processo.
    Così come gli altri imprenditori, ciascuno per il suo comparto, hanno enfatizzato il taglio del costo e il maggiore efficientamento dell’azienda: per il risparmio energetico (Enersolve, partner multinazionale dal capitale italiano)per la cogenerazione a gas (ener-G di appartenenza ad un fondo inglese) e per L efficientamento con tecnologia a led. (Feed) .FinQuattro ( studio di commercialisti) ed Alzarating (newco)affrontano il delicato tema dei vantaggi fiscali del 4.0; offrendo un originalissimo osservatorio di analisi con vantaggi importantissimi per il settore di ricerca e sviluppo.Infine D More , numeri alla mano, ha presentato opportunità straordinarie che la digitalizzazione offre a sempre nuove fasce di mercato di investitori nel mattone, grazie all’utilizzo di una piattaforma in grado di utilizzare i Big data per intercettare e poi commercializzare i beni distressed presenti sul mercato. Il convegno “cambiare per vincere” ha aperto due strade : l’aiuto concreto alle aziende per essere traghettate nel futuro attraverso un unico interlocutore,e l’evidente vantaggio di una nuova professione, il consulente 4.0 a tutto tondo.

  • Bitcoin, altre critiche feroci. Stavolta tocca al principe Bin Talal

    Continuano le discussioni e i dibattiti attorno al Bitcoin. Da più parti arrivano critiche feroci alla criptovaluta più nota al mondo, che però intanto sui mercati continua a viaggiare a ritmo spedito. Eppure le critiche proseguono. Il principe miliardario Alwaleed bin Talal, “re” della Kingdom Holding saudita ha detto chiaramente che il futuro del Bitcoin sarà senza dubbio una “implosione”. Per descrivere meglio il suo punto di vista, ha anche aggiunto che il fenomeno finirà come Enron, l’ex colosso energetico americano e gigante delle utilities, andato in bancarotta alla fine del 2001.

    Il dibattito attorno a Bitcoin

    bitcoinIl principe saudita si pone così sulla scia di Jamie Dimon, amministratore delegato di JP Morgan, che un mesetto fa non fu affatto tenero con Bitcoin, definendolo una “frode”. Addirittura definì sua figlia stessa una ingenua, per averne comprato uno. Anche lui utilizzò un paragone storico, stavolta rifacendosi alla bolla speculativa dei tulipani olandesi.

    Ma non ci sono soltanto voci contrarie. Anzitutto ci sono i numeri che raccontano una storia di successo. Bitcoin continua a volare sui mercati, ha oltrepassato la soglia dei 6mila dollari e ha sovvertito ogni meccanismo di medie mobili trading, e più in generale ogni principio di analisi tecnica. E non è certo sorretto solo da trader privati, visto che molte banche d’affari si stanno interessando al fenomeno.
    Oltre ai numeri però, ci sono anche dei pareri autorevoli che vanno a favore di Bitcoin. Come Fadi Ghandout, ceo di Wamda Capital, che ha suggerito a Dimon di mostrare un po’ di umiltà e tornare con i piedi per terra, oltre che imparare”. Ha poi aggiunto: “Meglio non fare grandi dichiarazioni su qualcosa che non comprendiamo”.

    Al di là di questo, ci sono senza dubbio dei lati oscuri in questo tipo di strumento finanziario. Qualcosa che lo rende difficilmente inquadrabile e prevedibile. Ecco perché si suggerisce sempre di investire su questo asset solo se si ha una grande conoscenza del mercato, di evitare negoziazioni con accesso diretto ai mercati (qui si può approfondire il tema su market maker broker, stp o ecn, differenze), ma di utilizzare sempre il filtro di un intermediario (oltre che di tutti quegli strumenti di protezione del capitale).

  • La Cooperativa Scalvenzi compie 35 anni: a Pontevico il Ministro Poletti invitato speciale

    Nella sede della Cooperativa Scalvenzi il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Giuliano Poletti interverrà alle Celebrazioni per il 35° Anno dalla Fondazione della Cooperativa.

    Il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Giuliano Poletti lunedì 30 Ottobre 2017 sarà tra gli ospiti del pomeriggio di celebrazioni per il 35° anno dalla nascita della Cooperativa Scalvenzi. L’appuntamento è alle ore 14.30 nella sede a Pontevico in via Strada Francesca II Tronco, 95, a fianco dell’uscita dal casello A21 di Pontevico.

    Il pomeriggio si apre con un breve saluto del Presidente di Scalvenzi, del Sindaco di Pontevico e dei rappresentanti di Lega Coop e Confcooperative.

    A seguire due tavole rotonde moderate dal Direttore del Giornale di Brescia, Nunzia Vallini, alle quali parteciperanno il Ministro, alcuni dei principali esponenti del mondo della cooperazione e le più grandi realtà del settore della raccolta differenziata dei rifiuti.

    Successivamente il Ministro Poletti incontrerà alcuni imprenditori e rappresenti delle Associazioni di categoria.

    La Cooperativa Scalvenzi nasce nel 1982 a seguito della crisi della Fratelli Scalvenzi Snc, storica azienda della Famiglia Scalvenzi operante a Pontevico da decenni e marchio noto e consolidato nel mondo per la produzione di macchine agricole.

    Negli anni successivi la Cooperativa inizia a guardare al settore dell’ecologia e della raccolta dei rifiuti.

    Nel 1988-1989 la Cooperativa Scalvenzi acquista la TECNECO, piccola realtà che produce compattatori per rifiuti, e nel giro di qualche anno cesserà la produzione di macchine agricole, specializzandosi appunto nel settore dei rifiuti.

    In tempi più recenti è da segnalare, fra il 2012 e il 2013, la partecipazione della Cooperativa alla costituzione di una start up innovativa per la produzione dello scooter elettrico ME.

    La cooperativa nel 2017 ottiene significativi risultati commerciali: amplia e consolida il proprio mercato al Nord e raggiunge il fatturato di quasi 9 milioni di euro.

    Per gli accrediti all’incontro privato del Ministro con gli imprenditori e i rappresentanti delle Associazioni di categoria è necessario mandare una mail a [email protected] con indicati il nominativo del partecipante e la testata di appartenenza.

    PROGRAMMA 30 OTTOBRE 2017

    14.30 Inizio lavori

    14.30 Saluto Autorità:

    Presidente Cooperativa Scalvenzi

    Sindaco Pontevico, Roberto Bozzoni

    Presidente Legacoop Lombardia, Luca Bernareggi

    Presidente Confcooperative Brescia, Marco Menni

    14.50 35 anni dalla Fondazione della Cooperativa Scalvenzi:

    cronaca di una storia letta dai protagonisti.

    Enrico Apolli per soci fondatori – Felice Scalvini fra gli ideatori dell’iniziativa

    15.10 MCU. Un progetto da scoprire per agevolare le raccolte differenziate.

    Capo Ufficio Tecnico Cooperativa Scalvenzi, Fabrizio Moneta

    15.30 Tavole Rotonde:

    Scalvenzi, workers buyout, una storia di 35 anni”.

    Opportunità del domani o occasione di ieri?

    Intervengono:

    Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti

    Presidente Legacoop Lombardia, Luca Bernareggi

    Presidente Confcooperative Brescia, Marco Menni

    Segretario CGIL Brescia, Damiano Galletti

    Modera:

    Direttore Giornale di Brescia, Nunzia Vallini

    La raccolta differenziata porta a porta e l’impatto sulle condizioni

    di lavoro degli operatori“

    Intervengono:

    Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti

    Componente del Cda di A2A, Giovanni Comboni

    Presidente Gruppo LGH, Antonio Vivenzi

    Presidente Garda Uno, Mario Bocchio

    Presidente Chiari Servizi, Marco Salogni

    Assessore Ecologia di Brescia, Gianluigi Fondra

    Amministratore Delegato di Solidarietà Provagliese, Claudio Simonini

    Amministratore Delegato di Nord Engineering, Massimo Armando

    Per il Sindacato, dott. Ettore Brunelli e rappresentante RLS Roberta Meazzi.

    Modera:

    Direttore Giornale di Brescia, Nunzia Vallini

    17.30 Cerimonia di Premiazione dei soci lavoratori e fondatori.

    (con la presenza dei parenti dei soci tutti)

    18.30 Chiusura lavori

    Seguirà Buffet

    ME Scooter Elettrico, prodotto della Start Up Innovativa di cui Scalvenzi

    è socia e partner, sarà a disposizione degli ospiti che vorranno fare un test drive.

    scooterelettrico.me



  • E-COMMERCE Strumenti tecnici, strategie di comunicazione, aspetti economici, legali e fiscali del negozio online

    CONVEGNO GRATUITO 13/11/2017

    E-COMMERCE

    Strumenti tecnici, strategie di comunicazione, aspetti economici, legali e fiscali del negozio online

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    Al Centro Conferenze alla Stanga – Piazza Giacomo Zanellato, 21 Padova – il 13 novembre 2017 si tiene un convegno promosso e organizzato da STUDIO MAGGIOLO PEDINI ASSOCIATI con il contributo della Banca Patavina Credito Cooperativo di Sant’Elena e Piove di Sacco.

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    L’e-commerce è diventato un elemento imprescindibile nel processo di acquisto di molti beni e servizi, modificando profondamente il comportamento dei clienti.

    Perché accontentarsi di vendere solo a clienti locali quando i propri prodotti possono raggiungere moltissimi altri clienti in potenziali mercati altrimenti non raggiungibili?

    Grazie alle nuove tecnologie, alla aumentata velocità di navigazione in rete, ed ai costi sempre più ridotti delle infrastrutture, i consumatori sono sempre più protagonisti attivi del processo di acquisto; cercano e trovano velocemente le informazioni sui prodotti che intendono acquistare on-line, confrontano i prezzi in tempo reale, decidono in autonomia quando e come concludere l’acquisto, possono esprimere le proprie opinioni sull’esperienza d’acquisto.

    L’obiettivo del convegno è fornire una panoramica completa ed esauriente di cosa fare e, soprattutto, di cosa non fare nel momento in cui si decide di avviare una attività di vendita on-line per vendere “senza confini”.

    Il seminario è rivolto ad imprenditori e titolari di attività di ogni dimensione e settore merceologico che sino ad ora non hanno ottenuto particolari risultati di vendita dai loro portali e-commerce oppure che si affacciano per la prima volta verso il mercato on-line ed intendono approfondire gli aspetti tecnologici, normativi e di marketing prima di aprire un portale di e-commerce per vendere on-line i propri prodotti o servizi.

    Al convegno interverranno: Selene NICOLE’ Studio Legale Nicolè, Marco MONTI Sinergia, Daniele MAGGIOLO Studio Maggiolo Pedini Associati

    La partecipazione al convegno è gratuita

    PER REGISTRARSI GRATUITAMENTE CLICCA QUI

    Segreteria organizzativa

    dott.ssa Mara Pedini | 049.8900499 | 333.1988229 | [email protected]

    www.studiomaggiolo.it

     STUDIO MAGGIOLO PEDINI ASSOCIATI Costituito nel 1985, STUDIO MAGGIOLO PEDINI ASSOCIATI è un network di professionisti della consulenza di direzione e di docenti specialisti nelle aree dell’organizzazione aziendale, della comunicazione d’impresa e del marketing operativo e strategico. In particolare lo studio opera nella predisposizione di piani di marketing e business plan nei progetti di start-up di nuove PMI e nella attuazione di interventi di audit interfunzionali e multidisciplinari per aiutare gli imprenditori a continuare a vendere, meglio e con maggiore profitto.

  • Grande successo per il primo Industria Futuro 4.0 di Bologna

    Un manifesto, un’associazione, un centro studi, una rete di impresa, un cross selling di eccellenze.
    Nato da un evento che nel titolo riassume tutto: industriafuturo4.0
    Merito dei suo ideatori , e della squadra che attorno a questa parola evocativa e piena di speranza si sta formando. Futuro.
    Grande successo per la prima esperienza, a Bologna, di Industria Futuro 4.0, su invito di un manager carismatico del calibro di Sebastiano Grazioli, durante la quale ha annunciato la prossima tappa di questo modello già vincente, sempre a Bologna il prossimo 27 novembre. Si dà concretezza all’espressione industriafuturo4.0 e si evoca un futuro di benessere e di efficienza, rapportandosi a modelli di business compiuti. Il collante, che ha visto una folta partecipazione di aziende di qualità già alla sua prima uscita, è la voglia di raccontarsi oltre gli slogan. È il momento della laboriosità che si fa concretezza, della trasparenza e della condivisione, dell’efficienza e del rispetto formale che si fa etico e profondo. È tempo di uscire dalla crisi, di rimboccarsi le maniche e ritornare a produrre fatturati di qualità.
    “Dalle crisi nascono opportunità nuove, è tempo di unire le competenze 4.0”: Grazioli apre con queste parole la convention a Bologna, la prima di un road show in giro per l’Italia dove si raccontano molte realtà che della digitalizzazione ne hanno fatto business e valore aggiunto nei rispettivi settori: Cost killing, soluzioni di energy Saving,sicurezza nei luoghi di lavoro, vantaggi fiscali di Ricerca & Sviluppo e real estate 4.0.
    Un bouquet di aziende interessanti : Pages italia, Enersolve, feed, ener-G, Msg Consulting, Dlgs 81&Partners, FinQuattro, Alzarating e Dmore, accomunate dalla voglia di raccontarsi in modo nuovo, esperienziale, mettendo in comune sul mercato un interlocutore unico: è il cross selling, l’attività che nel farsi sintesi commerciale è in grado di offrire un servizio, una visione, una consulenza a 360′ perché si fa forte di un’appartenenza comune sotto un unico cappello e di una serie di competenze specifiche e certificate dal gruppo. Il cross selling o se più vi aggrada, possiamo parlare di coopetition, un neologismo che nasce dalla consapevolezza nuova di dover competere, condividendo informazioni, valori aggiunti e portafogli clienti. È il tempo 4.0.
    Sebastiano Grazioli ha davvero presentato con industria futuro 4.0 il frutto di un lavoro di ricerca tra eccellenze industriali e start up che adesso sono pronte per andare, anche insieme, sul mercato, centralizzando l’area commerciale. Nascono figure nuove di “consulenti tecnici” supportati da sempre più diffusi strumenti digitali, perché è proprio vero che “il 65% dei bambini di oggi faranno lavori che non sono stati ancora inventati” (Alexis Ringwald ceo Learn up)
    Nel modo di presentarsi di ciascuna realtà presente nel sodalizio è emersa la concretezza di descrivere con grande attenzione il plus, il vantaggio competitivo che si porta al mercato. Il dato comune a tutti è il guardare all’innovazione oltre lo slogan. Si realizza un taglio di costi e di tempi straordinario.
    E così Pages Italia, ad esempio, nelle parole del suo ceo Paolo Giannerini offre percorsi che portano a un cost killing notevolissimo o a un approccio valoriale più originale presentando il design for excellence .La regola generale dunque è tagliare i costi e distinguersi consapevolmente digitalizzando processi industriali interni. L’approccio è interessante con il modello success fee.
    Ad esempio Dlgs81&partners riesce a tagliare fino al 50% il costo della sicurezza del lavoro, “obbligatoria per legge a difesa della vita ma anche per un’effettiva tutela della più importante risorsa per un’azienda che è il proprio personale” . Innovativo è il software Andromeda 4.0 che digitalizza l’intero processo.
    Così come gli altri imprenditori, ciascuno per il suo comparto, hanno enfatizzato il taglio del costo e il maggiore efficientamento dell’azienda: per il risparmio energetico (Enersolve, partner multinazionale dal capitale italiano)per la cogenerazione a gas (ener-G di appartenenza ad un fondo inglese) e per L efficientamento con tecnologia a led. (Feed) .FinQuattro ( studio di commercialisti) ed Alzarating (newco)affrontano il delicato tema dei vantaggi fiscali del 4.0; offrendo un originalissimo osservatorio di analisi con vantaggi importantissimi per il settore di ricerca e sviluppo.Infine D More , numeri alla mano, ha presentato opportunità straordinarie che la digitalizzazione offre a sempre nuove fasce di mercato di investitori nel mattone, grazie all’utilizzo di una piattaforma in grado di utilizzare i Big data per intercettare e poi commercializzare i beni distressed presenti sul mercato. Il convegno “cambiare per vincere” ha aperto due strade : l’aiuto concreto alle aziende per essere traghettate nel futuro attraverso un unico interlocutore,e l’evidente vantaggio di una nuova professione, il consulente 4.0 a tutto tondo.

  • Ragioni Per Cui Ripple sta Superando Bitcoin ed Ether come Criptovalute Dominanti

    Non si può negare che l’utilizzo delle criptovalute sia aumentato di almeno il doppio negli ultimi cinque anni, con compagnie come bitcoin ed ether al comando. Asset indipendenti come le unità di bitcoin sono unicamente universali, il che permette veloci stanziamenti e sono stati applicati a diversi casi di stanziamenti bancari. Lo scopo delle criptovalute era originariamente di produrre forniture di liquidità meno costose e più scalabili come mai prima d’ora. (Credito informativo: Piattaformetrading).
    Tuttavia, col tempo, sono arrivate diverse limitazioni sia per i bitcoin che per gli ether. Per esempio, sia le unità BTC che ETH non sono state sviluppate per supportare la scala degli stanziamenti bancari globali richiesti né la diversità dei casi degli utilizzi istituzionali. Questo ha spinto altre imprese a produrre un sistema di criptovalute in un’altra ondata, come Ripple (XRP). Nello scenario di mercato attuale, gli XRP di Ripple hanno molti più benefici rispetto a BTC ed ETH, come spiegato qui sotto.

    • Gestione:  La gestione dei network di Bitcoin ed Ether sono radicalmente diverse dalla gestione degli XRP. La fornitura di BTC nel network di bitcoin richiede la validazione delle transazioni e un protocollo specifico. Questi protocolli, anche se non sono governati da alcuna banca, governo o sistema finanziario, sono sotto il pieno controllo di pochi e specifici gruppi di mining. Il network di Ethereum è forse meno tedioso ma è più esposto a cyber attacchi, come è stato provato dall’attaco DAO dell’ultimo anno. Questo va in contrasto con Ripple, che utilizza un registro di consenso mantenuto da convalidatori istituzionali. Questi convalidatori sono controllati da principali banche globali e istituzioni come MIT, Microsoft ecc.
    • Velocità di Stanziamento: La velocità di stanziamento delle transazioni utilizzando BTC può richiedere un minimo di 60 minuti o anche di più. Spesso, i pagamenti effettuati durante questo periodo non sono istantanei, e falliscono a causa della mancanza di conferme minori, risultando in esposizioni ulteriori e rischi. ETH è anche affetto da simili problemi ma ha uno stanziamento più veloce, con una media di circa 5 minuti. Ripple li batte tutti, visto che il meccanismo di consenso non richiede mining, eliminando il tempo di processo. Uno stanziamento normale può essere completato istantaneamente con appena cinque secondi.
    • Stanziamenti bancari: Per andare a buon fine, ogni stanziamento bancario richiede un certo livello di cost efficiency così come una portata di livello globale. Ripple rende esborsi di corporazioni di poco valore e pagamenti al dettaglio profittevoli. Questo è radicalmente diverso dalle altre criptovalute come BTC ed ETH, che non hanno vantaggi per risparmiare sui costi.
    • Off the Table: Questa è una caratteristica esclusiva solamente del network di Ripple e il suo database. Ripple ha recentemente annunciato un piano per vendite strutturali e l’utilizzo di XRP, con la speranza di ottenere stabilità a lungo termine. La compagnia ha piani di emettere 55 milioni di token XRP in escrow, immettendo un miliardo nel mercato virtuale ogni mese. Questo è molto vantaggioso per i trader e gli investitori, che hanno una chiara idea di cosa aspettarsi e non vengono lasciati nel buio per quanto riguarda la fornitura.

    Dal momento che l’interesse e la popolarità di ETH e BTC continua ad aumentare, Ripple viene visto come una criptovaluta con un’ottima prospettiva nel futuro.

  • SI RICONFERMA UN SUCCESSO LA SECONDA EDIZIONE DEL CONVEGNO ORGANIZZATO PRESSO NOBILI RUBINETTERIE “L’OTTOBRE DELL’ECONOMIA ” IL TEMA AFFRONTATO QUEST’ANNO: “IMPRESA LAVORO & TECNOLOGIA: L’ETICA ALLA PROVA DEL 4.0”

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    14 ottobre 2017 presso Carlo Nobili SpA Rubinetterie – Via Novara, 29 – Suno (NO)

    In collaborazione con ALLIANZ

    Si è tenuto sabato 14 ottobre 2017, con un grande successo sia di presenze che di interesse presso la sede di Suno di Nobili Rubinetterie, la seconda edizione del Convegno organizzato dalla Famiglia Nobili per promuovere “l’ottobre dell’economia”. Un evento, che anche quest’anno ha preso in considerazione un tema molto dibattuto del momento e che direttamente o indirettamente tocca sia il settore economico che imprenditoriale, che affronta il tema “Impresa lavoro & tecnologia: l’etica alla prova del 4.0”. L’occasione ha dato l’opportunità a relatori, imprenditori, giornalisti, dirigenti operanti in settori differenti e docenti universitari di confrontarsi e raccontare la situazione dal loro punto di vista. Opinione comune è che la nuova tecnologia, la new economy e i robot sono importanti e possono sicuramente migliorare la vita e il lavoro dell’uomo, ma l’uomo deve continuare ad essere alla base del tutto.

    La domanda di partenza posta nell’introduzione da Mauro Meazza, Editorialista de “Il Sole 24 Ore” e moderatore del Convegno è stata: “Quale equilibrio possiamo trovare tra l’essere apocalittici e quindi rimarcare assolutamente la sottrazione di mansioni e di posti di lavoro che la tecnologia sicuramente porta con sé e dall’altra l’impatto positivo che ha avuto la tecnologia negli scambi nazionali ed internazionali?”.

    Il Convegno inizia con un saluto da parte dell’Amministratore Delegato di Allianz Italia, nonché Consigliere di Allianz S.p.A., Giacomo Campora che ha rimarcato più volte le continue novità tecnologiche presenti presso Nobili Rubinetterie (citando anche che rispetto allo scorso anno sono arrivate 8 nuove file di robot della Fanuc) e che fanno di questa Azienda un punto di riferimento che vive e respira di industry 4.0.

    A seguire il primo intervento di Andrea Boltho, Economista e docente presso Magdalen College di Oxford, che ha affrontato il tema della situazione economica e geopolitica internazionale. L’Economista ha definito la situazione attuale sicuramente in ripresa, ma ci sono ancora molte incertezze dovute a shock passati, come ad esempio Brexit e Trump. Ma le incertezze si annidano secondo lui anche dietro alle possibili evoluzioni future, dove tecnologia ed occupazione sono sicuramente fonte di stress così come una possibile crisi cinese e l’aumento dei tassi d’interesse e di cambio dollaro-euro.

    Sulle incertezze del futuro, Boltho ha precisato: “Da quando l’industria è nata si è sempre temuto che il progresso tecnologico avrebbe distrutto posti di lavoro. E lo ha fatto! Ma l’occupazione è sempre cresciuta. Sono calati i prezzi e sono aumentati produttività, profitti e potere d’acquisto”.

    Ma alla domanda siamo oggi in un mondo diverso, Boltho risponde: “Computer e robot spiazzano lavoratori nell’industria e nei servizi, ma creano anche posti di lavoro. La maggioranza degli studi conclude che la disoccupazione non sia cresciuta a causa loro.

    E a: “E’ possibile che l’intelligenza artificiale abbia effetti diversi?” Boltho dice di non avere risposte.

    Per quanto riguarda la Cina, le paure secondo lui si annidano dietro ai debiti totali delle famiglie e delle imprese cinesi che dal 2008 che sono aumentati in maniera vertiginosa.

    Per quanto riguarda i tassi, la paura generale secondo l’Economista è soprattutto per l’euro e per i suoi possibili problemi futuri: l’Europa, secondo Boltho, ha vissuto un periodo di rapida convergenza economica dal 1960 in poi. I ‘ma’ però ci sono perché l’euro non sembrerebbe aver contribuito molto a questo successo. Dall’inizio degli anni 2000 in poi sembrerebbe esserci stato un chiaro processo di divergenza dovuto essenzialmente ai cosiddetti “comportamenti asimmetrici” tra i vari Paesi (Nord e Sud Europa) dell’Unione Europea in termini di trend. Proprio per questo, la paura è che una situazione di questo tipo possa diventare a suo dire insostenibile alla lunga e i Paesi dovrebbero unirsi di più sotto tutti gli aspetti (politico, commerciale, etc etc etc).

    A seguire Roberto D’Imperio, Dottore Commercialista, che ha parlato della nuova tecnologia che ci coinvolge oramai ogni giorno e che è sempre più presente nella nostra vita: dallo shopping on line alle self driving car, dai droni al lavoro. Tutte novità che stanno entrando nel nostro mondo e che riguardano la tecnologia e che sotto molti aspetti racchiudono anche al loro interno un discorso di etica che deve essere rispettata. Secondo D’Imperio l’intelligenza artificiale e la robotica saranno le cose che impatteranno di più e con maggiori benefici nel prossimo futuro, però allo stesso tempo avranno le maggiori conseguenze negative. C’è quindi secondo lui da riflettere sull’impatto delle nuove tecnologie. Da Amazon a whatsapp, e molto altro ancora…la new economy ha rivoluzionato la nostra vita e il lavoro delle persone.

    L’ultima ora è stata dedicata alla tavola rotonda organizzata con la presenza di Alberto Nobili, Amministratore della Carlo Nobili S.p.A., Giuseppe Bottero, giornalista de “La Stampa”, Mons. Franco Giulio Brambilla, Vescovo di Novara, Danilo Cattaneo, Amministratore Delegato di Infocert S.p.A., Mariella Enoc, Presidente Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, Davide Maggi, Prof. Di Economia Aziendale presso l’Università del Piemonte Orientale “A. Avogadro”, e Andrea Rescica, CEO e Presidente di Altea Federation.

    La tecnologia ha cambiato la nostra vita e su questo sono tutti i relatori d’accordo. L’importante è però secondo tutti capire quale sarà il suo limite, quale potrà essere il problema che potrà creare alle persone e che tipo di ulteriore utilizzo potrà ancora esserci all’interno di tutti i settori (quindi non solo tra i colletti blu ma anche tra i colletti bianchi). Per tutti comunque la cosa fondamentale sarà riuscire a mantenere la relazione umana.

    Alberto Nobili è intervenuto e ha spiegato che “Molti nostri concorrenti hanno deciso di andare a produrre all’estero. La Nobili Rubinetterie ha optato per tenere i posti di lavoro in Provincia di Novara. Per rimanere qui e per essere competitivi non abbiamo potuto far altro che acquistare molti robot che sono stati inseriti negli anni all’interno dell’Azienda e che ci hanno permesso di abbassare i costi. Ora stiamo diventando competitivi anche con i nostri concorrenti che acquistano in Cina. L’automazione per noi è stata l’unica strada possibile per riuscire a restare in Italia. Da noi inoltre non sono stati persi posti di lavoro, perché i robot funzionano solo se ci sono gli uomini qualificati perché i robot funzionano grazie ai dati da loro impostati. Sono gli uomini che seguono i robot e diciamo li “istruiscono e controllano. Molto probabilmente ci arriveremo ad una situazione in cui i robot potranno essere più indipendenti rispetto ad ora, ma per questo siamo ancora molto lontani e tutti gli esempi di robot diciamo autosufficienti visti fino ad oggi sono presentati solo nei film. In futuro quello che stanno portando avanti le aziende di robotica è come inserire i dati. Ad esempio, per fare un nostro rubinetto servono tre, quattro giorni di programmazione di un robot e tutte le volte che viene comunque rimesso in produzione quel prodotto bisogna comunque fare qualche ritocco. Le case stanno sicuramente facendo dei simulatori laterali al robot in cui sulle mani dell’uomo potranno essere messi dei sensori: l’uomo in questo caso potrà fare il suo lavoro e la macchina apprenderà così più velocemente cosa deve fare. Il problema ora è che le persone, la manodopera che deve oggi seguire i robot deve saper fare per prima bene il lavoro, deve essere qualificata e spesso non è così. Se non sanno fare loro bene il lavoro difficilmente il robot lo sapranno fare bene”. Per quanto riguarda gli incentivi statali per il 4.0, Alberto Nobili ha concluso affermando che il problema alla base è incentrato sulle macchine acquistate che devono essere comunque collegate tra di loro e per scaricare il 50% del loro valore bisogna avere una rete interna che non è facile da creare.

    Considerata la vocazione prettamente imprenditoriale della Famiglia Nobili, è sembrato luogo naturale per lo svolgimento dei lavori la fabbrica stessa, che diventa in tal modo (anche da un punto di vista iconografico) punto di snodo e di avvio delle discussioni sia di più ampio respiro (scenario macroeconomico internazionale) sia più specificatamente collegate alle imprese italiane e al rilevantissimo bacino di eccellenze della tecnologia ed innovazione made in Italy.

     

     

    Per ulteriori informazioni:
    Digital PR a cura di Blu Wom Milano
    www.bluwom-milano.com
    [email protected]

  • La digitalizzazione fa crescere la produttività del 25% – I dati dell’analisi dell’Osservatorio Industria 4.0

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    Digitalizzare significa aumentare la produttività a livelli superiori rispetto al costo del lavoro. È questo il risultato dello studio condotto dall’Osservatorio Industria 4.0 del Politecnico di Milano su un panel di imprese che, dal 2010 al 2015, hanno investito efficacemente nell’innovazione digitale delle imprese.

    L’analisi dell’Osservatorio mirava a capire qual è l’effettiva efficacia del programma Industria 4.0 e in che modo possano essere misurati l’intensità e la profondità degli investimenti in beni strumentali tradizionali o digitalizzati. Prendendo in considerazione come valori di riferimento il costo del lavoro e la produttività, a fronte di un aumento del primo del 10% si è avuto un aumento del secondo fattore del 25%, portando dunque produzione e ricavi a raddoppiare rispetto al costo dei singoli lavoratori, con un ROI (return on investment) passato dal 3,8% al 6,1%. Il piano Industria 4.0 dunque funziona, e i dati parlano chiaro.

    Sulla base dei risultati dell’analisi, le prospettive sono rosee e la digitalizzazione delle imprese sembra essere la strada giusta per la crescita economica e per lo sviluppo della competitività delle aziende. Tuttavia, pur in presenza di stime positive, è necessario avere delle conferme per esprimere un giudizio più sicuro, e solo i risultati dell’applicazione del superammortamento e dell’iperammortamento nel biennio 2016-2017 potranno fornire un quadro più definito della direzione che hanno preso le aziende italiane e del loro percorso di crescita.

    La parola d’ordine, come sostiene anche il Centro Studi Economico Finanziario ESG89, rimane comunque la formazione. Industria 4.0, infatti, significa non solo ammodernamento degli strumenti ma soprattutto acquisizione delle competenze digitali, settore in cui il mercato del lavoro italiano è fortemente carente, con una percentuale di lavoratori con competenze elevate di appena il 23% (con una media europea del 32%). L’impegno delle aziende per il prossimo biennio dunque, grazie anche al credito d’imposta mirato alla formazione previsto nel Piano Calenda, è quello di far crescere nuove professionalità e adeguarle alle esigenze odierne del mercato del lavoro, sviluppando competenze e figure professionali capaci di supportare le aziende nel loro sviluppo su scala nazionale e internazionale.

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  • Dall’Industria 4.0 al Lavoro 4.0 e al nuovo welfare – Come le nuove tecnologie digitali hanno ridefinito mercati, lavoro e previdenza sociale

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    Parlare di Industria 4.0 non significa solo far riferimento al Piano Calenda e agli effetti positivi che ne sono derivati, ma significa anche parlare di Lavoro 4.0 e del nuovo welfare da sviluppare per garantire, come sostiene il Centro Studi Economico Finanziario ESG89supporto e assistenza ai lavoratori di domani nell’epoca della flessibilità e della mobilità costante.

    Potenziare l’orientamento e gli strumenti di passaggio dal mondo della scuola a quello del lavoro, garantire il diritto alla formazione e all’aggiornamento costanti e ripensare il welfare in modo tale da renderlo fruibile ed efficace soprattutto nelle fasi più impegnative della vita dell’individuo. Sono questi i risultati dell’indagine conoscitiva condotta dalla Commissione Lavoro del Senato sull’impatto che i nuovi paradigmi della quarta rivoluzione industriale hanno sul mercato del lavoro e sulla vita quotidiana dei cittadini.

    Il concetto principale che emerge come risultato dell’analisi è la necessità di prendere consapevolezza non solo dei vantaggi delle nuove tecnologie digitali, ma soprattutto dei rischi esse possono comportare. Sarà dunque compito delle istituzioni e dei legislatori creare le condizioni normative e strutturali per coniugare la nuova fluidità del mercato del lavoro con la sicurezza e la stabilità necessarie per il benessere dei lavoratori, ed evitare che la flessibilità si trasformi in una trappola di incertezza e precarietà. È necessario dunque creare un nuovo modello di welfare in grado di integrare previdenzasanità e assistenza, per offrire una protezione a 360 gradi e in grado di coprire ogni aspetto della vita dei lavoratori.

    Ancora una volta, parlare di Industria 4.0 significa entrare in un argomento ampio e trasversale, che tocca nel profondo la vita dei lavoratori. Dai nuovi ritmi lavorativi alle nuove tipologie contrattuali, dalla flessibilità alla formazione costante, il Lavoro 4.0 è qui ora e richiede un adeguamento immediato di lavoratori, enti e istituzioni.

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  • Nuove tecnologie per intrattenimento, eventi e fiere arrivano a Milano con AVS Group

    Il 19 ottobre dallo Spazio MIL di Sesto San Giovanni Avs Group annuncia l’apertura di nuovi spazi con la prossima sede a Milano e presenta all’interno dello spettacolo “The Art of Techonology” le ultime tecnologie nel campo dell’intrattenimento.

    Lo show vedrà tecnologie all’avanguardia e novita’ sceniche che accompagneranno gli ospiti in un evento con musica, techno dance, robotica, luci, colori e “la divertente partecipazione di un ospite d’eccezione” e con anteprime di robotica entertainment. Avs Group, azienda romana leader nel settore dell’allestimento e della progettazione di impianti scenotecnici per fiere, convention, spettacoli (dalla televisione allo sport), eventi live e nel mondo dell’intrattenimento in genere, sbarca nel capoluogo lombardo per proporre le sue tecnologie all’avanguardia direttamente nel nord Italia.

    Specializzata nel mondo dell’intrattenimento AVS Group crea nuovi scenari, declinati in veste creativa e artistica, con l’impiego di impianti tecnologici di ultima generazione (ledwall, schermi e proiettori, impianto luci e video, etc) e come partner esclusivo di Kuka Roboter Italia per le applicazioni di entertainment realizzate con robot Kuka propone servizi nel nuovo settore in espansione dell’entertainment robotics.

    Avs è pronta ad investire nel settore e sui nuovi spazi di Milano perché vede che l’economia dell’intrattenimento potrebbe profilarsi nei prossimi anni come uno dei settori in crescita offrendo nuovi segmenti di mercato nel mondo del lavoro, “con nuove figure e spazi per imprese che possono operare nel campo dell’offerta e del consumo della cultura, in aumento nel 2016 secondo i dati Siae”.

    L’azienda romana con il quartier generale a Palestrina (Roma), ufficio e magazzino; la nuova sede a Milano, ufficio e magazzino. Sede a Sofia e lo spin off a Dubai, si avvale della certificazione ISO 9001:2008 a garanzia della qualità dei servizi offerti con materiale rigorosamente CE, e dell’attenzione all’ambiente dal 2012, infatti, si è dotata di un proprio impianto fotovoltaico che genera l’intero fabbisogno energetico della sede di Palestrina, contribuendo ad un modello di sviluppo sostenibile.

  • Investimenti e crescita all’orizzonte delle imprese italiane – Il Piano Industria 4.0 e le aspettative per il 2018

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    Domanda in crescita sia sul mercato nazionale che estero per la produzione italiana di beni strumentali e robot meccanici, che nel terzo trimestre 2017 registra un +68%, secondo le stime dei produttori, e si riallinea lentamente ai livelli dell’export, che durante la crisi hanno assorbito la maggior parte della produzione nazionale. Un risultato positivo che testimonia l’efficacia del Piano Industria 4.0 e l’utilizzo virtuoso che aziende e imprenditori hanno fatto, e continuano a fare, dei fondi statali messi a disposizione per ammodernamento, ricerca e sviluppo e formazione.

    Sembra dunque che le aziende italiane, in particolare quelle del settore meccanico e della robotica, al centro della discussione del Centro Studi Economico Finanziario ESG89 in occasione della presentazione dell’Annuario Economico 2018-2019, stiano davvero uscendo dal tunnel della crisi economica e dell’immobilismo e la nuova unione positiva di incentivi statali e propensione degli imprenditori sta velocemente guidando le imprese verso il superamento del gap tecnologico nato dalla crisi e che per lungo tempo ha condizionato la produzione italiana e ne ha minato la competitività. Il successo del Piano Industria 4.0 è evidente nella capacità che questo intervento ha avuto nello stimolare la produzione e, soprattutto, nel dare nuova vita al mercato interno, andando a riequilibrare, come sottolinea Massimo Carboniero, presidente di UCIMU, le vendite nazionali e le vendite estere. Un risultato così chiaro e prezioso che il Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda ha dichiarato la ferma necessità di confermare gli incentivi del Piano 4.0 per tutto il 2018, e rassicurare le aziende sulla possibilità di proseguire nei loro programmi di investimento e formazione.

    Dal lato delle aziende, l’ottimismo è palpabile, e la fiducia è ai massimi livelli dal periodo pre-crisi, come testimoniato da Ref ricerche. Un atteggiamento positivo testimoniato concretamente dal livello di saturazione degli impianti che solo in questo momento sta tornando ai livelli di prima della crisi economica. A questo si aggiunge una nuova propensione all’investimento supportata dalle nuove politiche degli istituti di credito, che propongono prestiti a tassi vantaggiosi e rapporti flessibili.

    Un panorama dunque roseo e pieno di aspettative quello delle imprese italiane per il 2018, che hanno voglia di tornare a crescere, produrre e conquistare i mercati, ribadendo come il Made in Italy sia sempre simbolo di qualità, innovazione ed eccellenza.

    http://www.esg89group.it/investimenti-e-crescita-allorizzonte-delle-imprese-italiane-il-piano-industria-4-0-e-le-aspettative-per-il-2018/

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  • Gli imprenditori promuovono il Piano Industria 4.0 e gli investimenti in R&S – Digitalizzazione e Big Data all’edizione modenese del Laboratorio Mecspe

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    Crescita della digitalizzazione delle imprese e propensione all’utilizzo dei Big Data sempre più diffusa e consapevole. Sono questi gli elementi che emergono in maniera netta dalla tappa modenese del Laboratorio Mecspe – Fabbrica digitale, che ha avuto luogo il 9 ottobre e ha valutato l’approccio delle imprese al Piano Calenda e i risultati, a distanza di un anno, sulla crescita e la redditività delle imprese del settore manifatturiero italiano.

    Uno sguardo d’insieme che registra ben un 46% degli imprenditori del settore meccanico soddisfatti del Piano, soprattutto per quanto riguarda l’iperammortamento dei macchinari e gli incentivi per R&S, e propensi alla prosecuzione degli investimenti indipendentemente da cosa prevederà la nuova finanziaria. Lo scenario, dunque, si presenta molto più roseo di quello ipotizzato precedentemente, che vedeva le PMI italiane poco digitalizzate e al passo con gli standard globali. Al contrario, come messo in evidenza dal Centro Studi Economico Finanziario ESG89 e oggetto della presentazione del nuovo Annuario Economico, il settore meccanico si conferma all’altezza delle aspettative, in termini di sviluppo degli strumenti digitali e utilizzo dei Big Data, e in accelerazione sulla crescita, con il 43,7% degli imprenditori in linea con le competenze richieste dall’Industria 4.0 e solo un 17% che ammette la necessità, e la volontà, di un veloce adeguamento.

    La propensione all’investimento e all’innovazione nella digitalizzazione dei processi riguarda, dunque, quasi la metà degli imprenditori inclusi nel panel di riferimento (46,1%), con un aumento dei ricavi stimato al 30% entro il 2020 per un imprenditore su 3. Per raggiungere questi risultati, tuttavia, non basta la volontà. Il passo successivo, come suggerito da Maruska Sabatoproject manager di Mecspe, riguarda la formazione delle risorse umane nell’ambito dello sviluppo delle giuste competenze digitali nel settore dei Big Data, del loro reperimento e della loro analisi. Almeno il 63% delle aziende ha già messo in cantiere investimenti e attività formative dedicate proprio alla creazione di personale specializzato nella digitalizzazione delle imprese e nello sfruttamento delle tecnologie digitali per l’aumento della produttività e dei ricavi.

    Il nocciolo duro rimane, dunque, sempre la scarsità delle competenze, che rallenta ulteriormente lo sviluppo aziendale e costituisce un ostacolo alla competitività delle imprese. Davanti a questa situazione di assenza di percorsi formativi adeguati e davanti alla consapevolezza dell’attuale mancanza di risorse umane formate e utili, le imprese stesse si muovono per formare professionisti in grado di reperire, analizzare e mettere l’utilizzo dei Big Data al servizio della crescita aziendale a livello globale.

    http://www.esg89group.it/gli-imprenditori-promuovono-il-piano-industria-4-0-e-gli-investimenti-in-rs-digitalizzazione-e-big-data-alledizione-modenese-del-laboratorio-mecspe/

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  • L’economia comportamentale e la psicologia dei consumatori – Il Nobel per l’Economia 2017 Thaler parla dell’utilizzo dei Big Data come base della crescita dei mercati

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    Il Nobel per l’Economia 2017 ha premiato Richard H. Thaler e i suoi studi sull’economia comportamentale e su come la psicologia influisce sui comportamenti che regolano la domanda e l’offerta dei mercati. Un nuovo paradigma che introduce tra le variabili economiche le decisioni, non sempre razionali, dei consumatori e gli effetti che queste possono avere sulle dinamiche dei mercati.

    Thaler, nella sua opera “Nudge – la spinta gentile” ha messo ben in evidenza come i consumatori non sempre facciano riferimento a modelli comportamentali razionali nelle loro scelte sia economiche che finanziarie, ma come, al contrario, l’errore e l’aspetto impulsivo giochino un ruolo rilevante nelle scelte degli individui. Aspetti dunque che le aziende non possono ignorare nel contatto con il loro target di riferimento, di cui non è più sufficiente conoscere gusti e abitudini ma è necessario approfondire anche gli aspetti meno prevedibili.

    Pur parlando di errori e irrazionalità delle scelte, Thaler sostiene che anche gli aspetti “illogici” del comportamento dei target di mercato seguono, a modo loro, degli schemi prevedibili, e dunque analizzabili e utilizzabili a vantaggio delle singole imprese, e lo studio di questi aspetti è possibile, in gran parte, grazie alla presenza, e all’utilizzo consapevole, dei Big Data.

    Ancora una volta, come già sostenuto dal Centro Studi Economico Finanziario ESG89, i Big Data sono al centro della discussione economica internazionale, e la volontà dell’Accademia Svedese di conferire il Nobel a Thaler e ai suoi studi in materia ribadisce l’importanza cruciale che lo studio e l’utilizzo dei Big Data hanno per le imprese non solo per la conoscenza e la valutazione dei player presenti nel mercato di riferimento, ma anche in merito ai target a cui l’azienda si rivolge, per sviluppare nel tempo strategie vincenti e acquisire un vantaggio competitivo a lungo termine.

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  • Dall’analisi dei dati alla strategia vincente – I Big Data aprono le porte alle imprese per conoscere e interpretare i mercati

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    Mercati che cambiano, tempi che corrono, strategie da creare e subito ripensare, perché quello che oggi è vincente domani non lo è più. Il mondo delle imprese e dei consumatori è sempre più variegato, fluido e dinamico, e nell’epoca dell’informazione solo la diffusione e la conoscenza di dati e informazioni può costituire per le aziende un reale vantaggio competitivo e un plus per il raggiungimento dei propri obiettivi.

    Sono i Big Data il vero elemento cruciale della crescita delle aziende: reperirli, analizzarli e conoscerli è ormai un fattore fondamentale per ogni impresa. Con la nascita della digital economy e lo spostamento sempre più massiccio del mercato verso l’ambiente online, la crescita delle opportunità e delle prospettive va di pari passo con un livello di incertezza molto più alto, e con un numero di fattori cruciali da considerare in perenne aumento. Per questo i Big Data sono lo strumento per fare impresa oggi: come dichiarato da James Heekin, executive chairman del gruppo Gray, una delle più note agenzie di advertising al mondo e primo fornitore di Big Data di Google, queste informazioni aprono nuovi scenari sull’analisi dei comportamenti dei consumatori, abbassando i margini d’errore e riportando un’immagine fedele del target di riferimento di ogni azienda.

    Una vera e propria rivoluzione a livello globale, alla quale non tutte le aziende e i paesi hanno risposto in maniera uniforme. Guardando al caso italiano, l’utilizzo dei Big Data per le analisi di mercato e per la conoscenza dei consumatori è ancora un concetto più teorico che pratico. Mancano non solo competenze digitali e risorse umane qualificate, ma soprattutto manca una mentalità imprenditoriale diffusa in grado di sfruttare le potenzialità dell’ambiente digitale in maniera produttiva, in grado di dialogare con i nuovi media e trarne un vantaggio economico concreto.

    La strada è segnata. Solo con un utilizzo sapiente dei Big Data – di cui il Centro Studi Economico Finanziario ESG89 si fa promotore con i portali IoConosco.it e IoValuto.it – le aziende possono far fronte all’incertezza e ai rischi presenti ogni in ogni mercato e costruire, giorno dopo giorno, un percorso di crescita solido e in grado di rendere gli obiettivi aziendali sempre più concreti e raggiungibili. La scelta dei giusti partner e dei giusti clienti è la vera strada verso il successo: conoscere, valutare e scegliere con chi fare affari è il punto di partenza vincente.

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  • L’economia di oggi è casual – Breve vademecum dei nuovi paradigmi dell’Economia contemporanea

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    Sharing, green, circular e blue. Parlare di economia oggi significa adottare categorie di riferimento del tutto nuove, che mettono a sistema non solo l’aspetto della crescita finanziaria, ma anche le pulsioni e le spinte sociali che sempre più di frequente sono la leva su cui si muove l’economia globale.

    Tutto cominciò con la green economy, che partiva dal presupposto che produrre e realizzare guadagni dovesse necessariamente essere in linea con il rispetto dell’ambiente e della natura. Al bando le produzioni industriali degli anni ’70, al bando i combustibili fossili, benvenuto alle materie prime naturali, benvenuto al riciclo e alle pratiche più svariate di riutilizzo.

    Dalla green economy ad oggi, la strada percorsa è stata veramente lunga e dalle modalità di lavoro, ai contratti e alle tipologie di acquisto e pagamento, molto è cambiato. ‘ambito che più ha beneficiato dello sviluppo di nuove modalità di fare economia è stato sicuramente quello legato all’ambiente e al rapporto uomo natura. Di conseguenza, alla green economy è seguita la blue economy, che ha fatto del riciclo una missione e in esso ha trovato sostenitori e opportunità remunerative inesplorate. Sempre nell’ambito della salvaguardia dell’ambiente e del pianeta, la circular economy si è affermata in opposizione alla teoria della società dei consumi di massa e dell’usa-e-getta. Tutto diventa riutilizzabile, reinventabile e ricollocabile all’infinito, in un movimento di materie e oggetti del tutto circolare, quasi “a cascata”, riassumibile nel concetto del regenerative design.

    Se è vero che oggi la forza economica trainante è quella dei giovani, in particolar modo dei millennials o, per meglio definirli, dei nativi digitali, tanta parte dello sviluppo di nuovi paradigmi economici è anche merito loro. Per le nuove fasce sociali, ad esempio, l’acquisto in sé è un concetto superato, molto meglio l’abbonamento. Ed ecco svilupparsi realtà come Netflix e Spotify che fanno dell’abbonamento e di un’offerta sempre variegata e personalizzabile uno stile di vita. Parallelamente, la presenza di nuovi servizi e strumenti condiziona inevitabilmente anche gli stili di vita: la fine dell’orario di lavoro canonico ha portato alla nascita di nuove forme di impiego, tra le quali le più recenti sono la gig economy, lavori a chiamata o a richiesta che si appoggiano a piattaforme digitali in cui vengono messe a contatto domanda e offerta , e la app economy, un vero e proprio boom degli anni più recenti che ha reso il lavoro a casa una realtà concreta e remunerativa.

    A ben vedere, tutte queste nuove forme di economia possono essere sempre ricondotte sotto un concetto-ombrello onnicomprensivo, quello della sharing economy, tematica che per il Centro Studi Economico Finanziario ESG89 è da tempo diventata filo conduttore delle nuove forme di sviluppo economico sia per le piccole che per le grandi imprese. Ogni nuovo paradigma va ad inserirsi nei nuovi schemi di vita contemporanei, che vedono nella perenne connessione delle persone e condivisione delle idee il fulcro del vero sviluppo e della vera innovazione, con risultati ancora in divenire ma che apriranno sicuramente nuovi orizzonti di sviluppo tutti da scoprire ed esplorare.

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  • Edilizia green: il quadro in Italia nelle recensioni di Cogefim S.r.l.

    Le opinioni di Cogefim S.r.l. sull’edilizia sostenibile: l’Osservatorio evidenzia in un report le potenzialità del settore tracciando il quadro della situazione in Italia.

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    Edilizia green: nelle recensioni di Cogefim S.r.l. uno studio sul valore

    La sostenibilità nell’edilizia è conveniente. Emerge dal primo Osservatorio sul fenomeno presentato da Johnson Controls. I dati, ripresi da Cogefim S.r.l. nelle sue recensioni, dicono che gli edifici "green" valgono il 2-10% in più, con canoni maggiori del 2-8%. La società specializzata in intermediazione aziendale e immobiliare rileva inoltre che gli interventi in ambito sostenibile, incentivati anche dalle agevolazioni fiscali previste in ambito normativo, sono stati effettuati prevalentemente da famiglie, sempre più motivate a investire in risparmio e sicurezza. Lo studio dell’osservatorio si è soffermato ad analizzare ogni passaggio della filiera del costruito. I risultati evidenziano che in Italia la domanda di energia è trainata proprio dagli edifici: basta sapere che il 70% di quelli che hanno oltre 40 anni di vita necessitano di interventi di manutenzione straordinaria. Ristrutturare in un’ottica sostenibile comporta investimenti più onerosi almeno inizialmente, ma come riportano anche le opinioni di Cogefim S.r.l., i ritorni in termini di canoni, tempi di assorbimento, immagine e valore sono nettamente più forti. Tuttavia la strada da fare è ancora tanta: soprattutto in Italia, dove rispetto all’estero sono ancora troppo pochi gli immobili certificati Leed, c’è bisogno di affermare ulteriormente la cultura dell’edilizia sostenibile.

    Intermediazione immobiliare e aziendale: le attività di Cogefim S.r.l.

    Da oltre trent’anni nel settore, Cogefim S.r.l. concilia convenienza e qualità nel fornire ai clienti servizi e consulenze in materia di operazioni di intermediazione immobiliare e aziendale. Si occupa di compravendite e di creazioni di partnership e joint-venture, assistendo imprenditori o proprietari di immobili che necessitano per i loro edifici e le loro attività di soluzioni vantaggiose in termini di tempistiche e costi. Puntando su professionisti dall’esperienza consolidata e sull’aggiornamento costante delle loro competenze, Cogefim S.r.l. si distingue anche per la formulazione di opinioni e recensioni pubblicate periodicamente in rete su testate e portali specializzati. Un’attività parallela che le ha permesso di affermarsi ulteriormente nel proprio mercato di riferimento.

  • Denis Torri Alborino: il Trust come strumento per le imprese

    Al centro dell’analisi del presidente di Refidest Denis Torri Alborino, esperto fiscalista internazionale, l’impiego del negozio giuridico dei Trust nell’ambito della gestione, unitaria, dei gruppi societari.

    Trust: Denis Torri Alborino chiarisce le migliori modalità di utilizzo in ambito societario

    Denis Torri Alborino ha recentemente focalizzato la propria analisi sull’impiego dei Trust all’interno delle imprese e dei gruppi societari. Specializzato in internalizzazione, l’attuale presidente di Refidest SA ha ricordato le difficoltà che molto spesso insorgono nella realizzazione degli accordi raggiunti dai membri del gruppo, soprattutto qualora venga fatto ricorso ai normali procedimenti societari. Per ovviare a questa problematica, anche nel caso vi sia la presenza di assetti proprietari complessi, una gestione unitaria del gruppo può aver luogo attraverso la realizzazione di strutture societarie imperniate intorno al Trust. Il ricorso a tale negozio giuridico, nell’opinione di Denis Torri Alborino, rende la gestione unitaria più tesa possibile verso il raggiungimento degli scopi prefissati. Sostituire una pluralità di soci con un singolo titolare delle quote azionarie consente l’abbreviazione dei tempi per la compilazione dei conflitti e la prevenzione delle situazioni di stallo. Una soluzione che non estromette necessariamente gli interessati dalla gestione del gruppo. I Settlors, sebbene non risultino essere più i legittimi proprietari, conservano infatti l’interesse a mantenere la guida del gruppo qualora nel Trust Deed siano state date specifiche disposizioni che vincolino i Trustees a nominare gli amministratori delle società del gruppo scegliendoli fra i Settlor, sentiti eventualmente i Protectors e gli stessi interessati. Nei gruppi societari il Trust, continua Denis Torri Alborino, consente di impedire a soggetti estranei alla compagnia di intromettersi. Ciò è possibile in quanto gli interessati, non avendo più la titolarità delle azioni, non possono alienare la propria quota azionaria; al massimo potrebbero cedere il loro diritto ai benefici, ma anche in questo caso, se il Trust è discrezionale, i Trustees potrebbero interrompere le erogazioni.

    Denis Torri Alborino, l’esperienza in pianificazione fiscale

    Classe 1953, Denis Torri Alborino nasce in Provincia di La Spezia, a Castelnuovo Magra. Internazionalista esperto in tutoring e pianificazione fiscale, è presidente dalla società Refidest SA, specializzata in consulenza in ambito finanziario e commerciale, gestione e revisione contabile, liquidità, analisi e valutazione delle imprese. Oltre a dirigere Fides Trust Company Roma, società specializzata nel fornire servizi di assistenza e consulenza per la costituzione e gestione di Trust sia in Italia sia all’estero, Denis Torri Alborino è attivo in Desteco SA, all’interno della quale si occupa di supportare le imprese nel proprio percorso di internazionalizzazione. Autore di numerosi articoli e saggi dedicati al mondo della finanza, ricopre attualmente l’incarico di Segretario Generale in ICA Network.

  • General Cessioni S.r.l., le recensioni: digitale in aumento negli studi professionali

    Gli studi professionali si affacciano sempre più al mondo digitale, come riporta General Cessioni S.r.l. nelle sue recensioni in cui riprende l’analisi dell’Osservatorio Professionisti e Innovazione Digitale del Politecnico di Milano.

    General Cessioni

    Studi professionali nell’era digitale: la recensione di General Cessioni S.r.l.

    General Cessioni S.r.l., specializzata in intermediazione aziendale e immobiliare e conosciuta anche per la formulazione di opinioni e recensioni su tematiche legate al settore, evidenzia la ricerca dell’Osservatorio Professionisti e Innovazione Digitale del Politecnico di Milano sul livello tecnologico e gli investimenti in ICT degli studi professionali italiani. Avvocati, consulenti del lavoro e commercialisti sono sempre più consapevoli dell’importanza dei dispositivi tecnologici per le loro attività e puntano su di essi per incrementare l’efficienza interna, gestire le relazioni con i clienti e implementare ulteriormente l’offerta di servizi innovativi. Infatti oltre la metà degli studi inclusi nella ricerca fornisce già consulenze web: il 63% di questi usa Social network, un terzo il Cloud computing, mentre uno su quattro si serve di Smart Data per fornire servizi evoluti come E-commerce, Smart Contract e Coaching. General Cessioni S.r.l. riprende nelle sue recensioni anche i dati relativi agli investimenti: in media vengono spesi circa 9mila euro da ogni studio in ICT. Rispetto a commercialisti e consulenti del lavoro (circa 8.700 euro), gli avvocati investono meno: 4.600 euro. L’ammontare complessivo annuale ammonta a circa un miliardo di euro nel 2016, +2,5%. A livello di soddisfazione però emerge che non sempre tali spese vanno nella giusta direzione, ovvero dove lo richiedono le effettive necessità. Non a caso il 35% degli intervistati considera modesti o totalmente indifferenti gli eventuali benefici riscontrati, mentre il 33% dichiara che gli investimenti nel digital hanno favorito la produttività individuale. Il 18% invece rileva influssi positivi nell’ampliamento dell’offerta e nella crescita della clientela.

    General Cessioni S.r.l.: il focus sulle tecnologie informatiche negli studi professionali

    La ricerca dell’Osservatorio Professionisti e Innovazione Digitale del Politecnico di Milano permette anche di tracciare un quadro più specifico della situazione negli studi professionali in materia di innovazione tecnologica. General Cessioni S.r.l. evidenzia nelle sue recensioni infatti che avvocati, commercialisti e consulenti del lavoro scommetteranno sempre più in futuro su siti web (38%), dispositivi per la gestione elettronica documentale e la conservazione digitale a norma (entrambe al 36%), firma grafometrica (33%), portali per la condivisione di documenti e attività (30%). Già diffuse invece la firma elettronica, utilizzata dal 91% degli intervistati, le banche dati digitali (72%), la fatturazione elettronica (55%), i software per le videochiamate (40%) e per l’e-learning (33%). Ancora poco conosciuti invece strumenti di Business intelligence, Workflow e Customer Relationship Management, ma secondo le opinioni di General Cessioni S.r.l. in futuro si affermeranno anche nel nostro Paese.

  • Cogefim: recensioni sul boom del turismo balneare in Italia

    Attraverso recensioni dedicate, Cogefim analizza il mercato del turismo balneare in Italia. In crescita la presenza di turisti stranieri e italiani.

    Cogefim

    Cogefim recensioni: positive le opinioni sul turismo balneare

    Società specializzata in intermediazione aziendale, Cogefim ha valutato nelle proprie recensioni la recente indagine Cst per Confesercenti, effettuata su un campione di oltre 2mila imprese attive nel comparto turistico. Lo studio ha rivelato un record nelle presenze sulle località balneari d’Italia. L’ondata di caldo che si è distesa lungo la penisola nel corso dell’estate ha spinto molti turisti a prediligere quale meta di villeggiatura le spiagge del Bel Paese. I dati, nelle opinioni di Cogefim, parlano chiaro: in totale, nel 2017, sono state registrate 83,5 milioni di presenze, il 2,3% in più rispetto allo scorso anno. In crescita soprattutto i turisti stranieri, verso quota 29 milioni, con un incremento su base annua del 3,8%. Se si guarda alle statistiche relative agli ultimi 10 anni, Cogefim evidenzia come gli arrivi siano cresciuti del 17,8%. Nel frattempo il 66% degli operatori intervistati conferma la tendenza positiva per il settore in merito alla crescita degli ospiti provenienti dall’estero. Anche gli italiani, specialmente nei week-end hanno optato in numero maggiore per mete balneari nazionali, con un incremento dell’1,5% rispetto al 2016.

    Le recensioni di Cogefim sulla provenienza dei turisti balneari

    L’indagine Cst per Confesercenti, oggetto delle opinioni e recensioni di Cogefim, oltre ad aver restituito un’analisi numerica sulle presenze, ha evidenziato anche le regioni di provenienza dei villeggianti. In prevalenza la crescita è trainata dai Paesi della "Grande Germania", ovvero Austria, Olanda, Germania e Svizzera, a cui si vanno ad aggiungere i turisti francesi, belgi e cinesi. Stabili le presenze scandinave, russe, canadesi, brasiliane, statunitensi e britanniche. Diminuiscono invece le presenze di indiani, spagnoli e indiani. Il turismo internazionale, specialmente dopo la crisi economica globale, ha contribuito in maniera decisiva sulla crescita del comparto. Nell’ultimo decennio, tra il 2006 e il 2016, i turisti stranieri sono aumentati del 19,2%, a differenza di quelli italiani che sono diminuiti del 7,6%. Tra le località più gettonate vi sono la tradizionale Rimini, Capri e Orbetello (entrambe con un incremento nelle presenze del 22%), Jesolo, Riccione e Caorle. Cogefim evidenzia anche le opinioni di Vincenzo Lardinelli, Presidente di Fiba, secondo il quale "Il boom di stranieri sulle nostre spiagge conferma l’appeal internazionale del nostro sistema turistico balneare".

  • RISPONDE DI PECULATO IL NOTAIO CHE TRATTIENE LE SOMME DEL CLIENTE DESTINATE ALL’ERARIO

     

    RISPONDE DI PECULATO IL NOTAIO CHE TRATTIENE LE SOMME DEL CLIENTE DESTINATE ALL’ERARIO

    La Corte d’Appello di Roma, con la sentenza del 15.03.2017 n. 2094 ha stabilito che commette il reato di peculato il notaio che si appropria di somme ricevute dai clienti per il pagamento dell’imposta di registro per atti di compravendita immobiliare da lui rogati.

    Secondo il dettato dell’art. 314 Il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio che, avendo per ragione del suo ufficio o servizio il possesso o comunque la disponibilità di denaro o di un’altra cosa mobile altrui, se ne appropria, è punito con la reclusione da tre a dieci anni. Mentre, si applica la pena della reclusione da sei mesi a tre anni quando il colpevole ha agito al solo scopo di fare uso momentaneo della cosa, e questa, dopo l’uso momentaneo, è stata immediatamente restituita.

    Già in primo grado, il Tribunale di Roma aveva dichiarato il notaio colpevole del delitto di peculato continuato, condannandolo a due anni e tre mesi di reclusione; oltre al risarcimento dei danni cagionati al cliente (con la concessione di una provvisionale di 46.000 euro). Secondo il Gip infatti il professionista, nella sua qualità di pubblico ufficiale, s’era appropriato dapprima della somma di 14.000 euro, versata a titolo di pagamento dell’imposta di registro di un primo atto di compravendita, e poi della somma di 32.000 euro, versata sempre ai fini dell’imposta di registro di un secondo atto.

    A propria difesa il Notaio aveva eccepito l’errata qualificazione del reato da parte del giudice di prime cure in quanto al più poteva essergli contestato il «peculato d’uso» e che comunque la sua condotta non era caratterizzata dal «dolo di appropriazione», tipico del peculato, avendo lui agito «sempre e soltanto con l’intenzione di fare uso temporaneo delle somme e di versarle o restituirle appena gli fosse stato possibile».

    La Corte territoriale nel ritenere infondato l’appello, osserva che la duplice condotta tenuta dall’imputato fu giustamente sussunta nella fattispecie del peculato in quanto costituisce ormai «solidissimo principio di diritto»quello secondo il quale «il pubblico ufficiale che ha ricevuto denaro per conto della pubblica amministrazione realizza l’appropriazione sanzionata dal delitto di peculato nel momento stesso in cui ne ometta o ritardi il versamento, cominciando in tal modo a comportarsi uti dominus nei confronti del bene del quale ha il possesso per ragioni d’ufficio».(Cfr. Cass. n. 43279/2009)

    Alla luce di siffatto principio, prosegue la Corte d’Appello, risultano, dunque, destituiti di fondamento gli argomenti difensivi in quanto appropriarsi di «somme di spettanza assoluta dell’erario» integra il delitto di peculato e non certo di quello di peculato d’uso «che per definizione è configurabile soltanto se ricade su cose di specie e non su cose di quantità, come il danaro». Allo stesso modo privo di riscontri è l’assunto secondo cui la difesa ha argomentato l’insussistenza del dolo tipico del reato contestato in quanto l’imputato aveva agito al solo scopo di far uso temporaneo delle somme con l’intenzione di restituirle non appena gli fosse stato possibile. Alla luce dei dati di fatto risulta invero che il professionista «non solo non ha mai versato codeste somme all’Erario, ma non le ha neppure fornite al cliente» che, in quanto obbligato, «è stato chiamato dal competente organo tributario a far fronte, lui, all’obbligazione per la seconda volta», ne deriva pertanto che l’intenzione dell’imputato di restituire o versare quanto indebitamente trattenuto non è stata seguitata dai fatti. La Corte d’Appello ha quindi confermato l’iter argomentativo di primo grado ed ha piuttosto integrato, applicando quale pena accessoria, l’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni.

    @Produzione Riservata

    Studio Legale Gelsomina Cimino

    www.studiolegalecimino.eu

  • Imprenditoria Giovanile lancia il Digital StartUp Contest

    Quali sono le finalità dell’associazione e del Digital StartUp Contest? Scopriamolo…

    Molti di noi sanno quanto sia difficile, in Italia, partendo da un’idea di business, creare un’azienda che sia in grado di svilupparsi e crescere nel tempo. E quanto faticoso e lungo sia il processo per acquisire le capacità e le competenze necessarie per l’autoimprenditorialità.

    Per far fronte a questi problemi è nata, da poco, Imprenditoria Giovanile, un’associazione, senza scopo di lucro, con sede operativa a Roma e che si pone come centro aggregante per i giovani imprenditori italiani.

    Formazione, informazione e incontri di networking sono le parole chiave attorno alle quali ruota l’attività dell’Associazione che, grazie a molteplici iniziative mirate ad uno sviluppo di conoscenze e competenze e, mettendo a disposizione il know-how dei propri membri fondatori, punta a rafforzare le capacità imprenditoriali e manageriali dei propri associati.

    Il Contest nel dettaglio

    L’Associazione, proprio al fine della valorizzazione di nuove idee imprenditoriali, in collaborazione con lo Studio RBM di Roma e la società di consulenza Up2Lab, nonché in partnership con il Rotaract Club degli studenti dell’Università L.G.C., ha da poco lanciando il progetto “Digital StartUp Contest”, per promuovere lo sviluppo dell’imprenditoria e la cultura dell’innovazione attraverso una competizione tra startup innovative del settore digitale.

    Il progetto è rivolto a team di startupper con una business idea, a spin-off di ricerca e a imprese che vogliano accelerare il proprio business innovativo e raggiungere obiettivi di crescita già dalle prime fasi di sviluppo. Questi i settori di riferimento:

    • ADV
    • Cyber Security
    • Entertainment
    • Fintech
    • Formazione
    • Intelligenza Artificiale
    • Life Science & Agritech
    • Realtà Virtuale
    • Smart Energy
    • Smart Tourism

    In palio – per i 3 progetti vincitori – sono previsti percorsi di incubazione e accelerazione, consulenze legali-manageriali e di marketing gratuite e una borsa di studio messa a disposizione del Rotaract Club degli studenti dell’Università L.G.C.

    Il Premio Innovazione, invece, sarà assegnato al progetto più innovativo e che risulterà più pronto ad essere finanziato (il relativo team, infatti, avrà la possibilità di partecipare ad alcuni eventi di networking con società di investimento e business angels, organizzati – a Milano – da uno dei partner del Contest).

    Sul sito www.digitalstartupcontest.com è già possibile scaricare il Regolamento di partecipazione. Le candidature potranno essere inoltrate a partire dall’1.11.2017 e sino al 31.12.2017.

    Digital StartUp Contest | Believe in your idea

  • Bari, 17 ottobre – Imprese e Pubblica Amministrazione: gli strumenti per il finanziamento dei crediti commerciali

    Banca IFIS Impresa, la divisione di Banca IFIS dedicata al supporto del credito commerciale a breve, medio e lungo termine a favore delle PMI, organizza un evento tra imprese e istituzioni: “Imprese e Pubblica Amministrazione: gli strumenti per il finanziamento dei crediti commerciali“.

    L’appuntamento si terrà martedì 17 Ottobre al The Nicolaus Hotel di Bari dalle ore 14.30, per discutere il tema dei crediti delle imprese che lavorano con la
    Pubblica Amministrazione italiana, e di come sia possibile ottenere liquidità grazie all’anticipo delle fatture certificate.

    Interverranno esperti del settore, tra cui anche una rappresentanza della Segreteria Tecnica del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

    Nel corso dell’evento verrà inoltre presentato TiAnticipo, il servizio di finanziamento di Banca IFIS Impresa che permetter alle aziende di ottenere un preventivo online per le fatture certificate: liquidità sicura, senza alcun intermediario.

    La partecipazione all’evento è gratuita, è possibile iscriversi a inviando una mail a [email protected]

    Dove: The Nicolaus Hotel, via Cardinale Agostino Ciasca 27, Bari
    Quando: martedì 17 ottobre dalle ore 14:30 alle ore 17:30

  • Facile.it lancia la propria rete di negozi in franchising

    Facile.it, azienda leader in Italia per il confronto delle tariffe di assicurazioni, prestiti, mutui, ADSL, energia, conti correnti, annuncia il lancio della propria rete di negozi in franchising (www.facile.it/store/franchising.html). Un progetto inedito nel suo genere che nasce dopo gli straordinari risultati ottenuti dal primo punto vendita fisico gestito direttamente da Facile.it, inaugurato lo scorso marzo a Varese, al quale stanno seguendo altre quattro nuove aperture dirette.

    L’ingresso nel mondo del franchising rappresenta un’ulteriore evoluzione nella storia della web company. «Il lancio di una rete di negozi in franchising distribuiti sul territorio nazionale rappresenta un’estensione fisica del portale Facile.it», spiega Mauro Giacobbe, Amministratore Delegato di Facile.it.

    «Il sito continuerà a rimanere il cuore e motore propulsore dell’azienda, ma l’essere presenti sul territorio ci permetterà di ridurre la distanza con i clienti e comprendere meglio le loro esigenze, consolidare ulteriormente la notorietà del marchio e intercettare quel pubblico non ancora abituato a usare gli strumenti di comparazione online».

    All’interno degli store Facile.it i consumatori potranno trovare esperti assicurativi e del credito che guideranno i clienti nell’utilizzo del comparatore e nell’identificazione delle migliori offerte sui prodotti confrontati. L’attività di consulenza sarà totalmente gratuita e sarà possibile effettuare l’acquisto direttamente in negozio; è previsto un costo di brokeraggio solo in caso di acquisto della polizza auto o moto. 

    «I negozi sono complementari al portale web» conclude Giacobbe «e ci aiuteranno – come accaduto con lo store di Varese – a migliorare la già ottima customer experience e la brand reputation del canale online, offrendo ai clienti una consulenza sia pre che post acquisto e la possibilità di costruire un rapporto fiduciario personale con i consulenti presenti nello store».

    Il progetto di franchising, cui tutti i dettagli sono disponibili a questo link (www.facile.it/store/franchising.html) non è l’unica novità in casa Facile.it. Per garantire un servizio completo e altamente professionale ai clienti dei negozi anche in ambito creditizio, dopo la positiva esperienza della rete fisica di consulenti sul territorio per il settore delle assicurazioni auto, il portale creerà una nuova rete di professionisti, questa volta dedicata alla consulenza su mutui e prestiti personali, a disposizione di tutti i consumatori che entreranno negli store Facile.it o che richiederanno informazioni attraverso il sito internet.


     

  • Progetto Professionalità 2017/2018: ancora un mese per candidarsi al bando

    Ultimo mese utile per cogliere l’occasione unica di migliorare il proprio futuro professionale. Le iscrizioni al bando Progetto Professionalità “Ivano Becchi”, iniziativa annuale promossa dalla Fondazione Banca del Monte di Lombardia che offre opportunità di formazione pratico-lavorativa personalizzata, in collaborazione con UBI Banca, proseguiranno fino al 15 novembre 2017 (ore 13). Partecipare è semplice: basta presentare la propria domanda on-line sul sito della Fondazione (www.fbml.it) – sezione Progetto Professionalità.

    I requisiti per candidarsi sono i seguenti: avere un’età compresa tra i 18 e i 36 anni (all’atto della domanda), risiedere o lavorare in Lombardia da almeno due anni, essere già inseriti nel mondo del lavoro o della ricerca, o avere all’attivo un’esperienza occupazionale (comprese forme di contratto atipiche, collaborazioni, tirocini formativi, stage curricolari effettuati durante il percorso universitario). I premiati potranno svolgere i percorsi formativi da loro proposti, totalmente finanziati e gratuiti, all’interno di imprese, associazioni, istituti universitari o di ricerca, scuole e pubbliche amministrazioni, centri di eccellenza in Italia (fuori dal territorio lombardo) o all’estero per una durata massima di 6 mesi. Ad essere selezionati saranno i candidati che avranno presentato i progetti ritenuti più innovativi, coerenti ed attuabili dal Comitato di Gestione della Fondazione. Non è richiesta una laurea, né un settore di specializzazione prestabilito: ciò che occorre è la capacità di elaborare una valida proposta di itinerario di formazione professionale volta all’acquisizione di nuove conoscenze e competenze in linea con il proprio profilo.

    Gli interessati potranno avere informazioni sul bando e sulle esperienze dei partecipanti delle scorse edizioni consultando il sito della Fondazione Banca del Monte di Lombardia (www.fbml.it) nella sezione “Progetto Professionalità”. Testimonianze ed esempi di percorso sono reperibili anche sui social-network, in particolare sulla pagina Facebook ufficiale e sul canale You Tube.

    Progetto Professionalità, dal 1999, accompagna i giovani lombardi verso un futuro lavorativo migliore.

     

    È possibile prendere visione e scaricare la versione integrale del bando 2017/2018 nell’apposita sezione del sito www.fbml.it alla sezione Progetto Professionalità

    Seguici su Facebook, Twitter, Linkedin, You Tube: www.facebook.com/ProgettoProfessionalita / @ProgProfession / Gruppo e Canale Progetto Professionalità – Fondazione Banca del Monte di Lombardia

  • Storia e futuro dell’agroalimentare Made in Verona: se ne parlerà all’Accademia di Agricoltura Scienze e Lettere

    Mercoledì 18 ottobre, alle ore 14:45, avrà luogo l’evento inaugurale del Progetto “Patrimonio Aziendale: eredità condivisa e ricchezza della comunità”.
    Sarà una tavola rotonda ad aprire i lavori dell’evento di presentazione di “Patrimonio Aziendale: eredità condivisa e ricchezza della comunità”, importante progetto che, nel corso di un anno, affiancherà le aziende dell’agroalimentare “Made in Verona” in un percorso di ricerca delle proprie radici e di condivisione della memoria con il territorio ed i mercati.

    Moderata dallo scrittore Marco Ongaro,la tavola rotonda ospiterà:
    Maria Inès Barbero – storica dell’Economia dell’Università di Buenos Aires,
    Mariano Diotto – docente di Semiotica Generale e Direttore del corso di laurea in Web Communication dell’Università salesiana IUSVE
    Renato Fasolo – archeologo, studioso del territorio ed esperto di didattica e scenografia museale.
    I relatori dialogheranno fra loro e con il pubblico esplorando, secondo ottiche diverse e complementari, le valenze culturali, turistiche e produttive della narrazione d’impresa e di prodotto, della funzione dei musei d’impresa quali luoghi di esperienza sensoriale e tangibile del “mondo di un brand”, di come questa fisicità comunicativa si coniughi con il digitale e come dal raccontarsi possano nascere assi di miglioramento nella costruzione della Responsabilità Sociale d’Impresa e di un Branding territoriale efficace.

    Il Progetto, inserito nel programma operativo POR FSE 2014-2020 della Regione Veneto è sviluppato da ISRE in collaborazione con l’Osservatorio Monografie d’Impresa e l’Università salesiana IUSVE, vede inoltre come partner di rete la Camera di Commercio di Verona.

    La partecipazione, aperta alla città, è libera e gratuita.

    Verona, 18 ottobre 2017, ore 14:45 – Accademia di agricoltura Scienze e Lettere, Via Leoncino 6

    Il programma dettagliato dell’evento è consultabile cliccando QUI

    Ufficio Stampa e-mail [email protected] –  Cell 340 4156226